Nuovo Masada

maggio 18, 2014

MASADA n° 1534 18-5-2014 I FURBI E GLI ALLOCCHI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:52 am

Blog di Viviana Vivarelli

Le finzioni sulla corruzione – Il gravissimo problema della prescrizione – Il Paese dei furbi – L’assurdo degli 80 euro – Renzi regala un miliardo con gli 80 euro ma ne toglie in tasse 3 miliardi, poi 7, poi 10 – I banchieri-gangster restano impuniti-Le truffe bancarie- Lo Scandalo Libor – Occorre abbandonare l’Austerity – Il Jobs Act è stato creato a favore delle banche – Sembra che Draghi apra ai Quantitative Easing- Perché tanta paura del M5S? – La proposta 5stelle di abolizione di Equitalia – I presunti lauti guadagni di Grillo – L’Italia è in avanzo primario da 20 anni – Programma del M5S per l’Europa – Il mondo alla rovescia- La grande amnesia

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà….
A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti
.”
Primo Levi
.
Forse non sarò io a veder
mutare la terra,
a sentire il fischio
di un vento familiare.

Forse perderò i sogni
e li farò morire,
perché vivere qui è’ difficile,
sopravvivere in altri dove
impossibile.

Ma se comincio da me,
ho la sensazione del risveglio,
se riprendo la parola
non sarà un bene
però è già meglio…
che nutrire l’indifferenza,
la rassegnazione e
il disprezzo
che i potenti ci hanno insegnato
come una poesia
a memoria.

Sashinka

Grillo: “Io non mi stupisco quando allo stadio fischiano l’inno di Mameli. Fratelli d’Italia, dice. Ma fratelli di chi? Dei piduisti, dei massoni, della camorra? Chiediamoci perché si fischia un inno. Io invece inorridisco quando il presidente della Repubblica riceve al Quirinale un condannato in via definitiva”.

LE FINZIONI SULLA CORRUZIONE
Vv
Dopo due mesi di rinvio il Pd finalmente, pressato dal M5S, ha ceduto al voto del Parlamento sul permesso ad arrestare il piddino e renziano Genovese, accusato di associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa. Poi Renzi ci viene a raccontare che vuol fare una task force contro la corruzione. Perché non ratifica la legge anticorruzione europea? Perché non fa fare una legge che incarceri i rei dopo la prima sentenza ed elimini due gradi di Giudizio, come avviene ovunque? Perché non risolve una volta per tutte i conflitti di interesse? E non elimina l’indecente legge ex Cirielli che uccide 400 processi al giorno prima che giungano a sentenza? Perché non riscrive la legge Severino che anche l’Europa ha giudicato scarsa e inutile? Perché non annulla tutte le leggi ad personam di Berlusconi, che giovano a mafiosi e malfattori? Perché non mette un rapido decreto sulle pene all’autoriciclaggio o non ripristina le pene per il falso in bilancio che tutti i Paesi Ue possiedono?
Nel Rapporto 2014 l’Europa è stata chiara e ha bocciato la nostra legge anticorruzione perché è troppo debole e inutile: non modifica la prescrizione, il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e le leggi ad personam. Come mai per vessare i cittadini vale il diktat “Ce lo chiede l’Europa”, ma per stringare i potenti che delinquono quell’imperativo non vale più? La Corte dei conti stima che le tangenti comportino un costo aggiuntivo del 40% sugli appalti pubblici, che in Italia ammontano a 100 miliardi di euro l’anno. E sono incalcolabili i costi che gravano sulle aziende che devono pagare le mazzette, mentre potrebbero investire in ricerca e sviluppo.
Il costo della corruzione in Italia ammonta a 60 miliardi di euro ogni anno, quanto il 4% del Pil italiano, quanto metà di tutta la corruzione europea.
.
IL GRAVISSIMO PROBLEMA DELLA PRESCRIZIONE

Gravissimo il problema della prescrizione che annulla migliaia di processi. Anche Penati, presidente Ds della provincia di Milano, accusato per tangenti, invece di finire in carcere è stato prescritto. In Italia le inchieste vengono cancellate in massa dalla prescrizione che negli altri Paesi non esiste o è un evento eccezionale. E così colletti bianchi e politici non pagano mai per i reati che commettono. Grazie alle leggi-vergogna di Berlusconi (che piacciono tanto a Pd, Pdl e Lega), le caste, cricche, logge o lobby della politica e dell’economia possono continuare a rubare. Mentre restano senza giustizia i cittadini danneggiati da truffe, raggiri finanziari, evasioni fiscali o previdenziali, corruzioni, appalti truccati, scandali sanitari, omicidi colposi, traffici di rifiuti pericolosi, disastri ambientali, morti sul lavoro, violenze in famiglia, perfino abusi sui bambini. E ancora c’è chi vota questi partiti che i corrotti li proteggono?

Davigo: «L’Italia è l’unico Paese del mondo in cui la prescrizione decorre per tutti e 3 i gradi di giudizio». All’estero il conteggio si ferma con il rinvio a giudizio o al massimo con la sentenza di 1° grado, dopo di che non si prescrive più niente. Da noi il colpevole può farla franca anche se è già stato condannato in 1° e 2° grado e perfino se è l’unico a fare ricorso, quindi se è proprio e solo lui ad allungare la durata del processo.
Quando proviamo a spiegarlo ai magistrati stranieri, non riescono a capacitarsene e chiedono: “Che senso ha?”».
Il senso di questa anomalia italiana è una massiccia impunità: solo in un anno sono stati annientati dalla prescrizione ben 128 mila processi penali. Dunque, ogni giorno, evitano la condanna almeno 350 colpevoli. La prescrizione facile è da decenni un vizio nazionale: basti pensare che i processi di Mani Pulite si erano chiusi con un bilancio finale di 1.233 condanne e ben 423 prescrizioni. Già ai tempi di Tangentopoli, il 20% dei colpevoli riusciva a beffare la giustizia.

Dopo tangentopoli, le cose sono addirittura peggiorate, grazie all’omertà Pd-Pdl e Lega. Berlusconi, per rendere impunibili i suoi amici delinquenti e mafiosi e per mantenere libero se stesso, ha stravolto il sistema processuale e penale, ma, ogni volta che il csx è stato al potere, ha conservato le violenze fatte al diritto da Berlusconi per proteggere anche se stesso. Insomma le leggi vergogna sono andate sempre bene a tutti. Per 20 anni questi 3 partiti non hanno fatto che distruggere il quadro di certezze della pena su cui dovrebbe riposare qualsiasi sistema giudiziario equo, e questo al fine di poter mantenere impuniti i propri colpevoli e proseguire quella strada di violazioni della legge che ci regala ormai uno scandalo al giorno, per una cupola di malaffare in cui non è più distinguibile il sano dal marcio per il velo di omertà che tutti ricopre.

IL PAESE DEI FURBI
Viviana Vivarelli

L’Italia è il Paese dei furbi. I furbi possono fare tutto quello che vogliono, reati di ogni tipo, sicuri che non pagheranno alcuna pena, abusi in massa tanto non sarà mai ridotto il loro potere, un comportamento costante di arroganza e soperchieria in cui chi fa le leggi le fa a proprio favore, contro ogni criterio di giustizia ed uguaglianza, lesioni continue del bene comune in nome di un egoismo becero e spregiudicato, collusione tra malfattori o mafiosi, che proseguono negli anni e si perpetuano nei pupilli e nei cosiddetti riformatori, menzogne propagate a mezzo stampa con una televisione complice e meschina, e infine lesioni costanti al tessuto democratico con l’attacco a qualsiasi opposizione democratica e l’accentramento assoluto di un potere feroce attento solo a spartizioni e collusioni, un gigantesco quadro di dissolutezza che non ha paragoni in Europa e ne ha pochi anche nel terzo mondo. In questa situazione squallida e degenerata, tre partiti feroci quanto delinquenziali hanno retto il potere per 20 anni proseguendo e amplificando tutti i danni possibili, al diritto, all’economia, al senso comune, con leggi auto protettiva e un parlamento ormai solo autoreferenziale, in una trama di interessi reciproci e reggendo gli interessi della parte peggiore del Paese e della criminalità organizzata. Non è possibile parlare di pratiche di democrazia in condizioni simili. E chi difende e continua a votare una simile classe di corrotti è complice del peggio di questo Paese e dovrebbe essere cacciato come nemico sociale.
Ma non esiste Paese di furbi che non si regga su un Paese di allocchi.

E Renzi si presenta come un giustiziere!? Ma vi pare che, se Renzi fosse stato un giustiziere che finalmente riportava la giustizia in questo martoriato Paese e cacciava i colpevoli dalle istituzioni, il Pd lo avrebbe fatto diventare anche solo assessore?? No certo, gli avrebbe fatto una guerra spietata o lo avrebbe radiato immediatamente come ha fatto con 519 dei suoi che sono stati cacciati (senza che i media dicessero una sola parola) e non per condotta riprovevole ma per avere osato criticare i propri capi quando essi, quelli sì, avevano una condotta riprovevole
Nel Pd non si avanza per meriti, ma per cooptazione e perché si garantisce omertà, impunità e spartizione del bottino.

L’ASSURDO DEGLI 80 EURO

L’iniquità e l’incostituzionalità palese del regalo elettorale degli 80 euro a una categoria precisa di stipendiati è talmente assurdo che la stessa Ue l’ha criticata, e ora Renzi corre ai ripari promettendo la stessa cifra a disoccupati e cassintegrati. Ma se allarga la platea degli aventi diritto a tutti i poveri, non fa prima a mettere quel reddito minimo di cittadinanza che pure stava nel programma elettorale del Pd? Il Pd prometteva 500 al mese a chi non supera i 6.880 euro annui. Sel prometteva 600 euro a chi non supera gli 8.000 euro. Il M5S prometteva 600 euro al mese a chi ha perso il lavoro o si trova sotto la soglia di povertà.
Il reddito minimo di cittadinanza non sarebbe una misura di riordino più equa e razionale nel sostegno che lo Stato riconosce ai più poveri, assorbendo in un quadro più ordinato altre forme di aiuto, invece di essere un regalino ‘una tantum’ che non si sa come compensare e che non si sa quanto abbia a valere? E come si combina questo allargamento della mancia di stato con il preciso intento che Renzi ha posto nei suoi 100 punti di “ABOLIZIONE DELLO STATO SOCIALE”? E’ la carota che si sventola sotto il naso dell’asino per farlo correre a proprio favore alle europee?? E dopo il voto cosa avremo? La beffa?

RENZI REGALA UN MILIARDO CON GLI 80 EURO MA TOGLIE IN TASSE 3 miliardi, POI 7, POI 10,
Annamaria

(Sui presunti 80 euro al mese che pagheremo cari con aumenti di tasse e annullamento di detrazioni! Regalano a qualcuno un miliardo ma toglieranno a tutti 3 miliardi).
E anche quei pochi fortunati che riusciranno a percepire qualcosa non si illudano: il comma 2 dell’art. 1 del decreto, infatti, dice: “Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per il solo periodo d’imposta 2014. A decorrere dal 1°gennaio 2015, si applicano le disposizioni dell’art.13 del testo unico dell’imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo vigente anteriormente alle modifiche di cui al comma 1 del presente articolo.” Insomma, una cosetta elettorale “una tantum”, lo dice il decreto!
Ma c’è di più e di peggio. “Incombe un’altra legge sulle vostre teste, denunciata solo dal M5S che ne chiede l’abrogazione già dal novembre dello scorso anno. Si tratta del comma 430 della legge 147/2013. Eccolo: “Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 15 gennaio 2015, …sono disposte variazioni delle aliquote di imposta e riduzioni della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti tali da assicurare maggiori entrate pari a 3.000 milioni di euro per l’anno 2015, 7.000 milioni di euro per l’anno 2016 e 10.000 milioni di euro a decorrere dal 2017. Capito? “Variazioni delle aliquote d’imposta” (in su) e “riduzioni della misura delle agevolazioni” (in giù) per fare cassa negli anni 2015, 2016, 2017, per qualcosina come 3 miliardi, 7 miliardi, 10 miliardi di euro!
Una specie di ‘clausola di salvaguardia’ per estrarre dal nostro sangue e dalle nostre vite quel ‘popò’ di soldi, se non gli arriveranno in altro modo.
Lo dice la loro legge, già pronta.
Il post riproduce anche il parere “preoccupato” della Corte dei Conti.

Nessuna meraviglia se il Pd difende Genovese
..se si pensa che il sindaco più amato d’Italia è stato Chiamparino (gradimento del 75%) che ha lasciato un debito di 4,5 miliardi, facendo di Torino il Comune più indebitato d’Italia, e ora il Pd come premio per la sua pessima amministrazione lo ripropone come governatore del Piemonte!!!
Ma cosa hanno nella testa i piddini? la crusca??
.
Per coprire gli 80 euro Renzi vuol prendere 1,1 miliardo dai conti correnti
Il Sole 24 Ore

Bello lo spot degli 80 euro in più in busta paga. Matteo Renzi ci si sta giocando tutta la sua credibilità da qui al prossimo autunno, quando per andare avanti dovrà dimostrare di tradurre in realtà la valanga di promesse che ha fatto agli italiani negli ultimi tre mesi. Intanto, però, a tenere alta la fiducia, ci sono quegli 80 euro che andranno a tutti coloro che guadagnano fino a 24mila euro. Che, siccome il denaro non si fabbrica, da qualche parte vanno presi. E una di quelle “parti” sono le rendite finanziarie, che dal 1° luglio saranno stangate da una aliquota (ossia da un prelievo fiscale) che passa dal 20 al 26%. Colpiti sono i risparmiatori, le aziende e le banche.
Nel 2015, scrive Il Sole 24Ore, il gettito atteso sarà di 3.037 milioni di euro (cioè poco più di 3 miliardi). Il grosso, 1.241 milioni, arriverà nelle tasche dello Stato dalle ritenute sugli interessi di obbligazioni e titoli similari, ma una quota significativa arriverà da ritenute su depositi, conti correnti, libretti postali e certificati di deposito: in tutto 755 milioni nel 2015, col top del prelievo che verrà raggiunto l’anno successivo, il 2016, quando famiglie e imprese si vedranno prelevare dai conti correnti 1,1 miliardi di euro.
.
Renzi il pallonaro
Ma la cosa più oscena è vedere come Renzi prende per il culo i poveri. Promette 80 euro in busta paga e per farlo aumenta le tasse di 9 miliardi.
E non ha i fondi già per il prossimo anno per cui il prossimo anno avrà la sua scusa per aumentarci di nuovo le tasse. Ogni cosa che prometterà sarà la scusa per aumentarci le tasse, tagliarci i diritti, peggiorare i servizi, ridurre la democrazia.
Alla fine saranno i poveri stessi inseguendo la carota del mese e permettergli di farci a pezzi per aumentare i patrimoni dei più ricchi e portare l’Italia allo stesso livello della Grecia.
Non c’è peggiore iniquità di una guerra finanziaria sferrata dai più ricchi del mondo per devastare i più poveri e diventare loro ancora più ricchi!
Ma non c’è peggiore malvagità che vedere i politici di uno Stato prestarsi a questo gioco e permettere la devastazione del popolo che dovrebbero rappresentare per micidiali giochi di potere politico.
.
Horus
Sui giornali c’è scritto che Renzi riduce le tasse, ma nel loro documento ufficiale è scritto che le aumenta, di 9 miliardi. Basta leggere, non i giornali ovviamente, ma il documento del DEF, anzi solo la tabella che lo riassume e anche un scolaro nota che hanno scritto: entrate da 751 a 767 miliardi e spese da 798 a 809 miliardi (dal 2013 al 2014). Il documento finanziario che Renzi ha messo fuori (traduzione: che Padoan ha concordato a Bruxelles) dice nero su bianco, che nel 2014 aumenterà le tasse, di circa 9 miliardi (+17 miliardi di tasse contro +8 miliardi di spese: differenza… 9 miliardi). Si può discutere sul fatto che non sia male tagliare lo stipendio ai magistrati, abolire le provincie e tassare il capital gain delle quote di Bankitalia, ma il DEF dice che aumenta le tasse.
.
Peculato: è questo il reato imputato a Maurizio Gasparri, di cui la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio. Gli inquirenti ipotizzano che Gasparri il 22 marzo scorso si «appropriava di 600 mila euro per l’acquisto» di una polizza assicurativa. Nel capo di imputazione i pm sottolineano che Gasparri si appropriava dei soldi in qualità di «senatore della Repubblica e presidente del Gruppo parlamentare Pdl»:

Berluscameno

In un momento di politica economica recessiva e di disoccupazione dilagante
vedere (ad es.) un personaggio -condannato in 3° grado di giudizio per frode fiscale – blaterare nelle sue TV sul fatto che non gli si è voluto attribuire la “Grazia” presidenziale, in quanto i giudici di Cassazione hanno emesso una sentenza solo col fine di voler ledere la sua Maestà Immacolata ed innocente , fa solo sorridere.
Ed ora parliamo di cose più serie.

I banchieri-gangster restano impuniti – Le truffe bancarie – Lo scandalo Libor

Oggi dobbiamo ammettere che nella lotta e nella guerra dichiarata tra economia reale (delle grandi industrie, ma anche di quelle piccole e medie) e quella dell’economia finanziaria (Banche private) la vittoria è ormai dalla parte della grande finanza bancaria.
Recentemente il presidente della Bce Draghi ha annunciato che ha in progetto di effettuare massicci acquisti sul mercato di prodotti bancari derivati da cartolarizzazioni di crediti inesigibili bancari. Ossia produrre per “la vendita futura” altri famigerati derivati tossici strutturati –confezionati appositamente per gli allocchi di turno- e detenuti nelle “pance “ capienti delle grandi Banche Europee. E questo al fine di aumentare la liquidità sul mercato europei dei capitali ma solo per le Banche?
Ma la Bce non ha ancora capito che le nuove indispensabili iniezioni massicce di liquidità monetaria (unico mezzo per creare crescita e sviluppo) devono andare direttamente a finanziare l’economia reale (ossia gli artigiani e le imprese) per far uscire i Paesi del sud Europa dalla tremenda crisi recessiva e deflazionistica?
I Banchieri Gangster (ossia tutto il mondo finanziario e le Banche Ombra con sede nei Paradisi Fiscali) vogliono impadronirsi dei mille miliardi di euro che Draghi ha promesso di riversare sul mercato dei capitali per vincere la Crisi.
L’ Economist ha coniato un neologismo, “banksters”, facendo la fusione banchiere-gangster.
Il New York Times sentenzia: «I banchieri non sentono né il vincolo della legge né quello della morale».
Sembra di rileggere i titoli del 2008, l’ anno del crac sistemico originato dai derivati strutturati ricavati dai mutui sub prime. Invece sono solo le cronache di questi giorni.
Imperterriti, impuniti, i potenti ed indisturbati banchieri colpiscono ancora. Dell’economia reale italiana hanno fatto macerie!
Goldman Sachs era finita sotto inchiesta per frode da parte del Dipartimento di giustizia americano per aver venduto titoli “tossici “ legati ai sub prime e al tempo stesso aver scommesso con dei derivati sul loro fallimento. Un guadagno da più di un miliardo di dollari.
Ma gli investigatori hanno rinunciato al processo penale. Come se nulla fosse.
Standard Chartered, gloriosa banca britannica molto radicata sui mercati asiatici, è stata colta in flagrante complicità con l’ Iran. Calpestando le sanzioni, ha nascosto 60.000 operazioni per un valore di 250 miliardi di dollari con il regime di Teheran.
Recentemente era stata la sua consorella Hsbc a confessare: riciclaggio di denaro sporco dei narcotrafficanti e ripetute violazioni delle leggi bancarie americane.
E’ ancora fresca la vicenda della JP Morgan Chase, un buco di bilancio da 5,8 miliardi di dollari per speculazioni azzardate (e possibilmente illecite) sui derivati strutturati (definiti “lo sterco del diavolo”).
Nel suo piccolo anche l’Italia si affaccia nell’ elenco: vedi il caso dell’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel indagato per ostacolo all’ autorità di vigilanza nel pasticcio Ligresti – Fonsai.
Per non parlare del recente scandalo della Banca Monte dei Paschi di Siena !
Ma tutto impallidisce di fronte alla “madre di tutte le truffe”, la vicenda del tasso LIBOR. Una frode così gigantesca, operata con tale spavalderia e arroganza, che perfino il capo supremo della banca più coinvolta, il dimissionario Robert Diamond di Barclays, ha dovuto ammettere di sentirsi «nauseato, fisicamente sconvolto» di fronte alle e-mail che i suoi trader si scambiavano nel corso della maxitruffa. In confronto appaiono quasi veniali la vicenda dei mutui tossici che provocò il tracollo finanziario e reale globale del 2008, o le frodi sui rating delle grandi agenzie S&P e Moody’s.
Come spiega Gary Gensler, presidente di una delle authority di vigilanza sui mercati finanziari americani, la manipolazione illegale del Libor «mette in discussione l’ affidabilità di un tasso-chiave, un tasso che determina i rendimenti per i risparmiatori che cercano di assicurarsi un futuro, o i costi dei mutui per la casa». Accertare che veniva truccato il Libor, è come scoprire che qualcuno ha il potere di modificare la misurazione delle ore, o della temperatura, a fini di lucro.
Se è così, non possiamo più essere certi di nulla.
L’ acronimo sta per “London Interbank Offered Rate”. E’ il più importante e universale di tutti i tassi d’interesse interbancari, una sorta di “termometro centrale” della finanza. Ogni mattina prima delle ore 11 di Londra, i dirigenti di 19 grandi banche globali si coordinano per annunciare il “minor tasso di mercato” quale viene misurato in quella giornata. Sulla base di quel tasso le banche si regolano per farsi credito l’ una con l’ altra. A cascata, dal Libor dipendono i tassi sui prestiti ai consumatori, sul credito rateale per l’ acquisto di automobili, sui mutui per la casa, sui fidi bancari alle imprese. Il Libor influenza in cento modi i bilanci dei fondi pensione, perfino delle finanze pubbliche. Solo di recente la Barclays ha ammesso di avere sistematicamente truccato quel tasso “ufficiale” per almeno quattro anni consecutivi, dal 2005 al 2009. E lo ha fatto esclusivamente per interesse privato.
E pensare come sarebbe più semplice e logico che i piccoli imprenditori, artigiani, piccole partite IVA ecc. si potessero recare per chiedere un “fido “ (ossia un prestito) a una filiale locale di una Banca esclusivamente Pubblica (solo del tipo commerciale puro e non di speculazione selvaggia come quelle attuali private) realizzata e capitalizzata dallo Stato con questa unica funzione di alto interesse pubblico. Oltre , naturalmente offrire al pubblico anche gli altri servizi bancari classici: come quelli di apertura di un conto corrente, vendita di titoli del debito pubblico, ecc.

OCCORRE ABBANDONARE L’AUSTERITY
Berluscameno

Credo fermamente che nei Paesi del Sud Europa si debba abbandonare la teoria economica fallace dell’Austerity.
Il prof. Stiglitz (premio Nobel in Economia) ha chiarito questo punto, affermando tuttavia che non si augura la dissoluzione dell’euro.
Il prof. Krugman (premio Nobel in Economia) ha detto che se la Bce applicasse i Q.E (Quantitative Easing) come ha fatto la FED e come Lui ha raccomandato ad Obama, ossia l’aumento della liquidità monetaria nel mercato per uscire dalla crisi, le carenze che ha l’euro europeo potrebbero essere facilmente risolte. Krugman tuttavia non auspicava un ritorno alle monete nazionali, perché lo vedeva dannoso per tutti i Paesi dell’UE, dalla Germania,all’Italia ed anche alla stessa Grecia.
Ma sicuramente occorre mettere mano al sistema (ossia creare uno Stato Federale Europeo solidale con la mutualizzazione -tramite Bce-dei singoli debiti nazionali, creando finalmente gli Stati Uniti Federali d’Europa.
E’ totalmente inutile e fuorviante tornare ogni Paese per proprio conto così che ognuno affronti da solo un mercato globale mondiale che è completamente cambiato rispetto a 20/30 anni fa.
Negli anni ‘70 e ‘80 la maggior parte dei prodotti venivano realizzati internamente, poi col crollo della barriera ideologica sovietica si sono aperte delle vere e proprie praterie di conquista dei Paesi dell’EST (anche ex sovietici) da parte delle grandi e medie aziende di tutti i Paesi, Italia compresa. Oggi non possiamo pensare che, col ritorno a monete nazionali, ogni Paese possa tornare alle produzioni di un tempo.

IL “JOBS ACT” CREATO A FAVORE DELLE BANCHE
Berluscameno

La campagna elettorale per il parlamento europeo è stata l’occasione per inflazionare nuovamente il termine “populismo”, come accusa di facile presa, a causa dell’incertezza ed ambiguità della parola.
Per il Fondo Monetario Internazionale sono “populisti” tutti quelli che rifiutano le sue politiche economiche tese a creare disoccupazione, a comprimere i consumi ed a privatizzare i servizi pubblici.
Ma col termine “populismo” viene spesso etichettata anche una politica tendente a delegittimare l’ordine costituzionale vigente in nome di un presunto rapporto diretto con la volontà popolare. Giocando sui due significati della parola “populismo”, si può praticare un vero e proprio opportunismo acrobatico, facendo contemporaneamente il tifo per il Fondo Monetario Internazionale e per la “nostra bellissima Costituzione”.
Per questo secondo significato del termine “populismo” già esisterebbe in effetti una definizione molto meno equivoca e più precisa: golpismo strisciante. Tale definizione pare però adattarsi perfettamente all’ attuale esperienza di governo.
Si era detto che Bersani non poteva governare poiché non aveva ricevuto abbastanza voti; in compenso oggi governa Renzi, che di voti non ne ha avuto nessuno. Renzi vorrebbe abolire l’attuale Senato, sempre in nome di una volontà popolare di cui lui sarebbe il depositario, in base a quelle mirabilie di attendibilità che sono i sondaggi ed i post su twitter. Il golpista ovviamente non è Renzi in persona, ma la lobby che lo controlla, e non c’è molto da indagare per scoprire quale sia (è la Lobby dei rappresentanti delle maggiori industrie europee e delle grandi imprese USA, oltre che dei loro potenti Banchieri Gangster ora che è stato pattuito il Trattato Trans Atlantico tra Europa e USA per creare un mercato di 800 milioni di persone!)
Il “Jobs Act” del governo Renzi costituisce un buon esempio di come l’assistenzialismo a favore dei ricchi riesca a camuffarsi di intenti sociali. L’espressione “Jobs Act” è stata rubata alla propaganda di Obama, che nel 2011 spacciò come legge a favore dell’occupazione la solita fumosa serie di provvedimenti un po’ patetici, che servono a nascondere il vero nocciolo della questione. In questi “Jobs Act” l’unico aspetto apparentemente concreto, riguarda le indennità di disoccupazione che dovrebbero fare da filo conduttore tra un lavoro precario e l’altro. Si tratta della vecchia idea lanciata dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro – una agenzia ONU – già da una decina d’anni, cioè la“flexs ecurity”. In Italia la “flex security” è stata spacciata come la pensata di questo o quel giuslavorista, mentre in realtà si tratta di veline delle solite organizzazioni internazionali, controllate dalle note lobby.
Anche Renzi ha lanciato questo sussidio di disoccupazione, con l’acronimo di NASPI, che dovrebbe sostituire la vecchia cassa integrazione in deroga, e che si spaccia come salvagente del lavoratore nel suo percorso da un’occupazione all’altra. Le banche statunitensi (Banchieri Gangster) sono state le prime a capire quale gigantesco business finanziario potessero costituire queste indennità di disoccupazione. Infatti vari Stati americani hanno da tempo sostituito il tradizionale assegno con delle carte di credito prepagate (carta di debito), dietro la giustificazione ufficiale che sarebbero più pratiche. In realtà dopo un po’ i problemi escono e sono le esose commissioni riscosse dalle banche su tutti i movimenti della carta di credito; ovviamente vi sono commissioni particolarmente alte sugli scoperti, ma anche il lasciare la carta inutilizzata per un po’ di tempo comporta dei costi gravosi per l’utente. Il disoccupato finisce così per versare la gran parte del proprio sussidio alle banche. Così sono i ricchi a riscuotere l’elemosina dai poveri.
Quando si parla di finanziarizzazione si pensa automaticamente alle Borse ed alle grandi speculazioni sui titoli azionari e del debito pubblico. Ma in effetti la finanziarizzazione va a coprire ogni aspetto della vita sociale, dalla sanità, alla previdenza, ai consumi, sino allo stesso rapporto di lavoro, nel quale la continuità non è assicurata più dalla stabilità dell’occupazione, ma dalla carta di credito che segue – e munge – il lavoratore in ogni suo movimento. Ormai è evidente da più di dieci anni che la cosiddetta “flessibilità”, cioè la precarizzazione, non aumenta la produttività, ma, al contrario, tende drasticamente a diminuirla. In compenso, la precarizzazione costituisce il principale veicolo della finanziarizzazione del rapporto di lavoro. L’impoverimento crescente del lavoratore aumenta infatti la sua dipendenza dagli strumenti finanziari. La povertà non è un malaugurato effetto collaterale, ma costituisce essa stessa un business.
Padoan sostiene la (falsa ed inutile) attuale riforma del lavoro ma mente quando dice che: “Accelera la ripresa dell’occupazione”.
Nel decreto legge sul Lavoro, uno dei due pilastri del Jobs Act insieme al più complesso progetto di legge delega, si tagliano da 8 a 5 delle possibilità di rinnovare i contratti a termine nell’arco di 36 mesi.
Renzi sa benissimo che per diminuire la enorme disoccupazione in Italia,occorre che vada dai “Padroni dell’Europa” a dirgli papale – papale ed a muso duro che la devono smettere di considerare le richieste per nuovi ed urgenti finanziamenti per la crescita e sviluppo in Italia (come prevedono “i veri” Trattati Europei di Maastricht, Amsterdam e Lisbona e non i “regolamenti truffaldini” che dicono tutto il contrario di quello che risulta accettato e scritto nei Trattati UE) come impossibili (Merkel docet!) perché i Trattati UE ( o i regolamenti fasulli?) non lo consentono -dice la BCE!

SEMBRA CHE DRAGHI APRA AI QUANTITIVE EASING
Berluscameno

Le Banche italiane si lamentano con Renzi per il fatto che debbono (anche loro) contribuire (in minima parte) al finanziamento della terribile crisi recessiva di cui sono state (anche a livello globale) le principali responsabili.
Eppure non risulta che (in Italia) sia mai stata posta in atto una gara ad evidenza pubblica per la “concessione “ statale ed oligopolistica (anche gratuita ma con il rispetto della Concorrenza) per il conseguimento “ lecito “di qualunque provvista Finanziaria su tutto il territorio dello Stato.
Finalmente Draghi sembra che apra al ‘Quantitative Easing’.
Qualche settimana fa, alcune dichiarazioni possibiliste di Jens Weidmann, governatore della Bundesbank e membro del consiglio direttivo della Bce con fama di falco, hanno alimentato fra gli operatori dei mercati finanziari l’aspettativa di imminenti misure di stimolo volte a scongiurare i rischi di cali generalizzati dei prezzi e dei redditi (la temuta deflazione). E ora anche Draghi (sollecitato dal Fm) manifesta la sua disponibilità.
Ci si attende quindi che la BCE ponga in essere operazioni note come Quantitative Easing consistenti nell’ acquisto massiccio di titoli con denaro di nuova emissione o tramite “deposito remunerato” in BCE di titoli di Stato dei Paesi UE. La BCE sarebbe solo l’ultimo istituto d’emissione a praticare il QE, dopo che da anni ne fanno uso, con diverse modalità, le banche centrali di Usa, Gb, Giappone e Svizzera. Tali acquisti, realizzati iniettando nel sistema moneta addizionale o depositando titoli di stato remunerativi nella BCE, vengono variamente giustificati.
La Fed può già dichiarare che l’aumento di domanda ottenuto ha già consentito di abbassare la disoccupazione;
la Bank of England si è limitata ad indicare che l’aumento di circolante serve ad evitare che l’inflazione scenda troppo al di sotto del 2% annuo; la Bce lo presenterà probabilmente come strumento atto a determinare tassi di interesse e provvista di credito uniformi in tutta l’Euro zona e come strumento per evitare che il tasso di inflazione si allontani troppo dall’ obiettivo del 2 %(creando la temutissima deflazione sistemica).
L’abbassamento dei tassi d’interesse che si produrrebbe sui titoli oggetto del QE si trasmetterebbe tramite i normali meccanismi di mercato alle altre classi di titoli e finirebbe per incoraggiare la spesa.
Un ulteriore calo dei tassi a lungo termine avrebbe effetti positivi per il bilancio pubblico, mentre le ripercussioni sulle obbligazioni societarie e sul mercato azionario potrebbero favorire il settore privato.
Il condizionale è d’obbligo perché le decisioni di investimento delle imprese dipendono fondamentalmente dalla “domanda aggregata attesa” e non tanto e non solo da favorevoli condizioni sul lato del loro finanziamento.
E da questo punto di vista ci attendiamo che il QE abbia effetti facilitanti la domanda di beni e servizi sulle decisioni di spesa delle famiglie.
Un eventuale QE europeo comporterebbe una ripartizione degli acquisti di titoli fra i paesi dell’Euro zona in proporzione alla partecipazione al capitale della BCE in modo da non prestare il fianco all’ accusa di essere un aiuto esclusivo alle economie periferiche ossia ai Paesi del Sud Europa.
Più controversa è la distribuzione degli acquisti fra titoli fra pubblici e privati, con i tedeschi che favoriscono i secondi per motivi evidenti a tutti.
Con un’economia tedesca che marcia vicino al pieno impiego, laddove il QE conducesse a una maggiore domanda interna questo potrebbe tradursi in acquisti addizionali di nostri beni e servizi scongiurando nuovi squilibri commerciali intra – Eurozona.
Chi potrebbe certamente beneficiare sono le banche, sia che scelgano di cedere titoli alla Bce realizzando significative plusvalenze, sia che preferiscano approfittare di più propizie condizioni sul mercato azionario per condurre in porto i necessari aumenti di capitale.
In ogni caso, i loro quozienti patrimoniali risulterebbero migliorati, con conseguenti maggiori chance di passare le “prove da sforzo” (stress test) a cui saranno sottoposte dalla BCE prossimamente , il primo passaggio della gracilissima “unione bancaria” che l’Unione Europea sta faticosamente impostando.
Sospettiamo che il sostegno ai bilanci bancari – inclusi quelli tedeschi, il che spiegherebbe la presa di posizione di Weidmann -possa essere la motivazione principale del QE.
(Bilanci bancari in ordine potrebbero in subordine accrescere la capacità di erogare credito, ma senza una ripresa della domanda aggregata “il cavallo non beve”).
Una ricaduta non trascurabile, una vera boccata d’ossigeno per i nostri esportatori, potrebbe venire dall’ indebolimento del cambio esterno dell’Euro.
A questo proposito, alcuni commentatori propongono che – analogamente a quanto fanno la Banca Nazionale Svizzera e la Bank of Japan – la Bce compri anche titoli pubblici esteri, allo scopo di abbassare il valore dell’Euro.
Viste le condizioni comatose della nostra economia, quella del QE, presa in sé, può essere una proposta da non sottovalutare .
Una criticità attiene alla macroscopica asimmetria fra le vere e proprie acrobazie di una politica monetaria espansiva (secondo il Nobel dell’Economia Krugman di grande efficacia in USA) e la deliberata scelleratezza con cui si continua ad imporre all ’Eurozona una politica di bilancio ostinatamente restrittiva ( politica economica errata in recessione) di Austerity.
Il QE all’ europea può risultare un valido e reale aiuto che la BCE potrebbe somministrare alla disastrata economia europea prevista in recessione e deflazione per una lunga durata.
Un quadro previsionale economico recessivo in cui oggi si verificano le condizioni molto più sconfortanti dei lavoratori, condannati a continui giri di vite in termini di sempre maggiore precarietà e sempre peggiore salario.
Ma queste contraddizioni non sono che una prova ulteriore della perversità insita nella attuale architettura dell’euro, che pare avviato a diventare( pur con la speranza della relativa prossima modifica ) una metafora di quanto di peggio possa esistere nell’ attuale capitalismo finanziario gestito (a livello globale) dai Banchieri Gangster.

PERCHE’ TANTA PAURA DEL M5S?
Viviana Vivarelli

I ‘bravacci’ ormai senza freni agli ordini del Pd mostrano da soli in quale pozzo di fogna esso sia finito e quali sistemi antidemocratici e totalitari stia usando. Abbondano le richieste di distruzione del M5S, mentre le elezioni europee hanno fatto salire le demonizzazioni e le diffamazioni di media e partiti, che evidentemente sortiscono esattamente l’effetto contrario, visti i sondaggi, mostrando come il troppo stroppia e la fanfara di governo sia ormai ributtante, come un idra perverso che morendo lancia i suoi attacchi peggiori. Si parla ormai senza freni di ‘fanatici’, ‘plagiati’, guru’,’marionette’, “esaltati che agiscono per conto della Casaleggio Associati(?)’, nazisti, terroristi, violenti, ’persone prive di scrupoli che hanno in mente di abbattere l’attuale sistema democratico e lasciare il paese in preda al caos e per farlo sono pronti a tutto…” (come se in Svizzera o in Norvegia ci fosse “il caos democratico”!!!?).
Dalla parte opposta le recenti adesioni di Zanotelli e Gesualdi (santi dei no global) alla lista Tispras, fa pensare che molti abbiano dimenticato di colpo quella democrazia diretta che nei no global era pernio fondamentale del sistema antiliberista e di cui la lista Tsipras proprio non parla.
Perché tanta paura della democrazia diretta che ognuno di questi avversari si guarda bene dal nominare? Perché tanta difesa della P2 e del capitalismo più efferato da parte di gente che si proclama di sx o comunque antiliberista? Perché arrivare a considerare di sx, per obbedienza cieca al partito, un Monti e un Letta, emissari del Bilderberg e della Aspen? E considerare di sx o anche solo democratico un Renzi che di nuovo segue i diktat del Fm con Padoan, in nulla diverso da Monti, da Letta, da un Passera o da una Fornero? Un Renzi che già fin dai suoi 100 punti delinea chiaramente un golpe antidemocratico targato P2, teso all’abolizione della sovranità popolare, allo smantellamento delle istituzioni democratiche, all’annullamento dei diritti civili e del lavoro, al rafforzamento della casta, al semipresidenzialismo? Mirante a favorire sempre, persino nel Jobc Act, il sistema bancario e lo strapotere dei potenti? Cosa c’è di sx in questo programma di Renzi che è più a dx dei neocon americani? E come è possibile che gli elettori di sx del Pd non riescano a vedere che il loro voto è paradossale???
Certo è che i sicari del Pd sono ormai il peggiore spettacolo che si sia mai visto in Italia dal fascismo….e per fortuna che sarebbero i 5stelle quelli che vogliono il pensiero unico! E che sarebbero i 5stelle la ’setta’ di fanatici plagiati da capi senza scrupoli che vogliono solo la criminalizzazione e la distruzione degli avversari!!! Ma andiamo!! Qui siamo in piena paranoia!
Chi parla con tanta esaltazione fanatica e fascistoide sa benissimo che i vizi e i misfatti di cui accusa il M5S sono solo cose che lo riguardano e che proietta sugli altri!! A fare quello che chiedono certi esaltati che sparlano di democrazia come farebbe il Duce, piomberemmo solo in un regime totalitario che ammazza qualunque pensiero alternativo diverso da quello dominante.
Mi spiace per la lista Tsipras in cui sono tante brave persone e mi spiace per tanti elettori del Pd, che so buoni e giusti, ma se la linea politica è quella della demonizzazione delle opposizioni e del loro schiacciamento totale, auguro loro solo la sconfitta! Non per il bene del M5S, ma di quello dell’Italia e della democrazia, di cui, evidentemente, si sta praticando proprio l’opposto!! Comunque, il Pd è in discesa e la lista Tsipras non arriverà al 4% per cui i suoi voti sono a fondo perduto. E mi spiace anche questo, lo ripeto, in nome di tanti onesti che non meritano di essere accomunati a dei fanatici.
Bisognerà, prima o poi, che ci sia una chiarificazione per qualcuno su cosa è veramente la democrazia, perché con le campagne di diffamazione e con l’annullamento dell’avversario a forza di insulti e menzogne (come hanno fatto Letta e Bersani e come fa Renzi), chiedendone addirittura la radiazione dell’opposizione parlamentare per legge (come ha tentato di fare Zanda in Parlamento) o con bavaglio (come fa la Boldrini) non saremo mai in una democrazia, ma piuttosto ripiomberemo in un neofascismo anche peggiore del precedente perché a servizio di poteri stranieri.
Che sofferenza sentire gente che straparla così! In loro non muore solo la democrazia ma anche il buon senso. E poi Santoro ha la faccia di dire che è Grillo quello “preda di una rabbia rancorosa”!??

IL BUIO DELL’ESTREMA SINISTRA
vv
A suo tempo, ascoltai Mussi e votai per la sx arcobaleno, che apriva all’unione dei voti dell’estrema sx con quelli dei no global. Fu un flop predetto e annunciato, perfettamente immaginabile, non tanto nelle speranze di Mussi, che è e resta una brava persona, ma proprio l’acrimonia velenosa e convulsa di tanti dell’estrema sx, che hanno sempre rifiutato la parte in comune delle due Weltanshauung, che contiene l’identica critica e l’identico attacco al dominio capitalista del mondo, proponendo poi una soluzione in antitesi con quella dei no global e totalmente obsoleta.
L’estrema sx intende conservare la forma partito attuale come piccolo feudo inamovibile e a vita e intende mantenere la piramide politica, che continuerà a dividere il potere tra chi ce l’ha e chi non ce l’ha producendo comunismi autoritari e dittatoriali quanto lo sono i fascismi, in pratica sistemi identicamente antidemocratici e totalitari. Non porta alcuna critica di sistema.
I no global, invece, a partire da 30 anni fa, come oggi i 5stelle, contestano proprio la forma stessa dello Stato e l’infeudamento dei partiti che ha distrutto la democrazia allargando il solco tra governanti e governati, e vorrebbero passare da una democrazia parlamentare, ormai in crisi in tutto l’occidente, e che sta sfociando nella dittatura di un leader assoluto che vuole instaurare il semipresidenzialismo, alla democrazia diretta, concetto che l’estrema sx si è sempre rifiutata di affrontare o di riconoscere, mostrando un odio e una opposizione talmente viscerale e diffamatoria che può essere denominata solo ’squadrismo’.

LA PROPOSTA 5 STELLE DI ABOLIZIONE DI EQUITALIA

Hai mai sentito parlare della proposta di abolire Equitalia? Si tratta di un disegno di legge presentato da Azzurra Maria Pia Cancelleri (Movimento 5 Stelle), che prevede quanto segue:
– abolizione della società Equitalia e trasferimento delle competenze all’Agenzia delle Entrate
– annullamento dei precedenti interessi, more, aggi e sanzioni per il ritardo o mancato pagamento;
– interesse standard unico pari a Euribor 12 mesi;
– assunzione ex dipendenti presso agenzia delle entrate;
– il capitale sociale confluirebbe nel fondo di ammortamento dei titoli di Stato.

MARCO TRAVAGLIO E I PRESUNTI GUADAGNI MILIARDARI DI GRILLO

– Sui conti, gli affari e il tesoro di Beppe Grillo, i “segugi di Repubblica han piazzato altrettanti scoop mica da ridere“. L’inchiesta era apparsa un po’ tirata per i capelli.
“Hanno usato l’espressione un po’ eccessiva di “miniera d’oro” per parlare di una cifra (570 mila di ricavi pubblicitari all’anno) che, se fosse confermata, coprirebbe a malapena i costi di gestione di un sito come beppegrillo.it”.
“I titoli parlano da sé: “Una pioggia di euro dagli spot sul blog, ecco la miniera d’oro di Beppe e Casaleggio”, “Le ombre nel bilancio dei grillini al Senato”.
Hai capito quei ladroni? Zitti zitti, mentre tuonano contro i finanziamenti pubblici ai partiti, accumulano un tesoro nella grotta di Alì Babà, attaccano il ‘nababbo’ Casaleggio, la cui società che edita il blog di Grillo (il 77° d’Italia) è sempre andata in perdita e nel 2012 racimolò un utile di 69.500 euro, ma, secondo loro incasserebbe soldi a palate dalle pubblicità, pagate dagli inserzionisti un tot ogni mille clic. Quanto? Non lo sanno nemmeno loro. E allora sparano a caso. Secondo Sole 24 Ore: 5 euro. Secondo Repubblica: 0,64 euro. Per un totale annuo di 5-10 milioni secondo il Sole, di 570 mila euro secondo Repubblica . Se ne saprà di più il mese prossimo, quando sarà pubblicato il bilancio 2014 sul 2013. Essendo questo la principale attività della società, si capirà se l’ordine di grandezza è quello indicato dal quotidiano della Confindustria o da Repubblica. Nel 1° caso, sarebbero un bel po’ di soldi (peraltro legittimi, per giunta privati). Nel 2°, saremmo poco sopra l’accattonaggio. In ogni caso, la domanda sorge spontanea: siccome è assolutamente pacifico e dichiarato che il blog di Grillo, come peraltro tutti i siti web di questo mondo, si finanzia con gli spot, dove sarebbe il “mistero” dei finanziatori? Basta aprirlo e vedere chi sono gli inserzionisti. Non c’è nulla di meno misterioso di un’inserzione pubblicitaria. Si dirà: ma il blog di Grillo è l’organo ufficiale di un movimento politico. Verissimo. Esattamente come l’Unità ed Europa per il Pd, la Padania per la Lega, e così via (Forza Italia non ne ha bisogno). Ma con due lievi differenze.
1) I giornali di partito incassano fior di milioni dallo Stato, cioè da tutti i cittadini, compresi quelli che non si sognerebbero mai di votare per quei partiti, e senza quella “pioggia di euro”, quella “miniera d’oro”, fallirebbero all’istante; in più, sulla carta e sul web, fanno pubblicità e incassano altri soldi da inserzionisti privati.
2) Nessuno mena scandalo per tutto ciò, nessuno pubblica “inchieste” sulla “pioggia di euro” e la “miniera d’oro” degli house organ dei partiti.
Ma attenzione: ora, sempre grazie a Repubblica , conosciamo pure “le ombre nel bilancio dei grillini al Senato”. Quali? Tenetevi forte: “affitti da 2 mila euro al mese ai dipendenti della comunicazione” (il prezzo medio di un trilocale al centro di Roma), “pranzo da 6,71 euro consumato il 6 giugno dal senatore Lucidi” nel ristorante di Palazzo Madama” e soprattutto, scandalo degli scandali, “buffet in onore di Grillo che l’11 luglio 2013 tenne una conferenza stampa al Senato”, roba da “114 euro” per 55 persone (il capo e 54 senatori), cioè 2 euro a testa, mica bruscolini! Ed ecco la prova che c’era qualcosa da nascondere: nel rendiconto “per uso interno”, il sardanapalesco banchetto fu registrato come “acquisto di panini e bibite per accoglienza Grillo”, mentre in quello pubblico c’è scritto “spese di rappresentanza”. Capita la furbata? Dopodiché, astuti come volpi, i 5Stelle potevano papparsi 42 milioni di rimborsi elettorali, invece li hanno lasciati allo Stato; ogni tre mesi potrebbero intascarsi 2,5 milioni non spesi fra diarie e indennità, invece li versano in un fondo per le piccole imprese; potevano pure spartirsi i 420 mila euro avanzati dai contributi raccolti nella campagna elettorale 2013, invece li hanno devoluti ai terremotati dell’Emilia. Ma il movente è chiaro: farsi una gazzosa da 2 euro con Grillo alla facciazza degli italiani. Sporcaccioni!”.
..
Video divertente di Travaglio su Renzi a Servizio pubblico

L’ITALIA E’ IN AVANZO PRIMARIO DA 20 ANNI
Tiberio b

Si parla di spesa pubblica in eccesso ma non è così. I partiti italiani si sono solo accordati per fare un regalo al capitalismo italiano ed internazionale che ora vuole le riforme sulla nostra pelle!
Dai report pubblici della Banca d’Italia o dell’Istat si scopre che l’Italia è in avanzo primario da 20 anni, cioè spende meno di quanto incassa e tutto quello che spende va a coprire gli interessi sul debito maturato tra il 1981 e il 1994 periodo in cui, dopo il divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del tesoro, è letteralmente raddoppiato passando dal 60% al 120% del Pil, ciò fu una scelta politica compiuta da Andreatta per impedire alla Banca d’Italia l’acquisto dei titoli di stato italiani e per metterli successivamente sul mercato finanziario ad interessi elevati al fine di regalare soldi pubblici alle banche italiane e straniere private; e questa è la ragione per cui le nostre scuole , ospedali, ferrovie cadono a pezzi; torniamo alla nostra banca centrale pubblica ed usciamo dall’euro oppure convinciamo la Germania a sostenere fiscalmente la nostra crescita, ma credo che non accetterà, quindi l’euro è destinato a crollare.
.
Francoloti

Chi dice che il teatro comico è finito? Berlusconi ha appena detto che mantenere un cane costa 500/800 euro al mese (mangerà filetto alla Strogonoff) e che quindi le pensioni minime non devono essere inferiori a 800 euro e lui ovviamente lo farà succedere. Ora fatti due conti, immagino che il povero pensionato alla fine mangerà il cane.
Renzi aveva annunciato 3,5 miliardi per le scuole, ma il decreto Irpef permette agli enti locali di spendere fuori dal patto di stabilità soltanto 240 milioni di euro. L’intervento, più a beneficio delle imprese di ristrutturazione che degli studenti, avrà quindi una dimensione minima.

PROGRAMMA DEL M5S PER L’EUROPA

-passare dall’Europa delle banche a quella dei popoli
-mettere i diritti dell’uomo al 1° posto sul lucro del capitale
-rivedere i trattati europei,rinegoziando le regole dell’Ue,dell’euro e della Bce
-liberare l’Europa dagli ordini del Fm
-basare su sistemi democratici gli organi finanziari Ue
-raggiungere nuove regole modificando i trattati e sottraendoci al giogo USA
-escludere il potere delle banche internazionali dalla sovranità e autonomia degli Stati nazionali,per cercare il bene degli Stati e non l’interesse delle banche e della speculazione
-cambiare le regole bancarie,separando banche d’affari da banche di investimento e vietando i titoli tossici
-mettere una tassa sulle transazioni finanziarie
-fare in Italia un referendum consultivo sull’euro
-abolire il fiscal compact,che ci obbliga a pagare 50 mld l’anno per 20 anni distruggendo il nostro Paese e costringendoci a cessioni progressive di sovranità
-abolire il pareggio del bilancio che ci vieta di spendere per lo sviluppo
-lavorare
per una alleanza tra i Paesi mediterranei che hanno interessi comuni,
escludendo i diktat della Germania e l’obbligo di uno spread commisurato
sul Pil tedesco
-cacciare i lobbisti,delle armi,degli eserciti, bancari e finanziari,delle multinazionali e della politica come casta
-finanziare un’agricoltura basata sul rispetto dell’ambiente,la valorizzazione delle risorse locali,i prodotti a km zero..
-portare avanti le energie verdi così da svincolarci dal dominio economico, politico e militare di chi possiede idrocarburi,creando autonomie energetiche pulite
-arrivare a rifiuti zero e a inquinamento zero
-investire in innovazioni ecologiche e promuovere le eccellenze per merito
-salvare i lavoratori dallo sfruttamento perverso dell’iperliberismo e da una precarizzazione eterna che è il pre-schiavismo
-salvare lo stato sociale e i beni comuni come l’acqua dalla rapina del libero mercato.

Qual’è il programma per le europee di Renzi?

Fare lo yes-man della Merkel e della Bce, senza fare la minima obiezione alla devastazione progressiva della nostra economia perpetrata con l’austerity e il pareggio del bilancio (unici in Ue a metterlo nella Costituzione!!) così da accontentare i capitalisti americani e le grande banche americane che usano il Fm come arma di distruzione dei popoli?
Fare ministri o mettere a capo dei massimi enti pubblici uomini scelto dal Fondo monetario (vd Padoan che gli è stato imposto dal servile Napolitano)?
Accettare qualunque inversione di marcia pur di consolidare il proprio potere?
Accettare di abolire i diritti del lavoro, ridurre la democrazia, annientare i diritti civili, azzerare lo stato sociale e privatizzare tutto l’esistente?
Eseguire fino in fondo il piano della P2?
Portare avanti un programma di iperliberismo selvaggio di dx come nemmeno i neocon americani avevano mai avuto il coraggio di fare?
Ma è proprio questo che i piddini vogliono ??????

I molestatori del blog a libro paga del Pd insistono nella loro campagna di menzogne sempre spalleggiati dai media peggiori dell’Occidente.
Accusarono anche Grillo di essere un massone, quando è l’UNICO in questi Paese malato ad attaccare la P2.
Lo accusarono di essere un membro del Bilderberg e della Apen quando tra gli esecutori del criminogeno patto con cui l’Italia viene svenduta all’alta finanza tramite Fm e Bce, troviamo:
-Monti: ex presidente uropeo della Trilaterale, gruppo neoliberista fondato da Rockfeller; membro del comitato direttivo del Bilderberg; international advisor per Goldman Sachs; membro del comitato esecutivo di Aspen; advisor della Coca Cola; membro del Senior European Advisory Council di Moody’s e uno dei presidenti del “Business and Economics Advisors Group” dell’Atlantic Council
-Letta: membro del comitato europeo della Trilaterale; vicepresidente dell’Aspen dal 2004; nel 2012 ha partecipato al Bilderberg
-Padoan: ex direttore esecutivo per l’Italia del Fm con responsabilità delle crisi di Grecia, Portogallo, Albania..;rappresentante dell’OCSE al G20
Tutti rigorosamente imposti da Napolitano, il quale evidentemente non fa l’interesse dell’Italia ma esegue gli ordini che gli vengono dal grande capitale mondiale.
… e l’amico dei magnati, della P2 e del Bilderberg sarebbe Grillo?????

Claudio C cita
Alessandro Di Battista
“Ma perché diavolo mi metto a fare certi interventi in aula? Perché attacco il PD e le cooperative rosse o i ciellini e la Compagnia delle opere? Sono un idiota. Prendo insulti, mi scrivono articoli contro. A che pro? In fondo avrei potuto “prendere contatti” con quei mondi, sono anche bravo nelle pubbliche relazioni, ho la faccia tosta, ci so fare. A quest’ora avrei avuto garantito un bel posto in qualche ente o in una azienda che gestisce appalti pubblici per il dopo parlamento. Così fan tutti!
E che stupido Carlo Sibilia! Quando non ci volevano dare l’Iban per restituire allo Stato (al fondo per le PMI) tutto quello che tagliamo dai nostri stipendi lui ha proposto di accamparci sotto il Ministero di economia. Che coglione! Abbiamo preso 3 giorni di freddo per restituire soldi. Ma non ce li potevamo tenere? Così fan tutti! E Fico? Dei 30.000 euro che ha a disposizione come Presidente di vigilanza Rai ne ha spesi 250. Idiota! Montava su degli eventi di presentazione, dei convegni, dava lavoro a qualcuno sotto forma di consulenza. E che ci vuole così fan tutti. Avete visto come funziona il sistema no? L’EXPO ne è un esempio. Tutti coinvolti. Tutti. Ora i politici negano. “Ma dai! Bersani no, lui è bravo!”. E come no? Leggetevi il capitolo su di lui nel libro “I panni sporchi della sx”e poi mi direte. E qualcuno ancora si lamenta degli accordi non fatti.
Io ho restituito in un anno oltre 70.000 euro. Perché non sono passato al gruppo misto? Lo avrei potuto fare. Lo facevo durante la prima settimana da deputato. Ora nessuno saprebbe chi sono, tutti si sarebbero dimenticati di me e io avrei “intrallazzato” come fanno tutti con sicuri 72.000 euro in più in banca. Stupido eh? No, onesto. Onesto come Fico, come Sibilia, come tutti i miei favolosi colleghi. Onesto e fiero di esserlo.

Rocco
Con la riforma costituzionale avremo una sola persona al comando del paese senza limiti, ci ritroveremo per il PDL uno autonominato e per il PD uno nominato attraverso delle pseudo primarie che possono prendersi il comando del paese e diventare capi del governo e nel medesimo tempo capi del partito di maggioranza. In pratica potranno fare quello che vogliono senza neppure lo sforzo di dover superare l’ostacolo del senato. Una repubblica presidenziale senza che il presidente sia eletto direttamente. Ecco cosa scrive Grillo, poi ditegli che ha torto:
“Le riforme in campo sono sostanzialmente 3 una repubblica presidenziale senza un organo di controllo come il Senato non più elettivo, una legge elettorale che esautori la volontà popolare e consegni il Paese a un uomo solo al comando (preferibilmente eterodiretto dalla nuova P2), palesemente anticostituzionale e persino peggiore della legge fascista Acerbo e la privazione di diritti dei lavoratori attraverso il famigerato Job’s Act che elimina di fatto la figura del lavoratore dipendente con le garanzie associate ottenute da cent’anni di lotte operaie.
.
Viviana
Pd e Renzi sono d’accordo per esautorare anche la Camera, ridurre il potere della Consulta, nullificare la Corte dei Conti, rendere la magistratura subalterna al governo, e violentare la Costituzione, aumentando sempre più i poteri del premier fino al semipresidenzialismo.
Se qualcuno riesce ancora a non vedere che questa è la realizzazione del golpe antidemocratico di Licio Gelli e che stiamo marciando verso un neofascismo, quello o è cieco o è un delinquente!!
.
La resistenza e Pasolini

Coi pochi contadini intorno
vivevo una gloriosa vita di perseguitato
dagli atroci editti: ed era pura luce.
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce……

Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Nella storia la giustizia fu coscienza
d’una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.

.
IL MONDO ALLA ROVESCIA
Paolo De Gregorio

Certo che il mondo sembra girare alla rovescia!
Il sistema capitalistico globale che ci tiene sotto il tacco lascia i giovani a spasso e mantiene al lavoro gente di quasi 70 anni; l’efficienza e la modernità vengono usate per far funzionare competizioni demenziali come la formula 1 che propaganda la velocità come fenomeno positivo, ossia propaganda la morte, mentre negli ospedali dove rapidità ed efficienza significano la vita di persone, regnano spesso lentezza, inefficienza e lassismo.
Guardiamo lo Sport: attività nata per giovare alla salute e rendere armonioso il corpo, negli ultimi decenni si è trasformato in un esasperato professionismo pieno di denaro e di droghe, letali per la salute degli atleti, soprattutto una volta smessa l’attività.
Osserviamo il fenomeno della esplosione demografica: i paesi più poveri e affamati procreano molto di più dei paesi ricchi e satolli, generando fenomeni destabilizzanti come l’emigrazione disperata. Basterebbe offrire a questi paesi i presidi anticoncezionali dell’Occidente e il fenomeno si fermerebbe, ma le due grandi religioni monoteiste sono unite nel bloccare qualunque autodeterminazione delle donne.
Guardiamo al cibo: anche se il cibo prodotto dalla terra potrebbe sfamare tutti i 7 miliardi di abitanti, di fatto esso arriva solo dove ci sono i soldi per pagarlo, molto viene buttato o sprecato. Assistiamo a fenomeni come gli USA che pur rappresentando solo il 5% della popolazione mondiale consumano il 40% di tutte le risorse alimentari ed energetiche, dunque l’abbondanza per gli obesi e la penuria per gli affamati.
Il mondo alla rovescia, contro l’uomo si manifesta in modo esemplare nel funzionamento della sanità: gli interessi delle grandi multinazionali farmaceutiche hanno prevalso sulla medicina tradizionale, che cercava di guarire le malattie, coinvolgendo i medici in una nuova strategia che è quella di rendere le persone sin da giovanissime dipendenti da farmaci, anche quelli che riguardano il disagio psichico che rappresenta uno dei più grassi businnes planetari. L’obiettivo è di avere più malati possibili, aiutati in questo da una industria alimentare che produce cibi pieni di grassi, conservanti, coloranti, pesticidi e prodotti transgenici.
Milioni sono i disoccupati, anche in Italia, e invece di diminuire le ore di lavoro si mantiene ancora lo straordinario e si pretende più produttività con meno addetti, mentre una misura umana del lavoro di fabbrica sarebbe di 4 ore, perché le 8 ore più gli straordinari annullano la vita (solo la Svezia sta diminuendo a 6 ore l’orario di lavoro).
Dobbiamo riconoscere che il mondo globalizzato utilizza metodi che distruggono sia la salute degli uomini che quella del pianeta dove aria, acqua e terra sono ormai profondamente inquinate, e già si notano squilibri del clima che ci porteranno desertificazione, scioglimento dei ghiacciai, crescita dei livelli dei mari, con gravi perdite di territorio.
Tutto ciò è il risultato del dominio dell’economia e delle banche su qualunque altro potere, anche quello politico, che non è in grado di fermare quelle multinazionali che decidono i destini del pianeta, che decidono le guerre, che decidono di continuare ad estrarre il petrolio invece di usare le nuove energie, che continuano a bruciare carbone, che diffondono ovunque sementi transgeniche, che distruggono le risorse ittiche pescando in tutti i mari con mezzi industriali
Il mondo globalizzato non è un buon affare per l’umanità. Oggi vi è un governo mondiale dell’economia dove prevalgono grossi e grossissimi trust transnazionali che con l’appoggio del FMI, della Banca Mondiale e delle Banche d’affari, si impossessano in modo monopolistico e totalitario delle principali materie prime, dei sistemi elettrici e telefonici di interi paesi, controllano il commercio del grano e delle principali derrate alimentari imponendo i prezzi in modo di far fallire tutti i piccoli produttori.
L’unica strada che vedo, per uscire da questa gabbia globale, è quella di tornare a produrre per i consumi interni di ogni nazione, con propria moneta, uscendo dalla WTO e puntando soprattutto sui settori dell’agricoltura e dell’energia (rinnovabile), senza i quali: autonomia energetica e alimentare, non si è mai veramente indipendenti.
Ma se le scelte che riguardano organizzazione del lavoro, delocalizzazioni, salute, cibi che mangiamo non le decidiamo noi quando andiamo a votare, la democrazia tanto decantata, il potere del popolo, il popolo sovrano, non dovrebbero apparirci come una solenne presa per i fondelli?
.
Mariapia scrive:
Abbiamo visto la rinascita del paese negli grandiosi anni trascorsi dal 1960 al 1980; ora ne vediamo la discesa vertiginosa e non vedremo certamente l’uscita dal buco nero in cui siamo calati.
Piangiamo e temiamo per la vita dei nostri nipoti carissimi.

La grande amnesia italiana
di EZIO MAURO

Vent’anni dopo, bisogna dire che la seconda Repubblica non è mai cominciata. Veder replicare le stesse trame di Tangentopoli, sulla stessa scena milanese, con gli stessi personaggi rivela una continuità di costume, di pratiche, di abitudini e soprattutto di concezione della politica che ha attraversato due decenni, rimanendo intatta. Non solo: i nomi eterni di Frigerio, Greganti e Grillo sembrano paradossalmente valere come una garanzia di competenza per il nuovo malaffare. Della grande crisi italiana di Mani Pulite, dunque, oggi non resta la riprovazione, l’immunizzazione, la condanna sociale e l’impegno comune a voltar pagina. Al contrario, Tangentopoli è diventata un know-how, un’esperienza professionale, un biglietto da visita per continuare a rubare nello scambio tra politica e affari.
Com’è stato possibile che personaggi discreditati, con evidenti responsabilità criminali accertate e una pericolosità sociale conseguente potessero restare sulla scena delle grandi opere pubbliche italiane, lì dove il sistema ha già dimostrato ampiamente di essere più fragile e più esposto? Restarci, bisogna aggiungere, con l’expertise di un vasto sistema di relazioni intatto, capace di lucrare e distribuire guadagni, percentuali, promozioni e protezioni.
Com’è stato possibile, in particolare, che il “compagno G” sia rimasto sulla scena del Pd, anello perfetto di congiunzione e di scambio tra politica, imprese, cooperative, appalti, tangenti e faccendieri di altri partiti? Chi nel Pd, a livello nazionale e locale, continuava a parlare con Greganti, riconoscendogli evidentemente un ruolo e una funzione, perché lo faceva, a nome di chi, con quale obiettivo e con quale tornaconto? Che è successo tra cooperative e partito, attorno alla percentuale sempre garantita di Greganti, tangente vivente ed eterna maledizione della sinistra? Vogliamo sapere, per capire se cambiando a sinistra le sigle dei partiti restano intatti i metodi. Se il presidente del Consiglio, come ha detto, si tiene fuori dalla vicenda lasciando che la magistratura lavori, potrebbe però intanto chiedere al segretario del Pd di muoversi, e di fare quella pulizia che è più utile e più doverosa della rottamazione.
Ma l’accusa vale anche per il mondo delle imprese, che come vent’anni fa preferisce evidentemente essere taglieggiato nelle tangenti ma garantito negli appalti dalla complicità illegale coi faccendieri della politica piuttosto che confrontarsi con un mercato vero, all’onor del mondo, vincendo e perdendo davanti a una regola chiara, e cioè competendo. Mai una denuncia, dagli imprenditori, sempre pronti a berciare contro la politica. Mentre l’Expo dimostra invece che sono soci, gregari e complici della politica intesa nel modo peggiore.
Il problema dunque riguarda la classe dirigente del Paese nel suo insieme. Un establishment che non c’è perché il suo posto e il suo ruolo sono usurpati da “giri” chiusi di autogaranzia e di cooptazione, e da network che tutelano il proprio potere e il comando, ma sono incapaci di produrre garanzia di autonomia per sé – nella divisione degli ambiti tra pubblico e privato – e garanzia di rispetto delle regole per tutti.
L’impasto, la relazione, la percentuale e lo scambio sono la vera cifra di un Paese che affonda, senza soggetti nitidi, autonomi, e soprattutto liberi davanti al mercato, alle leggi, alla pubblica opinione. Un Paese disperato e già vinto, se mette la sua più importante opera pubblica degli anni della crisi alla mercé di un manipolo di anziani malfattori, che potrebbero sembrare le caricature lombarde degli ultimi Jack Lemmon e Walter Matthau, col contorno tipicamente italiano di ristoranti milanesi, falsi circoli culturali, immancabili cardinali devoti al denaro e al potere. Una caricatura, se non avessero le mani sull’Expo. E bisogna ancora vedere fin dove arrivano quelle mani, esperte di cooperative rosse per Greganti, di sottomondo democristiano per Frigerio, di berlusconismo e sottobosco bancario per Grillo.
Ma evidentemente non sta bene nemmeno la pubblica opinione, che abbiamo appena citato tra i protagonisti assenti. Nei Paesi di democrazia diffusa, e attiva, è un soggetto ben distinto dal potere, capace di controllarlo, giudicarlo e soprattutto di pretendere un costante rendiconto. Eccitata da Tangentopoli, credendo di essere diventata protagonista, la pubblica opinione italiana ha affidato la sua fuoruscita da quella stagione a un presunto uomo nuovo che era in realtà il figlio legittimo, perfetto e riconosciuto del Caf, cioè quell’alleanza di potere più che di governo tra Craxi, Andreotti e Forlani, con cui l’agonia della Prima Repubblica cercò di prolungare se stessa prima di sprofondare nelle tangenti.
Per convenienza e per natura, si potrebbe dire per vizio e per calcolo, Berlusconi appena arrivato al potere attraverso la breccia di Tangentopoli l’ha subito richiusa, murando insieme con quel periodo anche le questioni della trasparenza e della legalità. Grandioso interprete del senso comune mutevole degli italiani, abile fabbricatore lui stesso di senso comune, lo ha portato via via a sostituirsi alla pubblica opinione. Con la differenza – capitale – che il senso comune non è autonomo, ma è tutt’uno con il potere, che lo indirizza, lo guida e spesso lo sceneggia.
Si spiega così (e così soltanto) la grande amnesia italiana che ha realizzato questa straordinaria banalizzazione del ventennio. Operazioni criminali devitalizzate nel giudizio sociale, legami organici con le mafie ridotti ad episodi romanzeschi, inchieste raccontate come persecuzioni, manipolazioni dei codici ad personam spacciate come riforme di interesse generale, condanne definitive deprivate di ogni significato, pene spettacolarizzate, misure giudiziarie vendute come volontariato, la legalità trasformata in un optional, anzi un fastidio personale e un impaccio nazionale. Una continua, insistita mistificazione della realtà, un’accorta epopea del banale per nascondere evidenze criminali vere e proprie: pervertendo infine e soprattutto la politica, che è la capacità di giudicare la realtà, creando consenso o dissenso su questo giudizio.
Assistiamo così, con il contemporaneo arresto di Claudio Scajola e la condanna definitiva a Marcello Dell’Utri, a una rappresentazione clamorosa di contiguità operativa e politica con le mafie da parte del vertice di Forza Italia, il cui capo si dice “addolorato”: perché la pubblica opinione non gli chiede qualche parola di più. Non gli chiede di spiegare che cos’era quel partito, che vede il leader ai servizi sociali dopo una sentenza per frode contro lo Stato, il suo braccio destro e quello sinistro – Dell’Utri e Previti – condannati definitivamente per reati infamanti per qualsiasi politico a qualunque latitudine (salvo che in Italia), il suo reclutatore della prima ora, Scajola, in carcere per aver favorito la latitanza di un ex parlamentare colluso con le ‘ndrine. Le parole hanno ancora un significato, in Italia? E i fatti, contano qualcosa?
La grande amnesia ha funzionato da amnistia generale, preventiva e definitiva. Il Paese abbassa la sua soglia di sensibilità, sembra non sentire più il dolore, oppure gli antibiotici non funzionano più. Il virus galoppa anche per colpa nostra. Eppure il momento è questo, e siamo già in ritardo di vent’anni: bisogna pretendere da Renzi misure immediate e forti sugli appalti e sulle gare, perché il cambiamento comincia da qui, evidentemente. Subito. Bisogna che la magistratura vada avanti senza che qualcuno la blocchi con false riforme. Ma bisogna anche che i partiti non deleghino alle procure la pulizia al loro interno, e prendano posizione su quel che sta accadendo separandosene nei fatti, buttando fuori finalmente gli uomini compromessi e stabilendo regole nuove
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Vorrei iniziare una battaglia :
    Anziché distorcere la costituzione, piegandola ai voleri
    dell’esecutivo.
    Introdurre nella costituzione un articolo a protezione
    del bene comune più prezioso: l’acqua
    Chi mi può aiutare ?

    Commento di Rosa Anna Oioli — luglio 5, 2014 @ 9:55 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: