Nuovo Masada

maggio 5, 2014

MASADA n° 1533 5-5-2014 IL SACCO DELLE DEMOCRAZIE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:04 pm

Blog di Viviana Vivarelli

Se messi tutti insieme, gli euro-critici, estrema destra ed estrema sinistra e gruppi non di dx o di sx come i 5stelle, i deputati contrari ai Trattati europei e alla moneta unica così come viene gestita oggi, formerebbero il primo partito nel parlamento europeo.
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Diciamolo: Renzi è come la corazzata Potemkin. E’ una cagata pazzesca!
vv
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Truffato
Intanto in Italia, con 80 euro, qualcuno si è comprato un posto nell’Olimpo degli sciacalli.
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ORWELL

Praticano la tecnica orwelliana
incolpare l’avversario dei propri vizi
rovesciare il senso delle parole
chi mira a una dittatura incolpa gli avversari di essere fascisti
chi distrugge una democrazia dice che sono gli altri ad essere antidemocratici
chi è colluso col sistema finanziario finge di penalizzare le banche mentre regala loro 7 miliardi e mezzo e non pone mezza regola ai loro intrallazzi
i ladri incolpano gli altri di furto
chi tratta i propri elettori come dei burattini deficienti chiama ‘guru’ chi cerca di farli ragionare e decidere da sé
i mafiosi esecrano l’omertà
i piduisti condannano la democrazia parlando di sette
i violentatori di popoli attaccano le violenze verbali delle vittime
se piangi ti deridono
se accusi ti calpestano
se reclami i tuoi diritti ti chiamano terrorista
se sei dell’opposizione ti mettono fuori legge con l’alibi della democrazia.

VASSALLI, VALVASSORI E VALVASSINI
Viviana Vivarelli

Le mire presidenziali sono nel programma di Renzi come lo sono sempre state in quello di D’Alema o di Berlusconi (basti pensare all’orrenda bicamerale): distruggere le democrazia per accentrare tutto il potere nelle mani di presidenti e capi di Stato collusi col potere finanziario e disposti a distruggere ogni tutela democratica pur di soddisfare la propria avidità di potere, usando i partiti come strumenti di manipolazione dell’opinione pubblica e di costruzione artificiale del consenso. Lo scopo è ricreare un nuovo impero europeo basato su sistemi feudali, rigide gerarchie di potere, dove solo pochi decidono sotto il comando di una oligarchia di interessi e dove la democrazia muore ridotta a sterile rito che non produce mai scelta dal basso o tutela di chi sta in basso.
Come disse Pompeo Biondi, mio docente per dottrina generale dello stato alla Cesare Alfieri di Firenze: “Ci sono solo due classi: chi ha il potere e chi non ce l’ha”.
Per questo nel nuovo feudalesimo la democrazia è morta. Per questo le elezioni europee sono una lotta di libertà. E bisogna capire bene quali interessi sono in gioco e cosa c’è veramente sotto giochetti sporchi come questo degli 80 euro e non restare abbindolati dalla disinformazione assassina.

UN BLOCCO ANTIDEMOCRATICO

L‘Unione europea con la Commissione europea e la Bce, agli ordini del Fondo Monetario, organo esecutivo dell’alta finanza specie statunitense, è il più moderno blocco antidemocratico di predoni mai esistito, con tutte le intenzioni di trattare i Paesi mediterranei come una terra da conquista con le stesse finalità con cui è stata gestita la guerra in Medio Oriente, ma con armi finanziarie invece che militari, con il modo con cui è stato aumentato e viene trattato il debito dalla agenzie di rating, dal sistema bancario e dalle leggi sovranazionali, con il modo in cui vengono mandati diktat contro i diritti dei popoli,o in cui viene portata avanti drasticamente una campagna di privatizzazioni a raffica dei beni pubblici e di distruzione progressiva dei servizi pubblici, o sono violentate le Costituzioni democratiche, o si impongono cospicui affari nell’acquisto forzato di mezzi bellici mente si smantella la sopravvivenza di milioni di cittadini trattati come bestie al macello, con il modo con cui si violenta il territorio e si ignorano le vittime o si avvilisce il lavoro aumentando la sua precarizzazione e uccidendo la sue tutele.
Attila e Gengis Khan sono nulla di fronte a questi invasori moderni che fanno a pezzi i diritti acquisiti in secoli di lotte popolari e porteranno i popoli a una miseria crescente per attuare un nuovo schiavismo. E fanno questo usando la collusione delle moderne partitocrazie, corrompendo governi e capi di stato, chiese e media, sindacati e uomini di cultura. Ma, come avvenne nell’800, un fantasma aleggia nell’Europa e si pone davanti a loro come un nemico irriducibile. E questo nemico si chiama: democrazia diretta!
Loro sono 200 famiglie di ricchissimi. Noi siamo IL MONDO!

Mentre si prepara il più grande saccheggio mai perpetrato su un continente,
mentre vengono divorati popoli e diritti democratici,
mentre 200 grandi magnati stanno perpetrando la depredazione europea,
gli 80 euro di Renzi appaiono come una delle tante armi di manipolazione di massa, arma di disinformazione e di distrazione che copre con effetti grotteschi eventi terribili che i media stanno ben attenti a non sfiorare per non svelare il gigantesco piano capitalista di distruzione delle democrazie.
Renzi è l’esempio di come anche una nullità grossolana e arrivista dotata solo di parlantina e con una ambizione smisurata possa fare il gioco del potere, usato come un bravo Lucignolo in un popolo di ciuchi, nella resa impotente e insipiente dei partiti.

BLACKROCK
VV
Come mai Larry Fink, capo di BlackRock, è andato a parlare in questi giorni proprio con Renzi? Che cosa ha garantito Renzi a questa multinazionale della finanza, il più grande fondo di investimento al mondo con oltre 4.300 miliardi di dollari in gestione, il cui Pil sta alla pari di quello di Cina, Stati Uniti e Giappone? Voi piccolini continuate a pensare in termini di Stati, di ideologie, di popoli. Vi scervellate intorno a questioni minimali come gli 80 euro. Ma è un plagio. Una delle tante armi di distrazione di massa. I veri problemi sono altrove. I popoli sono messi in miseria, poi li si lascia accanirsi su qualche briciola, così non disturbano, ma i veri giochi sono altri. Le vere potenze, oggi, non sono gli Stati, sono i capitali. Sono i capitali che fanno le guerre, creano il debito, dissanguano i popoli, danno ordini dai capi di Stato, distruggono le Costituzioni.
BlackRock è uno di questi poteri, superiore a Russia o Cina, colosso della finanza, primo investitore per masse gigantesche di capitali investite a Wall Street.
E perché questo cultore del profitto privato dei più grandi magnati della Terra dovrebbe conferire con Renzi? Perché BlackRock ha scelto proprio Milano per il suo congresso annuale che raccoglie i 150 responsabili del fondo a livello mondiale? Cosa deve garantire il premier di Rignano a questi player del grande gioco della finanza mondiale nella sua opera di spoliazione? E come mai questi potenti scelgono sempre per i loro assassini di massa le capitali finanziarie dei Paesi che vogliono spolpare?
Guarda caso, BlackRock è il primo investitore di Piazza Affari. Attraverso i suoi fondi controlla l’1,5 % del totale della capitale delle società quotate italiane. Su 40 aziende che fanno parte del listino principale, le cosiddette blue chip, BlackRock ha una partecipazione superiore al 2% in 22 casi. Ma potrebbero essere anche tutte, perché non c’è obbligo di dichiarare la partecipazione per quote inferiori al 2 %. E come mai da qualche mese BlackRock ha deciso di puntare e ha ampliato i suoi investimenti nelle società italiane della Borsa, a cominciare dalle banche, diventando il primo azionista di Unicredit, Intesa, Mps, Ubi, Banco Popolare con quote tra il 6 e il 4 %, con pacchetti importanti anche in Telecom (7,7%), Atlantia (5%), Parmalat (3,1%), nonché delle società controllate dalla Stato come Eni (2,6%) Enel (2,7%), Finmeccanica (2,2%) e Terna (2,1%)?
E cosa c’entra il fatto che Renzi voglia privatizzare colossi pubblici come Poste e Fincantieri?
Il popolo lo sa che per ogni privatizzazione che viene fatta, l’Italia-Paese e gli Italiani-cittadini fanno un passo indietro? E che ci guadagna solo il grande capitale? O è bastato dar loro il giochino degli 80 euro su cui accapigliarsi perché i grandi del mondo facessero in pace i loro affari sporchi?
Chi c’è dietro Blackrock, il fondo Usa che si sta comprando l’Italia?
BlackRock ha messo le mani su Intesa, Unicredit, Montepaschi, Telecom. Il più grande fondo del mondo ha preso di mira il nostro paese. E poi, ancora, quote importanti in Fiat, Generali, Mediaset.
Nato nel 1988, l’anno dopo il grande crollo di Wall Street, Blackrock oggi investe in tutto il mondo. La prima regola per fare soldi è comprare basso e oggi in Italia si compra a prezzi di saldo, grazie alle politiche neoliberiste europee, all’austerity, alla Troika che ci hanno buttato a picco e hanno fatto fallire migliaia di nostre imprese mentre i boss si compravano tutti i nostri grandi marchi.
Prima ti indebitano, poi ti rovinano, poi ti comprano per due soldi e distruggono la tua democrazia.
Perché Renzi si accorda con costoro?
BlackRock è nata con gli hedge fund, la separazione tra banche d’affari e banche d’investimento, il ricatto delle agenzie di rating, il misfatto di organizzazioni antidemocratiche come la Bce.
BlackRock è legata al potere USA e ha sempre cercato di salvare le grandi banche truffaldine come la Lehman, mentre le agenzie di rating compiacenti (e quotate in Borsa in pieno e illegale conflitto di interessi!!) davano valutazioni favorevoli alle banche fallimentari come ai titoli tossici!
BlackRock è il più potente fondo del mondo, che oggi gestisce un patrimonio di 4.324 miliardi di dollari, quasi il doppio del debito pubblico italiano.
E perché allora Larry Fink, tra i fondatori e oggi CEO di Blackrock, il più importante personaggio della finanza mondiale va a parlare proprio con Renzi?
I grandi capitalisti USA sono in cerca di utili vantaggiosi: in America il tasso di interesse sul reddito fisso è basso, i mercati emergenti stanno chiudendo, la Cina presenta grandi incertezze, l’America è sopravvalutata. E resta dunque loro il sacco europeo, l’Italia da spogliare!
Siamo entrati nel loro gioco! Siamo le loro prossime prede! Ecco perché tutto va male ma lo spread è basso e i titoli si vendono, il che vuol dire che il debito sale!
Ecco perché tanto urlare manovrato attorno agli 80 euro affinché i tapini non si accorgano dello tzunami che sta arrivando!

Alessandro
Renzi è legato alle lobbie e vuole privatizzare tutto. A Firenze, la nominata da Renzi MINISTRO delle riforme, Maria Elena Boschi, nel giro di poco tempo, fu nominata da Renzi nel cda di Publiacqua, la più grande azienda toscana che gestisce il servizio idrico, ma con le tariffe più alte d’Italia (azionista anche la romana Acea) insieme a Erasmo De Angelis, ex giornalista del “manifesto”, che ne diventa il presidente (ora è SOTTOSEGRETARIO alle Infrastrutture e Trasporti). Non solo. È uno degli architetti giuridici della privatizzazione dell’Ataf, l’azienda dei trasporti, la grande battaglia di Renzi che gli ha messo contro la Cgil”.

Viviana
Io vengo del mondo no global e sul blog di Grillo ho trovato un’educazione permanente e una informazione alternativa che smontava i giochi della finanza e attaccava il sistema finanziario, proponendo un’altra idea di Pil, di bene pubblico, di democrazia, di nazione
Gli argomenti più discussi in questi 4 anni sul blog di Grillo sono stati i diritti del lavoro, i diritti del cittadino, la scienza economica, la finanza, i giochi di potere capitalisti, le finzioni dell’euro. Hanno forse fatto altrettanto i partiti? Ha forse fatto questo l’estrema sx? O non si sono serviti di media e blog per una propaganda massiccia e manipolativa diffondendo un’antidemocrazia galoppante e spingendo la gente a odiare qualunque cosa puzzasse di opposizione per portare tutti a un pensiero unico massiccio e devastante?

IL PIANO EFFERATO DI DEPREDAZIONE DELLE DEMOCRAZIE EUROPEE
Viviana Vivarelli

200 magnati dominano l’Occidente.
50 controllano l’Europa.
Tre di questi sono italiani e uno è De Benedetti.
L’iperliberismo che cancella le democrazie e se ne frega dei diritti dei popoli è imposto da questa gente.
Che si parli di Bilderberg o di Aspen, Lehman Brother o Goldman Sachs, Fondo Monetario o Bce non fa nessuna differenza. Il turbocapitalismo spietato che sta alla base è lo stesso. E la depredazione della democrazia è la stessa.
Chi ti manda? Il grande capitale. Nulla ormai si fa se non per il suo profitto.
-Monti: ex presidente europeo della Trilaterale, gruppo neoliberista fondato da Rockfeller; membro del comitato direttivo del Bilderberg; international advisor per Goldman Sachs; membro del comitato esecutivo di Aspen; advisor della Coca Cola; membro del Senior European Advisory Council di Moody’s e uno dei presidente del “Business and Economics Advisors Group” dell’Atlantic Council
-Letta: membro del comitato europeo della Trilaterale; vicepresidente dell’Aspen dal 2004; nel 2012 ha partecipato al Bilderberg
-Padoan: ex direttore esecutivo per l’Italia del Fm con responsabilità su Grecia, Portogallo, Albania..; rappresentante dell’OCSE al G20.
Tutti e tre fortemente voluti da Napolitano.
Il Club dei 50 nasce nel 1982, sotto l’impulso del repubblicano Reagan, che ne affidò
l’iniziale cura a Licio Gelli e costituisce lo zoccolo duro dei decisori europei.
Renzi è il loro bamboccio, scelto al posto di Letta perché più telegenico e rapido.
Qualcuno magari ci spiegherà come mai Renzi, pochi giorni fa, ha incontrato il Ceo di Blackrock, Larry Fink, il più grande fondo di investimento al mondo che, se fosse uno Stato, sarebbe la quarta potenza al mondo dopo Usa, Cina e Giappone?? Cosa ha promesso Renzi ai magnati internazionali? E come mai questi improvvisamente hanno dato fiducia all’Italia? Non sembra che la situazione italiana sia migliorata, anzi continuiamo ad andare a fondo. Il Paese va male. Banca Affari va peggio. E allora? Quali garanzie ha ricevuto da Renzi questa gente che ci impone prima Monti, poi Letta e ora Padoan, fortemente voluto da Napolitano come tutti gli altri, e ci tratta solo come un territorio di sicura depredazione? Renzi ha forse promesso loro il più grande piano di privatizzazioni mai viste? Una distruzione più veloce della Costituzione democratica? Un impoverimento più rapido di ogni tutela? Nei suoi 100 punti il piano di smobilitazione della democrazia, dello stato sociale e dei beni pubblici è chiaro, con una radicalità che supera persino il cinismo dei neocon USA.
Come mai nel programma di Tsipras questi allarmi non ci sono? Come mai l’estrema sx finisce sempre per accettare tutte le esche fornite dall’iperliberismo ai partiti ufficiali? Come mai ha tanta avversione per la democrazia diretta e tende a confermare la piramide di potere, sia nazionale che europea?
E come mai quello che un tempo era il terzo partito della sinistra europea ha accettato questo rinnegamento progressivo delle proprie radici storiche e ideali e questo tradimento continuato ai suoi elettori, per farsi contaminare sempre più dalla protezione di comitati di affari che non solo coincidono con quelli delle grandi corporazioni o dei sistemi finanziari e bancari ma addirittura colludono con gli interessi delle grandi organizzazioni criminali? Quale perverso attaccamento al potere ha convinto costoro a rinnegare tutto ciò che erano e a diventare il nemico primo dei loro cittadini? E come hanno potuto, grazie a media cortigiani, sondaggi farlocchi, finzioni propagandistiche e carote elettorali, ricattare e manipolare così i cittadini più poveri di beni e di sapere tenendoli in uno stato di minorità permanente e approfittando di loro come il tutore di un minore che derubi il suo pupillo, lo plagi e lo violenti?
Gran parte della forza di Renzi sta ora nelle vendite di Stato: da Poste l’incasso per il Tesoro potrebbe superare i 15 miliardi, Fincantieri, Enac, Cdp Reti, Sace, Grandi Stazioni, StMicroelectronics. Per i fondi si tratta di comprare a prezzi favorevoli, per le banche d’affari di guadagnare sugli incarichi di vendita. I grandi magnati stavano dalla parte di Prodi che permise lo smantellamento dell’Iri, ottimo affare per loro, eccellente affare per chi compra e fregatura per chi vende o sostituisce monopoli pubblici con privati. Renzi è di questa sx falsa e indecente, ormai guasta e collusa con la finanza, come Prodi, che ha iniziato la nostra rovina mettendoci a forza con seduzione melliflua sotto il giogo della Bce e facendo a pezzi la nostra sovranità monetaria. Come Prodi, anche Renzi è graditissimo a Wall Street, ai grandi fondi come BlackRock della City. Ed è più deciso e furbo di Letta, e troppo lento e prudente per gli squali che vogliono smantellare velocemente la democrazia e pasteggiare sulle sue ceneri .

Renzi, sostenuto da De Benedetti, dei suoi media e dal Pd
-sta realizzando il piano della P2 di Gelli che punta al golpe dello stato democratico
-è spalleggiato da forze nere come Opus dei e Compagnia delle Opere
-è consigliato prima da Verdini,anima nera di B, e poi dal n° 1 del fondo finanziario internazionale Black Rock,Larry Fink, che intrattiene Renzi in colloqui privati e non certo per fare gli interessi nostri
-intende storpiare la Costituzione aiutato da un delinquente come Berlusconi che si regge su corrotti, mafia e P2 e da una persona ormai irricevibile come Napolitano, che ci ha venduti al grande capitale internazionale permettendo il saccheggio del nostro Paese e la distruzione della sovranità del popolo mentre si calpestano le sue tutele.
Non si presenta certo come un ‘onesto’ democratico.
Vuoi vedere che la vera missione del mirabolante Matteo Renzi è quella di portare a termine le privatizzazioni ovvero di svendere quel che resta di buono in Italia e di distruggere quel che resta della democrazia?

Sergio Di Cori Modigliani e i POTERI FORTI

“Questo paralitico sgangherato e il suo amico frocio damerino londinese affonderanno per sempre l’America distruggendola”. Così, Edward Hodgson, responsabile della campagna presidenziale per la rielezione di Hoover, apriva la battaglia elettorale nel 1932 in Usa, descrivendo Roosevelt e Keynes. Fu la più sanguinosa campagna presidenziale della Storia nel secolo scorso e anche la più costosa, per i repubblicani. La Standard Oil, la Manufacturers Hannover Trust, il gruppo Rockfeller, la Morgan Stanley, si gettarono nella mischia con tutta la loro potenza finanziaria sostenendo che “soltanto il pareggio di bilancio potrà salvarci dalla rovina economica”. La campagna si concluse con la vittoria di Roosevelt che ottenne il 58% dei voti. Due giorni prima del suo insediamento, nel febbraio del 1933, a Miami, veniva preso a pistolettate da un muratore calabrese, Giuseppe Zangara, emigrato dieci anni prima da Crotone. Roosevelt ne uscì illeso, mentre il sindaco di Chicago che gli sedeva accanto morì colpito dalle pallottole. Quando la polizia fece irruzione nella abitazione dell’attentatore trovò migliaia e migliaia di opuscoli e centinaia di pubblicazioni che descrivevano Roosevelt come un agente segreto di Stalin, con minuziosi e dettagliati articoli su omicidi e rituali satanici compiuti da Keynes, descritto come una specie di guru diabolico che si nutriva del sangue di vergini che faceva immolare per lui. Circa 200 milioni di euro, al valore attuale, vennero spesi dai colossi della finanza per attaccare, calunniare, diffamare, dileggiare Roosevelt e Keynes. Nelle università americane, al corso di Storia moderna e contemporanea, si studia ancora oggi quella campagna presidenziale, per analizzare i fenomeni di manipolazione del consenso, e spiegare come, in presenza di fondamentali e decisive scadenze nel campo economico, quelli che noi oggi definiamo con il termine di “poteri forti” siano disposti a usare ogni tipo di arma, ogni forma di subdola menzogna, ogni artefatta falsificazione della realtà, per ottenere il loro scopo: impedire che lo Stato e l’Amministrazione Pubblica metta le briglia sulle attività delle banche e della finanza pretendendo da loro che rispettino le leggi. Da allora, sono trascorsi 80 anni, e le società sono molto cambiate. Non i Poteri Forti. Per loro, ciò che conta, è avere la garanzia che la classe politica dirigente rappresenti, in maniera esclusiva, gli interessi di quella oligarchia del privilegio garantito i cui patrimoni loro custodiscono, ad ogni costo, ad ogni prezzo. Era così nel 1932 in Usa e così anche nell’Europa del 2014. Intendiamoci, era così anche nella campagna elettorale europea del 2009 e nelle precedenti campagne elettorali politiche generali italiane. Ma gli italiani erano totalmente all’oscuro di ciò che accadeva, semplicemente non lo sapevano. Così come non lo sapevano gli americani, i quali, nell’agosto del 1929 (quaranta giorni prima del crollo delle borse mondiali) si sentivano dire che l’economia andava bene e che la priorità era il pareggio di bilancio, mentre lo Stato pompava soldi soltanto nel sistema finanziario delle banche. Quando la disoccupazione, tre anni dopo, raggiunse la cifra del 26% e tra i giovani del 58%, la gente cominciò a volersi informare su ciò che stava accadendo. E’ un teatro sociale simile a quello italiano di oggi. I cittadini, ormai stravolti e travolti dal disagio sociale, dalla mancanza di lavoro, dalla spaventosa impennata della disoccupazione che seguita ad aumentare, dalla totale assenza di una politica industriale da parte del governo, dalla latitanza di idee efficienti, da una diffusione della corruttela senza freni che non ha mai avuto eguale nel corso della storia nazionale, ha cominciato ad informarsi. Grazie alla Rete e ai nuovi sistemi di comunicazione ad alta tecnologia, è stato possibile, negli ultimi anni, aggirare la cappa ufficiale della disinformazione messa in campo dai professionisti della cupola mediatica per distogliere l’attenzione del pubblico. Il giornalismo è servito in Italia, negli ultimi anni, soprattutto per evitare che si diffondesse un processo di consapevolezza collettiva tale da provocare, dentro di sé, in ciascuno di noi, il salto dall’idea dell’essere sudditi a quella della cittadinanza attiva. Ma il lavoro continuo di nuovi soggetti mediatici autonomi e indipendenti, sui siti on line, sui blog, su tutto il web, hanno regalato alle persone curiose la possibilità di dotarsi di strumentazione critica e capire. Rendersi conto, quindi, che i partiti politici italiani da lungo tempo ormai non sono più partiti, perché non rappresentano più dei blocchi sociali, delle esigenze di categoria, dei soggetti lavorativi ben definiti; sono diventati semplicemente delle aziende procacciatrici di affari finanziari per pochi ed esclusivi circoli di eletti. Sulla pelle dei gonzi che pagano le tasse. Con la scandalosa aggravante che il contribuente, il lavoratore onesto, è diventato (a propria insaputa) il principale finanziatore di queste società, alimentate continuamente di denaro pubblico che non viene usato per servizi della collettività, bensì per garantire profitto individuale a centri di potere familista partitico. Il lavoro di 15 mesi degli eletti in parlamento nelle fila del M5S è servito a questo: smascherare il gioco del potere, far toccare con mano alla cittadinanza il fatto che queste persone al governo sono tutte intercambiabili, perché le differenze tra i membri di un partito e un altro non sono ideologiche, non sono progettuali, non sono ideali, sono soltanto formali e apparenti: sono semplici impiegati al servizio delle grandi multinazionali internazionali che controllano l’energia, le banche, le sementi e il loro interesse è appropriarsi della ricchezza nazionale italiana. I cittadini italiani hanno cominciato a capire che il re è davvero nudo, e i sondaggi hanno iniziato a vomitare previsioni statistiche per loro davvero impietose, terrificanti. Forza Italia trasformato in un partitino, il PD che arretra ogni settimana, e il M5S che avanza in ogni regione, in ogni comune, in ogni territorio nazionale, nonostante non sia stata dispiegata nessuna fortezza finanziaria. Da Berlusconi a Renzi si sono messi, quindi, paura. Anche perché i poteri forti si stanno irritando. Non a caso, i grossi big che contano nella finanza mondiale, si sono precipitati in Italia perché sanno che se il M5S, a queste elezioni europee, fa il botto e ottiene un risultato vincente, gli salta davvero tutto. Non mi stupisce, quindi, che negli ultimi giorni sia stato sferrato un bombardamento mediatico senza precedenti contro Grillo e il M5S, gestito addirittura in prima persona dall’ingegner Carlo De Benedetti che, ieri pomeriggio, in un’occasione pubblica e formale, ha definito Grillo un “fascistello populista”. Di solito, il lavoro sporco lo fanno fare a quelli de L’Espresso o la Repubblica, o ai propri nominati dentro la Rai e in Mediaset, quelli inviati a gestire i talk show per tirare la volata ai giornalisti compiacenti, deferenti, servi. Inevitabilmente servi. E come tali, sempre sciocchi. Non capiscono che è cambiata l’atmosfera, perché la gente si è stufata e comincia a rendersi conto di come stanno le cose. Come era accaduto agli americani nel 1932. Stanno scendendo in campo i poteri forti, perchè si sentono minacciati. Hanno ragione: è proprio così. Sanno che la vittoria elettorale del M5S il 25 maggio spiana la strada all’immediata discussione parlamentare per il varo del reddito di cittadinanza universale, unica medicina sensata per aggredire subito al collo la triste e oscena piaga della povertà: l’Italia è la nazione più ricca d’Europa e in quota parte ha il più alto aumento in percentuale di poveri, con un disagio socio-economico che si diffonde sempre di più. Inaccettabile per un europeo civile e civilizzato.
Inconcepibile e improponibile per Carlo De Benedetti e per i poteri forti.
Pensavate che la Repubblica fosse un ente di beneficenza?
In ballo c’è la sovranità del nostro paese che vale 9.000 miliardi di euro. Tra questa cifra e gli squali che intendono impossessarsi dell’industria manifatturiera nazionale, dell’agricoltura, dei beni culturali storici, dell’industria ittica, dell’intero patrimonio tradizionale dell’artigianato d’arte, della produzione energetica, del rilancio della produttività nelle strategie marketing multimediali sul web, dell’industria turistico-alberghiera, ci si è messo di mezzo il Grande Guitto di Genova che ha fatto da megafono agli afoni, al clan degli invisibili, ai non garantiti, ai paria del sistema, e come un granello di sabbia che inceppa un meccanismo perfettamente oliato, sta bloccando il piano di esproprio e di razzia della ricchezza nazionale, perché oggi è possibile capire e sapere per davvero come stanno le cose.
Gli ha rotto le uova nel paniere. E con le frittate non si fanno più affari.
Gli italiani vanno capendo che è possibile raddrizzare la schiena e ritrovare il senso della dignità, prima di tutto come Persone, annullando il concetto di suddito e sostituendolo con quello di cittadino, e poi ritrovare anche quello di popolo e infine quello di nazione adulta, responsabile, finalmente pronta a rimboccarsi le maniche e decidere del proprio destino e del proprio futuro.
Questa è la posta in palio.
E da bravo fallito di successo, visto che alle spalle lui si porta una Olivetti da lui rasa al suolo, una Sorgenia decotta piena di debiti, e un gruppo di prodotti cartacei di stampa che ogni mese, inequivocabilmente, perdono lettori, perdono copie e perdono guadagni, giustamente Carlo De Benedetti è preoccupato all’idea che domani possa esistere una rappresentanza politica che lo inchioderà alle sue responsabilità, insieme al suo ex (??) socio in affari Silvio Berlusconi e agli altri compagni d merenda.
Il numero 1 del fondo finanziario “Black Rock”, Larry Fink si è precipitato in Italia a parlare con Renzi. Sono arrivati anche i big di Goldman Sachs, quelli di Morgan Stanley e di J.P.Morgan.
La partita la si gioca qui da noi.
L’Italia può diventare la vera avanguardia di un processo di ricostruzione di tutto il continente europeo. E’ una possibilità unica, rara. C’è l’opportunità di far schiattare i francesi dall’invidia, perché, forse per la prima volta negli ultimi 300 anni, siamo noi italiani ad assumerci la responsabilità di prendere il toro per le corna e sfidare a viso aperto i poteri forti. Per crescere noi. Per liberarci.
E grazie a noi, liberare tutta l’Europa.
Arriva in Italia il n.1 di Black Rock e poche ore dopo De Benedetti va all’attacco personale di Beppe Grillo.
Dobbiamo preoccuparci e protestare?
Nient’affatto.
Dobbiamo esserne orgogliosi.
Vuol dire che, finalmente, stiamo sulla strada giusta.
O noi o loro.”

“Non mi stupisce l’esistenza della violenza criminale. Non mi colpisce l’idea che esista la corruzione politica. Non mi sorprende l’esistenza del malaffare e dell’illegalità. Ciò che mi addolora, mi angoscia, e non riesco davvero ad accettare, è il silenzio di milioni di persone oneste, per bene, che tacciono per paura”.
Martin Luther King
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Eugenio Bongiorno
Quelli che continuano a difendere gli 80€ a chi un reddito già l’ha, non fanno altro che offendere gli oltre 3,5 milioni di disoccupati che un reddito non hanno, non fanno altro che offendere i pensionati con 500€ al mese che non ne beneficeranno, non fanno altro che offendere coloro che non superano come reddito gli 8000€ all’anno, limite minimo per usufruirne, tutti coloro che sono a partita iva.
La somma di costoro fa la maggioranza della popolazione e sono coloro che sono messi peggio!

Sergio di Cori Modigliani. LE DUE ITALIE

Chissà che cosa facevano, gli Italiani, la sera, a casa, nel 1943!
Le Italie erano due allora come oggi
Da una parte i furbi, gli avidi, i paurosi, i pusillanimi, gli opportunisti, i delatori, che cercavano di approfittare della situazione di emergenza
Dall’altra parte, la grande massa di chi cercava di ritrovare un Senso Umano a quella immane tragedia, di consolidare un nuovo modello di socialità condivisa (ritrovata grazie a quella tremenda circostanza) quando un nuovo modello di umanesimo condiviso, di esistenzialità solare, si sarebbe affermato diventando l’humus necessario per rigenerare la nazione e restituire un significato alla vita, sia individuale che collettivo. Senza più paura.
Noi, oggi, ci troviamo nella stessa identica situazione
E’ una guerra post-moderna. E’ reale ma non dichiarata
E’ una vera e propria razzia bellica.
E’ la guerra tra i custodi del privilegio e la cittadinanza attonita.
Bugie, falsità, menzogne, illusioni, tutto viene usato per vincere la guerra.
A questo serve la cupola mediatica nella società attuale dell’alta tecnologia: a non farvi capire che vi hanno dichiarato guerra, e non si fermeranno finchè non la vincono o non la perdono. La vittoria -per l’attuale classe politica dirigente e la criminalità organizzata che detta loro l’agenda degli affari- consiste nell’affermare il principio collettivo per cui i cittadini sono sudditi passivi, il cui compito consiste nel pagare tasse e godersi la vita con giocattoli di consumo accessibili alla massa. Basta. E’ l’unica cosa che vogliono e pretendono: che voi li votiate così loro seguiteranno a sterminare la vostra anima. Voi dovete lavorare alle loro condizioni belliche, pagare le tasse che loro impongono, e dovete entrare dentro la mentalità della sopravvivenza accettando eventi, accadimenti, e persone, inconcepibili in una situazione di pace.
L’altra Italia, che si oppone a questo disegno, ha capito che c’è la guerra.
La vive sulla propria pelle ogni santo giorno, e ne denuncia l’esistenza
Gli altri italiani sono la maggioranza, ma sono afoni, non hanno potere e hanno paura.
E il panico comincia a serpeggiare tra i governativi: non capiscono come sia possibile che giorno dopo giorno, nonostante il bombardamento capillare mediatico, il M5s aumenti i consensi, e comincino a manifestarsi le prime defezioni. L’attuale potere usa l’arma del cinismo per far credere che non esiste alternativa a loro. Vogliono far credere che l’onestà sia una utopia e non un evento reale.
Vogliono far credere che non esiste, in Italia, nessuna possibilità di poter coltivare alcun ideale, idea, progetto, ambizione, al di fuori della logica mercantile dei soldi che deve rimanere il primo Valore in assoluto: dovete parlare sempre solo e soltanto di danaro.
Vogliono far credere che il problema sia il costo del lavoro, non è così. Il lavoro è un capitale sociale di investimento, ben altra cosa. E’ la stessa differenza che c’era nel 1943 tra chi pensava di appartenere a una razza geneticamente superiore e gli altri.
Vogliono far credere che rifiutarsi di aumentare la tassazione allo 0,8% della popolazione (quei 500 mila che nel 2013 hanno dichiarato più di 5 milioni di euro all’anno di entrate nette) non servirebbe in alcun modo ad aumentare il gettito per l’erario.
Vogliono far credere che sia “impossibile” abolire domani mattina i vitalizi parlamentari con decreto urgente e immediato.
Che sia “impossibile” ridurre i costi del personale burocratico politico che costa a noi contribuenti intorno ai 50 miliardi di euro all’anno, facilmente riducibili a 5.
Che sia “impossibile” protestare il contratto sugli F35 approfittando del fatto che perfino la commissione difesa del Senato Usa li ha definiti “una tragica carretta dell’aria”
E che non esiste alternativa al potere di B, al potere della criminalità organizzata, al potere del PD, al potere della burocrazia, prendere o lasciare.
E che la crisi dipende dalla scarsa produttività italiana. Non è vero. La produttività è scarsa perché l’Italia è la nazione d’Europa che, tra il 2004 e il 2014, ha speso la cifra minore in assoluto per ricerca scientifica, innovazione, istruzione e cultura. E’ diventato un paese intellettualmente flaccido e privo di vigoria, così lo si controlla meglio.
Il voto europeo del 25 maggio è una bella occasione per dire la propria in questo referendum di guerra.
Gli italiani hanno la possibilità e l’opportunità di uscire fuori dal consueto meccanismo ideologico, trucco da baraccone che non funziona più: non esistono fascisti e comunisti, non esistono più neppure liberisti e keynesiani, neanche europeisti ed anti-eruopeisti.
Esistono soltanto due categorie di persone: da una parte, chi ha capito di essere vittima di falsità, di menzogne, di falsi quotidiani, e si rifiuta di essere trattato e considerato come un suddito passivo: costoro hanno deciso di ribellarsi.
Dall’altra, ci sono invece quegli Italiani che preferiscono mentire a se stessi, sapendolo, perché preferiscono fingere che non c’è la guerra per bieco opportunismo, e dicono a se stessi che le personalità al governo stanno lì perché sono i migliori, i più competenti e si occupano del bene comune.
Chi il 25 maggio voterà, a dx o a sx, per uno dei partiti storici che insieme gestiscono l’apparato dello Stato e del mercato, è un collaborazionista.
“Le due Italie” sono l’Italia che si è svegliata e quella che dorme, o per ipocrisia o per ignoranza.
Ormai i giochi sono chiari a tutti.
La cittadinanza s’è svegliata e sta irrompendo sullo scenario politico nazionale.
Il referendum è su questo: o noi o loro.

Sergio di Cori Modigliani IL CALO DEL PD

Il PD si sta sgretolando e stanno perdendo il consenso del territorio. Gli rimangono soltanto le clientele e qualche servo a pagamento pescato nella gigantesca colonia di riserva dell’esercito di disoccupati, disagiati, bisognosi di tutto, alcuni dei quali sono disposti e disponibili a votare per loro in cambio di qualche euro, qualche promessa, qualche illusione, magari la fantasia di una vincita facile a un concorso truccato, una collaborazione a un giornale, la prospettiva di una svolta, di una qualche promozione sociale, economica, psicologica. Quel che è.C’è chi il consenso, nella vita e nella pratica politica, se lo conquista grazie alle proprie idee, progetti, programmi, impegno, volontà, energia, e c’è chi, invece, lo deve rubare. Perché se non lo ruba, non lo applaude nessuno. Il PD, dunque, si attacca al virtuale: è la loro ultima spiaggia, ai loro comizi non ci va nessuno, tanto è vero che neppure li fanno più. Meglio tenersi i soldi per godersi l’estate. Tanto, siamo sempre noi a pagare.

Sergio Di Cori Modigliani E I SONDAGGI

Sono finiti nei guai da soli e lo sanno benissimo. Nonostante abbiano in mano tutti i media, sono sconcertati davanti alle impietose cifre dei sondaggi che li danno in caduta verticale. B (più abile nel captare con le sue antenne ciò che sta accadendo) ha giustamente iniziato a litigare con tutti. Anche io, al suo posto, prenderei le distanze dai suoi compagni di merenda. I sondaggi parlano chiaro. E i poteri forti che li sostengono, stanno iniziando a prendere le distanze. E’ uno dei punti che il numero 1 del fondo finanziario internazionale “Black Rock”, Mr. Larry Fink, deve aver spiegato a Renzi nel colloquio riservato che hanno avuto ieri l’altro per un paio di orette a Firenze. Mr. Fink è una persona che siede su un budget gigantesco, superiore al Pil dell’intera Ue, Germania esclusa. Amministra patrimoni dei super ricchi. Come mai è venuto in Italia a parlare con il governo? I più acuti analisti di mercato, sul Wall Street Journal, sul Financial Times, su Le Monde Diplomatique segnalano il grave malumore dei veri big really big che si rendono conto della totale incapacità dei vari Berlusconi, Renzi, Alfano, Napolitano, ormai incapaci di garantire la tenuta del paese. I grandi uomini d’affari non hanno ideologia, né sentimenti personali, badano al sodo. E per loro, è chiaro ciò che sta accadendo in Italia. C’è ancora una parte del paese che non l’ha capito, ma cominciano a svegliarsi anche loro dalla narcolessia sociale e dalla telesione cerebrale.
Gli indici statistici dei sondaggi parlano chiaro: FI scende ancora, il PD perde ormai 2 punti in percentuale a settimana e il M5S cresce dovunque, insieme all’astensione.
Gli astenuti sono nella stragrande maggioranza loro ex elettori, schifati all’inverosimile, che non credono più in nulla, in nessuno, e non credono neppure a una parola di quanto viene loro detto ogni santo giorno sui quotidiani, nei talk show, nei manifesti elettorali. Solo in Piemonte e in Lombardia, Forza Italia perde il 20% del suo elettorato e il PD ne perde il 10%.I più intelligenti e furbi, sia dentro FI che dentro al PD, stanno infilando la porta d’uscita per poter dire, nel prossimo domani che ci attende, “io però avevo preso le distanze prima che…”. Il potere è ottuso. Non ha la possibilità di comprendere ciò che accade nella realtà. Sono circondati da un personale compiacente, al quale viene richiesta soltanto deferenza servile. Nessuno glielo spiega. Se ne accorgono soltanto dopo, quando ormai è troppo tardi.
L’ultima trovata di B-PD-Scelta Civica va al di là di qualunque commento, ed è la seguente: nel decreto sul lavoro presentato dal governo c’è un emendamento firmato di persona da B. Lui scrive le leggi perché fa quello che gli pare. Il dettaglio osceno è circolato, provocando delle forti reazioni anche da parte di persone estremamente moderate. E non è piaciuto a chi deve investire in Italia, non è piaciuto ai membri che contano nelle commissioni importanti del parlamento europeo, perché identificano la Repubblica Italiana come una nazione in cui la legalità è stata formalmente cancellata e l’esercizio del Diritto soppresso. Neanche in Costa Rica nel 1973 accadevano eventi del genere, in quella che allora veniva chiamata -con giusto disprezzo folcloristico- “la repubblica delle banane”.Santoro chiude, sperando di rientrare in Rai. Floris resiste ma ha perso il 10%. Telese, Formigli e Porro parlano ormai da soli.
Gli Italiani si sono stufati. Inventeranno di tutto, nelle prossime tre settimane, perché sanno che se il M5s vince le elezioni europee in Italia, la cittadinanza italiana comincerà ad organizzarsi “formalmente e legalmente” per andare a presentare il conto a Bruxelles, a Strasburgo, a Francoforte, a Berlino. Impietosi sono i dati degli uffici dell’Ue: l’Italia è l’unica nazione dei 27 paesi che andrà indietro, l’unica in cui la disoccupazione aumenterà, l’istruzione e la cultura decresceranno, l’unico paese in cui l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica non vengono neppure contemplate in sede d’esame; l’unica nazione in cui diminuisce la spesa per i beni culturali e per la diffusione dell’istruzione; ed è chiaro a tutti che dei 120 miliardi di euro di debito nei confronti delle piccole e medie aziende, la Pa non verserà un bel nulla. Monti ne aveva stanziati 40, non è partito neppure un euro; Letta ne aveva stanziati 25. Nulla! Renzi ha annunciato al paese che “intanto cominciamo da oggi a pagare i debiti alle aziende, perché i 25 miliardi precedentemente stanziati da Letta sono già in viaggio da questa mattina”. Non è mai partito neppure un euro.
Non solo manca la volontà politica. Ma non ci sono, al governo, le persone atte e adatte per impostare una qualsivoglia manovra. Questa non è una crisi. E’ l’inizio dello sfaldamento definitivo di un sistema basato sulla corruttela, sulla manipolazione, sulla esaltazione del privilegio garantito a pochi dai partiti, che sta implodendo sotto gli occhi di tutti. Se ne accorgerebbe anche un bambino. Ma la Storia ci insegna che i detentori corrotti di un potere corrotto sono sempre gli ultimi ad accorgersi quando la mura del Palazzo cominciano a sbriciolarsi sulle loro teste. Pensano sempre di poterla far franca.
Poi, si arriva a un punto di non ritorno e quel sistema salta.
E’ accaduto allo scià Pahlevi in Iran, a Menem in Argentina, a Craxi e Andreotti, a Mussolini, a Nixon. Capiterà anche a questi signori che ancora per poco ci governano.
Indignarsi o scandalizzarsi per ciò che fanno ormai è inutile.
Basta avere un po’ di pazienza e restare attenti.
Un paese in cui i governanti nascondono ai propri cittadini che fanno redigere le leggi a un delinquente pregiudicato è un paese destinato alla sua distruzione o a un poderoso e rigoglioso ribaltamento dello status quo.
Il 25 maggio c’è il referendum: o questa gente qui o cittadini normali che vogliono un paese normale.

Angelo Consoli
Il mio è sempre stato uno slancio ideale. Quello slancio ideale oggi si è trasferito nel M5S. Quegli ideali sono stati traditi dalla dirigenza piddina attuale. Il PD è diventato un partito di affaristi e arrivisti. Di nuclearisti e inceneritoristi, di gasisti e TAPpisti, di privatizzatori dei beni comuni e ipocriti che osano coalizzarsi con SEL (altri ipocriti), salvo poi pugnalarsi alle spalle il giorno dopo le lezioni concordando voti congiunti con B. Vorrei ricordare che se fosse per il PD, B sarebbe ancora senatore, che gli F35 li hanno voluti loro e ancora li vogliono, che continuano a mantenere in piedi situazioni industriali decotte solo per favorire gruppi che li finanziano (vedi ILVA), che essendo un partito di banchieri e speculatori finanziari è assolutamente impossibile per loro adottare le misure ad alta intensità di lavoro necessarie a risolvere il problema della disoccupazione, che la loro politica sociale e economica è dettata da Pietro Ichino e Yoram Gutgeld, al cui confronto gli ultra liberisti reganiani erano socialisti, tanto che perfino uno come Fassina è stato emarginato, che hanno stroncato da sempre le energie rinnovabili che in Italia sono state promosse solo da i Vedi,mentre Bersani era troppo occupato a prendere i soldi dei Riva per aumentare i limiti di benzoapirene e dunque non poteva trovare il tempo per programmare la creazione una filiera del fotovoltaico e delle tecnologie energetiche pulite di terza rivoluzione industriale. Il PD è responsabile quanto B del genocidio culturale del popolo italiano, D’Alema ha fatto la porcata nel 1999 di concedere illegalmente a Rete 4 le frequenze negate a Europa 7!. ministri del csx sono responsabili dello smantellamento della scuola, della ricerca e dell’Università italiana. Questa gente disperata perché ha distrutto l’essenza ideale stessa dei motivi per i quali oggi un elettore di sani principi etici di sx dovrebbe votare per loro.
(Angelo Consoli è il Direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin,Fondatore e Presidente del CETRI-TIRES,Ideatore e coautore del Manifesto Territorio Zero per una società ad Emissioni Zero, Rifiuti Zero, Chilometri Zero, Coautore del SEAP per Roma Capitale,Autore delle strategie energetiche di Slow Food e Terra Madre,Coautore del Forum Regionale per l’Energia Distribuita (FRED) Sicilia,Consigliere a livello italiano ed internazionale per strategie energetiche e sociali sostenibili)

Alessandro
Il furbino Renzi dice: “La legge elettorale non si tocca!”. L’Italicum è stato volutamente “studiato” da Renzi con Berlusconi per essere antidemocratico, e prepara una vera dittatura. Infatti con il 37% ottenuto sommando i voti dei partiti che si presentano in coalizione si ottiene un premio di maggioranza del 55%. Inoltre, i partitini che sono nelle coalizioni hanno una soglia di ammissione del 4,5% e i partiti che si presentano da soli hanno una soglia del 8%, ma dovrebbe essere il contrario per garantire l’opposizione. Vista la prepotente forza elettorale di FI e del PD dovuta alla somma dei partitini delle loro coalizioni e vista la forte convergenza d’intese tra FI e il PD, che vinca l’uno o l’altro avranno vinto tutti e due. Il Senato deve rimanere, non siamo in Svezia, ma in un Paese molto corrotto! Prima vogliono votare la legge elettorale valida solo per la Camera, poi fra 18 mesi vogliono “riformare” la legge costituzionale per votare un “Senato” finto e depotenziato, fatto di sindaci, che comunque costa nei rimborsi spese, nelle strutture, nei funzionari addetti e nelle trasferte. Non Siamo in Svezia, siamo in un Paese molto corrotto e il Senato deve rimanere per garanzia contro eventuali porcate fatte dalla Camera! Le spese, se si vogliono eliminare senza accampare pretesti, si eliminano tagliando a metà di
netto il numero dei deputati (la Camera), portandoli a 300 invece degli attuali 630, e dei senatori, 150 invece di 315. Il totale di Camera più Senato scenderebbe da 945 a 450! Dimezzandone i loro stipendi e i privilegi. Così si risparmia di più! Con la modifica della legge elettorale e della legge costituzionale che trasforma l’Italia da repubblica parlamentare a repubblica presidenziale, tanto cara a Berlusconi, la dittatura è servita! Con l’Italicum e con un Senato depotenziato avremo due soli uomini al comando.
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Beppe Grillo: “Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto,per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia.
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Un giorno balleremo sulle loro tombe
Un giorno canteremo liberi
Un giorno rideremo di gioia
E balleremo
Un giorno balleremo sulle loro tombe
Un giorno canteremo liberi
Un giorno rideremo di gioia
E balleremo

(Daniela)

Gli 80 euro se mai arrivassero anche il prossimo anno sono già stati divorati dagli 85 euro di non detrazione previsti in Finanziaria da Letta, con quella disposizione che i cloni visionari del Pd continuano a dire falsa ma che è realissima nelle buste paga concrete. Per vederne una con i propri occhi senza vaneggiare come fanno i pdini trollisti, basta cercare su google “”80 EURO? NON ESISTONO! PARAGONE DIMOSTRA, BUSTA PAGA ALLA MANO, LA “TRUFFA” DI RENZI. GUARDA IL VIDEO!
I “mitici” 80 euro di Matteo Renzi? Un trucco. Un’illusione. Lo si era già capito, ma ora c’è la prova, un fatto incontestabile che nessuno potrà smentire. E’ stato un lavoratore dipendente a sbugiardare Matteo Renzi, a “La Gabbia”, mostrando un documento inoppugnabile: la sua busta paga di aprile 2014. Nella busta paga, sventolata fra le mura dello studio televisivo, sono scritte nero su bianco due riduzioni: una di 60 euro sulla detrazione per il lavoratore dipendente, una di 20 euro sulla detrazione per il figlio a carico. Morale della favola: il lavoratore si è trovato 85 euro in meno in busta paga, rispetto a quella del mese precedente! Ma niente paura: nella busta paga di fine maggio Renzi le rimetterà… facendole passare per un regalo!”

Guarda il video: http://www.informarexresistere.fr/2014/05/02/80-euro-non-esistono-paragone-dimostra-busta-paga-alla-mano-la-truffa-di-renzi-guarda-il-video/
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Alé
l’Italicum è incostituzionale
gli 80 euro sono incostituzionali
l’abolizione del senato è incostituzionale
come la finta abolizione delle province
i 7,5 miliardi alle banche erano illegittimi per la Ue
ora aspettiamo la dichiarazione di incostituzionalità anche del jobs Act
e poi di Renzi resterà un mucchietto di cenere
e un odore di vecchia pernacchina

Ma quando non sanno cosa dire, i Troll pdini attaccano dicendo che nel M5S confluiscono voti che vengono dal Pdl o dalla Lega, come se uno dovesse votare sempre in un modo, come se non fosse lecito cambiare idea e schifarsi!

Che conta da dove vieni?
altro fu il tempo, altra la storia
della tua giovinezza
e ogni ora ebbe la sua ragione
il suo modo di essere
guarda dove stai andando
guarda che ORA il tuo cuore sia puro
e l’intenzione onesta
E’ il viandante
definito da quello che ha scelto per meta
non dalle fonti

VV

SONDAGGI
Per quel che valgono i sondaggi taroccati pagati da Pd o da Pdl, si può anche citare il post di Vittorio: “Secondo Pasquale Laurito, autore del foglio Velina Rossa, che da anni racconta notizie e segreti del Pci-Pds-Ds-Pd, chiamiamolo pure un insider della sinistra, e contrariamente a quanto indicato dai sondaggi ufficiali, il Pd sarebbe ben al di sotto del 30% dei consensi, oscillando fra il 26 e il 27%, mentre il Movimento 5 stelle avrebbe già superato – come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa – il 27%.
Ergo: i sondaggisti “ufficiali” ci stanno riempiendo di balle e la realtà potrebbe nascondere una verità amarissima per tutto l’establishment nazionale, da Renzi a Napolitano fino all’anziano Silvio. Grillo potrebbe farli fuori tutti in un colpo solo.
Non male per un Movimento nato online, che non prende finanziamenti pubblici e che viene osteggiato praticamente da tutti i media nostrani. Occhio, che questa volta il boom lo sentirà anche la Merkel. A meno che, anche lei, non decida di tapparsi le orecchie.”
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Stefano Mencarelli
Renzie: 350.000 euro di contributi pensionistici e 40.000 di TFR presi come ‘dipendente’ (Sigh)
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La fidanzata di Carrai, l’amico fidato di Renzi, pur non avendone i requisiti ha avuto la direzione per la mostra di Pollock a Firenze e per quello ha avuto 400.0000 di euro, ma sembra che il problema siano i 70.000 che Pelù NON HA avuto!

Ivo
Allora, in vent’anni siamo passati attraverso:
Il milione di posti di lavoro e il contratto con gli italiani del pregiudicato(a piede libero)
Le toghe “rosse”
All iberian.
Disoccupazione a livelli record.
Proprietari di case a loro insaputa.
Corruzioni varie.
Parlamento pieno di inquisiti (e condannati)
Governi “tecnici”, che di tecnico avevano solo il nome.
Il sacro “blog”
Smacchiatori di giaguari senza trielina.
Perdita dell’Alitalia (o fallimento).
Parlamenti di nominati eletti con una legge incostituzionale.
“Palle d’acciaio”
I 500 mln (mai dati) dell’Emiro del Qwait.
Acquisti di “mutande verdi” con i nostri soldi.
E, non ultima, la bufala degli “80 euro”.
L’ unica cosa reale, è stata la nostra vittoria ai mondiali di calcio nel 2006.
Ragazzi, o il 25 maggio li mandiamo a casa, o ci tagliamo le vene!

Kukulcan
Sui giornali c’è scritto che Renzi riduce le tasse, ma nel loro documento ufficiale è scritto che le aumenta di 9 miliardi. Basta leggere, non i giornali ovviamente, ma il documento del DEF, anzi solo la tabella che lo riassume e anche un scolaro nota che hanno scritto: entrate da 751 a 767 miliardi e spese da 798 a 809 miliardi (dal 2013 al 2014). Il documento finanziario che Renzi ha messo fuori (traduzione: che Padoan ha concordato a Bruxelles) dice nero su bianco, che nel 2014 aumenterà le tasse, di circa 9 miliardi (+17 miliardi di tasse contro +8 miliardi di spese: differenza… 9 miliardi). Si può discutere sul fatto che non sia male tagliare lo stipendio ai magistrati, abolire le provincie e tassare il capital gain delle quote di Bankitalia, ma il DEF dice che aumenta le tasse.
Chi si ostina ad appoggiare questi Mafio-Politici Partitocratici non può che essere ricordato come un Primitivo del Futuro.
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SULLA VIOLENZA DELLA POLIZIA
Caparezza

Non siete Stato voi, uomini boia con la divisa
che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate
prese a calci come sacchi di rifiuti.

Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete voi confratelli di una loggia che poggia
sul valore dei privilegiati come voi
che i mafiosi li chiamate eroi
e che il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato
fissa il magistrato
e poi giura
su Dio: “Non sono stato io”.

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Dovremmo trovare una parola diversa da ‘fascista’ (che connota un precisa posizione politica) ma analoga nel significato violento e antidemocratico che hanno anche tanti che votano a sx, ma al momento non la trovo.
Il NEOFASCISMO oggi non è Alba dorata o il movimento di Marina Le Pen o di CasaPound, ma proprio quella miscela di dx e sx che si trova perfettamente in simbiosi nel voler distruggere i diritti democratici, annullare le scelte dei cittadini, abolire i diritti dei lavoratori. svuotare le istituzioni, violentare la Costituzione, aumentare il tasso di militarismo, proteggere i violenti di Stato.
Molti non si accorgono di quanto tutto ciò sia lontano dalla democrazia e voglia solo distruggerla.
Chi vive in un Paese oppresso da una partitocrazia corrotta e spregia l’esistenza stesa di una opposizione non può che essere corrotto come quella partitocrazia.
Il fascismo in Italia non è mai morto.
La democrazia in Italia non si è mai consolidata.
Siamo una democrazia giovane priva di vera cultura democratica, che in 70 anni non ha saputo mai emanciparsi dai caratteri fascistoidi che hanno continuato a germinare sotto mentite spoglie.
Basterebbe chiedersi in quale dei 90 partiti italiani attuali si praticano metodi di democrazia.
Una sola cosa il cittadino può fare: fare in modo che ovunque ci siano degli embrioni di democrazia, la sua volontà sia lì, per rafforzarli, farla crescere dentro di sé!
Le nostre armi hanno dato migliaia di morti alla causa del dovere.
Il nostro Paese è anche quello che ha più volontariato al mondo.
Accanto ai malvagi ci sono milioni di brave persone.
Ed è per quei morti sacrificali, per questi eroi della difesa nazionale e per quei milioni di italiani onesti che vale la pena di lottare e di ripetere che le pene devono essere diverse e i colpevoli devono essere puniti e che finché ci saranno partiti corrotti che si reggono sull’impunità loro e di certi colpevoli non riusciremo a diventare un Paese civile solo in virtù dell’esistenza delle vittime, degli eroi e degli onesti.
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Caso Aldrovandi
Grillo ha chiesto il licenziamento dei 4 assassini.
lo hanno forse chiesto quelli che tu sostieni?
Grillo ha chiesto il codice di identificazione sugli elementi e sulle armi di difesa degli agenti e dunque sui manganelli.
Pd,Pd, e Lega hanno votato contro.
Grillo ha chiesto che venisse punito il reato della tortura.
Quelli che ti sostieni lo hanno derubricato a reato ‘comune’ lasciando che si avvalesse di condoni, grazie, prescrizioni e indulti.
E questi provvedimenti per realizzare l’impunità dei colpevoli, assieme al dimezzamento delle pene per i politici collusi di mafia, li ha forse fatto Grillo?????

Giuseppe Strazzeri

Questo è un regime, una dittatura mascherata da finta democrazia, rappresentazione patetica in cui credono ancora solo per con un livello di comprensione della realtà paragonabile a quella di uno scimpanzé. Un’oligarchia si è spartita il potere, l’economia, la finanza, ci tassa oltre ogni limite, riscuote con sistemi criminali e ogni tanto vi prende per i fondelli con la farsa delle elezioni.
Le cosiddette forze dell’ordine sono il braccio violento di questa casta, incapaci di colpire i potenti, inflessibili con i deboli, miserabili con i mafiosi (quanti mafiosi subiscono gli stessi soprusi che subisce un comune detenuto?), usati come scorte per i pregiudicati, incapaci di fare indagini (basti vedere i casi della Franzoni o di Chiara Poggi) assenti quando nei hai veramente bisogno, inutili nel presidio del territorio lasciato in mano ai delinquenti.
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La scorta di Berlusconi è formata da almeno 40 persone e due auto blindate e costa 2 milioni e mezzo di euro all’anno, senza contare che le sue abitazioni private sono presidiate dai carabinieri come fossero sedi di ministeri o di altri enti. Chiediamo dunque a Renzi quali sono le ragioni di tanto spreco, dal momento poi che Berlusconi è tanto ricco da permettersi di provvedere alla sua scorta da solo, e dal momento che il tipo in questione non solo non ricopre alcuna carica istituzionale, ma è anche stato condannato in via definitiva per frode.
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Vedo che per alcune menti proterve l’unico male italiano è l’esistenza di una opposizione e che una sola cosa sanno fare: odiare Grillo e odiare chiunque critichi il regime al potere, sulla falsariga di tutti i faziosi, fanatici e fascisti nell’anima (fascisti, comunque sia l’etichetta di figura) di tutti i tempi.
Nemmeno pensano, costoro, che l’opposizione, in un regime antidemocratico, è l’unica forza che, ostacolando un pessimo governo, gli impedisce di marciare come un treno verso la nostra rovina.
Nessuna democrazia può esistere se il potere macella l’opposizione. Solo l’opposizione è un freno agli abusi del potere.
L’esistenza di una opposizione valida e funzionante è l’unica prova che non siamo caduti in un regime autoritario e assoluto.
Per cui chiunque desideri solo l’abbattimento totale dell’opposizione e operi in tal senso con diffamazioni, slogan, insinuazione e campagne di odio ad personam dimostra solo di essere fascista nell’anima, qualunque sia l’etichetta sotto cui si nasconde.
I media dovrebbero essere non i cani da guardia del potere ma le menti critiche che il potere lo tengono sotto continua critica e osservazione per spingerlo a migliorarsi e a fare il bene del popolo.
Quando questa funzione preminente di critiche e di denuncia venga meno, la democrazia è morta.
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Daniele Luttazzi
Le scienze cognitive hanno scoperto che gli elettori non votano i programmi elettorali ma una visione del mondo. B propone da 20 anni un progetto e una visione del mondo ben definiti: il padre autoritario. Per 20 anni non c’è stata opposizione. E ora che c’è troppi la vorrebbero eliminare. Gli Italiani, come nel ventennio fascista, preferiscono regredire e demandare le proprie responsabilità di cittadino a un capo, che magari quando le cose si metteranno male diventerà il loro capro espiatorio. Era già successo con Mussolini ma evidentemente la lezione non è servita. È pazzesco che il processo di ripeta. E siccome la gente non è informata dalla televisione, e questo è il vero dramma, ed è distratta, viene distratta apposta, magari con la cronaca nera per esempio, che ha un suo ruolo all’interno di questa tattica, non si interroga più di niente e apparentemente va tutto bene. Il crack di borsa, ad esempio, viene vissuto come un dato naturale, un maremoto, come se fosse un temporale. E invece il crack di borsa è voluto da questo tipo di capitalismo, è deciso dal capitalismo, e lo sfrutta come forma di dominio sulle masse. Una volta le masse insorgevano. E insorgeranno di nuovo perché è una situazione che non può durare.
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Siamo governati da una diarchia
Luigi Pilati:

” Due simulacri verosimili, ovvero non sensi storici e politici. Accozzaglie di interessi partigiani e visioni fantasmagoriche di un passato incompreso, di un presente disorientato, e di un futuro inventato.”
“Non è tempo di cristianità, quando le ingiustizie sono smisurate.
Se siamo al sentimento dell’odio, si chieda perché, non se è giusto o sbagliato.”

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E’ cieco o in malafede chi non vede
che ormai le forze in campo sono due: da una parte un neofascismo sorretto da Pd, Pdl e Lega. Dall’altra un anelito alla libertà che attraversa i cittadini che non vogliono più questa corruzione spregevole e questo neofascismo risorgente in un patto più bieco che mai!
Io oggi posso solo dire come Montale dopo il secondo conflitto bellico:

“Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. »

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Fabrizio de André diceva: ““Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo Stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.”
Ora che nessuno mi dica che André non è uno statista, perché i guai maggiori lo stato li ha avuti proprio dai presunti statisti, con professori a latere (vedi Monti)
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TRAVAGLIO AI 5 STELLE


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Luciano Jakka
Non vi ricordate perché cadde il primo governo Prodi? Cadde proprio sulla legge sulle 35 ore. E si frantumò anche giustamente! Perché Prodi non promise le 35 ore solo a Bertinotti o a rifondazione comunista, ma lo promise a tutti i lavoratori e le lavoratrici, ma dopo qualche giorno, Prodi ritrattò tutto e tutti insieme dissero che le 35 ore erano nocive e sbagliate. Tutti insieme, con l’appoggio di confindustria e di un ideologia neoliberista, appoggiarono la legge Biagi: ucciso dalle br perché era senza scorta, dopo che lo stesso l’aveva richiesta ripetutamente a Scaiola (ministro dell’interno dell’epoca) il quale si rivolse a Biagi accusandolo di essere “ un rompicoglioni”. Con la conseguenza che, se una persona o un politico non era d’accordo con la legge Biagi, veniva automaticamente affiancato al terrorismo. Dopo lo sdegno della vedova Biagi per le parole del ministro Scaiola, la legge fu rinominata e cambiata. Divenne più dura, senza ammortizzatori sociali, la chiamarono legge 30, e fece dilagare il precariato, con centinaia di migliaia di licenziamenti, permettendo agli imprenditori disonesti di avvalersi di un ulteriore strumento di sfruttamento ingiusto dei lavoratori. La legge sulle 35 ore invece era concepita per
lavorare tutti e lavorare meno, articolando il lavoro su dei turni, con orario ridotto per il lavoratore con il divieto di far fare gli straordinari per chi l’avesse accettata. Alle industrie che accettavano la legge sulle 35 ore sarebbero stati erogati incentivi e sgravi fiscali in modo da assumere più personale possibile a tempo Indeterminato per sconfiggere il precariato e per risolvere il problema della disoccupazione. Questo avrebbe prodotto più ricchezza ridistribuita alla popolazione, con meno crisi interna e più produzione a favore del mercato europeo e mondiale. Ma questo non conveniva ai nostri industriali alla Marchionne, che volevano la crisi per averne più vantaggi, infatti con la complicità dei politici corrotti tolsero l’art 18 per licenziare più facilmente e fecero perdere tutti i diritti sul lavoro. Alcuni per licenziare lavoratori a tempo indeterminato e riassumerli come lavoratori precari, altri per licenziare e portare le loro imprese all’estero. Ingozzati da una politica accondiscendente sia di destra che di centro (non dico di sinistra perché io ritengo che il PD non è più di sinistra). E’ forse anche per questo che in Germania e in Francia la crisi viene sentita meno , da loro la legge sulle 35 ore è stata fatta e oggi vivono molto meglio di noi, infatti se guardate bene come funziona da loro, vedrete che per licenziare un lavoratore ci vuole il consenso degli operai e dei sindacati. La conseguenza è che loro hanno meno disoccupati e stipendi più alti dei nostri e perciò hanno meno crisi e più benessere, ma questo dipende anche dal popolo: ogni popolo si merita i suoi governanti. Io sono per tutti i partiti e tutti i movimenti presenti e futuri purché di vera sinistra (in favore del mondo del lavoro) compreso il movimento 5 stelle il quale in questo momento sta facendo cose di sinistra: per esempio è l’unico in parlamento che ha provato a mobilitarsi per impedire lo stravolgimento della Costituzione attraverso la modifica dell’art.138, ha rinunciato al finanziamento pubblico al partito e ha attuato l’auto riduzione degli stipendi dei parlamentari per una cifra di circa 43 milioni di euro, per me questo si può definire di sinistra. L’importante, comunque è contrastare questo mostro insaziabile a più teste che è il nostro attuale assetto politico. Un sistema senza nessuna umanità, senza giustizia, con sperpero di denaro pubblico nelle grandi opere, con interessi mafiosi, capitalisti e neoliberisti dediti solo a salvaguardare i loro desideri spasmodici di ricchezza senza limiti. Certamente quello adesso in atto è un governo delle larghe intese, da me ribattezzato un governo delle larghe pretese………per i loro sporchi
interessi, sbaglio????

NELLA CASA – FILM
Viviana Vivarelli

“Un perfetto sconosciuto ha la capacità di alterare la vita di un altro irrevocabilmente.
Questo effetto domino ha la capacità di cambiare il corso di un intero mondo.”

In questo sottile e ambiguo film del regista francesce Ozan, un sedicenne con talento letterario avvince il suo professore di lettere nella lettura seriale di componimenti in cui narra come si insinua nella famiglia di un suo compagno di scuola, per spiare e descrivere la sua “normalità borghese”. Le modifiche che il professore suggerisce al ‘romanzo’ si traducono nella realtà dei rapporti modificandoli in modo pericoloso in un crescendo di tensioni finché il professore stesso e sua moglie saranno risucchiati nell’’osservazione’ e il professore perderà ogni separazione tra realtà romanzata e vita reale come l’insetto che resta irrettito in una tela di ragno oltre ogni sua libertà.

Considero “Nella casa” un piccolo capolavoro che mi ha preso dall’inizio alla fine, un film originale per ‘i punti di vista’, l’osservatore che diventa deus ex machina, il subdolo ragazzetto senza famiglia che si insinua come un serpente nella “casa normale” e questa che, sotto lo sguardo dell’osservatore, resta inquinata da un veleno che trae ognuno al suo peggio e irretisce gli attori in un gioco perverso in cui essi da autonomi diventano manovrati.
Se è vero che non esiste l’osservatore astratto, ma ognuno, essendo immerso nella realtà come una persona in uno stagno, col movimento della sua stessa osservazione lo modifica, è vero anche che vi sono ‘sguardi’ che superano il principio di indeterminazione di Heinsemberg per fare del semplice perturbatore un creatore di realtà, là dove la potenzialità del creare si identifica con l’immaginare, per cui risulta impossibile misurare quello che può accadere quando la parola entra nell’alchimia trasformativa del reale e lo contamina. Non sappiamo allora se la realtà attuata è frutto di interazione tra soggetto conoscente e oggetto osservato, o se l’atto stesso del conoscere, come penetrazione dolosa del reale, è una infrazione che lo destruttura a tal punto che tale reale, dopo, non potrà più essere come prima.
Il tutto è davvero sconvolgente.
Se c’è un Dio che crea il mondo con la parola, c’è anche un demone che con la parola lo può distruggere. E chi possiede tale potere è condannato a non porre mai in essere mondi finiti, ma a restare prigioniero della magia della parola come di uno strumento maledetto, che, nel momento stesso in cui crea il caleidoscopio di mondi progressivi, se ne rende impossibile l’abitabilità.
O stai alla finestra e guardi il passante che cammina per la strada, o sei il passante che viene guardato mentre cammina per la strada. Oltre i limiti dell’osservazione rispettosa si apre l’incubo dell’osservazione modificante, in cui imprigioni te stesso nella irrealtà nel momento stesso in cui tenti di imprigionare l’altro, ma chi si inoltra nel pericoloso compito di diventare un dio che crea il mondo mentre lo osserva è condannato a restarne fuori per sempre.
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Ieri ho avuto vari motivi di sconvolgimento. Sono stata con una coppia interessante, una di quelle rarità di persone che rendono chiunque li incontri interessante, per cui mi sono dimenticata completamente di assaporare il cibo del pranzo giapponese e di calarmi della nuova macchina espresso o nella spesa, per rivivere diversamente parti della mia vita e di me stessa. La mia energia era acuita al punto che, mentre scrivevo alla mia figlia lontana, raccontandole la mia giornata si è verificato uno scoppio violento a circa 40 cm di me, nell’aria, tra il pc e la libreria, e altri scoppi nello stesso punto si sono ripetuti in seguito, inesplicabilmente. La cosa mi ha allarmata alquanto, perché è avvenuta nel momento esatto in cui stavo scrivendo “il babbo” e perché temo il riaccendersi di quella fenomenologia esterna inesplicabile che ha reso inquietanti 29 anni della mia vita con effetti fisici indesiderati. Il seguito è stato vedere il film “Nella casa” che ha aumentato in sensi diversi la mia inquietudine, per il prevedere incontri di tipo speciale nel mondo ordinario e straordinario, che, come tutti gli incontri speciali, saranno, come temo, a due effetti, sull’altro e su me.
Ogni rapporto ti modifica, modifica il mondo attorno a te e la tua visione del mondo e può modificare te stesso e anche l’altro irreparabilmente. E il film non ha fatto che confermarmi qualcosa che girava dentro di me confusamente in tutta la giornata perché vi sono rapporti che possono risucchiarti non solo per ciò che tu dai a loro o per quello che loro danno a te, ma per una realtà terza che viene creata dalle energie interferenti, in modo subdolo e quasi alchemico, diversa rispetto a quella dell’uno o dell’altro e non controllabile e che si crea nel momento stesso dell’impatto delle energie come una forma a se stante dotata di una sua intelligenza e necessità, dopo di che il mondo non può essere più lo stesso.
Dopo, a letto, nel dormiveglia, la voce del mio marito morto mi inseguiva col suo bisbiglio riportandomi dal mio castello di brividi a una realtà più concreta, quella in cui lui ha sempre vissuto e che probabilmente ha costituito nella mia vita visionaria un’ancora di certezza irrefutabile.
Lunedì comincio, dopo tanto tempo di sofferenze e lutto, un corso sulla psicoanalisi. Non so se avrò un numero di allievi sufficiente per farlo, ma già l’ipotesi di una nuova storia sociale in cui altri inconsci si incontreranno o scontreranno e in cui il mio cercherà di avere il sopravvento e di esercitare una sottile opera di narrazione e di seduzione sugli altri mi attrae irresistibilmente e mi allarma, perché so quanto le mie energie siano deboli e quanto possono essere forti le energie degli altri. Vediamo come andrà questa nuova avventura “nella casa”.
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http://masadaweb.org

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