Nuovo Masada

marzo 27, 2014

MASADA n° 1524 27-3-2014 GLI IPOCRITI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:32 pm

I Farisei : la morte della sinistra – Gli eroi di ieri e i miserabili di oggi – Il Barca smascherato- Per chi confonde gli inciuci odierni con il compromesso storico e con l’eurocomunismo di Berlinguer – Il documentario di Veltroni e la parata delle maschere – L’estremo oltraggio: ma hanno celebrato Berlinguer o lo hanno seppellito? – L’intervista di Mentana a Grillo – Letta-Grillo, un appuntamento mancato- I due fallimenti di Renzi in Europa – L’attico di Renzi nel solito sistema di regali di cariche pubbliche agli amici degli amici

Ormai non eleggiamo più statisti ma ipocriti. Nel teatro greco ‘hypocritès’ erano gli attori, quelli che riassumevano in sé, pur non avendoli, sentimenti, passioni, emozioni.. che fingevano la realtà per dominare un pubblico di applauditori.

L’ipocrisia
Il corrotto è sempre innocente e per avvalorarlo meglio, celebra la santità.
L’ipocrisia è l’apripista della corruzione criminale.
Perché gli ingranaggi della corruzione non si inceppino, vano unti spesso con l’olio dell’ipocrisia
Il massimo dell’ipocrisia è vedere chi ha distorto il sistema processuale e penale parlare sulla salvaguardia dei corrotti e celebrare allo stesso tempo l’onestà.
Il massimo dell’ipocrisia è vedere chi si è sempre rifiutato di fare leggi anticorruzione e contro il conflitto di interessi che si riunisce per elogiare un Berlinguer, il cui spirito è stato ucciso.
Il massimo dell’ipocrisia è vedere un partito le cui radici erano a sinistra che si sintetizza in uno dei massimi campioni della destra filocapitalista contro la democrazia e la protezione della gente.
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Pasolini
Sei così ipocrita
che come l’ipocrisia ti avrà ucciso
sarai all’inferno
e ti crederai in paradiso.

FINANZA
Francesca
Una scimmia bendata che lancia freccette alle pagine finanziarie di un giornale potrebbe selezionare un portafoglio molto meglio di quanto potrebbe fare un team accuratamente selezionato da gestori professionisti” (Burton Malkiel, economista, 1973).
Questa tesi è stata anche confermata alcuni anni fa da in Italia da Tilly, un macaco di cinque anni e mezzo, a cui hanno fatto scegliere 5 titoli dell’indice S&P Mib. Risultato: il portafoglio del macaco in un mese ha doppiato la performance media dei fondi italiani.
Monkey batte Mondo 10 a zero!
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POLITICA
Quando un politico ha un’idea, quasi sempre è sbagliata.
Hanno eletto uno perché diceva che avrebbe fatto presto a fare le cose.
Ma “A che serve correre se sei sulla strada sbagliata?” (Proverbio tedesco)
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A proposito di politica… ci sarebbe qualcosa da mangiare?” Totò.

UN TETTO AI SUPERSTIPENDI
Matteo Renzi ha detto che vuole limitare i superstipendi dei manager statali. Moretti (ad di Ferrovie, 873mila euro l’anno,) si ribella: “Se mi tagliate lo stipendio, espatrio.” Ma di che ciancia Renzi?? Ma se lo sanno tutti che se toccano i superstipendi o le superliquidazioni scatta su la Consulta che dice che non si può, che è incostituzionale. E per forza! Gli stipendi dei giudici della Consulta sono incollati a quelli dei superpolitici e dei supermanager con l’Attak. Stanno su tutti insieme, vergognosamente insieme.
Quando tranciano il lavoro, la Consulta dorme. Quando tagliano lo stato sociale, la Consulta si gira del sonno. Quando stroncano le pensioni, la Consulta borbotta senza svegliarsi. Quando fanno un sistema elettorale incostituzionale, la Consulta ci mette 8 anni a dirlo. Quando fanno 300.000 esodati senza pensione e senza stipendio, la Consulta non se ne accorge. Ma se toccano i soldi degli amici della Casta saltano tutti su come canguri, Consulta compresa.
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Antonella B. : “Ma se è vero che il 10% della popolazione italiana detiene il 50% del patrimonio nazionale, non dovrebbe essere difficile tassare in modo mirato e congruo, con grande vantaggio per le casse dello Stato”.
Martinelli: “Molto più facile da dire che da fare! Il 10% che detiene il 50% è ovviamente la minoranza più ricca: e quindi anche la più influente e potente, che ha enormi mezzi per impedire che la propria ricchezza venga toccata”.

Oreste
Dati del 2012 (denari già pagati quindi da tempo), desunti da “la Fucina” :
Paolo Scaroni 6.400.000 (5 milioni di bonus)
Fulvio Conti 4.000.000 (2,5 milioni di bonus)
Pietro Tali.. 6.900.000 (comprensivo di buonuscita)
Giuseppe Recchi… 1.000.000
Flavio Cattaneo…. 2.350.000
Massimo Sarni…………..2.200.000(due cariche)
Giovanni Ialongo………….900.000
Mauro Moretti ……………. 873.000
Raffaele Pagnozzi…………336.000
Gianni Petrucci…………….194.000
Mauro Masi..……………….. 173.000
Andrea Monorchio……. 226.000
Domenico Arcuri………… 800.000
Pietro Ciucci………………..750.000
Massimo Garbini………… 503.000
Giuseppe Nucci…………. 570.000
Giuseppe Sala…………….. 428.000
Nando Pasquali………… 411.000
Maurizio Prato……….. 600.000
Maria Tarantola……. 140.000
Riccardo Mancini… …. 287.000
PierLuigi Borghini.. 129.000
Giov. De Gennaro……. .300.000
TOTALE furto…. 40.890.000.
E poi non hanno i soldi per la Sla, per il reddito di cittadinanza, per i terremotati, per gli alluvionati: aòòò non si fanno mancare nulla!

Nicola
…e sai chi è Domenico Arcuri (Mr. 800.000 euro)? Il marito di Myrta Merlino di “L’aria che Tira”, quella che un giorno si e l’altro pure attacca il M5S. Ha paura che la pacchia finisca.
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Chiaraluce
“Se il governo mi taglia lo stipendio (da 850mila euro l’anno, ndr) me ne vado”. Parola di Mauro Moretti. Ecco,quando uno se ne esce con una frase come questa, pensi non soltanto ai cervelli, ma pure agli intestini crassi in fuga verso l’estero.

Una foto getta un’ombra sulla Merkel

Tino Lissu
Cottarelli e Padoan (entrambi ex consulenti del FMI e curatori fallimentari) sono farabutti che tutelano gli interessi della BCE ed FMI che stanno massacrando l’Italia con ogni sorta di balzello e, alla faccia del risparmio degli italiani, vengono pure pagati con la “modica cifra” di 2.200 euro al giorno(vedi Cottarelli),”per curare” il fallimento della nostra povera Nazione. Questa è la dittatura finanziaria camuffata da democrazia responsabile della crisi che stiamo vivendo sulla nostra pelle.
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GLI EROI DI IERI E I MISERABILI DI OGGI
Viviana
Gli unici fari di virtù che ci sono rimasti sono grandi Italiani onesti morti: Berlinguer, Pertini, Gramsci, Matteotti, Falcone, Borsellino, il giudice ragazzino, don Diana, Peppino Impastato, il cardinal Martini, don Ersilio Tonini, Ambrosoli…
I corrotti uomini di potere attuali li uccidono due volte con le pagliacciate sulle loro tombe.
Non sanno di commettere un autogoal tremendo: la loro meschinità avvicinata alla grandezza di quelli li condanna senza ombra di riscatto ad un giudizio terribile davanti alla storia e a quella responsabilità verso questo paese, verso le loro coscienze, verso la storia tutta, verso quei valori che celebrano in quelle persone nel momento stesso in cui li tradiscono.
Ci chiediamo quale deriva tremenda ha avuto un’Italia che ha dato al mondo persone di tale grandezza e quali crimini morali e civili hanno commesso coloro che l’hanno portata nell’attuale squallore

AL TROLL
Guarda che celebrare la democrazia diretta vuol dire dare al pluralismo della gente il massimo dell’espansione col massimo della partecipazione, mentre oggi abbiamo il blocco compatto dei partiti tra di loro nel nome dell’interesse del potere per boicottare unito l’unica opposizione esistente, in nome di un sistema dove l’opposizione va diffamata, messa alla gogna, resa impossibilitata ad agire con le ghigliottine, le leggi ad personam, i media cortigiani, i troll diffamatori…
Guarda che io celebro la libertà e la democrazia da 72 anni e prima di essere una 5stelle ho lottato per gli stessi valori di adesso prima come persona di sx, poi quando la sx è stata da buttare, come no global e oggi come 5stelle…
Guarda che in 72 anni di campagne elettorali ne ho viste parecchie, ma non mi sono mai resa diversa da me stessa sia che fossi o non fossi in campagna elettorale, pensando sempre al bene di tutto e mettendomi sempre dalla parte dei deboli e dalla parte dei poveri e dalla parte degli sfruttati e dei perseguitati, a differenza di chi cambia bandiera secondo il proprio vantaggio secondo il potere del momento.
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DIRE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE E’
Questi continui attacchi al M5S, che prendono a pretesto qualsiasi cosa e solo a fini calunniatori proprio nel tempo in cui assistiamo alle peggiori nefandezze politiche ha tanto l’aria di un tentativo perverso e fallimentare di distrazione politica di massa, ma non riesce e non riuscirà mai diventando un vero boomerang verso i partiti che lo alimentano.
Il sistema è orwelliano: dire il contrario di ciò che è, attaccare l’opposizione degli onesti con diffamazioni a manetta, nascondere la dittatura in atto accusando proprio il M5S di dittatura, e spergiurando sul culto della personalità di un famigerato ‘guru’ proprio quando il Pd ha votato senza e se senza ma qualunque aberrazione e tradimento elettorale e ora si accinge a riassumersi nel solo Renzi che già ha cominciato a costruire il proprio culto di personalità con un libro autoapologetico, peggio di Berlusconi, partendo addirittura dagli 8 anni e spingendo per mettere il proprio nome nel simbolo del Pd, mentre sta velocemente licenziando tutti gli avversari interni sostituendoli con propri cloni nel peggio sistema di protezione degli amici degli amici che si sia mai visto.

ESPULSI E INDAGATI DEL PD
Sottolineo l’ipocrisia del Pd che attacca i pochi espulsi del M5S, quando ha:
più di 400 indagati o condannati
e 519 espulsi per critiche ai capi
Davvero un quadro edificante di cui proprio gloriarsi!
Con dietro questi antecedenti, non resta loro che la diffamazione e la calunnia. Se dovessero parlare di ciò di cui possono gloriarsi, cadrebbero in un mutismo assoluto,
Ma provate a chiedere a questi indegni quale futuro pensano di costruire per il nostro Paese! La schiavitù totale sotto il capitalismo? La svendita di questo popolo e di tutti i suoi diritti? Una corruzione politica anche peggiore di quella di adesso? Il patto non più occulto ma alla luce del sole anche con mafia, camorra e massoneria, dopo aver fatto outing del patto ventennale con Berlusconi? Leggi che aboliscono l’opposizione, come ha tentato di fare il senatore Zanda? Il renzismo come sistema assoluto, con culto della personalità, legato al semipresidenzialismo? La distruzione di quel che resta della democrazia e della Costituzione? Ditelo una volta per tutte dove volete arrivare!!!

I FARISEI
Gli ipocriti sono gli attuali Farisei. Il termine ‘Fariseo’ vuol dire ‘separato’. I Farisei furono quelli che assieme ai gran sacerdoti condannarono il Cristo, perché criticava i loro costumi ed essi non volevano alcuna critica o opposizione. Oggi i Farisei sono i capi del Pd che si sono separati dai cittadini, dalla gente, dai valori comuni e non tollerano critiche e opposizioni al loro operato.
Nel linguaggio comune, ‘giustizia’ significa ‘dare a ciascuno il suo’. Negli anni d’oro della politica questo significò per alcune forze politiche farsi portavoce dei diritti e del futuro dei poveri, degli sfruttati e dei deboli per portare avanti battaglie di grande civiltà. Il PCI realizzò la Costituzione democratica, lo stato sociale, i diritti del lavoro, il suffragio universale, il riscatto delle donne, il sindacato, lo statuto dei lavoratori, l’avanzamento della democrazia… In questi anni di profonda ingiustizia, tutto questo si è rovesciato.
I disvalori che questi eredi portano avanti ora sono solo il potere, il denaro, la difesa dei corrotti, l’omertà spudorata, la distruzione di due secoli di lotte sociali e civili.
Ma dov’è mai, oggi, la sinistra?

PINTOR (2003): “La sinistra italiana che conoscevamo è morta. Non lo ammettiamo perché siamo arrivati a un punto in cui queste cose non si ammettono. Possiamo sempre consolarci con finte elezioni o scene rumorose. Ma la sinistra, margherita secca o quercia rotta o univo senza tronco (o oggi partito di destra e subalterna alla Bce e al FM) è fuori scena. Non sono una opposizione e una alternativa e nemmeno una alternanza. hanno raggiunto un grado di subalternità e soggezione non solo alle politiche della destra, ma al suo punto di vista e alla sua mentalità nel quadro internazionale e interno“.

IL BARCA SMASCHERATO
Per sapere cosa pensano davvero questi politici, bisogna intercettarli. Barca che credeva di parlare a Vendola nella telefonata taroccata della Zanzara si confessa:
“Mi hanno cercato per fare il ministro. Una pressione continua. Ho detto di no. Non posso vendermi. Poi è iniziata la sarabanda del paròn della Repubblica…non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica, più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Un imprenditore che si fa sentire! Parlo del padrone della Repubblica, con un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista, con una cosa che hanno lanciato sul sito ‘chi vorresti come ministro dell’Economia’ dove ho metà dei consensi. Questi sono i metodi. Legittimi, per carità. Questo è il modo di forzare, di scegliere, di discutere. Non una volta chiedendomi: ma se lo fai cosa fai? Se io dico che voglio fare una patrimoniale da 400 miliardi di euro, cosa che secondo me va fatta, tu cosa rispondi? Mi dici che va bene? Il padrone di “Repubblica” De Benedetti mi vuole a tutti i costi con Renzi. Non gli importa delle mie idee, ma solo che vada lì. È lui che sta dietro Renzi, e questo fa paura. Per questo usa giornalisti, usa sondaggi, usa tutto. Non c’è un’idea, c’è un livello di avventurismo. Non essendoci un’idea, siamo agli slogan. Questo mi rattrista, sono preoccupatissimo perché vedo uno sfarinamento veramente impressionante. Ho rifiutato secco. Attraverso la Annunziata mi è arrivato un messaggio: ma se ti chiama il presidente? Ho dovuto mandare un sms scritto così: ‘vi prego di non farmi arrivare nessuna telefonata. Il Pd è sfarinato. Nella confusione emerge solo lo strapotere di De Benedetti.
Sono colpito dall’insistenza, segno della loro confusione e disperazione. Renzi è un politicante fuori di testa, non gli importano idee, ma solo la copertura a sinistra che dovrei dargli. Non si ha idea entrando nel governo, di cosa fai. C’è anche una questione di rapporti di fiducia. Io penso che in tutta questa vicenda oltre alla irresponsabilità politica, ci sia anche un elemento disumanizzante. Tutto questo è avvenuto con irresponsabilità e dei modi, con un livello di personalismo, con un passaggio all’io…una decadenza dell’umano, la disumanizzazione della politica.”

PER CHI CONFONDE I FATTI ODIERNI COL COMPROMESSO STORICO E CON L’EUROCOMUNISMO DI BERLINGUER
Viviana Vivarelli

L’eurocomunismo, o meglio il neocomunismo, era un’idea di Berlinguer che voleva unire i comunismi di Italia, Spagna e Francia a partire dal 1975 e non aveva niente a che fare con l’idea attuale della Bce e del Fm di sistema bancario e finanziario che prevaricano gli Stati nazionali, indicava uno svincolamento dall’ortodossia da Mosca per una visione nazionale più fluida dei vari comunismi. Per Berlinguer era un termine generico per indicare certe convergenze tra i comunismi di tre paesi che avevano pieno diritto di costruire il socialismo a casa propria come volevano. Berlinguer affermava (cosa che fu un insulto per l’Unione sovietica) che il comunismo di ogni Paese doveva essere libero di svilupparsi in autonomia secondo le proprie caratteristiche. Come si fa a collegate tale idea con l’Unione europea?
E’ demenziale e criminale confrontare il compromesso storico negli anni ’70 tra Berlinguer e Moro col patto attuale tra Berlusconi e il Pd. Le condizioni, le persone e gli scopi sono totalmente diversi e chi lo fa mente sapendo di mentire e scaglia diffamazioni gratuite.
Per 20 anni la DC aveva escluso il PCI dal governo. E Berlinguer non spinse il suo partito ad un patto associativo come l’attuale e tanto meno ne fece una cosa occulta, frodando la legge e la buona fede degli elettori. Non solo si voleva allargare il governo alle forze di sx, impedendo l’assolutismo dispotico della DC, ma si voleva interrompere l’involuzione autoritaria della DC peggiore e chiudere la sanguinosa strategia della tensione che oggi proprio non esiste. Il compromesso fu fatto nell’interesse del Paese e non per fregare il Paese e incrementare gli interessi illeciti di alcuni.
Erano gli anni del golpe cileno degli USA contro Allende, ma Craxi e i socialisti avversarono il compromesso credendo che la sx potesse andare al potere da sola, come poi fu. Moro e Zaccagnini approvarono il progetto, mentre USA, Andreotti e la sx radicale lo avversarono. Anche qui le differenze sono enormi, perché oggi la sx radicale parlamentare accetta tutto quello che viene deciso dal Pd, gli USA hanno imparato che in Italia i simboli di partito non contano nulla e le loro banche di affari oggi dettano l’agenda tramite Napolitano, uno che non porta più alcuna traccia di sx. Nel ‘76 si ebbe un governo DC che aveva l’appoggio ‘esterno’ del PCI, nulla del miscuglio di interessi poltronistici e bancari di oggi.
Il giorno prima del dibattito sul compromesso del governo Andreotti, le br rapirono Moro. Oggi non ci sono br né personaggi simili a Moro. Gli stessi elettori sono ormai assuefatti al peggio e arrivano a votare un Renzi ultraliberista succube della finanza internazionale e del Fondo Monetario che non è altri che il braccio esecutivo del capitalismo americano. Col rapimento, il tentativo di aprire il governo alla sx abortì. Berlinguer tentò per 8 anni di proporre il compromesso storico “per la salvezza nazionale.” Ma questi di ora lo hanno usato occultamente per la salvezza delle loro poltrone e per affari bancari e societari molti sporchi. Moro cercava l’accordo e la mediazione, questi di adesso cercano il carrierismo e il potere. Allora c’era gente contraria ad ogni personalismo della politica e ad ogni culto della personalità. Oggi abbiamo un Berlusconi proprietario del partito che centralizza su di sé il partito stesso e un Pd ostaggio di Renzi, che ripropone il culto della personalità e un semipresidenzialismo con bavagli alla democrazia, abolendo il Senato, deprimendo la funzione della Camera, lasciando inalterato il sistema delle nomine dall’alto, persistendo nel sistema delle nomine agli amici e del voto di scambio, rovesciando tutti i valori della sx vera e azzerando il partito e gli elettori in un se stesso di cui fa l’apologia già con un libro che lo esalta dagli 8 ai 38 anni e il proposito di cancellare il Pd mettendo al posto del suo simbolo il suo nome.

Ivo
“Beh, ok ragazzi, il film lo abbiamo visto, le celebrazioni le abbiamo fatte, il Pdr lo abbiamo salutato. Possiamo tranquillamente tornare a rubare”.

UN DOCUMENTARIO SU BERLINGUER a 30 anni dalla morte

Un parterre de rois a vederlo alla prima. Tra gli ipocriti presenti: Napolitano, Grasso e Marino, Andrea Orlando, Franceschini, Maria Anna Madia, Maria Elena Boschi, Graziano Delrio, Letta e Bersani, Rosy Bindi, Epifani, Fassino, Occhetto, Bertinotti, Vendola, Giuliano Amato e la Camusso, persino Confalonieri. Non ho capito se lo hanno celebrato o lo hanno sotterrato.
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Giorgio Riparbelli
Berlinguer e il suo partito di lavoratori (e alleati), non era solo l’alfiere della separazione tra Stato e partiti. Degli stipendi modulati sulla base del popolo che si rappresenta, nel partito, nelle istituzioni, nel management. Da contrapporre a questi craxiani nel cuore; che assistevano al film. Era soprattutto il portatore di una visione e di un progetto che lo sviluppo stesso delle cose del mondo ha posto come bivio. Donna e uomo come fine e non come mezzi al profitto; uso sobrio e più soddisfacente delle risorse in un mondo finito; serietà nello studio, nell’innovazione, nel lavoro; promozione degli ultimi e dei meritevoli; cooperazione contro competizione; nuovo ordine in un mondo ingiusto; pace contro la guerra. I notabili in auto blu e impaludata alla visione del film sono “l’omaggio del vizio alla virtù”. La mutazione genetica. L’esatto contrario dei punti di Berlinguer.
La visione nazionale e internazionale del suo mondo era la ragione e il cuore del Segretario Generale e del suo partito di massa. E’ stata fatta cadere quando l’Italia ne aveva più bisogno. Il suo abbandono è la miseria senza alternative, che è sotto gli occhi di tutti. Ma la sua visione va fatta rivivere senza esitazione da energie nuove, non corrotte, e a livello di massa!

L’ESTREMO OLTRAGGIO
Marco Travaglio

Lasciamo da parte l’idea malsana di sporcare un bel film come ‘Quando c’era Berlinguer’ chiamando a battezzarlo gente come Letta, Confalonieri e Romiti: la grande soirèe era per Uolter un certificato di esistenza in vita, e possiamo pure perdonargliela. Concentriamoci invece su certi invitati che hanno voluttuosamente risposto alla sua cartolina precetto, in uno sfacciato sfrecciare di autoblu. Per quanto eticamente discutibili, si tratta di persone intelligenti e di prim’ordine, non assimilabili al demi-monde froufrou della Roma godona che si mette in posa davanti ai paparazzi e si pavoneggia a favore di telecamera per piazzare la faccia e il nome sui giornali. Ma che gli dice il cervello?
Ci vorrebbe un sondino nella materia cerebrale di questa gente per scoprire cosa passava loro per la testa mentre sullo schermo sfilavano le immagini e soprattutto le parole del segretario comunista. Parole di etica, onestà, pulizia, frugalità, rigore, intransigenza, passioni, ideali magari sbagliati o superati ma pur sempre nobili, sinceri e vissuti. Possibile che nessuno dei presenti ne sia rimasto colpito a morte, trasformandosi– come ai bei tempi dell’Antico Testamento – in una statua di sale? Possibile che nessuno si sia domandato: ma che mi direbbe Berlinguer se mi incontrasse oggi? Possibile che nessuno si sia sentito fuori posto o abbia avvertito l’irrefrenabile pulsione di profittare del buio in sala per scivolare via strisciando? Cosa pensava Romiti, noto per una condanna definitiva per finanziamento illecito ai partiti e falso in bilancio, di fronte al politico-simbolo della “questione morale”? Quali pensieri attraversavano la mente di Letta e Confalonieri, dopo un’intera vita trascorsa accanto a Berlusconi, che è la più plateale antitesi dell’ex segretario del Pci? Già nel 1975 Confalonieri pranzava ad Arcore con Mangano e Dell’Utri: ma che ci fa uno così alla prima del film su Berlinguer? Letta Zio fu beccato la prima volta nel 1980 per i fondi neri dell’Iri, proseguì con le tangenti (amnistiate) al Psdi (“La somma fu da me introdotta in una busta e consegnata tramite fattorino”), e avanti così, pappa e ciccia con i Bisignani, i Pollari, i Bertolaso: ma che c’entra con Berlinguer? Giuliano Amato era il braccio destro di quel Craxi che Berlinguer chiamava “il gangster”, mentre metà del Pci (i “miglioristi”, detti talvolta “piglioristi” per le loro arti prensili) moriva dalla voglia di cadere nelle sue braccia. Quando Berlinguer morì, squarciato dall’ictus al comizio di Padova, era reduce da uno scontro all’arma bianca con Napolitano, ovviamente ostile alle sue battaglie sulla questione morale e sulla scala mobile. Tant’è che, come rivelò Macaluso, “quando Berlinguer morì, Napolitano aveva in tasca la lettera di dimissioni da capogruppo. Mai recapitata”. Naturalmente anche Napolitano era presente alla première, molto “commosso”, così come uno stuolo di ex comunisti che hanno passato gli ultimi vent’anni a rinnegare e a tradire la questione morale inciuciando col Caimano. Berlinguer morì da uomo solo, isolato e sconfitto: dai suoi e dagli altri, che avevano già orientato le vele al vento “nuovo” del craxismo e poi della sua malattia senile: il berlusconismo. E ora tutti i craxiani e i berlusconiani di destra, di centro (c’era pure Quagliariello) e di sx vanno a piangere con la lacrima retrattile sulla sua tomba, anzi sui titoli di testa e di coda. L’estremo oltraggio camuffato da omaggio. L’altro giorno papa Francesco ha detto, con la sua disarmante semplicità: “Tutti questi preti e suore su quei macchinoni! Ma non si può!”. Ecco, il “non si può” vale forse – da qualche mese – in Vaticano. In Italia no, in Italia si può tutto. Yes we can. Anzi, sepoffà.

SBAGLIARE E’ UMANO
Viviana

Ognuno di noi può sbagliare nel corso della sua vita e in genere la vita di ognuno è costellata di errori. Si sbaglia per tanti motivi: per inesperienza giovanile, per facili illusioni, per plagio, per disinformazione, per ignoranza, per l’oscurità ipnotica dei media, per cattivi consiglieri, a volte purtroppo anche per bisogno, per miseria, un posto di lavoro, una speranza di sopravvivenza o brutalmente per fare soldi o carriera e far stare meglio noi o la nostra famiglia. Ma ognuno di noi dovrebbe avere il valore della coerenza, ed esso consiste nel costruirsi, faticosamente ma costantemente, degli scopo per cui non solo noi dovremmo vivere ma che potrebbero essere validi per tutti. E quegli scopi sono validi e da ricercare sempre, attraverso tutti i possibili errori, che comportano anche l’assenteismo dal voto o votare partiti che poi ci deludono e che col senno del poi non avremmo dovuto votare mai. Dovremmo scegliere solo quelle cose che hanno un carattere di universalità (il regno dei fini, come lo chiamava Kant), se cercano qualcosa che supera la nostra stretta persona e i nostri privati interessi, se possono valere per tutti e il progresso del nostro Paese.
Berlinguer questi valori li aveva e li viveva e ne dava testimonianza con la sua vita personale. Questi di ora: NO.

Blogger
Il Pd santifica Berlinguer, morto 30 anni fa. Tutti a vedere in auto blu il film di Veltroni. Una pellicola che rilancia il mito del Berlinguer santino e dunque sfugge e svicola dal duro compito di fare i conti con l’eredità berlingueriana. Soprattutto con la questione morale. La giovane vestale renziana Maria Elena Boschi è la perfetta rappresentazione di questa nuova doppiezza. Prima celebra la questione morale, poi di fronte alle domande sui quattro impresentabili del Pd al governo (Barracciu, Bubbico, Del Basso De Caro, De Filippo, senza dimenticare la richiesta d’arresto per Francantonio Genovese) scappa. Oggi Renzi e Napolitano sono la perfetta antitesi di Berlinguer.
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« La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. »
(Enrico Berlinguer, da un’intervista a la Repubblica del 28 luglio 1981)

Dal monologo finale del film “Viva l’Italia”

Io ho un problema: non riesco più a dire bugie. Anche oggi stanno facendo cose grosse senza chiedervi il permesso, e voi che fate? State zitti. E allora voglio dirvi una cosa: per conservare la vostra identità come cittadini in questo Paese, dovete pretendere di inserire un nuovo articolo nella Costituzione, l’articolo 140, che dice “Tutti i cittadini hanno diritto di conoscere la verità. Eh, certo,io sono 40 anni che faccio questo lavoro e la verità, e chi l’ha mai detta? Io mi son sempre aggiustato gli affari miei, assieme a quei galantuomini dei miei colleghi, a quegli ipocriti dei miei avversari, che poi qui da noi, essere furbi è quasi un merito, e la gente ti invidia pure. Insomma, si sceglie il meno peggio, ecco, e lo si porta ad esempio come se non ci potesse essere strada migliore, come se ci fosse solo una possibilità. Ma insomma come si fa per esempio a invidiare uno come me che ha parlato sempre di valore, di famiglia e non ha mai rispettato la moglie! Uno che ha collaborato a costruire un Paese dove ci sono persone che avrebbero diritto a un lavoro, ma sono costrette a trovarlo all’estero questo lavoro. Altre che non ce l’hanno proprio un lavoro, altri giovani che non hanno manco i soldi per andare a cercare un lavoro all’estero e sono sottopagati, sono sfruttati, con il timore di essere licenziati da un momento all’altro, con la paura che non vedranno mai uno straccio di pensione. Ragazzi, ricordatevi, siete ancora in tempo per cambiare le cose, perché siete proprio voi che state andando a votare. Che è meglio pensare, che credere. È meglio scegliere, facendo sacrifici piuttosto che fregarsene, fare gli indifferenti, credetemi. Perché se ci sono contrasti, significa che ci sono idee, e se le idee sono tante, diverse, allora si, c’è la democrazia. Però attenzione, a noi ci dovete fare pelo e contropelo, prima di darci una poltrona in Parlamento e una pensione a vita, perché in questi anni veramente eh, abbiamo votato gente che ha avuto a che fare con mafia, camorra, ‘ndrangheta, sacra corona unita e compagnia cantando, e qualcuno lo sapeva e l’ha votato! Beh, adesso s’è deciso da quest’anno che dobbiamo pensarla tutti, più o meno, allo stesso modo, e dobbiamo stare tutti sulla stessa barca. Però io su questa barca non ci voglio salire. . Io non so adesso se questo articolo 140 verrà mai scritto nella Costituzione, ma per quanto mi riguarda il diritto alla verità per me è già in vigore. Lo sto imparando io, lo stanno imparando anche i miei figli. E spero che piano piano lo imparerete anche voi.

Sergio Ics
Dopo una lista interminabile di personaggi mentitori, corrotti, viziosi, collusi e trasversalmente impastati… con tutti i giochi di palazzo, gli intrallazzi nelle amministrazioni da locali a ministeriali, governatori inquisiti, filo-trans-cocainomani, tesorieri furbacchioni, ministri raccomandati da potenti, ex governatori rinviati a giudizio.. Ville con terreni come praterie ,barche a vela, case a Manahttan, leggi ad personam, ad castam..Prescritti e pregiudicati..Cattocomunisti, voltagiubba.. Conflitti d’interesse, nepotismi, clientele e voti di scambio.. Protettori del gioco d’azzardo, di scudi fiscali, di fondazioni dove circolano mazzette tout court, banche e finanziarie fallimentari.. Dopo tutto ció, Il popolo piddino, clientelato, con il suo miserabile orticello dove semina finocchi e raccoglie piante d’ipocrisia.. Non soltanto si consola con le grande glorie del passato.. Non soltanto le grandi glorie hanno i loro figli direttori dei TG pubblici incollati alla poltrona senza aver fatto mai niente di meritevole..Addirittura usano Berlinguer per passare il COLPO DI SPUGNA su tutte le nefandezze che sono riusciti a causare da trent´anni a questa parte…
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Peppino1970
Ho seguito i funerali di Berlinguer con mio padre, avevo 16 anni. Lui è morto un anno fa con la tessera del partito in una tasca e quella CGIL nell’altra. Le ha avute tutte dal PCI (orgogliosamente con l’unità sotto braccio quando l’edicolante ti guardava storto) sino a quella del PD. Nel PD di oggi non è rimasto nulla dei valori sinistra: solidarietà, lavoro, onestà, partecipazione democratica. I D’alema e i Veltroni hanno permesso e accompagnato la distruzione della sinistra. Col governo Monti si è toccato il punto più basso della lotta ai lavoratori (dove era la CGIL?). Vedere oggi Napolitano (coetaneo di mio padre) che manovra per l’acquisto degli F35 mentre la gente non arriva a fine mese è forse la ciliegina sulla torta della omologazione di un partito e di una idea che erano (o credevano di essere) diversi.

Marika
Ma di quale sinistra parlano quelli del PD? Hanno votato la riforma Fornero, appoggiato tutte le missioni di guerra (Afghanistan…), sostenuto il governo Monti con i disastri sociali evidenti, hanno resuscitato B., governano insieme alla destra, vogliono fare con Renzi la riforma del lavoro per distruggere quello che rimane delle conquiste dei nostri padri nel dopoguerra!
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Berlinguer
“Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l’operato delle istituzioni..”

Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata..” Berlinguer
Dopo 30 anni di politici alla Ballarò, di venditori di pentole, di ladri, mafiosi, dipendenti, ruffiani, poltronisti, etc sembra impossibile pensare che un Politico vero si esprime cosi
Sono queste idee che hanno fatto di me un uomo di Sinistra.
Aspirare ad un futuro migliore con i piedi ben piantati per terra. Migliorarsi non come semplici individui, ma come Nazione.
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Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell’economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l’iniziativa individuale sia insostituibile, che l’impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche -e soprattutto, oggi, sotto la cappa di piombo del sistema imperniato sulla DC- non funzionano più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell’attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione“. (1981)
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NordholzHoya
Disprezzo chi ha privato la sx di se stessa
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Viviana
In 20 anni non sono stati capaci di fare una legge sul conflitto di interessi
Non sono stati capaci di fare una legge sull’anticorruzione
Non sono stati capaci di difendere i valori nazionali e la sovranità popolare dall’arbitrio assassino dei grandi magnati internazionali.
di epurare i delinquenti dai vertici delle istituzioni e dalle liste elettorali
di realizzare la Costituzione e concretizzare la democrazia
di onorare i valori e i principi di una ideologia che voleva la lotta al capitalismo e il riscatto del proletariato
di rendere Stato un mondo di valori nati per difendere i deboli dagli abusi dei potenti e per moderare l’avidità degli squali
di tenere se stessi all’altezza dei padri del socialismo iniziale e di onorare quelli che sono morti per liberare questo Paese dall’oppressione nazifascista
o di tenere se stessi all’altezza di qualsiasi persona onesta e attenta al bene comune, di qualsiasi uomo o donna che abbia passioni civili e rispetto democratico.
La deriva da quello che nacque come movimento di liberazione delle masse dall’oppressione del capitale sfocia nel Pd attuale, diventato il cane da guardia del capitale e il primo oppressore delle masse.
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Beppe Grillo intervistato da Mentana
http://www.la7.it/speciali-mentana/rivedila7/bersaglio-mobile-22-03-2014-128778

http://www.beppegrillo.it/2014/03/beppe_grillo_intervistato_da_mentana_-_lanteprima.html

Grillo in 4 anni ha smontato il gigantesco apparato di potere finanziario del capitalismo, anzi del turbocapitalismo, a cui si deve l’oppressione dei popoli, la crisi, lo strapotere delle banche, la divisione angoscioso del mondo tra poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi, i trucchi delle banche e delle borse, l’inquinamento del globo, … le morti e le malattie inutili…Ha fatto questo enorme lavoro con l’aiuto di economisti, politici, premi Nobel, specialisti di ogni disciplina. Ha compiuto assieme a loro un enorme lavoro di informazione in cui i suoi lettori sono cresciuti in conoscenza, idealità, senso della democrazia, costituzionalismo, passione civile.. Nessun partito ha mai fatto negli ultimi 20 anni un lavoro pedagogico minimamente pari al suo.
Soprattutto ha reso a molti Italiana la dignità e il coraggio, il senso di appartenere a una comunità, il dovere di partecipate a un lavoro comune.
La rivoluzione culturale che ha ottenuto è gigantesca.
E solo dei faziosi scervellati possono non vedere l’opportunismo dei servi di partito e le passioni ideali dei 5stelle. La differenza ormai tra le due Italie è innegabile e senza possibile confronto.
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Viviana

quando le tue idee si diffondono
quando fanno nascere idee anche migliori delle tue
quando promuovono una vera rinascita morale e culturale in una parte del Paese che vuole uscire dl gorgo della corruzione, del tradimento dei cittadini, del rinnegamento degli ideali, del calpestamento dei valori
quando una nuova speranza di libertà, di onestà, di democrazia, cominciano a diffondersi per il paese
quando sempre più gente dice “basta” al disordine, alla corruzione, all’egoismo, agli intrallazzi..
io non credo si possa parlare di sconfitta
ma stiamo assistendo a una nuova e magnifica vittoria
non la vittoria di un partito o di una coalizione
ma la vittoria di uomini che stanno riscattando se stessi.

LETTA-GRILLO, UN APPUNTAMENTO MANCATO
Viviana Vivarelli

Grillo dice, nell’intervista, che lui e Casaleggio erano stati invitati a pranzo dall’ambasciatore inglese a Roma, ma, arrivati là, hanno scoperto che l’incontro prevedeva anche Letta, e questo un mese prima che Bersani fosse eliminato e Letta messo al suo posto. Evidentemente in USA qualcuno voleva sapere se anche questo M5S era disposto a un inciucio di governo negli interessi americani, ma, ovviamente, questa nomina preventiva riduce a barzelletta quando cosa si possa dire sulla democrazia italiana. Quando il tuo capo di governo lo decide una potenza straniera, la democrazia è ormai defunta. L’ambasciatore si è scusato debolmente dicendo che c’era stata una confusione nella sua agenda che aveva messo insieme due appuntamenti diversi, ma ovviamente la scusa non tiene. Grillo e Casaleggio si sono irritati per la mancanza di onestà e se ne sono andati. Ma immaginatevi cosa sarebbe successo se avessero accettato l’incontro, Letta fosse salito al governo e la cosa si fosse risaputa, con quale voluttà i media italiani avrebbero parlato di inciucio occulto e di Grillo che tradiva il suo Movimento e mentre dichiarava che con il Pd non si sarebbe mai alleato, al contrario, nascostamente tramava con Letta! Invece così il giochino è fallito. Ma sono grotteschi i pdini che vogliono ancora credere a questa buffonata.
Nemmeno di fronte all’evidenza dai fatti, nemmeno di fronte all’irreversibile crisi italiana, nemmeno di fronte ai tagli disumani che un cinico Cottarelli minaccia a sanità, scuola, occupazione, servizi, pensioni… chi vive faziosamente solo per odiare riesce ad ammettere che la classe politica più corrotta d’Europa ci ha venduti e rovinati e non ha la minima idea di come fare a riparare al male fatto.
Nemmeno in queste condizioni di disonore, di caduta civile, di mancanza di democrazia, di distruzione integrale dell’economia e dei diritti di questo Paese, alcuni riescono a smettere di idolatrare persone vacue e pericolose come Renzi o Berlusconi o Salvini per riconoscere nei loro partiti i distruttori dell’Italia e nel desiderare pulizia e rinascita per questo disgraziato Paese.
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Come disse una profezia di papa Giovanni “Tutto sarà svelato, tutto verrà alla luce, e a quel punto i giusti capiranno e i ciechi si rifiuteranno di vedere“.
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Sull’intervista

VV
E’ stato un vero grandissimo piacere. Grillo è stato più fantastico di quello che mi aspettavo. E’ talmente diverso da qualsiasi obsoleto e corrotto politico da sembrare la creatura di un mondo nuovo. Ogni sua frase schiacciava in modo stringente le migliaia di post di troll che ripetono attacchi ossessivi quanto farneticanti contro di lui.
Quando l’ora bellissima è finita, mi sono accorta che avevo sorriso tutto il tempo.
Ip ip urrà per Beppe! Si apre la primavera e Beppe apre la campagna di voto europea con un’ora densissima di argomenti e rovente di passione politica. Ora,volenti e nolenti,i capipartito saranno obbligati ad esporsi sugli stessi argomenti e, se slitteranno, dovranno dare conto di quello che hanno ignorato.
Per quanto si sia a poche settimane dal voto, i media hanno bellamente ignorato i pesi che ci butteranno in una ulteriore rovina: pareggio di bilancio, fiscal compact, mancanza di ripresa, assenza di progetti energetici a lungo termine, restringimento della democrazia popolare e annientamento di quella nazionale, sudditanza alla Merkel, alla Bce e al Fondo Monetario, manovre estere di diktat sulla politica italiana, interessi usurai del sistema bancario e finanziario… Questi punti Grillo li ha toccati tutti e lo ha fatto dopo che il neo premier Renzi è stato 2 volte in Europa e 2 volte non ha fatto parola di queste stesse cose. Barroso e gli altri capoccia temevano fortemente che l’Italia avrebbe contestato quella austerity che ci manda a fondo e specialmente quei 50 miliardi l’anno per 20 anni che il mancato sviluppo e lo sforamento del 3% ci costringeranno a pagare, hanno tutti una paura boia che i governi sfiancati dall’austerity si ribellino con posizioni euroscettiche che manderebbero all’aria la baracca dell’euro, ma Renzi li ha tranquillizzati, e per loro deve essere stato un vero sollievo perché ‘il pupazzo’, come lo chiama Grillo, non ha toccato uno solo dei punti forti e si è limitato a frasi ad effetto totalmente vuote di significato, e davanti ai numeri le smarronate di un vinto sono risultate grottesche e ‘impressionanti’, come giustamente ha detto la Merkel, perché immotivate e ridicole (ma ‘impressionanti’ lo aveva detto anche a Monti e Letta).
Giustamente Squinzi, capo di Confindustria, che accompagnava il premier è rimasto perplesso e ha valutato ‘la gita’ di Renzi in Europa un totale fallimento. Gli è arrivata la risposta piccata di Renzi che pensa, avendo messo Squinzi a pranzo con imprenditori tedeschi, di aver risolto in un amen la gravissima crisi italiana.
Le smarronate di Renzi non surrogate da fatti aumentano il senso di incredulità su questo politico superficiale, infantile, smargiasso e totalmente privo di affidabilità che pensa solo alla sua carriera personale.
Il 25 maggio voteremo per le europee e ancora non si vede uno straccio di programma elettorale dei partiti; essi, ora, sono diventati 200. Avanti!
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Uno dei punti che sarà giudicato più controverso nell’intervista di Grillo è la distinzione tra democrazia organizzata nella legalità e democrazia di piazza disorganizzata ed eventualmente infiltrata e manovrata da potenze straniere o da minoranze interne faziose e violente. Pur essendo questo uno degli argomenti più usati finora dalla sx radicale, la distinzione susciterà polemiche stizzose e non è facile da affrontare.
E’ indubbio che sin dall’inizio Grillo ha voluto dare al Movimento un crisma di legalità, contro le accuse aberranti (si pensi solo a Scalfari e alla Boldrini) che fosse anarcoide, formato da terroristi e stupratori, antidemocratico e fascista, piazzaiolo e barbarico.
La distinzione ha certo l’intento di rassicurare i legalitari europei che il M5S non ha niente a che fare con una rivolta piazzaiola o terroristica ma esalta la democrazia all’interno della legalità e vuole usare le stesse modalità democratiche per allargarla.
D’altro canto Grillo avrebbe fatto meglio a non citare Ucraina ed Egitto, perché è vero che la piazza può essere manovrata faziosamente ma non si può parlare di marcia legale della democrazia là dove i centri di potere sopprimono l’informazione e gli avversari politici, come hanno fatto Putin o Gheddafi, dove non c’è posto per il rispetto dei partiti o dell’opposizione, dove si uccide la manifestazione corretta della libertà popolare o l’eletto di turno rovescia il tavolo dei diritti che aveva promesso di rispettare in nuove forme di dittatura. La posizione di Grillo, mentre esalta il Movimento italiano come legalitario e corretto, fa torto a quegli altri movimenti (come quello americano o spagnolo) che non hanno trovato un leader né uno sbocco di Movimento politico o partito ma che nondimeno hanno un loro valore e una loro autenticità.
Questo non piacerà a questi combattenti, mentre avrebbero potuto alimentare quel gruppo europeo a cui Grillo dice di volersi apparentare per analogie di scopi.
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In un’ora, nemmeno col fiume di parole di un bravissimo Grillo si potrebbe esaurire l’infinità di argomenti che sono stati discussi nei meet up, sul blog e in parlamento in questi anni e che hanno suscitato un’ondata di interessi nel paese associandosi anche alla contestazione durissimo contro l’Ue che sta dilagando in Europa, coinvolgendo sempre più Paese e la stessa Germania.
Capisco che, per chi ha dietro il deserto ideale dei partiti, questo desti molta noia, soprattutto se è sente che si trova a difendere tipi come Berlusconi, Maroni, Salvini, Alfano o le balle mediatiche di un Renzi che rinnega ogni cosa che dice un momento dopo averla detta.
Da una parte abbiamo un nuovissimo Movimento popolare pieno di ideali e passione, con una analisi a 360° sui meccanismi di potere delle lobby bancarie e finanziarie e che si serve della competenza dei premi Nobel mondiali, dall’altra un Pd che è ridotto a usare un venditore di pentole che il programma se lo fa fare dal programmatore di Berlusconi, che ha l’intenzione di non toccare nessuno degli attuali poteri costituiti, che è pronto a qualunque cosa per il proprio carrierismo e userà col massimo cinismo la distruzione dello stato sociale, dei diritti del lavoro, dei salari e delle pensioni. Intanto già 235 deputati del parlamento europeo sono antieuro, e si tratta di un terzo dei 751 deputati europei, il gruppo politico più numeroso dell’assemblea

Paolo Roberto Dagnino
(Ogni giorno arrivano nuove denunce a politici: turbativa d’asta, corruzione, furto di denaro pubblico, note spese gonfiate, danno erariale, truffa ai danni dello Stato, falso, collusione col crimine organizzato, peculato, inquinamento ambientale..)
Ormai distinguere tra criminalità e casta è sempre più difficile. Un po’ come distinguere il PD da FI.
I lavori per infrastrutture e grandi opere sono un pozzo di San Patrizio alimentato dai Cittadini Italiani ed Europei.
Nel caso del terzo valico dei Giovi e della gronda di Genova, l’assessore alla infrastrutture Paita del PD (candidatasi alla presidenza della Regione Liguria) e il parlamentare Tullo del PD, sono andati a tirare la giacca all’indagato Maurizio Lupi per ottenere i soldi per queste due opere totalmente inutili, totalmente dannose e a totale appannaggio della criminalità organizzata nazionale. E ciò nonostante la Regione Liguria sia praticamente sbriciolata dal dissesto geologico. È di queste ore il cedimento di un tratto di metanodotto che ha privato quasi tutta la Provincia di Genova del gas per riscaldamento. La signora Paita ha passato il suo mandato quasi interamente a far sopralluoghi su frane, ponti crollati, cedimenti e dissesti geologici che non hanno praticamente risparmiato nessun comune della Liguria !
Parlare di terzo valico dei Giovi e gronda di Genova non è solamente immorale bensì disonesto e criminale. Non si fermano davanti a niente.
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Maurizio Grillo
Per vent’anni abbiamo avuto un venditore di spazzole che si è rivelato il più grande compratore della storia….comprò un teatro, l’amante e consiglieri comunali…comprò elicotteri, giudici, avvocati e finanzieri….comprò due partiti e li mise insieme per avere la maggioranza….comprò gli italiani dicendo che gli avrebbe restituito l’Imu se lo avessero votato (e pure il bollo!)…ora, senza alcun voto e con un vero e proprio blitz di democristiana memoria, siamo passati ad un affabulatore di sogni, candidato per uno dei prossimi film di Pieraccioni, che promette agli italiani di cambiare l’Italia… a uno che chiude gli occhi…sputa mentre parla ed ogni tanto “farfuglia” come in miglior mr Been….e noi, allocconi tutti a credergli… e in fondo cosa vuoi che sia se tra gli sponsor-finanziatori del boy scout Renzi c’è qualche finanziere d’assalto con società in paradisi fiscali…che con le false primarie senza concorrenti si è comprato anche lui un partito e Renzi è uno che fa finta di vendere cento auto blu e poi in realtà ne compra 1300, che fa una legge elettorale che modifica solo la Camera perché tanto il Senato si abolisce da solo, che nel continuare a chiudere gli occhi e guardare in alto…forse crede di comunicare con Dio, che nell’essere da sempre chiamato ‘Il Bomba’ ci ha preso talmente tanto gusto che ora tira a spararle sempre più grosse….Rispetto a tutto questo ed altro, cosa vuoi che sia se sono dieci anni che la comunità gli paga più di tremila euro al mese di contributi come dirigente, quando finora l’unica cosa che ha diretto è stata una squadriglia di scout!
Ma su ragazzi! La favola di Renzi è appena cominciata!
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SULL’AFFITTO DI RENZI
Blogger
Non oso immaginare che cosa sarebbe successo se si fosse scoperto che il sindaco Pizzarotti avesse vissuto per tre anni nella casa del suo stesso amico, quello che poi sponsorizzato nella fondazione bancaria e la direzione dell’aeroporto…
E se anche l’amante ventiseienne dell’amico, neo laureata (ovviamente in filosofia, mica in chimica, fisica o ingegneria), avesse beneficiato di questa “amicizia” ottenendo la modica cifra di 375mila euro (non male come primo lavoro!) per allestire la solita mostra che non frega una beneamata minchia a nessuno (alla faccia della meritocrazia e dei disoccupati).
Cosa sarebbe mai successo?
Sarebbe partito un M.RDONE megagalattico.
Huffingtonpost Italia (Quella carta da cesso diretta da quella scimmia con lo strabismo di Venere) avrebbe aperto per mesi la prima pagina con questo scandalo parlandone sino a pagina 51.
Santoro avrebbe fatto sedici speciali a riguardo con Cacciari, Briatore e Della Valle come unici ospiti.
L’elefantino con l’Osservatore romano in testa avrebbe ruttato cazzate per mesi.
Vespa avrebbe fatto il plastico dell’appartamento.
La magistratura avrebbe fatto cadere a pioggia una serie di intercettazioni fatte alla casso tanto per allargare il m.rdone.
Ed infine il migliorista avrebbe, tra un cambio di pannolone e l’altro, “monitato” un giorno sì e l’altro pure.
Ma per fortuna Renzi è un piddino e non un grillino come Pizzarotti quindi nelle “paludi” del sistema il puzzo dei suoi “torrenti”… di me.da …non si sentirà MAI! Stia sereno….
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L’ATTICO DI RENZI
Viviana Vivarelli

Contro i giri sospetti degli affari di Renzi ha presentato interrogazione anche la Lega, per quanto la magistratura si sia mossa solo per l’esposto presentato alla procura da un usciere del Comune di Firenze, il 13 marzo scorso in cui si faceva riferimento al cosiddetto “‘mistero dell’attico’ .
Le analogie con Formigoni sono fortissime ma i bravi pdini che su Formigoni si scandalizzavano qui sono tutti concordi nel minimizzare. Nessuno di loro pensa che questa repubblica delle banane è considerata il Paese più corrotto d’Europa per questi intrallazzi ‘tra amici e amici degli amici’, per cui si elude la legge e si disprezza il merito per contrabbandare incarichi pubblici in cerchie ristrette di sodali.
Dall’amicizia pluriennale con Renzi, i fratelli Carrai ci hanno guadagnato eccome!
Marco Carrai ha aiutato Renzi in tutta la sua carriera e ne ha avuto enormi benefici.
Coordinatore della sua segreteria, amministratore delegato della sua società di propaganda, gestore delle donazioni che ha ricevuto per milioni dal mondo cattolico e imprenditoriale, e strumento di collegamento con Comunione e Liberazione e l’Opus dei, nonché l’imprenditoria più di destra.
Comunione e Liberazione c’è sempre di mezzo. Chiediti come è finito lo scandalo dei 20 miliardi di fondi europeo spariti in Calabria! Quello che scoppiò grazie a De Magistris durante il governo Prodi e che vide tutti i partiti, persino Rifondazione, scagliarsi contro de Magistris che svelava l’enorme ruberie partitica, mentre Prodi faceva lo gnorri, Mastella era indagato, e Napolitano attaccava De Magistris costringendolo a dimettersi.
Chiediti cosa faceva il Pd e quanto ci entravano Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere, le stesse che hanno sostenuto Renzi e stanno venendo fuori col suo patto con Carrai! E qualche povero illuso crede ancora che nel Pd ci sia qualcosa di sinistra!!
Lo scandalo non è l’affitto regalato in un giro di scambi e favori, è il mercimonio di cariche pubbliche dietro cui stanno Comunione e Liberazione, l’Opus dei e la Compagnia delle Opere! Uno scandalo che continui tutti gli scandali di decenni di falsa democrazia e falso rispetto delle leggi e del diritto. Ma gli sciocchi si accapigliano solo sull’affitto fingendo di non vedere che è solo una scheggia di un sistema di potere che continua il peggio della seconda repubblica. Il dito indica la luna e lo sciocco vede solo il dito.

Espresso
I Carrai sono da sempre grandi sostenitori di Renzi. Questo dell’attico si chiama Marco Carrai e da qualche anno colleziona partecipazioni azionarie e presidenze di municipalizzate, società e consigli di amministrazione: da quando nel 2009 l’amico Matteo è diventato sindaco non si è più fermato. Quando Matteo, nel 2004, viene eletto presidente della Provincia di Firenze, Marco è il suo capo segreteria. Nel frattempo è entrato a Palazzo Vecchio come consigliere comunale della Margherita, eletto con le preferenze assicurate da Comunione e liberazione e dalla Compagnia delle Opere che in Toscana è presieduta da Paolo Carrai e da Leonardo Carrai, alla guida del Banco alimentare, altra opera ciellina: i cugini di Marco.
Marco Carrai è l’ombra di Renzi. Consigliere del sindaco, poi amministratore delegato
di Firenze Parcheggi, partecipata del Comune, in quota Monte Paschi di Siena, membro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che è azionista di Banca Intesa, regista della nomina alla presidenza di Jacopo Mazzei. Siede nel cda del Gabinetto Vieusseux, tra le più importanti istituzioni culturali cittadine, infine è presidente di Aeroporti Firenze. Il fratello Stefano Carrai è in società con l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco nella società Chiantishire che tenta di mettere su un gigantesco piano di appartamenti, resort, beauty farm nella valle di Cintoia, a Greve, bloccato dal Comune. Il socio di Marco Carrai, Fresco, è tra i finanziatori della campagna per le primarie del 2012 di Renzi, con 25 mila euro, insieme al finanziere di Algebris Davide Serra. A raccogliere i fondi a nome della fondazione Big Bang c’è sempre Carrai. Amico degli amici del sindaco: nel cda della scuola Holden di Alessandro Baricco, immancabile oratore alla Leopolda, e vicino a Oscar Farinetti di Eataly, di cui sta curando lo sbarco a Firenze. Frequenta con assiduità Michael Ledeen, l’animatore dei circoli ultra-conservatori del partito repubblicano, antica presenza nei misteri italiani, dal caso Moro alla P2. È in ottimi rapporti con il nuovo ambasciatore Usa in Italia John Phillips, amante del Belpaese e della Toscana, proprietario di Borgo Finocchietto sulle colline senesi. C’è anche Carrai quando Renzi banchetta con Tony Blair o quando va ad accreditarsi con lo staff di Obama alla convention democratica di Charlotte del 2012. E quando tre mesi fa il sindaco vola a sorpresa a Berlino per incontrare la Merkel, accanto a lui, ancora una volta, c’è Marco Carrai. Che nel silenzio accumula influenza e mette fuorigioco altri fedelissimi renziani. C’è chi ha visto la sua manina dietro la nomina di Antonella Mansi alla presidenza di Mps, osteggiata da altri seguaci del sindaco. Ma non c’è niente da fare: Carrai, per Renzi, è l’unico insostituibile. Per questo bisogna seguirlo, il Carrai, nella strada che porta alla conquista di Roma, nella posizione da cui da sempre si governa e si comanda davvero. All’ombra della luce.
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Finché lo scambio lo fai con beni e denari tuoi nulla da eccepire. Le cose cambiano sostanzialmente se tu ricevi un beneficio privato e ripaghi con un bene o una carica pubblica. Nel privato e del privato puoi fare quel che ti pare. Ma la gestione di ciò che è pubblico deve avvenire nell’interesse del Paese e alla luce della legalità, non nell’interesse tuo personale. Se la politica si riduce a sodalizi privati e a scambi di favori tra amici, la democrazia va a farsi fottere.

Viviana
Renzi è cinico, e la sua disinvoltura nel fregare la legge è pericolosa. Anche quando al posto di un dirigente nominato a termine di legge mise un potere collegiale formato da 4 amici suoi che pagò con superstipendi assolutamente arbitrari, agì con una disinvoltura che è costata 300.000 euro in più ai cittadini di Firenze ed è costata a lui una condanna per danno erariale e una multa di 14.000 euro.
E quando ottenne per le sue ville tre mutui bancari successivi che superavano di gran lunga il suo stipendio ha agito con la stessa disinvoltura per cui tu fai un favore a me e io ne faccio uno a te. Tutta la sua azione è leggibile all’insegna dello scambio di favori. Ma cosa ha a che fare questo con la democrazia?
Non è con questa disinvoltura che della legge se ne frega e mira al proprio interesse che si governa giustamente un Paese.
Il sistema di scambi illeciti di cui Renzi è maestro che dovrebbe preoccuparvi, perché è su questi scambi illeciti e su questa disinvoltura nel regalare incarichi pubblici agli amici e non certo per merito che si è costruita la scandalosa corruzione di questo Paese.
Il presidente tedesco Wulff si dimise perché un amico imprenditore gli pagò le vacanze. Anche Formigoni si faceva pagare le vacanze da un amico imprenditore che faceva affari con la Regione. Se non c’erano problemi come mai il PD chiedeva le sue dimissioni?
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Alessandro
Il “populista” Renzi predica bene, ma razzola male.
A Firenze le mostre sono affidate alla futura moglie di Carrai, senza alcuna
esperienza.
In campagna elettorale Renzi disse: “Vanno cambiati i centri per l’impiego, in un Paese dove si continua a trovare lavoro più perché si conosce qualcuno che perché si conosce qualcosa: la raccomandazione più che il merito”.
La casa di Carrai data a Renzi costava 14.400 l’anno, per 3 anni. “Marco Carrai, adesso sotto i riflettori per aver ospitato per tre anni l’amico Matteo Renzi in un suo appartamento nella centralissima via degli Alfani a Firenze è uno dei membri più importanti del cerchio magico di Renzi. CARRAI è presidente dell’Aeroporto di Firenze e membro del cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, e di quello del Gabinetto Viesseux, oltre a essere stato presidente della cruciale Firenze Parcheggi. Carrai è socio della Holden srl di Baricco, ed è tra i soci della ditta che ha trasformato la Libreria Marzocco nel nuovo Eataly Firenze di Farinetti. Ed è il direttore generale della Fondazione Big Bang, la cassaforte della macchina politica di Renzi.”
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Quella dei contributi rubati da Renzi è una palese truffa allo Stato

L’ex ministro e tuttora senatrice del Pd Josefa Idem fu accusata di truffa aggravata, perché, poco prima di diventare assessore a Ravenna, fu assunta dal marito. Una situazione simile a quella di Renzi che si fece passare dirigente dall’azienda di famiglia poco prima di essere eletto presidente della Provincia
La furbata di Renzi è costata 300.000 euro ai cittadini di Firenze e Provincia.
Ma i pdini continuano a vedere solo l’affitto dell’attico e a parlare di ‘macchina del fango’. Ma quale ‘macchina del fango’??? Qui c’è solo il solito furbetto all’italiana che si è perfettamente adeguato a quel sistema di corruzione che ha trasformato il governo del nostro Paese in un giochino di scambi di favori, di sodalizi tra amici, di cariche pubbliche regalate in cambio di opportunità personali.
Josefa Idem si dimise da Ministro, pagò senza battere ciglio i 3 mila euro della multa, ed è stata prosciolta dall’accusa fiscale. E Renzi? Due pesi e due misure? E Renzi voi lo difendete?.
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Il reato contestato di truffa aggravata, punita all’art. 640 del codice penale con una pena da 1 a 5 anni è lo stesso reato dell’ex ministro Idem, che, come Renzi, avrebbe truffato lo Stato facendo leva sulla legge che impone all’ente pubblico (Comune, Provincia o Regione) di versare i contributi al posto del datore di lavoro precedente nel periodo in cui un dipendente viene eletto consigliere o nominato assessore e chiede l’aspettativa. Questa norma rappresenta una conquista della sx codificata nello Statuto dei Lavoratori ma spesso è usata in modo furbo dai politici che in previsione di una nomina si fanno dare uno scatto di carriera. Lo stesso ha fatto Renzi che si è fatto fare dirigente dall’azienda di famiglia prima della nomina così da scaricare contributi maggiorati sulla Provincia e sul Comune.
La Idem si era fatta assumere dall’associazione sportiva del marito 16 giorni prima l’accettazione dell’incarico da assessore. Renzi si fede assumere da una società della famiglia un giorno prima l’annuncio da parte della Margherita della sua candidatura a presidente della Provincia.
Ma da uno che va avanti a forza di bugie, truffe aggravate, sodalizi illeciti, aggiramenti di leggi, protezioni di poteri oscuri (l’Opus dei da una parte e Verdini dall’altra) e imbrogli vari
L’affitto è solo una cosa minima di un quadro molto più grande, pensiamo all’intreccio di interessi che stanno dietro a una personcina tutto sommato vacua come Renzi, uno che in qualsiasi paese avrebbe fatto l’imbonitore alle fiere e solo nell’Italia post berlusconiana e nel vuoto ideologico e di immagine del Pd ha potuto fare carriera politica. Pensiamo se si scoprisse tutta la baracca di favori o promesse reciproche che costituiscono la vera ossatura del programma reale e segreto di Renzi. A Verdini che lo sostiene per anni con soldi e consigli e gli procura a Firenze un avversario facile da abbattere, pensiamo ai Carrai che sono i tramiti di Comunione e Liberazione e dell’Opus dei, così come dell’Utri era il tramite per Berlusconi con la criminalità organizzata.
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Vi piace viaggiare facile? Intendiamo dire vi piace evitare ingorghi, saltare le code e dribblare il traffico di città? E a chi non piacerebbe? Già, a chi? Solo che per farlo bisogna passare sulle corsie preferenziali e passarci «regolarmente». Un piccolo, grande privilegio, che sognano in molti ma che, in gran parte delle città, posseggono solo in pochi. Prendiamo Firenze, per esempio. Sulle corsie preferenziali ci passano i mezzi pubblici, i mezzi di soccorso, le forze dell’ordine e pochissimi altri. Tipo la signora Agnese Landini, insegnante precaria, ma moglie a tempo pieno di Matteo Renzi che usa il pass del marito per girare sulle corsie preferenziali, come le autoambulanze e i pompieri, ma è così comodo!

Copio dall’Espresso
In autunno, a Firenze ci sarà la prossima udienza del processo a Renzi per nomina di 4 direttori generali, effettuata da lui quando era presidente della Provincia. Nel settembre 2006, dopo le dimissioni del direttore generale dell’ente, una delibera di Renzi attribuì le competenze a 4 direttori centrali, disponendo l’esercizio collegiale delle funzioni. Una prassi del tutto nuova, tanto un paio di mesi dopo fu necessario (con un’altra delibera) modificare il Regolamento interno. In questo modo per 2 anni e mezzo si spese molto di più di quanto sarebbe stato necessario. I nuovi nominati erano dirigenti di ruolo con contratto a tempo indeterminato, in seguito collocati in aspettativa, per essere riassunti dallo stesso Ente con un contratto di diritto privato ben più costoso per l’amministrazione. Tanto più che le retribuzioni dei nuovi dirigenti, stabilite con un provvedimento di giunta a fine 2006, un anno dopo erano state modificate con effetto retroattivo con una nuova delibera. Insomma, si era provveduto “a mettere fuori dotazione organica dei dirigenti che in realtà erano già in servizio per poi pagarli” di più “per svolgere la stesse funzioni di prima”. Un danno, secondo l’accusa, oscillante a seconda delle variabili considerate fra 288 mila e 816 mila euro
Perché continuano a dire che Renzi non ha commesso nessun reato penale?
Se la magistratura processa anche lui per truffa aggravata allo Stato, come ha fatto come la Idem, il reato è esattamente penale e comporta il carcere da 1 a 5 anni
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SCANZI
Ieri abbiamo rivolto 4 domande a Renzi e ne abbiamo avuto risposte parziali e comiche solo a 2:
1 – La richiesta di arresto per il diversamente immacolato Genovese, deputato Pd quota Fioroni ma divenuto renziano prima delle primarie (senza alcun imbarazzo da parte di Renzi). Apparentemente il Pd è compatto e dice, per bocca di Guerini, che voterà per l’arresto. In realtà non è così. La discussione in Giunta andrà per le lunghe e c’è già nel Pd chi fa distinguo e si arrampica: Fiano, Leva, Del Basso De Caro (pure lui indagato) e l’iperenziano Carbone, quello che gli prestò la Smart. Vamos.
2 – La Barracciu è ancora lì e il Pd fa finta di nulla. Nel frattempo però la sua situazione è sempre meno edificante: accusata di peculato, rischia il rito immediato. I pm le contestano di avere mentito sulle spese regionali e di avere dichiarato di essere in viaggio per la Sardegna con impegni istituzionali mentre se ne stava a Vienna o Bruxelles. Le si contestano più o meno 75mila euro, ma lei resta Sottosegretario alla Cultura, incarico che ha avuto in cambio della decisione di rinunciare alla candidatura come Presidente della Sardegna. In un partito normale, chi è accusata di peculato dovrebbe lasciare spazio ad altri, ma nel Pd renziano pare che gli si offra puntualmente un paracadute.
3 – In merito alla sua assunzione poco prima di correre come Presidente della Provincia di Firenze, Renzi l’ha fatta facile: “L’assunzione (presso la società Chil) fu la conseguenza di un cambio al vertice della azienda che produsse l’esito di un diverso inquadramento contrattuale. All’interno peraltro di una azienda in cui Renzi lavorava già da 9 anni”. Non è così semplice. Renzi fu assunto 11 giorni prima della sua candidatura alla provincia di Firenze, come dirigente dell’azienda di famiglia di cui in precedenza era socio. Posto in aspettativa, ha ricevuto contributi pagati dalla Provincia di Firenze prima e dal Comune poi per circa 350mila euro. Tradotto, vuol dire più o meno questo: un giorno di lavoro nell’azienda di famiglia e 9 anni e sei mesi di contributi. Soldi ovviamente della collettività. Ora che è Presidente del Consiglio, questa situazione sembrerebbe tradursi in seconda pensione e magari poi vitalizio. Ma certo siamo noi a pensar male.
4 – C’è poi la vicenda della casa pagata da Carrai in Via degli Alfani. Renzi ha detto che lì non ci ha abitato, ma l’ha usata solo ogni tanto come base d’appoggio. Era la casa di Carrai e dunque era naturale che la pagasse lui. Sì, ma non si capisce allora perché Renzi in quella casa abbia deciso di avere la residenza dal 2011 al 2013: che senso ha prendere la residenza in casa d’altri? E perché Carrai ha pagato la casa del sindaco? Fa molto ridere, peraltro, appurare come e perché la notizia sia divenuta di dominio pubblico. Come è successo? Da anni l’ex dipendente comunale Alessandro Maiorano attacca Renzi. Maiorano è stato di recente intervistato anche da Matrix, ma non mi risulta che l’intervista sia poi andata in onda. Qualche mese fa Renzi si è deciso a querelare Maiorano, che reputa ormai una sorta di stalker. E proprio leggendo la querela, Maiorano ha scoperto la residenza di Renzi in Via degli Alfani e ha deciso di far esplodere il bubbone. Se Renzi non lo avesse querelato, forse i giornali (Libero in testa) non avrebbero scoperto l’inghippo.
Ma questo Carrai chi è? Intravisto ieri mentre scappava dal giornalista di Servizio Pubblico, Carrai non è un uomo qualsiasi: è uno che – in cambio? – ha ottenuto svariati incarichi in società controllate dal Comune e appalti dall’amministrazione. Carrai guidava la Firenze Parcheggi, è nell’ente Cassa di Risparmio di Firenze ed è oggi a capo dell’Adf, la società che gestisce l’aeroporto di Firenze. Lasciando stare la babele di intrecci ulteriori e conflitti di interesse, giova notare come Renzi si stia facendo difendere dall’avvocato Alberto Bianchi. Casualmente Bianchi è lo stesso avvocato di Carrai. Non solo: Carrai e Bianchi sono i fund raser di Renzi. Tesoriere della Big Bang prima e Open poi, Bianchi ha organizzato varie cene di fund raising per la campagna elettorale di Renzi: dal 2007 al 2013 sono stati raccolti quasi 4 milioni di euro e solo di un quarto di essi se ne conosce l’esatta provenienza.
Buona rottamazione a tutti.
..
http:masadaweb.org

2 commenti »

  1. Cara Viviana,
    mio padre, quando avevo 12 anni, mi disse che al partito non ci andava più perché quelli che avevano fatto i partigiani erano stati messi a pulire la federazione , gli altri, quelli che non avevano fatto mai niente, erano diventati dirigenti.
    Poi venne Berlinguer a dare il buon esempio del vero comunista nella vita e nella politica,
    in privato ed in pubblico; ricordo i filocraxiani, i miglioristi, la maggioranza della dirigenza delle federazioni provinciali, il primo centrosinistra, le critiche verso Berlinguer perché non rideva, non andava in discoteca come De Michelis, non era rampante come Martelli, e ladri dicendo. Li ricordo e questi sono ancora dentro il PD a rubare.
    Noi ci siamo allontanati, noi, dopo la morte di Berlinguer, capimmo che la politica era finita e tornammo a lavorare e a battagliare da soli contro tutti.
    Comunque ti ringrazio di avermelo ricordato ed onorato, grazie Viviana, sempre amico .
    Cesare Beccaria

    Commento di MasadaAdmin — marzo 27, 2014 @ 4:52 pm | Rispondi

  2. L’ipocrisia del politico è come il troppo sale o il troppo zucchero negli alimenti … Piace alle persone che hanno perso il gusto per le cose genuine e non sanno riconoscere le verità di chi si vende… Nuoce alla salute e desertifica il pensiero sognante…

    Commento di Beppe — marzo 27, 2014 @ 5:39 pm | Rispondi


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