Nuovo Masada

febbraio 18, 2014

MASADA n° 1515 17-2-2014 DEFENESTRAZIONE IN STILE MAFIOSO

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Blog di Viviana Vivarelli

L’atto di forza Renzi. Una sintesi degli ultimi gravissimi fatti – Incazzatura tranquilla – Lo Stato debitore – Comincia la rivolta all’euro – Le cifre della vergogna: i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri – La crisi che verrà – Ho visto cose che voi umani…- Quale futuro per un Pd di sx?- Euro o lira, questo è il dilemma- Cosa ha funzionato in 11 mesi di M5S in Parlamento

Chesterton
Posso confidarvi un segreto? Il mondo è capovolto. Siamo tutti capovolti. Siamo delle mosche che strisciano su un soffitto, ed è soltanto per una incessante azione della Misericordia di Dio che non precipitiamo“.
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Foucault
«Perché si vede sorgere d’un tratto la sagoma della nave dei folli, e il suo equipaggio insensato che invade i paesaggi più familiari?
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UNA ESTROMISSIONE IN STILE MAFIOSO
Viviana Vivarelli

Il succedersi degli eventi è impressionante e sono contrassegnati tutti dal più brutale attacco alla democrazia mai visto in 60 anni.
Alla vigilia dell’impeachment di Grillo arriva il colpo del Financial Times a Napolitano, pubblicato, guarda caso, dal Corriere, uno che è sempre stato coi piedi in due staffe. Napolitano riceve Renzi, che non ha nessuna carica parlamentare o ministeriale. Non sente prima i partiti come richiede la Costituzione, no, viola la prassi costituzionale e chiama direttamente quello che ‘deve’ nominare. Non agisce da coordinatore delle scelte parlamentari come vuole la Costituzione, ‘nomina’ arbitrariamente chi gli pare, come ha già fatto con Monti e Letta!


Renzi non è nessuno, a parte l’incredibile bagarre televisiva e mediatica che lo ha imposto agli occhi degli Italiani, la sua unica dote sta nei 1.895.332 voti presi alle primarie del Pd in cui hanno votato 2.814.801 elettori sugli 8 644 523 che hanno scelto il Pd alla Camera (nemmeno un piddino su 4). Siccome gli elettori italiani in tutto sono 50 449 979, è come se Renzi rappresentasse il 5,5 % del popolo italiano!
Ma ecco che proprio alla vigilia dell’impeachment, l’inglese Financial Times anticipa un libro di Friedman, giornalista americano che ha lavorato su Rai3, che fa scoppiare uno scandalo: Napolitano si è consultato con Monti “ben 4 mesi prima che B cadesse”, , e B è caduto non solo per il difetto dei numeri in Parlamento ma per decisione della Casa Bianca, per cui i mercati che hanno rialzato lo spread con lo scopo di mandarlo a picco minacciando di far crollare le azioni di Mediaset in Borsa (come già aveva spifferato Bossi dopo il G8 di Nizza). Così le società di rating ci hanno declassati illecitamente (malgrado le denunce dei nostri magistrati) e i banchieri di Wall City e della City di Londra hanno fatto dei begli affari su di noi. B è stato costretto ad andarsene e i poteri forti con la collusione di Napolitano hanno messo un loro uomo di fiducia, Monti, a capo del saccheggio italiano. Il mondo finanziario europeo collaborò ben contento di mandarci a picco e di banchettare sulle nostre imprese fallite e in primis esultò la Merkel (mentre si incontravano segretamente Prodi, Passera e De Benedetti, i quali addirittura stilarono il programma di Monti).
Monti, ricordiamolo sempre, non ha mai rappresentato la maggioranza degli elettori italiani, è stato scelto solo in quanto membro del Bilderberg e presidente europeo della Trilaterale, il gruppo neoliberista di speculatori fondato da Rockfeller che sta rovinando l’Europa e primariamente l’Italia. Così abbiamo avuto l’aumento delle tasse, la Fornero e il suo attacco al mondo del lavoro col debito che aumentava di 180 miliardi, la protezione di Clio ai Riva, il No deciso di Monti alla separazione delle banche d’affari da quelle di investimento, il No alla tassazione dei derivati e a un controllo sulle banche, e un primo atto di governo in cui Monti dava alla banca newyorkese Morgan Stanley 2 miliardi e 567 milioni di euro. A Monti Napolitano ha fatto seguire il docile Letta, vicepresidente della Aspen, altro esecutore del Bilderberg che ha portato avanti il patto con Berlusconi, il contratto sindacale unico, i regali alle banche, la svendita del patrimonio pubblico (Poste ecc.). Ma, di fronte al malcontento popolare, eccoci al gradino più basso: il debole Letta non basta più, va troppo piano nello smantellamento dell’Italia e così, dopo 10 mesi, se ne progetta il rapido assassinio, prendendo come sicario il rampante e ambiziosissimo Renzi, il cui pedigree non sta certo nei pochi voti presi (un partito del 5,5% non significherebbe nulla in Italia) ma nei 100 punti di un programma fatto da Gori (il programmista di Berlusconi), in cui si delinea un perfetto piano di estrema dx che piace molto al sistema finanziario come piacerà di sicuro alla P2: cancellazione dei diritti del lavoro e dello stato sociale, privatizzazione totale di beni e servizi, nessun sistema elettorale con preferenze ma anzi abolizione graduale dell’elezione democratica (Province, Senato…) in vista della trasformazione della repubblica da parlamentare a presidenziale, mentre Napolitano si dà da fare tentando (finora bloccato dai 5 stelle) di abolire l’art.139 della Costituzione, per trasformarla da rigida a flessibile e mette su la sceneggiata dei famigerati ‘saggi’ per cambiare in un colpo solo mezza Costituzione (secondo la ‘direttiva’ della prima banca d’affari USA: la Goldman Sachs). Quando Grillo avanza la messa in stato di accusa del PdR, i partiti lo difendono compatti ridicolizzandolo. Ma intanto Renzi come primo atto va a prendere ordini dalla Merkel e stringe i rapporti con B, sia direttamente che tramite Verdini che sembra lo abbia finanziato con 4 milioni di euro e lo ‘allevi’ dal 2009, cioè da 4 anni, come ‘cavallo di Berlusconi’.
Insomma la politica italiana sembra diventata un fatto privato tra Napolitano, Berlusconi, Monti-Letta e ora Renzi (con Prodi e De Benedetti nell’ombra), mentre i veri protagonisti nemmeno compaiono sui media italiani e sono: il sistema bancario-finanziario e la Trilaterale che ne è a capo.
Ed ecco il Financial Times che mette in difficoltà Napolitano e lo fa ad opera di un giornalista americano, il che fa temere piani anche peggiori. E per la prima volta abbiamo una lievissima critica fatta da Napolitano al Parlamento europeo all’austerity che ci sta massacrando. Siamo a 2 mesi dalle elezioni europee, con l’euro criticato solo del M5S, che solo per questo è il granellino di sabbia del sistema.
Appena Friedman parla, Napolitano che ha sempre sostenuto Letta, capisce che non può più continuare e Letta cade. Il Pdr non perde nemmeno tempo a sentire i partiti, li ignora, ignora anche e soprattutto il M5S che è il 2° partito italiano e rappresenta 9 milioni di elettori, sente solo il Pd e lo fa a nomina avvenuta, seguendo il nuovo diktat internazionale.
Scrive Pietro Ancona: “20 anni di berlusconismo non sono stati sufficienti a prepararci allo spettacolo del Segretario del Partito che pugnala alla gola il Capo del Governo del suo stesso partito, assistito da un vecchio cinico che abita il Quirinale”.
Il totoministri di Renzi a questo punto è una buffonata. I poteri turbocapitalisti sanno già chi mettere, magari la figlia di quel Reichlin economista liberista scelto dalla banca d’Inghilterra, sicuramente non saranno persone atte a fare gli interessi nostri e sicuramente saranno iperliberisti, per darci il governo più di dx mai visto in Italia, col consenso del Pd e di Sel, naturalmente, per la regola del “Tengo famigghia e poltrona”. Dopo di che la spoliazione dell’Italia sarà una cosa seria. E’ diventato risibile anche nemmeno parlare di processi per la compravendita di singoli parlamentari, stiamo assistendo al più grande mercato che la politica abbia mai fatto di se stessa: un intero parlamento e governo che si vendono in blocco al massimo aggressore!
Come diceva Ferrara: “La politica si basa sul ricatto”. Non sempre sui reati passati, spesso su quelli futuri.
Il Financial Times ha minacciato Napolitano e ha avuto il suo scalpo: porterà Renzi al governo nel modo più antidemocratico che si possa immaginare. Renzi sarà Capo del Governo per la resa ‘bulgara’ di 136 persone nel più avvilente suk politico della storia della Repubblica italiana.
Come dice Pietro Ancona: “Siamo lontani mille km dalla Costituzione e dalla prassi consolidata che regola le crisi di governo. Siamo lontani dalla democrazia”.

ALESSANDRO ZILIOLI-INCAZZATURA TRANQUILLA

Era dal 1978 che non vedevo un governo nascere con una convergenza di appoggi così forte e trasversale. L’ultimo era l’Andreotti IV, durante il sequestro Moro, sostenuto dai partiti della solidarietà nazionale – Pci compreso – ma anche da tutti i poteri economici, dal Vaticano e dagli Usa.
Non credo che sia esattamente un caso e non credo nemmeno che servano analisi complottiste: semplicemente, la convergenza diffusa tra poteri di ogni tipo avviene quando viene avvertito un forte pericolo da “fuori”.
Allora il pericolo era il terrorismo. Oggi è un mix meno definibile ma forse per questo più esplosivo: la crisi economica (fine dei risparmi, forbice sociale, disoccupazione ecc), più la debolezza dei partiti, il distacco-disgusto verso la politica, la crescita dell’astensionismo, con tutte le strutture del vivere sociale che potrebbero franare.
Quindi, se è vero che in Italia il potere è diffuso in tante stanze diverse, è anche vero che oggi in tutte quelle stanze si pensa alla stessa cosa: il governo Renzi come ultima spiaggia. Qualcuno in buona fede: cioè pensando all’Italia in declino; qualcuno in pessima fede, pensando cioè alla perpetuazione del proprio essere establishment e delle proprie rendite di posizione, in base al classico “bisogna che tutto cambi se vogliamo che tutto rimanga com’è”.
In ogni caso, non sarà affatto facile fare opposizione a una concentrazione così robusta di interessi. E non parlo tanto dell’opposizione parlamentare ma proprio di quella sociale, culturale, informativa, perfino sindacale e territoriale.
Parafrasando Mitterrand, che parlava di “forza tranquilla”, credo che ci si dovrà ispirare al concetto inedito di “incazzatura tranquilla”: cioè coraggiosa e radicale quanto adulta, intelligente, di testa e non di pancia.
Anche perché – lo vedete – Renzi non è tipo da far prigionieri.
Ecco, oggi a questo pensavo, più che al toto-ministri su Farinetti, Baricco e Alfano.


OGNI GIORNO

Ogni giorno in Italia un disoccupato si suicida.
Ogni giorno due imprese falliscono.
Ogni giorno a Milano si consumano dieci chili di droga.
Ogni giorno spariscono nel nulla 10 bambini.
Ogni giorno 290 donne vengono violentate.
Ogni giorno aumenta l’evasione fiscale.
Ogni giorno peggiora la corruzione politica.
Ogni giorno il debito pubblico aumenta.
Ogni giorno il Governo fa una porcata nuova.
Ogni giorno qualcuno taglia la nostra democrazia.
Ogni giorno come se fosse l’ultimo verso un buco nero che ci inghiottirà tutti.
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DI BATTISTA

Vincenzo Giancristofaro
Vorrei vivere in uno Stato serio e democratico, dove vi siano come in altri Paesi democratici Europei non più di cinquemila leggi, e chi sbaglia paga senza discrezionalità dei giudici, dove la burocrazia sia ridotta all’essenziale, che non invada e pervada la vita dei cittadini, ma che li aiuti nel risolvere i problemi non a creargliene.. vorrei un Paese che creda e investa nella cultura, nella ricerca, nella scuola, nell’educazione… vorrei un Paese che dia chance a tutti i cittadini e torni finalmente a sorridere, gioire e apprezzare che siamo in uno dei Paesi più belli al Mondo..che se solo tutti ci impegnassimo un pò di più il Paradiso non è poi così impossibile!
Io voglio realizzare questo sogno..il M5S è il tramite!

Sonuno
I corvi neri svolazzano intorno al morto. Ma il defunto non è Letta: il defunto è il senso dello stato, il principio del voto democratico, la libera scelta che il popolo sovrano esprime attraverso elezioni. Il vero defunto è il paese e le sue istituzioni.
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Giuseppefu
Un mio amico inglese mi ha detto che da loro, nonostante ci sia una monarchia, chi governa lo decide il popolo. Non sapete che fatica ho fatto a spiegargli che da noi, nonostante abbiamo una repubblica, chi governa lo decide il re.
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:- D Mario Serio
Anche Renzi in mano ai poteri oscuri..
Si è iscritto giovanissimo al “Gruppo Bischerberg”…
e non ne è mai uscito…

Contini24
Nel veder passeggiare per le stanze del Quirinale un pregiudicato,con le forze dell’ordine a fargli il saluto, ci ha fatto toccare il fondo, ci siamo coperti di ridicolo agli occhi del mondo intero
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Alberto
Pd e re Giorgio, fate come se foste a casa vostra, scusate noi cittadini se abbiamo disturbato!
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Luca Schiavoni
Ma quel signore con i capelli finti non ha l’interdizione dai pubblici uffici?!?! Cioé: non può votare, ma può scegliere il governo??
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Mariuccia
Visto che gli elettori non li faranno andare presto alle urne,
c’è una sola salvezza per l’Italia: che i politici vadano presto nelle URNE.

BEPPE GRILLO
Ragle, il protagonista del romanzo di Philip K. Dick: “Tempo fuori di sesto” si sente estraneo alla realtà che lo circonda. Separato dalle persone che vivono tranquillamente la loro vita senza porsi domande. Gli oggetti che lo circondano, di tanto in tanto spariscono e al loro posto rimane un biglietto. Ragle inizia a domandarsi se è diventato pazzo o se vive in un mondo rovesciato.
Un Paese di sessanta milioni di abitanti, ricco di ogni tesoro naturale e culturale, con una storia unica, impressionante, che ha posto le fondamenta della civiltà, che ha avuto intelligenze strepitose, da Leonardo Da Vinci a Marconi e Fermi e artisti sublimi come Michelangelo e Raffaello è oggi impazzito e i suoi abitanti, almeno gran parte, non ne hanno più coscienza, si sentono apolidi, italiani per caso e pensano di essere loro inadeguati, incapaci, falliti. Molti emigrano, alcuni si impiccano, altri gettano la spugna e tirano a campare.
La pazzia si è impossessata dell’Italia che si muove come un giocattolo rotto, a scatti, senza una direzione. Sono saltati tutti i meccanismi. Il presidente della Repubblica è diventato un monarca medioevale che nomina chi pare a lui. Il Parlamento non ha più significato, le leggi sono fatte con i decreti del Governo o da Berlusconi e Renzi in una stanza e la sfiducia al presidente del Consiglio è una fatwa dei segretari di partito, i parlamentari non hanno neppure diritto di parola. La Costituzione è una parola vuota, un pezzo di carta letto e mai applicato e quando lo è, è sempre troppo tardi, gli effetti velenosi della legge, che sia la Fini-Giovanardi o il Porcellum si sono già manifestati, hanno impregnato il Paese con i loro miasmi. Sembra una fiaba gotica, con gli abitanti di una remota contea preda di un incantesimo che fa scomparire la democrazia sotto i loro occhi senza che se ne accorgano. La democrazia sostituita dai pizzini dei telegiornali. Chi protesta è messo alla berlina, alla gogna in piazza. E’ un sovversivo, uno che si vede troppo film, che soffre di allucinazioni. La democrazia esiste ed è in buona salute, chi dice il contrario è un malato di mente. Da curare. Oggi, un condannato in via definitiva per frode fiscale sale dal presidente della Repubblica per discutere il nuovo governo, lo chiamano Cavaliere, come nei tempi antichi. Incontrerà un signore novantenne e insieme, tra un caffè e un biscotto, parleranno del futuro. Il TUO futuro.
Il tempo è fuori di sesto. Oh quale dannata sorte essere nato per riconnetterlo!…” Amleto.
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Santaful
La politica nostrana è malata di una psicosi che si evidenzia negli assurdi comportamenti e giustificazioni che rasentano l’incredibile.
Quello che meraviglia è che ci sono ancora troppe persone che difendono questo modo di fare delle cosiddette “istituzioni” ma che di istituzione hanno solo il nome visti i comportamenti psicopatici che adottano nei confronti sia delle opposizioni che dei cittadini italiani che vorrebbero rappresentare ma che di fatto non rappresentano più.
Consiglio di fare un TSO ai politici che sostengono la maggioranza e l’ attuale stato delle cose.
Auguro a tutti una buona riflessione sui fatti accaduti ma con una giusta informazione e con la massima obbiettività. Altrimenti è tutto inutile se per partito preso non si vuole né capire, né informarsi alla ricerca della verità.
Buon pomeriggio a tutti e andiamo avanti che la loro fine è più vicina di quanto sembri.

LO STATO DEBITORE
Viviana Vivarelli

Ricordiamo che lo Stato è debitore verso le piccole e medie imprese per lavori fatti e mai pagati per l’astronomica cifra di 90 miliardi. Ce ne sarebbe di che rimettere in moto la nostra economia e di che far evitare il fallimento a molte piccole e medie imprese.
Il Governo ha promesso di stanziare 20 miliardi entro il 2013. Poi non lo ha fatto. Intanto le imprese hanno continuato a fallire a due il giorno e i loro presidenti a impiccarsi.
E le banche italiane tanto gratificate, a cui l’Europa ha dato 238 miliardi e a cui il Governo regala or ora altri 7 miliardi e mezzo, senza alcun vincolo o garanzia, non ci pensano nemmeno a riaprire i mutui alle famiglie o il credito alle aziende e in questo sono le peggiori d’Europa.
Ricordiamo che Banca Intesa, che è la seconda banca d’Italia, ha un buco di 55 miliardi, anche se nessuno dei prodi giornalisti dell’Unità o di Repubblica lo dice. E sono tutti “crediti in sofferenza”, cioè “debiti di imprenditori che nel frattempo si sono suicidati, o sono falliti,o sono scappati via o sono rovinati”, ma a questi debiti ci dobbiamo prima aggiungere i larghi crediti che le banche hanno fatto, senza garanzia alcuna agli ‘amici degli amici’.
Il povero M5S regala alle piccole e medie imprese, che sono la base produttiva del nostro Paese, gli stipendi dei suoi parlamentari e chiede a gran voce una legge che le protegga. Ma Banca Intesa cosa fa? Si inventa una Bad Bank, idea diabolica della tecnica bancaria: una banca virtuale che assorbe tutte le perdite sulle quali costruire un bel derivato speculativo, per cui sulla carta il debito scompare perché lo ha “acquistato” una banca terza, ma in effetti ci strozza.
Ecco perché era fondamentale per il Governo italiano votare il decreto Imu/Banche!
Ecco perché era fondamentale che nessuno dibattesse sul decreto alla Camera e lo si presentasse l’ultimo giorno dei 60 a disposizione per convertirlo in legge, in modo che la Boldrini applicasse l’illegale ghigliottina!
Ecco perché è fondamentale per il Governo italiano che i cittadini chiacchierino di fantomatici stupratori seriali della Boldrini piuttosto che dei propri conti correnti a rischio,
ed è fondamentale per il Pd minare l’esistenza di un pericoloso gruppo parlamentare come quello del M5S che in qualunque momento può rompere le uova nel paniere al sistema bancario legato a doppio filo all’attuale dirigenza politica, col semplice fatto di fare ‘opposizione’, quella parola che il Pd e i Ds prima hanno accuratamente evitato per 20 anni!
Ecco perché Squinzi di Confindustria è tanto arrabbiato!

Sandro Succi
E’ da troppi anni che subiamo ‘colpetti’ di stato. Questa classe politica che alimenta in Italia il 50% della corruzione di tutta Europa va mandata a casa, altrimenti non ci salveremo mai. Fa paura vedere come vogliono in fretta far passare una legge elettorale simil-porcellum, eliminare una camera e modificare la costituzione. La prima cosa da fare sarebbe eliminare i condannati ed i corrotti dalle istituzioni, anche con una bella legge anti-corruzione e sul conflitto di interessi (non parlo di B. lui è solo una punta dell’icerberg). Fa anche paura vedere come chi dovrebbe essere garante della democrazia voglia mettere il bavaglio alle opposizioni. Fa anche paura come questa vecchia classe politica usi scorrettezze antidemocratiche per far passare un decreto (palesemente incostituzionale) che regala soldi alle banche, non per salvare cittadini colpiti da un alluvione! L’analisi di Grillo è corretta, forse anche troppo buonista. Vedo che i commenti contrari non entrano nel merito, ma sono tutti di stile diffamatorio tendente a sminuire Grillo ed il movimento 5 stelle. Una opposizione come io che ho 50 anni non avevo mai vista in Italia, fatta di uomini e donne che hanno di fatto rinunciato ai loro privilegi per portare avanti la loro battaglia, un gesto che ha del francescano e del rivoluzionario allo stesso tempo. Uomini e donne che non saranno sicuramente perfetti, ma che hanno come faro la costituzione, il rispetto delle regole e l’onestà.

IPR PRIMO SONDAGGIO SULLE EUROPEE

Pd dal 24 % delle isole al 35% del centro.
Il M5S è la seconda forza politica, dal 23,5 del nord ovest al 29 % delle isole, dunque batte decisamente FI, che oscilla tra il 18% del nord est al 28% della Sicilia ed è significativo che in Sicilia il consenso al M5S sia superiore a quello di Berlusconi.
Nuovo Centro Destra da 3,5 a 6,5.
Lega attorno allo zero salvo al nord dove arriva all’11%, praticamente è radicata nelle solite tre Regioni e assente altrove.
Sel attorno al 2% (ormai non fa che scendere).
Udc da 1% al 3% della Sicilia.

COMINCIA LA RIVOLTA ALL’EURO

La produttività italiana si è bloccata nel 1997, anno dell’aggancio all’euro. Tutti i paesi mediterranei sono schiantati dall’austerity imposta dalla Troika e la recessione ha cominciato a intaccare gli altri. Holland si è incontrato con Obama, entrambi accompagnati da economisti per spiegare che la crisi è vicina al punto di rottura. L’Europa sta precipitando e le elezioni di maggio più l’Unione Bancaria europea coi suoi parametri esclusivi affretteranno crisi, segnando una fiammata di rivolta contro le regole della zona euro. I governi ancora non si pronunciano ma i giornali (certo non i nostri) cominciano a dirlo. Il quotidiano francese La Tribune esce con un forte articolo firmato da eminenti economisti europei, uniti in un manifesto per chiedere ufficialmente l’uscita della Francia dall’euro. Ovviamente in Italia non se ne parla, la visita di Renzi alla Merkel fa pensare che questi non avrà nessuna intenzione di cambiare la linea di austerity che sta distruggendo il nostro Paese e ci chiediamo con quali soldi intenda fare la messe di riforme che promette “una al mese”, perché “senza finanze riforme non se ne fanno” e nei suoi fiumi di chiacchiere non abbiamo sentito alcun accenno all’euro.
L’euro ormai è sinonimo di crisi e rischia di far esplodere l’Europa.
Italia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno crescita debole o nulla (noi siamo i peggiori), aumento della disoccupazione, debito pubblico in salita (il solo Monti lo ha aumentato di 180 miliardi e Letta di altri 96).
Il governo francese ha alzato le tasse, riducendo il deficit pubblico di soli 8 miliardi di euro e ostacolando la ripresa, con aumento della disoccupazione che è arrivata al 10,5%, mentre cresceva il debito pubblico. I nostri governi hanno fatto anche peggio, aumentando le tasse e facendo pure crescere il debito pubblico, con disoccupazione al 12,5% e quella giovanile al 40%.
Questo andrà pure nell’interesse degli Stati uniti, della Fed, delle agenzie di rating che fanno parte degli speculatori, del sistema finanziario che continua ad arricchirsi a spese dei popoli, ma non è più sostenibile. Intanto il tasso di cambio dell’euro è troppo debole per la Germania e troppo forte per i paesi del sud, Francia compresa, e questo blocca le loro economie. Ma la stessa prosperità della Germania è minacciata, perché vende i suoi prodotti principalmente nell’euro zona e se gli altri paesi smettono di comprarli, crolleranno le sue esportazioni. Poi ricordiamo che il debito pubblico tedesco è doppio del nostro (anche se le agenzie di rating lo ignorano) e che la Bundesbank è in profondo rosso. I 16.000 miliardi di euro prelevati dalle tasche dei cittadini europei per alimentare il sistema bancario non sono bastati, l’arrivo dell’Unione Bancario Europea a maggio travolgerà molti istituti, e la proposta shock di alcuni giorni fa della Bundesbank è che in caso di bancarotta, i Paesi europei dovranno fare un prelievo forzoso sui soldi depositati, come a Cipro. Ormai tutti sono contro la Germania. Le regole euro sono identiche ma le condizioni interne diverse, per cui si ha deflazione in Francia e deflazione in Germania. I sindacati tedeschi hanno accettato una politica di bassi salari, ma alla fine saranno i Tedeschi stessi a ribellarsi. L’economia ormai è globale e se si vuole sostenere la concorrenza del mondo, non si può agire solo sui salari, occorrono manovre inflazionistiche per abbassare i prezzi dell’export e renderlo concorrenziale oppure che la Bce cambi le sue regole e smetta di rifocillare solo le banche, che investono in derivati e speculazioni di Borsa, ignorando l’economia reale e cominci a rimettere in circolazione moneta o faccia prestiti diretti agli Stati all’1% come sta facendo con le banche.
L’euro è stato per troppo tempo una moneta troppo forte per la Francia e i paesi del sud, e troppo debole per la Germania. La moneta unica è stata un errore ed è un ostacolo che si oppone all’unione e alla coesione dell’Europa. Crea discordia anziché integrazione all’interno del continente, e indebolisce l’economia complessiva dell’Europa.
Anche in Francia si chiede a gran voce l’uscita dall’euro e il ritorno alla moneta nazionale. Ma occorrerebbe che anche la Germania uscisse dall’euro e si avrebbe finalmente una rivalutazione sostenibile di entrambe le monete. Questo faciliterebbe anche le scelte degli altri Paesi se tornare o no alle monete nazionali per essere più competitivi. Questo dice il manifesto degli economisti europei.

TRANSPARENCY INTERNATIONAL

Nella scala della non corruzione di 117 Paesi del mondo stiamo al 69° posto alla pari con Romania e Kuwait. Ai primi posti per onestà politica e diffusa tra i paesi della Ue la Germania è abbastanza in alto, è dodicesima. Tra i primi posti Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Svezia, Norvegia, Singapore, Svizzera, Australia, Canada.
Tra i parametri negativi: l’uso disinvolto e spesso incompetente delle risorse pubbliche che creano debito, tasse e rabbia. I Paesi più corrotti del mondo restano Afghanistan, Corea del Nord e Somalia. In Afghanistan comandano gli americani da 12 anni assistiti da noi, che cosa hanno fatto di buono?

LE CIFRE DELLA VERGOGNA. I RICCHI SEMPRE PIU’ RICCHI, I POVERI SEMPRE PIU’ POVERI
Clement Guillou

Il Credit Suisse e la Croce Rossa hanno pubblicato recentemente due diversi rapporti a dir poco sconcertanti. Il primo fa un bilancio statistico della ricchezza mondiale. Ci informa che “dal 2000 è più che raddoppiata, raggiungendo un nuovo record storico di 241.000 miliardi di dollari”.
Il secondo illustra “conseguenze umanitarie della crisi economica in Europa” (sono 42 paesi i analizzati nell’Unione europea, nei Balcani, nell’Europa orientale). dimostra con precisione che “nei 22 paesi presi in considerazione, il numero di persone che dipendono dalle distribuzioni alimentari della Croce Rosa è aumentato del 75% tra il 2009 e il 2012”.
Il 46% del patrimonio mondiale si trova nelle mani dell’1% dei nuclei famigliari
La ricchezza mondiale è cresciuta del 4,9% tra la metà del 2012 e la metà del 2013 – il periodo esaminato dal Credit Suisse – e del 68% in questi ultimi 10 anni.
La percentuale più ricca dei nuclei famigliari ha inizio a partire da una fortuna di 753’000 dollari (557’000 Euro) e accumula il 46% del patrimonio mondiale – la cifra è in aumento; mentre i due terzi delle famiglie, il cui patrimonio resta stabile, rappresenta solamente il 3% della ricchezza globale.
Occorre avere un patrimonio di 4’000 dollari (circa 3’000 euro) per essere nella metà più ricca del pianeta, e di 75’000 dollari (55’500 euro) per essere tra il 10% più ricco.
In Europa il 25% dei lavoratori poveri si trova in Germania. La Croce Rossa rileva che il numero dei salariati tedeschi che non possono far fronte ai loro bisogni è in continuo aumento: un quarto di costoro ha salari troppo bassi – l’ammontare non viene precisato ed in Germania non esiste salario minimo legale. In Germania, più della metà dei contratti stipulati dal 2008 sono contratti a breve termine, che non danno diritto alle prestazioni della sicurezza sociale. 1,3 milioni di lavoratori non possono provvedere ai loro bisogni. Uno studio della Fondazione Bertelsmann, pubblicato nel dicembre 2012, mostra che la «classe media» è passata dal 65% della popolazione nel 1997 al 58% quindici anni più tardi:
– 5,5 milioni di Tedeschi sono diventati “poveri”;
– 500’000 sono diventati “ricchi”.
In tutta Europa, si segnala un numero importante di “nuovi poveri”, di persone che lavorano ma alla fine del mese non possono far fronte ai loro bisogni primari e devono scegliere tra comprare il cibo o pagare l’affitto”.
Al contrario sono 31 milioni i milionari.Il numero dei milionari in dollari non è mai stato così alto:
– 14 milioni negli Stati Uniti;
– 10 milioni in Europa;
– 6,5 milioni in Asia e nel Pacifico.
Tra i quasi 100’000 super ricchi con un capitale superiore ai 50 milioni di dollari (37 milioni di euro), circa la metà vive negli Stati Uniti, segue la Cina, prima della Germania, della Gran Bretagna, della Francia e del Giappone.
L’economia attuale favorisce l’accumulazione del capitale: tanto che la ricchezza mondiale è cresciuta dal 4%, il numero dei milionari è aumentato del 6,1 % e il numero dei super ricchi più del 10%.
In Europa vi sono cinque paesi nei quali la disoccupazione dei giovani supera il 50%: Bosnia, Macedonia, Serbia, Spagna, Grecia: nel 2012, in tutti questi paesi, più di un giovane su due, tra i 15 e i 24 anni e in grado di lavorare, era disoccupato. La cifra è esplosa nei tre anni immediatamente precedenti, durante la crisi. Nell’Europa dell’Est, la disoccupazione giovanile, già alta prima della crisi, ha raggiunto livelli allarmanti. È raddoppiata in Croazia, nella Repubblica Ceca, in Polonia e nei paesi baltici. Il rapporto delle Croce Rossa denuncia i regimi di austerità che “aumentano la povertà, mentre gli altri continenti riescono a ridurla con successo”. “Le conseguenze a lungo termine di questa crisi non si conoscono ancora. Per decenni si subiranno i problemi accumulati. Ci chiediamo se, come continente, comprendiamo veramente a cosa andiamo incontro”.
La Francia occupa il 7° posto nella classifica dei più grandi patrimoni medi.
Grazie al valore degli immobili (soprattutto parigini) il patrimonio medio francese è molto elevato: 296’000 dollari, 219’000 euro, Maggiore che in Germania, o in Belgio, o in Gran Bretagna. In Francia il patrimonio immobiliare conta più dei 2/3 della ricchezza e il tasso di indebitamento delle famiglie è piuttosto basso (12%).
Il Credit suisse sottolinea che la disuguaglianza finanziaria in Francia è maggiore che nella maggior parte dei paesi europei: un quarto dei milionari europei risiede in Francia. Mentre i super ricchi sono più numerosi in Germania, in Svizzera e nel Regno Unito.
Una parte sempre più grande della popolazione francese vive al di sotto della soglia di povertà. Nel 2011, secondo l’indice Eurostat, ripreso dalla Croce Rossa, la percentuale delle famiglie francesi sotto la soglia di povertà (meno del 60% della ricchezza media del Paese) era del 14%. Un aumento dell’1,3%, 350’000 abitanti in più rispetto al 2008.
Malgrado la crisi, questo indice è diminuito in alcuni paesi dell’Europa occidentale: Portogallo (18%), Gran Bretagna (16,2%), Austria (5,2). Ma rappresentano un’eccezione.
La Croce Rossa commenta: “Non solo sempre più persone cadono nella povertà, ma i poveri sono sempre più poveri, e sembra che il divario tra i più ricchi ed i più poveri sia sempre in crescita. Ciò significa che aumenta la “distanza sociale” per rientrare a far parte della società.”
40%: è la parte dei Cinesi nella “classe media” mondiale
La Cina, nell’insieme della sua popolazione, conta poche persone molto povere e pochi super-ricchi. Ma, quantificando la popolazione mondiale in quintili di ricchezza, si nota che costituisce il 40% della classe media superiore: quella del decile da 6 a 9
La disuguaglianza delle ricchezze in Cina è quindi relativamente debole rispetto al resto delle potenze emergenti. La sua classe media, motore della crescita mondiale, si distingue da quella indiana, occultata da un numero enorme di molto poveri ed uno non indifferente di super-ricchi. “Ciò è dovuto all’assenza quasi totale di patrimoni ereditati e ad una divisione relativamente uguale tra terre agricole e habitat privato. Le disuguaglianze sono però in netta e forte crescita, a causa all’arricchimento di imprenditori e investitori”, spiega il Credit suisse.
Il tasso di suicidi in Grecia è aumentato del 40% nel primo semestre 2011.
Secondo il ministro greco della Sanità, il tasso di suicidi in Grecia è aumentato del 40% dal gennaio al maggio 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. I primi effetti dei piani di austerità si son fatti sentire. Il tasso di suicidi tra le donne è più che duplicato. Durante la crisi molti altri paesi europei hanno visto crescere il loro tasso di suicidi.”Un segno evidente che sta aumentando il numero di persone che soffrono di depressione o di altre malattie mentali.” Per di più, durante la crisi economica, nella maggior parte dei paesi europei lo Stato ha tagliato molto nelle spese sanitarie.
Il 35% della ricchezza russa è detenuta da 110 persone. “La Russia si situa al livello più alto di disuguaglianza finanziaria al mondo, se si escludono i piccoli paesi dei Caraibi dove risiedono molti miliardari”.
A livello mondiale si conta un miliardario per di 170 miliardi di dollari di ricchezza. In Russia, il rapporto scende a un miliardario per 11 miliardi. I 110 miliardari russi recensiti da Forbes – nel 2000 erano solo otto – accumulavano il 35% della ricchezza del Paese.

Una volta l’Italia era la quinta potenza economica del mondo, alcuni dicevano la sesta, ponendo al quinto posto la Gran Bretagna. Tempi lontani.
A Davos, c’è stato l’annuale World Economic Forum che ha citato le prime 10 economie europee per competitività. Nell’ordine: Svizzera, Finlandia, Germania, Svezia, Olanda, Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca, Austria e Belgio. L’Italia non è presente, ma questo già lo sospettavamo. Si trova al 49° posto, superata da Stati come le Mauritius, Panama, Malta e il Bahrain. Gli indici misurati sono, tra gli altri, lo sviluppo tecnologico, l’efficienza delle istituzioni, l’istruzione, il mercato del lavoro, l’innovazione, la situazione finanziaria.
Stiamo scivolando verso il fondo classifica, come una squadra di calcio blasonata che rischia la serie B con l’indifferenza che le viene dal suo passato.
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Attilio
40 uomini di scorta per una spesa mensile di 200mila euro a spese dello stato e quindi dei cittadini per il pregiudicato di Arcore che dovrebbe stare a S. Vittore.
Ditemi che non è vera sta notizia, impossibile, non ci credo …

Sauro segnala:
LA CRISI CHE VERRA’
Virginio Frigieri

Entro 12 mesi assisteremo al crollo dei mercati borsistici, e non sarà come nel 2007-2009, ma molto peggio. Gli USA, con 17.000 miliardi di dollari di debito, non potrà continuare a sostenersi per molto; verrà il momento in cui la FED dovrà chiudere i rubinetti e si dovranno implementare misure drastiche. Marc Faber, sulle cui competenze economico e finanziarie non c’è da discutere, ha affermato recentemente di vedere “alte probabilità di un incidente di mercato di alto livello”…
Nouriel Roubini ha affermato che “bisogna prepararsi perché sta arrivando una tempesta perfetta”. Bill Gross di Pimco ha dichiarato che “ci stiamo avviando verso una supernova del credito”. Bob Janjuah di Nomura ritiene che “i mercati sperimenteranno ancora un po’ nuovi massimi prima di crollare fino al 50%”.
Un direttore della holding Berkshire Hathaway (una delle più grandi del mondo) ha dichiarato che “i mercati azionari sono già in parte in bolla”. Jim Cramer ex hedge-fund manager, alla CNBC ha esortato gli investitori ad abbandonare il dollaro “immediatamente, perché gli Stati Uniti sono uno zimbello”. Peter Schiff dice: “Abbiamo davanti a noi una crisi del dollaro e un crollo del mercato obbligazionario”. Hank Paulson ex segretario al Tesoro dice “un’altra crisi finanziaria è una certezza”.
In Europa le cose non vanno meglio e soprattutto in Italia. Intanto bisogna cominciare a chiedersi quanta “Democrazia” rimane ancora in questo Paese?
Abbiamo un governicchio già scadente di suo, con un banchiere a fare il ministro che su una spesa pubblica di oltre 800 miliardi che è più del 50% del Pil, va in televisione a dire senza alcuna vergogna che non sa dove far saltar fuori un miliardo per evitare la seconda rata dell’IMU. Ma oltre a ciò, che potere ha il Governo italiano per raddrizzare le sorti del Paese? Risposta NESSUNO!
Siamo un Paese governato da un Governo che non può fare nulla di quello che possono fare gli altri paesi quando le cose vanno male.
Avendo ceduto la sovranità monetaria per entrare nel carrozzone dell’Euro non possiamo svalutare la nostra moneta. Non possiamo poi decidere né di alzare, né di abbassare i tassi, perché c’è la BCE a farlo per tutti. Non possiamo fare operazioni di Quantitative Easing come ha fatto e sta facendo la FED, perché se la BCE si azzarda anche solo a parlare dell’argomento scatta la Germania. Non possiamo abbassare le tasse e nemmeno annunciare di NON volerle alzare perché abbiamo firmato il Fiscal Compact ed interviene subito l’Europa. Infine non possiamo nemmeno aumentarle troppo perché oltre ad essere già le più alte del mondo, più aumenti le tasse più deprimi i consumi ed incenerisci l’economia.
In tv attorno all’euro c’è una cappa mafiosa che fa ribrezzo. L’argomento è tabù.
L’Inghilterra, pur potendo entrare nell’euro al primo turno, scelse di restarne fuori, dimostrando di conoscere i fondamentali dell’economia molto meglio dei “mortadella” e dei “Ghè pensi mì” che alternavamo noi al Governo del Paese in quegli anni. Nel 2008 quando è partita la crisi, Inghilterra ed Italia avevano un livello di disoccupazione quasi identico.
Fallisce Lehman Brothers, e parte la crisi catalogata da tutti come “CRISI FINANZIARIA” e, essendo la Finanza la prima “industria” inglese, chi ci dovrebbe rimettere di più in teoria tra due paesi dovrebbe essere sicuramente la Gran Bretagna. Solo che noi essendo entrati nell’euro e non potendo fare assolutamente nulla delle cose elencate sopra, stiamo fermi a guardare chi passa, mentre gli inglesi avendo ancora la loro sovranità monetaria, riescono ad assorbire lo choc e a scaricare tutte le tensioni dei mercati sul cambio della loro moneta: la sterlina perde rapidamente il 30% di valore rispetto all’euro. Dopo, nel 2011 arriva la seconda crisi e arriva la crisi dei debiti sovrani. Noi andiamo a picco sbriciolandoci come una statua di sale mentre gli inglesi, nel frattempo hanno già intrapreso un percorso di ripresa e di recupero.
Oggi alla fine del 2013, mentre la disoccupazione in Italia sfiora il 13%, in Inghilterra si viaggia al 7,4% e la disoccupazione giovanile che là viaggia intorno al 20%, da noi supera il 40%!!!
Ora a prescindere da tutti gli errori passati, loro hanno potuto contare su un ammortizzatore che a noi è completamente mancato, grazie al privilegio di essere dentro l’Euro. Inoltre dobbiamo fare i compiti a casa dettati da personaggi che non sono quasi mai italiani, che nessuno di noi ha eletto, né ci è stata data la possibilità di farlo, e quando non si tratta di euro-burocrati, sono entità indipendenti e private come la BCE.
Con una moneta troppo forte le aziende italiane continueranno a chiudere, perché è una balla colossale che sono penalizzate solo le aziende che fanno molto export. Con le retribuzioni e le pensioni ferme al palo da una decina di anni la capacità di spesa si è ridotta di molto e quel po’ che puoi acquistare, se è prodotto in Italia, costerà sempre troppo, così noi oggi, compriamo e consumiamo sempre di più beni provenienti dall’estero perché i nostri prodotti sono sempre meno convenienti; se i nostri prodotti diventano sempre meno convenienti è ovvio che le aziende italiane o scappano all’estero o chiudono, e ciò spiega la disoccupazione
Pensare che una marea di aziende continui a chiudere ogni giorno e che l’economia del Paese possa andare meglio… che possano apparire luci in fondo al tunnel o parlare di ripresine di fine anno è a dir poco demenziale!! Può dirlo solo un massone associato a qualche organizzazione tipo Bilderberg o uno stupido. A uno stupido puoi dar da bere ciò che vuoi!… metti la nave in mano a un imbecille e troverà certamente un modo per auto affondarsi!…
Dopo la cura Monti che aveva paralizzato completamente l’economia col terrore di tasse anche sull’ombra che produci mentre cammini sotto al sole, nell’economia reale non sta riprendendo assolutamente nulla!
Stiamo semplicemente ritornando sul quel piano inclinato di declino irreversibile (vd Titanic). Con le ricette della Merkel, noi non possiamo uscire dalla situazione di agonia e o partono sopratutti i giovani e se i giovani se ne vanno hai buttato alle ortiche il futuro del Paese oppure alla fine il problema di uscire dall’Euro si porrà per forza in tutta la sua evidenza, per cui invece di aspettare il momento in cui il danno per gli italiani sarà massimo, sarebbe meglio cominciare a parlarne per tempo e soprattutto cominciare a predisporre un piano d’emergenza per quando la crisi si riacutizzerà, E state certi che l’apparente rialzo finirà ed il ribasso che seguirà dopo sarà decisamente fuori dall’ordinario.
Purtroppo quando si firmò il trattato di Maastricht si accettò di indossare uno zaino molto pesante..la Germania ce la fa, l’Italia no, ma i politici che firmarono il trattato non considerarono la palese inferiorità tra i partecipanti. I risultati di queste decisioni prese sopra le nostre teste senza nessuna possibilità di esprimersi attraverso un referendum, sono sotto agli occhi di tutti; il prezzo che pagheremo noi e le generazioni a venire sarà salatissimo, ma il signor Letta (membro della Trilaterl Commission che passa i pizzini di carta al signor Monti (ex presidente del Club Bilderberg nonchè della Trilateral Commission Europe, e il signor Alfano recentemente invitato alle sedute dell’Aspen Institute dove si trova il “Letta zio” insieme a Giuliano Amato, Giulio Tremonti, di nuovo Mario Monti ed una lista di personaggi eccellenti che trovate su internet…. bene questi signori ancora oggi continuano a dirvi, con la benedizione dei media e di tutta la stampa italiana china, prona e pronta a reggere il gioco, che…. “serve più Europa!!!!”

BEPPE GRILLO

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.
(Roy Batty da Blade Runner)
Ho visto cose che voi umani…
Dei comunisti cantare “Bella Ciao” mentre il Governo regalava 7,5 miliardi alle banche
Il pregiudicato Berlusconi scrivere la nuova legge elettorale
Napolitano far distruggere le sue conversazioni con Mancino indagato nel processo Stato-mafia
La richiesta di condanna a nove mesi per aver violato un sigillo portato via dal vento a Beppe Grillo
Una richiesta di impeachment liquidata in venti minuti netti
Un questore della Camera picchiare una deputata e, proprio per questo, ottenere la scorta
Letta gridare alla “Barbaria” dagli Emirati Arabi per un tweet di Rocco Casalino su Adriano Sofri, suocero della Bignardi e condannato per omicidio
La presidente della Camera Laura Boldrini interrompere, per la prima volta dal dopoguerra, le opposizioni contro il regolamento parlamentare per poi piagnucolare in tutte le trasmissioni televisive che le hanno fatto la bua
Letta affermare che la crisi è dietro le spalle e la Confindustria che dice il contrario pochi minuti dopo
Autorevoli intellettuali “de sinistra” che, dopo averle sbagliate tutte, ma proprio tutte, importano un partito extra nazionale, Syriza, non avendo più alternative in Italia
Quello che resta del grande Partito Comunista diventare demitiano con Renzie e Capitan Findus Letta
Monti ricevere la benedizione di Carlo De Benedetti a Saint Moritz per la presidenza del Consiglio
Totò Riina minacciare pubblicamente dal carcere il procuratore Di Matteo senza che le Istituzioni diano la loro piena solidarietà al magistrato
Lo spread scendere e l’economia italiana precipitare
Il Monte dei Paschi fallito (e insabbiato) e il suo ex presidente indagato Mussari a cavallo sulla copertina del Corriere della Sera
Pensionati rovistare nella spazzatura e i partiti spartirsi i milioni del finanziamento pubblico
Negozi chiudere come mosche, fabbriche fallire, milioni di disoccupati e la luce in fondo al tunnel
La Germania dettarci le condizioni di pace e gli Stati Uniti quelle di guerra
L’Italia senza sovranità e senza dignità
Un venditore di fumo condannato in primo grado per danno erariale trasformato in salvatore della patria
La scatoletta di tonno aperta x 3/4, ora basta piegare il coperchio…
Ho visto cose che voi umani…

QUALE FUTURO PER UN PD DI SX?
Don Aldo Antonelli

Con la vittoria di Renzi, abbiamo un nuovo spostamento a dx di un partito che sembra aver perso ormai da tempo la propria vocazione di partito di sx, tentato dai giochi di governabilità e dai ricatti dai sedicenti ex-berlusconiani che non hanno mai smesso di essere berlusconiani.
Il vero problema del PD non è solo quello della sua classe dirigente, divisa tra Dalemiani, Bersaniani, Lettiani, Cuperliani, Civatiani e altri “iani” che un domani non lontano potrebbero far ressa nelle stanze grigie. Il vero problema del PD è la sua base, desertificata dalla scomparsa della classe operaia, isterilita dal praticume deideologizzato, inficiata da infiltrazioni di opportunisti, il problema è la Base, materia prima di ogni Partito che non accetti di ridursi a semplice “macchina di potere e di clientela”, come già denunciava con chiara preveggenza Enrico Berlinguer. E il panorama è desolante.
«Vedo una folla innumerevole di uomini simili ed uguali che non fanno che ruotare su se stessi, per procurarsi piccoli e volgari piaceri con cui saziano il loro animo… Al di sopra di costoro si erge un potere immenso e tutelare, che si incarica da solo di assicurare il godimento dei beni e di vegliare sulla loro sorte. E’ assoluto, minuzioso e sistematico». Lo diceva Alexis de Tocqueville già per l’America dell’800.
Oggi la situazione è ben più grave e desolante. Noi tutti siamo sottoposti in tutti i campi ad un progetto globale di omogeneizzazione, al trionfo di una superficialità becera, di una violenza dissimulata, di una arroganza pseudointellettuale e di una condanna del razionale come aspetto ingenuo del non saper vivere, tali da mettere paura. Abbiamo spalancato porte e finestre ad un individualismo esasperato e alla sua ragione strumentale, il liberalismo, a tal punto da annullare, senza che noi ce ne accorgessimo, la libertà politica, non solo, ma la Politica stessa, asservita in tutto alla dittatura di una economia onnivora, miope ed autocrate. Se una delle conquiste della modernità è stata la Democrazia, essa viene lentamente distrutta, nonostante restino i suoi istituti, ma con un valore puramente formale, da forme di dispotismo che oggi si chiamano ‘morbide’ per distinguerle da quelle del passato fondate solo sul terrore. Si soffre di uno strabismo generale che ti fa vedere il nemico dove non c’è e ti fa passare per amico il tuo assassino.
L’Economia Finanziaria e la Tecnocrazia sono i carnefici dei popoli. Li affamano i popoli e vanificano ogni rappresentatività. Ci si sveglia la mattina e ci si domanda non cosa vogliono le persone, uomini e donne che cercano lavoro, così come si dovrebbe in democrazia…; ma ci si domanda cosa vogliono i Mercati!
Secondo John Stuart Mills tre sono i contrassegni propri della Democrazia rappresentativa: la Rappresentanza, la Responsabilità e la Competenza. Tutti e tre affogati nel gran pantano della Cooptazione del Porcellum, dell’Incoscienza di gran parte della classe politica e della Ignoranza programmata del popolo bue.
Una sola resurrezione, ormai, non è più sufficiente.

Dedicato a Cacciari, Baricco, Serra, Scalfari ecc ecc ecc.
GIORGIO GABER. GLI INTELLETTUALI

Gli intellettuali sono razionali
lucidi, imparziali, sempre concettuali
sono esistenziali, molto sostanziali
sovrastrutturali e decisionali.”
L’intellettuale italiano è in prevalenza di sx,
dotato di buoni sentimenti e con una lungimiranza politica postdatata.
Gli intellettuali fanno riflessioni
considerazioni piene di allusioni
allitterazioni, psicoconnessioni
elucubrazioni, autodecisioni.
L’intellettuale non è mai sfiorato dal dubbio, sorretto com’è da un intelletto fuori misura per i comuni mortali. Se si schiera lo fa per motivi etici, morali, umanistici su indicazione del partito. Quando il pdmenoelle chiama, l’intellettuale risponde. Sempre! In fila per sei con il resto di due
“.

VI PIACE IL RENZI CHE ASFALTA L’ARTICOLO 18?
Pierfranco Pellizzetti

Vi è piaciuto il Renzitriciclo? E adesso godetevelo mentre pedala.
Siamo ormai così mitridizzati da vent’anni di fanfaluche che abbiamo smarrito perfino l’energia per reazioni minime. Sicché quando Renzi-nuovo-che-avanza dichiara che i giovani non sono assunti per colpa dell’art. 18, ci cadono le braccia, non abbiamo nemmeno voglia di ripetere quanto dicemmo a Monti e prima a B e a Amato, che mettere in alternativa diritto al lavoro e diritti del lavoro è quanto di più bieco si possa immaginare. Ma quella di Renzi è una mossa insieme furba e stupida. Intanto manda un segnale alle categorie di cui si cerca il consenso. Ma è stupida perché non inverte la crisi di imprese che non riescono da decenni a immettere sul mercato prodotti di interesse, ricacciando sempre la stessa gamma di beni. Tanto che lo stesso pres. di Confindustria Squinzi a suo tempo dichiara che «la licenziabilità dei dipendenti è l’ultimo dei nostri problemi».Il clima reazionario porta dalla Gruber il solito renziano che spiega che il male oscuro italiano è rappresentato da quei nababbi di colletti blu ipergarantiti (con il loro migliaio di euro nella busta paga) che vampirizzano i non garantiti. L’ennesima variazione sul tema della mistificazione terroristica della guerra degli ultimi contro i penultimi. Così nessuno si accorge che i primi stanno espropriando il resto del Paese.
In passato ci avevano provato con la mascalzonata di mettere i padri contro i figli Ora abbiamo il Farinetti esperto di ricette gastronomiche che ci dà queste perle: «il lavoro garantito per chi non ha voglia di lavorare è un delitto». Come scriveva Norma Rangeri su il Manifesto, «secondo lui la tutela dal licenziamento illegittimo andrebbe abolita perché in realtà l’art.18 è solo un grande scudo dietro il quale si ammassa l’esercito dei fannulloni». Queste sono le idee, questo il nuovo: roba scaduta da almeno vent’anni, quando Tony Blair svendette gli operai inglesi e la Sx tutta ai circoli finanziari (traendone non pochi vantaggi, politici e non).
Ci sarebbe un’alternativa? Misure tampone per bloccare temporaneamente la catastrofe. Per poi partire con azioni che rimuovano le ragioni intrinseche della stessa, politiche industriali che riqualifichino le nostre specializzazioni riposizionandole in settori a maggiore tasso di competitività e compatibili con i livelli remunerativi/occupazionali di una grande democrazia. Un collegamento organico pianificato tra comunità della ricerca e comunità d’impresa per valorizzare antiche e nuove competenze; un accompagnamento all’imprenditorializzazione per settori attualmente afflitti da logiche di rendita parassitaria, in primis il turismo.
Altri lo hanno già fatto, dalla Finlandia alla Danimarca alla Germania. Soltanto che ci vorrebbe una forte tensione innovativa reale, che i giovani conservatori alla Renzi e Letta non coltivano proprio, inseguendo l’apprezzamento dei ricchi e dell’establishment.

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EURO O LIRA, QUESTO E’ IL DILEMMA
Paolo De Gregorio

Sento sempre abbaiare sul ruolo dell’Europa, in termini che ricordano più rozze tifoserie piuttosto che una analisi seria, impermeabile sia agli schieramenti che alle convenienze politiche.
Una cosa è certa, la crisi strutturale dell’Italia è maturata all’interno dell’Europa, dell’Euro, della globalizzazione, della WTO, ed è una crisi da cui non si vede una via d’uscita: aumenta il nostro debito che ci costa 90 miliardi di euro l’anno di interessi, aumenta la disoccupazione, aumentano le vendite all’estero dei pezzi pregiati dell’economia e del made in Italy, aumentano gli imprenditori che delocalizzano dove pagano meno tasse e meno salari, per cui mi sembrano folli tutti coloro che fanno professione di ottimismo e vedono luce in fondo al tunnel. Mi fanno pure una sgradevole impressione quelli che urlano che basterebbe uscire dall’Europa e dall’Euro per sistemare ogni cosa.
Una cosa su cui tutti potremmo convenire è che gli Stati Uniti d’Europa non sono mai nati, per volontà di USA, Regno Unito e Israele, che immaginavano già un forte concorrente capace di concentrare capitali e cervelli in istituti comunitari di ricerca scientifica, di unificare leggi, regolamenti, costi del lavoro, di avere un esercito comune che rendesse superflue le basi americane e quelle della Nato, facendo vedere ben presto questa nuova potenza economica e politica, indipendente, esercitare una influenza di PACE verso la Russia, il Mediterraneo, il Medioriente.
Tutto questo non è successo. L’Europa è un nano politico, i paesi più forti hanno approfittato della crisi dei più deboli comprando a prezzi di saldo i pezzi pregiati e continuando a intascare gli interessi sul debito di Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia, senza decidere nulla sulla messa in comune del debito con gli euro bond. Spendiamo cifre enormi al seguito delle avventure militari USA, compriamo i loro bombardieri al posto degli Eurofighlter europei, ci facciamo dettare l’agenda economica dalla Banca Centrale Europea, per cui le decisioni politiche in Italia non contano nulla.
L’eventuale uscita dell’Italia da questo aborto di Europa e dall’Euro dovrebbe essere accompagnata per prima cosa da una rinegoziazione del colossale debito, dall’uscita dalla WTO, dalla protezione con dazi su tutte quelle merci che possono essere prodotte in Italia, per garantirci in pochi anni autosufficienza alimentare ed energetica con le rinnovabili con milioni di nuovi posti di lavoro, valorizzando il nostro patrimonio artistico, ambientale, unico al mondo oggi lasciato alla incuria, come Pompei, risanando di quei territori inquinati a morte dai convergenti interessi di industriali del Nord e camorristi.
E’ una pia illusione quella di pensare di sopravvivere come nazione manifatturiera all’interno di una globalizzazione che ha già decretato quali sono i vincitori e i vinti. Ormai il lavoro va dove costa meno e se ci sembra una follia che a Prato i cinesi schiavizzino i loro connazionali a un euro l’ora, dobbiamo registrare il fatto che presto si sposteranno in Bangladesh dove si lavora per un euro al giorno.
La globalizzazione premia solo chi possiede grandi banche d’affari internazionali, chi ha grandi multinazionali, chi possiede materie prime, chi ha milioni di lavoratori (schiavi) a basso costo, e chi protegge queste situazioni con potenti eserciti pronti ad intervenire su qualsiasi scenario. L’Italia così non ha alcuna possibilità a meno che l’Europa non diventi un’altra cosa, ma di ciò non si vede neanche l’ombra.
E’ giusto parlarne, ma finché non verrà fuori che la ripresa è una chimera e che le valutazioni di questa classe politica sono basate su frottole e invenzioni, il tempo del cambiamento non sarà maturo.
E’ evidente che una svolta nel senso del ritorno alla lira ha bisogno della emersione di una classe dirigente nuova, credibile, di una Banca nazionale senza fini di lucro che appoggi una profonda riconversione energetica e agricola, di Università che creino competenza e ricerca a favore dei settori economici nuovi.

ANDREA SCANZI
Cosa ha funzionato in 11 mesi di M5S in Parlamento

– Il M5S ha assunto il ruolo di vera e autentica opposizione, che 20 anni di Violante e Boccia avevano fatto dimenticare. Pensate se, in questo clima mieloso e mellifluo di “pacificazione”, l’ingranaggio oliatissimo della Casta non avesse avuto nemmeno un granello di sabbia a incepparlo. Sarebbe stato terrificante per la democrazia
– Sono arrivati in parlamento deputati e senatori di spicco come Di Maio e Villarosa, Di Battista e Morra, Taverna e Sarti. Sinceri. Nuovi. Liberi
– Nel suo riuscito discorso del 23 dicembre alla Camera, il deputato Alessandro Di Battista ha chiesto ai giornalisti di contestare almeno una loro proposta di legge, ma sulle proposte di legge di errori non se ne vedono
– Per 20 anni i delusi di sx hanno sperato che qualcuno trattasse B e i suoi droidi come meritavano. Lo ha fatto solo Di Pietro. Se Pd e precedenti si fossero espressi come la Taverna o Villarosa, oggi non ci sarebbe bisogno dei 5 Stelle. e Il Pd non avrebbe dovuto uccidere la sua storia di sx consegnandosi all’ultradx Renzi
– Ci sono due cambiamenti: quello così morbido da risultare finto dei renziani e quello drastico (a rischio “ingenuità”) dei 5 Stelle. Se l’idea è quella di un cambiamento reale, la differenza tra i 4 salti in padella di Renzi e il rinnovamento vero non è difficile da vedere
– La lotta tra renziani e 5 Stelle sarà spietata. Speriamo che ognuno dia il meglio per il bene del Paese. Per ora Renzi ripete che M5S sta in Parlamento come all’asilo e sa solo andare in cima ai tetti. Falso storico. Senza M5S non avremmo scoperto la porcata sulle slot machine e quella sugli affitti d’oro; l’art. 138 della Costituzione sarebbe stato sventrato; nessuno avrebbe notato la webtax; in pochi si sarebbero indignati per i casi De Luca, De Gregorio e Cancellieri; in pochi avrebbero osato mettere in discussione Napolitano; non avremmo avuto il voto palese e la conseguente decadenza di B ecc..Insomma: se il csx avesse fatto in 20 anni anche solo un decimo di quello che M5S ha fatto in 10 mesi, il peggior cdx d’Europa sarebbe stato disinnescato in un amen.
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RIDERE

Non mangiate fagioli perché….


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http://masadaweb.org

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