Nuovo Masada

febbraio 8, 2014

MASADA n° 1513 8/2/2013 UNA NUOVA RESISTENZA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:46 pm

(Passerotti di Istvan Lichner, mandata da Pia)

Blog di Viviana Vivarelli

(Nelle foto GREGORY CREWDSON, Il lato oscuro del sogno americano)

Passi di regime: vietata la critica politica – Grillo denunciato per istigazione alla disubbidienza e rottura di sigillo inesistente – Il vuoto del governo Letta – Rispieghiamo la truffa del decreto 133 –Ferdinando Imposimato dichiara che il decreto è incostituzionale – Scatta la denuncia delle associazioni consumatori- Ricordiamo che ad aprile sarà fatta l’Unione Bancaria Europea e che le banche italiane rischiano di non entrarci perché sono le peggiori d’Europa- Il costo della corruzione italiana è la metà di quello europeo- Piccole regole per uscire dalle macerie – Ma chi le deve rispettare le grandi regole ?! – Sei premi Nobel dicono: Via dall’euro! – Le piccole e medie imprese e i crediti dello Stato -Tito Boeri e ‘Il mistero delle quote’ – Secretato il Monte dei Paschi di Siena – Ma chi sono gli eversori? La crisi spiegata sinteticamente

La resistenza richiede grandi sacrifici: il che spiega anche perché la maggior parte delle persone scelga la costrizione.“
Ernst Jünger
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Pietro Trabucchi
“Gli uomini discendono da gente che è sopravvissuta a un’infinità di predatori, guerre, carestie, migrazioni, malattie e catastrofi naturali. Sono costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo gli uomini possiedono, come un dono, un insieme di risorse che hanno ereditato dal passato: è la “resilienza”.
La “resilienza” psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà relative.”

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Dopo aver distrutto l’Italia, questa classe politica, che è la più corrotta d’Europa, tenta di distruggere l’opposizione con la diffamazione sui media e col bavaglio in Parlamento.
Viviana
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Psicopompo
“Hai visto mai, qualcuno potrebbe comprendere la differenza tra informazione e propaganda.”
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“Quando il culto prevale sulla cultura, inizia il fanatismo.”

“Il fanatismo è l’energia degli stupidi, di coloro che sono capaci di tutto, ma a parte questo di niente.”

VIETATA LA CRITICA POLITICA
Viviana Vivarelli

Il fatto è che sono spaventati, sanno cosa hanno commesso e temono le reazioni che nel Paese, fuori dai sondaggi menzogneri, sono sempre più infiammate e roventi. Non possono mentire all’infinito. Non possono credere davvero che una propaganda di regime sempre più estremista e fatta in toni squadristi possa riempire le pance degli Italiani. Non possono pretendere di governare con metodi autoritari e antidemocratici, aumentando lo stuolo dei servi di regime o squadristi prezzolati che sono ormai fuori da ogni senso comune e vomitano nefandezze, non possono pensare di continuare a fare leggi pessime e sempre a favore della casta e del sistema bancario, mentre la gente è allo stremo e non si vede né ripresa né attenuazione dell’austerity. Insistono sulla menzogna che Letta ripete da un anno, dopo Tremonti, Bersani e Monti, con la stessa faccia di tolla, che stiamo andando bene, che la crisi è finita e che l’Italia sta migliorando, con due imprese che falliscono ogni giorno, i disoccupati crescenti, il paese che allaga o frana a ogni temporale, gli scandali politici interminabili, la ghigliottina in Parlamento, i tentativi di golpe sulla Costituzione, i politici sempre più spudorati ed esosi e un governo che in un anno non ha combinato niente di buono e ha solo fatto perder tempo a un Paese che muore.
Ma la critica politica in Parlamento e fuori è vietata.
Ci fanno scivolare in un nuovo FASCISMO .
Ormai è vietato in Italia criticare il Governo! Si può dire solo, assieme a Letta e agli altri corifei del regime, che tutto va bene e che questo è il migliore dei Paesi possibili.
E’ vietato opporsi ai distruttori del nostro Paese! Vietato dire che le cose vanno sempre peggio! Che le nuove leggi non fanno che rafforzare un potere oligarchico e plutocratico, calpestando i diritti e il futuro dei cittadini!
La critica politica è ormai il delitto maggiore, come nei regimi totalitari.
Quello che si sta facendo in Parlamento col bavaglio o sui media con una disinformazione e con attacchi continui all’opposizione dimostra che la democrazia è morta e che quelli che l’hanno ammazzata sono pronti al peggio.
In questa situazione estrema, contro chi opprime il nostro Paese e spadroneggia dal Potere politico nel modo più INFAME contro ogni idea di civiltà, calpestando continuamente la democrazia, l’unica cosa che ci resta fare è: una NUOVA RESISTENZA.
Ci mancava pure il proiettile alla Boldrini, che riporta alla mente i finti microfoni in casa Berlusconi come l’ambiguo attentato a Piazza del Duomo col sangue finto già pronto, un po’ coagulato, o i finti attentati a Belpietro.
E’ da un bel po’ che questi mezzucci non funzionano più, ma il Potere è ripetitivo, non ha fantasia.
Ora ci manca un falso attentato dinamitardo con una falsa attribuzione al M5S e il paniere di nefandezze è completo. Lo hanno fatto negli anni di piombo. Possono rifarlo anche ora. Sono pericolosi.
Un partito che non ha esitato ad allearsi a mafia e P2 e a usare le stragi di Stato per assestarsi nel Paese come partito d’ordine, e un altro partito che non esita, pur davanti a questo quadro criminoso ad allearsi al primo, pur di conservare il proprio Potere, sono troppo avanti sulla strada del Male per arrestarsi davanti a qualcosa.
I media sembrano divorare la crisi e gli scandali come fatti ininfluenti, intento solo a scazzare l’opposizione, ingigantendo bruscolini.
.. e intanto che il Paese viene distratto con queste PUTTANATE, Berlusconi non è sconta la sua pena, non decade dal quadro politico, anzi partecipa allo sfinimento del sistema, la Cancellieri baratta la propria incolumità con la liberazione dei mafiosi, Penati viene depenalizzato, nessuna delle leggi infami ad personam o ad Castam viene tolta, l’oligarchia è più arroccata che mai sul suo potere, i peggiori dello Stato non levano il culo dalle loro poltrone, e il Paese va in malora con un’orda di assatanati buona solo a perpetuare le menzogne di regime.

Ed ecco che Filippo Raciti, segretario generale dei giovani del Pd denuncia alla procura di Torino Beppe Grillo per istigazione alla disubbidienza per aver elogiato i poliziotti che nella manifestazione dei forconi si tolsero il casco.
Un’altra denuncia a Beppe Grillo scatta per la polenta che fu invitato a mangiare nella baita dei NoTav per rottura di sigillo ed è ininfluente che lo stesso sigillo fosse stato portato via dal vento.

Baffone
Raciti, il denunciante si appresta a diventare segretario del PD siciliano con l’aiuto di Mirello CRISAFULLI (depennato dalle liste del PD per presunta mafiosità) e di Davide Faraone (quello della segreteria Renzi che non conosceva l’armiere della mafia a cui andava a chiedere i voti e che ora è inquisito per aver fregato i soldi alla Regione Sicilia).
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Viviana
Ormai abbiamo una classe partitica che si regge solo sul gossip, lo stalking, la diffamazione, il bavaglio, la querela, la menzogna.
Non c’è giorno in cui non si getti in pasto alla stampa un nuovo falso.
Oggi si è scatenato il gossip su un falso dialogo porno tra l’on. Alessandra Moretti
del PD e l’on. Paola Taverna di M5S per diffondere un’idea di volgarità e sguaiatezza, spingendo l’opinione pubblica a pensare male di una deputata 5stelle, che è stata costretta a emettere il seguente comunicato stampa ufficiale: “Brutta sorpresa questa mattina: al risveglio scopro che qualcuno ha v/iolato il mio account Twitter, scrivendo a mio nome frasi ingiuriose, che non mi appartengono. Presenterò una formale denuncia alla polizia postale per risalire agli autori. Se questi sono i mezzi con i quali intendete fermare il M5S rassegnatevi e vergognatevi”
Ma non si rassegneranno, tant’è vero che -sempre questa mattina- il Ministrodegli Interni Alfano ha dichiarato che “i grillini stanno rendendo impossibile la pratica politica”. Sono ormai senza pudore. Questa è l’Italia, oggi. E un’orda di malnati pure la difende!!

Antonio
Giovani Balilla crescono: difendono banche e manganelli invece dei no-tav… svuotano le carceri solo per i furbetti dei rimborsi regionali e gli amici di merenda… sono dei geni incompresi !
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SERGIO DI CORI MODIGLIANI

Questa mattina su diversi canali tv veniva data la seguente notizia: “Grillo indagato a Genova per incitamento alla rivolta delle forze dell’ordine”. Rainews24 -emittente pagata con i soldi delle nostre tasse- batteva la grancassa intervistando di continuo Raciti del PD autore di questa bella pensata. E per tutta la mattinata la notizia ha girato sui media italiani sull’esposto presentato a Roma dal suddetto per chiedere l’applicazione dell’art. 266 del codice penale per “incitamento alla rivolta delle forze dell’ordine e insubordinazione”, causa il post di Grillo in seguito alle proteste del 10 dicembre: “Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica che ha portato l’Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell’ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l’Italia cambierà. In alto i cuori”.
Alla fine della mattinata, asserragliato dai giornalisti, il procuratore capo della procura di Genova, Michele Di Lecce, ha dichiarato formalmente: “Il signor Grillo non è indagato e non capiamo chi e perché abbia messo in giro questa voce a nome della procura. Sono arrivati degli atti da diverse procure e stiamo valutando se sia il caso o meno di aprire un’indagine, stiamo valutando le carte, tutto qui”.
Fine della notizia. Così funziona la violenza nel mondo mediatico in Italia, ogni santo giorno. A nulla è valsa la specifica precisazione del procuratore della Repubblica, perché ormai il falso era partito e si poteva ben sistemare nei talk show mattinieri dedicati al tema “quando si fermeranno i grillini? Che cosa capiterà adesso che Grillo è indagato?”.
Piuttosto infantile perché la realtà ha sbugiardato i cronisti. Ma cose così spostano di continuo l’attenzione dai temi salienti verso l’unico obiettivo che l’attuale classe politica dirigente, compatta e solenne, ha in mente: eliminare l’opposizione, criminalizzare i sostenitori del M5s e introdurre la subdola argomentazione relativa al fatto se gli attivisti debbano essere considerati pericolosi socialmente oppure no, e così facendo far slittare sempre di più i temi politici verso la domanda “come facciamo a difenderci da questi criminali?”. Noi cittadini, umiliati, vessati, tassati e tartassati, circuiti, espoliati e presi in giro, veniamo trasformati dalla cupola mediatica di Stato in coloro invece dai quali gli umiliatori, i vessatori, i tassatori, i pirati, i delinquenti, si devono difendere. Da un certo punto di vista questa è una buona notizia: sembrano spaventati.

Non sanno più che pesci prendere. Letta, di ritorno dal Kuwait, ha capito che il suo trionfalismo da operetta si è infranto subito sugli scogli della realtà nazionale e ha accusato gli industriali italiani di “disfattismo”, parola che definiva nel fascismo gli avversari alla dittatura del regime. Negli anni’30, in Italia, si poteva soltanto parlare bene del governo. Come in Italia oggi.
Identificato ormai dall’intera classe degli imprenditori come un distruttore, visto che in un anno di governo è riuscito solo a peggiorare una situazione già compromessa, il premier interpreta il suo ruolo sovrano (basato soltanto su slogan imparaticci) pretendendo di non essere giudicato dai fatti, bensì dall’effetto delle parole, che nella sua mente e nella sua attività politica devono sostituire i fatti, per consentire al paese di rimanere immobile, ancorato allo status quo per salvaguardare i privilegi dell’oligarchia che lui rappresenta.

Viviana

Il malvagio pensa al male; il furbo pensa all’utile; il buono al giusto.
A che scopo l’impeachment a Napolitano, se è scontato che questo tipo di Parlamento, per la sua stessa composizione, non lo accetterà?
Risposta: perché non si fanno nella vita solo le scelte di sicuro successo, il che presuppone che la premessa sia la furbizia, al contrario l’uomo giusto fa sempre e comunque le scelte che ritiene ‘giuste’ indipendentemente dal loro risultato.
A parte il fatto che ogni scelta, di per sé, modifica gli eventi ed è meglio della passività di chi subisce l’iniquità dei malvagi, io penso che se, durante il corso della storia, fossero state intraprese solo le azioni che avevano a priori un sicuro successo, il 99% dei grandi mutamento storici non sarebbe nemmeno avvenuto

RISPIEGHIAMO LA TRUFFA DEL DECRETO 133
Beppe Grillo

Il decreto legge su Imu/Bankitalia fatto approvare dalla Boldrini esautorando il Parlamento e violando tutte le procedure (ma i soldi del regalo di 7,5 miliardi alle banche ce li mette Vendola?) va spiegato e rispiegato. Passate parola. E’ un furto ai cittadini italiani.
Allora, iniziamo.
Le azioni della Banca d’Italia sono possedute da istituti di credito e assicurativi italiani, fra cui Unicredit, San Paolo, Generali, BNL, Monte dei Paschi di Siena e dall’INPS.
Il decreto IMU/Bankitalia rivaluta le quote di Banca d’Italia da 155.000 euro a 7,5 miliardi di euro.
Un aumento di capitale attuato senza l’emissione di nuove azioni, ma con l’aumento del valore delle azioni esistenti a 7,5 miliardi (+4.600%). Il sogno di ogni azionista!
E poi, vogliamo dimenticarci i grassi dividendi annuali che le banche prenderanno grazie alla rivalutazione delle azioni di Bankitalia? Non possiamo! Il decreto prevede che l’importo dei dividendi annuali possa raggiungere il 6% del capitale: saranno quindi distribuiti ai soci fino a 450 milioni di euro ogni anno, mentre ora erano irrisori. Perché lo Stato non ha riacquistato le quote in eccedenza al 3% al prezzo nominale e successivamente provveduto alla rivalutazione?
Questo decreto NON sarebbe stato approvato se Laura Boldrini avesse seguito il regolamento della Camera. L’aver violato il regolamento impedendo alle opposizioni di esprimere il loro dissenso come previsto e come sarebbe stato nei suoi doveri istituzionali, ha consentito l’approvazione di questo decreto-regalo alle banche, ovviamente alle spese dei cittadini italiani (tu che stai leggendo incluso).
Grazie Boldrini!
Ps: Renzie vuole recuperare un miliardo con la riforma del Senato. Miliardo che esiste solo nella sua testa. Però non ha detto nulla contro il regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche?

Il decreto stabilisce anche che gli azionisti non possano detenere più del 3% delle quote. San Paolo e Unicredit, per esempio, hanno rispettivamente il 30% e il 22% e dovranno scendere entrambe al 3% in futuro. Non perdete la calma: il 56% delle quote dovrà essere venduta (in quanto proprietà dei 6 istituti che superano la soglia del 3%: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Assicurazioni Generali, Cassa di Risparmio in Bologna, INPS, Banca Carige). Al momento della vendita si genererà un’enorme plusvalenza per gli azionisti che intascheranno netti l’87,5% di quel 56% di quote (circa 3,67 miliardi) e pagheranno in tasse allo Stato il 12,5% (circa 525 milioni). Ma non è finita qui. Qualora le banche non riescano a piazzare il surplus sul mercato, le comprerà lo Stato, cioè noi, ovviamente al prezzo rivalutato, con un costo di oltre 3,5 miliardi di Euro. Davvero abbiamo fatto un bell’affare!
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Renoir
“Quando togli la parola alle opposizioni hai tolto la democrazia, tutto il resto sono solo parole .”
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FERDINANDO IMPOSIMATO
emerito giudice onorario della suprema Corte di Cassazione

“Cari amici, non sono un militante del M5S, ma trovo profondamente ingiusto criminalizzare il M5S che sta dando tanto al nostro Paese in termini di legalità, competenza, onestà e rispetto di principi della Costituzione che essi hanno difesa dall’assalto irresponsabile della scorsa estate. Trovo che il M5S sia quello che più di tutti si stia ispirando al principio fondante della nostra Costituzione, della democrazia e dello stato di diritto; quello della eguaglianza. Io li ho visti all’opera questi giovani, ragazzi onesti, coraggiosi e dediti al perseguimento ogni giorno del bene comune. Voglio ringraziarli per quello che hanno fatto e che faranno, riconciliandomi con la speranza in un futuro migliore.”
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Dopo il record della classe politica più corrotta d’Europa, e del governo più inefficiente, abbiamo battuto un nuovo record negativo come Paese che ha la corruzione più alta dì Europa. In Italia la corruzione vale 60 miliardi di euro.
Ed è la metà del costo complessivo della corruzione europea!
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La Boldrini ha accusato i lettori del blog di Grillo di essere tutti potenziali stupratori.
Non ho capito.
Un tizio che nessuno conosce brucia un libro di Augias e si dichiara grillino e tutto il M5S viene accusato di rogo di libri???
Allora se un tizio che nessuno conosce fa una strage, e si dichiara del Pd, io potrei accusare tutto il Pd di strage?
Allo stesso modo potrei accusare tutti i cristiani di pedofilia.
O tutti gli Italiani di tutti i delitti che alcuni delinquenti hanno commesso in Italia.

PICCOLO CONSIGLI PER USCIRE DALLE MACERIE
ZILIOLI- PIOVONO RANE

Alcuni primi passi, per uscire dalle macerie di questi vent’anni, in cui siamo immersi tutti:
imparare a chiedere scusa, ho sbagliato, per favore, buongiorno e buonasera;
ricordarsi che ogni nostra azione o parola ha un impatto sul pianeta;
mettere in discussione se stessi prima di attaccare gli altri;
diffidare, tendenzialmente, di ogni leader così come di ogni contenuto sui media, vecchi o nuovi che siano;
non etichettare gli altri prima di conoscerli, almeno un po’;
tenere conto che il famoso ceto politico riflette quasi sempre la società da cui emerge, e quindi su questa prima di tutto provare a lavorare
Voglio aggiungere qui di seguito delle risposte arrivate su FB:
Imparare a capire che non sempre concretezza è sinonimo di efficienza e che dietro ad ogni accordo o decisione, sia esso tempestivo o nato dopo lungaggini, sono indispensabili 1) preparazione 2) esperienza 3) responsabilità 4) padronanza degli aspetti tecnici 5) un briciolo di indipendenza,
Studiare sempre, imparare cose nuove, migliorarsi anche se non s’intravede rispetto e meritocrazia intorno. Essere aperti alle novità e al contatto con persone nuove o che ragionano in maniera nuova, senza dimenticare quanto c’è di buono nella tradizione.
Avere un altro Dio al di fuori del denaro.
Empatia. Gli altri non esistono, esiste solo un noi che va allargato fino a comprendere tutti noi.
Evitare il turpiloquio, la violenza verbale, i toni apocalittici, le categorie del passato, le generalizzazioni. Prestare ascolto alle parole, e alle persone che interagiscono con noi, che hanno un nome e un cognome, e idee degne di rispetto, prima che un’appartenenza politica.
Più che dire ciò che va o non va nelle parole dell’altro, portare un punto di vista nuovo per espandere ed aprire la comunicazione.
Smettere di parlare solo alla pancia, il malessere e il malcontento lo abbiamo tirato fuori tutto. Le persone non sono numeri
A) ricordarsi che non ci sono poteri buoni; B) ricordarsi che la libertà non è avere un’opinione.
Tornare a interrogarsi sulle parole, sul loro significato e su ciò che dicono di coloro che le usano.
Non guardare i talk show.
Provare a parlare uno per volta.
Sentirsi ok anche se non si sa dar torto o ragione.
Provare a mettersi nei panni degli altri.
Accettare il confronto o quanto meno una pacifica convivenza anche con chi la pensa diversamente.
Se vi va, andiamo avanti qui.
Voi che cosa proponete per iniziare a rimuovere le macerie?
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Video: Di Battista dalla Bignardi

BYOBLU

Parlano di rispetto delle regole? Svendono, smembrano, fanno a pezzi l’Italia, la Costituzione, i regolamenti, regalano i nostri soldi alle banche e parlano di rispetto delle regole? Si incontrano a porte chiuse con il presidente della Repubblica, si accordano per la sua rielezione, per le larghe intese, per la legge elettorale, escludendo 9 milioni di cittadini che secondo la Costituzione dovrebbero essere tutelati tanto quanto loro, e poi vengono a fare la morale sulle regole a un centinaio di deputati cui non resta nessuna alternativa se non provare a mettersi sui banchi, come Robin Williams chiese di fare ai suoi studenti ne L’attimo Fuggente? Boldrini: l’hai sbattuto fuori Dambruoso? L’hai sospeso? Gli hai fatto uno dei tuoi sermoni strumentali che riservi all’unica opposizione seria e imponente che l’Italia abbia mai visto dopo la fine della seconda g erra mondiale? No? Allora taci e immagina solo per un secondo di essere capace di provare vergogna .
Lo stupro non lo stanno facendo i lettori di un blog alla Boldrini. Lo stupro lo stanno facendo alla Nazione Italia.
E’ in vendita il più colossale lotto di beni pubblici che sia mai stato in pericolo.
Il decreto 133 ora convertito in legge dalla Camera prevede addirittura la vendita di quote di Bankitalia a stranieri.
Se permetteremo che la Banca d’Italia, poi Poste Italiane, Eni, Enel, Snam, Fincantieri e Terna, RAI e molte altre delle nostre migliori aziende cadano nelle mani prima dei banchieri italiani e poi via via dei più grandi e potenti banchieri stranieri, noi italiani saremo destinati a decenni di decadenza e povertà.

Enzo
Quale Democrazia difendono con l’approvazione del decreto IMU BANKITALIA a cui è stata applicata la tagliola alle opposizioni? La parte del leone DEMOCRATICO è per Banca Intesa San Paolo, che detenendo il 30,3 % del capitale di Bankitalia, avrà un gentile regalo di 2 miliardi di euro netti;
Unicredit (22%) riceverà un bonifico a spese della collettività, pari 1,452 miliardi;
al terzo posto le Assicurazioni Generali con 415 milioni di euro;
al quarto la Cassa di Risparmio di Bologna, che avrà un maxi assegno di 409 milioni di euro;
al quinto posto l’Inps del collezionista di poltrone Mastrapasqua, che riceverà 330 milioni di euro netti;
al sesto la Carige, con 264 milioni;
al settimo la Bnl con 184 milioni netti;
seguita da Monte dei Paschi di Siena 165 milioni;
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli 138,6 milioni;
Cassa di Parma e Piacenza 132 milioni netti;
Carifirenze 125,4 milioni..
Un ulteriore “regalo” a banche e banchieri azionisti di Bankitalia «è rappresentato dalla pioggia dei dividendi annui, i quali fissati al tasso del 6%, ben 24 volte il tasso di riferimento Bce dello 0,25%, oppure se si preferisce 2 volte in più dei tassi di rendimento dei BTP attorno al 3%, porteranno nei bilanci delle banche socie ben 450 milioni di euro
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Davlak
Boldrini, io mi dissocio senza riserve dalle minacce e dagli insulti, sia chiaro, ma vorrei renderla edotta di una situazione che sembra sfuggire a voi tutti della casta, o forse non vi sfugge affatto ed è per questo che pervicacemente vi ostinate a forzare il limite della pazienza dei cittadini pur di preservare i vostri privilegi. allora: io pochi giorni fa sono andato all’ufficio tributi del mio comune per la Tares e le posso garantire che non c’erano giovinastri scalmanati, ma pensionati e vecchiette, nonché disoccupati 50enni e cassintegrati e precari. mi creda, le offese deprecabili che le sono state rivolte qui sul web le apparirebbero delle barzellette rispetto a quello che è uscito dalla bocca di quei cittadini esasperati anche nei suoi riguardi! io mi sentivo in IMBARAZZO e non scherzo. voi vi rendete conto di cosa sta succedendo là fuori?
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IMPOSIMATO

Il Presidente della Cassazione dichiara che che la legge di conversione del decreto legge IMU Bankitalia è incostituzionale. Prima di tutto c’è stata violazione del diritto della opposizione del M5S di svolgere le proprie ragioni opponendosi al provvedimento, secondo le regole della Costituzione e il regolamento della Camera. La tagliola è incostituzionale, perché elimina il diritto della opposizione di motivare il suo voto contrario. L’opposizione è parte essenziale della democrazia, i cui diritti vanno rispettati.
Diversamente siamo in una situazione di regime cioè di dittatura della maggioranza. E stupisce che alcuni dei guardiani della Costituzione tacciano su questo aspetto gravissimo del vero e proprio colpo di mano del Presidente della Camera Laura Boldrini che ha impedito al M5S di motivare la sua opposizione sacrosanta di fronte al dl illegittimo, per difetto, del requisito di necessità e urgenza . Ma illegittimo anche in relazione al diritto dovere di spiegare le ragioni del no rispetto ad un decreto che prevede una spesa enorme e affronta temi gravi e complessi, di cui il popolo ignora il contenuto reale.
La Boldrini sa che la democrazia non dà tutto il potere a nessuno, ma lo distribuisce variamente a maggioranza e minoranza, che trapassano l’una nell’altra proprio perché solo l’alternanza è l’essenza della democrazia e prova della libertà.
“Nel contesto costituzionale, tirannide della maggioranza è violare, legiferando e governando, i diritti della minoranza”, insegna Giovanni Sartori. Per cui la legge di conversione approvata il 29 gennaio è incostituzionale .
Inoltre la parte del decreto legge IMUBankitalia che riguarda la cd rivalutazione di Bankitalia per 7.5 miliardi di euro si tradurrà nel finanziamento illecito, attraverso Bankitalia, di istituti di credito in crisi, cioè in una donazione di enormi somme di denaro alle banche azioniste che controllano Bankitalia. Che sono Intesa San Paolo (42%), Unicredit (22,11%), MPS (4,60%), INPS (5.00 %), Carige ( 4,03%) e altre banche . Questa parte del dl, che riguarda Bankitalia, sembra del tutto estranea al DL sull’ IMU, per la quale poteva essere giustificata la situazione straordinaria di necessità e urgenza ex art 77 sec comma della Costituzione. La verità è che l’Italia con 1,7 trilioni di euro di debito versa in uno stato di disperazione. E se fino ad oggi la Bce ha comprato titoli italiani alleggerendo la pressione sul debito, per l’avvenire la Bce non potrà più continuare a comperare i titoli . Nel 2014 le banche italiane dovranno ridurre l’acquisto del debito italiano, ma i nodi sono venuti al pettine.
I soldi le banche li hanno ottenuti attraverso il decreto 133 a spese dei cittadini su cui graverà il costo finale di questa operazione. Si tratta di un decreto truffa che vuole cose diverse da quelle che dice: apparentemente ricapitalizzare Bankitalia, che dovrebbe essere patrimonio degli italiani, invece vuole finanziare le banche in crisi, ex banche pubbliche divenute private, che controllano Bankitalia, di cui sono proprietarie. Questo è il problema. Che fare? La prima cosa è che il Presidente della Repubblica ai sensi dell’art 74 della Costituzione, prima di promulgare la legge di conversione, chieda con messaggio motivato alle Camere, una nuova deliberazione (art 74 Costituzione), e come ha già rilevato in relazione al decreto milleproroghe, chieda lo stralcio dei due provvedimenti.
Poi in sede di applicazione del decreto IMU, si potrà eccepire davanti al giudice la incostituzionalità della legge di conversione. Purtroppo i cittadini non possono adire direttamente la Corte Costituzionale”.
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VIA DALL’EURO
Andromeda

E siamo a 6 premi Nobel che chiedono la stessa cosa: “Via dall’euro al più presto”.
Chi lo dice a Renzi?
“Via dall’euro, al più presto”. L’avvertimento arriva nientemeno che dal premio Nobel per l’economia Christopher Pissarides. L’economista un tempo era sostenitore della moneta unica ma, viste le conseguenze, ha cambiato decisamente rotta. “L’Euro non sta facendo altro che dividere l’Europa, portando molti paesi alla rovina. Bisogna prendere decisioni drastiche per ridare credibilità al mercato europeo: l’Euro quindi dovrebbe essere smantellato il più velocemente possibile per salvaguardare la crescita e l’occupazione”.
E, in una conferenza alla London School of Economics, rincara la dose: “L’Euro ha creato una generazione perduta di disoccupati senza futuro.
Questo non è quello che i “padri fondatori” dell’Euro hanno promesso. E’ chiaro che è un sistema fallito e insostenibile”.
L’economista britannico-cipriota Christopher Pissarides ha vinto il Nobel nel 2010, insieme agli statunitensi Peter Diamond e Dale Mortensen, per il suo contributo alla teoria delle frizioni di mercato. Alla London Economic School (LSE) è titolare della cattedra Norman Sosnow in Economia e direttore del Programma di ricerca sulla macroeconomia al Centro per le Performance Economiche.

LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Viviana Vivarelli

Le PMI, piccole e medie imprese, costituiscono la maggiore realtà produttiva del Paese, il 99,9% del totale, e sono più di 4 milioni.
Il 95% di esse ha meno di 10 dipendenti; il 4,5% ha da 10 a 49 addetti; quelle con più di 50 sono appena lo 0,5% del totale, 21.867.
Il M5S, anche a livello di richieste legislative, ha sempre difeso le PMI, e i suoi parlamentari si sono decurtati lo stipendio per versarlo in un fondo per aiutarle, ottenendo la legge istitutiva del fondo solo dopo molte lotte.
Dall’inizio della crisi sono fallite 15.000 imprese. E la responsabilità di questo è di 4 governi: Berlusconi, Monti, Bersani e Letta, che hanno continuato a mentire dicendo che tutto va bene, che la ripresa è vicina, che siamo alla fine del tunnel e altre fandonie che Letta ripete anche oggi. Così siamo arrivati a 2 imprese che falliscono al giorno, a centinaia di suicidi di imprenditori e lavoratori, a 3 milioni di disoccupati ufficiali e 19 milioni effettivi, con metà dei giovani precari e un numero altissimo di lavori incerti per 3 milioni di persone con stipendi attorno agli 800 euro al mese.
Ma perché le piccole e medie imprese italiane vanno tanto male? 4 i colpevoli:
-tasse troppo alte (le più alte del mondo)
-burocrazia folle (la peggiore del mondo)
-l’energia (gas,acqua, luce,benzina, pedaggi..) più cara d’Europa
-ma, al 1° posto, il fatto gravissimo è che le PMI hanno lavorato per anni per lo Stato e non sono state pagate. L’Italia è il Paese europeo dove la pubblica amministrazione è più lenta a pagare i suoi conti (170° giorni), il triplo della media europea (60 giorni). In Italia il sistema delle imprese vanta crediti enormi nei confronti della Pubblica amministrazione. Troppi i ritardi del pubblico nel saldare i conti con i suoi fornitori privati, che in questo periodo di crisi si trasformano in un handicap pesante. Aggravato dal fatto che le imprese faticano a trovare credito e liquidità per tenersi in piedi. Le proposte per sbloccare la situazione sono diverse, ma al momento restano purtroppo sulla carta..
Gli imprenditori sono costretti a chiedere prestiti in banca per finanziare la carenza di liquidità derivante dalle fatture statali non saldate e, quando falliscono, ovviamente lasciano uno scoperto bancario, che ha portato le sofferenze delle banche, cioè i crediti inesigibili, a 150 miliardi, il rosso peggiore d’Europa. E’ un cane che si mangia la coda. Lo Stato non paga le sue fatture, le imprese non possono rendere soldi alle banche, il tessuto imprenditoriale si rovina e le banche falliscono. Ma se la Spagna è riuscita a ottenere una deroga dall’Europa di 8 mesi in cui è riuscita a rendere alle imprese 27 miliardi, perché noi non possiamo fare altrettanto? E perché dei 91 miliardi che lo Stato deve alle imprese, sono 20 sono stati promessi e mai dati?
il M5S ha chiesto ripetutamente che almeno i crediti della PA nei confronti delle imprese saldasse i debiti fiscali, ma il Pd si è opposto. Sembrava che il M5S fosse riuscito ad ottenere almeno una ‘sospensione’ delle penalità di Equitalia alle imprese morose fiscalmente qualora avessero crediti da parte dello Stato, ma anche questa opzione sembra svanire.
Finora tutte le promesse dei governi sono risultate false.
Al posto del pagamento del debito dello Stato arrivano ora 7,5 miliardi di regalo alle banche (e che sia un regalo lo ha riconosciuto persino Bankitalia!)
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SCATTA LA DENUNCIA DELLE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI AL DECRETO IMU/BANCHE

Col dl Imu/Banche sono stati compiuti atti gravi incostituzionali
Il Secolo titolo: Bankitalia svenduta, la battaglia si sposta nei tribunali: pronto l’esposto dei consumatori a 100 procure

Scendono in campo anche le associazioni dei consumatori. Adusbef e
Federconsumatori che hanno presentato a oltre 100 Procure (da Agrigento a Cassino, da Busto Arsizio a Urbino) contro l’operazione di rivalutazione delle quote della Banca d’Italia. Secondo le associazioni infatti il contestato decreto «oltre a configurare un aiuto di Stato mascherato alle banche socie, potrebbe concretizzare ipotesi delittuose dato il trasferimento forzoso dallo stato patrimoniale di Bankitalia (Ente Pubblico), costretta ad attingere dalle riserve ordinarie e straordinarie (22,6 miliardi di euro al 31.12.2012), per ricapitalizzare le banche socie con un apporto di 7,5 miliardi lordi (6,6 miliardi di euro netti)». Per questo la nuova normativa, annunciano, «finirà davanti la Procura Generale della Corte dei Conti per danno erariale, alla Commissione Europea per aiuti di Stato, a 130 Procure della Repubblica con ipotesi di peculato».

Letta e il Pd stanno sommergendo l’Italia sotto una marea di MENZOGNE
Il Pd e i suoi cloni non fanno che ripetere che la legge Imu/Banche non regala nulla a nessuno e si limita a ‘rivalutare contabilmente’ il patrimonio di Bankitalia. FALSO! Non solo questo non è vero, ma quando lo Stato ricomprerà le quote in esubero lo farò con soldi pubblici e a costi rivalutati.
Qualcuno del Pd, poi dovrebbe spiegarci come mai in questa ‘rivalutazione’ c’entri il regalo ad assicurazioni private e a fondi pensione!
Il Pd e i suoi cloni dichiarano un 2° FALSO: e cioè che Bankitalia non è statale ma privata e di proprietà di banche private e assicurazioni. FALSO!
Il sito di Bankitalia dice esattamente: “La legge del 1936 riconobbe formalmente la Banca d’Italia come istituto di diritto pubblico. Nel 1993 il nuovo statuto ripeteva: “ La Banca d’Italia è istituto di diritto pubblico.” La legge n. 262 del 2005 prefigurava il trasferimento della proprietà del capitale della Banca allo Stato”.
Ricordiamo che le riserve auree della Banca d’Italia sono al 3° posto nel mondo, dopo quelle del Fm. Non si tratta di un “tesoretto” a cui liberamente attingere, ma di un attivo che garantisce l’intero paese all’interno dell’Unione Economica e Monetaria. In passato, anche Romano Prodi tentò di strappare un margine di flessibilità per smobilizzare una quota delle riserve e utilizzarla per politiche di sviluppo, ma non riuscì a ottenere l’assenso delle autorità europee. E ora questa dovrebbero permettere la manovra?
In Italia chiudono due imprese ogni ora. In cinque anni perse 60mila imprese ma al governo, evidentemente, interessa ben altro! Poi qualcuno si offende se si dice che ormai i partiti servono solo a fare i propri interessi e quelli del sistema bancario!!
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Purtroppo, come sempre, fidando nell’inesperienza finanziaria dei lettori, i giornali si sono sbizzarriti in articoli uno più infame e erroneo dell’altro. Ne citiamo uno che purtroppo è uscito sul Fatto Quotidiano, che un po’ il prototipo del peggio. L’autore è certo Carlucci, presentato dal giudice Tinti, che difende il decreto 133. Ma i lettori non vivono più al tempo che Berta filava ed è la bagarre!

Roberto Liberati
Mi spiace contraddire il Signor Tinti e/o il suo amico…. ma ha torto…
Le riserve della Banca di Italia SONO DELLA COLLETTIVITA’ PERCHE’ ESSE DERIVANO DAL FATTO CHE LA BANCA D’ITALIA AGISCE COME MONOPOLISTA NELL’EMISSIONE DELLA MONETA (il famoso Signoraggio). Tant’è vero che parte degli utili delle Banca d’Italia vengono trasferiti ogni anno al Tesoro… Con la rivalutazione la Banca D’Italia dove invece elargire per un max di 450 milioni di euro ogni anni le banche proprietarie delle quote… in poche parole il governo, nella ricerca spasmodica di trovare dei soldi, accetta di prendere 900 milioni una tantum ma la banca d’Italia, cioè noi, dovrà sganciare per sempre dei dividendi che al massimo saranno 450 milioni l’anno invece di 15000. Ditemi voi quale è quell’investimento che ha un tempo di ritorno di solo due anni A RISCHIO ZERO
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manuel.cmp

Articolo pieno di falsità e mala informazione. Non è corretto. A partire da: il decreto era lì da 3 mesi. Errato, al massimo può rimanere li 60 giorni altrimenti decade.
Lo Stato garantisce fino a 100.000 euro sui c.c? Errato! Sono 113.000 euro.
Il Capitale della Banca d’Italia era di 165.000 euro? Errato! Era di 156.000.
Nessun detentore potrà avere più del 5% del capitale? Errato! E’ fino al 3% per cui la quota di plusvalenza dovrà essere rivenduta e a comprarsela dovrà essere praticamente lo stato o anche enti stranieri.
E’ un articolo molto impreciso e di parte, poi diciamo che un 6% sui dividenti di 7,5 miliardi di euro è ben più di un 6% su 156.000 euro. Quindi per un versamento contributivo che sarà di circa 1 miliardo di euro o giù di li ne ricaveranno 450 milioni all’anno di dividendi. Quindi se facciamo 7,5-1=6.5. Aggiungiamo 0,450 miliardi di euro di dividendi e il calcolo è bel che fatto. 6,5+0,425=6,950. Se non è un regalo questo Babbo Natale esiste.
Signor Tinti cambi parte e soprattutto contabile.
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Nic
L’unico punto corretto è riconoscere che il sistema bancario ha bisogno di liquidità per coprire le perdite odierne e future dei crediti in sofferenza (che sono dovute ad una pessima gestione del credito e dei favori clientelari) e superare gli stress test della Banca Centrale. Ma sarà una goccia nel mare e se il sistema salterà in aria ancora lo Stato dovrà intervenire Statalizzando le Banche come avvenuto in altri Paesi. Illudersi che si apriranno scenari di credito facile alle Aziende e alle famiglie è pura illusione. Inoltre per compensare la tassazione delle plusvalenze così create si aumentano i dividendi al 6% (e questi sono proprio soldi nostri), e si riduce a 5 anni il periodo di ammortamento delle perdite. Il riacquisto delle quote oltre il 3% (e non il 5%) sarà sempre fatto con soldi delle riserve (cioè nostri). E’ la solita finanza creativa per compensare l’eliminazione dell’IMU (risorta sotto altre forme e nomi ); per non parlare della clausola di salvaguardia del’aumento delle accise. Ma ci credete tutti con l’anello al naso?
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Cimperat
Ma questa benedetta rivalutazione monetaria non si calcola con la tabella dei coefficienti annuali dell’Istat che vanno dal 1861 al 2013, scaricabile dal sito? Per capire, perché la cifra che uscirebbe fuori è più alta dei 14,7 milioni di euro, ~323 milioni di euro, ma certamente comunque nettamente al di sotto dei miliardi di euro della cosiddetta rivalutazione-ricapitalizzazione. A meno che io non abbia cannato di brutto il significato dei coefficienti Istat di traduzione dei valori monetari, basati sugli indici nazionali dei prezzi al consumo.
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Viviana
Sembra che la matematica sia davvero un’opinione se i 7,5 miliardi diventano in certi articoli 4,2 (stiamo parlando di miliardi!!!) e se la soglia del 3% che per legge non può essere sforata diventa di colpo, con Carlucci, il 5%, e sembra che ci siano anche altre variabilità, visto che vieta di vendere quote di Bankitalia a stranieri, poi di colpo questo viene dimenticato o la legge diventa permissiva proprio delle quote in esubero che ora possono essere vendute a stranieri. Francamente il tutto lascia a disagio. Preferirei che Tinti si occupasse di diritto di cui sa qualcosa e non di finanza di cui non sa niente. E preferirei che IFQ fosse più serio quando sceglie i suoi opinionisti.

Peppefer
Come si sa (e il governo si è vantato per questo), lo Stato, incasserà circa 900 mila euro che le banche dovranno versargli per la relativa imposta sulla plusvalenza, che oggi, nonostante lo sconto effettuato, ammonta al 12%. Conclusione: pensa che questa imposta le banche la paghino per niente, se non per l’aumento del capitale sociale? Per soldi non “entrati” nelle loro casse? Sarebbe da pazzi!
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diociancia
Peccato che il vero valore di Bankitalia sia inferiore al miliardo di euro e che per colpa dei tempi contingenti e della solita gestione della rivendita agli amici degli amici le quote saranno rivendute, se qualcuno se le comprerà a un valore ridicolo. Inoltre i rendimenti annuali innalzati, sempre soldi nostri che se ne vanno sono illegali perché comprendono anche la rendita da signoraggio, cosa del tutto irragionevole da affidare ai privati, visto che è un guadagno in monopolio di pertinenza dei soli Stati, quindi ci faranno un culo così a Bruxelles per questa “Furbata” ladronesca.
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Guest
Ho letto con attenzione l’articolo di Carlucci e a mio avviso contiene numerose inesattezze, oltre ad essere intriso di attacchi tanto smaccati quanto livorosi.
Vorrei porre una domanda: le riserve ordinarie e straordinarie (adesso imputate a capitale sociale) da dove provengono ? Come sono state create nei decenni ? Non è forse vero che esse derivano anche e soprattutto dal tasso di interesse applicato sulle somme che la BdI ha prestato alle banche (c.d. tasso di sconto nelle sue varie denominazioni ed articolazioni operative )? Non sono tali somme di proprietà dello Stato e quindi della collettività ? Ovviamente sì, e non serve essere economisti per capirlo. Adesso parte di quelle riserve è stata imputata a Capitale Sociale. Ciò determina un aumento del valore delle quote (azioni) effettuata attraverso risorse pubbliche. Ma “devil is in the details” come amano dire gli avvocati d’affari anglosassosi e allora che succede?
Si pone un limite al possesso di una singola banca: 3% (non è 5% come erroneamente scritto nell’articolo ): gli azionisti che ne possiedono di più dovranno vendere. Potranno comprare, oltre a banche e assicurazioni, anche le Fondazioni ex-bancarie e i fondi pensione, con la limitazione che deve trattarsi di società aventi sede legale in Italia. Faccio un esempio: Banca Intesa che possiede circa il 27% delle quote dovrà vendere il 24% con un incasso pari a circa 1,8 miliardi di euro. E questi torneranno nelle casse dello Stato solo per la parte oggetto d’imposta come plusvalenza realizzata (valore di realizzo – valore a libro ).
Purtroppo c’è sono anche un altro meccanismo molto sottile ed intrinsecamente “predatorio” di cui pochi parlano. Il servizio tecnico della Camera ha sottolineato che la nuova norma amplia enormemente la fetta destinata alle banche e di conseguenza – a parità di “torta” – riduce sensibilmente quella pubblica. E’ assai più di un’ipotesi, e sono gli stessi tecnici della Camera ad evidenziare il problema nella loro relazione: “l’incremento dell’ammontare dei dividendi da corrispondere ai partecipanti determina, a parità del livello medio annuale dell’utile netto, un ridimensionamento della quota devoluta allo Stato”.
Per fortuna vi sono numerosi articoli di autori che con competenza e onestà intellettuale si occupano della vicenda, senza scadere in una volgare e supponente partigianeria .

Viviana
Sarebbe ora che Il Fatto Quotidiano si facesse idee più precise in ambito finanziario e si dotasse di veri esperti in finanza, lasciando perdere pivelli di questa disciplina come Tinti, che difetta in questo articolo di merito come di metodo.
Appare sempre più evidente che il punto debole del quotidiano è di mancare totalmente di una prospettiva generale sull’economia. Questo è piuttosto grave, considerando che ora più che mai (ripetendo una frase famosa), “Tutte le sovrastrutture discendono dalla struttura economica”. Il fatto è che molti dei suoi redattori non sono né carne né pesce. Hanno lasciato alle spalle il PCI senza sapere verso cosa stanno andando. Parlano di politica senza avere una posizione economica. Questa è la loro maggiore divergenza col M5S. E non è da poco!
Il M5S, avendo ereditato una posizione no global e avendo superato il PCI, ha una sua visione dell’economia e della finanza, molto precisa, che non riprende nulla né dalla posizione turbocapitalista (che combatte), né dalla posizione marxista, di cui non surroga né il linguaggio, né lo schema storico, né il rivoluzionarismo violento, né lo sbocco totalitario, ipotizzando regole per porre fine all’accentramento e al consolidamento del potere sia politico che economico in una nomenclatura che termina in una oligarchia o dittatura.
La democrazia diretta è qualcosa di diverso e, per arrivarci, la lotta contro gli accentramenti di potere sia politico che finanziario che economico è indispensabile.
A differenza dei partiti, è chiarissimo che il blog di Grillo ha svolto costantemente un’opera di spiegazione dei meccanismi economici e finanziari con cui il turbocapitalismo e l’egemonia del sistema bancario stanno facendo a pezzi la democrazia. E se a voi ciò sembra poco….!
Ma al momento non esiste quotidiano che abbia capito queste posizioni e la riporti.
L’articolo di Carlucci, in particolare è un elenco di cavolate:
-“girano in rete opinioni di semplici cittadini”?? veramente sono insigni giuristi!!
-“non si ricordavano neanche più che esistesse”??????? ma figuriamoci, una cosa di
tale importanza!!!??
-l’atteggiamento di schifo pregiudiziale contro i 5stelle. Davvero tecnico!!
-“macchina dal fango” ??!! qua si sono fatti concreti per cui sono scattate varie denunce, ma di che fango parla?
-le banche italiane sono equiparate a quelle europee. Silenzio assoluto sul fatto che il loro disavanzo sia il più grosso in Europa a causa delle sofferenze inesigibili, del clientelismo politico e della corruzione (v MPS) e ammonti a 180 miliardi e che siano considerate le peggiori in Europa
-il grafico è illeggibile e incompleto
-silenzio assoluto sui 238 miliardi prestati dalla Bce alle banche italiane al tasso ridicolo dell’1%
-nessuna parola sull’Unione Bancaria Europa e che si farà a maggio che manderà in default tutte quelle banche che non sottostanno ai suoi parametri
-dov’è che la Bce avrebbe chiesto alle banche europee di rivalutare i loro capitali come è stato fatto in Italia? non avrà chiesto di ‘ricapitalizzarli’ cioè di aumentare il loro capitale con versamento da parte dei soci?
-il limite che i nuovi capitali non devono sforare non è del 5% ma del 3%
-non si dice che la legge prevede di poter vendere le eccedenze anche a stranieri
-si nega la natura di società pubblica a Bankitalia, il che è falso
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Si può leggere il testo completo della legge IMU/Banche
http://www.altalex.com/index.php?idnot=65523
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Innanzitutto ricordiamo che ad aprile verrà fatta l’UNIONE BANCARIA EUROPEA che presenterà i parametri entro cui una banca dovrà stare pena il suo fallimento. E ricordiamo che le banche italiane vanno molto male, sono le peggiori d’Europa e sono tutte a rischio fallimento. Ecco il perché di questo regalo di Letta che tenta di migliorare la loro posizione per non vederle estromesse dall’Europa. Ma che la Boldrini vada poi a piagnucolare su tutti i canali Rai lamentando che “i grillini vogliono ostacolare la sospensione dell’IMU agli Italiani” è veramente una cosa intollerabile!

TITO BOERI

Tito Boeri insegna Economia alla Bocconi di Milano
Nel suo articolo “Bankitalia e il mistero delle quote” ha detto:
“C’era bisogno di riformare Bankitalia perché c’era un problema irrisolto delle quote. Ci sono banche private che detengono soldi pubblici. Non era chiaro come queste partecipazioni dovessero essere remunerate e c’era il rischio che alcune di essere potessero condizionare Bankitalia. La cosa non bella è questa accelerazione improvvisa per far cassa per l’IMU invece di affrontare il problema.
La soluzione è stata porre un limite alle quote detenute dalle varie banche, riducendo le partecipazioni, e stabilendo che c’è un tetto alla remunerazione massima di queste quote che impedisca che ci siano ricchezze da iscrivere a bilancio proprio. Il rischio è che alla fine si è dato un valore a queste quote che potrebbe sembrare eccessivo, e l’Italia le ricomprerà con danno ai contribuenti e ora abbiamo un reddito perpetuo è troppo alto rispetto a prima, e anche qui il contribuente pagherà di più. L’operazione doveva essere slegata dall’Imu e fatta meglio e con maggiore calma.”

L’economista Lucio Di Gaetano dice: “Si è trattato di un’operazione frettolosa e furbesca che porterà dei danni al Paese. Normalmente la ricapitalizzazione di una banca si fa con un aumento del capitale messo dai soci. Questo è lo strumento giuridico adeguato. “Con la rivalutazione delle quote, il patrimonio delle banche cresce in modo da affrontare i futuri accordi di Basilea, essendo reddito che entra nel patrimonio della banca, entra nel meccanismo dei dividendi dei soci, che guarda caso sono le fondazioni controllate dai partiti. E’ vero che lo Stato si riprende delle tasse, ma il regalo è di molto superiore alle tasse (si pensi solo alla fondazione che controlla Monte dei Paschi di Siena e a D’Alema che si è affrettato a farsi la sua fondazione).
Questa operazione sembra fatta da un lato per ricapitalizzare le banche e dall’altra per trovare rapidamente i 900 scarsi milioni necessari per l’Imu.
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Un altro economista, esperto in finanza bancaria, Machandant, ha detto: “C’era bisogno di una soluzione, hanno inventato un problema. L’autonomia di Bankitalia è diversa dalla proprietà. Il signoraggio è di proprietà pubblica, è un bene pubblico, è ciò che BANKITALIA paga al Tesoro per l’uso del denaro. Per avere questi soldi brutti, malmessi e subito, il Tesoro avrà meno dividendi in futuro”.
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…e dunque prima si permette che le banche attuino ogni sorta di efferatezza, investendo soldi buoni in titoli tossici, chiudendo la porta ai mutui e ai prestiti alle imprese ma prestando a man bassa a società fallimentari tipo Alitalia o sperperando per gli amici degli amici e gli affari clientelari, poi si costringe gli Stati a ricevere gli acquisti dei titoli di Stato non dalla Bce ma dalle banche così da arricchirle con mutui usurari, poi la Bce presta all’1% di interesse la bellezza di 16.000 miliardi di euro, che sono superiori ai PIL di tutti i Paesi Ue, infine quando le banche sono prossime al default si grida che lo Stato deve aiutarle altrimenti, poverine, falliscono!!!!!!!!
E così, in questo modo, le banche non falliscono, ma falliscono i popoli!

Paolo
Carlucci scrive: “Resta un punto tra le tante fesserie dette e cioè se la Banca d’Italia sia o no di proprietà dello Stato. No non lo è, non lo è mai stata, non lo è nessuna Banca Centrale di nessun Stato al mondo, almeno di quelli civili.”
Non è vero. Ad esempio, la Bank of England è di proprietà pubblica, attraverso il Treasury Solicitor, istituto pubblico. In Italia Bankitalia è un mostriciattolo giuridico che, pur essendo privato, è un “istituto di diritto pubblico” in cui si intrecciano in modo sospetto e malsano interessi pubblici e privati. Cosa poi ci sia di “civile” nel dare a privati la gestione, anche parziale, del patrimonio pubblico, rimane un mistero.
Sempre Carlucci: “La rivalutazione del capitale non comporta nessun esborso di soldi da parte di nessuno, è solo una scrittura contabile interna che sposta dalle riserve a capitale la somma indicata (dalla tasca sinistra a quella destra, i pantaloni sono gli stessi).”
I pantaloni non sono affatto gli stessi. Lo dice anche lo stesso articolo, più avanti, che le riserve non sono nella disponibilità degli “azionisti”, mentre ora 7,5 miliardi lo sono, tanto è vero che possono vendere tali quote, ricavandone soldi sonanti e proprio da noi.
L’articolista poi sostiene che tali riserve non sono neppure nella disponibilità dello Stato. Evidente menzogna. E’ vero che la disponibilità è parziale, limitata dagli accordi europei, ma se non ci fosse lo stato non potrebbe trasferirne 7,5 miliardi ai detentori delle quote. Il fatto è che la regolamentazione della Banca d’Italia è, come molte leggi, approssimativa e contraddittoria, ma è chiaro che le riserve sono un patrimonio pubblico e non privato.
FALSITA’ n° 3: “…le quote non hanno nessun diritto di voto né di intervento nella gestione. Possono solo incassare dividendi, se vengono pagati”. Falso! Da Wikipedia: “Secondo lo statuto, il potere dei partecipanti riguarda l’approvazione del bilancio e la nomina del Consiglio Superiore… Il Consiglio Superiore svolge funzioni amministrative, e partecipa con ruolo consultivo (ma vincolante) al processo di nomina del Governatore, che dirige le attività di vigilanza insieme al resto del Direttorio.”
Quindi le banche partecipano eccome alla gestione, sia pure indirettamente, tra cui il compito di vigilanza sulle stesse banche, con un evidente conflitto di interessi.
La madre di tutte le falsità dell’articolo è questa: “Resta un punto tra le tante fesserie dette e cioè se la Banca d’Italia sia o no di proprietà dello Stato. No non lo è, non lo è mai stata, non lo è nessuna Banca Centrale di nessun Stato al mondo, almeno di quelli civili.”
Per Bankitalia è giusto, ma per le altre è straFALSO. Bankitalia è abbastanza simile alla Federal Reserve americana (capitale fornito da privati, che sono poi le banche controllate; carattere pubblico dell’istituzione, i cui vertici sono di nomina della Casa Bianca, e con filiali nei maggiori stati degli Usa) ma non alle altre banche centrali dei singoli paesi europei. Bundesbank, Banque de France, Bank of England sono infatti pubbliche sia nei loro statuti sia nel capitale, in mano allo Stato. E, per molte di loro, non esiste neppure quell’autonomia dalla politica e dai governi garantita a Bankitalia. Neppure per la Bundesbank, le cui porte girevoli con la Cancelleria di Berlino sono note, e che oltretutto pratica il “parcheggio” dei titoli di Stato tedeschi che il Tesoro di Berlino non riesce a vendere in asta, garantendo così notevoli risparmi sugli interessi. Un po’ come faceva la Banca d’Italia fino al 1981, prima del “divorzio” voluto da Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro) e Carlo Azeglio Ciampi (governatore) per impedire che il governo si facesse di fatto finanziare da Via Nazionale.
La Banca d’Italia nasce come Istituto di diritto pubblico, posseduta da banche di diritto pubblico ma che nel 1990, in seguito alla legge Amato, diventano private.
Nella stessa legge, stranamente, ci si dimentica della quota che tali banche posseggono di Bankitalia. Questo è l’”errore” fondamentale che oggi si doveva sanare con una legge.
Se proprio si voleva far rimanere quote in mano a privati (max 3%, non 5%!), Bankitalia doveva PRIMA ricomprarsi le quote al prezzo attuale (magari proprio facendo uno sforzo, rivalutato, se si accerta che all’origine le banche avevano pagato le quote) e POI fare l’aumento di capitale e vendersi lotti del 3% del capitale rivalutato, se trova qualcuno che se le compra.
Il nocciolo è che Bankitalia non è una comune spa. Infatti per fare un aumento di capitale non basta una delibera del cda ma ci vuole una legge.
Per una comune spa i soldi per la ricapitalizzazione o vengono messi dagli azionisti o si cercano sul mercato. Per Bankitalia i 7,5 miliardi per aumentare il capitale sociale vengono trovati tra le sue stesse riserve (infatti è una cifra opinabile e opinata). Ma non è questo il problema. Il fatto è che tali riserve si sono costituite nel tempo perché Bankitalia, come tutte le banche centrali, svolge in regime di monopolio alcune funzioni attribuite ad essa dallo Stato, quindi l’utile di Bankitalia sono SOLDI PUBBLICI. Naturalmente non sono a disposizione del governo perche servono a garantire la stabilità monetaria, ma sono sempre soldi NOSTRI.
Dunque le banche potranno mettere a bilancio SOLDI PUBBLICI.
Oltre al vantaggio di avere rimpinguati i bilanci, chi detiene quote di Bankitalia potrà percepire utili fino al 6% del capitale sociale, cioè circa 450 milioni l’anno.
E questi sono ancora SOLDI PUBBLICI che finiscono in mani private. Che forse potrebbe andare bene se almeno avessero pagato le quote a prezzo di mercato.
Poi a parte eccedente il 3% dovrà ricomprarla probabilmente la stessa Bankitalia perché non c’è un mercato delle quote (almeno un questo momento). E questi sono soldi veri (NOSTRI) che incasseranno le banche, cioè 7,5 miliardi di euro.

Massimo GIANNINI
Allora, Carlucci, veniamo un po’ al punto che lei semplifica:
– In qualsiasi azienda spostare dalle riserve a capitale una somma non é neutrale né contabilmente né socialmente. Significa in effetti regalarla direttamente ai detentori del capitale sociale. Forse non é un furto ma un regalo sì….Si poteva procedere diversamente? Sì, e le proposte erano molte.
– la rivalutazione del capitale con obbligo di cessione futura mette non solo a “rischio” la compagine sociale, che all’origine per statuto della banca doveva essere di diritto pubblico e fatta da enti pubblici (poi ahimè privatizzati e li’ si é creato il problema). Inoltre se dovrà per una ragione o un’altra la Banca d’Italia stessa a riacquistare le quote con che soldi lo farà?
– un interesse del 6% non é un po’ altino di questi tempi e visto che all’origine la proprietà della Banca d’Italia non era privata ma lo é diventata successivamente con operazioni di privatizzazione di banche ed enti pubblici nazionali?
Se la Banca d’Italia sia o no di proprietà dello Stato non é una fesseria perché in Italia lo era eccome…e quelle riserve trasferite ora a capitale non sono mai state delle banche a cui vanno per il momento contabilmente.
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Banca centrale britannica, quella norvegese o quella della Nuova Zelanda, per fare un esempio di paesi non “comunisti”, sono di proprietà pubblica.
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Rage Against The Machine

La faccio semplice.
Tutta l’operazione è fatta per aumentare i dividendi azionari facendo credere che si stia ricapitalizzando delle banche. Bankitalia vende moneta a valore nominale alle banche private, non vera moneta. Questo valore nominale aumenterà il capitale sociale delle banche private a cui saranno destinale, ma siccome esse per legge non possono trattenere più del 3%, devono rivendere il resto e chi lo compra in assenza di compratori?….la stessa banca d’Italia, forzata per legge a ricomprare la plusvalenza del 97% di tutte le banche private. Ma questa volta quel 97% non sarà moneta dal valore nominale, ma sarà moneta reale, rivalutata al rialzo grazie a quel 3% che ha innalzato il capitale sociale delle banche, ed è lì che Bankitalia dovrà realmente mettere mano nelle riserve dei nostri soldi pubblici, pagando ad esempio 30 in moneta reale, quello che ha venduto a 10 in moneta virtuale. Conseguenza, 7,5 miliardi in fumo e aumento dei dividendi azionari di tutte le banche private, in quanto l’aumento di capitale, grazie a quel 3% e all’acquisto delle plusvalenze comprate con moneta reale da parte di Bankitalia.
Si arricchiranno gli azionisti di maggioranza, tutto qui. Capito ora? 🙂
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La valuta senza zecca sovrana, non può essere creata, solamente spostata a favore di uno e a discapito di un altro.
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Noi abbiamo dato miliardi a MPS che non si sa quando li rivedremo, e non si sa della sorte della banca.

EVERSIONE

Eversione non è sciamare gridando tra i banchi (questo lo hanno fatto tutti i partiti).
Eversione non sarà mai reagire a chi sta violentando la Costituzione e imbavagliando l’opposizione.
Eversione è aggredire i diritti e i valori della Costituzione, della democrazia, del popolo italiano e venderci al sistema finanziario per una manciata di potere personale o partitico!
Questa è eversione!
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Travaglio a ‘Servizio pubblico’ ‘Gli eversori’

http://www.youtube.com/watch?v=tE_jdFbKXss

Spiegatemi ora, a fronte di questo ennesimo regalo alle banche, perché, non solo lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, in cui il Pd è pesantemente coinvolto, non vede in carcere i suoi autori, ma persiste un mistero sui conti del Banco, e da due mesi il governo italiano impedisce di rendere nota la decisione con cui la Commissione europea il 27 novembre scorso ha imposto alla banca senese di restituire entro il 2014 3 dei 4 miliardi di aiuti di Stato ottenuti un anno fa.

Giorgio Meletti

Il documento chiave è secretato. Da due mesi il governo italiano impedisce agli uffici di Bruxelles di rendere nota la decisione con cui la Commissione europea del 27 novembre ordine alla banca di rendere entro il 2014 i cosiddetti Monti bond. Saccomanni parla di “informazioni confidenziali”. La Mps è ormai affare di Stato.
Visco e Salvatore Rossi hanno ricevuto il presidente di Mps Alessandro Profumo con l’amministratore delegato Fabrizio Viola e il presidente della Fondazione Mps (azionista di controllo della banca) Antonella Mansi con il direttore generale Enrico Granata. Banca, vigilanza e governo – intorno a un tavolo triangolare sempre più somigliante al triangolo delle Bermude – comunicano la loro compattezza. …In termini calcistici lo schema di gioco adottato è il catenaccio. Adesso tenete bene a mente l’espressione “adeguato supporto patrimoniale” per capire che cosa c’è sotto.
Tutto comincia nell’autunno del 2011. Lo spread supera quota 500, nasce il governo Monti. L’Eba (European banking authority) ordina a Mps una trasfusione di capitali freschi da 3,3 miliardi di euro. La banca senese è pesantemente esposta sui titoli di Stato italiani, la cui perdita di valore è misurata dall’impennata dello spread. Scatta l’allarme. Il direttore generale Antonio Vigni viene sostituito con un uomo di fiducia della Banca d’Italia, Viola. Il presidente del Monte, Giuseppe Mussari, prima minaccia un ricorso alla Corte di giustizia europea contro la raccomandazione Eba, ma poco dopo si dimette. I suoi amici del Pd senese e nazionale chiamano Profumo.
Per quasi tutto il 2012 il nuovo vertice tratta la crisi Mps come difficoltà fisiologica. Il 9 ottobre 2012, agli azionisti che invocano l’azione di responsabilità contro Mussari, Profumo replica seccamente: “Non abbiamo elementi”. È vero che già dai primi di maggio il Monte dei Paschi è oggetto di perquisizioni a tappeto per l’inchiesta sulla acquisizione della banca Antonveneta, l’operazione del novembre 2007 che segna l’inizio della fine. Ma il 20 giugno Mussari è confermato presidente dell’Abi all’unanimità. E, soprattutto, il 9 ottobre Profumo non ha elementi, però il 10 ottobre Viola scova in fondo a una cassaforte in uso al suo predecessore Vigni l’ormai celebre mandate agreement, la prova che inchioderebbe Mussari, oggi a processo per ostacolo alle autorità di vigilanza. Nei giorni scorsi la dirigente della Consob Guglielmina Onofri ha testimoniato al tribunale di Siena che gli uomini di Viola avevano già trovato il 20 settembre – venti giorni prima – copia di contratto, con l’indicazione che l’originale si trovava in quella cassaforte. Elio Lannutti, presidente dell’associazione di risparmiatori Adusbef, ha denunciato Viola per falsa testimonianza.
Per capire tante stranezze va spiegato il mandate agreement. Nel 2009 Mussari sta andando con i conti in rosso sotto il peso della sciagurata acquisizione di Antonveneta, pagata 9 miliardi quando ne valeva forse la metà. Per rinviare i problemi convince Nomura e Deutsche Bank a ricontrattare operazioni che vedono Mps in forte perdita. Le due banche fanno il favore, ma a fronte della ricontrattazione con cui rinunciano ai guadagni di due operazioni (rispettivamente Alexandria e Santorini) ottengono una nuova complicata manovra su titoli di Stato (Btp a scadenza 2034) con cui si rifanno abbondantemente ma a lungo termine, consentendo a Mussari di nascondere per un po’ il buco del bilancio.
Gli ispettori di Consob e Bankitalia notano già a fine 2011 queste operazioni in pesante perdita, ma fare cattivi affari non è vietato. E al processo, incalzati dalle domande della difesa di Mussari, argomentano che senza il mandate agreement, il contratto che appunto lega le due operazioni (Btp 2034 e ristrutturazione Alexandria), l’operazione in Btp restava un’operazione in Btp, anche se somigliava terribilmente a un “derivato sintetico” con perdita automatica incorporata.
Come cambia il pensiero di Profumo – La distinzione è decisiva per capire la portata dell’affare di Stato. L’esistenza del mandate agreement viene rivelata dal Fatto il 22 gennaio 2013, con un articolo di Marco Lillo. Lo scandalo esplode e Mussari si dimette dall’Abi. Due giorni dopo a Siena si svolge un’infuocata assemblea degli azionisti, chiamati a un aumento di capitale da 4,1 miliardi al servizio della eventuale conversione dei Monti Bond. Infatti a dicembre 2012, prima dello scandalo, Profumo ha avuto dal governo Monti un prestito di quell’importo, perpetuo ma convertibile in azioni quando lo decida la banca. Trattandosi di un aiuto di Stato, la Commissione europea dà la necessaria approvazione, provvisoria in attesa di un piano di ristrutturazione della banca. All’assemblea del 25 gennaio, nonostante la fresca scoperta dei derivati nascosti di Mussari, Profumo non perde l’aplomb…Profumo chiede gli aiuti di Stato lamentando difficoltà esogene, come si dice in gergo, cioè non dovute alla gestione di Mussari ma alla crisi mondiale. Il commissario europeo alla Concorrenza,Joaquin Almunia, se ne ricorderà.
Il 6 febbraio Mps comunica di aver calcolato in 730 milioni la perdita su Alexandria e Santorini. All’assemblea degli azionisti del 29 aprile successivo torna in ballo l’azione di responsabilità contro Mussari, e Profumo sfodera un argomento opposto rispetto a tre mesi prima: “La rilevazione operata a fini Eba a fine settembre 2011 ha evidenziato per la Banca una riserva AFS negativa per 3,2 miliardi circa (di cui 1,2 miliardi imputabili all’operazione Nomura e 870 milioni imputabili all’operazione Deutsche Bank), costringendo la Banca a ricorrere a onerose azioni di rafforzamento patrimoniale”. Dunque le operazioni di Mussari hanno lasciato in eredità un buco patrimoniale di 2,07 miliardi, che Profumo fino a quel giorno aveva ascritto alla “crisi del debito sovrano”.
Qui parte l’attacco di Almunia. A luglio 2013 scrive a Saccomanni (fino a due mesi prima direttore generale della Banca d’Italia) minacciando l’Italia di una procedura d’infrazione sugli aiuti di Stato a Mps. Ai primi di settembre, a Cernobbio, scopre le carte. Prima dichiara che l’aumento di capitale da un miliardo prospettato da Profumo è insufficiente. Poi concorda con Saccomanni che l’aumento dovrà essere da 3 miliardi, finalizzati alla rapida restituzione del 74 % dei Monti Bond. Strano. Profumo lavora su un rafforzamento patrimoniale da 5,1 miliardi (4,1 di Monti Bond più un miliardo di aumento di capitale). Almunia invece impone di restituire 3 miliardi di Monti Bond, e, siccome un decimo dell’aumento di capitale da 3 miliardi va in spese, la banca ci deve mettere 300 milioni suoi, mentre svanisce anche il miliardo di maggior patrimonio che Profumo voleva chiedere al mercato. Risultato: il di cui sopra “adeguato supporto patrimoniale” scende da 5,1 a non più di 3,8 miliardi, e per Mps non è una bella notizia.
Le ragioni del castigo inflitto da Almunia a Mps – compreso il ridimensionamento da terza banca italiana a banca regionale – sono scritte nel documento che il governo italiano non vuole rendere pubblico. All’assemblea del 28 dicembre scorso l’azionista Giuseppe Bivona, rappresentante del Codacons, ha sostenuto, logica e Trattato europeo alla mano, che Almunia, imponendone la restituzione, ha di fatto bocciato gli aiuti di Stato ai sensi dell’art. 108 del trattato europeo, secondo il quale una mazzata simile è ammessa se “tale aiuto è attuato in modo abusivo”. Ma attenzione: la scelta di rimborsare i Monti Bond, indebolendo la banca e ribaltando una decisione di pochi mesi prima, è tutta italiana. Per Almunia andava bene anche la conversione in azioni dei Monti Bond, che avrebbe nazionalizzato il Monte quasi azzerando gli azionisti attuali, a cominciare dalla Fondazione. Per Bruxelles basta che gli azionisti non risolvano i loro problemi con i soldi di Pantalone. Perché dunque gridare in coro “tutto, ma non la nazionalizzazione!”, visto che i soldi dei contribuenti erano stati già versati senza rimpianti un anno fa? Forse per evitare che un giorno emergano altre sorprese che – trattandosi di banca controllata dallo Stato – gravino sui conti pubblici. Qui si può solo formulare un’ipotesi, visto che il documento ufficiale è secretato nell’evidente imbarazzo di banca, vigilanza e governo.
Fino a che Mussari era presidente dell’Abi… – Per tutto il 2012 Profumo e Viola, in sintonia con Bankitalia e Consob, non hanno visto i perniciosi derivati del presidente dell’Abi in carica, continuando a battezzarli come operazioni in Btp. Così anche dopo la scoperta del mandate agreement Mps ha continuato a contabilizzare quelle operazioni esattamente come le contabilizzava Mussari, che è sotto processo per ostacolo alla vigilanza ma non per falso in bilancio. Lo ha confermato Viola il 28 dicembre scorso…, a dimostrazione di una situazione confusa, la stessa Consob ordina a Mps anche di allegare al bilancio i cosiddetti prospetti pro-forma, che mostrano il bilancio come sarebbe se quelle operazioni in Btp fossero considerate derivati: con miliardi di euro che vanno e vengono da una partita all’altra. Adesso l’unico obiettivo del triangolo Mps-Bankitalia-governo è portare a casa al più presto l’aumento di capitale da 3 miliardi: eviterebbe le insidie della nazionalizzazione e coprirebbe tutto, prima che dal nuovo esame europeo di fine anno (in gergo asset quality review) emerga un nuovo fabbisogno di capitale. O che dal documento secretato di Almunia i mitici mercati scoprano qualche scomoda verità.

UNA SPIEGAZIONE SINTETICA DELLA CRISI
Viviana Vivarelli

Una cricca di pochissimi magnati ha deciso di dare la scalata ai Paesi europei.
Hanno cominciato col riunire le banche d’affari con quelle d’investimento, così da mettere le mani sui risparmi e sui fondi assicurativi.
Hanno invaso l’Europa di titoli tossici.
Hanno risucchiato il patrimonio dei popoli creando artificialmente la crisi, hanno usato questo patrimonio vitale di tutti per le speculazioni finanziarie di pochi.
Hanno reso divinità assolute organismi creati dalla grande finanza, quali il Fondo Monetario, la Banca Mondiale, la Bce, la Commissione europea… organismi oscuri, non democratici, incontrollati, che gestiscono il futuro delle Nazioni con cinismo immenso e un desiderio di lucro e potere unidirezionali.
Ora intendono privatizzare beni e servizi, così da ridurre anche di più la sopravvivenza dei cittadini e riempire i loro forzieri.
E in questa marcia spietata del capitale, i governi sono diventati inutili, i partiti si sono assimilati, i politici si sono venduti e i popoli sono diventati vittime sacrificali, traditi da quelli stessi che li dovevano tutelare.
La crisi nasce perché Clinton nel novembre 1999 eliminò la divisione tra banche d’affari e banche d’investimento e lasciò che il mondo fosse invaso dai titoli tossici. Egli tolse la legge bancaria del 1933,Glass-Steagall Act,imposta dopo la grande depressione per porre un limite alle speculazioni bancarie e prevenire panici bancari come quello del 29. La prima misura fu quella di istituire la Fed, la banca centrale americana, per garantire i depositi e prevenire eventuali corse allo sportello delle banche. Poi si introdusse una netta separazione tra banche di affari e banche di investimento così che le due attività non potevano essere esercitate dallo stesso istituto. Si voleva evitare che il fallimento dell’intermediario comportasse anche il fallimento della banca tradizionale,impedendo di fatto che l’economia reale fosse direttamente esposta al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari. Ma poi Clinton abrogò la legge e, nella crisi del 2007 è accaduto proprio che l’insolvenza nel mercato dei mutui subprime ha scatenato una crisi di liquidità che si è trasmessa immediatamente all’attività bancaria tradizionale.
Hanno fatto il loro danno le agenzie di rating dolose che hanno condannato interi Stati, e ha contribuito per la sua parte la Bce con le norme di austerity imposte dal Fm che hanno portato alla rovina l’Europa e con le norme sul debito per cui la Bce non presta direttamente agli Stati ma ha preso da loro 16.000 miliardi di euro per prestarli alle banche all’1% così che le banche li prestassero agli Stati a tassi da usura, arricchendosi ulteriormente e cessando di fare prestiti alle famiglie o alle imprese, perché meno fruttiferi.
Basterebbe eliminare la divisione tra banche d’affari e banche d’investimento, vietare i titoli tossici, mettere un freno fiscale alle transazioni finanziarie, cambiare le regole della Bce e farla diventare una vera banca europea che presta direttamente agli Stati all’1% per avere la fine della crisi.
Ovviamente chi gestisce il sistema bancario non lo vuole, perché la crisi è stata creata artificialmente proprio per arricchire una cricca ristrettissima di magnati.

Mariapia mi manda:

Il mio villaggio
Cesare Righi

Nella stretta via
che conduce al villaggio del mio cuore
si inerpicano, ordinatamente e tutti in fila
i miei pensieri
arrivano a volte trafelati, bisognosi di ristoro
la locanda sempre aperta
non è ampia, ma accogliente

puoi trovarci la vecchietta
che è passata per un rapido saluto,
la ragazza che ho lasciato e mai dimenticata
tanti amici di spensierata gioventù
molti i visi sorridenti
ma puoi trovar qui anche gli scontenti
chi offesi senza danno
e chi col danno fui felice di colpire
sono là, in un angolino
prima o poi li inviterò alla tavola imbandita

a volte piove con raffiche di vento
raramente la tempesta
le stagioni si susseguono dolcemente
i prati sempre verdi e i fiori profumati
da un caldo sole accarezzati
sì è proprio un bel villaggio

è il villaggio che creai con tanta cura
sono io architetto e muratore
sono medico e infermiere
cuoco, servo e cameriere
sono tutto quel che serve in un villaggio
e chi vuol venire a salutare
è sempre benvenuto
ricordando che è un villaggio di montagna
si arriva per uno stretto e ripido sentiero
ma la vista è proprio bella

.
http://masadaweb.org

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