Nuovo Masada

dicembre 29, 2013

MASADA n° 1503 – 29/12/2013 – COLLOQUI CON PIERO

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Blog di Viviana Vivarelli

Quando la percezione del nostro passato cambia, cambia anche la nostra storia.
Noi non siamo la nostra storia. Noi siamo ciò che pensiamo di noi stessi.

(Isabelle Von Fallois)

Caro Piero
Natale si avvicina e sarà il primo Natale che passo da sola, dopo aver amato un uomo per 57 anni. Non so che effetto mi farà, dopo una intera vita passata con qualcuno. E’ chiaro che devo ringraziare il Cielo di questo dono e considerarlo un evento raro che capita a pochissime persone, di cui non ho merito ma che mi è capitato. Per 57 anni Io e Fabrizio siamo cresciuti insieme, nel bene e nel male, e, anche nei momenti peggiori, la vita dell’uno non ha avuto senso senza la vita dell’altro. Siamo partiti insieme da quando eravamo bambini e io portavo ancora i calzini e lui i calzoncini corti, siamo cresciuti insieme, e ora so che dovrò ‘crescere’ da sola e mi sembra così’ strano! E’ molto più che avere perso un compagno, è come aver perso un braccio o una gamba, una parte di se stessi. E’ come un gemello che perde l’altro gemello, anche se sono diversi. E’ una esperienza bizzarra a cui non so se mi abituerò e, anche se so che ora lui è felice e sta molto bene dopo aver sofferto negli ultimi tempi tanto dolore, tutto mi sembra strano, come nascere due volte e non essere preparata a questo, non aver mai pensato che potesse accadere. Ma quando mai si è preparati a una perdita tanto importante? Non so quanto ci vuole ad elaborare un lutto così, o forse può essere che non si possa farlo mai e sia giusto lo stesso.

Per 9 mesi io ho sentito mio marito vicino da tanti piccoli segni, ho parlato con lui mentalmente, gli ho fatto delle domande e lui ha risposto. Questa cosa mi ha confortata molto e mi ha dato l’impressione di non essere veramente sola. Dopo questi primi 9 mesi, non lo sento più. Nei miei corsi ho sempre detto che 9 sono i mesi che ci vogliono a preparare una nascita e dai sogni e segni premonitori di morte possiamo dedurre che 9 sono anche i mesi che preparano la morte. Come ci vogliono 9 mesi per nascere, così ci vogliono 9 mesi per morire. E ora ritrovo i 9 mesi dal fatto che mio marito non si fa più
sentire. Forse anche per tornare a una nuova vita dall’al di là ci vuole questo tempo. Posso solo sperare che se Fabrizio è rinato o è passato a una nuova esperienza di vita, ciò sia per il meglio del mondo.
Sicuramente ha avuto i suoi difetti come tutti, sicuramente io come moglie ho subito i suoi difetti più dei suoi amici o di sua figlia e li ho visti e patiti maggiormente, ma sono convinta che sia stato un grande uomo e soprattutto un uomo che ha dato agli altri tanto amore e posso solo sperare, se la catena delle nostre vite ha un senso e una sua continuità, che la sua prossima incarnazione sia di nuovo quella di una persona buona che fa tante cose per il mondo.
Mi spiace che i suoi nipotini non abbiano avuto la conoscenza e l’esempio di questo uomo grande e buono, ma posso sperare che attraverso mia figlia e o in modo a noi imperscrutabile le sue doti migliori siano ereditate dai miei piccolini e che un giorno si potrà vedere qualcosa di suo in loro e che mia figlia parli di questo grande nonno a loro che l’hanno conosciuto poco

Viviana

Cara Viviana
In quello che per me è uno dei film più belli che ho visto, ” Merry Christmas Mr Lawrence ” (un film che ha più di trent’anni. ambientato durante l’ultima guerra mondiale, giapponese) c’è una frase che mi si affondò nella testa la prima volta che lo vidi, senza mai più andare via. Più o meno dice così: “Ogni persona lascia nella vita di tutte le persone che lo hanno conosciuto un seme. Lo lascia sempre. E grazie a quel seme chi è morto continua a vivere”.
Perché quel seme finisce sempre per germogliare dentro di noi, mettendo radici, rami, foglie, fiori e quindi nuovi frutti e nuovi semi che poi si spargeranno nel mondo.
Io non credo nell’aldilà e sono un agnostico curioso per quello che riguarda la reincarnazione. Però credo nel potere creativo e consolatorio del ricordo. Di ogni ricordo. E’ nel nostro ricordo che continuano a vivere e a lasciare semi le persone che non ci sono più. Morirebbero davvero solo se il loro ricordo sparisse del tutto. Ma in realtà non moriranno mai, perché noi avremo intanto lasciato i nostri semi negli altri. Semi che non potrebbero esistere senza le persone che abbiamo conosciuto e amato. Semi che continueranno poi a mettere radici in altre persone anche quando non ci saremo più. E così dentro quel nostro seme che lasceremo negli altri ci sarà sempre un pezzetto di loro,
di quelli che da tempo non sono più vicini a noi su questo lato dell’universo. Così sarà finché ci sarà sulla terra una creatura capace di ricordare.
E’ questo il mio concetto di eternità. Forse un concetto troppo laico, ma l’unico in cui credo davvero. Per questo odio tutto e tutti quelli che cercano di rubarci il ricordo e lo spazio del ricordare. Sono solo stupidi distruttori di eternità.
Fabrizio è nel mio ricordo e lo sarà sempre. E’ stato e sarà sempre per me il fratello grande che non ho mai avuto. E’ stata l’unica persona per la quale ho pianto quest’anno. Pianto di pena. Pianto di rabbia per non aver potuto fare di più per lui.
Fabrizio vive nel nostro ricordo . Di Alessandra, Francesco , Chiara. Di tutti quelli che lo hanno conosciuto.
Le possibilità che possa allontanarsi per sempre, come vedi, sono davvero nulle.
Ciao, e grazie della tua bellissima lettera.
Vivi serena il tuo Natale
Piero

Caro Piero
ogni volta che mi scrivi resto colpita dalla ricchezza dei tuoi sentimenti e dalla bellezza del modo con cui li esprimi, per cui pubblicherò anche questa lettera per farne partecipare anche altri perché ognuno ha il diritto di godere di una cosa bella e terrò questa nel cuore.
So che la filosofia che ognuno ha della vita dipende dalle esperienze che ha avuto, e io ho avuto la possibilità, rara e per alcuni impossibile, di avere delle esperienze paranormali che mi hanno dato una visione molto diversa della vita oltre la morte. Dopo la diagnosi di morte a breve ricevuta a 35 anni in un sanatorio per impossibilità respiratoria congenita dovuta al fatto di essere nata con 4 bronchi, la mia testa si è rovesciata di colpo. Lo shock della diagnosi è stato tale che, da una parte ho vissuto i 7 anni successivi aspettando la morte e dunque in depressione, dall’altra ho ripreso di colpo a respirare normalmente senza avere mai più asma o bronchiti croniche. Insomma sono guarita e nelle lastre successive la malformazione per nascita che mi aveva fatto ammalare per 35 anni era totalmente scomparsa. E’ uno di quei casi che nessuno potrà mai spiegare: 35 anni di malattia, 35 anni di salute. Secondo la scienza medica: una cosa senza senso. Il fatto terribile è che sempre di colpo credevo di essere schizofrenica perché sentivo voci, vedevo forme, sentivo profumi ecc.. insomma era cambiata la mia percezione delle cose e vedevo e sentivo cose che prima per me non esistevano. Oltre a ciò se qualcuno si sedeva di fronte a me riuscivo a mettere la mia mente ‘di lato’ e vedevo la sua storia passata e futura come se si svolgesse in un video tra gli occhi. Sentivo anche fisicamente i suoi dolori fisici ecc. Insomma tutto il repertorio di ciò che chiamiamo ‘paranormale’.
Essendo sempre stata una persona razionale e avendo avuto una educazione razionale, ne ho concluso di ‘essere pazza’, il che non ha fatto che aggravare la mia depressione. Non solo dovevo morire a breve ma avevo anche perso il lume dell’intelletto. Oltretutto, dovevo nascondere questa cosa per non essere derisa e internata. I ‘fenomeni (chiamiamoli così) sono proseguiti per 29 anni, periodo in cui ho fatto di tutto per ‘guarire’. E alla fine ci sono riuscita e ora non li ho più. In tutti questi anni, però, ho cercato anche altre vie per spiegare quello che mi succedeva, ho letto ogni sorta di libri, ho fatto ricerche in culture diverse, ho contattato ogni sorta di persona, sono stata a convegni sul paranormale ecc. e, a parte una moltitudine di ciarlatani, ho incontrato persone molto strane, che erano, se posso dirlo, ‘peggio’ di me. Ti dico questo perché in 29 anni di fenomeni paranormali ho cambiato totalmente la mia concezione della morte. Intanto ora la vedo solo come una trasformazione per cui la morte come fine non esiste, poi ho vissuto per molte volte l’esperienza del tunnel che ho riavuto la notte prima che Fabrizio
morisse e ho avuto anche tre ‘rivissuti’ di tre morti mie precedenti, ho visto ‘fantasmi, ho rivisto alcune persone morte di famiglia ecc .
In questi giorni ho letto un libro bellissimo su cui voglio fare un report: “Allucinazioni” di Oliver Sacks, un autore che mi piace moltissimo e di cui ho varie opere e se vuoi te le presto. Ovviamente il libro è scritto da un neurologo, non scomoda sensitività o spiritismo, si attiene a spiegazioni puramente patologiche. L’ho letto con grande interesse, prima di tutto perché diceva che si possono vedere forme, sentire odori ecc, senza essere schizofrenici ma per patologie della corteccia cerebrale, poi perché mostrava come certe ‘apparizioni’ siano comuni e si ripresentino con modalità simili in soggetti diversi. Tutto molto interessante e razionale. Però Sacks non mi ha risolto un problema, una cosa che io avevo e che non ho riscontrato nelle persone che ho cercato e interrogato. Il fenomeno è questo: se per es, io vedevo una figura umana passare nella stanza sapendo che non poteva esserci, e se c’erano con me altre persone (per es, le 20-25 dei miei corsi), se qualcuno dei presenti aveva un minimo di percezioni straordinarie, senza che io ne dicessi nulla, lo vedeva anche lui, o sentiva anche lui la voce o il profumo, a volte anche due o tre persone insieme, con loro grande stupore. E questo non è spiegabile con la soluzione dell’allucinazione soggettiva e dava al fenomeno una oggettivazione non giustificabile con la singola patologia. Io non ho trovato nessuno che avesse questa capacità, ma io ce l’avevo. E Sacks questo non me lo spiega. L’oggetto paranormale sembrava avere una sua oggettività o realtà in quanto percepito allo stesso modo da più persone, come se io trasmettessi la stessa percezione telepaticamente o aumentassi a qualcuno le capacità di riceverla funzionando come un’antenna.
Dopo di che non pretendo di avere in tasca alcuna soluzione. Il mondo è pieno di cose non spiegabili che forse lo saranno un giorno. Posso solo dire che il tutto è più misterioso di quel che crediamo, che sulla morte (come sulla vita) non sappiamo nulla e che ognuno può forgiarsi la sua concezione dell’al di là o di questa esistenza come vuole.
Io credo che la morte non ci sia, c’è, appunto, solo una trasformazione e posso accettare anche che vi sia un senso nel persistere del mistero e nella scelta di ognuno di crearsi la realtà come crede che sia, in fondo anche questo fa parte della libertà. Forse siamo tutti proiezioni irreali di qualcosa che chiamiamo realtà. Siamo, come dicono gli Induisti, “il sogno di Brahman che sogna il mondo” e che, probabilmente, fa sogni diversi per ognuno di noi e anche questo è il bello della vita.

Viviana

Cara Viviana
Li chiamano Ponti Sottili. O almeno i buddisti li chiamano così. Il Dalai Lama ha scritto un libro sull’argomento, molto bello, nel quale vengono riportati dialoghi che ha avuto con uomini di scienza. Quindi con i paladini della ragione.
Sono ponti che legano il mondo di qua da altre condizioni dell’essere. Diciamo da altri mondi, da infiniti mondi,che non vivono in un al di là, ma accanto a noi.
Crederci, non crederci. Come dici tu credo che la realtà non sia una sola, ma che esista una realtà individuale. Quindi esistono infinite realtà. Dato che una mente, o almeno la mia mente difficilmente riesce a spogliarsi del tutto della razionalità e delle sue dinamiche, io ho sempre cercato di capire se poteva esistere davvero, dimostrabile e concepibile una struttura dell’esistere così, convinto in fondo che non potesse esistere.
Sbagliavo.
Io ne capisco il giusto, perché un medico è un meccanico dell’umanesimo, ma resta pur sempre un umanista, ma questa “razionalità dell’irrazionale ” esiste. Le frontiere della fisica stanno spalancando una finestra immensa su possibilità di stralunata bellezza, capaci di destabilizzare ogni credenza incrollabile. L’universo è molto, ma molto più complicato e difficile da descrivere di quanto siamo abituati a immaginare.
Gli universi sono probabilmente infiniti e sovrapposti. Vivono separati, non conoscibili, non rilevabili, ma… Ma ogni tanto si creano dei ponti fra i mondi, gli spazi e i tempi (uso volutamente il plurale). Ponti effimeri, impalpabili, difficili da percepire. Ponti sottili appunto. Gli scienziati li chiamano in molti modi, usando appunto la metrica della ragione. A me piace chiamarli come li chiamava un vecchio saggio del secolo scorso, Aldous Huxley: ‘porte della percezione’. Non le apriamo con le dinamiche della ragione. Non sappiamo neppure come si faccia ad aprirle. Però ho sempre creduto che quella che chiamiamo comunemente sensibilità di una persona sia in realtà una inconscia capacità di aprirle quelle porte, di oltrepassarle, di mettersi in contatto con altre dimensioni del mondo. Per un attimo, un secondo, un’ora. A volte una vita. In questo ultimo caso di solito chiamiamo quelle persone pazzi.
A me piace pensare che tutto questo sia vero. Spiegherebbe – sempre se abbiamo un bisogno personale di spiegazioni – tante cose.
Mi spiegherebbe tante cose, tante visioni aliene del reale, qualsiasi sia il significato di questa parola.
In fondo, se ci pensi, tutti , anche i più inconsapevoli, stanno percorrendo questa strada.
Come spiegare altrimenti la ricerca ineliminabile di un “aldilà” che ogni essere umano passato su questo mondo ha avuto, ha e avrà sempre?
Ciao.
Piero

Ciao Piero
ancora una volta hai scritto una pagina di grande bellezza, ma non so quanto nei tuoi pensieri resti nella sfera della pura poesia e quanto apra una reale perlustrazione dell’esistente. Purtroppo il passo dalla sfera estetica a quella empirica non dipende solo dal senso della bellezza né dalla funzione della volontà ma mi è impossibile dirti se vi sia una chiave che permette il passaggio dal reale solo immaginato o desiderato al reale anche percepito.
Appena rientrerò in me, proverò, sempre che ci riesca, a tornare al colloquio con l’angelo o mi farò venire qualche idea su qualche forma nuova di meditazione. Per questi ultimi mesi credo di aver lasciato poco posto alla mia parte spirituale, anche se l’anima cresce anche con le mani e la fatica. Conosco solo di nome Huxley ma è un buon segno per farmi ricominciare a leggere qualcosa. Ormai sono in cerca di segni. Nella mia mente l’evoluzione ha proceduto sempre in modo discontinuo, come probabilmente deve essere ovunque nell’universo. C’è sempre stata una persona, una parola, un libro, un incontro, che hanno fatto scattare un salto di consapevolezza. Nei momenti critici, come questo attuale di lutto, quando mi sono sentita disancorata, randagia e priva di una meta, mi sono rivolta a questi segnali, come fa il cieco che cerca inconsciamente la luce. Bene dunque per Huxley.
Huxley diceva: “L’esperienza non è ciò che accade a un uomo. È quello che un uomo fa con ciò che gli accade“, bella frase, che si può trasporre a tutto, alla filosofia come alla musica, anche udire suoni non è essere musica, ma anche questa frase non costituisce chiave alcuna per spiegare cosa scatta nella mente per far sì che essa penetri nei livelli diversi dell’esistente. Credo che il paragone con la musica sia centrato. Anch’essa, come la realtà, è fatta per entrare nella percezione, ma per essa come per ogni esistente esistono nella percezione vari livelli possibili di cui il minimo diverge grandemente dal massimo e ciò che dalla musica l’anima può trarre entra in una scala infinita di bellezza. Per i grandi musicofili, quello che sembra il grado massimo di godimento musicale è varcato in un senso impossibile ai più. Ugualmente, per ogni nostra percezione, può esistere una scala pressoché infinita di possibilità, e un apparente ultimo margine che qualcuno può ancora superare d’un balzo.
Quello che vorrei spiegare è che ho il senso che i ponti sottili non sono lanciati tra noi e qualcosa fuori di noi, ma in noi da un grado di essenza a un altro e che la trasformazione suprema non sia il viaggio dello spazio ma il viaggio attraverso i livelli dell’anima. Nella Genesi Giacobbe, spossato per il viaggio, cerca un masso liscio, se lo adatta a guanciale, si sdraia e la stanchezza gli concilia il sonno. Ed ecco aprirsi davanti a lui la magia di un sogno: “Una scala poggiava sulla terra, la sua cima raggiungeva il cielo. Ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa”. Il sogno è stato interpretato variamente nel tempo, ma per me quello che dice è che conta il viaggio all’interno di me stessa e il mio concetto di scala corrisponde al senso induista per cui esiste una scala di consapevolezza per ognuno dei nostri chakra.
Dunque penso che non esista un dentro e un fuori ma una graduazione lenta di livelli che si dilatano come possibilità in un dentro/fuori indifferenziato.
Questo mi fa venire in mente uno scritto medianico che ebbi molti anni fa e che era anche accompagnato da una immagine. Probabilmente da un po’ il mio inconscio stava lavorando sul tentativo di dare una definizione razionale a concetti quali l’anima o lo spirito o l’angelo che sembrano più fantasiosi che reali. E mi apparve un disegno con un fascio di semirette che partivano da uno stesso punto zero per tracciare un fascio di angoli che si aprivano verso l’infinito.
E la voce disse e io scrissi:
Quando la mente va dentro se stessa, essa sprofonda in sé come fosse al centro di altre menti, che la circondano all’infinito (immagine di un punto dentro cerchi concentrici).
E’ per questa via che essa può attraversare i balzi discontinui che la separano dalle altre visioni, perché ogni visione è un mondo.
Se dunque nel nostro spazio tridimensionale, il tempo si percorre come quarta dimensione, potremmo dire che la quinta è la dimensione psichica, l’occhio psichico, che permette il passaggio, perché se tu sei nel luogo della superficie del visibile sei esteriorizzato in un mondo fattuale A o B (cerchio piccolo o cerchio maggiore), ma se arretri al centro della visione, nel punto zero, entri nella possibilità di proiettarti nelle visioni infinite o almeno in quelle più prossime (immagine di un punto a sinistra da cui esce un fascio conico di semirette verso destra, racchiuse in cerchi sempre più grandi, segnati a partire dal punto origine come A, B. ecc.).
Ecco perché l’arretramento della visione fino al punto vuoto, senza alcun contenuto, non è più il percettore del mondo ma il centro della proiezione stessa.
Poiché, tuttavia, nessuno ha la dominanza di ciò che vede e una forza di gravità ti fa ricadere nel mondo che ritieni il tuo primario e nella percezione obbligata su cui radichi la tua sicurezza, le proiezioni saranno labili come scene su uno schermo e tu continuerai a ritenerle sogni privi di realtà immediata o fantasticherie. E tuttavia, anche nei limiti delle tue certezze, ti è aperta una possibilità di penetrare alla radice di te, dove è lo sguardo di tutti gli sguardi, e questa via si chiama “liberazion
e”.

Ricordo che quando vidi questa immagine e sentii questa voce, tutto mi apparve chiaro in modo abbagliante, mentre adesso che riscrivo tutto a freddo, mi sembra lambiccoso e difficile da capire. Ma ciò che ne traggo è l’insegnamento che per procedere devo tornare indietro, e per avanzare devo ricominciare. Infatti non può esservi fiume se non si torna alla sorgente e non può esservi vita se non si rinasce dal principio. Ma anche questo è una cosa facile da dirsi e difficilissima da fare, perché richiede la spoliazione di ciò che si crede di essere e la perdita di ciò che si crede di aver trovato. E la semplificazione non è mai solo delle cose materiali ma dei lati del proprio carattere a cui ci stringiamo come a un vestito che stringe la nostra identità, mentre è solo l’essere temporaneo che l’anima attraversa nel suo cammino.

Bene. Chiamerò i nostri scritti “Colloqui con Piero”. E spero di poterli continuare, se mi aiuti.
Nessuna via può essere percorsa nel mondo da soli, ma possiamo incontrare compagni fedeli sul nostro cammino che ci rendano lieve il viaggio verso Compostela.

Viviana

Mi piace l’idea dei ” Colloqui con Piero “.
Vedi, io la penso come te, per quasi tutto.
Ma soprattutto per l’idea del viaggio interiore.
Io credo che ogni viaggio nello spazio e nel tempo sia in realtà un viaggio dentro noi stessi, con la meta di conoscersi. Probabilmente una meta non raggiungibile.
Ma, come sai bene, la meta in fondo è sempre il viaggio stesso.
Ti saluto raccontandoti una storiella che chiarisce meglio quello che intendevo nella mail precedente.
Qualche anno fa un mio amico, guarda caso anche lui ingegnere elettronico, ma soprattutto appassionatissimo di fisica (e, credimi, molto altro ), cercando di introdurmi nel mondo da lui ben conosciuto della fisica quantistica, mi spiegava un esperimento che era stato fatto e che sarebbe poi stato confermato più volte. Bene, mi diceva questo amico, pensa a due particelle atomiche che giustificano la loro esistenza e le loro proprietà solo in coppia con un’altra particella, simile, ma diversa. In pratica vivono sempre unite e spariscono sempre insieme. Lo fanno nella loro dimensione temporale fatta di nanosecondi, ma lo fanno. Queste particelle esistono e noi adesso siamo in grado di individuarle, isolarle e separarle. Le rendiamo autonome e in grado di vivere lontano dalla compagna.
Bene, se interagiamo con una di esse, creando una modifica di stato, anche l’altra particella, separata nello spazio da un solo millimetro, ma equivalente ad anni luce nella nostra scala dimensionale, anche l’altra particella modificherà il suo stato in modo analogo. E’ come se una forma di energia a noi sconosciuta si trasferisse istantaneamente dall’una all’altra.
Insomma, continuano ad essere inseparabili.
Questo è uno dei Ponti Sottili.
Mentre pensavo alla bellezza del concetto, affascinato da quel viaggio che il
mio amico mi stava portando a fare, non potevo fare a meno di affiancare quel comportamento fisico che si potrebbe definire bizzarro a quelle che noi chiamiamo, grazie a Goethe, “affinità elettive”.
E come, alla fine, niente sia più reale dell’immateriale e dell’impossibile.
Ciao.
Piero

“Tornate tiempo”, poesia uruguayana

Prenditi tempo
per amare ed essere amato
perché questo è il privilegio dato da Dio
Prenditi tempo
per essere amabile
perché questo il cammino della felicità
Prenditi tempo
per ridere
perché il riso è la musica dall’anima
Prenditi
tempo
per dare
perché il giorno è troppo corto
per essere egoista.

.
Cara Viviana
Grazie per il Chianti e ancora di più per la poesia.
Ti rispondo con una poesia che mi ha mandato nei giorni scorsi un vecchio
amico rivisto dopo anni.
Parla in fondo delle stesse cose di cui parla la tua.
Parla del tempo e del bisogno di ritrovarlo accanto a noi, di trattenerlo.
Penso che sia e ancora di più sarà un bisogno sempre più comune e sempre più sentito.
Ciao e ancora auguri.
Piero

AUGURI DEL SOLSTIZIO D’INVERNO

Rallenta
Dai a questo Natale i tempi
Del gesto minuto e cauto.
Concediti la grazia degli altri.
La loro irrisoria differenza.
Ascolta i lontani e quelli più vicini
Abbracciali.
Trattieni il loro calore.
Come fiato sul vetro.
E stai con te stesso, aperto
Come la tua lettura preferita
Il tuo diario, il tuo confidente.

Così che il Natale non trascorra
Ma ti accada.

Adelchi Vienca

Allora, caro Piero, in senso lato, noi siamo tutti collegati da ponti sottili, visto che, forse, discendiamo da una particella sola, matrice dell’Universo. Siamo tutti uno in quanto discendiamo da uno stesso big bang iniziale e non lo sappiamo.
Del resto sempre più i fisici tendono a considerare l’universo come una danza intelligente interconnessa, in cui non sono così nette le differenza tra animato e inanimato e tra io e non io. L’interconnessione immateriale che ci lega a tutte le cose era balenata più volte alla mente di non scienziati, persone semplici, filosofi, saggi, santi, guru, poeti… come intuizione non della mente logica ma di quella creativa, ma Einstein ha provato che l’uomo oltrepassa molto i limiti di se stesso quando le parti del suo cervello, ragione e intuizione, lavoravano insieme e ai fisici quantistici l’universo appare sempre più come una immensa poesia.
A poco a poco la fisica moderna si è ‘smaterializzata’, ha perso le caratteristiche di una misurazione empirica per avvicinarsi a una filosofia mistica. La parola ‘mistes’ del resto sottende ciò che è mescolato. E il massimo della mistica è, appunto, sentirsi tutt’uno con la altre creature e con l’essere creante.
Nel tempo le particelle corpuscolari hanno lasciato il campo alle onde, la massa al movimento, la misura al significato, l’oggetto separato dall’io all’io implicato con la natura. E si è intuito che l’osservazione modifica il campo dell’osservato per cui non esiste l’osservazione oggettiva ma la mente dell’osservatore d fronte alla natura dà luogo a un ‘incontro’.
Con la fisica quantistica si entra nell’osservazione sottile del mondo, che viene intuito non più’ come massa/materia peso e causa, ma come informazione, movimento, relazione e significato. Danza.
Così la fisica diventa bellezza e stupore e si confonde con la poesia.
Sri AUROBINDO, che era un grande mistico indiano, disse: “Ciò che sta dentro di voi e cerca di conoscere e di progredire, non è la mente ordinaria, ma qualcosa che sta dietro di essa e ne fa uso”.
Analogamente Jung credeva che vi fosse un flusso di energia spirituale universale che emergeva negli uomini di tutti i tempi, producendo quello che chiamiamo storia delle civiltà.
E’ ovvio che se è cambiata la relazione dell’essere pensante col mondo pensato, a maggior ragione deve crescere il senso della correlazione di tutti gli esseri pensanti tra loro. Forse nasciamo da una stessa matrice e se l’apparenza è la lotta e la separazione, il senso profondo è L’AMORE, l’unione.
Ma la correlazione pur esistente tra l’io e gli altri io è da intendersi in due modi: uno è quello inconscio che ci lega alla famiglia umana e all’ecosistema che ci contiene, l’altro è la correlazione fattiva intesa come spinta alla relazione e soprattutto al non-giudizio nei confronti del nostro prossimo, inteso in un senso politico.
In verità, se vogliamo vivere la politica dell’insieme come cura del suo ordine e della sua chiara evoluzione, io riesco a capire, nel mio operato, solo la relazione teorica che mi lega ai miei simili in quanto miei simili ma non riesco ad arrivare al non-giudizio, in quanto il giudizio per ma fa ancora parte della necessità di lotta. Ma correlazione e lotta sono antitetiche. E questo pone un dilemma che può essere facilmente superato dall’eremita ma che deve in qualche modo deve essere risolto dall’uomo che si relaziona socialmente e tende a modificare i paradigmi politici della sua società.
Io questa aporia non l’ho risolta anche se sento confusamente che nella sua soluzione ci starebbe anche l’armonia delle parti divergenti di me.
Ma questo è un altro problema

Viviana

A Viviana da Piero
Confucio e Lao Tzu
Uno serve per governare i popoli, il che implica ovviamente una ideologia, a sua volta preceduta da un giudizio ( o pregiudizio, come diceva Goethe).
L’altro serve per governare noi stessi, per cercare la strada che porta a noi stessi.
E’ il dubbio che ho sempre avuto leggendo i testi delle religioni/filosofie orientali.
Quasi tutti prevedono una non interferenza verso i compagni di viaggio su questa terra che non è mai accettabile fino in fondo.
O Meglio, può essere accettabile in un regime non democratico, in una teocrazia come era/è la Cina.
In un regime di questo tipo il giudizio è superfluo, perché la via del quotidiano è già assegnata, quindi segnata..
Sai, più ci penso e più mi convinco che il concetto di “occidente” si identifica con il concetto di democrazia. La forza della democrazia sta nella competizione (intesa in senso positivo, naturalmente, non di sopraffazione, come sempre più spesso ci tocca vedere ), quindi nell’interferenza reciproca. Quindi nel giudizio.
Non si scappa.
Diciamo allora che lottiamo per affermare il diritto di tutti a credere in una organizzazione diversa del pensiero e del mondo. Anche a sentirsi fuori dall’ordine del mondo.
In fondo si tratta di una forma di eremitaggio attivo, se mi si perdona l’ossimoro.
Quello che dici sulla fisica è esattamente quello che penso io.
Ciao.
Piero

Ciao Piero
Natale è passato, per fortuna, così è passato anche l’obbligo di passarlo nella gioia. Ho cercato di viverlo al meglio tenendomi occupata a preparare dei regaletti per Natale e portandoli a casa degli amici. Questo mi ha tenuto impegnata per tre giorni e ho anche rimediato dei baci da due bei ragazzi, il che non è male.
Da un po’ sono molto disappetente e non mi piace nulla di quello che mangio, per cui continuo a conservare la mia perdita di 8 chili come una benedizione. Anche il pranzo di Natale è stato buttato, non credo fosse così cattivo, comunque era poco. Ma imparerà a gustare di nuovo la vita.
Per il resto continuo ad avere impedimenti e ostacoli ma mi pare di reggere al meglio e sono contenta di questo, mi fa sentire bene.
C’è una frase che ho sentito in un bel film detta da un bambino debolino che non sa affatto giocare al calcio. Il suo preparatore vuole espellerlo, ma lui dice: “Non lo faccia! Posso solo migliorare!“. Bene, se io non sarò come voglio essere o la vita non sarà come io la vorrei, penserò che tutto può solo migliorare! Sarà il mio motto.
Stamattina ho sognato che dovevo tenere una conferenza, ma il pubblico era distratto e disturbava, c’erano molestatori esterni, un vento cattivissimo di tempesta scompigliava i miei fogli e io stessa ero in grande agitazione. Alla fine ho abbandonato il tavolo, mi sono avvicinata al mio pubblico, ho creato all’impronta un testo nuovo e, con una voce forte e precisa ho attratto l’attenzione di tutti, gridando frasi brevi e nette. Ho chiesto qual’è la cosa di cui nessuno può fare a meno, la prima in assoluto di cui abbiamo bisogno per vivere. Ed era l’IO.
E di che cosa l’IO ha bisogno sopra ogni cosa per resistere e sopravvivere: DELL’AMORE PER SE STESSO. Senza questo amore non si può fare niente. Se non si ama e non si stima se stessi non si potrà fare nulla nella vita.
Ma questo amore non deve essere eccessivo né scarso. Deve essere giusto e consapevole. Soprattutto non deve prendersi troppo sul serio per non trasformare questo IO in un EGO, di cui né noi né il mondo hanno bisogno. Per cui l’IO deve essere il mezzo e il modo per aiutare gli altri. E potrà farlo se è guidato da due doti e una è l’EQUILIBRIO.
Dicevo nel sogno: “Dobbiamo avere la LEGGEREZZA del funambolo che cammina sul filo e la GRAZIA della ballerina che danza”. Per cui impareremo a vivere sfuggendo gli eccessi come le pesantezze, senza incombere sugli altri e su noi stessi col troppo ma senza privarli col troppo poco. E soprattutto impareremo a vivere con UMORISMO. Questa è la seconda dote. L’umorismo è l’intelligenza che può permetterci di sorvolare la vita, che è poi l’unico modo saggio di viverla, superando i dettagli, sperando nel disegno di insieme, distaccandoci dagli eccessi come dalle mancanze, mantenendo fede nella speranza e creando il nuovo. L’umorismo è una ricchezza di per sé che può relativizzare il reale, rendendolo molto migliore, una qualità che può fare di noi i signori della vita, riportandoci al centro leggero del mondo, è una dote che non cancella i problemi ma ci dà la visione necessaria a resistervi senza esserne inghiottiti. E’, infine, gioia pura alla porta del cuore.
L’umorismo è la padronanza su quanto ci accade e anche la vittoria sulle nostre reazioni negative, è il non permettere a nulla di sopraffarci. C’è un film molto bello, “Fiori d’acciaio”, dove un gruppo di amiche riesce a far fronte insieme allo strazio della morte di una di loro con la tenerezza sorridente dell’amicizia. “Tra lacrime e risate, le sei amiche instaurano una formidabile unione femminile, come dei delicati fiori fatti d’acciaio che non si spezzano di fronte alle avversità più dure”. Ognuno di noi deve essere un fiore d’acciaio sopratutto nei riguardi di se stesso. DOBBIAMO ESSERE I MIGLIORI AMICI DI NOI STESSI! E non fare nulla che non vorremmo fare a un caro amico o che lui facesse per sé! Spero di diventare anch’io una “Steel magnolias” e prometto che farò quello che posso per essere forte e ridere delle mie debolezze e delle difficoltà che incontro sul cammino. Voglio andarmene da questa vita con un sorriso, perché vorrà dire che non mi avrà vinto niente e nessuno. Nessuno può vincere un uomo che sorride.
Ma soprattutto il nostro amore deve RIDERE DI NOI STESSI! Perché solo ridendo del nostro EGO sovrastimato o sottostimato avremo speranza di maturare e di crescere. Jung diceva che “si evolve anche nel coma” e dunque c’è speranza di migliorare un po’ per tutti, soprattutto per noi. Comunque vada “Si può solo migliorare!” Questa è l’unica crescita che possiamo augurarci per l’anno nuovo e per quelli che verranno finché ne verranno.
Ma soprattutto ogni giorno dobbiamo fare un piccolo passo avanti e lo faremo se ci ricorderemo che noi non siamo soli e che ogni occasione è buona per imparare.
A questo proposito ti riassumo la bella lettera che ho ricevuto oggi dalla mia consuocera scozzese, Catriona, che ha 72 anni come me ma che è un arcobaleno là dove io sono a stento un piccolo colore.
Catriona è una volontaria della Nuova Chiesa d’Inghilterra e ha passato la vita lavorando per gli altri, prima come ostetrica nella foresta dell’Amazzonia e in altri posti molto duri, poi in una missione protestante per 20 anni coi bambini poveri dell’India e ora raccoglie aiuti di ogni tipo per il terzo mondo.
Nella sua lettera agli amici Catriona racconta che ha perso tutta la memoria del suo pc che si è fuso e dunque anche tutte le sue foto tanto care e i suoi ricordi, i suoi indirizzi, i suoi documenti e li chiede agli amici sparsi in tutto il mondo. Dice che quest’anno, lei e John, hanno celebrato il ‘Ruby Wedding Anniversary’ i 40 anni di matrimonio, e sono venuti da loro amici e familiari che hanno percorso distanze considerevoli.
E che in maggio ha unito il suo compleanno con quello della sua nuora Nicoletta e con i due figli e le loro famiglie e ha passato una settimana in Italia. “Tenersi in contatto è molto importante per noi”.
Dice che continua a operare per la Chiesa dell’Università e le piace condividere il culto con nuovi studenti provenienti da tutto il mondo.
Malgrado la non giovanissima età, frequenta corsi sui gioielli in argento e vende la maggior parte di quello che fa per raccogliere fondi per un progetto di charity in India: “INDIA SHARE”, che, quando sarà completato, porterà alla costruzione di una scuola universitaria a Bangalore.
Racconta che i tagli del governo inglese hanno spazzato via delle classi di insegnamento, tra cui quello di arte, insegnata dal marito, ma non si sono persi d’animo e lo hanno continuato in una nuova sede sopra una Coop locale ed è stato bello riprogrammare tutto. Racconta che la loro vecchia casa lasciava passare il freddo, che a Manchester è molto duro, e hanno lavorato per coibentarla e a tal fine hanno aiutato anche altri a risolvere il problema dell’isolamento includendo per sé e per gli altri un corso di sei settimane per migliorare le loro case. Così anche il loro problema è diventato un modo per aiutare tutti.
Lei e John continuano a fare i volontari e vanno a incoraggiare i familiari che si occupano di un parente con demenza.
Hanno anche partecipato alla conferenza annuale organizzata dalla loro Chiesa sulla povertà, in cui sono state denunciate molte ingiustizie nel Regno Unito e in cui sono hanno parlato dei progetti di aiuto, tra cui le banche alimentari (aiuti in cibo ai più poveri, il cui intervento si è triplicato in Inghilterra a causa della crisi che ha colpito duramente tre milioni di persone).
Catriona è meravigliosa e la sua lettera non ha bisogno di commenti. Con tutta l’ammirazione per una persona tanto migliore di me, chiudo con le sue parole:
“Credo nella visione che un giorno il Leone si stabilirà con l’Agnello, e un piccolo fanciullo li condurrà”.
Qualunque sia la nostra lotta, il messaggio di Natale di nuova speranza è fondamentale per la nostra vita“.

Io parlo solo in teoria, Catriona pratica la vita e la pratica secondo la dote più importante di tutte quelle che ho citato e che è L’AMORE.

Auguri per il prossimo 2014
Viviana

.
http://masadaqweb.org

Il Murale di Napoli citato nella posta da Doriana

La poesia mandata da Cristina con un suo disegno “Dondolio su una tumultuosa cascata”

Cristina cascata

Cristina ha scritto con calligrafia molto elegante:

Care amiche, cari amici

in questi tempi di incertezze
e precarietà vorrei estendere a voi tutti
l’augurio per il nuovo anno, che ho

formulato prima di tutto con me stessa.

“Poter compiere in serenità e padronanza
ciò che meglio so fare
e che possa esprimermi veramente”
.

Il piccolo gibbone che ho tratteggiato
si dondola,
dimentico del mondo,
appeso a fragili fili al di sopra
di una tumultuosa cascata.

Lui può farlo veramente, e per noi, ahimé,
vale anche solo tenerne
nel cuore e nella mente … la metafora

(Il gibbone equilibrista è realizzato con il nero-fumo (barretta di inchiostro solido che si stempera lungamente nella vaschetta in pietra) e un po’ di guazzo. Questo è un piccolo omaggio al mio pittore preferito, Wanabe Kyosai, detto “il demone di pittore che dipingeva i demoni”. In Europa ed in Italia non è noto come Hokusai, Hiroschige, Uttamaro, ecc , credo perchè gli artisti che fanno satira hanno sempre avuto una vita piuttosto dura. Lo stesso Kyosai ha scontato un sacco di anni in carcere per il suo profondo senso di trasgressione. Ha messo alla berlina tutti i potenti del suo tempo, inclusi i capi religiosi. Figurati, lui era un buddista figlio di un maestro di spada e quindi faceva parte della rispettata e onorata classe samuraica… Probabilmente lo consideravano una scheggia impazzita.
Un abbraccio
Cristina

24 commenti »

  1. POSTA : AUGURI DI BUON NATALE

    Vi mando la foto di un murales di Napoli: “La speranza risolleva l’amore ferito”. L’ autore è Zilda. Serene giornate nella vita reale, ne abbiamo tutte e tutti un grande bisogno. Come mi ha scritto un’ amica di FB Susi Ciolella ” Buon Natale a chi resiste…Io so che resistere vuol dire avere ancora voglia di lottare”
    Doriana Goracci

    .
    VIVIANA…….
    Sei come agrifoglio magico, resistente, forte con grande vibrazione profonde ….
    Ti donerò questo Fiore quando un giorno ti incontrerò… per proteggerti nella tua Grande Rinascita…
    sento in me tutto come vivi, ti vedo sul quale sentiero avanzi …
    La tua Anima sa di che hai bisogno….è bellissimo perché non sconvolge il tuo equilibrio ………
    TU hai il tuo “cerchio” ..il cerchio della tua vita…
    Tu sei Figlia delle Stelle sei una Stella Guida….
    so che quando sorridi tendi una mano, quando sei in silenzio sei in ascolto sacro…
    Nasciamo su questa Terra avendo un incarico sacrissimo di procurare gioia alle anime meno evolute…
    Abbiamo forze, energia, sentiamo che la Vita è santa….
    Tu hai un spazio in te di pace amore e io onoro la scintilla divina in te…hai la meravigliosa bellezza consapevole della tua anima …
    Nel grande universo siamo un piccolissimo punto ma questa Terra è la nostra “grande Casa”…
    siamo su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole……nel immenso spazio cosmico…
    TU SEI UN ANIMA LIBERA

    In questi giorni tanto magici…io sento che connetterò con Te perché tu sei nel mio cuore

    klara
    ..
    Carissima Viviana, questo tuo messaggio mi ha toccato profondamente pur non riuscendo a capirne in pieno il significato. ti chiedo dunque, se ti è possibile, di spiegarmi, vorrei meglio capirne il significato e il perché lo hai scelto. Mi ha turbato , sembra destinato proprio a me che in questo momento della mia vita sto sognando l’impossibile, e forse devo svegliarmi, o attivarmi affinché il sogno si realizzi o svanisca..non saprei…
    Colgo l’occasione per augurarti buone feste.
    un abbraccio di luce e serenità
    Luciana Boffa
    .
    Cara Luciana
    gli scritti di Kafka sono surreali ma anche potentemente simbolici, per questo esaltano il nostro immaginario molto al di là della ragione come fossero messaggi provenienti dall’inconscio. Questo racconto mi colpì già quando ero piccola e mi è tornato prepotente alla mente quando dovevo cercare un scritto in cui rappresentare il Natale, soprattutto in un momento come questo, di lutto, per la mia vita. In ogni giorno della nostra vita, ma soprattutto a Natale, noi riviviamo il miracolo della nascita. Di questa abbiamo bisogno perché siamo come fiumi che spesso si ritrovano in secca e inariditi e devono tornare alla propria sorgente per riprendere lo slancio della vita. Confusamente ognuno di noi sa che la sua vita ha un senso, che è nato al mondo non per caso ma con un preciso compito. Jung vedeva addirittura tutta la vita dell’uomo come una ricerca di questo compito e chiamava questa spinta interiore “spirito di individuazione”, che è in fondo la risposta alle tre domande fondamentali dell’uomo: “Chi sono, perché vivo? Dove vado?” , ricerca che poteva finire con un nulla, perché, come riconosceva con tristezza Jung, “La maggior parte
    degli uomini muoiono senza sapere perché sono nati”, senza, cioè, essersi mai individuati.
    Ma, credere in un significato e in un compito presuppone anche vagamente credere in un ordine anche morale dell’Universo, credere che ci sia uno scopo e una funzione nell’insieme, non solo per noi ma anche per tutti, solo che quell’ordine spesso noi non lo vediamo nel caos presente e anche meno, spesso, lo vediamo nel nostro caos interiore. Malattie, lutti, perdite, deprivazioni, lontananze, delusioni, possono tramortire lo spirito di vita dentro di noi e portarci a al colore bianco della mancanza, dell’assenza. A Natale,
    soprattutto, i dolori e i problemi della vita, ma prima fra tutti la solitudine, possono darci il senso che questa nuova rinascita per noi non ci sarà. E’ proprio la gioia forzata del Natale a cui sembra ci si debba per forza allineare come fosse un compito obbligato a darci lo
    stacco dalla condizione presente. Per questo proprio il Natale col suo obbligo a essere felici è il giorno dell’anno che più crea depressione.
    Io avevo un marito che era proteso verso il mondo, aiutava tutti, faceva mille cose utili e interessanti, e aveva una forza vitale incredibile che lo ha sorretto fino all’ultimo rinnovando la sua speranza e il suo ottimismo e regalandogli anche guarigioni miracolose, eppure a Natale cadeva sistematicamente in uno stress da disperazione, era agitato, faceva scenate per nulla, era di un cattivo umore pazzesco, ci rovinava sistematicamente le feste. Tutto il suo straordinario ottimismo crollava di colpo, come soverchiato dal dovere
    di essere felice che tirava a galla ogni sua disperazione rimossa. Lo stesso accade a tanti che odiano il Natale come se attirasse in superficie tutte le loro scorie negative.
    Io credo veramente che sia molto più facile essere felici casualmente in un qualunque giorno dell’anno che a Natale. Troppe aspettative vengono di colpo a galla, troppe delusioni e disillusioni fanno massa improvvisa e coprono tutto di una massa amorfa.
    Bisogna considerare tutto questo molto umano e molto transitorio. E’ una reazione fisiologica che poi passerà. Il Natale cade non a caso nel solstizio d’inverno, il momento più freddo e arido dell’anno, quando la natura sembra morta e senza vita, un periodo che fu celebrato in tutto il mondo antico ben prima del cristianesimo con riti e simboli che il cristianesimo non fece che perpetuare perché simboleggia un momento ciclico dello spirito umano, quando lo spirito vitale sembra affievolirsi e allora bisogna festeggiare la vita nuova che ricomincia, perché ogni apparente pausa dell’esistenza prepara costantemente una rinascita. L’albero verde di tutta la mitologia celtica e nordica è il segno della vita che non muore mai. La festa delle luci presente anche in India ricorda che la luce splende sempre nei nostri cuori anche quando sembra affievolirsi. La nascita del bambino divino è il riaccendersi della speranza in qualcosa di nuovo che può arrivare attraverso l’amore.
    Noi lo sappiamo, lo speriamo, nel fondo di noi stessi anche nel momento più desolato, che c’è speranza, che le cose avranno un senso, che noi abbiamo un significato e un compito, che esiste il Bene e che noi possiamo fare il Bene. Sappiamo che tutto ciò esiste e che in
    qualche intelligenza profonda dell’universo è conosciuto anche il senso della nostra vita, sappiamo tutto questo ma a volte ne dubitiamo e vorremmo che qualcuno ce lo dicesse di nuovo. Per questo aspettiamo il messaggio dell’imperatore. Per questo anche quando si fa sera, noi restiamo ad aspettare che qualcuno ci dica chi siamo e ci riveli il grande mistero che esiste in ognuno di noi.

    Viviana
    .
    Carissima Viviana grazie per le tue bellissime parole. sei una persona molto speciale , la tua energia si percepisce anche a distanza, anche se non ci conosciamo. .. dirti il vero io credo che l’amicizia , la solidarietà per il tuo momento di lutto , e l’ammirazione che provo per te derivino da una nostra conoscenza passata, sento come se ti conoscessi pur non sapendo nulla di te. mi piace immaginare un filo dorato sottile che parte dal mio cuore e arriva al tuo, invisibile ma eterno. chissà, forse siamo state amiche o parenti in passato 🙂 anche se non ci conosciamo ti sono vicina in questo momento così particolare ,tu hai consolato dato coraggio a tante persone, forse ora è arrivato il momento di ricambiare e offrirti tutto il mio appoggio morale e spirituale.
    i tuoi messaggi lasciano un bel segno dentro chi li legge, ti chiedo di non smettere mai di scrivere, anche quando la vita ci regala momenti e prove difficili da superare. un abbraccio sincero
    luciana

    Grazie Viviana
    Bellissimo scritto
    Parole interessanti commoventi e stimolanti
    Non so cosa ha posto Luciana, ma la ringrazio per averti indotto a rispondere…
    Anch’io ti sono adesso vicino nella tua perdita. Averla conosciuta fa riconoscere e avvicina.
    Grazie
    Edoardo
    ..
    .. Grazie …per queste parole ,
    è sempre così appagante leggerti !!
    Ravviso cmq una grande pace in te
    Frutto di un importante lavoro svolto … datato ed ancestrale
    Ti abbraccio
    Tua
    Alessandra
    .

    Armando di Napoli
    buon natale e buon anno a te e famiglia…grazie per la tua amicizia
    Davanti alla legge

    Davanti alla legge c’è un guardiano. Davanti a lui viene un uomo di campagna e chiede di entrare nella legge. Ma il guardiano dice che ora non gli può concedere di entrare. L’uomo riflette e chiede se almeno potrà entrare più tardi. “può darsi” risponde il guardiano, “ma per ora no”. Siccome la porta che conduce alla legge è aperta come sempre e il custode si fa da parte, l’uomo si china per dare un’occhiata, dalla porta, nell’interno. Quando se ne accorge, il guardiano si mette a ridere: “Se ne hai tanta voglia prova pure a entrare nonostante la mia proibizione. Bada, però: io sono potente, e sono soltanto l’infimo dei guardiani. Davanti a ogni sala sta un guardiano, uno più potente dell’altro. Già la vista del terzo non riesco a sopportarla nemmeno io”. L’uomo di campagna non si aspettava tali difficoltà: la legge, pensa, dovrebbe pur essere accessibile a tutti e sempre, ma a guardar bene il guardiano avvolto nel cappotto di pelliccia, il suo lungo naso a punta, la lunga barba tartara, nera e rada, decise di attendere piuttosto finché non abbia ottenuto il permesso di entrare. Il guardiano gli dà uno sgabello e lo fa sedere di fianco alla porta. Là rimane seduto per giorni e anni. Fa numerosi tentativi per passare e stanca il guardiano con le sue richieste. Il guardiano istituisce più volte brevi interrogatori, gli chiede notizie della sua patria e di molte altre cose, ma sono domande prive di interesse come le fanno i gran signori, e alla fine gli ripete sempre che ancora non lo può fare entrare. L’uomo che per il viaggio si è provveduto di molte cose dà fondo a tutto per quanto prezioso sia, tentando di corrompere il guardiano. Questi accetta ogni cosa, ma osserva: “Lo accetto soltanto perché tu non creda di aver trascurato qualcosa”. Durante tutti quegli anni l’uomo osserva il guardiano quasi senza interruzione. Dimentica gli altri guardiani e solo il primo gli sembra l’unico ostacolo all’ingresso della legge. Egli maledice il caso disgraziato, nei primi anni ad alta voce, poi quando invecchia si limita a brontolare tra sé. Rimbambisce e siccome studiando per anni il guardiano conosce ormai anche le pulci del suo bavero di pelliccia, implora anche queste di aiutarlo e di far cambiare opinione al guardiano. Infine il lume degli occhi gli si indebolisce ed egli non sa se veramente fa più buio intorno a lui o se soltanto gli occhi lo ingannano. Ma ancora distingue nell’oscurità uno splendore che erompe inestinguibile dalla porta della legge. Ormai non vive più a lungo. Prima di morire tutte le esperienze di quel tempo si condensano nella sua testa in una domanda che finora non ha rivolto al guardiano. Gli fa un cenno poiché non può ergere il corpo che si sta irrigidendo. Il guardiano è costretto a piegarsi profondamente verso di lui, poiché la differenza di statura è mutata molto a sfavore dell’uomo di campagna. “Che cosa vuoi sapere ancora?” chiede il guardiano, “Sei insaziabile.” L’uomo risponde: “Tutti tendono verso la legge, come mai in tutti questi anni nessun altro ha chiesto di entrare?”. Il guardiano si rende conto che l’uomo è giunto alla fine e per farsi intendere ancora da quelle orecchie che stanno per diventare insensibili, grida: “nessun altro poteva entrare qui, perché questo ingresso era destinato soltanto a te. Ora vado a chiuderlo”.
    .
    Grazie
    Buon natale
    Un abbraccio forte
    Ale
    .
    Grazie Viviana,
    Buon Natale dal cuore.
    Roberta

    ..
    DA ANNA “Tornate tiempo”, poesia uruguayana

    Prenditi tempo
    per amarti ed essere amato
    perché questo è il privilegio dato da Dio.

    Prenditi tempo
    per essere amabile
    perché questo è il cammino della felicità

    Prenditi tempo
    per ridere
    perché il riso è la musica dell’anima.

    prenditi tempo
    per dare
    perché il giorno è troppo corto
    per essere egoista.

    .
    Grazie di cuore auguriiii immensi
    Elisa Giglio
    .

    grazie per le molte cose belle che ci regali
    maurizio sgarzi
    .
    Grazie auguri
    Graziella Iaccarino
    .
    Ciao Viviana, sto leggendo un libro “Io sono quello” di N. Maharaji, e ogni tanto mi fermo a pensare a te!
    Grazie di essere con noi…
    Pino delle Donne
    .

    Auguro Tanta Fortuna
    a te e ai tuoi cari !
    🙂
    Dario del Sogno.
    .
    Buon Natale Viviana,esteso ai tuoi cari.
    Luis
    .
    Viviana,
    grazie per il tuo impegno!
    Buon Natale
    Alfredo Ercole
    .
    Ciao Vivi….grazie contraccambio!
    Oreste
    .
    Grazie, Viviana. L’angelo di Francesca Ribeiro mi ha passato i tuoi auguri e la bella poesia…
    Tanti auguri anche a te.
    Renato Pierri
    .
    Condividere il tempo, come il pane
    i sorrisi i sogni,il danzare, i progetti,
    è prendersi il tempo migliore.

    Un grande abbraccio, ad una grande donna

    Come sempre,con i migliori auguri da Gigliola

    GigliolaMazzali
    .
    Ti ringrazio di cuore carissima Viviana per i tuoi originalissimi e graditissimi Auguri. Il mandala floreale è splendido come te. Auguri.
    Elena
    .
    Hi there Viviana, Merry Christmas and a Happy New Year 2014! Are you in London or spending it with your nice family and grandchildren?

    Big hug from Annalisa and little Alberto
    ..
    Tanti auguri anche a te!
    Raffa
    .
    Grazie. Ricambio gli auguri.
    Leo Renna
    .
    Cara Viviana , un augurio che le stelle siano con te
    e l’universo tutto.
    liana
    .
    “O bel ricordo, siediti un momento ”
    Cesare Beccaria
    .
    Auguri di bene anche a te e grazie per tutto il tempo dato!
    Domenico
    .
    Cara Viviana

    Mi sembra molto bello questo spunto di riflessione. Invece di correre come i matti dietro a tutti i nostri desideri e a tutte le persone intorno a noi, è giusto che ogni tanta ci fermiamo per godere delle piccole cose della vita e soprattutto per stare con quelle persone che ci vogliono tanto bene, ma che spesso mettiamo in secondo piano a causa della nostra frenesia nella vita quotidiana.

    Auguro un sereno e felice Natale a te e alla tua famiglia.

    Un caro saluto dalla Svizzera tedesca,
    Carmelo
    .
    Cara Viviana,grazie di cuore!
    Buone Feste anche a Lei!
    Domenico Besanisi
    .
    Auguri molto graditi!
    Ricambio di cuore a te ed ai tuoi cari.
    Marco Muccio
    .
    Ringrazio e ricambio di cuore
    Gigi Savadori
    .
    Gli auguri di Cristina

    .
    ELEONORA

    Mi è arrivata questa bellissima poesia che voglio condividere
    Ciao

    La poesia venne scritta nel 1927 e pubblicata nello stesso anno, ma in quel periodo non ottenne un particolare successo. Ehrmann morì nel 1945 e nel 1957, il reverendo Frederick Kates, parroco della St. Paul’s Protestant Episcopal Church di Baltimora, inserì la Desiderata in una raccolta di preghiere da lui compilata per la sua congregazione. Sulla copertina era scritto: “Old Saint Paul’s Church, Baltimore A.D. 1692”, l’anno di fondazione della chiesa. Negli anni seguenti, si diffuse erroneamente la convinzione che la poesia fosse stata rinvenuta in tale chiesa, e che fosse stata composta da un autore anonimo nel XVII secolo.
    Quando Adlai Stevenson morì nel 1965, sul suo comodino venne trovata una copia della Desiderata e si scoprì che voleva usarla per le cartoline di Natale. La popolarità dell’uomo politico fece da cassa di risonanza, ed in breve sia la poesia che la chiesa di San Paolo di Baltimora divennero famose.
    Divenne un culto per il movimento hippy che negli anni sessanta era nato a San Francisco, e fu diffusa come simbolo pacifista. Il testo della Desiderata fu stampato su dei poster che vennero venduti in grandi quantità agli inizi degli anni settanta. Nel 1971, il presentatore radiofonico statunitense Les Crane ne incise su vinile per la Warner Bros Records una versione parlata, accompagnato da una musica psichedelica tipica delle atmosfere hippy di quel tempo, che nel 1972 entrò nella top ten delle classifiche di vendita sia negli USA che nel Regno Unito.
    A seguito del clamoroso successo, fu appurato che l’autore della poesia era Ehrmann, e la sua famiglia fu in grado di incassare le royalty sui proventi delle vendite. Nel 1976, una sentenza di una corte d’appello americana stabilì che la poesia era di pubblico dominio, essendo stata stampata in diverse occasioni, a partire dagli anni quaranta, con il permesso di Ehrmann, che quando lo concesse non si premurò di imporre che nelle copie pubblicate apparisse l’avviso di copyright.
    Il 26 agosto 2010, è stata inaugurata a Terre Haute (Indiana, USA), città natale dell’autore, una statua bronzea di Max Ehrmann seduto su di una panchina, realizzata dallo scultore Bill Wolfe. Alcuni versi della poesia sono stati incisi lungo un vialetto pedonale sito nelle vicinanze, per dar modo ai passanti di leggerli.
    (da Wikipedia)

    DESIDERATA

    Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta
    e ricorda quanta pace può essersi nel silenzio
    Finché ti è possibile, senza doverti abbassare,
    sii in buoni rapporti con tutte le persone
    D’ la verità con calma e chiarezza:
    e ascolta anche gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti,
    anche loro hanno una storia da racco
    ntare
    Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito.
    Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te
    orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone
    più in basso e più in alto di te.
    Gioisci dei tuoi risultati come dei tuoi progetti
    Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto è umile;
    è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
    Sii prudente nei tuoi affari perché il mondo è pieno di tranelli.
    ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù,
    molte persone lottano per grandi ideali,
    e dovunque la vita è piena di eroismi.
    Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti
    e neppure sii cinico riguardo all’amore:
    perché a spetto di tutte le aridità e disillusioni
    esso è perenne come l’erba.
    Accetta benevolmente gli ammaestramenti
    che derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno
    le cose della giovinezza.
    Coltiva le forze dello spirito per difenderti contro
    l’improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione.
    Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
    Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.
    Tu sei figlio dell’universo, non meno degli alberi
    e delle stelle:tu hai diritto di essere qui.
    E che ti sia chiaro o no, non v’è dubbio che l’universo
    ti si stia schiudendo come dovrebbe. Perciò sii in pace con Dio,
    comunque tu lo concepisca, e qualunque sino le tue lotte
    e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima
    pur nella rumorosa confusione della vita. Con tutti i suoi inganni,
    i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.
    Fai attenzione. Cerca di essere felice.
    .
    Grazie Viviana per la poesia e per gli auguri e per ricordarti sempre di me.Ti auguro soprattutto tanta salute e felicita’.un bacio Maria
    ..
    Grazie, cari auguri di serene feste
    francesca
    .
    Tanti cari auguri anche a te, cara Viviana.
    Monica
    .
    Auguri anche a te
    Paolo Mucci

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 29, 2013 @ 10:20 am | Rispondi

  2. Cara VIVI
    La vita e la morte due facce delle stessa medaglia
    I buddisti percepiscono queste due realtà come un continuum
    In similitudine al moto perpetuo dell’oceano
    L’incresparsi delle onde rappresentano quell’effetto manifesto – palese quanto mai tangibile
    Rappresenta LA VITA
    L’assenza del moto ondoso dell’increspatura delle acque – rappresenta L’ASSENZA
    nonché latenza di eventi quindi LA MORTE
    ma l’oceano non muore mai , non dorme mai , non necessariamente ciò che non percepiamo e’ assente , rappresenta antimateria , semplicemente non è palese alle nostre consapevolezze alle nostre sensibilità …
    Ma La vita continua a nostra insaputa … A dispetto delle nostre abitudinarie quotidianità .. Lo dici a me che ho impiegato 11 anni ad elaborare il MIO LUTTO
    ed 1 anno a smettere di apparecchiare per 3 la tavola .
    Ciononostante le mie preghiere quotidiane il mio Gonghio mattina e sera evocando i miei cari defunti , mi permette di non trascorrere un giorno senza un pensiero un ricordo una consuetudine al loro fianco
    Che in modo così incisivo hanno plasmato la mia vita
    Una parte di loro mi rappresenta come una parte di loro continua a vivere in me.
    La mia nonna paterna morì che io avevo soltanto 2 anni eppure ricordo nitidamente come fosse ora la sua voce mentre giocando con me mi cantava canzoni avvolgendomi con il suo scialle colore rosso corallo . Tu appartieni al mondo degli eletti
    Tu sei stata scelta dalla vita non soltanto x sopravvivere alla tua malattia ma per compiere una missione molto più alta ed universale che presto hai saputo cogliere ed alimentare …
    Fabrizio era nella tua vita come tu nella sua per affinare un progetto divino …
    E Probabilmente lo serete nel prossimo infinito futuro conte già lo foste nell infinito passato .
    Questa la vera magia dell’amore .
    Ti voglio bene
    Alessandra

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 29, 2013 @ 9:18 pm | Rispondi

  3. Molto bella Vi, grazie
    ammiro anch’io le persone che si spendono per gli altri,
    spesso sono animate dal credo religioso, ma talvolta
    non sono religiose (e queste le stimo ancora di più..
    è difficile ‘amare il prossimo’ solo perché si crede
    che ciò sia giusto e non perché qualcuno l’ha detto
    molti anni fa..)
    Bella anche la tua riflessione sull’IO (che non deve
    diventare EGO, certo..), se non si ama un po’ se stessi
    impossibile amare e aiutare altri, e del resto è un
    po’ un filo circolare che trasmette energia positiva
    se la si riceve..
    Paola

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 29, 2013 @ 9:19 pm | Rispondi

  4. In Inghilterra alcuni hanno questa abitudine alla fine dell’anno di mandare una lettera dove raccontano cio’ che gli e’ successo, per rendere partecipe le persone a cui si vuole bene della propria vita dell’ultimo anno.
    Io mi chiedevo cosa avrei mai scritto, che vi potesse interessare.
    Stasera mentre facevo il puzzle con David ho avuto qualche pensiero e così ecco la mia mini lettera del 2013.
    Fare i puzzle mi rilassa. Trovo che sono fonte di ispirazione filosofica e una metafora della mia vita.
    Ad esempio all’inizio non si sa da dove partire, o come classificare i colori. Poi pian piano le cose diventano più’ chiare. Si può’ cercare di organizzare, di pianificare, ma alla fine e’ l’occhio che deve fare l’abitudine ai colori della tavolozza o della fotografia.
    Poi si può’ cercare di fare un pezzo alla volta con grande concentrazione ma a volte solo facendo due aree simili allo stesso tempo si riesce a capirne le differenze.
    Infine, a volte, bisogna solo provare ad infilare i pezzi, e se i pezzi entrano e’ per fortuna.
    Da marzo sto lavorando finalmente in un organizzazione per cui vale la pena lavorare, no profit e che ha al centro della sua mission l’impegno di costruire una economia più’ sostenibile. Ci ho messo dieci anni a raggiungere questo traguardo e lo stesso vivo questo momento con perplessità’, perche’ e’ esaltante ma difficile allo stesso tempo. Al di la’ dei dettagli, mi rendo conto che cio’ che voglio fare della mia vita lo capisco solo col tempo. Posso pensare e pensare ma alla fine le cose evolvono e solo andando avanti mi diventa piu’ chiaro cio’ che mi preme.
    Quando ero giovincella credevo che o avrei capito alcune Cose della vita o non le avrei mai capite. Ora mi pare che le cose si capiscono col tempo. Quanto banale, ma che piacere. In fondo, c’e’ speranza… per tutto 🙂
    Per esempio, dopo più’ di una settimana di vacanza per natale con i bimbi sono riuscita a riconnettermi con Sofia. E’ una dolce sensazione, quasi insperata. Tra mamma e figlia estremamente sensibili, sapevano entrambi che eravamo disconnesse ma non capivamo perché’, ne’ che fare. E non so neanche cosi’ ho trovato, ma so che stiamo meglio insieme, ora che sono in vacanza ho più tempo e sono più’ aperta mentalmente e lei ha ricominciato a parlare e ad agire con più naturalezza.
    E’ come una musica che era un po stonata e che si sta rimettendo in piedi, o come una tavolozza di colori che si e’ composta armonicamente.
    Dopo quasi dieci anni di vita a Londra mi sta nascendo una sensazione irrazionale di nostalgia per la cultura italiana. Mi tornano in mente canzoni che non cantavo da anni, e vorrei sempre di più che David e i bimbi capissero cosa significa essere italiani. Quando John, il babbo di David, mi ha chiesto cosa questo significasse per me, ci ho messo un po’ a mettere due parole in croce. Pero’ forse questo e’ l’anno giusto per venire a riscoprirlo.
    Così, se tutto va bene, vorrei fare quest’anno 3 settimane di ferie nel centro Italia, per rivedere alcune persone care, e per esplorare insieme alla mia famigliola inglese una parte della mia vita. E forse 3 settimane consecutive di ferie, anziché una, mi aiuteranno a riconnettermi meglio. Con i bimbi, con me stessa, e anche con le mie origini.
    Forse tra qualche tempo riusciro’ anche a ripensare a mio babbo senza profonda tristezza. Tutti i pezzi andranno a posto con il tempo dicono. Sono fiduciosa.
    A tutti gli amici che ho lasciato per incapacità di reggere troppe cose quest’anno, a tutti coloro che hanno avuto e hanno tuttora preoccupazioni di salute piuttosto serie, a tutti coloro a cui non rispondo mai, a cui non telefono mai, a cui non mando neanche gli auguri al momento giusto..
    a tutti voi
    un abbraccio a tre dimensioni, e la speranza che nel 2014 qualche altro pezzo del vostro puzzle, quello che più’ vi preme, quello che più’ vi da’ ansia, quello che gira e rigira senza dare tregua, finalmente trovi il suo posto.. perfetto.

    Nicoletta

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 7:50 am | Rispondi

  5. Grazie Viviana
    Grazie Piero
    Per questo grande dono natalizio
    Un vero dono da conservare ricordare (e memorizzarlo per rileggerlo…:-) )
    Felice nuovo anno di rinascita
    Edoardo

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 7:51 am | Rispondi

  6. Tanti cari auguri da parte di tutti noi e grazie per le tue parole e
    per il bellissimo messaggio
    con affetto Marinella

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 9:01 am | Rispondi

  7. Grazie Viviana e AUGURI !!! Salvatore FONTANA

    Commento di Salvatore FONTANA — dicembre 30, 2013 @ 1:40 pm | Rispondi

  8. Cara Viviana Ho ricevuto con piacere la tua poesia e oltre a ringraziarti per il pensiero ti faccio i miei più sentiti Auguri per il prossimo anno. Guido

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 1:48 pm | Rispondi

  9. Grazie. Il tuo scritto ci invita alla riflessione, la strada per il nostro miglioramento è infinita e impervia, ma facciamo del nostro meglio per non abbandonarla!

    Con affetto Auguri di ogni bene.

    Gian Luigi e Laura

    Riempilo d’amore di Amado Nervo

    Sempre quando c’è un vuoto nella tua vita,
    riempilo d’amore.

    Adolescente, giovane, vecchio:
    sempre quando c’è un vuoto nella tua vita,
    riempilo d’amore.

    E quando saprai di aver davanti a te un periodo vano,
    vai a cercare amore.

    Non pensare: Soffrirò.
    Non pensare: Mi ingannerà
    Non pensare: Dubiterò.
    Vai, semplicemente, diafanamente, gioiosamente,
    alla ricerca dell’amore.

    Che indole di amore?
    Non importa.
    Ogni amore è pieno di eccellenza e di nobiltà.

    Ama come puoi, ama chi puoi,
    ama tutto ciò che puoi…però ama sempre.

    Non preoccuparti della finalità del tuo amore.
    Esso porta con sé la sua finalità.

    Non considerarlo incompleto perché non trovi risposta alla tua tenerezza;
    l’amore porta con sé la propria compiutezza.

    Sempre quando c’è un vuoto nella tua vita,
    riempilo d’amore

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 1:50 pm | Rispondi

  10. Ma che meraviglia il ” Colloquio con Piero!” Siete magici!!! Continuate vi prego!!;))
    Volevo aggiungere un’immagine che quando una persona cara ci lascia ho trovato
    molto “utile” a riparare un po lo strazio che ci avvolge!
    “Quando nasciamo… Nessuno ha l idea di cosa e’ e sara’ la VITA” e lo scopriamo appunto nascendo e vivendo! Beh! Penso che Anche la MORTE potrebbe essere un’ altra bellissima e meravigliosa nuova esperienza…di che cosa non si puo’, pero ‘, sapere!!;))
    grazie!
    Ardall

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 1:53 pm | Rispondi

  11. Carissima Viviana,

    leggo solo adesso, per i soliti problemi di turnistica lavorativa, la bellissima poesia che mi hai inviato. è sempre un piacere sentirti e sapere che tu stia bene. ho un buonissimo ricordo di te e del tuo caro marito. ti auguro una buona fine e un ottimo principio di anno… spero di sentirti presto

    Angelo

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 2:23 pm | Rispondi

  12. Tantissimi auguri di cuore, Viviana! Ti voglio bene
    Chiara e Marco

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 7:42 pm | Rispondi

  13. Grazie!
    Mi sono iscritta alle Sue lettere, perché, per caso, l’ho incontrata su internet cercando il significato più preciso del disegno degli alberi (utilizzo il metodo Alfred Tomatis per accompagnare le donne in gravidanza e prima dell’ascolto faccio dei test incluso il test dell’albero).
    Lei, gentilmente mi ha risposto.
    Così ho avuto l’opportunità di seguire dei Suoi insegnamenti interessanti su vari argomenti che già conoscevo.
    Poi ieri, leggendo “colloqui con Piero” ho saputo che Suo marito non c’è più fisicamente con Lei. Capisco credo il Suo stato, perché sono sposata da 47 anni anch’io e una mancanza simile mi farebbe cambiare radicalmente vita.
    Poi andando avanti nella lettura ho scoperto che abbiamo vissuto gli stessi fenomeni così detti “paranormali”, con lo stesso atteggiamento di fronte a queste esperienze. Strana la vita. Abbiamo circa la stessa età, sono nata il 13 marzo 1946…
    Ancora grazie e spero che questo nuovo anno Le darà il desiderio di andare avanti con una forza diversa, ma sempre generosa e piena di passione.
    Auguri!
    Evelyne

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 7:43 pm | Rispondi

  14. Ciao Evelyne e grazie
    se vai sulla home del mio blog, http://masadaweb.org, puoi vedere sulla destra alcuni numeri del blog che sono stati letti da migliaia di lettori e magari scoprirai altre somiglianze tra di noi.
    E’ bello sapere che siamo sei miliardi di persone tutte diverse, tutte uniche, tutte distinte, ma le strade di molti sono intrecciate con straordinarie analogie come se fossero una strada sola.
    Come hai detto tu, per la prima volta nella mia vita sono rimasta sola, e sono a una svolta importante del mio destino. Non so ancora cosa farò e se e come evolverò, ma spero di tutto cuore di poter iniziare una via buona.
    La cifra che esce dalla somma dei numeri del prossimo anno è un 10 e mi promette ‘un matrimonio spirituale’ e, stranamente, come centro del collage che farò domani con le amiche sui desideri del 2014, ho scelto proprio una immagine in cui due figure azzurre alate si abbracciano.
    Anche alle tue amiche puoi far fare un collage con ritagli di riviste in cui esse possano proiettare il tema prescelto. Sarà l’inconscio a guidarle. A volte le cose che escono sono sbalorditive, come predizioni su eventi futuri o soluzioni di problemi.
    Abbiamo tutti dentro di noi una grande voce che parla come un oracolo e merita di essere ascoltata. E’ la nostra guida interiore e attraverso il gioco, la pittura, la poesia, la danza, la creta, il collage… questa voce può parlarci in modo simbolico e aiutarci e crescere e a stare bene.
    con affetto

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 7:53 pm | Rispondi

  15. Cara Evelyne
    Stranamente in questi giorni pensavo fissamente a Tomatis, che ho conosciuto per caso trovando un suo libro in una bibliotechina di montagna. Il libro era vecchio e mi ha affascinato. Il titolo era qualcosa come “L’orecchio di Dioniso” ma nell’elenco delle sue opere in Italiano non l’ho trovato. Vorrei regalarmi qualche libro per il prossimo anno, uno sarà Musicofilia di Oliver Sacks, o, sempre suo, “Suoni dell’universo”, ma avrei piacere che tu mi indicassi qualche titolo di opere di Tomatis tradotte in italiano. Lo trovai straordinario! E ogni tanto parlo di lui in giro per quel poco che mi ricordo.
    Che cosa vuol dire che applichi il metodo Tomatis alle mamme in attesa?
    Mi intrighi molto. Sento che sai tante cose che io non so e trovo la cosa eccitante e bellissima
    un abbraccio
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 8:30 pm | Rispondi

  16. Grazie per tutto quello che mi hai inviato durante tutto l’anno …è stato molto interessante leggerti ..spero che anche nel 2014 continuerai a rendermi partecipe delle tue riflessioni… grazie di cuore

    Ti auguro tutto il bene del mondo e ti abbraccio con affetto

    Emanuela

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 30, 2013 @ 8:41 pm | Rispondi

  17. Profondamente addolorata x la tua perdita. E’ un’esperienza che non mi sarà dato fare: lo stare in questo mondo da soli ci risparmia, almeno, questo evento terrificante e dolorosissimo. Grazie x il tuo “….Si può solo migliorare…”, parole di cui avevo bisogno. Ti giunga il mio caldo abbraccio. Lou

    Commento di costanza lunare — gennaio 1, 2014 @ 8:27 pm | Rispondi

  18. Ciao Viviana…. Grazie per l’ultima cosa che hai mandato…. I colloqui con Piero sono bellissimi… Buon 2014!!!! Paolo

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 1, 2014 @ 10:42 pm | Rispondi

  19. Sì, è vero molte persone camminano sullo stesso sentiero, forse con esperienze simili, ma non esattamente uguali… L’importante è imboccare il sentiero.
    Sono stata famosa negli anni 70 come pittrice medianica, strumento che m’impedì di diventare pazza con i fenomeni così detti paranormali che vivevo.
    Ero stata “studiata” dal Centro Metapsicico dell’epoca, al quale mi ero rivolta per avere delle risposte, ma che invece mi utilizzavano come una cavia.
    Poi ho conosciuto delle persone che mi hanno resa famosa nel mio piccolo…

    Ma mi accorsi che essere famosa era una trappola che mi impediva di evolvere spiritualmente.
    Rifiutai quindi di continuare a fare delle mostre dei miei dipinti, a rilasciare interviste a giornalisti che davano una loro interpretazione errata, a parlare alla radio e alla televisione come una scimmietta ammaestrata, per iniziare un vero percorso spirituale.
    Sentiero arduo, ma che dà i suoi frutti attraverso una ricerca costante e esauriente.

    Ora mi dedico al mio grande amore: l’essere umano in formazione, il bambino in utero. Questo bambino lo adoro ed è per lui che sono arrivata a Tomatis.
    Ti racconto Tomatis, rispondendo al tuo messaggio successivo.
    A dopo!
    Evelyne

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 1, 2014 @ 10:44 pm | Rispondi

  20. Cara Evelyne
    perché non mi mandi qualcuna delle tue pitture medianiche?
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 1, 2014 @ 10:44 pm | Rispondi

  21. Alfredo Angelo Tomatis: un uomo affascinante in effetti.
    Non l’ho conosciuto, è morto 13 anni fa, proprio quando mi avvicinai ai suoi studi.

    Fu per me una illuminazione: i miei bambini in utero avrebbero potuto usufruire delle musica in pancia attraverso la machina particolare che Tomatis aveva inventata “l’orecchio elettronico”!
    Ecco un’altra formazione, lunga e costosa, che mi regalai! Era la prima volta che questa associazione faceva una formazione… insomma eravamo un po’ delle cavie. Ma è stato estremamente interessante. Ho dovuto imparare anche tutto dei canti Gregoriani con una formazione all’abbazia di Sant’Antimo con i monaci.
    In più della formazione feci 3 anni di osservazione dell’effetto del metodo Tomatis sui prematuri alla Mangiagalli.
    3 volte alla settimana andavo di sera a fare ascoltare la voce filtrata della mamma del prematuro al prematuro. (eravamo una equipe di 4 persone che si alternavano durante la giornata).
    Emozioni difficili da descrivere…
    Bambini di 800 grammi che riconoscono la voce della loro mamma che ascoltavano in pancia!

    Certo che il mio percorso con le donne in gravidanza è unico. Ottengo dei risultati formidabili, bambini che nascono con una muscolatura più tonica, una curiosità e una facilità di comunicazione sorprendente e una buona relazione con i genitori.

    I libri di Tomatis in italiano si trovano dalla ibis edizioni.
    Ecco quello che mi ha scritto recentemente il Signor Veronesi:

    vi scrivo disturbandovi per segnalarvi che in tutte le librerie trovate il testo di Alfred Tomatis “Ascoltare l’universo”, ormai non più disponibile da tempo e che noi come Ibis edizioni abbiamo deciso di rieditare.

    Come sapete sempre editi da noi sono gli altri suoi testi:
    – Dalla comunicazione intrauterina al linguaggio umano, che affronta il tema della formazione del linguaggio a partire dal periodo prenatale;
    – L’orecchio e il linguaggio, che inquadra i temi generali della concezione di Tomatis;
    – Perché Mozart?, che illustra il valore terapeutico della musica mozartiana; Siamo tutti nati poliglotti, che approfondisce il tema dell’apprendimento delle lingue straniere a partire da una migliore capacità di ascolto;
    – Nove mesi in paradiso, che analizza il rapporto madre-figlio durante la gestazione, con particolare riguardo al tema dell’ascolto della voce materna;
    – Vertigini, che affronta il tema della perdita d’equilibrio in una prospettiva completamente nuova;
    – Le difficoltà scolastiche, che spiega come gli insuccessi scolastici siano spesso dipendenti dal mancato riconoscimento di una carenza uditiva.
    E ora Ascoltare l’universo, che mostra come la vita umana abbia origine con il suono, il suono intrauterino percepito durante la gestazione e originario carattere distintivo dell’umanità dell’uomo.

    Alcuni di voi si servono direttamente da noi, concordando uno sconto sul prezzo di copertina superiore rispetto a quello ottenibile in libreria e con consegna diretta. Rimaniamo a vostra completa disposizione per richieste di preventivo e vi auguriamo buone feste e buon lavoro.

    Roberto Veronesi

    Ibis e Xenia edizioni
    di Veronesi & C.
    via Folla di Sotto 29
    27100 Pavia
    0382.32021
    339.7840743
    skype: robertoveronesi
    http://www.ibisedizioni.it
    Pagina FB Ibis edizioni

    Ti consiglio di iniziare dalla sua biografia ” L’ORECCHIO E LA VOCE” per capirci qualcosa di più intimo.
    Ti mando attraverso WeTransfer il pdf di mio libro che ho pubblicato qualche anno fa.
    Si legge velocemente, è più sul poetico, perché voleva essere attraente per le future mamme….

    Mi accorgo che ti ho scritto un romanzo!
    Scusami, quando parto sugli argomenti che mi appassionano sono un fiume di parole….

    Buona serata,
    Evelyne

    P.S. Se hai piacere di entrare nel gruppo facebook che ho creato per gli appassionati di musica e di Tomatis, vai su:
    https://www.facebook.com/groups/19872174580/

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 1, 2014 @ 10:46 pm | Rispondi

  22. Sembra tutto affascinante
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 1, 2014 @ 10:46 pm | Rispondi

  23. Cara Evelyne
    ho stampato e letto d’un fiato il tuo libro sulla madre. Bello, gentile, poetico, pieno di un amore struggente e dolce.
    Sento che farai un buon lavoro sulla madre e sul bambino, sorreggendo quel legame profondo che li lega. La maternità è la cosa più incredibile del mondo, e io sono contenta di averla conosciuta.
    Grazie del regalo che mi hai fatto
    Il tuo libro un vero sorriso
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 1, 2014 @ 11:02 pm | Rispondi

  24. Mi chiedi dipinti medianici miei sul web. Non è possibile, non ne ho sul mio computer.
    Paola Giovetti ha pubblicato un libro “Arte medianica” in cui ci sono.
    L’unico che puoi vedere è su un blog che ho fatto per i miei allievi di yoga studiosi di Patanjali
    http://eliopatanjali.blogspot.it/
    Tieni presente che i miei dipinti non avevano a prima vista niente di speciale, salvo che… non so disegnare, nemmeno dipingere.
    E che mi sono messa a dipingere di notte sotto la guida di un pittore di cui ignoravo l’esistenza (non mi sono mai interessata all’arte) e di cui ho saputo il nome dopo qualche anno, per caso guardando un documentario alla televisione:
    Maurice Quentin de La Tour, uomo molto spiritoso con il quale ho passato delle notti intense e gioiose!
    Mi faceva mettere un unico colore sulla tela, poi vedevo esattamente quello che sarebbe stato dipinto, allora mi diceva di togliere il colore e piano piano appariva concretamente il disegno…
    Dopo avermi fatto fare un centinaio di dipinti, una notte mi ha detto che ormai la nostra relazione era terminata e mi ha salutata.
    Ho provato una grande tristezza.

    Anche tu, penso, ti sarai chiesto da dove arrivano queste esperienze…
    Ho iniziato a studiare la mente e il cervello per cercare di capire se era il mio cervello da solo che fabbricava queste cose.
    Poi ho avuto altre esperienze ancora più forti, d’amore. Amore che pensavo mi venivano dal Cosmico.
    Un giorno però una ragazza semplice mi disse: ma forse sei solo entrata in contatto con l’amore che è dentro di te!
    Riflessione che mi ha fulminata…
    E di nuovo mi sono messa a studiare il cervello e non mi fermo più.

    Avrai capito che sono capace di scrivere a lungo… 🙂
    Quindi ti saluto caramente,
    Evelyne

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 2, 2014 @ 2:04 pm | Rispondi


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