Nuovo Masada

giugno 13, 2013

MASADA N° 1471 13-6-2013 LA COMUNICAZIONE NON VERBALE- LEZIONE 4

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:39 am

Prof. Viviana Vivarelli Colloqui di lavoro – Lo sguardo – Pensa positivo! – L’effetto specchio – Asimmetrie – Berlusconi, comunicatore di messaggi poveri – Le rughe – Medicina cinese – Predisposizioni zodiacali alle malattie Le cose che in genere dobbiamo o non dobbiamo mai fare in un colloquio di lavoro: -vestirsi e pettinarsi in modo adeguato al lavoro che si chiede (ovviamente se ci presentiamo per un posto in banca, la mise sarà diversa da quella di una velina o di un disk jockey) -non dare segni di impazienza -non storcere occhi o naso o bocca -non incrociare braccia o gambe o mani (ogni incrociamento indica paura, diffidenza, difesa e stimola reazioni aggressive) -le braccia deve essere tenute aperte e rilassate, i palmi devono essere distesi, le mani non a pugno o a cuneo -la fronte e gli occhi devono essere aperti e distesi -non ci si tocca i capelli, o i lobi degli orecchi o la pelle, non si tocca nulla del viso, soprattutto non ci si tocca il naso (segno di menzogna), e non si gioca con nessuna parte del nostro corpo o con oggetti -non si dondolano i piedi, non si martella con i talloni, non si balla con le ginocchia -mentre si parla non ci si copre la bocca con le mani, perché ciò significa “le mie parole sono false”, non si trancia l’aria col taglio della mano, ciò indica “sono un prepotente” -non si indica con l’indice, vuol dire “sono invasivo e privo di rispetto” “ti giudico e ti aggredisco” “mi ritengo superiore a te”. -l’uomo non incrocia le gambe in modo da puntare il ginocchio come un’arma verso l’altro, prendendosi magari il piede in mano, questo è aggressivo e maleducato -non si sta stravaccati come Fantozzi sulla sedia, ma nemmeno rigidi e tesi. si trova un giusto mezzo, -meglio ascoltare che parlare -se si parla, farlo con calma e chiarezza, non troppo in fretta ma nemmeno con pause e tentennamenti, dimostrare sempre attenzione e riguardo, assentire ai discorsi dell’altro, fare piccoli cenni di consenso, ripetere qualche atteggiamento. Tener conto delle parole-valori che usa e rifarsi da quelli. Adeguarsi al suo ritmo emozionale. Se è un tipo veloce andare veloci, se è un tipo calmo rispondere con calma, se è un tipo preciso, fare discorsi precisi. L’effetto eco (o specchio, ‘mirror’) è sempre soddisfacente. Se fa capire che la puntualità è un valore, fare un discorso in cui si mostri che la puntualità è un valore ecc. Non si dà la mano per primi a una persona di rispetto, si aspetta che la dia l’altro, -si siede quando ciò viene richiesto -si va via quando si viene dimessi -si deve usare la massima adeguazione e far sentire all’altro che è importante, -non si usano mai termini negativi, parole come: “No, mai, niente, affatto, pericolo, impossibilità, male ecc.”, parlare sempre con termini positivi e ottimistici -no alle bocche troppo chiuse, ma no anche a troppi denti in mostra che sanno di falso, ipocrisia e cortigianeria -sì ai piccoli sensi di assenso con la testa C’è tutta una tecnica dell’assenso, ognuno di noi in cuor suo è sempre desideroso di essere accettato, anche se è un potente, per cui mostrando partecipazione e assenso si può modificare una reazione e renderla positiva. Se in un’aula i ragazzi si mettono d’accordo che mostreranno più attenzione e faranno brevi cenni di incoraggiamento e assenso all’insegnante quando questi cammina sul lato destro dell’aula, a poco a poco l’insegnante camminerà di più su quel lato. Quando in un college i ragazzi si misero d’accordo nel dimostrare più attenzione e ammirazione alle ragazze vestite di rosso, il numero di ragazze vestite di rosso prese ad aumentare senza che nessuna fosse cosciente del perché si vestiva di più in quel colore. Guardiamo sempre con calma negli occhi chi ci parla, è un segno di attenzione e di simpatia, sorridiamo con lui, entriamo in sintonia, contempliamolo con affetto. Uno sguardo sfuggente che vaga rapidamente attorno e evita l’altro, indica tensione, paura e sembra poco cortese. Uno sguardo troppo vigile e appuntito genera sconcerto. Infine niente bocche troppo serrate e mascelle rigide. La prima cosa che dobbiamo fare è rilassarci e concederci con gesti di apertura e franchezza, aprire i denti, respirare più lentamente, dischiudere la bocca in modo che sia più morbida, sciogliere le spalle, allargare la fronte, amplificare lo sguardo e pensare “io sono tranquillo!”. Respirare più lentamente migliora subito lo stato generale. Se si deve rispondere, cominciare a respirare. LO SGUARDO Se invece non voglio dare confidenza, non ti guarderò negli occhi, se non mi fido di te sottrarrò lo sguardo o ti guarderò rapidamente di sbieco, cosa che indica disapprovazione, ma una bella ragazza può guardare di sbieco anche per seduzione se sorride con aria complice. Lo sguardo è un potente mezzo di penetrazione o di allontanamento. Abbiamo detto che in uno spazio ristretto come un ascensore si evita assolutamente di fissare l’altro negli occhi. Gli innamorati invece pendono letteralmente uno dallo sguardo dell’altro, si penetrano profondamente nell’anima. I poeti parlano sempre intensamente dello sguardo della persona amata, ci si può innamorare con uno sguardo. Dice Paul Eluard: “E’ ritta sulle mie palpebre\E i suoi capelli sono tra i miei\ha la forma delle mie mani\ ha il colore dei miei occhi|Si inabissa nella mia ombra\ come una pietra nel cielo Ha sempre gli occhi aperti\ E non mi lascia dormire\I suoi sogni in pieno giorno\ Fanno evaporare i soli\Mi fanno ridere, piangere e ridere\Parlare senza avere nulla da dire.” E ancora: “Le donne e i bambini hanno lo stesso tesoro\Negli occhi\ Gli uomini come possono lo difendono.” Dunque un uomo e una donna non si conoscono, si guardano e scoprono di amarsi. Che cosa passa dallo sguardo? Gli occhi sono un elemento fisico, pupilla iride…, ma ciò che passa è tutt’altro. Il bambino fa i capricci e la mamma lo guarda in modo severo, la sua pazienza è finita, non c’è stata una parola né uno scapaccione, ma il bambino capisce dal cambio di sguardo che è il momento di smettere. Uno sguardo può esprimere tutto: tenerezza, perdono, amore, paura, odio, freddezza, cinismo, furbizia… Qua abbiamo il numero maggiore di messaggi. Per questo si deve stare attenti a quello che passa dagli occhi. lasciati guardare”, “Lo mangiava con gli occhi!“, ma anche “Lo annichilì con un’occhiata!”, “Lo fulminò con lo sguardo”, “Dai suoi occhi passò tutto il disprezzo che nutriva per lui!” L’attore parte dallo sguardo. Mettere nello sguardo una certa intenzione muove tutta la persona, abbiamo un focalizzatore globale, tutti i muscoli del viso si tendono o si rilasciano, cambia sottilmente la posizione della testa, del collo, del mento, si muovono le labbra, si inarca il naso, e tutto il corpo come un’onda segue l’intenzione dello sguardo. Lo spettacolo intero del corpo parte dagli occhi, come se lo sguardo fosse il direttore d’orchestra che anima di vita e di intenzione l’intero corpo dei musicisti, lo sguardo orienta tutta una narrazione psichica e stimola una drammatizzazione corporea. Ma partiamo da esempi banali: siamo in autobus. Non sta bene fissare gli altri passeggeri. Si possono sfiorare con lo sguardo ma non si possono fissare. Se aumenta il tempo di incidenza, l’altro può risentirsi e dire “Ce l’ha con me? Vuole qualche cosa?” Lo sguardo equivale a un contatto. Ci si può sfiorare ma non toccare. Più siamo vicini, meno ci fisseremo, ma si può fissare i passeggeri a terra, perché sono lontani e c’è il vetro in mezzo, cioè una struttura difensiva. Se camminiamo per la strada è notevole come si applichino degli automatismi inavvertiti, si guarda gli altri quel tanto che basta per non andare loro addosso. Se passa una bella ragazza in minigonna può darsi che l’uomo le guardi il corpo con maggiore fissità, ma anche qui poiché guardare equivale a toccare, la ragazza potrebbe risentirsi, o potrebbe risentirsi il suo accompagnatore “Cos’ha da guardare?” Esaminare fissamente una ragazza equivale a spogliarla e ciò è avvertito come un pericolo. Noi dobbiamo acconsentire a essere guardati in un certo modo, per cui gli occhi devono assoggettarsi a un codice ritualizzato. In ogni città o paese ci sono vie dello struscio o vasche, percorsi in cui i giovani vanno avanti e indietro con il solo scopo di guardare e essere guardati, e, come si vede, anche questo rituale di occhiate è utile all’approccio. Quando due si piacciono le occhiate sono prolungate e intense, abbiamo un vero e proprio approccio sessuale. Questo rituale delle occhiate è antichissimo. Nei villaggi e città antiche esistevano percorsi dove i giovani andavano su e giù per guardarsi. Come dice Leopardi ne “Il passero solitario” Tutta vestita a festa La gioventù del loco Lascia le case e per le vie si spande E mira ed è mirata e in cor s’allegra Un altro luogo dove si incrociavano gli sguardi era la chiesa. Nel film ”Il pranzo di Babette”, il pastore luterano ha due belle figlie da marito e i giovani del luogo frequentano la funzione domenicale per poterle guardare. TEST: Prendete uno specchio e pensate a sentimenti diversi e poi guardate come gli occhi comandano tutto il viso e non solo il viso: Se non avete lo specchio formate delle coppie e guardatevi l’un l’altro recitando. -meraviglia infantile come può provarla un bambino candido e inesperto alla vista per es. di un albero di Natale, un lungo ooooh di sorpresa, stupore, meraviglia buona e innocente. Gli occhi diventano tondi e sgranati, ma il bianco resta attaccato alla pupilla, le sopracciglia si sollevano, la bocca diventa anch’essa rotonda, la testa si piega un poco indietro, le guance si rilassano., tutte le linee assumono una forma tondeggiante, indifesa, aperta, diventiamo noi stessi una O, abbandonati e fiduciosi, il corpo è come inesistente perché tutta l’attenzione è concentrata nella meraviglia, il colore è roseo, il respiro profondo, la pressione sale. -terrore, vedo un fantasma, alcuni gesti sembrano simili ma sono esasperati, anche qui le sopracciglia si sollevano ma eccessivamente, le palle degli occhi sembrano schizzare fuori delle orbite, si allarga la zona bianca sopra l’occhio. La bocca si spalanca o si tira indietro. Questi sono gli occhi sbarrati come per vedere meglio, in segno di grande autodifesa. Gli occhi sbarrati sono molto diversi dagli occhi spalancati, in più ci sono segni di orripilazione, i peli si rizzano o i capelli. La vocale non è O, ma A, una vocale che tira indietro violentemente gli angoli delle labbra, si scoprono i denti come zanne, altro segno di difesa contro un pericolo, il corpo si irrigidisce e si tende spasmodicamente, può accadere invece che la vescica e gli sfinteri non siano più controllati, si suda freddo, il respiro si mozza, il colore è pallidissimo, cereo, perché il sangue sembra abbandonarci, la pressione cade, gli ormoni secernono rapidamente adrenalina -sguardo freddo e deciso, avete preso la vostra decisione, costi quello che costi e la difenderete contro chi vi vuole male, avete intenzione di andare in fondo, gli altri si sono approfittati troppo di voi ora farete vedere chi siete e cosa volete, nessuno vi metterà più i piedi in testa. Istintivamente la fronte punta in avanti e il mento si piega leggermente verso il petto, le spalle si tendono e fanno massa, la bocca diventa stretta e sottile, la mascella si ingrossa, lo sguardo diventa gelido e difensivo, un poco stretto, come un muro impenetrabile, fisso, tutti i muscoli della fronte e delle tempie diventano rigidi, il viso è come una maschera, i movimenti sono lenti, premeditati, non c’è dispersione, tutta l’energia è concentrata sulla volontà e sulla difesa -sguardo apatico e svogliato, il corpo si rilassa come un sacco, la bocca sbuffa, gli occhi cadono in giù se siete depressi o diventano come spilli se siete scettici, e allora le sopracciglia si alzano ma come due stanghette, lo sguardo di Aldo Fabrizi che dice “Embè?!”. -sguardo tenero amoroso ammiccante. Viene fatto di piegare la testa di lato come in segno di resa, gli occhi si restringono come quando si va a letto o guardano da sotto in su profondamente e allora la fronte piega in avanti. -sguardo a sfottere https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTUENkiOSnYrwqp9lF9Awm3g1drJEh8AHzlFhh7fl68jD-ITwtPUw Ma provate a sentire come sono diversi gli occhi stretti che indicano furbizia, tradimento, inganno, stretti come gli occhi del gatto quando fa il furbo, occhi felini, che guardano di sbieco, poco sinceri, obliqui. “Ora ti frego io! In linea di massima ricordiamo che se una cosa ci interessa molto abbiamo una automatica dilatazione pupillare. Per es. se uno spettatore maschio guarda dei fotogrammi e passano foto di belle ragazze nude le sue pupille si dilatano automaticamente, se però è gay la dilatazione sarà automatica davanti a fotogrammi di bei ragazzi nudi. Questo potrebbe servire anche come test sulla sessualità. Si tratta di meccanismi automatici istintivi, come quelli che provocano maggiore o minore salivazione, variazione di temperatura, di battito cardiaco (se deve arrivare l’amore il cuore batte all’impazzata), di secrezione ormonale ecc. PENSA POSITIVO Una situazione di stress abbassa in genere tutte le difese immunitarie e lo stress non è solo fatica fisica o mentale ma più generalmente lo stress è tristezza, fatica del vivere. L’amore, la gioia, l’aspettativa felice, sono grandi attivatori di tutto il nostro organismo, aumentano la secrezione di melatonina, mettono in circolo energie positive, combattono meglio i virus, riattivano meccanismi rivitalizzanti e auto-terapeutici… La salute e il benessere del corpo partono dalla testa, dalla mente, dal pensiero e si esprimono negli occhi. La mente può essere triste anche perché non si è allenata abbastanza a essere positiva. Allora: THINK POSITIVE Se incontriamo qualcuno che ci dice: ”Come ti trovo male oggi!”, le spalle ci cadono, facciamo una espressione triste e sconsolata, ci sentiamo gravati a da mille doloretti, il passo si fa esitante, ci sentiamo brutti. Ma se qualcuno ci dice: “Ho notato che sei molto preciso e attento in tutto quello che fai”, il corpo si fa più eretto, lo sguardo vigile, sentiamo una maggiore sicurezza, il passo cambia, la parola diventa esatta e elegante, il gesto preciso.. Sapendo questo possiamo cambiare il mondo in meglio, spingiamo con le nostre valutazioni perché vada dove deve andare, non criticandolo ma sottolineando negli altri le qualità positive. Questo vale soprattutto con i bambini, in casa o a scuola. Qualunque rafforzativo orienterà la personalità nel modo più favorevole e i cambiamenti si vedono subito nel corpo. Guardate il corpo di chi entra dal medico e guardatelo poi quando esce, se la visita è stata soddisfacente il passo è più spedito, lo sguardo è più sicuro, si entra pencolanti, si esce mezzi guariti. TEST: sempre a coppie, uno dica all’altra qualcosa di positivo e carino su di lui e poi invertite i ruoli. Nei miei colloqui questo è ancora più evidente, io misuro l’effetto terapeutico dell’incontro dai miglioramenti visibili nel corso di due ore, testa più fiera, occhi più larghi e brillanti, pelle più rosea, movimenti più allegri e sicuri, passo baldanzoso… L’EFFETTO SPECCHIO Tenete sempre presente il concetto di MIRRORING. Noi rispecchiamo il mondo ma il mondo si rispecchia nella nostra immagine, il che vuol dire che modificando l’immagine si modifica il mondo. L’immagine è la forma del pensiero, è una forma-pensiero. Possiamo cambiare la forma o cambiare l’immagine, avremo sempre un cambiamento totale. Se cominciamo una giornata dicendo: “Oggi sorriderò al mondo”, e non sarà un sorriso solo degli angoli delle labbra, sarà un sorriso totale, di corpo e mente, di dentro e fuori, la giornata sarà decisamente migliore. Provate a farlo come esercizio per tutto un giorno, e poi ditemi come vi sentite e cosa è successo attorno a voi. Noi attiriamo ciò che mostriamo. Non esiste immagine staccata dal pensiero, l’una si proietta nell’altra e la proiezione è circolare, puoi partire dalla bocca e dal cuore, in fondo è la stessa cosa. Quando la nostra intenzione passa nello sguardo, si mettono in moto centinaia di muscoli, ogni struttura muscolare è associata e un particolare sentimento. Se ripetiamo emozioni fisse, mettiamo in moto insiemi fissi di muscoli, così i nostri sentimenti, le nostre aspettative, i giudizi che diamo sulla vita si possono cristallizzare formando una corazza muscolare fissa, del viso o del corpo. Possiamo finire col modificare in modo costante l’espressione del nostro viso, le rughe di espressione o cambiare la struttura del nostro corpo. Il pensiero, l’emozione si traducono in forma, cioè la mente è morfogenetica.. Ci sono persone che sono così abituate a esercitare dei controlli espressivi che sembrano armature, mezzi busti. Il modo con cui ci relazioniamo con gli altri è sempre fortemente rivelatore dei nostri complessi, delle nostre difficoltà, dei nostri problemi… continuamente noi proiettiamo sul mondo il nostro lato emozionale e lo facciamo col viso e col corpo, come se fosse il nostro strumento espressivo e morfogenetico primario. Gli altri reagiscono ai messaggi inviati dal viso e dal corpo rimandandoci una specie di eco che rinforza il messaggio originario. Si ha così un effetto di amplificazione. E’ un po’ come il balbuziente che fa ostruzionismo alla conversazione, diffonde disagio e questo disagio aumenta la sua balbuzie, in un effetto a catena, come accade con lo sbadiglio. Se uno sbadiglia o un atteggiamento cascante, anche gli altri sbadigliano e manifestano stanchezza. Allo stesso modo l’aggressivo genera aggressività e, viceversa, chi presenta al mondo calma e serenità suscita calma e serenità. Pensiamo a un sasso gettato in uno stagno, le onde che irradiano dal sasso sono in relazione al sasso e allo stagno. Ricordiamoci sempre che il mondo spesso è il nostro specchio. L’immagine suscita una immagine simile. L’ambiente non è mai inerte a ciò che vi mandiamo ma ha reazioni di risposta in sintonia. Se mettiamo in una stanza un diapason e lo stimoliamo così che generi una certa lunghezza d’onda musicale, un secondo diapason che è nella stessa stanza vibrerà in sintonia con esso. Teniamo presente che col nostro comportamento noi possiamo modellare il mondo. Anche noi siamo lo specchio dell’altro e può accadere che ciò che rimandiamo non ci piace, il vero comunicatore (psicologo, insegnante, medico, amante) è colui che cambia sottilmente il messaggio che riceve per creare nuovi input. Facciamo un esempio molto facile: siamo in autobus, è una brutta giornata, umida, fredda, appiccicosa, la gente è stanca e rabbuiata. Proviamo a guardare qualcuno e insieme a spianare la fronte, a allargare la mente a fare uno sguardo calmo e aperto, altre fronti si spianeranno, altre bocche sorrideranno. In linea di massima ci si adegua al tono di colui che comunica con noi, ma possiamo essere un’eco migliorativa. Con l’aggressivo che parla concitatamente si parla più lentamente e si fanno gesti molto tranquilli e rallentati. Si sorride piacevolmente a chi è corrucciato, a verso chi è incerto si mostra un leggero decisionismo. Se l’altro ha un atteggiamento critico o negativo, si sottolineano e si ripetono le sue parti del discorso vagamente positive, così da rinforzare l’altro in ciò che vogliamo. Si usano parole come: “Ah, sì, bene, è proprio vero, come la capisco, sono proprio d’accordo! Ma poi si cerca con delicatezza di spostare l’accento verso qualcosa che ci conviene. Ricordiamoci che ognuno cerca il consenso. Basta annuire alle parti del discorso che ci vanno bene, sorridere, accentuare con piccoli gesti di approvazione il buono che è in ognuno e potremmo vedere la persona che si sposta inavvertitamente in una posizione più positiva. Mai prendere di punta nessuno. Ognuno vuole essere confermato per ciò che è, ma possiamo portarlo lentamente a essere ciò che vogliamo. Se consideriamo sempre la possibilità di effetti a catena, possiamo controllarli in modo intelligente anche solo con lo sguardo, con un’attenzione intelligente e partecipe. Saper ascoltare non è una posizione passiva ma può essere molto attiva. Pensiamo invece a un esempio di azione che sfugge dal controllo: l’altro è nervoso e si alza di scatto, noi reagiamo con un altro scatto, gli cade qualcosa, noi facciamo un gesto irritato, quello diventa più violento, noi ci irrigidiamo ecc. Può crearsi un circuito sbagliato, occorre creare un diversivo, rompere il circuito con un gesto pacifico, una battuta di spirito che rischiara l’atmosfera, un piccolo gesto di resa, una piccola offerta affettiva o un riconoscimento, un complimento. Se una fronte è corrucciata, spianate la vostra, allargate gli occhi, sorridete, respirate lentamente, appoggiate bene i piedi a terra, guardate l’altro come se vi piacesse, mandategli energia calma e positiva. Pensate “Io ti voglio bene, io ti capisco!” Potete immaginare l’energia come una nube scura e pesante e che dalla vostra testa esca della luce chiara e leggera che rischiara e distende l’atmosfera. Se potete, toccate leggermente la mano o la spalla della persona chiusa o tesa. Offrite qualcosa da bere o da fumare, preoccupatevi del suo benessere, fategli un piccolo complimento, dite qualcosa di positivo sul tempo, sul luogo ecc., posizionatevi sulla positività. Quando potete, dategli ragione rafforzando la sua opinione, o considerate con intenzione le sue parole, ripetendone alcune. Se vi rilassate, anche l’altro si rilassa, immaginate di avere un tempo infinito e di stare molto bene, calmi e sereni e che tutto va bene, in base all’effetto mirrorring, effetto specchio, anche l’altro si rilasserà. Occorre fare prove allo specchio e guardare cosa si deve fare per dare una certa impressione, crederlo solo non è sufficiente, occorre proprio esaminare con cura il messaggio che mandiamo, guardarci come se fossimo degli attori e reagire alle nostre espressioni. A volte basta alzare appena il mento, spianare la fronte, sorridere senza mostrare i denti, o mostrare interesse chinando appena il mento così da avere uno sguardo più intenso, imparare a sorridere con gli angolini delle labbra e degli occhi, aprire o socchiudere gli occhi, offrire il viso. Pensiamo che il viso è uno strumento come un altro e che dobbiamo usarlo bene per far stare a suo agio l’interlocutore, per mandargli dei messaggi di interesse e di accettazione. Non c’è ipocrisia in questo, tutto diverrà più facile se crediamo in ciò che facciamo, se dietro la nostra espressione c’è il nostro pensiero. E tuttavia per colui che recita il viso è più controllabile, il corpo non mente mai. Può accadere che quello che vogliamo mostrare sia in conflitto col nostro pensiero, cioè che noi manifestiamo una maschera sociale. Controlliamo allora occhi e viso ma mandiamo col corpo segnali involontari di altro segno, specie con mani e piedi. Ma l’attore conosce tutti gli espedienti e farà recitare il corpo e così il venditore e il politico. Se tenete la testa china, le spalle rientrate, il torace incassato, l’andatura lenta, sembrerete una persona sconfitta, stanca, frustrata. Se la testa è eretta, la fronte aperta, il viso sorridente e gli occhi sicuri o dolci darete un senso di vittoria, fiducia e speranza. E tuttavia noi non parliamo solo con gli occhi e col viso ma con tutta la postura, con le spalle, il torace, la pancia, le spalle…se sorridiamo ma siamo tesi, qualche parte di noi resterà contratta, o avremo gambe senza riposo o piedi che ballano o gambe serrate, piccoli gesti involontari, ci grattiamo rapidamente, ci tocchiamo, ci strofiniamo gli occhi come se avessimo un bruscolo, ci tiriamo su i capelli con la mano. Più il gesto è rapido più è involontario. E tuttavia anche chi ha un buon controllo dell’atteggiamento, visto al rallentatore, può rivelare piccoli segni contraddittori. Per es. se uno sorride con la bocca può non sorridere con gli occhi, oppure sorride ma tiene il busto rigido, e questo vuol dire che sta mentendo. Più il busto sembra imbalsamato, più siamo nella finzione. Guardiamo i nostri uomini politici. Alla lunga tuttavia tenere di preferenza una postura o un’altra modificherà il nostro corpo, creerà una struttura somatica particolare. FACCIAMO ORA UNA PICCOLA MEDITAZIONE COREANA Prendiamo fiato, poi quando espiriamo apriamo la bocca dicendo aaaahhhh e esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per essere vivi, per essere belli, per essere forti, aaahh, una profondo sospiro di soddisfazione. Poi tiriamo su l’aria col naso come se fosse la più pulita e trasparente aria di montagna e sorridiamo di piacere con le lebbra pensando che quell’aria ci vivifica, ci fa sentire bene mmmm,come ci sentiamo bene, come sorridiamo. E espiriamo nuovamente con le labbra aperte e pensiamo che stiamo sorridendo perché siamo felici. Il pensiero foggia il vostro corpo, il vostro corpo respira con voi e col vostro cuore. COME ESERCIZIO, METTETEVI DAVANTI A UNO SPECCHIO E VEDETE CHE MESSAGGIO MANDANO I VOSTRI OCCHI, SE VOLETE CAMBIARE IL MESSAGGIO DOVETE CAMBIARE I PENSIERI E IL MODO DI PRESENTARVI AL MONDO. Ricordate sempre che il mondo è il vostro specchio e vi rimanda quello che voi inviate. Se lo guardate con bonomia, sarà buono, se lo guardate con paura vi aggredirà, se lo guardate con stupore vi stupirà. Uscite la mattina di casa pensando: il mondo è bello, la gente è simpatica, il vostro sguardo avrà un sorriso e il mondo intero vi sorriderà. Se siete sinceri il vostro sguardo sarà sincero, ma si reciterete qualcuno potrà accorgersene, perché una parte del viso non andrà d’accordo con gli occhi, per es. la bocca ride e gli occhi sono due stagni gelidi e morti. Osservate anche gli uomini famosi in televisione: Previti, Berlusconi, Bertinotti., D’Alema, Buttiglione, Casini.. Cosa dicono i loro occhi? I denti, la bocca, il naso, le pieghe degli occhi, le pieghe accanto alla bocca o accano al naso, la linea delle mascelle, togliete l’audio e state rilassati a guardare che messaggi vengono dalle pieghe ai lati del naso, dalla posizione delle spalle, dal modo di tenere la fronte. Sono in armonia? ASIMMETRIE ESERCIZIO Fate ora anche un altro esercizio, se i visi sono in primo piano o se li avete davanti su una rivista, coprite con la mano mezzo viso, prima la metà di destra poi quella di sinistra e guardate come esse sono asimmetriche. Più sono asimmetriche le due parti più la nostra parte razionale o volitiva e la parte emozionale e affettiva sono lontane, non si corrispondono. Copriamo anche le fasce del volto, così da guardare solo la bocca o solo il naso o solo gli occhi o solo la fronte, ognuno di questi elementi manda un messaggio. I messaggi sono uguali. Fate lo stesso con la vostra foto in primo piano, distinguete 4 o 5 fasce del viso e scrivete su un foglio che messaggio manda. C’è armonia tra questi messaggi? Fate la stessa cosa con una fotocopia della foto del vostri viso, per cercare le asimmetrie. Noi tutti siamo asimmetrici. La parte destra del corpo è un po’ diversa dalla seconda, qualche volta le differenze sono molto accentuate, un seno è maggiore dell’altro, un braccio più lungo, una gamba più grossa. Ci mettiamo i pantaloni stretti ma una gamba non entra. Una donna si mette il reggiseno ma una coppa resta più piena. Le due metà verticali del viso sono diverse. Quando la diversità è notevole noi non ce ne accorgiamo, ma se qualcuno si specchia insieme a noi, vede subito che il viso allo specchio è diverso da quello che vede direttamente. Cioè, se c’è una asimmetria, lo specchio la rivela non a noi ma agli altri. Il fatto è che allo specchio noi ci riflettiamo in modo rovesciato, dunque non vediamo mai come siamo veramente. Se mettiamo uno specchio nella linea di mezzo di una foto a pieno viso, possiamo vedere che il viso ottenuto con due metà destre è diverso dall’altro. Se la personalità non è armonica, non è sana, non è buona, non è in armonia con se stessa, salta agli occhi che le sue due metà sono diverse, mezzo naso, mezza bocca (per es. un angolo va in su l’altro va in giù, le narici, le rughe d’espressione, gli occhi (uno è chiuso, l’altro aperto). L’emisfero destro comanda la parte sinistra del corpo e viceversa, se qualcosa colpisce un emisfero abbiamo una distorsione facciale, dalle forme più lievi dello stress alle doppiezze di carattere alle forme patologiche gravi come l’ischemia, l’ictus che paralizzano una parte del corpo e del viso. Altri indicatori possono essere la perdita di capelli localizzata da un lato, nei, porri, macchie, rughe diseguali, incisioni degli occhi, elementi cascanti, borse, rigonfiamenti, punti di tensione, nervi che ballano, ematomi, ecc Stiamo attenti a ciò che è lateralizzato perché indica che una parte di noi non funziona bene. Le disarmonie tra la parte destra o sinistra rivelano se siamo stati feriti nella nostra azione o nei nostri affetti. Il viso è fortemente rivelatore in questo e anche le patologie, il modo di camminare. C’è un piede che calca di più e che consuma di più le scarpe. Le patologie localizzate a sinistra esprimono mancanza e bisogno di amore, spesso manifestano problemi con la madre, anaffettività. Le patologie a destra mostrano la nostra difficoltà nel campo progettuale, dell’agire, il campo dell’azione paterna. Anche i dislivelli di adipe a destra o a sinistra sono come scudi protettivi che abbiamo fatto crescere là dove i colpi erano più forti per aumentare le nostre difese. BERLUSCONI, COMUNICATORE DI MESSAGGI POVERI Angelo Guglielmi Il segreto del Berlusconi comunicatore è semplice. Si mette allo stesso livello di chi lo ascolta. E per far colpo punta sulla semplificazione estrema. Con furbizia, ma anche con la massima naturalezza. Il segreto di Berlusconi comunicatore è di mettersi allo stesso livello di chi ascolta. Sia dal punto di vista dei contenuti che della forma in cui sono espressi. Siete mai entrati in un bar dove si discuteva di sport o di politica? Se vi è capitato, intanto siete rimasti sorpresi dal tono veemente con cui erano esposte le argomentazioni, dalla sicurezza con cui erano sostenute, dalla semplicità (anzi dal semplicismo) del ragionamento tanto più commestibile quanto più povero nel merito. E chi ascolta non è tanto conquistato da ciò che sente e viene detto (che più ovvio e “qualunque” non potrebbe essere) ma dal fatto che anche lui potendo intervenire direbbe le stesse cose o, se diverse, direbbe cose della stessa allarmante perentorietà e semplicità. Peraltro è un vecchio trucco quello di adeguarsi al livello di chi ti è di fronte, praticato e seguito da tutti coloro che vogliono farsi ascoltare (a cominciare dalla mamma con il suo bambino al quale si rivolge, nonostante il rimprovero dell’educatore adulto, con parole sminuzzate e prive di sintassi, ritenute più adatte alla sua – del bambino – capacità di comprendere). Così fa anche Berlusconi che, essendo intelligente, sfrutta al massimo questa vecchia regola. A dire il vero lo fa con furbizia ma anche con naturalezza giacché anche lui fa parte, se pure con altra presenza e incisione, del popolo che sproloquia nei bar. Berlusconi non è un politico, non nasce dai partiti dei quali si è servito ma se ne è sempre tenuto lontano. I partiti sono mediazioni fastidiose che impediscono un rapporto diretto con il popolo degli elettori e oggi dei governati. Sono superfetazioni intralcianti. Di qui il tono di sufficienza e di sopportazione con il quale guarda ai partiti della sua stessa coalizione che tollera perché oggi non ne può fare a meno ma domani chissà. Comunque non contano nulla e se parlano li zittisce, a meno che non si tratti di posti e prebende da distribuire. Poche chiacchiere, lui è il capo e le sue scelte sono quelle di tutti. Quando parlano D’Alema o Fini, che pure non adoperano il politichese, ti accorgi che le loro parole, al di là del loro significato letterale, riflettono un modo di ragionare, una idea di mondo o magari solo una competenza specifica che le impreziosisce o comunque impone un ascolto rispettoso ma le rende lontane. D’Alema e Fini parlano a un pubblico che legge i giornali (magari una volta alla settimana o al mese) e dunque vuole non solo sentire ma anche un po’ capire. Al popolo al quale Berlusconi si rivolge basta ascoltare quel che dice: quel popolo non chiede di più e Berlusconi ritiene che ha ragione: il resto sono chiacchiere. Berlusconi si vanta di essere un uomo comune se pure superdotato e con straordinarie qualità di fattività e di concretezza. Gli basta presentarsi con le sue realizzazioni di grande impresario (che lo hanno fatto uno degli uomini più ricchi del mondo) per incantare chi lo ascolta. Invece di fare riferimento alla necessità di costruire un mondo più giusto o di valorizzare le identità etniche o di perseguire l’amore e la solidarietà (tutti concetti astratti) a lui basta mettere in primo piano il merito di avere costruito Milano Due e la Fininvest per essere creduto e seguito. La sua capacità comunicativa sta allora nel fatto che ha poche cose da comunicare e queste elementari e culturalmente povere. Il mito che Berlusconi possieda come nessun altro l’arte di comunicare e convincere, disponga di raffinatissimi strumenti retorici e di una conoscenza che più acuta non si può della psicologia di massa è appunto un mito, cioé cosa non vera. L’altra sera l’ho sentito mentre predicava da Costanzo. Forse era stanco ma aveva un eloquio arruffato, grammaticalmente approssimato, sintatticamente pesante tanto che mi chiedevo dove stava questa sua bravura tanto proclamata. E ho capito che stava proprio in quell’arruffìo, in quella povertà grammaticale e sintattica, in quel ripetersi continuamente e con veemenza sempre più autorevole, in quella sincerità che nasce da presunzione più che da consapevolezza. E qui ho anche capito che i messaggi sono tanto più convincenti quanto più sono poveri e quanto più povero è il vocabolario che usano: le parole non è necessario che siano tante, basta che siano sempre le stesse. IL VISO Se vogliamo controllare i messaggi non verbali, cominciamo dal viso, che è anche la parte più facile. Il volto è la parte del corpo con cui mentiamo meglio ed è la parte più facile da disciplinare. Il viso è l’area di comunicazione principale, per questo gli attori partono dal controllo delle espressioni del viso. Qua noi abbiamo addirittura codificato espressioni che ci vengono dai primati. Per es. se mangiamo da soli in un ristorante lanciamo attorno brevi occhiate furtive come quelle che le scimmie fanno mentre mangiano per controllare il territorio. Tanto i primati quanto i neonati possiedono già una dozzina di espressioni basilari: minaccia, paura, richiamo sessuale, fame, sonno, ansia, gioia, sorpresa, disgusto, interesse, superiorità, inferiorità. I politici sanno quanto è importante il controllo dell’espressione perciò amano i mezzi busti, non le figure intere e nemmeno i primi piani troppo rivelatori, così da non dover controllare le gambe e la parte inferiore del corpo e da potersi concentrare sulle mani e sull’espressione. Però facilmente anche le mani possono essere rivelatrici, per cui l’uomo politico finge di scrivere o di prendere appunti, per non guardare in viso l’interlocutore, simula un’azione intelligente, sembra ugualmente attento e può in realtà rilassarsi e pensare alle risposte successive, mentre può dare brevi sguardi all’altro, assentendo con la testa. Quando il mento è sollevato si manda un messaggio di dominio (posizione di Mussolini). Gli occhi sono allora come due punti di spillo. Occhi abbassati, palpebre pese, testa bassa e mento contro il petto indicano inferiorità, depressione, sfiducia. Sguardo ammiccante, testa piegata da un lato dicono perplessità o seduzione se gli occhi sono socchiusi. Se invece volete mettere a disagio un uomo fissatelo a labbra strette tra le sopracciglia e se poi volete esagerare, fissategli il nodo della cravatta o un punto del collo, l’ugola, magari. Se volete dargli attenzione e calma guardatelo negli occhi ritirando un poco lo sguardo in dentro, alzando il mento e piegando la testa all’indietro, respirando con agio e interesse e allargando gli occhi. Più che stare attenti al messaggio delle fattezze visive, a volte è più facile avere il pensiero giusto. Se state pensando “Sono calma, mi sento molto calma e rilassata, tutto andrà bene, respiro lentamente e profondamente“, vi verrà realmente una espressione calma e paziente. Come diceva un monaco buddhista “Non bisogna pensare alla pace, bisogna esserela pace!” Molto importante è il respiro. La paura, la tensione, si possono mettere a posto concentrandoci sulla respirazione. Un respiro calmo migliora il viso, corregge la voce, scioglie le tensioni. Respirate con gli occhi. Oppure si può lavorare sul tono della voce. Chi parla più lentamente è sentito in modo più chiaro e risulta più persuasivo. Nelle amministrative per es. nel duello Costa- Castellani, il vecchio sindaco risultava più convincente perché Costa era concitato e lamentoso, ripeteva rapidamente le stesse parole ed era difficile capire cosa volesse, Castellari era lento e pacato e pareva avesse molta ragione, sembrava padrone di sé, rassicurante e affidabile. Costa dava l’impressione di una persona frustrata e incapace, un perdente. Comportarsi con sicurezza tranquilla come se avessimo già vinto è aiutare la vittoria. Chi vince è sicuro di sé, non ha bisogno di gridare, ha la calma del forte. LE RUGHE Se abbiamo la tendenza a tenere il viso chiuso nelle preoccupazioni o in pensieri negativi queste si incideranno nelle pieghe in giù delle labbra, nelle pieghe ai lati del naso, nelle rughe in giù ai lati degli occhi, nelle rughe centrali verticali tra le sopracciglia. Se siamo abituati a guardare al mondo con stupore, avremo rughe orizzontali di espressione, gli occhi aperti e distanziati, il viso levato e proteso verso il mondo, pensate agli occhi tondi e fiduciosi di un bambino e agli occhi stretti e guardinghi di chi si non si fida del suo prossimo. A poco a poco la piega momentanea diventa strutturale. Insistendo, l’atteggiamento diventa corpo. Per questo la struttura di un individuo può rivelare il suo carattere. Gli eventi di una vita possono modificare le ossa, i legamenti, e la distribuzione dei pesi corporei, per es. chi è stato schiantato da troppe difficoltà fin dalla giovinezza sembra realmente schiacciato da pesi immani, la spina dorsale sotto la nuca si piega formando una gibbosità a bisonte, l’adipe si distribuisce nella parte alta delle spalle arrotondandole, le gambe si piegano a rombo, come dovessero sostenere un carico, la testa viene compressa in orizzontale come fosse sotto un maglio. Più sono i pesi della vita, più curviamo le spalle. Chi ride spesso e ama la vita ha rughe sottili a ragno ai lati degli occhi. La diffidenza e la negatività segnano il nostro viso con pieghe che vanno all’ingiù, curiamole anche sorridendo a noi stessi quando siamo soli. Un eccesso di decisionismo, una natura da lottatore fanno digrignare le mascelle e stringere le labbra che diventano sottili. Abituatevi a far rilassare le mascelle, tenendo i denti allentatati, come si fa a antiginnastica. Se la bocca si rilassa e respiriamo con la bocca un poco aperta, questo può dare un senso di pace e di distacco e spingere l’altro a sua volta a rilassarsi, invece in risposta delle nostre tensioni mostrerà a sua volta tensione, ma se lui guarda come facciamo un certo lavoro, le labbra chiuse gli diranno che lo facciamo con concentrazione, attenzione e precisione. Mordersi le labbra è un segno di incertezza. Attenti a non manifestare disprezzo o disgusto con smorfie del viso o con piccoli tic di contrazione, come fa Casini che arriccia il naso come se sentisse un cattivo odore, gesto non bello di disprezzo per gli altri.. Il volto comunica anche messaggi sulla salute, perché rispecchia i vari organi e le funzioni del corpo umano. LE RUGHE SECONDO LA MEDICINA CINESE (Vedi l’interessante libretto: “Segni del volto”, Marguerite de Surany, RED) Orizzontali sulla fronte sono relazionate all’attività mentale (gli psicotici per nascita non hanno rughe frontali), verticali sulla fronte: troppo cibo o troppe preoccupazioni verticali tra gli occhi: disturbi al fegato, rabbia repressa, inquietudine, irritabilità, ma anche eccesso di potere, dispotismo (la Fornero). Due cerchietti sotto gli occhi: troppe bevande e disturbi renali più in basso sotto gli occhi: troppo cibo, disturbi intestinali sulla punta del naso: disturbi cardiaci. Ruga orizzontale tra labbra e naso: disturbi alle ovaie e della sessualità. Secondo la teoria taoista, esiste una energia primaria o universale che scorre lungo i meridiani, i meridiani principali sono 12 corrispondenti a 12 organi principali: Intestino tenue, Triplice riscaldatore, Intestino Crasso, Vescica, Vescica biliare, Stomaco, Maestro del Cuore, Polmoni, Cuore, Fegato, Milza, Reni. Essi hanno punti particolari che possono essere trattati: uno di questi è il vaso di lacrime (pag 47) un punto che si trova al centro della ruga sotto l’occhio, sulla verticale della pupilla. Quando qualcosa ci affligge e non ne possiamo parlare e piangiamo troppo, si forma questa ruga che è connesso a problemi allo stomaco, perché non possiamo digerire la vita. Se poi essa (fig. 49) cade in giù lateralmente con un angolo, ciò indica un ghiacciolo di lacrime, lacrime mescolate ad amarezza. Sciogliere queste lacrime congelate, farsi un bel pianto ristoratore qui non è male. Se ci spostiamo due dita fuori dall’angolo della bocca (fig. 51) troviamo un punto corrispondente a un meridiano detto “magazzino della terra”. Immaginiamo un magazzino che dovrebbe contenere la nostra energia buona, allegra, positiva e che invece si è riempito di brutti pensieri, di energia negativa, al punto che non riesce più a contenerla, allora il magazzino comincia a creparsi e questa ruga che va all’in giù è appunto una spia. E’ una sottile incisione che scende verticale e poi gira verso il mento. Abbiamo problemi di assorbimento della vita, abbiamo più pensieri di quello che il nostro magazzino possa contenere, i pensieri ci ossessionano, non riusciamo più a elaborarli, la depressione mentale incombe (insorgono nevralgie e mal di denti), la bocca diventa muta, gli occhi vuoti. Occorre allora ascoltare musica, uscire, vedere gente, distrarsi. Curare questo punto con digitopressione o agopuntura aiuta a sciogliere la negatività e anche i dolori fisici del viso. Ma può darsi che la nostra sofferenza sia così nascosta e profonda che non riesce nemmeno a salire alla bocca, resta intrappolata nel collo (fig 53), il collo diventa rigido e dolorante, il viso gonfia, la lingua è rigida e la persona non riesce a parlare, gonfiano le ghiandole linfatiche. Si forma allora una ruga addirittura nel collo quasi parallela alla mascella, il cuore è ferito e pieno di risentimento ma non riesce a far uscire la sua ferita, i denti possono cariarsi. Questa ruga è un grido di aiuto che esprime grande malessere. se guardate le annunciatrici televisive, vedete che sono belle donne, ma che alcune hanno due rughe che formano loro come un collarino, tanto che una volta nell’800 si portava proprio qui un nastro di velluto nero per nasconderle. Sono le RUGHE DI VENERE e dicono: “Non amo più, l’acqua dell’amore non scorre più, non accolgo più nessun amore“. Sono le rughe della non accoglienza, della Venere ferita e arida. Fig 57, molto triste è la condizione di chi ha una ruga che parte sotto l’occhio scende a u fino al centro del mento e risale all’altro occhio, i due punti sotto gli occhi sono i vasi delle lacrime, le lacrime non piante portano la disperazione fino a terra (il mento) e la conservano. Se la vita ci maltratta, ci tiene sotto giogo, abbiamo due rughe che scendono dai lati della bocca (pag 63) come i segni del morso. Ma se la collera cresce con voglia di colpire e di ribellarsi, di essere in rivolta dura, il sangue è perturbato, possiamo vomitare, avere nausee e senso di vertigine e si forma una ruga storta dal centro del sopracciglio in giù. (pag 65) (pag 67) le due rughe tra le sopracciglia sono due mura difensive che dicono: “Sto lavorando in silenzio e in segreto ma non sono contento, non posso parlare, non disturbatemi, ho alzato un muro tra me e il mondo, perché ho bisogno di pace per proteggermi. (Pag 79) questa ruga è un arco che va da un punto vicino all’aletta del naso in giù, si chiama “ACCOGLIENZA DEI PROFUMI“, riguarda il meridiano relativo all’intestino Crasso di cui si dice: “Ho fiuto”. Il punto da cui parte ha importanza per le affezioni del naso, le sinusiti, l’asma ecc. (i tessuti del viso gonfi dicono: perdo terreno, non ho basi, dunque mi gonfio per cercare di essere; olfatto debole = lascio correre i piaceri della vita, non li afferro più; naso chiuso o sinusiti = non voglio sentire il profumo della vita, mi sento vecchio; la sinusite può essere anche una rabbia rimossa perché non i permetto di manifestarla; lo stesso l’asma; le labbra gonfie o malate: devo tacere ma esprimo la mia angoscia con la tumefazione delle labbra. Questa ruga esprime profonda angoscia. Una ruga rara è una v slargata che appare sul mento (pag 93). Il punto in mezzo al mento è un punto di grande energia, la ruga dice che l’energia fugge via. Qui abbiamo un dominatore che non è riuscito a vincere, e è rimasto molto ferito. Facilmente avrà dolori al mignolo dove inizia il meridiano. Una sola ruga tra gli occhi (pag 101) indica che la situazione è difficile, questa persona ha un ruolo nella famiglia o nel lavoro, per cui deve usare più autorità di quello che vorrebbe, ha una responsabilità, deve perciò limitare le emozioni e controllarsi, nello yoga il punto tra i due occhi è il punto di accesso al cervello, è il luogo dove l’uomo ha un carico di potere e di responsabilità per cui deve invocare l’aiuto del cielo. Questo punto si chiama SALA DEI SIGILLI e i sigilli sono simbolo di potere ma anche di responsabilità e dunque di preoccupazione. Sono verticali, per es., lo scettro del re, il bastone del papa. Questa persona è contratta, può avere crampi o spasmi, dolori alla testa, traspirazione alla testa. Non porta volentieri cappelli. Deve essere decontratta con movimenti circolari della mano in senso orario senza toccare la testa come se le si volesse levare dell’aria calda o farle del vento con un’elica. La SALA DEI SIGILLI può anche essere orizzontale come se unisse le due sopracciglia (pag 103), il segno allora si distende, adagia il sigillo cioè l’autorità e il potere, questa persona dice “Ho molte responsabilità, ma voglio distendermi, darmi pace”. La riga orizzontale può essere anche subito sotto il naso, è il CANALETTO DELL’ACQUA, indica un rivolo di energia che si perde; la persona si sta indebolendo, può anche svenire. Massaggiare il punto proprio sotto la punta del naso cura le depressioni di energia, l’instabilità nervosa, il diabete, un eccesso di sete, i dolori ai lombi e alla settima cervicale. Diabete e secchezza nel mondo cinese indicano un grande desiderio di affettività o anche di gratificazioni materiali; i dolori lombari indicano che la persona fa di testa proprio e non ascolta gli altri, non si piega dunque alle opinioni o ai consigli di altri; l’itterizia indica un disturbo dell’anima che rimugina troppo le proprie passioni, critiche o idee sbagliate. Quelle che noi chiamiamo rughe del sorriso ai lati degli occhi sono per i Cinesi le zampe di gallina, tre rughe a ventaglio, indicano una persona che ha giocato molto col sesso opposto oppure troppo poco ma che lo avrebbe fatto volentieri, e poi per amore o dovere ha dovuto contenersi. Una grande ruga orizzontale al centro della fronte è detta YANG bianco, lo yang è l’energia attiva e volitiva, ma il bianco indica l’arresto della volontà, l’apatia, dunque questa persona ha una crisi di fiducia in se stessa, ha paura di fronte agli ostacoli della vita, non riesce a dominare al situazione, è immerso in una nebbia interiore, magari deve continuare a andare avanti ma non ce la fa, è inquieta e insoddisfatta. Una ruga laterale e verticale che sale dall’angolo interno dell’occhio fino all’attaccatura dei capelli è relativa al meridiano della vescica. La vescica espelle l’urina, cioè elimina le scorie, le negatività del cibo. Elimina ciò che disturberebbe il sangue. Ma nella vita non sempre è possibile eliminare ciò che ci disturba, restano in noi delle tensioni nervose, delle energie impure. Se eliminiamo le negatività abbiamo una visione limpida della vita per cui il punto di partenza di questa ruga, all’angolo dell’occhio si chiama PUPILLE CHIARE. Se invece restano delle nebbie, abbiamo una visione annebbiata. Quando qualcosa non va tra occhi e naso, starnutiamo, è un tentativo di espellere l’aria poco pulita in noi. Quando le cose non vanno bene, e non riusciamo a essere purificati e chiari, la vescica ne soffre, abbiamo allora malattie del naso e abbassamento della vista. Quindi l’umore si riflette sulla vescica, sugli occhi, sul naso e sui polmoni. Quando il malumore persiste, la vescica si ammala e produce una cistite. Quando la vescica è malata, la tensione nervosa si riduce. pag 131: una piccola ruga che va dall’inizio interno del sopracciglio all’angolo dell’occhio ruga a destra: persona che ha PUPILLE CHIARE cioè vista acuta quando si tratta degli altri e della vita sociale, è decisa, ha volontà e concentrazione, vede e comprende (io ce l’ho spesso) ruga a sinistra: il contrario, pupille non chiare, spente, questa persona non guarda agli altri ma a se stessa ma senza energia e con depressione, può avere le gengive infiammate e ciò indica che non può mordere la vita, non ha autodifese. MEDICINA CINESE La medicina più attenta ai segni del volto è quella cinese. Essa ritiene che l’energia che circola nel nostro corpo fluisca in canali detti meridiani. Ogni canale attraversa e alimenta vari organi che si trovano sul suo cammino. Se c’è una occlusione in un punto del meridiano, alcuni organi non verranno alimentati e adempiranno meno bene al loro compito, avremo dunque la compromissione di una funzione. La diagnosi può essere eseguita con la palpazione o osservando vari segnali che compaiono lungo il percorso del meridiano. Le rughe del volto sono uno di questi segnali. Poiché l’uomo è una unità psicosomatica, la disfunzione può dipendere da cattive scelte di vita, da cattive esperienze, o da cedimenti nelle difese interne rispetto ad agenti invasori. Ognuno di noi ha delle zone in cui è più protetto e delle zone più vulnerabili, in cui la negatività del vivere può evidenziarsi. Per esempio alcuni sono facilmente colpiti nella funzione respiratoria, naso, orecchi, gola, o bronchi, polmoni e tendono a somatizzare qui ogni scompenso del vivere, l’asma, lo sappiamo è una tipica malattia psicosomatica, ma ogni malattia, a suo modo, è psicosomatica. Cioè non basta che ci sia una causa esterna come un virus perché noi ci ammaliamo. Diciamo che, in genere, abbiamo una certa predisposizione a offrire alla malattia una parte di noi bersaglio, secondo un codice che appartiene all’intelligenza corporea e secondo modalità di scelta abbastanza personali. L’asma per esempio, che è una carenza di respiro, e che è poi simile alla tosse cronica o nervosa, indica un respiro aggressivo, a scatti, è la tipica malattia psicosomatica dietro cui sta ansia e agitazione, impossibilità a inspirare la situazione, ad assorbirla. Parlando con una metafora l’asmatico esprime “Vivo in un ambiente irrespirabile!”, “Sono stretto alla gola come in una morsa” ecc. La tosse invece è un modo aggressivo per scaricare tensione. Lo stesso i tic ecc. Ora imparare a leggere il corpo e i suoi segni o i suoi disturbi secondo teorie orientali è bellissimo. Kinesiologia, iridologia, massaggi plantari, sha-tzu…sono discipline volte alla conoscenza e alla cura dell’uomo inteso come unità energetica. Il corpo è un insieme di simboli e di corrispondenze, che un esperto può decodificare osservando molti segnali. La medicina cinese è bravissima a decodificare i segni del viso, forse anche perché in tempi antichi il medico cinese non poteva visitare la pudica donna cinese, la quale non si faceva svestire o auscultare e dunque occorreva acuire l’osservazione. E cuore, polmoni, reni, fegato, milza e pancreas venivano osservati usando come carta geografica zone del corpo, come il viso, l’orecchio, l’occhio, la mano, il naso, il piede. Queste parti servivano sia per la diagnosi che per la terapia, mediante digitopressione, agopuntura o moxa. Le zone del corpo indicatrici di malattia si chiamano somatopie (soma=corpo, topos=luogo), cioè luoghi del corpo indicatori dello stato di salute, considerate come terminali di una serie di segnali termici, elettrici ecc. L’iridologo per esempio può fare una diagnosi esaminando l’iride, perché si ritiene che in ogni parte di essa si rappresentata una parte del corpo: bronchi, cuore, gambe ecc. L’agopuntura e altre discipline considerano la terapia sull’orecchio che alcuni di voi hanno fatto forse per smettere di fumare o diminuire di peso, considera l’orecchio come un feto rovesciato per cui il lobo è la testa, il bordo è la spina dorsale e la parte alta le mani e i piedi, per cui pizzicarsi l’orecchio equivale a stimolare le zone corrispondenti. Se uno si tocca continuamente il lobo dell’orecchio è come se si toccasse i capelli o la testa. Pizzicarlo equivale a stimolare l’energia. Corpo e mente interagiscono, le nuove medicine sono tutte psicosomatiche cioè guardano all’uomo tutto interno, anche a come si manifesta nei volumi, nelle posture, ecc. Per esempio una testa spostata in avanti indica un misto di aggressività e dipendenza, una testa rigida indica atteggiamento rigido che prima o poi fa calcificare le 7 vertebre sotto la nuca, inducendo artrosi cervicale, un capo inclinato di lato suggerisce indecisione e timidezza ma anche femminilità e remissione. Ugualmente la mascella rientrante indica tristezza e collera trattenuta, impulso di piangere, la mascella sporgente è un segno di sfida, aggressività e arroganza, la mascella contratta sta per autocontrollo, emozioni trattenute ecc, In genere ogni contrattura nel viso corrisponde a una tensione in altre parti del corpo, che possono portare a patologie, vedi ulcera, stitichezza, malattie epatiche o cardiache ecc. ” width=”50%” height=”50%” /> In genere la prima cosa che notiamo sono gli occhi, sono il nostro ponte col prossimo. Grandi e rotondi indicano calore umano e benevolenza, stretti diffidenza e cinismo, sporgenti stati ansiosi, incassati nelle orbite temperamento introverso che critica gli altri e sta indietro rispetto al contesto sociale. L’abitudine al sorriso può creare le rughe del sorriso, le preoccupazioni ci fanno venire le borse sotto gli occhi o un segno come di unghiata, uno stato permanente di cruccio ci incide le rughe del cipiglio ecc. Le indicazioni sono infinite e ogni popolo, cultura o disciplina usa un codice diverso. Qui possiamo solo accennare ad alcune regole cinesi. Il Nei Jing dice che la grandezza degli occhi è in relazione con la forza del fegato. Se ci svegliamo dunque con occhi piccoli e gonfi, forse dovremo fare una dieta, ma se il nostro fegato soffre, essendo l’organo che assorbe lo stress, ci siamo sottoposti a una vita troppo pesante, abbiamo bisogno di lasciare qualche situazione e prenderci riposo. Lingua e labbra sono relazionate alla milza. Gli orecchi sono relazionati ai reni ma anche alla vitalità e longevità. Il naso lungo indica un forte intestino crasso. Le labbra spesse e un forte labbro superiore stanno per un forte intestino tenue. Se la cavità orbitale sotto gli occhi è larga, la vescica biliare funziona bene. Se abbiamo narici molli e rilassate la vescica funziona male ecc. Secondo i Cinesi la vita è uno yin-yang, cioè un continuo mutamento da uno stato all’altro. Yang è energia forte e maschile, attiva, calda, una febbre per esempio è yang. Yin è invece una energia debole, recessiva, femminile, passiva, indica piuttosto le mancanze, la situazioni di difetto. L’ipertensione è yang, come uno stato di agitazione nervosa, la bassa pressione è yin. Se una delle due energie è eccessiva, l’altra è soffocata e abbiamo uno squilibrio. Un viso YANG è come un triangolo con la punta in alto (fronte bassa, occhi vicini, mascella larga, naso piccolo, occhi semichiusi, orecchi piccoli o vicini). Pratico, concreto, razionale, radicato. Un viso YIN è un triangolo con la punta in basso (mento piccolo appuntito, fronte spaziosa, occhi grandi e distanti, sporgenti, naso lungo o grosso, sopracciglia sottili, orecchie alte o a sventola). Questo è un creativo, con una particolare predisposizione all’arte o alla sfera intellettuale. Non portato per le cose concrete o manuali, ma ama sognare e da particolare importanza alle emozioni. L’intelletto prevale sull’istinto. Possiede uno spiccato senso dell’intuito e grande intelligenza. Chi ha una testa grande è Yang, piccola Yin. COLORE DELLA PELLE Già il colore del viso è indicativo: giallo=problemi a milza, fegato, pancreas, stomaco, vescica biliare bianco= anemia, polmoni deboli pallido con pelle trasparente= tipo yin spesso con mani e piedi freddi, l’energia è bassa, energia nervosa ma non muscolare bruno scuro= i reni funzionano male, non liberano le scorie rosso= troppo yang, eccitabilità, agitazione, passione, e facilmente disfunzione cardiache blu=capillari in evidenza=funziona male il fegato verdognolo=problemi tumorali rosa diffuso in punta delle gote =tbc I foruncoli indicano una cattiva eliminazione di rifiuti alimentari dal sangue, se sono sulla fronte c’è eccesso nel consumo di carne o salumi (proteine), in mezzo al viso eccesso di uova o pollame, sul mento pesce e carne. PREDISPOSIZIONI ZODIACALI Ariete 21 marzo 20 aprile Toro 21 aprile 20 maggio Gemelli 21 maggio 21 giugno Cancro 22 giugno 22 luglio Leone 23 luglio 23 agosto Vergine 24 agosto 22 settembre Bilancia 23 settembre 23 ottobre Scorpione 23 ottobre 23 novembre Sagittario 23 novembre 21 dicembre Punti bersaglio ARIETE (Marte) Testa. Fronte. Occhi. Denti 1° decade tempia sinistra 2° calotta cranica 3° tempia destra TORO (Venere) Naso. Bocca. Gola . Spalle. 1° naso 2° bocca, occhi 3° gola, tonsille, corde vocali GEMELLI (Mercurio) Timpani. Bronchi. Orecchie. Timpani 1° polsi, bronchi, orecchie e timpani 2° gomiti 3° polmoni, braccia e spalle/ Ma anche fegato CANCRO (Luna) Pancia. Stomaco. Ovaie 1° seni 2° stomaco 3° Pancia, intestino LEONE (Sole) Cuore. Circolazione del sangue VERGINE (Mercurio) Colon. Intestino. Apparato digestivo BILANCIA (Venere) Vescica. Fegato, Pancreas. Reni 1° vescica 2° fegato e pancreas 3° reni SCORPIONE (Plutone) Ghiandole e organi di riproduzione 1° ghiandole a secrezione esterna 2° intestino retto e ano 3° nell’uomo i testicoli, la capacitò di procreare SAGITTARIO (Giove) Gambe. Cosce 1° caviglie 2° ginocchia 3° cosce CAPRICORNO (Saturno) Colonna vertebrale. Ossa. Ginocchia. Giunture. Nocche 1° vertebre lombari 2° vertebre centrali 3° vertebre cervicali AQUARIO (Urano) Caviglie PESCI (Nettuno) Piedi 1° piedi della danza 3° piedi della corsa Ariete=IL CAPO La testa. E’ un eccessivo e ha il metabolismo alto, tende a bruciare rapidamente tutte le energie presenti. Ha malattie da eccesso. Quando è molto squilibrato ha brevi febbri che bruciano le scorie, spesso perché mangia male e accumula tossine, sono febbri terapeutiche come valvole di sicurezza, in genere non riesce a seguire posologie mediche, dopo un po’ smette di prendere le medicine, o addirittura non comincia nemmeno la cura. Mal di testa o di occhi e orecchi, infezioni e ferite e scottature. L’Ariete rappresenta la testa, fa un grosso lavoro mentale, ha spesso mal di testa o problemi agli occhi (specie se c’è un ascendente Toro che riguarda la vista), o ai denti o dolore alle tempie, cade spesso come il bambino che inciampa e batte la testa e dunque ci rimette di persona. TORO=LA FORZA Salute: punto debole la gola, il collo: tonsille, asma, ghiandole sessuali, circolazione, obesità. Può avere un forte odore personale. Il Toro può essere individuato già sentendolo parlare, per le inflessioni della voce, la profondità, le pause, il tono della voce. E dunque si ammalerà nella gola, nelle tonsille. GEMELLI= LA COMUNICAZIONE Il punto debole è braccia e polsi, orecchi, timpani e polmoni ma anche fegato che si stressa facilmente per troppa ambizione o accumula rabbia. CANCRO=la madre, il cibo La parte del corpo è quella femminile o materna: la pancia, seni, ventre, stomaco, il luogo dove nasce la vita, dove si assimila il nutrimento, o si dà il nutrimento. Spesso soffre di stitichezza, perché tende a trattenere tutto anche gli affetti. Sistema nervoso fragile. Somatizza facilmente l’ansia LEONE= LA SOLARITA’ Il suo organo è il cuore, il plesso solare e la circolazione. Se i Leoni controllano troppo il cuore o lo rifiutano come cosa pericolosa, scaricano sul cuore tutte le proprie pulsioni. Fare ogni tanto un’analisi del sangue. VERGINE=LA PREVIDENZA La parte del corpo che le compete riguarda mani, intestino tenue e crasso, cioè pancia interna, la parte del corpo che digerisce. La Vergine soffre tipicamente di stitichezza, coliti, coliti spastiche, diarree. Non digerisce bene, perché il suo sforzo è concentrato molto all’interno. In psicoanalisi le passioni si concentrano negli intestini, nel controllo degli sfinteri e la Vergine è una passionale controllata. BILANCIA=LA SEDUZIONE Venere ha il suo domicilio nella Bilancia e interessa una parte particolare della seduzione del corpo, la curva delle reni. Per la Bilancia i punti a rischio sono: vescica, fegato, pancreas, reni, il rene serve a tutte le cellule e disintossica (ovvero le ghiandole che filtrano e la Bilancia filtra e soppesa). La Bilancia deve stare attenta a fare diete leggere, a disintossicarsi spesso. SCORPIONE=morte e trasformazione Corrisponde alle ghiandole di riproduzione. Ovaie. Attenti all’apparato gastrointestinale (più facili le coliti che la stipsi) (buona l’argilla). SAGITTARIO=LA FRECCIA Il punto del corpo focale per il Sagittario sono le gambe. Tomba è un Sagittario. Molti Sagittari sono podisti, corridori, viaggiatori, anche ballerini. Gambe, caviglie, ginocchia, cosce sono esposte e a rischio. Parti molto usate ma anche fragili, per cui possono avere qui della sofferenza. CAPRICORNO=L’ASCENSIONE La parte del corpo che somatizza è colonna vertebrale, ossa, dorso (corno), specie dopo i 50 anni, qui agisce la forza di Saturno. Sarebbe bene che il Capricorno facesse un po’ di nuoto o di ginnastica o anche del ballo. ACQUARIO= vola via dalle radici La parte del corpo che gli compete è le caviglie. Le caviglie sono uno snodo importantissimo del corpo dove si hanno le fratture peggiori. Indicano lo sviluppo delle radici. PESCI=L’INQUIETUDINE Il suo punto debole sono i piedi, che non stanno mai fermi, mossi da eterna inquietudine, e non stanno mai comodi nelle scarpe, che sono sempre strette o rigide, meglio se nudi. La prima decade ha piedi artistici legati al ballo, alla danza classica e alla coreografia, negli ultimi gradi abbiamo corridori e podisti. ..

Per le lezioni precedenti vedi

Lezione 1 : https://masadaweb.org/2013/05/24/masada-n-1465-24-5-2013-cnv-la-comunicazione-non-verbale-lezione-1/

Lezione 2 : https://masadaweb.org/2013/05/24/masada-n-1465-24-5-2013-cnv-la-comunicazione-non-verbale-lezione-1/ Lezione 3 : https://masadaweb.org/2013/06/10/masada-n-1470-comunicazione-non-verbale-

Lezione 3: https://masadaweb.org/2013/06/10/masada-n-1470-comunicazione-non-verbale-lezione-3/

Lezione 4 : https://masadaweb.org/2013/06/13/masada-n-1471-13-6-2013-la-comunicazione-non-verbale-lezione-4/

http://masadaweb.org

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: