Nuovo Masada

aprile 21, 2013

MASADA n° 1455 21-4-2013 IL RANTOLO DELLA PARTITOCRAZIA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:25 am

Blog di Viviana Vivarelli

Napolitano rieletto Presidente della Repubblica con un inciucio tra Bersani, Berlusconi e Monti – La conservazione conserva se stessa – Ma questa nomina è costituzionale? – Chi è Napolitano – La Casta gongola ma sarà per poco – Bersani si dimette, peggio di Tafazzi – Proclama di Beppe Grillo – La rabbia di Don Paolo Farinella – Il cittadino digitale – Un Governo precario – Abbiamo un re – E Vendola cosa farà?- Il Golpe bianco – Solo con Grillo si cambia – Oggi è morto il Pd – Claudio Messora e l’abbraccio mortale- L’editoriale di Scalfari, pure lui critica il Pd!

Rendi forti i vecchi sogni
Affinché questo nostro mondo
Non perda il coraggio
……..”
Rossella
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Malon Labe
Venuta la sera, si mise al capranica con la segreteria politica. Mentre mangiavano disse: “In verità io vi dico, uno (su quattro) di voi mi tradirà”. Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io, Segretario?”. Ed egli rispose: “Colui che ha intinto la mano nel piatto di arcore , quello mi tradirà. Baffino disse: “Segretario, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto”…
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Francesco Baldasso
Bersani è riuscito a presentare un candidato e a farlo votare più dal pdl che dal pd. Capolavoro
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Da Michele
Quante squallide figure che attraversano il paese
com’è misera la vita negli abusi di potere.

F. Battiato
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Giuliagenito
“Uno su quattro ha tradito, per me è troppo”?? Bersani, e noi cosa dovremmo dire dei tuoi tradimenti verso il tuo elettorato?

Paolo Roberto Dagnino
Colpo di Stato ? Molto peggio !
Normalmente il colpo di stato è perpetrato da una parte politica nei confronti di un’altra parte politica. Nel nostro caso è un’intera classe politica (quasi al completo) a perpetrare il colpo di stato nei confronti dei cittadini.
Ed è cosa ben peggiore !
Resistere !
.
Alessandro
NAPOLITANO NON SARÀ MAI IL MIO PRESIDENTE!
Se Berlusconi aveva bisogno del SALVACONDOTTO per Ruby e gli altri processi, il PD aveva un disperato bisogno di una SOLUZIONE POLITICA per il MONTE DEI PASCHI DI SIENA.
La soluzione è stata la stessa per entrambi: rieleggere il presidente che se la intendeva con Nicola Mancino sulla trattativa Stato-mafia (fossero stati resi noti quei nastri, oggi staremmo a scrivere un’altra storia).
Cari morti viventi della Casta partititica, non crediate di avere trovato la soluzione, perché i vostri problemi oggi non finiscono, ma iniziano:
I CITTADINI SI RIPRENDERANNO L’ITALIA, LA DEMOCRAZIA, LA CITTADINANZA, IL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE. E poi, state certi, anche la SOVRANITÀ MONETARIA.
Grazie Beppe! Grazie Stefano Rodotà per avere permesso questo risveglio con la sua candidatura che nonostante l’esito non sarà inutile.

LA CONSERVAZIONE CONSERVA SE STESSA
Viviana Vivarelli

Non sapendo chi altro fare Presidente della Repubblica, Bersani, piuttosto che eleggere uno del proprio partito, che in più era una persona nobilissima e di fama internazionale, voluto da Vendola e da molti elettori del Pd, ma era presentata da Grillo, ha accettato una immonda alleanza con Berlusconi, suo presunto alleato, e con un Monti che, malgrado le lodi sperticate dei media, ha distrutto il Paese, prendendo solo l’8,8% dei voti.
I tre hanno deciso di votare di nuovo Napolitano, fatto primo e unico nella storia della Repubblica.
In pratica quattro persone hanno deciso tutto, ignorando il secondo partito del Parlamento, il M5S, che ha preso 8 689 458 voti, il 25,55% degli elettori.
Napolitano ha 87 anni, più 7 fa 94!! E per fortuna che dicevano che Rodotà era troppo vecchio!
Fassino, intercettato in una telefonata, dichiarava che MAI il Pd avrebbe votato un uomo presentato da Beppe Grillo.
Questi partiti, rivotando Napolitano, hanno dimostrato il proprio suicidio.

Napolitano è quello che firma qualsiasi obbrobrio, anche leggi anticostituzionali.
Napolitano è quello che ha regalato il Paese a un immondo governo di ultra destra neoliberista, scippando agli elettori il diritto delle elezioni. E ora che farà? Darà un secondo incarico a Monti?
Che vergogna questi partiti attaccati alle poltrone! E questo Pd che, pur di non rinunciare al potere, si allea con quello che dovrebbe essere il suo nemico! Che vergogna indicibile!

MA E’ COSTITUZIONALE?
Viviana Vivarelli

La nostra Costituzione non va nel senso di un regime presidenziale forte, anzi!
E’ prettamente parlamentare.
Malgrado questo, Napolitano ha governato al limite della correttezza istituzionale, firmando praticamente di tutto e rifiutandosi di essere il custode della Costituzione e di rimandare alle Camere leggi che erano palesemente incostituzionali.
In un regime parlamentare quale il nostro, Napolitano si è assunto poteri francamente antidemocratici, come lo scippo delle elezioni che avremmo dovuto fare nel novembre 2011 alla caduta di Berlusconi e la consegna del Paese ad un Governo esterno, di pretta nomina presidenziale e non parlamentare, che oltre tutto era di ideologia antitetica alla maggioranza dei cittadini, in quanto di estrema destra neoliberista.
L’aumento di poteri del Presidente è andato di pari passo allo svuotamento di poteri del Parlamento, diventato il soggetto che solo può approvare ‘obtorto collo’ ai decreti imposti con la fiducia dal Governo (ben 53 con Monti).
E ora, questo doppio mandato al Presidente precedente non aumenta forse un potere presidenziale contro la Costituzione già così eccessivo e squilibrato da sfiorare una pericolosa deriva antidemocratica? Non ci avvicina questa nomina ancora di più a un regime presidenziale?

CHI E’ NAPOLITANO
Viviana Vivarelli

Napolitano ha firmato per sette anni tutto quello che Pd e Pdl hanno voluto, anche leggi incostituzionali o che ledono i diritti di un Paese democratico.
Una sola volta in 7 anni ha rimandato una legge alle Camere
E’ l’uomo perfetto che non dà noia alla Casta. Del resto lo dichiarò lui stesso che rimandare una legge alle Camere era inutile tanto avrebbero potuto rivotarla di nuovo. Così ha ignorato il suo alto compito di garante della democrazia e di tutore della Costituzione. Una sola volta ha rinviato nel 2010 una legge mostruosa sul lavoro su “conciliazione e arbitrato nelle controversie individuali” e “la responsabilità per le infezioni da amianto”
Napolitano è quello che ha firmato tutte le leggi ad personam di Berlusconi, anche quelle bocciate poi dalla Consulta perché anticostituzionali, come il Lodo Alfano che sospendeva i processi delle maggiori cariche dello Stato finché in carica, ed è chiaro dunque perché Napolitano piaccia a Berlusconi. Persino Ciampi lo criticò dicendo: “Il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Ma, se una legge non va, non deve firmarla. E non può usare come giustificazione dire che, se il Parlamento riapprova la legge respinta, il Presidente è poi costretto a firmarla. Il suo dovere è di non promulgarla in prima lettura”. Ma Napolitano ha sempre firmato con la massima fretta qualunque porcheria, senza nemmeno aspettare il mese concessogli dalla Costituzione, e dimostrandosi perfettamente omologato alla Casta.
Anche per il legittimo impedimento nel 2010, presentato da Berlusconi per rendersi impunibile, Napolitano firmò e poi arrivò la bocciatura della Consulta per incostituzionalità.
Firmò anche la legge sullo scudo fiscale, criticato da Di Pietro, mentre il Pd prendeva le difese di Napolitano.
Va ricordato, comunque, che prese duramente posizione contro altre norme, come quella sulle intercettazioni o sul secondo Lodo Alfano e si mise contro sul caso Englaro, quando si oppose ad un provvedimento considerato incostituzionale.
In 7 anni Napolitano non ha mai inviato un solo messaggio alle Camere.
Ha usato la grazia in modi molto dubbi:
per il medico Piscitelli che aveva ucciso il figlio autistico,
per Ovidio Bompressi, l’assassino di Calabresi,
per Sallusti condannato per diffamazione,
e, recentemente, per il colonnello americano Joseph Romano, condannato per il rapimento di Abu Omar.
Ha bloccato l’iter processuale di Bruno Contrada.
In sette anni ha nominato un solo senatore a vita: Mario Monti, per dar via a un governo delle banche scippando il popolo italiano delle legittime elezioni.

-Dobbiamo a Napolitano il famigerato governo dei tecnici bocconiani (governo perverso dei magnati, della casta e delle banche), che ha rovinato totalmente il nostro Paese, governando senza equità né democrazia secondo criteri ultraliberisti.

-E’ stato lui che ha permesso in Costituzione la tagliola del pareggio del bilancio e sugli enti locali quello del patto di stabilità, senza che si facesse nessuna delle riforme che l’Europa aveva chiesto per lo sviluppo di questo Paese.

-E’ stato lui che ha firmato e garantito tutti gli atti dissennati di Monti e della sua compagine governativa, più scellerata di lui.

-E’ stato Napolitano che, pur essendo il garante della legge e il capo della magistratura, non ha aperto bocca quando il Ministro Clini ha calpestato una sentenza contro i padroni dell’Ilva o Marchionne ha negato i diritti del lavoro.

-E’ stato sempre lui che ha costretto alle dimissioni De Magistris, dopo l’inchiesta sui 20 miliardi di fondi europei rubati dai partiti in Calabria,

-e che si è scontrato con la procura di Palermo perché non si svelasse l’infame patto tra Stato e mafia, costringendo il pm Ingroia ad andarsene dalla procura di Palermo, dopo che erano emerse telefonate scottanti con Mancino che chiedeva protezione a Napolitano per sospetti di collusioni mafiose.

-e sempre lui ha preteso la distruzione delle telefonate intercettate, imponendo che le telefonate del Capo dello Stato non vengano mai esaminate.

A seguito di questi vergognosi fatti, Ingroia decise di andarsene dall’Italia e il consigliere di Napolitano ebbe un infarto.

-Infine la caduta di Monti avviene per dimissioni e non con voto di sfiducia. E, malgrado ciò e malgrado il basso consenso elettorale riscosso da Monti, Napolitano ha compiuto tutti i suoi atti successivi consultandolo e ignorando il 2° partito del parlamento: il M5S, contro cui ha sempre un manifestato un odio assoluto, mentre si è inventato i 10 saggi (sempre senza il M5S) come espediente per arrivare alla nomina presidenziale, senza riforma elettorale né nuove elezioni.

Difficile parlare bene di un uomo così.

LA CASTA GONGOLA MA SARA’ PER POCO
Viviana Vivarelli

La Casta ha vinto ancora una volta, ma non vincerà per sempre. Noi combatteremo!
Ci sono vittorie di Pirro che costano nel tempo più di laceranti sconfitte.
Avete visto Berlusconi e Alfano come ridevano? E come battevano le mani di gusto perché il golpe bianco era loro riuscito? Ora, per 7 anni, c’è a tutela dello Stato uno che firma di tutto! Il ‘firmaiolo’ per eccellenza! Uno che fa passare anche le leggi incostituzionali! Uno che ha avuto la faccia di svendere il Paese a Monti, emissario del FM e della Goldman Sachs e che finora non ha fatto che accordarsi con lui, malgrado gli stenti risultati elettorali, ignorando, invece, chi dagli elettori ha avuto il 25%.!
E adesso ricordatevi chi era che il club Bilderberg aveva scelto per portare a termine la distruzione dell’Italia: Enrico Letta!
La combutta dei 4 per la rielezione di Napolitano, che è stato per 7 anni il maggior garante della Casta, è un tetro segnale di conservazione e arroccamento dei partiti peggiori della recente storia italiana.
Già ora la situazione economica, sociale, politica e legislativa del Paese è tragica e con questa gentaglia, allergica ad ogni cambiamento positivo, non può che peggiorare.
Con la banda dei 4 (Napolitano, Berlusconi, Monti e Bersani o un analogo successore, magari quell’Enrico Letta che è già stato scelto dal Bilderberg) non potremo stare che peggio.
La nostra fine è garantita.
Se riuscissimo ad arrivare alle elezioni, le cose potrebbero cambiare e il flusso inarrestabile del popolo potrebbe finalmente portare un cambiamento democratico di ripresa e di futuro, perché lo zoccolo duro di questi malfattori non può che diminuire con la crisi crescente del Paese. Ma il pericolo ora è che alle elezioni non ci facciano arrivare mai.
Napolitano ci ha già scippato le legittime elezioni alla caduta di Berlusconi, 17 mesi fa, col posticcio e antidemocratico governo dei ‘tecnici’, che più politico di così e più a destra di così non poteva essere, e ora farà di tutto per non cambiare la legge elettorale o la sostituirà con un pastrocchio simile pro-Casta, rimandando le elezioni il più possibile. Se i 4 delinquenti non sono riusciti nemmeno ad abrogare il porcellum in 17 mesi (bastava un’ora), dubitiamo sulla loro volontà di fare una legge elettorale di vera democrazia in futuro, anche se ormai la volontà della gente di partecipare alla politica dal basso sta dilagando e le proteste contro l’elezione di Napolitano ne fanno prova.
Tempi duri ci aspettano, di corrosione costante della democrazia, di svuotamento progressivo degli organi di controllo, di abusi senza limite della Casta, di attacchi ripetuti ai nostri diritti e beni, di mantenimento a oltranza del potere e dell’abuso, mentre il Paese crolla e la gente muore.

BERSANI COME TAFAZZI
Viviana Vivarelli

L’assurdo della realtà supera quello dell’immaginazione. Il masochismo non ha limiti.
Il Pd ha perso 3 milioni e mezzo di voti ma si vede che non gli basta. Tafazzi in confronto a Bersani è un pivello. Tafazzi si martellava le palle, Bersani pure gli occhi e la testa.
Il PD gioca una partita a perdere da sempre.
Sembra non voglia vincere, né governare, ma solo farsi del male.
Ha cominciato con l’incandidabilità di Berlusconi ignorando la legge 361 che la vieta a chi possiede giornali o televisioni, poi, con la mancata legge sul conflitto d’interessi (mai fatta in 8 anni di governo), gli inciuci permanenti (vd la bicamerale), il regalo delle tv, le opportune assenze in aula (scudo fiscale o leggi ad personam), poi, alla caduta di Berlusconi, con la rinuncia a tornare al voto che lo avrebbe stroncato definitivamente mentre il Pd era al massimo del consenso, infine l’accordo con Napolitano sullo sciagurato governo Monti e il voto “senza se e senza ma” del Pd a tutte le leggi scellerate di costui, che hanno affossato l’Italia, mantenendo magnati, chiesa, banche, evasori, politici e corrotti. Infine col No assoluto ai 20 punti di Grillo e i passi antidemocratici che lo hanno sempre escluso da ogni scelta (presidenti delle Camere,10 saggi, commissioni..), tutti casi in cui Napolitano ha preferito Monti e Berlusconi.
Da ultimo, il No assurdo a Rodotà, che era dello stesso Pd, pur di non darla vinta a Grillo e purtroppo anche agli Italiani onesti. E, ciliegina finale, la messa in chiaro di un patto di alleanza con Berlusconi, che distrugge ogni balla raccontata in precedenza su una presunta opposizione al Cavaliere e al suo partito aziendale, una opposizione he in 20 anni non si è mai vista, mentre si sono visti favoreggiamenti ed inciuci di ogni sorta, e che oggi esce bella chiara alla luce del sole.
Questa è macelleria politica!
Ci manca ora che il nuovo segretario sia quell’Enrico Letta, già scelto dal club Bilderberg e dalla finanza internazionale, e la morte del Pd è segnata.
Intanto il partito è spaccato, ma ha superato talmente tante lotte intestine che dubitiamo che nel suo seno ci sia davvero gente con le palle capace di dignità e democrazia!

Scrive Zac: “L’attuale crisi e frattura insanabile del PD viene da lontano. Viene fin dalla sua mai nascita reale, ma solo formale. Sempre nascosta, sempre celata e che il sistema maggioritario aveva in qualche modo mascherato. Oggi che quel sistema si è sfasciato i nodi irrisolti di quell’assemblement vengono al pettine. E con esso , anche il sistema istituzionale, questa baracca tenuta in piedi con lo sputo e dai puntelli degli interessi del finanziar-capitalismo europeo e internazionale. Grillo e il grillismo non è stata la causa di questo sfacelo, ma solo l’aspetto esteriore , l’effetto. E’ il rendere palese quel che era presente, ma che nessuno voleva vedere e che ancora ci vogliamo nascondere.”

DANIELE
Attenzione, siamo all’apoteosi dell’inciucio!
PD, PDL e Scelta Civica hanno chiesto a Napolitano di rimanere quale capo dello Stato. E’ il massimo dello sconcio perché in primis sancisce il fallimento totale (e non se ne sente il bisogno) della classe politica e dei vecchi partiti infarciti di vecchi tromboni mafio-massonici che non vogliono lasciare il potere per favorire un rinnovamento della politica e con essa del Paese. In secondo luogo, come ebbe a dire lo stesso Napolitano, i padri
costituenti non anno previsto il secondo mandato per un Presidente uscente, questo proprio per garantire quello che la nostra democrazia dovrebbe, ovvero non avere un regnante o peggio non sfociare in una dittatura presidenziale quindi ammantata da una falsa democrazia.
Quindi un Napolitano che accetta contraddice se stesso, in quanto ha dichiarato di non avere nessuna voglia di essere rieletto sia per la carta costituzionale che ovviamente per questioni anagrafiche ,dato che ha la veneranda età di 88 anni.

PROCLAMA DI BEPPE GRILLO

Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E’ in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c’è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E’ necessaria una mobilitazione popolare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese

Don Paolo Farinella
DEMENTI, PAZZI E TRADITORI
ovvero
FALLITI, ANDATE A CASA

In questo preciso istante apprendo dalle agenzia che Napolitano è stato rieletto, presidente dell’inciucissimo, cedendo benevolmente alla violenza dei falliti che occupano indegnamente il Parlamento. Ora c’è la sua «prorogatio» per un anno, il tempo necessario a sistemare la salvezza definitiva di B, la scomparsa del Pd e il declassamento dell’Italia a repubblica delle bucce di banana. Un parlamento appena eletto, rinnovato al 70% fallimentare e ignobile.
Ritengo questo atto come uno scippo, un tradimento, un atto sovversivo e l’ultimo colpo mortale alla democrazia, MERITO ESCLUSIVO DEL PD che ha raggiunto i suoi scopi: Autodistruggersi, affondandosi da solo senza nemmeno il salvagente.
Salvare B da morte certa e tenerlo in vita «for ever». Riportare B al potere per altri 20 anni, ammettendolo al governo con Monti.
L’avevo scritto da anni che il Pd doveva implodere perché ha bruciato tutte le tappe e tutte le occasioni per essere se stesso. Lo avevo detto e scritto, in occasione delle primarie che sono state l’ultimo tassello della dissoluzione, per la gestione e il metodo da fanfaroni, da loro stessi disattese, quando si è trattato di fare le liste. Lo avevo detto e scritto, quando Bersani presentò gli «8 punti» che non erano nemmeno «virgole» e quando c’era da fare il governo e Bersani ha pensato solo alla sua figura di citrullo senza arte né parte. Lo avevo detto quando D’Alema non si presentò alle elezioni perché capii subito che mirava al Quirinale d’accordo con B. Con Renzi, avevo previsto tutto, ma soffro troppo di una disfatta che ormai è mortale per loro e per l’Italia.
Il Pd poteva dare la svolta all’Italia, se solo avesse scelto un presidente del consiglio fuori dai partiti e dal parlamento. Insieme al M5S avrebbe avuto il governo e la presidenza della Repubblica. Per settimane ha inseguito i 5Stelle per finire ad elemosinare un accordicchio con B, dopo che per tutta la campagna elettorale, aveva gridato «mai più con B». Per il Quirinale ha presentato la «sorpresa» di Marini, o quella di Amato e ha bruciato Prodi in un modo osceno. Ha distrutto se stesso come nessuno sarebbe stato capace di fare meglio. Ora il gioco, tutto, è nelle mani del Caimano. B gode, perché, senza nemmeno pagare un miserabile pegno, si è tolto di mezzo l’ingombrate e ormai inutile Pd che risulta il peggiore partito di questa stagione, il più vigliacco, il più degenere, il più omicida, il più antidemocratico. Il più imbecille!
Il futuro non è roseo, è amaro, è tragico e vedere questi fannulloni che giocano sulla pelle del Paese, gorgheggiando sempre «sull’interesse dei cittadini», mi fa veramente arrabbiare. Spero a questo punto che B governi per il prossimo secolo e li distrugga fino a non lasciare l’ombra di una traccia. Lo hanno salvato, lo hanno voluto, se lo tengano.
Grillo poteva ribaltare la situazione dal 1° giorno, ma per paura o per superbia, ha tergiversato ed è arrivato troppo tardi alla «prateria del governo». Rodotà era il presidente del consiglio ideale e il presidente della repubblica idealissimo: di sx, libero, non condizionabile, difensore della Costituzione, a garanzia dei cittadini. Tutte qualità che per il Pd non valgono nulla perché quello che conta era il destino di Bersani, di D’Alema e dei perdenti a vita. Alle prossime elezioni, B spopolerà standosene a casa a godersi lo spettacolo attorniato dalle sue donnine, contando i posti che gli spettano in parlamento e le gratifiche da attribuire. Bel colpo, Pd! Ottimo risultato, Bersani. L’Italia ringrazia e maledice.
Napolitano ha completato il ciclo delle sue trame: portare tutti al governo, in una unica ammucchiata dove tutto diventa bigio e B si salva ancora una volta. Dio li perdoni, se può, perché io non posso farlo. Grillo ha torto: non «è un golpe»! È un GOLPE MORTALE!

Gasparri ha offeso gli Italiani dicendo che Rodotà “era votato da 4 scemi!”
Intanto quelli che hanno votato M5S sono 8 689 458 Italiani, uno su 4, e non 4 scemi!
E poi Rodotà è stato votato da altri 53 grandi elettori, che rappresentano altri milioni di Italiani.
Vorrei ricordargli che i voti presi dal suo partito sono stati 7 332 972, meno di quelli del M5S.
E anche che non è bene offendere come scemi o coglioni gli elettori, di qualunque colore siano, perché potrebbero vendicarsi. Soprattutto facendo sparire definitivamente un parassita partitico inutile e dannoso come lui!

EUGENIO SCALFARI

(Scalfari non risparmia i soliti attacchi al M5S, ma, sapendo che è un fedelissimo del Pd, rimane interessante quello che dice)

C’era necessità, dopo un lungo settennato,del passaggio del testimone ad un’altra personalità con altro carattere e altra biografia politica, che tenga conto della precedente esperienza ma ne aggiorni i contenuti. Discontinuità nella continuità, questo è l’insegnamento che la storia della Repubblica consegna a chi ricopre il ruolo di rappresentare la nazione, coordinarne le istituzioni e i poteri costituzionali, tutelare i deboli, garantire le minoranze, rafforzare i valori della libertà e dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Napolitano voleva che questo ricambio avvenisse come del resto è sempre avvenuto dalla nascita della Repubblica fino a ieri. Certo non prevedeva che il Pd crollasse su se stesso affiancando la propria ingovernabilità a quella addirittura strutturale del nuovo Parlamento, diviso in 3 tronconi (3 e mezzo per l’esattezza) di pari consistenza per quanto riguarda i consensi espressi dagli elettori e ferocemente opposti ciascuno agli altri. E quindi: un Parlamento ingovernabile e partiti autoreferenziali, due dei quali caratterizzati da populismo e demagogia e l’altro dominato da correnti contrapposte che ne segano non solo i rami ma il tronco stesso che tutti li sorregge.
Risultato: blocco dell’intero sistema, Paese allo sbando, credibilità internazionale in calo vertiginoso. I mercati finora non ci hanno penalizzato e questo dipende da alcune cause tecniche. Ma la speculazione fa cambiare in pochi minuti la direzione e l’intensità del vento.
Mentre scrivo è in corso una manifestazione silenziosa e composta di grillini in piazza Montecitorio. Grillo non vuole eccitare i suoi e quindi non andrà in piazza.
Rodotà da Bari, dove ha partecipato ad un dibattito culturale organizzato dal nostro giornale, ha deplorato le marce su Roma. Poco prima Grillo aveva invece parlato di golpe, ma Grillo, si sa, è un comico.
Conosco Rodotà da quasi 60 anni. Entrò nel Partito radicale fondato nel 1956 dagli “amici del Mondo” e da allora ci furono tra noi sentimenti di amicizia e collaborazione. È stato più volte parlamentare militando nei partiti post-comunisti e, prima, tra gli indipendenti di sx associati al Pci. Fu poi presidente del Pds e vicepresidente della Camera, ebbe incarichi nelle istituzioni culturali europee e infine presiedette l’autorità che tutela la privatezza delle persone. Ha scritto molti libri di diritto, è docente universitario, ha lanciato il referendum sull’acqua pubblica e collabora a Repubblica fin dal 1° numero
I grillini, nelle loro “quirinarie” su Internet, l’hanno scoperto e piazzato al 3° posto d’una loro lista di candidabili, dopo la Gabanelli e Gino Strada che hanno rifiutato
Rodotà si è pubblicamente rammaricato perché il Pd e i vecchi amici non l’hanno contattato.
Gli avrei detto che non capisco perché una persona delle sue idee e della sua formazione politica, giuridica e culturale, potesse diventare candidato grillino per la massima autorità della Repubblica.
Il M5S, come è noto, vuole abbattere l’intera architettura costituzionale esistente, considera l’Europa una parola vuota e pericolosa, ritiene che i partiti e tutti quelli che vi aderiscono siano ladri da mandare in galera o a casa “a calci nel culo”. Come puoi, caro Stefano, esser diventato il simbolo d’un movimento che impedisce ai suoi parlamentari di parlare con i giornalisti e rispondere alle domande? Anzi: che considera tutti i giornalisti come servi di loschi padroni? In politica, come in tutte le cose della vita, ci vuole il cuore, la fantasia, il coraggio, ma anche il cervello e la ragione.
Adesso Napolitano farà un governo, è la cosa più urgente della quale ha bisogno il Paese. Naturalmente un governo politico, un governo di scopo, adempiuto il quale passerà la mano o proseguirà se il Parlamento lo vorrà.
Ai primi posti ci sono la riforma della legge elettorale, la riforma del Senato, la riforma del finanziamento dei partiti, una politica economica che, nel rispetto degli impegni già presi con l’Europa, adotti provvedimenti mirati alla crescita e all’equità per alleviare al più presto e il più possibile la morsa della recessione, iniettando liquidità nelle imprese, alleggerendo il cuneo fiscale, modificando l’Imu per quanto riguarda le piccole imprese e le famiglie meno abbienti, infine sostenendo socialmente gli esodati e i lavoratori precari.
Quanto ai partiti, anch’essi hanno bisogno d’una profonda riforma, tutti, nessuno escluso. Il Pd ha bisogno addirittura d’una rifondazione. Ne avrebbe bisogno più di tutti il Pdl, ma lì c’è un proprietario ed è impossibile riformarlo se non licenziandolo. Il Pd non ha proprietari, non c’è un Re nel Pd. Però ci sono i vassalli l’un contro l’altro armati. È una fortuna non avere un Re ma è un terribile guaio esser dominati da vassalli e valvassori. Questo è il problema che dev’essere risolto.
Bersani, credo in buona fede, pensava d’averlo modificato rinnovando il grosso della rappresentanza parlamentare, ma non è stato così. Riempire i seggi parlamentari con persone alla prima loro esperienza, mantenendo però in piedi un ristrettissimo apparato, aumenta la partecipazione della base soltanto nella forma ma non nella sostanza. I nuovi eletti seguono più l’emotività che la ragione e l’esperienza debbono ancora farsela. Qual è la società che vogliono? Qual è l’interesse generale che dovrebbero perseguire? Non mi sembra che questa visione del bene comune sia chiara nelle loro teste e in quelle dell’apparato meno ancora. Si scambia l’interesse generale con quello del partito e l’interesse del partito con quello della corrente. Questo è accaduto negli ultimi mesi ed ha raggiunto il culmine negli ultimi giorni. Oggi si lavora sulle rovine prodotte da mancanza di senno e da miserabili interessi di fazioni contrapposte.
Bisogna guardare alla nazione e bisogna guardare alla costruzione d’una Europa che sia uno Stato federale che ci contiene. Se questi dati di realtà non entrano nelle teste della classe dirigente, non ci sarà mai né una dx decente né una sx efficiente. Gli impuri diventeranno legione, i puri saranno velleitari e inconsapevoli. Carne da cannone.
I grillini? Anche lì c’è un proprietario e anche lì i puri sono carne da cannone. La discontinuità va bene se aggiorna ma non distrugge il patrimonio di esperienze della nostra storia repubblicana nel bene e nel male.

Lalla segnala
IL CITTADINO DIGITALE
Anna Lombroso per il Simplicissimus

Uno spettro si aggira, preoccupa il ceto partitico, inquieta piccoli e grandi potentati: il cittadino digitale. Sono finiti i bei tempi nei quali erano teleutenti, consumatori, e occasionalmente elettori, da persuadere, ipnotizzare, ricattare, blandire, minacciare, ma da quelle belle, comode, appartate distanze, da quelle stanze romite e segrete, a sancire una lontananza che doveva essere percepita come irraggiungibile superiorità, perbacco, che mica siamo come loro.
Adesso si sentono incalzati, spiati, addirittura controllati, ohibò, frugati e derisi. E si trovano inaspettatamente a misurare la loro permeabilità alla critica, la loro dipendenza dal consenso, la loro sudditanza dalla visibilità, la loro vulnerabilità alla critica così difficile da subire se si difendono soltanto interessi miserevoli, piccoli privilegi irrinunciabili, micragnose garanzie, in sostituzione di valori, ideali, passioni.
Così si scopre che stamattina, portando la buona novella del supremo sacrificio del presidente non abbastanza emerito, Bersani ha indirizzato un comando secco e perentorio ai suoi, tutti fedeli e traditori presto rientrati nei ranghi: spegnete Iphone e cellulari, siate irraggiungibili dall’esterno. Che per carità non vi arrivi l’echeggiare del malcontento, il sussurro del malessere, l’invocazione di aiuto. Che, non sia mai, vi tocchi la notizia del pensionato di settant’anni che si è dato fuoco come un bonzo davanti al supermercato., il tempio di consumi ormai irraggiungibili, di un benessere domestico perduto. Che non vi giunga la voce di quelli cui è stato negato ascolto, in qualsiasi lingua e dialetto parlasse, se chiede trasparenza, uguaglianza, onestà, competenza, solidarietà, insomma quella che avete riposto come fosse una polverosa paccottiglia di quella “sinistra” rimossa, rinnegata, irrisa, In nome della dinamica modernità.

UN GOVERNO PRECARIO
Da W

Premessa: sono per il cambiamento e sono per e con il Movimento, credo assolutamente che Rodotà poteva segnare un nuovo passaggio storico nella democrazia del paese ma; Considerando che:
1) il 25% dei cittadini non sono andati a votare (non hanno alcun diritto di scelta o di replica).
2) il PDL (cdx) ha oltre il 30% dell’elettorato.
3) Gli elettori del PD-L (25/30%) hanno affidato ancora una volta le loro scelte politiche ai propri rappresentati (senza se e senza ma); e che l’80% di loro preferisce combuttare con B piuttosto che con il Movimento.
4) Un’altra fetta (8/9%) di elettorato si è legata alla Finanza europea (Lista civica).
Purtroppo i 5stelle sono il 25% (del 75% che ha espresso il proprio voto).
Ora senza scaldarci troppo gli animi:
– Dove e quanto credete possa tirare avanti questa ‘coalizione della Concordia’?
– Non possono assolutamente fare alcun cambiamento perché altrimenti si pesterebbero i piedi fra di loro.
Credono di avere la maggioranza; ma sono in un Impasse politica senza precedenti.
Hanno il mandato (conferitogli dai cittadini) per esercitare i loro poteri; ma hanno completamente perso la trasparenza nei confronti dei loro elettori (ce ne fosse mai stata).
Devono giocare a carte scoperte e non ne sono capaci.
Hanno gli occhi degli italiani puntati; una mossa falsa e saranno annientati.
Il cambiamento è in atto ed è partito dalla presa di coscienza dei cittadini.
Sono talmente spiazzati da aver riproposto lo stesso modello di governanace pre-elettorale; che loro stessi hanno fatto saltare.
Non possiamo pretendere di cambiare tutto in un istante. Abbiamo fatto il primo passo, e non credo sia stato un fallimento, sono stati costretti a buttare le maschere. A giocare a viso nudo; ora tutti i cittadini sapranno riconoscerli. Scacco al padre di tutti gli inciuci è più vicino di quel che si crede (o quel che credono).

Lalla segnala
ABBIAMO UN RE

Vince Pirro. La classe politica dirigente annuncia il nuovo corso: “Voi non siete cittadini, siete solo sudditi”.
Sergio Di Cori Modigliani

http://www.liberi-pensieri.info/2013/04/vince-pirro-la-classe-politica-dirigente-annuncia-il-nuovo-corso-voi-non-siete-cittadini-siete-solo-sudditi/

Un paese medioevale non poteva che esprimere un monarca. Finisce così la commedia degli equivoci. Senza alcun colpo di scena. Si trasforma nell’inevitabile sceneggiatura che sposta, inevitabilmente, il film “L’Italia alle elezioni” da una sceneggiata cialtrona, interpretata da Alberto Sordi o Peppino de Filippo, in un film hard boiled, molto più vicino a “Quarto Potere” di Orson Welles o a “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, capolavoro del 1963, interpretato da Rod Steiger e Salvo Randone, due splendidi grandi attori. Finisce la commedia e finiscono anche gli stereotipi su questo paese, dipinto troppo spesso con faciloneria, con superficialità, spingendo l’immaginario collettivo a voler credere e pensare che, comunque vada, si finisce a tarallucci e vino. Non è così. Non ci sono biscotti, non esistono libagioni. La commedia non c’è più. La sceneggiatura rimane la stessa ma ci regala l’annuncio, invece, di una tragedia sociale. L’elezione del presidente trasforma, giustamente, il film della nostra nazione in quella che dovrebbe essere, per aderire in maniera più realistica alla autentica situazione del paese: una tragedia.
Vincono coloro che non hanno mai voluto e non vorranno mai nessuno spostamento neppure millimetrico dell’asse portante dell’equilibrio del paese, quel consociativismo perpetuo tra aristocrazia fondiaria, oligarchia finanziaria, criminalità organizzata e i rappresentanti delle istituzioni sempre disposti e disponibili per mettersi al servizio delle esigenze euro-atlantiche, declinate da chi considera la Repubblica Italiana una semplice colonia alla quale dare un ordine da eseguire senza discussione.
Nasce così l’asse conservatore italiano che guiderà l’Italia verso la sua totale resa incondizionata al sistema finanziario speculativo europeo. E questa loro vittoria deve spingere tutti gli italiani a diventare più maturi, più responsabili, a comprendere che è necessario adesso iniziare una fase di profonda argomentazione, elaborazione e continua attività della cittadinanza per difendersi e cominciare a organizzare la propria salvaguardia, perché tra dieci giorni, l’intero “sistema paese” finisce ufficialmente sotto il perentorio controllo politico del sistema finanziario speculativo. Pioverà un fiume di denaro sulla Repubblica Italiana, probabilmente fin dalla prossima settimana, sia in borsa, sia sui fondi di investimento che a favore dei nostri bpt che vedranno, all’improvviso, una ottima performance sui mercati. Ma non arriverà neppure un euro né alle imprese né alla cittadinanza. Siamo finiti dentro il film “Le mani sulla città” del 1963. Lì ritorna l’Italia, a quel punto della propria Storia. Conclude così il proprio processo di regressione iniziato con Silvio Berlusconi venti anni fa. Con l’elezione di Stefano Rodotà, il paese avrebbe dato l’avvio alla costituente collettiva per la nascita della Terza Repubblica. Con la dissoluzione del PD l’intera collettività paga il prezzo della incapacità degli italiani di affrontare la realtà (e il conseguente lutto mai elaborato) per la fine del comunismo del 1989.
Finisce la Seconda Repubblica, oggi. Ma non nasce la Terza.
L’attuale indecorosa classe politica dirigente prende atto della situazione e promuove la Prima Repubblica, lanciando quindi al paese un messaggio chiaro, forte, netto, preciso. La Seconda Repubblica è fallita: ritorniamo ai giochi del privilegio precedenti all’epoca post-moderna, quindi alla Prima Repubblica. Da domani ritorniamo –per scelta dell’attuale parlamento- a considerare le istituzioni e l’attività politica dell’esecutivo secondo gli standard della Prima Repubblica, attraverso una fitta ragnatela di amicizie e incroci azionari di banche, fondazioni, istituzioni finanziarie, tutte quante sotto la benedizione e l’appoggio di chi, come Giuliano Amato, nella sua potente qualità di presidente del consiglio in pectore, come qualcuno ha già ipotizzato, rappresenta la sintesi delle oligarchie del privilegio delle antiche dinastie aristocratiche della rendita parassitaria. Per il momento, l’attuale classe politica dirigente italiana ha scelto di ritornare ufficialmente alla costituzione del Medioevo Italiano. E’, in assoluto, la pagina più nera, delittuosa e regressiva per il nostro paese. L’aspetto positivo consiste nel fatto, come la Storia ci insegna, che i sistemi autoritari non reggono l’urto dell’opposizione quando ci si trova a una crisi di sistema, come nel caso dell’Italia. Con questa scelta effettuata pochi minuti fa, l’Italia sceglie ufficialmente lo “stato perenne dell’assoluta immobilità” provocando la spaccatura del paese tra istituzioni rappresentative e volontà della cittadinanza, in un momento storico nel quale “i cittadini” irrompono nell’agone pubblico pretendendo di avere una voce nel nome di un bene comune e delle esigenze del servizio pubblico. Non dureranno molto, lo sanno anche loro. Non dureranno molto proprio perché vince il mondo della Prima Repubblica defunta venti anni fa. E non si tratta di resurrezione, bensì di riesumazione. Verremo governati dai cadaveri della Storia. L’aspetto positivo è che esiste, oggi, la possibilità di una nuova consapevolezza collettiva, attivata grazie alla rete, che è immediata, grazie ai social networks, grazie anche alle primarie del PD, che hanno portato in parlamento dei candidati “diversi” i quali hanno scelto di rendere conto ai propri elettori delle loro azioni piuttosto che rispondere ai dettami della segreteria, grazie al flusso perenne delle notizie e delle informazioni che forniranno sempre e di continuo la materia necessaria per capire, comprendere, e quindi elaborare ciò che i defunti riesumati stanno combinando. E’ inutile usare mezzi termini retorici. Abbiamo condotto tutti una bella battaglia politica iniziata diversi anni fa per cambiare questo paese. L’abbiamo persa. Ma la loro è una vittoria di Pirro.

VENDOLA
Oggi Vendola era molto depresso.
Non ha votato Napolitano.
Ha dichiarato che ora, con questa elezione del Capo dello Stato, è sotto gli occhi di tutti che il Pd ha scelto la politica delle larghe intese con Berlusconi e Monti.
Non ha detto se, ancora il volta, SEL, di rassegnerà a servire la coalizione di potere né cosa farà da grande.
Certo, se continua a restare col Pd, entra anche lui nella vergognosa baracca e perde qualsiasi credibilità.
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GRILLO HA USATO IL TERMINE ‘GOLPE BIANCO’
VV

Il golpe bianco è quello che avviene senza l’uso della forza, senza una rivoluzione violenta di popolo o di militari, ma in modo apparentemente legale, attraverso la stessa attività legislativa del Governo e usando legalmente le istituzioni, ma distorcendo il loro fine che da tutela del popolo e del Paese diventa difesa di una oligarchia.
Era quello previsto dal piano di Gelli e della P2:
usare le stesse istituzioni democratiche per distruggere la democrazia.
Sradicare i fondamenti della Costituzione repubblicana attraverso la legislazione ordinaria.
Ed è quanto ha fatto Berlusconi nei suoi 8 anni di Governo. Ma è anche quello che ha mantenuto e continua a mantenere il csx, che, nei suoi 8 anni di governo, non ha restaurato affatto la democrazia e i valori costituzionali, non ha difeso affatto i diritti dei cittadini e dei lavoratori, e che ora, col Pd, mostra chiaramente di voler difendere non il Paese ma i propri interessi di Casta, con l’aiuto di quello che ha sempre ipocritamente predicato essere il suo nemico, Berlusconi, assieme a quel Monti, che è stato respinto con l’8,30% dagli elettori ma che continua ad essere il suo principale punto di riferimento, per quanto sia solo l’esecutore di grandi gruppi finanziari, addirittura non italiani.

SOLO CON GRILLO SI CAMBIA
Paolo De Gregorio

La storia spesso si ripete perché dimentichiamo presto gli errori fatti e anche le cose buone, e continuiamo a ignorare che più di duemila anni fa si pensava che la Storia dovesse essere “magistra vitae”.
Se oggi vediamo il PD disgregarsi rivelando l’esistenza di gruppi e correnti in lotta feroce tra loro, dobbiamo capire perché oggi questo scontro ha effetti devastanti (le dimissioni del Presidente Bindi e del segretario Bersani), mentre in passato queste divergenze venivano appianate con accordi sottobanco, tenendo all’oscuro gli iscritti. Le correnti esistevano già nel PCI con i “miglioristi” in lotta costante contro gli “ortodossi”.
La causa di questa crisi va fatta risalire ad una furbizia di Bersani, che nella affannosa ricerca di contenere il consenso sulle nuove regole di democrazia sbandierate da Grillo, proponeva al partito la regola della incandidabilità al Parlamento per dirigenti che avessero compiuto tre legislature (mentre la regola grillina ne prevede solo due e poi a casa), con deroghe per buona parte della nomenklatura.
Questa mossa, provocata non dal desiderio di vedere un ricambio della classe dirigente, ma originata dalla presenza della “antipolitica”, ha prodotto l’effetto immediato e non previsto di immettere nel corpo del partito moltissimi giovani che, inaspettatamente, si sono sottratti alla vecchia disciplina di partito, hanno pensato con la propria testa e cercato di essere in sintonia con il proprio elettorato piuttosto che con le ondivaghe posizioni politiche del segretario.
La presenza in aula di 160 grillini, anche essi tutti giovani e con una proposta giusta quale quella di Rodotà, ha saldato una comune sensibilità generazionale con l’assoluta necessità per i giovani del PD di rottamare una arcaica classe dirigente, inamovibile, che tiene da 20 anni il partito bloccato senza più identità di sinistra, subalterno al berlusconismo e al capitalismo globale, che ci ha portato nella palude in cui siamo bloccati.
I giovani parlamentari del PD, ascoltando la base e vedendo la compattezza dei grillini sul nome di Rodotà, si sono resi conto che il corpo vivo del partito desiderava che fosse eletto Rodotà e che, dopo questo passo, il successivo sarebbe stato quello di un governo insieme al M5S.
Questo fatto nessuno lo ha preparato, è avvenuto spontaneamente, sul campo, ed è stato possibile solo perché l’intera classe politica è profondamente screditata e i giovani che hanno bisogno di futuro percepiscono che è necessario costruirselo con le proprie mani e sostituire tutta la vecchia nomenklatura.
Non sappiamo ancora come andrà a finire, ma siamo certi della identità di chi ha provocato la crisi della Casta, che ingenuamente pensava di poter fare un boccone dei giovani inesperti grillini, di poter fare addirittura “scouting” , una compravendita tipo Scilipoti e De Gregorio, e si ritrova con almeno cento dei suoi disposti a votare il loro candidato. Sarebbe sano e auspicabile che la parte nuova e viva del PD, che si riconosce in Rodotà e in parte del programma del M5S, si separasse dalle salme imbalsamate di D’Alema, Bersani, Veltroni, e pensasse a nuove elezioni per lasciare definitivamente senza esercito i vecchi generali rimbambiti.
Ed ecco le medaglie da appuntare al petto dei generali del PD (fonte il Fatto Quotidiano del 20 aprile 2013):
“-perché nel ’94 avete “garantito B e Letta che non gli sarebbero state toccate le televisioni” (Violante dixit)?
-perché per cinque legislature avete sempre votato per l’eleggibilità di B., ineleggibile in base alla legge 361/1957?
-perché nel ’96 D’Alema andò a Mediaset a definirla “una grande risorsa del Paese”?
-perché nel 96 avete resuscitato lo sconfitto B promuovendolo a padre costituente per riformare la Costituzione e la giustizia?
-perché nel 1996-2001 e nel 2006-2008 non avete fatto la legge sul conflitto d’interessi?
-perché avete demonizzato i Girotondi accusandoli di fare il gioco di B?
-perché non avete spento Rete4 priva di concessione, passando le frequenze a Europa7 che la concessione l’aveva vinta?
-perché nel 1996-2001 avete depenalizzato l’abuso d’ufficio, abolito l’ergastolo, depotenziato i pentiti, chiuso le supercarceri del 41 bis a Pianosa e Asinara?
-perché negli otto anni in cui avete governato da soli non avete mai cancellato una sola legge vergogna di B?
-perché le vostre assenze hanno garantito l’approvazione di molte leggi vergogna, dallo scudo fiscale in giù, che non sarebbero passate a causa delle assenze nel centrodestra?
-perché nel 1999 una parte di voi salvò Dell’Utri dall’arresto?
-perché nel 2006 i dalemiani chiesero a Confalonieri, Dell’Utri e Letta i voti per D’Alema al Quirinale
-perché nel 2006 faceste un indulto esteso ai reati di corruzione, finanziari, fiscali e al voto di scambio politico-mafioso?
-perché nel 1998 e nel 2008 avete affossato due governi Prodi?
-perché nel 2011, anziché mandarci a votare avete scelto di governare con B, salvandolo da sicura sconfitta, all’ombra di Monti?
-perché preferite accordarvi al buio con B per Marini, D’Alema, Amato sul Colle, anziché scegliere Rodotà e dialogare con i 5telle per il nuovo governo, come vi chiedono i vostri elettori?”
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“Con questi dirigenti non vinceremo mai, non sanno più parlare al cuore, alla testa e all’anima delle persone
Nanni Moretti, piazza Navona, Roma 2002.
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EZIO MAURO
Il cannibalismo cieco dei parlamentari ha bruciato addirittura Romano Prodi, padre dell’Ulivo, l’unico quadro dirigente europeo di cui dispone oggi la sinistra. Ribellione, mancanza di guida, cupio dissolvi, dipendenza dal flusso dei tweet più che da qualche corrente di pensiero. Le spiegazioni sono tutte valide e tutte stupefacenti, salvo una: la mediocrità di un gruppo dirigente e di una classe parlamentare che non risponde più a niente, nemmeno all’istinto di sopravvivenza.
Le dimissioni di Bersani sono doverose. Ma intanto tutti, segretario, fondatori e rottamatori devono essere all’altezza dell’emergenza: propongano un nome fuori dalla nomenklatura esausta del partito, scegliendo uomini che siano già un segno dell’indispensabile rifondazione della sinistra. Poi chiedano un atto di responsabilità al Parlamento e prima di tutto al partito, che da perno di una democrazia bipolare sta rischiando di diventare uno strumento inservibile della democrazia italiana. Un’altra sinistra è possibile, nell’interesse del Paese, a partire da questo naufragio.

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Viola35
Se mettessero tutta questa energia per risolvere i problemi del paese, questi politicanti che sono super attivi solo quando cercano di conservare i propri privilegi, l’Italia sarebbe un paradiso.

Maurizio
Un bel vafffer ai tecnici economici.
Mi dovrebbero spiegare come mai con un governo dimissionario, quasi tutti i partiti in discussione, senza Presidente della Repubblica, e con un probabile e immediato ritorno alle urne,
LO SPREAD SCENDE, l’anima de li mj ….VOSTRI!
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NON UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MA UN AMMINISTRATORE DEI LORO BENI
Mariapia Caporuscio

E’ questo che vogliono questi cani della politica che non contenti di aver trascinato in una cloaca il nostro paese, pretendono ora con la forza, di continuare a saccheggiarlo. Rifiutando Stefano Rodotà, che per davvero sarebbe stato il Presidente degli italiani, è la prova che vogliono alla presidenza, un garante ai loro crimini. Dobbiamo far capire a questa gente che gli italiani sono uomini e donne, non stracci come credono. Dobbiamo dimostrare coi fatti che NON CI STIAMO!
Questa è l’ultima palata di merda gettata in faccia alla popolazione. Ma possibile che gente arrivata ad occupare posti così importanti, è ritardata al punto da non capire che gli italiani ormai si sono svegliati dal coma mediatico da essi imposto? Sono inaffidabili non solo moralmente ma anche intellettualmente. Comunque bisogna ringraziarli visto che con questa mossa, tutta la popolazione sana di mente, non potrà che schierarsi con il Movimento 5 Stelle!
Questa lurida accozzaglia, questi barboni della politica, indegni di rappresentare una popolazione colta, è finita! Dobbiamo dimostrare al mondo di essere diversi che, al contrario di questi buffoni, abbiamo una nostra dignità e ne pretendiamo il rispetto! Il Presidente della Repubblica Italiana DEVE essere il Presidente degli italiani e non un amministratore del loro condominio!

Beppe F
Il Partito Democratico è talmente Democratico che Bersani Democraticamente ha scelto Marini come possibile PdR epoi Napolitano, Strafregandosene Democraticamente di tutto il resto del suo Partito Democratico, che ha optato invece per Rodotà. Questa si chiama Democrazia con la D maiuscola. Ma vaffanc…
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Luis p.
Dopo la fantastica scerta dè berzany che ha indicato marini for president, e poi Napolitano alleandosi con Berlusconi, vorei dà un consijo spassionato all’intero pd….cambiate o slogan “abbiamo smacchiato er giaguaro” e mettetece” leccamo er culo ar giaguaro” che ve se addice de più!
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Andrea
POI CI SI CHIEDE COME HA FATTO IL BERLUSCA A GOVERNARE PER 20 ANNI!!!!

Emiliano
A questi la morale gli suona come un’utopia. “Che volete? Siamo così presi a spartirci il paese e gli affari, non è che abbiamo anche il tempo di essere morali!”. Se solo ne avessero avuta un minimo di morale e di buon senso la tolleranza non avrebbe raggiunto livelli che tendono a sconfinare…in altro!!
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Vincenzo Giancristofaro
Avrei molte domande da fare a tanti amici del PD, ma mi limito a farne alcune a cui vorrei che qualcuno mi rispondesse..
1) Una volta la forza della sx era la piazza e il dialogo diretto coi propri elettori ora si nascondono nei teatri o nei circoli come una congrega di adepti, è questo il partito che avevate in mente amici o era altro?
2) Ditemi, quale vostra istanza negli ultimi vent’anni sono riusciti a concretizzare? Lavoro? Pensioni? Fisco? Sanità? Scuola? Infrastrutture? Burocrazia?
3) Cosa ci fanno i LETTA, FRANCESCHINI, BINDI, nel PD? Sono forse di sx costoro?
Il partito è vostro non loro, RIPRENDETEVELO !
Dovrebbe essere chiaro a tutti che il cancro del PD è D’Alema con i suoi scherani, perché non prova a spiegare alla base del partito per quale motivo non è accettabile Rodotà, state pure tranquilli amici elettori del PD non ve la darà mai! E’ lui il bicameralone, “il protettore del giaguaro”, solo gli sciocchi orbi e ciechi possono non capire o far finta…Buttate al macero questo partito non vi rappresenta…esso è stato occupato da dei falsi che approfittando della vostra buona fede vi hanno fatto credere che difendevano le classi sociali più deboli, in realtà difendevano solo i loro sporchi privilegi, insomma dei veri ladri di Pisa!
Questi dirigenti del PD hanno raccontato per giorni la favola che il M5S non vuole il governo…ora credo sia chiaro a tutti chi è che non lo vuole..perché sarebbe la loro fine.. non potrebbero più fare i loro sporchi giochini a danno dei cittadini e a loro favore e dell’innominabile loro “AMICONE”!
MANDATELI A CASA ! BASTA POLITICI DI MESTIERE ! SIAMO TUTTI UTILI NESSUNO E’ INDISPENSABILE !

Uncittadino
Lo sbaglio che ha sempre fatto il Pd e che non ha mai avuto una sua visione del futuro, ma si è sempre affidato alle idee e alle proposte degli altri come un parassita. Guardando, criticando e denigrando quello che fanno o propongono gli altri e non è mai andato da nessuna parte. E’ diventata una zavorra anche per se stesso.
Il comico di Genova ha dimostrato una coerenza che Bersani se la sogna, infatti si è dimesso per incapacità.
Questa non è una morte provocata da altri, ma un suicidio consapevole per incapacità e inettitudine.
Il Pd è distrutto. Bersani va a fare la questua da Monti. Con lo scellerato di Arcore l’ha già fatta nottetempo.
Sel, M5S e una parte del Pd volevano Rodotà. Il Pd doveva essere entusiasta della proposta del M5S e Sel per Rodotà. Due piccioni con una fava: PdR e governo.
Bersani non è la vittima della situazione ma l’artefice, quindi è giusto che si dimetta, con tutte le sue sue r e s p o n s a b i l i t à, per incapacità.
Cos’è che aveva detto Bersani di Casini: “morirà di tattica”. Lo stesso dicasi di lui.

Vaffa.rt
Non ho scritto niente in queste ore, perché ci vuole un po’ di rispetto quando muore qualcuno.
Oggi è morto definitivamente il PD, almeno nelle vesti in cui l’avevamo visto in questi anni. Non l’ha ucciso Grillo e neppure Berlusconi, ma le contraddizioni interne che portava fin dalla nascita 5 anni fa.
Bersani sicuramente ci ha messo una buona dose di ingenuità, incapacità e mancanza di carisma, ma alcuni dei suoi compari han fatto sicuramente di più, da Baffino in poi. Ritornate al 1998, quando Prodi fu impallinato dal trio Bertinotti, D’alema, Marini (unisco i nomi anche se le responsabilità e le azioni furono diverse); ripensate al 2008 e ai capi del nuovo partito democratico, però con Mastella nelle vesti di esecutore… Insomma che Prodi potesse farcela era un’illusione che questa mattina non ho avuto per più di un minuto.
Mi domando chi ha spinto Bersani all’infelice accordo con Berlusconi sul nome di Marini, dopo che per settimane aveva negato qualsiasi collaborazione col PDL, per quale ragione ha bruciato il nome di Prodi invece di convergere su Rodotà, ex parlamentare DS. C’è qualcuno nel PD che teme questo giurista piuttosto integerrimo?
Oggi è chiaro che il PD era un’accozzaglia di correnti interne basate su interessi personali, e povero Bersani che ha dovuto tenere la rotta mentre tutti giravano il timone qua e là. Ognuno andrà per la sua strada? Per continuare ad esistere il PD deve fare una bella pulizia e buttare tutta la zavorra costituita dagli “andreotti” di sinistra. Una volta il PCI era il partito dei lavoratori, il PD non sa più qual è la sua base. “cosa vogliono questi signori?” dice una certa senatrice.
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Seven up
Se nemmeno di fronte a 20 anni di inciuci, di ruberie, di accordi su scudo fiscale, depenalizzazione della concussione, concessione dell’acqua pubblica a privati, legge elettorale, finanziamenti, Mps Ilva, tangenti, indagati arrestati, impresentabili, bicamerali, trattative stato mafia, finanziamento dei propri giornali etc etc , quelli del Pd non hanno mai vacillato, figurati se non persevereranno nello stesso errore madornale.

Marco Fumagalli
“..uno su quattro ha tradito…” !
No, caro; quattro su quattro hanno tradito. Sono due giorni che vi chiediamo di votare Rodota’.
Quale scusa buona inventerete domani per non fare quello che i vostri elettori vi chiedono?
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Laqualunque
Si suicidano e la colpa di è? Di Grillo….
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Claudio Bartoli
Il cancro del PD è la sua classe dirigenziale, altro che Grillo! Anzi, Grillo ha il merito di aver reso ancora più palese la situazione ed ora si è cominciato finalmente a fare pulizia.
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Jacktheripper
Il PD non ha nessun problema. I suoi dirigenti sono perfettamente integrati in un partito che ha come ragione sociale la conservazione del potere.
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Veloceraptor
Scrive la Forleo: “Se eleggono D’Alema a Capo dello Stato, ogni sera su questa bacheca una puntata delle sue conversazioni intercettate e un solenne grazie alla Procura di Milano”.

More
Il problema è quel Pd-l di D’Alema. in tutte le interviste ha sempre sostenuto la necessità di fare un accordo (inciucio) con B. e se non si fa come dice lui, come un bambino capriccioso e disposto a rompere il giocattolo. l’egoismo mischiato all’arroganza ne fa una miscela esplosiva tant’è che il Pd è esploso e sappiamo anche chi è il bombarolo.
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CLAUDIO MESSORA E L’ABBRACCIO MORTALE

Mentre nel Palazzo si consumava la prima “chiama”, che sanciva la spaccatura del PD sul nome di Franco Marini, che non vuole nessuno, il Paese, il M5S che lo ha proposto e buona parte del Pd stesso (oltre ai dissidenti sia del Pdl che di Scelta Civica) sceglievano Stefano Rodotà e si chiedevano perché non andava bene.
A parte i pachidermi morenti che rendono l’aula di Montecitorio un ossario politico interessante solo per i paleontologi, tutti gli altri assistono increduli a un’agghiacciante fiera del paradossale, dove una testa motrice ormai scollegata dal Paese si dirige, in una fuga cieca e solitaria alla fine di un binario morto. E tutti attendono lo schianto.
A non trovare una spiegazione sono anche i giornalisti, basiti di fronte a qualcosa che non possono più giustificare. Sanno benissimo che il Paese, là fuori, è un altro, che le associazioni di categoria insorgono, che l’Emilia è in fiamme, che quella stessa spina dorsale che costituisce il dna del csx si sta sgretolando e non sostiene più la testa. Quella testa che molti vorrebbero che cadesse e rotolasse via lontano.
Crimi esce in piazza. Il M5S se lo può permettere. Gli altri no. I fotografi e i giornalisti lo assaltano. Ci sono più microfoni e obiettivi che sanpietrini per le vie di Roma. Mentre Crimi chiede a gran voce alla stampa perché Stefano Rodotà non possa essere votato, dai margini di piazza Montecitorio, dove si è radunata la folla, sale alto un coro che subito prende corpo e si trasforma in un boato da stadio: “Ro-do-tà! Ro-do-tà!”. Il Paese ha deciso. Dentro fanno finta di non sapere,di non capire, di non sentire, insensibili a tutto se non ai loro giochi, ancorati a quell’unica speranza di salvezza che risponde al nome di “inciucio”. Un inciucio che tuttavia questa Volta avrà esiti fatali, come un indissolubile, fatidico e definitivo abbraccio mortale.
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Giuliagenito
“Uno su quattro ha tradito, per me è troppo”?? Bersani, e noi cosa dovremmo dire dei tuoi tradimenti verso il tuo elettorato?

DANIELE MARTINELLI

Bersani aveva contro più di mezzo partito, deciso ad appoggiare Stefano Rodotà, il candidato del M5S che ha già riscosso IL CONSENSO di tanta sx intra ed extraparlamentare con Vendola in prima fila. … Rodotà era il più papabile, perché era il candidato della “quirinarie” in rete sostenuto dai 160 grillini (tranne Marino Mastrangeli?) e da diversi elettori esterni. A cominciare da Roberto Placido, vice presidente del Consiglio regionale piemontese che ha raccolto l’adesione di consiglieri comunali di Torino e Novara, oltre che dei democratici trentini, liguri, marchigiani e laziali. Rodotà è stato votato anche dal vendoliano Airaudo e dai 50 parlamentari renziani. Parti sempre più grandi del Pd capiscono che un passo falso al Quirinale che celi l’accordo con B, significherà la FINE anticipata del partito di Bersani. Per Sandra Zampa il voto a Marini «è stato un suicidio del Pd» . Orfini coi suoi “giovani turchi” aveva avvertito: «Scelgiamo Rodotà» assieme a Epifani e Andrea Martella che chiedeva «un supplemento di riflessione in quanto Marini non intercetta sostegni nell’opinione pubblica». Per i veltroniani «se votiamo Marini andiamo a farci del male».
Brandolin ha detto «Pensi che ieri mi ha chiamato mio fratello per chiedermi: ma davvero vi accordate col Cavaliere?» Staino: «Appello a Bersani: facciamo i seri: o Prodi o Rodotà. Non fatemi “suicidare”…».
Galperti: «Ho già cancellato 400 mail, la casella è intasata. Chi scrive mi chiede di votare Rodotà». Ecco, fate voi.
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TRADITORI DEL M5S
Viviana Vivarelli

Soffro vedendo alcuni che hanno votato M5S e poi avevano cambiato idea, chiedendo l’alleanza col Pd. Non li capisco.
Non capisco come si possa avere ancora fiducia in un Pd che fino a oggi, e addirittura per 20 anni, non ha fatto che tradire le promesse e deludere gli elettori, soffocando la democrazia, sterzando sempre più a dx fino a rinnegare l’art.18, i pensionati, i malati, i lavoratori, le donne, lo stato sociale, i beni comuni, scippando le elezioni, votando le leggi vergognose di Monti, rovinando il Paese, fino all’inciucio finale di oggi con B, quell’inciucio indecente che il Pd ha trascinato vistosamente per 20 anni, cedendo a tutte le sue richieste in modo vile e che ora peggiora col patto davvero turpe che il Pd sta per siglare col peggior delinquente d’Italia, solo per la frenesia di conservare il potere più a lungo possibile, evitando quelle elezioni che il Pd sa di dover perdere irrimediabilmente.

-D’Alema è quello che ha sempre inciuciato con B fino ad essere definito ‘il miglior amico di Forza Italia’; è quello che per lui chiedeva il regime presidenziale forte; è quello della vergognosa bicamerale che già allora tagliava i poteri ai giudici; è quello che ha sempre fatto favori all’Opus dei che lo ha ringraziato facendolo Vice conte del Vaticano; è quello che ha aperto il mondo del lavoro al precariato selvaggio; e che ha sempre parlato contro i lavoratori e i diritti del lavoro, fino a dire che gli operai Fiat che protestavano contro Marchionne erano solo del ‘lavativi che volevano stare a casa a vedere la partita’

-Franceschini è quello che voleva fare il ‘regime presidenziale forte’ per accontentare D’Alema e soddisfare pienamente Berlusconi e che ora fa pressione per allearsi con lui

-Enrico Letta è quello che è stato invitato al club Bilderberg, gruppo di magnati che vuole volgere il mondo al più perverso neoliberismo, distruggendo i diritti civili in nome del lucro di pochi

-Fassino è quello che è stato eletto chiedendo i voti alla ‘ndrangheta del torinese (atti del processo Minotauro)

-Bersani è l’esecutore finale del peggior inciucio della storia, prima con Berlusconi ha cui è stato concesso di tutto e di più, poi con Monti, scippando le elezioni al popolo italiano e inciuciando con la dx bancaria, i grandi speculatori di Fed e Bce, e oggi aprendosi al patto di alleanza palese con Berlusconi, che è la cosa più vergognosa vista negli ultimi 20 anni

Possa lo schifo sommergerli tutti!

RIDIAMARO : – )

Zac – RIELETTO

La scelta di non scegliere, che strano!
Davvero una grande novità!
Viene rieletto Napolitano
contro in contendente Rodotà!

Un classico di scempio italiano,
un incubo oppure realtà?
Incuriosisce anche un marziano
quello che oggi è successo qua !

Per l’elezione di un Presidente
due comunisti in ballottaggio!
Storica verità : è sconvolgente!

Togliatti, ricevuto il messaggio,
s’è chiesto : «Da quand’è che sono morto?
Del cambiamento non m’ero accorto!»

..
Viviana
Bersani si è dimesso, riconoscendo la propria incapacità a gestire il Partito democratico.
Bene. Ma è in ritardo di 3 anni e 6 mesi.
.
Blachandavide

…. ohh! siamo allo scrutinio.. ma chi è sta Bianca che sta prendendo molte preferenze!?
.
Nicola Rindi
Il Pd vuole votare Scheda Bianca:
Chi è Bianca Scheda, io non la conosco?
Scherzi a parte, ricordo che durante le interminabili votazioni del 92, che poi alla fine portarono a Scalfaro, una signora (mi sembra bolognese) di nome Bianca Scheda, scrisse una lettera al parlamento ringraziandoli per averla votata alla più alta carica dello stato!
..
Fabrizio S.
ATTENZIONE E’ STATO AVVISTATO UN MOSTRO A ROMA
LO CHIAMANO IL BERSASCONI. È’ ESTREMAMENTE PERICOLOSO.
.
Alberto Bucci
Qui nessuno capisce la grandezza di Bersani. La sua è una battaglia per i diritti civili. Vuole dimostrare che non c’è bisogno di andare in Svizzera o in Olanda per il suicidio assistito. Il capolavoro, poi, è che questo suicidio lo fa con l’assistenza di un vecchio democristiano.
.
SPINOZA
Napolitano verso il bis. Ma senza il “Bene! Bravo!”

L’ottantottenne Napolitano destinato a restare al Quirinale. Dopo Sabrina e Cosima, un’altra condanna a vita.

(Mi spiace che non si sia trovata un’intesa differente. Avrei pagato oro per vedere i parlamentari della Lega scrivere “Zagrebelsky”)

Bersani si dimette: “Uno su quattro ha tradito”. Andò meglio perfino a Cristo.

Bersani abbandonerà la guida del Pd dopo l’elezione del presidente. Non riesce neanche a dimettersi al primo colpo.

“Noi da soli il Presidente non lo facciamo” ha chiarito Bersani nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi.

Cominciata la resa dei conti nel Pd. Ok, a me vengono due euro.

Comunque Bersani una cosa buona l’ha fatta: si è suicidato senza causare ritardi ai treni.
..
Nino Manocchio
PD e PD-L convergono su un nome: LETTA! I giorni pari Gianni e quelli dispari Enrico.
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. PIU’ CHE RANTOLO ,MI SEMBRA IL FUNERALE DEL pd.
    PERCHE ‘ NON DENUNCIAMO L’IDIOTA gasparri?
    Una buonissima domenica’.
    Ennio Capovin

    Commento di MasadaAdmin — aprile 21, 2013 @ 11:18 am | Rispondi


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