Nuovo Masada

aprile 12, 2013

MASADA n° 1454, 11-4-2013 IL POTERE DEL MALE

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Blog di Viviana Vivarelli

Il patto infame tra Pd e Pdl per la spartizione del potere – Troike – Truffe politiche – Lotta per le commissioni – Occupazione del Parlamento – L’(im)moralità di Napolitano – Padellaro: “Lei è onesto, come si permette?” – I suicidi di Civitanova, la decrescita infelice – Addio signora Thatcher, despota del neoliberismo- Per quelli che “Non rinnego il Pd, anche se mi rinnega”- Viva la Nonino – Conchita e i poteri oscuri – Né la Bonino né la Bocassino andranno mai al Quirinale – Gabanelli querelata dall’Eni – Candidati al Quirinale: Stefano Rodotà e Pier Camillo Davigo

Come diceva Arrigo Boldrini, medaglia d’oro della resistenza: “…facemmo la guerra di liberazione per chi c’era, per chi non c’era ma anche per chi era contro….”.
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Lello Marino
CI SIAMO SBAGLIATI IL PDL E IL PD-L NON SONO UGUALI SONO LA STESSA COSA!!
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Michele Giaculli
E’ appena terminato l’amplesso tra Bersani e Berlusconi. Ancora nessun particolare sulle reciproche posizioni.
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Bertoldt Brecht

Non per caso
L’alba di un nuovo giorno
Inizia col grido del gallo
Che fin dai tempi antichi indica
Un tradimento.


Bertoldt Brecht

A quelli nati dopo di noi

Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.

Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?

È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.

Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!

Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.

Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c’era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
anche l’odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l’ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l’uomo è amico dell’uomo
ricordate noi
Con indulgenza.

L’INCOERENZA MI DISTURBA
Viviana Vivarelli

Ho letto molti commenti in malafede, e purtroppo anche qualcuno in buona fede, che ripetevano che, non alleandosi con Bersani, i 5stelle perdevano la possibilità di realizzare il loro programma e di fare qualche legge buona per l’Italia e dunque erano da colpevolizzare. Ho letto attacchi demenziali, come che non avevano ancora presentato le loro leggi, che erano dei menefreghisti, che volevano rovinare il Paese. Le ho sentite persino da Scanzi che si vanta di essere un difensore (ma dove?) del M5S.
Eppure li abbiamo visti tutti i 20 punti fondamentali che il M5S ha presentato a Bersani, non erano forse leggi? Non erano molto precise?

Reddito di cittadinanza. Aiuti alle piccole e medie imprese. Legge anticorruzione. Informatizzazione e semplificazione dello Stato. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti. Politometro. Referendum propositivo e senza quorum. Referendum sulla permanenza nell’euro. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese. Una sola tv pubblica, senza pubblicità indipendente dai partiti. Elezione diretta dei parlamentari. Massimo di 2 mandati. Legge sul conflitto di interessi. Ripristino dei fondi di sanità e scuola. Abolizione dei finanziamenti ai giornali. Accesso gratuito alla rete ai cittadini. Abolizione dell’Imu sulla prima casa e sua non pignorabilità. Eliminazione delle Province e di Equitalia.

E lo abbiamo sentito tutti, spero, il No secco di Bersani a tutti quei 20 punti in blocco che corrispondono ad altrettante leggi!
E allora, come si fa a scrivere, anche seui giornali, tante sciocchezze? A dare ai 5stelle la colpa di tenere in stallo il Paese, di perdere tempo, di non chiedere leggi, di essere dei vagabondi lavativi?
Hanno chiesto. Hanno proposto. E hanno ricevuto un No secco. Che altro dovevano fare? Buttarsi via?
Proporre delle leggi ha poco senso se queste non vengono calendarizzate e dunque discusse e approvate. In ogni legislatura migliaia di proposte legislative nascono e muoiono così. E vengono regolarmente ereditate dalle legislatura successive. O muoiono nei cassetti.
Ma per proporre una legge, bisogna prima esser certi che avrà una qualche speranza di cammino, e che ci saranno quelli che la voteranno. Per questo i 5stelle hanno proposto i loro punti a Bersani, per saggiare la sua volontà di fare bene per questo Paese. Ma Bersani ha detto No. E allora che senso avrebbe avuto tradurre queste proposte in testi legislativi dettagliati, mancando, a priori la volontàò di discuterle e approvarle di due terzi del Parlamento?
Quanto ci scommettiamo, invece, che Berlusconi chiederà, negozierà ed otterrà tutto quello che vuole? Impunità, immunità, depenalizzazioni, processi troncati e cariche importanti, come un Capo dello Stato tipo Grasso che fa gli interessi della Casta? E perché a lui Bersani dirà di SI’ e al M5S ha detto di No? Perché Berlusconi e Bersani hanno gli stessi sporchi interessi, che molto hanno a che fare coi reciproci poteri e poco hanno a che fare con gli interessi del Paese.

TROIKE
Viviana Vivarelli

In ambito europeo abbiamo LA GRANDE TROIKA, formata da:
Banca centrale europea (Bce),Fondo Monetario Internazionale (Fm) e Unione Europea(Ue).
In ambito nazionale, abbiamo LA PICCOLA TROIKA, formata da Bersani, Berlusconi e Monti.
LA GRANDE TROIKA ha lo scopo di realizzare contro l’Occidente un neoliberismo cinico e spietato che mira ad arricchire

-un mercato di pochi grandi squali (magnati che si ritrovano in congressi segreti per decidere le sorti del mondo, come il club Bilderberg, che convoca i propri membri nelle capitali degli Stati che ha deciso didistruggere: Atene, Madrid, Roma… e compra i politici da usare, come Enrico Letta, Franceschini, Bersani o Bonino).

-le multinazionali o le lobbie (in particolare americane, per farmaci, armi, OGM e chimica, ma anche francesi per l’acqua, o tedesche per le armi)

-il sistema bancario, con la finanziarizzazione dell’economia (Thatcher e Reagan), la liberalizzato delle banche con l’eliminazione delle regole di controllo, gli sporchi derivati, le agenzie di rating e la scomparsa della separazione tra banche di deposito e di investimento (Tony Blair e Clinton)

-la grande speculazione della Borsa lanciata con l’assenza di qualsiasi regola o freno che ha portato la finanza virtuale a sostituire l’economia reale (sorretta da agenzie di rating truffaldine), voluta dai Governi americani,e tesa a ricattare gli Stati occidentali con lo spread e gli interessi mostruosi sul debito, e i diktat dei grandi organismo economici internazionali ultra-liberisti (Fm, Bce, Wto…)

Se la Grande Troika ha l’intento di devastare l’Europa come fosse una nuova Africa da depredare, per rinforzare il dollaro e permettere il predominio USA, la piccola Troika italiana ha lo scopo di servire i signori della finanza e applicare in Italia il loro iperliberismo, distruggendo i diritti umani, civili e del lavoro e le conquiste democratiche degli ultimi due secoli.
Questa Troika italiana è sorretta da 3 forze non dissimili, Pd, Pdl e Scelta Civica, di cui Monti è un esecutore e Pd e Pdl hanno da sempre ceduto i loro poteri e i loro doveri verso la Nazione per mantenere impunita la propria corruzione e non perdere la primazia ottenuta con l’inganno e sistemi antidemocratici, quali la disinformazione, la manipolazione mediatica, il premio al demerito e alla corruzione, l’oligarchia di una Casta a vita…
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A CHI CHIEDE CON SARCASMO CHI SIANO I CANDIDATI 5 STELLE A CAPO DEL GOVERNO O DELLO STATO
vv

Queste sono le stesse stupide domande che probabilmente i TROLL hanno fatto a suo tempo per chiedere chi fossero i rappresentanti parlamentari del M5S o i capi del gruppo alla Camera e al Senato, e hanno la stessa risposta delle precedenti.
Vorrei ricordare che, dove vige la democrazia diretta, come in Svizzera (e da più di 30 anni) queste domande non hanno nemmeno ragione di esistere.
Vorrei ricordare che in Svizzera non esiste un Capo del Governo come non esiste un Capo dello Stato, ma tutto vien deciso ‘collegialmente’. Ma è così difficile da capire la parola ‘collegialità’? O alcuni hanno per forza bisogno di sistemi gerarchici dove tutto è deciso da un capo? Ma chi è allora che applica o cerca più democrazia? Chi non riesce, nemmeno mentalmente, a separarsi dall’idea del potere esercitato da pochi capi totalitari che comandano dall’alto? O chi cerca di realizzare una democrazia dal basso, con decisioni sempre prese collegialmente da chi è delegato dalla propria base elettorale a riportare le scelte di questa?
O qualcuno crede che Bersani e Napolitano abbiano sempre scelto rispettando la volontà dei cittadini italiani? Non vi sembra, piuttosto, che nel sistema attuale ci sia una falsa democrazia ma che troppe cose siano imposte dall’alto da pochi, e secondo interessi di partito, di potere o di bottega che con i cittadini hanno poco a che fare?

TRUFFE POLITICHE
Viviana Vivarelli

Si sta ripetendo sotto i nostri occhi la stessa grande truffa che si ebbe per i Governi Prodi. Manipolazioni mediatiche, informazione distorsiva, torme di clonizzati che inquinano e intorbidano, ricatti e calunnie… A questo si aggiunge la spinta di chi cerca di convincere che è meglio un uovo oggi di una gallina domani. Ma si risponde che chi si contenta di poco e per quel poco svende la sua vita non avrà nemmeno quel poco e perderà anche la propria vita.
Molti hanno votato per 2 volte il Governo Prodi, sperando che la sinistra per la prima volta in mezzo secolo arrivasse al potere e portasse avanti, col suo ingresso al Governo, tutte quelle riforme a difesa dei lavoratori, dei deboli, dei senza potere, di cui aveva parlato per 50 anni senza mai poterle trasformare in legge.
Ma l’ingresso della sinistra nel Governo Prodi è stato una truffa, per quanto tutto sembrasse formalizzato in quel programma di 281 pagine di Prodi che sembrava tanto vincolante. Col sistema falsamente democratico attuale, chi entra in un Governo, scompare e viene cannibalizzato dal potere del leader, il quale, una volta avuto l’appoggio (avuta la grazia, gabbato lu santu), decide ciò che vuole in maniera totalitaria, fregandosene degli alleati. Ciò è avvenuto sistematicamente sempre, con Craxi, con Berlusconi, con la Lega, con gli alleati di Prodi e avverrebbe anche adesso, se il M5S accettasse di entrare in un Governo con Bersani.
E come Prodi abbia rinnegato poi tutto il programma che aveva sottoscritto con gli alleati dell’Ulivo lo abbiamo visto, con amarezza, giorno per giorno.
Oggi possiamo venire a sapere che Prodi non era che un emissario della Goldman Sachs, come Draghi o Monti, un emissario del neoliberismo americano e dell’alta finanza, e che tutta la sua retorica per farci entrare in una Europa era una manipolazione su menti poco addestrate all’economia e in una condizione di minorità cognitiva. Ma in quel momento, con quei media, con quelle poche ed errate informazioni, non potevamo fare che quello che abbiamo fatto, votarlo, credere nel sogno europeo, entrare nell’euro come degli inconsci, restare fregati.
Oggi la truffa si ripete con Bersani e di nuovo schiere di TROLL e media falsificanti tentano di manipolare i nostri cervelli.
Ma oggi forse il web ci ha vaccinati. E possiamo solo sperare di essere meglio di allora.
Lungo e faticoso è il cammino dell’uomo che vuol sapere. Sulla sua ignoranza riposa il potere dei malvagi. E ne passerà di tempo prima che l’informazione pubblica cessi di essere manipolazione di menti impreparate e plagio di inconsapevoli. Ma, se la resistenza inizia dalla conoscenza e anche l’informazione tenderà un po’ alla volta a diventare contro-potere, germe di libertà, formazione di mondo nuovo.

Luisa

Ridicolo l’incontro tra Bersani e Berlusconi: due morti che non sanno di essere morti. Il Paese sta crollando, ma nessuno molla la poltrona, l’immunità parlamentare, l’indennità, la scorta, l’auto blu, il telefono da usare gratis. Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Il peggio in Italia è cominciato quando un potente ha deciso di fare senatore (a vita) il suo cavallo…
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LOTTA PER LE COMMISSIONI
Viviana Vivarelli

Se si vuole fare le leggi, le commissioni sono indispensabili perché senza quelle non parte nemmeno l’attività legislativa del Parlamento, perché sono le commissioni che scelgono le proposte di legge, che le discutono preliminarmente, che la calendarizzano per la discussione parlamentare che aprono di fatto la possibilità di legiferare, una possibilità che il Parlamento può esercitare anche senza Governo, infatti la funzione primaria del Parlamento è appunto fare leggi in quanto consesso di rappresentanti di una democrazia, mentre il Governo ha un compito di direzione politica e di indicazione su come eseguire le leggi quando occorrano fondi per farlo, ma ha l’obbligato di firmarle.
Questo io l’ho detto fin dal principio, prima di Paolo Becchi, docente di diritto e sostenitore del M5S, e l’ho detto nella derisione e nella gogna di piddini imboccati di falsità che ancora non desistono dalle loro figuracce di cloni di un partito che ormai ha perso ogni crisma di decenza e di verità.
I partiti, i media al loro servizio e i TROLL hanno tentato in tutti i modi di negare questa semplice verità che sta nella consuetudine parlamentare e che ha i suoi precedenti storici.
C’è voluta una dichiarazione ufficiale di Napolitano per ristabilire il vero e stoppare l’oscena turba di ciarlatani e TROLL che giuravano il falso e si inventavano leggi inesistenti e addirittura inesistenti articoli costituzionali. Abbiamo letto più cose false sui giornali e sui blog in questi giorni di quanto sarebbe possibile inventarsi con una fantasia malata in un anno, i fanatici si sono attaccati alle falsità come gli ubriachi cronici alla bottiglia in una sbornia collettiva.
Ma Grasso è stato messo a capo del Senato per impedire la democrazia, proteggere la Casta e dare addosso ai cittadini quando reclamano i loro sacrosanti diritti, e le commissioni non le vuole e per impedirle si attacca a pretesti inesistenti, rivelando in modo palese perché Pd e Pdl hanno scelto proprio lui, perché farà i loro comodi, perché è sempre stato pronto a servire il Potere prima che il Paese.
I 5stelle in Parlamento hanno fatto i loro tentativi legittimi, tutti regolarmente stornati dai due despoti che anche senza voti vogliono governare lo stesso, contro ogni principio democratico e, per non perdere il loro potere, si accorderanno in una nefasta alleanza.
Come possano i loro elettori tollerare questo, dopo 20 anni in cui la sbandierata (a parole) opposizione è servita ad alimentare odio per raccattare voti toccando il fanatismo e la cecità, ce lo spiegherà Satana.
Per ora, mentre gli elefanti cercano di accordarsi, l’erba del popolo resta calpestata sotto le loro zampe…e ci vengono anche a dire che il tanto ‘sobrio’ Monti, mandato dalla Bce per regolare i conti italiani li ha in realtà aggravati e alla finanziaria mancano 22 miliardi. Per questo, si dice, non si potrà eliminare la ‘transitoria’ IMU. Sul tagliare le spese del carrozzone statale o la corruzione politica, non una parola.

OCCUPAZIONE DEL PARLAMENTO

Per avere le commissioni i 5stelle hanno occupato il Parlamento, col Pd che gridava che ciò era ‘antidemocratico’! Ma i piddini hanno la memoria corta, in realtà anche loro hanno fatto, in passato, le stesse occupazioni, che valutavano ‘molto democratiche’, quasi ‘eroiche’! Come cambiano i tempi!
Quello che i 5stelle hanno fatto rientra nei metodi detti ‘ostruzionismo’, inutile schernire il fatto che durante l’occupazione i 5stelle leggono la Costituzione, potevano anche leggere l’elenco del telefono, quel che conta è che l’occupazione può essere fatta solo se ci sono dei relatori che prendono la parola e di qualcosa devono parlare. Poi c’è il fatto che non possono andare in bagno, perché, se escono, i commessi impediscono loro di rientrare.
I precedenti sono abbondanti e proprio anche da parte del Pd:

-maggio 2010, B tenta di porre una legge bavaglio sulla libertà di stampa. Mezzo Pd decide di occupare la Camera (c’è anche Zanda, quello che ora ora dice l’occupazione dei 5stelle è ‘antidemocratica’), ma mezzo Pd non ci sta e l’occupazione alla fine la fa solo Di Pietro con i suoi 14 deputati

-2000, contro la legge Cirami sul legittimo sospetto costruita per salvare Berlusconi, i senatori del csx occupano il Senato

-legge salva-Previti, per cui si poteva spostare il processo ad altra sede per legittimo sospetto così da salvare Previti e dunque Berlusconi. Il Pd decide di occupare e tra loro di nuovo c’è anche Zanda che allora disse che era “una battaglia per la legalità”!

-2006, il csx fa una legge per spacchettare i ministeri. Il leghista Galan tira il testo della legge in testa al presidente Marini e occupa per 8 ore, l’aula difeso dai compagni leghisti..

Luca

Bersani sta facendo la corsa ad arraffare cariche e, visto che non ha i voti per prendersi ciò che vuole, cerca alleanze impossibili in barba a qualunque provenienza politica.
(ndv: La destra e la sinistra non esistono che nella mente dei disinformati, che vanno alle urne fieri a votare e magari con il pugno teso o la mano alzata, per poi morire di fame).
Non è Grillo la rinascita, Grillo è una speranza. La rinascita la può fare solo il popolo sovrano quando va a votare e lo fa con coscienza. Siamo gli artefici dei nostri mali. Dopo aver dato la supremazia a Berlusconi, ecco anni nefasti di scellerato governo. PDL ovunque, in tutti i posti di potere insieme alla Lega Ladrona. Il paese sta morendo, è agonizzante, ma il popolo sovrano dorme, si adagia su un bene borghese che ormai non esiste che nelle fiction, quelle di Mediaset e della Rai partitocratizzata.

A 87 anni è morta per ictus Margareth Thatcher.
Vedi quanto ne scrivemmo.
https://masadaweb.org/?s=thatcher
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LA ‘COERENZA’ DEL PD

Bersani 2 marzo: «In questi anni Berlusconi di “ore della responsabilità” ne ha avute a bizzeffe, e le ha mancate tutte. La responsabilità lui non la concepisce al di fuori degli interessi suoi e dei suoi. Dunque, lo voglio dire con assoluta chiarezza: l’ipotesi delle larghe intese non esiste e non esisterà mai».

Bersani oggi: “Propongo larghe intese al Pdl per il cambiamento. Mai avuto problemi ad incontrare Berlusconi”.

Napolitano: “Sì, ci vorrebbe davvero «coraggio», magari anche un po’ di «senso di responsabilità» e far nascere un governo di larghe intese, cioè quello che serve adesso all’Italia per uscire dalla crisi e dallo stallo istituzionale.

.. a quando un patto di ‘larghe intese’ alla luce del sole anche con mafia, camorra e ‘ndrangheta?
In fondo è solo una ‘questione di coraggio’
Il coraggio di rinnegare se stessi e i propri elettori.
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Si ripete nel modo peggiore la bicamerale dalemiana e questa volta il Pd ci lascerà la pelle
Per i cloni del Pd, che Bersani governi col diavolo in persona è totalmente indifferente, hanno la coscienza di un cercopiteco. Ma per tanti cittadini onesti che in buona fede hanno sempre votato il Pd per non mandare Berlusconi al potere sarà un colpo mortale.

IL POTERE
Viviana Vivarelli

A torto noi parliamo di “errori del Potere”.
Il Potere non sbaglia nulla, perché si identifica col Male.
Il Male non ha coscienza, non ha etica, non ha morale, non ha affetti, non ha rispetto, non conosce coerenza né conosce lealtà, non capisce i diritti degli altri, non agisce per conseguire il Bene collettivo, non sa cosa sia il sacrificio o la rinuncia, il dono di se stessi.
Il Male conosce una sola regola: aumentare il proprio Potere.
Ed è disposto a tutto per questo.
E’ osceno vedere come possa essere infame l’esempio di un partito.
Napolitano ha dichiarato il nuovo credo piddino: vendersi anche al diavolo pur di restare al potere: “Certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici, in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica”.
Perché la politica è, appunto, oggi, per il Pd, solo potere.
Dunque no ai moralisti. Il Pd etica non ne ha! L’interesse avanti tutto!
Morte all’etica in politica, dunque! Se i voti sono tutti uguali, anche i partiti sono tutti uguali. Giù tutti nello stesso pattume!
La frase di Napolitano fa il paio con quella di Franceschini: “Non dobbiamo accampare pretese di superiorità con Berlusconi. I suoi voti sono uguali ai nostri” .
Ma certo. per il Pd i voti non puzzano. E chi se ne frega da dove vengono? I voti si possono dunque prendere ovunque, oggi da Berlusconi, domani dalle mafie, così come i soldi, ieri dalle tangenti o dai padroni dell’Ilva, domani da Federacciai o dai signori della guerra o del crimine organizzato, proprio come Berlusconi.
L’inchiesta Minotauro di Caselli contro la ‘ndragheta in Piemonte, dopo 4 anni di indagini, ha portato al maxiprocesso a 140 esponenti delle cosche e alle prime 60 condanne per rito abbreviato. Negli atti del maxiprocesso si legge chiaro che “un pezzo grosso del Pd chiese alla ‘ndrangheta dei voti per facilitare l’elezione a sindaco di Fassino a Torino”. Ecco l’etica politica del Pd! I voti sono come il maiale, non si butta via niente: oggi si prendono quelli di Berlusconi o dalla Lega, domani quelli della mafia o della ‘ndrangheta. Il fine giustifica i mezzi. E se il fine è la conservazione del potere, non ci sono mezzi che facciano schifo.
Cari piddini, per cui il fine ammazza l’etica, in questo mondo niente viene dato per niente. E questi voti che prendete oggi vi costeranno domani la dipendenza dai disonesti e l’abbandono degli onesti.
E sono questi bei soggetti che dovrebbero eleggere il nuovo Capo dello Stato?!

Dall’editoriale di Padellaro “LEI E’ ONESTO, COME SI PERMETTE?

Davvero infame la battuta di Napolitano sui “fanatici della moralizzazione” (i 5stelle)!
A questo siamo arrivati? Al rovesciamento di ogni etica!
“Monito assai curioso perché sarebbe come prendersela con i fanatici dell’acqua potabile o dei limiti di velocità. Perché moralizzare significa “ricondurre all’osservanza dei criteri prescritti dalla onestà e dalla rettitudine”, e viene il dubbio che onestà e rettitudine stiano diventando parole pericolose o comunque da non sbandierare troppo per non disturbare la quiete dei disonesti. A Otto e mezzo anche lo psicanalista Recalcati ha dottamente spiegato che il M5S crea un generatore di critiche sterili in quanto “dominato da quel fantasma di purezza che accompagna tutti i rivoluzionari più fondamentalisti”: fantasma, secondo lo studioso, presente al centro della vita psicologica degli adolescenti. Insomma, “proclamando la sua diversità assoluta e continuando a stare fuori dal sistema, fuori dai circoli mediatici, fuori da ogni gestione partitocratica del potere”, il grillismo non potrà mai generare il cambiamento promesso. Un invito a diventare presto come gli altri, nominando i propri saggi, trattando posti di governo e di sottogoverno e magari facendosi vedere spesso a Ballarò. Colpisce la fretta con cui si chiede la mutazione dei troppo puri per liberarli dalle ubbie adolescenziali. Sono a Roma da appena un mese e già questi giovanotti, che girano con lo zainetto sulle spalle e pretendono che gli eletti in Parlamento lavorino invece di stravaccarsi in attesa del nulla, cominciano a stare sulle palle ai cultori della realpolitik. Quasi 20 anni fa, in un magistrale “Elogio funebre della Dc”, Pietro Citati descrisse la tecnica dei dc di fronte al nemico. Farlo spossare e sfinire, “e allora essi lo avvolgevano, lo penetravano, lo trasformavano a poco a poco in se stessi, con quell’arte dell’assimilazione nel quale erano maestri”. Perciò, professor Recalcati, non disperi. Quegli strani cittadini animati dal “fantasma della purezza” prima o poi saranno penetrati e assimilati. Basta trovargli dei tutor all’altezza. Per es. un ciclo di lezioni sulla “ gestione partitocratica del potere” a cura dell’onorevole Giggino ‘a Purpetta, con dispense dell’ex sottosegretario emerito Nick Cosentino. E così, con buona pace del Quirinale, avremo sconfitto anche questi pericolosi fanatici dell’onestà..

Sanno tutti benissimo che siamo nell’impossibilità di fare un governo e che dovremo tornare alle elezioni, salvo cementare una alleanza di Bersani con Berlusconi che costerebbe al Pd la sua totale dissoluzione politica.
E’ per questo che si inventano di tutto per tirare avanti in modo da eleggere un capo dello Stato che faccio i porci comodi di entrambi. Mi sbaglierò, ma punteranno su Vietti, ex Udc, fatto vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura dal Pd, pur sapendo che ha fatto leggi salvaberlusconi, un ottimo soggetto per curare gli interessi di entrambi. O prenderanno una bocconiana, dell’entourage di Monti, la Severino, per es., o la Cancellieri, visto che Bersani con Monti è sempre pappa e ciccia.

LA BONINO NON ANDRA’ AL QUIRINALE

E’ inutile che tanti si sgolino per candidare la Bonino al Quirinale. Al di là di meriti o demeriti, è una donna, e questo Paese semisviluppato e talebano non voterà mai per una donna. Lo stesso vale per la Bocassino. Sono 50 anni che le donne sono in Magistratura ma a nessuna è stato permesso di arrivare in Cassazione. Figuriamoci al Quirinale!
Scrive Travaglio:
“Chi auspica un Presidente estraneo alla casta, tipo Zagrebelsky, Settis, Gabanelli, Caselli, Guariniello, Strada..non può certo sostenere la Bonino. I suoi la raffigurano come estranea alla Casta. Però è stata invitata alle riunioni del Bilderberg e dunque…E’ stata vicina a B dal 1994 (quando fu eletta con FI) senza mai dire una parola contro le violenze alla Giustizia e alla Costituzione) fino al 2006… mentre Berlusconi ne combinava di tutti i colori,nel silenzio-assenso della Bonino, che nel 2005 dichiarava: “Con Berlusconi abbiamo iniziato un lavoro molto serio… apprezziamo ciò che sta facendo come premier” , poi lui la scaricò per non inimicarsi “gli alleati” e il Vaticano ed Emma passò armi e bagagli nel csx. Un po’ tardi a mio modesto avviso. Ma neppure in seguito, sulle questioni cruciali del berlusconismo (leggi vergogna, rapporti con la mafia, corruzione, attacchi ai magistrati e alla Costituzione, conflitti d’interessi, editti bulgari), c’è mai stato un solo monosillabo contro della Bonino. A favore invece è sempre stata su leggi di penalizzazione della Magistratura, come la separazione delle carriere, l’abolizione dell’azione penale obbligatoria, la responsabilità civile dei magistrati che non esiste in nessuna democrazia, e ci aggiungiamo la difesa del camorrista Cosentino, l’odio eterno ai sindacati, definiti in blocco “barbari, oscurantisti e retrogradi”, la valutazione di Mani Pulite come operazione politica filocomunista, la difesa di Craxi, l’attacco alle toghe rosse che soprattutto nel ’92 secondo lei avrebbero cercato di risolvere alcuni problemi politici per vie giudiziarie, per non parlare dello scandalo delle frequenze negate per 10 anni mentre l’abusiva rete4 stava in piedi e noi ci pagavamo pure le multe. Su questo nemmeno una parola!”.
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CITAZIONI DI EMMA BONINO.. (la cito, non l’approvo)

Penso, al contrario di tanti, che il terrorismo sia una minaccia come lo sono stati il nazismo o lo stalinismo. E che quindi non sia, a dispetto di certi luoghi comuni di sinistra, il prodotto della povertà o dell’unilateralismo USA.”
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Non raccontiamo balle: le donne non vogliono lavorare. Circa il 46% delle donne del sud Italia non desidera lavorare. Un alto numero di donne, in tutta Italia, dichiarano di non voler lavorare per motivi familiari, ma non di natura assistenziale, cioè per seguire i figli o badare a degli anziani. Ben l’82,2% delle italiane ha dichiarato questo e ciò lascia perplessi. Insomma le donne non vogliono lavorare. Probabilmente bisognerebbe iniziare ad educare le bambine perché si chiedano cosa vogliono da loro stesse ed aiutarle ad ottenerlo anziché spingerle a ottemperare gli obblighi che la società impone loro.”
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Mi vanto di essere stata fra i primi radicali a cercare di abolire l’articolo 18, che esiste solo in Italia”.
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Propongo di dividere gli occupati per generazioni con diritti diversi: agli attuali occupati l’articolo 18 così come è, ai nuovi assunti una versione con tutele più deboli e licenziamenti più facili.
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«C’é il rischio che, sotto le pressioni della sinistra comunista, e di alcuni leader sindacali il nostro paese operi intollerabilmente, unico nel contesto europeo, addirittura per l’abbassamento dell’età pensionabile, rispetto alla media continentale e per un ulteriore aggravio dei costi previdenziali».
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Votate il sondaggio de IFQ su chi vorreste come Presidente della Repubblica

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/05/quirinale-2013-chi-volete-al-colle-dopo-napolitano-vota-sondaggio-del-fatto-quotidiano/552698/

Al momento è in testa la Bonino
Onore ai suoi meriti internazionali nella difesa dei diritti civili, delle donne, la prevenzione delle guerre, lo stop alle mine antiuomo, la lotta alla fame..
Ricordiamo però anche che Emma Bonino ha una posizione sull’economia di gretto neoliberismo, è a favore delle multinazionali, è contro i diritti del lavoro peggio della Fornero, odia qualunque forma di contratto sindacale, abolirebbe qualunque difesa dei lavoratori, e che, per questa sua posizione di estrema dx in economia, è sempre stata invitata dal club Bilderberg (magnati che governano il mondo con l’iperliberismo) ed è gradita alla grande destra del capitalismo fascista che ci ha rovinati. Ricordiamo anche che i radicali si sono proprio estinti, alle ultime politiche hanno preso 743.299 voti, dei quali 600.000 in uscita dal PD (probabilmente arrivati loro grazie all’alleanza alle politiche) e 100.000 voti dal PDL.
La Bonino scrive male e parla peggio, certo è una stakanovista, è iperattiva e ha fatto tanto per i diritti civili internazionali, per cui è ottima per proseguire nella scia dei tanti incarichi a livello internazionale che ha già avuto, ma come Presidente della Repubblica:NO.
Le sue posizioni sui diritti civili (droga libera, matrimonio dei gay, eutanasia) sono estreme e offendono gran parte dell’elettorato moderato o cattolico. Le sue posizioni in economia sono di un iperliberismo che offende i lavoratori, i sindacati e tutti coloro che difendono l’art.18.
Se il Presidente della Repubblica deve essere super partes non può essere la Bonino, che ha posizioni estremiste e tende a un’estrema dx capitalista.
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Anche Travaglio elogia la Bonino per le sue battaglie per i diritti civili, ma mette i puntini sulle i ricordando che:
-è stata parlamentare 7 volte ed europarlamentare 3
-nel 94 si mise con Berlusconi, Dell’Utri e Previti ed è rimasta alleata del cdx fino al 2006 quando è passata al csx e ha smesso di elogiare i programmi di Berlusconi (e dunque le varie leggi ad personam, la Gsparri, la Frattini, il lodo Schifani, il falso in bilancio, la Cirami e le rogatorie alla Cirielli). Nel 2006 passò dalla parte di quelli che schifava come ‘cattocomunisti’.
-vuole l’abolizione di regole sul lavoro e l’abolizione dell’articolo 18
-è contro le trattenute sindacali in busta paga ed è nemica dei sindacati in genere
-ha approvato tutte le ‘missioni di pace’, dunque le guerre italiani in Kossovo, Irak e Afghanistan
-chiede per la magistratura la responsabilità civile dei giudici, la separazione delle carriere, l’abolizione della legge penale obbligatoria e varie amnistie
-nel 94 assieme alla Parenti partecipò a un comizio ‘contro’ le indagini sui rapporti tra mafia e politica (!)
-prese sempre un sacco di soldi da dx a sx
-nel 2010 appoggiò B nel suo editto contro Annozero e il voto dei radicali fu decisivo in Rai per cacciare Santoro e abolire l’informazione tv prima delle elezioni
– (aggiungo io che vuole la quasi totale abolizione dello stato sociale e la pensione a 75 anni)
Magari a queste cose pensateci!

STEFANO RODOTA

Anche Rodotà difende gli omosessuali o i carcerati, le donne o i deboli, ma lo fa in modo misurato e civile, non da estremista, e soprattutto difende i lavoratori e non si sognerebbe mai di augurarsi l’estinzione dei diritti del lavoro e dell’art. 18, come non avrebbe mai fatto una lista elettorale con Sgarbi o appoggiato Berlusconi .
Non avrebbe mai, come recita il programma radicale, lottato “per rafforzare le lotte liberali, liberiste e libertarie e avviare la riforma americana delle istituzioni, una rivoluzione liberale su modello USA”. Non avrebbe mai chiesto la responsabilità civile dei magistrati Inesistente in democrazia e che serve solo a incaprettare i giudici), la separazione delle carriere (che permette un maggiore controllo politico), la riforma uninominale del CSM, l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale (articolo 112 della Costituzione).
In economia i Radicali si professano da sempre liberisti e dunque favorevoli al libero mercato e alla libera impresa, vorrebbero alleggerire lo stato sociale e sostituirlo con assicurazioni private all’americana. Si ispirano alla scuola di Chicago (Rossi e Milton) per la privatizzazione e liberalizzazione di tutti i settori sociali non strategici (come Renzi o Monti). E vorrebbero far entrare nell’Unione Europea la Turchia, Israele e il Marocco. Sono infine per un presidenzialismo forte che in Italia sarebbe deleterio.
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Il 2° favorito è Stefano Rodotà, che proviene dalla sx ma sarebbe super partes e ha molti attestati di qualità. 1°Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali poi del Gruppo dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Ue.Componente del Gruppo europeo per l’etica delle scienze e nuove tecnologie. Tra gli autori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Presidente della Fondazione Lisli e Lelio Basso e della Commissione scientifica dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Ue.Ha insegnato in molte università europee,negli USA,in America latina,Canada,Australia,India, a Oxford,Stanford e alla Sorbona. Ha 2 lauree ad honorem.
E’ un uomo colto e sensibile, con una profonda coscienza civile e una grande umanità, che si è sempre battuto per la libertà, per i diritti e per la democrazia.
Rodotà è un uomo sopra le parti, sensibile e preparato, esperto costituzionalista, grande difensore dei diritti dell’uomo e attento a un diritto che si evolve seguendo l’evoluzione della società. Uomo di grande semplicità anche se di fama e riconoscimento internazionale. Un Presidente che ci farebbe fare grande figura all’estero e che sarebbe attento alla difesa dei diritti civili e della democrazia all’interno.

lo vedi qui a otto e mezzo che parla dei diritti nell’era Monti

http://www.laterza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=947&Itemid=101

CITAZIONI DA STEFANO RODOTA’

“I diritti fondamentali si pongono a presidio della vita, che in nessuna sua manifestazione “può essere attratta nel mondo delle merci
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Meglio sarebbe se il legislatore, spogliandosi della pretesa d’onnipotenza e scoprendo il proprio limite, si astenesse dall’intervenire dove più forti e giustificate sono le ragioni della coscienza individuale, che qui davvero assume i caratteri della libertà.”
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Durante Mani Pulite i comportamenti illeciti rimanevano nell’area dell’illegalità, oggi invece si costruisce una “legalità speciale” per far rientrare in un’area lecita quel che dovrebbe restarne fuori. La legge non più come garanzia, ma come scappatoia.”
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Noi abbiamo bisogno di avere diritti.
Un innegabile bisogno di diritti e di diritto si manifesta ovunque, sfida ogni forma di repressione, innerva la stessa politica. E’ nata una nuova idea di cittadinanza, di un patrimonio di diritti che accompagna la persona in ogni luogo del mondo
“.
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Non si può avere una agenda politica che ricacci sullo sfondo, o ignori del tutto, i diritti fondamentali.
L’Italia ha perduto il filo dei diritti, è caduta prigioniera di una profonda regressione culturale e politica. Vedi il disastro della Seconda Repubblica o dell’Agenda Monti.
20 anni di Seconda Repubblica sono stati un vero deserto dei diritti (eccezion fatta per la privacy) con una serie di attentati alle libertà e leggi sciagurate come quelle sulla procreazione assistita, l’immigrazione, il proibizionismo, il rifiuto di leggi modeste sul diritto di famiglia, o leggi contro l’omofobia (o la tortura). La tutela dei diritti si è spostata fuori del campo della politica, ha trovato i suoi protagonisti nei giudici, che hanno smantellato le parti più odiose di quelle leggi grazie al riferimento alla Costituzione.
Nel 1970 furono approvate le leggi sull’ordinamento regionale, referendum, divorzio, statuto dei lavoratori, carcerazione preventiva. In un solo anno si realizza così una profonda innovazione istituzionale, sociale, culturale. E negli anni successivi verranno le leggi sul diritto del difensore di assistere all’interrogatorio dell’imputato e sulla concessione della libertà provvisoria, il nuovo codice di procedura penale,il nuovo processo del lavoro, i diritti delle lavoratrici madri, la parità tra donne e uomini nei luoghi di lavoro,la segretezza e la libertà delle comunicazioni,la riforma del diritto di famiglia e la fissazione a 18 anni della maggiore età, la chiusura dei manicomi, l’interruzione di gravidanza, il servizio sanitario nazionale.
La rivoluzione dei diritti attraversa tutti gli anni ’70, e ci consegna un’Italia più civile. La politica era forte e consapevole, attenta alla società e alla cultura, e dunque capace di non levare steccati, di sfuggire ai fondamentalismi. Esattamente l’opposto dell’ultimo ventennio, dove un bipolarismo sciagurato ha trasformato l’avversario in nemico, ha negato il negoziato come sale della democrazia, si è arresa ai fondamentalismi. Ha prodotto un’Italia profondamente incivile, razzista, omofoba, preda dell’illegalità, ostile all’altro, a qualsiasi altro. Questo è il lascito della Seconda Repubblica, sulle cui ragioni non si è riflettuto abbastanza.
Nell’Agenda Monti i diritti spariscono, diventano una semplice variabile dell’economia. Si finge di pensare solo al risanamento (che poi non si fa) e si ignora l’istruzione,la cultura, l’ambiente, la corruzione, un reddito di sostentamento minimo. Si tende a una maggiore Europa del mercato, si ignora l’Europa dei diritti. Ma solo nei diritti i cittadini possono cogliere il “valore aggiunto” dell’Europa. Monti ha cercato di dissolvere in ambito privatistico il diritto del lavoro (sostegno al sistema Marchionne). Ma un’agenda sul lavoro, oggi, ha due necessari punti di riferimento: la legge sulla rappresentanza sindacale, essenziale strumento di democrazia; e il reddito minimo universale. E i diritti sociali, la salute in primo luogo, non sono lussi, ma vincoli alla distribuzione delle risorse.
Colpisce il silenzio di Monti sui diritti civili. Si insiste sulla famiglia, ma non v’è parola sul divorzio breve e sulle unioni di fatto. Non si fa alcun accenno alla procreazione o al fine vita. E’ una astuzia con cui Monti evita di mostrare che sarebbe subalterno al Vaticano.

MORALISMO D’ACCATTO, MA DI CHI?
Viviana Vivarelli

I TROLL mandati dal Pd o i reduci inveleniti di quella sx radicale, che per l’ennesima volta ha perso le elezioni dimostrando di essere morta e sepolta, sono qui sbraitare cercando pretesti inutili di accusa e di rissa.
Si denuncia la scarsa visibilità del M5S quando ogni sua mossa è concordata e presentata in rete, si incolpa Grillo di manovre oscure quando anche il suo incontro nell’agriturismo con i 5stelle è avvenuto sotto le telecamere di un’orda di giornalisti (a cui sono stati pure offerti panini e beveraggi), che hanno riportato ogni singolo frammento di conversazione e persino prezzi e menù.
Perché quegli stessi che sono così feroci ad attaccare i 5stelle che fanno tutto alla luce del sole non richiedono la stessa chiarezza e trasparenza a Berlusconi e Bersani che continuano ad incontrarsi e a patteggiare con immonde svendite del Paese, e che non solo non fanno i loro incontri con lo streaming, ma non si degnano nemmeno di darne un resoconto ai giornalisti che scansano come la peste? In fondo quello che comprano e vendono con inaudito cinismo e gigantesca indifferenza sono i nostri destini e quelli della nostra democrazia!
O i giornalisti hanno due pesi e due misure che sono, ogni giorno, sempre più diametralmente distanti?
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SUICIDI DI CIVITANOVA, LA DECRESCITA INFELICE
Paolo De Gregorio

Purtroppo la crisi che ci colpisce duramente, che arriva a determinare suicidi di imprenditori e operai, è crisi da DECRESCITA: meno investimenti, meno consumi, meno domanda, più fallimenti, più disoccupazione, più difficoltà per far fronte agli interessi che paghiamo sul nostro debito pubblico.
La causa principale di questa situazione è la globalizzazione economica, l’adesione alla WTO che consente la libera circolazione di merci e di capitali, fattore che negli ultimi 20 anni ha consentito a decine di migliaia di imprenditori italiani di delocalizzare le proprie imprese dove pagano meno tasse e hanno manodopera a buon mercato (nella sola Romania sono andate oltre 20.000 imprese italiane)..
Al contempo abbiamo visto fallire interi settori produttivi per l’entrata in scena di competitori come Cina, India, Brasile, mentre i pezzi più pregiati del Made in Italy sono finiti tutti in mani straniere ed i profitti di queste imprese vanno all’estero: Banca Nazionale del lavoro, Parmalat, Galbani, Invernizzi, Bulgari, Gucci, Ferrè, COIN sono finiti in Francia; Valentino in Inghilterra, Standa e Ducati in Germania, Safilo in Olanda, Buitoni, Motta, Perugina acque minerali come San Pellegrino sono andate alla svizzera Nestlè, gli elettrodomestici Rex, Zoppas, Zanussi, Molteni sono passati alla svedese Electrolux, e l’elenco non è finito.
La maggior colpa della politica negli ultimi 20 anni, con responsabilità preponderante di PDL e PD, non è quella delle ruberie e dei privilegi di Casta, ma quella di non aver governato, di non aver capito dove ci avrebbe portato la globalizzazione che, con le sue ferree leggi di mercato (ampiamente prevedibili), ha premiato chi possiede grandi multinazionali, grandi banche d’affari, chi ha materie prime o milioni di operai a basso costo. Nessuno dei nostri grandi cervelloni politici, nemmeno i bocconiani, si è accorto che l’Italia non ha nulla di tutto questo, che sarebbe stata presto in declino con le parti pregiate della sua industria acquistate dalle nazioni europee più ricche. E l’appartenenza all’Europa non è servita a nulla, non ha fermato la crisi, e non potendo fare manovre con una nostra moneta nazionale, l’appartenenza all’euro si è rivelata più una gabbia che un vantaggio.
Siamo da anni in recessione conclamata, non vi è un solo indicatore economico positivo, la ricerca scientifica non viene finanziata, i nostri cervelli scappano e vanno a rinforzare i paesi più forti, rischiamo la bancarotta per non essere più in grado di rifinanziare il debito pubblico.
Il “liberismo” ci ha portato in questa palude, per uscirne vi è una sola strada: governare l’economia almeno in alcuni settori essenziali, vitali, in un progetto di autosufficienza energetica e agricola, difendendo questi sistemi dalla concorrenza straniera per creare in Italia milioni di nuovi posti di lavoro.
Il tutto deve essere affidato a piccoli e piccolissimi operatori, sia agricoli che energetici, in modo da soddisfare capillarmente i bisogni del territorio, senza speculatori, né mafiosi, per una economia in cui gli scambi siano prevalentemente tra produttori e consumatori.
Oggi i prezzi agricoli li fanno le mafie che controllano i mercati generali con la connivenza del potere politico e affamano i produttori. Le energie rinnovabili sono in mano alle mafie che con corruzione e minacce si fanno dare le concessioni per gli impianti e le vendono agli speculatori nazionali e internazionali.
E’ necessario dunque un piano energetico nazionale che finanzi prioritariamente ogni struttura produttiva, sia essa un capannone industriale o artigiano o una stalla o una cascina, con finanziamenti a fondo perduto, per rendere autosufficienti energeticamente con le rinnovabili queste strutture produttive, con un enorme vantaggio per chi produce, per chi fabbrica pannelli e rotori eolici, per chi li installa e per chi si occupa della manutenzione.
Tutta la filiera deve essere italiana perché è in Italia che abbiamo il problema della disoccupazione (nel solo 2012 si è perso un milione di posti di lavoro) e questo è il solo modo serio di affrontarla.
E’ evidente che si tratta di una rivoluzione. Si tratta di trasformare la Banca d’Italia in una vera Banca Nazionale senza fini di lucro che finanzi questi progetti, e i soldi vanno trovati tagliando spese militari (bombardieri, sommergibili), tagliando tutte le missioni militari all’estero, cancellando opere inutili tipo TAV, eliminando le Province e i finanziamenti pubblici a politica e editoria, accorpando i Comuni con meno di cinquemila abitanti…
Certamente, per avere una svolta del genere ci vuole una classe politica totalmente nuova, credibile, capace di leggere l’infausto destino dell’Italia globalizzata e invasa da immigrati, capace di proporre a milioni di persone nuovi lavori, seri, moderni, in cui si possa vedere un futuro stabile sia per l’economia sia per le persone.

Vorrei fare un piccolo esempio per un settore che conosco abbastanza bene che è quello della pesca: noi, con oltre settemila km di costa, importiamo buona parte del pesce che consumiamo e a livello mondiale lo sforzo di pesca è così grande che le risorse ittiche si vanno esaurendo. Se vogliamo raggiungere l’autosufficienza in questo settore e ottenere il ripopolamento sono due i provvedimenti essenziali da prendere: l’abolizione della distruttiva pesca a strascico con distruzione incentivata del naviglio addetto, e la costituzione ogni 100 km di ampie aree marine protette e sorvegliate dove è vietata ogni tipo di pesca. In pochissimi anni la fauna ittica si riprodurrebbe in modo esponenziale e consentirebbe al piccolo naviglio costiero con reti da posta di pescare abbondantemente senza quegli enormi consumi di gasolio della pesca a strascico, consumi che vengono in buona parte pagati dallo stato perché senza queste integrazioni la pesca a strascico sarebbe fuori mercato.
Nell’isola di Ustica, in Sicilia, dove un progetto di protezione delle coste è operativo da tempo, i vantaggi per la piccola pesca sono evidenti, riconosciuti anche dai pescatori che in un primo tempo si stracciavano le vesti e accusavano i promotori del parco di volerli affamare.

Questo tipo di impostazione per risolvere i problemi dovrebbe essere la regola del governare, in tutti i settori, guardando le cose a lungo termine, tenendo conto della sostenibilità, non come oggi che si tutelano i profitti di pochi a danno dell’ambiente e dei piccoli operatori.
Una nuova politica deve parlare di questo, di come risolvere i problemi in ogni settore, con proposte serie, credibili, finanziabili, indicando quali sprechi tagliare, al fine di creare occupazione stabile, al fine di produrre beni essenziali per i consumi interni, e se l’Europa diventasse un ostacolo insormontabile a questa svolta, bisogna chiedere ai cittadini italiani, con un referendum, cosa pensano sia meglio per loro.
La realtà ci impone di immaginare un futuro incerto, in cui la nostra irresponsabile dipendenza dall’estero ci espone in pochi giorni, in caso di una guerra o di una crisi petrolifera, a uno scenario di freddo, buio, fame. Raggiungere una moderna autosufficienza nel settore energetico ed in quello agricolo attraverso un piano trentennale di riconversione e sviluppo è essenziale per guardare al futuro con concreto ottimismo, e i cittadini devono affidare il potere politico a chi propone progetti in questa direzione.

ADDIO SIGNORA THATCHER
Paolo De Gregorio

Il “liberismo” così caro alla Lady di ferro, in modo erroneo e strumentale è associato al concetto di libertà e di democrazia e, ancora oggi, nonostante i disastri dell’economia liberista globalizzata, viene considerato come l’unico sistema possibile.
Per sostenere la filosofia liberista la prima motivazione messa in campo è quella del disastro delle economie pianificate, in genere da regimi comunisti o dittatoriali, e quindi si ritiene che l’unica alternativa sia l’attuale sistema, di cui oggi fanno parte tutti i più forti paesi del mondo, Cina compresa.
Ma questo famoso “liberismo”, nella pratica politica della signora Thatcher, si tradusse semplicemente nell’affidare a speculatori e capitalisti privati settori tradizionalmente gestiti dallo Stato, dalla sanità alle ferrovie, aumentando il peso della classe capitalista, tagliando diritti acquisiti dai lavoratori, facendo scadere la qualità e la sicurezza dei servizi.
Più semplicemente il “liberismo” dà tutte le libertà alla classe capitalista e toglie alle masse lavoratrici diritti e ritmi di lavoro umani, ottenuti in tanti anni di lotte, offrendo solo lo status di schiavi salariati, precari, con una prospettiva di pensione sempre più irraggiungibile e misera.
Definire questo sistema economico “democrazia” è veramente una porcata, anche perché tutto il sistema mediatico che fabbrica il pensiero unico è in mano di singoli capitalisti o a gruppi multinazionali, che del resto hanno le mani sul gioco del calcio, sulla musica, sulla moda.
Il liberismo globale odierno ha come obiettivo il “governo mondiale” della economia, accentrando in poche mani il controllo delle materie prime, dei commerci, dei cereali, delle sementi, del petrolio, dell’oro, dei diamanti, obiettivi sostenuti dalla grandi banche d’affari e dallo strapotere militare americano, che è dietro ogni operazione neocolonialista camuffata da lotta al terrorismo o sostegno all’espandersi alla demokrazia.
Comunque questo SISTEMA, che sembra così potente e invincibile, presto dovrà fare i conti con una situazione globale in cui i ricchi sono pochi e sempre più ricchi, e masse sterminate di precari, disoccupati, operai con salari da fame, pensionati sotto il livello di povertà.
Siamo sull’orlo di un baratro sociale e ambientale in cui molte persone diventeranno pericolose perché non hanno nulla da perdere, perché non vedono un futuro, se non una vita da schiavi, e per di più precari.
Sia il liberismo che il comunismo, nella loro versione non teorica ma pratica, hanno in comune l’esigenza di avere grandi masse di schiavi salariati da comandare a bacchetta.
L’unica rivoluzione democratica è quella che prevede che tutte le merci possono essere prodotte da singoli, artigiani, famiglie, piccole cooperative, escludendo ogni forma di schiavitù salariata, da buttare nella pattumiera della Storia perché crea lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’umiliazione di chi deve solo obbedire, sistema da sostituire con l’unico modo umano di produrre che si basa sull’autogestione e sulla collaborazione di tipo cooperativo.
Nella nostra economia, in molti settori è già possibile sottrarsi alla schiavitù salariata, alla precarietà connessa al lavoro dipendente, e cercare collaborazione con persone capaci di lealtà, di dialogo, di impegno, di fare squadra, di dare e avere fiducia, di amicizia.
L’esatto contrario di ciò che si chiede ad un servo salariato: ossia la delazione, il crumiraggio, la gerarchia, la diffidenza, lo straordinario, la ruffianeria.
Il liberismo, dal punto di vista opposto a quello capitalista, si chiama autodeterminazione, autogestione, progetto di una vita diversa, di diversi valori, cultura tutta da costruire e da praticare.
Il thatcherismo oggi domina nel mondo e soltanto gli stupidi non si accorgono che questa logica sta creando disastri di grande portata, sociali e ambientali, e che bisogna proprio cambiare strada altrimenti la legge della giungla sostituirà queste fasulle democrazie.

DON PAOLO ANTONELLI

“La Thatcher ha distrutto l’industria manifatturiera inglese, odiava i minatori, le arti, gli Irish Freedom Fighters che lasciò morire. Odiava i poveri e non fece nulla per aiutarli, odiava Greenpeace e gli ambientalisti, fu l’unica leader politica che si oppose al divieto di commerciare l’avorio, non era spiritosa, non aveva calore umano e addirittura il suo stesso consiglio dei ministri la espulse. La Thatcher sarà ricordata con affetto solo da gente sentimentale che non ha sofferto sotto il suo governo, ma la maggioranza della classe lavoratrice inglese l’ha già dimenticata, e il popolo argentino festeggerà la sua morte. A dirla tutta, Thatcher è stata spaventosa e senza un briciolo di umanità!

PER QUELLI CHE: “NON RINNEGO IL PD, ANCHE SE MI RINNEGA”
Viviana Vivarelli

Continuo a soffrire per tanti amici piddini che stimo e che amo e vedo oppressi da sensi di colpa, offesi nelle loro idee politiche e nella loro coscienza, e, nonostante questo, attaccati alla loro fede di partito, sperando nella redenzione impossibile di un Pd che va sempre peggio in una deriva infinita che lo porta sempre più a destra ma che non riescono ad abbandonare, così come gli amanti traditi non riescono ad abbandonare la moglie fedifraga che li riempie di corna e li sputtana davanti al mondo ma che è e resta il loro primo grande amore, il sogno della loro vita.
Davvero, ci sono luoghi degli affetti (dell’insanità umana) che vincono ogni ragione. Come diceva Pascal: “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.
Quando uno, per anni e anni, si è costruito un monumento nel cuore a un partito che per lui è tutto: casa, amore, passione civile, speranza, futuro, sogno e certezza, ideologia e opera.. diventa difficilissimo staccarsi dall’illusione che è diventata carne e sangue di se stessi, perché è stata nutrita della nostra parte migliore così che, lasciando il partito, rinnegheremo anche quella.
Così è fisiologico che, anche quando ogni evidenza dimostra chiaramente che abbiamo costruito sulla sabbia, quella costruzione fatta di noi non possiamo rinnegarla.
Ma un partito è un partito, non può e non deve essere parte di noi oltre a un certo punto o ne saremo schiavi perdendo ogni libertà.
Certo, Ignazio Marino è una brava persona e anch’io nel Lazio voterei per lui (l’unica volta che ho votato per le primarie del Pd ho scelto Marino, sperando in una svolta interna del Pd, per poi capire che le segreterie vincono su tutto) ed è chiaro che, di fronte a un cinico arrivista come Alemanno, non avrei dubbi sulla mia scelta, ma una rondine non fa primavera e anche Marino ha sacrificato la sua onestà morale per chiudere gli occhi davanti alle magagne del Pd che non ha mai denunciato, e vorrei sapere cosa pensa, oggi, dell’abbraccio finale di Napolitano, Franceschini, Renzi e Bersani con Berlusconi, che conferma, senza più alcun pudore, quello che stiamo denunciando da 6 anni.

VIVA LA NONINO
Viviana Vivarelli

E non c’entra la salvaguardia della grappa. Stiamo parlando delle piccole e medie imprese italiane e di come alcune di loro, con eccezionale bravura e competenza, come la Nonino, siano state capaci di ritagliarsi una fetta di mercato, grazie a doti di incredibile capacità, malgrado le difficoltà enormi che vengono alle imprese italiane, e non certo, come pretendono i perversi media di regime, a causa di salari e stipendi troppo alti (i nostri sono ormai ai minimi europei) o a causa di bassa produttività dei lavoratori (i nostri lavoratori sono ai vertici della produttività Ue).
Se siamo sempre meno competitivi sul mercato mondiale ed europeo, la colpa non è come pretendono i bocconiani, i marchionnani o i servi dei partiti, per colpa dei sindacati o dei lavoratori o dell’articolo 18 e dello statuto del lavoro, la colpa è:

-delle tasse al 54% che sono le più alte del mondo

-della burocrazia farraginosa che ostacola le imprese italiane fino all’inverosimile e che ‘solo’ Prodi con Bassanini aveva cominciato a snellire,senza poi applicazioni effettive

-delle tangenti di partito e di mafia

-delle infrastrutture deboli e costose

-di bollette e spese per l’energia che sono inspiegabilmente le più alte d’Europa anche perché servono per scaricarci ogni sorta di tassa iniqua ed eterna

-di una corruzione politica che pesa per 189 miliardi sul Paese

-di europarlamentari che dormono invece di difendere il made in Italy

-delle banche italiane che non concedono crediti e che non sono sottoposte né a controlli né a regole, pur avendo goduto di ben 298 miliardi di fondi europei e di depenalizzazione fiscale (Monti) dei derivati, e che, in pratica, servono solo a: perdere soldi italiani in truffe, latrocini e speculazioni fallimentare, riciclare fondi neri, evadere le tasse e rimpinguare i conti dei politici che stanno ai loro vertici e ai vertici della fondazioni da cui esse dipendono.

CONCHITA E I POTERI OSCURI
Da un articolo di Francesco Borgonovo su byoblu

Sembra che Concita De Gregorio, su Repubblica, abbia scoperto l’acqua calda, per l’esattezza il club Bilderberg, di cui noi parliamo da anni, e che fu bocciato come ‘fantascienza’ da quel superlaureato e superesperto che è Oscar Giannino, il quale, anche dopo essersi ricoperto di cacca e aver detto boiate indicibili, grazie a cui ha preso 400.000 voti, è ancora visibile sul video, per la regola che la Tv conserva tutte le proprie merdate come fossero oro. Dunque, dice l’illuminata Conchita che Washington influenza la politica italiana e vuole anche scegliere chi mandare al Quirinale. Ma va? E lo scopre adesso? Concita ci spiega che il Club Bilderberg è una «associazione di finanzieri, banchieri, politici e uomini di Stato fondata nel ’54», i cui membri «si riuniscono ogni anno in un conclave a porte chiuse» e che «ai grandi gruppi economico-politici internazionali, alla finanza e dunque alla politica nordamericana interessa moltissimo chi governa, chi ha influenza in Europa e in Italia». L’ombra maligna degli Usa «parla la lingua dei banchieri, la sola lingua degli affari. E si affaccia sull’Italia dalla postazione mediterranea di Israele». Che sia mai questo il motivo per cui Berlusconi-Bonino voglio in Europa anche la Turchia ed Israele? Insomma esistono delle élite potentissime che ambiscono a governare l’Occidente in nome del profitto. E quindi non si fanno scrupolo a muovere le fila della politica globale, compresa quella italiana. Motivo per cui, se uno vuol comandare qui da noi, deve essere in qualche modo gradito a tali Signori Oscuri. Lo stesso Paolo Cirino Pomicino, grande esperto di scorciatoie per il potere, confessa: «Senza le credenziali degli americani e in specie delle grandi banche d’affari oggi nessuno può pensare di aspirare seriamente al Quirinale». Magari Conchita e Pomicino potrebbero dire anche chi sono i loro emissari: al Bilderberg sono passati Monti, Draghi, Padoa Schioppa, Siniscalco, Prodi, Lilli Gruber, Veltroni, Emma Bonino… Nell’entourage della potentissima banca d’affari Goldman Sachs sono transitati Prodi, Draghi, Monti, Gianni Letta.
Massimo D’Alema, invece, ha avuto un «rapporto che sarebbe durato nel tempo».
Quanto all’Aspen, «in Italia conta su Amato, Prodi e D’Alema».
La Trilateral «fondata da Rockefeller Monti l’ha presieduta fino al 2011; la frequentano la consulente per la politica estera di D’Alema Marta Dassù e di nuovo Enrico Letta, presente dappertutto…
Ma com’è che finora né l’Unità né Repubblica ci hanno mai esposto questi fatti? E come mai questi sono proprio i politici o i giornalisti che l’Unità o Repubblica hanno sempre incensato? E ora Conchita ci viene a dire che sono manovrati dagli americani per fare gli interessi della finanza?! Incredibile. E quando lo dicevamo noi era fantascienza?? ‘Guerre stellari’, diceva Giannino! Anzi, c’erano dei troll che ‘i poteri oscuri’ li mettevano sempre dietro Grillo??
E chissà se questi oscuri signori, che stanno dietro Napolitano, D’Alema, Bersani, Enrico Letta, Franceschini e company, e intendono dominare il mondo, schiacciano i diritti dei cittadini sotto i loro sporchi interessi sono anch’essi ‘fanatici moralizzatori della vita politica’ o non sono piuttosto totalmente onorati da quel caro Presidente che è Napolitano!?

LA GABANELLI QUERELATA DALL’ENI
Viviana Vivarelli

Il web è intasato di richiesto di supportare la Gabanelli di Report, querelata dall’ENI.
Da http://alfiosironi.wordpress.com/2013/04/09/bavagli/
“L’Eni, sesto gruppo petrolifero mondiale per giro di affari, con un atto di citazione di ben 145 pagine accusa Report di Milena Gabanelli di averne leso l’immagine per un’inchiesta del dicembre 2012. Cospicua la richiesta di risarcimento: 25 milioni di euro.
E’ un palese tentativo di intimidazione. Il termine tecnico è “querele temerarie,” un’azione di sbarramento compiuta nei confronti di un giornalista per dissuaderlo dal proseguire il suo filone di inchiesta. Report per anni s’è occupato del comportamento dell’Eni, e di molti altri, sul Delta del Niger, portandoci in tavola la dimenticata Africa sub-sahariana. Credo sia opportuno possa proseguire a farlo”.

Grillo chiede, tra le altre cose, la depenalizzazione della diffamazione, e ne comprendiamo i motivi. Ma personalmente non sono favorevole alla depenalizzazione una tantum di ogni tipo di informazione, soprattutto quando questa consiste nel diffondere notizie false e calunniose. Vorrei ricordate che, per quanto si possa stimare come onesto qualcuno, se sbaglia con dolo deve pagare e non può essere immunizzato dalla veridicità precedente, così come il guidatore più attento deve essere multato se fa infrazione.
Non posso entrare nel merito della querelle ENI- Gabanelli anche se mi balza all’occhio la sperequazione di forze tra i due attori. Però ho visto benissimo cosa è successo con il programma Report, e quella sua giornalista, Sabrina Giannini, che, col consenso della Gabanelli ha mandato in onda un servizio fazioso e menzognero “Gli insaziabili”, che costruì su Di Pietro una calunnia e un video spregevole in cui da una lunghissima intervista a Di Pietro si ritagliavano frammenti per costruirgli apposta una immagine imbarazzante, un servizio malevolo e falso che sostanzialmente ha affossato il suo partito, diffondendo notizie del tutto inventate (come i 64 appartamenti che in realtà erano particelle catastali, come un box, un passo carraio, un fienile, un porcile..) .
Io dico che la libertà di stampa va bene e l’uso della querela per imbavagliarla andrebbe punito duramente (altro che chiedere al reo solo il risarcimento preteso!), ma dico anche che per i giornalisti ci vorrebbe l’obbligo di un minimo di deontologia professionale. E assolutamente io, questo, sulla stampa italiana ormai ridotta a gossip e stalking impunito, non lo vedo!
Sul falso clamoroso su Di Pietro la Gabanelli non ha mai fatto retromarcia, non ha mai chiesto scusa, non ha mai cacciato la giornalista cialtrona, ma il risultato di questo servizio delinquenziale è stato eclatante: la distruzione di un intero partito e la sua scomparsa dall’arco parlamentare!
Ora che, a questo punto, ci sia anche chi chiede la Gabanelli president mi sembra ridicolo.
Ma qui, per difendere la libertà di parola, si pretende di arrivare all’elogio della diffamazione?

UNA SCELTA PER IL QUIRINALE: PIER CAMILLO DAVIGO

Un’ottima scelta per il Quirinale potrebbe essere Piercamillo Davigo
Ha fatto parte, nei primi anni 90, del pool Mani Pulite, insieme a Di Pietro, Borrelli, D’Ambrosio, Ilda Boccassini, Gherardo Colombo, Francesco Greco, Armando Spataro… È stato eletto nel parlamentino dell’Anm, nella corrente di “Magistratura Indipendente”. Successivamente è divenuto Consigliere della Corte d’Appello di Milano. Ricopre il ruolo di Giudice alla Corte Suprema di Cassazione dal 28 giugno 2005.

CITAZIONI DA PIER CAMILLO DAVIGO

All’estero ci vuole coraggio per commettere un reato, in Italia ci vuole coraggio per rimanere onesti. In Italia delinquere conviene.”
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L’Italia aveva così tanti ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro la irragionevole durata dei processi che, la Corte Europea, la quale aveva detto che più o meno un processo si doveva considerare di durata non ragionevole se dall’inizio alla sentenza di primo grado superava i 2 anni e mezzo, ha dovuto alzare questa valutazione a 3 anni perché lei non ce la faceva più a fare le sentenze in 2 anni e mezzo perché sommersa dai ricorsi provenienti dall’Italia. Questo spiega perché poi si infuriano con noi.”
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Lo Stato occidentale moderno si fonda sul principio della divisione dei poteri. La divisione dei poteri ha senso, se i dissensi tra i poteri sono fisiologici, perché se andassero sempre d’accordo non ci sarebbe bisogno della divisione dei poteri. Un po’ come i diritti di libertà. I diritti di libertà sono stati conferiti per poter parlar male di chi ha il potere, perché per parlar bene c’erano già i cortigiani.”
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Ma come mai il passante ferroviario di Milano costa il doppio di quello di Zurigo e dopo 20 anni non è ancora finito? E come mai dopo gli arresti i successivi appalti sono stati assegnati con un ribasso su base d’asta del 40% rispetto a prima? Dicevano che costava di più perché c’era la falda freatica alta… Si vede che gli arresti fanno abbassare la falda freatica!
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Quando circolano meno soldi nelle tasche, i cittadini s’indignano più facilmente “.
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Il problema non è tanto che ci sono duecentomila avvocati, è che aumentano di quindicimila l’anno. E siccome fanno gli avvocati per 40 anni, di media, quindicimila per quaranta fa seicentomila avvocati. Io non credo che il prodotto nazionale lordo di questo paese possa sopportare seicentomila avvocati, ma non m’illudo che una classe dirigente che non è venuta a capo della debole lobby dei tassisti possa venir a capo della ben più potente lobby degli avvocati.”
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Quando Cuccia, presidente di Mediobanca, venne intervistato dai giornalisti dopo aver deposto come persona informata sui fatti alla Procura di Ravenna, alla domanda di un giornalista se i bilanci della Ferruzzi Finanziaria fossero falsi, rispose: “Non ne ho mai visto uno che non lo fosse“.
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La differenza tra il cittadino e il suddito sta in questo: che al cittadino sono imposti pochi obblighi e pochi divieti, rispettati i quali è un uomo libero; il suddito è un soggetto a cui sono imposti milioni di obblighi e di divieti la cui violazione è abitualmente tollerata, ma se alza la testa gli fanno la lista di tutte le violazioni che ha fatto fino a quel momento.”
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http://masadaweb.org

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