Nuovo Masada

aprile 8, 2013

MASADA n° 1453 8-4-2013 SENZA GOVERNO

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Blog di Viviana Vivarelli

Storia della televisione italiana- Per chi questa televisione la difende e la vuole esattamente così – La comoda categoria dell’invidia – I 20 punti di Grillo – Gli 8 punti di Bersani- Il conflitto di interessi – Per chi si dichiara 5stelle ma vuole che il M5S intrallazzi con Bersani – La passerella di Bersani – I rischi aperti dalla crisi di Cipro – Aver votato il Governo Prodi – Grande manifestazione a Taranto contro l’Ilva- Monte dei Paschi di Siena e organi di controllo- Io no global – Nuove forme di rappresentanza

L’analfabeta politico

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico
Egli non sente, non parla, né s’interessa
degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante

e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali


Bertoldt Brecht

.
Italiano incazzato
“Votare la fiducia al PD significa condannare a morte il M5S.”

Guido di Pietro
“Nulla è più terribile dell’ignoranza attiva” (Goethe).
.
Viviana
La democrazia è una conquista non un regalo.
Ma questa è la prima volta che dei cittadini si mettono in marcia nell’Italia postbellica per conquistarsela. E’ ovvio che siano considerati nemici da chi vuole solo il potere
”.
..
“Il mondo è bello per ciò che ci metti, non per ciò che ci trovi”.

Non so cosa sia tutta questa paura di restare senza Governo. In Belgio sono stati senza Governo per 14 mesi, non è successo niente e hanno persino risanato il bilancio.
.
Dal web
“L’Italia è stata sempre governata da somari o maiali, non capisco perché ora si accaniscono contro un grillo.”
..
Lamberto manda:

Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro,
il macigno che ostruisce la vostra libertà,
che non dà spiragli alla vostra letizia,
che blocca la vostra pace.
Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla:
Coraggio!
Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi.
Coraggio, disoccupati.
Coraggio, giovani senza prospettive.
Coraggio, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati.
Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.
Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito,
che la debolezza ha infangato,

che la povertà morale ha avvilito […]
Auguri!
La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione.

don Tonino Bello
..
STORIA DELLE TELEVISIONE ITALIANA

La televisione nasce nel 1925 ma in Italia si diffonde a partire dal 1954, come strumento monopolistico gestito dallo Stato, che vieta ai privati il possesso di canali con un No deciso del Parlamento e della Corte Costituzionale fino al 1974. Quando poi l’Italia apre ai canali privati, la legge Mammì limita a tre il possesso di più di tre canali tv. Dopo la liberalizzazione delle frequenze, per sentenza della Corte Costituzionale nel 1976, nascono centinaia di emittenti locali, tra cui primeggia il gruppo Fininvest (nata con Canale 5 e il simbolo del biscione), fondata da Berlusconi nel 1978. Nel 1984 Berlusconi unisce 3 reti: Canale 5, Italia 1 e Rete 4, che conquistano il 40% degli ascolti, senza canone, ma finanziandosi con la pubblicità.
La concessione Publitalia, che gestisce la pubblicità diventa leader in Italia, mentre la società Media shopping dal 2004 ha il primato delle televendite ed è presente in 900 punti vendita italiani, tra cui Carrefour, Iper e Autogrill.
Nel 93 nasce il gruppo Mediaset.
Nel 94 Berlusconi si dimette dalle cariche in Fininvest, lasciandone la guida a Fedele Confalonieri per fondare Forza Italia. E abbiamo di colpo il primo Governo Berlusconi, che, sconosciuto fino allora, conquista di colpo 61 seggi su 61 in una Sicilia dominata dalla mafia.
Nel 1995 Fininvest si apre a investitori stranieri, tra cui l’imprenditore tedesco Leo Kirch, il principe saudita Al-Walid bin Talal e Johann Rupert (Cartier e marchi di lusso). Nel 1996 entra in Borsa, raccogliendo ben 300.000 azionisti. Due anni dopo rifiuta l’offerta del magnate australiano Rupert Murdoch, intenzionato a rilevare Mediaset per 7.000 miliardi di Lire e i due resteranno sempre nemici. Nel 2000 il titolo arriva al suo massimo storico di 52.000 Lire ad azione (circa 27 €). Nel 2005 entra a far parte anche del mercato finanziario statunitense avendo come banca depositaria la Jp Morgan Chase.
Ma questo impero non sarebbe mai nato senza la politica.
-Prima di tutto i soldi del primo soggetto politico italiano: LA MAFIA, e in particolare, inizialmente, a sentire la polizia elvetica, i soldi neri provenienti dai traffici della mafia col narcotraffico colombiano.


(La cosa curiosa è che questa intervista fu commissionata dalla Lega, che, nei suoi primi momenti, attaccava con accuse giuste Berlusconi, accuse che poi si rimangiò, appena Bossi capì che era più conveniente, per il suo potere, allearsi con lui, perché la Lega mai si sarebbe allargata al Sud e aveva la sua roccaforte in Lombardia, mentre Berlusconi aveva al Sud i suoi amici delle mafia e della camorra.)
Fu la mafia che, mediante la banca Rasini dove lavorava il padre di Berlusconi, dette materialmente al giovane e squattrinato figliolo il grosso pacchetto di soldi sporchi che lui riciclò prima creando un impero immobiliare e poi creando un impero televisivo, basato sulla pubblicità, utilissimo in politica, e anche un impero assicurativo e bancario. Fu la mafia, sempre contattata e patteggiata col tramite dell’amico Dell’Utri, a fargli avere i 61 seggi su 61 in Sicilia, nella sua discesa in campo e a far vincere a lui, perfetto sconosciuto senza insediamenti sul territorio, il primo Governo del Paese.
Tra il 1975 e il 1978 Berlusconi fondò ben 22 holding con soldi misteriosi provenienti dalla Svizzera per quasi 94 miliardi di lire dell’epoca. Interrogato in sede giudiziaria dal pm Ingroia, B si avvalse della possibilità di non rispondere e le banche svizzere tennero la bocca cucita dal segreto bancario, per cui non fu possibile accedere alle identità di chi investiva su B. (Gli USA avrebbero corrotto un funzionario svizzero come hanno fatto per i loro fondi neri, ma qui nessuno ha mai avuto l’intenzione di scoprire nulla. L’omertà tra dx e sx è sempre stata totale). Al tempo in cui il padre di B era procuratore generale della Banca Rasini, questa entrò in rapporti d’affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d’amministrazione figuravano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, presidente dello IOR, la banca del Vaticano. Secondo Sindona e alcuni pentiti, la Banca Rasini era coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa (il che spiegherebbe la grossa presenza di finanziatori svizzeri nei primi anni di attività di B). Ma è interessante vedere come i piani sporchi di mafia, Vaticano e P2 si sono intrecciati. Nel 99 il vicedirettore della banca d’Italia a Palermo, Giuffrida, sostenne che poteva provare la provenienza mafiosa di 113 miliardi di lire dei fondi Fininvest, ma tutto fu fatto morire per scadenza dei termini, come tante indagini su B.

Nel 1977 un ex funzionario DC, Cartotto,mandò a Donat-Cattin una lettera sollecitando la nomina a Cavaliere del lavoro per Berlusconi. La lettera, oggi è spassosa e dice testuale “Il dottor Berlusconi è un uomo di una proverbiale ‘riservatezza’: sono pochissimi fra gli stessi abitanti delle sue città a conoscerlo. Amico ‘personale’ di Agnelli, Ursini, Merzagora, Borghi e Fabbri, stimato presso tutti gli ambienti finanziari e nell’ambiente bancario, è un lavoratore infaticabile.. ecc.”

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-il-testo-spassoso-della-folle-lettera-che-nel-1977-b-scrisse-in-terza-41808.htm

Così, a 41 anni, Berlusconi diventa il più giovane Cavaliere del lavoro d’Italia, insignito da Leone.

-Il 2° soggetto politico che aiutò B fu Craxi. E’ Craxi che dà a B il diritto di trasmettere su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo le parole di Travaglio: “E’ chiara la devozione di Mediaset al suo santo protettore: senza Craxi, B non sarebbe dov’è, Mediaset non sarebbe lì visto che è sopravvissuta alle varie violazioni di legge che prima Fininvest e poi Mediaset hanno perpetrato in barba alle normative nazionali, europee, alla Corte Costituzionale, ecc. Grazie al padrinaggio di Craxi e poi al padrinaggio dello stesso Berlusconi che poi è andato in politica a sostituirlo. Si comprende la ragione per cui Mediaset e Fininvest e il mondo berlusconiano sono così affezionati allo scomparso leader pregiudicato e latitante.”
E’ grazie a Craxi che nasce Mediaset che si mette in concorrenza con la Rai e si quota in Borsa dal 1996 con un fatturato annuale, oggi, di 4 miliardi di euro. E’ controllata da Fininvest, proprietà di Berlusconi e famiglia, impresa multinazionale con filiali in Spagna e Francia e partecipazioni in 40 società in vari Stati, 64.000 dipendenti, 1° gruppo privato in Italia, 2° gruppo privato d’Europa e uno dei più ricchi a livello mondiale. Da 1994 il presidente di Mediaset è Fedele Confalonieri.
La Fininvest (insieme di tutte le proprietà di Berlusconi) è una delle più importanti holding finanziarie italiane.

-Infine fu la DISCESA IN POLITICA dello stesso Berlusconi, che con la sua attività di governo, stravolse le leggi processuali e penali per non finire in carcere e per dare alle sue aziende profitti giganteschi, favorendo anche con lo scudo fiscale il rientro dei propri capitali sporchi, dalla Svizzera, capitali sporchi che del resto Fininvest ha tutt’ora sparsi su ben 63 paradisi fiscali e che speriamo possano ora emergere in parte nell’inchiesta Offshore leaks, che dovrebbe svelare 200 maxievasori italiani che hanno portato soldi neri alle Caiman. Ma se Monti e soci riserveranno loro lo stesso trattamento di favore che hanno avuto con gli evasori in Svizzera dubitiamo che ne possa uscire qualcosa.

-Non dimentichiamo l’altro onnipresente soggetto politico italiano: IL VATICANO. Sempre certo fu l’appoggio a Berlusconi della CEI, che vide in lui l’oppositore sicuro contro il comunismo e un alleato che poteva finanziarlo lautamente (vd i regali di Tremonti con l’8 per mille, di quasi un miliardo l’anno, più esenzione di Ici, Imu, Iperf…e bollette varie), come un legislatore che poteva sostenere il suo progetto integralista di gestione dei cittadini attraverso la sessualità, la fecondazione, la gestione delle malattie terminali e il controllo della famiglia, limiti integralisti per cui siamo stati ributtati nel Medioevo, contro i diritti civili riconosciuti in ogni Paese europeo, per cui il Vaticano chiuse sempre gli occhi sulle nefandezze di Berlusconi, garantendogli un bel bacino di voti.

-Dietro a questi scenari palesi, ci fu sempre l’appoggio occulto della P2, di cui nel ventennio berlusconiano si perse persino la parola. Della P2 Berlusconi fu fruitore, risultando, come disse Licio Gelli, il miglior esecutore del progetto di golpe contro la democrazia attuato violentando e svuotando gli stessi strumenti democratici e anzi Berlusconi ci aggiunse di suo la grande intuizione dell’importanza dalla televisione come strumento politico e immorale di coartazione mentale per trasformare gli elettori in ‘consumatori’, con un costante e progressivo svuotamento delle coscienza e ‘pavlizzazzione’ dei cervelli.
Fu sempre la P2 che fece ottenere a B enormi crediti dalle banche, e questo era dichiarato addirittura nella relazione sulla P2 di Tina Anselmi del 1982 (prima e ultima inchiesta parlamentare sulla P2), che disse chiaramente che Berlusconi, appartenente alla Loggia, aveva avuto appoggi e finanziamenti da banche “al di là di ogni merito creditizio”, solo perché a capo di queste banche c’erano membri della P2 (se lo ricordino le PMI e i privati che si vedono rifiutare piccoli crediti!).
Ricordiamo che alla P2 sono stati attribuiti vari crimini, oltre al cospirazionismo politico per assumere il controllo dell’Italia, come la strage dell’Italicus, la strage di Bologna, lo scandalo del Banco Ambrosiano, l’assassinio di Roberto Calvi, il depistaggio sul rapimento di Moro, l’assassinio Pecorelli e parte di Tangentopoli. Ricordiamo che fu sempre ammanicata con parte del Vaticano e con la mafia, con parecchi capi dell’esercito e coi servizi segreti. Berlusconi si affiliò col numero 1816 e divenne ben presto ‘l’esecutore’ del Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, golpe da attuarsi dentro e contro lo Stato democratico, usando le stesse strutture e istituzioni della democrazia. Al piano di Gelli, Berlusconi aggiunse, con trovata geniale, l’uso manipolativo della televisione, mezzo che Gelli non aveva preso in considerazione.

-Infine a questo quadro di POTERI OCCULTI: MAFIA, VATICANO, CRAXI, P2, BANCHE CORROTTE, dobbiamo aggiungere il costante appoggio parlamentare e sui media di un centrosinistra meschino e fallito, in cui i DS poi PD, per 20 anni, di cui 8 di Governo, non fecero mai una vera opposizione a Berlusconi, aiutandolo in vari modi: chiusero gli occhi quando lui entrò in politica per quanto una legge precisa, la 361 del 1957, stabilisse l’ineleggibilità dei titolari di televisioni e giornali. Ma il csx non volle applicarla, come non volle mai, nei suoi 8 anni di governo, fare una seria legge contro il conflitto di interessi o contro la corruzione. Del resto, fu palese la dichiarazione in pieno Parlamento di Violante che disse che “Gli abbiamo regalato le televisioni, non ci è riconoscente”.

E che proprio uno come Violante, che aveva sdoganato i repubblichini, garantito a Berlusconi il monopolio televisivo (in quanto poi grazie sempre al Pd, Berlusconi si allargò anche sulla Rai, nell’assenza assoluta di qualsiasi garante serio e onesto, sempre del Pd, perché, se c’era, dormiva), e che aveva addirittura scritto delle leggi a favore di Berlusconi, venisse scelto come ‘saggio’ assieme al berlusconiano Quagliarello è un vero insulto che Bersani ha scagliato contro l’etica e il buon gusto di questo Paese. A questo consistente aiuto, si aggiunge che i Ds, poi Pd, garantirono sempre a Berlusconi (e chiediamoci in cambio di che?) opportune assenze (persino sulla scudo fiscale, che D’Alema reputò ‘poco interessante’), per cui, malgrado la scarsa propensione dei berlusconiani a stare in aula, ben 3.500 tra leggi ed emendamenti a favore di Berlusconi passarono “per pochissimi voti”, moltissimi per 5 o 6, grazie alle assenza massicce “di favore” del Pd che disertava letteralmente le aule per permettere alle leggi di Berlusconi di passare. Lo scudo fiscale passò per 20 voti, con 23 assenze nel Pd.
E che ora proprio ‘questo’ Pd pretenda di governare a forza, chiedendo con insulti e minacce al M5S una alleanza, e che metà di esso, con Renzi in testa, voglia ‘allearsi’ con Berlusconi, e, in nome di questa ‘ Santa Alleanza’, aggredisca il M5S come in 20 anni contro Berlusconi, esecutore di mafia, P2, politica sporca e Vaticano, non ha fatto mai, è molto più che folle! E’ TURPE E VERGOGNOSO!! E’ INDECENTE!! E’ CRIMINALE!!

PER CHI QUESTA TELEVISIONE LA DIFENDE
VV

Il Pd la televisione italiana l’ha regalata, permettendo che si creasse la grande mucca da cui viene un latte buonissimo che deve narcotizzare tutti quanti!
Forse non è vero che siamo scesi al 57° posto nella libertà di stampa, posizionandoci dopo il Niger, uscendo totalmente dal quadro europeo per situarci nel terzo mondo?
Forse non è vero che i politici, da Berlusconi a D’Alema, hanno combattuto la libertà di informazione a colpi di querele milionarie, attaccando e cacciando dalla tv persino la satira o chi osasse anche dire una barzelletta contro di loro?
Forse non è vero che da 6 anni tutti i media con una voce sola hanno attaccato e attaccano tutt’ora il M5S, costantemente, continuamente, ossessivamente, oltre ogni limite di noia e di nausea, di fobia persino, con insulti, calunnie e una campagna di aggressione sistematica senza contraddittorio né difesa alcuna?
Forse non è vero che in tutti questi anni non si è mai saputo nulla dello Ior, della P2, dei patti Stato-Mafia, dei pizzini di Provenzano, dei paradisi fiscali, dei fondi neri in Svizzera, dei 20 miliardi di fondi europei spariti in Calabria o dei 98 miliardi evasi dalle slot machine, o dei patti occulti tra Berlusconi e Pd o di quelli altrettanto occulti tra Bersani e la Merkel o tra Bersani e la Goldman Sachs o tra Enrico Letta e il club Bilderberg? Anzi non è vero che in tutti questi ridicoli e insulsi talk show ce ne fosse mai stato uno che parla del Bilderberg, o della Fed, o dei movimenti europei antieuro, o del predominio della finanza mondiale o dei danni fatti dai derivati, o nominasse, così per caso la parola “democrazia diretta”? Forse non è vero che Finmeccanica sul Monte dei Paschi di Siena la televisione non dice parola o dice parole oscure e confuse?
Ma non sarà che qualcuno neghi ostinatamente qualunque informazione che abbia anche di lontano il sapore della verità e accusi questa classe politica??

LA COMODA CATEGORIA DELL’INVIDIA
Viviana Vivarelli

Berlusconi liquidava gli avversari dicendo che erano dominati dall’invidia, ma invidia di chi? Di un uomo che aveva ammucchiato una ricchezza spaventosa alleandosi a dei criminali? Di uno che era dominato da pulsioni da satiro patologiche che lo costringevano a vivere in un continuo bordello nell’incapacità sia di amare che di capire il valore di una famiglia? Di un vanesio, vittima di un narcisismo grottesco che lo ha reso ridicolo agli occhi del mondo? Di un bugiardo mitomane incapace di confermare dopo un’ora quello che dichiarava? In ultima analisi, di un pazzo maniaco con tendenze criminali chiuso in un gorgo senza fine e sputtanato agli occhi del mondo intero?

Analogamente alcuni piddini, con una fantasia davvero scarsa, si stanno inventando che i 5stelle siano vittime di “rancore e invidia sociale”!?
Davvero stravagante, visto che scambiano precise accuse alla classe più corrotta d’Europa per “rancore e invidia”!! Ma invidia di che? Di partiti che riscuotono il 2% di consensi tra gli elettori? Di gruppi di inetti abbarbicati al potere che hanno perso milioni di voti mostrando che il loro trend è solo quelli dei perdenti? Di politici la cui unica innovazione è di mettersi più a destra possibile persino di Berlusconi, facendo regredire il nostro Paese con belle pensate come l’azzeramento dello stato sociale, la sanità tutta privata, le tasse più alte del mondo, i tagli lineari sempre sui cittadini stremati e mai sulla casta, l’annientamento dei diritti dei lavoratori, le opere pubbliche inutili ma sciagurate, la pensione a 75 anni, gli esodati, i 45 miliardi in caccia difettosi? Quelli che accettano di servire un’alta finanza ladra e assassina pur di non perdere la poltrona? Sarebbero queste le “alte” doti di Renzi o di Bersani o Franceschini o Letta che noi dovremmo “invidiare”??? E sarebbe il fatto che il M5S abbia conquistato quasi 9 milioni di elettori, predicando il contrario, che li riempirebbe di rancore??
Il rancore è il risentimento che si ha verso qualcuno che ci ha fatto un torto personale.
Forse i cosiddetti ‘invidiosi’ sono invece quelli che fanno una guerra a chi ha assassinato l’Italia. Ma avreste detto che i partigiano avevano “del rancore” verso i fascisti e i Tedeschi??

I PIDDIOTI DICONO CHE I 5STELLE SONO ‘ATTACCATI AL PASSATO’
vv

Questo può dirlo solo chi gli occhi li ha sempre tenuti ostinatamente chiusi sia sul passato che sul presente, accecata dalla faziosità e dal fanatismo.
E’ davvero insensato rifiutarsi di capire che quelli che in questo preciso momento coloro che pretendono di avere ancora il Governo sono precisamente gli stessi che per 20 anni lo hanno distrutto, facendo pervicacemente sempre e solo i loro interessi d’impresa, di poltrona o di bottega.
Pd e Pdl non intendono in nessun modo perdere quel potere di cui hanno costantemente abusato per ben 20 anni e sopra cui tengono arpionati gli artigli ancor oggi. Ed è comico dice che non costruisce futuro proprio all’UNICO Movimento in Europa che non solo è proiettato sul futuro ma ne ha una immagine bellissima dentro il cuore e nella volontà attiva, per il bene di tutti, e non di qualche azienda, poltrona o bottega, una visione che non è valida per un partito, una setta o una appartenenza soltanto, ma che potrebbe rivoluzionare il progetto della DEMOCRAZIA nell’intero mondo.

L’APPARTENENZA
Giorgio Gaber

L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell’amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.

L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l’abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L’appartenenza
è un’esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

I 20 PUNTI DI GRILLO
Viviana Vivarelli

Quando si criticano i 5stelle dicendo che non hanno presentato nessuna richiesta in Parlamento, si dimentica che il M5S è entrato in Parlamento con una richiesta programmatica iniziale molto precisa in 20 punti, cose condivisibili, che facevano bene al Paese, molto nette, che avrebbero dato uno scatto di democrazia all’Italia intera.
Nessun giornale o tg li ha riportati. Silenzio assoluto. Bersani li ha ignorati. Persino alcuni 5stelle, suggestionati dai media, hanno continuato a ripetere che il M5S non chiedeva nulla, per quanto ciò fosse falso. I 20 punti erano questi, condizione per saggiare la serietà di Bersani, che chiedeva un appoggio a occhi chiusi, come una cambiale in bianco.

-Reddito di cittadinanza
-Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
-Legge anticorruzione
-Informatizzazione e semplificazione dello Stato
-Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
-Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
-Referendum propositivo e senza quorum
-Referendum sulla permanenza nell’euro
-Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
-Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
-Elezione diretta dei parlamentari alla camera e al senato
-Massimo di due mandati elettivi
-Legge sul conflitto di interessi
-Ripristino dei fondi tagliati alla sanità e alla scuola pubblica
-Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
-Accesso gratuito alla rete per cittadinanza
-Abolizione dell’Imu sulla prima casa
-Non pignorabilità della prima casa
-Eliminazione delle Province
-Abolizione di Equitalia

A queste richieste precise, Bersani ha risposto con 8 punti in cui in pratica ripeteva il generico programma elettorale del Pd, quello con cui hanno perso 3 milioni e mezzo di voti, chiacchiere fumose e insoddisfacenti, dove c’era ammassato un po’ di tutto caoticamente come certi programmi elettorali, ma che di preciso non diceva nulla e non si impegnava a dare risposte precise a domande precise e in cui era chiaro l’intento di continuare a fare come prima.

vedi http://news.panorama.it/politica/otto-punti-bersani

Travaglio ha preso e distrutto uno di 8 punti di Bersani, un punto molto importante dove Bersani diceva di voler fare una legge contro il conflitto di interessi “riprendendo la legge Frattini, costruita abilmente dallo stesso Berlusconi e con cui il Cavaliere beffa lo Stato e mantiene tutto il suo potere”. E se non è una truffa questa, non so proprio cosa lo sia.

http://www.dailymotion.com/video/xy1tcu_marco-travaglio-distrugge-gli-8-punti-di-bersani_news#.UWFXt1fdA4g

Dov’è che Bersani ha risposto seriamente su uno solo dei 20 punti di Grillo?
Bersani quei punti non li ha nemmeno letti
Non ha fatto che ripresentare le sue generiche promesse elettorali, che sono come se Berlusconi ripresentasse il suo programma sempre uguale da 16 anni e mai realizzato,o la Lega parlasse di secessione o di lotta a Roma ladrona: FUFFA!
Ha ragione Travaglio quando parla di punti ‘penosi’ e di ‘brodino.
Che le proposte di Bersani siano ‘nebulose’ lo hanno detto tutti, meno i cloni piddini, ipnotizzati dalla appartenenza al punto da non capire le cose evidenti e ripetute da 6 anni.
Qual’è il punto fondamentale delle richieste del M5S per bonificare la Casta?
IL CONFLITTO DI INTERESSI,
il fatto che in Italia, a differenza di qualunque Paese civile, i politici stanno dappertutto, nelle banche, nelle fondazioni, nelle authority, nella Rai, negli organi di controllo e negli organi controllati…
Sul conflitto di interessi, Bersani è andato a rispolverare la vecchia e inutile legge di Frattini, costruita nel 1994 per tutelare gli interessi di Berlusconi, per cui il conflitto di interessi non vale per i parlamentari, e con quella Berlusconi entra tranquillamente in Parlamento senza stop alcuno, quando sarebbe bastato applicare la già esistente legge n°361 del 1957,che stabilisce l’ineleggibilità di chi è titolare di concessioni statali, come avviene in tutta Europa. Ma perché Bersani questa legge la ignora?
Berlusconi vuole questa truffa che si è inventato del blind trust. E Bersani gliela concede. E’ talmente limitativa che permetterebbe a Berlusconi di entrare in Parlamento, di essere eletto anche a cariche superiori e di continuare a manipolare il consenso con le sue televisioni esattamente come adesso.
E’ chiaro che questa è una boiata che prova una volta di più l’inciucio di Bersani con Berlusconi, lo stesso inciucio che va avanti da 20 anni e per cui Violante si vantò in Parlamento di aver regalato le televisioni a Berlusconi.
Ma ci prendono proprio per scemi?
.
Dopo aver indicato 8 punti molto vaghi e fumosi di nessuna attendibilità e serietà, Bersani continua a ripetere che il M5S deve piegarsi a una alleanza con lui “PER IL BENE DEL PAESE”!!
Evidentemente pensa di poter fare lo scouting non su pochi senatori o deputati ma sull’intero gruppo di 163 parlamentari del M5S, come se fossimo uno stock a saldo di fine stagione.
Ora io chiedo:
ma quando il Pd inciuciava con Berlusconi regalandogli le frequenze, disattendeva la legge che vietava a proprietari di tv di candidarsi, evitando con cura il conflitto di interessi, gli faceva un’opposizione morbida e consenziente, permettendogli di votare per pochissimi voti ben 4.500 tra leggi ed emendamenti regalandogli opportune assenze, perfino sullo scudo fiscale, o gli sdoganava i repubblichini, o dimenticava sistematicamente di emendare il porcellum, e poi votava tutte le leggi infami di Monti e della Fornero, i 45 miliardi del generale De Paola sui cacciabombardieri difettosi, i 390.000 esodati, i 4 miliardi al Monte dei Paschi di Siena, lo strozzamento delle pensioni, le tasse al 54%, i tagli infami sulla sanità e sulla scuola, i tagli persino sui malati di SLA, l’IMU, la famigerata legge del pareggio del bilancio, le leggi su Equitalia, le grandi opere scellerate finalizzate solo agli interessi delle Coop come la Tav in Valsusa, o dava la sua approvazione al sistema Marchionne….dove stava, allora, il famoso BENE DEL PAESE?

RISPONDO A MARIAPIA CAPORUSCIO COME AD ALTRI PRESUNTI 5STELLE CHE INSISTONO A DIRE CHE IL M5S DOVEVA ENTRARE NEL GOVERNO CON BERSANI E DA LI’ CAMBIARE LE COSE

Cara Mariapia, come disse Aristotele a Platone, cara mi fu la tua amicizia, ma più cara mi è la verità. E certi discorsi illusori, tuoi come di altri, sono al di là della mia comprensione.
Il M5S è caratterizzato da pochissimi punti.
Ora non è il numero dei caratteri che conta ma la loro qualità.
I pochissimi punti del M5S di qualità ne hanno molta e sono di totale rivoluzione culturale, sociale e politica, e i veri 5stelle non sono disposti ad abbandonarne nemmeno uno, perché il loro abbandono significa la fine di tutto e non hanno lottato per 6 anni per un sogno per poi buttarlo via.
Il 1° di questi punti parte dalla constatazione storica che l’Italia è andata in crisi a causa della sua classe politica, la più corrotta d’Europa e, se si vuol fare una vera e reale rivoluzione culturale, si deve rovesciare questa classe politica corrotta e cambiare tutte le leggi con cui hanno puntellato il loro potere.
Visto che la Lega ormai è al lumicino, i 2 partiti caporioni di questa Casta corrotta sono Pd e Pdl che per 20 anni hanno marciato insieme usando una presunta rivalità solo per gli sciocchi, che hanno votato l’uno perché non vincesse l’altro, mentre le due segreterie inciuciavano, cioè intrallazzavano insieme, per spartirsi il potere da bravi compari.
A questi due partiti è addebitata l’involuzione del nostro Paese, la sua crisi, la sua recessione, la sofferenza di tante persone e famiglie, la cancellazione di futuro per tanti giovani, 1000 aziende fallite al giorno e 500 disperati che si sono già tolti la vita.
Se si vuole davvero cambiare le cose, non esiste ragione logica al mondo per cui si possa accettare di allearsi all’uno o all’altro di questi criminali, perché contro di loro non si dovrebbe aprire una alleanza ma un tribunale di Norimberga per la ‘distruzione concertata di un Paese’.
Ma chi queste cose non vuole vederle perché è troppo attaccato visceralmente col Pd e non riesce a vederne limiti ed errori, voti Pd, faccia il tifo per il Pd, sostenga il Pd, la responsabilità è tutta sua, ma si tolga dal M5S, perché con esso non ha nulla a che fare!
Chi invece ha scelto veramente di cambiare le cose in Italia e di costruire un futuro migliore, non faccia discorsi che distruggono i capisaldi del Movimento, tentando di farlo diventare un partito come tutti che intrallazza con tutti per meri interessi di potere!
Ed è semplicemente insensato e anche disonesto, a questo punto, camuffare questo hara kiri per “diversità di opinione”.

I RISCHI APERTI DALLA CRISI DI CIPRO
Viviana Vivarelli

Capisco la necessità di rassicurare i correntisti europei perché, se davvero si diffondesse il panico di una sottrazione coatta dei conti correnti ci sarebbe la corsa a ritirare i soldi, in primis in Italia, e l’Italia davvero fallirebbe come l’Argentina o come l’America del 29, per il semplice motivo che le banche non hanno più, materialmente, i soldi che abbiamo loro versato e sarebbero nell’impossibilità di renderceli. Il sistema si regge solo sul fatto che noi quei soldi non li chiediamo.
Per ora il sistema è salvo. Ma per quanto?
Non possiamo illuderci. Per alcuni giorni il pericolo di una sottrazione coatta ordinata dalla Germania, che aveva parecchi evasori che avevano rimpiattato i loro soldi neri a Cipro, c’è stata. E abbiamo visto tutti che il pericolo di un furto secco dall’alto anche sui conti correnti sotto i 100.000 euro c’è stato. E abbiamo visto anche che la Bce ha subito dato manforte alla Germania, perché i suoi evasori non perdessero i loro capitali e le banche cipriote non fallissero, facendo pagare il costo dei loro malfatti ai cittadini di Cipro.
Io chiedo se è giusto questo.
Come sempre, si è ripetuto il solito schema: le banche fanno quello che vogliono senza alcun controllo o regola, come ha fatto il MPS, ma come fanno poi tutte; in caso di crack i poteri alti dell’Ue intervengono, ma sempre per salvare le banche colpevoli e penalizzare i cittadini innocenti.
E queste due cose preoccupano.
Al momento su Cipro è stata messa una toppa. I Paesi europei hanno tirato un sospiro di sollievo. Ma per quanto varrà? E cosa accadrà al prossimo crack? Quale sarà il prossimo Paese a rischio? E di nuovo dovremo vedere la Bce che accorre in aiuto a chi ha fallato e ancora una volta penalizza i cittadini innocenti?
Difficile negare ormai che questa Unione europea non sia altro che un’Unione per proteggere le banche. Ma chi protegge i cittadini dai reati delle banche? Dalle speculazioni della Borsa? Dalle truffe delle agenzie di rating? Dallo strapotere degli organismi sovranazionali?
E’ democrazia questa? O è una bancocrazia?
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A causa della sua tassazione molto bassa, Cipro era considerata un comodo paradiso fiscale dalla mafia russa e da molti Tedeschi disonesti che avevano rimpiattato là i loro capitali. Persino quel grezzo di Bossi aveva nascosto a Cipro parte del bottino raccattato dalle casse della Lega, su consiglio, sembra, di due della ‘ndrangheta, che di fondi neri se ne intendevano.
La domanda è:
come mai tutti i Governi dell’Occidente, Usa in testa, mostrano a parole di voler colpire i capitali di origine criminale o l’evasione fiscale, poi i vari G8, G20 si succedono senza che mai, mai una sola volta, ci sia una volontà seria di attaccare proprio i paradisi fiscali che danno tanti aiuto ai malfattori e agli evasori?
E come mai nell’attuale circostanza, in cui proprio i capitali sporchi nascosti a Cipro rischiavano di andare persi a causa del fallimento delle banche di un paradiso fiscale, la cara Europa, la cara Bce e la così onesta Germania, hanno pensato solo a salvare evasori e malfattori, ma non hanno pensato minimamente a colpire l’esistenza intrinseca di questi luoghi o a mettere le mani addosso a chi i capitali neri li aveva creati?
Sarebbe come se il bottino di una banda di ladri venisse esposto a un rischio e la polizia si preoccupasse non tanto di acciuffare i ladri, avendoli individuati, ma di salvare il bottino affinché i poveri ladri e i loro ricettatori non subissero danni, e per fare questo facesse un raid delle case degli onesti per derubarli e coprire il danno dei ladri e dei ricettatori.
Qualcuno mi spiega questo mistero?

MONTE DEI PASCHI DI SIENA E ORGANI DI CONTROLLO
Erennia

Possibile che gli organi di controllo preposti non si siano accorti di nulla? Sono anni che si parla di scandali finanziari, banche, vicende tra il giallo ed il noir, ma nessuno indaga, Banca D’Italia, Consob, Ministero del Tesoro, tutti come Morfeo?
I titolari e responsabili al vertice di questi Enti, come le tre scimmiette, non vedono, non sentono, non parlano; incredibilmente però crescono in carriera, accumulando incarichi premianti, nessuna denuncia, nessun contrasto, proprio come nel proverbio popolare che recita: “Cane non morde cane”.
Per i Politici avere un banchiere per amico significa avere il viatico per agevolazioni economiche e fortune politiche e viceversa, come in simbiosi per un banchiere è utile avere i Politici come amici.
In questa osmosi di consorterie e consociativismo le banche (risparmiatori) vengono spremuti e prosciugati fino all’inevitabile fallimento.
Però esiste il “IL DOGMA” che le banche non possono fallire, allora il politico ricorre a nuove tasse (IMU) per ripianare i debiti frutto di giochi finanziari e ruberie, così il cittadino- risparmiatore viene doppiamente fregato-ovvero cornuto e mazziato, proprio da quel partito che riteneva difensore dei cittadini più deboli.
La Gran fiducia dei cittadini negli inquirenti e nella magistratura è ben riposta? a che punto è l’inchiesta? i risultati? il giornalismo d’inchiesta dov’è? esiste la giustizia giusta in Italia? La Costituzione viene rispettata? esiste la certezza della pena?
In altre inchieste si sono utilizzati dei mezzi investigativi e tecnologici importanti, vengono utilizzati anche in questa inchiesta?
I disonesti devono pagare i reati con la galera senza referenzialità, per questi odiosi, asociali danni fatti alla comunità, intanto gli onesti soccombono con il suicidio, per colpa di questi bastardi squali.

LA PASSERELLA DI BERSANI
Viviana Vivarelli

Bersani è su un ponte strettissimo, sospeso nel vuoto. E’ sorpassato, come lo è anche Renzi. Il trend introdotto energicamente da Grillo è il rifiuto popolare degli uomini di partito e dell’apparato politico e la richiesta di onesti presi dalla società civile senza fare di questo uno slogan di puro effetto fonico.
La Boldrini ha risposto, forse, a queste nuove esigenze, Grasso solo in parte per i dubbi legati al suo patto con B, ma poi le scelte immediate dei due Presidenti delle Camere sono andate nella direzione giusta: tagliare parte delle proprie spese in un modo che non inciderà sul deficit generale ma che è finalmente quel segnale di controtendenza che tutti esigevano come irrinunciabile e su cui si è traccheggiato per 17 mesi. L’altra cosa irrinunciabile è finalmente un programma di lavoro serio anche per i parlamentari, di 5 giorni, come il resto degli Italiani, rompendo quel trend di parassitismo e irresponsabilità che ha sempre contrassegnato questi Italiani di lusso.
Si dovrà verificare in pratica come si realizzeranno questi intenti, e già il rifiuto di Grasso di istituire le commissioni suona come una forte stonatura, ma stiamo assistendo a cambiamenti epocali di stile e di norme che mai si sarebbero verificati senza Grillo.
Se oggi Bersani si trova da solo e il M5S gli contrappone un muro secco, la colpa è solo sua, per aver ordinato ai suoi media uno stalking fatto di calunnie e insulti che non cessa nemmeno oggi e per aver chiesto ai suoi fan di impestare il blog di Grillo come tanti TROLL assatanati Bersani dovrebbe capire che sta sommando vari errori: fa parte di quel vecchio sistema che gli Italiani non vogliono più, non può pretendere di presentarsi agli Italiani come prosecutore di Monti e trovare consenso, e non può chiedere aiuto al M5S quando poi non cessa un solo istante di attaccarlo come il peggiore nemico, in un modo che non ha voluto usare nemmeno contro Berlusconi.
Se dunque Bersani cadrà, ringrazi se stesso, ringrazi i TROLL che ha buttato ferocemente contro il suo blog, ringrazi i suoi media altrettanto feroci e disinformanti che hanno calpestato ogni verità.

I DURI E I PURI
Viviana Vivarelli

Visto che Bersani un Governo che tenga non lo riesce a fare, visto che sa benissimo che se si torna a votare, il Pd è perduto, visto che dal potere questi non si vogliono schiodare nemmeno per segni palesi di insufficienza, i cari amici del Pd, dopo 119 giorni in cui hanno tenuto il Paese in stallo mortale, hanno deciso, per metà, di allearsi con Berlusconi, finendo l’opera micidiale dei loro tradimenti che durano da 20 anni.
Prima hanno tradito le radici stesse storiche e ideologiche della sinistra con una deriva verso destra che li ha resi pressoché simili a Berlusconi. Poi hanno tradito i principi stessi della democrazia, evitando di andare alle elezioni quando nel novembre del 2011 Berlusconi prese una sconfitta mortale e sarebbe stato facile andare al voto e abbatterlo completamente. Invece il Pd ha permesso che avesse davanti a sé un anno e mezzo per riprendersi e riconquistare terreno, come nessun comandante in nessuna guerra avrebbe mai fatto senza essere accusato di tradimento. Poi hanno obbedito ‘ac perinde cadaver’ alle aberrazioni del Governo Monti che hanno distrutto il Paese, non solo votandole “senza se e senza ma” ma addirittura riprendendole, dopo che il voto delle politiche ha sancito senz’ombra di dubbio che i giornali per un anno intero ci hanno raccontato delle balle enormi sulla presunta popolarità di Monti all’80%, quando il voto ha mostrato un debole 8% che a momenti lo estrometteva dal Parlamento. Ma Bersani, non convinto, ha straparlato della sua volontà di proseguire l’Agenda Monti “anche senza Monti”, come nemmeno un sadomasochista avrebbe potuto fare. E ora, ciliegina sulla torta, dopo 119 giorni in cui hanno sbraitato che era Grillo a volersi buttare nelle braccia di Berlusconi, ecco che gli ipocriti, pur di non mollare il Governo, mandano Franceschini a patteggiare proprio con Berlusconi con quel Governo di larghe intese che l’ipocrita Bersani continua a negare finché non ci sarà proprio ben dentro.
E il caro Franceschini se ne esce ora con queste infelicissme frasi: “Basta con le pretese di superiorità. Berlusconi ha preso i nostri stessi voti! E poi i voti sono tutti uguali, non puzzano!”
Ora, se io fossi un Piddino e qualcuno mi venisse a dire che il mio voto è uguale a quello di un leghista o di un berlusconiano, lo attaccherei al muro. Perché qui l’etica è proprio andata a farsi friggere.
Ma poi, caro Franceschini, la matematica non è un’opinione.
Il Pd ha preso 8.644.523 voti.
Il Pdl prende 7.332.972.
A casa mia questo non si chiama prendere gli stessi voti.
Semmai è il M5S con i suoi 8.689.458 ad andare vicino al Pd, ma questo a Franceschini non interessa. Gli interessa quel patto che gli era sempre stato caro, quando si dilettava a inneggiare al regime presidenziale forte, proprio quello che mancava a Berlusconi e, se qualcuno lo ricorda, un simile antidemocratico sistema c’era pure nell’infame bicamerale di d’Alema.
Ma se adesso qualcuno ci vuol dire che il Pd non può accampare alcuna superiorità morale sul Pdl, possiamo anche essere d’accordo. Noi, sono 19 anni che lo diciamo! :- (

AVER VOTATO IL GOVERNO PRODI
VV

Caro Rigoberto, tu mi rimproveri oggi di aver votato il Governo Prodi che ci ha messo incautamente in Europa senza avvertirci dei rischi che avremo avuto dalla perdita della sovranità monetaria.
Purtroppo, col senno del poi, oggi posso dire che ho votato per due volte Prodi in beata illusione, come Pinocchio avrebbe votato per l’omino di burro, per ignoranza e disinformazione, sperando che la sx partecipasse al Governo per fare il Paese dei balocchi, ma all’epoca, io, come milioni di Italiani, non avevo capito nulla né dell’euro né dell’Unione europea né di quali pericoli stavamo per affrontare entrando nell’euro, a cominciare dal raddoppio fraudolento e senza controllo dei prezzi per finire con lo spread, la sottomissione alla Bce o meglio alla Bundesbank, le speculazioni criminali delle agenzie di rating, la crisi economica, il degrado della democrazia, la perdita di sovranità monetaria e quegli abusi pazzeschi che sono il patto di stabilità e il pareggio di bilancio infilato coattivamente in Costituzione.
Prodi e i vari media si guardarono bene dal dirci a che sorta di pericoli stavamo andando incontro.
E mi chiedo se al tempo fosse esistito il blog di Grillo, avremmo avuto la stessa plateale ignoranza?
VAE IGNORANTIBUS!
GUAI AGLI IGNORANTI! DI LORO SARA’ L’INFERNO!
Ma la vita è così. Si procede di illusione in illusione. E’ il meglio che possiamo fare!
Oggi abbiamo nuove illusioni, che saranno sventate domani quando col senno di poi non avremo più niente da fare.
.
GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO L’ILVA

A Taranto hanno sospeso le sepolture perché la terra è troppo contaminata per seppellirci i morti.
E grazie al voto di Bersani “senza se e senza ma!”
l’Ilva continua a uccidere senza che il Governo abbia costretto i Riva a depurare le fabbriche.
Col favore di Bersani, il Parlamento ha votato una legge che calpestava una sentenza della Magistratura, e al Governo c’è sempre quell’efferato Ministro Clini, ministro ‘contro’ l’ambiente che i Riva li proteggeva anche prima e che ha permesso questo scempio con i voti del Pd.
Bersani dai Riva ha avuto 98.00 euro poi 110 mila euro da Federacciai, che annovera tra i membri anche i gruppi Marcegaglia e Amenduni.
E non è conflitto di interessi questo?
15.000 persone alla manifestazione di Taranto ma mancavano i sindacati, mancavano le istituzioni.
Sempre colpa di Grillo, vero?

I BUONI DEL PD
Viviana Vivarelli

Mi fanno pena quelli che dicono: “Però nel Pd ci sono tante brave persone!”.Tra gli elettori non c’è dubbio: moltissime, direi, ma nel partito? Nella segreteria? Dove li hanno visti quelli che si opponevano in Parlamento alle orrende leggi di Monti che hanno straziato i pensionati, i lavoratori, le famiglie, le imprese? Però le leggi contro la Casta, che riducevano i vitalizi o gli stipendi o facevano tagli lineari sul carrozzone politico o introducevano i tetti ai superstipendi pubblici o levavano le mani dei partiti dalla Rai o facevano la legge sul conflitto di interessi o quella anticorruzione o liquidavano il porcellum o toglievano le prescrizioni o le leggi ad personam, quelle non le hanno fatte, per quelle sono stati tutti concordi, anche i cosiddetti ‘buoni’ del Pd! O no? Per quelle hanno saputo, i ‘buoni’, contrattare benissimo con Monti e fare ciò che a difesa dei cittadini non hanno saputo fare!!

Mi fanno pena anche quelli che dicono che Bersani, però, l’alleanza la voleva fare col M5S! Ma non vedono la doppiezza del personaggio? Non capiscono che la sua insistenza verso il M5S è di facciata, una truffa ai suoi elettori?
Perché, altrimenti, Bersani avrebbe dato ordine a tutti i suoi giornalisti, compresa la Berlinguer, di aggredire Grillo? Perché avrebbe ordinato alle sedi del partito di andare sul blog di Grillo e attaccarlo con migliaia di post? Perché la sede i Roma avrebbe fatto un bando per assoldare degli ‘esperti in informatica’ da mandare contro il blog di Grillo?
E’ chiaro che non si può, dopo 20 anni di propaganda contro Berlusconi (nemico davanti e socio di dietro) dire papale papale che ci si vuole alleare con lui, non sta bene, rovina l’immagine. Ma il gap tra quello che si predica agli elettori e quello che si fa sta in tutte le partitocrazie, la chiamano ‘realpolitick’. E con Berlusconi inciuci o patti di desistenza ci sono stati da sempre. E, da parte di Bersani o Fassino o D’Alema, anche, vistosamente, patti col sistema bancario e col capitalismo internazionale. Ma è sx, questa? E’ democrazia, questa?

IO NO GLOBAL
Viviana Vivarelli

Io sono una no global, non mi stancherò di ripeterlo, e la democrazia diretta sta nelle corde dei no global così come la lotta a ogni sorta di corruzione, sia di casta partitica che di lobbie o di multinazionale o di sistema bancario o finanziario. Ma, per difendere le mie idee, vengo accusata di essere “intellettualmente disonesta”!?
Io sono sempre stata dalla parte dei cittadini, del popolo, dei deboli, dei senza potere, delle classi media e soprattutto bassa, dei disoccupati, dei poveri, dei privati di lavoro, dei privati di futuro, dei privati di giustizia…
Ma il Bersani delle banche e delle fondazioni, quello che va a chiedere la benedizione alla Merkel e alla Bce,
l’Enrico Letta che viene invitato al club Bilderberg che vuole imporre un iperliberismo sfrenato al mondo, sottomettendo tutto al lucro di pochi e distruggendo i diritti civili e del lavoro di tutti,
il D’Alema dell’Opus dei e degli inciuci con Berlusconi,
il Franceschini che vuole il regime presidenziale forte e chiede di allearsi col Pdl “perché il Pd non deve accampare superiorità e i voti non puzzano”,
il Penati che mette su una tangentopoli,
il senatore Alberto Tedesco reo di associazione per delinquere e corruzione e difeso da tutto il Pd,
il Bassolino ammmanicato con la camorra,
il Pd che per 16 mesi ha votato “senza se e senza ma” ogni sorta di porcheria di Monti contro questo Paese,
il Fassino che elogia il sistema Marchionne,
il Violante che regala le televisioni a Berlusconi o sdogana i repubblichini o scrive leggi per il Cavaliere…
quelli, per il piddiota che mi accusa, non sarebbero “intellettualmente disonesti”, no??!!

Avete ignorato il movimento no global perché dentro di voi la vera democrazia era morta da un pezzo negli squallidi patti di potere.
Immagino che non sappiate nemmeno cosa sia il Movimento no global, chiusi in una ignoranza materiale e morale.
Ma vi dico: voi e il Pd finirete, ma le idee no global cambieranno la storia: la democrazia diretta, la difesa dell’ambiente, la lotta alle lobbie, alla partitocrazia, alle multinazionali, ai grandi organismi finanziari di estrema dx che rovinano il mondo, ai sistema bancari e finanziari, al mercato degli squali, alla speculazione delle borse, la difesa dei diritti civili e del lavoro, l’autonomia e l’autodeterminazione dei popoli, i beni comuni, la difesa dei deboli e i controlli sui potenti… tutti quei principi che avrebbero dovuto essere nelle ossa della sx e che sono stati dimenticati e calpestati e che oggi solo il M5S riprende e vivifica, queste idee non finiranno.
Queste idee forti sono state le uniche cose serie contro il neoliberismo, contro l’ignoranza e l’arroganza del capitalismo mondiale, mentre la cosiddetta sx moriva negli inciuci e nella sottomissione ai club di magnati che vogliono governare il mondo.
E il macello di Genova non ci sarebbe stato se in quei manifestanti inermi il grande capitale non avesse visto i suoi veri nemici.
Ma tu che critichi dov’eri? Tra quelli che li massacravano? O tra quelli che negavano commissioni di inchiesta in Parlamento e si inciuciavano con Berlusconi? E dove sei ora? Tra quelli che vogliono allearsi ai loro aguzzini?
E col tuo scherno dimostri di essere irrimediabilmente di destra e di aver sempre difeso quel sistema, ché se tu avessi avuto solo una goccia di sangue di sx, avresti combattuto dalla parte giusta.

PAOLO BECCHI (sunto)

Per il M5S questo è un momento decisivo. Deve stare attento a non cadere nelle trappole.
I media continuano a mentire dicendo che senza governo il Parlamento non può lavorare, il che è falso. Il Parlamento può riunirsi lo stesso e legiferare. Può, per es., fare la legge elettorale. o fare tagli alla politica o eliminare le Province (o accorpare i piccoli Comuni) o ratificare finalmente la legge anticorruzione europea.
Ma sono tutti d’accordo nel fare disinformazione, ricattando il M5S, facendo credere che il Paese voglia il Governo Bersani a tutti i costi, il che non è vero affatto (questi giochini di manipolare la gente facendo credere che il male bene sono orwelliani e li abbiamo visti troppe volte: per la guerra in Medio Oriente, per l’euro, per i tagli lineari, per la minaccia di eliminare lo stato sociale, per gli aumenti delle tasse…
Bersani ha preteso un pre-incarico pur sapendo già di non poter ottenere la fiducia in Parlamento. Egli spera, probabilmente, di ripetere il bis rispetto a quanto accaduto con Grasso, di giocare d’azzardo confidando che, all’ultimo momento, alcuni senatori delle opposizioni finiscano per votare la fiducia al suo Governo. Il gioco del Pd è questo: costringere il M5S ad esprimere la propria linea politica a conti già fatti, ponendolo di fronte a un’alternativa secca: “O votate la fiducia oppure dimostrate di essere degli irresponsabili, perché è soltanto per colpa vostra che questo Paese è ingovernabile, per colpa vostra che si dovrà tornare a votare, per colpa vostra che i mercati reagiranno spingendo l’Italia (ancora una volta) verso il “rischio” Grecia.” È un’alternativa falsa, ed infida. Sarebbe il Pd, infatti, a dimostrarsi il vero irresponsabile decidendo coscientemente di formare un Governo pur sapendo che quest’ultimo non otterrà la fiducia. Chi sarà l’irresponsabile? Chi si dimostrerà incoerente e chi coerente? Chi è che da mesi ripete che non voterà nessuna fiducia a qualsiasi Governo Pd o Pdl che sia? È forse disposto il M5S a scendere a compromessi con questi partiti? A fare davvero delle eccezioni sul “meno peggio”? No, non può esserlo: i partiti politici vanno tutti combattuti sullo stesso piano; sono i nostri nemici politici, e con loro non è possibile alcuna alleanza. In questo il M5S ha dimostrato, negli ultimi giorni, tutta la sua forza politica: ha ribadito la sua netta opposizione ad ogni governo formato dalla partitocrazia, ha ripetuto che nessuna fiducia verrà accordata al Pd.
Forse è per questo che il Pd potrebbe tentare di giocare un’altra carta, quella dell’ “inciucio” con il Pdl. Il Pdl vota la fiducia a un Governo Pd, e il Pd, in cambio, s’impegna a eleggere un Presidente della Repubblica che garantisca a B di rimanere in Parlamento e di mettere fine attraverso immunità alla cosiddetta “persecuzione” giudiziaria (magari nominandolo senatore a vita). B è disposto a tutto, ormai, a patto che gli venga assicurata la sopravvivenza: fine dei processi ed elezione “concordata” del prossimo Capo dello Stato. Così si muovono, in questa direzione, le strane trattative tra Pd, Monti e Lega, secondo trame invisibili e strategie del ragno da Prima Repubblica. Questa sarebbe la “responsabilità” politica di cui parla Bersani? Questa sarebbe la democrazia?
Si tenta di trovare una qualsiasi soluzione, anche profondamente antidemocratica, pur di non tornare alle elezioni. Tutta la partitocrazia è d’accordo. Meglio un governo tecnico, un governo non democratico, un governo improvvisato, che le elezioni, dove hanno tutti paura di sparire. Sono scenari spaventosi e raccapriccianti, come l’appoggio di senatori leghisti al Pd o la concessione, da parte del Pd, di assicurazioni e garanzie a B. Tutto purché continui l’occupazione di tutte le cariche dello Stato dell’asse Pd – Pdl.
Cosa volete, allora, partiti ormai morti? Volete proseguire la lunga agonia o tornare alle urne, lasciando al popolo la decisione ultima sul destino politico di questo Paese? La verità è che stanno cercando di passare tra Scilla e Cariddi, evitando di sciogliere questa alternativa, perché, in entrambi i casi, la strada scelta non potrà che dare più forza al M5S. Tutto si può dire, ma non che il M5S sia responsabile di questo stallo. Persino Napolitano lo ha detto chiaramente: il M5S è la prima forza politica alla Camera, senza i voti contestati degli italiani all’estero, e pertanto è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità, mostrando la propria disponibilità ad accettare un eventuale incarico di Governo. Se non gli si vuole affidare il Governo, allora non si potrà che rivotare. Sono i vecchi partiti ad essere irresponsabili, perché stanno tentando di prolungare il più possibile l’attuale crisi sperando di navigare a vista per un po’ di tempo, mantenendo questo Paese in stato vegetativo permanente nell’attesa che succeda qualcosa (un miracolo?) che possa salvarli.
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Davvero non riesco nemmeno a capire come si possa disinformare a tal punto un popolo,creandogli la psicosi che mancanza di Governo sia crisi cieca, impossibilità di fare leggi o salto nel buio
Una falsità dietro l’altra.Una menzogna dopo l’altra
Sono stati proprio i Governi che abbiamo avuto finora a portarci in questa condizione di recessione e di sofferenza,dimostrando,prima con 8 anni di berlusconismo,poi con 8 anni di csx, infine con i pesantissimi 16 mesi del Governo Monti,una deriva verso un iperliberismo di dx massacrante e sadico,con progressiva perdita di futuro e danni incalcolabili sul tessuto etico, economico,sociale, giuridico,perfino costituzionale di questo Paese,fino ad arrivare a quell’abominio antidemocratico che è l’Agenda Monti,che Bersani ha giurato a Bruxelles e alla Merkel di voler portare avanti
E ora che possiamo cambiare finalmente le cose,e dare una scrollata a una classe partitica più corrotta d’Europa,dobbiamo essere tanto sciocchi da lasciarci manipolare con questi ricatti faziosi e privi di veridicità?!! E dovremmo con le nostre stesse mani suicidarci, proprio quando siamo così vicini a realizzare la democrazia, vendendoci da noi stessi a quella stessa casta di assassini a cui dobbiamo la caduta del nostro Paese a livelli da Terzo Mondo?!! E dovremmo essere proprio noi a rinnegare sei anni di lotta, il sogno di una democrazia finalmente a base popolare, l’utopia di un mondo a misura del cittadino, e non di potentati economici o di speculatori finanziari??!! Dovremmo essere proprio noi a due passi dalla vittoria e gettare via il più bello, il più sconvolgente sogno di democrazia che sia mai stato sognato, per ripiegarci alla meschinità di sostenere proprio uno dei nostri avversari, un partito colluso da 20 anni col peggio e che, per di più, è governato da un inetto che già un anno fa ci ha venduti al potere finanziario e che ora, subdolamente, pur senza maggioranza, ci riprova??!!

NUOVE FORME DI RAPPRESENTANZA
Barbara Spinelli

La crisi del modello partitico in Europa è stata affrontata puntando solo alla governabilità. La soluzione potrebbe essere invece aprirsi a nuove forme di rappresentanza capaci di riavvicinare i cittadini.
“Niente esperimenti!”: così il Cancelliere Adenauer, dopo la disfatta di Hitler, disse nel ’57 ai Tedeschi. Nacque una democrazia solida, e tuttavia c’era un che di ottuso e impolitico nel monito: era rivolto a un popolo vinto, sedotto per anni dalla più orrenda delle sperimentazioni. Nel fondo dell’animo tedesco, questa paura dell’esperimento non svanisce.
Oggi non è così, né in Italia né in Europa: la crisi ha smascherato Stati nazione impotenti, la democrazia è ovunque in frantumi. Politici e cittadini sono scollegati, con i primi chiusi nelle loro tane e i secondi che per farsi udire vogliono contare di più. A meno di non considerarci sconfitti di guerra, oggi è più che mai tempo di esperimenti, proprio nella sfera della democrazia. È tempo di disabituarci a schemi cui politici e giornalisti restano, per pigra convenienza, aggrappati. Manuel Castells scrive su La Vanguardia del 2 marzo: “O innovare o perire”.
I custodi del vecchio ordine non vedono il nesso, tra le varie crisi: dell’economia, dell’Europa, del clima, delle democrazie. Gli sdegni cittadini non dicono loro nulla, anche se il segnale è chiaro: la democrazia rappresentativa è un Titanic che sta schiantandosi.
Tra governanti e governati c’è un deserto, e in mezzo campeggia un miraggio di rappresentanza: sono deboli i sindacati, spenti i partiti, e la stampa più che i lettori serve i potenti.
Nel vuoto, però: una cittadinanza che vuole svegliarsi, sondare altre strade, ricominciare la democrazia. Oggi l’Italia è a un bivio, scossa ma non vinta: il nuovo inizio invocato da Castells non genera un governo, i primi cambiamenti si fanno attendere. Intanto gli abitudinari gridano all’ingovernabilità. È dagli anni ’70 che si esercitano ad averne paura, a non vedere le crepe che fendono la stabilità cui dicono di anelare.
In Europa abbiamo conosciuto un caso di ingovernabilità, spettacolare. È il caso dei Belgi. Per 541 giorni il loro paese restò senza governo, fra il giugno 2010 e il novembre 2011. Ben presto si vide che non era semplice squasso tra Fiandre e Vallonia: a traballare era l’impianto stesso della democrazia rappresentativa. L’esperienza belga è istruttiva, per gli effetti negativi che ebbe ma anche per l’impeto di quelli trasformatori. Nei 18 mesi di stasi, il governo facente funzione regnò impassibile, forte di maggioranze obsolete. Approvò l’austero bilancio del 2011, gestì il semestre di presidenza europea nel 2010. Partecipò perfino alla guerra libica. Il non-governo crea un potere inedito, più libero dal popolo sovrano: assai simile al pilota automatico che, secondo Draghi, protegge la stabilità dal “sovraccarico” di domande cittadine. Ma l’esperienza belga produsse al contempo novità enormi. Cosciente che in gioco era la democrazia, la cittadinanza si mosse. Prese a sperimentare soluzioni antiche come l’agorà greca che delibera, o l’Azione Popolare che risale alle “actiones populares” del diritto romano: i cittadini possono far valere non un interesse proprio ma della comunità, ed essendo titolari della sovranità in democrazia, saranno loro a inventare agende centrate sul bene comune. Non c’è altra via, per battere l’antipolitica vera: il predominio dei mercati, e un’austerità che senza ridurre i debiti impoverisce e divide l’Europa.
Lo Stato siamo noi, dice in Italia il M5S: è l’idea del movimento scaturito dal non-governo belga. G1000 è il nome che si diede, e nacque durante l’ingovernabilità su iniziativa di 4 persone (un esperto di economia sostenibile, un archeologo, un politologo, un’attrice). Il primo vertice dei 1000 fu convocato l’11 novembre 2011 a Bruxelles. Il Manifesto fondativo denuncia le faglie della democrazia rappresentativa e suggerisce rimedi.
Non si tratta di distruggere rappresentanza o deleghe. Non si tratta neppure di “togliere lavoro ai partiti”, scrive il loro Manifesto. Quel che deve finire è lo status quo: la partitocrazia e — all’epoca di Internet — il giornalismo tradizionale: “In tutti i campi l’innovazione è stimolata, salvo che in democrazia. Le imprese, gli scienziati, gli sportivi, gli artisti devono innovare, ma quando si tratta di organizzare la società facciamo ancora appello, nel 2011, all’800”.
È uno dei primi esempi europei di democrazia deliberativa. Deliberare è discutere e poi decidere, e per il Manifesto del G1000 è più efficace dei referendum: “In un referendum ci si limita a votare, mentre in democrazia deliberativa bisogna anche parlare, ascoltare”. Prende forma l’idea postmoderna dell’agire comunicativo, immaginato da Habermas nel 1981. Il fenomeno è continentale, non solo italiano. Avrà il suo peso, si spera, alle elezioni del Parlamento europeo nel maggio 2014. Sarà scelto dai cittadini, si spera, il futuro capo della Commissione che siederà nella trojka dell’austerità.
È difficile sperimentare, ricominciare. Anche la democrazia rappresentativa fu difficile, anche proporre nell’800 il suffragio universale. L’unica cosa impraticabile è dire no agli esperimenti, comportandosi come Adenauer da sconfitti. I veri esperimenti, quelli che usano le persone come mezzi e le Costituzioni come stracci, avvengono in Grecia, immiserita dall’austerità. O a Cipro, dove stabilità vuol dire defraudare i conti bancari dei cittadini, ricchi e no.
Che altro fare, se non sperimentare quel che la cittadinanza attiva chiede si provi. Continuare a considerare un “sovraccarico” le sue domande: questa è ingovernabilità.
Se il nuovo Papa torna alle origini, chiamandosi Francesco, forse è ora che anche la politica non confonda gli ultimi coi vinti. E torni all’agorà di Atene, all’Azione Popolare di Roma antica.

RIDIAMARO :- )

Le Feste dell’Unità avevano cambiato nome, ora si chiamano Feste Democratiche
Ma potrebbero chiamarsi di nuovo Feste dell’Unità. Sì, Unità tra Pd e Pdl, la banda dei 40 ladroni! Finalmente Fassino smetterà di dire “Abbiamo una banca!” e potrà dire: “Abbiamo una banda!”
E la bandiera invece di falce e martello potrà prendere il simbolo di Berlusconi! mezza rossa e mezza azzurra, sai che bella!
Immagino Matteotti, Gramsci, Pertini, come si girano nella tomba. Ormai li chiamano ‘le trottole’!
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Sai come fai a bollire una rana?
Un po’ per volta, così non se ne accorge.
E’ il metodo usato da Bersani per sdoganare il Pd e portarlo sotto Berlusconi.
Ha bollito i suoi elettori un po’ alla volta, talmente piano che quando oggi si trovano nel pentolone di Berlusconi, dicono che ci stanno pure bene.
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Patto Bersani-Berlusconi
Come unire l’utile al delittevole.

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http://masadaweb.org

1 commento »

  1. C’è un po da leggere, ma, secondo me, ne vale la pena. La signora che scrive è a mio avviso una persona eccezionale.

    Commento di Silvio Semeria — aprile 25, 2013 @ 8:05 am | Rispondi


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