Nuovo Masada

febbraio 20, 2013

MASADA n° 1445 20/2/2013 ARRENDETEVI!!

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:46 pm

Grillo a Milano

Blog di Viviana Vivarelli

L’importanza del nemico – Un libro di Loretta Napoleoni “Democrazia vendesi”– W il populismo – Riconosciuta ufficialmente la cannabis per uso medico – Ma davvero per combattere la liquidità basterà il controllo delle banche sulla liquidità? – Se l’acqua e l’aria diventano privilegi – Le bugie delle banche – Le bugie di Bersani che dice che il Pd non si occupa delle banche- Rinegoziamo il debito come hanno fatto Islanda e Ecuador-Gli ignorantissimi partiti in campagna elettorale si sono dimenticati il turismo

La bellissima serie di foto è di James Mollison che riprende “I bambini nel mondo e le loro camere”. Me la manda Doriana Goracci
“Durante molti viaggi, James Mollison ha fotografato le camerette di tanti bambini provenienti da 24 paesi di tutto il mondo. Accanto ad ogni bambino ritratto, la foto della cameretta racconta la vita e la vicenda umana del suo piccolo abitante. Per ognuno, un breve testo, come fosse una breve intervista, ci descrive chi è il bimbo ritratto, quali sono le sue difficoltà, le sue esigenze e i suo sogni. Gli scatti di Mollison ci portano così in giro per il mondo. Con ogni nuova immagine si entra in una stanza diversa, in un paese diverso, in un territorio sociale con le sue caratteristiche a volte dure, a volte fin troppo “molli”.

Ogni storia è un racconto di vita, un aspetto di cosa significhi essere bambino oggi, con i problemi, i dubbi e le contraddizioni sociali che l’infanzia vive nel nostro tempo. Fotografie intense e commoventi che nella loro semplice e diretta testimonianza parlano anche delle differenze sociali. E di come si debba fare di tutto per abbatterle.”

Quando al fotografo James Mollison è stato chiesto di progettare un lavoro sui diritti dei bambini, lui ha pensato alla camera da letto, o più precisamente al luogo dove essi dormono. Le fotografie sono uno spaccato di realtà spesso drammatiche ed inconciliabili.
Ripenso a Giorgio Gaber quando faceva poesia cantando Non insegnate ai bambini…
Doriana Goracci

Brasile

Hanno rubato, ma soprattutto hanno rubato il futuro ad un paese intero
Alessio Santi
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Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.” (Malcolm X)

Tokyo

Vito Asaro
Negli ultimi due anni, sono invecchiato di 30 anni. Ho lavorato senza capire perché, senza soddisfazione, senza speranza. Ho sopportato la rabbia e l’impotenza. Ho chiaro chi siano i responsabili. Di una parte, probabilmente, mi libererò grazie al Movimento ma gli altri? I mandanti? Quelli che stanno distruggendo il mondo? Riusciranno gli Italiani a rinascere? Riusciranno a diventare comunità? Ci sarà da soffrire. Avremo la forza? Beh, confido nell’istinto di conservazione. Non abbiamo altra scelta: cacciati gli infami bisogna sbracciarsi per ricostruire e non parlo solo dell’economia. Qui c’è da ricostruire anche la nostra mente e il nostro cuore. Ci vorrà pazienza, fermezza, coscienza, volontà ma io confido negli italiani: possiamo farcela. Iniziamo con un buon voto a 5 stelle per tutti.

Costa d’Avorio

UMBERTO ECO
L’IMPORTANZA DEL NEMICO

Avere un nemico è importante non solo per definire la nostra identità ma anche per procurarci un ostacolo rispetto al quale misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell’affrontarlo, il valore nostro. Pertanto quando il nemico non ci sia occorre costruirlo…Ora non ci interessa tanto il fenomeno quasi naturale di individuazione del nemico che ci minaccia, quanto il processo di produzione e di demonizzazione del nemico. Il nemico è particolarmente attento a rintracciare tutti i punti deboli del nostro carattere e comportamento, molto di più di quanto non lo siano gli amici: spesso e volentieri troppo benevoli nei nostri confronti. Il nemico è l’ombra fastidiosa e negativa che ci spinge di fatto a dare il nostro meglio. Perché per evitare di esporci alle sue critiche, ci impone un comportamento irreprensibile, ci invita a reazioni ponderate, a condurre una vita prudente”

Scrive padre Antonelli: “Il problema si pone quando, non essendoci più un vero nemico, lo si debba artificiosamente inventare e tirarlo fuori al momento giusto, per nascondere il vuoto della propria identità, la mancanza assoluta di programmi e polarizzare l’attenzione di gente distratta, a vantaggio della propria parte. In ciò la capacità perfida e velenosa del PdL/Lega risulta non avere concorrenti: i comunisti di Berlusconi, gli economisti di Tremonti, la sinistra deviata di Brunetta, i clandestini di Umberto Bossi, il Sud di Maroni formano una cascata senza fondo, con tutta la scia di rancori che si sono raggrumati a destra. Non solo. Un ulteriore problema, ancor più intrigante e perverso è quello che si pone quando scopriamo di essere noi nemici a noi stessi! Noi che sovvenzioniamo un’economia che ci spoglia. Noi che sorreggiamo un finanza che ci depreda. Noi che votiamo politici che ci esautorano. Noi che barattiamo i nostri diritti elemosinandoli come favori. Noi che abdichiamo alla nostra dignità di persone pur di avanzare di un gradino nel nostro ruolo di impiegati. Quasi che la maschera fosse la vera faccia del nostro volto.

Valter Conti segnala

Nei dintorni di Siviglia, nell’inverno del 36: si avvicinano le elezioni spagnole. Un signore va ricorrendo le sue terre, quando un povero straccione attraversa il suo cammino. Senza scendere da cavallo, il signore lo chiama e gli mette in mano una moneta e una lista elettorale. L’uomo lascia cadere le due cose, la moneta e la lista, e voltandogli le spalle dice: “Nella mia fame comando io”. (Eduardo Galeano)

Mario Leotta cita:
Ivan Illich “La convivialità
“, scritto nel 1973. E’ di una attualità sconvolgente:
“…Da un giorno all’altro importanti istituzioni perderanno ogni rispettabilità, qualunque legittimità, insieme con la loro reputazione di servire il bene pubblico. E’ proprio ciò che accadde alla Chiesa romana al tempo della riforma e alla monarchia francese nel 1793. Nello spazio di una notte l’impensabile divenne evidenza.”

Kentucky

W IL POPULISMO
Paolo De Gregorio

Letterario: si intende per populismo la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi
Letterale: atteggiamento o movimento politico tendente ad esaltare il ruolo e i valori delle classi popolari
Se la lingua italiana fosse usata correttamente e non deformata dalla demagogia e dalla ignoranza dei politicanti, dare del populista ad un avversario politico sarebbe come fargli un complimento poiché si tratterebbe di una persona o di un movimento che vuole fare insieme al popolo un percorso politico di riforme e di cambiamento.
Bersani, Monti, Berlusconi si accalorano nel definire Grillo populista cercando in tal modo di screditarlo, ma non si rendono conto che questo coro li mette tutti sullo stesso piano, perché sono rappresentanti di partiti che con il popolo non hanno più alcun contatto sul territorio, si occupano solo di monopoli mediatici, di occupazione di banche, hanno tutti persone nelle logge massoniche, si sono spartiti la RAI trasformando in servizio ai partiti il defunto servizio pubblico, si sono impadroniti della Sanità pubblica depredandola e portandola al fallimento, hanno tagliato, insieme, nell’ultimo governo diritti dei lavoratori, fondi a scuola, sanità, ricerca scientifica.
Tutti e tre detestano Grillo perché è l’unico che, con il suo programma di riforme di salute pubblica, vuole realmente cambiare qualcosa e vuole soprattutto offrire ai cittadini il potere di partecipare alle scelte, con referendum propositivi senza quorum, obbligatorietà del Parlamento di discutere leggi di iniziativa popolare, con una informazione RAI che non sia controllata dai partiti.
Quando Berlusconi, Bersani, Monti, parlano di “popolo sovrano” parlano con malcelato disprezzo dei sudditi che riescono a infinocchiare con le loro televisioni, i loro apparati, con l’aiuto del Vaticano e della Confindustria, in nome di un capitalismo che tutti e tre condividono, e di una subordinazione alle banche e agli USA che li rende simili ed intercambiabili.
Questo secondo loro sarebbe la democrazia!
Tutti e tre rappresentano partiti di centro, governativi, senza alcun legame con destra e sinistre storiche, senza ideali se non quelli affaristici e di appartenenza ad una CASTA che garantisce privilegi, opportunità, pensioni sontuose a vita, e spesso anche impunità giudiziaria.
Sono loro l’ANTIPOLITICA che domina da 20 anni, che ci ha condannato alla crisi e al declino, con pari responsabilità, sia di governo che di mancata opposizione, e che ora hanno la faccia di bronzo di sostenere in coro che Grillo è un populista e un pericolo per la democrazia.
Se questi cialtroni, alleati nell’ultimo governo, sodali nel sostenere che il nemico si chiama Grillo, sarebbe giusto punirli facendo la croce sul simbolo del M5S il prossimo 24 e 25 febbraio.

ARRENDETEVI!
BEPPE GRILLO

Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate. Nessuno vi toccherà. Il vostro tempo è finito, non abusate della fortuna che vi ha assistito finora. Di voi, ormai, nelle piazze, tra la gente, si parla al passato, come di persone estinte. Quando apparite in televisione scatta l’insulto che equivale al vilipendio di cadavere. Quello che stupisce è la vostra folle ostinazione a non farvi da parte come se foste investiti da una missione divina. C’è in ciò qualcosa di patologico, che richiede l’intervento di uno psichiatra, ma anche di triste, come la recita di un vecchio senza voce e malfermo sulle gambe nella parte dell’attor giovane o come l’aria di Memory cantata dalla cadente Grizabella in Cats “Touch me/ It’s so easy to leave me/ All alone with the memory/ Of my days in the sun”. I manifesti con le vostre facce nelle strade sembrano annunci mortuari svolazzanti, con qualche tocco di colore. Vi muovete nelle piazze vuote, nei teatri pieni di comparse, negli studi televisivi intervistati da vostri dipendenti, enunciate promesse che non potrete mai mantenere, né avete intenzione peraltro di farlo. Nessuno, tra coloro che vi è vicino, ha il coraggio di dirvi che è finita, che è finita male, e che voi, da qualunque punto si voglia considerare: economico, sociale, politico, amministrativo, siete dei falliti.
Gli italiani sentono, come guidati da un istinto animale, di essere a un bivio e che continuare con voi è un suicidio. Vi hanno perdonato tutto, al di là della decenza, ma ora non vi possono condonare anche il fallimento di una Nazione. Dovete rendervene conto, dovete andarvene prima di essere cacciati dalla rabbia popolare, è un consiglio amichevole quello di dirvi “Arrendetevi”. Questo ventennio è stato un Vietnam per gli italiani, ma voi avete ancora la possibilità di salire sull’ultimo elicottero come gli americani sui tetti di Saigon nel 1975. Siete terrorizzati, in preda di attacchi d’ansia al pensiero di perdere il potere, di qualcuno che potrà rovistare nei vostri cassetti, capire, scoprire, denunciare. Vi consiglio comunque uno, due, tre, cento passi indietro. Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso? Fate una pubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi. Arrendetevi. La vostra stessa presenza è diventata insopportabile. Il vostro tirarvi fuori da ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione. Arrendetevi. Non potrete dire che non vi ho avvisato.

Kenya

CANNABIS

Il Ministero della Salute, con decreto del 23 gennaio 2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 febbraio, ha riconosciuto ufficialmente l’uso della Cannabis come farmaco.
“Una notizia importantissima – dichiara il Consigliere Regionale di Sel Mauro Romanelli – per tanti malati che ora anche In Italia, vedono riconosciute le proprietà medicinali di questa pianta e che entro breve potranno ricorrere ad appositi farmaci senza dover più sottostare a procedure complicate, lente e scoraggianti “. “Sono così riconosciute le evidenze scientifiche, per anni negate dai vari Giovanardi e Fini di turno, delle proprietà dei derivati della cannabis, dall’attenuazione di dolori e altri sintomi in varie patologie neurologiche, in particolare la sclerosi multipla, alla palliazione dei gravi effetti collaterali di molti trattamenti contro i tumori, agli effetti benefici nel glaucoma”. “Da notare poi, come nel testo del decreto, sostenuto dal parere dell’Istituto superiore di sanità e da quello del Consiglio superiore di sanità, i derivati della cannabis sono collocati nella Tabella comprendente le sostanze a minor rischio di abuso e dipendenza, smentendo così platealmente l’assimilazione della cannabis alle droghe più forti”. “Un primo passo quindi verso la depenalizzazione e la legalizzazione”. “La Toscana quindi, con la legge proprio sull’utilizzo di tali farmaci approvata lo scorso anno, si è posta come apripista nazionale”. “Dispiace quindi il ritardo nel redigere il regolamento attuativo regionale da parte della Giunta: vi è il timore che alcune lobbies vogliano rimandare o depotenziare queste norme che tanto hanno fatto sperare i pazienti, ma ora con le norme nazionali non vi sono più scuse, quindi ci attendiamo presto il regolamento anche della legge toscana”.

MA DAVVERO PER COMBATTERE L’EVASIONE BASTERA’ IL CONTROLLO DELLE BANCHE SULLA LIQUIDITA’?
Viviana Vivarelli

Leggo post di persone ignare, che si illudono di combattere l’evasione fiscale usando le banche e denunciando ogni pur piccolo movimento di capitali come avviene in USA, dove con la carta di credito paghi anche una Coca Cola, se non paghi con la card sei visto come un delinquente e la polizia ti rintraccia seguendo i movimenti della tua carta di credito, così che hanno inventato il miglior sistema possibile di controllo della popolazione.
Monti ci ha convinti che il sistema era ottimo e dovevamo usarlo anche noi. E poiché Beppe Grillo si oppone, Ingroia lo accusa di favorire gli evasori. Ingroia sarà anche un bravo magistrato ma di economia non capisce nulla.
Non riesce a capire che questa è una manovra del sistema bancario per tenere in suo potere tutto il contante, sia come controllo della popolazione che come sistema per massimare gli utili delle banche. Non capisce che in nome di questo passaggio aberrante di tutta la nostra vita dalla DEMOCRAZIA alla BANCOCRAZIA, ci ha portati a manovre repellenti come quella che ha obbligato i pensionati a riscuotere la loro pensione in banca, dopodiché se essa si somma a risparmi precedenti permette a Equitalia di sequestrare il conto corrente in caso di inadempienza anche minima, mentre finora la legge salvava dal pignoramento la pensione, per cui Monti, con la scusa della lotta all’evasione, ha permesso alle banche di mettere le mani sulle piccole pensioni e i piccoli redditi e farne man bassa.
Ma come possono Monti e Bersani parlare di lotta all’evasione fiscale, quando non vogliono la patrimoniale sui grandi beni, permettono la grande la fuga di capitali all’estero e i movimenti di fondi neri verso i paradisi fiscali, non hanno toccato in 14 mesi i 160 miliardi di fondi occultati in Svizzera a differenza degli altri paesi europei e degli Stati uniti, non hanno migliorato la trasparenza fiscale in modo da colpire i grandi evasori, hanno tutelato le truffe delle banche, delle fondazioni, dei politici corrotti, non hanno riscosso un solo euro dai 98 miliardi evasi dalle slot machine che sono in mano a delinquenti e mafiosi anzi hanno dato loro un ulteriore regalo di 285 milioni per aumento produttività!???
Ma si quale lotta antievasione stanno parlando ?
Non mi pare che nel programma di Bersani o in quello di Monti ci sia nulla di quanto servirebbe.

Quello che avremmo voluto vedere sulla RAI
La pacata intervista di Grillo alla televisione svedese

Ma chi l’ha detto che Grillo non sa rispondere a delle domande o non accetta interviste?
..
Una delle tante favole metropolitane messe in giro dai media è che “Grillo scappa dalla TV perché ha paura delle domande”. Perché, a voi è mai capitato di ascoltare domande scomode durante le interviste ai leader politici? Avete per caso sentito Lilli Gruber crocifiggere Mario Monti sulla sua appartenenza a Bilderberg e Trilaterali, o Floris mettere in seria difficoltà Bersani pressandolo sul Monte dei Paschi, o Vespa chiudere all’angolo Berlusconi sul conflitto di interessi?
Proprio non c’è alcun tremendo rischio nell’andare a rispondere alle domande all’idrolitina dei telegiornalisti nostrani. A meno che… tali penne al veleno non escano fuori solo con gli outsider, che l’animo spietato del reporter non si risvegli solo davanti a chi potente non è, che l’esercizio della nobile professione giornalistica non si applichi solo verso chi non ha potere di vita e di morte su stipendi e carriere. Insomma: “rispondere alle domande scomode” è una via crucis riservata solo ai fuoricasta, come nella migliore tradizione forte coi deboli e debole coi forti. Non volercisi sottoporre non solo è legittimo, ma è anche un bel dispettuccio a tutti coloro che cercavano un’occasione per fingersi finalmente reporter d’assalto.

http://crisis.blogosfere.it/2013/02/beppe-grillo-che-fugge-le-scomode-domande-della-tv.html
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Da Byoblu
LIBRO DI LORETTA NAPOLEONI, economista internazionale ed esperta di terrorismo: “DEMOCRAZIA VENDESI”
(Sunto della sua intervista a Messora)

“Bisogna smettere di votarli. Questi individui se ne devono andare. Il problema economico discende da quello problema politico. La democrazia non l’abbiamo venduta noi ma l’hanno venduta loro. In 3 anni di emergenza economica abbiamo perso pezzi sempre più grandi di democrazia. Decisioni importanti sono state prese da individui e organizzazioni che non abbiamo eletto. E’ interessante il parallelo con il 1992, annus horribilis dell’Italia, in cui venne svenduto il patrimonio nazionale attraverso politiche di emergenza che scavalcarono completamente i principi democratici e, guarda caso, questa politica è stata portata avanti dagli stessi uomini di oggi; Draghi era capo del Tesoro e ha guidato le grandi privatizzazioni, che poi furono svendite del patrimonio nazionale italiano a un gruppo di famiglie, e non al popolo.
L’idea della privatizzazione dovrebbe essere quella di dare la possibilità a tutti di partecipare al bene comune, come avvenne per la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato in Inghilterra. Qui no, qui la privatizzazione ha creato degli oligopoli.
Lo stesso succede in Europa e, guarda caso, chi guida questo processo altamente antidemocratico è di nuovo Draghi, governatore della Bce. (Quel Draghi che era vicepresidente di Goldman Sachs quando questa truccò i conti per permettere alla Grecia di entrare nell’euro).
Gran parte di questi signori che hanno svenduto il nostro patrimonio nazionale nel 1992 sono stati assorbiti come consulenti dalle grandi banche d’affari, tra cui Goldman Sachs, che guidarono il processo di privatizzazione, intascando lauti guadagni semplicemente per la supervisione del processo. Sono andati alla Goldman Sachs Draghi come Monti e Prodi. Tutto è stato dominato da un oligopolio economico-finanziario che tira le fila.
In Italia, cosa che non succede all’estero, i nostri, una volta fatta l’operazione, non rimangono in carica, non ricostruiscono il paese. Se ne vanno all’estero a lavorare per i grossi finanzieri mondiali. Questo non succede in Spagna, in Francia o in Germania.
Qui si entra e si esce dal sistema pubblico e privato secondo la convenienza personale, la carriera, gli interessi dei grandi gruppi finanziari con i quali si fanno affari nel momento in cui uno è in una carica pubblica e subito dopo passa dall’altra parte , vedi Draghi e la Grecia. (C’è un conflitto proprio tra la guida delle moderne democrazie e la guida degli istituti finanziari privati che detengono grandi quantità di capitali).
Se c’è un rapporto incestuoso tra settore pubblico e alta finanza, come si risolve? Solo con un processo culturale, il popolo deve raggiungere la consapevolezza di quello che sta succedendo, deve sapere quello che succede e fare le scelte giuste. Ma i media queste cose non le dicono. Stanno bene attenti a diffondere disinformazione.
Così nessuno sa quel che facevano Draghi, Prodi o Monti verso la fine della prima Repubblica, perché nessuno lo dice. Notate che sono tutti democristiani, Monti era vicinissimo a De Mita, poi si sono rifatti la verginità andando a ripulirsi nei grandi gruppi internazionali, quelli che decidono per tutti saltando i parlamenti nazionali.
(Sul Gruppo Bilderberg ci sono delle dichiarazioni di Imposimato che dalle carte che risalgono a 20-30 anni fa, prova un coinvolgimento di questi signori con gli anni delle stragi, gli anni di piombo, il terrorismo italiano. Il gruppo Bilderberg fa queste riunioni segrete in cui si incontrano a porte chiuse le stesse persone che poi vengono nei parlamenti a prendere delle decisioni (l’ultima è stata a Roma con membri del governo Prodi. Quelle precedenti ad Atene e Madridi, non a caso le capitali dei Paesi di cui questi signori decidono il fallimento).
Ma come mai, se io cittadino eleggo te politico e ti pago lo stipendio, non posso capire che tipo di decisione prendi e se governi per il mio bene o per quello di organismi finanziari che nemmeno conosco?
Certo, nessuno può provare che il Bilderberg manovri il mondo, però è significativo che sempre le stesse persone ruotino attorno ai poli del potere. Sicuramente esiste un tentativo di manovrare il mondo da parte di gruppi capitalisti. Possiamo notare che a volte sbaglia i suoi bersagli, perché quelli che decidono sempre persone sono, non sono diversi da noi, non è che hanno un’intelligenza superiore e il potere li consuma come tutti.
Si guardi per es, il crollo della Lehman Brothers. I banchieri si riuniscono per tutto un fine settimana prima dell’annuncio della bancarotta della Lehman. Potevano anche salvarla, perché hanno salvato organizzazione ben più grandi (La FED ha emesso 7.500 miliardi di dollari per salvare le banche americane). Però a qualcuno non piaceva e alla fine le passioni umane sono sempre quelle che governano. Sicuramente lo scopo del Bilderberg è il dominio, ma non è detto che ci riescano, ogni tanto scoppia una bella crisi, un grande crollo, a causa dei movimenti del mercato che resta la forza più indipendente che esista e non può essere interamente controllato da nessuno.
Ora, una buona parte del debito pubblico è un debito odioso, un debito di usura, che viene contratto con false informazioni. Per l’Italia, un 45% del debito che è nelle mani del settore estero potrebbe essere ‘rinegoziato’ sulla base proprio del concetto del debito odioso, concetto che è stato portato avanti dall’Ecuador. La strategia da seguire è che indebitarsi per pagare gli interessi sul debito è illegale su piano privato e deve esserlo anche sul piano internazionale. Se è illegale per un individuo, perché non deve esserlo per uno Stato? Noi ci stiamo indebitando non per pagare un debito, ma per pagare degli interessi usurai e questo dovrebbe essere un reato internazionale.
Come si origina la ricchezza finanziaria? Il sistema bancario poggia sul concetto di impresa privata e le banche centrali sono tutte di proprietà di banche private, il sistema politico-economico europeo non è stato creato per favorire i popoli, ma per fare arricchire le banche private a spese dei popoli. Si veda Banca d’Italia, è tutta privata, una parte è della Deutsche Bank, un’altra della BNP Paribas.
Come si arricchiscono le banche oggi? Non certo col credito alla produzione, ma col debito pubblico. Noi ci indebitiamo, gli Stati si indebitano, la Bce produce miliardi dal nulla per darli elle banche, e noi ripaghiamo non solo quelli ma anche il tasso di interesse.
Ma lo ripagheremo mai questo debito? No. è impossibile. Se l’Italia si trova con 2.000 miliardi di debito, un tasso di crescita a -2,6 e un decennale di crescita intorno allo 0,5%, è chiaro che quel debito non potrà mai essere ripagato. Occorrerebbe un tasso di crescita al 10%. Ma la stessa Cina che cresce moltissimo, cresce tra il 7 e l’8, quindi il 10% è impossibile. Allora se io sono il sistema finanziario e io vivo sulla produzione del debito ma un debito non potrà mai essere ripagato, è nel mio interesse creare sempre nuovo debito, finché i popoli non siano munti fino all’ultimo euro.
Noi dovremmo fare solo una cosa: rinegoziare quel debito con l’estero.
Chiaramente dobbiamo onorare il debito che abbiamo con i risparmiatori italiani, che è il 12%. Poi c’è tutto il debito che è stato ricomprato negli ultimi 3 anni dalle banche italiane, e siamo al 50-55%. Le banche italiane quel debito lo hanno ricomprato coi nostri risparmi. Quindi se io non lo ripago… Sicuramente io posso fare un’operazione in cui negozio quel 45%, lo riduco del 50%, mi accordo e poi esco dall’euro, creo un euro a due velocità e quel debito automaticamente mi scende, perché avrò una svalutazione del 30-40%, ma non importa, perché tanto la moneta che viene utilizzata dal risparmiatore italiano è la stessa, perché non ho quel rischio di cambio che invece avrei se mantenessi il debito in euro. Il debito con l’estero l’ho rinegoziato, ho anche rinegoziato il rapporto di svalutazione e arrivo a una situazione migliore di quella in cui mi trovo adesso.
Penso che la rinegoziazione del debito possa avvenire in Italia come è avvenuta in Ecuador e in Grecia. Perché la Grecia questo ha fatto. Alla Grecia è stato abbuonato il 75% del debito, che è una rinegoziazione, è un default tecnico, controllato. Non mi sembra che il mercato sia impazzito. Anzi, alla fine del 2012 hanno ricominciato a comprarsi il debito greco. La Grecia ha meno risorse di noi. Ora anche il Portogallo si sta ricompreando il debito. In più alla Grecia è stato abbuonato, nel 2012 anche quella parte di debito che aveva con la BCE, l’Ue e il Fm. Loro non hanno partecipato a quella riduzione del 75%, però hanno fatto un’altra riduzione, in sordina, non se n’è accorto nessuno, perché era sotto Natale, e lo hanno fatto apposta, perché non vogliono che la Germania in un anno elettorale debba confrontarsi con un elettorato che le domanderà: ma allora a questi qui gli abbiamo abbuonato tutto? Esistono tutti questi meccanismi, tutti lo sanno, anche i nostro politici dovrebbero saperli oppure sono degli incompetenti.
Ci raccontano che la discesa del nostro spread è dovuta a Monti. Lo spread non è un indicatore economico, dunque non importa se sta a 500 o a 200. Quello che dobbiamo vedere è come va la nostra economia. Se noi avessimo lo spread a 500 con un’economia che cresce al 10%, sarebbe fantastico. Noi invece abbiamo uno spread che è sceso al 2,6-2,8 e abbiamo tutti gli indicatori economici altamente negativi e in più siamo in contrazione al 2,6%. Quindi che cosa ha fatto Monti? Ha peggiorato la situazione (e cosa ferebbe Bersani proseguendo l’agenda Monti? ci mandarebbe al macello).
Ecco che con un debito vicino al 7% l’investitore straniero non vuole toccare l’Italia, è troppo pericoloso, perché potrebbe saltare. Saltando l’Italia, perderebbe tutto il suo investimento. Quindi bisogna abbattere lo spread, il tasso di interesse. Esso è l’indicatore del sentimento di mercato nei confronti di un determinato paese.
Lo spread non lo ha abbattuto Monti ma Draghi. Monti ha offerto l’immagine di un’Italia a testa bassa che subisce tutto come uno schiavo di guerra. Ma chi ha rassicurato il mercato finanziario è stato Draghi che ha immesso sul mercato in 11 mesi, 2.000 miliardi. Tutti finiti nelle banche. E cosa ci hanno fatto? Hanno ricomprato il debito. Chi aveva ricomprato il debito greco ha avuto un guadagno del 74%. Invece chi aveva investito nei titoli di Stato tedeschi aveva guadagnato il 4%. Quindi a dicembre del 2012 questa liquidità che girava ancora nel sistema si è spostata tutta verso il debito della periferia. È questa la grande rotazione di cui chiaramente in Italia non parla nessuno. Ma i giornali stranieri hanno fatto i titoloni su questo. Quindi si è riiniziato a comprare il debito della periferia. Parliamo del Portogallo, Grecia, Italia ecc. Perché il tasso di interesse era più elevato di quello che uno poteva ottenere investendo coi titoli non a rischio. E si vuole sempre avere un guadagno rapido. Invece di investire questi soldi nel settore dell’economia reale, le banche hanno ricominciato a fare soldi al grande casinò della finanza. Questa è la situazione
(Tra l’altro dei 30 miliardi che sono stati dati alla Grecia, al governo greco è arrivata solo una piccolissima percentuale, tutto il resto è finito alle banche che si sono ricomprate il debito e poi hanno ritrasferito indietro i soldi alle stesse economie che avevano poi generato e prodotto i soldi che si sono presi).
Noi dobbiamo uscire dall’euro. L’euro è una costruzione monetaria sbagliata. Doveva essere un punto di arrivo e non un punto di partenza. Ha dato ai paesi del nord Europa, specie la Germania, una competitività superiore, ha aumentato la competitività del prodotto tedesco ed ha abbattuto quella del nostro. Perché non dimentichiamoci che l’euro ha bloccato non solo il meccanismo di svalutazione della lira ma anche il meccanismo di rivalutazione del marco. Un tempo tutti volevano comprarsi la BMW, ma non lo potevano fare perché c’era un tasso di cambio, ma col tempo il marco saliva e la lira scendeva. Oggi che differenza c’è tra una BMW e una Panda? In termini monetari i prezzi sono fissi, quindi è chiaro che la concorrenza è stata schiacciata e ha portato alla chiusura di imprese. L’industria manifatturiera greca, che contribuiva al 35% del PIL nel 1981, quando la Grecia è entrata nell’Ue è scomparsa. Il 75% del PIL greco proveniva dai consumi, dove c’è anche il turismo, e dagli aiuti economici e finanziari che arrivavano dall’Ue. L’euro ha prodotto una colonizzazione o cannibalizzazione. Quindi uscire dall’euro è l’unico modo per riprendersi una parte di questa competitività, ma anche per ricostruire quell’industria che è andata distrutta e per farlo abbiamo bisogno di una sovranità monetaria, perché sennò è la BCE che decide quanto si stampa e dove finiscono questi soldi. Perché ha stampato 2.000 miliardi, che è tantissimo, però noi di questi 2.000 miliardi abbiamo visto poco…
Io arrivo dal Veneto, il Veneto è in ginocchio ed era il volano dell’economia italiana. Il medio-piccolo, ma anche il grande imprenditore del Veneto di quei 2.000 miliardi non ha visto nulla.
Noi non abbiamo bisogno oggi di una teoria tecnica, ma di una politica economica. Sono i politici che devono decidere di uscire dall’euro e rinegoziare la nostra posizione per indirizzare la nostra economia. Non dimentichiamoci che l’economia è sempre subordinata alla politica.
Qual è l’errore fondamentale del neoliberismo? Che l’economia delle banche e dei ricchi funziona meglio ma la gente sta peggio. Ricordiamoci Reagan. E’ quello che ha convinto che bastasse sostituire lo Stato col mercato. I risultati sono stati disastrosi. La teoria marxista, ma anche la teoria di Ricardo o Smith erano teorie sociologiche, politiche ed economiche. Di questo abbiamo bisogno: tornare a quel tipo di politica che vede l’economia come una sua branca importantissima, ma che prende delle decisioni. Oggi invece c’è un tentativo di controllo da parte degli squali del mercato su tutto: politica e mercato. Ma il mercato è libero, si regola da solo e dà a questa élite dei risultati negativi. Il mercato è una grandissima forza democratica, ma non è la politica. Crea anche dei grandi squilibri nella ricerca del profitto.L’élite non può controllare il mercato. Solo lo Stato può regolarizzarlo. Ma se io do al mercato il potere dello Stato, allora è la fine. È quello che succede oggi dal momento che gruppi finanziari (Bilderberg, Goldman Sachs..) cercano di manipolare il mercato.
(L’Europa Unita è un processo elitario ottenuto senza il consenso dei popoli e tutte le volte che questi sono stati consultati hanno risposto di no ai trattati europei. L’Europa in sé è una grande idea. Ci siamo trucidati a vicenda per 2000 anni e ora siamo in pace. L’Europa ci ha dato un’area di pace. Però va fatta nel modo giusto, come avevano pensato i famosi padri fondatori dell’Europa ed è un processo lunghissimo. L’euro esiste perché c’è stata una manipolazione da parte della Thatcher e di Mitterand con la caduta del muro di Berlino. Nessuno aveva pensato che l’euro sarebbe arrivato nel 2000. Anzi era l’ultimo obiettivo da raggiungere dopo un processo di integrazione, che iniziava con un’integrazione commerciale, passava per un’integrazione economica, arrivava a un’integrazione fiscale, politica, e poi, alla fine, c’era questa monetina, il premio di questo lungo processo. Invece no. Crolla il muro di Berlino, Kohl riunifica la Germania. Io l’ho vissuto molto da vicino, perché ho lavorato oltrecortina, dall’80 all’82 ho lavorato con la Banca Nazionale d’Ungheria, poi per 3 anni per una banca russa, nel 1984-85 l’idea che il muro crollasse era assurda ma il muro è crollato e ha preso tutti in contropiede. Mitterand e la Thatcher sono presi dal panico. Perché la Germania riunificata sarebbe diventata la più grande potenza e allora si decide: acceleriamo l’euro e imponiamo l’euro alla Germania, di modo che sarà legata a noi a doppio filo e quindi la terremo sotto controllo. L’euro ha dato alla Germania la possibilità di essere una super potenza. Nel 1989, con la riunificazione, si trovava in condizioni economiche molto peggiori delle nostre, perché non dimentichiamo che la Germania dell’Ovest ha riunificato ed ha eguagliato il marco della Germania dell’Est al marco della Germania dell’Ovest. Lo sforzo economico è stato enorme. Hanno alzato i tassi di interesse perché non ce la facevano e hanno pagato questa riunificazione con una manovra finanziaria durissima. Però oggi con i tassi praticamente allo 0,75%, all’1%, sta guadagnando su questo processo. Quindi ci ha guadagnato all’inizio e ci ha guadagnato alla fine. Ma tutto questo grazie all’euro. Se non avessimo avuto l’euro tutto questo non sarebbe successo, perché il marco tedesco oggi come oggi sarebbe alle stelle e questo avrebbe frenato l’esportazione di prodotti tedeschi perché troppo cari. La Germania è il 2° esportatore al mondo. Dopo la Cina c’è la Germania e poi ci sono gli Stati Uniti. Quindi la politica isterica della Thatcher e di Mitterand è stata alla base di quello che è successo. Gli inglesi nel ’92 hanno cacciato la signora Thatcher, hanno eletto Major che era contrario all’euro e l’Inghilterra sta in Europa ma con la sua sterlina. Prodi invece ci ha fatto entrare a costi altissimi, truffando sui conti e svendendo il patrimonio nazionale, e quelli che ci hanno fatti entrare sono gli stessi che poi sono andati a lavorare per Goldman Sachs: Prodi, Monti e Draghi. L’entrata nell’euro ha sancito il passaggio tra la prima e la seconda Repubblica, il 92, che è stato anche l’anno delle stragi. La vecchia Dc e il PCI, entità tipiche della guerra fredda, si sono dissolte e sono nate altre forze politiche che si sono legittimate attraverso il progetto europeista (csx, cdx).
Il ’92 è un anno fondamentale, per l’euro, per noi, per l’Europal L’Inghilterra, che era in una situazione simile alla situazione italiana non reggeva allo SME, il serpente valutario. Noi abbiamo svalutato perché c’è stata una massiccia speculazione nei confronti della lira, partita da Soros, la lira non reggeva all’interno dello SME dove le monete potevano oscillare solamente del 2,5% in positivo o in negativo, e nel caso dell’Italia e della Gran Bretagna del 6%. Ma l’economia di questi Paese non ha retto. Il sistema si spacca, l’Inghilterra si trova nella stessa situazione dell’Italia ma non fa una svalutazione come abbiamo fatto noi perché non ha Soros che la minaccia, invece il tasso di interesse dell’Inghilterra sale al 18%. Io avevo un mutuo e ho dovuto praticamente prendere un secondo lavoro perché non ce la facevo. Noi avevamo contratto un mutuo al 5%, nel giro di due anni è andato al 18. L’Inghilterra era in ginocchio, come noi. Però gli inglesi non svendono il patrimonio nazionale per risanare le finanze ed entrare nei parametri di Maastricht, ammettono che non possono entrarci, perché non hanno un’economia in grado di poter reggere le economie invece degli altri paesi. Noi invece non lo facciamo, per motivi politici, perché Prodi lo vuole. Noi avevamo partiti che si dovevano legitimare. L’Inghilterra non doveva legittimare nulla. Cacciata la Thatcher, il Partito Conservatore ha continuato a gestire il paese, ma là la Dc non c’era più né il PCI.
Noi dobbiamo uscire dall’euro, non dall’Europa. La Gran Bretagna, la Svezia, la Danimarca non fanno parte dell’euro però stanno in Europa. Se non esiste un protocollo per farlo, creiamolo! Nulla dura per sempre, sicuramente non gli imperi né tantomeno le unioni tra nazioni. Ma soprattutto torniamo ad essere un paese sovrano, per fare quello che vogliamo, negoziare quello che vogliamo. Certo che se invece diventiamo una colonia, la situazione cambia.
(Anche perché, se ci impicchiamo con i Fondi salva-Stati come il MES, poi sarà sempre più difficile)
Se andiamo avanti così (come vuole Monti e come ubbidisce Bersani) perderemo ogni traccia di democrazia abbiamo e di sovranità nazionale (Già un colpo durissimo è stato mettere in fretta il parecchio del bilancio in Costituzione”).
Il debito è un cappio ma la soluzione è possibile. 2 anni fa a chi avesse detto che la Grecia avrebbe negoziato il 95% di sconto del proprio debito e che non sarebbe implosa, la gente avrebbe risposto: “È impossibile”. Su tutti i mercati la Grecia la davano per spacciata, invece è arrivato Draghi, ha stampato moneta. Tutto si può fare. Noi non siamo in emergenza ancora, ma lo saremo presto perché questo è un debito ingestibile. 2.000 miliardi! E continuando così come vogliono Bersani e Monti, alla fine del 2013 staremo peggio di oggi. Arriveremo a un punto in cui i mercati non ci daranno più soldi.
Il Giappone è una nazione che ha un debito molto elevato rispetto al PIL, 200%, però è tutto interno e non è un problema. Noi no, perché chiediamo soldi che vengono da fuori. Il Giappone ha la sovranità nazionale, può stampare tutti i soldi che vuole, li può mettere in circolazione nelle banche e le banche possono acquistare il debito. Noi no, noi siamo dipendenti dall’estero, dalle banche estere e dal denaro all’estero. Arriverà un punto in cui non ce lo daranno più o a tassi molto elevati. Quindi prima di arrivare alla crisi totale e di ritrovarci in emergenza, negoziamo prima. Però ci vuole una classe politica che sappia farlo. Noi abbiamo dei politici che approfittano delle emergenze per ucciderci: abbiamo approvato il Fiscal Compact, che è il pareggio di bilancio, senza sapere quello che facevamo. Così ogni anno dobbiamo tagliare 50 miliardi. Mettiamo caso che nel 2012 si verifica una grandissima alluvione e dobbiamo ricostruire una parte dell’Italia, siccome abbiamo il Fiscal Compact non lo possiamo fare. Perché dove li troviamo quei 50 miliardi in più dei 50 miliardi? Come li tagliamo 50 miliardi? Sulla scuola? Ma se io ho una spesa eccezionale, la scuola la taglio non del 10%, la dovrò tagliare del 70%. Ma questi che l’hanno firmata, ma a che cosa pensavano in quel momento, in Parlamento? O stavano tutti sull’Ipad e stavano su Twitter e Facebook? Ma Monti chi è? Un nuovo dittatore? Monti vuole fare l’Europa? Ma è un giocattolo? Stiamo giocando a Monopoli? Questo è un paese sovrano. Siamo tutti sovrani. Se vogliamo fare l’Europa la devono fare i cittadini, la devono fare gli italiani, i francesi, gli spagnoli, non Monti. La sua è la mentalità di chi non vive nella realtà, perché questi sono individui che si muovono con la scorta di sei persone, hanno l’autista che li porta da A a B. Io dubito che Monti sia mai salito su un autobus. Monti ha presentato il suo libro sull’Europa a Bruxelles, di fronte a una folla di euroburocrati. Noi avremmo bisogno di gente che parla alla gente non ai burocrati. Le campagne elettorali ormai non le fanno più così, le fanno a Bruxelles. È significativo. Bersani va a Bruxelles, Bersani va a Berlino, incontra la Merkel in campagna elettorale. Ma quando mai un politico britannico durante una campagna elettorale, a due settimane dalle elezioni, va a Berlino? Sarebbe uno scandalo pazzesco! Perderebbe una quantità incredibile di voti! Invece no, qui viene presentato come un bel gesto: bravo! È quello che noi vogliamo che tu faccia!
(Noi volevamo qualcuno che rappresenta gli interessi dell’Italia all’estero e ci ritroviamo con qualcuno che rappresenta gli interessi esteri in Italia)

Cisgiordania

Viviana Vivarelli

Col senno del poi qualcuno ci dovrebbe spiegare tutta quell’urgenza con cui Prodi, anche imbrogliando sui dati, ci fece entrare a forza nell’euro con perdita della nostra sovranità monetaria
Disse a suo tempo: “Quando facemmo l’euro, la mia obiezione – ne parlavo con tutti i capi di governo – era: ma come possiamo fare la moneta unica senza alcuni pilastri della finanza, dell’economia e della politica, unici anche loro? La risposta saggia era: intanto abbiamo fatto questo salto in avanti. Il resto verrà poi”.
La cosa gravissima è che ‘il resto’ non è arrivato mai
A differenza di quanto detto dalla Napoleoni, la Thatcher fu una fiera oppositrice dell’Europa monetaria. Ricordiamo il suo urlo alla camera dei Comuni:“No. No. No” nel 1990. La fiera Inghilterra mai avrebbe rinunciato alla sovranità monetaria, perdendo anche la sua autonomia sotto i diktat di un sistema bancario che non era certo espressione del voto popolare. Alla Thatcher risultò altresì chiaro che l’Unione Europa sotto l’euro avrebbe rafforzato la Germania, e qui la Napoleoni ha ragione, molto più di un sistema bilanciato di stati sovrani. La Thatcher cadde per molti motivi ma questo la mise contro il suo stesso partito.
Ora il punto è: cosa dobbiamo fare? Cosa stiamo aspettando?
Che Berlusconi sia un malvivente dovrebbe essere ovvio, ha persino una condanna penale per 4 anni di carcere che lo porta a decadenza da qualsiasi carica pubblica, e che le sue promesse contino zero lo ha dimostrato in 18 anni di menzogne.
Ma che Bersani ci abbia venduti al sistema finanziario che ci ucciderà fino all’ultimo quattrino dovrebbe essere abbastanza chiaro a tutti e invece non lo è e continuano ad esserci folle plaudenti o elettori disinformato o plagiati che lo danno come primo partito nazionale.
Bersani è il cagnolino di Monti e scodinzolerà come Monti comanda.
E Monti è l’esecutore di un sistema finanziario spietato che attraverso le regole dell’euro, il debito e il fiscal compact ci manderà in rovina.
Prodi, Monti e Draghi fanno parte dello stesso terzetto di esecutori dell’alta finanza.
In questo contesto i nostri piccoli capi politici fanno la figura dei nani e dei servitorelli di regime.
Il fatto è che la nostra crisi è stata provocata dal malgoverno di destra e di sinistra, che sono entrambe colpevoli di non aver combattuto ma amplificato la corruzione politica e di averci messi tra le braccia di un sistema bancario perverso e usuraio che è stato l’unico che della crisi si è arricchito e di un potere di magnati ultraliberisti che col ricatto del debito hanno approfittato per depredare il Paese e tagliarci le libertà, i diritti e la democrazia
Ormai grazie a costoro siamo entrati in una spirale senza fine che ci porterà a forza di ‘austerity’ a essere peggio della Grecia e a finire sparati nel terzo mondo
E Monti e Bersani vanno in quella direzione
Negare tutto questo come fa Giannino o come fai tu è ormai non solo da dementi ma da criminal.

Pechino

IL MASTER INESISTENTE DI OSCAR GIANNINO
CROLLANO COME BIRILLI-OGNI GIORNO UNO

E così Oscar Giannino è scivolato sulla buccia di banana della sua vanità, niente due lauree, niente master a Chicago, una sfilza di balle.
Non è molto diverso dal tizio che si spacciava per dentista nella sua cantina ma era un volgare lestofante.
Peccato che il suo movimento politico, IL Fare, si presentasse proprio serio e rigoroso, tutto merito e trasparenza, e accidenti al merito e alla trasparenza! La vanità gli ha fatto ‘migliorare’ il suo curriculum con un master inesistente all’università di Chicago, un falso per cui in ogni Paese europeo ti cacciano a pedate come truffatore e ti vietano di tornare in politica. Sono finiti i tempi in cui Bossi usciva di casa dicendo di che andava a fare il medico perché si era laureato in medicina alla famosa università Elettra per corrispondenza!
Il fatto è che in Italia Giannino si è fatto una fama di economista preparatissimo in economia liberista propria grazie al diploma in “Corporate Finance e Public Finance presso la University of Chicago Booth School of Business”(lo stesso prestigioso ateneo dove Zingales è professore ordinario di Entrepreneurship and Finance). Il compagno di partito Zingales si è accorto della truffa e l’ha denunciato. A Chicago Giannino c’era stato, sì, ma solo a studiare l’inglese come uno scolaretto qualunque, niente che avesse a che fare con l’economia!
Ma da quanto tempo va avanti la balla delle due lauree e del prestigioso master? Troppo, visto che l’immagino di Giannino si reggeva proprio su quello, tanto che il suo blog si chiama “Chicago Blog” e quel master era una apologia all’ultraliberismo della dx statunitense.
Quando è stato smascherato, Giannino ha peggiorato la situazione affastellando altre bugie. Il fido Boldrini ha tentato anche lui di negare l’evidenza finendo nella stessa inaffidabilità.
Alla fine Giannino ha rivelato di non avere nessun titolo accademico. Nemmeno le due lauree?! Ma che credibilità può avere uno così?
Tanto valeva che il master se lo comprasse in Albania!
Povero Giannino! Gli rimarrà di vero solo il farfallino!
E sarebbero questi i famosi esperti!?

LA NAPOLEONI E’ STATA CONTESTATA NON NEL MERITO MA SUL CURRICULUM

Gli amici del capitalismo si sono sfrenati nell’attaccare la Loretta Napoleoni, mettendo in dubbio la sua competenza, in quanto non avrebbe esposto in modo preciso nel suo curriculum il suo insegnamento americano.
Crediamo che la Napoleoni di economia ne sappia più di Giannino e sicuramente più di Boldrini che economista non è. E’ vero, nel suo curriculum c’è qualche inesattezza, è stata assistente professore alla Judge Business Schools di Cambridge e non era proprio docente con cattedra, ma al massimo si può parlare di indicazione generalizzata e inesatta, non certo di truffa come nel caso di Giannino. Almeno lei a quella università ha insegnato, così come ha detto.

Tokio

RINEGOZIAMO IL DEBITO
VV
L’Islanda non è stata citata per la sua posizione con l’euro (perché ha conservato la sua moneta nazionale) ma per aver reagito alla crisi del 2008 con un forte atto di democrazia dal basso, in quanto ha cambiato la costituzione on line, 2 anni fa gli Islandesi hanno eletto 25 cittadini per riscrivere la Costituzione così da evitare in futuro altre crisi, prima 522 candidati non iscritti a partiti (e uscirono docenti universitari, avvocati, giornalisti, un sindacalista, un contadino, un pastore e un regista). E’ stato fatto un progetto con le richieste fatte on line dai cittadini (come vuo fare Grillo, democrazia on line) per una proposta di riforma costituzionale, che è stata approvata da un referendum.
L’Islanda era uno dei paesi a più alto reddito del mondo, con una crescita del 6%. La crisi islandese partì da tre banche e dalle loro speculazioni che portò i tassi di interesse al 15% aumentando il debito enormemente fino al fallimento delle dette banche che possedevano il debito nazionale. La crisi del 2008 la porta al fallimento, col Fm che fa 2 prestiti pesanti. Le 3 banche che detenevano il debito pubblico, con le loro speculazioni, lo avevano portato a essere 11 volte il Pil, per cui l’Islanda si trovò a non poter più rimborsare il debito e il 93% degli Islandesi decise allora di rifiutarlo. In debito doveva essere rinegoziato (come chiede Grillo), i banchieri e i membri del governo sono stati processati e puniti. L’Interpol ha cercato i condannati per incarcerarli e tutti i banchieri sono scappati. Nel 2011 l’Islanda con un 2° referendum ha respinto la richiesta di Olanda e Gran Bretagna per la rifusione del debito. Poi l’Islanda con un 2° referendum ha respinto la richiesta di Olanda e Gran Bretagna per la rifusione del debito.
Come accaduto in Islanda, anche in Ecuador il popolo, guidato dal presidente Rafael Correa, si è rifiutato di pagare il debito. Una commissione appositamente istituita l’ha dichiarato illegittimo in quanto si trattava di un prestito che faceva gli interessi esclusivi di banche e multinazionali e non del paese che avrebbe dovuto aiutare. Un’altra lezione di cui tenere conto.

Senegal

ORWELL
VV
Ormai il linguaggio è prettamente orwelliano
Ogni parola che usano significa il contrario
Le parole sono antitetiche al loro significato
Sono voluti andare ad attaccare Irak e Afghanistan per esportare democrazia
Hanno votato il porcellum per aumentare la democrazia
La Lega ha aumentato i poteri dello stato centrale diminuendo quelli degli enti locali per fare la secessione
Hanno tagliato lo stato sociale perché sono equi
Hanno imposto una patrimoniale sui poveri e non sui ricchi tagliando i servizi dello stato e alzando tasse e carovita per risanare il Paese
Hanno deformato il sistema penale in modo da tenere liberi i ricchi e carcerare i poveri per amore della giustizia
Hanno ridotto alla fame un Paese e tagliato anche ai malati perché sono cattolici
E il Pd continua a dirsi di sx e difensore di pensionati, poveri e lavoratori mentre ci vende al Fm e alla Bce
che altro?

Scozia

Lalla segnala
SONO ARRIVATI ALLA FRUTTA
Marco Cedolin

Mentre Giorgio Napolitano vola negli USA, per rassicurare il presidente Obama, come già fatto in precedenza con la UE e la BCE, sul fatto che l’esito delle elezioni è sotto controllo e dalle urne emergerà comunque vada solamente un governo di camerieri preposto a continuare sulla strada dell’annientamento del paese e della riduzione in miseria della popolazione, il circo equestre della campagna elettorale, ormai in completa confusione, inizia a sperimentare esperienze tragicomiche di un lirismo impressionante.
Beppe Grillo si appropria delle piazze d’Italia e riesce a riempirle ben oltre quanto potesse essere immaginabile, raccogliendo una marea di consensi, intorno a slogan elementari ma sempre ben calati all’interno della realtà di un paese in via di disgregazione e vittima della disperazione diffusa che sta montando sempre più. E dovrebbe bastare un’occhiata a quelle piazze ed alla composizione dei cittadini che le riempono, per comprendere come il suo sarà probabilmente un successo che travalicherà anche le più ardite previsioni. Successo determinato dalle sue grandi capacità di comunicatore, dall’ottima struttura organizzativa messa in campo, dal malcontento generalizzato della popolazione, ma anche e soprattutto dall’assoluta mancanza di alternative credibili fra coloro (partiti che possano aspirare a superare il 4%) che si propongono alla guida del paese. Il nulla assoluto presente intorno a Grillo stupisce infatti innanzitutto per la totale mancanza di qualsiasi elemento di novità o interesse che prescinda dalla volontà di continuare sulla strada intrapresa, se è il caso fino alla morte, pronti a tutto per la UE e per l’euro, come a suo tempo ebbe modo di dire il leader maximo Mario Draghi…..

Rio de Janeiro

SE L’ARIA E L’ACQUA DIVENTANO DEI PRIVILEGI
Ferruccio Sansa

“Respira” dice l’ostetrica sollevando il bambino appena nato.Ecco il nostro primo contatto com l’ambiente, con la vita. Quel filo d’aria che conserviamo come un pegno ricevuto dai nostri genitori per restituirlo a chi ci seguirà al momento di andarcene. Abbiamo ridotto l’ambiente a un termine stucchevole, come fosse una fisima per radical chic con il nasino all’insù. Niente di più falso. Lo dice la parola stessa nella sua origine latina: è il luogo in cui ci muoviamo in ogni istante della nostra esistenza. In cui lavoriamo, giochiamo, amiamo.
Ma è ancora di più. Diceva l’astronomo john Gribbin ” Noi siamo letteralmente fatti di polvere cosmica”. Insomma, l’ambiente siamo noi, fatti per il 60 per cento d’acqua. E perfino i pensieri, come diceva Marguerite Yourcenar nelle Memorie di Adriano, traggono nutrimento dal pane che mangiamo, dall’ossigeno che respiriamo. Se la natura è contaminata anche noi lo siamo.Se la natura incontaminata, anche noi lo siamo. Viviamo male. E meno. È stato un limite del nostro ambientalismo non riuscire a far capire a tutti l’essenzialità di questi beni. Certo, il lavoro, le tasse, l’industria sono importanti, ma la salute del corpo e della mente sono presupposto di ogni altro discorso.
Sembrano sembrano ignorarlo anche i partiti. Andate a vedere i programmi e sul tema troverete discorsi generici (se ci sono). Vedrete che nei nei lanci di agenzia di quest’anno Monti e Berlusconi sono associati ad ambiente in un’occasione, Bersani tre volte e Ingroia quattro. Molto più spesso ricorrono termini come coalizione, maggioranza e compagnia bella. Eppure già negli anni 60 John Kennedy aveva detto: “la suprema realtà del nostro tempo è la vulnerabilità del nostro pianeta”. Da noi, cinquant’anni dopo, l’ineffabile Cavaliere annuncia l’ennesimo condono, che sarebbe un atto criminale, oltre che dati alla mano inutile per le casse pubbliche. E pure, e torniamo al senso ultimo delle parole, ecologia” ed “economia”, hanno un’origine comune: oikos, che in greco significa “casa”. La nostra casa. Che deve essere confortevole (addirittura ricca per qualcuno), ma prima ancora non deve crollarci addosso.
Duole sempre dover parlare degli altri citando per esempio, ma altrove sembrano averlo capito: in Germania i verdi sfiorano il 20%. Ma soprattutto a cura della natura è una voce essenziale dei programmi di tutti i partiti. Perché l’ambiente, si è detto, significa una vita migliore più lunga. Ma anche ricchezza, lavoro. La nostra principale industria, il turismo (che vale il 15% del Pil), è basata sul patrimonio naturale. Ancora: in Germania le energie alternative danno lavoro a 370.000 persone. Siamo solo noi i furbi allora o non sarà che si stanno facendo gli interessi dei padroni del vapore, proprietari di tv e giornali, che si riempiono le tasche con industrie inquinanti e poi hanno le ville ad Antigua? Insomma perfino l’ambiente, nostro bene primo, non è uguale per tutti. L’aria, l’acqua diventano sintomo di privilegio. “respira” è il primo atto della vita. Ma portare un po’ di ossigeno in queste elezioni potrebbe essere anche il primo gesto di una nuova cittadinanza.

Kentucky

CELENTANO: SE NON VOTI TI FAI DEL MALE

Se non voti ti fai del male
Se non voti ti fai del male

Eh mi vuoi dire per quale partito io dovrei votare
Loro promettono solo bugie
E ormai la politica è come lo sport
Facciamo il tifo per chi ci tradisce

Non più male di quei governi che abbandonano le donne
Sono più di cento in un anno le donne che muoiono
Da quei mariti e padri pazzi di gelosia
Merde senza un filo di dignità

E poi c’è anche il Molise che stanno uccidendo
Bombardato come un gruviera
Da quei fantasmi eolici che muovono il vento
E se ne va un altro pezzo d’Italia
È la fine dei paesaggi

Ma pare che ancora non basterà
Per distruggerlo del tutto
Il tanto ambito federalismo
Altre eliche sulle pale farà girar

Adriano (parlato)
Certo non si può dire che i tempi non siano confusi e mentre il pastore per salvare il suo gregge scuote la terra degli scandali riemergono purtroppo parole pericolose, parole come… condono tombale. Coro+Adriano: Tombale (eco)

E da qui si intuisce chiaramente che i politici sono lontani anni luce dal capire quali siano davvero i motivi di questa crisi. Eppure ci camminano sopra. L’Italia è ormai ridotta ad una lastra di cemento, pari ad una coltre funebre sulla quale si annidano le pericolose polveri sottili della corruzione.

E quindi cosa facciamo?
Non c’è altro mezzo per risolvere la crisi, dobbiamo cancellare tutto ciò che ci rattrista, stracciare il brutto dell’Italia come si straccerebbe una lettera scritta da uomini bugiardi e piena di errori, ma soprattutto piena di inganni. Quindi non ci rimane che riscrivere la storia del nostro Paese e rifarlo da capo, cioè ricostruirlo da capo, ricostruirlo fisicamente… da capo.
Se non voti non cambia niente
Se non voti ritornano ancora

Più male di così ci stanno rubando il mondo
Però si dice in giro che fra i partiti c’è

C’è un’onda nuova che è partita dal niente
E come una valanga
Sta avanzando come un ciclone
Per abbattere il marcio della nazione

E fino a quando il Comune di Venezia
Non fermerà quei mostri
Che galleggiano giganteschi
Orribili navi che sembrano palazzi
Che devastano la laguna

Ma i politici non si accorgono
Che quando la bellezza morirà
Loro saranno i primi a sprofondare

HO FATTO UN SOGNO, AVREI VOLUTO FOSSE UNA PREMONIZIONE
Claudio Martinotti Doria

Nel sogno gruppi di giovani e meno giovani, affiatati e fortemente motivati, giravano il paese con taser, bastoni telescopici, manette, ecc., per catturare i politici che avevano governato negli ultimi decenni e tutti i loro complici ai vari livelli, in particolare banchieri ed economisti, giornalisti e prelati, tutti coloro che hanno partecipano alla rovina dell’Italia, anche stando dietro le quinte.
Per quanto abbiano tentato di occultarsi, la rete ha consentito di assumere informazioni su di loro, di avere loro foto identificative, di sapere dove si nascondevano, rifugiavano o si mimetizzavano.
Una volta catturati venivano portati in uno dei carceri che erano stati svuotati dai detenuti comuni, soprattutto piccoli ladri, drogati ed immigrati clandestini, in attesa che venissero improntate appositamente per la loro alcune periferie urbane presidiate, dove saranno condannati a vivere il resto della loro vita in un alloggio di edilizia popolare con una pensione al minimo, svolgendo attività sociali e solidali.
I loro patrimoni (per la parte non giustificata dai loro redditi dichiarati) venivano confiscati a beneficio dello stato, tutti i loro redditi di provenienza pubblica revocati.
Poi mi svegliai e tornai nella realtà, cioè passai dal sogno all’incubo quotidiano.

ALESSIO SANTI

Ma l’Europa che ci comanda
e che dà i fondi europei alle regioni
è l’Europa dei banchieri, dei commissari europei legati all’alta finanza, alle multinazionali che hanno delocalizzato, ad un sistema bancario che farà pagare la sua crisi a tutti noi cittadini.
La crisi delle banche italiane che con 950 miliardi di euro di impieghi ne hanno ufficialmente 150 a sofferenze e poi quanti altre perdite legate ai prodotti derivati che usano per abbellire i loro bilanci?
La banca non fa più intermediazione fra i risparmiatori e le imprese, le banche non si fidano più tra loro perché sanno che i loro bilanci e quelli degli altri sono falsi, usano i derivati per coprire le perdite su crediti.
E allora davanti a una politica che toglie loro la commissione di massimo scoperto, rimettono una commissione per disponibilità fondi, uno 0,5% trimestrale sulle imprese, che diventa 2 punti in più sui tassi di interesse e che gli permette di guadagnare 4 volte di più rispetto alla commissione abolita per intervento della politica.
E la politica dopo, ora, sta zitta e muta accettando questa ulteriore tassa sulle imprese, sul paese produttivo.
Ma chi comanda in Italia e in Europa la politica o le banche?
E’ come se la politica facesse abbassare il prezzo della corrente togliendo un balzello dell’Enel, e il giorno dopo l’Enel s’inventa e mette sulla bolletta un balzello 4 volte maggiore, tanto le pecore si devono sempre tosare, in un modo o in un altro.
E’ uno schifo! tanto maggiore quanto ci prendono poi per il culo, con Bersani-Gargamella che va in tv e si vanta davanti a milioni di spettatori che è stato lui a volere l’annullamento della commissione delle banche, ma non dice che poi ha accettato che quelle stesse banche mettessero poi la commissione disponibilità fondi che ha un peso 4 volte maggiore!
E’ proprio vero che le mezze verità sono le più grandi bugie e loro sono maestri da sempre di bugie e di raggiri sulle imprese e sui cittadini italiani, ormai rassegnati al tanto peggio

LA BUGIA DI BERSANI CHE DICE CHE IL PD NON SI OCCUPA DI BANCHE
Roberto B.

Il Pd non si occupa di banche “DICE”, però i 16 membri del comitato d’indirizzo della Fondazione Mps che a sua volta controlla la banca vengono così nominati: 8 dal Comune di Siena, targato Pd, 5 dalla Provincia di Siena, targata Pd, 1 dalla Regione Toscana, targata Pd e uno a testa, infine, dall’università e dalla Curia.
Il Pd non ha le mani nella banca ma ha, a stare bassi, 13 dei suoi uomini nello
strategico comitato d’indirizzo della Fondazione. 13 su 16: non è un è po’ troppo per dire che il partito è estraneo alla banca ..
Bersani, afferma di non avere alcun imbarazzo per la vicenda Mps perché il Pd si occupa di politica, non di banche.
Perfetto. Però Massimo D’Alema, che se non sbaglio è del suo stesso partito, ha dichiarato alla Stampa: «Noi, e per noi intendo il Pd di Siena nella persona dell’ex sindaco Franco Ceccuzzi, Mussari lo abbiamo cambiato un anno fa, assieme a tutto il consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi».
Il Pd di Bersani non si occupa di banche, il Pd di D’Alema invece sì, al punto di cambiare tutto il vertice del Mps ..

UN PAESE DI IGNORANTI
Mario ad

5 italiani su cento tra i 14 e i 65 anni sono analfabeti totali.
Il 38 % riesce solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Sono tecnicamente semianalfabeti .
Il 33 % supera questa condizione, ma qui si ferma: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura.
Solo il 20 % della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.
L’Italia è in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat più della metà degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, mentre la TV , pur in declino in tutto il resto dell’occidente, rimane il mezzo di comunicazione dominante.
PS: forse per questo la maggior parte degli italiani continua a votare per questi ? (o a non andare a votare, che è uguale)

www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com

Sauro segnala:
I PARTITI IGNORANTISSIMI SI SONO DIMENTICATI IL TURISMO
GIAN ANTONIO STELLA

LA CAMPAGNA ELETTORALE HA DIMENTICATO UN TEMA IMPORTANTISSIMO.IL TURISMO
Solo 5 sciatori su 100 scelgono le nostre Alpi, perché? Vi pare possibile che solo il 5% di chi va a sciare sulle Alpi lo faccia in Italia?
Il turismo cresce in tutto il mondo, in Italia no. Per quanto abbiamo San Pietro, Assisi e Padre Pio: la Francia ci batte nei viaggi religiosi.
Dovrebbe essere essenziale per ogni POLITICO parlare di turismo,ma nelle campagne elettorali non c’è.
Quanto pesa il turismo livello mondiale? Nel 1980:280 milioni di visitatori,nel 2012 un miliardo,il quadruplo,ma salirà ancora con un bilancio annuale di 10 mila miliardi di dollari Nel 2030 i turisti saranno 2 miliardi. Tutti i paesi cresceranno meno noi. Un delitto!
Eppure l’Italia nel 1970 era in cima alla top ten mondiale(oggi è quinta), vanta più siti Unesco di tutti (47 contro i 43 della Spagna, 42 della Cina, 37 della Germania, 36 della Francia), è prima per le ricchezze culturali e cucina. Una posizione inarrivabile se,nonostante i regali del buon Dio (dalle Eolie alle Tre Cime di Lavaredo,dai faraglioni di Capri alla laguna di Caorle) non fossimo addirittura usciti dai «magnifici 10» (prima è la Svizzera) devastando paesaggi meravigliosi (e B promette nuovi condoni!). E’ assurdo che il turismo contribuisca al Pil per l’8,6%, meno di Francia (9,3%) o Usa (8,7%).
Il turismo in senso stretto occupa 868 mila italiani contro 938 mila inglesi e un milione e 154 mila francesi. Un distacco enorme, che sale con l’indotto a mezzo milione di posti di lavoro.
Pur essendo in territorio italiano 1/3 della catena alpina (il 27% contro il 29 dell’Austria, il 21 della Francia, il 13 della Svizzera) e pur essendo nostre le Dolomiti,lo sci nelle Alpi genera un mercato da 16 miliardi, di cui l’Italia prende solo il 5%.Un suicidio!
Quanto al turismo religioso siamo secondi in Europa dopo la Francia. Che tra Parigi (Notre-Dame, Montmartre, Lourdes ecc è prima al mondo
Sapete che la Madonna di Guadalupe in Messico da sola fa il triplo di San Pietro?
Aggiungiamo lo spreco folle del Sud: la Sicilia e le Baleari hanno gli stessi chilometri di costa ma la Sicilia ha la Valle dei templi, Taormina, Selinunte, Siracusa e una varietà gastronomica straordinaria. Eppure, nonostante i soldi buttati nelle spese più pazze, ha 1/11°delle presenze turistiche e addirittura 1/13° dei voli low cost. I governi dovrebbero stare svegli la notte per incrementare il turismo, per portare qui il più possibile tanti occupati quanto agricoltura e pesca, il triplo della chimica e 23 volte, con tutto il rispetto per i problemi dell’Ilva, quelli della siderurgia.
Eppure di tutto parlano i partiti meno che del turismo. E mai un accenno al web, che oggi convoglia larga parte del turismo mondiale. Non solo il turismo è sempre stato considerato «un settore di serie B» al punto che «si manda alla scuola alberghiera il figlio che non ha tanta voglia di studiare» ma nessuno capisce al contrario quanto potrebbe dare, in ricchezza e in posti di lavoro, questo nostro immenso patrimonio. Sempre che fosse «preso sul serio come accade nei Paesi moderni».

New York

GERARDO

Ho visto Aldo Moro accartocciato in una Renault rossa.
Ho visto Berlinguer mentre stava morendo implorare i suoi di andare casa per casa.
Ho visto il P.C.I. diventare PD e i diritti dei lavoratori gettati nel cassonetto “ Rifiuti Ideologici”.
Ho visto Violante rammaricarsi con Berlusconi nonostante un conflitto d’interesse mai nato!
Ho visto rete quattro salva e salva rai tre, ma la verità assassinata per sempre! … Ho visto Enrico Letta consegnare un pizzino a Monti “ Dimmi cosa posso fare per te”
Ho visto Fassino gridare “ abbiamo una banca” e “ facci sognare”
Ho visto l’ILVA uccidere uomini di tumori e salvata da una “legge lampo”
Ho visto Bersani, finanziato da Riva, non dire niente su Taranto!
Ho visto l’art.18 sprofondare come se non fosse mai esistito!
Ho visto D’Alema in barca, sorridere!
Ho visto il MPS inabissarsi e l’IMU arrivare in cielo……
Ho visto un popolo allo sbando ed un Premier dire che va tutto bene.
Ho visto la farsa delle primarie del PD….
…cos’altro deve vedere un popolo per capire?

RIDIAMARO : – )

Mister x
SCOPERTO L’INCOFFESSABILE SEGRETO DI GRILLO
-“E’ cattivo, non mi vuol far vincere- ha detto Berlusconi prima di salire su uno sgabello e scoppiare in lacrime tra le tette della Minetti, sporcandole tutte di cerone.
.
ANAGRAMMI

Pierluigi Bersani
anagrammato è tutto un programma
“inguaribili: perse”“giri insuperabile”
“inabile spergiuri” “subì il rimpiangere”
“i bersagli più neri”

Mario Monti, anagrammi:
“Nato, mi morì”.
“Morì minato”
“ Roma, mi noti? “
“Animo, morti!”
Silvio Berlusconi = v’inculerò il Bossi
Massimo D’Alema = ammasso di male
Alessandra Mussolini = annulla masse di rossi
Giulio Tremonti = e’ il muto intrigo
Umberto Bossi = ebbri su mosto
Cesare Previti: creasti vipere

Kenya

GLI IMPRESENTABILI
JENA
SFORZI

Bisogna fare un grande sforzo
per immaginarsi Vendola
al governo
con Monti,Casini e Fini
Lui lo sta facendo

PRIMA
Facebook era una cosa seria
prima che ci entrasse Monti
..


.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Grazie, il tuo intervento è molto interessante, ho anche visto le foto dei bimbi, anche non leggendo l’intervista trovo che le immagini parlino da sole.
    Grazie!
    patrizia.

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2013 @ 2:41 pm | Rispondi


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