Nuovo Masada

gennaio 26, 2013

MASADA n° 1438 26/1/2013 ZELIG CIRCUS

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:16 pm

Blog di Viviana Vivarelli

Antifascismo e CasaPound – Ingroia candida il capo del sindacato di polizia – Piero Ricca e Ingroia – I punti deboli di Rivoluzione Civile – Ingroia cancella Agnoletto – Dissacrazione dei grandi catafalchi – 50 gruppi controllano il 40% delle società mondiali – Beppe Grillo all’assemblea del Monte dei Paschi di Siena – La Banda del Monte dei Fiaschi – Mentre il Paese muore si aumentano le spese militari – Il Fondo Monetario fa autocritica sull’austerity – La Severino si fa fare a spese nostre un impianto di sicurezza da mezzo miliardo – Scandalo TAV Firenze- Abbiamo dichiarato guerra al Mali- Sindacati

Riccardo Orioles
TEMPI

Osservare
con ammirazione
come sia diventato elegante
fottersene di chi campa e di chi muore

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ZELIG CIRCUS
Federico

La campagna elettorale è appena iniziata e già sembra di assistere ad una puntata di Zelig circus.
Al primo posto troviamo Casino che prima va in tv dalla Annunziata a dire di essere l’unico elemento di novità della politica italiana e poi mette nelle liste alcuni parenti.
A seguire Rigor Mortis che in giorni diversi riesce a dire di non essere moderato, di non essere di sinistra e di non essere neanche di destra. Ora, forse, abbiamo finalmente capito la verità: è un Alieno venuto dalla galassia di eurolandia.
Al terzo posto b.&Bersana. B. va da Santoro e passa 10 minuti a parlare della differenza tra decreto e disegno di legge, Bersana in preda alla disperazione prova a riproporre due fallimentari alchimie elettorali già sperimentate in passato, il voto utile e la desistenza al Senato con la lista di Ingroia. Il risultato è già noto e si chiama sconfitta. Sulla patrimoniale un giorno dice di sì, il giorno dopo dice di no, la settimana prossima probabilmente dirà: ma cos’è s’ta patrimoniale?

Complimenti, perché anche Quentin Tarantino avrebbe fatto fatica a scrivere una sceneggiatura con una trama di questo tipo.
Non una parola sulle politiche industriali e di crescita del Paese, dell’Ilva, della situazione drammatica dei minatori del Sulcis e delle piccole e medie imprese artigiane e commerciali.
Non mezza parola sulle politiche energetiche ed ambientali, anche se abbiamo le bollette più care d’Europa ed il territorio dal punto di vista idrogeologico è al collasso.
Non una virgola sul tema della sicurezza, anche se ormai nei centri abitati le sparatorie in strada sono all’ordine del giorno.
Non mezza virgola sulla scuola pubblica e sull’edilizia scolastica: crollano anche i soffitti nelle scuole italiane, ma sembra non interessare molto la cosa, quasi che fosse normale.
Non un quarto di virgola sulla sanità pubblica: l’unica misura adottata in questi anni è stata quella degli tagli e della chiusura degli ospedali.
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Per tutti quelli che insistono a dire: “Ma se non vinciamo le elezioni, in Parlamento cosa ci andiamo a fare?”, prendo dal web:
“Un grandissimo presidente argentino nato nel 1811, Domingo Faustino Sarmiento, aveva confidato ad un amico che pensava di piantare degli alberi davanti alle case, e siccome questi gli osservò: “Ci vorranno più di cent’anni per avere ombra”, rispose: “Cominciamo subito allora!”
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Riccardo Orioles
E SAPERE CHE UN GIORNO

Pensarti dolcemente, nel buio e nella pena
e sapere che un giorno tornerai a volare

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L’ABUSO DELLA PAROLA ANTIFASCISTA
Viviana Vivarelli

E’ bastata una breve frase di Grillo con uno di Casa Pound, fra la gente in coda davanti al Viminale per la registrazione dei simboli, a scatenare la bagarre sulla parola ‘antifascista’. Grillo si è mosso senza pregiudiziali, aprendo il M5S a chiunque aderisse ai principi del Movimento e si è scatenata la ridda di quelli che non sanno più a che aggrapparsi per demolirlo. Primi coloro che dell’antifascismo si sono fatti alibi finora per riferirsi sempre al fascismo mussoliniano e dei suoi nostalgici e non guardare mai al neofascismo di oggi, quello del sistema finanziario, delle avide multinazionali, del Fm o della Bce, dello sfruttamento di pochi su molti, delle guerre fatte in nome della democrazia, del sostegno ai dittatori, il razzismo, la misoginia, l’omofobia, la pedofilia, l’abbandono dei poveri, gli scempi di madre Terra, gli attacchi allo stato sociale, il partitismo spregiudicato pronto alleato del crimine…
L’antifascismo è stato per 68 anni il grande alibi storico, l’abbellimento di facile uso, che sposta su un obiettivo anacronistico l’odio sociale, creando gloria d’accatto a chi lo sventola senza far nulla, la maschera di ipocrisia su cui sono campate generazioni di politici per mezzo secolo. Tutti antifascisti! Ma tutti a parlare di un fascismo morto e sepolto, quello per cui si scoprono lapidi e si attaccano corone d’alloro. Nessuno a vigilare di quanto fascismo entri nelle politiche di oggi!
Che senso ha attualizzare fatti accaduti 70 anni fa? I colpevoli sono tutti morti.
Sono morti anche i loro figli. Anche i figli dei figli. Non si può chiedere odio sui nipoti.
Non si può volere una catena di sangue che oltrepassi due generazioni.
I morti seppelliscano i morti!
Non si può stare attaccati alla vendetta per oltre 70 anni, sarebbe follia. Non lo ha fatto la Germania e non lo ha fatto l’Argentina.
Non si può volere che la catena d’odio vada avanti all’infinito.
I ragazzi di oggi non hanno le mani macchiate di sangue dei loro progenitori di dx o di sx.
I delitti oggi sono ben altri: si chiamano ultraliberismo, sfruttamento del lavoro o disoccupazione, aberrazioni del sistema finanziario, economia fatta con la guerra… si chiamano razzismo, mafia, collusione tra partiti, inganno degli elettori, democrazia rubata… azzeramento dei diritti umani e del lavoro… ricatto con lo spread e il debito.
Chi resta attaccato alle vendette di 70 anni fa, dice che oggi non sta facendo più nulla per le battaglie di oggi. E’ un residuato storico. Morto. Ma i morti seppelliscano i morti!
Viviamo in un mondo artificiale, un Truman show dove anche i bisogni e le idealità della gente sono deformati e strumentalizzati a fini di mercato. Dove i grandi concetti e le grandi lotte epocali si sono striminzite, sono diventate armi di bottega e finiscono col risuonare vuote e grottesche, puri fantocci per disinformazioni di massa.
Ma credete veramente che i padri della resistenza, Matteotti, Gobetti, Gramsci, se vedessero ora a cosa si è ridotto l’antifascismo, potrebbero riconoscerlo? Credete che avrebbero dato il nome di antifascismo a queste microscopiche lotte tribali tra pochi scagnozzi dei centri sociali, casseur di dx e di sx, che non vedono l’ora di spaccarsi la testa tra loro? Credete che avrebbero perso tempo su queste cianfrusaglie tra invasati simili, emarginati marginali, protagonisti di una piccola violenza da strada in un mondo in rovina?
Ma quanti saranno i fanatici di opposto colore? Poche migliaia. E quanti sono oggi, invece i veri fascisti, quelli che stanno minando giorno dopo giorno la democrazia, lo stato sociale, i diritti dell’uomo e del cittadino, le attese del futuro?
L’intera galassia dei gruppuscoli dei estrema dx non raggiungerà lo 0,4%, lo 0,5%.
Gli altri, i veri fascisti, comandano il mondo.
E non si identificano certo con gli invasati di CasaPound !! Anzi, proclamano con sobria solennità di tenersi lontani dagli opposti estremismi, solo perché il loro estremismo, quello delle banche e delle borse, quello degli organismi finanziari ultraliberisti, quello dei popoli strozzati dal debito e delle guerre permanenti loro lo chiamano Centro, il Grande Centro dei Moderati! Grandiosità dell’ipocrisia!
Quelli che finora stavano inerti davanti al razzismo, alla misoginia e all’omofobia predicati anche dalla Chiesa, all’esaltazione di partiti ormai degni del cesso. Credete che i padri della resistenza non chiamerebbero fascismo oggi, invece, la schiavitù dai derivati, il complotto dello spread, le truffe miliardarie delle banche, la collusione dei vili con Monti, esecutore delle grandi banche americane e della finanza mondiale?
Ma di cosa stiamo parlando?
Il fascismo è oggi il governo dispotico che distrugge i capisaldi della democrazia, elimina l’uguaglianza dei cittadini, sforna leggi inique chiamandole riforme, calpesta l’equilibrio dei poteri, mantiene sistemi elettorali che negano la sovranità popolare, discrimina tra ricchi e poveri, consolida una casta di potenti, compera i media, prostituisce i partiti, corrode lo stato sociale, calpesta i diritti del lavoro, dichiara guerre che nessuno ha mai votato, uccide la sopravvivenza e persino la speranza…
Ma Casapound non potrebbe neanche volendo produrre tutti questi misfatti.
I governi che si sono succeduti in Italia sì.

INGROIA CANDIDA IL CAPO DEL SINDACATO DI POLIZIA
Zac

Claudio Giardullo, segretario generale del Silp Cgil, è il poliziotto democratico candidato nelle liste di Rivoluzione Civile: “Sono un uomo culturalmente di sx ”.
Credo che l’incompatibilità stia nell’essere uomo della polizia, di questa polizia, e dichiararsi uomo di sx. Ti chiedi mai se sei di sx quando si picchiano gli operai dell’Alcoa, o quelli del Sulcis, o gli studenti o si gettano i lacrimogeni ad altezza d’uomo (gas CS è il nome dell’orto-clorobenziliden-malononitrile, arma chimica in caso di utilizzo in guerra – sentenza della Cassazione 30 gennaio 1982). E’ sufficiente trovare la scusante “E’ il mio mestiere”. Ma è proprio questo tuo mestiere che è incompatibile con una rivoluzione civile. E tu uomo che ti dichiari di sx hai mai stigmatizzato pubblicamente un tuo collega che ”ha esagerato” che “ha sbagliato”? Ti sei disconosciuto da tutti i tuoi colleghi che hanno inneggiato e glorificato i tuoi dirigenti condannati per i fatti della Diaz? Io non ho sentito una sola voce, anche anonima, che abbia stigmatizzato quei fatti e misfatti. Dici che non si può rischiare linciaggio e caccia all’uomo per i poliziotti, se si decidesse di adottare il numero identificativo su caschi e divisa che negli altri paesi democratici sono la norma. Cosa ha di diverso il nostro paese? La polizia, io rispondo, e gli uomini che ne fanno parte. Ai manifestanti invece è consentito la flagranza di reato anche dopo una settimana dai fatti è solamente ridicolo. E’ consentito la caccia a distanza di un giorno al ragazzo che aveva osato chiamare un poliziotto “pecorella”, spaccargli due costole e una spalla e fargli un occhio nero ed ecchimosi su tutto il corpo. Come pretendi che ti si possa credere e proprio ora che ti presenti candidato al Parlamento e vorresti far parte di quella casta che hai sempre difeso contro i disoccupati che i tuoi protettori affamano e macellano? Anche per questo non voterò Rivoluzione Civile.

MA QUALE DEMOCRAZIA E MOVIMENTO? IN RC HANNO PREVALSO LE SOLITE LOGICHE DEL POTERE VERTICALE
vv

Se Ingroia ha voluto candidare il capo del sindacato di polizia, con malumore della base, ha invece cancellato Agnoletto, come tutti i candidati delle cento e più assemblee dal basso. Alla fine, malgrado le promesse, anche RC si è adeguata alle regole del Porcellum e tutte le scelte sono state fatte dall’alto, con accordo tra i 5 leader della coalizione e cupe ombre sui candidati scelti. Della società civile delegata dal basso nemmeno l’ombra. Ignorata la lista “Cambiare si può”, che era stata prima nell’appello contro Monti e prima nel chiedere il referendum interno, nella speranza di cambiare la solita piramide del potere. L’eliminazione di Agnoletto resta significativa, a indicare, ancora una volta lo stacco tra estrema sx e no global, come se con la sx arcobaleno non si fosse visto abbastanza. E’ inutile che Ingroia parli di “battaglie comuni”, quando lui, Ferrero, Diliberto, Di Pietro e Bonelli mancano sul punto primo di ogni democrazia dal basso e ripetono lo stanco copione del potere partitico. Come dice Agnoletto: “Sul piano del metodo della formazione delle liste nessuna delle garanzie forniteci da Ingroia è stata rispettata”. Possiamo fare una croce sulla partecipazione democratica. Ai 5 riprendere la solita tecnica spartitoria è andato benissimo, per quanto avessero dichiarato il contrario. Il solito gap tra promesse e fatti. A Milano un’assemblea di 500 persone aveva scelto Agnoletto con 463 voti. Ma Agnoletto è sparito. Ingroia al suo posto ha messo Favia, che non è nemmeno di Milano né piace alla base. Di Pietro a seguire. Così, per la prima volta nella storia, Milano non ha un proprio rappresentante. Cancellato. Ingroia ha parlato vagamente di veto nei confronti di Agnoletto senza specificare perché e da chi fosse messo. Insomma RC i no global non li vuole. Preferisce i voltagabbana. Peccato che così Ingroia sconfessi anche quanti, come Agnoletto, per 11 anni hanno lottato per avere giustizia sulla macelleria di Genova. E, per ribadire meglio il concetto, è stato cancellato a Firenze anche Lorenzo Guadagnucci, coautore del libro “L’Eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova”. Ma è chiaro che se si candidano persone responsabili di quel massacro, non gli si possono avvicinare quelli che per esso chiedono giustizia.

PIERO RICCA E INGROIA

“Ho guardato le liste, studiato un po’ l’operazione e devo dire che “Rivoluzione civile” non mi convince. La stima per il magistrato Ingroia è fuori discussione, come pure il fatto che molti punti del suo manifesto sono condivisibili. Quel che mi lascia perplesso sono i seguenti elementi.
1. Il leaderismo. Si punta tutto sul nome di Ingroia, messo a caratteri cubitali nel simbolo, candidato in tutte le circoscrizioni, specchietto per le allodole, come Berlusconi.
2. L’ambiguità magistratura-politica. Quando sei così esposto per le indagini che hai condotto, da ultima quella su Stato e Mafia, dovresti riflettere un po’ di più prima di andartene in Guatemala e poi entrare in politica, dopo settimane di traccheggiamenti e senza prima prendere la decisione, non obbligatoria ma in questo caso opportuna, di dimetterti dalla magistratura. Altrimenti contribuisci ad alimentare la critica, non sempre in malafede, di politicizzazione della giustizia. E rendi ancora più difficile la vita ai colleghi magistrati che lasci in prima linea a Palermo.
3. Il maquillage. Dietro il nome di Ingroia e la facciata riverniciata di arancione, ci sono tre o quattro piccoli partiti destinati all’estinzione parlamentare: Idv, Pdci, Rifondazione Comunista, Verdi. Se l’operazione 4 per cento va in porto, questi piccoli partiti già di fatto estinti piazzeranno alla Camera i loro dirigenti, candidati tutti in pole position. Più che di rivoluzione civile si tratta di riciclaggio politico.
4. L’unione artificiale fra diversi. Quanto ci metteranno questi signori a dividersi? Il tempo di poche sedute parlamentari, prevedo. Troppo diversi, troppi galletti di inconciliabile estrazione in un medesimo pollaio. Comunisti di varia scuola con ex fascisti, garantisti terzomondisti con manettari e sbirri. Suvvia.
5. Il rapporto con il Pd. Se decidi di entrare in campo, come dici, contro il Montismo e per una piattaforma di laicità e riforma radicale, non puoi continuare a proporti al Pd, che ha la sua storia, ben nota, i provvedimenti di Monti li ha tutti votati in parlamento e non ha mai fatto mistero di volersi alleare con il centro dopo le elezioni. Ancora sperano di essere alternativi a Monti nelle grazie di Bersani e soci? Si può proporre la rivoluzione civile insieme a coloro che hanno contribuito a portarci così in basso?
6. Il criterio di selezione dei candidati. Chi ha deciso la posizione in lista dei candidati? Il ruolo delle assemblee locali, a quanto risulta, non è stato tenuto in alcun conto, per esempio a Milano. La mobilitazione dal basso, sbandierata a parole, non c’è stata. Si sono battute altre strade: oltre alla lottizzazione partitica, il marketing. Vedi la candidatura in posizione sicura del giornalista Ruotolo o del pentito del grillismo Favia, fatta apposta per portar via voti al M5S.
7 C’è poi un’altra cosa che preliminarmente giudico negativa. L’ispiratore dell’operazione è stato Luigi De Magistris, che pure non è in lista ma ha anch’egli piazzato qualche suo uomo in pole per la Camera. Anziché programmare rivoluzioni nazionali, sarebbe meglio che si dedicasse ai seri problemi della città di cui è sindaco. Come metodo, vale per tutti. Chi è stato eletto a una carica, prima di dedicarsi ad altro, dovrebbe onorare il proprio mandato.”

Viviana

Condivido in tutto quanto detto da Ricca.
Non ha senso dire che critiche così si possono fare a qualunque partito. Il problema di tutti i partiti è appunto di non sapere innovare e di non voler attaccare alla base i punti di potere su cui si abbarbicano e che il M5S contesta.
Che bisogno avevamo che Ingroia facesse un partito come tanti? Ce ne sono già 169! Bastava entrare in uno di questi. Uno più, uno meno, che differenza faceva?
Non ha senso dire che Ingroia ‘ha aperto’ al M5S. Che vuol dire? Che Ingroia chiedeva al M5S di mettersi ‘dentro’ Rivoluzione Civile? E perché avrebbe dovuto farlo? Un partitino piccolo che nasce dalla sommatoria di partitini vecchi e falliti non chiede a un grande Movimento nuovo di aderire. Al massimo può offrirsi per le sue stesse battaglie. Ingroia però non ha specificato quali.
Varie cose Ingroia finge di ignorare:
-che nel suo seno ci sono soggetti che in questi anni hanno manifestato un odio assoluto al M5S e alcuni sono qui onnipresenti sul blog del M5S tutto il giorno a spalmare accuse insensate e attacchi velenosi, facendosi solo voler male
-che lo stesso Di Pietro che dal M5S ha avuto solo gentilezze è caduto in basso dichiarando che votare M5S è un voto buttato (e allora votare Di Pietro o RC che voto utile è?)
-che Rivoluzione Civile non rivoluziona in niente la forma partitica, gli emolumenti,i finanziamenti, gli abusi e i privilegi di tutti i partiti della Casta
-che la nuova RC non ha nulla di nuovo rispetto alla vecchia RC, in particolare non fa nulla per innovare la forma della democrazia parlamentare, ormai inefficiente e sclerata
-che come al solito i candidati sono scelti dal segretario dall’alto
-che il suo personalismo è massimo
-che molti personaggi eminenti della società civile sono entrati nel partito di Ingroia e ne sono usciti a razzo delusi dal non trovarci nulla di nuovo
Di fronte a tutto questo, parlare di ‘superbia’ di Grillo verso un partito come tanti, per di più formato da riciclati, mi pare fuori luogo.
Il M5S si propone di azzerare tutti i partiti.
Nessuna alleanza con un partito è possibile.
Rivoluzione Civile appare esattamente un partito come gli altri.
Forse è un partito che si distacca da Bersani per attaccare più chiaramente Monti e tutto il quadro ultraliberista che egli rappresenta? Io ricordo che Ingroia disse ben chiaro che avrebbe sostenuto Bersani in Parlamento, e Bersani è, o piuttosto sperava di essere, l’ombra di Monti. Ora lo ritratta??
Ho saputo che alcuni ex blogger di Grillo che provenivano in passato dalla sinistra si sono lasciati affascinare da Ingroia e ci stanno riponendo delle speranze, mi spiace per Paola e altri amici che non capiscono dove si sono andati a cacciare e si illudono di alzare dei falò da fuocherelli ormai morti. Ma il partito di Ingroia più che qualcosa di nuovo mi sembra il partito dei vecchi nostalgici.
Per me, poi, la commistione Verdi, Di Pietro ed estremisti di sx è contro natura come cercare di accoppiare cani con gatti con topi, e sarebbe l’ora che i Verdi capissero cosa vogliono fare da grandi, visto che non riescono a eguagliare la chiarezza e il consenso dei Verdi francesi e tedeschi e hanno iniziato male, a suo tempo, dividendosi assurdamente tra Berlusconi e Prodi, per fare una schiacciata in entrambi in campi e ora tentano la carta dell’estrema sinistra, che ha sempre snobbato il tema dell’ambiente, che invece per Grillo è stato il primo e resta uno dei fondamentali.
Vorrei ricordare a questi velleitari che ogni tentativo di mettere insieme i membri piccoli e dispersi della sx radicale finora sono falliti rovinosamente, per rissosità interna e, se proprio vogliamo parlare di superbia, rivolgiamoci alla superbia solipsistica che ha sempre diviso questi partitini dello zero virgola tra loro, uno più isolato e supponente dell’altro. Ma è fallito anche il tentativo, più serio, di Mussi di coinvolgere questi signori, pieni di amor proprio e gonfi come palloni, con i no global.
E ora si vuole ripetere l’esperienza addirittura con i Verdi a cui di Marx non è mai importato niente o con Di Pietro, non solo odiato e attaccato fin qui da tutti gli altri, ma che addirittura di sinistra non è mai stato?
E’ un accrocchio e quello che nascerà sarà un aborto.
Ingroia ha ventilato in modo vago che ‘ci sarebbero delle somiglianze tra RC e M5S”. Ma quali? Io non le vedo.
Non mi pare che Ingroia sia uscito da nessuna dicotomia destra-sinistra, che anzi si propone come l’unica sx. E infatti riunisce tutti i rimasugli della sx radicale, nessuno dei quali ha mai detto di essere oltre la dx e la sx né lo dirà mai. Sono tutti rigorosamente ancora ai vecchi steccati del passato, alle vecchie ideologie del passato, ai vecchi linguaggi del passato.

La nota ulteriormente stonata è Di Pietro che per molti versi è sempre stato di dx e che, semmai, si è posto lui negli ultimi tempi oltre la dx e la sx, appoggiando i referendum popolari e portando avanti richieste di moralizzazione della partitocrazia. Per quanto posso prevedere, questo idillio di Di Pietro con l’estrema sx è destinato a durare poco, perché Di Pietro in quella compagine ci sta come il cavolo a merenda e viene sopportato a fatica, lui ex giudice ed ex poliziotto, solo per motivi numerici.

In quanto al fatto che Ingroia, seguendo la moda del tempo, voglia proporsi come ‘movimento’ (persino Samorì, Giannino o i cacciatori lo fanno) la cosa sa di opportunismo di giornata, visto che Rivoluzione civile è un partito come tanti altri e non ha contestato o rifiutato nessuno dei privilegi o abusi della forma partito, né si è mai proposta una lotta contro la partitocrazia o una modifica della Costituzione per cambiare la forma dello Stato da democrazia parlamentare a democrazia diretta. Rivoluzione Civile è la solita Rifondazione Comunista a cui Ingroia ha aggiunto la lotta alla mafia e alla corruzione politica, ma oltre ciò siamo sempre all’insieme di vecchi partitini di estrema sx, rissosi, divisi e con un linguaggio ormai obsoleto. Con questa gente non siamo andati da nessuna parte e non ci andremo ora grazie al solo Ingroia.

Fa anche ridere che, anche qui seguendo la moda del momento, Rivoluzione civile si presenti come ‘società civile’ quando i primi ad essere messi in lista sono stati i segretari dei vari partitini: Diliberto, Ferrero, Di Pietro e Bonelli (all’inizio era apparso anche Bertinotti!) e quando Ingroia sceglie autonomamente di testa sua i candidati.

Sa tutto di vecchia paccottiglia raffazzonata con qualche tocco di modernità solo formale e di apparenza seguendo la moda del momento, come fa anche Berlusconi.
Peccato!
Il momento in cui RC nasce (a 2 mesi prima delle elezioni) non è proprio dei migliori, sa di abborracciato e di opportunistico e non dipende nemmeno dalle vicende di questo Paese, ma dalle sorti del magistrato Ingroia che evidentemente in Guatemala ci stava male e voleva rientrare nella lotta politica italiana, seguito da Di Pietro, che, dopo il Report fatale e l’esodo dei suoi che lo ha portato sotto il 4%, rischiava di sparire e si è attaccato a Ingroia come a una ciambella di salvataggio per non affogare, il che in un certo senso vale anche per tutti gli altri che erano ormai morti alla politica parlamentare.
Rivoluzione Civile è un partito di disperati che si sono messi insieme per non sparire del tutto e salvare qualche poltrona in Parlamento. Ognuno di loro senza RC sarebbe affondato nel nulla, per cui il partito, prima di salvare l’Italia ha la funzione di salvare loro stessi. Il partito si regge solo sulla voglia spasmodica di tanti trombati di non restare ancora una volta fuori dalla politica ufficiale ed è un po’ poco per parlare di grandi novità.
Che poi Ingroia offra al M5S di unirsi a lui o accolga i fuorusciti Salsi e Favia, anche questo rientra in una voglia di galleggiamento che non bada a spese e si muove in modo un po’ carlone, da sprovveduti che vogliono fare i furbetti e Ingroia tanta furbizia nemmeno ce l’ha.
E che dentro il partito non siano rose e fiori da subito lo ha rivelato De Magistris quando, alle mosse di Ingroia verso il Pd (e non negatele perché ci sono state!) ha subito detto che se il patto col Pd fosse avvenuto, avrebbe ritirato i “suoi” arancioni, chiaro indice che non solo nel partito il leaderismo esiste, ma che di leader ne abbiamo addirittura 5, il che fa tristemente prevedere che il simposio non avrà vita lunga e che prima o poi le ostilità individuali verranno al pettine!
Insomma,siamo in una situazione anche peggiore della sx arcobaleno. E mi dispiace per quei 5stelle che si sono fatti sedurre dalle sirene di Ingroia.
C’è anche una cosa molto penosa che dobbiamo dire.
Possiamo essere sicuri che un magistrato come Ingroia prenderà l’imperativo delle liste pulite molto più seriamente di quanto non lo facciano Berlusconi o Bersani, che su questo punto sono stati ridicoli e che hanno preso alcuni provvedimenti solo in misura parziale e obtorto collo; invece possiamo essere sicuri che Ingroia porrà il divieto di candidatura anche a chi ha una condanna di primo grado. E che Di Pietro, in quanto ex magistrato ed ex poliziotto, lo appoggerà. E che qualunque condanna per reati contro lo Stato (vedi anche sedizione, banda armata, vandalismo nel corso di manifestazioni) impedirà l’accesso alle liste.
Ma come prenderanno questo tanti che queste condanne le hanno guadagnate per atti di ribellione allo Stato e di eversione durante le manifestazioni, le case occupate, le rivolte sociali…? Pensiamo a tanti dei centri sociali, dei gruppuscoli eversivi ecc.
In tutti questi anni l’odio contro il magistrato Di Pietro è stato furente su tutti i blog dell’estrema sx. E pensate che ora, siccome c’è Ingroia, magistrato anche lui, tutto questo sarà seppellito? Mille volte ho letto dichiarazioni furiose contro Di Pietro per il suo legalitarismo dalle frange dell’estrema sinistra. Quanto ci metterà questo problema a risorgere qui peggio di prima contro Ingroia?

Un altro fatto grave è che RC si era immediatamente distinta per la presenza di nomi famosi, peccato che dopo poco gli stessi se ne siano andati.
Ingroia è stato invocato da persone oneste e colte come lo storico Paul Ginsborg, il politologo Marco Revelli, il sociologo Luciano Gallino, l’economista Tonino Perna, i giuristi Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Alberto Lucarelli ed altre, e da vari movimenti che aspiravano ad un democrazia partecipata, in nome di un nuovo soggetto politico al di fuori di logiche partitiche. Ma Ingroia li ha estromessi appena tornato dal Guatemala, ha parlato da leader di vecchio partito, ha contribuito a favorire la destra per le regioni in bilico per Il Senato e si è parato il didietro non rinunciando alla carriera in Magistratura. Il tutto in nemmeno 3 giorni… Così, in breve tempo, chi era entrato è rimasto deluso. E Marco Revelli, Paul Ginsborg e Livio Pepino si sono dimessi perché il progetto non più quello a cui loro avevano pensato e anche perché segretari e dirigenti di Pdci, Rifondazione, Idv, Verdi tentano la candidatura in Rivoluzione civile. E poi perché Ingroia sembra aver puntato soprattutto su un programma per la giustizia e la lotta alla criminalità piuttosto che contro il liberismo.
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RICCARDO ORIOLES
NELLA SOLITUDINE IMMENSA DEGLI ESSERI UMANI

Nella solitudine immensa degli esseri umani
A volte improvvisamente una memoria li chiama
Gesti parole accordi – cose per cui non hanno
Dei nomi ma d’istinto nei simili le sanno

DISSACRAZIONE DEI GRANDE CATAFALCHI
Viviana Vivarelli

(Si diceva di Garibaldi che la sua furia vincente era tale che spesso arrivava sul campo di battaglia da solo, precedendo di alcuni giorni le sue truppe).

Se la democrazia partecipata è stata la maggiore innovazione del M5S scatenando una ridda di interventi, di opinioni, di progetti, di proposte, con una passione civile e politica che molti credevano ormai morta sui nostri lidi e che ha fatto risorgere gli Italiani a una nuova dignità e passione civile, la visione di Beppe Grillo è talmente innovativa e rivoluzionaria e avanza così rapida davanti a tutti da lasciare interdetti i più lenti e da scardinare, uno a uno, tutti i totem e tabù che in 68 anni si sono cementificati nella mentalità politica del Paese.
Con furia iconoclasta e grande visione del futuro, Grillo (o Casaleggio per lui) ha attaccato i grandi catafalchi che reggevano la salma del Paese, figure retoriche ormai morte che risuonano come vuote e auliche consuetudini nel lessico e nel pensiero collettivo, divinità intoccabili e inviolabili, che il Potere usa come la Chiesa fa con le formule sacre e vuote del rito e della cerimonia: la Costituzione, i Partiti, il Quirinale, i Sindacati, l’Antifascismo, le Banche, la Borsa, l’Unione Europea, la Democrazia parlamentare, la Guerra Democratica, l’Economia Liberista, lo Spread, il Debito, i Moderati….
Sclerati e potentissimi dei della nullità pragmatica ridotti a strumenti di Potere, vuoti suoni retorici e insignificanti abusati per il dominio sulle masse come il suono delle trombe di guerra per destare riflessi automatici buoni solo a cementare le catene dei vinti, rendendoli paghi e convinti, acritici e succubi, in marcia verso il nulla.
Di fronte alla dissacrazione di Grillo nessuna di queste anticaglie ha retto, i veli dell’ipocrisia si sono squarciati, i fideismi buoni per gli ingenui e i clonati sono crollati, in un caos generale, produttivo di nuovo pensiero dove ognuno si è trovato di colpo solo con se stesso, sguarnito delle proprie difese immunitarie, costretto a guardare in faccia la realtà fuori da ogni ipnosi e vacua ripetizione.
Non ho mai visto in un partito o in un movimento uno tsunami analogo, non solo dal punto di vista collettivo, ma come catarsi individuale, presa di coscienza personale e civile, risveglio della ragione dal sonno della volontà acritica, della dipendenza obbligata, del fanatismo unidirezionale.
Tutto ciò che Grillo ha detto finora ha superato i vari partiti, seminando lo sgomento e la rabbia, in forma dirompente e irreversibile.
Ai nemici non è rimasta che la furia di tentare di infangarlo, la malignità di interpretarlo a rovescio, la rabbia per non riuscire a sopravanzarlo, e infine il tentativo maldestro di imitarlo, ripetendo in modo ridicolo e grottesco certe sue istanze, come le liste pulite, le nomine dei candidati dal basso, le legislature limitate… Ma tutti i tentativi sono risultati goffi, poco credibili, poco creduti anche da parte dei segretari, prove posticce di inseguire il vero innovatore con prodotti taroccati.
Circa la questione dell’euro che ci sta portando a morte tutto, sono state dette contro Grillo varie imbecillità per dominare ancora la mente sconvolta degli Italiani, non tanto sconvolta però per non constatare che con questa zona euro e questo commissariamento di Monti, non facciamo che andare sempre peggio.
Contro quanto dicono i suoi avversari, in realtà Grillo è stato molto cauto. Ha rimesso l’euro a un referendum popolare, scelta difficile o impossibile perché la nostra Costituzione lo vieta per patti internazionali, anche se essa è stata pure cambiata quando a Monti ha fatto comodo.
Nei fatti il cattivo giudizio di Grillo sull’euro e sull’austerità che è stata imposta dal Fm e ci porta a morte, sta dilagando in Europa e non è solo il giudizio negativo di un eversore. Coi patti attuali che privilegiano la Germania e mirano solo agli interessi bancari, restare nell’euro è un suicidio per i paesi deboli perché si impone loro una cessione graduale di sovranità e l’applicazione di una austerity che li porta solo a recessione, cosa riconosciuta persino dal Fondo monetario e dal Financial Times. Questi ha criticato duramente Monti dicendo che per l’Italia il suo governo è stato il peggiore possibile. Un altro totem che va in pezzi, contro l’ovazione uniforme e comandata dei media italiani!
Al momento, tutto quello che Grillo ha detto si è dimostrato vero, alla faccia di coloro che lo hanno aggredito come invasati.
Grillo ha sempre chiesto ai leader europei di sedersi a un tavolo per rinegoziare la regole del trattato di Lisbona e limitare la supremazia della Bce sui cittadini europei, comportandosi all’opposto di Monti che della Bce è esecutore, e all’opposto di Bersani che avrebbe potuto appoggiare Hollande che ha rivendicazioni simili, e invece lo ha ostacolato in un totale suicidio.
Siamo arrivati al punto che ogni giorno in Italia falliscono mille imprese e se questo andazzo criminogeno continuerà, l’agenda Monti ci ammazzerà tutti, per un massacro comandato solo negli interessi dell’alta finanza e di quel sistema bancario, che non ha fatto altro che succhiare soldi ai cittadini e in 3 anni ci ha rubato a tassi minimi la bellezza di 1600 miliardi con la possibilità di speculare sui tassi dei titoli di Stato senza pagare la contropartita di qualche dovere in più verso il credito ai mutui o alle imprese o di una riforma dei derivati, quei titoli tossici che Monti si è guardato bene dal tassare o limitare per gli enti locali.
Oggi il fallimento rovinoso e criminale della Banca del Monte dei Paschi di Siena, dopo che lo Stato ha versato inutilmente quasi 4 miliardi dei nostri soldi per salvarla, mostra chiaramente di cosa è fatto questo totem intoccabile del sistema bancario, quella Gorgone per cui il Paese è stato costretto a svenarsi. E la corruttela e l’infiltrazione partitica nelle banche, nel caso specifico del Pd dominatore del MPS, indicano con estrema evidenza chi siano quelli che pretendono di governare nuovamente l’Italia e nell’interesse di chi operino queste sottrazioni ai cittadini e alle famiglie di diritti e di futuro.
Questa politica degli Stati fatta solo in funzione degli utili bancari e delle speculazioni efferate della Borsa ha caratterizzato tutte le manovre di Monti, e Bersani dimostra di camminare sulla stessa linea, per il resto, grazie anche a lui, dai voto concentrici dei parlamentari si sono visti solo attacchi ai lavoratori, ai pensionati, a giovani e famiglie, con un peggioramento generale dell’economia e della vita.

LA BEFFA DELLE LISTE PULITE
Viviana Vivarelli

Fa alquanto ridere pensare che il programma ‘liste pulite’ è nato nel M5S e quei partiti ladri e corrotti ne hanno subito le conseguenze a tal punto, pur screditandolo e attaccandolo con i loro TROLL e i loro media, che non hanno potuto fare a meno, di fronte all’opinione pubblica, di dover anche loro parlare di democrazia dal basso, di liste pulite, di fisco equo, di limite alle legislature, di movimenti e non partiti, di azzeramento della personalizzazione…
Quanto questa gente sia falsa lo prova il fatto che, con tutti i loro media e i loro servi, hanno fatto degli sforzi disperati per oscurare il Movimento e, malgrado ciò, non hanno potuto evitare di contaminarsene, riprendendone i principi base e trovandosi costretti ad applicarli loro malgrado “a furor popolare”.
La loro falsità voleva usare certe bandiere per sventolarle a vuoto per fini elettorali, senza desiderare veramente una riforma seria ed etica della partitocrazia, ma, nella massa di balle che ogni segretario di partito dispone sulla tavola preelettorale per dimenticarsele immediatamente, una volta acciuffati i voti, è accaduto, e la cosa fa veramente sogghignare, che i loro stessi membri interni abbiano minacciato dimissioni o se ne siano andati forzando loro la mano e costringendoli a fare quello che volevano promettere solo a parole.
Il trambusto che nasce sugli “impresentabili” e questi designatori di liste taroccate, costretti, loro malgrado, a dover licenziare gente come Dell’Utri, Cosentino, Milanese, Crisafulli, Papania, Caputo…, che portavano loro voti sporchi o comprati, fa morire dal ridere e dice in modo eclatante quanto il Movimento abbia inciso sulle aspettative della gente e quanto quelli che per noi sono principi fondamentali e ineludibili siano diventati etica diffusa.
Bene! Che andiamo in Parlamento in pochi o in tanti, questa è già una vittoria travolgente!

50 GRUPPI CONTROLLANO IL 40% DELLE SOCIETA’ MONDIALI
Nadia

Poche decine di persone decidono la politica economica, monetaria, fiscale di stati ormai asserviti, i destini e gli stili di vita di centinaia di milioni di cittadini. E’ una rete «invisibile» formata da una cinquantina di gruppi che controlla il 40% del valore economico e finanziario di 43.060 società multinazionali. L’economia del mondo in mano a un pugno di illuminati. Come funzionano i mercati finanziari? Chi sono gli attori principali di questi mercati? Effettivamente ogni giorno sui mercati finanziari operano milioni di persone e, quindi, questa indiscutibile realtà serve da tuta mimetica che nasconde i veri e determinanti attori (oppure manipolatori) dei mercati. I mercati finanziari si comportano in realtà come greggi. Si tratta dunque di individuare i caproni che guidano il gregge. Questa teoria del gregge è addirittura formalizzata dalla scuola della cosiddetta finanza comportamentale che cerca di individuare i meccanismi psicologici che inducono milioni di attori a reagire e a comportarsi in modo uniforme. Questa uniformità di comportamenti è ulteriormente esaltata dai meccanismi di valutazione dei risultati della gestione degli investitori istituzionali, ossia dei gestori dei capitali delle casse pensioni, dei grandi fondi di investimento, ecc. Questi ultimi non vengono tanto valutati annualmente in base ai guadagni conseguiti, ma rispetto a parametri di confronto.
Ad esempio, la gestione di un fondo azionario svizzero viene confrontata con l’andamento della Borsa svizzera. Quindi è importante non perdere molto più dell’indice della Borsa svizzera, quando quest’ultima chiude l’anno in ribasso, e non guadagnare molto meno dell’indice, quando chiude in rialzo. Ma chi determina il loro andamento? In realtà un pugno di uomini o meglio di grandi banche di investimento e di grandi società multinazionali. Infatti attraverso analisi, ricerche, studi e raccomandazioni di investimento riescono a determinare l’andamento dei mercati.

I PARTITINI E IL NUOVO ORDINE MONDIALE
Nadia

E’ quantomeno singolare che proprio di questi tempi sia nato un partitucolo messo insieme da La Russa, Meloni e Crosetto, che si richiama nel nome agli illuminati sezione Italia….. Ma questo lo dico solo così, giusto per inserire uno dei milioni di tasselli nel mosaico. Alla fine tutto quadra. E’ come se ognuno di questi personaggi a vario titolo coinvolti nel progetto di instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale avesse un suo compitino da eseguire e fungesse da rotellina di un immenso e articolato meccanismo ad orologeria. E’ la cosa tragicamente divertente e’ che “quelli” non solo agiscono ormai da anni allo scoperto, (il famoso segreto di pulcinella che e’ e, a quanto pare, DEVE essere sotto gli occhi di tutti), ma ci tengono proprio a mostrarci da tutte le angolazioni come ci stanno pilotando, asservendo, distruggendo, condizionando e prendendo per i fondelli a loro piacimento. Come dire, il padrone si degna di toglierci il paraocchi e mostrarci l’ambiente circostante, che è ovviamente completamente diverso da come per secoli ce lo avevano fatto immaginare. questo si chiama potere di vita e di morte, soprattutto di morte, morte civile, morte delle coscienze e delle conoscenze e morte fisica, quest’ultima parte e target fondamentale del grande progetto di “controllo della crescita” (leggi: sterminio programmato) della popolazione mondiale e cavallo di battaglia di Hitler (ma fu Rockefeller senjor già verso la fine degli anni 30 a passare ad Adolf la dritta, una teoria sviluppata in Gran Bretagna che poi la Germania mise in pratica nel suo ambito di Paese-test), poi meglio sviluppato ed ampliato dagli anni ’50 ad oggi dalle multinazionali chimico-farmaceutiche sempre presenti ai vertici di Bilderberg, Trilateral e dunque NWO, dalla FAO, dall’ONU, dall’OMS (tutti creati appositamente per l’esecuzione del programma e al contempo sistemare un po’ di amici ai vertici di questi organismi-facciata), sotto la guida delle BANCHE e degli istituti finanziari, i padroni.

BEPPE GRILLO ALL’ASSEMBLEA DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

“Hanno privatizzato una banca che funzionava, comprano banche per avere rivalse sul Nord. Qui mancano 14 miliardi, molto di più della Parmalat ed è tutta colpa del Pd”
“Mussari il colpevole? Ma se ha detto che non sa nemmeno cos’è una banca! Qui si parla di 14 miliardi vaporizzati, vengano qui i segretari del Pd e dei Ds e dicano dove sono i soldi. Si nazionalizzi la banca senza farla fallire, ma si sa dove sono finiti i soldi”.
“Noto innanzitutto l’atmosfera. Se parlate con l’azionista è devastato per il suo investimento, si lamenta e è furioso. Poi vedo una ostentata calma della presidenza, di questi signori che non conosco, presumo che ci sia un notaio. Ostentate una calma straordinaria.
Io vengo da Genova, come il dottor Profumo, conosco il dottor Profumo, la vita che ha fatto, era un ex casellante, lavorava di sera, si è fatto da solo, un uomo molto importante, però è un uomo completamente non adatto a gestire questa situazione perché è indagato di frode fiscale. Questa banca era una banca florida, era una banca straordinaria, nel ‘95 è stata diciamo privatizzata, queste parole che ormai non hanno più assolutamente il significato che avevano, è stati politicizzata, è entrato un partito dentro con una fondazione, nominata da chi sapete benissimo comuni, regione, provincia, sono entrati questi del PD, ex DS, che ha governato questa regione per 40 anni.
Da lì è stato compiuto, dall’inizio, lo scempio totale di questa banca, è stata privatizzata, una Spa, portata in borsa, fondazione, ha iniziato a allargare al mercato.
Quando non si hanno i concetti si parla del mercato, ma chi è il mercato? Il mercato che gioisce? Il mercato che resta sbigottito? Che perde? Il mercato sono i soliti squali il mercato, che entrano nelle spa, nelle società, e parliamo di Caltagirone, Gnutti, sono sempre gli stessi. Questi entrano, investono e vogliono i dividendi, per dare i dividendi questi signori hanno disintegrato una delle più belle banche del mondo. Si sono venduti tutto! I loro capitali, le banche, i palazzi a Roma, le tenute, la Cassa di Risparmio di Prato, si sono venduti i gioielli e hanno piano piano spolpato una azienda che prima della privatizzazione del ‘95 aveva un valore di 20 miliardi di Euro, adesso siamo sotto i due, forse.
Poi che cosa è successo? Che si è presa la mano, le vendite continuavano e poi Antonveneta. Sapete meglio di me, io non voglio fare il professore, io faccio un altro mestiere, però Antonveneta, costa tre e si paga 10, si prende il passivo di una banca, lo si incamera dentro la banca. Queste operazioni fanno sì che una banca come questa scompaia piano piano.
Ora io sono venuto a dirvi una cosa: lei (indirizzandosi a Profumo) come Presidente la prima cosa che doveva fare era aprire una inchiesta, perché qui siamo in un caso che va oltre la Parmalat. Io ero stato chiamato alla Parmalat proprio perché due anni prima che fallisse andavo negli stadi, facevo gli spettacoli facevo vedere il bilancio e dicevo è una azienda fallita, lo sapevano tutti che era fallita la Parmalat. Il disastro di questa banca lo sapevano tutti, i media, i giornalisti, gente della finanza. Si doveva aprire una commissione, chiamare tutti i segretari del Partito Democratico dal ‘95 a oggi e far loro delle domande, perché qui abbiamo un buco di 14 miliardi di Euro, 28 mila miliardi di lire, oltre la Parmalat.
Presidente Profumo: “dott. Grillo poi mi dirà dove ha recuperato il numero dei 14 miliardi di Euro”
Beppe Grillo: “Va bene, però mi faccia andare avanti. Abbiamo un buco di 14 miliardi di Euro…”
Presidente Profumo: “No, non abbiamo un buco per precisione, non abbiamo assolutamente questo buco…”
Beppe Grillo: “E va beh, ma ora vediamo, perché il problema è che mancano, c’è un buco notevole, se non saranno 14 saranno 13,8. C’è anche una domanda, chi ha controllato? Chi doveva controllare queste cose? Siamo sempre alle solite! La Banca di Italia, chi c’era? Draghi?! Chi doveva controllare? La signora Tarantola, capo della vigilanza di Banca Italia? Chi ha controllato, la Consob? Tutta gente che fa un altro mestiere fuorché controllare! Qui siamo veramente a uno dei buchi più grossi che ci siano oggi in Italia e credo in Europa. Abbiamo bisogno di risposte e la risposta è questo signore che viene con la referenza che abbiamo detto prima, che va in giro a aprire cassaforti, a vedere dei derivati e a mettere nel patibolo questo Mussari. Io ci ho parlato una volta, non sa nulla di banche, ma non è il suo compito, non sa nulla di banche…
APPLAUSO DELL’AULA
Beppe Grillo: “Immaginate che non sa neanche fare un bonifico e sentirlo parlare di derivati, che nessuno sa che cosa sono. Investono in derivati, ma se andate a vedere la “curva di Swensen” vedrete che sono un algoritmo, formule, da malati di mente. Infatti Swensen, quello che ha inventato i derivati, aveva ha aperto una sua società, ha investito in derivati e è fallito in 6 mesi, pensate un po’ se si può ancora fare questo!
Poi deve essere recuperato il deficit, una parte del deficit. Che i tre miliardi virgola 9, debbano essere messi dal popolo italiano mi sembra una delle più grosse ingiustizie. Le aziende falliscono, tutte le aziende falliscono, la legge di mercato dice questo, se vai male, se sei gestito male, fallisci. Se mancano i soldi qualcuno li ha presi, qui siamo in una distorsione dove un partito è diventato una banca e una banca è diventato un partito. Questi soldi devono essere tirati fuori, ma non dai tre virgola 9 miliardi presi dai cittadini italiani, dall’Imu, dalle persone che sono fuori a protestare…. Questa è una azienda che dovrà licenziare migliaia di persone tra breve, è una azienda che dovrà riscattarsi in qualche modo, ma non si riscatterà avendo una gestione come questa.
Quindi io vi auguro di cercare di resistere a questa cosa e io voglio, vorrei, come azionista, come cittadino, come persona, fare chiarezza, perché questi soldi non ci sono. Chi li ha presi? Allora li mettiamo sul banco degli imputati e devono essere processati dall’opinione pubblica, dai risparmiatori e dai lavoratori, che non devono rimetterci una lira e neanche il posto di lavoro.
Io ho finito.
APPLAUSI DELL’AULA”
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Altro che BATMAN! Un ladruncolo da un milioncino di euro.
Qui abbiamo un partito che ha controllato la fondazione di una banca la quale ha generato un buco di miliardi! BATMAN è in galera e questi signori vanno alle elezioni?

LA BANDA DEL MONTE DEI FIASCHI
Viviana Vivarelli

La banda del Monte dei Fiaschi, metafora di una Nazione di truffatori finanziari e politici, legati a filo doppio. Come l’ha incisivamente definita Grillo: “Una banca che è un partito, un partito che è una banca”. Dal che si può anche capire come mai al Pd l’ultraliberismo del sistema bancario possa piacere molto e come mai la Goldman Sachs, prima banca americana, approvi con pubblica dichiarazione Bersani, il finto scemo che parla a scemi veri (nel senso di mancanti di informazione e comprensione dei fatti); si capisce come mai il n° 2 del Pd, Enrico Letta, sia invitato alla riunione del club Bilderberg (che ci farebbe una presunta sx in un club di magnati?), o, infine, come mai Bersani ci tenga tanto ad avere il sostegno di Monti, che di quel sistema finanziario è l’esecutore e becchino.
Siamo sotto gli abusi del potere bancario. Inutilmente l’opportunista Giannino finge che questa sia fantascienza mentre il contadino Bersani, scarpe grosse e cervello fino, si adatta con la vocazione semipterna di servire chi comanda, sorretto da uno zoccolo duro di inconsapevoli.
Inutile che ora dichiari ipocritamente che il Pd col MPS non c’entra niente. Che sia da sempre la banca del Pd a Siena non ci piove, e l’accusa durissima di Monti che prende la palla al balzo per voltarsi alla dx di B “senza il tappo” ne è prova inconfutabile.
Nel 2007, la banca di partito (terza banca d’Italia, per quanto sia in un paesino di 60.000 abitanti) decide di introiettare un bel po’ di quattrini in nero e li copre con una operazione folle: comprare dal gruppo bancario spagnolo Santander la Banca Antonveneta a un prezzo 10 miliardi di euro, 3,5 milioni in più rispetto a quanto il gruppo spagnolo l’aveva pagata 3 mesi prima. L’operazione è tanto fallimentare e balorda che a quel prezzo nessuno la voleva comprare, chiaro segno che, o gli autori dello spreco di ben 6,5 miliardi di euro si erano venduti il cervello, o c’era sotto qualcosa di molto sporco e quei 6,5 miliardi erano perversamente voluti per coprire il furto di qualcuno. Sapete chi era allora governatore di Bankitalia? Mario Draghi. Credete che abbia fatto una piega? Credete che qualcuno nel governo Prodi II abbia presentato una interpellanza contro il misfatto? Silenzio assoluto. Credete che la Consob, la società che in Borsa deve vigilare sulla correttezza del mercato, abbia fatto qualcosa? Non c’è solo la Gardini, ex portavoce di B, a non sapere cosa sia la Consob, forse non lo sa essa stessa ed è una portavoce come la Gardini. Credete che questi media di regime così pronti a cogliere ogni sfumatura nelle frasi di Grillo avessero denunciato il misfatto? Nella politica e finanza di questo Paese una mano lava l’altra e tutte insieme fregano il popolo italiano.
E’ ovvio, lo capirebbe anche la casalinga di Voghera, che se si buttano 6,5 miliardi così, si apre una voragine. Lo dico a quanti insistono che se il M5S delega comuni cittadini, questi sarebbero ‘incompetenti’. Incompetenti de che? Di truffe come questa?
Dunque, come era ovvio, comincia la rovina, l’economia collassa, i Btp sono sempre più a rischio di diventare carta straccia. Il presidente della banca di Siena, Mussari, fa delle operazioni finanziarie sempre più strane, mette in cassaforte documenti segreti, fa sparire conti, gioca sporco sui derivati che sono di per sé già sporchi. E tutto nel silenzio assoluto di Bankitalia, governi vari, partiti, Consob e soprattutto Pd. Con tutti i nostri servizi segreti bravissimi nello scovare dati inutili su privati cittadini a scopo ricatto, con tutti i nostri bravissimi organi di controllo, sarà Blomberg a scoprire nel 2008, un prestito di Deutsche Bank di circa 1,5 miliardi che dovevano servire alla BMS a risanare una perdita di 367 milioni generata da un precedente derivato stipulato sempre con Deutsche Bank. Pensate che qualcuno in Italia e in Europa si sia mai dato da fare dal 2008 ad oggi per frenare l’enorme caos derivato dai derivati o abbia mai tentato di frenare l’afflusso di questi titoli tossici che stanno mandando in malora il mondo? Levatevelo dalla testa. Intanto noi dovevamo pure sentire i deliri di un Tremonti che ripeteva “la crisi non esiste!” “le nostre banche sono sane”! E ha pure la faccia di ripresentarsi sostenuto dalla Lega, lo sciagurato!
Un mese dopo il crollo di B e l’avvento del caro Monti, il governo italiano ottiene il via libera dalla Ue per l’erogazione di 3,9 miliardi di euro di aiuti di Stato alla banca spazzatura senese.
Ricordiamo anche un’altra cosa: nel completo segreto parlamentare e nel totale silenzio dei media, Monti, appena arrivato al potere fa un atto molto strano: regala alla Morgan Stanley 2 miliardi e 567 milioni di euro. 3 gennaio. La stampa tace. E’ la banca newyorkese a dire che l’esposizione verso l’Italia è scesa da 6,268 a 2,887 miliardi di dollari: la differenza corrisponde appunto a quei 2,567 miliardi di euro, un decimo della manovra “salva-Italia”. Ma la prima cosa che Monti ha salvato non è stata l’Italia, bensì gli interessi della banca americana. Notare che c’erano ancora parecchi per saldare questo conto sui derivati,ma Monti si è premurato di farlo subito. E quando l’Europa chiede di tassare le transazioni di Borsa, indovinate cos’è che Monti evita con cura di tassare? Ma i derivati, naturalmente, facendo un grosso regalo alle banche che hanno dimenticato i crediti alle imprese e giocano come matti sui derivati! Anche qui Bankitalia tace, la Consob tace, i media non indagano, il Pd non apre bocca. Monti non spiegherà mai perché ha subito destinato una somma così grande, non richiesta, agli interessi di una banca americana e perché abbia fatto il tutto in grande segreto e silenzio. Però i giornali italiani si sbracciano a dire quanto Monti sia stimato in USA e alla Bce. Lo credo!
Insomma: quando c’è da pagare i soldi si chiedono ai lavoratori e pensionati e ai malati di SLA, quando c’è da dare quei soldi si danno alle banche degli amici.
Ora però sarebbe da illusi pensare che la crisi della banca di Siena cominci e finisca con questa banca. Il sistema bancario ci ha messi e si è messo in una crisi sistemica, che è stata dolosamente aperta dagli USA quando Clinton ha allargato il libero mercato ai titoli tossici, ha tolto le regole bancarie e ha permesso alle banche di impestare il mondo coi derivati. Da questo gioco perverso sono nate le speculazioni finanziarie che hanno portato al tracollo gli Stati e stanno strozzando i popoli condannandoli a una recessione irreversibile. O si riparte da qui e si rimettono delle regole su un sistema perverso che va verso il delirio, o non ne usciremo mai. E con una Europa prona agli interessi delle banche e all’avidità degli speculatori di Borsa la nostra fine è segnata.
Ma sperare di uscirne con gente come Draghi o Monti o come il misero Bersani, servo di tutti, e in grado di non rappresentare nessuno, è da folli.
Intanto sui rapporto col MPS Bersani nega. La spudoratezza di quest’uomo è peggio di quella di B, è patologica e imbarazzante. Il Pd è talmente separato dagli interessi della banca di Siena che dal 27 febbraio del 2002 al 6 febbraio dello scorso anno, il corrotto presidente del BMS, Mussari, ha versato a titolo personale nelle casse del Pd ben 683.500 euro! Questo di solo dichiarato!
Non basta, lo stesso Mussari dichiara che il Pd è entrato nel governo Monti e lo ha sostenuto “Per salvare una propria banca da uno sbilancio epocale, di proporzioni gigantesche, legittimando le politiche di trasferimento delle risorse dello stato dalla spesa pubblica agli aiuti ai bilanci delle banche. Monti si è occupato degli aiuti a banche greche, spagnole, portoghesi (che finiranno, in una partita di giro, alle banche tedesche e francesi) e al Pd è toccato il corposo aiuto a Mps.”
Ma cos’altro vogliono gli elettori del Pd per capire quanto siano stati presi per il c…?

MENTRE IL PAESE MUORE SI AUMENTANO LE SPESE MILITARI
Viviana Vivarelli

Com’è stato possibile che, nelle condizioni in cui siamo, Monti non abbia tagliato le spese militari come hanno fatto tutti, persino Obama e la Merkel, e che abbia dato carta bianca a quel fanatico del generale De Paola, il quale ha avuto persino il potere di spendere 15 miliardi in cacciabombardieri e di dichiarare la guerra al Mali senza il voto del Parlamento? Questi atti sono fuori di cervello.
Il tipo, evidentemente un generale di ferro che capisce solo le armi e la guerra, ha preteso questi caccia senza pilota, i più cari del mondo, a decollo verticale, sperimentali, difettosi, tanto fragili che basta un fulmine a farli saltare per aria e rifiutati dagli altri paesi. Perché? Cosa c’è sotto? Si ripete la sceneggiata della Grecia, anche lei con un commissario ultraliberista mandato dalla Bce, che taglia tutto meno la spesa in armi?
DI PIETRO ricorda che quel Bersani che ora ciancia che quei 15 miliardi potevano andare in sanità o lavoro, è lo stesso che ha votato per 14 mesi “senza se e senza ma” tutte le folli spese militari di Monti. Ora, in campagna elettorale, finge di aver cambiato idea, l’ipocrita. Ma dove è stato in questi 14 mesi? E cosa ha fatto finora? E i media nascondono che l’IDV ha votato contro questa follia e il Pd gli è sempre andato addosso. Sempre il Pd, nel 2012, ha votato a favore di un aumento delle spese militari di 1300 milioni proprio mentre il governo spiegava che non c’erano fondi per sanare la tragedia degli esodati. Ora Bersani giura di voler diminuire (non cancellare) le spese per i caccia, ma com’è che appena ieri ha dato ai generali un assegno in bianco di 500 milioni per continuare la guerra afgana e votato un ordine del giorno per la guerra in Mali? Ma cos’è questa? Una presa in giro? E della Costituzione che ripudia la guerra che ne facciamo?
In campagna elettorale questi contrafrottole ci raccontano di tutto e di più. Monti addirittura rinnega tutto quello che ha fatto finora e giura di voler fare il contrario. E Bersani dice che farà l’opposto di quel che ha votato. Ma ci prendono per scemi?
Che senso ha invocare l’austerity, quando Monti ha fatto una legge delega sulla riforma delle forze armate che ci costerà 230 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, facendo un cospicuo regalo alla casta dei militari, con in più questi inutilissimi F35 che sono il regalo più costoso e folle? Il generale-Ministro Di Paola ha fortemente voluto una riforma del comparto militare su cui ha avuto da Monti e da tutti una assoluta carta bianca, disponendo di cifre iperboliche nello stesso momento in cui tutti i servizi venivano falcidiati e si tagliava la sanità.
E’ avvenuto la stessa cosa che è stata imposta alla Grecia: mentre la recessione e la miseria avanzavano, il tutore ultraliberista del Fm e della Bce imponeva assurde spese militari (6 miliardi quasi tutte a favore delle imprese tedesche) e faceva un enorme regalo alla casta dei militari e alla lobby dei venditori di armi, settore tra l’altro dove la corruzione e le tangenti qui sono di casa (basta vedere Finmeccanica, che è uno scandalo così grande che se lo si porta alla luce affonda qualsiasi governo).
Fatta la legge su queste spese folli col voto di tutti, Berlusconi e Bersani compresi, mancano i decreti attuativi e un futuro governo potrebbe annullarli. Ma credete voi che quel vile Bersani che ha votato ogni aberrazione fin qui avrebbe l’energia di farlo? Quando non fa che dire che vuole portare avanti l’agenda Monti e che, potendo, vorrebbe governare con lui??
Il disegno di legge delega prevede una riorganizzazione delle Forze Armate con un taglio di 43.000 addetti (tra personale militare e civile) nei prossimi 10 anni. Ma la riduzione di spesa in personale non andrà affatto per il bene del Paese. De Paola vuol mettere ogni risparmio in nuove spese per le armi. Ma è di questo che abbiamo bisogno? Tutti i risparmi che faranno le Forze Armate (anche le vendite delle caserme e dei poligoni militari) non sono destinati a ridurre il debito pubblico o a misure economiche e sociali contro la crisi, ma a comprare altri mezzi militari.
Siamo in piena follia. Ma per fare la guerra a chi? E adesso, se ci sono gli interventi di soccorso per terremoti, alluvioni e altre catastrofi naturali, l’esercito interviene ma ne fa pagare la spesa agli enti locali. A che serve dunque questo esercito?
Mancano i soldi per i giovani, i malati, gli ammortizzatori sociali, il welfare, la ricerca, la scuola… E noi aumentiamo le spese militari???? E’ una ingiustizia insopportabile: gettare tanti soldi dalla finestra a favore di una casta inefficiente e prepotente e di una lobby industriale abituata a distribuire tangenti e insieme progettare di eliminare lo stato sociale? E’ questo che Bersani trova “condivisibile”?

LIBERALIZZAZIONI E PRIVATIZZAZIONI APRONO SOLO MISERIA
GM scrive:

Con le liberalizzazioni e le privatizzazioni (tanto care ad Andreatta, Ciampi, Amato, Dini, Draghi, Bersani, Fassino, D’Alema, Bonino, Casini, B, insomma tutti) a sentir loro, si sarebbero dovuti raggiungere: efficienza e trasparenza nei servizi, più posti di lavoro, tariffe e imposte più basse, riduzione del debito pubblico..
Come efficienza siamo tra gli ultimi in Europa, tariffe e tasse tra le più elevate, tasse alle stelle, il lavoro non c’è o è schiavitù pura, i salari da Terzomondo, fermi da 20 anni. Negli ultimi 18 anni il csx (ben 5 governi!) è stato al potere per 8 anni. L’unica “riforma” effettiva è stata il taglio delle pensioni, oltre a disastrare università e sanità e portare avanti guerre. I gentiluomini del programma di 300 pagine non hanno messo mano ad una sola legge ad personam fatta dalla dx, infischiandosene del conflitto d’interessi; hanno elargito miliardi di defiscalizzazione ai soliti ignoti inasprendo le tasse a chi già le paga; centellinato 30 lordi euro di aumento alle pensioni più misere d’Europa, salvo trovare subito l’accordo con la dx per destinare miliardi a nuove armi e tagliare lo stato sociale.

(E si deve continuare a sentir parlare di liberalizzazioni e privatizzazioni? Renzi qui è proprio il massimo perché le ha proposte a 360°. E Bersani se le farà fare da Monti. E sarebbe questo il csx? )

IL FONDO MONETARIO FA AUTOCRITICA SULL’AUSTERITY
Viviana Vivarelli

Persino nel Fondo monetario si alzano voci che criticano l’eccessiva austerity di Monti che ha affossato il Paese e che, se portata avanti, finirà per distruggerci completamente.
Ma Monti sordo e cieco persiste nella sua folle e cinica corsa da becchino.
E Bersani, primo dei servi idioti, lo rincorre balbettando frasette insulse contro Berlusconi, come se quell’agenda di morte che sventola non avesse fatto danno abbastanza e non fosse Monti il primo problema d’Italia e non il fatiscente Berlusconi, indirizzato ormai al proprio suicidio politico e che dalla campagna elettorale ha raccolto solo l’ascesa delle sue azioni in Borsa.
Questa Europa è una tale truffa che persino Camerun, primo ministro inglese, sta proponendo, oggi, un referendum popolare per chiedere ai cittadini inglesi se vogliono uscirne.
E cosa avrebbe fatto se l’Inghilterra fosse stata dentro la zona euro? Ne sarebbe uscita già da un pezzo, questo avrebbe fatto.
E cosa ne è oggi di tutti quelli che aggredivano Grillo come se fosse stato un mentecatto perché proponeva lo stesso referendum (peraltro non facilmente fattibile per veto costituzionale sui patti internazionali) e chiedeva che i leader dei Paesi europei si sedessero attorno a un tavolo per deliberare nuove regole per l’euro e per la Bce?? Che c’era di tanto demenziale in questa proposta? Non era, come tante altre cose dette da Grillo, l’unica e intelligente cosa da fare?
Ma, grazie ai nostri cari legislatori, prima che la sovranità fiscale o economica ci fosse sottratta dalla Bce e dal Fm a tutto vantaggio degli speculatori americani e dell’economia tedesca, ci hanno pensato con la leggi costituzionali prima e col porcellum poi, a tagliarci ogni sovranità, così da fare di noi un popolo di schiavi.
Ma lo sapete che con la democrazia diretta, in Svizzera, i cittadini possono votare anche le leggi fiscali e di diritto internazionale?

LA SEVERINO SI FA FARE A SPESE NOSTRE UN IMPIANTO DI SICUREZZA DA MEZZO MILIARDO
Mauro F

Ecco un altro caso di “A mia insaputa” o quasi.
Pochi mesi fa si è provveduto a blindare la villa del ministro della Giustizia Paola Severino. Nella dimora sull’Appia Antica, con parco e piscina, è stato installato un impianto di videosorveglianza, costato circa 150mila euro. Inoltre per migliorare la protezione della tenuta sono stati realizzati altri interventi, come le vetrate corazzate: la spesa complessiva a carico della presidenza del Consiglio pare sia stata di poco inferiore ai 400mila euro. Il tutto deciso e completato nonostante mancassero pochi mesi alla scadenza della legislatura e dell’esecutivo tecnico». «Il Guardasigilli è di certo una delle figure più esposte del governo, ma anche quella che ha denunciato i redditi più alti grazie alla sua attività di avvocato: 7 milioni di euro l’anno. Solo la villa ha un valore stimato in 10 milioni, adesso migliorato dall’antifurto a carico dei contribuenti».
La replica del ministro arriva puntuale, a stretto giro di posta. «Il provvedimento che ha disposto le misure di sicurezza nella mia abitazione è stato assunto, in totale autonomia e senza alcun mio intervento, dopo una lunga istruttoria, il 28 giugno 2012, dal direttore dell’Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale), essendo io sottoposta a livello di sicurezza 1, il massimo previsto».
La tipologia di intervento mi è stata imposta senza che io potessi in alcun modo interferire, se non dando indicazioni di scegliere il preventivo meno costoso.
Hai capito…?!

SCANDALO TAV FIRENZE
Non ci sono solo mele marce, è un intero sistema che è malato
Comitato No Tunnel Tav

(Avete presente l’inutilissimo tunnel di 6 km che si vuol far passare a forza sotto Firenze?)
Non si è ancora spenta l’eco dell’annuncio di indagini da parte della Magistratura fiorentina sul progetto TAV che già sono iniziate le manovre per minimizzare e ridurre l’importanza di quanto emerso.
In prima fila, naturalmente il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (Pd), ma anche quello della Provincia di Firenze Barducci (un altro Pd), che vogliono far apparire quanto accaduto come il frutto di singole e isolate “mele marce”. In realtà il quadro che esce dall’ordinanza della Magistratura è un “sistema marcio”, da figure del Ministero (come Ercole Incalza) fino a gestori dei cantieri passando per tutte le imprese e amministrazioni implicate nella realizzazione del Passante TAV.
Il Comitato No Tunnel TAV non invoca provvedimenti giustizialisti che non appartengono alla sua cultura, ma ringrazia la Magistratura che ha dato una rappresentazione chiara di come vengono gestite le opere pubbliche in Italia, di come la cittadinanza è vista solo come un fastidio cui dare in pasto chiacchiere e bugie per far tacere le voci critiche, della spregiudicatezza con cui si distribuiscono favori e prebende tra amici, di come si voglia finanziare un sistema di imprese decotte, improduttive e indebitate senza preoccuparsi di favorire infiltrazioni mafiose, senza farsi scrupoli nei “magheggi” che avrebbero compromesso la sicurezza dell’opera stessa (a questo proposito segnaliamo che nel caso dell’incendio del tunnel del Monte Bianco, richiamato dai magistrati, si ebbe solo il crollo della volta in cemento in quanto l’opera attraversa rocce granitiche, nel caso di Firenze se collassasse una galleria si avrebbe il cedimento del terreno in superficie con esiti immaginabili per gli edifici sovrastanti).
Sono poco credibili le posizioni delle FS che si dichiarano “parte lesa” in questa vicenda: è la dirigenza dai massimi livelli delle controllate RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e Italferr ad essere coinvolta in questa vicenda; è davvero poco credibile che l’Amministratore Delegato Mauro Moretti cada dalle nuvole davanti alle condizioni in cui versa la sua azienda.
Il Passante AV di Firenze è un’opera totalmente inutile e lo dimostra il fatto che i treni veloci passano da Firenze senza alcun problema; la difesa appassionata che ne fanno ancora Rossi e Barducci è davvero patetica: parlare dei tunnel come “opera di vitale importanza” mentre il sistema dei trasporti regionali sta collassando sotto gli occhi di tutti è semplicemente ridicolo. Invocare la ripresa dei lavori mentre tutto sta sprofondando nei fanghi dello scavo e nel fango di un sistema corrotto è surreale, denota solo la disperazione di un sistema politico-economico che teme gli venga sottratto un boccone succulento.
Non ne escono certamente bene gli amministratori del Valdarno, in particolare il Sindaco di Cavriglia Ivano Ferri, che si arrampica sugli specchi e invoca ancora le terre di Firenze per realizzare le “colline schermo” a Santa Barbara; queste, nel migliore dei casi, saranno ammassi di terre contaminate, intrise di calce per stare insieme.
La Giunta del Comune di Firenze e il Sindaco Matteo Renzi escono da questa vicenda con la dimostrazione che non hanno controllato nulla di quanto promesso e soprattutto che hanno mentito ai genitori della scuola Rosai rassicurandoli falsamente. Nessuno dimentica l’allora assessora alla scuola Anna Maria Di Giorgi stigmatizzare i genitori preoccupati come visionari e scocciatori.
Il quadro che esce dall’ordinanza della Magistratura imporrebbe, in un paese normale, che i principali responsabili, da FS alla Regione Toscana fino ai vari Comuni, dessero le dimissioni e si ritirassero a vita privata.
Il Comitato si augura che siano molti i gruppi politici nelle istituzioni toscane che si facciano carico di chiedere con decisione lo stop immediato dei lavori (che ai Macelli stanno proseguendo) e prendano le distanze dei responsabili di questa vergogna.
In questa prospettiva il Comitato No Tunnel TAV invita la cittadinanza a partecipare al convegno, promosso tra gli altri dal Comitato “San Salvi chi può”, che si terrà nella sala ARCI di piazza dei Ciompi 11 alle ore 16,30 di martedì 22 gennaio dove si parlerà di “Sanità e project financing”, un altro capitolo della devastazione politica, economica e sociale derivato direttamente dal “modello TAV” e ormai dilagante nella nostra regione, come ci ricorda lo scandalo dell’ASL di Massa.

Da contropiano
ABBIAMO DICHIARATO GUERRA AL MALI
Alessandro Avvisato

Il governo di Monti è disponibile ad alleviare la “solitudine” della Francia nella sua nuova guerra coloniale. Come in Libia o in Costa D’Avorio. Un silenzio assordante. Monti si dichiara pronto a fornire un supporto logistico alla operazione militare in Mali ’’attraverso collegamenti aerei anche per le forze francesi’’. Lo ha affermato il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola intervenendo alle commissioni congiunte Difesa ed Esteri al Senato, precisando che, per ora, si tratterà di un supporto logistico e non “sul terreno’” e riguarderà i collegamenti aerei. L’Italia si unisce così a Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti nel fornire sostegno alla nuova missione militare e coloniale francese in Africa. L’ultima volta era stato il “colpo di stato” e l’intervento militare diretto francese in Costa D’Avorio contro il presid. uscente Gbagbo. Sarkozy aveva dichiarato che “l’intervento militare era stato richiesto dall’Onu per proteggere la popolazione” e che la missione della Francia “non è quella di deporre Gbagbo per via militare”. In realtà è stato destituito proprio Gbagbo grazie ai blindati, alle truppe francesi che sostennero le milizie del suo avversario Ouattara.
Il Ministro Di Paola afferma che quelle italiane “non saranno operazioni ’boots on the ground’, cioè non manderemo cioè truppe militari. I meno smemorati ricorderanno che queste erano anche le assicurazioni fatte per le operazioni prima dell’intervento ufficiale Nato in Libia. E i Francesi saranno presto costretti a convincere altri Paesi a occuparsi del conflitto in Mali. Il Financial Times oggi si interroga se l’abbattimento di Gheddafi sia stato utile, visto quanto sta accadendo in Tripolitania e Cirenaica. “Il collasso del Mali – dice- sarebbe conseguenza diretta della fine del regime libico, che non era delle componenti estreme dell’islam politico. Ma l’intervento militare francese in Mali si sta rivelando “molto difficile”, ha detto il ministro della Difesa francese Jean-Ives Le Drian, parlando di “1.200-1.300 terroristi nella zona”. Così la Francia chiede alleati. Gli americani tacciono, preferiscono bombardare con i droni la Somalia. La responsabilità di quanto accade in Africa stavolta è tutta sulle spalle della Francia e magari dell’Italia. Il silenzio su quanto accade è diventato assordante. Dobbiamo partecipare a una nuova avventura coloniale?
http://www.contropiano.org/it/news-…

SINDACATI

La forza lavoro in Italia è di circa 23 milioni di unità così composta:
9.500.000 dipendenti imprese meno 15 dipendenti
8.000.000 dipendenti imprese più 15 dipendenti
3.500.000 dipendenti statali
2.000.000 precari a termine.
Nella fascia 1 e 4 il sindacato difficilmente entra.
nella fascia 2 entra al 50%
nella fascia 3 entra quasi al 100%
quindi su un totale di lavoratori di 23.000.000
7.500.000 sarebbero sotto tutela sindacale
equivalenti a circa il 33%.
Prima osservazione gli statali vogliono essere tutelati al 100% perché lì si annidano fior di sfaticati ladri raccomandati che potrebbero incappare in qualche dirigente onesto e hanno bisogno della DIFESA SINDACALE !!
Nel privato 4.000.000 si sono rivolti ai sindacati sperando di essere tutelati nell’applicazione dei contratti che gli imprenditori sottoscrivono e che molte volte non rispettano con la complicità dei dirigenti sindacali.
Bene, mentre nel privato il sindacato fa il suo dovere, nel pubblico difende cani e porci e non fa il suo dovere. Questa è la situazione in cui siamo per cui
l’abolizione dei tre sindacati farebbe loro torto. Invece avrebbero molta parte a risanare la macchina statale con il ricambio di quasi tutti i dirigenti come per la classe politica.
..
RIDIAMARO : – )
Natangelo

Si riunisce il terribile comitato di garanzia del Pd
“E adesso tutti in piedi per l’inno di Gianna Nannini!”
..
Per essere sicuro di non avere defezioni dai suoi avvocati, Paniz, Longo, Ghedini… Berlusconi li candidati tutti al Parlamento.
Peccato per Pecorella! Tre lupi per una pecorella!
..
Un tempo si diceva che il Pd era stato berlusconizzato
Ma perché non dire mai che è stato anche dalemizzato?
.
Come diceva al peggiore la mia ex professoressa di tedesco:
“BERSANI BERSANI, tu sei il chiodo più lungo della mia bara!”

Tanto perbene e tanto onesto pare
lo uom Pd quand’egli altrui saluta
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e niuno non ardisce criticare.

Ma se guardi de retro a quel compare
i diciott’an d’un’Italia spremuta
trovi che la democrazia fu ceduta
e la sx si lasciò abiurare.

MONTI E LA SCELTA AGONICA
Scelta civica: Vattene!
.
Scelta cinica: vi ho distrutti a metà. Votatemi e competerà l’opera!
.
Vizi capitali
Dopo Berlusconi, il partito dei maialoni, vota Monti! Il partito dei masochisti!
.
Monti sia il dio tuo! La banca sia con voi!
.
Monti “ci saranno scelte rigide nella selezione delle candidature: li scelgo tutti io” (Benedetta Squittieri)
.
SceltaCinica e simbolo post-fascista. Una bella boccata d’aria nuova (Kontrocorrente)
.
Scelta Clinica: votarlo è da malati mentali
Il simbolo di Monti è realizzato dalla stessa agenzia di Vendola. Come se Casaleggio curasse l’immagine di Berlusconi (Strabene)
.
Scelta Cinica – Con Monti per far fuori l’Italia (Paolo Rovis)
.
Se Casini accettale regole di Monti, la lista Udc verrà stravolta. Solo 2 deputati con max 2 legislature. Può salvare solo Cesa. (Arturo Celletti)
.
Io: Lavoratore, scegli Monti! potrebbe essere la tua ultima scelta!
..
Spinoza
La Montalcini dedicò la vita alla ricerca sulle degenerazioni del cervello. Nel caso qualcuno si domandasse perché sia rimasta in Italia.
Negli ultimi anni, Rita Levi Montalcini fu pesantemente attaccata da Storace, Castelli, Bossi. Tutta gente scomoda per le neuroscienze.
.
A Pontida La Lega celebra la riscossa dei Comuni che a Legnano cacciarono il Barbarossa. L’ironia è che l’Imperatore era tedesco, dunque quella della Lega Lombarda fu una vittoria di terroni. (Pig)
..
Svelato il mistero dell’insensatezza leghista: a forza di cantare “VA’ pensiero”, se n’è andato. (Pig)
.
Come dare torto a Brunetta, quando dice: “Disoccupati, precari, studenti, statali, pensionati, madri, neonati, perché non fate la rivoluzione, con tutto il tempo libero che avete?”. (Pig)
.
Qual è per quest’anno il tasso di corruzione programmato? (Pig)
..
Copio rigorosamente dal web:
Dare del cretino a un leghista è reato?
No.
Al limite è ridondante.
..
Vito Asaro
Ho dato un’occhiata all’agenda Monti. Al punto 1 c’era scritto:sistemare i parenti dell’on. Casini. Al punto 2: tenere a galla l’on. Fini. Non ho avuto lo stomaco per leggere il punto tr3.

Spinoza
La Lega elegge Maroni nuovo segretario. La rosa dei candidati era d’altronde piuttosto ristretta: Maroni oppure no.

Gigi da lesso
La Lega elegge Maroni nuovo segretario. Dopo che in serata sono stati scrutinati gli ultimi voti dalla Tanzania e da Tirana.

La Lega elegge Maroni nuovo segretario. Nei prossimi anni, sarà lui ad investire i soldi pubblici nei metalli e nelle pietre preziose più convenienti e ad inventarsi una Nazione.

La Lega elegge Maroni nuovo segretario. Dopo il parere favorevole di Bossi che ha alzato tre volte il dito medio..
.
Frandiben
Ennesima sfida a Roma ladrona. Salvare gli onorevoli Milanese, Cosentino e Romano era solo pretattica.
..
Viviana
Dopo la linea gotica
La Lega inaugura
La linea zotica
..
Francesco Folchi
Che unita alla linea zoccola
di Berlusconi
fanno l’alleanza perfetta
.
Frandiben
Bossi sfida Roma ladrona, la platea applaude. E’ la giornata padana dell’Alzheimer

… è un mondo difficile
Borghezio: “Balotelli è un padano dalla pelle scura”.
Dordolo: “Balotelli è uguale a un orango”.
Non mi ero mai accorto prima di quanto i leghisti fossero simili agli oranghi dal pelo chiaro.
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Maroni e Berlusconi a Tunisi. “Basta mandarci criminali”. protesta il governo tunisino. (nightswimming)
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Maroni ammette: «Nella Lega ci sono divisioni». Uau, e chi le sa fare? (Lia Celi)

.Maroni: «C’è cervello nella Lega». E castità ad Arcore, carità in Vaticano e vita su Marte. (Micro Satira)

Maroni: “C’e’ un cervello nella Lega”. E deve bastare per tutti. (mattyou)
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http://masadaweb.org

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