Nuovo Masada

dicembre 30, 2012

MASADA n° 1428 29/12/2012 L’AGENDA DI CALIGOLA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:33 pm

Blog di Viviana Vivarelli

La triade Monti-Marchionne-Ratzinger – La Chiesa del potere finanziario – Ma qual è la parte dell’Agenda Monti che Bersani trova ‘condivisibile’??? – Banche, fondazioni e Vaticano non pagano l’IMU – Canone RAI e altri aumenti – Le vergogne di don Piero, prete razzista e misogino – Folle o ipocrita chi continua a chiedere al M5S di allearsi coi partiti – Pietro Grasso si candida nel Pd – Democrazia delegata e democrazia diretta – Ma perché dovremmo sostenere Monti o il Pd o il resto della casta? – L’Agenda Grillo – Grasso che cola (Travaglio) – Grazie a Monti, accanimento su 6 milioni di pensionati – Il cardinal Bertone e i sacrifici (degli altri) – L’IMU – L’America di fronte al Fiscal Cliff, il baratro fiscale

« Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo »
Giordano Bruno

A COLORO CHE VERRANNO

Davvero vivo in tempi bui!
La parola innocente è stolta. Una fronte distesa
Vuol dire insensibilità. Chi ride,
la notizia atroce
non l’ha saputa ancora.
Quali tempi sono questi, quando
Discorrere d’alberi è quasi un delitto,
perché su troppe stragi comporta silenzio!…
“Mangia e bevi!”, mi dicono: “E sii contento di averne”.
Ma come posso io mangiare e bere, quando
Quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
Manca a chi ha sete il mio bicchier d’acqua?
Eppure mangio e bevo.
Vorrei anche essere saggio.
Nei libri antichi è scritta la saggezza:
lasciar le contese del mondo e il tempo breve
senza tèma trascorrere.

Spogliarsi di violenza
Render bene per male
Non soddisfare i desideri, anzi
Dimenticarli, dicono, è saggezza.
Tutto questo io non posso:
davvero, vivo in tempi bui!

B. Brecht

CLEPTOCRAZIA

= Governo dominato dal vizio di rubare, dalla corruzione politica (dal greco: kleptō=rubare e kratos= governo, governo di ladri).
E’ il peggiorativo di plutocrazia (governo di ricchi a favore dei ricchi), indica un sistema di potere che è il massimo della corruzione politica. In una cleptocrazia chi governa usa i meccanismi dello Stato e le leggi per tassare pesantemente il popolo e ammassare fortune personali o aiutare sistemi finanziari e di potere economico.
I cleptocrati possono usare molti metodi: evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco, conti bancari anonimi, fuga di capitali all’estero, tassazioni inique e non progressive, frodi bancarie, depenalizzazioni, falso in bilancio (quello che Berlusconi ha depenalizzato e voleva depenalizzare anche la bancarotta fraudolenta), prescrizioni, storture processuali… per proteggersi e nascondere i guadagni illeciti.
I governi che restano impuniti nelle loro malefatte e non sono eliminati dai cittadini prendono una brutta china con una successione di ladri a catena che scalzano i predecessori, rispondendo sempre meno ai bisogni della gente e gettando il Paese in una recessione senza fine. L’Italia ne è un esempio e Monti è solo un terminale negativo e peggiorativo di vari governi di ladri. La corruzione impone una tassazione massiccia sulle imprese e sui cittadini, che non tornano come servizi per cittadini e imprese ma creano nuovi fallimenti e sofferenze. Le cleptocrazie tendono a produrre economie dagli scarsi risultati in un peggioramento progressivo della situazione che vede aumentare da un lato l’immiserimento dei più poveri e dall’altro lato il potere e l’arricchimento di un numero sempre più ristretto di corrotti che si proteggono tra di loro. I politici corrotti ignorano i problemi economici e sociali sottostanti, ma cercano solo il proprio benessere e potere rapinando più che possono i cittadini di beni e diritti in una spirale perversa. Non hanno nessun interesse a costruire uno Stato funzionante o a produrre sviluppo (vedi Berlusconi o Monti). Sono volti soltanto alla rapina ed alla morte.

BEPPE GRILLO
“Monti è un fenomeno della autoreferenzialità estrema, un energumeno anticostituzionale, un presuntuoso che non ammette lo sfascio economico di cui è diretto responsabile. Monti è un non eletto, che non partecipa alle elezioni con l’obiettivo di farsi rieleggere, lascia, da assoluto impunito, la sua Agenda in eredità al prossimo governo, nel caso non sia ancora lui presidente del Consiglio. Non scende in campo, ma sale in politica, ascende al Cielo. Non è stato sfiduciato dal Parlamento, ma si è sfiduciato da solo”.

LA TRIADE MONTI-MARCHIONNE, RATZINGER
Viviana Vivarelli

I primi due atti elettorali di Monti candidato sono stati il suo schierarsi a Mirafiori accanto a Marchionne a sancire lo schiacciamento dei diritti dei lavoratori, e il suo schierarsi al fianco di Ratzinger, che non è certo l’esempio di una Chiesa illuminata e vicina ai poveri, ma è capo sostanziale di una Chiesa materiale attaccata al denaro ed al potere.
Partendo da questi due atti di programma retrivo e conservatore, Monti si apre alla politica per riportare l’Italia indietro di qualche secolo. Il padronato più bieco e distruttivo e la Chiesa più fascista e codina.
E dovrebbe essere questa l’Agenda che Bersani trova condivisibile?
Giustamente hanno profetizzato in questi tempi la fine della Chiesa cattolica dopo i suoi duemila anni di regno.

LA CHIESA DEL POTERE FINANZIARIO
Viviana Vivarelli

Dopo le alleanze con Hitler, Franco, Salazar, Peron, Pinochet, Marcos, Bush, Romney e perfino Berlusconi.. l’alta Chiesa di Roma non sa più come mostrare il peggio di sé.
Intollerante, dispotica, misogina, omofoba, malvista persino all’ONU per la sua discriminazione degli omosessuali, avida di denaro e di potere, sempre alleata coi peggiori dittatori e tiranni, fascista e nazista fino al midollo, nemica dei diritti degli uomini e dei popoli, nemica del rispetto alle donne ed ai bambini, nemica dei lavoratori, sempre alleata con la finanza, gli eserciti, i più ricchi, i più retrivi, i più criminali fino a seppellire in Basilica uno dei peggiori boss assassini di Roma con cui riciclava denaro sporco… sempre pronta a perdonare i propri usurai, i propri pedofili, i propri aguzzini, sempre rapida ad emarginare le proprie suore caritatevoli, i propri uomini miti e i propri santi, la Chiesa di pietra non cambia mai e oggi con Ratzinger quell’impronta di scelta maligna che ha fatto dire a don Amorth, il massima esorcista della Chiesa, che il diavolo alligna in Vaticano.
Oggi, di fronte a un Monti che intende eliminare lo stato sociale ed inizia tagliando 32 miliardi alla sanità, che lascia carta bianca a un generale per buttare 12 miliardi in armi,
che vuole estendere il sistema Marchionne a tutti i lavoratori, che ha portato alla rovina e alla miseria la maggior parte degli Italiani per arricchire un sistema bancario inutile e crudele, oggi ancora una volta la Chiesa compie il peccato mortale di allearsi col peggio e di rinnegare quella missione che il Cristo le diede duemila anni fa, di difendere i miti e i mansueti, di stare dalla parte dei poveri e degli sfruttati.
Quante volte canterà il gallo sui tradimenti della Chiesa? Quante volte il suo pastore rinnegherà il Cristo e dirà di non volerlo riconoscere e si metterà dalla parte del Male?
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Claudio
Questo santo uomo di Monti quando morirà verrà sepolto nella basilica di Sant’Apollinare, nello stesso posto lasciato vuoto da quel santo uomo (l’assassino De Pedis) che il Vaticano aveva deciso di onorare concedendogli di riposare in eterno in un luogo sacro.
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PIETRO GALATI
Monti candida la sua Agenda. Se dovesse salire al Quirinale, farà senatrice a vita la sua Agenda come Caligola fece senatore il suo cavallo.
Ma cosa c’è in questa Agenda?
Paroloni come “pareggio di bilancio strutturale”, riduzione dello “stock del debito pubblico” ecc. ecc. fino a una “paccata”, per di più, di paradossi del tipo: “impegno a ridurre il prelievo fiscale complessivo, non appena le condizioni generali lo consentiranno“.
E quando lo consentiranno le condizioni generali se le “cure” del Professore si sono rivelate peggiori del male? Imprese e lavoro sono letteralmente in ginocchio e i numeri parlano chiaro, non sono interpretabili o manipolabili.
Le politiche di Monti, al pari delle cieche politiche del rigore della Troika sono fallimentari e foriere di recessione e impoverimento delle nazioni in dissesto perché non hanno mai preso sul serio ciò che potrebbero dare concrete possibilità di rinascita al nostro Paese e all’Europa stessa: la ricerca, l’innovazione, il miglioramento in termini di competitività sia del lavoro che dell’impresa. Né hanno mai preso seriamente sul serio che non è riducendo alla miseria la gente che si potranno mai pareggiare i conti.
L’unica verità è che il Professore ci ha preso gusto anche lui a fare il mazzone nel gioco delle tre carte, il gioco preferito dagli intrallazzatori navigati che purtroppo, grazie al porcellum, dovremo ancora sorbirci per un altro lustro.

Da un articolo di Marco Palombi IFQ

Ha un bel mettersi D’Alema dalla parte dell’Opus dei al punto da ricevere il titolo di viceconte dal Vaticano. Ha un bel tentare Bersani di dichiarare che starà dalla parte della Chiesa e difenderà il suoi interessi. Bertone è stato chiaro:”Ci possono essere anche delle brave persone nel Pd,ma i principi cristiani non ci stanno di casa.” Meglio cercarli in un Monti che assieme a Grillo ha salvato lo IOR dalla bocciatura europea perché macchiato di riciclaggio di denaro sporco (Monti impedì di parlare a palazzo Koch agli ispettori di Bankitalia assai critici sullo Ior, e Bankitalia, piccata, li ritirò tutti per rivalsa).
Monti ha fatto ricorso contro la sentenza europea che, giustamente, consentiva la diagnosi prenatale sugli embrioni, impedendo che la donna fosse inseminata con embrioni marci.
Monti si è rifiutato di attivare una commissione italo-vaticana per rivedere il gettito dlel’8 per mille assai superiore alla vecchia congrua,come di esigere che si facesse chiarezza su come la Chiesa spenda questi soldi.
Monti, quando Bruxelles ha ritenuto illegale regalare al Vaticano l’IMU sugli edifici commerciali, è riuscito a strappare all’Ue una sorta di condono, per cui pagheranno, ma dopo il 2013, e intanto la Chiesa si intascherà i 3 miliardi che ha rubato ai contribuenti italiani.
Monti ha messo in finanziaria 223 milioni per le scuole private tagliandoli alla scuola pubblica. Monti ha fatto anche, mentre tagliava vergognosamente la sanità pubblica e persino i soldi di malati di SLA, il regalino di 12,5 milioni all’ospedale Bambin Gesù (tanto caro a Bertone) e 5 milioni al Gaslini (tanto caro a Bagnasco)
E’ chiaro che i ‘principi cristiani’ in moneta sonante che ha Monti sono superiori a quelli di chiunque altro!!!!
Povero Bersani, che non ha mai capito niente!
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MICHELE SERRA

«L’appoggio delle autorità ecclesiastiche all’ingresso in campo di Monti non merita troppe polemiche. Va ridimensionato per almeno due ragioni. La prima è che, da tempo, l’opinione di pochi, anziani prelati non rappresenta neppure alla lontana la varietà di opinioni, di culture e di esperienze sociali del mondo cattolico. Ci sono cattolici a Casa Pound e cattolici di sinistra, è cattolico il parroco ligure che imputa alle donne di “provocare” la violenza maschile e strilla “froci!” ai giornalisti ed è cattolico Nichi Vendola. E dunque il “placet” dei vescovi a Monti non è lontanamente in grado di rappresentare, né quantitativamente né qualitativamente, gli orientamenti politici dei cattolici italiani.
La seconda ragione è che la Cei “montiana” – fisicamente le stesse persone – è la stessa Cei che fu “berlusconiana”, e la di¬stanza tra i due è così abissale da strappare un sorriso. Perché il solo, ipotetico nesso tra le due scelte, quella per il Cavaliere vanaglorioso e sessuomane e quella per il Professore austero, è che entrambi sono avversari della sinistra. E questa inamovibile faziosità della visione politica vaticana è, a ben vedere, una terza ragione per ridimensionarla».

IL CAMPIONE DELLE BUFFONATE
Viviana Vivarelli

Povero Berlusconi! Si è sempre presentato come campione della destra e ha sempre preso come punto forte del partito la lotta ai comunisti! Ora che la palma di campione della destra gli è stata scippata da Monti, non trova di meglio che blaterare che Monti, Casini, Montezemolo, Riccardi e Fini fanno tutti “il gioco di Bersani” e sono tutti di “sinistra”!
Certo fa senso ipotizzare che Monti sia un bieco “comunista”. Ma pure Casini o Montezemolo o Riccardi o Fini, intesi come “comunisti” fanno ridere i polli. Ma il Cavaliere è serissimo e insiste con la sua boutade mentre i suoi, se hanno un poco di cervello, non sanno più dove nascondersi dalla vergogna! Va bene che le bugie più sono grosse, più sono credute, ma di questo passo, anche la Cei che sostiene Monti sarebbe formata da feroci “comunisti”!

MA BERSANI DA CHE PARTE STA?
Viviana Vivarelli

Prima che Monti gli girasse le spalle, Bersani le tentava di tutte per fare un Governo Monti 2 o almeno avere quella perla di Monti nel suo prossimo governo venturo come ministro dell’Economia, così se n’è andato solo solingo in Europa a rassicurare il sistema finanziario (cioè quella ventina di banche che ci tengono sotto ricatto) sul proseguimento da parte sua dell’Agenda Monti. E come suo 1° atto di segretario riconfermato ha chiesto un’audizione con Monti per sentire se preferiva fare un Monti 2 o venire in un governo Bersani come Ministro dell’economia a finire quel massacro che aveva cominciato.
Anche ieri ha ripetuto che l’Agenda Monti è “in gran parte condivisibile”.
Di fronte ai dati terribili del Paese, di fronte a un immiserimento che ormai colpisce poveri quanto classe media, imprenditori come commercianti, vorremmo tanto che Bersani spiegasse chiaro al popolo italiano quale parte dell’Agenda Monti gli piace tanto:
-se l’articolo messo a forza in Costituzione del pareggio del bilancio che impedisce qualunque investimento per lo sviluppo
-o il tentativo di eliminare l’art.18 col chiaro sostegno al sistema Marchionne (manifestata già a inizio mandato) e l’intento di eliminare i diritti dei lavoro, tagliando alla base i sindacati
-o la decisione di annullare lo stato sociale e di proseguire gli orrendi tagli alla Sanità per cui Monti intende toglierle 30 miliardi nei prossimi anni
-o i tagli previsti a scuola e ricerca per cui Monti ha elogiato tanto la Gelmini, mentre aumenta i regali alle scuole private
-o i regali di 3 miliardi al Vaticano e il nuovo regalo in finanziaria per la basilica di san Francesco
-o i non tagli alla Casta
-o i 98 miliardi regalati allo slot machine
-o i 12 miliardi di nuovi caccia per cui il generale De Paola ha avuto carta bianca
-o il decreto sugli esodati
-o quello sulle pensioni
-o i 50 voti alla fiducia
-o l’intero ammontare dell’Imu sulla prima casa dato per salvare per la seconda volta dal fallimento il Monte dei Paschi di Siena
-o l’aver messo nel suo governo Ministri non proprio puliti e in conflitto di interessi
-o la decisione di riprendere le Grandi Opere inutili come la Tav in Valsusa o il Mose o altre autostrade superflue a Nord
-o la protezione a chi ha portato i fondi neri in Svizzera per cui altri Paesi sono intervenuti duramente già nel giugno scorso recuperando miliardi e solo il nostro dopo 19 mesi ancora aspetta
-o il regalo delle frequenze a B
-o il porcellum
-o l’orrenda legge anticorruzione che salva i potenti, depenalizza i reati o salva con la prescrizione
Quali di questi orrori è condivisibile?????

Elson Carefading:

Per capire meglio chi è Bersani, serve conoscere ciò che riguarda i suoi amici.
Il 15 novembre, al World Pension Summit svoltosi ad Amsterdam (conferenza internazionale organizzata dai colossi finanziari che gestiscono le pensioni private, con un patrimonio di circa 2.000 miliardi di dollari spartito fra una decina di compagnie private, in pratica una cifra di interessi pari al Pil dell’Italia), prende la parola Elsa Fornero e dice che:
“I cambiamenti portati dalla riforma delle pensioni del governo Monti erano necessari per compiacere i mercati finanziari, altrimenti i mercati avrebbero devastato l’Italia.”
Fornero ammette dunque di aver fatto un vero e proprio colpo di Stato (il governo deve compiacere i propri cittadini, non le banche, le assicurazioni, i fondi d’investimento e i gruppi privati di speculatori) di fronte all’assemblea dei più importanti gruppi finanziari e banche d’affari del pianeta.
La sua dichiarazione è stata seguita da un lungo applauso (quasi una standing ovation). I mercati ringraziano i pensionati e i lavoratori italiani del nuovo arricchimento che hanno conseguito a spese della loro miseria.
Ed è questa gente che il Vaticano sostiene?
E sono questi i distruttori con la cui Agenda Bersani dichiara di trovare ‘condivisione’??!!

http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41419
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COSA FARE CON L’AGENDA MONTI
Giovanni b

Monti, in una intervista trasmessa nel programma ‘L’ultima parola’, ha detto che bisogna avere una crisi lunga e duratura affinché i popoli cedano la sovranità. Oggi si parla della sua agenda, secondo me l’unico modo per utilizzarla è come carta igienica.
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BANCHE, FONDAZIONI E VATICANO NON PAGANO L’IMU

Le ricchissime banche e le ricchissime fondazioni non pagano l’IMU, perché Monti ha deciso che sono equiparabili a enti di beneficenza. Sono, ha detto, “associazioni benefiche”. E a questo punto qualcuno vuole ancora sostenere che Monti non faccia solo gli interessi della Casta e delle banche?
Capite ora perché i partiti (vedi D’Alema) si sono affrettati a creare delle fondazioni, le quali dominano addirittura le banche?
Ma il bello è che il tanto cattolico Monti fa pagare gli ospizi con l’aliquota più elevata e boccia l’’emendamento sulle Fondazioni. Dov’erano i partiti tanto cattolici e di centro quando in parlamento si votavano queste aberrazioni? Solo Di Pietro, a quel che si sa, è insorto!
Le Fondazioni hanno una capitalizzazione complessiva valutata in 150 miliardi di euro . Perché sono state graziate? In Europa le banche hanno ricevuto 1.016 miliardi di €, rastrellati con tagli a beni e servizi dagli stremati popoli europei, e hanno usato questa immensa mole di denaro per dare poco o niente allo sviluppo e alla ripresa economica, mettendola invece nella speculazione sui titoli di Stato (che devono veder salire i loro tassi proprio per arricchire le banche) e nella speculazione della Borsa (derivati ecc).
In Italia mentre tutti i settori andavano male, solo le banche hanno registrato fortissimi guadagni. I principali gruppi bancari europei hanno chiuso i primi 6 mesi del 2012 con un utile netto aggregato di 26,1 miliardi di euro,
E Monti doveva fare regali solo alle banche????
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CANONE RAI E ALTRI AUMENTI

Il canone Rai per la televisione pubblica è stato aumentato a 13,50 euro,1,50 euro in più rispetto il 2012, dunque, crisi o non crisi, aumenta di 1,5 euro ogni anno.
Lo Stato si attacca anche a questo per spolparci con le tasse. Ma Monti non aumenterà solo il canone. Le Regioni potranno aumentare sia Irpef che Irap, per cui aumenteranno le tasse regionali. Il regalo del Ministro Passera, prima di andarsene, è stato di farci un aumento fiscale, tra alimentari, biglietti dei treni, RC auto, bollette, bolli, servizi postali e bancari, pedaggi autostradali (grazie Benetton!), rifiuti e ricadute dell’Imu..ci sarà una stangata nel 2013 di 1.500 euro a famiglia!
Può darsi che la Chiesa trovi conveniente appoggiare i Governi (USA o italiano) che le danno comunque degli utili e infieriscono sulle classi medio-basse, lasciando arricchire i più ricchi, ma resta l’iniquità di questi governi come di chi li sostiene.
Lo Stato iniquo cerca di colpire più gente possibile, per questo attacca e impoverisce la massa cercando una scusa qualsiasi per sottrarre soldi a un numero massimo di persone. E sennò come farebbero il milione e 300.000 sanguisughe politiche a fare la vita lussuosa che fanno? E come continuerebbero le disgustose e inutili guerre?Coi soldi nostri, naturalmente! E chi se ne frega se uno muore di fame?
Lo spot sul canone lo dice chiaro: non mi importa cosa ne fai dell’apparecchio tv, ci puoi mettere anche i pesci dentro o i fiori, basta che paghi!
Il pretesto con cui in Italia hanno introdotto il canone è che in cambio non avrebbero dato spot commerciali, eppure anche la Rai ne dà, contro ogni promessa.
Tra i Paesi che hanno abolito il canone ci sono Olanda, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Belgio fiammingo,Lussemburgo,Portogallo,Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Russia e Turchia. Si paga invece il canone, ma almeno non c’è pubblicità commerciale, in Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia.
Ci possiamo consolare pensando che c’è chi paga più di noi, come l’Austria: 335 euro o la Danimarca 303.
Quando una tassa è fortemente iniqua, gli Italiani non la pagano. Del resto, quando lo Stato impone una tassa, dovrebbe anche essere in grado di farla rispettare altrimenti è iniqua due volte. Ma questo non avviene, per cui un Italiano su 3 non paga il canone.
L’Italia ha in Ue ha il primato negativo di evasione: 27%, contro una media europea sotto il 10% (in Inghilterra è al 5%), ma non è vero come recita lo spot che sia il più basso in Europa. Pagano meno di noi Albania, Bosnia, rep.ceca, Grecia, Macedonia, Malta, Montenegro, Polonia, Romania e Serbia..
In Italia gli abbonamenti privati, nel 2010, erano oltre 16 milioni 600mila ma le famiglie italiane sono più di 25 milioni.
A Collobiano, (Vercelli), tutti pagano il canone.
Tra le città più virtuose: Ferrara, dove il 79,93% delle famiglie paga il Canone Tv.
A nord il primato va alla Liguria con il tasso più alto di abbonamenti: 81.58%, segue l’Emilia Romagna: l’81,36%. Per il Centro, la Toscana:82,28%. A Sud la Puglia: 76,61%.
Batte il record di evasione la Campania: 44,46%. Per le isole la Sicilia con il 42.15% di evasione, mentre al Nord la percentuale più alta è del Piemonte, con il 26.93% di astensione dal pagamento.

Don Piero Corsi di san Terenzo è recidivo: sulla infamie ci va alla grande

Il prete di Lerici non è certo da manuale. Prima, razzista, ha pubblicato nella bacheca rivolta ai parrocchiani vignette blasfeme contro i musulmani, quella in cui l’islamico se la prende con l’occidentale «bastardo infedele e razzista» pensando che «uno di questi giorni ucciderò anche te». Oppure quella col musulmano dall’espressione malvagia nell’atto di ritrarre un ebreo a mo’ di nazista sanguinario o immagini di guerriglieri integralisti in perfetto stile Al Qaeda.
Ma odiare gli islamici non gli basta odia anche i barboni, e ne ha attaccato uno con un candeliere dell’altare. Ma non gli basta ancora: odia le donne. E attacca un manifesto misogino sulla porta della chiesa di Lerici. Sfotte le 124 donne uccise da persone di famiglia dall’inizio dell’anno: ““Dovete sapere che il capo di ogni uomo è il Cristo e il capo di ogni donna è l’uomo”San Paolo, I Corinzi, 11, 3.
“Lasciamo alle donne i fronzoli. Esse hanno in mente solo le mondanità, e si preoccupano di piacere ai loro mariti.”San Bernardo, Epistolae.
“Conviene istruire le donne nelle lettere perché, assiduamente intente a questa onesta occupazione, sappiano evitare i cattivi pensieri e rifuggire dalle voluttà della carne e dalle vanità del mondo.”Vincenzo de Beauvais, De eruditione filiorurn nobilium.
“Donne e il femminicidio facciano sana autocritica. Quante volte provocano? Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo, roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo se lo sono andato a cercare?” E poi assicura il prete, quante di loro lasciano la casa sporca e danno ai loro uomini il mangiare freddo, lasciando senza cure i loro figli?
“Se le donne sono state e/o vengono uccise è “perché loro hanno provocato gli istinti”, è “perché loro si sono allontanate dalla virtù e dalla famiglia”, è “perché loro cadono nell’arroganza e si sentono indipendenti”.
In questi giorni in India due donne sono state violentate e uccise, una era una ragazza che aveva preso un autobus e in pieno centro per ore è stata violentata da sei uomini ubriachi che si sono gettati su di lei aiutati dall’autista, l’hanno pestata e violentata e infine l’hanno gettata dall’autobus in corsa. La poveretta è morta. L’altra è una donna di 45 anni che camminava insieme al marito ed è stata violentata e pestata da 8 uomini. L’India intera è insorta chiedendo alla presidente Sonia Gandhi la pena di morte per gli stupratori. Chissà se il prete di Lerici avrebbe difeso questo bestie, invocando il loro diritto ad assalire essendo stati provocati?
Ma è davvero questa la Chiesa che vogliamo?
Per un momento è sembrato che il prete di Lerici fosse stato invitato a lasciare la tonaca, ma no, la Chiesa gli chiederà al massimo un momento di riflessione. Ci si muove per i potenti, non vale perdere tempo per difendere la vita delle donne.
Intervistato da un cronista, don Piero rispondeva con tono sprezzante: “Si sa che il maschio è violento e la donna non deve provocare. Mettiamo che lei veda un donna nuda davanti a lei, che cosa prova? Risponda con i coglioni! Il maschio è da sempre violento, non sa trattenere l’istinto, e quindi se la donna lo provoca lui, o almeno molti, tanti, non si sanno controllare”.
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FOLLI O IPOCRITI CONTINUANO A CHIEDERE AL M5S DI ALLEARSI CON I PARTITI
Viviana Vivarelli

E basta con queste richieste grottesche di alleanze, di dialogo, di collegamento, con partiti nuovi o partiti vecchi!!! Sempre partiti sono! Non portano nulla di nuovo al vecchio o obsoleto quadro di potere partitico. Dialogare con i partiti nuovi? Ma cosa vuol dire dialogare??? Il M5S sta facendo una rivoluzione. Non si riesce a capirlo???
Da una parte c’è la partitocrazia, dall’altra chi si ribella alla partitocrazia e intende rovesciarla per fare una democrazia diretta. Ma troppi non ce la fanno a vedere quanto profonda sia la differenza? Non ce la fanno a capire quanto rivoluzionaria sia l’intenzione di fare una democrazia diretta rovesciando le vecchie strutture putride di una Costituzione scritta solo per rinforzare il potere dei partiti e che in 65 anni non ha realizzato in nulla i diritti dei cittadini, quelli che ora l’intera partitocrazia sulle orme di Monti intende calpestare? Cosa c’è da capire? Cosa c’è che non si riesce a capire?
Quando si fa una battaglia con un nemico non si sta a dialogare con i suoi nuovi reparti (magari migliori dei vecchi o che raccattano rimasugli dei vecchi, come Diliberto o Ferrero o Bertinotti, ma che sempre partiti sono e fanno sempre parte della vecchia banda a delinquere, di cui prendono modi, sistemi, forme, linguaggio, potere verticale, rampismo e inamovibilità).
Come si fa a non capire la profonda differenza tra una partitocrazia, da abbattere totalmente e una democrazia diretta? Non c’è collegamento, non ci può essere dialogo, non esiste alleanza possibile. Potere di una casta e potere dei cittadini sono acqua e olio, non si possono mischiare o confondere, sono due cose opposte, sono antitetici
E non si chiede a due nemici antitetici di unirsi o dialogare o allearsi. Non è un gioco di numeri che si risolve con sommatorie in cui si cambiano gli addendi. E’ una RIVOLUZIONE!
Il M5S ha un’unica enorme caratteristica che lo differenzia da tutti i partiti o partitini e senza la quale non sarebbe che un partito come tanti: LA DEMOCRAZIA DIRETTA!
Il suo principio rivoluzionario è questo, in grado di scardinare la Casta, di riscrivere una nuova Costituzione, di iniziare una politica totalmente innovativa e popolare e di presentarsi come una gigantesca rivoluzione sul piano della storia.
Non è colpa del M5S se tutti i media e tutti i partiti non hanno fatto che ignorare questo principio fondamentale che regge l’enorme progetto, senza il quale il programma non è nulla ed è intercambiabile o migliorabile in ogni sua parte. Si stanno accapigliando senza costrutto su parti ininfluenti come la mancanza di leader ufficiale o gli emolumenti resi o non resi allo Stato, o la figura schiva di Casaleggio o l’immagine eclatante di Grillo, ma fingono di ignorare (ed è questa l’ipocrisia di tutti) la forza immensa della rivoluzione in corso: il bisogno estremo e lacerante da parte dei cittadini onesti di rovesciare la corrotta piramide di potere verticale che ci sovrasta e in cui Monti è entrato con tutta la brutalità antidemocratica del potere finanziario. Chiacchierano tutti a vuoto di minuzie, talk show infiniti su minuzie, emarginando l’unica cosa seria di cui si deve parlare e di cui tutti evitano di parlare: LA SOVRANITA’ POPOLARE CHE DEVE ESSERE ESERCITATA DIRETTAMENTE DAL BASSO.
La ignorano perché è quella che rovescerà la loro presunzione e la loro arroganza, instaurando sistemi di governo che impediscano per sempre caste ricchissime e inamovibili che governano per il proprio e non il nostro interesse.
Capisco che il 20% di voti rappresentato dal M5S faccia gola a chi si affaccia ora al potere politico, ma che senso ha dire: “Abbiamo delle battaglie comuni”, quando ci si rifiuta di capire che la vera cosa fondamentale non è questa o quella battaglia, ma proprio il rovesciamento del sistema politico partitico attuale con l’azzeramento di tutti i partiti?
Com’è che questi partiti nuovi o vecchi vantano punti in comune con il M5S e poi perdono per la strada proprio il punto fondamentale? E come possono venire a proporre alleanze quando un momento prima, come ha fatto Di Pietro, si è accanito a dire che il M5S non ha un programma??
Il M5S ha un’unica enorme caratteristica che lo differenzia da tutti i partiti o partitini e senza la quale non sarebbe che un partito come tanti: LA DEMOCRAZIA DIRETTA.
Se non ci capisce quello, non si capisce niente!
Il suo principio rivoluzionario è questo, un principio in grado di scardinare la Casta, di riscrivere una nuova Costituzione, di iniziare una politica totalmente innovativa e popolare e di presentarsi come una gigantesca rivoluzione sul piano della storia.
Sembra di vedere un piccolo esercito di coraggiosi che vogliono difendere il loro Paese dall’assalto di tutte le forze riunite e concentriche di destra, di sinistra, di centro, di dentro e di fuori, dallo stato nazionale e da stati esteri come il Vaticano o organismi finanziari ostili come la Bce o il Fm e addirittura colossi bancari di oltreoceano, tutti concentrati a depredare quel Paese e a ricacciare indietro il piccolo nucleo di resistenti.
E a questo punto, a rompere proprio i coglioni, ecco le zecche che, invogliate dal numero crescente di partigiani e dal loro valore sul campo, non fanno che sibilare: “Alleatevi con quel reparto! Alleatevi con quell’altro! Mischiatevi alla partitocrazia! Scendete a patti come fan tutti! Entrate anche voi nell’esercito nemico! Fatevi comprare!” come se tradire la propria causa e andarsi ad alleare proprio con quelli contro cui si sta combattendo non fosse da vigliacchi e traditori ma fosse la cosa più bella e onorevole del mondo!
Lode e onore a Ingroia, ma vorrei far notare che anche Di Pietro quando lasciò la magistratura per entrare in politica era lodato e onorato, poi non ha fatto che associarsi al Pd (come del resto ha detto di voler fare anche Ingroia), Pd di cui abbiamo ben visto gli inciuci con Berlusconi per 18 anni e di cui oggi vediamo il cieco asservimento per 13 mesi alle nefandezze di Monti, che è stato sempre votato “senza se e senza ma” e a cui Bersani stava per offrire il Ministero dell’Economia affinché continuasse la repellente Agenda, pretesa dal Fm, dalla Bce, dalla Goldman Sachs e dal Vaticano per rovinare completamente l’Italia e annullarle i diritti civili e del lavoro.
Faccio notare che Di Pietro, pur con tutti i complimenti che posso fargli, è quello che ha sostenuto la Tav in Valsusa, che ha sempre voluto i fondi pubblici alle scuole private, che ha negato una commissione che facesse luce sulle responsabilità di Berlusconi e Fini nella macelleria di Genova, che applica un’idea padronale e proprietaria di partito, e che ha portato in parlamento i peggiori ceffi che si siano mai visti in questo Paese!
Vorrei infine ricordare che sotto la faccia pulita di Ingroia si stanno rifacendo avanti tutti quei rimasugli dell’estrema sx extraparlamentare che quando sono andati al governo con Prodi hanno saputo solo affossarlo, e che contro Grillo hanno sempre avuto insulti e calunnie, mentre sui loro blog (vedi bellaciao) hanno censurato sempre e comunque chi osasse fare il nome di Grillo. E che costoro ora vengano ad elemosinare alleanze è come minimo spudorato!!
Ingroia è una brava persona e sembra anche una persona molto buona e mite. Uno come lui ci voleva per la lotta alla mafia e la salvezza del mezzogiorno, due voci, ‘mafia’ e ‘mezzogiorno’, che l’Agenda di Monti neanche si degna di nominare, ma ha fatto bene Grillo a chiamare Ingroia ‘foglia di fico’, perché dietro a lui che è nuovo e sano e ingenuo mentre si affaccia alla politica, si affollano tante facce che nuove e sane certamente non sono, facce che in mezzo secolo non hanno certo brillato per servizi resi allo Stato ma si sono annullate e svergognate in polemiche sterili e superbie immeritate, tanto da uscire per sempre dalla scena parlamentare con un linguaggio e finalità ormai fuori dalla storia della democrazia più simile a quello di una setta sfiziosa che a vera politica.
Queste facce si sono affacciate sul blog di Grillo solo per schernire, calunniare, insolentire e mai, mai, mai sono state al suo fianco o hanno cercato di capire qualcosa della democrazia diretta, attaccando il M5S come il loro peggiore nemico e hanno censurato sui loro siti qualunque accenno al Movimento con un vero odio per Grillo e un accanimento pari a quello dei piddini o dell’estrema dx.
E ora che queste forze confuse, disordinate, caotiche, vedono un’occasione di tornare di nuovo alla ribalta politica, ecco che usano l’ingenuo Ingroia come immagine, per un voltafaccia vergognoso in cui, dopo aver insultato e deriso per anni il M5S, oggi gli chiedono di sostenerli per paura di non raggiungere il 4%, per cui quel 20% di voti fa loro comodo e addirittura col mirabile scopo di sostenere un Bersani il cui unico programma è l’Agenda Monti!
Noi scusiamo Ingroia che è digiuno di politica e del movimento sembra saperne poco, ma non scusiamo chi è stato per anni sul suo blog a insultare e bannare e ora la faccia di chiedere alleanze.

Se non si capisce la differenza enorme tra il M5S e i partiti non si è capito niente.
Se non si capisce che i nuovi partiti sono ancora partiti e non movimenti di democrazia diretta non si è capito niente.
Se non si capisce che la politica corrotta della partitocrazia non cambierà aggiungendo nuovi partiti ma rivoluzionando il modo fondamentale di intendere e praticare la cura della cosa pubblica, eliminando radicalmente la professione di politico partitico, non si è capito niente.
Le battaglie comuni con Ingroia o altri non mancheranno.
Ma c’è qualcosa che supera tutte le battaglie: ed è l’intento di iniziare un nuovo tipo di politica, finalmente dal basso e orizzontale e non gerarchica, verticale e come sempre dall’alto.
Se non si capisce questo, non si capisce niente e si resta irretito dai paradigmi della partitocrazia senza la quale a taluni sembra di non poter vivere.
La rivoluzione più difficile non è quella materiale, legislativa o istituzionale. La rivoluzione più grande è quella mentale. E l’avvento del Movimento 5 stelle implica l’emancipazione ‘mentale’ da tutte le vecchie e fallimentari categorie politiche per rifondare la cura del bene collettivo su basi totalmente nuove e finalmente democratiche.
Lo dico con dolore, ma la realtà del comunismo italiano purtroppo è fatiscente e agonica, non sarà l’ingenuo e mite Ingroia a darle un vento di rinnovamento in più.
Non si rinnova ciò che è morto ed è fuori dalla storia.
La storia è un fiume impetuoso che cambia costantemente le sue acque e chi non è capace di immergersi nel suo flusso, è perso per sempre.
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PIETRO GRASSO SI CANDIDA NEL PD
Coco Fiandrino
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“Mi sono chiesto come mai Pietro Grasso si candida con il PD, un procuratore antimafia che si candida in un partito che non parla di mafia, figuriamoci di trattativa stato-mafia (alle volte ne parla per negarne l’esistenza). Una risposta me la sono data informandomi sul Fatto Quotidiano. L’anno scorso respinse le pressioni del consigliere giuridico del Quirinale e del Pg della cassazione per avocare o trasferire o deviare le indagini sulla trattativa. Quando subentrò a Caselli alla Procura di Palermo abbandonò le indagini su mafia e politica (Cuffaro a parte), allontanò dalla Dda i pm più impegnati su quel fronte, lasciò nel cassetto le carte sequestrate a Ciancimino sulla trattativa, rifiutò di firmare l’appello contro l’assoluzione di Andreotti in primo grado, meritandosi gli elogi di berluscones e riformisti centrosinistri, infine ritirò il premio: la legge Bobbio (An), poi dichiarata incostituzionale, che di fatto lo nominava procuratore nazionale antimafia estromettendo il suo unico concorrete Caselli. Insomma evito di fare affermazioni forti, mi sbilancio nel dire che questo procuratore più che anti è pro.”
Aggiungo per chi non fosse chiaro che la Candidatura di Grasso che cola serve a dare al Pd una parvenza di giustizia e legalità. Ovviamente un INGROIA non andava bene in quanto fa il suo lavoro!
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Viviana Vivarelli

Vogliamo o no ricordare che Berlusconi volle fortemente la nomina di Grasso a procuratore nazionale antimafia, mentre questo posto doveva andare di diritto a Caselli, e fece apposta per Grasso 2 leggi per silurare Caselli? E contemporaneamente Berlusconi volle mettere Carnevale a capo della Cassazione, permettendogli così di azzerare per futili motivi formali i processi di 500 mafiosi?
La nomina forzata di Grasso alla carica suprema dell’antimafia fu al centro di aspre polemiche nel mondo giudiziario e politico, perché Berlusconi non si fidava del legalitario Caselli e volle nuocergli dolosamente e illegalmente, mettendo al suo posto un uomo a lui fedele che avrebbe potuto scansare certi arresti mafiosi, insabbiare certi processi a lui funesti, e permettere a Berlusconi di pagare il suo debito con la mafia che gli procurava soldi da riciclare e elettori in Sicilia. Queste cose infami furono avvalorate dal Ministro della giustizia leghista Castelli. A causa delle leggi illegali e anticostituzionali imposte da Berlusconi, Caselli fu escluso dalla nomina per limiti d’età. In seguito la Corte costituzionale, dopo la nomina di Grasso a procuratore nazionale antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento, ma Grasso rimase nella carica che aveva guadagnato ignominiosamente. Alla scadenza naturale del primo mandato alla DNA, Grasso fu riconfermato dal Consiglio Superiore della Magistratura per un 2° mandato.
Può sembrare strano oggi questo suo ingresso nel Pd, dopo che appena 7 mesi fa voleva premiare Berlusconi per la sua lotta alla mafia (!?), lo stesso Berlusconi che in Sicilia prese 61 seggi su 61, che teneva Dell’Utri come mediatore con la mafia, che prese per mesi il mafioso Mangano a casa sua, e il cui patrimonio iniziale esce da un buio molto inquietante che non è stato mai chiarito. Ma l’ipotesi attendibile è che Grasso tema che ciò che si cela nell’inchiesta Stato-mafia esca allo scoperto, mettendolo nei guai, così, candidandosi nel Pd, che sembra oggi il partito vincente, cerca uno scudo parlamentare contro futuri guai che possano incriminarlo.
Ma poi di cosa dovremmo meravigliarci se Grasso cerca di proteggere la sua coscienza sporca tutelandosi da futuri processi con uno scudo parlamentare?
Il Pd non è nuovo a questi giochetti. Non ha forse tenuto presso di sé Penati e Bassolino? Non ha candidato persino de Mita? Non ha sempre protetto uno ammanicato con la mafia come Andreotti dandogli la sicura protezione di un diniego all’essere processato e assicurandogli poi una comoda prescrizione sulla condanna per collusione mafiosa?
Dunque oggi Pietro Grasso si candida col Pd e, per la legge che una mano lava l’altra, immagino che in questo patto troveranno entrambi il rispettivo guadagno. Il Pd riacquista quella veste di nemico della mafia che con l’affaraccio Napolitano/Mancino si era abbastanza annacquata, e Grasso acquista uno scudo parlamentare contro futuri ed eventuali accuse che mai emergessero da processi portati avanti da valorosi pm, ora che Ingroia se n’è andato.
Giustamente Ferrara disse che per fare politica bisogna essere ricattabili. Unendo due guai hanno creato una rispettabile apparenza. E il popolino che ama i nomi famosi si sentirà riconfortato. Ormai la cricca si regge così, sull’omertà reciproca.
Il Pd candida Grasso e magari domani gli dà il ministero degli Interni, in cambio Grasso e i suoi colleghi dell’antimafia tengono nel cassetto i documenti pericolosi che possono incriminare Napolitano o Fassino, Bersani o chiunque altro.
Quanti di questi voti che oggi fanno lievitare il Pd vengono da una matrice mafiosa? Chi sono i nuovi referenti della mafia ora che Berlusconi è stato scartato come un cavallo zoppo che non tira più la corsa?
Sappiamo che nelle carte del processo Minotauro sui ‘ndranghentisti di Torino erano emersi rapporti tra personalità del Pd e pezzi grossi della ‘ndrangheta per far avere voti a Fassino. Cos’hanno combinato ancora questi farabutti?
Resta comunque notevole il fatto che Grasso, che finora è stato nella mano prodiga di Berlusconi, che non protegge mai qualcuno a caso, abbia rifiutato il suo antico protettore per voltargli le spalle e passare alla concorrenza. Peggior epilogo per il Cavaliere non poteva esserci. E se lo sommiamo al no di Maroni che oggi gli volta le spalle, come Bossi non avrebbe fatto mai, e gli toglie il sostegno della Lega, più la serie ininterrotta di abbandoni e congedi da parte di fedelissimi, la sua sconfitta appare plateale.


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GRASSO CHE COLA
Marco Travaglio

La candidatura di Grasso nel Pd ha almeno 2 aspetti positivi. Il primo è che forse il Pd tornerà a parlare di mafia, cosa che non fa da parecchio, e forse addirittura della trattativa Stato-mafia, cosa che non fa (se non per negarla o minimizzarla) da quando s’è scoperto che Napolitano tentò di condizionare le indagini. Il 2° è che, come per incanto, cesseranno – almeno a sx – le polemiche sui magistrati che entrano in politica: quelle sono riservate ai De Magistris, agli Ingroia e agli altri pm che con le loro indagini han dato noia al Potere. Non è questo il caso di Grasso. Per carità, qualche merito ce l’ha: 25 anni fa, da giudice a latere, firmò la sentenza del maxiprocesso istruito dal pool di Falcone e Borsellino; e l’anno scorso respinse le pressioni del consigliere giuridico del Quirinale e del Pg della Cassazione per avocare o trasferire o deviare le indagini sulla trattativa. Ma i suoi rapporti col Potere sono da sempre idilliaci: specie da quando subentrò a Caselli alla Procura di Palermo e subito se ne dissociò, abbandonò le indagini su mafia e politica (Cuffaro a parte), allontanò dalla Dda i pm più impegnati su quel fronte, lasciò nel cassetto le carte sequestrate a Ciancimino sulla trattativa, rifiutò di controfirmare l’appello contro l’assoluzione di Andreotti in 1° grado, meritandosi gli elogi di berluscones e “riformisti” centrosinistri, infine ritirò il premio: la legge Bobbio (An), poi dichiarata incostituzionale, che di fatto lo nominava procuratore nazionale antimafia estromettendo il suo unico concorrente Caselli. Da allora si barcamena. Un giorno dice: “Le stragi furono date in subappalto a Cosa Nostra per gettare l’Italia nel caos e dare la possibilità a un’entità esterna di proporsi come soluzione”, insomma “agevolare l’avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste”. Cioè Fi. Un altro, fra gli applausi dei Gasparri, propone “un premio speciale a B e al suo governo per la lotta alla mafia”. Una volta bacchetta Ingroia: “Un magistrato non deve far conoscere le sue preferenze politiche”. Ora fa conoscere le sue preferenze politiche. Ma difficilmente Violante gli ricorderà, come a Ingroia, che “i magistrati devono evitare di apparire schierati su un fronte, altrimenti le indagini perdono di credibilità”. Improbabile che Andrea Orlando gli rammenti, come a Ingroia, che “chi indaga sulla politica dovrebbe astenersene perché il candidarsi getta un riverbero su tutto quello che hai fatto prima”. Forse tacerà persino il garrulo Vietti, vicepresidente Udc del Csm, che una settimana fa, quando l’aspettativa elettorale la chiese Ingroia, fece lo spiritoso (“l’unica cosa che non provo è lo stupore”) e chiese ai partiti “un codice di autoregolamentazione per non candidare magistrati” (via libera invece a inquisiti e condannati, la specialità di casa sua). E chissà se il presidente dell’Anm Sabelli estenderà a Grasso il suo monito anti-Ingroia (“Va tutelata l’immagine di imparzialità della magistratura”). Strilleranno, anzi già strillano i berlusconidi, immemori di aver imbottito le loro liste e il ministero della Giustizia di magistrati: preclare figure come Mancuso, Iannini, Cirami, Caliendo, Nitto Palma, Centaro, Papa, Bobbio, Miller (e ora arriva Simonetta Matone, in quota Vespa-Iannini). Certo non protesterà il Centro montiano, che candida Stefano Dambruoso, magistrato più noto per gli allarmi sullo sbarco di al Qaeda in Italia che per i successi processuali. Anche Grasso, fino all’altroieri, era dato alla corte del Prof (“mai in un partito, piuttosto in una lista civica nazionale”), poi ha dato un’occhiata ai sondaggi. Se però, dopo le elezioni, Bersani risposasse Monti, Grasso potrebbe essere ministro della Giustizia in un governo appoggiato dall’Udc, il partito che fu di Cuffaro. Così nessuno potrà accusarlo di fare politica contro i suoi imputati. Semmai, pro.
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DEMOCRAZIA DELEGATA E DEMOCRAZIA DIRETTA
Alessio Santi

Democrazia delegata è quella dei partiti che ci ha portato allo sfascio, a un debito pubblico non più sostenibile, alla perdita del futuro per i nostri figli e del presente per noi, con imu tasse gabelle lacci e lacciuoli per far scomparire il welfare e la classe media dall’Italia, un lavoro che non si trova più, mentre chi comanda non ha una benché minima idea di come far ripartire questo paese, giocando sul Berlusconi sì, Berlusconi no, Casini sì, casini no, Bersani sì, Renzi no. In un deja vu che fa vomitare
Poi c’è la democrazia diretta, quella che vuole Beppe Grillo e il movimento 5 stelle, quella dei cittadini attivi e non passivi, che s’impegnano nel loro quotidiano, che propongono e che votano le cose da fare, che non si fidano più della casta autoreferenziale: non dico di un Berlusconi o di un Azzurro Caltagirone, ma di un Gargamella-Bersani col suo mondo dei puffi, e di un Di Pietro o un Ingroia qualsiasi.
Noi non abbiamo bisogno di vip, ma di idee e programmi, non di personalità ma di cose concrete da fare, prima votate democraticamente dalla rete come priorità e poi attuate, a partire dall’agenda di Grillo. Le idee sono prioritarie anche se poi camminano con le gambe delle persone, ma i nostri rappresentanti sono semplici portavoce nel parlamento italiano, loro vogliono essere i nostri capi e capetti.
E’ una rivoluzione culturale, sarà una rivoluzione culturale.
Democrazia diretta e non più delegata a questi soloni autoreferenziali che si sono accordati, chi più chi meno, col sistema.
La porta è aperta per tutti, come semplici iscritti e attivisti del movimento 5 stelle,
ed è chiusa per tutti quelli che come Favia, la Salsi, o Ingroia credono di avere una marcia in più e fare i capi.
Qui capi non ci sono: “One man one head, one head one vote”.
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MA PERCHE’ DOVREMMO SOSTENERE IL PD O IL RESTO DELLA CASTA?
Viviana Vivarelli

Ma dov’era tutta questa gente che ora fa i distinguo da Monti per tutti questi 13 mesi di Governo? Ovviamente erano tutti lì proni e con la lingua di fuori come cagnolini ubbidenti che votavano “senza se e senza ma”.
Ma ora è tempo di elezioni e in qualcosa ognuno deve pur distinguersi.
Dal che si vede quanto sia grande l’ipocrisia di ognuno.
Ipocrisia di Bersani, che parla per enigmi ma ha già deciso da tempo di regalare l’Italia a un Monti 2 così come ha fatto col Monti 1.
Ipocrisia di Casini, che, non avendo programma o valori, si offre come una prostituta al carro del vincente.
Ipocrisia di Monti, che spergiura di aver salvato l’Italia davanti a un Paese che ha reso agonizzante.
Ipocrisia di Berlusconi, che ha votato di Monti di tutto e di più, poi, appena è arrivata la condanna in primo grado a 4 anni, ha cambiato idea e ora finge di essere contro Monti, quando la sera prima gli aveva offerto la presidenza del suo partito.
Ipocrisia della Chiesa, che finge di non vedere la morìa dei poveri pur di tenersi stretti i miliardi di regali che il governo le elargisce e ora mira al governo politico dell’Italia tramite Monti.
Ipocrisia di tutti quegli Italiani che attaccano il M5S e continuano a sostenere la cricca partitica e a portare avanti con essa la dissoluzione del nostro Paese per ignoranza, perfidia, malvagità congenita o bieco interesse.
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IL CARDINAL BERTONE E I SACRIFICI (DEGLI ALTRI)
Paolo Madron

Difficile mitigare quel misto di fastidio e irritazione provato di fronte al commento del cardinal Bertone sulla manovra. Quella frase «i sacrifici fanno parte della vita», buttata lì con laconica indifferenza, colpisce per crudezza e distacco. Come se le condizioni di vita di milioni di cittadini, che dai recenti provvedimenti del governo Monti vengono ulteriormente gravate, non lo riguardassero. In barba alla maggiore equità chiesta al governo dai vescovi, e al fatto che la Chiesa ha sempre fatto del senso di giustizia sociale un punto fermo della sua dottrina.
Così dicendo, Bertone si iscrive di diritto a quella Casta da cui evidentemente non soltanto la politica è affetta. È un commento imbarazzante, fuori luogo, frettolosamente liquidatorio di una questione che certo avrebbe meritato ben altra sensibilità.
È anche la spia di un supremo disinteresse, nemmeno più dissimulato dalle parole di circostanza solitamente pronunciate per trasmettere un senso di finta partecipazione. Quelle dichiarazioni generiche, ammantate dall’ ovvio, che però sorreggono il gioco delle parti e tacitano la coscienza. Là dove la Chiesa, per statuto e missione, deve comunque stare dalla parte dei più deboli e indifesi. No, Bertone non finge nemmeno. Il suo «i sacrifici fanno parte della vita» è un invito a subirli senza fare storie, ad abbassare la testa di fronte alla loro ineluttabilità. E a non protestare.
Il tono ricorda quello della frase di Maria Antonietta che di fronte alla richiesta di pane proveniente dal popolo invitava i suoi servitori a distribuire brioches.
Come si permettono i pensionati di protestare, i giovani a non voler pagare il prezzo di questa recessione, le massaie a lamentarsi del prezzo della spesa? Zitti e mosca, che i sacrifici fanno parte della vita. Al segretario di Stato non importa se pesano sempre sugli stessi.
Sarebbe bastato poco, una parola in più, un accenno di comprensione, una raccomandazione al governo affinché mitigasse la mano pesante sulle fasce meno protette. Invece niente. In questa, come in altre occasioni, quanti si aspettavano un pronunciamento della Chiesa ispirato al suo magistero sono rimasti delusi. Così come Bertone non disse una parola sulla deriva morale del berlusconismo, ora il cardinale non offre nemmeno la sua solidarietà ai più deboli. Una scelta che fa rumore, ed evoca patti scellerati: forse che l’esenzione dall’Ici per i beni ecclesiastici e i copiosi finanziamenti alle scuole cattoliche valgono il prezzo di questo silenzio?
(Com’é che questa frase “i sacrifici fanno parte della vita”, il cardinale non l’ha detta quando la Chiesa doveva pagare 3 miliardi di tasse evase dal 2005?)
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L’AGENDA DI BEPPE GRILLO

Un non eletto, che non partecipa alle elezioni con l’obiettivo di farsi rieleggere, lascia, da assoluto impunito, la sua Agenda in eredità al prossimo governo, nel caso non sia ancora lui presidente del Consiglio. Non scende in campo, ma sale in politica, ascende al Cielo. Non è stato sfiduciato dal Parlamento, ma si è sfiduciato da solo. E’ un fenomeno della autoreferenzialità estrema, un energumeno anticostituzionale, un presuntuoso che non ammette lo sfascio economico di cui è diretto responsabile. Non si è mai visto in una democrazia che ci si candidi alla guida di una Nazione con la pretesa di non partecipare alle elezioni e che si imponga il programma ai successori al pari delle Tavole della Legge di Mosè. Il programma di Rigor Montis, nel caso il M5S riesca a partecipare alle elezioni e le vinca (perché porsi limiti?) diventerà carta straccia con buona pace dei suoi sostenitori Casini e Fini. Del doman non v’è certezza, ma con altri cinque anni di montismo e della sua agenda c’è l’assoluta sicurezza del fallimento economico senza ritorno dell’Italia. L’Agenda Grillo (un estratto dal Programma del M5S e delle proposte discusse nel forum e nel blog) dà molta più fiducia:
1 – Legge anticorruzione
2 – Reddito di cittadinanza
3 – Abolizione dei contributi pubblici ai partiti (retroattivi da queste elezioni)
4 – Abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
5 – Introduzione del referendum propositivo e senza quorum
6 – Referendum sulla permanenza nell’euro
7 – Obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
8 – Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
9 – Elezione diretta dei candidati alla Camera o al Senato
10 – Istituzione di un politometro per la verifica di arricchimenti illeciti da parte della classe politica negli ultimi vent’anni
11 – Massimo di due mandati elettivi
12 – Legge sul conflitto di interesse
13 – Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese
14 – Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav
15 – Informatizzazione e semplificazione dello Stato
16 – Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
Questo e altro ancora nel futuro degli italiani. Si volta pagina. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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L’AMARO REGALO DI MONTI AI PENSIONATI

In sei milioni perderanno 1.135€.
La cura Monti presenta la seconda parte del conto per 6 milioni di pensionati italiani.
Dal primo gennaio, le pensioni aumenteranno del 3% per essere adeguate al costo della vita, ma con il blocco della rivalutazione stabilito nel decreto Salva-Italia di fine 2011 del governo tecnico, 6 sei milioni di pensionati nel biennio 2012-2013 si ritroveranno complessivamente con 1.135 euro in meno: 363 euro già persi nel 2012 più altri 776 nel 2013. Il sindacato ricorda che con l’adeguamento al costo della vita una pensione minima passerà da 481 euro a 495,43 mentre una da 1.000 euro arriverà a quota 1.025 euro. Gli aumenti però non varranno per la totalità dei pensionati. Nel 2013 sarà infatti ancora in vigore il blocco della rivalutazione annuale valido per le pensioni sopra 3 volte la soglia minima. Sei milioni di pensionati vedranno così invariato il valore della propria pensione per il 2° anno di fila. Il blocco riguarda soprattutto pensionati che hanno un reddito mensile di 1.217 euro netti (1.486 euro lordi). Un pensionato che si trova in questa fascia ha già perso 363 euro nel 2012 e ne perderà 776 nel 2013. Un pensionato con un reddito mensile di 1.576 euro netti (2.000 lordi) invece nel 2012 ha perso 478 euro e nel 2013 ne perderà 1.020. La mancata rivalutazione della pensione si somma infatti a quella dell’anno precedente. Con il blocco della rivalutazione sei milioni di pensionati nel biennio 2012-2013 si ritrovano complessivamente con 1.135 euro in meno.
“In questo anno – ha dichiarato il segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone – abbiamo assistito a un accanimento senza precedenti sui pensionati, che più di tutti hanno dovuto pagare sulla propria pelle il conto della crisi. L’aumento annuale delle pensioni che scatterà nei prossimi giorni è risibile e non garantisce il pieno recupero del loro potere d’acquisto. Oltretutto da questo meccanismo automatico sono stati estromessi per decreto 6 milioni di pensionati, la maggior parte dei quali non possono di certo essere considerati dei ricchi o dei privilegiati. Il governo ha scelto deliberatamente di colpire la categoria dei pensionati lasciandone in pace tante altre che potevano e dovevano contribuire al risanamento dei conti ed è per questo che per noi la cosiddetta Agenda Monti non può di certo essere la ricetta giusta per la crescita e lo sviluppo del Paese”.
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Chiara e l’IMU

Per RENZI l’Imu “non si tocca ma non saranno alzate le tasse”.
MONTI ha detto, ma vale anche per CASINI e i centristi: ”L’agenda contiene la raccomandazione a non fare passi indietro come togliere l’Imu o togliere altre tasse, ribadendo così la politica di rigore basata sulla pressione fiscale. “Se il prossimo governo dovesse togliere l’Imu il governo successivo, 5 anni dopo, dovrebbe rimetterla raddoppiata…”.
TABACCI: “Se le pagano tutti le tasse si possono abbassare ma immaginare un sistema fiscale che prescinde dal patrimonio immobiliare è sbagliato.Dire che l’Imu non si paga è un errore. Ma sarei in condizione di abbassare le tasse facendole pagare a tutti”.
BERSANI preferisce un “alleggerimento” dell’Imu a partire dalla prima casa affiancando un’imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari.
B: ”Levarla è uno dei nostri programmi di governo: come abbiamo abrogato l’Ici, così aboliremo subito l’Imu”(peccato che l’abbia introdotta proprio lui nel marzo 2011!)
Vendola è contrario all’IMU, quella sulla prima casa va “assolutamente abolita”
FERRERO: “Il dibattito sull’IMU manca di un pezzo per non essere pura demagogia. Noi proponiamo di abolire questa tassa iniqua ma a differenza del populista B sappiamo dove andare a prendere i soldi per farlo: con una tassazione dei grandi patrimoni al di sopra degli 800.000″.
GRILLO : ”La prima casa è sacra, e non dovrebbe essere nemmeno pignorabile. Proporremo una legge per rendere la prima casa impignorabile, puoi iscriverci un’ipoteca ma non la puoi pignorare”
Per quanto mi riguarda, l’IMU sulla 1a casa che produce un gettito di circa 4 miliardi a fronte dei 24 miliardi ricavati da tutti gli altri immobili, va ELIMINATA prima possibile. La copertura potrebbe essere reperita riducendo gli armamenti, tassando i patrimoni oppure gli alcolici e le sigarette, o trovando qualche gabella ad hoc per il privilegiatissimo Vaticano. Il fatto che io sia favorevole all’abolizione dell’IMU sulla prima casa non mi rende automaticamente sostenitrice di B che detesto con tutte le mie forze; lo stesso discorso vale per Ferrero, Vendola e Grillo.
La PRIMA CASA non PRODUCE REDDITO dal momento che ci abito, bensì SPESE di MANUTENZIONE ordinaria e straordinaria ed è soggetta a SVALUTAZIONE nel tempo. E’ stata comprata con denaro guadagnato al netto delle tasse e con un’IVA o tassa di registrazione agevolata: se questo denaro fosse stato depositato su un libretto di deposito bancario avrebbe prodotto un reddito annuale leggermente superiore ad un affitto di tipo medio. Solo uno STROZZINO come il Professore poteva concepire una cosa simile.
Allo STROZZINO non piacerebbe affatto che qualcuno trovasse la copertura di 4 miliardi per eliminare l’IMU ai proprietari della 1a casa: sarebbe comunque contrario. Perché ? Perché scoraggiando l’acquisto degli immobili, vera ricchezza REALE e tangibile, le somme resterebbero nel serbatoio delle Banche diventando ricchezza virtuale per gli investimenti nei vari prodotti finanziari più o meno sicuri e conosciuti. Le tasse sugli immobili hanno anche l’obiettivo di convogliare le somme in altri tipi di investimento forniti o intermediati dagli Istituti di Credito e dalle Società di Assicurazione
Se al mercato dei Presidenti del Consiglio trovo in esposizione uno Strozzino, un Barzellettiere, un Pagliaccio ed un Comico, penso proprio che comprerò quest’ultimo.
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L’AMERICA DI FRONTE AL FISCAL CLIFF, IL BARATRO FISCALE
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La profezia dei Maia sarà pure una barzelletta ma il 31 dicembre gli Usa raggiungeranno i 16.400 miliardi di dollari, il massimo fissato alla fine del 2011. E tra pochi giorni scatta il temuto “balzo del prelievo fiscale” più grande nella storia americana. Per disgrazia degli americani poveri, il 1° gennaio scade una serie di agevolazioni fiscali per cui la massa dei poveri cadrebbe in una povertà ancora più grande. Obama convoca perciò una sessione straordinaria Camera dei rappresentanti che potrebbe durare ininterrottamente fino al 2 gennaio, per un nuovo piano che eviti il baratro fiscale.
Se non si troverà un’intesa, 2 milioni di americani rischiano di restare senza sussidi di disoccupazione e la payroll tax, la tassa sui salari, crescerebbe di due punti. Occorrono misure ‘straordinarie’ per evitare che il debito pubblico superi il massimale di 16.394 miliardi di dollari, livello che potrebbe far precipitare il Paese nel default economico. Per disgrazia la Camera dei rappresentanti Usa è a maggioranza repubblicana, e non intende spostare le tasse dai più poveri ai più ricchi, appoggiati da tutte le chiese e dalle parti più retrive del Paese (abbiamo sentito Romney attaccare i poveri come scansafatiche e delinquenti! Per quanto non ci è mai parso che il vangelo fosse questo!).
Obama aveva proposto una ‘mini-intesa’ che puntava a stralciare il tema delle tasse, in modo da evitare un aumento medio delle imposte di 2200 dollari a famiglia, un vero salasso che avrebbe ricadute serie sui consumi e su tutta l’economia Usa. I repubblicani hanno però già fatto sapere di essere contrari.
Il tetto del debito sarà raggiunto il 31 dicembre e non nel corso del 2013 come inizialmente previsto. Lo ha reso noto il Tesoro Usa aggiungendo che adotterà “misure straordinarie” per rinviare il default del Paese. Il tutto mentre a meno di 5 giorni dalla fine dell’anno non si intravede un’intesa sul ‘Fiscal Cliff’. 30 anni fa, il debito pubblico degli Stati Uniti era di appena 908 miliardi di dollari. Ma (grazie anche alle guerre aggressive e agli sperperi) il livello è salito costantemente, superando i 1.000 miliardi nel 1982, i 5.000 miliardi nel 1996 e i 10.000 miliardi nel 2008. Il Fiscal cliff dovrebbe prevedere 600 miliardi di nuove tasse spostate sui ricchi. Ma i ricchi sono la classe più difesa in USA.

RIDIAMARO :- )

Bersani dice: Voglio vedere Monti dove arriva”
Pare l’imitazione di Totò

JENA
Cortei
Stamattina in centro sfilerà il corteo degli orfani di Monti.
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Misticismo
Sarà un’esperienza mistica votare per un’agenda premier.
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Viviana
Il Vaticano sta per fare un nuovo santo
San Monti, il santo del sistema bancario
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Er fruttarolo
Ho letto da quarche parte che a fine der Monno nun c’è stata. Ma semo sicuri??
Com’è che me sento ‘n sopravvissuto o stesso?!
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Ruperet Everett
Piero Grasso candidato Pd, Fassino telefona: “Allora, abbiamo una Procura?”
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Antonio
Vuoi candidarti al parlamento?
Ammazza 2 Indiani.
Vuoi candidarti a presidente del consiglio?
Prometti 1.000.000 di posti di lavoro, di cui 999.999 come Escort.
Vuoi candidarti a presidente della repubblica?
Riduci le pensioni da 1300 euro per finanziare un po’ di banchieri.
Et voilà.
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Nell’anno dei MAYA-LI MONTI ha vinto il premio delle banche come miglior usuraio degli ultimi 20 anni…
Blogger
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Scilipoti: “Se non mi ricandidano io non resto certo disoccupato. Sono ginecologo, ostetrico, oncologo clinico, agopuntore, specializzato in fisioterapia, fisiopatologia della cervice e moxibustione”. E allora perché fai la mignotta?
(Catia Disobbediente Fioriti)
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La crisi è così grave che non ci siamo potuti nemmeno permettere la fine del mondo.
Cattive Maniere (NEW Fan Page)
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Gina Vitali: “Aoh, li telegiornali stanno a seguì monti pure ar cesso, pare che nun ciavemo probblemi, che se magnamo tutti le briosches”….
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Berlusconi: “Mi sono fidanzato” Ah,quindi alla fine le primarie le hanno fatte.
Eugenio Iodice
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Sallusti dopo la sospensione dall’Ordine: “Grazie, colleghi”
L’Ordine: “Colleghi? Proprio non lo perdi il vizio di diffamare”
Cattive Maniere (NEW Fan Page)
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http://masadaweb.org

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