Nuovo Masada

ottobre 2, 2012

MASADA n° 1412 2/10/2012 LE ALI DELLA FARFALLA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:47 pm

Blog di Viviana Vivarelli

La grande sceneggiata continua- Monti nella palude – Miliardi rubati – Le ‘competenze’ – I poteri forti – L’Ecuador di Correa- L’ennesima vergogna: il Monti 2 – Meno di 20 corporation dominano il mondo – Il piacere di fare del male – Deus absconditus – Il mondo è governato dalle banche- Il gioco sporco della speculazione finanziaria: il pareggio di bilancio- Differenza tra Politica e Tecnica – La Commissione Trilaterale – Due membri della Trilaterale diventati capi di Governo – La TECNOCRAZIA contro la democrazia– Un altro sistema è possibile- La Banca democratica – La partecipazione agli utili – La Cogestione- Il Bene Comune – La compensazione debiti-crediti : le Banche Solidali – Il salto di qualità- La proliferazione delle leggi

Se basta il movimento delle ali di una farfalla in occidente per creare un tifone in oriente,
perché non dovrebbe servire il movimento di milioni di persone nuove in Europa o a Wall Street a cambiare le sorti del mondo?

Viviana
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I do not allow myself to be overcome by hopelessness, no matter how tough the situation.
I believe that if you just do your little bit without thinking of the bigness of what you stand against, if you turn to the enlargement of your own capacities, just that in itself creates new potential.
The context is not in your control, but your commitment is yours to make.”

Vandana Shiva

“Non mi permetto di lasciarmi sopraffare dalla disperazione, non importa quanto la situazione sia difficile. Credo che se farai la tua parte, senza pensare all’enormità di ciò che stai affrontando, sarai orientato all’espansione delle tue capacità, solo questo di per sé creerà nuove possibilità.
Il contesto non è sotto il tuo controllo, ma a te spetta (di metterci tutto) l’impegno”.

La grande sceneggiata continua
Viviana Vivarelli

Hanno distratto l’attenzione su Grillo dicendo che dietro di lui c’erano i poteri forti
Dietro di lui c’era solo il popolo.
Intanto i poteri forti si pappano lo Stato col tradimento della partitocrazia, ormai ridotta a massa gelatinosa conforme
..e lo spettacolo indecente continua..
nel plauso di tutti i politici,
col popolo addormentato tra l’indecenza, la supponenza, l’ignoranza e la disperazione.
Come disse Darix Togni davanti alla piazza:
“Non conta lo stato del tendone, conta lo spettacolo!”
Ma sono i poteri forti che passano all’incasso: la Bce, il Fm, la Fed, il sistema bancario, la Borsa, la speculazione finanziaria, i gruppi di grandi magnati alla Bilderberg che invitano come ospite gradito Enrico Letta, n° 2 del Pd, il quale è d’accordo come tutti nella grande svendita dell’Italia al padrone. E intanto i corvi stanno sul blog ad attaccare l’unico ormai che sia contro il grande capitale: il M5S, partecipando alla grande gogna comandata proprio dai poteri forti per arricchire chi li Stati li vuole proprio distrutti.

Monti nella palude
Paolo De Gregorio

Sostiene Padellaro, nell’editoriale di ieri 30 settembre su “il Fatto Quotidiano”: “qualcuno può pensare davvero che l’Europa, i mercati e la Casa Bianca possano affidare il grande malato italiano, con tutto il rispetto, ai Bersani e ai Renzi?”
Implicitamente qui si afferma un principio culturalmente molto diffuso, ma concettualmente sbagliato, che per governare ci vogliono i professori, i banchieri, i grandi industriali, gli intellettuali, che godono di un grande prestigio internazionale.
Per ora abbiamo visto che i provvedimenti di Monti hanno colpito soprattutto i pensionati, tagliato servizi, aumentato la recessione e hanno consegnato l’Italia ad un commissariamento in cui le vere decisioni le prendono BCE, Merkel, USA, agenzie di rating.
Tutto ciò è la conseguenza diretta della nostra adesione acritica alla globalizzazione che ha premiato solo chi ha grandi multinazionali, grandi strutture di ricerca scientifica, elettronica e farmaceutica, grandi banche, potere nel FMI e nella Banca mondiale, chi ha centinaia di milioni di lavoratori a basso costo, chi possiede materie prime, chi la potenza militare globale.
L’Italia è in declino strutturale e ha futuro incerto, non solo perché ha un debito pubblico di duemila miliardi di euro che è impossibile restituire e che costano di soli interessi 100 miliardi di euro l’anno, ma perché è stata invasa da merci straniere a basso costo che hanno fatto fallire interi settori produttivi, ha visto migliaia di imprese, FIAT compresa, delocalizzare all’estero privando il nostro paese di centinaia di migliaia di posti di lavoro, e vede ogni giorno i migliori cervelli migrare verso paesi più forti, visto che qui si sono tagliati anche i fondi per la ricerca.
Questa fase storica non è stata governata dalla politica, che negli ultimi 20 anni è affogata in scandali, barzellette, escort, corruzione. La natura della crisi non solo non è stata compresa, ma negata dando la colpa ai pessimisti e ai catastrofisti, e ora Monti ci imbroglia sulla “ripresa”, che non ci sarà come per tutte le economie deboli, che saranno tenute in vita, ma commissariate e man mano depredate di tutti i pezzi pregiati che possono essere venduti a prezzi stracciati.
La globalizzazione ha già i suoi vincitori e i suoi vinti, e non bisogna illudersi che le cose possano cambiare, se non in peggio.
Vi è infatti una ragionevole prospettiva per economie gigantesche, come quella cinese, indiana, brasiliana, indonesiana, russa e tra un po’ anche quella africana sostenuta dalla Cina, di aumentare la propria capacità produttiva e conquistare ulteriori mercati, anche in settori avanzati.
I professori, i tecnici, i politicanti, i preti, ci vogliono lasciare in questa palude senza alcuna prospettiva.
Siamo falliti, economicamente e anche eticamente. Inutile pensare che possiamo risalire dalla voragine in cui ci hanno gettato i “mercati globali”, bisogna pensare solo ad uscire da queste logiche globali per ripensare l’economia a partire dalla soddisfazione dei bisogni primari: autosufficienza energetica (con le rinnovabili) e autosufficienza alimentare, finanziando questa svolta industriale, tutta Made in Italy, con l’azzeramento delle spese militari e l’uscita dalla WTO.
Bisogna cominciare a pensarci e a mettere sul tavolo la dura realtà dei fatti, senza ideologismo, ma liberandoci dal dogma liberista che a tutto pensano i mercati, visto che i mercati hanno già deciso per la vittoria dei più forti.

MILIARDI RUBATI
Viviana Vivarelli

Pensate se in Italia non si potrebbe istituire il reddito minimo garantito ai disoccupati e far riprendere tutta l’economia!
Se si aggiunge 70 miliardi (ma saranno di più) rubati con la corruzione politica, 180 miliardi di evasione fiscale, gli 8 miliardi regalati al Vaticano, i 150 miliardi di fatturato della mafia, i 180 miliardi di fondi italiani nascosti solo in Svizzera senza contare gli altri paradisi fiscali, più di un miliardo di perdita stimata solo per la fuga dei cervelli e i 24 miliardi solo per mantenere questa elefantiaca casta politica.. abbiamo già con questo qualcosa come 430 miliardi, quanto 20 finanziarie!!
E si va anche meglio se si tolgono i 24 miliardi di spesa militare annua e le inutili missioni all’estero!
Il debito succhia 100 miliardi l’anno, ma qui abbiamo almeno 500 miliardi che uno stato civile dovrebbe far rientrare e ce ne sarebbe per rimettere a posto tutto un Paese!
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LE COMPETENZE
Viviana Vivarelli

C’è una sciocchezza che mi sono stancata di sentir ripetere ed è che il M5S non sarebbe capace di fare una politica seria e che i 5stelle non sarebbero ‘competenti’ e non saprebbero scrivere nemmeno un decreto legge.
Nel M5S la politica seria e le idee ci sono.
In quanto a saper scrivere tecnicamente un decreto legge, non credo proprio che tutti coloro che siedono in Parlamento o gli stessi Berlusconi, Bossi o Bersani sappiano come si fa o debbano saperlo. Berlusconi le leggi se le è sempre fatte fare dai suoi avvocati. Pensate forse che se le scriva da solo? E lo stesso tutti gli altri. Non occorre essere competenti nei tecnicismi della forma, ma volere la sostanza.
La politica è un fatto di idee, la forma giuridica per metterle sulla carta in forma di leggi o decreti spetta ai tecnici. E’ come per costruire una casa, devi avere le idee chiare su come la vuoi, poi le tue idee saranno eseguite sotto il tuo controllo dall’architetto, i muratori,il capocantiere,g li idraulici ecc. Nessuno pretenderà che chi decide come vuole la casa abbia anche le competenze tecniche. Sono due ruoli diversi.
La cosa bizzarra è che questi pierini così attenti a dubitare delle competenze di eventuali nuovi deputati 5stelle, non si sono mai posti alcun problema di competenze per i soggetti che attualmente siedono in Parlamento. A parte le assenze croniche, specialmente dei vip, con Calearo (voluto da Veltroni) che ha battuto ogni record con una sola presenza in un anno e che nel prossimo intende saltare anche quella, a parte le assenze abominevoli dei segretari di partito, a parte che le assenze dei berlusconiani sono sempre state così tante che se solo l’opposizione fosse stata in aula, avrebbe fatto cadere la quasi totalità delle sue leggi, sapete come avvengono le votazioni in Parlamento? I parlamentari non si danno nemmeno la pena di sapere su cosa stanno votando. Ogni gruppo ha un soggetto che si pone davanti e con la mano fa cenno di come votare: pollice in su, Si’; pollice in giù: No, e mano a taglio: astensione. E’ così che si misurano le varie ‘competenze’!
A parte il fatto che nei meet up ci sono laureati, tecnici e specialisti come in tutto il Paese e non si capisce come alcuni continuino a pensare che ‘le eccellenze’ siano solo in Parlamento o al Governo. Anzi, semmai, in Italia è sempre stato proprio il contrario.
Castelli si intendeva forse di diritto? La Prestigiacomo sapeva qualcosa di ambiente? E di cosa si intendevano Bossi o Calderoli? Sacconi era un esperto del lavoro? O forse, oggi, Passera si intende di sviluppo? O sapeva di scuola la Gelmini o ne sa qualcosa l’attuale ministro Profumo?
Cerchiamo di non dire sciocchezze! Semmai, vista la levatura dei nostri politici attuali, è più facile che le competenze e le eccellenze siano nel Paese, visto che i migliori li mandiamo all’estero.
Non si capisce perché i 5stelle dovrebbero essere per forza dei somari analfabeti
Per ribadire che sono le idee la cosa importante, posso ricordare che Lula ha governato il Brasile (28 volte l’Italia) con la quarta elementare?
Ma i pierini continuano a dire che una democrazia diretta non può esistere e che l’incompetenza dei 5stelle si vede proprio nel fatto che chiedono l’impossibile.
Peccato che in n Svizzera sono 30 anni che praticano una democrazia diretta e sembra che tutto vada bene, e non hanno nemmeno un primo ministro, un governo come lo intendiamo noi o un presidente della repubblica!
Sono i cittadini a scegliere e decidere e possono farlo persino sulla materia fiscale o sui trattati internazionali.
E ci sono fior di libri sulla democrazia diretta come è già praticata nel mondo che potete tranquillamente scaricare dal web (lo dico specie ai giornalisti) e leggerveli in modo da evitare di dire le cavolate che si leggono da mesi.
L’Italia è il paese europeo che ha meno istituti di democrazia diretta, in pratica ne abbiamo solo 3 e sono tutti e 3 calpestati dalla partitocrazia in modo infame:
-i sindacati, a cui si vuole solo togliere potere contrattuale e che in un Paese pieno di disoccupati e di precari e gestori stile Marchionne o Riva, conteranno sempre meno, al punto che B prima e Monti poi hanno sferrato il loro attacco all’art.18 senza l’opposizione del Pd e smantellato lo statuto del lavoro e vogliono anche modificare l’art. 1 della Costituzione e togliere finalità sociale alle imprese, sostituendolo solo con il lucro
-i referendum, che i partiti aggirano o rinnegano, come si vede per i finanziamenti pubblici ai partiti trasformati in rimborsi, o per la privatizzazione dell’acqua che nemmeno dopo 10 mesi Monti ha tolto e contro cui Bersani aveva riproposto l’ingresso di società private nella gestione, il giorno dopo il referendum, con un Matteo Renzi favorevole a privatizzazioni a 360°
-le leggi di proposta popolare.. e si vede come sono finite le 3 di Beppe Grillo!
Ma di cosa stiamo parlando?

I POTERI FORTI
Viviana Vivarelli

Da una parte il M5S è diffamato da una banda di sabotatori a pagamento che continua a insinuare che dipende dalla Goldman Sachs, dal Bilderberg, dai poteri forti e dalla dx americana, dall’altra la banda opposto insinua che sia formato da comunisti. Questo tanto per dare l’idea della serietà degli oppositori.
Il M5S non può dipendere dalla dx finanziaria visto che la attacca continuamente e visto che in Italia è l’unica forza che attacchi il neoliberismo (dal momento che la sx estrema ha smesso di farlo per concentrare tutti i suoi attacchi su Grillo) e visto che quelli che dipendono alla dx finanziaria, americana o meno, sono proprio Bersani, Casini, Berlusconi e di conseguenza Bossi. E cos’altro è, se non una resa totale alla dx, aver scippato le elezioni e consegnare il Paese a Monti 1 e ora essere tutti d’accordo per un Monti 2, che è, lui sì veramente, l’esecutore della Goldman Sachs, della Fed, del Fm, e della dx finanziaria e speculativa? Monti è un uomo della Trilaterale. Enrico Letta è addirittura andato alla riunione annuale del Bilderberg! Più di così! Ma la banda dei diffamatori continua a martellare contro Grillo, negando l’evidenza e continua a farlo spudoratamente anche dopo le dimissioni di Sassoon dalla Casaleggio associati, con la massima faccia di tolla, come se niente fosse, come arma di distrazione di massa per non far vedere chi sono in realtà i reali traditori dell’Italia.
In quanto al comunismo, è esattamente l’opposto della democrazia diretta.
Pensate a una piramide. Nel comunismo ogni potere è concentrato nella nomenclatura della vetta e il popolo è esautorato di ogni diritto. Nella democrazia diretta è esattamente il contrario, la piramide è rovesciata e la base sta in alto: ogni cittadino torna ad essere sovrano ed è lui che detta la legge e controlla i delegati.
Nel comunismo ci sono solo le votazioni per il leader supremo che non è soggetto al controllo di nessuno e non esistono istituti di democrazia diretta. All’opposto per il M5S ogni atto di legge o viene dal popolo o può essere modificato dal popolo con sondaggi continui (come in Svizzera) e il delegato è meramente strumentale,ogni 6 mesi può essere licenziato e non entra a formare una casta politica permanente perché dopo 2 legislature se ne va, né agisce per lucro perché è pagato al minimo.

L’ECUADOR DI CORREA

Ma se non siamo noi a produrre sistemi più civili, cominciano a pensarci quei paese che finora sono stati sotto il giogo americano con dittatori infami. Si pensi solo all’Ecuador.
L’Ecuador è un paese grande come l’Italia con un quarto diei nostri abitanti. E’ stato molto conteso sia per la sua posizione che per il petrolio.
Rodrigo Borja Cevallos distribuì le terre ai poveri, incentivò l’alfabetizzazione e l’educazione blingue. Con Sixto Durán Ballén l’Ecuador si staccò dall’OPEC per decidere in modo autonomo la produzione di petrolio, che è stata aumentata. All’inizio del 2000, la crisi dovuta al fallimento del sistema finanziario sotto la presidenza di Jamil Mahuad, complici la caduta del prezzo del petrolio e il vincolo che il governo stesso aveva con banche corrotte, portarono alla dollarizzazione, e alla scomparsa del Sucre ecuadoriano.
Nel 2007, l’Ecuador è stato il primo Paese della regione a formare un proprio programma spaziale senza l’aiuto delle potenze straniere (Agenzia Spaziale Civile Ecuadoriana).
Nel 2012 ci fu la rivolta dei poliziotti.
Oggi il presidente è Correa.
Quello che si vuol nascondere o negare e che i nostri giornali non dicono è che il Sudamerica si sta sollevando contro il neoliberismo. L’“Alba” (Alianza Laburista Bolivariana America”), unione economica tra Cuba, Ecuador, Colombia e Venezuela, tende proprio a questo.
A differenza di quello che i nostri corrotti partiti vogliano fare con l’Italia, questi paesi hanno rifiutato di pagare il debito e si sono separati dal Fondo Monetario. Hanno dichiarato bancarotta, seguendo strade opposte a quelle del FM: soluzioni keynesiane basate sul bilancio sociale, sul benessere equo sostenibile e sugli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione, investendo invece di tagliare, come faranno fare a noi, e così hanno risolto i loro problemi. Noi invece siamo dai nostro politici indirizzati a un fallimento come quello argentino.
Correa sostiene la necessità di accrescere i commerci ed aprire i mercati con gli altri Stati, in particolare attraverso l’integrazione delle economie latino-americane. Critica invece l’accordo di libero commercio negoziato con gli Stati Uniti. Vuole una riforma del settore petrolifero che accresca la percentuale dei ricavi da destinarsi a programmi sociali per i poveri, accusando le compagnie petrolifere straniere di distruggere l’ambiente, di non investire e di trattenere l’80% del loro fatturato. Attacca le politiche neoliberiste dei precedenti governi, e contesta la decisione di adottare il dollaro come moneta ufficiale. Ha introdotto un limite ai depositi offshore delle banche locali pari al 10% del loro patrimonio. Ha proposto misure per ridurre l’incidenza del debito dell’Ecuador verso l’estero e destinare ai programmi sociali i risparmi sugli interessi passivi. Ha detto no alle guerre. Ha contestato la legittimità del debito pubblico ecuadoriano, in quanto contratto da regimi militari, e denunciato il pacchetto del Fm, della Bm, e degli USA per la gestione delle crisi economico-finanziarie dei Paesi in via di sviluppo.
Ha dichiarato che il suo Governo non sottoscriverà nessun accordo che permetta al FM di controllare il suo piano economico. E, insieme alla presidente argentina Kirchner, ha chiesto la rinegoziazione del debito pubblico dell’Ecuador, che ammontava a 10,2 miliardi di dollari, pari al 25% del PIL minacciando di dichiarare bancarotta e di sospendere i controlli di Bm e Fm sui conti pubblici del Paese.
Nel 2008 ha dichiarato la bancarotta dell’Ecuador e ha proposto un piano per il riconoscimento dei diritti dei creditori in misura pari al 30% del valore dei loro crediti.
L’11 giugno 2009 ha annunciato che il governo ecuadoriano ha riacquistato il 91% dei propri titoli di stato ad un prezzo compreso tra il 30 e il 35%.
Più volte Correa ha espresso critiche alla stampa ecuadoriana definendola “mediocre, incompetente, inaccurata, bugiarda, parte della struttura di corruzione del Paese e complice del disastro nazionale” (non diversamente in Italia). Ha inoltre denunciato che le principali televisioni sono controllate dalle lobby economico-finanziarie corresponsabili della crisi economica del 1999: i canali Gamavision e TC Television, che erano di proprietà di una banca coinvolta in quella crisi, e il giornale El Telégrafo sono stati nazionalizzati.
Ovviamente la Chiesa, che è sempre stata a favore della dx, ha boicottato Correa e ha invitato gli elettori a votargli contro. Anche qui sono state sventolate le armi del no all’aborto e ai gay con la richiesta di fondi per le scuole private, ma il governo ha risposto che, se la Chiesa voleva boicottare le leggi , doveva farlo con un referendum. Molti preti si sono accostati a Correa, il quale ha accusato la Chiesa di mentire e di fare indebite ingerenze nella politica nazionale. L’accordo internazionale tra Ecuador e Santa Sede prevede che il clero cattolico «si mantenga fuori dei Partiti e sia estraneo alle loro competizioni politiche».
Il referendum c’è stato. Il popolo ha votato 10 quesiti e ha risposto Si’ per il governo a larga maggioranza.
La Costituzione ecuadoregna è una delle più moderne del mondo.
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Luigi Carlo Illuminati

Quello che sta succedendo un poco ovunque è da associare alla tendenza mondiale di generare divisioni fra le genti.
Gli strumenti di divisione sono i soliti: le nazioni, i partiti politici, le religioni, le razze; in genere la voglia di avere proprietà per piacere malato di dire “è mio “(gli inconsapevoli non sanno che poi moriranno un giorno). Al bando tutte quelle attività dell’ uomo che lo portano verso uno psicotico desideri di accumulare beni materiali anche senza alcuna logica.
Eppure la via da seguirsi è nota: il dolore e l’ingiustizia e la scarsità scompaiono quando il mondo riscopre l’uomo nuovo che condivide, è solidale, e progetta un futuro insieme: la ricetta è infondo semplice basta uscire dallo schizoide pensiero di potere essere soggetti felici in quanto separati dagli altri.
Come realizzare tutto ciò? Escludendo il denaro e generando un sistema di scambi fra persone che sono fra lo sinergicamente utili. Si tratta di generare dei gruppi di persone, assortite fra loro per professionalità. mestieri, arti ecc che possano rendere possibile circolare scambiarsi fra beni e servizi in modo di generare una cellula autonoma autosufficiente, in pace, armoniosa . Questa nuova cellula dovrà produrre energie rinnovabili in autonomia, produrre gli alimenti all’interno del gruppo, generare istruzione, comunicazione, solidarietà , assistenza; ma anche avere al suo interno le conoscenze scientifiche, lavorative, manuali, didattiche per generare un gruppo autosufficiente
Insomma delle vere e proprie nuove cellule sociali non schiave dei poteri finanziari , un posto dove l’uomo è liberato dall’assillo del salario e dal timore di essere fagocitato da questo cancro che è il potere finanziario; una società proiettata da un rapporto armonico autosufficiente dove il tempo e gli altri possono divenire puro godimento ed esperienza di arricchimento.
Trovo che i meet- up sarebbero un ottimo strumento per generare queste nuove cellule base per il nuovo mondo!
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“Può darsi che nulla cambi o sembri cambiare nella storia, ma tutto cambia nell’evento, noi compresi”.
deleuze&guattari

L’ENNESIMA VERGOGNA: IL MONTI 2
Viviana Vivarelli

Questi partiti truffaldini hanno deciso di calpestare la democrazia e di annullare il responso popolare con un bieco patto tra loro per un Monti 2, che salvi i loro cavoli per vendere le nostre anime.
Ciò è molto peggio dell’articolo menzognero di Farina che ha guadagnato a Sallusti una sentenza fasulla per cui in pratica non sconterà pene e si candiderà in Parlamento, con media che rivendicano il diritto di scrivere ogni falsità a piacer loro.
Vedere come procedono queste sceneggiate e come la gente si fa ancora imbrogliare ha qualcosa di rivoltante. Tutto è ormai deciso. Monti fa parte da sempre del patto, gli regaleranno il Paese, ingannando il voto degli elettori come hanno fatto a novembre, alla faccia della sovranità popolare.
Conserveranno i loro privilegi e onori, cederanno i loro oneri e le loro responsabilità. Conserveranno i loro sprechi e abusi e le loro impunità, ma regaleranno il Governo a Monti e, attraverso lui, regaleranno il paese alle razzie dei poteri forti del Fm, della Bce, della Fed, dei sostenitori del dollaro e degli speculatori dell’alta finanza come il Bilderberg.
Tutto è deciso e il popolo sarà preso per il naso come un infante. Le elezioni saranno uno scaltro giochetto di specchi per dare la parvenza di una democrazia che si sono venduta. E’ tutto deciso fuori dalla volontà popolare e la grancassa dei media farà il resto.
Bersani recita la parte del tanto democratico che fa le primarie. Sono inutili ma fingerà di farle lo stesso. Appoggerà Monti “senza se e senza ma” com’era stato concordato con Napolitano.
Berlusconi finge di attaccare Monti quando il Pdl ha già dichiarato che appoggerà un Monti 2.
La Lega finge di stare all’opposizione mentre sta con Berlusconi come prima e dunque in sostanza appoggerà il Monti 2 anche lei. L’opposizione di Sel non è mai stata visibile prima, figuriamoci dopo.
Restano fuori dal turpe giochetto Di Pietro e la sx estrema, ma Bersani ha già dimostrato di avversarli entrambi mentre si avvicina a Casini, il quale è a favore del Monti 2 da sempre.
Monti fa la verginella sdegnosa, un giorno dice che non si candiderà, il giorno dopo che se chiamato potrebbe accettare, mentre sa benissimo che i complici gli hanno dato la palla per deficienze proprie.
Tutto come da piani fatti. A questo punto resta solo il M5S e basterà un piccolo codicillo alla legge elettorale per farlo sparire.
Il resto lo fanno i TROLL dei blog, che insistono a dire che i poteri forti ci sono, ma sono dietro a Grillo, guarda caso!
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MENO DI 20 COPORATION DOMINANO IL MONDO
http://tmcrew.revolt.org

Il PIL, il MES, la BCE, il FM, l’UE, la FED… il rating, lo spread…
strumenti di potere artificiali e disumani per controllare la mente umana e asservirla a mostri solo in apparenza umani
Può un manipolo di spiriti liberi rovesciare quello che nelle nostre teste è stato inculcato in anni di lavaggio del cervello operato dai media, dalla pubblicità e dalla chiesa?
Certamente NO.
Che cosa ci propongono i telegiornali ed i mass-media in generale?
Notizie? Realtà? O quello che un ristretto numero di uomini di potere e di capitalisti vorrebbe che fosse interpretata come la realtà?
Essere ignoranti vuol dire essere controllabili. Fino a quando tutti noi non riusciremo a capire chiaramente quali sono le armi della propaganda ed i suoi strumenti, come i loro “TG imparziali e senza pregiudizi” rimarremo nella schiavitù
La conoscenza è potere. Non si può essere insieme ignoranti e liberi.
Il giornalismo di oggi non è altro che la trascrizione della volontà della classe dominante per subornare le masse. E’ chiaro che se la popolazione non venisse bombardata esclusivamente da informazioni come le dichiarazioni dei governanti o i pettegolezzi di celebrità e giocatori, avrebbe altre priorità.
Lo sapete che meno di 20 corporation detengono la maggior parte del mercato dei media del mondo? 20 corporazioni,ovvero 20 gruppi di potere, dominano l’informazione, e con essa dominano le nostre teste, la nostra visione della realtà, i nostri sentimenti, le nostre reazioni di paura o di odio, i nostri bisogni, la risposta alle guerre, gli acquisti, la conduzione familiare, l’aspetto fisico, i vestiti, i gesti, le parole, i comportamenti, i giudizi etici o religiosi o politici, ogni miserabile momento della nostra miserabile vita in cui crediamo di essere liberi e di scegliere e di valutare e di esistere come un ESSERE VIVO mentre siamo stati controllati, ascoltati, schedati, enumerati, condotti, sezionati, ipnotizzati, disinformati.. come pecore al macello”.

IL PIACERE DI FARE DEL MALE
Viviana Vivarelli

Capisco il potere. Capisco l’avidità del lucro. Ma questi arraffatori di vita, questi distruttori del mondo, trovano sempre troppi che li seguono, gente che spesso da questa tifoseria esagitata non riscuote guadagno o posizione. Perché?
Mi sono interrogata più volte sul perché di persone come i troll, i falsificatori di verità, gli incensieri dei malvagi, i sostenitori dei corrotti, le iene e i maiali, i servi del vizio, i mentitori per professione, i distruttori dei valori umani, i negatori dell’uomo… Perché tutto questo?
Eppure la risposta è semplice: il piacere di fare del male.
Immagino che sia un piacere sconfinato che non morirà mai, che fa parte di certe nature per una loro caratteristica naturale. Proprio per questo mi lascia sbalordita, come impotente, eppure nella mia impotenza quel male non posso fare a meno di combatterlo e immagino che questa ostinazione sia l’unica cosa che mi salva dal dichiararmi vinta.

Siamo dominati da meccanismi perversi e distruttivi che ci porteranno all’autodistruzione.
Ma non è destino che ciò debba proseguire per sempre. Per ogni forza di distruzione messa in campo nel mondo, sorgono, per reazione, meccanismi fisiologici di reazione che tendono a ricostruire un mondo diverso e migliore. Ciò fa parte della storia e della natura dell’uomo, come fa parte dell’esistente che nell’individuo si combattano forze distruttive e ricostruttive. Quando la bilancia pende troppo da una parte, crea uno squilibrio insostenibile alle leggi di natura, che spingono per ristabilire l’equilibrio violato. Alcuni di noi si schierano dalla parte delle energie che distruggono, altri da quelle che costruiscono. Ciò dipende in parte dalle nostre scelte, in parte da una legge di equilibrio universale. E anzi proprio là dove i valori della Vita sono maggiormente offesi, c’è più speranza che l’immaginazione creativa o la volontà disinteressata emergano per ricreare il Bene. Proprio nei paesi più vilipesi e distrutti, più traditi dai loro governanti e abbandonati dalle loro chiese, c’è speranza che il nuovo compaia. In India questo è chiamato ‘legge del dharma’.
I filosofici presocratici pensavano che gli elementi dell’universo fossero in guerra tra loro, ma, quando uno di essi prevaricava, una legge di giustizia universale lo ricacciava nei suoi confini. Storicamente questo è sempre avvenuto. E così anche il neoliberismo sarà ricacciato indietro contro la volontà dei suoi servi infami.
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Alexander Lange scriveva:

“Bisogna riscoprire e praticare dei limiti:
rallentare i ritmi di crescita e sfruttamento,
abbassare i tassi di inquinamenti, di produzione, di consumo;
attenuare la nostra pressione sulla biosfera
e ogni forma di violenza. Un vero regresso,
rispetto al “più veloce, più ricco, più forte”.

..
Estrellita cita:

In nome di Dio?
Un semplice dato:
Dio non s’è nascosto.
Dio s’è suicidato.

Giorgio Caproni
Deus absconditus-da muro della terra, 1975

IL DIO NASCOSTO
Viviana Vivarelli

Certo Caproni era una natura pessimista e ripiegata in sé, con una profondissima depressione che lo portò al suicidio per aver perso ogni ragione di vita e non è un buon es. da portare.
Caproni si è suicidato perché aveva perso la fede nell’uomo. Potremmo dire che chiunque ha fede nell’uomo ha anche fede in Dio. Ma sarebbe troppo semplice. In realtà Dio è un mistero. E l’uomo che non crede in Dio si illude di annullare il mistero in un atto di presunzione suprema, così come il bigotto, in un atto di presunzione contrario, crede di possederlo.
Ma il mistero continua ad esistere, che l’uomo lo voglia o no. E non consiste in ciò che l’uomo non ha ancora scoperto, ma in ciò che non scoprirà mai. Il mistero è una realtà esattamente sostanziata come la realtà delle cose conoscibili. E, che l’uomo lo voglia o no, il mistero esiste anche all’interno di lui stesso, anzi l’uomo è in sé il primo mistero in quanto inconoscibile a sé. Accettare questa realtà, accettare ciò che siamo e accettare ciò che non possiamo capire , eppure operare lo stesso nel mondo e in se stessi per migliorare ciò che è possibile migliorare, questo è il primo passo e il primo atto di fede.
Rifiutare l’essere nei suoi lati visibili e invisibili può portare a una presunzione ridicola come la coppa che pretende di contenere il mare o come l’esistente che nega la propria esistenza fino al suicidio, come fu per Caproni, che non seppe sopportare la solitudine che discende dal rifiutare la realtà delle cose per come sono, anche nei loro lati oscuri. Forse per questo tutte le fedi condannano il suicidio come la colpa massima, l’atto smisurato di ribellione dell’uomo che annichilisce se stesso o, all’estremo opposto, di quello che sostituisce il proprio ego al mistero di Dio. I due estremi del rifiuto: o l’esaltazione fideistica del proprio intelletto che nega il mistero, o l’annichilimento del proprio io insieme al mistero di Dio fino alla distruzione materiale di sé:
“Soffriamo perché siamo anime povere” , diceva Jung.
A 14 anni scrissi questo aforisma: “Salvezza è abbandonarsi all’onda che ti riporta a riva”.
Sono rimasta sempre lì, ma anche abbandonarsi è una difficoltà non da poco e non bastano 70 anni per imparare a farlo.
In fondo siamo esseri percettivi che si basano sulla propria percezione, anche la mente non fa che passare per il corpo e le esperienze del vissuto, e la mente non è che una parte del corpo, con tutte le sue emozioni, le sue mancanze, le sue memorie, le sue pretestuose certezze.
Cambi una di queste esperienze e cambiano le tue certezze. Tu sai quello che sei. Improvvisamente avviene dentro di te una impercettibile variazione e di colpo sei un’altra persona e sai cose che non sapevi prima. Come innamorarsi. O morire e rinascere.
Non facciamo che dipendere dalle nostre esperienze, e non siamo noi a crearle, dipendono da ciò che siamo e da ciò che ci è stato dato di percepire. E’ tutto così aleatorio anche se dentro ci possiamo mettere il nostro lavoro e la nostra scelta, e può essere che anche quello influisca sul totale.
Credere al mistero è come credere alla bellezza della musica.
Chi è stonato o sordo può non sapere nemmeno cosa sia la bellezza della musica.
Ma ciò non impedirà alla bellezza della musica di esistere.
L’errore è pretendere la massificazione delle differenze, come pretende che se tu sei sordo, tutti debbano essere sordi che se tu sei Mozart anche i sordi ti possano sentire.
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IL MONDO E’ GOVERNATO DALLE BANCHE
MA MOLTE ALTERNATIVE SONO POSSIBILI: LA BANCA DEMOCRATICA

Da un Report della Gabanelli
CHARLES HENRY di OCCUPY BANK

“In qualunque modo votiamo saranno sempre agevolate le grandi banche. Ormai sono le banche a governare il nostro Paese e anche il vostro! Ci siamo resi conto che con i mezzi formali democratici non è possibile fermare il loro monopolio. Quindi abbiamo fatto, spontaneamente e comprensibilmente, l’unica cosa che potevamo fare: togliergli il nostro denaro e trasferirlo altrove (fino a oggi sono stati trasferiti 46 miliardi di dollari).

UNA BANCA DEMOCRATICA
Austria: Imprenditori, professionisti, semplici cittadini fondano una banca democratica. Niente speculazioni e rendite. Il cuore sarà: beni comuni, produzione e lavoro. Quello delle persone.
L’idea fondamentale di questa Banca è che il denaro è un mezzo. La sua importanza deve essere ridimensionata: non più una mucca sacra idolatrata per far moltiplicare il suo valore attraverso interessi e interessi composti.

PASCAL BOLO – ASSESSORE BILANCIO COMUNE DI NANTES
“Oggi l’ostacolo è finanziario: la moneta è poco accessibile e rallenta gli scambi economici invece di facilitarli. (E, se questo è un paradosso, a Nantes lo ribaltano. Via la moneta. Le imprese locali compenseranno debiti e crediti alla cassa municipale e il denaro non costa, perché non c’è! Il lato rivoluzionario del progetto è eliminare la speculazione e l’inflazione, i due avatar di questo tempo)

COGESTIONE
Chi contribuisce al successo dell’azienda è giusto che partecipi anche agli utili.
WOLFGANG HECKEL – IMPRENDITORE:
“Nel progetto dell’economia del bene comune, la forbice degli stipendi è tra 1 e 20 al massimo. Da noi abbiamo stabilito che il mio guadagno non possa superare più di 3 volte quello di un operaio (Marchionne guadagna più di 1000 operai Fiat)

BERNARD WINKLER – IMPRENDITORE EUROFORM – CAMPO TURES (BZ)
“La ‘cogestione democratica’ è trasparenza e partecipazione del bilancio”.
Molti imprenditori, tedeschi, austriaci, italiani hanno formato un nuovo movimento con un altro modello invertendo i poli.
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HELMUT LIND – PRESIDENTE SPARDA BANK MONACO DI BAVIERA
“Le banche ridono della ‘banca democratica’ ma riderebbero meno se uno chiedesse loro qual è l’utilità a lungo termine e quella a breve? Il modo di operare nel capitalismo, e quindi quello delle banche negli ultimi anni, è lo stesso del contadino primitivo che distruggeva il suolo per ottenere delle rese a breve con cui però avrebbe dovuto vivere per un lungo periodo.

IL GIOCO SPORCO DELLA SPECULAZIONE FINANZIARIA

MILENA GABANELLI: “Questo sistema non ha futuro. Lo sappiamo tutti che stiamo tentando di dare ossigeno a un sistema moribondo, ma pensiamo che non ci siano alternative e nemmeno le cerchiamo. Siamo convinti che il sistema sia un moloch intoccabile e che noi siamo troppo piccoli per cambiarlo. Ma l’impossibile non esiste, tant’è che chi non ci crede fa immediatamente qualcosa: nel mondo ci sono tanti che si sono dati da fare, rimette la persona al centro del sistema e in sua funzione ricompone tutti i pezzi che stanno intorno. 10 anni fa l’Argentina ha dichiarato fallimento per aver seguito (come Monti fa fare ora a noi) le ricette del FM, perché il sistema del FM preferisce gli interessi della finanza a quelli dei popoli, e deprime la produzione. (Noi stiamo facendo la stessa cosa e rivotando Monti andremo ancora più a fondo).
Così chi aveva investito in bond argentini ha perso tutto. Ma gli argentini, come ne sono venuti fuori? Nel 2001 le fabbriche argentine chiudevano (come oggi le nostre) e la gente diventava sempre più povera e disperata (come oggi noi). Il presidente De la Rua scappò. Si ricominciò in un altro modo. Imprese che per un modello economico erano cotte e fallite, non potevano funzionare, furono recuperate dai lavoratori e vivono ancora.

MARIO BARRIOS – PRESIDENTE COOP UST-BUENOS AIRES
“Il capitalismo finanziario in epoca di crisi abbandona il mercato, noi nella crisi moltiplichiamo il lavoro. Dicevano che l’impresa non era redditizia, ma per noi era in gioco il nostro unico capitale, il lavoro.”

2011. Cominciamo dalla Deutsche Bank che aveva 8 miliardi di titoli del debito pubblico italiano, si è liberata di titoli italiani in maniera vistosa, altre più leggermente. Ma, quando uno si libera di titoli e li pone sul mercato, questi titoli si sviliscono. La conseguenza è che l’Italia, come altri paesi, per rimettere sul mercato quei titoli inizia a pagare interessi più alti. Intanto quella stessa banca come molte altre, possiede dei prodotti derivati, i cds, credit default swaps,cioè assicurazioni sul rischio di default di quegli stessi titoli di stato a cui proprio loro hanno fatto perdere di valore. Più aumenta il rischio di default, più il valore di questi derivati cresce e siccome sono fortemente concentrati in pochissime mani, gli investitori istituzionali, come la Deutsche Bank o la Goldman Sachs, che hanno grandi quantitativi di cds nei propri portafogli, vedono aumentare il loro valore; nel caso italiano da 100 a maggio, a oltre 560, quindi 5 volte e mezzo di più, a novembre, e questo ha dato loro plusvalenze enormi.
Intanto lo Stato deve pagare interessi più alti e il suo debito cresce. Quindi taglia la spesa pubblica e i servizi sociali ed entra in recessione.
I mercati chiedono liquidità. Pronta! La Bce offre quasi mille miliardi di euro alle banche all’1%. E loro a chi lo prestano? A banche che non fanno credito alle imprese ma investono in titoli, per es. del debito sovrano, di quello stesso di cui si erano precedentemente liberate contribuendo a far alzare l’interesse che ora si portano a casa. E il gioco fa pure abbassare temporaneamente il nostro spread con i bund tedeschi. Messa così sembra che vada bene, anche se l’affare lo fanno le banche e alle imprese arriva poco e niente (e uno come Monti finge che sia pure merito suo mentre ha fatto solo gli interessi della speculazione!)
Si mette liquidità nel mercato e quei titoli sembrano sicuri. E si ricompra. E ricomincia un nuovo girone di speculazione finanziaria.

Tutto il circuito speculativo è stato impiantato per fare gli interessi di pochi mentre si mandano a picco i popoli. Quando la banca si trova in difficoltà, chiede aiuto. Si decide che è troppo grande per fallire. Se fallisse, i cittadini perderebbero tutti i loro soldi. Allora intervengono gli Stati ad aiutarla, e lo fanno coi soldi dei cittadini, che in cambio avranno aumenti di tasse e tagli nei servizi. E’ stato un affare per le banche e un affare per gli speculatori finanziari (vd Goldman Sachs ecc.), ma non è stato un affare per i cittadini che vengono progressivamente spogliati, ricattandoli con la paura e sostenendo la paura con l’ignoranza (dimostrata dal fatto che il 51% dice di apprezzare Monti. Insomma derubati , bastonati e contenti).
A Bruxelles, Consiglio Europeo 2 marzo 2012, i governi di 25 paesi firmano un patto fiscale. Ordinano che nelle Costituzioni degli Stati sia messo IL PAREGGIO DEL BILANCIO sotto la vigilanza della Corte di giustizia. Per chi sfora ci saranno pesanti sanzioni.
A quel punto sembrerà che l’unica soluzione sia privatizzare. Piano piano tutto sarà affidato alla speculazione dei privati, che faranno ancor più aumentare i costi, peggiorando i servizi, come è successo ovunque, i cittadini che saranno ancora più spogliati (ma Renzi vuol fare appunto una privatizzazione a 360° e i troll piddini hanno anche la faccia di dire che è Grillo che ha alle spalle i poteri forti’!).
Una volta messo in Costituzione il pareggio del bilancio, gli Stati saranno nell’impossibilità di investire nella ripresa e saranno obbligati a privatizzare, cioè a svendere lo Stato (calpestando anche la volontà diversa degli elettori, vedi quello che succede con l’acqua, con un annichilimento progressivo della democrazia)
E Monti avrà anche la faccia di dire: “Oggi l’Europa si avvia a definire quello che potremo chiamare un “economic compact”, un patto per le riforma economiche a beneficio dei cittadini europei.” (In realtà si è stipulato un patto efferato per favorire l’alta speculazione finanziaria svendendo loro i beni e i diritti dei popoli!)

ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITÀ- PAVIA
Qua si tratta proprio dello smantellamento e dell’abolizione di qualsiasi funzione pubblica
dello Stato nella regolazione economica. (Il trattato non è ancora entrato in vigore, non tutti gli Stati sono d’accordo, l’inserimento in Costituzione non è obbligatorio, ma l’Italia ha risposto compatta e veloce, grazie a Monti, l’infiltrato. Presenti 281, votanti 280, maggioranza 161, favorevoli 235, contrari 11, astenuti 34. Il Senato approva)
Mai, nella storia delle Costituzioni , c’è stato un simile percorso. Mai un trattato internazionale ha imposto una modifica della costituzione così radicale (ma dov’è che i nostri giornali lo hanno denunciato?). Dovrebbe essere chiaro a tutti che se trasferiamo ad altri il potere fiscale di uno Stato, annientiamo la sua sovranità. E a chi lo trasferiamo? Alla Bce. A un organo che non è eletto, e che non risponde né al Parlamento Europeo, né ai parlamenti nazionali. Anzi il Palamento europeo, che noi eleggiamo, non ha alcun potere di controllare la gestione delle politiche della Bce. Ma a chi risponde o obbedisce la Bce? Ai mercati finanziari. Dunque chi (come Monti) obbedisce solo alla Bce e al Fm obbedisce ai poteri finanziari.
(E i troll continuano a ripetere che è Grillo che obbedisce ai poteri forti?! Non sarà piuttosto chi dai poteri forti è stato mandato a commissariare l’Italia? Chi obbedisce a Monti e dunque al FM “senza se e senza ma”? Chi è pronto per la seconda volta a un Monti 2 e dunque a ribadire la svendita dell’Italia?)

MILENA GABANELLI
L’Italia è il primo Paese che ha messo in Costituzione il pareggio di bilancio. Cosa vuol
dire? Che tu non potrai mai forzare la spesa per rivedere le tue politiche di investimento pubblico. E’ come se, una famiglia, con un reddito basso, ma decide di indebitarsi per far studiare i figli e una legge gli dice “tu non puoi affrontare questa spesa”. Moltiplicato per milioni di famiglie cosa si viene a perdere? Alla fine i conti saranno anche a posto, ma tagli il futuro.
E non è vero che sei virtuoso solo se non spendi, dipende da come spendi. E’ urgentissimo avviare delle politiche di riduzione del debito, ma metterlo in Costituzione potrebbe creare le basi per lo smantellamento la funzione pubblica dello Stato lasciando che ad occuparsene siano i
privati. E il privato di fronte alla linea dell’autobus che va in periferia per far viaggiare 10 persone, la taglia perché non gli conviene. La politica quando non funziona, e non funziona quando si eleggono le persone sbagliate, diventa TECNICA.
La tecnica è comparsa al mondo 40 anni fa, negli anni ’70, quando ha cominciato a parlare di tecnocrazia da una COMMISSIONE TRILATERALE – Stati Uniti, Europa, Giappone – voluta da Rockefeller nel 1973 per disegnare il futuro del mondo. La Trilaterale ha la struttura di un parlamento globale ma i membri non sono eletti, sono invitati. Banchieri, politici, industriali, rappresentanti di multinazionali, accademici, giornalisti, editori non hanno mai smesso di riunirsi in seduta plenaria una volta l’anno. E già a metà degli anni ’70 , l’analisi della Trilaterale sulla crisi mondiale – salari alti e crescita non più ai ritmi del dopoguerra – era “eccesso del sistema decisionale”. Troppa democrazia. Soluzione? Più potere ai governi e meno ai parlamenti.

LA TECNOCRAZIA CONTRO LA DEMOCRAZIA

PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST
Sin dall’inizio il loro intento specifico fu quello di creare un nuovo ordine economico internazionale ed elaborarono due concetti per realizzare i loro piani: interdipendenza tra i soggetti e tecnocrazia, come mezzo per controllare la società. (Il piano era più tecnocrazia e meno politica). Tant’è che la Commissione trilaterale riuscì a prendere il controllo dell’esecutivo americano dominandolo negli ultimi 30 anni. Sono convinti che non ci sia più bisogno dello Stato così come lo si è inteso per centinaia di anni e quindi agiscono per poter eliminare il concetto di sovranità nazionale e di autodeterminazione. Hanno creato così un sistema talmente interconnesso (banche e borsa) a livello finanziario che se una nazione singhiozza, l’intero pianeta cade in ginocchio.
(C’era una volta una legge bancaria, il Glass Steagall Act che dopo la crisi del ’29 regolamentava l’attività: da una parte le banche commerciali con attività tradizionali e garantite dallo Stato, dall’altra le banche d’affari con attività speculative. Gli USA vollero abolire questa distinzione affermando che sarebbe stato solo il mercato a regolare tutto. Nel 1999 sotto Clinton il Glass Steagal Act fu abolito. Rotti gli argini, le banche di tutto il mondo si sono messe a fare tutto: raccolta del risparmio, speculazione, costruzione e vendita di titoli di debito.
Notiamo che per la prima volta nella storia due membri della Trilaterale sono diventati i primi ministri di due nazioni in Europa: la Grecia e l’Italia (Luca Papademos e Mario Monti).
Monti è stato il presidente europeo della Commissione trilaterale. Quindi la sua responsabilità era quella di portare avanti le operazioni europee. Ora io posso parlare di come gli uomini della trilaterale si comportano negli Stati Uniti una volta che si ritrovano ad occupare posizioni di potere: hanno la possibilità di eseguire qualsiasi strategia politica della trilaterale con o senza il consenso del popolo.

MICHAEL HUDSON – PRESIDENTE ISTITUTO STUDI TENDENZE ECONOMICHE
LUNGO PERIODO

Il modello crea false convinzioni che indirizzano i cittadini a un percorso suicida dicendo loro che è l’unico possibile. Così si è fatto credere alle famiglie e alle industrie che sarebbero diventate più ricche solo se avessero contratto debiti senza lavorare e produrre. Il problema è che è stata seguita una falsa mappa che descriveva la realtà. Noi abbiamo bisogno di un modello diverso.

Viviana Vivarelli
La speculazione del sistema bancario, della borsa, delle agenzie di rating e della Fed, sotto le ricette ultraliberiste del Fm e della Bm, di cui la Bce è esecutrice (e Monti come Papademos sono solo esecutori), portano il mondo a un graduale suicidio. Il sistema ultracapitalista della grande speculazione finanziaria non è sostenibile, può portare solo al fallimento progressivo dell’intero sistema produttivo, alla schiavitù degli Stati sotto una cricca di speculatori finanziari, all’annichilimento della democrazia e della sovranità popolare e alla morte stessa del pianeta.
Ma questo futuro scellerato non viene denunziato dai media e le autorità fanno di tutto per nasconderlo in una ipocrisia generalizzata e complice. Tutti sembrano impietriti nella difesa spasmodica dell’esistente. I giornali e le televisioni difendono i loro stipendi, i politici le loro poltrone, le chiese il loro fatiscente potere ormai terminale. Tutti sono cristallizzati in visioni istantanee come se il futuro non interessasse nessuno, come se la sorte di milioni di uomini fosse diventata indifferente di fronte alle esigenze di arricchimento e di potere di pochissimi nel momento.
I poteri forti sono loro, poche centinaia di migliaia di azionisti di un sistema che intende prevaricare 7 miliardi di persone, ricattate dalla miseria che toglie libero arbitrio, dalla paura che elimina la libertà di giudizio, dalla disinformazione che impedisce di capire.
Ma un sistema alternativo è possibile, se solo ci togliamo dalla fissità di subire l’ultraliberismo come qualcosa di fatale e di incrollabile.
Nulla è incrollabile e nulla è impossibile, se solo decidiamo di volerlo in tanti e se solo lottiamo perché la giusta informazione sguardi il velo dell’ipnosi in cui i media versano la popolazione.
Un altro sistema è possibile e dobbiamo fare di tutto per realizzarlo.

Un altro errore è credere che l’ultraliberismo sia un Moloch invincibile e che contro di lui non valga la pena di combattere perché siamo persi in partenza. Niente di più falso. Il primo modo con cui il sistema speculativo vince è proprio il farci credere che siamo impotenti. Il disfattismo è un’arma micidiale con cui si rovinano i popoli. In realtà se ognuno di noi, anche nella sua sfera piccolissima, anche solo cambiando stile di vita o acquisti, anche solo informando o usando bene internet, facesse qualcosa o riuscisse almeno a modificare le scelte elettorali spezzando la disinformazione, il sistema crollerebbe come un castello di carte. Ma il primo passo per rovesciare il sistema è porre il BENE COMUNE al posto del lucro privato.

Un es. di BENE COMUNE, da report
Franz Baumann è un imprenditore. Fabbrica vetrate molto sofisticate: proteggono dalla luce, dal calore, dal freddo e producono anche energia. La sua azienda esiste da 125 anni e le dimensioni sono rimaste identiche. E’ cresciuta solo la qualità della tecnologia e del benessere dei lavoratori che calcola nel BILANCIO chiamato DEL BENE COMUNE. Lo fanno degli imprenditori e sono un movimento. Hanno spostato gli obiettivi dell’economia di mercato: da ricerca del profitto e concorrenza, a bene comune e cooperazione. Una buona parte dei profitti dell’azienda viene ridistribuita fra i lavoratori come soprappiù della busta paga.
Il bilancio del bene comune prevede di indicare progetti per il futuro dell’impresa.
I dipendenti stanno per diventare proprietari dell’azienda, con partecipazioni fino al 49%,mentre il 51 apparterrà a una fondazione, per garantire il più a lungo possibile la continuità dell’azienda.
(Cambiamo i criteri di valutazione, al posto del PIL insorgono altri valori).

MICHELE BUONO
Un’idea così vale tanti punti nel bilancio del bene comune. Assumi un rifugiato politico? Aggiungi punti al bilancio; l’ambiente di lavoro è confortevole, altri punti; la
tua attività non si azzarda a inquinare? Vale tantissimi punti. E questi imprenditori, che sono un movimento, pensano che in un mondo, che oggi ancora non esiste, questi punti gli porteranno dei vantaggi.
Il bilancio del bene comune produce senso, rappresenta la vita, la complessità della realtà, perché riguarda tutti: il lavoro, la natura, le generazioni future. E prende in considerazione anche coloro che hanno fondato l’impresa.
I nuovi imprenditori dicono: “Vorrei dare un contributo sensato, vorrei fare prodotti sensati, prestare servizi sensati. Questo rappresenta un grande cambiamento Ci sono più di 500 imprese in Europa che hanno aderito a questo progetto da 13 stati. Un numero enorme in così poco tempo!

Un es. Baviera. Kaufbeuren. Qui si costruiscono macchinari per l’industria.
WOLFGANG HECKEL – IMPRENDITORE
“Abbiamo coinvolto totalmente i dipendenti nell’impresa in modo tale che con la loro esperienza possano partecipare attivamente alla conduzione e decidere anche su come impiegare i profitti. Qui tutto ciò che riguarda l’organizzazione viene discusso e pianificato insieme. Ci riuniamo ogni 4 settimane per esaminare la situazione dell’azienda, dei progetti in corso e prendiamo delle decisioni.”

Italia. Bolzano. Qui si fabbricano stampi per l’industria.
MAURO BOSCOLO OPERAIO SPECIALIZZATO
“Abbiamo un fondo dove una parte dei soldi del guadagno viene messo dentro viene ridistribuito in premio ogni tre mesi in premio di produttività, e la
produttività la facciamo non facendo chissà quante ore di straordinario, ammazzandoci di lavoro ma cercando di far andare le macchine nella notte con il
robot.”

JOHANNES ENGL – IMPRENDITORE
“Io non ho licenziato mai nessuno, addirittura il nostro personale la permanenza media nella nostra azienda è circa 22 anni. È una ricchezza diversa forse solo di quello che guarda solo i numeri però è una ricchezza umana e anche di conoscenze come si può migliorare l’impatto nell’ azienda nella società che ci ospita.” (E quando arrivi a pensare che sei ospite della società vuol dire che sei in relazione e allora non la distruggi e non l’abbandoni).
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Sud Tirolo. Fabbrica di arredamenti urbani e coperture.
JOSEF STEGER – DIRETTORE EUROFORM – CAMPO TURES (BZ)
“Non fa senso secondo me avere qua il cosiddetto head office e facciamo produrre in Cina, noi vogliamo tenere i posti di lavoro qua in zona perché l’impresa è nata qua e ha le sue radici qua, in valle. Ci guadagnano di più, c’è un margine più grosso però alla fine vedendo, guardando in avanti diciamo a medio lungo termine dobbiamo agire dando alla prossima generazione il massimo possibile.”

HELMUT LIND – PRESIDENTE SPARDA BANK MONACO DI BAVIERA
“Speculavamo un po’ su tutto: titoli, divise, materie prime. Come banchiere pensavo che fosse giusto ottimizzare al massimo i profitti. Un certo momento ci siamo chiesti: “ è davvero questa la via migliore?” E abbiamo messo sul banco di prova gli affari che abbiamo fatto per anni. Abbiamo smesso. Stavamo contribuendo anche noi a creare un sistema staccato completamente dalla società. E allora siamo ritornati a fare il mestiere della banca: raccogliere e distribuire denaro nel territorio e creare ricchezza. Semplice. Tutto il resto alle persone non serve. Non abbiamo più dividendi del 10, 11 o 12%, ma del 5 % e viviamo tutti bene.” (E così imprenditori e semplici cittadini hanno deciso di spingersi oltre e fondarla loro una banca: la BANCA DEMOCRATICA). Per cambiare le regole di accesso al credito).

CHRISTAN FELBER – SAGGISTA
“I clienti saranno liberi di accettare o meno gli interessi sui depositi. Se rinunceranno – gli si spiegherà – contribuiranno a finanziare progetti sostenibili di tipo sociale ed ecologico a costi accettabili. Per le imprese che chiederanno un credito, funzionerà in questo modo: più sarà elevato il punteggio del loro bilancio del bene comune, più saranno favorevoli le condizioni del credito che potrebbe arrivare addirittura a zero interessi.” (Perché i tassi di interesse fanno crescere i prezzi e gli interessi finiscono nei consumi che paghiamo tutti. In un modello
opposto si arriverebbe invece a un’economia stabile, senza inflazione).
Gran parte della ricchezza di un’impresa o di una società intera e quindi dell’economia nazionale, serve al pagamento degli interessi sul capitale. E più è grande la parte destinata al pagamento degli interessi, più diminuisce la quota per i salari. E questo è il danno maggiore per gran parte della popolazione.
(Se la moneta diventa riserva di valore comincia a fare un altro mestiere: produce
denaro con denaro e fa speculazione. E magari succede che le banche non lo danno alle imprese).

LA COMPENSAZIONE TRA DEBITI E CREDITI

Comune di Nantes -PASCAL BOLO – ASSESSORE BILANCIO
“Le nostre imprese hanno problemi di liquidità e di accesso al credito. Ancora nel 2008, durante la prima grande crisi finanziaria, riuscivano a resistere grazie alle riserve finanziarie. Ma dopo, il paradosso è stato che le imprese pur avendo degli ordini non riuscivano a metterli in produzione, non potevano pagare i fornitori perché le banche non gli facevano credito. Questa crisi di liquidità adesso tocca tutta la collettività. Per questo abbiamo deciso di agire.
(A Nantes vogliono eliminare la moneta negli scambi tra le imprese locali. Ci stanno lavorando l’amministrazione della città, la sua banca pubblica e un professore della Bocconi di Milano. Solo un’unità di conto presso il Credito Municipale che compensa debiti e crediti).
Immaginiamo 3 imprese, aderiscono al circuito, aprono un conto corrente presso il Credito Municipale. In questo conto corrente non depositano nulla, ma queste
imprese hanno dei rapporti economici tra di loro, in particolare possiamo immaginare che l’impresa A, a fronte dell’acquisto di una merce che ha il valore di 100 euro avrà un addebitamento di 100 unità di conto sul conto corrente dell’impresa B e così via. Qual’è il vantaggio? Questo credito di 100, l’impresa lo può utilizzare immediatamente per procurarsi a sua volta da un suo fornitore merci per l’ammontare di 100. Se questa impresa che si è accreditata avesse per caso bisogno di rifornirsi presso l’impresa che per prima si è indebitata, ecco, anche essa tornerebbe a zero, e acquistando dall’impresa in basso, consentirebbe all’impresa in basso di pagare il suo debito. Quindi il debito di una impresa è pagato grazie a una fornitura di un’altra. (Il sistema del Centro di compensazione tra debiti e crediti facendo a meno del danaro lo vorrebbe fare anche Pizzarotti, anche se gli stolti lo hanno deriso senza nemmeno sforzarsi di capire cosa vuole fare. Oggi il maggiore problema di chi lavora è essere pagato. Centinaia di imprese falliscono perché in Italia i pagamenti vengono dilazionati all’infinito, e il debito che i fornitori di servizi hanno nei confronti dello Stato è ormai di 80 miliardi ma Monti ha vietato che si compensassero i debiti nei confronti dello Stato con le tasse, perché tutto quello che Monti fa è nell’interesse delle banche e si preferisce che l’economia fallisca o che Equitalia metta le mani sulle pensioni depositate in banca contravvenendo alla legge per cui le pensioni non sono pignorabili, piuttosto che fare qualcosa che farebbe perdere vantaggi alle banche. 250.000 imprese hanno crediti dallo Stato ma lo Stato si riserva di rimandare i pagamenti di 365 giorni, il tempo per farle fallire. Basterebbe una legge che accorciasse questi tempi per risollevare l’economia italiana, ma il Governo non la fa perché lo Stato sarebbe il primo creditore e le banche ci rimetterebbero. Eppure il sistema delle compensazioni tra debiti e crediti sarebbe perfetto, almeno per sbloccare la situazione e impedire tanti fallimenti a catena.)

Da report: “Ed è un sistema applicabile all’economia locale, in cui non si vende denaro, non si produce inflazione, si sostiene l’economia. Tutti i sistemi di filiera corta potrebbero largamente avvantaggiarsene di una moneta di questo tipo.
Non ci sarebbe più il problema della restrizione del credito e gli imprenditori non devono più comprare denaro dalle banche. Gli scambi sono praticamente istantanei, per via informatica. Le imprese pagheranno solo le spese di commissione che saranno al massimo dell’1%. Se si calcola che il costo del denaro può arrivare oggi fino al 7% per un’impresa, c’è una differenza importante. Il costo del denaro si riduce a un quarto e questo potrà generare più attività e più lavoro.”

Le banche solidali o le banche in cui si possono fare compensazioni tra debiti e crediti di industrie diverse senza ricorrere a transazioni liquide non sono un’utopia, sono già state realizzate.
Non possiamo pensare di pervertire l’economia e l’etica del mondo per servire un’unica divinità: il lucro privato di pochissime persone.
Non possiamo accettare di rovinare milioni di persone per fare gli interessi di sistemi bancari o di giocatori di borsa che basano il loro operato solo su ciniche speculazioni.
Non possiamo cedere i nostri paesi, come è successo in Italia e in Grecia, a cinici commissari mandati dalla Trilaterale per saccheggiare i nostri Stati e uccidere i nostri diritti, pervertendo le nostre Costituzioni!
La vita umana e il futuro di intere generazioni si potranno salvare solo se si riuscirà a rovesciare un sistema ultraliberista perverso che per troppo tempo ha ingannato i popoli con le balle del libero mercato. Continuare a sostenere il lucro pagandolo col malessere di tutti è davvero una pessima ideologia. E, se si è sempre fatto così, di fronte alla degradazione generale, quello che accade esige solo che si cambi e al più presto! Altro che fare un governo Monti 2! E si vergognino i partiti che osano anche solo proporlo! Essi, sì, si sono venduti vergognosamente ai poteri forti, quei poteri forti che i loro sicari suggeriscono siano dietro al M5S, con un vero rovesciamento della verità, quando i loro padroni fanno pubblicamente patti di cessione del Paese e della sua democrazia!
Noi non vogliamo più questa casta di ladri che servono solo ai propri interessi!
Noi vogliamo delegati che abbiano come fine il bene comune e la a cooperazione tra i soggetti del territorio! Vogliamo una economia che sia al servizio degli uomini e non serva unicamente, come oggi, a rimpinguare tassi di interesse, profitti finanziari e rendite di persone che non producono niente. Bisogna riabilitare le imprese di produzione di beni e di servizi! Siamo arrivato a costruire un mondo rovesciato dove nessuno prende più in considerazione le esigenze dei cittadini e dell’ambiente! Eppure la stessa Unione Europea, quando nacque, era dotata di una Banca per i Regolamenti Internazionali, che compensava debiti e crediti fra Stati. La stessa cosa si può fare a livello locale, come hanno fatto a Nantes.
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IL SALTO DI QUALITA’
Fulvio Quinto

Nella storia dell’umanità i poteri forti hanno sempre soggiogato i popoli, sfruttandoli e opprimendoli in modo spietato, per moltiplicare ricchezza e potere.
Le monarchie corrotte, gli imperi coloniali, le dittature, i nazismi, i fascismi, i comunismi, lo sfruttamento delle masse e dei bambini …..
Ma la storia ci ha anche insegnato che i popoli molto spesso hanno saputo reagire e spazzare via gli oppressori.
Certo, nel passato, quello che è l’attuale sistema di informazione non esisteva, ma nonostante ciò tutti i popoli della terra ben seppero riconoscere i propri sfruttatori ed oppressori.
Che dire di un paese con la più alta tassazione al mondo, che con meccanismi monetari perversi deruba i propri cittadini di quasi cento miliardi di Euro l’anno camuffati da interessi sul debito pubblico, di un paese in cui corruzione e malaffare politico sono a livelli da primato ?
Di un paese ridotto sul lastrico da politiche del lavoro, fiscali e monetarie criminali che prima affamano i cittadini e poi li denunciano come i veri responsabili del disastro ?
Di un paese che ha un leader non eletto dal popolo ?
Un paese dove armai l’oppressione e l’ingiustizia fiscale hanno connotazioni da nazismo bianco.
Ebbene qualche giorno fa un sondaggio su Sky ha evidenziato che la maggior parte degli italiani vorrebbe un Monti Bis.
Abbiamo perso la capacità di riconoscere gli oppressori e il lavaggio collettivo dei cervelli ha trasformato i veri oppressori in salvatori.
Quando un popolo perde la capacità di individuare gli artefici del proprio profondo malessere ed il meccanismo con il quale lo sfruttamento del popolo stesso è creato e perpetrato non c’è più speranza.
Quando gli oppressori e gli sfruttatori vengono scambiati per salvatori si determina un fenomeno di autodeterminazione dell’oppressione che è il vero salto di qualità dei poteri forti.
I salvatori non si spazzano via …. e se anche dovesse accadere, c’è sicuramente pronto un nuovo salvatore.
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LA STUPIDITA’ DELLE LEGGI
Viviana Vivarelli

Non esco mai di casa ma quando sono obbligata a farlo per necessità,come ora,torno a casa sempre irritata. Ditemi voi che leggi ha questo Paese!
Alla Coop un cliente compra 3 confezioni di Coca Cola, da 6 bottiglie l’una; la cassiera rifiuta l’acquisto dicendo che la legge vieta di comprare più confezioni perché è reato di “accaparramento”. Nessuno ne ha mai sentito parlare e il cliente protesta, per cui viene chiamato il caponegozio che conferma: nessun supermercato può vendere più confezioni di un prodotto alla stessa persona perché è reato. Se uno vuole più confezioni di Coca Cola si può ipotizzare che sia per rivenderle e allora deve comprarle agli ingrossi specializzati con una carta che comprova che non è negoziante abusivo .
Io chiedo: ma se uno fa una festa, non ha diritto di comprarsi quante bibite gli servono? Ma se l’amico di Fiorito fa una festa per 1200 persone comprerà pure (forse non a un supermercato) 600 bottiglie di champagne o altre confezioni in forti quantità? Ed è accaparramento?
L’impasse però è superabile: le 3 confezioni possono essere comprate se il cliente fa 3 scontrini diversi. Qui sfioriamo il limite dell’imbecillità.
E se io parto per una baita o un viaggio in panfilo non ho il diritto di fare le mie scorte?
E quegli anziani allora che riempiono a dismisura il carrello di confezioni di acqua minerale? Non è accaparramento? E che cavolo di senso ha che io possa farlo se moltiplico gli scontrini?
Ma chi le fa queste leggi? Calderoli? Cerco su google ma non trovo leggi sull’accaparramento o sull’incetta che sono cose da tempo di guerra o situazioni di particolare allarme sociale e solo per particolari beni, o per le benzina prima che rincari.
L’Italia ha 150.000 leggi; la Francia ne ha 7.000; la Germania 5.000;l ‘Inghilterra 1.000.
In Italia ci sono 230.000 avvocati, in Francia sono 10.000.
L’Italia non solo sta morendo di corruzione ma anche di cancro legislativo, proliferazione incontrollata di leggi che portano alla morte dello Stato, con la massima creatività interpretativa per trovare il modo di non applicarle.
Negli altri paesi si fanno leggi quadro, da è raro, però noi ci sono leggi anche per le virgole e ovviamente ciò favorisce chi può pagarsi fior di avvocati. Insomma più caos, più grasso che cola.
..
Stupendo video della Sabina Ciuffini che mette a tacere Ferrara

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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. ” LE ALI DELLA FARFALLA ” è un numero che spiega il nostro momento in modo straordinario.Manca la divulgazione e la tiratura dei media di regime,dove queste idee dovrebbero invece camminare.Spero di continuare a vederti cosi ancora per molto tempo.Intanto con molto piacere ti mando un caro saluto.Salvatore FONTANA

    Commento di torbrunen — ottobre 4, 2012 @ 2:31 pm | Rispondi

    • Grazie Salvatore, contraccambio
      Viviana

      Commento di MasadaAdmin — ottobre 5, 2012 @ 5:00 am | Rispondi


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