Nuovo Masada

luglio 13, 2012

MASADA n° 1398 12/7/2012 IL SOGNO PIU’ BELLO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:10 pm

Blog di Viviana Vivarelli

Gli sprechi della Regione Sicilia – Montismo e sfaceli – Come dire che mancano i soldi e poi regalare le frequenze e bonificare gli evasori? – I disastri della moneta unica – La Spagna mostra lugubremente il nostro futuro – Lo sfacelo della Lega – La Francia ci ripensa sulla Torino-Lione –Chiamparino passa alle banche – Monti e macelleria sociale – Nessuno blocca la corsa folle del neoliberismo –Il governo regala 4 miliardi al Monte dei Paschi –L’Italia va sempre peggio – Sangue infetto, scandalo al ministero – I nostri risparmi- L’Europa a due velocità –E lo spread torna a 468 – La mappa delle spese eccessive – E i numeri del carrozzone politico – l’Unione Europea è speculare alla NATO – La corruzione ci costa 60 miliardi l’anno – Beatificato Padre Puglisi- Il professor Cipolla e le leggi sugli stupidi

Infelice l’uomo che non ha un sogno!
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Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”
(San Francesco)
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Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle
(Denis Waitley)
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E’ ricercando l’impossibile che l’uomo ha sempre realizzato il possibile.
Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo

(Michail Bakunin)
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“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare fino a quando arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”
“La logica vi porterà da A a B.
L’immaginazione vi porterà dappertutto”
(Albert Einstein)
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“Non avere mai paura di tentare qualcosa di nuovo. Ricorda: dei dilettanti costruirono l’arca mentre il Titanic fu costruito da professionisti
(Dave Barry)

Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”
Richard Buckminster Fuller (inventore, conduttore televisivo, architetto e designer statunitense)
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Viviana Vivarelli

L’evoluzione del mondo cammina sulle ali dei sognatori
Era un sogno abbattere lo zarismo
o liberare l’India dal Commonwealth
Era un sogno pensare alla morte di Gheddafi
O liberare l’eroina della Cambogia
Sogno era fare una legge contro l’apartheid del Sudafrica
o lottare per la parità dei neri in America.
Sogno nazionalizzare l’acqua in Bolivia
o il petrolio in Argentina
sciogliere dalle catene gli schiavi,
permettere a ognuno di vivere
dare il voto alle donne.
Sogno il matrimonio degli omosessuali
Sogno ogni Costituzione
Ogni statuto dei lavoratori
Ogni suffragio universale
Ogni passo avanti della civiltà
come la caduta del fascismo e del nazismo.
Sogno è oggi una democrazia popolare dal basso
con l’abbattimento della casta politica
e la sconfitta dell’alta finanza nel mondo.

Si sono realizzati quei sogni.
Si realizzerà anche il nostro.

Il mondo è il sogno del dio Brahman che dorme. Ma in quel sogno avanzano i sogni di milioni di sognatori che popolano il sogno di Brahman. Se guardi bene, quei sogni, tutti insieme, formano l’unica realtà possibile.
Ogni sogno del mondo ha camminato sulle gambe dei sognatori, sulle loro mani, sul loro desiderio del meglio, sul loro sforzo unito, sul loro coraggio indomito; ognuno di questi sogni ha nutrito altri sogni per il progresso del mondo.

Solo chi non sogna si oppone ad ogni possibile evolvere, perché è un uomo morto che vuole spargere attorno a sé la morte, perché ha fallito tutto quello che ha tentato e adesso vuole il fallimento per il mondo intero per invidia o desolazione o accidia dell’anima.

Citazioni dal film ‘Essi vivono’

Il protagonista del film scopre una scatola piena di strani occhiali da sole. Provandoli, scopre una realtà diversa. I cartelloni pubblicitari contengono messaggi subliminali e in giro ci sono moltissime persone dall’aspetto simile a zombi Sono alieni che stanno schiavizzando gli umani Insieme a degli amici combatterà gli invasori. Capiscono che l’unico modo di mostrare la realtà alle persone normali è quella di salire sul tetto della base e sparare all’antenna parabolica. Distrutta l’antenna, gli alieni e i vari messaggi subliminali saranno visibili anche agli umani.

Messaggi subliminali:
Ubbidite
Sposate e prolificate
Non pensate
Spendete
Comprate
Lasciatevi comprare dal benessere
Sottomettetevi
Non svegliatevi
Non fate domande alle autorità

Guardate la tv
Uccidete la fantasia
I soldi sono il tuo solo Dio

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Loro vivono, noi dormiamo” (Scritta su un muro)
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«Incredibile…siamo governati da teste di morto»
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Può darsi che siano sempre esistiti. E forse se la godono a vederci odiare tra noi,a guardarci uccidere l’uno con l’altro, mentre a poco a poco diventiamo insensibili a tutto
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Perché vogliono tutto questo? Perché sono qui?
Semplice il loro sporco gioco:sono liberi imprenditori. La Terra è soltanto un altro pianeta, il loro Terzo Mondo

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No, uno che è armato non può dire: “Mi dispiace
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Credo che se un secolo fa la gente avesse preso delle decisioni giuste, oggi il mondo sarebbe tutto diverso. Ma non è stato così, e comunque ormai è troppo tardi. Abbiamo esaurito tutto, siamo un cumulo di rifiuti tossici, e sono loro la nostra alternativa: gli abbiamo ceduto il nostro pianeta, e loro ci trattano come polli d’allevamento. Se ci dimostriamo docili, ci lasceranno in pace e potremo assaporare anche noi le comodità e il benessere. In fondo lo vuole ogni uomo, no?

Frank: Ho lasciato moglie e figli a Detroit, non li vedo da sei mesi. Le acciaierie incominciarono i licenziamenti, ma fallirono lo stesso. Accettavo paghe ridicole per rimetterli in sesto, e sai in che modo ci ringraziarono? Con un calcio nel culo. Il principio informatore: quello che maneggia l’oro detta legge. Chiudono un sacco di fabbriche e noi li vediamo scorrazzare con le loro limousine di merda.
John Nada: Lo sai, dovresti avere un po’ più di pazienza…
Frank: E invece ne ho le palle piene! Loro decidono come devi vivere. Ti mettono in linea di partenza e il nome del gioco è “corri per il tuo padrone”. Noi siamo tutti morti di fame, ma ci azzanniamo l’uno con l’altro. D’accordo amico, ascoltami, eccoci qua: ora siamo pronti, ma ricordati, tu fa come ti pare ma io ti romperò il culo… Cos’hai deciso di fare?
John Nada: Mi rompo la schiena per guadagnare aspettando l’occasione giusta, arriverà. Io credo nell’America, seguo le regole. Tutti hanno le loro difficoltà di questi tempi.

..mettiti gli occhiali della verità, amico, quello che vedi non è reale.
Mettiti gli occhiali della verità e smaschera l’inganno. Poi, non ti resterà che combattere!

Moody’s taglia la valutazione del nostro Paese di due gradini da A3 a Baa2
Siamo minacciati dalla crisi greca e spagnola. Le riforma fatte evidentemente non hanno affatto aumentato la fiducia. Non rassicura il fatto che si torni alle elezioni, visti gli attuali partiti. E forse non ha fatto buona impressione nemmeno la nuova discesa in campo di Berlusconi.

GLI SPRECHI DELLA REGIONE SICILIA
Viviana Vivarelli

Ditemi perché in una crisi come questa che sembra richiedere tagli continui e avvilisce il paese mortificando i servizi e senza un euro per lo sviluppo, si deve tollerare ancora lo spreco delle Regioni a Statuto Speciale, che della crisi bellamente se ne infischiano. Anzi, mentre Monti intende ridurre di 490.000 unità i dipendenti pubblici, la Regione Sicilia, che ha già il 20% in più dei dipendenti pubblici e batte il record di 16.000, parte con nuove assunzioni! Ha l’8% della popolazione nazionale ma si intesta il 26% di tutta la spesa relativa al personale delle regioni italiane!
Dunque abbiamo già un Presidente della Repubblica che ci costa più della regina d’Inghilterra, il capo della polizia più pagato al mondo che ha uno stipendio più alto del capo della Cia, dell’Fbi e di Scotland Yard! E guadagna pure il doppio di Obama! O forse, visti i segreti che conosce costui e visto che i governi vogliono garantirsi la fedeltà quando ordina attentati contro il popolo, abbiamo qui gli estremi di un conflitto di interessi?
Ricordiamo anche il Presidente dell’INPS che assomma ben 54 cariche.
E il Presidente dell’Istat per far fare 4 statistiche in croce prende più di 40.000 euro al mese.
Monti ha razionalizzato le procure, perché non razionalizza anche i dipendenti degli enti locali? La Provincia di Vicenza ha 500 dipendenti ma quella di Reggio Calabria 5000. Ha senso tutto questo?
Prima esodano i dipendenti delle Poste poi prepensionano i dipendenti dello Stato. Non è contraddittorio?
L’Assemblea regionale siciliana ha appena assunto 18 dipendenti, assegnati ai gruppi politici, con costo annuo da 40.000 a 80.000 euro.
In Sicilia i costi per il personale gravano per 1 miliardo. Ha già 20.000 dipendenti,il triplo della Lombardia. Alla faccia della spending review!
Su 5 milioni di siciliani 2,4 sono pensionati. La Sicilia spende per gli statali 1/4 dell’intera spesa italiana. Nel 2010 ha speso per i propri dipendenti 1,7 miliardi di euro; per le stesse necessità le regioni italiane, tutte insieme, (ivi incluse le Provincie autonome) hanno speso 6,6 miliardi di €. La Regione Sicilia ha già un deficit di 2,3 miliardi. E lo Stato finanzierà nuovi sprechi?

DI PIETRO- GLI SFACELI DEL MONTISMO

Ormai è chiaro a tutti: in Italia lo stato sociale è stato smantellato e la forbice tra i ricchi e i poveri si è allargata. La classe media è stata spazzata via: gli impiegati, gli insegnanti, la gente comune fa fatica ad arrivare a fine mese e a garantire un futuro ai propri figli.
Mentre gli evasori, i corruttori, coloro che detengono patrimoni illecitamente accumulati stanno in cima alla classifica e se la godono. Qualcuno dovrebbe chiedere ai 3milioni 315.580 precari, che guadagnano 836 euro netti al mese, senza più diritti, e soprattutto ai 2.499.000 mila disoccupati, che non hanno più speranza, cosa pensano di Monti.
E se stanno seguendo il teatrino della politica che l’informazione di regime sta montando sul “dopo Monti”. Sì perché, come al solito, si parla di formule e alleanze ma si perde di vista il Paese reale. In realtà, il Governo Monti è stato un disastro in piena regola, e mi domando quale cittadino italiano con un poco di sale in zucca possa pensare che anche solo una parte dei componenti di questo esecutivo sia in grado di tornare a governare dopo il 2013. Sarebbe come affidare a un carnefice l’educazione dei propri figli.
Ma in realtà il problema vero non è Monti in carne ed ossa, ma il “montismo”, che ha proseguito con le politiche di Berlusconi, portando il Paese sull’orlo del baratro senza risolvere nessuno dei problemi che toccano le tasche degli italiani. Il montismo ha smantellato la classe media che rappresentava l’ossatura sana del nostro Paese e frantumato le possibilità di sopravvivenza delle classi più povere, dei pensionati, dei giovani, dei precari.
Purtroppo, in questo Paese gattopardesco sembra sempre cambiare tutto per poi non cambiare niente.
E la paradossale ricandidatura del satrapo B è il sintomo evidente dell’anomalia italiana. Io vorrei capire però perché mai gli italiani dovrebbero rivotarlo. Ecco perché non bastano i nomi, bisogna sapere cosa è utile fare per il bene dei cittadini italiani. Solidarietà, legalità e sviluppo sono i tre temi su cui una coalizione, secondo noi, deve concentrarsi per fare la differenza.
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COME POSSONO DIRE CHE MANCANO I SOLDI E POI REGALANO LE FREQUENZE?

La Germania ha preso 7 miliardi dalla vendita delle frequenze e noi?
Tutto è avvenuto in silenzio.
-Frequenze tv, Passera firma il ‘condono’
-Agcom aggirata. E Mediaset ringrazia
Il ministero dello Sviluppo rinnova le concessioni per 20 anni, senza modificare l’equilibrio attuale
Il dicastero guidato da Corrado Passera firma il rinnovo per dieci anni, più una proroga automatica per i successivi dieci, delle autorizzazioni a trasmettere. Risultato: Mediaset evita di perdere i suoi privilegi e le emittenti locali soffriranno con il passaggio al digitale. Un rinnovo che arriva mentre l’Autorità competente a redigere un testo (Agcom) è in attesa di un nuovo consiglio, annunciato per il 16 luglio. E proprio ieri, mentre il ministero comunicava la lieta notizia agli editori televisivi, il Pdl metteva fine all’assalto sulla Rai e sbloccava la nomina del nuovo presidente Rai Anna Maria Tarantola – di Carlo Tecce

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/11/frequenze-tv-ministero-dello-sviluppo-di-passera-rinnova-autorizzazioni-per-20-anni/290791/
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I DISASTRI DELLA MONETA UNICA
Patrizia

Bisogna prendere atto che la moneta unica è stata un disastro, soprattutto per gli Italiani.
Forse perché si sono fidati troppo di una classe politica inetta ed incapace (per evitare di dire criminale) che ha avuto come unico scopo l`arricchimento personale, gli agi e i privilegi.
Ci sono tanti uomini capaci che sarebbero in grado di governare il nostro paese, perché noi finiamo sempre nelle mani dei peggiori?
Un politico che sia all`altezza della situazione prenderebbe atto del fatto che la situazione è disastrosa e che proseguire sulla stessa via ci porterà alla rovina.
E`davanti agli occhi di tutti: la Spagna sta seguendo le orme della Grecia e l`Italia la segue a ruota. Una settimana fa Monti diceva che l`Italia non aveva bisogno di aiuti dall`Europa.
Ieri diceva che forse avrebbe avuto bisogno dell`Europa, domani o dopo domani si leggerà che l`Italia ha chiesto gli aiuti all`Europa.
Ma la cosa più grave è la disinformazione (per non dire di peggio): si dice aiuti, ma in realtà significa nuovi debiti, come se non ne avessimo abbastanza.
Ogni cittadino italiano, anche il più virtuoso, quello che ha risparmiato su tutto, che non si è mai concesso vacanze o fa un secondo lavoro, per risparmiare qualcosa, anche quel cittadino si trova ogni giorno di più oberato di debiti che non ha mai contratto, che dovrà ripagare, non solo lui, ma i suoi figli i suoi nipoti e i nipoti dei nipoti…
Come e`ammissibile che il povero cristo debba pagare tasse su tasse per mantenere nel lusso quella ristretta minoranza che vive sulle sue spalle?
A Madrid la polizia spara proiettili di gomma sulla folla, presto sparerà davvero.
Eppure gli stessi che ordinano alla polizia di sparare sono intervenuti in Libia perché il dittatore sparava sul suo popolo.
A quando in Italia?

LA SPAGNA MOSTRA LUGUBREMENTE LA STRADA
Ernesto

Il premier spagnolo Rajoy ha presentato in Parlamento le nuove misure di austerità decise dal governo di Madrid che prevedono la soppressione della tredicesima e la riduzione di ferie e permessi sindacali per i dipendenti pubblici, oltre all’aumento dell’Iva dal 18 al 21%. Tagli anche alle imprese pubbliche, al numero dei consiglieri locali, alle indennità dei sindaci ed ai sussidi di disoccupazione. Tra le strutture pubbliche che verranno privatizzate spiccano gli aeroporti, i porti e le stazioni ferroviarie. I risparmi complessivi previsti sono di 65 miliardi di euro entro il 2014. Per il commissario Ue Rehn le misure sono ‘un passo importante’.
Decine di persone sono rimaste ferite e almeno cinque arrestate dopo che la marcia dei minatori e dei sindacati di oggi contro la prevista chiusura delle ultime miniere di carbone lasciasse spazio a violenti scontri nel cuore del Paseo de La Castellana di Madrid. Fonti sul posto confermano che almeno una persona è rimasta ferita da uno dei proiettili di gomma sparati dagli agenti sui manifestanti, che hanno risposto tirando pietre contro i furgoni degli agenti. Lo scontro è durato poco più di un’ ora. Il Servizio Medico SAMUR informa che tra i feriti ci sono 12 minatori, sei poliziotti e cinque assistenti alla marcia.
Sono 76 i feriti in seguito agli scontri avvenuti questa mattina a Madrid tra gli agenti antisommossa e il gruppo di minatori in protesta contro i tagli statali nel settore, riportano fonti della polizia. Del totale, 33 sono gli agenti feriti, mentre sarebbero 5 le persone arrestate.
Le prossime tredicesime a “saltare” saranno quelle italiane.

LO SFACELO DELLA LEGA
Viviana Vivarelli

Povero leghista! Non solo la Lega è in pezzi, ma quei pezzi si combattono tra loro. Maroni ha rimosso il vecchio senatur e ha eliminato dalla Lega tutte le possibilità per lui e i suoi di tornare ad avere un potere, ha cacciato lui, la moglie, i figli e i fedelissimi e ha messo ferree regole affinché non si ripetano più le vergogne e i furti alle casse del partito per far godere questa famiglia di ladri parassiti, ma Umberto Bossi non molla e attraverso interviste e telefonate segrete ai fedelissimi cerca di fare una guerra sotterranea a Maroni, mentre la moglie dice: “Solo Bossi è il capo, i leghisti sono tutti dei coglioni! Calderoli è un asino e quelli che circondano Bossi sono degli imbecilli.” Insomma i furbi sono solo loro!!
Intanto Bossi dichiara che vuol tornare con B e rifarà l’asse Gemonio-Arcore, perché staccarsi da B è stato un errore, dice che appoggerà sempre Formigoni, che i prossimi candidato li sceglierà lui tra i suoi fedelissimi, che al Trota basterà dare 4 ceffoni, e che contro la sua famiglia c’è stato solo un complotto dei media, dei giudici e dei servizi segreti, che intende ritirare le epurazioni che ha fatto Maroni… insomma il capo è lui e disferà quel che Maroni ha fatto per ripulire il partito. Ma Maroni non glielo permetterà. Gli ha dato una carica onorifica e intende disfare tutto quello che Bossi ha fatto perché è l’unico modo per non perdere gli ultimi elettori, il famoso ‘rinascimento del piffero’!?
Intanto procede l’opera di rimozione di Bossi: via le foto da facebook, dal sito e dalle sedi di partito e si pubblicano foto ritoccate in cui come d’incanto gli esponenti bossiani vengono sostituiti da quelli maroniani; sulle pagine della Padania è stata pubblicata una fotografia di gruppo in cui i bossiani sono stati sostituiti dai maroniani:al posto di Luciano Bresciani e della sudtirolese Elena Artioli compare il vicepresidente della Lombardia Andrea Gibelli,che non era nemmeno presente (ed è sparito anche Calderoli dal fianco di Bossi!) Insomma è una lotta intestina all’ultimo sangue e in questa lotta la Lega soccomberà!
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IL GOVERNO FRANCESE CI RIPENSA SULLA TORINO-LIONE

Il governo francese intende ripensare la Torino-Lione, progetto già abbandonato dalle priorità europee.
Tutti i paesi europei passano una grande crisi da cui non si sa come uscire e non va meglio la Francia. Per questo il nuovo Governo francese di Hollande sta pensando di chiudere i progetti di 10 nuove linee ferroviarie inutili, e di eliminare con queste la Torino-Lione, «squalificata per il suo alto costo (12 miliardi di euro)» e anche dal calo registrato nel «trasporto merci, sceso a 4 milioni di tonnellate su quella tratta, contro gli 11 milioni di tonnellate di 20 anni fa».
E ora? In verità, i vari governi francesi hanno tentato già due volte di uscire dal progetto, e ogni volta i governi italiani si sono accollati anche parte delle spese francesi pur di portare avanti un progetto obsoleto e inutile che però, come tutte le grandi opere, permette di fare enormi ricavi privati.
Ora la Francia sta pensando di uscire definitivamente dal progetto.
E noi cosa faremo? Pagheremo anche tutta la parte francese? Insisteremo su un’opera inutile, nociva, dannosissima per una valle, e respinta non solo dall’Europa ma dalla Francia stessa??
Ma davvero il governo Monti intende proseguire su questa strada sbagliata? E in nome di cosa? Dei soldi che non abbiamo? Di una lotta infinita contro una intera popolazione che questa opera non la vuole? Per fare ad ogni costo un’opera inutile e pericolosa per la quale non esistono nemmeno i fondi? Per aumentare il nostro debito? Contro i desideri della stessa Europa? Così, tanto per buttare via 30 miliardi?
E per quale sporco motivo dovremmo fare tagli su servizi essenziali per il paese e poi sperperare 30 miliardi, buttandoli letteralmente via per un’opera insensata?? Nemmeno un pazzo farebbe una cosa simile!
Non possono farlo e l’Europa non ci ha mai chiesto di farlo,inoltre da tempo ha eliminata la Torino-Lione dell’elenco delle opere ancora fattibili.
Ha agito in modo più spiccio il Portogallo che ha eliminato il suo capolinea con un tratto di penna.
Dire, come farà qualcuno, che per farla lo stesso chiederemo fondi all’Europa è del tutto ridicolo. Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano.
I giornali hanno spesso scritto cose false e la posizioni di quanti insistono ancora oggi ad attaccare i No Tav e a pretendere lo stesso che l’opera si faccia, a questo punto, sono solo dei criminali.

Monti sta cannibalizzando l’Italia e si incazza pure con Squinzi che ha detto che la sua riforma “è una vera boiata”!
Abbiamo trovato finalmente chi sta causando lo spreed! Squinzi, il nuovo presidente di Confindustria!
E pure il 90% del popolo italiano! Esodati e disoccupati compresi!

Quando guardo l’asservimento dei partiti sotto Monti che toglie loro le castagne dal fuoco, mi pare di assistere alla fiaba dei vestiti dell’imperatore. Tutti a dire che sono bellissimi e che tutto il mondo ce li invidia. C’è voluto il bambino Squinzi per rivelare al mondo che l’imperatore Monti è nudo e non ha neanche un bell’aspetto.

Il Vaticano possiede il 20% del patrimonio immobiliare italiano
DITECI, DITECI…
QUANTO
JENA@LASTAMPA.IT
Interrogazione a risposta urgente: quanto ha pagato il Vaticano di Imu?

Traduzioni
JENA@LASTAMPA.IT
Spending: lacrime
Review: sangue
..
GARANZIE
JENA@LASTAMPA.IT
Ieri il ministro Cancellieri ha detto che la polizia garantisce la democrazia.

Ci sono dei limiti a tutto
Non è che con quella bocca può dire quel che vuole
(A parte le follie di Napolitano, Bersani, Berlusconi e Casini, che pensano solo a mantenersi un posto fisso da nullafacenti altamente pagati, buttando il lavoro sporco su Monti e vivendo da totali irresponsabili parassiti in panciolle..
a parte questi fetosi, ormai impresentabili e inetti, ma voi, se andaste a votare, votereste davvero Monti, la Fornero, la Cancellieri, Passera, Clio, Giarda, Profumo, il generale de Paola, la Severino…????????)
..
PENSIERINO

Napolitano e Bersani insistono a volerci far credere ad ogni costo che Monti è una risorsa per il Paese
Qual’è il contrario esatto di risorsa? Danno?Disastro? Sciagura nazionale?
Ma se uno ti prende per il culo così devi considerarlo un amico?
..
Ci convinceranno in tutti i modi che per noi è meglio restare in Europa…
….almeno finché non ci avranno sottratto l’ultimo euro.
Dopodiché ci butteranno fuori dall’Europa, come un vuoto a perdere.
E’ la regola per cui la pecora è buona finché ha lana da tagliare.

CHIAMPARINO

Ebbravo Chiamparino!
Il sindaco più amato nella classifica degli italiani!
Vince col 52,8% dei voti il candidato del cdx. E’ riconfermato sindaco col 66,6% e senza il ballottaggio
Prepara i XX Giochi olimpici invernali con relative opere (tra cui la nuova metropolitana), aumentando la sua popolarità.
Nel 2004 scoppia lo scandalo delle esumazioni al Cimitero Monumentale della città ma, dopo 4 anni di indagini, la pratica viene archiviata.
Nel 2008 è il primo sindaco più amato d’Italia, con un consenso del 75%, assieme a Tosi di Verona e a Scopelliti di Reggio Calabria. Nel 2011 si riconferma uno dei sindaci più amati, dopo Renzi e seguito da De Luca.
Questo per dire quanto gli elettori ci azzecchino
I 3 miliardi di deficit si devono a lui e a Castellani che c’era prima di lui.
Ma appena Chiamparino diventa famoso e fa concorrenza a Bersani, il Pd lo guarda male
Conclusione: non diventa leader del partito ma va a dirigere la Compagnia di San Paolo, la fondazione bancaria che detiene il pacchetto azionario più corposo di Intesa San Paolo.
Ma i media zitti!
Un ex sindaco, privo di esperienza nel settore bancario, mal tollerato dal suo partito, e che si lascia alle spalle un deficit da 3 miliardi per cattiva amministrazione finanziaria è promosso banchiere. Si vede che fare deficit da 3 miliardi aiuta!
Ora la palla ce l’ha Fassino. Chissà se faranno bancario anche lui!

MACELLERIA SOCIALE
ALESSANDRA TIBALDI (IdV)

Alla fine il Governo sostenuto da ABC ha scoperto le carte! Quelle truccate naturalmente, che spacciano per ristrutturazione della spesa i tagli lineari e non chiamano per nome e cognome i veri destinatari dei colpi di machete che si abbatteranno sullo stato sociale: le donne, i giovani, le fasce deboli del paese. Infatti i numeri parlano chiaro. Tre miliardi di euro in meno sulla sanità pubblica, 700 milioni in meno agli Enti Locali nel 2012 (che diventano 1 miliardo nel 2013), blocco delle assunzioni dell’80% fino al 2014 e poi del 100% (cioè licenziamento dei circa 200.000 precari presenti nella Pubblica Amministrazione), 30.000 posti letto in meno negli ospedali, 200 milioni di euro scippati all’università pubblica e regalati alle scuole non statali.
Questa è la ricetta del Commissario liquidatore Bondi: riduzione del perimetro del welfare pubblico, dunque apertura al privato, e macelleria sociale.
Servirebbe un Governo politico per riformare correttamente la Pubblica Amministrazione. A partire dalla riforma degli assetti istituzionali , la separazione netta tra amministrazione e politica, il riassorbimento delle attività impropriamente esternalizzate, la lotta agli sprechi e alla corruzione, la responsabilità civile dei dirigenti, l’investimento sui lavoratori pubblici e la partecipazione dei cittadini alla valutazione dei servizi erogati.
Italia dei Valori è impegnata a costruire un’alternativa politica di centrosinistra al Governo dei banchieri e dei liquidatori dello stato sociale e dei diritti del lavoro, pubblico e privato.
Siamo sicuri di interpretare il sentimento diffuso di cambiamento delle donne e degli uomini di questo paese!

NESSUNO BLOCCA LA CORSE FOLLE DEL NEOLIBERISMO
Viviana Vivarelli

Il sistema neoliberista si accanisce nella sua marcia perversa fino all’ultimo fiato.
Il carattere demoniaco di quanto accade dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti.
Siamo sotto gli ordini folli di un sistema di distruzione e di autodistruzione, che persiste a massimizzare i profitti dei soliti pochi, schiacciando miserevolmente i diritti e il futuro di tutti, pur sapendo lucidamente e criminalmente che il sistema non è sostenibile e che finirà col travolgere anche quelli che ci speculano sopra, la finanza tedesca in Europa e quella Statunitense nel mondo.
Sembra di vedere un tossico ormai marcio e terminale che sa che l’abuso della sua droga lo sta portando inevitabilmente alla morte ma che non vuole perdere nemmeno un attimo del piacere ultimativo che questa gli dà e continua a intossicarsi fino all’ultimo respiro.
Il quadro di questo mondo corrotto che muore è desolante e macabro.
E in questo quadro di totale cecità e irrazionalità, si deve assistere pure a quegli zombi dei partiti italiani che senza più alcuna ideologia di destra o di sinistra assentono totalmente alla distruzione neoliberista che va in onda, dichiarandosi fedeli a Monti “senza se e senza ma”.
E quegli altri zombi dei loro elettori stanno pure a rivotarli di nuovo.
La follia del mondo ci distruggerà.
Come nel film giapponese Ran (disordine, caos), un cieco sta in piedi sull’orlo di un precipizio, in un mondo immerso nell’oscurità e senza più alcun dio.
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BEPPE GRILLO

Se continuiamo a discutere solo di spread, di titoli pubblici e di bail out dalla mattina alla sera, la UE non farà un solo passo avanti. Gli incontri tra i cosiddetti leader sembrano revisioni contabili organizzate dalla BCE con la partecipazione delle agenzie di rating. Si parla solo di strumenti finanziari per evitare la crisi. I focolai, sempre più frequenti, sono gestiti con l’ottica del qui e ora, del “doman non v’è certezza”. Ieri il maxi prestito alle banche di mille miliardi di euro per l’acquisto dei titoli pubblici di Italia e Spagna. Oggi l’anti spread, che assomiglia a un nuovo prodotto antiparassitario, un DDT finanziario. Domani, forse l’eurobond e la perdita di ulteriore sovranità nazionale dei Pigs. E’ un pestare l’acqua nel mortaio. Reali politiche di sviluppo comuni e integrate europee non vengono messe in agenda. Eppure sono, insieme a una convergenza politica, l’unico motivo dello stare insieme. L’euro dovrebbe essere una conseguenza dell’esistenza della UE.
A livello mondiale si può competere solo con investimenti mostruosi sull’innovazione, impossibili per ogni singolo Stato europeo, forse anche per la stessa Germania che prospera anche per le esportazioni sul mercato interno europeo, ma che potrebbe essere travolta dalla crisi dell’euro. Si discute fino alla noia degli effetti della crisi, ma non delle cause. Se la Apple, un’azienda, vale da sola il PIL di alcuni Paesi europei qualcosa vorrà pur dire. Non ci poniamo la domanda del perché Amazon, Google, IBM, Microsoft sono tutte aziende americane, dei motivi per cui 17 tra le prime 25 società mondiali con il miglior brand, alle quali vengono riconosciuti sia diffusione globale che qualità, sono tecnologiche. E perché tra le prime dieci, ben nove sono statunitensi (primo posto Apple, secondo Google…) e una è cinese. L’Europa esporta capitali e debito pubblico, ma a livello di competizione mondiale è una somma di pigmei contro dei giganti. Rischiamo di diventare un mercato di consumatori con forza di lavoro a basso costo a disposizione di multinazionali extra europee. Discutiamo di sviluppo, di futuro, di sinergie, di fusioni e integrazione delle migliori aziende d’Europa, a iniziare dalle telecomunicazioni, dall’informatica, dalle biotecnologie o finiremo ultimi, superati anche dall’Africa.
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IL GOVERNO REGALA 4 MILIARDI AL MONTE DEI PASCHI
Da il clandestino

Durissima denuncia di Gianfranco Miccichè, esponente di Grande Sud, che attacca il Governo e la spending review alla luce del decreto con il quale si stanziano 4 miliardi di euro per salvare una banca privata. “Si riducono i fondi a Comuni, Province e Regioni per consentire loro di eliminare ulteriormente gli sprechi e ottimizzare al meglio le risorse a disposizione. Viene ridotta dolorosamente la spesa sociale perché ci è stato spiegato che lo Stato non è più in grado di sostenere i carichi economici di una volta. Deve essere fatto. L’Europa ci impone una rigidità assoluta legata a parametri di bilancio assolutamente inderogabili. Bene. Ma è inaccettabile che, mentre si taglia nella carne viva della vita dei cittadini chiedendo ai cittadini sacrifici assoluti, il Governo presenti un decreto con cui si stanziano quasi 4 miliardi di Euro per salvare una banca privata con i soldi pubblici” spiega Miccichè sul suo blog.
“Il Governo” aggiunge Miccichè, “ci chiede di tagliare 7.000 posti letto nella sanità per risparmiare circa 4 miliardi e noi li regaliamo al Monte dei Paschi di Siena guidata dal banchiere che fu l’artefice della svendita del Banco di Sicilia. Non è tollerabile. Il governo si metta bene in testa che le banche possono fallire, gli italiani no”. Poi avverte: “Grande Sud farà le barricate in Parlamento e nelle piazze per impedire che ciò possa avvenire”.
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L’Italia va sempre peggio
Viviana Vivarelli

Ogni giorno Monti taglia centinaia di posti di lavoro.
Ieri l’altro ha tagliato al centro di specialità che ha scoperto il bosone di Higgs.
Mentre l’Ue nelle 2 lettere di diktat ordinava di incrementare scuole e ricerca, Monti taglia 200 milioni proprio agli enti di ricerca,122 dei quali al Miur. Ciò significa tagliare le gambe ad un settore vitale per una nazione moderna, frenare l’innovazione, lo sviluppo di nuove tecnologie, il futuro dell’industria, l’evoluzione stessa della società, deprimendo le intelligenze migliori per far cassa .
Ieri Monti ha chiuso il centro nutrizionale di Roma mandando a spasso 300 ricercatori.
3 giorni fa ha chiuso le piccole procure.
Ha eliminato 18.000 posti letto.
Intende prepensionare il 10% dei dipendenti pubblici, 300.000, senza nemmeno aver fatto uno snellimento della burocrazia.
Ogni giorno, sotto questa mannaia insulsa e spietata, parti vitali del paese vengono fatte a pezzi o annientate, mentre i tagli aumentano il malessere e i senza lavoro.
In 7 mesi non si è visto un solo taglio decisivo agli armamenti, al carrozzone politico, agli abusi e ai privilegi, agli evasori, alla Chiesa, ai grandi patrimoni.
Occorrerebbe qualche gesto del M5S contro questi tagli, che venisse incontro al malessere della popolazione, invece il M5S tace, quando persino Squinzi con una parte di Confindustria apre alla patrimoniale e accusa le riforme di Monti di essere ‘una boiata’, e questo silenzio fa scivolare il M5S in una zona di invisibilità per cui perde consensi e scende al 15,7%.
Così il malessere degli Italiani continua a far crescere l’astensionismo, che tocca la cifra record del 35% mentre gli indecisi arrivano al 14% (quasi metà degli italiani quindi non voterà o non sa cosa votare).
Cresce un pochino la Lega Nord, nella nuova fase Maroni, al 5,6
Il Pdl scende al 20% .
Cresce un po’ il Pd al 26.
Fli (Futuro e libertà) al 2,3%.
L’Udc di Casini guadagna a quota 7,2%.
Scende l’IdV al 7,6.
Sel al 5,8 .
Federazione delle sx al 2,4.

Cosa vogliamo fare?
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SANGUE INFETTO, INDAGATI 7 DIRETTORI AL MINISTERO
Vince

L’accusa: omicidio colposo e lesioni per i controlli mancati. Nel giro di 30 anni (trenta) dagli anni 60 agli anni 90, e oltre, oltre 120.000 persone sono state contagiate con epatite C e aids tramite trasfusioni infette, almeno QUATTROMILA sono già morte. Per questo motivo nei giorni scorsi la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati….. indagine che affianca quella sui recenti casi di Tbc negli ospedali Gemelli e Umberto I…. Una strage. Una strage che si sarebbe potuto evitare nella maggioranza dei casi, visto che da ALMENO il 1966 i ministri conoscevano i rischi derivanti dai mancati controlli sulle sacche di sangue. E quando arrivano le norme vincolanti? 24 anni dopo, nel 1990. Secondo la procura, comunque anche negli anni successivi i dirigenti del ministero non avrebbero verificato costantemente che le norme fossero effettivamente applicate.
Ecco, nella Bella Italia Montiana, Berlusconiana, Casiniana, Bersaniana, Napolitaniana – tutta nobili parole ed intenti – e però dove si tagliano i sussidi alla sanità, aumentano i ticket e diminuiscono le prestazioni, per contro ignorando completamente i saccheggi e le ruberie e le maggiorazioni / rincari monopolistici di una malasanità fuori controllo, succede anche questo.
Ma, guarda caso, nel paese della Merkel i controlli sulle transaminasi furono introdotti nel 1965!!

I RISPARMI CHE FAREMMO NOI
Chiara

Come trovare soldi?
– Potremmo evitare di comprare quelle decine di modernissimi aerei F-35 che non ci servono a niente, risparmiando così 15 miliardi, anche perché, a quanto dicono gli esperti, non ci sarebbero penali da pagare. Ma la storia degli F35 inizia nel lontano 1994 da quando Clinton impose a tutti i servizi aerei americani di unificare nel programma JAST (Joint Advance Strike Tecnology), tutti gli studi e i progetti in corso per creare nuovi aerei da combattimento. Gli F35 erano fra i nuovi modelli da progettare e costruire. L’Italia si inserisce nel progetto di realizzazione dell’F-35 (JSF) già nel 1996, quando Ministro della Difesa era Andreatta, sotto il primo Governo Prodi, e il progetto fu votato sia dal cdx che dal csx.
Il 23 dicembre del 1998 fu firmato il primo memorandum, dallo stesso D’Alema , chiamato Memorandum of Agreement. Il nostro Governo si impegnò del tutto nel progetto con la firma di un accordo da parte di Berlusconi. Ma la decisione definitiva di partecipare al progetto è stata presa nel 2007, durante il secondo governo Prodi.
Così l’Italia prendeva l’impegno, dopo aver già pagato un miliardo di dollari per la Fase 1, di versarne quasi altrettanti per partecipare alla Fase 2 di costruzione dell’F-35, somma spalmabile sino al 2046. Però come avete già constatato il costo è in progressiva lievitazione.
(Ora i miliardi sono diventati 18. Cosa si vuole fare? La Merkel ha tagliato 10 miliardi alle spese militari, Obama taglia 450 miliardi di spesa militare, 1000 miliardi in 10 anni, e il generale De Paola cosa intende tagliare? Dobbiamo fare come la Grecia che non può tagliare nemmeno un euro sull’esosa spesa militare di 7 miliardi perché la Germania non vuole?)
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Harry Haller
Confermato l’acquisto di 90 F-35 (duecento milioni di Euro l’uno, per la modica cifra di 18 miliardi) e la “digitalizzazione” delle FF.AA (12 miliardi di euro), mentre si taglia su Giustizia e indirettamente (dovranno farlo i “governatori”), la Sanità; cialtroni, miserabili cialtroni!

L’EUROPA A DUE VELOCITA’
Roby

Da quanto tempo diciamo che questa Europa non è l’Europa che vorremmo? Siamo un accozzaglia di 27 paesi, senz’arte né parte; 17 di questi paesi si sono complicati la vita con la moneta unica..e una serie d’accordi e trattati che hanno solo avuto la capacità di mandarci in fallimento!
Che ci piaccia o no esiste già un Europa a due velocità: il nord e i Piigs. Spesso si dice i primi hanno costruito le loro fortune sulla pelle degli altri, io invece dico che anche i primi, quelli del nord, prima o poi “pagheranno pedaggio”..mi chiedo BMW, Mercedes, Audi, WV per quanto tempo possono pensare di vendere le loro macchine a 30-40.000 euro di classe C!
La maggior leva dell’economia europea è il mercato dell’ Auto…e quando cade questo casca tutto!…
Quindi prima o poi l’onda lunga arriverà anche in Germania. E’ solo questione di giorni! Ormai hanno innescato un meccanismo di auto distruzione economico senza precedenti, per cui penso che a questo punto ognuno s’arrangi come può, senza complicarci la vita con sovrastrutture nazionali o UCAS (uffici complicazioni affari semplici!).
Bisogna liberarci di questa classe politica di cialtroni, che non contenti di aver fatto danni, vorrebbero pure fare il bis, con la scusa della Costituente!!

DI PIETRO

Inutile illudersi che una volta o l’altra Monti cerchi i soldi colpendo i privilegiati e gli sprechi invece di mordere fino all’osso la povera gente. Non lo faceva prima e continua a non farlo. Dopo aver perso 7 mesi, si è deciso a sforbiciare le Province (cosa richiesta espressamente dall’Europa). Meno della metà. L’altra ce la teniamo anche se non serve a niente e succhia solo soldi allo Stato. Si vede che alle richieste dell’Europa si obbedisce sempre tranne se fanno a pugni con le esigenze dei partiti. Per fortuna, sembra evitato il taglio dei piccoli ospedali. Ma invece di cancellare direttamente 150 ospedali, il governo ordina alle Regioni di eliminare 18mila posto letto. Se non è zuppa è pan bagnato. La scure ha colpito duramente anche i farmaci. Così, se si sommano le varie manovre,la sanità risulta tagliata per oltre il 10%. E’ una enormità e un delitto. Ogni cittadino sa che, anche se medici e infermieri fanno spesso veri miracoli,tagliare il 10% della spesa sanitaria vuol dire condannare decine di migliaia di poveri cristi a un calvario e che le cure e la diagnostica arriveranno con enormi ritardi mettendo così a rischio la salute dei cittadini. Addio diritto alla salute per tutti!
Per i dipendenti del servizio pubblico si prepara un licenziamento di massa di proporzioni gigantesche. Decine di migliaia di persone si troveranno senza lavoro: prima in mobilità, con un reddito ridottissimo rispetto a quello attuale, poi disoccupate senza nemmeno potersi consolare pensando che presto arriverà la pensione.
Almeno una oscenità è stata evitata: il taglio di 200 milioni che dovevano essere tolti all’università e regalati alle scuole private. Penso che il merito sia di quelli che, come l’IdV, hanno denunciato quello scempio
La cosa più tragica è che tutte queste batoste che rendono povere le classi medie e quelle povere non aiutano per niente l’economia. Un Paese di poveri e disoccupati e senza Stato sociale è un Paese che non può crescere, e senza la crescita siamo finiti.

LO SPREAD E’ SALITO A 468
Gennaro Esposito

Ogni miliardo di taglio o di tasse in più, viene prontamente ingoiato in un giorno o poco più, dal crescente tasso d’interesse passivo da pagare sui circa 2.000 miliardi di euro del debito pubblico.
Anche chi avesse solo mezzo cervello, saprebbe calcolare – conoscendo il PIL e il trend dell’economia italiana – quanto poco tempo sia rimasto prima della bancarotta dello stato Italiano!
Se non si cambia subito “gioco”.
Tipo che la Bce neutralizzi ad armi pari la speculazione del sottosistema bancario, che si è eretto a dominus sociale.
La politica ormai non conta più a nulla per i cittadini. Conta per i nominati che si rimpinzano di emolumenti, benefit e svendite della loro carica con il lavoro di lobbyng.
Si distruggono i residui di stato sociale per far giocare al gioco dello speculatore il sistema bancario-finanziario.
Questa società E QUESTO STATO BASTONATORE DELLA POVERA GENTE non possono più contare sulla mia lealtà!

LA MAPPA DELLE SPESE ECCESSIVE
da Vince

Monti ci frega coi termini inglesi usati in modo orwelliano. Una vera truffa!
Spending Review = revisione della spesa, dovrebbe portare a ridurre corruzione, evasione fiscale, sprechi, abusi, privilegi, ruberie e parassitismo. Invece li conserva attaccando il tenore di vita e i diritti dei cittadini, in particolare decimando i servizi pubblici.
Il presidente della Corte dei Conti ha detto duramente che illegalità, corruzione e malaffare italiani sono fenomeni giganteschi.
Nella mappa delle illegalità che danneggiano le finanze pubbliche Giampaolino ha citato
-la corruzione
-errori nella sanità
-errori nello smaltimento dei rifiuti
-illecito uso dei fondi pubblici o comunitari
-uso colposo di derivati o titoli tossici
-società a partecipazione pubblica
-responsabilità per danni nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
-errori nella riscossione dei tributi(fisco iniquo e Equitalia)
Monti questo lo ignora.

I NUMERI DEL CARROZZONE POLITICO

La UIL nel marzo del 2011, SUGLI ONERI DELLA POLITICA per il contribuente italiano, diceva che

1 milioni e 300.000 persone vivono di politica
Abbiamo sulle spalle
145 mila tra Parlamentari, Ministri e Amministratori Locali di cui
1.032 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari
1.366 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali
4.258 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali
138.619 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali
12 mila consiglieri circoscrizionali
24 mila nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti ,Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle PA.
318 mila che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla PA;la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori, Direttori delle ASL, consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici.
OGNI ANNO QUESTA GENTE CI COSTA 18,3 MILIARDI!
Altri 6,4 miliardi vengono da un sovrabbondante sistema istituzionale
TOTALE: 24,7 MILIARDI
Aggiungiamoci il riciclaggio, che ha un fatturato da far invidia alle più grandi multinazionali americane. Secondo i dati della Banca d’Italia la massa di denaro riciclato nel nostro Paese rappresenta il 10% del PIL nazionale, per una ammontare di oltre 1.500 MILIARDI DI EURO !!!

L’UNIONE EUROPEA E’ SPECULARE ALLA NATO
Infonews

Che le sorti dell’Ue siano decise in sede NATO non è strano,dato che le due organizzazioni sono speculari. Sul sito NATO viene sottolineato il loro ruolo complementare e sinergico. Ma l’aspetto interessante riguarda la composizione delle due organizzazioni perché l’allargamento dei 27 membri dell’Ue è avvenuto esattamente in funzione dell’espansione della NATO verso Est.
Ne consegue che anche l’allargamento della zona euro ai Paesi finanziariamente troppo deboli è stata fatta in funzione di interessi NATO.
Bersani ha liquidato le richieste di uscire dall’euro, prospettando catastrofiche conseguenze finanziarie che vedrebbero un’Italia costretta a pagare i debiti in euro, dovendo invece contare su crediti in lire. Ha però implicitamente ammesso che l’euro non tiene uniti gli Europei con la prospettiva di un luminoso futuro ma li tiene vincolati solo con la minaccia di un’iper-inflazione per i fuorusciti. Dunque l’euro è stato una trappola, un inganno per Paesi che si illudevano di poter partecipare al business monetario di una nuova moneta di pagamento internazionale che facesse concorrenza al dollaro.
Sennonché il primo Paese che decise di farsi pagare il petrolio in euro, l’Iraq di Saddam Hussein, fu immediatamente invaso dagli USA nel 2003
L’Ue non è nata per essere autonoma dagli USA e per far loro concorrenza, bensì nel quadro dei vincoli imperialistici tracciati dagli stessi USA dopo la seconda guerra mondiale.
Il progetto dell’Ue era infatti già previsto nel Trattato Nord-Atlantico del 1949, all’art.2, in cui si promuove la collaborazione e l’integrazione economica tra i Paesi membri della NATO. Il testo integrale del Trattato si trova sul sito del Ministero della Difesa e può costituire una lettura istruttiva per chi voglia spiegarsi le stranezze e i misteri di 60 anni di storia italiana; compreso il fatto che il nostro governo debba tagliare sulla PA, la Scuola e la Sanità pur di comprare dal Pentagono i caccia F-35 e i droni, con armi e munizioni..
Quindi i vari De Gasperi, Adenauer e Schuman non hanno avuto all’epoca nessuna geniale intuizione nell’avviare la costruzione europea, ma si sono limitati ad eseguire gli ordini della NATO. Non è un caso che sia la NATO che l’Ue abbiano la loro capitale a Bruxelles; proprio per facilitare la trasmissione degli ordini da un’istituzione all’altra. Insomma, non si può uscire dall’euro senza uscire dalla NATO.
La NATO infatti non è una “alleanza”, ma un super-Stato imperialistico, con un ruolo egemone, quello degli USA, e con ruoli gregari; con colonie interne ed esterne e, all’interno degli stessi stati, con zone colonizzate e con strati sociali “colonizzabili”, cioè oggetto di rapina. Persino l’Atlantico è ormai acqua passata per la NATO, che progetta un espansionismo planetario. Il maggio scorso si è svolto a Chicago un vertice NATO per trasformarla in una “rete globale”, inglobando cioè il maggior numero di Stati possibile con vari accordi di cooperazione.

LA CORRUZIONE CI COSTA 60 MILIARDI L’ANNO

Nel 2011 cinque milioni di italiani hanno ricevuto in offerta o si sono richiedere una tangente. Nel 2010 solo 1200 persone sono state denunciate solo 332 sono state le condanne. La corruzione ci costa 60 miliardi di euro all’anno. Nel 2008 la Corte dei Conti ha recuperato solo 69 milioni di euro (un millesimo). I corrotti si nascondono. I corretti si manifestano.

“Campagna nazionale di pubblica utilità per sensibilizzare sulla lotta alla corruzione di Stefano Di Polito, Alberto Robiati e Raphael Rossi”.

BEATIFICATO PADRE PUGLISI

Padre Giuseppe Puglisi è il primo “martire” di mafia ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa. Il parroco di San Gaetano fu ucciso dai sicari di Cosa Nostra per ordine dei boss del quartiere palermitano Brancaccio – i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano – il 15 settembre 1993. Il Papa ha autorizzato il riconoscimento del martirio insieme a quello di 150 preti uccisi dai repubblicani durante la guerra civile spagnola del 1936-1939 e delle «virtù eroiche» di mons. Álvaro Del Portillo, successore di Josemaría Escrivá de Balaguer (già canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II) alla guida dell’Opus Dei. (!)
Nessuno dubitava della prossima beatificazione di p. Puglisi, mentre che venisse riconosciuto anche il suo martirio non era poi così sicuro. Molti, in Vaticano, erano perplessi sull’opportunità di dichiarare martire un prete ucciso da Cosa Nostra per il suo impegno antimafia. Ma il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha precisato in un’intervista all’Osservatore Romano il significato del martirio di Puglisi, in parte ridimensionando il valore del suo impegno antimafia in ordine al riconoscimento del martirio: «La mafia viene descritta spesso come una realtà “religiosa”, una realtà i cui membri sembrano apparentemente molto devoti», spiega il cardinale, ma «più che religiosa» si tratta di un’organizzazione «idolatrica. Anche il paganesimo antico era religioso, ma la sua religiosità era rivolta agli idoli. Nella mafia gli idoli sono il potere, il denaro e la prevaricazione. È quindi una società che, con un involucro pseudo-religioso, veicola un’etica antievangelica, che va contro i dieci comandamenti e il Vangelo. La Scrittura dice: non uccidere, non dire falsa testimonianza. Nella ideologia mafiosa, invece, si fa esattamente l’opposto. Gesù ha detto di perdonare ai nemici e qui troviamo il contrario: la vendetta. La mafia è intrinsecamente anticristiana. Per di più, l’odio verso don Puglisi era determinato semplicemente dal fatto che si trattava di un sacerdote che educava i giovani alla vita buona del Vangelo. Dunque sottraeva le nuove generazioni alla nefasta influenza della malavita. Don Puglisi è stato ucciso in quanto sacerdote, non perché immerso in attività socio-politiche particolari. Ucciso in quanto predicava la dottrina cristiana ed educava i giovani a vivere con coerenza il loro battesimo. Non per altro (?)». Si nega insomma che sia stato ucciso in quanto lottava contro la mafia (?).
La beatificazione di padre Puglisi è un esempio per la società civile
Puglisi dimostra, soprattutto ai giovani, che vale la pena lottare per cambiare la società, per migliorarsi, per convertirsi e convertire. Ai sacerdoti, a tutti gli autentici cristiani ed alla società civile dice: agite sempre con semplicità per il perseguimento del bene comune. In un certo senso è anche un invito e un appello per una Chiesa attiva nel sociale, che non ha paura di denunciare e di schierarsi, come ha fatto padre Puglisi nella sua vita.
Ci chiediamo se verrà riconosciuto anche il martirio di don Diana, ucciso dalla camorra.
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RIDIAMARO :- )

Berlusconi si ricandida a premier
E Bersani a capo dell’opposizione
(Bossi si ricandida a ladro pirla,
il Trota a fare il Trota perché altro non sa fare,
la moglie del Bossi a chiamare imbecilli i leghisti
e i leghisti a dimostrare che sono proprio imbecilli come pensa la moglie di Bossi)
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Napolitano si preoccupa della legge elettorale. Nel 2013 va scelto in modo scientifico chi affosserà del tutto l’Italia

Le leggi di Cipolla

1. gli stupidi danneggiano l’intera società;
2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;
3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;
4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:
giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.
E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.

Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista.
– Disgraziato: chi con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
– Intelligente: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro
– Bandito: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro
– Stupido: chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita

Spinoza

Fornero: “Ho sofferto molto per la mozione di sfiducia”.
Esodati, licenziati e precari profondamente commossi.

.. e poi: LAVORATORIIIII!!!! PRRRRR

Si preannunciano ritorsioni per gli italiani: per ogni lacrima della Fornero, centomila lacrime di ogni italiano.
Dalle mie parti si dice “Chi Chiagne fotte a chi Ride!”
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Dai piccola, torna a sorridere: mio nonno era pensionato ma è appena morto, mio padre lavorava ma è stato esodato, ed io sono stato appena licenziato.
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Sotto esame la riforma del lavoro. Punta al 18. La Fornero ai sindacati: “Senza sì, niente paccata di miliardi”. Ci stai troppo dentro, zia. Riforma dell’articolo 18, la Fornero invoca il modello tedesco. Per ogni assunto verranno licenziati dieci operai.
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(Se il lavoro non è un diritto, qualcuno mi spieghi come mai è un diritto la licenza della Fornero a dire cazzate)
Fornero, vorrei fare una cosa soltanto: ESODARTI!

SQUINZI

Non ci voleva un presidente di Confindustria per far capire agli Italiani che la riforma di Monti
E’ UNA BOIATA PAZZESCA!!!!!!!!
..
“Monti che va negli spogliatoi a complimentarsi coi giocatori è come se Fornero andasse a casa degli esodati per congratularsi ”(Microsatira)
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LA MICROSATIRA DI ALBERTO

Vaticano: bilancio 2011 in rosso di 15 milioni. Il prossimo sarà un Papa tecnico.
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Lagarde, direttore FMI: «L’economia mondiale peggiora». Lapalisse.
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(Quando leggo le nuove riforme di Monti) sono indeciso tra ridere ad alta voce o suicidarmi
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Giappone: disastro di Fukushima è stato colpa dell’uomo. Una scimmia non costruirebbe una centrale nucleare in zona altamente sismica. (ma Berlusconi non voleva fare due centrali termiche nel modenese? E Oscar Giannino a dargli ragione! Dio li fa, poi li accoppia!)
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(e al male del mondo) aggiungiamoci pure la carità in Vaticano, le bombe intelligenti, la bellezza delle Fiat (e quanto è bravo Monti!)
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Cern esulta, scoperto il bosone di Higgs. Prossime sfide: trovare il neurone di Gasparri, la sinistra in Italia e il punto G della Fornero.
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(Hanno fatto male a dire che avevano scoperto il bosone di Higgs! Gli hanno subito chiuso l’istituto! Avevano paura che scoprissero anche i patti di B con la mafia, la vendita di Bersani alla Bce, i pedofili in Vaticano, e i fondi verdi di Maroni!)
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Bersani: «Non voglio il vecchio centrosinistra». Gli italiani neanche il nuovo.
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Monti: «La spending review sarà divisa in 3 fasi». 1 – promesse e proclami, 2 – ripensamenti, 3 – ci avevate creduto eh?
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Maroni: «Umberto Bossi è mio fratello». Bossi: «Come se non avessi già abbastanza coglioni in famiglia».
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Formigoni sui tagli: «E’ sbagliato tagliare ad cazzium». Detto da uno che governa ad minchiam.
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D’Alema: «Renzi? Faccia il sindaco». Renzi: «D’Alema? Faccia qualcosa».
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La democrazia è la dittatura delle banche. (questa non fa neanche ridere)
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Scritto da VOX

CALMA
L’Italia è gravemente malata !
Hanno diagnosticato l’asfissia.
Fino ad oggi è stata curata
da professori di economia !

In molti punti l’hanno operata
con coltellacci da macelleria.
La poverina non l’ha sopportata !
Chissà cosa dirà … l’autopsia !?!

Ora si dice che, tecnicamente,
l’operazione è ben riuscita,
ma l’ammalata, disgraziatamente,
c’ha solamente rimesso la vita!
Il pri-Mario Monti dice, con calma :
«Vi posso …. restituire la salma !»

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http://masadaweb.org

11 commenti »

  1. Masada-Risposta per Patrizia.I disastri della moneta unica.

    Cara Patrizia,

    il disastro della moneta unica inizio il 2 gennaio del 2002, quando chi poteva, applicò il cambio non a 1936,27 come stabilito dai Trattati, ma 1.000 Lire!Le gente, come chi va all’estero e non comprende bene il valore della moneta che ha in mano, non vigilò.Le autorità non vigilarono, a quel tempo ricordatevelo bene, era in carica il Governo Berlusconi. Il quale, molto tempo dopo, dichiarò che in un regime di libero mercato non poteva sorvegliare il mercato. Bugia. Il cambio epocale, il trapasso da una divisa che era in uso da molti anni ad una nuova sconosciuta, in un paese che tende alla truffa, andava sorvegliato attentamente, e coloro che non applicavano il cambio andavano puniti in maniera esemplare! Ma così non fu. Anzi. Furono favorite quelle associazioni che operarono in maniera scorretta (liberi professionisti, commercianti, aziende piccole medie e grandi), ed in effetti vi sono una serie di persone, in Italia, che in realtà si sono considerevolmente arricchite. Mentre tutte le persone che sono a reddito fisso si sono considerevolmente impoverite. Ovvio, gli stipendi rimasero quelli del cambio da Lira ad €uro, mentre i prezzi raddoppiarono! Lo capisce anche un bambino che l’€uro in se per se non c’entra nulla. Ma se ti applico il cambio in maniera errata ti sconvolto ed altero non solo il tuo bilancio familiare, ma se lo guardo in generale, ti sconvolto il paese. E fu così. Dal 2002, entrata in vigore dell’€uro, l’Italia è un paese FUORI MERCATO. Purtroppo i padri fondatori dell’€uro vollero la moneta ma non furono in grado di mettere in atto tutta una serie di misure che fossero poi in grado di tutelarla veramente, la nuova moneta unica. In periodo di vacche grasse tutti i santi aiutano. A quei tempi le crisi del 2008 e quella di adesso erano lontane ed impreviste. La situazione attuale non è paragonabile a nessun’altra in passato. Ma non del tutto. Vi è uno stato, un grande stato, disastrato, se valutato secondo i criteri con cui viene valutata l’area €uro.Questo stato sono gli U.S.A.Sono decotti, da fallimento.MA.

    Ma. Ma gli U.S.A. hanno alcuni grandi, importanti vantaggi:

    – hanno in mano la finanza di Wall Street;

    – hanno l’esercito più potente al mondo (almeno, per ora).

    – hanno lobby economiche potentissime.

    – hanno i petrodollari, arma di enorme potenza economica: per poter comprare Petrolio debbo comprare $ dollari USA!

    – hanno le principali società di Rating (vere e proprie armi di distruzione di stati sovrani).

    Orbene, gli USA hanno bisogno, per sopravvivere, che altri stati sovrani falliscano.

    E’ un po’ semplicistica, come spiegazione, me ne rendo conto.

    Ma mors tua vita mea.

    Non importa chi sarà a morire.Se la Grecia, o la Spagna, o l’Italia.Soldi in giro per il mondo, per finanziare i debiti pubblici diventati elefanticamente mostruori, non ce n’è. Qualcuno deve rimanere fuori dal giro.E quel qualcuno non devono essere i debiti U.S.A. E degli amici fedeli ma veramente fedeli degli U.S.A.Altrimenti non si spiegherebbe come mai non viene attaccata la sterlina inglese, con il debito enorme dell’Inghilterra, spaventoso, se si somma il debito pubblico dello stato inglese a quello privato e delle imprese dello stesso. Ormai però le cose affiorano, la verità sta venendo a galla. Monti lo ha detto: “siamo in guerra”. La figura di Monti va poi ricondotta a spiegazioni più ragionate. Magari non condivisibili. Ma più realistiche. In novembre 2011 eravamo davvero davanti un baratro. Baratro che, peraltro, è sempre fermo lì. Siamo noi che stiamo cercando a) di fermarci dall’andarci dentro b) cercando di allontanarci, per quanto possibile. Ebbene. Le cancellerie europee a fine dell’anno scorso fecero tutto quanto loro possibile per cercare di scaricare Silvio Berlusconi, considerato una minaccia non solo per l’Italia, ma per tutto il sistema dell’area €uro. E venne individuato in Mario Monti una sorta di “liquidatore” esattamente come in una società sull’orlo del fallimento. Un tecnico che risolvesse nell’immediato, in poco tempo, le falle principali. Non importava come, alle cancellerie. L’importante era risolvere e il più in fretta possibile. Ricordatevi che la BCE inviò al Governo Berlusconi nell’estate 2011 una famigerata lettera dove dettava i compitini da fare e che Berlusconi tergiversò fino ad arrivare a novembre. Troppo tardi. Spero di essere stato il più chiaro ed il più semplice possibile. Putroppo siamo immersi, e vittime, in una realtà globale che è molto più grande e potente di quanto noi nemmeno lontanamente possiamo immaginare.

    E non è finita qui….

    Sauro

    Commento di MasadaAdmin — luglio 13, 2012 @ 3:51 pm | Rispondi

  2. Risposta di Patrizia a Sauro

    Il ritorno alla lira significherebbe la cosa piu`importante: recupero della sovranita`monetaria.
    E`quello che consente a UK USA e Giappone di stampare la loro moneta e finanziare lo stato.
    OVVIAMENTE se uno lasciasse un`arma del genere in mano a gente come i nostri politici attuali sarebbe come ripetere l`esperienza della repubblica di Weimar.
    Cioe`questi stamperebbero giorno e notte e in sei mesi dovremmo andare a fare la spesa con la carriola piena di miliardi…
    Ma con politici intelligenti e onesti avremmo notevoli vantaggi che non ti sto ad elencare, ma il principale sarebbe poter ricostruire l`economia che Monti ha distrutto in pochi mesi.
    Nell`Euro e nell`Europa l`Italia non ha alcuna via di salvezza, mentre con la SUA moneta potrebbe svalutare e ricominciare.

    Commento di MasadaAdmin — luglio 13, 2012 @ 3:53 pm | Rispondi

    • Benvenga il ragionamento di Keynes!

      Keynes con la sua teoria espansionistica del Credito incitava gli Stati a moltiplicare i profitti, sia pubblici che privati. Non si poneva il problema dei limiti ai finanziamenti e sosteneva che nel breve periodo (10 anni) l’Economia si riprende, poi nel medio periodo (20 anni) cresce e diventa fiorente! Stranamente non si preoccupava di cosa sarebbe accaduto nel futuro ma diceva soltanto che nel lungo periodo saremmo tutti morti! Questo spirito Keynesiano, applicato da tutti globalmente, in circa mezzo secolo, ci ha condotto alla favolosa crescita economica degli anni 1970 – 2000 (la famosa “New Economy”), ma successivamente, dal 2001 al 2012, siamo approdati alla crisi più nera della storia economica, per il venir meno della fiducia nel Credito!

      Brutta bestia è il Credito!

      Un famoso enunciato cinese dice:

      “Tu chiedele melce a cledito, io non dale, tu fulibondo!”

      Tu chiedele melce a cledito, io dale, tu non pagale, io fulibondo! Meglio tu fulibondo!

      Un po’ di Credito però, paradosso dei paradossi, nella crisi attuale ci farebbe uscire dal guado!

      Diversamente, nel giro di 10 anni, ci attendono le sabbie mobili! Ciò che ora si cerca di fare invece è volersi salvare con il rigorismo, annaspando, a costo di suicidarsi, puntando il dito sul fatto che in trenta anni qualcosa abbiamo sbagliato! Infatti nel corso di quegli anni si era esagerato con il Credito, stampando titoli tossici distribuiti globalmente!

      Il principio è quello dell’Energia Atomica: se viene usata senza “rigoroso controllo” porta distruzione!

      A parer mio è meglio seguire Keynes, cioé scegliere di morire dopo un lungo periodo vitale, nel cui frattempo ci potremmo dedicare alla modifica della Finanza e dell’Economia, attraverso la veritiera e responsabile ragione umana, tenendo tutto sotto rigoroso controllo!
      (Qui il “rigoroso” diventa obbligatorio come per l’Energia Atomica).

      La Finanza e l’Economia, così controllate, tornerebbero al servizio dell’uomo!

      Benvenga allora l’applicazione immediata della teoria Keynesiana del moltiplicatore del Credito!”

      Commento di Anonimo — luglio 13, 2012 @ 6:48 pm | Rispondi

  3. Sauro risponde a Patrizia

    1) Premesso che le vecchie teorie economiche studiate fino a pochi anni fa non valgono più nulla per variabili non previste entrate sulla scena economica negli ultimi anni.
    2) Premesso che prevedere in campo economico è una dote rara anche tra i massimi economisti di fama mondiale, e difficile; permettimi, Patrizia, con tutto il rispetto e buona educazione, mi pemetto di dubitare di tue doti di previsione di economia. Trovatemi qualcuno che avesse anche solo benché minimamente previsto ciò che stiamo vivendo e ciò a cui stiamo assistendo nel 2002, data di entrata in vigore dell’Euro. Oh, intendiamoci, non stime di mancata credibilità nell’Euro, i fautori del non Euro c’erano già anche allora, ma stime attendibili che avrssero previsto il casino di oggi. Non ne troverete traccia.
    3) Premesso che esistono, secono me, opinione opinabilissima, dei “poteri forti” che fanno quello che vogliono in barba alle decisioni democratiche e non, e se ne nfischierebbero del nostro eventuale ritorno alla Lira e non.
    4) Tenete presente che non siamo più negli anni ’70-’80, anni di alta inflazione in Italia ma in cui l’economia tirava. C’è crisi di liquidità MONDIALE, con consumi in calo ovunque. L’Europa è in recessione. Gli U.S.A. boccheggiano. I BRICS vedono calare il
    loro PIL. Anche se avessimo il ritorno alla Lira, in un clima recessivo mondiale, a chi penseremmo di venderli, i nostri prodotti???
    5) Una uscita dall’Euro ci vedrebbe immediatamente screditati al mondo della finanza globale, con immediata conseguente difficoltà ad approvvigionarci di denaro sul mercato per continuare a sovvenzionare il debito pubblico attuale, enorme, e le spese correnti.
    S cusatemi, Patrizia e Viviana, ma le pensioni, gli ospedali, le medicine, i comuni, i dipendenti pubblici, la scuola, la Università, le strade, l’illuminazione pubblica, le forze dell’ordine, con cosa pensate vengano pagati? Con i soldi del bilancio pubblico = tasse. Dove non bastano facendo ricorso al risparmio, dei privati e delle imprese (BOT,CCT, BTP). Così fan tutti. Avendo noi più spese che entrate ecco che la UE ci ha ordinato forzosamente il pareggio di bilancio (ed ecco i tagli dolorosi ecc ecc). E poi
    bisogna continuare a ripagarlo, il grande fardello del debito pubblico.
    O pensate di poter fare come Benito Mussolini, negli anni ’30, renderlo IRREDIMIBILE?? Ma avete dico una vaga vaghissima idea se anche solo il
    presidente del consiglio Monti adombrasse il mancato rispetto di cedole e rimborsi dei nostri titoli del debito pubblico? Provate anche solo per un momento a pensarci.

    Tutto ciò premesso è, secondo me, assai difficile argomentare, noi poveri mortali, quali sarebbero gli scenari di una ipotetica uscita dell’Italia dall’Euro.
    Sul web se ne trovano di abbastanza “sensati”, secondo me, con cui posso ragionevolmente concordare.
    —————–Scenario Uno————-
    Cosa accadrebbe se l’Italia uscisse dall’Euro

    Sicuramente, un ritorno dell’Italia alla lira è difficilmente prevedibile, non solo nel senso che a oggi è uno scenario ancora impensabile, ma anche nel senso che non si possono fare previsioni certe. Sarebbe un bene o un male?
    Forse sarebbe un bene, a lungo termine, ma chi può dirlo al 100%? Tutto dipenderebbe anche dal nuovo panorama economico che si profilerebbe, con una
    eventuale disgregazione dell’Ue (con tutti i Paesi che ritornano alle loro vecchie monete nazionali) o una sua continuazione (ma differente rispetto a come la conosciamo oggi). Con un’uscita dell’Italia dall’euro, muterebbe insomma il clima economico generale, dall’Europa agli Stati Uniti, che nel frattempo continuano a
    denunciare la troika per le sue assurde misure di austerity che provocano solo disoccupazione e recessione, mentre avrebbero la meglio le economie emergenti,
    soprattutto la Cina. I nuovi leader dell’economia mondiale, dunque, sarebbero loro. Non sarebbe necessariamente un male, se lo si vede da un’ottica esterna (anche l’economia vive di cicli e spodestamenti), ma sicuramente dovremmo cambiare abitudini di vita, usi e consumi. Cosa che dovremmo fare se uscissimo dall’euro e tornassimo alla lira. Cosa accadrebbe? Scordatevi i prelievi a tempi di record: i bancomat non
    funzionerebbero e le banche resterebbero chiuse per un po’ di tempo; a questo punto sarà necessario rompere il bussolotto e acquistare i beni di prima necessità con i nostri risparmi reali, in attesa della riapertura delle banche. Banche nelle quali troveremo la sorpresa di vedere svalutato il nostro patrimonio: il ritorno alla lira significherebbe infatti anche svalutazione, variabile in base all’esistenza o meno dell’euro.
    Un altro fattore da non sottovalutare sarebbe il riadattamento al consumo: i prezzi dei prodotti esteri sarebbero raddoppiati, mentre anche i prodotti interni avrebbero un forte rincaro. Ricordate il confronto del rapporto tra euro e lira all’inizio del Duemila sui prodotti acquistabili? Beh, ci sarebbe anche ai primi tempi di questo “nuovo mondo”, ma stavolta l’occhio dovrebbe cadere sulla lira e non sul rimpianto euro. Utilizziamo il termine “rimpianto” apposta, perché in breve rimpiangeremmo la moneta unica e come vivevamo quando le cose andavano bene: un momento difficile ci sarà, eccome, ma il modo di superarlo anche.
    Le banche verrebbero nazionalizzate per far fronte a un debito verso l’estero raddoppiato, mentre le piccole imprese chiuderebbero perché non riuscirebbero a fronteggiare i costi. A gioire sarebbero le imprese esportatrici, poiché venderebbero prodotti a un prezzo dimezzato e verrebbero pagate con valuta estera, certamente molto più forte della nuova lira. E forse sarebbe proprio questo fronte a incrementare una nuova crescita economica per il nostro Paese, che tuttavia dovrebbe abituarsi a non vivere più in un mondo “economicamente” globalizzato, almeno nei primi tempi. Ciò che mina queste certezze, tuttavia, è l’incombere delle economie emergenti, e la competitività del nostro mercato potrebbe non essere sufficiente.
    Quindi, l’uscita dell’Italia dall’euro e il ritorno alla lira sarebbe un bene o un male? Molto difficile fare previsioni certe: sicuramente ci ritroveremmo a vivere in un mondo del tutto diverso da come lo conosciamo oggi. E dovremmo avere la forza di affrontarlo e, soprattutto, andare avanti senza più guardarci indietro.
    Finalmente, direbbe qualcuno.
    http://www.forexinfo.it/Italia-ritorno-alla-Lira-Ecco-cosa

    —————-scenario due———–
    http://www.la7.it/lariachetira/pvideo-stream?id=i565043
    ————————————scenario tre—-
    Il Ritorno della Lira? No, Grazie.

    Ogni tanto, in mezzo alla confusione innescata dalla crisi dell’Euro, si sente qualche proposta che vede nella ricomparsa della vecchia lira una specie di salvezza, un ritorno ai bei tempi andati, una strategia per ridare fiato alla nostra economia con qualche svalutazione competitiva e alla Banca d’Italia il potere di stampare moneta per difenderci meglio dalla crisi. E’ davvero una buona idea questa nostalgia del “vecchio conio”, per dirla alla Bonolis? Analizzeremo in questo articolo tre punti legati a questo ipotetico ritorno. Primo punto: sarebbe veramente vantaggioso staccarsi dall’euro o si
    rivelerebbe una catastrofe di maggiori proporzioni? Secondo punto: saremmo stati meglio senza entrare nell’ Euro? Terzo punto: l’inquietante crisi dell’ Euro non ha qualche aspetto positivo nascosto?

    Hotel California

    Una cosa è certa. Nel “corpus” dei trattati che formano, di fatto, la Costituzione Europea non c’è traccia di meccanismi legali per abbandonare l’euro (o per esserne “cacciati”). La scelta sembra quindi irrevocabile. A dire la verità nel Trattato di Lisbona del 2009 l’articolo 50 parla della possibilità per uno Stato di abbandonare l’ Unione Europea, ma dell’Unione Monetaria non si parla. Si potrebbe dedurre che abbandonare l’Unione Europea (e quindi tutti i suoi trattati, compreso quello di Maastricht) equivalga anche ad abbandonare l’Euro. Ma qui i pareri degli esperti divergono. Conclusione: qualsiasi Stato voglia abbandonare la moneta unica (e l’Unione Europea) dovrà imbarcarsi in negoziati ad hoc, cioè inoltrarsi in una terra incognita, la cui traversata può durare anni. Ciò significa dare un preavviso lunghissimo agli investitori sulle proprie intenzioni, con conseguenze non facilmente
    valutabili. L’Euro è stato paragonato da alcuni analisti all’ Hotel California, descritto nella famosa canzone degli Eagles: perché da questo Hotel “You can check out. but you never leave” ( Puoi anche lasciare la stanza, ma non ne uscirai mai).

    Default

    Il meccanismo per abbandonare l’euro è quindi estremamente complesso (ricordiamo che i membri dell’Unione sono 27 Stati Sovrani e 17 fanno parte dell’ Unione Monetaria, cioè dell’area euro), ma una volta superati questi ostacoli cosa succederebbe allo Stato “secessionista”?
    Facciamo il caso dello Stato secessionista debole ( ipotesi che più si attaglia al nostro paese). Contrariamente a quello che si può credere il passaggio dall’ Euro ad una Nuova Lira non sarebbe indolore. Non è infatti un semplice problema di valuta, cioè cambiare l’Euro nella nuova moneta. Vediamo le conseguenze per lo Stato, le imprese, le famiglie ( queste analisi si basano su studi di vari Istituti Finanziari e “Think Tank” economici).
    1) Lo Stato. Tutti i titoli di debito pubblico ( i famosi BOT, BTP etc) sono oggi denominati in Euro. Un abbandono della moneta unica porrebbe lo Stato di fronte a due scelte. Prima opzione: ridenominare d’imperio tutti i titoli di debito nella nuova moneta. Questo equivale, né più né meno, che a un “default” ( parola elegante per “bancarotta”, cioè impossibilità di far fronte ai propri debiti), con relativa fuga degli investitori e impossibilità di trovare, per anni e anni, ulteriori finanziamenti sui mercati. Ridenominare i debiti contratti in una valuta forte (l’euro) in una più debole ( la nuova lira) significa non pagarne una parte e infrangere i patti e i contratti con gli investitori. Ricordiamoci che poco meno del 50% del debito pubblico italiano è in mano a investitori esteri. Perché questo disastro? Almeno secondo le stime degli analisti, la nuova moneta, nel caso dell’Italia, si svaluterebbe subito dal 30% al 50% rispetto all’ euro. In definitiva una moneta è lo specchio del sistema economico e politico, il “saldo” fra i suoi punti di forza e di debolezza. Se il saldo ha segno “più” la moneta è forte e
    ricercata dagli investitori , se il saldo ha segno “meno” accade il contrario. Nella crisi finanziaria del 1992 (sempre innescata dall’ insostenibilità del debito pubblico) la vecchia lira si svalutò nei confronti del Marco tedesco di circa il 25%. Una crisi che provocasse una uscita del nostro paese dall’ euro sarebbe molto più devastante, da qui le stime di una svalutazione/deprezzamemento del 30-50% della nuova lira rispetto all’euro. Di fronte a questa prospettiva lo Stato “secessionista” potrebbe decidere allora
    di lasciare i Titoli di debito denominati in euro. Il destino sarebbe lo stesso: il default, ma per cause diverse. Infatti la pesante svalutazione immediata della nuova lira renderebbe impossibile allo Stato di pagare il debito denominato in Euro. Una situazione frequente, in passato, nei paesi in via di sviluppo che si indebitano in valute straniere e poi finiscono in default, quando la propria moneta si svaluta rispetto a quella in cui sono denominati i debiti.

    2) Le imprese. Si ripropone, in forma addirittura più grave, il problema dei debiti contratti in Euro, specialmente con le Banche straniere. La conversione e successiva svalutazione della nuova lira renderebbe insostenibile ripagare i debiti in valuta “forte” ( cioè l’euro) con conseguenze facilmente immaginabili. Quindi non solo il ritorno alla lira non favorirebbe ( almeno nel breve termine) la competività delle imprese, ma ne provocherebbe fallimenti di massa.

    3) Le famiglie. Non appena si avesse il sospetto di una conversione forzata dei depositi da euro in nuove lire ci sarebbe una corsa agli sportelli delle banche per ritirare i propri risparmi in euro, metterli dentro una valigia e precipitarsi verso il più vicino paese ancora dell’area euro per versarli su un conto corrente. Ovviamente questa scelta “razionale” del risparmiatore verrà impedita dalle autorità con controlli molto stretti e severi alla frontiere. Risultato : il potere di acquisto dell’italiano medio subirà un
    tracollo dal 30% al 50%. Uno studio dell’UBS (Unione Banche Svizzere) calcola in 9500-11500 euro la perdita media del reddito per ogni cittadino dello Stato
    secessionista, nel primo anno della nuova moneta. Se si considera che il reddito medio procapite degli italiani è circa 23.000 euro/anno ci rende conto della dimensione della “tosata”. Vale poi la pena di osservare che la “corsa agli sportelli” in massa, è la tecnica migliore per far fallire le banche.

    4) Ma un 30-50% di svalutazione della nuova lira non renderà almeno più competitivo il nostro sistema industriale permettendoci di rimetterci rapidamente in piedi? Non è detto . Innanzitutto abbandonando l’euro e l’Unione Europea si abbandonano anche tutti i trattati sul Mercato Unico, che cioè garantiscono la libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone. E non si capisce perché i paesi ancora nell’euro dovrebbero accettare, di buon grado, una simile concorrenza da parte di uno Stato secessionista. Non è un’ipotesi molto lontana dalla realtà immaginare l’imposizione di tariffe doganali , cioè pesanti dazi, alle merci in arrivo del paese “secessionista”,
    per compensare i prezzi più bassi dovuti alla svalutazione.

    5) Naturalmente questi scenari da incubo sul ritorno della Lira, non si limiterebbero solo alla sfera economica, svalutazioni di quella portata innescherebbero un’ iperinflazione ( le importazioni, a cominciare dall’energia e l’Italia è dipendente dall’estero per oltre l’80%, costerebbero molto di più e avvierebbero una spirale perversa sui prezzi ) con conseguenze sociali difficilmente immaginabili. Le istituzioni democratiche potrebbero resistere a un simile tsunami?

    6) La secessione (o l’espulsione) di uno Stato fondatore della Unione Europea, come l’Italia, probabilmente porterebbe alla spaccatura della stessa Unione, all’uscita dall’euro di altri stati e a una frammentazione generale del vecchio continente. In breve: alla fine dell’Europa come entità geopolitica. L’Europa è stata spesso definita un gigante economico ( oggi traballante ) e un nano politico per la sua incapacità di proiettare il proprio potere. Tuttavia non bisogna dimenticare che se l’Europa ha difficoltà a proiettare un potere in termini classici, cioè politico-militari, è invece molto potente in termini culturali ( il “soft power” degli analisti anglosassoni). In grandi tematiche planetarie come l’ambiente, i diritti civili e delle minoranze, la lotta a regime tirannici e oppressivi, la promozione delle democrazia e di un sistema di welfare che protegga gli strati più deboli della società, l’Europa è un grande faro di riferimento per tutto il pianeta. Un faro che, con la fine dell’euro e dell’Unione, si spengerebbe.

    7) Conclusione: un ritorno della lira? No grazie.

    E se non fossimo entrati nell’Euro?

    Con questa domanda ci si inoltra in quella che viene definita la storia controfattuale. Cioè ipotesi su quello che sarebbe accaduto prendendo una strada diversa, da quella effettivamente percorsa. Si tratta quindi di analisi largamente soggettive e, in pratica, non verificabili. Con queste parole di cautela inoltriamoci nella possibile risposta.
    Innanzitutto bisogna osservare che una moneta unica presuppone un’ area economica largamente omogenea. Per una ragione semplice. La politica monetaria necessariamente unica, dal momento che la moneta è unica, non può andare bene
    a tutti, se i vari paesi non hanno situazioni economiche simili, oppure abbastanza flessibili da convergere verso un obbiettivo comune. Se le economie si muovono in direzioni diverse o a velocità differenti è impossibile fissare una politica monetaria che vada bene per tutti. E’ quello che si è verificato con l’Euro , un’ unione dettata più da ragioni politiche che economiche ( si veda “La malattia – mortale?- dell’euro” su questo blog). Ma inizialmente con il “tempo” economico volto al bello questi problemi non
    sono stati affrontati, anzi in un certo senso sono stati nascosti sotto il tappeto, senza chiedere agli Stati meno “virtuosi” ( con deficit/debito troppo alti e/o crescenti) di adeguarsi alla nuova situazione. Quando il “tempo” economico, con la crisi americana, è volto al brutto i nodi sono venuti al pettine.
    Era meglio allora star fuori dall’Unione Monetaria? Con un euro da “armata Brancaleone” probabilmente sì, ma per l’Italia, almeno secondo chi scrive, per
    motivi molto particolari.
    La domanda da porsi è questa: senza l’obbiettivo di entrare nell’Euro ( e quindi una forte pressione esterna dell’Europa) l’Italia degli anni ’90 sarebbe riuscita a porre un freno ad un debito pubblico galoppante ? Molte delle riforme ( come la Amato-Dini sulle pensioni) vennero realizzate proprio in questa prospettiva. Non perché ci si rendesse conto ( a livello di classe politica “media”) della insostenibilità finanziaria del sistema, ma perché ci veniva chiesto dall’Europa , se volevamo partecipare al club “esclusivo” dell’Euro.
    Senza questa spinta e questi orizzonti, la “non eccelsa” classe politica nazionale sarebbe riuscita a frenare la spesa pubblica in deficit e a ridurre il debito pubblico? La risposta è: No (non è riuscita nell’impresa nemmeno con l’euro). Con la lira l’Italia avrebbe continuato, più o meno, l’andazzo degli anni ’70-’80, fino all’inevitabile. Secondo questa ipotesi con la lira saremmo finiti in default già da un pezzo. Si possono infatti immaginare i tassi, a due cifre, richiesti, fin dagli anni ’90, per finanziare i deficit statali denominati in lire ( perché ovviamente non avremmo goduto dei bassi tassi dei
    primi anni di “luna di miele” con l’euro ). Ma paradossalmente il default solo della lira (meno rischioso a livello europeo e planetario) avrebbe finalmente insegnato qualcosa agli italiani e, forse, avrebbe promosso una migliore selezione della classe politica. Forse ( i default sono sempre esperienze traumatiche e possono mettere in pericolo le istituzioni democratiche). Comunque oggi saremmo già usciti dalla crisi finanziaria e con una moneta propria avremmo affrontato meglio le burrasche attuali. E magari la lezione del default e relative, inevitabili, riforme ci avrebbero resi più adatti ad entrare, in un futuro più o meno lontano, nell’Euro. Ovviamente anche per i nostri partner europei le cose sarebbero andate meglio senza un paese, il nostro, “troppo grande per fallire e troppo grande per essere salvato” che si sta rivelando la vera minaccia per l’euro ( e per questa ragione anche per l’economia mondiale).

    Il bicchiere mezzo pieno

    In mezzo a tanto buio una voce molto autorevole, l’economista Jacob Funk Kirkegaard del prestigioso Peterson Institute for International Economics (Washington D.C. , USA) legge la crisi europea in un modo completamente diverso. Non solo il bicchiere non è rotto, ma nemmeno mezzo vuoto. Anzi è mezzo pieno. Per cinque buoni motivi:

    1) La Banca Centrale Europea si sta comportando sempre più come una vera Banca
    Centrale, sia fornendo liquidità alle Banche sia comprando ( sul mercato secondario e quindi non direttamente) i Titoli di Stato dei paesi in difficoltà come Spagna e Italia. Un Istituto ormai capace di imporre austerità fiscali e riforme ai paesi più recalcitranti. Insomma una visione più ampia della stabilità finanziaria che va oltre il mandato di tenere sotto controllo l’inflazione. Anche se ovviamente c’è ancora molta strada da fare prima di arrivare ad interventi tipo FED ( la Federal Reserve, la Banca centrale degli
    USA).
    2) Un cammino ormai delineato verso quella integrazione fiscale (regole comuni sul Bilancio degli Stati e controlli centralizzati a livello europeo ) necessaria a rendere più omogenee le economie dell’area euro e quindi più compatibili con la moneta unica. Un cammino non facile e che sarà lungo, ma alcuni passi come l’istituzione di un fondo per venire incontro agli Stati e/o Banche in difficoltà ( EFSF , European Financial Stability Forum) sono stati compiuti.
    3) Una serie di riforme in corso d’opera per aumentare la concorrenza, la
    competitività, l’apertura di mercati prima chiusi, ridurre il ruolo dello Stato, nei paesi Mediterranei. Un fatto inconcepibile prima di questa crisi e che aiuterà l’Europa, nel suo insieme, ad affrontare le crisi del futuro ( in particolare quella demografica, cioè l’invecchiamento della popolazione).
    4) Un riallineamento dei Partiti del centro sinistra dei paesi mediterranei verso posizioni meno ideologiche e più socialdemocratiche, alla Tony Blair anni ’90 (o socialdemocrazie nordiche anni ’70 e ’80). Quindi un cambiamento culturale che pone al centro la sostenibilità finanziaria delle politiche fiscali, economiche e del welfare.
    5) Un largo consenso popolare sulle politiche di tagli alla spesa pubblica e ai sistemi di welfare ( pensioni ad esempio) che in altre epoche avrebbero scatenato la furia populista e ideologica e demagogica.

    E come conclude il suo articolo Jacob Kirkegaard ” L’Europa ha molta strada da
    fare, ma sta usando bene la crisi”. Non rimane altro che dire: speriamo sia così. http://www.lorenzopinna.com/?p=1354

    Buone riflessioni.

    Sauro

    Commento di MasadaAdmin — luglio 15, 2012 @ 4:09 pm | Rispondi

  4. Se io devo alla banca 1000 euro il problema e`tutto mio, se devo 1 milione allora il problema e`della banca…questo per spiegarti come lo vedo io un “default”per ritorno alla lira o come la si voglia chiamare, cioe`nuova moneta. Per assurdo essere debitori di una cifra enorme rende i creditori molto piu`arrendevoli…se non altro perche`altrimenti possono perdere il tutto.
    A volte e`meglio il 50% che nulla..
    Pochi giorni fa c`era un articolo molto interessante su Bloomberg che analizzava i possibili scenari dell`uscita dall`euro dei vari stati membri.
    Lo stato che soffrirebbe meno che avrebbe meno conseguenze e`ovviamente la Germania, ma questa non lo fara`mai se non costretta, perche`e` anche lo stato che ci guadagna di piu`..
    Per la Grecia lo scenario e`disastroso perche`con il 7% del pil in export e il 93% in import si vedrebbe aumentare enormemente tutto quello che importa.
    L`unico stato che avrebbe vantaggi ad uscire dall`Euro e`lÌtalia, perche`vanta un 50% del Pil in export.
    Cio`significa che passando ad una moneta debole l`export aumenterebbe e cosi`pure la bilancia dei pagamenti e l`occupazione.
    Infatti nel 92, prima della svalutazione avevamo un Pil di meno 4%, dopo la svalutazione, in soli due anni siamo passati ad un piu`4%, avendo aumentato l`export.
    E`vero che in un periodo di vacche magre a chi si esporta?
    Immagina per poco che macchine come la Ferrari costino il 30% o anche 40% di meno…e le BMW costino improvvisamente un piu`20 o 30%…io penso che le Ferrari andrebbero a ruba e a Maranello dovrebbero fare due o tre turni…
    Perche`l`Italia produce merce di qualita`e se la merce di qualita`costasse meno, allora sarebbe molto competitiva ANCHE nei confronti della Cina…
    E la Ferrari e`solo uno dei mille esempi…
    Riguardo ai carburanti, il prezzo non aumenterebbe di molto, considerando che la maggior parte sono tasse…anzi, si potrebbero finalmente diminuire le tasse…
    Ma il discorso e`valido se riusciamo a liberarci dei politici attuali, se no, non cambierebbe nulla, anzi…

    Commento di Patrizia B. — luglio 15, 2012 @ 5:13 pm | Rispondi

  5. Siamo preoccupati per la vendita dei beni dello Stato sempre fittati a prezzi bassissimi
    E con varie inchieste di varie Procure per quanti hanno mangiato su tali fitti di favore! Ormai è diventato un “ sistema mangereccio” ! Come ed a quali prezzi si potrebbero vendere tali Beni nostri ? vogliamo regalare a personaggi dello Stato altri palazzi ? Siamo preoccupati.
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — luglio 16, 2012 @ 5:26 am | Rispondi

  6. Gilda Ferrando, professoressa ordinaria di diritto privato presso l’Università degli
    Studi di Genova:

    Il fatto che il giudice costituzionale abbia concluso che la famiglia
    «fondata sul matrimonio» sia intesa dalla Costituzione come riferita
    alle sole unioni fra persone di sesso diverso e che, di conseguenza,
    le norme del codice civile che escludono il matrimonio omosessuale
    possano essere ritenute conformi a Costituzione, non significa anche
    che il matrimonio omosessuale vada ritenuto ‘‘incostituzionale’’.
    Lungi da opporsi alle trasformazioni della famiglia nella realtà
    sociale, e alla conseguente evoluzione normativa, il primo comma
    dell’art. 29 Cost. in qualche modo le asseconda in quanto il
    riferimento non è, in una prospettiva giusnaturalistica, a una
    famiglia di diritto naturale, ma a una famiglia intesa come organismo
    sociale che naturalmente evolve con la società in cui si colloca

    (Gilda Ferrando, Diritti delle persone e comunità familiare nei
    recenti orientamenti della Corte Europea dei diritti dell’uomo, in
    Famiglia persone e successioni, n. 4/2012, p. 284).

    Commento di MasadaAdmin — luglio 24, 2012 @ 10:40 am | Rispondi

  7. Riusciremo mai a separare la sfera delle nostre credenze, opinioni ed
    emozioni private, relative al nostro privatissimo bene e initimo
    interesse, da ciò che razionalmente deve essere desiderabile in uno
    Stato moderno, laico e non integralista, per il bene di tutti?
    Riusciremo mai a capire che avere una fede religiosa è un fatto
    totalmente privato che non deve ledere chi ha opinioni o credenze
    completamente diverse dalle nostre?
    Riusciremo a rispettare la varietà delle persone del mondo e ad
    accettare le loro diversità quando ciò non porti danno alla vita degli
    altri?
    Riusciremo mai ad uscire dall’infantilismo di atteggiamento
    egocentrici e assolutistici che intendono costringere gli altri ad
    allinearsi con noi?

    Commento di MasadaAdmin — luglio 24, 2012 @ 10:41 am | Rispondi

  8. Aver detto che la Bindi forse non ha mai conosciuto il vero amore è una piccola cosa, davvero una piccola cosa e vedere quanta bagarre si
    è costruito attorno a questa frasetta dà la misura dell’ipocrisia e della malafede imperante
    Attaccarsi al bruscolino per non vedere la trave, questa è la norma di tanto che intendono spacciarsi per civili o democratici o cristiani

    «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?

    «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?»

    Luca 6,39

    “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate le decime della menta… e poi tralasciate le cose più gravi della Legge: la
    giustizia, la misericordia, la fedeltà. Bisognava fare queste ultime cose e non omettere le prime. Guide cieche, che col filtro togliete
    via il moscerino e poi ingoiate il cammello!”

    Commento di MasadaAdmin — luglio 24, 2012 @ 10:42 am | Rispondi

  9. Devo studiare … ho bisogno di capire …
    quindi, approfitto di te. Permettimi di farlo.
    Non posso accettare queste apparenti realtà attuali di vita.
    Ho bisogno di aria, di mare, di vento, di pioggia …
    anche di uragani … di fulmini, che non temo, di animali, che amo,
    TUTTI, nessuno escluso. sono una strega …. positiva …. allegra … vitale. Amo il fuoco …..
    ho le mani calde, asciutte, sane … buone per togliere dolori, per calmare chi soffre e per impastare e stendere una sfoglia di pasta all’uovo, elastica …. quasi perfetta.
    Stammi bene.
    Rosalba

    Commento di MasadaAdmin — luglio 25, 2012 @ 10:11 am | Rispondi

  10. Monti non ce la fa e ci rovina DRAGHI può farcela ? L’Italia sta andando in rovina , troppe tasse, tasse pazze, Equitalia Impazzita ! se continuiamo così solo suicidi, scioperi e morti di fame ! L’Italia è fallita. Dove MONTI ha fallito intervenga DRAGHI subito
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — luglio 28, 2012 @ 8:43 am | Rispondi


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