Nuovo Masada

aprile 29, 2012

MASADA n° 1382 29/4/2012 LA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:59 am

(Turner)

Quando il sistema diventa dispotismo
la democrazia è la medicina

Tutto il resto è l’invidia di chi non vuol capire
e ha buttato
l’occasione che la storia gli aveva dato

Viviana
.
“… perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.”
(Gandhi)
.
LA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE
Viviana Vivarelli

Quello che dobbiamo capire e che molti non vogliono accettare è che non abbiamo di fronte solo il fallimento delle grandi ideologie economiche: il comunismo e il liberismo, ma anche quello del sistema di governo che è stato prevalente negli ultimi due secoli: la democrazia parlamentare.
Nella globalizzazione economica che ha concentrato il potere nell’alta finanza e negli organismi economici di controllo mondiale che ne sono le emanazioni, sono scomparsi i poteri nazionali, si sono vanificati i partiti che non rappresentano più la volontà degli elettori, si sono svuotati di significato i parlamenti ed è morta la democrazia. Di fronte a una crisi voluta e pilotata da interessi finanziari e speculativi, l’Occidente è arrivato alla fine degli Stati nazionali, ormai succubi del sistema finanziario, che decide secondo club di magnati, manda a governare i loro emissari, rapina i cittadini e svende i beni pubblici col ricatto del debito. Dalla guerra militare siamo passati alla guerra finanziaria, ma i risultati sono identici: devastazione dei beni, rapina dei popoli e distruzione degli Stati.

Siamo come malati terminali che possono scegliere se staccarsi o no dalla macchina che li tiene in vita ma anche li uccide in una lenta agonia che succhia loro gli ultimi succhi vitali e distrugge il sistema immunitario. Nel nostro caso questa macchina che ci alimenta ma allo stesso tempo ci ammazza è l’euro e la sua demoniaca dipendenza dal FM e dagli speculatori internazionali. Ormai le elezioni hanno il significato ultimativo di scegliere se staccarsi o no da questo sistema terminale per riconquistare una autonomia gravida di ombre. Mi stacco dalla chemio che comunque mi uccide e decido di combattere col mio devastato sistema immunitario?
Ma il significato storico della scelta va al di là della globalizzazione stessa e della nostra dipendenza dal mercato degli squali finanziari che è diventato ormai l’unico potere. Quando un sistema presenta troppi squilibri che ne mettono a rischio l’esistenza, il sistema stesso produce i suoi anticorpi e si lancia verso un equilibrio totalmente nuovo.
Il fatto è che sia il comunismo che il liberismo sono sistemi chiusi, cioè non permettono nessuna evoluzione dai loro paradigmi e costruiscono entrambi piramidi di potere che esautorano la base concentrando ogni decisione nei vertici. Il nuovo equilibrio rivoluzionario non può essere che il rovesciamento della piramide, IL PASSAGGIO DALLA DEMOCRAZIA VERTICALE ALLA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE.
Carnot affermava che ogni sistema chiuso tende a un crescente disordine, ma Prigogine lo contestava: “Non è vero che andiamo verso il caos anzi, al contrario la vita si evolve dal caos”. L’intuizione di Prigogine è bellissima: i sistemi viventi sono vortici fluttuanti e instabili nella corrente di un fiume, in un interscambio continuo di input in cui essi dissipano continuamente energia e questo scambio è tale da trasformarli continuamente. Ma in certi momenti il flusso può diventare cosi forte da rompere l’equilibrio, rendendoli troppo instabili. Un sistema è troppo instabile quando alla minima variazione risponde in modo eccessivo rischiando al collasso, come oggi l’eccessiva dipendenza della vita degli Stati dalla Borsa, ciò vuol dire che il sistema si è avvicinato pericolosamente a un punto critico che può superare solo in un modo: rivoluzionando quello status e organizzandosi a un livello di ordine superiore. Questo apre la possibilità di un salto evolutivo.

La dipendenza dei popoli europei da un sistema bancario e borsistico che dipendono troppo sia dalle decisioni destabilizzanti delle amministrazioni USA che da organismi economici mondiali che nessuno ha eletto o accettato, sta precipitando il sistema economico occidentale verso il collasso, ed è un collasso anche politico e sociale, per la crisi degli Stati nazionali che hanno perso ogni sovranità e dei loro popoli che hanno perso ogni diritto. Il meccanismo ormai è frenetico e infernale e sta distruggendo l’Occidente. I governi europei non sono più in grado di porvi rimedio, e i partiti che sono le loro appendici mostrano tutta la loro inutilità nel fermare il meccanismo impazzito. Tutto il sistema liberista sta andando in tilt, sta precipitano nel collasso. Ma proprio questa crisi estrema potrebbe aprire di colpo una possibilità nuova. Se non la tentiamo, possiamo passare alla morte. Ma se ne cogliamo appieno la portata trasformatrice, possiamo riorganizzarci a un piano superiore.
Secondo Prigogine, quando un sistema vivente arriva a un punto critico, si raccoglie in sé come un sol tutto (informazione con informazione), sprigionando forze di auto-organizzazione inaspettate, come se tutte le particelle intercomunicassero fattivamente tra loro in modo superiore.
Insomma il sistema può salvarsi saltando a un ordine totalmente innovativo.
Il Caos non è dunque più l’esito dell’universo, ma può diventare il progenitore dell’ordine. Dal Caos la vita, dal disordine l’armonia. E’ il sistema stesso che ha in sé la possibilità di salvarsi, con un salto evolutivo.
Se, dunque, la democrazia verticale dell’Occidente ci sta portando alla morte per la sua dipendenza estrema da un sistema come quello neoliberista, dipendente solo dal lucro e dalla speculazione finanziaria, occorre uscire dal dogma base della verticalità liberista per una democrazia totalmente nuova, dal basso: UNA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE.

Ma siccome questa è una rivoluzione epocale, è fisiologico che tutte le forze conservative del sistema si oppongano, come alla propria fine. Un sistema così nuovo, infatti, presuppone la fine di tutte le strutture entro cui siamo abituati a concepire la democrazia: i partiti, le istituzioni, il parlamento, la modalità di esercizio della politica, le elezioni, il potere dei cittadini, la stessa Costituzione, e infine lo stile di vita e gli scopi stessi per cui si lavora e si vive.
Lentamente e faticosamente il Movimento 5 stelle tenta di dire questo.
Non è il solo e l’unico. Movimenti analoghi si stanno sviluppando in tutto il mondo da almeno 30 anni, partendo da basi ambientaliste di salvataggio del pianeta, e comprendendo nuovi stili di vita, nuovi paradigmi etici.. fino a nuove forme di organizzazione e amministrazione comunitaria. Diciamo che gli antesignani sono in quel movimento no global, che è stato oscurato dai governi, mentre avanzava un iper-liberismo promotore solo di guerre e di rapine e distruttivo del mondo.
Oggi è indubbio che forti richieste di nuove forme di democrazia dal basso stanno pervadendo l’Occidente e sono alla base delle rivoluzioni del nord Africa e di parte del Medio Oriente, mentre hanno dato luogo a sperimentazioni significative nell’America latina.

Questa rivoluzione, che alla fine speriamo scalzerà l’invasione liberista che rischia di mandare in tracollo il pianeta, nasce dalla stessa tecnologia che col web ha facilitato la formazione di un tipo di pensiero inesistente in altri tempi: IL PENSIERO COLLETTIVO.
Nelle epoche più antiche, le comunità erano tribali, con un pensiero comune come le formiche o le api che costituiscono un solo organismo, o come i branchi che agiscono in sintonia di gruppo. Per tutto l’Impero romano e il Medioevo, l’Occidente ha visto masse confuse prive di volontà propria, sotto la volontà indiscutibile di capi. Il Rinascimento ha segnato il passaggio dal pensiero omogeneo tribale o succube delle masse alle grandi individualità, le persone di genio, in tutti i campi dello scibile artistico, questo si è poi allargato alla scienza ma è rimasto isolato a casi individuali. Le due guerre mondiali hanno ancora visto la passività di grandi masse costrette ad andare dove i loro capi volevano ed erano rari in politica o nel costume gli uomini contro corrente che davano inizio a movimenti nuovi, ma il seme immesso dall’illuminismo e dal criticismo moderno è andato crescendo.
Oggi abbiamo superato sia il pensiero sistemico tribale e i grandi geni isolati del Rinascimento che il pensiero massificato successivo bisognoso di capi e di organizzazioni verticali.
Siamo a un nuovo tipo di ‘pensiero collettivo orizzontale’, che salva in sé le individualità e le incentiva, ma allo stesso tempo si muove (anche grazie al web che permette di pensare insieme in tempo reale) come un fiume collettivo, senza aver bisogno di capi e gerarchie, che cresce in sé e per sé e ripudia le vecchie categorie centralistiche del potere.
E’ chiaro che chi è ancora attaccato ai vecchi paradigmi non riesce nemmeno a capire il rifiuto delle piramidi di potere e la necessità di liberare il pensiero orizzontale, collettivo e partecipativo.
Ma le rivoluzioni dell’Africa settentrionale e dei paesi occidentali e i movimenti che rifiutano la partitocrazia e la democrazia parlamentare, come forme ormai inette e controproducenti, manifestano una forte e nuova esigenza di autonomia dal basso. Questa è una modalità nuova di autorganizzazione sociale che ha caratteristiche impossibili in altri tempi ed esalta la partecipazione e la creatività di ognuno, grazie al web, come effetto di un pensiero multiplo, simultaneo e inter-partecipante che mai prima sarebbe stato possibile, un pensiero che rifiuta la sudditanza di sempre ai soliti pochi, lesiva ormai degli interessi di ognuno, e porta avanti ed esalta le doti di ogni singolo in un modo totalmente innovativo e potenzialmente produttivo di grandi sviluppi, come avviene in ogni équipe ma grazie al potenziale EQUIPE-MONDO.
Il web ha permesso di passare dalla globalizzazione che ha verticalizzato il potere economico alla globalizzazione del pensiero collettivo che porterà alla DEMOCRAZIA ORIZZONTALE.
Lo strumento che permette questo salto evolutivo è il web, grazie a cui per la prima volta nella storia si può avere un pensiero nuovo, individuale e collettivo allo stesso tempo, grazie alla sincronicità e la sintonia.
E QUESTA MODALITA’ DI PENSIERO NUOVO RICHIEDE UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE LA DEMOCRAZIA. ESIGE IL PASSAGGIO DALLA DEMOCRAZIA DELEGATA E RAPPRESENTATIVA A QUELLA PARTECIPATA E DIRETTA, con una totale sovversione di tutti i termini politici.

Sentiamo che sta avvenendo storicamente un fenomeno eclatante, una rivoluzione globale che va molto al di là dei limiti fisiologici di un partito o di un movimento, un nuovo modo di fare la storia e di porre il pensiero, individuale e universale insieme, partendo dalla massa sterminata dei senza potere e vivendo la soggettività in modo superiore, non una soggettività individuale o egocentrica e nemmeno legata al genio, ma inserita nel cerchio degli interscambi multipli in tempo reale: una ‘SOGGETTIVITA’ COLLETTIVA’.
Il carattere distintivo dell’essere umano è il pensiero e l’evoluzione della storia umana è evoluzione del pensiero. Ma finora le vette del pensiero umano sono state limitate ai grandi pensatori, come se ognuno di essi fosse una cima isolata, capace di condizionare economia, società, scienza, costumi…lasciando fuori le infinite potenzialità dei miliardi di uomini e donne che sono nell’ombra.
Quello che avviene adesso, grazie alla rivoluzione delle telecomunicazioni e al villaggio globale, è il venire alla luce di questi miliardi di pensieri, nella formazione di un pensiero nuovo che ispira massimamente la mente individuale ma allo stesso tempo nell’alveo di un flusso collettivo che la incentiva e potenzia.
Ed è chiaro che questa rivoluzione informatica modifica l’essere umano e la sua storia, amplifica le potenzialità di ognuno e cambia radicalmente i rapporti del cittadino col potere. Se io penso e posso portare alla luce del mondo il mio pensiero, e mi rendo conto che posso pensare meglio di te-potente e in modo più utile alla comunità, cade la tua pretesa di governarmi come solo a te conviene contro i miei interessi, e cade la menzogna della democrazia che è diventata danno della Nazione.
Come cadde il diritto dei re di governare secondo il proprio arbitrio, con l’alibi di un diritto divino, si annienta oggi la pretesa dei partiti attuali di governare secondo un presunto mandato popolare che essi per primi calpestano.
Per cui oggi le vecchie strutture ormai fatiscenti e autodistruttive del potere non reggono più, non sono più storicamente accettabili, si sono suicidate da sole, e ancora meno è accettabile un sistema economico che concentra le ricchezze su pochi mandando in rovina tutti gli altri, con la scusa del debito o del terrorismo o di altri alibi creati ad arte.
Dunque, se sta nascendo un nuovo pensiero collettivo, questo ha bisogno di una NUOVA DEMOCRAZIA collettiva, che non può essere che una democrazia dal basso, diretta e partecipata, ovvero con forme di controllo o legiferazione DIRETTA, consultando direttamente il popolo col web sulle decisioni essenziali, e PARTECIPATA, cioè dando direttamente ai cittadini il potere di decidere sulle finanze pubbliche. Un po’ come accade in Svizzera o, in forma limitata, in molte democrazie statali del mondo e come è stato sperimentato sul pianeta con ottimo successo, a livello locale, nei NUOVI MUNICIPI.
E questa, se è una democrazia orizzontale, cioè di tutti, lo ripeto, deve svincolarsi dalle obsolete e criminose ideologie che hanno portato alla crisi del mondo: il comunismo come il neoliberismo.
Il Movimento Cinque stelle comincia da qui: attaccando il carrozzone intollerabile e inutile dei partiti, attaccando la nostra ormai fatiscente repubblica parlamentare, in cui gli imperativi costituzionali sono stati tutti calpestati di fatto, attaccando il sistema ormai cadaverico delle istituzioni (‘le salme’), che sono solo alle dipendenza dell’alta finanza e prendono ordine dal capitale internazionale.
Contro questa sovrastruttura pesantissima e inutile dello Stato attuale, la proposta è di rendere il potere ai cittadini e liberare le energie individuali in un’opera collettiva, sul web, di ricostruzione della società dal basso. Ma questa opera deve per forza attaccare i due grandi nemici della vera democrazia. Il comunismo e il neoliberismo, che entrambi hanno mirato solo a un restringimento del potere nelle mani di pochi per l’interesse di pochissimi, distruggendo le regole che rispettavano i diritti e frenavano le avidità.
E poiché sia la destra che la sinistra hanno sempre mirato a un potere verticale che tiene lontani i cittadini dalla decisioni e ne fa dei succubi di pochi che decidono tutto per tutti, per forza di cose il Movimento Cinque Stelle sarà né di destra né di sinistra ma oltre.
La democrazia è una cosa bellissima purché la si pratichi. Se il potere resta nelle mani delle solite persone o addirittura se queste lo esercitano solo per subire le prepotenze di un’alta finanza o di organismi economici che stanno rovinando il mondo, allora questa non è democrazia, ma dittatura. Oggi siano sotto il giogo della dittatura della finanza che conduce contro di noi una guerra devastatrice dove cadono uno a uno tutti i nostri beni e diritto, una finanza che è stata resa apposta incontrollata e incontrollabile per permettere a una ideologia fallimentare di riprendere il potere con metodi illeciti.
Noi dobbiamo opporci a tutto questo!
Noi dobbiamo rivendicare il nostro diritto a vivere, a soddisfare le nostre necessità ragionevoli, a realizzare le nostre potenzialità positive, a essere rispettati come persone, ad avere un futuro e a darlo ai nostri figli, in un’ottica di evoluzione umana e non di regressione e devastazione.
Dall’alto questo non ci viene più garantito.
Riprendiamocelo dal basso!

Commento ulteriore

E’ questo sbocciare del mio pensiero in quanto legato a quello di tanti che mi pare un fenomeno nuovo e bellissimo! A scuola, nei licei, o nei corsi con gli adulti, ho cercato sempre di fare un lavoro progressivo di evoluzione interiore, anche attraverso lo brain storming, la tempesta mentale, quello che si sperimenta anche nelle équipe d’impresa quando si arriva a un punto morto e si libera l’immaginazione individuale in modo creativo per arrivare a soluzioni alternative, e il pensiero di ognuno accende quello dell’altro e si sintonizza con esso per produrre qualcosa di nuovo che supera entrambi.
Queste incredibili evoluzioni della mente io le ho sperimentate dirigendo i lavori di gruppo junghiani, lavori di anni, in cui ho assistito all’esplosione di energie che si sintonizzano in modo armonico, si amplificano e creano fenomeni di immaginazione creativa e di sincronicità e aiuto simultaneo, come se tante menti che lavorano insieme creassero un unico organismo pensante. Ma queste mie incredibile e magnifiche sperimentazioni non godevano dell’apporto del web. E con un blog ho scoperto nuove e insperate possibilità di apertura, individuali e collettive allo stesso tempo. C’è un fenomeno inesplicabile di illuminazione simultanea che si amplifica con l’apporto di tanti e produce mondo nuovo.
Questo è lo strumento fondamentale che porta alla NUOVA DEMOCRAZIA; la possibilità di UN PENSIERO COLLETTIVO.

Quintalate di giornali, ondate di programmi tv, supponenti discorsi alla Nazione, ma la parola proibita, “DEMOCRAZIA” stanno bene attenti a non pronunciarla. E’ diventata il grande tabù, il mantra potente che li polverizzerebbe all’istante.
DEMOCRAZIA DIRETTA” poi è la loro morte, la magica runa che sconfigge l’armata delle tenebre con la sua potenza risolutrice.
Ciò di cui nessuno parla è il male nascosto che li avvelena, il tarlo che potrebbe macinare la gamba del potere.
Stanno bene attenti a non scriverla mai nei loro articoli livorosi o supponenti, ma il male oscuro che li rode alla radice è la loro stessa malattia, la loro colpa, il peccato capitale che ha portato alla morte della Nazione, il loro delitto innominabile: l’assassinio della democrazia, la morte del popolo sovrano, la fine della repubblica in un dispotismo nemmeno illuminato ma corrotto e complice dei mali peggiori: mafie, banche, capitale, plutocrazia, Borsa, egoismo e guerre.
Di fronte alla prospettiva che qualcuno metta in forse la loro autorità consolidata di gerarchi o di servi, che qualcuno attacchi ‘veramente’ la partitocrazia e tutti i suoi vizi, che qualcuno rovini quei loro interessi di bottega per cui hanno venduto l’Italia, e rivendichi finalmente il diritto democratico dei popoli di decidere del proprio destino, si inveleniscono, si sdegnano, insorgono, fanno massa, si incattiviscono, strasbordano, diventano folli di rabbia, fanno la bava… come iene che si attaccano alla preda morente che stanno spolpando per la paura che un cacciatore più forte li scacci dal loro pasto. E una massa di senza-testa li segue vociante e inneggiante mentre il paese va in rovina. E questo è il panorama desolante di questi giorni!

LA STIMA DI NOI STESSI
Viviana Vivarelli

La mia non è passione per un uomo
per una ideologia
è passione per la democrazia
una democrazia assassinata
calpestata
vilipesa
derisa
messa nei bordelli
buttata sui campi di battaglia
suicidata nelle vite dei disperati

affondata in fondo al mare
strozzata nei call center
spolpata nelle banche
dalla Borsa
sui cantieri
nelle discariche
sui campi dei caporali
nei parlamenti senza più onore
nelle Province fasulle
sulle montagne violate

nelle valli straziate
nelle tasse esose e nelle larghe elargizioni
nei privilegi intollerabili
negli abusi infiniti
nelle scuole senza futuro
i giovani senza lavoro
la fabbriche uccise
gli ospedali feriti
le famiglie avvilite
i bambini dimenticati
i diritti violati

una democrazia ridotta al rango di puttana
attaccata a un palo di lap dance
abbattuta su prati pieni di odio
nei paradisi fiscali
tra lingotti e diamanti

e vizi di pesanti parassiti
soggiogata dai cappucci neri
incaprettata dalla mafia
resa schiava dalla speculazione
serva di poteri crudeli
fatta a pezzi,venduta al massimo offerente
schiavizzata
inquinata
corrotta

smembrata
una democrazia che sognavo da una vita
che avevamo tutti nel cuore
e che mi sembra oggi rifiorire
finalmente
come un miracolo
come un pane rinato in un mattino
impastato dalle nostre mani unite
dai cuori di noi tutti

per un paese nuovo
finalmente fatto da noi
nelle speranze dei nostri sogni
nei progetti delle nostre menti
mentre costoro si fanno
sempre più piccoli
sempre più meschini

E se queste speranze hanno trovato
il loro aedo buffone
ben venga!
Mai le parole di un censore
furono tanto aspre
da distruggere i potenti
mai tanto acide
da scioglierli nel loro stesso male
mai ci resero quello che avevamo perduto:
LA STIMA DI NOI STESSI

E se qualcuno non capisce questo
e insiste a buttarci del fango
è perché quella stima
per ciò che poteva essere
la perse prima di nascere

Flavio

Non esiste vergogna che possa zittirli.
Non esiste ipocrisia che possa intimidirli.
Non esiste verità che non possano distorcere.
Non esiste evidenza che non possano negare.
Non esiste legge che non possano violare.
Non esiste sconfitta che possa farli desistere.
Non esiste persona che non possano usare.
Non esiste suicidio che non possano ignorare.
Non esiste uomo che non possano calpestare.
Non esiste sopruso che non possano fare.
Non esiste una tassa che non possano inventare.

Non esiste più nazione che non possano stuprare.
Grazie politici di quest’Italia!

Viviana
RESURREZIONE

Sapere che non siamo finiti
che possiamo risorgere
che tutte le cose storte fatte da uomini
possono essere raddrizzate da cose fatte da altri uomini
Che loro sono pochi e noi siamo tanti
Che siamo una forza se uniamo le volontà
Se sintonizziamo le intelligenze
Capire che conoscere è imparare a scegliere
è partecipare
è già cominciare
ad essere liberi

Leggere il desiderio di libertà in te
In me, in questa donna, in questo anziano, in questo bambino
Ci sono cose che mai come queste
sono vicine al Paradiso.

..
Piero Gioni cita:

SATRAPI
di Pablo Neruda.

Nixon, Frei e Pinochet
fino ad oggi, fino a questo amaro
mese di settembre,
dell’anno 1973,
con Bordaberry, Garrastazu e Banzer
iene voraci
della nostra storia, roditori
delle bandiere conquistate
con tanto sangue e tanto fuoco,
impantanati nei loro orticelli,

predatori infernali
satrapi mille volte venduti
e traditori eccitati
dai lupi di New York,
macchine affamate di sofferenze,
macchiate dal sacrificio
dei loro popoli martirizzati,
mercanti prostitute
del pane e dell’aria d’America,
fogne, boia, branco
di cacicchi di lupanare
senza altra legge che la tortura

e la fame frustrata del popolo.

.. e anche questa è di Neruda

I DITTATORI

È rimasto un odore tra i canneti:
un misto di sangue e carne, un penetrante
petalo nauseabondo.
Tra le palme da cocco le tombe sono piene
di ossa demolite, di ammutoliti rantoli.
Il delicato satrapo conversa
tra coppe, colletti e cordoni d’oro.
Il piccolo palazzo luccica come un orologio
e le felpate e rapide risate
attraversano a volte i corridoi
e si riuniscono alle voci morte
e alle bocche azzurre sotterrat
e di fresco.

Il dolore è celato, simile ad una pianta
il cui seme cade senza tregua sul suolo
e fa crescere al buio le grandi foglie cieche.
L’odio si è formato squama su squama,
colpo su colpo, nell’acqua terribile della palude,
con un muso pieno di melma e silenzio

.
Paul Eluard fu un grande poeta combattente e ispirò la lotta, nella Francia della resistenza, di tutti coloro che si opponevano alle forze borghesi e clericali che intendevano asservire e mercificare lo spirito dell’uomo.

Nel ’36 scriveva:

“Sono ricchi pazienti neri ordinati idioti
Ma fanno quel che possono per esser soli al mondo
Stanno ai bordi dell’uomo e lo colmano di sterco
Piegano fino a terra palazzi senza capo”.

“Ma sulla notte figlia dell’uomo
Splende la rivincita dell’amore
L’erba è intessuta di fili limpidi
Gli innocenti sono riapparsi
Leggeri d’aria pura bianchi di collera
Forti del loro diritto imperituro

Forti di una terra senza difetti”

“Ci sono parole che fanno rivivere
E sono parole innocenti
La parola calore la parola fiducia
Giustizia amore e la parola libertà
La parola figlio la parola gentilezza
Certi nomi di fiori certi nomi di frutti”

.
Questo commento è troppo bello, è di un blogger che si firma Amytaius su IFQ.

“Ho letto in una rivista scientifica di un esperimento fatto con i gamberi. Sono stati messi in un secchio capiente e profondo un certo numero di gamberi. La maggior parte di loro appariva rassegnata a stare in fondo al secchio inevitabilmente destinata a morire di sete e fame. Ma, fra i tanti, si vedeva qualcuno di questi gamberi tentare di opporsi al suo destino e cercare con ogni mezzo di scalare il secchio, nel tentativo di guadagnare la libertà e sottrarsi così ad una lenta agonia.
Sorpresa: gli altri gamberi in fondo al secchio, invece che aiutarlo nella scalata e poi seguirlo nella libertà, cominciarono in ogni modo ad ostacolare il gambero che osava ribellarsi al suo destino. Ogni qualvolta il gambero ribelle cominciava a scalare il secchio ecco che numerosi gamberi glielo impedivano, tirandolo giù.
Così agiscono anche gli esseri umani. Se uno “tenta di scalare il secchio” ecco che si coalizzano per impedirglielo. Quel gambero ribelle, oggi in Italia, si chiama Beppe Grillo o più esattamente Movimento 5 Stelle (tutto). I cittadini che si riconoscono nel Movimento e nei suoi rappresentanti, che vogliono cambiare in meglio questo Paese, sono simili ai gamberi ribelli che vogliono scalare il secchio delle ingiustizie, delle inefficienze, degli sprechi, delle corruzioni, della decadenza di questo Paese. Sono gamberi che vogliono cambiare lo status quo, vogliono abbattere l’oligarchia. Un grande filosofo ha recentemente affermato che le oligarchie cadono sempre di schianto.
Ma gli oligarchi e i loro servi, politici, giornalisti e scrocconi vari, non sono disposti a mollare la cuccagna senza battersi. Resistono come meglio possono.
Politicanti da strapazzo e giornalisti asserviti che non vogliono mollare, i primi la poltrona e i loro privilegi, i restanti il finanziamento pubblico all’editoria, sono come il cane che non vuole cedere l’osso. E gli altri, i gamberi in fondo al secchio? Perché remano contro? Sono cittadini sfruttati, umiliati, privati della loro Sovranità, resi sempre più poveri a favore dei più ricchi, destinati ad una lenta e certa agonia, costretti ad implorare ciò che è loro di diritto, perché non cercano anche loro di uscire dal secchio? Forse perché se qualcuno ti ripete per anni che sei uno schiavo alla fine finisci per crederci e pensi di meritarti un destino in fondo ad un secchio. Ma, come in una delle scene più belle del cinema di tutti i tempi, Spartacus di Kubrick, è ora di alzarsi e gridare: IO SONO SPARTACO.

Diceva Confucio: “E’ meglio accendere una candela che lamentarsi dell’oscurità.”

Mariapia Caporuscio
ARBEIT MACHT FREI

Guardo mia moglie distesa nel letto,
dormire supina.
Sul viso una ruga che prima non c’era.
E’ bellissima ancora!

Penso al giorno in cui l’ho incontrata:
ai miei sogni svaniti…
di donarle una vita serena.
La guardo e sale la voglia
di stringerla ancora.
Mentre le accarezzo la mano,
avverto un brivido lungo la schiena.
Io ti ho amata e ancora ti amo,
ma la vita è troppo crudele,
ieri ho perduto il lavoro!
Sono un fallito, ti ho dato solo rinunce.

Perdonami amore!
Piano piano raggiungo la porta,
dove mio figlio riposa,
abbracciato al suo orsetto più caro
e nel sonno sorride.
Forse sogna una vita da fiaba,
con la mamma ed il babbo vicini,
che lo tengono sempre per mano.
Ho sognato che la vita per lui
fosse solo un’eterna vacanza,

di vedergli una laurea in mano
e di cullare anche i suoi bambini.
Figlio mio hai un padre sbagliato
incapace di offrirti anche il pane.
Un padre che sa solo amarti,
ma l’amore non basta a nutrirti.
A tuo padre hanno tolto il lavoro.
Perdonami figlio mio caro!
Adesso sono solo in cucina,
Il frigo è vuoto,
non bastava il mio stipendio a riempirlo.

E adesso che non ho nemmeno quello,
che faccio?
Non posso riposare e osservo dormire
indifferente… la mia città.
Uno spicchio di luna gioca a nascondino
con le nubi.
Un gattino vicino al cassonetto,
cerca qualcosa.
Dentro la testa rimbalzano le note

di una musica lontana…
Una finestra sbattuta dal vento,
un tonfo agghiacciante…
poi il silenzio!
Piange anche la pioggia.

.
Franco Bressanin

La tua poesia mi ha fatto piangere. Mi sento un extraterrestre: vengo da un mondo dove il futuro era nelle mie mani, dove se ti laureavi trovavi un posto di lavoro entro 3-4 mesi, dove la disoccupazione c’era, ma appena di riflesso e marginale, se avevi voglia di lavorare trovavi da fare qualunque cosa, era un mondo senza TV a colori, senza ipod, senza crociere in navi superaffollate. era un mondo vivibile, con poche automobili, molti treni, niente inceneritori perché si producevano quantità minime di rifiuti, tutti biodegradabili, come i sacchetti di carta, oppure le borse della spesa , le famose retine, riutilizzabili migliaia di volte. Ma soprattutto era un mondo dove noi giovani sognavamo: di trovare un buon lavoro, di laurearci, di formare una famiglia ed avere dei figli. Poi molti di questi sogni si realizzavano. Ora piango perché’ vedo un mondo senza sogno, un mondo e un paese, il mio, distrutto da pochi farabutti, un mondo senza speranza, né per i giovani né per i vecchi. Piango perché nessuno cerca di riprendersi i sogni rubati.

Silvano ricorda
Aprile 1945

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio,

tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano,
i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte
che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più cosi ‘ immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno
qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell’aria,

notte e dì, capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici

Dino Buzzati
.
Viviana
UNA RISPOSTA

Intanto dovresti renderti conti che tra i paesi dell’Occidente l’Italia è quello dove c’è meno democrazia. Abbiamo due soli istituti di democrazia diretta: i sindacati, che il governo Monti fa di tutto per annullare, e i referendum, che sono totalmente disattesi, e basta pensare a quello contro i finanziamenti ai partiti che sono diventati rimborsi decuplicando, o contro la privatizzazione dell’acqua che è rimasta privatizzata come prima o sulle centrali nucleari che sia Clio che Passera pensano di riproporre! Oltre a queste pochezze in Italia non esiste nulla che sia democratico e il porcellum ha distrutto anche la scelta dei candidati. Il politico eletto perché nominato dai sei del potere governa senza obbligo di mandato, può staccarsi anche dal partito in cui è stato eletto o fare il contrario di quanto promesso, si fa leggi di impunità e si vota sempre nuovi privilegi. Del popolo proprio non si cura.
Tutti i paesi hanno forme di democrazia che prevedono interventi più ampi che in Italia dei cittadini sulla cosa pubblica e si tratta dunque di allargare i nostri poteri, introducendo istituti di democrazia partecipata (che vuol dire decidere delle spese) o diretta (che vuol dire costanti consultazioni vincolanti dell’elettorato come avviene in Svizzera, dove i cittadini decidono settimanalmente delle leggi, persino sul fisco, persino sulla politica estera), col web si può. Ci sono ottimi libri che spiegano come si allarga una democrazia, sono 30-40 anni che molti di questi istituti sono stati realizzati in vari paesi europei con ottimi risultati. Perché non possiamo farlo noi? Non stiamo parlando di balle o di utopie, ma di cose perfettamente fattibili. Partendo dal basso, i Nuovi Municipi, dove già si pratica una democrazia partecipata dai cittadini, esistono da più di 30 anni in tutto il mondo. Il fatto gravissimo è che in Italia, invece di realizzare i diritti della Costituzione e di far crescere la democrazia, si è andati nel senso opposto, verso un regime sempre meno democratico, dove una mezza dozzina di segretari di partito occupano tutte le istituzioni, gestiscono tutti i soldi, e si accordano per decisioni bipartisan che sono il contrario di quello che i cittadini vogliono.
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Non c’è nulla di incoerente nei desiderata del M5S. La volontà dei cittadini, quando è responsabilizzata, è molto più sana del potere, non si vende per denaro e non è manipolata dai media, è molto più libera, innovativa e di buon senso di quello che si può dare questa casta politica. Chi ne dubita parla di democrazia ma non la conosce.
Poi certe scelte possono cambiare secondo il momento. Possiamo fare l’esempio dei cittadini svizzeri che hanno dato voti diversi nel tempo sui quantitativi di emigrati che sono disposti a prendere, aprendo o chiudendo i massimali secondo il trend economico del paese. Ultimamente per es. i cittadini hanno deciso di aprire gli ingressi, poi, in seguito, di chiuderli ai paesi dell’est e non lo hanno fatto a caso ma secondo ragioni contingenti. Anche qui nessuna incoerenza, bensì una valutazione della gente che varia a seconda delle necessità ed evidentemente anche a seconda della crescita dell’evoluzione di un paese. Con i sondaggi gli Svizzeri, per es., si sono aumentati le tasse.
Ci rendiamo conto che noi italiani non abbiamo fatto un referendum nemmeno sul Trattato di Lisbona? Che non siamo stato consultati nemmeno sulla Direttiva Bolkestein, che la gente non sa nemmeno cosa sia, e con cui l’Ue permetteva a un imprenditore di applicare ai suoi lavoratori le condizioni peggiori del peggiore paese europeo?
Noi viviamo nell’ignoranza (e i media la mantengono) e nella soggezione e quella che chiamiamo democrazia in Italia non ha mai nemmeno cominciato ad esistere!
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La virulenza degli attacchi al M5S, che è l’unico a parlare oggi di democrazia diretta e partecipata, è abominevole, tanto più che stiamo parlando di un Movimento che si presenta ancora su base locale, solo in 101 comuni votanti su mille. Ma la minaccia che le novità del suo pensiero presentano terrorizzano i politici nelle loro roccaforti di potere e spaventano le menti deboli, abituate alla sudditanza del potere e alla reverenza verso i capi politici e ancora incapaci di pensare a una responsabilità democratica di tutti dal basso.
Alcuni fanno proprio fatica a capire una democrazia a formazione collettiva che cresce con l’evoluzione di un popolo e la partecipazione di tutti. Questo concetto è talmente rivoluzionario rispetto alla pseudo democrazia dove tutto è deciso in alto e al cittadino resta solo obbedire, che scardina le categorie politiche finora consolidate. Non tutti si rendono conto di quanto sia tarpata e limitata la democrazia italiana e di come i media e la partitocrazia dominino e manipolino tutto, non solo le nostre finanze e i nostri diritti ma persino i nostri pensieri. Non tutti si rendono conto che siamo il paese occidentale col livello democratico più basso e quasi nessuno conosce le pratiche di una democrazia partecipata come in Svizzera dove sono i cittadini a fare le leggi, o si pensi all’Islanda dove la Costituzione stessa prevedeva di poter essere rapidamente cambiata dal popolo. Eppure l’esempio di wikipedia dovrebbe fare chiarezza. Un testo enciclopedico che nasce con l’apporto di una collettività e dove gli errori eventuali di uno sono immediatamente corretti da altri. Il web apre alla democrazia collettiva orizzonti e possibilità mai prima sperimentate. E quanto ciò sia importante lo abbiamo visto nelle rivoluzioni africane, dove non c’erano capi, non c’erano programmi, non c’erano generali, non c’erano partiti, ma c’era una collettività in marcia che ha fatto la rivoluzione. E questo, in questo modo non era mai successo prima d’ora, nemmeno nella rivoluzione russa dove le rivendicazioni popolari furono catalizzate da un gruppo di intellettuali che prese poi le redini del paese.
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Facciamo un esempio storico. Prima del 1500 solo i membri della Chiesa cristiana potevano leggere la Bibbia e imporre la loro interpretazione. Questo, ovviamente, si risolveva in un rigido potere della Chiesa che si esercitava strumentalizzando il testo sacro. Ma Lutero disse che ognuno poteva leggersi la Bibbia da solo. Fu una rivoluzione enorme, perché smontava il potere della Chiesa, le toglieva lo strumento con cui divideva il mondo tra chi sta sopra e chi stava sotto. Dava al fedele il diritto di avere un rapporto diretto con la parola di Dio e così toglieva al prete il suo dispotismo di mediatore unico e interessato tra cielo e terra.
Oggi i partiti sono i mediatori unici e interessati dell’amministrazione dello Stato. E’ un potere enorme che hanno esercitato malissimo. E ne hanno fatto un uso perverso. Dare ai cittadini il diritto di riprendere il potere su se stessi è obbligatorio e rivoluzionario. Toglie potere ai partiti. Li rende inutili, ne cambia il senso, ne fa dei delegati a tempo che fanno dei servizi al cittadino e si valutano sugli utili, come uno può fare con professionisti al suo servizio come il suo avvocato o il suo medico, che egli può cambiare se non vanno bene o lo truffano. Lutero, dopo aver reso Dio all’uomo, fondò un sacco di scuole affinché tutti i buoni tedeschi potessero leggere. Noi fonderemo molti buoni blog affinché i cittadini imparino a capire.
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http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Un grazie agli scritti e pensieri di Viviana che comunque arricchiscono , ti ringrazio, ma non dimentico tutti gli eroi morti per la libertà di tutti liberta,democrazia, la giustizia

    Commento di cesare beccaria — aprile 29, 2012 @ 9:27 am | Rispondi

  2. Fantastico! Davvero complimenti.
    Questo può essere il MANIFESTO della nuova Democrazia.
    Un’analisi ben formulata che parte da lontano, che si instilla nell’uomo con l’Illuminismo, bellissimo, a tutto tondo.
    La Soggettività Collettiva, l’interscambio multiplo in tempo reale, bellissimo.
    Dovrebbe essere pubblicata.
    Sei riuscita a dare forma a quello che si sente, che io sento nell’aria. Vedo tutti questi giovani con lo Smartphone in mano in continuazione, strumento con tante applicazioni per andare sulla rete, questi saranno il futuro perchè a differenza delle vecchie generazioni hanno molta confidenza col mezzo, col web, e se qualcuno gli spiega il miglior utilizzo essi potranno sfruttarlo.

    Commento di hans castorp — aprile 29, 2012 @ 1:08 pm | Rispondi

  3. […] LA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE […]

    Pingback di MASADA n° 1386 15/5/2012. LA MAXITRUFFA « Nuovo Masada — maggio 15, 2012 @ 7:36 pm | Rispondi


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