Nuovo Masada

marzo 4, 2012

MASADA n° 1372 4/3/2012 L’ITALIA NEL TUNNEL

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:30 pm

Sempre Tav, fortissimamente Tav – I dati del tunnel -Per Clivi e per Monti – Di Pietro chiede una moratoria – La democrazia partecipata e l’Italia dei Doveri: Maurizio Viroli – Bersani e le allergie – Bestiario: pecorelle e pecoroni – Fare l’asino: il plauso al milite ignoto – Progetti da dinosauri impagliati – Marco Travaglio e il Tav – E’ morto Lucio Dalla, tra tante bestie, un poeta!

Tra i doveri essenziali dell’uomo Kant pone quello dell’orgoglio, della fierezza morale. Egli dice: “Non farti servo di nessuno”! E questo vuol dire: “Non subordinare la tua coscienza ai timori e alla speranza della vita inferiore: non avvilire la tua personalità piegandola servilmente dinnanzi ad altri uomini”! Soltanto chi sente in se l’esigenza di questa dignità morale, di questa fierezza inflessibile, è un uomo nel vero senso della parola: il resto è gregge nato per servire.
PIETRO MARTINETTI

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Occorre compiere in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché in ciò che sta la dignità umana.
GIOVANNI FALCONE

Nessuna utopia si è mai realizzata sulla base di quello che c’era
Ognuna si è realizzata sul sogno di quello che non c’era

Viviana

Lo Stato è una Truffa.
Una Trappola per Topi.
In Mano ai Gatti, a Casa dei Cani, nell’Antro degli Orchi, nella Selva del Demone.
Io Abito Altrove.
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Il Futuro si Misurerà unicamente nella Contrapposizione fra Uomo Spirituale e uomo materiale.
Il Denaro ne sarà la sua unità di Confronto.

Dietro il Denaro, sempre la Corruzione.
La Gratuità, Segno d’Amore.
Null’Altro v’è o Sussiste.
Buonanotte, per chi la sa Cogliere.

Enrico W di Novara
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“Soprattutto siate sempre capaci di sentire
Nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque
in qualunque parte del Mondo”

Ernesto Che Guevara
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Il Governo Monti. Come diceva qualcuno, “L’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto”…….
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Vent’anni di Nano si pagano
Harry Haller
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Monti?? Un curatore fallimentare saprebbe far di meglio per il proprio paese…
Marco Folli
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…”Ma gli Italiani esistono ancora ?”
(mi chiede al telefono un amico che vive all’estero)
(gli rispondo): “Ce ne sono ancora tanti ! Però a “macchia di leopardo”, nonostante
ciò in Val di Susa…ci sono !”
…Eccome…se ci sono !
Maurizio Tesei
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La Grecia è colpevole d’aver falsificato i conti, ma ancora più colpevole è chi quei conti li ha controllati e certificati: l’unico innocente è il popolo Greco, che paradossalmente, è quello che deve pagare il conto di tanta imbecillità……
Harry Haller
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Come dicevano i Pink Floyd: “another brick in the wall” un’altro mattone nel NOSTRO muro!!!!
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Se vinceremo la rivoluzione della democrazia diretta tramite le nuove tecnologie mi riprometto di partecipare alla demolizione della bocconi per cotruirvi sopra il canile municipale.
Blogger
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Vittorio Grondona
Se davvero il governo ha studiato le carte traendo la conclusione di andare avanti comunque con il progetto TAV in Val di Susa, faccia un bel gesto: pubblichi sul web l’elenco e le prove concrete dei grossi vantaggi previsti per gli italiani in base ai quali si è convinto di proseguire a testa bassa con i lavori. I politici hanno da poco autorizzato di fatto la divisione dell’Italia, nord dal sud, decretando la soppressione dei treni a lungo percorso e dei treni notte; gli stessi politici “dalle larghe vedute” hanno fatto da sempre politiche a favore del trasporto su gomma, sotterrando nel cemento i binari esistenti che avrebbero potuto ostacolare il raggiungimento positivo dello scopo, soprattutto quelli dei porti, ed ora, in questo periodo di crisi che loro stessi ci hanno servita grazie alle strategie della finanza creativa, vogliono unire il nord Italia con l’Europa con i nostri soldi e con i nostri conseguenti sacrifici. Nulla importa se i due punti geografici sono uniti già da un pezzo con sufficienza ferroviaria rispetto al traffico esistente, i poteri forti hanno ordinato il “buco” e allora bisogna farlo… E’ scappato detto all’informazione un tanto al chilo che con il nuovo foro la distanza Milano-Parigi si coprirà in quattro ore col treno… Ma va!… Non era un TAV per le merci?…

Michele Serra
Essere soli contro tutti non è una colpa, ma non è nean¬che un merito: né nella vita, né in politica. Purtroppo tra i No Tav c’è una frangia (molto visibile, molto rumoro¬sa) che di questa solitudine si fa un vanto, ne è gratificata ed eccitata. E nei comportamenti, negli slogan, nei gesti fa di tut¬to perché questa solitudine si accentui, perché la lotta è tanto più “eroica” quanto più disperata. L’estremismo è, prima di tutto, narcisismo allo stato puro.
Peccato, perché l’impressione è che la posta in palio non sia un cantiere in Val di Susa, ma la possibilità di un’altra manie¬ra di fare economia e di fare società. Naturalmente, è possibi¬le che questa”altra maniera” non sia nel novero delle cose che accadono: lo sostengono in molti, anche a sinistra. Dicono che questo è il mercato, questa l’economia, questo lo stato delle cose, e il resto è solo una perdita di tempo. Da rimuove¬re con le ruspe. Ma se l’altra maniera fosse invece plausibile, e radicata nella realtà di una società che cambia e ci chiede di cambiare: allora l’isolamento dei No Tav è un serio problema per tutta la sinistra. Che non spera più in niente di nuovo, non concepisce più niente di differente, e lascia a pochi tangheri la scena (sterminata, ma vuota) dell’alternativa.

V.
Trovo un errore di fondo in questa ‘Amaca’.
Mi pare che Serra confonda 2 cose lontanissime tra loro, anche se entrambe nocive: una sx estrema di pochi cialtroni fanatici e vandali che si effonde in atti tanto violenti quanto sbagliati perché sono un boomerang per il No Tav e diventano immediatamente pretesto per violenze peggiori del regime, e una sx parlamentare che ormai di sx non ha più nulla ed è pappa e ciccia con i peggiori. Non sarà con le molotov e le sassaiole o gli inciuci affaristici e le collusioni di interesse che faremo futuro. Di entrambe queste scorie sarebbe bene liberarsi per una vera ricostruzione della democrazia, perché entrambe queste parti sembrano incapaci di comprendere, per motivi diversi, cosa sia un’altra economia e un’altra società.

Scrive Don Aldo Antonelli
Mi appare ormai chiaro che il problema dei No-Tav non è un problema locale e nemmeno un problema “settoriale” o “parziale”. E’ in gioco il tipo di società che si vuol costruire e, in questo progetto, il ruolo che deve avere la popolazione. In particolare, si vuole una società totalmente soggetta alle ragioni del mercato che non trova altra legittimazione che se stesso, mercato che, per dirla con le parole di Karl Polanyi “avanza sulla desertificazione della società stessa”; oppure una società “ALTRA” in cui il mercato viene ricondotto alle ragioni della convivenza e del “Bene-essere”, più che del volgare “benessere”?
E in questo progetto i popoli che cosa ci stanno a fare? Le cariatidi forzate di un potere che li schiavizza, li sposta come birilli, li sfrutta e li spreme come limoni, o hanno, essi sì e più che coloro che dovrebbero rappresentarli, parola decisiva?
Che razza di democrazia è quella in cui il tanto invocato popolo è comprato, venduto e scambiato, anche nel suo voto di rappresentanza politica per farne poi l’opposto che esso chiede?
Che democrazia è quella nella quale i referendum stessi vengono puntualmente, con mille furbizie tecnico-burocratiche, disattesi?
Soprattutto che democrazia è quella nella quale una popolazione non può dire neppure “A” sull’uso del territorio in cui vive?
Contro questa dittatura che imbavaglia il popolo, lo combatte mentre se ne fa scudo, non resta altro che la ribellione!
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Francesco Greco
Leggo che il ministro Clini sostiene che in Val di Susa la cosa non è più ambientale, sottinteso, è politica. A parte il suo stupore: ci hanno insegnato all’asilo che tutto è politico, se è vero com’è vero che quella montagna è fatta di amianto e ci sono cupe previsioni di migliaia di morti per malattie neoplastiche negli anni successivi all’eventuale realizzazione dell’opera pagata dai sacrifici che si chiedono alla povera gente, mi chiedo: come ha fatto a diventare ministro? Cioè: sospettavamo le performance delle ministre del Governo-Berlusconi, quelle della consigliera Minetti, ma i Clivi come hanno fatto a diventare ministri? Forse abbeverando le radici nell’antipolitica? Nella sua negazione? Nel golpe sottinteso e accettato da tutti i partiti defunti? Buona domenica.
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DI PIETRO A E IL TAV
Viviana Vivarelli

Di Pietro è di dx, in più ex magistrato ed ex poliziotto, non ci si può aspettare che non sia di dx, e ha fatto, come era doveroso per uno come lui, il dovuto distinguo dai violenti esterni che sono andati a far casino in Val Di Susa facendo solo danno al movimento. Ma Di Pietro non è uno scemo e non fa lo gnorri,come certa gentucola tipo Bersani,Mentana e altri sciacquini embedded coi poteri forti, e ha preso le distanze dalla gelida e cinica decisione di Monti di proseguire il cantiere, chiedendo una moratoria per rivedere piani e lavori, visto che c’è ancora un piano di 21 anni fa e le variazioni non sono state sostanziali. Ovviamente Di Pietro è solo contro gli affaristi della politica (c’è chi fa l’economia con le guerre e chi fa il governo con gli appalti) e non caverà un ragno dal buco, ma ne teniamo comunque conto. Oggi è più facile allinearsi che contestare. Il pecorismo ha vinto.

Scrive Patrizia
On. Di Pietro, mi auguro che venga ascoltato e mi rallegro per il fatto che lei non sia insensibile a ciò che succede. Quando la protesta raggiunge proporzioni così grandi, le persone intelligenti si chiedono il perché e le persone oneste rimettono in discussione l´opportunità di andare avanti.
Sono gli stupidi (e i disonesti) che non arretrano.
Quando uno sente un politico dire che il progetto deve procedere che i cittadini lo vogliano o no si chiede se costui abbia una minima conoscenza del significato della parola democrazia o di quale sia il suo ruolo nella società. Persino gli Svizzeri riportavano sul giornale online l´argomento TAV. Con tutti i loro difetti e nonostante la saltuaria antipatia che uno possa provare per loro, non si può negare che in fatto di democrazia possano insegnarci molto. Una situazione del genere sarebbe impensabile in Svizzera. Là i politici fanno ancora quello che vogliono i cittadini e i risultati a onor del vero non sono poi catastrofici. La corruzione è minima e il grado di civiltà elevato.
Pur avendo minime ricchezze naturali (praticamente solo le patate) è un paese ricco e avanzato. I nostri politici avrebbero molto da imparare.
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Ho notato che nessuno parla della decisione presa dal Portogallo di rinunciare alla TAV per ragioni economiche, quindi non è la Lisbona-Kiev, ma la Madrid-Kiev.Notizia passata molto in secondo piano…
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/portogallo-governo-decide-stop-a-tav-lisbona-madrid-903470/
No comment…..
Tiziana
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Viviana
Spero che a questo punto siate tutti consapevoli che ci vogliono riempire di altre tasse, noi, i figli e i figli dei figli, per mettere 35 miliardi (che non abbiamo) in un’opera totalmente inutile, che durerà 15 anni e rovinerà una valle, bucando un monte pieno di amianto, con un 30% di malattie in più già previste, e 2 gallerie parallele da 52 km e una tale quantità di detriti inquinanti che nessuno sa dove mettere, 2 gallerie che non servono assolutamente a niente, di cui non abbiamo bisogno e in cui la velocità, guarda caso, sarà bassa come si conviene in galleria, per portare le rape da Torino a Lione con 13 minuti di risparmio!!?? Anvedi che progresso!
Ma forse i sondaggi sarebbero diversi se suonassero tipo:“Accetti di avere tot aumento di tasse per un traforo che non serve a niente?”
Eppure secondo ‘questi’ sondaggi, il popolo appecorato avrebbe detto SI’ col 72% dei consensi!!

Pino Corrias
Val di Susa, i diktat dei piccoli Hegel

“BASTA! È stato deciso e perciò va costruita!”
“Popolo di mollaccioni: che figura facciamo con i francesi?” (Sai quanto gliene frega ai francesi? Volevano levarsi dalla Tav e l’Italia per trattenerli si è offerta di pagare anche la loro parte!)
“Italiani cacadubbi, ecco cosa siamo”
“Pensa ai giapponesi. Quelli oggi decidono e domani fanno. Come?…Cosa diavolo c’entra Fukushima?”
“Sgomberate le autostrade! Arrestateli tutti! E bucate quella fottutissima montagna!”
Quante volte abbiamo sentito questa nuova tiritera della logica hegeliana (e l’abbiamo letta): il Tav va fatto perché è stato deciso. Punto.
Se ti azzardi a chiedere una spiegazione sul rapporto costi/benefici, ti dicono solo: “Uffa che noia!” Se provi a ricordare che la linea Torino-Lione c’è già, e forse non serve scavare 52 KM di roccia per diminuire di 13 minuti il viaggio delle rape verso Lione, ti deridono: “E allora perché abbiamo fatto l’Autostrada del Sole? C’era già l’Aurelia, no? ”E se investissimo la metà di quei miliardi, magari per migliorare le linee dove si incagliano i carri bestiame dei pendolari? Bè, allora ti guardano proprio come un poveretto: “Ma chi se ne frega dei pendolari!”
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Fascismo di ritorno? O stronzismo perenne?
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Dal blog
Da compagni a compagnuzzi e picciotti di mafiette e mafine. Spopolano soprattutto nei servizi comunali e regionali dove il poveraccio è costretto a pagare i loro finti lavori di merda. A partire dalla differenziata: un vero e proprio pizzo di mafia targata “compagni”.
NO TAV, Sì APPALTI –
IL PROCESSO DI PRIMO GRADO SUGLI APPALTI IN VAL DI SUSA SI È CONCLUSO CON 8 CONDANNE PER TURBATIVA D’ASTA
– NEL 2014 LA GARA D’APPALTO DA 20 MLD € PER IL TUNNEL
– LA PRIMA FETTA DA 93 MLN ASSEGNATA ALLA COOPERATIVA “ROSSA” MURATORI E CEMENTISTI DI RAVENNA (PER QUESTO IL PD SPONSORIZZA LA TAV)
– ALLA ITALCOSTRUZIONI DELLA DISCUSSA FAMIGLIA SICILIANA DEI LAZZARO (RISORTI DOPO IL FALLIMENTO DELLA ITALCOGE, NEL GIRO DELLA SALERNO-REGGIO E COLPITA DALL’INCHIESTA “APPALTOPOLI”) LA COMMESSA DA 2 MLN € PER RECINTARE I CANTIERI…
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Paolo Cicerone
Per la serie: “poche idee, ma confuse” trasmettiamo i due comunicati della minestra Cancellieri:
28 febbraio: “La ‘ndrangheta interlocutore delle istituzioni nel nord Italia”.
1 marzo: “Dialogo, ma la TAV non può essere messa in discussione”.
Che dire? Magari prova a unire i puntini come con la settimana enigmistica, cara minestra, così la soluzione almeno al primo problema forse la trovi.
Nel frattempo notizia di oggi:
NOTAV occupano la sede del PD…sgomento tra i presenti, erano anni che in quella sede non entrava qualcuno di sinistra…
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Gennaro segnala
http://www.you-ng.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=586:la-notte-dei-cristalli-in-val-susa&Itemid=62
La notte dei cristalli in Val Susa
Alessandro Doranti

Ieri pomeriggio la democrazia italiana ha tirato un bel sospiro di sollievo. Il montaggio chirurgico di un operatore ha regalato alla stampa nazionale un video nel quale un attivista No-Tav “insulta” un carabiniere. L’uomo, che ha offerto le sue generalità, “commenta” il ruolo del militare che ha di fronte, senza ricevere alcuna replica. Apriti cielo! Dopo gli espropri abusivi dei terreni, faticosi da sostenere al pari delle manganellate e dei lacrimogeni contro i valligiani fermi sulle autostrade, la politica riposiziona la sua centralità morale. Lo fa schierandosi compatta al fianco delle truppe offese e sfoggia ancora una volta, e stancamente, l’abusato (e incompreso) commento di Pasolini a Valle Giulia.
Su LA 7, Guy Chiappaventi rimonta immediatamente il video e parla del gesto del carabiniere come “una chiave di volta, un nodo che sposta la storia”. Il giornalista fa notare che era “naturale” fin a quel gesto stare al fianco dei “contadini espropriati” o delle “valligiane ai presidi”, ma da ora sarà diverso. “E siamo tutti” quel carabiniere di 25 anni che nonostante un operaio in pausa pranzo lo accusi di essere “una pecorella” al seguito di un padrone che devasta il suo territorio, non ha reagito spaccandogli la faccia. A proporre “l’encomio” per il militare ci ha pensato un terzetto di senatori. Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Nicola Latorre, esponenti PD al Senato, hanno chiesto al comando dell’Arma dei carabinieri di stringere la mano in segno “di solidarietà e ringraziamento al carabiniere insultato da un manifestante senza onore”. Non c’è da stupirsi di tanta ispirazione. Raptus di entusiasmo incrollabili hanno già fatto parte della carriera di Anna Finocchiaro.
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BERSANI E LE ALLERGIE
Viviana Vivarelli

Dicono che le allergie sono in aumento. Me ne rendo conto benissimo. Sto sprigionando nuove allergie ogni giorno. Soprattutto allergie politiche. Non riesco più a sopportare chi va in escandescenze e fa la verginella offesa quando gli toccano gli interessi della borsa. A ‘Servizio Pubblico’, appena Travaglio ha detto la parola magica “Coop rossa di Ravenna”, Bersani è andato in un parossismo di rabbia, una orrenda pagliacciata come la vergine sputtanata dal perfido scimmione che rivendica tra bai e lai l’onore offeso sulla pubblica piazza. Chi sa è restato freddissimo, come quando il bambino con la bocca sporca di Nutella fa una piagnata negando a gran voce di averla mangiata. Bersani ha fatto la sua figura di merda, per il semplice fatto che non può sfidare l’evidenza recitando la parte dell’onesto offeso. Se il Pd fa questa grottesca e infame difesa della Tav in Valsusa non è certo in nome di quel “diritto al progresso”, che poi in bocca proprio a uno come Bersani fa proprio cagare, ma perché il Pd sulla Tav in Valsusa è reo di conflitto di interesse, avendo proprio una sua affiliata, la Coop cemento e rotaie di Ravenna, le mani in pasta nel primissimo appalto, e per quello Bersani si è sbagliato e ha parlato di 8 miliardi e non di 35, perché 8 sono appunto i miliardi della prima tratta dei lavori affidata, senza nemmeno una gara di appalto, ma come si fa tra partiti compari (oggi a me domani a te) proprio al gigante rosso delle costruzioni, con migliaia di dipendenti, che su quell’appalto ci farà i propri sobri o sporchi interessi, più facilmente sporchi, visto che tra tangenti politiche e costi gonfiati ogni km di questa Tav ci è già costata 6 volte il costo normale. Ecco perché Bersani era vergognoso nella sua dichiarata onestà. Perché questi partiti italiani sulle mangiatoie ci marciano e sono solo le mangiatoie che li interessano. E la Cmc rossa entra in ogni tratta della Tav, nella Salerno Reggio Calabria nella passante di Mestre.Forse anche nella base americana di Vicenza e nel ponte di Messina. Bersà! Ma a chi vuoi infinocchiare con queste sceneggiate?

Paolo Fois
Ieri a Servizio Pubblico, ho assistito all’ imbarazzo, forse di più all’inadeguatezza di un uomo che assurge a divenire nuovo premier, incapace di offrire valide motivazioni peroranti la assoluta necessità della Tav.
Attraverso sproloqui parlava di democrazia violata non un dato non una statistica niente di niente.
La telecamera insistente riprendeva la faccia di Bersani, che aveva la stessa espressione di uno che ha mollato una scoreggia nell’ascensore vuoto e che fermatosi al piano successivo, si riempie di persone .
Contadini! Competenti come ingegneri, con chiarezza esponevano le ragioni della loro contrarietà , e lui squittendo la testa non diceva nulla.
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Harry Haller
Se sentire qualcuno che ti sfotte, è roba da encomio solenne, milioni di Italiani insultati ora dal Nano, ora dallo Gnomo in gondoleta, ora dalla Vacca Neutrina, ora dalla Ministra Universitaria con famiglia “embedded”, ora da Michel Marpione, meritano la massima onoreficinza per le minchiate che sono costretti a sentire…….
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Per Chiappaventi la ripresa del carabiniere ha spostato il binario della storia. Non vorrei deluderlo, ma il treno della democrazia in Val Susa è già deragliato.
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FARE L’ASINO
Viviana Vivarelli

A Bologna c’è una espressione: “mo brisa fèr l’èsan“, “non farai mica l’asino!” che è più forte di quel che sembra. Quando vedo un adulto fare il cretino, mi vergogno per lui. Ma quando vedo un giornalista fare il cretino la vergogna mi incupisce di brutto. Ieri sembrava che una cretineria senza vergogna avesse colpito la tv in massa e lo spettacolo era talmente ributtante da sembrare inverosimile.
Il caso era quello del No Tav Marco Bruno che colloquiava col poliziotto robotico chiuso nella sua bardatura da guerre stellari e gli dava le proprie generalità dicendo che lui del poliziotto non sapeva nulla e lo chiamava “pecorella”, cioè uno che ubbidisce a qualsiasi cosa gli ordinano e terminava dicendogli: “Comunque ti voglio bene”. Notare che il tutto avveniva sotto una telecamera della polizia e Marco lo sapeva benissimo. E ora chiedetevi perché “tutti” i tg hanno regolarmente tagliato il finale e hanno tanto esacerbato e stravolto l’inizio. Di questi ‘colloqui’ tra i manifestanti e i militi costretti a stare viso a viso per ore e giorni e mesi e anni, e queste cose accadono da 20 anni, sono frequenti. I No tav cercano di fraternizzare con i robot assassini, cercano di contattare quell’umanità che potrebbe essere celata dall’armatura. Questo i poteri lo sanno e lo temono. Lo temono perché l’ultima cosa che il potere vuole quando reprime il popolo, è che il poliziotto si riconosca popolo e diventi fratello di quello che deve picchiare e magari uccidere. E dunque hanno avuto ogni vantaggio ad elogiare il poliziotto che invece reprimeva ogni umanità dentro di sé e rifiutava quel contatto umano che Marco ricercava. La “tortura terribile” che ‘sti zozzi hanno elogiato non è la rimozione della voglia di spaccare la testa al manifestante umano ma la resistenza a diventare umano come lui.
Ora, io credo che chiunque abbia partecipato a manifestazioni in cui la polizia ha fatto la fetente come spesso accade, spaccando teste o braccia, danneggiando beni privati, o comportandosi come l’occupante di un paese nemico, sappia che le grida e gli insulti che volano sono ben peggio di quel “pecorella”, ma la marmaglia giornalaia era a caccia di una qualsiasi esca a cui appendere una presunta “violenza” che si voleva attribuire ai No Tav e lo sciacallaggio che si è fatto di quel “pecorella” è stato una delle cose più vergognose prodotte dai media italiani.
E’ stata una tale caccia alle streghe che pareva di essere in una sterminata mandria di ‘asini’.

Il pezzo di Travaglio su questo ‘grottescume plateale’ è sublime: “L’EROE”
http://triskel182.wordpress.com/2012/03/02/leroe-marco-travaglio/
Ma i Nostri non hanno onore o pudore. Asini ci nascono.

“Le cronache segnalano che al milite ignoto “è giunto il plauso di tutte le forze politiche e di governo, dai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani al ministro Cancellieri, da B a Bersani: ‘Lui rappresenta l’Italia migliore’”. E meno male che poi ha parlato l’encomiato: “Ho fatto solo il mio dovere: anche altri colleghi avrebbero fatto lo stesso”. Come a dire: ma siete tutti matti? Ma cosa vi aspettavate che avrei fatto? Che, di fronte a un contestatore esasperato che mi sfotte, avrei potuto estrarre il manganello e fracassargli il cranio? Forse avete visto troppi film, o troppi documentari sulla Diaz e Bolzaneto. Siete abituati all’anormalità perché siete anormali pure voi. Vi sembrerà strano, ma io sono una persona normale, e come me ce ne sono tante, nell’Arma. Ma è stato tutto inutile. Per la stampa di regime, il giovanotto è già un eroe. “Sembra una storia tratta dalle pagine del libro Cuore di De Amicis”, tromboneggia il Messaggero. Il Giornale festeggia perché “le azioni dell’orgoglio patrio sono risalite”. La pseudosenatrice Finocchiaro vorrebbe “stringere la mano al carabiniere insultato da uno pseudomanifestante”. E tutti a scomodare Pasolini…Il Giornale segnala che “l’oltraggio a pubblico ufficiale è punito fino a 3 anni di carcere”. Se è per questo, la corruzione giudiziaria è punita fino a 8 anni. E il punto è proprio questo: nessun partito è credibile per andare in Valle a spiegare le ragioni del Tav, sempreché ne trovi. Mantovano (Pdl) invoca manette ai manifestanti per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale: e allora che ci fa a piede libero il suo ex ministro Maroni, condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale? E come si chiama il reato di un politico (sempre Mantovano) che paragonò ai “nazisti in fuga” i giudici che avevano condannato Dell’Utri? E di un altro, tale B., che paragonò i giudici alle Br e alla Uno Bianca? Che si fa, si dà l’encomio solenne pure ai giudici che non hanno ancora spaccato la faccia ai politici che li insultano? Il delirio sull’eroe carabiniere ricorda quello sull’eroe De Falco che ordina a Schettino di tornare a bordo. E sull’eroina, durata un paio d’ore, Manuela Arcuri che 2 anni fa, dai verbali del caso Tarantini, pareva aver respinto le avances del Cainano e solo per questo era pronta per la leadership della sx. Lei giustamente tenne la bocca chiusa. Infatti, dalla telefonata intercettata, si scoprì subito l’eroico motivo del gran rifiuto: “..se non vede ‘sto cammello (San Remo) non fa nulla per lui”. Gli unici che, sul concetto di eroismo, hanno sempre avuto le idee chiare sono B. e Dell’Utri: l’eroe è Vittorio Mangano, punto e basta. Per il resto, nel Paese di Sottosopra, diventano eroi una ragazza che forse non si prostituisce, uno della Capitaneria di Porto che intima a un comandante in fuga di tornare sulla nave e un carabiniere che non spara a un ragazzo che gli parla. Come cantava Lucio Dalla, “l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”.

PROGETTI DA DINOSAURI IMPAGLIATI
Viviana Vivarelli

21 anni fa c’erano altre prospettive e un’altra economia e anche le previsioni sul commercio con la Francia erano diverse. Questa gentuccia che si spaccia per politica parla come fosse congelata nel tempo. Come se non fossimo in una recessione gravissima, alibi per fare a pezzi i diritti civili, lo stato sociale, le condizioni degli operai, il futuro dei giovani,la tutela del paese. Come se trovare 22 o 35 miliardi fosse una bazzeccola e per di più per un’opera inutile e dannosa, aumentando ancor più un peso fiscale intollerabile, quando per solo 6 miliardi hanno falcidiato le pensioni, hanno messo tasse al 54%, hanno allungato il lavoro e non siamo competitivi su nulla .Il Pd con un colpo da Giuda ha consegnato il paese a una dx iperliberista, sicario di poteri finanziari, pur di scansare la patata bollente che stava per capitargli, la sciagura da cui si è sempre scansato prontamente: quella di governare l’Italia. Hanno consegnato il paese a una cricca di grassatori per difetto di responsabilità, per inaffidabilità. Tengono solo alle loro poltroncine, ai loro appaltini, ai loro soldini rapinati alle casse dello Stato, e per quel piatto di lenticchie si sono venduti la primogenitura. Vista corta e cervello da gallina. Questi sono peggio che fossili, sono ostacoli al futuro. Sono nocivi. Che dietro queste teste di paglia ci siano anni e anni di lotte sociali, di passioni e idealità, di riscatti sognati e lottati, a questa gentucola non interessa. Bersani vuole solo continuare a mungere la mucca salvando pure la faccia e svendendo tutto il meglio della politica italiana. Per questo lo schifo. Perché non ci arriva nemmeno a capire il danno che fa e non ci arrivano nemmeno tutti quegli anziani e quegli ex combattenti che hanno dato il cuore per una causa e ora dovrebbero patire a vedersela svenduta per pochi denari, in quelle collusioni così meschine, in quegli imbrogli parlamentari che puzzano di bettola e di trappolette furbine, in quelle ‘opportune’ assenze, e tutto per salvare i loro poteri piccoli piccoli.
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Lo sapevate che per 2 volte, nel 1998 e nel 2003, il governo francese cercò di annullare il corridoio Torino Lione come opera inutile? E che la Tav in Valsusa è andata avanti solo per le pressioni dei governi italiani che si sono anche accollati una spesa maggiore di quanto loro spettasse, pur di disporre di questa enorme mangiatoia? Lo sapevate che oggi l’opera è contestata anche da politici e ambientalisti francesi? E che dalla parte francese i lavori non sono né fatti né prossimi? E che quando si dice che l’Europa la vuole perché non si aggiunge che l’Ue la considera minoritaria?
E se questa Tav era così essenziale perché in 21 anni non l’hanno fatta?
Perché in 21 anni non hanno aperto nemmeno un cantiere?
Perché in così tanto tempo non sono riusciti nemmeno a fare l’esproprio dei terreni interessati?
E perché oggi, con un atto di esproprio contestato e rimandato al Tar, in attesa della sua decisione, si occupano illegalmente terreni ancora di proprietà privata e si allarga arbitrariamente il perimetro così da comprendere di colpo il terreno di Luca Abbà e la sede dei No Tav per abbatterla con le ruspe come primo atto indecente e illegale? Di quale violenza parla la Cancellieri di fronte a poliziotti che spaccano teste e braccia e distruggono illegalmente le proprietà private?
Perché in 21 anni né l’Europa né la Francia hanno spinto che l’opera si facesse?
E perché l’Italia, pur di non abbandonare l’opera, ha offerto di pagare lei di più di quanto lo spettava pur avendo già la parte più costosa?
E qualcuno ci spieghi come mai era tanto chiara la sua utilità che un po’ doveva servire ai passeggeri, un po’ alle merci, un po’ a entrambe, così a caso?
E come mai le merci dovrebbero viaggiare così veloci? Capisco che un passeggero abbia beneficio se dimezza i tempi di un viaggio, ma un carico di rape? Credo che il problema delle merci sia pagare meno costi possibili per essere più competitive e non aumentare i suoi costi viaggiando col lusso di una Tav. E poi lo sanno i favorevoli che in galleria nemmeno una Tav può viaggiare veloce? E che i costi per la sua manutenzione sono altissimi? Ce lo ha detto il Governo Monti di quanto e per quanto aumenteranno le nostre tasse per sostenere anche quest’opera faraonica? Perché la pagheremo solo noi, è ovvio. Ma siamo proprio disposti a pagare ancora più tasse per far arrivare 13 minuti prima un carico di rape?

Il piano della Tav in Valsusa è vecchio di 21 anni, di prima di tangentopoli e troppe cose sono cambiate. Non si conoscevano i danni dell’amianto. Non eravamo in recessione. La tutela dell’ambiente non faceva parte delle responsabilità di governo. Non si parlava di spread né di default.
Oggi dovremmo rifare tutte le valutazioni da capo. E non ci inganni Monti col dire di averle fatte in un paio d’ore. In un paio d’ore non si fanno nemmeno le spartizioni delle tangenti. Oggi le prospettive economiche sono ben altre, il commercio ha avuto una caduta netta, le merci per la Francia non ci sono, i soldi sono pochi, il debito è altissimo, ci sono priorità ben diverse, e, di fronte a un paese già gravato dalla mancanza di lavoro e oppresso da ben altre necessità, impegnare una somma così alta in un’opera inutile è criminale. Come lo è paragonare ciò che si può fare in un paese come l’Italia, che è a un passo dal fallimento dietro la Grecia, con quanto è stato fatto in altri tempi in altri paesi. Ciò indica una irresponsabilità molto grave e una incapacità di realizzare le difficoltà del nostro presente
Ma c’è molto di più. Quando una famiglia è oppressa dai debiti e sta per perdere la casa, il capo famiglia non prenota uno yacht con la scusa che il mondo è pieno di yacht. Deve lucidamente realizzare che stiamo in braghe di tela e che è insensato millantare lussi superflui. Non c’è solo le leggerezza di chi finge di ignorare le condizioni del paese o che trama di alzare ancor più le tasse su una popolazione esausta spendendo in cose inservibili,qui c’è proprio disinformazione da parte dei cittadini e una vera intenzione criminogena da parte del governo.
Se però si pensa che il costo di ogni km della Tav è stato moltiplicato per 6, rispetto ai costi medi di qualunque altro paese, per riempire i grassi ventri di politici, imprenditori e mafiosi, allora si comprende la protervia di Bersani, l’ottusità di Cota o Fassino e persino le intenzioni poco belle del governo Monti che è, sì, provvisorio, ma ha già l’aria di diventare eterno con Passera che già pensa di fare il futuro premier.
Insomma una mangiatoia simile interessa a tutti! Anche a chi al momento si spaccia come provvisorio.

IL TUNNEL
Missy Elliot

Questo è il profilo del tunnel di base della progettata linea TAV-TAC (Treno ad Alta Velocità –Treno ad Alta Capacità) nella tratta internazionale della LIONE-TORINO: da St.Jean de Maurienne a Venaus. Sarà realizzato con due gallerie parallele (bitubo) per elevare il grado di sicurezza: in caso di incidente una è per i soccorsi.
E’ lungo 52 Km; l’altezza del carico di roccia sovrastante arriva ad un massimo di oltre 2500 m; la temperatura prevista nella zona centrale è superiore ai 35 gradi per oltre 15 Km, con un picco di 50 gradi.
La durata della costruzione, con tecnica mista “fresa-esplosivo” è prevista in almeno 15 anni
Lo scavo produrrà 15 milioni di metri cubi di detriti (lo “smarino”) con presenza di amianto e uranio: metà dovrà essere sparso in Valsusa (entro 30 Km, per economia dei costi); a questi detriti depositati in valle si assommeranno quelli dei successivi 2 lunghi tunnel (Bussoleno 12 Km e Gravio-Musinè 23 Km) che attraverseranno la nota vena amiantifera presente nello spartiacque tra le valli Lanzo e Susa.
Saranno allo stesso tempo prelevati localmente centinaia di migliaia di metri cubi di buona ghiaia per il calcestruzzo di rivestimento delle gallerie.
Lo scavo prosciugherà molte falde che alimentano gli acquedotti di valle, come già accaduto in Appennino per il TAV Bologna-Firenze.
A servizio del tunnel dovrà essere realizzato, più a valle (tra Chianocco e Borgone), un piazzale di stazionamento e carico per i treni lungo 2-3 Km, largo 100 m. e con pendenza inferiore al 2 per mille: in pratica una diga di terra in grado di sbarrare il vallone di Chianocco. Un’opera a gravissimo rischio idrogeologico.
L’impresa che dal lato Francese si propone per il tunnel è la ROCKSOIL dell’ing. Lunardi (intestata alla moglie, ora che lui è ministro delle infrastrutture)”

http://www.informarexresistere.fr/2011/06/27/150-motivi-per-dire-no-alla-tav/#axzz1nsQIhHDL
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Un pendolare

Spettabile Governo di merda, da italiano le dico che sarò favorevole alla TAV quando per andare in treno da Roma a Teramo (170 Km) non ci vorranno più 5 ore e mezza.
Da Grosseto a Rimini (280 Km) 6 ore
Da Foggia a Genova (800 Km) da 8 a 12 ore
Potrei continuare con altri esempi come potrei anche descrivere le condizioni in cui versano i vagoni che ci ospitano.
Quando il trasporto interno su rotaia raggiungerà un livello di decenza forse gli italiani saranno anche disposti a valutare l’idea di bucare una caxxo di montagne per arrivare a Lione in 1 ora e mezza.
Per il momento solo NO TAV
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Da http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article30876

Lo sapevate che il traffico per Lione è bassissimo, il più basso di tutti i valichi, e in futuro sarà anche meno e che per le merci è molto meglio il tunnel ferroviario del Frejus?
Lo sapevate che per questo la Francia non voleva fare più l’opera e l’Italia ha talmente insistito che per convincerla si è accollata anche parte della spesa francese? Lo sapevate che nel 2003 il Conseil Général des Ponts et Chaussées aveva giudicato l’opera non accettabile, ma l’Italia la voleva a tutti i costi.
Lo sapevate che le strade italiane stanno andando alla malora perché nessuno ci investe per ripararle, ma quest’opera la vogliono tutti appassionatamente?
Ma quanto sperano di ricavarci da questo traforo? E quale utilità mai potrebbe venire a questo paese per un collegamento in più tra Torino e Lione?
Lo sapevate che dopo 20 anni di chiacchiere ancora non esiste un piano finanziario né si sa da dove cavolo si prendono i 35 miliardi iniziali? E a noi mai è stato detto di quanti ci aumenteranno le tasse per sostenere questa opera faraonica?
Lo sapevate che con un quinto di questi soldi si poteva evitare il taglio delle pensioni?
E che in 20 anni il costo iniziale è passato da 17 miliardi a 35, e senza gli svincoli, e le opere laterali?
E sapete di quanto aumentano in genere i costi preventivati? Fate un po’’ i conti: la tratta Roma-Firenze è aumentata quasi 6 volte. Quanto ci costerà questa inutile doppia galleria? Se si parte da 35 miliardi e si aumenta per 5 o per 6… E chi pagherà questa massa enorme di denaro con un paese che è già a rischio di default?
E se oggi il traffico sulla Torino-Lione è già basso, quando l’opera sarà finita sarà ancora più basso del 40%. E allora?
C’è già il San Gottardo che soddisfa pienamente le esigenze del traffico merci.
Quello che appare evidente è la testardaggine dello Stato a voler eseguire un’opera di nessuna utilità, in una tratta dove le merci viaggiano più facilmente su strada, e questo non per pessimismo, ma per esperienza. E perché allora questa congiura di tutti i partiti sostenuta pure da Monti? Evidentemente per motivi che non si possono dire
Sono finiti da decenni i carichi di legname e carbone! Dunque si spenderebbe del denaro pubblico, tanto denaro pubblico, per non portare nessun beneficio di natura ambientale.
Inoltre negli ultimi anni la domanda di trasporto in quest’area anziché aumentare è diminuita proprio per effetto della concorrenza delle altre vie di traffico.
Se lo Stato ha veramente 35 miliardi di euro da investire, potrebbero migliorare i treni per i pendolari, con treni vecchi, sporchi e sempre in ritardo. I politici sono nostri dipendenti, dipendenti. E oggi il popolo dice basta a cattedrali nel deserto, basta allo sperpero di denaro pubblico, basta trattare le persone come se tutti fossimo dei pecoroni ignoranti che ubbidiscono allo Stato padrone.

Lapennadellacoscienza
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I FANATICI DELLA POLITICA
vv
E che fastidio anche questi dinosauri impagliati, questi obsoleti e stantii post di persone vischiosamente attaccate al passato, che non riescono materialmente ad uscire dai condizionamenti mentali di una logica partitica o, peggio ancora, di una tramontata e obsoleta contrapposizione dx/sx!
Com’è possibile che non riescano a farlo nemmeno oggi, che al posto di questa opposizione che non ha mai funzionato, abbiamo un pastone omogeneo orripilante, una specie di notte dove tutte le vacche sono nere e i Bersani si confondono con i Berlusconi?
Eppure i sondaggi continuano a ripetere una verità innegabile: il 91% degli italiani ha poca o pochissima fiducia nell’attuale sistema partitico e cresce lo schifo per gli orrori che i partiti italiani hanno commesso sinora portando il paese alla rovina. Solo il 4% degli italiani crede ancora nei partiti. Ma a chi parlano dunque questi fautori del partitismo a tutti i costi che ci vogliono infilare anche il M5S?
Grillo è uno dei pochi che tenta di fare qualcosa di diverso e migliore, attaccando i partiti come il peggiore male italiano. Le sue 3 leggi di iniziativa popolare sono un inizio semplicissimo e luminoso per una strada che dovrebbe portare allo smantellamento di questo potere elitario e feudale che stritola la nostra Nazione. Ma alcune teste sono talmente bloccate nelle loro vecchie cristallizzazioni da essere incapaci di liberarsene, per bieco interesse quelli di dx e per rigidità mentale quelli di sx.
Eppure è sotto gli occhi di tutti che proprio una deleteria e fallimentare partitocrazia ci abbia portati alla rovina. E che proprio i suoi abusi abbiano distrutto ogni traccia di democrazia.
Ma come siamo messi? Siamo intrappolati in una sindrome di Stoccolma tale che non vogliamo in nessuna maniera liberarci dai nostri carcerieri? E pensiamo solo a ristrutturare nuove carceri?
Il M5S tenta di costruire un sistema democratico nuovo, non più di democrazia delegata, ma di democrazia diretta e partecipata (secondo la tripartizione di Ainis)
La democrazia delegata è morta di troppa corruzione. Seppelliamola in pace.

Marco Travaglio da Santoro. Uno dei suoi editoriali più belli!!!

Il Tav Torino-Lione nasce 21 anni fa quando era appena caduto il muro di Berlino, al Governo c’erano Andreotti e Cirino Pomicino e alle ferrovie Lorenzo Necci, un anno prima che scoppiasse tangentopoli che poi li ha spazzati via tutti, un’altra era geologica quando i politici erano in preda a una gigantesca invidia del pene e come modello di sviluppo inseguivano la muraglia cinese e la piramide di Cheope. Poi sappiamo che cosa ci hanno lasciato di grosso: il debito pubblico, in eredità.
Il 1° studio di fattibilità della regione Piemonte stimava che i passeggeri da Italia a Francia sarebbero aumentati da un milione e mezzo a 7 milioni e 700.oo in 10 anni, invece sono scesi a 700.000 tanto che il treno Torino-Lione lo hanno soppresso.
Allora si sono detti che, siccome la nuova linea non serve per i passeggeri che non ci sono più allora servirà per le merci, e il progetto ha cambiato nome, da Alta Velocità ad Alta Capacità. Adesso, a parte l’idea folle di portare le rape e le fave, soprattutto le fave, mezz’ora prima da Torino a Lione, basta dare un’occhiata al traffico delle merci tra Torino e Lione che è salito fino al 2000 e dopo il 2000 è colato a picco. L’Ufficio federale dei Trasporti svizzero calcolava che nel 2000 viaggiavano 8 milioni di tonnellate di merci, oggi n viaggiano 2 e mezzo solo anche perché il grosso passa dal Gottardo e dal Brennero, basta appostarsi e guardare, l’80 % o 90% dei treni merci passa completamente deserto, anche perché abbiamo speso un sacco di soldi per potenziarla la linea Modane che potrebbe trasportare fino a 20 milioni di tonnellate di merci ma ne trasporto solo 2 o 3, cioè nessuno usa la linea esistente e noi, furbi, ne facciamo una seconda un’altra con un cantiere che durerà 15 anni, sposterà 57 km di amianto e materiale radioattivo, perché noi siamo molto furbi, come se l’Eternit non ci avesse insegnato qualcosa. E dove lo mettiamo il milione di tonnellate di detriti che usciranno da quel buco per giunta di materiale radioattivo e tossico? E quanti tir ci vorranno per portarlo via? E che fine farà il turismo in quella regione? E le infiltrazioni della ‘ndrangheta in quella regione qualcuno ci ha pensato? E chi curerà le 10.000 persone che si ammaleranno per l’inquinamento delle polveri, perché è previsto un più 10% di malattie respiratorie. Per cui non è vero che il Tav Torino-Lione è inutile. Il Talv Torino-Lione è dannoso per l’ambiente e le falde acquifere. Chiediamolo ai toscani cosa è successo al Tav Firenze-Bologna per la vita e per la salute degli abitanti. Ma soprattutto è dannoso per le casse dello Stato.
Dicono che l’Europa dovrebbe pagare il 30 o il 40% dell’opera, ma non è vero niente, non c’è niente di sicuro, per ora ha pagato solo 600 milioni per il tunnel esplorativo , il resto è tutto da vedersi e gli accordi con la Francia prevedono che l’Italia pagherà il 57% per un’opera che passa solo per il 30% sul nostro territorio, siamo sempre più furbi! Alla fine il Tav dovrebbe costare nell’ipotesi maxi 18-20 miliardi, quanti basterebbero a cablare l’intera Italia a 100 megabit, poi nella versione low coast 8 miliardi, quanti la Gelmini ne ha tagliati alla scuola e alla ricerca negli ultimi 3 anni.

Ogni traversina del Tav è un banco in meno nella scuole, una culla in meno di asilo nido, un posto letto di ospedale o un insegnante in meno, ma questi sono i preventivi, perché poi i costi all’italiana raddoppiano o triplicano, basti vedere quello che abbiamo speso per i Tav già fatto, quelli utili a cui nessuno si è opposto, come la Torino. Milano 73 milioni di euro a Km mentre la Francia ne spende 10 e la Spagna 9.
Dicono: ma in Francia stanno scavando, a parte che non vero, è tutto fermo anche lì, manca ancora il progetto definitivo fino a Lione, hanno fatto solo 3 cunicoli, poi hanno tappato tutto, infatti i giornali i francesi se ne strafottono di quel che accade dall’altra parte della montagna perché il progetto non interessa a nessuno e comunque in Francia quando scavano, scavano in terra, mentre da noi scavano soprattutto nelle nostre tasche. Il differenziale dei costi tra Italia ed Europa si chiama ‘tangenti’, basta aspettare. Il sospetto che dietro ci sia qualcosa di non detto aumenta quando si sentono parlare i difensori del Tav, perché prima c’erano i politici che dicevano: il Tav si deve fare perché si deve fare. Punto. A Report il governatore del Piemonte Roberto Cota col suo sguardo penetrante tipico della triglia lessa ha risposto alle domande dei No Tav dicendo la seguente supercazzola. “La Tav apre il Piemonte e tutto il sistema paese all’Europa. Prima di tutto è un’apertura psicologica, di prospettiva” Ecco, più che psicologica sembrerebbe psichiatrica, visto che il Piemonte è già collegato all’Europa e alla Francia e visto che il traforo del Frejus l’hanno inaugurato nel 1871 all’insaputa di Cota, naturalmente. E meno male che la Lega Nord difende la volontà popolare, il radicamento nel territorio, il popolo sovrano, il dio Po, che difende i popoli contro chi impone scelte da Roma ladrona, il popolo del val di Susa deve essere figlio di un Po minore, visto che nessuno lo prende in considerazione.
Sempre a Report, l’ex sottosegretario alle infrastrutture del governo Berlusconi, disse un’altra supercazzola memorabile: “Il Tav consentirà di collegare le merci da Lisbona a Torino fino a Kiev”, una supermegatransiberiana, senza spiegare quali sarebbero essere queste merci che partono dal Portogallo per arrivare in Ucraina e perché dovrebbero fare una capatina a Torino, forse per visitare la Sindone e i musei egizi.
I politici non dicono mai niente di preciso, però qui sono tutti d’accordo, governi di cdx, di csx, uno dei più scatenati è il Pd. Fassino ha detto che i No Tav sono anti storici, un po’ come chi 40 anni fa credeva al comunismo sovietico. Chiamparino addirittura voleva espellere dal csx tutti quelli che sono contrari al Tv, poi ha scoperto la sua vera vocazione: ora fa il banchiere. Il Pd piemontese ha minacciato di togliere la tessera agli iscritti che manifestano contro il Tav, manco fossero dei pregiudicati o degli indiziati, se fossero stati inquisiti le tessera non gliel’avrebbero tolta, a Penati non gliel’hanno tolta, è soltanto sospeso.
Bersani l’ha ripetuto anche stasera: “In fondo il Tav è solo un treno. “ Il Tav non è solo un treno, è una linea ferroviaria che scava 57 km di montagna che, guarda caso, è appaltata a una Coop rossa di Ravenna, la Cmc, molto nota alle cronache, per le sue vicende giudiziarie per i suoi rapporti con Primo Greganti. Siamo passati da falce e martello a calce e martello.
Ha scritto bene Adriano Sofri, ieri, su Repubblica: “Il partito trasversale il pro tav è il partito Treno, quello che dice : si fa e basta, è il partito dell’ormai, il partito della nuova religione rivelata, della Rivelata Costruzione, infatti nessuno si confronta mai con i dati degli economisti, del sole24 ore, dei 36° professori universitari che hanno lanciato il famoso appello: Caro Monti, hai rivelato coraggio nel dire no alle Olimpiadi, possibile che non hai lo stesso coraggio a dire di no a un’opera così superata e così costosa? Anche quelli sono tecnici anche se non sono ministri e magari sono più tecnici dei ministri. I 360 esperti citano per es. uno studio che dimostra la grande sofferenza in cui versano tutte le linee Tav in Italia. Poi c’è uno studio dell’università di Oxford che su 260 grandi infrastrutture si 20 paesi si dimostra che tutte le previsioni sui costi vengono regolarmente sottostimate e tutte le previsioni sui benefici vengono regolarmente sovrastimate. Tant’ che quella analisi ha il titolo: “La peggiore infrastruttura è sempre quella che viene costruita”
Altri ricercatori svedesi e americani hanno dimostrato che queste grandi linee non risparmiano energia la consumano e inquinano molto più dei tir che si vorrebbero togliere dalla strada. Sono tutti professori, mica anarco insurrezionalisti. Non insultano poliziotti, non tirano pietre, non si arrampicano sui tralicci, non sporcano e non urlano. Chiedono solo un tavolino per discutere educatamente come si fa tra tecnici, con i dati e le cifre e nient’altro. E quello che chiedevano i No Tav quando non c’era violenza nel movimento, solo che quando non c’era violenza, non li ascoltavano perché non erano violenti, e così qualcuno, sbagliando, ha pensato che per farsi ascoltare bisognasse diventare violenti. E ha molto sbagliato a fare questo.
Ora i tecnici di governo parlano come i politici. Il Ministro Passera ha detto: “I lavori devono proseguire, Punto e basta. Perché? Perché sì.
In realtà i cantieri non posso proseguire perché non sono mai iniziati, semmai potrebbero iniziare. Come abbiamo visto, pochissimi operai e moltissimi poliziotti.
I poliziotti, anche loro, come i valligiani sono le vere vittime di questi politici che non ci mettono mai la faccia forse perché sono al 4% di fiducia. Nessuno nega che tra i manifestanti ci siano dei violenti o tra le forze dell’ordine, anche se lì è più difficile individuarli perché sono nascosti sotto i caschi. Ma la gran parte fa solo il suo dovere, come fa il suo dovere il procuratore Caselli, minacciato di morte e insultato con slogan orrendi, paragonato addirittura ai terroristi e mafiosi che ha combattuto tutta la vita, solo perché ha fatto arrestare 25 attivisti accusati di violenza tra l’altro tutti venuti da fuori a presidiare la valle, tra l’altro l’ordine di fare quest’opera non l’ha dato mica Caselli, lui si imita a perseguire i reati, gli ordini li danno i politici e questi non sono credibili
E’ credibile Passera che ha scelto come viceministro un ex banchiere che prima le opere pubbliche le pagava e ora dovrebbe controllarle? Sono credibili questi uomini politici e tecnici che hanno militarizzato una valle per poter difendere un cantiere che non esisteva, che hanno l’ordine di attendere i manifestanti pacifici in tenuta antisommossa e di caricarne qualcuno o di inseguirli sino in cima agli alberi? Che bisogno c’era di far inseguire quel ragazzo in cima al traliccio? Possibile che in Italia chiunque si arrampichi su un traliccio venga regolarmente inseguito da un rocciatore dei carabinieri oppure è un trattamento ad personam che si riserva soltanto ai No Tav? Lo dico, perché un mese fa a Milano c’è stata una manifestazione secessionista della Lega. Alcuni milanesi hanno accolto i manifestanti srotolando la bandiera tricolore, la Digos gliel’ha fatta ritirare, il tricolore, non quella secessionista, per non provocare i leghisti. E’ il mondo alla rovescia, perché la bandiera nazionale è legalità, e la secessione è illegalità. Però si può capire la scelta della polizia che voleva evitare inutili tensioni, inutili scontri. Ma in Val di Susa siamo sicuri che si voglia evitare inutili scontri? Perché non si cerca di fare anche lì quello che si è cercato di fare a Milano? Ma soprattutto perché i tecnici non fanno finalmente i tecnici e non rispondono su quel tavolino alle obiezioni dei tecnici No Tav con degli argomenti tecnici Pro Tav, se li hanno. Se non lo fanno, non sono dei tecnici, sono dei cialtroni, e anche un po’ provocatori, e nessuno a quel punto toglierà dalla testa a molta gente che questa non sia l’Alta Velocità, ma l’Alta Voracità!!

CERVELLI VERDI FRITTI ALLA PARTENZA DEL TRENO
Viviana Vivarelli

Di fronte all’ipocrisia abile e generica del discorso di Monti alla Nazione per avvalorare la decisione sull’abominevole Tav in Val di Susa, non reagisco nemmen più, resto in una freddezza mortale, come chi ha visto il peggio e si sta abituando ad aspettarsi il peggio. Diventerò un animale a sangue freddo, come certi rettili che giacciono nelle paludi e aprono la bocca solo per mangiare. Ho pensato fuggevolmente al grande Alberto Perino, rimuovendo istantaneamente l’immagine, per non soffrire troppo, perché il viso del vecchio leone mi procurava un dolore inesprimibile.
Capisco perché Monti dei vecchi ministri avesse elogiato così esageratamente la Gelmini. Ottima per fare cervelli fritti senza sale.
Ma poi, da un Governo che parte elogiando Marchionne e la Gelmini, cosa c’era da aspettarsi?
E quando la prima dichiarazione di un ministro dell’ambiente è una laude alle centrali nucleari, alla privatizzazione dell’acqua, alla Tav in val di Susa e al Ponte di Messina, e il 60% degli italiani è contento, come si può non pensare che siamo tutti morti, e che alcuni non sono mai venuti a nascere?
Come si può dall’accasciamento e dalla disperazione far nascere il nostro futuro, io, che sono già senza futuro, proprio non lo so.
Eppure la storia insegna che i fiori nascono dal letame e che proprio quando la parabola della storia tocca i suoi punti più bassi e più triviali, proprio allora si ricomincia a salire.
Sale la linfa sugli alberi che sembravano morti in giardino e spinge fuori nuove gemme. Spingono i nuovi fili d’erba tra le pietre del cemento o sotto la terra che pare morta. Sale la luce del giorno dopo le tenebre invernali. E anche il nostro povero disgraziato paese ricomincerà a vedere la luce dopo il tunnel buio dove vogliono ricacciarci tutti quanti.

Una partitocrazia inamovibile ancor più radicata nei propri abusi e privilegi
Un Vaticano campione di disparità e attaccato alle sue ricchezze
Un mandato rinnovato per Monti
E un bis per Napolitano
Segreterie che si accordano sui patti più turpi senza più differenze di colore in nome del santo denaro
Nessun cambiamento al sistema elettorale mentre si finge che le elezioni siano differite in eterno
Ignorati i risultati dei referendum
Gettata in un angolo la Costituzione formale, mentre quella materiale la nega sin nei principi più alti
Guerra, rapina e strapotere sono le divinità imperanti
Rinnovato il patto scellerato coi privilegiati
Ripagato lo scellerato matrimonio con le banche
E perpetuato un feudalesimo di regime
Ricchi che credono di spadroneggiare in eterno
Padroni che vogliono il ritorno dello schiavismo
Trame per cancellare statuti e costituzioni
Giovani che non hanno nemmeno la sopravvivenza, condannati a una non vita
mentre si allarga la precarietà del vivere e diventiamo tutti intramarginali
Vecchi abbarbicati al potere per sempre
Altri che muoiono sotto i tagli continui
dell’indifferenza e del feroce cinismo
Lotte di popolo contrabbandate per terrorismo
mentre il terrorismo di potere abbraccia dx e sx in una vischiosa colla comune
Una congiura generazionale oltre a quella delle classi di potere che hanno estromesso le classi del non potere
Vogliono congelare il tempo per dominare lo spazio
Vogliono annientare i cervelli dopo aver razziato i diritti
Sono i Signori del Cielo e della Terra e si dicono pure mandati per ordine divino
Ma tutto questo è talmente contrario alle leggi umane e della storia che finiranno tutti in una spaventosa Apocalisse, i merdosi signori del nulla!
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UNA SIMPATIA UMANA: VIROLI
VV

E’ strana la simpatia, sboccia improvvisa e ha le sue ragioni sacre e profonde. Non si compra e non si vende. E’ un dono degli dei di cui dobbiamo rendere grazie perché rende la nostra vita migliore e senza l’incontro di chi incarna quel dono la vita non merita di essere vissuta.
Grillo è elettrizzante, è il nostro spiritello ridestante. Lucio Dalla è stato il nostro umanissimo angelo. Ma Viroli è il maestro, dal viso sciupato e il cuore nitidissimo come cristallo.
Sono con lui nel suo articolo “Io sto con chi se l’è cercata”. Dice il saggio Viroli che ‘se l’è cercata’ è la frase con cui i mediocri liquidano Luca che cade dal traliccio e resta tremante al suolo. Circola nei giornali di B o nelle fila di questa genìa tremenda di profittatori, servi e mezzani che circonda e costituisce il potere. Fu la famigerata frase di Andreotti all’assassinio di Ambrosoli. Lo dicono i maschietti italiani all’ennesima ragazza violentata. E’ il rovesciamento della vittima in reo, la frase meschina con cui i mandanti sono assolti e la vittima degradata. Nasce da quell’odio tenace e livoroso che i vili mostrano verso chi ha una morale più alta che segna la loro bassezza. Ambrosoli sapeva benissimo di rischiare la morte. Ma sapeva che era suo dovere continuare perché anche i peggiori criminali possono essere sconfitti. Lo stesso Carlo Rosselli quando in carcere rifiutò di scrivere al Duce. E così Ferruccio Parri o Martin Luther King. Quelli che se la sono cercata a volte falliscono, ma quando raramente vincono, il mondo diventa più umano. I servi lo rendono, invece, peggiore. Si sale su un traliccio quando non resta altro per combattere un potere. I disperarti per cause di giustizia meritano sempre rispetto. Per questo, dice Viroli, io sto con quelli che se la sono cercata e detesto chi li deride. Spero che la tragedia di Luca serva almeno a difendere il nostro paese contro chi lo vuole ingiuriare con opere inutili e dannose perché misura il progresso in termini di velocità e non di cultura e dignità.
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L’ITALIA DEI DOVERI, di Maurizio Viroli

La Democrazia Partecipata nasce dall’idea, anzi dall’esigenza, di far riappropriare i cittadini delle funzioni e dell’orgoglio dell’appartenenza ad una comunità e di essere i principali artefici delle scelte e dello sviluppo della stessa.
Dobbiamo liberarci dall’idea, tanto diffusa quanto insensata, che mentre i diritti sono libertà, i doveri rappresentano una costrizione.
Ma, se chi ha diritti non sente il dovere di limitarli con una norma, i diritti svaniscono nel nulla
Anche il dovere è libertà. Anzi, per essere precisi, è la vera libertà, quella morale, quella interiore. Sentire un dovere vuol dire ritenere giusto o ingiusto fare o non fare. È la nostra coscienza, non gli altri o lo Stato a considerare giusta una determinata azione, e dunque avvertiamo il dovere di compierla, o ingiusta, e dunque avvertiamo il dovere di astenerci dal compierla.
Ma i doveri sono diversi dagli obblighi. Mentre il dovere è un comando della nostra coscienza, l’obbligo è il comando di un’autorità esterna.
Il dovere è il segno distintivo della libertà più preziosa e più difficile da sradicare, quella morale. Anche di fronte a un potere oppressivo o a uomini prepotenti, chi è moralmente libero rimane tale, e dal suo senso del dovere può trarre la forza morale di resistere e di sconfiggere il potere oppressivo. Ma se non ha la libertà interiore non solo non possiede la libertà più alta che consiste nell’essere padroni di se stessi, ma non può neppure difendere o riconquistare i diritti civili e politici. Chi non ha la libertà interiore che proviene dal senso del dovere è una persona banale che obbedisce all’autorità o agli uomini potenti senza nemmeno porsi se è giusto o sbagliato, come Eichmann e altri come lui che hanno reso possibile il totalitarismo. Questi sono individui interiormente vuoti, senza una propria coscienza, e quindi capaci di farsi complici dei peggiori orrori ma incapaci di avvertire il rimorso. La banalità del male è il segno dell’assenza di libertà interiore.

La prova più eloquente dell’importanza della libertà interiore è data dai molti tentativi, da parte dei regimi totalitari, di inibire le libertà civili, politiche e quella interiore, per dominare non solo le azioni ma anche le coscienze. Ma è vero anche che il fascismo si è affermato perché gli italiani liberi erano pochi. Carlo Rosselli scrisse nel 1928, che è triste ma vero che in Italia l’educazione dell’uomo, la sua responsabilità, è ancora in gran parte da fare. Difetta nei più, per miseria, indifferenza, secolare rinuncia. Un servaggio di secoli fa si che l’italiano medio oscilli oggi ancora tra l’abito servile e la rivolta anarchica. Ancor oggi abbiamo un problema di libertà, come autonomia spirituale, emancipazione della coscienza. Per questo siamo vulnerabili rispetto al fascismo, prodotto dalla mentalità italiana in quanto disprezzo del debole e devozione al capo onnipotente che calpesta limiti e leggi o li piega a proprio vantaggio. Si può dare la libertà civile e politica ad un popolo, ma non quella morale. Questa può essere conquistata solo dall’individuo, come frutto di un faticoso cammino interiore che ognuno deve compiere da solo. Anche i nemici e gli avversari rispettano la persona che ha il senso del dovere e vive con coerenza rispetto ai principi che ha scelto. Chi lo avvicina avverte la sua ricchezza interiore. I soli che non riconoscono la sua particolare dignità sono i servi che sanno soltanto obbedire e i despoti che sanno solo dominare. I primi lo detestano perché vedono in lui un esempio a cui non sanno o non vogliono elevarsi; i secondi lo odiano perché lo considerano, giustamente, un pericoloso nemico che non si lascia né comprare con favori né schiacciare con la forza.
L’idea che i diritti sono inseparabili dai doveri, e da questi nobilitati ed elevati, è l’anima dell’individualismo democratico. Essere ed esprimere se stessi, comporta un tratto di resistenza; infatti, per affermare noi stessi dobbiamo spesso contestare il pensiero comune dominante. Ci sono molti modi di aprirsi agli altri individui, ma ciò che distingue l’individualismo democratico e lo rende migliore è il suo rifiuto di preoccuparsi solo per noi stessi o nostri intimi. Ciascuno deve avere gli stessi diritti. Ciò significa che il primo dovere è di non violare i diritti degli altri, ma è altrettanto importante il dovere di agire, quando i diritti degli altri sono violati

Maurizio Viroli . Ritorno alla responsabilità dei cittadini

Quali Comuni sono meglio amministrati? La risposta non può che essere una. I Comuni meglio amministrati sono quelli meglio organizzati e dove i cittadini sono più consapevoli dei loro doveri e dei loro diritti.
Dove le informazioni, la verifica dei fatti, dei comportamenti e della coerenza di chi amministra sono costantemente sotto osservazione.
Fin’ora noi abbiamo sempre preferito delegare scegliendo magari il fustigatore di turno dei cattivi amministratori che hanno gestito il potere fino ad ieri. Questo è materialmente più comodo per noi perché, affidando le scelte ad altri, la responsabilità individuale scompare. La responsabilità non è più nostra. Questo finisce per essere un danno enorme. Quando si affida ad altri il proprio destino, questi non agiscono secondo le finalità e gli interessi dei cittadini che glielo hanno affidato, ma secondo fini o interessi propri.
Il disinteresse e l’indifferenza dei Cittadini accresce il potere di chi è stato delegato, e questo comporta la distribuzione diseguale di diritti e doveri; comporta strade aperte per i loro amici e strade chiuse per tutti gli altri. Tutto diventa “ad personam”.
Invece, ciascun cittadino deve tornare alla responsabilità e contribuire alla costruzione del bene comune. Ciò avviene partecipando, non ritraendosi, facendo e non lasciando fare, assumendosi le proprie responsabilità e rispondendo a ciò cui si è chiamati nell’organizzazione sociale. In altre parole, facendo bene il proprio lavoro.
.
Riscoprire il mestiere di cittadini

“Gli italiani hanno dimostrato nei secoli di inventare sistemi politici e sociali senza precedenti. Anche la trasformazione di una repubblica in una grande corte è un esperimento mai tentato e mai riuscito prima. Rispetto alle corti dei secoli passati, quella che ha messo radici in Italia coinvolge non più poche centinaia di persone, ma milioni di persone e le conseguenze sono le medesime: servilismo, adulazione, identificazione con il signore, preoccupazione ossessiva per le apparenze, arroganza, buffoni e cortigiane. Poiché il sistema di corte ha plasmato il costume diffondendo quasi ovunque la mentalità servile, il rimedio dovrà essere di necessita coerente alla natura del male, vale a dire riscoprire, o imparare, il mestiere di cittadini. Per quanto sia ardua è la sola via. Il primo passo è capire il valore e la bellezza dei doveri civili “

La libertà dei servi

Siamo in mano a squadre di mediocri, per colpa nostra, perché ce li siamo scelti. Questi mediocri a loro volta nominano mediocri come loro o addirittura peggio di loro. Continuando così, rinunciando a liberarci dei mediocri non facciamo un buon servizio a noi stessi e alla nostra comunità. Mandare a casa mediocri e furbi è un dovere; è una necessità impellente se vogliamo risorgere ed aspirare ad un futuro migliore. Dobbiamo riappropriarci della cittadinanza: basta elemosinare favori e vite da precari per i nostri figli. Meno lamentele e più fatti concreti, più impegno, più coraggio. Esercitiamo in ogni manifestazione del quotidiano i doveri e i diritti civili

“Solo esercitando sempre in ogni occasione il mestiere di cittadino, si costruisce il paese e si diviene protagonisti della democrazia”.

http://dpsantateresadiriva.blogspot.com/2011_06_01_archive.html

PECORELLE
Moonshadow

Essere pecore significa accettare acriticamente le idee, le azioni, i dogmi di un Partito, ma anche di un Movimento, anche di una religione.
Essere politicamente maturi e cittadini pensanti comporta il non dare niente per scontato, il saper mettere in discussione ciò che si ritiene sbagliato e ingiusto, il ricordarsi sempre che nessun essere umano è detentore della Verità assoluta e della Giustizia Suprema, e che bisogna usare il proprio cervello ed essere capaci di lottare per difendere le proprie ragioni.
Purtroppo è prassi comune seguire il gregge e aver bisogno di un cane pastore che lo guidi.
Vent’anni di berlusconismo ce l’hanno dimostrato ma non sono bastati. Perché il popolo italiano ha bisogno di un idolo da adorare, uno che non si può contestare senza passare per sovversivi, guastafeste, pecore nere.
Devi accettare la Voce della Verità che arriva dall’alto e che ti dice da che parte stanno i “buoni” e da che parte stanno i “cattivi”.
Ora come allora i cattivi sono i “comunisti” mentre i fascisti di Storace manifestano con tripudio di bandiere per il centro di Roma e con l’attenzione di tutti i telegiornali di regime che le pecore italiane seguono fedelmente.

“La vera saggezza non sta
nel distruggere gli idoli
ma nel non costruirne MAI”

(Umberto Eco)
.
Gianna
Il vuoto e la pienezza

siamo anime in pena
inconsapevoli
della nostra esistenza
con i cuori incondivisi
senza più ricerca
abbattute dalle distanze
e dall’aria che sferza
Siamo anime in piena
dissetanti quando si beve
affacciate al sole tiepido

carezzate da vento leggero
capaci
attraverso un sorriso
di elargire stupori
Siamo anime comuni
inconsapevoli
a volte
della nostra bellezza

.
Caro amore, ti scrivo…
Lo sai che Lucio Dalla è morto?
Era in albergo in Svizzera dopo un concerto, un infarto, gli mancava un giorno a fare 69 anni ed era pieno di progetti, voleva fare un tour in tutto il mondo
le sue canzoni sono bellissime.
Sai che mi è dispiaciuto? Mi sono commossa molto, come se mi fosse morto un caro amico. Tanta gente ha provato un vero dolore perché era una persona semplice e buona, piena di immaginazione e poesia.
Abitava qua a Bologna, in via D’Azeglio.
Oggi ci sono stati i funerali, migliaia di persone da ogni dove, se mi sentivo bene ci andavo pure io.
Hanno sospeso anche la partita del Bologna e ci sono amici cantanti che hanno sospeso i loro concerti. E’ stato un dolore grande per tutti. Era una persona speciale, molto buona. Persino Travaglio di solito così freddo si è commosso tantissimo e ha detto parole che non gli ho mai sentito dire per nessuno.
Mi ricordo ancora quando eri una ragazzina e lo incontrammo per caso in centro e tu gli dicesti che era “tanto carino!” Carino non era, era piccolo, buffo e pieno di peli, e vestito malissimo, ma era un angelo e toccava il cuore.
Ti mando la sua ultima poesia e una canzone

Se vuoi un dito posso anche dartelo
Una mano mi farebbe dispiacere
Se vuoi un occhio mi dovresti dire perché
Una palla ne possiamo anche parlare
Dimmi invece tu cosa mi dai
Ammesso che io abbia da chiederti qualcosa
Se vuoi essere preciso dimmi chi sei
E chi ti ha mandato
Se la luna o la morte
Se tuo padre aveva le mani o i baffi al posto del cuore
O sei un’idea bislacca o un volatile malato

Se sei un computer stanco o una mela
Lasciata sul davanzale a marcire sotto il sole
Potrei tenere anche per te
Se non uscisse tanta merda dai tuoi pensieri
O sei un giovane da formare
Che se è così io ti fermo lo sviluppo
O ti scanso quando passi
Fossi almeno una nuvola che quando spingo un bottone piove
O sapessi fare il caffè anche bendato
Io so che ci sei ma non ti credo

Che è più di mille anni che friggi la pelle dell’uomo
Sulla brace dei suoi morti
Che giri armato e hai nelle dita il veleno
Io ti spengo come faceva mio nonno con la candela
Prima di dormire io ti tengo lontano con gli antinebbia
Mia madre è una bandiera
E mio padre è il sangue dei morti per la mia patria

Lontano si ferma un treno
Ma che bella mattina! Il cielo è sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce
e così sia

Aspettiamo che ritorni la luce
Di sentire una voce.
Aspettiamo, senza avere paura, domani

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani

nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella

sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna,si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana

Allora su mettendoci di fianco,più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c’e’ il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento

i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani

RIDIAMARO :- )

“Scilipoti insonne perché aggredito dalle formiche amazzoniche”.
Nella foresta vergine dello stato dell’Amapà, il deputato siciliano è volato in soccorso di varie tribù dell’Amazzonia. Aiuti sanitari, precisa lui.(…) L’imprevisto è calato con il buio. Scilipoti alloggiava nella stanza di un alberghetto. Più che altro una capanna di cemento. È andato a dormire, una sera, e d’improvviso verso le quattro e mezzo di notte si è svegliato di colpo. Il suo corpo era interamente ricoperto di formiche giganti dell’Amazzonia (lì ne esistono 72 specie). Preso d’assalto. L’icona Reponsabile però non si è persa d’animo e ha combattuto. Vincendo. Ha scrollato il lenzuolo e si è rimesso a dormire, scrive il Fatto”….

Morale: contro uno Scarafaggio Gigante, anche le formiche possono far poco.
Harry Haller

Mandi
Riina jr può lasciare Corleone e trasferirsi a Padova.
Il leader della Lega, Bossi:
“Attentato contro il Nord. Non accetteremo di essere invasi dai mafiosi”
ehm……
Mi scusi signor Bossi, vorrei farle gentilmente notare che ella ha seduto per un certo periodo in parlamento a fianco con colleghi già condannati per mafia.
e che sempre ella ha votato contro il procedere della magistratura per indagarne ed arrestarne altri. Capisco che la malattia che l’ha colpita possa aver causato danni psicologici, oltre che fisici, ma qui si sta rasentando il ridicolo, con codeste burlesche affermazioni, sempre che non sia completamente smemorato, in tal caso gliel’ho ricordato ora.
E poi mi consenta…..
può sempre vendicarsi spedendo il trota oppure il Borghezio a Palermo……
..
Il problema non e’ la fuga dei cervelli dal nostro paese.
Il problema sono le teste di cazzo che ci rimangono.
Mr Spock
.
In Val Di Susa un drappello di poliziotti impazziti tenta di entrare dalla vetrina di un bar invece che dalla porta e non riuscendovi la sfonda a colpi di manganello.
Questi hanno pure sbagliato ingresso, che se entrava da quello principale non c’era manco bisogno di tutto ‘sto casino…
E meno male vah! Bisognava aggiornare il repertorio delle barzellette sulle FDO, eravamo rimasti a questa:
Un carabiniere entra in pizzeria.
-“Vorrei una pizza da portare via, però tagliata!”
-“In quanti pezzi gliela faccio?Quattro o otto?”
-“No no, quattro soli perché otto non ce la faccio a mangiarli!”

Paolo Cicerone
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Il Tav non è solo un treno, è una linea ferroviaria che scava 57 km di montagna che, guarda caso, è appaltata a una Coop rossa di Ravenna, la Cmc, molto nota alle cronache, per le sue vicende giudiziarie per i suoi rapporti con Primo Greganti. Siamo passati da falce e martello a calce e martello.
    Una precisa allusione alla corruzione del PD Travaglio, malignetto, che non è il monopolio della morale, ha citato la coop.rossa come un imbroglio certo , colpire tutti per fare scena.Travaglio sta andando i come grillo alla deriva, i Bersani gli doveva solo chiedere dammi le prove o ti denuncio .
    Bersani è onesto e non è D’Alema, attaccare i ladri è giustissimo, attaccarli comunque , no.
    La violenza dei No Tav non è condivisibile

    Commento di cesare beccaria — marzo 5, 2012 @ 8:51 am | Rispondi

  2. “Nessuna utopia si è mai realizzata sulla base di quello che c’era
    Ognuna si è realizzata sul sogno di quello che non c’era”

    questa frase è illuminante e sovverte tutto. Quando ero ragazzo credevo tanto all’utopia del Comunismo, ma aveva delle tare di fondo, poi sono diventato cinico. Ora invece dovrebbe essere la nostra salvezza, l’Utopia, penso appunto al crollo del capitalismo e all’era del “consumismo”, ed invece alla creazione di quelle forme di cui questo sito ha parlato: le Città di transizione, la Permacultura.
    Bisogna crederci.

    Commento di hans castorp — marzo 5, 2012 @ 2:06 pm | Rispondi


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