Nuovo Masada

febbraio 26, 2012

MASADA n° 1370 26/2/2012 I CITTADINI DELLA RETE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:54 pm

Web e formazione politica e sociale – Beppe Grillo e Roberto Casaleggio – Netizen: i cittadini della rete – Capitalismo e Finanza – L’Ue è peggio della Thatcher – Berlusconi è stato prescritto sul caso Mills – Ladri di giustizia, ladri di verità – Paolo Farinella e il Pd

IL WEB FORMATIVO
Viviana Vivarelli

J. Beillerot
“Si passa più tempo a formare e ad essere formati che a dormire”

Sappiamo che il video televisivo incrementa la passività dello spettatore, e che addirittura le righe del tubo catodico inducono in lui sonnolenza o addirittura uno stato ipnotico, favorendo l’assorbimento di messaggi subliminari. La domanda è se l’utente del web si adegua ad una analoga passività, o se il pc stimola in lui un maggiore spirito critico, dal momento che presenta settori, come i blog, dove l’interrelazione e ci chiediamo se l’intervento informativo o creativo possono rompere il cerchio dell’incantamento. Cioè abbiamo qui ancora una situazione di adeguamento inerte e assorbente o è nato qualcosa di attivo che può avere ripercussioni sulla capacità auto formativa e di crescita dell’utente? E, ancora di più, il web permette all’internauta di interagire su altri utenti e di modificarli o di modificare se stesso in una azione interrelata? E’ possibile, all’estremo, pensare ad un pensiero di gruppo che si forma in enclave dove si dibattano temi comuni? E può darsi che il piacere che si prova a partecipare ad un pensiero condiviso, che cresce insieme e si rafforza insieme, sia tale da superare quello della lettura passiva di un giornale o dell’assorbimento di una informazione televisiva?

Il meglio di ogni conoscenza è una conoscenza aperta, non sedimentata, non elitaria, in grado di autoprodursi e non solo di conservarsi, un work in progress, e il meglio che la democrazia può produrre per essere partecipata è un pensiero che cresce collettivamente dal basso e non è coartato uniformemente dall’alto.
Da secoli, la conoscenza è il retaggio delle classi più elevate e per tutto il millennio del medioevo cristiano non ha fatto che clonare se stessa, guardando con molto sospetto ad ogni innovazione ed arrivando a bocciarla come eresia. Non solo era vietato fornire conoscenza alle classi popolari, e la scuola era riservata ai figli delle classi che avevano il potere ed era comminata secondo le esigenze della Chiesa, ma la conoscenza stessa era costruita in funzione di un potere che si perpetuava proprio fidando sulla sua immobilità e autoconservazione, per cui i paradigmi stessi del conoscere erano i paradigmi di chi divideva la società in dominanti e dominati.
Oggi la conoscenza è uscita dall’ambito scolastico e si fa sempre più indiretta e ricca, non può più seguire solo i moduli imposti conservativi e classisti della scuola e dei media, e si allarga alle molteplici forme dell’educazione ambientale, indiretta, mondo molto più ampio di input eterogenei e contrastanti tra cui l’utente deve scegliere e in cui può crescere, anzi concrescere, perché, nello scambio informativo, diventa egli stesso fattore attivo di informazione e di formazione.

Nella storia dell’occidente cristiano, ciò che sblocca il fiume dell’apprendimento chiuso di enclave e lo allarga alla comunità umana non è la rinascita artistica e individuale del Rinascimento, ancora elitaria e circoscritta, ma piuttosto l’enciclopedismo illuministico, con la sua pretesa di divulgare lo scibile umano ai non indotti. L’enciclopedismo è una caratteristica della nostra civiltà. A questo slancio democratico verso la divulgazione del sapere che da patrimonio di pochi diventa possibilità di tutti, il web regala la facilità e la rapidità del sapere facilmente rintracciabile, che non si paga e non si compra, ma semplicemente è lì per chiunque voglia accedervi, un sapere diventato finalmente famigliare e domestico, accessibile, facilmente consultabile, rapidissimo e puntuale.
Un accesso così immediato e gratuito ha effetti sconvolgenti sulle conoscenze personali, e ancor più spezza quell’atteggiamento di sudditanza e minorità che esisteva quando il sapere compariva solo nella forma cartacea del libro costoso e pregiato e perciò di difficile accesso, per cui la stampa di Gutember p rima e il pc dopo hanno avuto l’altissimo merito di divulgare la cultura, alzando il livello del sapere diffuso.
Lo scibile a portata di tutti ha migliorato il gap tra chi ha potuto studiare e chi non ha potuto ma ha abbastanza capacità di sapersi cercare le informazioni. La conoscenza, oggi, non è più qualcosa di raro e lontano, ma ognuno, con un minimo di basi e un po’ di buona volontà sul web può trovare di tutto.

Il fiorire di siti aperti e rinnovabili come wikipedia o youtube a forte funzione informativa e i blog con l’elemento della socialità hanno creato nuovi tipi di rapporti umani di grande interesse, soprattutto per portare avanti un discorso politico, ricreando le basi dell’agorà antica, quel dibattito nella comunità umana, che è, solo, produttivo di democrazia.
Ciò è importante dunque per un discorso politico, creando la piazza virtuale, una novità di grande interesse nel solipsismo di vite che non trovano più spazi comuni per una condivisione di intenti, mentre il consumismo e il liberismo tendono ad appiattirle in una massa senza nome.
Il web, dunque, è un progresso nell’informazione e nell’apprendimento ma anche nella democrazia.
A differenza delle enciclopedie illuministiche che avrebbero dovuto divulgare la conoscenza come strumento politico di parificazione sociale, i blog adempiono a un altro scopo: permettono al pensiero di articolarsi in modo dialettico, compito non facile per chi non è abituato a sintetizzarlo in modo efficace e non sa dibattere con un avversario ideologico, ma compito utilissimo che con un esercizio quotidiano finisce col migliorare l’espressione, l’uso delle parole e quindi del pensiero, la forza incisiva, il desiderio di farsi capire, l’amor proprio, il pensiero che si fa volontà.
Come in uno specchio, il blog rimanda l’immagine sempre più chiara di se stessa, precisa l’identità di ognuno e la mette alla prova nel confronto con gli altri, confronto che può essere molto duro ma in cui uno può crescere e imparare anche da un punto di vista di carattere. Per cui oltre che informativo il web può essere formativo, una scuola di vita come un’altra. E proprio per questo la frequentazione di un blog può attirare molto come una palestra dove ci si cimenta ma anche si creano squadre, in una trasformazione e auto trasformazione continua che è essa stessa scuola di democrazia.
Si pensi inoltre a quanta gratuità c’è nell’attività sul web, non solo migliaia di persone che, in maniera del tutto spontanea mettono a disposizione la loro competenza informatica, ma anche quanti mettono sul web ogni sorta di informazione, di nozione, di patrimonio culturale, secondo quell’economia del ‘dono’ che Latouche ritiene fondamentale per una società futura.

Non capisco perché proprio coloro, che per estrema sx maggiormente dovrebbero plaudire a uno strumento di così vasta risonanza, ne abbiano invece timore,e continuino a insistere sul suo lato commerciale, descrivendo il web come il campo dove il capitalismo può trarre solo degli utili e valutando ogni apporto di maggiore democrazia diretta solo dal punto di vista di un attaccamento al capitalismo talmente radicato da non poterne prescindere, come in una sindrome di Stoccolma.
Visto che il pericolo di idee innovative o rivoluzionarie o di maggiore democrazia è temuto proprio da chi il capitalismo dovrebbe combatterlo, dovrebbe spiegarci perché in caso di rivolte popolari la prima cosa che i regimi tentano di bloccare sia proprio internet, e perché, dagli Stati uniti come dalla Cina, si tentino sempre nuove censure.
Contro tutti i detrattori che non riescono a vedere le enormi potenzialità ‘politiche’ del web, e contro chi invece lo vuole censurare perché le vede benissimo, si deve dire che esso è rimasto sinora straordinariamente libero.
In quanti ai risvolti di mercato,occupano solo una parte piccola del fenomeno. E’ vero che ci sono motori di ricerca quotati in Borsa,ma non appartengono a nessuna multinazionale. Anche se i server maggiori stanno assorbendo quelli più piccoli, gli spazi di libertà sono ancora infiniti. E quando il processo di assorbimento sarà andato abbastanza avanti,la tecnologia avrà trovato il modo di beffarli.
Io credo che lo strumento crei il messaggio e che Internet possa creare un nuovo tipo di pensiero.
Il mondo è mosso dalle IDEE, e, se riusciremo ad attivare un numero abbastanza ampio di menti pensanti, anche una maggiore democrazia sarà più vicina perché una mente che pensa soggiace peggio a ogni dittatura.
Non c’è solo la rivoluzione armata, come credeva Marx: la rivoluzione maggiore che le masse possano fare è quella del pensiero. Un uomo che pensa e riesce ad usare bene il suo pensiero ha già fatto forti passi sul cammino della libertà.
La rete ha fatto parlare i contadini oppressi della rivolta del Chiapas, ha sostenuto la causa degli studenti di piazza Tienanmen, ha mettere Sarajevo in collegamento col mondo durante la guerra in Bosnia, ha permesso la cattura degli assassini del leader ecologista brasiliano Chico Mendes, ha aiutato le rivoluzioni dell’Egitto, della Libia, del Barhrein, diffonde il dolore dei rivoltosi della Siria.
La rete è la voce del villaggio globale e mai come sulla rete gli oppressi si sono sentiti uniti in una battaglia comune.
Domani, se questa battaglia andrà avanti, la rete sarà la voce di una nuova democrazia, non elitaria ed esclusiva nelle mani di una casta di potere, ma finalmente partecipata e nella disponibilità di tutti.

IL BLOG DI BEPPE GRILLO E ROBERTO CASALEGGIO

Il blog di Beppe Grillo è nato nel 2007, ha solo 5 anni
Copio da http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/11/17/intervista-gianroberto-casaleggio-grillo-associati-web-guerra-movimento-cinque-stelle

“Gianroberto Casaleggio è quello che si definisce un «Guru del web». Dopo un passato da dirigente in prestigiose società tecnologiche di alto livello come la Olivetti, nel 2004 fondò la Casaleggio Associati, di cui è presidente. Nello stesso anno ricevette la telefonata che gli cambiò la vita. All’altro capo del telefono c’era Beppe Grillo, interessato al suo libro ‘Il web è morto, viva il web’.
Casaleggio spiegò a Grillo cos’era la Rete e convinse l’uomo che fino a poco prima sfasciava i computer sul palco ad aprire un blog. Sotto la supervisione di Casaleggio, Beppegrillo.it entrò nella top ten mondiale dei blog più visitati (28° della top ten mondiale e unico italiano tra i primi 100). Tre anni dopo Casaleggio ideò il Vaffanculo Day: 2 milioni di persone nelle piazze, 350 mila firme per la proposta di legge «Parlamento Pulito» e uno scossone alla politica italiana”.

Dalla prefazione del suo libro:
Internet è una rivoluzione. Non un semplice prodotto che può aiutarci a vivere meglio la vita di sempre o a lavorare meglio nello stile di sempre. Internet deve, necessariamente, portare ad una vera e propria trasformazione radicale delle aziende, dei prodotti, delle relazioni umane e aziendali. E’ questa l’idea forte di Casaleggio, che ispira le sue riflessioni, le sue denunce, la sua prefigurazione di possibili scenari futuri..a cambiare non sarà solo la superficie, ma la sostanza delle cose“.

Un altro libro della coppia è “Siamo in guerra”
È in corso una guerra tra due mondi, tra due diverse concezioni della realtà. Può apparire lenta, quasi impercettibile, invece è feroce e sempre più rapida, con avanzamenti improvvisi. È nascosta dai media, temuta dai politici, contrastata dalle organizzazioni internazionali, avversata dalle multinazionali.
Questa guerra totale, che coinvolge ogni aspetto della nostra vita e mette in discussione strutture economiche e sociali date per scontate da secoli, è dovuta alla diffusione della Rete.
Il mondo sta cambiando. I movimenti spontanei stanno emergendo ovunque sostituendosi ai partiti, dall’Islanda alla Svezia, dal Partito dei Pirati tedesco agli Indignados spagnoli, fino al MoVimento 5 Stelle italiano nato in Rete.
I giornali stanno scomparendo, poi verrà il turno delle televisioni, seguite dai libri. Entro 10 o 20 anni saranno considerati alla stregua di specie estinte.
La Rete è un’opportunità unica per creare “un’intelligenza collettiva” che possa affrontare i problemi della società permettendo a ciascuno di partecipare alle scelte che lo riguardano.
“Siamo in guerra” per una nuova politica”.

Esigenti, gli internauti. Ancora pochi (in Italia), ma in crescita. A breve saranno tanti. E a quel punto «la Rete condizionerà il potere e cambierà le forme di rappresentanza democratica. Passando dalla delega alla partecipazione diretta». Siamo solo all’inizio «Gli Usa sono davanti anni luce e noi siamo il fanalino di coda dell’Europa» Per questo Casaleggio nutre qualche riserva sul fatto che in Italia la campagna elettorale via Internet paghi«anche se con il Movimento 5 stelle ha funzionato»
Casaleggio: “Il mondo dell’informazione sta cambiando molto rapidamente. In realtà i giornali non solo non hanno futuro ma, spesso non hanno neanche un passato. Molti giornali, soprattutto negli Stati Uniti dove la rete è maggiormente diffusa,hanno già chiuso per la versione on line e per la versione off line.
Il trend è quello di spostare sempre più l’informazione verso i contenuti e non verso la struttura. Se noi pensiamo al giornale, questo è un palinsesto: ha un comitato di redazione, ha degli azionisti. È un’azienda ed e un’azienda anche molto complessa. Se viceversa pensiamo all’informazione on line, immediatamente ragioniamo in termini di contenuto, non di testata.
.Se si valuta il futuro, secondo me è corretto valutarlo in termini di maggiore qualità. Spesso un giornalista dentro un giornale ha dei vincoli:il giornale ha degli azionisti che possono non volere certi contenuti. Sul web la libertà del giornalista è maggiore e anche la sua popolarità, e può diventare un opinion leader.
Alcuni blog sono ormai punti di informazione stimati esattamente come il New York Times o il Financial Times. E la cosa interessante dell’informazione su blog è che i blogger stessi ne fanno parte e possono dare informazioni o opinioni o idee anche migliori di quelle del blog stesso. E’ una tendenza irreversibile che in futuro ci sia sempre più spazio per inchieste nate on line e per opinion leader che potranno essere indipendenti attraverso la rete.
Molte volte alcuni commenti vengono valutati da Grillo come importanti e attraverso questi commenti partono delle inchieste. Questo è avvenuto anche per la situazione del precariato e quindi attraverso filmati, testi, documenti, così si fa un’inchiesta che non è l’inchiesta tradizionale. È una lettura diversa, molto più fluida rispetto al passato

I punti di forza del blog di Grillo sono la partecipazione intensa del lettore e il fatto di trattare argomenti magari scomodi o comunque non trattati altrove. Per la legge di mercato, quando non viene trattato un argomento, si va dove questo argomento viene trattato. Poi è stato importante dar voce a molte persone o situazioni della società che non avevano voce altrove.
La buona comunicazione strategica sul web è stata importante per il decollo del M5S. Senza organizzazione e senza comunicazione ci sono solo situazioni temporanee. Seguire l’interesse dei lettori è fondamentale. In genere i giornali dispongono le notizie secondo una priorità analoga, ma in un test si è visto che esse corrispondevano solo per il 15% al vero interesse dei lettori, che avrebbero scelto altre notizie. Il web dà voce a queste richieste, mettendo in seconda linea i giornali. Quindi può essere che un blogger dia notizie più interessanti dei media.e sopravviverà al format dei giornali

Tutto questo è stato ripreso da

http://www.casaleggio.it/gianroberto_casaleggio/index.php
Direi che è molto in gamba questo Gianroberto Casaleggio.

NETIZEN: I CITTADINI ATTIVI DI INTERNET
Carlo Infante

O il web o è uno spazio pubblico oppure sono guai. Rischiamo di vivere in un futuro digitale eterodiretto, gestito da altri. Di altri continenti addirittura.
Vi immaginate uno spazio di comunicazione, come internet, trincerato in logiche chiuse come le frequenze radiotelevisive e aziende broadcast, come la RAI o Mediaset? Sarebbe anche peggio, perché le major nel web sono talmente globali e opache da confondere qualsiasi reazione di contrasto. Pensate solo al sistema google o a quello facebook.
Le “sette sorelle” del petrolio, come si diceva una volta per definire la cupola delle multinazionali, tra qualche anno saranno assai poco al confronto di quella ragnatela intricata che va ben oltre gli assetti proprietari del mondo d’impresa.
Che fare? E’ talmente uno scenario talmente incerto che non esistono ricette. Ma un’indicazione è precisa: iniziare a concepire il web come uno spazio pubblico, dove agire, progettare, costruire ambiti di socialità e di comunicazione connessa alle comunità e ai territori. Ciò è non solo possibile ma opportuno e si sta rivelando come un’opportunità da non perdere per le piccole imprese di creatività digitale, più artigiane che industriali. Il dato peculiare di questa nuova condizione del comunicare è che sul web chiunque può pubblicare e non servono più né competenze altamente tecnologiche né grandi risorse economiche da investire per strutture da azienda audiovisiva. Serve creatività, una buona padronanza dei linguaggi multimediali e disponibilità incondizionata a tessere relazioni nel territorio, dal rapporto con le pubbliche amministrazioni alle realtà sociali, passando per le imprese che ancora non sanno come interpretare le buone chance dell’innovazione.
Dappertutto, sull’onda blog della fine anni 90, s’è così diffuso il fenomeno dei netizen (net e citizen: i cittadini della rete) che tendono a produrre informazione in prima persona, basandosi su esperienze dirette e soggettive, come sta dimostrando la molteplicità di web tv. E’ proprio con questo nome, ‘netizen’, che è stata presentata qualche giorno fa , la ricerca annuale di Altratv.tv sullo stato di salute delle web tv in Italia. Ne sono state censite 590, un piccolo mondo di videomaker che ha creato web tv in tutto il territorio nazionale, con una densità maggiore nel Lazio (102), in Lombardia (85), in Puglia (63) e in Emilia-Romagna (53).
Il dato interessante è che queste web tv, spesso nate per caso o per passione si stanno trasformando in vere e proprie realtà imprenditoriali, come sostiene Giampaolo Colletti di Altratv.tv, nato come osservatorio interuniversitario a Bologna nel 2004 e diventato oggi un vero e proprio network delle web tv italiane.
I netizen si caratterizzano come unità mobili, indipendenti, agili e pertinenti nel dare senso alla Società dell’Informazione, dove l’informazione si produce e non solo si consuma, attuando quel mix emblematico tra impegno sociale e impresa.

CAPITALISMO E FINANZA
Viviana Vivarelli

I concetti fondamentali sono questi:

-l’era capitalista basata sul neoliberismo, sul predominio di un libero mercato de-regolato, dove spadroneggiano le multinazionali, i gruppi finanziari mandanti dei Governi e i grandi organismi economici internazionali che sono al servizio dei principali gruppi di potere economico, è fallita

-anche se al momento i suoi emissari stanno ancora saccheggiando gli Stati, portandoli alla rovina e dominando le economie con gli strumenti speculativi incontrollati liberati dalle amministrazioni statunitensi, da Reagan in poi e specialmente dal 2008, con le armi dei titoli tossici, del rating, dello spread, delle ricette assassine del Fondo Monetario, dei tagli al welfare e della distruzione dei diritti dei lavoratori e dei cittadini… malgrado tutto questo, il mondo si rende sempre più conto che questo gioco al massacro, per l’avidità senza fine di un pugno di azionisti, è fallimentare e porta alla miseria e alla disperazione un numero crescente di popoli

-l’arma distruttiva delle guerre militari impugnata per secoli dai potentati per rafforzare la propria ricchezza e stroncare le popolazioni, si è trasformato nell’arma letale del sistema bancario e borsistico che affama le Nazioni, abusando di strumenti finanziari e di false rappresentazioni del debito nella distruzione delle democrazie del 1900 e della loro immagine

-sia le ultime guerre militari che le nuove guerre finanziarie hanno sostituito ormai qualunque pianificazione economica e hanno distrutto qualunque autonomia e indipendenza sovrana delle Nazioni per un calderone intollerabile dove solo alcune migliaia di speculatori contano contro tutto il mondo

-ciò che ha dominato l’ultimo secolo è stato prevalentemente il petrolio. La rapina degli Stati è avvenuta per il petrolio, le guerre sono state combattute per il petrolio, una civiltà intera si è modellata sull’uso e abuso del petrolio. Ora il petrolio ha passato il suo picco e sarà sempre meno e la sua estrazione sempre più costosa

-Fukushima ha messo grossi dubbi in chi voleva la via del nucleare, per l’opposizione crescente delle popolazioni dopo gli immani disastri che hanno mostrato che questa via non era percorribile. Per cui abbiamo di colpo un tipo di società interamente basata su un tipo di risorse e sull’ideologia collegata ad essa che deve accettare il fatto che tra poco quel tipo di risorse non esisterà più, trascinando con sé tutta l’ideologia sociale e politica che le era collegata. E questo è così sconvolgente che i più non riescono neanche a capirlo e restano collegati a sterili diatribe sulle differenza ideologiche, quando necessariamente anche le ideologie dovranno cambiare col cambiamento dell’ambiente. Accade così che i nuovi movimenti ecologici siano anche movimenti politici, ma che i vecchi movimenti ideologici non riescano spesso a capire l’importanza dell’ecologia, e anche questo è uno dei motivi che li rende obsoleti

-Occorre accettare come inevitabile il passaggio a un’era diversa, che “non sarà più l’era del petrolio” e “non dovrebbe essere più l’era dell’iper-liberismo”
Petrolio e liberismo camminavano insieme e insieme sono falliti, sono finiti.
Occorre ideare un mondo diverso che ha necessità di una visione diversa.
Il cambio di paradigmi è enorme e occorre una forte immaginazione per arrivarci. Non sarà solo un enorme cambiamento dovuto al mutare delle risorse energetiche, dovrà essere un cambio di mentalità, che avrà ripercussioni enormi sul quadro generale della nostra vita, sulla nostra filosofia generale, sulle nostre abitudini.
Parlare di PERMACULTURA o di COMUNITA’ DI TRANSIZIONE è all’interno di questo discorso. Al momento questa rivoluzione è tanto grande che solo pochi riescono a concepirla. Tutti gli altri, alla proposta di un nuovo mondo sostenibile,non più basato sul petrolio e non più dominato dal capitalismo secondo l’ideologia neoliberista, faticano a liberarsi dalle vecchie condizioni e continuano a chiedere se la nuova era garantirà tutto quello che sta sparendo. Continuano a parlare in termini di mercato, di Pil, di consumismo, di lucro, di vecchie contrapposizioni politiche ogni evidenza dovrebbe dare per morte… Non riescono proprio a capire che il cambiamento cambierà tutto. Tanti sembrano pensare che potranno conservare quello che già oggi ‘solo alcuni’hanno, senza cambiare niente del quadro generale di riferimenti.
La rivoluzione maggiore, ancora una volta, sarà quella mentale. Sradicarsi dal vecchio per inventare il nuovo. E non è facile.
Continuiamo a parlare di cose che vogliamo conservare quando l’evidenza dei fatti dovrebbe farci vedere chiaramente che quelle cose le abbiamo già perdute.

A questo punto la massa è divisa tra:
-chi intende dolosamente ripetere una via già fallita, perpetuando il liberismo morente e accettando le ultime razzie, che dai paesi colonizzati si stanno abbattendo ora su di lui, accettando che siano mandati emissari di grandi gruppi finanziari come alla guida dei paesi UE (non solo Papademos in Grecia,Draghi alla Bce o Monti in Italia..si pensi che Strauss Kahn stava per sostituire Sarcozy in Francia ed era capo del Fondo Monetario, e che persino le elezioni tedesche hanno rischi pesanti ai danni della Germania stessa, che almeno la Merkel finora ha tutelato, mantenendo forte la sua economia e senza distruggere i diritti del lavoro o delocalizzare).
I tentativi da parte di gruppi finanziari di capeggiare i paesi europei per le ultime rapine ci stanno davanti agli occhi eppure continuiamo a non capire e non vedere, e leggiamo con vera pietà quanti inneggiavano a Monti per gli applausi in USA, perché dopo le baldraccate di B, “portava in alto il nome dell’Italia!”.Ma quale portare in alto? Era stato mandato dagli USA per rovinare l’Europa, tornava dai mandanti a missione compiuta e veniva elogiato per questo come un sicario che ha portato a termine una missione! Tutto ai danni nostri! C’è ben poco di cui essere fieri!

-poi c’è l’enorme gruppo di persone che non si rende minimamente conto di ciò che accade perché è digiuna di economia e di politica

-infine ci sono i rivoluzionari di sx da tastiera, attaccati a vecchie ideologie ormai sepolte che non capiscono che sostituire l’attuale piramide durissima di potere verticistico con una piramide di potere ugualmente verticistico non risolve il problema, e che è mera illusione pensare a una rivoluzione proletaria che aggiungerebbe solo altre dittature a quelle della finanza, come ogni rivoluzione proletaria ha sempre fatto. La cosa più grave di costoro è che non riescono nemmeno a capire il mutamento epocale in atto, la fine di un’era e la necessità di doverne costruire un’altra e addirittura cercano di salvare gli stessi paradigmi del capitalismo (la partitocrazia, la nomenclatura al potere, il verticismo..) come se la loro mente fosse talmente radicata in essi da non poterli lasciare

-Ci sono infine gli innovatori, esistono in tutto il mondo, e il Movimento 5 Stelle potrebbe farne parte, sono quelli che stanno lasciando molti dei vecchi schemi di pensiero e stanno abbandonando molti dei vecchi paradigmi mentali che hanno colonizzato la nostra mente. Per questo si parla della necessità di ‘una DECOLONIZZAZIONE CULTURALE’
E IL WEB SERVE ANCHE A QUESTO, a lasciare i vecchi indicatori economici (Pil, Libero Mercato, Globalizzazione, multinazionali, lucro ecc.) per creare LA TRANSIZIONE a una Nuova Era, a un nuovo mondo senza petrolio né nucleare, senza liberismo o consumismo, improntato a sobrietà, senza poteri accentrati ma mirante a una democrazia partecipata, senza questo tipo di mercato, di Borsa, di sistema bancario, senza una globalizzazione economica che distrugge le speranze e i diritti, senza il dominio delle multinazionali o governi al loro servizio, senza distruzione ambientale e moderando gli effetti del cambio climatico, contro l’attacco indiscriminato alle fondamentali libertà e ai principali diritti di tutela per la dignità di un essere umano, contro i modi con cui le potenze mondiali tentano di asservire l’umanità per portarla a uno stato bestiale e servile.
Il vecchio mondo, avido e nefasto, è fallimentare, sta morendo, non è in grado di operare il passaggio al futuro. E’ il mondo di poche migliaia di persone che vogliono costruire una oligarchia perversa su molti miliardi di persone.

Quando parliamo di differenziata, di energie pulite, di democrazia partecipata, di riciclaggio dei rifiuti, di controlli dal basso, di lotta alla casta politica o finanziaria, di transition town o di permacultura, di diritti del web.. noi non facciamo che costruire un tassello per un’epoca futura perché questa è finita ed è da folli sperare di perpetuare la sua agonia, peggiorando anche le cose nella speranza stolta di passare a un’era nuova conservando tutte le caratteristiche micidiali di quella vecchia.

Che l’era capitalista muoia per implosione interna o per reazione dei popoli o per attacco informatico, essa comunque finirà, il sistema è agonizzante e, come tutti i mostri, lancia nella sua agonia i suoi strali peggiori.
E la sua fine non sarà certo affrettata da coloro che si attaccano al vecchio e che, in nome di una idolatria del vecchio, rifiutano di accettare il nuovo e lo combattono come il suo principale nemico, dimostrando tutta la propria incapacità ad innovare a stesso e tutta la propria inutilità sul piano della storia.
Il mondo sarà di chi guarda avanti!
..
Dal film L’Odio di M. Kassovitz
Fin qui tutto bene…Fin qui tutto bene…Fino qui tutto bene… Il problema non è la caduta ma l’atterraggio

GRECIA

NIGEL FARAGE è intervenuto al parlamento europeo sulla questione Greca. E ha detto: “La Grecia non è una filiale in fallimento per la quale la casa madre deve intervenire a prendere il controllo. La Grecia è una nazione che ha un’anima, una fierezza una storia! Sono i primi ad aver inventato la democrazia. Voi state causando miseria in questo paese, e parlate di stupidaggini come la creazione di posti di lavoro e la crescita economica. Niente di tutto questo si avvererà realmente”.
Poi ha aggiunto: “Le persone disperate fanno cose disperate”.

Sunto da Lucio Galluzzi

Ci sono notizie che quando le leggi ti fanno capire subito il livello di disperazione disseminato a pioggia dai governi della disumanità, su tutti e tutto.
Ci sono titoli nella cronaca nazionale ed estera che ti tagliano ogni voglia di sorridere, ti prendono lo stomaco e te lo rivoltano, come un guanto, neppure la voglia di vomitare ti serve.
Ieri sera eccola lì la notizia, in mezzo a un Celentano che chi se ne frega, la predica solita di Napolitano, l’incenso sacro per Mario Monti e l’idiota sempre più idiota che non ha ancora smesso di usare i media per parlarci del suo uccello morto…
A 80 anni, una donna, ricoverata in geriatria al Gemelli di Roma, si è buttata dal quarto piano e si è suicidata. Una nonna, forse una bisnonna, una piccola esistenza fragile, perché a quell’età tornano bimbi, una bimba di 80 anni si è scaraventata giù di sotto e si è fracassata, finita, non c’è più.
Subito dopo eccone un’altra di donna, più giovane, ospite con sua figlia piccina in una comunità protetta per persone con difficoltà economiche e psicologiche, da mesi chiedeva aiuto e ascolto ai Servizi, da mesi urlava, tutti però erano sordi, nessuna risposta, abbandonata al suo dolore, si è lanciata nel vuoto con la figlia di tre anni in braccio, morte sul colpo.
Tragedia annunciata dicono ora. Intanto quella piccola anima di tre anni s’è spappolata sull’asfalto e non ne vuole sapere nulla di assistenti sociali assenti, opere pie disattente, tagli mortali alle strutture d’accoglienza e al Welfare. Non vuole neppure più avere a che fare con noi tutti. Se ne è andata. Aveva solo tre anni e il benedetto diritto di vivere.
Taglio dopo taglio, speranza assassinata sempre di più, diritti vitali negati, sacrifici e sangue ancora da versare, Napolitano che sprona ad essere coesi ed affrontare la crisi con l’unità delle forze politiche e sociali, sindacati che si accordano più o meno segretamente per far licenziare di più, anche senza giusta causa. Vite svendute, in saldo, date in pasto al miglior offerente: le banche d’Europa e del Mondo.
Futuri neri, senza via d’uscita, ghigliottinati dalla Merkel.
La Grecia non si salverà. Lo sappiamo tutti.
La Cancelliera che tutto vuole e niente offre, l’ha già deciso, insieme all’Europa Cannibale, più di un anno e mezzo fa. Atene non ce la potrà fare, gli strozzini di Strasburgo hanno fatto in modo che sia così. Basta guardare i dati sugli interessi chiesti al Governo greco e cosa dovrà ancora affrontare quella gente, ancora!, nei prossimi mesi: sarà l’inferno di fame, miseria, altri morti, suicidi, incendi…
Lo sappiamo tutti. Poi sarà il turno della Spagna o dell’Italia.
Questo dipende da come Monti sarà bravo a vendere alla sua amica Angela consigli criminali su chi e come vampirizzare prima.
Questa non è Europa. Non è unione. Questo è nazismo puro.
Non so quanto ci sia ancora altro da dire se non che per ogni vita che si scaraventa da una finestra, un balcone, un tetto, una torre, per ogni colpo di pistola ad una tempia, una dose letale di veleno per topi, un impiccato in carcere, se ne va parte della nostra stessa esistenza. Dopo averci tolto la tranquillità economica ci stanno spogliando dell’umanità.
Noi, cimitero immenso, si sta a guardare.
Stiamo perdendo.

L’UE E’ PEGGIO DELLA THATCHER
Peter Oborne

La situazione in Grecia sta degenerando in una vera emergenza umanitaria. Di fronte a tutto ciò le elite di Bruxelles, con in testa il commissario all’economia Olli Rehn, mostrano solo indifferenza e ostinazione.
Da quando ho memoria, il Regno Unito ha sempre considerato l’Unione europea una forza del bene in un mondo in difficoltà, per quanto vagamente incompetente e corrotta. Un giudizio che sta diventando sempre più difficile da sostenere. L’Europa unita si sta progressivamente trasformando in un brutale oppressore, indifferente alla democrazia, all’identità nazionale e alle necessità della gente comune.
I burocrati hanno minacciato di far fallire un intero paese a meno che i partiti di opposizione non si impegnino a sostenere il piano di austerity voluto dall’Ue.
La Grande depressione britannica degli anni 30 è entrata a far parte della mitologia nazionale. Erano gli anni dei pasti gratuiti per centinaia di persone sul lastrico e della disoccupazione di massa. Eppure durante la depressione il Pil britannico non è mai calato di più del 10%. In Grecia, al contrario, è già crollato del 13% dal 2008, e secondo gli esperti dovrebbe perdere un ulteriore 7% a breve. Entra Natale la depressione avrà raggiunto livelli doppi rispetto alla terribile catastrofe economica che ha colpito il Regno Unito 80 anni fa.
Nonostante ciò, l’élite europea continua a comportarsi come se la tragedia dei greci non avesse alcuna importanza. Questa settimana Olli Rehn, l’economista di riferimento dell’Ue, ha parlato di “devastanti conseguenze” in caso di default di Atene. Si capisce che è preoccupato delle ripercussioni per gli altri paesi europei, non del futuro della Grecia. La vita in Grecia, la culla della civiltà europea, è diventata un incubo, ma l’elite europea sembra del tutto indifferente.
Centomila attività commerciali sono state costrette a chiudere battenti, e molte altre sono sull’orlo del fallimento. Il numero dei suicidi cresce esponenzialmente, gli omicidi sono raddoppiati e per le strade vagano decine di migliaia di senzatetto. La vita nelle campagne, dove la gente è tornata al baratto, è ancora accettabile. Nei paesi e nelle città le condizioni sono invece insostenibili. Per le minoranze – soprattutto gli albanesi, che non hanno diritti e da tempo accettano i lavori che i greci considerano troppo degradanti – sopravvivere è un’impresa disperata.
Non sono soltanto le famiglie a vivere un incubo. Anche le istituzioni sono al collasso. Diversamente da quanto accaduto nel Regno Unito durante gli anni 30, la Grecia non ha alle spalle una luna storia di democrazia parlamentare stabile. È passata appena una generazione dalla dittatura dei colonnelli, e oggi, mentre alcune aree del paese sono già sprofondate nell’anarchia, stanno emergendo forze inquietanti.
Appena qualche mese fa i partiti estremisti raccoglievano il favore del 30% della popolazione. Oggi, la sx e la dx radicali sono arrivate al 50%, e la loro avanzata non si ferma. Tra le ragioni del distacco dei greci dalla democrazia c’è sicuramente l’ingerenza dell’Ue, e l’imposizione da parte di Bruxelles del premier-fantoccio Papademos, “l’idiota di Bruxelles”, un portavoce al soldo di Olli Rehn, Commissario agli affari economici e monetari.
L’Idiozia è chiaramente una delle cause dei problemi di Bruxelles, e può spiegare molte degli errori strategici degli ultimi anni. Ma ciò che colpisce di più è l’atteggiamento insensibile e disumano dei commissari Ue, che stanno facendo a pezzi un paese che un tempo era fiero, famoso e abbastanza ben gestito.
Sono abbastanza vecchio da ricordare la loro retorica quando Margaret Thatcher portava avanti le sue politiche monetariste per reagire alla recessione dei primi anni 80. Eppure tra il 1979 e il 1982 il pil era calato di appena il 6 %, meno di un terzo rispetto alla Grecia travolta dalla crisi. Persino la Tatcher fu molto più pragmatica e compassionevole di Olli Rehn. La lady di ferro non avrebbe mai distrutto un intera nazione in nome di un dogma economico.
Per il Regno Unito sarebbe altamente immorale continuare a sostenere la moneta unica europea, un esperimento catastrofico che ha già provocato devastazioni inumane su larga scala.

Lalla segnala:
STIGLIZ: “I primi a lasciare l’euro ne usciranno meglio”

L’Observatoire de l’Europe pubblica un’intervista a Stiglitz, in cui il Premio Nobel per l’economia, noto per le sue posizioni keynesiane, paragona la pratica attuale dell’austerità ai “salassi della medicina medievale.” Egli ritiene che solo gli investimenti pubblici possono interrompere questa spirale verso il basso.
Durante il Forum finanziario Asiatico di Hong Kong, tenutosi a fine gennaio, il famoso economista ha avuto parole di un pessimismo raro a proposito dell’Europa. Per lui, i funzionari Europei, sotto la pressione di un dubbio consenso finanziario, stanno portando i loro paesi nel caos, e la moneta unica verso una sparizione quasi inevitabile.

BERLUSCONI E’ STATO PRESCRITTO SUL CASO MILLS

by Roberto Mangosi
Da sempre i farabutti cercano di sfuggire alla legge.
E nei paesi incivili, più si è farabutti, più ci si riesce.

VOX

Sentenza
Dopo le arringhe, il risultato :
è reato prescritto, non assolto !
Il Cavaliere, però, ha brindato:
questa sentenza la temeva molto.
I Giudici non l’hanno condannato,
ma dall’accusa non l’hanno prosciolto.
Una sentenza degna di Pilato,
ne può gioire solo uno stolto !
Per una legge fatta su misura,

tipica d’un regime feudale,
si è costretta la Magistratura
a questo tragicomico finale:
benché ci sia stata corruzione,
non ci sarà la giusta punizione !

LADRI DI GIUSTIZIA. LADRI DI VERITA’
V.

E dunque rispondete a questa domanda:
Pesa più un chilo di merda
o un chilo di prescrizione?

E chi è il più merdoso personaggio politico italiano?

PILLININI
Uno su Mills ce la fa

V
L’unico proscioglimento che vorremmo per Berlusconi
è nell’acido
Purtroppo non ci sono più quei bei proscioglimenti di una volta!

Una sentenza di 1° grado condanna Mills per aver ricevuto 600.000 dollari per scagionare Berlusconi, accusato di aver versato delle mazzette alla GdF per dare conti falsi al fisco.
Una sentenza di 2° grado conferma che Mills ha ricevuto 600.000 dollari da Berlusconi per corrompere la GdF ed evadere il fisco, cioè per rubare una montagna di soldi A NOI !
Ma la Cassazione, che deve solo verificare l’aspetto ‘formale’ del processo, non riesce a farlo nei tempi dovuti e lo fa andare in prescrizione
.Malgrado 2 sentenze, di 1° e 2° grado, abbiano accertato senz’ombra di dubbio che Mills ha ricevuto da Berlusconi 600.000 dollari per corrompere la Guardia di Finanza e fregare una montagna di soldi al Fisco, e per quanto, anche a logica, cambiando i fattori il risultato non cambia, e per la proprietà transitiva, se Mills ha ricevuto 600.000 dollari da Berlusconi, vuol dire che Berlusconi glieli ha dati, 5 anni di processo non sono bastati per provare questa lapalissiano evidenza, e il tempo è scaduto prima che il processo finisse, per cui Berlusconi se la cava ‘con la prescrizione’ grazie alla legge fatta da se stesso per se stesso.
Cicchitto urla: “Berlusconi assolto!”
FALSO! Berlusconi non è stato assolto, il ladro “si è prescritto il processo”, il che è diverso!
E noi non possiamo prendere lui e Cicchitto a appiccicarli al muro! Però io posso sputare in faccia a qualunque berlusconiano si permetta di dire che Berlusconi è stato assolto, come a qualunque leghista si permetta di venirmi a parlar male di qualcuno, dopo che ha votato quell’obbrobrio di leggi processuali e penali pro Berlusconi, contro noi tutti!
Chi sono i ladri allora?
..
NONCICLOPEDIA- SATIRA

La prescrizione è la massima pena tuttora applicata per il riciclaggio di denaro, il falso in bilancio e tutti gli altri crimini commessi da B (non mi metto qui a elencarli, altrimenti divento più vecchio di quanto già sono) e la gente della sua risma (banchieri, dirigenti d’azienda, ecc)
Mentre i delinquenti comuni sono esonerati da una pena così gravosa e inumana, la prescrizione (parola che fa paura già solo a pensarla) è adottata esclusivamente nei casi di pezzi grossi della politica o della mafia, che poi sono cose piuttosto vicine tra loro.
Qualunque politico attualmente in carica ha una paura fottuta della prescrizione e i pochi che sono sopravvissuti a tale pena, come Andreotti, hanno subito uno shock emotivo devastante (ma va?).
Questo perché il principio di prescrizione implica che, dopo lungo ed estenuante processo, l’imputato riconosciuto colpevole venga liberato senza neanche un giorno di galera.
Ora, mettetevi nei panni di uno come B: immaginate di sapervi colpevole e non poter in alcun modo scontare la giusta pena in prigione! Pensate quanto può essere dilaniante psicologicamente per un uomo una simile affronto! Non poter pagare i propri debiti con la giustizia a vita!
Molti uomini politici e non si sono scagliati contro la prescrizione, ritenendola un abominio. Lo stesso Berlusconi, usufruendo della sua carica di Presdelcons, ha più volte proposto leggi ad personam in cui chiedeva l’abolizione della prescrizione per poter finalmente saldare i conti, sbagliando però a piazzare qualche lettera (è un noto analfabeta) e facendola diventare ancora più severa e facile da infliggere per le dannate toghe rosse.
Purtroppo nessuno fino a oggi è riuscito a far ragionare i subdoli e sadici magistrati che continuano imperterriti a utilizzare questo sistema che definire tortura è riduttivo. Grazie al cielo, il 99% della popolazione non ricade tra quelli a cui viene imposta questa pena e quindi se domani verrete beccati a rubare delle caramelle, be’,cazzi vostri!
.
hahahahahah
…e chi lo spiega agli stranieri il significato della prescrizione? In molti paesi non esiste per loro è incomprensibile. Solamente nel paese di Pulcinella esiste un assurdo del genere.
..
I PREDATORI DELLA LIBERTA’

Un paese fatiscente dove l’analfabetismo di ritorno non permette all’80% della popolazione di capire il senso di un articolo
La classe politica più corrotta d’Europa
Un milione e 200.000 ladri di Stato che difendono coi denti il loro bottino e la loro sfacciata impunità
Una delle più grosse associazioni criminali del globo
Un fisco iniquo,duro coi piccoli e cieco coi grandi
Un’evasione alle stelle con grandi evasori che patteggiano o sono prescritti e piccoli evasori assassinati da Equitalia
120 miliardi di capitali in nero incettati impunemente in un solo mese in Svizzera
Il più grande evasore d’Italia prescritto mentre i piccoli sono assassinati
Lo Stato stesso inadempiente verso chi gli ha fatto dei lavori per 70 miliardi
I politici peggiori e più pagati d’Europa
Una opposizione collusa o inesistente che è arrivata a voler governare con la dx
Una libertà di stampa scesa così in basso da stare al 75° posto con la Nabibia e dove i giornalisti sono strozzati con le querele milionarie o sono uccisi
L’unico paese UE commissariato e per di più dagli emissari di una banca americana
Il 2° debito pubblico più alto del mondo e un governo che ordina ‘ancora’ grandi e inutili opere pubbliche, con la forza dell’esercito
Una legge elettorale che ha ammazzato la sovranità popolare
Un paese in tracollo finanziario che si permette il lusso di essere tra i primi per spese militari per 46 miliardi di euro in armi, mutando le missioni di pace in decise azioni di guerra
Un governo della bancarotta che calpesta i diritti civili e del lavoro dei suoi cittadini, insultando la Costituzione
Una disinformazione premeditata che inganna 60 milioni di persone
Una magistratura costretta a fare da serva a una classe di ladri,applicando leggi processuali e penali che farebbero vergogna a qualunque paese civile
Ladri di stato e di bordello che si prescrivono i processi da soli e si depenalizzano le pene
Un 30% di elettori scellerati che ancora li votano
L’agonia del nostro Paese…
..
Amarissimo Ascanio Celestini

Cazzi vostri!

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“Lo scoccare della prescrizione è determinato da una legge ad personam, la ‘ex Cirielli’ approvata nel 2005 dalla maggioranza berlusconiana (dunque con Bossi). Il reato di corruzione in atti giudiziari si prescriveva in 15 anni, scesi a 10 dopo l’approvazione di quella norma”

«La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato»
L’art. 157 del codice penale non lascia dubbi: alla prescrizione si può rinunciare se davvero ci si vuol far processare alla ricerca di una assoluzione piena.
Quindi quando non si rinuncia, c’è più di una presunzione di colpevolezza.
La prescrizione è la scappatoia di chi sa di essere colpevole.
Chi invece sa di essere innocente la rifiuta e va avanti in tutti i successivi gradi di giudizio.
Questa è la sesta prescrizione di cui si è avvalso Berlusconi.
Quante volte ci ha rinunciato? MAI
.
Ma a quanta galera sarebbe stato condannato B se le prescrizione non esistesse?

MARCO TRAVAGLIO

Solo un delinquente incallito, i suoi avvocati e i suoi complici potrebbero festeggiare una sentenza come quella emessa ieri dal Tribunale di Milano. Una sentenza che, tradotta in italiano, dice così: la prescrizione è scattata 10 giorni fa, grazie all’ultima disperata mossa perditempo degli on. avv. Ghedini e Longo (la ricusazione dei giudici), dunque non possiamo condannare B.; ma lo sappiamo tutti, visto che l’ha
già stabilito la Cassazione, che nel 1999 l’avv. Mills fu corrotto dalla Fininvest con 600 mila dollari nell’interesse di Berluscono, in cambio delle due false testimonianze con cui – come aveva lui stesso confidato al suo commercialista – l’aveva “salvato da un mare di guai”. Cioè gli aveva risparmiato la condanna per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza. Condanna che avrebbe fatto di B. un pregiudicato già nel 2001, con devastanti effetti a catena: niente più attenuanti generiche negli altri processi, dunque niente prescrizione dimezzata, ergo una raffica di condanne che oggi farebbero di lui non un candidato al Quirinale, ma un detenuto o un latitante. E se, al netto della falsa testimonianza prezzolata di Mills sulle tangenti alla Gdf, B. sarebbe stato condannato in quel processo, al netto della legge ex Cirielli sarebbe stato condannato anche ieri per avere corrotto Mills. Così come Mills sarebbe stato condannato 2 anni fa per essere stato corrotto da B. (invece si salvò anche lui grazie alla prescrizione, scattata due mesi prima). Quando infatti fu commesso il reato, nel 1999, la prescrizione per la corruzione giudiziaria scattava dopo 15 anni: dunque il reato si estingueva nel 2014. Ma nel 2005, appena scoprì che la Procura di Milano l’aveva beccato, B. impose la legge ex Cirielli, che tagliava la prescrizione da 15 a 10 anni. Così il reato si estingueva nel 2009. Per questo la Cassazione, nel febbraio 2010, ha dovuto dichiarare prescritto il reato a carico del corrotto Mills (pur condannandolo a risarcire lo Stato italiano). E per questo ieri il Tribunale ha dovuto fare altrettanto col corruttore B. Fra il calcolo della prescrizione proposto dal pm Fabio de Pasquale e quello suggerito da Ghedini e Longo, il Tribunale ha scelto quello degli avvocati: la miglior prova, l’ennesima, che il Tribunale di Milano non è infestato di assatanate toghe rosse. Anzi, visti i precedenti, se i giudici hanno un pregiudizio, è a favore di B. Il quale, per la sesta volta, incassa una prescrizione a Milano: le altre 5 accertarono che comprò Craxi con 23 miliardi di lire, comprò un giudice per fregarsi la Mondadori e taroccò 3 volte i bilanci del gruppo per nascondere giganteschi fondi neri usati per comprare tutto e tutti. Ora capita di ascoltare Angelino Jolie, avvocato ripetente, che delira di “folle corsa del pm” (dopo 8 anni di processo!); l’incappucciato Cicchitto che vaneggia di “assoluzione”; e l’imputato impunito che si rammarica (“preferivo l’assoluzione”), ma s’è ben guardato dal rinunciare alla prescrizione per farsi giudicare nel merito. Gasparri, poveretto, vorrebbe cacciare De Pasquale perché ha cercato di non far scattare la prescrizione. Ecco: per lui il compito dei magistrati è assicurare la prescrizione a tutti. Se l’ignoranza si vendesse a chili, sarebbe miliardario.

da
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Non si farebbe prima ad aggiungere un articoletto alla Costituzione che dica più o meno che “chi è ricco perché ha rubato, perché suo padre, che faceva l’usciere in una banca [la banca Rasini], riciclava i soldi della mafia e forse è per questo che da usciere è diventato direttore, chi più di 30 anni fa spendeva 500 milioni AL GIORNO [una montagna di soldi dei quali non ha mai saputo spiegare la provenienza: “Cavaliere: dove ha preso i soldi?”] per costruire graziose palazzine, chi ha assunto un ergastolano pluriassassino spacciato per stalliere per portargli i figli a scuola [e stare attento che non facessero brutti incontri: testuali parole del padre dei figli], e che da un mafioso condannato a 9 anni [Marcello Dell’Utri] si è fatto fare un partito politico [Forza Italia] , grazie al quale con la collaborazione degli amici, degli amici degli amici ma SOPRATTUTTO di chi doveva essergli nemico [specificamente D’Alema e la sua fottuta bicamerale] è potuto assurgere al ruolo di capo del governo e restarci per 17 anni… può commettere tutti i reati che vuole, mafiare quanto vuole, corrompere chi vuole senza rischiarlo nemmeno, un processo?”

Giusto per una questione di praticità: almeno si evitano figuracce planetarie a getto continuo. Le nostre, mica quelle di Berlusconi.
Ezio Mauro, direttore di Repubblica, intervistato telefonicamente poco fa dal tg di Sky ci fa sapere che “comunque, le sentenze si rispettano”: e allora, da oggi, sarebbe meglio che ognuno imparasse ad esprimersi per sé, perché io questa sentenza, come tutte le altre che hanno riguardato b e che sono finite ai classici tarallucci e vino, non ho la benché minima intenzione di rispettarle, per il semplice motivo che quelle sentenze non hanno rispettato me.
E ricomincerò a rispettare questo stato quando questo stato dimostrerà di essere più forte di un delinquente impunito e – a quanto pare – impunibile.

B sempre assolto? Sì, ma col trucco
Gomez e Mascali

“Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione” Già gli italiani non sanno nemmeno la differenza che c’è fra assolto e prescritto, figuriamoci come ne esce ancora una volta il perseguitato delinquente. Qualcuno avverta Bruno Vespa che “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione” non significa assolto e nemmeno innocente. E che casomai gli venisse in mente di fare una puntata tipo quella che fece per Andreotti (sempre prescritto e non assolto, per mafia) mi auguro che il palazzo della Rai venga invaso e lui buttato fuori a calci nel culo.
Prescrizione non significa innocenza né assoluzione, significa che ci sono le prove del reato ma che, grazie ai tempi biblici della nostra (in)giustizia e alle numerose leggi e leggine che B ha potuto farsi confezionare in tutti questi anni per dilatare oltremodo i procedimenti contro di lui – questo, mentre si occupava del nostro bene cioè del suo – non si è fatto in tempo a condannare chi lo ha commesso, cioè B medesimo.
Ricordiamocele queste cose, specialmente quando qualcuno chiederà la certezza della pena per il ladruncolo, per chi commette reati infinitamente meno gravi della corruzione, perché la corruzione è uno dei reati più odiosi che esista, è come il monossido di carbonio, non odora ma uccide, ecco perché molta gente non capisce quanto sia grave un reato che – a valanga – si ripercuote su tutti, molti non lo ritengono tale, non ne hanno percezione perché non c’è il ladro che materialmente porta via l’oggetto o il proprio denaro.
E la maggioranza degli italiani, da brava egoista individualista preoccupata solo di difendersi la “robba”, starnazza solo quando lo zingarello ruba il portafoglio sull’autobus e il ladro svaligia l’appartamento.
.
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Questa sentenza ha detto che c’è il corrotto ma non il corruttore: ennesimo caso di qualcosa che succede all’insaputa di chi l’ha fatta. Cioè di B
Un innocente non accetterebbe mai una prescrizione: l’innocente vuole essere assolto, non prescritto. In caso di prescrizione il reato c’è eccome, e B ne ha già incassate 6 o 7, per altrettanti reati commessi.
Se poi era sempre innocente, perché non ha mai rinunciato alla prescrizione? si può fare, volendo.
Nei paesi civili, normalmente e non eccezionalmente civili la prescrizione viene bloccata nel momento in cui un’ azione giudiziaria INIZIA.
Solo qui viene usata per FERMARE processi in corso.
Balbettando un po’, però si fa, specie se l’imputato si chiama Silvio Berlusconi.

Nota a margine: Proprio oggi il genero di re Juan Carlos di Spagna è andato a processo per il reato di malversazione, che tradotto in parolaccia è rubare soldi pubblici per farci altro, praticamente quello che i nostri politici fanno con una certa frequenza senza nemmeno andarci a finire in un tribunale, e suo suocero, il re, mica un berlusconi qualunque, ha detto che qualsiasi sarà la decisione del tribunale verrà accettata. In Inghilterra la prescrizione non c’è: non è prevista dall’ordinamento giuridico. Tutti gli imputati di qualsiasi reato di ogni ordine, grado, ceto e censo vanno in tribunale, si fanno giudicare e se gli tocca la galera vanno in galera anche se fanno i politici e i ministri.
E per molto meno di un reato come la corruzione.

IL CORO DELLE VERGINI
Rita Pani

Mi piace questo mondo di vergini, quelle che in coro fanno “Ohhhhhhhh” la prima volta che approcciano un pene. Son così i Bersani, i Di Pietro, i Vendola, e tutti quelli che a poche ore dall’ennesima reiterata vergogna italiana, elargiscono saggi e dotti pareri sulla prescrizione, del criminale più prescritto d’Italia.
Faranno “Ohhhhhhh” ancora e ancora, e grideranno allo scandalo anche quando si prescriveranno gli altri reati, anche quello che vede il satiro impotente accusato di sfruttamento di prostituzione minorile. Oddio! Che ho scritto? Utilizzazione finale di bambine che somigliano a donne; suona meglio in italiese.
Forse allora è il caso di ricordare alle vergini, che la legge ex Cirielli, studiata in prima istanza per salvare il culo dell’ex ministro malavitoso previti, è una legge del 2005. E dovremmo ricordare tutte le leggi ad personam nate dalla mente criminale di un malavitoso.
È il caso di ricordare l’anomalia tutta italiana di avere avuto (e lo riavremo pure) un malavitoso a capo del governo, che ha cambiato la legge elettorale per far sì che potessero essere eletti, come deputati e senatori, non solo gli affiliati alla sua cosca, ma anche – e soprattutto – i suoi avvocati. Solo in Italia, infatti, gli avvocati del malavitoso potevano riscrivere le leggi da citare a memoria nelle aule di tribunale, mentre erano intenti a difendere il loro cliente/padrone.
Facciano due conti, queste verginelle, e spieghino poi, perché quando avrebbero potuto metterci una pezza, nominarono ministro della giustizia Clemente Mastella – di cui evito di riscrivere le gesta – che si preoccupò in prima istanza di proporre un indulto per vuotare le carceri, e dopo di non finirci lui stesso con tutta la sua famiglia.
Sono arrabbiata? Sì certo, e non per il facciadiculismo spinto di gasparri o cicchitto, più zoccole e meglio pagate di una vecchia puttana di porto, ma sono incazzata per la verginità improbabile di altre vecchie baldracche, che no, non mi rappresentano e non mi rappresenteranno mai.

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Se in questo paese avessimo avuto un’informazione vera, di quella che fa saltare teste ‘eccellenti’ quando serve, come succede in tutti i paesi normali dove non si permette ad un conflitto di interessi che cammina di salire ai piani alti del potere pro domo sua con la complicità di chi glielo avrebbe dovuto impedire, e dove le inchieste di un giornalista non vengono malconsiderate dagli arriccianasi che pensano che un giornalista debba prendere le parti di qualcuno invece di limitarsi a raccontare i fatti di chiunque, molto di quello che è accaduto e che noi popolo da spettatori e vittime inerti abbiamo dovuto e potuto solo subire, non sarebbe mai potuto accadere.
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Giulietto Chiesa

L’Italia sta male, e domani starà malissimo? Niente paura: il presidente americano applaude. Obama, premio Nobel per la pace reduce della guerra in Libia e attualmente impegnato a preparare in Siria la prossima grande guerra, quella contro l’Iran, plaude allo stratega Mario Monti. E’ il suo uomo, ha le carte in regola: Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderberg, Commissione Europea. Il popolo italiano è in buone mani: nessun pericolo che possa far pesare la propria volontà democratica. Nel giugno 2011, coi referendum, avevamo votato per i beni comuni? Perfetto: con Mario Monti, si privatizzerà tutto. Gli italiani volevano la testa di Berlusconi? Be’, l’hanno avuta. E adesso, per favore, subiscano in silenzio il nuovo programma terminale: la fine della sovranità democratica, motivata ovviamente dall’emergenza del debito.
.
PAROLE DESTRUTTURATE
vv

LIBERTA’
Una parola troppo seria, della quale si abusa e che racchiude concetti troppo importanti per essere destinata ad un certo genere umano al quale piace, invece, farsi sottomettere spesso in virtù di faccende piuttosto ridicole.(DAL WEB)

Io
Ma perché la maggior parte della gente svende le proprie libertà troppo spesso per un piatto di lenticchie o, a volte, nemmeno per quello, esaltandosi per il piatto di caviale mangiato da altri?

EQUITA’
Parola schermo che in genere sottende a faccende molto poco eque.

EQUITALIA
vedi sopra.

CONFLITTO DI INTERESSI
Monti ha millantato che il suo governo non ha conflitti di interessi.
Si immagina allo stesso modo che nemmeno Berlusconi abbia mai avuto conflitti di interessi (e quando mai la casta è in conflitto di interessi con se stessa?) ed è per questo che né D’Alema né Prodi si sono mai preoccupati di regolare questo conflitto, mentre Violante si è vantato addirittura di favorirlo.
Se ne deduce che l’unico e vistoso conflitto di interessi esistente sia quello che tra la casta dei dominanti e la plebe dei dominati. Come diceva sempre Pompeo Biondi: “Ci sono solo due classi, chi c’ha il potere, e chi non ce l’ha”.
Ogni altra definizione è da duplicare in conformità di questo binomio irriducibile.
Equitalia è per noi. La prescrizione è per loro.
Ogni valutazione in tal senso è da deviare in un sano e conveniente razzismo, ove per il povero leghista cretino esso sia l’odio per lo straniero e per Fassino o D’Alema anche per quello sfigato dell’operaio.

PAOLO FARINELLA E IL PD

Il Pd è proprio asino e non vuole imparare la lezione. Prima Milano, poi Cagliari, poi Napoli e ora finalmente Genova. Niente da fare! Testa dura, non vuol capire. Perse le primarie, Bersani risponde con una battuta: ora pensiamo a vincere le «secondarie»! Roba da matti! Hanno voluto le primarie per fregare la Vincenzi che non capisce, accecata come è di personalismo e amor proprio. Avrebbe dovuto dimettersi e ritirarsi in buon ordine, specialmente dopo il fallimento della gestione alluvione. Invece insiste, va in giro a vantarsi. In Centro storico di Genova nessuno, nemmeno morto, l’avrebbe votata, ma lei pensa ancora di essere la prima donna. La gente ha visto solo arroganza e protervia di potere.
La senatrice Pinotti, s’intrufola nella mischia per dimostrare di essere migliore della sua maestra sindaco di cui è stata assessore e pupilla. Ha fatto 2 mesi di campagna elettorale disertando il senato, cioè il suo dovere da cui trae il lauto stipendio che noi paghiamo. Avrebbe dovuto dimettersi da senatrice e correre il rischio delle primarie e poi, sconfitta, ritirarsi a vita privata. Invece no.
Il Pd perde le sue stesse elezioni e riesce a fare disamorare almeno 10 mila persone che non sono andate a votare. In un tempo in cui dovrebbe vincere a man bassa o a piene mani, senza nemmeno faticare tanto, riesce a far perdere i suoi candidati: uno, due, tre, e quattro … Cosa deve succedere perché capisca di cambiare registro e strategia? Non si rende conto che il vecchio è finito e che il popolo frustrato e bastonato dalle manovre e dai governi tecnici sostenuto anche dal Pd ha voglia di pulito, di onesto, di giusto? E’ finito il tempo delle rendite e degli intrallazzi, dei comitati di affari e dei compagnucci di merendine e bassissima politichetta ad uso casalingo. Di questo passo il Pd scomparirà dalla faccia della terra e nessuno lo piangerà. Vittima di B, è diventato complice di Monti e ora sta facendo di tutto per riportare in auge il delinquente B, discutendo con lui di riforme della Costituzione. Pdellini, poveri illusi, il caimano vi distruggerà per l’ennesima volta e non avrete più né presente né passato e tanto meno futuro. Dovevate essere il futuro, l’alternativa, siete diventati commensali.

VORREMMO SAPERE …

se corrisponde a verità che il 3 gennaio 2011 il governo Monti abbia già liquidato alla Morgan Stanley la modica cifra di 2 miliardi e 567 milioni di euro, un decimo della manovra «Salva Italia» per estinguere una operazione di derivati finanziari che sono stati alla radice della crisi che ha sconvolto il mondo e milioni di innocenti cittadini? Vorremmo sapere perché deve pagare il governo per conto di chi o se il precedente governo abbia comprato derivati spazzatura che ha accollato ai cittadini. Vorremmo sapere perché tutto è avvenuto alla chetichella, i giornali non ne hanno parlato, il governo non abbiamo comunicato nulla e tutto è avvenuto in gran segreto. Che gatta ci monti sopra? Chi volesse saperne di più, consulti il sito:

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2012/02/monti-versa-25-miliardi-nelle-casse.html?m=1

Ileana segnala

“Dovrei portare sempre il lutto. Vestita di nero e velata perché è morta la cultura di classe, la mia. E’ morta la coscienza di classe, la lotta di classe proletaria, morta l’idea di uguaglianza, è morto mio padre, mia madre, i miei zii e anche io non mi sento tanto bene. In lutto dovrei andare alle riunioni di quartiere del movimento 5 stelle. E il mio unico pensiero positivo sarebbe: se mio zio non si sacrificava nel lager, io come Donna non potevo votare. Solo dopo il 1946 noi Donne abbiamo ottenuto il riconoscimento della nostra dignità umana. Per donarmi questo diritto, ultimo rimasto, si è fatto uccidere di lavoro forzato. Dovrei portare il lutto per i sacrifici fatti dalla mia gente per creare i sindacati, i partiti, la democrazia. Dovrei portare il lutto, invece posso partecipare concretamente oltre che votare, ringrazio il movimento cinque stelle che mi da una ultima possibilità.”
di Dolores I.

Maria Pia Caporuscio
MANO NE’ LA MANO

Quello che io noto ne’ la ggente,
nun zo’ le frasi belle, oppuro dure,
né er soriso dorce o ‘mpertinente,
ma so’…le sfumature!

‘na cosa c’ammé pare ‘n incanto…
è ‘na mano che strigne ‘na manina.
Nun c’è poesia, né musica, né canto,
che uguaj ‘na mamma cor bambino.

E’ tutta qui l’essenza de ‘stà vita…
amore, sicurezza, dedizzione,
sinno’ prima de nasce…è già finita
!

‘sté mani, libbere e ‘nzieme fuse,
come nelle favole, se parleno…
drento ‘sté mani …er monno cianno chiuso!

RIDIAMARO : – )

Paola Bassi

La legge in Italia:
Schettino resterà libero e
daranno l’ergastolo allo scoglio
“Motivazione
La nave andava pe’ caxxi sua e lo scojo nun je doveva rompe i cojoni.

Corrado Guzzanti
La nuova destra

Non ce l’abbiamo con i neri e gli africani
solo non vogliamo che ci rubino il lavoro.
Non ce l’abbiamo con gli omosessuali
solo non vogliamo che ci contaminino col loro morbo.
Questa è una destra nuova che vuole battersi per il
rispetto della civiltà e della democrazia.
Non ce l’abbiamo con gli zingari,
solo non vogliamo che mettano in pericolo
la nostra comunità.
Non ce l’abbiamo cogli extracomunitari,

solo non vogliamo che occupino le nostre case.
Questa è una destra nuova che vuole mettersi
dalla parte del cittadino e del lavoratore.
La pelle, la lingua, la razza non c’entra.
E se non capite questo siete degli ebrei!

.
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. ciao viviana,
    come al solito dici le cose con una lucidità dirompente, ne sono contento.
    ti rispondo al riguardo della transizione….sperando di essere un pò più lucido della scorsa lettera.
    come giustamente hai detto te, la cosiddetta transizione richiede uno sforzo enorme e te lo posso confermare.
    ma, ed è importante, niente panico!!
    quando mollai la mia attività fu per nausea estrema verso il vecchio sistema economico.
    io facevo produzione, quindi cose concrete, non commercio o attività finanziaria.
    mentre fino alla fine degli anni ’80 si poteva ancora contare su un certo contesto ancora vivibile (reddito, organizzazione, investimenti da parte degli industriali, motivazione della manodopera e collegata professionalità) dagli anni novanta in poi ho vissuto solo declino e caos.
    cominciai a scorgere nel lavoro non più una motivazione esistenziale positiva (essere utili agli altri, azione armonica ecc), bensì il verificarsi di una situazione di puro ricatto, cioè hai investito nella tua attività produttiva tutto te stesso e ora non puoi più fermarti e tornare indietro, sei costretto ad andare avanti e subire regole e condizioni sempre più disumane e senza senso.
    credimi, è stato più difficile fermare la mia piccola ditta che iniziarla.
    a quel punto cominciai a rinunciare a ciò che era superfluo, chiesi scusa alla mia mente per l’obbrobrio a cui l’avevo relegata per tutta la vita e le dissi: “mente mia, da oggi sei libera, pensa pure tutto ciò che vuoi, fai pure, io ti seguo e farò tutto quello che deciderai”.
    questo fu una svolta importante perchè mi permise di scoprire una realtà più profonda nella mia stessa vita.
    questa realtà la sto vivendo solo ora che sono immerso nella natura: ora “vedo” cos’è l’umanità, una pianta, un verme nel terreno che vango, una farfalla notturna che ti si posa addosso mentre ti rilassi dopo cena…..
    c’è un però.
    per realizzare questo diverso stile di vita occorre saper stringere i denti e saper ascoltare il silenzio.
    stringere i denti per affrontare la fatica dei lavori manuali, saper ascoltare il silenzio significa saper percepire il messaggio cosmico che guida tutte le cellule verso la vita ossia anche decidere quando seminare, cosa seminare, quando raccogliere e così via.
    qui in montagna, per il clima, è più difficile fare questo, però quando in questi ultimi giorni è nevicato parecchio noi eravamo in salvo, i “normali” in crisi.
    avevamo infatti le nostre scorte di legna, di cibo e di tutto. anche il black out dell’energia non ci ha sfiorato per nulla perchè grazie alla nausea che provavo verso le bollette (FUORI DALLA NOSTRA VITA PURE VOI!!…dicevo) abbiamo installato un impianto autonomo con pannelli fotovoltaici…
    tutti gli altri erano in panico perchè non potevano usare l’automobile per andare a fare la spesa, raggiungere il posto di lavoro e tutte le altre cosine….e nel black out neanche il riscaldamento funziona.
    sinceramente provo pietà per tutti quelli che fino ad ora (per ignoranza, per pigrizia o altro) ancora insistono negli stessi schemi di sempre (schiavitù e ricatto)

    lavoro dietro questo progetto da qualche anno e ti dico che la sua realizzazione non si improvvisa.
    serve un investimento iniziale che, pur piccolo (relativamente) che sia, va fatto:
    energia, attrezzi manuali e non, recupero delle sementi biologiche, plantumazione di piante da frutto, una serra per le germinazioni, un forno per il pane e le altre cose….
    non abbiamo ancora realizzato una completa autonomia, la strada è lunga e va affrontata poco alla volta.
    ma è importante iniziare perchè si può godere in santa pace la vera vita.
    vorrei che queste parole fossero un messaggio per tutti coloro che vedono un futuro sempre più opaco: affrettatevi, fate presto ed iniziate ora, il vecchio sistema è finito….quando gli scaffali saranno vuoti se ne fregheranno di voi!!!!!
    con tanta stima
    duccio

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 26, 2012 @ 9:06 pm | Rispondi

  2. Viviana cara,
    ti penso nella tua “bolla” iridescente. Splende il sole, forse la bufera
    e’ passata, forse siamo ancora nel fulcro della bufera. Chissa’!
    Come stai amica carissima?
    per me, mi auguro un fine settimana un po’ piu’ creativo dei precedenti.
    Si vivono degli accadimenti che spezzano il tempo, spengono i fuochi degli
    entusiasmi.
    Tutto da capo, altro modo, altra scuola, altre sfide.
    Mi sento cosi’.
    Non si puo’ costruire niente se il vecchio non e’ distrutto. Quello che
    allora costruiremo non sara’ visibile ad occhio nudo. So che sara’ bello.
    Lo so, ma non lo sento ancora.
    Lo sentiro’, lo sentiremo.

    Un abbraccio caldo caldo

    Aurora

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 27, 2012 @ 10:39 am | Rispondi

  3. Approvo e aderisco alle riflessioni sul tema IL WEB FORMATIVO, e le considerazioni del “guru” di Grillo.
    La Rete può renderci Consapevoli sullo stato di come si può evolvere il “nuovo mondo”.
    Sono pienamente d’accordo che il futuro sarà sulle economie di fonti energetiche rinnovabili,ecologiche, l’altra volta ho visto una puntata fenomenale su Presa Diretta, Immondizia Zero http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-39757772-274a-4c9d-a790-2337a22fcc20.html?fb_comment_id=fbc_10150508901074315_21034397_10150511685299315#f2e728f5b,
    sul riciclo dell’immondizia e del lavoro che crea nella città di San Francisco negli Stati Uniti.

    Nella Finanza, credo che il problema per ora sia stato solo spostato più avanti, come dice il mondo anglosassone il barattolo è stato scalciato più in là, vedi l’affare Grecia. Ma ho una strana percezione o presentimento che prima o poi proprio da quella parte del globo, potrebbe partire alla fin fine il terremoto finanziario, la “terza guerra mondiale”, non nel senso stretto del termine guerra. Probabilmente si sprigionerà un effetto contagio, dopo probabilmente il fallimento delle risoluzioni e soluzioni della Troika con un conseguente uscita dirompente dall’euro e ritorno alla dracma, con effetti non calcolabili ma credo spiacevoli a tutti, a cominciare da chi ha creato il sistema di deregolamentazione della finanza, vedi Stati Uniti, e riportare a rivedere completamente il nostro modo di vivere. Beh staremo a vedere…
    Saluti.

    Commento di hans castorp — febbraio 28, 2012 @ 4:26 am | Rispondi

  4. Cara Viviana, ti rispondo qui se la cosa non ti dà fastidio.

    Ho potuto solo ora leggere il tuo sottocommento di stamattina nel blog di Beppe Grillo, in risposta alla mia domanda su dove eri stata.
    Lo faccio qui perche’ mi sembra un ambiente piu’ privato e meno soggetto agli strali (di cui non mi frega nulla) dei soliti imbecilli di nostra comune conoscenza.
    Mi spiace prima di tutto che tu non stia bene ma, ti prego, non dire piu’ che ti senti inutile e finita.
    Gli acciacchi piu’ o meno ce li abbiamo tutti, anche io che ho 46 anni fatti da pochi giorni, qualcuno ce l’ho. Per carita’, niente di non superabile, ma tu sei donna di fibra eccezionale e di rara cultura ed intelligenza ed e’ per questo che non devi abbatterti.
    Tu hai ancora troppe cose da insegnare, anche a me. E chi puo’ insegnare, anche come si vive, è sempre utilissimo, anzi indispensabile.
    Scusa se ho potuto risponderti solo ora ma adesso sono di ritorno dal Friuli, Aviano per la precisione, dove sono andato a riprendere mio padre che e’ stato operato per un tumore al rene destro. Glielo hanno asportato e la cosa mi preoccupa.
    Se anche tu inizi a farmi preoccupare…diamine che dura andare avanti!!
    Forza Vivi…sai che c’e’ tanta gente che ti vuole bene e, se me lo permetti, anche io ti voglio bene.
    Un abbraccio e un grosso bacio.

    Ciro C. Quinto di Treviso direttamente dal blog di Beppone…:)

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 29, 2012 @ 6:22 pm | Rispondi

  5. Grazie Ciro
    ho visto la tua mail solo ora. Sono commossa.
    Mi spiace per il tuo papà, immagino la tua ansia di figlio affezionato, e posso solo farti tanti auguri.
    La vecchiaia è brutta, ti arriva tra capo e collo improvvisamente, io credevo fosse una cosa graduale che mi ci abituavo un po’ per volta, e invece prima di Natale ancora lavoravo e facevo tante cose, poi di colpo in 3 mesi mi ritrovo che non sono buona più a niente, è terribile vedere come mi sono debilitata rapidamente, trovo sempre maggiore difficoltà a fare cose banali, e provo un senso di impotenza quasi insostenibile, con l’improvvisa sensazione che ogni futuro sia sparito di colpo.
    Ormai sono al livello di chi pensa: anche questo oggi sono riuscita a farlo, anche questo… ma mi sento franare la vita intorno e faccio ormai solo piccole cose.
    Quello che mi dici è molto bello e mi fa molto bene. Non me lo aspettavo così. Direi che mi fanno meglio di una medicina ed è improntato a vero affetto.
    Spero di poter contribuire ancora un poco a questo blog. Quando non mi vedrete più vorrà dire che ne è andato anche qualcos’altro oltre alle mie gambe. Comunque qualcosa qui ho fatto, con la massima sincerità e il massimo affetto.
    Non si è vecchi quando si è vecchi, si è vecchi quando si smette di sentirsi utili. E questa è la cosa più triste.

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 29, 2012 @ 7:24 pm | Rispondi


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