Nuovo Masada

gennaio 13, 2012

MASADA n°1357 13/1/2012 L’ITALIA S’E’ STRETTA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:55 pm

Salvato Cosentino dal cambio di voto della Lega – La Consulta nega il referendum contro il porcellum – Sciogliere la Lega nord – Licenziamenti, falso problema – Gli evasori di Cortina – L’Ecuador rifiuta di pagare il debito – Gli smisurati costi della Difesa- La Lega investe in Tanzania- I rimborsi elettorali- Come si fa ripresa economica in Carinzia
..
Mary C di Senigallia

Il grigio
Peccato il rosso
l’abbiamo terminato
però abbiamo un bel grigio
in offerta speciale
potrà dipingerci
col grigio
le pareti di tutta la sua casa
anche gli infissi
le porte
e
già che c’è
la mobilia
i tendaggi
i tappeti
Questo grigio
si adatta a tutto
è talmente versatile
che può usarlo anche
per colorare i suoi
indumenti
la sua pelle
la sua anima
tutta la sua vita……

Vorrebbero imprigionarci tutti come pecore grigie……ma non ci riusciranno!

La democrazia è sospesa
Ma sta pure con la corda al collo

E che, a questo punto, berlusconiani e leghisti vengano pure a fare le pulci a noi….!

Hanno votato per l’arresto Pd, Udc, IdV.
Gli assenti questa volta sono giustificabili.
Il camorrista viene salvato per 11 voti.
La Lega è spaccata tra Maroni e suoi che volevano l’arresto e Bossi e i suoi che volevano salvarlo.
La crepa tra Maroni e Bossi si fa sempre più profonda. Antimafia e filomafia. Gli elettori decideranno.
Sono stati decisivi i bossiani che hanno votato a favore della camorra e i 6 deputati radicali.
Cosentino è salvo per 11 voti.
Se i radicali avessero votato per l’arresto, i favorevoli sarebbero stati 304 e i contrari 303. Cosentino sarebbe stato arrestato per un solo voto.
Che i berlusconiani siano dei mafiosi di merda lo sapevamo, ma ora è accertato che anche almeno metà dei leghisti sono dei mafiosi di merda e a questo punto che non ce lo vengano più a raccontare che intendono combattere la mafia perché non hanno più nulla di credibile …!
Travaglio: “Avete fatto delle leggi per mettere in carcere dei marocchini che non hanno fatto niente di male e poi in parlamento difendete uno accusato di camorra”.
(Per non parlare degli stravolgimenti delle leggi processuali e penali che sono state tante regali alla mafia!).
La Santanchè: “Pdl e Lega hanno concluso che qui c’era solo fumus persecutionis”. E infatti ora nel linguaggio del Carroccio l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei casalesi, riciclaggio aggravato dalla finalità mafiosa, falso e violazioni delle leggi bancarie.. si chiama ‘fumus persecutionis”.
Riina non avrebbe potuto dirlo meglio. E Riina in Parlamento non avrebbe votato diversamente da Bossi.

Casini: “Gli applausi alla salvezza di Cosentino sono una eutanasia del parlamento”
Vero, anche se, detto da uno che si sostiene sui voti della mafia…
Assassini, la democrazia è da quel dì che l’avete ammazzata!
Dov’erano quelli che firmavano pieni di sdegno contro Saviano che aveva detto che la ‘ndragheta stava infiltrando le giunte del Nord di Pdl e Lega?
Oggi sono lì a spellarsi le mani per applaudire Bossi che fa infiltrare il Parlamento dagli interessi della camorra?
Assassini!
Pagherete tutte le vostre menzogne!
Non avete solo venduto l’Italia alle peggiori cricche di lestofanti alla Piscitellli e alla Verdini, avete venduto le istituzioni alla mafia e alla camorra!
Fatelo pure il vostro razzismo! L’unica razza che vorrei espellere dall’Italia è quella delle vostre facce da impuniti!

DI PIETRO

Oggi hanno vinto la casta, la partitocrazia e l’inciucio. La Corte Costituzionale, bocciando i referendum contro questa legge elettorale ignobile, ha preso una decisione non giuridica, ma politica.
Ha preferito fare un piacere alla arlecchinesca maggioranza formata dai berlusconiani e dagli ex antiberlusconiani, che oggi vanno a braccetto e appoggiano il governo Monti, invece di rendere giustizia ai cittadini e alla democrazia.
Abbiamo già un governo che prende decisioni pesantissime per i lavoratori e i pensionati senza essere stato eletto da nessuno. Doveva restare in carica solo per fronteggiare l’emergenza, e invece resterà fino al 2013. Ora la Consulta impedisce ai cittadini di decidere come vogliono votare e salva il porcellum. A meno che i partiti dell’inciucio non si mettano d’accordo per varare una legge che, proprio come il porcellum, serva solo ai loro interessi e alle loro convenienze ma non a quelle degli elettori e del Paese.
A questo punto, per poter dire che la nostra democrazia sta sottoterra ci manca solo l’olio di ricino. Noi dell’IdV riteniamo che sia il momento di protestare in tutti i modi pacifici possibili.
Solo i cittadini, facendo sentire la loro protesta nelle piazze e nella rete, possono fermare questa deriva che sta uccidendo la democrazia italiana.
Chi pensa che possa ancora intervenire il Parlamento varando una buona legge elettorale vive su un altro pianeta. Questo è il Parlamento che ancora oggi, nonostante tutto, ha salvato dall’arresto Cosentino, un deputato accusato di complicità con i più pericolosi delinquenti del Paese, inchiodato persino dalle foto. Questo è il Parlamento che ha accolto il voto della vergogna con rumorosi festeggiamenti e nel quale il principale partito d’opposizione sta in maggioranza con quelli che hanno salvato Cosentino e poi hanno brindato all’ingiustizia fatta. . Mi chiedo come possa Bersani restare senza battere ciglio in una simile maggioranza.
Questo Parlamento non varerà mai una buona legge elettorale così come non eliminerà mai nessuno dei propri privilegi. La democrazia è il potere del popolo, e fino a che non sarà il popolo a farsi sentire e a poter votare in Italia non cambierà proprio niente. Resterà il Paese del porcellum, di Nicola Cosentino e di Berlusconi.

Asia scrive:
Qualcuno aveva dubbi sul no all’arresto di Cosentino? Berlusconi si è adoperato per convincere uno, per dissuadere l’altro, pagare chi sappiamo e alla fine ha vinto ancora una volta. Mi dite come potrebbe fare a meno il nanerottolo senza le migliaia e migliaia di voti dei camorristi casalesi aggiunti ai brogli che riescono ad attuare ad ogni elezione?
..
Molti avevano avvertito Di Pietro che fare un referendum per abrogare la legge elettorale leghista sarebbe stato respinto dalla Consulta e che questa si sarebbe giustificata dicendo che restava un vuoto legislativo, visto che, togliendola, non era vero che si ripristinava automaticamente il Mattarellum. Ma allora a che pro raccogliere un milione e 200.000 firme?
E, comunque, dov’era la Consulta quando è stata approvata l’attuale orrenda legge elettorale, fatta a tavolino da Calderoli per dare a una dozzina di persone poteri enormi su tutte le istituzioni e costruita su misura per far vincere Berlusconi e produrre una maggioranza parlamentare del tutto sovrastimata rispetto al voto elettorale?
E’ com’è che la Lega che con Calderoli stesso definì porcata la sua legge, non ha fatto nulla per migliorarla in 8 anni di Governo? E perché la Consulta si risveglia costituzionale solo quando è il popolo a rifiutare una legge perversa e non quando è il Parlamento a proporla? Non lo vede anche un cieco che questa porcheria è anticostituzionale in quanto ammazza la sovranità popolare? E come mai anche il governo di csx si è guardato bene, quando poteva, dall’emendarla o cambiarla? Può anche darsi che dica che essendo una legge costituzionale richiedeva una maggioranza spinta, ma dov’è stata in tutto questo periodo la sua volontà di cambiarla? E come mai anche il Pd c’è andato giù di brutto nello sfruttarla per i suoi interessi?

I leghisti fanno così schifo che persino Cosentino si dissocerebbe da Bossi.
Come disse Groucho Marx: “Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me”. E la camorra è un’azienda seria, mica storie.
..
Ce la farà Maroni, il piccolo suonatore di tastiera convinto di combattere le mafia, a prevalere sul grande suonatore di pernacchie che con la mafia ci va culo e camicia?
Cito dal web: “Maroni suona da molti anni, ma le sue convinzioni politiche gli impediscono di diventare un dio della tastiera: non ce la fa proprio a premere i tasti neri.” E di tasti neri ormai la Lega ne ha troppi.

Maroni è quella parte della Lega convinta di fare anche qualcosa di buono. Peccato che finora abbia sempre vinto la parte avversa, persuasa che sia meglio fare qualcosa di cattivo!

SCIOGLIERE LA LEGA NORD
Lucio Galluzzi

NEONAZISMO BRUNO E VERDE
Per 8 anni sono stati al governo dell’Italia, permettendosi, indisturbati, di fare qualsiasi cosa, soprattutto quelle illegali.
Hanno mangiato e bevuto, festeggiato e inciuciato, si sono spartiti poltrone e municipi,a braccetto, come amanti, con colui che definivano “mafioso”, “colluso”, “riciclatore di denari sporchi”.
Pubblicavano sul loro giornale prime pagine a caratteri cubitali contro quel Cavaliere.
Lui, il puttaniere d’Arcore, lanciava fiammate d’odio e giurava di non sedersi più al tavolo con i traditori infedeli, falsi e malfidati.
Poi è arrivata la torta da spartire e si sono seduti.
Eccome se si sono seduti insieme!
Improvvisamente amici culo e camicia, i fidanzati nazionali; la mummia Umberta e il catafalco di cera stuccata si amavano alla follia, si salvavano l’uno i pezzi di potere “romano ladrone” e l’altro il deretano da ogni processo.
Questo squallore è stato il nostro Paese per 8 anni interi.
Un’orda di ignoranti, deficienti, impresentabili, villani, incompetenti, brutti come la morte d’agonia, ha razziato tutto quello che si poteva.
I precedenti 11 anni rappresentano il banco di prova generale del golpe.
In tutto 19 anni di Storia nerissima della Repubblica, nei quali l’unico lustro visibile è stato troie da sistemare qua e là, ex picchiatori fascisti e squadristi a capo di dicasteri e municipalità, Opus Dei/Comunione e Liberazione al comando di Regioni e potentati.
Il resto lo conosciamo tutti: tangenti, cricche, case regalate a loro insaputa, rustici che diventano ville del peggior cattivo gusto in pieno territorio protetto paesaggisticamente, nipoti puttane di Mubarak, prostitute da 100 e lode madrelingue, masters bocconiani spuntati come funghi nella notte sui curricula delle poverette ex fallite…
Niente leggi per il Paese, solo lodi e voti di fiducia ad personam, familiam, aziendam, Castam. Compravendita di senatori e deputati, sdoganamento d’ogni sozzura fatta passare per diritto alla libertà personale del premier-che-lui-era-tutti-gli-italiani, nessuna riforma.
Ora “l’amicizia pericolosa” che ricorda tanto quella tra Mussolini e Hitler è terminata.
Pare.
Non si garantisce verità.
I razzisti villani fanno finta di stare all’opposizione.
I falliti delle libertà li rincorrono, come fanno gli ammalati gravi di satiriasi.
Fanno finta.
Difatti Cosentino l’hanno salvato.
Hanno la faccia come il culo e il deretano come la cipolla: più la sfogli e più ha gli stessi volti ripetuti.
Ani di Stato.
Lega Nord per l’appunto: un “partito” politico dichiaratamente eversivo.
Il suo Statuto afferma che la Lega Nord ha lo scopo dell’indipendenza della cosiddetta Padania,come Stato sovrano riconosciuto a livello internazionale.
Sono xenofobi, razzisti, omofobi, zeppi di affaristi senza scrupoli e di cacciatori di poltrone; Clemente Mastella rispetto a loro è un dilettante minorenne ed illibato.
Il fine ultimo della Lega Nord è distruggere la Repubblica Italiana, fondando, nelle regioni settentrionali, al di sopra della Toscana, uno Stato totalitario e fascista.
Ma quello che più fa rabbrividire di questa gente, sono i contenuti usati in ogni loro comizio, congresso, assemblea, interviste, esternazioni: l’anima nazista con riferimento all’etnonazionalismo e Volkish.
In questi anni gli organi di informazione hanno sempre minimizzato e classificato come innocui e goliardici gesti i comportamenti e ideologie violenti, che ricordano da vicino gli incappucciati del Ku Klux Klan e le verdi vesti della destra radicale come le Croci Frecciate Ungheresi e la Guardia di Ferro Rumena.
In Italia per tutti gli altri partiti, associazioni, movimenti viene applicata la censura immediata, a MummiaBossi e alla sua congrega viene lasciata libertà totale di parola, cioè insulto, e impunità assicurata.
Se si fischia il potere o lo si contesta si diventa subito “terroristi, delinquenti, criminali che cercano il morto, merde rosse”; per il senatùr & complici la regola non vale. Da sempre.
La Lega non sarebbe mai riuscita ad ottenere il 10% dei voti alle elezioni e diventare padrona del 90% delle decisioni del Governo se non fosse stata coccolata e corteggiata da destra e da sinistra.
Come è stato possibile che un Capo dello Stato abbia accettato lo spergiuro sulla Costituzione di ministri come Maroni, reclutatore della Guardia Padana nel 1996 e indagato insieme ad altri per banda armata?
Un Ministro degli Interni dovrebbe garantire la legalità e la sicurezza dello Stato.
I legaioli hanno infestato le Istituzioni, diffuso il razzismo da nord a sud del Paese, seminato e coltivato odio, invitato a reati gravissimi.
E’ da brividi, forti, ascoltare i deliri ferali dei padani nei comizi: “sterminare tutti i bambini dei rom, mandare via a calci in culo i negri sui loro cammelli, bruciare i froci culattoni, i terroni se ne tornino da dove sono arrivati e non ci rompano i coglioni, snidare uno ad uno questi delinquenti zingari fino all’ultimo, sei un’handicappata chi vuoi che ti scopi, puliamoci il culo con la bandiera italiana, siamo milioni pronti ad imbracciare il moschetto e andare a roma per fargli un culo tanto, faremo scorrere sangue…”
Eppure questi loschissimi hanno avuto spazi enormi nei talk show, nessuno escluso, platee mediatiche senza precedenti, sotto i riflettori, alla ribalta, sparati a qualsiasi ora del giorno e della notte in tutti gli immaginabili televisori d’Italia a rappresentare l’orrore delle camicie brune redivive.
Questo errore dei giornalisti e di tutti coloro che hanno fatto “informazione” negli ultimi due decenni è imperdonabile e da colmare: hanno creato giorno dopo giorno il consenso all’orrore, Santoro compreso.
Sarebbe ora di dire chiaramente, su basi antropologiche, sociologiche e soprattutto storiche, quanto sia pericoloso e mortale per la democrazia e la libertà il “partito” Lega Nord.
Aprire gli studi televisivi in prima serata e spiegare come Hitler abbia ottenuto il potere, cosa fosse l’NSDAP, come hanno fatto attecchire il progetto di morte e sterminio, ricordare i lager, le persecuzioni, le lotte di liberazione, la Resistenza…
Gli insegnanti dovrebbero tutti rifiutarsi di “non trattare se non per sommi capi e cenni” la Storia moderna e contemporanea [Grazie Moratti/Gelmini], fare esattamente il contrario per formare coscienze attive e sveglie pronte a rifiutare ogni nazionalsocialimo/etnonazionalismo.
Perché ieri era l’Ebreo il nemico da abbattere e cancellare, oggi è lo straniero e il diverso.
Usare tutti i mezzi possibili per contrastare il neonazismo legaiolo, compresi quelli giudiziari in Italia e davanti alla Corte Suprema di Strasburgo, ma soprattutto la cultura, lo studio e la vera politica.
Si svegli anche Napolitano, che è il caso e tempo di sciogliere la Lega Nord come fu fatto per Ordine Nuovo.

Stefano Corradino

Sono 20 anni che la Lega si riempie la bocca di frasi altisonanti contro camorra e mafia e politici corrotti salvo poi salvare dal carcere o dalla sfiducia personaggi come Marco Milanese e Saverio Romano, accusati di associazione a delinquere o concorso esterno in associazione mafiosa. E meno male che a detta di Maroni “la lotta alla mafia è stata l’iniziativa più importante del governo”. E ogni volta uno sciorinare di numeri sulle mirabolanti imprese, sui blitz e sugli arresti. Salvo poi insultare la magistratura e tagliare i fondi alle forze dell’ordine, veri esecutori della lotta alla criminalità.
Il no di oggi all’arresto di Cosentino è una delle pagine più disgustose della storia politica degli ultimi anni. Meno di 48 ore fa era stato lo stesso Maroni ad affermare che la Lega avrebbe votato a favore dell’arresto, poi il dietrofront. A dimostrazione che l’asse Berlusconi-Bossi non si è mai veramente incrinato e quando ci sono interessi perversi (e criminali) da difendere i due si ricompattano armoniosamente.
Si plaude all’arresto di Zagaria ma quanto si tratta di indagare e arrestare i presunti soci del medesimo Zagaria si fa dietrofront… Si attacca il meridione per la sua arretratezza e poi si salva dall’arresto chi ha contribuito al suo degrado. E si abbandonano al loro destino i giornalisti come Giovanni Tizian minacciati dalla mafia.
In 309 parlamentari hanno affermano con il voto di oggi che Cosentino è un galantuomo. Più o meno gli stessi che, per accontentare il padrone, hanno giurato che Ruby era la nipote di Mubarak…

Daniela Gaudenzi IFQ

I giudici ci faranno sapere le motivazioni di una scelta che, secondo almeno un centinaio di autorevoli giuristi, non era tecnicamente scontata e che impedisce il vaglio della democrazia diretta. Questo in presenza di un governo tecnico sostenuto da una maggioranza trasversale diversa da quella uscita dalle urne. Si salva l’impareggiabile Porcellum finalizzato a creare un Parlamento di nominati ossequienti ai capipartito. E quanto i nominati rispondano ai capipartito piuttosto che ai propri elettori lo conferma il voto su Cosentino.
Il voltafaccia di Bossi, succube di B, ha rovesciato il voto
Eppure c’era una “gravità indiziaria evidenziata da materiale probatorio di vastissime dimensioni”per uno considerato “il referente politico nazionale del clan dei casalesi” almeno fino al 2010, motore delle attività di investimento edilizio, commerciale e di riciclaggio facenti capo alla camorra a Casal di Principe.
La fine di ogni decoro sta nell’applauso scrosciante di un Parlamento che salva il suo ennesimo onorevole, coindagato insieme ad altri 56, tutti in carcere, con capi di imputazione che spaziano dal falso, alla violazione della legge bancaria, dall’associazione esterna al riciclaggio. I magistrati definiscono l’intera operazione, che includeva anche assunzioni in cambio di voti,“un esempio da manuale” di “reimpiego nel progetto di profitti di natura camorristica” e cioè di riciclaggio.
Il parlamento dei nominati in forza del Porcellum, in modo quasi più sprezzante di quanto facesse ai tempi di Tangentopoli, ha abusato del suo potere, si è fatto giudice dei magistrati, ha invaso il campo del potere giudiziario e con l’alibi del fumus persecutionis ha salvato uno che avrebbe avuto probabilmente da raccontare qualcosa in più di Alfonso Papa.
Nello stesso giorno ci è toccato di vedere a quali bassezze si presta sempre con molta disinvoltura una nutrita maggioranza degli “eletti” e contemporaneamente di sapere che non potremo cancellare la legge che li ha prodotti.

LA LEGGE E’ UGUALE PER LORO
Lidia Ravera

Festa in aula per il caro amico Cosentino. Braccia che si tendono a toccare il sacro corpo del compare che l’ha fatta franca. Pacche che si abbattono, solenni e giulive, sulle sue spalle. Il branco satollo si affolla attorno al festeggiato: tranquillo, Nicola, cane non mangia cane.
Chi non ha mai trafficato un po’ con la camorra scagli la prima pietra. Nella fotografia della cerimonia, scattata dall’alto, in aula, sono immortalate una dozzina di sguarnite teste d’uomo e un paio di chiome bionde d’ordinanza a segnalare che anche le donne hanno un cuore, solidale con i compagni di merenda. Per il resto, è il trionfo del caro vecchio club maschile, l’old boys net del malaffare che gongola: la legge è uguale per tutti meno noi.
C’è chi va in galera per una mela, e chi la scansa per una strage (dico così, per fare un esempio). Il Parlamento italiano, è, e resta, il fortino del privilegio. Chi riesce a rinchiudersi lì dentro, diventa intoccabile, ingiudicabile, illicenziabile. Un garantito a vita. E Bossi, all’ultimo momento, come di consueto, se la fa sotto all’idea di disobbedire a Berlusconi. A chi credeva che qualcosa fosse cambiato nel nostro Paese, vanno le mie più sentite condoglianze.

Ciro segnala:
A Nicola Cosentino
Da Roberto Saviano.

Lei si è fatto forte per anni di un potere basato sull’intimidazione politica e mi riferisco al sistema delle discariche del Casertano che a un solo suo cenno avrebbero potuto essere chiuse perché la maggior parte dei sindaci di quel territorio erano stati eletti grazie al suo potere: il destino della monnezza a Napoli – cui tanto si era legato Berlusconi – era nelle sue mani. Onorevole Cosentino, non tiri un sospiro di sollievo, conservi il fiato perché le assicuro che c’è un’Italia che non dimenticherà ciò che ha fatto e che potrebbe fare. Non si senta privilegiato, non la sto accusando di essere il male assoluto, è solo uno dei tanti, ahimè l’ennesimo.
Lei per me non è innocente e non lo sarà mai perché la camorra che domina con potere monopolistico ha trovato in lei un interlocutore. Non aver mai portato avanti vere politiche di contrasto, vero sviluppo economico in condizioni di leale concorrenza e aver difeso la peggiore imprenditoria locale, è questo a non renderle l’innocenza che la Camera dei Deputati oggi le ha tributato con voto non palese. Onorevole Cosentino prenderà questo atto d’accusa come lo sfogo di una persona che la disprezza, può darsi sia così, ma veniamo dalla stessa terra, siamo cresciuti nello stesso territorio, abbiamo visto lo stesso sangue e abbiamo visto comandare le stesse persone, ma mai, come dice lei, siamo stati dalla stessa parte.

http://www.repubblica.it/politica/2012/01/13/news/saviano_cosentino-28017990/

FORCAIOLI CON CHI?
Viviana Vivarelli

Bossi ha giustificato il suo voto a difesa di Cosentino dicendo: “Non sono forcaiolo!” Continua tuttavia la tendenza ‘forcaiola della Lega contro stranieri, migranti, meridionali e rom.
Non so molto dei rom per cui mi astengo dal giudizio. So che sono stati i più grandi perseguitati della storia (500.000 uccisi solo nei lager) e in Italia si è fatto molto poco per loro, mentre altrove possono fare certe professioni (in Turchia vendono fiori; in altri paesi suonano nei locali o alle feste; un tempo erano giostrai o ramai o allevatori di cavalli).
Non ho mai invitato a casa mia un rom. Ne ho aiutato qualcuno ma preferirei astenermi dal dare giudizi su ciò che non conosco.
Immagino che se uno non lavora userà espedienti per vivere e che alcuni di questi possano essere marginale alla vita ordinaria come accattare o lesivi della proprietà come rubare. Ma non vedo come un rom possa essere trattato peggio di un camorrista, e perché la Lega che è così feroce coi rom poi in Parlamento i camorristi li assolva e dica che non vuole essere forcaiola. Allora: è forcaiola con i rom ma non vuole esserlo con i mafiosi?! Cos’é? La sagra per cui si proteggono i criminali maggiori ma si infierisce sui ladruncoli?
Credo che abbiano fatto molto più danno a questo paese la mafia e la camorra dei rom, ma si vede che anche attaccare i rom è un espediente per indurre i cretini a ignorare gli aiuti sciagurati in Parlamento al crimine organizzato.
Qui non si tratta solo di poveri ma di un sistema di vita scelto per tradizione culturale che non capisco e non riesco a partecipare. Per cui mi astengo dal dare giudizi.
Certo fare come Alemanno che li trasferisce continuamente da una parte all’altra di Roma con tanto dolore per loro e nessun beneficio per noi è una tortura inutile.
Non capisco perché la città debba mantenerli, ma nemmeno perché debba aggredirli, non capisco nessuna forma di parassitismo ma nemmeno quella di tanti che vivono senza lavorare (quando anche un Down lavora ed è utile socialmente) e si fanno mantenere dallo Stato o dai parenti e in questa categoria ci metto anche tanti politici che pretendono di essere mantenuti dai cittadini anche se il loro contributo sociale è zero o addirittura è un danno e non capisco perché tanti parassiti dello Stato dobbiamo mantenerli per forza e ci si debba invece accanire contro un popolo, distruggendo le loro baracche con le ruspe come fece Cofferati a Bologna o cacciandoli da un posto a un altro come cani come fa Alemanno o faceva la Moratti, né capisco perché alcuni intendono infierire su di loro mentre non lo fanno con la camorra o i ladri di stato a cui nulla viene tolto e godono di alte protezioni.
C’è una grande ipocrisia in tutto questo!

Sauro segnala
Nella Lega oggi sono tutti sconfitti sotto il peso delle contraddizioni
Stefano Folli

Nella Lega che salva Cosentino hanno perso tutti. Coloro che hanno abbracciato la linea dura (Maroni); quelli che sono rimasti abbarbicati alla vecchia alleanza con Berlusconi (Bossi); e quanti hanno cambiato idea un po’ troppo spesso nelle ultime ore. E’ chiaro che si è votato soprattutto in base a considerazioni politiche. Ed è in termini politici che il Carroccio esce male da una giornata che potrebbe cambiare il destino del partito nordista.
Chi ha vinto, non c’è dubbio, è Berlusconi. Il salvataggio di Cosentino è anche la salvezza della sua leadership, riemersa come sempre nei momenti di difficoltà. E al suo attivo c’è anche questo filo riannodato col vecchio amico Bossi, costretto a sostenere che la Lega (il partito del cappio in Parlamento) «non è mai stata forcaiola». Fallisce il tentativo di ricostruire un’identità leghista al di là della lunga stagione berlusconiana. E’ il disegno perseguito da Maroni: dare un futuro al Carroccio oltre B. Ma Maroni non ha avuto la forza o la tenacia o la capacità persuasiva per vincere la sua battaglia. Il richiamo del vecchio monarca è stato decisivo, anche se pagato a caro prezzo.
Quegli applausi, quell’entusiasmo con cui il cdx ha salutato l’esito del voto sono una brutta pagina per il Parlamento e la Lega ha dato il suo contributo.
Se Maroni aveva accarezzato il disegno di impadronirsi del Carroccio in tempi brevi, ora deve ricredersi. Davanti a lui si apre una scomoda alternativa: acconciarsi a una lunga traversata del deserto, in attesa di tempi migliori o uscire dal partito, che è sempre una scelta pericolosa e di solito poco fortunata.
A sua volta, Bossi conferma di aver imboccato in modo irreversibile il viale del tramonto. E’ sempre più forte del rivale Maroni, si conferma ancora in grado di correre in soccorso a B; ma la base è sempre più attonita di fronte alle sue scelte. Ed è incredibile il vuoto politico di un Parlamento che si accende solo nella battaglia pro o contro Cosentino, mentre i cittadini tremano di fronte alla prospettiva della recessione e del collasso dell’euro.
Ora lo spazio di Bossi tenderà a ridursi. La tardiva riedizione del patto con B, costruita sul voto di ieri, vedrà inevitabilmente la Lega in una posizione subordinata. Il Cdx non ha al momento una proposta politica, un’idea e nemmeno il coraggio di portare in tempi brevi il paese alle urne.
Se dovesse accadere, magari per un incidente di percorso, di tornare al voto sarà il trionfo del corporativismo demagogico. Una mossa contro l’Europa, che l’Europa ci farebbe pagare. In realtà, il sogno delle elezioni anticipate serve a rassicurare un’area politica che è ancora molto vasta in Parlamento, che resta essenziale per la tenuta del governo Monti, ma che non ha carte significative da giocare. In altre parole, un’auto-illusione.

DIVERSA CORRUZIONE NELLA LEGA O NEL PDL
Viviana Vivarelli

Ogni italiano onesto e con una minima intelligenza vede bene che B ha i voti di classi ben precise: evasori, mafia, camorra, ‘ndrangheta, cricche varie, delinquenza comune, gente priva di coscienza morale e civile..
E’ una forte massa con cui è inutile discutere, spiegare o dare informazione. E’ marcia e persa. Diverso DNA.
Questa massa negativa ci sarà sempre, con Berlusconi o senza; possiamo sperare di avere un giorno un governo che persegua penalmente questi soggetti portati a delinquere, e non li salvi e rinforzi come fa Berlusconi, ma in qualunque Stato è inutile sperare che i malfattori scompaiano. Oggi li attacchiamo in Berlusconi, che ne è il rappresentante più significativo, domani al posto suo ci sarà un altro. La corruzione come fatto morale è ineliminabile. Possiamo solo sperare di ridurla, visto che siamo il 2° paese più corrotto d’Europa, ma levarla, come certa anarchia utopica, è impossibile. Una gran parte di uomini è e resterà cattiva.
Per la Lega il discorso è diverso. Qua ci sono anche molti cretini integrali o disinformati, moltissimi ignoranti,somari proprio culturali e sociali, qualcuno in buona fede, qualcuno che crede e credeva veramente che la Lega avrebbe fatto il federalismo (invece l’ha distrutto), decentrato il potere (e l’ha accentrato), combattuto la mafia (ma come si continua a vedere, la difende), retto alla pari con Berlusconi (di cui invece è serva), lottato contro Roma ladrona (di cui fa parte in pieno) e risolto il problema dei migranti (che invece si è aggravato).
Insomma qualcuno sperava nell’iniziale progetto della Lega che aveva anche alcune cose buone e non sarà abbastanza cecato o per sempre ingannato senza capire prima o poi che quel progetto è andato a puttana, non qualcuno, certo, a cui basterà avere qualcuno da odiare. Ma per altri una evoluzione è possibile. Per cui la Lega finirà per spezzarsi o ridursi. Già ora Maroni, con la sua legalità, è un problema.
Se in 17 anni Bossi ha sempre approvato tutte le porcherie del Cavaliere e delle sue cricche, è perché è marcio fino al midollo, senza una morale, disposto a tutto pur di conservare quel potere che non avrebbe mai mantenuto da solo.
E pagherà per questo.

Sauro segnala
Licenziamenti: falso problema
Luciano Gallino (Prof. Emerito Università di Torino)

È una realtà sotto gli occhi di milioni di italiani, che essi vedono e patiscono ogni giorno. L’industria italiana sta perdendo i pezzi. Lo dicono, più ancora che i media nazionali, che si debbono per forza concentrare sui casi più eclatanti, la miriade di Tg regionali e di giornali locali. Non ce n’è uno, da settimane, che non rechi in prima pagina l’allarme per un’impresa del luogo che sta per chiudere. Da Varese a Palermo, dal Cuneese al Friuli, da Ancona a Cagliari.
Per tal via sono già scomparsi centinaia di migliaia di posti di lavoro; altrettanti rischiano di seguirli nel prossimo anno.
Nessun settore sembra salvarsi.
Sono in crisi l’auto (ovviamente Fiat: 550.000 vetture prodotte in Italia nel 2010, un quarto rispetto a vent’anni fa) e l’aero spazio (vari siti di Alenia); la costruzione di grandi navi, di cui l’Italia fu leader mondiale (almeno sei siti di Fincantieri) e gli elettrodomestici (Merloni di Fabriano e Nocera Umbra); la microelettronica (ST-Microelectronics a Catania) e il trasporto navale di container (Mct di Gioia Tauro); la siderurgia (Ilva a Taranto) e la chimica (Montefibre a Venezia, Petrolchimico e Vinyls a Porto Torres). Si potrebbe continuare per un paio di pagine. Sono anche crisi, tutte, accompagnate da forti perdite di posti di lavoro nell’indotto e nei servizi, poiché è pur sempre l’industria il settore da cui proviene la maggior domanda di essi.
Di fronte a una simile realtà, ed alla inettitudine dimostrata al riguardo dal precedente governo, ci si poteva aspettare che il governo nuovo aprisse una ro busta discussione con sindacati, industriali, manager, esperti del settore, per vedere se si trova il modo o di rilanciare rapidamente le industrie in crisi, odi svilupparne di nuove affinché assorbano il maggior numero di disoccupati presenti e futuri. Invece no. Il governo apre un tavolo di discussione per decidere quali riforme introdurre sul mercato del lavoro al fine di renderlo più flessibile. Ed i sindacati, anziché ribattere che il problema primo evitale è quello di creare lavoro, accettano di discutere sul come riformare le norme d’ingresso e di uscita da un mercato che intanto rischia una contrazione senza precedenti. Il che equivale a chiedere all’orchestra, tutti insieme, di suonare il valzer preferito mentre la nave è in vista dell’iceberg che la porterà a fondo. Fondo che in questo caso si chiama una durissima recessione, con milioni di disoccupati di lunga durata.
Dinanzi a una simile disconnessione dalla realtà di ambedue le controparti non restano che due strade. Una è arcibattuta: se mai c’è stato in passato un frammento di evidenza empirica comprovante che una maggior flessibilità in uscita accresce il numero degli occupati, a causa della crisi economica in atto tale affermazione è ancora più illusoria. Le imprese non assumono perché non ricevono ordinativi. In molti casi è chiaro che è colpa loro. La grande cantieristica, per citare un caso paradigmatico, conta ancora nel mondo numerose società che producono ogni anno decine di navi d’ogni genere, dalle petroliere ecologiche ai trasporti adatti alle autostrade del mare.
Non avendo saputo riconvertirsi, i cantieri di Fincantieri si ritrovano ora con zero commesse. Davvero si può pensare che se gli facilitassero i licenziamenti individuali essi assumerebbero folle di lavoratori? Un altro argomento che occorre pur ripetere è che il proposito di far assumere come lavoratori dipendenti un buon numero di precari è decisamente apprezzabile. Ma se il contratto di breve durata che caratterizza le occupazioni atipiche si riproduce nell’area dei nuovi contratti perché questi implicano la possibilità di licenziare il nuovo assunto, anche senza giusta causa, per un periodo che addirittura supera di molto l’attuale durata media dei contratti atipici, la precarietà cambierà di pelle giuridica, ma resterà tal quale nella realtà. Le imprese che in questi anni sono ricorse a milioni di contratti di breve durata in forza della legge 30/2003, allo scopo precipuo di adattare la forza lavoro in carico all’andamento degli ordinativi, useranno il periodo di prova, di apprendistato o come si voglia chiamarlo, lungo addirittura tre anni e più, per perseguire il medesimo scopo.
Duole dire che anche le proposte di un potenziamento degli ammortizzatori sociali, sponsorizzato in specie dal Pd, appare arretrato di fronte alla realtà della disoccupazione ed alle sue cause. Certo, se si ritiene che non ci siano alternative, come diceva la signora Thatcher, meglio un sussidio che non la miseria. Ma creare nuovi posti di lavoro in realtà non costerebbe molto di più, immaginazione politica ed economica aiutando. E un lavoro stabile e remunerato intorno o poco sotto alla media salariale è una soluzione che molti preferirebbero rispetto a sette od ottocento euro di sussidio percepito magari per anni, ma senza la possibilità di ritrovare un lavoro. Oltre ad essere, in tema di difesa delle competenze professionali e della coesione sociale, assai più efficace.

Travaglio
MEMORIA CORTINA
(In alcune località famose di villeggiatura la Finanza ha fatto un blitz scoprendo che molti possessori di auto di gran lusso risultavano ignoti all’Ufficio delle tasse)

Nei paesi seri non c’è bisogno di spiegare la differenza fra guardie e ladri, perché nessuno (a parte i ladri) difende i ladri. Invece nel Paese di Sottosopra, come lo chiamava Bocca, sgovernato per nove anni su 17 da un noto evasore che giustificava l’evasione, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera deve discolparsi dall’accusa di leso Caimano per aver dichiarato “se si dice che evadere è giusto non siamo un paese civile”. E Monti fa notizia perché rammenta quella che in un altro paese sarebbe un’ovvietà – sono gli evasori a “mettere le mani nelle tasche degli italiani” – e solidarizza con la Guardia di Finanza per i sacrosanti blitz a Cortina e a Portofino.
Intanto il primo partito della sua maggioranza solidarizza con gli evasori. Ma non potendolo dire esplicitamente (gli elettori sono nervosetti), si arrampica sugli specchi della logica per tener buoni sia gli evasori sia gli onesti. Quattro passi nell’ultimo delirio.
Fabrizio Cicchitto: “Si criminalizza un’intera città a scopi ideologici, politici e mediatici”. Anche se è Cicchitto, prendiamo sul serio le sue parole: quale sarà mai l’ideologia politica della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, i cui vertici li ha nominati il governo B.? Bolscevichi in divisa grigia? Mistero.
Osvaldo Napoli/1: “Non è vero che il contribuente onesto non ha nulla da temere. Gli accertamenti con metodi polizieschi colpiscono a caso e nella rete finiscono spesso contribuenti onesti”. E come dovrebbero essere gli accertamenti di una forza di polizia, se non polizieschi? E come fa un contribuente onesto a finire nella rete degli evasori? Risposta: non pagando le tasse.
Napoli/2: “L’Italia non è un popolo di evasori. Non c’era bisogno di arrivare fino a Cortina, bastava scendere nel bar sotto casa per scovare l’evasore”. Lievissima contraddizione: se basta scendere nel bar sotto casa, allora siamo un popolo di evasori.
Napoli/3: “Se il fisco si toglie l’elmo e invece della sciabola impugna il pc e anziché invadere le strade di Cortina invita nei suoi uffici i contribuenti, la guerra all’evasione diventerebbe un accordo fra uno Stato vigile e dialogante e un contribuente meno reticente”. Ecco: si invita l’evasore in ufficio, gli si offre il tè coi pasticcini e si apre un dialogo per accordarsi: facciamo a mezzo?
Maurizio Lupi/1: “No a uno stato di polizia fiscale. Non va fatta di tutta l’erba un fascio, non siamo tutti evasori. Mi preoccupa la spettacolarizzazione mediatica, la repressione totale”. Appunto: proprio perché non siamo tutti evasori, bisogna punire quelli che lo sono. La spettacolarizzazione mediatica fa parte della terapia: così l’evasore non ancora preso si spaventa e magari paga le tasse. Si chiama deterrenza. Quanto allo “stato di polizia”, non facciamo ridere: in America gli evasori finiscono su due piedi in galera: qui rischiano massimo una multa. Infine: come dovrebbe essere la repressione, se non totale? Parziale? Prendi due evasori e ne punisci uno solo? O li punisci tutti e due, ma solo un po’?
Lupi/2: “Non c’era bisogno del blitz per sapere che c’è evasione” Infatti i blitz non si fanno per sapere se si evade, ma chi evade.
Daniela Santanchè/1: “Ora chi va a Cortina è marchiato come evasore”. Ma perché mai? Chi va a Cortina e non evade gode come un riccio nel vedere chi evade finalmente nei guai. Santanchè/2: “A St. Moritz non ci sono forse evasori? Gli evasori stanno ovunque”. Giusto, ma St. Moritz è in Svizzera e dunque la Finanza non può andarci.
Santanchè/3: “Ora tutti andranno in vacanza a St. Moritz”. Vuol forse dire che “tutti” quelli che vanno a Cortina sono evasori? E perché mai dovrebbero trasferirsi a St. Moritz, visto che con gli evasori la Svizzera è molto più severa dell’Italia?

Ps. Ieri il Suv della Santanchè è stato inopinatamente multato per divieto di sosta a Courmayeur. Un altro duro colpo all’economia del Paese. Ora tutti i Suv andranno in vacanza a St. Moritz.

Cassandra segnala
L’ECUADOR RIFIUTA DI PAGARE IL DEBITO

Anche in Ecuador il popolo, guidato dal presidente R.Correa, si è rifiutato di pagare il debito. Una commissione appositamente istituita l’ha dichiarato illegittimo in quanto si trattava di un prestito che faceva gli interessi esclusivi di banche e multinazionali e non del paese che avrebbe dovuto aiutare.
Il paese, era schiacciato da 30 anni circa, da UN DEBITO PUBBLICO ENORME.
Nel 1983,lo Stato si era fatto carico di fronte ai creditori, del debito estero contratto da privati, per un totale di 1371 mln di $, una cifra notevole che nei successivi 6 anni non fu in grado di onorare e che crebbe fino a raggiungere i 7 mld.
Le condizioni imposte da questo nuovo debito furono molto pesanti. Dal ’92 al ’93 molte delle compagnie statali venero privatizzate,si stabilì che fossero metano e petrolio a garantire il debito.
Ma qualcosa cambiò. Il presidente Correa, in carica dal 2007 decise che l’Ecuador non avrebbe onorato il debito estero,poiché contratto in maniera illegittima e lo dichiarò al mondo
intero. Attraverso la commissione d’inchiesta, emersero tutte le vicende che portarono alla nascita e crescita del debito, che oltre l’80% è servito a re-finanziare il debito stesso e solo il 20% è stato destinato a progetti di sviluppo. La Commissione appurò che il debito estero dell’Ecuador era illegittimo quindi non pagabile.
Potendo utilizzare le proprie risorse per la crescita sociale e non più per il pagamento del debito, l’Ecuador è andato incontro ad uno sviluppo senza precedenti; la soglia di povertà è diminuita di quasi il 15%. Nell’ottobre 2010 il presidente Correa è riuscito a scampare ad un colpo di stato militare grazie all’incredibile sostegno di cui gode da parte della popolazione. Dal rifugio dove era stato rinchiuso dichiarò: “Da qui uscirò come Presidente,o come cadavere, ma non perderò la mia dignità.”Il RICATTO DEL DEBITO,utilizzato dall’élite finanziaria globale per imporre misure drastiche e depredare così intere nazioni,può essere interrotto.
Dell’enorme debito che grava sul mondo intero, solo una minima parte è in mano a piccoli risparmiatori,la stragrande maggioranza appartiene ad enormi gruppi finanziari privati, che lo usano per alimentare e gonfiare all’infinito questo meccanismo suicida. L’Ecuador ha deciso che a questo
debito illegittimo è giusto ribellarsi.
Onori a Correa per gli ATTRIBUTI, assenti DEL TUTTO a politici e non, italiani.

PENSIERINO SU MARX
Viviana Vivarelli

Marx è stato un grande filosofo per la sua visione di una scienza politica basata sull’economia.
Il suo attacco alla borghesia è totalmente condivisibile, anche se oggi nessuno usa più la parola borghesia.
Ma le soluzioni politiche che apre sono tutte fallite. Il dopo Marx è un totale disastro. E che dopo 150 anni, alcuni pretendano di farne un dogma è discutibile.
Marx può dividersi in 2 parti:
-quella teorica distruttiva (eccellente)
-quella costruttiva pratica (fallita)
Oggi resta buono per metà, e per metà è finito nel cielo delle utopie irrealizzabili.
Per questo si stanno tentando nel mondo nuove soluzioni. E quella del nostro tempo, almeno da 30 anni, consiste nel rifiutare la rivoluzione armata che porta a nuove forme di sfruttamento di pochi sui molti e a tentare la via lunga e lenta dell’educazione popolare attraverso l’informazione a una democrazia partecipata, work in progress, che evolve dal basso, partendo dalla emersione e liberazione di una coscienza sociale, civile e politica, come avviene in tutto il globo, contro il neoliberismo, il mercatismo, il controllo planetario della multinazionali, la corruzione della Borsa e del sistema bancario. Lo scopo è mirare a un sistema di valori e di principi radicalmente opposto a quello imperante, liberando la coscienza, e dunque l’azione, di 7 miliardi di persone che da sfruttati si devono trasformare in fautori del loro destino e non potranno mai farlo ricreando nuove piramidi di potere (come finisce per fare il marxismo) ma attuando una democrazia allargata senza partiti e cricche di potere.
Oggi il linguaggio di Marx è vecchio e obsoleto.
Ma le cose peggiori sono 2:
-una è il suo fallimento storico innegabile, anche se i nostalgici continuano a ventilare una utopia senza rendersi conto della sua irrealizzabilità perché le classi non spariscono ma si riformano e la pretesa fine delle classi quando il proletariato assume il potere è un errore logico prima che storico
-l’altra è la puzza al naso dei nostalgici che non riescono ad aprirsi al mondo nuovo perché sono così attaccati ai loro codici comunicativi e operativi da rischiare la morte per inedia, insomma l’aver trasformato una ideologia in una setta dogmatica, talmente esclusiva da condannarli a una lenta eutanasia.
E’ proprio il loro rifiuto a capire i cambiamenti storici che li mette fuori gioco e li condanna a finire.
Insomma sembra sempre che dicano: “Noi siamo noi e voi non siete nessuno!

Un brutto affare Spese militari: costi esagerati e sprechi
Sbilanciamoci (sunto)

Nonostante crisi e recessione, le spese militari nel mondo continuano a crescere: nel 2010 infatti, secondo il SIPRI, hanno raggiunto i 1630 MLD di dollari. L’Italia è ancora al 10° posto, con 37 mld. Il Bilancio della Difesa è di quasi 20 milioni di €.
Per le 3 armi, sono stanziati 14.111 milioni più 5.850 per i Carabinieri.
Organico Forze Armate: 180mila unità. I graduati sono più della truppa. Un numero spropositato di 511 Generali ed Ammiragli ed un numero di marescialli più che doppio rispetto al necessario. Ne risulta un organico di età anagrafica molto avanzata poco incline all’operatività. Le missioni all’estero impegnano 7.435 persone.
Per formare e addestrare e la manutenzione: un mld e mezzo.
Per ricerca, sviluppo e ammodernamento: quasi 4 mld.
E siamo a 20 mld, ma si arriva velocemente a 23 con le missioni di pace. Il fondo per le missioni di pace è stato incrementato da Tremonti con 700 milioni di € e Monti l’ha raddoppiato.
Un mld e mezzo per l’aeronautica, e 135 milioni per altre navi.
Sovrapposizioni e sprechi: a cosa servono all’Italia 180.000 uomini e donne militari, con i vertici che crescono e la truppa che viene tagliata? A cosa servono 2 portaerei, decine di fregate, 131 cacciabombardieri d’attacco, 121 aerei di difesa, centinaia di elicotteri, centinaia di blindati? Perché comprare mezzi spesso sottoutilizzati ed a volte addirittura non utilizzati? Non parliamo poi degli sprechi che sono emersi in questi mesi: il mezzo milione di euro della Festa delle Forze Armate al Circo Massimo, le 19 Maserati blindate appena arrivate per i vertici militari della Difesa, i costi esagerati per gestire per 4 anni 9 alloggi destinati a Generali dell’aereonautica. Aggiungiamo noi i 20 milioni per la Mini naja nelle scuole voluta da La Russa e gli oltre 7 milioni l’anno per l’operazione strade sicure, iniziative molto di facciata e poco di sostanza.
Occorre rivedere il nostro Modello di Difesa in base alle reali esigenze del Paese, creando uno strumento più snello e liberando risorse economiche da destinare a settori dove i soldi investiti garantiscano posti di lavoro e benessere per il Paese.

Una recente ricerca dell’Università del Massachusetts ha calcolato che:
Se investiamo un mld di dollari nella difesa abbiamo 11.000 nuovi posti di lavoro; 17.000 se lo impegniamo nelle energie rinnovabili e 29.000 se andasse nel settore dell’educazione. Ecco la strada da seguire.

http://www.sbilanciamoci.org/2012/0…

QUEL BRUTTO INVESTIMENTO IN TANZANIA
http://www.polisblog.it/post/13145/la-lega-investe-allestero-i-soldi-dei-rimborsi-elettorali-ma-e-giusto

“Il tesoriere nazionale della Lega nord ha fatto una bella pensata: visto che abbiamo parecchia liquidità, perché non inVestiamo stì soldi all’estero? E così avrebbe preso circa 8 milioni di euro di rimborsi elettorali per investirli in Tanzania, in Danimarca e a Cipro. Operazioni legali, chiaramente.
La scelta del tesoriere padano genera comunque qualche perplessità. Intanto, se si chiamano rimborsi elettorali dovrebbero servire a coprire le spese sostenute per la campagna elettorale; se avanzano tutti questi milioni di euro risulta evidente che la quota dei rimborsi è di molto superiore alle spese e quindi andrebbero tagliati drasticamente.
Ci sarebbe poi il piccolo dettaglio dell’opportunità della scelta di sostenere con soldi pubblici italiani, dei contribuenti italiani, le economie di altri paesi. Oltre a non essere chiaro per quale motivo la Lega lasci che il suo – pur pessimo – quotidiano continuai a scivolare verso il fallimento senza dedicargli quei soldi, viene da domandarsi se non sarebbe stato più opportuno investire 8 milioni in Italia, magari in fondo celtici di qualche banca del nord.”

Da Il secolo XIX
“Anzi, gli spostamenti di massa di denaro sono cominciati a metà del mese scorso: un investimento in 7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per sei mesi a un interesse del 3,5%. Il fatto curioso, che emerge immediato, è che in quegli stessi giorni investire in Bot o Btp era più conveniente. Il primo, in ordine di tempo, porta a Cipro: 1,2 milioni di euro dalla Lega Nord per l’acquisto di quote del fondo “Krispa Enterprise ltd”. Il fondo è basato a Larnaca, città turistica della costa meridionale, vicina al confine con Cipro Nord. Più coraggioso, senza dubbi, il collocamento dei 4,5 milioni di euro per un’operazione in Tanzania.

Blogger
Non contento di aver fatto fallire il Credieuronord, il Bavoso e la Banda dei Quattro, più nota come il cerchio magico degli incaprettati, ha investito all’estero i soldi del finanziamento pubblico ai partiti 10 milioni di euro in Tanzania, paese definito dall’Ocse il 6° paese a rischio su sette.
Ma la mente vulcanica di Eridano il Bifolco non si ferma qui investendo circa un milione di euro, sempre del finanziamento pubblico ai partiti, in corone norvegesi a sei mesi al 3,5% .Quando il nostro Tesoro pagava più del 7% lo stesso tipo di prodotto. Per non parlare del milione e duecentomila euro investito a Cipro, noto paradiso fiscale .
Non a caso siamo il paese della ‘finanza’ creativa e dello sfascio tremontano patrocinato dal Bavoso e dal Trombeur.
.
LA TRUFFA DEI RIMBORSI ELETTORALI

Il finanziamento pubblico ai partiti è una delle rapine con cui una casta ladra, inefficiente e parassitaria si alimenta. Fu inventato da Piccoli nel 1974 (Governo Rumor) e approvata a tempi di record nell’esultanza di tutti i partiti meno i liberali e solo per i partiti già esistenti in parlamento escludendo nuove formazioni. Il 1° risultato è di rafforzare le segreterie che gestivano i lauti fondi deprimendo la democrazia interna. La gran balla fu che, finanziando i partiti, essi non avranno più bisogno di rubare o farsi dare tangenti o accordarsi con le imprese o i poteri forti. Tutto ciò è subito smentito: scandali Lockeed e Sindona.
I liberali nel 74 cercano di promuovere un referendum ma falliscono per mancanza di firme. Ci riprovano i radicali 4 anni dopo senza successo. Chiedono che Stato favorisca i partiti con i servizi, le sedi, le tipografie, la carta a basso costo e quanto necessario per fare politica, ma che gli apparati di partito siano autofinanziati dagli iscritti e dai simpatizzanti. I partiti fingono di essere favorevoli al referendum ma nell’80, appena 2 anni dopo, cercano di raddoppiarsi i finanziamenti pubblici. Peccato che scoppia lo scandalo Caltagirone in cui risultano le tangenti degli imprenditori ai partiti. Ma nel 1981 (Governo Spadolini) i finanziamenti sono raddoppiati. I Radicali fanno ostruzionismo in parlamento e nel 93 presentano un nuovo referendum che ottiene il 90,3% di no ai finanziamenti e intanto è esplosa Tangentopoli. Ma il Parlamento dribbla la volontà popolare e lo stesso anno senza nemmeno salvare la faccia cambia il nome dei finanziamenti in ‘rimborsi per spese elettorali’ (Governo Ciampi). Nel 97 i finanziamenti pubblici sono sfacciatamente rimessi (Governo Prodi) e passano da 47 milioni a 82, alè! Al momento della dichiarazione dei redditi il contribuente potrà destinare il 4 per mille a finanziare partiti e movimenti. Si raccattano così 93 milioni di €. I Radicali cercano di protestare contro il referendum tradito, ma la Corte Costituzionale respinge il ricorso. Il Presidente della Camera controllerà i bilanci e la Corte dei Conti controllerà le spese elettorali. I cittadini italiani rifiutano il contributo volontario dell’8 per mille, allora si fa una nuova legge, 1999 (Governo D’Alema), che in pratica reintroduce l’intero finanziamento che il referendum aveva respinto, ma, sorpresa, il rimborso non ha niente a che fare con le vere spese elettorali, siamo arrivati a 193 milioni, un tot cospicuo molto maggiore, un vero bottino di 193 milioni di € che i partiti si spartiscono. Il rimborso ad elettore è passato da 1,600 lire al 4.000! Ma c’è il passaggio all’euro, e il rimborso passa direttamente a 5 euro, raddoppia! E non lo calcola più sui voti che un partito ha preso ma sugli iscritti alle liste elettorali, anche se metà elettorato non vota perché schifato dai partiti, e poi si divide! A quel punto, elezioni o no, ogni anno ogni partito si spartisce una bella torta dei denaro pubblico e abbiamo raddoppiato ancora l’ammontare: siamo passati a 468 milioni! Nel 2006 (Governo Berlusconi) la ciliegina sulla torta: il rimborso sarà dato comunque per 5 anni anche a legislatura interrotta. E con questo nel 2008 a legislatura dimezzata i partiti sono rimborsati del doppio di quanto avrebbero speso. A questo punto l’aumento è esponenziale! Fino al 2011 anche l’Udeur di Mastella continuerà a prendere i rimborsi elettorali per il 2006 e gli altri pure per il 2008 e sono sistemati fino al 2013.
Per le elezioni politiche del 2008 i partiti hanno messo a bilancio una spese di 110 milioni di euro e hanno preso ben 500 milioni, 200 milioni in più del taglio alla scuola. Il rimborso totale ai partiti in 8 anni è decuplicato, passando da 47 milioni a 2 miliardi e 253 milioni.
Ormai non esiste alcuna proporzione tra quanto speso e quanto ricevuto. Per es, il partito consumatori con zero spese riceve 113.000 €.
Chi ha speso di più è stata Forza Italia che ha avuto 4,2 € per voto.
Nella sola Lombardia e per il solo rinnovo dei consigli regionali, la Lega ha avuto quasi 2 milioni, più del Pd e quasi quanto Berlusconi (2,4).
Ora si scopre che la Lega ha preso 8 milioni di rimborsi elettorali in investimenti all’estero e che, mentre lo Stato italiano arrancava nella disperata ricerca di acquirenti per Btp e Bot, la Lega investiva in Tanzania!!!
Credete che Monti faccia qualcosa su questi quasi 3 miliardi rubati al popolo italiano (più tutti gli altri finanziamenti e rimborsi) e contro la volontà del popolo italiano? Scordatevelo!
.. e mentre idioti o opportunisti agitano lo specchietto del razzismo, la grande truffa continua.

Claudio mi manda
http://www.lindipendenza.com
ECCO COME SI FA LA RIPRESA ECONOMICA
CARLO MELINA

«Venite in Carinzia. Fare impresa qui conviene».3000 lettere spedite ad aziende venete: «vi offriamo sgravi fiscali e contributi a fondo perduto». Lo dice Gerhard Dofler, governatore della Carinzia (È una regione dell’Austria). Qui tutto ciò che ruota attorno all’impresa e all’imprenditore è cosa buona». Fisco equo, manodopera preparata (all’8° posto nel mondo per produttività) e burocrazia leggera. «In Carinzia lo Stato è amico dell’impresa, la favorisce, non la ostacola come in Italia. L’imprenditore versa una quota unica del 25% sugli utili, calcolati su una base imponibile minore del 50% rispetto a quella italiana, perché l’insieme dei costi deducibili è molto ampio, con percentuali del 100%. Le spese per ricerca e sviluppo sono detraibili al 135%. L’IRAP non esiste, così come il bollo auto. Quando decidi che vuoi aprire bottega, compili 2 moduli e in 7 giorni sei pronto per partire, senza bisogno di alcuna certificazione della Camera di Commercio. Il sistema di formazione professionale e universitaria è di qualità eccellente, così come l’iter di inserimento nel mondo del lavoro. Ogni iscritto ad un corso professionale, sin dal primo anno trascorre 3 giorni sui banchi e tre giorni in un’azienda (sempre la stessa), fino alla fine del percorso di studi. Terminato il quinquennio, può venire assunto con ulteriori agevolazioni per il datore di lavoro. Di preferisce piccole-medie aziende, con capannoni di massimo 200 metri quadrati. All’Ente per lo sviluppo richiedono assicurazioni circa i processi di lavorazione e assemblaggio dei prodotti. E l’impresa deve rispettare il territorio, al fine di mantenere un buon equilibrio fra zone residenziali e industriali. E’ ben accetta l’immigrazione da paesi che abbiano un background culturale simile a quello austriaco. Il creditore è tutelato, e i pagamenti devono essere effettuati secondo la data fattura, senza tante deroghe. I controlli fiscali, poi, sono puntuali, ma mai a sorpresa.
Ora paragonatelo a quello che può offrire l’Italia, e con Monti è anche peggio…
Ah, e le autostrade austriache sono gratuite, la giustizia è semplice e rapida, le polizia è efficiente e ti protegge, i treni merci funzionano benissimo e la benzina costa meno.
Possiamo anche aggiungerci che non si pagano pizzi a mafia, ‘ndrangheta e camorra e che non esistono tangenti politiche?
.
Stefano
Tutto vero Viviana.
Io ci abito da ormai 4 anni in Austria e qui è come dici tu. L’unico appunto: le autostrade non sono gratuite: hai da pagare una tassa annua di circa 100 euro (qualcosa in meno) e puoi usufruire di tutte le autostrade. Niente caselli e code. Pagando quella tassa hai il diritto di sfruttarle a tuo piacimento. E il bello è che pur non essendoci caselli la gente paga per entrare…
L’educazione civica qui è una cosa concreta.
Lo hanno capito anche gli extracomunitari. Qui albanesi, slavi in genere, turchi e così via non si fanno la guerra. Qui si lavora e tutti stanno non dico benissimo ma almeno accettabilmente. Ed è quello che la gente vuole: casa e lavoro. Ovvio che anche qui le mele marce ci sono ma è davvero poco, e tanto per farti capire non ho problemi a far andare mia moglie da sola dalle amiche e rientrare a casa anche piuttosto tardi pur prendendo mezzi pubblici (che funzionano benissimo).
Sulla corruzione nel Governo francamente non lo so: immagino che ce ne sia come “normale” e i costi della politica austriaca sono i secondi più alti in Europa. Appena sotto l’Italia.
Ma quello che mi piace di più qui è il senso civico della gente. Dove abito io non c’è nemmeno una cicca di sigaretta per terra, neanche a cercarla per ore. E un posto pulito non ti viene la voglia di sporcarlo, appunto perchè ti piace pulito così. Tu ci vivi, mica hai voglia di insozzarlo; vuoi portare i tuoi figli in un posto pulito e cordiale.
Quello che un po’ manca in Italia.
E mi dispiace sinceramente: io sono italiano e amo l’Italia, ma qui si sta meglio e tornerò sempre volentieri nella mia città natale, ma da turista.
..
Ora una voce che viene da lontano, che parla di crisi e di liberismo economico:
Quando la politica era autonoma dal mercato e parlava di diritti e di principi universali.

Dall’intervento di insediamento del presidente USA Franklin Delano ROOSEVELT: 4 Marzo 1933 nel pieno della crisi del 1929.
Con questo spirito tutti noi – io e voi – affrontiamo le nostre comuni difficoltà…Non siamo stati colpiti dalla piaga delle locuste…Ciò accade innanzi tutto perché chi domina lo scambio di beni materiali ha fallito….La condotta degli speculatori senza scrupoli è ora di fronte al giudizio dell’opinione pubblica e alla ripulsa dei cuori e della ragione degli uomini.
Le uniche regole che conoscono sono quelle di una generazione di egoisti privi di una visione del futuro e quando questa manca il popolo soffre.

Il nostro obiettivo più importante è quello di far tornare la gente a lavorare….Lo possiamo realizzare attraverso assunzioni governative dirette, affrontando l’impegno come faremmo con un’emergenza bellica, ma, al contempo, grazie a queste assunzioni, portare a termine progetti di riorganizzare le nostre risorse naturali.
In questo sforzo per un rilancio dell’occupazione….Abbiamo bisogno di una severa azione di controllo su tutte le attività bancarie, creditizie e di investimento, per porre fine alle speculazioni con danaro altrui...”

Cinque mesi dopo al congresso:
Gli aiuti comunali e statali sono stati estesi al massimo. Come sapete, abbiamo messo trecentomila giovani uomini a lavorare a progetti concreti e di pubblica utilità nelle nostre foreste e a prevenire l’erosione del suolo e le alluvioni….
Un grande programma di lavori pubblici da tre miliardi di dollari per la costruzione di reti elettriche e strade, di imbarcazioni per la navigazione interna, per la prevenzione delle alluvioni e per migliaia di progetti comunali e statali…
grazie a uno sforzo democratico dell’industria possiamo ottenere un aumento generale degli stipendi e una riduzione delle ore di lavoro…

Si potrà farlo solo se permetteremo e incoraggeremo la cooperazione in ambito industriale, perché se non ci sarà unità di azione pochi uomini egoistici in ogni ambito continueranno certamente a pagare stipendi da fame e a esigere lunghi turni lavorativi. La concorrenza dovrà scegliere se seguirli sulla strada dell’aumento progressivo dello sfruttamento.
Abbiamo visto questo tipo di azioni determinare la continua caduta verso l’inferno economico degli ultimi 4 anni.
La proposta è semplice: se tutti i datori di lavoro agiranno di concerto per ridurre l’orario di lavoro e per aumentare gli stipendi, noi potremmo aumentare l’occupazione.”

Sembra scritto nel nostro tempo, solo che oggi nessun leader ha questa voce.

E ora una voce che viene da vicino… che parla, di nuovo, di crisi e di liberismo economico:
GUIDO ROSSI

“..la vera crisi, che ha portato il capitalismo finanziario ad occupare le istituzioni democratiche rendendole impotenti a risolvere i problemi e a alimentare la paura, l’insicurezza, i diritti oscurati, non è dovuta solo alla mancanza di leader europei…
La causa sta principalmente nella cultura occidentale degradata a principi di avidità che travolgono qualunque tessuto connettivo della società civile. Il capitalismo ha ucciso i diritti
.”

A MIO MARITO
Viviana

Direi che la vita, pure con alti e bassi, tra sogni e malumori, illusioni e mancanze, vale sempre la pena di essere vissuta
Sai perché amo mio marito? Perché non si arrende mai. Nella sua vita è stato colpito da sciagure che avrebbero atterrato un elefante. Le ultime sono state terribili ma è partito da piccino a soffrire. Eppure è uno che non si arrende mai e ogni volta riprende da capo con fiducia. E’ lui che mette fiducia nella vita, non il contrario. Dalla vita ha raccolto molto ma ci ha messo talmente tanto che quel che ha raccolto era proprio il minimo e c’è persino chi non lo capisce. Anche oggi che la sorte lo ha piegato in due, menomandolo gravemente, è lui che aiuta gli altri, è lui che fa per gli altri. Un capolavoro. Il mondo prende da lui la sua cortesia, la sua accoglienza, la sua benevolenza, e lo ricambia con un affetto spontaneo che non viene mai meno e che fiorisce dappertutto, nell’ospedale come al supermercato. Ovunque vada, la gente gli vuole bene.
Io sono più inerte, tutta testa e pochi fatti.
E mi manca la fisicità, starei 24 ore su 24 su un computer, senza muovere un muscolo, come una pietra pensante. Lui mi insegna senza parole che agire, fare, lavorare con le mani, con lo sforzo delle braccia, con la fatica della schiena, col sorriso e la buona volontà, è il miglior rimedio che ci sia contro le sfighe della vita. Lui in giardino non mi ci ha mai lavorato, campo mio, ma da un’altra parte ha piantato un orto in vasi grandi e larghi, non solo le erbe medicinali, da condimento e i fiori ma peperoncini, pomodori, insalatina… E alla fine i suoi vasi erano meglio del mio giardino e si potevano spostare col sole o col vento. Il mio giardino morto e i suoi vasi spostabili sono due lezioni di vita. La mia rigidità combattendo sempre gli stessi nemici e la sua duttilità per cui l’orto del cuore si può imparare a spostarlo in altri luoghi per difenderlo meglio. E alla fine il raccolto dei suoi vasi è superiore a quello del mio giardino.
Io coltivo le parole. Mio marito coltiva le persone.

LE LETTERE BELLE
UN PASSERO STAMATTINA
Aurora

Viviana cara,
“La parola crea”, dice l’angelo. Continuo a chiedere al mio angelo di aiutarmi a trovare le parole che rasserenano i cuori, anche il mio. Stamattina, Guidando verso l’ufficio, un passero è sfrecciato ad un palmo dal vetro della mia macchina e poi è salito verso il cielo in un giravolta sinuoso. Ho sorriso ed ho pensato che oggi è un giorno propizio. Mai un passero era venuto a salutarmi così di primo mattino.
In ufficio ho cercato un calendario che riportasse i santi e le fasi lunari. Con grande disappunto, non ce n’era neanche uno. Poi, una mia collega me ne ha portato uno, di una ditta di accessori per confezionisti “Dalla Benenedetta Schiantarelli”, che riporta la flora ed i paesaggi delle piccole dolomiti. E’ bellissimo, con santi, fasi lunari e… al 20 di ottobre, ben marcato nero su bianco, “S. Irene e S.ta Aurora”. E’ l’unico che esiste in Ditta, il più bello e tutti me lo invidiano.
Decisamente, è un giorno propizio.
Ti voglio raccontare la storia delle mie scarpe.
In un modo o in un altro, il mia guardaroba è sempre stato sfornito di scarpe non solo adatte, ma a volte persino decenti, perché la forma del mio piede è balorda e le sformo tutte in men che non si dica. Un anno non molto lontano, ho deciso di farne un bel rifornimento, di tutti i tipi: eleganti, sportive, da trekking, da passeggio, da ginnastica, da relax, a tacchi alti, medi e bassi e chi più ne ha più ne metta. Non ho badato a spese, tutte di gran pregio, di tutti i tipi, ho comprato tutte i tipi di scarpe che mi piacevano disponibili sul mercato, di pelle lucida, scamosciate, da cerimonia, normali e civettuole, persino fatte a mano su misura. Il principio era che basandomi sul classico, non rischiavano di cadere nel desueto e poi avendone tante e cambiandole spesso, sarebbero durate “in eterno”, sollevandomi dal problema per molti anni a venire.
Orbene, dopo un paio di anni, i miei piedi hanno cominciato a formare le nocette, si sono allargati, da un 37 sono passata ad un 39 e le mie bellissime scarpe, stivali inclusi, mi fanno tutte male. Ha cominciato a piangermi il cuore: perché mi è proibito avere un buon range di scarpe da indossare?.
Ne ho regalato un tot, alcune sono ancora lì, le indosso di tanto in tanto per qualche ora, una giornata al più, ma il mio piede risente della tortura cinese, quando una moda crudele costringeva le fanciulle a fasciare il piede per farlo restare “mignons”. E ho imparato la lezione, per quanto possibile.
Il “Padre Nostro”, che è la preghiera più completa a “formula piena”, se così posso esprimermi, recita “… dacci oggi il nostro pane quotidiano..”, non chiede un stock di pane per la vita.
La preghiera del mio attestato Reiki, comincia : “per oggi, solo per oggi…”. Mi ha molto colpito quando l’ho letta.

RIDIAMARO : – )

VOX
Coscienze

Coscienze : saldi di fine stagione !
Bossi le sue le ha contrattate
a basso costo, prezzo d’inflazione,
e Berlusconi gliele ha pagate.

Cosentino non andrà in prigione,
potrà godersi un’altra estate:
ha riunito tutta la Nazione
con le camorre. Le ha ringraziate !

L’Italia, con un voto di coscienza,
s’è ritrovata integra e sana,
unificata dalla delinquenza

e dalla Lega, la cosca padana!
È Lega di governo e di lotta,
perciò si garantisce la pagnotta
!

Alberto
Pato resta al Milan, Cosentino alla Camera e Berlusconi a piede libero.
..
Bossi è in regola, per l’acquisto del camorrista ha persino lo scontrino!
.
Viviana
Il problema è stato quella frase di Bossi sulla libertà di coscienza
Non c’è leghista che non si sia chiesto: “Ma che pirla vuol dire?”
Coscienza? Nà lavàda, nà sùgàda, la par n’anca duperàda
.
Spinoza
Arresto di Cosentino, la Camera dice no, decisivi i voti della lega. Duro colpo alla credibilità dei Casalesi.
.
Pisu
La Camera ha votato secondo libertà d’incoscienza
.
Viviana
Lo diceva io che 8 chili di cocaina nella borsa erano troppi
e avrebbero creato qualche dipendenza dal fornitore!
.
Il credo leghista:
odiare i napoletani, camorristi a parte
.
Leghisti: avevano cominciato dicendo di voler liberare la terra loro. E invece si ritrovano a liberare Cosa Nostra.
..
Il Trota:
“Papi, come mai salviamo sempre i mafiosi?”
L’Umberto:
“Taci, Renzino, e magna!”
..
Leghisti! Quanto vi hanno dato per interrogare la vostra coscienza? Marciate a cachet
..
Dinamite
Cosentino salvo per il rutto della cuffia
.
Marcello Mattioli
Sull’arresto di Cosentino la Lega si divide. Alcuni volevano l’arresto di Saviano
.
Giggi

La Camorra dei deputati
.
Roverso Introverso
Da domani in Padania per salutarsi non si userà più
il solito ciao ma sarà sostituito da baciamo le mani.
.
Il tesoriere delle Lega investe quasi 10 milioni di Euro su piazza straniera, soprattutto in Tanzania
Viviana

Se l’accordo con la Svizzera non lo facciamo
si può sempre farlo con la Tanzania
..
Al paradiso fiscale di Augusta sembra che paghiamo anche l’illuminazione delle strade (Moratti insegna); alla Tanzania cosa vogliamo pagare? Magari Ponte di Legno può offrirsi in qualche cosa
.
In Tanzania sono stati ritrovati alcuni dei più antichi reperti fossili umani. In uno Bossi ha riconosciuto suo nonno.
.
Ci sono 123 etnie. Pensa se dovessero fare il federalismo!
.
La maggioranza degli abitanti appartiene a etnie di ceppo bantu, come sukuma, nyamwezi, hehe-bena, gogo, bahaya, makonde, chagga, ha e nyakyusa. Ora coi leghisti sono arrivati anche i Bingo Bongo.
.
La Tanzania è uno dei Paesi più poveri del mondo. Il reddito annuo pro capite è di circa 220 dollari. Il 60% della popolazione è privo dell’elettricità e il 40% dell’acqua potabile. Il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 dollari al giorno.
Che cosa ci siano andati i leghisti a speculare me lo chiedo senza trovare risposta.
L’altro quesito senza risposta è: ma che razza di democrazia interna c’è nella Lega se il tesoriere investe la bellezza di 10 milioni di euro in paesi stranieri e Maroni, che è il n° 2 della Lega, nemmeno lo sa?
Fino a poco tempo fa Cipro e la Tanzania facevano parte dei paradisi fiscali, solo da poco tempo ne sono usciti. terza domanda: ma Bossi lo sa?
.
Il pressing di Berlusconi su Bossi per salvare Cosentino è andato a buon fine.
E’ già stato depositato in Tanzania .
Elle Kappa

Alberto
La Lega investe denaro pubblico in fondi della Tanzania. Bossi al figlio Renzo: «Pirla, ti avevo detto Padania»
.
Catricalà: «Vogliamo che i benzinai possano vendere benzina e altri beni di consumo». Antidepressivi?
.
Ricerca: la nicotina espande la memoria. Bossi fuma il sigaro per ricordare dove si trova la Padania.
.
Sì, Monti è egualitario, non fa distinzioni di sorta nel prendere ordini dalle banche!
.
Monti: «Governare per me è stata una occasione imprevista». La fortuna è cieca, la sfiga è tecnica.
.
La Santanchè multata a Courmayeur, era parcheggiata in doppia fila col Suv. Faceva il palo agli evasori.
.
Monti: «Sono gli evasori a mettere le mani in tasca agli italiani». Mentre lui li distrae.
.
L’Italia è quel paese dove i poveri vanno a Cortina col Suv.

Viviana
Treviso in testa all’evasione fiscale
Varese in testa allo spaccio di cocaina
Torino in testa alle città più inquinate
Rimini in testa per la microcriminalità
Milano al primo posto per furti
Bologna in testa per suicidi
Torino prima per polveri sottili
Ponte di Legno in testa per teste di cazzo
Non è che questo Nord brilli poi molto!
.
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Leggere la truffa dei rimborsi elettorali, mi mette una rabbia addosso, insieme all’aver visto questo Parlamento battere le mani e scambiarsi saluti sulla votazione a favore di Cosentino, cane non mangia cane, come dice qualcuno lo stacco con la realtà è davvero pesante sembrano di essere in un Bunker a continuare a difendersi…
    Io nel mio piccolo ho messo nel negozio il cartello di Grillo, VIETATO L’INGRESSO AI POLITICI, per dare un segnale a chi riesce a recepire e a chi no lo spiego, cioè: basta di questa politici e di questa politica,se ne devono andare a casa!.
    Il discorso di insediamento di Roosvelt è molto bello e credo che sia stato un esempio, poi è quello che stanno cercando di fare con Obama, solo che non vogliono toccare dove nasce il “bubbone” cioè le Banche, come allora nel ’29 la crisi nacque per l’avidità, come oggi quella del 2007 che nasce con il voler far soldi coi mutui sub-prime cioè prestare soldi a gente che non dava nessuna garanzia di ritorno sperando che il mercato immobiliare salisse sempre, e poi impacchettare quei mutui in prodotti strutturati e venduti a fondi e banche con rating a tripla A che tutto il mondo poi comprava come se fossero prodotti sicuri…e poi avvenne la Lehman Brothers.
    Il pensiero e la constatazione su tuo Marito è molto bello.

    Commento di hans castorp — gennaio 14, 2012 @ 1:17 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: