Nuovo Masada

novembre 26, 2011

MASADA n° 1344 25/11/2011 IL GOVERNO DEI BARONI

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Un fallimento annunciato – Uscire dall’euro – Giulietto Chiesa fa un quadro chiarissimo della situazione – Sembra una crisi ma è una guerra finanziaria – Il marginalismo di Pareto – L’Italia e la crescita impossibile – La sbornia su Monti – Una legge anticorruzione – In USA trasferiscono i soldi dalle banche ai crediti cooperativi – Chi sono i nuovi ministri- Il dollaro – Abbiamo 425 generali – Il web e gli ormoni – Vendola e il ciclo dei rifiuti

Lisa
Anche per me rimane fondamentale la conoscenza, ma da sola non basta: se dai la conoscenza a chi non ha coscienza è un casino.
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Qui giace la specie umana. Era una specie di belle speranze ma si estinse all’inizio dell’era tecnologica della sua evoluzione ominide…la natura e gli animali (superstiti) tutti ringraziano
Fabrizio Guidi
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“S’era detto larghe intese e non larga Intesa”

Ahia, i bund tedeschi dovevano fungere da misuratore europeo e all’ultima asta sono rimasti invenduti.

Maurizio Spina
Solenne incazzatura di Angiolina Merkel per il flop dell’asta dei Bund…
“Per ogni Bund rimasto invenduto” ha dichiarato la simpatica teutonica “saranno bruciati dieci Btp italiani”…

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Beppe Grillo
Banca o non banca, arriveremo a Roma, malgrado loro. Monti o non Monti, verrà la democrazia. Quella che non c’è mai stata in questo Paese. In questi anni i movimenti hanno sostituito i partiti. La loro voce è stata la voce dei cittadini.
Hanno bloccato il nucleare francese come i nostri bisnonni gli austriaci sul Piave. Restituito l’acqua pubblica agli italiani. Fermato la Tav e la distruzione della Val di Susa. Resistito alla costruzione del Ponte di Messina. Non è poco ed è solo l’inizio. Il Sistema non lo capisce, è diventato, oltre che inutile, patetico, con deputati e senatori adibiti solo a scaldare le panche parlamentari. Tutto è diventato decrepito, fuori dal tempo, fuori di sesto. Una rappresentazione allucinante di una farsa. Non esiste un governo, un Parlamento, anche una sola legge che provenga dalla volontà popolare. Esiste però un’opinione pubblica sempre più vasta, indipendente dai media, che si sta formando grazie alla Rete e che non può essere In alcun modo fermata.

Beppe Grillo
Chi ci salverà dal crollo dell’euro? Sembra di assistere alla fine dell’Impero Romano. nel 476 dc. Allora si dissolse una costruzione politica, oggi una economica. Non sono state previste delle regole per uscire dall’euro. Se è difficile entrare, è impossibile uscire. Più o meno come nelle associazioni criminali. L’euro vale sempre meno nei confronti delle altre valute mondiali come il dollaro e lo yen. La sua crisi deriva dalla fine dell’era del debito. I Paesi europei, chi più chi meno, hanno finanziato la loro crescita con la vendita di titoli pubblici. In gran parte se li sono scambiati tra loro come le figurine. Io ti cedo il mio debito e tu mi cedi il tuo, l’assurdo elevato a scienza economica. Il problema è che i debiti europei ora non li vuole comprare più nessuno. Né fuori, né dentro l’Europa. Per venderli è necessario aumentare l’interesse e quindi creare nuovo debito in una corsa senza fine.
Il valore dell’euro è garantito dalla tenuta della Germania che però ha un rapporto Pil/debito dell’82%. E’ fuori dal tetto massimo europeo del 60% e le sue banche sono tra le meno solide in Europa. La Germania non può accollarsi il debito europeo, deve prima pensare a sé stessa. La salvezza per l’Europa dovrebbero essere i cosiddetti eurobond, in sostanza il debito di tutti i Paesi messo a fattor comune e messo sul mercato. Gli Stati più virtuosi, come Germania e OIanda, dovrebbero pagare anche per i Pigs. Un po’ come in Italia succede da sempre a chi paga le tasse per gli evasori. Il debito pubblico italiano è espresso in euro e deve essere ripagato in euro. Noi non possiamo svalutare l’euro e, anche se la nostra economia vale meno, i titoli mantengono il valore iniziale. E’ un cappio al collo che si stringe un centimetro alla volta, il boia è lo spread. Se i nostri titoli avessero un valore in lire, la svalutazione della nostra moneta si rifletterebbe in modo automatico. Il problema non si porrebbe. E’ stato demoniaco e certamente tafazziano legare il valore dei NOSTRI titoli pubblici al valore dell’euro sul quale non abbiamo alcun controllo e che prescinde dalla nostra economia reale. Gli eurobond dovrebbero ovviare a questa mostruosità, ma è improbabile che i tedeschi metteranno mano al portafoglio per salvare greci e italiani.
Non so dove ci condurrà questo minuetto franco/tedesco con due ballerini, la Merkel e Sarkozy, sempre fuori tempo. L’impressione è che ci attenda un “rompete le righe”. E’ necessario preparare, fosse solo come alternativa probabile, un piano B per uscire dall’euro. Non arrivarci per necessità.

LEGGETE QUESTO ARTICOLO PERCHE’ E’ IMPORTANTISSIMO PER CAPIRE QUALCOSA

Monti non è il meno peggio. E’ l’ultimo rantolo prima del Ballo di San Vito
Giulietto Chiesa (sunto)

Nel 2008 c’è stato il crollo repentino del sistema finanziario occidentale (Cina e altri paesi sono rimasti fuori dalla catastrofe). Tutte le grandi banche d’investimento, e affini, che sono il vero potere mondiale, più potenti di quasi tutti i più forti paesi dell’occidente, e indifferenti al destino di questi ultimi – sono andate in fallimento.
La finanza mondiale è crollata per cause interne. È affondata da sola. Per crisi sistemica. Perfino il presidente della Commissione Europea, Barroso, lo ha detto. Che significa che una semplice cura (cura da crisi ciclica, cura da crisi di sovrapproduzione, etc.) non basterà. E’ ormai impossibile salvare il sistema, che ha in sé la causa della sua fine.

Cause: il 12 novembre 1999, Clinton promulgò la legge Gramm-Leach-Bliley, che cancellava la legge Glass-Steagall del 1933 e dava licenza alle banche d’investimento e a tutta una serie di operatori finanziari, di lanciarsi in ogni forma di attività speculative. Segue il disastro della finanza americana. Nel 2001 crolla la Enron Corporation, dopo che erano già crollati altri giganti come la LTCM (Long Term Capital Management). E si ha una serie di eventi disastrosi anche in funzione e come effetto di altre norme ultra-liberalizzatrici , come il Commodity Futures Modernization Act (CFMA), anch’esso firmato da Clinton nel 2000, poco prima di lasciare il suo secondo mandato, che legalizzava quasi totalmente la sottrazione da ogni forma di controllo di tutti i prodotti finanziari derivati , sia da parte della Security Exchange Commission (SEC), sia dalla Commissione che controllava il commercio dei futures.
Così iniziò una forsennata e demenziale moltiplicazione di derivati finanziari che venivano trattati fuori dalle borse e fuori da ogni controllo. Basti rilevare che dal 2000 alla metà del 2008 (anno del fallimento globale) questo tipo di operazioni balzarono da circa 100 trilioni di dollari a 684 trilioni.
Io affermo che la causa della crisi sistemica attuale deriva da questa liberalizzazione dei movimenti di capitali e di creazione di derivati che hanno creato le premesse per una smisurata crescita del debito mondiale.
Così, alla “bolla” tecnologica, che produsse il crollo del NASDAQ, seguì la bolla dei subprime, che ha portato al crack di quasi tutti i principali protagonisti della finanza occidentale. Sono stati sacrificati, sull’altare della follia, Bear Sterns, Merrill Lynch, Morgan Stanley, Lehman Brothers..Ma altri giganti, prima di tutto Goldman Sachs, si sono salvati e hanno continuato a prosperare.
A quel punto le regole avrebbero dovuto cambiare e invece non sono state mutate affatto. I “proprietari universali” non lo hanno permesso. E non c’è alcuna ragione per pensare che lo faranno in futuro.
Obama non ha mosso una virgola.Sotto la sua guida, la Federal Reserve ha erogato (tra il dicembre 2007 e il giugno 2010) la fantastica cifra di 16 trilioni di dollari, a tasso d’interesse uguale a zero, a tutte le più importanti banche d’investimento dell’Occidente. Quasi un trilione (864 miliardi $) è transitato sui pingui conti di Goldman Sachs.
1-La Federal Reserve ha mostrato con ciò di essere la banca di tutto l’occidente, il vero e unico prestatore in ultima istanza e rovinerà l’Europa perché gli interessi americani non coincidono con quelli europei.
2-La manovra è stata fatta segretamente, e in violazione delle stesse leggi americane, che prevedono l’autorizzazione del Congresso per operazioni anche di gran lunga inferiori
3-La Federal Reserve ha ricapitalizzato non solo le banche d’investimento americane, ma tutte le più importanti banche occidentali: Deutsche bank, Paribas, Union des Banques Suisses, Credit Suisse, Barclays, the Royal Bank of Scotland ecc.
Questa mossa è il riconoscimento del fallimento globale della finanza americana. Senza cambiare le regole, le banche ricapitalizzate avrebbero continuato a muoversi verso il precipizio alla stessa velocità. Solo che gli asset tossici americani, già sparpagliati su tutto il mercato globale, non potevano e non possono più essere venduti, perché non ci sono più compratori disposti ad acquistarli.
In una certa parte sono stati assorbiti dalla Federal Reserve. Ma gli altri sono rimasti e sono carta straccia inutilizzabile. In sostanza il volume del debito, già spropositato (ha ormai superato di 15 volte il PIL) si va ulteriormente ingigantendo.
Questa bolla immensa e senza precedenti non può durare
E, quando esploderà, l’effetto sarà ben più grave e ampio del crollo del 1929.
È in questo quadro che esplode la crisi dei debiti sovrani UE. La Grecia è stata la prima vittima, la cavia sperimentale. Tutti gli altri paesi UE la seguiranno. E l’Europa finirà.
Infatti non potrà esistere una Europa sovrana se sarà formata da stati assoggettati a logiche e interessi “esterni”, in quanto non sottoposti ad alcuna verifica di legittimità democratica da parte dei rispettivi popoli, sopravanzati da una logica tecnocratica che non intende più dare spazio a controlli dal basso sul suo operato.
La crisi nasce dal tentativo disperato delle grandi banche d’investimento di riprendere la corsa forsennata a redditività “over 15%“(il famoso ROE, ovvero Return on Equity), mentre l’intero Occidente è destinato a non crescere più
Se c’è una prova della follia, sta proprio in questa assurda pretesa.
L’occasione era già stata preparata nel momento stesso e nel modo in cui fu concepito l’euro. Fu allora che l’Europa autorizzò le banche d’investimento del pianeta a considerare a zero rischio i debiti dei paesi dell’OCSE.
Come scrive il New York Times, l’euro avrebbe dovuto diventare un alter ego del dollaro, nelle intenzioni di altri un contraltare del dollaro, un’alternativa alla divisa statunitense. Ma il messaggio doveva essere: noi saremo in grado di proteggere tutti da ogni fallimento. Si sbagliavano.
Quello che le banche avevano considerato sicuro, si è ora trasformato in tossico, «intrappolati nel caos del subprime, i prestatori avevano visto il debito europeo come un paradiso da cui trarre profitto». E, per trarre il massimo profitto, in situazione pressoché disperata di insolvenza, ecco che, «per paura e avidità», si gettarono su quei bond che avrebbero garantito il massimo interesse. Dunque il loro obiettivo diventarono subito non i più sicuri ma i più redditizi. L’esempio greco è illuminante.
E a Lisbona ecco che le decisioni dei “proprietari universali” vengono trasformate in leggi, cioè dove la rapina del sistema a danno degli Stati e dei popoli viene legalizzata.
E’ bene precisare che la finanziarizzazione del debito pubblico non è stato un incidente di percorso, è stata introdotta con una decisione politica ben meditata e preparata: il Trattato di Maastricht e, per realizzarla, sono state spese risorse enormi, un esercito di propagandisti e zelatori ecc.
Una rete di rapporti ha coperto tutti i parlamenti, i governi,i funzionari provenienti dai centri universitari sotto il controllo della finanza, le commissioni governative, i dipartimenti della Commissione Europea, i dirigenti dei partiti .
Questo campo di forze è stato cementato dall’ideologia della insostituibile efficienza dei mercati finanziari, dalla sacralità delle valutazioni delle agenzie di rating, dall’ideologia della crescita, con i loro corollari dogmatici: l’inevitabilità della globalizzazione, l’interesse superiore che deve annullare ogni pretesa locale..così da soffocare ogni reazione al dominio finanziario, alla “razionalità della rapina”.
È con questa micidiale rete di pressioni che il ristrettissimo vertice dei “proprietari universali” è riuscito a far passare la propria visione del mondo, col consenso dei partiti di dx e sx, dei ministri, dei capi di governo, dei vertici militari e dei servizi segreti, degli ambiti accademici più importanti
Il Trattato di Maastricht vieta alle banche centrali di finanziare direttamente gli Stati, obbligandoli, letteralmente, a cercare prestatori nei mercati finanziari.
Il debito degli Stati si trasforma così in una merce finanziaria, che può essere comprata e venduta su ogni mercato, può essere oggetto di speculazione e scommessa, può essere spezzettata in parti e inserita in “pacchetti” di derivati, districare la cui composizione diventa impossibile a chiunque.
I destini sottostanti dei popoli vengono totalmente oscurati. Ciò che rimane visibile sono le sequenze di valutazioni delle borse. È l’ipnosi di massa cui è impossibile sottrarsi. Il tenore di vita di milioni e milioni di individui viene sconvolto in base a meccanismi che paiono inesorabili, comunque sconosciuti alle grandi masse, spesso manovrati da pochissime mani, spesso addirittura frutto di elaborazioni automatiche di computer preparati.
Questo dominio sta annullando ogni illusione di democrazia. La democrazia liberale, la divisione dei poteri, sono stati sostituiti da meccanismi decisionali che scavalcano ogni forma di controllo. Luciano Gallino, ne “Con i soldi degli altri”, porta esempi agghiaccianti, di come l’Europa usi commissionare la stesura delle regole a gruppi privati di “esperti”, legati proprio ai grandi centri finanziari.
Leggi fondamentali sono state fatte passare nella più grande ignoranza degli stessi parlamentari europei, che votano quasi tutto ciò che viene loro proposto
Il risultato è che di fronte a una crisi sempre più ingovernabile, i “proprietari universali” appaiono costretti a portare al potere, direttamente nei singoli Stati, i loro uomini più fidati.
La politica tradizionale, negli Stati più deboli, è troppo corrotta e inefficiente, scesa ormai a patti coi più ignobili col voto di scambio, per poter consentire la macelleria sociale necessaria. Quindi si va verso governi tecnici, con uomini di assoluta fiducia, che devono agire fuori dalle norme democratiche: Papademos (ex governatore della Banca Centrale Greca dal 1994 al 2002, cioè uno degli organizzatori dei conti truccati fatti da Goldman Sachs, che hanno aperto l’offensiva contro Atene), Draghi al vertice della Bce (uomo di Goldman Sachs, come vice-pres. UE dal 2002 al 2005, stessi anni in cui si realizza l’affondamento greco), Monti (dal 2005 consigliere internazionale della Goldman Sachs): con la ripetizione che si dovranno misure impopolari, senza nuove elezioni, senza referendum, solo decisioni “tecniche”
Ciò dice che la situazione è divenuta ingovernabile e che i poteri forti hanno scelto di adottare misure energiche a cui non si potrà derogare
Non è un caso che Grecia e Italia siano commissariate dalla Bce e da Goldman Sachs
Prima la Bce doveva essere indipendente dai poteri politici, ora essi sono dipendenti dalla Bce che li esautora
Saranno i popoli a spremersi per il presunto risanamento. Che non ci sarà mai
Si è rotto il patto sociale che ha retto la costruzione europea negli ultimi 50 anni. Non si salverà nessuno
E i popoli?
A oggi non esiste in Europa una opposizione organizzata
La sx è imbelle e priva di visione alternativa. I capi delle dx non capiscono nemmeno ciò che accade
Che accadrà? O i popoli europei saranno schiacciati, o reagiranno. Ma, privi di guida, potranno farlo solo in modo confuso, senza obiettivi politici comuni, senza una “visione strategica”. Il rischio è una generale deriva a dx, verso forme xenofobiche, reazionarie, isolazioniste, primitive, premessa per una sconfitta epocale, che precede una catastrofe continentale: in primo luogo dei diritti e delle libertà, in secondo luogo, delle condizioni sociali di larghissime masse di popolo.
Quello che manca è un grande partito europeo di alternativa. Un “Partito dei Popoli Europei”. Da creare nei tempi più rapidi possibile. I movimenti, per lo più giovanili, che si stanno formando, possono esserne la base.
Ma la cosa più grave è che, con queste ricette di Draghi o Monti, cioè della finanza vincente, non si risolverà nulla. Tutte le chiacchiere si basano su una futura crescita economica che non ci sarà perché tutta l’Europa sta andando in recessione, tutta intera. La stessa Germania prevede una crescita dello 0,8%, stagnazione. Per gli altri è peggio. Dunque impostare sulla crescita un programma di sacrifici a intere popolazioni, per salvare le banche, significa costruire sulla sabbia. Tra una manciata di mesi sarà evidente che la crisi della finanza e dell’economia occidentale è irrimediabile.
Questa volta la crisi rispetto al 29 sarà più devastante. Lo dice un gruppo di esperti francesi (perché ciò che scrivono analisti americani e britannici è ormai inattendibile) raggruppati dietro il bollettino con sigla GEAB (Global Europe Anticipation Bulletin).
Individuano una “crisi sistemica globale”. Nella quale sono già stati bruciati, dallo scorso luglio, circa 15 trilioni di dollari. La deriva è inarrestabile e porterà alla sparizione nel nulla di altri 30 trilioni di dollari. Dopo la svalutazione reale del 50% del debito greco, seguiranno le svalutazioni del 30% dei debiti italiano, spagnolo, portoghese, irlandese.
Non basta. La detonazione dei debiti pubblici europei produrrà l’esplosione del debito pubblico americano. Il debito privato USA, oltre allo stato pre-comatoso di quello pubblico, ha ormai raggiunto il 240% del PIL (basti pensare che il debito privato greco, già altissimo, raggiunge appena il 120% del PIL. Quello italiano, si noti, è appena del 43% del PIL. Il dollaro dovrà svalutare del 30% almeno, unico modo per attenuare il peso dell’indebitamento complessivo degli Stati Uniti.
Gli USA staranno peggio di noi
In queste condizioni una vittoria di Obama appare sempre meno probabile. E se vince uno dei candidati repubblicani, c’è ragione di temere il peggio.
Una cosa è certa: il quadro mondiale sta entrando in una fase di vertiginosa ebollizione. È il contesto che prepara una guerra.

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Beppe Grillo
L’Italia ha un debito pubblico insostenibile perché per quasi la metà è posseduto da banche e Stati stranieri. Il Giappone con un rapporto debito/Pil superiore al 200% non fallisce perché i suoi titoli sono stati acquistati in assoluta prevalenza dal mercato domestico. Ci tengono per le palle e hanno nominato un commissario liquidatore. Non vogliono perdere i loro investimenti, in particolare le banche francesi. Se in questi anni avessimo seguito la politica della prudenza, invece di vendere a piene mani i nostri titoli pubblici per Grandi Opere improbabili, Enormi Sprechi, Finanza Elettorale e Infrastrutture Inutili, oggi saremmo liberi di decidere il nostro destino. Non è così. Ci ripetono che non ci sono alternative per evitare che in realtà ci possano essere. I partiti sono dei cadaveri. Potrebbero licenziare tutti i parlamentari, nessuno se ne accorgerebbe. A cosa servono? A sproloquiare dai banchi a nostre spese, mentre le decisioni sono prese dalla Bce e dalla Merkel?
Questo blog, ignorato e spesso deriso, ha annunciato per anni, mentre infuriava il bunga bunga sui media, il disastro finanziario e politico che ci aspettava. La democrazia è ormai un parola vuota, sostituita dall’eurocrazia. La velocità delle decisioni avvenute sopra la testa del Paese ha però in sé qualcosa di strano, di innaturale. Sa di commedia, di teatro dell’Arte. Un senatore a vita in poche ore e un governo di non eletti in una settimana. Il popolo italiano trattato come un servo sciocco. Perché è avvenuto ora? Perché questa fretta? La crescita del nostro Pil, anche se ridicola, è stata superiore nel 2011 alla maggior parte delle nazioni UE, le esportazioni sono cresciute del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il deficit di bilancio è sceso dal 5,5% al 4%. Siamo scivolati sullo spread, ma chi ha fatto salire lo spread in modo vertiginoso in pochi giorni? E per quali scopi?

Mariapia Caporuscio
L’Europa di De Gasperi era politica prima che economica ma qui in questa Unione Europea la politica non esiste, esiste solo la moneta unica gestita da una Commissione non eletta, che detta legge ai 17 paesi centellinando la moneta, costringendoli alla cancellazione dei diritti, al precariato selvaggio e scavando un abisso sempre più profondo fra la popolazione e le classi privilegiate. Una forma criminale che riporta i popoli in epoche primitive. Chi ha manovrato questa aberrante forma di Unione di Nazioni non lo ha fatto certo per il miglioramento delle condizioni della popolazione ma esattamente per sottometterle al volere dei potenti che non sopportando che parte del denaro (frutto del sacrificio di milioni di lavoratori) potesse essere adoperato per migliorare le condizioni delle popolazioni ma incassato interamente da essi. Così si costringono i 17 paesi dell’Unione a rinunciare alla propria sovranità e alla loro moneta sovrana. Li costringono a trasformare i debiti pubblici in debito privato così potevano in ogni momento esigerne l’incasso.
Come uscirne? Hai ragione è come baciare in bocca un mafioso: da quel momento ne diventi schiavo e potrai uscirne solo con i piedi davanti come tutti i cadaveri.
Esiste un altro sistema?
Studiamolo insieme!

L. Ancona
“La crisi europea deriva dalla fine dell’era del debito!?”
Forse stai scherzando! Questo è il vero “inizio” dell’era del debito!
Tutti i debiti pubblici sono irredimibili, tutti!
L’obiettivo non è la restituzione del debito, che è impossibile per qualunque paese, ma l’applicazione del ricatto che su di esso è basato, e cioè la vendita delle nazioni, e la fine, in pratica, della democrazia popolare!
Si inizia con l’Europa, perché il modello di vita europeo rappresenta l’archetipo, di un certo tipo di società basato, più di altri, sui diritti civili, sulle garanzie del lavoro, e sulla presenza dello stato nell’economia!
Non ci faranno fallire, ci compreranno!

IL PARADISO GLOBALE
Paolo De Gregorio

Montefano, cittadina delle Marche. 126 dipendenti della fabbrica BEST, specialista in cappe per cucine, di proprietà della multinazionale americana NORTEK, hanno trovato la loro fabbrica chiusa, dopo che nottetempo tutti i macchinari erano stati caricati con destinazione Polonia, nuova sede produttiva.
Ecco un altro regalo della globalizzazione che rende precario e incerto ogni rapporto di lavoro, condannando tutti gli schiavi salariati ad una vita insostenibile, senza certezze, senza futuro.
Eppure di fronte al vasto fenomeno della delocalizzazione di migliaia di strutture produttive italiane all’estero, all’unico scopo di avere manodopera meno costosa e meno tasse, nessuno sostiene che una importante fetta della crisi sistemica in cui siamo impantanati è quella di non aver governato questo fenomeno, che ci costa centinaia di migliaia di disoccupati ed un impoverimento di tutta la nazione.
Come si fa a non mettere in discussione la “globalizzazione”, produttiva e finanziaria, che sta impoverendo profondamente il nostro paese, avviandolo verso un declino e un commissariamento che annulla anche la democrazia?
Come si fa a parlare scioccamente di rilancio economico e di crescita se non si è capaci di vedere che il mondo globale ci sottrarrà altri segmenti di mercato in quei settori più avanzati che ancora resistono?
Noi non abbiamo multinazionali, non abbiamo una struttura di ricerca avanzata collegata a imprese, non abbiamo materie prime, non abbiamo una classe operaia a basso prezzo, i nostri cervelli emigrano, spendiamo 100 mld di € l’anno per pagare gli interessi sul nostro debito (1.900 mld), e la corsa nella globalizzazione l’abbiamo già perduta.
L’unica speranza possibile è quella di uscirne di corsa, tornando alla lira, ai dazi, al divieto di esportare capitali, e non pagare più gli interessi alle banche tedesche e francesi che possiedono circa il 50% dei nostri titoli del debito pubblico.
La verità vera è che ci sono solo due strade: o la logica globale dei banchieri e dei Marchionne, o la scelta di ristrutturare l’economia per soddisfare i consumi interni, per ottenere l’autosufficienza energetica (con le rinnovabili) e l’autosufficienza agricolo-alimentare. Oggi importiamo il 70% del nostro fabbisogno per quanto riguarda gli alimenti e importiamo l’88% dei prodotti per produrre energia.
Milioni di posti di lavoro possono e devono essere creati in questi settori, finanziati da tagli alle spese militari, abolizione delle province, abolizione del Senato, fine del finanziamento pubblico dei partiti e dell’editoria, fine delle convenzioni del Ministero della Sanità con strutture private, abolizione dell’8 e del 5 per mille alle Chiese, abolizione dei contributi alle scuole cattoliche private ecc.

Cassandra scrive
SEMBRA UNA CRISI MA E’ UNA GUERRA FINANZIARIA

Molto tempo fa pochi decisero la crisi europea, per evitare che il dollaro crollasse. Gli sciacalli hanno puntato tutto sui Credit Default Swaps.Una strategia per evitare un’ondata di vendite di dollari da parte delle Banche Centrali ed il conseguente crollo del dollaro. L’unico modo per rafforzare il dollaro passava attraverso un attacco all’euro le cui compravendite ammontavano circa a mille miliardi al giorno: impossibile pensare ad un attacco frontale contro una moneta così forte. Quindi, gli sciacalli degli hedge funds di New York –fra cui anche certi protagonisti della distruzione di Lehman Brothers –hanno cercato i fianchi più deboli del sistema europeo e li hanno individuati nei mercati dei Titoli di Stato di alcuni paesi iniziando da Grecia e Portogallo. Esportare la depressione economica mondiale verso l’Europa, creando un caos di piccole monete è stato facile per la speculazione che ha scaricato la crisi sull’Europa, con l’intento di indebolire a tal punto l’euro da impedirgli di fungere da riserva mondiale accanto al dollaro o al posto del dollaro. Per aumentare il potere distruttivo di questi attacchi speculativi, si usa una forma di derivati che si chiamano Credit Default Swaps. Con pochi soldi si può scatenare un effetto notevole al ribasso.
MONTI? Sta menando il can per l’aia, permettendo agli sciacalli di proseguire la folle corsa verso la rovina dell’Eurozona.
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VV
Mi pare convincente, anche considerando che la cosa che dette più noia agli Stati uniti e che determinò l’attacco a Saddham non fu la presenza di pozzi di petrolio, che c’erano già da prima, ma il fatto che Saddham avesse cominciato ad accettare per il pagamento del suo petrolio l’euro, cosa che avrebbe danneggiato il dollaro, e avrebbe potuto spargersi a macchia d’olio ad altri compratori.
Continuo a pensare che il dollaro e il potere americano si reggano su questa crisi voluta e non vedo come la Cina possa inserirsi utilmente.

LA SBORNIA SU MONTI
VV
Questo paese banderuola che appena ieri inneggiava a Berlusconi e a Tremonti e alla crisi che non c’è, oggi è in preda al panico per la crisi che di colpo appare indistruttibile e inneggia al nuovo unto del Signore, Mario Monti, che tutti applaudono come il Salvatore della Patria e sono pronti a mettere nelle sue mani l’Italia, la casa e pure la mamma. Ma dopo tre giorni dal suo insediamento, ecco che il volubile popolo italiano già dubita e si avvilisce: “Com’è che Monti non ci ha ancora salvati?” Secoli di fate turchine, di Superman e di Uomo ragno, di Batman e Giga Robot ci impediscono di aspettare. Millenni di cattiva stampa, di disinformazione, di plagio delle coscienze, di inerzia e difetto di criticismo, di passività cattolica, di mitezza vigliacca, ci impediscono di sperare. Oscilliamo come un gregge impazzito che ha bisogno di un padrone. Abbiamo sempre inneggiato al grande Salvatore che viene da fuori confine, ‘l’Arrivano i nostri’ in questo paese è stato sempre sostituito da ‘Arrivano i loro’. Abbiamo sperato di essere salvati dagli Spagnoli, poi dai Francesi, da Napoleone, poi da Hitler, infine dagli Americani. Non proviamo nemmeno a salvarci da noi e se qualcuno lo propone viene seppellito sotto gli zoccoli del gregge impazzito. Come diceva Manzoni: “Il coraggio uno non se lo può dare”. E se un popolo il coraggio di essere se stesso non ce l’ha, nasce servo e morirà schiavo.

425 GENERALI
Onofrio Borell

Leggevo sul Corriere della sera che nelle forze armate italiane si conterebbero attualmente ben 425 generali! E’ una cifra scandalosamente alta, soprattutto considerando che l’organico completo delle nostre forze armate è pari a solo 190.000 uomini. Le forze armate degli Stati Uniti (prima potenza militare mondiale) hanno 498 generali (quasi quanto noi). su un organico complessivo però di 1.500.000 uomini.
Forse, oltre ai tagli delle Maserati, il nuovo presidente del consiglio dovrebbe mettere rapidamente mano anche alla radicale riorganizzazione di tutte le nostre forze armate non credete?
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Moni Ovadia
“…nella pletora di discorsi che si fanno con la scusa dell’emergenza, credo che l’emergenza sia già una forma di costruzione del potere per giustificare cose altrimenti ingiustificabili””

PARETO E IL MERCATO
Viviana Vivarelli

Il ‘marginalismo’ di Pareto è fin troppo obsoleto perché se ne possa parlare ancora, tenta di trasferire nella scienza economica il metodo sperimentale delle scienze fisiche e i risultati sono pessimi.
Tra gli ultimi critici c’è una eroina del pensiero no global, l’economista indiana Amartya Sen, che ha dimostrato che il liberismo paretiano è sbagliato anche matematicamente.
Esso si basa sul concetto di efficienza, per cui il mercato può bastare a regolare le democrazie, aumentando il benessere e creando continuo sviluppo. Qui, anche se uno non capisce i modelli matematici, basta la realtà. Se vai fuori e vedi che piove non ti serve un modello matematico per provare che piove. Lo vedi da te. Se il liberismo ha creato solo ineguaglianza e sofferenza in miliardi di persone, aumentando la miseria nel mondo e concentrando le ricchezze nelle mani di 1200 grandi famiglie di magnati, creando armi di distruzione di massa come il sistema bancario, la Borsa, l’anarcoliberismo delle multinazionali, gli organismi economici sovranazionali e l’economia fatta con la guerra, a quel punto il modello liberista di Pareto lo puoi appendere in bagno.
Esso è basato solo sul mercato libero e sulla pretesa assurda di una crescita infinita, pertanto è fallito.
Oggi ci sono modelli migliori che parlano di mercato regolato e localizzato e di decrescita, ovvero di ‘un altro modello di crescita’ non più basato sul possesso dei mezzi di produzione, ma come iniziativa di tutti, partecipazione democratica, motivazioni sociali, intelligenza umana, creatività, innovazione diffusa, cambio di stile di vita.. Al posto della crescita infinita e insostenibile di Pareto si parla di sostenibilità con modelli economici più adatti a un pianeta esaurito che muore, essendo stato ucciso da gente che usava proprio i parametri della crescita infinita, del Pil come unico modello di sviluppo e di un presunto mercato che si autoregola.
Contro un’economia arida e matematica che vuol giustificare ideologicamente la razzia di pochi, abbiamo bisogno di scienze economiche che rivalutino i bisogni e i diritti di tutti.

UN GOVERNO DI BARONI
Viviana Vivarelli

Dunque abbiamo un governo che ha il pieno applauso del cardinal Tarcisio Bertone, che piace alle banche, al Vaticano, a Confindustria e al Patto Atlantico.
La dx ha perso. Viva la dx! Quella di Berlusconi sarà uno scherzetto a confronto.
Napolitano, con un abile blitz, quando B era in perdita e il csx stava per vincere alle elezioni, ha riconsegnato il potere al governo di una dx molto più forte che i partiti li spazza proprio via.
Questa dx, se riesce a non farsi abbattere dalla gelosia dei partiti, è molto difficile che faccia favori alla democrazia, al popolo e ai lavoratori.
L’idea di sviluppo di Passera è licenziare 20.000 persone.
L’idea di democrazia di Ornaghi, Balduzzi e Profumo è fare favori al Vaticano.
Ma noi a questo punto non possiamo far altro che stare a guardare.

WELFARE – ELSA FORNERO

Parte l’odioso Sacconi che sapeva solo offendere e insultare e odiava gli operai e li voleva licenziati tutti, e parte la Carfagna i cui titoli ammontavano in alcune particine in varietà televisive, un calendario per camionisti e un rapporto amoroso con B, e arriva una iperattiva donna di potere super titolata, opinionista de La Voce.info , moglie di Mario Deaglio, ex direttore del Sole 24 ore e attuale editorialista economico de La Stampa, prima donna in Italia ad accedere alle stanze dei bottoni delle banche, vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa e ancora prima numero della Compagnia San Paolo. Si è occupata spesso delle donne e speriamo che le aiuti, ma al momento sappiamo solo che vuole alzar loro l’età pensionabile.
Consigliere della Banca mondiale nei paesi dell’est (questo rapporto con l’ultraliberista BM non fa ben sperare) è docente all’Università di Torino, ha fondato il Cerp, primo centro di ricerca in Italia specificatamente dedicato allo studio dell’economia delle pensioni e dell’invecchiamento.

CULTURA- LORENZO ORNAGHI

La cultura non era proprio il punto forte del Governo B che francamente nella sua ignoranza e volgarità non sapeva nemmeno dove stata di casa e abbiamo visto dove l’abbiano buttata persone come Urbani, Sgarbi o Bondi. E, per un paese, ricco di cultura come l’Italia, non poteva capitare di peggio. Se poi volevamo parlare di cultura alla Lega di Bossi, beh… di somari simili non ne capita nemmeno nel Burundi. Speriamo ora almeno di non avere uno che dice Romolo e Remolo e che ha la cultura di Driv in
Lorenzo Ornaghi non è proprio apartitico e laico, essendo rettore dell’Università cattolica, quindi piacerà alla Chiesa. Lo volevano mettere all’istruzione ma avere all’istruzione pubblica il rettore di un’università cattolica era troppo grossa.
Peggio dei predecessori non farà, sarebbe impossibile. Nemmeno se governasse steso a letto e in stato catatonico potrebbe fare peggio. .
Sembra che il Trota abbia detto: “Cultura? Ecched’è?”
Ma Salvini e Borghezio non hanno saputo rispondergli.

ESTERI – GIULIO TERZI DI SANT’AGATA

Anche qui dopo quella scopa inamidata di Frattini e dopo i patti coi cari amici Gheddafi e Putin e la famosa road map con Israele ma senza la Palestina credo che sarebbe difficile far peggio. Almeno non avremo uno che va dagli ambasciatori e dice: ”Qua denari, vedere cammelli”
Se penso che il famoso ‘turista della democrazia’ che ha offeso mezzo mondo, ebbe per un periodo anche la delega agli esteri mi vien male. C’è anche la piccola speranza che questo ambasciatore riesca a riparare qualche cocente offesa internazionale, e sicuramente non farà le corna, non dirà cucù, non parlerà in termini di culona inchiavabile di nessuno, non proporrà sua moglie come amante, non diserterà convegni internazionali per telefonate alla Minetti, non lavorerà col ministro della Difesa a preparare i book di troiette che fingono di fare corsi culturali. Insomma ci dà qualche speranza di civiltà e normalità.
Qui c’è l’appoggio di tutte le principali forze parlamentari.
E’ l’ ambasciatore italiano negli Stati uniti. Prima era segretario all’Ambasciata di Parigi. E’ stato rappresentante politico alla Nato durante la fine della guerra fredda e la riunificazione della Germania. Ha guidato l’ambasciata italiana in Israele e ha guidato l’Italia nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, occupandosi molto da vicino di Afghanistan.
Come minimo saprà l’inglese, e non si vanterà di dare in inglese del tu a tutti, come ha fatto quel cafone di B.

DIFESA – GIANPAOLO DI PAOLA

E’ la prima volta che uomo dell’esercito entra in un governo e dopo quella barzelletta indecente e da manicomio di LaRussa ci sembra di essere in un altro mondo. Abbiamo giù una spesa militare di 46 mlde contratti di pura corruzione con Finmeccanica, speriamo almeno di non vedere più soggetti come Lavitola che intrallazzano e regalano navi da guerra al Panama, ma con un uomo della guerra ci sono molti rischi che i nostri impegni bellici aumentino, cosa che non sembra affatto desiderabile, tanti più che costui è in stretti rapporto con gli USA, l’ammiraglio di Paola ricopriva la carica di presidente del comitato militare della Nato, massimo organo collegiale dell’Alleanza e ha dunque seguito da molto vicino, la guerra in Libia. Di Paola, considerato uomo di specchiata moralità, ha passato tutta la sua vita in ambito militare. Sull’ Afghanistan ha sempre sostenuto che non è questo il momento di andarsene, perché lo sforzo vero della comunità internazionale è cominciato solo da pochi anni, e che i militari potranno lasciare il paese (anche se non completamente) nel 2014. Speriamo bene. In genere i militari fanno bene una cosa: la guerra.
Intanto ha cominciato con una spesa di 500.000 euro per altri carri armati perché in Afghanistan dobbiamo cominciare a combattere ‘per davvero’.

Gabriella
Da commenti che ho sentito fare da chi ci ha avuto a che fare, il comparto militare è in assoluto il più costoso, sprecone e corrotto comparto che abbiamo in Italia. Se pensiamo agli USA, poi…il discorso si fa infinito.
Speriamo che questa scelta non sia stata fatta per garantire il nostro interventismo in caso di una guerra di cui si sentono già i rombi lontani.
Un militare che parli di pace è un ossimoro.

Ippolita
La presenza di un militare del calibro e delle responsabilità Nato dell’Ammiraglio Di Paola dovrebbe destare qualche preoccupazione tra i democratici italiani. Abbiamo finora tenuto ben distinti i ruoli del Governo e dell’Esercito e mantenuto il Ministero della Difesa sempre in mani civili. Perché questo cambiamento? Come fanno Bersani di Pietro Vendola e tutti gli altri ad accettare un ammiraglio? Il governo Monti si spaccia per “tecnico” per non essere fatto di politici e certamente non ha gente eletta in Parlamento. E’ tuttavia il governo più ideologico della storia della repubblica non liberal ma liberista nella unica interpretazione dei bocconiani e della Voce. Ha dentro di se persone della Confindustria, del Vaticano, della Nato, delle Banche. E’ il più vicino agli USA di quanti governi ha avuto l’Italia compreso naturalmente il governo B. Sarà un governo chiuso non solo alla sx ed al socialismo ma alle stesse correnti progressiste del capitalismo. Non c’è un solo keinesiano tra i Ministri. Avremo reaganismo e tatcherismo che si abbatteranno su una società assai più debole di quella inglese e di quella americana. Bisogna vedere per quale quota la Cupola Mafiosa internazionale ha tassato l’Italia e se davvero non vuole farla andare alla deriva. Quale mandato la Cupola ha affidato a Monti?esta nomina? Che significa avere un capo qualificato della Nato nel governo italiano?

AMBIENTE – CORRADO CLINI

Dopo la colpevole inerzia dell’inutilissima Prestigiacomo, che meglio non averne nemmeno il ministero, quella che ha alzato la soglie dall’inquinamento di Trapani, che se ne è fregata sia del terremoti de l’Aquila che nell’alluvione del Veneto che dei disastri liguri e toscani, che della pericolosità della Tav in Valsusa, o delle discariche o delle energie verdi, sa il cielo se avremmo bisogno di qualcuno che prenda a cuore l’ambiente, che salvi l’Italia da inquinamenti, frane, dissesti idrogeologici e Dio sa cosa.
Corrado Clini è direttore generale dal 1990 ovvero praticamente da sempre, sotto tutti i governi, ma considerato vicino ad An e “prima” ai Socialisti. Almeno, dicono, “è competente, il ministero va in buone mani”, ha detto Legambiente.
Non ha proprio trascorsi eccellenti. Ad es. la querelle che scoppiò sul progetto italo-kenyota per la rimozione della grande discarica di Korogocho, in cui ebbe un ruolo di mero certificatore, come a dire che sembrava non voler mettere il naso in affari troppo “complicati”. Anche lui, come Profumo, aveva di recente ricevuto una nomina dalla Gelmini, a presidente del Consorzio per l’area Scientifica e Tecnologica di Trieste. Mah. Non sembra una scelta su cui Monti si è speso troppo. Ha preso quel che già c’era. Ma se Legambiente è contenta…
L’incipit è stato tremendo, appena eletto è corso da una televisione locale per dire che: è favorevole agli OGM, alla TAV in Valsusa e al Ponte di Messina, al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua. Quando gli hanno detto che nucleare e privatizzazione dell’acqua erano appena stato respinti da un referendum ha detto: “Beh, facevo per dire!”
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Paolo P
Il nuovo ministro dell’ambiente: la vera cartina di tornasole del nuovo governo? Fa paura!
Ogm: Il ministro Clini infatti si è espresso favorevolmente sugli Ogm ma non per uso alimentare: “Gli Ogm vanno bene per le piantumazioni in zone appenniniche, al fine di attuare la sicurezza dei suoli evitando il dissesto idrogeologico” ha detto ai microfoni di Radio2.
Nucleare, le parole di Clini: “Il ritorno al nucleare è una opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Comunque, di base, la tecnologia nucleare rimane ancora una delle tecnologie chiave a livello globale”.
Il ponte sullo stretto di Messina è considerato “un’opera di ingegneria bellissima” anche se, aggiunge “quello che dobbiamo capire è se nel nostro paese il Ponte sullo stretto sia un’opera prioritaria”. Ciliegina sulla torta il Sì deciso anche alla TAV.
UE: “Il nostro Paese, a differenza degli altri partner europei, ha un’agenda ambientale molto stretta e sarà difficile rispettare i tempi degli obiettivi richiesti dalla UE”
Kyoto: da sempre contrario perché impraticabile.

AGRICOLTURA – MARIO CATANIA

Laureato in Giurisprudenza. Anche qui Monti ha preso uno che già c’era senza starci a pensare troppo. Dal 1978 si occupa di politiche agricole e forestali finché diventa Capo dipartimento delle Politiche europee e internazionali. In questo ambito ha cercato di mediare con Bruxelles affinché la politica agricola comunitaria fosse applicata a “dosi”, con un atteggiamento un po’ protezionista. E’ anche lui favorevole a pagare le multe delle quote latte? Saprà difendere i nostri prodotti all’estero? Al momento abbiamo anche un parmigiano fatto in Canada.

Ministri senza portafoglio

POLITICHE EUROPEE – ENZO MOAVERO MILANESI
A vederlo, con quel viso molto particolare, quasi aristocratico, si direbbe che Moavero Milanesi sia estraneo agli ambienti politici, o comunque una delle “facce nuove” volute da Monti. E’ proprio il contrario. Moavero Milanesi, tra i 16 ministri montiani, è quello con più lungo corso sulla strada degli incarichi politici e di governo. Avvocato, esperto di diritto comunitario, ha già lavorato con Amato nel ’92 occupandosi di risanamento dei debiti pubblici, nel ’94 è stato sottosegretario agli Affari europei, ma la sua più lunga collaborazione è proprio con Mario Monti, di cui è stato capo di gabinetto dal ’95 al 2000 quando Super Mario è stato commissario europeo.

SPORT E TURISMO – PIERO GNUDI

Il suo curriculum lo piazzerebbe bene in un dicastero di maggior peso, soprattutto per un governo che deve applicare i diktat della Bce. Gnudi, infatti, di professione è commercialista (e il governo B un commercialista lo aveva piazzato all’Economia), ma a parte questo – ha ancora uno studio a Bologna, città dove è nato 73 anni fa – Gnudi è un esperto di privatizzazioni. Ha fatto parte del Consiglio di amministrazione dell’Iri, e vi ricopriva l’incarico di soprintendente alle privatizzazioni, nel ’99 è diventato presidente e nel 2002 ha fatto parte del Comitato dei liquidatori. Questa parte della sua storia e la sua città natale, fanno intendere che conosca bene Romano Prodi. Gnudi è membro del direttivo di Confindustria ed è consigliere di amministrazione di Unicredito italiano. Fino a ieri era presidente del consiglio di amministrazione dell’Enel.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE – ANDREA RICCARDI

Che sia un tecnico non vi è dubbio, ma è anche qualcosa di più. Perché Andrea Riccardi è il fondatore della Comunità di Sant’Egidio da sempre in prima linea nel dialogo interreligioso anche in zone di conflitto, e organizzazione esperta in mediazione. A Roma sono una vera potenza, si occupano non solo di persone povere, ma hanno sempre cercato di tenere anche una linea politica – moderata, ma di questi tempi avanzatissima – sui diritti degli stranieri e dei rom. E’ dai tempi del precedente governo Prodi, da cui inizialmente venivano molto ascoltati, che la Comunità di Sant’Egidio si batte anche in ambito istituzionale affinché venga approvata una riforma della cittadinanza, che riconosca questo essenziale diritto ai bambini stranieri nati in Italia. Non se ne fece nulla. Difficile che possa farlo un governo tecnico, ma Monti sul profilo del suo esecutivo in questi giorni ha fatto capire di avere qualche ambizione. Fosse la volta buona. Ovvio che Riccardi è stato chiamato per occuparsi di altro. E non è detto che, a proposito dell’ambito di cui si dovrà occupare, che qualcuno prima o poi non gridi al conflitto di interessi.

RAPPORTI CON IL PARLAMENTO – DINO PIERO GIARDA

Docente di Economia all’università del Sacro Cuore – dove si è anche laureato per specializzarsi poi a Pinceton e Harvard – Piero Giarda è un tecnico per modo di dire, visto che ha già ricoperto incarichi di governo. E’ stato l’unico a passare indenne attraverso la XIII legislatura, che tutti ricordano come la prima, e tormentatissima, di csx: governo Prodi, poi governo D’Alema I e II, poi governo Amato. Giarda è sempre rimasto al suo posto: sottosegretario al ministero del Tesoro.

COESIONE TERRITORIALE FABRIZIO BARCA

Tecnico, tecnicissimo, con un curriculum lungo così, Fabrizio Barca, economista, docente universitario è stato dirigente nel Servizio Studi della Banca d’Italia, Capo del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione e Presidente del Comitato politiche territoriali dell’Ocse. Autore di numerosi saggi e analisi, nel 2009 ha presentato in Europa il “Rapporto Barca”, in cui si proponeva una riforma della politica di coesione in ambito europeo che ha avuto successo di pubblico e critica, anche se finora non se ne è fato nulla. La sua storia personale racconta che è figlio di Luciano Barca, partigiano, deputato nelle fila del Pci, che fu anche direttore dell’Unità.
La sua nomina ha fatto scattare la Lega, veramente questo Ministero c’era anche prima affiancato da un Ministero per il federalismo che è sparito. Per completare la sua rabbia, è stata ribadita Roma capitale per un decreto di Berlusconi che correggeva la legge sul federalismo fiscale della Lega che aveva fatto sparire Roma, andando contro la Costituzione. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, le rimostranze della Lega salivano al cielo.
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I DOLLARONI
Viviana Vivarelli

L’Occidente è al collasso. Gli USA sono indebitati più dell’UE. Il loro debito è salito in 3 anni del 41,5%! raggiungendo i 15.000 trilioni di dollari e rischia di collassare il sistema.
Il 1° prodotto che esportano è il dollaro, che impongono a tutti,che stampano a iosa e su cui dominano il mercato, dal petrolio all’oro all’uranio. Hanno solo interesse ad affossare un dollaro che potrebbe ostacolarli e a mettere in ginocchio l’UE, che potrebbe essere un altro antagonista mondiale, ma sono stretti anche nell’impossibilità di svalutare il dollaro o il loro debito crescerebbe ancora.
Qualunque paese del mondo, quando stampa più valuta di quella che è in circolazione è costretto a svalutarla. Gli USA no. E’ vero che il debito USA è il 100% del Pil e il nostro è 120, è vero che sono ricchi di materie prime, più quelle su cui hanno messo le mani nel mondo con le loro guerre e l’arroganza delle multinazionali. Però questo enorme debito non comprende nemmeno quello dei singoli Stati che vanno malissimo, quello delle singole città che vanno malissimo. Ogni americano ha 50.000 dollari pro-capite di debito, con un deficit attorno al 9% annuo, mentre il debito pubblico italiano ammonta a circa 43.000 $ pro-capite con un deficit attuale del 2% annuo. Ma non mi pare che le agenzie di rating si accaniscano contro gli USA declassandoli con la stessa violenza dei paesi europei. E’ vero, una piccola perdita nel rating c’è stata. Ma è equivalente a quello che accade? Qualcuno mi spieghi come mai la Fed ha stampato in agosto 16.000 miliardi di dollari, ma non è successo niente. Questi dollari non sono stati messi a ripianare il debito, nessuno di essi è andato al piano sanitario di Obama per cui si dice non ci siano fondi, nessuno ha aiutato i mutui o i disoccupati o ha incrementato la ripresa dell’economia, ma tutti sono stati usati per le banche che li hanno investiti non in produzione e crescita ma in titoli speculativi.
Perché è stato fatto? Per “drogare” il sistema con denaro “finto”? Per condizionare e sostituire governi di tutto il mondo?
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I Soci “furbi” della BCE
Qualcuno mi spiega perché la Banca Centrale d’Inghilterra, la Banca Nazionale della Danimarca e la Banca Centrale di Svezia sono socie della Banca Centrale europea, ma continuano a battere rispettivamente Sterline, Corone Danesi e Corone (svedesi)?
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USA, UNA PROTESTA INTELLIGENTE CONTRO LE BANCHE

Negli Usa non c’è solo il movimento degli indignati di Occupy Wall Street. Per il Bank Transfer Day centinaia di migliaia di risparmiatori hanno trasferito miliardi di dollari dalle grandi banche agli istituti di credito cooperativo.
C’è chi continua a sfasciare le vetrine delle banche – che tanto sono assicurate – e chi invece si inventa forme di protesta intelligenti ed efficaci. Come quella che negli Stati Uniti ha avuto la sua giornata clou sabato scorso.
Il 5 novembre – data simbolica in quanto legata al bombarolo britannico del 16° secolo Guy Fawkes, ispiratore di V per Vendetta e icona del movimento degli Indignati – era il Bank Transfer Day: la giornata entro la quale i risparmiatori erano invitati a chiudere i loro conti correnti presso le grandi banche (Bank of America, Fells Fargo, JPMorgan Chase, ecc.) e a trasferire i loro soldi presso istituti di credito cooperativi.
L’iniziativa è stata lanciata un mese prima da una ragazza californiana: Kristen Christian, 27 anni, gallerista di Los Angeles. Infuriata contro la decisione della sua banca, la Bank of America, di imporre una tassa mensile di 5 $ sulle carte bancomat, ha lanciato su Facebook un appello perché tutti trasferissero i loro risparmi ai crediti cooperativi.
“Insieme faremo ricordare per sempre alle banche il 5 settembre. Entro questa data, spostate i vostri risparmi dagli istituti pro-profit a quelli no-profit di credito cooperativo, inviando un chiaro messaggio: i consumatori consapevoli non sosterranno più le banche che adottano pratiche commerciali contrarie all’etica. E’ ora di investire nella crescita della comunità locale!”.
Gli istituti di credito cooperativo, molto diffusi negli Stati Uniti, sono considerati il volto buono e sociale del sistema finanziario e creditizio, quelli che stanno dalla parte del 99%, in contrapposizione ai ‘bankster’ dell’1 %. Le Credit Union americane sono di proprietà dei correntisti e da essi democraticamente controllate, operano con assoluta trasparenza fornendo credito a basso interesse con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico della comunità locale. Niente investimenti speculativi su mercati internazionali e in aziende multinazionali.
La stampa locale americana ha riferito di lunghe file davanti alle Credit Union, molte delle quali eccezionalmente aperte di sabato per l’occasione. In diverse città ci sono state anche manifestazioni davanti alle grandi banche, in particolare a Los Angeles (nella foto). Secondo la Cuna, sabato, oltre 40mila persone hanno trasferito ai crediti cooperativi 80 milioni di euro. Dall’inizio della protesta, i primi d’ottobre, fino al 3 novembre 650.000 risparmiatori avevano spostato oltre 4 miliardi e mezzo di dollari dalle grandi banche ai crediti cooperativi.

UNA LEGGE ANTICORRUZIONE
Viviana Vivarelli

Nel 1999 a Strasburgo l’Italia firmò il suo impegno per una legge anticorruzione. Sono passati 12 anni, 3 governi brevi di csx due lunghi di cdx, ma della legge nessuno ha parlato. Siamo il paese a corruzione più alta d’Europa, 3 associazioni criminali tra le peggiori del mondo, che coi politici sono pappa e ciccia in un bello scambio remunerativo di fondi neri e voti,mettiamo i corrotti nelle massime istituzioni, la sola corruzione politica si porta via 90 mld l’anno, le mafie hanno un fatturato di 170 mld e beni consolidati per 1000 mld, con 2 milioni di persone al seguito, l’evasione fiscale che è un’altra forma di corruzione si porta via 250 mld l’anno, è una montagna di mld che non ci sarebbe nemmeno bisogno di tartassare i poveri e gli onesti, ma che lo diciamo a fare? Vi sembra che al potere sia mai venuto qualcuno a cui importasse tutto ciò? Pensate che bisogna dirlo a Monti? Mi viene da ridere.
Tra i malfattori su larga scala planetaria ci sono proprio quelle bande bancarie o borsistiche di cui Monti è emissario. I ladri non rubano ai ladri, si rispettano. Io non do fastidio a te e tu non dai fastidio a me.
Nella pubblica corruzione ci sono i doppi e tripli incarichi e i conflitti di interesse. Vi sembra che Prodi o Berlusconi o Bersani ci abbiano avuto voglia di farci qualcosa? II governo Monti si guazza. Pensate che abbia voglia di moderare se stesso?
Dunque, se noi stiamo dalla parte degli onesti, Monti è un nostro nemico. A che scopo scrivergli una lettera? Per fargli fare due risate?
Ma davvero c’è ancora qualcuno che crede che in 20 anni i partiti non hanno regolato il conflitto di interessi, non hanno tagliato i propri abusi e privilegi, non hanno punito il malaffare, non hanno posto freni ai frutti bancari o borsistici, non hanno moderato l’avidità padronale e ora, chissà per quale miracolo dovrebbero votare un fantomatico Monti che dovrebbe fare proprio questo? E per quale motivo Monti dovrebbe fare proprio questo, se viene da una dx ancora più a dx di quella dx che in modo bipartisan ha svenduto i diritti del paese al lucro e all’avidità di un neoliberismo politico sciagurato e fallimentare?
Lo sapete perché questa teppaglia politica ha applaudito Monti? Perché l’ha riconosciuto come uno che li salva dalla ghigliottina senza incidere nei loro abusi.
Se davvero Monti facesse qualche legge pulita e onesta per chi è pulito e onesto, non la voterebbero. Sono pronti a votare, invece, per una macelleria sociale che sarà peggio di quella che hanno fatto loro
E elettori berlusconiani e leghisti, invece di perdere tempo a recriminare sui danni fatti da piccoli delinquenti stranieri o emarginati, farebbero bene a focalizzarsi sui macro-danni che i grossi delinquenti politici e padronali stanno facendo al paese, tra mezzette, tangenti, leggi ad personam, costi triplicati, spese inutili, frodi e truffe. E voi pensate che questi mazzettari adusi da 20 anni a imbrogli di ogni tipo voterebbero leggi di ripulitura sociale? E pensate che Monti le farebbe? Quando la prima cosa che fatto è stato di onorare quel Letta che è l’anima nera di B e ha fatto un governo di bancari o ammiragli, con dei conflitti di interessi da paura, e come vice si è preso quel Catricalà, allevo di Letta, già implicato nelle truffe e tangenti di Finmeccanica con Guarguaglini.
Perché, se credete questo, altro che Papà Natale, siete da riformatorio.

Poesia di Silvio Craviotto, classe 1930, varazzino: maratoneta, centochilometrista, marciatore

Il momento più lieve della corsa
è quando non ti accorgi più d’andare
chè un vento misterioso od altra forza
pare improvviso averti messe l’ali.
Ma ancora lunga è la strada,
il traguardo un miraggio

e tante cose possono succedere
negli ultimi chilometri.
Ma se tu apri i polmoni a tutti i venti
in te entra l’azzurro sconfinato
del tuo cielo appenninico, la notte
porta aromi di boschi nel tuo fiato.
Se ancora è lunga la via e irta di ostacoli,
di siepi e buche, correre è pur sempre
la più bella avventura della vita.
Quando ti parlai della mia

solitudine di maratoneta
a stento trattenesti un sorriso
d’indulgente ironia.
nei tuoi occhi scoprii
un lampo di sospetto
e forse di paura.

VENDOLA, LA RETORICA E IL CICLO DEI RIFIUTI
Da Altreconomia

E’ inutile che uno faccia della bella retorica se poi…
Vendola sceglie di “investire” sul ciclo dei rifiuti, non per ridurli ma per bruciarli. Mentre la raccolta differenziata pugliese langue al 18%, sono quasi ultimati i lavori per 6 impianti che trasformeranno i rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti,Cdr .
Sono tutti realizzati da Cogeam, società partecipata dal gruppo Marcegaglia,e tratteranno 900mila tonnellate di rifiuti, trasformati in 400mila t di Cdr.
Tra i rifiuti solidi urbani e il combustibile da rifiuti c’è una differenza sostanziale: il Cdr, a differenza dei rifiuti urbani, è un rifiuto speciale,con codice Cer 191210, da “valorizzare” in un impianto di incenerimento.
In Puglia, però, l’unico inceneritore adatto attivo è a Massafra (prov.di Taranto), gestito da Appia Energy, sempre gruppo Marcegaglia. Può accogliere un massimo di 25mila tonnellate.
Altre 98mila finiranno nell’inceneritore che Eta spa (sempre gruppo Marcegaglia) sta costruendo tra Manfredonia e Cerignola(Fg), in mezzo ai campi di carciofi, grazie anche ad un contributo pubblico di 15 milioni di euro.
Ma questi due impianti non bastano. Il cantiere del 3°, a Modugno (Ba), è sotto sequestro giudiziario.
Lo smaltimento del Cdr, così, chiama in causa anche i cementifici, nei cui forni il Cdr prende il posto del carbone o del pet-coke. Questi impianti si trasformano, secondo la definizione di legge, in co-inceneritori. Lo è già quello di Barletta (Bat), gestito da Buzzi Unicem. A Taranto, invece, lo sta diventando l’impianto Cementir (gruppo Caltagirone), che grazie anche a fondi Bei (Banca europea d’investimenti) sta trasformando l’impianto per renderlo in grado di “accogliere” i rifiuti.
Questo sistema, frutto di una gestione commissariale iniziata nel 1994, funziona solo se i cittadini pugliesi continuano a produrre rifiuti: siamo stati a Conversano e Mola di Bari, due dei 21 Comuni del bacino BA5. Ebbene, sono obbligati, per legge, a conferire a Cogeam almeno 470 tonnellate di rifiuti al giorno. Ogni tonnellata frutterà 125,76 € a Cogeam, 21,5 milioni di € l’anno.

DUBBI
Viviana Vivarelli

Qualcuno crede che il nuovo governo penserà davvero a recuperare evasione? O che rivedrà i regali che facciamo al Vaticano e che nella presente situazione sono diventati ancora meno sostenibili? Ne dubito proprio.
Solo un pazzo o un vigliacco può dichiarare che il Governo Monti è qualcosa di nuovo, di fronte alle dichiarazioni di un Ministro pro nucleare, pro OGM, pro TAV, pro Ponte sullo stretto di Messina e pro acqua privatizzata, e di fronte a provvedimenti che ancora una volta colpiscono la base più povera, i percettori di reddito dichiarato e non gli evasori, i lavoratori e non il patrimonio, i salari minimi e non i detentori di rendite.
Se questi intendono giustificare una politica di estrema destra che massacrerà ancora di più l’Italia solo esibendo titoli di studio e cariche bancarie e accademiche, andiamo proprio male.
E se partiti e media intendono giustificare la loro resa incondizionata e a prescindere, vile e cortigiana, con velleità fondate sul niente, andiamo proprio peggio.

AUMENTO DEGLI SPRECHI PUBBLICI
Viviana Vivarelli

Come si parla di ridurre le enormi spese del carozzone pubblico, salta su qualcuno come Brunetta per cui riducendo le auto blu si risparmierebbe poco, eliminando i vitalizi inutili non si guadagna gran che, eliminando le Province (ce lo ordina anche l’UE) il risparmio sarebbe minimo!?
A parte la menzogna palese di questi falsi contabili, e lo scandalo permanente di una cricca politica che nemmeno in una crisi come questa ha voluto levarsi qualche briciola, nell’insofferenza morale e materiale dei cittadini sottoposti a tagli pesantissimi mentre la cricca di scassapalle continua a gozzovigliare.. abbiamo dovuto vedere che il governo B sprechi e abusi li ha pure aumentati.
La macchina statale secondo Bankitalia ci è costata 3,8 MLD in più rispetto al 2010 (31,6 MLD) .
Scrive Iacopo Fo:”La Casta ha dedicato decenni a costruire un sistema estremamente efficiente per aumentare il proprio potere, una diabolica macchina per controllare i cittadini. E, se vogliamo ridare fiducia alla gente, per prima cosa dobbiamo togliere dalla schiena degli italiani il macigno della follia burocratica, dobbiamo rompere il sistema di mungitura che nutre la Casta, tassa nascosta per cittadini e imprese, causa di sprechi assurdi, evasione fiscale, evasione contributiva, corruzione, nepotismo, incompetenza, mancanza di professionalità, sperpero di soldi per la politica, elefantiasi organizzativa dello Stato.
Questa inefficienza globale costa allo Stato 400 MLD l’anno. Una cifra stratosferica senza cui gran parte degli italiani si salverebbe dalla povertà.
Non abbiamo bisogno di tagliare lo Stato Sociale, dobbiamo tagliare l’inefficienza dello Stato. La lotta al burocratismo è l’unica in grado di fronteggiare il tentativo dell’1% ricchissimo della popolazione di far pagare la crisi al 99% della popolazione.
Stiamo buttando ogni giorno una cifra spaventosa perché la macchina dello Stato è impegnata a distinguere la merda agricola da quella industriale e poi non fa pagare le multe ai detentori di videogiochi (98 mld)”.

INVENDUTI I BOND TEDESCHI
Viviana Vivarelli

Invenduto il 35% dei 6 miliardi di titoli di stato offerti da Berlino al mercato; la Banca centrale costretta a intervenire.
Trovo molto interessante lo scivolone delle agenzie di rating che avevano declassato per un giorni la Francia togliendole una A e l’attuale asta deserta dei Deutche Bund che ha fatto cadere dal cielo delle sue illusioni la Merkel.
L’unica speranza è che alla fine il mercato e la Borsa siano così spietati da mettere in pericolo anche gli Stati forti, così che tutti capiscano chiaramente che la macchina è impazzita, e i governi si convincano che si deve porre un freno all’anarco-capitalismo, perché se si lascia che il sistema bancario e borsistico restino incontrollati come adesso, senza freni obbligatori e senza eliminare gli strumenti speculativi più usurai ed efferati,se non si rallenta il vortice mostruoso delle contrattazioni impazzite, si arriverà al collasso finanziario globale, un collasso che distruggerà tutti, paesi poveri e ricchi, con debito minore o maggiore.
Ma finché il collasso non colpirà duramente gli Stati uniti, dubito che qualcuno penserà di porre un freno a questo macello.
Fino allora i popoli saranno torchiati e derubati per arricchire una cricca minoritaria di banche assassine, per finanziare i giochi, perché non altro che giochi sono, degli speculatori mondiali, e per permettere a un gruppo piccolissimo di grandi magnati di giocare a monopoli col mondo.

Ciro
per la serie quanto ci costa la casta , da il Fatto di oggi :
a parte quello che prendono in modo lecito ( super stipendi ,benefit di ogni genere , rimborsi elettorali ) la voce più sbalorditiva è quanto entra nelle casse dei partiti dalle mazzette ogni anno, la corruzione ci costa 60 miliardi, quanto gli interessi sul debito.
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UN LIBRO DA ORDINARE
Ricevo da Carlo Gubitosa

Ti scrivo perché la mia avventura editoriale sta andando avanti. Finora neppure un centesimo di profitto, ma i libri e le riviste si stanno “autopagando” con gli abbonamenti e le sottoscrizioni che coprono i costi di stampa e di spedizione.
Alla fiera di Lucca abbiamo presentato un libro di cui vado molto fiero, che racconta le avventure di un operaio precario costretto a combattere col padrone della sua ditta e contro una famiglia devastata dalle mode televisive più tragiche.
Ho riso tutte le volte che ho dovuto rileggere la bozza, e il libro è piaciuto molto anche ad Altan che ci ha regalato una vignetta/prefazione di buon augurio.
Tutte le informazioni sul libro, compreso un videotrailer e le istruzioni per riceverlo a casa, sono disponibili qui:
http://www.mamma.am/nicola
Esiste anche una versione ebook che abbiamo realizzato in collaborazione con la casa editrice digitale “Quintadicopertina”.
Se vorrai acquistare il libro, magari in più copie da regalare per Natale, ti ringrazio in anticipo per il tuo contributo a questo sogno editoriale che pian piano potrebbe diventare realtà.
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Chi dice che tecnocrazia sia uguale a democrazia?
Viviana Vivarelli

Chi crede che un aumento di titoli accademici corrisponda a un aumento di etica sociale? L’intelletto e la coscienza sono due cose molto diverse.
Certo aveva molto intelletto e molti titoli accademici quel Mengele, medico nazista ed ufficiale delle SS tedesco, laureato in antropologia all’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera e in medicina alla Johann Wolfgang Goethe-Universität di Francoforte, e tristemente noto per i crudeli esperimenti medici e di eugenetica che svolse, usando come cavie umane, i deportati. Di titoli ne aveva a bizzeffe, ma quel che non aveva era la coscienza morale.
Pochi titoli aveva, invece, Luiz Inácio da Silva, ovvero Lula, trentacinquesimo Presidente del Brasile ed ex operaio metalmeccanico, che ebbe il più alto numero di voti della giovane storia democratica del suo paese, nato da famiglia povera e analfabeta, che lasciò la scuola dopo la quarta elementare, lavorando a come lustrascarpe e venditore di strada.
Eppure sulla scala dei meritevoli del mondo, Lula sta in alto e Mengele sta molto in basso.
Questo per dire che non saranno mai i titoli di studio o la posizione di potere a fare di qualcuno un vero uomo, ma la sua capacità di fare del bene per gli altri.
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Carmine d9
Voglio condividere con voi un brano da un libro dell’ottimo Crozza di oltre due anni fa: “Nel sistema bancario ci sono i titoli tossici. Sono allucinogeni: pensi di diventare ricco in un attimo e invece ti risvegli che ti devono curare con iniezioni di Social Card. La differenza però, è che mentre le droghe creano dipendenti, i titoli tossici creano dei disoccupati.
Siamo di fronte alla più spaventosa crisi economica della storia, e noi cosa facciamo? Le ronde, facciamo le ronde per strada. Ma facciamole intorno alle banche le ronde!
Meno male che Draghi ha detto alle banche di tirare fuori i titoli tossici: bravo Draghi! Ecco, ma l’ha scoperto solo ora che le banche hanno i titoli tossici? No, perché Draghi sono tre anni che lavora alla Banca d’Italia, e non sapeva niente? Lo sapeva Beppe Grillo, che non ha mai lavorato un giorno in vita sua…
E noi facciamo le ronde. Le ronde praticamente sono: volontari disarmati che telefonano alla polizia se vedono dei criminali per strada. Vabbè, ma perché prima cosa succedeva? Se uno vedeva un criminale per strada a chi telefonava, al commercialista? “Ragioniere, si possono detrarre le rapine dal 740?”.
..
Se prima siamo stati saccheggiati da una banda di malfattori ignoranti e crucchi, ora saremo saccheggiati con competenza sopraffina da menti esperte e preparate
Sarà come passare da un grezzo cerusico che ti pratica dei salassi e un chirurgo nazista che ti espianta gli organi

“Lo sanno eccome, lo vivono eccome
coloro che, bastonati,
commettono ancora la follia
di rimettersi in cammino,
un’altra volta e ancora e ancora,
perché continuano a credere
che il cammino sia una sfida che ci attende,
e perché continuano a credere
che riparare offese e vendicare torti
sia una pazzia degna di essere commessa.”

Eduardo Galeano

RIDIAMARO : – )

Terminator
Sembra una invasione di extraterrestri: Ultimatum all’Italia.
Se ci governassero gli alieni sembrerebbero molto più umani di questi.
.
“E’ una bella prigione,
il mondo”

(Shakespeare)
..
Dei ladri hanno rapinato la BCE e sono usciti indebitati di 2000 $.
(Rivisitazione di una battuta di Mauroemme)
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Cristian
Certamente, da anni ormai. Ma siamo circondati, e con le mani in tasca. Anzi una in tasca e l’altra sulla tastiera..
.
VV
Lo schifo che provo per la situazione finanziaria è inferiore solo a quello che provo per il modo con cui l’informazione è data dalla RAI
Su Rai 3 (3!!) per parlare di ciò che sta facendo l’Europa si cita uno della Bce che ha detto di conoscere il nostro paese per aver letto Guareschi, dopo di che è stato mandato in onda un servizio su don Camillo e Peppone con musichetta e tutto, con una frase che diceva: “Uniamo le forze e ne verremmo fuori!” Si immagina riferita ai disoccupati in relazione ai banchieri che straziano l’Europa. Seguiva un servizio su Apicella.
E questa sarebbe la Rai che Berlusconi definisce ‘comunista’!!?

http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. l’attesa solleva un grave dubbio , peraltro ipotizzato da molti, Berlusconi conta molto ancora e la sinistra è sempre debole e confusa, la verità più che i numeri alla sinistra manca una testa.

    Commento di cesare — novembre 26, 2011 @ 9:25 am | Rispondi

  2. L’analisi di G. Chiesa è interessante ma gli scenari mi sembrano troppo apocalittici, comunque da rifletterci.
    A me pare che sia scappato tutto di mano, sta entrando la paura, il panico, l’entropia il caos prende piede, e nessuno riesce più a vedere più avanti del proprio naso o del proprio orticello.
    Voglio vedere questo gov Monti se farà quello che ha detto nel discorso al Senato: abbattere i privilegi che legano questo paese nella crescita, questo per me è il punto più importante, la cartina di “tornasole”. A cominciare dalla Casta per andare negli Enti locali, nei dirigenti strapagati, nell’accentrare privilegi e non libero mercato su duopoli o poco più, sugli ordini degli albi, delle farmacie ecc ed infine nella lotta all’evasione fiscale.
    Questo è il pacchetto per me più importante, sarà da vedere.
    Abbiamo la Rete come dice Grillo, dobbiamo sfruttarla, solo questo potrà salvarci, spero.

    Commento di hans castorp — novembre 26, 2011 @ 2:52 pm | Rispondi

  3. Il Fatto Quotidiano ipotizza sottosegretari per la tutela della giustizia e delle TV di berlusconi, sarebbe un bruttissimo inizio di Monti, se le cose si avverrano, saremmo sempre sotto giogo di un gangster internazionale.

    Commento di cesare — novembre 26, 2011 @ 4:54 pm | Rispondi

  4. Buon giorno Viviana.

    “Che non sappiano dire un solo motivo per cui restare nell’Unione Europa sia stato di qualche utilità per l’Italia?
    viviana v., Bologna 27.11.11 10:01”

    http://www.google.it/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&met_y=ny_gdp_mktp_cd&idim=country:ITA&dl=it&hl=it&q=pil#ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=ny_gnp_pcap_pp_cd&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:ITA:DEU&ifdim=country&hl=it&dl=it

    La lira italiana, entrata nello SME nel 1978, abbandonò il sistema il 17 settembre 1992; vi è rientrata il 26 novembre 1996 come presupposto per adottare l’euro.

    Considerando il PIL pro capite, l’adesione allo SME e conseguente entrata nell’euro, non vi sono dubbi che l’ITALIA ne profittava e ne avrebbe potuto profittare ulteriormente, tant’è vero che superammo addirittura la Germania nel 2001 (con Prodi!).
    Politiche scellerate di Craxi e poi di Berlusconi, non solo ci allontanarono dall’Europa e da tutto quello che offriva, ma diedero la colpa alla stessa.

    Come seppe sfruttarne i vantaggi Prodi, cosi dovette farlo anche Berlusconi e Craxi prima. Berlusconi ebbe ancor più vantaggi di Prodi (tasso di sconto e interessi sul debito), che non seppe sfruttare in alcun momento, anzi, non fece che aggravare la situazione con sperperi ancor maggiori, non solo neutralizzando i benefici offerti dall’Europa, ma soprattutto aggravando la situazione con incentivi a pioggia, invece che mirati laddove rendono di più.

    Detto questo, io non vedo colpe nell’Europa, anzi, è un opportunità che Berlusconi non ha saputo cogliere e insieme a lui, votandolo, tutti gli italiani.

    Guarda a che cosa porterebbe nuovamente un ritorno alla lira:

    http://www.google.it/publicdata/explore?ds=d5bncppjof8f9_&met_y=ny_gdp_mktp_cd&idim=country:ITA&dl=it&hl=it&q=pil#ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=ne_exp_gnfs_zs&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country&idim=country:ITA:DEU&ifdim=country&hl=it&dl=it

    Il debito pubblico non fa altro che deprimere gli investimenti e sviluppo (incluse le nuove teconologie e ambientaliste), svaluta il capitale e riduce il valore aggiunto.

    Concludo dicendo che in Italia serve rigore (cosi come l’Europa ce lo chiede) e investimenti mirati (sfruttando tutte le leve migliori). In altre parole, ci vuole economia.

    Cordialmente

    TONY

    Ps: Il risultato di Berlusconi:

    https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:Erq8VcOctjMJ:www.nens.it/_public-file/Pil%2520Ppa%2520Italia%2520Europa.%252018.12.09.pdf+pil+procapite+germania+italia&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEEShl5k1gyBt-WWbcMhAhzjHQIcOw_IQxlB5iuTwesOCXCgIKBQMWJd5I4S6WWrKauq–MjfO2kpmR4EMxxs6ELHzrss8uJJb2wqHE2hkPb730vFjxQ0QhLI-jILZY2EZ5wc-gGOe&sig=AHIEtbQ4j9ubq7Rp9lB_m1IRJTOl_haugQ&pli=1

    Commento di TONY — novembre 27, 2011 @ 10:45 am | Rispondi

    • il rigore dell’Italia lo si nota tra i mille parlamentari che si fanno le leggi per i loro infiniti e immorali privilege e vi sono attaccati ancora come una corda dell’impiccato

      Commento di cesare — novembre 27, 2011 @ 4:34 pm | Rispondi


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