Nuovo Masada

ottobre 20, 2011

MASADA n° 1330 20/10/2011 FUKS

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:08 pm

5 mesi per la nomina in Bankitalia – I black bloc e gli infiltrati – Testimonianza diretta: quello che i giornali non raccontano – Noi non paghiamo il debito! – La violenza di Roma fa respirare il Governo – Dal rapporto della Caritas sulla povertà alla farsa di Todi – Il congresso dei cattolici visto da Raniero Della Valle – Sconfitto in Molise, il Pd dà la colpa al M5S!! – Non c’è peggiore destra di una forza di sinistra che fa una politica di destra – Di Pietro evoca la legge Reale, anzi no – La scappatoia d’er pelliccia – Tagliare le cure ai malati terminali- Travaglio e Luttazzi scagionati in appello

Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!
Malcom X
..
Il programma di De Gaulle era “Morte ai cretini!”
Anche lui qualcosa di buono lo ha detto.
.
Tutti vedono la violenza del fiume in piena,
nessuno vede la violenza degli argini che lo costringono
.”
Bertolt Brecht
..
Ah, per la cronaca, hanno ammazzato Gheddafi.
Borghezio ha chiesto l’onore delle armi!?

FARSE
Viviana Vivarelli

Questo è il paese delle farse. Solo che ormai sono tragiche.
Non basta che, grazie all’inettitudine di Bossi-Berlusconi e Tremonti, siamo il peggiore Stato UE e siamo commissariati .Non basta che gli ordini ce li dia la Bce e per la crisi non ci sia un solo taglio alla casta, però mancano i soldi per lo sviluppo (e inutilmente quel buffone di Sacconi si affretta a Ballarò ad elogiare nei dettagli il perfetto Piano per lo Sviluppo che non c’è).
Ora dopo 5 mesi di tirammolla il presidente di BankItalia sta’ a vedere che ce lo nomina Sarcozy!
Se BankItalia è un ente privato, e se Draghi è stato chiamato alla Bce, sarebbe stato normale e giusto che il nuovo presidente se lo eleggesse la Banca d’Itala da sola, e questa voleva Saccomanni, vice di Draghi. A B stava pure bene, ma a Tremonti no! Ma chi comanda in Italia?
Tremonti odia Draghi e odia il suo vice. E per un posto così delicato per l’economia italiana non ci si pensa nemmeno a nominare il più idoneo o il più competente o a lasciar fare al consiglio interno, com’è sempre stato, no, Tremonti vuole il suo direttore Grilli, un suo uomo, e lo vuole contro Berlusconi e contro Bankitalia! Pazzesco! L’utile idiota Bossi è arrivato addirittura a indicare Grilli solo perché milanese! B dice: prendiamo Bini Smaghi. No anche a questo!
Ed ecco 5 mesi di veti incrociati e di umiliazioni davanti all’Europa fino alla vergogna finale: un ultimatum che viene da Sarcozy! Se non riuscite a fare il direttore di Bankitalia ve lo nomino io!
La Francia mal tollera un italiano a capo della Bce e aveva chiesto che, con l’arrivo di Draghi, si dimettesse Bino Smaghi, perché due italiani al vertice della Bce sono troppi e Sarcozy ci voleva un francese. Ma Bini Smaghi non può dimettersi dalla Bce per fare un piacere alla Francia, a meno che non vada a Bankitalia, ma Tremonti si oppone! Siamo in un vergognoso pasticcio, dove la dignità nazionale va a ramengo. L’Italia ormai è una farsa. E in questa farsa lentamente affondiamo.

I BLACK BLOC E GLI INFILTRATI
Tafanus

(Non bastavano le foto che mostravano uno dei black bloc a terra coi poliziotti addosso e hanno gli stessi stivaletti da poliziotto). Ora arrivano le foto che mostrano un signore che assiste con indifferenza, appoggiato alla porta di una banca alla distruzione della stessa da parte di black-bloc. In un’altra è intruppato in un gruppetto di agenti in tenuta antisommossa. Qualche magistrato vuole approfondire?I legami tra incappucciati e polizia ci sono sempre stati. Aspettiamo che la magistratura smascheri queste connivenze, se ci sono.

D’altra parte se il parlamento è ricettacolo di inquisiti e B è pluri-indagato e corruttore sistematico,come si può pretendere il rispetto delle leggi e delle regole da chicchessia?
L’esito della manifestazione ha giovato alla dx che non aspettava altro e ha voluto sputare anche su Genova. Un cartello su Carlo Giuliani è diventato la scusa per riversare fango sia su di lui sia sulla famiglia sia su Genova. Maroni, indecoroso ministro leghista e fascista, si vanta che «non c’è scappato il morto». Se fosse stato per lui, i morti ci sarebbero stati a carrettate. Anche a Genova nel 2001 a salvare la democrazia e la manifestazione dei 150 mila fu la morte di Carlo Giuliani che fermò l’intenzione fascista e stragista del governo formato da Berlusconi-Bossi e Fini con quest’ultimo nella camera di regia a coordinare le forze del disordine e a incitare i poliziotti a dare addosso ai manifestanti e a cantare «Faccetta nera» mentre li massacravano. Oggi alla luce delle indagini, noi sappiamo che a Genova il governo voleva fare le prove generali per instaurare una dittatura senza colpo ferire, riducendo libertà e diritti. Un ragazzo si mise di mezzo e frantumò il disegno eversivo di un governo che dopo 10 anni ci riprova perché il suo unico obiettivo è distruggere l’Italia per garantire l’impunità al loro capobanda che è il garante del loro potere. Governo e maggioranza non hanno autorevolezza per parlare e tanto meno per rappresentarci.

Indignato scrive A Di Pietro
15 OTTOBRE-QUELLO CHE I GIORNALI NON RACCONTANO

Per me e per tanti come me, Piazza San Giovanni rappresenterà molto di più di Genova. Noi non eravamo lì per incendiare Suv e Bmw, né per lanciare bottiglie e petardi contro le forze dell’ordine, ma per dire chiaro e tondo che non ce la facciamo più. Per questo la nostra indignazione è salita quando la Polizia e la Guardia di Finanza, con tre camionette e due idranti, hanno cominciato a bersagliarci e ad aizzarci con stupidi caroselli e pericolose serpentine, accelerando la corsa tra la gente costringendoci ad arretrare e ad avanzare, ma soprattutto a difenderci da quell’umiliante gioco da piccoli criminali di borgata che loro, e non noi, hanno inscenato all’ingresso della piazza.
Cinque cariche iniziate in via Cavour hanno spezzato un corteo di almeno duecentomila Indignati lasciando fuori della piazza i tre quarti del pacifico serpentone. Evidentemente si era pianificato in alto lo sgombero di un luogo che avremmo riempito più di qualunque altra manifestazione recente della sinistra italiana. Noi eravamo davvero tanti a screditare il moribondo Berlusconi e questo il mondo non doveva saperlo. Allora ecco che arrivano alla carica le camionette, con ridicoli girotondi e gli idranti che bersagliano chiunque, perfino la spianata, il prato della basilica, noncuranti di chi – come un uomo in carrozzella – era lì per aderire all’indignazione che coinvolge l’intero mondo occidentale.
Siamo stati costretti a bendarci, a coprirci come guerriglieri perché i loro lacrimogeni, lanciati a grappolo o ad altezza d’uomo – chi scrive porta i segni di un colpo all’addome ricevuto per aver schermato un diversamente abile – ci hanno impedito di respirare, di parlarci, di dirci quanto fosse folle e diabolico quello che loro ci stavano facendo. Per cinque volte nel fango, per cinque volte poi abbiamo ripreso la piazza. Abbiamo applaudito a noi stessi, e non a loro, perché nessuna organizzazione sindacale e nessun partito è venuto in nostro soccorso.
Abbiamo applaudito perché era evidente l’intenzione delle forze dell’ordine di cercare il ferito, se non il morto, per screditare centinaia di migliaia di brave persone che erano lì indignate dalla destra e dalla sinistra, da tutte quelle organizzazioni di parolai e buffoncelli.
II giornali non riportano la solidarietà di preti, monache, frati che ci hanno versato acqua sugli occhi, ci hanno dato limoni per aspergerci i bulbi arrossati dai lacrimogeni e dalle lacrime della rabbia. Ricorderò per sempre la voce rassicurante di una monaca che mi ha detto con accento straniero ‘è tutto finito’. E invece non era finito niente, perché Maroni è riuscito a svuotare la piazza dove erano ancora asserragliati molti, troppi indignati.
Come giustificare un assalto a 300.000 manifestanti senza bandiera di partito o di sindacato? Tutti black blok? A differenza di Genova, ieri in piazza c’eravamo soltanto noi che non abbiamo più certezze: giovani giornalisti, ricercatori, laureati, diplomati, insegnanti, operai, studenti, disoccupati, pacifisti. Intellettuali e braccia forti. Cervelli e cuori che non cercano mai la morte ma sempre la vita. Il futuro del paese, il bel paese era lì sotto la grandine dei lacrimogeni di Berlusconi, rispondendo con una gragnola di sassi e bottiglie perché almeno la vita, quella, non ce la siamo fatta sgomberare.

Testimonianza di Leo Palmisano, sociologo e scrittore barese
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Blogger
E lei, Miserabile Onorevole Di Pietro, con quale faccia di bronzo, supporta questo vergognoso Governo con la proposta di un remake della legge Reale ? 200/300mila cittadini,che hanno rifiutato qualsiasi bandiera di partito perché non si sentono rappresentati da un Parlamento Porcile, sono una mina vagante da disinnescare ad ogni costo, non è vero ? Occorrono leggi speciali per reprimere idee scomode come ridare la centralità ai diritti dell’ UOMO anziché alle esigenze VAMPIRESCHE della FINANZA EUROPEA, occorre scoraggiare, disincentivare la partecipazione alle proteste, sia pur pacifiche, anche in previsione delle misure LACRIME e SANGUE che stanno per pioverci addosso. Ma occorrono pretesti per varare leggi repressive. Suvvia,lo sappiamo che i veri BlacK Bloc, quelli allenati ed organizzati militarmente, sono al sicuro in qualche reparto speciale. Cercherete di rifarvi su qualche decina di ragazzotti esaltati dall’atmosfera rivoluzionaria come Er pelliccia con rigore esemplare: colpirne UNO per educarne MOLTI. Non per nulla siete KASTA.

DI PIETRO EVOCA LA LEGGE REALE, ANZI NO
Enrico Fierro- IFQ

Di Pietro sembra averci ripensato. Lui di legge Reale-bis non ha mai parlato. Anzi, invita a buttare quella proposta “nel cesso”.. Un ripensamento, rispetto a quella che a molti è apparsa come una uscita che più infelice non si poteva. Di Pietro è sensibile agli umori della base che aveva espresso il suo sgomento.
De Magistris invece alla manifestazione c’era:
“Provo orrore quando sento parlare di leggi speciali, arresti preventivi, perquisizioni.. Mi vengono i brividi quando si ripropone un modello culturale e politico di 40 anni fa che portò alla criminalizzazione del dissenso, all’ostracismo del pensiero libero, all’emarginazione di fette importanti di una intera generazione. In molti dimenticano che anche per quelle scelte sbagliate il terrorismo riuscì in alcuni periodi a costruirsi un consenso ampio. Non possiamo consentire a 500 delinquenti e teppisti di uccidere tutte le conquiste civili e democratiche di questi anni.
Mi fa specie che Maroni e il governo prima facciano tagli drastici alle forze dell’ordine e poi invochino leggi speciali. Perché con i tagli non si può fare più prevenzione e intelligence, ma lei lo sa che a Roma la polizia non aveva un quadro preciso di quanto poteva accadere? Ci si occupi piuttosto di destinare più risorse a polizia, finanza e carabinieri.
Intanto il 1° risultato è il divieto alla Fiom a manifestare a Roma. La Fiom-Cgil è una grande organizzazione e andrebbe ringraziata per il lavoro che fa nelle fabbriche e sul territorio. È un baluardo della democrazia, un soggetto che produce cultura, conoscenza dei diritti, partecipazione. E’ è un argine contro la violenza, tutto si poteva fare a una organizzazione così, tranne che impedirle di manifestare. Non è questa la democrazia per la quale stiamo lavorando e in nome della quale centinaia di migliaia di persone sono venute a Roma sabato scorso. Io ero nella parte del corteo gestita dalla Fiom. Ho visto operai, pensionati, tantissimi giovani precari, intellettuali e ricercatori universitari, la vera ricchezza di questo Paese. È un movimento che pone domande alla politica, ma che allo stesso tempo si mette in gioco, vuole starci, entrare anche nei meccanismi istituzionali per cambiare l’Italia ed imporre un altro modello di sviluppo. Per questo la piazza di Roma fa paura alla Casta. Questi non rompono vetrine, ma certezze, vogliono scassare poteri consolidati. Il sistema ha paura e li respinge, coglie l’occasione dei teppisti per criminalizzarli. Non dobbiamo permettere a 500 delinquenti di sopraffare una realtà sociale che è grandissima.
Per me è stato importante essere in piazza a Roma col movimento. Dire ci sono, lavoriamo sulle vostre proposte, facciamole diventare politica, scelte che possono cambiare la vita di ognuno di noi. Politiche per il lavoro, per il futuro dei giovani, per i beni comuni, trasformiamo con voi le città e lo Stato. Uniamoci per l’alternativa. In questa direzione intendo lavorare anche per il futuro.
Io noto una sorta di convergenza parallela tra i 500 teppisti che hanno distrutto la manifestazione di Roma e violentato una città, e la parte più reazionaria della politica. Quella che vuole conservare il potere. Sempre e ad ogni costo.
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Prendiamo le distanze dai violenti
Da Travaglio:

Ieri Maroni ha intrattenuto il Senato con un peana ai poliziotti picchiati. Sacrosanto il peana, un po’ meno il pulpito. Maroni è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per aver picchiato alcuni agenti della Digos. Ed era imputato con Bossi, Calderoli e altri noti pacifisti per aver organizzato la Guardia nazionale padana armata di tutto punto, almeno finché il governo Berlusconi depenalizzò l’”associazione paramilitare a scopo politico” e li salvò tutti.
Qualcuno ha preso le distanze?

INDIGNATI E NEOLIBERISMO
Viviana Vivarelli

In realtà tutto si situa nello stesso alveo: quella lotta al sistema capitalista che col neoliberismo ha trovato la sua teorizzazione ideologica e sta portando a sfacelo il mondo.
Proprio contro le sue mostruosità era la manifestazione dei 300.000 a Roma come i frequentissimi scioperi che ormai costellano la vita di questo paese, l’Onda ecc.
Il fatto che Di Pietro, l’Unità, Maroni o Franceschini attacchino Grillo e si buttino sui lati teppistici e vandali che hanno boicottato la manifestazione parlando solo di quelli, ben affiancati da media che tengono loro bordone, fa parte di una precisa strategia, in cui, vantando ipotetici ordini e sicurezze, si fa strame dei diritti di libertà .
(Alemanno che si precipita a vietare gli sciopero a Roma per un mese in modo incostituzionale, l’evocazione della legge Reale ecc.).
Da una parte si diffonde una cortina di fumogeni sugli scopi della manifestazione, oscurati come se non facesse parte di un analogo movimento mondiale contro il neoliberismo, dall’altra l’opposizione stessa salva un pessimo governo dallo stato dall’accusa per quello che ha fatto o che non ha fatto, sempre contro i cittadini.
Infine, si allontana l’attenzione dell’accusa della manifestazione a un capitalismo protervo e mortifero, che affonda ogni legittima pretesa del cittadino (e la fine che sta facendo la riforma sanitaria di Obama ne è un’altra riprova).
In questo crollo progressivo di diritti e valori della democrazia, il Pd come Di Pietro mostrano di stare dalla parte sbagliata e il loro attacco a Grillo puzza proprio di collusione al sistema.
Di Pietro chiede leggi punitive più severe contro gli ultras della protesta come fossero ultras da stadio, ignorando l’attacco di sistema.
Il Pd continua a candidare neoliberisti come Boccia o inquisiti come de Luca o addirittura berlusconiani come Frattura.
E intanto il punto fondamentale della protesta viene da tutti loro ignorato.

“I violenti di Roma non sono un corpo alieno, sono persone, ragazzi esasperati che pagheranno per i loro gesti. Ma non vengono da Marte e senza una svolta radicale della politica il loro numero è destinato ad aumentare”
Beppe Grillo
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PAOLO FERRERO

“Reintrodurre la legge Reale è una sciocchezza, e anche un fatto gravissimo. non solo per la sempre sbagliata idea di legislazione d’emergenza, che ha fatto solo danni, ma perché ora il tema diventa l’ordine pubblico. Serve a chi non vuole discutere della crisi. E se questo gioco lo fa il governo, si capisce. Se lo fa una forza di opposizione è una follia.
A Napoli siamo alleati con De Magistris e lui non sostiene l’idea di Di Pietro. De Magistris ha una posizione dialogante con il movimento: e cioè pone al centro la soluzione dei problemi sociali, non gli apparati repressivi. Una differenza vera, in politica. La proposta di Di Pietro dimostra quello che dico da sempre: che il nuovo ulivo non ci piace e che serve costruire la sinistra. Nell’Ulivo c’è di tutto: dal neoliberismo a posizioni indistinguibili dall’altro schieramento.
La violenza è uno degli avversari. Uccide la possibilità di far crescere un movimento democratico e anticapitalista di massa, una possibilità che oggi invece c’è, anche più dei tempi di Genova, perché il neoliberismo va contro gli interessi della gran massa della popolazione. Ma l’avversario di un movimento antiliberista è appunto il neoliberismo. Ho visto le foto degli applausi alla polizia. Può essere successo perché il corteo ha percepito subito gli atti di violenza come un’aggressione nei propri confronti. Tant’é che chi ha cercato di impedirli è stato aggredito. Un nostro compagno si è messo davanti ad una vetrina e gli hanno tirato una bomba carta. Questi atti hanno sequestrato la democrazia di massa dei manifestanti: si era deciso collettivamente di fare il corteo, non altro. Il movimento è stato stritolato da un’aggressione politica e anche fisica. Il servizio d’ordine è stato gestito male. Tutto quello che è successo a Piazza San Giovanni lo dimostra. Personalmente ho chiesto al questore che facesse aprire una via d’uscita a via dell’Amba Aradam, ma lui ha detto di no. Per forza di cose la via si è aperta lo stesso, ma chi voleva tirarsi fuori da questa situazione insostenibile, a lungo non ha potuto. La gente pacifica si è trovata intrappolata. Il risultato è stato la distruzione della manifestazione. Se ci fosse stato un servizio d’ordine dei manifestanti non avrebbe modificato qualitativamente la situazione. Però non cadiamo anche noi nella trappola di parlare solo di scontri, e di guardie e ladri. Nei prossimi giorni dobbiamo organizzare nuove assemblee nei territori per rimettere quel mezzo milione di persone a ragionare insieme su come si porta avanti questo movimento e su come dovrà incidere sui meccanismi economici e sociali. Dobbiamo darci una struttura, democratica e tendenzialmente nonviolenta, in nome della sua efficacia. Altrimenti avrà vinto chi voleva nel 15 la fine di tutto, anziché l’inizio.
Intanto la proposta Di Pietro mi pare che sia bocciata da tutta l’opposizione, anche dal Pd. Ma noi non dobbiamo star fermi: dobbiamo aver la forza di sconfiggere chi pensa che da ora in poi si deve parlare solo di ordine pubblico. Dobbiamo aprire uno spazio di discussione per organizzarci ed essere efficaci contro il neoliberismo.”

NOI NON PAGHIAMO DEBITI!
ALDO ANTONELLI

Di fronte ad un dito che indica la luna i cretini si fermano a guardare il dito.
Non voglio cadere nel tranello e le grida dei 300.000 manifestanti di Roma mi toccano più che i vandalismi di 500 delinquenti.
I milioni di morti per fame che ogni giorno produce la nostra economia mi bruciano di più dei 120 feriti della capitale. La violenza del nostro sistema che prende alla gola, strozzandoli, popoli interi mi indigna più che quella sfasciona dei gruppi d’assalto. Questa la condanno ma non me ne faccio distrarre.
Io non ho debito” c’era scritto su uno striscione della manifestazione.
Noi non paghiamo debiti“!
Il sistema dei debiti è un sistema collaudato di altro strozzinaggio.
Nel 2009 i poteri pubblici dei paesi in via di sviluppo avevano rimborsato l’equivalente di 28 volte ciò che dovevano nel 1970. Nel frattempo il loro debito era stato moltiplicato per 32! (Damien Millet Le Monde Diplomatique luglio 2011, n.688).
Uno stato non potrebbe chiudere le sue scuole, le sue università e i suoi tribunali, sopprimere la sua polizia e negligere i suoi servizi al punto di esporre la sua popolazione al disordine e all’anarchia semplicemente allo scopo di disporre dei fondi necessari per fare fronte ai suoi obblighi verso i suoi creditori esteri”! (Annuaire de la Commission du droit international de l’ONU,1980).
“Nessun governo democratico può sopportare la prolungata austerità e le riduzioni di bilancio dei servizi sociali pretesi dalle istituzioni internazionali”! Parola non di un comunistaccio rivoluzionario. No.
Lo ha detto l’ex segretario di stato americano Henry Kissinger.
E dunque, se la logica non è un optional, se i fatti non sono invenzioni: basta con questa storia che i debiti vanno pagati.
Non paghiamo più i debiti a nessuno!

La violenza di Roma fa respirare il governo
Gennaro Carotenuto (sunto)

Dopo mesi in cui il mondo intero si è chiesto perché i cittadini non si indignassero, abbiamo 300.000 partecipanti ma 500 ragazzetti hanno cancellato con una violenza insensata la bellezza e la creatività di centinaia di migliaia di pacifici partecipanti… e questo ha aiutato il governo ad uscire per un attimo dall’angolo
Che la violenza, con o senza demonizzazione, danneggi qualunque movimento, dovrebbe essere chiaro. Come che un governo terminale ci sia andato a nozze col fallimento della grande e bella manifestazione pacifica, trasformata nel peggior episodio di guerriglia urbana da Genova a oggi
E ora, punita la parte pacifica del movimento (che non è riuscito nemmeno ad arrivare in piazza e a parlare), resta il gap tra la violenza dei pochi e la necessità degli altri di dissociarsi, difendersi da stucchevoli accuse, rifluire spaventati o farsi carico di un’eventuale radicalizzazione
-La rabbia è davvero tanta, tanta come non ce n’era da decenni
-Ma c’è anche un diffuso mondo attratto dai movimenti ma immerso in un disagio sociale vero (poca scuola, poco lavoro, spesso border line con crimine e droghe), che fa mancare la geometria della lotta di classe di una volta e la coscienza della storia
-Tanti ragazzi sanno solo che per loro non c’è futuro e non c’è nemmeno presente
Roma come Londra come la banlieu parigina con la violenza nuda e volgare
-Roma è la città di Alemanno e Casa Pound, una massa di manovra che tenta un continuo entrismo insinuando parole d’ordine apparentemente affini tanto nei movimenti di sx come nelle periferie urbane
-Roma ha la storia che ha anche nell’estrema sx, una mentalità da ultras che vede le manifestazioni come un’occasione per menare le mani e dimostrare di esistere..Non è un caso che le violenze siano avvenute lontano dalla FIOM e dalla CGIL o a quella sx organizzata che ha sfilato pacificamente. Infatti gli incidenti hanno violato quella Pzza San Giovanni dove stavano i cosiddetti indignati puri, quelli che hanno come riferimento la Puerta del Sol madrilena e si considerano “apolitici”. Questi sono le vittime degli incidenti di oggi ma se vogliono dare un seguito alla loro indignazione, devono decidere cosa vogliono fare
-La storia del Viminale è una storia disdicevole. Mille volte ha usato, causato, provocato episodi di violenza per debilitare o demonizzare l’opposizione al governo. Non c’è bisogno dell’infiltrazione materiale di provocatori all’interno di un movimento disorganizzato per ottenere obbiettivi stabilizzanti per il governo e destabilizzanti per il movimento
-Tra le denunce citiamo quella di disorganizzazione del SILP per cui alle 23 di venerdì ancora non c’erano ordini di servizio, o episodi di violenza -come il rogo del furgone- stranamente avvenuti col favore di telecamera e in cui la polizia ancora una volta ha evitato di identificare gli incappucciati preferendo la via del lacrimogeno che da sempre colpisce il giusto per il peccatore. E’ vero o no che alle 23 c’erano appena una dozzina di arresti o fermi?
-La violenza di oggi non cancella né le ragioni né la forza di questo movimento ma ne danneggia irrimediabilmente l’accesso al dibattito pubblico dei prossimi mesi e ne limita le possibilità d’espansione. È esattamente quello che successe a Genova 10 anni fa.
Le classi dirigenti hanno tradito quei giovani ben prima di tradire le classi medie
Molti tra quelli che erano in strada a Roma oggi dicono: “i violenti non mi rappresentano”. Hanno ragione, ma senza prestare ascolto costante alla voce dei diseredati, per quanto stridente possa sembrare rispetto alla propria, non potremo controllare né spegnere l’incendio.

Ida
Non so se qualcuno l’ha già detto, ma in Italia, la legge VIETA di partecipare a manifestazioni con il volto coperto. Bastava che facessero rispettare questa legge.
Invece, si sono fregati le mani, vedendo i Black Block. Non sarebbe servito neppure applicare il manuale Kossiga, Presidente della Repubblica, Primo ministro, Ministro dell’interno, professore di Diritto Costituzionale, fervente Cattolico:
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, INFILTRARE il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

DAL RAPPORTO DELLA CARITAS ALLA FARSA DI TODI
Paolo Farinella

Il rapporto annuale della Caritas Italiana e Fondazione Zancan rileva che in Italia esistono ormai 8,3 milioni di poveri, cioè il 7% in più rispetto al 2010. La drammaticità di questa affermazione che dovrebbe far tremare governo, parlamento e vescovi è che questi poveri di risulta sono sotto i 35 anni. Dico «poveri di risulta» perché sono il risultato di una politica economica che ha salvato le banche, ma ha ucciso la nazione. Inneggiano alla famiglia unita, tradizionale e si sciacquano la bocca con «la persona al centro» e poi affamano le famiglie, i singoli e sfornano precari, disoccupati, poveri e miseri. Dal 2005 al 2010 il numero dei giovani è aumentato del 59,6%, ma il 76,1% di essi non solo non lavora, ma non studia perché ormai studiare è un lusso e non più un diritto. «Essere poveri significa negazione del diritto al lavoro, alla famiglia, all’abitazione, ma anche alla giustizia, all’educazione, alla salute».
Di fronte a questi dati orripilanti per chiunque, emanati dalla Caritas, i cattolici hanno fatto orecchi da mercante e non hanno detto nemmeno una parola sulle politiche inesistenti del governo. Si sono però dati appuntamento per una pizza a Todi, nel contesto dei luoghi francescani per respirare meglio un senso di povertà spirituale che è completamente diversa da quella che vivono e sperimentano i poveri che non hanno da mangiare, da bere, da riscaldarsi, da ripararsi.
Con la benedizione e la prolusione del presidente della Cei ha avuto luogo il circo delle associazioni cattoliche per dire che il governo deve fare un passo indietro, salvo che il governo dopo essersi consultato con il Bertone del Vaticano, ha dichiarato che Bagnasco non rappresenta tutti i cattolici, ma solo quelli cattivi che lo vogliono far fuori. Bagnasco è servito. Vedere facce come quelle del capo della Cisl, Bonanni, fa venire la pelle d’oca. Lui ha appoggiato tutte le politiche vergognose del governo, ha approvato tutte le leggi contro i lavoratori pur di sostenere il governo che ora dovrebbe dimettersi. Con quale faccia, si presentano al pubblico?
Bagnasco sa di chi si circonda? Se i cattolici del rinnovamento sono i Bonanni, i Pisanu, gli Scajola (Signore, pietà!), i Formigoni, i Lupi, i Gasparri, gli incappucciati della P2, P3, P4, gli Scilipoti, i Casini, i Rutelli, le Compagnie delle Opere e quanti altri si possa immaginare, allora veramente la gerarchia può dormire sonni tranquilli e andare a seppellirsi sotto terra. Possibile che i vescovi nella scelta dei loro compagnucci di viaggio e di merenda debbono sempre individuare corrotti, indagati, mediocri, gente venduta e comprata per un tozzo di pane? Un tempo si diceva che la diplomazia della Chiesa era la più forte e la più lungimirante. Credo che oggi quella diplomazia sia diventata pura nebbia che non permette nemmeno di navigare a vista.
Intanto il segretario di Stato Bertone, carino lui, pur di apparire come manovratore senza manubrio, ha preso il la da Bagnasco, in difesa strenua di B. Ho la sensazione che va diventando sempre più certezza che il Bertone vaticano quando è stato nominato cardinale, abbia chiesto l’autorizzazione, concessa, per fare la promessa di fedeltà non al papa, ma al magnaccia corrotto, corruttore, utilizzatore di prostitute minorenni, evasore e spergiuro B. Fratelli di sangue, fratelli di potere, gemelli di intrallazzi. Staremo a vedere. L’unica cosa certa è che san Francesco ha preso un par di giorni di ferie e se n’è andato via per non assistere allo scempio insulso e falso della riunioncina dei cattolici che hanno concluso non con un programma sulla povertà ormai intollerabile, ma con una partita a briscola e a tarallucci e vino. Se pensano così di riformare l’Italia, dopo che per venti anni hanno sostenuti i fascisti e Mussolini e per altri venti anni hanno appoggiato Berlusconi, beh, questi appena vedono uno strapuntino e una cadrega o una nomina saranno pronti –l’hanno nel dna – a tradire Gesù Cristo fosse solo per un denaro bucato. Tanto Cristo non fa la spia e non si vede.«

DE MAGISTRIS
Sereno

A Napoli il sindaco De Magistris sta per lanciare l’assemblea del popolo e il «Laboratorio Napoli». L’intenzione di ‘Giggino’ è di procedere nel solco di quella che, al momento della sua elezione, è stata chiamata «rivoluzione arancione», sdoppiando, per così dire, il Consiglio comunale e aprendolo a quanti, in città, vorranno portare suggerimenti e idee all’amministrazione. Dunque una riconferma della serietà ed affidabilità del sindaco.
Si prevedono 16 consulte su argomenti che vanno dall’ambiente, ai rifiuti, alla tutela della salute, alle politiche sociali e della casa.
Nel regolamento si legge: «L’assemblea del popolo è organo propositivo, consultivo, deliberativo e di rappresentanza della cittadinanza, nella quale il cittadino, singolarmente o nella forma aggregativa, è chiamato a rappresentare direttamente le sue idee per la città di Napoli».
Prevista anche la possibilità d’indire referendum, per ora solo propositivi e consultivi, ma presto si arriverà anche a quelli abrogativi.

LA SCONFITTA DEL MOLISE
Andrea Scanzi

“Per un pugno di voti in Molise vince il candidato di destra, inquisito, grazie ai voti di Grillo, tolti al centrosinistra“. Lo ha detto Dario Franceschini. A cui, ovviamente, non è venuto in mente che: a) se candidi un ex Forza Italia improponibile, a sinistra non ti votano; b) il voto non è qualcosa che si esige, ma che si conquista; c) il Pd perde perché è il Pd. E ha leader come Franceschini.

Ci risiamo. Si è rifatta viva, in tutta la sua arroganza sdentata e spuntata, la pretesa superiorità morale dei gerarchi piddini. I quali, non paghi di sbagliare tutto da quando sono nati, e di fare più danni di Muntari nell’immortale Udinese-Inter 2009/10, hanno pure questa bizzarra ambiziose: quando si va al voto bisogna votarli. E se non li voti sei colpevole di lesa maestà.
E’ il Teorema Bresso, divenuto poi Teorema Pisapia e ora Teorema Molise. O più in generale, Teorema Pd. Se vincono, è merito loro. Se perdono, è colpa degli altri. E’ un assioma che va bene se lo usa Massimo Moratti, o un intertriste qualsiasi (demandare sempre ad altri – gli arbitri, i complotti, la Stasi, il Kgb, la Spectre, gli Ufo – i propri fallimenti). E’ cosa che fa ridere, nel calcio. Mentre crea disastri, e tanti, in politica. Cioè nella vita dei cittadini.
Il Pd, nonostante un Berlusconi ormai a livelli più fantozziani che da Repubblica di Arcore-Salò, ha vinto soltanto quando ha giocato da solo (Torino), quando non si è comportato da Pd (Milano) o quando – pur non avendo vinto – ha festeggiato per primo e con odiosa sicumera (ultimi referendum).
Il vizio di dare la colpa a Grillo, o più in generale al Movimento 5 Stelle, è antico. E tradisce tutta la smisurata volgarità di chi ragiona in maniera simile. La pretesa del voto a scatola chiusa, in nome di un imprecisato “menopeggismo”, sarebbe sgradevole già se avessimo un centrosinistra italiano convincente. Figurarsi poi se il consesso politico di cui si parla coincide con la peggiore Armata Brancaleone d’Europa.
A prescindere dal M5S, che qui rimane sullo sfondo, il punto è ribadire il diritto che ha ogni elettore nello scegliersi il movimento che ritiene più vicino (o meno lontano). Iorio, il sindaco rieletto per la terza volta in Molise, è certo improponibile. Non amare (eufemismo) un candidato rivale non può però essere sempre – e solo – l‘unica molla per votare l’altra parte della (stessa) barricata.
Bersani ha dato la colpa a Grillo. Rutelli ha dato la colpa a Grillo (e il fatto che Rutelli la pensi così dà la misura della profondità di una tale analisi elettorale). E’ ora di finirla: la colpa era e rimane solo del Pd. Se mi piaci, ti voto. Se non mi piaci, non ti voto. Non è difficile – nel caso, Bersani se lo faccia spiegare da chi gli scrive i testi migliori, Maurizio Crozza.
Basta con questi sillogismi pietosi – e insultanti – secondo cui il credere, ingenuamente o meno, in una politica “diversa” significa fiancheggiare il berlusconismo. Qua gli unici fiancheggiatori di Priapino sono i gerontocrati del Pd. E i suoi tre o quattro polli di allevamento che ne tessono le lodi.
Il miraggio della superiorità genetica del centrosinistra potevamo permettercelo con Enrico Berlinguer o Sandro Pertini: con Veltroni (grazie per i radicali, a proposito) o Renzi no. Non sono migliori degli altri, o perlomeno non sempre lo sembrano.
Basta con i capri espiatori. Che, peraltro, aumentano voti. Mentre il Pd non riesce neanche a beneficiare dell’agonia berlusconiana, a conferma della “guittezza” della immodificabile nomenklatura.
Se il Pd non viene votato, è solo colpa del Pd. E’ inimmaginabile che un uomo intelligente per postulato come Massimo D’Alema, si presume prossimo all’orgasmo ripensando al Modello Macerata, non conosca una regola base: se nessuno viene a letto con me, non me la prendo con il letto.

SCONFITTO IN MOLISE, IL PD DA’ LA COLPA AL M5S
Viviana Vivarelli

Articolo ridicolo sull’Unità per scaricare la colpa della sconfitta. Ma la redazione dell’IdV la fa sua.

On Di Pietro
Non si può aspirare a diventare un grande partito italiano e poi fare errori così marchiani.
Non bastavano de Luca, De Gregorio, Razzi, Scilipoti; non bastava essersi opposti a una commissione parlamentare per la macelleria di Genova, dovevamo sentirla evocare la vergognosa legge Reale, senza una sola parola per i 300.000 indignati e le loro giuste proteste?! Se lei fosse stata una persona perbene, sarebbe stato in quel corteo accanto a loro! E poi leggere oggi quell’orrendo post dell’IdV, nemmeno firmato, in cui il signore della foto ripete come un pappagallo l’articolo grottesco del Pd per cui detto partito avrebbe perso le elezioni in Molise per colpa del M5S!? Ma non si vergogna? Passi che per necessità tattiche lei debba tenerselo per compare e, come ha visto, non sono passate candidature infami come il neoliberista Boccia o il pregiudicato de Luca, ma che pure ripeta l’errore di ributtare su un altro partito i suoi errori mi sembra il massimo della cretineria.
Pare evidente a tutti che qualunque voto residuo prenda ancora il Pd è frutto di debolezza mentale. Come si può votare il partito di D’Alema e Veltroni? Degli eterni inciuci con B o l’Opus dei, della bicamerale, di Violante che ha sdoganato i repubblichini, delle leggi orride di B che hanno la prima stesura sempre nel Pd? E dunque: se il Pd ha venduto il paese a B la colpa è del M5S? Se il Pd non ha mai fatto il conflitto di interessi, se ha tentato di fare la bicamerale, ha fatto le scalate bancarie, ha protetto i ‘capitani coraggiosi’, ha svenduto la RAI?
E’ colpa del M5S: se 5700 leggi ed emendamenti del Pdl sono passati per assenze vergognose in aula del Pd? Se per un solo voto hanno separato i referendum dalle amministrative, con danno nostro di 400 milioni e tra i 20 assenti c’era anche Fassino, uno dei maggiori assenteisti del Parlamento! Se non sono passate le dimissioni di Cosentino perché il Pd lo salvò con 26 astenuti, 47 che escono dall’aula, 2 che lo aiutano e D’Alema e Veltroni assenti? E ci sono addirittura 51 voti contro le autorizzazioni più di quanto sia la somma del Pdl con la Lega! E per lo squallida finanziaria coi tagli lineari che affossano il paese e che passa per soli 20 voti, il Pd ne fa mancare 18 e l’opposizione 40!
Ci sono ben 5700 tra leggi ed emendamenti squallidi che passano per le assenze del Pd!
Le dimissioni di Bondi furono respinte per 22 voti. La Giunta per le autorizzazioni rimandò il caso Ruby al Tribunale dei ministri per 11 voti a 8, con 2 assenti del Pd! Prima della scissione di Fini, B aveva 100 deputati in più,ma le assenze dei suoi erano tali che fu battuto 72 volte! Avrebbe potuto esserlo molte di più se solo l’opposizione fosse stata tutta presente!

Il Pd avrebbe battuto B per 100 volte se solo 20 dei suoi non fossero stati assenti
In 30 votazioni lo avrebbe battuto per soli 5 voti .
Alla sfiducia di Calderoli che depenalizza la banda armata (per salvare i leghisti) erano assenti in 35.
Su richiesta della Lega non si tolgono le parassitarie Province (17 MLD l’anno, evitando i tagli ai servizi pubblici) per 8 voti, con 22 del Pd assenti!
Lo scudo fiscale che legalizza patrimoni neri e mafiosi passa per 52 voti, nell’opposizione sono assenti in 55!
Decreto ammazza-Abruzzo, passa per 35 voti con 38 assenti del Pd, anche la Turco eletta nella circoscrizione Abruzzo!
Tassa di scopo chiesta dalla Turco per l’Abruzzo non passa per pochissimi voti, assenti Pd 54, tra cui la stessa Turco .
Pessimo decreto Alitalia passa per 23 voti, con 24 assenti tra Pd, IdV e Udc.
Pessima legge sui rifiuti della Campania che non ha risolto niente passa per 25 voti con ben, 30 Pd assenti!
Ammortizzatori sociali ai lavoratori Eutelia e Phonemedia-raf bocciati per 5 voti, 12 assenti.
Ma se l’opposizione non governa, se si scoccia anche ad andare in aula, dopo che si vota se va bene 4 giorni al mese, se intende chiamarsi ancora ‘opposizione’, cosa li manda a fare tanti dei suoi in ‘missioni’, convegni e altre cianfrusaglie? Il suo posto è o non è in Parlamento?
L’assenteismo vergognoso dell’opposizione è ormai la maggiore stampella del Governo.
E che si deve dire della Finocchiaro che presenta una legge all’interno della quale zitti zitti si sarebbe eliminata la concussione?
Sarà colpa del M5S anche se Bersani non voleva il referendum sul nucleare, e nemmeno sulla privatizzazione dell’acqua e se dopo che gli italiani hanno salvato l’acqua pubblica col 95% si ostina a ripresentare un ddl che l’acqua la riprivatizza di nuovo?
Ci vogliamo mettere anche Profumo, tanto amato da Veltroni da proporlo come segretario del Pd? O Calearo? O Colaninno? Per non parlare della difesa all’ultimo sangue di Bassolino o Loiero. E poi il caso Penati secondo voi è acqua fresca? E poi, ovviamente, anche per l’idV, è tutta colpa del M5S se dopo tutte queste belle troiate il Pd perde. MA COSA CAVOLO C’ENTRA IL M5S???!!! Non potevate almeno risparmiarvi la figuraccia e starvi zitti??????
Se avessi voluto ci sarebbe stato di peggio per cui infierire sugli errori del Pd.
Non ho nemmeno citato la sua entusiasmante adesione a qualunque guerra sia apparsa all’orizzonte, da quella del Kossovo alla Libia con tutti i proseguimenti delle indegne campagne dell’Iraq o dell’Afganistan. Una adesione e per di più ‘entusiastica’ a qualunque campagna di guerra o a qualunque nuova spesa in armamenti che fa a pugni con le matrice della sx che dovrebbe essere pacifista per definizione e non partecipare a nessuna guerra imperialista.
E’ anche grazie a questa adesione che abbiamo ancora truppe in Aghanistan e che siamo riusciti a spendere 25 miliardi in nuove armi, soldi che mancheranno pure allo sviluppo ma non si sono ridotti di un solo euro nelle spese di guerra!
E cosa si dovrebbe dire dell’altro caposaldo di ogni sx che si rispetti? La difesa dei lavoratori!
Nella infame vicenda di Marchione non solo il Pd non ha aperto bocca a favore di Landini-FIOM o della CGIL, ma ha addirittura pronunciato parole infamanti contro i lavoratori della Fiat , peggio di quanto avrebbe potuto fare qualunque partito di sicari.
E a questo punto il Pd insieme all’IdV presenta in Molise Paolo Frattura, che non è del Pd e nemmeno dell’IdV, ma è, guarda caso, uno che fino al giorno prima era assiduo frequentatore e amico del suo avversario, Iorio, un ex berlusconiano, appena uscito dal cdx, un voltagabbana di giornata. E per questo bel campione pure i voti volevano?
E l’Idv copia anche l’Unità?
Ma ci sarebbe anche di peggio: c’è anche la squallida tifoseria di D’Alema e Franceschini per il regime presidenziale forte a diretta elezione popolare, ma ce lo vogliamo immaginare? C’è l’elezione di Vietti a vicepresidente del CSM voluta dal Pd per quanto Vietti sia stato sottosegretario alla Giustizia e poi sottosegretario all’Economia di B, e sia stato padre della depenalizzazione del falso in bilancio, per salvare B dai suoi processi, e abbia caldeggiato il ripristino dell’immunità parlamentare, nel giorno in cui Dell’Utri veniva condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e autore del legittimo impedimento blocca processi per il premier a scadenza, in attesa di un lodo costituzionale. Oggi un Bersani inetto sta attaccato come una cozza alla sua poltrona e vieta le primarie!
E voi credete davvero che a fronte di una così vergognosa condotta e a così tanti errori, se il Pd perde dei voti sia colpa del M5S??? E appoggiate anche voi una tesi così cretina?

E anche le grandi menti della sinistra ce le siamo giocate
http://www.sconfini.eu/Politica/e-anche-le-grandi-menti-della-sinistra-ce-le-siamo-giocate.html

Se quando esci sconfitto in una sfida uno contro uno dai la colpa a qualcun’altro che non è il tuo avversario c’è qualcosa che non va. Nella tua psiche in primo luogo, poi nei confronti del raziocinio dei tuoi interlocutori.E invece, è esattamente quello che sta accadendo nei salotti buoni della sx “intellettuale” che riempie le pagine di Repubblica ecc.
In Molise il candidato di cdx Iorio, pluri-indagato per diversi reati, già alla terza elezione e quindi fuorilegge vince le elezioni senza scimmiottare B ed epurandone il nome dei simboli e dalla lista. Dall’altra parte il candidato di csx Paolo Frattura, che telo raccomando: fondò Forza Italia, fu eletto al fianco del “nemico” Iorio nel 2001 e nel 2005, berlusconiano di ferro fino a questa estate. Poi il salto della quaglia.E il PD che fa? Lo candida contro Iorio.
Già questo basterebbe ad aprire le porte del manicomio ai dirigenti del csx molisano, ma ovviamente non basta. Anche se fortemente indebolito rispetto alle ultime elezioni, Iorio riesce a vincere con uno scarto risibile anche questa tornata elettorale (46,9% contro 46,1%).
Ora deve scattare nel PD la caccia alle streghe, trovare un capro espiatorio per questa sconfitta così “inaspettata”. Ed eccolo qui, perfettamente sintetizzato da Marco Bracconi : il motivo della sconfitta del csx: Grillo e il M5S.
Eh sì, perché secondo la teoria di questo illustre politologo senza il M5S (che ha raccolto un ottimo 5,6%) Iorio sarebbe stato sconfitto. Avete capito bene, i voti degli elettori del movimento 5 stelle sono in realtà di proprietà del PD, stando alla teoria di questi palloni gonfiati, non sono dei cittadini che di volta in volta scelgono quale B votare: la bella copia dell’originale (il pluri-inquisito Iorio) o la copia sbiadita alla D’Alema (in questo caso Frattura).
Un teorema eversivo al limite del ridicolo ma soprattutto inconcepibile in ogni altra democrazia mondiale. Ma il nostro Bracconi non spara solo questa supercazzola, in poche righe condensa una quantità di falsità da far rizzare i capelli:
1. “Che il grillismo non sia esattamente la medicina per salvare il Paese è evidente a (quasi) tutte le menti ragionevoli. Traduzione: i grillini sono matti.
2. “Il vaffanculismo ha replicato il capolavoro piemontese”. Traduzione: i grillini sono pure recidivi, già ci hanno fatto perdere in Piemonte, ora anche in Molise.
3. “E’ inutile attaccare chi di fatto ha consentito la vittoria di un inquisito” Traduzione: i grillini sono fiancheggiatori di B. Lo dice uno di quelli che non ha fatto la legge sul conflitto di interessi quando ne ha avuto la possibilità (1996-2001 e 2006-2008), Franceschini.
4. Il Pd ha aperto varchi tanto piccoli quanto decisivi all’antipolitica. Traduzione: i grillini sono distruttivi e hanno un seguito piccolo (quasi il 6% in Molise, partendo da 0%!!! Pensate la partigianeria e il livello del ragionamento).
5. I 5 o 6 sei stelle campano sulla debolezza altrui. Traduzione: storpiarne il nome, significa disprezzare l’avversario, che in questo caso è visto come un parassita che vive delle debolezze altrui e propone un vuoto politico.

RANIERO LA VALLE

Intanto gli indignati marciano nelle piazze del mondo, evento storico come la caduta del Muro di Berlino che ha dato il via alla globalizzazione. Vent’anni dopo, come allora, banchieri, magnati e opinionisti corrono a dare appoggio forse per coprire i loro tragici errori
Cattolici in politica con le regole del Vangelo: lo sopporteranno i cattolici manovrieri del governo che ha creato 8 milioni di poveri?

La giornata mondiale degli “indignati” ha il significato di un passaggio di fase, come quello del 9 novembre 1989, quando fu aperto il muro di Berlino. Infatti, come l’evento dell’89 diede il via alla globalizzazione di un capitalismo selvaggio, così le mille piazze del 15 ottobre, fino alla follia delle violenze squadriste di Roma, hanno rivelato una coscienza universale e diffusa dell’iniquità e della non ulteriore tollerabilità di tale sistema. Al confronto l’analisi di Marx era certamente più scientifica, ma la sua ricezione nella consapevolezza comune era ben più ristretta delle dimensioni raggiunte oggi dalla protesta delle vittime del sistema, a cui sorprendentemente hanno dato sponda – e non è per niente una contraddizione – non pochi responsabili di questo stesso sistema, come grandi banchieri, grandi ricchi e grandi opinionisti e maestri di pensiero “borghesi”.
Ciò che tutti ha accomunato, piazze e curie, è la percezione che qui ne va della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato, per riprendere le tre grandi parole di un recente cammino ecumenico di tutte le Chiese cristiane. Per una singolare coincidenza l’incontro del “forum” dei cattolici di Todi, volto a rilanciare, su impulso dei vertici della Chiesa, una presenza politica dei cattolici in Italia, si è svolto all’indomani della giornata del 15 ottobre, e perciò avrebbe potuto prendere a tema e dare una prima risposta all’esplosione di questa domanda di un cambiamento globale.
Di per sé, l’iniziativa della CEI di rilanciare un protagonismo politico dei cattolici è positiva, perché indica che la Chiesa non vuole più affidarsi a una “potestas directa” sul potere politico, come ha fatto in questi anni finendo per trovarsi coinvolta nel discredito del peggiore e più immorale governo della Repubblica, ma intende riattivare una mediazione laicale, che almeno formalmente la metta al riparo da confusioni col potere, e soprattutto con “poteri ridenti ma disumani”, come li ha chiamati il cardinale Bagnasco.
Ciò la Chiesa può fare o dando credito alla libera iniziativa, all’ispirazione cristiana e al pluralismo di diverse forme di presenza dei cattolici (ma allora dovrebbe favorire assetti istituzionali non bipolari e maggioritari, ma parlamentari e proporzionali) oppure vagheggiando una aggregazione comune di tutti i fedeli, salva poi la questione ulteriore se ciò debba concretarsi in un partito politico o in un soggetto di diversa natura, ma pur sempre finalizzato all’azione politica. Sembra che l’orientamento di Todi sia quest’ultimo, perché tutti hanno parlato di creare “un punto di riferimento unitario” per l’azione politica dei cattolici.
Ma per fare cosa? Se deve essere “unitario” il contenuto unificante non potrebbe che essere il Vangelo. Se così fosse sarebbe una festa per gli 8 milioni e mezzo di poveri che secondo l’ISTAT ci sono in Italia, per i giovani del Sud che non hanno né troveranno lavoro, per i profughi respinti e naufraghi nel Mediterraneo o incarcerati nei centri di raccolta o costretti alla clandestinità, per tutti gli ultimi e anche i penultimi che come tali non hanno né parte né sorte in una società che si vuole “meritocratica”, per gli assetati di giustizia che onorano e non infirmano i giudici, per quelli che pagano il tributo a Cesare, mentre questi lo condona ai ricchi, per i pacifisti che non vogliono le guerre e per tanti altri che da un Vangelo non tradito dalla politica trarrebbero ragioni di vita e perciò, se una grande forza attuasse quel Vangelo, avrebbero salvezza.
A questa ipotesi unitaria fa ostacolo però il fatto che molti cattolici non sono affatto d’accordo su queste cose, tant’è che difendono il sistema che fa 8 milioni di poveri, fanno le leggi che uccidono i profughi, sostengono il governo che odia i giudici e compiace gli evasori, invocano una società meritocratica, considerano giuste le guerre fatte dai nostri ragazzi, e al bene comune preferiscono un’Italia divisa tra amici e nemici.
Non dandosi un’unità su queste cose, considerate opinabili, resterebbero come obbliganti per tutti le cose dette “non negoziabili” che, nelle parole introduttive del cardinale Bagnasco, si riducono a 3: inizio e fine vita, matrimonio, scuola libera in libera fede; queste 3 cose, si spiega, sono sorgenti dell’uomo, e quindi a partire da questi temi tutto il resto deriva.
La domanda è se vi siano qui criteri sufficienti per giudicare “tutta” la politica, e se i cattolici, pur di essere uniti, potrebbero appagarsi di fare solo questo. Ad esempio, con questo solo metro di giudizio, Obama non dovrebbe essere presidente degli Stati Uniti, e infatti i vescovi provarono a impedirlo, come già avevano fatto fallire la candidatura di Kerry contro Bush.
La domanda inoltre, ammesso che queste cose bastino a fare l’unità dei cattolici, è se poi i cattolici stessi non dovrebbero negoziare, volendo stare nello spazio della politica, i diversi modi in cui quei principi inviolabili possano essere tradotti nella legislazione concreta. L’ ipotesi “unitaria” di Todi deve misurarsi con queste domande. Se non ci saranno risposte soddisfacenti, non ha futuro.
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PAOLO FARINELLA

Sulla manifestazione del 15 ottobre è stato scritto tutto e il suo contrario. Non credo che valga la pena di «rimestare l’acqua nel mortaio». A me pare che «questo governo» abbia fatto di tutto per oscurare la manifestazione e quindi i fallimenti della sua assenza in Italia e all’estero, dove invece va a gonfie vele la satira boccaccesca sul debosciato di Arcore. E’ inconcepibile che in uno Stato moderno i servizi non sapessero e non potessero prevedere e prevenire lo sfascio che ci sarebbe stato. Lo hanno permesso, oso azzardare: lo hanno voluto.
Alla luce di questi fatti, l’ascolto delle intercettazioni del nano coi tacchi rialzati, acquistano un significato tragico e chiaro: «Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c’è un’alternativa). Uno che è capace di dire queste cose e di dirle sul serio, credendoci, è anche capace di pagarsi un mezzo migliaio di black bloc senza apparire oppure è capace di lasciarli scorazzare senza muovere un dito per poi approfittarne e chiedere leggi speciali, un governo forte che possa tenersi in piedi accorciando la democrazia, eliminando diritti e riportando tutto all’ordine della polizia. Come è pensabile che la polizia sia così cretina da farci una figura scema? Non è pensabile e allora c’è un trucco sotto e qualcuno prima o poi lo dovrà spiegare. Forse, però non c’è bisogno di spiegazioni perché la verità è davanti ai nostri occhi. Basta saperla cercare, cogliere e leggere.
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Sauro segnala:
Ma la Casta non si indigna di se stessa
Massimo Gramellini

Tremonti, sempre così lento quando cerca fondi per lo sviluppo, è stato rapidissimo a dire che i tagli saranno applica a tutti i dirigenti pubblici tranne che a ministri e sottosegretari. Non solo non verrà trattenuto neppure un euro, ma con la busta paga di novembre si vedranno restituire con tante scuse le decurtazioni dei mesi scorsi.
Da tempo attendiamo dalla Casta un segnale di rinsavimento, un gesto minimo di coerenza che inauguri qualche cambio d’abitudini. Per far digerire i sacrifici di Ferragosto ci avevano promesso la riduzione dei parlamentari, l’abolizione delle Province e altre prelibatezze. Ma che fine hanno fatto?
L’ abolizione di alcune Province, già annunciata in pompa magna dal governo, è attualmente congelata. E il ridimensionamento delle retribuzioni? Per essere sicuri che non si facesse, è stata istituita una commissione apposita che avrebbe dovuto decidere entro il 31 dicembre, se non fosse già nata con la deroga incorporata: fino al 31 marzo, quando si andrà a votare oppure si ricomincerà a prorogare. Ah, ma almeno per i vitalizi nessuna pietà. A-bo-li-ti. Dalla prossima legislatura, naturalmente. E solo dopo la creazione di un nuovo sistema previdenziale. Chi lo indicherà? Ma una commissione. Prorogabile.
Il sondaggio a Ballarò di Pagnoncelli era sconvolgente: il 61% ritiene che l’intervento prioritario contro la crisi non sia la detassazione del lavoro, la patrimoniale o un piano robusto di lavori pubblici, ma la riduzione del numero dei parlamentari. Gli stipendi e i rimborsi spese di senatori e deputati ci costano 200 milioni di euro l’anno. Dimezzandoli ne risparmieremmo 100. Una benedizione, ma pur sempre una goccia nell’oceano del debito pubblico, ormai prossimo alla soglia psicologica dei duemila miliardi.
Sembra un’opinione assurda, eppure gli italiani non sono stati affatto stupidi o qualunquisti. Hanno mandato un messaggio politico. Dai loro rappresentanti pretendono qualcosa di cui sentono d’avere terribilmente bisogno: il buon esempio. Provate a immaginare se domattina i leader di dx e sx si presentassero insieme in conferenza stampa per annunciare che lavreoranno gratis fino al termine della legislatura. Sarebbe un gesto populista? Può darsi. Ma li renderebbe più autorevoli nel momento in cui si accingessero a chiedere sforzi ulteriori ai contribuenti. Durante la tempesta i capitani che vogliono essere obbediti non si barricano nei propri appartamenti con le scorte di caviale, ma stanno in mezzo alla ciurma condividendone rischi e disagi.
La Casta è totalmente sganciata dal mondo reale. Altrimenti si sarebbe accorta che nel disprezzo che gli italiani manifestano per i suoi stipendi si cela un giudizio più profondo: il disprezzo per la Casta, per l’inutilità del suo lavoro e per l’incompetenza di una parte consistente dei suoi esponenti. Il problema vero non è che guadagnano troppo. E’ che fanno troppo poco per meritarsi quel che guadagnano.
Se intende sopravvivere, la democrazia non potrà più esaurirsi in una crocetta da apporre su una scheda ogni 5 anni. Solo ripartendo dal basso si potrà selezionare una classe dirigente nuova.
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STEFANO BENNI

E’ vero, c’è un clima nuovo in Italia. Avevamo tanti partiti ora ne abbiamo due: il centro destra e il centro-sinistra-verso-destra. Avevamo quattro stagioni e ora ne abbiamo due: afa o diluvio. Ci estingueremo pieni di sicurezza.
(Lo diceva nel 96. Come non passa il tempo!)

Questa sinistra mi mette tristezza e non me ne frega più niente di dirlo. A costo di far rivoltare nella tomba mio nonno stalinista. Non capisco questa corsa al Grande Centro che poi è un centrino da tavola, con due o tre ideuzze perbene apparecchiate. Non capisco questo mimetizzarsi da camaleonti dentro una politica che non s’ interessa più della polis, della comunità, ma solo della lotta per il danaro e per il potere. Tanto che bisognerebbe cambiarle nome, invece di Politica che so, Lucratica, Imperiotica. Sono stufo di sentirli parlare soltanto di Borsa e cambi. Di vederli copiare l’avversario, alla rincorsa dell’immagine. Berlusconi veste i suoi da ginnasti dell’Ottocento e li porta alle Bermuda? D’Alema convoca i Vip in convento. Dov’è la differenza?
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È una tranquilla notte di Regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono stati soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona.
L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti. Ognuno la porta via all’altro. Così dice un predicatore all’angolo della strada, uno dall’aria mite di quelli che poi si ammazzano insieme a duecento discepoli. Ce n’è parecchi in città. Dai difensori dei diritti dei piccioni alla Liga artica. Siamo una democrazia. Ogni tanto, sul marciapiede, si inciampa in qualcuno con le mani legate dietro la schiena. Forse la polizia lo ha dimenticato la notte prima. Ho guardato in alto, oltre le insegne illuminate e, obliqua su ungrattacielo, c’era la luna.
Le ho detto: Cosa ci fa una ragazza come te in un posto come questo?
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Se i tempi non chiedono la tua parte migliore inventa altri tempi.
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Uno non può fare l’eroe tutta la vita. Anzi, il più delle volte non può farlo per più di 10 minuti. Certo, in quei dieci minuti si vedono le cose diversamente.
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La mitezza è un privilegio grande ma il dolore la avvelena in un attimo, io esco da quella galera e la città è peggio che mai, la gente cade per terra, parla da sola, vomita e crepa e tutti passano e non hanno visto niente, e si affrettano a dare nuovi eleganti nomi alla loro corruzione, e ogni tanto parlano dell’uomo comune, ipocriti, l’uomo comune che vi piace è stupido e avido come voi, così lo vorreste, un vigliacco che può ammazzare per vigliaccheria, mentre loro ammazzano per necessità, per i loro divini soldi, Lucia, sono loro ora gli estremisti, violenti assassini estremisti dell’ideologia più ideologia del secolo, un’economia più sacra di una religione, più feroce di un esercito.
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Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee.
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Guardali bene. Guardali negli occhi. Hanno bei vestiti, belle etichette, begli incarti, ma sono velenosi
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Se i grandi non si sono ribellati, lo faremo noi. La storia ci guarda e non vorrei che vomitasse.
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“Proprio lui,” precisò Fimicoli “il generale Buonommo, essendo ormai al culmine della carriera, ha deciso di monetizzare la sua fama ed esperienza militare. E qual è lo stato con la maggior espansione e organizzazione bellica e soprattutto più dotato di capitali liquidi?”
“La Cina? la Svizzera? l’Australia?”
“No, signori,” disse Mussolardi “Cosa Nostra.”

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Non so se mi crederete. Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono
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E anche se il vento ci soffia contro, abbiamo sempre mangiato pane e tempesta, e passeremo anche questa.
……
Karl Marx. Il capitale

Il capitale fugge il tumulto e la lite ed è timido per natura…Il capitale aborre la mancanza di profitto o il profitto molto esiguo, come la natura aborre il vuoto. Quando c’è un profitto proporzionato, il capitale diventa audace. Garantitegli il dieci per cento, e lo si può impiegare dappertutto; il venti per cento, e diventa vivace; il cinquanta per cento, e diventa veramente temerario; per il cento per cento si mette sotto i piedi tutte le leggi umane; dategli il trecento per cento, e non ci sarà nessun crimine che esso non arrischi, anche pena la forca. Se il tumulto e le liti portano profitto, esso incoraggerà l’uno e le altre.

Sondaggio di Pagnoncelli a Ballarò (il 43% del campione non si è espresso)

Pdl, in calo, al 25,7%
Pd 27
Lega 9,6
Sel 9,2
IdV 8,9
Udc 6.8
M5S 4
Federazione della sx 1,3
La Destra 1,3

Il csx ha il 48,2%
Il cdx 38,8

Se il Pd si unisse col centro avrebbe il 58,8%. E il cdx il 39,1
Se il Pd si unisse a Sel.E il cdx al centro si avrebbe 50.9 contro 44,5
Insomma in tutti i modi il csx vince

Classifica dei leader
Draghi 51
Marcegaglia 51
Montezemolo 46
Tremonti 44
Maroni 44
Bersani 43
Vendola 43
Di Pietro 42
Casini 38
Renzi 37 (ma pochi in Italia lo conoscono)
Bonino 37
Alemanno 37
Bindi 36
Formigoni 34
Alfano 33
Monti 32
BERLUSCONI 28
Bossi 24

Non è che Bossi e Berlusconi se la passano molto bene
..
TAGLIARE LE CURE AI MALATI TERMINALI
Viviana Vivarelli

Bella l’America del progresso e della libertà!
Obama non ha tagliato un dollaro alle spese militari, né ha accresciuto di un dollaro le tasse ai magnati, ma ora taglierà le cure ai malati terminali.
Nemmeno Hitler avrebbe osato tanto contro il suo stesso popolo.
Ignazio Marino è un medico e chirurgo del Pd che difende le cure ai malati di cancro. Oggi attacca il decreto di B che intende tagliare le cure ai malati terminali.
In USA Obama è costretto a fare la stessa cosa dalla protervia dei repubblicani ch impediscono il suo piano per la riforma sanitaria e intendono togliere proprio quelle cure ai poveri malati di cancro, con l’alibi che i soldi mancano.
Ma, quando il governo italiano spende 25 miliardi di euro solo in nuove armi, e il governo USA ha speso 3000 miliardi di dollari solo in Iraq e Afghanistan, dire che mancano i soldi è una infamia.
Se i soldi ci sono per la casta, per i magnati, per i politici, per le lobbie, per la guerra, per le cricche, per la mafia, per l’evasione..ci devono essere anche per la sanità.
Quel neoliberismo che doveva portare benessere al mondo non solo è efferato ma trova emulatori, e Berlusconi va nella sua direzione, prendendo dagli Stati uniti non il meglio ma il peggio.
Obama troppe volte nei suoi discorsi ha raccontato in campagna elettorale che sua madre aveva trascorso i suoi ultimi mesi di vita nel tentativo disperato di ottenere un rimborso per le cure contro il cancro. Il suo timore era di lasciare la famiglia in cattive acque dopo la sua morte, proprio a causa del mancato rimborso. Invece di vivere tranquillamente i suoi ultimi giorni, la poveretta era costretta a una vera battaglia con le assicurazioni che si rifiutavano di rimborsarla perché era già affetta dalla malattia in passato. La riforma di Obama voleva cancellare questo che un incubo per tanti americani vittime di malattie croniche che si vedono negare i rimborsi dalle assicurazioni per patologie precedenti.
Da noi invece il tentativo di Berlusconi è di distruggere la sanità e l’intero welfare senza togliere un euro alla Casta, ai corrotti, agli evasori e ai più ricchi
..
Non c’è peggiore Destra di una forza di Sinistra che fa una politica di Destra

Ah, guarda, è saltato il piano per lo sviluppo!
Non ci sono soldi
Però c’erano 2 miliardi per la guerra libica e afgana
25 miliardi per le nuove armi per divertire La Russa
6 navi scorta da regalare al Panama
24 miliardi per mantenere il carrozzone politico
un miliardo e mezzo solo il Parlamento
4 miliardi per la Chiesa
17 miliardi per mantenere le Province
28 milioni per mantenere il Quirinale
4 miliardi per Palazzo Chigi
98 miliardi evasi da regalare alle lotterie
20 miliardi per la Tav in Valsusa
21 miliardi per le auto blu
5 miliardi solo per Lavitola
e c’erano pure 400 milioni per rimandare il referendum
e persino 800.000 euro per la moglie di Bossi

ma si sono dovute tagliare per 3 miliardi le forze di polizia
e persino le guardie di finanza -chissà che dolore-
e anche i pompieri, tanto in Italia gli incendi non scoppiano mai
epperò non ci sono soldi per lo sviluppo.
Ma va?!

ER PELLICCIA
Vv

Fabrizio Filippi, il ragazzo romano, immortalato mezzo nudo mentre lancia l’estintore, ha una buona scappatoia per salvarsi: non dica di essere solo e di aver seguito un impulso isolato, dica di far parte di “banda armata”!
Maroni non ha appena ‘depenalizzato’ il reato di banda armata per chiudere il processo a 37 pirlotti padani?
Armato er pelliccia era, la banda l’abbiam vista.
E così, grazie alla legge immonda che Maroni ha fatto per salvare se stesso e compagni, non potrà essere perseguito “perché il reato non sussiste”.
Alé! Un’altra bella chiorbata della Lega! Per la serie ‘se non siam vandali, non li vogliamo!’

In quanto a Di Pietro, ha appena smentito in televisione di aver richiesto il ritorno della legge Reale- eppure pareva- vuole solo, dice, che alle manifestazioni si estenda la legge Daspo, creata per mantenere l’ordine pubblico negli stadi.
Ah, allora andiamo proprio bene!
Intanto, sempre per la serie “sicurezza agli italiani”, le forze di polizia, la GdF e i pompieri hanno subìto un bel taglio di 3 miliardi. Se gli italiani vogliono sicurezza, se la paghino da soli! Come fa Berlusconi! 700 bodyguard, più dei pretoriani degli imperatori romani! E si tolgono il pensiero!
..
Esecrazione unanime su ‘er pelliccia’ che lancia un estintore contro la polizia italiana. Di Pietro e Maroni vogliono leggi speciali, fermo immediato, processo per direttissima e 16 anni di galera.
Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, avrebbe realizzato una maxi frode fiscale con altri 16 manager della banca, sottraendo allo Stato 245 milioni, con interessi travestiti da dividendi, in quanto Unicredit avrebbe dovuto pagare le tasse sul 100% degli interessi di deposito interbancario e invece ha pagato soltanto il 5% sui dividendi dell’apparente operazione «pronti contro termine», perché per legge essi sono deducibili al 95%. Chissà quante altre banche hanno fatto questo grazioso giochino e chissà quanti miliardi sono stati sottratti in questo modo al popolo italiano.
Stranamente nessun rappresentante di governo o dell’opposizione chiede il fermo immediato, leggi speciali contro le banche, processi per direttissima e parecchi anni di galera. Anzi Profumo è uno dei candidati a un prossimo governo e il prescelto da Veltroni. Manca anche l’esecrazione popolare e la foto di Profumo con la benda sul viso che depreda il popolo italiano lanciando dei dividendi.
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Lalla segnala
Caso Satyricon, Mediaset perde in appello

Niente diffamazione per Travaglio e Luttazzi.
Le origini dell’impero di Berlusconi e i suoi rapporti con Mangano: tutto contenuto nel libro “L’odore dei soldi” che l’attuale vice direttore del Fatto andò a presentare il 14 marzo 2001 nella trasmissione satirica di Raidue
Mediaset non fu diffamata nel 2001 da Marco Travaglio e Daniele Luttazzi: è stata la Corte di Appello di Roma a confermare la sentenza di primo grado in merito al “caso Satyricon”, respingendo le richieste della società presieduta da Fedele Confalonieri di condannare il giornalista e il comico a risarcire i danni da diffamazione. La Corte ha di conseguenza condannato l’azienda della famiglia Berlusconi al rimborso delle spese processuali, non solo nei confronti di Travaglio e Luttazzi, ma anche della Rai e della Ballandi Entertainment.
Il caso si riferisce alla puntata di Satyricon del 14 marzo 2001: durante la trasmissione, in onda su Raidue (diretta da Carlo Freccero, anche lui denunciato), Luttazzi fa intervenire Travaglio per parlare del libro “L’odore dei soldi”, scritto a quattro mani con Elio Veltri. Una storia non autorizzata, delle origini delle fortune economiche di Berlusconi, dei segreti meccanismi finanziari che sancirono la nascita della Fininvest, oltre che della presenza ad Arcore del mafioso Vittorio Mangano.

RIDIAMARO : – )

Enrico Carlo
Fini condanna duramente i black bloc chiamandoli “camerati””.
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Mauro
Berlusconi mantiene la maggioranza. Salvo d’acquisto!
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Spinoza
Roma, poche centinaia di teppisti causano danni incalcolabili. Votando la fiducia.
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Berlusconi mantiene la maggioranza dei parlamentari. Ormai è l’unico modo.
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Berlusconi: “Non sarò capro espiatorio”. Nessun colpevole lo è.
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Solo i radicali rimangono a sentire il discorso del premier. Sono abituati a bersi di tutto.
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Rendiconto di bilancio, governo battuto per un voto: quello di Tremonti. Il suo primo calcolo azzeccato.
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Scilipoti smentisce chi gli aveva dato del venduto. Si trattava di noleggio.
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Centro di Roma messo a ferro e fuoco. Come a ogni fine impero.

Lancio di lacrimogeni a San Giovanni. In fuga gli altri apostoli.
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Scontri, cariche e lacrimogeni nel centro di Roma. Grande successo per la cerimonia di beatificazione di Cossiga.
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La polizia ha caricato i black bloc. “Dai! Dai! Dai!”
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In fiamme un blindato della polizia. Che tristezza, sarebbe andato in pensione domani.
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I manifestanti hanno battuto le mani ai poliziotti. Volevano confonderli con nuovi ordini.
(Anche i dimostranti applaudono gli agenti. Mi domando che cazzo si inventerebbe Pasolini adesso)
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Gli indignados protestano anche a Zurigo. I più estremisti hanno calpestato un’aiuola.
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La polizia ha sparato lacrimogeni del 2006. Per veri intenditori.
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Camionette della Polizia a tutta velocità fra la folla. Poverini, hanno così poche occasioni di fare festa!
..
Incappucciati
JENA
Ma chi era quell’incappucciato che parlava al telefono con Lavitola?

Anche gli incappucciati,
a modo loro, hanno votato
la fiducia al governo.
.
BLACK BLOC

I 300.000 indignados li abbiamo visti
I 500 vandalos pure
I 300.000 di Bossi li stiamo ancora aspettando
Ora ci manca di vedere i “milioni” di Berlusconi
all’assalto dello Stato
Ma con le armi o senza?
Praticamente un’adunata di mafia, camorra e ‘ndragnheta tutta assieme.
..
Quelli del PD non hanno fatto in tempo a salvare Profumo dalle toghe rosse.
Morris Fleed
..
Il tizio che lanciava l’ESTINTORE nella foto del post dell’altro ieri, è stato arrestato e quando gli hanno chiesto “Perché hai lanciato l’estintore?” ha risposto: “volevo spegnare un incendio!”.
Adesso abbiamo la prova provata che era un CARABINIERE!!
Davide Lak
..
Diego
BUON GIORNO A TUTTI E BENVENUTI AL TG DEI PUFFI:
LOMBARDIA: La Lega, il partito della libertà, tradisce il mandato dei propri elettori, i quali vengono pure messi a tacere al riparo dai giornalisti;
– MOLISE: il Pdl vince in Molise contro il Pd, che ha candidato ex Pdl; disorientati gli elettori che non capiscono più niente, infatti circa 10.000 persone hanno votato Pdl ma con preferenza al Pd, che ha rischiato quasi di vincere
– ROMA: Di Pietro che appoggiava gli indignados e la base delle proteste vere, adesso evoca leggi di limitazione delle libertà; degli indignados e delle richieste del popolo non parla più nessuno;
– MILANO: il gup di Milano nel caso Mediatrade procede contro il figlio di B e contro il presidente della sua azienda, ma B stesso -il vero capo dell’ azienda- viene prosciolto;
– ROMA: nel pieno della debacle finanziaria il debito pubblico scende;
– USA: i rating delle nazioni che creano sballi finanziari da miliardi di euro, continuano ad essere sentenziati da aziende che hanno creato consapevolmente con i loro svarioni la crisi del 2008;
– MILANO: Ruby Marocchina è la nipote di Mubarak l’egiziano;
– ROMA: alcune soubrette vengono aiutate dal Presidente del Consiglio, perché in stato di necessità: infatti vengono donate auto di moda, pellicce, gioielli, contanti, tutti beni di prima di necessità;
– ROMA: il Governo vuole il processo lungo perché lo chiedono gli italiani, ma non passa, allora il governo vuole il processo breve perché lo chiedono gli italiani ma non passa; non si sa più come accontentare questi italiani;
– MILANO: centinaia di firme raccolte da Formigoni potrebbero essere false e rendere nulla l’elezione, ma i tempi della giustizia sono così lunghi che lo sapremo, forse, quando lui sarà in pensione; intanto si processa per direttissima a Roma una ladra di una mela ai grandi magazzini, che passa 48 ore in carcere;
..
Jena
UNICREDIT
A proposito di banche bruciate.
..
RAEL
Riguardo all’intercettazione di B che evoca con LaVitola una “rivoluzione”: l’assedio del Palazzo di Giustizia da parte dei sostenitori di B sarebbe un po’ come il rogo del Reichstag, ma con l’attenuante della demenza senile.

IL CAPO DEI BLACK BLOC

(dalle intercettazioni di B a Lavitola) “Portiamo milioni in piazza
Facciamo fuori il Palazzo di Giustizia di Milano
Diamo l’assedio a ‘Repubblica’
Cose di questo genere
Non c’è alternativa.

Come diceva Orwell è tutta questione di linguaggio
Ai piani bassi si chiama eversione
A quelli alti ‘Golpe’
La prima riscuote l’esecrazione dei benpensanti
Il secondo riscuote voti
..
http://masadaweb.org

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