Nuovo Masada

ottobre 4, 2011

MASADA n° 1323 4/10/2011 L’IMMONDO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:54 pm

Il sito di satira Nonciclopedia fatto chiudere – No netto di Napolitano alla secessione – Bagnasco contro Berlusconi – Il macello bancario – La maggioranza difende il Ministro Romano, accusato di vicinanza alla mafia – Bancocrazia – 3.000 miliardi di euro per salvare le banche – Arriveremo alla legalizzazione della mafia, come chiedeva Miglio – Berlusconi e la beneficenza – L’attacco della Marcegaglia – La Gelmini, un disastro nazionale- Il popolo americano si ribella al neoliberismo

Stefano 51
BERLUSCONI: M’illumino d’immondo
..
Emily Dickinson

Ci abituiamo al Buio –
Quando la Luce è messa via –
Come quando la Vicina regge il Lume
Per testimoniare il suo Arrivederci –

Un Momento – facciamo un passo incerti
Per la novità della notte –
Poi – adattiamo la Vista al Buio –
E affrontiamo la Via – eretti –

E così è per più grandi – Oscurità –
Quelle Notti della Mente –
In cui nessuna Luna svela un segno –
O Stella – appare – dentro –

I più Coraggiosi – brancolano un po’ –
E talvolta picchiano contro un Albero
In piena Fronte

CHIUSURA DI NONCICLOPEDIA

Andiamo male, molto male.
Non so se la Cina è vicina, ma il gulag è dietro la porta.
Nonciclopedia è un sito satirico impostato sulla falsariga di Wikipedia: dunque tantissime voci, scritte a più mani, caratterizzate da uno stile assolutamente dissacrante.
Migliaia e migliaia di pagine dove praticamente ogni personaggio noto viene sbeffeggiato. Satira appunto, con una comicità più o meno riuscita ma assolutamente chiara nel suo intento scherzoso. Chi non l’ha presa a ridere è per l’appunto Vasco: i suoi legali avrebbero contattato i responsabili del sito chiedendo la rimozione della pagina dedicata al cantante “poiché gravemente diffamatoria”.
Secondo la ricostruzione fatta dai responsabili del sito (manca, per ora, la versione di Vasco), “Nonciclopedia risponde all’avvocato, spiegandogli brevemente cos’è Nonciclopedia, che non è in grado di fornire i dati degli utenti, mostrandosi infine disponibile ad eliminare dalla pagina le parti diffamatorie che saranno indicate dallo stesso avvocato, come già successo in passato con altri personaggi che hanno segnalato la loro pagina”. Da quel momento, degli avvocati di Vasco nessuna traccia. Ma gli amministratori del sito sono stati convocati un paio di volte dalla polizia postale. Tanto è bastato per prendere la decisione di chiudere uno spazio libero di satira che stava diventando troppo complicato da gestire: “A seguito di questi fatti, gli amministratori hanno deciso di chiudere il sito a tempo indeterminato. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a questo meraviglioso e speciale sito, ma ancora di più ringraziamo tutti i nostri lettori per averci dedicato anche un solo minuto. Nonciclopedia chiude”.
Sia maledetto Vasco Rossi e tutti i megalomani che si chiedono tiranni del mondo!
Non c’è che dire, questo paese è fondato sull’imbecillità e il servilismo, ma un paese in cui si chiudono i siti di satira è un paese bell’e morto.

“Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.
A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia,paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.”

Primo Levi

Estrellita cita

E – vi preghiamo – quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale.
Di nulla sia detto: “è naturale” in questi tempi di sanguinoso smarrimento,
ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità,
così che nulla valga come cosa immutabile.

Bertolt Brecht (da L’eccezione e la regola, 1930)

Mariapia manda
Questo Tempo

Mio animale, mia età, chi mai saprà
guardarti negli occhi?
Crudele e debole restituirai lo sguardo
con il sorriso sciocco:
un animale che poteva correre una volta,
continuando a fissare le sue stesse tracce

Osip Mandelstam
..
NO NETTO DI NAPOLITANO ALLA SECESSIONE
Viviana Vivarelli

Trovo grottesca, dopo 20 anni di chiacchiere piazzaiole, l’indignazione dei leghisti alle parole schiette e precise di Napolitano che boccia la secessione. E, scusate, ma è davvero ipocrita quella frase di Maroni circa l’autodeterminazione dei popoli. Mi chiedo che significato diano i leghisti a questa volontà popolare e se, riducendola a una richiesta di un federalismo da barzelletta, non l’abbiano deprivata di ogni significato ulteriore che riguardi la sostanza democratica.
Mentre altre formazioni sociali e politiche cercano in ogni modo di aumentare il grado di democrazia di questo paese, lottando contro un governo che quella democrazia attacca ogni giorno, essi si sono alleati proprio a chi tenta di eliminare le libertà democratiche, oggi la libertà all’informazione e all’espressione, ieri il diritto sovrano degli elettori di scegliere i propri rappresentanti o quello di dire di no con 3 referendum a 3 atti gravissimi del governo sull’acqua,il nucleare e l’uguaglianza di tutti davanti alla legge, sempre la libertà di processare e cacciare i politici colpevoli di reati o di frenare gli sprechi della casta.
Di qualunque diritto popolare si tratti, i capi della Lega sono sempre contro. Non solo hanno cercato di boicottare la volontà popolare nei referendum, di espropriare il popolo della sovranità, di svendere i beni di tutti, di imporre tagli indecenti ai servizi sociali, ma mi chiedo come mai la volontà popolare circa il finanziamento pubblico ai partiti espressa in forma referendaria è stata ignorata e anzi la Lega ci aggiunto di suo il finanziamento pubblico ai giornali (20 milioni solo a Lavitola). Come mai la volontà popolare è stata ignorata sull’abolizione delle Province, lo scandalo delle quote latte, i premi fiscali o lo scudo agli evasori, la lotta alle cricche, il piano per i rifiuti, il dimezzamento del Parlamento, la cacciata dei corrotti pubblici, la lotta alla mafia e alla camorra? Dov’era il rispetto dell’autodeterminazione dei popoli in tutti questi casi?
Quando si difende l’autodeterminazione del popolo, il popolo di cerca di difenderlo, non di opprimerlo, e i diritti popolare si cerca di aumentarli, non di diminuirli.

DI PIETRO

“Va purificata l’aria”. Non lo dico io, né l’opposizione. Lo dice il cardinal Bagnasco a nome dell’intera Chiesa. Sono le parole più severe mai usate dai vescovi contro un leader politico
B è solo. Non lo vuole più nessuno, nemmeno quelli che fino a ieri erano suoi alleati. La presidente di Confindustria lo scarica ogni giorno. Gli editorialisti gli chiedono di farsi da parte. All’estero non può più farsi vedere e quando si tratta di ringraziare gli alleati per la guerra libica, Obama neanche nomina l’Italia.
Eppure quest’uomo e questo governo ridotti al lumicino sono più pericolosi che mai. Sono disperati, quindi pronti a tutto. B non teme solo di perdere il potere, teme di dover fare i conti con la giustizia senza più scudi e corazze a garantirgli l’impunità. Pur di evitarlo sta facendo e farà di tutto.
Basta aprire un giornale. Domani la maggioranza cercherà di salvare Romano, un ministro indagato per legami con la mafia che in nessun altro Paese civile sarebbe accettato non dico al governo ma neppure in maggioranza. In nome della lotta alla criminalità organizzata Brunetta ha pure provato a far eliminare il certificato antimafia. Pensa che la parte peggiore di questo paese siano i precari, non la mafia.
Domani la maggioranza cercherà di imporre la nuova legge bavaglio contro le intercettazioni, un altro regalo ai delinquenti con norme liberticide e fasciste studiate per far tacere la rete. Ed è inutile sperare che il dittatorello asserragliato nel bunker si fermi qui
Bisogna fermarlo, e c’è un modo solo. Che i cittadini si facciano sentire in tutti i modi possibili. Fino a che la loro voce non troverà ascolto anche nell’unica sede che può dire basta a questo scempio, la presidenza della Repubblica

BAGNASCO CONTRO BERLUSCONI
Dal suo discorso:

“I cattolici sono più uniti di quanto taluno non vorrebbe credere.
Spetta ad altri dar conto degli scenari che si presentano sul versante economico-sociale; per parte nostra siamo specialmente in apprensione per le pesanti conseguenze sulla vita della gente e gli effetti interiori di questa crisi che, a tratti, sembra produrre un oscuramento della speranza collettiva. Se ne vede traccia in certa perplessità trascinata e stanca, in una amarezza dichiarata, in un risentimento talora sordo, in un cinismo che denuncia una sconfortata rassegnazione. Circola l’immagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile. Ebbene, in quanto Vescovi non possiamo essere spettatori intimiditi;
Situazioni altrimenti incresciose si sono verificate nelle capitali di vari Paesi europei, con risvolti tuttavia più complessi del passato. In particolare, la tipologia dei saccheggi ha interrogato le rispettive società, specialmente per quell’aspetto consumistico che fa intendere come si sia giunti ad un’ulteriore fase di individualismo esasperato e possessivo. «Prendo quello che voglio, perché posso»: sembra questa la spiegazione più pertinente di quanto accaduto. Ma è proprio sul fronte indicato da una simile espressione che bisogna condurre con onestà la disanima meno ipocrita. Quanti oggi, nel mondo che conta, volteggiano come avvoltoi sulle esistenze dei più deboli per cavarne vantaggi ancora maggiori che in altre stagioni? Questo «individualismo esasperato e possessivo» non è forse alla radice di tanti comportamenti rapaci?.
La globalizzazione resta non governata, e sempre più tende ad agire dispoticamente prescindendo dalla politica. La finanza «è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti. E fenomeni di speculazione dannosa si verificano anche con riferimento alle derrate alimentari, all’acqua, alla terra, finendo con impoverire ancor di più quelli che già vivono in situazione di grave precarietà» Nessuna nuova istituzione internazionale è stata nel frattempo messa in campo col potere di regolare appunto la funzionalità dei mercati allorché questi risultino anomali. Le agenzie che classificano l’affidabilità dei grandi soggetti economici hanno continuato a far valere la loro autarchica e misteriosa influenza, imponendo ulteriori carichi alle democrazie. Dal canto suo, l’Europa ha fatto fronte in ritardo e di malavoglia alle emergenze, incapace di esprimere una visione comunitaria inclusiva dei doveri propri della reciprocità e della solidarietà, soprattutto rivelando ancor di più lo squilibrio tra l’integrazione economica, di cui l’euro è espressione, e un’integrazione politica, ancora inadeguata, pesantemente burocratizzata e invasiva. Chi può, o ritiene di potere, a prescindere da ciò che è legittimo, giusto, onesto?
Ci preoccupa come Vescovi l’assenza di un affronto serio e responsabile del generale calo demografico, e quindi del rapporto sbilanciato tra la popolazione giovane e quella matura e anziana. Il fenomeno va ad interessare anche le funzioni previdenziali e pensionistiche non solo delle generazioni a venire ma già di quanti sono oggi giovani. Se non si riescono a far scaturire, nel breve periodo, le condizioni psicologiche e culturali per siglare un patto intergenerazionale che, considerando anche l’apporto dei nuovi italiani, sia in grado di raccordare fisco, previdenza e pensioni avendo come volano un’efficace politica per la famiglia, l’Italia non potrà invertire il proprio declino: potrà forse aumentare la ricchezza di alcuni, comunque di pochi, ma si prosciugherà il destino di un popolo.
Conosciamo le preoccupazioni che pulsano nel corpo vivo del Paese, e non ci sfugge certo quel che, a più riprese, si è tentato di fare e ancora si sta facendo per fronteggiarle. L’impressione tuttavia è che, stando a quel che s’è visto, non sia purtroppo ancora sufficiente. Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole «della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda» Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. Da più parti, nelle ultime settimane, si sono elevate voci che invocavano nostri pronunciamenti.
Tornando allo scenario generale, è l’esibizione talora a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato. Da una situazione abnorme se ne generano altre, e l’equilibrio generale ne risente in maniera progressiva. È nota la difficoltà a innescare la marcia di uno sviluppo che riduca la mancanza di lavoro, ed è noto il peso che i provvedimenti economici hanno caricato sulle famiglie; non si può, rispetto a queste dinamiche, assecondare scelte dissipatorie e banalizzanti. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto. Solo comportamenti congrui ed esemplari, infatti, commisurati alla durezza della situazione, hanno titolo per convincere a desistere dal pericoloso gioco dei veti e degli egoismi incrociati
L’altro fronte vitale per la nostra democrazia è l’impegno di contrasto all’evasione fiscale. Difficile sottrarsi all’impressione che non tutto sia stato finora messo in campo per rimuovere questo cancro sociale, che sta soffocando l’economia e prosciugando l’affidabilità civile delle classi più abbienti. Il grottesco sistema delle società di comodo che consentono l’abbattimento artificioso dei redditi appare – alla luce dei fatti – non solo indecoroso ma anche insostenibile sotto il profilo etico. Bisogna che gli onesti si sentano stimati, e i virtuosi siano premiati. Sono tanti i cittadini per bene e le famiglie che adempiono positivamente i loro compiti. A un’osservazione attenta, le ragioni per cui guardare avanti ci sono: la strada si è fatta più impervia e il consumismo potrebbe averci fiaccato, ma il popolo italiano odierno sa di non essere da meno delle generazioni che l’hanno preceduto. E sa anche che le conquiste di ieri hanno oggi bisogno di essere riguadagnate: il «parassitismo esistenziale» infatti è solo istinto di psicologie fragili e derelitte. Il brontolio sordo non aiuta a vivere meglio, demotiva anzi ulteriormente. La gente di questo Paese dà il meglio di sé nei momenti difficili: certo, le occorre per questo un obiettivo credibile, per cui valga la pena impegnarsi. Questo obiettivo c’è, e coincide con il portare l’Italia fuori dal guado in cui si trova anche per un certo scoramento. Portarla fuori perché sia all’altezza delle proprie responsabilità storiche e culturali. Il che significa darle il futuro che merita, e che serve al mondo intero. L’Italia ha una missione da compiere, l’ha avuta nel passato e l’ha per il futuro. Non deve autodenigrarsi! Bisogna dunque reagire con freschezza di visione e nuovo entusiasmo, senza il quale è difficile rilanciare qualunque crescita, perseguire qualunque sviluppo
Sta lievitando infatti una partecipazione che si farebbe fatica a non registrare, e una nuova consapevolezza che la fede cristiana non danneggia in alcun modo la vita sociale. Anzi! A dar coscienza ai cattolici oggi non è anzitutto un’appartenenza esterna, ma i valori dell’umanizzazione: chi è l’uomo, qual è la sua struttura costitutiva, il suo radicamento religioso, la via aurea dell’autentica giustizia e della pace, del bene comune… Valori – lo diciamo solo di passaggio – che si sta imparando a riconoscere e a proporre con crescente coraggio, e che in realtà finiscono per far sentire i cattolici più uniti di quanto taluno non vorrebbe credere. Nel contempo, sempre di più richiamano anche l’interesse di chi esplicitamente cattolico non si sente. A un tempo, c’è un patrimonio di cultura fatto di rappresentanza sociale e di processi di maturazione comunitaria. Dove avviene qualcosa di simile, nel contesto italiano? Ebbene, questo giacimento valoriale ed esistenziale rappresenta la bussola interiormente adottata dai cattolici, e da esso si sprigionano ormai ordinariamente esperienze che sono un vivaio di sensibilità, dedizione, intelligenza che sempre più si metterà a disposizione della comunità e del Paese. Non sempre tutto è così lineare, è vero. Lentezze, chiusure, intimismi restano in continuo agguato, ma ci sembra che una tensione si vada sviluppando grazie alle comunità cristiane, alle molteplici aggregazioni ecclesiali o di ispirazione cristiana, e grazie anche al lavoro realizzato dai nostri media, che sono diventati dei concreti laboratori di idee e dei riferimenti ormai imprescindibili. Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni.
La transizione dei cattolici verso il nuovo inevitabilmente maturerà all’interno della transizione più generale del Paese, e oserei dire anche dell’Europa, secondo la linea culturale del realismo cristiano, e secondo quegli atteggiamenti culturali di innovazione, moderazione e sobrietà che da sempre la connotano. È forse «pensabile – si chiedeva il Rettore magnifico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, professor Lorenzo Ornaghi – che rispetto a tale politica risultino latitanti, facilmente emarginabili, irrilevanti, non tanto singole personalità cattoliche, quanto i cattolici italiani come presenza vitale e immediatamente riconoscibile, perché efficacemente organizzata?»
(Intervista ad Avvenire)

COMMENTO
Viviana Vivarelli

Beh, la Chiesa ci ha messo parecchio a scegliere l’unica via ormai possibile: la condanna di B, e vediamo chiaramente che i suoi vertici sono ancora talmente ammanicati da non nominare direttamente l’Innominabile e da tenersi al momento su una condanna generica, come fa anche Napolitano, per quel savoir faire che fa sì che le grandi istituzioni non si combattano mai apertamente in virtù di interessi reciproci.
Ma, bene o male, e con tutti i distinguo e le cautele del caso, anche la Chiesa si è allineata, assieme a Confindustria, alla condanna di questo personaggio spregevole che in 18 anni ha distrutto, come dice Bagnasco, “la morale, l’etica e l’economia” di questo paese. La morale, che è la condotta individuale in quei canoni virtuosi che, solo se introiettati, creano l’uomo onesto; l’etica, che è l’insieme delle regole di buona condotta che governano uno Stato; e l’economia, che è la guida amministrativa e finanziaria saggia e ragionevole che un paese deve avere.
In tutti i campi B ha fallito, e ogni giorno ancora che resterà al potere sarà di danno per noi tutti, come prova con estrema chiarezza il suo tentativo odierno di oscurare i blog, di stoppare le intercettazioni e di dare un ulteriore aiuto alla mafia sia impedendo il processo di Romano, che eliminando dagli appalti i certificati antimafia, come se non bastassero quei Piani Obiettivo che già fin’ora hanno bypassato le leggi e i controlli, permettendo alle peggiori cricche delinquenziali di impossessarsi degli appalti pubblici e delle finanze di noi tutti. Con l’infame proposta di Brunetta sarebbe come se lo Stato cedesse, anche formalmente, alla mafia, aprendole come a un socio legalizzato. Uno sdoganamento che speriamo sia l’ultimo passo di questo schifo e che Maroni ha per fortuna stoppato. Ma lo stesso Maroni ha poi votato a favore di un Ministro colluso con la mafia, squalificandosi per sempre.
Ormai a difendere B restano: una odiosa maggioranza, la mafia, la camorra, la ‘ndragheta, il paese peggiore e la Lega.
Ognuno tragga le sue conclusioni.

DON ALDO
Bello grande e strepitoso, ciò che è avvenuto in questo lunedì 26 settembre (discorso di Bagnasco).
Sia gloria a Dio e, per dirla con il salmista,
“i fiumi battano le mani
esultino insieme le montagne”!
(Salmo 98)
Una rivoluzione da sogno!
Questa chiesa nella quale la base sollecita le gerarchia, i soldati svegliano le sentinelle e le sentinelle si sono svegliate dal loro lungo sonno.
Sì, avete capito bene.
Il mio plauso non va ai Vescovi Italiani né al loro presidente mons. Bagnasco, le cui parole, tardive e, come da acclarato connubio, generiche, non servono più di tanto.
No.
Il plauso e la gioia è vedere questa chiesa di base che si sveglia e sveglia coloro che dovrebbero tenerla sveglia!
Le comunità locali e i settimanali diocesani non tacciono e coloro che per ruolo istituzionale, gli “episcopoi”, dovrebbero vigilare e sorvegliare, sono stati costretti a venire allo scoperto, a uscir fuori dal loro interessato e vile silenzio.
E’ poco, ma è già tanto.
Che vivano i cristiani indomiti ed indomabili. Viva la chiesa che grida e protesta.
Che viva il popolo dei controcorrente.
E nessuna compiacenza con la pronunce tardive, generiche ed equivoche.
La denuncia della Cei è tardiva perché il danno ormai è dato.
Il porco ha riempito il parlamento di maiali, servi e mafiosi, che si proteggono e difendono a vicenda.
La denuncia, oltre che tardiva, è anche generica: non si fanno nomi; al punto tale che neanche il serpente cattolico Lupi si sente toccato.
Equivoca perché sincerità vorrebbe che dopo anni di prostitutiva convivenza si chiedesse perdono al popolo italiano per l’appoggio, il supporto e la benedizione offerta allo stupratore della democrazia italiana, al ricattatore dei servi e al millantatore delle libertà.
I vescovi italiani, nella loro maggioranza, devono chiedere perdono per i peccati di prostituzione e di simonia: per un piatto di lenticchie hanno venduto al principe egocrate l’anima loro e quella del popolo che dovevano servire e di cui si sono serviti.
Il degrado che lamentano è stato il prodotto della loro ignavia e del loro asservimento.
Aldo Antonelli

MA QUANDO MAI
Viviana Vivarelli

Ma quando mai per salvare uno che ha debiti lo si costringe a fare altri debiti e a tassi sempre più usurai, forzandolo a vendere tutto quello che ha, a non comprare più nulla, a bloccare qualsiasi azione, a perdere anche il lavoro o a svendersi come uno schiavo per tre lire e senza diritti?
Ma quando mai una crisi che è nata dai titoli tossici e dalle manovre speculative criminali delle banche e della Borsa può essere corretta premiando le stesse banche con 3.000 miliardi di euro e senza chiedere nemmeno qualche piccola regola in contropartita?
Ma quando mai un piano per lo sviluppo dovrebbe comprendere il licenziamento libero, l’abolizione delle certificazioni antimafia e il bavaglio sul web?
E quando mai chi porta a fallimento uno Stato, come una impresa, non viene preso a calcioni sul didietro, non viene processato per il male che ha fatto e non viene costretto a risarcire in solido le persone che ha truffato pena il carcere?
Soprattutto quando mai i responsabili criminosi di questa crisi non sono già stati rovesciati dalle loro poltrone?

Luigi
3000 miliardi di euro per salvare l’euro e le banche che hanno troppi titoli greci!
3000 miliardi!
Per colpa dei titoli greci!
La Grecia ha un Pil intorno ai 350 miliardi di $
ed un debito intorno ai 550 Miliardi di $!
Ora basta guardare le cifre per arrivarci!
Se due-tre anni fa si fossero dati 400 miliardi di euro alla Grecia, a fondo perduto, cioè si fosse praticamente annullato il debito greco, oggi non ci sarebbe bisogno di stanziarne 3000, visto anche che la crisi greca ha fatto da innesco a quella italiana e spagnola!
C’è in giro una pesante aria di presa per il culo!

IL MACELLO BANCARIO
Claudio Martinotti

Il gregge è pregato di non farsi tosare o peggio “macellare” dai banchieri centrali.
Il gruppo di potere dei banchieri mondiali sta sparando le ultime cartucce per ritardare l’inevitabile collasso del loro sistema fondato sulla creazione di moneta dal nulla (fiat money) completamente slegato dal gold standard e basato sulla riserva frazionaria, con un controllo coercitivo del mercato tramite fissazione del tasso di interesse e quindi del costo del denaro ed interventismo statale keynesiano nell’economia.
Quali sono queste cartucce?
L’abbattimento del valore dell’oro e dell’argento e delle commodities in genere per simulare deflazione, per giustificare prossime colossali iniezioni di liquidità nei mercati (QE, Quantitative Easing per migliaia di miliardi di dollari) per sostenere un’economia artificiosa e fasulla basata sull’espansione del debito pubblico e privato (secondo gerarchie precise, per cui ai cortigiani di ultima istanza pervengono solo le briciole, cioè le mance ed elemosine per la loro compiacenza e corruzione), che inevitabilmente genera malinvestimenti, mentre nei confronti del gregge o parco buoi, cioè dei creduloni e dei lavoratori onesti, si applica l’esproprio dei loro risparmi e patrimoni tramite le tasse, gli interessi usurai, le confische dei beni non pagati per insolvenza, e soprattutto tramite quella tassa occulta e poco capita e conosciuta che è la “vera inflazione”, quella monetaria, per cui si perde il potere d’acquisto del proprio denaro di carta e quindi si diventa più poveri ed i patrimoni perdono valore (ad esempio quelli immobiliari, destinati a cadute vertiginose, e gli italiani saranno i più colpiti essendo grandi proprietari immobiliari).
Le grosse banche in questo periodo sono disperate, non sanno più come fregare i clienti, che sempre più diffidenti non ricomprano come prima titoli di stato ed obbligazioni e fondi comuni e fondi pensione ed assicurativi, ma addirittura OSANO ritirare liquidità dai conti correnti e comprare oro ed argento. Ed allora ecco che ogni tanto la grande coalizione dei banchieri centrali e mondiali intervengono per abbatterne drasticamente il valore di riferimento e spaventare gli ultimi arrivati che hanno osato sottrarsi dal loro condizionamento e giogo culturale, così memori della sonora batosta ricevuta, torneranno all’ovile per continuare a farsi fregare dai consigli dei funzionari degli sportelli bancari o dei promotori finanziari.
L’equivoco di fondo è che anche quando capiscono che stanno fregandoli in qualche modo, si avvicinano all’oro ed all’argento con un approccio culturale errato, come si trattasse di un investimento alternativo, COSI’ NON E’. Non sono investimenti, ma l’oro e l’argento sono la VERA MONETA, il vero DENARO, lo è sempre stato nella storia dell’umanità, ed il gold standard è esistito (almeno parzialmente) fino al ferragosto del 1971 quando Nixon mando a gambe all’aria gli accordi di Bretton Wood del luglio del ’44 e liberalizzò la stampa infinita di dollari di carta il cui valore si doveva fondare solo sulla fiducia ed il monopolio, essendo moneta di riferimento per gli scambi internazionali. Faccio cortesemente notare quindi che è errato valutare le quotazioni dell’oro in dollari, in quanto si dovrebbe rapportare ogni bene (quindi ad es. le commodities e le stesse azioni scambiate in borsa) ed anche il denaro di carta all’oro e non viceversa, così facendo si scoprirebbe ad es. che da quando è stata costituita la FED nel 1913 (iniziativa devastante per l’umanità) il dollaro ha perso il 98% del suo potere di acquisto rispetto all’oro. HO RESO L’IDEA?. Domandatevi perché la Cina e la Russia che producono oro non ne esportano nemmeno un grammo da anni, ma anzi lo comprano ed incentivano anche i privati a farlo? Cosa credete stiano facendo le banche centrali e mondiali se non fare incetta di oro, in tutti i modi possibili, anche dai privati che stoltamente lo stanno vendendo?
Quindi signori miei, continuate pure a considerare il denaro come quei pezzettini di carta colorata che le banche propinano e che si inflazionano sempre di più man mano che ne immettono nuove quantità in circolazione con le loro stampanti o in maniera virtuale con la riserva frazionaria o con procedure informatiche, fatevi sempre più convincere ad usare le carte di credito in modo che ogni vostra spesa sia rintracciabile ed il denaro diventi sempre più virtuale ed effimero, fatevi spaventare dalle forti fluttuazioni ed oscillazioni delle quotazioni dei metalli preziosi ed allontanatevi dall’oro e dall’argento, anzi andate a svenderlo ai vari negozietti che prolificano come i funghi del COMPRO ORO, dove in cambio vi danno la carta colorata delle banche centrali, poi quando ci sarà un’inflazione a due cifre, oppure nella peggiore delle ipotesi, un’iperinflazione a tre cifre, vedremo cosa ci farete con quella banconote.
Finora le risposte più diffuse che sento pronunciare anche da persone che si credono intelligenti ed informate sono sempre le stesse, si riferiscono al fatto che GLI STATI NON POSSONO FALLIRE, LE GROSSE BANCHE NON POSSONO FALLIRE, ecc.. Purtroppo documentarsi e studiare è faticoso, altrimenti saprebbero che di stati ne sono già falliti ben 29, e la Grecia è il prossimo, di come da anni, la tengono in vita artificialmente. Chiedete alla popolazione in che condizioni vive e capirete che la Grecia è fallita da tempo, e le banche grosse sono già fallite parecchie volte, anche di recente, anche se è vero che le banche centrali faranno di tutto per tenerle in vita, ma il costo ricadrà sulla popolazione. Gli islandesi lo hanno capito e non si sono prestati a farsi tosare e macellare, hanno fatto emergere la loro fierezza ed hanno cacciato o processato i banchieri ed i politici responsabili e si sono rifiutati di pagare il conto …
Ed allora cosa rimane da fare? Dirottare una cospicua parte dei risparmi e dei patrimoni personali che ancora non vi hanno saccheggiato, in oro e argento … approfittando dei prezzi bassi che i signori banchieri centrali e mondiali, grandi parassiti dell’umanità, hanno gentilmente indotto al ribasso con i loro interventi mirati.
Se qualcuno fosse sorpreso del fatto che in tutto l’articolo non ho fatto alcun cenno ai politici, è perché non ne vale la pena, non meritano alcuna considerazione, sono solo i servi dei banchieri, una razza di parassiti di basso profilo e facilmente sostituibili, come i famili per i vampiri. Chi si aspetta aiuto da loro è uno stolto totale, sarebbe come chiedere ai ladri che vi hanno derubato di restituirvi la refurtiva che hanno già svenduto ai ricettatori.

BANCOCRAZIA
Beppe Grillo

C’erano una volta i parlamenti, i governi federali e nazionali, i pubblici dibattiti sul futuro delle nazioni. C’era persino l’ONU che non funzionava un granché, ma era pur sempre uno straccio di organo rappresentativo. Tutto questo è memoria, cenere di democratica parvenza, polvere del passato. Non conta più nulla. Altri organismi li hanno superati con sigle misteriose per la gente: WTO, BCE, FMI. Il nostro destino è nelle loro mani, ma non sappiamo chi li dirige, chi ne decide gli obiettivi. Nessuno ne ha eletto i rappresentanti, ma da loro dipendono le nostre vite. La BCE, una banca, può inviare, senza che nessuno più si scandalizzi, una lettera a un governo in carica dettandogli le condizioni e minacciandolo di licenziamento. Il WTO può decidere di sconquassare il mondo con la libera economia, una parodia del libero amore dei figli dei fiori trasformati in figli delle banche. La produzione può essere affidata dalle multinazionali a bambini indiani o a lavoratori cinesi senza alcun diritto sindacale. Trasferita da Stati con norme severissime sull’ambiente, alle quali le aziende devono attenersi pena la loro chiusura, a Stati dove tutto è permesso. Di che competizione globale stiamo parlando? La competizione esiste a parità di regole, di diritti. E’ più corretto parlare di sfruttamento globale, di abbassamento generale dei salari nelle nazioni industrializzate, della perdita di conquiste sociali e sindacali frutto delle lotte delle generazioni precedenti. Chi ha deciso tutto questo? Il WTO. E in nome in di chi? Il FMI internazionale ricorda gli avvoltoi. I suoi rappresentanti arrivano quando uno Stato sta tirando le cuoia per proteggere interessi internazionali. La Grecia non può andare subito in default. Se fallisse, potrebbero fallire le banche francesi che detengono il suo debito. Quindi prima deve vendere il suo patrimonio nazionale e salvare le banche. Il mondo è bancocentrico e di politica sociale non si discute nemmeno più. La UE è stata sostituita dalla BCE, l’ONU dal WTO, i governi dal FMI. Le stesse guerre hanno ormai solo finalità economiche, non più ideologiche, religiose o territoriali come ha dimostrato la guerra in Libia. Le banche finanziano le guerre che a loro volta finanziano le banche. In albergo ti chiedono la carta di credito al posto della carta di identità. Alla nascita ti attribuiscono il codice fiscale, insieme alla quota personale di debito pubblico, prima di assegnarti un pediatra. I politici sono i camerieri dei banchieri e noi paghiamo il conto.

Steinbeck
La banca è qualcosa di diverso da un essere umano. Capita che chiunque faccia parte di una banca non approvi l’operato della banca, oppure la banca fa lo stesso. Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. È il mostro. L’hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo.

Liliana ricorda

“Le grandi società non sanno
che la linea di demarcazione tra fame e furore
è sottile come un capello. E il denaro
che potrebbe andare in salari va in gas,
in esplosivi, in fucili, in spie, in polizie e in liste nere.
Sulle strade la gente formicola in cerca di pane e lavoro,
e in seno ad essa serpeggia il furore, e fermenta”

J. Steinbek, Furore

E noi aggrappati alle nostre sigarette, aspettavamo l’alba senza troppo interesse, l’attacco era fissato per le 7, e credo che in quel preciso momento……qualcosa di simile a un pianto di madri, e due angeli vestiti di bianco scesero stupiti con il vuoto nel cuore……se ricordo bene piangemmo a dirotto!!!
Basta? Io sono rimasto senza lacrime e non sono creduto ancora oggi.

Maroni Giuseppe

Renzo di Giustino

La situazione economica italiana di oggi è paragonabile ad una nave che si trova lontano dalla costa ed è pure messa male, ha causa di pessime manutenzioni, la ruggine ha provocato delle falle dove entra un sacco di acqua e rischia di affondare da un momento all’altro.
Il comandante sa benissimo che a causa dei suoi misfatti, se rientra nel porto, lui e tutto l’equipaggio verranno condannati a morte.
Allora che fa???
Racconta un sacco di balle ai passeggeri dando la colpa al porto che non li vuole fare attraccare li rassicura dicendogli che non corrono alcun pericolo perche dalle falle entra pochissima acqua e rimane lontano dalla costa.
Conclusione??? La nave affonda muore il comandante ma anche tutti i passeggeri…………..
Per non fare la fine dei passeggeri noi cosa possiamo fare?????
Dobbiamo per forza aspettare il 2013……..

LEGALIZZARE LA MAFIA
Viviana Vivarelli

Tutti sanno che Gianfranco Miglio è stato l’ideologo della Lega. Ma pochi ricordano volentieri che Miglio intendeva “legalizzare la mafia” In una intervista del 1999 dichiarò: « Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate. »
Oggi Miglio sarebbe soddisfatto, insieme a Licio Gelli, nel vedere che la Lega non ha proprio legalizzato la mafia, ma conferma la sua fiducia al Ministro Romano accusato di collusione mafiosa, mentre nel processo a Dell’Utri il giudice si è fermato graziosamente prima delle stragi del 92, per non implicare troppo Berlusconi. Dunque nella manovra del 2012, nella parte non detta, ci aspetteremo la legalizzazione della mafia, sia da parte di B, che già ha una propensione per questi “eroi”, che da parte di Bossi colpito da amnesia su quello che urlava un tempo sulle piazze. Sarà bene che i suoi adepti si adeguino e si cerchino altri nemici della Padania. I mafiosi sono stati ‘sdoganati’. Non ricattano più la gente, la proteggono. Pertanto Ferrara può ben dire che B ha versato centinaia di milioni a Tarantini e Lavitola per averne ‘protezione’. O Lavitola può dire che si era occupato di Tarantini solo per ‘fare beneficenza’. C’è un gran fervore di beneficenza in giro. Avete visto quanti milioni girano per beneficenza? E sempre dati a puttane, spacciatori o ricattatori, ma a fin di bene.
Ferrara diceva a Micromega” Se non sei ricattabile non puoi fare politica perché non sei disposto a fare fronte comune”. La beneficenza è questa. Io taccio su di te e tu fai beneficenza a me. Sono 18 anni che la Casta si comporta come una cosca criminale, ricatti, tangenti, omertà, furti di Stato, attacchi ai pm, stop alle intercettazioni, no alle autorizzazioni. Ma ora Berlusconi ha inventato il contenitore che tutto sana: la beneficenza, qualcosa che è ancor più repellente del “a mia insaputa” di Scajola o dell’Embé?” di Previti. Dopo tutto l’estetica avanti tutto.
Dice Travaglio: “Alla prossima festa della polizia, gli onorevoli si daranno alla fuga in massa: “Arriva la Madama” “Ci hanno beccati” “Oddio la Pula” “Passami il piede di porco” “Tagliamo la corda”.

WOODCOCK
Da repubblica
Il pm Woodcock ha definito inattendibile al 90% il memoriale depositato da Berlusconi. Il magistrato lo ha paragonato al commerciante sotto estorsione al quale viene fatto saltare il negozio e davanti all’autorità giudiziaria attribuisce la causa a un incidente; a chi viene accoltellato e sostiene di essersi ferito mentre tagliava il pane; alla madre derubata dal figlio tossico che sostiene di aver dato i soldi di spontanea volontà. La Procura ha invitato il collegio presieduto da Angela Paolelli a prendere in considerazione anche una ulteriore lettura dell’aiuto garantito da B a Tarantini attraverso non solo le dazioni di denaro ma anche altre utilità come la nomina di avvocati di grande valore. Quella che era cominciata come un’estorsione può essere continuata in altro modo: induzione dell’indagato a mentire o tacere. Per Berlusconi, adesso, il quadro dell’inchiesta napoletana si fa più fosco. L’art. 377 bis del codice penale punisce chi induce con minacce o dietro il pagamento di denaro l’indagato o l’imputato a tacere oppure a “rendere dichiarazioni mendaci” all’autorità giudiziaria. Iniziata come estorsione, la vicenda del fiume di denaro versato da B a Tarantini attraverso Lavitola potrebbe portare per B l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di aver indotto Gianpi a tacere o mentire.

http://www.repubblica.it/politica/2011/09/24/news/tarantini_soldi_da_berlusconi-22145970/?ref=HRER2-1

L’ATTACCO DELLA MARCEGAGLIA
Gianluca Luzi

Gli imprenditori non ne possono più del malgoverno B e attraverso la presidente della Confindustria Marcegaglia lanciano un appello drammatico: “Salviamo l’Italia”. E’ un divorzio annunciato da giorni, con le critiche alla manovra e una escalation di dichiarazioni da parte della Marcegaglia che lasciava capire quanto profondo fosse il disagio degli imprenditori alle prese con la crisi economica e senza che il governo fosse in grado di mettere in pratica misure per la crescita economica. E’ molto difficile anche solo pensare che B riesca adesso a mettere mano a misure serie per il rilancio economico: non lo ha fatto fino ad ora e a maggior ragione non lo farà con il divorzio in atto tra B e Tremonti. Dopo i 6 voti di scarto che hanno salvato dall’arresto Milanese, nel Pdl è scoppiato il finimondo per l’assenza di Tremonti alla votazione decisiva per il suo ex braccio destro. E’ partita la “caccia” e i berlusconiani sono inviperiti con il ministro dell’Economia. Clima nervosissimo nel Pdl, B sembra inamovibile e non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro, ma tutti guardano alle future elezioni politiche, indipendentemente da quando si terranno, 2012 o 2013 alla fine della legislatura, senza B candidato. Lo esclude la componente ex An, e la Lega correrà da sola. Come ha salvato Milanese, la Lega ha intenzione di salvare anche il ministro Romano, operazione anche più difficile da spiegare alla base padana perché il ministro dell’Agricoltura è siciliano e indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
..
E vai la Lega che salva la Mafia!!! Ma chi può crederle ancora!!! La vergogna di Bossi non ha più fine!

Regazzoni, capogruppo leghista alla Camera:
“Tra di noi, non c’è stato alcun franco tiratore. Abbiamo votato compatti contro l’arresto di Milanese e la settimana prossima bocceremo la sfiducia al ministro Romano»
E così, in modo plateale, la Lega ha dichiarato che non esiste nessun partito del popolo, non esiste nessuna Padania, esiste solo un gruppo feudatario che dei leghisti se ne frega e vota solo per la propria sopravvivenza al potere. La Lega ormai c’è solo in funzione delle poltrone e come serva di Berlusconi, al punto da salvare anche un suo uomo accusato di mafia. Meglio salvare la mafia che salvare la faccia. Ma in questo modo la Lega è morta. Prima Bossi, votando le leggi di Berlusconi, ha affossato il federalismo, oggi, votando a favore della mafia ha sotterrato se stesso.

B ha vinto, dal berlusconismo non guariremo mai
Pancho Pardi

Inseguito da cause giudiziarie per reati infamanti, ostaggio di ricattatori avidi e agguerriti, appeso a parlamentari comprati ma inaffidabili, incapace di arrestare la dissoluzione del cdx, screditato in Italia e ancora di più sul piano internazionale. Così B appare incrinato su tutti i fronti. La sua credibilità è ridotta al lumicino. Il suo esibito ottimismo suona sempre più falso. Solo la Chiesa evita di dargli il colpo di grazia. Il suo saluto alla folla col sorriso stereotipato, dall’interno dell’Audi di lusso o in piedi nella cerchia della sua guardia del corpo, non inganna più nessuno: tutti sanno che ormai intorno ci sono solo le videocamere dei telegiornali. Finge e mente. Mente e finge. Non sappiamo ancora quanto tempo ci vorrà per liberarci definitivamente di lui. Comunque vada sarà sempre troppo tardi. Perché il veleno inoculato dal grande corruttore è penetrato in profondità nelle vene del paese. E’ un veleno molto diverso da quello dispensato dal sistema dei partiti, dalla lottizzazione, dalla rete tra politica e affari, cui la società si era da gran tempo abituata. Questo c’è e funziona ancora, in profondità e in superficie: è la fisiologia del paese. Può sembrare urtante ma si può dire perfino: la fisiologia democratica del paese. Il nuovo veleno è monocratico, eterodiretto, a senso unico. Prima dell’anomalia italiana, politica e tv erano certamente in stretto rapporto ma il vissuto collettivo si articolava in un vasto pluralismo: nonostante la TV comandata dalla DC nemmeno il cittadino più disponibile si sarebbe identificato in Moro, Fanfani, per non dire Piccoli o Forlani O Craxi. La tv in mano diretta al detentore del potere politico ha prodotto un effetto mostruoso ignoto nelle altre democrazie: il cittadino anonimo può infatuarsi del capo e identificarsi con lui. La realtà non conta niente. Conta lo splendore della parvenza. La rappresentanza politica, compito nobile e arduo, è sostituito dalla rappresentazione. In senso duplice. Il capo mette sempre in scena la rappresentazione di sé e, allo stesso tempo, la rappresentazione non del popolo ma del volgo. Capo e volgo riuniti nella stessa aura pubblicitaria. L’identificazione produce complicità. Turpe comico del peggior varietà, il capo ghigna e ammicca, certo della complicità del volgo: dice e fa ciò che vorrebbero fare tutti. Lo fa per loro, impediti dai loro impacci. Lui ne è privo e se la legge li appronta anche per lui, allora scioglie la legge. La complicità col capo è assai più oscura e pericolosa della cantatina grottesca (meno male che Silvio c’è). Incrina la legittimità stessa, mina i fondamenti costituzionali, trasforma la conflittualità intrinseca e pluralistica della società in un indistinto codazzo di adoratori (e adoratrici). Stiamo per liberarci dell’anomalia italiana. Ma alla cura delle macerie sociali, economiche e istituzionali che ci lascia, dovremo aggiungere la capacità clinica di curare il suo lascito forse più insidioso: la malattia psicologica annidata nelle vene del volgo.

Ippolita segnala
UNIVERSITA’ GRATUITA IN GERMANIA

La lotta studentesca ha dato i suoi frutti al nord della Germania. A partire dal 2012, l’università torna ad essere gratuita.
La decisione è stata presa dal partito Socialdemocratico Tedesco, l’SPD, su cui hanno fatto pressione le continue e massicce proteste della comunità universitaria. A partire dal 1° ottobre dell’anno prossimo, gli studenti che si immatricolino all’università non dovranno pagare alcuna tassa. In questo modo l’università tornerà ad essere gratuita.
È il risultato delle proteste che hanno avuto luogo quando il governo ha prospettato un taglio di 32 milioni di euro per il prossimo anno scolastico. Protestare serve a qualcosa.
La misura obbligherà lo stato a destinare 37,8 milioni di euro in più a partire dal 2013 alle otto università pubbliche della città e stato federale di Amburgo. Fino ad ora, e da quando nel 2007 sono state introdotte le tasse (anche prima di questa data gli studi universitari erano gratuiti), ogni studente pagava in media 500 euro a semestre.
Anche nel Baden-Württemberg il governo ha prospettato la cancellazione delle tasse. Mancano solo la Baviera e la Bassa Sassonia, nel resto del paese l’università torna ad essere un diritto dei cittadini.
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E INTANTO QUALCUNO PREMIA MARONI PER LA LOTTA ALLA MAFIA
Maria

Forse è passato inosservato, ma ….. il premio al ministro del Carroccio è stato consegnato “per l’impegno profuso nella lotta alla mafia”
Il Ministro Maroni è stato premiato per la “Lotta alla mafia” FUORI dal parlamento, mentre con la MAFIA DENTRO il parlamento?….CONVIVE e la DIFENDE!
Maroni: “No alla sfiducia su Romano”
E’ accusato di mafia, la Lega lo salva
Bocchino: “Da partito del Nord il Carroccio diventa il movimento che difende i peggiori mali del Sud”
Dopo il deputato Pdl Marco Milanese, anche il ministro delle Politiche agricole sarà salvato. La Lega si allinea alla posizione della maggioranza e il ministro dell’Interno nega persino le critiche della base. “Abbiamo un leader e una linea politica: il resto sono sciocchezze”. E ribadisce: “La lotta alla mafia è l’iniziativa più importante del governo”
VERGOGNA!!!!!!

FATELO SCENDERE
Massimo Gramellini

Mi sento come il passeggero dell’aereo più pazzo del mondo che, mentre l’apparecchio precipita, scosta la tenda della cabina di pilotaggio e scopre che il comandante e le hostess stanno gozzovigliando. Aiuto, fatemi scendere. C’è ancora un paracadute o se lo è portato via Giuanin, nome in codice del peruviano delegato dal Lavitola al ritiro delle bustarelle per i bisognosi? Un paracadute, per favore. Non per me. Per il comandante. Perché le prese in giro, le indignazioni, i severi moniti non bastano più. Qui bisogna costringere il vecchio pilota a mollare la cloche. Non è detto che ci si salvi. Ma con questo si va a sbattere di sicuro. All’atterraggio elettorale mancano ancora diciotto mesi e così non ci arriveremo mai vivi.
Cosa posso fare per convincerla, signor comandante? Scrivere tutti i giorni lo stesso articolo – vattene vattene vattene – fino a quando non se ne va? Ma tanto non se ne va. Augurarmi che lo spread coi titoli tedeschi salga a 500, 5000, 50.000, così saranno i mercati a intimarle lo sfratto? Sarebbe autolesionista. Sperare in una serrata dei Capi di Stato esteri nei suoi confronti: niente Italia al G8 finché a rappresentarla c’è l’amico di Giuanin? Che il destino risparmi al mio Paese questa umiliazione. Confidare nelle dimissioni in blocco di una cinquantina di parlamentari scelti e pagati da lei…? Ecco, mi sono già risposto da solo. Non resta che provare a stimolarla sull’unica materia che, mi dicono, le interessi più della ….: i libri di storia. Se mira ancora a entrarci, Cavaliere, si sbrighi a uscire.

Asserragliati nel fortino dei privilegi
Massimo Gramellini

Quando B disse di dimezzare i parlamentari, fu chiaro che moriva dalla voglia di farlo, visto che li mantiene quasi tutti lui. E che non ci sarebbe riuscito, perché nessuno ha mai visto la forfora votare a favore dello shampoo.
Per addolcire la Manovra, il governo promise una legge costituzionale che avrebbe dimezzato i parlamentari. La Casta più obesa del mondo si sarebbe messa in cura dimagrante. Un segnale per i contribuenti: mentre voi stringete la cinghia, noi ci rimettiamo almeno la camicia dentro i pantaloni.
Qualche giorno dopo Alfano disse sull’autorevole palco della Berghemfest: presenteremo un disegno di legge costituzionale per dimezzare il numero dei parlamentari. Ma tutto è finito in un buco nero. Abbiamo chiesto a Calderoli che ci ha tranquillizzati: il dimezzamento non è nel disegno di legge perché era già stato varato. Allora come mai B e Alfano, un mese dopo, lo promettevano ai cittadini? Uno promette quel che deve ancora fare, non quel che ha appena fatto. Lo hanno votato “salvi intese», formula furbetta, ma non l’hanno inserito nel ddl. Ci hanno preso in giro, dopo la farsa dei tagli alle indennità degli onorevoli muniti di doppio lavoro. Lo sanno di essere detestati ma se ne infischiano. Asserragliati nel fortino dei loro privilegi, mentre intorno tutto crolla. Senza nemmeno salvare le apparenze. Una classe dirigente si può disfare in tanti modi. Persino con uno scatto finale di orgoglio. La nostra invece – fra ruberie sistematiche, intercettazioni grottesche, barzellette su suore stuprate e raccolte di firme bipartisan per la conservazione delle feste dei santi Ambrogio e Gennaro – ha compiuto la scelta più consona alla propria mediocrità, decidendo di dissolversi in una bolla infinita di squallore.

IL POPOLO AMERICANO SI RIBELLA AL NEOLIBERISMO
Viviana Vivarelli

Mentre le multinazionali, le società azionarie, le banche e la Borsa, in accordo con i governi della dx, impongono un neoliberismo sempre più spietato e indifferente alla sorte dei popoli, mentre si decide di versare altre somme astronomiche per salvare i ricchi della Terra dopo che proprio per le loro speculazioni l’Occidente è preda di una crisi finanziaria di cui non si vede la fine, che taglia sopravvivenza e diritti, i popoli cominciano a ribellarsi alle vessazioni progressive del grande capitale.
E’ facile capire le proteste dei paesi europei oppressi dal debito e costretti a indebitarsi ancora di più, ma vedere la protesta negli Stati uniti, un paese dove questa è stata sempre tenuta soffocata, pare strano. Eppure anche i popolo americano non ne può più e da 2 settimane protesta contro l’alta finanza e le politiche di Obama che non sono molto diverse da quelle dei repubblicani. 700 manifestanti sono stati arrestati a New York. Ma il movimento si allarga a macchia d’olio in tutti gli States.
A New York 2.000 dimostranti – disoccupati, reduci di guerra, studenti, insegnanti – hanno installato il loro quartier generale vicino ai grattacieli di Wall Street. E hanno intenzione di rimanerci con una protesta a oltranza. Così anche gli americani si affiancano alle manifestazioni spagnole e greche, alle egiziane e tunisine. La primavera araba rischia di diventare la primavera del mondo contro un sistema egoista e brutale che sta rovinando ogni nazione.
I newyorkesi non alzano tende perché la legge lo proibisce e dormono in teli di plastica. Hanno allestito una cucina e una biblioteca e hanno sparso i loro slogan. Cittadini e ristoranti potrano loro cibo. Grazie alla rete, il movimento si allarga a tutta l’America con i blog, YouTube, Facebook, Twitter. Hanno fatto anche un quotidiano per gli aggiornamenti, le proteste e le richieste. Il 6 ottobre il movimento si sposterà a Washington, simbolo della politica e delle lobby, in occasione del 10° anniversario della guerra in Afghanistan

RIDIAMARO : – )

LA GELMINI, UN DISASTRO NAZIONALE
Viviana Vivarelli
Non bastava B a far ridere tutto il mondo. E non bastava il Trota a far sbellicare facebook. Ora ci si mette anche la Gelmini che giustamente ‘fa scuola’. Dopo la Trota, ecco, signori a voi: Maria Stella, la Capra!
Il web c’è andato giù duro. E’ uno dei pochi motivi di allegria in questi giorni sciagurati.

SOMARI DI GOVERNO
Un tunnel che parte dal Gran Sasso e arriva a Ginevra? Costo 45 milioni di €, grande sponsor o finanziatore la Gelmini, ministro dell’Istruzione che ben ignorante di fisica,fa dichiarazioni che scatenano l’ilarità di tutto il mondo! Ma poverina! Credeva veramente che tra le Grandi Opere del Governo Berlusconi ci fosse un tunnel di 730 km giù giù per tutta la penisola? Se ci fosse stato, sarebbe stato una delle 7 meraviglie del mondo! Ve lo immaginate un tunnel lungo 730 km? E quando mai sarebbe stato fatto? E da chi?
Non c’è ovviamente nessun tunnel fra l’Infn ad Assergi, sotto 4 km di dura roccia del Gran Sasso, e l’Lhc di Ginevra. Ma 45 milioni le sembrano pure tanti e se ne vanta! O forse è una grande opera ancora da fare insieme al Ponte di Messina? La facciamo fare a Bertolaso? O a Lunardi che, si sa, di tunnel se ne intendeva, basta vedere quelli che ha fatto nelle casse dello Stato!
Nessun tunnel ma un fascio di neutrini che è stato sparato dal Cern di Ginevra per un viaggio sotterraneo di 2,4 millisecondi, fino alla profondità massima di 3 km per tornare al Gran Sasso, dove il fascio è fotografato e ne viene misurata la velocità. Quindi tranquilli, soprattutto i fiorentini che si sarebbero trovati sulla traiettoria col neutrino che gli scorreva sotto le scarpe: il viaggio delle particelle, perfettamente rettilineo, non impegna nessun tunnel e non esiste una nuova TAV sotto il Trasimeno.
Certo un ministro convinto che esista un vero tunnel tra il Gran Sasso e il Cern deve andare a casa al più presto assieme ai suoi degni colleghi del governo, alla velocità della luce! Ma spediamola nel tunnel con un calcione in culo, la somara! Per quanto da un Ministro scelto dal giardiniere di Arcore cosa ti vuoi aspettare?

http://it.wikipedia.org/wiki/Large_Hadron_Collider
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Dario
Quasi quasi, mi infilo in macchina e me ne vado in Abruzzo. Tanto col tunnel Gelmini ci impiego sicuramente poco, mi metto a paletta dietro un neutrino e mollo l’Acceleratore (quello del Gran Sasso) quando arrivo…

L’ultima su Berlusconi
VV

Dopo che la Arcuri ha raccontato che il poveretto, malgrado la pompetta e le iniezioni rigeneranti, fa solo ‘flop’ e fa sempre ‘flop’, ora dicono che le ragazze selezionatissime per bellezza e facilità di costumi ad Arcore di andavano solo per sentire delle barzellette.
Un milione alla Ruby, appartamenti ai Parioli, auto, gioielli, buste da 500 euro, più 800.000 euro solo a Tarantini per scegliere l’amato pubblico, appalti pubblici, cariche di Stato, posti nei ministeri… e solo per sentire delle barzellette?!?
Ma quanto sono brutte queste barzellette?

L’On. Milanese
JENA
MEGLIO

Parafrasando la vecchia massima garantista, la Camera ha deciso che è meglio un colpevole in libertà di un colpevole in galera.
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Viviana
Ecco, dov’erano finiti tutti quei miliardi che ci hanno cuccato in 20 anni!
Nel tunnel della Gelmini!
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Harry Haller
Notiziona:
“Una laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione a Umberto Bossi, per chiara fama da parte dell’università dell’Insubria, nella “sua” Varese. Sponsor autorevole dell’iniziativa secondo la Prealpina, il quotidiano varesino che ne ha dato notizia lo scorso 30 luglio è addirittura il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini. Che avrebbe telefonato direttamente al rettore dell’Insubria, il professor Renzo Dionigi.”
Certo che, in quanto a comunicazione (soprattutto gestuale), Papà Trota è imbattibile….
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Da
http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/09/24/einstein-e-vivo-maxwell-pure-e%C2%A0la-gelmini-che-non-si-sente-tanto-bene/

Einstein è vivo. Maxwell pure. È la Gelmini che non si sente tanto bene…
Nel caso togliessero il link, me lo sono fotografato, ed eccolo qui sotto.)
comunicato ridotto
Spettacolare, a dir poco, nella forma e nella sostanza.
A voler fare i pignoli, uno non capisce per nessuna ragione al mondo perché il superamento della velocità della luce dovrebbe essere “una vittoria epocale”. Meglio di tre Champions League filate. Ma su, ragazzi, è niente.
Il capolavoro di comicità involontaria arriva appena una riga più giù. Ebbene sì, per fare spazio a questi dannatissimi neutrini abbiamo costruito un tunnel – sì, sic, un tunnel – tra il Cern e i Laboratori del Gran Sasso. Al quale l’Italia ha contribuito con la spropositata somma di 45 milioni di euro. Vale a dire tra l’altro che il nostro contributo a una presunta galleria di 730 (settecentotrenta) chilometri (!!!) vale quanto mezzo chilometro di alta velocità ferroviaria (a prezzi italiani, perché altrove se la cavano con molto meno). Un altro chilometro lo investiamo “con assoluta convinzione” nel Cern… (sic, di nuovo).
Ora però che avete avuto i risultati epocali che andavate cercando – si è scordata di aggiungere la signora ministro – dovreste usare la cortesia di spostare quei vostri ingombranti rilevatori, rivelatori o come diavolo si chiamano, così possiamo finalmente inaugurare la più formidabile (epocale, direi) autostrada del mondo: L’Aquila-Ginevra in cinque ore da casello a casello (sarà trafficatissima, immagino, tutti lì per sbirciare i neutrini…). Per la Salerno-Reggio Calabria ne riparliamo tra un’altra quarantina d’anni.

P.S. Per inciso, con questo impressionante background culturale un mese fa il ministro Gelmini ha nominato i presidenti di una dozzina di enti nazionali di ricerca, dopo averne attentamente valutato i curricula. E questo mi fa anche più paura.
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”Gli stupidi sono strasicuri” diceva Russell, i dubbi vengono agli altri, questo è il problema dell’umanità.
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Il tunnel dovrebbero costruirlo fra il cervello e la bocca della Gelmini…
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E invece no !
Questo è il “berlusconesimo”.
riforme epocali, vittoria epocale (quella del neutrino che batte il fotone) , la nipote di Mubarak,l’ esperimento che cambierà il volto della fisica moderna, i conti sono a posto, evasione fiscale epocale attraverso il tunnel Ginevra-Gran Sasso fatto costruire apposta senza dir nulla agli italiani…..
E se c’è qualcosa che non va bene, la colpa è della Stampa.

Einstein diceva spesso:
Che ne sanno i pesci (Jeff) dell’acqua in cui nuotano ?
Che ne sanno le capre delle fesserie che dicono?
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“Un ministro cosí ce l’ho invidiano tutti, é pure laureata e parla 2 lingue…” (Sì, quella delle trote e quella delle capre!)
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Forse non sapendo per nulla cosa sono i neutrini ha ipotizzato un errore di battitura e che in realtà si trattasse di neutreni, e allora quelli sì che hanno bisogno di gallerie…
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A forza di voler creare generazioni di ignoranti….veline, escortine, trote e lapi alla fine ecco cosa succede….compaiono tunnel dove meno te lo aspetti.
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..però va detto che la Gelmini ha sempre dei begli occhiali.
..e poi non ha la barba. Come dice B: “Non puoi fare il ricercatore se hai la barba!”
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“Code di neutrini in ingresso al Gran Sasso si consigliano percorsi alternativi”.
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“Non ce ne eravamo accorti, ma il ministero dell’Istruzione ne è sicuro. Esiste un tunnel di 732 Km tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso e non lo sapevamo”.
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Le 3 maggiori velocità dell’universo: neutrini, luce, talpa scavatunnel della Gelmini.
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Non vedo tutta questa sorpresa se la Gelmini fosse colta stonerebbe in un governo di assoluti incompetenti.
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«Ogni giorno nel tunnelgelmini un neutrino si sveglia e sa che dovrà correre più di un fotone.”
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Ora qualcuno non crederà che Berlusconi i ministri li scelga per la cultura!
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I neutrini hanno fatto la Tav, alla faccia nostra!
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«Dopo “Alla ricerca del neurone fantasma” e “Cervelli in fuga” un altro capolavoro della regista famosa per il suo stile di vita dall’ignoranza esuberante. The Tunnel – Un film di Mariastella Gelmini».

! «Il ‘tunnel Gelminì fa parte di una rete di passaggi segreti che collegano le residenze del premier».
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“Il Torpedone tunnel Cern-Gran Sasso in partenza davanti ministero Ricerca. Orari: uno ogni nanosecondo».
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«Ma per uscire dal tunnel Gelmini apriranno delle comunità?»
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Da Beri
Il tunnel fre il gren sesso e il cern di Berne esist verament! lo abbiem scaveto noi a forz di mazzete! La gnoccolon della Marisctrill Germin defe ringraziar a noi pornattor che armat di mazz da 30 cm e 2 bidon di viagr, ci siam mess a scava’ la piu grossa gnocca del mond! in onor alla scenziata zenza fronte ne frontier Mariastrilla grermin… machecazz…
diffondete il vebbo della sctrilla! ma che bona che e’
…………
ALTRI COMMENTI DAL WEB
Ormai è un tormentone

Mezza Italia ride come una matta della ministra più somara del mondo (ma tutti a noi ‘sti record?)
L’altra mezza sta a cercà sulle mappe dove cazzo sta’ sto tunnel.
Il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini ha superato la velocità di qualunque minchiata! COMPLIMENTI. Non era facile.
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Pare che il testo originale fosse:
Un’altra ingiusta legge ereditata dai governi marxisti, la legge della relatività di Einstein, è stata abbattuta dal governo del fare.
Un presidente neutrino per un’Italia che viaggia indietro nel tempo…
Dopo aver sconfitto il cancro in meno di tre anni e aver creato un miliardo di posti di lavoro, il governo migliore degli ultimi 150 grandi computi del ciclo maya ha portato a termine la riforma epocale della fisica. Da oggi lacci e lacciuoli burocratici non fermeranno più la libertà di movimento di neutrini e altre particelle. Basta con il regime statalista dell’invarianza della velocità della luce.
.
I neutrini hanno raggiunto il Gransasso ad una velocità superiore a quella della luce.
Marystar ha commentato “ecco perchè non si vedevano, non c’era ancora la luce”.
Berlusconi invece ha detto che lui era già li che aspettava e che ne ha fotografate otto… perchè erano neutrine – e!
La Russa ha fatto approntare un aereo dell’aeronautica militare per restituire i neutrini al governo svizzero ad una velocità ancora maggiore.
Bossi ha contestato che i neutrini erano svizzeri, quindi extracomunitari.
Bersani sta organizzando un comitato di benvenuto per quando i neutrini arriveranno al Gransasso.
Putin ha diffuso delle fotografie mentre fa jogging con i neutrini.
Obama ha cercato di convincere il congresso della velocità dei neutrini, alla fine si è rassegnato a tagliare ulteriormente i fondi per la ricerca.
Angela Merkel ha dichiarato che i neutrini, nell’istante in cui sono entrati in italia, sono diventati troppo rapidi ed inaffidabili, di conseguenza all’ingresso dei neutrini in Italia, Moody’s ne ha immediatamente tagliato la velocità.
La nuotatrice Francesca Pellegrini è stata vista girare per Ginevra in compagnia di un neutrino.
Di Pietro sta cercando di imparare a dire neutrino senza sputare ai giornalisti.
a Grillo gli girano ancora.. i neutrini
..
Notizie da “viaggiare informati”: code in uscita dal “tunnel Gelmini” al confine con la Svizzera. La Guardia di Finanza sta presidiando il “tunnel” procedendo a severi controlli per evitare che evasori travestiti da neutrini possano portare capitali in Svizzera più veloci della luce
.
Dal Ministero della distruzione culturale ci aspettiamo di tutto e di più
MaryStar ha il tunnel nel cervello.
.
Ieri ho fatto leggere il comunicato della Gelmini ai miei colleghi astrofisici di Harvard (dove lavoro): qualcuno ha rischiato di sentirsi male dalle risate.
.
…non faccio più benzina da esso e shell perchè il neutrino va più veloce della luce anche se è elettrico.
.
Il capogruppo PDL al senato ha proposto di applicare una tassa per finanziare lo scavo del tunnel Ginevra-Gransasso.
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Risolto il problema dell’energia. Di quella mentale ne possiamo fare a meno.
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Spinta dal MUIR, la Gelmini si è affrettata a smentire la gaffe

GIANFALCO
Chiedo scusa, mi hanno fornito dati sbagliati
Ho fatto una ricerca personale e posso fornirvi la versione ufficiale
In effetti il tunnel è lungo 45 milioni di km
E ci è costato solo 753 euro 😉
..
http://www.masadaweb.org

9 commenti »

  1. Il nostro problema è la pochezza intellettuale della cosiddetta sinistra che gode di una conflittualità egoistica veramente da geni della politica , indifferenti ad ogni critica dei suoi elettori , continuano ad agire da benestanti attori , indifferenti, arroganti, una casta di poveri cretini, privilegiati televisivi , parolai, insensibili al malcontento, assenti ad ogni stimolo sociale , capaci soltanto di fare calcoli personali sulla loro carriera altamente remunerativa , l’opposizione ai contrari della casta maledetta, responsabile di ogni male in Italia.
    Questi bugiardi ruffiani e viscidi personaggi, sono attenti esclusivamente ai soldi familiari, il loro tacito eroe invidiato è Berlusconi con cui hanno costruito il berlusconismo come tentarono i famosi miglioristi ai tempi di Berlinguer di agganciare il craxismo, sempre se stessi. Da qui l’amarezza di un Grillo supponente, un Renzi grillo parlante, i tromboni ,ecc.

    Cesare Beccaria

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 4, 2011 @ 5:18 pm | Rispondi

  2. Sospetto
    pur tenendo in debita considerazione il dilagare dell’ignoranza tra i politici, il massimo livello poteva essere raggiunto da uno solo. Non credo che il segretario del ministro/a sia stato così ignorante da non considerare le consistenti difficoltà tecnico economiche che comporta scavare un tunnel di 730 kilometri, sarebbero stati in due! Sospetto che egli abbia deliberatamente scritto l’esilarante commento per ragioni sue intime, per esempio scommettendo che il ministro/a l’avrebbe letto.
    Ora, scaricare le responsabilità su costui, aggrava ancora di più la responsabilità del ministro/a:
    a) non si è accorto/a di aver scelto un collaboratore “inadatto”
    b) non accorgersi di quanto stava leggendo conferma che non era in grado di valutare un collaboratore.
    Qual’era l’unica via d’uscita?
    “irrita” il fatto che non sia stato valutato nelle sue dimensioni: il ministro della pubblica istruzione!! non può restare lì, e nemmeno gli altri, perchè questo è l’indice dell’andazzo!

    Alberto Albertini

    Commento di Anonimo — ottobre 5, 2011 @ 5:10 am | Rispondi

  3. Non so cosa risponderti. Il fatto è che il portavoce della Gelmini andrà a fare il consulente immagine di Barbara Berlusconi, terzogenita di B, a cui è stato affidato il Milan e ha bisogno di qualcuno che ne rinforzi “il punto di vista culturale”. Speriamo che Zennaro ne sappia più di calcio che di neutrini. Ma nasce qui un conflitto di interessi, infatti il Milan è di proprietà di Berlusconi e Massimo Zennaro non ha lasciato il suo posto al ministero dell’Istruzione, quello di responsabile della direzione dello studente. Come al solito, la legge non gli impone di lasciare uno dei due incarichi, tanto più che sono uno pubblico e uno privato e dunque a logica sono incompatibili, visto che il suo incario al ministero lo paghiamo noi, e avremmo piacere che ne facesse almeno uno bene e non due male. Era già abbastanza seccante che tenesse nelle sue mani due incarichi anche prima: il pr della Gelmini e il suo incarico a direzione della scuola. La Gelmini lo ha licenziato da pr, perché mai dovrebbe tenerselo come funzionario, per di più ora che ha accettato un altro incarico? Ragione vorrebbe che lo licenziasse anche dall’incarico pubblico e che un consulente all’immagine se lo pagasse da sola, visto anche che i precedenti non è che abbiano molto brillato

    Viviana

    Commento di Anonimo — ottobre 5, 2011 @ 5:22 am | Rispondi

  4. : Cara Viviana!!
    lei é molto brava, i suoi commenti sul blog di Beppe Grillo, che leggo molto spesso,
    sono vivaci e pieni di notizie interessanti!
    a presto Nicola

    Commento di Anonimo — ottobre 5, 2011 @ 3:26 pm | Rispondi

  5. Che il cavaliere senza cavallo avrebbe fatto la fine ingloriosa di un pugile “suonato”, lo avevo scritto già parecchi anni fa, era facilmente prevedibile, avendo trasferito l’attività neuronale al prepuzio, con induzione farmacologica e meccanica … ma che i suoi cortigiani e fans fossero utili idioti ed opportunisti strumentali, tali da sostenerlo fino al tracollo finale con autodistruzione politica e demolizione della società italiana, si poteva evitare, anche perché di solito quando la barca affonda i topi abbandonano la nave, ma evidentemente hanno perso il senso della realtà e la percezione del pericolo, nella loro avida rincorsa parassitaria, nel predare tutto il possibile approfittando della loro posizione privilegiata ed impunità perpetuata.
    L’indignazione espressa dal movimento internazionale degli INDIGNADOS nei confronti della classe politica, in Italia sarebbe ancora poca cosa, ma soprattutto è significativo e paradossale che proprio in Italia non si sia ancora manifestata questa protesta. Complicità morale o semplicemente stupida pigrizia mentale e rassegnazione autolesionista?
    claudio

    Commento di Anonimo — ottobre 6, 2011 @ 1:20 pm | Rispondi

  6. Non è vero che il gulag è vicino. Non mi importa del gulag. Ho braccia forti e non sono pigro, guardo gli occhi di chi ho vicino e vi leggo verità e sincerità. Non devo farmi travolgere dal male, dalla destra, dalla sinistra e dai loro strumenti di normalizzazione. Il mio paese è fatto da uomini e donne, è a loro che devo guardare. Non c’è gulag che li possa intrattenere per sempre e più forte sarà la presa più forte sarà la pressione che spezzerà quel pugno.

    Commento di Stefano — ottobre 6, 2011 @ 1:39 pm | Rispondi

  7. Decreto chiudibocca .

    Quanto in basso siamo caduti con sto governo !

    Quanto manca per metterci una pietra tombale sopra ?

    …Ho amici in tutto il mondo,alcuni vorrebbero visitare l’Italia per la

    sua storia ma anche per cercare di capire come ha fatto la gente a votare

    un pagliaccio del genere .

    Mi vergogno .

    Charles Bukowski

    Commento di Anonimo — ottobre 7, 2011 @ 5:33 am | Rispondi

  8. la Grecia come l’Argentina dieci anni fa, reagisce pragmaticamente seguendo modi simili per tutti i popoli nella storia dell’umanità … oggi il problema maggiore è l’imperizia giovanile, è un problema culturale e di disimpegno, di mentalità assistenzialista, di dipendenza statale e genitoriale che impedisce l’intraprendenza, l’assunzione di responsabilità e l’impegno perseverante
    molti greci anziani ad esempio (avendo le pensioni ridimensionate o a rischio), sono tornati a lavorare la terra per produrre cibo per la propria famiglia e per scambiarlo con altri beni e servizi …
    in Italia si trascorre ancora troppo tempo davanti alla tv lobotomizzante che produce solo falsità e non ci si rende conto di cosa sta avvenendo ed avverrà tra non molto nella realtà

    claudio m.d.

    Commento di Anonimo — ottobre 7, 2011 @ 12:18 pm | Rispondi

  9. Viviana,
    Sono gia’ un paio d’ore che non riesco a contattare beppegrillo.it (provato anche 151.1.253.20). Qui’ sono le 16:44 locali. Sai qual’cosa al rispetto ?

    Valter Conti

    Commento di contiw — ottobre 8, 2011 @ 12:45 am | Rispondi


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