Nuovo Masada

settembre 13, 2011

MASADA n° 1321 13/9/2011 DALLA DEMOCRAZIA ALLA DEBITOCRAZIA

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(Luciano Fabro)

Interventi – 500.000 euro – Steve Jobs – Lotta fiscale con lo Smartphone – I contributi del Vaticano e don Gallo – Perché non vendere il demanio militare? – Martinazzoli – Berlusconi si regala 2 miliardi – Cacciato il figlio di Muccioli – Mentre una centrale nucleare francese ha un guasto, l’Italia ha raggiunto i 10 GW di fotovoltaico – Ci sono paesi dove la recessione è reato. Islanda: ex premier a processo – L’UE critica il nostro Governo sulla gestione della crisi – Un tunnel di cui non si vede l’uscita – Dalla Democrazia alla DEBITOCRAZIA Bancaria che tenta di conquistare il Mondo” – La manovra penalizza la donna che ha famiglia – Uno Stato leggero – Spatuzza immesso nel programma pentiti – ll golpe di B- Grande discorso di Obama

“Non è il caso né di aver paura né di sperare, bisogna cercare nuove armi.”
(G. Deleuze – La società del controllo)
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Così anche la quinta manovra ha fallito. L’UE ce ne chiederà un’altra. I toni trionfalistici di B che gridava al miracolo si sono afflosciati. Ridicolo ancora una volta. Aumenta lo spreed, Piazza Affari a picco, i bond nessuno li compra. Di giorni in giorno la situazione si fa più tragica. B vola a Strasburgo fingendo di essere stato convocato da Barroso, il quale smentisce e tutta Europa ride della furbata che gli ha permesso di non presentarsi ai pm. Solo quei fessi dei berlusconiani fingono di credere alla beneficenza del Cavaliere, del resto dopo aver creduto alle toghe rosse e alla nipote di Mobarak, la loro reputazione è talmente a terra che più di così nemmeno i tonti per nascita. Ma la Lega continua a sostenere questo merdaio.
Giovedì dovrebbe chiudersi l’inchiesta escort-Tarantini, e se uscirà la battuta volgarissima di Berlusconi sulla Merkel il terremoto sarà devastante, con ripercussioni potenzialmente gravissime con la Germania, primo paese d’Europa. Scrive Giannini: ”Si respira un’aria da fine impero e anche se tutti smentiscono, nel Pdl cresce il partito di chi invoca un passo indietro del premier che però teme di “finire dritto in galera“.

“O troviamo la strada. O ne apriamo una nuova”
(Annibale)

C’è un paese nel cuore di quest’Europa sofferente che se la cava meglio degli altri. Il suo deficit pubblico è in netto miglioramento: era del 4,6 nel 2010, è del 3,6 nel 2011, sarà del 2,8 nel 2012. La sua crescita è superiore alla media: nel 2010 era stata del 2 per cento contro l’1,7 della zona euro, nel primo trimestre di quest’anno è stata dell’1 per cento contro lo 0,8 e il trend continua. Crolla la Grecia, trema l’Italia, persino la Francia sente franare il terreno sotto i piedi e la Germania cammina sulle uova. Ma il Belgio no, offre cifre virtuose e comportamenti diligenti. Quelli della Standard&Poor’s sono frustrati: avevano pronto il pollice verso, ma hanno dovuto rimettere la mano in tasca. Qual è il segreto del Belgio? Semplice, vien da dire: è senza governo dalla bellezza di 452 giorni.
(da IFQ)
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Il mio ottimismo si fonda sulla certezza che questa civiltà sta per crollare. Il mio pessimismo su quello che farà per trascinarci nella sua caduta.
(Guy Debord)
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“Dobbiamo rassegnarci all’idea: ai più importanti bivi della vita, non c’è segnaletica.”
(E. Hemingway)

(Ruthenbeck)

“Quelli che danzavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.”
(F. Nietzsche)

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INTERVENTI
Viviana Vivarelli

Risulta abbastanza ovvio che l’Occidente non ci pensa nemmeno a intervenire negli affari interni di paesi che sono in fondo alle classifiche per i diritti umani e dove la popolazione vive in inferni tali da avere come unica speranza di salvezza la fuga e l’emigrazione. E le lamentazioni sull’eccesso di migranti stridono ferocemente con le strane alleanze dei nostri governi coi peggiori dittatori del mondo (Mubarak, Gheddafi, Ben Ali) che quelle migrazioni producono, con G8 uno più ipocrita e inutile dell’altro.
Né l’Occidente ha molta voglia di intervenire in paesi come la Siria o il Bahrein o gli emirati o Israele, con cui ha patti di non intervento, qualunque delitto facciano e con i quali vige la regola: non vedo, non sento, non parlo.
L’Algeria è un caso a parte. Molto vicina all’Europa, è l’8° produttore mondiale e il 4° esportatore di gas Sotto il suo deserto ci sono 12 MLD di barili di petrolio e il 27% di quanto esporta va verso gli USA. Ma anche Saddham esportava in USA finché gli stessi decisero che era più economico averlo come nemico che come amico, e con l’Algeria potrebbe avvenire lo stesso. Quanti ex amici degli americani sono diventati improvvisamente nemici con opportuni presti? A cominciare dai talebani ai quali gli USA insegnarono armi e sistemi di guerra.
Così oggi il governo algerino ha una forte paura di diventare una seconda Libia e per questo ha offerto ospitalità alla famiglia di Gheddafi di cui teme la sorte. La questione democratica è la solita ciliegina della torta, ma la torta si chiama depredazione, guerra e accaparramento delle risorse, finché di questi maledetti idrocarburi resterà anche solo una goccia.
Ma cercate di ricordare gli anni in cui Ferrara derideva chiunque osasse mettere in dubbio l’esportazione di democrazia!
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“Non si possono condividere delle ricchezze, se non si condivide un linguaggio. C’è stato bisogno di un mezzo secolo di lotte intorno ai Lumi per forgiare la possibilità della Rivoluzione francese, e un secolo di lotte sul lavoro per partorire un terribile «stato sociale». Le lotte creano il linguaggio nel quale si organizza il nuovo ordine. “
(Comitèe Invisible – L’insurrectiòn que vient)
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500.000 euro
VV

-Costo di una Porsche 918 Spyder, che si immagina sarà la nuova auto dei capi del personale penitenziario, dottoressa Mariotti in testa
-Chiesti da Carla Bruni alla Ryanair che ha usato la sua foto per pubblicità
-Spesi dalla Rai per il nuovo studio di Porta a Porta
-Dati da B a Tarantino perché non spifferi in tribunale quanto sa sulla tratta di donne, minorenni e droga a casa Arcore
-500.000 + 100.000 dati da B all’avvocato Mills per testimoniare il falso sui suoi pagamenti fiscali
-500.000 + 500.000 cifra chiesta dalla Brambilla al Fatto Quotidiano usando l’Avvocatura di Stato come avvocato personale
-500.000 + 500.000 promessi alla Moratti al Papa per il suo viaggio in Spagna
-500.000 euro pagati dalla Lega per dei locali vuoti a Bergamo per una fantomatica Scuola di magistratura, voluta da Castelli, inaugurata due volte e mai aperta
-500.000 + 300.000 dati alla scuola padana della moglie di Bossi
-500.000+400.000 dati da Anemone a Scaiola per un appartamento a sua insaputa
-500.000 chiesti con citazione giudiziaria alla Gelmini dai precari italiani per violazione della direttiva europea

STEVE JOBS
Uomo intimamente insopportabile e disumano ma autentico grandissimo genio della nostra epoca, capo del più grande patrimonio del mondo, con 340 MLD di dollari, più di Malboro e Coca Cola, più delle 32 principali banche mondiali messe insieme, contro i 119 LLD di Fb e i 78 MLD di Microsoft.
Nel suo addio a Apple a causa del suo cancro, il profeta delle tecnologie informatiche ha detto frasi molto belle.
La morte è probabilmente l’unica, migliore, invenzione della vita.
E’ l’agente di cambiamento. Elimina il vecchio per fare spazio al nuovo
.”

Ai neolaueati di Stanford aveva detto:
Per me la pesantezza del successo fu rimpiazzata dalla leggerezza di tornare ad essere di nuovo un debuttante senza più certezze su niente.
Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quello che amate!”
“Il vostro tempo è limitato, non lo sprecate vivendo la vita di un altro, e non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore!”

Mai sottovalutare i mansueti!
Vi ricordate l’innocua setta Falun Gong che il governo cinese perseguitò ferocemente e protervamente? La sua vendetta è stata sottile: ha dato le prove al mondo che da 5 anni la Cina sta sferrando il più grande attacco informatico di tutti i tempi contro Usa, India…
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Lotta all’evasione
Viviana Vivarelli

Sento B e Tremonti gridare ai 4 venti che i MLD mancanti alla manovra verranno sicuramente dall’evasione fiscale e mi suona davvero strano perché, in 18 anni, di provvedimenti seri contro l’evasione non ne ho mai visti, per quanto le dichiarazioni fiscali siano diventate sempre più spudorate di anno in anno. Invece di misure agli evasori, abbiamo visto ricchi ed abbondanti condoni ai trasgressori, premi a chi porta capitali sporchi all’estero e patteggiamenti osceni da cui lo stato trae solo l’1% di quanto dovrebbe, fino a quel vergognoso scudo fiscale che la Lega ha allegramente votato (e poi qui qualcuno ha la faccia di dire che le 65 imprese del Vicentino colte in evasione miliardaria avranno cognomi meridionali! E tutti leghisti erano gli evasori convinti che protestavano contro le tasse nella piazza di Vicenza!).
Quando a mia figlia non davano lo scontrino, attaccava sullo stipite o sul vetro del negozio un adesivo che diceva: “In questo locale non rilasciano gli scontrini”. Ora, per deprimere una evasione di 170 MLD l’anno che vede in B il 1° evasore del paese, hanno fatto uno stupido spot con una faccia bolsa da barbone, come se gli evasori non fossero lindi colletti bianchi.
Mi piacerebbe che ci fosse in Italia la possibilità di denunciare questi negozianti criminali che non pagano l’Iva e che rubano al nostro paese 50 MLD l’anno, questi artigiani, dentisti, ginecologi ecc. immersi nello stesso furto.
Un laureato del Politecnico di Torino ha avuto un’idea, ma vorrei che qualcuno me la spiegasse meglio, un’idea che, se si diffondesse, potrebbe diventare il terrore di chi evade ricevute, fatture e scontrini.
E’ ‘Tassa.li’, un’applicazione per Smartphone che segnala luogo e importo dell’evasione fiscale. Ha già raccolto 1.500 segnalazioni in pochi mesi, quasi 5.5 milioni di € di evasione fiscale con 730 utenti attivi.
Se lo Stato non ce la fa,i cittadini possono dargli una mano e lo farebbero ben volentieri.
Ma chi non ha lo smartphone, come può fare?

(Alberto Morelli)

SOLO LE MINORANZE FANNO LA STORIA
Viviana Vivarelli

Non sono d’accordo con chi afferma che solo le masse muovono la storia. Le rivoluzioni sono state fatte sempre da minoranze.
Credete che Lenin e soci fossero una maggioranza in Russia?
O che lo fossero Gandhi e i suoi amici?
O Mandela? O gli illuministi al tempo della rivoluzione francese? O gli eroi del nostro Risorgimento? O i combattenti dei movimenti partigiani?
Furono minoranze che seppero guardare oltre e sopra. E seppero convogliare molti altri verso mete prima nemmeno immaginabili.
Marx credeva che le rivoluzioni fossero sempre fatte da minoranze che alla fine servivano solo i propri interessi, ma la storia è piena di esempi che attestano il contrario e la stessa rivoluzione russa non partì dagli sfruttati ma da un gruppo di intellettuali.
Il bloggher Marco Bresci scrive in modo chiaro:
“Le forze imperanti del materialismo forse hanno dimenticato che le rivoluzioni sono state fatte da esigue minoranze, il potere e la prepotenza non riescono a impedire alle idee di camminare. Si può solo ritardare la loro diffusione, ma non fermarle. Il solo credere è “potere”!
Ciò che viene portato avanti con l’impegno personale nella vita giornaliera, semplicemente perché ci si crede, trova la strada per progredire. Ognuno è responsabile di fronte alla propria coscienza. Nel quotidiano siamo chiamati continuamente a scelte di “coscienza” o di “convenienza”. Le scelte di coscienza aiutano l’umanità ad avanzare. Quelle di “convenienza” ritardano invece il progresso e l’evoluzione. Il rispetto del prossimo è la base imprescindibile della società planetaria. L’onestà, la coerenza e la sincerità sono la chiave nelle relazioni umane a tutti i livelli. ”
In queste tre parole, onestà, coerenza e sincerità, stanno già i semi di una rivoluzione culturale.
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“Il conflitto non è una merce. La merce invece no, la merce è sopratutto conflitto.”
(Guerrilla Marketing)
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I CONTRIBUTI DEL VATICANO E DON GALLO
http://www.blitzquotidiano.it/

Alla festa dell’Anpi che si è tenuta nel savonese, Don Gallo, come sempre, non ha usato mezzi termini e ha difeso l’emendamento dei radicali sulla richiesta di contribuzione del Vaticano all’economia del Paese. Secondo lui, l’emendamento non solo è “giusto”, ma rappresenta anche “un’occasione per la Chiesa stessa per recuperare la strada maestra della sobrietà e della vicinanza con gli ultimi”.
In occasione della presentazione del suo libro “Di sana e robusta Costituzione”, il fondatore della comunità per tossicodipendenti “San Benedetto al Porto” ha richiamato la platea ai valori fondanti del testo costituzionale, criticando “il moralismo della Chiesa” soprattutto in tema di sessualità.
Il prete genovese ha poi esaltato la necessità per le donne di rivendicare con forza i loro diritti e non ha risparmiato critiche a un governo che “colpisce sistematicamente il bene pubblico in tutte le sue forme”.
L’attacco è rivolto soprattutto a Comunione e Liberazione, ribattezzata per l’occasione “Comunione e Lottizzazione”. Don Gallo ha aggiunto che “l’Italia è una Repubblica, cioè ‘cosa pubblica’, è laica, democratica e antifascista” ed ha concluso citando Don Milani: “Le uniche due armi che ha il popolo sono il voto e lo sciopero”. Il prete genovese ha però spiegato che in questa fase storica “non basta uno sciopero di un giorno. Ci ne vorrebbe uno di almeno un mese”.
Don Gallo ha infine individuato le responsabilità della crisi mondiale in un “sistema disumanizzato governato dalla Finanza, lontano dai reali bisogni delle persone”, ricordando come le rivendicazioni dei giovani al G8 di Genova nel 2001 “non siano state volutamente comprese”.

Berlusconi ha detto::
“A me l’unica cosa che possono dire è che scopo. Tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei da un’altra parte… via da questo Paese di merda, sono nauseato”.
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(Per citare Piero Manzoni: “Sì, ma merda d’autore!”)
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LA NOTTE DI SILVIO
Sebastiano Messina

Non mi ha particolarmente colpito leggere che secondo B il nostro è un Paese di merda». Non solo e non tanto perché la celebre frase della sua discesa in campo (“L’Italia e il Paese che amo”) suonava falsa quanto uno slogan di Wanna Marchi, ma perché s’era capito da un pezzo che questo è esattamente quello che pensa il nostro presidente del Consiglio. Mi ha stupito, invece, la sua giustificazione: «E’ una di quelle cose che si dicono a notte inoltrata» . La colpa dunque è dell’ora. Che evidentemente ha un’influenza fondamentale sul giudizio del presidente del Consiglio. La mattina lui tesse elogi sperticati del suo Paese. All’ora di pranzo ne parla ancora bene. Al pomeriggio, avanza qualche critica. La sera dice che ci sono tante cose che non vanno. E la notte, beh la notte lo sappiamo come la pensa.
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Ippolita segnala
I mercati e gli onorevoli pellegrini

Era proprio disperato il nostro collega, non riusciva a capire per quale motivo le cose per la nostra economia vadano così male. “Eppure in quattro giorni abbiamo approntato una manovra da tanti miliardi di euro”.
Paziente, l’ospite gli ha spiegato che i mercati funzionano tutti allo stesso modo: ognuno allestisce il suo banchetto ed espone la sua merce. Se il venditore si mette a strillare: ”questo è un banco di merda!”, la clientela non sarà molto invogliata.
Se poi il venditore si distrarrà e all’arrivo di un cliente si farà trovare intento a mettere le mani sulle natiche di una ragazza che lavora con lui, difficilmente riuscirà a catturare la nuova clientela.
Se infine, dopo giorni e giorni che le cose vanno malissimo, annunciasse: “Cambio tutto! non posso più vendere verdura, troppo cara, solo patate!” Ma, dopo appena trenta minuti, cambiasse idea e rimettesse fuori la verdura, perché le patate gli risultano troppo pensanti… beh, l’esito infausto sarebbe assicurato.
Sentendo questo racconto ci siamo fatti l’idea che in effetti il governo non ha fatto del suo meglio, in queste settimane, per far tornare la fiducia degli operatori internazionali nel nostro Paese. Però, diciamo la verità: sapere che in queste ore drammatiche e decisive, (dal 2 al 6 settembre) tanti parlamentari cattolici come la devota Binetti non sono andati in aula a votare ma sono andati pellegrini in Terra Santa, non commuoverà questi mercati? Loro sono lì, consapevoli della loro inutilità parlamentare, a fare quel che possono; supplicare l’Onnipotente! (Che poi stiano in begli alberghi, comodi e rinfrescati dall’aria condizionata speriamo che i mercati non lo sappiano.)
(il mondo di annibale)
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La regola dovrebbe essere: quanto più alto è l’onore della carica, tanto è maggiore la responsabilità penale dell’incaricato se manda le cose a puttana. Ma ci sono paesi dove mandare a puttana un intero Stato viene punito come il massimo reato.

Islanda, la recessione è reato: l’ex premier Haarde a processo
http://www.blitzquotidiano.it/economia/islanda-recessione-geir-haarde-crimine-953018/

REYKJAVIK – Potrebbe essere il primo politico vittima giudiziaria della crisi che sta sconvolgendo le maggiori economie mondiali: l’ex premier islandese Geir Haarde potrebbe dover scontare fino a due anni di reclusione se il collegio speciale di giudici tirato in causa dal parlamento lo riterrà responsabile della recessione che ha sconvolto l’ex isola felice.
Nel 2008, dopo aver preso il posto del precedente premier dimissionario Halldor Asgrimsson, anche Haarde aveva dato le dimissioni sull’onda della crisi. Ma il collasso economico che aveva portato al fallimento delle tre banche maggiori e al crollo generale dell’economica islandese rischia di costare davvero caro all’esponente del conservatore Partito Indipendista. Un procuratore speciale nominato dal governo, scrive il New York Times, ha fatto i nomi di oltre duecento funzionari sospetti per la crisi. E alla fine, quello che rischia di più è proprio Haarde.
L’ex premier è accusato di “violazioni commesse dal febbraio all’ottobre 2008, di proposito o per omissione per banale disinteresse, essenzialmente contro le leggi della responsabilità ministeriale”. Secondo l’accusa, l’ex premier avrebbe dato prova di “gravi mancanze nei suoi doveri di primo ministro di fronte ad un pericolo enorme che incombeva sulle istituzioni finanziarie islandesi e sulle casse dello Stato”.
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DEMANIO MILITARE

Il patrimonio della Difesa è immenso: caserme, terreni, fari, forti, magazzini, polveriere…situate spesso vicino al centro città (a Bologna costeggiano la cerchie dei mille o sono dentro il centro), in posizioni a volte panoramiche e meravigliose. La cosa incredibile è che nessuno sa quante sono e quali sono e cosa se ne può fare. Un patrimonio di decine e decine di miliardi, in grado di risanare qualunque deficit per quanto gigantesco! Perfettamente ignorato da questo Governo di cialtroni!
Perché non lo dismettono? Perché lo Stato non fa cassa con questo enorme patrimonio immobiliare in disuso? Perché a Tremonti non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello di metterlo in vendita? Perché l’inano La Russa non si attiva in tal senso?
Per 11 mesi Cirino Pomicino cercò di avere l’elenco dettagliato di questo smisurato patrimonio, senza riuscirci.
Si rifiutò di interessarsene Antonio Martone, fortemente voluto da Brunetta “per la valutazione, la trasparenza e l’integrità della PA” (che mai vorrà dire?), pagato 165.000 € lui e 135.000 i suoi commissari… per non fare un tubo.
Cirino Pomicino non ci voleva credere che di questi beni dello Stato non esistesse nemmeno un elenco con relativa valutazione. E’ come se una famiglia avesse i creditori alla porta e pur sapendo di avere un tesoro in soffitta, non se ne fa niente.
I mesi sono passati e malgrado le garanzie di Letta e altri suoi simili, di questo elenco nessuna traccia. Alla fine sono passati gli anni ma nessuno sa ancora cosa possieda lo Stato né quanto valga.
Si preferisce tagliare agli invalidi!
Dopo tante richieste, finalmente, dopo “decisive sinergiche e interattive azioni tra l’Area tecnico-operativa e quella tecnico-amministrativa del Ministero”, la lista ‘dettagliata’ è arrivata.
Volete ridere? La lista dice:
“Infrastrutture Difesa: 5.815,
di cui 1.763 di reale valore.
Esclusi gli alloggi.
Punto.”
Ottimo e abbondante, signor Ministro!
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MARTINAZZOLI
E’ morto Martinazzoli, grande democristiano, uomo di cultura e di rispetto, feroce anticomunista ma anche durissimo antifascista e antiberlusconiano.
«Viviamo una fase crepuscolare della democrazia. C’è una situazione di marasma tale da non riuscire a capire in che modo la politica possa ritrovare la sua nobiltà»
“Il bipolarismo è una finzione mistificatoria, un espediente elettorale che tradisce il voto nel momento stesso in cui lo si chiede.”

Nel nuovo sistema maggioritario Martinazzoli collocò il nuovo PPI in una posizione rigorosamente di centro, alternativo alla sx dei Progressisti, ma in netta distinzione dalla dx missina e dalla Lega Nord. Dopo la discesa in campo di B nel gennaio del 1994 Martinazzoli manifestò distanza e freddezza nei confronti del Cavaliere, rifiutandosi di stringervi alleanze. La sua linea di centro, assolutamente equidistante dai Progressisti come dall’alleanza di centrodx che andava profilandosi tra B, Fini e Bossi, lo portò a scontrarsi nel partito fra i fautori di un’alleanza a sx o a dx.
Per quanto io non lo abbia mai seguito, sfido qualcuno a trovare nell’attuale Pdl qualcuno che lo eguagli per intelligenza, cultura e onestà.
Leggere le sue parole e paragonarle ai discorsi di un Brunetta, di un Sacconi o dello stesso B rende completamente l’idea di una totale degenerazione della politica italiana.
Nel gennaio 1994, all’atto di nascita del nuovo Partito Popolare Italiano, non aderivano così alcuni esponenti della DC guidati da Clemente Mastella e Pierferdinando Casini, considerando la linea del segretario troppo aperta a sx, che fondavano un movimento politico autonomo che prendeva il nome di Centro Cristiano Democratico e sceglievano l’alleanza con il Polo delle Libertà.
Abbiamo visto come è andata a finire.
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BERLUSCONI SI REGALA 2 MLD
VV
Com’è che stiamo andando malissimo sia per l’Europa che per i mercati e ormai nel baratro ci siamo con tutti e due i piedi, mancano ancora dei miliardi alla manovra, ma, non solo B infila nella manovra il licenziamento facile e una coltellata alla statuto dei lavoratori, ma ha anche la spudoratezza di regalarsi 2 miliardi sulle frequenze rubandoli al paese?
Il Pd aveva chiesto un’asta competitiva per l’assegnazione delle nuove frequenze tv digitali. In Germania ha dato 4,5 MLD, in Spagna pensavi di ricavarci fino a 16 MLD. In Italia B la rifiuta. Si passerà al digitale senza guadagnare sulle frequenze. E così si farà un enorme regalo a Mediaset che le avrà gratis. Il conflitto di interessi è pauroso e va ancora una volta a danno del paese.
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MUCCIOLI
Robert Jordan segnala:

Andrea Muccioli è stato cacciato da San Patrignano per avere dilapidato milioni di euro in spese folli e per la sua autoreferenzialità comunicativa ed “educativa”.
Una villa faraonica costruita sulle ceneri della vecchia villa del vecchio guru Vincenzo Muccioli, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
La stampa locale di Rimini per non parlare dei motivi che hanno indotto al defenestramento del giovane guru Andrea sta cercando di spostare l’attenzione sulla “successione” alla guida di questa struttura. Carlo Bozzo (uno dei responsabili interni di San Patrignano) chiamato dalla stampa sostiene che “la megavilla esiste ma resterà a disposizione della comunità”. Magari ci si potranno stanziare gli utenti della struttura che adesso vivono stipati in stanze piccolissime in violazione della normativa regionale sulle comunità di recupero. L’unico giornale che ha fatto un articolo con tutte le informazioni è IFQ).
Cosa sta accadendo realmente a San Patrignano in questo torrido agosto
mentre si cerca come al solito di insabbiare tutto? Non per caso qualche giorno fa il gruppo su Fb per la SANTIFICAZIONE DI VINCENZO MUCCIOLI aperto dai familiari delle vittime del vecchio Muccioli è stato chiuso da facebook.

L’ITALIA HA RAGGIUNTO I 10 GW DI FOTOVOLTAICO
Davide Bartok-Peacelink

Mentre un sito nucleare francese ha un guasto, e malgrado il vuoto normativo e l’abbandono del Governo che ha sospeso il conto energia fino al 2013, il fotovoltaico in Italia ha continuato a crescere, fino a raggiungere i 10 GW di potenza. Si pensi che a fine 2010 nel mondo la potenza totale cumulata era poco meno di 40 GW. Di questi ben 17 GW erano in Germania, in Italia erano installati 3,5 GW ai quali si sono aggiunti subito 3 GW che avevano finito i lavori nel 2010, seguono Spagna, Repubblica Ceca e Stati Uniti. Questo vuol dire che in 8 mesi, per proprio conto, l’Italia ha staccato tutti, ponendosi nettamente al 2° posto per potenza installata dopo la Germania. Sarebbe bene non distruggere ma aiutare lo sviluppo di questo settore che vede il nostro paese all’ avanguardia e molto più avanti di altri delle nostre dimensioni economiche.
Nel mondo la transizione della produzione di energia elettrica dalle fonti fossili alle rinnovabili sarà impetuosa e l’Italia potrà contribuire con la sua esperienza in misura notevole. Ben un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’energia elettrica e in moltissimi paesi l’ erogazione di corrente non è continua ma sono frequenti le interruzioni che rallentano moltissimo lo sviluppo economico. Le fonti tradizionali non potranno mai neanche affrontare questo problema perché sono limitate e la più importante,il petrolio, è molto vicina ai suoi massimi livelli produttivi. L’ unico modo per dare energia elettrica a tutti è lo sfruttamento
delle fonti rinnovabili. I costi sono ancora alti ma per molti segmenti di mercato dei paesi meno ricchi gli investimenti avrebbero dei ritorni eccezionali in termini di sviluppo, basta pensare alla rivoluzione che piccoli impianti da fonti rinnovabili (ora possibili a prezzi accettabili) potrebbero portare in strutture sanitarie o scolastiche dove attualmente è assente l’ energia elettrica. In alcuni paesi sarebbe possibile anche elettrificare zone rurali, considerato soprattutto che i costi maggiori sono dovuti al trasporto dei manufatti e alla formazione di personale locale preparato, quindi costi che possono essere ridotti moltissimo con una maggiore diffusione della cultura energetica.
Il picco produttivo del petrolio è vicino; gli alti prezzi odierni sono ancora sotto controllo solo perché si è bloccata la crescita economica. E’ vicina ormai anche la crisi definitiva dell’ auto attuale. Si comincia a lavorare seriamente all’ auto elettrica.
In Italia le rinnovabili potrebbero aiutare la transizione italiana e contribuire alla rivoluzione energetica degli altri paesi. In queste settimane si legge di programmi sostanziosi di energie rinnovabili in paesi importanti come il Giappone e il Sudafrica e i costi bassi del fotovoltaico hanno cambiato alcuni progetti negli USA che saranno realizzati con questa tecnologia e non con il solare a concentrazione.
La rivoluzione energetica e’ ormai sicura; dalle fonti vecchie come petrolio e nucleare sono arrivati negli ultimi anni disastri giganteschi ,dal petrolio fuoriuscito nel Golfo del Messico, all’ incidente nella centrale nucleare di Fukushima, alla guerra in Libia. Il declino della produzione petrolifera nel Mare del Nord Europa, che sta provocando l’ anomalo prezzo del Brent, superiore anche del 30% al
prezzo del petrolio statunitense WTI, costringerà la Gran Bretagna a diventare importatrice di energia. La battuta d’arresto mondiale di tutti i programmi di energia atomica ha dato un duro colpo alla Francia, maggiore potenza nucleare.
Questi due paesi sono i promotori della guerra alla Libia, mentre la Germania, 1° paese nelle energie rinnovabili, non ha partecipato all’intervento armato.
Prima ci sarà la rivoluzione energetica meglio sarà per tutti.

A Napoli la rivoluzione continua
Filiberto

Dopo la città ripulita, il taglio degli stipendi comunali e delle auto blu, il sensibile aumento di polizia comunale sul territorio e tanto altro, ora si lavora per portare alcune fasi dell’American Cup velica nel golfo e per una profonda e sostanziale rinascita culturale in contemporanea con la rivalutazione del centro storico, già patrimonio dell’umanità Unesco.
Ancora tanto c’è da fare, ovvio, ma una partenza del genere in un periodo di crisi come questo, è davvero meritoria.
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Sante Marafini
Il commissario europeo attacca il governo B

“Sulla crisi la reazione è stata misera e irresponsabile” .
Prima la Merkel, poi la Spagna, ora anche il commissario europeo criticano l’operato del governo. Dice: “Non solo il governo B ha agito in maniera irresponsabile, ma la Bce è stata abbindolata nell’acquisto di titoli di Stato italiani. La durissima posizione viene dal tedesco Guenther Oettinger, che ha criticato duramente il governo italiano sulla gestione della crisi del debito nazionale.
Giovedì prossimo è un giorno cruciale per il nostro paese: i 23 membri del board della Banca centrale europea si riuniranno per decidere se procedere con l’acquisto dei titoli pubblici italiani, come avevano fatto l’8 agosto scorso, oppure staccare la spina.
(V: e se lo fanno, poi consoliamoci coi licenziamenti liberi e le accuse allo sciopero ‘demenziale’! Qua i demenziali sono ben altri! E consideriamo anche che finora la Merkel ci appoggiava, ma la Merkel sta andando malissimo nei consensi elettorali e non è detto che il successore abbia voglia di appoggiarci. Bossi finge che i bond ce li acquisteranno per sempre quando lo stesso Draghi ha negato questa possibilità. Il folle Tremonti ‘presume’ che non ci faranno fallire, perché sennò cascano anche loro come tasselli di un domino, innescando una crisi mondiale – fino a questo punto di pericolosità è arrivato questo Governo di infami. Il meglio è B che, anche in questa situazione, riesce col regalo delle frequenze a incamerare più di un MLD per Mediaset quando Zapatero pensa di ricavarne 12 o 16. Quello è chiuso nel suo mondo di interessi e non capisce nient’altro. Speculerebbe anche sulla morte dell’Italia, facendoci il suo bel guadagnino).

Non so cosa scrivano sui giornali di B, ma è assurdo che ci sia chi dice che Monti non ci aveva avvertito! Ma se è stato proprio Monti a denunciare il commissariamento dell’Italia sotto un governo tecnico sovra partitico! Monti disse chiaramente che B doveva dire la verità su quanto succedeva: che l’Italia aveva perso parte della sua sovranità sotto la Bce e il governo B era “screditato per dover subire un diktat sopranazionale”.
Perciò Di Pietro chiede le dimissioni di B, perché oggi di fatto non esiste più alcun governo “l’Italia è sottotutela dell’UE e un Paese sotto tutela non è libero e democratico e non ha più istituzioni credibili”.
Bersani: “E’ incredibile e inaccettabile che l’opposizione non abbia avuto fin qui comunicazione alcuna sui vincoli ai quali ‘UE ci sta sottoponendo “(la famosa lettera che B non ha mai fatto vedere e la visita di Draghi a Palazzo Chigi!). Nessuno salvo B sa esattamente ci stanno chiedendo la Bce e l’UE o anche la FED.
Anche la Cgil esprime tutta la preoccupazione che si stia vivendo ormai in un Paese commissariato e privo di autonomia e chiede che si renda nota senza omissioni la comunicazione o la lettera della Bce.
Monti disse: “B e Tremonti sono stati costretti a modificare posizioni sostenute a lungo in modo disinvolto e puntiglioso e a prendere decisioni non scaturite dalle loro convinzioni ma dettate dai mercati e dall’UE. Le forme sono salve. I ministri restano in carica. Ma le decisioni principali sono state prese da un governo tecnico sopranazionale e mercatista. Con 4 danni: “scarsa dignità del governo”, “downgrading politico” (svalutazione sulla scena internazionale), troppo tempo perduto a dire che stavamo meglio degli altri. Infine svantaggio della “crescita penalizzata“.
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Ministero delle finanze: 75.000 di dipendenti…no comment.

ONORE
Ai caduti (in disgrazia),
a chi resta in piedi grazie ai caduti,
al vento che ti fa diventare,
al sole e alle sue effusioni non nucleari,
al nocciolo delle questioni,
all’acqua che torna pianto,
a chi cambia quello che c’è nel petto
e non a chi ci mette sopra medaglie,
all’arte (non di arrangiarsi),
ai poeti che onorano il pare e l’amare.

Alessandro Bergonzoni
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Un tunnel di cui non si intravede l’uscita!
Antonio Puglisi

Lo sciopero è stato fatto, e delle energie sono state sacrificate, mentre qualcuno pensa bene di puntare sull’attendismo. La partitocrazia impone ancora i suoi canovacci e l’uso abusato delle bandiere in un mondo che ragiona in termini di individualismo scellerato, spregiudicatezza e mancanza assoluta di ogni appartenenza. La dx, con intelligenza volpina, sgattaiola fra il dissenso e il consenso di fatto all’aggregato di potere anticomunista di ideologia Berlusconiana. Il comunismo, che pare porti tanta sfortuna alla classe operaia sul piano storico, si sta dimostrando l’affare principale per B, che non ci tiene a sconfiggerlo in modo irreversibile. L’immoralità politica può essere un’ottima strategia di contenimento, assommata alle bugie di regime e al controllo dei media nella percentuale giusta,senza provocare quei danni che potrebbero derivare da uno scontro frontale. Al governo non interessa tanto risolvere i problemi o mandare le opposizioni al confino, come ha dovuto fare Mussolini, basta portarle sul terreno del riformismo più capillare, fino a un principio di balcanizzazione delle componenti statuali, per imporre la sua presenza ineluttabile. Tutto sembra congiurare contro la povera gente, dalla crisi internazionale, alle ingiustizie locali, al mancato lavoro e anche un euro che si sta dimostrando, ora si, duro e difficile da digerire,per gli alti costi che impone con la sua politica liberista. Ad avvantaggiarlo c’è il fatto che mentre esso (l’euro) può godere di una direzione strategica centralizzata e autarchica, regolata dal principio della cooptazione di fatto dei suoi responsabili, il mondo del lavoro è parcellizzato, in entità nazionali e correnti di partito, quindi senza una strategia unitaria da opporre allo strapotere liberista. In queste condizioni è ancora un miracolo, che la nostra Costituzione possa rappresentare un baluardo (ma sempre più debole) alle avance reazionarie della dx neofascista. Il capitale è alle corde a causa della sua natura autodistruttiva e concorrenziale e nei momenti di crisi serra le fila anche in paesi con una costituzione avanzata come quella italiana che è creduta inattaccabile sul piano di classe
Gli iscritti alla Cgil sono quasi 6 milioni
Cisl 4.542.354
Uil 2.184.911
Sono dati attendibili?
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Da Doriana Goracci
Dalla Democrazia alla DEBITOCRAZIA bancaria che tenta di conquistare il Mondo

“La lezione dell’Islanda è RIBELLARSI DI FRONTE AI MERCATI PER USCIRE DALLA CRISI. Il popolo islandese ha saputo dare una lezione a tutta l’Europa, ha sopportato la pressione internazionale che esigeva l’intero pagamento ai due governi del 5.400 milioni di dollari che olandesi e britanni ci avevano depositato nelle loro banche. Hanno affrontato il sistema mediante mobilizzazioni popolari, riuscendo a far sí che le politiche decise dai governi rimanessero senza effetto. Hanno mostrato che l’approfondimento della democrazia è uno strumento al servizio degli interessi della società, e che questo è qualcosa che va molto più in là che votare ogni 4 anni.”

“C’è un piano per strangolare finanziariamente le nazioni in modo che i ricchi diventino più ricchi e i poveri più poveri. Pochi “scelti” vogliono controllare interi stati. Per cominciare, le banche hanno messo in moto in ogni paese un piano per aumentare drasticamente il debito, aiutati da governi corrotti. Poi arriva il F.M.I. come salvatore e approva il piano. I governi attuano il piano a spese del popolo e i Media, ugualmente corrotti, lo promuovono alla popolazione. Ora gli avvoltoi possono appropriarsi di tutto per 2 soldi e la democrazia può essere abbattuta. Hanno cominciato con l’Europa meridionale, con i P.I.G.S., il 1° test è stato la Grecia. Un piccolo paese dove 2500 anni fa è nata la democrazia e dove il potere era in mano al popolo e l’assemblea del popolo votava per i rappresentanti al potere, con procedure rapide contro i politici che avevano danneggiato la città dal punto di vista morale e li cacciavano, per chi danneggiava finanziariamente la città c’era la confisca dei beni. L’ostracismo era un’altra misura preventiva per il buon funzionamento del sistema politico: l’esilio per chi rappresentava una minaccia per la democrazia. Ma nella Grecia moderna di oggi c’è un sistema diverso, si chiama debitocrazia .
Viene imposto ai cittadini un debito non loro. Un debito generato dalle banche e dagli Stati. Il popolo è chiamato a ripagarlo. E i soldi finiscono nelle stesse mani dei banchieri che hanno creato il debito. Il terrorismo finanziario da parte delle banche, dei politici, dalle agenzie di rating, dai governi, dall’UE e dai mass media, porta le persone alla schiavitù finanziaria. Il partito al governo della Grecia, con procedure proprie di un colpo di stato parlamentare, introdusse scandalosi “programmi di salvataggio” dettate dal FMI. Non ebbe alcuna vergogna quando fu contrastato dalla maggioranza del popolo greco che scese in strada per quasi due mesi contro un futuro ingiusto. Il governo invece di difendere gli interessi del suo popolo si arrese e consegnò il paese ai profittatori, assistito dalla polizia che ha attaccato senza motivo i manifestanti pacifici lanciando lacrimogeni e sfollagente chimici, con pestaggi di massa: un’ondata di violenza estrema e senza precedenti.

Debitocrazia, questo nuovo sistema politico che censura la voce dei cittadini, è già presente nel resto dei paesi P.I.G.S., e anche in Irlanda. Prima o poi arriverà nel tuo paese, se non c’è già. Funziona così: un partito conservatore al potere nasconde il debito pubblico, mentre spende senza limiti. Loro e i loro amici banchieri vivono nel lusso. Spremono il popolo e il paese già indebitato con eventi di lusso come i Giochi Olimpici. L’acquisto di armi imposto alla Grecia da parte di altri paesi dell’UE è una faccenda in cui le tangenti proliferano. Scandali finanziari che fanno notizia in un primo momento non arrivano mai a giudizio in un tribunale . Poi arrivano le elezioni. Un sedicente partito socialista, che era al potere in precedenza ed è stato pesantemente coinvolto in scandali finanziari, promette di portare sotto controllo le finanze dello stato e dichiara che “i fondi ci sono”. I suoi amici, i banchieri, cambiano partito e promettono di aiutare a far eleggere l’aspirante Primo Ministro in cambio, una volta eletto, di ridurre in schiavitù finanziaria il paese. Con l’aiuto dei media corrotti egli vince le elezioni.
Pochi giorni dopo, il nuovo primo ministro ammette che è impossibile controllare il debito.
“Occorre chiedere ai nostri alleati in Europa di attivare il meccanismo di sostegno che abbiamo creato insieme.”
Gli europei sostengono di non aver saputo della situazione reale, mandano ammonizioni severe. I mercati si fanno minacciosi. Il governo, assistito da giornalisti fantoccio, ricatta la gente per sostenere un nuovo prestito.
“Se non prendiamo questi soldi non saremo in grado di pagare stipendi e pensioni.”
“La bancarotta sarebbe tragica. “
“Se il paese va in fallimento nessuno avrà un lavoro, nessun stipendio verrà pagato, l’economia nazionale sarà inesistente, non ci sarà alcuna attività aziendale, non ci sarà nulla”.
“La UE-FMI-BCE, la troika, ha detto che il governo greco si è impegnato a vendere la proprietà pubblica per un valore totale di 50 MLD di €.”
“La società di energia elettrica, l’azienda di telecomunicazioni, la lotteria e le società di scommesse sportive, la Banca delle Poste, in tutto hanno un valore complessivo massimo di 8-9 MLD di €. Mancano ancora 41 MLD. Dove li troveremo?”
“50 MLD in realtà significa che tutto deve essere venduto.”
Quindi, il FMI prende il sopravvento.
“Il Fondo Monetario Internazionale attiva le procedure”.
“Il piano di salvataggio è un’opportunità per questo paese”.
Dopo il 1° “pacchetto di salvataggio” il paese entra in recessione e il regime di austerità è imposto col solo scopo di costringere la gente a pagare gli interessi del prestito per le generazioni a venire. Recentemente il 2° “pacchetto di salvataggio” è entrato in vigore provocando proteste pubbliche. Chi ha collaborato con i profittatori dovrebbe essere accusato di alto tradimento… la disoccupazione aumenta drammaticamente, la povertà dilaga, le aziende chiudono, si restringe il settore pubblico, il benessere sociale – istruzione, sanità, pensioni – è tagliato, i diritti del lavoro e il sociale, la giustizia, scompaiono, l’uguaglianza non arriva. E’ una dura lotta mantenere la dignità con i tagli dei salari e delle pensioni, le risorse del paese e la sua proprietà trasferite in mani private, la sovranità della nazione compromessa

Nigel Farage Parlamentare europeo:
“Non ho dubbi che la vostra intenzione è di assassinare silenziosamente la democrazia europea e la democrazia degli Stati nazionali europei”
I cittadini stessi diventano mera proprietà di coloro che governano il mondo.
Tutti sapevano quello che sarebbe seguito. Perché tutti coloro che hanno governato hanno contribuito alla situazione attuale.
Benvenuti al futuro del mondo intero.
E’ iniziato qui, ma arriverà presto a casa tua.

Dal 25/05/11 il popolo greco ha invaso le piazze indignato, infuriato, ma ancora più determinato. Uniti contro un sistema marcio, resistono a tutte queste cose che li condanna ad una vita senza speranza. Si ribellano contro chi mette in pericolo la loro libertà e benessere. Prendono la vita nelle loro mani e lottano per difendere la democrazia reale che rinasce nelle piazze e nelle assemblee del popolo.
Mandano questo messaggio al mondo intero: per cacciare per sempre tutti i terroristi finanziari e chi tiranneggia il popolo e mina il loro futuro.
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Obiezione. Massimo Turla
Credo si faccia un po’ di confusione.
In Islanda ad essere indebitate erano le tre principali banche nazionali, ed erano indebitate soprattutto con olandesi e britannici. Le tre banche in questione sono andate in crisi di liquidità e il mercato, che non fa mai prigionieri, le ha messe in ginocchio (i debiti prima o poi vanno ripagati e questo vale per tutti, grandi e piccini, vedi chi si compra le vacanze a rate).
A questo punto il governo islandese, tramite referendum, ha chiesto ai cittadini se volevano che lo stato intervenisse per salvarle (il totale del debito accumulato dalle tre banche era 6/7 volte il PIL del paese); il salvataggio avrebbe comportato anni e anni di sacrifici, tasse e crescita nulla. Gli islandesi hanno detto: no grazie. Il paese ha attraversato 2-3 anni di acque agitate, a causa anche della crisi mondiale (quella islandese è avvenuta prima) ma oggi si finanzia (emette titoli di stato) tranquillamente sul mercato a tassi del 4,5% circa.
Per noi la cosa è ben diversa, ad essere indebitato non è il sistema bancario, ma lo Stato (come in Grecia, Spagna e Portogallo), e ad oggi lo Stato è rimasto in piedi solo grazie alle banche nostrane che hanno continuamente sottoscritto il suo debito (ad oggi il 15/18% dei titoli di stato è delle famiglie, il 50% delle banche italiane, il resto degli stranieri); quindi come vedi situazione radicalmente diversa da quella islandese.
Ma se il nostro paese fa default, cosa che mi auguro proprio non avvenga, la crisi argentina al confronto sarà stata una bazzeccola.
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DEBITOCRAZIA? SE NE PUO’ FARE A MENO!
Viviana Vivarelli

I Governi sono la disgrazie degli Stati! E le banche hanno dimostrato di essere i loro maggiori nemici. Ma ci sono paesi che hanno sconfitto la globalizzazione.
In Belgio sono senza governo da 500 giorni,vanno benissimo,non conoscono la crisi e il Pil viaggia al +2,3%.
In Islanda si sono rifiutati di pagare i debiti delle banche(che gestivano un patrimonio pari al 923% del pil col 900% di debito speculativo),ha licenziato dx e sx,l’amministrazione pubblica è stata presa da comitati popolari, stanno benissimo e il Pil sale.
Il 93% dei cittadini ha votato che il debito bancario non doveva essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si sono fatte attendere: il Fmi ha congelato immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si è fermata. Il governo, incalzato dalla folla inferocita, è stato costretto ad indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L’Interpool ha emesso un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri sono scappati. Il popolo ha fatto una nuova costituzione usando internet così da togliere il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. E’ stata eletta una assemblea costituente di 25 cittadini, scelti con regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l’appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito. Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le sue proposte. Ed eccoci così arrivati ad oggi. Oggi l’Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica in modo del tutto opposto a quello propagandato anche a noi come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere. Solo una sana e consapevole democrazia diretta!!!!
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Indignati e indennizzati
Gramellini

Non sono mica politici. Sono prestigiatori. Uno è lì che si domanda che fine avrà fatto il dimezzamento dei parlamentari e quelli invece con un colpo di mano si dimezzano i tagli allo stipendio. Dopo aver votato senza battere ciglio l’anticipo dell’età pensionabile per le donne e l’inasprimento dell’Iva per tutti, i senatori prendono in esame l’unica parte della stangata che li interessi davvero: la riduzione delle indennità per i parlamentari forniti di un’altra fonte di reddito. La Manovra del 13 agosto (ormai bisogna specificare la data come sulle etichette dei vini) aveva previsto un taglio agli emolumenti del 50%. Un atto di generosità scriteriata, ora sapientemente ridotto al 20% per la parte eccedente i 90 mila euro. Dai, basta il pensiero. D’altronde fra Iva, pensioni e supertasse per superpirla che non possono evadere, la nuova stangata era già sufficientemente sanguinosa. Perché infierire anche su una categoria disagiata come gli onorevoli con doppio lavoro? Avvocati, medici e commercialisti che lasciano sguarnito l’ufficio professionale per due, a volte addirittura tre giorni la settimana. E lo fanno per noi.
Diciamola tutta. I senatori si aspettavano che i cittadini indicessero una sottoscrizione popolare in difesa delle indennità. Ma il clima vacanziero deve averci distratti e così hanno provveduto direttamente loro, allestendo una raccolta di firme «bipartisan» per scongiurare l’attentato alle proprie tasche. Signore, non perdonare loro perché sanno quello che fanno. E continuano a farlo, pur sapendo che anche noi lo sappiamo.

La beffa della 49° fiducia

E, contro ogni promessa fatta, la manovra è stata poi votata alla fiducia. Era così penosa che aveva 800 richieste di emendamento solo dal Pdl.
E alla fine sono sparite tutte le promesse fatte di tagli agli sprechi della casta, nemmeno una parola sulle auto blu o sui vitalizi facili.
Più morbide le misure sul carcere per i grandi evasori. Sospensione condizionale della pena se sono stati evasi oltre 3 milioni di euro ma se l’evaso è pari al 30% del fatturato, insomma una norma a misura di Berlusconi, che Pd e Idv hanno ribattezzato “salva-premier”.
I parlamentari, ovviamente, si riducono l’obolo.
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LA MANOVRA PENALIZZA LA DONNA CHE HA FAMIGLIA
Viviana Vivarelli

La manovra penalizza la donna che lavora parificando l’età della pensione a quella degli uomini e la porta a 65 anni. Un’altra bella pensata del ministro Sacconi! Quello che ha introdotto la norma del licenziamento libero, in chiaro odio al mondo dei lavoratori e che ora penalizza la donna, in chiaro odio al mondo femminile, di cui evidentemente conosce molto poco.
Punto 1°: la donna fa un doppio lavoro, in casa e fuori e non mi pare il caso di penalizzarla ulteriormente
Punto 2°: fino a prova contraria, sulle spalle della donna si abbatte anche la cura dei bambini, degli anziani e dei disabili, almeno finché dura o peggiora questa carente assistenza pubblica ed è inutile ignorarlo, anche su questo fronte gli uomini risultano assenti
Punto 3°: per certi lavori il fisico di una donna è più fragile e non sopporterebbe tanti anni di lavoro e la manovra non distingue tra tipi di lavoro
Punto 4°: in Italia si divide un coppia su 4, ma nella quasi totalità dei casi i figli restano alla madre, la quale dunque ha anche questo lavoro, mentre i padri sono latitanti e non vengono nemmeno messi alle strette quando non pagano gli alimenti o non si curano dei figli
Punto 5°: spesso le donne sono assunte prima degli uomini, ma questo avviene o perché vengono pagate meno, o perché si presume di sfruttarle di più, anche sessualmente, o perché ci si basa sulla loro bellezza come fossero richiami sessuali, o perché sono le prime a essere licenziante, o anche perché questo cattivo governo ha eliminato il divieto di fare patti fraudolenti come le dimissioni con data in bianco, già firmate, da completare in caso di gravidanza
Punto 6: coi tagli egli enti locali, di asili ce ne saranno sempre meno e già ora sono insufficienti, nel sud coprono addirittura solo il 5% del bisogno. E le famiglie giovani hanno un disperato bisogno di ‘nonne’ a cui affidare i bambini in mancanza di uno stato sociale che assista le giovani madri che lavorano e che ‘devono’ lavorare perché in troppe famiglie con uno stipendio solo non si vive, allungando il loro periodo lavorativo, si danneggia anche loro
Punto 7: mai sentito parlare del ‘tetto di vetro’, che è quel tetto che nello Stato come nella Chiesa impedisce alle donne che valgono di far carriera?
Male! basterebbe parlare con qualsiasi donna intelligente, abile e ambiziosa per imparare parecchio su un mondo di cui evidentemente il Ministro sacconi non sa niente!
Punto 8: le donne si occupano dei figli il doppio del tempo degli uomini
Punto 9: cresce l’occupazione femminile nonostante la crisi ma gli stipendi restano più bassi del 20% rispetto agli uomini. Difficile la conciliazione tra tempi di cura ai figli e agli anziani e di lavoro, visti anche i tagli all’assistenza
Punto 10: cresce la violenza degli uomini sulle donne. Ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal partner, 9 stupri su 10 avvengono in casa. Nel 61% dei casi di violenze, esse avvengono in casa.4 su 5 si verificano all’interno di una relazione sentimentale,e soltanto 1 violenza su 100 avviene ad opera di sconosciuti
Punto 11: il tasso di occupazione femminile in Italia è tra i più bassi d’Europa,46,1%, inferiore dei 12 punti ai paesi UE, ma a Sud crolla al 30. Più spesso il contratto è a tempo determinato o part time (al sud le laureate con contratto a termine sono il 44,6%)
Napolitano disse: “In Italia le donne sono ridotte a oggetto, serve un’altra cultura. Le donne italiane sono ancora lontane dall’aver conquistato la parità in molti campi”. E così, partendo da questa situazione già abbastanza difficile, c’è stato chi ha avuto questa bella idea di penalizzare ancor più la donna in nome di una parità che viene praticata in paesi dove lo stato sociale le aiuta molto più di noi e che dunque permette loro di vivere in un mondo meno svantaggiato del nostro, ma qui, ben lungi dall’aiutare la ragazza madre o la donna con famiglia con anziani o invalidi a carico, si cerca la parità solo nell’aumento di anni di lavoro! E contemporaneamente si apre al licenziamento facile! Davvero una bell’azione di governo!

UNO STATO LEGGERO
Viviana Vivarelli

Per un futuro migliore occorre uno Stato leggero, non nel senso di un neoliberismo che limiti il controllo sulle imprese o freni il fisco sui cittadini, ma proprio nel senso di un alleggerimento della casta politica, quella che in Italia “si è mangiata la democrazia” e che schiaccia il cittadino sotto il peso di una burocrazia paralizzante e inutile.
In Italia negli ultimi anni le istituzioni hanno dilagato, sovrapponendosi e aggrovigliandosi, con urti di competenza e zone buie, amministratori locali che lottano contro amministratori centrali, fiumi di consulenti, commissioni, comitati, enti inutili, doppioni e conflitti di settore, con una partitocrazia che aumenta i costi e imbroglia le carte, distribuisce le cariche e riscuote mazzette, più simile a gestori feudali che ad amministratori democratici, in una caduta a picco del livello di credibilità con costi intollerabili e crisi di efficienza. Oggi come oggi sono pochi gli esempi di stati ottimali: l’Islanda, la Svizzera, l’Olanda, la Svezia, la Norvegia, tutti Stati piccoli o con poca popolazione.
L’Italia ha più abitanti e più problemi, ma ugualmente deve sfrondare tutto ciò che è inutile e aumentare gli istituti di democrazia diretta e di ricambio politico, così da guadagnare la fiducia degli elettori. La crisi di credibilità e di affidabilità delle istituzioni ormai è al minimo. E questo governo che persiste nel suo accanimento di potere pur avendo perso la maggioranza del consenso è davvero spregevole. Come dice il politologo di Oxford David Hine: “In Italia c’è troppa gente che vive di politica e la classe politica, a tutti i livelli, non restituisce ai cittadini quello che dovrebbe: servizi, assistenza, welfare. E’ chiaro perché è delegittimata!” Oggi o si comincia a fare taglia alla casta o questa apparirà sempre più come una cricca di usurpatori.
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SPATUZZA E’ STATO IMMESSO NEL PROGRAMMA PENTITI
Vv

E’ accaduto un fatto molto importante per la lotta alla mafia e il disvelamento di quel livello politico che fu mandante dei peggiori delitti italiani e che sinora non era ai stato colpito dalle confessioni di pentiti illustri che si sono sempre fermate prima: oggi il mafioso Spatuzza è stato immesso nel programma dei pentiti
Questo può avere conseguenze da terremoto, perché Spatuzza è quello che parlò di Dell’Utri e B come mandanti delle stragi del 92-93 (attentato contro Falcone e Borsellino, attentato di via dei Georgifili) per destabilizzare il paese e far sentire la necessità di un forte governo di dx, e, se dice altre cose e ne dà le prove, B potrebbe trovarsi in guai molto più seri di quelli del ricatto di Tarantini.
Gaspare Spatuzza è un criminale italiano, già membro di Cosa Nostra, affiliato al mandamento del quartiere Brancaccio di Palermo, ora collaboratore di giustizia. Fu collaboratore dei Graviano e anche uomo di fiducia del capomafia corleonese Leoluca Bagarella. Si è autoaccusato di aver rubato la Fiat 126 impiegata come autobomba nella strage di via d’Amelio contro Borsellino e la sua scorta. Cooptato da Salvatore Grigoli, fu tra gli esecutori materiali dell’omicidio di don Pino Puglisi, per cui è stato condannato all’ergastolo con sentenza definitiva. È stato inoltre condannato per gli omicidi di Giuseppe e Salvatore Di Peri, Marcello Drago, Domingo Buscetta (nipote del pentito storico di Cosa Nostra, Tommaso) e Salvatore Buscemi. Rapì Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, che sarebbe stato ucciso dopo oltre due anni di prigionia. Arrestato nel 1997, da allora è in carcere. Nel 2010 disse che avrebbe detto altre cose se avesse usufruito del programma di protezione dei pentiti ma la cosa gli fu rifiutata. Disse che la mafia aveva dichiarato di avere «il Paese in mano sua» grazie a B e Dell’Utri.
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IL GOLPE DI BERLUSCONI
Raniero La Valle

Gli uomini contano. Alla conferenza di pace di Parigi De Gasperi salvò l’Italia che era un Paese nemico, distrutto dalla guerra, gravido di miseria; tutto, tranne l’enorme prestigio del presidente del Consiglio italiano e la dignità con cui difese l’Italia, era contro di lui. Ma De Gasperi colpì gli Alleati, apparve credibile, e l’Italia rientrò ben presto a pieno titolo nella comunità internazionale, e cominciò la sua ricostruzione, prima della Germania, prima del Giappone, suoi alleati di guerra, prima della Cina.
Nell’agosto angoscioso appena trascorso, B ha portato l’Italia fino all’orlo dell’abisso: l’ha considerata lui stesso un Paese di merda, l’ha mostrata senza dignità, con un governo indifferente e cinico in ogni sua scelta, fino al punto di poter decidere in poche ore tutto e il contrario di tutto; un Paese giudicato inaffidabile eticamente, e non solo finanziariamente, perfino dai mercati; un potere politico interno irriso dalla stampa internazionale, incapace, per le sue false analisi, di affrontare la crisi, impossibilitato, per le sue contraddizioni, a governarla e indegno, per i suoi comportamenti, di fare appello alle risorse materiali e morali dei cittadini.
Eppure all’Italia non mancherebbe nulla; è un Paese ancora ricco, seppure di una ricchezza ignorata dal fisco, lavora, produce e risparmia, si dà da fare nell’aiuto reciproco, e ai giovani, se è matrigna la società, resta madre la famiglia. Certo, da quando è finito il “caso italiano” e l’Italia ha cessato di essere un grande laboratorio politico per un diverso futuro, è ridiventata politicamente bambina e arrendevole (altrimenti non si farebbe guidare così), ma è un Paese straordinario che ha pur sempre grandi risorse di intelligenza, di creatività, di lavoro.
Ora dobbiamo trarre le lezioni che ci ha impartito quest’agosto (agosto è sempre un mese pericoloso, fu il 15 agosto 1972 che Nixon distrusse l’ordine monetario del dopoguerra sancito a Bretton Woods, aprendo la strada all’attuale cataclisma). Il nostro agosto ci ha insegnato come una crisi economica possa diventare il momento e l’alibi di un grande tentativo reazionario, fino ai limiti di un sovvertimento del sistema.
Questi sono i colpi di mano che il governo ha tentato col pretesto della crisi:
1) Liquidare l’art. 41 della Costituzione che unisce la libertà economica all’utilità – o almeno non dannosità – sociale, per rendere discrezionale ai privati tutto ciò che non è proibito.
2) Mettere nell’art. 81 il vincolo del pareggio del bilancio, il che toglierebbe allo Stato ogni margine di manovra economica e renderebbe incostituzionale anche il pagamento degli stipendi pubblici quando il limite fosse raggiunto (come stava succedendo disastrosamente ad Obama).
3) Demolire un’intera branca del diritto, quello del lavoro, distruggere la contrattazione collettiva e il ruolo dei grandi sindacati, rimuovere l’obbligo della giusta causa e con esso lo stesso Statuto dei lavoratori, tornare ai rapporti tra “padroni” e operai dell’età preindustriale.
4) Revocare i diritti acquisiti in tema di riscatto della leva e della laurea per il calcolo dell’età pensionabile, in tema di tredicesime e liquidazioni, introdurre nuove disuguaglianze tra dipendenti pubblici e privati, residenti e immigrati, ricchi evasori e poveri tartassati.
5) Mortificare il valore simbolico della Repubblica nata dalla Resistenza impedendo la celebrazione festiva del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno.
6) Cavalcare il risentimento verso la politica, tagliando demagogicamente quelli che vengono chiamati i costi della politica e che sono invece i costi della corruzione e i costi della democrazia; attaccare al cuore il principio rappresentativo riducendo drasticamente la rappresentanza popolare dai comuni alle province al Parlamento fuori di qualsiasi piano organico e razionale di riordinamento dello Stato.
Non tutte queste cose sono riuscite, per la debolezza e la confusione della leadership, la difesa corporativa dei propri interessi elettorali da parte della Lega, la resistenza degli Enti locali, i veti incrociati nell’ambito della stessa maggioranza e la reazione vigorosa delle classi attaccate e umiliate; mentre un minimo di continuità istituzionale è stato assicurato da quanto resta della divisione dei poteri, che ha permesso il dispiegarsi di un ruolo di supplenza da parte del Presidente della Repubblica e di controllo di legalità da parte dei magistrati.
Ma resta da chiedersi come tutto ciò sia potuto accadere. È accaduto perché il sistema, grazie agli apprendisti stregoni dei patiti della “Seconda Repubblica”, era stato privato di tutte le sue difese, al Parlamento era stata tolta ogni autonomia mentre un’artificiale, esorbitante maggioranza parlamentare era stata messa per legge nelle mani di un padre padrone, e a quest’ultimo era stato permesso di difendere ossessivamente il potere e di mantenerlo con ogni artificio, mentre tutto il resto era abbandonato alla rovina. La tanto agognata “governabilità” è stata realizzata nel modo peggiore, senza un governo che potesse veramente governare e una democrazia che potesse difendersi; per di più senza che si potesse dare una vera, efficace e giusta risposta alla crisi economica. Perciò, per uscirne, bisogna ora ripartire da qui, cioè dall’idea stessa di cosa debba essere una Repubblica parlamentare e rappresentativa, contro la cecità di chi, anche a sx, insiste nel dire che “non si può tornare indietro”.
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Grande discorso di Obama!
Viviana Vivarelli

Ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e a quegli imprenditori che assumono!
Bonus da 4000 dollari a quei datori di lavoro che assumono disoccupati da oltre 6 mesi.
1500 dollari in meno sulle tasse alle famiglie dei lavoratori dipendenti .
“Stasera ci riuniamo qui in un momento di urgenza per la nostra nazione. Continuiamo ad affrontare una crisi economica che ha lasciato milioni di nostri concittadini senza lavoro e una crisi politica che ha peggiorato le cose
I milioni di americani senza lavoro non hanno tempo da perdere con i giochi della politica. Sono cresciuti in un’America dove il duro lavoro e il senso di responsabilità venivano premiati. Se ti comportavi bene, potevi farcela.Ma da decenni il nostro contratto sociale si sta disintegrando. La questione ora è se di fronte a una crisi nazionale saprete fermare il circo della politica e fare qualcosa per aiutare l’economia. Propongo l’American Jobs Act, la Legge sui posti di lavoro americani. Contiene misure che in passato sono state appoggiate sia dai democratici che dai repubblicani. E ogni spesa ha la sua copertura. Questa legge farà nascere più posti nel settore dei lavori pubblici,più posti per insegnanti, più posti ai reduci di guerra, più posti ai disoccupati di lungo termine” .
Grazie agli sgravi fiscali, Obama vuole dimezzare la “payroll tax”,ritenuta alla fonte sulle buste paga, il cuneo fiscale ripartito fra dipendenti e imprese, per finanziare la Social Security.
“Varate questa legge e possiamo mettere subito tanta gente al lavoro per ricostruire l’America, i nostri ponti e le nostre strade che cascano a pezzi. Perché dobbiamo star fermi mentre la Cina costruisce più aeroporti e ferrovie?Proprio mentre milioni di senza lavoro potrebbero costruire le stesse cose qui in America! Mentre in Corea del Sud aumentano il corpo insegnante, noi stiamo licenziando professori in massa”.
Come finanziare l’American Jobs Act in modo da far sì che non aggiunga un solo dollaro al deficit? Qui Obama adotta una via mediana: “Modesti tagli ai programmi di spesa sanitaria Medicare (anziani) e Medicaid (indigenti)”, affiancati però dalla “riforma fiscale che chieda agli americani più ricchi e alle imprese di pagare la loro parte equamente”. Per i repubblicani più intransigenti questo è un tabù: non vogliono sentir parlare di nuove tasse, neppure se si tratta di recuperare gettito eliminando elusioni fiscali e scandalosi privilegi per il Big Business. E qui il tono di Obama è da comizio elettorale, battagliero e sferzante: “Mentre la maggioranza degli americani fa fatica ad arrivare a fine mese, una minoranza opulenta e le grandi imprese godono di privilegi fiscali esclusivi. Warren Buffett (il secondo miliardario più ricco d’America, ndr) paga un’aliquota fiscale inferiore a quella della sua segretario: uno scandalo che lui stesso ci chiede di abolire”.
La normativa fiscale, dice il presidente, “dovrebbe favorire le imprese che creano più lavoro, non quelle che possono permettersi i migliori lobbisti”. Questa, conclude sarcastico, “non è lotta di classe, è matematica, ci sono scelte da fare ed è chiaro dove sta l’interesse della maggioranza degli americani”. Quello che Obama rifiuta con sdegno, “è che questa crisi economica venga usata come un pretesto per spazzare via le tutele fondamentali su cui gli americani hanno fatto affidamento per decenni”.
La geografia del prossimo scontro elettorale, con in palio la Casa Bianca nel 2012, è ormai tracciata: per il presidente la dx che dice solo no è la forza reazionaria che vuole distruggere tutto il patrimonio di diritti sociali edificati dal New Deal rooseveltiano in qua.
(Ora confrontate questo discorso coraggioso con quanto viene fatto da questo infame governo in Italia!)
..
BISOGNI E SPRECHI

Al Cardarelli di Napoli mancano le lettighe perché sono stati tagliati i letti e gli infartuati devono spostarli su sedie da ufficio.
Intanto B regala 6 navi da guerra al Panama, si compra due elicotteri extralusso, esenta dai tagli i 2000 dipendenti di Palazzo Chigi che sono pagati il 56% più dei membri degli altri ministeri, con tutto che non usa quasi mai il Palazzo istituzionale e fa i suoi affari di governo ad Arcore, e dà ai suo magnacci e spacciatori commissioni di Finmeccanica o posti di potere!
..
I sindaci dei Comuni leghisti vogliono una class action contro il Governo

Dopo il giro della Padania, chi vogliono prendere il giro costoro?
E non è una presa di giro anche l’abolizione delle Province che escono dalla porta e rientrano dalla finestra come’Unioni dei Comuni con funzioni di vasta area’? Senza cariche elettive e con dipendenti fissi che non si possono licenziare. In pratica fuori dalla democrazia e a costi maggiorati!
Altra presa di giro:il contributo di solidarietà parlamentare che si sono votati come tanti furboni! Sapete quanti lo pagheranno? 30! Al giro precedente i tagli di Tremonti colpirono un solo onorevole: Galan. A questo sono arrivati a 30.
..
I tre punti che, secondo Salvi, hanno portato il Pd alla degenerazione

-L’idea che per vincere bisogna accordarsi o accodarsi, con tutti e su tutto, ed è questa idea succube che ha portato a una serie continua di fallimenti e ad un partito vischioso che si è fatto battere da Vendola, Pisapia, De Magistris, i referendum, Di Pietro e ogni persona o azione coraggiosa e coerente.
-l’idea che col capitalismo bisogna convivere e magari assomigliargli (tipo Scajola con la mafia)
-messa da parte la lotta di classe e ogni legittimazione storico-sociale, e abbattuta come non importante la questione etica, era inevitabile la commistione con ogni sorta di reato e di corruzione. Dalla scalata dei capitani coraggiosi alle opportune assenze su ben cento leggi di Berlusconi, al distacco dalle piazze è tutto in discesa.
E i militanti? Quelli che vedono Consorte con 50 MLD per ‘consulenze’ e non battono ciglio?
Penati indagato per corruzione e concussione. Embé? Come diceva Previti.
Ma non c’era la famosa ‘differenza’?

RIDIAMARO :- )

spinoza

Manovra, si cerca l’intesa: feccia a feccia Bossi-Berlusconi.

Incontro fra Bossi e Berlusconi per trovare l’accordo sulla manovra, dandosi di gomito.

Arcore, vertice fra Berlusconi e Bossi. Soddisfatto Bossi. Ha fatto il rutto più forte.

Bossi cade dal letto e si rompe un braccio. Dio ci lavora un pezzo alla volta.

Umberto Bossi è lo specchio politico del paese: la parte sinistra è totalmente immobilizzata.

Ho visto una intervista a Renzo Bossi, veramente non pensavo che l’ictus fosse genetico

Il figlio di Bossi è così ignorante che le cose che non sa sono sufficienti a bocciare 3 studenti.

Questa purtroppo è vera. Lampedusa. Si ribalta un barcone di migranti; circa 300 i morti. “A dargli il valore di 1,00 €, la perdita equivale a meno di un giorno di lavoro”. (Renzo Bossi alla Regione Lombardia)

Bossi impone il figlio in regione. Caligola era stato più discreto.

Bossi commenta l’elezione del figlio Renzo: “Ha trovato la sua strada”. Ora può concentrarsi sul numero civico.

Renzo Bossi si difende dalle accuse di favoritismi. “Ma quale nepotismo, e’ mio padre!”.
Vergassola

Caso Tarantini. Berlusconi funzionava come un bancomat. Bastava farglielo inserire in una fessurina, e lui cacciava i soldi.

Tremonti: “Colpiremo solo i finti poveri”. I veri ricchi possono stare tranquilli.

Manovra. Hanno cambiato versione così tante volte, che sembra scritta da Zio Michele.
..
«Il presidente del Consiglio – scrive sul suo blog Di Pietro – non aveva nessun impegno istituzionale per martedì prossimo, quando avrebbe dovuto incontrare i Pm che indagano sulle attività e i sospetti ricatti della coppietta Lavitola-Tarantini. Se l’è inventato per sfuggire, ancora una volta, ai magistrati. Ha scritto lui al presidente della Commissione europea Barroso, chiedendo di essere ricevuto proprio quel giorno».
Se avesse detto: “scusatemi, ma proprio quel giorno devo andare a puttane” sarebbe stato più credibile….
Harry
Come ha detto Staino: “Ha scelto Barroso ai pm per salvarsi lavitola”.
..
http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. E’ molto facile odiare agli Stati Uniti d’America in questi giorni. Ma perche’? Abbiamo vinto d’assalto le spiagge della Normandia, salvato l’Europa dalla rovina economica con il piano Marshall (grazie di ripagare il prestito, Norvegia ^_^ … Qualc’un altro?, Nessuno?), inventato l’Internet, erradicato tiranni, e concesso aiuti ai Paesi in via di Sviluppo come se fossero caramelle. Vogliamo essere i “bravi ragazzi” e credevamo di esserlo. Ciononostante sembra che non riusciamo ad farci voler bene di questi tempi. Come siamo arrivati a questo punto? Beh …

    Questo post causera’ indubbiamente qualche subbuglio – mantenete la calma e dibattete cordialmente.
    Io sono italiano e grillino prima di tutto, ma sono anche americano … e anche peruviano per scelta propia, perche’ “dove si mi offra un poco del loro pane e del loro amore, li’ e’ mia Patria, tanto come il luogo dove sono nato”.

    Qui’ va, la prima delle 10 ragioni, che pubblico in ordine inverso :

    10 – “Siamo il Centro dell’Universo”
    Ci comportiamo come se fossimo l’ombelico dell’universo. America si crede molto per una nazione vecchia, generosamente, di 300 anni. La Cina ha latrine dieci volte piu’ antiche. Un rapido esempio: Molti paesi giocano il baseball, pero solo noialtri abbiamo la “World Serie”, la “Serie Mondiale”. Stiamo migliorando abbastanza del nostro egocentrismo, ma ce ne voluuuuto di tempo. E non mi fate parlare dei nostri turisti. Semplicemente sorridete e prendete i soldi. Sono chiassosi e casinari, ma se ne andranno in una settimana.

    9 – “Vinciamo tutto”
    Va beh … a parte del VietNam, del tennis (ma che c’importa!) e dei maratoneti keniani. Ma cazzo vinciamo in quasi qualunque altra cosa … eventualmente. La Corsa allo Spazio. La Guerra Fredda. Il Giro di Francia. E la lista si allunga. Odiamo perfino gli olimpici adesso che i nostri professionisti hanno il permesso di partecipare senza trucchi con i comunisti privi dei requisiti d’eta’ o medicati. E’ molto noioso per noi, pero’ riconosciamo l’angustia che produce il perdere contro grandi e ben finanziati competitori. E se non abbiamo i migliori atleti/scienziati/gente dello spettacolo, ci assicureremo di concedergli l’opportunita’ di immigrare, mentre gli altri aspetteranno in linea. Questo duole. Oh, Yao Ming e Iciro, dite “Ciao!”.

    8 – “Mangiamo tutto”
    Perche’? Perche’ possiamo farlo. America e’ la seconda fra le piu’ grAsse nazioni industrializzate, per capita (spiacenti, Australia). Ma come sempre ci rifacciamo in volume. Ci possiamo permettere automobili tanto per non usare le biciclette o andare a piedi, eccetto per divertimento, e grazie alle abbondanti eccedenze nella produzione agropecuaria, qualunque cosa abbiamo voglia di mangiare e li’ pronta nei ristoranti al passo o nei reparti alimentari. Alcuni dei nostri frigoriferi familiari potrebbero nascondere un intero corpo umano. E ci piace la roba con grassi, perche’ il grasso ha un buon sapore. Cio’ NON e’ una buona cosa, e le nostre franchigie globali (KFC, McDonald) stanno gia’ infettando nazioni che avevano per tradizione diete sane (Giappone, stai ascoltando?)

    7 – “Abbiamo Creato e Possediamo le Atomiche”.
    Gli Stati Uniti sono gli inventori e pratici utilizzatori in tempodi guerra delle armi nucleari (non ha importanza che il suo uso abbia prevenuto un invasione da far sembrare l’insorgenza in Iraq come un bocchino. La “Operazione Downfall”, il piano per l’invasione del Giappone, appena declassificato, stimava che avrebbe prodotto almeno un milione di vittime fra gli americani). I rilassati sistemi di sicurezza preventiva (e brillante spionaggio) divulgo’ il segreto alla Russia, dopodiche’ il genio usci’ dalla bottiglia. Adellomolti Paesi hanno le armi atomiche, e senza una controparte definita alla supremazia degli SU, l’equilibrio si e’ spostato e i dividendi della pace non sono stati molto generosi dopo il 9/11.

    6 – “Risorse Naturali”.
    Pur contando solamente con il 5 percento della popolazione mondiale, gli americani consumano il 26 percento dell’energia mondiale, e siamo i secondi tra i grandi emissori di CO2 con il 23 percento di emissioni relative all’energia del mondo. E questo, mentre nel resto del mondo ci sono nell’attualita’ ancora 2 billioni di persone senza elettricita’. Le buone notizie sono che, fra tutti i paesi industrializzati e in via di sviluppo, e’ il Canada’ che consuma piu’ energia per capita. Gli Stati Uniti arrivano solamente secondi. L’Italia e’ quella che consuma di meno fra i paesi industrializzati (dovuto al fatto che ancora guidano le Fiat, che “conservano” energia rompendosi un giorno si e l’alto no).

    5 – “Convolgimento Internazionale”
    Gli Stati Uniti posseggono le forze armate piu’ moderne del mondo. Abbiamo collocato i nostri soldati in altri Paesi a loro “richiesta”, che e’ la causa di ribollimmenti e ferimenti dell’orgoglio nazionale. Dalle Repubbliche delle Banane, alla Guerra Fredda, alla Guerra al Terrore, interferiamo rutinariamente negli affari di altre nazioni per fare il mondo piu’ sicuro ai nostri interessi, sia che ce lo chiedano o no. Anche se le intenzioni sono sia buone che giuste, molti paesi si infastidiscono con il nostro coninvolgimento nei loro affari adducendo il principio che preferiscono fottersi da soli. Stai ascoltando Korea del Nord?

    4 – “Esportiamo la Cultura Trash”
    Una fiorente economia di mercato e la quasi totale liberta’ di espressione possibilitano gli americani di perseguire qualunque iniziativa immaginabile, risultando in alcune delle piu’ grandi scoperte e invenzione della storia dell’uomo, dalla prima lampadina elettrica, il vaccino della polio, radio e televisione, esplorazioni spaziali, l’internet e, sfortunatamente tutto il resto nel mezzo. Questo significa che superMerde come Jerry Springer e Britney Spears vengono esportati a livello mondiale. No, – credo di essere troppo gentile qui’ – diciamo “alimentati forzosamente”. Altre culture disdegnano questo con un misto di spavento, invidia e disgusto. Non riescono a immaginare come separare selettivamente il buono dal cattivo da questo torrente (a proposito, nemmeno noi), ma una volta che fa presa non voglioni distaccarsene. Questo e’ cio’ che il mondo islamico teme di piu’. Non riescono nemmeno a immaginare una donna con educazione, impiegata, arrapata, andando per locali un venerdi’ notte. E gli fa venire la cagarella.

    3 – “E’ di moda”
    A dispetto dell’iperbole che circola nell’internet, le tue forti opinioni politiche non faranno che la tua porta venga buttata giu’ a calci alle 3 del mattino come nel’Arcipelago delle Gulag. Non ci sono purghe staliniste o campi della morte qui’. E la FBI/CIA/ATF/DEA/PTA non ti sparera’ a vista semplicemente perche’ tu parli contro il film “The Surge” o marci contro il “Piano di Stimolo Economico”. Ma e’ divertente dichiararsi spaventato per quello! Diventi un radicale all’istante e ti senti illuminato intellettualmente – il patriottismo e’ un atto non critico e riflessivo, no? – solamente un grande pensatore odierebbe il suo Paese (restandoci pero’, per godersi i privilegi). E non ti preoccupare delle prove, perche’ quello che veramente importa e’ l’accusa. Volume e convinzione e’ quello che persuade, e allora butta via la bibliografia, prendi meta’ della storia e inventa il resto. Se ti imprigionano in una scatola logica, mettilo in satira. Altri paesi si rendono conto di questa mancanza di conseguenze e ci danno addosso.

    2 – “Non finiamo il lavoro”
    Dal VietNam a Bill Clinton e Monica Lewinski, a “Missione Compiuta” in Irak, alla ricerca di Osama Bin Laden, sembra che facciamo la maggior parte del lavoro, ma lasciando un sacco di cose in sospeso, mai portate a buon termine. Eventualmente si arriva a sapere la risposta ma generalmente ci vuole tempo, e richiede l’aiuto di altri dopo di un sacco di necessarie ed animate discussioni. Chissa’ dovremmo provare questo come azione primaria un po piu’ spesso.

    1 – “Attuiamo Unilateralmente”
    Siamo una nazione di facitori, e i nostri errori (quando succedono) saranno per atti di commissione e non omissione (Preavviso d’Ipocrisia: Darfur). A volte questo e’ una gran cosa, tale come rispedire i missili di Kruscev a casa, interrompere le ambizioni nucleari di Gaddafi/Qaddafi/Kaddafi (le sue atomiche sono ora al sicuro a Oak Ridge in Tennessee), o vincere la Guerra Fredda. Altre volte ci scoppia (e spesso VI scoppia) in faccia. I nostri tentativi di spargere la democrazia nel mondo, con l’intenzione di permettere ad altri di godersi le stesse liberta’ e vantaggi che abbiamo noi, a volte risultano con persone innocenti che muoiono. Dobbiamo fermarci a ricordare l’ambasciata di Somalia, Madrid e le Isole Fiji e l’incidente aereo di Lockerbie, insieme con i milioni dei senzanome che hanno sofferto e sono morti in Paesi che non sono liberi. Gli Stati Uniti sono quelli che ci mettono la faccia e fanno effettivamente qualcosa (non solamente parlare, Francia. Voi avete fatto proteste contro Guantanamo ma quando venne l’ora di liberare i prigionieri voi ne avete preso UNO), ma i nostri alleati spesso devono sopportare le conseguenze delle nostre guerre “straniere”, perche’ il nemico non puo’ raggiungere noi. Recientemente questo ha cambiato, e anche se ha alterato la nostra prospettiva, non ha per niente alterato la nostra determinazione.

    Commento di Anonimo — settembre 19, 2011 @ 2:22 am | Rispondi

  2. Interessante il commento di ‘anonimo’. Cara Vivarelli, più ti leggo e più mi convinco che hai ragione sull’analisi feroce ma giusta che fai dell’Italia di fine impero. Te lo dico io che son di destra (categoria ormai obsoleta come quella opposta) a dimostrazione del fatto che le opinioni possono cambiare, al di là delle appartenenze o del campanile.

    Il premier Berlusconi non si dimetterà, ahimè! È come pretendere che Zarate (calciatore dell’Inter) passi la palla. A parte la battuta, qui le cose marciscono. Siamo in balia di poteri forti, interni ed esterni; siamo guidati da una persona completamente condizionata dalle sue manie sessuali e da delirio di onnipotenza; un alleato della maggioranza, la Lega, rispolvera dal suo arsenale mire secessioniste, nell’intento di ricompattare un elettorato deluso. Insomma, se in Danimarca c’è del marcio, in Italia siamo già alla decomposizione.

    Però, carissima, convieni che gli attuali oppositori di Berlusconi non danno dimostrazione di intelligenza e amor patrio? Le ricette bersaniane – a parte: dimettiti, dimettiti, dimettiti – dipietriste e vendoliane, per uscire dalla crisi siano demagogiche e qualunquistiche, ben lungi da un programma appena appena serio? A parte la tattica di demolizione sistematica dell’avversario politico, dal Pd da qualche anno a questa parte, non ho sentito uno straccio di idea, una visione di quello che vorrebbero instaurare in Italia. Credi che il dopo Berlusconi – considerato il vero problema italiano, più della crisi economica internazionale – sia una passeggiata di salute?

    E concludo. Sai bene che dietro il capitalista illuminato, padroncino di Repubblica e L’Espresso, mentore e sodale del Pd, vi sono potenze economico-finanziarie straniere che non necessariamente desiderano il bene del nostro Paese, pertanto starei molto attento a sostenere chi può dimostrarsi l’ennesimo Cavallo di Troia. Oggi, è così forte il convincimento che bisogna assolutamente cambiare rotta, da dimenticare verso quale direzione andare. Non basterà che Berlusconi faccia il passo indietro così auspicato. Non basterà, perché sento puzza di zolfo: c’è in atto un regolamento di conti internazionale e molte nazioni cadranno sotto i colpi di mortaio dei folli che conducono la danza.

    Comunque ti ringrazio per il lavoro che stai svolgendo. Sei una donna donna, di quelle toste. Altro che le menate sulle ‘quote rosa’. Giacimenti di diamanti stanno sin troppo sotto terra. È tempo che salgano in superficie.

    Commento di angelo ciccarella — settembre 21, 2011 @ 7:15 am | Rispondi

  3. CASSIOPEA ARCHIVIATA ! 95 imputati ….di STRAGE AMBIENTALE in Campania PRESCRITTI ! Urgente una legge che punisca con il carcere duro chi INQUINA e che non permetta che si possa subito prescrivere : CHIEDIAMO AI MINISTRI dell’ AMBIENTE della GIUSTIZIA E dellì INTERNO di fare una legge che faccia anche
    RIAPRIRE LE INDAGINI DI CASSIOPEA alla PROCURA DI s. Maria Capua-Vetere SUBITO !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 24, 2011 @ 10:04 am | Rispondi

  4. Gentile dr.ssa Vivarelli le invio questa lettera che ho inviato alla redazione della presidenza del consiglio in data 04.09.2011 e ho poi provveduto ad inviare alle redazioni di diverse testate giornalistiche nazionali e locali (brescia).

    Pensavo fosse facile trovare la mail del presidente del consiglio, visto che lavitola e tarantini e qualcun’altra avevano il suo cellulare, ma invece non è stato così.

    Mi sa che i comuni cittadini sono troppo volgari (da vulgus) per il presidente…

    con stima

    vincenza briscioli

    professione: pediatra

    Lettera al Presidente del Consiglio
    Egregio Presidente del Consiglio
    Apprendo, leggendo i quotidiani, che in una intercettazione telefonica, Lei
    definisce l’Italia un paese di “m…a”.
    Bene, Egregio Presidente del Consiglio vorrei obbiettare a questa sua
    “pensata notturna” chiedendole:
    1) Sono forse gli italiani che lavorano e pagano le tasse, che hanno reso
    l’Italia così, come Lei la pensa o sono quelli che “giocano con grembiuli e
    compassi” (per chi non sa, è codesta una espressione ludica per definire i
    massoni) o ancora quelli che giocano alle lobbies di Dio e non di Dio???
    2) Sono forse gli italiani che vivono cercando di trasmettere ai figli valori
    come l’onestà, la trasparenza ed il rigore etico o sono quelli che costruiscono
    scatole cinesi per frodare il fisco?
    3) Sono forse gli italiani che vogliano salvare la Cultura, che si interessano
    alla TERRA per cercare di renderla e lasciarla SOSTENIBILE e VIVIBILE per
    le generazioni future o sono quelli che usano il “sistema delle tangenti” nella
    res pubblica?
    4) Ed infine sono forse gli italiani che trasmettono il valore delle “relazioni
    umane” e degli “affetti” ai figli o sono quelli del bunga-bunga, del no-coca/noparty
    e per coca, non intendo la coca-cola?!
    Ci pensi, magari di notte, Signor Presidente e mi auguro che se ne vada
    lontano da questa nostra Povera Patria…sono certa che staremo bene senza
    di Lei.
    Vincenza Briscioli
    Cittadina Pensante della Repubblica Italiana.
    Pisogne 04.09.2011

    Commento di MasadaAdmin — settembre 24, 2011 @ 10:27 am | Rispondi


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