Nuovo Masada

settembre 6, 2011

MASADA n° 1319 6/9/2011 PROFONDO ROSSO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:27 pm

Denunciare un evasore fiscale – Il caso di Valentino Rossi – Dolce&Gabbana – Alberto Aleotti – Loris Capirossi – Basterebbe fare patti con la Svizzera – Globali? No, grazie – Comunione e Fatturazione – Paradigmi per una rinascita – La crisi economica: un inganno premeditato- Silvio, il ricattato a vita

Da spinoza
La Cina chiede garanzie: “Mica fallirà il capitalismo proprio adesso?”.
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Siamo a 1901 miliardi di euro di debito pubblico….
…quando arriviamo a 2.000, vinciamo la bamboletta in omaggio…

Alvaro
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Tremonti promette di trovare diversi miliardi con una intensa lotta fiscale
Ma l’ Agenzia delle Entrate fa sapere che non potrà fare le verifiche per mancanza di personale. Alla facciazza della lotta all’ evasione!
Stefano

ONORE AL LAVORO
VV
Il vero scivolone del Pd non è stato nell’appoggiare Penati ma nell’appoggiare Marchionne.
E il vero autogoal di Berlusconi non è stato nei 12 punti anticostituzionali della manovra, ma nel licenziamento libero, con cui non solo si offende la Costituzione ma si attacca il principio fondamentale su cui si fonda la nostra democrazia: il lavoro.
Spero che questo costi al Pd la fuoruscita da un futuro governo e a Berlusconi la caduta rapida di questo governo come da ogni governo futuro.
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MARZIANI
Viviana Vivarelli

Berlusconi dà ai padroni la libertà di licenziare i loro dipendenti ma non dà ai cittadini la libertà di licenziare il Governo.
Martinazzoli lo considerava un marziano.
Per noi è un mafioso e un massonico.
Comincia sempre per ‘ma’ ma è molto peggio.
Ma a chi si è avvalso dello scudo fiscale e non ha pagato nemmeno il 5%, cosa gli fanno? Lo licenziano?
Martinazzoli ne aveva anche per i post-comunisti, ovvero il Pd. Diceva:
“Invece di tenersi il bambino e buttare l’acqua sporca, hanno buttato il bambino e si sono tenuti l’acqua sporca”. Voleva dire che invece di tenersi le radici e le idealità, avevano preso il peggio di Berlusconi e ci avevano marciato.
E ora che dirà Bersani sui licenziamenti liberi?
Bofonchierà qualcosa di poco chiaro? Si allontanerà ancora una volta dalle piazze dei lavoratori?
In quanto a Cisl e UIl hanno detto che sullo sciopero ci dovevano ancora pensare e che non lo avrebbero fatto se non c’erano motivazioni abbastanza gravi.
Che siano marziani anche loro?

Per quanto ci sia un peggio
ci sarà sempre qualcuno che lo apprezzerà
e, apprezzandolo, aprirà il varco a qualcosa di ancora peggiore
Questa è la cosa per me impossibile da capire

..
Maria Pia Caporuscio
Io non mi meraviglio più di nulla, cosa ci si poteva aspettare da un governo di faccendieri? Oggi la politica in Italia non esiste, chi fa parte di questa associazione ne ignora le regole più elementari. Questi esseri sono saliti al potere per godere di privilegi indecenti, conquistare il potere e arricchirsi, tutto il resto non esiste. Basti vedere il comportamento del capo di governo che passa il tempo al telefono a conversare di puttane con papponi e delinquenti di ogni sorta, sequestra il Parlamento per farsi leggi e leggine per salvarsi dai processi mentre il Paese precipita così in basso come mai nella sua storia era accaduto. Questo signore si era prefisso lo scopo di salvare dal fallimento le sue aziende e dalla galera sé stesso e in venti anni quel disegno è riuscito a realizzarlo in pieno. Le sue imprese sono le sole che non subiscono perdite anzi sono progredite in modo osceno e la galera può attendere visto che è ancora lui il capo di questa cosca chiamata governo. In venti anni né l’Italia e tantomeno gli italiani sono rimasti gli stessi. L’immoralità è dilagata, la popolazione impoverita e l’onore della nazione calpestato. Il nostro Paese è terra di conquista della mala dove trova qui il paradiso per depredare visto che nel nostro Parlamento imperano 84 indagati di ogni sorta di crimini. Vogliamo meravigliarci che si studiano opere faraoniche per arricchire amici e parenti? Opere che MAI vedranno la luce perché servono esclusivamente per spartirsi i miliardi che rubano allo Stato? Quel che mi stupisce invece è perché non esiste un tribunale capace di stroncare questi delitti, perché sono delitti derubare gli italiani di ogni risorsa per farli sgargarozzare a questi pescicani. Mi dispiace dirlo ma oggi servirebbero dei briganti per stroncare questa deriva verso l’abisso perché a quanto pare gli italiani, troppo onesti e pacifici, purtroppo non sono in grado di farlo.

DENUNCIARE UN EVASORE FISCALE
Viviana Vivarelli

Insomma tutto questo bailamme di urla, lazzi e lai, per dire che sarebbe bene esporre le dichiarazioni dei redditi quando queste risultano già esposte in Comune.
E tutto questo attacco a presunti orrendi delatori quando già ora col 117 si possono denunciare fatti di evasione!
Che ci sarebbe di nuovo?
Le dichiarazioni dei redditi sono pubblicate da anni via Internet negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei. In Finlandia, possono essere consultate mandando un SMS con il telefonino ad un numero prefissato. E nessuno si scandalizza tanto!
Tutto questo urlare alla delazione mi puzza di peloso!
Chi ha la coscienza a posto non ha paura né di delatori né di pubblicazioni!
Ma davvero dopo 18 anni di frodi e menzogne da parte di questa gentaglia, qualcuno crede ancora alla balla di un Tremonti che dice che per i grandi evasori arriverà il carcere (ma quando mai?) o che le dichiarazioni dei redditi saranno pubblicate on line e nelle dichiarazioni stesse verranno indicati i rapporti con le banche e che addirittura gli enti locali riceveranno dei premi per la lotta all’evasione in caso di fattiva collaborazione agli accertamenti?
Ma davvero esiste ancora in Italia qualcuno così fesso da credere nelle balle di Tremonti?
E magari crede anche nelle balle di un Maroni che assicura che la mafia viene debellata e i suoi patrimoni sequestrati e messi a beneficio della comunità, quando solo l’1% si è svincolato dalle pastoie legali e in genere tutti i patrimoni falsamente sequestrati sono rimasti nelle mani dei loro possessori!
Denunciare una evasione fiscale provata sarebbe una delazione?
L’organico del ministero delle finanze consiste in 70.000 unità,e un tale organico sarebbe stato più che sufficiente per ottenere risultati strepitosi anche senza il coinvolgimento dei cittadini.
Ma lo Stato non può (o non vuole) arrivare dappertutto.
Ci sono volute le ronde col principio che il cittadino deve dare una mano allo Stato e non si accetta la denuncia sugli evasori? Strano!
Se io vengo a sapere di qualcuno che ha commesso un reato ‘grave’ e posso provarlo, ho il ‘dovere’ di cittadino di avvertirne l’autorità, e non mi si venga a dire che questa è delazione. E’ cittadinanza. Partecipazione attiva.
Non siamo una cricca di mafiosi che tacciono omertosi sui reciproci reati.
L’evasione fiscale ‘sui grandi numeri’ è un reato grave (e non parlo dello scontrino del bar o della piccola ricevuta dell’elettricista). In Italia siamo in presenza di evasioni enormi, per più di 200 MLD. Nel 2010 gli evasori ‘totali’ scovati dalla GdF furono 8.850 per 50 MLD di €, e possiamo immaginare quanti ce ne siano ancora nell’ombra.
Se vado da uno specialista che mi fa pagare 300 € per 3 minuti di visita e non mi rilascia fattura, ho tutto il diritto di denunciarlo,perché mi ha derubato.
Se allo stesso modo vengo a sapere di qualcuno che ha commesso una forte evasione e ne ho le prove certe, ho il dovere di cittadino di denunciare il suo reato alle autorità.
La furia con cui la maggioranza degli italiani si è scagliata contro la denuncia non mi fanno cambiare idea su questo: tacere sull’iniquità di chi evade le tasse significa essere complici di chi le evade.
E chi rifiuta qualsiasi tipo di denuncia da terzi è perché non ha la coscienza pulita.
In quanto al numero delle denunce, esse si decurtano in automatico, se solo poniamo la regola delle prove certe, giudiziali, e di una soglia monetaria sotto cui la denuncia viene cassata, come avviene per qualunque reato.
Anzi, io farei di più, creerei una ulteriore sede giudiziaria dove valutare e punire precisamente questo tipo di reato emerso sotto denuncia. E pagherei le GdF in percentuale delle somme evase scoperte. Il carcere è ridicolo, basterebbero forti multe, non premi!
Mi spiace che l’unico soggetto evasore su cui tutti si scagliano sia quello che guadagna più di un tot, essendo la sperequazione dei redditi fortemente avvertita come una iniquità sociale intollerabile, mi spiace che non si dica una parola su chi delocalizza il lavoro o mette la sua residenza fiscale all’estero.
Per fare un es. storico: Marchionne che guadagna più di mille operai.
Perché non dire che, secondo le leggi di altri Stati, vige la regola che i compensi di un manager siano commisurati al rendimento del gruppo e, visti i rendimenti in calo di Fiat, qui dovrebbe essere Marchionne che rende indietro qualcosa agli Agnelli.
In 5 anni Marchionne ha preso 35,6 milioni di €, 6,3 l’anno, più 69,9 milioni in azioni, più stock option per 115 milioni,più.. Il totale dà 38.8 milioni l’anno.
In USA le cose vanno diversamente: secondo il Dodd Frank Act,la paga di un capo è commisurata al salario medio versato dal gruppo. La legge italiana non lo esige. Perché? Non sta già qui una grossa iniquità? La sperequazione delle sperequazioni!
Morale: ogni anno Marchionne guadagna 1.037 volte il suo dipendente medio, che non è nemmeno l’operaio Fiat, il quale prende ancora meno e fa una vita di merda, grazie allo schiavismo imposto dal medesimo manager, pure sorretto dalla feccia partitica e sindacale.
E le tasse non le paga avendo furbescamente preso residenza in un cantone svizzero! E voi mi parlate di evasione?
Qui il reato non c’è solo perché la legge tollera come lecito un comportamento criminoso.
Perché la legge italiana permette che un top manager trasferisca la sua residenza fiscale fuori dal Paese dove forma il suo reddito,quando gli fa comodo? Ma permette pure che l’imprenditore che delocalizza il lavoro, mandando a spasso i suoi dipendenti nazionali, non paghi poi le tasse sui profitti che ottenuto all’estero sul lavoro de localizzato.
Quando la Marcegaglia esalta i successi e i guadagni dei suoi imprenditori, quanti di costoro producono o vendono all’estero senza portare una sola lira in Italia?
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Harry ripete che delle tasse se ne deve occupare lo Stato e non spetta al cittadino denunciare gli evasori.

Mio Caro Harry
è lapalissiano che se lo Stato funzionasse, non saremmo qui a discuterne di queste cose.
Ma è urgente anche che, in presenza di uno Stato catatonico o iniquo, chi parla di democrazia diretta voglia intervenire anche sui buchi del fisco, le sue smemoratezze, le sue palesi cecità, perché, se non si correggono le sue evidenti storture, e soprattutto se non si fa partendo dalla base finanziaria, quale democrazia diretta possiamo fondare?
Non era Marx a dire che la base economica è la prima struttura e tutte le altre sono sovrastrutture? E se la base economica dello Stato non è il fisco, cosa cavolo è ?
Ma se non si fa questa opera di pulizia utilizzando l’autorità giudiziaria, mi dici a chi dovremmo rivolgerci per sanare il marcio? Al sindacalista che le tasse non le paga? Al politico che mette i soldi evasi all’estero o vota allegramente nuovi condoni?Al premier che è il primo evasore d’Italia?Alla banca che sta in cima alla classifica degli evasori?O al prete che ritiene l’evasione un diritto divino?
Se democrazia diretta vuol dire partecipativa, la lampante evasione fiscale del mio avvocato o del mio ortopedico o del gioielliere sotto casa mi deve coinvolgere, eccome! Altrimenti manca la prima base fondante di uno Stato democratico.
Si torna sempre alla solfa del vicino, forse perché brachiamo più spesso nei fatti suoi, ma che dire delle SOCIETA’ che sono protette dallo stesso Stato in mille modi, e in Italia vergognosamente, per poter evadere in pace? Che dire delle scatole cinesi di cui anche il nostro premier fa largo uso? Dei nomi fittizi, delle infinite gabole di un diritto societario fatto a bella posta per favorire i criminali? O di un Tremonti che in UE corre affannosamente da ogni parte per evitare rendiconti societari e soprattutto penalità alle società che evadono?
Parliamo sempre del vulnus che il Pdl ha fatto al diritto processuale o penale, fino a snaturarne compiti e natura, parliamo anche dei danni fatti al diritto societario e soprattutto delle amnistie fatte ai reati finanziari!

Trovo giusto che ci si batta per una patrimoniale certa e per accertamenti a tappeto su ogni tenore di vita che non si giustifichi con le denunce fiscali fatte.
Trovo giusto, altresì, che in casi lampanti e ‘provati’ di evasione, ogni cittadino abbia il pieno diritto e dovere di denunciare l’evasore al fisco, entra nel merito la sua partecipazione attiva a uno Stato che sia la casa di tutti, che sia responsabilità attiva di tutti, e non una cricca omertosa di malfattori, in cui il ladro protegge il ladro, l’assassino l’assassino e l’evasore l’evasore, e dove chi denuncia il malfatto debba essere considerato una spia e un traditore. Ma traditore di che? Della legge? Dell’eguaglianza dei cittadini? Di una sana democrazia?
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Un caso vergognoso: VALENTINO ROSSI

Il 3 agosto 2007 l’Ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate gli contesta compensi non dichiarati per quasi 59 milioni di euro, relativi al periodo 2000-2004. Considerando Irpef, Irap e Iva, l’evasione fiscale è pari a quasi 44 milioni di euro. Il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi, per un totale complessivo di 112 milioni.
Per tutti e 5 gli anni in questione, Rossi aveva presentato una dichiarazione Irpef con un reddito inferiore a quello reale. Lo stesso dicasi per l’Irap e l’Iva del 2000, mentre per il quadriennio 2001-2004 non ha presentato alcuna dichiarazione Irap e Iva.
Valentino si è difeso affermando di aver rispettato la legge e di aver pagato tutte le imposte dovute nel Regno Unito, paese UE, dove risulta residente (ah ecco la gabola! Non è residente in Italia!).
Nel febbraio del 2008 è stata resa nota la notizia che Rossi ha raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate patteggiando il pagamento di 19 milioni di euro per il periodo 2000-2004 e 16 milioni per il periodo 2005-2006: 30 milioni
Ha una evasione di 44 milioni, non solo non li paga, non solo non paga alcuna multa, non solo non va in carcere, ma lo Stato gli regala 14 milioni di euro!!!! (e poi mettono in carcere uno per due pianticelle di Marijuana o perché non ha permesso di soggiorno o perché ha rubato al supermercato!)
Per eliminare le sue pendenze anche nei confronti della magistratura, nel maggio del 2009 Rossi chiede alla Procura di Pesaro un patteggiamento a 6 mesi di reclusione (come se li avesse fatti!), anche se non sconterà mai tale pena né il suo nome verrà menzionato nel casellario giudiziario.
EVVIVA!
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Prendiamo un altro esempio: i due stilisti Dolce&Gabbana

Processati per evasione fiscale e truffa ai danni dello Stato: hanno spostato la sede della società all’estero per pagare meno tasse. E’ una cosa illegale che viene fatto più spesso che non si creda e fa sfuggire al fisco somme gigantesche. Una vera frode ai danni dello Stato, in cui somme enormi possono finire in quei paradisi fiscali che i cari G8 si sono guardati bene dal chiudere malgrado le roboanti promesse.
Con questo espediente i due stilisti furbetti hanno spostato il loro impero dall’Italia al Lussemburgo, evadendo così nel 2004 un miliardo di lire. Nel 2004, infatti, il sistema delle royalties del gruppo viene sottratto a una struttura fino a quel momento lineare – con alla testa la società a responsabilità limitata D&G, con sede a Milano – e trasferito a una catena di scatole cinesi e la testa del gruppo è portata in Lussemburgo”.
Siamo nel 2011, sono passati 7 anni, ne avete saputo qualcosa?
Avete saputo di punizioni su altri imprenditori che hanno messo su simili scatole cinesi?
Sapete che Berlusconi sia stato punito per le frodi che ha montato per rubare al fisco, per le sue operazioni di appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio …?
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Hanno preso la residenza all’estero per non pagare le tasse: Marchionne, Sofia Loren, Pavarotti, Briatore, l’atleta altoasina Denise Karbon, Zucchero, i Berloni,.. solo nella famigerata lista Falciani nella banca svizzera Hsbce ci sono 7.000 nomi e 400 società, molti i professionisti, soprattutto avvocati e commercialisti, ma anche operatori del settore della moda e diplomatici e il caro Berlusconi con lo scudo fiscale votato allegramente da quella ladra della Lega li ha graziati tutti, bonificando i patrimoni rubati! Per questi ladri fraudolenti è bastato dimostrare di aver aderito allo scudo fiscale per ridurre al minimo i rischi di fronte alle pretese dell’erario. Ladro premia ladro.

Il patron della Menarini Alberto Aleotti fa pace col fisco con 330 milioni, dopo aver commesso frode fiscale e truffa e aver rimpiattato i soldi nella banca Lgt del Liechtenstein. Peccato che fossero in ballo 3 miliardi! Ma il proprietario del gruppo farmaceutico ha raggiunto un accordo con il fisco in base al quale si impegna a versare nelle casse dello Stato, in unica soluzione, circa 330 milioni di euro, a fronte di un accertamento di 500 mln. Lo stesso aveva fatto rientrare dall’estero capitali per circa un miliardo di euro nel 2003, avvalendosi dello scudo fiscale. Ecco chi vota Berlusconi!

Loris Capirossi è stato multato di 2 milioni di euro per avere evaso il fisco prendendo residenza a Montecarlo. Ma quanti ce ne sono che sono stati graziati da questo governo di malfattori? E che non si sono nemmeno degnati di pagare quello che dovevano in base alla legge truffa congegnata da Berlusconi nella lunga serie di leggi truffa per corrotti ed evasori?

Gilda Caronti scrive:

Veramente il sistema della delazione c’è già, infatti il 117 esiste da anni ma poi nessuno persegue le segnalazioni, e siamo anche abituati all’inefficienza generale.
L’Italia arretra sempre più nel sistema di cosche mai sconfitto
Non abbiamo più la comunità ma neppure abbiamo una Repubblica
Sempre insuperabile la definizione di Elio e le Storie Tese: La Terra dei cachi!
Il vero messaggio per l’Europa è che siamo sempre meno affidabili e così la speculazione che dicono di voler combattere la praticano a man bassa nello stesso momento!
Altro che legge della giungla!
Almeno lì vince la meritocrazia o la forza.
Qui siamo condannati ad obbedire alle leggi fatte da ladri e leccaculi vari, col cervello di gallina
E finché obbediremo saremo sbaragliati, in nostro nome, con i nostri soldi, rimarremo in condizioni che nemmeno gli schiavi ateniesi avrebbero sopportato!
E il bene pubblico, la condivisione dei destini e tante belle chiacchiere che fanno sempre ci riportano alla realtà di un Paese che non ha mai fatto una rivoluzione, che si è sempre piegato al potente di turno, per amore o per forza. Troppi sopportano le ferite e non si indignano nel vedere le ingiustizie, anzi magari ne approfittano
Altrimenti come si spiegano i voti a Berlusconi?
Da cantante da crociera a sultano-clown che non fa neanche ridere che tiene in pugno 60 milioni di persone nel suo delirio.
Lui vede un paese di m. io vedo un paese senza rivolta, insensibile alla dignità, senza amore per se stesso e la sua libertà: campanilismo e logiche tribali, peggio che in Libia o in Afghanistan.
Abbiamo il coraggio di bombardare loro in nome della democrazia?
Chi accetta le sue catene imprigiona anche te, digli di smettere!
Basta deleghe in bianco, basta sistema dei Partiti dove si nasconde l’ignavia dietro l’ideologia.
Non facciamo la spia né le vittime.
Creiamoci le reti mutualistiche, le monete alternative, gli scambi gratuiti, le banche del tempo, l’informazione condivisa, non c’è nessuna altra speranza

Chiedo Venia: la Lega ha Ragione.
Occorre Sparare agli Extracomunitari e Bombardare i loro Paesi d’Origine.
Andorra, Montecarlo, Liecthenstein, Campione, S.Marino, Belize, etc.
Cominciamo però da Antigua…

Enrico
..
Riporto il post di Santo Buhler
Basterebbe fare patti con la Svizzera

“Chissà perché Tremorti rifiuta di firmare con la Svizzera gli accordi sui capitali italiani là depositati. Gli stessi accordi sono stati firmati da Inghilterra e Germania,con notevoli vantaggi di entrate fiscali. Gli svizzeri dicono che dovrebbero versare all’Italia qualcosa come 10 MLD l’anno! Il suo studio commerciale conosce bene il sistema: si é specializzato nel trasferimento di capitali da oltre 20 anni. Perché Tremonti non vuole i benefici dell’evasione fiscale verso la Svizzera, soldi disponibili subito e ogni anno?”

Ma la manovra la potevano fare solo operando sull’evasione, evitando tagli dolorosi che aumentano la recessione, con un Fisco per es. che respinga come truffaldine tutte le denunce fiscali ridicole di quei liberi professionisti o commercianti che sono sotto un minimo di attendibilità, con dipendenti che dichiarano di più, e spingendoli a rifarle da capo in tot più credibili pena forti multe.
Vi risulta che sia normale che (dati di Tremonti) la base imponibile evasa ogni anno sia di 200 MLD? E, secondo altri studi, addirittura di 330? Quante manovre si farebbero con questa montagna di soldi senza vessare gli onesti?
Per il Centro Studi di Confindustria l’evasione fiscale vale addirittura molto di più.
La distribuzione dell’evasione per settori di attività è:
Commercio, alberghi e ristoranti: 46,9%
Trasporti, comunicazioni ed altri servizi: 33,8%
Industria:10,8
Ma in cima a tutto ci sono banche, assicurazioni e società. Dovrebbero essere quelle più facili da controllare. Perché questo governo lo ha reso quasi impossibile? Perché Tremonti ha assicurato alla Marcegaglia che avrebbe diminuito i controlli su società e grosse imprese e ne avrebbe fatti di più sui pesci piccoli, artigiani e bottegai? Ma poi di più cosa, dal momento che la GdF non è mai stata ampliata? E che tutto quello che hanno fatto è un spot! Ci sputo su questo ridicolo e ipocrita spot!

Armando Di Napoli

Il mondo senza sapore
disconoscendo sacrificio
saccheggia l’animo dell’umiltà
unghia stanche d’aggrapparsi
alla scellerata sopravvivenza
si spezzano affogando negli inferi
di una lubrica trasgressione
l’acqua salata inquinata di potere
si trasforma in olio di ricino
bucando le lacrime che sprofondano

senza musicalità nelle viscere della disumanità
le gole dei deportati arse d’acido
si sfrantumano nelle sabbie delle dimenticanze
mentre nell’ombra del massacro schiudono
da gusci marci esseri metà uomini e metà tirannosauri
vestiti di maglie cinesi con scritte sopra
guardia costa o polizia locale
con mimiche e tratti somatici
del vecchio stampo fascista
prodigandosi in assurdi scempi
spiumano ali di angeli

mostrando vanto e vanità
nell’olimpo delle sofferenze calpestate…

Globali? No grazie!
Paolo De Gregorio

Non sono molti quelli che riconoscono la grande lungimiranza dei cosiddetti no-global, che intuirono molti anni fa i grandi guasti che avrebbe portato la globalizzazione, e moltissimi sono coloro che oggi davanti alla crisi la ritengono inevitabile e senza alternativa. Persino Tremonti, di cui abbiamo subito per anni le saccenti ed incomprensibili analisi, è oggi costretto ad ammettere che la crisi c’è, è di sistema e non ciclica, e non se ne vede la fine (lui dice “game over”).
La ricetta infallibile, di destra e di sinistra, prescrive di rilanciare l’economia, espandendo la nostra penetrazione nei mercati, come se ciò dipendesse dalla buona volontà di qualcuno o dalla possibilità di licenziare più facilmente o da una maggiore produttività.
La dura realtà e la cruda verità non sono mai arrivate al grande pubblico, perché c’è da sudare freddo ad ammettere un declino senza speranza, determinato dal peso insopportabile degli interessi da pagare su un debito pubblico arrivato a 1.900 miliardi di euro, e dall’altra parte da una feroce lotta sui mercati che è stata perduta dall’Italia, che è stata invasa da merci straniere di ogni tipo, anche in quei settori in cui era un paese esportatore (tessile, cantieri navali, ceramica, ecc.).
Ma il segno più evidente di un declino senza speranza è quello di vedere ridurre, da un governo incapace, i finanziamenti alla ricerca e alla università, con il risultato che i nostri migliori cervelli vanno a rinforzare le economie che hanno vinto la globalizzazione.
Bisogna capire che la globalizzazione ha già i suoi vincitori e i suoi vinti. L’Italia ed i paesi europei (eccetto Germania e Francia) che non hanno industrie multinazionali, che non hanno manodopera a basso costo per competere con i paesi asiatici, che sono fortemente indebitati e prossimi al fallimento, sono ostaggi delle banche e dei fondi sovrani dei paesi ricchi, tipo la Cina, che è in grado di
comprare il debito pubblico di interi paesi e governarli secondo i propri interessi, tenendoli in eterno in condizione di inferiorità e sottosviluppo.
I paesi forti, finanziariamente, per struttura industriale, militarmente, tendono, in una sorta di neo-colonialismo, a far restare deboli i paesi in crisi, comprandone tutti i pezzi pregiati a prezzi di saldo, magari sostenendo che lo fanno per aiutarti e per evitarti il fallimento.
Francia e Germania detengono metà del nostro debito, siamo sotto tutela e commissariati, e se volessero comprarsi rispettivamente Alitalia o la Fiat a prezzi stracciati non avrebbero difficoltà e il nostro declino sarebbe conclamato.
Se la maggior parte degli italiani avesse chiara la situazione, non si illuderebbe che basta cambiare governo, è necessaria un svolta epocale.
Nessun movimento e nessun partito si prende la responsabilità di dire come stanno veramente le cose. Nessuno indica l’unica strada percorribile, che è quella di dichiarare fallimento e non restituire il debito, tornare ad una moneta nazionale, uscire da WTO, FMI, NATO, finirla con le spese militari, e affrontare un piano trentennale per avviare una riconversione che ci porti alla indipendenza energetica ed alimentare, con ricerca, manifattura, installazione tutta italiana, protetta da dazi adeguati.
Chiunque vi dica che l’economia si riprenderà, che senza l’Euro siamo finiti, che bisogna essere sempre alleati di qualcuno altrimenti ci invadono, che abbiamo un prestigio da difendere, vi prende perfidamente in giro e apre la porta ad un futuro drammatico, perché con l’autosufficienza energetica con le rinnovabili e con
l’autosufficienza alimentare si sopravvive, ma da una crisi petrolifera e dal fatto che importiamo il 70% del nostro fabbisogno alimentare si esce solo uccidendoci a vicenda.
Chiunque può fare la scelta di andare in campagna e rendersi indipendente con le rinnovabili e con una agricoltura legata al territorio, con vendita diretta dei prodotti, lo faccia e si rivelerà più furbo di tanti intellettuali e politicanti che sono sanno solo
campare sulle spalle dei contribuenti.
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IL LAVORO CHE NON C’E’
vv
Quando 3 anni fa sentii in Piazza Maggiore a Bologna Beppe Grillo che
diceva: “il nostro problema è che manca il lavoro” non mi rendevo ancora conto bene della situazione ma sentii un brivido freddo nella schiena, perché dai nostri cari media una frase così nitida e spietata non l’avevo mai sentita dire.
Oggi sento che a Gela cercano 3 spazzini per una discarica, per soli tre mesi, e si sono presentati in 3.000, moltissimi i laureati! Chi è che dice ancora che gli italiani non si adattano ai lavori umili?
Riusciamo a capire, almeno per un momento, al di là delle risate compiaciute dei tre caimani e del falso ottimismo di facciata dei nostri ipocriti tg, che tutti i parametri sono saltati e siamo sull’orlo di un precipizio?

COMUNIONE E FATTURAZIONE
Saverio Tommasi

Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, consacrato “Memores Domini”, principale referente politico di CL.
Cl è una chiesa privata, allineata alla destra italiana. Dicono di seguire Cristo e poi lo mercificano, usandolo come scudo e clava per quelli fuori dal giro, estranei a CL.
..si proteggono, neanche fossero una setta. O forse lo sono. Si ritrovano ogni anno a Rimini in nome dell’amicizia e ne escono rafforzati negli affari. Se non sono setta sono una lobby.
Poi c’è la Compagnia delle Opere, emanazione di CL, questa sì una super-mega-straordinaria-potentissima lobby costituita da 34.000 imprese, con un fatturato complessivo stimano in 70 MLD di dollari. Difficile dire che sia tutto “in nome
dell’amicizia”. Quel che è certo è che da queste parti è da un pezzo che non credono più al “denaro sterco del diavolo”. Per questo hanno piazzato uomini chiave nei consigli di amministrazione di banche, istituti e fondazioni. Inanellando conflitti di interesse, ma su quello non potranno mai superare il maestro.
Il segretario della DC De Mita li definì “teologi d’estate”. Ma sono affaristi tutto l’anno. A Rimini 3200 volontari che per una settimana lavorano gratis perché forse ci credono davvero. Di poter essere utili. Di apportare il loro contributo per una causa più grande di loro e del meeting. E si ritrovano invischiati in una lobby che
vorrebbe piegare le scelte politiche a un ordine confessionale. Per giunta in nome di Cristo, che se fosse ancora vivo, c’è da giurarci, li prenderebbe a calci dove non batte il sole.
.
Lorenzo
E’ evidente che CL e la Compagnia delle Opere sono una possente lobby
confessionale di destra che manifesta un calore sfegatato verso gli uomini di potere, da loro ammirati e ascoltati per il solo fatto che dispongono di un potere politico. Nei loro confronti mai che abbia colto una critica o un indirizzo contrastante, in favore, che so, di un’Europa con una visione strategica quale che sia, di una politica verso gli immigrati, regolari e non, che punti all’integrazione
sociale, di una politica fiscale che chiami i più ricchi a contribuire in modo progressivamente crescente con la loro ricchezza, di un progresso nella diminuzione delle disuguaglianze, insomma di qualcosa che abbia un’ispirazione evangelica, cioè del Regno di Dio così come è enunciato nelle Beatitudini, o almeno dei diritti umani, come enunciati nella Carta dell’ONU.
.
Nicoletta Ceresi
La globalizzazione é la disfatta del mondo una manovra dei potenti per distruggere la singolarità per portarci al più basso dei livelli, un mondo senza storia, senza orgoglio, senza morale. Lottiamo per la nostra individualità culturale perché il mondo non sia impoverito insieme a noi!
..
IL VIAGGIO
Viviana Vivarelli

Quando ti metti in viaggio
non guardare
l’arrivo
è grande il mondo
una sarà la dimensione dell’andare
l’altra i compagni lungo la via
Vedrai albe e tramonti
cieli e montagne
paesi come perle nel rosario
ma il filo profondo sempre sia
negli amici del viaggio

Tante le forme del cammino
Unica sarà la dimensione
Del tuo cuore

PARADIGMI PER UNA RINASCITA
Roberto Savio

(Continuo a leggere di persone che, ignare del dibattito svolto da almeno 30 anni da parte dei cittadini consapevoli, chiedono proposte alternative all’attuale governo. Queste proposte ci sono sia livello nazionale che mondiale. Basta contattare i circuiti giusti che non saranno mai quelli dei media di regime.
Riporto un programma in 6 punti di un grande del mondo: Roberto Savio)

Ecco un programma per tornare quasi alla normalità: far sì che i cittadini possano decidere come difendere la loro vita oltre che sull’acqua e il nucleare; far sì che la solidarietà non diventi un impegno “marginale”; far sì che 400 milioni di persone non scappino da ambienti avvelenati o desertificati; far sì che 12 milioni di persone
non finiscano ogni anno nella schiavitù del crimine e ricordare che l’80% dei lavoratori del mondo è privo di tutela sociale.

Il mondo della finanza “inventa” 100 milioni di nuovi diseredati (e l’arricchimento di pochi continua) -Roberto Savio

I problemi sono gravi. Poniamoli sotto un preciso paradigma “Non c’è pace senza sicurezza”. La sicurezza non è certo quella militare, dove vanno 1.6 trilioni di
dollari ogni anno. La sicurezza è quella umana, per la quale oggi il totale dei bilanci per lo sviluppo sono 50 miliardi. Basterebbe che il 10% delle spese militari andassero a quelle umane, che già avremmo 160 miliardi di dollari. Molto di più di quanto si richiede alle Nazioni Unite per un accordo sul controllo climatico. Un soldato americano costa, secondo il Pentagono, un milione di dollari l’anno. Questo equivale alla somma con la quale vivono, secondo le Nazioni Unite, 2.740 persone in un anno. Ma un mondo dove 51 milioni di persone hanno la stessa ricchezza di 1,2 miliardi di cittadini, non è sostenibile.
Oggi il mondo vive in senso di crescente insicurezza. Ma i conflitti ed il terrorismo contano sempre meno nell’immaginario collettivo. E’ il quotidiano che è sempre più scoraggiante. Evidenziamo 6 problemi massimi che contengono tutti gli altri
1
Il mondo vive oggi in una profonda crisi di governabilità. Il declino economico e sociale dei Paesi del Nord sta creando una fuga in avanti, con partiti e movimenti che sognano un ritorno ad una epoca ormai scomparsa. Il Tea Party, che ha catturato il partito repubblicano in America, ed I partiti di dx xenofoba usciti alla ribalta in Paesi modello, come Olanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, ma anche Ungheria, Lituania, ecc, sono il risultato della fuga in avanti. Siamo passati dalla fine delle ideologie alla affermazione del pragmatismo come formula della politica. Ma senza un quadro di riferimento e di analisi, si scivola nell’utilitarismo, cioè gestire solo ciò; che è utile. La politica oggi non produce più idee, visione, strategia, e diventa autoreferente e senza rapporto con i cittadini, e quindi manca
di legittimità. Contro l’insufficienza della politica partitocratica ci si salva solo con una maggiore partecipazione dei cittadini, al di là del sistema elettorale: una democrazia partecipativa, in cui si deleghi ai cittadini la discussione sui beni comuni, non solo l’acqua o il nucleare.
2
Un elemento chiave della crisi attuale è il volo senza controlli della finanza, sempre più sganciata e sempre più opposta alla economia reale. Mentre gli scambi commerciali sono calati di un 15% mondialmente, le transazioni finanziare sono in continuo aumento, raggiungendo ormai 40 trilioni quotidiani. La finanza non ha nessuno strumento di controllo internazionale. Il Commercio ha la OMC, il lavoro la OIL, l’aviazione la ICAO, e via di seguito. La pressione delle borse fa sì che oggi il deficit fiscale sia più importante di quello sociale. Secondo la maggioranza degli economisti, siamo in una crisi che andrà oltre questo decennio. La finanza sta mettendo in crisi l’Europa politica, e aumenta il numero dei poveri in modo
drammatico. Le proposte di controllo sono minime, e tutti i piani di recupero economico sono stati diretti a salvare il sistema bancario.
Intanto la crisi ha prodotto, secondo le nazioni Unite, 100 milioni di nuovi poveri.
Se le banche debbono soffrire, e con loro le borse, che ciò resti un fatto interno alla finanza, e non sia scaricato sui cittadini. Si riporti alla divisione fra banche di investimento e banche di deposito, abolita nel 2001 (mai prima di allora crisi di questa grandezza), si impedisca alla banche di deposito di speculare con i soldi dei clienti, riducendo così la bolla speculativa. E si riducano gli strumenti speculativi in uso, molti dei quali sono delle lotterie rischiosissime.
3
Queste due crisi hanno messo in ginocchia la idea della cooperazione internazionale. Il tema della giustizia sociale internazionale, della solidarietà, è divenuto marginale. Ma in un mondo globalizzato, non si può lasciare le idee del mercato e del profitto come uniche leve. Occorre anche mantenere l’etica come un elemento insostituibile dei rapporti internazionali.
Poniamo intanto una tassazione sulle speculazioni finanziarie. Queste sono così enormi, che basterebbe introdurre una tassa del 1 per 10.000, per generare 400 milioni di euro QUOTIDIANI. Questi si dovrebbero distribuire alle vittime della crisi, ai disoccupati, ai giovani, al deficit sociale, in modo proporzionale secondo la
grandezza di ogni paese. Non occorre creare una burocrazia. (basta un programmino internet che trattiene una quota minima su ogni transazione vietando quelle allo scoperto).
4
Ambiente. I dati del riscaldamento globale sono davanti a tutti. Ma il governo americano è prigioniero di un congresso che li nega. E di conseguenza nessun accordo internazionale è possibile. Intanto sta nascendo una nuova categoria di profughi: quelli ambientali. Le stime delle Nazioni Unite è che possono diventare 400 milioni entro 30 anni. E chi paga la crisi sono sopratutto i paesi più poveri, in prima fila quelli africani. Ma anche l’Europa si vedrà profondamente colpita. I
produttori di vino stanno già comprando terreno in Inghilterra, perché il sud dell’Europa andrà verso un aumento di temperatura importante per l’agricoltura. E l’aumento del prezzo degli alimenti sta aumentando il numero dei poveri, e provocherà grandi moti di disperazione e di ribellione. Chiediamo ai parlamenti che mettano in atto gli impegni internazionali sulla riduzione della dipendenza dai fossili, la introduzione delle nuove tecnologie verdi, temi su cui tutti (meno forse la Cina) sono profondamente in ritardo. E chiediamo ai cittadini di riconoscere che questo modello di sviluppo, basato sul consumismo, non è più sostenibile e richiede purtroppo modifiche del nostro stile di vita.
5
Diritti umani Secondo la OIL, ogni anno 12,3 milioni di persone sono catturate da organizzazioni legate al crimine, e obbligate a lavorare in condizioni inumane. L’Ocse in giugno ha tenuto a Vienna un convegno sulla coercizione, da quella sessuale a quella del lavoro. In Europa ci sono centinaia di migliaia di persone in condizioni di schiavitù.
La OIL riporta il caso di una zona al sud di Napoli, 1.200 lavoratori agricoli, senza documenti, senza casa, lavorano 12 ore al giorno per paghe ridicole, in tendopoli controllate da caporali. Si parla tanto della minorenne marocchina ‘utilizzata’ da B, ma quanto si parla delle decine di migliaia di donne attirate con false promesse di lavoro, e poi costrette allo sfruttamento?
Riconosciamo che senza una politica di immigrazione basata sulla dignità degli immigrati, la crescita dell’Europa non è possibile, né il mantenimento dei sistemi di previdenza, visto che il rapporto intergenerazionale si è ridotto per la bassa natalità. La Merkel ha chiesto a un gruppo di 5 saggi cosa si doveva fare per mantenere la Germania competitiva per i prossimi 20 anni. Hanno detto: aumentare il numero degli immigrati. Oggi è di moda, e porta voti, dire il contrario. Va anche di moda ignorare il cambio climatico. Ma come dicevano i romani, fatti hanno le gambe lunghe. è nostro dovere saperlo. Chiediamo quindi che sul tema della immigrazione si apra un dibattito per creare una politica di immigrazione europea, che esca dai generici luoghi comuni nei quali il mondo della politica si è
rifugiato.
6
Ridare dignità al mondo del lavoro. Oggi i sindacati rappresentano mondialmente il 12% della forza del lavoro, e sono sempre più isole di difesa dei propri iscritti. L’80% dei lavoratori nel mondo è senza contributi sociali La disoccupazione giovanile è del 30 al 70% superiore a quella media. Secondo la OIT, la pensione media per la generazione di coloro che oggi hanno dai 20 ai 30 anni, sarà di 470 €.
Che tipo di società sarà? E quella dei loro figli, che non potranno contare come quella attuale, sui genitori come ammortizzatori sociali? Ma questa gigantesca mutazione sociale non trova proposte nel mondo della politica.
Va rilanciato il tema della solidarietà e responsabilità intergenerazionale. Si riveda il sistema economico e fiscale, per ridurre lo scarto crescente tra cittadini che oggi sono dentro, e spesso bene, con coloro che resteranno fuori. è un tema politicamente suicida, e quindi assente dal dibattito. Ma ricordiamo a tutti che, se
non verrà affrontato, andremo verso un mondo di sofferenze e di penuria. E chi guarderà allora a noi di oggi, ci giudicherà con ragione o ciechi o egoisti, o tutti e due.
È arrivato il tempo dell’impegno, del sacrificio, nello sforzo comune e personale. Manca un Churchill, che promettendo lagcrme e sangue, riuscì a mobilitare il Paese contro il nazismo. E manca anche un Manifesto… ma abbiamo abbastanza dati per sapere che, evaderli, è un atto gravissimo. E non basterà dare la colpa ai politici. Noi siamo egualmente corresponsabili.
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(Roberto Savio è cofondatore e segretario generale di Media Watch Global, sede a Parigi. Nel 2001 è stato uno dei promotori del Foro Social Mondiale. Attualmente coordina la Commissione di Comunicazione del Consiglio Internazionale. È tra i promotori di un progetto di informazione impegnato nello sviluppo, dell’agenzia di notizie Inter Pres Service (Ips), della Techonolical Information Pilot System (Tips), della Rete di Informazioni Internazionali per Caribi e America Latina (Asin) e del servizio latinoamericano Alasei e Women’s Featue del servizio latinoamericano Alasei e Women’s Feature Service (Wfs). Gorbaciov lo ha voluto membro del Comitato Scientifico del Foro Politico Mondiale. Negli Stati Uniti presiede la
direzione della Alleanza per l’Umanità. Nato a Roma, cittadino argentino, ricercatore economico in una Università italiana, ha lavorato alla Rai Tv come direttore dei notiziari per l’America Latina.)

LA CRISI ECONOMICA: UN INGANNO PREMEDITATO
Viviana Vivarelli

Il crollo della domanda
Non ci dobbiamo far ingannare. L’Ue sta compiendo una spregevole opera di terrorismo finanziario usando la crisi come un grimaldello per imporre un Nuovo Ordine Mondiale di tipo totalitario. L’Ue non fa chiedere sacrifici ai paesi membri che si riversano sui lavoratori o sui poveri. C’è qualcosa di orrido e premeditato in questo. Una grossa infame frode di un neoliberismo che diventa ogni giorno più sporco. E’ chiaro agli occhi di tutti che banche, assicurazioni, società, multinazionali e magnati hanno continuato ad essere aiutati dai governi nei loro arricchimenti e nelle loro luride speculazioni, a spese di cittadini comuni, lavoratori, pensionati, famiglie, giovani…che diventano sempre più miseri e insicuri, con riduzioni di redditi, tagli allo stato sociale, tagli dei diritti..
Non dobbiamo più accettare una politica di duri sacrifici che non colpisce mai i detentori del danaro, in primo luogo coloro che ne hanno tanto da metterlo nei paradisi fiscali, da usarlo in vizi e sciali innominabili o da investirlo in guerre e azioni di corporazioni affamatrici.
La politica di tagli imposta dall’UE è recessiva e troncherà totalmente qualunque possibilità di ripresa.
Le imprese occidentali non possono essere aiutate ad aumentare la produzione per il semplice fatto che hanno già ampie capacità produttive in eccesso. Basta vedere la FIAT. A che pro schiavizzare gli operai, nullificare i loro diritti, mortificare i loro salari, delocalizzare verso schiavi più consenzienti, se non c’è domanda di auto? Dov’è finito il paradigma di Ford che diceva che il salario dei suoi operai doveva essere tali da renderli acquirenti delle auto che producevano? A che pro imporre aumenti dell’Iva, licenziamenti facili, salari diminuiti, tagli delle festività, mostruosità costituzionali o non si sa quali altre aberrazioni, se le auto non sono richieste? Tutte le manovra imposte dall’Europa comprimono la domanda e aumentano la crisi.
Quella che manca è la richiesta di beni. Il mercato è fatto da due parti: chi vende e chi compra. Se sparisce chi compra, a che servirà favorire chi vende? Se le manovre dei peggiori stati europei mireranno solo a rende i popoli più poveri, chi salverà l’Europa?

Delocalizzare non è mai stata la soluzione
Ma che senso ha continuare a esigere l’aumento di un Pil (buono solo a giustificare le follie del rating) e insistere sugli aiuti alle imprese affinché amplino la loro produzione, se c’è un tale calo della domanda e se le manovre in corso la schianteranno completamente?
La crisi è cominciata con la corsa alle delocalizzazioni. Era ovvio che, delocalizzando il lavoro all’estero, si sarebbe contratta la domanda nazionale di beni con un calo del Pil. Normalmente chi perde il lavoro non si mette a comprare di più. Ma non gli bastava, hanno tentato anche la direttiva Bolkestein, di peggiorare le condizioni dei lavoratori e di portarle al minimo Ue, mostrando bene una sporca linea liberista incontrastata.
Ma le delocalizzazioni non hanno portato all’Italia nemmeno il beneficio di risorse fiscali dai loro promotori grazie ai maggiori utili conseguiti dal costo inferiore del lavoro, ché anzi governi come il nostro hanno permesso il rientro di capitali evasi e hanno cercato di agire, con l’alibi della concorrenza e del mercato, solo nel senso di distruggere la capacità contrattuale e salariale dei lavoratori nazionali. Così il danno è stato doppio. E le industrie nazionali si sono adagiate su questo doppio binario (delocalizzazione e aiuti neoliberisti di Stato) per abbandonare innovazioni e razionalizzazioni e vivere di sfruttamento e regalìe. Come non bastasse, gli utili sono andati, non alla ricerca e all’innovazione, ma alla speculazione borsistica (vd Tanzi di Parmalat che è riuscito a rovinare un’azienda sana per vizio di gioco, portando alla rovina 30.000 risparmiatori), e, malgrado ciò, Governi e organismi sovranazionali si sono guardati bene dal mettere il sia pur minimo freno alle speculazioni. Ogni intrallazzo è continuato sempre peggio, dai sub prime, ai derivati, alle vendite allo scoperto, alle banche di investimento, alle scatole cinesi, ai paradisi fiscali.
E oggi ci vengono a parlare di ‘sacrifici’!? Ma questo è inaccettabile!

E’ da 30 anni che l’Europa declina
Ma come si fa a parlare di Pil quando sono almeno 30 anni che la crescita dei paesi europei sta declinando? Ci vorrebbero delle invenzioni che vivacizzassero la produzione, delle grande scoperte, dei ritrovati di livello rivoluzionario, e le energie verdi avrebbero potuto essere un nuovo campo di ricerca e di mercato, ma abbiamo visto come, nel campo dell’auto per es., i vecchi dominatori hanno fatto ripiegare il mondo su produzioni obsolete. Così la ricerca langue, in Italia è addirittura morta mentre si sta assassinando la scuola, e le imprese hanno cessato da un pezzo di innovare!
Del resto, se si guarda un paese che un tempo era primo nell’innovazione tecnologica, il Giappone, si vede che è in stagnazione da più di 20 anni, e che il suo problema non è stato di produrre di più ma di vendere.
E la Cina che tanto ha infervorato i produttori europei ha copiato brevetti e macchine per produrre lei stessa quello che l’Europa voleva vendergli e rivendercelo a prezzi inferiori con l’UE immobilizzata dagli imprenditori che continuavano a sperare nella contropartita cinese e hanno permesso ogni sorta di importazioni fallimentari.

L’incuria del mercato interno
Il problema grave per le imprese europee è che hanno dato per scontato per non era importante un mercato interno e che si doveva essere competitori col Terzo Mondo dove la mano d’opera stava quasi a zero. Così hanno tentato di portare i salari europei a livello di quelli del Terzo Mondo, mentre le esportazioni si stavano rarefacendo. Aggiungiamo gli abomini assolutamente difesi da tutti della speculazione borsistica e la manovra fallimentare delle grandi banche protette dai governi e siamo a questo punto!
Come possono i governi europei pensare a una ripresa possibile con politiche che continuano a comprimere i salari e a impoverire le famiglie, mentre non tolgono un solo euro alla Chiesa, ai politici, ai magnati, alle società, alle banche, alle assicurazioni, alla Borsa?
Si dice che un salario medio italiano sia di 5 volte più basso di uno tedesco, ma quello tedesco già nel 2010 era del 2,5% inferiore al 2000. E per più di metà dei dipendenti tedeschi era calato del 10%.
Che deve dire allora l’operaio italiano che ha dovuto subire anche il raddoppio dei prezzi a causa del controllo assente del’incapace Governo Berlusconi? Quando sarebbe bastato l’obbligo di esporre il doppio prezzo, in lire e in euro, su tutti i cartellini al momento del passaggio all’euro! E far partire multe a raffica su chi si approfittava del cliente!
Che deve dire il disoccupato o il povero italiano che manca, unico in Europa, di un salario minimo garantito? Che paga tutto più caro degli altri europei. Dalle scarpe per bambini al latte in polvere, delle bollette alle medicine, dagli affitti al costo dei libri scolastici, dalla benzina ai cd?
Mi pare assurdo che ogni paese europeo pensi di fregare gli altri e di rafforzarsi solo attraverso il proprio export alla Cina o simili! In quasi tutto l’export ormai siamo perdenti sulla concorrenza dei costi mondiali, almeno finché esisteranno paesi dove il lavoro è pagato con un salario da fame.
Se non si torna a incentivare la domanda interna di beni non se ne esce, se non si torna a incentivare l’interscambio europeo, saranno i paesi dalla miseria atroce a batterci e non coi migranti ma proprio col mercato!
Ma come si può risollevare la domanda interna se questa sporca Bce e questi sporchi governi cercano solo di diminuire i diritti, aumentare i prezzi, licenziare liberamente e deprimere quindi ogni consumo?
Non sarà aumentando la concentrazione di ricchezza nei troppo ricchi e costringendo anche la classe media a impoverirsi che salveremo l’Europa.
Oggi come oggi, non si vedono soluzioni. L’avidità mostruosa di alcuni sta diventando la disgrazia di tutti.

Le manovre europee porteranno recessione
Non sappiamo perché l’Europa si sia intorcinata in questa vite da girone dantesco.
Per frenare gli impazziti deficit europei la Bce chiede misure di recessione che stroncheranno ogni ripresa, impoverendo i cittadini e abbattendo la domanda di beni. Alla fine il rimedio sarà peggiore del male. Lo sa Draghi come lo sapeva Visco e lo sa Trichet.
E non si è preso un solo provvedimento per frenare i danni micidiali della speculazione borsistica, nemmeno quella blanda Tobin Tax che avrebbe imposto in automatico un 1% di penalizzazione alle transazioni, frenando leggermente il circuito perverso e impazzito e ottenendo denari da avviare all’aiuto ai deboli e allo sviluppo. Né si sono presi provvedimenti su quelle agenzie di rating che, essendo quotate in Borsa, speculano sulle loro stesse valutazioni con un conflitto di interessi illegittimo e intollerabile. No si sono nemmeno vietate le vendite allo scoperto, cioè senza pagamenti reali. Non si sono separate le banche da investimento da quelle speculative. Non si sono penalizzate quelle banche che prima hanno agito da fattore critico e poi si sono beccate gli aiuti governativi.
La Merkel in questo momento non se la passa bene e riscuote una sconfitta dopo l’altra (e parliamo ancora del primo paese d’Europa) ma è assurdo che pensi di dribblare il mercato europeo proiettandosi sulla Cina, quando sinora il suo vantaggio commerciale è venuto proprio dal commercio coi paesi europei.
Ci si chiede in che mani siamo! Basti pensare che Trichet, alla vigilia della crisi, voleva aumentare il tasso di sconto rendendo più difficile il credito e che ora, in piena stagnazione, voleva fare altrettanto.
Le imprese piccole sono costrette a chiudere perché le banche negano loro i prestiti e qui si vuole alzare il tasso di sconto?! Siamo alla follia!

Hanno fatto tutti i deficit che hanno voluto e ora intendono riversarli sulle famiglia e sui lavoratori. Sono decisioni demoniache! Siamo nelle mani di organismi come la FED, la BCE, la BMI, il FMI di un neoliberismo sporco e maligno, votato solo al peggioramento della vita mondiale. E tutto per arricchire una cricca miserabile di poco più di mille magnati che stanno distruggendo il mondo!

Basta col dire che i sacrifici sono necessari! Basta col ripeterlo soprattutto ora che abbiamo sotto gli occhi l’arroganza e gli sciali di un Strauss-Kahn, ex direttore del Fondo monetario mondiale, o i bordelli indecenti di un Berlusconi, o le mazzette di un Sarcozy o la tracotanza classista di un Cameron!
A chi sono necessari questi sacrifici? Ai ricchissimi per diventare ancora più ricchi? Agli sfruttatori per usare sistemi di sfruttamento ancora più stronzi? Ai fascisti per imporre nuovi fascismi basati sul denaro e sulla strafottenza? Alle Chiese che coi regimi di destra è andata sempre a braccetto?
Non c’è nessuna necessità di fare altri sacrifici!
Non ci ributteranno ai tempi delle caverne, al sistema dello schiavismo, alla divisione feudale tra pochi ricchi straricchi e una massa informe di poveri troppo poveri!
Il tempo delle loro canagliate è finito e non riusciranno a ribaltare il senso della storia!
Non è questo il tempo dei sacrifici!
E’ invece il tempo di ribaltare questo sistema disumano e spietato di sfruttamento e di innalzare sistemi politici ed economici rispettosi dell’uomo e degni della sua natura!

Ippolita segnala:
diciottobrumaio.blogspot.com/2011/09/la-nuova-babilonia.html

Gli impianti sono sottoutilizzati e le fabbriche chiudono, la disoccupazione e la precarietà aumentano, cala il potere d’acquisto dei salariati, eppure i padroni chiedono più produttività e maggiore “flessibilità” che tradotto significa solo e sempre aumento dello sfruttamento. Chiedono che si vada in pensione più tardi, anche le donne, cioè vogliono succhiare la vita ai salariati ad oltranza. Per produrre merci che non riescono a vendere (Fiat docet). Si tratta di una contraddizione evidente, ma i media non sono autorizzati a parlarne.
«La produttività del lavoro italiano arranca: negli ultimi 30 anni è cresciuta a una media annua dell’1,2% e già nell’ultimo decennio il suo valore è risultato negativo dello 0,5%. Ma nel periodo 2007-2009, pur in presenza di una sensibile caduta del monte ore lavorato, la produttività ha fatto registrare un vero e proprio crollo: -2,7 per cento in media d’anno». (Il Sole 24 Ore).
Si tratta del solito uso terroristico della statistica. Misurano la produttività del lavoro secondo parametri fasulli. La produttività del lavoro è data invece dal rapporto tra capitale variabile investito (salari) e plusvalore prodotto (profitto), detto anche saggio di sfruttamento. Il monte ore cala perché c’è meno manodopera impiegata. Nell’ultimo quindicennio i profitti sono aumentati del 75%. Solo che questi profitti non sono andati in investimenti produttivi (in un trentennio -38,7%), ma in parte notevole nel grande casinò della speculazione finanziaria.
Allora cosa serve lavorare di più? Perché una parte consistente del plusvalore sia presa direttamente e indirettamente dalle tasche dei lavoratori e trasferita dallo Stato alle banche com’è successo in Usa e in GB e altri posti? Il nuovo direttore del FMI ha proposto per le banche europee proprio questa cura. Del resto le banche non producono valore la speculazione se lo spartisce. Oppure perdono parte della propria capitalizzazione azionaria alla roulette della Borsa. Le due maggiori banche italiane hanno perso negli ultimi mesi circa i tre quarti del prezzo delle loro azioni. La loro patrimonializzazione iscritta a libro si è ridotta di oltre l’80%. Una qualunque altra attività avrebbe chiuso i battenti. Invece le banche e i colossi industriali seguono le leggi di mercato solo quando fa loro comodo.
Ormai dovrebbe essere diventato chiaro che questo sistema economico non funziona, eppure si spera nella “ripresa”, sempre annunciata e sempre più lontana. Sottoposti come siamo a un bombardamento incessante da parte dei media, tale evidenza stenta ancora a diventare consapevolezza comune di una coscienza sociale che invece resta prigioniera della logica schizoide del sistema. I media sono il collante necessario di questo sistema, senza il flusso ossessivo della loro propaganda, senza la menzogna demente, lo sviamento e l’occultamento sistematico della realtà, il sistema sarebbe in grave pericolo. Ha quindi ragione Mc Luhan quando scrive che questo tipo di comunicazione è diventata “talmente penetrante nelle sue conseguenze personali, politiche, economiche, estetiche, psicologiche, morali, etiche e sociali, da non lasciare nessuna parte intatta, vergine, immutata”.
Anche la comunicazione alienata dei media è attività in gran parte economicamente fallimentare e se non fosse sostenuta dalla pubblicità che tutti noi paghiamo, volenti o nolenti, all’atto dell’acquisto di qualsiasi merce, chiuderebbe. Ecco un altro motivo “vitale”, un conflitto d’interessi palpitante, per tenere in piedi il teatrino capitalistico e con esso la nuova Babilonia.
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Megamax
Il debito pubblico Italiano è pari a circa 2000 miliardi di euro e il patrimonio complessivo degli Italiani è di 4 volte tanto, circa 8000 miliardi di euro. Questo è abbastanza rassicurante in quanto è come se una famiglia avesse debiti per 200 mila euro ma proprietà per 800 mila euro quindi in extrema-ratio può sempre vendere e non fallire.
Ma la cosa preoccupante è che il 60% di questo patrimonio è detenuto da meno del 20% degli Italiani, (è come se solo 1 dei 5 componenti della nostra famiglia avesse 500 mila euro mentre gli altri 4 quasi pareggiano il debito con il capitale detenuto), fatti 2 conti vuol dire che 5000 miliardi sono in mano a 15 milioni di Italiani, mediamente 350 milioni di euro a testa.
I dati sopra elencati sono di NOMISMA.
Se così è non sarebbe meglio applicare una patrimoniale secca del 4/5% a questi 5000 miliardi di euro, che fanno 200-250 miliardi di entrate ed abbassare così il debito pubblico dal 120% del PIL al 108/105% con evidenti benefici per lo spread e di conseguenza per tutti i detentori di btp e probabilmente azioni ?
La patrimoniale è una tassazione inviso a molti ma se pensiamo che serva per sterilizzare la speculazione e quindi ridurre gli interessi che tutti noi complessivamente paghiamo non sembra tanto iniqua (se ne avvantaggiano anche quelli che avento btp o azioni per 350 milioni di euro vedranno il loro capitale nominale crescere)
Se infine si ritiene ingiusto applicare una tassazione ad una ricchezza accumulata su cui si sono già pagate le tasse come reddito mi viene un dubbio: ma se solo 1% degli Italiani hanno dichiarato più di un milione di utili come hanno fatto 15 milioni di Italiani ad accumulare 350 milioni di euro negli ultimi 10 o 20 anni?
Infine se con gli studi di settore si arriva ad imporre un utile in virtù di quanto le aziende hanno come patrimonio disponibile al punto da ritenere infedele una dichiarazione se non è congrua e coerente, non possiamo dire lo stesso per i privati? MA CHI STIAMO DIFENDENDO ?
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SILVIO IL RICATTATO A VITA
Viviana Vivarelli

Dell’Utri disse con sfacciata supponenza che solo chi è ricattabile può fare politica.
Da quanto tempo Berlusconi è ricattabile? Da sempre.
E quale massa gigantesca di danaro ha pagato e sta pagando ai suoi ricattatori?
Perché non confessassero alle procure il giro di scatole cinesi e di frodi per non pagare le tasse, i suoi rapporti con mafia e camorra, la sua partecipazione alle stragi di stato, i pizzini a cui ha risposto ai capi della mafia siciliana per fare promesse, per dare appalti. I milioni o miliardi sprecati perché non confessassero alle procure i suoi giri viziosi di carne di ragazza sempre fresca, i giri delle minorenni, le partite di cocaina, le serate mega-hard, gli amplessi e le voglie oltre i limiti dell’attendibile?
Centinaia di intercettazioni compromettenti rivelerebbero un giro di vizio e corruzione superiore a quello di un satrapo orientale, un giro che Berlusconi vorrebbe tacitare con uno stop alle intercettazioni che metterebbe in ginocchio un paese fuori ormai da ogni credibilità.
Solo per Tarantini si parla di ricatti che superano gli 800.000 euro. Poi Lele Mora. Fede. Lavitola. Anni e anni di vizi turpi, di personaggi infami, di frequentazioni da bassifondi con delinquenti che entrano nelle grazie del premier per essere papponi di prostitute o fornitori di droga o emissari della mafia. Da Mangano in poi è tutto un susseguirsi di brutti ceffi con cui Berlusconi ha confidenza, intimità. Sono essi il vero governo di questo paese. E la Lega zitta, anzi partecipa al postribolo. Cosa facciamo con questa gente? Li dichiariamo tutti eroi nazionali come Mangano? Cos’altro ci vuole ai berlusconiani per arrossire di vergogna nella colpa intollerabile di aver mantenuto questo osceno bordello di stato per 18 anni?

No, qui non mi si può venire a raccontare che “la colpa di tutto è Veronica”, che “dei suoi soldi uno può fare quello che gli pare”, “che i vizi privati di un presidente rientrano nella sua privacy e sono intoccabili” o altre simili impudenze! Non le tolleriamo più! Lo scandalo perpetuato di Berlusconi che ha fatto dello Stato il suo bordello personale e anche ancora infierisce su lavoratori o pensionati deve finire! Tutta questa mescolanza ignominiosa di un uomo turpe e scellerato che ha mescolato pubblico e privato e ha fatto del pubblico il suo privato
Più di 800.000 € a Tarantini per tacere sul giro di squillo,minori e coca.
Rientro nei servizi con super stipendio al marito della Sanjust che minacciava lo scandalo per i rapporti di B con sua moglie.
Una casa da un milione a Evelina Manna che minacciava rivelazioni imbarazzanti.
Bonifici da 130.000 € ad Alessandra Sarcinelli
Milioni non si sa quanti a Fede e Mora. E a Fede si garantisce la sopravvivenza di Rete4 con multe megagalattiche pagate dagli italiani all’UE.
9,5 milioni di €,solo quelli accertati, a Dell’Utri.
Decine di migliaia per pagare prima e tacitare poi le ragazze dell’Olgettina.
350.000 (per cominciare) e non si sa quanti milioni poi a Ruby, alla Minetti, alla Began..per pagare il loro silenzio su fatti sconci e vergognosi
600.000 € a Mills per testimoniare il falso
8 milioni a Previti per comprare i giudici
E chi non è entrato in Rai o nei servizi con super stipendio,è entrato nelle istituzioni dello Stato, alla Minetti un posto garantito in Regione con Formigoni che non batte ciglio, ad altre la candidatura nelle liste elettorali, la Carfagna addirittura si becca un posto da ministro, Lavitola entra nelle commissioni di Finmeccanica, Tarantini stava per avere un contratto con l’Eni…
Berlusconi non divide pubblico da privato e usa le istituzioni pubbliche per pagarsi marchette o ricatti
E non si sa per quanti milioni abbia comprato “i responsabili”!
E ogni legge che B fa, persino in un momento tragico come questo,persino ora che con l’Italia con l’acqua alla gola e un crack tremendo che farebbe sparire tredicesime,pensioni e anche stipendi di pubblici dipendenti, lui a che pensa? A fare intascare qualche MLD a Mediaset!
Perché agisce sempre e solo per i suoi interessi, per le sue aziende, per il suo patrimonio, per se stesso, per far cassa, per sfuggire ai processi, per evitare le conseguenze ai suoi reati..! Immondo!
Non si può permettere ancora che un intero paese sia asservito all’utile e ai vizi di un uomo solo e di tutte le sue cricche di sodali e puttane.
Quello che preoccupa è che si sa già tutto, che nessun italiano può accampare il diritto di non sapere, e che, malgrado questo, continuano a persistere senza alcuna vergogna veri aborti nazionali come quella Meg che anche davanti a questo orrore continua a difendere gli interessi di questo criminale senza curarsi affatto di sembrare criminale come lui.
Quello che preoccupa è che la Lega ha appoggiato fino a ora questo bordello di Stato e persino ora che lo Stato è ormai a brandelli, la Lega diminuisce ma non sparisce, e non si prende affatto la sua responsabilità dell’attuale sfacelo e del gigantesco quadro di corruzione che ha contribuito a mantenere.
Quello che preoccupa è che anche nell’attuale tragedia ci siano degli imbecilli che a niente pensano e di niente si curano e tentano solo di attaccare questo blog, i veri democratici e tutti coloro che intendono rovesciare questo stato di cose.
A riprova che la criminalità dell’animo, quella dentro, quella personale di intenti e di scopi, con Berlusconi si è dilatata all’infinito.
Così come, sotto il regime di Hitler, si dilatarono fino a comprendere quasi la totalità del popolo tedesco, i vizi e le oscenità di un uomo solo.

RIDIAMARO :- )

Maurizio Spina
Confermato lo sciopero dei calciatori di serie A…
Azz…se insieme a loro scioperano anche le veline mettono in ginocchio il paese…
..
IL PIAZZISTA
Forse non sarà ricordato come il miglior statista degli ultimi 150 anni, ma come il miglior piazzista di sicuro.
..
Bossi con questa manovra economica s’è calato mezze braghe.
Se le sarebbe calate tutte se non avesse avuto il gomito fratturato.
STAINO
..
Twitter:
“A Washington c’è stato un terremoto di magnitudo 5,8. Obama voleva 3,4, i tea party 5,8. Alla fine hanno trovato un compromesso”.
..
Giannelli:
“Tremonti ha detto che non ha la bacchetta magica
“E la bacchetta del mago Silvio?”
“E’ scarica”.
..
VV
E’ ovvio che il decreto lo hanno fatto in 4 giorni!
Della crisi si sono accorti dopo 4 anni!
..
LAPALISSIANO
Viviana

Ratzinger riafferma il primato della persone sulle cose e sul capitale. Ma non l’aveva detto Marx?

Tremonti fa uno spot in cui si dice: pagare tutti per pagare meno. E pensare che era uno spot di sinistra?

Berlusconi dichiara di aver fatto una manovra forte ed equa. Mentre scavalca le macerie del secondo ( o terzo?) tentativo fallito.

Bersani ribadisce: “Non ho parole!” e vola in testa alla classifica, superando in curva Penati.

La Gelmini assicura che non ci saranno altri tagli alla scuola che ormai è monca ed orba, e con un veloce colpo di mano leva il preside a 2000 scuole e in Sicilia e Sardegna ne elimina una su 5.

Carcere a chi nasconde 3 milioni. Ma devono essere proprio 3 milioni precisi, perché a chi ne nasconde 5 non gli fanno pagare nemmeno il 5%.

Nonostante le buffonate di Berlusconi, la Merkel gli rinnova la fiducia. Evidentemente pensa che le notizie economiche dall’Italia gliele dia il Vernacoliere. Si stenta a credere all’inverosimile.

Se la manovra che non c’è non piace, la voteranno alla fiducia. Avranno valore anche i parlamentari assenti. Per coerenza.
..
http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. grande! leggo sempre le Masade che mi arrivano e sono un compendio di
    intelligenza e di forza per sopravvivere in questo letamaio odierno ma dal
    letame nscono anche i fiori per fortuna spero che siamo in tanti A SEGUIRVI
    PER CAMBIARE LO STATO DI COSE ATTUALI UN ABBRACCIO FAbbri gabriele di forli

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2011 @ 6:23 pm | Rispondi

  2. Non sarà aumentando la concentrazione di ricchezza nei troppo ricchi e costringendo anche la classe media a impoverirsi che salveremo l’Europa.
    Oggi come oggi, non si vedono soluzioni. L’avidità mostruosa di alcuni sta diventando la disgrazia di tutti
    Non sappiamo perché l’Europa si sia intorcinata in questa vite da girone dantesco

    Postato da: viviana | 06.09.11 13:35

    Il girone dantesco europeo è iniziato con lo scimmiottamento della “finanza creativa” di stampo USA da parte di speculatori senza scrupoli europei e anche ITALIANI.
    Ma mentre negli USA più o meno sono vaccinati e hanno delle leggi in materia e le “banche” le lasciano fallire – vedi Lehman, ecc – qui in Europa, ma molto di più nel nostro aristocratico paese, il tutto viene caricato sull’ anello più debole della catena. E così, gli effetti dei vari sub prime bonds, junk bonds e quant’altro, esportati nel resto del mondo da furbastri che non potevano immetterli nel mercato USA sono finiti sulle spalle di pantalone, aumentandogli il debito pubblico, perché “ le nostre banche devono essere SOLIDE” .

    Se poi vi si aggiunge il fatto che gli speculatori di casa nostra, scimmiottando gli scimmiottamenti europei, nella loro magnanimità, non vogliono neanche rispettare le pur blande disposizioni europee, come il proibire la compravendita di azioni che non si posseggono; permettendosi di esportare valuta pagando poi l’un% di penale, forse; di distogliere finanze dal contesto produttivo privato e infrastrutturale pubblico del paese, di sfruttare senza potenziare, né trasmettere a generazioni future le capacità e la laboriosità del pantalone italiano, anzi aumentandosi il profitto tagliando la sua remunerazione il più possibile, il risultato non può essere che questo.
    °°°°°°°°°°°°°
    Vorrei aggiungere che mentre il “lavoro interinale” nel resto d’Europa viene doppiamente considerato, in quanto trattasi di prestazione occasionale, spesso specializzata, a cui fa ricorso il datore di lavoro per affrontare picchi di lavoro e per cui la remunerazione interinale è superiore allo stipendio fisso, sul nostro patrio suolo i vari CICI, COCO’ e quant’altro vengono utilizzati per dare meno stipendio e meno garanzie. Con il benestare del governo, della confindustria e, last but not least, dei SINDACATI TUTTI.

    Vince

    Commento di MasadaAdmin — settembre 7, 2011 @ 5:29 am | Rispondi

  3. Con le lacrime agli occhi e tantissima rabbia che mi consentirebbe senza sforzo di riempire di schiaffoni le facce di questi esseri immondi che ci governano e ci derubano le uniche parole che con molta nostalgia mi vengono in mente sono quelle di…. Blowing in the wind

    “Quante strade deve percorrere un uomo
    prima che possiate chiamarlo uomo?
    E quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
    prima di dormire sulla sabbia?
    E quante volte devono volare le palle di cannone
    prima di venir proibite per sempre?
    La risposta, amico mio, soffia nel vento,
    la risposta soffia nel vento.
    E quanti anni può esistere una montagna
    prima di essere dilavata, fino al mare?
    E quanti anni può esistere un popolo
    prima di essere lasciato libero?
    E quante volte può un uomo volgere il capo
    e fingere di non vedere?
    La risposta, amico mio, soffia nel vento,
    la risposta soffia nel vento.
    E quante volte un uomo deve guardare in alto
    prima di vedere il cielo?
    E quanti orecchi deve avere un uomo
    prima di sentir piangere gli altri?
    E quante morti ci vorranno
    prima che capisca che troppa gente è morta?
    La risposta, amico mio, soffia nel vento,
    la risposta soffia nel vento.”

    Aggiungerei…… E quanti anni dobbiamo aspettare prima di metterli alla gogna nelle pubbliche piazze onde disporre con meno fatica le facce per gli anelati schiaffoni. Affettuosamente

    Commento di ugo arcaini — settembre 7, 2011 @ 2:25 pm | Rispondi

  4. “Il 3 agosto 2007 l’Ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate gli contesta compensi non dichiarati per quasi 59 milioni di euro, relativi al periodo 2000-2004. Considerando Irpef, Irap e Iva, l’evasione fiscale è pari a quasi 44 milioni di euro”.

    Vergognoso non è valentino Rossi, vergognoso è uno stato che chiede 44 su 59 di reddito! Vergognoso è uno “stato” che ti chiede, per redditi medio bassi il 60 per cento del reddito certe volte neppure netto, dopo avere caricato il 20 per cento altre volte più come nel caso della benzina quello che si spende e cioè reddito già tassato. Senza render conto di come spende quei soldi, anzi delapidandoli, trasformandoli in derivati o regalandoli alle banche, facendoli disintegrare in nuovo cemento mafioso per costruire tutto ciò che non serve senza costruire ciò che serve alla collettività.
    Dovremmo vergognarci di pagarle le tasse e per essere, quindi, complici e finanziatori di questo sistema marcio!

    Commento di carlo casali — settembre 12, 2011 @ 11:31 pm | Rispondi


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