Nuovo Masada

settembre 3, 2011

MASADA n° 1318 4/9/2011 IN CADUTA LIBERA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:10 pm

Dove sta la manovra? – Intanto avanza lo smantellamento del sistema giudiziario – Mattarellum e porcellum a confronto – A chi le spara più grosse – Quel Filippo Penati – Una manovra a brandelli – Chi è interessato a che si vendano per poco le frequenze del digitale? – Sacconi propose lo stralcio del riscatto della laurea – E Berlusconi gli sgravi fiscali alle cooperative – Spariscono i tagli alle auto blu – Alla fine aumenteranno l’Iva – Perché non si tassa il patrimonio immobiliare del Vaticano? – Accuse a Gheddafi – La guerra è una follia da mettere al bando : migliaia di soldati americani suicidi

“Questo è un paese di merda”, ha detto l’utilizzatore finale.
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Joseph Stiglitz, Nobel per l’Economia e uno dei fari del M5S:
“L’Europa e l’America stanno marciando, da sole e affiancate, verso l’epilogo di una maestosa debacle”
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SARX88
Uomo che grida:

Tunisia: “Diritti!!”
Egitto: “Democrazia!”
Libia: “Libertà!”
Italia: “GOAL!!”
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“C’è un replay di misure che appaiono e scompaiono, battono le ali e poi muoiono come le farfalle che vivono un paio d’ore, giusto il tempo di incantare i bambini”, dice un editoriale di prima pagina del Corriere della Sera..
“L’atmosfera in Italia non cambierà fino a quando il governo non farà di più sul lato della crescita”, ha detto Fabio Fois, analista di Barclays Capital. “Questa andare avanti e indietro sul piano di austerità non è utile. I mercati resteranno nervosi”.
Nel frattempo, altre economie europee indebolito stanno andando avanti con misure di austerità. Il Governo del Portogallo ha annunciato una serie di aumenti delle tasse e nuovi tagli alla spesa che mirano a portare il paese vicino al pareggio di bilancio entro il 2015. In Spagna Sarcozy ha dato le dimissioni, si preparano nuove elezioni e anche un cambiamento della Costituzione. In Italia si succedono delle sceneggiate.
“Il modello di leadership di Berlusconi non funziona”, ha detto un economista del Politecnico di Milano.


DI PIETRO
Bisognerebbe commentare la manovra, ma la manovra quale?
Ne hanno fatte 4 o 5, e quasi nessuna nelle sedi istituzionali proprie. La verità è che si tratta di un governo imbambolato, rincretinito, incapace di intendere e di volere che non sa più cosa fare e ogni giorno ne inventa una. L’unica manovra da fare è quella dei cittadini italiani che lo devono buttare fuori del Palazzo.
L’ultima trovata è la lotta all’evasione. Ma, intanto, i soldi che vengono trovati vengono presi sempre dalle tasche di quelli che la ritenuta ce l’hanno alla fonte. In 2° luogo, se dicono “inasprisco la lotta all’evasione fiscale” in sé: vuol dire che sin qui non l’hanno fatta bene. E ammettere che c’erano spazi per intervenire e non si è intervenuto già dimostra l’incapacità.
Sinora ogni volta che si è trattato di affrontare la questione fiscale, il governo ha fatto un condono, un indulto, uno scudo. Favori agli evasori fiscali. Favori di B a se stesso.
In definitiva, la situazione è un po’ come la storia che hanno raccontato l’altro giorno quando hanno detto “la riduzione del numero dei parlamentari e l’eliminazione delle Province la faremo dopo”. Insomma, annunci che farai la lotta all’evasione fiscale e che di lì troverai tutti i soldi necessari, ma la realtà la si può sapere solo alla fine, al consuntivo. Il modo di comportarsi giusto è che prima fai la lotta, prima metti i soldi in tasca e poi dici cosa ci fai.
L’idea di usare i soldi prima di averli intascati, invece, è tipica del bancarottiere.
L’IdV ha presentato 125 emendamenti e i soldi li in ben altri circuiti, compresi quelli del no alla guerra o della tassazione delle speculazioni finanziarie e dei capitali scudati.
Detto questo, bisogna prendere atto che molti emendamenti sono stati proposti in modo uguale dall’opposizione e addirittura anche da componenti della maggioranza. La realtà è che in Parlamento ci sono oggi le condizioni per fare una vera manovra economica che ad un tempo risponda alle esigenze della Ue e a quelle di equità e solidarietà. Ma per questo la prima cosa da fare è mettere da parte il governo, non farlo entrare nemmeno in gioco. Lo si può fare, perché di fatto siamo già in piena assenza di un governo. Se l’Italia vuol essere credibile a livello internazionale, meno questo governo si fa vedere, meglio è.

Viviana Vivarelli
Intanto Berlusconi procede nello smantellamento del sistema giudiziario.
Nel silenzio di tutti i media, si è cominciato a chiudere diverse preture. La regola è che a ogni tribunale deve corrispondere una pretura, ma qui si vuole proprio intralciare la giustizia.
Poi si è ridotto il numero dei giudici tributari (quindi processi più lunghi e prescrizioni più facili) e si punirà (addirittura!) il funzionario che farà un controllo fiscale a una società se questa ha già ricevuto una qualunque verifica negli ultimi sei mesi.
La promessa che Tremonti ha fatto alla Marcegaglia di fare meno controlli si sta realizzando.
La Marcegaglia era stata chiara: “Troppi controlli danneggiano le imprese”. E Tremonti le ha dato ragione, parlando di un’oppressione fiscale vessatoria sulle imprese. E ha ordinato che ci fossero meno controlli sulle grandi imprese, e più sui piccoli, artigiani ed esercenti, come se i numeri della GdF lo permettessero. (sarà anche vessatorio questo fisco, ma con 200 miliardi di evasione presunta ci sarebbe poco da ridurre!)
E poi questi parlano di aumento nella lotta all’evasione fiscale?! Ma chi vogliono far fessi?
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Aldo segnala:
La stampa estera massacra BerlusconI:
“Le sue buffonate danneggiano l’intera Eurolandia”
“In passato le buffonate di Silvio Berlusconi hanno danneggiato l’Italia. Oggi rischiano di fare lo stesso con l’intera Eurolandia”.
Non usa mezzi termini il Wall Street Journal per giudicare i continui dietrofront che stanno modificando una manovra economica sempre più priva di credibilità.
Nel giorno dell’arresto di Tarantini (“solo l’ultimo degli scandali che hanno accompagnato il premier italiano” ricorda oggi il Washington Post), la stampa estera si scatena attaccando il governo italiano e la sua testa di ponte.
“Roma avrebbe bisogno di prendersi una vacanza dalla politica” titola oggi il principale quotidiano finanziario Usa sottolineando, nel suo commento, l’ampiezza del disastro italiano.
“L’Europa potrebbe finire per pagare a caro prezzo il teatrino politico italiano” afferma il WSJ.
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MATTARELLUM E PORCELLUM A CONFRONTO
Viviana Vivarelli

Certo se pure vincesse il referendum abrogativo del porcellum, non avremmo il perfetto sistema elettorale, ripristineremmo solo la legge elettorale precedente che di pecche ne ha tante e non è nemmeno commisurata alle differenze tra regioni. Sceglieremmo il meno peggio
Ma che il sistema attuale sia indecente lo disse persino Calderoli appena l’ebbe finito. Aveva un unico scopo, far vincere B e mantenerlo al potere il più possibile, ma ha fallito anche su questo.
E’ sempre stato comunque una mostruosità giuridica. Doveva garantire governi stabili e non è servito a niente (si pensi alla fragilità dell’ultimo governo Prodi) o si a cosa è costretto a fare B per stare in sella.
Doveva ridurre il numero dei partiti e ne abbiamo una sessantina e continuano a rinascere.
I suoi costi in termini di democrazia e governabilità sono stati altissimi.
Basti vedere il livello di immoralità e di incapacità di questo parlamento di servi, formato da ‘nominati’ e non da ‘eletti’, e come essi dipendano non dai loro elettori ma dai segretari dei partiti, in una posizione supina che fa a pugni con qualunque idea di rappresentanza popolare o di democrazia.
Col porcellum i segretari di partito hanno avuto un potere enorme e hanno stipato le liste di mogli, figli, parenti, commercialisti, avvocati, igieniste dentali, puttane e amanti al punto da svilirle totalmente.
Il porcellum dunque va sotterrato, per rendere un minimo di decenza al Parlamento.
Si tornerebbe al mattarellum , che ha dei difetti anch’esso, nella speranza che un diverso governo possa migliorarlo, allargando i diritti di una democrazia popolare più ampia e diretta possibile. Ma ci turba la condotta del Pd che, se avesse voluto, avrebbe potuto migliorare il sistema attuale, chiedendo a gran voce il cambiamento di alcune norme dall’interno del Parlamento e non l’ha fatto.
Il paese ha bisogno di programmi chiari, di soggetti politici che presentino al paese proposte chiare e forti. Ma questo il Pd non può e non vuole farlo. Possiamo solo sperare che sparisca anche lui in discarica insieme a quanto fatto da Calderoli.
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Lacrime, Sangue e Puzza di Piedi
Flavio Amerighi

Io amo questa manovra in perenne movimento, surrealista, futurista, meglio dell’87% della produzione poetica italiana dell’ultimo anno, Davide Rondoni incluso. Il mondo ce la invidia la nostra manovra, cazzo dobbiamo esserne orgogliosi, nemmeno Fregoli tanto poté!
Sì, una bellissima manovra, Lacrime Sangue e Puzza di Piedi, quando Calderoli si toglie le scarpe.
Un annuncio qua, un annuncio là, un taglio qui, un taglio lì, tagliato tutto escluso il Trota, lui no, fa la badante eccheccazzo! Vogliamo discutere della meravigliosa idea di un contributo di solidarietà per tutti quei fortunati che dichiarano redditi alti? Già bestemmiavano, perché costretti a dichiararne anche solo un po’anziché poterlo esportare all’estero in un qualche paradiso fiscale (d’altra parte siamo un paese dall’economia votata a esportare, ci mancherebbe!). Inizialmente colpiva dai 90000 euro in su, poi sono diventati 200000, poi soltanto per chi è nato il lunedì, mercoledì e venerdì, poi il doppio per i calciatori, poi il triplo per le mignotte dell’olgettina, poi solo per i parlamentari, la prossima volta sarà solo per quei parlamentari eletti col Partito Sardo d’Azione, ma nati tra il 1900 e il 1950, purché albini. Infine, “stavamo scherzando, pesce d’aprile”!
Il tutto deciso in una sera da due portatori sani di prostata e ictus.
Oggi apprendo da uno dei tanti annunci di giornata che dovrò lavorare giusto un altro annetto in più perché l’anno del militare non verrà più considerato ai fini dell’anzianità di servizio. Vi prenda un colpo a reti unificate! Li ricordate i bastardi che al telefono godevano, la notte in cui l’Aquila fu semi distrutta da un terremoto della stessa intensità di quello che a New York praticamente non ha fatto danni? Sono tutti ancora lì.
E l’opposizione? L’opposizione è stupenda, abbiamo l’arma segreta, Pierluigi “signora Coriandoli” Bersani, un uomo la sua leggenda! Gianfranco Fini, il primo ministro degli esteri fascista dai tempi di Galeazzo Ciano, Pierferdinando Casini, un furbino per tutte le stagioni fin dai tempi in cui veniva nel mio paese a collettare voti per Forlani. Ma soprattutto questi ex comunisti, rivestiti e rifatti come i pidocchi della borghesia di un tempo, mi stanno qui, hanno deciso che i mercati debbano avere in mano una “manovra credibile” altrimenti prenderanno tante tòtò sul culetto. Detto fatto, creata (con apposito annuncio!) una bella commissione parlamentare sui costi della politica.
– Eccheccazzo mica stiamo qui a pettinare le bambole! – Pare abbia dichiarato un autorevole esponente dell’opposizione.
Se Pier Paolo Pasolini aveva scritto sul Corriere della Sera prima di venire brutalizzato e ucciso all’Idroscalo di Ostia: “Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi”, noi invece sappiamo, vediamo ogni giorno, è sotto gli occhi di tutti lo scempio perpetrato da questa classe politica impraticabile (dx sx centro sotto sopra obliqua), è sotto gli occhi di tutti, lo sanno tutti, tutti hanno le prove, e ancora non muoviamo un dito!
E’ quindi democraticamente deciso che tutto rimarrà come sempre, gli evasori a esportare, la chiesa (quella con la “c” minuscola) a non pagare l’ICI e le tasse perché i soldi servono a tacitare le famiglie dei bambini seviziati da certi santi e a far votare grati il partito dei ladri, l’opposizione a opporsi col culo, la maggioranza a non opporsi per niente, fino al giorno in cui un ricco esalerà l’ultimo respiro, pardon l’ultimo ruttino.
Allora si libererà un posto…

A chi le spara più grosse
IdV

Maggioranza di governo alle prese con la finanziaria. Con il caldo record degli ultimi giorni, tra i ministri è ‘scoppiata’ anche la gara a chi la spara più grossa, in un susseguirsi schizofrenico di annunci e smentite (non necessariamente in questo ordine).
Non è mancata la sparata di Roberto Calderoli, titolare del dicastero per la Semplificazione normativa che ha affermato: “bisogna andare ad interessarsi delle pensioni di chi non ha mai lavorato”. Ha poi specificato: “Penso, ad esempio, a chi ha pensioni di reversibilità eccessivamente alte e a chi prende accompagnamenti, che oggi vengono dati indistintamente a tutti, senza che vi siano limiti legati al proprio reddito”.
Con queste parole, il ministro lascia intendere che vuole togliere l’indennità agli invalidi civili, o quanto meno modificarla.
Alle nostre richieste di chiarimenti Calderoli non ha dato nessuna risposta, ma è chiaro ora che i disabili sono tra gli obiettivi che il governo Berlusconi intende colpire. Proprio loro che, certo, non hanno bisogno di subire ulteriori attacchi da una maggioranza che ha già tagliato i fondi per i servizi essenziali destinati a chi è meno fortunato, mentre ha lasciato praticamente inalterati i privilegi della politica; come spiega nel video Mario De Luca, responsabile nazionale Idv Dipartimento delle Politiche per il Superamento dell’handicap.

http://www.italiadeivalori.it/dipartimenti/lavoro-e-welfare/7557-finanziaria-calderoli-attacca-i-disabili?mllt
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Claudio manda:
ORDALIA

Io proporrei di sottoporre i nostri esimi politici ad un semplice test storicamente applicato nell’antichità e durante l’alto medioevo fino al Rinascimento: l’ORDALIA
Lasciamo ogni singolo politico nelle mani della folla, composta prevalentemente da disoccupati, pensionati al minimo e famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, se la folla lo lincia significa che non ha superato la prova …
In tal modo si potrebbero ridurre notevolmente le spese per la politica ed ottenere un notevole effetto catartico e riequilibrativo …
Lalla segnala:
Quel Filippo Penati
Alessandro Robecchi – da il manifesto

Ma il Filippo Penati di cui si parla tanto, colpevole di concussione secondo la Procura e “solo” di corruzione secondo il Gip, è lo stesso Filippo Penati che andava distribuendo lezioncine di legalità a destra e a sinistra (soprattutto a sinistra)? E’ per caso lo stesso Filippo Penati che diceva amenità tipo “Milano non è la capitale del Burundi, ma ci sono troppi rom e clandestini”? Si tratta della stessa persona?
Il Filippo Penati di cui oggi il Pd discute animatamente se debba dimettersi da tutte le cariche, fare un passo indietro, rinunciare alla prescrizione in modo da essere da esempio per la diversità della sinistra di fronte alla questione morale, è per caso lo stesso Filippo Penati che un tempo faceva il presidente della Provincia di Milano e – primo gonzo in tutta Italia – sganciava 250.000 euro ai comuni che volevano organizzare le ronde? Il famoso sceriffo della sinistra che sapeva illuminare le plebi oppresse con frasi come “Basta parlare di accoglienza, i rom non sono mica i Gipsy Kings?”.
Come mai il Pd vuole liberarsi di lui adesso che l’hanno beccato, mentre prima – quando sembrava un Calderoli qualunque – lo faceva crescere nelle gerarchie e nelle cariche del partito? Persino Pierferdinando Casini disse (aprile 2009): “Penati mi fa venire il latte alle ginocchia se segue la Lega sul terreno delle ronde”. Erano i tempi del decreto sicurezza, dei sindaci sceriffi. Erano i tempi del “Non si può lasciare la sicurezza alla destra!”. Tempi in cui il Pd – oggi tanto impegnato a sembrare “diverso” – si sbracciava tanto per essere “uguale”.
Passati appena un paio d’anni, Penati non va in carcere perché la prescrizione per i reati di corruzione è stata dimezzata. Una specie di nemesi storica: law & order non tirano più, a far paura non sono i Rom ma la Borsa, non gli stranieri ma i banchieri, non il Burundi, ma la crisi. La stella degli sceriffi era di latta, la paura percepita era una truffa e la sinistra che si travestiva da destra una farsa orribile e una farsa orribile e vergognosa. E’ sempre antipatico dire: “Io l’avevo detto”, e allora non lo dirò. Dopotutto, Penati non è mica i Gipsy Kings!

UNA MANOVRA A BRANDELLI
Viviana Vivarelli

Si sono riuniti per 7 ore, non nelle sedi istituzionali che già ci costano un patrimonio, no, a casa Arcore; si vede che le sedi pubbliche non erano abbastanza comode; dovevano andare in una villa privata che di istituzionale non ha nulla: cosa aveva di più di Palazzo Chigi?La saletta per la lap dance?
Si sono riuniti per 7 ore! Ma di che cacchio hanno parlato per 7 ore? Di prostata e ictus? Hanno manomesso tutta la manovra di Tremonti con modifiche pure anticostituzionali e voglio che qualcuno mi spieghi cosa c’entra, con un decreto economico di necessità e urgenza per trovare 45 MLD, il patto aziendale con libero licenziamento che è pure anticostituzionale; dopo di che hanno buttato tutto all’aria, cancellando tutte le modifiche che avevano fatto e ora stiamo peggio di prima perché mancano 5 Mld, ma forse sono 7 o 20, e chi lo sa, nessuno sa niente e tutto è nel caos .
Poi B dice: “Convoco i ministri”, e allora uno pensa: li convocherà a Palazzo Chigi, sennò cosa ci sta a fare? E concorderanno insieme qualcosa. Ma no, nemmeno per idea, i ministri si riuniranno ma col divieto di parlare della manovra, e allora di che cavolo parleranno? Di come hanno passato le vacanze?
Intanto Francoforte si arrabbia e Bruxelles si infuria, mentre Piazza Affari picchia sempre più in basso; ci dicono e che il tempo passa e stiamo a far niente e i bond ce li hanno comprati purché facessimo ‘alla svelta’ una manovra di riequilibrio del bilancio, ma qui di manovre non se ne vedono e questa sembra la coperta di mia nonna, che ogni ora ha una toppa nuova che non copre il buco. E Bruxelles di nuovo si incazza, perché ci ha ordinato di fare una manovra per far crescere il paese e perché da una crisi si esce investendo sullo sviluppo, ma in questa manovra bastarda come in tutte quelle di Tremonti non un solo € è destinato a stimolare ripresa e sviluppo. E così siamo l’ultimo paese UE, quello che cresce meno, anzi che è fermo del tutto, però quello dove il livello delle tasse è massimo, il maggiore del mondo e dove i dati sulla disoccupazione sono taroccati perché si ignorano i 2 milioni che il lavoro non lo cercano più.
Insomma Tremonti ha fatto una manovra iniqua. Berlusconi, Bossi e Calderoli l’hanno disfatta in modo ancora più iniquo. Poi hanno disfatto quello che avevano fatto. Ora non si capisce più quali brandelli restano in vita e cosa si perderà a poche ore. Ma Berlusconi si presenta con la più grande faccia tosta, come nulla fosse, fa la sua sceneggiata tutto contento, si frega le mani a reti unificate e ride a 360 denti dichiarando soddisfatto che: ‘Ora la manovra è equa!’ Ma ora quando? E la manovra quale? E cosa hanno fatto che non hanno fatto altro che disfare il già fatto? E equa dove e per chi? E equa cosa? Ma il tg1 gongola con Berlusconi, e aumentano i tizi ignoti che ci vengono a dire che approvano il governo e che chiedono il diritto di dire a 4 venti che amano Berlusconi. Ma quanto lo amano? E per quale di cavolo di motivo lo amano? Il mondo è un mistero, ma i berlusconiani sono un mistero più grande del mistero universale, un mistero della fede. O della feccia?
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La “manovra”
Kasap Aia

Spesso si resta affascinati dalle manovre per il parcheggio di certi automobilisti, spesso (ahi loro) donne o anziani col cappello.
Ma la manovra delle manovre alla quale assistere in questo periodo è certamente quella economica di questo governo.
Se non si distingue il guidatore, l’osservatore, estasiato dalle peripezie a volte acrobatiche, può attendere che il conducente scenda per constatare che fattezze abbia.
Nel caso della manovra economica di questi giorni le scommesse sulla identità della guida del mezzo vanno dalla scimmia ubriaca a Frankenstein.
Anche volendo mettere insieme i pezzi come per esempio la testa di Calderoli, le gambe del Nano, la sessualità di Tremorti, il dito di Bossi, il culo di Sacconi e il sorriso di Brunettolo non si riesce comunque a produrre una mostruosità tale da giustificarne l’obbrobrio.
Che ci sia l’intervento del Vaticano ?
Questo giustificherebbe l’essenza soprannaturale del fenomeno.
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Viviana Vivarelli

Con questa manovra classista, cialtrona e sconnessa, il Cavaliere alza il dito medio alla faccia di Bossi e Tremonti, ma soprattutto lo mette in c… al paese, con una crisi non risolta e che anzi aumenterà i suoi effetti letali, tranciando le classi medie e affondando quelle più povere, in una voragine senza fine, senza un solo provvedimento per la crescita o un solo provvedimento per i giovani o un solo taglio strutturale di spreco pubblico, con un sicuro aumento delle tasse per chi già le paga, un peggioramento certo di vita per 60 milioni di persone e la salvezza totale per le cricche di magnati, evasori, speculatori e parassiti di regime.
La manovra sicuramente cambierà e ormai è una coperta piena di toppe, Tremonti si troverà a firmare una Finanziaria ormai scippata di ogni sua decisione che di suo avrà solo il nome ma di fatto si presenterà come il più grande pateracchio degli ultimi 150 anni, dettato da un solo principio universale. “Noi non rinunceremo a niente, ma voi pagherete tutto!”
L’indicibile iniquità di quanto accade ci atterrisce e, mentre gli idioti di regime sono ancora manipolati con la paura dello straniero, i veri nemici del paese proseguono la loro sciamannata e proterva presa del potere aumentando la vera minaccia che attanaglia gli italiani: la paura del futuro.
Scrive Massimo Giannini che la manovra, pur in tutte le forme camaleontiche che stiamo vedendo,“è povera di senso e di struttura. Non ha una sola misura per la crescita, senza cui nessuna uscita dalla crisi sarà possibile. E’ depressiva sul piano dei redditi, dei consumi, degli investimenti e dell’occupazione.” Non è stata nemmeno accettata dall’Europa e non ha convinto i mercati finanziari e sicuramente stroncherà del tutto un paese che è già in acque fonde e senza speranza di ripresa.
In un mese e mezzo la manovra è stata rifatta 3 volte e ogni volta peggio. La Casta non dà segno di ravvedimento, non fa cambiamenti strutturali, non taglia la crassa dispendiosità del baraccone politico, e impone con tutta l’arroganza possibile la ferocia criminale del suo saccheggio al paese. Intanto è sparita l’abolizione delle inutili Province e possiamo solo sperare nel referendum di Di Pietro. E’ in forse anche l’accorpamento dei Comuni. E’ scomparso anche quel lievissimo ”obolo” di 150 € per 3 anni dei redditi sopra i 90.000 €,quanto ognuno di questi paga in una cena. Non sono spariti però gli attacchi gravissimi al lavoro dipendente con aumento degli anni di lavoro, congelamento del Tfr e tentativo protervo di aprire al
licenziamento libero. Se Bossi ha messo il tricolore al cesso, B ha fatto di tutto per metterci lo Statuto dei lavoratori. E a questi ormai il prudente sciopero della Camusso non basta più, con a fronte l’ondivago Bersani che come sempre si dissocia dalla piazza in buona compagnia con i soliti Giuda UIL e CISL. Arriveremo al punto dello sciopero permanente come in Grecia, quando l’esasperazione e il senso di abbandono e di tradimento avranno rotto gli argini.
Non so come potrebbe andare peggio di così, sia da parte del Governo, che da parte di questo abominevole Pd, ma ci arriveremo. Tutto rotola verso la catastrofe.
Dice Giannini:“Tre manovre radicalmente diverse, affastellate in un mese e mezzo, sono il segno inequivocabile del caos totale che regna dentro una maggioranza pronta a tutto, pur di galleggiare e di sopravvivere a se stessa”.

Intanto Tremonti deve rimangiarsi tutta la sua supponenza di onnipossente, B lo ha ricacciato in un angolo come uno straccio, facendogli ben capire che vale quanto il 2 di picche e anzi tende a dire in giro che Tremonti è la sua rovina. E Bossi deve rimangiarsi tutte le promesse fatte e vantate di protezione delle pensioni. Nell’angolo anche lui! Bella figura da impotenti entrambi! Spacconi dalle tasche bucate che Berlusconi ha gabbato ancora una volta, drogandoli con lo sciampagna del tradimento e della frode.
In questa schifezza che è la manovra attuale, non una parola sui 35 MLD di spese militari che pure la Merkel ha subito tagliato, e nemmeno sui 98 MLd evasi dei gestori delle lotterie che restano col malloppo intonso e non finiscono nemmeno in galera, non una parola sui lauti regali al Vaticano che fa passare per Opera Pia anche il San Raffaele, né sulle energie alternative che ci avrebbero liberato dalla schiavitù del petrolio con tutte le sue guerre e sudditanze da dittatori infami
formando un volano per la ripresa, nessuna discussione iniziata seria per una modifica costituzionale per alleggerire il carrozzone statale, nessun provvedimento serio contro l’evasione, a parte un ridicolo spot che riprende, senza alcun senso del ridicolo, frasi vecchissime dell’opposizione, nessuno snellimento della burocrazia che è rimasta elefantiaca contro ogni sbardellata dei soliti Calderoli e Brunetta.
Certo nei 150 anni di storia italiana un ministro ridicolo e vanaglorioso come Tremonti non si era mai visto nemmeno nei momenti peggiori, uno che in piena crisi e fino all’altro ieri ha continuato a negare che la crisi esistesse e, peggio, non ha fatto nulla per rallentarla, uno che viene deriso ormai in tutta Europa come lo è il suo padrone, e per cui la crisi esiste praticamente “da 5 giorni”, ma “tanto è mondiale” oppure “il debito dipende dai governi precedenti!”, uno che a giugno con una manovrina aveva giurato che dalla crisi ormai eravamo fuori e che ora ci presenta questa bella spappardellata per finire di uccidere il paese. Ma questo non è un Ministro delle Finanze, direi piuttosto il Ministro dall’accanimento agonico, quello che non salva il paziente ma insiste su farmaci di sicura morte.
Davvero ridicoli i due tromboni Tremonti e Bossi, alla fine hanno dimostrato che per loro conta solo il potere e che, per il potere personale, sono disposti a mostrare a tutti che possono rimangiarsi ogni cosa.
Tremonti aveva detto che, se la sua manovra non era presa così com’era, dava le dimissioni. Gliel’hanno cambiata tre volte e nell’ultima non è rimasto un brandello della prima, ma non ha perso la sua faccia arrogante. Della manovra tremontiana di luglio non resta quasi più nulla. Salta il contributo di solidarietà, saltano i pur
risibili tagli ai costi della politica, salta la cancellazione dei piccoli comuni. Ma non salta Tremonti!
Questa gente non ha dignità, non ha faccia, non ha nulla, solo un enorme culo attaccato come una ventosa al potere.
Berlusconi ha umiliato Bossi. Nessun traccia dei rumors blaterati dalla Lega: dov’è finita la supertassa sugli evasori, la tassa del lusso, la tutela delle pensioni ac perinde cadaver? Nulla di nulla! Spero solo che tra i leghisti ce ne siano tanti che si vedranno allungare l’età lavorativa o saltare il TFR o valere il licenziamento facile! Se la prendano coi migranti, visto che non sanno fare altro che spostare il problema del malgoverno con chi proprio non c’entra.
Bossi ha rumoreggiato ma ha vinto la barzelletta Berlusconi.
Ormai ai due tromboni non resta che la lap-dance!
Mi pare di vedere Maroni con Calderoli con un Alfano in maniche di camicia che declamavano stronzate da un palco.
Meglio avrebbero fatto a colpire come meritano le società di comodo, quelle che partecipano attivamente all’evasione nazionale, invece di vedere la buffonata di un Tremonti che si affannava in Europa a proteggerle da accertamenti fiscali.
Dice Giannini che Berlusconi, ad Arcore, prima li ha infinocchiati, poi ha brindato con loro con lo sciampagne, non so a cosa hanno brindato, al popolo ciuco e
bastonato, immagino. Ma intanto nemmeno con questi salti mortali da sciamannati i 45 MLD sono venuti fuori.
“E fuori dai confini della piccola Italia, sarà un’altra storia. I finanzieri della business community, i tecnocrati della Bce e i partner dell’Unione Europea, non la berranno”.

COSA TAGLIARE
Viviana Vivarelli

In realtà gli spazi di manovra per trovare dei miliardi ci sono e sono molti. Ma ovviamente sono spazi che Berlusconi si guarda bene dal toccare, proprio perché non è il presidente di tutti gli italiani, ma è stato messo a capo del governo da gruppi di potere apposta per fare alcuni interessi e non altri.
Inutile fare lo gnorri e chiedere con aria sciocca dove altro si possono trovare del soldi. Gli italiani di proposte ne hanno fatte fin troppe, come ne hanno fatte i partiti, e le migliori sono state quelle di Di Pietro.
Noi abbiamo richiamato tagli alle spese militari.
Via i soldati dall’Afghanistan, dal Libano e dalla Libia.
Tagli a province e comuni.
Tagli al carrozzone politico e agli abusi degli onorevoli.
Tagli alle consulenze extra.
Tagli alle regalie al Vaticano e tassazione dell’enorme patrimonio immobiliare non dedicato a opere pie.
Equiparazione degli stipendi pubblici alla media europea.
Tagli ai palazzi del potere.
Ai vitalizi assurdi dei parlamentari e ai loro assurdi benefit.
Persino ai miliardi di fogli di carta mai usata dai parlamentari e che possono tranquillamente essere sostituiti da messaggi on line.
Una riscossione, finalmente, su quei 98 miliardi fregati fiscalmente ai gestori delle lotterie.
Lo snellimento della burocrazia, la riduzione delle leggi inutili.
La soppressione di un grado di giudizio..
Ci aggiungiamo il ricavato della vendita delle frequenze del digitale.
Sembra dalle dichiarazioni del Ministro Romani dell’ultim’ora, che non regalino più le frequenze per fare gli interessi di Berlusconi ma ne chiederanno 2,4 MLD. Ora la Merkel dalla vendita delle frequenze ci ha preso 4,4 MLD e mezzo, e la Spagna spera di prenderci tra i 12 e i 16 MLD, perché noi meno? Si sta anche qui cercando di favorire Berlusconi e il suo impero mediatico?
Hanno aperto le aste ma saranno vietati i rilanci, e perché poi? B ha paura di essere fregato da qualche De Benedetti?
Ma poi Europa 7 che fine ha fatto?
..
Neologismi: Paraculo

Scelgo la definizione migliore:
Questo termine viene usato a Roma per descrivere i furbi ambigui, gli opportunisti che scavalcano gli altri o li usano a loro vantaggio. Pare derivare da “pararsi il culo”, che significa proteggersi, mettersi al sicuro. Quindi il paraculo è contemporaneamente colui che si protegge (“Pe’ sicurezza me so’ parato er culo!”) e colui che cerca di saltare la fila (“Ao, anvedi ‘sto paraculo”). Spesso lo si dice di politici che poi alcuni votano proprio per questa ragione. Se ci pensate bene (comunque la pensiate) il nostro attuale premier è stato eletto proprio in virtù del suo paraculismo, ovvero l’ambigua furbizia. Chi l’ha votato pensa che sarà furbo anche per gli italiani; chi invece è contro pensa che continuerà a essere furbo solo per il suo proprio tornaconto.
Il paraculismo è di chi usa la propria furbizia a spese degli altri. Dunque unisce ‘scaltro’ con ‘stronzo’.
A me il furbo molto furbo lascia sempre un sapore di fregatura, perfino se è un furbo di genio.
Furbizia e intelligenza spesso vanno insieme ma non sempre; ci sono mille esempi di persone intelligenti ma non furbe (io per es.) e viceversa; potremmo definire la furbizia come la capacità di utilizzare con efficienza i meccanismi che governano il mondo. Se lo si fa senza intaccare i diritti degli altri è accettabile; se invece lo si fa svantaggio della collettività (come nel caso di Berlusconi) allora non va: dipende sempre e solo dal tasso di senso etico del furbo in questione. Ma in genere il paraculo ha interesse parecchio, senso etico zero.
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Trilussa

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe’ quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

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E SACCONI PROPOSE LO STRALCIO DEL RISCATTO DELLA LAUREA
Viviana Vivarelli

Lo stralcio del riscatto degli anni di laurea più quelli del servizio militare non era solo anticostituzionale, è un reato, come se uno pagasse un’auto e poi al momento della consegna il venditore si rifiutasse di dargliela tenendosi i soldi. Qui c’è un preciso patto tra lo Stato e i cittadini. Il cittadino pagava un riscatto salato degli anni usati per conseguire laurea e specializzazione (per i medici gli anni possono arrivare a 12), più l’anno del servizio militare, in cambio lo Stato lo mandava in pensione prima. La parola riscatto è molto chiara. Ma Sacconi ha avuto questa bella pensata di tenersi i soldi eliminando il beneficio, come farebbe un comune ladro. L’operazione fraudolenta avrebbe gettato un’ombra funesta sulle istituzioni screditate a mo’ di briganti di strada.
La cifra del riscatto può essere molto alta, equivale al 33% di quanto guadagna al lordo il richiedente al momento della richiesta. Un mio amico ingegnere 11 anni fa versò allo Stato 300 milioni di lire. Un neolaureato, che è al 1° stipendio, può versare 3.500 € per ogni anno. Se dopo il diploma ha studiato per 5 anni,fanno 17.500 €. E’ una cifra alta e non è detto che uno ce l’abbia.
Lo Stato così ha intascato un monte di soldi! Se lo stralcio fosse rimasto, ci sarebbe stata la rivolta civile di tutti i medici, ingegneri, architetti, avvocati, notai, insegnanti.. che si sarebbero sentiti imbrogliati e avrebbero fatto causa di inadempienza allo Stato paralizzando il paese. Sacconi ha detto che credeva che gli interessati fossero 60.000. A parte l’errore macroscopico da parte di un ministro, fossero stati anche pochi, sarebbe stata lo stesso una fattispecie criminale.
Senza contare che le aziende aspettano in gloria i pensionamenti per sostituire chi va via e ha alti stipendi di carriera e anzianità con nuovi assunti pagati meno e così lo stralcio avrebbe penalizzato anche loro, chiudendo oltre tutto posti di lavoro.
Ma non è l’unica cosa incostituzionale di questo pateracchio fatto da veri deficienti, i rilievi anticostituzionali sono 12.
-per es.i tagli agli enti locali, per dettato costituzionale, non possono andare oltre quel limite che non consente più di dare i servizi ai cittadini
-oppure in un contratto aziendale non si può mettere il licenziamento libero, che non attiene a quel tipo di contratto
-e non si può imporre un obolo di solidarietà ai soli dipendenti pubblici
-e ho forti dubbi se sia costituzionale sospendere il TFR
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STRALCIO DEGLI SGRAVI FISCALI ALLE COOPERATIVE
Viviana Vivarelli

Un’altra proposta anch’essa incostituzionale e avanzata dallo stesso Berlusconi tendeva a eliminare gli sgravi fiscali alle cooperative. E’ stato voluta fortemente da B per odio alle coop rosse, con un doppio gravissimo errore che mostra la sua somaraggine, prima di tutto nel totale delle cooperative non ci sono solo le cooperative rosse, ma anche quelle bianche e quelle laiche come ‘libera’ per esempio, presenti quelle bianche. in ogni paesino del Veneto e del Trentino e molto amate, per cui (noi lo dicemmo subito) la protesta della Chiesa sarebbe stata immediata, come poi è stato, per bocca dello stesso Cardinal Bertone; in 2° luogo la proposta è incostituzionale, l’art. 45 della Costituzione infatti recita che “la Costituzione riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata”.
Mi meraviglio che Berlusconi, laureato in legge, ignori a tal punto la Costituzione, tant’è che la 2a stesura della manovra di agosto comprendeva ben 12 violazioni di articoli costituzionali e sarebbe stata immediatamente cassata dalla Corte Costituzionale.
Questa gente sembra ignorare le leggi fondamentali dello Stato o le vuole calpestare. In quanto a Sacconi, che è uno dei peggiori ministri mai esistiti, piccolo, meschino, borioso e vendicativo, ha tentato di stralciare il riscatto della laurea commettendo addirittura un reato, simile al contraente che, dopo aver intascato i soldi per un servizio o per un bene, si rifiuti di darlo.
Questa manovra non è solo grottesca e ci riempie di ridicolo agli occhi del mondo, ma è stata fatta proprio coi piedi da Tremonti, Berlusconi, Bossi e Sacconi, come peggio non si poteva.
Qualunque partito fosse stato al loro posto avrebbe fatto meglio di loro. Dico di più: qualunque membro del M5S fosse stato al loro posto, il ventenne Calise o Favia o Piazza, o qualunque neosindaco giovanissimo come Zedda avrebbe fatto meglio di questi incompetenti, criminali, indecenti cialtroni.
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Ippolita segnala:
Sacconi fascista! (Parola di Acli…)
Francesco Peloso

Davanti alle Acli, il ministro Sacconi attacca “i bastardi anni ‘70”, poi difende a spada tratta la traballante manovra economica del governo invitando a “non avere gli occhi foderati di prosciutto” sulla bontà delle misure adottate, quindi se la prende con il secolarismo galoppante. Per tutta risposta dalla platea parte l’insulto: “fascista!”. E’ finito così, ieri mattina, il confronto Sacconi, e il convegno organizzato dalle Acli a Castel Gandolfo. Il ministro ha dato del “cretino” a chi lo aveva apostrofato in quel modo e ha rivendicato con orgoglio la propria storia politica aggiungendo con decisione di essere un fiero “anticomunista” cosa che, in quel contesto già alterato,ha suscitato nuovi fischi.
Un bel quadro d’insieme, insomma, che la dice lunga sul consenso di cui gode il governo. Del resto che non sarebbe stata una bella giornata per il ministro lo si era capito dall’inizio. Ad aprire la serie degli interventi della mattina al convengo delle Acli, era stato il Segretario di Stato Tarcisio Bertone che aveva riservato subito una sonora stoccata al governo, giudicando eccessivamente punitiva nei confronti del sistema cooperativo la manovra del governo. “Un’economia civile – affermava Bertone – non può trascurare la valenza sociale dell’impresa e la corrispettiva responsabilità nei confronti delle famiglie dei lavoratori, della società e dell’ambiente. Mi sembra che il mondo virtuoso delle cooperative, un mondo da apprezzare e che in tempi di crisi ha dato segni straordinari di lavoro e solidarietà, meriti un trattamento migliore di quello che gli è stato riservato nella recente manovra economica. I diritti sociali sono parte integrante della democrazia sostanziale e l’impegno a rispettarli non può dipendere meramente dall’andamento delle borse e dei mercati”. La platea cattolico-progressista delle Acli non poteva che applaudire. Nella stessa direzione andavano anche il Segretario della Cisl Bonanni e il Pd. Del resto il sistema cooperativo è parte essenziale della presenza sociale cattolica, sia ad alto livello imprenditoriale che nel diffuso terreno dell’assistenza sociale. Insomma la sussidiarietà invocata spesso dalla Chiesa ha solide basi nell’impresa cooperativa. Ma Sacconi aveva replicato: “Dobbiamo uscire definitivamente da quel maledetto tempo, quei bastardi anni ’70 la cui onda lunga arriva fino ad oggi.. Parole che non sono piaciute ai delegati delle Acli.
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Enzo segnala:
Numeri

2.414.310.901 euro (2 MLD e mezzo) è quanto necessitano la Camera e il Senato per il proprio funzionamento annuo.
Le cifre sono contenute nei bilanci interni consultivi del 2010, approvati in modo bipartisan dal parlamento.

54.423.639 (54 milioni) di euro è l’ammontare delle spese di locazione e per gli oneri condominiali della Camera dei Deputati per l’anno 2010.I contratti di locazione sono 21 e quasi tutti con la società Milano 90 SRL.
39.710.008 di euro sono i contributi erogati nel 2010 alla stampa di partito.
I quotidiani che hanno ricevuto più finanziamenti sono L’Unità (6.377.209,80 euro), Europa (3.527.208 euro), Il Foglio (3.441.668 euro) e Liberazione (3.340.443 euro).
Fanno parte della lista anche testate poco note come “Democrazia Cristiana”, il cui editore “La Balena Bianca” ha ricevuto 303.204 euro.

http://temi.repubblica.it/espresso-open-politix/category/numeri/
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I TAGLI ALLE AUTO BLU NON CI SONO PIU’
Viviana Vivarelli

Avete visto come dalla manovra è totalmente sparito il taglio della auto blu? Vi ricordate Brunetta come blaterava!? E Tremonti come gridava che aveva dimezzato le auto blu. E Berlusconi lo stesso in pieno Parlamento! E invece niente! Bugiardi fino al midollo! Brunetta aveva dichiarato che erano solo 72.000, da un diverso calcolo risultano invece 629.120 contro le 65.000 della Francia, dieci volte di più. Brunetta disse che aveva pronto il decreto per i tagli, peccato che nessuno l’ha mai visto! Solo chiacchiere vergognose! Ma su questo fronte economie non se ne vedono, anzi ieri siamo venuti a sapere che Berlusconi ha ordinato altri due lussuosi elicotteri presidenziali dal costo di 50 milioni e oggi sentiamo che gli alti dirigenti dell’amministrazione penitenziaria hanno 17 auto che vanno dall’Audi A6 da 71.000 € fino alla Maserati da 125.000 €, alla faccia della crisi! E mai che qualcuno mettesse un tetto di spesa a questi lussi esagerati fatti sulle nostre tasche! E a disposizione di questi signori ci sono 66 persone tra uomini di scorta e autisti. Ma chi credono di essere? Basterebbe pensare a quei disgraziati di poliziotti che sono privi fin della benzina, con le auto ferme per riparazioni che non si fanno per mancanza di pochi euro e con gli uffici privi perfino della carta per fare i rapporto. E come non bastasse, intendono comprare ancora 60 berline grandi di super lusso con cilindrata fino a 3000! Alla faccia della manovra di luglio che aveva ristretto le auto sopra i 1600 a 5 alte cariche. La dottoressa Mariotti, direttrice generale va in Jaguar XI. E come mai? Vive in un altro paese più ricco del nostro questa tizia? Tanto valeva che ordinasse una Ferrari! Io, se fossi il ministro competente di questa signora una ispezione sulle larghe spese gliela farei!
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VV
Il Financial Times lo dice fuori dai denti: “E’ ora che Berlusconi la finisca con le sue ‘buffonate’ perché sta mettendo in guai seri l’Italia e l’Europa”, ma questi continuano a fare lo gnorri come se gli altri fossero tutti scemi. La prima manovra era una porcheria, nella seconda c’erano 12 proposte totalmente incostituzionali per cui non stava in piedi. Ora cosa si inventeranno? Nessuno dei tagli che era ragionevole fare, agli evasori, ai ricchi patrimoni, alle armi, alla Chiesa e al carrozzone politico, è stato fatto.
Si sono sentite le ipotesi più inverosimili, dal dimezzamento del Parlamento di cui si ciancia a vuoto da 18 anni, alle manette agli evasori, che, detto da uno che è il 1° evasore d’Italia e che ha ben 63 paradisi fiscali di cui uno proprio di sua proprietà, e che gli evasori li ha premiati in ogni modo, risulta oltremodo ridicolo. Volete scommettere che invece delle manette agli evasori o di una addizionale ai capitali sporchi rientrati (che sono rintracciabili, eccome!) si inventeranno un nuovo condono fiscale!! E il Pd farà le sue opportune assenze anche questa volta?
B ormai è insostenibile, ha perso anche la faccia che non aveva. Il Cavaliere dimezzato (ha perso altri 6 punti in 3 mesi) ha fatto la manovra inesistente e su questo nulla di fatto si è auto coperto di elogi. Non possiamo nemmeno dire che la montagna ha partorito un topolino, perché Bossi, Berlusconi e Tremonti si sono mangiati pure quello. Misure strutturali? Ma quando? Incentivi alla crescita? Ma dove? Tremonti ha sibilato che tutto va bene e poi è sparito per non vomitare e ha chiuso il telefono per non rispondere. B ha detto che ora la manovra è ‘più equa’. La manovra è inesistente o incostituzionale e ha l’equità del menga: chi i soldi ce l’ha se li tenga.
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ALLA FINE AUMENTERANNO L’IVA
Viviana Vivarelli

L’Iva se la tengono come Jolly, sapendo benissimo che la Bce si metterà a ridere vedendo questa buffonata di manovra.
L’Iva è una tassa sui beni di consumo che pesa su chi compra qualcosa.
Qualunque cosa si comperi, da un paio di scarpe al conto dell’idraulico a un libro per la scuola, si paga il 20% di Iva.
I beni di prima necessità come il pane o il latte o il giornale pagano solo il 4%. Bar, alberghi e ristoranti pagano il 10%.
L’anno scorso l’Iva dette allo Stato 116 miliardi di euro.
Iva più accise, giochi e tabacchi dettero 218 miliardi.
Si evade l’Iva quando non si dà lo scontrino, quando non si fa la fattura. In questo modo spariscono ogni anno 30 miliardi.
Se il Governo decide di aumentare l’Iva dell’1%, intascherebbe quasi 6 miliardi, ma noi ci ritroveremmo con tutti i prezzi aumentati ben più di quell’1%, con un grave aumento della crisi perché la gente smetterebbe proprio di comprare. E addio crescita! Il paese si fermerebbe. Ma pur di non tassare i patrimoni o di aumentare le tasse agli evasori e ai ricchi, questi sciagurati anche questo faranno!

Questo è il quadro di Confcommercio
(e non venitemi a dire che è una lobbie comunista!)

Tra il 2000 e il 2007 i consumi sono cresciuti ZERO. Poi la recessione del 2008-2009 (mai pronunciare la parola recessione, mi raccomando! Il Tg1 oggi ha detto che “forse rischiamo la recessione”, bontà sua!). Infine con l’ultimo governo Berlusconi precipitiamo nel fondo del pozzo peggio di 5 anni fa. 17 regioni su 20 consumano meno di 11 anni fa. Al momento si salvano da ulteriori peggioramenti Molise (chissà perché), Friuli Venezia Giulia e Basilicata (tre regioni, e nemmeno
Lombardia e Veneto!) in cui i livelli di spesa reale pro capite sono appena superiori al 2000. A Sud siamo in profondo rosso. L’ISTAT conferma. Il paese è fermo. Nessuno compra nulla. Calano anche gli alimentari di base. Inutile ormai fare lo spot della borsina gialla. Ancora un paio di anni così e ci pareggiamo all’Africa.
L’economia si è bloccata e gli sciali intollerabili degli straricchi sfacciati e mai tassati non cambiano di una virgola le previsioni tragiche di 60 milioni di italiani. La crisi italiana è cominciata ben prima di quella finanziaria europea. Ed è stata prodotta artamente dalla classe politica peggiore degli ultimi 150 anni!
E c’è ancora qualche berlusconiano o leghista che viene pure a pretendere il diritto di apologia di questa cricca di taglieggiatori!
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Il letame e le rose
Viviana Vivarelli

Screditare i ribelli libici o tunisini o gli altri del Corno d’Africa,dicendo che nel calderone ci sono gli interessi anglomericani o francesi mi sembra sterile e ingiusto.
Le cose non stanno mai tutte da una parte o tutte da un’altra.
Non c’è letame senza che vi siano rose.
La purezza di intenti esiste anche in movimenti sobillati da forze occidentali.
Ci manca che qualcuno dica che anche il venditore di frutta tunisina che si è dato fuoco per protesta era una spia americana.
Inutile anche decantare la bontà di un regime dittatoriale come quello di Gheddafi, che si reggeva da 42 anni, che vietava la libertà di parola, che aveva messo nelle sue carceri 120.000 prigionieri politici, che ne aveva torturati e uccisi a migliaia e che aveva chiuso nei lager i disgraziati respinti dall’Italia o li aveva buttati a morire nel deserto, che aveva realizzato il livello di scolarizzazione più basso in Africa, mentre il dittatore metteva insieme per sé e i suoi figli un patrimonio rubato di 170 MLD di dollari.
Sul web pare adesso ci sia tutto un fiorire di tizi che si affrettano a difendere Gheddafi e a dire che in Libia si viveva meglio che altrove. Non so quanto siano interessati costoro, ma puzzano.
Gheddafi abolì partiti ed elezioni, fu di fatto un dittatore con poteri immensi. La sua presunta socialdemocrazia è grottesca. Espropriò a suo esclusivo vantaggio tutte le risorse petrolifere del paese, come confiscò tutte le proprietà della comunità italiana e ebraica. Nel 1970, 20.000 italiani furono privati di ogni loro bene, compresi i contributi assistenziali versati all’INPS, e furono sottoposti a progressive restrizioni fino all’ordine di lasciare il paese.
Gheddafi sostenne i dittatori Amin e Bokassa. Fu sempre fiero dell’attentato di Lockerbie, che coi suoi 270 morti è il secondo nel mondo dopo quello delle torri.
Oggi è imputato del massacro di 50.000 libici.
Se sarà preso vivo, lo aspetta la Corte dell’Aya per crimini contro l’umanità.
Inutile tentare di difenderlo. E’ solo una delle solite pagliacciate italiane per difendere Berlusconi con lui.

Sara Nicoli IFQ

È’ uscito dalla porta secondaria di Arcore, Bossi. Quasi di soppiatto, da sconfitto. Lui che solo due giorni fa ancora strillava che le pensioni non si sarebbero toccate grazie a lui, ha perso la sua battaglia e si è arreso: salta il contributo di solidarietà e il vero salasso arriverà dalle pensioni, la cassa si farà tutta da lì. Per Bossi una sconfitta cocente. E uno schiaffo per Calderoli e per la sua tassa sull’evasione, che non è nemmeno stata presa in considerazione, sostituita da un taglio sulle
agevolazioni fiscali alle Coop.
La Lega esce con le ossa rotte. Fa eccezione Maroni che si era impegnato a salvare gli enti locali e ha salvato i piccoli comuni Ma soprattutto, la manovra che è uscita da Arcore non è quella scritta dal Tremonti. Altro trombato. E’ bastato che B dicesse:“Quella che hai scritto tu è una manovra depressiva, io non la voglio”. E Tremonti ha chinato la testa (ma non è stata recessiva per chi? Per evasori e
straricchi?). E con 90.000 ‘denunciati’ o a 1,500 con 150.000 ‘denunciati’ era TROOOPPO! Invece con pensioni e diritti del lavoro andava bene tutto!)
Ma i conti, alla fine, potrebbero “non tornare”. Di MLD ne mancano sempre 20!
“Berlusconi – commentava un ‘frondista’ pidiellino soddisfatto per aver incassato, in qualche modo, una vittoria – ha dimostrato di avere ancora in mano la golden share del governo e della maggioranza” (Golden vuol dire ‘d’oro’ e quando mai questa manovra di merda può chiamarsi ‘golden’?)
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PERCHE’ NON SI TASSA IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DEL VATICANO?
Viviana Vivarelli

Un quinto del patrimonio immobiliare italiano è del Vaticano, un quarto nella sola Roma: un impero immenso fatto di palazzi, cliniche d’oro, collegi privati per rampolli abbienti, alberghi, case affittate, negozi.. difficile farlo passare tutto come mensa della Caritas! “Un patrimonio immenso e esente tasse di congregazioni,
collegi, case sante, pie società, capitoli, abbazie e una serie infinita di ordini monastici…” Il 90% di questi immobili è utilizzato per rimpinguare le casse vaticane nel modo più materialista e lucrativo possibile. Che senso ha non tassarlo?
La beffa è che se chiediamo allo Stato quanto dà alla Chiesa in regalie, bollette, donazioni, un 8 per mille gestito tutto a frutto del Vaticano ignorando altre fedi, sovvenzioni ed esenzioni, nessuno sa rispondere. E’ una razzia gigantesca e incontrollata che fa parte dell’enorme quadro corruttivo del paese Italia e che ora, con la crisi che ci attanaglia, è diventato più intollerabile che mai, un vero abuso, una vergogna che nasconde una illegittima ricchezza contro i bisogni di milioni di poveri, una vergogna che nessun paese democratico e civile presenta e che costituisce un’altra sporca anomalia italiana.

Si difende la Chiesa, dichiarandosi attaccata dall’arma della calunnia. Si appella ad Alfano che plaude la linea Bagnasco: “Più famiglia e stop all’evasione!”
Fra tutti e due fanno una vergogna doppia. Il Pdl l’evasione non ha fatto che incrementarla! Evade il Pdl, evade Berlusconi come primo evasore d’Italia con 63
paradisi fiscali solo per la Fininvest, e il Vaticano le tasse non le paga né vuole pagarle. In quanto alla famiglia, quante volte dovremmo ricordare i danni mortali fatti dai sacerdoti protetti ai minori? E dobbiamo ricordare anche l’ovazione a Roma della manifestazione per la famiglia a Berlusconi? Quello che in tre governi non ha mai fatto una sola cosa per la famiglia, che di famiglie ne ha rovinate due, che di ‘famiglia’ se n’è fatta una di puttane e minorenni, con ragazze prima utilizzate sessualmente e poi ‘prestate alle istituzioni’ per metterle a carico nostro, sennò neanche con le marchette gliela davano!

FACEZIE

Abbiamo lasciato alle nostre spalle la crisi, siamo ottimisti. (Tremonti)

Non attaccheremo mai i nostri fratelli libici (Berlusconi)

Sono molto soddisfatto della manovra. Adesso è equa. (Berlusconi)

Presenterò una memoria difensiva per dimostrare la mia innocenza. (Scajola)

Non sapevo nulla della super tangente. (Penati)

Stiamo vincendo. (Figlio di Gheddafi)

Manette agli evasori. (Questa mi pare di averla già sentita)

Dimezzamento dei parlamentari. (Anche questa mi pare di averla già sentita)

Non metteremo le mani nella tasche degli italiani. (Questa spero di non sentirla mai più)

SINDACATI
Furio Colombo

Sto con la Cgil e con la Camusso…Comincerei col separare i sindacati dai politici. Capisco la Confindustria. Non ha fiducia in ciò che fanno, disfanno, e minacciano di fare, B e Tremonti. Non ha fiducia, la Marcegaglia, e lo dice: “Non facciamo i finti complici e non facciamo i finti tonti”. Il pasticcio c’è e si vede. Non capisco invece UIL e CISL che hanno scelto di diventare disciplinati ordini di frati guardiani. Guardiani di che cosa? Purtroppo, della stupida e tarda vendetta del “socialista” Sacconi che, diventato ministro del proprietario B, la deve far pagare ai “comunisti” estirpando finalmente la mala erba dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Introduce il libero licenziamento in una legge che dovrebbe essere di salvataggio finanziario, e di tutto ha bisogno fuorché di immolare ancora un po’ di innocenti in cambio degli errori di ricchi potenti irresponsabili. Com’è possibile che Cisl e Uil corrano in soccorso di un ministro vendicativo, inadatto al compito e stupido come tutti i vendicativi? Ma anch’essi giocano il triste gioco del passato: vendicarsi sul sindacato “comunista”, che era troppo forte e decideva tutto, in un tempo ormai dimenticato. E così anche due leader di due grandi sindacati che rappresentano milioni di lavoratori in tutto uguali (bisogni e speranze) a quelli della Cgil, guidano guardando il passato e cercando rivincite. Il fatto che la Cgil resti sola è un triste dato di fatto, ma non è una ragione per darle torto. Scalfari disse: “I sindacati hanno un solo strumento, lo sciopero. È giusto ma anche logico che lo usino”. Dunque alcuni di noi, e certo chi scrive, saranno con la Cgil e con le poche speranze di futuro che rimangono.

LE VERGOGNE DEL PD
Viviana Vivarelli

Ogni giorno che viene i cittadini italiani anche del Pd e specie del Pd, si trovano a dover ingiuriare il Pd. E non solo per il quadro obbrobrioso e ripugnante della tangentopoli di un Penati che non è davvero un caso isolato ma che chiama in causa tutto un sistema partitico per una corruzione vergognosa, in cui il metodo Penati faceva scuola ed era anzi incensato dai vertici, sistema parallelo ma non meno spregevole delle scalate bancarie di un D’Alema e di un Consorte o della protezione di un Bassolino in Campania o di un Loiero in Calabria.
Non solo per questo dobbiamo mandare epiteti violenti a una opposizione che ogni giorno cade sempre più in basso. Ma è la continua ripetizione di atti gravi, che offendono chi questa opposizione ha votato, magari con purezza d’intenti e speranze di palingenesi a nella memoria di un Berlinguer o di un Lama. Come dice un proverbio: errare è umano, ma perseverare è diabolico. E mai verbo fu più indicato per il Pd del ‘perseverare nell’errore’ Dalle opportune assenze in Parlamento che hanno spianato la strada alle efferatezze di B, al silenzio sul conflitto di interesse, al tradimento della bicamerale, dai candidati pregiudicati o neoliberisti alla vigliaccheria davanti ai referendum, a quella lontananza dalle piazze e dai bisogni della gente che ormai è un fatto cronico e strutturale, al tentativo reiterato di Bersani di reintrodurre la privatizzazione dell’acqua in mano a società private proprio appena dopo che un referendum ha detto NO per bocca del 97% degli elettori… è tutta una continua frana di errori, perversioni e cadute. E ora dobbiamo vedere un Pd che appoggia il referendum ‘da inciampo’ di Parisi che ha due demeriti, vuol cassare solo una parte del porcellum come se ci fosse qualcosa da salvare ed è stato messo su solo per contrastare come al solito l’unico alleato Di Pietro. Ma non basta ancora: dopo il solito D’Alema che dal referendum contro il
porcellum si scanta e il solito Veltroni che dice sì ma anche no, dobbiamo vedere adesso un Pd che, dopo aver appoggiato quella macelleria che era il diktat di Marchionne, sui tagli e gli aggravi alle pensioni deve dichiarare di pensarla come la Lega. Perfettamente normale, dunque, che questo sorta di Pd che di democratico ha solo il nome, si metta anche contro la CGIl che dovrebbe essere il suo sindacato di riferimento, abbia in odio la FIOM e decida di non scendere in piazza per lo sciopero generale della Camusso. Ma, io mi chiedo, cosa ci stanno a fare?

La guerra è una follia da mettere al bando

“La guerra è subdola, si infila negli interstizi dell’anima delle sue vittime per colpire quando meno se lo aspettano. Non si muore solo sul campo di battaglia. Sono in costante aumento, negli ultimi anni,i militari Usa che si sono tolti la vita. Nel 2008 se ne sono suicidati almeno 128, più 15 casi sospetti.
«Come mai questo numero continua a crescere?», chiedeva il Segretario per l’esercito Pete Geren. Ci vorrebbero guerre meno insensatamente violente e immotivate di quella irachena o afghana. Ma quale guerra non è insensata e violenta?
E questi sono solo i dati sui militari in servizio. Tra il 2002 e il 2005, sui 500.000 congedati ci sono stati altri 122 suicidi. Difficoltà nelle relazioni private, problemi legali o finanziari, di lavoro, di reinserimento, psichici, da traumi di guerra”.
La guerra ti uccide anche quando ti salvi.
Uccide l’umanità che è in te.
Lo stato più ricco del pianeta distrugge così la sua gioventù migliore.
Ci sono 300 guerre in giro per il mondo. Ma non si fa nulla per terminarle. E si continua a intervenire solo là dove ci sono risorse da depredare. E nessuna di queste guerre è mai stata migliorativa o liberatoria. E gli USA non ne hanno mai vinta una.
Con la scusa di salvare i diritti umani, uccidono l’uomo che ne è portatore. E le prime vittime delle guerre USA sono i giovani americani, le loro famiglie, il futuro di una Nazione.
Ma si continua a fare economia attraverso le guerre. Perché l’economia determina tutto e le guerre fanno bene all’economia.
Si continua a chiamare democrazia la depredazione di altri paesi.
Dividendo coloro che si ribellano tra eroi o terroristi, secondo come fa comodo alle grandi potenze.
Si continua a spargere informazioni contraddittorie che rendono impossibile valutare i fatti, secondo quanto fa comodo a un colonialismo travestito da liberazione.
E perfino in una crisi mondiale come questa, nessun governo (salvo la Germania) ha tagliato le spese militari, ha ritirato i soldati dalle sue guerre.
Nel 2009 i soldati americani suicidi erano già 6.256.E ci sono stati altri 3 anni di guerra. Solo tra i veterani si contavano 17 suicidi il giorno, il doppio del resto della popolazione. I caduti tra il 2003 e il 2009 furono 3.863, più di 2 al giorno. Ma i suicidi dei veterani erano molti di più, fino a una media di 18 al giorno, una ecatombe!
Per molti soldati yankee che hanno combattuto in Iraq e in Afghanistan la guerra più sanguinosa comincia col ritorno a casa. Quelli più a rischio sono i giovani tra i 20 e i 24 anni, stroncati per sempre. Come il riservista di Marina Jeff Lucey, 23 anni, che ha usato la pompa per innaffiare il giardino per impiccarsi nella cantina dei suoi genitori. O Tim Bowman, riservista, spedito in missione in una delle zone più pericolose di Baghdad. 8 mesi dopo il ritorno a casa, il Giorno del Ringraziamento, si è sparato. Anche Tim aveva 23 anni. “Quando è tornato i suoi occhi erano semplicemente morti. La luce non c’era più”.
Derek Enderson, invece, era già tornato dall’Iraq due volte, la terza gli è stata fatale: si è gettato da un ponte a 27 anni. “Siamo di fronte a una crisi gravissima, ha dichiarato il padre di Jeff, e troppi hanno deciso di guardare da un’altra parte”, al punto che non esiste un rapporto ufficiale su queste morti. Negli USA nel 2009 gli ex soldati erano 25 milioni. Secondo il “National Center for Post Traumatic Stress Disorder” lo stress e i traumi aumentano il rischio emarginazione sociale e suicidio,la guerra ti abitua a un abuso di droghe e a esperienze mostruose, al ritorno sei uno spostato. Un senzatetto su 4 in America è un reduce di guerra, nonostante gli ex militari siano solo l’11% della popolazione totale.
Non è facile ricostruire i dati di queste morti perché ogni governo Usa, da Bush a Obama, le ha nascoste, come ha oscurato il ritorno delle bare come fossero una vergogna, ma si calcola che migliaia di veterani si uccidano ogni mese.
E’ il lento olocausto di una nazione che immola se stessa alla propria perversa economia fondata sulla guerra.
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Sandro
L’industria della guerra o meglio definita dell’esportazione della democrazia non ha mai crisi.
I nemici si inventano di volta in volta: adesso è la volta dell’Iran che ha troppo petrolio. Ricominceranno le campagne di stampa contro le “armi di distruzione di massa” e così via. Finché c’è guerra c’è businnes
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ASSURDITA’

Nei tumulti inglesi fu arrestato un bambino di 11 anni, che aveva preso da una vetrina rotta un cestino per la carta, dal costo di 50 sterline. Gli hanno dato 18 mesi di riabilitazione in un centro per minori.
In Svezia un padre si è preso 3 giorni di carcere per aver dato uno schiaffo al figlio.
Eppure Svezia e Inghilterra non sembrano così lontane! Ma il loro rapporto con l’infanzia è a distanza abissale.
Non si sa nulla del bambino di sei anni arrestato a Londra per saccheggio pure lui.
Cosa avrà raccattato?
..
Andate a firmare per il referendum per abolire il porcellum e le province
Qua trovate la mappa dei banchetti che raccolgono le firme in ogni città

http://www.italiadeivalori.it/referendum/index.php?option=com_storelocator&view=map&Itemid=125

Ricordate che si può anche firmare presso l’anagrafe del proprio Municipio, basta andare, durante l’orario d’apertura in tutti gli uffici dei capoluoghi di provincia, e chiedere dei moduli raccolta firme per la petizione costituzionale per abolire le Province e per il referendum sulla legge elettorale.

RIDIAMARO : -)

Spinoza
L’uragano Irene declassato a “che tempo de mmerda!”
VV
La più grande manovra di Tremonti declassata a “che manovra de mmerda!”
..
Claudio
Il dito alzato
Calderoli dopo il brainstorming di oggi alla villa di Arcore, cui ha
fornito un indispensabile apporto tecnico e politico surriscaldando il
sistema neuronale oltre i livelli di guardia
Tutti i partecipanti hanno manifestato commovente solidarietà a Bossi che essendo ingessato non può più sollevare il dito medio per augurare una buona sorte agli italiani.
Anche Gasparri, soddisfatto, uscendo ha sollevato il pollice in segno di successo (ad individuare il dito giusto lo ha aiutato il Trota) … L’unica manovra certa che hanno elaborato è quella con le loro auto blu per uscire dalla villa.

..povero Alfano di tutto aveva fatto..

TRAVAGLIO
Ma, mentre B., Bossi e Tremonti parlano (per Bossi parlano si fa per dire) e siglano il PATTO DELLA PROSTATA (ricordate il patto della crostata?) in uno sferragliare di dentiere, pròtesi, flebo, fasce prostatiche, pannoloni e cinti erniari, il giovine Alfano viene parcheggiato in camera da letto, nel girello, a giocare ai soldatini e
alle figurine col Trota. E quando lo richiamano per il gelato, è sparito tutto. Niente contributo di solidarietà, niente aumento dell’Iva, niente patrimoniale, niente lotta all’evasione e soprattutto niente tagli alla casta. Nemmeno i tagliettini del decreto prima versione che, tra Province e piccoli Comuni – annunciò trionfante il Cainano – “farà sparire 50mila poltrone”. Tutto rinviato a una bella legge costituzionale che richiede la doppia lettura alla Camera e al Senato, cioè un paio d’anni, cioè mai.
Naturalmente i mercati, che già sghignazzavano all’idea di una manovra Alfano e affilavano le fauci per una nuova scorpacciata sui nostri titoli di Stato, si fideranno ciecamente del formidabile patto della prostata. E così frau Merkel e i monsieurs Sarkò e Trichet, che un mese fa ci avevano dato l’ultimatum commissariando il governo B. A questo punto l’Europa, per costringerci a diventare un Paese serio,
non ha che una strada. Usare i cacciabombardieri presenti nelle nostre basi per la guerra di Libia e puntarli un po’ più a Nord, verso l’Italia.
Per favore, invadeteci.
….
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Ciao Cara Viviana, è sempre un piacere leggere il tuo Masada ! Oggi, come era prevedibile, i mercati stanno penalizzando la manovra di m…a del governo: Ti confesso che mi acconteneterei anche di un governo con a capo Paperino e tutta Paperopoli piuttosto che quegli indecenti, corrotti e luridi che ci sono! Ciao a presto!

    P.S.: Ma Fuoriradio è andato in palla?

    Commento di Mary — settembre 5, 2011 @ 10:44 am | Rispondi


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