Nuovo Masada

agosto 5, 2011

MASADA n° 1312 5/8/2011 REDDE RATIONEM

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:00 pm

Il discorso del Re- L’uomo che ha fregato un’intera nazione – Di Pietro raccoglie firme contro il porcellum e le Province – Tassare il fumo – La strage di Bologna, 31 anni di bugie – Il segreto di Stato- Tra pellegrinaggi e ferie – I tagli di Obama- Una truffa chiamata Tremonti

Abbiamo sentito il discorso di Berlusconi alla Nazione. In un profluvio di verbi: abbiamo fatto..abbiamo detto.. abbiamo promesso.. mancava l’unico verbo che volevamo sentire. “Mi dimetto.
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Redde rationem vuol dire ‘rendire conto’
Nel Vangelo di Luca si narra di un uomo ricco che aveva affidato la gestione dei propri beni ad un amministratore. Ma questi sperperò il patrimonio e allora il padrone lo chiamò e gli disse: “Redde rationem villicationis tuae: iam enim non poteris villicare”: Rendimi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
Siamo giunti al redde rationem, alla resa dei conti.
Berlusconi ha parlato inutilmente al Parlamento, ma questo Parlamento non ci rappresenta.
Il redde rationem della sua distruzione dello Stato lo dovrebbe presentare al popolo italiano. E prima o poi lo farà.

In girum imus nocte et consumimur igni.
Giriamo intorno nella notte e siamo divorati dal fuoco.
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Il Governo è morto.
Il becchino si è dato il de profundis da solo.

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IL DISCORSO DEL RE
Viviana Vivarelli

Finalmente il tanto atteso discorso con cui Berlusconi avrebbe placato i mercati dando l’idea di un paese che sta facendo le operazioni giuste per arginare il default è avvenuto. Come ci si aspettava la montagna ha generato un topolino. Il famoso discorso, scritto da un Sacconi privo di genialità, ha fatto precipitare ancora di più i mercati. La mattina dopo la Borsa è precipitata, Piazza Affari ha sfiorato il – 5,16, la peggior resta europea. Il re se ne frega e annuncia un mese di vacanza.
Discorso generico e malfatto.
Nessun colpo d’ala.
Nessun accenno a manovre correttive strutturali.
Nessun cenno al rischio che c’è per questo paese.
Nessun messaggio positivo ai mercati.
Con grande monotonia e persino pessimo stile viene ripetuta ed elogiata la finanziaria di Tremonti.
Nulla che non poteva essere detto 3 mesi fa
Per di più tutto detto sciattamente nello stile piatto e monotono di un ragioniere del catasto, anche dal punto di vista retorica un Berlusconi al di sotto delle sue performance, che adempi sciattamente a un dovere d’ufficio.
Nulla che guadagnasse un applauso nemmeno dai cloni. Gli applausi sono stati 3, sulle auto blu (rimaste le stesse), sulla riduzione dei membri del parlamento (vecchia promessa mai mantenuta) e sull’accorpamento dei Comuni (poi la Lega eliminerà anche questo), tre cose che se voleva farle le aveva fatte 18 anni fa.
Ribadite le Province
Non un accenno agli sprechi del carrozzone pubblico.
Nessun accenno ai talenti e alle intelligenze che stiamo perdendo ogni giorno
Allo sviluppo che sta deperendo.
Alla burocrazia che affoga tutto in una lentezza smisurata e costi indicibili.
Al peso insostenibile delle infrastrutture che non funzionano e che vanno sempre peggio.
Al macigno del carrozzone politico che affossa ogni cosa e che non fa che aumentare.
Alla corruzione che pone tangenti infami all’impresa.
Alla paralisi del sistema Giustizia.
Alle classi più povere che devono sostenere tutto il peso degli errori e degli orrori dei più ricchi.
Un discorso piatto di una inutilità spaventosa.
Peggio: controproducente rispetto allo scopo per cui doveva essere lanciato.
Sembrava una stenta relazione da condominio.
Anzi le relazioni del mio amministratore sono più brillanti, altrimenti lo avremmo licenziato da un pezzo.
L’Aula si era addormentata e si è risvegliata solo quando ha detto:”Io sono un grande imprenditore. Ho tre aziende quotate in Borsa. Anzi, se volete investire bene, investite nelle mie aziende!” . E infatti si è visto come ha diretto l’Azienda Italia! L’ha portata alla bancarotta! Per la cronaca sta andando male anche come imprenditore! Oggi Mondadori -2; Mediolanum -4,25; Mediaset perde il 5%. I suoi titoli sono in picchiata. (Qui potete vedere come è stato a picco l’andamento dei suoi titoli in un anno http://it.advfn.com/borsaitaliana/Quotazione.asp?azione=MS) E’ una sòla, quest’uomo!

Ha ragione Bersani: “Uno straccio di autocritica, per la miseria! E ora chi ha dato di meno dia di più! Chi non ha dato niente cominci a dare qualcosa! Se c’è bisogno di un rigore, sì, ma intelligente e equo! Considero un insulto dire che è la sx che manda a picco il paese!”

Giudizio di Sole24 ore:
“Nemmeno una riforma ‘strutturale’.
Nemmeno un colpo d’ala per la ripresa.
Nemmeno un segnale concreto di cambiamento di passo.
Nemmeno un momento in cui la politica ha preso contatto coi propri errori.
Questo discorso piatto, monotono e ininfluente è stato il peggio che ci poteva capitare.
Con la sua apparizione controproducente Berlusconi ha mandato a picco l’Italia
Questo deludente e piatto discorso ha sancito solo, nel modo più assoluto, la completa impotenza, incapacità e inefficienza del Presidente del Consiglio”.
Questo hanno detto gli analisti di Sole24ore.
La condanna non la dà la sx estrema; la dà il primo quotidiano di Confindustria e domani la ripeteranno i maggiori giornali economici della destra europea.

Casini: “Alfano ha detto che i governi non li decidono i mercati. Ma vai a dirlo alla Grecia!! I governi tecnici certo sono la fine della politica, dicono che la politica è già morta e in assenza della politica si chiede aiuto altrove. Sono 8 giorni che la Borsa americana perde, è vero, non è colpa di Berlusconi, c’è una crisi internazionale, è vero, ma se ci sono tanti segnali positivi in Italia perché noi abbiamo il peggior andamento in Borsa di tutti? Perché lo spread tra i bond italiani e quelli tedeschi sfiora i 400 punti? Ci sarà pure un problema di credibilità di un paese che ha perso degli anni senza fare niente! Alfano ha detto che dal 2007 la situazione internazionale ci portava qui, perché allora tante rassicurazioni e pochi fatti? perché avete sottovalutato tutto? I governi tecnici nati dalla volontà del Parlamento sono una fase di armistizio tra i principali partiti per scelte impopolari che nessun governo da solo è in grado di assumere per tema delle prossime elezioni. Siamo nelle condizioni di 20-30 anni fa perché abbiamo vissuto al di sopra di quanto potevamo consentirci. Occorre anticipare la riforma,detassare i salari,fare un grande piano di liberalizzazione anche nella rete di energia, con avanzamento rapido, lavorando anche nel mese di agosto, sui tagli ventilati e rimandati al 2013.
Stiamo andando a fondo, abbiamo tutti qualcosa da perdere. Rimandare a settembre non farà che aggravare la situazione.”
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Un punto nel discorso di Berlusconi mi ha fatto sobbalzare. Ha detto che gli emolumenti dei parlamentari saranno equiparati al trattamento medio in Europa! Ma se si sono appena consolidati i vitalizi e si sono appena votati aumenti di stipendio!?!? Ma che cosa ci va raccontando questo mentitore cronico?

Di Pietro:
“Lei ha detto che le famiglie italiane stanno meglio delle altre famiglie europee. Che gli italiani stanno meglio di tutti gli altri. Che il suo è il governo migliore che ci possiamo augurare. Che lei ha fatto bene tutto quello che fa. Caro, Silvio, ma lei ci fa o ci è? Fino a che punto pretende di prendere in giro gli italiani?
Lei vive in un altro paese, vive in un bunker, vive in un’altra storia. Leggo queste parole (sì, da un vero comunistaccio) dette ‘dopo’ il suo intervento: “E’ necessario avere una leadership più forte che dia credibilità al paese, serve una leadership diversa, il mondo non capisce cosa accade in Italia e questo ci danneggia moltissimo, c’è chi ha commesso correttezze e non è stato cacciato avviene dappertutto.” Sa chi lo ha detto? Lo ha detto Marchionne! Dice che lei è fuori luogo e fuori posto.
C’è una crisi mondiale, ma in Italia c’è una crisi nella crisi, il problema è lei che ha tolto credibilità al paese, è il suo governo che fa scappare gli investitori. Lei è un problema per il paese. E il fatto che non se ne accorga è ancora più grave. Questo Parlamento si dovrebbe disfare di lei, certo lei se li compra i parlamentari. L’ultimo sottosegretario che lei ha eletto ha detto: “Sono stato eletto sottosegretario ma non so a fare che cosa”. Se questa è la situazione, noi abbiamo una grave responsabilità. Dobbiamo dare in modo forte e chiaro una proposta responsabile. Ma cominci lei: si dimetta. Lei sta bloccando l’economia del paese. Sta facendo morire di fame una parte del paese.
Io sono dell’idea che quando un governo che è stato eletto non funziona più, è incapace politicamente di portare a fondo le sue responsabilità, deve dimettersi!
Non si può più andare avanti così! Metta in condizione il popolo italiano di scegliersi un nuovo governo. E possibilmente non con un sistema elettorale come questo, a servizio di pochi capipartito.
Ma che razza di governo siete, voi della Lega, che criticate il Governo e poi votate ogni cosa? Siete degli scalda poltrone peggio della Roma ladrona che contestate.
Noi da sabato cominciamo a raccogliere le firme contro il porcellum, ci libereremo di questa legge elettorale, ci libereremo di lei e ci libereremo di tutta la cricca che la sostiene!”

Quello di Berlusconi, dunque, è stato un discorso deludente, che sarebbe stato pessimo anche se fosse stato scritto per intenti elettorali, assolutamente controproducente se voleva convincere i mercati. Chiunque glielo abbia scritto ha fatto un cattivo lavoro.
Napoletano, direttore di Sole24ore, ha chiamato questo discorso: “Un’occasione persa!” E se lo dice Confindustria! In realtà è peggio di un’occasione persa, è una pietra tombale.
La Santanché ha avuto la faccia di dire che non ha sentito le controproposte di Di Pietro. Strano! Credevo fosse il giorno del grande discorso di Berlusconi, non quello di Di Pietro. Mi sono sbagliata?
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Tutto va bene signora la marchesa
Silvanetta

Allora: tutto va bene, siamo meglio degli altri Paesi, Germania, Usa, le banche sono solvibilissime, gli italiani hanno un sacco di soldini in banca, la crisi è mondiale, ma grazie al gravoso e incessante lavoro del governo gli italiani sono a cavallo.
Persino a Tremonti scappava da ridere.
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Dario
..meno male… e pensare che mi stavo a preoccupare tanto per niente…

Peter Moz

Discorso del Presidente del Consiglio alla Camera: ridicolo! Spostare il risanamento al 2014 quando lui non ci sarà più.
Ministro dell’Economia: ridicolo! Va interdetto da tutte le cariche pubbliche con sospensione di ogni trattamento pensionistico conseguito durante le sue nomine.
Un Ministro dell’Economia, che dichiara da 2 anni che il sistema italiano è solido e lo ripete adesso! Signor Ministro, come fa ad essere solido un soggetto indebitato per 2000 miliardi di Euro, dove ogni giorno diminuiscono le entrate ed è stata varata un finanziaria che non copre neanche gli interessi sul debito?
Presidente del Consiglio: ridicolo! Ha passato il 90% del suo tempo a studiare le strategie difensive con i suoi avvocati, per processi che sapeva in corso al tempo della sua candidatura.
Lei non doveva candidarsi perche non poteva dedicare la totalità del suo tempo al paese durante la crisi.
Il suo discorso attuale è ancora la solita sfilza di menzogne a cui solo sempre meno italiani ancora credono.
Secondo il suo discorso, l’Italia è il paese più in grado di superare la crisi, sono 20 anni che rifila balle colossali, ormai scoperte da tutti nel mondo.
Discorso supportato da numeri falsi, manipolati ad arte.
Signor Presidente del Consiglio, lei è un incompetente di economia; se non supportato da altre azioni lei al massimo poteva gestire un alimentari.
Lei ha portato uno stato all’abisso dal 1994 ad oggi, quelli dell’opposizione l’hanno lasciato fare per semplice convenienza ed ancora oggi sono muti per paura di vincere le elezioni e non sapere come salvare il paese.
L’opposizione la lascia al suo destino.
Io tra un anno lascio questo paese: il futuro in questo paese è stato ucciso da lei e dalle opposizione che lo hanno supportato.
Gli italiani si avvicinano con un drammatico conto alla rovescia alla parola FAME, in quel momento capiranno tutto in pochi secondi.
La saluto rispettosamente, lei ed i suoi solidi conti pubblici italiani.
Mi saluti rispettosamente anche il Presidente della Repubblica.

In queste settimane convulse di default, spread, bond e finanziarie di lacrime e sangue, ogni lungo giorno abbiamo aspettato invano un discorso alla Nazione di Berlusconi, che, essendo Presidente del Consiglio, non ha solo onori e scappatoie giudiziarie, ma anche oneri. Poi, finalmente, il discorso tanto atteso.
Ed è stata l’ennesima di ipocrita ottimismo, false rassicurazioni, inverosimili autoelogi e sogni irrealizzabili.
Il sollievo ci ammazzerà.

Persino ora
che la barca affonda
il premier pensa
solo al bunga bunga

Anche ieri sera processione di ragazze ad Arcore
Berlusconi provava il discorso?
O l’alternativa alla Terra Santa era un pellegrinaggio al Corpo Santo?
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Financial Times:
“Non è il momento migliore perché l’Italia siluri il suo Ministro dell’Economia. Ma, come Berlusconi stesso, mister Tremonti non è indispensabile”.
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Per le autorizzazioni a procedere contro Milanese (vice di Tremonti) 28 No e 538 Si’. Presto si silureranno tra loro.
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Il titolo di Feltri: “L’opposizione non sa che fare”
L’opposizione???
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Riusciremo anche noi a vedere Berlusconi in barella, come Mubarak, processato dal popolo italiano?
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Stefano Folli cita Brecht: “Se il comunismo non va bene per il popolo, bisogna cambiare il popolo”
Berlusconi similBrecht: ”Se i mercati non vanno bene per l’Italia, bisogna cambiare i mercati”.

Cimbro Mancino
Ma che cazzo poteva dire al Paese un delinquente pregiudicato che passa il suo tempo a organizzare orge e erezioni vulcaniche !
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Harry Haller
Il Nano è in trincea: indomito, tiene la postazione grazie al I° battaglione Mignotte d’assalto ed al II° reparto Leccaculo: indifferente alle cannonate dei mercati, spara raffiche di cazzate e conosciuti, ma sempre efficaci, discorsi a vanvera….

Ippolita segnala:
Scarface

Bisogna voler un gran bene davvero a questo paese per occuparsene ancora. Non dunque alla borghesia grassa e cinica, alla classe dirigente “più violenta d’Europa”, bensì al popolo minuto e laborioso. Malgrado tutto, ma proprio tutto, resiste ancora.
Non è questa una fase, al tramonto, inedita; nemmeno dal punto di vista dell’umorismo. Però surclassa le altre: nessun ex equo con il passato, primeggia solitaria sul podio della repubblica. La degradazione accelerata dell’ideologia della classe al potere ha aperto una crisi, soprattutto culturale, permanente, la cui esplosione alla luce del sole è trascritta nella cronaca oleosa e criminale di ogni giorno.
Il Presidente del Consiglio ieri al parlamento ha dimostrato realmente la sua cifra di statista, soprattutto quando ha citato la Salerno-Reggio Calabria. Sono ora, mentre scrivo, le sette del mattino. Oggi la borsa di Milano chiuderà negativa, con forti ribassi e il differenziale dei titoli di Stato supererà la soglia psicologica di 400 punti rispetto a quelli germanici. Il doppio rispetto solo a tre mesi fa. Si dirà: e chi se ne frega, bot non ne ho. Sì, d’accordo, ma gli interessi li paghiamo noi, con le tariffe e il taglio della spesa, con le tasse. Il popolo minuto, non le consorterie grasse.
Scrive oggi il buon sammaritano Eugenio Scalfari: «il bene dell’Italia sta tutto nei programmi del governo». No, il bene dell’Italia sta in chi lavora, spesso per quattro palanche, e paga, paga sempre le “manovre” e le strambate di ogni governo. Perché i governi sono in fondo tutti uguali, comitati diversi della medesima borghesia. Il male sta proprio in questi governi, in quelli di Amato, Prodi, D’Alema, Berlusconi-Bossi, quanto meno complici di mediocrità. Su questo punto, non ci sono smentite, si può solo dire che forse quello è stato meno sciagurato di quell’altro. Forse; gran consolazione per chi questa mattina è già in giro per il mondo a 700-900 euro al mese e sente parlare di “crescita” da gente milionaria che nello stesso momento sta scoreggiando tra le lenzuola di seta.
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DAI GIORNALI DI OGGI
Libero: “Berlusconi sfida i mercati”
“Tonino assume Marchionne per licenziare Berlusconi”

IFQ: “Dopo di lui il diluvio”

Il Riformista: “Disco rotto”
“Affondo di Marchionne”

Europa:” Un marziano a Roma. Ora la vendetta dei mercati?
“Che noia Silvio, meglio l’esordio di Angelino”

Il Giorno: “Berlusconi fa il pompiere: nessun allarme, economia e politica solide”
“Bordata di gag e risate da Di Pietro: “Berlusconi, ma ci fai o ci sei?”
“Razzo di Gheddafi vicino a nave militare italiana “Ci siamo scansati, è finito in acqua”

ASCA:” BOCCIA (PD), BERLUSCONI NON PUO’ DIRE CHE MERCATI NON CAPISCONO”
“GELMINI, DA BERLUSCONI SEGNALE DI FIDUCIA PER IL PAESE”
“BERLUSCONI, ITALIA MENO BRILLANTE PER EREDITA’ DEBITO”
“BERSANI, BERLUSCONI E’ SULLA LUNA. SPERO MONDO NON ABBIA SENTITO”
“CRISI: ROTONDI, BERLUSCONI NE COGLIE GLI ASPETTI PIU’ STRINGENTI”

ANSA: “Marchionne, ok Napolitano, serve leadeship forte”
Avvenire: “Italia solida, resistiamo”

La Padania:” Lega: governo più forte della crisi”

Panorama: “Frattini, Berlusconi scaccia fantasmi”

Leggo: “DI PIETRO A BERLUSCONI: “MA CI FA O CI e’?”
“BERSANI CRITICA IL PREMIER, PDL URLA: “CROZZA CROZZA!”

Il Financial Times
ha immediatamente sottolineato come la difesa politica
dell’operato di Governo non influenzi in nulla gli investitori.

The Economist
La tanto attesa manovra finanziaria di B la possibilità di nuove elezioni per l’inizio dell’anno prossimo. Tremonti ha scovato 50 MLD, tuttavia, dopo i risultati disastrosi raccolti dalla dx alle recenti amministrative e ai referendum, Bossi ha invocato un taglio delle tasse per recuperare la popolarità del governo, ormai in declino. I risparmi considerati da Tremonti non saranno disponibili presto. Soltanto 1 MLD e mezzo quest’anno; altri 5.5 l’anno prossimo e i restanti 40 tra il 2013 e il 2014.Questo ritardo renderà ancora più difficile a Tremonti il compito di rinsaldare i mercati attraverso una solidità di base. Moody potrebbe declassare il debito italiano. I cambiamenti immediati sono incredibilmente modesti: un aumento sul bollo per le auto di lusso; tagli di personale all’interno di un ente dedicato al commercio con l’estero/ICE e restrizioni sull’utilizzo degli aerei ufficiali. Solo un paio di misure si riferiscono alla lenta crescita italiana: sospensione delle tasse per giovani imprenditori e una promessa liberalizzazione degli orari delle attività commerciali nelle località turistiche. B è sotto processo in tre casi differenti, con un tasso di popolarità al di sotto del 30%
Brasile :La defenestrazione del “cavaliere” e l’apparizione della crisi fiscale e del debito. La lunga gestione del cavaliere sta arrivando al capolinea nel peggior momento per il Paese. L’alleanza di B con la Lega Nord, che esige sgravi fiscali, molto probabilmente non permetterà l’adozione di misure preventive che scoraggerebbero i mercati ad esercitare pressioni destabilizzanti sull’Italia.
Una probabile crisi fiscale in Italia metterà in una posizione gravissima non solo la stabilità di governo, ma anche la stessa unità del Paese, con il Nord che si rifiuta di continuare a dare appoggio al Sud “parassita”. Tale scenario non solo spingerà la razzista Lega Nord a rivendicare la secessione, ma avrà come ulteriore conseguenza ricomposizioni e smembramenti dell’intero spettro politico italiano.
L’unificazione italiana, vecchia di più di un secolo e mezzo, è un esempio caratteristico di come l’unificazione monetaria ed economica, insieme all’unificazione politica di una regione specifica, invece di sfociare nell’eliminazione delle disuguaglianze nei territori lontani dal centro, possano aumentarle e portarle a un punto di massima esasperazione.
Assomiglia a Italia e Spagna anche il Belgio, uno Stato senza governo da più di un anno, entrato da novembre scorso nella lista dei paesi della Zona Euro che rischiano un effetto domino di destabilizzazione. In Italia non è solo B ad essere in crisi, ma la stessa Seconda Repubblica nata dalle ceneri della Prima, all’inizio degli anni ‘90, e dopo la decadenza della Democrazia Cristiana.

The Economist
L’UOMO CHE HA FREGATO UN’INTERA NAZIONE

B ha di che sorridere. A 74 anni ha creato un impero mediatico che lo ha reso l’uomo più ricco d’Italia. Domina la scena politica italiana dal 1994, è il Premier più longevo dopo Mussolini ed è sopravvissuto a innumerevoli profezie di fine imminente. Eppure, nonostante i successi personali, come leader del Paese è stato un disastro, per 3 motivi.
Il 1° riguarda lo scandalo della saga dei “bunga bunga”, uno dei quali ha prodotto il poco edificante spettacolo di un PresdelCons messo sotto processo a Milano con accuse che parlano di sesso a pagamento con una minorenne: il ‘Rubygate’ mette in cattiva luce non solo Berlusconi ma anche il resto del Paese. Per quanto vergognoso, lo scandalo a sfondo sessuale ha influito poco sull’attività del Berlusconi-uomo politico, ecco perché l’Economist l’ha ampiamente ignorato. Abbiamo però più volte alzato la voce riguardo al secondo dei suoi fallimenti: i suoi bluff finanziari.
In questi anni è stato processato più di una decina di volte, per frode, per falso in bilancio e per corruzione. Chi lo difende sostiene che non è stato mai condannato, cosa per altro non vera: alcuni casi sono arrivati a condanna, salvo poi essere prescritti per decorrenza dei termini; è successo almeno un paio di volte, visto che B stesso ha fatto cambiare la legge. E questo è il motivo per cui nel 2001 questo giornale ha sostenuto che ‘B è inadatto a governare l’Italia’. E non vediamo il motivo di cambiare quel verdetto.
Ma ora è chiaro che né la storia dei suoi loschi affari sessuali né quella dei suoi dubbi affari finanziari sarebbero la ragione principale per cui gli italiani dovrebbero ricordare B come un disastro, anzi peggio, come una vero e proprio fallimento. Peggiore di tutti è il 3° difetto: la sua assoluta indifferenza nei confronti della condizione economica del Paese. Forse perché distratto dai problemi con la giustizia, in 9 anni da presidente del Consiglio non ha saputo riconoscere né rimediare alla grave debolezza economica dell’Italia. E’ per questo che lascerà dietro di sé un Paese in pessime acque.
Grazie ai rigidi provvedimenti fiscali di Tremonti, fino ad oggi l’Italia ha scampato l’ira dei mercati. L’Italia ha evitato la bolla immobiliare; le banche italiane non sono fallite, la disoccupazione si è fermata al 8% contro il 20% della Spagna; nel 2011 il deficit di budget sarà pari al 4% del PIL, contro il 6% della Francia. Eppure, queste cifre rassicuranti possono trarre in inganno: la malattia economica dell’Italia non è in fase acuta, ma un male cronico che consuma la sua vitalità. Perché quando le economie europee si contraggono, quella italiana si contrae di più; quando crescono, quella italiana cresce meno.
Solo lo Zimbabwe e Haiti hanno avuto un crescita minore del PIL nell’ultimo decennio. Il PIL pro-capite italiano è infatti crollato e la mancata crescita significa che, nonostante Tremonti, il debito pubblico ammonta ancora al 120% del PIL, il 3° più grande tra i Paesi avanzati, cosa che genera ulteriori preoccupazioni, se si tiene in considerazione il rapido invecchiamento della popolazione italiana.
Il basso tasso medio di disoccupazione nasconde pesanti variabili. Un quarto dei giovani, molti di più in alcune zone depresse del meridione, è senza lavoro; la partecipazione femminile alla forza lavoro è del 46%, la più bassa dell’Europa occidentale. Una combinazione di scarsa produttività e alti stipendi sta erodendo la competitività: laddove nei primi 10 anni del 2000 la competitività è cresciuta di 1/5 in America e di 1/10 in Gran Bretagna, in Italia è calata del 5%. Per la Banca Mondiale l’Italia occupa l’80°posto, dopo Bielorussia e Mongolia, e il 48° nella classifica del World Economic Forum, dietro all’Indonesia e alle Barbados.
Draghi ha insistito sull’economia, che necessita disperatamente di importanti riforme strutturali; ha sottolineato la produttività stagnante e attaccato le politiche del governo che “non incoraggiano, anzi, talvolta ostacolano, lo sviluppo”, intendendo con ciò la lentezza della giustizia civile, le scadenti università, la mancanza di concorrenzialità tra pubblico e privato, la doppia realtà del mercato del lavoro, che vede da una parte lavoratori molto garantiti e dall’altra altri molto a rischio, e troppo poche grandi imprese. Le infrastrutture sono in sofferenza; i servizi stiracchiati; le questioni ambientali trascurate; il reddito medio stagnante. I giovani più ambiziosi se ne vanno e lasciano il Paese nelle mani di un’élite anziana e insensibile. Pochi europei disprezzano i politici come fanno gli italiani.
La prima volta che l’Economist ha accusato B, molti uomini d’affari italiani risposero che solo la sua intraprendenza mascalzonesca avrebbe potuto dare una sferzata di modernità all’economia. Adesso non lo dice più nessuno; dicono solo che non è colpa di B, ma del Paese che non è riformabile.
La crisi dell’euro sta costringendo Grecia, Portogallo e Spagna a enormi riforme, nonostante forti movimenti di protesta. La cosa sarà dolorosa. Un’Italia stagnante e senza riforme, con il debito pubblico al 120% del PIL, potrebbe scoprire di essere il cavallo zoppo dell’euro. Di chi la colpa? Di B, che, ci potreste scommettere, continuerebbe a sorridere.
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La fine di un paese che si credeva importante, governato da un insipiente megalomane
Claudio Martinotti Doria

Era ampiamente prevedibile che Berlusconi parlando in Parlamento avrebbe fatto ulteriori danni al paese. E’ da quando è sceso in politica per curare i suoi interessi che ho sempre affermato che avrebbe danneggiato il paese fino a portarlo alla distruzione, e non poteva che finire nel peggiore dei modi, non essendo possibile che avvengano miracoli psicologici e culturali in un individuo megalomane e soggetto a delirio di onnipotenza, privo quindi della seppur minima traccia di umiltà, condizione indispensabile perché possa esserci una qualsiasi reazione di redenzione, riscatto o recupero di responsabilità e sensatezza. Essendo incolto, debosciato ed insipiente, circondato da cortigiani paraculi, non potevano che partorire un pessimo discorso, inadeguato e stantio, per l’ennesima volta autoreferenziale ed autocelebrativo, che ha fatto definitivamente crollare la fiducia residua nel paese e soprattutto nei loro governanti. Quindi l’Italia è ormai pronta per fare la fine della Grecia. Se gli italiani avessero ancora un briciolo di dignità e coraggio, dovrebbero prendere Berlusconi ed i suoi cortigiani a calci in culo fino a rendergli i glutei poltiglia, che manco la chirurgia plastica cui si sottopone regolarmente potrebbe riplasmare. Lui se ne andrà in qualche sua villa all’estero e gli italiani rimarranno a condurre una vita di stenti causata dalla sua incompetenza e disonestà. Chi lo ha votato, anche ripetutamente, è responsabile di questo stato di cose, e potrà ringraziare anche la sua stoltezza.

Ezio Mauro
Siamo noi nell’occhio del ciclone, perché portiamo nella crisi mondiale il fardello del nostro debito pubblico, il ritardo nelle riforme, la paralisi del governo e la polverizzazione della leadership. Dunque l’inconsistenza totale della politica che non sa governare, non sa rinnovarsi, è incapace di parlare al Paese e ai mercati.

La politica è l’unica leva che può contrastare la crisi, senza politica le democrazie vanno a fondo. Noi abbiamo dato da tempo un giudizio molto negativo su B e sul suo governo, che è purtroppo confermato dai fatti. Ma oggi il problema non è più politico. Il problema è la salvezza dell’Italia. Lo ripete ogni giorno Napolitano, lo hanno capito Bersani, Casini e le parti sociali. Serve uno sforzo straordinario e congiunto per anticipare ad oggi i sacrifici previsti per il 2012, per varare un piano di riforme straordinario, per dimezzare i parlamentari, per cambiare la legge elettorale, per aggredire i costi della politica.
B avrebbe dovuto mettere tecnicamente il suo governo al servizio del Parlamento per questa operazione straordinaria. Ma il premier è ormai una miscela esplosiva di ideologia e di impotenza, spaventa i mercati e sa proporre solo volgarità istituzionali, come l’invito incredibile a investire nelle sue aziende. Deve prendere atto, col suo partito, che non ha più il consenso, che non riesce a governare e soprattutto che danneggia il Paese. Si faccia da parte, consentendo al Parlamento e al Quirinale di organizzare un governo di salvezza nazionale. Prima che sia troppo tardi e nell’esclusivo interesse dell’Italia.

Riassumendo!
Paolo De Gregorio

B. scopre che siamo in crisi, dopo averlo negato per anni, e confessa in Parlamento il suo osceno conflitto di interessi parlando delle sue aziende quotate in Borsa. Ma la distinzione che non fa (perché non gli conviene) è tra una crisi normale, ciclica, che prevede una ripresa dell’economia, e una crisi di sistema, strutturale, che è quella che ci attanaglia, in cui più fattori economici si sommano e portano verso la bancarotta (situazione in cui siamo virtualmente).
Il più pesante di questi fattori è il tasso di interesse che lo Stato paga ai sottoscrittori di Buoni del Tesoro, ora attorno al 6%, che è insostenibile, in quanto fa aumentare il volume del debito pubblico arrivato alla stratosferica cifra di 1.900 miliardi di euro, fattore che ci espone senza difese ad ondate speculative o vendite di privati e banche che il nostro Tesoro non è in grado di onorare.
L’altro fattore decisivo è che la nostra economia non tira più, non cresce, non per poca produttività, ma semplicemente perché la globalizzazione ci ha rubato dei mercati, altre economie crescono e alcuni segmenti di mercato li abbiamo perduti per sempre. Quindi la fantomatica CRESCITA che tutti invocano, semplicemente non è possibile e non ci sarà e non è per quella via che si può uscire dalla crisi. Un esempio che può valere per tutti è la crisi della Fincantieri, che non ha più commesse per costruire navi in quanto gli acquirenti internazionali ora le comprano da Cina e Corea del Sud, dove costano di meno e le consegnano prima.
Se continueremo a restare nella globalizzazione, dunque nella WTO, nel FMI, nelle maglie dell’Europa, nelle alleanze militari atlantiche, nelle assurde spese per gli interventi militari all’estero, il nostro declino è segnato, e suonano enormemente ridicole le parole ad altissimo livello che dicono che il nostro prestigio internazionale ci obbliga a questi comportamenti, ma non si dice che il prestigio non si mangia e che siamo senza futuro.
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Berlusconi: “Sono anch’io in trincea”
.. e Di Pietro scava.

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TASSARE IL FUMO, UNA PROPOSTA NEMMENO DISCUSSA
Viviana Vivarelli

Ottima la proposta di Bossi di aumentare di 2 euro il prezzo di ogni pacchetto di sigarette, alleggerendo i tagli alla Sanità.
Visto i fumatori sono 12 milioni e in media fumano 14 sigarette al giorno, già con 50 cents avremmo un miliardo e mezzo. (Ma si potrebbe tassare di più anche SUV, Yacht, orologi di lusso abiti firmati).
Quello che Bossi non considera è l’aumento corrispondente di mercato nero. ,
Capisco che tassare i poveri che sono molti e non i ricchi che sono pochi riempie le casse dello Stato, ma se i consumi dei ricchi che sono pochi non variano,mentre crollano i consumi dei poveri che sono molti, crolla tutta l’economia.

“I veri temi sui quali aspettavamo Berlusconi erano tre: il debito, la crescita e la fiducia dei mercati. Il presidente del Consiglio li ha elusi tutti. (Eugenio Scalfari)
Però Berlusconi è un gran comico:
“Il Paese è solido
Il sistema politico è solido
I risparmi delle famiglie sono solidi
(e pure il mio culo flaccido è solido)
L’opposizione è deludente
Resto il miglior governo degli ultimi 150 anni
I mercati ci hanno fraintesi
E comunque i governi non li fanno i mercati
Daremo i fondi Fas al Sud (o quel che resta dopo le razzie di Tremonti)
Io capisco bene i mercati perché ho tre aziende in Borsa
Riallineerò gli stipendi dei parlamentari alle medie europee
Completeremo la Salerno- Reggio Calabria
E se si vuol fare una forte manovra economica la si fa in tre giorni”
..
Sulla Salerno-Reggio Calabria Paolo Sylos Labirni disse: “Se sento ancora parlare di quella autostrada, metto mano alla pistola”. Lo disse 30 anni fa.
La Russa lo segue a ruota sulla via del comico:
“Missili libici sfiorano una nave italiana ma non eravamo noi il bersaglio”. No, erano i tonni siciliani! Allora, Gheddafi si premura di dirgli che era proprio l’obiettivo. Replica. “E’ solo propaganda”.

Mario Sechi l’orbo, direttore Il tempo, è stato molto contento del discorso: “Berlusconi ha detto esattamente quello che doveva dire. Poveretto, mettetevi voi nei suoi panni e tenete conto della situazione finanziaria che ha ereditato”. Il gran titolo de Il Tempo è stato: “Casini scarica il Pd”. Non c’è che dire: i comici non finiscono mai!
..
ELLEKAPPA:
“Berlusconi ha rassicurato i mercati. Tutta colpa vostra, gli ha detto

RACCOLTA DI FIRME CONTRO IL PORCELLUM
Viviana Vivarelli

Il bipolarismo piace troppo al Pdl perché dà un potere esagerato al Presidente del Consiglio, ma piace anche a chi nel Pd pensa di prenderne il posto, così il porcellum prende consensi anche nel csx, proprio perché toglie potere agli elettori e aumenta a dismisura il potere di 5 capipartito. Perciò è inutile sperare in una revisione del sistema elettorale da parte di questo Parlamento. Ma gli elettori schifano il porcellum, perché ha distrutto le preferenze calpestando la sovranità popolare e perché regala un potere esagerato alla coalizione che ha anche solo un voto più dell’altra, dando un potere smisurato a un partito che non gode affatto del voto della maggioranza popolare. Con questo sistema non si diminuisce ma si aumenta la proliferazione dei partitini e si dà a partiti minori un potere di ricatto su quelli maggiori. Non possiamo sperare che le cose cambino con questo Parlamento, possiamo solo affossare la maledetta legge della Lega con un referendum che scavalchi i partiti, ma la raccolta di firme di Fini si è arenata o per inerzia o per scarsa organizzazione, mentre Di Pietro ha già portato un referendum alla vittoria e si è dimostrato un accanito combattente. Il Pd, come al solito, fa da ostacolo e boicotta Di Pietro presentando il referendum parziale di Parisi più altre 5 o 6 proposte frammentarie. Abbiamo già visto che Bersani solo a cose fatte, si accoda, ma prima è solo di impaccio. Eppure le feste estive dell’Unità sarebbero un ottimo posto per raccogliere le firme e mandare a casa la pessima legge leghista. Di Pietro vuole abolire anche le Province e anche qui abbiamo visto come pende il Pd.
O il Pd dà una mano a Di Pietro o crolla tutto.
NATANGELO
200 politici in pellegrinaggio in Terra Santa certamente illuminati da qualche apparizione di San Vittore.
Cicchitto: “Questi parlamentari fanno un pellegrinaggio. Per rispetto verso di loro, abbiamo dunque ritenuto di iniziare le sedute dell’Aula una settimana dopo.”
E per rispetto verso gli Italiani?

I VITALIZI CE LI TENIAMO
vv

Il mondo intero si scandalizza perché i politici italiani sono così restii ad abbandonare i loro privilegi. Nemmeno in una situazione di grave pericolo per la Nazione, costoro cedono una briciola di quello che rubano.
La proposta di Di Pietro di tagliare i vitalizi è stata respinta all’unanimità, perché, come ha detto fini:”Il mestiere di parlamentare non è come quello di qualsiasi impiegato dello Stato, ma è una funzione più complessa e impegnativa di rappresentanza della sovranità che appartiene al popolo”.
Detta così, sembra che tagliare i vitalizi sia attentare al popolo.
“Funzione complessa e impegnativa di rappresentanza della sovranità popolare”!?! Ma di quale paese parla?

8 AGOSTO. STRAGE DI BOLOGNA

La poesia di Roberto Roversi per il 31° anniversario della strage, letta dal palco dall’undicenne Farhana e dal quattordicenne Marco. Gli 85 ragazzi di Marzabotto rispondono gridando: “Mai più;, 7 strofe, una per ogni bambino morto 31 anni fa.

I treni partivano
i treni arrivavano
“al mare” dicevano i treni
“alla montagna” dicevano i treni.
I treni ridevano
cantavano
erano felici i treni.
(Mai più! Mai più! Mai più!)

Il cielo era con nuvole azzurre
all’improvviso
il cielo è diventato nero
il cielo è diventato fuoco
il treno non è più partito
il treno non è più arrivato
il treno si è fermato (è in ginocchio per terra).
(Mai più! Mai più! Mai più!)

A un tratto il cielo
il cielo è diventato di fuoco
i bambini piangevano
le mamme gridavano
stesi per terra in silenzio
uomini donne bambine
mentre il sangue cadeva dal cielo.
(Mai più! Mai più! Mai più!)

Le nubi non erano più bianche
erano rosse di sangue
erano nere di fumo.
Poi il tempo è passato
i morti sono ancora con noi
con noi in partenza col treno
al mare in montagna.
(Mai più! Mai più! Mai più!)

Ascolto
ascolto
ascolto
Quello che vola lassù:
ci porta in vacanza
al mare o in montagna
fra le nuvole bianche
(Mai più! Mai più! Mai più!)

Ascoltate guardate
guardate la grande nave
passare
le onde
le onde calde del mare
nuotare
andiamo al mare.
(Mai più! Mai più! Mai più!)

Ascoltate
ascoltate
guardate
il treno
che arriva a Bologna
noi nella stazione aspettare
allegri per correre al mare.
(Mai più! Mai più! Mai più!)


“I bambini della scuola di Marzabotto liberano 85 palloncini bianchi in cielo, 85 come le vittime dell’attentato, li seguono con sguardi apprensivi quasi fossero davvero un po’ vivi” (Ferruccio Sansa)
..
60 membri del Governo più inutile della storia di questo paese e non uno che abbia destinato due ore per ricordare 85 vittime del terrorismo nero, dal Governo non è arrivato neanche un comunicato.
Berlusconi! Non solo ti maledicono i vivi, ma anche i morti!!
.
Berlusconi il 9 maggio aveva detto che si sarebbero aperti gli armadi della vergogna, quelli del segreto di Stato, ma i morti di Bologna e quelli di tutte le stragi italiano sono stati dimenticati.

”Di quel periodo ricordo chiaramente le urla di mia madre al telefono, è la cosa che mi è rimasta più impressa. Era da poco passata l’ora di pranzo e ho telefonato a mia madre per dirgli che il viaggio in treno era andato bene, eravamo partiti alle 10:10 dalla stazione di Bologna, la nostra meta era stata raggiunta, a Rimini, ignari di tutto. Non mi ha lasciato nemmeno parlare, urlava di pianto perché temeva che anch’io e i miei amici potevamo essere tra le vittime. Non capivo, lei mi spiegava singhiozzando e nello stesso tempo si sentiva che era sollevata dal fatto che io ero li, al telefono, e non sotto le macerie, sentivo le voci delle madri dei miei amici attraverso la cornetta del telefono, che ci passavamo di mano in mano in seguito ai nomi che ogni madre chiamava al ricevitore. Non capivo bene, non capivamo. 20 giorni dopo al rientro dalle vacanze capii del tutto cosa era successo, capii cosa era rimasto di quella giornata, di quel mattino che ha sporcato di nero le pagine della nostra storia, per sempre. Era il 2 agosto 1980”
Moreno Corelli
..
LA STRAGE DI BOLOGNA, 31 ANNI DI BUGIE
Loris Mazzetti

“Innumerevoli sono stati, negli anni, i tentativi di revisionismo. Dell’efferato delitto si conoscono i nomi di chi ha messo materialmente la bomba: i criminali neri Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. Non si conoscono, invece, i nomi dei mandanti, di chi ha depistato, né si conosce il vero ruolo della P2 di Licio Gelli (condannato a 10 anni per calunnie aggravate da terrorismo per aver tentato di depistare le indagini).
Quello che i cittadini chiedono è semplicemente la verità, eliminando segreti e reticenze.
Per far questo sarebbe sufficiente applicare la legge 124 del 2007 (voluta dal governo Prodi e bloccata da Berlusconi), che farebbe decadere dopo 15 anni (salvo fatti riguardanti la sicurezza nazionale), il segreto di Stato.
Ci chiediamo quali e quanti siano i segreti contenuti nei vari armadi sulle tanti stragi: da Portella della Ginestra nel 1947 a quella di via Palestro a Milano nel 1993.
Può un governo che ha come capo un piduista (tessera n. 1816), che sulla P2 è stato condannato per falsa testimonianza (reato amnistiato), il cui partito di maggioranza ha un capogruppo, Fabrizio Cicchitto (tessera n. 2232), rendere pubblica la verità nascosta su tutte le stragi e gli omicidi di Stato?
Di fronte a questa indecenza l’unica reazione possibile è quella di Bolognesi: “La nostra vendetta è la memoria”.
..
Ma voi lo sapete che non è mai diventata esecutiva la legge 206 che fissa il risarcimento alle vittime e ai famigliari che hanno subìto atti di terrorismo e di stragi, e che doveva riconoscere di invalidità ai feriti gravi?

IL SEGRETO DI STATO

Prodi non aveva nulla da temere dalla caduta del segreto di Stato che ha coperto per proterva volontà della destra le stragi italiane e fece due leggi a difesa dei cittadini e per rispetto alle vittime

Legge 206/2004 che prevede un risarcimento alle vittime ed ai familiari che hanno subito atti di terrorismo e di stragi ed una pensione di invalidità ai feriti gravi.

Legge 124/2007 che fa decadere dopo 15 anni il segreto di Stato.

Appena Berlusconi fu eletto, i rappresentanti delle famiglie delle vittime andarono da lui a chiedergli che si facesse luce sulla strage e si rendessero esecutive le sue leggi di Prodi e il Governo assicurò che ciò sarebbe stato fatto.
Ma sono passati 31 anni e Berlusconi ha tradito le sue promesse, anzi, per il 2° anno consecutivo offende le famiglie delle vittime non mandando alcun rappresentante del Governo.
“Solo il governo del piduista Silvio Berlusconi, tessera P2 n. 1816, per il secondo anno consecutivo, non ha partecipato con un proprio membro alla cerimonia del ricordo facendosi rappresentare solamente dal Prefetto della città. Né il presidente del Consiglio, avvezzo a partecipare alle feste di compleanno di qualche minorenne, né il ministro degli Interni, né nessun altro ministro e nemmeno un sottosegretario hanno ritenuto loro dovere essere oggi a Bologna insieme ai familiari delle vittime ed ai comuni cittadini che hanno partecipato alla cerimonia del ricordo di quella atroce strage criminale della quale si conosce solamente la verità giudiziaria che ha attribuito precise responsabilità per quanto attiene gli esecutori materiali ma non è riuscita a fare emergere quelle più importanti, le responsabilità dei mandanti “politici” di quella come di tutte le altre stragi di Stato. Perché? Quanti e quali segreti avvolgono la strage di Bologna e tutte le altre stragi definite “Stragi di Stato”? Perché Prodi non temeva ed, invece, Berlusconi teme che i cittadini italiani conoscano la verità sulle trame che hanno determinato le stragi che hanno insanguinato l’Italia? E’ una domanda che dovrebbero rivolgergli, per primi, i suoi elettori ed i membri eletti del suo partito burletta, i suoi scodinzolanti galoppini pronti a votare qualsiasi norma per vergognosa che sia; la stessa domanda dovrebbero rivolgere al capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, tessera P2 2232, ricordando che il loro venerabile maestro Licio Gelli fu condannato a 10 anni di galera per calunnie aggravate da finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage di Bologna. Il capo della P2 subì una condanna perché tentava di depistare ed i suoi discepoli continuano a mantenere su quei fatti il segreto di Stato. Ci sarà una connessione? Noi possiamo solo sospettarlo e la magistratura non è riuscita ad accertarlo solamente perché la nostra, evidentemente, non è una vera democrazia compiuta. E’ una democrazia solo formale, una democrazia malata!”
http://cordialdo.wordpress.com/2011/08/02/strage-di-bologna-il-governo-insulta-la-memoria-delle-vittime/

Spesso mi sono chiesta come può un cittadino italiano votare uno come Berlusconi.
La risposta può essere una sola: deve essere molto ignorante dei misfatti italiani, o molto disonesto o molto stupido.
Ma la domanda non cambia per quelli che, votando Lega, lo sostengono da 18 anni e senza i quali Berlusconi sarebbe caduto da un pezzo. Ieri la Lega ha votato per salvare dai processi uno come Verdini. Ieri l’altro ha votato per salvare uno compromesso con la camorra come Cosentino. Prim’ancora aveva votato per far rientrare con lo scudo fiscale i capitali sporchi della mafia. Domani voterà per il processo lungo che affosserà tutti i processi italiani. E prim’ancora aveva votato senza battere ciglio per il processo breve che stroncava i processi prima della sentenza.
E’ riuscita a dire col suo voto persino che credeva che per B Rubi fosse la nipote di Mubarak. E ha votato ogni sorta di legge contro la difesa del territorio o i diritti dei cittadini o i poteri degli enti locali. Ha votato ogni sorta di opera inutile come il ponte di Messina o la Tav di Val di Susa che costa tre volte il Ponte di Messina e non serve a niente. Ha votato contro l’abolizione delle Province e ha cercato di sabotare i referendum rimandandoli a giugno buttando via così 400 milioni di euro e offendendo i cittadini.
Fino a che punto, mi chiedo, perseguire uno scopo come il federalismo può giustificare 18 anni di resa incondizionata all’orrore?

Verdini salvato da 23 deputati , niente intercettazioni per lui. Quando il fuoco si avvicina a Berlusconi tutti uniti a difendersi. 301 a 278.
Dice il politico x: “Il momento è tragico. La fine è vicina. Tutta l’Europa, tutto il mondo, ci guarda. Riuniamo tutti i parlamentari, uniamo tutte le nostre forze e prendiamo provvedimenti di salvezza per il paese, prima che sia troppo tardi!”
Ma riuniamo chi? se ieri in Parlamento erano presenti in undici???!!!
..
ANDIAM ANDIAM
Viviana Vivarelli

Berlusconi ha fatto il suo insulso discorso, e poi via! Fuga generale dei compagni di merende fino a settembre.
Siamo in piena crisi e col rischio di fallimento e Governo vanno in ferie per un mese!? Mi domando quale altro paese europeo è così vacanziero! E in altri anni B si prendeva pure il mese di settembre per farsi il lifting!
Questa gente non fa nulla tutto l’anno, si scoccia anche a fare qualche ora di presenza per leggi importantissime e va bene se compare 4 ore la settimana, ma non tutte le settimane, è strapagata, ha vitalizi anche per pochi giorni di legislatura, benefit, pensioni d’oro, doppie o triple cariche e un tappeto rosso in caso di inchiesta giudiziaria, e si permette pure di fare un mese e mezzo di vacanza?!?
Immagino con quanta ilarità sia stata accolta la proposta di Calderoli di un campus estivo per discutere dello sviluppo del paese!
E di ferie, questi stramaledetti, ne volevano fare un mese e mezzo, con la giustificazione aberrante di Cicchitto che all’inizio di settembre un centinaio di deputati di tutti i Gruppi vanno a un pellegrinaggio in Terrasanta. Servirà una benedizione, visto il momento non proprio facile del Paese o cercheranno una assoluzione ai loro peccati? Questi pellegrinaggi iniziano dal 2008, promossi dal cappellano di Montecitorio Monsignor Fisichella e ogni anno questa scampagnata (ma la paghiamo noi?) registra una partecipazione crescente di tanti pii uomini di fede, ora i ‘pellegrini’ sono 200.
Non si capisce perché non possano partire il 4 di agosto, o perché il viaggio debba essere fatto in settembre, o come mai debba allungare le vacanze del Parlamento e non occuparle. Si immagina, che, abitando costoro a Roma vadano in Terrasanta, ma, se avessero abitato in Terrasanta, avrebbero richiesto una benedizione speciale del Papa a Roma.

Vento Rosso segnala:
I TAGLI DI OBAMA

E’chiaro che Barack Hussein Obama sembra essere sotto schiaffo dei repubblicani. Per questo parvenu, programmato nelle università americane e ancora meravigliato della polvere di autorità di cui è stato ricoperto, è veramente impossibile uscire dall’apparenza del pensiero unico e dal fallimento delle mediocri e inette “decisioni” che crede di prendere. I tagli alla spesa sociale peseranno per i prossimi dieci anni e includono il Pell Grants per gli studenti universitari, i buoni pasto, trasporti e altre misure di sostegno, nonché le pensioni dei dipendenti del governo federale.
Quindi Medicaid, l’assistenza sanitaria per i poveri e i disabili, praticamente tutto ciò che resta della struttura sociale di assistenza fondata nel periodo del New Deal e ampliata negli anni Sessanta.
L’amministrazione Obama ha accettato di tagliare fino a 100 miliardi dollari da Medicaid per i prossimi 10 anni, compreso il Children’s Health Insurance Program.
353 miliardi dollari in 10 anni di tagli anche per Medicare, l’altro programma di assistenza sanitaria per gli anziani della classe media che i repubblicani cercano di ridurre solo a favore dei più poveri. Si punta anche ad alzare l’età per averne diritto, da 65 a 67 anni. Tutto questo è solo l’inizio e serve all’aristocrazia del denaro, che non vuole pagare tasse, a devastare gli standard di vita di milioni di persone tra le più vulnerabili della società americana.
NEL CORSO DEGLI ULTIMI 30 ANNI, LA CLASSE DIRIGENTE DEGLI STATI UNITI, HA ATTUATO IL PIU’ GRANDE TRASFERIMENTO DI RICCHEZZA DELLA STORIA MODERNA, DAL BASSO VERSO L’ALTO, CON I RICCHI CHE HANNO TRIPLICATO, LA LORO QUOTA DI REDDITO NAZIONALE.
È quello che da tempo, con gradualità ma inesorabilmente, sta accadendo in Europa e non solo, è quello che accade in Italia e Portogallo, dove si vogliono “sorprendere” gli investitori, cioè gli speculatori di ogni risma.
Ai governi attuali la grande borghesia ha affidato il compito di sorvegliare la corretta esecuzione degli ordini e, come scrive Le Monde diplomatique, “per ricevere gli eventuali sputi del loro popolo”.
È un chiaro esempio del fallimento del riformismo, la conferma che in un sistema sociale diviso in classi, estinto lo spauracchio del “socialismo reale”, il proletariato non sarà mai abbastanza povero per impietosire la classe dominante.

http://diciottobrumaio.blogspot.com/2011/07/tagliare-lassistenza-ai-bambini.html
..
DEBITO USA: there was the way
Beppe Grillo

Il default quando arriva, arriva. E poi? Cosa succederà? Immaginiamo tre scenari: “default morbido”, “quasi morbido”, “praticamente in mutande”. Il default morbido prevede un prelievo dai conti correnti (stile Amato), un aumento generalizzato delle imposte indirette, la reintroduzione dell’ICI, l’innalzamento dell’età pensionistica, il blocco di ogni turn over delle assunzioni nella pubblica amministrazione, aumento delle tasse locali, dei trasporti, dell’acqua, dell’elettricità e del gas. Il default morbido è però improbabile con un debito pubblico maggiore di 1.900 miliardi e le banche che non valgono un soldo bucato con in pancia 220 miliardi di titoli di Stato, 85 miliardi di sofferenze e un immenso patrimonio immobiliare che prima o poi andrà svalutato. Per piazzare sul mercato i nostri titoli Tremorti deve riconoscere sempre maggiori interessi. Nel 2011 ne dovremo pagare tra gli 80 e i 90 miliardi. Forse aumentare gli interessi non basta più. L’asta pubblica dei titoli di Stato di metà agosto è stata annullata per il timore che andasse deserta.
Vediamo ora le conseguenze del default quasi morbido. Patrimoniale secca su beni mobili e immobili, eliminazione delle Province e accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti (misure queste meritorie), innalzamento della tassazione diretta, a iniziare dall’Irpef, aumento dei costi della Sanità, raddoppio tassazione delle rendite sui patrimoni finanziari, eliminazione agevolazioni fiscali alle regioni e province autonome, introduzione del “giusto contributo” del 5% per ogni reddito uguale o superiore ai 30.000 euro. Ovviamente a queste misure vanno aggiunte quelle del default morbido. In Italia ci sono 19 milioni di pensionati e circa 4 milioni di dipendenti pubblici che, tutti i 27 del mese, devono ricevere la pensione o lo stipendio. I disoccupati sono milioni e centinaia di migliaia le aziende che hanno chiuso. Meno gettito fiscale a parità di costi, finora coperto dal debito, dalla vendita di Bot e Btp, porta al collasso. La coperta dei titoli è diventata corta.
Passiamo quindi allo scenario praticamente in mutande. Blocco del rimborso dei titoli di Stato a scadenza per i cittadini italiani, fallimento di alcune banche, taglio degli stipendi nella Pubblica Amministrazione e delle pensioni del 20/30%, blocco temporaneo di accesso ai propri conti correnti con un prelievo massimo giornaliero di 100/200 euro, sospensione delle carte di credito, privatizzazioni delle quote Eni, Enel e di qualunque bene dello Stato che abbia un mercato. Misure che vanno aggiunte quelle di default morbido e quasi morbido. In ogni caso ci sarà un periodo di recessione e di crollo dei consumi, aumenterà la disoccupazione e le spinte secessionistiche, a Sud come a Nord. “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente”( Mao Tse-Tung)

In America il potere stabilisce per legge il tetto del proprio deficit; quando lo raggiunge, lo alza. In Italia il potere fa lo stesso col tetto della propria corruzione.

Vento rosso segnala
SULL’ ITALIA

Dove trovi un paese i cui abitanti paghino ancora 40 milioni di euro l’anno per la guerra d’Etiopia del 1936? E 3,5 miliardi l’anno per due terremoti rispettivamente del 1976 e 1980? Per non dire dei 4 miliardi l’anno per un “intervento umanitario” di 29 anni or sono. Dove si aprono inchieste, per esempio sui sistemi di misurazione del gas, con il rinvio a giudizio di 34 persone (luglio 2009), e finora non se ne sa più nulla. Così come non si è saputo più nulla sulla presunta (bisogna sempre scrivere così) evasione di proporzioni gigantesche delle imposte sulla vendita del gas naturale, pari a quasi un miliardo e 700 milioni di euro, che vede coinvolta l’Eni, che, secondo la Procura della Repubblica di Milano, non avrebbe dichiarato tra il 2003 e il 2008 di aver immesso nella rete di distribuzione qualcosa come 10 miliardi di metri cubi di gas che contabilmente sono come svaniti nel nulla.
È lo stesso paese dove “l’8% delle imprese agricole gestisce il 63% dei terreni coltivabili”, dove meno del 10% possiede il 47% della ricchezza nazionale ma solo lo 0,9% dichiara un reddito da benestante. I redditi non dichiarati dagli italiani nel 2010 sono pari a 49,245 miliardi, dato superiore del 46% a quello del 2009, dice il rapporto annuale della Guardia di finanza. Invece di incassare questi soldi il governo ha pensato bene di confiscare i miseri adeguamenti delle pensioni per chi prende circa 1.000 euro al mese nette.
Un paese, dove i ricchi sono sempre più ricchi e non pagano le tasse.
E con le tasse evase, (complice anche il csx) si comprano ogni giorno un pezzo di patrimonio pubblico.
Tra il 1995 e il 2008 i profitti delle maggiori imprese sono aumentati del 75,4%, mentre i salari sono finiti al 23° posto di una classifica di 30.
Un paese l’Italia, dove a comandare sono,il capitale finanziario, le multinazionali, gli immobiliaristi e compagnia bella.
Insomma tutti tranne che il…“popolo sovrano”.

http://diciottobrumaio.blogspot.com/
..
Mary
La realtà è molto diversa dal saliscendi delle borse di tutto il mondo, la realtà è molto diversa dal finto rischio default degli Usa, la realtà è molto diversa dalle mazzette di Penati o dai favori avuti di Tremonti, la realtà è molto diversa dal parrucco di B e dai suoi miliardi rubati, la realtà è molto diversa dalla P4 , dalla mafia, dai condannati in Parlamento…La realtà è fatta da gente che non ha denaro per mangiare, da gente malata che non riceve cure, da anziani malati d’Alzheimer dimenticati in ospizi e case protette, la realtà sono i giovani che sbandano sulle strade perché non hanno una strada da seguire, la realtà è il mendicante operaio che ha perso il lavoro….la realtà siamo noi che dobbiamo spaccare tutto per ricostruire qualcosa di nuovo e di pulito
….
Estrellita
La realtà è la tristezza di chi vede oltre il fumo
dell’informazione pilotata dai potenti;
sono i giovani ai quali è stato rubato il futuro;
è l’egoismo, la superficialità, l’ignoranza beota e dilagante;
è la cafonaggine; è la mancanza di ideali in cui credere.
La realtà è che ci hanno rubato il sorriso
e la speranza nel futuro.
Ma la realtà E’ ANCHE la nostra rabbia, che aumenta di giorno in giorno.
E’ una valanga cresce e prima o poi travolgerà QUESTI GROTTESCHI, LOSCHI FIGURI che offendono la nostra dignità di cittadini.
.
UNA TRUFFA CHIAMATA TREMONTI
Vv

Che taluni intendano riconoscerlo o no, siccome le cifre non cambiano, i 20 mesi di Padoa Schioppa hanno costituito l’unico periodo nell’economia italiana in cui il debito è aumentato “un po’ meno”.
Oggi al posto di un Padoa Schioppa, che un minimo di serietà e competenza ce l’aveva, abbiamo un Tremonti che finora ha saputo fare solo danno al paese, facendo crescere il debito, stroncando la ricrescita, mandando messaggi falsificanti, attaccando sempre le classi medio-basse, evitando con cura di colpire i grandi patrimoni o di punire la grande evasione fiscale e che, adesso, ci squalifica ancora di più mostrando l’esempio di un Ministero della Finanze che dovrebbe combattere il giro di conti in nero e che fa parte, personalmente, di altri conti in nero.
Se i media di Berlusconi tendono a minimizzare lo scandalo odierno di Tremonti, e Minzolini finge addirittura che non esista, così non è per gli analisti stranieri che sono molto duri con la corruzione politica.
Il Financial Times, che non è certo un ‘giornale rosso’, ma il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito e uno dei più antichi, autorevoli e letti giornali economici-finanziari del mondo, ha detto seccamente che: “Tremonti non è indispensabile”.
Ormai il discredito dell’Italia sui media e sui mercati esteri è così profondo che qualunque altro tassello di vergogna no fa che aumentarlo pericolosamente.
Non è il fatto in sé che il Ministro delle Finanze faccia parte di giri sporchi di tangenti e mazzette, ma il fatto che la giustizia italiana sia stata a tal punto violentata da non essere più in grado di colpire simili soggetti e da essere diventata, a forza di modifiche peggiorative di Berlusconi, il miglior strumento per salvaguardare i corrotti.
..
Sante Marafini
E’ sempre lui ? Quello della SocialCardFregatura ? Quello della Robin Tax? Quello che assieme al suo padrone diceva di non mettere le mani in tasca e che poi ha invece inserito un aspirapolvere per raccogliere anche le briciole rimaste ? Sono oltre 17 anni che governa e fino ad oggi ha fatto solo proclami e pubblicità. Di concreto non si è visto niente se non aumentare le tasse ai soliti noti mentre per gli evasori, i farabutti e le cricche ha fatto regalie a non finire. Ci sono quattro milioni di precari in Italia con stipendi da fame e lui si preoccupa di dire che gli extracomunitari lavorano tutti, un quarto della popolazione vive in povertà e lui parla di globalizzazione scaricando sugli altri la sua incapacità di governare. Non esiste un piano industriale, non esiste un piano dei trasporti, dell’energia e lui, con i suoi amici, a parlare solo di aria fritta. Anche la Confindustria si è finalmente accorta dell’inconsistenza e della mediocrità del personaggio .E se si sono accorti loro vuol dire che abbiamo toccato il fondo e forse ci siamo messi a scavare. C’è una disoccupazione impressionante, un aumento del costo della vita che non si vedeva da anni, una costante deriva delle istituzioni paragonabili al terzo mondo e il signor Tremonti apre la bocca per dire stupidaggini (anche se si trova in buona e numerosa compagnia). Quali interventi intende proporre per risolvere questi problemi? Che speranze riesce a dare agli Italiani, ai giovani in cerca di lavoro ? Agli onesti?
Tremonti deve essere cacciato via per incapacità conclamata e per avere devastato i conti pubblici dello Stato.. Debito pubblico aumentato di quasi 300 miliardi in tre anni. Come si fa ad apprezzare uno cosi è un mistero. Ha varato uno scellerato scudo fiscale al 5% in perfetto anonimato per nascondere i l nome dei ladri di soldi pubblici (In altre nazioni hanno fatto pagare il 45-50°% senza anonimato….. e l’ Affaire Milanese….. NON POTEVA NON SAPERE!!!!!
..
RIDIAMARO : – )

Immanuel Casto:
“Perché lavorare in un call center
Quando puoi fare pompini in Costa Smeralda?”
.. con la benedizione di Stracquadanio.
..
Si dice sempre che il medico dovrebbe mettersi nei panni del paziente
Ma tutti contro Tremonti che si è messo :- ) nei panni dell’evasore.
….
Metadone
Processo lungo, il giudice dovrà accettare tutti i testimoni indicati dalla difesa. “E allora, questo sig. Godot?”
..
Lalla
PARTITI: movimenti politici che nonostante il nome non sono mai arrivati.
..
Cuoreditenebra
Ho letto su Repubblica che nell’università di Nonsodove grandi studiosi hanno scoperto che l’uomo più intelligente di così non può diventare.
Per la coglioneria, invece, sembra che non ci siano limiti.
..
Mario L di Lodi
Chi è senza Banca scagli la prima pietra!
..
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Cara Viviana questa notte la passerò con gli occhi al cielo a cercare le stelle cadenti,ogni stella un desiderio.

    Forse è l’ultima maniera rimasta per sperare in un crollo con relativa sparizione di tutti i farabutti di stato, ed anche no.

    Un caro saluto, Paola

    Commento di Paola Lombardo — agosto 10, 2011 @ 10:09 pm | Rispondi


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