Nuovo Masada

agosto 1, 2011

MASADA n° 1311 1/8/2011 LADRI DI DEMOCRAZIA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 2:50 pm

Default USA sospeso – La resa dei conti – Xenofobia e razzismo – Borghezio e Breivik – I costi del Quirinale – Le spese della Difesa – Tremonti e l’arroganza del potere – Lettera a Napolitano – Proteste in Israele- Nessun commento al processo lungo – Il paese senza cause – Migliaia di testimoni per annullare il processo- La sanità americana

Non c’ eravamo per L’Inizio, non ci saremo per La Fine, la nostra visione dei fatti può essere solo frammentaria e relativa.”
Ms Benway
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LA STRADA
Viviana Vivarelli

Se l’autostrada è metafora del viaggio terreno, certo è che siamo viandanti impreparati, privi di bisaccia e di mantello.
Quelli a cui ci affidiamo ci spaventano con terrori oscuri agitando cupi fantasmi, per condurci dove vogliono loro, e la strada che percorriamo faticosamente va spesso lontano dai nostri desideri o si perde in lande senza fine.
Né stella polare né bussola e le carte che consultiamo affannosi sono piene di mostri e di chimere.
Ci affidiamo ad albergatori che ci derubano, preti che chiudono in faccia le porte delle loro chiese, segnali stradali messi dai briganti per farci cadere in agguati.

Quelli che sappiamo avversi non migliorano e quelli che credevamo amici ci lasciano, ognuno infine è solo su strade altrettanto impervie e non servite. E l’anima silenziosa a guardare.
Nuvole di tafani e zanzare ci tormentano, come diavoli incarnati.
Eppure non tradiremo mai la nostra strada e non smetteremo mai di vedere la nostra stella anche se il cielo si oscura.
Eppure ci sono albe serene quando le nebbie svaniscono all’orizzonte in cui sembra di intravedere la meta agognata nel profilo esile di guglie lontane.

Eppure ci sono momenti nei fuochi dei bivacchi o nei picnic primaverili in cui ci sentiamo abbracciati dal caldo affetto degli amici, e la natura stessa partecipa a una specie di incanto, e alberi e animali, foglie ed acque, uomini e dei sembrano danzare uniti insieme.
Eppure su questa strada ci sono coraggio e sacrificio, spirito intrepido e guerriero, alti segnali di mondi in formazione.
Roteano le stelle sulle cime dei cipressi, splende il grano giallo all’orizzonte, si alza fiero il volo del falco, i fiumi si prestano a guadi facili e improvvisi.

C’è sempre il riso di un bambino, l’offerta di una mano, il suono di una canzone.
C’è sempre il modo di dare o ricevere un gesto d’amore.
E questa strada che è la nostra strada mette sempre conto di viverla fino in fondo.

DEFAULT SOSPESO
Viviana Vivarelli

Al momento il fallimento statunitense è rimandato e il mondo sembra temporaneamente salvo. La spesa è stata innalzata arbitrariamente di 2.100 MLD di dollari, e repubblicani e democratici vedranno chi la pagherà, metà, si dice, andrà sulle spese militari e metà sul programma Medicare che doveva aiutare i più poveri.
Obama esce dallo scontro fortemente colpito. Ha dovuto piegarsi alle pretese dei senatori repubblicani, che hanno ottenuto di non tassare i forti capitali. Nel faticoso compromesso, i repubblicani hanno vinto. Con grande amarezza Obama deve accantonare quel programma che aveva destato tanto entusiasmo e uniformarsi, in pratica alla spocchia dei repubblicani e ai loro intenti di riversare ogni onere sui più poveri. Sartori diceva che i due partiti americani sono come due bottiglie di contenuto uguale ma di diversa etichetta, ma le cessioni, obtorto collo, di Obama hanno strappato anche questa etichetta. Oggi, più che mai, gli Stati uniti sono il paese dove chi ha avrà sempre di più e chi non ha avrà sempre di meno. Obama aveva detto che su un cosa non avrebbe ceduto: “Coloro che hanno di più devono fare la loro parte”, ma anche questo fronte è caduto. Il neoliberismo celebra oggi la sua totale sconfitta morale. Chi ha di più non pagherà la crisi nemmeno con la più piccola tassa, chi ha di meno diventerà sempre più misero e perderà anche la sua speranza in un mondo nuovo. L’immagine americana si gioca ormai su sole due carte: la sperequazione delle tasse e quelle guerre di predazione in cui gli USA hanno bruciato ogni pretesa di diritto. Due carte dove si misura una ingiustizia totale.

(Angelo S.Domingo)

Ippolita segnala
La resa dei conti
Riccardo Achilli

La questione del limite legale al debito pubblico federale USA è in parte una falsa questione, un tecnicismo che sicuramente fra poche ore, o giorni, verrà superato, con un accordo democratici-repubblicani per l’innalzamento del tetto all’indebitamento e un piano, del valore di circa 3.000 miliardi, di minori spese (molte) e maggiori entrate (pochissime, nell’ultima versione presentata da Reid, capo dei democratici in Senato, praticamente quasi nessuna) assolutamente inadeguato anche solo a contenere il problema del crescente dissesto dei conti pubblici USA, buono solo per tenere buoni i piccoli risparmiatori sui mercati finanziari. Basti pensare che fra 2010 e 2011 il debito federale è cresciuto di quasi 2.000 miliardi! Le elezioni presidenziali del 2012 rendono assolutamente impensabile il varo di una manovra finanziaria più robusta, che sarebbe indispensabile per evitare il crollo.
Ma dietro la soluzione del tecnicismo sul tetto del debito, che ovviamente verrà venduta dalla stampa e dagli economisti borghesi come epocale riforma del welfare, il prolbema rimarrà intatto. Il debito pubblico federale, secondo stime diverse da quelle del Governo, che includono il settore pubblico allargato, raggiunge il 140% del PIL (è quindi ampiamente superiore anche al rapporto debito/PIL italiano). Cui va aggiunto il dissesto delle amministrazioni locali: 42 Stati su 50 avranno, nel 2012, un deficit di almeno 103 miliardi. Il Minnesota ha chiuso il Governo per 3 settimane in questo mese, per non aver trovato l’accordo sul budget; 16 città sono già in default, e sottoposte alle procedure di tutela dei creditori previste dal Chapter 9. Di fatto già adesso l’enorme peso del debito pubblico impedisce all’economia reale statunitense di consolidare una ripresa produttiva ed occupazionale: il credito bancario, ancora alle prese con gli strascichi della crisi del settore immobiliare, oltre che a causa delle incertezze sul debito federale (che in gran parte è detenuto dalle banche USA, sotto forma di Treasury bonds) non cresce a sufficienza; le imprese, di conseguenza, non investono. l’occupazione cresce troppo lentamente, e quel poco che si crea è di scarsa qualità: a giugno, il tasso di disoccupazione è cresciuto di nuovo di 0,1 punti su base mensile, e solo 18.000 posti di lavoro nel comparto extragricolo (contro gli 80.000 previsti) sono stati creati. I tassi di interesse ed il dollaro sono a livelli troppo bassi per poter scendere ulteriormente, quindi non vi è più alcuna possibilità di stimolare il rilancio dell’economia tramite la politica monetaria o quella valutaria, oramai impotenti (anche perché l’inflazione sta crescendo rapidamente, nonostante l’assenza di qualsiasi significativa ripresa produttiva e lo stato catatonico della domanda: in un anno, fra giugno 2010 e giugno 2011 è passata dall’1,1% al 3,6%).
L’accordo bipartisan sull’innalzamento del tetto del debito non potrà che ritardare di qualche mese l’ineluttabile: gli USA sono in default. I credit default swaps per il debito federale USA, strumenti derivati per coprirsi dal rischio di default sovrano, sono quotati a livelli simili a quelli della disastrata Indonesia. La domanda aggregata è stagnante, e l’enorme voragine del debito federale la farà ineluttabilmente diminuire nei prossimi mesi, trascinandosi dietro la miserrima ripresa produttiva sin qui registratasi. Il debito, che è endogeno alla crescita, non potrà che aumentare ulteriormente, quindi l’abbassamento del rating sovrano degli USA è ineluttabile. Ciò comporterà l’esplosione di una fase di panico sui mercati finanziari globali. I creditori stranieri degli USA,che detengono il 32% del debito pubblico americano, Cina in primis, che detiene da sola 1.100 miliardi di Treasury bonds, cheideranno di rientrare dalla loro esposizione, il che porterebbe il Governo USA al fallimento, oppure negozieranno condizioni politiche ed economiche severissime, in cambio di una rinuncia a tale pretesa, di fatto segnando la fine dell’egemonia politica ed economica degli USA sul mondo, aprendo quindi una fase di instabilità degli assetti geo-politici di dimensioni imprevedibili. I tassi di interesse saliranno in tutto il mondo, strangolando la ripresa dell’economia globale. Una ondata di vendite di titoli denominati in dollari trascinerà di nuovo verso il basso i mercati finanziari, provocando fallimenti a catena di banche, investitori finanziari, semplici risparmiatori, ed imprese industriali quotate, che non potranno più rifinanziarsi sul mercato borsistico. Una nuova recessione appare inevitabile, da qui ad un anno o due al massimo (ma forse anche prima). La macchina del capitalismo globale è rotta e non può essere riparata.
Quali sono gli esiti possibili di una simile situazione? Difficile dirlo, ma alcune tendenze già si intravedono, e peraltro sono coerenti con la storia stessa del capitalismo. Il fallimento della “nuova socialdemocrazia” incarnata da Obama porterà probabilmente ad una estremizzazione neo-liberista, con uno smantellamento, su scala globale, delle tutele dei lavoratori residue, ed una ritirata dello Stato dall’economia e dal welfare di dimensioni epocali. Ma naturalmente ciò non farà altro che peggiorare la situazione economica, ed esasperare la deriva dell’antagonismo sociale, di fronte all’inevitabile
rapidissimo incremento delle diseguaglianze nella distribuzione del reddito. Se la storia ci insegna qualcosa, la risposta a tale deriva sarà una svolta autoritaria, con esperimenti di neo-fascismo. L’esplosione di una miriade di micro-conflitti locali si accelererà, come risposta al vuoto di potere nello scacchiere geo-politico derivante dal declino economico, e quindi politico-militare, degli USA. E’ arrivato un drammatico momento di svolta della storia: niente sarà più come prima e tempi di cataclisma si annunciano. Il linguaggio da armageddon è sicuramente da evitare in generale, ma molto sangue scorrerà e molta povertà si creerà nelle contorsioni di un capitalismo non più all’altezza delle sue contraddizioni. Le preghiere non basteranno. Nemmeno i buoni propositi o i richiami alla purezza degli ideali. Occorre che chi si richiama agli ideali del comunismo trovi la strada di una riunificazione e di una proposta internazionalista a difesa del proletariato globale.

(S. Taeuber-Arp)

Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini”. (Piero Calamandrei)
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XENOFOBIA E RAZZISMO
Viviana Vivarelli

Con la strage di Oslo tutti hanno visto a quale aberrazione può portare il razzismo. Come se ciò non bastasse, sono arrivati, criminali più che inopportune, le dichiarazioni di Borghezio, che elogiava le idee di Breivik, imitato da Feltri e Speroni. A fronte di un’ondata senza precedenti di indignazione pubblica, la Lega è stata costretta a sospendere l’eurodeputato per 3 mesi. Ma questo non ha ridotto a silenzio i razzisti del blog, Margherita e Vestri, che insistono nei loro deliri.
Il razzismo è il preconcetto che l’umanità sia divisa in razze e che la razza bianca sia superiore alle altre. Pende carattere politico dopo il 1850 e diventa l’alibi per giustificare una discriminazione sociale, fatta di prevaricazioni e violenze. Trova la sua atrocità massima nel nazismo ed è parte anche del fascismo italiano, ma non manca nemmeno nello stalinismo sovietico.
Quando l’odio sociale è più ampio e colpisce chiunque sia diverso per etnia, religione, provenienza o cultura, prende il nome di xenofobia, letteralmente ‘paura del diverso’. In questa paura che si trasforma in odio e in attacco, rientra anche il diverso sessuale. E il Parlamento ha appena respinto un aggravante per i reati compiuti a causa della diversità sessuale. Mentre non ha mai discusso la penalizzazione ufficiale del razzismo, che il molti paesi UE è reato punito con pene pesanti.
Il razzista professa sempre la superiorità della propria razza ‘pura e superiore’ e dichiara di volerla mantenere tale, rifiutando o combattendo le altre. Sente come suo diritto aggredire il diverso, insultarlo o pestarlo, togliergli i suoi diritti di uomo e cittadino.
Il razzismo ebbe un ruolo importante nel fascismo e ha oggi un ruolo importante nella Lega. E’ in pratica il suo unico punto forte, essendosi alquanto deteriorato quello di Roma ladrona. Si basa su una serie di teorie strampalate inventate da Bossi, su una fantomatica ‘razza pura’ padana’, discendente direttamente dai Celti e superiore alla razza ‘romana’. In base a questa teoria del cavolo, Bossi rivendica il diritto alla secessione di un territorio, la Padania, altrettanto fantasioso e inesistente, al predominio del dialetto (non si capisce quale), a una moneta a parte, il calderolo, a una applicazione della legge che crei apartheid e discriminazione.
Per quanto movimenti neonazisti portatori di razzismo o xenofobia esistano in tutta Europa, solo in Italia sono entrati al governo. E questo è un altro delitto di B contro la democrazia e contro questa Nazione. Con An B aveva sdoganato un partito in gran parte democratizzato, ma quando ha preso con sé il secessionismo razzista della Lega, che cosa ha sdoganato?

Ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza, l’origine o la convinzione religiosa è considerato dalla legge italiana discriminatorio (art.42 del d.lgs. 286/98). Si tratta di un comportamento illegittimo anche se non è intenzionale, perché comunque distrugge o compromette il riconoscimento, il godimento o l’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Vista la gravità di tale fenomeno, la legge prevede delle pene molto dure, per i colpevoli.

A che è più fresco di diritto di me chiedo: è sempre valida questa legge?
Legge n.654 del 1975: “Chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate … etnici, nazionali o religiosi, è punito con la reclusione sino a tre anni.

BORGHEZIO E BREIVIK
Viviana Vivarelli

Dopo le sue deliranti dichiarazioni su Breivik, Borghezio ha fatto un teatrino in cui è andato all’ambasciata svedese per le sue pubbliche scuse alle 76 vittime del folle, ha acceso una candela, si è fatto due volte il segno della croce, ha recitato il Pater Noster. Poco prima, davanti alle rovine di Roma imperiale, aveva elogiata la grandezza di Roma, ripetendo più volte che tale grandezza era dovuta al fatto che i romani erano “nordici” (sarà una scoperta per i romani, ma pazienza. Borghezio dice che l’origine storica degli antichi romani è ‘nordica’. Ma sono celti anche loro?). Poi a ‘In Onda’ ha ribadito la sua ammirazione alla crociata di Breivik , ribadendo la sua innocenza:”La Lega ha voluto dare un messaggio:”Chi sbaglia paga”, io non ho sbagliato, ma pago ugualmente.”. Ha ribadito altresì: “La base della Lega è con me. Basta sentire Radio padana. Sulle mie parole è stata fatta una feroce strumentalizzazione”. Difficile poterle intendere peggio di così e difficile considerarlo un caso isolato, visto che Borghezio ha 5000 preferenze solo in Padania.
E’ possibile che la politica sempre più corrotta e imbelle abbia bisogno di queste sceneggiate per distrarre dalle malefatte del Governo. E’ tutto preparato, non ci sono scuse e pentimento. È una sceneggiata, con cui la Lega cerca di distrarre dalla sua incapacità che si misura ogni giorno. La Lega ha due facce, quella di Reguzzoni e quella di Borghezio. Perché sospende Borghezio, ma poi ha bisogno di questi deliri ‘identitari’ cu cui fonda la sua bassa ideologia?
Sembra non rendersi conto della violenza che semina in giro coi suoi attacchi razzisti o xenofobi. E i media di B, data la precarietà dei numeri di Governo, si guardano bene dal recriminare. Ora c’è anche la palla della ‘capitale diffusa’ e dei ministeri a nord. Ma abbiamo veramente bisogno di un partito di Governo che in un momento come questo fa solo queste buffonate?

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(Osvaldo Licini)

Fascisti e razzisti, su di voi cade la condanna dell’ONU

http://www.clandestinoweb.com/number-news/200716-italia-bocciata-da-human-rights-watch-xenofobia-discriminazioni-respingi.html

Razzismo e xenofobia sono ancora un “problema pressante” per l’Italia, un Paese nel quale il dibattito politico, troppo spesso, è segnato da toni accesi ed ostili. A scriverlo è Human Rights Watch (Hrw), l’organizzazione con sede a New York che, ogni anno, stila un rapporto sulle pratiche dei diritti umani a livello mondiale, e che sintetizza i problemi principali in più di 90 Paesi
I Paesi che dovrebbero essere i paladini dei diritti umani “hanno fallito”, accusa l’organizzazione che ha sede a New York. Da Rosarno ai rom. Nel rapporto di 649 pagine, giunto quest’anno alla 21esima edizione, si dedica un capitolo all’Italia e si ricordano i vari casi di violenze scaturite dal razzismo e dalla xenofobia. Un lungo elenco, nel quale figurano anche le condanne e i richiami, spesso non seguiti da azioni correttive, da parte degli organismi internazionali.
L’organizzazione ricorda come, a febbraio, molti Paesi abbiano espresso la loro preoccupazione relativamente alla violenza xenofoba italiana, nel corso del Consiglio per i diritti umani presso le Nazioni Uniti. E’ ancora “alto” il livello di discriminazione patito da rom e sinti, che vive in condizioni di povertà estrema, in condizioni di vita “deprecabili”, all’interno di campi autorizzati e abusivi. Secondo l’ong, i rom provenienti dall’Europa dell’Est, soprattutto dalla Romania, hanno dovuto far fronte a “sfratti forzati” e ad “incentivi economici” per tornare nei loro Paesi d’origine. E, anche in questo caso, si ricorda il richiamo della comunità internazionale: a ottobre, il comitato europeo dei diritti sociali “ha condannato l’Italia per le discriminazioni nei confronti dei rom, a livello abitativo, ma anche per quanto riguarda l’accesso all’assistenza sociale, economica e legale”.
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VITALIZI
VV

Ci resta difficile accettare che vi sia chi ha fatto il parlamentare per un giorno – ne abbiamo 3 – e percepisca più di 3.000 euro al mese di vitalizio. E che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per 68 giorni e si sono dimessi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. Eppure, quando l’IDv ha chiesto che questa vergogna dei vitalizi fosse eliminata, solo i 22 deputati dell’IdV hanno votato a favore mentre tutti gli altri hanno detto no. Mi pare che anche la Lega abbia votato per mantenere questo abuso. E mi pare che anche Borghezio assommi uno stipendio da europarlamentare a un vitalizio di questo tipo. Domandina: Borghezio ce l’avrà anche con Roma ladrona ma perché non rinuncia al suo vitalizio da ex parlamentare?

(Osvaldo Licini)

I COSTI DEL QUIRINALE

“Il Quirinale restituisce al ministero dell’Economia 15 milioni, frutto dell’adeguamento all’indice dei prezzi al consumo dell’assegno attribuito alla presidenza. Per il periodo 2006-2011 risparmi per 56 milioni” (sole 24ore)
Bene ha fatto Napolitano, come segno di esempio da imitare, ma rivediamo un momento i costi del Quirinale, come li riportarono 4 anni fa Stella e Rizzo nel loro libro ‘La casta’ diventato best seller (1,2 milioni di copie vendute).
http://it.wikipedia.org/wiki/La_casta
Precisiamo che in Italia, a differenza degli altri paesi, il totale delle spese di Napolitano e B è top secret. Il popolo, che pure quelle spese le mantiene, non ha il diritto di sapere a quanto ammontano. Il motivo è semplice. Abbiamo in queste due voci due degli insulti più gravi al popolo italiano.
La parassita Margaret d’Inghilterra, che gli inglesi mantengono in una carica ormai inutile per amore alla tradizione, almeno mette online tutti i suoi conti fino all’ultimo cent.
Da noi no, solo nel 2007, il pres. della Repubblica ci ha gentilmente permesso di conoscere le spese principali, per cui possiamo dire solo che ogni nostro conto sarà al ribasso perché il bilancio di B e Napolitano resta un segreto di Stato.
La Roma ‘porto delle nebbie’, di nebbie non ne ha solo in una procura al soldo di B, ma anche nei palazzi del potere, al modo feudale. E questo è già uno schiaffo alla democrazia e all’intelligenza dei cittadini. Ma questi signori non hanno mai accettato di essere ‘dei servitori dello stato’ e hanno sempre gestito il potere come si è sempre fatto fa da Cesare in poi, in modo autocratico. La prima cosa che una nuova democrazia dovrebbe esigere è la fine di questo sopruso.
In UK invece i cittadini hanno il diritto di conoscere l’ammontare di ogni spesa fatta da dirigenti pubblici, lo stipendio di ognuno, ogni volo di stato col nome dei passeggeri, ogni bottiglia nelle cantine, ogni rotolo di carta igienica. E tutte le spese sono rigidamente controllate, al punto che se qualcuno sfora, immediatamente questi soldi gli vengono tolti, e questo è capitato anche a Margaret.
In Italia ogni anno il Quirinale comunica al Governo che ha bisogno di tot soldi, senza giustificazioni e li riceve. Punto. Ogni volta che qualcuno ha chiesto perché e di quanto sono saliti i costi del Quirinale non ha avuto la minima risposta.
“Ci sono ancora 71 alloggi a disposizione dei massimi dirigenti e dei collaboratori più stretti? I cavalli della ex Guardia del re sono ancora 60?”
Ma facciamo dei confronti
La regina ogni anno riduce l’appannaggio, dal 1991 al 2006 l’ha ridotto da 132 milioni di euro a 57. Il Quirinale non fa che aumentare le sue spese con un Palazzo che continua a gonfiare senza una ragione plausibile come una inutile corte di Versailles
11 anni fa il personale in servizio al presidente della rep. Italiana era composto da 1.859 addetti. Quasi 2000 persone per un uomo solo le poteva vantare Luigi XIV e hanno fatto bene a tagliargli la testa. (tra questi 274 corazzieri, 254 carabinieri, 213 poliziotti, 77 finanzieri, 21 vigili urbani e 16 guardie forestali). Numeri sbalorditivi. 1.850 persone contro le 160 della Merkel e la metà di Sarkozy il cui apparato costa la metà del nostro, quello francese poi addirittura un ottavo
La Germania è il paese più popoloso d’Europa con 83 milioni di abitanti, noi 60; ha senso che spendiamo per il Presidente il doppio di lei? La Francia è un po’ più grande e popolata dell’Italia. Ha senso che spendiamo per il Quirinale 8 volte l’Eliseo?
Quando si chiede la parificazione delle spese pubbliche italiane a quelle della media europea, non chiediamo la ghigliottina o la miseria, solo un po’ di rispetto per i cittadini e la fine di sprechi assolutamente ingiustificabili.
Gli operai e artigiani impegnati nelle manutenzioni di Buckingham Palace sono 15, al Quirinale 63. I giardinieri sono 115.
Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del presidente: poliziotti, carabinieri e uomini di scorta sono 1.086, 382 in più rispetto a 10 anni fa, un aumento del 54%, giustificato da cosa? Poi il cittadini telefona al 112 o al 113 per una emergenza e gli risponde la segreteria telefonica per carenza d’organico.
A Castelporziano e Villa Rosebery a Napoli, lavorano oggi 2.158 persone!
Il ‘solo’ personale costava, 4 anni fa, costava oltre 160 milioni di €, una busta paga pro capite di oltre 74.000 €. Il doppio dello stipendio di uno statale medio. E il doppio di un dipendente della regina.
La «macchina» del Quirinale costava nel 1997 117 milioni di €. 10 anni dopo era arrivata a 235. Un’impennata del 91% in 10 anni, il triplo di 10 anni prima. E in Inghilterra invece si è dimezzata. Col risultato che oggi Buckingham Palace costa un quarto del Quirinale.”
(Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella)

Napolitano si è tagliato l’adeguamento dello stipendio? Bene ha fatto. Ma solo briciole. Aspettiamo il resto.
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LE SPESE DELLA DIFESA
Viviana Vivarelli

Il Ministro della Difesa La Russa ha annunciato i giorni scorsi in Parlamento i tagli di 300 milioni di euro nel budget della difesa per l’anno 2011. Anche questa è una briciola nell’ammontare eccessivo delle spese militari.
Le forze militari italiane sono composte da un totale di 184 mila unità, le spese correnti annue superano i 20 MLD, di cui più di 9 solo per il personale. In caso di crisi, tagliare le spese militari (quello che né Obama né i repubblicani fare) è il 1° e più utile provvedimento da prendere per non ammazzare i cittadini, bloccare ogni ripresa e distruggere il paese. Investire nella ripresa economica e nel lavoro sarebbe l’imperativo massimo di un governo che ama i suoi cittadini e ama la vita, e non certo aumentare gli investimenti nella morte.
Quelli che possono decidere sui tagli alla difesa sono il Ministro dell’Economia e delle Finanze, quello della Difesa e quello dello Sviluppo Economico, cioè Tremonti, La Russa e Romani. Ma oltre ai 300 milioni di La Russa non abbiamo sentito altro. Il settore della difesa gode di stanziamenti pari a 24.888 milioni di € e non può certo penalizzare i suoi uomini che negli anni si sono visti radicalmente ridurre gli stipendi. Può invece ridurre i nuovi contratti per armi totalmente inutili, in guerre da cui non abbiamo ricavato alcun utile, che si trascinano da 10 anni, che non hanno conseguito nessuno dei risultati previsti e che sono fallimentari da ogni punto da cui le si guardi.
Perché allora, a fronte di questa miseria dei 300 milioni risparmiati di La Russa, non vediamo lo storno di alcun contratto per armi micidiali di cui non avvertiamo alcun bisogno? Perché uno Stato piccolo come l’Italia deve spendere in armi tanto da essere l’ottava potenza militare del mondo? Perché per le nuove armi dobbiamo spendere 3 MLD e mezzo più dell’anno scorso? Siamo in crisi e non sappiamo come uscirne, rischiamo il default, martelliamo la popolazione con sacrifici di lacrime e sangue, e poi aumentiamo in un anno le spese in armi di 3 MLD e mezzo???

Perché continuiamo a spendere mezzo MLD l’anno nell’inutile e ormai fallita guerra afgana? Perché dovremmo spendere un altro MLD nella guerra libica? Perché la Lega ha fatto la voce grossa contro queste ‘missioni’ e poi ha rimesso la coda tra le gambe e ha votato l’ennesimo rifinanziamento? Perché il Pd le cui radici sono o dovrebbero essere pacifiste e anti-imperialiste, gongola e gode ogni volta che c’è una votazione sulle armi e la guerra e corre a votare con entusiasmo?
Quale testa di minchia ha deciso la spesa di 16 MLD per acquistare 131 nuovi cacciabombardieri invisibili F-35, aerei “stealth” di ultima generazione, attrezzati per trasportare Nh-90testate nucleari (471,8 milioni di € l’uno)?
E aggiungiamoci altri 309 milioni per gli elicotteri Nh-90 della famigerata AgustaWestland, 2 nuovi sottomarini U-212, del costo di 164 milioni cadauno e altri elicotteri Ch-47 F Chinhook (per 137 milioni), oltre all’ammodernamento dei caccia multiruolo Tornado (178 milioni).
Per queste inutili ferraglie il ministero dello Sviluppo economico contribuirà con 1 MLD. E’ questo lo sviluppo economico che Romani intende promuovere?
Quell’intelligenza ‘unica’ di La Russa è stato messo a capo della gestione di 20 MLD
In totale il nostro paese è arrivato a spendere 23 MLD in spese militari. Ma se lo può permettere? E che senso ha visto, che la Costituzione ci vieta guerre aggressive?
Mentre il Governo Berlusconi taglia i fondi per la cultura, la sanità, l’istruzione e lo Stato sociale, mentre all’unga l’età pensionabile e aumenta la spesa di ogni famiglia di 3000 €, mentre l’economia del paese va a picco, questi signori si prendono il lusso di esagerare nelle spese militari.
Il paese è in crisi ma gli arsenali non conoscono crisi. Finmeccanica lavora che è una bellezza e aumenta l’automazione licenziando gli operai, gli amici Agusta fanno affari, Tremonti ha azioni di Finmeccanica e va alla grande anche lui. Il settore bellico è in piena espansione con fatturati record. Abbiamo addirittura superato la Russia, diventando il 2° esportatore mondiale di armamenti, dopo gli Stati Uniti. Tra i “gioielli” dell’industria militare nostrana ci sono le bombe a grappolo messe al bando da recenti convenzioni internazionali, non ancora ratificate nella loro piena applicazione.
Un solo cacciabombardiere F-35 costa 124 milioni di €, quanto 83 asilo nido
Con 10 caccia si possono acquistare impianti fotovoltaici (da 3 Kwh) per 80 mila famiglie (che potrebbero quasi azzerare la loro bolletta elettrica. Si produrrebbero 288 milioni di Kwh di energia pulita ogni anno e le emissioni inquinanti verrebbero ridotte di 235 milioni di kilogrammi di Co2 ogni anno permettendo all’Italia di rispettare gli impegni europei e avere un’aria più pulita. L’Italia di caccia F-35 ne vuole comprare 135: solo risparmiando sulle spese militari si accumulerebbero 43 MLD di €
15 MLD – 135 CACCIA F-35
5 MLD- EUROFIGHTER: l’ultima trance del programma (già spesi 13 MLD) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MLD.
1,3 MLD – 8 AEREI SENZA PILOTI
4 MLD– ELICOTTERI: l’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90.
5 MLD – NAVI DA GUERRA: l’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’
915 MILIONI –il costo di 2 soli sommergibili militari
SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni.
Solo così siamo a 44 MLD12 MLD.
Come tutti sanno, i tagli possono essere anche altri,come la tassazione delle rendite finanziarie o far pagare il giusto agli evasori (scudo fiscale), ridurre i costi della politica (almeno portare le cifre alla media UE), tagliare le opere pubbliche inutili(lo scempio della TAV è sotto gli occhi di tutti).
E non citiamo nemmeno l’abolizione delle Province che ci costano 17 MLD l’anno e che la Lega protervamente rifiuta, anzi le aumenta,ma che è rifiutata testardamente anche dal Pd.Il Pd ha 40 presidenti di Provincia e nello scandalo Penati abbiamo visto a che servono.

Ben 26 MLD si avrebbero così:
5 MLD: solo portando le RENDITE FINANZIARIE dal 15% attuale al 20%
5 MLD: SCUDO FISCALE: solo alzando l’aliquota al 10% (e resterebbe sempre un bel regalo per gli evasori)
6 MLD: via le OPERE INUTILI come il ponte sullo stretto, il corridoio Tirrenico (Maremma) e l’autostrada Roma-Latina)
3 MLD: OPEN SOURCE, utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si risparmiano 400 € per ogni computer (qui mi dicono che si sta cominciando a farlo)
7,5 MLD: SPRECHI E COSTI POLITICA:diminuendo del 70% già solo le auto blu e riducendo le indennità dei consiglieri regionali in tutt’Italia .
Il totale è sconvolgente: 69,5 MLD di risparmio totale, sufficienti non solo a rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio-basse ma anche a rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca, sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.
Questa è la proposta dei VERDI, ottima da ogni punto di vista.
La domanda è: perché la crisi devono pagarla i più poveri quando le risorse per affrontarla sono già nei bilanci dello Stato per armamenti, opere inutili e sprechi vari?
Perché il Parlamento non riprende nelle sue mani la funzione legislativa e non comincia a operare tagli intelligenti agli sprechi? Perché ogni ministro non presenta il suo piano di razionalizzazione delle spese?

(Osvaldo Licini)

TREMONTI E L’ARROGANZA DEL POTERE
Viviana Vivarelli

Tremonti ha usato in nero una casa fornitagli da un suo dipendente e si ipotizza uno scambio di favori per appalti, ma il modo con cui si è difeso dall’acuso dimostra una protervia difficilmente superabile.
‘Protervia’ significa ostinata arroganza, dispotica prepotenza e insopportabile boria.
Ha detto che lui è perfettamente in regola coi pagamenti del suo affitto, li ha fatti in nero e il perché “sono affari suoi”!
Perfetto! Ora ogni padrone di casa può dichiarare, allo stesso modo, che ha riscosso il giusto e, se non lo ha denunciato con un regolare contratto, “sono affari suoi”!
Ovviamente chi frega la legge lo farà sicuramente per “gli affari suoi”, si immagina, e non per il bene comune! Non ne abbiamo alcun dubbio. Ma che questo diventi una pretesa sventolata come un diritto da un ministro ci riempie di disgusto.
Insomma la risposta arrogante data da questi indecenti personaggi del “partito degli onesti” è sempre la stessa di Previti, quando gli contestarono atti di corruzione:
“Embè??”
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Acul utopiA segnala
REDDITO DI SUSSISTENZA PER POVERI

Tra le tante discutibili politiche sociali che contraddistinguono questo colosso d’argilla denominato Unione Europea, ve n’è una realmente utile e progressista, che tuttavia i nostri onorevoli rappresentanti istituzionali hanno ritenuto di non recepire: il reddito di cittadinanza, il quale – secondo l’interessante video proposto di seguito – risulta applicato in ogni paese europeo eccetto che in Grecia e da noi.
Un reddito minimo riservato ai cittadini in difficoltà rappresenterebbe un enorme passo avanti nell’ambito della tutela della dignità della persona, scongiurerebbe numerose ‘tragedie del disagio’ e infliggerebbe un duro colpo alla criminalità organizzata, la quale recluta gran parte della manovalanza proprio tra i disoccupati e i disperati.

LETTERA A NAPOLITANO
Beppe Grillo

Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione. L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale. La Deutsche Bank ha venduto nel 2011 sette miliardi di euro dei nostri titoli. E’ più di un segnale: è una campana a martello che ha risvegliato persino Romano Prodi dal suo torpore. Il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità internazionale, non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza. Le banche italiane sono a rischio, hanno 200 miliardi di euro di titoli pubblici e 85 miliardi di sofferenze, spesso crediti inesigibili. Non sono più in grado di salvare il Tesoro con l’acquisto di altri miliardi di titoli, a iniziare dalla prossima asta di fine agosto. Ora devono pensare a salvare sé stesse.
In questa situazione lei non può restare inerte. Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l’unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi. Ricordo, tra i tanti, l’abolizione delle Province, i finanziamenti pubblici ai partiti e all’editoria e le grandi opere inutili finanziate dai contribuenti, come la Tav in Val di Susa di 22 miliardi di euro. Gli italiani, io credo, sono pronti ad affrontare grandi sacrifici per uscire dal periodo che purtroppo li aspetta, ma solo a condizione che siano ripartiti con equità e che l’esempio sia dato per primi da coloro che li governano. Oggi non esiste purtroppo nessuna di queste due condizioni.
In un altro mese di luglio, nel 1943, i fascisti del Gran Consiglio, ebbero il coraggio di sfiduciare il cavaliere Benito Mussolini, l’attuale cavaliere nessuno lo sfiducerà in questo Parlamento trasformato in un suk, né i suoi sodali, né i suoi falsi oppositori. Credo che lei concordi con me che con questo governo l’Italia è avviata al fallimento economico e sociale e non può aspettare le elezioni del 2013 per sperare in un cambiamento. In particolare con questa legge elettorale incostituzionale che impedisce al cittadino la scelta del candidato e la delega invece ai partiti. Queste cose le conosce meglio di me. Lei ha una grande responsabilità a cui non può più sottrarsi, ma anche un grande potere. L’articolo 88 della Costituzione le consente di sciogliere le Camere. Lo usi se necessario per imporre le sue scelte prima che sia troppo tardi. Saluti.” Beppe Grillo
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Ideni segnala:
Bianco, biondo, cristiano, europeo: prendete nota che i terroristi hanno cambiato colore
Cleophas Adrien Dioma

Hanno subito deciso di chiudere le frontiere. Chiudere lo spazio Schengen. Questo è stata la prima reazione. Viene sempre da fuori. Non è mai dei nostri. Il nemico. Qualcuno ha iniziato ad accusare gli islamici. Nessuno ha pensato che poteva essere un biondo norvegese ad avere fatto questa cosa ignobile. È sempre colpa degli altri. Adesso? In un mondo cosi globalizzato, tutto è purtroppo o per fortuna globalizzato. Anche le sfortune. Siamo misti. Mescolati. Insieme. Da molto tempo. È troppo tardi per chiudere le frontiere. Siamo già qui. Noi gli altri. Consapevoli sempre di essere diversi. Stranieri. Nessuno si ricorda che gli attentatori in Inghilterra erano inglesi. Si con genitori di origine straniera ma loro erano inglesi. Nati li. La chiusura delle frontiere non avrebbe cambiato niente. Idem per gli attentatori delle torre gemelle. Erano già dentro. Dentro l’America. Nelle vie e nelle case americane. Tra la gente americana. Poi l’America è ovunque. Noi siamo tutti americani. Siamo tutti europei. Siamo tutti africani. Di cultura. Di storia. Di vita. A casa mia in Burkina Faso siamo cresciuti sognando l’America, guardando film cinesi o indiani, sitcom televisivi brasiliani, parlando francese e inglese. Gli spaghetti fanno parte adesso della nostra arte culinaria. Dunque come vuoi o puoi chiudere un mondo cosi aperto? In che modo pensi di poter fermare i movimenti dell’essere umano?
Adesso cosa facciamo? Cosa chiudiamo? Dobbiamo cacciare via tutti biondi dal mondo occidentale? Chi è il nemico? L’altro? Sempre? Forse il nemico siamo noi. Noi, quelli che rifiutano di indignarsi di fronte ad un mondo che va alla deriva. Noi che non cerchiamo di capire che il male che portiamo in quei paesi lontani poi ci ritorna in faccia. Come sputare in aria… Noi ci può stare bene se il tuo vicino sta male. Ha fame. Sta morendo.
Chiudere le frontiere non è mai stato e non sarà mai la soluzione a tutti problemi che vive il mondo ricco occidentale. Poi scoppia dentro. Da dentro. Ci dobbiamo indignare del potere del più forte sul più debole. Dobbiamo indignarsi della nostra non indignazione. Del nostro silenzio. Della nostra non partecipazione. Ci dobbiamo fare autocritica. Noi che siamo dall’altra parte della sponda e crediamo di essere salvati. Il nemico è qualche volta in noi. E quello che vediamo a volte nello specchio e che rifiutiamo di guardare. Poi forse non basta neanche più indignarsi….

SONDAGGI

Dai sondaggi appena arrivati risulta che Berlusconi è ancora in calo e il Pdl non supera il 26%. Crespi dà il cdx al 39,4% (è sceso per la prima volta sotto il 40%) e il csx al 45,9%,in vantaggio. Pdl al 26,5%, Pd al 26,8; la Lega è scesa dal suo 10% al 9. La fiducia in B tocca il suo minimo storico, 24%, ancora in flessione di 2 punti, stessa flessione per il Governo che si attesta al 25%. Bossi al 38% (perde 2 punti) è alla pari di Romani. Crollo di Tremonti,che in un mese perde 6 punti e dal 43% si porta al 37%.
Questo Governo non rappresenta assolutamente la maggioranza degli italiani.
Se mai Napolitano si decidesse a chiedere un governo tecnico, almeno per cambiare la sporca legge elettorale e tornare alle urne, il capo di un governo tecnico avrebbe dovuto essere Draghi ma, essendo ormai occupato in faccende europee, e visto lo stato fallimentare del paese, proporrei, in modo provocatorio, come presidente di un governo tecnico il curatore fallimentare della Parmalat,
ENRICO BONDI. Lo so che uno Stato non è un’azienda. Ma siccome Berlusconi ha trattato la nostra povera nazione come un’azienda, anzi come ‘la sua azienda’ e l’ha portata al fallimento, Enrico Bondi mi pare la persona giusta per far quadrare i conti prima della rovina totale.. Bondi vanta grande esperienza nel risanamento di imprese in crisi, essendosi occupato prima del recupero della Montedison e quindi, in qualità di commissario straordinario, del risanamento della Parmalat e delle altre società del Gruppo in amministrazione straordinaria. Bondi è anche amministratore delegato della nuova Parmalat S.p.A., quotata in borsa. Quale amministratore straordinario delle società del Gruppo Parmalat, Bondi, ha esperito azioni revocatorie e risarcitorie nei confronti di banche, sia italiane che estere, al fine di ristabilire la par condicio creditorum e di saldare i debiti delle società del Gruppo Parmalat in amministrazione straordinaria (quantificati in circa 14 miliardi di euro).

Ma ovviamente, parlando sul serio, non mancano nomi illustri da Sartori a Zagrebelski.
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PROTESTE IN ISRAELE
Renato segnala:

Tutta la stampa israeliana odierna dedica pagine su pagine con commenti in gran parte di sostegno alle grandi manifestazioni sociali contro il carovita che ieri sera hanno visto scendere in piazza in diversi centri del Paese, dal nord al sud, una folla complessivamente stimata in 150 mila persone, 100 mila delle quali nella sola Tel Aviv, in difesa del ceto medio, contro un capitalismo sfrenato e per riforme sociali. La protesta, in prospettiva, minaccia il futuro stesso del governo del premier Benyamin Netanyahu, identificato da molti con un sistema che sembra privilegiare i grandi capitali a spese di un ceto medio sempre piu’ indifeso e tartassato. ”Ciao, ciao Bibi (nomignolo del premier)” ha cosi’ intitolato il suo giubilante commento, sul quotidiano Haaretz, il commentatore Gideon Levy, notoriamente nemico acerrimo del premier soprattutto per la sua politica nei confronti dei palestinesi. Tutta la grande stampa e’ unanime nel sottolineare la grande partecipazione di popolo alle manifestazioni di ieri, evidenziando che questa volta e’ una protesta che proprio perche’ investe problemi economici e sociali accomuna grandi strati di una popolazione, invece divisa su un altro problema centrale dello stato, quello del conflitto con i palestinesi e il futuro dei territori occupati. Il Maariv, che apre la prima pagina col titolo ‘La voce del popolo’, esorta in uno dei commenti gli israeliani ad andare alle urne, in un’altro il premier a restituire l’incarico al presidente e in altro afferma speranzosamente che ”la sinistra si sta risvegliando”. In passato, ha scritto Nahum Barnea, una delle migliori penne dello Yedioth Aharonoth, gli israeliani erano scesi in piazza per la pace e contro guerre fallimentari ”ma chi avrebbe mai immaginato che si sarebbero dati la pena di manifestare a favore di riforme sociali”. (ANSA)

HANNO PENSATO A TUTTO O QUASI
Bruno Pirozzi

Si sono blindati non solo con le forze dell’ordine ma hanno fatto un patto per impossessarsi di tutti gli organi messi a disposizione della nazione.
Hanno conquistato lo scettro governativo, hanno occupato le banche, le amministrazioni, i media, i giornali, gli enti dei trasporti e dell’energia.
Si sono affibbiati dei privilegi trovando nuovi metodi per eludere la democrazia.
Si sono premuniti contro le intercettazioni e le microcamere perché ora le mazzette non viaggiano più nelle buste ma sono baratti tra incarichi ed auto di lusso,tra nomine ed appartamenti,tra l’estrazione di un ministro e la presidenza di un manager in un cda.
L’opposizione urla quando passa la fiducia,ma se passa la legge sono tutti più contenti.
Si scambiano pregiudicati: ogni tanto ne finisce uno in galera e la par condicio impone all’avversario di offrirne un altro in sacrificio.
E’ tutto un gioco di ricatti ed ostaggi ma l’agnello sacrificale viene dato in pasto al popolo per sedare la rabbia.
Si indignano da una parte e dall’altra, sono verdi, sono rossi, sono razzisti, sono comunisti, sono disonesti ma è un gran blaterare per mostrare che qualcosa eppur si muove.
Ma non si muove niente: a fine mese ognuno ritira il suo lauto stipendio, sistema il figlio,il genero,appalta la commessa all’amico, dà l’incarico a colui che è stato prescelto e poi di nuovo alla giostra del parlamento.
Hanno sottovalutato solo una cosa: l’intelligenza dell’Italiano.
Ma davvero credono che tutto questo passi inosservato?
Davvero credono che l’Italiano possa dimenticare tutto il male ricevuto e tutto il maltolto con una tarantella e una sviolinata?
Prima o poi la giostra si fermerà e la fermeranno gli stessi imprenditori che hanno partecipato al gioco i cui rubinetti si stanno prosciugando.
Mentre la situazione economica precipita, cresce il malcontento e l’Italiano che di notte si torce nel suo letto oberato dai debiti canalizzerà tutta la sua rabbia verso i responsabili.
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NESSUNO COMMENTA IL PROCESSO LUNGO
Viviana Vivarelli

Dopo aver votato il processo lungo, i parlamentari del Pdl si sono rifiutati di dare risposte ai giornalisti e durante la votazione la vergogna sulla faccia di alcuni cloni di Berlusconi era palese. Come ha detto Li Gotti:“Si può essere servi, ma si è servi con vergogna”
Ma ormai il lunghissimo elenco di orrori che questa massa di disonorevoli ha continuato a votare per 18 anni li sprofonda in una fossa senza fine, dove possono solo andare sempre più in basso.
Dopo aver difeso in ogni modo possibile e con argomentazioni spesso plausibili e dense di nobile significato, il processo breve, ecco che si ritrovano a buttare alle ortiche ogni loro precedente battaglia, in nome non si sa di quale principio o valore, visto che questa bella pensata di Berlusconi distruggerà ogni forma di diritto e ogni accettabile processo.
Con le due possibilità, di poter richiamare quanti testimoni si vuole fino a prescrizione certa per scadenza dei termini, e di poter rifiutare qualunque cosa sia stata acclarata in un precedente processo (per esempio che un soggetto è stato un ladro di Stato o un pedofilo o un corruttore), qualunque criminale sarebbe prescritto. E’ la dissoluzione di qualunque idea di diritto per salvare un uomo solo. E questa gente sarà condannata a essere messa all’indice dalla storia come correa della distruzione dello Stato. A tutto questo la Lega dette sostegno.
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Dalla dichiarazione del senatore Li Gotti prima della vergognosa votazione Pdl-Lega sul processo lungo:

“Voi siete espressione della decadenza di un potere arrogante, concentrato sulla protezione del capo assoluto; non vi interessano i cittadini. Per anni avete rinunziato al richiamo della coscienza. Voi siete ormai i berlusconiani, ossia l’espressione del berlusconismo, che è la malattia del Paese. Molti di voi, dobbiamo riconoscerlo, provano vergogna. Molti di voi hanno da tempo perso anche la capacità di vergognarsi. Il servilismo, antico male italiano, ha intaccato la mente. Il corpo della politica è invaso dalle metastasi. Voi siete la causa della montante antipolitica, avvilendo il Parlamento, che è visto come il male assoluto. Voi non avete giustificazioni, non potete inventarvene. Voi avete fatto un capolavoro di strafalcioni giuridici e su questi avete posto la fiducia e avete poi chiesto, ed è bene che lo sappia l’Aula, la nostra disponibilità a consentirvi di cambiare il testo su cui avete posto la fiducia, con disprezzo assoluto del Regolamento.
Si voleva cioè porre la fiducia su un altro testo e si chiedeva la nostra complicità, perché sapevate che questo testo sarà inesorabilmente bocciato anche dagli studenti di giurisprudenza del primo anno di università.
La vostra concezione della democrazia parlamentare è marcia e vergognosa.
I cittadini ci guardano e giudicano. Voi non siete capaci di governare neanche a colpi di fiducia: sbagliate pure quando ponete la fiducia! Noi dobbiamo salvare le istituzioni dal discredito e dalla rabbia montante del popolo italiano. Avete troppo presto dimenticato i referendum… Quanto ancora volete resistere? Quanto ancora resisterete al fango ed alla cattiva coscienza che vi soffoca?
Più cercate la fiducia per scappare dal Parlamento, più affondate nella sfiducia del popolo italiano. Arroccati in un potere che si sgretola, voi sarete ricordati come la pagina buia della democrazia. Siete assediati dall’esterno e vi assediate vicendevolmente. Ora fiduciatevi ed annunciate al popolo la buona novella.
Quando finirete non avrete perso solo la rappresentanza politica, ma sarete costretti a provare di recuperare la vostra dignità. Voi non cadrete in piedi, ma con le spalle al popolo, inciampando nel tentativo di scappare e cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere.

IL PAESE SENZA CAUSE
Mariarosa

Il PROCESSO è SERVITO:
-BREVE,
-LUNGO o
-GASSATO/PRESSURIZZATO?
A me non l’hanno neppur chiesto, me l’hanno servito “A SPEZZATINO”… cioè ad OGNI IMPUTATO il suo processo! E per quale motivo? Per evitare l’ASSOCIAZIONE a DELINQUERE! Ma la cosa più incredibile, scoperta in 2° grado è stata questa: -i Due imputati che avevano chiesto il patteggiamento e quindi si erano dichiarati colpevoli, non solo non sono stati condannati, ma non erano stati mai stati interrogati! Il Giudice non ha voluto condannarli né assolverli ed ha preferito inviare tutto in Cassazione Ora chiedo: è mai possibile che un imputato che si dichiari colpevole e che chieda il patteggiamento, venga invece assolto? Il Giudice avrebbe dovuto come minimo accusarlo di essersi AutoCalunniato! E perché non è stato mai interrogato?
Eppure le prove a suo carico erano evidenti. Così funziona la Giustizia in Italia, nel PROFONDO NORD. Naturalmente alla base di tutto c’è stata la SCOMPARSA dei FATTI anche senza CAUSE.
Come diceva Grillo:
“Le cause rimangono sempre misteriose, inesplorate, mai raccontate. L’effetto senza causa è propaganda, indigna a senso unico,è l’ultima parte di un racconto,il capitolo finale. L’intera storia, gli avvenimenti che portano alla(logica) conclusione: all’effetto, sono cancellati, inesistenti.
L’Italia non è solo un Paese senza memoria, è anche un Paese senza cause. L’effetto arriva sempre improvviso, come un fulmine a ciel sereno, che sia una disgrazia o una contestazione a questa democrazia di cartone. Il terremoto dell’Aquila, le frane in provincia di Messina, il rogo di Viareggio sono eventi che nascono e muoiono in se stessi. Avvenuti qui e ora come in una nuova teoria creazionista, all’improvviso, senza una ragione. Chi indaga sulle cause è trattato da eretico, da novello Galileo Galilei: o abiura o è cancellato dall’informazione, perseguitato, eliminato. L’effetto senza causa è un dogma come il Sole che girava intorno alla Terra. Talvolta, quando l’effetto e la causa sono coincidenti, l’effetto scompare insieme alla causa. E’ l’eccezione che conferma la regola che un effetto si può raccontare solo se non si rivela la causa… Un mondo senza cause è un mondo senza colpevoli e senza soluzioni. Come si può intervenire infatti sugli effetti senza conoscere le cause? Come si possono perseguire i mandanti degli assassinii di Borsellino e di Falcone senza conoscerne le vere cause, le motivazioni? Il debito pubblico è anch’esso figlio della teoria creazionista di Craxi, Berlusconi e Tremorti. Il debito è nato dal nulla. Nessuno può dire quali siano le cause di 1800 miliardi di euro di debito (30.000 euro a italiano). Viviamo così, in un continuo presente a sorpresa, un giorno dopo l’altro, per vedere l’effetto che fa “.
Ecco, in molti processi italiani accade proprio questo: EFFETTI/FATTI senza CAUSE.
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MIGLIAIA DI TESTIMONI
Sante Marafini

Adriano Sansa.
Siamo a teatro. Un tale ruba la borsetta a una signora. Davanti al tribunale 10 testimoni precisi, sereni, estranei alle parti lo confermano. Ma la difesa chiede che tutti gli spettatori vengano sentiti: possono aver visto, magari con la coda dell’occhio. Oggi il giudice, che è organo imparziale, può escludere le prove manifestamente superflue o irrilevanti Con la legge sul ‘processo lungo’ non potrà più; solo quelle manifestamente non pertinenti potranno essere escluse. E siccome sono pertinenti a quella vicenda tutte le deposizioni degli spettatori, tutti dovranno essere sentiti. Mesi di udienze per un furterello.
A chi giova? A chi vuole tirare in lungo il processo: finalmente la verità. Il processo breve era una menzogna, perché significa la morte anticipata della procedura. Qui almeno si dice chiaramente l’obiettivo
Ancora un esempio. Non si potranno utilizzare le sentenze, pur se definitive, che accertano un determinato fatto, se non sentendo di nuovo i testi già ascoltati sui quali esse si fondino: come, per intenderci, i testimoni di un processo che abbia già accertato una corruzione.
A chi giova? Poiché la riformetta si applicherebbe anche ai processi in corso in 1° grado, servirebbe magari con urgenza a chi fosse notoriamente un imputato. Il quale potrà pure interrogare direttamente i testi che abbiano reso dichiarazioni a suo carico: il mafioso estorsore guarderà significativamente negli occhi, facendogli domande, il poveretto che finalmente ha creduto di poter parlare.
Su tutto questo, che varrà per decine di migliaia di processi, rallentandoli e vanificandoli, il governo mette la fiducia. Mentre i titoli di Stato italiani vacillano, mentre la corruzione distrugge la credibilità delle istituzioni all’interno e all’estero. Pensare che la legge, al cui interno si sono messe le novità, era nata per escludere il giudizio abbreviato e le sue riduzioni di pena per i delitti puniti con l’ergastolo.
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Da Mariarosa
Il Csm si prepara a ‘bocciare’ la proposta di legge sul processo lungo. Un insieme di norme che presenta per i consiglieri dell’organo di autogoverno della magistratura «gravi e motivate ragioni di preoccupazione», tanto da spingere a discuterne con urgenza nel pomeriggio in plenum. Una proposta di risoluzione presentata da 5 di loro, in rappresentanza di tutte le correnti togate e dei laici di centrosinistra. Documento sul quale i laici Pdl annunciano invece battaglia, sia sul merito che sul metodo. Il ddl all’esame del Senato «si caratterizza per l’evidente capacità di rallentare a dismisura la durata di tutti i processi penali attualmente in corso fatta eccezione per quelli per i quali sia stato già chiuso il dibattimento di 1° grado», avvertono i consiglieri del Csm, sottolineando come l’intervento in questione abbia «dirette ricadute sul cuore dell’attività giudiziaria».
«Preoccupante» viene giudicata, in particolare, la norma che prevede l’applicazione delle novità ai processi in corso in 1° grado, col rischio che debbano «ricominciare daccapo tutti».
I consiglieri del Csm denunciano anche l’incostituzionalità della norma in questione: «L’intervento proposto si muove in direzione opposta a quella prescritta dall’articolo 111 della Costituzione, il quale impone la ragionevole durata del processo»; così come «dirompente» viene considerato il combinato disposto delle norme sul cosiddetto processo lungo con cui «viene dilatata la durata dei processi» e quelle di riduzione dei termini di prescrizione «vengono di fatto negate le condizioni per pervenire ad un accertamento dei fatti oggetto delle imputazioni in tempi ragionevoli, con ciò vanificando ogni tentativo di offrire un servizio di giustizia efficiente per i cittadini».
http://www.diariodelweb.it/Articolo/Politica/?d=20110727&id=210901
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Amedeo al Presidente della Repubblica

Sono un anziano di novantuno anni e in tutta la mia vita, una situazione politica come questa non l’ho mai visto. Abbiamo un presidente del consiglio che ha fatto la sua fortuna principalmente per gli agganci politici ed entrato in campo esclusivamente per salvaguardare le sue aziende e la sua persona facendo leggi che mirano elusivamente a questo. Dell’Italia e degli italiani non gliene importa proprio niente, disposto persino a sacrificarla per i suoi interessi. Abbiamo una classe polita collusa, con molti incriminati e un’Italia completamente allo sfascio: giustizia, economia, lavoro, cultura, turismo, spettacolo, istituzioni e servizi, sono ridotti a un colabrodo, mentre gli scandali di corruzione, peculato e malversazione sono all’ordine del giorno. Vi sono persone che non possono più abbinare il pranzo con la cena e piccoli risparmiatori con il rischio di vedere vanificati una vita di economie.
I politici, nell’imporre pesi sempre più gravosi ai cittadini, loro non si scompongono nemmeno a spostare un fuscello con un dito.
Mi dica, Onorevole, tutto questo, ancora non basta! Che cosa aspettate a sfiduciare questo governo e mandarlo a casa, insieme a quei magia pane a ufo che occupano abusivamente quel posto che dovrebbe essere il tempio della correttezza e legalità
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Vento Rosso cita
I “RESPONSABILI”
http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/07/i-responsabili.html

La crisi che scuote dalle fondamenta il sistema capitalista ha unificato le varie frazioni della borghesia, che trovano nell’unità di classe contro il proletariato,gli operai, i disoccupati, i pensionati, il loro comune interesse: la difesa del sistema del lavoro salariato. In Italia il 10% delle famiglie detiene il 47% della ricchezza nazionale, mentre i disoccupati superano i 2 milioni. Le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione straordinaria evidenziano che nel primo semestre del 2011 c’è stato un aumento del + 9,29%, sullo stesso periodo dell’anno scorso, ma l’ingordigia dei borghesi, di chi ha già tanto, non è mai soddisfatta
Le misure decise dal governo aumentano ancor più le diseguaglianze sociali, in un paese che ha già 8 milioni di poveri, trasformano ogni giorno di più i contrasti di classe in conflitti sociali
Le varie frazioni della classe dominante, tramite i loro partiti di riferimento (sia di cdx sia di csx), si combattono per la supremazia nel paese e per difendere i loro interessi. In nome dell’alternanza di governo, fanno finta di litigare, ma quando il loro sistema di potere e di dominio scricchiola e vacilla sotto i colpi della crisi, ecco che allora viene fuori l’interesse comune della classe borghese
Dopo aver tuonato per settimane contro la manovra economica del governo definendola di “lacrime e sangue”, e “macelleria sociale”, è bastato il richiamo alla “concordia e all’unità nazionale” del capo dello stato – ma ancor più le turbolenze e il paventato pericolo di speculazioni sui mercati finanziari con l’esempio Grecia a un passo da casa – a unificare gli interessi dei borghesi di là dagli schieramenti politici. L’opposizione parlamentare di Bersani, Di Pietro, Casini e Fini togliendosi il velo dietro cui si celava, si è scoperta “responsabile”
PD, IDV e UDC (3° polo), immersi in pieno nel loro ruolo di “difensori degli interessi nazionali”, della loro classe, hanno rinunciato a fare ostruzionismo, venendo meno anche al loro ruolo di comparse nel teatrino della politica. In cambio dell’approvazione in tempi record della manovra economica, la loro richiesta, e speranza, è che B si faccia da parte avviando nuove alleanze o convergenze che portino alla nuova legge elettorale e alle elezioni
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Parlamento italiano

Er cane disse ar gatto:- D’ora in poi
ce rivolemo bene tutti quanti.
E’ finita la guerra! Da qui in avanti
er bon esempio lo daremo noi.
Boni, tranquilli, tutt’e due vicini
tra un’occhiatina ,una carezza e un bacio,
potremo vive come pappa e cacio
più peggio de li popoli latini.
– Se – disse er gatto – in quarche circostanza

te graffio l’occhi, nun ce fà piu caso… –
er cane disse: – Se te magno er naso
passece sopra e nun je dà importanza…
– Quanno er padrone nostro magna er pollo
divideremo l’ossa tra noi due…
– Ma se le mie sò meno delle tue
se pijeremo subbito p’er collo…
– E doppo avè spartiti li bocconi
ritorneremo a fà le controscene
pè dimostrà che se volemo bene…
come la socetà de le nazioni.

Trilussa
..
Flavio Amerighi scrive:
Il caso volle che, dovendo andare a Trento il 3 agosto 1980, sia passato dalla stazione tramortita a circa venti ore dalla bomba. Avevo 21 anni, oggi ne ho 52, ma l’odore di quella mattina mi tormenta ancora. Ti mando questa poesia per Angela Fresu, di anni tre, la più giovane della vittime di quella follia fascista.

Architrave

faccio progetti, ricognizioni
i materiali d’inventario, brutto anno
per sorrisi, fragolette e gambe magre
in posa davanti al rosso parete
di ruggine e rovine industriali

l’odore, campassi mille anni
dov’è la stanza delle coccole
dell’estate rimangono parole
stelle cadute, frutta a chilometri zero
la bomba in stazione

si spezza l’architrave
l’inizio è un moto, una frase
di noi butteremo via tutto
sta sereno, unico vizio è ricordare
gli uomini preferiscono le bionde

..
Ippolita cita:
Il canto della fame (Das Hungerlied)

Augusto re e signore
Conosci la triste storia?
Lunedì mangiammo poco
Martedì non mangiammo affatto

Mercoledì stentammo molto
E giovedì fu peggio;
venerdì fummo quasi
per morire di fame.
Perciò fa metter sabato
Il pane dentro il forno
Altrimenti domenica
O re, mangiamo te!

Georg Weerth
..
LA SANITA’ AMERICANA

Obama farà nuovi tagli allo stato sociale, in particolare a Medicare, programma di assicurazione medica amministrato dal governo degli Stati Uniti, riguardante le persone dai 65 anni in su finanziato a livello federale grazie ai contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro. I principali benefici della legge sono l’assicurazione ospedaliera e l’assicurazione medica gratuite. I repubblicani hanno sempre odiato questo programma, che viene incontro a chi non può sostenere le pesanti rette delle assicurazioni.
10 anni fa, nella classifica mondiale per la sanità, l’OMS (organizzazione mondiale della sanità mondiale) dichiarò che gli ultimi in classifica tra i paesi occidentali erano gli Stati uniti
L’Italia, a quel tempo, aveva il 2° sistema sanitario migliore del mondo dopo la Francia. Purtroppo i tagli dei successivi governi hanno messo anche la sanità italiana in ginocchio
M agli Stati uniti, che tu tanto decanti, furono dichiarati tra i sistemi più inefficienti del mondo
Con spese enormi (malgrado le assicurazioni) per il 56% contro il 26% dei paesi occidentali e senza alcun criterio di uguaglianza sociale
Dopo 10 anni e i tagli dissennati di Bush, l’Italia resta ancora al 2° posto in Europa, e gli USA sono, secondo l’OCSE, al 37° posto, la copertura sanitaria pur nel mix privato / pubblico, copre solo l’85% della popolazione contro medie dei paesi a sanità pubblica del 99,9%. E, comparata, la sanità italiana non è nemmeno cara, mentre quella statunitense è la più costosa del mondo.
E non solo il sistema sanitario americano è uno dei più costosi al mondo, ma è anche uno dei meno efficienti. Accanto a record positivi (come quelli nella ricerca farmaceutica e nelle nuove tecnologie), segna diversi primati negativi, come gli sprechi.
Questo sistema costa molto ai cittadini e alle casse degli stati ma fa guadagnare molto alle compagnie assicurative e al sistema ospedaliero privato, senza essere in grado di garantire l’assistenza sanitaria a tutti gli americani.
..
Strano paese l’America!

-una democrazia nemmeno formale che è una plutocrazia di fatto
-una depredazione del mondo spacciata come esportazione di democrazia
-un mercato che ha immiserito il mondo e sta portando al collasso il pianeta reclamizzato come il sistema economico migliore del mondo
-un dominio durissimo di magnati spacciato per interessi popolari
-una economia portata avanti con le armi a danno delle altre economie
-una politica estera che ha favorito Stati canaglia come Israele ma è arrivata ad elogiare per interesse persino Saddham (a cui furono date le chiavi di Detroit), o Gheddafi (per curare gli interessi americani,l’ONU nominò la Libia nella Commissione per i diritti umani nel mondo e la figlia Aishaa, fu fatta “Ambasciatrice di buona volontà dell’ONU nel mondo”) o il Pakistan o la Turchia
-una religiosità puritana che copre un fanatismo che di umano e di etico non ha nulla
-dei principi di uguaglianza che sono contraddetti costantemente e pervicacemente da una disuguaglianza feroce sociale, economica, giudiziaria, storica…
-la pretesa di essere sceriffo del mondo quando non è nemmeno in grado di mantenere la giustizia in casa propria (è prigioniero in USA un quarto della popolazione carceraria mondiale)
-un mondo che si vende come fatto da ideali quando è fatto soltanto da interessi

Quando la smetteremo di credere a tutto questo?
Non bastano ancora i milioni di morti, i paesi distrutti, lo stesso fallimento americano, la crisi di tutto il mondo?
Cosa ci può essere di più falso e fraudolento di tutto ciò?
..
me sono ancora qui

2 commenti »

  1. Basta al DITO MEDIO di BOSSI alzato contro il SUD e la CAMPANIA

    Siamo una unica nazione per COSTITUZIONE e non vogliamo PIù I rifiuti tossici

    delle IMPRESE DEL NORD ! Bossi ci faccia pagare tutti i DANNI DEI TIR TOSSICI

    DELLE SUE IMPRESE DEL NORD SUBITO E CI FACCIA BONIFICARE TUTTO

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — agosto 1, 2011 @ 4:01 pm | Rispondi

  2. Cara Viviana, mi sto chiedendo da un pezzo perchè nessuno denuncia Borghezio ed altri suoi compari ogni qualvolta che viola le leggi italiane.
    Ed intendo le leggi autentiche, non lo schifo delle leggi ad personam che sono uscite dal parlamento negli ultimi anni.

    Possiamo denunciarlo?

    Commento di Paola Lombardo — agosto 1, 2011 @ 9:11 pm | Rispondi


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