Nuovo Masada

luglio 28, 2011

MASADA n°1310 28/7/2011 DISCARICHE POLITICHE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:01 pm

Cacciate Borghezio dal Parlamento europeo! – Speroni appoggia il suo delirio – La civiltà della Norvegia – Il Pd crolla in una discarica giudiziaria – La difesa di Bersani e la replica di Travaglio – La Lega stracciona e parolaia – Un ministro ad lodum – Ottavo rapporto dell’industria – Il Parlamento respinge la legge per aggravare le pene ai reati contro LGBT – Sentirsi contromano – 41° caduto in Afghanistan: le morti inutili – Tremonti peggio di Scajola – Il default statunitense – Cremaschi: L’Europa delle banche è il nostro nemico

Mariapia manda:
Lode della dialettica

L’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.
Gli oppressori si fondano su diecimila anni.
La violenza garantisce: Com’è, così resterà.
Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda
e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.
Ma fra gli oppressi molti dicono ora:
quel che vogliamo, non verrà mai
.

Chi ancora è vivo non dica: mai!
Quel che è sicuro non è sicuro.
Com’è, così non resterà.
Quando chi comanda avrà parlato,
parleranno i comandati.
Chi osa dire: mai?
A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi.
A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi.
Chi viene abbattuto, si alzi!
Chi è perduto, combatta!

Chi ha conosciuto la sua condizione,
come lo si potrà fermare?
Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani
e il mai diventa: oggi!

Bertolt Brecht

Ciao Vi, per farcela i pochi ce la Faranno, ma sarà molto impegnativo e pericoloso, come è sempre stato

JENA
Diversità
Il Pd non è un partito che prende tangenti, semmai le riceve.

STRAGI DI OSLO E UTOYA
PETIZIONE

Mario Borghezio dichiara di condividere al 100% le idee deliranti del massacratore norvegese Breivik.

http://www.youtube.com/watch?v=Pw76a4eVp5M

Borghezio non è un cittadino comune che rilascia un commento avventato. E’ membro del Parlamento europeo e rappresenta l’Italia in Europa.Per di più è membro della Commissione per le libertà civili.
Può un deputato europeo fare un’asserzione del genere,ultima di una lunga serie di insulti e attacchi a cittadini meridionali,extracomunitari o di religione o preferenza sessuale diversa dalla sua?
I leghisti hanno dichiarato che Borghezio ha parlato a proprio nome. Basta così? Basta la consueta tecnica della smentita o le scuse del giorno dopo? Borghezio non ha alcuna intenzione di rinunciare al prestigioso incarico e alla munifica indennità. Dunque è dai cittadini che deve partire una perentoria campagna per chiedere la sua estromissione dal consesso europeo e che dovrà continuare fino a quando il risultato sarà raggiunto.
Intanto Speroni, capo della delegazione al Parlamento europeo della Lega nord, si è associato a questo delirio: “Sto con Mario Borghezio– ha detto-Non penso che debba dimettersi:ha fatto delle affermazioni che sono state anche strumentalizzate.Le idee di Breivik sono a difesa della civiltà occidentale” .
Filippo Rossi direttore del Futurista e Articolo21 lanciano una petizione popolare: ai sensi dell’art. 227 del trattato sul funzionamento dell’UE per cui, “qualsiasi cittadino può esercitare in qualsiasi momento il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri”.

Chiediamo al Parlamento europeo di dimissionare il deputato Borghezio o di prendere pesanti provvedimenti disciplinari a carico di un rappresentante delle istituzioni che ha agito nel totale disprezzo e dileggio dei codici e delle convenzioni internazionali”.

Manda a:
https://www.secure.europarl.europa.eu/parliament/public/petition/secured/submit.do?language=IT

Ilpoeta
Nitto Palma alla Giustizia, Bernini alle Politiche Comunitarie…Borghezio al popolo norvegese
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Viviana
Per il prossimo raduno leghista consigliamo, invece della piana di Pontida, l’isola di Utoya.

A PARTE

Dell’Utri: “Mussolini era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori.”

Borghezio: “Breiwik, ‘a parte’ la strage, ha detto cose giuste”

Feltri: ”Le idee di Breivik sono profondamente sane, al netto da propositivi di violenza e sono ormai patrimonio comune dell’Europa che dice no alla società multirazziale e all’invasione islamica per cui si sente la necessità di una risposta identitaria e cristiana di tipo templare”.

Berlusconi: “Io, a parte tutto quello che ho fatto, sono il miglior statista degli ultimi 150 anni”

Io: “A parte che vomito, sono molto felice di condividere l’Italia con queste brave persone”
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Il male dell’Italia non è solo la corruzione, c’è anche la demenza congenita
Una idiota in Parlamento:
Gabriella Carlucci: “Se vince la sinistra, avremo tanti casi Winehouse”
Invece se vince Berlusconi, avremo tanti ‘cavalli’ 1) da darci all’ippica
1) per i desmentegados, per ‘cavalli’ Dell’Utri intendeva le partite di droga che venivano smistate da Arcore tramite il narcotrafficante della mafia Mangano, alias lo stalliere che pranzava alla tavola di Berlusconi
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Aldo Antonelli
Credo che ci sia una crudeltà che non è affatto follia, che è una lucida e razionale scelta del male, che è un peccato pensato e pianificato, che è un mezzo voluto per mantenere e accrescere il potere proprio e quello del sistema“.
Marianella Garcia Villas, collaboratrice di mons. Romero, torturata e assassinata nel marzo del 1983.
Naturalmente la Garcia aveva davanti a sé la violenza del Salvador: il sequestro e l’uccisione di centinaia e centinaia di inermi cittadini, contadini, sindacalisti, sacerdoti…
Noi, in questa fredda estate 2011, abbiamo davanti agli occhi le stragi di Oslo e di Utoya.
In Italia, abbiamo il razzismo e la xenofobia della Lega, la bulimia rapace e predatoria di Berlusconi e dei suoi prosseneti, il silenzio omertoso e interessato della Gerarchia e l’immobilismo ingessato dell’opposizione.
Der Spiegel scrive di un’Italia “malata come lo era Milano ai tempi della peste”!
In un’Italia appestata il PD, trascinato nel fango degli scandali, cosa fa?
Si distrae con gli allegri spogliarelli di Campiano.
Una volta nelle Feste dell’Unità ci si divertiva tra dibattiti accesi e discussioni infuocate. Oggi, nelle feste della cuccagna, ci si distrae tra sorsi di birra e morsi di sesso.
Segno ultimo di un degrado senza confini.
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LA CIVILTA’ DELLA NORVEGIA
Viviana Vivarelli

Non è vero che Breivik avrà solo 21 anni di carcere o ne avrà 30 per crimine umanitario. Il giudice norvegese può confermargli la pena per l’intera vita per tenere la società al riparo dalla sua pericolosità sociale. Anche se poi la dorata prigione norvegese sembrerà un hotel a 5 stelle a confronto di quelle italiane e non un istituto di pena.
Mi hanno stupito del popolo norvegese, delle famiglie delle vittime, dei giornali norvegesi, due cose: che nessuno ha fatto della bassa macelleria o delle sceneggiate emotive sui morti, come da noi sarebbe avvenuto con giornali di bassa lega come quelli di Berlusconi (Feltri pubblicò addirittura la fellatio di un pedofilo su un bambino) , le poche foto presentate erano castissime, in nessuna si vedevano i poveri corpi dei giovani morti, il rispetto per le vittime è stato massimo con una delicatezza impensabile per la nostra stampa che si butta ormai sul noir e sul truculento di una cronaca esasperata che è essa stessa reato di immagine e di sostanza, e il dolore di un intero popolo si è presentato in modo civile, senza estremi, senza eccessi, con un pudore che lo rendeva, semmai, ancora più grande. Oltre a questo, è stata la reazione composta e civilissima del governo norvegese a riempirmi di ammirazione e di stima; dopo 20 anni di sbracatezza, malcostume, degenerazione e volgarità dei partiti di governo, massimamente la destra, sapere che esiste al mondo un paese che ancora onora la democrazia, la civiltà, il rispetto umano, mi rende questo mondo ancora degno di essere abitato, e mi consolida nel proposito che mai verrà meno di cacciare i farabutti dal potere.
Ma la lezione più grande che ci viene da Oslo è che, nemmeno davanti a questa efferata strage, la Norvegia ha abbassato il suo livello di civiltà. Il suo premier ha detto: ”Sono fiero di vivere in un paese che è riuscito a restare con la schiena dritta in un momento così critico. Quanto è accaduto è orribile. Siamo una nazione piccola ma orgogliosa e non rinunceremo mai ai nostri valori. La nostra risposta sarà: più democrazia, più apertura, più umanità.”
Anche il vescovo di Oslo lo ha ripetuto: “La strage non condurrà a una società più chiusa a più controlli di polizia per le strade, ma dovrà rafforzare i valori di apertura e tolleranza.”
La Norvegia- scrive Furio Colombo – ci dà una grande lezione di saggezza, quando altre democrazie hanno invece reagito con violenza mettendo in crisi quegli stessi valori che dovevano proteggere. Basti pensare alla reazione americana all’11 settembre, quando Bush rispose con due guerre aggressive a due interi popoli e col Patriot Act sospese le libertà civili degli stessi americani.
La via più facile è assecondare la paura con misure eccezionali che limitano la libertà. Quella più difficile è la via del coraggio civile che condanna i responsabili della violenza ma riafferma quei valori che i terroristi vorrebbero veder morire”.

LA LEGA: UN PARTITO DA SPAZZARE VIA AL PIÚ PRESTO
Sari

Speroni a Radio 24: “Sto con Borghezio; non penso che si debba dimettere: ha fatto delle affermazioni che sono state anche strumentalizzate. Le idee di Breivik sono a difesa della civiltà occidentale. Se le idee sono che stiamo andando verso l’Eurabia e cose del genere, che va difesa la civiltà cristiana occidentale. Sì, sono d’accordo. Sono le stesse idee di Borghezio? Pazienza, andrò anche io sui giornali. Cioè, allora condanniamo anche Oriana Fallaci? Allora condanniamo anche le idee di Magdi Allam?», così il capo delegazione al Parlamento europeo della Lega Nord Francesco Speroni alla Zanzara, trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani su Radio 24.
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Renato

Gli estremisti cechi e slovacchi ringraziano su Internet Andres Behring Brevik per la strage compita in Norvegia. Sul sito degli ultranazionalisti cechi e slovacchi, White Media, è stato pubblicato un messaggio dal titolo ‘Difesa di Andres Breivik’, che è stato poi ripreso anche dal portale informativo lidovky.cz. ”Grazie, fratello. Hai colpito il male nei suoi luoghi più sensibili’. ‘Hai ispirato molti altri che sono pronti a sacrificare le loro vite alla lotta dalla quale l’Europa uscirà forte, sana, pulita, vitale, prosperosa e sicura”.
La polizia non è ancora riuscita a identificare gli autori, ma White Media fa parte dei siti degli ultranazionalisti cechi e slovacchi che si schierano contro ”l’ideologia del multiculturalismo promossa dalla sinistra”.
ansa
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IL PD CROLLA IN UNA DISCARICA GIUDIZIARIA
Viviana Vivarelli

Berlinguer è morto nell’84. In questi 27 anni il Pd ha totalmente affossato la questione morale e si è gradatamente trasformato in un partito neoliberista, non di sx, non di opposizione, non di popolo ma di casta e sulla stessa linea di immoralità politica di Berlusconi, con una trama minore ma analoga di scalate, intrallazzi, tangenti, mazzette, concussioni e corruzioni. Nulla ha fatto per moralizzare la vita pubblica, nulla per depurare se stesso, per difendere la Costituzione o tutelare il cittadino o affrancare il lavoratore dallo sfruttamento, dalla disoccupazione, dall’immiserimento, dalla mancanza di tutele, si è affiancato ai privilegi e agli abusi della Casta, non ha mai cacciato i suoi membri più disonesti e anzi ha palesemente appoggiato nuove figure di squali finanziari o politici, pregiudicati persino, o soggetti palesemente nocivi o incapaci o odiosi al voto degli elettori, si è sempre più allontanato dai bisogni collettivi e dai diritti civili fino al paradosso dei referendum e ha, di fatto, agevolato Berlusconi, dall’inizio (conflitto di interessi) alla fine (vergognose assenze a un centinaia di leggi immonde e appoggio palese ad altre non meno vergognose). Di ricambio neanche parlarne. I dinosauri hanno tenuto saldamente nelle loro mani il partito e hanno evitato con cura qualunque selezione o miglioramento. Oggi che B è in crisi e che il Pdl potrebbe essere scavalcato facilmente, siamo costretti ad assistere a un Pd che in luogo di presentarsi come partito pulito e salvatore della patria, si affossa da se stesso nella merda del malaffare e “minimizza” o “querela”, gettando nello scoramento chi aveva creduto in lui e non si ritrova né nelle trame di un D’Alema e di un La Torre, né nella logorrea vacua e sterile di Veltroni, né nei palesi inciuci di Franceschini col presidenzialismo forte e il Vaticano, e soprattutto nella falsa inerzia, in realtà protettiva dello sporco, di Bersani.

Sono 27 anni che gli elettori del Pd chiedono pulizia morale, ricambio dei vertici, attenzione ai problemi del paese, presenza nelle piazze e nei movimenti civili, difesa del territorio e dei beni fondamentali, tutela della Costituzione, salvaguardia del lavoro, trasparenza nelle alleanze, certezza di programmi, aperture democratiche, lotte di sinistra, premio ai meritevoli.
Se un partito voleva deludere al 100% i suoi elettori, qua siamo al 200%. I segretari del Pd tutti insieme, come una combutta di insani, hanno fatto la miglior opera di smantellamento suicida di un partito che mai un avversario avrebbe potuto immaginare da kamikaze infiltrato: nel simbolo, nelle radici storiche, nella ideologia, nella lotta parlamentare, persino nel colore, in tutto!
Oggi che una valanga di merda si abbatte su B e le sue cricche corrotte di potere e il sultanato vacilla, sotto l’urto di una crisi impietosa che porterà anche i più stolti alla ribellione, il Pd cerca di non essere da meno per affossarsi da solo.
La cosa più allucinante è sentire questi signori del malaffare che recitano la loro parte di finti morali, davvero una cosa da vomito. Siamo costretti a sentire uno come Sircana (ex portavoce di Prodi, portavoce poi di che? visto che non ha mai detto una parola!) che parla di “chek up morale”! E già questo termine mi fa stridere i denti. E non è che dirlo in inglese migliori il livello morale di uno soggetto che, con Prodi, nel 2006, ottenne dalla giunta provinciale milanese di Penati (sempre lui!) ben 60.000 € per la sua società “per progettare Festival”(?); come se nessuno dei 2500 dipendenti della Provincia fosse in grado di farlo!
Siamo costretti a sentire il puro Letta e il garbato Gentiloni parlare di “morale”. Travaglio si chiede come mai ne parlino a noi, ma non dicano verbo a Bersani, che aveva stretti rapporti col gruppo Gavio. Distrazione?
“Nel 1998, la Cassazione condanna Bruno Binasco, braccio dx del re delle autostrade Marcellino Gavio, per mazzette passate al Pds tramite Greganti, pure lui condannato, 150 milioni di lire camuffate da caparra per il finto acquisto di un immobile.” Pensate che dopo questa condanna, i rapporti della cosiddetta sx con Gavio cessino? Manco per sogno! Si continua peggio di prima. Nel 2005 Penati, appena eletto pres. della Provincia (sempre lui!) acquista da Gavio e Binasco il 15% delle azioni dell’autostrada Milano-Serravalle (Nessuno si chiede come mai questa inutile autostrada è stata costruita? O come mai in Germania nessuno paghi alcun pedaggio? O come mai invece in Italia sulle autostrade inutili si siano intrecciato floridi affari sporchi? Ora abbiamo il business della TAV ma il senso non cambia). Alla fine il buon Penati controlla addirittura il 53% di queste azioni (cosa non si fa per il bene della sx!), con un bel salasso ai contribuenti e un bel regalo al privato. Penati fa spendere per questo alla Provincia 238 milioni di €, pagando 9,38 € le azioni che un anno e mezzo prima aveva pagato 2,0” E poi uno si chiede come mai il Pd ha votato contro l’abolizione delle Province? Così Gavio guadagna in plusvalenza 176 milioni! E subito ne investe 50 per sostenere la scalata dalemiana dell’Unipol di Consorte a Bnl, acquistando lo 0,5% della banca.” Bersani ovviamente è d’accordo con tutto. Nel 2008 Binasco si sdebita dando una stecca (questa è l’accusa) di 2 milioni di e a Penati, sempre con la solita scusa di una finta caparra per finto acquisto di immobile. Penati era capo della segreteria di Bersani.”
Non occorrono altri commenti.
Bersani querela.
Ma che quereli??
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LA RISPOSTA DI BERSANI E LA REPLICA DI TRAVAGLIO
da IFQ

Con una sciattezza unica nella sua stolta vacuità Bersani risponde blandamente sul Corriere a quanti accusano il Pd di corruzione, come se fosse vittima inconsapevole di una congiura, come se nessuno dei fatti contestati esistesse, come se uno si potesse affratellare alla gente perbene ‘sulla parola’, come se la superiorità morale di un partito (che ormai non è nemmen più di sx) si potesse proclamare ‘a prescindere’. E minaccia querele.
“Noi non possiamo certo dividere il mondo-dice- mettendo i cattivi da una parte e i buoni dall’altra”. Questo lo farà Dio dopo il giudizio universale. E dunque non sta ai segretari di partito selezionare gli onesti, sembra. E’ come Formigoni quando diceva: “Chi sono io per poter giudicare la moralità di B? Lo farà Dio!”
Sì, va bene, ma fingere di non vedere la sporcizia o parteciparvi è un tantino diverso dal giudizio divino. Rientra nella responsabilità personale e non farlo in politica si chiama correità. In ultima analisi-dice Bersani-ci giudichi solo Dio! Facile! Questo è peggio di Berlusconi che almeno si richiama a un tribunale di ministri.
“Io non ho fatto nessun combina tra Penati e Gavio” prosegue “In quanto a Pronzato non è vero che era un mio uomo.” E così via…

Ma Travaglio è molto più duro e non si contenta della sciapa rispostina:
“E’ vero, come dice Bersani, che ai politici tocca produrre riforme contro la corruzione. Ma Bersani è stato 2 volte ministro nei 7 anni di governo di csx, mi dica quando la sua parte ha prodotto una legge anticorruzione. Al contrario il Pd la corruzione l’ha aiutata “garantendo l’impunità a corrotti ed evasori, come la depenalizzazione dell’abuso di ufficio non patrimoniale, il nuovo 513 Cpp, il cosiddetto giusto processo, la riforma penale tributaria che prevede amplissime soglie di non punibilità agli evasori fiscali, l’indulto extralarge del 2006 esteso a corrotti e corruttori.”
“Bersani rivendica il codice etico del Pd e dice che più stringente del percorso giudiziario, Com’è allora che il Pd ha portato in Parlamento due pregiudicati come Carra e Papania più vari inquisiti e imputati e l’anno scorso ha candidato a pres. della Campania e a sindaco di Salerno un signore imputato per corruzione e concussione? E in base a quale codice etico ha mandato al Senato Tedesco che, come assessore alla sanità di Vendola, si era appena dimesso perché indagato di corruzione?
In quanto alla triangolazione con Penati e Gavio, se Bersani raccomanda Gavio a Penati che coi soldi dei milanesi compra il 15% delle azioni della Milano-Serravalle e a 8,9 € quando costavano 2,9 dando un bel ricavo per Gavio di 176 milioni e quando Gavio per riconoscenza mette 50 milioni nella scalata Unipol a Bnl sponsorizzata dal Pd, a che si deve pensare? A una serie di sfortunate coincidenze? E a che titolo Bersani che in quel periodo era un semplice europarlamentare favoriva il loro incontro? Oltre tutto segretissimo. E che è uscito solo grazie alle intercettazioni dei pm di Milano.
E come fa a dire che Pronzati non lo conosceva nemmeno, quando fu suo consigliere al ministero, lo mise nel Cda dell’Enac e lo fece responsabile per il trasporto aereo del Pd? Con un netto conflitto di interessi tra incarico pubblico e di partito. Così che il Pronzati con una mano ha favorito l’aeronautica di Paganelli all’Enac e con l’altra ha spartito la tangente con Morichini, quello, guarda caso che cercava fondi per la fondazione di D’Alema?”
E se Bersani vanta tanta pretesa innocenza, è proprio sicuro che questa contempli “patrocinare scalate e fusioni e acquisizioni bancarie? Altro che combine!”
“Si tratta di una concezione malata dei rapporti tra affari e politica, la stessa che portò Bersani con D’Alema a sponsorizzare i ‘capitani coraggiosi’ quelli che sì ingoiarono le Telecom coi soldi delle banche riducendola a un colabrodo. Quella che portò Bersani e Fassino, come rivelò il governatore Fazio, a sostenere i furbetti del quartierino che con metodi illeciti saccheggiavano un pezzo del sistema bancario, difendendo fino alla fine il loro padrino Fazio.
Tutte queste vicende spiegano come la sx italiana se ne sia sempre infischiata del conflitto di interessi di B.
Domani fanno 30 anni che Berlinguer diceva: “I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni.. gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai, alcuni grandi giornali”. Io-dice Travaglio- una ripassatina a quel discorso gliela darei”.
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I BERLUSCONIANI SONO SENZA FACCIA
Vv

E ora tutti quei berlusconiani e leghisti che si sono arrampicati sugli specchi per difendere la giustizia del processo breve che argomenti porteranno per difendere la giustizia del processo lungo, quello che, consente a un imputato di portare quanti testimoni vuole fino a scadenza dei termini? Anche migliaia, pur di sabotare i processi.
Quello per cui, ad es. Ghedini potrebbe chiamare a testimoniare a favore di Berlusconi tutte le sue troie (sono legioni).
Mi sono imbattuta per caso sul web in una sfilarata di questi appelli dei signori del diritto che con compunto sussiego e appigliandosi a dotti ed equi principi di equità difendevano il processo breve.
E ora che l’ordine si è rovesciato, cosa diranno?
C’è da scompisciarsi dalle risa a rileggere oggi le loro auguste e convincenti concioni. Davvero una maggiore figura di merda non la potevano fare.

C’erano nell’antica Atene dei filosofastri detti ‘sofisti’ che insegnavano a far politica in modo furbastro, difendendo una tesi fino a convincere gli avversari e difendendo poi la tesi opposta per mandarli in totale confusione.
Ma i sofisti di Atene da questi signori del Pdl dovrebbero andare a scuola!
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LA LEGA STRACCIONA
Viviana Vivarelli

Non si è ancora spenta l’eco delle solenni dichiarazioni della Lega a Pontida che rifiutava solennemente di partecipare al Governo se non fosse stata accontentata nel suo ultimatum, che gli ‘irriducibili’ principi di Bossi cadono uno a uno come le foglie. I 4 Ministeri a Nord non sono stati concessi, chiusi i ridicoli ufficetti della Lega a Monza con la Corte dei Conti che chiede ragione delle spese, prosegue la guerra libica da un miliardo e i leghisti calano le braghe e rifinanziano l’inutile guerre afgana, anche se l’81% degli italiani la vorrebbero chiudere e gli elettori della Lega vedono come il fumo negli occhi altri sprechi bellici, il Parlamento continua a contare mille parassiti, la riforma fiscale non è stata fatta, le tasse non sono diminuite, anzi ogni famiglia italiana pagherà 3000 euro in più l’anno, il federalismo, che doveva tassativamente passare entro gennaio, è proprio sparito.
Insomma l’ultimatum di Bossi era fatto da 4 ragli a cui ognuno ha dato la considerazione che si dà a un somaro, principalmente Berlusconi.
Intanto Borghezio continua nei suoi deliri nazisti e si dichiara simile a Breivik.
Feltri, per non essere da meno, scrive sui giornali di Berlusconi che le idee di Breivik sono “profondamente sane, al netto da propositivi di violenza e sono ormai patrimonio comune dell’Europa che dice no alla società multirazziale e all’invasione islamica per cui si sente la necessità di una risposta identitaria e cristiana di tipo templare”. Tace la CEI.
La turba di cani, puttane e porci vivamente applaude.

UN MINISTRO AD LODUM
Viviana Vivarelli

Non è bastato che la Corte Costituzionale sentenziasse contro il legittimo impedimento, non è bastata la lunga fila di veti apposta a tutti i reiterati tentativi di Berlusconi di rendersi improcessabile, non è bastato il malcontento degli elettori della Lega che rischiano di vedere i loro capi votare anche la beffa del processo lungo dopo la beffa del processo breve, quel processo lungo che rischia di convocare migliaia di testimoni al fine di decretare la morte certa del processo, non è bastato nemmeno che il 95 % dei votanti si pronunciasse nel referendum contro le leggi ad personam, ora il sultano ci riprova con la nomina del nuovo Ministro della Giustizia che dovrebbe surrogare Alfano.
Dopo la miserabile figura di aver presentato fantoccetti di scarso rilievo come la Bernini o odiosi al pubblico come Brunetta, puntualmente respinti da Napolitano, la scelta di Berlusconi è caduta su due brutti ceffi della corte di Previti, consigliati dallo stesso Previti, dopo che la sua definitiva condanna ha dissuaso B dal farlo Guardiasigilli.
I due nuovi fantoccioni sono: Francesco Nitto Palma e Donato Bruno.
Facile capire i motivi di questa scelta:
Palma è quello che tenta di imporre il blocco delle indagini ai parlamentari per tutta la durata del loro mandato e con effetto retroattivo. Ed è lo stesso che difese la salva-Previti che rimpiazzava la ex-Cirielli. Quello che quando un rutelliano gli chiese se la nuova legge avrebbe prescritto i reati di Previti, rispose: “Non lo so, non mi interessa”.
Palma è uno di quei pm che B tanto ama e che fece dare alla procura di Roma il nome di “porto delle nebbie”, quando mise sotto accusa i giudici militari di Padova che indagavano su Gladio, perché è ovvio, quando si fa parte di un golpe, indagare su un golpe non è ‘fino’.
Insomma due brutti ceffi perfettamente referenziati!
Peccato che quello della Giustizia non fosse l’ennesimo punto dell’ultimatum di Bossi, perché l’en plein sarebbe stato completo.
Dunque tra i due Napolitano ha scelto Nitto Palma, ma ‘scelti’ è una parola grossa.
A breve il nuovo Lodo.

OTTAVO RAPPORTO DELL’INDUSTRIA
IdV

E’ una fotografia a tinte fosche quella scattata dall’ottavo ‘Rapporto Industria’ della Cisl, presentato dal segretario generale Raffaele Bonanni e dal segretario confederale, responsabile del dipartimento industria, Luigi Sbarra: più di 500mila posti di lavoro persi nell’industria, negli ultimi 3 anni; circa 260 mila persone – a giugno 2011 – interessate dalla cassa integrazione, di cui circa 174 mila con ”prospettive occupazionali incerte” (ovvero con scarsissime possibilità di rientrare sul posto di lavoro).
Insufficiente la timida ripresa, peraltro disomogenea, della produzione industriale che, con le “costruzioni, è cresciuta, in termini tendenziali nel 2010 del 6,4%, recuperando solo parzialmente la caduta del 18,9% registrata nel 2009, preceduta dal calo del 3,4% nel 2008. Considerando l’evoluzione sino all’inizio del 2011, l’attività produttiva ha recuperato circa l’11% rispetto al minimo ciclico del marzo 2009. Considerando il massimo valore del ciclo precedente, nell’estate 2007, all’inizio del 2011 il livello di produzione è ancora al di sotto di circa il 19%”’.
Dramma occupazione. ”C’e’ stato un timido rilancio produttivo ma non siamo riusciti a colmare la voragine che ha prodotto 500 mila disoccupati e messo 200mila in cig. Il sistema industriale non riesce a essere governato. C’e’ – in questo secondo Bonanni – una incapacità del governo”. Per il segretario Cisl “serve aprire una discussione forte e immediata anche in Parlamento”.
Per l’Italia dei valori “i dati diffusi oggi dalla Cisl fotografano l’incapacità del governo Lega-Berlusconi che, in tre anni, ha bruciato quasi un milione di posti di lavoro. Ai 500mila persi nell’industria e ai 200mila lavoratori in cassintegrazione riportati nel rapporto Cisl bisogna, infatti – sottolinea Maurizio Zipponi, responsabile lavoro e welfare del partito -, aggiungere tutti quei lavoratori in mobilità e in cig in deroga”. Per Zipponi “questo esecutivo non è stato capace di proporre uno straccio di politica industriale e di offrire il sostegno adeguato alle piccole e medie imprese e agli artigiani. Ciò sta rischiando di produrre una bomba sociale incontrollabile”.
La ricetta dell’Idv passa innanzitutto attraverso il rilancio della domanda interna, l’aumento del potere d’acquisto, la lotta all’evasione fiscale e agli sprechi. “La ripresa dei consumi interni è un primo punto di partenza per il rilancio del Paese – conclude Zipponi -. Per centrare questo obiettivo, però, è necessario rivalutare le pensioni minime e gli stipendi ormai ridotti all’osso. E, soprattutto, reperire quelle risorse necessarie attraverso una seria riforma fiscale, una battaglia senza frontiere all’evasione e il taglio dei costi della politica”.
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Michele (blogger)

La vostra ricetta è cosa saggia. Mi sembra che anche un certo Draghi la riproponeva sempre ottenendo plausi e applausi da tutti, tanto che gli è valso un ruolo di maggior prestigio.
C’è un problema: né lui (ormai consacratosi come grande genio dell’economia europea), né voi, ma neanche tutti gli altri riescono a pianificare con cifre e dati, un vero piano di rilancio.
Rivalutare le pensioni: giusto, giustissimo. Aumentare le pensioni minime, quelle dei 500 € mensili per dirne una è cosa doverosa, ma possibile solo se vengono ridotte sensibilmente le pensioni rilevanti oltre i 5.000 € in modo percentuale, ed intervenendo anche sulle buone uscite anch’esse in modo percentuale.
Rivalutare gli stipendi: giusto, ma è difficile intervenire su quelli delle piccole imprese, pena la loro chiusura visto il peso fiscale.
Intervenire quindi sulla leva fiscale sperando che un euro in meno pagato al fisco significhi un euro in più messo nel sistema.
Riforma fiscale: è circa 20 anni che se ne discute senza trovare il bandolo della matassa, però è strano avendo un campione in dispense economiche illuminanti quale il Draghi. Illuminanti? Ma di che? Forse di retorica.
Tagli dei costi della politica: una goccia nella bacinella piena d’acqua, ma importante per evitare una vera ribellione sociale. Però invece di andare a rivedere articoli della costituzione (es. riduzione del numero dei parlamentari) che comporterebbe tempi lunghi oltre che per l’approvazione anche per la messa in atto, sarebbe onestamente morale cominciare con il ridurre sensibilmente tutte le spese superflue, tutti gli agi ed i vantaggi oltre che una sensibile riduzione della busta paga.
Ma prima di tutto: eliminare tutte le pensioni a tutti coloro che sono passati per il parlamento per una sola legislatura.
Altri sarebbero gli aspetti da focalizzare, ma vorrei lanciare una provocazione che poi tanta provocazione non è:
per ridurre le spese si deve abbandonare l’ideologia liberista (es: acqua – raccolta rifiuti – trasporti ed altri ancora oggi in mano a finte società private) che hanno solo portato alla rovina il sistema tutto.

LGBT
La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.
Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (articoli 1 e 3)

Sono «discorsi ispirati dall’odio» quelli che incitano all’odio, alla discriminazione o all’ostilità verso un altro essere umano, seguendo un pregiudizio che si appoggia su una caratteristica particolare,come l’orientamento sessuale o l’identità di genere.
L’Omofobia è una paura irrazionale verso una persona perché questa persona è lesbica, omosessuale o bisessuale.
La transfobia è una paura irrazionale verso una persona perché si esprime come appartenente a un genere diverso da quello assegnato alla nascita, ad esempio tramite trattamenti ormonali, interventi chirurgici, abbigliamento o cosmetici.
La paura e le intimidazioni derivanti dai reati e dai discorsi ispirati dall’odio impediscono alle persone lesbiche, omosessuali, bisessuali e transgender di partecipare pienamente alla vita sociale.
Secondo alcune indagini, in alcuni Stati europei metà delle persone LGBT sono state vittime di discorsi o di reati ispirati dall’odio.
In alcuni stati si chiede di segnalare questi reati ad appositi uffici.
E’ necessario rendere reato i discorsi ispirati dall’odio LGBT.
In 12 Stati membri (Belgio, Danimarca, Germania, Estonia, Spagna, Francia, Irlanda, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Svezia) più l’Irlanda del Nord, è considerato reato incitare all’odio, alla violenza o alla discriminazione in base all’orientamento sessuale.
In 4 Stati membri (Austria, Bulgaria, Italia e Malta) i discorsi ispirati dall’odio sono considerati reati se espressi nei confronti di gruppi specifici ma le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali non sono incluse. Ciò rende difficile applicare la legislazione a casi di omofobia. Negli altri Stati membri, i discorsi ispirati dall’odio contro le persone LBGT non sono definiti specificatamente come reato, ma la legge è formulata in modo generale e potrebbe essere utilizzata per proteggerle.

Il Parlamento italiano ha appena rifiutato la legge che chiedeva una aggravante di pena ai reati contro gli omosessuali. Ancora una volta ci siamo schierati col peggio.

CHI E’ “NORMALE” E CHI NO
Paolo Soglia

Oggi, facendo la rassegna stampa, provavo la sempre più ricorrente sensazione di quello che va in autostrada e si vede sfrecciare le auto addosso.
Sono loro i pazzi o sono io che vado contromano? Ricapitoliamo: il norvegese Anders Breivik, in piena coscienza di sé e in nome delle sue idee, stermina decine di adolescenti a una convention laburista. Non essendo l’attentato opera di islamici barbuti l’uomo è subito catalogato come “pazzo”. Dai tg Sparisce qualsiasi accostamento, anche ipotetico, tra il Breivik e il mondo cristiano/conservatore/xenofobo/integralista.
I distinguo, poi, si sprecano: tutti a spiegarci – da Socci a Introvigne – come sia sbagliato accostare il termine “cristiano” al terrorista di Oslo: “il Killer non è cristiano la sua unica fede è la pazzia…”
Ci prendono per babbei: è tale la loro malafede culturale e il bisogno di allontanare i mostri che si annidano nel loro mondo che pensano sia per noi impossibile distinguere un Anders Bhering Breivik da un Jerry Adams, un Don Seppia da un Don Ciotti, come se la sola parola “cristiano” o “cattolico”, accostata a qualcuno, bastasse ad assolvere completamente o viceversa a condannare.
Bisogna dunque aspettare l’esponente leghista Borghezio, con quella “banalità del male” che lo contraddistingue, per togliere ogni velo d’ambiguità alla costruzione ideologica che sottende la strage dell’isola di Utoya.
Il “Pantheon” di riferimento di Breivik è quanto di più comune e diffuso si possa trovare nei manifesti ideologici dei movimenti xenofobi e razzisti di mezza Europa, sia di quelli che partono da posizioni di estrema destra, sia da coloro che si rifanno al fondamentalismo cristiano o ai movimenti separatisti tipo Lega. Per Borghezio infatti le idee di Breivik sono buone, in alcuni casi ottime. Sono le stesse idee portate avanti dal suo movimento e da analoghi movimenti in Europa che vincono le elezioni, sono le idee che professava l’ultima Fallaci lanciando i suoi anatemi antislamici dopo l’11 settembre. Punto.
Bene ha fatto dunque Michele Serra, intervenendo oggi su Repubblica, a rimarcare la “connotazione politica” della strage compiuta da Breivik: “Tutto, in questa vicenda che gronda sangue, gronda anche di politica. La follia è solo ospite di un teatro, la politica, che come ogni europeo sa bene è carico di tragedia e di morte, ma anche di nobiltà e di gloria. Dovrebbe essere vietato, dico vietato, parlare di Breivik, della Norvegia, dei suoi giovani martiri laburisti, senza parlare di politica.”
Andiamo avanti, sempre contromano. Mentre dalla Norvegia il premier laburista Jens Stoltenberg afferma che la loro società aperta non cambierà e che alla strage e al terrorismo si risponde con più democrazia in Italia, su “il Giornale”, si stupiscono del fatto che nel carcere in cui è recluso il terrorista Breivik abbia a disposizione una cella pulita e confortevole: un “paradiso” “c’è addirittura la tv e fanno perfino corsi di cucina ai detenuti…”. Che robe… E’ evidente che per questi “liberali” nostrani, un detenuto dovrebbe vivere in fetide segrete medioevali, marcendo nei suoi escrementi, o tutt’al più nei “pollai” di Guantanamo. Questo è il mondo che immaginano e costruiscono nel nostro paese pervicacemente, giorno dopo giorno.
E ci riescono con successo. Ieri, dulcis in fundo, il Parlamento dei “liberali” e dei “moderati” ha deciso di affossare la norma sull’omofobia che inaspriva le pene per coloro che compiono atti di violenza nei confronti di persone con differenti orientamenti sessuali. Ma complimenti…. Questa è gente che pensa sia assolutamente normale non curare o addirittura incarcerare persone per la loro “clandestinità”, ma trova incostituzionale “discriminare” con pene più severe uno che “ha la sola colpa” di aver ingiuriato e picchiato un gay.
Perché dico che mi sembra di andare contromano? Perché in tutto questo casino, passando dalle grandi tragedie alle piccole farse della politica, non mi stupisce più di tanto la nostra destra italiana, la Lega e neppure l’Udc di Buttiglione. Mi fa specie, invece, che il maggior partito della sinistra trovi normale (normale!) affidare – in Emilia-Romagna – alla cognata di Casini, antiabortista convinta, nemica di ogni apertura in termini di diritti civili agli omosessuali, la commissione regionale pari opportunità (col beneplacito iniziale del M5S, peraltro).
La decisione è rientrata solo per la ferma opposizione della società civile e del resto della maggioranza (Idv, Sel, Verdi, FdS), ma ci è mancato poco…
Aver spacciato questa scelta – che è solo un mercimonio politico di basso profilo – addirittura come una sorta di “nobile apertura”, mettendo all’indice chi dissentiva come fosse un povero residuato bellico impregnato di ideologia, è il vero limite del Pd attuale.
Un partito che non sa cosa vuole, ma che nel dubbio passa gran parte del suo tempo a voler essere come gli altri. Altro che diversità.
Dunque alla fine chi è “normale” e chi no?
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LE MORTI INUTILI
Fabio Evangelisti (IdV)

Siamo al 41° morto in Afghanistan. L’Italia ha 8.537 militari impegnati quotidianamente a fronte degli 8.338 del precedente semestre.
Non conosciamo il totale di caduti nelle 24 ‘missioni’ militari italiane.
Lo stanziamento complessivo per il 2011, per il solo Ministero della Difesa, è di 20 MLD, 130 milioni in più del 2010 (dunque i tagli sbandierati da a Russa non ci sono stati).
Per le componenti terrestri, aeree e navali delle forze armate, 14 MLD, 32 milioni in più.
Per la sicurezza del territorio (carabinieri) si spenderà invece solo 5 MLD e mezzo
Tremonti stanzierà per il 2011 ben 1 MLD e mezzo per proseguire le missioni di pace ma solo 645 milioni per i servizi di sicurezza interna.( e considerano che 2000 uomini sono impiegati solo come scorta ai politici, è davvero poco).
Il Ministero dello Sviluppo economico darà 255 milioni al Fondo per gli interventi agevolati alle imprese, che negli ultimi anni è stato destinato totalmente all’aereonautica e dell’industria aerospaziale; quasi un MLD e mezzo al settore aeronautico; mezzo MLD al settore delle unità navali
Sono spese inutili. Basti pensare ai 131 caccia multiruolo di quinta generazione con capacità stealth che ci costeranno quasi 15 MLD fino al 2026.
Partendo dall’ assunto che l’ Italia ripudia la guerra, chi dobbiamo bombardare? E dal punto di vista economico, oggi, ce lo possiamo permettere?
Un caccia, ad es., è passato dal costo iniziale di 81 milioni di dollari a 131.
Il paradosso è che le spese per le armi crescono, ma quelle per la preparazione dei militari no, per cui non riusciamo a schierare all’estero più di 9.000 militari. Compriamo armi che non potremmo usare nemmeno volendo per mancanza di personale addestrato!
In totale, le spese per la Difesa inserendo lo Sviluppo Economico e le Missioni, superano la cifra record di 24 MLD e si deve ancora capire quanto ci costerà la Libia
Queste guerre sono definite ‘umanitarie’. Tuttavia meno del 10% dell’importo stanziato per le missioni è impiegato per gli aiuti umanitari e per la cooperazione, il resto serve solo alla guerra. E il problema di fondo è che il Governo e il Parlamento si limitano a rifinanziare le missioni, senza valutare i risultati delle singole operazioni. In Afghanistan, per es., dopo 9 anni dall’inizio del conflitto si è costretti a mandare rinforzi (a fine dello scorso anno siamo arrivati a 4.000 uomini), e mezzi sempre più pesanti, una strategia che solitamente si segue quando si sta perdendo una guerra e non quando si sta vincendo.
In sostanza: spendiamo troppo, versiamo il sangue dei nostri connazionali, perdiamo miseramente. Qual’ è il senso di tutto questo?
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IL DEFAULT STATUNITENSE
Viviana Vivarelli

Gli USA hanno 62.000 MLD di dollari di debiti, il più grande debito del mondo. Chi ha comprato questo debito? La Cina ha preso 1.152 MLD di dollari di debito Usa. Ma nei mercati finanziari i bond statunitensi sono molto appetibili e il 50% del debito negoziabile, 4.510 MLD di dollari, è detenuto da investitori non americani. Dunque il mondo intero possiede pezzi di questo debito e, se gli USA dovessero fallire, chi ha comprato dollari americani si ritroverebbe con carta straccia. Per questo c’è chi è convinto che non falliranno mai e su questo si basa il gioco sporco della dx americana che rifiuta i tentativi di Obama.
Ci dicono che il 2 agosto sapremo se gli USA falliscono o no. E se fallirà la più grande potenza mondiale, sarà una conquasso per il mondo intero e un crack anche per la grande Cina. C’è poco tempo per evitare la bancarotta e poiché metterebbe in ginocchio il pianeta, si pensa che ciò non avverrà mai. Se il Congresso non troverà una soluzione al debito pubblico, che ha superato il tetto massimo stabilito per legge di 14.300 MLD di dollari, gli Stati Uniti dovranno tagliare la spesa pubblica corrente. Pensioni, scuola, ospedali. Obama è sempre più teso. Vede lo spettro della bancarotta, il peggioramento del rating con effetti a cascata ovunque. Ma i repubblicani rifiutano qualunque ipotesi di innalzamento delle tasse per i più ricchi e Obama non può tassare ulteriormente i poveri che hanno sostenuto finora da soli tutto il peso della crisi finanziaria (non diversamente dall’Italia). Se il default sarà dichiarato, Obama non potrà pagare pensioni e salari e gli USA scadranno al livello di una miserabile Grecia o di una distrutta Argentina, ma i repubblicani sono disposti a rovinare il proprio paese piuttosto che a cedere parte dei loro patrimoni, secondo una linea di assoluta e totale avidità egoistica che dura da 150 anni, senza alcun cedimento. Obama chiede di tassare anche i grossi patrimoni ma il braccio di ferro è a suo sfavore, con tutto che, se gli USA falliscono, il dollaro sarà carta straccia e 300 milioni di persone saranno rovinate. Ma nemmeno a fronte di una situazione così tragica, repubblicani e democratici pensano minimamente di ridurre le spese di guerra, che valgono 700 MLD di dollari l’anno. Per quanto la guerra in Irak e quella in Afghanistan siano state due totali fallimenti, costando agli USA in morti e spese più di quello che hanno reso in petrolio e posizione strategica in Medio Oriente, a chiuderle non ci pensa nessuno. Eppure proprio gli armamenti sono la causa dell’aumento vertiginoso del debito, iniziato con la guerra in Iraq. La guerra ‘del terrore’ è costata all’America 3.700 miliardi di dollari. Ma se gli USA cessano di essere la prima potenza bellica del mondo, cosa resta loro? E cosa giustificherebbe ancora la loro pretesa di egemonia politica ed economica sul pianeta, visto che ogni loro presunta ideologia democratica si è rivelata una buffonata?

La realtà americana è tragica e negarla per pura faziosità o idiozia non la migliora.
Non bisogna dimenticare che gli USA sono una repubblica federale e che quando si parla di debito pubblico si devono considerare sempre due cifre, il debito federale e quello complessivo, che tiene conto anche dei conti dei singoli Stati.
Se si considera solo il debito federale, la cifra, al 28 febbraio 2011 ha raggiunto i 14.194 di dollari, massimo storico assoluto. Negli ultimi 3 anni, il debito era aumentato di 1000 MLD di dollari ogni 7 mesi.
Una cifra molto più alta si ottiene aggiungendo al debito federale l’ingente debito locale (municipale, contee e singoli stati).
La cifra di 26.000 MLD di dollari è stata data dal quotidiano Usa Today, che rielabora i dati di Bloomberg (“Bloomberg is a premier site for updated business news and financial information” e USA Today è il quotidiano statunitense pubblicato dalla Gannett Corporation che si contende con The Wall Street Journal la posizione di quotidiano a maggior diffusione negli Stati Uniti).
Il 12 luglio Obama ha dichiarato che non può garantire che i pensionati riceveranno gli assegni della pensione dopo il 3 Agosto. Intanto sono cominciati i fallimenti dei singoli stati. Il 2 Agosto è fallito il Minnesota, i 24.000 dipendenti pubblici si sono ritrovati senza stipendio e musei, zoo, parchi ed anche autostrade sono state chiuse per mancanza di fondi. Ora tocca agli altri Stati.

Ricordiamo che l’inutile, devastante e parossistica, ‘guerra del terrore’ è costata all’America 3.700 miliardi di dollari (ma c’è chi dice 4.400!) e 258.000 morti, contro le 2.752 vittime delle due torri. A ognuno di quei morti hanno corrisposto altri 100 morti, e 44 milioni di dollari. E ricordiamo che a questa guerra spregevole e inutile siamo attaccati anche noi.

Ecco da quali soggetti siamo governati

RENATO BRUNETTA

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=7u7JVVOXpO4

e aggiungiamoci anche questo

http://www.youtube.com/watch?v=1DlYV9wbSWw&NR=1

UN ASSORDANTE CINGUETTIO
Bruno Pirozzi (blogger)

In tempi di crisi gli uccellini cominciano a cantare e oggi si aggiunge il canto dell’imprenditore Tommaso di Lernia.
La faccenda è seria altro che fango mediatico.
L’affitto della casa abitata da Tremonti era pagata non da milanese ma dall’imprenditore proietti in cambio di subappalti in Enav.
Lo stesso aveva ristrutturato gratuitamente la casa per aver ottenuto gli appalti con Sogei la società pubblica partecipata al 100 per cento dal Tesoro.
Tremonti viene ricattato da Lorenzo Cola uomo vicino al presidente di Finmeccanica perché riconfermasse Guarguaglini al vertice.
Di Lernia chiede a Milanese una pressione sull’agenzia delle entrate perché ammorbidisse la verifica sulla sua società in cambio dell’acquisto di un mega yacht a milanese.
A chi si rivolge milanese per fare pressioni sull’agenzia delle entrate?
Chi poteva avere questo potere se non il nostro Peter Pan Tremonti?
E’ chiaro che tutti questi movimenti di corruzione tra imprenditori e ministero del tesoro avvengono tramite l’agenzia delle entrate,le nostre entrate e le loro uscite.
Yacht, case milionarie, appalti veicolati… sarebbero questi i sacrifici richiesti agli Italiani?
E poi controlli elusi, intendenza di finanza ed agenzia dell’entrata colluse e corrotte ma che fine fanno le nostre tasse e per chi stiamo lavorando inutilmente?
http://youtu.be/1DlYV9wbSWw

Cremaschi: L’Europa delle banche è il nostro nemico
working class

L’accordo europeo che le borse e la stampa hanno accolto con grande entusiasmo, prepara un nuovo drammatico attacco ai diritti sociali e alle stesse libertà dei lavoratori e dei popoli europei. Non c’è niente da gioire per il fatto che il governo europeo delle banche ha trovato un’intesa per pilotare il fallimento della Grecia, senza far rimettere troppi soldi alla speculazione. La cambiale di questo accordo la pagheranno tutta, come già stanno facendo, i lavoratori e i cittadini greci, che hanno visto in pochi mesi regredire di trent’anni le loro condizioni sociali.
La pagherà la civiltà e la democrazia, la pagheranno i beni comuni, il patrimonio culturale, se è vero che un ministro finlandese ha chiesto il Partenone, in garanzia dei prestiti alla Grecia, e se è vero che il presidente del parlamento europeo Junker ha detto che in questo momento la Grecia non può permettersi di essere una democrazia. La dittatura bancaria che governa l’Europa ha trovato un accordo, ma già ora si annuncia che dovremo pagarne tutti i costi.
Il Sole 24 ore ha addirittura fatto i conti su quanto si risparmia con la pensione a 70 anni. Perché non calcolarla allora fino a 80? I risparmi sarebbero ancora maggiori. Le privatizzazioni, le liberalizzazioni, la mercificazione di tutto sono il prezzo da pagare per la stabilità dell’Europa delle banche. E non è un caso che la manovra del governo italiano, un attacco durissimo alle condizioni di vita e al salario di tutti noi, sia stata elogiata a Bruxelles, così come è stato elogiato l’accordo interconfederale che distrugge contratto nazionale e democrazia. Quest’Europa delle banche ci è totalmente nemica e per questo dobbiamo combatterla.
Non ci sarà libertà, non ci saranno diritti, non ci saranno eguaglianza e giustizia, né tantomeno ci saranno cambiamenti nel modello di sviluppo e nell’economia, fino a che la dittatura delle banche governerà e fino a che i governi europei avranno molta più paura di un verdetto di Moody’s o di Goldman Sachs piuttosto che dell’indignazione e della rivolta dei popoli. Questo è il punto: dobbiamo fare paura a chi comanda. Devono avere più paura delle nostre lotte che dei verdetti della speculazione finanziaria mondiale, solo così fermeremo l’attacco alla nostra civiltà che viene dalla dittatura bancaria. La rivolta contro questa Europa, assieme a tutti i popoli d’Europa, è l’appuntamento vero per l’autunno.

Giorgio Cremaschi Segretario Nazionale Fiom/Cgil
http://www.rete28aprile.it/index.ph…

BEPPE GRILLO
In questi giorni mi aggiro per la spiaggia vicino a casa mia. Sono giorni terribili. C’è continuamente qualcuno che mi ferma e dopo i convenevoli mi dice che ho ragione su tante cose, ma che la Tav in Val di Susa serve al Paese. Spiego, sempre meno pazientemente, che non è una Tav, ma una Tac. Treno ad Alta Capacità, merci non persone. Che la ferrovia in Val di Susa c’è già e che trasporta sempre meno merci anno dopo anno, fino al 30/40 % in meno del carico possibile. L’opera costa 22 miliardi di euro pagati dai contribuenti per un tunnel di 52 chilometri, in una montagna ricca d’amianto, che sarà terminato tra più di vent’anni. Ogni volta l’interlocutore, che ha sempre in mano un quotidiano, scuote la testa e mi dice “Lo so, ma è il progresso, non possiamo rimanere tagliati fuori dall’Europa!”. Cosa devo fare per non impazzire? Ditemelo voi.
..
Stipendi parlamentari
POLITICO ITALIANO RIDACCI I SOLDI!
Italia 144.084 euro
Austria 106.583
Olanda 86.125
Germania 84.108
Irlanda 82.065
Gran Bretagna 81.600
Belgio 72.017
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432
Francia 62.779
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Portogallo 41.387
Spagna 35.051
Slovacchia 25.920
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369
Uomini di partito
V E R G O G N A T E V I !!!!!
Vi adeguate all’Europa solo quando vi fa comodo!
..
RIDIAMARO : – )

Ippolita segnala:
Annunciazione, annunciazione
John Black

Oggi è una giornata pessima. Come quando scendi dal letto col piede sbagliato. O scendi col piede giusto ma dal letto sbagliato. O sali col piede sbagliato sul letto sbagliato. Ma queste sono altre storie. Ad ogni modo, data la colorazione marrone in toni pastello della mia giornata, avevo deciso di tirarmi un po’ su di morale leggendo le ultime stronzate uscite dall’orifizio facciale dei politici nostrani, sapientemente raccolte ed educatamente riposte all’interno degli appositi quotidiani del giorno.
Ma oggi è una giornata pessima. Mancano, infatti, i titoloni sulle scaramucce tra il presidente degli erotomani vegliardi e il ministro delle facce buffe causa ictus (si, lo so. sono una persona pessima. risparmiate i commenti e andate avanti).
Come ho già detto, oggi è una giornata pessima. Niente LOL in prima pagina. E questo perché ci sono state una devastante esplosione ed un massacro in Norvegia che hanno completamente catturato l’attenzione dell’opinione pubblica e attivato i campionati nazionali di cordoglio dal trampolino. Si vede che siamo in Italia e non in Afghanistan. Ammettiamolo: non siamo gente abituata alle deflagrazioni e alle sparatorie ventiquattro ore al giorno. Ci costringerebbero ad alzare a palla il volume della TV e a non lasciare la macchina in doppia fila.
Tornando alle prime pagine sulla strage norvegese, non faccio in tempo ad asciugare le lacrime per le grasse risate suscitatemi dai sempre equilibrati Libero e Il Giornale (si, in genere li leggo di sfuggita. eravamo già rimasti d’accordo sul fatto che io fossi una brutta persona, no?) e il loro cavalcare l’ipotesi (subito smentita) della possibile matrice islamica degli attentati, quand’ecco che mi imbatto in un articolo de La Stampa a firma di Lucia Annunziata. Ok, non mi ci sono imbattuto. Me l’hanno passato. Le balle servono a dare coerenza alla narrazione (tutti questi anni di 1) di Berlusconismo non vi hanno insegnato nulla?).
l’abito fa il monaco. ma anche il sociopatico.
Premessa: l’attentatore si chiama Andres Behring Breivik, ha 32 anni, vota a destra, crede che Gesù sia veramente il figlio nato tra Dio e una minorenne palestinese e, cosa più preoccupante, ha un pessimo gusto nello scegliere le foto da postare su facebook.
Ora, non voglio esprimere giudizi sui fondamentalisti cristiani (con la giusta dose di pillole possono essere anche simpatici da vedere), però devo ammettere che ho sempre pensato che far diventare Papa un ex militante della hitlerjugend avrebbe potuto creare qualche malinteso.
L’articolo della Annunziata si intitola “addio al mito del paese perfetto” e, checché ne dica Minzolini, il paese perfetto non è l’Italia. L’articolo inizia con un preambolo su quanto sia sempre stata cool la Norvegia secondo alcune classifiche dal nome inglese, delle quali non ne è mai fregato un cazzo a nessuno, per poi entrare a bomba sull’argomento “islamofobia” (come aracnofobia, che significa avere paura dei ragni, solo che in questo caso sono i lettori del Corano ad avere otto zampe pelose da far ribrezzo). Lucia prosegue, poi, con una serie di numeri sciorinati per dire che in Norvegia ci sono 150 mila islamici su una popolazione di 5 milioni di abitanti (ovvero un misero 3%. personalmente mi fa più paura pensare che ci sono 913 mila abitanti nella provincia di Verona o di vivere a soli 185 Kilometri di distanza da oltre 120 mila bergamaschi) e poi, eccola. La “perla”. La conduttrice di in mezz’ora ci mette mezzo minuto circa per spiegare ai fortunati lettori che questa presenza “islamica”, cresciuta negli ultimi anni grazie al “buonismo” della società norvegese, non ha fatto altro che costituire un permanente elemento di frizione culturale ed è responsabile di aver causato una reazione “di destra” da parte di gruppi razzisti e violenti, nutriti da una nostalgia del caro vecchio nazionalsocialismo.
Che la Annunziata fosse strabica non è un segreto. Adesso però la scopriamo sociologa e con un approccio didattico molto soft. Quel genere di soft che uno sente sotto il piede quando pesta una merda.
In pratica, in una quarantina di righe, Lucia ci tiene a trasmettere il seguente messaggio: ok, la bomba e la sparatoria sono opera di un biondissimo norvegese gesuomane. PERO’ costui non avrebbe mai fatto nulla se nel suo paese non ci fossero persone di religione islamica a provocarlo con tutte quelle barbe, tutte quelle donne brune sempre coperte, quei loro kebab, i call center, gli abiti stravaganti e la lingua incomprensibile ma dal suono minaccioso.
Che dire? Grazie Lucia. Grazie per aver squarciato questo velo di Maya e per averci fatto vedere il quadro unitario delle relazioni sociali del nuovo millennio. Come abbiamo fatto a non capire, è tutta colpa degli islamici! Sono loro i veri responsabili degli attentati in Norvegia, del riemergere del nazionalismo di destra, della crisi dell’euro, della finanza di paranza, del depauperamento delle risorse energetiche, degli tsunami giapponesi, delle minorenni nel letto di Berlusconi, del cielo grigio su, e anche della mia giornata pessima. Sono rivelazioni. Anzi, annunciazioni.
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Mario Ricca
Rassegna(ta) stampa

(Libero). Alfonso Papa ha passato la prima giornata in prigione alternando la lettura della Bibbia a quella dell’ordinanza di custodia cautelare.
(Levitico, 24:12). Lo misero in prigione, finché fosse deciso che cosa fare per ordine dell’Eterno.

(Libero). Gang di Reggio, 11 arresti. Sceglievano rigorosamente vecchietti più facoltosi, li pestavano e li derubavano di tutti i loro averi.

(Tutti i giornali, sulla manovra). Non saranno rivalutate le pensioni che superano 5 volte il minimo. La rivalutazione sarà al 45% se gli assegni superano il trattamento minimo di 3 volte.

(Libero). Negli ultimi due anni sono stati 35 gli esponenti e dirigenti nazionali o locali del Pd arrestati.

(R’E le inchieste). Il Popolo delle libertà batte tutti con 49 parlamentari sotto processo.
Si sommano o si elidono?

(Libero). Rebekah Brooks (ex direttrice generale della News International di Murdoch, arrestata per intercettazioni illegali e corruzione): “I lettori non vogliono roba intelligente”.

(Corriere della Sera). Silvio B: “La media (dei telespettatori) è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco”.

(Libero). L’ufficio stampa della Camera ammette gli aumenti (del 3,2% ai deputati), ma si giustifica: “La misura è stata riconosciuta a fronte dell’introduzione di misure tese ad aumentare la produttività”.

(camereaperte2011.openpolis.it). Iniziative legislative presentate: 6.567; trasformate in legge: 197; % di successo: 2,65%; tempo medio d’approvazione: 244 giorni.

(Padania Libera!, 20 giugno 2011). Entro il 3 luglio il consiglio dei ministri deve varare la riforma che stabilisce il dimezzamento del numero dei parlamentari.

(Repubblica). Il presidente del Consiglio Silvio B: “Il 4 settembre ci sarà il calo definitivo della riforma costituzionale”.

(il Fatto Quotidiano). Ma è ancora il sindaco Emili (di Rieti, alla festa del peperoncino) a stupire: “Ringraziamo i rappresentanti esteri. E in particolare l’ambasciatore dello Zimbabwe”.

(Repubblica). Il Comune di Rieti dedica una strada al gerarca fascista Alessandro Pavolini. Secondo il sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, Pavolini è stato “comandante delle Brigate nere, capo del Minculpop, segretario del partito fascista di Salò, ma soprattutto intellettuale”.
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Vogliamo al massimo 3 testimoni ammessi per ogni processo
    ALTRIMENTI sarebbe una TRUFFA chiedere a MIGLIAIA DI PERSONE di testimoniare PER L’INNOCENZA DI UN TRUFFATORE : AVVOCATI E MAFIOSI O IMBROGLINI sullo stesso piano ? della truffa ? 3 testimoni al massimo

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — luglio 30, 2011 @ 5:20 am | Rispondi

  2. Ieri a milano
    Sembrerebbe cosa da poco, sicuramente il destinatario è cosa da poco anzi da pochissimo visti gli accertati antefatti, invece è una cosa veramente molto importante.
    Oggi i giornali riportano che nelle vie del centro bene di milano un consigliere regionale di sesso femminile è stata apostrofata pesantemente proprio da una donna
    Ovviamente un nerboruto compagno di passeggiate della consigliera è corso, affermando il potere degli “eletti”, a bloccare la vettura della sventurata apostrofatrice e….con un sol pugno bloccare la vettura stessa fino all’arrivo delle “forze dell’ordine”.
    Le forze dell’ordine,nell’antro del nerboruto pensiero, forze dedite in particolare alla difesa dei potenti, avrebbero dovuto arrestare e possibilmente
    ghigliottinare dopo adeguata tortura la malcapitata apostrofatrice.
    La signora per evitare l’arresto e la tortura, che nel caso dei non potenti è procedura abituale, disse che era arrabbiata con la figlia e che della consigliera non gliene fregava un accidente anche perché non avendo nulla, l’interessata, che le ricordasse un consigliere regionale aveva difficoltà nel riconoscimento.
    Credo però che la consigliera ed il suo “bravo di manzoniana memoria” meglio avrebbero fatto a svoltare rapidamente nella prima viuzza a caso del centro milanese ed imbucarsi nel primo bar di complementare frequentazione.
    Attenzione cari “eletti” quelle parole che dal finestrino di un auto qualsiasi vi sono state, forse da ingenua e sprovveduta bocca, indirizzate, senza pensare a forze dell’ordine ed avvocati di grido, rappresentano un campanello d’allarme che il vostro cervel in tutt’altre faccende affaccendato non riesce a recepire.
    Dopo lunghissimo e periglioso cammino intellettuale la mente obnubilata degli italiani comincia a dare segni di dissenso e fate bene attenzione cari “eletti”…….cominciate a prendere qualche libro di storia, superando il fastidio di non averli mai letti, e cominciate a verificare tra le righe le dimenticate reazioni popolari che cominciano proprio dagli insulti per strada.
    Come ricordava Augias qualche tempo fa l’assenza di vergogna cari “eletti” vi impedisce di comprendere.
    Una dignitosa ritirata dovete cominciare a prendere in considerazione, il vostro mentore già cosi sta facendo…….sparisce……..facendo di tutto per difendere il
    malloppo ma…….sparisce.
    Con i soldi che senza volere vi abbiamo regalato andate a farvi un giro…..il più lungo possibile.
    Un giro su spiagge assolate costellate di calciatori con cervello incorporato.
    Buon viaggio e a mai più rivederci
    Ugo Arcaini

    Commento di ugo arcaini — agosto 1, 2011 @ 1:02 pm | Rispondi


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