Nuovo Masada

luglio 22, 2011

MASADA n° 1307 22/7/2011 GLI INCORREGGIBILI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:34 pm

In Parlamento ci sono 84 inquisiti – L’etica politica – La bandiera corsara – La Camera non salva Alfonso Papa (Pdl), il Senato salva Alberto Tedesco (Pd) – Il Pdl ripresenta l’impunità parlamentare- Ogni anno spariscono mille miliardi – Chi attacca il Governo – In Gran Bretagna bocciata l’Alta Velocità- Dieci anni da Genova: spariti 200 fascicoli sui pestaggi. Promossi o prescritti i poliziotti violenti – Due chiese a confronto: Don Verzè e Don Gallo – Scandalo rifiuti in Toscana – Il confronto con la Grecia – Gli esosi rimborsi ai partiti – Il finanzcapitalismo

SACRIFICI
JENA@LASTAMPA.IT
I politici dedicano la loro vita al bene pubblico
con spirito di sacrificio, dunque è giusto che abbiano qualche piccolo
privilegio…
Stai scherzando?
Sì.
(Guarda che a fare questi scherzi, ormai si rischia una coltellata!)
..
Accanto all’amore della libertà, c’è la passione dello sdegno, inteso come quel profondo senso di repulsione per l’ingiustizia che è proprio degli animi grandi ed è invece del tutto sconosciuto agli animi servili ed ignobili. Diverso dalla compassione, che è dolore nei confronti della immeritata sfortuna d’altri, lo sdegno è, in senso stretto, un’ira buona di fronte all’ingiustizia, o meglio ancora l’ira dei buoni : l’ira nei confronti delle persone contro le quali è giusto provare ira. Lo sdegno è insomma la sana ira guidata dalla ragione e come tale può, anzi deve, vivere anche nell’animo della persona mite. La virtù dei precursori, degli anticipatori, di quelli che dimostrano che si può lottare e incoraggiano gli altri a seguire il loro esempio anche quando la prudenza , con buoni argomenti, consiglia di stare fermi, di tacere, di adeguarsi e di piegarsi
Ididimarzo

Piove sul giusto
e piove sull’ingiusto,
ma sul giusto di più,
perché l’ingiusto
gli ruba l’ombrello.

Lord Bowen
..
Jena
JENA@LASTAMPA.IT
Berlusconi ha perso se stesso, Bersani la faccia.
..
Fino a quando, o Catilina, abuserai della nostra pazienza?
Per quanto tempo ancora questa tua protervia ci sfuggirà? A quali estremi si spingerà la tua sfrenata audacia? Non ti hanno impressionato per nulla le onde di rivolta degli studenti, la furia degli operai, le negazione degli onesti, il No del popolo, l’ira di tutti i cittadini onesti, i volti e le espressioni del viso di chi ti
disprezza e ti odia? Come fai a non accorgerti che le tue macchinazioni sono risapute? Non vedi che la tua congiura è tenuta sotto controllo solo dalla consapevolezza di tutti quanti? Chi di noi pensi che non sappia che cosa hai fatto la notte scorsa e la notte precedente, dove sei stato, chi hai convocato, che decisioni hai preso? Malvagi tempi, tristi costumi! Il Parlamento lo comprende, il
Presidente lo vede; e, nonostante ciò, questo infame continua a vivere! Vive? Anzi, viene anche in senato, partecipa alle pubbliche deliberazioni, prende nota di ciascuno di noi e con un’occhiata lo destina alla rovina. Noi invece, uomini forti, pensiamo di fare abbastanza per la patria, se evitiamo la follia e le trame di costui.
Già da tempo, Catilina, sarebbe stato necessario condannarti all’esilio per volere del magistrato e rivolgere contro di te il male che tu già da tempo vai ordendo contro tutti noi. In Italia ci sono cricche stanziate contro il popolo italiano nelle valli padane, cresce giorno dopo giorno il numero dei nemici; vedete il capo di queste cricche e il duce di questi nemici macchinare quotidianamente qualche danno interno contro lo stato dentro le mura e perfino in parlamento. Se ti farò arrestare, credo, o Catilina, che dovrò temere che tutti i cittadini buoni dicano che ciò è stato fatto troppo tardi.
Io in verità non mi decido ancora a compiere ciò che sarebbe stato necessario fare già da tempo per una ragione ben precisa
. Ma quando tu sarai neutralizzato, non si riuscirà a trovare nessuno così malvagio, così disperato, così simile a te che non ammetta che ciò è stato fatto con fondamento. Finché ci sarà qualcuno che oserà difenderti, vivrai, e vivrai così come vivi ora, guardato a vista, affinché tu non possa
fare alcun movimento contro lo stato. In più gli occhi e le orecchie di molti ti spieranno e terranno sotto controllo senza che tu te ne accorga, come hanno fatto fino ad ora. E quindi perché, Catilina, cosa aspetti ormai di più, se né la notte può oscurare con le tenebre le adunanze malvagie, né una casa privata può contenere con le pareti le voci della tua congiura, se tutto viene alla luce, se tutto salta fuori?
Vattene, Catilina, fuggi nei tuoi possedimenti ad Antigua, nei paradisi fiscali dove hai nascosto i miliardi che hai rubato al popolo di Roma mentre questo precipitava nella più grande miseria, grazie al più grande furto di tutti i tempi.
Fuggi, Catilina, prima che qualche pazzo sciagurato e risanatore finisca la tua vita nel sangue e nella morte..

In Parlamento ci sono 84 inquisiti

Previti, Dell’Utri, Verdini, Romano, Cosentino, Scajola, Lunardi, Tedesco, Papa, Drago, Vitrano, Di Girolamo, Milanese, Ciarrapico.. Le accuse sono furto, turbativa d’asta concussione, truffa, associazione a delinquere, corruzione, mafia, tangenti….
In Parlamento ci sono 84 inquisiti, uno ogni 10.

Le 3 regole semplicissime di Di Pietro per moralizzare la vita pubblica
1°: chi è stato condannato, anche in 1°grado, non deve essere candidato. I rappresentanti del popolo devono essere al di sopra di ogni sospetto. Non al di sotto, come capita oggi.
2°: gli indagati non devono poter assumere incarichi di governo né centrale né locale. Rispettiamo la presunzione d’innocenza, ma se uno è colpevole o innocente è bene saperlo prima di affidare nelle sue mani la cosa pubblica.
3°: gli imprenditori che si sono macchiati di crimini contro la pubblica amministrazione non devono più poter partecipare alle gare d’appalto.

La prima regola è simile alla legge di iniziativa popolare presentata da Beppe Grillo ma il Parlamento non si è mai degnato di discuterla.
Le 3 leggi presentate da Grillo sono:
-nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale;
-nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature (10 anni). La regola è valida retroattivamente;
-i candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Furono raccolte 350.000 firme, le 3 leggi furono presentate il 14 dicembre 2007. Sono passati quasi 4 anni ma il Parlamento non si è mai degnato di discuterle. I giornali le tv le hanno ignorate e opinionisti come Scalfari hanno avuto la faccia di dire che quella di Grillo era barbarie e antidemocrazia. Questo il livello di civiltà in Italia.

Sarebbe bene anche ribadire un veto tassativo a qualunque conflitto di interessi e la proibizione per chiunque sia proprietario o gestore di media di candidarsi.
Una direttiva europea vieta anche le doppie cariche. Basterebbe una legge che sospenda chiunque accetti una carica pubblica nazionale da ogni carica o professione precedente per tutta la durata dell’incarico, con automatismo immediato, vietando doppie professioni o doppio incarichi, e facendo decadere qualunque emolumento precedente per lo stesso tempo.
Occorrerebbe poi equiparare gli emolumenti dei politici italiani alla media europea e inserire i loro trattamenti pensionistici, mutualistici ecc. in tutto e per tutto a quelli in uso per i dipendenti pubblici senza eccezioni di sorta.

L’ETICA POLITICA
Viviana Vivarelli

L’etica è l’insieme dei principi che guidano la condotta umana distinguendo il bene dal male. Possiamo separare un’etica individuale da una sociale. Ma nella guida dell’uomo onesto non c’è opposizione tra le due cose. L’uomo onesto segue principi che allo stesso tempo lo tengono su una strada di ordine e di equità nei rapporti con gli altri e mantengono sano l’ordinamento complessivo. A maggior ragione questo dovrebbe valere per l’uomo politico. L’etica politica è l’insieme di principi che guidano la condotta dei governanti nella ricerca del bene collettivo. Gli antichi filosofi pensavano che la politica dovesse subordinarsi al bene comune, secondo la sua definizione originaria di “cura della polis”, cioè della comunità. In uno Stato ben governato la politica segue normalmente un’etica sociale. Oggi, al contrario, nei paesi pessimamente governati, l’etica si è separata dalla politica e, in Italia, dopo Berlinguer, nessuno ha più parlato di questione morale. Anzi, oggi i media ci propongono pessimi sofisti come Stracquadanio o Scilipoti che affermano spudoratamente che la prostituzione, la corruzione, la vendita di se stessi, il furto di Stato, la menzogna, la truffa o il compromesso abominevole sono la nuova morale politica da imitare se si vuol fare carriera e se si vuol raggiungere il potere. Con la connivenza dei media di Stato, questi signori, invece di essere estromessi come farabutti dal consesso civile, si presentano come maestri di comportamento. L’etica politica si è rovesciata nel suo contrario: il disordine morale che si autogiustifica e si propone come modello, indicando il suo censore come nemico pubblico. Credo non ci sia prova maggiore di questo rovesciamento di ogni canone di buon governo che la sfrontatezza di costoro. La malattia è talmente estesa nell’apparato pubblico che possiamo solo auspicare un bagno di immediata ‘democrazia diretta’ come antidopo alla dissoluzione dello Stato. Ma non vediamo nessuna forza partitica ufficiale proporre istituti di maggiore democrazia dal basso o allargare i pochi istituti esistenti come il referendum.

LA BANDIERA CORSARA
Maria Pia Caporuscio

L’Italia dovrebbe cambiare bandiera perché non è più il tricolore a rappresentarla ma la bandiera nera dei pirati. E’ terrificante constatare che il nostro Paese ha vinto la coppa dell’immoralità! Se la malavita prospera è perché con i politici si spartiscono il bottino. Se così non fosse non mancherebbero i mezzi per fermarli. La malavita sa perfettamente che con i politici, i faccendieri, e le alte cariche dello Stato, il bottino è assicurato. La popolazione non esiste, è solo una gran massa di comparse utile soltanto il giorno delle votazioni, per darsi una parvenza di legalità agli occhi del mondo, ma di cui non ne tengono assolutamente conto. Nel nostro Paese non si entra in politica per merito ma per sfuggire alla legge, infatti fa parte del governo una schiera di ladri, mafiosi, puttane e malviventi di ogni tipo. Cosa può fare un governo siffatto se non depredare tutte le risorse e gettare nella miseria l’intera popolazione? All’avidità si aggiunge una totale ignoranza, una incapacità assoluta di capire anche il più elementare problema e questo logicamente, porta il Paese alla morte civile oltre che economica.
Mi chiedo che fine abbia fatto l’orgogliosa popolazione italiana, quella del Risorgimento, quella della guerra di liberazione, quella dei partigiani, degli eroi morti per la libertà. Che fine ha fatto l’Italia dei poeti, dei grandi scrittori, dei musicisti, degli artisti, dei geni in ogni campo, che l’hanno fatta grande e ammirata nel mondo intero. Dove sono gli studenti, gli operai, gli impiegati, quelli che si battevano per i diritti civili occupando scuole, piazze, strade per manifestare la rabbia e pretendere il rispetto a cui ogni essere umano ha diritto? Possibile siano morti tutti?
Oggi è l’anniversario della morte di Borsellino e della sua scorta,
Dio! Se vedessero che siamo più morti di loro! Berlinguer e i nostro Padri Costituenti e tutti i morti della Libertà ci stanno urlando il loro dolore.
LI SENTIAMO O SIAMO DIVENTATI ANCHE SORDI?

IL BUCO NELLA DIGA
Viviana Vivarelli

Richieste delle procure per autorizzare i processi a due parlamentari: il deputato Alfonso Papa del Pdl, il senatore Alberto Tedesco del Pd, accusati il primo di corruzione, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio e favoreggiamento personale, e il secondo di corruzione, concussione e turbativa d’asta.
La Camera accetta, il Senato respinge.
Papa viene immediatamente tradotto a Poggiorale. Tedesco resta libero. E’ un dalemiano della giunta di Vendola.
Erano 18 anni che nessun parlamentare veniva deferito al carcere, eccetto rari casi di assassini. Ma per il furto, la corruzione o reati simili mai il Parlamento aveva concesso l’autorizzazione a procedere.
Con questo arresto si interrompe un mito di impunità che dominava dal 1993.
Furia dei membri del Pdl. Berlusconi: “Sono pazzi! L’arresto è una follia. Per colpire me molti hanno tradito i loro principi. Vogliono il male delle persone, non gli interessa nulla di cosa senta un individuo e pensano solo ai loro giochi politici e all’obiettivo di buttare giù il governo e me. Noi siamo un partito di persone perbene e come tali ci comportiamo tenendo fede ai principi in cui crediamo e quindi votiamo sulla base del principio del garantismo”.
Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl: «Qualcosa si è pericolosamente incrinato nel rapporto fra Pdl e Lega. Il voto della Camera è stata l’abdicazione del Parlamento alla sua autonomia rispetto alla magistratura. Un Parlamento intimidito è l’equivalente di una democrazia sotto tutela. Dopo il voto di oggi nulla sarà più come prima».

NOTE
Alberto Tedesco, già dirigente del Partito Socialista Italiano,è stato segretario regionale dei socialisti autonomisti in Puglia. Viene nominato assessore alla sanità della regione dal presidente nel 2005, sollevando alcune perplessità per un possibile conflitto di interessi, visto che la moglie e i figli hanno partecipazioni azionarie in alcune società che commercializzano in Puglia prodotti farmaceutici e parafarmaceutici. Per risolvere il conflitto di interessi, costituisce una nuova società di apparecchiature elettromedicali che nel corso del suo mandato incrementa il fatturato del 30% in un anno.[Nel febbraio 2009 viene indagato dalla procura antimafia di Bari, con l’ipotesi di reato di associazione per delinquere e corruzione[. In seguito all’indagine, si dimette dalla carica di assessore. Il 20 luglio 2011 il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto per il senatore, con 151 voti contrari, 127 favorevoli ed 11 astenuti.

Alfonso Papa, magistrato, poi eletto alla Camera dei Deputati, balza agli onori della cronaca a seguito delle accuse di affiliazione ad una presunta associazione eversiva denominata P4, che porteranno al suo arresto il 20 luglio 2011. Oggetto di indagini serrate, è accusato anche di altri reati comuni perché ritratto in varie fotografie in compagnia di un noto ricettatore napoletano di orologi rubati.
Inizia la sua carriera come pm presso la Procura di Napoli e svolge anche attività associativa: nel 1999 è candidato alla giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati e nel 2000 entra a far parte della giunta nazionale. Dalla Procura del capoluogo campano si trasferisce poi a Roma, dove è stato vicecapo di gabinetto del Guardasigilli Roberto Castelli e successivamente direttore generale della Giustizia civile con il Guardasigilli Clemente Mastella.
Il 15 luglio 2011 la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha dato il via libera alla votazione dell’aula. Quest’ultima si è riunita il 20 luglio e ha deliberato a scrutinio segreto sull’arresto del deputato, approvandolo con 319 voti favorevoli e 293 contrari. Papa ha reagito costituendosi nel carcere di Poggioreale a Napoli.
Il CSM gli aveva già tolta la carica e lo stipendio da magistrato.
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Col salvataggio di Tedesco da parte del Pd e l’affondamento di Papa da parte della Lega, il potere si infama due volte, per la reazione scomposta di chi si crede super leges e per la protervia di chi mente ai suoi elettori e pensa solo all’omertà. Erano 18 anni che il Parlamento non dava un’autorizzazione a procedere ai suoi inquisiti. La Casta cede con la Lega, dopo un tiramolla vergognoso che ha stressato elettori sempre più infuriati, ma resiste col Pd che sconfessa il suo giustizialismo e rivela la corda della sua ipocrisia. Ma l’ira del Cavaliere e la sua frase: “E ora tutto è possibile” manifestano che l’impalcatura degli intoccabili vacilla.
Massimo Giannini parla di strappo finale della Lega. In realtà questa ne deve fare di passi per tornare alle origini, la contaminazione è stata troppo forte, mentre per il Pd l’accusa di correità passa all’intero partito, e l’inchiesta sul presidente della Provincia di Milano Penati del Pd non fa che aumentarne l’impresentabilità, con grave vergogna di Bersani, sempre più impedito e sempre meno consono al grave ruolo che il momento storico richiederebbe.
TUTTI questi politici se ne devono andare!
Sono ormai il cancro che divora questa Italia e sono un cancro per loro stessi, incapaci ormai di redenzione e inascoltati dai loro stessi accoliti! Ormai sono così accecati dai loro stessi errori da vantarsene come fa D’Alema con la bicamerale o Berlusconi col bordello di Stato e la reiterazione di leggi ad personam.
La questione morale li ha comunque abbattuti. La grande assente incombe ormai non nominata ma spaventosamente rigida sopra ogni loro atto e li condanna come traditori dello Stato. L’hanno uccisa in ogni modo possibile, ma il suo fantasma è più vivo di quanto siano vivi i loro atti dissennati per aggrapparsi al potere.

Ancora a marzo Feltri ha scritto che se l’immunità, abolita nel 1993, era stata prevista dai nostri padri costituzionali, non si vede perché non possa essere ripristinata, dimenticando che nell’era berlusconiana era stata trasformato da strumento di garanzia in odioso privilegio e ha contribuito al radicamento di una Casta di criminali impuniti e impunibili, con grave sollazzo anche di quella che dovrebbe essere l’opposizione e che ha definitivamente sotterrato Berlinguer.
Basti pensare allo scandalo gigantesco di tangentopoli negli anni 80, quando le richieste di autorizzazione a procedere (per corruzione, concussione, ricettazione, finanziamento illecito, abuso), furono centinaia, ma la banda Dc-Psi ne bocciò a testa bassa 186. 186 inquisiti che furono protetti e conservati al potere come farebbe un’associazione mafiosa.
Nel 93 (sotto Ciampi) arrivarono 5 richieste della Procura di Milano contro Craxi, accusato di finanziamento illecito, corruzione, concussione. Dissero che l’avrebbero concessa: Rifondazione, Verdi, Rete, Radicali, Pri, Lega, Msi. Anche allora, però, si volle l’ipocrita scrutinio segreto e anche allora si tradì l’Italia per favorire oscuri interessi. Fu allora che la Lega fece sventolare un cappio da forca e all’hotel Raphael Craxi fu bersagliato dalle monetine. L’immunità perse la faccia, accusata di essere “un privilegio medievale”, “un espediente per sottrarsi alla giustizia”, “un corporativo interesse di parte dalle aberranti conseguenze”. Sotto l’urto dell’indignazione popolare tutti si precipitarono ad abrogarla, maggioranza e opposizione, alla Camera 525 sì, 5 no e un astenuto; al Senato 224 sì, 7 no e nessun astenuto.
Oggi Berlusconi chiede di rimetterla.

Nel 1993 la Camera dei deputati negò l’autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi, indagato per pesanti reati al punto da scappare poi ad Hammamet, ma nel 93 la Lega difendeva ancora la giustizia e lo Stato e fu la prima a gridare “ladri” in faccia ai colleghi che avevano votato per salvarlo.
Nel 94 B scese in campo, ci pensava già da 2 anni perché i suoi affari andavano malissimo, aveva perso un capitale enorme, era sull’orlo del fallimento e rischiava il carcere per accuse relative al conflitto di interessi e a rapporti con personalità della mafia. In quei tempi confidava agli amici che “Quando era sotto la doccia piangeva” e «Se non vado in politica, mi mandano in galera e mi fanno fallire». Lo stesso diceva Dell’Utri che entrò anch’egli in politica per non finire in carcere. Ma agli italiani più fiduciosi fu ripetuto che B scendeva in campo per salvare l’Italia e combattere i comunisti e che la sua enorme ricchezza (quale,se l’aveva perduta?!) era di per sé una garanzia di onestà. Nessuno di loro pensò che nessun onesto ha mai fatto di colpo una enorme ricchezza e che quella di B derivava dai soldi neri della mafia, la quale avrebbe richiesto il suo bel ricavo.
Eppure, con incredibile voltafaccia, pochi mesi dopo, la Lega si alleava proprio con lui, il più discusso socio di Craxi, suo amico intimo, suo compare in illeciti e già nelle mire della magistratura. Da allora, salvo il periodo del ribaltone, la Lega ha SEMPRE aiutato il 1° delinquente d’Italia e lo ha appoggiato in tutte le sue porcherie, salvandolo per 18 anni dai processi e incrementando il suo patrimonio con leggi che più personali non si può, fino al vergognoso scudo fiscale pro capitali sporchi, e a quell’incredibile tentativo di annullarsi la multa Mondadori.
Per 18 anni la Lega ha chiuso gli occhi su tutti gli scandali e tutte le cricche di Stato, i vari Previti, Verdini, Cosentino, Bertolaso, Romani, Scajola…e su tutti gli scandali del premier.
Il voto di ieri che accetta, per la prima volta dopo 18 anni, che la giustizia faccia il suo corso, può essere considerato molte cose: la cessione di un leader stanco che non ha più il controllo sui suoi parlamentari, la rivalsa di un popolo leghista che per 18 anni è stato tradito e ha visto annullarsi tutti i principi e i valori e ora minaccia di buttare la Lega a mare, un odio personale contro B che ormai ha tracimato ogni argine, o più banalmente un errore di percorso che la Lega potrebbe ancora correggere, votando contro le intercettazioni o a favore di una rediviva impunità del Parlamento.
Ora tutto è possibile. La diga è rotta. L’oceano irrompe.
Il Pd tenta ancora di tenerla chiusa con un dito e merita solo di essere trascinato via quando la furia del mare porterà via tutto questo marcio.
Davvero peggiore opposizione a un regime non potevamo immaginarcela.

PROTERVIA DELLA MANOVRA – OGNI ANNO SPARISCONO MILLE MILIARDI
Viviana Vivarelli

Mentre in Parlamento tentano ancora di salvare i ladri di Stato e tutti uniti rifiutano di abolire le mangiatoie politiche, il Pdl mette 80 spaventosi MLD tutti a carico nostro,quando la Casta non versa un solo centesimo,e addirittura tenta,ancora e ancora, protervamente,senza pudore,di proteggere indefinitamente i propri ladri in Parlamento!
E contro questa enorme iniquità fiscale e morale,Tremonti ORDINA alla Guardia di Finanza di NON importunare gli imprenditori con controlli fiscali eccessivi!120 MLD di evasione ed è bene non fare troppi controlli!?
E sarebbero questi il miglior Ministro delle Finanze e il miglior premier degli ultimi 150 anni!? Protettori di evasori,mafiosi e ladri di Stato!E c’è ancora chi li difende!?Ed è questo è il Pd!
E aggiungiamoci pure 3 milioni di lavoratori in nero, come quelli di Rosarno, pagati 350 € al mese per garantire al consorzio agricolo padronale guadagni netti per 10 milioni mensili! E Maroni è andato pure a distruggere gli edifici fatiscenti che davano loro riparo! E i leghisti continuano ad aizzare odio contro questi disgraziati!
E poi la distruzione dell’ambiente, l’intento bypartisan sul nucleare, la beffa delle Grandi Opere come l’inutile TAV in Valsusa o il grottesco Ponte di Messina o la Salerno-Reggio Calabria, il tentativo bypartisan reiterato con accanimento criminale di privatizzare beni collettivi come l’acqua, la corruzione, le truffe finanziarie su vasta scala, il riciclaggio, la candidatura di pregiudicati..
Non si fonda forse proprio sul riciclaggio l’enorme fortuna mafiosa che B investì negli immobili all’inizio della sua fortuna? E gli assassinii sul lavoro:10.000 morti in 5 anni! E dovevano vedere anche l’applauso scrosciante di Confindustria all’amministratore della Thyssen appena condannato in 1° grado a 16 anni, mentre Marcegaglia gridava che se condannavano quelli, allora nessuno avrebbe più investito in Italia!
Questo è “il senso degli imprenditori per la legalità”!? Questo il senso di giustizia di chi ancora li sostiene!.
Ogni anno in Italia abbiamo 120 MLD di evasione fiscale, 60 MLD di corruzione e 350 MLD di economia sommersa, è il 20% della ricchezza nazionale.
E mettiamoci anche 500 MLD nascosti nei paradisi fiscali e su cui non si pagano tasse.
Corruzione più evasione fanno 180 MLD l’anno. In 10 anni sono 1800 miliardi: come tutto il debito pubblico.
Questo furto immane è prima di tutto un problema di giustizia sociale, un attacco a tutti gli italiani, alla loro vita, alla loro sopravvivenza, al loro futuro, all’esistenza di questo paese.
Queste cifre sono il danno più grande che una comunità può ricevere. Non c’è piccolo ladro immigrato o rom che possa competere. Se i razzisti e gli xenofobi pensassero solo un momento a questo, la pianterebbero di attaccare gli stranieri e attaccherebbero i veri nemici in casa: i ladri protetti dallo Stato.
Nel solo 2010, se l’illegalità non avesse sottratto una montagna di soldi, il nostro paese avrebbe potuto evitare la manovra da 25 MLD che ha comportato 13 MLD di tagli alle regioni (con conseguente taglio alle prestazioni sanitarie pubbliche dell’11% e aumento dei costi generali..) e 8 MLD di tagli alla spesa pubblica, lasciando senza lavoro 130.000 insegnanti precari.
Le centinaia di MLD che ogni anno finiscono nel buco nero dell’illegalità sono il nostro nemico più spaventoso, il nostro debito pubblico che è il 2° del mondo dopo quello degli Stati uniti, i treni dei pendolari o i posti letto o gli asili tagliati, i biglietti degli autobus che aumentano di prezzo, la lista d’attesa di 6 mesi per una TAC, l’insegnante di sostegno per i bambini disabili eliminato, la cronica mancanza di asili nido, l’assenza di assistenza ai precari.
L’evasione fiscale è la madre di tutte le illegalità (dice Penelope), per quella ognuno di noi paga 3.000 € in più l’anno, mentre il bieco Tremonti continua a ripetere che non mette le mani nelle tasche degli italiani e invece negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato più tasse per 870 MLD di € e con la sua manovra ne pagherà ancora di più, 80 MLD, tutti a carico nostro, mentre la Casta non ci rimette un solo centesimo, e addirittura si tenta, ancora e ancora, di proteggere i ladri del Parlamento!
E contro questa enorme iniquità, Tremonti ordina alla GDF di non importunare gli imprenditori con controlli fiscali troppo puntigliosi. 120 MLD di evasione ed è bene non fare troppi controlli!!!??? E sarebbero questi il miglior Ministro delle Finanze e il miglior premier degli ultimi 150 anni! Dei protettori di evasori, mafiosi e ladri di Stato! E c’è ancora chi li difende!!??
E aggiungiamoci pure i 3 milioni di lavoratori in nero, ricordiamo quelli di Rosarno, pagati 350 € al mese che garantivano al consorzio agricolo che li faceva lavorare guadagni netti per 10 milioni al mese. E Maroni è andato pure a distruggere gli edifici fatiscenti che davano loro riparo!
E poi la distruzione dell’ambiente, la corruzione, le truffe finanziarie su vasta scala, il riciclaggio. Non si fonda proprio sul riciclaggio l’enorme fortuna mafiosa che B investì negli immobili all’inizio della sua fortuna?
Poi gli assassinii sul lavoro: 10.000 morti negli ultimi 5 anni!
E abbiamo dovuto vedere pure l’applauso scrosciante di Confindustria all’amministratore della Thyssen appena condannato in 1° grado a 16 anni, mentre la Marcegaglia gridava che se condannavano quelli, allora nessuno avrebbe più investito in Italia!
Questo è “il senso degli imprenditori per la legalità”!? Questo il senso di giustizia di chi ancora li vota!

LA PIRAMIDE SOCIALE
Estrellita

Quello che emerge tristemente è la trappola nella quale più o meno tutti
caschiamo: quella di denigrare i pesci piccoli. Di chi è la colpa del grave declino economico del Belpaese?
– degli impiegati fannulloni, che per 1.200 euro al mese, 36 ore settimanali, per 41 anni della loro vita versano contributi e pagano le tasse fino all’ultimo centesimo perché vengono detratte alla fonte…ma…osano prendere il caffè e Matteo Renzi li definisce peggio di Fantozzi, …evvabbè!
– degli operai che non rendono abbastanza al padrone e pretendono pause da un quarto d’ora, anziché di 10 minuti, dopo ore in piedi alla catena di montaggio per poter andare in bagno.
– degli invalidi che sono un “peso” per lo stato perché non contribuiscono ad arricchire ulteriormente i pescecani: hanno questa colpa di essere disabili e qualche stronzo di recente ha proposto per loro il ripristino della Rupe Tarpea.
– degli immigrati che scappano dalle guerre, dalla fame, dalle dittature che anche noi contribuiamo a provocare
per i nostri interessi economici.
– la colpa è dei precari, che a detta dell’energumeno tascabile Brunetta sono la parte peggiore dell’Italia.
– è dei magistrati comunisti che pretendono di sottoporre a processo colui che si considera al di sopra della legge;
– è degli insegnanti con le pezze al sedere e i peggiori stipendi d’Europa che insegnano a scuola “valori diversi da quelli della famiglia” (cit. Berl.)
– dei piccoli commercianti massacrati dalle tasse;
– dei giovani senza futuro perché sono “mammoni”.
Insomma, la colpa sta tutta alla base della piramide sociale, quella dove si trovano quelli come noi, alla quale stanno togliendo anche l’aria per respirare.
I grandi evasori fiscali, i ladri di Stato, quelli ai quali noi garantiamo privilegi vergognosi e intollerabili, non solo ci derubano,
ma ci insultano. E siccome siamo un popolo senza spina dorsale glielo lasciamo fare e continuiamo a insultarci fra di noi.
CHE POPOLO DI FESSI….
..
CHI ATTACCA IL GOVERNO
Viviana Vivarelli

Di Pietro è oggi l’unico che attacchi il Governo. Su Bersani si può solo stendere un velo pietoso, sperando che sparisca al più presto (il suo insistere sulla privatizzazione dell’acqua e il suo appoggio a B fatto di comode assenze al voto e fiacche resistenze lo condannano da soli e il salvataggio a Tedesco con l’indagine su Pionati sono un masso fatale). Veltroni è insussistente. D’Alema non si è nemmeno pentito dei suoi errori e rifarebbe persino la bicamerale, e dopo l’affare delle scalate bancarie e dei capitani coraggiosi avrebbe fatto meglio a pensionarsi. Franceschini voleva votare addirittura un presidenzialismo forte a diretta elezione popolare così eravamo un sultanato per Costituzione! La Torre lo abbiamo visto proteggere persino i criminali e Vendola fa solo retorica poi si allea a gente come la Marcegaglia o don Verzé e aumenta gli stipendi pubblici. Insomma è buio ovunque si guardi.
Di Pietro ha sulla coscienza errori gravi che si chiamano simpatia per la polizia e per le scuole private e la Chiesa, ma soprattutto Scilipoti, De Gregorio, Razzi e De Luca. Ha una tara cronica che è di non saper scegliere i suoi uomini, e questo gli elettori non glielo perdonano. Lui può piacere, i suoi sono odiosi. L’IdV nasce purtroppo da un’accozzaglia di rifiuti politici che nessuno voleva, che lui ha accolto con una mancanza di discernimento gravissima e da cui è stato regolarmente tradito.
Ora la situazione è tragica e se B non se ne va, sarà mortale.
La cosa peggiore che abbiamo è il porcellum di Calderoli che ha stroncato la democrazia, dando diritto a una oligarchia di capipartito di scegliersi il peggio. Se il parlamento è pieno di delinquenti lo si deve anche alla Lega e alla riforma elettorale del cazzo. Occorre un comitato di transizione formato da estranei ai partiti, costituzionalisti o esperti come Sartori o Zabelgresky, che rimetta il sistema proporzionale (il maggioritario è provato essere il peggiore sistema elettorale e quello che favorisce le più grandi iniquità) con soglia del 5%, e allargamento agli istituti di democrazia diretta come il referendum senza quorum come è ovunque, faccia la legge sul conflitto di interessi e contro le doppie cariche e una rielezione eccessiva, riduca drasticamente il milione e 200.000 politici parassitari che succhiano l’Italia, elimini le Province, le circoscrizioni, le comunità montane e gli altri enti inutili, come i Comuni sotto i 5000 abitanti, porti a 2 i gradi di giudizio con carcere immediato dopo la prima condanna, dia il carcere anche per evasione fiscale grave, chiuda le missioni militari e tutti i contratti di armi ancora aperti, abolisca finanziamenti pubblici a giornali e partiti e finanzi decisamente le energie alternative, la ripresa e la disoccupazione giovanile.

La situazione è tragica. Avremmo bisogno immediatamente di tagli significativi agli sprechi dell’apparato anche per salvare il paese dalla bancarotta, quei tagli alle spese esose e strutturali che Tremonti si è guardato bene dal fare, ma non possiamo fidare nell’opposizione perché sulle Province o il voto a Tedesco o l’acqua o il nucleare o la Tav in Valsusa, abbiamo visto bene che il Pd non è di nessun aiuto, non solo non ascolta il popolo e non fa opposizione ma insiste addirittura nel difendere ciò che è iniquo e considera patrimonio ineliminabile della Casta, cioè di se stesso.
Insomma dovremmo fare leggi drastiche contro abusi, privilegi e ruberie della Casta ma un governo tecnico non le potrebbe fare e il Parlamento non le farebbe né col Pdl né col Pd che ormai è uguale al Pdl, e non possiamo confidare sugli elettori,per lo più analfabeti dell’economia o della democrazia, faziosi o inerti, visto che è stata proprio la loro cecità e ignoranza a votare dei ladri per 18 anni .
Con l’astensionismo non si va da nessuna parte, movimenti come il M5S sono troppo piccoli e senza visibilità mediatica. La stampa è nemica e disinformante. La Chiesa non è mai stata la voce morale di questo paese, e ora per metà sostiene ancora B e per metà pensa di rifare una nuova DC sotto Alfano!? Di Confindustria nemmeno parlarne! Sono ancora lì che difendono la Tyssen! I sindacati sono divisi e dispersi quando non si sono piegati a ogni peggio. Non difendono più i lavoratori, perderanno anche se stessi.
Restano le procure, ma non si può pretendere che dal poco spazio rimasto alle procure discenda la redenzione di un paese.
Non possiamo nemmeno fare una rinascita dal basso come l’Islanda perché la Costituzione non ce lo consente.
Ovunque si guardi non c’è salvezza.
Davvero, arrivati a questo punto di disfacimento morale e politico, non so proprio cosa può succedere di buono in questo disgraziato paese!
Posso solo pensare a come era l’Italia nel 45.
Allora riuscirono a ricostruirla. Ci riusciremo noi?
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Sospetto che B abbia preso una doppia trombata
VV

Non ci sono più i bei nemici di una volta e anche quelli comprati da anni possono tradire. E chi se l’aspettava? La smorfia sulla faccia di B è stata eloquente come il suo pugno sul tavolo. Poi ha cercato di salvarsi in corner parlando di un fantomatico partito delle libertà che è ‘garantista per la giustizia’! Per la giustizia?! E quando mai al Pdl è importato qualcosa della giustizia?
Immagino che prima dei salvataggi abbinati Tedesco/Papa ci siano stati i soliti inciuci Letta/Finocchiaro (a che pro sennò fare le votazioni in contemporanea?): “Io salvo Tedesco a te, tu salvi Papa a me!”. Ma siccome non ci fidiamo, si fa lo scambio in simultanea, come nei sequestri mafiosi. Peccato che poi le due votazioni sono sciftate di 20 minuti.
Che cosa non ha funzionato? Eppure sono andati così d’accordo per quasi un ventennio! 20 astenuti Pd per separare il referendum dalle amministrative, 26 per salvare Cosentino e 35 per Calderoli, 40 per far passare la Finanziaria, il Pd si è assentato 100 volte per non battere B e per 30 volte l’ha fatto vincere per 5 voti!
Per conservare le Province: assenti in 22, gli stessi che hanno respinto le dimissioni di Bondi o hanno fatto passare lo scudo fiscale per proteggere mafiosi ed evasori. Insomma pappa e ciccia, il matrimonio perfetto!
E ora cosa c’è che non va? Non ci sono più quelle belle ghenghe di una volta? Qualcuno ha messo le corna. E questo in politica è grave!

Senato: Votazione per processare il senatore Pd Tedesco
Presenti 290
Votanti 289
Maggioranza 145
Favorevoli 127
Contrari 151
Astenuti 11

Eppure in Senato il cdx ha 171 voti (25 sono Lega). E il csx 130(il Pd ne ha 116 e l’IdV conta poco). Con 171 voti come fa B a ritrovarsene solo 145?

Mentre alla Camera a voto segreto
319 votano per l’arresto di Papa contro 293
Eppure alla Camera il Pdl ha 227 voti
Lega 59
Pd 206
UdC 36
FL 29
IdV 22
Totale centrodestra 340
Totale centrosinistra 241
Come fa B con 340 deputati a ritrovarsene 319?
Con questi numeri non solo è chiaro il tradimento della Lega a B, ma è chiaro altresì il tradimento del Pd al popolo italiano!
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IN GRAN BRETAGNA BOCCIATI I PROGETTI DI TRENI AD ALTA VELOCITA’ PROPOSTI DAL GOVERNO

Perché ritenuti di “mera vanità politica” e “economicamente insopportabili”.

http://www.guardian.co.uk/uk/2011/jul/19/hs2-rail-plans-recipe-disaster

DIECI ANNI DA GENOVA
Manuela Bellandi segnala:

G8 Genova, spariti 200 fascicoli sui pestaggi.
Promossi o prescritti i poliziotti violenti.
Quel che resta della giustizia: pratiche mai aperte o finite nel nulla. E sui processi il colpo di spugna definitivo è già arrivato: i dirigenti e gli agenti condannati hanno fatto tutti carriera.
200 fascicoli a carico delle forze dell’ordine finiti nel nulla. Forse mai aperti. Sono i procedimenti per gli abusi commessi durante il G8 di Genova in occasione degli arresti per strada. I magistrati scarcerarono i manifestanti all’udienza di convalida perché i verbali di arresto erano incompleti, pasticciati. Spesso falsi. E ogni volta che un gip rilevava palesi incongruenze trasmetteva gli atti alla Procura. Ma tutti gli indagati sono stati di fatto graziati da una giustizia che ha lasciato morire i fascicoli. C’è anche questo nella storia del G8, oltre all’impegno di pm coraggiosi che hanno rischiato per portare avanti le indagini. Nel Tribunale di Genova qualcuno li chiama “fascicoli fantasma”. Come quello che riguarda due funzionari di polizia e due ufficiali dei carabinieri. Nella sentenza del 14 dicembre del 2007, che condanna i 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, il dispositivo firmato dal presidente del Tribunale Marco Devoto e dal giudice estensore Emilio Gatti ordinava la “trasmissione degli atti al pubblico ministero per falsa testimonianza”. I quattro erano testi dell’accusa sostenuta dai pm Anna Canepa (oggi alla direzione nazionale antimafia) e Andrea Canciani. Si trattava di Angelo Gaggiano, vicequestore comandante del servizio di ordine pubblico, che guidava i reparti di guardia alla zona rossa in via Tolemaide; Mario Mondelli, attualmente questore di Biella all’epoca uno dei capi della Celere (sostituì Vincenzo Canterini alla guida del Reparto Mobile di Roma…
CONTINUA:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/pestaggi-in-stradaspariti-200-fascicolipromossi-o-prescritti-i-poliziotti-violenti/146557/

DUE CHIESE A CONFRONTO: DON VERZE’ E DON GALLO
don Paolo Farinella

Festa a Genova per gli 83 anni di don Andrea Gallo, con una folla enorme di amici, cittadini e alcuni politici e anche quelli de Il Fatto Quotidiano (Padellaro, Travaglio, Sansa), Moni Ovadia, Gino Paoli e tanti altri. Un popolo attorno ad un uomo, un partigiano, un prete che da tutta la vita vive sul marciapiede per acchiappare chi sul marciapiede può finire e vi è già finito. Un prete, un uomo, un partigiano, invocato e riconosciuto come leader morale indiscusso.
La forza di don Gallo è la «nudità»: è privo di tutto ciò che oggi è di modo: il denaro, il potere, il sesso. Egli ha il vestito della parola, che si fa profezia di giustizia e di trasparenza nella coerenza. Sopra il vestito la bandiera della Pace dipinta dall’arcobaleno. Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, il giorno 18 luglio 2011 ha messo sul candelabro evangelico il lume splendente della bella persona di don Gallo e lo ha proposto a tutti come punto di riferimento dell’Italia migliore, quell’Italia che è disprezzata dal governo in carica per voce del ministro Brunetta. Ieri ho visto attorno a don Gallo l’Italia del cuore, quella che non si rassegnerà mia al potere del malaffare e del ricatto, della delinquenza e del mercimonio.
Mentre la festa scorreva allegra e intensa, tra gli epitaffi graffianti e micidiali di Enzo Costa e gli apologhi esilaranti e per questo densi di spiritualità di Moni Ovadia, istintivamente il mio pensiero correva ad un altro prete, don Luigi Maria Verzè, 91 anni, che cominciò come segretario di San Giovanni Calabria, vescovo dei poveri e dei diseredati e finì, anzi sta finendo, come complice di Berlusconi, boss che affoga nei sospetti di corruzione.
Ora sulla sua coscienza grava anche la morte suicida del suo più stretto collaboratore Mario Cal che non ha retto al fallimento del San Raffaele a cui l’ha portato la gestione del prete imprenditore. Questi fa affari con tutti, a prescindere da ogni moralità e legalità. Il fatto è talmente grave che su pressione dell’appena neo papa Paolo VI la diocesi di Milano nel 1964 gli commina «la proibizione di esercitare il sacro ministero» per giungere al 1973 quando viene «sospeso a divinis». In seguito le pene canoniche saranno revocate non si sa per quali vie e con quali mezzi. Questo prete era solito chiamare Dio «Top Manager».
Ha sempre creduto nella Provvidenza che per lui assume il volto di un certo B che nel 1968 attraverso la Edilnord acquista 712 mila mq di terreni vicino Segrate per costruire la città avveniristica «Milano 2», dove oggi sappiamo ospitava prostitute e minorenni per sollazzarsi dalle noie del governo. Tutto questo ben di dio confinava a sud con i terreni dell’erigendo San Raffaele. Tra don Verzè e B fu amore a prima vista, quel fulmine che di solito scoppia all’insaputa tra uomini della stessa di razza.
La prima malefatta che la «strana coppia» fa è dirottare le traiettorie degli aerei di Milano-Linate che disturbavano i residenti di Milano-2 e il San Raffaele del prete che crede nel dio Top Manager, facendo spostare le rotte sui comuni limitrofi. La perversione c’era già tutta: i privilegi dei due sono stati pagati da disgraziati che lavorano e che vivono nei comuni vicini. Chissà in questi 15 anni questi cittadini come hanno votato? Il cambio di rotta è stato ottenuto perché Silvio e Maria Luigi presentano carte topografiche falsificate o manomesse: le cittadine di Pioltello e Segrate sono rappresentante in una carta topografica del 1848, mentre le opere di Milano.2 completate appena al 25% risultano complete al 100%. Falsi, bugiardi e spergiuri.
Il prete che impegna i soldi della ricerca per allungare la vita a B fino a 120 anni, sa di essere legato a doppio filo con l’immondezzaio che fa capo al suo compare. Non a caso quando la figlia di B discusse la tesina alla fine del triennio universitario, davanti al papi che si godeva il successo, senza spinte e raccomandazioni don Verzé promise solennemente che se voleva insegnare al San Raffaele per lei era pronta una cattedra. Prima ancora di laurearsi, era già docente universitaria: bambina prodigio con propellente arricchito da papi Silvio e padre Luigi Maria.
Fino ad ieri era un tripudio di feste e di sicumere, nessuna ombra di crisi gridava il vecchio prete contro gli uccelli del malaugurio. Il Verzé si comportava esattamente come il suo socio in malaffare e sodale in falsificazioni: San Raffaele sta benone, nessuna crisi all’orizzonte. Negare, negare, negare sempre anche l’evidenza finché si può. Già! Ora non si può più: un miliardo e passa di debiti che neppure l’amico B può sanare, preso come è dalle sue ambasce in Mondadori e con la crisi che non esisteva e che ha scavato la fossa all’Italia. Figuriamo se la crisi ci fosse stata!
La cronaca del don Verzé di questi giorni si accompagna al declino catastrofico del suo amico Berlusconi: «simul stabunt simul cadent». Non poteva essere differente. Concepiti nati sul filo del malaffare, cresciuti negli intrighi semplici e organizzati fornicato con ambienti clericali di chiara miscredenza etica e religiosa, Silvio e Maria Luigi dovevano cadere insieme come parabola di un mondo immorale che genera affari e risultati, anche rilevanti, frutto di azioni perverse e che tali rimarranno sempre. Nessun buon fine può giustificare la nascita e lo sviluppo di un ente gestito da un prete che cammina sulle gambe della falsità e della illegalità come costume e sistema di vita e di governo.
La favola degli uomini che si fanno da soli, cioè che imbrogliando le regole del mercato che pure invocano ad ogni sospiro, non è mai esistita, anzi prospera come una pianta velenosa nel nostro Paese; pare che anche gli Italiani creduloni se ne siano accorti, dopo quasi 20 anni dell’avere osannato B «l’uomo nuovo» (?) che avrebbe arricchito tutti. Che lui si sia arricchito e si sia messo in sicurezza è certo, come è sicuro che ha impoverito la Nazione in tutti i settori e in modo progressivo. Le persone oneste vivono del loro lavoro, condividono attese e ansie, angosce e speranze, specialmente se è un prete che si dedica come è dovere ad alleviare le sofferenze della malattia.
Don Verzè ha giustificato tutto di B, ogni immoralità «strutturale» sia come persona sia come capo di un governo che ha prodotto leggi disumane, contro l’etica sociale, contro il valore delle persone, contro ogni spiraglio di dignità umana e sociale. Eppure celebrava anche l’Eucaristia con buona coscienza segno evidente di una coscienza distorta che dice nero il bianco e bianco il nero. Come era prevedibile viene anche per Verzè e per B il «redde rationem». Un miliardo e passa di debiti che provocano un primo effetto inatteso: il suicidio di Mario Cal, già indagato nel 1994 per corruzione e poi prosciolto per intervenuta prescrizione. Insomma la persona giusta al posto giusto.
Chi viene a salvare l’impero del male, costruito sul male e sviluppato dal male? Il Vaticano e con esso lo Ior e a nome loro il cardinale Bertone Tarcisio, segretario di Stato del papa re Benedetto XVI, sovrano di animo debole perché incapace di guardare al futuro accecato com’é dalla sindrome del passato di cui vorrebbe riportare in auge quel «regime di cristianità» che tanto male ha arrecato alla Chiesa compromettendola con lo spirito del mondo e gli obiettivi del maligno.
Qualcuno deve spiegare perché il papa deve possedere cliniche ed esercitare direttamente il mestiere di ricerca scientifica e di cura della salute. Costoro rimproverano i preti che si impegnano nella società civile e nella difesa dei diritti con l’accusa che al prete è vietato occuparsi di cose materiali perché loro compito è il servizio di Dio e l’evangelizzazione che corrisponde a quello che loro credono e vogliono che sia il servizio e l’evangelizzazione. Accusano i preti impegnati di essere «mondani» e loro che comprano ospedali, cliniche e fanno affari con le Regioni a suon di miliardi sarebbero gli uomini spirituali che si dedicano alla pastorale.
Ora che il San Raffaele è fallito il Vaticano lo compra per un tozzo di pane, anzi lo rileva gratis e vi mette i suoi uomini, in primo luogo quel Profiti che è stato condannato (maggio 2010) per turbativa d’aste, mazzette per corruzione di appalti. Giuseppe Profiti, delfino di Bertone da questi è stato definito come esemplare della nuova classe dirigente di stampo «cattolico» e quindi modello «etico» per le generazioni prossime. Questi sono gli uomini affidabili per il Vaticano e per Bertone.
D’altra parte se Bertone protegge B e cerca per il dopo di ricreare il partito degli onesti cattolici con Al Fano, Pisanu, Casini e con coloro che sono in parlamento malgrado gli affari con la malavita, come ci si può meravigliare che abbia come modello di classe dirigente un condannato per truffa e sospettato di corruzione? Anzi, questo è il normale, ci si dovrebbe meravigliare del contrario.
I nuovi che reggeranno il San Raffaele, se il tribunale non impone il fallimento coatto, vengono imposti dal Vaticano: scomporranno in bocconi di lauto pasto, a spese dello Stato perché i debiti di don Verzè saranno pagati o dai cittadini o dallo Ior, inferno in terra dove satana è certo che esista. Il prezzo gratuito che il Vaticano ha ricavato è il suicidio di un pregiudicato che per tutta la vita ha affiancato un prete dall’ambiguità colossale. Coloro che fanno finta di difendere la vita usano la vita degli altri come uno straccio. Il vangelo però è un’altra cosa. Esattamente un’altra cosa. Anzi l’opposto.

Ippolita segnala
Rifiuti, vogliono stringere prima della riforma dei servizi locali?

Che cosa stanno architettando i nostri eroi sui rifiuti ? Vogliono stringere accordi irreversibili prima che lo straordinario risultato dei referendum nazionali contro la privatizzazione dei servizi pubblici glielo impedisca ?
Il modello toscano dei rifiuti ha le sue particolarità: non è come il modello campano (anche se talvolta se ne avvale, basti pensare al caso Enerambiente-Faggiano-Gavioli nella REA), qui non c’è bisogno delle cosche camorristiche, qui bastano ed avanzano quelle locali: più rifiuti smaltisci, più sali la scala amministrativa e sociale, valga per tutti il caso dell’assessore regionale Simoncini, ex sindaco di Rosignano per ben 14 anni (1990-2004).
In trent’anni hanno fatto di una discarica “comunale provvisoria”, com’era stata concepita Scapigliato nell’81, un IMMENSO TUMULO DI VELENI (anche ceneri d’inceneritori), mischiati ad almeno 15 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni tipo. Un’enorme ipoteca per i secoli avvenire che incomberà su tutta la Val di Fine e le sue acque, e che solo l’efficiente “omertà toscana” non fa emergere in tutta la sua pericolosità.
La riduzione dei conferimenti del 2009, benedetta da chiunque abbia un minimo di buonsenso e dai cittadini residenti intorno alla discarica, già sottoposti a “danno esistenziale” dall’ex sindaco Nenci (sentenza del tribunale del 2007) per gli odori nauseabondi, è stata invece vissuta da tutte le parti politiche come una disgrazia , anche dai più “sinistri” che parlarono di “scarsa capacità di programmazione”.
Qui da programmare c’è una cosa sola: la chiusura accelerata della discarica, la sua bonifica accurata (a carico esclusivo di chi ne ha profittato) e il recupero dell’area a fini agricoli.
E invece a che cosa stanno pensando i nostri eroi ? Nonostante le condanne in tribunale e il clamoroso risultato dei referendum nazionali sui servizi pubblici locali, stanno consegnando le chiavi non solo di Scapigliato, ma di tutta la gestione dei rifiuti nel super-ATO (Livorno, Pisa, Lucca e Massa) ad una multinazionale, con un megainceneritore da 1.000 tonnellate al giorno a Livorno , e con almeno il 5,75 % di profitto garantito (Si veda il Piano straordinario dei rifiuti del super ATO). Con questi amministratori (ed i loro “oppositori”) al peggio non c’è mai fine.

DIPIETRO

Questa maggioranza ormai è alla frutta, vive solo da dx a sx per autoalimentare la propria cricca, senza nessuna differenza tra PDL e Lega.
Hanno licenziato una manovra tutta sulle spalle dei piú poveri senza intaccare le rendite finanziarie. Hanno aumentato le tasse di 30 MLD senza colpire i veri responsabili di questa situazione: gli speculatori finanziari.
Ma la cosa piú sorprendente e indecente è che si toglie ai cittadini senza toccare gli enorme privilegi della Casta. In Olanda lo hanno fatto, hanno ridotto di un terzo le Camere. In Inghilterra lo hanno fatto, hanno ridotto il numero dei parlamentari e
tagliato i benefit dei deputati. In Spagna lo hanno fatto, tagliando i compensi del Governo e il Parlamento si è offerto da solo. In Grecia ha eliminato 57 province sostituendole con 13 macroregioni.
E in Italia? NIENTE!
Sono rimasti intoccati privilegi e sprechi. Basta con la Casta!
Il web si è giá mobilitato (la nostra raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per abolire le Province, ad es. ha giá superato le 11.000 firme, ma ne occorrono 50.000) ma occorre che si muova tutto il paese
A settembre faremo una manifestazione unitaria di dimensioni mai viste. Contro la Casta al potere: eliminazione delle province e dei rimborsi elettorali, fine alle auto blu, dimezzamento dei parlamentari, via i vitalizi, blocco delle consulenze, lotta
all’evasione fiscale.

Francesco Palermiti (blogger)
Di fronte ad una realtà quotidiana avvilente, nella quale
• I deputati, screditati dalle nefandezze descritte e documentate dalla stampa libera, sperperano il denaro pubblico per conservare i loro privilegi e per mantenere in vita enti improduttivi (province, comunità montane, circoscrizioni etc., etc.).
• Personaggi enigmatici siedono in parlamento e legiferano per se stessi e i loro amici.
• Il governo non recepisce le istanze della collettività esasperata.
• La tassazione grava, con maggior vigore, sui percettori di reddito fisso.
• L’illegalità diffusa mortifica e discredita il paese.
• La mafia, collusa con la politica e con la burocrazia, impone il suo potere in vaste regioni d’Italia
non si può chiedere al potere di riformare se stesso. Mai successo nella storia. Auspichiamo allora una sollevazione popolare che rinnovi le istituzioni obsolete e spazzi via i politicanti inetti o corrotti. Una salutare rivoluzione è già iniziata grazie al popolo del web!

Vince (blogger)

Anche quelli dalla testa un po’ dura adesso avranno capito tante cose.
E anche il motivo dei continui scioperi e sommosse e proteste messe in atto dal popolo greco. Lo sdegno e la rabbia contro il duopolioPapandreu / Caramanlis che per decenni hanno fatto comunella per dilapidare e drenare tutto quanto c’era da scardinare e suddividere e che hanno indebitato la Grecia per generazioni a venire, pur di continuare a rubare: avessero potuto, perché troppo evidente, avrebbero portato a casa anche il Panteon. Un paese che vive quasi esclusivamente di turismo, servizi e di agricoltura e poco industrializzato. Un paese altamente corrotto tanto e forse più dell’Italia, dove addirittura le forze di sicurezza rispondono direttamente ai rappresentanti della “casta” locale e non alla Legge,
tanto per dirne una. Dove il senso dello “Stato” e dell’appartenenza ad una società è quasi inesistente e dove la “democrazia” è solamente una parvenza, una foglia di fico con cui si vogliono abbellire strutture arcaiche ed autarchiche.
L’Italia si è salvata finora in virtù della sua laboriosità industriale. Ma non essendoci più il volano della ricerca con un sistema universitario allo sbando e venendo a mancare gli investimenti, la situazione sembra precipitare. In un mondo in crisi fatto di battaglie senza esclusione di colpi per mantenere le quote del proprio mercato, mi si spieghi come si possa “aumentare la crescita” per “assorbire” il debito pubblico? Fra l’altro, essendo noi un paese estremamente “libertario” per alcuni piuttosto che per altri, mi si spieghi anche per che motivo si debbano lasciare migrare (a differenza degli altri paesi industrializzati) immensi capitali verso la speculazione finanziaria piuttosto che riversarli nell’industria e
il suo rinnovamento; per non dire dei circa 80 MLD, frutto di ricavi intascati da attività lavorative in Italia, che annualmente si dice prendano il largo per via lecita o illecita verso paesi più lucrabili.
I nostri “amici” non hanno ancora capito che la ricchezza di tutti noi sta nel know-how e nell’industriosità delle risorse umane dell’Italia e non nelle cattedrali nel deserto, di cui qualcuno è il proprietario. Hai voglia a insistere nel voler celebrare il 150° con le casse vuote. L’unità d’Italia che i nostri predecessori sono riusciti a preservare fino ad oggi, rischia seriamente di andare in frantumi proprio a causa
delle azioni da irresponsabili da parte di ingordi imbecilli, di ipocriti e di approfittatori.

I FURTI DEI PARTITI
Viviana Vivarelli

Il referendum del 1993 fu chiarissimo:il 90,3% dei votanti chiese di abolire il finanziamento pubblico dei partiti. Allora quegli sconci dei partiti si inventarono i rimborsi elettorali. Cominciarono col chiedere 800 lire per ogni cittadino. Ma non gli bastava, ai fetenti. Rubano, rubano, ma non gli basta mai. Col passare del tempo
l’ingordigia aumentava. Oggi ci stanno rubando 10 volte di più. Insomma, ognuno di noi foraggia anche i partiti che odia, quelli che vorrebbe veder sparire. I partiti rubano e spendono, rubano e spendono, e più rubano più sono in passivo, e i loro passivi non li fanno fallire mai!!
E quello che rubano non è solo superiore a qualsiasi rimborso elettorale in Europa, ma è odioso: l’inutile e artificiale Partito Pensionati, per le elezioni europee, si è fatto rimborsare 76 volte quel che aveva speso. Non ce n’è uno che si salvi. E’ tutto un arraffa arraffa, dall’estrema dx all’estrema sx, alla faccia di ogni diritto!
La Fiamma Tricolore (che non esiste più) incassa 81 volte più di quanto ha speso. Rifondazione Comunista 13 volte di più. I Comunisti italiani di Diliberto 12 volte di più. In totale alle europee i partiti hanno speso 88 milioni di € e ne hanno presi 249. Ma oggi nemmeno questa vergogna sono stati capaci di togliere i fetenti!
Non hanno tolto nemmeno le costosissime ‘sedi di rappresentanza all’estero’ che le regioni si sono inventate per fare viaggi gratis e sperperare fondi pubblici!
Tagliano ai lavoratori, tagliano ai pensionati, tagliano alle famiglie, tagliano agli invalidi, tagliano agli asili, tagliano alla scuole e alla ricerca, tagliano ai malati! Ma per loro stessi non tagliano mai!
Se incontrate a Roma o altrove uno di questi soggetti, sputategli in faccia a nome mio, per favore, e dategli di LADRO!

Ecco cosa scrivevano Rizzo e Stella nel libro ‘La casta’, 4 anni fa:

“Il ristorante deluxe a prezzi popolari e la barberia non sono che due dei privilegi di chi ha la fortuna di entrare in Parlamento.
All’arrivo ti danno un elenco dei benefit cui hai diritto:dai viaggi gratuiti in business class sui voli Alitalia a quelli sui treni e traghetti, dai tassi favorevolissimi nella banca interna alla tessera Agis per andare gratis al cinema,dal Telepass gratuito a mille altre cose più o meno note (con 100 € in più al mese, per es., si può estendere la generosissima mutua anche ai suoceri)”.”Da annotare i regalini. Come i computer portatili dati nella XIV legislatura a ogni deputato. Decisione sacrosanta e ineccepibile. Ma non nella sua coda:la scelta di consentire a ogni parlamentare di riscattare le macchine al prezzo simbolico di 1 €.Offerta della quale approfittò subito il decano del collegio dei questori, Francesco Colucci (Forza Italia), che di computer ne rastrellò 21″.
Di questo tipo di notizie ne leggeremo molte, tutte”carte”magicamente estratte dal cilindro di questo fantomatico precario. Eppure – è sempre questione di memoria corta, cortissima – il libro di Stella e Rizzo aveva già scritto questo e ben altro:il passo appena citato è mezza pagina di un volume che ne conta quasi 300.
E proprio sui furti in Parlamento “Perfino chi bacchetta da anni sui lussi che via via si sono concessi i nostri rappresentanti in Parlamento, ne scorda sempre uno nuovo. Per esempio il risarcimento dei furti. Sei un deputato e ti fregano il soprabito che avevi appoggiato all’attaccapanni?” Prego onorevole, vada a comprarne un altro e ci porti lo scontrino”
..
Sante Marafini segnala:
Mario Pianta su Sbilanciamoci.info .

Questa crisi che sta facendo precipitare nel baratro Stati e Popoli è la crisi del capitalismo, della globalizzazione, della finanza dei pescecani che ha preso il sopravvento sull’economia reale, di un sistema in cui si fanno profitti speculando con il denaro e non più con la produzione di beni e servizi, del finanzcapitalismo come lo definisce Luciano Gallino.
Non si capisce per quale motivo dovremmo suicidarci per difendere un sistema che condanna alla miseria e alla fame gran parte dell’umanità, che pretende di demolire le conquiste sociali che alcuni popoli hanno ottenuto attraverso secoli di lotta e di impedire che diventino patrimonio di tutta l’umanità, che si alimenta di terrificanti conflitti militari, che sta conducendo il nostro pianeta al collasso e
alla distruzione con produzioni e consumi fondati sullo sfruttamento insensato e folle delle risorse naturali.
Come si può pensare che accettando le regole del gioco (il ricatto) di chi ci ha condotto fino a questo punto potremo salvare le nostre economie e le nostre condizioni di vita?
Eppure l’Europa, questa Europa che tradisce le sue ragioni fondanti e la sua civiltà e la sua cultura secolare ci dice che non ci sono alternative e tutte le forze politiche presenti nel Parlamento italiano accettano passivamente i paradigmi di questo sistema, dando il via libera, sotto la spinta del Presidente Napolitano (quello che
negli anni ’80 inciuciava con Craxi e la cui corrente veniva finanziata da B) e plaudendo al ‘proprio senso di responsabilità’, ad una manovra finanziaria inefficace ed ingiusta….

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=691550d57a2dc65a
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Mariapia segnala da la Stampa
Ci rimane soltanto l’aria
Antonio Scurati

Cosa succede se la globalizzazione raggiunge il rubinetto di casa
“Nessun uomo è tanto pazzo da vendere la terra su cui cammina”. Così il grande capo indiano avrebbe risposto al negoziatore bianco che gli offriva la scelta tra la guerra di sterminio e l’acquisto delle terre ataviche della sua tribù. Che cosa direbbe oggi quel capo indiano di noi che, dopo aver fatto ovunque commercio della terra su cui camminiamo, ci apprestiamo a venderci anche l’acqua che beviamo? Niente direbbe, il fiero guerriero, perché fu spazzato via dalla storia che, è bene non dimenticarlo, è stata sempre storia del processo unilaterale attraverso il quale l’Occidente, esplorando, conquistando e colonizzando, ha globalizzato la terra unificandola in un sistema mondo interamente governato dalla legge del capitalismo.
Ora che quella grande impresa è compiuta, ora che la fase di espansione è terminata, ora che l’auto-narrazione in cui si racconta di come il pianeta Terra divenne una sfera interna alla logica del capitale è giunta alla fine, non rimane che lavorare sulle condizioni di vita all’interno della grande serra planetaria del capitalismo avanzato.
Questa nuova frontiera interna che avanza senza soste ha un nome preciso: privatizzazione della vita.
(anche il tentativo di vendere l’acqua rientra in questo quadro)
La privatizzazione della vita agisce simultaneamente su due versanti, contigui e interconnessi. Su uno si procede a privatizzare la proprietà non più solo dei mezzi di produzione ma anche dei mezzi di sussistenza della vita della specie, sull’altro si mette in scena la riduzione della vita sociale a fatto privato.
Sul 1° accade che, in un quadro globale di progressivo impoverimento delle risorse naturali, di cambiamenti climatici che rischiano di mettere fine al lussureggiare della vita planetaria e di fosche previsioni sull’aumento della popolazione mondiale, il controllo sui beni basali per l’esistenza, sulle condizioni di
sopravvivenza, e finanche sulle matrici di riproduzione della vita biologica, viene via via affidato a soggetti d’impresa, cioè a privati mossi dalla logica del profitto e, spesso, da intenti speculativi. È il caso del controllo delle risorse idriche, delle biotecnologie in agricoltura, ma è anche della privatizzazione della guerra
subappaltata a contractor privati, della privatizzazione della ricerca medico-scientifica e della ricerca sul genoma umano.
Il 2° è quello della trasformazione della politica in talk show, un osceno teatrino di faccende un tempo confinate nella vita privata che ha l’effetto di svilire, fino all’annichilimento, la nozione di «pubblico interesse». Il «pubblico», come ci ha insegnato Bauman, è così svuotato dei suoi contenuti, privato di un’agenda propria: è solo un agglomerato di guai, preoccupazioni e problemi privati. È l’eclissi della politica, un tempo intesa come possibilità di fare uso di mezzi collettivi per
affrontare i problemi individuali. È anche la fine del sentimento di comunità. E, con esso, la fine del principio di un bene comune. Da entrambi i lati dello schermo televisivo, la collettività scade ad aggregato di agenti individuali, le esistenze a questioni private.
..
Il cerchio si stringe

Le crepe si aprono attorno al trono del caimano e la magistratura incalza.
Cominciano le prime vittime degli sciagurati nel sistema che vacilla.
Il vice di Don Verzé si è sparato atterrito dall’inchiesta sul buco di 900 milioni del San Raffaele.
Questi sono i soci di Berlusconi: ladri, corrotti, corruttori, truffatori, pedofili e puttane e vessatori.
Davvero una bella congrega da votare sotto l’imput fantomatico di comunisti o extracomunitari!
Per scacciare i fantasmi del vostro odio fanatico, avete accettato di distruggere il paese consegnandolo col vostro voto ai criminali peggiori!
..
Va malissimo anche sul versante processuale

Processo Ruby
Gli avvocati di B avevano chiesto:
-che il processo fosse celebrato dal tribunale dei ministri
-o che fosse spostato a Monza
-o che ci fosse un proscioglimento di merito
La Corte ha risposto con 3 NO
1°-Con la motivazione “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”, la Corte ha respinto l’eccezione di competenza presentata dai legali di B, che lo volevano spostare al Tribunale di ministri.
Secondo i suoi avvocati, la notte della “liberazione” di Ruby dalla Questura di Milano, B avrebbe agito in qualità di presidente del consiglio, pienamente convinto che la giovane fosse la nipote di Mubarak, per evitare all’Italia una controversia internazionale. Ma il tribunale di Milano non ha condiviso questa tesi. Resta la vergogna, incisa nella storia peggiore di questo paese, di 315 parlamentari
ipocriti e venduti, che hanno dichiarato di credere a una balla tanto grossa come quella della nipote di Mubarak. Mi auguro che i loro nomi spariscano dalla storia della repubblica!
2°-Il processo lo terrà la procura di Milano. “Sulla scorta del capo di imputazione il tribunale ritiene la propria competenza funzionale. Il reato di concussione non ricade sotto la competenza del Tribunale dei Ministri. E’ stata rifiutato lo spostamento a Monza. Il processo resta a Milano e continuerà a tenerlo il giudice Ilda Bocassini!
3°-La Corte ha anche respinto la richiesta di “proscioglimento nel merito” (per mancanza di prove). La prossima udienza è il 3 ottobre. Il reato è pesantissimo e prevede da 4 a 12 anni di carcere. Se anche B non le facesse mai, possiamo noi tollerare che a capo del Governo ci sia un essere simile?

UNA MANOVRA GROTTESCA
Luca Ricolfi

Le previsioni degli analisti sono pessime. La manovra allestita in fretta e furia dal governo, e votata in tempi rapidissimi dalle opposizioni, non è piaciuta innanzitutto per la sua iniquità, perché non distribuisce in modo razionale e selettivo i sacrifici richiesti e ne richiede al minimo alla Casta, un vero e proprio schiaffo in faccia
ai cittadini. Ma non va bene nemmeno per la sua capacità di calmare i mercati e rassicurare gli investitori, ricostituendo un po’ di fiducia nel sistema Italia.
Tre i punti deboli:
1-è ridicola per i primi 2 anni, durissima solo nel 2013-2014, dunque i suoi effetti certi sono minimi, mentre gli effetti significativi non sono certi (gli impegni del 2013-2014 molto difficilmente potranno essere onorati, visto che non si sa nemmeno chi dovrà farlo) 2..la componente fiscale non solo è spostata avanti nel tempo, ma è di
contenuto sconosciuto
3. la manovra è troppo incisiva dal lato delle tasse e lo è troppo poco dal lato della spesa pubblica. Dunque non convincerà i mercati, con conseguente innalzamento del costo del nostro debito pubblico, e di azzoppare l’economia. La manovra è un bluff e i mercati non gradiranno.
Invece soffocherà del tutto la crescita, in quanto nessun Paese occidentale ha una pressione fiscale alta come la nostra (68,6%), con costi elevatissimi dell’energia e la doppia zavorra degli adempimenti burocratici e dell’inefficienza della giustizia civile. Insomma il fardello che il Governo impone a produttori, lavoratori e imprese è di gran lunga la causa più importante del suo ristagno. Molto, ma molto più importante di tutti gli altri fattori In questa prospettiva,la storia delle ultime settimane è semplicemente agghiacciante. Ancora a giugno si prometteva la riduzione delle tasse, ridicolo! Poi si è detto che si passava dall’Irpef all’Iva, ora ci
dicono che le tasse saliranno. Insomma il Governo parla a caso e si comporta da irresponsabile (lo dice Confindustria).
Oggi è un eroe chi in tali condizioni intende lavorare e produrre nella legalità, senza scorciatoie e protezioni politiche. Pensare che il debito pubblico si possa abbattere senza crescita, semplicemente azzerando il deficit, è già alquanto azzardato, ma pensare che la crescita possa ripartire con questa pressione fiscale è folle.
..
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Anti -CASTA degli INCAZZATOS : dopo PAPA Cosentino. Romano etc.

    NON FERMIAMOCI a PAPA ! c’è un MINISTRO indagato per MAFIA al Governo e un

    segretario indagato per CAMORRA ! passiamo a ROMANO e COSENTINO !!!!!!!!!!!!!!!!

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — luglio 22, 2011 @ 7:01 pm | Rispondi

  2. Salta tutto

    Ma questa volta rischia davvero di saltare tutto. Ci aspettano giorni da brivido, sull’orlo del caos: parlamento, classe politica, partiti, tutto sembra sfasciarsi. Una maggioranza che non c’è più e un’opposizione che sa di aver fallito e teme di esser coinvolta nella fine annunciata, con il Pd che si interroga sul caso Penati senza avere la forza di chiedergli almeno di farsi da parte fin quando le cose non saranno chiarite.
    Per cambiare davvero, occorre innanzitutto cambiare la legge elettorale, l’obbrobrioso Porcellum, che ha delegittimato il Parlamento e tolto ai cittadini il potere di votare i propri rappresentanti. Continua sul nostro sito la raccolta di firme.
    E intanto la maggioranza, per rispondere al sentimento anti-casta che sta giustamente montando nel Paese, presenta una proposta di riforma costituzionale a firma Calderoli. Ma per poter procedere a una vera riforma della Costituzione bisognerebbe che prima il Cavaliere togliesse il disturbo, poi che si varasse una nuova legge elettorale, infine che si eleggesse un Parlamento credibile.

    LasciateCIEntrare
    I lager si somigliano: dietro al filo spinato ci sono sempre uomini e donne che spaventano la “purezza” di qualcuno. I nostri si chiamano CIE, Centri di Identificazione ed Espulsione. In tutta Italia una grande mobilitazione promossa da associazioni e partiti per lunedì 25 luglio.

    Associazione Libertà e Giustizia
    viale Col di Lana 12 – 20136 Milano MI
    tel 0245491066 – fax 0245491067
    info@libertaegiustizia.ithttp://www.libertaegiustizia.it

    Commento di MasadaAdmin — luglio 22, 2011 @ 7:02 pm | Rispondi

  3. CRISTO C’E’

    La biblica mela, che in maniera subdola e seducente, il serpente demone, offre alla coppia Adamo ed Eva, venendo meno, così, ad un patto verbale stipulato con il loro Creatore, è la metafora inequivocabile dei nostri tempi. Il mondo moderno, è l’ovvio risultato della profanazione del mistero della vita, sulle cui basi ha edificato il suo impero perverso fatto di menzogna, contraffazione, paura e relativismo.

    Il mistero violato, è paradigma di infedeltà verso l’impianto etico, e di vanesio narcisismo di un Ego corrotto che, nell’incomprensione arbitraria del Disegno Divino e delle attenuanti addotte, degenera, da peccato, in reato grave per alto tradimento.

    Un peccato dunque imperdonabile che, per la sua unicità e la straordinaria gravità,

    ha contemplato una pena esemplare e senza sconti.

    Il bisogno di amore e di amare di Cristo, era certamente di natura divina, logico risultato di una sensibilità sconfinata che, in ogni gesto, in ogni soffio di vento e in ogni parola, poteva cogliere, leggere e interpretare in forma profetica, futuri accadimenti, eventi e catastrofici mutamenti.

    Non mi pongo il problema dell’esistenza di Dio, ma in Cristo ho deposto ogni mia certezza. So della potenza del suo amore e del suo infinito dolore, che a distanza di oltre duemila anni, commuove il mio cuore e rinnova le mie speranze.

    Gli uomini di quest’epoca insensata, inariditi nell’animo e nello spirito e, ammaliati dalle lusinghe di sirene indolenti, si sono prostrati, al pari di idolatri, al cospetto di un Sistema Bestia, che sotto le sembianze del buon samaritano cela, ad arte, la sua natura mefistofelica.

    Oggi la scienza arida e opportunista, ha fatto scempio di ogni valore e principio etico, barattandoli e mercificandoli in cambio di illusione e vane promesse e relegando l’umanità, nel crepuscolo di un limbo gelatinoso e svuotando gli uomini da ogni loro oggettiva e arbitraria responsabilità.

    Abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora, e di nuovo, la metafora profetica ritorna, come uno spettro, ad oscurare l’orizzonte del nostro futuro.

    Gianni Tirelli

    Commento di MasadaAdmin — luglio 22, 2011 @ 7:02 pm | Rispondi

  4. C’è un interessantissimo articolo intervista sul Fattoquotidano.it

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/21/italia-soffocata-dalla-casta-merlo-non-bastano-i-tagli-serve-una-rivoluzione/146900/

    fatta ad Antonio Merlo, un economista e direttore del dipartimento di Economia della Pennsylvania University, dove si capisce come la Casta si autoalimenta e quanto diventa difficile per l’Italia uscirne fuori.

    Il “Porcellum” anzitutto ha creato un meccanismo di scelta di parlamentari non eletti direttamente dal popolo ma dalle segreterie dei partiti, perciò una pletora di “yesman” che ubbidisce al capo e ai suoi interessi, o di partito.

    Il titolo dell’intervista- articolo è eloquente: “Non bastano i tagli, serve una rivoluzione”

    Insomma hai ragione Viviana, il futuro di questo paese allo stato attuale è nero.

    Commento di hans castorp — luglio 23, 2011 @ 3:39 pm | Rispondi

  5. “… – Vivevo negli ultimi mesi in uno stato per il quale non c’è un nome, né in russo né in tedesco, probabilmente in nessuna lingua del mondo, in uno stato tra la rassegnazione e l’attesa. Immagino che i morti si trovino per un istante in questa situazione, quando hanno abbandonato la vita terrena e non hanno ancora iniziato quell’altra. …” Joseph Roth ‘Fuga senza fine’.

    Commento di Anonimo — luglio 28, 2011 @ 7:03 pm | Rispondi


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