Nuovo Masada

giugno 29, 2011

MASADA n° 1303- 27-6-2011. LA DEVASTAZIONE CONTINUA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:03 am

Lo Stato attacca la Valsusa – Tremonti e la devastazione dei conti pubblici – Il trota- Amenità leghiste – Leonardo Boff e il capitalismo – Lo strano caso dei ministeri a Nord – I direttori girandola – Il petrolio in Basilicata – Mezzo miliardo buttato per pagare partiti che non ci sono più – Marco Pannella –I guai di Di Pietro- La Lega rifiuta di aiutare Napoli – I rifiuti in Puglia e la Marcegaglia – Il caso Bisignani

Ippolita segnala:
Lo Stato attacca la Valsusa
Marco Cedolin

Il fumo è quello dei gas lacrimogeni ed asfissianti, con i quali le forze dell’ordine hanno materialmente “soffocato” gli oltre 2000 cittadini valsusini che presidiavano la Libera Repubblica della Maddalena contro l’assalto della mafia del tondino e del cemento. L’arrosto quello di un cantiere immaginifico e senza futuro, che la consorteria politica tenterà di vendere all’opinione pubblica e alla compiacente UE, come la prima pietra di quel TAV in Val di Susa, nato già morto e destinato ad essere solo una fonte di guadagni illeciti, alla quale fare abbeverare animali politici e prenditori d’accatto.
Di questa nottata di trepidante attesa, fino al mattino, vissuto con i polmoni che bruciano, gli occhi accecati, ma la testa alta, rimangono molte immagini, alcune destinate a scolorire velocemente, altre a rimanere nella memoria come segni indelebili.

L’orgoglio del popolo, che anche in questa Italia votata al malaffare e all’opportunismo, trova il coraggio di mettere a repentaglio la propria incolumità fisica, per difendere la terra in cui vive e il futuro dei propri figli, riscoprendo valori che la maggior parte degli italiani hanno dimenticato. Ed è un popolo disposto a passare le notti all’addiaccio, rubando le ore alla famiglia e al lavoro, un popolo che riscopre la bellezza dello “stare insieme” e del sentirsi parte di qualcosa che travalichi l’egoismo qualunquista, ormai diventato forma mentis imperante…..
Il volto marcescente dei burattini della politica, completamente asserviti a finanza e grande imprenditoria, fino al punto da arrivare a prendere direttamente ordini da Confindustria, che ha materialmente dettato al Ministro Maroni i tempi ed i termini di un’azione “di guerra” assolutamente priva di senso.
La faccia oscura degli agenti in divisa, ormai abituati a trattare i cittadini che protestano, alla stessa stregua delle donne e dei bambini d’Afghanistan o d’Iraq. Forze dell’ordine al soldo di poteri che nulla hanno a che fare con l’interesse dello stato, picchiatori che agiscono militarmente contro i cittadini, in rappresentanza di quel malaffare che sarebbero chiamati a combattere.
I visi fieri di una decina di signore (che potrebbero essere le nostre madri o le nostre sorelle) abbarbicate sopra al guard rail, a fronteggiare una ruspa a tenaglia grande come un paio di TIR, guidata da un “assassino” che non si faceva alcun scrupolo nell’affondare la tenaglia contro di loro, con il rischio concreto di ammazzarle o renderle storpie a vita. Perché anche il tentato omicidio è lecito, qualora propedeutico alla costruzione della “Grande Opera” imposta da Confindustria.
E poi tanto fumo, centinaia e centinaia di lacrimogeni di ultima generazione, dispensati a pioggia, a soffocare i polmoni e accecare gli occhi. Perché soffocare e accecare era l’unica strada praticabile, per scacciare dalla propria terra migliaia di persone, decise a difenderla con il “peso” del loro corpo. E ancora lacrimogeni a centinaia, lanciati sulla montagna, ad inseguire i cittadini che si ritiravano, per essere sicuri che “avessero imparato la lezione”. Fra loro tanti anziani, tante donne, tante ragazzine, che non respiravano, che vomitavano, ma hanno continuato a camminare, senza perdere un grammo della propria dignità.
In Val di Susa l’incubo del 2005 è tornato, greve come allora, la Valle è militarizzata, le strade sono bloccate, e come allora spira il vento dell’insurrezione popolare.
Ma chi pensa di avere soffocato con il gas la lotta contro il TAV, con tutta probabilità non ha mai conosciuto un valsusino, né il percorso di questa battaglia.
Scesi dalla montagna, con gli occhi rossi ed i polmoni riarsi, i presidianti della Maddalena, hanno mantenuto intatta la convinzione che in Val di Susa il TAV non passerà mai.
Asfissiando i cittadini, oltre 1500 poliziotti, sono riusciti a prendere possesso di un fazzoletto di terra, che ora dovranno presidiare notte giorno con centinaia di uomini.
Non si tratta di un cantiere, ma di una spianata di terreno che si affretteranno a recintare.
E di cantiere probabilmente non si tratterà mai, perché prima che lo diventi i valsusini torneranno in decine di migliaia, come nel 2005, e se lo riprenderanno, sempre naturalmente che Maroni e chi lo comanda, non carezzino l’idea di gasarli tutti.

http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/06/tanto-fumo-poco-arrosto.html

B dichiara che l’Italia perderà 600 milioni di fondi europei. Anche questo è falso,perché è la stessa cifra di cui parla da 8 anni e nessuno ha perso niente
Ma è falsa anche la cifra,perché è comprensiva anche della quota da dare alla Francia
Si dichiara che se non si costruisce questa linea si esce dall’Europa,cosa ridicolissima;se ci usciremo sarà per il malgoverno di Tremonti e non certo per la TAV
Inizialmente si è mentito dicendo che la TAV portava merci,mentre B vuol spostare tutte le merci su strada, ora dice che porterà passeggeri ma si può vedere che questa linea trasversale che da Lione porta a Torino interessa pochissimi,c’è già una linea ferroviaria peraltro semivuota che potrebbe essere rinforzata senza farne altre, mentre per viaggi più lunghi i passeggeri preferiranno l’aereo
L’opera è inutile, non serve all’Italia né all’Europa,serve solo a varie lobby che intravedono la possibilità di colossali profitti
I geologi hanno detto che le montagne che si intendono traforare contengono amianto e uranio e si avrebbe un gigantesco inquinamento oltre a quello dovuto alle opere di smantellamento della Valle
Si dà a intendere che questa linea deve essere fatta assolutamente,ma non è vero,visto che è solo un’opera minore,una doppia linea secondaria, non importante di per sé ma come valore simbolico nel braccio di ferro del Governo con la val Susa Si poteva fare diversamente senza distruggere la valle. Questo traforo che B vuole assolutamente non è nemmeno fondamentale e precede di 2 anni e mezzo il vero inizio della Torino-Lione,è un’opera secondaria, come le 3 già realizzate in Francia,più facilmente là essendo pianura
Perché allora tanta protervia?
Perché B vuol far vedere chi comanda!

Claudio Guerra
http://www.notav.eu

In Val di Susa c’è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.
Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un’opera voluta da lobbie finanziarie, sostanzialmente inutile, dal costo pari a 3 volte il ponte di Messina.
Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.
Impatto ambientale: la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall’Enel perché ricca di Uranio
I soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2% ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l’ha messa? Voi! O se preferite lo Stato italiano! Entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l’opera.
45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l’estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.
Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l’acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?
Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto.

DEMONIZZARE CHI PROTESTA
Viviana Vivarelli

La demonizzazione delle rivolte popolari è sempre stata la stessa;in tutti i tempi e per tutte le cause il potere ha gettato fango su chi protesta,su chi si oppone ai suoi turpi disegni, senza mai ascoltare le legittime rivendicazioni di chi soffre o si trova defraudato dei suoi diritti,ma questo non ha mai fermato le proteste
né mai le fermerà.
Bisogna essere tanto intelligenti da scavalcare la brutta disinformazione dei giornali organi dei cattivi politici, e capire quel che c’è da capire.
Furono insultati e demonizzati i primi cristiani, i seguaci di Luther King e di Mandela, i garibaldini.. La vittoria è di quelli che non si arrendono e che,contro i soprusi del potere, continuano a combattere.
La vittoria non è mai stata dei disfattisti o di chi si schiera col potere in modo succube, ignorando le ragioni di chi protesta.
Da una parte abbiamo l’intera popolazione di una valle che lotta da 8 anni con grandissimi sacrifici e profonda abnegazione per salvare la propria terra.
Dall’altra una cricca che per arricchimenti personali non esita a mettere sul mercato quella che dovrebbe essere la sua patria e svende tutto il vendibile: le spiagge, l’aria, l’acqua, le montagne, i diritti umani…
Da qua un popolo che pensa ai suoi figli e al suo futuro e di là dei lestofanti che pensano solo alla propria avidità personale.
Chi tra loro avrà ragione?
La risposta sembra ovvia, eppure alcuni è come se nascessero già con una vocazione all’errore, una scelta che li porta verso i malvagi, un disprezzo verso la propria terra inaudito e una assoluta mancanza di spirito democratico,che li fa preferire i governi ai cittadini, i potenti ai senza potere, i ricchi ai poveri, i persecutori agli oppressi.
E spesso chi fa questa scelta indecente non difende nemmeno i privilegi della propria categoria e può essere anche lui un senza potere, non ricco, non affermato, non potente. E allora? Come si spiega questo? Crede forse costui di assumere potenza per riflesso appoggiandosi ai malvagi?

Per chi insulta i valsusini parlando di ‘poche teste calde’.
Decine di migliaia di persone protestano da 8 anni. Tutte teste calde?
All’ultima manifestazione erano in 4000. Tutte teste calde?
Anche gli amministratori in Val Susa sono contro la Tav. Teste calde anche loro?
Anche i preti in Val Susa sono contro la TAV. Ancora teste calde?
Quest’opera totalmente inutile costa 15 Miliardi.
Credete che con 40 Miliardi da pagare in 3 anni, dobbiamo buttarne via altri 15?
Sapete quante mazzette personali per i nostri cari politici ci escono da 15 miliardi?
C’è chi difende questi ladri. Chi è allora la testa calda?

Civicus

Dopo 8 anni non si riesce ancora capire se il traforo ferroviario per la TAV sia una spesa utile o soldi buttati dalla finestra. Lo chiamano Corridoio 5 voluto dall’Ue, da Lisbona a Kiev, via Spagna, Francia Nord Italia, Slovenia, Ungheria. Per il tunnel ci vorranno molti anni per la sua costruzione con un costo preventivato di 14 miliardi. Ma quanto sarà il consuntivo? Il doppio o forse più. Dove si troverà questa montagna di soldi in un momento di recessione con un debito pubblico mostruoso.? E qualche ora di meno di percorrenza nel trasporto ferroviario giustifica, ora, tale avventurosa iniziativa? Una seria riflessione s’impone!

Di Pietro

“Le infrastrutture e l’intermodalità sono fondamentali per l’Italia. Ma riteniamo altrettanto fondamentale e prioritario che le infrastrutture non si costruiscano con il manganello. Nella scelta tra fare le infrastrutture e farle a manganellate noi stiamo sempre senza se se senza ma dalla parte del rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Preferiamo mille volte andare con il mulo piuttosto che con il manganello sulle teste dei cittadini”.
Da ieri i manifestanti hanno eretto barricate per impedire l’inizio dei lavori. Ma i 2.500 poliziotti schierati hanno sfondato i blocchi eretti sulla strada dell’Avanà, a Chiomonte (Torino), la via principale che conduce all’area della Maddalena dove il prossimo 30 giugno è prevista l’apertura del cantiere per la linea dell’alta velocità. Per espugnare il presidio permanente, eretto come un fortino su una rupe scoscesa, le forze dell’ordine hanno usato una pala meccanica e lanciato numerosi lacrimogeni.

DALLA VALSUSA CON DOLORE

Sono Ira. Vivo in montagna, in Carnia, in un paesetto di 600 anime.
Il mio comitato è sorto nel 2006 contro l’ipotesi di autostrada, la cui realizzazione causerebbe la devastazione della nostra (ancora) bellissima valle alpina. Ebbene, non credo di peccare di falsa modestia nell’affermare che, se non ci fossimo stati noi e gli altri comitati delle valli vicine, il peggio poteva essere già avvenuto; le nostre montagne sarebbero, o sarebbero in procinto di diventare, uno squallido corridoio logistico ed energetico. Non che il pericolo sia passato, non è MAI passato, ma noi non molliamo. Questa è l’Italia migliore, l’Italia della gente che si sveglia e decide che non si può più stare a guardare. Ti vorrei passare, senza tanti preamboli, alcuni principi che ogni tanto mi ripasso mentalmente come un mantra per tirarmi su quando la situazione si fa difficile, oppure quando mi capita di sentirmi “piccola” e “sola”:
1) E’ giusto cercare di capire, di informarsi, di trasmettere quante più conoscenze possibile alla gente che ancora non sa, però molto spesso è inutile chiedersi PERCHE’, perché vogliono costruire questo o quel mostro, quale è la giustificazione per uno scempio Risparmiamo le forze perché in realtà è una domanda inutile: il mostro di turno non serve a niente, serve solo a qualcuno che ne trarrà denaro o potere.
2) Ricordati che per quanto poco facciate (sembra sempre di non fare abbastanza), è sempre moltissimo, perché in un silenzio assordante, anche una piccolissima voce diventa un rumore deflagrante; una piccola campana fuori dal coro è cosa preziosissima. La gente, comincia a domandarsi come mai qualcuno la pensa diversamente e si incuriosisce, si interroga.
3) Per quanto poca eco possiamo suscitare, per quanto poco seguito possiamo ottenere, facciamo molta, molta paura al potere; anche in Val di Susa le braci hanno covato sotto per anni e poi, quando nessuno se lo aspettava, è divampato l’incendio. Il lavoro che facciamo non è MAI inutile; oggi si semina e domani chissà, con un po’ di sole e un po’ di pioggia…
4) Ciò che facciamo va oltre alla speranza di ottenere qualcosa, di poter salvare qualcosa; è un istinto profondo e irrevocabile, per cui non sarebbe possibile, per molti di noi, fare diversamente. Agire e l’unica possibilità che ci viene data dalla nostra coscienza. Coscienza che ci porta giorno per giorno ad una maggior conoscenza e quindi ad una maggiore responsabilità; sì perché una volta che sai, ti senti responsabile anche per quelli che non sanno.
5) Non possiamo aspettarci nulla dai politici i quali vivono ormai completamente avulsi dalla realtà.
6) Stiamo elaborando, quasi senza volerlo, un nuovo metodo di condivisione, discussione ed elaborazione; sta nascendo dai movimenti, un nuovo modo di fare politica. Stiamo affossando il sistema verticistico, per recuperare “spazi orizzontali” a cui avevamo rinunciato e di cui non avevamo da tempo più consapevolezza. Il risultato più importante della nostra lotta, sarà la ritrovata capacità di lottare.

Flavio
Tutti siamo favorevoli alla rotaia. Ma quella TAV non servirà alle merci per impossibilità tecniche.
a) voltaggio diverso dalla ferrovia comune.
b) il treno merci intralcerebbe per la sua lentezza i treni ad alta velocità.
c) proprio per questa lentezza, anche se la linea fosse idonea alle merci, potranno passarvi solo pochi treni di queste.
Quindi servirà, di qui a 40 ANNI, solo a quei pochi passeggeri ricchi che non prenderanno l’aereo.
In sostanza servirà subito:
a)alle imprese costruttrici
b)alle banche che anticipano i soldi
c)ai politici di tutti gli stati interessati ed ai loro amici, che avranno le loro mazzette.

E ora che faranno?
VV

Non faranno niente per la TAV, come non fanno niente per affrontare nessuna delle famose Grandi Opere.
Cercheranno di arraffare i soldi dell’UE. Poi i soldi per fare la Tav non ci saranno.
Resterà solo un cantiere aperto, come tutti quelli che Di Pietro trovò all’inizio del suo mandato di Ministro: tanti cantieri aperti ma per cui non c’erano soldi per continuare,
come per il ponte di Messina: una società iniziata che non si poteva chiudere perché le penali erano altissime ma non poteva far avanzare i lavori perché i soldi non c’erano.
Questo fa Berlusconi: abbozza, finge di iniziare qualcosa, poi pianta tutto lì. Sono 18 anni che va avanti questa manfrina. E ora è anche peggio, con una manovra che affronta il deficit italiano scaricando sulle disgraziate classi media e bassa 1 miliardo e 800.000 di debito e scaricando tutto il resto di 45 miliardi sul futuro!! Una frode in piena regola, di un governo che in 18 anni non ha mai affrontato come si deve nessuno dei problemi italiani, dal piano delle energie a quello dei rifiuti, vivacchiando alla giornata tra promesse e barzellette, con un parlamento che non legifera più e ministri nullafacenti che sparano solo battute demenziali e un paese che si regge solo sulla buona volontà dei singoli e per il resto va alla deriva.

TREMONTI E LA DEVASTAZIONE DEI CONTI PUBBLICI
Sante Marafini

Tremonti deve essere cacciato via per incapacità conclamata e per avere devastato i conti pubblici dello Stato. Debito pubblico aumentato di quasi 300 miliardi in 3 anni. Come si fa ad apprezzare uno cosi è un mistero. Ha varato uno scellerato scudo fiscale al 5% in perfetto anonimato per nascondere i nomi dei ladri di soldi pubblici (In altre nazioni hanno fatto pagare il 45-50o% senza anonimato, ha eliminato l’ICI prima casa a tutti, ha sperperato 4-5 miliardi di soldi pubblici per salvare l’Alitalia, ha varato continuamente manovre correttive che hanno danneggiato sempre le persone già in difficoltà. Nel frattempo gli EVASORI fiscali continuano a godersi sempre più tranquillamente 200-250 miliardi che rubano a tutti noi, per cui se quel santo protettore degli evasori non fosse in malafede o incapace e riuscisse e recuperare solo la metà, non avremmo bisogno di manovre farlocche e si potrebbero abbassare le tasse per tutti. Per quanto riguarda la riforma fiscale delle 3 aliquote e dell’aumento dell’IVA si capisce che è demenziale e che ancora una volta favorirà i più ricchi a danno dei più poveri.
Per la riduzione dei costi della politica, la proposta è soltanto fumo negli occhi, come il litigio falso tra di loro. Non è vero niente. Tutto resterà immutato. Bisogna dimezzare il numero dei parlamentari, eliminare del tutto le auto blu e quelle di servizio di enti pubblici, ridurre gli sprechi, abolire il finanziamento ai partiti, togliere tutti i benefit ai politici dopo esaurimento loro mandato……. e così per altre mille cose. Invece sarà una manovra inutile e dannosa per i ceti più deboli, come al solito.
E’ sempre lui ? Quello della SocialCardFregatura ? Quello della Robin Tax ? Quello che assieme al suo padrone diceva di non mettere le mani in tasca e che poi ha invece inserito un aspirapolvere per raccogliere anche le briciole rimaste ???

Il Governo blitz
Viviana Vivarelli

Sono 18 anni che ci prendono per il naso con questa storia della riduzione delle tasse e dei tagli al carrozzone politico (pensiamo solo che gli USA hanno 200 parlamentari e noi 990), ma ancora non abbiamo visto nulla di queste ventilate promesse, e questi due provvedimenti che Tremonti ci rinnova da vero ipocrita mi sembrano tanto come la carota che si mette davanti all’asino per distrarlo e impedirgli di tirare calci.
All’inizio della crisi Tremonti promise solennemente che anche i politici avrebbero partecipato ai sacrifici e promise tagli del 10% sui loro emolumenti, poi i tagli disse che sarebbero stati fatti solo sui parlamentari che fossero anche ministri. Morale: ne tassarono solo uno: Galan! Una cosa miserevole! Da vergognarsi davvero!
Io non vorrei ridurli alla fame. Mi basterebbe abolire le doppie cariche in modo automatico come avviene nella Comunità europea per cui, se accedi a una seconda carica, decadi automaticamente dalla prima (come è avvenuto a De Magistris che è decaduto da europarlamentare), e mi basterebbe che i numeri dell’apparato politico e gli emolumenti di questi signori non superassero “la media europea”, mentre non solo i nostri politici battono il record europeo per corruzione ma lo battono pure per i compensi più alti. Alti e immeritati, visto anche che lavorano pochissimo. E i Ministri vanno anche peggio: a parte il decreto Milleproroghe dove hanno infilato di tutto, in 444 giorni hanno proposto una sola legge! E in tutto il 2010 ne hanno proposte 10.
Le riunioni sono sempre più rapide. L’ultimo Consiglio dei ministri, quello sull’emergenza degli sbarchi a Lampedusa, è durato 5 minuti
Il 21 gennaio, per esaminare e approvare una decina di provvedimenti, fra il Piano sanitario nazionale e la disciplina degli sfratti, oltre a 15 nomine, ci hanno messo un’ora!

Ippolita
E’ la Rai, bellezza

Scandalo P4, 9 novembre 2010, servizio pubblico. Mauro Masi, il peggior direttore generale della storia della Rai è a telefono con il faccendiere pregiudicato Luigi Bisignani. Commentano la prima puntata di “Vieni via con me”, il nuovo programma di Fazio e Saviano. Sono le 9 del mattino, ed i dati auditel non sono ancora usciti.
Masi: Senti, lo show di ieri era inguardabile. Non è brutto, di più (…)
Bisignani: Sì, sì, sì, ma di una noia mortale eh … noiosissimo. Saviano poi televisivamente è zero …
Masi: Una noia mortale, una noia mortale (…) Ma non ha toccato niente, se non ci fossero i giornali che se ne occupano, questo … io lunedì gli faccio una normalissima programmazione. Eh, questi fanno il dieci (% di share, ndr), perché veramente non si può guardare.
Dopo mezz’ora, l’Auditel dà i risultati della serata: 25% di share con picchi del 32% … 7,6 milioni di spettatori medi, con punte di 9,2 milioni. Un record che verrà battuto nelle altre puntate. Nessun programma di Rai3 ha fatto meglio nella storia.

LE COSTOSE FIGURINE:IL TROTA
Viviana Vivarelli

Ministro Gelmini: “Per migliorare il paese occorre razionalizzare le risorse e premiare il merito”.
Ministro Meloni: “Occorre innanzitutto premiare il merito”.
Berlusconi ai 22 migliori d’Italia: “Siate ottimisti, ponetevi un traguardo molto molto ambizioso e che nel vostro cuore siete convinti di poter raggiungere e non guardate alla incredulità, allo scherno e all’ironia degli altri: dedicateci tutta la vostra vita e lo raggiungerete».
In Italia le eccellenze lavorano nella ricerca per 800 euro al mese o scappano all’estero.

Renzo Bossi, anni 22, bocciato tre volte alla maturità, la terza volta è passato per grazia ricevuta proprio perché il padre ha minacciato il TAR.
Ha due incarichi:
-consigliere regionale lombardo: 10.000 euro al mese
-e controllore all’Expo: 12.000 euro al mese
Parte dunque da un minimo annuo di 244.000 euro più benefit (più di mezzo miliardo di vecchie lire).
E se vinceva la Moratti, diventava assessore per le politiche giovanili di Milano.
Il padre gli ha fatto su misura una legge per cui si abbassa a 21 anni l’età per diventare Deputato, per cui tra poco la Trota sommerà tre cariche (secondo l’uso leghista del doppio o triplo incarico) e come deputato, certamente eletto grazie alle liste bloccate, prenderà altri 13.000 euro= 400.000 euro. E tutto grazie al merito!
Unica referenza: ha ideato un gioco web: “Rimbalza il clandestino” in cui si rallegra con i migranti affogati in mare, e per il quale ha avuto la denuncia per istigazione all’odio razziale.
Sempre grazie al merito, presiede accanto al padre ai summit del Pdl con Berlusconi, Alfano e Tremonti.
E’ chiaro che il Trota è l’erede in pectore di Bossi alla guida del partito. Anche per questo il vecchio Bossi a Pontida non vuole altri oratori sul palco e teme la concorrenza di Maroni.
Col paese nelle mani di questi governanti non abbiamo nulla da temere: la fine è certa e stabilita.

AMENITA’ LEGHISTE
Viviana Vivarelli

Quando la Lega andò al potere, sperammo per un brevissimo istante che aumentassero i diritti dei cittadini o la tutela del territorio, magari come i Nuovi Municipi, o che il suo federalismo (peraltro previsto dalla Costituzione) fosse uno strumento di progresso democratico. Nulla di più erroneo! Nessun aumento di benessere per tutti, nessuna crescita della democrazia dal basso, nessun federalismo di tipo elvetico, nessun freno a Roma ladrona, anzi, i nuovi ladroni avanzarono come uno sciame di cavallette, pervasi dalla piccola avidità del contadino che si accaparra quanto può e gioisce dell’esclusione del diritto altrui più che dell’affermazione del proprio. Tutti gli atti della Lega si sono sviluppati seguendo l’esempio del capo che accumula ‘la roba’ per moglie e figli, cognati e parenti, sulla linea di un piccolo feudalesimo rampante che nulla ha che vedere con la democrazia e la Nazione e che aggiungeva altre privatistiche Rome alla Roma centrale secondo un barbaro feudalesimo basato sulla spartizione e sul ricatto.
Non diversamente hanno fatto i sindaci leghisti, velocissimi a collezionare cariche, a triplicarsi lo stipendio, a fare affari personali sulla cosa pubblica e financo a colludere con la mafia, perfettamente indifferenti alla scomparsa dell’ICI per i ricchi che manteneva la sanità e che era l’unica tassa federale, pronti con Tremonti ad aumentare l’Iva per abbassare l’Irpef così da atterrare artigiani e piccoli imprenditori, a farsi pagare le multe dallo Stato, a farsi scippare da B con i loro stessi voti le autonomie e i fondi locali, in una dissennata svendita del territorio dove hanno tentato di mettere sul mercato tutto: aria, acqua, spiagge, fiumi,montagne, sordi ai diritti locali e alle difese locali e attenti soltanto a mance, tangenti e mazzette personali.
Quando poi si scende alle ordinanza locali, abbiamo tutto un repertorio di amenità da far ridere i polli dove si è sbizzarrita tutta la fantasia degli incompetenti, ordinanze a caxxo di cane come la scuola con 800 simboli leghisti, le multe a chi appoggia la bici al muro, o a chi fuma in un parco, vietato stare in un giardino pubblico in più di 3, via dagli assili i bambini poveri e dalle case popolari gli extracomunitari, vietato giocare a calciobalilla dopo le 22, 100 euro di multa a chi dice parolacce, vietato suonare i bonghi..
Dal che si deduce che il potere è una cosa seria e darlo agli asini produce solo asinerie.

Ippolita segnala:
Crisi terminale del capitalismo?
Leonardo Boff
Teologo, filosofo e scrittore brasiliano

Da tempo sostengo che la crisi attuale del capitalismo è più che congiunturale e strutturale. E’ terminale.
E’ giunto alla fine il genio del capitalismo per adattarsi sempre a qualsiasi circostanza? Sono cosciente che sono poche le persone che sostengono questa tesi. Due ragioni, però, mi portano a questa interpretazione.
La prima è la seguente: la crisi è terminale perché tutti noi, ma in particolare il capitalismo, abbiamo oltrepassato i limiti della Terra. Abbiamo occupato e depredato tutto il pianeta spezzando il suo sottile equilibrio ed esaurendo i suoi beni e i suoi servizi, fino al punto che non riesce più a sostituire da solo quello che gli hanno sequestrato. Già a metà del secolo XIX Karl Marx scriveva profeticamente che la tendenza del capitale era di andare in direzione della distruzione delle sue due fonti di ricchezza e di riproduzione: la natura e il lavoro. E’ quello che sta succedendo.
La natura, in effetti, sta subendo un grande stress, come mai prima, per lo meno nell’ultimo secolo, senza contare le 15 decimazioni che ha conosciuto nel corso della sua storia di più di quattromila milioni di anni.
I fenomeni estremi verificabili in tutte le regioni, i cambi climatici che tendono ad un riscaldamento globale crescente, parlano a favore della tesi di Marx. Senza natura, come si riprodurrà il capitalismo? Ha incontrato un limite insuperabile.
Il capitalismo precarizza o prescinde dal lavoro. Esiste un grande sviluppo senza lavoro. L’apparato produttivo informatizzato e robotizzato produce di più e meglio, senza quasi alcun lavoro.
La conseguenza diretta è la disoccupazione strutturale.
Milioni di persone non entreranno mai più nel mondo del lavoro, neppure come esercito di riserva. Il lavoro, dalla dipendenza dal capitale, è passato a a prescindere da esso. In Spagna la disoccupazione raggiunge il 20% della popolazione generale, e il 40% dei giovani. In Portogallo il 12% del paese e il 30% dei giovani. Questo significa una grave crisi sociale, come quella che devasta in questo momento la Grecia.
Tutta la società viene sacrificata in nome di un’economia fatta non per rispondere alle richieste umane ma per pagare i debiti con le banche e con il sistema finanziario. Marx ha ragione: il lavoro salariato non è più fonte di ricchezza. Lo è la macchina.
La seconda ragione è legata alla crisi umanitaria che il capitalismo sta generando. Prima era limitata ai paesi periferici. Oggi è globale e ha raggiunto i paesi centrali. Non si può risolvere la questione economica smontando la società.
Le vittime, legate tra loro da nuovi viali di comunicazione, resistono, si ribellano e minacciano l’ordine vigente. Ogni volta più persone, specialmente giovani, non accettano la logica perversa dell’economia politica capitalista: la dittatura della finanza che, attraverso il mercato, sottomette gli Stati ai suoi interessi e la redditività dei capitali speculativi che circolano da una borsa ad un’altra ottenendo profitti senza produrre assolutamente niente che non sia più denaro per i suoi possessori di rendite.
E’ stato il capitale stesso a creare il veleno che lo può uccidere: nell’esigere dai lavoratori una formazione tecnica ogni volta migliore per essere all’altezza della crescita accelerata e della maggiore competitività, ha creato involontariamente persone che pensano. Queste, lentamente, vanno scoprendo la perversità del sistema che spella le persone in nome di un’accumulazione meramente materiale, che si mostra senza cuore nell’esigere più e più efficienza, fino al punto di portare i lavoratori ad un profondo stress, alla disperazione e, in alcuni casi, al suicidio, come succede in vari paesi, compreso il Brasile.
Le strade di vari paesi europei e arabi, gli “indignati” che riempiono le le piazza della Spagna e della Grecia, sono espressione di una ribellione contro il sistema politico esistente a rimorchio del mercato e della logica del capitale. I giovani spagnoli gridano “non è una crisi, è una rapina”. I ladroni hanno le loro radici a Wall Street, nel F.M.I. e nella Banca Centrale Europea, che sono i sommi sacerdoti del capitale globalizzato e sfruttatore.
All’aggravarsi della crisi cresceranno in tutto il mondo le moltitudini che non sopporteranno più le conseguenze del supersfruttamento delle loro vite e della vita della Terra e si ribelleranno contro questo sistema economico che ora agonizza, non per la vecchiaia ma per la forza del veleno e delle contraddizioni che ha creato, castigando la Madre Terra e affliggendo la vita dei suoi figli e delle sue figlie.
alainet.org

La banda dei 5 malfattori, ovvero la strategia ‘girevole’ di Berlusconi

FELTRI , il falso
Dirige il Giornale
Poi fonda Libero
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BELPIETRO , il pataccaro
Dirige l’Europeo con Feltri
Dirige il Giornale con Feltri
Va al Tempo
Torna con Feltri
Infine ‘ ha rimasto solo’

SALLUSTI, il becchino
Dirige il Giornale con Feltri

FERRARA, il mutandaro
Fonda il Foglio
Ma scrive anche sul Giornale
Fa spesso eco a Libero

SECHI, il guercio
Dirige il Giornale con Belpietro
Dirige il Tempo dopo Belpietro

E’ un po’ come il lettone di Putin: Via Rubi, avanti Minetti, via Minetti,avanti Carfagna, via Carfagna si torna a Rubi…
E poi dicono che uno è concorrente dell’altro o in antitesi! Ma di chi?
Cambiando i mal-fattori il prodotto non cambia.

LO STRANO CASO DEI MINISTERI A NORD
Viviana Vivarelli

Scalfari commenta la stranezza di un ministro, Calderoli, che promuove un disegno di legge a iniziativa popolare (50.000 firme) per distaccare da Roma alcuni Ministeri e mandarli a Nord, e nemmeno, come uno penserebbe, a Milano, bensì a Monza, spostamenti illogico, visto che per motivi chiari di rapporti e servizi ogni Stato preferisce tenere i Ministeri concentrati nella capitale.
Certo la botta della amministrative è stata forte e l’esito dei referendum ha ribadito che un leghista su 3 ha votato ‘contro’ le direttive di Governo. Questa storiella dei Ministeri a Nord peraltro non è nuova perché Bossi la presentò a Pontida già un anno fa, e non si vede come potrebbe rianimare lo stanco popolo leghista, visto che porterebbe disservizi, spese immani e aumento di tasse. Così, dopo 20 anni di appelli populisti e smargiassate, gli elettori della Lega si ritrovano con un pugno di mosche a osservare dei vertici sempre più simili a Roma ladrona che del programma iniziale hanno fatto ben poco e sono invece stati molto utili al potere e all’impunità di B.
Se il senso di questa richiesta per il popolo non c’è, sta invece scassando i rapporti tra Bossi e Fini, perché suona come un segnale di guerra, un ultimatum secco con tanto di scadenze
E allora? Quando la legge di iniziativa popolare approdasse in Parlamento (e potrebbe essere presto, non come le 3 leggi di Grillo che si sono perse chissà dove), metà almeno dei parlamentari del Pdl rifiuterebbe con sdegno e sarebbe la guerra aperta.
Se il Pdl si impunta, la Lega se ne va. Se cede, dimostrerà che B non vale niente. In ogni caso Bossi si è messo in un cul de sac, provando che, se la Lega perde e B perde, e i due caporioni fanno a braccio di ferro, andranno entrambi a una fine certa.
Insomma, dice Scalfari, questa storia dei Ministeri sembra un pretesto per rompere. Ne vale la pena per la Lega?Non mette zizzania solo nel Pdl ma anche in casa propria, perché Tremonti e Maroni non sono d’accordo con Calderoli e quindi con Bossi. Dunque, dice Scalfari, “o il malessere della Lega è maggiore di quel che appare, o queste mosse sono da imbecilli. In entrambi i casi, i due partiti procedono a tentoni e non sanno come uscire dal tunnel in cui hanno infilato l’Italia”.

IL PETROLIO IN BASILICATA
Viviana Vivarelli

Neoliberismo dissennato significa anche che quando in un luogo si trovano delle risorse naturali, la scoperta è come una maledizione per quel territorio e i suoi abitanti, perché ne raccoglieranno solo male. Così è per il petrolio in Basilicata.
Si scopre che la Basilicata galleggia sul più grande giacimento di petrolio dell’ Europa continentale e sul gas. E’ un bene? No, è un male. Perché i diritti sul petrolio vengono rapidamente regalati all’Eni, il colosso italiano che non ha mai fatto, nemmeno per sbaglio gli interessi dell’Italia. Porta forse lavoro questo petrolio? Nemmeno per idea. L’Eni non assume quasi nessuno e paga diritti finanziari ridicoli alla Regione, aumentando rischi e inquinamento. In pratica un tesoro gigantesco è stato ceduto per 180 milioni di euro. E intanto si distrugge l’agricoltura di una Regione.

Eppure il petrolio estratto è di primissima qualità: i 47 pozzi del giacimento della Val d’ Agri custodiscono 465 milioni di barili, un tesoro da 50 MLD, ceduto per 180 milioni! Questo hanno fatto i politici italiani!
La Basilicata si ritrova a produrre l’80% del petrolio italiano, come un nuovo Texas, e dal 2011 l’Eni con Total, Esso e Shell, sfrutterà altri giacimenti più a nord, per altri 50 MLD di dollari! Ed è pronta a far trivellare anche Monte Grosso, proprio a due passi da Potenza, dove c’ è altro petrolio per 100 milioni di barili. E poi farà scavare nel Mare Jonio, nelle acque di Metaponto e di Scanzano, dove dai templi greci si vedranno spuntare piattaforme petrolifere come nel Mare del Nord.
Giustamente Matte era venuto qui a cercare petrolio e trovò solo gas, e giustamente lo hanno ammazzato perché non disturbasse la depredazione dei colossi.
Uno pensa che avere petrolio a Sud porterà ricchezza e lavoro al Sud? Sbagliato.
Se non fosse stato per la sporca politica italiana, sarebbe iniziata una nuova era: lavoro, ricchezza, fine dell’emigrazione forzata, occupazione per i giovan.
Tutti erano contenti. Dicevano: «Pagheremo meno la benzina, come in Valle d’ Aosta, dove costa la metà senza che si produca una goccia di petrolio. E pagheremo meno anche le bollette della luce e del gas». Dicevano: «Con le royalties del petrolio avremo strade e ferrovie, che qui sono ancora quelle di un secolo fa». “Si metterà in moto un meccanismo virtuoso, da cui tutti trarremo vantaggi. Il petrolio è la nostra grande occasione».
Falso. I politici hanno ammazzato tutto.
Il petrolio è una maledizione. Il lavoro manca come prima. Le infrastrutture nessuno le ha viste. Partono dalla zona 4000 persone l’anno.
E l’ aria, l’ acqua sono rovinate per sempre.
Del petrolio c’è solo la puzza terribile. Ma quella della cattiva politica è ancora più forte.
..
Quanti italiani sanno che la Basilicata è il Texas italiano? Che esistono decine di pozzi ricchissimi da cui estraggono petrolio Eni e Agip? Che se i vari governi avessero gestito bene questo patrimonio,noi potremmo avere la benzina a due lire e potremmo ripagare il nostro debito in fretta?
Abbiamo saputo di questo giacimento ad Annozero, una trasmissione che giustamente Berlusconi ha voluto annullare, perché il popolo non deve sapere i guasti che gli combinano i vari governi né deva capire come l’Italia sia succube delle storture di un mercato neoliberista dominato dalle multinazionali.
Il 62,5% del prezzo della benzina è formato da tasse. Ogni centesimo di aumento dà allo Stato 20 milioni di € al mese. Così quando il prezzo del petrolio sale, il prezzo della benzina sale subito, ma quando scende gli effetti non si sentono, perché lo Stato non rinuncia ai suoi introiti. Tant’è che negli ultimi 5 anni lo Stato si è intascato 10 miliardi di € di surplus. E così gli italiani pagano per il petrolio della Basilicata lo stesso che per il petrolio texano. Qualcuno certo ci guadagna da questo tesoro, ma non siamo noi.
La Val d’Agri è una valle bellissima ma il petrolio ha distrutto l’agricoltura, contaminato l’aria, deprezzato le case, angariato gli abitanti, costretto all’emigrazione e non ha portato ricchezza ma disoccupazione. L’Eni prende solo precari, i tecnici vengono da fuori, gli oleodotti portano il petrolio a Taranto. Le compagnie danno alla Regione delle royalties che sono le più basse del mondo! Solo il 7%!!!!! E il n° dei barili è controllato dalle società stesse! L’Eni dice che il numero è basso e non paga. E la valle non è nemmeno monitorata.
Insomma abbiamo un tesoro ma a vantaggio di multinazionali! Così alla fine questa enorme risorsa impoverisce la Basilicata!
Mattei aveva detto che si doveva dare il 50% a chi estraeva il gas e il 50% alla collettività, ma questo è un paese dove della collettività non si cura nessuno, che non ha neanche un piano industriale e che svende ogni sua ricchezza o risorsa. Il Texas col petrolio si arricchisce. La Basilicata trova il petrolio ed emigra per disperazione.
Questi sono i risultati di una serie di governi sciagurati che del paese se ne fregano.
Le risorse vanno usate diversamente, mettendo in dicussione i grandi poteri come le multinazionali che mai hanno fatto il benessere di un paese, basti vedere la depredazione dell’Africa. Occorre un nuovo patto tra politica a paese, ma dubitiamo che costoro sappiamo cos’è il bene pubblico.
Morales in Bolivia esige che si dia un 50% alla collettività, altro che 7%! In Ecuador Correa ha scelto di non estrarre il petrolio e chiede ai potenti di sostenere uno sviluppo leggero.
I deboli devono stare al 1° posto. In Italia governi corrotti continuano ad appoggiare poteri forti per interessi personali, ma continuare ad arricchire i forti precipiterà il mondo in una crisi senza fine.

Il vento non cambia mai
Paolo De Gregorio

Chi pensava che le vittorie di Milano, Napoli e dei Referendum fossero l’inizio di un profondo ripensamento di tutti i partiti, eccolo servito: si offrono salvagente al Cavaliere in coma, si è disponibili a leggi che limitano le intercettazioni telefoniche, si continua nel minuetto delle alleanze, la gente non conosce né il programma della opposizione, né da quali partiti sarebbe costituito un eventuale nuovo governo.
L’unica verità che dice B. è che lui è insostituibile perché l’opposizione è divisa e non ha un leader.
Qualche giorno fa, un solo personaggio di un certo peso, Marco Travaglio, ha detto una cosa chiara, non da giornalista, ma da leader politico, in prima pagina su “il Fatto Quotidiano” che recitava così: “grazie grandi partiti per averci convinti definitivamente che dobbiamo fare da soli”.
“Voce dal sen fuggita”? Forse. Ma una persona seria come Travaglio intuisce la crisi della casta partitocratica, sa che essa ha perduto il contatto con la realtà. Le vittorie elettorali sono state ottenute dall’iniziativa e dall’impegno di centinaia di comitati di cittadini, organizzati autonomamente, senza soldi, appoggiati dal tam tam della Rete, spinti da un malcontento diffuso che vede i giovani nella precarietà e disoccupazione, senza un futuro, dentro una crisi economica strutturale determinata dalla globalizzazione.
Come può esserci una ripresa economica e quindi più posti di lavoro, se migliaia di aziende delocalizzano all’estero dove la manodopera costa di meno, e se migliaia di aziende chiudono perché i loro segmenti di mercato sono stati conquistati dai paesi emergenti?
L’assenza di futuro, il malessere giovanile, la natura della crisi, oggi hanno bisogno di analisi nuove, di risposte vere, all’altezza della gravità della situazione e nessun partito della attuale opposizione si è preoccupato di aprire gli occhi agli italiani, anche se è suicidio pensare che i problemi e la crisi si risolveranno come in passato.
La questione di questi giorni la crisi della Fincantieri è semplice: la Cina e la Corea del Sud fabbricano navi più economiche, più in fretta e hanno sottratto le commesse ai cantieri navali italiani.
Se qui non c’è una mano pubblica, politica, che interviene sull’economia e, nel caso specifico finanzia le autostrade del mare, con navi veloci che vanno da Palermo a Genova, da Bari a Venezia, con modernissime navi veloci per trasporto merci, con l’obiettivo di svuotare le autostrade e rendere inutile il ponte sullo Stretto, la Fincantieri chiuderà.
Abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente, in grado di progettare una strategia di autosufficienza energetica, con le rinnovabili (eolico, solare, biogas, geotermia) con un piano energetico che vada dalla progettazione alla costruzione, alla installazione di queste nuove tecnologie nei prossimi 30 anni, senza mega-impianti, ma per rendere ogni attività industriale, artigiana, contadina, autosufficiente energeticamente, come anche tutte le abitazioni.
Ciò significa non lasciare un piano energetico in mano agli speculatori, ma con una salda guida pubblica.
Se, invece dei nostri politici di oggi, incapaci, avidi, malavitosi, avessimo dei bravi amministratori, la questione dei rifiuti avrebbe una risposta seria, con un piano nazionale, per cui ogni comune di una certa dimensione deve possedere impianti che trasformano la frazione umida in biogas, e le frazioni differenziate affidate ai Consorzi privati del riciclo,trasformando i rifiuti da problema a vantaggio economico.
Quanto all’agricoltura, oggi in Italia produciamo solo il 30% del nostro fabbisogno alimentare e una qualunque crisi petrolifera o del trasporto su gomma in pochi giorni ci porterebbe alla fame.
Un piano nazionale e regionale che preveda la nostra autosufficienza alimentare dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi vuole incidere sulla crisi e garantire almeno un futuro di sopravvivenza, con una incentivazione al trasferimento in campagna di migliaia di giovani debitamente aiutati.
Ci serve con urgenza una classe politica totalmente rinnovata che si occupi con capacità ed onestà dei problemi veri del paese e sappia trovare le soluzioni.
Questa nuova classe dirigente può essere messa insieme da un programma politico-economico che sappia comprendere la natura della crisi e fissi i punti più importanti per uscirne definitivamente.
Tutti coloro che hanno delle idee in proposito possono metterle in Rete e vediamo se si può arrivare ad un risultato.

MEZZO MILIARDO BUTTATO PER PARTITI CHE NON CI SONO PIU’
vv

Qualcuno dovrebbe dirci perché, soprattutto in una crisi come questa, lo Stato continua a pagare coi soldi nostri partiti che non ci sono più.
L’abuso non è piccolo,visto che comporta mezzo miliardo di € buttato al vento.
Margherita, DS, An ,FI…questi partiti non esistono più, sono finiti, fantasmi che sono stati sciolti o hanno cambiato nome. Eppure continuiamo a pagarli grazie a un comma nascosto nella legge mille proroghe del febbraio 2006(governo Prodi!!? )che stabilisce che lo Stato deve finanziare i partiti per tutta la legislatura, anche con interruzione anticipata.
Per es. An non c’è più dal 2008. Ma continua a ricevere i finanziamenti statali.
Oltre a ciò, conviene ricordare che le sovvenzioni pubbliche ai partiti dovevano sparire per referendum vista l’abrogazione del popolo sovrano, ma sono state sostituite da rimborsi elettorali, rimborsi molto strani davvero, visto che si dà ai partiti più di quanto spendono.
Spendi 100, prendi 500: è il Bengodi.
La Corte dei conti dice:i partiti gonfiano le cifre, ma è la legge!
La legge veramente dice che dovrebbero prendere 1 € per elettore, ma le spese denunciate sono 110 milioni e lo Stato pagherà 503 milioni (politiche 2008).
Pdl: 18 milioni, ne prende 180
Lega Nord: ha speso 2,9 milioni,ne prende 41.
Costi gonfiati e senza certificazioni.
Pdl dichiara di aver speso per viaggi e telefonia 15 milioni, ma certifica solo 650.000.
IdV dichiara di aver speso un milione ma certifica solo 16.000.
Anche il PSI dichiara un milione di spese e non ha uno straccio di ricevuta.
Per avere questo meravigliosi rimborsi basta aver preso l’1% alle politiche o il 4% alle europee.
E gli elettori non sono nemmeno quelli reali ma quelli potenziali. Se un cittadino non va a votare, i partiti lo contano lo stesso e si spartiscono tanti € quanti sono gli astenuti
I partiti dovrebbero presentare dei bilanci ma nessuno li controlla.
Poi Tremonti dice che non sa dove prendere i soldi!!

PERSONAGGI: MARCO PANNELLA

Si chiama in realtà Giacinto. Nasce da madre svizzera. Laureato in legge. E’ il più longevo politico italiano, ha 81 anni. E’ difficilissimo avere su di lui un giudizio unanime, assommando il personaggio vizi e virtù. Si definisce radicale, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, nonviolento e gandhiano. Fonda il partito nel 55, 51 anni fa, rivendicando l’eredità di Craxi. E’ deputato dal 76, cioè da 35 anni. Ha fatto grandi e storiche battaglie che lo anno reso famoso in Italia, ma molto di più all’estero. Poiché si usa i metodi gandhiani della lotta non violenta o satyagraha, ricorre al digiuno, spesso anche della sete che lo porta ogni volta a condizioni critiche di salute. Ha praticato decine di scioperi della sete e della fame, con l’intenzione di affermare la legalità o, secondo le sue parole, il “diritto alla vita e la vita del diritto”. Ha anche organizzato moltissimi referendum, promuovendo in 30 anni la raccolta di 50 cinquanta milioni di firme necessarie alla promozione delle varie campagne. Ha fondato nel 77 Radio Radicale che prende vari milioni dallo stato in quanto trasmette i lavori parlamentari.
Nel tempo si è appoggiato variamente a dx o a sx.
Nel 59 propone l’alleanza di tutte le sinistre e un governo che comprende anche il PCI per combattere la DC.
Nel 63 diventa segretario del Partito Radicale a impronta di sx.
Dialoga con Aldo Capitini sul significato e le forme della nonviolenza.Nel 1968 è imprigionato a Sofia per avere protestato contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Nel 1972 contribuisce a ottenere, anche con uno sciopero della fame, la legalizzazione dell’obiezione di coscienza.
Nel 65 fa la battaglia per il divorzio.
Nel 1978 si batte contro il finanziamento pubblico dei partiti.
Inizia poi la battaglia per la depenalizzazione dell’uso delle droghe. sostenendo il paragone tra il proibizionismo sull’alcool degli anni Venti, alimento economico della criminalità mafiosa (Al Capone), e il proibizionismo sulle droghe, fiorente business per tutte le mafie mondiali.
Nel 76 nasce Radio Radicale.
Nel 78 contribuisce alle dimissioni di Leone.
Dal 1979 è europarlamentare e si batte contro la fame nel mondo.
Ha organizzato, con altre forze politiche, i referendum anti-caccia e anti-nucleari.
Ha contribuito alla nascita delle Liste Verdi, anche mettendo gratuitamente a disposizione del movimento ambientalista il simbolo elettorale del Sole che ride.
Verso la fine degli anni Ottanta trasforma il Partito Radicale in partito “transnazionale” e “transpartito”, lottando contro la pena di morte in tutto il mondo, per l’affermazione universale di alcuni diritti umani e della democrazia e dell’istituzione di un tribunale internazionale, in ambito ONU, in grado di sanzionare i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.
Dal 1986 chiede leggi elettorali maggioritarie e uninominali. Ha sostenuto l’elezione, di Leonardo Sciascia, Toni Negri, Enzo Tortora, Cicciolina e Domenico Modugno.
Non tutte queste candidature gli portano fortuna al suo partito. Toni Negri ne approfittò per fuggire in Francia, e Cicciolina si limitò a dare scandalo.
Nel 1992-1993 ha promosso e vinto, insieme con il parlamentare democristiano Mario Segni e con altri rappresentanti politici, il referendum sulla Legge elettorale. Tale successo politico ha determinato il passaggio dal sistema elettorale proporzionale puro ad un sistema elettorale ibrido, per 3/4 maggioritario uninominale, per la parte restante ancora proporzionale. Ottiene poi la vittoria referendaria per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.
Per due volte si allea con B. La prima contraddizione nel suo operato è la sua facilità a passare da dx a sx, praticamente va con chi gli promette di più.
Nel 99 il partito radicale raggiunge il suo massimo storico del 9%.
Una 2° contraddizione la notiamo tra le sue dichiarazioni pacifiste e il fatto che si è schierato a favore di tutte le guerre americane, anche se per l’attacco all’Irak delirò su eventuali dimissioni di Saddham.
Una terza contraddizione sta nel fatto che, pur dichiarandosi non violento, e pur partendo da movimenti di sx, non ha mai visto alcuna violenza nel neoliberismo e nello sfruttamento dei lavoratori, nell’annullamento dei diritti del lavoro, per cui ha sempre odiato svisceratamente i sindacati e qualunque legge sul lavoro, difendendo sempre una precarietà portata all’eccesso e sostenendo i diritti della multinazionali.
Una 4a contraddizione è il suo essere una banderuola politica: nel 94 sta col cdx, nel 2006 col csx, nel 2008 il Pd ha rifiutato di candidarlo nelle sue liste.
Alle ultime elezioni ha avuto 66.000 voti.
Ha sempre lottato per i diritti dei carcerati.

Tra le sue proposte:
-accogliere Israele nell’unione Europea
-sostegno al Tibet
Vive a Roma da tanti anni e convive da quasi 40 anni con la ginecologa Mirella Parachini, oggi dirigente dell’Associazione Luca Coscioni. Nel maggio 2010 si è dichiarato bisessuale, avendo amato tre o quattro uomini, dato che il rapporto con la compagna glielo permetteva.

Curiosità.
La canzone “Il Signor Hood” di Francesco De Gregori gli è dedicata
Nel 1988, a seguito di una clamorosa sconfitta della Nazionale Italiana contro lo Zambia nel torneo di calcio olimpico, Pannella devolve il proprio stipendio di parlamentare ai calciatori africani come protesta contro gli eccessivi compensi nel nostro calcio professionistico
La versione originale di “Ohi Maria”, fortunata canzone degli Articolo 31, contiene un esplicito riferimento alla battaglia antiproibizionista di Marco Pannella (“…le vacanze le farò in Giamaica, dalla mia maria bella, aspetto, intanto voto Pannella e canto…”).
Nel 1995 durante una delle sue campagne non violente, regalò alla conduttrice Alda D’Eusanio un panetto di hashish da 200 g in diretta televisiva.
Nel gennaio del 2007, ha avuto uno scontro con durante una puntata della trasmissione Buona Domenica. Nel corso della lite, i due si sono reciprocamente accusati di aver preso soldi da B.
Nel febbraio 2011 ha rifiutato un’eventuale laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione da parte dell’Università di Teramo (sua città natale)

PRIMI PROVVEDIMENTI A NAPOLI
Sante Marafini

Stop alle auto blu per gli assessori della giunta comunale di Napoli. Al massimo i componenti della squadra di governo potranno godere del ‘benefit’ di un motorino rigorosamente elettrico.
Parola del sindaco Luigi de Magistris. Parlando durante la prima seduta del Consiglio comunale, il neo primo cittadino ha annunciato tagli alle spese di rappresentanza e alle spese inutili.
Forte riduzione, inoltre, degli incarichi esterni dirigenziali: «Voglio valorizzare al massimo le competenze, le professionalità, le energie, la passione e la napoletanità delle persone che lavorano all’interno del Comune di Napoli. Quindi una razionalizzazione degli incarichi perché dobbiamo risparmiare denaro pubblico».
Bene,cominciamo a togliere privilegi inutili e costosi.

I GUAI DI DI PIETRO
VV

Si sono fatte molte chiacchiere sul fatto che in Parlamento Di Pietro è stato visto parlare con B. Niente di che. B alla Camera si è avvicinato a Di Pietro per vantargli i miracoli fatti e Di Pietro ha ribattuto:“Fanne un altro! Dimettiti!”
Ma questo contatto è bastato perché i maligni si sprecassero in insinuazioni demenziali.
Di Pietro ha detto a B che è disposto a votare col governo 2 proposte: il ritiro dei contingenti militari da Afghanistan e Libia e una legge anti-precariato. ”Se B porta in Aula la proposta di abolire i 42 contratti precari individuando un percorso che attraverso l’apprendistato porta al contratto a tempo indeterminato, io alzo non una ma 5 mani”.
Di Pietro, dopo il referendum, ha dichiarato che è ora di finirla col fare politica solo demonizzando B, e che la vittoria dei referendum non è da attribuire a dx o a sx ma solo all’elettorato. Anche questo è stato interpretato malignamente dai suoi nemici che non si sono risparmiati in attacchi,mentre non fa che ripetere quello che dice Grillo.“Facciamo un’operazione di de-ideologizzazione: dx e sx sono ormai categorie che non parlano al Paese.La nostra svolta, invece, è mettere al centro i contenuti”. “Credo sia necessario iniziare a definire cdx e csx sulla base delle proposte e non sulle ideologie di appartenenza. Come nel dopoguerra, bisogna ricostruire dalle macerie il Paese. Occorrono idee, progetti e velocità.”
Ma l’IdV ha perso voti a causa di cattivi soggetti nel suo interno e non le hanno giovato i recenti tradimenti di Razzi e Scilipoti come prima di De Gregorio o la denuncia al senatore Stefano Pedica e al deputato Pierfelice Zazzera per molestie e ricatti sessuali.
Di Pietro è lodevole per la sua fiera battaglia e a lui si deve, politicamente, la vittoria di questi referendum su cui è stato l’unico partito oltre ai Verdi a battersi subito e con chiarezza, ma ci sono molte critiche su come si comportano alcuni dell’IdV sul territorio, il che dice che non sceglie i suoi con intelligenza.

LA LEGA RIFIUTA DI AIUTARE NAPOLI
Viviana Vivarelli

Appena eletto, De Magistris promise incautamente che avrebbe risolto in 5 giorni il problema della munnezza. In realtà solo per iniziare ad affrontarlo ci vorranno 3 mesi e per vedere un miglioramento ci vorrà un anno, sempre che ciò sia fattibile. Nel frattempo Napoli (che con l’hinterland fa 5 milioni di persone) è oberata da 1200 tonnellate di munnezza che crescono di alcune tonnellate ogni giorno e il caldo richiede che si trovi alla svelta una soluzione prima che scoppi una epidemia. Ma al momento le discariche campane sono sature e non ci sono abbastanza impianti di riciclo, per cui occorrerebbe che per qualche tempo altre regioni si prestassero ad aiutare questa sciagurata Regione. Per questo occorre una legge, ma il Governo è immobilizzato dal veto assoluto della Lega ad accogliere i rifiuti campani.
Se in 20 anni il problema rifiuti in Campania è diventato tragico, ciò è dovuto, oltre a pessimi amministratori di sx, al fatto che i rifiuti sono stati e sono un enorme affare della camorra che sulle discariche abusive e sul trasporto illegale di scorie tossiche dal Nord o buttate a intasare le discariche ufficiali ci ha fatto una fortuna e la camorra non ha nessuna intenzione di perdere il suo affare. Per di più essa è connessa a B, tanto che il coordinatore del Pdl in Campania, Cosentino, è accusato di collusione con la camorra, pendono sul suo capo le accuse di ben 3 procure, e si è salvato dal processo solo per la protezione di B che lo ha riconfermato.
De Magistris è ben deciso a portare avanti la sua battaglia ma ha contro 3 forze gigantesche: la camorra, la Lega e il Governo che è colluso con la camorra.
Ha dichiarato che sta facendo tutto ciò che è istituzionalmente, politicamente e umanamente possibile, ma occorre che le istituzioni si assumano le loro responsabilità, a cominciare dal governo e denuncia che dietro i roghi di spazzatura c’è una strategia della camorra.
Di Pietro: “Il sindaco ha le mani legate se non c’è un provvedimento del consiglio dei ministri e non c’è un supporto della Provincia e della Regione Campania e di tutte le Regioni italiane. Non è che basta essere eletti perché domattina scompaiano tutti i rifiuti. Ci vuole un intervento coordinato di tutte le istituzioni”.
A questo punto i colpevoli sono troppi e non si può scaricare le colpe sull’ultimo arrivato. E bene ha fatto la Procura di Napoli ad aprire un fascicolo processuale per verificare se ci siano ipotesi di reato. Si parla di ‘epidemia colposa’! Ed è una cosa gravissima, tanto che molti attaccano Lega e Pdl accusandoli di vendetta per i risultati elettorali e c’è una denuncia anche sul governatore Caldoro..
Bonelli dei Verdi chiede un intervento dell’Unione europea perché “l’inadempienza del governo è un vero e proprio attentato alla salute e al futuro di Napoli”.
Anche Miccicchè dalla Sicilia sollecita B a non dipendere dalla Lega e lo avverte che presto il problema dei rifiuti sarà anche quello della Sicilia.
Zaia offre esperti per la differenziata. Ma è ovvio che è poco. L’Emilia accetterà i rifiuti purché ci sia un piano nazionale che coinvolge tutte le regioni. Ma questo è bloccato da Calderoli e Bossi.
Nella notte sono scoppiati 32 incendi. E quando dei rifiuti sono incendiato diventano tossici e c’è chi ci guadagna anche dalla loro rimozione. Anche questo è un affare.
Caldoro sarebbe indagato dalla Procura di Napoli per rischi alla salute pubblica , per non avere attivato altre discariche. Caldoro minaccia le dimissioni. Il fatto è gravissimo, tanto più che se la Lega persiste nel suo rifiuto c’è rischio di caduta del governo.

I RIFIUTI E LA PUGLIA
Amici di Beppe Grillo Bari – M5S

La Puglia “migliore” di Vendola, dopo 6 anni continui di amministrazione regionale, è riuscita a portare la raccolta differenziata ad un misero 20%. La domanda nasce spontanea: “La percentuale è così bassa perché non sono in grado di organizzarla oppure perché hanno interesse a che si costruiscano gli inceneritori?”. Un dato di fatto è innegabile. Il gruppo Marcegaglia rappresenta in Puglia una delle potenze economiche regionali di maggior peso per la gestione dei rifiuti (proprietaria dell’inceneritore di Cerignola, Massafra e Modugno più aziende per la produzione di CDR e discariche). Appare chiaro che la Marcegaglia potrebbe in qualsiasi momento scatenare una crisi economica o l’emergenza rifiuti nella nostra regione. Questo regime di monopolio crea una potenziale ricattabilità di cittadini e amministratori. I cittadini sono preoccupati per l’inquinamento dell’incenerimento dei rifiuti e di questo è consapevole lo stesso governatore pugliese. Infatti è in arrivo a Taranto, una tra le città più inquinate d’Italia, un polo oncologico privato, il San Raffaele di Milano, finanziato con 120 milioni di euro pubblici. Se per alcuni italiani Vendola potrebbe rappresentare l’ultima scialuppa di salvataggio, possiamo assicurarvi che tanti pugliesi preferirebbero piuttosto annegare. Gli inceneritoristi non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi neppure!”

B RIPARTE CON LO STOP ALLE INTERCETTAZIONI
Viviana Vivarelli

Di fronte alla nuova ondata di scandali connessi al faccendiere Luigi Bisignani, indagato per essere a capo di una cricca denominata P4 che governava tutte le cariche pubbliche, e di fronte a un’ondata di intercettazioni provanti il discredito di cui B gode presso i suoi sodali, e anche alle vergogne del calcio scommesse da cui esce che molte partite sono state truccate, ci si aspetterebbe una stretta repressiva e un acuirsi della pene in nome di una moralizzazione che il paese si aspetta in gloria. Al contrario riparte la campagna di Berlusconi contro le intercettazioni, prova principe, ormai, della maggior parte dei reati.
Dice Di Pietro che allo stop alle intercettazioni è contrarissimo: “Se la criminalità utilizza strumenti tecnologici avanzati per poter commettere reati, uguali strumenti tecnologici avanzati devono essere messi a disposizione della forze dell’ordine e della magistratura.
All’interno della legge attuale già ci sono gli strumenti per verificare e valutare quando un’intercettazione può essere fatta, quando depositata, quando può essere utilizzata e quando pubblicata. Fare una legge per cercare di fermare le indagini oppure l’informazione, il diritto a essere informati e a informarsi dei cittadini, è un modo per favorire la criminalità e per nascondere la verità agli italiani.”
Siamo un paese devastato dai crimini di tre delle maggiori associazioni criminali del mondo: mafia, camorra e ‘ndrangheta, battiamo il record europeo per corruzione politica, abbiamo il secondo deficit pubblico mondiale dopo gli Stati uniti e una evasione fiscale che corre sui 250 MLD l’anno, siamo l’ultimo paese d’Europa di fronte alla ripresa con una delinquenza altissima in ambi amministrativo, e, di fronte a questo scenario allucinante, cosa propone il capo del Governo? Di eliminare le intercettazioni in nome della privacy. Ma la privacy di chi? Di politici infimi o di criminali? E c’è da giurarci che il Pd lo affiancherà per non scoprire i propri altarini! E magari gli farà godere di abbondanti assenze al momento del voto, così che lo stop passi “a sua insaputa”., come gli assenti se ne potessero lavare le mani come Ponzio Pilato!
Davvero chi ancora vota questi soggetti deve essere o criminale o fuori di cervello.

MAX STIRNER segnala
Quel caso Bisignani che sembra uscito dal blog di Grillo

Le vicende che coinvolgono Luigi Bisignani possono diventare un’arma micidiale nelle mani dell’ex comico.
[ZEUS News]
Com’è noto la novità di queste ultime elezioni e dei referendum è proprio la potenza del movimento di Beppe Grillo.
Armati soltanto della Rete, i suoi seguaci hanno impedito nel 2010 la conferma in Piemonte della presidente di centrosinistra Mercedes Bresso.
Poi, nel 2011, rubando voti di protesta anche alla Lega e al centrodestra, hanno aiutato la vittoria del centrosinistra con Pisapia a Milano e Ballarè a Novara.
I loro temi – dal no alla privatizzazione dell’acqua al no al nucleare – sono diventati di massa e hanno permesso di superare lo scoglio del quorum ai referendum.
Eppure tutti i commentatori continuano a dire che Grillo non va bene, che è solo protesta e qualunquismo. Chissà.
Intanto scoppia però il caso Bisignani, dal nome del faccendiere accusato di aver dato vita a una nuova P2, la P4, per manovrare giudici, politici e imprenditori.
Grillo accusa la politica di essere tutta uguale e i politici di essere tutti uguali. Tutti si offendono e perfino una parte dei frequentatori del suo blog si dice scandalizzata: no, Pisapia non è e non sarà mai Berlusconi.
Peccato però che dalle intercettazioni telefoniche delle conversazioni sostenute da Bisignani emerga come non siano magari tutti uguali, ma molti si somiglino.
Bisignani informa il sottosegretario di Berlusconi, Letta, sui processi che lo potrebbero riguardare e promuove colloqui tra Massimo D’Alema, leader del PD, e i generali dei servizi segreti.
Poi riceve telefonate da Luca di Montezemolo, che vorrebbe entrare in politica in una posizione centrista, perché la Rai trasmetta le fiction prodotte da una sua ex attrice di film di serie B.
Ciò che molti denunciano come grottesco, esagerato, estremistico nelle invettive del blog di Beppe Grillo e dei suoi grillini appare invece vero e reale. – fin troppo – nelle indagini dei giudici: tutti uguali, tutti pappa e ciccia, tutti intenti a farsi gli affaracci propri.
La realtà supera il blog di Grillo alla grande e, forse, l’indagine su Bisignani farà superare il 10% al Movimento 5 stelle.

Ippolita segnala:
RIFORMA FISCALE E MISSIONI MILITARI
http://www.comidad.org

Si era sperato da più parti che la tripla batosta elettorale infliggesse il colpo di grazia ad un governo in coma, ma ne risultano invece aumentate soltanto le convulsioni interne. Il tanto atteso appuntamento dei leghisti a Pontida ha sortito due slogan, quello puramente fiabesco della “riforma fiscale”, ed un altro ancora, solo apparentemente più concreto: l’abbandono delle “missioni militari”, in primis di quella più impopolare di tutte, l’aggressione alla Libia. Si è esibito perciò ancora una volta a beneficio delle folle un Maroni in versione di pacifista, non per ragioni umanitarie o anticoloniali, ma puramente di egoistico risparmio.
Qualunque motivazione, anche la più sordida, sarebbe accettabile pur di far cessare la partecipazione italiana all’aggressione criminale contro la Libia, ma lunedì scorso il presidente della Repubblica Napolitano ha fatto chiaramente intendere che non se ne parla. Napolitano si è nascosto dietro il “voto del parlamento” e l’appello dell’ONU, omettendo di ricordare che egli stesso aveva forzato il parlamento a quel voto favorevole alla guerra, e che inoltre la risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza non aveva mai autorizzato un’aggressione militare per abbattere il regime di Gheddafi.
Non parrà quindi strano che, nella NATO, Napolitano rivesta un ruolo di “ideologo” ufficiale molto più rilevante di quanto farebbe supporre la scarsa importanza dell’Italia sul piano della potenza militare, come risulta dall’intervento dello stesso Napolitano alle celebrazioni per i sessanta anni della NATO Defence College.(1)
Che la “missione” in Libia sia giunta ad un punto critico è sotto gli occhi di tutti. Aveva iniziato due settimane fa il ministro della Difesa USA, Gates, a cercarsi degli alibi accusando gli altri “alleati”/servi della NATO di scarso impegno finanziario; poi il Congresso USA ha cominciato una sorta di fronda contro il presidente Obama,
accorgendosi improvvisamente che la guerra era stata dichiarata in modo illegale, senza un voto del Congresso. Quando le cose non vanno bene, ci si comincia a ricordare che c’erano delle regole da rispettare, ma ciò non vuol dire affatto che le regole poi si rispettino per davvero.
Se la “missione” NATO dovesse esaurirsi per il logorio di aerei e piloti e per l’esaurimento della scorta di bombe, allora anche l’Italia se ne troverà fuori; dato che è molto improbabile che il velleitarismo di Maroni riesca davvero ad imporre un ritiro anticipato. C’è da rilevare che la posizione di Maroni è insostenibile sul piano istituzionale, poiché egli fa parte del governo che conduce la “missione” in Libia, perciò il suo comportamento configura il reato di alto tradimento, poiché va a demoralizzare i militari impegnati. Maroni potrebbe chiedere il ritiro dalla Libia solo dopo essersi dimesso. Il “Supremo Notaio” Napolitano però si guarda bene dal far notare a Maroni il suo paradosso istituzionale, perché ciò comporterebbe la caduta del governo. Il “notaio” quindi non fa il notaio, pur di salvare il governo.
Almeno dal 14 dicembre dello scorso anno, il governo Berlusconi si trova sotto la tutela di Napolitano, che ha assunto le vesti del vero Presidente del Consiglio. Nel dicembre scorso il motivo che Napolitano aveva addotto per tenere in piedi il governo era l’approvazione della Legge di (sedicente) Stabilità Finanziaria, come oggi è la guerra della NATO; ma, in entrambi i casi, il garante non cambia, dato che è sempre Napolitano a dettare scadenze e contenuti.(2)
La fiaba della “riforma fiscale” si scontra con la realtà delle Leggi di Stabilità Finanziaria che fanno da supporto e da garanzia per la facoltà delle grandi e piccole imprese di evadere il fisco. L’evasione fiscale costituisce infatti l’unica relazione con il fisco con la quale il padronato si senta a proprio agio, quindi è la sola “riforma fiscale” che davvero gli interessi.
Il patto social-coloniale che ha legato il ceto medio delle piccole e medie imprese al carro delle multinazionali negli ultimi cinquanta anni, consiste appunto nell’evasione fiscale, a cui si abbeverano sia i grandi che i piccoli. Nel 2001 la Corte di Cassazione ha quantificato l’evasione fiscale della Philip Morris in 120mila miliardi delle vecchie lire. Per aver accertato per primo quella mega-evasione della Philip Morris, l’allora direttore generale dei Monopoli di Stato, Del Gizzo, aveva dovuto subire un licenziamento illegittimo da parte del ministro Visco, del governo di centrosinistra.(3)
Evasori fiscali sono le multinazionali, all’estero ma anche in patria. Venticinque miliardi di dollari costituiscono l’evasione accertata nel 2005 negli Stati Uniti per quanto riguarda le multinazionali.(4)
Ma evasori fiscali sono anche piccoli imprenditori, artigiani e coltivatori diretti, ed è su questa base che il colonialismo/imperialismo all’ombra della NATO si è costituito in Italia, ed altrove, un consenso di massa.(5)
Negli ultimi mesi si è visto come questo patto social-coloniale abbia mostrato delle incrinature, allorché la questione della privatizzazione delle risorse idriche ha messo le piccole e medie imprese artigiane ed agricole di fronte alla prospettiva di diventare direttamente tributarie delle multinazionali dell’acqua. Di qui il “sollievo” ufficialmente manifestato dai coltivatori diretti per i risultati del referendum e l’impegno aperto per il “Sì” di alcune organizzazioni degli artigiani; circostanze che fanno capire come nel raggiungimento del quorum referendario abbia giocato l’adesione dei coltivatori e degli artigiani, un’adesione palese in alcuni casi e silenziosa in altri.(6)
Intanto però il patto social-coloniale fondato sulla possibilità di evadere il fisco rimane integro nelle sue grandi linee, dato che tutto l’apparato politico mira a garantirlo e perpetuarlo attraverso l’istituto della sedicente Legge di Stabilità Finanziaria. Senza quella Legge lo Stato lo Stato sarebbe costretto a recuperare l’evasione fiscale che finge solo di perseguire, mentre si limita ad accertarla.
Ora che anche il burattinaio ufficiale di Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta, si trova imbalsamato da un’inchiesta giudiziaria per il coinvolgimento nella cosca affaristica di Bisignani, si può dire che Napolitano sia a tutti gli effetti il capo del governo che porta l’etichetta del Fantoccio di Arcore. Le opposizioni, però, continuano a far finta di non accorgersene.

http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=15135

GRANDI SPERANZE
Il 71,5% degli italiani sono collegati a Internet
Fanno 34,4 milioni
Non male!
L’87% sono sotto i 34 anni
Ma gli ultra55enni in un anno sono aumentato del 65%
Ormai gli analfabeti del web sono una minoranza

RIDIAMARO: – )
BEPPEMORA

Come riconquistarli ora?
B: “Mi dà 26.857.452 collanine?”
..
Guardian:
“Mr B va avanti come una mummia, e ne ha pure le fattezze”

Da Spinoza e affini

Bersani rivendica l’impegno del Pd per i referendum. Allora mi devi 17 anni meno l’ultimo mese.
.
Ora Bersani si appella alle forze responsabili del centrodestra. Fa specie pensare che sta parlando della Lega.
.
Il terzo polo: “Noi determinanti per il referendum”. E non scordiamo il fondamentale ruolo di San Marino nella seconda guerra mondiale.
.
Sallusti: “La vera democrazia si fa in Parlamento”. È vero, ma la stiamo aiutando a disintossicarsi.
.
Berlusconi: “Addio al nucleare”. No, forse non ti è chiaro.
,
Berlusconi: “Non è un test su di me”. Comunque è positivo.
.
Secondo Vittorio Feltri il voto è stato dettato dalla paura. Si è sparsa la voce di un criminale in libertà.
.
Maroni: “Le sberle fanno rinsavire”. Ce n’è ancora se serve.
.
La sera dei referendum Bruno Vespa parla di Sarah, Yara e Melania. Oh cazzo, cosa abbiamo abrogato?
.
(Porta a porta parla di Sarah e Yara, e non dell’esito dei referendum. È comunque occultamento di cadavere)

Locoangel
I sì sono al 95%. Lo vedi che siamo una dittatura?
.
Marco della Sardegna
Il premier è sempre più isolato.
E’ colpa di quel morbo chiamato democrazia.
.
Francesco Tidona
Berlusconi hammamette la sconfitta
.
Brukko
Brunetta: “Diecimila insulti in rete”, ma per la questura erano solo cinquecento
.
Travaglio
Legittimo godimento
.
Dino Colombo
Gli Indiani d’America ebbero dei Grandi Capi dai nomi altisonanti:
Toro Seduto
Aquila Rossa
Cavallo Pazzo
Aquila Bianca
Grande Arco
Grande Aquila
A noi è toccato il grande capo ‘Culo Flaccido’

Da IFQ
Per la serie: continuiamo a sbagliare…
Casini: “Su Gianni Letta metto la mano sul fuoco”
Una l’aveva già messa su Dell’Utri, l’altra su Cuffaro. Questa è la terza.

(Ma Bersani vorrebbe proprio prendere come socio un monco?)
..
Larry Svizzero
Trovata l’agenda di Stracquadanio. La sua giornata tipo è così: si alza alle 08.00; non si sveglia prima delle 12.00; alle 13.00 fa il comunicato stampa sulla prostituzione lecita in politica; alle 15 va in tv a spiegare che è stato frainteso, che comunque dopo verrà legalizzata anche la prostituzione di una volta; alle 16.00 fa un riposino fino alle 19.00; alla 19.15 batte, batte, la dichiarazione sul fatto che quelli di sinistra non fanno un cazzo dalla mattina alla sera; alle 19.30 telefona a B per domandare se c’è fica per la serata; alle 20.00 va a mangiare al rignorante; alle 21.00 a molestare ospiti in uno studio tv, oppure a fare rutti al corso di bon ton tenuto dal ministro Brunetta; per finire, va al solito festino da culo flaccido, a non fare sesso a migliaia di euro a botta con le ospiti, che tanto paga il noto peneficatore: lo fa per penerosità, perché in fondo in fondo è uno che ama l’umanità, come si dice, un ficantropo.
..
El
Il papa a San Marino: «La fede è la vera ricchezza». Svelata l’origine di un giro d’affari millenario.
..
http://masadaweb.org

..

5 commenti »

  1. Il Ministro FAZIO venga a Napoli e dintorni e poi parli
    Dopo le scorte di vaccino H1N1 inutilizzate ed inutili il Min Fazio non ha credibilità : dice non vi sia RISCHIO COLERA ! Venga a
    Napoli e dintorni e poi parli ! e VENGA SUBITO !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2011 @ 9:33 am | Rispondi

  2. La risposta di Acea ai referendum: tagliare l’acqua a chi non può pagare

    La vera faccia della gestione privata dell’acqua la stanno conoscendo
    bene i cittadini di Velletri in questi caldi giorni di estate. Forse
    scontenta del risultato del voto referendario, Acea Ato 2 Spa sta
    mandando i tecnici a tagliare l’acqua alle famiglie in difficoltà
    economica, che non sono in grado di saldare le bollette. Non guarda in
    faccia a nessuno, Acea. Francesco C., quarant’anni, accudisce la madre
    con una invalidità permanente. Vivono insieme in una casa popolare da
    50 metri quadri e per loro l’acqua è vitale. La madre di Francesco
    deve essere lavata più volte al giorno e non può rimanere con i
    rubinetti a secco neanche poche ore. Nonostante questo, Acea ha
    sigillato il contatore di questa famiglia di Velletri la scorsa
    settimana.
    Francesco C. aveva ricevuto una fattura da 1200 euro, dopo tre anni di
    silenzio da parte del gestore idrico della provincia di Roma. Dal 2007
    Acea ha emesso solo quest’unica fattura cumulativa, con una cifra
    improponibile per una famiglia a basso reddito. Eppure il disciplinare
    tecnico allegato alla convenzione di gestione obbliga Acea ad inviare
    fatture almeno ogni sei mesi, a tutela delle persone più disagiate.
    Nonostante questa palese violazione delle norme contrattuali, la
    multinazionale romana ha sigillato il contatore, bollando come moroso
    Francesco.
    Questo caso non è isolato. Sono centinaia le famiglie di Velletri e
    dei Castelli Romani che si trovano nell’impossibilità di pagare la
    fornitura dell’acqua potabile, e che ora rischiano di vedersi
    sigillare il contatore.
    L’organizzazione mondiale della sanità ha stabilito già da anni che
    tutte le persone hanno diritto ad almeno 50 litri di acqua al giorno,
    soglia minima vitale. Il distacco dell’utenza idrica – quando i
    cittadini si trovano in una situazione di difficoltà economica – è
    un’evidente violazione di questo principio. Il tribunale di Latina già
    diversi anni fa aveva stabilito che la clausola contrattuale relativa
    alla sospensione della fornitura per morosità è vessatoria. In quel
    caso l’ordinanza del giudice si riferiva ad Acqualatina, ma è chiaro
    che questo principio debba valere per tutti i cittadini, tanto che è
    stato richiamato dall’ufficio del garante regionale delle risorse
    idriche della regione Lazio in una comunicazione inviata ad Acea lo
    scorso anno. E di certo la situazione di queste famiglie non mette a
    rischio l’equilibrio economico finanziario del gestore, visto che Acea
    ha avuto un utile nel 2010 di 58,8 milioni di euro.
    L’arroganza di Acea va fermata: nessuno può vivere senza acqua potabile.
    Chiediamo quindi che il presidente dell’Autorità d’Ambito Nicola
    Zingaretti si attivi immediatamente chiedendo la sospensione dei
    distacchi nella provincia di Roma. Serve anche un atto di
    responsabilità da parte dei sindaci, che – soprattutto dopo i 27
    milioni di Si all’acqua pubblica – devono decidere da che parte stare.
    Il sindaco di Velletri si limita a chiamare il gestore caso per caso
    cercando di elemosinare piani di pagamento insostenibili. Eppure il
    consiglio comunale aveva votato un anno fa una mozione d’indirizzo –
    promossa dal Comitato acqua pubblica – che obbligava la giunta a
    chiedere la revisione del regolamento di utenza, vincolando
    l’eventuale distacco per morosità ad una decisione di una parte terza
    (ad esempio il giudice di pace). Nonostante questo l’amministrazione
    comunale di Velletri non ha mai chiesto che questo tema fosse discusso
    in Assemblea dei Sindaci.

    cityzen

    Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2011 @ 9:37 am | Rispondi

  3. Mi chiedo quante ferventi donne cattoliche conoscano ed accettino questo becerume culturale che riduce al ruolo di animali o di schiave le donne (per non parlare dei loro figli illegittimi) e che ancora non mi risulta esecrato e ripudiato dalla chiesa cattolica. Né un cenno di commento e diociguardi di critica appare in proposito sull’edizione ufficiale della Bibbia curata salla CEI. Vero è che la Santa Inquisizione da qualche anno ha solo cambiato nome, ma seguita ancora a giocare col fuoco vicino a montagne crescenti di rami secchi…
    Bruno

    https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=gmail&attid=0.1&thid=130dd33feffbd657&mt=application/pdf&url=https://mail.google.com/mail/?ui%3D2%26ik%3D5b84ab5f64%26view%3Datt%26th%3D130dd33feffbd657%26attid%3D0.1%26disp%3Dsafe%26zw&sig=AHIEtbSNNfl-jAVOJIrM1ibrp3LzZPHrdw&pli=1

    Commento di MasadaAdmin — giugno 30, 2011 @ 8:00 am | Rispondi

  4. Partito degli ONESTI = accettare la punizione per gli inquisiti, SI alle INTERCETTAZIONI
    rispetto per i giudici che fanno indagini e processi e chiedono l’arresto per
    deputati e senatori sporchi ! CAUSE CIVILI BREVI ! E processi normali ! Alfano ha MOLTO DA FARE !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — luglio 2, 2011 @ 6:14 pm | Rispondi

  5. Bossi rimproveri le sue imprese che INVIANO TIR DI RIFIUTI IN CAMPANIA

    BOSSI HA SECCATO ! ORA BASTA ! HANNO USATO LA CAMPANIA

    COME LORO SPAZZATURA ED ORA NOBN VOGLIONO RIPARARE

    AL DISASTRO CHE HANNO ARRECATO ALL’ITALIA !

    ORA BASTAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — luglio 3, 2011 @ 7:39 pm | Rispondi


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