Nuovo Masada

giugno 24, 2011

MASADA n° 1302. 24-6-2011. Il dopo referendum

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:46 pm

Benigni a Bologna – Pontida o vuoto a perdere- La Chiesa della convenienza – Il Pd, uno, nessuno, centomila – Le debacle del Cavaliere – L’ONU riconosce gli omosessuali – A Strasburgo i banchi italiani sono vuoti – Brunetta offende 3 milioni e mezzo di precari italiani – Le battute idiote di Brunetta – Il porcellum – Anche il Consiglio d’Europa è contro il legittimo impedimento – Il calo della Lega – La giunta di Napoli

Metamorfosi di Ovidio: “Per gli dei, quanta notte cieca c’è nel cuore degli uomini!”

Paola mi manda:
Civis e matrimoni, la notte di Benigni- Cinquemila alla Lectura Dantis in piazza

Video
http://www.youtube.com/watch?v=-7kxzowUros

«Mi sposo, così mi danno una casa» -Roberto Benigni in piazza Maggiore
Ironizza sul sindaco, sulle coppie sposate da favorire nei bandi di assegnazione delle case, scherza sul raduno della Lega di Pontida ma lo fa in bolognese: «Soccmel che maragli!». Roberto Benigni, ieri in piazza Maggiore per la Lectura Dantis che apre «Sotto le stelle del cinema», infiamma il pubblico. E dedica il XXXIII canto dell’Inferno alle vittime della strage del 2 Agosto.
Parte un’ovazione appena fa il suo ingresso correndo sul palco circondato da onde di legno. Gli porgono un mazzo di fiori e lui: «Mi avete messo davanti alla casa di Merola ma magari sta dormendo. La casa è bella, eppure a Bologna si sfratta facilmente. Ma io sono venuto per sposarmi, mi sono fatto portare i fiori apposta. Virginio dice di dare le case agli sposati, lo fa per l’Udc ma Casini si è sposato talmente tante volte che ha detto più sì dei referendum. Anzi l’ha fatto per Cevenini: è il suo lavoro sposare. Cevenini ha sposato tutta l’Italia e pure Kate e William: era lui l’arci-bishop». Il comico manda poi baci alla piazza e saluta i «miliardari in prima fila».
“Che spettacolo! Altro che Pontida. Bossi ha detto un po’ di volgarità ma ha espresso un concetto alto quando ha detto che B si è cagato sotto». Si lancia sul processo Mills: «Non si capisce niente. Un dipendente di B prende soldi da un conto di B per favorire un processo su B ma non si capisce chi è il mandante». Torna poi su Bologna «città mirabile e straordinaria che ha dato i natali a Marconi, Irnerio, Guinizelli… Beppe Maniglia. Era piena di torri, ora ne ha solo due un po’ come i processi di Silvio». Poi il Civis: «È l’anno degli anniversari: ci sono anche i 200 anni del progetto del Civis. Ci sono i documenti; in uno Guinizelli scrive: “Habemus civis in urbis in Bologna”. Ma allora non andavano! In effetti il tram su gomma è un po’ come un aereo a rotelle».
Altra virata su B in salsa bolognese: «Silvio ha sentito parlare del Crescentone e voleva venire perché pensava fosse un Viagra un po’ più potente». “«Questa città poi — incalza — ha avuto Biagi, Casini e Fini. Allora Bersani parla emiliano per far paura a B, lo fa apposta perché in realtà è calabrese. Gli dice: “Brisa fè l’èsan”. “Alora sa fenia? Andenia o stenia?”» Non ci sono solo i 4 mila e passa che hanno acquistato il biglietto (l’incasso va in beneficenza e Benigni si è esibito gratuitamente), fuori dalle transenne altre centinaia di persone «origliano».
La piazza è un’arena rabbuiata dalla notte appena scesa. La porta ideale per scendere negli inferi. Benigni, della Divina Commedia, ha scelto il Canto XXXIII, quello di Ugolino, «colui che B odia di più perché lo considera il primo comunista della storia in quanto mangiava i bambini». È un altro monito per il presidente: «Non si è felici per quello che si ha ma per quello che si è. Tutte le donne lo amano per quello che… è… ovvio. Beh anche a Bologna avete avuto Delbono che in quanto a donne…». Improvvisamente esce dal ruolo di guitto, la folla si fa ancora più silenziosa.
Prima della lettura, Benigni dedica il Canto XXXIII alle vittime della strage del 2 Agosto. Perché «questo è il canto dell’odio che dilania e fa a pezzi i corpi», proprio come «la più grande strage del dopoguerra di cui ancora non sappiamo bene». Infine, la declamazione. Rigorosamente a memoria, con emozione autentica.
In platea, avvistati Alessandro Bergonzoni, Fabio Roversi Monaco, il prefetto Angelo Tranfaglia, il rettore Ivano Dionigi, il sindaco Virginio Merola e altri esponenti della politica cittadina. In prima fila, la moglie di Benigni, Nicoletta Braschi.
Luciana Cavina

PONTIDA o VUOTO A PERDERE
Paolo Farinella, prete

A Pontida doveva ruggire il leone. Abbiamo ascoltato il belato di un castrato, attorniato da prole, moglie e magna-magna come nella peggiore maleodorante partitocrazia tesa solo a mantenere privilegi e prebende.
La Lega vuole andarsene dalla Libia che significa andarsene dalla Nato (in sé non sarebbe un male), ma ha votato per andarci. Ha votate tutte le porcherie che B le ha fatto trangugiare e ora pone condizioni a scadenza come il tonno in scatola. Voleva eliminare i costi della politica e da quando è al governo non fa che aumentare i costi dei partiti e del governo, voleva fare questo:
-riduzione del Parlamento e sostituzione del Senato con la Camera delle Regioni (in tutto circa 500 parlamentari)
-eliminazione delle Province
– federalismo fiscale con quote di tassazione che restano sul territorio
– elezione dei pm da parte del popolo (all’americana)
– battaglia senza quartiere a Roma ladrona e abolizione di Roma capitale
-moralizzazione della politica
-radicamento delle banche nel territorio e molte altre amenità del minga.

Invece ha fatto:
-aumento dei sottosegretari al governo
-(depenalizzazione di banda armata)
– parenti amici e benefattori nella mangiatoia della politica (Bossi, i suoi due figli e moglie di risulta; assessori e consiglieri che vanno in macchina pubblica per i loro affari e anche in vacanza; sindaci che spendono soldi pubblici per mettere i simboli celtici nelle scuole e che adesso i cittadini devono pagare di tasca, soldi alls scuola padana e altre baggianate)
– aumento delle Province per appagare la fame famelica della Lega che vuole posti, posti e posti
– in nome del federalismo fiscale ha tolto l’Ici ai ricchi (ai poveri l’aveva tolta Prodi) l’unica tassa veramente federale di competenza dei comuni
-col federalismo che vuole aumenterà le tasse locali perché il governo centrale ha tagliato tutto il tagliabile e anche pezzi consistenti del futuro. Da 17 anni è al governo e siamo ridotti in braghe di tela. Quanto dobbiamo ancora sopportarli?
– ha votato tutte le porcherie di B e tutte le leggi contro i magistrati, ha umiliato la magistratura che ha osato condannare Bossi per tangente di 200 milioni di lire (poveraccio!) e ora vuole la riforma della giustizia!
-è il peggior partito di potere degli ultimi 150 anni e il più ignorante (tutte le leggi di Maroni sono state bocciate dalla Consulta e dall’Europa).
-per paura dei cittadini e fare un favore a B ha scisso i referendum dalle elezioni, buttando al macero 400 milioni e intanto ha tagliato assistenza, agli invalidi, ai poveri, ai precari
– è parte integrata della cricca, ne condivide gli obiettivi e ne mantiene il sistema: alla Camera ha votato contro l’arresto di Cosentino accusato di omicidio e di mafia; e ha detto no a tutte le richieste dei pm per arrestare deputati e senatori delinquenti
Questa Lega oggi è al governo per tenere in vita B con la respirazione artificiale, una indecenza che non esiste nemmeno nel Burundi. Intanto sta affossando il Paese e l’inesistente Padania pur di stare attaccata alla poltrona, gingillandosi col dio Po e i riti celtici. Ammirate Bossi che parla celtico che nemmeno il traduttore simultaneo riesce a renderlo comprensibile.

LA CHIESA DELLA CONVENIENZA
Paolo Farinella, prete

Il papa, e a cascata, cardinali, vescovi, monsignori (qualche chilo), preti (a quintali), suore e frati (a tonnellate) hanno preso posizione sull’acqua e invitato indirettamente a votare «Sì». Il papa ha fatto capire anche che sul nucleare bisognava andare cauti, come dire andate a votare pure e fateci una croce sopra che è cosa buona e giusta. Non facciamo tanto schiamazzo altrimenti poi B si vendica chiudendo i cordoni della borsetta. Sull’ultimo referendum, il legittimo impedimento, solo la bontà di chi è andato a votare per forza di inerzia ha messo anche la quarta croce. Una più una meno, pazienza.
Ringraziamo il papa e quanti nella chiesa cattolichetta ha votato «Sì-Sì-Sì-Sì», poi punto e a capo. Dopo il pic nic di Pontida, la Cei ha gridato che bisogna impedire il disfacimento dell’unità d’Italia con il trasferimento di 4 ministeri a Monza. Non ho mai capito perché non Milano, ma perché proprio Monza! Forse per via che i furbi leghisti sanno che se vanno a casa, tornano a mungere vacche e a pagare quote latte su cui hanno fatto imbrogli e affari.
I vescovi che ora gridano sono quelli che fino ad oggi hanno taciuto, cecandosi da soli per non vedere, rompendosi i timpani per non sentire, cucendosi le labbra senza anestesia per non parlare. Ora …fanno finta di essere stati sempre dalla parte giusta: cioè quella vincente. Quando morivano gli immigrati nel Mar Rosso del Mediterraneo, tacevano, ma il giorno stesso difendevano la vita; quando il governo faceva leggi contro le Istituzioni, non parlavano, e nello stesso giorno inneggiavano all’unità d’Italia; quando il governo ammazzava i suoi cittadini nelle carceri, per le strade, tagliando anche pensioni, salari, lavoro, occupazione, i vescovi belavano sulle famiglie e sulla sacralità della vita e la dignità della persona; quando i ciellini Formigoni e Lupi pontificavano sulla sacralità e centralità della «persona», nessun vescovo ha lanciato il proprio pastorale mirando al cuore di plastica di due miscredenti dediti solo al malaffare e agli affari della Compagnia delle Opere che è figlia diretta e naturale di Satana.
Vogliamo vedere il papa che revochi il diploma di «nobiluomo» a Gianni Letta, vero demonio suggeritore di B e anima delle cricche di malaffare, magnaccia del capo e smistatore di traffico indecente. Con quale dignità il papa lo onora ancora con una delle massime onorificenze? Vogliamo vedere i cardinali e i vescovi assumersi la responsabilità del degrado dell’Italia perché hanno fatto da piedistallo del Bsmo di cui hanno avuto vantaggi, commettendo così un pieno peccato mortale di cui dovranno rendere conto alla loro coscienza
Verrà un giorno che lo storico del futuro emetterà un giudizio di disprezzo perché i cattolici potevano cambiare il mondo, hanno preferito un tozzo di pane; potevano annunciare Cristo e il suo messaggio di liberazione, hanno preferito la mensa di B; potevano guidare il popolo smarrito nel deserto della democrazia assediata e invece hanno preferito il rifugio del quieto vivere dormiente; potevano stare alla testa di una rivoluzione di civiltà, sono stati la coda di un caimano; potevano segnare altri 150 anni di italianità, si sono lasciati segnare dal marchio della schiavitù di un padrone senza etica e dignità; potevano annunciare Dio, hanno scelto l’idolo della convenienza e degli affari.

Oggi costoro non possono più parlare di morale, non possono più ergersi a maestri di etica a modello di cittadinanza: possono solo dare le dimissioni. Dimissioni del papa che accogliendo B all’aeroporto di Ciampino, in piena bufera di prostituzione organizzata con tratta di prostitute, lo accoglie a braccia aperte: «Che piacere vederla!»; Noi vorremmo il piacere di non vedere più un simile personaggio vestito di bianco con le scarpette rosse. Vogliamo vedere Bertone, compare di mafia e di spada di B dare le dimissioni per manifesta ignoranza e incapacità di vedere oltre la sua insignificante persona. Vogliamo vedere Bagnasco dare le dimissioni perché le votazioni amministrative e i referendum sono stati una sconfitta cogente di tutta la politichetta del sedicente episcopato italiano, gruppo folcloristico, utile forse nelle fiere di paese per il tiro a bersaglio, ma assolutamente inutili, anzi superflui nella concreta vita del popolo di Dio che tanto cammina verso il regno senza di essi e nonostante essi.

Il PD: UNO, NESSUNO, CENTOMILA
Paolo Farinella, prete

Quando si critica il Pd c’è chi reagisce stizzito.
Se si guarda al Pd dicendo che è l’unica opposizione esistente della serie: o mangi questa minestra o salti dalla finestra … mi astengo, mi rifiuto
Il Pd è sempre stato per la privatizzazione dell’acqua e sul nucleare non ha mai avuto una linea netta: ha sempre aspettato per dire e non dire, sì-ma, però, le fonti energetiche, anche la Francia … amenità da spiaggia. A Genova governata dal PD acqua, gas e tutto il resto sono privatizzate e le politiche sociali sono di là da venire perché l’unico argomento è se la Vincenzi è candidata di nuovo o no
Intanto il PD ha fatto accordi con l’IDV che a Genova è familistico e dinastico con problemi di grossa moralità, per spartirsi la torta: tu mi dai il comune e voti per me sindaco e io ti do la Provincia e voto per te presidente. Ecco la democrazia dei partiti democratici che ogni giorno si sciacquano l’ugola con l’acqua della Costituzione. Poi a livello nazionale il PD vuole cambiare la legge elettorale. Qualcuno mi spiega quale è la differenza tra la legge porcata della dx e questa porcata di comportamenti della sx alternativa? Se siete già d’accordo che cosa mi chiamate a votare? Avete anche bisogno della clacque? Il Bsmo e il leghismno hanno vinto e sono penetrati nell’anima del Paese.
Il PD senza merito eccessivo ha cavalcato i referendum all’ultimo giro e gli è andata bene, ma non ha il diritto di appropriarsene, anche perché fino alla vigilia solo Bersani era più convinto, ma gli altri cardinalotti di complemento, compreso il nuovo che avanza come un decrepito alla Renzi, aspettavano che i referendum andassero male per silurarlo e ricominciare i balletti delle poltrone. Il PD è un partito vecchio, esaurito e finché si starà al suo capezzale si perderà tempo per cercare soluzioni nuove. Con questi qui, non andiamo da nessuna parte.
In Parlamento il PD negli ultimi 6 mesi poteva fare cadere il governo ben 6 volte; ha sempre fatto mancare il numero necessario. B resta in piedi e ringrazia. Sempre in Parlamento, il PD cerca convergenze, anche con la dx e insegue Casini e Fini e parla di Tremonti come di uno statista che ha salvato l’Italia. Io dico che ha perso il senno. Tremonti è il simbolo peggiore del leghismo Bsta, colui che due mesi prima che scoppiasse la crisi mondiale, farfugliava di «Tobintax», cioè togliere alle banche per dare alle imprese. 2 mesi dopo (dico 2 mesi): tutto il mondo è corso in sostegno delle banche che rischiavano il fallimento e anche lui ha dovuto fare una legge che le banche hanno rifiutato perché non lo stimano. Se non lo stimano le banche, figuriamoci come dovremmo valutarlo noi.
Inseguire Fini e Casini e a Palermo appoggiare il governo mafioso di Cuffaro/Lombardo è un suicidio etico e politico.
In parlamento il Pd deve fare solo ed unicamente opposizione, solo opposizione e deve cercare di fare cadere il governo ad ogni occasione propizia, non che deve soccorrerlo o dialogare. Li abbiamo mandati lì a 20 mila euro al mese (e qualcuno anche con stipendio doppio e triplo come Fassino) con un solo obiettivo: liberare l’Italia da B e non mettersi d’accordo con pezzi di lanzichenecchi per rimediare una presidenza della Repubblica a D’Alema o uno strapuntino a Veltroni. Costoro hanno fallito? «Föra da i ball». In Africa, in Cirenaica, dove vogliono, ma «föra». In politica nessuno paga pegno, qualunque fallimento riesce a rimediare. E’ inaccettabile.
I deputati del PD si guadagnino lo stipendio rubato ai poveri, stando in parlamento, facendo i cani da guardia alla legalità parlamentare e alla Costituzione, esigano l’applicazione ossessiva del regolamento, non lascino passare nemmeno una virgola che sia fuori posto, vìgilino, votino sempre e comunque contro il governo, senza eccezione perché «se non ora, quando?». Elezioni amministrative, referendum hanno messo in ginocchio il governo e la Lega e il Pd cosa fa: deve andargli in soccorso? deve cercare il dialogo? «Ma mi faccia il piacere! … E poi dicono che uno si butta a sx!», chiosava il mitico Totò lui che «nacque»

La Finocchiaro nega di aver presentato una legge che depenalizzava di fatto la concussione liberando B dal suo processo, dice anzi che è stata lei ad accorgersi che era contenuta nella legge votata dal Pd e di essere corsa ai ripari. Veramente ci sembrava che fosse stato Di Pietro a denunciare il misfatto, ma prendiamolo come un impercettibile progresso, come è avvenuto per la privatizzazione dell’acqua a cui il Pd ha debolmente aderito solo l’ultimo mese, e aspettiamo che il Pd si svegli e, invece di recriminare sugli errori già fatti, vigili proprio per non farli! Quanto dovremo aspettare? Gli errori di strategie e di sostanza del Pd sono macroscopici e la nostra pazienza è già arrivata al limite! E’ questo il meglio che possiamo aspettarci? Che questo partito non faccia errori troppo grossi, incapace com’è di fare un chiaro programma popolare?
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CRITICA AL PD
Viviana Vivarelli

E’ prevedibile e auspicabile che arriveremo presto a un governo istituzionale. Le elezioni sono viste come una sciagura. Non solo perché terrebbero in stallo il paese in un momento economicamente critico ma perché il Pdl è a pezzi ma il csx non ha fatto nulla per rinforzarsi, accogliere le istanze popolari, far chiarezza sui suoi alleati, non ha fatto con loro un programma comune e Bersani non avrebbe dovuto fare i seguenti scivoloni:
-avversare la privatizzazione dell’acqua salvo cambiare idea l’ultimo mese
-ma solo in apparenza perché ha la faccia di tirare fuori la sua legge sull’acqua che privatizza allo stesso modo del Pdl
-aprire alla Lega un giorno sì e un giorno sì
-disprezzare e nemmeno velatamente Vendola e Di Pietro
-ostacolare un programma comune
-aprire per l’ennesima inutile volta a Casini
-proporre la depenalizzazione della concussione salvo ritirarla una volta scoperto e dire che in realtà non la voleva…
Questi sono errori di strategia e di sostanza che manderebbero a picco un elefante.
In quanto alla riduzione delle tasse che mai si farà, è chiaro che con le agenzie di rating che ci abbasseranno la valutazione entro pochi mesi con forte rischio di default è il momento meno opportuno per parlarne, come fanno con grave ritardo Cisl, Uil e Lega.
Ma che si possa tornare a votare con questa legge elettorale è insano.
Ovvio che la richiesta di 4 Ministeri Nord della Lega svuoterebbe ancora di più le casse dello Stato, aumenterebbe le tasse e metterebbe in circolo qualche migliaia di impiegati. Queste manovre sembrano scellerate e scomposte, come di chi, affondando la zattera, tenta di arraffare più che può. Ma che senso ha tutto questo?
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Bersani sembra un deficiente. Cerca di resuscitare quello che 4 energici SI’ hanno sotterrato, in 1° luogo la gestione dell’acqua data a società private. Non altro che questo è l’orribile legge del Pd da cui vorrebbe ripartire: far rientrare dalla finestra quello che il popolo sovrano ha fatto uscire dalla porta. Ma i 4 energici SI’ vengono subdolamente fraintesi anche dalla coppia culo e camicia, quella che vorrebbe fare come se niente fosse, “Padron comanda e caval trotta”, per non parlare di quei partiti di centro che tanto piacciono a Bersani e che finora hanno favorito sempre consorterie mafiose o imprenditoriali. A sentire Bersani, un paese, che più chiaro di così non potrebbe essere, avrebbe voglia di due centrodestra, come se lo squallore di uno non ci bastasse mentre grida: ”Ripartiamo da Macerata!” E’ questa idiozia che ci fa dolere il cuore.
590 comitati referendari e milioni di cittadini hanno dato l’anima per ottenere un diritto che questa gentaglia aveva calpestato da tempo e che con cambi di marcia dell’ultima ora ha cercato di attribuirsi come credito. Ma se Di Pietro il cambio di marcia almeno lo ha fatto per tempo, l’ipocrisia di Bersani ci lascia senza parole. Il Pd era esattamente agli antipodi della volontà degli elettori e ora tenterebbe pure di “riproporre” l’acqua privatizzata???
Insomma, questo Pd o inciucia con B, o schifa la piazza, o sostiene le stesse cose di B, o è assente in Parlamento e con le sue assenze lo favorisce.
Ma di quale vittoria sta parlando? Di qualunque cosa parli, non lo riguarda, non è mai stata nelle sue corde e disgraziatamente non lo è nemmeno ora. A questo punto venire a disquisire di ideologia è una bestemmia. Ma quale ideologia hanno costoro?

Don Aldo Antonelli

B?
“B deve essere intelligente e purtroppo non lo è!” (Prestigiacomo)

Michela Brambilla?
“Una stronza, brutta, mignotta come poche, la più mignotta di tutte” (Bisignani)

Daniela Santanché?
“Quella lì? Incredibile che il premier l’abbia potuta mettere lì” (Briatore)

Feltri di B?
“Ne parla talmente male che, se B l’avesse sentito, sarebbe svenuto…. Cosa non ha detto..!” (Bisignani)

Il Governo?
“Comandano in quattro e gli altri fanno da contorno” (Prestigiacomo)

Questo è solo una parte di ciò che emerge dalle intercettazioni.
E tutto ciò che rimane coperto dal segreto ipocrita di questa gente senza scrupoli e senza coscienza?
Si accoppiano e si mettono le corna allo stesso tempo.
Si odiano mentre si baciano.
Dichiarano fedeltà mentre si tradiscono.
Si amano con disprezzo vicendevole.
Ha fatto bene l’Economist a mettere la foto del nano (nano non solo fisicamente ma soprattutto moralmente) con la scritta: “L’uomo che ha fottuto un intero paese”.
Ed elenca gli errori e gli orrori del personaggio: l’immobilismo del governo in fatto di economia, l’ossessione per le proprie vicende giudiziarie, i festini, Ministeri importanti affidati a ragazzotte senza arte né parte, e giù a cascata.
Piero Ottone in un articolo su La Repubblica di ieri aggiunge che, comunque, “la causa prima della catastrofe è la devastazione morale che B lascia in eredità”.
E continua.
«Il primo segnale della sua improntitudine, del suo cinismo, si ebbe quando, non appena eletto, propose come ministro della Giustizia un suo avvocato, in seguito condannato perché aveva corrotto (col denaro di B) un magistrato. Capite? Un corruttore di giudici al dicastero della Giustizia, alla testa della magistratura italiana. Da allora, il suo comportamento totalmente privo di senso morale ha contribuito in un crescendo inarrestabile alla demoralizzazione, al cinismo della nazione. In Italia, abbiamo avuto per vent’anni, o poco meno, un Primo ministro che, inseguito dai processi, in¬vece di vergognarsi se 1’è presa coi giudici: ce l’hanno con me, diceva e continua a dire. E quanti altri segni di cinismo si sono susseguiti attraverso il tempo: da quando abbiamo visto ministeri importanti affidati a ragazzotte senza arte né parte, fino alle scene penose di questi giorni, di un Primo ministro che, ormai paralizzato nell’azione politica, come ammettono an¬che i suoi seguaci, invece di farsi da parte nell’ interesse nazionale persiste imperterrito. Per puntiglio, per scommessa».
Ma voglio prendere un segno di speranza da Mosaico di Pace”
«Tra l’esito elettorale nelle grandi città e la preparazione ai referendum, il vuoto politico italiano comincia a sfaldarsi. Rinasce la speranza che un cambiamento sia possibile. Un’interruzione – più che auspicata del resto – dal lungo sonno della democrazia, in cui l’Italia tristemente è calata negli ultimi tempi. Nel torpore delle trasmissioni inutili del sabato sera, nel silenzio dell’informazione sui più importanti temi della vita pubblica, anche la riforma della giustizia è passata, così come il decreto omnibus. Nel dormiveglia in cui ci ritroviamo, quella bella Carta che ci contraddistingue per uguaglianza e democrazia – la Costituzione – è manomessa, spogliata e rivestita a uso e consumo dei potenti di turno. È sgretolato l’impianto democratico e, leggina dopo leggina, sono minacciati i suoi valori fondativi: il lavoro è sostituito dall’impietosa precarietà che è status permanente per molti; il welfare è affidato, sempre più, alle lobby del settore; la cultura presa di mira dagli artigli della riforma Gelmini; l’uguaglianza è divenuta nostalgico auspicio. E il disarmo, il ripudio della guerra? Armati sino ai denti, combattiamo l’ennesima guerra, oggi in Libia. Nel frattempo, con la spada di Damocle del debito pubblico sulla nostra testa, proviamo a trasformare l’Italia in territorio militare, con i folli investimenti sui cacciabombardieri F35 e con i tentativi di modificare la legge 185/90 sull’importexport di armi. Leggi e decreti dell’ultima ora, insomma, che a suon di fiducia sfaldano l’essenziale. Che sta rinascendo, però, proprio dal cuore delle città. Un filo invisibile lega tra loro gli studenti nelle piazze, gli immigrati sulle gru, i tanti volontari a Lampedusa. Ci porta oggi nelle strade di Napoli come di Milano e di Novara. Possiamo sperare che stia indietreggiando la politica delle spade e dell’intolleranza? Arriverà il giorno in cui lo “straniero” non sarà usato come minaccia?».
Mi piace lasciarvi con questi interrogativi di speranza.
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Ippolita Zecca segnala:
A Strasburgo i banchi italiani sono vuoti
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/22/a-strasburgoi-banchi-italianisono-vuoti/122074/

Altro che assenteismo in fabbrica e nel pubblico: eurodeputati campioni.
Un assenteismo nettamente superiore a quello medio nelle fabbriche e negli uffici, persino nelle scuole e nelle pubbliche amministrazioni, restano 41 eurodeputati italiani, quasi il 60% della rappresentanza italiana al Parlamento europeo.
D’Ambra li boccia tutti, ma, con scelta personale e arbitraria, ne classifica una pattuglia di cinque come mediocri – fra essi, Iva Zanicchi, , mentre tutti gli altri li “bolla” come insufficienti, scarsi e scarsissimi.
90%. Sono così “marchiati” nomi eccellenti, come Pino Arlacchi (Pd), Elisabetta Gardini (Pdl), Silvia Costa (Pd), Paolo De Castro (Pd, ex ministro, presidente della Commissione Agricoltura), Mario Borghezio (Lega, uno che, dalla quantità di dichiarazioni che produce, si direbbe che c’è sempre), Sonia Alfano (Idv), Debora Serracchiani (Pd) e Gianni Vattimo (Idv).
Sotto l’80%, ci sono Patrizia Toia (Pd, un ex ministro), Clemente Mastella e Rita Borsellino(Pd).
La lista degli “scarsi” è aperta da Luigi Berlinguer (Pd) e Luigi de Magistris (Idv, neo-sindaco di Napoli e certo penalizzato in classifica dalla campagna elettorale che l’ha visto protagonista e vincitore).
Gli “scarsissimi” sono 6 e stanno sotto il 70%: in pratica, una volta su tre non ci sono.
Nomi poco noti, come Vincenzo Iovine (Api) e Crescenzio Rivellini (Pdl), ma anche, e proprio agli ultimi quattro posti, nomi che fanno sussultare, come il convertito Magdi Cristiano Allam, che sta nel Ppe, l’ex premier dc Cristiano De Mita, che sta pure nel Ppe ma come Udc, e i pdl Vito Bonsignore e Alfredo Antoniozzi, l’unico sotto il 60%.
Antoniozzi ha un doppio lavoro, perché è assessore del Comune di Roma, ma così, dividendosi a metà, dovrebbe prendere due mezzi stipendi (e non due stipendi interi).

UNO SCONOSCIUTO CHIAMATO BISIGNANI
Viviana Vivarelli

La Magistratura sta alzando il tiro sulla grande rete nera che avviluppa l’Italia dalla P2 e moltiplica i suoi ragnacci secondari, la P3, la P4…, la grande rete di parassiti, faccendieri, magnacci e ricattatori che attornia Berlusconi e controlla, cariche, fondi pubblici, alleanze, appalti…
La cosa divertente di questa sporca faccenda è che l’unico che sa tutto, che muove tutto e che consiglia tutto è Gianni Letta, ma Gianni Letta non ha alcuna carica politica istituzionale e dunque nessuna copertura, protezione o impunità. E appena arriverà l’inevitabile, micidiale, avviso di garanzia e Letta dovesse, per un caso inspiegabile, capitolare, l’enorme costruzione malefica potrebbe disfarsi in un attimo mostrando tutto il suo lerciume, come quei formicai fragilissimi che cadono a domino mostrando cosa c’era nascosto nell’interno.
Letta è il tallone d’Achille di Berlusconi. Se cade lui, cade tutta la baracca a delinquere.
Ma quale sarà il tallone d’Achille di Letta?

Travaglio titola il suo pezzo “Una retata vi seppellirà”. Notevole che nella rete di faccendieri pidduisti e pronubi che attornia Bisignani riappaiano tanti nomi delle inchieste stoppate a de Magistris dai partiti per l’interesse comune a seppellire i traffici occulti di denaro pubblico che univa tutti in una grande famiglia omertosa molto attenta a non scoprire il calderone delle illegalità.
Ricorda Travaglio: “Nel 94 un ometto che ha costruito le sue fortune sul crimine, grazie a Mafia e P2, entra in politica perché i suoi reati stanno per essere scoperti e ha 5000 MLD di lire di debiti. L’ometto corrompe politici, finanziari e giudici e grazie anche alla connivenza dei DS diventa monopolista della tv privata e padrone di un bel pezzo di editoria. Per corrompere quanti più può accantona fondi neri in 64 società offshore grazie all’avv. Mills e quando arriva la GdF corrompe pure lei. Nel 94 di un giovane sottufficiale scopre le sue tangenti ma B col decreto Biondi si salva. Intanto dai conti esteri di Craxi emerge una mazzettona di 23 MLD di All Iberian capofila di Fininvest. Ma B dà 600.000 dollari a Mills per fargli dire il falso. L’Ariosto svela che Previti ha comprato i giudici per togliere la Mondadori a de Benedetti. Previti e il giudici sono condannati, B è prescritto. Segue una caterva di falsi in bilancio che si prescrive. Ma saltano fuori altri fondi neri su una truffa di film della Medusa. Poi ogni sorta di marciume: ordini alla Rai, Lodo Alfano, legittimo impedimento, stop alle intercettazioni, processo breve, prescrizione lampo, per non parlare di concussione e prostituzione minorile.
“Una vita d’inferno”, da non augurare a nessuno. Chi lo accusi di non aver fatto nulla in questi 17 anni si vergogna e arrossisca!”
..
La politica si fa dal basso
Viviana Vivarelli

L’Washington Post titola: “E’ iniziata la primavera italiana”. Ma i partiti italiani se ne saranno accorti?
Sono 10 anni che la politica si fa dal basso: scioperi, manifestazioni, cortei, occupazioni, onde, gente che sale sui tetti o si chiude nelle carceri, blog, facebook, associazioni, comitati, metup, web,blog, facebook…Con fiumi di gente spesso messa in moto da poche persone che danno il via alla protesta di tutti, come il milione di donne scese in piazza contro B, o il milione che ha seguito ‘Tutti in piedi’ o il milione a favore dei gay o i 2 milioni per l’acqua.
Il risultato di questo enorme lavoro dal basso ancor più si è visto per i referendum che hanno smosso 27 milioni di italiani conseguendo una vittoria epocale su 3 punti sostanziali per il paese: aria, acqua e giustizia.
Eppure, di fronte a questo gigantesco movimento civile, unico al mondo, e che ci riabilita sulla faccia della storia, i media sono rimasti assenti, ciechi e muti, e i partiti si sono comportati come una consorteria claustrofobica senza alcun aggancio popolare.
Così per 10 anni non abbiamo visto sui media nessuno dei portavoce di questa società civile in protesta, nemmeno per i referendum o la Valsusa, gli insegnanti o i precari, gli operai Fiat o i ricercatori, e abbiamo continuato a sentire, fino alla nausea, i soliti vecchi e stantii tromboni, sempre gli stessi, noiosamente, ripetutamente, che i movimenti popolari non solo non li capivano ma proprio li ignoravano. Siamo così stanchi di questi politici che disertano le piazze, che proprio le disprezzano, che non hanno mai avuto il polso del paese! Credo che la piazzata idiota di Brunetta sia stata la goccia che fatto traboccare un vaso anche troppo pieno di supponenza, di arroganza, di una protervia tanto più disgustosa, quanto più costoro si arrogano il diritto di essere ‘sopra’ di noi’ e non al potere ‘attraverso’ noi.
Ora tentano tutti di dire che i voti che abbiamo dato non erano politici!? Come se non fosse politico lottare per il nostro futuro e i nostri diritti! E come se la politica fosse l’eterna sceneggiata che solo loro fanno di un mondo ormai morto. Gente che si parla addosso!
Un consiglio ai futuri partiti, prima della ghigliottina: se volete sembrare credibili, piantatela di attribuire solo a voi quello di cui non vi siete mai curati e cominciate a ricordarvi che siete solo dei rappresentanti e chi vi sta dietro vi può togliere ogni delega se si stufa di vedervi occupati solo di voi stessi!
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Uno degli aspetti meravigliosi di questi referendum è l’enorme partecipazione di giovani e il ritorno al voto di tanti che da anni non votavano. Se in precedenza il fenomeno dell’astensione ha toccato il 50% dell’elettorato, nel silenzio omertoso dei partiti, nessuno si è mai chiesto il perché di questo ritiro dal voto e qualche scarso di mente lo ha attribuito a ignavia o indifferenza, consolandosi con tassi identicamente bassi in paesi di democrazia avanzata, senza chiedersi se quelle democrazie erano marce e se quell’astensione non fosse la protesta civile di chi ha davanti le miserie di una Casta.
I numeri dicono oggi che questo non è un paese antipolitico ma antipartitico, una differenza che Scalfari non capirà mai, e dicono che quello che gli italiani schifavano era la partitocrazia, non la difesa dei beni comuni e dei diritti di tutti, non la politica democratica e collettiva.
Là dove i furboni hanno imposto la regola del cimitero, la democrazia si astiene. Ma quando i venti della democrazia sono pronti a soffiare, il popolo italiano appare più vivo che mai, un popolo attivo, energico, intelligente, moderno e molto più capace del quadro desolante e mostruoso della partitocrazia che si ritrova, che è, essa, una anti-politica e una anti-democrazia.
Una volta di più il popolo vero ha detto a questi signori: “Voi siete solo i rappresentanti di voi stessi, dei vostri comitati di interessi, delle vostre merchant bank, delle vostre privatissime cricche di potere, di un potere che non ci interessa e che ci vede solo contro di voi. Voi, ladri di democrazia e ladri diritti, non avete niente a che fare col popolo sovrano!”

La cosa paradossale è che Berlusconi che finora ha detto che governava in nome della maggioranza popolare, ora che chiaramente l’ha persa, dice che questo voto non vuol dir niente. Davvero lamenta problemi di comunicazione, ma se il messaggio che vuol mandare è che la delega popolare funziona ora sì ora no, secondo come gli va, nessuna meraviglia che abbia qualche problema a farsi capire! Quando la menzogna diventa troppo pesante è difficile continuare a spacciarla e perpetuare un potere ormai giunto al capolinea che si regge solo su una truffa.
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CRISI
VV

Chi ha detto che la crisi l’avevamo alle spalle?
Tra il 2008 e il 2010, l’occupazione in Italia è diminuita del 2,2%, 5 volte più che in Germania, 3 volte più che in Francia.
Tra i giovani l’occupazione è scesa del 13,2%, solo il 2,7 in Francia, il 3,1 % in Germania.
I salari d’ingresso del lavoro sono fermi da 10 anni e ci sono imprese che sono ormai fatte solo da precari, mentre nello Stato i precari sono 200.000 e alcuni lavorano da decine di anni senza godere dei diritti a cui tutti avrebbero diritto. Un operaio italiano è pagato la metà di uno tedesco e non deve soggiacere ai ricatti di possibili Marchionne. Nemmeno si troverebbe in Germania gente come D’Alema, Fassino o Bonanni che danno ragione a chi vuole ridurre i diritti minimi del lavoro e in cambio, come si è visto, di niente.
Tremonti parla di una riforma fiscale, la sua riforma fiscale aumenterebbe l’Iva colpendo ancora di più le piccole imprese, è questo che si vuole?
La soluzione di Bossi di spostare 4 ministeri a nord, costringerebbe ad aumentare le spese e dunque le tasse. E’ questo che si vuole?
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LE MULTE DI BERLUSCONI
vv.
Tutte le multe di Berlusconi insieme, supposto che riescano a fargliele pagare, ammontano a 1 miliardo di euro.
B piange miseria e chiede dove troverà tanti soldi. Detto da 118° uomo più ricco del mondo, fa un po’ ridere.
Solo il suo patrimonio personale ammonta a 7,8 MLD di euro, più il patrimonio di soldi rubati alle tasse che ha nascosto in ben 68 paradisi fiscali.
Se non vuole svendere qualche sua proprietà, sarà bene che faccia rientrare qualche fondo nero.
Del resto, visto il bilancio Fininvest, basterebbe la Fininvest a pagare le multe, visto che 1 MLD di liquidità lo possiede, senza che B finisca sotto un ponte.
E’ scongiurata l’ipotesi che B debba far ricorso a una colletta su Libero :- )
Ma in tal caso è vero che tutti i suoi fans, vedi l’inossidabile Margie, sarebbero ben contenti di vuotarsi il borsellino!
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LE IDEOLOGIE ALL’ITALIANA
Viviana Vivarelli

Parlare di neoliberismo in Italia è ridicolo come parlare di comunismo. Nessuno dei due è mai esistito.
Il comunismo all’italiana è sempre stato debole e inquinato da idee di dx. Persino Berlinguer agli occhi del soviet bureau sembrava un traditore. E una dx italiana non è mai esistita, sostituita da un quadro di corruttela che batte il primato europeo, una rete di ricatti, compravendite e concessioni di stampo mafioso che non ha alcun crisma ideologico o sociale, ben consolidata nel contesto bancario e finanziario, ben appoggiata dalle finanze vaticane e da una Confindustria medievale e parassitaria che ha inseguito clientele, lobbie e familismi e non certo concorrenza e innovazione.
L’Italia batte il primato degli scandali finanziari (P2, Sindona, Crack Ambrosiano, Montedison, Sir, Enimont, gruppo Ferruzzi, Telecom, Banco di Napoli e di Sicilia, Cirio, Parmalat, scalate bancarie, condoni, cricche di immobiliaristi, falsi in Bilancio, bancarotta fraudolenta, Bertolaso, Grandi Opere, scandalo rifiuti…)
Dopo il ventennio di ripresa post bellica, è questo concentrato gigantesco di corruzione che attraversa anche la sx che impedisce all’Italia migliore di decollare, che deprime le sue energie più vive, che cementifica il potere con la criminalità mafiosa, una cricca di lestofanti, come in Grecia, come in Argentina, che ci spinge sempre più in basso rispetto ai paesi civili.
Questa cricca ha assistito senza battere ciglio alla perdita di tutti i nostri settori economici: la siderurgia, l’informatica, la chimica, il tessile, l’alimentare..
Oggi restano pochissimi grandi gruppi e solo uno produttivo: le Generali, Eni, Enel e Fiat, ma a breve sparirà anche la FIAT. Resta un’Italia fatta da piccole imprese che la crisi finanziaria ha falcidiato e che l’aumento dell’Iva voluto da Tremonti finirà per uccidere.
Con B l’Italia è entrata in un inarrestabile declino. Tra la corruzione, la lista degli scandali, il predominio dei peggiori e la crisi che tra poco ci porterà al default, il nesso è strettissimo.
E nessuna forza politica ne esce innocente.
La criminalità sia diffusa che politica non fa che crescere, e le leggi ad personam di B le hanno dato un impulso perverso. Diminuisce in proporzione la speranza di un’Italia sana di salvarsi. Già il tentativo di deprimere i giovani migliori appiattendoli in lavori di basso profilo li toglierà dal campo della lotta portandoli alla pura sopravvivenza.
Ma non passa settimana perché non si affacci qualche nuova impunità, non ultima la depenalizzazione della concussione che la Finocchiaro rigetta ma che pure è stata avanzata a maggior ludibrio. E personaggi come Vietti, Scilipoti, Straquadanio o Paniz ci fanno toccare il fondo dell’ignominia.
La vera questione dell’economia italiana si lega alla giustizia ed è la QUESTIONE MORALE.
Ma che a capo della commissione poi abortita contro la corruzione ci fosse B che incaricava se stesso, ci pare la peggiore beffa degli ultimi 150 anni.
Abbiamo visto che tutti hanno cavalcato i referendum (persino Romani ha avuto la faccia di dire che c’erano referendum a favore dell’acqua pubblica anche nel Pdl), perché la questione morale non la vuole cavalcare nessuno?
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LE DEBACLE DEL CAVALIERE
vv

Debacle è più che sconfitta, è proprio LO SFACELO
Prima sberla: le amministrative
Seconda sberla: i referendum
Terza sberla: la maggioranza instabile in parlamento
Quarta sberla: un miliardo di euro da pagare in multe Mondadori
Quinta sberla: calo del titolo Mediaset e del fatturato
Titoli dei giornali:
“Quel che resta di Papi”
Tutta la stampa occidentale si compiace della sconfitta
Muto al processo- Nessuno fuori ad acclamarlo- Nessuno nemmeno a contestarlo- Nessuno dentro l’aula ad ascoltarlo- Ma proprio nessuno
Assente anche la Santanchè dopo le ultime esternazioni con Briatore che lo dava per matto
Silvio con la mano sugli occhi e solo. Nemmeno un Lassini qualsiasi a sostenerlo
In piazza Santoro- Fiom.CGIL-CISL.UIL.. e Lega, più 27 milioni di italiani.
Bossi gli manca un doppio avviso di sfratto
Tremonti lo tradisce e mira a prendergli il posto
Fini nemico
Miccichè si smarca
I responsabili mostrano quanto siano poco affidabili
Persino il Vaticano lo critica
A Nucara si collega con una sala deserta….
(Chissà se sotto la doccia gli viene da piangere)
Come cita crudelmente Travaglio da Monicelli: “M’hanno rimasto solo, sti’ cornuti!”
Non c’è nemmeno la scappatoia di una barzelletta.
Mi sa che questa volta la mela l’ha morsa dalla parte sbagliata!
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La sconfitta di B è clamorosa. Veneziani è andato a Palazzo Grazioli per dirgli di dimettersi o almeno di allontanarsi dalla politica per un paio di anni per poi tornare acclamato da tutti, come se B fosse il mozzo della ruota che, se manca, la ruota non gira, e non fosse, invece, l’ostacolo maggiore del carro. E per fortuna che Veneziani è considerato il più intelligente della dx! Se B si allontana anche solo un mese crolla tutta la baracca, non la nostra, la sua! E il Pdl si disfa peggio dell’impero di Alessandro nella successione dei Diadochi. Questo non è un partito! E’ un’azienda proprietaria! E se il proprietario la molla, si scioglie come neve al sole. La differenza con gli altri partiti è che se Bersani se ne va, viene sostituito da un altro ed è pure meglio, ma se B se ne va, resta il deserto.
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Durissimo Tabucchi contro le aperture alla Lega di un Bersani convinto che staccarla da B sia l’unico modo per perderlo. L’avversione di Tabucchi alla Lega è lampante: “La Lega è una mina vagante, ma resta un corpo negativo all’interno della società italiana. Una alleanza è pericolosa. La Lega va tenuta a distanza, porta idee cattive e pericolose. E il Pd, se le offrisse una alleanza, cadrebbe solo più in basso e sarebbe disertato anche dai suoi più fedeli elettori.”
Eppure il segnale delle amministrative e dei referendum è talmente chiaro che solo una mente ottenebrata può cercare altrove. Per il Pd sarebbe lo sputtanamento finale di un partito che non ha fatto che cadere sempre più in basso, diventando più liberista dei liberisti. E tuttavia per quanto la realtà continui a dimostrare che la strategia dei vari Veltroni, D’Alema. Bersani, Violante.., gli affossatori del partito, è fallimentare, quella è e quella resta, in mano a persone ormai dimentiche di qualunque ideologia e ormai legate mani e piedi al carro liberista. La proposta di Bersani di riprendere la legge del Pd liberista quanto quella appena bocciata del Pdl fa aedere le braccia, e dice una cosa che Grillo ripete da tempo, tra i due partiti maggiori non c’è nessuna differenza ed entrambi, qualunque sia il numero dei loro elettori, si presentano come nemici della democrazia. Se Bersani continua a sognare inciuci da tavolino con Bossi e con Casini, merita solo di sparire dalla scena politica italiana.
Dice Tabucchi: “I cittadini sono stanchi di essere considerato dei sudditi di B. Si pensi all’informazione, agli editti bulgari, ai tg di Minzolini, alla cacciata di Santoro, alla servitù della RAI, a quel pres. di garanzia che fa quelle figure… E’ pazzesco pensare che c’è una intera generazione che ha conosciuto solo B e si è educata con lui! Ma come ha fatto l’opposizione a permetterlo? Come ha lasciato che non fosse mai regolato il conflitto di interessi? Che le frequenze fossero cedute così? Che la Rai cadesse tanto in basso? Che si facesse un tale sistema elettorale?”
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Ma allora? Questo governo non era fondato “sulla sacra investitura popolare”? Quanto ce l’hanno rimenata con questa “sacra investitura”? E dove è finita? A puttane pure lei?
Ora ‘l’Unto del Signore’ sembra pronto per essere fritto in padella e la maggioranza ha scoperto che non lo digerisce. Torma a gola come la peperonata. Ha la Sacra Investitura di una uscita disonorevole pure dal Vaticano!
Com’è che diceva? “La mia carica e il consenso mi danno il diritto di essere giudicato solo dai miei pari!”. Lo diceva pure Luigi XVI prima della ghigliottina!
Ma vai ad Antigua e fatti giudicare da Lele Mora!
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Questa, cattivissima, la racconta Tremonti.
15 luglio 1789. Il duca va dal re e dice: “Sire, hanno preso la Bastiglia!”
“E’ una rivolta?”, chiede il re.
“No, maestà, è una rivoluzione!”
Il re non vuol credergli e gli tagliano la testa.
Ora, un premier che ha come ministro delle finanze uno che racconta la storia, potrebbe anche finirla di raccontare barzellette!

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Che maggioranza! A parte che non è più una maggioranza, ma poi sembra formata da schegge impazzite che vanno ognuna in direzione diversa, mentre il re continua fisso con le sue troie, monotono o monomaniaco.
Tremonti viene presentato come il più amato dalla Lega, eppure odia Maroni che pure della Lega è il vessillo e lo attacca proprio sul suo fronte maggiore: la lotta ai clandestini.
Dice Tremonti: ”Ormai Maroni gioca una partita tutta sia, ma ha fatto solo guai finora. Dopo la rivoluzione nordafricana, ha gestito il problema dell’immigrazione come peggio non si poteva. Le immagini dei clandestini che fuggono per i campi le hanno viste tutti!”
Ora Maroni ha ottenuto che restino per 18 mesi nei CPT eppure ha regalato 30.000 permessi di soggiorno sull’unghia nei giorni scorsi.
Intanto Miccicché stacca la costola dei Forza Sud e i “responsabili” disertano le votazioni insoddisfatti dei compensi, e pure Forza Sud evoca alleanze col Pd.
Non c’è più religione. La Silviolite è stata una malattia contagiosa che è durata 17 anni ma sembra che alla fine qualche vaccino lo abbia prodotto.
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Diritti degli omosessuali: ONU approva risoluzione “storica”
Giovanni d’Agata

Subito due leggi: contro l’omofobia e per la parità delle “unioni civili” Dopo che già tanti stati nel mondo hanno compiuto sforzi legislativi affinché anche la legge fosse adeguata alla società, perché troppo spesso, anche nei paesi cosiddetti sviluppati la legislazione arriva troppo tardi rispetto all’andamento ed ai comportamenti dei propri cittadini, anche l’ONU compie un grande slancio per la tutela dei diritti di tutti gli uomini con l’approvazione da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu il 17 giugno di una risoluzione che sin da subito è stata definita ’’storica’’ e che stabilisce la parità dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’orientamento sessuale, segnando un progresso significativo di livello mondiale nella battaglia per i diritti degli omosessuali. Il provvedimento che è stato presentato dal Sud Africa, è stato emanato con 23 voti a favore, 19 contrari e tre astensioni, nonostante la forte opposizione da parte degli stati arabi e africani. Di straordinaria significatività la frase contenuta nel testo: ’’Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e a ciascuno di loro spettano tutti i diritti e le libertà senza distinzione di alcun tipo’’ e che apre scenari importanti se al dato persuasivo insito nel provvedimento, comporterà anche effetti nelle legislazione degli stati che ancora sono in ritardo nell’equiparazione universale dei diritti di tutti. Se il mondo fa un passo così avanti, aggiunge Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è ora che anche l’Italia si adegui ed il Parlamento approvi nell’immediato e contemporaneamente due leggi: una contro l’omofobia ed un’altra per la parità di tutte le “unioni civili”. È giunta l’ora, ribadisce D’Agata, che sia realizzato compiutamente nel Belpaese l’articolo 3 della Costituzione.
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Brunetta sul posto di lavoro

LE ORRIBILI GAFFE DI BRUNETTA E L’ITALIA PEGGIORE
Rudybandiera

Fino al 2008 il precariato non esisteva, o meglio esisteva, stava crescendo ma lo si percepiva ancora poco.
Il discorso lavorativo era fatto in questo modo: lavoravi, prendevi uno stipendio, se la cosa non ti andava bene ti licenziavi, potevi fare i tuoi errori ma eri sempre certo che qualcosa da fare l’avresti trovato. Ricordo che la frase “in zuccherificio ed in fabbrica cercano sempre” era all’ordine del giorno, come era all’ordine dell giorno farsi su le maniche, cercare un lavoro ed infine trovarlo.
Oggi le cose sono profondamente cambiate in quanto il lavoro non sii trova più e se si trova è certamente sottopagato e certamente precario: la tranquillità sociale non esiste più e la politica risponde spesso con alzate di spalle e con fughe imbarazzanti di fronte alle proprie responsabilità.
E’ il caso di Brunetta, il tanto idolatrato Brunetta che pare essere in grossa crisi di nervosismo: nella giornata di ieri, invece di rispondere ad una rappresentate dei precari italiani, le ha girato le spalle, ed ha detto “siete l’Italia peggiore“. Per dovere di cronaca dico anche che Brunetta ha mandato un video di “scuse” al Corriere dicendo che non ce l’aveva con i precari ma con chi lo insultava, comunque qua siamo in Rete quindi guardate il video e fatevi la vostra idea.
Nel contempo l’onorevole Stracquadanio dice pubblicamente le seguenti testuali parole “la sinistra vince sul Web perché il suo popolo non fa un cazzo” riflettendo l’immagine di un fine e raffinato politico che elabora una attenta analisi sull’antropologia dell’internauta.
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Una replica arriva da Michele Gentile, responsabile Cgil del dipartimento settore pubblico, parla di circa 240mila contratti precari nella pubblica amministrazione, che si dimezzeranno entro l’anno, senza che quindi vengano rinnovati, “per effetto dei tagli imposti dalla manovra economica varata lo scorso anno. Numeri ai quali vanno aggiunti i 200mila precari del mondo della scuola che sono ancora in attesa di un piano di assunzioni sbandierato settimane fa dal governo ma del quale si sono perse le tracce”. Gentile aggiunge che in tutte le Pubbliche amministrazioni “il taglio del 50% delle spese per il lavoro precario, come previsto dalla passata manovra economica, produrrà disoccupazione e chiusura di servizi: tutto per risparmiare 100 milioni di euro ogni anno, mentre si confermano ingenti e discrezionali spese superflue”.
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10.000 insulti gli arrivano su face book
Il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, ha lanciato dalla piattaforma Youtube un video di ”controinformazione”, per spiegare quanto è accaduto in occasione del convegno che ha acceso la polemica sui precari. L’intento è mettere un freno ”all’uso e abuso del web”. Nel video su Youtube Brunetta ha detto: ”Io personalmente risponderò a tutti coloro che mi hanno insultato sulla rete, manderò questo video direttamente, risponderò per mail direttamente ad uno per uno, con una semplice, gentile, chiara e determinata azione di controinformazione. La rete non può essere utilizzata come manganello squadrista, per fare agguati a questo e a quello e parlo anche ai Bersani e Leoluca Orlando. Lo dico sorridendo perché per me è una sfida. Adesso faccio io la controinformazione, spiegherò puntualmente chi sono i quattro cinque signori venuti ad insultarmi per veder se veramente sono rappresentanti dei precari o sono rappresentanti di loro stessi, dei loro fallimenti”.

Brunetta ha chiesto al collega Bondi di tagliare i finanziamenti alla cultura
Accostare lo spettacolo alla cultura è un grande imbroglio” ha detto ieri Brunetta. “Lo Stato ha il dovere di finanziare la cultura, dalle biblioteche ai restauri, ma lo spettacolo è un’altra cosa. Ma perché finanziamo il cinema? Forse che finanziamo il piano bar o la discoteca? E anche i giornali devono andare sulle loro gambe”

LE BATTUTE IDIOTE DI UN IDIOTA
Quello che arriva in Maserati e parcheggia nel posto riservato ai disabili

Brunetta ha detto:

“Il Pd ha un’anima squadrista” . «La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un’élite di merda, cattive banche, cattiva finanza e cattivi giornali»
A Cortina manda letteralmente a «morire ammazzata certa sinistra per male» rea di aver cercato di fare «un colpo di stato”!

“Non si può mandare in strada il poliziotto ‘panzone’ che non ha fatto altro che il passacarte perché lì se lo mangiano”.

“Tra poco più di una settimana presenterà il “Codice delle autonomie” che ho realizzato con il ministro dell’Interno Maroni. Con questo progetto, al massimo tra 5 anni le province così come le conosciamo spariranno, e ci sarà un notevole risparmio economico”. (L’hai vista te la cancellazione delle province?)

“Basta con l’ottica paternalistica che vede le donne da privilegiare nell’anzianità necessaria per raggiungere l’età pensionabile in quanto penalizzate durante la maternità. Coerenza vuole che se l’invecchiamento attivo è considerato un bene pubblico, allora si affronti seriamente questo tema. In quanto datore di lavoro di 3,5 milioni di persone, farò la mia parte. Perseguirò l’equiparazione tra maschi e femmine, verso l’alto, nell’età di pensionamento. Questa potrebbe essere l’occasione per estendere poi la logica a tutto il sistema”.
«Brunetto scherzetto!», ridacchiò Calderoli bocciando il collega Brunetta reo d’aver anticipato nel dicembre 2008 l’idea di mandar le donne in pensione a 65 anni.

“Gli studenti sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri. Anzi, mi sono sbagliato, i ragazzi venuti a contatto ieri con la polizia «non hanno la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria, ma sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni”.

Brunetta è l’unico esponente del Pdl che ha perso alle elezioni regionali (risultando clamorosamente sconfitto a Venezia mentre il partito ha vinto in tutta Italia).
«Brunetto scherzetto!», deve aver ridacchiato oggi B. I veneziani hanno trombato «Renatino» come sindaco? E lui glielo rifila come «delegato» governativo. Una specie di antisindaco. Tié. Il ministro dell’innovazione aveva scommesso forte, sulla conquista della sua città.
Aveva portato in laguna, come sponsor, la bellezza di 10 ministri. Aveva sventolato l’appoggio del Cavaliere, il quale si era speso invitando gli elettori a compiere un «peccatuccio »: «Andate a riscoprire le vecchie fidanzate e convincetele a votare. Vi auguro di realizzare tutti i vostri sogni. Viva Venezia, viva l’Italia, viva la libertà». Aveva promesso di spostare la sede del comune da Ca’ Farsetti a Palazzo Ducale. Promesso la metropolitana sublagunare per rendere meno complicata la vita ai veneziani e arginare l’esodo, inesorabile da decenni. Promesso un nuovo «Rinascimento». Insomma, una campagna grandiosa. Sintetizzata dal titolo del Giornale berlusconiano alla vigilia del voto: «Brunetta sindaco a Venezia: se vinco investo 25 miliardi ». Uno in più della mega-manovra finanziaria di oggi. Macché: trombato. Per la seconda volta, dopo un primo assalto fallito anni fa. «Mi sono mancati i voti della Lega.

Alla Mostra del Cinema di Venezia, attacca i cineasti «parassiti»: “Gente che ha preso tanti soldi e ha incassato poco al botteghino. Gente che non ha mai lavorato per il bene del Paese, anzi non ha mai lavorato. Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro. Andate a lavorare, confrontatevi con il mercato. Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto “placida”. Questa è l’Italia leggermente schifosa»

Ha anche detto di non aver letto Gomorra: “Mi approvvigiono di informazioni senza divismi ma con il lavoro fatto giorno per giorno”.

Brunetta è il ministro che parla più a vanvera del governo B. Ricordiamo, in ordine sparso, la scomparsa del ddl anticorruzione, del quale aveva tessuto le lodi, le infinite polemiche sui bamboccioni, i tremila euro al mese di pensione dall’università ottenuti senza avere insegnato negli ultimi anni, la scomparsa delle norme sugli sprechi nei suoi progetti di legge, e le centinaia di proposte cadute nel vuoto dopo un titolo di giornale, che ne fanno un ministro troppo buffo(ne) per essere degno.

Ma B ha mai detto a Brunetta “Sei più alto che intelligente?

Dichiara una vera riforma nella pubblica amministrazione con le leggi antifannulloni, controlli fiscali a tappeto, ma risultano anticostituzionali e devono essere ritirate. L’orario di reperibilità per la visita fiscale dei dipendenti pubblici in malattia: torna com’era prima della riforma Brunetta. Non c’è più la reperibilità obbligatoria dalle 8 alle 20, esclusa la “pausa” dalle 13 alle 14. Si torna alle normali fasce di reperibilità già vigenti nei settori privati e cioè 10-12 e 17-19. La sua riforma è saltata. Un giornalista gliene richiede il motivo e lui dice: “Lei legge troppo Repubblica!” Continua a proclamare che ha reso lo Stato più efficiente. Ma se non ha cambiato nulla?

Insulta il Sud: “Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa. La conurbazione Napoli-Caserta è un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c’é, non c’é la politica”

“Ogni tanto c’è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: ‘bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette’, lei risponde sempre no. Quello è il modo migliore se vuole lavorare, scaricare la cassette, per tutti gli italiani”

In precedenza aveva detto:
“I fannulloni ci sono e spesso sono di sinistra”.
Battuta che ne avrebbe richiamata un’altra:
“I pregiudicati ci sono e spesso sono di destra!

“Non esistono i giovani come categoria. I giovani sono a volte anche molto pecoroni»

Brunetta ha tre stipendi, da deputato, da europarlamentare e da ministro .
Come ministro prende 46.113 euro l’anno.
Come deputato 5.486 euro netti al mese per 12 mensilità.
Ha il rimborso delle spese di soggiorno a Roma: 4.003 euro mensili, decurtati di 206,58 euro ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell’assemblea in cui si svolgono votazioni.
Ci sono poi tutti i rimborsi spese: forfettario di 4.190 euro mensili, più tutte le convenzioni per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea su territorio nazionale, nonché altri rimborsi per raggiungere l’aeroporto; e poi una somma annua di 3.098 euro per le spese telefoniche…non c’è proprio nulla di dignitoso nel fatto che una persona debba farsi il c^^o per 1000 euro al mese quando sti innetti prendono tutti questi soldi per andarsene in giro ad insultare la gente..perché alla fine è ciò che gli riesce meglio..anzi..peggio

PRECARI
Viviana Vivarelli

Ci sono in Italia 3 milioni e mezzo di precari. Alcuni lo sono da una vita. Non è una condizione degna di un paese civile. Brunetta ha offeso tutti precari, quando una loro rappresentante ha cercato gentilmente di parlargli (e prima aveva anche chiesto il permesso di farlo), e se ne è andato insultandoli come “l’Italia peggiore”. Poi ha cercato di riparare dicendo che non intendeva insultare i precari ma i disturbatori, come se fosse vietato porgere lamentele, ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Brunetta è un esaltato a cui il potere ha dato alla testa. E gli esaltati non tollerano critiche, le prendono come aggressioni. Ma il vero aggressore è lui. A una madre che si lamentava della disoccupazione del figlio ha detto che lo mandasse a fare il facchino ai mercati generali, battuta che fa il paio con quella di B che incitava una giovane senza lavoro a sposare suo figlio. Questa gente sulle battute si diverte. Noi meno.
Certo è che il mondo sarebbe migliore se ognuno facesse il lavoro che più gli si adatta.
E nessuno può considerarsi un traditore perché è costretto a lasciare il suo paese per poter realizzare se stesso. Ma è un traditore un Ministro come Brunetta che manderebbe tutti a fare il facchino ai mercati generali, e non perché fare il facchino sia meno degno di un altro lavoro ma perché Brunetta calpesta l’art. 3 della Costituzione che dice che “è compito della Repubblica (cioè di ogni ministro) rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
Io sono nata con la vocazione di fare l’insegnante, sono stata una buona insegnante e ho insegnato tutta la vita. Eppure non sono mai entrata in ruolo e non percepisco una pensione, pur avendo sempre lavorato. Brunetta mi direbbe che sarei dovuta andare a fare il facchino? O mi avrebbe detto, come alla rappresentante di 250.000 precari del servizio pubblico, che sono “la parte peggiore del paese”?
Mia figlia lavora a Londra e non tornerà più in Italia.
Non tradisce la sua patria chi è costretto ad emigrare per costruirsi un futuro. Tradisce i principi fondamentali del suo paese il governante che impedisce agli altri di goderne, e non chi si batte, anche attraverso le avversità, per realizzare ciò a cui la sua natura lo chiama, fosse pure sopravvivere in modo migliore.
Ognuno di noi ha un dovere verso la propria patria, ma, prima di tutto, ha un dovere verso se stesso, un dovere che lo chiama a dare il meglio di sé e a fare ciò per cui è nato. Se questo fosse favorito, avremmo un mondo migliore e non diviso tra ‘facchini e ‘teste di caxxo’.
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…ma i soldi dove li trovo ?
Rosario Amico Roxas

E’ il dilemma che assilla il cavaliere, più della riforma della giustizia, più della revisione fiscale, più del processo Ruby, più del processo Mills, più del processo Mediatrade. Ma non perché manchi la liquidità necessaria per far fronte ad una più che probabile condanna, ma perché si ritroverebbe nella condizione di dover far rientrare tale liquidità dai paradisi fiscali dove giacciono in barba alle norme, alle leggi, ai regolamenti.
Devono spuntare perché altrimenti si ritroverebbe con una ingiunzione di pagamento con relativa confisca di tutto ciò che gli appartiene; ritorna lo spauracchio di una vendita all’incanto che farebbe crollare per intero il castello di sabbia costruito in tanti anni è puntellato con decisioni assunte dal governo presieduto dal medesimo.
Potrebbe cominciare con il vendere le tante case che, ha dichiarato, di non conoscere neppure. Si tratta di 21 case, comprendendo l’ultimo acquisto di Pantelleria, strombazzato in TV.
I terreni intorno alla villa La Certosa in Sardegna, dove progettava di costruire un mega centro turistico, con tanto di porto abusivo, costruito su terreno demaniale e coperto da segreto di Stato per eludere le indagini di abusivismo, non sono più utilizzabili, perché un pastore testardo ha vinto la causa facendo scucire alla finanziaria del premier 600.000 euro, ma mettendo in risalto il progetto di cementificazione che ha già allarmato gli ambientalisti.
La villa di Pantelleria sarebbe un buon cespite; confina a Nord con il casinò che il premier ha fatto costruire; a Sud con il campo da golf realizzato in gran fretta: il porto è in piena attività grazie alla benzina gratuita che il presidente del consiglio ha fatto avere ai pescatori, mentre gli solani mostrano la loro gratitudine per essere stati premiati, grazie ai buoni uffici del cavaliere,con il premio Nobel per la pace, nonché l’applicazione delle leggi come “zona franca”.
Basterebbe trattenere una sola di quelle “case”, che case non sono, ma castelli o mega ville, tra cui Arcore, truffata alla giovane marchesina Casati Stampa con la connivenza di Cesare Previti, tutore della minore e consigliere economico della truffa.
Ma ci sono anche i fedelissimi; in caso di difficoltà ci penseranno loro a reperire quanto occorre per pagare il conto del maltolto.
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IL CALO DELLA LEGA
Viviana Vivarelli

Hanno scritto che Bossi avrebbe perso il polso del suo elettorato perché il muro dei suoi luogotenenti lo ha tenuto troppo a lungo furori dal contatto con la gente. Ma basta che ascolti Radio Padania e quanti sono incazzati con lui! Basta che guardi quanti padani hanno votato contro di lui alle amministrative e ai referendum! Certo che, se ogni volta che la Lega prende una sberla, Radio Padania chiude e impedisce l’ascolto dei suoi, sarà duro che lo senta, il polso dell’elettorato!
Sembrano chiusi in una torre d’avorio, lui e Berlusconi, con le orecchie girate all’interno, che sentono solo quello che vogliono sentire, come due personaggi artificiali. Quale meraviglia poi se la gente, vedendoli sempre più surreali e lontani, si giri da un’altra parte?
Ma davvero Bossi pensa di andare a Pontida a parlare di nuovo di una ‘capitale reticolare’, mettendo in ballo con la crisi che ci ritroviamo, delle somme enormi per lo spostamenti di alcuni ministeri al Nord? Lo aveva detto a Pontida anche un anno fa. Non solo questo aumenterebbe le spese dello Stato ma sarebbe un gesto perfettamente inutile per il futuro dei cittadini, utile solo alla vanità di una classe dirigente. Il federalismo, se fosse una cosa seria, non si baserebbe su questo furbate! Attiverebbe una maggiore democrazia diretta dei cittadini. Ma questo non solo la Lega non lo ha mai voluto, ma addirittura col porcellum di Calderoli, lo ha impedito, cancellando anche la scelta elettorale e aumentando il centralismo della Casta partitica.
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IL PORCELLUM
Viviana Vivarelli

Per far vincere B e sistemargli a ruota la Lega, Calderoli si inventò, a tavolino, il più brutto sistema elettorale immaginabile, talmente antidemocratico e truffaldino da chiamarlo lui stesso “una porcata”. Un pessimo esempio di quella anti-politica che l’esimio Scalfari si è sempre guardato bene dall’attaccare. Un sistema perverso che ha annullato la volontà popolare, base sostanziale di qualunque democrazia, e in cui gli elettori non hanno più diritto di scelta ma si trovano davanti liste bloccate da una dozzina di capipartito, che ci infilano mogli, parenti, cloni e amanti, più mafiosi, corrotti, pregiudicati, ladri e camorristi. Uno scandalo senza pari! Una vergogna che gli stupidi elettori di Pdl e Lega non hanno mai contestato come se si potesse parlare di federalismo senza democrazia, solo sparpagliando Roma ladrona! Una furbata di partiti che si sono cuciti la porcata addosso, con un sistema incasinatissimo con un premio di maggioranza abnorme per di più diverso da Camera a Senato e diverso da regione a regione secondo la convenienza con soglie di sbarramento di tutti tipi per far vincere questo e non quello. Eppure, nemmeno la porcata di Calderoli riesce a tener su Berlusconi e Bossi che continuano a perdere.
E allora è il momento di cancellare con un referendum anche questa legge schifosa! Di nuovo un referendum nato dal popolo, su cui eccezionalmente si è svegliato Passigli del Pd e di fronte a cui avrà da riflettere perfino la Lega di fronte a un premier che sa parlare solo di bunga bunga e un crescente scontento, anche lei arriverà a capire che un sistema proporzionale con soglia alta le converrebbe di più di questo progressivo sgretolamento, per non restare sola col cerino in mano di una sonora sconfitta.
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ANCHE IL CONSIGLIO D’EUROPA E’ CONTRARIO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Fra le tante menzogne del Pdl c’era che la legge sul legittimo impedimento (tra l’altro fatta da Vietti dell’Udc, ora entrato nel CSM grazie a un compiacente Bersani) fosse sparita perché dichiarata tutta incostituzionale. FALSO!
La sentenza della Consulta l’ha scartata solo in parte e il referendum ha finito l’opera, facendo ben capire allo scellerato Berlusconi che altre leggi ad personam per una impunità da re assoluto non sono affatto desiderabili. A questo punto, anche la volontà proterva di B che aveva già pronta una prescrizione ancora più breve che avrebbe falciato 15.000 processi, lasciando lui in salvo ma 15.000 vittime senza giustizia, si trova scozzonata e delusa.
Come non bastasse, anche il Consiglio d’Europa si è espresso oggi con la massima chiarezza bocciando senza rimedio il legittimo impedimento o qualsiasi altro marchingegno sfizioso con cui si forza l’immunità delle alte cariche dello Stato.
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Se i cloni di Berlusconi ripetono come dischi impazziti la balla che i referendum ‘non hanno valore politico’ e i nuovi troll insistono a dire che nulla cambierà dopo questo voto, ben diversamente suonano tutti i media dell’Occidente. La sconfitta di Berlusconi è secca e sonora. Tutti i media parlano di una durissima sconfitta. La parola più usata è ‘schiaffo’, lo fanno perfino i media islamici.
Bello il titolo della BBC: “I nuovi media vincono i vecchi!”, sconfessando tutti coloro che, svalutando l’importanza di un’opinione pubblica maturata sul web, insistono a sperare in velleitarie quanto fantomatiche rivoluzioni proletarie che in Italia speriamo di non vedere mai col loro carico pesante di morti e feriti, almeno finché c’è una sia pur piccolissima speranza di cambiare le cose con metodi non violenti.
Times: “Berlusconi schiantato dalle urne”
Independent: “Gli elettori bastonano Berlusconi”
Guardian: “Seconda amara sconfitta per Berlusconi”
Figaro: “L’avvenire di Mr B si oscura”
El Pais: “B declina”
New York Times: “Gli italiani gli mostrano l’uscita”
Bene! Se questa non è una vittoria politica, auguriamoci presto altre vittorie “non politiche” ma micidiali come questa!
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COMMENTI SUL REFERENDUM
Viviana Vivarelli

E’assolutamente spudorato che il Pd si arroghi un merito in questa vittoria a cui ha debolmente partecipato solo l’ultimo mese, e ancor più di fronte alla sua indegna legge sull’acqua identica alle vecchie privatizzazioni che Bersani si ostina a ripresentare come una novità democratica, quando sancisce la stessa gestione privatistica dell’acqua pubblica che il popolo sovrano ha appena bocciato!!!
Davvero questi hanno la faccia come il culo. E solo i loro anziani e sprovveduto elettori dello zoccolo duro possono passargliela liscia, per difetto di analisi e di critica. O di cervice.
Questi partiti sono più sfacciati che nocivi!
E se il 28% del Pdl e Lega ha votato contro le direttive dei vertici, che attendibilità hanno oggi quegli stessi vertici? Che diritto di rappresentanza?
Questo è un Governo di carta con una opposizione di carta calcante.
E la strategia di Bersani di aprire alla Lega e di aprire a Casini ci disgusta e va contro ogni sensatezza possibile.
Come si può aprire a un Casini del 5%, connesso alla Mafia, il cui ingresso sancirebbe il distacco di SEL 9% e di Italia dei Valori al 5% e che scontenterebbe l’elettorato avverso a ogni spostamento a destra?
Eppure questa è la pazzesca strategia che sembra profilarsi, un fallimento, sulla linea dei continui fallimenti che hanno costellato la storia del Pd degli ultimi anni.
Ripartono da Macerata!? E perché non da Napoli o Milano? E proprio vero che la sconfitta a volte è qualcosa che uno nel DNA come un destino fatale e irreversibile.
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Non si scuciono la bocca i leghisti, tutti in trepida attesa che il vate parli, specie Cota che non si muove dal suo fianco né da Roma e aspetta che la successione gli caschi nelle braccia, indifferente alle sorti del Piemonte. Ma tutti si chiedono cosa avrà mai da dire il vecchio Bossi per rinsanguare la sua stanca armata Brancaleone. Ripresenterà la richiesta tassativa d una ‘capitale reticolare’, ma è la stessa richiesta che Bossi presentò a vuoto l’altr’anno sempre a Pontida e se non ha avuto effetto allora, figuriamoci oggi, idea bislacca e costosa che calpesta la crisi e la disoccupazione per impiantare nuovi sprechi buoni solo a rifare la faccia alla Lega e a nuove tasse per sostenerli. Ma è una furbata che non piace nemmeno ai leghisti. Salvini preme contro il patto di stabilità che blocca i fondi degli enti locali, per mettere in circolo almeno quel che c’è ma Tremonti non glielo permette. Non c’è nulla nei piani di Tremonti che rimetta in moto questo paese, nulla che parli di progresso e di volano per l’economia, e, se intende far pagare sempre agli stessi italiani i 40 MLD che ci chiede l’UE, sarà la rivoluzione come in Grecia. E purtroppo per noi non c’è più il Trichet che era pronto a tutto pur di non trascinare in un effetto domino le crisi dei paesi pig. Il nuovo governatore Draghi ha già detto che non dilazionerà più la restituzione dei debiti perché quando non si è in grado di restituirli si è già in fallimento.
Tutto nella Lega è bloccato in attesa del colpo di genio del Senatùr, ma è da troppo tempo ormai che dei colpi di genio del vecchio ronzino non se ne vede neanche l’ombra.
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IL DECRETO SPIAGGE NON C’E’ PIU’
Vv

Il decreto che dava in concessione le spiagge italiane per 90 anni per racimolare un pugno di spiccioli si è disgregato. Era una furbata per costringere chi ci aveva costruito a pagare il diritto di superficie e raccattare qualche cosa per lo Stato ma colludeva con le leggi europee e si trasformava in un via libera alla cementificazione senza regole e al condono selvaggio. Poi da 90 gli anni sono passati a 20. Ma sembra che spariscano anche quelli. Abbiamo per 5 anni salvato l’acque dalla gestione privatistica. Ci siamo temporaneamente ripresi le spiagge. Riusciremo a riprenderci le montagne che una legge della Lega regala agli enti locali per possibili svendite?
Ma possibile che la vita di questo paese sia una continua lotta contro le bande di vandali che lo stanno depredando?
Intanto allungano ancora l’età pensionabile delle donne. Di tagli ai politici e ai più ricchi ancora nemmeno l’ombra.
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IFQ
Il dream team di de Magistris

Non si era mai vista una simile concentrazione di serietà e competenza in una giunta comunale a Napoli. De Magistris ha presentato la sua nuova squadra. ed è la prova provata che cambiare, in meglio, è possibile
Attilio Auricchio, colonnello dei Carabinieri, uno dei migliori investigatori italiani, sarebbe diventato capo di gabinetto del sindaco.
Tommaso Sodano, protagonista della lotta ai clan della monnezza, è diventato vicesindaco con delega all’ambiente; rifiuti; sviluppo sostenibile; igiene e sanità; parchi e giardini; mare; tutela degli animali.
Giuseppe Narducci, pm di Calciopoli e delle indagini su Nicola Cosentino è diventato (con il mal di pancia di Giorgio Napolitano) assessore alla sicurezza: Gare e contratti; coordinamento per la realizzazione di lavori e opere pubbliche; avvocatura; polizia urbana; studi e pareri; regolamenti comunali; Urp; beni confiscati; racket e usura; politiche anticorruzione; contenzioso del lavoro; Pon sicurezza; videosorveglianza.
Anna Donati, già parlamentare dei Verdi, assessore al comune di Bologna, è stata nominata assessore ai trasporti. Mobilità; viabilità; strade; parcheggi; protezione civile; gestione delle emergenze; suolo e sottosuolo; pubblica illuminazione; impianti tecnologici; metropolitane; infrastrutture.
Marco Esposito, giornalista “con la penna dritta” è assessore al lavoro; sviluppo economico; commercio e mercati; produzione e servizi; ricerca e innovazione; pubblicità e affissioni; tutela dei consumatori; polizia amministrativa; formazione professionale; zone franche; artigianato; made in Naples
Sergio D’Angelo: Politiche sociali e migranti.
Luigi De Falco: Urbanistica; edilizia pubblica e privata; antiabusivismo edilizio; condono edilizio; centro storico ed edifici storici; rapporti con l’ autorità portuale; politica della casa.
Antonella Di Nocera: Cultura; turismo; spettacoli; biblioteche ed archivi; toponomastica.
Alberto Lucarelli: Beni comuni; acqua pubblica; servizi idrici e fognature; servizi informatici; reti telematiche e telefoniche; rapporti con i comitati civici, movimenti, comunità e cittadinanza attiva; assemblee del popolo.
Annamaria Palmieri: Scuola; istruzione; asili nido; diritto alla studio; educazione alla legalità; lotta alla dispersione scolastica; attuazione dell’integrazione scolastica dei bambini diversamente abili e dei migranti; città dei bambini; progetti speciali per l’infanzia.
Riccardo Realfonzo: Bilancio; programmazione economica; fondi europei; investimenti e mutui; controllo della spesa; risorse strategiche; tributi; servizi pubblici e società partecipate in accordo con gli assessori di competenza che ne gestiranno il coordinamento funzionale.
Giuseppina Tommasielli: Sport; politiche familiari e politiche giovanili; tempo libero; impianti sportivi.
Bernardino Tuccillo: Patrimonio; demanio; assegnazione immobili; manutenzione immobili; conservazione e logistica uffici; decoro e arredo urbano; cimiteri; autoparchi comunali; provveditorato; economato; personale; utilizzo delle risorse umane; rapporti con le municipalità; rapporti con i sindacati; anagrafe; stato civile; servizio elettorale; protocollo; archivi; statistica; censimenti.
Non si era mai vista una simile concentrazione di serietà e competenza in una giunta comunale a Napoli. Luigi de Magistris ha dimostrato che è possibile – grazie all’investitura degli elettori – scegliere le persone migliori.
Una notazione personale: saluto con vero piacere la (ri)elezione di Riccardo Realfonzo, persona di grandi qualità professionali e di rocciosa onestà. Avevo concluso la mia recensione sul suo libro “Robin Hood a Palazzo San Giacomo. Il suo slogan: “Rigore nel pubblico per la difesa del pubblico”, per dimostrare che non è vero che il ”pubblico” sia destinato ineluttabilmente a produrre sprechi ed inefficienze.
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8 commenti »

  1. ascoltare Berlusconi, per quanto tedioso, non è reato. Di Pietro doveva rendersi conto che il solo fatto di essere visto ad ascoltarlo avrebbe steso una nube di sospetto su di lui e questo era il preciso scopo di Berlusconi.

    Ciò che Di Pietro ha dichiarato al corriere non fa che peggiorare la situazione. Si dichiara non di sinistra e come tale disponibile alle riforme, vere riforme, anche con Berlusconi!

    Ma quali sono le vere riforme? A questo punto c’è da preoccuparsi.

    La presunta ritrovata unità della sinistra, già incrinata, ora minaccia lo sgretolamento per una usuale mossa del cavaliere e la grande ingenuità di Di Pietro.

    Mi pare necessario stendere un cordone e fare la conta di chi sta da che parte..

    aa

    Commento di MasadaAdmin — giugno 25, 2011 @ 3:44 pm | Rispondi

  2. Quanta verità che c’è in questa mail, una verità che per ipocrisia, per pigrizia o paura molte persone ancora fanno finta di non vedere.
    Sono le stesse persone che venerano il signor B. attendendo una sua apparizione in qualche televisione.
    Non ci si rende conto neanche che l’Italia è affidata ad una persona che è più morta che viva, la maggioranza dipende dal Senatur che impegnato a dire l’alfabeto a Pontida si dimentica che ci sono giovani che non riescono a trovare lavoro o ragazzi come me che frequentando ancora la scuola si sentono spaesati nel parlare del domani.
    E sinceramente fa un po’ paura questa confusione che c’è in giro, persone che cambiano partito come se fosse un operatore telefonico ( con chi mi da la summer card migliore vado)
    La speranza non muore perchè fin quando in giro ci saranno persone che fanno unformazione e hanno cultura si va avanti e si crede nel presente spereando nel futuro…
    Giacomo Gasparetto

    Commento di MasadaAdmin — giugno 25, 2011 @ 3:45 pm | Rispondi

  3. Ancora con la “finanza creativa” ! RAR

    La chiusura settimanale della Borsa riserva talune sorprese che meritano una valutazione attenta.

    Emerge il calo delle azioni Mediaset e Mediolanum, entrambe troppo prossime ai 3 punti, dopo avere toccato, rispettivamente, il massimo in marzo con 5,46 Mediaset e 4,09 Mediolanum, con una perdita netta di oltre il 40% per la prima e del 26% della seconda.

    La corsa ai ripari vede un lancio pubblicitario di Mediolanum che invita a sottoscrivere conti correnti, offrendo un interesse del 3,5 % lordo, pari al 2,55 netto; ma c’è il trucco. Infatti il minimo da versare è di 15.000 euro e la somma deve rimanere immobile per almeno 12 mesi; in caso di utilizzo, anche parziale, il saggio di interessi scenderebbe all’1% lordo. E’ chiaro che si tratta di un lancio mirato ai piccoli risparmiatori; infatti tale lancio è eseguito presso i quotidiani a tiratura regionale, con acquisto di mezza pagina.

    Bisogna chiedersi cosa ne farà Madiolanum di tale raccolta così sollecitata ?

    Due sono le ipotesi, non alternative, ma complementari, e riguardano entrambe il sostentamento di Mediaset che ha una capitalizzazione maggiore, attraverso acquisti effettuati al fine di evitare la barriera psicologica del > 3; scendendo sotto la quotazione di 3 punti il significato che ergerebbe sarebbe quello di una tendenza non suscettibile ad inversione.

    C’è da augurarsi un attento controllo da parte della CONSOB e della Banca d’Italia.

    Come mai in una situazione così allarmante non interviene l’altro gigante economico di casa Berlusconi, come la Mondadori ?

    La risposta è molto semplice, la casa editrice non può esporsi più di tanto, in quanto già esposta con una fidejiussione di 805 milioni di euro a favore della CIR, a garanzia della somma che è già stata condannata a pagare, come penalità, in primo grado (750 milioni di euro, più gli interessi), mentre è in dirittura di arrivo la sentenza di secondo grado.

    I grandi investitori, quelli che hanno lucrati benefici dalle azioni del governo e dalle progettazioni futuribili, adesso si guardano bene dall’intervenire a causa della estrema debolezza del governo, reduce da tre sconfitte elettorali che hanno segnato il minimo storico della fiducia sia personale al premier che al governo che presiede.

    Affermare, come fa il premier, che la nazione è solida grazie al risparmio privato, è un controsenso, perché il governo dovrebbe riconoscere che la nazione è solida “malgrado” questo governo, che aveva invitato i piccoli risparmiatori a non cedere alla tentazione del risparmio e non cambiare le abitudini al consumo, in quanto la crisi sarebbe stata “più psicologia che reale”.

    La gente, per fortuna, non ha creduto alle parole del premier, rinunziando al superfluo, per garantirsi, anche per il futuro, il necessario.

    Ora viene tentata la carta della finanza creativa, procedendo, come da 17 anni a questa parte, per tentativi, senza guardare alle ipotesi di programmazione a lungo e medio termine; intanto l’UE preme e invita ad un più attento controllo della spesa pubblica, mentre in questa italietta scoppiano quotidianamente gli scandali fiscali, favoriti dalla distrazione programmata dell’esecutivo.

    Rosario Amico Roxas

    Commento di MasadaAdmin — giugno 25, 2011 @ 3:47 pm | Rispondi

  4. DENUNCIAMO che a NAPOLI NON SI RIESCE PIU’ A RESPIRARE ! PERICOLO !!!!!!!!!!!!!!!!!
    Non respiriamo ! fate subito qualcosa di serio !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 25, 2011 @ 3:48 pm | Rispondi

  5. ANCORA UNA VOLTA VI SI CHIEDE DI DIFFONDERE QUESTI NOSTRI MESSAGGI, PER SUPERARE “L’INDIFFERENZA” DEI MEDIA TRADIZIONALI…FORZA!
    E MILLE, MILLE GRAZIE, ROBERTO

    carissimi,
    in questo momento felice per l’esito dei referendum siamo giustamente contenti e rilassati per il risultato ottenuto dall’azione delle numerosissime associazioni e dalla generosità dei cittadini. Naturalmente, congratulazioni e ringraziamenti sentiti a coloro i quali hanno contribuito a questo risultato passando parola! 🙂 🙂 🙂

    Nondimeno le emergenze non sono finite ed è proprio in questi giorni che si gioca una partita importantissima di democrazia, in Valsusa.

    Entro la fine di giugno i proponenti della linea AV Torino-Lione vogliono far partire i lavori alla Maddalena di Chiomonte per cominciare a intascare i fondi dell’Unione Europea. Per inciso i fondi dell’Unione Europea, sbandierati come “carta moneta gratis” sono fondi creati con le nostre tasse, sono soldi nostri.

    In questo stesso momento uomini e donne, anziani, giovani, sono alla Maddalena a presidiare il territorio, a lottare per tutti, non solo per se stessi o per la loro valle.

    So che molti sono scettici sulle effettive ragioni del movimento no tav, ma invito queste persone ad andarsi a documentare grattando un po’ più in profondità della vernice con cui viene propagandata “la Grande Opera” (da alcuni giustamente ribattezzata “la Grande Cazzata”). Dalla parte dei favorevoli a priori se ne sentono di tutti i colori, come il generico sbraitare al progresso, come le “le suggestioni sul futuro…”, come “e se Cavour non avesse fatto il Fréjus dove saremmo adesso” (appunto, Cavour ha fatto bene a fare un traforo, perché non c’era: ora c’è!), o come “saremo tagliati fuori dall’Europa” (con una linea ferroviaria, un’autostrada e due statali, tutte già ora nella stessa valle?), o anche “le grandi opere producono benessere” (e se invece producessero depressione, drenando enormi quantità di denaro e spendendolo per opere inutili, fatte da imprenditori amici di potenti? Invece di tartassare le imprese e i cittadini di tasse, non si potrebbe spendere meno e più oculatamente?).

    Da parte di quelli acriticamente a favore dell’opera si sentono tanti slogan, anzi, si sentono solo slogan, e non potrebbe essere altrimenti. Se si studia la questione con meno superficialità e si considerano le cose per come sono, i flussi di traffico prima di tutto, ad una seria analisi trasportistica, e a una seria analisi costi-benefici quest’opera semplicemente non sta in piedi. Invito caldamente le persone convinte che ” il trasporto ferroviario è un bene” ad approfondire la questione.

    Che il trasporto su ferrovia sia un bene siamo tutti d’accordo.

    Che la linea ferroviaria Torino-Lione sia utile sono d’accordo praticamente solo quelli che ci lucrerebbero.

    Uno dei primi effetti delle enormi spese per questa opera inutile sarebbe proprio l’impossibilità di investire in treni nuovi, puliti ed efficienti per i pendolari, quello di cui più c’è bisogno per lo sviluppo del trasporto ferroviario.

    Alcune delle ragioni contro l’opera sono esposte nel volantino allegato. Sempre sul volantino trovate indirizzi di siti web con valanghe di informazioni. Questo per la parte no tav. Se volete un’informazione si tav potete anche trovarla, e vi chiedo di perdere un’ora del vostro tempo ad analizzare le ragioni dei due schieramenti, il livello di profondità dei ragionamenti (dati scientifici, calcoli ingegneristici, calcoli economici, slogan) e poi di scegliere.
    Non si può stare fuori da questa questione, dire “non mi riguarda, io abito ad Ancona”. Siamo tutti coinvolti, come direbbe De André. Tutti paghiamo le tasse ed è con le nostre tasse che si intende finanziare quest’opera inutile e devastante.

    Tutta questa cosa nasce da una “piccola, banale omissione” iniziale: non è mai stata veramente presa in considerazione la domanda “quest’opera ci serve?”. Si è cominciato a dire, tanti anni fa, che l’opera si doveva fare e basta. Cosa sia successo in seguito lo sapete, con la grottesca messinscena dell’ “Osservatorio per il TAV” che conteneva solo persone a favore dell’opera, i proponenti e una minoranza di sindaci.
    Come si può tollerare in una democrazia, nel giugno del 2011, che ogni voce di dissenso sia esclusa dal dibattito?
    Eppure è così, avrete visto anche voi a maggio i sindaci della Valsusa a Roma dietro le transenne, esclusi da ogni considerazione, mentre la riunione al ministero del lavoro coinvolgeva solo persone a favore dell’opera. Basta questo, a dare la misura di come si sta distorcendo la democrazia in Italia, in questo stesso momento!

    Invito tutti ad andare sul sito notavtorino.org e ad aderire all’ “Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa” che trovate sul sito in prima pagina. E’ molto importante dimostrare la propria presenza vicino al movimento. L’hanno già fatto in molti, cittadini e associazioni, possono e devono farlo molti altri.

    Invito chi abitasse vicino a Torino a salire alla Maddalena per far sentire la propria vicinanza al movimento. E’ un’esperienza bellissima di impegno civile. Si parla, ci si confronta, si ascolta musica, si beve una birra in amicizia. Si partecipa.

    Qui sotto, copio e incollo la lettera aperta di una vedova a Fassino, comparsa da pochi giorni sul web. E’ un invito alla riflessione. Ma anche all’azione.

    Fate circolare questa mail, e agite.

    grazie

    Stefano

    *******************************************************************************

    “Caro Piero Fassino,
    sono una vedova ottantenne, militante NO TAV e fino a poco tempo fa iscritta DS a Rivoli. Abito a Villarbasse da sola perché mio marito è deceduto meno di due anni fa. Dopo la tua recente comparsa al TG regionale, in cui ribadivi seccamente la volontà del PD e tua personale di forzare assolutamente la resistenza dei NO TAV all’inizio dei lavori per il TAV, sia con la forza pubblica sia con l’intervento del pur esecrato governo con l’esercito, ho sentito di doverti dire qualcosa. Già mi aveva amaramente delusa a questo riguardo la posizione in generale del tuo, e prima anche mio, partito per decenni. Da te però non mi aspettavo la durezza che hai dimostrato poiché tra i politici credo tu sia tra i pochi che conoscono la Valle di Susa, da dove trai le tue origini, nella sua conformazione fisica e nel sovraccarico già ora di ferrovia, autostrada, due strade statali. I tuoi genitori sono sepolti nello stesso cimitero dei miei e recentemente anche di mio marito. (leggi tutto)

    Tuo padre, che ha rischiato la vita da partigiano proprio in questo pezzo di Piemonte, forse sarebbe anche lui insieme agli oppositori dello scempio distruttivo, deleterio, costoso e inutile che si vuole fare. Sappiamo in molti anche dalla parte dei SI TAV che basterebbe potenziare la linea storica. Io ho aderito e partecipo al movimento NO TAV dopo una lunga riflessione e ricerca di informazioni ad ampio raggio e poiché si continua in mala fede a criminalizzarlo e a parlare di anarcoinsurrezionalisti, vorrei dirti che vi partecipano cittadini di tutti i ceti e di tutte le età. Io ho ottantanni, sono nata a Rivoli e vivo a Villarbasse. In gioventù ero dell’Azione Cattolica, in età più adulta, con mio marito, sono stata iscritta al PCI, poi PDS, PD, DS fino a poco tempo fa, nella sezione di Rivoli. Ora così com’è il partito non fa più parte dei miei ideali. Come lavoratrice ero dipendente dell’Amministrazione Provinciale di Torino, Assessorato all’Istruzione e poi all’Assistenza come collaboratore psicologo e consulente psicopedagogico. Ho svolto volontariato sociale per quasi tutta la vita. Faccio parte dei “Beati costruttori di pace” e ho partecipato alla marcia internazionale della pace MIR SADA in ex Iugoslavia durante la guerra rischiando, oltre ai serbi, anche le bombe americane. Tutto ciò ti racconto non per vanto ma perché il ritratto di un NO TAV potrebbe dire qualcosa. Spero sempre che i DS abbiano aderito al progetto per l’alta velocità “ob torto collo”, per imperscrutabili motivi politici, ma ho i miei dubbi. Penso piuttosto che si tratti di deprecabile ignoranza del problema nella sua complessità. E’ probabile che, data la mia età, non vedrò granchè di realizzato di tanto scempio. Ma può darsi che, quando prossimamente arriveranno, mandati anche da te insieme a Berlusconi, i bastonatori della forza pubblica, ci sia anch’io tra i bastonati, insieme a tanti miei amici pensionati, cassaintegrati, disoccupati, operai, contadini, impiegati, insegnanti, studenti, tecnici, esperti del settore, personale della sanità. Questa lettera, se la leggi, credo non servirà a granchè, ma almeno forse ti suggerirà di non esibire tanto accanimento, ostilità e forse malafede verso chi cerca di difendere l’ambiente, la salute, la propria casa, la passione per il proprio lavoro, il denaro pubblico, dall’assalto di un progresso distruttivo che mira soprattutto agli interessi economici di pochi, forse anche della criminalità organizzata, alla visibilità politica. Quanto all’attuale rincorsa esasperata al “progresso” temo che finirà per distruggerci anziché arricchirci. Luca Mercalli, parlando con Chiamparino di questi problemi, presentando documentazione e studi si sentì rispondere “tute bale”. Questo non è più il mio PCI, PD, PDS, DS e mi resta l’assillo che alle prossime elezioni politiche non saprò dove andare. Ciao Piero Fassino.” Matilde Bertone

    Commento di MasadaAdmin — giugno 25, 2011 @ 3:49 pm | Rispondi

  6. BAVAGLIO alla CAMORRA ? senza intercettazioni E’ la FINE dell’Italia !

    A Napoli siamo già alla FINE ! rischio di INFEZIONI E COLERA : ora il BAVAGLIO !

    La CAMORRA trionferà sulla spazzatura ! Preghiamo il Min. MARONI di lasciare

    le INTERCETTAZIONI e dare più soldi alle Procure . Grazie !

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — giugno 25, 2011 @ 3:50 pm | Rispondi

  7. Altro che sondaggi…!!! RAR

    Questo governo si attacca ai sondaggi, manipolandoli a piacimento per dar da bere agli italiani di continuare ad essere ai vertici del gradimento, con un leader amato, venerato (quasi) per le sue grandi doti di statista, imprenditore, affettuoso padre di famiglia, nonché interessato orecchiante“defensor fidei”.

    Ma c’è qualcosa che va oltre la possibilità di manipolazioni, che indica con chiarezza il livello di fiducia che gli italiani nutrono verso il presidente del consiglio.

    Si tratta delle quotazioni in borsa dei titolo-pilota della galassia che ruota intorno a Berlusconi: Mediset e Mediolanum.

    Nel 2011 le due aziende hanno toccato il loro punto massimo:

    Mediaset 5,46

    Mediolanum 4,09

    In quest’ultimo mese le due azioni hanno rincorso il precipizio toccando oggi 23 giugno 2011

    Il minimo storico. Sono proprio queste due azioni che sintetizzano l’indice di fiducia al presidente del consiglio nonché azionista di riferimento delle due aziende.

    La quotazione odierna è implacabile.

    mediaset 3,09 v. http://it.finance.yahoo.com/q?s=MS.MI

    Mediolanum 3,07 v. http://it.finance.yahoo.com/q?s=MED.MI

    Vale a dire una perdita del – 43% per quanto riguarda Mediaset e – 26% per quanto riguarda Mediolanum, eciò accede in meno di sei mesi.

    Altro che sondaggi manipolati; i risparmiatori che si sono fidati del “presidetedelconsiglioimprenditore”,

    stanno pagando a caro prezzo i limiti della loro fiducia.

    Va ancora peggio ai grandi investitori, i quali, trattando grandi volumi, dilatano le perdite.

    L’avvicinarsi della quota > a 3 punti indica la irreversibilità di tale precipizio; a meno che il presidente del consiglio Berlusconi non intervenga con qualche leggina ad hoc per salvare le aziende di Berlusconi.

    Rosario Amico Roxas

    Commento di MasadaAdmin — giugno 25, 2011 @ 3:51 pm | Rispondi

  8. Non solo bambini MALATI PER MUNNEZZA a DIOSSINA ……: E la munnezza oggi VIENE DAL NORD AL SUD !
    ma tutti hanno SINUSITI, CONGIUNTIVITI, BRONCHITI, BRONCOPOLMONITI !
    e IL BUSINESS DELLA CAMORRA è DI PORTARE TIR TOSSICI AL SUD !
    Ci meraviglia che BOSSI E CALDEROLI non lo sappiano !
    La centrale nucleare del Garigliano è un deposito di scorie nucleari del Nord ! Bossi non lo sa?
    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — giugno 26, 2011 @ 6:47 pm | Rispondi


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