Nuovo Masada

giugno 15, 2011

MASADA n° 1301. 15-6-2011. LA SBERLA ANOMALA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:18 pm

Chi ha vinto? Il popolo – Chiaro messaggio a tutti i partiti – Un plebiscito – Il benemerito Scalfari e la sua strana antipolitica –Il non voto – Mediaset travolta dal panico – Sondaggi disastrosi per la coalizione di B, il csx sorpassa – La mossa truffaldina del Pd: la sua legge per l’acqua è uguale a quella del Pdl – Brunetta: l’inutile al potere – Un milione in piazza per i gay

Uyuala
Trovato un cerchio nel grano. C’è scritto SI’.
..
“La vera paura del potere è vedere che ci si può svegliare dal sonno.”
Patrizio Florio
..
Giovanni Piuma

Er popolo soprano stavolta ha cantato
na musica diversa cun delle note nove.
Li partiti se so incazzati tanto,
tutti a urlare: “è lo spartito mio”.
Er popolo, zitto zitto, manco fiatava,
pe nun farse rubà anche er respiro.
Ma st’aria trattenuta trovò n’artra uscita
e tutti li partiti: “è stato er culo mio”.

Beppe Grillo
Siamo ancora un popolo! E’ stato raggiunto il quorum per tutti e 4 i referendum. Per il nucleare è il secondo referendum con cui i cittadini hanno mandato a fanculo i partiti. Vedremo se avranno il coraggio di riproporlo. Saluto con affetto Formigoni, Chicco Testa, Veronesi e il Bersani di quarta generazione. Per l’acqua arriva ora la parte più complicata, come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Veolia, Suez e Smat. Non sarà facile. Oggi ha vinto il popolo italiano, i cittadini. I partiti inizino a fare le valigie. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Il Mandi
Oggi si festeggia Sant’Eliseo profeta,
protettore dei B e dei bossi
che invitavano a non andare a votare……
si crede che il santo sia stato martirizzato
seppellendolo sotto 27milioni di schede con il sì!
BUONGIORNO, FELICE POPOLO DEI 4 SI’!
..
LA LEGGE PER L’ACQUA DEL PD E’ LA STESSA DEL PDL, EVVIVA!
Quelli che hanno capito tutto

Caro Beppe, hai visto l’inizio della conferenza stampa di Bersani? Era terrorizzato. Poteva dire tante cose… invece ha voluto subito rassicurare gli amici di sempre: l’acqua privatizzata “per forza” non va, non è bene. Ma è bene, invece, l’acqua privatizzata “per volontà”. Loro sono volenterosi e pronti con la nuova legge. Il PD-L prova a rimettercelo in quel posto ma con “grande senso di responsabilità”. Dov’è Nerone? Con affetto”.
Angelo Silvestri

VIVA L’ITALIA LIBERATA DAI PARTITI !
Giovanni Battista Pellei

Tutti i partiti
sono creati, finanziati e propagandati
da quel 5% che possiede tutta la ricchezza,
per rappresentare gli interessi
di quel 5% che possiede tutta la ricchezza
e per difendere gli interessi
di quel 5% che possiede tutta la ricchezza.
Ne consegue
che l’unico modo per tornare alla democrazia,
alla sovranità popolare,
al governo dei cittadini
che rappresenti l’interesse dei cittadini
è quello di spazzare via i partiti.

Lalla di Arezzo

Abbiamo vinto!
Abbiamo vinto!” Gridano milioni di pagine Facebook.
“Abbiamo vinto!” Ululano i bergamaschi che fanno gli hippy sugli Appennini…
“Abbiamo vinto!” Barriscono a Trento trentatrè trentini.
“Abbiamo vinto!” Bisbigliano i fidanzati appoggiati alla balaustra dei balconi del cielo, mentre si danno morbidi baci innamorati.
Urlano i romagnoli, nitriscono i piemontesi insieme agli italo-senegalesi, ruggiscono i lombardi-marocchini, muggiscono i senesi, per non parlare dei genovesi che stanno danzando da quando, domenica sera, si è saputo che eravamo al 41%… (cuore sgomento!)
Superato lo spavento, di aver vinto ancora, ballano la tarantella i pugliesi mentre mangiano paella in onore dei ribelli di Barcellona.
E cantano i volontari napoletani, suonando il mandolino, mentre puliscono Capodichino con paletta e scopettino.
Cantano odi al Signore, da Chianciano a Singapore (gli italiani all’estero, una volta tanto, non si devono vergognare e fingere di essere francesi parlando con i cinesi…).
Sì! Sì! Sì! Sì! Dice la ragazza a quel bambinone di Andrea, l’idraulico di Ivrea. Forse in un altro momento gli avrebbe detto No. Ma come si fa, a dire No in una giornata come questa?
E’ iniziata la festa!
E io amo questi italiani, che a volte sembrano una massa di babbani.
Ma poi sono capaci del colpo di reni.
Oggi mi sembra che questo paese possa cambiare, dall’Umbria alla Calabria vi vorrei abbracciare!
E forse salmodia “Abbiamo vinto!” anche il Santo Padre antinucleare…
Dice che anche Gesù era un tipo solare…

Paolo Cicerone

Cari politicanti e partiti politici tutti,
voi che invitavate a votare NO
voi che invitavate ad andare al mare
voi che avete tentato di boicottare i referendum cambiando dei comma all’ultimo minuto
voi che avevate mezzo partito nel comitato del NO all’acqua pubblica
voi che ci negavate i banchetti raccolta firme all’ultimo secondo
voi che ci facevate sparire gli autenticatori per boicottare la raccolta firme
voi che mentre parlavate di NO al nucleare tentavate di svendere le nostre chiappe all’atomico americano
voi che mentre si raccoglievano le firme contro il nucleare avevate già svenduto le nostre chiappe all’atomico franzoso
voi che urlavate che i referendum sono inutili perché non raggiungono mai il quorum
voi che avete raccolto firme per un referendum FARLOCCO sull’acqua pubblica atto a boicottare quello dei comitati cittadini
…insomma a voi tutti cari DIPENDENTI pubblici vi dico questo:
Oggi il vostro PADRONE (ovvero il popolo sovrano) vi ha detto, qualora non sia stato chiaro in precedenza, chiaramente cosa vuole e sia chiaro che queste non sono “indicazioni”, ma ORDINI!
A voi ora tocca OBBEDIRE!
Alla svelta e senza storie….. MARSCH!!!!

“Quorum già raggiunto… senza contare gli spettatori del tg1 che si presenteranno alle urne domani”
(spinoza.it)
..
“Chi non vota non si creda assolto”
Grillo

..
Come dicevano? Non vendiamo l’acqua, vendiamo solo la gestione privata dell’acqua.
Così noi diremo: B, non vogliamo far sparire te, vogliamo far sparire la gestione di questo paese fatta da te!
VV
..
LA MANIGOLDIA NON PAGA
Viviana Vivarelli

Questo è un risultato ampio a massiccio da cui esce senza ombra di dubbio la bocciatura di B e di Bossi.
Come dice uno speaker del comico: “La manigoldìa non paga
Ad ogni referendum si delinea un risultato che non è strettamente contenuto nei temi votati, e questo oggi è che il vacillante trono di B è a pezzi, quella maggioranza raffazzonata che ha comprato in parlamento con mezzi illegali non esiste nel paese. L’Italia dice NO a B. E’ politicamente sconfitto. In realtà sta perdendo da tempo e lo hanno dimostrato i suoi fidi che si sono ribellati al suo ordine di andare al mare. Hanno votato Cappellacci e la Polverini, ha ostentatamente votato Alemanno, hanno votato Zaia e Tosi. Dieci anni fa non sarebbe successo, ma dieci anni fa B sarebbe stato sufficientemente sicuro di sé da non dare ordini a nessuno. Il fatto è che da tempo si è chiuso in una cricca molto ristretta e raccogliticcia di gente come Cicchitto o Lele Mora o Bondi o la Minetti e ha perso completamente il rapporto col paese. E’ stato vinto da uno schieramento del paese che è trasversale allo stesso Pdl e che dice in modo chiarissimo NO alle sue scelte. E’ vero che se B è stato vinto, non si vede una politico preciso che sia vincente, ma questo in un certo senso è anche bene, perché vuol dire che B è stato vinto dalla democrazia, dalla gente, dai cittadini, ed è assurdo che questi risultati referendari siano cavalcati proprio da quel Pd schizzinoso e con la puzza al naso che dalla gente si è sempre tenuto ben lontano, e che prima ha ignorato i referendum, poi li ha osteggiati e infine, solo all’ultimo, vedendo il successo dei comitati referendari si è deciso ad ascoltarli e ora li cavalca. Tutto questo è ipocrita e vile e rifarsi al successo delle amministrative è pure falso, visto che i due vincitori massimi non vengono affatto dal Pd.

Schiaccianti i SI’ in tutti e tre i temi, ed è più che evidente che questi SI’ sono stati dati da moltissimi del Pdl, il SI’ è al 97% e questo mostra in modo devastante il fallimento di B di mettersi sopra la legge saldando la propria impunità con leggi a catena. Il giudizio degli elettori va molto oltre i temi trattati e dice No a tutta la politica di B e alla sua presunzione di impunibilità. B si presenterà alla fiducia il 22 di giugno ma già oggi possiamo dire che è fallito perché non rappresenta più la maggioranza degli italiani. Il giudizio negativo su di lui è assolutamente indiscutibile.
Del resto se a Milano aveva messo la sua faccia e il suo nome sul tavolo trasformando le amministrative in un giudizio su se stesso e ha perso, col referendum ha ripetuto l’errore di dare una valenza fortemente politica al voto, ha puntato tutto sull’astensione e ha di nuovo perso. Ora ne dovrà rispondere. Non cadrà istantaneamente ma la sconfitta è innegabile e presto darà i suoi frutti amari.
Il Pd continua a fare il servo di scena e a non rilevare completamente questa sconfitta, ricordiamo che in passato altre volte ha sostenuto e fatto resuscitare un morente premier e se tenterà di farlo anche ora che la sconfitta è lacerante, dimostrerà solo di volere la propria rovina e di avere immediato bisogno di eliminare la corrente dalemiana che più fallimentare di così non si può, mentre Bersani insiste rovinosamente a cercare alleanze con un Casini indisponibile.

Da notare una cosa straordinaria che rompe tutte le schiavitù partitiche, abbiamo la percentuale più bassa di No che ci sia mai stata in un referendum, e questo dovrebbe allarmare non solo per il quorum ma per la tenuta degli stessi partiti, per la loro immagine, per la capacità di leadership e di governo di B e Bossi che è andata in pezzi. Non dimentichiamo Zaia che va contro gli ordini di Bossi e tutti quei leghisti che hanno votato secondo coscienza e non secondo partito. E’ ‘ovvio che non ci sarebbero stati 27 milioni di elettori se non fossero stati anche i voti e i SI’ dei quelli della Lega e del Pdl, il che dice chiaramente che i vertici si sono scollegati dalla base e vorremmo proprio capire cosa dirà la Lega al suo raduno di Pontida e come la ramenerà B su questo evidente gap tra lui e i cittadini italiani.
La vittoria oggi è degli italiani intelligente contro gli italiani succubi dei partiti e che votano contro il proprio bene e quello del paese.
La vera vittoria, in particolare, è stata dei 590 comitati referendari (bravo Bonelli e bravi tutti).
Ma abile anche Di Pietro che ha capito perfettamente dove sta il bene della gente e ha voluto immediatamente schierarsi per l’Italia e non per il lucro di poche cricche criminali.
Era ovvio che si puntava, come diceva Salvemini, a un acquedotto che servisse più per mangiare che per bere. Era ovvio che ripetere che l’acqua restava pubblica e non si vendeva mentre si vendeva la sua gestione non era proprio uno slogan vincente.
Era ovvio che il nucleare difeso da un incapace come Battaglia e da uno francamente odioso come Lupi, per non parlare del supponente Castelli, sarebbe stato respinto immediatamente.
Ed era ovvio altresì anche che la gente ne aveva piene le scatole delle leggi ad personam. Gli italiani con questo SI’ hanno detto “Io voglio sapere ADESSO se il premier e i suoi ministri sono dei delinquenti e non dopo, quando vanno in pensione. Lo voglio sapere subito se il premier è un delinquente che deve essere cacciato, come accade in tutti i paesi civili”.
E dunque questo referendum prova che l’Italia è ancora un paese vivo, che gli italiani non sono dei ragazzotti di terza elementare parzialmente deficienti e abbindolabili dai media come vorrebbe B, e che anzi controllare dispoticamente la Rai serve a poco perché le idee viaggiano anche fuori della televisione. Questo referendum prova che la democrazia può esistere e che le scelte democratiche di questo popolo sono enormemente migliori di quelle dei suoi governanti e che francamente questo popolo meriterebbe governi migliori.

Maria Pia Caporuscio

Non sono giudice ma quando si tratta di difendere cose vitali come l’acqua e la vita delle persone diventiamo tutti giudici, per cui CONDANNO TUTTI COLORO CHE NON VOTANO, condanno la loro irresponsabilitá, la vigliaccheria, l’ignavia se non addirittura l’odio per il proprio Paese e i suoi abitanti. Nessuno ha il diritto di non assumerai la responsabilità di difendere il territorio su cui vive, la libertá dei suoi abitanti e la vita futura dei suoi figli. Se un uomo non sente come suo questo DOVERE non è un uomo e non merita nemmeno di essere considerato tale! Un Uomo è Uomo solo se usa le armi per difendersi, tutti gli altri non sono che scimmie ammaestrate e come tali vanno trattate.
..
Gli illuministi lo avevano capito già dal ‘700 che senza la “luce” dell’istruzione e della cultura, un popolo non avrà mai ne dignità, ne libertà, ne futuro. Sarà sempre come il manico di una pala, che verrà utilizzato dai più prepotenti e dai delinquenti di turno“.

Non c’è peggiore schiavo di chi vuol esserlo
Chi combatte per essere libero, potrà non diventarlo fuori, ma lo sarà sempre dentro,
ma chi si ritira da ogni battaglia nascerà e morirà schiavo e non potrà incolpare nessuno della sua schiavitù.

LA DEMOCRAZIA PARLA. CHIARO MESSAGGIO AI PARTITI
Viviana Vivarelli

Sappiamo che B non se ne andrà mai di sua volontà, come sappiamo che il Pd è fermo e con lui non riusciremo mai a cacciarlo, e vediamo chiaramente che quell’Udc con cui il Pd insiste a volersi alleare non cambierà le sorti del governo, ma il messaggio che viene dal paese contro tutti i partiti non poteva essere più chiaro: 27 milioni di italiani hanno detto chiaro a B che sono contro la sua politica scellerata di svendita del paese e di impunità e non lo hanno detto solo a lui ma a quanti hanno avuto sinora le sue stesse tendenze liberticide. Quel 95% di SI’ non ha seppellito solo tutta la partitocrazia ma ha mostrato che ‘invitare la gente al mare’ e negare la democrazia diretta sono strategie fallimentari. Quando la gente sta a casa, si può fare anche i furbi e arrogarsi l’astensionismo come fece la Chiesa, ma quando la gente si sveglia, chi si astiene diventa un nemico del paese. Meglio sarebbe stato far votare NO almeno non ci sarebbe stato questo colpo d’occhio in cui sembra che ‘tutti’ abbiano votato contro B.
Ma un altro mito è crollato, quello di chi crede che il controllo dei media cacciando le voci critiche permetta la manipolazione della gente. Gli imperi televisivi sono alla fine insieme al loro rais. E’ la strategia degli imperatori che va in pezzi con questi 27 milioni di voti, il cui significato politico va al di là dell’immaginabile, restituendo a questo paese dignità e rispetto. Il popolo si riprende quella sovranità finora negata, e non solo dalla Lega e dal Pdl, con l’unico atto possibile oggi ma facendo presagire che per chi vuole rappresentare il volere popolare c’è una sola possibilità futura: allargare la democrazia con nuovi istituti di democrazia diretta perché oggi non è al capolinea solo B e il suo sogno autocratico, ma tutta la politica delle vecchie segreterie autoreferenziali, staccate dalla gente e convinte di poter permettere a 12 persone di gestire lo Stato, favorire cricche e clientele, trasformare una funzione di servizio al paese in un incubo solipsistico di affari e manfrine.
Che la voce di Grillo sia diffusa o no, i tempi dimostrano, anche in luoghi molto lontani dall’Italia, che la democrazia è in marcia, in modi violenti o legittimi, e si apre una nuova epoca storica dove si affievoliscono i dispotismi e la voce popolare diventa sovrastante. Sta ai partiti capire un messaggio così chiaro. O periranno..

Chi ha vinto? Il popolo ha vinto
Viviana Vivarelli

C’è una cosa grottesca a cui non riusciremo mai ad abituarci: qualunque sia l’esito di una consultazione popolare, nel dopo voto tutti si arrogano la vittoria, anche quelli che non hanno fatto nulla per meritarla e perfino quelli che sono stati sconfitti. Per cui è stato davvero pietoso vedere su La7 o dintorni la solita sceneggiata dei presunti vincenti, da Bersani a Casini e perfino a Quagliarello, Belpietro o Sallusti. Nel paese migliaia di persone si sono attivate, hanno formato comitati, hanno raccolto firme, hanno fatto manifestazioni, hanno riempito di discussioni il web, hanno attivato parenti e conoscenti.. i partiti sono rimasti mollemente adagiati in un ozioso far niente, con posizioni spesso oblique e sospette, se non decisamente mercantili e criccaiole, e si siamo dovuti sorbire le fesserie dei Battaglia, i Lupi, i Veronesi, i Giannino, i Cicchitto, i Castelli.. rispettati e onorati da tutti i media, onnipresenti su giornali e tv, prima e dopo il voto, e che ora ci vengono a raccontare che loro sono sempre stati a favore della democrazia, perfino il ‘British’ B (ma British cosa?) e abbiamo sentito con orrore tizi del Pdl dire che persino Pdl e Lega avevano comitati per il referendum, per il SI’ ovviamente! In questo bailamme di corti e cortigiani servili e viziosi, debitamente ossequiati dalle tv, una sola voce mancava e non è stata sentita e fatta sentire né prima né dopo: quelle dei comitati referendari, che sono stati i veri fautori di questa vittoria di civiltà.
I turpi media, dai giornali alle televisioni non ce li hanno mostrati mai.
Troppo intenti ad ossequiare il potere anche quando perde le penne del pavone e le ali dell’aquila, si sono dimenticati del protagonista fondamentale: il popolo.

Che strano? Quando un pirla qualsiasi fa ampollose dichiarazioni in tv, magari seguito dal 5% dell’elettorato, quella è politica. Quando 27 milioni di cittadini si muovono per dire no a 3 fondamentali leggi dello Stato, quella non è politica!

IL BENEMERITO SCALFARI
Viviana Vivarelli

Ieri il benemerito Scalfari è stato intervistato a 8 e mezzo dalla Gruber e si è compiaciuto di spargere i semi della sua antiquata saggezza facendo nel contempo un furba pubblicità al suo ultimo libro. Il vegliardo è tremolante ma bene insediato nella sua supponenza e invano abbiamo aspettato da lui segni di ravvedimento su precedenti cazzate dette e ripetute.
Nemmeno davanti a 27 milioni di elettori che reclamavano una democrazia attiva e non irrisa, nemmeno davanti a un evento epocale come un referendum che sfonda dopo 15 anni di blocco e dice No al potere e al mercato con 27 milioni di elettori, e non solo per l’acqua e la giustizia e contro il nucleare, ma per una maggiore democrazia diretta e contro la democrazia negata dalle cricche partitiche, nemmeno ieri il venerabile vegliardo si è piegato a riconoscere che la richiesta di democrazia contro governi corrotti e indecenti è diventata il primo atto di una nuova storia che potrebbe rovesciare le sorti del paese, come altrove e con altri mezzi ben più violenti, si stanno rovesciando dittature consolidate.
Quell’antipolitica che il voto ha dimostrato essersi ormai insediata al governo a dintorni, per Scalfari resta ancora attributo di Grillo e delle sue piazze. Non riesce nemmeno a vedere, nella sua pochezza mentale, che la giusta politica è la democrazia, non il potere, e che la giusta politica è quella espressa dal popolo, non dai padroni del suo giornale e dai loro ossequiati politici. Il poveretto non se ne accorge, ma il 12 e il 13 giugno l’Italia intera gli ha dato torto, dichiarando nei fatti cosa è politica e cosa antipolitica, e ha mostrato che la politica non è il volere di una ristretta enclave di potenti e dei loro adulatori, ma la volontà di un’interna Nazione.
..
IL POPOLO, QUESTO SCONOSCIUTO
Viviana Vivarelli

Quando per caso da un collegamento dalla piazza si è sentita la voce di uno dei comitati e ha rimproverato Mentana di non essersi mai occupato di loro ma solo dei soliti inefficienti e inutili politici, Mentana è caduto dalle nuvole, faceva quasi piena da quanto appariva patetico. Cadeva proprio dal cielo.
E’ tale la sua abitudine a trattare solo col potere, ad ascoltarlo e incensarlo come interlocutore unico, che il poverino si era completamente dimenticato del popolo e ora faceva fatica a capire di cosa li rimproveravano. Non era nemmeno cattiveria, erano proprio consolidate categorie mentali che da sempre hanno escluso il popolo come protagonista della politica che si rifiutavano di accogliere il nuovo in put.
Ma lo stessa colpa può essere imputata ai vari Bel tempo che fa, Annozero, Ballarò, Matrix, Porta a Porta e compagnia bella.
Avete mai sentito Santoro o Floris o Fazio o Vespa o Paragone o Minzolini o Blerlinguer o chiunque altro occuparsi di chi lavorava attivamente sul campo, faceva manifestazioni, apriva banchetti, raccoglieva 2 milioni di firme, riempiva i blog o facebook di discussioni, attivava in qualunque modo gli elettori??????
Eppure la base della democrazia è il popolo. Non chi comanda!

Un grazie anche alla Consulta

che ha reso possibile il voto contro il nucleare anche se il nuovo presidente Quaranta è di nuovo scelto da B.
Nei paesi a democrazia avanzata, il referendum è praticato molto spesso ed è anche propositivo, cosa fondamentale per una democrazia di fatto, poi ci sono i paesi a finta democrazia come il nostro dove gli si trovano mille ostacoli, lo si fa durare solo 5 anni e i partiti si sentono autorizzati a calpestarlo a loro piacere, come hanno fatto con i ministeri aboliti e poi rimessi, i finanziamenti ai partiti eliminati e poi raddoppiati, il nucleare già respinto un’altra volta e poi riproposto; infine ci sono i paesi che stanno in fondo alla scala democratica come il Giappone che ha accompagnato una grande produzione tecnologica ad un abbassamento progressivo della sua classe politica, una delle più corrotte del mondo, e, come abbiamo visto con la Tepco, ostaggio dei grossi gruppi industriali per un libero mercato che in realtà è un monopolio degli squali del mercato. E questo sta a dimostrare che sviluppo tecnologico e industriale non si accompagnano affatto a progresso di democrazia e civiltà.
Ora il nostro scopo immediato è incitare i partiti o i movimenti che opereranno per aumentare la democrazia e la giustizia, in primo luogo che si batteranno per eliminare il quorum, facilitare i referendum, rendere più fattiva la volontà popolare, aumentare gli istituti di democrazia diretta, difendere i beni comuni e non trasformare questo paese in un suk dobe beni e diritti sono messi all’asta, ristabilire la democrazia elettiva affossando l’antidemocratico porcellum leghista, e parificare i diritti e i doveri degli uomini pubblici alla media europea, cacciando i pregiudicati e gli indegni e facendo finalmente quella legge sul conflitto di interessi e contro le doppie cariche che l’Europa intera ci chiede e che ci qualifica come paese del terzo mondo.

Maria Pia Caporuscio

I politici si associano alla vittoria e non hanno capito di aver perso. Non hanno capito che a vincere è stata una popolazione rimasta, sana nonostante il bombardamento mediatico per renderla scema e passiva. Non hanno capito che “l’Italia s’è desta” e continuano a fare progetti per cavalcare l’onda o per provare ancora a sottometterli. In questi ultimi venti anni ci hanno derubati di ogni cosa a cominciare dal lavoro, hanno tolto ai nostri figli la speranza di un cambiamento, ci hanno sputtanati nel mondo intero con la loro sozza immoralità, ci hanno fatto deridere per la nostra incapacità a reagire, ma a furia di tirare, la corda si è spezzata. La popolazione si è alzata una bella mattina e ha detto: BASTA!
Oggi 14 giugno 2011 si festeggia la nascita di una generazione nuova, consapevole dei propri doveri ma anche dei propri diritti. Una popolazione intenzionata a rovesciare il sistema mafioso della politica delle caste. Si comincia così:
ACQUA BENE COMUNE – NIENTE CENTRALI NUCLEARI E LA LEGGE UGUALE PER TUTTI!
Il mondo non riderà più di noi ma ci additeranno come un faro da seguire. Grazie ai giornalisti coraggiosi che andando controcorrente, ci hanno tenuti informati sui loro misfatti. Grazie ad Annozero che ha mostrato un comico divenuto un gigante della legalità, grazie a cantanti come Celentano, a scrittori, artisti e intellettuali che si sono battuti, grazie alle organizzazioni umanitarie e a Di Pietro che insieme a noi popolo di internet, non ha mai smesso di credere che anche la politica potesse diventare pulita.
AUGURI
..
UN PLEBISCITO

Massimo Giannini dice che è stato un plebiscito e che in due settimane di mobilitazione pubblica la volontà del popolo sovrano ha fatto giustizia di tre anni di mistificazione. Dopo la disfatta devastante delle amministrative, la sconfitta pesante del referendum conferma che il presidente del Consiglio non è più in grado di leggere gli umori degli italiani e di reggere gli onori del governo. Nel Palazzo c’è una maggioranza numerica che sopravvive a se stessa e resiste alla sua stessa agonia. Nel Paese c’è un’opinione pubblica che gli ha voltato le spalle, perché stanca di una truffa che non ha più alcun collegamento con la realtà e con i problemi della vita quotidiana di milioni e milioni di persone “normali”.
Dopo tre anni di menzogne propagandistiche sulla “riforma della giustizia” (interpretata solo nella chiave della soluzione dei problemi giudiziari di B) i cittadini hanno dichiarato un no forte alla stagione delle leggi ad personam e un sì al principio costituzionale che esige tutti i cittadini uguali davanti alla legge. E’ un esito non scontato che segna la fine di un ciclo storico, che dura ormai da 17 anni.
Ma esce a pezzi anche l’ideologia post-politica della dx col suo intento di progressiva demolizione di tutto ciò che è pubblico, sdoganamento del qualunquismo più becero, inaridimento delle radici della vita democratica, abdicazione delle istituzioni alla legge del più forte, criminalizzazione sistematica del dissenso.
L’onda referendaria spazza via in un colpo solo questo armamentario culturale populista sul quale è stato costruito il patto B-Bossi. Dietro la scena di cartapesta del capitalismo e dei riti pagani, l’asse Pdl-Lega non ha costruito niente. Niente crescita, solo declino. Adesso è tardi, per qualunque contromossa e per qualunque recupero.
La Lega può solo tornare alla strategia delle mani libere.
Ma il destino della coalizione è segnato, chiuso com’è dal vincolo esterno dell’Europa sui conti pubblici e dal vincolo interno ormai rappresentato dalla crisi della leadership Bana.
B ha perso 2 volte. Cos’altro deve accadere, perché tragga le conseguenze del suo fallimento? L’Italia non merita di pagare altri danni per l’accanimento di un governo che non esiste più e che si tiene ormai solo sugli Scilipoti. Calderoli ha detto: due “sberle” non fanno un ko. Ma sicuramente lo preparano. Prima avverrà, e meglio sarà per tutti.
..
Don Aldo
IL SOGNO COLLETTIVO

«La questione dei beni comuni è la cartina di tornasole dello stato di salute di una democrazia. Dove non c’è altra legge al di fuori di quella del mercato non c’è posto per i beni comuni, quei beni condivisi che appartengono all’umanità. L’idea neoliberista che il movente essenziale dell’essere umano sia solo quello di massimizzare piaceri, comfort e proprietà, in una parola utilità, è ideologia pura, contraddetta dai fatti. L’ homo non è solo oeconomicus e le relazioni tra individui non sono solo mercantili. Oggi una delle reazioni alle diseguaglianze economiche è pro¬prio quella di scambi gratuiti e di servizi pubblici. Ma solo la costruzione di una nuova etica può rendere possibile la società del Convivialismo. Una passione quasi religiosa, uno slancio delle coscienze come quelli che stavano dietro la nascita del liberalismo o del socialismo. Senza sogni collettivi e grandi ideali il nuovo non avanza».
Così Alain Caillé, fondatore, assieme a Serge Latouche, del MAUSS, il movimento antiutilitarista, in una intervista rilasciata a Marino Niola e pubblicata da La Repubblica il 9 giugno scorso.
Un sogno che appena tre giorni fa mi apparivo solo sogno e che oggi, anzi stanotte trovo meno sogno.
L’Italia s’è desta?
Buon futuro!
Aldo
..
Ninomaria
IO VOTO E DARO’ QUATTRO SI’ PER UNA VITA MIGLIORE PRESENTE E FUTURA

Unus homo, nullus homo e ubi societas ibi ius.
Una società ha bisogno di regole di rappresentanza da rispettare per assicurare una democratica e civile convivenza.
Il referendum rappresenta la massima espressione del concetto di libertà derivante dal massimo della partecipazione.
Il voto è una regola che assicura il diritto,
il voto è un dovere che conforta il sacrificio che permette la sussistenza della società stessa.
Il non voto annulla tutto questo e porta l’uomo all’isolamento e quindi allo sfacelo della società.
Se poi noi stessi non difendiamo i nostri diritti perché mai dovrebbero farlo gli altri per noi?
Noi votiamo
per difendere anche il diritto degli altri ad avere un mondo dove
per far vivere meglio (pochi)
occorre far vivere peggio (o far morire) tanti
e dove la giustizia non è uguale per tutti.
ma proporzionata alla ricchezza raffazzonata
Nel merito darò quattro sì per la vita
più sicura, più naturale, più umana, più equa.
abbraccio riscattante.
..
Fabio

SIIII SIIII SIIII SIIII!!!! Una nota stupenda!
Oggi per la prima volta dopo anni mi sento un Italiano felice. E’ stato troppo il tempo passato ad osservare incredulo cosa stesse succedendo nel nostro Paese! Indifferenza, mancanza di senso critico, apatia.
Oggi c’è la bellissima conferma che qualcosa stia cambiando! E La cosa più bella è che il cambiamento viene da noi cittadini!!!
I referendum 2011 passeranno alla storia! Stiamo facendo, da semplici cittadini, attraverso Internet, il passaparola ed il volantinaggio, una cosa grande!!! Una mobilitazione! Tutto ciò con il boicottaggio vergognoso dei media, e di gran parte dei partiti politici (con l’eccezione al 100% di Di Pietro che ci ha, da subito, “messo la faccia” con determinazione e con la raccolta firme).
Sono contento perché è soprattutto un enorme segnale dato all’estero da un popolo, il nostro, che comincia a riprendersi la dignità che gli è stata rubata ed a riqualificare l’immagine del nostro Paese, da troppo tempo deriso e svilito a casa degli inqualificabili personaggi che sono al governo!
E’ un urlo che viene dal sud Europa sul SI’ a fermare il nucleare, sul SI’ all’acqua pubblica e sul SI’ alla legge uguale per tutti!

Bruno Pirozzi
SCOSSE ECONOMICHE

Parole, parole, parole…
Nel governicchio degli azzeccagarbugli c’è tanta confusione ma nessuna proposta economica reale.
Ci ha provato il premier ‘dei miracoli’ che da oggi in poi dovrà andare a processo.
Ci ha provato il dio dell’ampolla del Po per rinsaldare i consensi con la sua base che sono sempre più fiacchi.
Infine ci ha provato l’uomo dei cordoni stretti della borsa che ha dichiarato la fattibilità della riforma fiscale contravvenendo ad una sua precedente dichiarazione della impossibilità di alcuna manovra in pieno deficit.
Prima o poi il marcio viene a galla.
Si sono trastullati per tre anni tra prescrizioni brevi, legittimi impedimenti, consulte, corti costituzionali, scandali delle cricche e delle p3, dimissioni forzate che dovevano essere spontanee, compravendite di parlamentari da un gruppo ad un altro autodefinitesi responsabili.
I segnali c’erano tutti ma l’arroganza di voler andare avanti ad ogni costo ha prevalso sul buon senso ed oggi ci ritroviamo in una condizione di ritardo rispetto l’Europa che non ci da più margini di operazione.
Le scosse economiche dovevano essere effettuate nel lontano 2009,il sacrificio degli Italiani doveva essere tutto a vantaggio di lavoratori ed imprese con riconversione e formazione per affrontare i tempi bui.
Il treno è passato veloce mentre i nostri governanti andavano in giro a fare i turisti sbeffeggiando l’Europa intera evidenziando la nostra ‘superiorità’ in politica economica.
Oggi i proclami valgono a ben poco: tutti hanno idee brillanti su dove prendere 80 miliardi di euro per la riforma fiscale mentre fino a pochi giorni fa erano tutti a corto di idee poiché i soldi non ci sono e non ci saranno.
Il governo dei fatti ha fallito e se ne sono accorti un po’ tutti perché qui l’unico fatto conclamato è che l’Italia sta fallendo ed inizieranno di nuovo i giochi delle alleanze per spalmare un po’ di responsabilità ma oggi non è più ieri.
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Immortalità del cretino

Di una cosa si può essere certi
Superman morirà, Spiderman morirà, Batman non sta affatto bene, i Fantastici Quattro, gli X-Men e Gen13 sono terminali, l’incredibile Hulk e l’uomo ombra sono morti per sempre….
ma il cretino non morirà mai.

Grande Benigni che in celebrazione di Umberto Eco a San Leo non perde l’occasione di stuzzicare B !

http://tv.repubblica.it/copertina/la-lezione-di-roberto-benigni-sul-referendum/70561?video=&ref=HRER3-1

Mediaset travolta dal panico
Rosario Amico Roxas

I piani alti di Mediaset a Cologno Monzese, quelli che si occupano della finanza creativa, dei bilanci (anche falsificati, tanto non è più reato), dei capitali all’estero tramite acquisti con fatturazioni falsate (tanto poi arriva uno scudo fiscale che sana tutto), brulicano di esperti, fantasiosi, inventivi, spregiudicati, ma timorosi, addirittura spaventati, ma cercano di non farlo capire.
Ci pensa il povero Confalonieri a rassicurare con proclami con i quali vengono vantati risultati straordinari del gruppo, ma non gli crede più nessuno.
Ma con i numeri c’è poco da scherzare…. Con l’andamento negativo anche di ieri 10 giugno 2011, le quotazioni Mediaset hanno toccato il minimo storico, con una perdita, in un solo mese , del 20%, come inequivocabile segnale di sfiducia nel titolo che è tutt’uno con il suo inventore.
In nessun altro caso di azioni quotate in borsa il destino è legato alle sorti dell’azionista di riferimento, come accade con Mediaset.
Il segnale è grave, perché dimostra che si tratta dei grandi investitori che non credono più nel futuro dell’azienda di casa B.
Le rilevazioni trimestrali peggiorano le previsioni future, in quanto anche la raccolta pubblicitaria di Publitalia 80, segna una calo sensibile che non lascia spazio alle invenzioni parolaie, esibendo una realtà nuda e cruda.
La sconfitta elettorale non è stata la causa di un tale calo, ma è stata la conseguenza di una perdita di credibilità dell’azionista di riferimento, più dedito ai vizi privati che alle pubbliche virtù, più dedito alla difesa DAI suoi processi che al dovere di amministrare una nazione guardando al bene comune.
La palese debolezza politica e il mancato strapotere, ha, di fatto, allontanato i grandi inserzionisti pubblicitari, nonché i grandi azionisti che sono stati costretti a cedere azioni delle proprie aziende in cambio di azioni Mediaset, allettati da provvedimenti legislativi e attività internazionali che li avrebbero favoriti, e si ritrovano con le loro azioni che lievitano quotidianamente (ENI, ENEL, Finmeccanic, Impregilo), mentre le azioni Mediaset in caduta libera, con un 20% di perdita netta nell’ultimo mese, malgrado le continue trasfusioni di liquidità da parte di altre aziende del gruppo per rallentare il continuo scivolone, o ritardarne l’esito finale.
Non viene descritto dalla stampa compiacente, ma anche l’investimento spagnolo di Cuatro, network acquisito dalla controllata Telecinco, ha dato esiti a dir poco disastrosi.
Quindi l’acquisizione di 1.500 torri di trasmissione televisiva di DMT , che avrebbe garantito al gruppo Mediaset il monopolio delle infrastrutture delle reti telefoniche e TV, è stata bloccata dalla Consob a seguito della semplice minaccia da parte di Telecom Italia Media, di ricorso all’Antitrust.
Aleggia ancora, come la nota ciliegina sulla torta, anche la sentenza d’appello sul lodo Mondadori, nel quale il cavaliere è stato già condannato in primo grado al pagamento di 750 milioni di € come risarcimento donni alla CIR di De Benedetti (difeso dall’avv. Pisapia…!); nella ipotesi più favorevole al cavaliere la penale potrà solo essere ridotta a 500 milioni, che provocherebbe lo stato di insolvenza tanto della persona che del gruppo, pur nelle sue molteplici articolazioni, in quanto il grosso della liquidità con cui potrebbe essere pagata l’ammenda, si trova ben lontano dalle grinfie dei creditori.
De Benedetti ha anticipato che si servirebbe di quei quattrini per acquistare “La 7” e richiamare tutti i presentatori e giornalisti sgraditi al cavaliere.
Anche Murdock non mostra più interesse per un’OPA su Mediaset; con la prossima concorrenza de La 7, il titolo pilota del clan B, scenderà sotto i limiti, anche del suo valore reale, per cui potrebbe anche andare in vendita fallimentare.
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Il sondaggio: premier in crisi-Il csx sorpassa
Viviana Vivarelli

Non c’è niente come la sconfitta per attirare a sé altra sconfitta. B è in pieno tracollo. I referendum erano solo l’avvisaglia di una china senza ritorno.
Secondo le rilevazioni Ipd Marketing, Pd, Sel, Verdi, Idv, Psi e radicali sono al 42,5%.
Pdl e Lega si fermano al 39%. L’inutile Terzo Polo è al 13% e non ha davanti a sé altro che il nulla, rischia di essere superato anche dal M5S anche se la sua visibilità televisiva resta eccessiva. Malissimo il gradimento del Cavaliere che scende al 29%.
Ora basta che si faccia questa benedetta coalizioni di csx, che si usino le primarie anche per scegliere il suo premier, dopo aver presentato un programma comune agli elettori, e che sia finalmente rispondente ai desideri degli elettori e non alle vecchie strategie delle presidenze ormai obsolete del Pd e il gioco del csx è fatto… salvo che uno dei giocatori (leggi Bersani/D’Alema) non sia proprio aggrappato alle scelte di Tafazzi e non si spari intenzionalmente sulle palle. Del resto bastava vedere la faccia tesa e stanca di D’Alema a Ballarò per capire che era un perdente, non un vincente.
Di errori il Pd ne ha fatti troppi. Errori di candidati, di strategie, di scopi programmatici, di alleanze e di rapporti con gli elettori. Vivacchia per una eredità di voti di cui non è più meritevole. O si deciderà a cambiare strada e a imboccare quella di una vera democrazia, lasciando perdere le tentazioni neoliberiste alla Boccia, alla Martini e alla Dominici, le inquietanti collusioni alla D’Alema e alla Violante, il malaffare alla Bassolino o alla Cozzolino o sarà perduto per sempre.
Questo paese non ha dimostrato al mondo solo di non poterne più di B e del suo neoliberismo suicida, ma anche di essere molto più avanti delle vecchie carrette di regime, ora occorre che queste si rendano conto di essere sorpassate e vadano là dove porta il voto aprendosi a una maggiore democrazia o si ritirino per sempre.

Col referendum è chiaro che tira una brutta aria su B., ormai la sua coalizione è in minoranza e Belpietro parla a vuoto quando dice che sappiamo chi ha perso ma non sappiamo chi ha vinto. Intanto ha vinto il popolo, poi, se è difficile trovare chi si riconosce una sconfitta, abbiamo visto com’è facile trovare chi ruba anche le vittorie degli altri.
Quelli insistono a dire che B ha perso per un difetto di comunicazione, ma se non c’è l’ha tutta lui la comunicazione, chi altri? Lui controlla 6 televisioni e ha impero editoriale. Cosa dovrebbero dire allora i comitati referendari che in tv o suoi giornali nemmeno li hanno fatti parlare?
Ma quale difetto di comunicazione!? Ma se paghiamo noi le multe di centinaia di milioni perché B ha sforato i tempi e gli spazi televisivi fuori da ogni regola? Ma le pagasse lui!!!
A chi dovremmo attribuire una crisi economica da cui gli altri si levano e che per noi diventa cronica? A chi dobbiamo i tagli lineari che affossano il paese, il welfare sempre peggio, la scuola a pezzi, la vita sempre più cara, mentre i signori della Casta non si sono tagliati nemmeno un euro e abbondano in privilegi e abusi mai toccati? E mentre le famiglie soffrono e i disoccupati aumentano, dobbiamo pure stare ad assistere alle esibizioni internazionali bunga.bunga di questo cretino? Ma non sa parlare d’altro? Dobbiamo continuare ad essere ridicolizzati dal mondo? Dobbiamo continuare a vederlo, mentre ci giochiamo il futuro, che pensa solo a comprare gioiellini alle sue troie? Sono 3 anni che vediamo solo leggi ad personam, un Parlamento ridotto a una corte di idioti e i suoi giornali che sparano cazzate! In 17 anni nessuna promessa è stata mantenuta e il paese non ha fatto che aumentare le sue sofferenze! Altro che mancanza di comunicazione! Qui c’è una chiara mancanza di amministrazione del paese, di intelligenza, di progresso, di bene comune! E ora siamo arrivati agli Scilipoti e una politica fatta con le puttane, le boffizzazioni, lo spionaggio, il ricatto e le compravendite! E a tutto questo la Lega ha tenuto bordone e ora è giusto che paghi il fio del servilismo di Bossi che perde consensi insieme a B.
Basta cretinate antirazziste! Basta festini e barzellette! Basta pregiudicati e mafiosi in Parlamento! E basta con leggi ad personam! E con false leggi di liberalizzazione che in realtà sono di depredazione e saccheggio dei beni collettivi a vantaggio di poche cricche di Unni e Vandali! Tra cui il Pd fa la sua porca e ipocrita parte.
Sono tutti malvagi, ma lui è peggio di tutti. Questo sciagurato se ne deve andare! Chiunque ormai è meglio di lui!
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LA MOSSA TRUFFALDINA DEL PD
Viviana Vivarelli

Il Pd vuole appropriarsi della vittoria popolare e prova a fare il furbo, rioffrendo la sua proposta di legge per l’acqua che considerava bene pubblico anche i servizi idrici. Peccato che essa contenesse altre forme di privatizzazione dei servizi idrici, dimostrando quanto il Pd sia lontano dal paese, inseguendo gli stessi interessi di cricca di B. Del resto sindaci e governatori del Pd sono stati i primi a privatizzare la gestione dell’acqua e Renzi ha votato NO al referendum. Questi non solo si appropriano di una vittoria che, attaccando B, li favorisce indirettamente, ma insistono nelle stesse scelte liberiste, per quanto 27 milioni di elettori urlino loro nelle orecchie che questa politica è sconfitta. Stessa faccia, stessa razza!
I referendari, forti di un SI’ popolare sopra il 57%, vogliono invece ripartire dalla proposta di legge popolare già depositata in Parlamento. Peccato che neanche Floris si degni di farli parlare in tv! Non li hanno fatti parlare né prima né dopo. Eppure i comitati contro la privatizzazione dell’acqua sono ben 590. E le loro richieste sono state sostenute dal 57% dei votanti! Cos’altro manca per far capire che le strategie neoliberiste sono state rifiutate? Per Luca Faenzi, portavoce del comitato, “l’unica legge da cui ripartire è quella di iniziativa popolare proposta dal forum dei movimenti per l’acqua”, la proposta del Pd è un po’ meglio di quella del Pdl ma non evita la privatizzazione dei servizi e ripropone la “remunerazione dell’attività industriale”, identica alla precedente “remunerazione del capitale investito”.
La larghissima risposta popolare abolisce automaticamente l’orribile svendita della gestione dell’acqua della legge Ronchi-Fitto, rendendoci un bene essenziale e rendendo illegittime le gestioni privatistiche già attuate.
Dice Faenzi: “Dal 2007 è depositata in Parlamento una legge d’iniziativa popolare, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua con oltre 400.000 firme: dev’essere immediata portata alla discussione ampia e partecipativa delle istituzioni e della società. L’abrogazione dei profitti dall’acqua richiede l’immediata riduzione delle tariffe pagate dai cittadini, nonché la convocazione, Ato per Ato, di assemblee territoriali che definiscano tempi e modi della ripubblicizzazione del servizio idrico in ogni territorio”.
Quand’è che coloro che si denominano ‘rappresentanti popolari’cominceranno a fare quello che i loro rappresentati chiedono e non quello che riguarda affari che nulla hanno a che fare col bene della gente e senza imbrogliarli con giochetti di parole? E quand’è che i veri rappresentanti popolari potranno far sentire la loro voce in una tv che solo a parole si chiama ‘pubblica’, ma che nei fatti è l’ampio palco di una privata categoria di interessi che col ‘pubblico’ ha molto poco a che fare?

Bruno Pirozzi
LA SAGGEZZA DI UN POPOLO

Con questi referendum si bandisce completamente il nucleare eleggendo le fonti alternative come unico approvvigionamento energetico del futuro.
La scelta referendaria non solo è in grado di condizionare la politica energetica del paese ma anche quella economica ed occupazionale.
E’ già realtà la realizzazione in California di centrali a specchi solari che hanno un rendimento termodinamico di gran lunga superiore a quello fotovoltaico.
Le fonti alternative dal punto di vista occupazionale abbracciano diverse e svariate discipline:elettronica,termodinamica,aereodinamica,meccanica,ottica,studio dei materiali plastici da riciclo,studio architetturale di realizzazioni urbane ed off shore, idraulica e tanto tantissimo ancora.
Non tutte le discipline richiedono specializzazioni alte sopratutto nell’impiantistica e nella manutenzione.
Gli impianti saranno distribuiti e non centralizzati e con la loro crescita si darà un po’ di respiro al territorio con la diminuzione di emissioni.
Anche il ciclo dei rifiuti entrerà a far parte della produzione energetica con un vero e proprio ciclo e non con semplici inceneritori inquinanti.
Ma possibile che non ci abbiano pensato i governanti?
E’ sempre la politica dei caxxi loro che impedisce ad un popolo di crescere e bisogna arrivare ai referendum per agire con saggezza.
Vergogna a tutti coloro che non credono in un futuro verde e che lo boicottano per arricchire i soliti cartelli.
..
Raccontini a margine dei referendum
ETTORE MASINA
1

Fu nella gelida primavera del 1987 che conobbi, a Kiev, un uomo che era stato a Chernobyl, aveva visto l’Inferno e tuttavia era di nuovo felice. Non ricordo il suo nome; era il ministro della Ricerca scientifica della repubblica sovietica ucraina. Raccontò di essere andato “sul posto” non appena avuta notizia del disastro e di esservi rimasto tre settimane per coordinare gli interventi. Dopo i primi giorni, radiatori geiger più sensibili avevano rilevato che le protezioni usate fino a quel momento dai soccorritori, non erano sufficienti. I medici avevano tetramente scosso il capo. Il ministro ci confidò che non gli era sembrata condanna troppo grave, lui non aveva più voglia di vivere Aveva saputo che sua figlia, abitante a pochi km dalla dannata centrale, era incinta. Da Kiev il governo premeva perché le gestanti abortissero i feti irradiati; la figlia del ministro si era rifiutata di farlo.
Rientrato nella capitale, l’uomo aveva completamente perso la voce per 15giorni, poi la voce era tornata e se n’era andata la sensazione di debolezza che lo aveva afflitto. Si sentiva giovane e forte. Ma era felice, soprattutto perché gli era nata una nipotina “perfetta”, niente a che vedere con certi poveri piccoli mostri. Due mesi più tardi telefonai per avere sue notizie. “Il compagno ministro è morto – mi rispose un funzionario. -La nipotina? Non so niente di nipotine”.
2
Era una favela grande, nello splendore della Bahia. Arrivò un vecchio Prete-Manager italiano e decise che avrebbe beneficato i poveri, costruendo un ospedale; e costruendolo proprio lì, dove stava la favela. Tra il Vecchio e i favelados cominciò allora una guerra fatta di avvocati, carte bollate e polizia, da una parte, e, dall’altra, gli analfabeti e i loro bambini. Il primo round fu vinto dai testardi baraccati e allora qualcuno arruolò un gruppo di jaçungos per le necessarie pulizie. Gli jaçungos sono piccoli e grandi delinquenti, non costano neppure tanto e lavorano bene. Visitarono di notte la favela, spararono in alto, distrussero i piccoli orti, diedero qualche spallata alle baracche. I bambini piansero, gli uomini e le donne no. Gli imprenditori domandarono ai teppisti se fossero rincoglioniti, si dessero da fare. Allora gli jaçungos dinamitarono una fonte intorno alla quale la faavela era sorta – e la storia finì. Senza libera acqua i poveri non vivono. Il prete-manager diventò ancora più santo. (Interrogazione del deputato Masina al ministro degli esteri, X legislatura, 1989).
3
Simòn Perez Mocilla aveva 16 anni quando, nell’aprile del 2000, marciò verso Cochabamba, la terza città della Bolivia. con tutti gli abitanti del suo villaggio. Sulla strada nazionale, quando vi entrarono, c’era già una folla fittissima di campesinos e minatori di altri paesi; e c’erano le donne con i loro cappelli duri che i turisti italiani definiscono ridendo “bombette” e gli abiti verdi e rossi, e le bambine con grandi trecce nere, e i maschietti che cercavano di imparare le canzoni dei padri. Simòn e i suoi compagni gridavano: “L’acqua è nostra, l’acqua è nostra”: L’anno prima il governo aveva venduto la distribuzione dell’acqua a una multinazionale. Subito le tariffe erano state più che quadruplicate e poco dopo ancora quadruplicate. Persino per raccogliere l’acqua piovana ci voleva un permesso. Ogni famiglia doveva pagare per l’acqua almeno 2 dollari al giorno, cioè un quarto della spesa per il vitto. Gli ufficiali giudiziari correvano da una all’altra capanna per estorcere i balzelli. Inutilmente i vecchi avevano raccontato che l‘acqua era un dono della Pacha Mama, la grande Madre Terra. Quando il popolo boliviano decise che né acqua né aria potevano essere vendute, le multinazionali inferocirono: non soltanto quegli straccioni si permettevano di protestare, ma se avessero avuto successo avrebbero certamente finito per sostenere che anche il petrolio e il gas erano doni di quella loro genitrice del c… Allora i gringos misero sull’attenti i loro complici boliviani e questi inviarono la polizia con l’ordine di reprimere la protesta. Vi furono 6 morti e 175 feriti. Simòn fu ucciso mentre cercava di portare in salvo un bambino accecato dai lacrimogeni. Il governo si rimangiò l’accordo con la multinazionale.
4
Mentre la visagista gli rifaceva il tatuaggio sul cranio, la segretaria gli ricordò con qualche imbarazzo che il giorno dopo ci sarebbe stata “quell’udienza” in tribunale. Lui la guardò sorridendo, disse: “Mi consenta” e fece il gesto dell’ombrello.
..
Mary C di Senigallia

Oggi vedo un po’ più rosa
e vedo anche più azzurro
e vedo i visi della gente,
della mia gente,
molto più sereni
molto più fieri
di vivere in Italia!
Forse sarà poco,
forse sarà ininfluente
forse , come al solito,
cercheranno di sminuire

le loro sconfitte
Ma so che ho vinto
che abbiamo vinto
andando a votare
rompendo il silenzio
scansando la rassegnazione
e soprattutto
rivendicando i nostri diritti!

..
L’INUTILE AL POTERE
Rosario Amico Roxas

Brunetta: “Questa è la peggiore Italia, grazie”.
Così Brunetta rivolto ai precari che osavano protestare.
Il peggio del peggiore governo che affligge l’Italia da 17 anni, identifica come la peggiore Italia quella che vorrebbe lavorare, migliorare la propria condizione, aspirare ad una famiglia, vivere e guadagnare su ciò che ha investito negli studi, spesso compiuti con sacrifici immani.
Il più inutile, il più presuntuoso, il meno dotato in tutti i campi dal cervello ai piedi, nega ai figli delle classi meno fortunate il diritto di usare quell’ascensore sociale che tutte le democrazie mettono a disposizione dei più volenterosi.
Per loro Brunetta suggerisce il lavoro ai mercati generali oppure nei campi per la raccolta delle mele, perché le posizioni più elevate spetterebbero alle trote di turno che infestano questo pantano che è diventato l’Italia.
La considerazione in cui è tenuto questo ministro è data dalla trombatura alla carica di sindaco nella sua stessa Venezia, che lo relegato nelle cantine dell’indifferenza, mentre lui già provava la fascia tricolore, forse per farla accorciare alla sua misura tanto intellettuale che fisica.
La sortita di Brunetta meriterebbe una censura da parte del presidente del consiglio, con la richiesta di presentare le dimissioni irrevocabili; ma il cavaliere, “coraggiosamente”, tace, per non crearsi ulteriori fronti interni, trascurando che una simile presenza nei ranghi del governo, trasforma, nella maggioranza della popolazione, una normale ostilità politica in odio, ricambiando tutto ciò che questo governo ha ipotizzato per favorire la solita casta penalizzando i meritevoli.
Brunetta ha dimostrato esattamente l’opposto della meritocrazia, incarnando, lui stesso, “l’inutile al potere”.

Un milione in piazza per i gay
Viviana Vivarelli

Complimenti al milione di partecipanti alla manifestazione per i gay nella città dei Papi e della corruzione politica.
Mi rallegro con quanti c’erano e mando la mia adesione di lontano, augurando a questo paese un Governo migliore e una Chiesa migliore che portino avanti sul piano della civiltà questo disgraziato paese in un futuro radioso di progresso civile e di uguaglianza, dove ogni creatura umana sia rispettata, dove i beni collettivi siano rispettati, dove l’amore sia rispettato, e dove arrivino finalmente al governo della cosa pubblica come della Chiesa, persone che non sembrino tratte dal medioevo più turpe e dall’inquisizione più nera, attente solo a un potere materiale ed esclusivo che calpesta ogni cosa per avidità solo di quello.
Per un Governo finalmente democratico e per una Chiesa finalmente democratica tutti i miei auspici!

E congratulazioni a quella coppia gay che vive insieme da 47 anni e che dimostra con la sua fedeltà che l’amore eterno è possibile contro tutte le difficoltà e tutti i pregiudizi anche nelle condizioni più difficili e avverse.
La sua resistenza è un monito per tutti coloro che anche in campi diversi si trovano a combattere, in un ambiente ostile, contro preclusioni, prevenzioni, emarginazioni, disuguaglianze, ingiustizie…: le donne, i migranti, i poveri, i malati, gli anziani, i diversamente abili, i senza lavoro, i senza potere e ogni persona che non riceve da un ambiente ostile quel rispetto e quel trattamento di uguaglianza e di aiuto a cui ogni creatura umana ha diritto e che ogni Governo e ogni Chiesa ha il dovere di garantire.
..
Marcello

Senti che bel vento,
ha spettinato le bambole,
ha spazzato le nuvole:
sono felice percento.
Sono andate alle urne
anche le zanzare, un evento,
con smalto e taciturne:
sono felice percento.
Il tappo è saltato:
il giaguaro è smacchiato

e, per legittimo godimento,
sono felice percento.
Ha vinto la gente
dal “dienneà” differente
dal cervello mai spento:

sono felice percento.
Di nuovo in piazza,
con l’acqua nostra si sguazza:
ora mi lavo contento:
sono felice percento.
La sua egolatria
se lo porti via
nel suo Parnaso opulento:
sono felice percento.
Ed ora i processi,
che grandi fughe, vedessi!

In preda allo spavento.
Sono felice percento.
Sarà pure un voto emotivo
ma devastante e attivo
con tutto il sentimento:
sono felice percento!

..
Ginevra Rossi

L’Italia delle caste: Casta dei politici, casta dei preti, casta dei magistrati casta dei giornalisti…..

Contratti RAI 2009-2010. Ecco qualche cifra
Dirigenti:
– il presidente Paolo Garimberti 448mila euro l’anno;
– il direttore generale Mauro Masi 715mila euro l’anno;
– i sette consiglieri del Cda 98mila euro a testa;
– tra i vicedirettori Giancarlo Leone circa 470mila euro l’anno, Lorenza Lei e Antonio Marano 350mila, Gianfranco Comanducci circa 440mila euro;
– il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce 400mila euro l’anno;
– il direttore di RaiUno Mauro Mazza 300mila euro;
– il neo capo delle relazioni istituzionali Marco Simeon 190mila euro lordi;
– l’ex direttore generale Claudio Cappon circa 600mila euro senza avere incarichi di peso.
Giornalisti:
– Milena Gabanelli tra i 150mila e i 180mila euro l’anno;
– Monica Setta 200mila euro;
– Giovanni Minoli 550mila euro;
– Bruno Vespa 1,2 milioni di euro;
– Giovanni Floris 450mila euro l’anno;
– Lamberto Sposini circa 250mila euro l’anno.
Conduttori e conduttrici:
– Antonella Clerici circa 1,5 milioni di euro;
– Carlo Conti 1,3 milioni di euro l’anno;
– Piero Angela 750mila euro;
– Alberto Angela 300mila euro;
– Fabio Fazio circa 2 milioni di euro l’anno;
– Serena Dandini 700mila euro;
– Pupo 400 mila euro l’anno;
– Max Giusti circa mezzo milione di euro;
– Massimo Giletti 350mila euro l’anno;
– Alda D’Eusanio 300mila euro l’anno;
– Elisa Isoardi 180mila;
– Osvaldo Bevilacqua 250mila euro l’anno;
– Pippo Baudo 900mila euro l’anno.

E TU CITTADINO, CI ARRIVERESTI ALLA TERZA SETTIMANA CON QUESTI STIPENDI??????
..
RIDIAMARO : – )

Vorrei fare una citazione, dalla corazzata Potemkin secondo il ragionier Fantozzi:
“Il Cavaliere Silvio B è una cagata pazzesca!”
..
Che sberla!!!!
Come dicevano i Brutos:
“Nonostante gli schiaffi che ti sei preso hai sempre una buona cera”
Anche se veramente qui per B più che cera, si dovrebbe parlare di ‘cerone’!.

Geppy
Insomma, tolti i 4 referendum, è stato un sostanziale pareggio.

.. e qualcuno vada a recuperare Bondi che è rimasto al mare.
E magari lo porti dal dermatologo.

Belpietro nel suo editoriale ha scritto: “Di più nin so”

Minzo ha mandato un scoop: “Vecchio elettore si perde nella cabina”

La prima proiezione dell’ INSTAT Poll:
Repubblica 36,70%
Monarchia 67,40%
E molti auguri a tutte le facce di QUORUM
..
Salvini, come er trota non ha il background. da giovane faceva il countadino e diseva al papà: Babooo!! la vaca ha fatto no un litro de latte, manco un bicier!!
Ed il Babo: per forsa, t’è munt el Miulo!!
Stefano
..
Davide Caliandro
Il Partito Democratico potrà cominciare ad organizzare feste di compleanno, visto che ormai celebrano solo vittorie altrui…
..
Video
Hitler scopre i risultati del referendum


..
B se ne sbatte del referendum e pensa solo a comprare gioiellini per la sue Olgettine

E’ finito il malfunzionamento straordinario delle Poste Italiane.
E’ tornato il malfunzionamento ordinario.
Marco Presta
..
La barzelletta che preferisco
“Dunque.. c’erano il premier della Francia Sarcozy, il premier della Germania Merkel, e il premier dell’Italia B… no, B non c’era, se n’era proprio andato”.

Da Elisa Battistini
LA REALTA’ SURREALE

L’emerita Cineteca di Bologna, enclave di dotti cinefili, presidente l’esimio Giuseppe Bertolucci, ha proiettato per 9 giorni il film ‘The tree of live’ a rulli invertiti. Centinaia di spettatori, e nessuno se n’è accorto.
Imitando un film di Fantozzi: finisce il film. 92 minuti di applausi. Il capo della Cineteca si alza e dice: “Questo è il più grande film di tutti i tempi”. Dal fondo della sala si leva la voce del vecchio proiezionista: “Ho messo prima il secondo tempo del primo!”. Cala il gelo.
Il capo della Cineteca è livido ma lui gli dà il colpo di grazia: “Beh, siamo stati fortunati. Così ce lo rivediamo tutti un’altra volta!”
Ecco, se vinceva B, succedeva qualcosa di simile. Ma quanto può essere idiota un pubblico di idioti?

http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. «Berlusconi è il più grande piazzista che ci sia non in Italia ma nel
    mondo. Ha della verità un concetto del tutto personale. Per guarire da
    Berlusconi ci vuole una bella iniezione di vaccino di Berlusconi.
    Bisogna vederlo governare».

    Indro Montanelli citato da Enzo Biagi, 25 gennaio

    Credo, purtroppo, che aveva ragione Montanelli, questo paese spesso, e la storia ce lo insegna, per capire ci deve sbattere la faccia…
    comunque meglio tardi che mai.

    FF

    Commento di hans castorp — giugno 16, 2011 @ 3:01 am | Rispondi

  2. Il REFERENDUM ha dimostrato che l’unico è Di PIietro

    tutti gli altri politici o non fanno nulla , o pensano ai loro affari, o pensano
    ai loro processi, o pensano alle loro collusioni con P3 e P4 , o ad aggredire
    chi fa loro delle giuste richieste, o a fatti sessuali con minorenni, o alle loro
    collusioni con Camorra, Mafia: l’unico che pensa a NOI ITALIANI FATTIVAMENTE
    è Antonio Di Pietro: RINGRAZIAMOLO TUTTI !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 18, 2011 @ 10:24 am | Rispondi

  3. Gianni Letta non sapeva della Maddallana. dell’Aquila, di Bertolaso, di Propaganda fide
    come si fa a pensare che Gianni Letta fosse pulito ? P2, P3, P4 : Casini non se le ricorda
    tutte queste inchieste ? Gianni Letta NON HA MAI SAPUTO né INTERFERITO

    Graziella

    Commento di Anonimo — giugno 18, 2011 @ 10:26 am | Rispondi

  4. Sì. credo che capiti a tanti di innamorarsi o reinnamorarsi delle persone o dello spirito di persone che conosciamo attraverso le arti che sentiamo vicine al nostro spirito.
    Zagrebelsky, che ho ascoltato alcune volte all’Aula Magna Santa Lucia, è uno dei tanti di cui mi reinnamoro a che nutre il mio spirito
    Da anni cerco “La storia di Dibs” ma non la trovo né nelle librerie né nelle biblioteche, ma di quel libro sono sempre innamorata, è un ricordo indelebile.
    Maria Pia

    Intervista esclusiva a Gustazo Zagrebelsky: “Lunga vita alla democrazia? Dipende da noi”
    Lunedì 16 Maggio 2011 12:27

    Gustavo Zagrebelsky è venuto al Salone Internazionale del Libro per presentare La felicità della democrazia (Laterza), scritto a quattro mani con il direttore di Repubblica Ezio Mauro. Terminato l’incontro, il professore emerito dell’Università di Torino, già Presidente della Corte Costituzionale, non si è sottratto al piacere di intrattenersi con il pubblico. Uscito dal Lingotto, si è acceso la sospirata sigaretta e ha risposto alle nostre domande.

    Siamo al Salone del Libro, frequentato da molti giovani e giovanissimi. Secondo lei qual è la percezione della democrazia che le nuove generazione hanno?
    Indubbiamente viviamo un periodo di degrado sotto tutti i punti di vista e i giovani sono quelli che ne fanno di più le spese. Eppure tocca proprio a loro riprendere in mano la bandiera della democrazia e affermare il diritto ad avere un ruolo importante nella società.

    Proprio oggi qui al Salone lo storico Giovanni De Luna ha parlato di una nuova religione civile ? Si può considerare la nostra Costituzione un Vangelo laico?
    Una volta la Costituzione era una vera e propria tavola delle leggi, che suscitava rispetto e dettava le regole del gioco. Ora si cerca di far dettare le regole al gioco: un deriva a cui prestare molta attenzione.

    Veniamo al libro-dialogo intitolato La felicità della democrazia: sono due parole impegnative, come fare a tenerle insieme?
    In realtà è stata un’idea di Ezio, tendenzialmente più ottimista di me. Governare in democrazia presuppone senso di responsabilità, il che porta con sé un sentimento di infelicità. Ecco, io penso, che ripartire tra il maggior numero di persone possibili la responsabilità e, quindi, la infelicità rende paradossalmente tutti un po’ più felici.

    Una componente essenziale della democrazia sono i partiti. Oggi secondo lei come stanno?
    I partiti tradizionali hanno fatto il loro tempo. Il partito rimane, comunque, uno strumento della democrazia a patto che torni a far politica: non pura gestione del potere e redazione di programmi, ma elaborazione di idee di lunga prospettiva. Solo così si riuscirà di nuovo a mobilitare le coscienze e a suscitare entusiasmi da parte di una società civile attenta e ricettiva.

    L’ondata immigratoria ha visto il sorgere e l’affermarsi di movimenti xenofobi non solo in Italia. Come può la democrazia sconfiggere la paura?
    Montesquieu sosteneva che la paura è il combustibile delle dittature, che sembrano fornire le risposte migliori all’esigenza di protezione. La democrazia non può permettersi di avere paura della paura. In concreto, occorre associare a rigorose e serie politiche della sicurezza, una politica di integrazione nel rispetto delle regole.

    Un’ultima domanda, in questi anni sono spesso emersi movimenti dal basso, dai girotondini alle donne di “Se non ora quando” che hanno fatto pensare a una nuova primavera. Perché questa primavera stenta a rifiorire?
    L’indignazione deve essere coerentemente organizzata e tradotta in discorso di largo respiro. Questo compito spetta alla politica, ma in questi anni è rimasta sempre latitante.

    Commento di Anonimo — giugno 18, 2011 @ 10:28 am | Rispondi

  5. mi sorprende che non ci sia stata una clamorosa sollevazione di brusii intensi alla richiesta di spostare i ministeri.
    sappiamo bene che non è una cosa seria ( ce ne sono? ) ma la sostanza non cambia:
    se la richiesta è vera, il clamore non può mancare perchè trovandoci ormai solo con gli occhi fuori, l’idea è quella di metterci un nuovo carico sulla testa: inadeguati a governare.
    se, come probabile, un doppio pretesto: per gli elettori, che inverce dovrebbero inveire, e per creare la verifica sul chi la vince, l’inadeguatezza non cambia perchè prova che si protrae una lotta sterile che ci conduce comunque all’immersione completa.
    non era il caso di reagire un pò di più?

    Alberto

    Commento di Anonimo — giugno 19, 2011 @ 6:51 am | Rispondi


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