Nuovo Masada

giugno 8, 2011

MASADA n° 1299. 8-6-2011. REFERENDUM CONTRO LE CENTRALI NUCLEARI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:50 pm

I paesi che hanno detto NO al Nucleare- E’ falso che senza nucleare non si possa vivere – 9 premi Nobel dicono No al nucleare- No al nucleare in Sardegna col 97% di voti! – Gli astensionisti – Il quorum – Sprechi e aberrazioni – I falsi miti dell’acqua privata – Il legittimo impedimento o illegittima iniquità – Parassiti e vitalizi

Scarica il volantino del referendum che vedi alla destra nella home e mettilo nella cassetta della posta del tuo palazzo o in quelle dei tuoi vicini, affinché tutti vadano a votare.

Ricordate che le schede dei referendum
sono di tipo “carta copiativa”; se si sovrappongono si segnano anche quelle sotto, che così verranno annullate.

Scheda grigia
Col primo quesito diciamo SI’per impedire che vengano localizzate, costruite e predisposte centrali nucleari sul territorio per 5 anni
Col secondo diciamo SI’ per voler abrogare la legge che struttura un piano energetica nazionale utilizzando le centrali atomiche
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PAN PER FOCACCIA
Ci vorrebbe un bel proclama:
“Non andremo mai più a votare per quelli che al referendum per noi non hanno votato
Firmato: IL POPOLO ITALIANO
(Vedresti come si raddrizzerebbero…!)
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La Germania ha bloccato le centrali nucleari.
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Da un recente sondaggio risulta che la maggioranza dei giapponesi vuole uscire dal nucleare.

Il 67% dei francesi vuole uscire dal nucleare.
Sarcozy finge di non sentire.
Ma Sarcozy scade tra un anno e questa sua sordità sarà un’altra pietra che lo affonderà. Ed è già pronto il partito opposto che è contro il nucleare.
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L’Austria non è dotata di impianti nucleari ma è ugualmente contro il nucleare e ha deciso che a partire dal 2015 chiuderà l’importazione di energia nucleare dai paesi confinanti. La percentuale importata dall’Austria è del 6%, questa fetta secondo le previsioni dovrebbe essere sostituita agevolmente con energie rinnovabili, grazie anche agli ultimi investimenti nel settore idroelettrico per 2 miliardi di euro.
Il nuovo piano energetico nazionale prevede un aumento del consumo di elettricitá dell’1,5%, ma anche misure per migliorare l’efficienza energetica. Grazie alle nuove fonti rinnovabili, l’Austria punta a diventare entro il 2050 addirittura un esportatore di elettricitá, un obiettivo che Mitterlehner ha definito «molto ambizioso ma raggiungibile».

Sembra che senza energia atomica non si possa vivere. FALSO!

Austria, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Grecia e i paesi dell’ex Jugoslavia non hanno centrali nucleari né vogliono averne in futuro.
Germania e Svizzera hanno iniziato la chiusura del nucleare e intendono fare con le sole energie pulite.
Se cade Sarcozy anche la Francia farà lo stesso.
L’Italia importa energia solo per un 14% e non è tutta originata dal nucleare, per cui l’energia atomica importata è molto meno e potrebbe essere facilmente integrata da razionalizzazioni energetiche, blocco degli sprechi e un maggior uso del solare, dell’eolico e delle biomasse (ricordiamo che perfino il dottor Scotti produceva a vendeva energia).
Ognuno di noi potrebbe essere produttore e venditore di energia, ma questo porterebbe a una rivoluzione non solo energetica ma democratica, perché accentrare la produzione di energia e permetterne la concessione solo a un soggetto che dipende a sua volta da multinazionali (uranio, plutonio, blocco militare) significa sottrarre al popolo la libertà energetica e imporgli una ulteriore schiavitù.
La non disponibilità dell’energia crea un nuovo tipo di proletariato che deve dipendere dal volere di altri, non possedendo i propri mezzi energetici. La vera liberalizzazione dell’energia consiste nel farla produrre e vendere dagli stessi cittadini. Questo darebbe alla democrazia un’impronta totalmente nuova. Ed è per questo che il blocco al nucleare è contrastato da tutti quei gruppi di potere o da quei partiti che ostacolano la diffusione della democrazia.

9 premi Nobel per la Pace dicono No al nucleare

Il nucleare non è la soluzione ai problemi energetici del nostro pianeta perché troppo pericoloso. Per un mondo più sicuro è necessario credere e investire nelle energie rinnovabili. Le uniche che possono garantire anche pace e stabilità.
“In occasione del 25° anniversario del disastro nucleare di Chernobyl, in Ucraina – e a più di 2 mesi dal potente terremoto e tsunami che ha devastato il Giappone – noi sottoscritti premi Nobel per la Pace vi chiediamo di investire in un futuro più sicuro e pacifico investendo in fonti di energia rinnovabile. È tempo di riconoscere che l’energia nucleare non è pulita, sicura o conveniente. Siamo profondamente turbati dal fatto che la vita del popolo giapponese sia in pericolo a causa delle radiazioni presenti nell’aria, nell’acqua e nel cibo come risultato del collasso del reattore nucleare di Fukushima. Crediamo fermamente che se il mondo abbandonasse l’utilizzo dell’energia nucleare, il futuro delle generazioni di tutto il mondo – incluso quello dei giapponesi che hanno già sofferto troppo – sarebbe più pacifico e sicuro”.

Frmato: Betty Williams (Irlanda, 1976), Mairead Maguire (Irlanda, 1976), Rigoberta Menchu Tum (Guatemala, 1992) Jody Williams (USA, 1997), Shirin Ebadi (Iran, 2003), Wangari Maathai (Kenya, 2004) Desmond Tutu (Sudafrica, 1984), Adolfo Perez Esquivel (Argentina, 1980) e José Ramos Horta (Timor Est, 1996).
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..e si può
alla faccia di tutti quelli che pensano che senza nucleare non si vive
La Germania dà l’addio al nucleare

e la Germania è la prima potenza industriale d’Europa
Spegnerà l’ultimo reattore nel 2022
Sarà la prima potenza industriale a rinunciare completamente all’atomo,che attualmente copre il 22% del suo fabbisogno energetico. Dei 17 impianti chiusi dopo Fukushima, 8 non saranno più riattivati e dal 2022 non utilizzerà più l’energia nucleare.
“E’ una decisione irreversibile”,ha detto il ministro dell’ambiente Norbert Rottgen dopo una riunione tra i leader della coalizione e la Merkel.”Non torneremo indietro. Dopo una lunga consultazione, c’è una scelta decisiva e chiara”.
La decisione arriva al termine di una riunione fiume di 12 ore, che ha visto partecipare i 3 partiti della coalizione (Cdu, Csu e Fdp), ma durante la quale sono stati coinvolti anche Socialdemocratici e Verdi,a 3 mesi dal disastro nucleare di Fukushima.
L’addio al nucleare comporterà scelte importanti dal punto di vista delle politiche energetiche della Germania, visto che ora il 22% del fabbisogno d’energia arriva proprio dal nucleo e il piano prevede che gran parte dei reattori venga disattivato entro la fine di quest’anno. I reattori costruiti prima del 1980 erano stati spenti subito dopo il disastro giapponese e non saranno più riattivati. Ne restano attivi solo 3 che funzioneranno per altri 11 anni al massimo.
Uno dei pilastri del nuovo piano è l’eolico (noi avremmo anche il solare), con nuove aree designate per ospitare gli impianti e turbine eoliche ancora più efficienti.

..ora se noi stiamo qui ad aspettare B e la Prestigiacomo…
E, nell’idiozia scellerata dei nostri governanti, possiamo solo sperare che l’esempio tedesco sia imitato da tutta la Comunità europea e che sia questa a imporre all’Italia di non fare alcuna centrale.
E ora vediamo se c’è qualche altro idiota che asserisce che senza nucleare non si vive!
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Nucleare: decisione storica, la Svizzera dice stop a nuove centrali

Non verranno costruite nuove centrali e si procederà alla loro graduale dismissione. Storica decisione per la Svizzera che ora punta sulle rinnovabili.
Dopo la marcia a cui hanno partecipato più di 20.000 persone per dire stop all’atomo, il governo svizzero ha deciso di eliminare l’energia nucleare entro il 2034.
Al momento, il fabbisogno energetico svizzero è coperto al 40% dall’elettricità prodotta dalle 5 centrali nucleari presenti sul territorio.
Già a marzo, dopo il disastro giapponese il governo aveva bloccato l’ordine di 3 nuovi impianti nucleari e, ora si è deciso di aspettare il termine d’uso quelli in funzione per poi eliminarli. Il più vecchio raggiungerà il limite di attività nel 2019, mentre quello più recente al 2034. A quel momento si farà la loro totale dismissione e al loro smantellamento.
«Le centrali nucleari esistenti verranno chiuse alla fine della loro vita operativa e non saranno rimpiazzate. La Svizzera punterà su nuova strategia energetica basata principalmente sull’efficienza energetica e sulle fonti pulite, idroelettrico in primis e sulle altre fonti rinnovabili”
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NON SI POSSONO SCIPPARE I REFERENDUM

I referendum sono fatti storici, di grande rilevanza politica e sociale, pensiamo a repubblica e monarchia, il divorzio, l’aborto ecc. Sono e restano un grande momento della vita pubblica e della politica di un paese, un grande momento, sia pure con tutti gli ostacoli che gli hanno messo, della così scarsa ma così preziosa democrazia diretta.
I quesiti su cui siamo chiamati a rispondere sono di alta rilevanza per tutti:
la svendita a privati della gestione di un bene essenziale come l’acqua,
il pericolo a cui esporre il paese rappresentato dal nucleare,
il diritto e dovere che chiunque sia sottoposto alla legge ordinaria senza potersi esimere dai processi grazie ai privilegi della sua carica.
Non so, in questo momento, cosa possiamo pensare di più importante per noi tutti dell’acqua, della salute e dell’uguaglianza davanti alla legge che è il 1° caposaldo della democrazia.
E che alcuni politici (Berlusconi, Bocchino, Casini, Formigoni, Scaiola, Tosi .. o Fassino che voterà No a due referendum o Renzi che voterà No per l’acqua..) dichiarino che non andranno a votare o tentino di squalificare i referendum è davvero abietto e prova come sia basso il livello di etica civile di costoro.
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Sapete che non sono stati in grado di neutralizzare nemmeno la barre di uranio ancora radioattive dopo la chiusura della centrale di Trino? Che è stata la prima centrale nucleare italiana, chiusa nel 1982, 28 anni fa. E in tutto questo tempo nessun governo ha saputo cosa fare delle scorie! E in tutto il mondo nessuno ha mai saputo cosa fare delle scorie!
La cosa più idiota è dire che “tanto le centrali ce le abbiamo ai confini,in Svizzera, in Francia e in Germania”
Prima di tutto la Svizzera sta chiudendo le sue centrali e anche la Germania. E la Francia ha il 67% dei cittadini favorevoli alla chiusura delle centrali che per ora sono state monitorate ma sappiamo bene che la vita di una centrale viene poi raddoppiata con gravi rischi, perché smantellarla costa il doppio che costruirla.
Il trend europeo è quello di chiudere progressivamente il nucleare, noi non solo saremmo contro la scelta di tutta Europa, ma ci troveremmo a veder cadere “il pericolo delle centrali ai confini” sostituendolo col “pericolo delle centrali accanto a casa”.

Circa l’acqua “non è vero” che col privato le cose migliorano e credo che il miglior es. sia la gestione privata dell’acqua nel Lazio, che non solo sta aumentando le bollette ma sta facendo morire l’Aniene perché pompare acqua dall’Aniene costa meno che fare opere di miglioria, per di più tutti sanno che protestare per disservizi con una società privata è come parlare a un muro.
Vi pare che la privatizzazione delle autostrade sia stato un miglioramento rispetto alla Germania che ha autostrade pubbliche dove non esistono pedaggi?
Questo è un paese dove non si fanno liberalizzazioni ma si vogliono fare privatizzazioni. E questo indica che non si vuole fare il bene del paese, ma permettere a poche cricche di far cassa, per cui vendono tutto ciò che è nostro: spiagge, montagne, acqua..
Ma è giusto questo?
Ci sono migliaia di Comuni che gestiscono bene l’acqua con gestione pubblica e tariffe basse.
E anche nei paesi europei che hanno avviato le privatizzazioni, aumentano i casi di municipalità che stanno tornando indietro.
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Pure loro..
Don Aldo Antonelli annunzia una manifestazione di suore e preti il 9 a difesa dell’acqua

“Secondo l’agenzia Adista i rapporti tra la CEI e il governo Berlusconi sono alla frutta….Scrive:
Anche l’opposizione alla privatizzazione dell’acqua e la costruzione della moschea a Milano sono argomenti che mettono in evidenza quanto sia arrivata alla frutta la simpatia della Chiesa verso Berlusconi. È stato il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, durante la prima conferenza stampa nell’ambito dell’Assemblea episcopale, a dire: «L’Acqua è questione di responsabilità sociale e bene comune; è necessario che vi sia responsabilità verso i beni comuni e che rimangano e siano custoditi per il bene di tutti». E se non fosse ben chiaro cosa intendesse dire, in attesa della consultazione del 12 e 13 giugno, ha aggiunto: i referendum «sono una delle forme della volontà popolare, sono da apprezzare». Crociata parlava sicuramente a nome di buona parte dei vescovi italiani: sono ben 45 infatti le diocesi che hanno sottoscritto il documento “Acqua, dono di Dio e bene comune” lanciato dalla Rete Interdiocesana per i Nuovi Stili di Vita durante la Pasqua scorsa.”

No al nucleare in Sardegna col 97% di voti!
IFQ

Affluenza record per la consultazione sulla costruzione degli impianti e lo stoccaggio delle scorie radioattive in Sardegna. Sono andati a votare 877.982 mila cittadini, il 59,34 per cento degli aventi diritto. Una risposta al naufragio del referendum nazionale.
l messaggio è forte e chiaro: la Sardegna non vuole essere sede di centrali nucleari, né di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive. La partecipazione alla consultazione referendaria di ieri e oggi è stata altissima e ha sfiorato il 60%: il 59,34% degli aventi diritto al voto (877.982 su 1.479.000) con punte del 65,91 nel Sulcis Iglesiente, si è presentata ai seggi per dire al governo che di nucleare proprio non ne vuole sapere.
dalle urne i sardi hanno voluto spedire un messaggio inequivocabile al tentativo di B di fare naufragare il referendum nazionale di giugno. Tanto più che la mobilitazione per la croce sul sì (la domanda era ‘Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?’) è stata assolutamente trasversale e ha visto impegnato in prima persona lo stesso governatore Ugo Cappellacci (Pdl)
dalle urne i sardi hanno voluto spedire un messaggio inequivocabile al tentativo di B di fare naufragare il referendum nazionale di giugno. Tanto più che la mobilitazione per la croce sul sì (la domanda era ‘Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?’) è stata assolutamente trasversale e ha visto impegnato in prima persona lo stesso governatore Ugo Cappellacci (Pdl)
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Bloggher
Dopo aver boicottato il referendum, non aver aderito alla raccolta firme e, soprattutto, aver spalancato le porte alle privatizzazioni dell’acqua e lottizzato società di servizi in mezza Italia, pensiamo alle varie Hera (Emilia-Romagna) e Iren (Torino-Genova-Emilia occidentale), il Pdmenoelle ora cavalca il “SI” al referendum sull’acqua. E’ un mistero buffo. Considerano i cittadini un branco di pecore da tenere disinformate per poterle ingannare e guidare. Lo fanno ancora con un parte di popolazione grazie alla loro continua propaganda ideologica tramite tv e giornali (assistiti con le nostre tasse). Se sarà raggiunto il quorum e vinceranno i SI’, i consiglieri comunali e regionali del Movimento 5 Stelle in tutte le città d’Italia dove sono eletti (e dove non sono ancora presenti verranno presentate mozioni d’iniziativa popolare) presenteranno mozioni perché l’acqua ritorni pubblica, scorporandola dalle varie Hera ed Iren e siano i cittadini e non i partiti, a controllare e votare i bilanci tramite internet ed eleggere i consigli di amministrazione.

Di Pietro
Bisogna raggiungere il quorum, ma non al 50 ma al 60%. Infatti ci sono 3 milioni e mezzo di italiani all’estero che hanno già votato sull’altro quesito referendario, quello modificato ieri dalla Corte di Cassazione e il loro voto sarà annullato. Per stare tranquilli, dobbiamo superare abbondantemente il 50%, perché altrimenti il ministero degli Interni farà il possibile per non conteggiare i voti degli italiani all’estero.
La Corte Costituzionale è già stata chiamata a esprimere la proprie valutazioni su questo, abbiamo già sollecitato la Cassazione, ma non rischiamo! Raggiungiamo abbondantemente il quorum e siamo a posto.
E non commettiamo l’errore di politicizzare il referendum. Non è un voto in cui vince il cdx o il csx. Acqua e legalità non hanno colore e che riguarderanno la nostra vita anche quando questi partiti non ci saranno più.
Dobbiamo ricostruire il paese, perché siamo alla fine dell’impero. Per evitare che succeda in Italia quello che è successo in Libia, cioè che si passi alla rivolta sociale, dobbiamo dare una speranza ai cittadini facendogli vedere che un’alternativa c’è. Ma non lo dobbiamo fare con i referendum.
Sul legittimo impedimento, tutti dicono che non c’è più bisogno del referendum perché la Corte costituzionale lo avrebbe già cancellato. Non è così. La legge, inizialmente, era fatta da due parti. La prima diceva: “Siccome io sono io, voi non mi potete processare finché sono presidente del consiglio, poi potrò fare il ministro, o il presidente della Repubblica”. La Corte costituzionale gli ha detto: “Non puoi fare così. Puoi dire di essere impedito solo quando hai un impegno di governo”. Il problema è che questo può funzionare in un Paese normale, non nel Paese del marchese del Grillo. Perché lui ogni volta che ha un processo si trova un impegno. B mica è scemo: deve scegliere tra palazzo Chigi e san Vittore!
Sull’acqua sono state raccolte 2 milioni di firme. L’acqua è come l’aria: è di proprietà nostra perché siamo nati. Pagarla per creare profitto è un’offesa alla vita. Incontriamo più persone possibili, ma senza bandiere di partito. Sennò siamo fregati.

B non è scemo
VV

Anche se non fosse abbastanza lampante quel 97 % di voti contro il nucleare in Sardegna, sa benissimo che, se la gente andrà a votare, ci sarà un plebiscito contro le centrali, contro la gestione privata dell’acqua e contro la sua intenzione di rendere improcessabile il Governo e se stesso. E questo plebiscito rivelerà senza ombra di dubbio quello che il popolo pensa di chi governa per se stesso, per le cricche di corrotti che lo attorniano e per le multinazionali che vogliono affossare questo paese. Che lo voglia o no, questo sarà anche un giudizio su di lui.
Per questo ripete in continuazione che lascia libertà di voto e che rispetta i cittadini, ma poi insinua che il voto al referendum non serve, che è inutile andare a votare e che si vota sul nulla. Mente sapendo di mentire ripetendo per bocca di tutti i suoi che ormai il nucleare è abrogato, che l’acqua è rimasta pubblica e che il legittimo impedimento è già caduto: sono tre menzogne ma, a forza di ripeterle, egli spera che qualcuno le creda vere e non vada a votare.
E’ abbastanza chiaro che le ridicole difese del nucleare di Chicco Testa o dell’incapace Battaglia o del rapace Veronesi non hanno convinto nessuno. Men che mai la grottesca Santanchè che gli fa solo perdere voti in combutta con Sallusti. E troppi sanno ormai che ove la gestione dell’acqua è stata privata, è stata una sciagura totale per i cittadini e non si sono viste le migliorie promesse, tanto che in molti posti si è tornata a privatizzarla a furor di popolo.
E dunque gli resta l’ultima speranza: che il referendum fallisca per mancato quorum e giocherà anche sul tentativo di sottrargli i 3 milioni e mezzo di voti dall’estero a causa di un quesito cambiato. Ma c’è il pericolo anche che le schede non siano ristampate in tempo e sarebbe davvero meschino.
Gli resta ormai solo l’astensione, per questo abbiamo tutta la sfilata dei suoi correi che dichiarano che non andranno a votare, con in testa Formigoni, Bocchino, Casini….
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Dal blog di Grillo
Formigoni ha deciso che non voterà ai referendum. Un atteggiamento molto grave da parte di chi rappresenta le istituzioni, anche se è presidente abusivo della Lombardia al suo terzo mandato consecutivo quando la legge ne prevede solo due. Sui referendum ha detto “il modo per bocciarli è dire alla gente che non stia a disturbarsi”. E ha ribadito che il voto è un diritto, non un obbligo. Formigoni è antidemocratico. Sa perfettamente che non votare per non far raggiungere il quorum significa invalidare il voto di chi invece va a votare per senso civico. Deve essere introdotto al più presto il referendum propositivo senza quorum. Chi non vota ai referendum deve contare zero.
Il 12 e il 13 giugno votate 4 SI anche per mandare a casa Formigoni e la sua boria.
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L’ultimo video della sora Cesira “Strike the nano!”
http://tv.repubblica.it/copertina/la-sora-cesira-diventa-madonna-per-i-referendum-vote/70262?video
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PROTESTA PADANA
Pietro T

La base leghista scalpita su Radio Padania dove va in onda la protesta. Gli imprenditori padani pure. La faccenda dei ministeri al nord si è rivelata un boomerang per il Carroccio. E’ come se l’ennesima sparata della Lega avesse toccato il nervo scoperto dei seguaci del Senatur. E’ un coro di no, di basta, di vade retro, vogliamo fatti, non propaganda. Forse, per la prima volta, a Pontida, anche il vento è cambiato. Gli imprenditori padani, piccoli e grandi imprenditori del profondo Nord, lo dicono forte e chiaro: “i problemi sono altri, non è la dislocazione geografica dei ministeri, ma quello di risolvere il problema di un paese fermo”. Sacrosante parole. Invece di risolvere il nodo epocale della pubblica amministrazione, ovvero ridurre gli sprechi e aumentarne l’efficienza, la Lega lancia l’ennesima chimera con l’obiettivo non dichiarato ma palese di fare qualcosa in vista del probabile voto tra un anno. Una volta, i palazzi del potere di Roma volevano ridurli, ora li vogliono per sé, nel disperato tentativo di accaparrarsi qualcosa da rivendere al popolo verde che stavolta verde è si ma di rabbia. Ma ahimè, l’incanto è finito. La festa è finita: il Nord non beve più l’acqua dalle ampolle sacre di Pontida. E’ di altro che il paese ha bisogno, specie al Nord che ormai ha capito il messaggio tutta propaganda e balle del Carroccio, di bossoli ora manca solo che anche le casalinghe padane si sveglino dal coma è sarà finalmente la fine anche dei legaioli.
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Chi vota Lega ha da oggi un motivo di più per smettere. Boss(ol)i ha dichiarato che non voterà ai referendum. E’ ormai un pupazzo nelle mani di Berlusconi, non il contrario come pensano molti. E’ una pistola scarica. Un federalismo al gusto di ‘ndrangheta. Uno che mette suo figlio a nostre spese in consiglio regionale. Che vuole privatizzare l’acqua. Che vuole centrali nucleari nella Padania che esiste solo nella sua testa. “What is Padania?”. Che fa il palo alla peggiore partitocrazia di sempre. La Lega ti frega. Vota e fai votare 4 SI il 12 e il 13 giugno.
“Referendum, corsa al quorum. L’annuncio di Bossi: non andrà a votare.
roberto m.
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Sante Marafini
La fatidica mappa dei siti per la realizzazione delle centrali nucleari l’Enel non l’avrebbe comunicata «neanche sotto tortura», come dichiarato un paio di anni fa dall’amministratore delegato del gruppo elettrico, Fulvio Conti.
Ma a poco più di una settimana dal referendum, gli studi e le analisi dell’azienda, impegnata in prima linea con Edf nel contestato programma di rientro dell’Italia nella tecnologia atomica, sono spariti da una delle sedi romane della società, quella di Tor di Quinto, che ospita l’ ‘area nucleare’ del gruppo.
Al ritorno al lavoro dopo la festa del 2 giugno, l’Enel ha scoperto e denunciato al commissariato di Ponte Milvio il furto di un computer «contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all’estero».
Per l’azienda un fatto «davvero singolare» visto che un colpo «così mirato» è avvenuto «proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria».
Questa è una balla colossale inventata di sana pianta.
Se così non fosse sarebbe la dimostrazione in che mani sarebbe la gestione delle centrali nucleari e a quali pericoli aggiuntivi si andrebbe incontro.

Ricevo da Italo Nobile
Costi, dispersione, efficienza, i falsi miti dell’acqua privata

Altraeconomia presenta un dossier che sfata le false credenze nate intorno alla privatizzazione del servizio idrico italiano.
Per es. gli acquedotti pubblici non sono affatto dei “colabrodo”. E gestione privata il più delle volte fa rima con bolletta salata
Secondo i dati di Mediobanca, il peggiore per dispersione idrica l’acquedotto di Roma, affidato ad Acea, una spa quotata in borsa i cui principali azionisti sono il Comune di Roma, Francesco Gaetano Caltagirone e Suez
Secondo il Conviri (Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche), per i prossimi 30 anni servono circa 64 MLD di € per la manutenzione e l’ammodernamento delle reti idriche. 2 MLD l’anno,con o senza referendum. Di questi, il 49,7% per nuove reti, impianti e manutenzione, il 48,3% per fognature e depurazione. A metterci i quattrini dovrebbero essere lo Stato, le Regioni e i Comuni, visto che hanno i soldi delle nostre tasse, gli stessi da usare per riparare le strade, per costruire il ponte sullo Stretto o comprare armi
Col passaggio a gestione privata, la bolletta crescerà perché i costi detti se ne aggiungono altri. Per fare i lavori infatti, le aziende scaricheranno ogni investimento sulle bollette, come previsto dalla legge e ci metteranno oltre ai lavori ordinari, “anche gli utili delle aziende”.
Lo prova il rapporto Blue Book 4 che ha pensato di confrontare le tariffe della gestione privata con quelle pubbliche. Si ha subito un aumento del 12% e la bolletta continua poi ad aumentare. L’Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva ci dice che dal 2008 il costo dell’acqua non ha fatto che aumentare, con aumenti del 53,4% a Viterbo, Treviso (+44,7%) Palermo (+34%) e in altre 7 città, dove gli incrementi hanno superato il 20%: Venezia (+25,8%), Udine (+25,8%), Asti (+25,3%), Ragusa (+20,9%), Carrara (+20,7%), Massa (+20,7%) e Parma (+20,2%).
Ed è la Toscana che si conferma la regione con le tariffe mediamente più alte (369 €).
Costi più elevati della media nazionale anche in Umbria (339 €), Emilia Romagna (319 €), Marche, Puglia (312) e Sicilia (279) con differenze inspiegabili nella stessa regione: l’acqua di Lucca costa 185 € meno di quella di Firenze. In Sicilia: tra Agrigento e Catania lo scarto è di 232 €. Ma è giusto?
La logica di ogni business è quella di fare utili, possibilmente a breve termine. Le imprese private hanno per scopo il profitto. Chi massimizza il profitto non tiene conto dell’ottimo sociale e difficilmente può essere controllato, nemmeno con un meccanismo di sanzioni.

Altra falsità dichiarata: che la gestione privata della rete idrica sia più efficiente. Sbagliato. Uno dei migliori acquedotti del nostro Paese è quello di Milano, al 100% di gestione pubblica, dove l’acqua viene controllata più volte al giorno e le dispersioni sono minime
Le esperienze che si sono fatte in questi anni in Calabria, ad Agrigento, a Latina dimostrano che dove gli acquedotti sono passati in mano ai privati c’è stato solo un aumento delle tariffe
Oggi, a fronte di 1/3 dei cittadini che non ha un accesso regolare e sufficiente alla risorsa idrica, 8 milioni di italiani non ne hanno di potabile e 95 milioni di litri di acqua che, ogni anno, vengono usati per l’innevamento artificiale.
Il problema è che manca qualsiasi normativo, economico ed amministrativo nazionale volto a finanziare e supportare le tecnologie necessarie. In alcune regioni d’Italia mancano ancora gli Ato, ambiti territoriali ottimali, territori appunto su cui sono organizzati servizi pubblici integrati. Come quello dell’acqua o dei rifiuti.
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Ippolita

C’aveva promesso un “nuovo miracolo italiano”, per un’Italia più giusta, ricca, prospera, felice, eccetera eccetera. Dopo 10 anni di Governo Berlusconi – rivela l’ultima indagine Censis – ci ritroviamo più aggressivi ed imbarbariti che mai, narcisisti, insofferenti alle regole, con il record assoluto di interventi di chirurgia estetica – 450.000 nel solo 2010 – e soprattutto con un bel “+ 114%” nell’utilizzo di psicofarmaci, con le dosi giornaliere più che raddoppiate dal 2001 ad oggi. Miracolo italiano.
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GLI ASTENSIONISTI DI GIORNATA
Viviana Vivarelli

Questi politici che dichiarano che non andranno a votare lo fanno evidentemente in ossequio a Berlusconi, ma che bestemmia rispetto alle richieste popolari! Che antidemocrazia! Che spregio ai principi fondamentali dello Stato!
Davvero sconcertante la posizione di chi, per protesta contro il governo, non va a votare.
E’ come quel marito che sapendosi tradito, si spara sulle palle.
Poi c’è chi, come Urso o Bocchino, il nome delle liberalizzazioni, si asterrà dal voto. Come se liberalizzare e privatizzare fosse la stessa cosa. E come se, in un mercato di squali, regalare la gestione dell’acqua a un amico riconoscente significasse aprire il mercato a una concorrenza salutare. Insomma, nelle liberalizzazioni all’italiana, persino Bertolaso sarebbe un eroe.
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IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Beppe A

Il legittimo impedimento non esiste da nessuna parte ma solo l’immunità parlamentare.
In Francia non esiste alcuna protezione per i ministri. La Costituzione prevede, nell’articolo 26, che un parlamentare non è responsabile “per opinioni o voti espressi nell’esercizio delle sue funzioni”, non per reati comuni come sono quelli per i quali è accusato Berlusconi. Anche per i ‘reati di opinione’ gli eletti non sono coperti dall’immunità se al di fuori delle istituzioni commettono illeciti. Per esempio diffamano un collega in un articolo su un giornale o fanno dichiarazioni illecite in riunioni private o pubbliche. Restano fuori dall’immunità anche atti compiuti per incarico del governo. Non è necessaria alcuna autorizzazione della Camera per l’esercizio dell’azione penale – modifica costituzionale del 1995 – ma l’assemblea può sospenderla, come per l’arresto, per la sessione in corso. Insomma, i ministri possono essere indagati in qualsiasi momento, presidente del consiglio compreso. Solo il presidente della Repubblica è totalmente irresponsabile, anche se sono allo studio modifiche per questa tutela.
In Spagna i parlamentari sono perseguibili per i loro reati senz’alcuna limitazione, ma sottoposti all’autorizzazione del Parlamento. In trent’anni non si ha notizia di un solo rifiuto. In un solo caso un parlamentare, giudice prima di essere eletto, è stato ‘salvato’ dall’accusa di aver diffuso durante il suo precedente lavoro una fotografia sbagliate, non quella di un latitante, bensì quella del fratello. I ministri non godono di alcuna tutela, ma per loro è responsabile del giudizio non la magistratura ordinaria, ma la Corte suprema.
In Germania i politici sono come tutti gli altri. I parlamentari godono dell’immunità solo per quello che fanno nella loro veste di deputati. Come in Italia non possono essere arrestati senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza. Stesso trattamento per il Cancelliere e per i ministri. Nessuno è immune per atti estranei all’attività di governo. Nel caso del presidente della Repubblica è perseguibile il giudizio solo per violazione premeditata della Costituzione.
Negli Stati Uniti è prevista, come in Francia e Germania, l’immunità solo per l’attività politica dei parlamentari. Senatori e deputati possono essere arrestati senza autorizzazione per “alto tradimento, reato grave e violazione dell’ordine pubblico”, nel caso di altri reati sono perseguiti dai comitati etici della Camera dei rappresentanti e del Senato. La Costituzione americana non prevede alcuna immunità per il presidente e gli altri membri del governo.
Col legittimo impedimento basta che B. si metta d’accordo – che ne so – col ministro della pesca di malta per un incontro e voilà si può assentare dai processi.
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L’AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica, chiede di votare SI’ al referendum sul nucleare

Gli oncologi dicono no al nucleare e si schierano nettamente per il “si” al referendum. “La nostra posizione è chiara: non c’è niente di più cancerogeno delle radiazioni. Quindi bene che si faccia il referendum sul nucleare e speriamo che si raggiunga il quorum”. E’ quanto ha affermato il presidente Aiom Carmelo Iacono, commentando il via libera della Cassazione al quesito referendario sul ritorno dell’energia atomica nel nostro paese. “Il nucleare è un rischio enorme e meno centrali ci sono meglio è per la salute, non vale la pena correre rischi così grandi. Basta vedere cosa succede in caso d’incidente: chi si avvicina alle centrali muore e nei decenni si registrano picchi di casi di tumori, soprattutto del sangue, davvero preoccupanti. Ci sono tanti modi meno inquinanti, e meno cancerogeni, per produrre energia. Un oncologo non può essere pro-nucleare, noi andremo convintamente a votare sì”. Un’eccezione importante c’è, quella di Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia per il nucleare. “Si tratta di scelte dettate da un animus politicus: Veronesi ha preso questa decisione da politico, non da oncologo”.

http://www.aiom.it/News/Notiziario/Archivio+2011/Nucleare:%20Iacono%20bene%20Cassazione,%20ora%20votare%20si%20al%20referendum/1,5018,1,
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Vi racconto una storia….

Parliamo del 1974, maggio 1974, un secolo fa.
Qualcuno si ricorderà che ci fu un referendum, quello sul divorzio, e qualcun altro ne avrà sentito parlare.
La conquista di quella legge, che consentiva di uscire da una cappa di oscurantismo e di arretratezza, venne messa in forse da un’offensiva di un’aggressività mai vista prima, da parte della allora DC, dei fascisti e di gran parte della Chiesa.
Ma la resistenza e la mobilitazione a difesa di quella conquista furono ancora più forti, ancora più energiche, fu una battaglia entusiasmante.
E la legge sul divorzio, la cui esistenza adesso tutti diamo per scontata, restò nel nostro ordinamento.
Ma la storia che vi voglio raccontare è più privata.
Mia mamma e mio papà, che oggi hanno quasi 90 anni, si impegnarono in prima persona in quella mobilitazione.
Credenti e praticanti cattolici, girarono le parrocchie a fare assemblee per dimostrare che la legge sul divorzio non aveva nulla a che fare con la fede.
E probabilmente, fu anche merito loro, e di quelli come loro, se il pomeriggio del 13 maggio il referendum fu vinto con il 60% delle preferenze.
Proprio l’11 maggio, giorno prima delle votazioni, dovevano partire per un viaggio organizzato in Spagna.
Pur non volendo rinunciare al viaggio, non avrebbero mai disertato le urne di quel referendum. Lasciarono che la comitiva partisse, andarono a votare la domenica mattina presto e poi “inseguirono” i loro compagni di viaggio in treno (allora non si prendeva mica l’aereo con tanta facilità) e li raggiunsero in Spagna quando dall’Italia cominciavano ad arrivare i risultati.
Ricordano che il direttore dell’albergo li accolse stringendo loro la mano e dicendo loro “Italia es un paìs civil…”.
Ecco, il mondo da allora è cambiato, e secondo me è un bel po’ peggiorato, e non so se la nostra Italia, quella per la quale – per esempio – mamma e papà avevano lottato in quel maggio di quasi quaranta anni fa, sia un “paìs civil”.
Però mi piacerebbe che il 12 e il 13 giugno di quest’anno ci fosse almeno qualcuno che decide di rinviare una gita, o anche solo partire un’ora più tardi la domenica mattina, per dare il proprio contributo alla difesa dei beni comuni, a un futuro libero dall’ incubo nucleare e a una legge un po’ più uguale per tutti.
Per andare a votare 4 SI’ in questi referendum cui siamo chiamati.
E chi non è d’accordo abbia il coraggio civile di andare a votare no, anziché prestarsi al gioco dei miserabili che hanno buttato via i nostri soldi e hanno imposto un silenzio tombale per cercare di far fallire il quorum.
Dai, andate a votare. Tutti. E convincete altre/i ad andarci.
Vorrei poter dire a mio padre e mia madre, al capolinea della loro vita, che la loro e la nostra Italia è ancora “un paìs civil”.
Grazie per avermi ascoltato- Pippo Tadolini
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Il quorum
Beppe Grillo

Il quorum è un furto di democrazia. Un modo costituzionale per fottere il cittadino. Le porte del Palazzo devono rimanere chiuse. E’ inammissibile che chi ricopre una carica pubblica inviti la gente a non andare a votare, andrebbe denunciato. In giro ci sono solo manifesti per il SI, quelli del NO sono assenti. Chi vuole il nucleare e impossessarsi dell’acqua pubblica a scopi di lucro non può invitare a votare NO. Se lo facesse si sparerebbe nelle palle. Ci sarebbero infatti maggiori probabilità di ottenere il quorum. Preferisce quindi usare la tattica vigliacca di stare in silenzio, di depistare gli elettori fornendo persino date false attraverso le televisioni di Stato come il Tg1 e il Tg2. Sanno che l’opinione pubblica ha già deciso, che i SI saranno maggioranza con o senza quorum e allora puntano tutto sulla diserzione alle urne. L’Italia è una dittatura con due soli spiragli di democrazia. Due lumini sempre più fiochi di partecipazione: la proposta di legge popolare e il referendum. La prima è solo fumo negli occhi, puoi raccogliere 350.000 firme per una nuova legge elettorale, come per Parlamento Pulito, e Schifani può usarle per pulirsi il culo senza che nessuno possa obiettare, in questi giorni ricorre il secondo anniversario della mia audizione alla commissione affari costituzionali per presentare la legge… Il referendum, quando supera le barriere della disinformazione durante la raccolta di firme e il giudizio della Corte Costituzionale e viene finalmente messo in calendario, diventa allora una pistola caricata contro la partitocrazia che inizia subito l’osceno balletto per depotenziarlo. Il primo passo è evitare qualunque accorpamento con elezioni amministrative, politiche o europee. Il secondo passo è scegliere una data estiva per il voto. Il terzo è evitare di parlarne o invitare la gente a stare a casa o ad andare al mare, come hanno fatto Formigoni e a suo tempo Craxi. E’ ormai evidente che democrazia e partitocrazia sono inconciliabili. Quando esiste la prima non può esistere la seconda e viceversa. La democrazia è per i partiti italiani l’equivalente della luce per i vampiri, non possono tollerarla. Per questo il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e che propositivo senza quorum (chi non vota conta zero), come riportato nel suo Programma.

SPRECHI E ABERRAZIONI
Viviana Vivarelli

Il paese ha bisogno urgentemente di una riduzione delle tasse, visto che abbiamo le tasse più alte d’Europa, e ha bisogno immediato di una riduzione degli sprechi, visto che abbiamo l’imperativo europeo di contenere la spesa pubblica o andiamo in fallimento.
E la Lega che fa?! Propone il decentramento di alcuni ministeri, cosa che farebbe alzare immediatamente la spesa pubblica senza arrecare alcun beneficio collettivo, e propone un falso federalismo in cui
-si aumentano le tasse con la tassa di scopo e la tassa turistica
-e si dà agli amministratori locali il potere di aumentare le tasse locali mentre si tagliano loro i fondi.
Con poche mosse, la Lega alza ancora di più le sottrazioni di denaro a questo paese. E per che cosa poi? Per aumentare le mangiatoie locali al Nord!!! Ed è così che intende far crescere i suoi voti!? Ed è con questo che intende ricattare un vacillante Berlusconi!
E di fronte a queste ignominie (e ci mettiamo anche la depenalizzazione di banda armata e le regalie personali o l’ingresso alla Camera a 18 anni) noi dovremmo anche stare a sentire idioti che non sanno fare altro che applaudire tutto quello che viene fatto da questi sciagurati!
E se ci aggiungiamo anche privatizzazione dell’acqua, nucleare e legittimo impedimento (Bossi non andrà a votare, dunque li vuole tutti e tre) facciamo un altro passo indietro in ordine alla civiltà e al progresso umano!
E bravi loro e chi li appoggia!
Poi c’è chi come ladri non vede altro che gli extracomunitari, come se questi taglieggiatori fossero da meno!
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Bloggher
Non sarà mai accettabile Che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per 68 giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità
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PARASSITI E VITALIZI

Per quanto l’UE ci richiami a tagliare sprechi e vitalizi inutili, la Casta si tratta bene e tutto taglia fuorché i propri privilegi, tra l’altro privilegi che nessuno ha in Europa
Montecitorio ha un carico di 1.377 ex deputati e 861 ex senatori che prendono il vitalizio più 1.064 reversibilità a mogli e figli di parlamentari defunti per un totale di 3.302 parassiti.
Il Senato ha un carico di 861 ex senatori, più 436 reversibilità erogate a moglie e figli di parlamentari defunti
Bastano pochi anni in Parlamento per maturare un vitalizio che vale da 3.000 a 10.000 €. A seconda degli anni di contribuzione, si va da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni, incassano un assegno che parte da 2.472 per le reversibili e 3.104 € lordi mensili per arrivare a 9.947 euro lordi mensili, con rivalutazione automatica
Invece i lavoratori comuni, a partire dal 1996, con la riforma Dini, non ancorano più la pensione ai livelli di stipendio della parte finale della carriera, e hanno una pensione valutata sui versamenti effettuati nell’arco dell’intera carriera.
Deputati e senatori fanno eccezione. Si calcolano il vitalizio sulla base dell’indennità lorda (12 mila 434 euro) e degli anni di contribuzione. A ciascun anno è legata una percentuale:

Quanto costa tutto ciò?
Montecitorio ha in carico 2005 pensionati per 127 milioni di € a fronte dei 9 milioni 400 mila di contributi versati
Il Senato ha in carico 1297 pensionati per 60 milioni di € a fronte dei 4 milioni 800 mila versati
Un’autentica voragine
Basterebbe applicare la semplice legge che tutti devono essere trattati allo stesso modo per sanare disavanzi, iniquità e buchi nelle casse statali

Veltroni, per es., sommava lo stipendio di sindaco (5.500 euro netti mensili) con il vitalizio di 9000 € lordi. E’ anche uno dei più giovani pensionati del nostro Parlamento: con 23 anni di contributi versati
Toni Negri, leader di Potere operaio, nel 1983 era detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato. Per restituirgli la libertà, Marco Pannella lo inserì nelle liste radicali facendolo eleggere in Parlamento, mise piede alla Camera solo per sbrigare le pratiche connesse al suo insediamento. Dopo poche settimane, temendo di finire di nuovo in gattabuia, si diede alla latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ciononostante, oggi riscuote 3 mila 108 euro di pensione parlamentare senza avere prodotto nemmeno una legge: la sua personale vendetta contro lo Stato borghese.
Veltroni e Negri non sono episodi isolati. Il privilegio del vitalizio per deputati e senatori non conosce infatti ostacoli e si cumula con tutti i redditi
Susanna Agnelli, con 20 anni di contribuzione riscuote un vitalizio di 8 mila 455 euro al mese. Luciano Benetton, per 2 anni spesi a Palazzo Madama incassa una pensione di 3 mila 108 euro lordi.
I sacrifici previdenziali non sembrano riguardare i parlamentari. Le regole che si sono date stanno lì a dimostrarlo.
Deputati e senatori affrontano la vecchiaia con il conforto di ricche pensioni-baby. Secondo i regolamenti di Montecitorio e Palazzo Madama il diritto al vitalizio si acquisisce versando le quote contributive (attualmente 1.006 euro mensili) per almeno cinque anni di mandato. Davvero una bella differenza con i 20 anni di contributi minimi richiesti ai cittadini per la pensione di vecchiaia. Ma se la legislatura si interrompe bastano 2 anni e sei mesi per il diritto alla pensione.
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Il cancro è ora la principale causa di morte in Cina
Janet Larsen
http://www.earth-policy.org

I dati del Ministero della Salute cinese riporta che le morti per tumori sono quasi un quarto del totale dei decessi in tutto il paese. Mentre nei paesi in via di industrializzazione sono comuni le piaghe della povertà – malattie infettive e alta mortalità infantile – in questo caso siamo di fronte a patologie associate ai paesi più ricchi, come le malattie del cuore, gli infarti e il cancro.
Anche se ci si aspetterebbe che tutto ciò avvenga nella città più ricche della Cina, dove le biciclette sono state rottamate per le auto e il consumo di carne è in aumento, invece vale anche per le aree rurali. Infatti, gli studi dalle zone di campagna rivelano un’epidemia di “paesi dei tumori” collegati all’inquinamento di alcuni dei settori industriali che danno la spinta all’esplosiva economia cinese. Ma, nel porre la crescita economica al di sopra di qualsiasi altra cosa, la Cina sta sacrificando la salute della sua gente, mettendo a rischio la sua prosperità nel futuro.
http://cogitoergo.it/?p=2563

IL CREPUSCOLO DEI SERVI E L’ORA DEI TRADITORI
Gianni Tirelli

Il filo conduttore che unisce gli esponenti di questa maggioranza, è l’impostura, nel tempo, adottata a pratica relazionale e strategia politica. Oggi, questa operazione di becera propaganda, tesa alla mistificazione della verità e a contraffarne la realtà, ha esaurito definitivamente la sua forza propulsiva di convincimento, capovolgendone l’obiettivo. Una spada di Damocle sulla testa, di questo governo laido che, a breve, e con un colpo netto e deciso, metterà fine alla rivoltante commedia tragicomica che, da oltre 15 anni, ha tenuto sotto scacco il nostro paese.
Una fitta rete di novelli talent-scout, capeggiata da Emilio Fede e Lele Mora è, da tempo, impegnata nel rastrellare giovani vacche da intrattenimento, per soddisfare le perversioni e le malsane pulsioni del “nababbo nano”, a fronte e in cambio di privilegi, visibilità, impunità e protezione.
La nave sta affondando e, quanto prima, assisteremo (già se ne vedono gli effetti) ad una scomposta, quanto infame fuga di massa, dal PDL.
L’eventualità non più remota, di ritrovarsi soli e senza scialuppa di salvataggio nel pernicioso mare di un servilismo ormai improduttivo e che ha compromesso per sempre la loro dignità, moralità e senso dello Stato, non solo è reale ma imminente.
Sto aspettando, con morbosa curiosità, di vedere le prossime mosse dei fedelissimi, La Russa, Gasparri, Matteoli, Lupi e Cicchitto quando, l’ultimo mozzo, dall’alto dell’albero maestro della bagnarola forzista, inviterà a gran voce al: “Si salvi chi può”.
Una cosa è certa! Questa marmaglia (che per una sorta di maleficio ha raggiunto il potere e, per anni, screditato e mortificato, istituzioni e parlamento), sparirà per sempre dal panorama politico italiano e dalla memoria dei cittadini. Di tutti gli elettori che, in questi anni, hanno sostenuto, inverosimilmente, Silvio Berlusconi e cricca, non se ne avrà più traccia. Lo stesso avvenne dopo la caduta del fascismo.

Questo dato ci dice, in maniera eloquente, di quanto lungo e impervio sia, ancora, per il nostro paese, il cammino verso quella consapevolezza civile che trasforma l’impegno politico in una vera democrazia partecipata e in un autentico stato di diritto.
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PER IL PD NON C’E’’ PARADISO
Vivi

Non c’è niente da fare! Per gli scemi non c’è paradiso. Tutti i sondaggi hanno detto che, se il Pd resta alleato con SEL e IdV, vincerà su Berlusconi, ma, se li lascerà per Casini, perderà le politiche, e queste amministrative hanno dimostrato il calo del Terzo Polo, che ormai non serve più niente (Casini prende meno del M5S), mentre è eclatante la vittoria di Pisapia e di de Magistris, ovvero della sx estrema, e a quel punto, come volevasi dimostrare, anche ieri Bersani ha ripetuto che è sua intenzione ripartire da Macerata, ovvero spingere per l’alleanza con Casini! Milano e Napoli sono come nulla fudesse! Non ci sono parole contro tanta stupidità! Tafazzi avrebbe fatto meglio!
La cretinaggine del Pd è peggio del bacillo E.coli
E’ endemica!
Non c’è niente da fare!
Intanto la Moratti ha lasciato Milano con un debito di 6 miliardi e 600 milioni, per la serie “come governo bene io non c’è nessuno”! molto peggio del miliardo e 6 con cui la Iervolino ha lasciato Napoli. Bel successo di amministrazione davvero! Un buon motivo in più per votare Moratti!!
L’unica buona notizia è che Pisapia metterà al bilancio di Milano Tabacci, un outsider di grande intelligenza che già risolse la crisi della Valtellina.
Intanto Fassino dichiara che voterà solo 2 referendum su 4. Ci cascano le braccia.
Possiamo ricordare che costui contribuì al voto per dividere il referendum dalle amministrative con la sua assenza e che questa ci costa 350 milioni di fondi pubblici perduti, quando Pdl e Lega fecero passare la loro orrenda decisione di spostare i referendum al 12 giugno nel tentativo di farli fallire, e la decisione è passata per un solo voto, 276 a 275, grazie alle assenze dell’opposizione e, tra i 20 assenti c’era anche Fassino? Complimenti vivissimi! Che intelligenza! Che senso dello Stato! E complimenti ai torinesi che hanno votato uno dei maggiori assenteisti del Parlamento! Chissà che belle assenze farà anche a Torino!
E avanti così con le vele in poppa verso il baratro!
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DE MAGISTRIS
Viviana Vivarelli

Una delle cose più stupide che ho letto è stata l’accusa a de Magistris di non essere riuscito a finire i suoi processi.
De Magistris si trovava davanti un furto enorme, di 20 miliardi di fondi europei che dovevano servire a risollevare la Calabria e che furono rubati da una serie di poteri forti, tra cui tutti i partiti del malaffare, da dx a sx, comprese la ‘ndragheta, l’Opus dei e la massoneria. C’erano dentro persino persone vicine a Prodi, allora Presidente del Consiglio e a Mastella, allora Ministro della Giustizia.
Lo scandalo sarebbe stato troppo grande e avrebbe rovesciato non solo il Governo di Prodi ma tutti i partiti e anche il Vaticano, rivelando da che mani indegne veniva gestita Comunione e Liberazione.
Lo attaccarono in tutti i modi possibili da tutte le parti, con accuse che poi si sono dimostrate false, mettendogli contro altri giudici che già si erano resi rei di violazione di diritti umani e persino il Consiglio Superiore della Magistratura dove si evidenziò come nemica n°1 anche la dottoressa Vacca di Rifondazione
Insomma fu una lotta spietata, non ad armi pari, di tutta la politica corrotta contro un giudice coraggioso che metteva a nudo i loro misfatti.
Sappiamo com’è finita. De Magistris fu cacciato dalla sua funzione di pubblico ministero e fu costretto a dare la dimissioni da magistrato. Il suo aiutante Genchi venne demonizzato. L’inchiesta fu insabbiata.
Nessuno ha poi saputo chi si era fregato i 20 MLD pure sono spariti. I principali capi di accusa sono stati archiviati. I colpevoli girano tutt’ora a piede libero coi loro soldi in tasca.
Indubbiamente la battaglia sferrata da questo giovane e coraggiosissimo magistrato resta epocale e la battaglia che dovrà fare a Napoli contro la camorra e tutti i suoi referenti politici da dx a sx,è sulla stessa linea, un’altra battaglia gigantesca per cui non possiamo che dargli tutto il nostro appoggio.
Ma venire ad attaccarlo perché non è riuscito a portare a fine il suo processo sarebbe come accusare Giovanno d’Arco per essere finita bruciata!
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Giorgio Gaber

L’uomo è un’animale socievole;
quando incontra qualcuno che la pensa come lui,
scodinzola.
Da soli non si può far niente,
non è che io non dia valore all’individuo,
ma credo che un momento collettivo
sia un bisogno dell’uomo per sentirsi vivo;
per crescere e imparare
bisogna essere in molti
e non si può contare
sui cani sciolti.

Da soli non si può far niente,
è giusto trovare una propria appartenenza,
un fondersi di idee e intenzioni
per distruggere un mondo di corruzioni;
per poter ricominciare
ci voglion nuovi volti
e non si può contare
sui cani sciolti.
Da soli non si può far niente
bisogna tentare una qualche aggregazione,
la sento come l’unica salvezza,

un’unione che dia una sicurezza;
ci dobbiamo ritrovare
per non essere travolti
e non si può contare
sui cani sciolti.
Ma i cani sciolti
un po’ individualisti,
un po’ anarcoidi,
sono gli ultimi utopisti,
purtroppo non si accontentano
delle elezioni e dei partiti e delle coalizioni,

ne hanno pieni i coglioni.
Non ce la fanno a delegare
se non si sentono coinvolti,
sono proprio allergici al potere
i cani sciolti.

..
Gaber. Ascoltalo!
http://www.hackyourmind.org/wordpress/giorgio-gaber-mi-fa-male-il-mondo/

Mi fa male il mondo
Mi fa male la violenza
Mi fa male la sopraffazione
L’ingiustizia
A dire la verità mi fa male anche la giustizia
Mi fa male qualunque tipo di potere
Quello conosciuto
E quello sconosciuto
Nessuno ne parla
Nessuno sa niente

Misteriosi
Che tirano le fila
Invisibili
Mi fa male chi crede che ci sia ancora qualcuno che pensa agli altri.
Mi fa male qualsiasi tipo di potere, quello conosciuto, ma anche quello sconosciuto,
sotterraneo, che poi è il vero potere. Mi fanno male le oscillazioni e i rovesci
misteriosi dell’alta finanza. Più che male mi fanno paura, perché mi sento nel buio, non

vedo le facce. Nessuno ne parla, nessuno sa niente: sono gli intoccabili. Personaggi
misteriosi e oscuri che tirano le fila di un meccanismo invisibile, talmente al di sopra
di noi da farci sentire legittimamente esclusi.
E in chissà quali magici e
ovattati saloni che a voce bassa e con modi raffinati si decidono le sorti del nostro mondo: dalle guerre di liberazione, ai grandi monopoli, dalle crisi economiche, alle
cadute dei muri, ai massacri più efferati.
Mi fa male quando mi portano il certificato elettorale.

Mi fa male la democrazia, questa democrazia che è l’unica che conosco.
Mi fa male la prima repubblica, la seconda, la terza, la quarta.
Mi fanno male i politici, più che altro tutti, sempre più viscidi, sempre più brutti.
Mi fanno male gli imbecilli, i ruffiani. E come sono vicini a noi elettori, come ci
ringraziano, come ci amano. Ma sì,, io vorrei anche dei bacini, dei morsi sul collo…
certo, per capire bene che lo sto prendendo nel culo. Tutti, tutti, l’abbiamo sempre preso

nel culo… da quelli di prima, da quelli di ora, da tutti quelli che fanno il mestiere
della politica.
E mi fa male che ci sia qualcuno che crede ancora che ‘loro’ facciano qualcosa per noi,
per le nostre famiglie, per il nostro futuro. No, non c’è una scelta, neanche una, non
c’è una scelta politica che sia fatta pensando a cosa serve al Paese. No, solo quello che
conviene al gruppo, al partito… Per contare di più, per avere più potere. Certo, lo

fanno solo per se stessi, per il loro schifosissimo interesse personale. Tutti, tutti,
nessuno escluso. Farebbero qualsiasi cosa, venderebbero i colleghi, gli amici, i figli.
Cambierebbero colore, nome, nazionalità, darebbero delle coltellate ai compagni di
partito pur di fottergli il posto. Non c’è più niente che assomigli al coraggio,
all’esilio, alla galera. C’è solo l’egoismo incontrollato, la smania di affermarsi, il
potere, il denaro, l’avidità più schifosa
.
E voi credete ancora che contino le idee? Ma quali idee…!?

RIDIAMARO : – )
spinoza forum

Berlusconi: ” Sì alle primarie nel PDL”. “Primo!”.

Berlusconi: «Sì alle primarie nel Pdl». Che insieme alle infermiere gli piacciono tanto.

Berlusconi: «Sì alle primarie nel Pdl, ma senza infiltrati dalla sinistra». PD docet.
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Berlusconi: “sì alle primarie per il Pdl”, in effetti il fatto che imparino almeno a leggere e scrivere potrebbe tornare utile.
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Berlusconi lancia le primarie Pdl. Turno secco uninominale alla nord-coreana.

Cesare Beccaria
Le primarie nel PDL servirebbe solo per conoscere chi viene dopo il padrone , primo servitore, secondo servitore, terzo dipendente, ……
Vi
Scandalo per il calcio scommesse. Ormai fanno a gara tra chi è peggio, tra il calcio e la politica, ma a decidere la vedo dura.
.
Paola segnala
A notizia che anche il PdL utilizzerà lo strumento delle primarie per eleggere il candidato alle prossime elezioni politiche ha generato un’ondata di entusiasmo nella destra italiana. In esclusiva mondiale, il manifesto è in grado di presentare la lista dei candidati.

Silvio Berlusconi – Anziano imprenditore estraneo al teatrino della politica, ha aperto un teatrino tutto suo, con luci soffuse e palo per la lap dance. Vantaggi: può garantire una campagna elettorale a budget illimitato. Svantaggi: gli elettori potrebbero vomitare sulla scheda causando qualche problema durante lo scrutinio.

Marina Berlusconi – Imprenditrice di mezza età, è partita da zero e si è fatta da sola. Guida un’azienda sottratta ai legittimi proprietari grazie alla corruzione di un giudice, dettaglio che garantirebbe una continuità etica alla leadership del centrodestra.

J.K. – Giovanissima danzatrice del ventre yemenita. La sua candidatura alle primarie del PdL sarà valida solo in caso di voto nel maggio 2013, data in cui sarà maggiorenne da pochi giorni.

Claudio Scajola – Un politico a tutto tondo, pare sia candidato alle primarie del PdL a sua insaputa. Due volte ministro e due volte dimissionario, potrebbe essere una garanzia per la sinistra in caso di incoronazione a candidato premier.

Cicciuzzo ‘a Mitraglia – Sostenuto dall’ala legalitaria del PdL (Cosentino e Dell’Utri), si presenta come elemento in grado di cementificare l’alleanza al Sud. In caso contrario, potrebbe cementificare gli avversari politici. Attenzione, è armato.

Fabrizio Cicchitto – Veterano di numerose formazioni democratiche, i suoi capi sono sempre finiti in galera (Licio Gelli) o latitanti (Bettino Craxi), cosa che fa ben sperare per le primarie del PdL.

Roberto Formigoni – Anziano beat cattolico, sogna da tempo un ruolo di primo piano nella politica nazionale. Cita Don Giussani e si veste come Elton John. Francamente, sarebbe meglio il contrario.

http://www.alessandrorobecchi.it/

Spinoza

Berlusconi ora vuole cacciare le sanguisughe dal partito. E farne uno nuovo di zecche.
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Il centrodestra perde il controllo del Nord. Occhio che anche Vietnam e Corea hanno cominciato così.
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“Non l’ho chiamato perché non volevo disturbarlo”, ha detto Gheddafi.
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Minzolini: “Berlusconi nel 2013 può puntare al Quirinale”. Dirottando un aereo.
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Berlusconi: “Avrei potuto vincere, ma avrei dovuto consegnare la Carfagna alla camorra”. Lettieri invece era già di casa.
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Berlusconi: cazzata in G8. Matto
.
http://masadaweb.org

9 commenti »

  1. è vero, nei dibattiti non si finisce mai di imparare. Per esempio: i comuni non dispongono dei fondi per gbestire gli acquedotti ma i privati sì.
    è una buona notizia, non sapevamo che essi fossero così buoni da provvedere loro a questo bisogno indispensabile, però di già che c’erano non potevano dare direttamente i soldi ai comuni senza farla tanto complicata?
    Diversamente non capisco, non è che se i comuni non hanno i soldi quelli che ce li mettono poi li chiedono a noi con il markhup? ( il lauto guadagno).

    Come si fa a dire una scemenza simile? il fatto è che nessuno ribatte!
    ribattiamo noi, domenica e lunedì!

    Alberto Albertini

    Commento di MasadaAdmin — giugno 9, 2011 @ 6:11 am | Rispondi

  2. Ciao Viv, un pensiero ragionieristico.
    I volponi dell’astensione dicono che non avendo centrali nucleari siamo costretti ad importare energia elettro nucleare prodotta da centrali che sono all’estero, ma sul confine. Per cui costa di più la fornitura e in caso di disastro ne subiremmo comunque le conseguenze. Chissà perché nessuno spiega a questi furbacchioni che, forse, avranno ragione, ma le scorie che queste centrali producono sono cazzi del paese di residenza. inoltre, non so se il referendum raggiungerà il quorum, comunque secondo me, per un sano principio federalista credo sia giusto privilegiare la costruzione di centrali anzitutto in quelle regioni dove prevarrà l’astensione: vuol dire che sono favorevoli, oppure non gliene frega niente. Giusto?
    Buoni referendum e un bacio. Flavio

    Commento di MasadaAdmin — giugno 9, 2011 @ 12:27 pm | Rispondi

  3. AVVISO!

    LE SCHEDE PER IL REFERENDUM SONO IN CARTA TIPO COPIATIVO. SE SI SOVRAPPONGONO, IL SEGNO PASSA E LA SCHEDA PUò ESSERE ANNULLATA.

    FATE GIRARE

    Adriana Villamena

    Commento di MasadaAdmin — giugno 9, 2011 @ 4:01 pm | Rispondi

  4. La RAI è ALLA FINE ! CHI L’HA DISTRUTTA ?
    Senza ANNOZERO, CHE TEMPO CHE FA la RAI non ha più nulla ! è finita !
    Perché si dovrebbe pagare il canone ?

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 9, 2011 @ 4:02 pm | Rispondi

  5. se qualcuno ha ancora dei dubbi…..divulgatelglielo!

    Perchè si!

    I nuovi reattori sono più sicuri dei precedenti e prossimi saranno più sicuri di quelli attuali ma non saranno SICURI!

    Il problema non è costituito dal numero dei morti ma dai vivi: tumori malformazioni protratti per generazioni e senza preavviso. È subdolo.

    Il capitale mette nel conto che ogni impresa “può” comportare delle vittime però questo non giustifica il sistema soprattutto quando le vittime hanno le caratteristiche causate dalle radiazioni.

    Il fatto che i nostri vicini possano subire incidenti che danneggiano anche noi non giustifica che anche noi ci mettiamo ad aumentare le probabilità a nostro danno.

    Invitiamo i nostri vicini a valutare le loro responsabilità!

    Non risolto lo stoccaggio delle scorie. Quelle a più rapido decadimento sono comunque a decadimento.

    In italia ci sono le scorie della precedente edizione ancora da sistemare ma nessuno se ne preoccupa. Avrebbero la precedenza sui nuovi progetti!

    L’uranio finirà e diventerà sempre più caro.

    Noi non possediamo uranio.

    Anche la sicurezza diventerà sempre più cara.

    Se l’energia nucleare non esistesse come ce la caveremmo?

    Gli investimenti sono giganteschi e concentrati questo favorisce la corruzione politica o l’uso come mezzo per trattative più o meno scoperte.

    Le centrali non si farebbero comunque perchè nessuna regione le accetterebbe, perderemmo tempo senza sviluppare le alternative.

    Compriamo energia quando ce la vendono sottocosto.

    Che controllo abbiamo sui prezzi reali dell’energia?

    Alberto Albertini

    Commento di MasadaAdmin — giugno 9, 2011 @ 4:06 pm | Rispondi

  6. Da Don Aldo

    ENERGIA
    Ovunque l’uomo esplica la propria quotidiana attività c’è bisogno di energia. Tutto ciò che ci circonda
    ha bisogno di energia per funzionare, o quantomeno ne ha avuto bisogno per essere prodotto.
    Per poter fornire l’energia vengono bruciate ingenti quantità di combustibili fossili (petrolio,
    carbone, gas naturali), che provocano l’emissione in atmosfera di gas come il diossido di carbonio
    (CO2), che provoca l’effetto serra, una delle cause più importanti del cambiamento climatico1.
    L’elevata quantità di questi gas, alterando lo scambio di energia tra l’interno e l’esterno dell’atmosfera,
    provoca un mutamento degli equilibri climatici del nostro pianeta.
    Più ancora, i combustibili fossili non solo ammorbano l’ambiente nel momento in cui vengono usati
    per produrre elettricità, ma occorre estrarre la materia prima, trasformarla, trasportarla e dopo
    averla usata nelle centrali, gestirne i residui (solidi, liquidi, gassosi).
    Ad esempio, l’estrazione del petrolio (per i trasporti, il riscaldamento, la produzione di plastica,
    nylon, poliestere…) avviene quasi sempre in ambienti naturali come oceani, selve tropicali… e ciò
    implica inquinamento, deforestazione, espulsione di popolazioni indigene dal proprio habitat; il suo
    trasporto avviene attraverso oleodotti di migliaia di chilometri o grandi petroliere che, come si sa,
    spesso provocano incidenti drammatici (sversamenti in mare).
    Ugualmente dicasi per il carbone, che si estrae in un luogo e si consuma in un altro, ed è perciò
    necessario trasportarlo, anche da un continente all’altro. Inoltre, la produzione di elettricità nelle
    centrali termiche è un processo altamente inquinante.

    L’energia nucleare non è una soluzione
    • Le centrali nucleari emettono nell’ambiente sostanze radioattive.
    • Producono residui radioattivi che continueranno ad essere pericolosi per centinaia di migliaia
    di anni.
    • Nei pressi delle centrali nucleari si è registrata una maggiore incidenza di tumori.
    • Finora l’incidente di Chernobyl (Ucrania, 1986) ha causato 20.000 morti. Affrontiamo adesso
    la devastazione imprevedibile della catastrofe nucleare di Fukushima, Giappone, causata
    dal terremoto e dallo tsunami (marzo 2011).
    • è una fonte di energia costosissima e può essere mantenuta solo con ingenti contributi statali.
    • Il Protocollo di Kyoto non lo considera un freno per il cambiamento del clima.
    Quali sono i passi da compiere
    I passi per frenare il cambiamento del clima e cercare di ridurne i danni devono essere intrapresi sia
    a livello personale che a livello comunitario e sociale in 4 direzioni:
    • Favorire le energie pulite e rinnovabili: il sole, il vento, l’acqua, i residui delle foreste, dell’agricoltura
    e dell’allevamento… in pochi decenni potrebbero fornirci tutta l’energia di cui
    abbiamo bisogno.
    • Risparmiare energia evitandone l’inutile spreco.
    • Utilizzarla in forma regionevole ed efficiente nelle città, negli edifici, nelle industrie, nei trasporti,
    in casa…
    • Sostenere e collaborare con le associazioni e i gruppi che tutelano i tre punti precedenti.
    Che cosa possiamo fare?
    a) Illuminazione
    • Uscendo da una stanza, ufficio o sala spegnere sempre la luce.
    • Preferire, ove possibile, la luce naturale: se gli interruttori lo permettono, accendere
    solo le luci più distanti dalle finestre e avvicinare a queste i tavoli da lavoro.
    • Usare lampadine a basso consumo energetico (fluorescenti compatte): durano quasi
    10 volte in più e consumano il 75% in meno delle lampadine incandescenti. Le lampadine
    fluorescenti fanno risparmiare moltissimo nei locali in cui c’è bisogno di illuminazione
    continua e prolungata.
    • Le lampade alogene (fari) sono adatte per l’illuminazione diretta di oggetti (quadri,
    opere d’arte) o punti strategici di un locale, ma non per l’illuminazione generale di
    una stanza.
    • Negli ambienti in cui c’è bisogno della massima illuminazione, conviene sostituire gli
    interruttori normali con regolatori di intensità luminosa (Zimmer).7
    • Installare fotocellule nei corridoi, nei bagni e in altri locali pubblici.
    • Pulire regolarmente i dispositivi di illuminazione e le lampadine: la polvere può ridurre
    del 20% il flusso di luce.
    b) Riscaldamento e aria condizionata
    • Mantere il riscaldamento intorno ai 19–20 °C. Abbassando la temperatura di un solo
    grado si risparmia il 10% di energia!
    • In caso di riscaldamento autonomo, installare apparecchi di regolazione della temperatura
    interna della casa. I termostati interrompomo il funzionamento della caldaia
    quando la temperatura interna raggiunge quella programmata. Le valvole termostatiche,
    installate su ogni radiatore, permettono di differenziare la temperatura delle
    stanze: si può, ad esempio, riscaldare meno la cucina e le camere da letto e di più i
    bagni.
    • Non ostacolare la circolazione di aria calda (non coprire i radiatori).
    • Se si usano stanze o sale di riunione solo occasionalmente, termionato il lavoro, spegnere
    il riscaldamento.
    • Far controllare la caldaia una volta l’anno: una caldaia in cattivo stato produce
    meno calore, consuma più combustibile e inquina di più.
    • Evitare le perdite di calore: riparare le finestre che non si chiudono bene, abbassare
    le persiane di notte o quando si è fuori casa, coprire gli spifferi delle porte… meglio
    ancora sarebbe isolare la casa, installando isolanti nelle pareti e sotto i tetti, doppi
    vetri, finestre a chiusura ermetica.
    • Il riscaldamento sotto il pavimento garantisce un risparmio energetico considerevole
    poiché utilizza acqua calda a una temperatura di 30-35 °C., molto inferiore a quella
    usata nei radiatori; la temperatura ridotta permette inoltre di collegare le caldaie ai
    panelli solari.
    • In estate, regolare il condizionatore a non più di 8 °C meno della temperatura esterna
    e accenderlo solo quando necessario. Se aumentiamo di un grado la temperatura
    dell’aria condizionata, risparmiamo fino all’8% di energia!
    • Non lasciare acceso il condizionatore se la stanza rimane inutilizzata a lungo o quando
    si apre la finestra per arieggiare.
    • Pulire con frequenza i filtri del condizionatore.
    c) Strumenti di lavoro
    • Comperare apparecchi informatici ed elettrici a basso consumo energetico: i prodotti
    conformi a precise disposizioni in materia di risparmio energetico, sicurezza e
    ambiente sono contraddistinti da un’etichetta che ne certifica la qualità (generalmente
    un’etichetta Energy Star o Ecolabel)
    • Programmare il computer e lo schermo in modo che vadano in standby se non sono
    usati per un dato lasso di tempo. Evitare in ogni caso di lasciarli in standby per un lungo
    periodo: anche questa funzione consuma energia (la TV spenta con il telecomando
    resta in stand-by ed il 10% del consumo energetico delle nostre case è dovuto agli
    apparecchi lasciati in stand-by).
    12
    • Spegnere l’interuttore principale e togliere la presa di corrente al termine della giornata:
    i trasformatori degli apparati informatici ed elettrici consumano energia anche
    quando sono spenti.
    • Accendere la fotocopiatrice e la stampante solo quando è necessario.
    • Se si devono salire solo 2 o 3 piani, servirsi delle scale evitando, se possibile, l’ascensore.
    Un po’ di esercizio fisico migliora la salute e contribuisce ad un risparmio di quasi
    30 Wh per ogni viaggio evitato.
    d) Elettrodomestici
    • Ridurre l’uso di piccoli elettrodomestici non indispensabili, ad esempio lo spremiagrumi…
    • Controllare l’etichetta energetica degli elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie…)
    prima di comprarli; acquistare prodotti di CLASSE A (etichetta verde). Un prodotto
    Classe A consuma quasi il 30% in meno di energia e inquina meno.
    • Usare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico con programmi a bassa temperatura.
    • Porre il frigorifero e il congelatore lontani da fonti di calore (radiatori e finestre)
    • Regolare il termostato del frigorifero e del congelatore a temperatura media: temperature
    troppo basse non servono per la conservazione degli alimenti.
    • Non mettere alimenti caldi nel frigorifero o nel congelatore (provocano la formazione
    di ghiaccio)
    • Togliere regolarmente il ghiaccio dalle pareti del freezer: uno strato di ghiaccio superiore
    a 5 mm è isolante e determina un aumento del consumo energetico dell’apparecchio.
    • Ridurre il preriscaldamente del forno.
    • Regolare la caldaia del bagno a una temperatura media, non superiore ai 55 °C.
    • Installare la caldaia del bagno vicino al luogo di utilizzo dell’acqua calda per evitare
    dispersioni di calore attraverso le tubature.
    • Evitare di tenere il televisore e altri apparecchi elettronici (modem, masterizzatore) in
    standby; se non si usano per lungo tempo, spegnerli del tutto.

    Commento di MasadaAdmin — giugno 9, 2011 @ 4:10 pm | Rispondi

    • Ottimi consigli. Grazie

      Commento di giulia — giugno 11, 2011 @ 1:36 pm | Rispondi

  7. Complimenti! Ironia così tagliente era da un pò che non si leggeva

    Commento di Paola Lombardo — giugno 10, 2011 @ 9:20 pm | Rispondi

  8. Ci spieghi il Min. Brunetta qual’ è la PEGGIORE ITALIA

    ci sono Mafia Camorra, Spazzatura, Politici corrotti, Politici che colludono con

    la Camorra, la Mafia , i politici corrotti e sotto processo che siedono in parlamento

    a fare leggi per noi , politici che si fanno regalare o quasi regalare palazzi o appartamenti,

    politici che tradiscono chi li ha votati e passano ad altri partiti, politici che fanno sporcizie con

    minorenni ! Il Ministro Brunetta cominci a RIPULIRE TUTTO cIò !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 15, 2011 @ 4:55 pm | Rispondi


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