Nuovo Masada

maggio 27, 2011

MASADA N° 1295. 26/5/2011. PARAPSICOLOGIA – LEZIONE 6 – LA PSICOMETRIA – GERARD CROISET

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La chiaroveggenza è sopita nell’animo di ognuno”
(Sinesio vescovo di Cirene)

(Appunti di un corso tenuto dalla prof. Viviana Vivarelli)

La psicometria è la capacità di trarre da un oggetto delle immagini che si riferiscono alla sua storia, in particolare sulle persone che hanno avuto con quell’oggetto un rapporto consuetudinario o traumatico, a volte ciò che viene visto dal sensitivo non è solo la storia del passato dell’oggetto ma anche del futuro. Croiset diceva: “I pensieri possono diventare tutt’uno con le cose che stanno attorno”, tuttavia pensava che fossero trasmessi dalle menti e non dalle cose. Io ritengo invece che sia possibile la ricezione di memorie trattenute dai luoghi o dagli oggetti come se gli eventi, soprattutto quelli traumatici, impregnassero gli ambienti o gli oggetti e potessero essere captati dalla mente di qualcuno.

Telepatia e psicometria appartengono alla chiaroveggenza, entrambe possono riferirsi a una realtà senza tempo e senza spazio, che contiene tutti i tempi e tutti gli spazi e da cui possono arrivarci flash di conoscenza in modo diretto o simbolico.

GERARD CROISET

A questo punto vi voglio raccontare la storia di un paragnosta (para= al di là, gnosis = conoscenza) in cui telepatia e psicometria si confondevano creando una fenomenologia molto interessante: GERARD CROISET, un grande sensitivo olandese, guaritore e chiaroveggente, che, applicando la telepatia e la psicometria, ha aiutato spesso la polizia a cercare persone scomparse e si è proposto in pubblico nell’esperimento della sedia vuota.
Croiset diceva “Esiste un’esperienza universale, come un riassunto di tutti i pensieri e azioni dell’umanità del passato, presente e futuro. Il paragnosta estrae da questa sapienza le sue impressioni attraverso canali extrasensoriali…vive queste impressioni coscientemente ed è in grado di comunicarle”.
In India chiamano questo archivio universale di informazioni: AKASHA.
Croiset diceva che l’oggetto ‘induttore’ riceveva informazioni per risonanza dalle persone che lo avevano contattato, soprattutto da chi aveva sviluppato vicino ad esso il rapporto emozionale più forte e che poteva anche essere morto. “Ci sono oggetti che emanano l’amore di chi li ha creati e di chi li possiede”.
La sensitività di Croiset fu probabilmente innata. Quando era piccolo, un giorno a scuola una ragazza venne spinta dai compagni e cadde, e il giovane Gerard vide come in una radiografia l’osso dell’anca che si era rotto, aveva una visione endoscopica che gli permise spesso di visualizzare l’organo malato come in una nebbia, a volte vedeva anche tumori non ancora sviluppati, oppure poteva trarre una diagnosi attraverso simboli personali, per es. poiché la madre, malata di cancro, nell’ultimo periodo della sua vita, mangiava solo pesche, se visualizzava una pesca, capiva che c’era un tumore.

Croiset era nato nel 1909, i suoi genitori erano degli eccentrici che vivevano in una comune socialista mantenendosi con espedienti, il padre era un libero pensatore piuttosto bizzarro.
Fin da bambino Croiset soffriva di lampi di luce che durarono tutta la vita, non erano comuni chiasmi, era una luce abbacinante, intensissima, a volte così forte da impedirgli di vedere; in questa luce Croiset scorgeva delle figure indistinte aureolate con cui parlava e che gli rispondevano, i suoi amici spirituali, e vide poi persone defunte. Chiamò questa luce dinamica e in movimento ‘la NEBBIA’, ma in realtà più che una nebbia era un insieme di bagliori.
In prima elementare cadde in un canale e rischiò di morire affogato; mentre andava sotto, vide scorrere rapidamente la sua breve vita. Questa esperienza lo modificò totalmente e lo sintonizzò sull’esperienza della morte in acqua. Molte delle persone disperse che trovò in seguito, aiutando la polizia, furono degli affogati, come se il trauma subito lo avesse sensibilizzato ad unirsi telepaticamente con chi aveva avuto quell’esperienza. Possiamo ipotizzare che esperienze simili facilitino la comunicazione telepatica dei soggetti in causa, producendo campi vibrazionali simili.
La sua telepatia lo portava a sintonizzarsi su altre menti. Croiset si collegava sul disperso o su un testimone o su un passante che poteva trovarsi nello stesso luogo così che lo vedeva con i suoi occhi, anche attraverso salti temporali..
I giornali avrebbero scritto:
“Un uomo scomparso da due giorni è stato ritrovato su indicazione di Croiset nel luogo dove era sprofondato pattinando”.
“Il corpo di un uomo scomparso da tre settimane è ritrovato nel fiume sotto un ponte per indicazione di Croiset”.
“Nel fiume presso un’idrovora è stato ritrovato un uomo scomparso…”

Quando ancora era bambino, il padre se ne andò. La madre restò in una grave situazione economica. C’era anche una nonna che soffriva di nevralgie al trigemino e il bambino aveva imparato ad alleviarle il dolore con la mano, fu la sua prima paziente; grazie a lui, la nonna riusciva ad alzarsi e lo ringraziava regalandogli una banana. E la banana divenne un simbolo mentale che indicava che la soluzione di un problema era vicina. Le sue visualizzazioni riportavano in modo simbolico dettagli della sua vita da cui Croiset ricavava significati positivi o negativi. Chiamava questo legame: ‘associazione telepatica’ o ‘parentele associative’. Ne faceva un ponte tra se stesso e la conoscenza totale. Diceva: “Il valore delle parentele associative sta tra il sapere universale e il pensiero umano”.
Quindi poneva tre piani o livelli: quello che il singolo uomo sa (conoscenza individuale), le esperienze simili a quelle di altri (conoscenza analogica che unisce più uomini), il sapere assoluto (conoscenza totale).
Spesso diceva che la telepatia si formava per queste parentele esistenti tra lui e altri che partecipavano al caso, da notare che tramite loro poteva vedere anche cose che essi avrebbero visto nel futuro o che avevano visto nel passato, anche se erano persone morte. La sua conoscenza si svolgeva dunque ad un livello di pensiero che potremmo chiamare analogico, in esso si potevano stabilire uniformità (onde simili?) e dunque passaggio di conoscenza da un soggetto a un altro.

A causa della povertà della madre, Croiset fu portato in un istituto, poi adottato da due famiglie, infine messo a lavorare da un contadino e poi da un fruttivendolo. Un giorno fu operato allo stomaco per ulcera gastrica e raccontò tutta l’operazione nei minimi particolari. In seguito la visualizzazione dell’ulcera gli avrebbe permesso di predire nuove malattie.
Era un bambino ribelle e discolo, con una forte intelligenza e una vivace immaginazione che in genere sconcertava gli adulti. Un giorno visualizzò il padre in cima alle scale e provò un oscuro senso di paura, raccontò la visione al padrone chiedendogli di andare a casa, ma non fu accontentato e il giorno dopo seppe che il padre era morto di infarto.
In quella luce fortissima che chiama ‘la Nebbia’ vedeva spesso il padre o il fratello o altri defunti, i suoi ‘amici invisibili’. Quando parlò di loro a una zia che lo ospitava venne preso per bugiardo. Ma lui continuava a vedere ‘ una NEBBIA luminosa’, una nebulosità formata da particelle in continuo movimento circolare che facevano piccoli vortici, “guizzi di luce simili a coni che uscivano dalla nebulosità e, scontrandosi, formavano piccoli esagoni, come le celle di un favo.” Da questa Nebbia si sollevava un velo che conteneva visioni. “Tutto svaniva e compariva il VELO”. “Nel Velo le immagini appaiono in frammenti per poi comporsi in un’immagine completa. Il ritmo e il tempo di questa composizione dipendono dal coinvolgimento emozionale del sensitivo”.
Nella seconda parte della sua vita, la Nebbia prese a mostrarsi come vortici di luce colorata, che sembravano uscire soprattutto da alcuni punti del corpo, in genere da ghiandole come fegato, ipofisi, milza ecc., Croiset vedeva coni di energia rotante colorata, internamente cavi, con la punta verso uno stesso centro, “li potrei descrivere come imbuti” diceva. Più tardi avrebbe associato queste immagini ai Chakra.

Croiset cercò anche di forzare il Velo coi sistemi classici, carte, fondi di caffè, palla di cristallo…ma queste forzature gli producevano mal di testa e malessere.
“Rendo passive-attive tutte le mie facoltà, non pensando coscientemente. Per arrivare a uno stato leggero di trance è necessaria una generale circolazione del sangue nel cervello, ottenibile con una respirazione controllata. Le funzioni materiali del cervello si sincronizzano con il pensiero e il sentimento e si arriva e un principio indirizzante ordinante. In uno stato equilibrato i canali sensoriali lavorano senza sviluppare tensioni e si aprono a impulsi extrasensoriali. Questo somiglia all’Hata-Yoga. Esercizi yoga possono attivare la chiaroveggenza.” Tenhaeff diceva che un tempo l’uomo usava istinto e intuizione, e probabilmente era molto più telepatico dell’uomo di oggi, poi la civiltà aveva fatto dell’intuizione una dote regressiva, ma oggi l’uomo potrebbe riprendere i poteri perduti con tecniche di rilassamento come lo yoga Patanjali.

Anche Gerard Croiset come il padre visse sempre di espedienti, facendo mille lavori e perdendoli spesso per colpa sua, per cui la sua vita fu quasi sempre al limite della miseria. La moglie era una donna molto paziente che gli dette tre figli.
In un momento di depressione dopo uno dei tanti fallimenti, un giorno Croiset fu avvicinato da un vecchio cliente che era un sensitivo, gli disse che era triste perché Croiset aveva perso i contatti col padre e col fratello e glieli descrisse, Croiset sentì il dolore dell’ulcera e fu folgorato da un mare di luce. Quando tutto finì, restò in uno stato di grande serenità. Questa serenità si sarebbe riaccesa ogni volta che usava le sue doti di sensitivo. Diceva che era raggiungibile anche con droghe ma queste tolgono il controllo dello spirito, per lui invece il raggiungimento di questo stato di serenità si raggiungeva attraverso la carità, l’uso delle sue doti per aiutare gli altri. Nella luce vide che il vecchio cliente aveva intorno al corpo un alone, e in esso erano il padre, il fratello e altre figure sconosciute, che risultarono i defunti personali di quella persona. Lui mostrò di capirlo e gli disse che quello che sperimentava era chiaroveggenza e il giovane fu felice di sapere anche altri avevano percezioni simili alle sue e per la prima volta ebbe il coraggio di raccontare alla moglie le sue esperienze.
Dal Velo c’erano parti di luce che andavano agli esseri umani o ne partivano, ma il fenomeno non era uguale per tutti. Croiset vide dapprima un alone luminoso attorno alle persone poi, con persone speciali, riuscì a vedere fasci di luce colorata, più forti se le persone erano fortemente emozionate. Cercò anche di capire il significato di questi colori con l’aiuto dell’astrologia (Luna=viola, Mercurio=giallo, Venere=blu, Marte=rosso, Giove=porpora, Saturno= marrone-verde-nero, Sole=arancione) I colori che percepiva variavano secondo l’umore e le emozioni e Croiset finì col costruirsi un vero schema interpretativo dei colori per le sue diagnosi che erano sia psicologiche che fisiologiche.

Un giorno l’amico lo portò da un chiaroveggente di professione che si esibì davanti a lui in un esperimento di psicometria. Croiset giocherellava con un metro quando d’un tratto vide apparire il Velo, sentì che il metro apparteneva a qualcuno, vide una data città, una macchina di cui lesse la targa e un’azienda e tutto risultò conforme. Cominciò a fare esperimenti di psicometria e i risultati furono così esaltanti che ne poté fare uno spettacolo.
Cominciò anche a praticare l’oujia, due legnetti incrociati e una tavoletta con le 26 lettere, i dieci numeri e sì e no, 4 persone mettevano l’indice sulle 4 estremità della croce che si muoveva, quando era sulla lettera giusta un indice si abbassava e così si componevano le parole, un po’ come il nostro tabellone ma Croiset non era contento e pensava che influenzare le prove col suo pensiero, anche se fu la tavoletta a dire che egli era un grande sensitivo, un medium, Croiset diceva: “Si considera medium chi ha un livello di coscienza tanto labile da abbassarsi notevolmente, anche per l’influenza di altri presenti. Si dice che va in trance quando la sua coscienza si annulla fino al limite del coma. Questo stato mentale sgombrato da ogni forma di coscienza viene occupato dalle Intelligenze.”
Un giorno Croiset arrivò in una casa dove c’era una ragazza ammutolita e paralizzata, passandole vicino e sfiorando il letto con la mano ebbe una visione: “Vidi che la ragazza aveva avuto un grande shock mentale e ne seppi la causa.” Impose le mani su di lei, la ragazza reagì bene con sua grande gioia. Da allora la curò sistematicamente con visibili progressi tanto che poté riprendere a camminare e anche a parlare. Un giorno, mentre curava la ragazza, ‘vide’ che la moglie, incinta del secondo figlio, stava male, con la bici tornò rapidamente a casa e arrivò a tempo per aiutarla a partorire.
Diceva che il suo lavoro riusciva meglio quando era in armonia dentro di sé e che esso serviva a ripristinare l’armonia fuori di lui, capì di aver trovato lo scopo della sua vita. “C’è qualcosa che non è facile descrivere, un impulso interiore, che mi incita senza pietà, una dinamica paurosa che mi spinge alla soluzione di un problema e mi stimola a trasformare la disarmonia in armonia dovunque l’incontri”.
Gli chiesero di associare le sue visioni alla musica, così da ricostruire le dinamiche mentali dell’autore del pezzo ed ebbe buoni risultati, per quanto non avesse alcuna conoscenza della storia della musica. Ma una volta, in un salotto, invece di reagire alla musica reagì a delle pietre che stavano sul caminetto, e sentì i nomi ‘Mexico’ e ‘Maia’, in effetti si trattava di pietre prese da un luogo di sacrificio Maia. Dunque l’oggetto stesso poteva emanare delle onde di informazione, che potevano essere captate anche a distanza.
Croiset era poverissimo e passava da un lavoro all’altro. Una volta stava disegnando dei cartelloni pubblicitari e gli si alzò il Velo davanti e vide una vecchietta e la cittadina di Rijssen, la sera stessa trovò sul giornale un avviso per un lavoro proprio in quella città; con un indirizzo approssimativo andò alla prima casa d’aste che trovò, e rivide, accanto all’uomo che lo accolse, la stessa vecchina, che risultò essere la sua nonna defunta.

Croiset dedicò molto tempo all’esame di quello che vedeva “Il Velo e le immagini che vi si formavano erano in primo piano ma sullo sfondo c’era sempre l’immagine della Nebbia. La Nebbia mi dava una sensazione di pace infinita e di equilibrio”.
La Nebbia era una grande luce dinamica che stava dietro tutto, il Velo era una specie di schermo su cui si proiettavano le visualizzazioni.
Cominciò a curare la gente e a farsi pagare per i suoi consulti, si faceva mettere quello che gli altri volevano in una scatoletta chiusa, ma i pazienti ne approfittavano anche se erano benestanti. A volte vedeva scene reali, a volte elementi simbolici, se per es. vedeva le scale, l’altezza di ogni gradino simboleggiava il tempo e poteva calcolare quando le sue predizioni si sarebbero avverate; sapere il tempo esatto in cui una cosa si realizzerà è in genere la parte più difficile della predizione, a volte è difficile anche capire se l’evento appartiene al passato o al futuro, perché è come se tutto apparisse allo stesso tempo. Avrebbe voluto far capire ai suoi visitatori il suo concetto di armonia ma questi volevano solo fatti e si accorse che in genere le sue predizioni non cambiavano le loro vite né li rendevano migliori.
Una sua vicina non aveva mai conosciuto i genitori, Croiset prese in mano il suo anello e vide la città di Amsterdam, delle case con campanelli a corda e la madre ancora viva che viveva in una grande casa lungo il fiume ma non ad Amsterdam. Con l’anello in mano riuscirono a ritrovare la famosa strada con i campanelli a corda, e da una donna egli ricevette mentalmente il nome di una via dove abitavano i nonni, questi dissero che la madre era in un istituto per pazzi a Rotterdam, che risultò proprio la grande casa lungo il fiume che Croiset aveva visualizzato. Ma la vicina non fu molto contenta nel ritrovare una madre pazza. Croiset si era dato tanto da fare ma ora era deluso e amareggiato. Non sempre è bene sapere ciò che non si sa e non sempre i desideri sono soddisfatti dalla conoscenza.
Croiset si sedette ai margini della strada mentre arrivava un contadino, il Velo si aprì e lui vide un documento giallo, chiese al contadino se avesse perso un documento, questi spiegò che quel giorno era morto suo fratello ma il testamento non si trovava, Croiset vide che era incollato sotto un cassetto di un certo mobile dove poi fu ritrovato.
Pensavo che il Velo fosse un serbatoio cosmico in cui è contenuta tutta la sapienza del mondo, e ogni uomo può attingere ad alcune conoscenze”.

La Nebbia o luce rotante era la grande energia di fondo, la luce dinamica che contiene tutto. La capacità di attingere alla Nebbia gli permetteva di mantenere l’equilibrio tra spirito e materia; quando questo equilibrio era compromesso era possibile l’errore. Croiset cercava le basi morali della chiaroveggenza, capiva che, per aprire le facoltà paranormali, doveva chiudere l’intelletto, ma non gli piaceva perdere il suo pensiero individuale, voleva entrare in trance ma essere insieme cosciente di quello che succedeva. Le capacità della mente sono enormi ma il cervello in un certo senso le limita, in particolare la mente sinistra focalizza l’attenzione sulla materia che elabora secondo paradigmi culturali. Per questo, mettere a riposo l’emisfero sinistro è la prima condizione per permettere alla mente di percepire altre realtà. Il cervello sinistro inibisce la percezione di unità tra le parti dell’essere e permette all’uomo di vivere nella singolarità. Potrebbe essere che ogni creatura esista nell’intero ma nell’uomo questa consapevolezza sia inibita dal cervello che crea l’io, come coscienza separata. Inibendo l’io, ovvero la separazione, si torna al Tutto. Per questo il cammino del santo procede con un progressivo allargamento di coscienza sempre più lontano dalle strettezze dell’egocentrismo fino all’identità col Tutto. Il cammino della sensitività potrebbe essere un progressivo allargamento dell’amore. Il che vuol dire che non abbiamo solo l’allargamento di alcuni poteri percettivi ma anche il mutamento della visione dell’essere. L’ampliamento della coscienza potrebbe essere un ampliamento dell’esistenza, una metamorfosi della vita.
Nella stessa struttura dei chakra, si passa dai primi chakra istintuali di radicamento nell’ego, a quelli più alti in cui l’io si confonde progressivamente col Tutto, si universalizza.
Il prof. Tenhaeff, studioso di paranormale, pensava che esistesse una forma più rarefatta di essere e che nell’uomo oltre all’organismo visibile ci fosse un metaorganismo, o corpo energetico, che poteva comunicare con corpi energetici su un altro piano comunicazionale. Il sensitivo comunica con una realtà intermedia (il Velo) che collega gli apparenti distinti dell’esperienza logico- sensoriale (corpi, tempi, spazi) in unità analogiche, come premessa a un piano dell’essere di unità globale. La realtà intermedia (o mondo delle relazioni analogiche) fa parte di una realtà più ampia che sta sullo sfondo e da cui viene tutto (la Nebbia luminosa di Croiset o realtà di luce). Il sensitivo che percepisce a tratti il mondo di mezzo cammina tra due mondi o due realtà. La sua visione coglie i legami di conoscenza tra le parti del reale (menti, spazi, tempi) ma, se avanza su una via spirituale, intuisce anche qualcosa di più grande, una energia intelligente globale che costituisce il Tutto. La parapsicologia può introdurre a rapporti interdimensionali e diventare una vera via spirituale che cambia la nostra visione dell’universo.
Croiset pensava che se si abbassava il livello di coscienza si potevano avere proiezioni astrali. Una volta ipnotizzò un giovanotto per un viaggio astrale, questi raccontò di vedere una donna con un abito a fiori e una sveglia che cadeva a terra; la mattina dopo arrivò da lui la suocera con un abito a fiori che disse che il giorno prima una sveglia le era improvvisamente caduta a terra. Croiset fece anche sperimenti di ipnosi a distanza, possibili proprio per la sua capacità di stare su un piano di realtà che non era quello dei distinti separati della realtà fenomenica , non ancora quello dell’unità assoluta, ma piuttosto quello delle sintonie possibili.

Nel 1936, durante una trance profonda, Croiset parlò della seconda guerra mondiale e dei milioni di uomini che sarebbero morti. Queste morti però non sarebbero state inutili, i caduti avrebbero portato al Velo il loro desiderio di pace e questo avrebbe preservato i viventi da altre guerre per lungo tempo. Predizioni molto precise sui fatti bellici continuarono per tutta la seconda guerra mondiale e grazie ad esse molti si salvarono.
Quando Croiset curava qualcuno prossimo alla morte, vedeva presso il moribondo delle figure luminescenti con contorni scuri. Una volta mentre guardava un ragazzo moribondo vide che dalla sua testa usciva una seconda testa e alla fine tutto il corpo si sdoppiò, l’apparizione era tanto reale che Croiset trovava impossibile che gli altri non la vedessero. L’intero corpo etereo diventò poi sempre più vago finché sparì.
In Russia hanno fotografato con macchine particolari sensibili agli infrarossi alcuni di questi corpi doppi che appaiono sopra animali che stanno morendo, per es. è stato fotografato il doppio di una gallina. Sugli uomini questi esperimenti non sono stati possibili perché la legge russa vieta l’osservazione del cadavere per più di 24 ore.
Croiset si chiedeva se queste apparizioni avessero una propria volontà. Una volta vide formarsi il Velo in auto e gli apparve un ex paziente morto di cancro il quale con voce appena percepibile gli disse che il figlio stava andando a cercare lavoro con l’autostop e che Croiset lo avrebbe trovato di lì a poco, gli avrebbe dato un passaggio e 35 fiorini, ed ecco, pochi km dopo, il giovane; Croiset lo portò alla stazione, gli dette il denaro e questi poté così trovare lavoro e rendere la somma prestata.
Alcune volte si manifestarono dei suicidi. Una volta Croiset prese lo studio in una vecchissima casa, dove vide una figura trasparente, un uomo di 1 m e 75, con capelli grigi, pantaloni di velluto e camicia, con una corda intorno al collo che salì una scala e gli mostrò un grosso chiodo su una trave. Risultò poi che una persona così viveva realmente in quella casa dove si era impiccato. La sua teoria sui suicidi era questa: “L’uomo riceve nascendo una certa quantità di energia. Questa deve essere usata per produrre un equilibrio tra materia, anima e spirito. Se però la materia viene indebolita, lo spirito ha molta difficoltà a consumare l’energia rimanente. Cadendo la funzione materiale, spirito e anima non hanno dove raccogliersi.” I suicidi tendevano alla materia ma senza trovarvi un appiglio. Gli Orientali avrebbero detto che il loro primo chakra si era indebolito.
Una volta il velo gli mostrò la testa di un disoccupato e una gallina nera, poco dopo questi trovò lavoro in una fabbrica di liquori a base di uova che si chiamava “La gallina nera”. Ma non sempre i simboli erano chiari.
A volte le visioni erano simboliche e ripetevano esperienze della sua infanzia, per analogia associativa, per es. una volta da ragazzo aveva rubato una moneta a una ragazza, poi gliel’aveva resa. Un giorno vide sopra un moribondo la ragazza che aveva smarrito la moneta e gli chiese: “Quale donna hai derubato e a quale donna hai dato il denaro?” L’uomo confessò che l’amante lo aveva costretto a rubare del denaro a una collega.
Poiché la madre prima di morire di cancro mangiava solo pesche, quando vedeva nel Velo accanto a un malato una pesca significava che era malato di cancro.“Sapevo che ero nel giusto dalla percezione di luce nella Nebbia, che mi dava una sicurezza che chiamavo coscienza di esattezza”.
Sentii per alcuni giorno una forte tensione, qualcosa doveva succedere, sentivo una richiesta di aiuto da parte di un bambino di sei anni. Vidi una chiatta dal lato sinistro, la madre avrebbe visto affiorare il corpo del suo bambino da quella parte. Sul momento mi dissero che avevo proprio sbagliato perché il bambino era stato ritrovato vivo, ma poi risultò che si trattava di un altro bambino; due giorni dopo la madre vide affiorare il corpo del suo bambino proprio dal lato sinistro della chiatta”.
A volte l’oggetto chiamava Croiset da lontano. Una signora raccontò che la sua casa era stata bombardata e che il padre era morto. Ricordava il suo orologio, un orologio molto bello con cui il padre giocava, lei lo rivedeva seduto davanti al caminetto col suo orologio in mano, le sarebbe piaciuto riaverlo per memoria di lui. Croiset visualizzò il giardino con le sue macerie e in un punto, sotto terra, sotto due travi nere, vide l’orologio, che poi fu ritrovato là. “Sorretta da questo amore, la percezione dell’orologio si era imposta alle mie facoltà”.
Il prof Tenaheff parapsicologo dell’università di Utrecht si occupò di Croiset per alcune decine di anni, come capo di un Istituto ufficiale di parapsicologia.

Croiset era ebreo e due anni prima dell’avvento nazista vide un suo amico in divisa nera con le scritte 4 5. Gli disse di pensarci bene perché “chi non si schiererà con le divise nere potrà tenere alta la testa quando i tempi difficili passeranno” “Arriverà il momento che gli uomini per questo principio si uccideranno, sono sicuro che ciò avverrà perché lo percepisco nella luce della Nebbia e tu sai che tutto ciò per me è irrevocabile” Dopo di che Croiset ruppe l’amicizia con lui.
Nei tempi dell’occupazione nazista Croiset fu controllato ma non subì persecuzioni dirette.
Molte volte fu chiamato in uffici di polizia o come sospetto o come aiutante. Quando la polizia gli mise gli occhi addosso, andò nell’ufficio di polizia e disse al poliziotto di mettere la mano sul tavolo, mise la sua sopra per 10 cm e l’altro sentì calore e pizzicore, si mise poi nell’angolo più lontano della stanza e trasmise le stesse sensazioni, poi scese una rampa di scale e ancora il poliziotto sentì calore e pizzicore. In pratica era in grado di produrre una forte variazione di energia anche a distanza.
Naturalmente fu accusato di esercitare abusivamente la professione medica, ma la condanna poi non fu eseguita.
La polizia cominciava a sondarlo presentandogli dei pacchetti o scatole chiusi, e lui doveva provare che vedeva il contenuto, per es. una volta vide una scarpa da bambino insanguinata. Poi gli dettero da toccare abiti o oggetti di persone scomparse o morte.
Una volta venne in Italia, a Verona, per un caso di omicidio e fu portato in una stanza. Appena entrò si sollevò il Velo e lui disse che in quella stanza era stata uccisa una donna di 58 anni alta 1 m e 60, in un letto di ferro con accanto un comodino e una sveglia verde su cui vide l’ora. Gli altri restarono perplessi perché la morta in questione aveva 22 anni, poi cercarono negli archivi e risultò che nella stanza tempo prima era stata uccisa una donna simile a quella descritta da Croiset, dalle foto si vide anche la sveglia e il comodino.
Un’altra volta vide che un bambino scomparso sarebbe stato trovato presso una campana da palombaro sotto il ponte di una autostrada, con accanto una canna da pesca e vicino un palo segnaletico stranamente attorcigliato. Così fu trovato il corpo del bambino che era andato alla deriva per 2 km dall’ultimo luogo dove lo avevano visto. Croiset pensava che la sua era telepatia rivolta al futuro, cioè aveva visto la scena con gli occhi di chi ritrovava il bambino, a volte comparivano deformazioni come qui il palo che non era attorcigliato ma dipinto a strisce oblique. Ma il particolare più interessante era che mancava l’autostrada, che sarebbe stata costruito anni dopo. Spesso Croiset vedeva nella scena anche particolari che sarebbero comparsi nel futuro, vedeva un ponte o una strada non ancora costruiti. Pensava di vedere la scena con lo sguardo della vittima o dell’assassino o del ritrovatore, come se si trattasse di telepatia e pensava che il destino di queste persone fosse intrecciato al suo ed era proprio questa unità che permetteva il passaggio di contenuti mentali da una mente all’altra sia pure in tempi diversi.
Gli Orientali pensano che noi siamo circondati da un alone o corpo aurico o campo vibrazionale non visibile allo sguardi ordinario, dove restano impresse tutte le esperienze della nostra vita, per cui ognuno ha un tot di onde o vibrazioni diverse con la sua tipicità, in parte dipendenti dal DNA genetici, in parte costituendosi come una specie di DNA esistenziale, in quanto ogni esperienza della vita crea una particolare modificazione di campo. Il risultato è la configurazione di una precisa banda di frequenze che potrebbe sintonizzarsi su bande simili o su sottobande affini, come due radio che si sintonizzano tra loro in quanto posizionate sulla stessa frequenza.
La variazione potrebbe prodursi o per esperienza diretta del vitale o per esperienza partecipata. Per es. Croiset non aveva avuto il cancro ma era sensibilizzato sulla vibrazione corrispondente perché di cancro era morta sua madre.

Un giorno ebbe questa esperienza: “Attraversavo un bosco in bicicletta, quando mi vidi circondato da una grande quantità di fasci colorati che mi impedivano la vista della strada, fui costretto a scendere e mi sedetti su un tronco, gli alberi e tutto il resto mandavano raggi penetranti, mi chiesi se stavo impazzendo…decisi di penetrare attraverso quella massa di colori e subito si aprì un varco nel blocco compatto. Una parte rimase aderente al mio corpo e un’altra si stabilizzò oltre il mio orizzonte.. tra i due campi colorati si manifestò il Velo e dentro scorsi figure contorte, gambe, braccia, teste…All’improvviso vidi un’enorme figura nera che mi caricava……..istintivamente tesi la mano, mutai il ribrezzo in pietà, l’animale si placò e si trasformò in un’apparizione di pace.”
Più volte egli avvertì il male in vari modi, fumo nero, animale ripugnante, strato di energia che si separava dal resto…, riusciva a vedere anche le emanazioni negative che uscivano dalla terra, mentre lavorava con radiestesisti , il male era l’elemento distorto non integrato, ogni volta Croiset cercò di elaborarlo con tutto se stesso così che si integrasse con l’energia della vita. Considerava il male qualcosa che si separa, e ‘diavolo’ in greco è appunto ‘diaballein’, il separatore. Croiset pensava che queste immagini sorgevano quando la sua energia era fuori equilibrio, dunque se era disarmonico captava visioni disarmoniche, quando in lui non c’era integrazione tra materia e spirito poteva captare la disgregazione esterna. La meta della vita era dunque raggiungere l’Armonia completa. Quando aveva visioni che lo turbavano molto, in cui cose e animali si mescolavano creando viluppi mostruosi, pensava che non si doveva reprimerle, perché sarebbero ritornate, ma bisognava lavorare per armonizzarle. L’uomo vedeva ciò che era. Riportare pace al cuore faceva sparire le visioni angosciose, ed era insieme un’operazione interna e esterna, con cui si potevano addirittura modificare i campi magnetici negativi captati da un rabdomante con la sua forcella.
Durante il periodo nazista Croiset non subì persecuzioni a differenza di altri ebrei ma fu rastrellato come lavoratore coatto con altri duemila e portato in Germania, e anche nel campo continuò a curare e a guarire.
Due suoi amici fecero molto per aiutare gli ebrei, Croiset ne vide uno sull’ultima piattaforma di un treno, e l’altro in un ospedale. Il primo fu colpito a morte su un treno e il secondo tentò di nascondersi facendosi ricoverare in ospedale ma qui trovò la morte.
A volte Croiset sentiva una puntura sull’ultima vertebra del collo, e gli sembrava che entrasse in lui una grande energia in attesa di qualcosa di molto impegnativo. I riverberi fisici della paranormalità sono frequenti, tra i più citati : il pizzicorino sotto l’aletta dorsale sinistra, una sensazione di disfacimento o elettrica nell’area limbica cioè alla sommità della testa, una variazione termica esagerata nel freddo o nel caldo, ecc. Ci sono poi segni fisici personali del singolo veggente. Durante l’occupazione nazista Croiset sentì spesso questa puntura nel collo.

Molte sue predizioni riguardarono la guerra, i movimenti di Hitler o degli alleati, i tempi del conflitto, gli spostamenti delle truppe, l’intervento della Turchia, la capitolazione dell’Italia, il giorno e il luogo dello sbarco degli alleati in Sicilia, lo sbarco in Normandia ecc.. Molte visioni riguardarono movimenti dei nazisti nella sua città e salvarono la vita a ebrei che sfuggirono ai rastrellamenti.
A una madre il cui figlio era stato rastrellato dai tedeschi disse: “Non è stato trasportato in Germania: è sfuggito ai tedeschi, si è rifugiato in un canale di areazione di una fabbrica di Hengelo e non riesce più a uscire!” I parenti corsero là, trovarono il ragazzo sfinito e affamato ma vivo.
Faceva i consulti sul malato, su un oggetto del malato o anche su una sua fotografia. Imponeva le mani e entrava nella ‘terra di nessuno’ dove si alzava il Velo con immagini o parole. Curava anche a distanza, curò a distanza persone che erano in prigione o i suoi stessi figli. Chiamava questo: “curare la disarmonia”.
Lavorò anche insieme a radiestesisti con le loro forcelle, visualizzava le vie dell’energia come raggi colorati e le energie negative come esalazioni di fumo che uscivano dalla terra, e vedeva che le forcelle giravano dove a lui apparivano incroci di raggi, i nodi di Hartamn, il radiestesista gli spiegò che se l’uomo sta a lungo sopra questi incroci per es. ci dorme sopra, deve consumare troppa energia per tenere il corpo in equilibrio, e la cosa alla lunga è patogena.
Croiset usava la psicometria in modo diagnostico risalendo alle cause di certi mali, per es. toccando la spalla di un uomo ebbe delle visioni di un lager e l’uomo confermò che a sua spalla era stata torturata da un sadico in un lager. A volte appariva il futuro ma non era sempre comprensibile.
Con una paziente sofferente di reumi si alzò il Velo e vide una catena con due manette aperte e sentì la parola venerdì. Concluse che la guerra sarebbe finita il venerdì, ma la sua interpretazione non era esatta, il venerdì venne la Gestapo e arrestò la famiglia e anche la sua paziente, dunque a volte il sensitivo poteva ricevere immagini giuste ma interpretarle in modo sbagliato, visione e interpretazione venivano da due parti diverse della sua mente e non avevano la stessa certezza. Un sensitivo non è infallibile. Un conto è poi sentire, un conto capire. Io dico sempre che quando si ha il 70% di risultati buoni, è già molto. In genere il sensitivo è sempre ansioso di sapere se ci sono riscontri e, quando non vengono, è preso da squilibrio e depressione.

Dopo la guerra, Croiset cominciò a lavorare con un medico che gli faceva fare delle diagnosi con imposizione della mano su vetrini di campioni di sangue, le risposte buone erano dell’80 o 90%. A volte dal vetrino Croiset induceva nozioni curiose come per es. che il soggetto stava per comprarsi una fisarmonica in un preciso negozio.
Qualche volta i medici lo aiutarono, più spesso lo contrastarono, finché non incontrò il Prof. Tenhaeff che lo studiò portandolo all’università e occupandosi di lui per decine di anni. Anche la Chiesa ebbe dell’astio nei suoi confronti. La Chiesa segue S. Tommaso che accetta la possibilità di una chiaroveggenza soprannaturale mandata da Dio ma rifiuta come diabolica una chiaroveggenza naturale, la Chiesa si arroga il diritto di separare ciò che viene da Dio e ciò che viene dal diavolo, e per questo ha perseguitato anche molti santi, si pensi a Padre Pio, e nel 1600 e 1700 ha mandato al rogo 7 milioni di presunte streghe. Tenhaeff, il docente che studiò Croiset, non faceva questa distinzione tra santi e indemoniati ma pensava molto più banalmente che ognuno fosse dotato di capacità paranormali ma in misura diversa, la gradazione faceva la differenza, solo quando le ESP si verificavano in misura fortemente superiore alla media si poteva parlare di veggenza, ma l’uso che poi la persona ne poteva fare poteva essere tanto buono quanto cattivo, la sensitività di per sé non indica che la persona è affidabile, può anche essere pericolosa e farne un uso malefico, come può essere buona e farne un uso etico.

Croiset lavorò spesso con rabdomanti, essi parlavano di radiazioni inquinanti che venivano da sotto terra. Una volta Croiset andò con un rabdomante in una scuola e nell’ingresso percepì una segheria, si vedeva in mezzo all’acqua con tronchi galleggianti. Seppe poi che la scuola era sorta dove prima esisteva una segheria e che l’ingresso corrispondeva al pozzetto che conteneva i tronchi in ammollo. Croiset credeva di attingere telepaticamente alle conoscenze di altri che sapevano i fatti e che potevano anche essere persone decedute o esistenti nel futuro, come se le menti potessero irradiare le loro conoscenze indipendentemente dalla separazione temporale, non parla mai di telepatia ambientale. Io invece propendo a credere a forme di pensiero aderenti a luoghi. Per quanto Croiset pensasse che un oggetto poteva restare impregnato di memorie riguardanti persone o situazioni e poteva rilasciarle al sensitivo che si sintonizzava su di lui, non applicava lo stesso concetto a tutto un ambiente, eppure gli esempi di telepatia ambientale sono numerosissimi.

Per 26 anni Croiset organizzò centinaia di spettacoli psicometrici o telepatici, per es. con l’esperimento della sedia vuota.
Le sedie erano numerate; prima che venissero occupate Croiset estraeva un numero, abbassava il livello di coscienza, cioè escludeva il pensiero individuale, così da aprire l’altro tipo di ricezione e visualizzava la persona che avrebbe preso posto nella sedia corrispondente, la descriveva con almeno 14 particolari che la rendessero riconoscibile. Per es. di uno disse, tra l’altro “Vedo un signore anziano con pizzetto e capelli bianchi, un tight e calzoni grigi. Prima di prendere posto si guarda attorno tenendo il capo piegato sulla spalla”. Tra 200 posti, quello fu occupato da un notaio anziano che era vestito così perché era stato a un funerale e non aveva avuto tempo di cambiarsi.
Altri esperimenti erano fatte su buste sigillate o foto. Esempio: Croiset diceva tenendo in mano una foto: “Sono nel Nord dell’Olanda, vicino a Zaandam, poi mi sposto ad Arnhem, c’è una impalcatura su cui sono 5 o 6 giovani che vengono fucilati. Il capo degli esecutori è segnato da una cicatrice di una guancia, ordina: Fuoco! Vedo suole di stivali e poi più nulla.”Andarono sul posto, trovarono il luogo dove i giovani erano stati fucilati, li avevano seppelliti lì a capo all’in giù, quando cominciarono a scavare apparvero per prime le suole degli stivali. Altri due sensitivi con la stessa fotografia avevano visualizzato uno il paesaggio con l’erica e la fila di alberi, l’altro una prigione con un viale e un cartello con la scritta di voltare a destra. Tutto risultò vero anche se ognuno aveva visto cose diverse. Dunque non è detto che più sensitivi ricavino dallo stesso oggetto le stesse impressioni.
Qualche volta Croiset toccava un oggetto e si vedeva come suo proprietario. Una volta toccò un berretto di uno scomparso e si vide presso un gasometro in bicicletta, impaurito, in un vialetto con paletti bianchi, verso il confine e disse che si era impiccato. L’uomo impiccato fu trovato realmente nel luogo che aveva detto.
Nelle sue visualizzazioni seguiva parentele associative, cioè vedeva elementi simbolici di episodi della sua vita e su essi costruiva le sue predizioni. Teniamo presente che, anche se era considerato bravissimo nel suo lavoro, solo il 77 % delle predizioni furono positive.

La fama di Croiset si era diffusa tanto che la polizia lo chiamò diverse volte per la ricerca di persone scomparse o per cercare autori di assassini. Croiset toccava le vesti dello scomparso o della vittima e raccontava quello che vedeva nel Velo, spesso come se vedesse le cose dalla prospettiva del morto. Gli erano sempre di aiuto le visualizzazioni associative. Vediamolo con un esempio: una ragazza era morta e sembrava essere stata uccisa. Croiset toccava i suoi abiti, e vedeva una sua compagna di scuola molto erotica, per analogia diceva: “Giovane ragazza di 14 anni, sensuale, bionda”. Vedeva se stesso il primo giorno di scuola seduto in un banco vicino alla finestra, e diceva che la ragazza andava ancora a scuola e stava in un banco così. Vedeva un bosco di abeti e un paletto segna km che sembrava essere altissimo, la ragazza era stata trovata proprio in un bosco simile, col viso presso un paletto, sarebbe sembrato altissimo all’ultimo sguardo della morente. Croiset aveva ritrovato il posto e si era steso accanto al paletto, mettendosi nella posizione della morta. Croiset si immedesimava nella vittima e nel presunto uccisore, sentiva un gran fuoco alla gola e alla spina dorsale, vedeva le proprie mani attorno alla gola della ragazza, ma la ragazza restava viva, dunque non era morta di questo, Croiset la vedeva che si toglieva una gamba delle mutandine per fare all’amore, così come poi era stata trovata. Disse che era morta per scompenso cardiaco e non per strangolamento e questo risultò poi vero. Vedeva anche un uomo che somigliava alla ragazza e dirigeva un coro in chiesa, si trattava del padre e la ragazza sentiva questo coro nel bosco un’ora prima di morire. Descriveva la camicia a righe del ragazzo, e la targhetta sul bavero della sua giacca. Disegnava una mappa per trovare la sua casa e ci andava in auto, ma a dieci metri dalla casa perdeva ogni traccia

Es. di lettura psicometrica, Croiset prende in mano delle presunte pietre e dice:
Non è una pietra, è un osso di animale preistorico proveniente dall’Africa orientale. Vedo una grande grotta e dietro di essa un burrone profondo. Vedo un blocco curioso e persone dalla pelle scura. Altri camminano con le mani legate dietro la schiena. Vengono colpiti in testa e poi sul collo e buttati nel fuoco. Vengono scaraventati, mezzo carbonizzati, nel burrone dentro al quale vedo molte ossa umane. Vedo dei negri e degli uomini più chiari con lance e scudi e un copricapo di piume, il loro corpo è decorato di bianco, segni di vendetta. Mi sembra una festa rituale dove sacrificano uomini il cui sangue è raccolto in ciotole....” L’osso è stato trovato in una grotta africana, si dice che questa fosse abitata da cannibali e che vi si svolgevano cerimonie rituali Bantu. Più tardi si scoprì in una grotta vicina un disegno Boscimano. Poteva darsi che uomini dalla pelle più chiara fossero giunti nel luogo….
Gli danno una foto che riprende un asiatico.
“Vidi un campo pieno di voragini di una profondità insolita, Il cielo era coperto di nebbia scura come durante una violenta tempesta. La maggior parte delle costruzioni erano crollate come fossero soffiate via da una forza sconosciuta. Vidi morti e mutilati…il tutto mi diede l’impressione di una negatività assoluta mai sperimentata prima.. poteva essere una illustrazione dell’inferno. Fui preso da nausea e capogiri, da un pesante mal di testa e da una sensazione di fatica mortale”. Cos’era successo? Uno dei medici aveva ritagliato da un giornale l’immagine di una vittima dell’attacco atomico su Hiroshima, un uomo che da dieci anni soffriva di leucemia. La sua nausea sparì completamente solo dopo alcuni giorni.

Croiset diceva che, se le energie si mettevano in sintonia, si stabilivano dei piani comunicanti, si creava un nuovo tipo di contatto, un nuovo livello di sapere e di essere. “Ci sono a volte nei monasteri dei punti dove, parlando anche piano, si è sentiti lontano, è un PUNTO FOCALE. Così, in un gruppo unito da un unico scopo, può nascere un PUNTO FOCALE, che unisce tutti e li mette in comunicazione tra loro. In tal modo essi possono creare un’armonia che può essere utile anche a persone lontane.” Il sensitivo, aiutato dalle energie del gruppo, poteva diventare un punto focale, il suo scopo non era tanto di scoprire conoscenze precise quanto di realizzare piani comuni aperti sul mondo, in lui si costituiva una forza di conoscenza che poteva essere di aiuto agli altri. L’armonia di un gruppo realizzava una focalizzazione di energia nella mente del sensitivo, questa non solo diventava captazione di informazioni, ma poteva irradiarsi tutt’attorno come forma di aiuto, così come un faro irradia la luce.
Questi concetti possono anche spiegare l’importanza di un cerchio di persone intorno a un sensitivo e la necessità che esse siano in buon accordo tra loro. Demofilo Fidani, che è stato forse il più grande medium europeo, insisteva continuamente sulla necessità che vi fosse la massima armonia tra i membri del suo gruppo, per poter avere dei fenomeni paranormali. Era come se ogni mente fosse un’onda ma, riuscendo a metterle in sintonia, si aumentava la potenza del sensitivo come ‘onda portante’ , ciò da una parte rendeva possibile il contatto con un piano superiore di conoscenza, unitivo e non separato, il piano intermedio, dall’altra poteva svilupparsi come energia buona di aiuto.

In una comunicazione di Donatella chiediamo cosa è questa armonia:
L’armonia di parole, di pensieri, di ideali, è comunione con il Tutto, sia materiale che spirituale, quindi universale.
Raggiunta o ritrovata, può dare la possibilità di vedere con sei o con otto occhi, non solo con due, come può far sentire con tanti cuori, perché il cuore di chi ti sta a fianco diventa il tuo.
(L’Armonia) è tutto, tutto ciò che può unire in modo amorevole e armonioso tutti gli esseri della Terra.
Allora la tocchi, la assapori, ed è difficile che chi ti sta a fianco non ne rimanga contagiato.

L’Armonia) è l’essenza più grande di Amore”.
..
Indice parapsicologia

Lezione 1 https://masadaweb.org/2010/10/01/masada-n%C2%B0-1203-1-10-2010-parapsicologia-lezione-1/

Lezione 2 https://masadaweb.org/2010/10/05/masada-n%C2%B0-1206-5-10-2010-parapsicologia-lezione-2-la-vita-e%E2%80%99-piena-di-segni/#more-4916

Lezione 3: https://masadaweb.org/2010/11/12/masada-n%C2%B0-1223-12-11-2010-parapsicologia-lezione-3-telepatia-parte-prima/

Lezione 4: https://masadaweb.org/2010/12/26/masada-n%C2%B0-1239-25-12-2010-parapsicologia-lezione-4-telepatia-parte-seconda/

Lezione 5: https://masadaweb.org/2010/12/29/masada-n%C2%B0-1241-29-12-2010-parapsicologia-lezione-5-telepatia-parte-terza/

Lezione 6 : https://masadaweb.org/2011/05/27/masada-n%C2%B0-1295-2652011-parapsicologia

Lezione 7 : https://masadaweb.org/2013/01/01/masada-n-1429-112013-parapsicologia-lezione-7-archeologia-e-parapsicologia/

Lezione 8 : https://masadaweb.org/2013/01/04/masada-n-1431-412013-parapsicologia-e-aura-lezione-8-di-un-corso-sulla-parapsicologia/

Lezione 9 : https://masadaweb.org/2013/01/15/masada-n-1435-oltre-lo-spazio-e-il-tempo/

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http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Se la psicometria è la capacità di trarre immagini da un oggetto allora la scienza è la capacità di trarre conclusioni logiche da ciò che già logicamente esiste: l’intelligenza di chi tiene questo ordine. Non viene spiegato il tutto senza ragionevole ombra di dubbio sulla scienza stessa. Non ho mai visto un ordine scaturire da chi studia o desidera il disordine. Dunque la scienza potrebbe anche essa essere una pippa psicologica di un uomo colto, pippa che si sussegue in orgasmi multipli derivati dal piacere del suo sapere. C’è da dire che potrebbe essere la più larga strada della vanità.

    Commento di Roberto — maggio 30, 2011 @ 4:40 pm | Rispondi


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