Nuovo Masada

aprile 23, 2011

MASADA n° 1284. 23-4-2011. La Pasqua dei folli

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:22 pm

L’amore per la vita – E’ impossibile, ma tenterò – L’inettitudine della Lega – Carl Zimmer – Siamo 7 miliardi, Troppi! – Il processo stroncato – L’avanzata delle mezze seghe – Ballarò e la Gelmini –Gelmini e Brunetta: idiozia al quadrato – Genchi è innocente – La settimana della democrazia diretta – Nuovo attacco di Berlusconi alla scuola pubblica – Dal pulpito sbagliato – Riprendersi il futuro con l’ecologia – Il dopo-B è cominciato

“Questo messaggio lo dedichiamo ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.
Potete citarli.
Essere in disaccordo con loro.
Potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potete fare è ignorarli.
Perché riescono a cambiare le cose.
E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio.
Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero

”(Gandhi)
(Citazione di Silvanetta)

L’amore per la vita
Aurora Campana

Viviana cara,
è Venerdì Santo ed ho una storia da raccontare. C’entra il sincronismo, c’entra la magia, c’entra la natura, c’entra l’incredibile, c’entra di tutto.
Durante un week end a Cesena, l’anno scorso (eravamo di questi tempi), non
avevo voglia di fare niente ed ho fatto quello che a Cesena non faccio mai: sono andata nel mio studio ed ho preso dalla libreria un libro a caso, ma proprio a caso, per poter leggere stesa sul divano. Non lo faccio mai a Cesena perché’ ho sempre un migliaio di cose da fare, come pulire una casa perennemente sporca o andare a trovare i miei fratelli, e sono solo esempi.
Si trattava del libro “Il re ed il Cadavere”, non ricordo l’autore. Tratta dei miti e delle leggende, ne spiega il significato e ne guida l’interpretazione. Ne sono rimasta letteralmente folgorata e me lo sono portata a Bologna per finire di leggerlo.
Come ben sai, in queste leggende c’e’ sempre un eroe coraggioso senza macchia e senza paura, che deve superare cose inaudite per una buona causa
Nella fattispecie, questo eroe doveva portarsi al di là’ di un luogo custodito da un enorme drago che non lasciava via di scampo e la “vecchietta” speciale che incontra gli dice “Non hai possibilità con questo drago, non lo puoi vincere, non
lo puoi uccidere, rinascerebbe, poiché egli è comunque una divinità TU LO PUOI SOLO AMMANSIRE. Allora ecco che consiglio di fare: quando lui spalanca le fauci, gettagli questo pezzo di carne e mentre lui mastica distratto ..”
Questo concetto mi è’ rimasto molto impresso.

Devi sapere che il mio appartamentino a Bologna ha un minuscolo terrazzo
sempre sovraccarico di piante. Orbene, questo terrazzo era diventato una
piccionaia. Quante cose ho imparato su di loro! Quante emozioni!
Tutto però ha un limite ed una fine, anche le piccionaie abusive. Pian pianino sono diventati tanti che le mie Aloe dovevano essere senza dubbio infette, senza contare il fatto che con gli atterraggi in picchiata tutte le piante erano piene di piaghe, penzoloni, ecchimosi, insomma così sofferenti che ho cominciato a cercare di farli desistere.
E’ una parola. Ho fatto di tutto. L’amore per loro è diventato rabbia, la rabbia si è trasformata. in crudeltà. Ho cominciato a buttar via uova e nidi, nidi e uova, uova e nidi … E loro come una Penelope all’inverso, di giorno disfacevo, di notte la colomba rifaceva …
Un giovedì sera, di ritorno dal lavoro, vedo la colomba che covava all’altro angolo del terrazzo, su qualche foglia e rametto ( poveretta, era scaduto il tempo, sai quante volte gliel’ho fatto rifare?).
Stanca e fuori di me, l’ho lasciata stare per rimandare l’azione al sabato
successivo).
Il sabato spalanco la porta del terrazzo e … non credo ai miei occhi!
La colomba cova tranquilla nel suo estremo angolino del terrazzo e mi guarda fisso fisso, sul suo sparpaglio di qualche foglia e rametto, e a trenta centimetri circa di distanza da lei, ben visibile, un nido perfettamente costruito con un uovo dentro … incustodito!
(I piccioni fanno sempre e solo due uova che non si possono raffreddare).
La parola “AMMANSIRE e’ guizzata nella mia mente come un lampo e non volevo crederci.
E’ come se mi avesse detto: “Facciamo metà per uno, ma lasciami stare…”
Non volevo credere neanche a questo.
Ho pensato che due colombe avevano costruito due nidi.
Ho aspettato qualche giorno. Il nido perfetto rimaneva incustodito (non succede mai) e nell’angolo la colomba covava. Allora ho preso il coraggio a due mani ed ho sollevato la colomba (beccano sai?) nel suo angolino.
Stava covando un solo uovo!

Dopo giorni il nido perfetto ( quello che offri DEVE essere il meglio) è stato devastato dal vento, ho solo allora recuperato l’uovo che e’ diventato concime per uno dei vasi.
Solo adesso penso che avrei potuto prenderlo e farlo covare con l’altro.
Proprio non ci ho pensato, sai? E’ così che doveva andare credo, non intralciare la natura.
E’ nato un solo piccioncino ed e’ l’unico che e’ entrato in casa mia (mai i piccioni entravano in casa). Me lo sono trovato vicino al letto una sera che guardavo la TV.
“E tu che fai qui?” gli ho chiesto sorpresissima.
Mi ha guardato, il capino da un lato, poi dall’altro, ha voltato la coda per nulla spaventato e se ne è ritornato in terrazzo, con quel suo modo di camminare da vecchia signora.
L’avevo chiamato Fortunello.

Sai Viviana, un Angelo mi ha preso per mano, mi ha fatto imparare una lezione che desiderava farmi imparare e poi mi ha messo di fronte ad una prova di laboratorio … per fargli vedere se avevo ben imparato.
Si, credo d’aver imparato, un poco
Adesso, attorno al mio terrazzo c’e’ una rete.

Sii serena anche tu Viviana, e’ Pasqua di resurrezione. Sei morta
abbastanza volte per una sola vita …
Un abbraccio
Aurora
..
Rudyard Kipling
Se

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare – ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare – ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori

– Trionfo e Disastro – quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all’azzardo, un’altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini

Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient’altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,

E, ancor di più, ragazzo mio, sei un Uomo!
..

CHESTERTON: E’ impossibile, ma tenterò
vv

“Impossibile, ma tenterò” è uno slogan che mi piace moltissimo, lo avevo trovato da ragazza nei libri di Chesterton, quelli di Padre Brown, e per me ha sempre rappresentato il motto del vero uomo.
Nessun progresso umano e civile, infatti, sarebbe mai avvenuto ad opera dei menagrami e dei disfattisti. Questi sono peggio dei malvagi, perché i malvagi ti galvanizzano, ti aumentano la voglia di combattere e il senso di essere nel giusto, ma i menagrami e i disfattisti, quelli che piangono su tutto e non credono possibile mai niente, ti inoculano il seme del dubbio e ti tagliano la speranza alle gambe.

Chesterton disse anche:
Ricordate che uno più uno non fa due, ma duemila

C’è nella vita un elemento di magica coincidenza che può sfuggire alla gente che bada solo all’aspetto prosaico delle cose. La saggezza dovrebbe contare sull’imprevisto.”

La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono.”
..
L’INETTITUDINE DELLA LEGA
Viviana Vivarelli

Ripropongo ai legaioli della Lega, che o sono sordi di orecchi o sono duri di cervello, un post di Francesco Pace.
E, per la terza volta, chiedo: come mai Prodi si ritrovò 400.000 kossovari dalla sera alla mattina e seppe gestirli tranquillamente, senza rompere le scatole a nessuno,senza piagnucolare con la Comunità Europea, senza ledere la legge e senza fare le figure cacine che ha fatto Maroni?
E come mai Maroni e gli altri leghisti hanno dimostrato una plateale incapacità di gestire 26.000 profughi, sono caduti in infantili atteggiamenti isterici, si sono fatti ridere dietro da tutti gli europei che di migranti ne hanno più di noi e hanno regalato, senza nemmeno applicare la Bossi Fini, ben 26.000 permessi di soggiorno per 6 mesi più 6 a gente senza lavoro e senza mezzi di sussistenza, senza però dare loro il minimo modo di sopravvivere?
Su 100 migranti, in Germania ce ne sono 22, in Spagna 17, in Gran Bretagna 13 e in Italia solo 12 (la metà dell’Inghilterra), come mai il Governo italiano Pdl-Lega è l’unico a dimostrare una totale incapacità a gestirli?

Francesco Pace:
“Chi ha dato il permesso di soggiorno ai tunisini senza poi impostare un minimo di controllo e di accoglienza, lasciando così che questi, senza un soldo in tasca, scorrazzassero tranquillamente per l’Italia (con l’unica sopravvivenza di chi deve delinquere per vivere)?
Risposta:
l’attuale governo Berlusconi-Lega.
Altra domanda:
Chi, dimostrando di non conoscere nemmeno le leggi europee, pretendeva, sbagliando, che i tunisini se li ciucciassero gli altri stati europei (cianciando di un malinteso Trattato di Schengen che regola solo i contatti tra paesi europei e vale solo per cittadini europei), esponendoci così anche a una figura da ignoranti incapaci davanti all’Europa, e siccome hanno sbagliato tutti i loro calcoli, adesso ce li dobbiamo sorbire noi?
Risposta:
Sempre il governo Berlusconi-Lega.”
..
Maria Pia manda
Carl Zimmer

Considerato tra gli autori di divulgazione scientifica di maggior talento, scrive per il New York Times, il National Geographic e Science. I suoi best-seller, tutti inediti in Italia, sono Soul made flesh (Free Press, 2004), sulla nascita della neurologia nel diciassettesimo secolo, Evolution: the triumph of an idea (Harper Collins, 2001), che riprende la teoria dell’evoluzione di Darwin e mostra quanto le sue intuizioni fossero corrette, e Parasite rex (Free Press, 2000), sulle abitudini che hanno consentito ai parassiti di sopravvivere per millenni.

Lectio magistralis
La Terra ha circa 4 miliardi e mezzo di anni e la vita su questo nostro pianeta esiste da circa 3.75 miliardi. L’estinzione delle specie è una realtà che ha caratterizzato da sempre la vita. La gran parte delle specie comparse nel mondo si è già estinta. David Jablonsky ha distinto due tipi di estinzioni: le estinzioni di fondo – considerate il normale ricambio delle specie viventi sul pianeta, prodotto da cause locali e selettive; le estinzioni di massa, qualitativamente differenti dalle prime, che colpiscono a caso e su grandi numeri, alcune regionali e altre addirittura planetarie. Le estinzioni di massa fanno il vuoto nella biosfera, ma permettono alla biodiversità di fiorire nuovamente, come gli incendi periodici (e naturali) nelle foreste. Nel corso della storia naturale, cinque grandi catastrofi globali hanno sancito le transizioni drammatiche fra le principali ere geologiche. Oggi una sesta estinzione globale è in corso, ma prodotta per la prima volta non da comete, non da eruzioni vulcaniche, non dalla deriva dei continenti, bensì dalle attività di una sola specie, la nostra. Il ritmo di scomparsa delle specie dovuto ad attività antropiche è pari, se non superiore, a quello delle estinzioni più massicce del passato. Un mix di perturbazioni micidiali è alla base del fenomeno: il sovrappopolamento, l’inquinamento chimico, agricolo e industriale, la diffusione di specie invasive, la frammentazione degli habitat, lo sfruttamento eccessivo delle risorse a causa della caccia e della pesca. A ciò si aggiungono ora gli effetti del riscaldamento globale, che modifica ulteriormente gli habitat terrestri e altera gli equilibri ecologici a velocità difficilmente sopportabili da molte specie. Assisteremo a fenomeni migratori inediti, ad alterazioni macroscopiche dei comportamenti delle specie e a nuove estinzioni. La specie umana commetterà un grave errore se sottovaluterà gli intrecci ecologici che ancora la legano alla biodiversità terrestre. La Terra è abituata alle catastrofi e ne ha superate anche di peggiori, l’Homo sapiens ancora non lo sappiamo.
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A fine 2011 saremo 7 MLD. Troppi!
Viviana Vivarelli

Il cambio climatico trasformerà in deserto parte delle terre emerse. L’innalzamento delle acque ne diminuirà l’estensione.
La corruzione, l’inquinamento, la guerra e l’ingordigia porteranno a crescente povertà, con riduzione delle culture e del lavoro, disoccupazione e sfruttamento, nella crisi delle vecchie democrazie pervertite e obsolete.
Le monoculture e gli OGM ridurranno le specie ancora presenti. Il nucleare e la contaminazione distruggeranno il resto.
La crisi del neoliberismo spingerà alla fame e all’esodo centinaia di milioni di persone.
Una parte crescente di terre coltivabili sarà inghiottita o contaminata dalle multinazionali o dai governi corrotti. Centinaia di milioni di persone saranno cacciate dalle proprie terre verso città più grandi sempre meno vivibili.
La ricchezza mondiale sarà sempre più concentrata nelle mani di una élite ristrettissima, più di quanto sia mai avvenuto prima. Si parla di 13 famiglie che controllano il mondo.
La vita del singolo diventa più dura, sarà sempre più difficile avviare un’attività propria, dal momento che poche multinazionali dominano ogni settore e che la politica corrotta dà o toglie lavoro, trasformando la persona in merce o servo. Un numero crescente di persone dovrà asservirsi al sistema per riuscire appena a sopravvivere. Farà strada e carriera solo chi si piega a turpitudini e il sistema, retto dai peggiori, infetterà anche chi è sano.

Possiamo sperare solo 2 cose:
una riduzione della natalità (e le chiese contrarie ad essa saranno solo di intralcio)
e rivoluzioni su base planetaria contro la cricca che ha tutto il potere e che reprime i diritti di tutti, tagliando la sopravvivenza di ognuno.
La rivoluzione contro il neoliberismo e i sistemi coercitivi delle coscienze è agli albori e costerà molto sangue e molta sofferenza. Ma l’evoluzione regge il mondo e se non ci sarà una rivoluzione contro il sistema, il mondo involverà fino a finire perché il neoliberismo è la morte.
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IL PROCESSO STRONCATO
Viviana Vivarelli

Con la legge sul processo stroncato si è toccato un abisso di iniquità in cui 314 scellerati hanno votato uno scempio incostituzionale che offende la giustizia civile, violenta migliaia di vittime e distrugge i principi fondamentali di equità e di uguaglianza che dovrebbero reggere uno stato democratico.
E tutto per rendere impunibile un delinquente acclarato che ormai modifica ogni tot le leggi vigenti e le storpia per adattarle alla sua condotta morale storpiata a deforme.
In questa opera di distruzione della giustizia, i leghisti negano ogni civiltà e ogni democrazia ai loro stessi elettori e, quando questi si troveranno a dover subire un torto penale e rivendicheranno giustizia in un’aula giudiziaria, si troveranno di fronte un processo interrotto che premia il reo e insulta l’offeso.
Questi che votano oggi con tanta spregiudicatezza un sistema di potere fondato sulla sopravvivenza, sull’arricchimento e sull’impunità di pochi, a danno di tutti, dovranno patire nella propria carne i patimenti delle vittime che ricevono dallo Stato una ulteriore violenza.
Ma a completare la sciagura, dobbiamo anche assistere allo spettacolo squallido di una opposizione che, ogni volta che l’iniquità fa un passo avanti verso il nostro disastro totale, la aiuta con opportune assenze o strani maneggi.
Anche con questa legge oscena, che è passata per soli 18 voti, abbiamo dovuto vedere una opposizione sciatta o collusa, che in certi momenti aveva 30 assenti e che ha regalato ben 6 voti a Berlusconi !
‘Che cosa si deve fare’ si chiedono tutti.
Io sono una insegnante, insegno. La mia strada è conoscere e far conoscere.
Tu chi sei? Cosa fai? Intanto fai bene quello che devi fare!
Il mondo va male perché chi fa qualcosa lo fa male, perché chi deve sapere non sa, chi deve pensare non pensa, chi deve agire non agisce. Inutile che ognuno dia la colpa all’altro. Il mondo comincia dall’io responsabile.
Essere mentalmente attivi è il primo passo. Poi rendere attivi gli altri. Il mondo dorme. Sveglialo! Non fa nessuna rivoluzione chi dorme. C’è chi dorme al Bene e chi alla Verità, all’Amore, alla Giustizia, al bene dell’Altro. Ma il mondo dorme. Dormono le chiese, il popolo, i partiti. Solo il potere è ben sveglio e fa sfracelli.
Parla a tutti coloro che riesci a contattare!
Discuti con loro!
Scoprirai che quasi tutti non sanno qualcosa che tu sai, e che anche tu non sai qualcosa che altri sanno.
Conoscere è già il primo modo per essere.
Le rivoluzioni del Maghreb non sarebbero mai nate senza Al Arabia e Al Jazeira. LA PAROLA HA INNESCATO IL FUOCO.
Sapere è il primo passo per fare. Cerchiamo di sapere. E poi di far sapere.
Se capisci che una minestra è avvelenata, non la mangi. La coscienza è anche questo: capire che il male è veleno anche per noi.
Il secondo passo è dire di no davanti al male.
E pensare che ciò che facciamo lo facciamo per noi insieme a tutti gli altri. Perché ognuno di noi è l’altro. Siamo tutti vittime e sofferenti. Siamo tutti sulla stessa barca, anche se crediamo a torto che vi siano i migranti. Siamo tutti migranti in cerca della libertà, di una vita più vera, più degna. Che siamo o no su un barcone, ormai è il mondo che va alla deriva. E, o ci salviamo tutti o non si salva nessuno.
Ogni volta che sacrifichiamo qualcosa di egoistico per il bene di qualcun altro, siamo sulla buona strada.
Non si nasce con una coscienza morale, come non si nasce liberi. Sono cose che ci si deve guadagnare.
E’ il primo modo è la fatica, il secondo la costanza. E sono il contrario della disperazione. E alla fine vinceranno.
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L’AVANZATA DELLE MEZZE SEGHE
VV
Ma chi sono costoro?
Ceroni vuol cambiare l’articolo 1 della Costituzione.
Digilio apre la porta al partito fascista.
Vignali vuol abolire il potere della Consulta di abrogare le leggi ritenute costituzionalmente illegittime.
Alfano è intenzionato a distruggere l’intero impianto penale e costituzionale pur di salvare Silvio
Lassini insulta le procure e le chiama covi di brigatisti.
Si arresta Ciancimino che può dire cose pericolose sui rapporti tra la mafia e Berlusconi ma non si arresta Berlusconi che quelle cose le ha fatte.
Tremonti taglia altri 13 MLD alla scuola e la Gelmini parla di WI FI.
Romani cerca di gambizzare i referendum.
314 menomati mentali giurano sulla nipote di Mubarak.
Non passa giorno che una nuova aberrazione non esca da questo governo di mostri e caimani .
E non ha mai fine!
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BALLARO’ E LA GELMINI
Viviana Vivarelli

Letta dice che Tremonti ha presentato un documento in cui si smentisce che i tagli sulla scuola sono finiti e dice anzi che nel 2012-13-14 il settore dell’istruzione darà al risanamento pubblico ogni anno 4 MLD o più, per un totale di 13 MLD e mezzo.
Dunque, al contrario di tutto quello che hanno fatto TUTTI i paesi europei che hanno deciso di continuare a investire in scuola e ricerca, il Governo ha dichiarato che i risparmi intende farli sulla scuola.
Ma la Gelmini nega istericamente dice di aver inserito risorse e di aver stanziato 1 MLD e 400 milioni per la ricerca in 3 anni e nuove assunzioni: “Non è la verità.- starnazza- Il Ministro Tremonti me l’avrebbe detto!! Sulla scuola non ci saranno nuovi tagli, me lo ha detto il Ministro Tremonti al tavolo per la crescita!” “Allora, dice Letta, avete firmato senza capire cosa firmavate”.
La Gelmini ha una crisi di nervi, ma carta canta.

http://www.youtube.com/watch?v=RxECrap25g8

“Però, Ministro, è vero! C’è scritto!” Obietta gentilmente Floris, “Qui si parla di ‘minori spese’! Cosa sono ‘minori spese’ se non tagli’?”
Sechi insiste che minori spese non sono tagli. Ma nemmeno Cristo avrebbe fatto questo miracolo per placare le folle.

IFQ
Tagli alla scuola e la Gelmini non ne sa nulla.
Balla dopo balla, effrazione dopo effrazione, il carrozzone del cdx sta ritagliandosi un proprio mondo. Un cosmo intriso di protervia, irrispettosità, aggressività, autismo e impotenza nel fornire risposte sensate e civili alla sarabanda politica e sociale in cui annaspa l’Italia… tali e tanti strati di menzogne che, al confronto, le rovine di Ilio erano più accessibili. Un microspaccato di quel girone di competenze latitanti quale è la maggioranza di governo si è svelato in tutto il suo sfolgorio a Ballarò.
La Gelmini esordisce laudando le gesta filantropiche di B e ribadisce, sulle risatine degli astanti “di sx”, che Ruby era solo “uno dei tanti casi di beneficenza”. Una sorta di Cosette dei Miserabili, tanto bisognosa di aiuto. Ma la deflagrazione arriva con Letta c he legge in studio i nuovi tagli previsti da Tremonti e i 13 MLD di nuovi tagli sulla scuola.
Gelmini aveva buttato altra trippa sul fuoco, snocciolando altri esempi di generosità: dai terremotati aquilani a “gente normalissima aiutata da B
Il ministro Gelmini, non conoscendo palesemente quei numeri, impallidisce, tenta di negare, emette suoni catacombali, farfuglia qualche parola invocando l’assente Tremonti (“Tremonti me l’avrebbe detto… quei dati sono falsi”), insinua che “la tabella è sbagliata”, si dimena disperatamente per smentire. Non basta neppure l’intervento magnanimo del prode Mario Sechi, appena ringalluzzitosi per un monologo in bella forma in cui ha sfoderato un appellativo tanto cool per definire il suo amato moquettato di Arcore: “front runner”..Letta infierisce crudelmente sventolando la criminosa tabella, la Gelmini sembra tramortita da quella gragnola di abominevoli numeracci.. Poi la parola salvica: “Si tratta di ‘minori spese’, previsioni di spesa! Di minori spese, non sono nuovi, come mi dicono qua dietro!”, ripete l’incompetente
Lo scempio prosegue con la grottesca coppia Cota-Gelmini, che all’unisono addebita le esose spese della scuola italiana ai 200.000 bidelli (“più numerosi dei carabinieri”, a dire di Cota) e alle spese di pulizia tramite appalti.
La Gelmini ha aggiunto che ha investito oltre 100 milioni sull’edilizia scolastica e risparmiato 300 milioni sulla carta igienica. Della serie: fatevela addosso, tanto le scuole crolleranno ugualmente.

Brunetta e Gelmini, l’idiozia al quadrato!
VV
I due dementi hanno avuto la faccia di dichiarare congiunti (si vede che le facce da culo vengono meglio in coppia) che il 9 di maggio tutte le scuole, tutte le 14.000 scuole italiane, ossia 40.000 edifici scolastici SARANNO DOTATE DI IMPIANTO WI FI!
Va bene essere idioti ma qui si rischia il linciaggio!
Dunque le scuole italiane non hanno scale di sicurezza, molte sono pericolanti e coi calcinacci che cadono dai soffitti o le palestre inagibili. La metà ha un impianto elettrico arretrato e nessuna norma antincendio, il 42% non ha porte antipanico, il 30 presenta crolli di intonaco, il 53% è privo del certificato di agibilità statica, al 52% manca il certificato di agibilità igienico sanitaria, il 64% quello di prevenzione incendi. Le uscite di emergenza sono assenti e molte hanno ancora l’amianto nei soffitti! Mancano di sussidi scolastici, gessi, carta, carta igienica, detersivi…
..ma di cosa di preoccupano questi due cazzo di Ministri???? DELL’IMPIANTO WI FI!!!???
Al più, se la scuola va a puttana la trasformeremo in discoteca!!
E a quando il palo della lap dance?
Intendiamoci Edouard, io non sono contro l’hi fi; per me possono mettere nelle scuole ogni cosa che serve, dalle lavagne magnetiche (mai viste) al pc per allievo (mai dato). B giurò che ogni studente avrebbe avuto un pc, avrebbe imparato l’inglese e sarebbe stato nelle condizioni di trovare il lavoro in qualche impresa (le tre I). Ottimo! Peccato che non se n’è visto niente, come per il bollo o la riduzione delle tasse. Ora, dopo il pc invisibile, l’inglese che è stato tagliato e le imprese ormai ti assumono solo se le paghi tu, l’oca a 360° dichiara che metterà ovunque l’wi fi! Eccellente! Salvo che potrebbe anche dirmi l’oca con gli occhiali dove li prende i soldi, visto che Tremonti ha appena annunciato un altro taglio di 12 MLD e lei è caduto dal pero perché non ne sapeva nulla? Un’altra Ministra per caso!

Scrive Zag:
“Lo sa la Gelmini che per coprire un edificio, di apparati di rete se ne devono mettere più di uno, fra apparato di base e di ripetitore? Che occorre fare un cablaggio interno? Che apparato e ripetitore devono essere a distanza a vista? Che se si vuole coprire anche l’atrio e il cortile attorno l’edificio, si deve mettere una antenna sul tetto, là dove esiste l’agibilità dell’edificio (peccato che non ci sia), così che la cella copra almeno un centinaio di metri circostanti. Che occorre che la ditta appaltatrice faccia un progetto esecutivo e di dettaglio specifico per ogni edificio prima di dare inizio ai lavori. E questo per ogni 40.000 edifici scolastici! E si parla di edifici, e noi li conosciamo, che, se non cadano a pezzi, è perché stanno in piedi con lo sputo. E costei pensa di impiegare capitali per mettere antenne Wi FI (per carità importantissimi, necessari, fondamentali), mentre i cessi sono chiusi per inagibilità? Mentre aule e palestre sono chiuse perché pericolanti? E dove il prende la Gelmini i soldi per fare tutto questo?

Non sarebbe meglio che l’oca inamidata pensasse prima di aprir bocca e dar di fiato come una scema?
..
Maria segnala
Toh, il mostro non ha fatto nulla

“Genchi ha spiato 350 mila persone”, dicevano in coro i politici e la stampa. La Procura di Roma ha indagato ma ha concluso che le accuse erano infondate. Eppure nessuno gli chiede scusa.
Il 24 gennaio 2009 Berlusconi annuncia a reti unificate: “Sta per scoppiare uno scandalo enorme, il più grande della storia della repubblica: c’è un signore che ha spiato 350 mila persone”. Il signore in questione è Gioacchino Genchi, vicequestore di polizia, da vent’anni consulente informatico di procure, tribunali e corti d’Assise per quasi tutte le più delicate indagini e processi di mafia. Il suo lavoro consiste nell’incrociare intercettazioni e tabulati telefonici disposti e acquisiti dalla magistratura per stabilire chi, quando, dove e possibilmente perché ha rapporti con criminali. Dunque Genchi non ha mai intercettato una mosca in vita sua.
Per Genchi, silenzio di tomba. Ecco: una classe politica e giornalistica che fa cose del genere è, essa sì, «il più grande scandalo della storia della Repubblica».
Marco Travaglio (L’Espresso, 22 aprile 2011)

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=4200&catid=20&Itemid=43
..
Roberto Brambilla
“Settimana nazionale della democrazia diretta – 23 maggio – 2 giugno 2011”

Nove associazioni (Il Comitato Cittadino Democrazia Diretta, i Democratici Diretti, l’ Iniziativa per più democrazia (Bolzano), i Movimenti Civici Sicilia, l’Officina Democrazia, Più democrazia e partecipazione a Vicenza (Vicenza), Più democrazia Rovereto (Rovereto), la Rete Civica Italiana, la Rete dei cittadini), hanno deciso di dar vita alla “Settimana della democrazia diretta 2011” una campagna per migliorare la democrazia italiana e ricreare nei cittadini la coscienza del loro importante ruolo rispetto alle istituzioni. La Settimana avrà luogo dal 23 maggio al 2 giugno festa della Repubblica.
Lo scopo di questa iniziativa nazionale è quello di diffondere la conoscenza sugli strumenti di Democrazia Diretta che esistono e funzionano da molti decenni nel mondo e di ottenere concreti strumenti di partecipazione diretta dei cittadini alla politica comunale e regionale affinché possano aver voce in capitolo nella gestione delle loro comunità.
Le nove organizzazioni
– lanciano un appello ad aderire a questa iniziativa a tutti i gruppi locali, associazioni e Liste civiche che sono impegnati per migliorare concretamente la nostra società. Per avere più informazioni basta andare sul sito della Rete civica italiana (www.retecivicaitaliana.it) e cliccare sull’apposito flag (http://retecivicaitaliana.it/le-iniziative/democrazia-diretta/) dove si trovano anche gli indirizzi e-mail da contattare.
– concordano nell’affermare che la democrazia italiana, basata unicamente sulla democrazia rappresentativa, non può funzionare bene; essa va integrata con la democrazia diretta, ovvero con quegli strumenti che permettono ai cittadini di interagire con l’operato degli eletti e di esercitare concretamente la sovranità di cui si parla nel primo articolo della costituzione.
..
Dal pulpito sbagliato
Rosario Amico Roxas

Il Papa: vergogna per errori della Chiesa.
L’errore più grave che il pontefice non riconosce e si rifiuta di riconoscere è quella lettere-presentazione al libro di Marcello Pera “Perché dobbiamo dirci cristiani”. Non è il solo errore, ma è certamente il più grave.
Basta solamente il titolo per identificare un libro lontanissimo dai principi cristiani; il “dirci” privilegia l’apparire, l’esibizione e, quindi l’uso e l’abuso della religione a fini politici. Ed è ciò che è accaduto con questo pontefice, che esalta la religione per mortificare la Fede.
Non c’è più unità d’intenti tra la religione cattolica e la Fede in Cristo, perché con quella lettera firmata “Benedetto XVI” il pontefice si è esposto ad un uso strumentale da parte di uno schieramento politico.
Ha voluto fare il “professore” anche in questo caso, nella erronea convinzione che la parola del pontefice deve essere accettata acriticamente in nome di una fallibile infallibilità e di un diritto all’altrui ubbidienza non guadagnata nel campo specifico della fede con la testimonianza.
Cade in una contraddizione indegna di un uomo di cultura quando afferma che l’essenza del liberalismo è cristiana, ma rinnega il cosmopolitismo esaltando le “radici cristiane dell’Europa” come se queste radici fossero un elemento antropologico distintivo di una razza superiore, fino al punto di rinnegare anche l’ipotesi di un dialogo interreligioso.
Il cosmopolitismo non è altro che una estensione del liberalismo sui base planetaria, in grado di coinvolgere l’intera famiglia umana, mentre in quella lettera-presentazione il messaggio cristiano risulterebbe estraneo ad una Europa cosmopolita. Il cristianesimo si deve restringere a un’area culturale, contrariamente alla missione di Paolo di Tarso, emersa nel Concilio Vaticano II° …
Viviana
Dopo un estenuante tiraemolla, mi dimetto non mi dimetto, sembra che finalmente Lassini, quello dei manifesti che accusavano la procura di Milano di essere un covo di br, ripetendo gli insulti di B, abbia finalmente dato le dimissioni.. anche se sembra che ormai dalla lista non lo possono togliere più nemmeno con la scolorina, per cui sarà dimesso ma eletto! Miracoli italiani!
Ma perché colpire Lassini quando Berlusconi ha detto:
“Devo liberare il paese dai giudici. La magistratura in Italia è un cancro, una metastasi. Abbiamo avuto le Brigate Rosse che usavano i mitra, ma certi pubblici ministeri sono peggiori perché usano il potere giudiziario, sono più pericolosi per la democrazia” ?
Come al solito si punisce l’esecutore e la copia ma mai il mandante o l’originale e nemmeno l’utilizzatore finale.
Tutti quei berlusconiani che si sono scandalizzati su Lassini cosa pensavano? Che il Berlusconi che ingiuria la magistratura fosse un sosia?
..
NUOVO ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA
Ippolita segnala
Il Presidente del Consiglio è stato chiarissimo: in un messaggio inviato all’Anm, cioè all’Associazione Nazionale Mamme, ha detto che i genitori devono avere la possibilità di sottrarre i loro pargoli a quegli insegnanti della scuola pubblica che continuano ad inculcare “ideologie tipiche della sinistra”. Libri di testo che “indottrinano”, “plagiano”, Maestri che bombardano i ragazzi di precetti “comunisti”, qui non si scherza più: la situazione è “vergognosa”, e bisogna intervenire immediatamente.
A mio modesto parere il “modello” da adottare è quello berlusconiano. Dopo 18 anni di vittorie politiche, sociali e mediatiche, è giusto che anche la scuola si pieghi ai “valori” tipici della filosofia papale. Valori, sì, valori. Come quali valori. L’omertà. L’amicizia incondizionata: gli esempi di Mangano, Previti e Dell’Utri sono lì ad indicarci la rotta. L’arte della menzogna. Se serve, perché no. Lo spirito della Massoneria Deviata: uno per tutti tutti per uno, lì si che c’era fratellanza. La rivisitazione del fascismo: perché Mussolini “non ha mai fatto male a nessuno, al massimo ha spedito qualcuno al confino”, e poi era un uomo “straordinario, di grande cultura”. Il liberismo più sfrenato: voi fate, poi per i controlli si vedrà. Il valore salvifico della corruzione: la magia del do ut des, bisogni che s’incontrano e combaciano alla perfezione. Ed eccoci alla forza del denaro. Non solo per godere, ma anche per abbattere vincoli ed aggirare ostacoli. Si possono mettere in stand-by gli articoli della Costituzione, il codice civile e quello penale, grazie al denaro. Il denaro può permetterti di delegittimare un avversario, di bloccarlo, soprattutto se è un Pm che sta raccogliendo cose brutte sul tuo conto. In linea di massima i valori che si danno i più forti, per fottere i più deboli. Ah già, c’è poi il valore dell’amore. A pagamento. Con prostitute extracomunitarie e minorenni. Alle mamme l’ultima parola.
..
Andrea Agostini segnala
da Eddyburg
Riprendersi il futuro con l’ecologia
Guido Viale (sunto). Il Manifesto

Anche i 4 milioni di precari italiani, come i 2 milioni di disoccupati, e i milioni di lavoratori “scoraggiati” di cui le statistiche nemmeno tengono conto, anzi, soprattutto loro hanno bisogno di una grande conversione ecologica.
Questa economia, questo sistema, non offrono a nessuno di loro alcuna chance. E’ in pieno svolgimento una competizione al ribasso, destinata a portare allo smantellamento e alla liquidazione di tutto ciò che nell’attuale assetto dei rapporti internazionali non ha la forza per competere: aziende, interi settori, ruoli, saperi, posti di lavoro, redditi.
Ma non è che.. per ogni soggetto che si perde se ne creino uno o più di nuovi. Perché ciò accada bisognerebbe “mettere al lavoro” le energie e le risorse presenti nel del corpo sociale oggi latenti, sopite, sprecate o represse; che sono tantissime. C’è chi dice che “il Capitale” lo sta facendo… Ma più passa il tempo e più è difficile crederlo. Di qui il senso di frustrazione di migliaia di giovani e meno giovani – precari maltrattati, avviliti, adibiti a funzioni sempre più povere o disoccupati o scoraggiati; mentre dall’altro lato si spremono sempre di più, fino all’ultima frazione di secondo, i sempre meno che sono al lavoro; quando sono al lavoro.
E’ difficile pensare che nel medio periodo ci sia, in Italia o in Occidente, una ripresa economica sufficiente a fare da traino a un aumento dell’occupazione di qualità. Ancora più difficile pensare che il contratto unico a tempo indeterminato – con libertà di licenziamento senza giustificazioni – da tempo proposto dal senatore Pd Pietro Ichino, e ora abbracciato anche dall’ex senatore Pd Nicola Rossi e dall’aspirante sostituto di B, Luca di Montezemolo, possa contribuire a ricreare il lavoro che non c’è.
Il fatto è che se non si cambia rotta il declino è non solo irreversibile, ma destinato a un’accelerazione. E cambiar rotta vuol dire produrre e consumare altro: altre energie, altri alimenti, altre abitazioni, un’altra mobilità; con fonti rinnovabili, agricoltura sostenibile, veicoli condivisi, un’urbanistica e un’edilizia ecologiche, una educazione permanente fondata sull’alternanza scuola e lavoro, sul recupero della manualità, sull’apertura della scuola e dell’università al mondo esterno: che non è il mondo delle imprese e dei loro manager, introdotti surrettiziamente – e gratis – dal ministro Gelmini nei consigli di amministrazione degli atenei; bensì il mondo dei saperi diffusi, delle buone pratiche e delle scuole di vita, di cui il modo del lavoro, della precarietà e della disoccupazione è così ricco.
In questa apertura, di cui il movimento degli studenti e le loro organizzazioni possono e dovrebbero farsi promotori, ci può essere spazio per tutti i saperi e le competenze acquisite, per le esperienze già fatte, ma anche per le aspirazioni, le aspettative, i sogni e i bisogni di cui il popolo disperso dei precari, ma anche il mondo dei lavoratori ancora occupati, e non solo loro, sono portatori. Vanno sottoposti a una verifica di fattibilità in uno “spazio pubblico” finalmente aperto al confronto tra chi non ha mai avuto la possibilità di incontrarsi. Una verifica di fattibilità articolata per obiettivi, progetti e programmi, che ne definisca dimensioni, modalità, tempi, localizzazioni, costi, interlocutori (i potenziali stakeholder); mantenendo i piedi per terra, ma senza piegarsi al diktat della mancanza di risorse. I soldi ci sono (ne hanno molti i ricchi, anche se è sempre più difficile riprenderglieli); le risorse umane sono molte di più di quelle attualmente impegnate, perché la maggior parte inutilizzate sprecate. Ma senza progetti e programmi nati da un impegno e un confronto congiunto di bisogni, interessi e competenze diverse anche le rivendicazioni non hanno gambe per camminare.
L’ultimo approdo del liberismo, la big society propugnata nel Regno Unito dal governo Cameron, vorrebbe mettere al lavoro quelle risorse gratis, per risparmiare sui budget pubblici, e poi devolverli alla finanza internazionale per tapparne i buchi. Difficile riuscirci in un panorama di desolazione, disperazione e soprusi come quello attuale. Ma certo il liberismo le risorse le sa individuare, e lo vediamo all’opera nel saccheggio dei beni comuni, dei servizi pubblici locali, delle residue forme di welfare, nell’evasione fiscale, nel ricorso al lavoro nero, nella contiguità con criminalità organizzata, nel cinico sfruttamento della disperazione di chi si è visto rubare presente e futuro.
Con la prospettiva di riprendere in mano la gestione della propria vita e dei propri affari, molte di quelle risorse possono essere messe in valore con un approccio differente. Non c’è solo il mercato per mettere all’opera le risorse esistenti. E, soprattutto, non lo può e non lo sa più fare il mercato esposto alla concorrenza internazionale più sregolata, dove tutti sono destinati prima o dopo a perdere e nessuno può mai vincere. La riterritorializzazione di programmi e progetti, l’economia e la democrazia a chilometri zero, invece, possono rimettere in moto molte cose. Lo hanno fatto e lo hanno dimostrato con tanti esempi e buone pratiche di “altra economia”.
Lo potrebbero fare su una scala infinitamente più ampia se solo ricevessero dalle amministrazioni e dai governi locali, anche senza risorse aggiuntive, la legittimazione e l’appoggio necessari a diffondersi e moltiplicarsi. Si possono promuovere accordi che scavalchino l’intermediazione del mercato, o che l’accorcino; promuovere forme di scambio modellate sul principio del baratto; rivalutare l’usato se impariamo a prenderne cura e a ripararlo; promuovere il dono se i destinatari sono noti e non surroga i mancati adempimenti di chi ci governa. Soprattutto, si possono elaborare progetti e piattaforma sulla cui base rivendicare una diversa allocazione delle risorse esistenti.
In ogni caso, uno spazio pubblico ricreato in queste forme può diventare una scuola di autoformazione e di crescita per tutta la cittadinanza attiva; ma anche il vivaio di una nuova imprenditoria o la sede di una riconversione di un’imprenditoria senza più futuro lungo le vecchie strade. Non bisogna averne paura: le imprese e gli imprenditori (singoli, sociali, collettivi, pubblici o privati) servono. Quello che si rivendica poi bisogna saperlo fare senza delegalo a una qualsiasi controparte; e l’occupazione, qualsiasi forma di occupazione che impegni con reciproca soddisfazione chi la rivendica e la vuole conquistare, è sempre un’impresa: cioè un progetto da formulare e realizzare in forme tali da poterne mantenere il controllo nelle mani di chi lo ha promosso e voluto: non solo i lavoratori che vi sono direttamente impegnati, ovviamente, ma anche tutte le componenti organizzate e le istituzioni della cittadinanza attiva che hanno partecipato alla sua elaborazione e alla sua realizzazione. L’importante è cominciare.
.
Dedicata a voi tutti, dall’ultimo film di Moretti
TODO CAMBIA

http://www.youtube.com/watch?v=g8VqIFSrFUU

Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.

Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore,
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti
.

cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia, tutto cambia
Cambia, tutto cambia
Cambia, tutto cambia
Cambia, tutto cambia.

Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste,
cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.

Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi,
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.

E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.

Cambia, tutto cambia…
..
IL DISPREZZO TEDESCO

BERLINO – E’ solo una foto, quella che vedete ma è significativa. Si tratta di un cartello esposto da coloro che gestiscono un ristorante a Berlino e fotografata da un turista. E significative sono le scritte: “B-elettori non benvenuti” e “Niente cervello-niente servizio”. A giudicare da come sono scritte, sembrano opera di qualcuno di madrelingua tedesca.
Il punto non è tanto il cartello in sé, che può essere valutato anche come goliardico o una boutade. E’ ciò che rappresenta: la sfiducia e il disprezzo verso gli italiani che eleggono come capo del governo una persona del genere. Infatti non è un caso isolato: di recente, durante la sfilata dei carri allegorici del carnevale di Dussldorf è stato mostrato un carro dove un mafioso sodomizzava un B felice; a Berlino un altro carro mostrava sempre B che nuotava in un mare di tette. Il nostro è l’unico capo di governo che non viene mai associato ad alcuna attività legislativa, positiva o negativa che sia.
Antonio Rispoli

E’ iniziato il dopo-B
Rosario Amico Roxas

Fini: «Il premier non conosce vergogna, lo sfido a provare quello che dice»
Dopo le esternazioni ultime del cavaliere, leggiamo sulla stampa una tiepida reazione di Fini, accusato di avere stretto un accordo con il PM di Milano, che poi sarebbe un tradimento delle regole democratiche; accuse gravissime che non possono e non devono passare come esternazioni di chi ha perso il controllo di se stesso. Questa diuresi verbale spacca la nazione con gravissimi rischi per la continuità democratica…. O cerca proprio questo ?????
Che il cavaliere non provi vergogna di se stesso è un dato ormai accertato, ma le accuse profferite contro Fini non possono essere liquidate con una “vergogna” non provata, c’è di mezzo l’onorabilità e il rispetto delle Istituzioni da parte della terza carica dello Stato, con accuse assimilabili al tradimento.
Fini ha il DOVERE di sporgere querela, aggravata dai rispettivi ruoli, per inchiodare il cavaliere alla foga delle sue folli esternazioni. E’ chiaro ormai che B ha perso il lume della ragione, convinto come è di essere il superuomo del terzo millennio; la sua megalomania. ormai patologica, è diventata angosciante, perché pretende il consenso unanime e non solo dal popolo italiano (isole comprese) ma anche internazionale, illudendosi di essere lo statista più illuminato che decide le sorti non solo dell’Italia (isole comprese) ma dell’intero pianeta. E’ la fase terminale della nevrosi che lo assilla in un complesso di inferiorità che neutralizza in una incredibile forma di pretesa superiorità.
Farebbe lo stesso anche se avesse il 90% dei consensi nazionali, se la prenderebbe con quel 10% che non si genuflette al suo augusto cospetto.
Di ciò si rendono conto anche i suoi fedelissimi che stanno trattando sul “dopo” che vedono imminente; vorrebbero collocarlo al Quirinale, affiancato dal solito Letta come portavoce-vicario delegato agli interventi importanti, riservando al cavaliere (oltre all’immunità) la lettura degli auguri di natale (pre-registrati !).
..
Un testamento sul quale riflettere
Rosario Amico Roxas

Non temo le urla dei violenti, ma temo il silenzio degli onesti.
(Vittorio Arrigoni) . E’ la frase-testamento che ci ha lasciato Vittorio Arrigoni, indelebilmente scritta nel suo blog, come un sasso lanciato nello stagno per smuovere le coscienze.
Ma gli “onesti” che tacciono hanno più diritto al silenzio ? Un tale silenzio non somiglia, anche troppo, alla connivenza e alla corresponsabilità ?
E non si tratta, limitatamente, ai fatti tragici che si consumano da molti decenni in quella tormentata terra dove i rispettivi estremismi generano odio che sfocia nelle stragi e nello stillicidio delle morti.
Sarà comodo oggi scrivere di Vittorio Arrigoni, scomodando l’eroismo e l’appello al vento a richiamo di un umanesimo tradito e relegato nelle cantine di questo Occidente egoista, che si nutre con le radici di una economia elitaria, che non genera lavoro e solidarietà, ma competizione da affrontare nei modi più ipocriti per trarre il maggior vantaggio.
E’ stato questo Occidente che ha sostenuto i dittatori del Nord Africa per lucrare sul lavoro a basso costo e imponendo un genere di consumi aleatori ma redditizi.
C’ è voluto il sacrificio di un pacifista altruista e generoso per farci tentare un approccio globale al problema sul quale si preferisce tacere.
La formulazione “il silenzio degli onesti”, pur nel rispetto di Vittorio, è fondamentalmente errata, perché l’onestà non si coniuga con il silenzio, così come il silenzio non identifica gli onesti, piuttosto gli omertosi, i mafiosi, i camorristi e gli assenteisti alle consultazioni elettorali.
Onestà deve identificarsi con la partecipazione, con il coraggio delle proprie idee e con la forza della denuncia, senza adagiarsi sul comodo silenzio che condanna alla complicità.
Vittorio doveva rientrare in Italia per essere presente alla commemorazione di Peppino Impastato, due vittime accomunate da un medesimo destino che dovrebbe scuotere le coscienze e rilanciare la dignità della ..
..
Sauro segnala
La Casta e La Ganga
MASSIMO GRAMELLINI

Appena Benigni, l’altra sera, ha fatto una battuta sul candidato democratico Giusi La Ganga («A Torino il Pd ha deciso di combattere B sul suo stesso terreno») per la prima e unica volta nel PalaIsozaki non ha riso nessuno. Non i giovani, che La Ganga ignorano chi sia. E nemmeno gli adulti, che invece lo sanno fin troppo bene e proprio per questo non riescono a riderne.
Ha ragione Marco Travaglio quando ricorda che l’ex notabile craxiano, a differenza di tanti tangentari, ha saldato il conto con venti mesi di carcere e la restituzione all’erario di mezzo miliardo di lire. E non ha torto lo stesso La Ganga (svantaggiato, riconosciamolo, anche da un cognome così evocativo) nel rivendicare il suo diritto a una seconda occasione. Eppure questa deriva brizzolata della politica non va bene, non va bene per niente. Il ritorno dei La Ganga viventi è una iattura: non perché si tratta di ex arraffoni, ma perché perpetua all’infinito il fantasma degli Anni Ottanta. Siamo incagliati lì, come un veliero di pirati sommerso dalle alghe. Se parliamo solo di soldi facili e di feste volgari, come allora, è perché siamo governati da gente che allora aveva quarant’anni e intende continuare ad averli per sempre, sulla nostra pelle. Ma la colpa non è dei sopravvissuti socialisti, comunisti e democristiani. La colpa è di chi negli Anni Ottanta aveva vent’anni o anche meno, eppure continua a eternare i sopravvissuti sulle loro poltrone, non avendo l’energia per prenderne il posto e forse neppure la voglia.

La fine delle parole
MASSIMO GRAMELLINI

Vi prego: per una volta non minimizziamo, non cambiamo argomento, non dividiamoci fra guelfi ghibellini e menefreghisti, non rimpalliamoci il vuoto citando a mo’ di antidoto le fregnacce golpiste di quell’Asor Rosa. Concentriamoci tutti, invece, su quest’unica frase: «Via le Br dalla Procure». Lo striscione che la contiene campeggiava ieri sui muri di Milano, ispirato dall’ultima devastante boutade di un signore eletto dai cittadini per occupare una delle molte cellule (non l’unica) dell’organismo democratico: la presidenza del Consiglio. Se capisco bene, gli autori del manifesto sono convinti che i magistrati che indagano su di lui siano per ciò stesso paragonabili a degli assassini. Il legame fra due realtà antitetiche – Procure e Br, Stato e Antistato – sarebbe ravvisato da costoro nel furore ideologico. I giudici indagano come i terroristi ammazzavano: per odio di classe nei confronti dell’avversario politico.

Stento a capire perché quando indagavano su Craxi erano degli eroi, mentre se si occupano del suo «erede» diventano dei cerberi. Ma è un’opinione e come tale lecita. Inaccettabile è l’idea che qualsiasi inchiesta, in un Paese democratico, possa venire paragonata a un omicidio. Basta, per pietà. Altrimenti, a furia di metafore e voli pindarici – di kalashnikov e golpe virtuali – le parole si svuotano e noi diventiamo una babele dove nessuno ascolta più niente, nemmeno il suono della propria voce, e si condanna al silenzio che sempre echeggia fra le macerie.

Raccontando la sua ultima barzelletta, Silvio B, ha ringraziato Dio perché la «percentuale di omosessualità» che si ritroverebbe, per natura, in ogni persona è, nel suo caso, quella «lesbica» (il che gli consentirebbe di continuare a fornicare con le donne).
Risatona generale. Ora, qui siamo tutti evoluti e amicissimi di omosessuali lesbiche e transgender e perfino degli eterosessuali. Dunque, quel 25% di «omosessualità femminile» presente nel premier ci va benissimo. Ci inquieta, piuttosto, quel restante 75 per cento che B non ha voluto meglio definire. Zoofilia? Coprofilia? Necrofilia? Tenete lontani i ragazzini, ché non si facciano strane idee sulla politica (e su Dio).

Milano senza Moratti
Rosario Amico Roxas

La candidatura della Moratti a Milano, per reiterare il fallimento di questi ultimi anni, rappresenta il tentativo di un impossibile resurrezione del capitalismo familiare, quello che si nutre di economia della finanza, rinnegando l’economia del lavoro. Questa la base iniziale dell’annunciato fallimento, consolidato da due eventi che ne sanciscono definitivamente il destino.
Innanzitutto il fuoco di fila che B ha lanciato nella speranza di radicalizzare la tornata elettorale intorno al suo nome, come se si trattasse di un referendum nazionale. Scegli Milano per la proposta referendaria, convinto che ancora la sua immagine dovrebbe attirare la maggioranza dei consensi, mentre è proprio la sua immagine, putrefatta intorno agli eventi personali e gettata via in una raccolta indifferenziata dei rifiuti, allontana gli elettori dubbiosi che toccano con mano il primato dell’interesse personale a daqnno e discapito dell’interesse pubblico.
Le due figure, di B e della Moratti, si intrecciano nella caduta, tentando ancora di sorreggersi a vicenda, mentre il fallimento del capitalismo d’assalto, li lascia senza alcun approdo sicuro se non in quella minoranza che della gestione Moratti/B ha potuto lucrare indisturbata e con la protezione del governo centrale. L’immagine offuscata di B che urla alla luna contro la scuola, la magistratura, gli ex alleati e contro chiunque gli nega credito e fiducia, ha finito con l’esacerbare gli animi e svelare, già fin nei sondaggi, come lo spirito di tolleranza abbia superato il limite della sopportazione.
La seconda ragione, ma non meno importante, sta in una frase pronunciata dal Cardinale Tettamanzi, che in molti consideriamo il pontefice mancato che avrebbe risollevato le sorti della Chiesa che l’attuale pontefice sta conducendo allo sfacelo. Tettamanzi è uomo di Fede che apre alle coscienze e con le coscienze dialoga, nel nome della giustizia, della pace e dell’amore.
Ratzinger è il sovrano assoluto dello Stato città del Vaticano, che vuole imporre un ritmo confessionale anche al potere politico, per sua natura laico e non confessionale, in nome di una religione codificata su misura per imporsi oltre la fede, e, anche, senza la fede, schierandosi ufficialmente con un partito politico la cui base culturale è l’anarchia etica; confondendo il cristianesimo con il liberismo, affermando l’impossibilità del dialogo interreligioso, contraddicendo e rinnegando l’ecumenismo promosso dal Concilio Vaticano secondo.
Anche l’appoggio di questo pontefice risulterà controproducente per il duo Moratti/B, pesando su di loro la più chiara delle affermazioni pronunciata nel corso dell’ omelia delle Palme dal cardinale Tettamanzi, dove, dopo aver sferzato la città di Milano con l’affermazione:
“Milano è malata come lo era Milano ai tempi di san Carlo e della peste. l’immoralità è dilagante a tutti i livelli della società”, pur senza darsi risposta né citare nomi, si chiese: Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni?

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RIDIAMARO : – )

Mandi
Adinolfi denuncia “Manifesti fascisti a Roma”.
Interviene Alemanno.
“interviene alemanno?”
cheffà, gli tiene il secchiello con la colla?
..
VV
Uno si chiede come mai attacchiamo tanto Berlusconi
Lo dice uno studio medico
Inveire e imprecare contro ciò che ti colpisce lenisce il dolore
..
luttazzi.it

Il Pdl propone una piccola modifica all’art. 1 della Costituzione:”L’Italia è una repubblica democratica fondata su un Cavaliere del lavoro”. (Andrea Caputo)
.
Il PdL modifica l’articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è la nipote di Mubarak.” (Eugenio Iodice)
..
Il Consiglio dei Ministri ha approvato una norma che toglierà alla scuola 13 miliardi in 3 anni. I bambini dovranno portarsi i maestri da casa. (Alfonso Biondi)
.
Napoli. Scoperto un mausoleo romano sotto i rifiuti. Secondo gli archeologi potrebbe risalire all’epoca dell’ultimo ritiro della spazzatura. (Davide Rossi)
.
Allarme per i pasti mordi e fuggi: 8 minuti per un pranzo in piedi. E se non finisci in tempo Marchionne se ne va all’estero. (sergio marinelli)
.
1.”Pedofilia, il problema sono i gay.” È bufera per le parole di Bertone (ilgiornale.it 14 apr 2010)
2. Gay e pedofilia, il Vaticano: “Bertone parlava della Chiesa.” (corriere.it 14 apr 2010)
3. Il teologo David Berger: “Il Papa è gay e lo sanno tutti” (paperblog.com 18 apr 2011/Gennaro Carbone)
..
La madre alla figlia:
“Usa bene la vulva che ci facciamo la volvo!” extraordinaria! (le conseguenze del berlusconismo?)
..
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Stupendo questo post-fiume. Un collage che rende bene il quadro di questa nostra malata Italia. Ci ho messo un po’ a leggerlo, ma alla fine non ho potuto rimandarlo a domani, e pian piano me lo sono letto. Nel salutarti ti auguro di cuore una buona Pasqua.

    Commento di robybulgaro — aprile 23, 2011 @ 11:49 pm | Rispondi

  2. Ti seguo assiduamente. Stalking 🙂
    Buona Pasqua.

    Commento di Valter Conti — aprile 24, 2011 @ 4:44 am | Rispondi

  3. LA LIBERTA’ IN VENDITA

    Per il Presidente del Consiglio, la libertà, si esprime nell’esasperata necessità di rimuovere dentro e fuori di se, tutto ciò che, di scomodo o incomprensibile (sia sul piano culturale che emotivo), tormenta la sua mente infantile. Per tale scopo, fa uso di tutti i mezzi e i modi possibili, surclassando ogni limite etico e deontologico. È una vera e propria forma di paranoia lacerante, aggravata da assillante frustrazione. Il signore in questione, nella totale assenza di scrupoli e rimorsi di coscienza, insiste e persiste, in questa pratica collaudata che, in ogni occasione, spaccia con la forza, e l’enfasi di sempre, sicuro del risultato che otterrà. “Forza Italia, la casa delle libertà, il popolo delle libertà, i circoli della libertà e, ultimi, i team della libertà” fanno parte di un ritornello monotematico, riconducibile più alla visione idealista e patriottica di un eroe della resistenza, che ad un imprenditore senza scrupoli, al potere. Lo scaltro piazzista, privo della più remota forma di intelligenza e di buon senso, si avvale di questa becera operazione di marketing, allo scopo di fa presa sulle persone vuote, senza contenuti reali, avulse da principi e valori e, tanto meno, da ideali. Dentro il caos delle loro congetture, intravedono una rivalsa al loro stato di ignavia cronica, corroborata da una visibilità insperata. Il Grande Pifferaio, incarna l’espressione più alta del relativismo che, nella furbizia al potere, raggiunge l’apice della contraffazione dell’intelligenza. Non avendo alcun senso del pudore, si accampa la proprietà di una libertà che, altri, hanno conquistato, col sangue, sacrificio e rinuncia, sbandierandola, poi, come il risultato di una sua personale lotta privata. In questo modo, nega la resistenza partigiana, disertando ricorrenze e commemorazioni. Si rivolge all’opposizione di governo e ai suoi elettori, chiamandoli comunisti e coglioni, e non ha mai speso una sola parola di condanna contro l’infame ventennio fascista, e lo sterminio degli ebrei. Il piccolo Duce, nega la nostra storia e ritratta in tempo reale le farneticazioni di un minuto prima, accusando poi, i suoi detrattori, di avere stravolto il loro significato o, macchiandoli di impostura, per non averle mai dette. L’automatismo di difesa che lo porta a relativizzare il concetto di verità, è sconcertante. È una pratica costante, affinata nel tempo, collaudata e sperimentata e divenuta poi, carattere dominante della sua personalità. La differenza tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, non è, per il soggetto in causa, di alcuna rilevanza etica e morale, ma relativa allo scopo prefissato. Per questo signore, non esiste nessuna differenza tra la libertà e un prodotto da banco. No! È sufficiente un bel contenitore patinato, uno slogan mirato e poi, via con la propaganda. Come non essere d’accordo con lo psicanalista Mancia, quando lo invita a curarsi?

    Per quanto mi riguarda, un personaggio del genere, e così pericoloso, andrebbe internato. La portata di fuoco della sua protervia, interviene sulla psiche degli individui più instabili, ed é supportata da un’incursione mediatica devastante, intrisa del fetore (anestetizzante) di bordello, che trasuda dalle sue televisioni. Dopo il suo ingresso in politica (e questi sono fatti), il nostro paese si è spaccato in uno scontro ideologico senza pari, con gravi ripercussioni sull’economia, portando l’Italia, dentro una profonda stagnazione e, ancora più grave, verso una deriva culturale e morale, mai raggiunta prima. Le responsabilità in questa brutta faccenda, sono gravissime, e non ne sono esenti i servi e i ruffiani che, soggiogati dalla malafede e dall’ipocrisia, l’hanno sostenuta a spada tratta.

    Gianni Tirelli

    Commento di MasadaAdmin — maggio 9, 2011 @ 3:16 pm | Rispondi


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