Nuovo Masada

aprile 2, 2011

MASADA n° 1278. 2-4-2011. La via che porta al baratro

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:32 pm

Il vergognoso show di Lampedusa – Il totem del potere- Scene lerce in Parlamento – B manda a puttana 150.000 processi – La baby pensione della moglie di Bossi – Il leghista Polledri insulta una disabile – Il pagliaccio delle barzellette –Il vertice dei 6 leader nella guerra contro la Libia ignorano Berlusconi – Al di sotto di ogni decenza – Ma la guerra cos’è?

Ma se tutti prendono la via che porta al baratro, per motivi di comodo, di opportunismo, di abitudine, di lucro, di appartenenza, di carriera, ti sentiresti in buona fede di dire che è quella che sceglieresti per i tuoi figli?

LA STRADA CHE NON PRESI
Robert Frost

Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei.

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata,
sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili.

Ed entrambe quella mattina erano lì uguali,
con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.

Silvione l’Africano

di Massimo Gramellini

Siamo alle solite. Coi lampedusani ha fatto il lampedusano, dimenticandosi che coi tunisini aveva fatto il tunisino. Il guaio è che ce n’eravamo dimenticati anche noi, ubriacati dalle giravolte continue di questo venditore di stati d’animo, che ha in tasca un copione per ogni pubblico e una faccia per ogni evenienza. Dunque: l’uomo della Provvidenza che ieri arringava la folla dell’isola assediata, promettendo di «liberarla» dagli invasori entro 48-60 ore, è lo stesso che il 27 agosto 2009 pronunciò negli studi della tv satellitare tunisina Nessma (di sua proprietà) le seguenti, nobilissime parole: «Il nostro passato di emigranti ci impone il dovere di dare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli. La possibilità di un benessere che significa anche l’apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità. È questa la politica del mio governo!». In piena estasi mistica, la giovane conduttrice tunisina gli chiese il permesso di applaudirlo. E lui, benevolo come sempre, acconsentì. In cambio pretese da lei il numero di telefono (forse era la nipote di Ben Ali). Quella sera la tv irradiò il verbo di Silvione l’Africano in tutti i Paesi del Maghreb ed è lecito pensare che i telespettatori più affamati avranno accolto le parole dell’illustre dirimpettaio come un invito a raggiungerlo nel suo accogliente Eden appena possibile, cioè adesso.

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Beppe Grillo

Quando lanciarono le monetine a Craxi all’hotel Raphael c’erano gli italiani. Oggi a contestare La Russa in piazza ci sono i partiti camuffati da movimenti. Nel 1992 in Parlamento c’erano dei deputati e dei senatori eletti dai cittadini, oggi soltanto degli squallidi personaggi “nominati” dai segretari di partito.

I leader delle mie palle dopo gli scontri verbali in aula si fanno insieme gli gnocchi alla romana al ristorante dietro Montecitorio e si scambiano i parlamentari come su un album delle figurine Panini. L’indignazione un tanto al chilo, o forse sarebbe meglio dire al voto, stravolge le facce di Franceschini e di Bersani, rappresentanti di un partito che ha “salvato” per quindici anni tutte le leggi di Berlusconi. Fassino dove cazzo eri quando si votava per le elezioni congiunte amministrative e referendarie per il nucleare? E D’Alema e la Melandri quando si poteva fare cadere il governo con il voto sullo Scudo Fiscale? Il primo, con l’aria di chi può permettersi di prenderti per il culo, dichiarò che “Non aveva capito che era importante”, la seconda era in gita premio a Madrid. In Italia non esiste un partito di governo e uno di opposizione, ma un partito unico, come ai tempi del fascismo. Si danno il cambio a tirare la volata alle lobby del nucleare, dell’acqua privatizzata, degli inceneritori e delle leggi “ad partitum”, come quella dell’indulto che salvò dalla galera amministratori pubblici di tutti i partiti.

Il nome di Berlusconi è bandito da questo blog. Oggi lo nomino per l’ultima volta e chi vuole discuterne ha a disposizione tutti i quotidiani on line che non sanno parlare d’altro, per aumentare il traffico o per calcolo elettorale. Mi tirano per la giacca per fare alleanze con tizio o con caio, la mia risposta è semplice, chi vuole vada con tizio o con caio e non mi rompa i coglioni. Io ho obiettivi, sono descritti nel Programma del MoVimento 5 Stelle, e a Dio piacendo, li vorrei raggiungere. Le alleanze sono un compromesso tra obiettivi diversi, dei quali, come si è visto in questi anni, non se ne raggiunge neppure uno, a parte l’occupazione delle poltrone. Gli obiettivi li raggiungono i cittadini della Val di Susa, i Movimenti per l’acqua, i no Dal Molin, non i partiti che altro non sono che comitati di affari.

Questo sito è deberlusconizzato. Solo a dirlo mi sento più leggero. Per tenere in vita l’elefante è necessario continuare a parlarne, farne il centro dell’universo. Cancellato l’elefante, si cancellerà d’incanto anche la merda collaterale che viene prodotta a ritmo continuo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Eppure di una cosa sono sicuro: che il Berlusconi di Lampedusa prenderebbe fieramente le distanze dal Berlusconi di Tunisi. Se solo si ricordasse chi è.

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Diario di Londra

VV

Sono a Londra e sono malata, per cui devo restare in camera. Per fortuna col pc riesco a vedere in diretta quasi tutti i programmi della tv italiana, e non il solo tg che era spesso del giorno prima. Non ho la chiavetta e con la connessione scarsa ogni tanto arriva l’audio e non il video ma insomma è un bel progresso, così ho visto il bel comportamento di La Russa che faceva gestacci e Fini preso a giornalate come un pechinese e gli è andata bene che non è stato preso a calci, una deputata disabile insultata da un leghista, e B che tentava di far passare la prescrizione brevissima mentre faceva uno show ripugnante a Lampedusa, col sindaco che epurava tutti i cartelloni contro che nemmeno a Tripoli, e i parlamentari che sgaiattolavano dalla porta di servizio come dei ladri (e che altro sono?) per non prendersi insulti e monetine, che alla fine li faranno evacuare dal tetto con gli elicotteri se cresce la protesta popolare, che mi chiedo chi li vota ancora questi delinquenti? Oppure li chiuderanno in un bunker come quello di Mubarak, così s’inchiappetteranno tra di loro, Pd compreso, con Cl e Casini in testa l bunga bunga, inverosimili anche loro, ma se la solfa continua, questi non dureranno molto, meno di Mubarak, perché, se fanno tante storie per due fischi, cosa faranno quando cominceranno a piovere cose più pesanti delle monetine? A me pare che questo popolo italiano di pazienza ne abbia avuta fin troppa e mi pare da manicomio che ci sia ancora qualcuno che sopporta questi mascalzoni che pensano solo a fare fughino dal parlamento, intestarsi case con due lire, pensare a tangenti e troie, guadagnare dal nucleare o da opere pubbliche fuori di cervello, appaltare discariche alla camorra, assumere spogliarelliste, tagliare i servizi di tutti, a fare patti da suk tra di loro, inciuciare con la mafia, derubarci e farsi leggi libera-tutti, mentre il paese cola a picco.

Per quanto qualche elettore sia attaccato alla propria ‘fede’ politica (ma qui la parola ‘fede’ ormai puzza di marcio), le cose sono arrivate a un punto tale di vomito che solo una forte imbecillità può giustificare ancora il voto a questi cafoni criminali

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Il totem del potere

Viviana Vivarelli

Abbiamo talmente radicato in testa il totem del potere che non riusciamo a capire altro che il concetto di ‘vincere’ e di ‘allearci’.

Stentiamo così tanto ad uscire dalla partitocrazia e da tutti i suoi lerci vizi, annessi e connessi, che non ce la facciamo proprio ad immaginare una lotta isolata, fuori dai soliti paradigmi, dove non si scenda a compromessi e a cessioni ignobili, e che venga condotta con una forma pura di autonomia.

Eppure tutta la storia sta lì a dimostrarci che la vittoria, alla fine, non fu di coloro che si erano venduti,che avevano inciuciato, che avevano delegato agli altri le loro speranze o avevano mescolato i loro sogni coi progetti ignobili di coloro che intendevano combattere.

Provate a pensare a grandi esempi storici falsati al contrario:

-Martin Luther King che per liberare i neri si alleava con gli schiavisti

-Mandela che entrava nel governo dei bianchi invasori

-o Gandhi che faceva lo stesso con gli inglesi

-Garibaldi che scendeva a patti con gli Austriaci e i Borboni

-o peggio ancora i primi martiri cristiani che si fossero venduti a Nerone, pregando un po’ Cristo e un po’ gli dei romani

-i partigiani che fossero un po’ in combutta coi nazisti

Credete voi che avrebbero concluso qualcosa?

Credete voi che agli inizi essi fossero molti e già vincenti?

Credete che se si fossero confusi coi loro avversari sarebbero riusciti a cambiare la storia?

Io non capisco quelli che continuano a piatire perché Grillo non si allea a questo o a quello. Né capisco quelli che credono che l’Aventino servirebbe a qualcosa. Ricordiamo cosa avvenne quando l’opposizione a Mussolini portò all’Aventino, cioè uscirono tutti dalle aule parlamentari: il Duce andò avanti senza di loro e meglio di prima e abolì tutti i partiti.

Dissento pertanto con la Bindi.

Ma dissento anche con D’Alema che dice: “Che vuoi? Che gli vado a menare? Mi levo gli occhiali e vado…”. Si è vista la sua opposizione finora a cosa è servita. La peggiore opposizione che la storia ricordi e il suo stile dell’inciucista assenteista ha contaminato tutta l’opposizione, che ormai sa fare solo una cosa: non fare opposizione, ma è allora è come un esercito che non difende, o una medicina che ammala o una luce che fa buio, peggio che un orpello inutile, una sciagura, perché occupa posti e impedisce a energie migliori di avanzare. Questa opposizione ormai è come il blocco di legni e ciarpame che blocca il corso del fiume e impedisce all’acqua di scorrere mentre di per sé non va da nessuna parte.

Solo una cosa ha saputo fare questa opposizione: fare dei piaceri a Berlusconi.

L’unico, contro, al momento è Di Pietro, per cui, quando B si sentirà abbastanza al sicuro basterà un piccolo attentato, come fecero per Matteotti, e B avrà la strada totalmente spianata davanti.

Se al posto di Garibaldi, Mazzini, Mandela, Luther King, Gandhi… avessimo avuto D’Alema e gli inciucisti come lui, il mondo sarebbe un immenso cimitero di male e di morte.

Ed è con persone così che vi vorreste alleare?

Questa è gente senza ideali e senza coglioni, che vuole solo difendere la sua poltroncina personale, gente piccole piccola che fa solo ribrezzo. Non sono più politici, Non sono più partiti. Sono scorie. Parassiti di regime.

In quanto a chi continua a pensare in modo disfattista che da soli non arriveremo da nessuna parte, capisco che il tempo dei martiri sia finito, quelli che col loro sacrificio hanno cambiato addirittura le religioni o hanno liberato paesi grandi come continenti; capisco che non nascono più persone come Mandela che si fece 27 anni di carcere, o Gandhi che in carcere ci finì tre volte, o Aung San Suu Kyi che agli arresti domiciliari c’è stata 31 anni, viviamo in un tempo senza onore e senza gloria, ma ognuno dovrebbe sapere che è finita anche l’idea che gli italiani possano ricevere la loro libertà o i loro diritti come un regalo da questo o quel paese straniero o da questo o da quel partito interno. Ogni volta che ci si è fidati di questa speranza esogena e che non ci siamo messi al primo posto nella lotta, si è avuto solo subordinazione e tagli di diritti e libertà. Ci vogliamo cascare ancora? E per cosa? Per sfiducia o per vigliaccheria?

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Berlusconi manda a puttana altri 150mila processi

Viviana Vivarelli

Prescrizione breve e processo brevissimo per gli ‘incensurati’: una miscela esplosiva per distruggere totalmente la giustizia. Gli ultimi due abomini di B per liberare se stesso e tutti i rei con processi prescrivibili sotto i 10 anni, tutti liberi: politici, faccendieri e truffatori. Incensurati per decreto! Non ci bastava essere il paese più corrotto d’Europa! Ora saremo quelli con corruzione DOC, pure premiata! E mi raccomando preoccupiamoci solo di quei disgraziati di migranti sparsi per le regioni e costretti a rubare per vivere! I delinquenti di casa nostra, i superi ricchi, i super viziosi, i super ladri, premiamoli anche col voto! E premiamo anche quelli che al momento di votare leggi inique, si assentano con marachelle o viaggi premio o balle varie e poi ci vengono a raccontare che si rimboccano le maniche! Si rimboccano da che? Dallo sporcarsi troppo di merda? E’ per questo che vogliono fare l’Aventino? Per evitare pure la fatica di astenersi? E’ per quello che D’Alema fa pure lo spiritoso? “Cosa volete che faccia? Che venga alle mani?” Con una riposta così, uno che per 17 anni non ha fatto che stendere tappetini meriterebbe un calcio in faccia. E i soliti Fassino, D’Alema, Melandri.. sempre assenti alla facciaccia loro! Quelli che sono al billionaire, quelli che in missione, quelli che ‘non stanno capiti’, quelli che ‘non avevano capito’, quelli che l’inciucio ce l’hanno nel sangue, quelli che sono pagati per fare i guastatori (della parte loro ovviamente), quello che “e cosa rimando la legge a fare?”. E quando ci sono è anche peggio, perché votano la guerra, la privatizzazione dell’acqua, la Tav, le centrali, l’assoluzione ai camorristi e i loro maledettissimi aumenti di privilegi e prebende, finché solo una cosa è chiara: che tutti insieme lo mettono in c al popolo italiano e non ci sono dx e sx che tengono, ma solo magnaccioni. A giudicare dalla sveltezza cerebrale di questi tangheri, abbiamo in parlamento l’opposizione più demente o più lercia d’Europa. Ma se non ci fosse stata quella, B era da quel dì che non stava al governo, anzi in politica non ci sarebbe nemmeno mai stato!

Alla faccia della bicamerale e di quello stronzo di D’Alema! E noi qui a litigarci tra noi, come tanti fessi, E la sx estrema a cercare il capello nell’uovo tra gente che dovrebbe stare dalla stessa parte, che in questi ultimi tempi chi reclama giustizia e libertà ormai viene preso a ceffoni dai leghisti, dai berluschini, dai mafiosi e naturalmente anche da quelli dell’estrema sx che nemmeno la resistenza contro i nazisti avrebbero fatto per non mettersi insieme a quelli che non gli somigliavano copia carbone. E poi dicono che in Libia ci sono le tribù! Noi peggio.

Dunque arriva la più grande depenalizzazione della storia italiana. E preghiamo che B in un accesso d’ira non faccia fuori qualcuno, perché sennò ci tocca anche la depenalizzazione dell’omicidio, visto che tutti gli altri suoi reati li ha mandati in ciampanelle.

E ora avanti delinquenti d’Italia! Tutto il vasto repertorio del crimine finanziario è a disposizione: evasione fiscale, truffa, furto ai danni dello stati, frode, corruzione, reati ambientali, falso in bilancio, bancarotta preferenziale, appropriazione indebita! Il raìs del crimine fa salvi tutti! E i suoi accoliti ci prenderanno anche per il culo dicendoci che “tanto lui è incensurato”!

Si alleggerirà forse la macchina giudiziaria? Nemmeno quella! Perché da ora ogni parte scontenta della sentenza potrà querelare il giudice, raddoppiando le cause in corso, finché realizzeremo il sogno di ogni criminale: una giustizia che giudica solo se stessa-

E ci va bene anche che con una frenatina si è sono salvata dalla mannaia di B i processi in corso, sennò sarebbero spariti Cirio, Antonveneta, Enelpower, Thyssen, Eternit e lo scandalo rifiuti della Regione Campania, e tutti i principali processi per i crimini ambientali come ‘Ilva di Taranto o la più grande discarica abusiva di rifiuti tossici a Bussi sul Tirino (Pescara). Azzerato il processo della “Clinica degli orrori”, la Santa Rita di Milano, o i dossieraggi illeciti di Giuliano Tavaroli. Questo ha fatto B. Ma il futuro sarà anche peggio.

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Cettina segnala:

Ferma la banda nucleare che affossa le rinnovabili!

LA BUONA – STEFANIA PRESTIGIACOMO

“È finita. Non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate”

La “buona” vuol mollare l’atomo. Per questioni di salvaguardia ambientale e sanitaria? Ma no… per questioni elettorali!

IL BRUTTO – GIULIO TREMONTI

“C’è il debito pubblico, c’è il debito privato, ma c’è anche il debito atomico”

Il brutto (non ce ne voglia!) ha scoperto a 64 anni, e dopo lunga militanza pro-nuke, che lo smantellamento delle centrali costa caro: 300 milioni di euro l’anno sulle bollette degli italiani.

IL CATTIVO – PAOLO ROMANI

“Bisogna interrompere un meccanismo (gli incentivi alle rinnovabili) che è costato agli italiani 20 miliardi tra il 2009 e il 2010”

Il cattivo, con un decreto scellerato, ha affossato l’intero settore delle rinnovabili, mettendo a rischio 140.000 posti di lavoro. È per giunta un gran bugiardo: gli incentivi, tra 2009 e 2010, assommano a 6,3 miliardi di euro (dati AEEG), non a 20. Neppure il costo di un solo reattore EPR!

http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/rinnovabili/?utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=banda_nucleare%20(cyber)&utm_content=

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Baby pensione

VV

Manuela Marrone,moglie di Bossi, anni 56, è andata in pensione a 39 anni con una baby pensione, per quanto la Lega, a parole ,nel suo programma elettorale avesse promesso di levarle. Ma di queste promesse la Lega quante ne ha fatte?Tutte parole al vento? E la pensione la signora Bossi l’ha presa pure da subito!

Ma l’Umberto, non pago, le ha fatto avere anche 800.000 € di aiuti statali per la sua scuola ‘padana’, la Bosina di Varese. Un generoso regalo di Tremonti per la “Scuola libera dei Popoli Padani”, dalle materne alle medie, ispirata alla cultura leghista, ovvero, si immagina, all’odio per l’Italia, al razzismo, alla xenofobia, al localismo più becero ,al dialetto stretto e alla secessione.

La scuola padana fu fondata nel 98 da Manuela Marrone che si dichiarava:“maestra di scuola elementare di lunga esperienza”(sigh). Se ha 56 anni ora,13 anni fa ne aveva 43, quale lunga esperienza?

La signora Marrone è tra i soci della cooperativa che dà vita a quest’istituto. Il presidente è Dario Galli, già senatore della Lega. La Commissione Bilancio al Senato ,in cui la Lega ha la vicepresidenza, fece un elenco lunghissimo di soggetti da finanziare con denaro pubblico (scuole, associazioni culturali, case di riposo, comuni, fondazioni e università)

Alla scuola Bosina, in particolare, si destinarono 300.000 euro per il 2009 e 500.000 per il 2010. Il provvedimento fu detto “legge mancia”, perché senatori e deputati regalavano soldi a go go, per motivi elettorali o famigliari. Il valore totale delle “mance”, tra Senato e Camera, era intorno ai 200 milioni di euro, mentre se ne sono tagliati altrettanti al mondo dello spettacolo o si sono riversati in aumenti della benzina.

Gli 800.000 euro alla scuola Bosina serviranno per sostenere un progetto a cui il Carroccio crede molto: diffondere i valori (sigh) della Lega.

Ma la Costituzione non diceva che le scuole private erano libere purché si pagassero le spese da sé?

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La Lega Nord a Ileana Argentin: “stai zitta handicappata del cazzo”

Gennaro Carotenuto

La Lega Nord si è costruita nel tempo la fama di dare pane al pane e dire quello che davvero pensa la gente. Ed ecco quello che pensa davvero la gente quando deve cedere il passo a una signora in carrozzina o quando questa osa dire la sua. La gente pensa: “stai zitta handicappata del cazzo”, come ha sintetizzato ieri il deputato della Lega Nord Massimo Polledri (nella foto) alla deputata del PD Ileana Argentin.

Permettere al teppista dell’odio Massimo Polledri di uscire impune da questa vicenda, è parte di una società senza più freni inibitori dove la brava gente, padana e non, è libera di pensare e dire “immigrati fuori dalle palle”, “buttiamoli a mare”, “affondiamo le navi”, “bruciamo i rom”, “forza Vesuvio”, non voglio te come insegnante dei miei figli perché sei meridionale, i romeni sono tutti ladri, la cultura non fa mangiare, gli impiegati pubblici possono essere liberamente diffamati, non voglio spendere per insegnanti di sostegno perché tanto i miei figli sono sani, non voglio handicappati in giro perché i bambini s’impressionano, non accettiamo bimbi down in questo albergo perché i clienti s’intristiscono e non spendono e tutto il repertorio davanti ai nostri occhi e che abbiamo più o meno supinamente accettato mugugnando privatamente il nostro schifo.

Se lo dicono i ministri, se rivendicano il diritto di affermare cose che non sono intemperanze verbali ma che rispondono ad una precisa cultura che poi ritroviamo puntualmente riflessa nelle leggi dello Stato, dai tagli agli insegnanti di sostegno al reato di immigrazione clandestina, ai tagli alle cure palliative ai malati terminali (per foraggiare gli allevatori disonesti amici di Polledri) come pretendiamo che la cultura dei peggiori bar di Gallarate non diventi ormai la cultura del paese, la cifra di un paese senza umanità?

E’ questo quello che abbiamo seminato in questi decenni nell’accettare l’imposizione di un’agenda politica di pancia più che di idee, di odio più che di solidarietà, dove il rancore sordido per qualunque interazione con l’altro è diventato l’unica regola riconosciuta. Adesso non sembra esserci più scampo in questa rincorsa infinita alla suburra, ad una palude nella quale la nostra società civile sta affondando.

Eppure non possiamo fermarci. Cominciamo dal gridare l’inde di Polledri, ad esigere che sia punito. Cominciamo dal circondare la sua villetta a schiera a Piacenza con i nostri colori fino a quando l’indegno non sia obbligato dai suoi a dimettersi dal parlamento. Cos’altro dovranno fare per capire che non c’è altro di più urgente che fermarli?

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VV

Per la legge della parità, bisognava dunque che qualcuno cacciasse quel fetente del Polladri insieme al Maroni e il Bossi dal Parlamento urlando loro:”Fora de bal!”

Quando Scajola dette di rompicoglioni a Biagi venne fatto dimettere, ora cosa farà Bossi con uno dei suoi che ha insultato una disabile? Lo farà ministro?

Questi non odiano solo gli extracomunitari, odiano i disabili, i bambini, i poveri, i deboli.. sono dei vili a cui il potere dà alla testa facendone uscire ogni marcio umano, questi sono peggio dei nazisti.

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VV

La Gelmini del Pdl taglia gli insegnanti di sostegno della scuole.

Tremonti del Pdl taglia i fondi per i disabili.

Osvaldo Napoli del Pdl e Massimo Polledri della Lega insultano una disabile in Parlamento.

Se ad ogni azione conseguisse una reazione uguale e contraria… quanti sono i disabili in Italia? Sono tre milioni! Bene; tre milioni in meno di voti per Pdl e Lega alle elezioni, più come minimo 9 milioni aggiungendo padre e madre.

Vedrai che con 9 milioni di voti in meno diventano educate pure le bestie!

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Ecco che presidente ci ritroviamo

L’Italia è sotto problemi gravissimi: l’immigrazione, la guerra, la crisi, il nucleare, i rifiuti.. ma a che pensa Berlusconi?

Ma alle barzellette naturalmente!

Ecco come risponde alla delegazione di sindaci campani…

http://tv.repubblica.it/copertina/il-lato-b-della-mela-la-nuova-barzelletta-di-berlusconi/65420?video

Questo è il presidente che il 30% degli italiani hanno votato, non ci sono parole!

Che cosa si sono persi i sei del vertice contro la Libia non invitando Berlusconi?

Si sono persi la barzelletta della mela che sa di merda.

Immagino il loro sconforto.

Ma quanto ci costano a noi queste barzellette di merda che rappresentano la totalità di Berlusconi?

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Un dubbio da chiarire

Rosario Amico Roxas

Ho interpellato parecchi giuristi, anche di chiara fama, ma mi sono giunte solo risposte vaghe, probabilistiche, ipotetiche, generiche; nulla di concreto e definitivo, possibilmente semplice da capire.

Ho posto un quesito al quale dovrebbe saper rispondere anche uno studente del primo anno di giurisprudenza, ma essendo chiaro l’oggetto umano insito nel quesito, nessuno ha voluto pronunciarsi.

Chiedo pertanto in rete una risposta, una indicazione di massima, un riferimento in letteratura, quaqlcosa che mi chiarisca il dubbio che ho così formulato:

“Qual’è la differenza tra persecuzione giudiziaria e reiterazione dei reati ?”

Chiedo con grazia e gentilezza agli amici dei siti che mi ospitano, di volere pubblicare questa mia, nella speranza che un giurista esperto voglia chiarirmi il dubbio che mi assilla.

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La guerra non si può umanizzare

Si può solo abolire

Manifestazione contro la guerra

Sabato 2 aprile a Roma, Piazza Navona, dalle ore 15

Leggi e firma l’appelo su http://www.dueaprile.it

Perché l’utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico.

Il nostro “NO” alla pratica e alla cultura della guerra è un ripudio definitivo e irreversibile, è il primo passo per fare uscire la guerra dalla storia degli uomini.

Per ribadire questo “NO” a tutte le guerre e chiedere il rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra…”), cittadini e associazioni si ritroveranno a Roma, in Piazza Navona dalle ore 15, per manifestare contro la guerra.

Alla manifestazione interverranno Gino Strada, Moni Ovadia, Vauro Senesi, Frankie Hi Energy MC, Amanda Sandrelli, Dario Vergassola, Blas Roca Rey, Massimo Zucchetti, Edi Angelillo, che leggeranno riflessioni sulla pace di Bertolt Brecht, Albert Einstein, Bertrand Russell, Kurt Vonnegut, Hannah Arendt, Don Lorenzo Milani, Norberto Bobbio, Salvatore Quasimodo, Gianni Rodari…

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Provocazione nel Paese senza ministri degli esteri: con Emma Bonino al posto di Frattini avremmo salvato almeno la dignità

Gianfranco Pasquino (sunto)

Sorpresa: B non è stato invitato al pre-vertice sulla Libia fra Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania. Un affronto… motivato dal suo essere troppo amico di Gheddafi e sinceramente “addolorato” da quanto gli sta capitando. Eppure ieri gli baciava con trasporto la mano, assolutamente poco interessato al tentativo di buona parte del popolo libico di liberarsi dall’oppressione . Qualcuno, oltre all’ineffabile Frattini che, di riflesso, in Europa non conta nulla, anche Cacciari vagheggiava addirittura di un ruolo da mediatore da affidare a B. Si è visto mai che un amico dei dittatori, che non sa distinguere fra egiziani e marocchini, che non riesce a telefonare né ai consoli né ad ambasciatori, diventi magicamente in grado di sembrare affidabile e credibile da chi, insorti e ribelli, UE e leader arabi, vuole sbarazzarsi proprio di quel dittatore? E’ plausibile che il prestigio internazionale si acquisisca vantando come migliori amici Putin e Lukashenko? .

E’ vero che l’Italia a rimorchio degli USA di prestigio ne ha sempre avuto poco. Ma se al posto di Frattini ci fosse stata la Bonino, non sarebbe andato meglio? La politica estera non si improvvisa. Richiede una visione complessiva e lungimirante dell’interesse nazionale che Napolitano esprime meglio di B. Chi legge la stampa estera sa che B è da tempo emarginato, guardato a metà con curiosità e a metà con riprovazione. Non si tratta solo dei cucù ma dell’isolamento fisico a cui è condannato nelle sue frettolose incursioni in quei vertici. Li fa ridere? E che altro?

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Sauro manda:

Al di sotto di ogni decenza

LUIGI LA SPINA (sunto)

Faceva impressione vedere La Russa urlare in aula e insultare Fini per le contestazioni sul processo breve. Un ministro del Paese più coinvolto nelle conseguenze delle rivoluzioni che sconvolgono il Maghreb. Una questione lontanissima dalle gravi preoccupazioni che assillano gli italiani in questo momento. Con La Russa che offriva una scena impensabile e inaudita in qualsiasi Parlamento di una democrazia. Uno Stato che sta partecipando a una operazione militare di guerra e deve affrontare un’emergenza umanitaria drammatica.

E B offriva agli abitanti di Lampedusa, esasperati da una situazione sconvolgente, una escalation di promesse strabilianti, culminate con la candidatura al Nobel e garantite dall’acquisto di una villa. In quelle stesse ore, a Roma, i suoi deputati e il suo ministro della Giustizia preparavano un blitz procedurale per assicurare un cammino parlamentare brevissimo al processo breve e salvarlo dalla condanna di corruzione per Mills.

Faceva pure impressione l’evidente difficoltà della Lega, da una parte, costretta a dimostrare di saper gestire, con Maroni, una situazione intricata e difficile, dove non bastano le sbrigative battute in dialetto di Bossi a risolvere problemi di portata epocale. Dall’altra, obbligata a sostenere B nelle sue vicende processuali, con provvedimenti di legge che rischiano di incidere gravemente sui consensi degli elettori.

Per completare lo scenario, la visione di un Parlamento assediato da una contestazione accesissima, chiara agli occhi del mondo. Nel frattempo al summit sulla Libia l’Italia non è invitata. Ciò avverrebbe con una classe dirigente più seria? Che non fosse come questa sotto i minimi standard di decenza pubblica?

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Dopo lo show i problemi torneranno

MARCELLO SORGI

Se la vita fosse uno show, l’Italia sarebbe il Paese più felice del mondo

Dopo aver visto per giorni un film catastrofico, «L’invasione», eccone un altro “L’isola delle meraviglie».

L’arrivo di B in una Lampedusa ridotta allo stremo, dove ormai migranti e isolani convivevano in stenti e disperazione, ha prodotto un brusco cambio di programma. All’improvviso, si sono materializzate due navi, delle 6 che si aspettavano ..duemila poliziotti..docce e gabinetti chimici invocati per giorni, da una comunità che ha rischiato l’epidemia.. immigrati, rifocillati, avviati gentilmente a bordo, dove i marinai li accoglievano come croceristi.

Poi, nella piazza gremita e plaudente, lo show: superiore a tutto! Annunciato da squadre di netturbini che lustravano ogni angolo della piazza, B si impegnava a riconsegnare Lampedusa ai lampedusani entro 48 ore. Seguiva un gioco pirotecnico di proposte, dal Nobel per la pace alla moratoria fiscale, previdenziale e bancaria, a un piano per il turismo, fino all’acquisto di una villa comprata per un milione e mezzo direttamente su Internet, senza neppure visitarla: perché da oggi, così ha concluso B tra gli applausi, «anch’io diventerò lampedusano!».

Se meno della metà degli impegni fosse realizzabile, occorrerebbe togliersi il cappello ma B è il 1° a sapere che non sarà così. Lo sgombero dei seimila immigrati clandestini avverrà in un quadro di incertezza, perché per molti di loro non c’è ancora una destinazione certa e nei luoghi che dovrebbero accoglierli già si preparano proteste della popolazioni

Ma anche il rimpatrio si presenta male, a causa della scarsezza di interlocutori attendibili nei Paesi ancora in piena transizione. Per non parlare dei migranti provenienti dalla Libia, che in nessun caso sono da considerarsi clandestini rimpatriabili. Nello scenario peggiore Lampedusa sarà rapidamente rioccupata, Intanto l’Ue ci fa sapere che non ci dà altri soldi e che i migranti sono un problema italiano.

Così, prepariamoci: sgovernata e priva di aiuti qualificati, l’invasione cancellata frettolosamente dalla tv è destinata a riproporsi allo stesso modo, se non aggravata, nei prossimi giorni. E possiamo prevedere anche il seguito dello show: senza gli aiuti stranieri, riavremo la guerra civile tra le regioni che aveva già infangato l’immagine dell’Italia al tempo della crisi della mondezza di Napoli. Con la differenza che ad essere spediti avanti e indietro, o lasciati a marcire in mancanza di soluzioni, non saranno sacchi di rifiuti. Ma uomini, donne e bambini come quelli che tutte le sere dagli schermi delle tv ci guardano con i loro occhi tristi e ci mostrano le pance vuote.

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Tratto dal Blog di Ernesto Salvi

Consulente finanziario della Edward Jones Investments

Berlusconi? E il candidato canadese si scompiscia

Sono le 8 di sera quando il campanello squilla. Apro la porta e mi ritrovo davanti un vicino di casa che mi presenta il candidato al Parlamento del mio collegio e il suo segretario.

Se pensate che questa sia fantascienza non meravigliatevi, non mi trovo a Bunga Bunga, vivo in un sobborgo di Vancouver, in Canada.

Il governo di minoranza di Steven Harper è stato sfiduciato venerdì scorso e il 2 maggio (38 giorni dopo) si va alle urne. Possiamo anche votare in anticipo e per posta e, se sprovvisti del certificato elettorale, ci si può presentare al seggio con la patente e una bolletta (non esiste la carta d’identità).

Abito in un collegio conteso. I due partiti che vanno per la maggiore sono quello conservatore e quello di sinistra (Ndp). I liberali di centro-sinistra e i verdi non hanno molte possibilità nel mio quartiere e qui si vota con il maggioritario secco all’inglese.

Il candidato dell’Ndp si chiama Kennedy Stewart e mi consegna un biglietto d’invito per un ricevimento che si terrà sabato prossimo per l’avvio ufficiale della sua campagna elettorale.

Pioviggina e l’aria è umida e fresca mentre discutiamo sull’uscio di casa di conservatori e liberali.

Passano 5 minuti e finiamo a parlare di tv e del fatto che l’Ndp ha deciso di non utilizzare “negative ads”, messaggi elettorali che gettano fango sull’avversario.

Passiamo alla tv venezuelana di Hugo Chavez e, infine, ci spostiamo in Europa.

Rivelo il fatto che ho la doppia cittadinanza e che voto anche in Italia. Il vicino esclama: “Italy? That’s cool!!” Italia? Bello!!! Il candidato aggiunge solo due parole : “Italy? Berlusconi?”

L’effetto è devastante. I 3 si scompisciano, mi guardano e ridono. Sono bastate le 6 consonanti e le 4 vocali del cognome “Berlusconi” per scatenare le risate.

Ridono come se, all’improvviso, avessero sentito una battuta di Benigni.

Accorre mia moglie mentre il candidato, il vicino e il segretario si danno le pacche sulle spalle. Mi guardano e ridono. Non aggiungono altro. Mi guardano, si guardano e si sbellicano.

Attonito e con un sorriso amaro sulle labbra li saluto, chiudo la porta e mia moglie, preoccupata, mi chiede se ci sono rimasto male:

“Did you see how they were laughing?” hai visto come ridevano? Commenta e poi aggiunge: “How does that make you feel?”, Come l’hai presa?

“I am really proud of it” (ne sono veramente orgoglioso) rispondo ironicamente.

“Really?” insiste incredula.

“Really” ribadisco a denti stretti: a pensarci bene quale Paese al mondo può vantare un Presidente del Consiglio così divertente?

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Dunque Francia, Inghilterra, Spagna, Canada e Stati uniti si riuniscono per la guerra alla Libia ma l’Italia no. Il più grande statista degli ultimi 150 anni non è neanche stato preso in considerazione. Capisco che ormai a forza di fare le corna o di fare cucù e di raccontare barzellette stantie, non era il caso nemmeno di nominarlo, ma si poteva chiamare il suo socio: Bossi!! E sennò qualche altro suo bel campione di grande statista internazionale: Salvini, per esempio!

Ma come siamo messi?? Ma ci rendiamo conto in quale budello di vacca siamo andati a finire?

Una spogliarellista alla Difesa proprio ci voleva

VV

La lotta del Governo contro la disoccupazione è commovente. La Russa ha assunto una spogliarellista nella sua segreteria come collaboratrice per i grandi eventi, in particolare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il curriculum è ammirevole: Premio Miss Malizia del ’92, comparsate nel cinema – Panarea, Per favore: strozzate la cicogna, Cento Vetrine, Bagaglino, Ballando con le Stelle. Il compenso della Borselli equivale alla paga annuale di due soldati in ferma prefissata annuale destinati a operare in missioni internazionali. Non si capisce bene quali saranno le mansioni della signorina. Forse si spoglierà davanti alle truppe per tener alto lo spirito nazionale? O si eserciterà nel lancio di oggetti sul presidente della Camera o farà lo sgambetto ai giornalisti di Annozero, oppure imiterà la Minetti nella scelta delle ragazze presentate sui book. La Russa ha detto che siccome ha un semplice rimborso spese di 800 euro “è un affare”. Intanto la fanciulla ha presentato il concerto della fanfara del Comando artiglieria contraerei dell’Esercito in piazza di Spagna, una cosa di cui sentivamo strettamente bisogno e per 800 euro per la Difesa è stato proprio un affare!

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Claudio manda

Ecco spiegata l’apparente demenzialità politica degli italiani, favorita dall’assorbimento passivo televisivo …

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In un test, lo psicologo Drew Weston ha lavorato con due gruppi di persone che avevano sostenuto con forza candidati opposti.

A ognuno sono stati mostrati due video, in uno il loro candidato si contraddiceva chiaramente, nell’altro si contraddiceva l’altro. Lo strano è che ognuno ha notato le contraddizioni dell’altro ma non del suo, scartando le informazioni che non facevano loro comodo. Insomma la razionalità è andata a farsi benedire.

Hanno scansionato i loro cervelli e non si è accesa nessuna delle parti che hanno a che fare col ragionamento. Insomma: cervello razionale piatto! Invece si sono accese le parti connesse alle emozioni, come se provassero un grande piacere a distorcere le informazioni reali per farle combaciare con quelle desiderate.

Come Weston conclude, “essenzialmente, sembra che i faziosi ruotino il caleidoscopio cognitivo finché non ottengono le conclusioni che vogliono, e quindi ottengono un massiccio rinforzo su di esse, con l’eliminazione delle condizioni emozionali negative e l’attivazione di quelle positive.”

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Riccardo Lenzi ci ricorda alcune date importanti

….pensate solo che le armi con cui Gheddafi massacra il suo popolo sono targate Finmeccanica (pensate che Tremonti è azionista di Finmeccanica)

Pasqua cade il 24 aprile

Il 25 è la festa della Liberazione. La Marcegaglia si lamentava perché la festa del 17 marzo avrebbe danneggiato le imprese, ma taceva sul fatto che il 1° maggio cade di domenica. L’unica cosa che non cade è il governo. Sfortune cicliche.

Nessuno si illude più che il governo più pericoloso della repubblica possa cadere presto. Nessuno, soprattutto, fa qualcosa, per buttarlo giù. Sarebbe un 25 aprile indimenticabile. Anche se restano il nuovo incubo nucleare e l’ennesima guerra .

In attesa della “liberazione”, abbiamo 3 date importanti:

-sabato 2 aprile Gino Strada e il popolo della Pace chiama a raccolta tutti coloro che sono contro la guerra “senza se e senza ma”.

-Il mercoledì dopo, mentre in un’aula del tribunale di Milano qualcuno si ostinerà a fare il proprio dovere pensando che sono tutti uguali davanti alla legge, gli aquilani ricorderanno il terremoto del 6 aprile Hanno perso, dopo la casa, anche il sindaco. Dopo due anni di lotte contro un governo inerte e falso, Massimo Cialente (Pd) si è dimesso, in polemica con la propria maggioranza, col governo e col presidente della Regione Chiodi (Pdl). Vedremo se davvero B avrà il coraggio di presentarsi a L’Aquila il 6 aprile, disertando l’udienza a Milano.

-Il 9 aprile sciopero dei precari con uno slogan che riassume perfettamente il malessere di tanti: “Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”.

Mai da anni un numero così alto di manifestazioni!

Agonia della Costituzione. L’ultima picconata la commissione giustizia la dà alla magistratura con l’appoggio dei radicali. Al condannato basterà evocare una “violazione manifesta del diritto” per chiedere un risarcimento al giudice. Come dice la Bongiorno (già avvocato di Andreotti): “Si scatenerà il caos».

Il csx avrebbe potuto far cadere il Governo quando la Lega si è assentata perché contro la guerra in Libia, ma l’ha salvato ancora una volta. E continua a ripetere la sua accondiscendenza al federalismo della Lega. Insomma da questa parte non ci possiamo aspettare nulla.

Da tempo Fiom e i movimenti invocano uno sciopero generale. Le Usb hanno già fatto il loro sciopero l’11 marzo. La CGIL si è faticosamente decisa e uno sciopero di 4 ore, il 6 maggio, non basteranno certo a mandare a casa il governo. Altrove in Europa si sono visti ben altri scioperi, decisi ed organizzati per fatti molto meno gravi dei nostri. Ma qui il decisionismo è morto. Cos’è peggio? Un altro mese di governo B, o uno sciopero generale ad oltranza che lo costringa alle dimissioni? Inutile spiegarlo alla Camusso.

Nel frattempo anche l’altro mondo del lavoro (quelli che non ce l’hanno) prova a resistere. Ricordate le operaie della Omsa? Continuano a lottare per i loro diritti. Con un presidio di 50 giorni per bloccare lo smantellamento dei macchinari da trasferire in Serbia. O con una campagna di boicottaggio di tutti i marchi Golden Lady.

Continua all’Asinara la protesta dei cassintegrati dal 24 febbraio dell’anno scorso. Non so se B vuol raccontare una barzelletta sconcia anche a loro.

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Contro l’incultura del regime Gustavo Zagrebelsky e Gianrico Carofiglio scrivono:

« Oggi è politicamente corretto il dileggio, l’aggressione verbale, la volgarità, la scurrilità. È politicamente corretta la semplificazione, fino alla banalizzazione, dei problemi comuni».

«La questione fondamentale è la scelta, cioè chi sceglie cosa, per chi e in base a quali criteri. Il coraggio, il rispetto di noi stessi, il senso dell’umorismo inteso come attitudine morale sono le qualità che ci rendono padroni della nostra sorte, anche di fronte alla “feroce morsa del caso”. Scelta può essere di volta in volta – o insieme – ribellione non violenta, ricerca della giustizia, pratica etica della bellezza e dell’eleganza, salvezza dalla vergogna. E ancora: capacità di disobbedire agli ordini ingiusti e inumani, capacità di sottrarsi al conformismo, capacità di non dare nulla per scontato, di praticare l’arte del dubbio, di sfuggire ai vincoli e alla prepotenza delle verità convenzionali, anche quando questo può costare molto caro».

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USA

La rivincita dei blogger

FEDERICO RAMPINI ci fa sapere che l’informazione USA comincia a essere dominata da potenti blogger così importanti da influenzare anche Obama, il quale, del resto, deve la sua vittoria proprio alla rete. Ormai alle conferenze alcuni di loro passano avanti ai grandi giornalisti e ogni mattina l’amministrazione americana scorre i principali blog prima della rassegna stampa, per tastare il polso alla Nazione e la stampa stessa si cerca sui blog per capire la propria influenza, ben diversamente dall’Italia dove testate come Il Manifesto o Liberazione si sono castrate da sole, chiudendo la lettura ai non iscritti o rimanendo irrimediabilmente non aggiornate.

I nuovi Vip del giornalismo americano si chiamano Brian Beutler, 28 anni, per il sito Talking Points Memo. Dave Weigel, 29 anni, per il blog Slate. Matt Yglesias, 29 anni, che creò il suo blog quando era ancora studente a Harvard e oggi è una star dell’informazione online. Poi ci sono i meno giovani come Andrew Sullivan, ex direttore del magazine The New Republic, che si è “reinventato” con il suo blog The Daily Dish, oltre 300.000 lettori quotidiani.

La potenza dei blogger non ha un colore politico uniforme, investe tutto lo spettro dei partiti e delle ideologie. Ma dietro, sono i ventenni la vera forza d’urto. Qual’è l’impatto reale di questa generazione di ventenni sull’informazione politica americana? Nessuno mette in discussione il loro talento, né il fatto che abbiano riempito uno spazio di mercato imponendo uno stile.

Il neoestablishment dei blogger-Vip si accompagna al decadimento del giornalismo americano. Il formato dei blog ha un vantaggio: lo spazio non costa come sulla carta, chi ha tempo, voglia e talento può approfondire temi complicati (la riforma sanitaria, il deficit di bilancio). “Mi considero prima di tutto un divulgatore” dice Yglesias. E’ “l’èra dell’informazione-guerriglia”, che, come Assange, mette in dubbio la veridicità della stampa.

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Ma la guerra cos’è?

Lidia Menapace

Prima di tutto non è un fenomeno “naturale”: tanto è vero che Ryane Eissler documentò che vi furono nell’Europa primitiva (Ureuropa) almeno mille anni senza guerre.

Non è un evento casuale: tanto è vero che Marija Gimbutas documenta che una particolare forma di ordinamento sociale la evita.

Dunque deve essere un evento che ha cause culturali, storiche, politiche.

Ma a che cosa serve?

E’ forse un evento che risolve i conflitti? una delle tante giustificazioni delle guerre è che tra popoli stirpi classi religioni si aprono conflitti, che si avvitano su se stessi, tanto che non si può fare altro che intervenire con le armi per eliminarli: ma le guerre eliminano i combattenti uccidendoli , il conflitto rimane, tanto che dà luogo alla ricerca di rivincita.

Se lasciamo le domande ed esaminiamo le guerre nel loro concreto svolgersi possiamo osservare che gli antichi le consideravano il rispecchiamento di litigi conflitti gare ambizioni tra dei, che avevano sulla terra i loro sostenitori ecc. Su questa idea è fondata l’Iliade omerica. Più terrena l’idea di guerra dei Romani, cioè che spettasse a Roma il dominio del mondo e che gli dei stessi alla città avessero destinato questo compito, prima giustificazione religiosa di quello che chiamiamo imperialismo. Incluse le guerre sante e le crociate. In tutto questo lunghissimo periodo le guerre furono “limitate” da diritti di ospitalità e dalla definizione del territorio in cui si svolgevano Cioè chi aveva precedenti relazioni amicali documentate da ospitalità, se si incontrava sul campo di battaglia non si scontrava, ma scambiava doni, atteggiamento che vien lodato ancora per tutto il tempo dei poemi cavallereschi, come si vede nell’Orlando Furioso: “Oh gran bontà dei cavalieri antiqui” che al calar del sole smettono ii duello amoroso e religioso che li opponeva e dormono vicini. Invece la popolazione civile era difesa dal fatto che il perimetro della guerra era il “campo” e lì si svolgevano le battaglie appunto “campali”. Oppure i Campi di Marte dove avvenivano i duelli tra Orazi e Curiazi o la Disfida di Barletta.

Questi effetti e forme durano fino all’invenzione delle armi da fuoco, che producono le grandi fanterie e gli stati assoluti con adeguata struttura organizzativa ed economica, affidando la sorte delle guerre ai grandi stati dotati appunto di tecnologie e finanze (e/o colonie)

Un ulteriore passo è quando Mussolini inventa la “guerra totalitaria” che cioè si svolge su e contro l’intero territorio del “nemico”: le città diventano obiettivi dei bombardamenti e nel giornalismo italiano viene inventato il termine “coventrizzare” (dal nome di un sobborgo di Londra, Coventry, raso al suolo da un bombardamento dell’Aeronautica ,”arma fascistissima”). Del resto gli Alleati non si tirarono indietro: le nostre città furono bombardate senza limiti e da allora in qualsiasi guerra, i civili muoiono più dei militari. La guerra diventa un fatto “totale”. E di incommensurabile capacità distruttiva, con le armi atomiche . Veniamo a sapere ora che gli esperimenti atomici francesi nell’arcipelago di Mururoa di svariati decenni fa stanno ancora inquinando l’oceano non lontano dalle centrali giapponesi colpite da terremoto e tsunami. A questo punto la guerra viene definita nella cultura attuale con l’acronimo M.A.D. (mutual assurance of destruction, mutua garanzia di distruzione) , cioè follia.

Ma intanto che cosa è la guerra nel diritto? La definizione classica è molto “oggettiva”: “conflitto interstatale armato”, successivamente si spiega che può essere “giusta” o “ingiusta”, ma non vi sono fonti giuridiche in appoggio.

Vale molto, per la professionalità di chi l’ha inventata, la definizione di von Clausewitz: “la guerra è la politica continuata con altri mezzi”. E poiché la politica è l’attività che regola il consorzio umano, se la guerra la continua. deve avere lo stesso livello di potere, cioè essere il Potere. E non tollerare limiti: infatti von Clausewitz dice dall’alto della sua prestigiosa cattedra di professore della Scuola di guerra della Prussia (da cui fu rimosso poi perché troppo “moderato”) che chi parla di guerra limitata o mente o non sa che cosa dice. La guerra non tollera limiti se non la sconfitta del nemico. E oggi in più la garanzia di reciproca distruzione o, con altra definizione, di sapere che le bombe atomiche, già stoccate negli arsenali, sono in grado di distruggere 11 volte il pianeta. Questa si chiama aporia, cioè stop al pensiero.

Interessanti novità avvengono alla fine della seconda guerra mondiale, quando si costituisce l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU, che in seguito modifica il suo nome in Nazioni Unite (N.U.). Nella sua Carta, dopo un breve proemio in cui i reggitori dei popoli che la lanciano affermano di aver visto le distruzioni provocate appunto dalla guerra e di voler preservare le future generazioni dal rischio che si possa ripetere tutto ciò, dichiarano che “la guerra è un crimine”. Questa deve essere ritenuta la vigente definizione internazionale di guerra.

Chi lo affermò non era né un’associazione di benefattori, né un collegio di filosofi, né un gruppo di tenere fanciulle: si chiamavano Truman, Churchill, De Gaulle, Stalin, Mao, cinque uomini di ferro, che ne avevano viste e fatte di ogni colore. Infatti non si limitano a fare una nobile affermazione, ma ne deducono -da statisti quali erano- che se è un crimine per tenerla sotto controllo reprimerla evitarla ecc. occorre una polizia internazionale con proprio specifico addestramento, una magistratura, un codice. Invece di tutto ciò si avviò la “guerra fredda” e le relazioni internazionali si rimisero sui vecchi binari delle definizioni ipocrite e non limpide.

Se di fronte all’attuale crisi internazionale che ci ha fatto assistere in pochi anni al disastro del petrolio nel golfo del Messico, al terremoto e tsunami in Giappone con i pericoli delle centrali, alla scoperta che l’oceano vicino alle centrali è ancora inquinato dagli esperimenti francesi di Mururoa, ai venti che stanno spingendo la nube radioattiva verso l’Europa, sta arrivando in Islanda, sarà presto sulla Francia ecc. , alle rivoluzioni magrebine, alla crisi libica (senza contare Yemen Siria ecc. che si preparano), se dunque di fronte a tutto ciò non ci mettiamo a preparare alla svelta una alternativa, ben presto non potremo più fermare la barbarie che la crisi produce. Non si può tacere, e lasciare il futuro nelle mani di governi corrotti, politici ignoranti e finanze che prosperano sulle sciagure e imprese che nascondono le condizioni degli impianti nucleari o dei pozzi sottomarini per non rimetterci nei profitti. Sarebbe da stupidi irresponsabili. E’ un lusso che non possiamo permetterci: tutti e tutte noi che non abbiamo potere, né soldi, né mezzi di comunicazione di massa, mettiamo dunque in gioco la nostra ragione, volontà, tenacia, generosità, come facemmo quando era necessario non cedere a Hitler e a Mussolini, sennò siamo corresponsabili della barbarie presente, anche se fossimo tutti e tutte il meglio della cultura arte e bellezza: tutto si offuscherebbe, appassirebbe, marcirebbe. La crisi capitalistico-patriarcale, strutturale globale produce barbarie: noi vogliamo un altro mondo possibile: “Se non ora, quando ?”

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Bocca

Con che diritto noi dobbiamo andiamo a bombardare i libici? Non sono d’accordo

Gheddafi fin qui stava al potere. I ribelli si sono rivoltati contro di lui. Noi che parte stiamo facendo? Solo quella dei ricchi e potenti che vogliono mettere le mani sul petrolio libico. E non andiamo a raccontarcela diversamente

Quando Israele attacca i palestinesi non si muove nessuno. Né mi pare che l’Onu si convochi in tutta fretta. Quella di oggi è chiaramente la reazione degli stati ricchi che su Gheddafi si sono improvvisamente ravveduti. Era il capo di una nazione. C’è stata una ribellione. Lui ha tutto il diritto di contrastare la rivoluzione che sta cercando di cacciarlo dal potere. B parla di «amico libico», gli bacia la mano. Poi, oggi, vista la mala parata, fa l’antigheddafi. Alla fine ha ragione il raìs a dire che siamo traditori.

Gheddafi è tutt’altro che raccomandabile. È un dittatore ridicolo. Basta vedere i suoi vestiti, i capelli tinti, la sua voglia di apparire giovane. È un B del medio oriente. Ma fino a due mesi fa arrivava in Italia accolto dalle fanfare. Quindi proprio noi siamo gli ultimi titolati a criticarlo, figuriamoci attaccare la Libia. Per ragioni di coerenza. Siamo stati i suoi migliori alleati e compagni d’affari. La Juventus, addirittura, gli ha venduto una parte della società. Questo è un governo voltagabbana. Anche l’opposizione, almeno quella in parlamento con poche eccezioni, è d’accordo a che l’Italia partecipi all’intervento militare, perché condivide la logica dei più forti. Il principio è: per essere considerati potenti della terra bisogna ogni volta schierarsi col potente di turno. Oggi i ricchi e potenti hanno deciso che la Libia è diventata un ostacolo. Così l’hanno scaricata. E hanno fatto tutto a una velocità impressionante.

Impressiona che dopo cent’anni esatti l’Italia torna in guerra in Libia. Ma quello che impressiona di più è che finora abbiamo sentito tanti bei discorsi sul valore della pace. C’è voluto niente per tornare in guerra.

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Beppe Grillo

L’orologio dell’apocalisse fu messo in carica nel dopoguerra alle ore 23.53. A mezzanotte in punto il mondo sarebbe finito a causa di una guerra nucleare. Al contrario di un comune orologio, le cui lancette vanno solo avanti, le sue sono andate sia avanti che indietro. Il tempo comune non esiste per la distruzione dell’umanità. Oggi l’orologio segna le 23.54, sei minuti a mezzanotte. In un solo caso arrivò a un minuto dagli ultimi rintocchi, durante la i missili di Cuba del 1962, ma la soluzione della crisi fu così veloce che l’orologiaio non fece in tempo a spostare la lancetta in avanti.

Dal 1945 ad Alamogordo, nel New Mexico, dove avvenne il primo test nucleare sono state fatte esplodere più di duemila testate nucleari nel mondo. Le prime due, “Little Boy” (Piccolo ragazzo) e “Fat Man” (Uomo grasso) hanno precorso i moderni aiuti umanitari in Iraq e in Afghanistan. La Storia ci ha infatti insegnato che Hiroshima e Nagasaki con le loro centinaia di migliaia di vittime civili (soprattutto donne e bambini) servirono per evitare un numero più alto di caduti tra i militari americani per la conquista del Giappone. Un sacrificio necessario.

Le testate nucleari sono come le caramelle e i “test” sono proseguiti un po’ ovunque dalle isole del Pacifico, predilette da Francia e Stati Uniti, alle regioni interne dell’Asia, mete nucleari della Cina e dell’Urss, ma anche dalla Gran Bretagna che ha nuclearizzato alcune remote regioni australiane. Nel dopoguerra i terrestri si sono bombardati da soli, senza riuscire a distruggersi. Visti da qualche civiltà aliena sembriamo lemming tenaci che si buttano a ripetizione in un precipizio. Siamo sopravvissuti alle bombe atomiche, ma l’orologio dell’apocalisse non poteva prevedere che la fine dell’umanità potesse avvenire per il nucleare civile, il cosiddetto “nucleare buono”. Ci sono circa 500 centrali nel mondo. Gli incidenti sono stati migliaia, i più importanti Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima. Con l’aumento delle centrali aumenta il numero di incidenti per un semplice calcolo delle probabilità. Il prossimo incidente potrebbe essere l’ultimo. Ogni centrale sposta la lancetta in avanti di qualche secondo. Ogni tensione internazionale aumenta le possibilità di atti terroristici contro gli impianti nucleari. Durante l’ultima guerra mondiale non esistevano centrali nucleari, altrimenti non saremmo qui. Chi proteggerà le centrali in caso di conflitto?

L’orologio dell’apocalisse va fermato. Quando una guerra finisce, si può ricominciare, ma dopo Chernobyl la vita per un territorio immenso è finita per sempre.

Esiste un’associazione, La Rondine (email: info@larondine.it), che aiuta i bambini che vivono in Bielorussia a sfuggire almeno per qualche mese all’anno alle radiazioni che persistono dopo 25 anni anche all’esterno dell’area vietata di 30 km di diametro. I bambini possono essere ospitati da una famiglia italiana durante l’estate. E’, come descritto nel video da Sergio Bollini, un’esperienza che ti cambia la vita.

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Razza di deficienti

Asimov

Naron, dell’antichissima razza di Rigel, era il quarto della sua stirpe che teneva i registri galattici.

Aveva un libro grande, con l’elenco delle innumerevoli razze di tutte le galassie che avevano sviluppato una forma d’intelligenza, e quello, notevolmente piu’ piccolo, nel quale erano registrate tutte le razze che, raggiungendo la maturita’, venivano giudicate adatte a far parte della Federazione Galattica.

Nel registro grande erano stati cancellati molti nomi: erano quelli di popoli che, per una ragione o per l’altra, erano scomparsi. Sfortuna, difetti biochimici o biofisici, squilibri sociali avevano preteso il loro pedaggio. In compenso, nessuna annotazione era mai stata cancellata dal libro piccolo. Naron, grande e incredibilmente vecchio, guardo’ il messaggiero che si stava avvicinando.

“Naron!” disse il messaggero. “Immenso e Unico!”

“Va bene, va bene, cosa c’e’? Lascia perdere il cerimoniale.”

Un altro insieme di organismi ha raggiunto la maturita’.”

“Benone! Benone! Vengono su svelti, adesso. Non passa un anno senza che ne salti fuori uno nuovo. Chi sono?”

Il messaggero diede il numero di codice della galassia e le coordinate del pianeta al suo interno.

“Uhm, si'” disse Naron, “conosco quel mondo.”

E con la sua fluente scrittura prese nota sul primo libro, poi trasferi’ il nome sul secondo, servendosi, come di consueto, del nome con cui quel pianeta era conosciuto dalla maggior parte dei suoi abitanti.

Scrisse: .

“Queste nuove creature” disse poi, “detengono un bel primato. Nessun altro organismo e’ passato dalla semplice intelligenza alla maturita’ in un tempo tanto breve. Spero che non ci siano errori.”

“Nessun errore, signore” disse il messaggero.

“”Hanno scoperto l’energia termonucleare, no?”

“Certamente, signore.”

“Benissimo, questo e’ il criterio di scelta.”

Naron ridacchio’ soddisfatto.

“E molto presto le loro navi entreranno in contatto con la Federazione.”

“Per ora, Immenso e Unico” disse con una certa rilutta il messaggero, “gli osservatori riferiscono che non hanno ancora tentato le vie dello spazio.”

Naron era stupefatto. “Proprio per niente? Non hanno nemmeno una stazione spaziale?”

“Non ancora, signore.”

“Ma se hanno scoperto l’energia atomica, dove eseguono le loro prove, le esplosioni sperimentali?”

“Sul loro pianeta, signore.”

Naron si drizzo’ in tutti i suoi sei metri di altezza e tuono’:

“Sul loro pianeta?”

“Si’, signore.”

Lentamente Naron prese la penna e traccio’ una linea sull’ultima aggiunta del libro piccolo. Era un atto senza precedenti, ma Naron era molto, molto saggio e poteva vedere l’inevitabile meglio di chiunque nelle galassie.

“Razza di deficienti!” borbotto’

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RIDIAMARO : – )

Luttazzi.it

. Il ministro Fazio ha mangiato un piatto di sushi per dimostrare che in Italia non ci sono rischi per la salute. E questo è niente: domani Veronesi si farà l’aerosol con l’uranio. (Albert Huliselan Canepa)

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Bocassini sulle infiltrazioni mafiose al Nord: “Non si fermano gli incendi, i danneggiamenti alle betoniere, le violenze e le intimidazioni nei cantieri. Ma gli imprenditori non denunciano. C’è un tessuto della nostra imprenditoria che ha interesse a fare affari con la criminalità organizzata. Quindi, non denuncia per convenienza”. (Repubblica)

2. Governatore Draghi: «In Lombardia avanzano le mafie». (Corriere)

3. Formigoni: “Lombardia mafiosa? Vendola si droga”. (Leggo)

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Spinoza

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Guerra alla Libia. Hanno un po’ rotto con queste celebrazioni.

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Tripoli è sotto attacco. Sta’ a sedere nonno, dove cazzo vai!

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La Lega Araba critica i raid aerei: “L’anno scorso erano più belli”.

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L’Italia mette a disposizione le sue basi americane.

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L’Italia è pronta a usare contro Gheddafi tutto quello che non è riuscita a vendergli.

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L’Italia fornirà mezzi, uomini, ominicchi e quaquaraquà.

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Il premier: “Sono addolorato per Gheddafi”. Compragli una Smart.

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La Russa: “Aerei pronti in 15 minuti”. Sono i nuovi caccia Findus.

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Il premier rassicura: “I missili libici non possono raggiungere l’Italia”. L’esperto ballistico.

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Decollano dall’Italia aerei completamente invisibili. Noti anche come aerei a progetto.

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“L’Italia è traditrice” ha detto Gheddafi riferendosi a una qualsiasi guerra dell’ultimo secolo.

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I sostenitori di Gheddafi sventolano fazzoletti verdi. Anche là gli idioti si riconoscono così?

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Ieri Medvedev ha criticato Putin. A proposito di insorti.

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I GHEDDAFONI: DUE SPAVENTAPASSERI FINITI

Lucio Galluzzi

http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article28739

Ne è passata poca acqua sotto i ponti, qualche mese, da quando le due primedonne conciate peggio di drag queen ad imitare Wanda Osiris, fecero vergognare l’Italia intera e ridere la Comunità Internazionale. Il beduino libico accolto con la marcia trionfale, il baciamano del suo amore prediletto, le parate cavallerizze, la crème cafonal tutta presente a spelarsi le mani, l’idiota che incensa l’altro imbecille mummificato al botox per la sua saggezza unica in tutta la Cosmogonia araba e oltre l’antimateria. Insomma: uno spettacolo indecente. Pornografia raccapricciante. Non potevano farsi mancare l’insulto plateale alla donna, di più, anche alle “radici cristiane” che tanto vogliono stra difendere questi fascisti camuffati da imprenditori scesi in politica: trecento ragazze, comprate per un tot di tempo, portate sotto la tenda del pazzo intocacato, lezione di Corano e convertitevi all’Islam che è bello. Schifo globale. Tutti zitti durante e dopo: il Pontefice, i suoi porporini, le varie Civiltà Cattoliche, la Comunella & Liberatutti del Formicone, i fasci diventati ministri, le troie consigliere, le sottosegretarie Lollipop… Tutto era a posto: PallaDiSugna Ferrara non si è tolto la mutandona per protesta contro l’offesa alla Soglia di Pietro e al Concordato, La Muffa non ha augurato la morte agli infedeli, neppure Sputazzetta Gasparri ha scatarrato qualche incomprensibile sua copiatissima previsione molesta, Ciqui Cappuccetto Azzurro Cicchitto non ha vomitato bile in crisi xenoglossica, soprattutto le “signore” minestronesse erano felici come delle uova di Pasqua piene, bagnate all’inverosimile, in pre orgasmo alla vista di quel maschio mezzo morto, vecchio, semiparalizzato, tanto simile al loro capo. Currite! Che penosaggine.

Nulla ha fatto l’opposizione [?] preventivamente per fermare lo scempio e vietare al dittatore criminale assassino di calpestare il suolo italiano. Ma il PD è fatto così. Anzi è fatto e basta. Poco tempo passa, appunto, e tutto crolla intorno ai due gemelli incartapecoriti. Il beduino ha mostrato quello che tutto il mondo senziente sapeva, tranne le pecore berluscones [ignoranti come sono, manco sanno se la Libia ha per capitale Beirut]: il rais è un criminale contro l’Umanità, massacra la sua gente da più di 40 anni e ora che una banda di guerrafondai come lui lo sta bombardando, non se ne vuole andare, piuttosto crepa lui [figurati!] e tutti i libici insieme. Il suo caro amore italiano lo capisce bene, infatti nel bel mezzo del genocidio non gli telefona perché non vuole disturbarlo. Così partono i “tradimenti”, gli insulti, tu mi volevi bene e adesso mi hai girato la schiena, te la faccio pagare, no non è vero io alla riunione che decideva se ti avremmo bombato pure noi non c’ero, la mia faccia non l’ho messa, in questa cosa mi hanno tirato dentro La Muffa e DueMaroni, vedrai che saltate tutti in aria voi italiani di merda, figli di Satana, infedeli schifosi, piuttosto che andarmene mi alleo con Al Qaeda e ti faccio l’Inferno, siete come Hitler, è vero il Rais dice cose forti [forti?] però io lo capisco, nelle condizioni in cui si trova… Ghigliottina! Almeno la smettono di parlare una volta per tutte. Due uomini legati da uno stesso destino: la Fine. Esauriti, senza appello. Morti che camminano. La tristezza di quel “colonnello” disperato, con il viso deturpato dai troppi trattamenti stiranti, la mente in nebbia fitta da chissà quali sostanze, solo, con un ombrello bianco di grandi dimensioni, su una macchinetta incrocio tra la Smart e un’Ape Piaggio, sotto la pioggia, per scenografia rovine di prebombardamenti USA e nessun altro. Solo. Niente più amazzoni e infermiera bonazza intorno, abbandonato, se ne sono scappate [per fortuna loro]. Poi un’altra apparizione, lui che parla a se stesso ripreso da una videocamera che mia cuginetta all’asilo ne usa una migliore, stacchi sulla “folla” inneggiante di 12 [dodici] persone che vengono inquadrate minzolinianamente ravvicinate, perché non si si accorga del deserto vero. La Fine. Blindato chissà dove. Come tutti i dittatori. Niente di nuovo. Come il suo amico italiano è esperto in comunicazione e mass media, ha usato la sua immagine per creare l’alienazione quasi completa del suo popolo. Quasi completa. Corrispondenze biunivoce con il premier puttaniere, che ormai le rare volte che si fa vedere in pubblico, torna a casa, vuota, solo, senza un affetto, con le orecchie che gli frullano per tutti i fischi che si prende ovunque. Fallito. Come per il rais spaventapasseri, pure il nostrano condottiero sceglie, nell’agonia sua, di concedersi un presunto bagno di folla. Dopo otto anni decide di presentarsi in un’aula di tribunale, non per farsi processare, solo per propaganda, esterna. Illuso. La Brambillessa, detta Trota Salmonata, e la Benita Petaccia Santadeché mandano più di 600 sms per mobilitare i fans davanti al Palazzo di Giustizia, aiutate quotidianamente dalla carta igienica stampata di regime e dalle televisioni, quasi tutte, di servizio a 90°, sperano nell’evento grandioso. Ma Berta non fila più da tempo. Si ritrovano in 49 [quarantanove] comparse, prese chissà dove, con striscioni pre confezionati, lì vicino c’è pure un gazebo del PDL, tanto per fare scenografia, ci sono una cinquantina tra giornalisti, reporter, free lancers, fotografi. Quando il puttaniere esce dal Tribunale, gli agenti addetti al “grandioso” servizio d’ordine, spingono, senza tanti complimenti [anzi con forza decisa, dirà la corrispondente di Rainews] tutti i giornalisti verso l’angolo dove ci sono le Comparse della Libertà, le telecamere stringono, ed ecco che pare una folla. Il nano pazzo si concede un altro predellino, non trovano neppure un microfono da porgere, un agente della scorta gli poggia un giubbotto antiproiettile sulle spalle, lui, il premier finito, si gira ed ecco la faccia più inceronata e fondotintata che abbia mai offerto. Orrore.

Dice due cosette che non si sentono, si gira, sorride a denti storti e labbra strette e violacee: fine dello show. Di corsa a casa, da solo, senza un affetto, senza fidanzata millantata o vera che fosse, tradito nel profondo dai suoi amici più fidati, amarissimi calici offerti da Umilio Fede Retriever e Lele Moric, tenuto in disparte dalla famiglia, descritto a dir poco impietosamente dalle sue troie, culo flaccido, pezzo di merda, è più di qua che di là, mi fa schifo, fino a quando posso lo spremo, più accuse di prostituzione minorile… Similitudini. E lui, in mezzo alla malattia ormai conclamata e di dominio pubblico, pagliaccio di se stesso, ripete ritornelli identici convinto che qualcuno lo ascolti ancora, non se ne vuole andare per non lasciare il Paese in mano alla sinistra [ma quale?] e a chi lo perseguita ormai da secoli e secoli. Vicinanze comportamentali di rais e altre vergogne dittatoriali in giro per l’Europa. Anche per lui sono pronti una macchinetta incrocio fra la Smart e un’Ape Piaggio, un grosso ombrello bianco, tanto botox, fondotinta e nient’altro.

..

Il Mandi

sembra che sia in arrivo verso la terra un asteroide.

berlusconi ha detto che in 24/36 ore sposta la traiettoria,

ci costruisce un campo di calcio per il milan,

ha comprato un palazzo dentro la grotta principale,

ha comperato anche tutte le astronavi per impedire che gli “asteroidiani” possano dirigersi verso marte,

e con una legge “ad universum” lo propone per il nobel all’astrofisica!

eventualmente lo si può anche usare per lo stoccaggio delle scorie delle centrali nucleari che costruirà in 15 giorni, quelle di trentasettesima generazione più iva.

MICROSATIRA

Da fuori radio.com

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La moglie di Bossi in pensione a 39 anni. Dura la vita.

Berlusconi a Lampedusa ha comprato una villa, tenuto un comizio, candidato isola al Nobel e fatto promesse. Lampedusa e getta.

Maroni: “Tutte le regioni dovranno accogliere gli immigrati”. L’Alto Adige: “Noi accogliamo già gli italiani”.

“Lampedusa tornerà un paradiso”, ha dichiarato Berlusconi palpando il culo a Eva.

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Sindaco di Lampedusa: “Basta sfilate di politici, non è un circo”. Bossi padre e figlio avevano pronto il numero della trota ammaestrata.

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http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Per Gramellini: chiamiamoli IRRESPONSABILI !

    Li chiamano RESPONSABILI ma hanno TRADITO I PROPRI ELETTORI ! sono TRADITORI e

    inoltre si sono venduti per posti di sotto segretario o per avere assicurata la prossima

    elezione ! CHE SCHIFO ! agli Italiani e all’Italia chi ci pensa !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — aprile 4, 2011 @ 2:32 pm | Rispondi

  2. dopo aver letto tutto, mi ha preso come un senso di vomito, ma cosa si deve fare per evitare questo continuo disfacimento? Forse fanno bene i miei figli che se ne fregano e pensano a farsi l’aperitivo. E con quale motivazione potrei incitarli al fare, e che cosa? Scusate, ma sono proprio giù di morale….

    Commento di cesare — aprile 4, 2011 @ 5:33 pm | Rispondi

  3. Processo BREVISSIMO, INTERCETTAZIONI non servono ! ANM che fa ?

    L’ Associazione magistrati che fa ? La giustizia sarà eliminata ! Tutte le ingiurie ai Magistrati : NESSUNA REAZIONE ! Forse i Magistrati pensano di meritare tante ingiurie ? come mai non denunciano e chiedono i danni ?
    Non li meritano ? Ci potremmo costituire PARTE CIVILE A FAVORE DI UNA VERA VERA VERA GIUSTIZIA ! muovetevi

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2011 @ 2:36 pm | Rispondi


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