Nuovo Masada

marzo 28, 2011

MASADA n° 1277. 29-3-2011. JUNG 4-10- AION – L’ERA DEI PESCI – L’ERA DELL’ACQUARIO

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(Questa è la decima lezione del corso n° 4, tenuto a Bologna dalla Prof. Viviana Vivarelli, seguendo il suo libro “Lo specchio più chiaro” su Calr Gustav Jung).

Aion è l’energia nata nel tempo, l’energia che si fa storia umana”.
(V)
Nei sogni ogni grande specchio d’acqua simboleggia l’inconscio. E il pesce rappresenta ogni contenuto dell’inconscio”.
(V)

L’immagine del pesce uscì dalle profondità dell’inconscio per venire incontro all’annunciata figura del Cristo. Come il pesce rappresenta il Cristo, così il Sé rappresenta la divinità”.
(Jung)

Nel 1950, all’età di 75 anni, Jung scrive un saggio su Aion, il simbolismo delle ere. Sappiamo che aveva studiato astrologia e che una delle sue figlie era un’astrologa. Abbiamo visto la sua classificazione dei temperamenti basata sull’astrologia e sulla quadripartizione delle funzioni psichiche (sentimento, sensazione, pensiero e intuizione). In Aion riprende il tema astrologico in relazione alle ere storiche, come energia che si proietta nella storia dell’umanità.

Per gli antichi Greci c’erano tre modi per indicare il tempo: aion, kronos e kairos. Aion indicava la suddivisione del tempo in grandi ere; kronos era lo scorrere giornaliero delle ore; kairos era, infine, il momento di grazia, magico ed eccezionale.

In alcuni saggi, Jung si occupa di AION, il tempo che caratterizza un’intera epoca. I Greci lo rappresentavano come un dio con testa di leone, avvolto da un serpente che compiva attorno al suo corpo 7 giri e mezzo, corrispondenti alle sfere celesti.
Secondo Jung, ogni era (EONE = aion in greco), ha un carattere dominante che si può trarre dall’astrologia e dallo studio comparativo delle antiche civiltà e religioni, dai loro riti, miti o simboli.
Nella nostra era, per quanto riguarda l’emisfero boreale, il Sé o totalità è rappresentato dal Cristo, la sua immagine influenza tutto lo psichismo del mondo occidentale.
Per alcune decine di anni la New Age ha rappresentato, in forma popolare, la nuova visione del mondo basata sull’attesa della nuova Era dell’Acquario che segue l’Era Cristiana, ma in realtà Jung ha detto poco sull’Era dell’Acquario, mentre ha scritto molto sull’era cristiana.
La NEW AGE ha costituito un vasto movimento culturale che si è diffuso per alcune decine di anni in Europa e negli Stati uniti, soprattutto in California, a partire dal 1920, con una visione della vita, una filosofia, un metodo di cura, una concezione olistica, e interessi verso l’ambientalismo, la cristalloterapia, la cromoterapia, il channelling, la reincarnazione, le medicine alternative, le nuove energie ecc. Comincia a diffondersi in Europa verso il 1920-30 circa, inizialmente ad opera della baronessa russa Blavatsky che introduce nell’élite intellettuale europea motivi orientali, come l’aura, i chakra. la reincarnazione ecc., e influenza molti spiriti del tempo, Hermann Hesse, per esempio, o Rudolf Steiner.
Questo movimento ebbe il suo apice negli anni 80, poi cominciò a diminuire. Secondo la new age, il 21 dicembre 2012 non finisce il mondo, come sembra indicare la profezia Maia, ma faremo un ‘salto quantico’, un cambio di livello dimensionale, perché tutto il sistema solare attraverserà un campo energetico ad altissima frequenza che ci modificherà.

Indubbiamente Jung preannunzia molti motivi che saranno poi della New Age:
-Tutto è interconnesso e partecipa di una stessa energia
-Ci sono delle guide angeliche o dei maestri spirituali che possono aiutare l’uomo
-Il potere della mente può cambiare la realtà
-Ogni uomo nasce con un compito che è individuale ma allo stesso tempo sociale
-La morte non è la fine della vita, ma apre ad altre esperienze e ad altre vite
-Si può morire e tornare in vita trasformati
-La scienza e la spiritualità devono trovare il modo di connettersi in vista di una diversa considerazione della natura e dell’uomo
-Il mondo può essere conosciuto dall’intuizione che integra la ragione
-Il limite della scienza attuale è di rifiutare ciò che non capisce, come il colloquio col regno dei morti, la parapsicologia, la veggenza, la meditazione, la medicina olistica
-Tutte le religioni possono essere viste da un punto di vista diverso, che consideri non le loro differenze, ma le loro analogie. Se le varie chiese facessero questo, cesserebbero di combattersi e potrebbero aiutare più validamente l’umanità ad evolvere verso la spiritualità
-I testi sacri sono importanti ma è più importante la nostra relazione diretta col divino. Le varie chiese hanno ognuna manipolato la filosofia universale, nascondendo alcune verità o modificandone altre a fini di potere materiale, per cui si può essere religiosi in modo nuovo, uscendo dall’ortodossia
-Occorre recuperare la Grande Dea, ovvero le valenze femminili nella psiche come nel mondo
-La nostra lettura del passato è probabilmente errata. L’umanità non avanza in un solo senso ma molte civiltà sono emerse e poi scomparse.
-Le coincidenze non esistono. Tutto ciò che accade ha un significato spirituale e uno scopo. Ugualmente esiste un progetto per cui ognuno si trova in ogni momento nel posto giusto per imparare la propria lezione.
-La mente ha poteri nascosti, attivi anche al di là della nostra consapevolezza. C’è una intelligenza che cerca di comunicare con noi attraverso sogni, visioni ..
-E’ importante praticare discipline come lo yoga, il t’ai chi, il reiki e altre che lavorano sull’energia
-Ogni tipo di relazione ci fa crescere. Le relazioni sbagliate si ripeteranno in vite successive finché non le avremo corrette
-La nostra anima cerca di riconnettersi con la Totalità, dobbiamo imparare la lezione della Vita, scoprire il divino in ogni cosa e riconoscerci Uno col Tutto.

Sappiamo che la Terra ruota attorno a un asse immaginario in 24 ore e che percorre poi un’orbita, o eclittica, attorno al Sole, in 365 giorni. Le stagioni sono prodotte dal fatto che l’asse terrestre è inclinato di 23 gradi e mezzo e questo avvicina o allontana un punto della Terra dal Sole e modifica nel corso dell’anno la lunghezza del giorno o della notte.
Per i popoli antichi c’erano 4 giorni importanti che segnano l’inizio delle 4 stagioni e che, nell’emisfero occidentale, sono 21 marzo, 23 giugno, 23 settembre e 21 dicembre; in due di questi, equinozi, la durata del giorno e della notte è uguale, mentre nel solstizio d’inverno abbiamo la notte più lunga dell’anno e nel solstizio d’estate il giorno più lungo. Particolare importanza ha sempre avuto l’equinozio di primavera (21 marzo), che non indica solo l’inizio dell’anno stagionale, ma segna anche il tempo delle semine e dello scongelamento delle nevi e dunque delle piene dei fiumi. I calendari dei popoli antichi erano molto attenti sia al ciclo lunare (29 giorni è il tempo fra due lune piene) che a quello solare (365 giorni), perché dalla luna o dal sole dipendono i lavori agricoli, le preparazioni dei cibi o dei medicinali, i distillati ecc… e collegavano ad essi anche i mutamenti delle energie cosmiche e telluriche, derivandone i riti religiosi e le cerimonie sacre. Essi stabilivano con molta cura l’equinozio di primavera, sapendo che il punto sull’orizzonte dove il Sole sorge si sposta avanti e indietro, ma nel giorno dell’equinozio di ogni anno il Sole si alza sempre dallo stesso punto. Per questo, l’equinozio era indicato esattamente nei templi con fessure, porte, aperture o pietre, in modo da cogliere esattamente la levata del sole al giorno dell’equinozio di primavera e far partire esattamente il calendario stagionale.
Una volta stabilito l’equinozio di primavera, gli antichi videro che esso restava sotto una precisa costellazione per 2.160 anni circa, poi passava ad un’altra e le attraversava tutte in 25.920 anni (cerchio dello Zodiaco).
Ma anche l’intero cielo sembrava ruotare lentamente, mostrando, attraverso i millenni, lo spostamento delle costellazioni. Quando tutte sono passate, è finito un intero ciclo planetario, detto ANNO PLATONICO.
Questo è formato da 12 ere, ognuna contrassegnata da una costellazione, che rappresenta una qualità dell’energia che sarà prevalente per 2.160 anni.
La Terra ruota come una trottola ma il suo asse oscilla tracciando due coni; ogni cono si completa in 2160 anni e anche l’antico astronomo Ipparco sapeva che il Sole impiega un tempo lunghissimo per attraversare un’intera costellazione. A causa di questa oscillazione dell’asse, abbiamo un fenomeno detto della PRECESSIONE (anticipo) DEGLI EQUINOZI, per cui ogni anno la primavera inizia 20 minuti prima dell’anno precedente. A causa di questo anticipo, l’equinozio attraversa le costellazioni in senso opposto all’ordine in cui le conosciamo (…Leone, Cancro, Gemelli, Toro, Ariete, Pesci, Acquario). Dividendo l’intero cerchio dell’orizzonte in 12 spicchi (360° diviso 12) si ha un’ampiezza per ognuno di 30°. Il Sole ci mette 72 anni (una vita umana media) per spostarsi di un grado. Moltiplicando 72 per 360 si ottiene appunto 25.920 anni, periodo detto ‘anno platonico ’.
L’ERA o EONE è il tempo in cui stiamo sotto una certa costellazione: 2.160 anni.

Ogni era prende nome dalla costellazione che ospita l’equinozio di primavera. Quando tutte le 12 costellazioni sono passate, finisce un grande ciclo e ne comincia uno nuovo, ripartendo sempre dall’Acquario.
Il tempo di transizione da un’era a un’altra dura circa 300 anni. Oggi noi siamo in uno di questi periodi di mezzo, tra l’Era dei Pesci che finisce, chiudendo l’anno platonico e un nuovo ciclo di 25.920 anni che ricomincia, ripartendo dall’Acquario.
Non è facile stabilire quando l’era dell’Acquario farà sentire la sua energia; alcuni dicono che ci siamo già, per il sistema siderale indiano essa inizierà nel 2444.
Nell’universo tutto gira, gira l’elettrone dell’atomo attorno al nucleo, gira la Terra attorno al proprio asse, gira l’asse formando due coni, gira la Terra attorno al Sole, ruota la galassia che contiene Terra e Sole in una spirale.
Per migliaia di anni tutti i popoli hanno studiato i lentissimi movimenti del cielo. Egizi, Assiro-Babilonesi, Celti, Cinesi, Indiani, Tibetani…Sembra che, quando ci si allontana dal centro della Galassia la coscienza umana si addormenti e prenda sopravvento una energia maschile portata al comando e alla guerra, mentre nella fase di avvicinamento al centro della Galassia prevale un’energia femminile, più portata all’amore e alla compassione. Il Taoismo dice che queste ere si alternano, a prevalenza Yin o Yang.
Per i nostri astrologhi l’era dei Pesci è un’era di guerra e contrapposizione e l’Era dell’Acquario dovrebbe dunque essere un’era di pace e cooperazione.

Le ere si succedono in ordine inverso a quello che conosciamo dei segni zodiacali, per cui, come abbiamo detto, il primo segno di un intero periodo planetario è l’Acquario e l’ultimo è i Pesci.
Ogni Era è connotata da una qualità di energia, che si rappresenta in simboli che si ripetono invariati su tutta la Terra, per due millenni, ed è dominata da alcuni archetipi prevalenti, con certi paradigmi e determinati livelli di conoscenza e di coscienza. Ogni simbolo zodiacale ha la sua valenza energetica e caratterizza un tempo.
Quando un eone finisce, abbiamo grandi cataclismi, eventi cosmici e va in crisi un’intera civiltà.

Il concetto di eone era ben noto alle culture antiche: il calendario Maya è tutto rivolto a misurare il tempo della cultura Maia, di cui si prevede la fine; ma facevano lo stesso gli Etruschi, che erano arrivati in Italia dopo mille anni e avevano calcolato che la loro civiltà ne sarebbe durata altri mille, calcolando esattamente la sua fine e, infatti, quando arrivò il tempo indicato dagli aruspici, la civiltà etrusca finì, si dissolse, sparirono cultura e lingua, religione e miti e subentrò la civiltà romana che era ben diversa.
Le previsioni sulla durata di una civiltà erano tratte dalle stelle. L’astrologia era una scienza molto accurata e tenuta in grande considerazione e arrivava a conclusioni e intuizioni che oggi riteniamo strabilianti.
Erano astrologi anche i tre MAGI del mito cristiano, probabilmente tre astronomi babilonesi, che seguivano la grande luce celeste, che segnava l’ingresso nella nuova era, contrassegnata dalla nascita del Bambino Divino, colui che avrebbe riassunto in sé le caratteristiche del tempo nuovo: l’Era cristiana o Era dei Pesci.
Oggi, dopo duemila anni, l’era cristiana sta finendo e comincia il lento passaggio verso l’Era dell’Acquario che darà inizio a un nuovo grande ciclo di 25.920 anni.

Ricordiamo che ogni era prende l’energia del segno, dunque può essere Acqua, terra, Aria, o Fuoco. E ricordiamo anche che ogni segno zodiacale è influenzato dal segno opposto (le due valenze dell’archetipo): ARIETE si oppone a BILANCIA; TORO a SCORPIONE; GEMELLI a SAGITTARIO; CANCRO a CAPRICORNO; LEONE a ACQUARIO; VERGINE a PESCI.

Dell’ERA DEL LEONE (Fuoco) non sappiamo quasi niente, perché è troppo lontana (10.000-8.000 a.C.). Il metallo è l’oro, il pianeta il Sole. In India la chiamano Sourya, e la considerano una delle incarnazioni di Visnù. I miti ne parlano come di un’epoca di vittorie, successi, imprese, forza e splendore, fu l’età degli EROI, l’adolescenza dell’umanità. Potrebbe corrispondere alla mitica età di Ercole, degli eroi mesopotamici Enkidu e Gilgamesh, del malese Temasek ecc.. Vi troviamo come simboli archetipici il Leone e la Sfinge, indicatori del Sole . La Sfinge ha il corpo di leone ma anticamente aveva anche la testa di leone, è un ‘guardiano della soglia’, emblema imperscrutabile della saggezza ma anche del mistero divino. Nel mondo egizio la Grande Sfinge fu probabilmente posizionata verso il punto dell’orizzonte dove il sole all’equinozio di primavera sorgeva nella costellazione del Leone, ma ciò avvenne nel 10.500 a. C., il che fa ipotizzare che la sua costruzione sia stata molto antecedente al regno dei Faraoni che ebbe inizio (l’unificazione dell’Egitto si ha nel 3000. a. C.),
La Sfinge riproduceva la costellazione del Leone, secondo la teoria che tutto ciò che è in cielo si rappresenta in terra. E anche le tre Grandi Piramidi sono disposte seguendo ciò che si vedeva nel cielo, secondo la costellazione di Orione.

L’era successiva a quella del Leone fu quella del CANCRO (Acqua), 8000-6000 a. C., il metallo è l’argento, il pianeta la Luna, e questo periodo è dominato dall’acqua che portò diluvi e alluvioni, sprofondamento di isole e grandi cambiamenti climatici. La stessa Sfinge mostra le tracce di un’alluvione e ci chiediamo se è questo il tempo in cui scomparvero per un maremoto l’isola di Santorino e la mitica Atlantide.

Seguì l’ERA DEI GEMELLI (Aria, comunicazione), 6000-4000 a. C., il metallo è il mercurio, il pianeta il Mercurio, e fu un tempo di cacciatori, spostamenti e allevamenti, di viaggi e contatti fra popoli, denso di miti sui gemelli, e in cui, presso la luna nuova di primavera, erano visibili le due stelle gemelle Castore e Polluce.

Poi venne l’ERA DEL TORO (Terra), 4000-2000 a. C., il metallo è il rame, il pianeta Venere. Essa era dominata dalle religioni della Grande Madre Terra, era il regno della Dea, cin cui si veneravano il toro e la luna, tempo dell’agricoltura con attenzione alle fasi lunari, per cui i simboli sono la falce lunata e le corna del toro.
Nelle stele egizie compare un toro con ai piedi uno scorpione (e Toro e Scorpione sono astrologicamente polari). Il segno del Toro corrisponde alla coscienza, e il segno ad esso polare, lo Scorpione, corrisponde all’inconscio. In India il dio Shiva è sul dorso di un toro e porta tra le corna una mezzaluna. Il TORO è l’energia forte che procrea e corrisponde, nell’Egeo, alla Civiltà Minoica o della Grande Madre, in India ad Agni (fuoco) e Shiva.
La simbologia del Toro riporta all’elemento TERRA, epoca pacifica, fondata sull’agricoltura, l’armonia con la natura e il culto della Grande Madre. Nella corrida minoica il danzatore non uccide il toro ma gioca con lui, piroetta sulle sue corna, indicando che è in armonia con le forze naturali, non distrugge l’energia della natura ma danza con essa e lo spirito di una intera civiltà è sintetizzato in questa immagine. Vediamo i corrispondenti in popoli diversi: il Minotauro guardiano del Labirinto, il muggente Rudra dei Rig Veda indiani, i Tori Celesti babilonesi, il bue Api egizio con in fronte una macchia bianca a forma di mezzaluna, il dio greco Dioniso trasformato in toro…
L’epoca del Toro è connessa alle civiltà matriarcali, i cui simboli sono l’acqua, la mucca, il serpente, le corna di toro, la falce lunata o mezzaluna che diventano simbolo di molti popoli come quello islamico..

Segue l’ERA DELL’ARIETE (Fuoco), la forza della conquista, l’espansione eroica e vittoriosa, di cui fu prototipo Alessandro Magno.
Il metallo è il ferro, il pianeta Marte. Le sue civiltà sono guerriere e dedite all’allevamento, i suoi simboli sono il fuoco, il fulmine, il cavallo e l’aquila. L’Era dell’Ariete si manifesta come guerra e segnala l’ingresso di popoli invasori, inizialmente nomadi, che si basano sulla conquista, muovendosi con cavalli e armenti e armi di ferro. Suoi portatori simbolici: l’Egizio Ammone dalla testa di ariete; l’Agni, indiano degli Arii che invadono l’India, signore del fuoco e dei sacrifici; il dio egizio Knum, il modellatore, vasaio o metallurgico; gli dei greci Marte, Giove o Vulcano, dei della guerra, della vittoria e della metallurgia portati dagli invasori Arii. In arabo Alessandro Magno era chiamato Dhu-l-Qarnàin = Quello delle Corna. Il periodo dell’Ariete va dal 2000 a. C. alla nascita di Cristo.

(Knum)

Arriviamo così all’ERA DEI PESCI, o era cristiana. I Pesci sono dominati da Nettuno e portano i valori nettuniani: amore trascendente, misticismo, sacrificio, martirio e devozione, ma anche fanatismo e lotte religiose. Ogni segno contiene il suo opposto e l’opposto dei Pesci è la Vergine; il segno Pesci porta al fideismo e alla superstizione, la Vergine rappresenta la razionalità, si produce perciò tensione tra fede e ragione, dissidio tra religione e scienza.
Noi oggi stiamo transitando verso il tempo dell’ACQUARIO, il cui simbolo è la brocca. Il metallo è il platino e il pianeta Urano.
Da notare che URANO fu scoperto solo nel 1781 e simboleggia il progresso tecnico, l’informatica, la comunicazione a livello planetario che influenza grandi movimenti di popoli e segna grandi mutamenti a livello generazionale. Come la brocca distribuisce l’acqua, così la mente diffonderà le nuove idee.
L’Acquario è un segno d’ARIA, energia mentale che si rapporta ad alti ideali e a progetti universali.
Urano è il pianeta dominante. E’ connesso a grandi innovazioni ed è signore della tecnologia e dell’informatica, porta innovazione tecnologica, creatività e capacità di grande lavoro per gruppi ed è anche il pianeta dello sviluppo psicologico alto. Il suo segno opposto è il Leone che indica il potere prevaricante. L’Acquario predilige il gruppo, mentre il Leone è egocentrato. Urano rappresenta la democrazia, mentre il Leone produce dominatori dispotici e totalitari.
Quando Urano è in congiunzione con Giove, Saturno, Nettuno e Plutone, si hanno le grandi svolte della storia, i grandi mutamenti nel quadro politico delle nazioni, le grandi fasi di progresso delle civiltà.
A livello individuale, Urano esprime la capacità di adattarsi ai cambiamenti esterni inaspettati, di superare i condizionamenti delle convenzioni sociali, di avere una mentalità flessibile e in divenire, di scoprire modi di vita nuovi.
A livello collettivo, Urano porta un grande sconvolgimento sia per invenzioni tecnologiche che per ideologia e stile di vita dei popoli, grandi innovazioni sia tecnologiche che sociali. Urano positivo spinge a ragionare in maniera completamente autonoma, superando il pregiudizio e il condizionamento di tutto quello che è stato appreso in precedenza. Chi ha Urano in buona posizione è destinato prima o poi a incamminarsi verso grandi mete innovative in modo autonomo, secondo sentimenti di libertà e indipendenza.
Urano simboleggia lo sviluppo industriale,la tecnologia, l’automazione, una nuova energia planetaria, grandi reti di comunicazione, l’elettronica, la robotica, l’arte astratta, la fantascienza, l’astrologia, la fraternità, l’amicizia, la cooperazione fra popoli, i grandi movimenti collettivi.
L’Acquario è anche il domicilio base di Saturno, l’esperienza saggia che nasce dagli ostacoli, dalle difficoltà e dalla sofferenza, che guarda tutti gli errori del passato e vi pone rimedio con intelligenza matura. Saturno è una intelligenza esperta e consapevole, che sa imporsi autodisciplina e autocontrollo con grande capacità di impegno e grandi doti organizzative. L’Acquario dunque indica intelletto superiore, idealismo (che è diverso da ideologia), concetti universali e alti progetti collettivi. L’era dell’Acquario sarà l’era dei gruppi, dei movimenti, delle associazioni, delle reti senza capi o regole o strutture, con ordini sociali diversi da quelli gerarchici tradizionali dei partiti o delle chiese. I figli dell’Acquario cercheranno principi universali validi per tutti i popoli e lavoreranno per una coscienza planetaria, in cui, per la condotta etica, non si seguirà più una chiesa ufficiale, un partito istituzionalizzato o una struttura rigida di potere, ma si farà azione pratica di salvezza mediante la pratica diretta. Non ideologie ma ideali. Non ubbidienza passiva ma autoconsapevolezza. Non dipendenza ma autonomia. Non massificazione ad opera delle propagande di regime ma spirito critico e rinascita partendo da se stessi. Il nuovo sapere si fonderà sull’organizzazione di gruppo, sull’esperienza personale, sull’espansione della coscienza, creando un pensiero universale, operativo e sociale, che cresce collettivamente, partendo dalla rinascita del singolo ma in una prospettiva transpersonale e secondo un’etica praticata. Il percorso d’anima non sarà più basato sul trascendente ma sull’immanente, sull’esperienza diretta e sul lavoro collettivo a favore del mondo.

Notiamo che, in base alla corrispondenza junghiana con le 4 funzioni psichiche, il Toro sia un segno di Terra connesso alla sensorialità, l’Ariete un segno di Fuoco connesso all’intuizione, i Pesci un segno d’Acqua connesso al sentimento, l’Acquario un segno di Aria connesso al pensiero. Ritroviamo quindi le 4 funzioni psichiche fondamentali anche per le ere storiche.

Col Cristo entriamo nell’era dei PESCI, segno d’ACQUA, energia emozionale, che dura anch’essa 2.160 anni, comincia col sacrificio del Cristo e terminerà col sacrificio della Chiesa.
L’era dei Pesci è, per l’Occidente (emisfero boreale), l’era cristiana, tempo di dualità e contrapposizione dominato dagli antagonismi e dalle guerre, che spezza in due il mondo, finché l’Acquario riporterà la conciliazione.
Oggi siamo in un punto di transizione, in più termina un ciclo totale e ne inizia uno nuovo. I Pesci sono il dodicesimo segno della Zodiaco, dunque chiudono un periodo astrologico completo ma aprono anche un nuovo anno platonico. Finisce un ciclo di dodici ere ognuna contrassegnata da dodici qualità di energia e ne comincia un altro.

Come si ricorda, Jung era figlio di un pastore protestante e nella sua infanzia era abituato a sentire i discorsi teologici di ben 11 preti di famiglia. Ma nella sua visione si discosta dall’ortodossia famigliare non solo per l’astrologia ma anche per le sue intuizioni che lo avvicinano al pensiero orientale.
Nei saggi su Aion, Jung analizza i simboli dell’era dei Pesci con le conoscenze alchemiche e gnostiche. Uno di questi simboli è “IL PESCE”:
Abbiamo parlato della simbologia della conchiglia , ora vedremo quella del pesce. Pesce e conchiglia provengono dall’oceano ch rappresenta il grande mare dell’inconscio dentro e fuori di noi.
Capita spesso di sognare i ‘pesci’ ed essi rappresentano i contenuti dell’inconscio. Sognare pesci vuol dire contattare le nostre parti più profonde, i contenuti che navigano nelle oscure acque del Sé.
I pesci decorano la pisside dell’altare cristiano, perché il pesce rappresenta il Cristo e, allo stesso tempo, l’era cristiana.
L’era cristiana ha come indicatori: la croce, la polarità tra Cristo e Anticristo, la nascita di un Salvatore da una vergine, l’archetipo di morte e resurrezione.

Dice Jung: “Non sono stato io ad inventare tutti i simboli del pesce che troviamo nel Cristianesimo (i pescatori di uomini, i pisciculi christianorum, l’acqua della fonte battesimale come piscina…). Il Cristianesimo ci ha segnato molto, proprio perché incarna bene i simboli di tutta un’epoca… Rovina tutto quando pretende di essere l’unica verità, mentre in realtà è solo una delle grandi espressioni di verità del nostro tempo…

L’età verso cui ci stiamo muovendo è quella dell’Acquario: “E poi viene l’ACQUARIO, il Versatore d’Acqua, che travasa l’acqua da un luogo a un altro, il piccolo pesce (il Pesce del Sud) riceve acqua dalla brocca dell’Acquario, la sua stella principale è Fomalhaut che significa ‘bocca di pesce’ o ‘bocca di balena’”.
Fomalhaut è la stessa più luminosa della Costellazione dei Pesci e la 18° più brillante del cielo. Fomalhaut appare nei riti di molti popoli antichi, come Arabi, Cinesi e Persiani. Alcuni la rappresentano come un angelo caduto.

Dell’Acquario, Jung non dice molto, la ritiene un’epoca misteriosa, difficile da prevedere, che forse nasconde in sé l’immagine di un grande uomo che deve ancora venire, un nuovo Messia, e ad esso accennano anche passi della Bibbia e l’Apocalisse.
L’Apocalisse parla di un’epoca di grande distruzione mondiale, seguita da un periodo di pace in cui 144.000 giusti creeranno un mondo nuovo. Essi sono nascosti, nessuno li vede, ma dalle loro menti uscirà una resurrezione. Il numero 144.000 è stato “preso” da antichi testi sacri indiani: i Veda!! Diciamo anche che, per il popolo ebraico il 12 rappresentava la completezza, perché erano divisi in 12 tribù e 12 X12= 144, da cui 144000. Qui le interpretazioni sono diverse, per alcuni ciò vuol dire che solo una piccola parte dell’umanità sarà salvata, per altri che saranno salvati tutti.

Al momento del passaggio tra un’era a un’altra c’è caos, si esasperano tutti i fattori peggiori e si preannuncia qualcosa del nuovo tempo, ma il potere politico sarà nel senso più deleterio. .
Jung disse che la transizione sarebbe stata difficile perché gli uomini avevano dimenticato l’anima. Citava Pio XII che in una delle sue ultime omelie aveva detto che il mondo non è più consapevole della presenza degli angeli. Pio XII è un papa che fu molto contestato per il suo silenzio sul nazismo, ma si diceva che aveva delle visioni. Jung asseriva che, per facilitare il passaggio alla nuova era, era necessaria una maggiore apertura all’inconscio, un’attenzione più puntuale ai grandi sogni, una percezione dell’unione corpo-psiche e uomo-natura, un gusto più vivo per l’autocoscienza, una crescita della spiritualità collettiva.
Avere un compito quotidiano e svolgerlo bene; e nello stesso tempo prestare attenzione a ciò che avviene dentro di noi, oltre che all’esterno, essere coscienti della vita in tutte le sue forme, in tutte le sue espressioni. Seguire le grandi regole, ma anche dare libero corso agli aspetti meno conosciuti del nostro essere” .

Nel nostro tempo, l’Occidente sta uscendo dall’eone cristiano, metaforizzato dal segno zodiacale dei Pesci, che ha come prototipo il Cristo, già richiamato dalle profezie. Un commentario ebraico a Daniele annunciava la venuta del Messia nel segno dei Pesci e per molti astrologhi fu chiaro che Cristo sarebbe nato come ‘ultimo ariete’ (agnello) e ‘primo pesce’, per questo ‘pesce’ e ‘agnello’ sono i suoi simboli. Anche il nome Josua (Jesous in greco) appare in tradizioni più antiche della sua nascita, anche un mito arabo parla di Josuan ben Nun, Gesù il pesce ( ‘nun’ in arabo significa pesce).
Gesù dunque ha a che fare con un pesce, muore ed è fatto risorgere da una goccia dell’Acqua della Vita.

La mente religiosa crea immagini per parlare dell’inconoscibile.
IL PESCE rappresenta l’energia che viene dal profondo, dalle acque dell’inconscio collettivo, ed è analoga alla PIETRA, fondamento della casa interiore, per una realizzazione che sfida l’eternità. Gli antichi cristiani parlarono del Cristo come di un pesce e gli alchimisti come di una pietra. Cristo e pietra sono simboli del Sé.
Cristo si rivolge a pescatori, dice a Pietro e Andrea che saranno “pescatori di uomini”; sfama la moltitudine col miracolo dei pesci e dei pani; regala a Pietro una pesca miracolosa che simboleggia la futura conversione delle anime.
Nelle prime riunioni dei Cristiani si ripeteva il rito dell’Ultima Cena e si mangiava il pane e il pesce, come Comunione con l’energia del Cristo, sostituiti poi dall’ostia, Cristo è chiamato ‘pesce santo’. I suoi fedeli sono i ‘pisciculi’, i ‘piccoli pesci’. Al tempo delle persecuzioni i Cristiani si nascosero nelle catacombe e si riconoscevano tra loro disegnando nella polvere un pesce.
Una frase di Tertulliano dice: “Noi pesciolini nasciamo nell’acqua in virtù del pesce grande, il nostro Signore Gesù Cristo”.
Questo simbolo indica lo sprofondamento nel mondo dell’indistinto e del sommerso, in cui scompaiono i particolari ed emerge l’illimitato.
Anche nei monumenti Kmer il pesce indica le ‘acque inferiori’ del mondo sotterraneo. La fonte battesimale è la piscina della purificazione, dove i battezzandi nuotano come pesci ed è anche l’acqua del grembo materno, l’acqua madre, da cui rinasciamo a nuova vita.

In India il pesce è associato al dio Varuna che lo cavalca rigenerando il ciclo del mondo. Vishnu si incarna in un pesce per salvare dal diluvio Manu, che sarà il legislatore del nuovo ciclo. Il Bodhisattva Avalokita ottiene la rivelazione dello yoga dopo essersi trasformato in pesce. Il mesopotamico pesce Oannes è il Rivelatore per eccellenza.

(Oannes)

Apollo era associato al più bello dei pesci, il delfino (da cui l’oracolo di Delfi); quando fu fatto prigioniero dai pirati, un branco di delfini lo salvò portandolo a riva, dove sorse poi il tempio di Delfi.

Sognare un pesce vuol dire sognare le profondità dell’inconscio, da cui viene nuova vita e fecondità; il pesce è fecondo perché fa milioni di uova ed è dunque connesso alla fecondità, alla generazione, anche agli organi femminili, simbolo di nuova vita. La riva del fiume è la soglia dell’inconscio. Il pesce onirico il cibo del profondo. Pescare significa accedere a contenuti profondi e pesci d’oro e d’argento indicano le energie maschili e femminili. L’uomo ha in sé una forza che attrae (magnete o Magnesia) i contenuti dell’inconscio come il pescatore attrae i pesci. Portare in superficie un pesce vuol dire attrarre alla coscienza il significato di un archetipo.

Sappiamo che ogni Era è dominata da una Costellazione ma anche afflitta da quella ad essa opposta. L’archetipo è sempre doppio, contiene una energia e il suo contrario.
A maggior ragione, il segno astrologico dei Pesci è ambivalente e conflittuale, il suo glifo indica due energie che vanno in senso opposto, dunque la necessità per la nostra era di pacificare le ambivalenze e sanare le contraddizioni, in quanto, pur nella lotta tra le sue ambivalenze, il segno manifesta la tensione alla totalità. Anche in Estremo Oriente i pesci sono raffigurati a coppie, unione di energia maschile e femminile.
Presso i Nativi del Centro America, il pesce simboleggia il dio del Mais che è la vita. In sanscrito il dio dell’amore è detto ‘colui che ha forma di pesce’. Anassimandro (6° sec. A.C.) diceva che il pesce è “padre e madre di tutti gli uomini”.

Curiosa è la connessione del pesce col GLOBO DI FUOCO. Nella visione di Arisleo (testo alchemico) si parla di un pesce rotondo senza ossa, che viene riscaldato e diventa luce, un pesce-stella, ne parla anche Plinio: “Il pesce stella arde in mezzo all’acqua e ciò che tocca scalda e infiamma”.

Nel Medioevo il pesce stella indica lo Spirito santo, rappresentato come fiamma o globo di luce lo ritroviamo in alchimia come piscis rotundus, sinonimo di energia vitale. Come globi rotondi luminescenti si manifestano infine le anime (e così li vedevo aleggiare e salire verso l’alto quando ero piccola). Anche Platone nel Timeo afferma che l’anima è rotonda e dice che i sensitivi vedono le anime come sfere oscillanti di luce fioca.

Jung racconta questo sogno di uno studente di filosofia: ”Una foresta vergine di alberi fitti e alti in luce crepuscolare. Il sognatore si inoltra fino a uno stagno rotondo di acqua cristallina sotterranea quasi nera per l’ombra oscura degli alberi. Al centro oscilla una forma di medusa emanante luce fioca, madreperlacea, il suo ombrello è di 50 cm” .
Lo studente si sveglia in preda a una forte emozione, cambia facoltà e si iscrive a scienze naturali. La foresta vergine indica un rapimento nell’inconscio inesplorato. Stagno rotondo e medusa formano un mandala, il Sé, la totalità come meta; la medusa è il pesce-stella di cui parla la tradizione.

Cristo è rappresentato come un pescatore, e i Cristiani sono i pesci riportati a vita dall’acqua del battesimo. Il Pesce è l’emblema della Chiesa primitiva e indica la Resurrezione e l’Eucaristia, la trasformazione attraverso l’Amore, a cui si collegano le Acque del Giudizio Universale e l’Acqua della Vita che dà la vita eterna.
E’ vero anche che il termine greco per indicare il Cristo è un acronimo, ICTHYS=Iesus Christos Theu Hyios Soter=Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore.

Jung si occupa anche della DATA DEL NATALE. Il 25 dicembre di un preciso anno di due millenni fa è stato preso come inizio del calendario cristiano. è una data tradizionale scelta per essere vicina al solstizio invernale, ma i calcoli astrologici danno una data diversa.
Ci sono due ipotesi sulla nascita del Cristo: una è che essa avviene al momento della congiunzione di GIOVE-SATURNO, luce e tenebra, il 29 maggio di quello che risulterebbe il 7 a.C. Anche nel Medio Evo per i dotti giudei questa congiunzione nella costellazione dei Pesci era uno dei “segni” che dovevano accompagnare la nascita del Messia. L’altra ipotesi guarda alla congiunzione GIOVE-MERCURIO.
Saturno era chiamato “la stella nera” e considerato malefico, energia associata a serpente, vipera e uccelli della notte, rappresentava la morte. Giove era invece una stella benefica e rappresentava la vita. Erano come Oro e Seth, il sacrificato e il sacrificatore. L’eone dei Pesci è dominato dal mondo archetipico dei fratelli nemici o unione di opposti.
Jung riprende la congiunzione Giove-Mercurio che indica grandezza spirituale, normalmente contrassegna la nascita di uomini saggi che fanno bene al mondo, venerati nelle città, mentre il quadrato Mercurio-Marte porta ingiustizia e guerre, ritorno del paganesimo, vittoria dell’Islam e perdita dei valori cristiani.
Gli archeologi hanno decifrato la simbologia degli astrologi babilonesi, trovando che Giove, per gli antichi indovini, era il pianeta dei dominatori del mondo. Saturno il pianeta protettore d’Israele. La costellazione dei Pesci segnava la “Fine dei Tempi“, l’inizio dell’era messianica.

In astrologia il segno dei Pesci, segno d’ACQUA, corrisponde al mondo della psiche emozionale e dà una natura molto ricettiva, ipersensibile e impressionabile, i cui Maestri sono Giove (evoluzione) e Nettuno (inconscio).

Prima ancora che Jung accogliesse i simboli connessi al Cristo, essi erano apparsi nei suoi sogni o in segni sincronici. In particolare aveva ritrovato spesso il simbolo del PESCE, vedi la visione di Filemone sulle onde o il ritrovamento del martin pescatore.
1° aprile 1949, è un venerdì ed abbiamo pesce a pranzo. Qualcuno fa allusione al fatto all’usanza del “pesce d’aprile”. La stessa mattina mi ero imbattuto in una iscrizione che recita “Est homo totus medius piscis ab imo”. Nel pomeriggio una mia paziente che non vedevo da tempo, mi mostra uno dei suoi quadri che aveva dipinto nel frattempo e che rappresenta dei pesci. A sera mi si mostra una tappezzeria con dei mostri marini. La mattina del 2 aprile un’ altra paziente, che non vedevo da anni, mi racconta di un sogno in cui stava sulla riva di un lago e vedeva un enorme pesce che veniva verso di lei. A quel tempo mi interessavo del simbolismo del pesce nella storia. Solo una delle persone di cui sopra ne era al corrente.
Aggiungo che ho scritto questi appunti sulla riva del lago. Dopo, ho fatto una passeggiata sulla diga e ho trovato un pesce morto, apparentemente intatto. Non c’era nessun pesce la sera scorsa (probabilmente è stato pescato da un rapace o da un gatto). Questo pesce è il settimo della serie
. “

Il simbolo del Cristo come pesce appare ad Alessandria verso il 200 ed è allora che il fonte battesimale viene chiamato ‘piscina’, per cui sognare la piscina o il lago significa sognare il Sé.
Il figlio di Jung un giorno disegnò il padre come un pescatore con un camino in testa da cui uscivano fiamme e fumo e gli mise sopra un angelo che lo difendeva da un diavolo, che lo accusava di rubargli il pesce, lotta tra Bene e Male per il possesso dell’anima.
E una volta Jung sognò il proprio padre in un laboratorio pieno di pesci, il padre era prete, cioè curatore di anime, pescatore di uomini’.
Jung vedeva il padre dolente come Amfortas, il pescatore della leggenda del Graal che non voleva guarire dalla sua ferita, i pesci cristiani erano le anime inconsce, il laboratorio dei pesci la parrocchia, il pesce da prendere l’uomo da convertire. Ma anche l’analista è un pescatore che getta l’amo e lascia che vengano in superficie i contenuti spontanei dell’inconscio.

Il PESCE si associa al risveglio della spiritualità, ma manifesta, nel suo glifo (due pesci paralleli uno contrario all’altro) la compresenza di due energie contrarie che stentano a capirsi.
Un Re Pescatore è anche nella leggenda del Graal.
Ritroveremo il concetto del pesce in alchimia per indicare la base e il fondamento, Cristo come pietra, lapis, materia di partenza e scopo finale, ciò che l’uomo è e ciò verso cui l’uomo cammina, ovvero il Sé, il pesce alchemico, la pietra filosofale.
L’inconscio si esprime per immagini e gli alchimisti cercheranno i segreti della vita proprio attraverso la simbologia delle immagini.

Cristo apre l’era dei Pesci. Nel punto a ovest della costellazione che segna il collegamento tra umano e divino c’è una stella detta Al Rischa = Il Nodo; Cristo nasce quando il punto dell’equinozio di primavera è allineato con questo Nodo. Ed è allora che appare nel cielo una gran luce, che non è propriamente la cometa, ma l’apparente avvicinamento di Giove con Saturno che produce una forte luce.
La profezia dice che la stella indica l’avvento di un grande re. E Cristo simboleggia il Pesce Primo (o Pesce dello Spirito), il MESSIA che annunzia la Nuova Era.
Il punto dell’equinozio di primavera si sposta lungo l’eclittica del Pesce Primo e in questo arco di tempo la Chiesa cresce e si rafforza, ma quando passa lungo il cordone del Pesce Secondo ecco i movimenti antitetici, le eresie, a metà dell’eone dei Pesci (anno mille) catari, bogomili, albigesi, valdesi, spirituali…, poi vengono la riforma protestante, la rivoluzione francese e l’illuminismo, il marxismo, lo scientismo, il positivismo, la mancanza di spiritualità dei tempi moderni…
A guardar bene, il glifo dei Pesci non riproduce la costellazione per come appare, perché essa è in realtà una mezza croce, con una linea orizzontale e una linea verticale perpendicolare al suo centro. La verticalità indica l’ascesa dello Spirito o Cristo, l’orizzontalità la piattezza della materia o Anticristo, la conquista materiale della terra e il dominio della natura.
Siamo stati a lungo e siamo ancora su questa linea orizzontale, espansione nella materia, caduta dei valori religiosi, perdita della compassione e del rispetto. Ci possiamo mettere il colonialismo, il neoliberismo, le guerre di conquista, il capitalismo ma anche l’ateismo materialista e la globalizzazione economica.

L’era dell’Acquario dovrebbe introdurre un pensiero nuovo, colui che versa acqua dalla brocca indica la diffusione di una nuova energia, sia fisica che spirituale. L’Acquario rappresenta la diffusione nel mondo di valori e progetti collettivi e universali. E’ un segno d’ARIA, è il pensiero che crea una nuova coscienza.
Nei tarocchi l’Acquario compare come una donna bellissima, nuda, di fronte a un campo di grano (fecondità e benessere), le sue mani reggono due anfore da cui sgorga acqua cristallina e il suo capo è circonfuso di stelle. L’Arcano è collegato a Mercurio, dio della comunicazione, delle innovazioni e della metamorfosi. Come vedremo, il nuovo pensiero dell’Acquario si collega all’antico, emergendo dalla sabbia, anche materialmente, come brocca, col ritrovamento dei Vangeli più antichi nelle giare di Nag Hammadi e Qumran.
Jung non dice molto sull’Era dell’Acquario che invece diventa un mito moderno con la new age.
Uno dei suoi primi teorici fu Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia.
L’Era dell’Acquario è l’ultimo periodo di 2160 anni che completa il cosiddetto Anno Platonico di 25.920 anni. Dopodiché il ciclo totale ricomincia. Non si sa molto bene quando l’Era dell’Acquario inizia, alcuni dicono verso il 2600, altri la fanno coincidere con la profezia dei Maia che mette al 21 dicembre 2012 la fine del mondo o, almeno, dell’idea di questo tipo di mondo.

Tra le caratteristiche principali dell’Acquario, ci sono la solidarietà, la democrazia, la fratellanza, la ricerca di uno stile di vita nel rispetto dell’ambiente, l’umanitarismo, l’apertura di idee, e lo sviluppo di nuove tecnologie. Allo stesso modo l’apertura mentale e senza pregiudizi vede il fallimento di vecchi schemi sociali o religiosi e delle tendenze culturali costrittive per la libertà di scelta dell’individuo. Sono tipici dell’era dell’Acquario anche la ricerca di cure alternative, omeopatia, discipline orientali e il ritorno alla meditazione come ricerca interiore di se stessi e ribellione, intesa come anticonformismo e ricerca del nuovo. Secondo le profezie, ogni era finisce con grandi sconvolgimenti dei mari e delle terre, terremoti e maremoti e con uno spostamento dell’asse terrestre. Al momento tutti questi segnali sarebbero presenti. L’Era dei Pesci è stata il Regno del Figlio, ci ha portato due tendenze opposte: la religione dell’amore e della compassione ma anche il controllo dell’uomo mediante la paura e la separazione, il dominio della superstizione e del pregiudizio. L’Era dell’Acquario sarà il Regno dello Spirito.
Abbiamo visto le difficoltà di considerare uno Zodiaco naturale.
Molti gruppi, come i Rosacroce, considerano non lo ZODIACO NATURALE ma uno ZODIACO INTELLETTUALE:
Immaginate la zona attorno al pianeta Terra come un’aura, dividiamola in 12 spicchi come fosse una ciambella. Diamo ad ognuna il nome di una costellazione, andando a ritroso rispetto all’ordine che conosciamo. Ogni era ha la sua “sfera d’influenza” sull’umanità. Questo sulla base della legge alchemica per cui tutto ciò che è sopra è sotto e noi non siamo sopra al mondo ma dentro il mondo, come un’onda in un oceano e risentiamo di tutto quello che accade.
Poiché il Sole ogni 70 anni va indietro di un grado, ci metterà 26.000 anni a fare il giro completo delle costellazioni. Dopodiché l’equinozio di primavera capiterà nel 1° grado dell’Ariete. Poiché era lì nel 498 a.C. arriveremo all’era dell’Acquario nel 2600. Siamo adesso nel periodo di transizione che sarà molto lungo. Per cui cominciamo a sentire gli effetti dell’Era del’Acquario ma siamo purtroppo nel periodo finale n cui si consuma tutto il peggio dell’Era dei Pesci, insieme a grandi sconvolgimenti della Terra che si accompagnano alla ripresa della guerra e alla rovina economica e morale di gran parte dell’umanità.
Cristo ha portato la legge dell’amore ma molti non l’hanno capita. La sua stessa parola è stata usata per mettere gli uomini gli uni contro gli altri, promuovere guerre, rinforzare divisioni, separare l’umanità in gruppi contrapposti.
E’ ora che l’umanità faccia dei grandi passi avanti e che cambi il proprio stile di vita e il proprio modo di pensare. Questo nostro tempo di mezzo deve mirare alla preparazione del mondo nuovo. Occorre sviluppare una coscienza planetaria, dove prevalga l’amore disinteressato, la cura del pianeta e il senso di fratellanza universale.

Come ogni archetipo anche quello dei Pesci è duale con due parti opposte. La parte positiva dell’archetipo, il Cristo, ha portato alla pietas, la compassione verso chi soffre, la partecipazione al sentire dell’altro, la fratellanza. La parte negativa, ovvero l’Anticristo, ha portato alle ossessioni della scienza e della tecnologia, la dipendenza da gas e petrolio, le centrali nucleari, gli Ogm o il cambio climatico, le devastazioni del pianeta, l’inquinamento, la degradazione morale dei regnanti diventati ormai esempi negativi per i loro popoli, le guerre infinite di depredazione.

L’Apocalisse descrive i terribili avvenimenti che aspettano l’uomo per non aver ascoltato il messaggio dell’amore.
I simboli del Cristo sono i simboli positivi della nostra era. Cristo è il centro del mandala del nostro tempo, circondato dalla quaternità degli Evangelisti, egli è l’uomo trasfigurato e sublimato, il divino che è in ognuno di noi.
L’Anticristo è colui che allontana dal suo cuore la forza dell’amore, psichicamente corrisponde dall’Ombra. Il cattolicesimo non risolve il problema del male, perché non vuole farne una divinità contrapposta a Dio né lo vuole far derivare da Dio, dunque lo esilia, ne fa un contenuto rimosso. Ma per Jung la totalità divina è completa solo se consideriamo l’esistenza del Bene come quella del Male, così come avviene nella visione ebraica. Il Cristo esiste perché esiste l’Anticristo.
L’era dei Pesci nasce come visione spirituale e muore come materialismo.
L’albero cresce dalla parte della luce come dalla parte dell’Ombra. Cristo viene crocefisso tra due ladroni e già il suo erede lo rinnega. Il Bene esiste perché esiste il Male. Le due parti sono ineliminabili.

Secondo gli studi astrologici di Jung, il punto in cui inizia il movimento antitetico al Cristo è nel 1550, epoca della Riforma di Lutero, che dà inizio allo scisma protestante e alle guerre di religione, le grandi persecuzioni religiose che Nostradamus aveva profetizzato, individuando l’Anticristo in Lutero. Sempre Nostradamus pone l’altro punto di svolta nel 1789 (rivoluzione francese).
Se il pesce rappresenta il Cristo, rappresenta anche il peccato (vedi l’inferno dipinto da Bosch), l’avidità, l’ambizione smisurata, la libidine la lussuria….

(Bosch)

Per mostrare che il simbolo del pesce, come quello del mandala, sono produzioni autonome dell’inconscio, Jung cita i sogni coloratissimi di una giovane donna. Essa aveva un padre materialista da cui si era distaccata fin da piccola, elaborano un ricco mondo interiore. A sei anni sognò che Dio le prometteva un pesce dorato. In seguito i pesci tornarono spesso nei suoi sogni, pesci d’oro o maschili, pesci d’argento o femminili.
Prima di entrare in analisi sognò di trovarsi sulla riva del fiume e di guardare nell’acqua. Un uomo vi gettava una moneta d’oro e l’acqua diventava tanto limpida che si vedeva il fondo, appariva una barriera corallina e un branco di pesci, alcuni dal ventre argenteo, altri dal dorso dorato.
Durante l’analisi, sognò un grande fiume in cui gettava i suoi appunti come se rendesse energia all’energia. Subito si trovava con una canna da pesca in mano e prende un grande pesce dal ventre argenteo e dal dorso dorato.
Mentre lo tirava a terra, il paesaggio si animava come fosse lo strato più antico della Terra con foreste e fiori e un grande vento che metteva tutto in moto.
La tensione cresceva. Dietro di lei un uomo autorevole diceva: “A chi pazienta nel cerchio più interno toccherà il pesce, il cibo del profondo”. E come ebbe detto questo, si formò attorno a lei un cerchio che sfiorava l’acqua. La voce disse ancora: “A chi ha il coraggio nel secondo cerchio, spetterà la vittoria, perché lì infuria la battaglia”. Ed ecco un cerchio più grande che toccava la riva opposta. Ancora la voce parlò: “Il terzo e quarto cerchio sorgono con lo stesso ritmo dei due precedenti. Ma il quarto.. il quarto si congiunge al primo. E’ il più alto e insieme il più basso, perché il più alto e il più basso si toccano. “
Questo è un grande sogno! La riva del fiume rappresenta la soglia dell’inconscio. L’intuizione pesca i contenuti dell’inconscio. Oro e argento sono il maschile e il femminile. La voce è quella del Vecchio Saggio. Il pesce è il cibo dei perfetti. Il 1° cerchio è l’ingresso nell’inconscio individuale, Il 2° sfiora la riva opposta nell’unione dei contrari (l’energia mercuriale in India è detta “ciò che porta all’altra riva”) Il 4° è l’Uno che congiungendosi ai tre porta all’Unità. Si forma un Mandala in cui la circonferenza coincide col centro. Abbiamo l’intero ciclo del processo di Individuazione!

Stiamo per arrivare alla fatidica data del 21 dicembre 2012, indicata dal calendario Maia come ‘fine del mondo’. Possiamo solo sperare che si tratti della fine del mondo come noi lo conosciamo, con l’insieme di tutti i caratteri negativi e ormai obsoleti che lo stanno portando al suicidio. L’ipotesi di molti studiosi di esoterismo e il contenuto di molte profezie è che attorno al 2012 si verifichi una gigantesca trasformazione chiamata “salto quantico”, un balzo nel tessuto temporale dovuto all’attraversamento da parte dell’intero sistema solare di un campo energetico ad altissima frequenza indicato come cintura fotonica. Ma, al momento, queste sono solo fantasie.
Possiamo solo ricordare le orbite dell’elettrone quando gira attorno al nucleo. Quando la sua carica sale troppo, l’elettrone fa un balzo su un anello più largo. In modo analogo auguriamoci che quando la carica elettromagnetica dell’intero pianeta sarà troppo alta, la nostra frequenza mentale possa fare un balzo verso una consapevolezza più grande.
..
NOTE

1. L’Induismo parla di quattro ere, iniziano con il Krita Yuga della durata di 1.728.000 anni, seguono col Treta Yuga di 1.296.000 anni, il Davpara di 864.000 anni e il Kali Yuga di 432.000 anni. Il Kali Yuga, che è l’epoca attuale, sarebbe iniziato il 3100 a.C.; come il Primo Regno Faraonico in Egitto o il Quinto Sole Maya. Il momento del risveglio di Brahma segna l’inizio di un nuovo ciclo creativo: “dopo che l’universo sarà dissolto, la creazione sarà rinnovata e il ciclo delle quattro epoche ricomincerà con un nuovo Krita Yuga”.

2. Vedi la porta del Sole di Tiahuanaco.

3. Una delle allieve, Margherita, compose un mandala circolare che aveva come centro o sé un cerchio di piccole conchiglie rosate come quelle del mio sogno, e al centro di queste una piccola pietra con su dipinta una rosa e sappiamo che la pietra o la rosa rappresentano il Sé nelle icone alchemiche.

4. Oggi potremmo leggere l’ultima fiammata degli eccessi negativi dell’era dell’Ariete in quei poteri che cercano di estremizzare gli scontri, propagandano la guerra, si basano sulle divisioni, diffondono l’odio, il razzismo, la divisione religiosa e quella politica, la globalizzazione economica a vantaggio di pochi, e tentano di distruggere la democrazia per una reimposizione di sistemi totalitari… I segnali della nuova era dell’Acquario potrebbero essere i nuovi ideali di pace, di aiuto ai deboli, il pacifismo, il volontariato, l’ecologia, gli ideali umanitari, la scoperta di nuovi sistemi di organizzazione del lavoro e dell’economia, nuovi tipi di governi amministrativi, persino nuovi concetti di salute e terapia, un nuovo tipo di energia….
Viceversa abbiamo personaggi come B che, anche a guardarlo con i paradigmi della profezia o dell’astrologia, e ancora di più dal punto di vista della filosofia junghiana, appare come una parte maligna dell’Anticristo, munita di tutti i caratteri dell’ultima stella della costellazione dei Pesci, Fomalhaut – la bocca del pesce, provvista di tutti i caratteri più negativi che a questo segno in negativo attribuì Bosch nelle sue visioni infernali: la libidine ossessiva, l’avidità senza freni, l’iniquità che non si ferma di fronte a niente, l’ipocrisia blasfema, la menzogna come stile di vita, la perversione di ogni valore, la spinta a dividere e a separare, l’incitamento all’odio, la corruzione propria e il corrompimento altrui….

5. ‘Jung parla’, op. cit.

6. Nel Vangelo di Matteo si parla di una stella molto lucente (non di una cometa) nel cielo di Betlemme alla nascita di Gesù e dell’arrivo dei magi dall’Oriente. Questo si può confrontare con le scoperte archeologiche degli ultimi 3 secoli. Gli astrologi babilonesi (i magi di Matteo) attendevano la nascita del “dominatore del mondo” a partire dall’anno 7 a.C. Matteo scrive: “Nato Gesù in Betlemme di Giuda, al tempo di re Erode, ecco dei magi arrivare dall’oriente a Gerusalemme, dicendo:”Dov’è il re dei Giudei? Abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo”. Nel dicembre del 1603 il celebre Keplero, uno dei padri dell’astronomia moderna, osserva da Praga la luminosissima congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci. Keplero e, con i suoi calcoli, stabilisce che lo stesso fenomeno (che provoca una luce intensa e vistosa nel cielo stellato) doveva essersi verificato anche nel 7 a.C. E un antico commentario alla Scrittura del rabbino Abarbanel ricorda come, secondo una credenza degli ebrei, il Messia sarebbe apparso proprio quando, nella costellazione dei Pesci, Giove e Saturno avessero unito la loro luce. Due secoli dopo, lo studioso danese Munter scopre e decifra un commentario ebraico medievale al libro di Daniele, proprio quello delle “70 settimane” e prova che nel Medio Evo per alcuni dotti giudei la congiunzione Giove-Saturno nella costellazione dei Pesci era uno dei “segni” che dovevano accompagnare la nascita del Messia. Si ha così una riprova della credenza giudaica dell’attesa ebraica di un Messia del primo secolo. Nel 1902 è pubblicata la cosiddetta Tavola planetaria, conservata ora a Berlino, un papiro egizio che riporta con esattezza i moti dei pianeti dal 17 a.C. al 10 d.C. I calcoli di Keplero (già confermati dagli astronomi moderni) trovano una conferma ulteriore, basata sull’osservazione diretta degli studiosi egiziani. Nel 7 a.C. si era appunto verificata la congiunzione Giove-Saturno ed era stata visibilissima e luminosissima su tutto il Mediterraneo. Infine, nel 1925 viene pubblicato il Calendario stellare di Sippar, una tavoletta in terracotta in cuneiforme proveniente dall’antica città di Sippar, sull’Eufrate, sede di un’importante scuola di astrologia babilonese, dove sono riportati tutti i movimenti e le congiunzioni celesti proprio del 7 a.C. Perché quell’anno? Perché, secondo gli astronomi babilonesi, nel 7 a.C. la congiunzione di Giove con Saturno nel segno dei Pesci in quell’anno si sarebbe verificata ben tre volte: il 29 maggio, il 1° ottobre e il 5 dicembre. Da notare che quella congiunzione si verifica soltanto ogni 794 anni e per una volta sola. Nel 7 a.C., invece, si ebbe per 3 volte. Anche questo calcolo fu trovato esatto. Gli archeologi hanno infine decifrato la simbologia degli astrologi babilonesi, trovando che Giove, per quegli antichi indovini, era il pianeta dei dominatori del mondo. Saturno il pianeta protettore d’Israele. La costellazione dei Pesci era considerata il segno della “Fine dei Tempi”, dell’inizio cioè dell’era messianica. Dunque, potrebbe essere qualcosa di più di un mito il racconto di Matteo dell’arrivo dall’Oriente a Gerusalemme di sapienti, di magi, che chiedono “Dov’è nato il re dei Giudei?”. E’ ormai certo, infatti, che tin tutto l’Oriente si aspettava un Messia che doveva giungere da Israele. Si era stabilito che doveva nascere in un tempo determinato, verso la lontana provincia romana. Era tanta la sicurezza in questo che si pensa che egli capeggi la rivolta contro i romani e si comincia a farla, pensando che sta per giungere colui che assoggetterà anche l’onnipotente impero. “I tempi sono maturi, l’ora della salvezza è giunta“. Mentre brilla sulla Palestina la stella, Augusto dà al mondo uno dei pochissimi periodi di pace della storia. Le porte del tempio di Giano, patrono degli eserciti, sono chiuse: è la pax romana.
(Tratto dal libro:”Ipotesi su Gesù”, di Vittorio Messori. 1976, Editrice SEI.)

7. Il Re Pescatore o Re Ferito è un personaggio che appare in alcune opere del ciclo arturiano come ultimo discendente della stirpe dei Re del Graal, custodi della preziosa reliquia. Viene caratterizzato in modi diversi da diversi autori; in ogni caso, ha una menomazione alle gambe o ai genitali, e ha difficoltà a muoversi. La sua menomazione si ripercuote sul suo regno, che si trasforma in un luogo deserto e devastato, “La terra desolata”, la “terre gaste” (Waste Land). Il Re passa il suo tempo pescando in un fiume nei pressi del suo castello di Corbenic. Molti cavalieri erranti si recano dal Re Pescatore per guarirlo, ma potrà farlo solo il prescelto destinato a trovare il Graal. La ferita del Re Pescatore (o peccatore, dalla somiglianza dei nomi nella lingua francese) ha il senso di una punizione per peccati commessi in passato. Alcune opere sviluppano questo tema stabilendo un’analogia fra la ferita del Re Pescatore e la ferita al costato subita da Cristo sulla Croce; l’arma è la stessa in entrambi i casi, la leggendaria Lancia del Destino.

8. Il Codice di Dresda è uno dei tre codici Maya sopravvissuti per puro miracolo alla furia della conquista spagnola, che fece terra bruciata dell’intera cultura Maya. Il codice di Dresda è il più bello e il più complesso dei tre risale probabilmente all’XI o XII secolo e ricopia quasi sicuramente un originale del periodo classico; parla delle eclissi, della rivoluzione sinodica di Venere, di riti religiosi e di pratiche divinatorie, per ben 70 pagine.

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