Nuovo Masada

marzo 20, 2011

MASADA n° 1274. 20-3-2011. Siamo entrati in guerra con la Libia

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:00 am

Tutti schierati sulla guerra, anche Di Pietro – Una guerra è sempre piena di incognite – La pistola dell’Occidente – Democrazia e rinnovabili – Il decreto di stop del Governi – Noi e le prossime generazioni – La guerra vista dalle vittime – Corrotti, corruttori, corruttibili e il potere che li salva dai processi- Prescrizione breve, anzi brevissima- Dopo il fallimento della banca padana, fallisce anche la società aerea padana

Maria Coppa

E oggi festa del papà siamo entrati in guerra
come se fosse la cosa più naturale del mondo
come se le guerre passate non ci avessero insegnato nulla
E oggi l’ignoranza travestita da intelligenza
ha recitato sino in fondo la sua parte
E oggi che la luna è un po’ più grande e più vicina
altro sangue abbiamo da mostrargli
E oggi che pensavo un po’ al futuro
ripiombo nel presente nero che mi terrà legata
ancora per molto nell’incubo
E oggi, ancora una volta, ha vinto il profitto

sulla coscienza
I dittatori sanguinari sono demoni
ma demone è anche chi li ha saziati di armi e di denari
in cambio di altri denari e privilegi e oggi pretende di cambiar registro
in nome di una democrazia che altro non è che follia……

Beppe Grillo
Quando l’Italia entrò in guerra il 10 giugno 1940, Mussolini almeno lo dichiarò dal balcone di Palazzo Venezia davanti a una folla oceanica. Ci mise, come si dice, la faccia dopo quasi un anno di attesa dall’inizio del conflitto europeo in cui, per starne fuori, si era inventato la “non belligeranza”, né guerra, né pace. 71 anni dopo, nel giorno del 150° anniversario dell’Unità, siamo entrati in guerra con la Libia, un nostro ex alleato (in questi voltafaccia abbiamo una certa esperienza…) senza un pubblico dibattito o che Berlusconi o Napolitano sentissero il bisogno di andare in televisione a spiegarne i motivi. La Libia non è l’Afghanistan, con cui pure siamo in guerra senza saperne assolutamente i motivi. E’ a due passi dalle nostre coste, è uno Stato che abbiamo riconosciuto fino all’altro ieri in modo plateale e anche cialtronesco. L’Italia ha fornito armi a Gheddafi, come pure molti Stati che ora si apprestano a bombardarla. I nostri interessi economici sono tali che, insieme alla Libia, stiamo costruendo da anni un gigantesco gasdotto, per collegarla all’Europa.
Ci troviamo in guerra e non sappiamo perché. E’ vero che gli insorti di Bengasi rischiano di essere passati per le armi, è altrettanto vero che si tratta di una guerra civile, un fatto interno al Paese, in cui l’Italia poteva e doveva porsi come interlocutrice di entrambe le parti, come mediatrice. Il nostro ruolo non è quello di gendarmi del mondo o di reggicoda degli Stati Uniti. Gheddafi è un mostro? Forse. Ma la distruzione della Cecenia è da imputarsi alla Russia di Putin e l’occupazione del Tibet alla Cina di Hu Jintao, ma nessuno ha mosso, né muoverà un dito all’ONU. Nel Darfur è stato massacrato, stuprato, mutilato, un milione di persone nell’indifferenza della Nato. In Africa sono in corso guerre civili e tribali da 50 anni a partire dallo spaventoso genocidio del Ruanda.
Vi ricordate l’attacco a Lampedusa del 1986? Gheddafi lanciò allora due missili Scud contro un’installazione militare statunitense dopo il bombardamento di Tripoli voluto da Reagan. L’unico atto di guerra contro il nostro territorio da parte di uno Stato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quante basi americane ci sono sul nostro territorio? Ognuna è un bersaglio. Frattini ha dichiarato: “Daremo le basi, possibili nostri raid”. Lo ha fatto con quell’aria stolida e tranquilla che lo accompagna dalla nascita. Qualcuno ha detto agli italiani che siamo in guerra e un missile libico potrebbe colpire in ogni momento una nostra città?

Repubblica
L’ Italia è pronta a partecipare all’attuazione della risoluzione dell’Onu sulla Libia e metterà a disposizioni le basi militari per la creazione della no fly zone che dovrebbe proteggere la popolazione libica dalle truppe di Gheddafi. Il nocciolo duro sarà formato da aerei francesi e inglesi. Ma il nostro paese potrebbe andare anche oltre l’uso delle basi, ha spiegato il ministro degli Esteri Frattini.
La decisione è arrivata dopo un Consiglio dei ministri straordinario e un voto delle commissioni Esteri di Camera e Senato. Una decisione bipartisan, grazie al voto convinto del Pd, ma fino a un certo punto. Perché i parlamentari leghisti non c’erano. E il ministro Calderoli si è astenuto nel Consiglio dei ministri. Alla Camera erano assenti anche i parlamentari dei “responsabili”,
mentre l’Italia dei Valori ha presentato una sua risoluzione, bocciata, in cui chiedeva l’abrogazione del Trattato italo-libico e solo un intervento di
tipo umanitario. Alla fine i dipietristi si sono astenuti. La defezione dei leghisti di fatto priva il governo di una sua maggioranza su un atto molto importante di politica estera. Anche perché si somma all’assenza degli uomini del Carroccio alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità di Italia. Un nuovo problema per Berlusconi.

Tutti schierati sulla guerra, anche Di Pietro
Viviana Vivarelli

E allora? Cosa intende fare la Lega?
VV

Non credo che ami fare del pacifismo ma ci vuole poco per capire che ci stiamo mettendo in guai seri e che scatenare una guerra nel Maghreb non sarà un giro di giostra.
A questo punto aspettiamoci di tutto, kamikaze o attentati compresi.
Che il Pd fosse guerrafondaio non c’erano dubbi. E’ bastato vedere cosa ha fatto d’Alema nel Kossovo.
Ma Di Pietro?!! Tutto il suo pacifismo è consistito in una astensione?! E dopo poche ore in una adesione?
Abbiamo le idee così confuse da buttarci in una guerra letale mani e piedi?
Non capisco. L’Italia entra in guerra e non c’è nemmeno una discussione parlamentare? Tutti concordi? Tutto si combina nel segreto di una commissione delle Difesa, come si trattasse di cosa secondaria, come cambiare una regola del Codice della Strada?
E questo Governo non si degna neppure di avvertirci?
Quando per dare insulti a destra e a manca il premier non ha mai esitato a sforare nei programmi televisivi! E ora zitto e mosca?
Così abbiamo dichiarato guerra alla Libia.Ma nessuno ce l’ha detto. Sì, al tg hanno detto che gli aerei americani partiranno da 7 basi italiane per “monitorare” i cieli di Gheddafi e oggi tutti i giornali, con ritardo, titolavano “Bombardiamo Bengasi”, ma quanti italiani avranno capito che siamo in guerra? Che abbiamo dichiarato guerra. Che si sta accendendo un nuovo Irak nel Mediterraneo? Che “monitorare i cieli” vuol dire bombardare le postazioni di Gheddafi, e anche qualche migliaio di civili che saranno lì per caso? E che Gheddafi non starà con le mani in mano. Non lascerà perdere il tradimento dell’amico Berlusconi, così “leale e sincero”. Che, insomma, ci saranno ripercussioni sgradevoli e questo vorrà dire, come minimo, attentati, bombe, esplosioni. Morti, anche italiani. Ci hanno così abituati al frasario militare che lo abbiamo depurato da ogni significato umano. Lo abbiamo reso asettico, insignificante. Abbiamo creduto alle missioni umanitarie, alle esportazioni di democrazia, ai mercenari che distribuiscono biscotti, ai militari che muoiono “mentre tornavano da una missione sanitaria”. Ora impareremo che “sanitario” vuol dire morti e feriti, lutti e disperazione. L’America, come al solito, fa una guerra in un paese lontano. Ma noi? Certo, ci garantiscono che i Mig di Gheddafi sono vecchi e non ce la farebbero nemmeno ad arrivare in Italia, sganciare bombe e tornare. E’ se non è vero? Due missili bombardarono pure, in altri tempi, la Sicilia. Siamo a sole 2 ore di barcone dalla Libia. Se Gheddafi vorrà punire l’alleato traditore lo potrà fare con gran facilità. Ma nessuno ce lo dice. Il gaglioffo che tiene il potere con un gruppo di parlamentari acquistati a peso d’oro, e che ogni minuto irrompe in tv per insultare o fare proclami pazzeschi, si è ammutolito. Non ha fatto proclami alla nazione per dirci che siamo in guerra, come altri capi di stato con i loro popoli, non ha mandato l’inutile Frattini a fare dichiarazioni ufficiali. Sappiamo solo dai giornali che ci saranno dei “raid” che per il popolino ciuco possono essere anche degli spry anti zanzare o delle manovre folkloristiche nei cieli. Noi sappiamo solo che lunedì B non andrà al processo perché ha un consiglio di Ministri. Punto.
Ma il colmo del paradosso è che appena ieri abbiamo riconfermato il contratto di gas e petrolio con la Libia e pochi mesi abbiamo firmato un patto di non belligeranza in cui giuravamo di non mettere bocca negli affari interni libici. Quel patto non è stato ancora annullato con legge del Parlamento. E ora siamo a bombardarli. Poi B dirà che, a maggior ragione, ci mancherà ora il 23% di petrolio e il 9% di gas che dovevamo ricevere dalla Libia e dovremo fare le centrali nucleari che funzioneranno tra 30 anni quando l’uranio sarà finito.
La Lega non vota la risoluzione di guerra contro la Libia. Si schiera con la Merkel. Magari così spera che il Veneto non lo bombardino. Che bombardino solo la Sicilia.
Un po’ come per le centrali. Appoggio in Parlamento Berlusconi che le fa ma non le voglio nella mia Regione. I meschini non pensano che un danno non lo si fa solo dal cielo, quando basterebbe uno solo degli immigrati libici a cui arrivasse denaro in Italia per armare un attentato ovunque e abbiamo le tre organizzazioni criminali più grandi del mondo e il primo traffico d’armi d’Europa per cui la materia prima la prenderebbero sul posto. E con tutto quello che i leghisti hanno fatto agli immigrati per qualcuno sarebbe anche una dolce vendetta.
“Guerra etica” l’hanno chiamata, come se una guerra potesse mai essere “etica”. Solo Gino Strada continua ad avversarla: “Sono pacifista, dunque sono contro tutte le guerre”, ma è una voce che parla nel deserto. Anzi nel deserto risuona solo la voce dei pozzi di petrolio, una voce “molto etica”.

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Una guerra è sempre piena di incognite
Viviana Vivarelli

Arrivati a questo punto, possiamo solo sperare che Gheddafi si dimetta al più presto, perché una guerra si sa quando si comincia ma non si sa quando finirà. E non conviene a nessuno, meno che mai agli Italiani, avere una guerra internazionale ai confini. Già partecipano Stati uniti, Francia, Inghilterra, Italia e pure il Canada. Ma le basi militari da cui partiranno i caccia le abbiamo noi e i bersagli principali, dunque, siamo noi.
In questa Italia priva di informazione e gettata alla deriva da un governo inetto e irresponsabile, gli interrogativi sono tanti. Il 18 giugno 1014 l’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria e Ungheria scatenò la seconda guerra mondiale. Nessuno ci dice cosa comporterà la guerra alla Libia. Verrà qualcuno a difenderla? Arriverà la Cina? La Russia? Il Venezuela? Bombardare la Libia resterà un’operazione chirurgica o scatenerà conseguenze spiacevoli? Nessun rais è solo sulla faccia della terra. Nemmeno un pezzo da forca come Gheddafi. E anche se restasse il solo Gheddafi, siamo proprio sicuri che lo sgarro cocente fattogli dall’”Amico” Berlusconi resterà senza conseguenze? Io, se fossi Berlusconi, smetterei di passeggiare come un vanesio tra la gente, potrebbe ricevere qualcosa di diverso da una salve di fischi.
Il primo Duce ci trascinò in una sanguinosa quanto inutile guerra d’Africa. Il ducetto D’Alema ci mescolò alla guerra del Kossovo. Nel frattempo abbiamo partecipato alla guerra irachena e a quella afgana. Sempre contro il dettato costituzionale che ci vieta di portare guerre offensive. Ma il terzo duce sta facendo lo stesso. E, tanto per sottolineare le analogie, Mussolini attaccò come un traditore Grecia e Francia per seguire l’alleato più forte, Berlusconi fa lo stesso ubbidendo all’America attaccando l’alleato libico, quello a cui appena ieri ha venduto le armi di Finmeccanica, con cui è ancora caldo un patto di non belligeranza, a cui ha baciato le mani, tanto per seguire il più forte alleato americano. Il tradimento i nostri dittatori ce l’hanno nel sangue e anche la viltà.
Siamo a un passo da una nuova e sanguinosa “guerra umanitaria”?
E il mondo arabo starà a guardare l’ingresso delle armi americane? E se attaccare la Libia innescasse una violenta guerra col mondo islamico?

Vittorio Zucconi
..il Mediterraneo, che sembra una pozzanghera, ridiventa un calderone che ribolle di ipotesi di interventi militari diretti o indiretti… le immagini raccapriccianti, le ipotesi, le domande di oggi: intervenire o no? Fare un’altra guerra, magari “umanitaria” o no? Morire per Tripoli? Il mattatoio del “saggio” e “amico” Gheddafi che sta uccidendo una nazione per salvare se stesso è una guerra civile, ma le guerre civili.. hanno la brutta abitudine di trascinare con loro chi sembra estraneo, ma ha una mano, magari nascosta, nell’ingranaggio. Anche la Jugoslavia disintegrata era una macelleria etnica interna: eppure l’America lontanissima, poi la Nato e l’Europa, ne furono risucchiati, generando quella dottrina dell’”intervento umanitario”.. Navi da guerra, battendo per ora bandiere appunto umanitarie, stanno facendo rotta verso le coste libiche.. Si parla di no fly zone, di controllo armato dello spazio aereo libico, per impedire i mitragliamenti e i bombardamenti degli insorti, ma il blocco con la forza dei cieli di una nazione è un atto di guerra.
..Ci sono troppi interessi, troppa umanità diversa, troppo sangue caldo, troppa storia compressi in troppo poco spazio, mezzo miliardo di individui affacciati su appena 2 milioni e mezzo di km2 di mare..Il portavoce della Casa Bianca, Carney, spiega che Obama «non esclude niente»..se il massacro tripolino ordinato da un Gheddafi che non può a questo punto fuggire senza essere inseguito – come Milosevic – dai tribunali internazionali, non si fermasse..Solo ieri la Commissione per i Diritti umani ha finalmente deciso di escludere la Libia dalla Commissione per i Diritti Umani. .

Allora: abbiamo iniziato con totale leggerezza una guerra a un paese vicino che era nostro alleato. A un paese che oltretutto fa parte della nostra economia. Che appena ieri omaggiavamo con baciamani e squadriglie tricolori e ora, di punto in bianco, senza nemmeno un avviso, gliele rimandiamo cariche di bombe!
E con altrettanta leggerezza l’Europa inizia di colpo una guerra senza piani né concertazioni, e senza nemmeno aver tentato strade diverse per contrastare Gheddafi!?
E Obama si appresta a spostare la guerra dall’Afghanistan al Mediterraneo senza nemmeno che i paesi che stanno sul Mediterraneo si siano resi conto di cosa possa significare e ne abbiano discusso.
Inutile aspettarsi dell’intelligenza nel comportamento di gente come Frattini o Berlusconi, il quale del resto poco si interessa alla guerra imminente preso com’è dalle sue battaglie personali. Ci bombarderanno e noi siamo qui a discutere di Ruby e di legittimo impedimento. Sembra tutto così incoerente, campato per aria, surreale! SIAMO IN GUERRA ! Non se ne sono accorti neanche i blog che discutono di minuzie! Siamo in guerra, così, per caso, quasi “a nostra insaputa”, così come si trattasse di una scampagnata. Dunque: “18 marzo 2011, abbiamo omaggiato il tricolore, parlato dei Cavalieri del lavoro, ah, sì, abbiamo dichiarato guerra alla Libia! “ E’ così che si iniziano le guerre? Quasi distrattamente, tra un processo e l’altro? Tra una escort e l’altra? Tra una cazzata di Governo e l’altra? Ieri Berlusconi ubbidiva a Gheddafi, oggi ubbidisce a Obama, con la stessa identica faccia di bronzo, come un irresponsabile. Ci catapulta dentro una guerra e manco ce lo dice. Sembra un incubo. Come se facessimo una guerra sui fumetti, sui cartoni animati, la banda Bassotti e Topolino contro Gozilla e la tartarughe Ninja..
Noi che siamo a un tiro di schioppo da Bengasi saremo i primi a essere colpiti, ma viaggiamo in totale ignoranza. Nessuno ci dice nulla. Qual è il piano? Cosa si intende fare? Ci dicono che squadriglie americane partiranno per bombardare Bengasi e che parteciperanno ai radi anche i nostri piloti. Ma che bello! Ieri così, oggi cosà, con la stessa totale indifferenza.
Sono nata nel 42 quando ancora scoppiavano le bombe americane, e mi ritrovo a 69 anni di nuovo sotto le bombe????Ditemi che sto sognando e che questo è un incubo.

Basta bombardare
Viviana Vivarelli

E’ iniziata una guerra non chiara, dove l’Italia, tra tutti i combattenti sarà la più colpita, perché è la più vicina alla Libia e perché abbiamo tradito.
Ma noi bombarderemo, partiamo e bombardiamo, senza una strategia, senza un disegno chiaro, senza nemmeno una discussione parlamentare, senza una spiegazione al paese. Bombardiamo all’unanimità! Nulla! Non c’è stato nemmeno il fatidico discorso di Mussolini alla piazza: “Italiani di terra , di cielo e di mare, l’ora irrevocabile è venuta…”. Nulla! Il più grande statista degli ultimi 150 anni non ha fatto nemmeno una comparsata da Vespa. Ghedini non gli ha scritto il discorso alla Nazione per spiegare il disegno dell’Italia. E poi Ghedini non può fare tutto lui! Tra l’altro, che disegno vorremmo avere? Ai convegni internazionali Berlusconi o non è invitato o ci va a raccontare barzellette e a fare cucù! Non abbiamo una politica strategica interna, volete che abbiamo una politica internazionale? Tutta la nostra politica internazionale è costituita dall’allontanarci sempre più dall’Europa e dall’America per cantare le canzoncine stucchevoli di Apicella sul lettone di Putin o sulla piscina della Certosa con qualche dittatore ospite. Siamo governati da un pagliaccio. Ma la guerra non è una pagliacciata!
Abbiamo a capo dello Stato un fantoccio che bacia le mani al più forte, sia esso la mafia o la P2 o un dittatorello qualsiasi. Ora bacia le mani all’abbronzato, e che sarà? E’ uno stile di vita! Forte coi deboli e debole coi forti, come ogni gradasso.
.
Da quale raziocinio è governata dell’Onu che oggi attacca Gheddafi come sanguinario dittatore ma ieri non solo lo riaccettò di buon grado ma lo nominò anche presidente della Commissione per i Diritti Umani?

Da La pistola dell’Occidente
Guido Rampoldi

Secondo il Crisis Group, distruggere l’aviazione libica non cambierebbe sostanzialmente i rapporti di forza tra le truppe di Gheddafi, ben addestrate e ben armate, e la baraonda degli insorti. Stando ad altri osservatori, è perlomeno dubbio che azioni militari più incisive possano dischiudere l’alba di una vittoriosa guerra di liberazione. E anche in quel caso, un lungo conflitto interno di fatto consegnerebbe la Libia libertaria al primato delle armi e delle milizie. Milizie tribali, islamiche, panarabe, patriottiche, di ventura: in ogni caso formazioni guerriere che tendono ad affezionarsi al comando e coltivano un’idea molto sbrigativa dello stato di diritto. Il loro mettere radici in Libia non sarebbe un buon auspicio per il futuro del Paese. Potrebbe risultare devastante per la regione e fatale all’unità territoriale della Libia.
Se la “no fly-zone” non è decisiva, come tutti grossomodo convengono, perché in queste settimane non siamo riusciti a produrre altro che una soluzione che non risolve? Innanzitutto perché la Libia oggi dà la misura del pressappochismo delle classi dirigenti europee. Governi e informazione hanno capito poco di quel che stava accadendo. Hanno scambiato il totalitarismo libico per il dispotismo egiziano e si sono illusi che Gheddafi avrebbe fatto la fine di Mubarak. Ma il personale “rivoluzionario” di uno Stato totalitario non è riciclabile e in genere paga con la vita lo sfasciarsi del regime. Tanto più se, come in Libia, ha commesso per 40 anni ogni sorta di violenza e di arbitrio. In altre parole la fine del regime libico somiglierebbe più alla fine del fascismo che al crollo dei socialismi reali europei o dei dispotismi arabi. Per questo la gente di Gheddafi combatterà fino all’ultimo uomo, almeno fin quando non ricevesse garanzie. Farà quadrato intorno alla “Revoluzione” e al suo Capo, Gheddafi, non per convinzione o per devozione, ma perché altrimenti finirebbe al muro.
Avendo deciso che Gheddafi aveva le ore contate, gli europei hanno ritenuto opportuno far dimenticare le compromissioni del passato scaricando il libico alla velocità con cui non avevano scaricato Ben Ali e Mubarak. Fino a ieri soci e amici del dittatore, d’un tratto gli intimavano di togliersi dai piedi. Per la stampa era un buffone ridicolo. Il Pazzo di Tripoli. Un rottame. Uno sconfitto. Due settimane più tardi dobbiamo constatare che il pazzo non è tanto pazzo, se è riuscito a metterci nei guai rimontando una situazione militare che pareva disperata.
Tuttavia Gheddafi è solo. Se fosse il paranoico che ci raccontiamo, la sua solitudine lo lascerebbe indifferente. Ma all’opposto, l’uomo è assai pragmatico. Nel 2006 il feroce realismo che lo guida gli suggerì di pagare tutti i prezzi che l’Occidente chiedeva, anche i più umilianti, pur di non essere più un pariah della comunità internazionale. Lo stesso realismo con cui allora chiuse nell’armadio l’arsenale ideologico della “rivoluzione libica”, oggi potrebbe consigliargli di accettare un compromesso sul futuro della Libia. E a questo probabilmente lavorano quei Paesi che intravedono nella pochezza politica dell’Europa occidentale l’occasione di entrare nella regione (o di tornarvi, nel caso della Turchia).
Quanto al futuro di Gheddafi, sei anni fa, quando lo intervistai, mi sembrò arcistufo del suo ruolo di Ultimo Condottiero rivoluzionario. Aveva trescato con ogni movimento armato, nel tentativo di inventarsi come il nuovo Nasser arabo, il Bolivar africano, il faro della lotta al colonialismo, all’imperialismo, eccetera eccetera. Gli era andata sempre male. In queste settimane ha rischiato di essere spodestato dall’unica rivoluzione ancora possibile, quella contro i dittatori come lui. Per quanto il suo cinismo sia sconfinato, dubito che arda dalla voglia di emulare in Cirenaica il maresciallo Graziani, sterminatore fascistissimo. Se gli si offrisse una sorta di esilio interno, però ben mascherato, e corredato di garanzie per se e per i suoi figli, forse potrebbe accettare. In ogni caso non è uno sciocco e non scapperà all’estero, dove la sua condizione diventerebbe precaria.

Un negoziato doveva essere tentato. Ed è ipocrita che gli occidentali lo pensino ma non lo dicano, prigionieri come sono di una moralità a buon mercato che prescrive di non parlare con Gheddafi perché ha sparato sul Popolo. Questa è non soltanto una tesi puerile (se decidessimo che non si parla con chi “ha sparato sul Popolo” dovremmo chiudere un bel po’ di ambasciate, a cominciare da Teheran, Pechino e Ryad), ma anche un’ostentazione di rigore etico troppo facile per essere autentico. Mimare intransigenza morale è da sempre il modo più efficace per dissimulare il proprio opportunismo.

In politica estera ogni etica che non sia fasulla non può sottrarsi al metodo che la filosofia chiama consequenzialismo: a decidere la moralità delle nostre scelte non è soltanto la loro adesione a un principio astratto, ma soprattutto i risultati che quelle scelte concretamente producono. In altre parole non si fa peccato a sparare sui caccia di Gheddafi, se questo davvero ferma le sue truppe. Ma se bombardare significa continuare a illudere gli insorti nella vittoria militare e a incitarli a non trattare, magari unicamente perché in Europa qualche Napoleone da strapazzo deve gonfiar le penne e qualche sodalizio petrolifero vuole affacciarsi sui pozzi di Bengasi, allora quello non sarebbe soltanto un errore, sarebbe un crimine. E stavolta non ci sarebbe perdonato. Basta seguire la tv al Jazeera per constatare i mutevoli umori delle opinioni pubbliche arabe. Prima irate per l’inazione degli amici europei di Gheddafi, ora guardano con circospezione, se non con sospetto, all’attivismo di Francia e Gran Bretagna sulla stessa sponda del Mediterraneo che le vide protagoniste dell’ultima avventura coloniale, lo sfortunato tentativo di riprendersi il canale di Suez (1956).

E’ vero, non c’è pace senza giustizia, come ci ricordano i radicali. Ma è vero anche che talvolta i tempi della pace e i tempi della giustizia non coincidono. Colui che accolse come eroi gli assassini dell’Achillle Lauro, solo per citare una delle tante colpe di Gheddafi, merita mille volte di finire davanti alla Corte penale internazionale. Ma ora è più urgente salvare la Libia dal baratro in cui il regime la sta precipitando. E comunque la verità forse è ancora troppo ingombrante perché riesca ad entrare in un’aula di giustizia. Tra i giornalisti britannici che seguirono il processo per la strage di Lockerbie, non pochi si convinsero che il condannato, una spia libica, fosse innocente. E che la verità andasse cercata in una terribile sequenza temporale: quattro mesi prima che una bomba facesse esplodere un aereo della Pan American nei cieli scozzesi, nel Golfo Persico una nave da guerra americana aveva abbattuto un aereo di linea della Iran Air, forse impegnato in attività di spionaggio elettronico (ma di questo non avevano colpa i passeggeri). Se si fosse accertata una responsabilità iraniana, Londra e Washington non avrebbero potuto esimersi dal considerare l’attentato un atto di guerra, con tutto ciò che ne conseguiva. Le altre ipotesi (i siriani, la provocazione di uno spionaggio alleato) non erano meno impegnative. Se invece il colpevole fosse stato il Pazzo di Tripoli, la faccenda si poteva ancora maneggiare. E questo, non solo gli affari petroliferi, spiegherebbe perché in seguito le autorità britanniche abbiano rimpatriato il condannato libico con il pretesto di inesistenti ragioni di salute. Detto altrimenti: la storia è più complicata delle nostre categorie morali (e attribuire a Gheddafi tutto ciò che preferiamo credere – deliri, stragi che forse non ha commesso, vaniloqui da Macbeth del deserto ormai assediato e vinto – a quanto pare non aiuta a togliercelo di torno).
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E ora che faremo?
Viviana Vivarelli

Mia figlia che sta a Londra dice che Cameron martella tutti i giorni dalla tv per spiegare agli inglesi la necessità di attaccare Gheddafi.
E mi si dice che altrettanto faccia Sarcozy in Francia.
Risulta a qualcuno che Berlusconi si sia degnato di spiegare agli italiani quale politica estera stiamo facendo e perché e perché ieri eravamo amicissimi di Gheddafi e oggi di colpo gli dichiariamo guerra?
Risulta a qualcuno che questa guerra sia stata discussa in Parlamento?
Domani dichiareremo guerra anche alla Turchia o alla Russia?
Crede qualche leghista che questa politica squinternata con cui abbiamo “dimenticato” per due volte di versare i fondi promessi di aiuti all’Africa e ci uniamo ai peggiori dittatori del mondo e ci ripariamo sotto l’ombrello pieno di buchi della Bossi-Fini e di un razzismo becero quanto cretino, possa frenare l’arrivo degli immigrati in Italia?
E ora che faremo?
Berlusconi contaminerà il Maghreb di uranio impoverito come fece D’Alema col Kossovo?
Poi ci lamenteremo pure se i fuggiaschi da quei luoghi di carneficina aumenteranno?
Se non sbaglio avevamo anche una mezza idea di scaricargli anche le nostre scorie radioattive!!!

Rinnovabili
Viviana Vivarelli

Fare 5 centrali ci darebbe l’8% di energia. Usare le rinnovabili ce ne darebbe il 25%. E allora?
L’insana scelta del Governo di chiudere le rinnovabili sarà come licenziare altre 120.000 persone, il che equivale a chiudere una Fiat, aggravando lo stato endemico dell’economia del Paese. Ma ci potete giurare che, se costoro hanno deciso di farsi ricchi con le mazzette del nucleare, non desisteranno dai loro insani propositi e, appena il pericolo delle amministrative sarà scongiurato, i piani sul nucleare li riprenderanno, blindandoli col segreto militare come hanno gatto con le discariche, e sottraendone la scelta definitivamente ai cittadini, con o senza esito referendario. Del resto, abbiamo visto bene dove se li sono messi finora i risultati referendari come le leggi di iniziativa popolare, si vedano le tre richieste da Beppe Grillo che giacciono da 4 anni nelle cantine del Parlamento. Anzi c’è il caso di vedere una legge bipartisan per eliminare anche l’ultimo scoglio apparente di democrazia diretta.
Ce lo diceva il Prof. Sartori, nel suo corso di Scienza della Politica, già nel lontano 1963 che il referendum stava sulle scatole alla destra quanto alla sinistra e che prima o poi o lo avrebbero svuotato di forza di legge o lo avrebbero eliminato e che, comunque, richiedere un quorum di presenze così alto era di per sé un segno del livello infimo della democraticità delle forze in campo. Si chiama democrazia quello Stato in cui la volontà popolare viene consultata di frequente, se ne tiene conto e si fanno leggi che la rispettino. Da noi il porcellum l’ha eliminata e l’egemonia di pochi partiti l’ha azzerata. Oggi basta vedere su quale maggioranza raffazzonata, ricattata o comprata e contro quale opposizione inetta e evanescente si basa il potere del Presidente del Consiglio per capire che la democrazia per l’Italia è solo una dolorosa aspirazione.

Graziella Iaccarino segnala uno scritto di
Antonio di Criscio

Vogliamo ora informarvi su cosa sta realmente accadendo in Italia sulle energie rinnovabili:
Il Governo, ad inizio di Marzo, ha tentato di presentare, con un vero e proprio colpo di mano, senza alcun preavviso, un decreto che prevedeva l’immediato stop a tutte le sovvenzioni destinate alle tecnologie del rinnovabile, disattendendo, in un solo colpo, gli impegni presi con gli altri paesi Europei, il protocollo di Kyoto, la volontà referendaria degli Italiani e la logica del buon senso.
Il pretesto addotto è la speculazione operata da alcuni grandi operatori per le tariffe incentivanti troppo elevate. La storia della speculazione è vera, il fotovoltaico in particolare, nato come beneficio da distribuire tra tanti, sia aziende che privati, è stato oggetto di un grosso attacco speculativo di strutture lobbistiche finanziarie. Ma tale speculazione è stata sotto gli occhi di tutti per due anni, frutto di una legge scellerata e poco equilibrata. Bastava prevedere un incentivo più alto per chi realizza un impianto per il proprio fabbisogno e un incentivo molto più basso, quindi non conveniente, per chi possiede capitali per realizzare impianti fotovoltaici che nulla hanno di fabbisogno, servono solo ad intascare enormi quantità di denaro. Ma non solo non si è intervenuti, ma addirittura, dopo un anno di travaglio, commissioni, confronti, è stata promulgata una nuova legge disciplinante gli incentivi per il periodo 2011-2013 ancora favorevole alle speculazioni ( quella che adesso, di colpo, è stata bloccata). Come mai? Il fondato sospetto è che al ricco banchetto degli speculatori abbiano partecipato poteri forti (vedi il folle decreto salva Alcoa, che non più tardi dello scorso dicembre ha palesemente favorito delle speculazioni enormi, dando la possibilità ai grandi speculatori di percepire la tariffa massima con un inghippo). Una volta terminato il banchetto, è caduto l’interesse a mantenere in piedi il meccanismo speculativo.
Il Decreto di inizio Marzo, grazie ad una ondata di protesta della società civile ed imprenditoriale, ha per il momento solo sospeso gli incentivi, rispetto all’originale intento di cancellarli . Quindi gli aiuti a chi vuole realizzare impianti per l’energia pulita sono stati soltanto sospesi, con la promessa di comunicare a breve i nuovi incentivi, certamente più bassi, di cui non si sa nulla.
Intanto tutto il settore è bloccato, e la preoccupazione è che ciò che è uscito dalla porta, rientri dalla finestra. Il rischio, quindi, che la nuova legge preveda delle condizioni talmente improponibili, con pretesti vari, eccessivo prelievo sulle bollette, costo elevato per la società, tutti facilmente smentibili dai dati, da distruggere definitivamente il settore legato alle energie rinnovabili , tutto ciò per favorire le politiche lobbistico-nucleariste a discapito dell’ambiente.
Pertanto vi preghiamo, perché la nostra è una preghiera, a prescindere dal proprio orientamento politico, di protestare in tutti i modi possibili ( nel rispetto della legge, naturalmente). Scendiamo nelle piazze, inviamo lettere, organizziamo comitati locali. Insomma, ognuno si organizzi come ritiene, faccia sentire la propria voce, perché si fermi questa follia, e si prenda, una volta per tutte, l’orientamento verso politiche rispettose dell’ambiente, perché la salute dei cittadini ed il rispetto di Madre Terra diventi la priorità assoluta rispetto agli interessi economici dei poteri forti.
Il disastro in corso è un’ulteriore occasione per ampliare il nostro livello di coscienza, renderci conto che siamo ospiti, e che abbiamo il dovere di cercare una posizione armoniosa in questo insieme che ci ospita, prima che Nostra Madre Terra decida di spazzarci via definitivamente.
Facciamo girare questa informazione il più possibile, mandiamola a tutti coloro che conosciamo, perché bisogna agire subito, ed in tanti.

Energia e democrazia
Viviana Vivarelli

La berlusconiana Margherita si chiede come mai se ci sono tante soluzioni alternative al nucleare, le stesse non si usano, e si risponde da sola con altrettanta demenza che sarà “perché non sono valide”.
Non le passa nemmeno per la testa di confrontare la corsa alle rinnovabili che sta contagiando anche la Cina,che ha costruito intere città sulle rinnovabili,col taglio effettuato alle stesse da B.
Non le passa neppure per la zucca di confrontare i piani energetici dei migliori stati europei con l’assenza integrale di un piano energetico italiano.
Soprattutto non riesce nemmeno a sospettare che questo No alle rinnovabili sortito da B&compagni di merenda dipenda da fattori molto poco vantaggiosi per i cittadini italiani e molto più vantaggiosi per chi viene gratificato dalle mazzette dei colossi dell’energia.
Non riuscirebbe in un milione di anni a capire che energia verde significa democrazia, significa autonomia e libertà, anche se dovrebbe accompagnarsi necessariamente a uno stile di vita molto più sobrio dell’attuale e a classi politiche che non siano al top per corruzione .
Petrolio, gas o nucleare significano dipendenza.
Dipendenza dei cittadini dai gestori statali che danno loro energia.
Dipendenza dello Stato da produttori stranieri.
Dipendenza dalle grosse corporation petrolifere che da mezzo secolo stanno dominando il mondo con guerre interminabili,
Invece energia verde significa autonomia. Significa democrazia. Significa pace.
Significa interesse del cittadino e non lucro dei governi e delle compagnie.
Le centrali nucleari sono la logica conseguenza di Stati che svendono una democrazia d’accatto ma che in sostanza sono totalitari e che sulla pelle dei cittadini ci giocano con pieno cinismo, in quanto gestiscono il potere non per la nazione ma per il loro portafoglio e seguono non gli interessi di tutti ma quelli dei colossi mondiali. E chi segue solo il suo lucro ha sempre scelto le dipendenze alla autonomia.
Dare ai cittadini il diritto di produrre e gestire da soli la propria energia sarebbe un grosso passo avanti sulla strada della democrazia e della libertà. Per questo la scelta verde è una scelta di libertà.
Ma questo la berlusconiana Margherita non riuscirà mai a capirlo, perché democrazia, autonomia e libertà non stanno nel suo DNA.

Di Pietro
Se è vero che il petrolio prima o poi finisce, è anche vero che pure l’uranio prima o poi finisce. Se è vero che dobbiamo acquistare il petrolio all’estero, è anche vero che pure l’uranio dobbiamo acquistarlo all’estero. Se è vero che una centrale nucleare produce un certo quantitativo di energia, è anche vero che ci sono tecnologie più avanzate, come il solare, l’eolico, le biomasse, il geotermico, che sono in grado di produrre la stessa quantità di energia con minor danno. Se è vero che in Giappone c’è stata una imprevedibile scossa di terremoto, è vero pure che questo può succedere anche in Italia. L’Italia è un Paese a forte rischio sismico e quando si tratta della salute non si guardano le percentuali di rischio: si sceglie una sola percentuale, quella dello 0%.
Io contesto il fatto che oggi ci sia bisogno di ricorrere al nucleare, e questo non lo dico solo io ma lo dicono tecnici ed economisti. Se non ci fosse stato il referendum dell’87 oggi anche in Italia ci sarebbero molte centrali nucleari. Ma anche se quelle centrali ci fossero, oggi ci dovremmo porre il problema di fermarci a riconsiderare le cose, come stanno facendo qui paesi dove le centrali ci sono. La Francia, la Germania, la Svizzera oggi hanno detto: “Fermiamoci un attimo e rivediamo tutti i nostri interventi in materia di nucleare”.
Ma questa, oggi in Italia, grazie a Dio non è più una decisione che spetta ai politici. Col referendum sarà una decisione dei cittadini italiani che possono fare da motore e da apripista rispetto agli altri Paesi che stanno intorno a noi, per dire che non conviene più ricorrere al nucleare.
Noi dobbiamo fare un grande lavoro all’interno della Ue e a livello mondiale. Il commissario europeo all’energia ha detto: “Tutto ciò che si riteneva impensabile è avvenuto”. Vuol dire che non possiamo escludere nulla neppure in Europa e dobbiamo ripensare tutto quel che è stato detto sinora.
Il nucleare è un disastro economico e per l’ambiente ed è un rischio troppo grosso in un Paese a forte incidenza di terremoti come l’Italia. Abbiamo due fonti di energia inesauribili, il vento e il sole. Dobbiamo davvero andare a infilarci in una fonte energetica di cui ci manca la materia prima, l’uranio, e che è così pericolosa? In questi casi il rischio può essere solo o pari a zero o pari a zero. Tutto il resto è una sciocchezza. Un gioco che non vale la candela.
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Noi e le prossime generazioni
Rosario Amico Roxas

Tocchiamo con mano gli effetti della globalizzazione che l’Occidente, pilotato dal criminale Bush, ha imposto al pianeta.
Purtroppo si tratta di globalizzazione nucleare, alla quale non è possibile opporsi essendo stata scatenata una reazione irreversibile e incontrollabile.
Quando si esaurirà la carica di potenza che sta dilagando in Giappone… ?
Nessuno sa indicarlo, neanche per approssimazione.
I più ottimisti sperano nell’intervento della Natura, con piogge torrenziali in grado di neutralizzare il calore generato dalla reazione e catena, ignorando che proprio la pioggia e i venti favoriranno la dilatazione della contaminazione atomica.
Gli interessi privati hanno surclassato gli interessi pubblici, e questo è il risultato; le lobby giapponesi dell’energia hanno mentito anche al governo, nascondendo i reali pericoli cui si andava incontro, e così sono stati allentati i costosi controlli per migliorare la redditività economica degli impianti.
Lascio solo immaginare cosa sarebbe accaduto in questa Italia corrotta !!!!
Ora i sondaggi hanno costretto questo governicchio a fare retromarcia circa le precedenti affermazioni, ma non certo per convinzione, bensì per la costatazione della volontà popolare che avrebbe penalizzato i fautori del nucleare, sancendo una sconfitta storica e definitiva.
Anche l’inutile Prestigiacomo, la prima a rilanciare la volontà del governo di “!andare avanti”, ha dovuto mordersi la lingua, rischiando di intossicarsi.
Ora il mondo intero è in balia degli eventi, non sapendo come neutralizzare quelle forze della natura che ha scatenato per carpirne i benefici immediati. Non esistono distanze di sicurezza, anche perché la carica nucleare è così intensa che anche a diluirsi percorrendo grandi distanze, rimane mortale, se non nell’immediato presente, nelle conseguenze dell’immediato futuro.
Nessuno ha voluto guardare alle prossime generazioni, alle quali stiamo lasciando un pianeta mortale, ispirati tutti dalla ben nota e amara battuta di Woody Allen: “Perché mai dobbiamo pensare alle prossime generazioni ? Cos’hanno fatto le prossime generazioni per noi, per meritarlo ?”

Ippolita Zecca segnala

Lampedusa
Frontiere d’odio

A Lampedusa si susseguono gli sbarchi, il centro di accoglienza è al collasso. Nonostante le contestazioni che hanno accolto la visita di due campioni dei diritti umani quali Mario Borghezio e Marine Le Pen, nell’isola soffia forte il vento dell’odio e della paura. In queste ore un centinaio di isolani ha cercato di impedire l’attracco di una barca carica di immigrati. A Mineo ha aperto i battenti il Villaggio della Solidarietà. Il governo ha deciso di concentrarvi tutti i residenti asilo dei CARA, per poter velocemente riconvertire a CIE i CARA. Nuova linfa per la premiata ditta galera e deportazione. I primi tre sono giunti in auto da Trapani, altri 157 li hanno deportati da Bari.
Di seguito la cronaca dell’ultima settimana curata da TAZ – Laboratorio di Comunicazione Libertaria
In un Mediterraneo in fiamme, la questione dell’immigrazione continua a svelare la criminalità della classe dirigente europea, messa di fronte ai disastri che essa stessa ha prodotto negli ultimi decenni. Il Nordafrica delle rivolte presenta il conto, e le partenze dalla Tunisia di barconi carichi di immigrati sono oggettivamente aumentate, anche se è sempre scorretto parlare in termini di emergenza. L’emergenza, in realtà, viene creata a tavolino. Non solo sui media, ma anche nella gestione dell’accoglienza (se così si può dire) sempre all’insegna delle leggi e delle procedure razziste.
Lunedì 14 marzo, a Lampedusa è andata in scena una brutta farsa. Gli europarlamentari Marine Le Pen – Fronte Nazionale francese – e Mario Borghezio – Lega Nord – si sono recati sull’isola per farsi la campagna elettorale sulla pelle degli sventurati. I toni sono stati ammantanti dell’ipocrita retorica umanitaria vista da destra ma, in sostanza, il messaggio era chiaro: l’Europa non può e non deve accogliere gli immigrati. Quindi? Quindi, vanno assistiti in mare senza farli sbarcare: distribuzione massiccia di viveri e medicine sui loro i sui loro barconi purché non tocchino terra. Sembra uno scherzo, ma hanno detto proprio così. La notizia però è un’altra. I due esponenti razzisti hanno trovato al loro arrivo in aeroporto un comitato di accoglienza formato da una cinquantina di attivisti del locale circolo Arci Askàvusa e di Legambiente che hanno esposto striscioni contro il razzismo e il fascismo. I due politicanti hanno dovuto sgattaiolare da un’uscita laterale rinunciando pure alla conferenza stampa prevista nel palazzo del Municipio, il cui principale inquilino – giova ricordarlo – è quell’altro grottesco personaggio che risponde al nome di Bernardino De Rubeis, sindaco di Lampedusa, già indagato per corruzione, e più recentemente per istigazione all’odio razziale dopo un’ordinanza che disponeva il divieto di utilizzare i luoghi pubblici come “siti di bivacco e deiezione”. De Rubeis si riferiva proprio agli immigrati, i quali – aveva dichiarato pochi giorni prima – «importunano le nostre donne, fanno i propri bisogni dietro le case, davanti le scuole, di fronte ai bambini. Camminano a gruppi impedendo la vita sociale normale dei lampedusani». Addirittura.
In realtà, dovrebbero essere gli italiani a vergognarsi. Quelli che, per intenderci, stanno ai piani alti dei ministeri. Il Centro di accoglienza di Lampedusa è un lager. Duemilaseicento gli immigrati ammassati come bestie in una struttura angusta che ne potrebbe ricevere solo ottocento. Condizioni igieniche pessime: scarseggia il cibo e manca l’acqua ma, nonostante tutto, il morale è alto. Per tutte queste persone, essere arrivati vivi in Italia è già un gran bel traguardo. Solo l’altro giorno, infatti, un cadavere è stato restituito dalle onde sulla costa di Pantelleria, altra isola in mezzo al Canale di Sicilia. Un tratto di mare che il maltempo dei giorni scorsi ha spazzato violentemente con esiti tragici. Nella notte tra il 14 e il 15 marzo, infatti, un barcone si è ribaltato ed è andato a fondo. Una quarantina i morti…

La guerra vista dalle vittime
Rosario Amico Roxas

Caccia francesi distruggono carri armati
Si ripete un film già visto: la descrizione di bombardamenti, gli effetti visivi, senza tenere in alcun conto che dentro quei carri armati ci sono persone comandate e mandate a morire.
Il giorno del bombardamento di Baghdad toccò al fidofede fare la radiocronaca di quella carneficina, ma non si ascoltavano parole di pietà per le vittime, ma solo una asettica descrizione dei fatti visivi:
“A sinistra esplode un missile, mentre si ode il crepitare delle mitragliatrici; in fondo un’altra esplosione, certamente mirata per colpire obiettivi strategici….”
Ogni tanto, interrompendo lo spettacolo per pochi minuti, venivamo informati che quel rotolo di carta igienica contava 10 piani di morbidezza.
Lo scopo era chiaro, ma venne capito da pochi: scongiurare e neutralizzare l’orrore della guerra, diventata, per l’occasione, uno spettacolo gratuito, di grande audience con l’inevitabile intercalare della immancabile pubblicità.
I dittatori esistono perché a qualcuno, uomo o nazione che sia, è convenuto che ci fossero.
Saddam venne armato dagli USA e bombardato dagli USA, così come Gheddafi è stato osannato da Berlusconi che ora si accinge a bombardarlo, quando una decisa azione diplomatica preventiva avrebbe azzerato tutte le cause, scongiurando gli effetti.
Ora è una roulette, per tirare a sorte dove collocarsi, per poter salire in fretta a soccorrere il vincitore.
Per morire i tiranni pretendono la morte di innocenti, perché la tirannia trascina con sé l’odio che anima l’uomo e lo schiera contro il suo simile.
Non si tratta di barattare la vita di un uomo contro milioni di barili di petrolio, che già sarebbe assurdo; ora il conto è all’inverso: milioni di vite anche per un solo barile di petrolio.
Certamente c’è chi ride per quanto sta accadendo, immaginando futuri scenari nei quali saranno chiamati a speculare.
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Corrotti, corruttori, corruttibili e il potere che li salva dai processi
Rosario Amico Roxas

I trenta denari sono diventati solo simbolici, per indicare il tradimento retribuito; ma ai nostri giorno non sono più trenta; nessuno si sputtanerebbe per “soli” trenta denari” e meno che meno il patriottico Scilipoti che transumò nelle fila del cavaliere, spinto da spirito d’amor patrio e di grande sensibilità per il bene comune. Si offrì alle platee televisive per sostenere il suo sacrificio voluto solo ed esclusivamente per favorire il governo nella sua attività di benefattore del popolo italiano. Me per meglio operare sempre nell’interesse del popolo a Scilipoti fu promessa la possibilità di intervenire direttamente come membro del governo, elevandolo a dignità istituzionale.
Ma non appena iniziò l’itinerario del pagamento delle promesse fatte per avere in cambio i numeri in parlamento, ecco spuntare i primi ostacoli. Il prescelto per un ministero subito, quello dell’agricoltura che amministra le sovvenzioni europee, non risultò gradito al Presidente della Repubblica, per la semplicissima ragione che si tratta di un personaggio in odore di coinvolgimenti mafiosi.
Quanto poi all’aumento dei sottosegretari per soddisfare gli appetiti arretrati dei transumanti, diventati “responsabili”, niente da fare, occorre un DDL e non basta un decreto, stante il fatto che non emergono motivi di urgenza.
E’ così che il patriottico Scilipoti si incazza (anche uno come Scilipoti nel suo piccolo si incazza) e avverte il presidente del consiglio, con un ultimatum perentorio, di mantenere le promesse, altrimenti i responsabili (palesemente paradossale il nome che si sono dati !) si riterranno liberi da impegni.
Ne deriva la constatazione che quella transumanza fu promosso alla luce di un vile baratto il cui scopo rimane quello di mantenere il potere per evitare i processi.
Il cavaliere, commentando i fatti della Libia, ebbe a dichiarare che il suo amico Gheddafi decise di rimanere al potere quando “qualcuno” paventò l’ipotesi di deferire il colonnello folle di Tripoli al tribunale internazionale, allo scopo di evitare di essere processato per crimini contro l’umanità, imputazione degna di un dittatore sanguinario.
Anche il cavaliere ha forzato la mano ai corruttibili per rimanere al potere e sfruttare la carica per evitare i processi; ma i suoi processi non riguardano reati degni di un dittatore sanguinario, ma si tratta di reati di un quarraquaquà ubriaco di potere ed esaltato da se stesso, che si è convinto (complici i suoi servi pseudo-fedeli) di essere al di sopra delle leggi, dentro un’aurea di intoccabilità.
Gheddafi e Berlusconi hanno così un medesimo scopo per mantenere il potere ed evitare i processi, solo che i reati di Berlusconi prima che delle condanne meritano il pubblico ludibrio.

Prescrizione breve, anzi brevissima
Repubblica

Hanno fatto i buonisti per finta. Mentre reclamizzavano la riforma della giustizia per tutti, nel frattempo gli uomini del Cavaliere cucivano la prescrizione breve per il Capo. Per chiudere d’un botto i processi Mills e Mediaset. Per evitare, nel primo caso, una condanna certa per corruzione che avrebbe fatto il giro del mondo. Si chiamerà prescrizione breve per gli incensurati. Varrà per tutti, giovani e vecchi. E già la propagandano come un premio per chi non delinque. Risponde l’avvocato-deputato Maurizio Paniz, in Transatlantico, a chi gli chiede se in effetti nel processo breve entrerà a pieno titolo anche questa nuova ghigliottina per i dibattimenti in corso: «Io personalmente sono favorevole. É ora di premiare le persone incensurate e punire più serenamente i recidivi. Sarebbe giusto introdurre nel nostro ordinamento questo principio».
L’avevamo già scritto in questo blog, questo tipo di prescrizione è un super premio, è una sinecura, è un invito per tutti a delinquere. L’imputato, grazie a questo meccanismo diabolico, risulterà incensurato all’infinito. E non regge il paragone con i recidivi, i quali, dopo la legge Cirielli del 2005, vengono penalizzati con una prescrizione più lunga. Lì si aggrava un comportamento delittuoso. Ma all’opposto, qui, cosa si premia? Il fatto di aver commesso un solo reato? E dov’è mai scritto che non commettere o commettere “solo” un reato è un indizio positivo che deve essere pure premiato? Non delinquere non è forse la regola basica che tutti dovrebbero seguire?
Ma questa è la logica di casa Berlusconi. Per una settimana l’opinione pubblica viene martellata dalle promesse di una riforma «epocale» della giustizia. E poi che ti arriva di veramente «epocale»? La prescrizione per buttare al macero i processi di Silvio. Inutile illudersi, il Cavaliere non cambierà mai.
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Dopo la banca padana, fallisce anche la società aerea padana
Repubblica

Per salvare l’Alitalia ci si è inventati l’italianità. Ora per salvare la Livingston, piccola compagnia area di Cardano al Campo nel varesotto, la Lega gioca la carta della padanità. La Livingston è in amministrazione straordinaria, non vola, e ha messo in cassa integrazione i suoi 500 dipendenti. Un fallimento con una massa di debiti superiore agli 80 milioni di euro.

Tutta colpa del crac del Ventaglio che, dopo aver acquistato la Lauda Air puntò a fonderla con la Livingston per farne una compagnia charter. Il Ventaglio è finito in default e per pagare qualche debito la piccola compagnia aerea è stata venduta alla FG del produttore cinematografico Ferrero. La Livingston di Cardano al Campo non è decollata, è rimasta a terra. Adesso è in amministrazione straordinaria e sempre senza piano industriale. Eppure il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, le ha concesso una fidejussione di 9,8 milioni di euro per poterle consentire di ottenere finanziamenti e rimettersi a volare entro l’estate. La Ue dovrà dire la sua perché quella garanzia puzza da lontano di aiuto di Stato. I concorrenti di Livingston protestano: hanno scritto una lettera a Romani e chiedono anch’essi sostegni contro il caro-carburanti e per affrontare una stagione che con la crisi nord-africana cambia le traiettorie del turismo.

Ma l’economia e la finanza non sono mai state il pezzo forte della Lega che è già inciampata su Credieuronord e anche su Fiorani. Ora è Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio alla Camera, già presidente della Provincia di Varese, genero dell’europarlamentare Francesco Speroni, a fare pressioni su Romani C’è chi addirittura pensa a un revival del sogno di qualche anno fa con due protagonisti: l’hub di Malpensa e una sorta di Ali-padania. Il sogno è svanito. E chi, al ministero dello Sviluppo, ha visto il dossier Livingston comincia a sospettare – se non fosse per i 500 posti a rischio – che sia tutto un bluff. Padano, ovviamente.

RIDIAMARO : – )

Viviana
Gheddafi: la pistola dell’Occidente
Berlusconi: il pistola dell’Occidente
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Nicole Minetti dice che ha amato Berlusconi ma non ricorda quando
Dice la stessa cosa Berlusconi di Gheddafi.
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Da repubblica
I furbi nostrani : “In Giappone va tutto bene”
Dopo il terremoto, lo tsunami e con l’allarme nucleare in corso, ha ricominciato a svegliarsi anche il vulcano Shinmoedake.
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Giampaolo
“In Italia il piano per il nucleare va avanti” : abbiamo già preso il primo anticipo!
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Microsatira da fuoriradio.com

L’oncologo Veronesi: “Il nucleare ci aiuterà… essendo più probabile morire di cancro apprezzeremo di più quanto ci resta da vivere”.
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Ghedini: “Berlusconi sarà presente a tutti i processi”. Ad essere assente sarà la giustizia.
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La Farnesina sconsiglia i viaggi in Giappone. E’ in arrivo la stagione delle piogge radioattive.
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La Prestigiacomo: “Sul nucleare non bisogna cedere alle emozioni”. Tu chiamale se vuoi, radiazioni…
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Ad Arcore sperimentata con successo una soluzione sicura e innovativa: la centrale anatomica.
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Bersani: “Il PD è partito per governare”. Nessuno sa più dove sia, si è persa ogni traccia.
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Allarme nucleare anche in Italia: Giuliano Ferrara ha mangiato la fagiolata.
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Mastella si candida a sindaco di Napoli. L’immondizia mostra il suo vero volto.
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Il FLI sulla riforma della giustizia: “Scateneremo un Vietnam parlamentare”. Rambocchino.
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Parallele da luttazzi.it
1. Romani: “un terremoto e un maremoto come quelli che si sono verificati in Giappone sono inimmaginabili nel Mediterraneo: un’onda di 10 metri e mezzo …, e’ un parametro inimmaginabile per l’Europa”. (AGI)
2. In Italia, i terremoti con magnitudo superiore ai 6 gradi della scala Richter, …, sono almeno sette, fra cui il più devastante di tutti è stato quello di Messina e Reggio Calabria (1908), seguito da un vero e proprio tsunami con onde fino a 13 metri, e con circa 120.000 morti. (TM News / Luca Zanotti)
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Un’Italia fondata sulla mazzetta

1. Berlusconi: “Ma nessuna di queste ragazze dice di essere stata pagata. Perché non è mai accaduto. Poi con bonifici bancari… ma quando mai? Per di più 130 mila euro per una prestazione sessuale… Sono indignato…(La Repubblica.it)

Pezzi da 500 euro. 2. “Buste da 5 e da di più”. Il giorno dopo una serata ad Arcore (19 settembre 2010), le ragazze presenti alla cena parlano dei “compensi” ricevuti. Le conversazioni telefoniche intercettate rivelano che Francesca Cipriani dice a Giovanna Rigato di aver ricevuto un braccialetto e 2.000 euro. Aris Espinosa racconta a Iris Bernardi che la mattina dopo ha avuto ancora “una, una da 5 divisa in 2” e che l’altra metà l’ha avuta una ragazza, di cui non fa il nome, che si trovata con lei in quel momento. La Espinosa precisa “2 e 5 , 2 e 5”. (La Repubblica.it/Patrizia Pietrovanni)

VV
“Mai pagato una donna!”
Solo in mancette cash per le sue puttane il Cavaliere ha speso 19 milioni in pochi anni
Fanno 38 Mld di vecchie lire. Alla faccia dei disoccupati!
Per quanto tempo certi italiani si faranno fare fessi dalle bugie di Berlusconi?
Mi piacerebbe un sondaggio con la macchina della verità per sapere quanti italiani credono ancora nelle cene eleganti e corrette, quanti credono che Berlusconi non sapeva di fottersi delle minorenni, e quanti credono che comprare parlamentari sia elegante e corretto.
Scovato qualche idiota che crede a tutto questo, potremmo mandarlo al bar insieme ai leghisti ed estrometterli tutti quanti dalla Repubblica. Non vorremo fondarla su governanti o elettori idioti o prezzolati?
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luttazzi.it
1.Veronesi: “Spiegherò ai cittadini che il nucleare si può fare in sicurezza e che non è giusto avere paura”
2.”Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).” (Noam Chomsky, “Le 10 Strategie della Manipolazione attraverso i mass media”/Eugenio Iodice)

(Domanda: ma gli italiani desiderano davvero restare confinati all’età di 12 )anni?
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1. “Io gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite…” (Gentilini, Corriere della Sera, 28 3 1996);
“Il meridionale che viene a studiare a Milano ha una sola cosa in testa: fregare ad un padano un buon posto di lavoro.” (Luca Riboni, La Padania 31-08-1998);
“Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di m!” (Borghezio, YouTube, minuto 4.39);
“Se non avessi portato il maiale, la moschea, a Bologna, l’avrebbero fatta.” (Calderoli, Il Foglio, 10-12-2007);
“Posso fare un rilievo razzista, ma razzista fra virgolette?”, dice Calderoli intervenendo alla puntata di Matrix su Canale 5. “Ci sono etnie con una maggiore propensione al lavoro e altre che ne hanno meno. Ce ne sono che hanno una maggiore predisposizione a delinquere” ( giugno 2008 );
Una volta c’erano i posti riservati alle donne, agli anziani o agli invalidi. Ora il deputato della Lega Matteo Salvini propone le carrozze della metropolitana “per i soli milanesi”. (Repubblica maggio 2009);
“Faremo gli interessi solo della nostra gente…” (Montani, primo Consiglio comunale di Verbania, 29 giugno 2009)
“Un islamico che viene qua si può dire integrato quando si converte al cristianesimo. Qui sta il punto che ci dice se c’è integrazione o no”.( Sindaco di Cassina de’ Pecchi (MI) – Radio Padania 2010/verbanianews.it articolo di Carlo Bava)

2. Maroni: “[..] la Lega non e’ mai stata, come qualcuno la dipinge, un partito xenofobo o razzista, che ce l’ha con qualcuno”. (affaritaliani.it / Andrea Bonechi)

150, la gallina canta
VV

La gallina canta
Lasciala cantare
La voglio spodestare
Berlusconi farà una cena corretta ed elegante con 150 troie e darà loro 150 banconote da 500 “per beneficenza”
Fede e Mora gli stanno allestendo altri book con 150 nuove minorenni da avviare alla prostituzione
I leghisti faranno 150 scoregge sulla patria italiana ma non sugli stipendi che la patria italiana elargisce loro dopo che hanno giurato fedeltà alla patria italiana
Ghedini escogita altri 150 alambicchi per salvare il suo padrone dal carcere certo
La mafia esulta perché a forza di storpiare la giustizia le spettano altri 150 anni di domino incontrastato
Gli altri 150 avvocati di Berlusconi pensano a 150 modi per storpiare la Costituzione
150 sono gli assenti del Pd alle votazioni cruciali per far vincere Berlusconi
150 le stronzate di Cicchitto, Veronesi, Testa, Prestigiacomo e altri 150 ladri o profittatori
150 le pallottole che meriterebbe Marchionne
Ma anche tutti gli altri
150 le puttanate che sentiremo ancora da Berlusconi e che Ferrara e Vespa e Monzolini puntualmente elogeranno
150 sono altri Scilipoti che Berlusconi pensa di comprare con 150 cariche del “nostro” Stato
150 sono i vaffanculo che salgono ogni giorno da ogni italiano onesto verso ognuno di loro
..
Per festeggiare i 150 anni dell’Italia i leghisti vanno al bar
E Berlusconi?
Al bordello

Da Cavour a Borghezio
150 anni di crescente degradazione
Ormai dovremmo aver raggiunto il fondo del pozzo
Non è il caso di cominciare a scavare
..
Occorre uno scatto di reni
No, non sto parlando del bunga bunga
..
Da una vignetta
150° anniversario
Speriamo che sia l’ultimo!
..
Un anniversario dovrebbe essere una festa
Ma se festeggi il divorzio del governo dal popolo, che festa è?
..
Come lo festeggeranno i nostri governanti questo anniversario?
Con una bella magnata?

Maurizio Spina
Scellerati…
Oggi 150° dell’unità di Pizzaland…ma SOPRATTUTTO…
4° giorno di clausura dei leghisti nel bunker antiatomico…
Lo stomaco dei prodi verdastri comincia a dare problemi…vorrei vedere voi a mangiare polenta e osei a colazione, pranzo e cena.
Qualcuno inizia ad avere incubi notturni. Un leghista molto religioso ha sognato di mischiare la religione cattolica con quella celtica. Il risultato è stato devastante: un druido pedofilo!
Ieri alla scuola leghista tema sul federalismo. Sorpresa del professore. Lo svolgimento da parte dei 25 alunni è stato identico: “i nostri genitori ne parlano ad ogni minuto, ma quando gli chiedi cos’è non sanno un c”. Commento a margine del prof leghista: “qua qualcuno copia”.
Serpeggia qualche malumore, ormai è certo che il successore dell’Umberto sarà il figlio trota. Un gruppo di cospiratori ha deciso d’infilargli nel letto Luisa Corna con la raccomandazione di non lasciare il lavoro a metà. Cominciano le prime crisi d’astinenza. Ieri un assessore della val Brembana ha dato di matto perché sotto il cuscino non ha trovato la solita tangente. Ci sono anche momenti di gioco e scherzi divertenti. Ieri un ex deputato ha compiuto gli anni e qualche buontempone gli ha regalato un libro (non aveva nemmeno le figure). Qualcuno pensa alle grandi questioni del futuro e ci si pongono domande su temi prioritari. “Se quando usciamo rimaniamo solo noi leghisti chi va ad abitare al sud?”.
Continuano i tentativi del trota di comunicare con forme di vita extraterrestri. Ieri il rampollo ha contattato un gruppo di abitanti di Marte. Saputo che il gruppo risiede nel sud del pianeta rosso si congedato con secco “va laurà terun”.
Passo e chiudo domani, forse, altro bollettino dal bunker…
..
VV
Veronesi ha detto che il cancro al cervello viene mangiando polenta
Non è che si riferiva ai leghisti?

Noncyclopedia
La Lega non ha un vero e proprio programma di governo. Maroni nel 1994 rispose così:
«Beh, non so..Fare i cazzi propri può essere considerato un programma?»

Dopo, la setta ha avuto modo di crescere e consolidarsi,chiarendo meglio i suoi obiettivi Questa setta ha avuto molto successo grazie a una ben mirata campagna mediatica (sostenuta da tg di grandissimo spessore culturale come il TG4 e Studio Aperto) e così, prendendo in prestito alcune idee trovate nel diario personale di Joseph Goebbels ha puntato su razzismo, xenofobia e nazismo. Ecco i punti cardine: far fuori terroni, rumeni e africani. Ah, e fare i cazzi propri.
•Le nostre ditte potranno sfruttare, schiavizzare, derubare, sodomizzare gli stranieri, ma loro siccome sono clandestini non hanno diritti! Lo diciamo noi e basta e chi ci dice no è scemo 10 volte!”
•Un clandestino è colpevole a prescindere. Però potrà farsi tranquillamente schiavizzare nei nostri cantieri. Non è reato!”
•Tizio non ha commesso il furto, ma è colpevole di essere straniero”
•Un padano,non essendo rumeno,non potrà mai essere un delinquente”
•Bruciare un africano non è reato,me l’ha detto la mamma”
•I Terroni di tutta Italia possono comunque avere un loro punto di ritrovo, eh. Una cittadina ridente, che ne so…tipo Auschwitz
•Non erano i nazisti ad essere razzisti, erano loro che erano ebrei!”
Questa campagna ha avuto successo per 3 motivi:
-3/4 della popolazione italiana pensarono fosse una farsa inscenata da una cricca di malati mentali per intrattenere la gente e in parte avevano ragione
-Le persone con attività cerebrale non vegetativa quando vedevano un servizio razzista venivano immediatamente uccisi dalla cagarella,questo in ossequio alla regola n°1 della Lega:no essere persone intelligenti in Italia,sì essere successo elettorale della Lega
-Le persone senza attività cerebrale diventavano subito elettori della Lega
-“Non è il caso di essere selettivi-ha spiegato Maroni,se lo fossimo rischierei di rimanere solo”

http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. E’ incredibile, hai un dono secondo me, esprimere piu’ concetti, con il giusto numero di parole. Come hobby faccio il dj e proprio ieri notte, mi hanno zanzato una borsa con dentro 200 cd, il frutto di 15 anni di lavoro e ricerca.. ( no comment ).. sono rientrato alle sei, ho dormito tre ore e sono venuto a conoscenza dell’offensiva anglo-francese x cui ho totalmente perso il sonno. Mi sono imbattuto nel blog di Grillo x saperne di piu’ ed ho letto la tua raffica di commenti, poi ho digitato “world news” su google, x avere aggiornamenti e sono rimasto sconvolto perche’ aprendo il secondo sito in italiano, wn etc etc, ho visto soltanto notizie sportive sul calcio aggiornatissime e tutti gli altri link, riportavano notizie vecchie.. mi sono domandato in che mondo vivo.. Me lo chiedo anche adesso..
    Ho dato una sbirciata al tuo blog e ti faccio i miei complimenti, sara’ sicuramente una delle mie mete preferite. Per cui ti diro’ di piu’ una volta che avro’ approfondito.. Grazie per il tempo che mi hai dedicato, faccio fatica a trovare persone che non parlino di donne, calcio e tutto cio’ che assimilano da tv e gossip. E’ vero disagio x me, anche perche’ diffido dalle tante persone che blaterano nei blog e quindi nn so con cui confrontarmi.. Tu mi sei sembrata d’impatto piu’ concreta ed il tuo blog ne e’ la dimostrazione. Buon lavoro!

    Romeo

    Commento di MasadaAdmin — marzo 21, 2011 @ 7:29 am | Rispondi

  2. ara Viv

    sei una grande poetessa, bravissima, sensibile, incisiva.

    Grazie degli ultimi due MASADA. Ma cavolo !!!! in che situazione di merda siamo !!!! Personalmente oscillo tra una mega incazzatura ed una mega ansia

    Davvero come dice Grillo dobbiamo andare tutti a votare contro il nucleare al referendum, anche se fosse scelto come data del voto il giorno di Natale. Non importa, si deve andare, punto!

    Ieri ho visto un film che mi è piaciuto e che ti consiglio, appena potrai trovarlo in rete, si intitola LE STELLE INQUIETE ed è ssulla vita di Simone Weil, una donna ebrea, filosofa e mistica davvero eccezionale, morta giovanissima, di cui conoscevo solo il nome.

    Barbara

    Commento di MasadaAdmin — marzo 21, 2011 @ 9:50 am | Rispondi

  3. Carissima Viviana,
    Grazie, anche se con ritardo… grazie! Grazie, con tutta la grazia che posso, con tutta la tenerezza che posso. Grazie perchè leggerti è una carezza.
    Spero di incontrarti presto nuovamente.
    Roberta

    Il giorno 08 marzo 2011 07:47, ha scritto:

    Ancora oggi donna
    Fatica dell’universo
    Ultima per voi
    Prima per tutto
    Riprendo questa mia giornata
    Con le cose solite
    Da qui a stasera
    Avrò
    Raddrizzato un frammento
    di mondo
    sarò stanca
    come sono sempre stanca
    la sera
    Ma sorrido
    Una cerchia di sorelle
    Sorride con me
    E tutte le creature
    Che comprendono
    Mi ringraziano
    Io so l’infinita bellezza
    La grazia
    La pazienza
    La virtù
    La conosco e ringrazio
    Iddio
    Di avermi fatta donna.

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — marzo 22, 2011 @ 7:23 am | Rispondi

  4. No al nucleare. Detto e fatto questo accertarsi dove sono finite tutte le scorie radiattive. Scorie che impiegano anni e anni prima di essere meno pericolose. E ho detto meno. Dove sono state nascoste ? Dove sono? Reputo questo molto importante, perchè altrimenti continueremo a cibarsi, abbeverarsi, a respirare l’aria, tutti elementi inquinati da una perenne radiottività che si manifesta a lungo termine dando origine a tumori, lucemie, etc. Il Giappone non è così lontano, Chernobyl è sempre radioattiva. Quindi dopo il no al nucleare una bella radiografia alla Terra per individuare ogni zona infestata, forse da quando è stata scoperta la bomba atomica. Altrimenti devo citare David Davenport e le esplosioni atomiche nell’antichità.

    Commento di Andrea — marzo 24, 2011 @ 12:43 am | Rispondi


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