Nuovo Masada

marzo 2, 2011

MASADA n° 1267. 2-3-2011. Uno Stato taglieggiato

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:18 pm

Chi sono i Cristiano Riformisti – Si taglia la scuola per 8 MLD e mezzo, si aumenta la spesa in armi a 29 MLD- Armi italiane a Gheddafi – B scredita la scuola pubblica e la Gelmini gli fa eco- Il discorso di Calamandrei a difesa della scuola pubblica- Attacco di Berlusconi ai media – Indigniamoci! – B taglia i fondi alle energie rinnovabili – Cosa devono fare i miti? – De Magistris si candida sindaco a Napoli- Legambiente critica la Legge Obiettivo

Non c’è traccia della strada.
Ci siam persi, che facciamo?
Un demonio ci guida e ci porta
un po’ di qua e un po’ di là.

(A. Puskin)
..
JENA
FORSE
La sx italiana è come Dio, forse esiste ma non si vede.
..
1.Incendiata l’auto di Barbara Montereale. In fiamme la sua “Honda Jazz”. La ventitreenne era stata interrogata giorni fa dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura barese sul via vai di ragazze nella residenza romana del presidente del Consiglio Silvio B.

2. Incendio doloso all’auto della escort Nadia Macrì. Trovata una tanica con del liquido infiammabile. La donna era stata ascoltata nelle settimane scorse dalla Procura della repubblica di Milano sul caso Ruby

Cristiano Riformisti, la setta dell’ultima ora
Viviana Vivarelli

Ma chi sono questi Cristiano riformisti che B sventola come “veri cristiani”?
Visto che il mondo cattolico si sta alquanto schifando e minaccia di togliergli consenso (vd la tiepidezza della CEI e i forti attacchi di Famiglia Cristiana),la reazione è partita su due fronti:
-“sdoganare” le proprie schifezze grazie all’ateo devoto Ferrara,quello delle crociate contro l’aborto,la fecondazione assistita e l’eutanasia, che ai malati terminali non riconosce la scelta di una morte dignitosa e alle donne rifiuta la libertà di fare o no figli,ma che è di manica larga coi lussuriosi. Ferrara è spregevole,prende pochi voti perché è di un’antipatia immensa ma,grazie ai media di B,fa un gran clamore catalizzando l’interesse di una stampa ormai ridotta al gossip più nero. Ferrara dunque si premura di esaltare il libertinismo sessuale come “diritto di fare qualunque porcheria o reato in privato”(sic!)contro un imprecisato “moralismo” che sembra repulsivo per la stessa opposizione, che ha ormai ammazzato la parola “etica”,ha sotterrato la “questione morale” e sui fatti di B non fa che dire che “nel suo privato può fare quello che gli pare”!?!
Il 2° valido aiuto è venuto a B dall’appoggio incondizionato e protervo di ciellini immondi come Lupi o quel Formigoni tanto libero e cattolico da accettare a occhi chiusi nel suo listino troie come la Minetti e che,interrogato su B,ha la faccia di dire: “Chi sono io per poterlo giudicare?” Anche Cristo perdonò il ladrone (pentito) ma non avrebbe fatto banda con lui!
-Poi B si è “inventato” questo partito fasullo di fasulli cattolici con l’aiuto dell’ignoto Avv. Mazzocchi (ex DC, poi AN, ora PDL), altri servi comprati a peso sul mercato. Sono pochissimi assoldati ad uopo con un rappresentante solo in 6 Regioni. Non sono nessuno e sono una invenzione artificiale e fittizia che serve ai media per far credere che i cattolici stiano con B.
B cerca disperatamente di ipnotizzare i cattolici per fermarne l’esodo e butta polvere fingendo ciò che non è.
Così B parla ai cristiano riformati per mandare segnali ai cattolici, parla a nuora perché suocera intenda.

Le armi di Gheddafi e l’amico italiano

1.Si scopre che l’8 maggio 2009 la società Mbda Italia ha firmato un accordo da 2,5 milioni di € per la fornitura di «materiale per bombe, siluri, razzi e missili», mentre nell’ottobre dello scorso anno Agusta ha ottenuto 2 contratti per apparecchiature di alta tecnologia a un costo di oltre 70 milioni di €.
A novembre la Oto Melara ha invece avviato la negoziazione per «armi o sistemi d’arma di calibro superiore a 12,7 mm oltre a materiale, ricambi, tecnologia know-how, attrezzature». Nel 2010 la Selex Sistemi Integrati, gruppo Finmeccanica, ha siglato un contratto da oltre 13 milioni di € per materiale e ricambi di apparecchiature elettroniche e apparecchiature per la direzione del tiro». A gennaio la Intermarine spa ha avviato un negoziato da 500 milioni di € per la fornitura di materiale e software per le navi da guerra». E un mese dopo ha fatto partire una nuova trattativa per 100 milioni di €, mentre la Oto Melara discuteva la stessa cifra per la fornitura di materiale di uso bellico.

2. Libia, raid aerei: bombe sulla folla.
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Armi, tagli, quisquilie e regalie
Viviana Vivarelli

B, parlando alla strana setta ‘political utility’ dei Cristiani Riformisti, ha detto, per accattivarsi il Vaticano, che “gli insegnanti inculcano valori diversi da quelli delle famiglie” e che “c’è bisogno di educare liberamente i propri figli e quindi non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato”.
A parte che “l’essere costretti a usare scuole pubbliche” non esiste, semmai ci sono zone dove mancano licei o asili e uno è costretto a usare scuole private, poi, sinceramente, speriamo che la famiglia di riferimento non sia quella di B o Sara Scazzi, Ruby o Noemi.
Certo è meglio una scuola “privata” che “una scuola privata di tutto” .
La Gelmini, mentre tagliava i fondi destinati alla scuola pubblica, aumentava di 245 milioni i finanziamenti alle scuole private, tra l’altro del tutto incostituzionalmente, visto che la Costituzione espressamente vieta ogni sorta di contributo al privato! Nel contempo si tagliavano 95 milioni alla ricerca già agonizzante, contro il trend di tutti i paesi occidentali che puntano proprio sulla ricerca per uscire dalla crisi. E’ lampante lo scopo puramente elettorale di queste elargizioni e ciò col pieno appoggio della Lega che, pur di mantenersi al governo, finanzierebbe delinquenti, preti e mafiosi, mandando a picco lo Stato.
Con B abbiamo visto i tagli di: 8 MLD e mezzo in 3 anni, di 87.400 insegnanti e 45.000 amministrativi e ausiliari, e il proposito di tagliare altri 19.600 insegnanti, tra cui 4500 di inglese (alla faccia delle tre I) e altri 15.000 amministrativi, col 50% dei direttori e presidi in meno (ora ce n’è uno ogni due scuole), la riduzione delle materie, l’accorciamento delle ore, l’abolizione del tempo pieno, la riduzione del sostegno a disabili e stranieri, gli allievi per classe portati a 30, la mancanza di materiale scolastico, la chiusura di asili per tagli ai fondi municipali, i locali fatiscenti, le strutture pericolanti e non a norma e dopo il tentativo leghista di tagliare anche i supplenti non locali…. Tutto questo non basta ancora e siamo arrivati alla beffa e alla diffamazione? Si noti mentre Europa e America sono concordi che per la ripresa è “indispensabile” investire in scuola e ricerca !!!!!

Intanto, mentre si tagliano 8 MLD e mezzo alla scuola pubblica, si aumentano i finanziamenti alla scuola privata e si aumenta la spesa in armi che arriva a 29 MLD, mettendo l’Italia all’8° posto nel mondo (! ), mentre il Governo riconferma la ‘missione’ in Afghanistan, che, tra parentesi, è l’unico motivo per cui gli USA ci sopportano, più l’acquisto di 131 aerei cacciabombardieri F35 (15 MLD di € con programmi software di gestione sotto l’esclusivo controllo USA), da sommare ai 91 cacciabombardieri nucleari Eurofighter già in buona parte acquistati per altri 12 MLD.
Davvero un’eccellente spesa per uno Stato in forte crisi economica e senza speranza di ripresa! Grazie all’ottimo Tremonti che resta inspiegabilmente in cima alle classifiche di gradimento degli italiani anche se non ha tolto un € ai più ricchi, non ha ridotto di un centesimo i furti politici, ha favorito gli evasori fiscali e ha addirittura tentato di aumentare il numero di assessori e consiglieri e di fare regalie a banche e assicurazioni. E siamo in attesa dei corsi alle armi nei licei, voluti da La Russa: “Allenati alla vita” (10 milioni) e “Mini naja”(20 milioni), con l’obbligo per le scuole di pagarne la metà, tra l’altro pericolosi in quanto fanno finire le scuole sotto la giurisdizione militare (oltre a dover depositare una cauzione per le attrezzature).
L’Italia ha partecipato più di ogni altro paese europeo a tutte le guerre del nuovo millennio: Irak (2 MLD), Afghanistan (3 MLD), ha dato 20 MLD a Gheddafi e ha portato a 29 MLD la spesa in armi.
Questo è l’uso del denaro pubblico italiano, si taglia alla scuola, all’istruzione, all’Università e alla cultura, ma si spende in guerre, armamenti, banche, assicurazioni, ricchi, preti e casta politica!
Solo a industriali e banchieri i regali sono immensi: lo stesso Tremonti ha ammesso recentemente che il debito pubblico è salito per salvare le Banche (i ricchi hanno fatto debiti di gioco ed ora pretendono che li paghiamo noi.)
270/400 MLD sono stati inghiottiti da una immensa evasione fiscale come nessun paese civile si può permettere (compresa IVA e lavoro nero), evasione che, quando è scoperta, non solo non manda in carcere come avviene altrove ma paga l’1% di quello che doveva, quando non scompare nei vari scudi fiscali votati da Lega e Pdl. Del resto con un premier che ha 4 processi per evasione fiscale e che è affratellato alla mafia cosa potevamo aspettarci?
8 MLD l’anno vanno allo Stato del Vaticano
600-700 milioni di € alle scuole private (come parte del tributo che B paga per comprare il voto dei cattolici e avere dalla sua tizi come Bertone, Ruini e Bagnasco). E ora arriva l’aumento delle tasse voluto da Calderoli! Il quale giura che, al contrario, le tasse locali diminuiranno (cosa alquanto strana, visto che si reintroduce l’ICI più tassa di soggiorno e tassa di scopo), ma sarà come la Gelmini che, mentre taglia 8 MLD e mezzo alla scuola, giura che la sta migliorando!
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La missione bellica afgana ha risucchiato dalle casse dello Stato (leggasi SOLDI PUBBLICI) circa 2,3 miliardi di euro. La progressione annuale del costo di questa guerra: 70 milioni di euro nel 2002, 68 milioni nel 2003, 109 milioni nel 2004, 204 milioni nel 2005, 279 milioni nel 2006, 336 milioni nel 2007, 349 milioni nel 2008, 540 milioni nel 2009. Tra i nostri (si fa per dire) politici ancora c’è chi sostiene, senza dignità e senza pudore, che la missione militare afghana sia una missione umanitaria.

Mariarosa segnala:
da repubblica
La Gelmini commenta il disprezzo di B per la scuola citando a sproposito la Costituzione (sunto)
SALVATORE SETTIS

È bello che l’on. Gelmini, nel commentare le dichiarazioni di B sulla scuola, citi la Costituzione. Peccato che ne capovolga il senso. Dice: “Il pensiero di chi vuol leggere nelle parole di B un attacco alla scuola pubblica è figlio della erronea contrapposizione tra scuola statale e scuola paritaria. Per noi, e secondo quanto afferma la Costituzione italiana, la scuola può essere sia statale, sia paritaria. In entrambi i casi è un’istituzione pubblica, cioè al servizio dei cittadini”. Ma la Costituzione non dice questo ma al contrario (art. 33) che “la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”. Che “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”, che “la legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”. L’art. 34 aggiunge che “l’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita”, e prescrive che la Repubblica privilegi, con borse a aiuti economici alle famiglie, “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”.
La Costituzione stabilisce una chiarissima gerarchia. Assegna allo Stato il dovere di provvedere all’educazione dei cittadini (obbligatoria per i primi 8 anni) e di garantirne l’uguaglianza con provvidenze ai “capaci e meritevoli”. Fa della scuola di Stato il modello a cui le scuole private devono adeguarsi, e non ipotizza nemmeno alla lontana due modelli di educazione alternativi e concorrenti. Ma come può esser mantenuta l’efficacia del modello, se la scuola pubblica viene continuamente depotenziata tagliandone personale e risorse, e per giunta irridendo chi ci lavora?
Lo smottamento in direzione della scuola privata comincia coi governi di csx (decreti Berlinguer del 1998 e 1999, legge 62 del 2000, governo D’Alema), e coi governi B diventa una frana: si taglia la scuola pubblica e si incrementano i contributi alla scuola privata, sia in forma diretta che con assegni alle famiglie, e senza alcun rispetto per il merito degli allievi. A meno che il merito non consista, appunto, nell’aver scelto una scuola privata. Ed è dal 1999 (riforma Bassanini) che il ministero oggi ricoperto dall’on. Gelmini non si chiama più “della Pubblica Istruzione”, ma “dell’Istruzione” (senza “pubblica”). Anziché inveire contro “la scuola di Stato dove ci sono insegnanti che vogliono inculcare negli alunni principi contrari a quelli che i genitori vogliono inculcare ai propri figli”, ipotizzando una scuola pubblica dominata dalla sx, B dovrebbe dunque ringraziare la sx per aver inaugurato con tanto successo la deriva in favore della scuola privata.
Ancora una volta, chi dovrebbe rappresentare lo Stato e il pubblico interesse agisce dunque come il leader dell’anti-Stato. A una Costituzione che assegna allo Stato il compito di dettare regole sulla scuola e di imporre ai privati il rispetto delle stesse (e l’onere di cercarsi i finanziamenti dove credono), si contrappone una Costituzione immaginaria, nella quale “libertà” vuol dire distruzione della Scuola pubblica, vuol dire convogliare i finanziamenti pubblici sulle scuole private, vuol dire legittimare l’idea che nelle scuole pubbliche si “inculcano” principi antilibertari, mentre nelle scuole private tutto è automaticamente libero, perfetto, “costituzionale”.
Eppure nel riformare la scuola, uno dei pochissimi provvedimenti di un governo che ha il record dell’inazione e della paralisi, l’on. Gelmini si è fondata sull’art. 33 della Costituzione, secondo cui “la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione”. E’ lo stesso articolo che, una parola dopo, stabilisce la centralità e la priorità della scuola pubblica, disprezzata da B.
Un giorno B scredita la scuola pubblica, l’altro elogia l’evasione fiscale davanti alla Guardia di Finanza, l’altro ancora attacca la Magistratura o critica gli organi di controllo, oppure regala all’amico Gheddafi 5 MLD di dollari tolti alla scuola, al teatro, all’università, alla musica, alla ricerca, alla sanità, o consegna il territorio del Paese alla speculazione edilizia, o condona i trasgressori di leggi, o si crea corsie preferenziali per condonarsi reati o bloccare processi.
B dice che la scuola pubblica “Inculca principi contrari alle famiglie”, In quanto a lui “inculca” impunemente nell’opinione pubblica l’idea perversa che compito di un governo è smantellare lo Stato, sbeffeggiando chi serve il pubblico interesse. Quanto continuerà tutto questo?

Maria Pia manda:
Il profetico discorso di Piero Calamandrei in difesa della scuola pubblica
III Congresso in difesa della Scuola nazionale, Roma 11 febbraio 1950

“Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.
Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime… Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”.

Se confrontato con quanto detto da Berlusconi ieri contro le scuole statali, davvero profetico questo discorso tenuto dal grande giurista Piero Calamandrei più di 60 anni fa.

Le sbruffonate del megalomane
Rosario Amico Roxas

B: «Cautela sull’esilio di Gheddafi, decideremo con Usa e Ue»
La solita sbruffonata del megalomane; deciderà Obama e lui deve ubbidire senza nemmeno azzardarsi a commentare. Gli servono gli atteggiamenti concilianti nei confronti di Gheddafi, spera che giungano all’orecchio del suo grande amico e, in forza di tale atteggiamento, gli risparmi di informare la comunità mondiale degli intrallazzi che corrono tra i due compagni di merenda.
Se azione militare dovesse essere ordinata dagli USA, non potrà che partire dalle basi in Italia, senza che il presidente del consiglio possa fare nulla per impedirlo se non avvertire in tempo utile per una fuga precipitosa, per questo non sarà nemmeno informato, o lo sarà all’ultimo momento.
Putin ha decretato la morte politica del tiranno di Tripoli, senza nemmeno concordare con B la sua iniziativa, tanta è la considerazione che riserva al cavaliere. Ma chi convincerà Gheddafi che B non è tenuto in considerazione da nessuno e che per le azioni che si ritroverà a subire il cavaliere non è stato nemmeno informato ?
Evidentemente Gheddafi dovrà difendersi e lo farà chiarendo al mondo intero gli intrallazzi che lo legano a molti capi di Stato e di governo, Italia in testa.
Sarà la pagina più buia di questa oligarchia berlusconiana e non potrà essere attribuita alle toghe rosse.
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Il senso di vergogna

Un ministro tedesco si dimette quando si scopre che parti della sua tesi di laurea erano state copiate. Noi abbiamo una tipa di Brescia che è andata a fare l’esame per avvocato a Reggio Calabria perché a Brescia ne promuovevano 30 su 100 e a Reggio Calabria 90, fingendo di essere residente a Reggio Calabria e l’hanno fatta Ministro dell’Istruzione.

Don Aldo Antonelli
«I comportamenti che in Germania, Inghilterra e Francia portano alle dimissioni, in Italia sono titoli per reimmissioni….In Italia non appena si scopre un professore che ha copiato vengono fuori mille articoli in difesa del plagio e della furbizia, e le copiature diventano virgolette dimenticate e “faceva così anche Sthendal”. E c’è chi è pronto a comporre la solita lode del malandrino, con l’idea che siamo antropologicamente levantini e dunque viviamo tutti di espedienti e di equilibri mercuriali e di illegalità e perciò copiare è una virtù, purché ovviamente si sappia copiare…..
In Italia vorrebbero farci credere che le dimissioni non sarebbero compatibili con il carattere nazionale. La verità è che non sono compatibili con le facce di bronzo o con la facce da schiaffi. Sono molte, è vero, nell’Italia dove non si dimette mai chi è dimissionario fisso dalla competenza, dalla verità e dalla decenza, non si dimette mai chi vive di ricordi inventati, chi porta con alterigia il suo titolo falso».
E’ quanto scrive Francesco Merlo su La Repubblica di oggi.
Come non indignarsi?

Quiz delle ore piccole
VV

In quale residence di lusso sono finite le ragazze dell’Olgettina?

Quanti sono gli avvocati pagati da B per difendere in tribunale le sue troie?

Qual’è il numero esatto di troie imposte come candidate a cariche pubbliche?

Come fa Formigoni a conciliare la sua fede a B e i suoi applausi a Ferrara con la morale cristiana o con qualunque altra morale civile?

Quanti MLD di € B ha rubato agli italiani?

Quale altro padrone di casa è così munifico da pagare alle distinte ospiti delle sue cene tanto eleganti decine di migliaia di €,case,gioielli, auto e pure una difesa legale?

Quante sono le auto fatte incendiare da killer per intimidire le ragazze testimoni contro B?

Quante sono le case di possibili testimoni contro B e le procure che si occupano dei suoi processi che hanno visto effrazioni di ignoti malviventi e sono state perlustrate nella ricerca di qualcosa che gli potesse servire?

Chi è che mandò a casa del povero Mascia una banda di killer che lo pestarono e seviziarono quando osò portare dei cartelli contro i supermercati di B?

Chi sono esattamente i 30.000 italiani che sono stati spiati da agenti e da giornalisti di B nella ricerca di segreti con cui ricattarli politicamente?

Com’è finita l’inchiesta sui poliziotti che spiarono e ricattarono Marrazzo “per comando superiore”?

E l’inchiesta su Storace che spiò e diffamò la Mussolini?

E Carboni, Martini e Lombardi che tentarono di diffamare Caldoro?

Il camorrista Cosentino diverrà Governatore della Campania?

Perché B è chiamato Mister Pompetta?

Di quale malattie del sonno soffre B che si addormenta di continuo?

Come si chiama quella malattia della smemoratezza per cui dopo aver giurato che ai giudici avrebbe dato ogni sorta di spiegazione è rimasto contumace?

Che differenza c’è tra Caruso condannato a 3 ergastoli in contumacia,con un avvocato imposto, un solo testimone inattendibile e due omicidi avvenuti nello stesso istante in due luoghi diversi e il contumace B?

LE PRIME VITTIME DEL…
Gian Franco Dominijanni

(Mentre i paesi occidentali aumentano tutti gli investimenti nelle rinnovabili e ci siamo impegnati con l’Europa di portarle al 20%, B taglia loro i fondi)

Il ministero dell’Ambiente, così si chiama inspiegabilmente, porterà al Consiglio dei Ministri la proposta per ridurre gradualmente gli incentivi alle rinnovabili
Dopo l’eolico tocca al fotovoltaico pagare la scelleratezza di questo governo pro-nucleare che ovviamente non subirà flessioni.
120.000 addetti del settore dovranno specializzarsi nella disciplina per allinearsi alle capacità meglio espresse da questo governo in materia di rinnovabili: girarsi i pollici.
Certo favorire i finanziamenti, pagati attraverso le bollette, alle cosiddette energie assimilabili è stata una azione utile ad aggirare il vero fine per dirottare i finanziamenti per bruciare gli scarti della lavorazione del petrolio per produrre energia elettrica e, in questo modo, regalare ai soliti petrolieri altri soldi.
Che governo caritatevole: ruba ai poveri per dare ai ricchi!
Arreca danni appena si muove… era meglio quando cincischiava con gli scandaletti di cui si è reso responsabile.
Altra recente idiozia è quella di alternare ogni settimana i conduttori dei talk show.
Pur di snaturare qualunque cosa non dormono la notte. Perché, visto che ci siamo, non si fa una rotazione delle cariche e delle responsabilità ministeriali.
Il circo della politica è sempre aperto, anche la notte.
L’ AD della sFIgAT per il 2011 prevede vendite peggiori rispetto a quelle stimate del 5%… il peggio deve ancora venire.
Per ora sono solo supposizioni. Recuperare il terreno nei vari segmenti in poco tempo non è facile… i clienti, nel mentre, si sono affezionati ad altri marchi.
Marchi di prestigio che lentamente stanno intaccando le categorie medio/basse delle quattro ruote..

AVAAZ: ATTACCO di BERLUSCONI ai MEDIA

Il Parlamento sta per votare nuove regole contro l’indipendenza del giornalismo in tv e contro la libertà d’informazione.
B ha detto: BASTA indagini giornalistiche contro la corruzione e malgoverno, cioè BASTA inchieste su di lui, l’informazione televisiva deve essere controllata dal potere.
Firmiamo una petizione che sarà consegnata alla Commissione di vigilanza proprio prima del voto:

http://www.avaaz.org/it/giu_le_mani_dallinformazione/?vl

Si vuol il cosiddetto Atto d’indirizzo sul pluralismo, che darebbe un potere enorme ai dirigenti della Rai nominati dai partiti d’imbavagliare i giornalisti della tv pubblica. Le nuove misure lascerebbero i giornalisti senza alcuna protezione legale, dissuadendoli così dal compiere ogni inchiesta, per non essere schiacciato dalla minaccia di azioni legali dei poteri forti. I politici imporrebbero a ogni trasmissione un doppio conduttore, una contro-satira e ospiti scelti da tutti i partiti, Insomma sparirebbe la linea editoriale dei programmi, che diventerebbero megafoni per i messaggi elettorali.
L’anno scorso tutti i talk show sono stati chiusi nel mese prima delle elezioni, privando i cittadini dell’informazione proprio prima del voto. Ora, se queste regole passassero, un velo pesante di censura cadrebbe in maniera permanente sull’informazione televisiva, indebolendo così uno dei punti chiave della nostra democrazia.
Assediato da crescenti scandali sessuali e politici, B fa di tutto per manipolare l’informazione. Ma i sondaggi lo danno ai minimi storici, e per la prima volta l’opposizione potrebbe batterlo. Oltre un milione di donne sono scese in piazza per chiedere le dimissioni del Premier, e la prospettiva di elezioni anticipate si fa sempre più vicina.
Sta a noi difendere tutti insieme le nostre libertà e l’indipendenza dei media. Firma la petizione contro le nuove regole bavaglio e inoltra questo messaggio a tutti
Lo scorso anno una mobilitazione dei cittadini mai vista prima ha fermato la legge bavaglio, che avrebbe messo in pericolo la libertà di stampa e l’abilità dei magistrati di condurre indagini fondamentali. Uniti possiamo vincere.
..
Don Aldo Antonelli

“Troppo a lungo siamo rimasti indifferenti. Abbiamo accettato l’inaccettabile. Il divario tra ricchi e poveri non è mai stato così profondo.
Si minacciano diritti elementari alla cura, alla pensione, alla rappresentanza sindacale,. Dobbiamo tornare a difendere un sistema di valori che la mia generazione ha contribuito a creare e su cui si basano le democrazie moderne, come la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo o il programma del Consiglio nazionale per la Resistenza”. L’appello ci viene da un uomo di 93 anni, Stéphane Hessel, in un prezioso libretto “Indignez-vous!”, “Indignatevi!”
E’ un’analisi impietosa della situazione attuale che si riassume in una frase: “In questo mondo ci sono cose insopportabili”. L’inventario è ampio. Hessel se la prende con “questa società che genera sanspapiers, che espelle gli immigrati e rimette in discussione le conquiste dello stato sociale e dove i mezzi d’informazione sono in mano ai ricchi”. Denuncia “l’immenso divario tra i poverissimi e i ricchissimi che continua a crescere”, gli attentati ai diritti dell’uomo e le minacce che gravano sul pianeta.
Loro in Francia hanno Sarkozy, noi in Italia abbiamo di peggio. Loro sono ancora capaci di indignazione, noi siamo malati di rassegnazione.
In Francia il libro ha venduto più di un milione e mezzo di copie in appena 4 mesi; in Italia siamo appena a 25.000.
Indigniamoci allora. Rivestiamoci di dignità! Se quel prefisso “in” ha il significato di “partecipazione”, come nel verbo “indossare”, “mettersi addosso”, allora “In-dignarci” non può significare che “Riprenderci la nostra dignità”.
Di cittadini e non solo.

Maria Pia manda:
Gustavo Zagrebelsky
La Stampa (sutro)

La forza è.. la «virtù» della politica. La mitezza, invece, è una virtù sociale. Così, si distingue politica e società. I caratteri dell’una e dell’altra possono divergere, anche radicalmente, gli uni dagli altri. Ma è davvero così? Possiamo immaginare una società mite sotto un governo violento? O, al contrario, una società violenta e un governo mite? No, non possiamo.
Ogni forma di governo corrisponde a una sostanza sociale. Così, se vogliamo una politica democratica, dobbiamo volere anche una società democratica. Se vogliamo imporre un governo dispotico, cioè basato sulla violenza, occorre che la società sia a sua volta violenta.. Forma (politica) e sostanza (sociale) sono strettamente collegate, l’una retroagisce nell’altra. Una società non democratica, basata sullo sfruttamento di una parte a opera dell’altra, produrrà politica non democratica, anche se le forme sono democratiche (cioè esistono partiti, elezioni, associazioni, ecc.) e la politica non democratica sosterrà i caratteri non democratici della società. Così mi pare un errore fuorviante quello di tanti «ingegneri costituzionali» che si occupano di «regole» ma ignorano, come se non c’entrasse, la materia sociale che in queste regole dovrebbe scorrere. In altri termini, le virtù sociali (come i vizi) sono diffusive di sé. Se la storia del mondo ci dice che la politica non è mai stata mite è perché le società sono state violente…Chi vuole promuovere la mitezza, deve operare e socialmente e politicamente. Bobbio dice: «guai ai miti». Se violenza e sopraffazione s’abbattono sui miti di questo mondo, quid iuris?
“Sentirsi in diritto” vuol dire reagire tradendo la propria mitezza, o subire, restandole fedeli ad ogni costo?
La mitezza non è propriamente una virtù reciproca, come la tolleranza. La mitezza non vive solo se è ricambiata. «Il mite non chiede alcuna reciprocità: la mitezza è una disposizione verso gli altri che non ha bisogno di essere corrisposta. “Io esalto ma mia mitezza – o la mia generosità o la mia benevolenza – nei tuoi riguardi indipendentemente dal fatto che tu sia altrettanto mite – o generoso o benevolente – con me”.
La tolleranza nasce da un accordo e dura quanto dura l’accordo. La mitezza è una donazione e non ha limiti prestabiliti». Ma se chi ha potere su di noi ci costringe a essere violenti, cioè ci priva della possibilità d’esercitare la nostra mitezza? D’accordo: la mitezza non è una virtù reciproca. Ma ha pur tuttavia bisogno di un «ambiente» nel quale possa esistere. Possiamo immaginare discorsi di mitezza in un campo di sterminio? In un luogo dove per sopravvivere, siamo costretti ad essere violenti e spietati, perfino nei confronti dei nostri più prossimi, amici, familiari..? La mitezza illimitata diventa un vizio: imbecillità, passività, ignavia, apatia, irresponsabilità e perfino connivenza e corresponsabilità. L‘Ecclesiaste dice: “Non esser troppo scrupoloso né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti?»
Non puoi «lasciare che gli altri siano quello che sono». L’inerzia può tramutarsi in peccato d’omissione. I teorici della nonviolenza distinguono tra non violenza attiva e passiva e non giustificano quella passiva. La nonviolenza deve essere attiva per appartenere alla virtù della mitezza.
Ma, affinché essa possa essere attiva, occorre un ambiente idoneo, in cui il mite possa far vedere e valere le proprie ragioni. Quando la politica si alimenta di violenza e crea divisioni, esclusioni, inimicizie, ingiustizie, sopraffazione, e paura, davanti al mite resta solo la strada della reazione. Può sperare nella Provvidenza divina o può confidare nella natura fondamentalmente buona degli esseri umani. Ma questa speranza può essere solo una blanda consolazione. E allora non resta che combattere, e la battaglia ribadirà la loro fede nella mitezza. In quel caso “temete l’ira dei miti”!
Una volta, fu chiesto al prof. Bobbio in che cosa egli avesse speranza.”La speranza è una virtù teologale”, fu la risposta. “Solo i credenti possono averla. Gli altri, tra cui lui stesso, devono fare affidamento sulle proprie forze e in queste porre le proprie laiche virtù.”
Penso che ire che anche lui sarebbe stato dalla parte di quanti pensano che, superato il limite, miti o non miti che si sia, si deve cessare di subire e passare all’azione.

http://www.gruppolaico.it/2010/10/19/bobbio-perche-la-mitezza-e-ancora-una-virtu/

DE MAGISTRIS SI CANDIDA SINDACO A NAPOLI

Sono favorevole alla candidatura di De Magistris a Napoli.
Un uomo del suo valore deve rientrare nella politica italiana e risalire i suoi gradi e non restare esiliato a Bruxelles,dove quello che fa risulta pressoché invisibile. In Italia la carenza nel csx di persone di prestigio è tragica,dunque abbiamo bisogno di lui qui più che mai. E se farà il sindaco non farà l’europarlamentare,per cui la doppia carica di cui si lamenta Grillo non ci sarà

De Magistris dice:”La mia candidatura è già in atto,volevamo il giudice Raffaele Cantone e ci abbiamo lavorato tutti noi dell’Idv sperando in una sua disponibilità. Non c’è stata e allora abbiamo offerto al csx la mia candidatura. Io sto già lavorando per unire i partiti. Non solo,lavoro ad una vasta convergenza con le realtà sociali e i movimenti radicati in città. Siamo già in campagna elettorale nell’interesse dei napoletani,per una città che attende risposte concrete da molto tempo. Il Pd candiderà il prefetto Morcone, persona degnissima, sia chiaro,ma poco conosciuto. Credo che attorno a me ci sia già un’azione portata avanti in questi mesi .Il mio nome è più radicato per il lavoro portato avanti alla Ue e per il dialogo con tutte le forze e i movimenti. Napoli ha bisogno di nome politico che sappia parlare al popolo. Con Morcone, invece, con tutto il rispetto, perderemmo un mese solamente per farlo conoscere. Credo che noi convinceremo Sel e anche il Pd per una candidatura unica. Incontrerò la città in un’assemblea pubblica al Modernissimo per parlare di ambiente, diritti, cultura, turismo e soprattutto dei problemi che attanagliano da anni questa città. Stiamo lavorando ad una lista civica per confrontarci con le persone che vogliono mettersi davvero in atto
per il futuro di Napoli”.
Beh,io credo che Napoli e la Campania abbiano pieno diritto di avere finalmente un amministratore di valore. Di tragedie, furti, vessazioni, malgoverno e camorra ne hanno avuti abbastanza.
E B che fa? Candida un camorrista come Cosentino?

Micromega e Paolo Flores d’Arcais sostengono la candidatura di De Magistris a capo di una lista civica di Napoli, e a maggior ragione dopo il disastro delle primarie inquinate dai giochi sporchi di chi ha frodato e imbrogliato e con l’inettitudine del Pd che a fronte a tante manifestazioni di popolo ha dimostrato solo una troppo intollerabile sordità. Napoli è la terza città italiana con problemi enormi, primi tra tutti rifiuti e camorra, ed essere sindaco di Napoli è una grossa responsabilità, tanto più di fronte alla presa camorristica del territorio sostenuta dal Pdl e al disastro politico uscito dall’amministrazione di Bassolino-Iervolino. De Magistris vuol partire dalla base, fare appello ai napoletani migliori, uscendo dagli schemi opportunistici e viziosi di destra e sx. La rassegnazione e la disperazione dei napoletani devono finire! Ci sono già personaggi della società civile ed esponenti dei movimenti che si sono accordati con lui. De Magistris vuole ripartire dai cittadini per un laboratorio politico, sociale e morale che esca dai giochi dei partiti che a Napoli hanno mostrato solo il loro fallimento.
Il territorio napoletano è stato devastato dal malgoverno di Bassolino e dalla collusione di personaggi berlusconiani, come Cosentino, socio della camorra peggiore, quella dei Casalesi, quella deprecata da Roberto Saviano.
La candidatura di De Magistris promette una pulizia in ogni senso, dalla pulizia delle strade a quella degli appalti, dalla pulizia dei rifiuti a quella della corruzione.
E’ ovvio, data la mole gigantesca degli interessi in gioco e l’intrico delle forze criminali che depredano la Campania, che gli attacchi a De Magistris saranno fortissimi, partirà la macchina del fango e si sarà timore addirittura per la sua vita. L’ultima cosa che B e che la camorra vorrebbero è la comparsa a Napoli di un ex magistrato serio, solido, onesto e coraggioso.
Credo che a personaggi come De Magistris noi non possiamo che dare tutto il nostro rispetto e la nostra stima!

Giorgio Cremaschi, della FIOM, accoglie con molto favore la candidatura di De Magistris, soprattutto ora che è assodato sia il fallimento del Pdl alleato alla camorra che il fallimento del Pd. A Napoli abbiamo avuto il drammatico attacco ai lavoratori di Pomigliano che si è estesa a tutta Italia e che ha avuto la compiacenza di entrambi i poli. Noi abbiamo bisogno di una vera alternativa che sia davvero contro B e la sua tetra politica di disfacimento dell’Italia e che riprenda i rapporti con i cittadini, i lavoratori, i giovani, riattivando la partecipazione politica, là dove al posto dei cittadini abbiamo oggi dei sudditi passivi e rassegnati che tacciono e subiscono. De Magistris rompe i giochi del palazzo, sia a dx che a sx. Questa è al momento la sua dote maggiore.
Giuliana Quattromini dei Girotondi di Napoli commenta con molto favore la corsa a sindaco del capoluogo campano da parte di De Magistris: “Una candidatura in discontinuità con il passato deludente del centrosx”. Pensa che sia un’idea ottima. Il progetto di De Magistris rompe la delusione verso il csx, ed esce dai notabili del territorio che hanno fatto il peggio per Napoli. Si spera che de Magistris rompa anche l’area del non voto e raccolga quei cittadini che vogliono ricostruire la democrazia dal basso.

Massimo Gramellini: Fa’ la cosa giusta

Esiste davvero. E’ una voce dentro di noi. Più forte dell’ignavia, della paura e persino del cinismo. Usa parole diverse, ma ripete sempre la stessa frase: fai la cosa giusta. L’ha ascoltata il signor Antonio, ex vigile vicentino che da quando è in pensione si piazza ogni giorno a gambe divaricate davanti alla scuola del suo paese per regolare lo sciame degli alunni in uscita. Una macchina-squalo non rallenta e punta un piccolo naufrago in mezzo alle strisce. Il signor Antonio non ha tempo di pensare, solo di sentire. Balza addosso al bambino e lo spinge via. Così però è lui a rimanere alla mercé dello squalo, il cui muso metallico lo catapulta verso il cielo. Il corpo del vigile in pensione
ricade sull’asfalto venti metri più in là. Ecco uno di quei martiri laici che bisognerebbe onorare.
La voce del cuore parla a tutti, a tutte le latitudini, a tutte le età. Dal Veneto alla Calabria, in una scuola di Catanzaro dove la preside impugna il regolamento come un batacchio e vieta a uno studente disabile di partecipare alla gita di classe. Ordina addirittura ai suoi compagni di tacergli la data del viaggio. Ma uno di loro sente la voce pulsare dentro di sé e risponde alla preside: se lui non può andare in gita, allora non ci vado nemmeno io. Uno dopo l’altro, i compagni gli fanno eco: nemmeno io, nemmeno io, nemmeno io. E adesso andiamo pure a leggere gli articoli che parlano di sangue, miserie e intrighi. Ma quella voce esiste. Basta volerla ascoltare.
..
Le riflessioni di Maria Pia
Le affinità e le diversità

“Io lavoro, penso, leggo e studio. Spero di aderire sempre meglio, nelle mie possibilità, a un mio ideale umano”
(Isabella Woodcock)

Diversità
Diversità non è contrarietà, ma il modo in cui l’Immenso si manifesta” (Gregory Bateson)

Secondo la legge naturale dell’evoluzione, noi umani, come tutte le creature animali, amiamo quello che ci sembra più simile a noi, poiché un’affinità genetica genera in tutti gli animali un senso di sicurezza. Noi siamo animali mammiferi, ma non lo ricordiamo quasi mai.
Ricordiamo le selezione di parentela, come Darwin vede nella Natura, senza sentirci imbarazzati ma accogliendo, nel migliore dei modi, la nostra realtà naturale per portarla a traguardi che ci competono: divenire umani.
Secondariamente, noi siamo esseri plasmati in gran parte dalla cultura di gruppo, per cui una nazione, anche nomade o dispersa, come la nazione ebraica, riconosce un’appartenenza a culture multiple.
Nessuna di queste può o deve essere negata, ma occorre che sia riconosciuta per non generare malessere sociale e xenofobia.
Noi viviamo un’epoca di grande rivolgimento planetario e siamo chiamati a un rinnovamento storico-culturale che riguarda tutti gli esseri umani. Ce la faremo?

Pensiamo allo spostamento di popolazioni che, dalle loro terre, emigrano dove c’è abbondanza di cibo, che è la base della vita.
Questo ribollimento richiede nuovi mezzi culturali che non sono la negazione della diversità, ma il suo riconoscimento.
Combattere la xenofobia non significa affermare che siamo tutti uguali e basta, ma accogliere le nostre attitudini antropologiche e analizzarle per costruire e diffondere la nuova cultura che deve nascere.
La lotta ferina, iscritta nei nostri istinti, non può favorire la nostra specie, funziona solo per le altre specie animali.
Noi superiamo gl’istinti con la cultura, il nostro secondo DNA.
Nello stesso tempo occorre riconoscere il patriottismo, che non è nazionalismo aggressivo né statalismo (grande mostro dell’economia), ma la radice del nostro essere e il luogo dove si trova la nostra casa in un certo momento della nostra vita.
Garibaldi aveva più case spirituali sulla terra e si batteva per la loro libertà, Mazzini pure, Cattaneo anche.
Ora anche Paul Ginsborg ha due patrie-matrie poiché è italiano dal 2009. Lui è nato a Londra e insegna storia in Italia: mi piacciono i suo libri e quello che scrive per questa sua seconda patria e matria. Rapido, esaustivo e sintetico.
Mi piace quando, con bell’umorismo, invita noi italiani a non limitarci nell’eccellenza solo nei melodrammi e nei maccheroni.

Speriamo che a B, che troppo vuole, capiti quanto capitò a un tale, che, volendo salire si un cavallo troppo alto, dopo ripetuti sforzi, invocò Sant’Antonio. Quando ripeté il tentativo, si ritrovò, non si sa come, stesso a terra dall’altra parte del cavallo. E allora esclamò:«Troppa grazia sant’Antonio».
.
Sari segnala:
Cirano de Bergerac

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!perdono, non perdono e tocco
!

http://www.youtube.com/watch?v=T_wnAnIM3cw

La Legge Obiettivo

Vista la farraginosità dell’iter delle nostre leggi, già il Governo Prodi nel 2007 pensò che con le Leggi Obiettivo, che semplificavano gli iter autorizzativi, si potesse creare uno strumento agile che saltasse varie strettoie e costrizioni di controlli, realizzando i tempi più brevi quelle infrastrutture di cui l’Italia aveva bisogno. Berlusconi e Bertolaso di quelle Leggi Obiettivo fecero una scorciatoia di corruzione e sconcezza e ora possiamo dire che questo strumento non è servito affatto a rivoluzionarie le infrastrutture italiane.
10 anni dopo arriva, impietosa, l’analisi di Legambiente.
http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_139925,00.html

Dopo 10 anni di interventi prioritari le infrastrutture di trasporto italiane sono ben lontane per efficienza, numerosità e lunghezza rispetto a quelle degli altri paesi europei e in buona parte distanti dal completamento per cronica mancanza i fondi. E’ passato un decennio dal varo della legge n. 443 del 21 dicembre 2001, voluta dal 2° Governo B per individuare le infrastrutture pubbliche e private e gli insediamenti strategici di interesse nazionale, ma i problemi di fondo non sono cambiati: l’Italia nel 2010 rimane al di sotto della media infrastrutturale rispetto al resto d’Europa. Ad es. possiamo contare soltanto su 6.661 km di autostrade contro gli oltre 14.000 della Spagna, i 12.600 della Germania e i quasi 11.000 della Francia. Sconfortanti anche le metropolitane, con soli 162 km di rete in Italia rispetto ai 606 km tedeschi, i 570 spagnoli e i 503 km in Gran Bretagna. L’unico miglioramento è stato quello della rete ferroviaria ad alta velocità che ha raggiunto i 977 km di lunghezza.
Eppure negli ultimi 10 anni l’elenco dei progetti è andato progressivamente lievitando, tanto che attualmente le opere “strategiche” della Legge Obiettivo sono diventate 348, mentre erano 196 nel primo elenco. Oltre al numero, sono aumentati anche i costi totali delle opere, cresciuti oltre il 190% rispetto al 2001. In particolare per i 189 progetti di trasporto, la spesa prevista è di ben 341,7 MLD e ne mancano ancora 262. E i conti di Legambiente sono probabilmente sottostimati, visto che il 51% dei progetti è ancora allo stadio preliminare o di studio di fattibilità.
Di sicuro molto rimane ancora da fare: soltanto il 21,1% delle opere è stato realizzato (pari all’8,6% dei costi complessivi), l’11,1% è in cantiere o in gara (pari al 9,8% della spesa), il 16,9% ha superato la fase di progettazione definitiva, mentre il restante 50,9% è ancora fermo alla progettazione preliminare o allo studio di fattibilità.
Per quanto si sia tanto parlato di migliorare le infrastrutture al Sud, in realtà le opere di trasporto previste sono in buona parte localizzate al Nord (74%) e a Nord sono destinati 15 MLD di risorse pubbliche in più.
Il contributo dei privati è stato minoritario.
La semplificazione normativa è stata “impressionante”. Sono state 82 le opere vagliate con la nuova procedura di valutazione ambientale semplificata. Di queste ne sono state finite 40, tra cui il corridoio ferroviario Bologna-Verona, l’interporto di Nola, l’adeguamento del Gra di Roma, il Passante di Mestre, la SS 156 dei Monti Lepini, l’Alta Velocità Torino-Salerno, parte del progetto metropolitano regionale in Campania e alcune autostrade in Sicilia.
Ma, nel complesso, Legambiente è critica, il Governo ha tralasciato la vera emergenza del Sistema paese, ovvero i sistemi urbani, i nodi ferroviari, le linee metropolitane e tranviarie. In molte città mancano i treni e gli autobus, più che i binari, magari servono interventi di manutenzione e, a volte, investimenti in innovazione tecnologica. Mancano i treni per i pendolari. Occorrerebbe ridurre del 20% la quota di trasporto merci che viaggia su gomma (invece B ha deciso di smantellare il trasporto merci coi tremi per passarlo su gomma).

RIDIAMARO : – )

Pino Marreo
Nella ipotetica tomba di San Pietro fu rinvenuta la scritta in greco: “PETRUS ENI”
Pochi giorni fa è stata scoperta la tomba di San Paolo con la scritta in arabo: “PAULUS TAMOIL”
..
Charlie Brooker, giornalista, scrittore, comico e broadcaster britannico ci dà una videosatira cattivissima in cui B è detto “un pene iaculante con attaccato un primo ministro” ma anche il seguito non è meglio

http://www.youtube.com/watch?v=VomJjhltTYk&feature=player_embedded

luttazzi.it
Sondaggio: Pdl e Premier ai minimi storici per gradimento. Gli italiani nutrono così poca fiducia in B che il Pd sta valutando di candidarlo. (Marco Bressanini/Vittorio Lattanzi)
.
Spinoza
Desta sconcerto l’orrendo spettacolo offerto da Gheddafi. E pensare che l’abbiamo pagato molto più di Benigni.
.
“Sta soffiando il vento della democrazia”, ha dichiarato B pisciandoci contro.

Il leader libico annuncia le sue intenzioni da un’autovettura. È quanto di più ridicolo si possa fare su un predellino.
.
“C’è calma e sicurezza nel paese”. Ok, è in Svizzera.
.
Pare che Gheddafi stia per fuggire in Sudamerica. Finché è carnevale non lo noterà nessuno.
.
Pinfric
Il Rais appare in tv e accusa: “È un complotto della sx e dei giudici comunisti”.
..
Viviana
Gheddafi soffre chiuso nel bunker
E’ che con 300 amazzoni ci sta pure stretto.
..
Se scoppia la rivoluzione in Italia B dove si chiude?
Nel suo mausoleo funebre?
Sperem!
..
A Gheddafi sono rimasto pochi giorni
E per scalogna nella tenda ci piove!
..
Gheddafi con l’ombrello è un segno del destino
quando a piovere è la rivoluzione.
.
Libia, 6 milioni di abitanti, 12 milioni di cammelli
Strano non aver visto in piazza neanche un cammello!
..
Il Parlamento libico in fiamme
Se brucia il nostro vanno arrosto i commessi
..
Luca Popper

Minetti: “Amai premier ma non so quando”.
Ma che sciocca smemorata. Basta guardare i movimenti del conto corrente, no?
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Luttazzi.it

B:”Avrei voluto fare il carabiniere”. Sai che divertimento, sorvegliare ville piene di troie tutta la notte. (Piero Lisi)
..
1.B: “Mi sarebbe piaciuto fare il carabiniere”
2.Ruby: “Il mio sogno è di fare il carabiniere”
..
(E poi si chiedono come mai i carabinieri vanno sempre due a due)
..
Simboli
1.La stanza del Bunga-Bunga. Con il palo della lap dance e il trono del Cavaliere davanti
2. Draghi: “L’Italia da 15 anni al palo.”
..
Viviana

Dalla manifestazione delle donne:
“L’Italia non è un bordello”
(L’Italia di B sì)
..
Gheddafi: “I rivoltosi sono tutti drogati”
Crede di essere ancora ad ARCORE.
Lele Mora gli ha messo qualcosa nel thé alla menta?
.. Gheddafi in difficoltà.
B voleva mandargli Ghedini.
Quel che si dice due piccioni con una fava.
..
I popoli sono come la scuola pubblica.
Hanno insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei dittatori.
..
Bersani
“Grazie a B siamo sui carri di carnevale di tutto il mondo”
Quando si dice “il migliore statista degli ultimi 150 anni”!
..
Il Belgio è senza governo da 262 giorni
Noi siamo senza democrazia da 17 anni.
..
luttazzi.it
B, crisi non superata ma picco alle spalle
La crisi non tocca casa B: 544 milioni di dividendi.
..
Viviana

1.Gheddafi sfida l’Onu: “Il popolo è con me”
2. B: “Non cedo, gli italiani sono con me.”
..
Gheddafi: “Il mio popolo è pronto a morire per me”
B: “Il mio a farsi comprare”
..
Ritrovamento in un campo della povera Yara
Polizia: “Ops, qua non avevamo guardato!”
Ritrovamento di vari MLD rubati agli italiani nei forzieri di Antigua della banca di B.
Guardia di Finanza: “Ops, qua non avevamo guardato!”
..
I responsabili
I disponibili
I puttanabili
Ma il meglio è Paolo Guzzanti che, dopo aver tuonato contro la mignottocrazia, incapace di star fuori dal magna-magna, è tornato a farne parte. Come per il conte Ugolino possiam dire che “Più che l’onor poté il digiuno”
..
Gheddafi ha nominato luogotenente una delle sue amazzoni.
Ci sono speranze per la Minetti.
..
Con Ferrara torna Radio Londra
Per l’occasione si chiamerà Radio Arcore
..
Giaidiniro
DIO: “A vedere tutti quei coglioni che applaudono un vecchi maniaco sessuale mi viene voglia di diventare buddhista”
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. “Chi è che mandò a casa del povero Mascia una banda di killer che lo pestarono e seviziarono quando osò portare dei cartelli contro i supermercati di B?”

    Posso chiedere quali sono questi supermercati, io penso che la rete debba servire a dare questi messaggi perchè tutti noi possiamo boicottare tutti i prodotti della casa e non solo le TV/giornali ecc.

    Grazie per chi vorrà rispondere

    Commento di cesare — marzo 5, 2011 @ 6:47 pm | Rispondi

  2. L’attentato a Roberto Mascia fu un vergognoso reato molto vecchio, di 16 anni fa, quando Berlusconi possedeva i supermercati detti “Il Biscione” dal marco visconteo della biscia che tiene in bocca un bambino.

    Dall’Archivio Storico del Corriere della Sera (19/2/1994):
    “MISTERIOSA AGGRESSIONE IN CASA A RAVENNA. IL SINDACO: E’ UN ATTO INTOLLERABILE”
    “Seviziato il fondatore dei club anti biscione”
    “Mascia Gianfranco 32 anni di professione pubblicitario e fondatore del ” BO. BI ” il movimento Boicottiamo il Biscione, e’ stato legato, picchiato e violentato con un bastone da 2 uomini a volto scoperto”

    Misteriosa aggressione in casa a Ravenna. Il sindaco: e’ un atto intollerabile TITOLO: Seviziato il fondatore dei club anti biscione

    “Sei tu Gianfranco Mascia?”. Si’ , per sua sfortuna era lui. E bastato un cenno d’ assenso e due uomini a volto scoperto si sono scagliati contro di lui e, dopo averlo immobilizzato, lo hanno seviziato. Mascia, 32 anni, pubblicitario, dirigente dei Verdi Sole che ride, fondatore del “Bo.Bi”, il movimento Boicottiamo il Biscione, ieri mattina poco dopo le 11 era da solo nel suo studio alla periferia della citta’ , quando alla sua porta hanno bussato due sconosciuti. “Finalmente ti abbiamo trovato”, hanno detto. Poi gli hanno tappato la bocca con un tampone, gli hanno legato mani e piedi con un filo di ferro e lo hanno seviziato con un bastone. Mascia ha perso i sensi. Solo verso le 13 ha potuto dare l’ allarme ed e’ stato quindi trasportato all’ ospedale in stato di choc. In serata e’ stato riaccompagnato a casa. Al magistrato, Danila Indirli, ha detto di non aver mai conosciuto i suoi aggressori. Il fondatore dei comitati “Bo.Bi” ha aggiunto che non sa spiegarsi i motivi della violenza e che non e’ in grado di collegarla alla sua attivita’ politica, ma neppure a vicende personali. Mascia ha detto di aver ricevuto nei giorni scorsi diverse minacce telefoniche. I messaggi . dal contenuto razzistico e pronunciati da voci con accento del Nord . sono rimasti incisi nella segreteria telefonica del suo cellulare, che corrisponde anche al numero telefonico del “Bo.Bi”. Gianfranco Mascia, sposato con due figli, e’ stato iscritto al Pci, poi e’ passato ai Verdi. Un mese fa, quando fu costituita Forza Italia, Mascia si presento’ sotto falso nome alla sede del movimento a Ravenna per iscriversi e scopri’ cosi’ che corrispondeva alla struttura della Finanziaria della Fininvest. Mascia racconto’ questa sua esperienza da “infiltrato” durante una puntata della trasmissione “Il rosso e il nero” di Santoro. Immediate le reazioni nel mondo politico. A Mascia ha subito inviato un messaggio di solidarieta’ il sindaco Pier Paolo D’ Attorre. Per il deputato verde Sauro Turroni “la matrice dell’ aggressione e’ fascista” e gli autori sono “delinquenti mandati da fuori”. Il segretario del Pds di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha condannato “l’ atto di barbarie”, esprimendo a Mascia la solidarieta’ del partito. I Verdi hanno chiesto “una risposta rigorosamente non violenta, ma fermissima”.”

    In qualla aggressione Mascia non fu solo pestato ma fu anche sodomizzato con un manico di scopa e passò poi un lungo periodo in cura e depressione. Visto che la sua protesta era stata rivolta contro il proprietario dei Biscione che era Berlusconi, inutile chiedersi chi fosse il mandante della vergognosa aggressione. Questi erano i metodi squadristici dell’attuale Presidente del Governo. Oggi leggiamo che le auto di Nadia Macrì e della D’Addario sono state bruciate e che le loro case sono state visitate dai ladri o che certe procure sono state scassinate. E abbiamo ancora il ricordo vivo di quello che fu ordinato a Genova. Le persone non vengono sempre pestate ma i metodi sono sempre gli stessi.

    Masada

    Commento di MasadaAdmin — marzo 5, 2011 @ 7:21 pm | Rispondi


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