Nuovo Masada

febbraio 21, 2011

MASADA n° 1263. 19-2-2011. Un grido di libertà

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:42 pm

Giudizio durissimo su B nei dispacci della diplomazia americana – Ricchi e ricchissimi hanno guadagnato dalla crisi economica peggiorando la vita di poveri e lavoratori – Schiavi della Cina – La nobiltà di Benigni, il vero signor B– Il discorso di Obama sull’Egitto – Chi cambia casacca per salvare un vitalizio – Don Farinella e la CEI- Ferrara ieri moralista, oggi libertino, secondo l’interesse- La triste storia di Ruby

Mariapia Caporuscio

Non ci illudiamo di poter con le buone disinfestare la nostra nazione, purtroppo gli uomini di potere sono come diavoli assatanati, che distruggono ogni cosa che toccano e ogni persona che si azzardasse a contrastarli. Il potere ce l’abbiamo ma non si sa perché, nonostante gli esempi recenti di Tunisia ed Egitto, si continua ad aspettare, cosa? Satana sa sempre trovare un sistema per salvarsi e probabilmente ci riesce anche questa volta, lo sfarinamento di Futuro e Libertà ne è una premessa; questi servi rischiano se cade il governo, di non beneficiare del vitalizio dopo due anni e mezzo, com’era finora ma dopo una intera legislatura per cui faranno di tutto pur di mantenere in vita questo cadavere che consentirà loro di sfruttare il privilegio.
Questi indiavolati che non si vergognano di essere considerati MERDA (quale veramente sono) dal mondo intero, che per soldi arriverebbero a vendere anche i figli al pedofilo loro signore e padrone, figuriamoci di quanto gliene può fregare della fine che faremo noi e il nostro Paese. Se qualcuno li pagasse arriverebbero ad incendiarlo proprio come fece Nerone. Da questi mostri dobbiamo aspettarci di tutto perché SONO capaci di tutto, per cui spetta a noi fermarli. Il Padreterno ci ha fornito di un cervello e delle braccia USIAMOLE ADESSO! ALTRIMENTI CI MERITIAMO TUTTO QUELLO CHE CI STANNO FACENDO E CHE CI FARANNO!

WIKILEAKS
30.000 dispacci della diplomazia americana rivelati da Wikileaks, comprensivi del rapporto segreto dell’ex-ambasciatore americano Ronald Spogli, rivelano il giudizio totalmente negativo degli americani su B, considerato un pagliaccio corrotto, incapace di governare l’Italia, di cui gli USA si servono utilmente per i loro scopi, ma che è e resta una vergogna in ambito europeo e mondiale. (e per fortuna che non parlano di Bossi!). Insomma per gli americani B è un ‘utile idiota’. Ergo: siamo governati da due idioti, oltre tutto corrotti e tali da fare interessi personali contrari agli interessi del paese.
“Il lento ma costante declino economico dell’Italia compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell’arena internazionale. La sua leadership manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese Europeo”.
“Silvio B, con le sue frequenti gaffes e la scelta sbagliata di parole ha offeso quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader Europeo»
«La sua volontà di mettere gli interessi personali al di sopra di quelli dello Stato, il suo privilegiare le soluzioni a breve termine a discapito di investimenti lungimiranti, il suo frequente utilizzo delle istituzioni e delle risorse pubbliche per ottenere benefici elettorali hanno danneggiato l’immagine dell’Italia, creando un tono disgraziatamente comico alla reputazione dell’Italia in molte branche del governo degli Stati Uniti.”
Tuttavia «Noi non dobbiamo denigrarlo perché ci procurerà importanti dividendi strategici: contingente in Afghanistan e mantenimento a quello in Libano, basi di Vicenza, installazione a Sigonella dello stormo di aerei spia Global Hawk”
«B danneggia l’Italia ma ci è utile e va aiutato: Obama deve salvarlo al G8 dell’Aquila»
5 dispacci del diplomatico americano J. Patrick Truhn, console generale a Napoli, tra il 2008 e il 2009 dicono che “la mafia era tra i principali beneficiari del ponte di Messina, che comunque sarebbe servito a poco senza massicci investimenti in strade e ferrovie in Sicilia e Calabria”. “I politici italiani poi fanno poco nella lotta alla mafia e che la Chiesa avrebbe potuto cooperare di più”.
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Bassissima reputazione internazionale
Gianni Cerutti

Ciao carissima Viviana. Di seguito i durissimi giudizi Usa sul premier italiano: «Ha una reputazione disgraziatamente comica». Nei cablo segreti di Wikileaks che oggi L’Espresso inizia a pubblicare
‘B pagliaccio, agisce solo nel suo interesse’
di Stefania Maurizi e Gianluca Di Feo

B? Il giudizio durissimo di Spogli non è un giudizio a caldo, ma una sintesi ponderata destinata a rimanere segreta. Egli dà a Hillary Clinton e Barack Obama un ritratto spietato del premier «diventato il simbolo dell’incapacità e inefficacia dei governi italiani nell’affrontare i problemi cronici del Paese: un sistema economico non competitivo, la decadenza delle infrastrutture, il debito crescente, la corruzione endemica».
Nonostante questo, B viene «portato per mano» e «fatto sentire importante» si dimostra il «migliore alleato». E soprattutto la sua debolezza interna e internazionale viene sfruttata dall’amministrazione Obama per strappare concessioni insperate: più soldati in Afghanistan, nuove basi militari in Veneto e Sicilia, sostegno totale nel braccio di ferro con l’Iran, appoggio alle iniziative statunitensi «anche all’interno delle istituzioni Ue». Di tutto, di più. Per realizzare i suoi obiettivi, la Casa Bianca offre «copertura al massimo livello nei momenti di difficoltà politica». Perché gli americani hanno una certezza: non esiste alternativa a B, non ci sono figure in grado di sostituirlo. E in fondo va bene così, perché «quando lo agganciamo ai nostri obiettivi ci fa arrivare a risultati concreti». C’è solo un nervo scoperto, che diventa sempre più doloroso: i legami stretti e personali con il Cremlino. Una liaison che aumenta la potenza della principale arma di Mosca – il gas di Gazprom – e nel gennaio 2010 spinge la Clinton a scatenare un’inchiesta sulle relazioni segrete tra i due premier: «Silvio asseconda i peggiori istinti di Putin». ..Sono documenti eccezionali che testimoniano il crollo di credibilità dell’Italia e delle sue istituzioni, con pochissime eccezioni: il presidente Giorgio Napolitano, i carabinieri e le Fiamme gialle, i soldati impegnati in missione.
«B è incline alle gaffe ed è un po’ clown», solo poche righe sugli scandali sessuali, le «feste disinibite con ragazze veramente molto giovani», le «registrazioni con una prostituta», le accuse di «promiscuità sessuale fatte dalla moglie». Agli americani importa invece capire quanto B potrà essere utile ai loro disegni.
La sintesi di Spogli nel 2009 consegna un quadro drammatico a Obama: «L’Italia non sempre si è dimostrata un partner ideale. Il lento ma reale declino economico minaccia la sua capacità di avere un ruolo nell’arena internazionale. La sua leadership manca spesso di visione strategica – una caratteristica che nasce da decenni di coalizioni instabili o di vita breve. Le istituzioni non sono adeguatamente sviluppate come ci si aspetterebbe da un moderno Paese Europeo». Spogli insiste sui limiti dei leader: «La non volontà o l’incapacità di dare risposte a molti dei problemi cronici creano apprensione tra i partner internazionali e danno l’impressione di un governo inefficace e irresponsabile». B è il simbolo di questa Italietta, con un ritratto degno del “Caimano

Ippolita Zecca segnala

Il capitalismo è crisi Ma c’è crisi e crisi
Daniela Trollio (sunto)

Al 3° anno di crisi economica, le statistiche ci danno il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di miliardi di esseri umani che si guadagnano il pane con il loro lavoro. Ma come se la passano ricchi e ricchissimi?
Due società, Merryl- Linch e Capgemini ce lo dicono:.
Ricchi:sono quelli con un patrimonio superiore al milione di $, esclusi la prima casa, i beni consumabili, i beni collezionabili e i beni di consumo durevoli.
Ricchissimi quelli con un patrimonio che arrivi ai 30 milioni di $. In realtà esso è ben superiore, visto quanto è escluso dal calcolo.
Nel 2005 ci sono nel mondo 8,8 milioni di ricchi, nel 2006 crescono a 9,5 e nel 2007 a 10,1. Nel 2008, con la crisi tornano al livello del 2005
I ricchissimi scesi a 8,6 milioni, nel 2009 salgono di nuovo a 10, quasi lo stesso livello del 2007, l’anno prima la crisi.
La ricchezza complessiva nel mondo ammonta a 33,4 bilioni (BILIONI!!) di $ nel 2005; sale a 37,2 nel 2006; sale ancora a 40,7 nel 2007 per abbassarsi(!!) poi a 32,8 nel 2008. In piena crisi, nel 2009, torna a essere 39 bilioni di $, 3 volte il PIL USA.
I ricchissimi nel 2009 erano 93.100, uno ogni 75.000 persone. Avevano attivi per 13.845.000.000.000 di $, quanto il Pil di tutta l’Europa.
Come sono distribuiti? 2,9 milioni in USA, 1,7 milioni in Giappone, 861.000 in Germania.
Usa, Giappone e Germania concentrano il 53,5% di tutti i ricchi del mondo.
Nel 2010, dunque in piena crisi, la loro situazione “è migliorata”! E migliorerà ancora, moltiplicata per 60%!
USA: nel 1979 l’1% più ricco si prendeva il 9% della rendita nazionale, oggi il 24%. Nel 1962 il reddito di questo un per cento era 125 volte superiore alla media nazionale; oggi lo è di 190.
I profitti delle 500 multinazionali maggiori sono aumentati del 141,4% e i redditi dei dirigenti in 20 anni sono cresciuti del 282% !
Nel 2009 gli utili sono aumentati del 48% rispetto al 2008 e, nel primo quadrimestre del 2010 sono aumentati del 47% rispetto allo stesso periodo del 2009 e negli ultimi 4 mesi del 2010 sono cresciuti del 27%.
Ma allora che crisi è?
Il capo di gabinetto della Casa Bianca, Rahm Emanuel, lo dice: “non sprecheremo mai una buona crisi, visto che utilizziamo la crescente catastrofe economica per introdurre cambiamenti e decidere sacrifici che sarebbero impossibili in altri contesti.” (Una buona crisi!!?) Più chiaro di così!
Insomma la crisi finanziaria è stata prontamente superata grazie agli aiuti dello Stato, che ha investito cifre inimmaginabili per evitare che il settore finanziario crollasse e collabora attivamente con il capitale (prof. Michael Hudson):
“La crisi finanziaria è generata da prestiti immobiliari di cattiva qualità e dalla morosità, non certo da costi del lavoro troppo alti, ma il grande capitale si è servito della crisi come occasione per cambiare le leggi e permettere che le imprese private e gli enti pubblici possano licenziare senza costi e con la massima discrezionalità i lavoratori”
(La strategia di Marchionne sta tutto qui! E chi gli dà pure ragione è un fetente venduto al capitale!)

I cattivi governi con le loro spese folli (vd le armi o le assurde guerre o i debiti interni) ci stanno rendendo schiavi della Cina
Viviana Vivarelli

A chi pratica analisi finanziarie risulta chiara una cosa: la crisi economica non è stata affatto globale e ha colpito solo alcune zone del mondo. In Canada e in Australia, per es., la crisi non sanno nemmeno cosa sia. Ha colpito quegli Stati che dipendono dall’economia USA e soprattutto quei paesi che erano di per sé a economia debole, come la Grecia, l’Irlanda e la Spagna (in cui Zapatero ha fatto buone riforme sociali ma senza affiancare nessun provvedimento economico alla bolla speculativa immobiliare da cui dipendeva l’effimero Pil spagnolo).
Come si vede, dunque, se pure hanno inciso sulla crisi i pasticci finanziari e i meccanismo perversi della Borsa, che peraltro nessuno ha inteso correggere, e men che mai il fallimentare presidente Trichet (BE), la finanza da sola non serve a spiegare la crisi, tant’è che un paese a economia forte e a guida politica salda come la Germania ne ha risentito pochissimo e ne è uscito immediatamente avviando la ripresa europea mentre noi, con Bossi, Tremonti e B, non abbiamo nemmeno cominciato a fare qualcosa e rischiamo di restare nella palude per sempre.
Per quanto riguarda l’apparente stranezza delle merci africane che sono bloccate nel loro ingresso in Europa da dazi punitivi, mentre quelle cinesi arrivano liberamente, al punto che ormai quasi ogni cosa che compriamo è cinese, col fallimento delle industrie italiane, c’è una cosa che i leghisti, che pure le avversavano, non hanno nemmeno considerato e che come no global o grillini dovremo imparare: i flussi delle merci, i dazi, le risorse ecc, sono tutti stabiliti non a livello UE, ma a livello mondiale dai GATT, dal WTO, dai grandi organismi sovranazionali come la Banca Mondiale, che seguono gli interessi degli Stati più forti e oggi lo Stato più forte sul pianeta è la Cina. Il Giappone è in stagnazione da 20 anni. La Cina è ormai il motore del mondo. Gli USA sono in lento declino con un debito arrivato a 14.300 miliardi di dollari, sono a rischio di default (fallimento).
La Cina continua a crescere del 10% annuo, e se anche gli USA riuscissero a crescere del 2,5% , il sorpasso del Pil cinese su quello americano avverrà tra pochi anni. Stiamo assistendo al declino dell’impero americano e le conseguenze dello strapotere cinese sulla vita del pianeta sono inimmaginabili. Quando i leghisti e anche Tremonti mandavano flebili proteste a livello europeo, manifestavano la loro totale ignoranza di fronte ai grandi meccanismi internazionali che muovono l’economia mondiale a partire dai colossi: BM, FMI, WTO.. Di essi i no global parlano da più di 30 anni ma l’informazione italiana è congelata in un ignorante silenzio. Sarebbe ora che Grillo cominciasse a illustrarci questi meccanismi, uscendo da un provincialismo da formica sempre più incentrato sul locale, che non ci permette di capire la portata di scelte che avvengono sopra di noi e sopra l’Europa.
Noi siamo in mano a idioti incapaci di azioni utili, come Trichet, ex presidente della banca Europea o Greenspan, ex-presidente della Riserva federale statunitense. Se si pensa che alla vigilia della crisi Trichet voleva addirittura alzare i tassi rallentando il credito, mentre avrebbe dovuto fare il contrario, o si guarda l’inerzia di Greenspan di fronte all’emergente crisi americana che non ha fatto nulla per limitare il credito immobiliare a soggetti morosi comunque, ci si rende conto che siamo nelle mani di incapaci.
Non solo questi organismi sono stati inetti a imporre delle regole ai mercati finanziari e non lo hanno fatto nemmeno a crisi in corso, ma per contrastare la recessione europea e americana, governi e Banche centrali hanno inondato il sistema di liquidità, aumentando l’indebitamento, portando il costo del denaro quasi a zero e, perfino stampando centinaia di MLD di dollari basati sul nulla! Questa liquidità è arrivata solo in piccola parte all’economia reale per aumentarne la crescita. Nei fatti, il credito alle imprese si è quasi azzerato bloccando qualunque investimento e costringendo milioni di aziende al fallimento. La gran parte dei soldi è rimasta “chiusa” in un ciclo solo finanziario. Le banche, invece di aumentare il credito e stimolare l’economia, hanno impiegato i soldi regalati dai governi in operazioni finanziarie speculative per coprire velocemente i buchi di bilancio, così la depressione si è allargata, mentre gli imprenditori andavano in recessione e licenziavano o delocalizzavano (la Germania non lo ha fatto!) o restringevano i diritti del lavoro (Marchionne, Pd) Una enorme mole di denaro è andata al solo beneficio delle banche senza stimolare nessuna ripresa produttiva. Il circuito bancario ha prodotto la crisi e si è arricchito sulla crisi stessa, impoverendo alcuni paesi e indebitandoli fino al rischio fallimento.
Oggi la Cina possiede il 40% delle riserve di liquidità di tutto il pianeta e deve sostenere debiti pubblici americani e europei, in cambio costringe l’Europa a comprare i suoi prodotti, affossando la produzione europea. La Cina è già in superproduzione, non può assorbire tutto quello che produce, ‘deve’ per forza vendere anche all’estero, per sostenere la crescita e deve mantenere bassi i salari per mantenersi competitiva, affossando la competitività di tutti i lavoratori dell’Occidente. Così può ordinare l’invasione dei suoi prodotti a tutto il mondo. Ed è proprio il debito che è cresciuto nei paesi deboli che alimenta questa dipendenza forzata dalla Cina, mentre l’invasione dei suoi prodotti a basso costo uccidono le nostre imprese.
Si vede dunque quanto la contrazione del debito pubblico sia fondamentale per capire l’andamento del mondo, una gara in cui l’Italia ma ormai quasi tutta l’Europa è largamente perdente. Sono dunque i nostri cattivi governi che ci consegnano mani e piedi alla tirannia cinese. Inutile lamentarsene con l’UE come fa Tremonti! Meglio farebbe a ridurre il debito!

Il vero volto del terrore
Rosario Amico Roxas

Gheddafi mostra il suo vero volto, che è quello del terrorista con in mano un potere assurdo.
Farebbe bene a prendere la prima carretta del mare e salpare per lidi diversi, perché ormai non potrà più fermare la rivolta. La gente, il popolo non dimenticherà questi morti e applicherà la legge del taglione che viene intesa come la massima espressione della giustizia, sancita anche nel Vecchio Testamento.
Nel diritto islamico è tuttavia previsto, spesso con una minuziosa casistica, anche il principio di “compensazione pecuniaria” (in arabo diya, spesso tradotto “prezzo del sangue”), con cui è possibile evitare il ricorso all’occhio per occhio pagando risarcimenti in denaro. Solitamente, però, il ricorso alla diya è subordinato all’accettazione da parte della parte lesa, e in mancanza di ciò si dovrebbe procedere al taglione.
A noi resta l’onta di avere visto il presidente del consiglio italiano, sprofondarsi in un servile e umiliante baciamano a Gheddafi, in segno di devota dipendenza…. Certo gli affari sono affari !!!!!!
La fuga precipitosa, lasciando le immense ricchezze accumulate in 43 anni di feroce dittatura, potrebbe essere accettata dalla parte lesa, ma deve sbrigarsi, prima che ci ripensino.
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ANNOZERO
Una magnifica ragazzina di 16 anni, Matilde che ha scritto a Ruby


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Miseria e Nobiltà …….d’animo s’intende
UGO ARCAINI

Stamattina, solo stamattina 18 febbraio 2011, mi sono permesso il lusso di ascoltare le parole di Roberto Benigni pronunciate ieri sera al teatro dell’Ariston di Sanremo,…. beata tecnologia.
Benigni con il suo intervento di ieri sera, intervento di un ora che sembrava di un attimo tanto bello e splendente, ha illuminato di nuovo tutta l’Italia, una Italia che lui stesso ha definito scherzando una minorenne, minorenne che io mi permetto di dire e nel contempo mi scuso, profanata dalla miseria di una parte degli italiani.
L’esegesi dell’Inno di Mameli, così come pronunciata dalle labbra di Roberto Benigni, dovrebbe diventare lo strumento didattico più moderno ed aggiornato non solo per le scuole italiane ma per tutte le istituzioni del nostro paese.
Nessun politico, ma neppure nessun italiano ha saputo con la stessa forza ed entusiasmo, in un ora sola, dire e far penetrare nel nostro cuore e nelle nostre menti i concetti che il Signor Roberto, con la S maiuscola, ha saputo.
Il “Signor Roberto” che oggi nella mia mente e nel mio cuore rappresenta il concetto di nobiltà, parlava con leggerezza e amore ad una platea, che dalle poche e brevissime riprese che la regia ha concesso, probabilmente vergognandosi, appariva, in particolare nei confronti della grandezza di chi sul palco gli stava di fronte, il simbolo della miseria, le prime file sicuramente.
Miseria e Nobiltà appunto, mi sono venute in mente, ripensando al film del 1954 di Mario Mattòli tratto dall’omonima commedia di Eduardo Scarpetta del 1888.
Una Italia così meravigliosa e libera come dice Benigni, tanto libera grazie all’eroismo di chi allora questo dono ci fece, tanto libera appunto da consentire ad una parte di concedersi oggi di non festeggiare il suo 150° compleanno, una Italia che da un lato ha l’onore di annoverare Benigni tra i suoi figli e tanto misera nel dover accettare comunque nei suoi ranghi dei mangiatori di spaghetti con le mani e la bocca aperta traboccante di pasta e sugo.
“Svegliati Italia” dice ad un certo punto Benigni, lo dice con il suo sorriso meraviglioso un sorriso che ha incantato tutto il mondo, ma è un sorriso che urla, che urla “Libertà”.
Come mi sono permesso di dire qualche giorno fa, anche questa meravigliosa ora che ci ha regalato il vero Signor B., non quello di plastica, mi convince che il vento ha ricominciato a soffiare, le vele si stanno cominciando a rigonfiare, i cuori della gente cominciano nuovamente a fare il loro dovere, non solo quello di spingere il sangue nelle arterie, ma anche quello di far vibrare il nostro animo.
Un’altra cosa disse ieri sera sorridendo alle prime file del teatro, disse che gli uomini che politicamente lavorarono alla costruzione del nostro paese quando smisero la loro attività erano più poveri di quando cominciarono a dedicare alla politica le loro energie. Questa agli occhi delle prime file appunto, dagli sguardi, sembrava una bestemmia.
Un altro ringraziamento è dovuto a Roberto Benigni, un enorme grazie per la commozione che ci ha regalato.
Quella commozione, che se ascoltiamo con amore ed attenzione, rimbalza ancor oggi armoniosa tra le vecchie mura delle nostre città cariche di storia.
Nonostante questo regalo di amore, che ci consente anche in questi tempi di affermare…”la vita è bella”, le persone, per così dire, che usurpavano anche le prime file del Teatro o non applaudivano o lo facevano con tale riluttanza che sarei entrato a forza nello schermo del PC per prenderle a schiaffoni come nel memorabile “Amici miei “ forse con meno ilarità.
Poi no……il Signor B, quello vero, pochi minuti prima ci disse di tolleranza e di rispetto anche per quelli che per paura, ignoranza od anche per pura cattiveria non si consentono di pensare e di dire che esiste l’amore anche quello per un paese meraviglioso come l’Italia.
Buon 150° anniversario a tutti gli italiani anche a quelli che pensano di non averne più il bisogno di essere appunto italiani.
Affettuosamente
Ugo Arcaini

Una Lega antiitaliana
Cettina

Chi non vuole l’Unità d’Italia non è degno di vivere in Italia.
E anticostituzionale un partito che vuole dividere la nazione – ad onta di chi è morto per unificarla – e dichiara apertamente che non ha alcun rispetto per il simbolo che la rappresenta.
Ed è demoralizzante e ignobile per gli italiani dover subire i diktat perpetrati dalla Lega nord, fondata da un essere ignorate che ha basato la sua vita sulla menzogna e che si è inventato un escamotage per guadagnare tanto senza far nulla.
E’ inconcepibile ciò che accade qui in Italia, ed è inaccettabile che nessuno prenda seri provvedimenti per eliminare questa anomalia.
Come è inconcepibile che a capo del governo vi sia uno degli uomini più ricchi del paese e che possiede la maggior parte dei mezzi di informazione.
La nostra deriva trae origine da queste anomalie: dobbiamo eliminarle se vogliamo crescere culturalmente ed economicamente.
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Obama e l’Egitto

Vi mando per la diffusione questo discorso di Obama. La seconda parte, sulla nonviolenza, è molto chiara e bella. E’ quasi la prima volta che un capo di stato parla così della nonviolenza. Conosco un solo precedente: Gorbaciov e Rajiv Gandhi, in un documento pubblicato dalla rivista Bozze, di Raniero La Valle, negli anni 80.
Buona salute, buon coraggio, buona resistenza, buona speranza!
Enrico Peyretti

La nostra esistenza ci offre solo rari momenti in cui abbiamo il privilegio di vedere costruirsi la storia. Questo è uno di quei momenti. Il popolo dell’Egitto ha parlato, la sua voce è stata intesa, l’Egitto non sarà mai più lo stesso.
Con le sue dimissioni, il presidente Mubarak ha risposto alla sete di cambiamento del popolo egiziano. Ma non è ancora la fine della transizione, in Egitto. È un inizio. Sono certo che ci saranno dei giorni difficili, e molte domande sono ancora senza risposta.
Ma io sono certo che il popolo dell’Egitto saprà trovare le risposte e che lo farà in modo pacifico e costruttivo, e nello spirito di unità che ha caratterizzato queste ultime settimane, perché gli Egiziani hanno fatto chiaramente sapere che nulla di meno di una autentica democrazia metterebbe fine alla sua agitazione.
L’esercito ha svolto le sue funzioni di custode dello Stato con patriottismo e dimostrando senso di responsabilità. Esso dovrà ora assicurare una transizione credibile agli occhi del popolo egiziano. Si tratta dunque di proteggere i diritti dei cittadini, di uscire dallo stato di emergenza, di rivedere la costituzione e le altre leggi, affinché questo cambiamento sia irreversibile, e tracciare una via non ambigua che arriverà ad elezioni giuste e libere. Prima di tutto, questa transizione deve riunire tutte le voci perché lo spirito della protesta pacifica e la perseveranza dimostrata dal popolo egiziano possano essere un vento potente che faciliti il cambiamento.
Gli Stati Uniti resteranno un amico e un collaboratore dell’Egitto. Noi siamo pronti a fornire ogni assistenza necessaria e sollecita per sostenere la ricerca di una transizione credibile verso la democrazia.
Ho anche fiducia che lo stesso spirito ingegnoso e intraprendente dimostrato dai giovani egiziani in questi ultimi giorni potrà essere impegnato a creare nuovi sbocchi, impieghi e attività commerciali che permetteranno di dare slancio al potenziale straordinario di questa generazione.
E so che un Egitto democratico può consolidare il suo ruolo di attore responsabile e principale non solo nella regione ma anche nel mondo.
L’Egitto svolge un ruolo centrale nella storia dell’umanità da più di seimila anni. ma nel corso delle ultime settimane, la ruota della storia è girata ad una velocità impressionante, nel momento in cui il popolo egiziano ha preteso i suoi diritti universali. Abbiamo visto delle madri e dei padri portare sulle spalle i loro bambini per mostrare loro che cosa può essere la vera libertà. Abbiamo visto un giovane egiziano esclamare: «Per la prima volta nella mia vita, io conto davvero. La mia voce si è fatta sentire. Benché io non sia che una sola persona, è così che la vera democrazia funziona».
Abbiamo visto i manifestanti scandire «salmiya, salmiya», – noi siamo pacifici – più e più volte. Abbiamo visto un esercito che non andava a sparare sul popolo che ha giurato di proteggere. E abbiamo visto dei medici e degli infermieri correre nelle strade per curare i feriti, e dei volontari ispezionare i dimostranti per assicurarsi che non fossero armati.
Abbiamo visto dei credenti pregare insieme e scandire: «Musulmani o cristiani, siamo una cosa sola». Pur sapendo che le tensioni tra le religioni dividono ancora molto troppi di noi in questo mondo, e che nessun avvenimento eliminerà immediatamente questo fossato, queste scene ci ricordano che noi non dobbiamo definirci per le nostre differenze: noi possiamo definirci per la comune umanità che condividiamo.
Soprattutto, abbiamo visto emergere una nuova generazione, che impegna la sua creatività e il suo talento, così come la tecnologia, a reclamare un governo che rappresenti le sue speranze e non le sue paure, un governo che risponda alle sue aspirazioni infinite. Come ha dichiarato un egiziano, con molta semplicità: «La maggior parte delle persone hanno scoperto, in questi ultimi giorni, che valgono qualcosa, e questo non potrà più essere loro tolto».
Lì c’è il potere della dignità umana: non si potrà mai soffocarla.

Gli Egiziani ci hanno ispirato, e lo hanno fatto infliggendo una smentita all’idea che la violenza sia il mezzo più sicuro per ottenere giustizia: in Egitto è la forza morale della nonviolenza – non il terrorismo, non la cieca carneficina, ma la nonviolenza, la forza morale – che ha piegato l’arco della storia verso la giustizia, ancora una volta. E benché ciò che abbiamo visto e sentito ci sia arrivato interamente dagli egiziani, non possiamo impedirci di udire gli echi della storia: quelli dei tedeschi che abbattono un muro, degli studenti indonesiani che scendono in strada, di Gandhi che conduce il suo popolo verso la giustizia.
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Come dichiarò Martin Luther King quando celebrò, in Ghana, la nascita di una nuova nazione, mentre si impegnava a perfezionare la propria, «C’è qualcosa nell’anima che grida la sua sete di libertà». Erano proprio questi gridi che venivano dalla piazza Tahrir, e il mondo intero ne ha preso atto.
Questo giorno appartiene al popolo dell’Egitto. E noi, americani, ci siamo commossi davanti alle scene del Cairo e di tutto l’Egitto, per la nostra identità di nazione, e per il tipo di mondo nel quale vogliamo far crescere i nostri figli.
La parola «tahrir» significa «liberazione». È una parola che risveglia nella nostra anima quel qualcosa che grida la sua sete di libertà. Per sempre, la parola «tahrir» ci ricorderà il popolo egiziano: quello che ha compiuto, le cause che ha difeso, e il modo in cui ha trasformato il suo paese, e, così facendo, ha trasformato il mondo.

Finalmente i vescovi abbandonano B. Ma sarà vero?
don Paolo Farinella

B è stato rinviato a giudizio, direttissima per i gravissimi reati di concussione (abuso di potere per coprire un delitto) e sfruttamento della prostituzione minorile. La decenza vorrebbe che si dimettesse, compiendo l’unico atto sensato della sua vita. Non lo farà perché un corrotto perde tutto il pelo, ma non il vizio. Mai.
Ho sentito in giro proposte del tipo di andare a manifestare a favore dei giudici di Milano: sarebbe un favore a B e alla sua cricca. Nessuno deve fare manifestazioni a favore dei giudici; lasciamo che sia la dx eversiva a manifestare «contro» i giudici; nessuno potrà così accusare Milano che vi sia un clima ostile e quindi «fumus persecutionis» per cui i suoi legali potrebbero chiedere di cambiare città al processo. Che i giudici lavorino tranquilli e solo «per acta», il resto si vedrà. Noi invece scendiamo in piazza in difesa della democrazia e della dignità dell’Italia, pretendendo le dimissioni. Che Dio ce ne liberi al più presto!
Mubarak, l’amico di B, dopo un inutile tentativo di resistere, ha gettato la spugna e si è dimesso. La Svizzera ha congelato tutte le sue ricchezza (70 MLD, un terzo della ricchezza di tutto l’Egitto)) trafugate agli Egiziani, da trent’anni morti di fame, nonostante le ricchezze immense del loro Paese. Dopo la Tunisia ora tocca all’Egitto e poi seguirà la Libia e poi la Giordania e poi l’Iran e poi lo Yemen e in mezzo Israele trema perché un incendio è scoppiato in Medio Oriente, dovuto ai piromani locali e a quelli occidentali che hanno sempre scherzato col fuoco, sostenendo tiranni e utilizzando la politica estera solo per fare darsi uno strato di belletto passeggero. Tutto il Mediterraneo sta bruciando e ora tutti i nodi vengono al pettine: non avere sostenuto al Palestina ad avere uno Stato indipendente, degno di questo nome ha prodotto una cascata a dominino di cui pagheremo care le conseguenze.
B, mentre Mubarak era asserragliato dentro il palazzo dal suo popolo ha dichiarato che il dittatore egiziano era un capo di stato «saggio», forse per ingraziarselo dopo che gli aveva fatto fare la figura dello scemo, nominandolo sulla strada zio di una prostituta minorenne (la “nipote” conferma: idea proprio sua ). Si dice che il dittatore non abbia voluto ricevere Frattini (il ministro light) come ritorsione alla vicenda Ruby.
A guardare in Italia, mentre il Mediterraneo subisce uno tsunami di proporzioni bibliche, il governo italiano si è asserragliato nel palazzo per difendere la linea Maginot del magnaccia di Arcore che frequenta notoriamente minorenni. Se fossi nelle figlie terrei lontani dal satiro i nipoti perché pazzo come è potrebbe agire «a sua insaputa» attraverso la sua personalità sostitutiva. Il governo non ha detto una parola sull’Egitto e su quello che sta accadendo. Il ministro degli esteri invece di andare in giro per il mondo a cercare soluzioni in Europa e fuori, va in parlamento a dichiarare che la casa di Montecarlo era del cognato di Fini. Mai l’Italia è stata così in basso e senza considerazione alcuna nel consesso diplomatico e politico della scena mondiale.
B-A fa causa allo Stato e B-B come presidente del consiglio si costituirà controparte attraverso l’avvocatura dello Stato. B contro se medesimo, come gli idioti che si guardano allo specchio, vestiti da infermiere e si fanno i complimenti da soli tanto sono orripilanti. Mai scemenze sono state dette in quantità industriale da questo governo e da questo parlamento che trabocca di ignoranti e malavitosi.
Pare che i Vescovi abbiano abbandonato B, ormai irrecuperabile, al suo destino. Non dicono che B è abbandonato a se stesso e alla sua malattia mentale. No! Si affidano ad un articoletto di «Avvenire», giornale della Cei, che azzarda una rivoluzione perché si appella all’autorità superiore (Napolitano, Corte Costituzionale) per porre fine a questo western dell’orrido. Bisogna essere vescovi e cattolici per arrivare a tanto ardire. Certo, don Abbondio insegna, il coraggio chi non l’ha non l’ha. Cosa vogliono dire questi cappelli a punta che camminano senza corpo?
Per dire che B. deve farsi processare oppure che la Corte Suprema decida sul conflitto tra B. e procura di Milano, usano circonlocuzioni tali e complicate che potrebbero con esse circumnavigare l’Africa andata e ritorno e ne avanzerebbe per la prossima stagione. Alla faccia di quel tale che disse che il parlare dei vescovi doveva essere «sì,sì; no,no». Povero lui, non sapeva con chi aveva da fare! Alla notizia del rinvio al giudizio per direttissima, a precisa domanda, sembra che Bagnasco abbia risposto: «Ci vuole trasparenza». Che sforzo, ragazzi! a rischio di ernia! Che spreco di parole e di concetti!
Con la caduta della Tunisia e dell’Egitto è cominciato l’esodo dei disperati per fame e sete: i governi e gli eserciti favoriranno le partenze perché avranno meno bocche da sfamare. L’Italia incuneata nel Mediterraneo sarà invasa da orde di poveri che nessuno potrà fermare. La Libia non ha più alcun interesse a trattenere sul proprio territorio i profughi e intanto noi gli abbiamo pagato 20 miliardi di € in cinque anni a fondo perduto.
Mondo in fiamme, governo allo sbando, parlamento contingentato sulle porcate del capo, la Lega è complice di tutte le malefatte di B. perché ne ha sostenuto tutte le illegalità. Teme di restare con un pugno di mosche e vuole un qualsiasi federalismo da potere svendere in campagna elettorale. A costoro, ignoranti e senza morale e senza senso dello Stato nulla importa delle sorti del Paese, ma gli interessa la pagnotta da portare a casa subito. Qualunquisti, non sanno più che pesci pigliare e si affidano ai fondi di caffè e ai tarocchi. Taroccati vogliono taroccare l’Italia. Calderoli, il bruciator di leggi (!?), sembra che abbia bruciato anche quella sulla proprietà di Venezia per cui i Venessiani ora non sanno più a chi appartengono, orco boia!
Ho visto un uomo anziano uscire dalla Messa dalla chiesa di Arcore dire questa imbecillità: B è peccatore come me, come tutti, ma io preferisco un peccatore che fa le leggi a favore del mio credo piuttosto uno che fa le leggi come le coppie di fatto, i gay. E’ la tesi dei ciellini, dei preti a mezzo servizio, dei cardinali venduti all’asta pubblica e dei cristianucci all’acqua santa.
Il mondo è capovolto: il bianco diventa nero, il sopra è sotto, il basso sta in alto e i cattolici che dovrebbero essere esigenti con se stessi e con il «bene comune» con cui fanno gargarismi e risciacqui prima e dopo al Messa e il Vespro, sono diventati insipidi, buoni solo ad essere gettati per strada e calpestati da chi passa. Non una parola sul reato di corruzione di minorenne; non un gemito sullo scandalo. Vescovi, il vostro silenzio e la vostra complicità del non vedere ha prodotto tutto questo.
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Ferrara ieri moralista, oggi libertino, secondo l’interesse
Viviana Vivarelli

Ferrara ha avuto la faccia di fare un vergognoso convegno a favore del libertinismo contro quel falso moralismo, di cui era stato l’alfiere appena ieri col suo attacco alla la libertà femminile sessuale e di concepimento. Ma il peggio è che tra i 1500 assatanati che lo applaudivano c’era anche Formigoni, governatore della Lombardia, nonché voce politica di Comunione e Liberazione e convinto teodem, che applaudiva festante ‘l’ateo devoto’ e i suoi satanismi.
A chi gli chiedeva come potessero le sue radici cristiane e la sua conclamata etica cattolica accettare la condotta immorale e indecente di B, il ‘pio’ Formigoni, che appena ieri ha accettato l’immissione nel suo listello della maitresse Minetti, rispondeva:” Chi sono io per potermi permettere di giudicare la condotta di un altro?”, risposta che, se può avere anche un senso su un piano di santità assoluta, molto meno ne ha su un piano di opportunismo politico. Il santo può anche astenersi dal giudicare un peccatore, ma un politico perbene si astiene perlomeno da sostenerlo nei suoi sporchi traffici e non gli tiene bordone. Anche S. Agostino predicava che “tutto capire è tutto perdonare” ma quando Ippona fu assalita, la difese e non andò a dar man forte ai Vandali.

Altro da conoscere…!
Rosario Amico Roxas

Apparentemente si tratterebbe di una sponsorizzazione, ma ci sono talune “coincidenze” che svelano cosa c’è sotto tale operazione che trasforma quel “apparentemente” in una operazione di conflitto di interessi.
Si tratta del Milan, costosa proprietà del presidente del consiglio, che riceve 75 milioni di euro (praticamente 150 MLD delle vecchie lire !) come sponsorizzazione da parte degli Emirati Arabi Uniti, per scrivere, dal prossimo anno, sulle maglie “Fly Emirates” ; a prima vista appare chiara l’esosità di una tale sponsorizzazione.
Tutto ciò lascia pensare ad un qualche trucchetto da parte di B.
La sponsorizzazione è stata perfezionata dal ricchissimo sceicco Mohamed Bin Rashid Al Maktoum, che è anche vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, quindi, interlocutore politico del governo e uno dei migliori clienti di Finmeccanica per l’acquisto di ogni genere di armi.
Le premesse risalgono a qualche anno addietro, quando tra giugno e ottobre del 2009 Camera e Senato ratificano l’accordo di cooperazione sulla sicurezza firmato alcuni anni prima dal ministro della difesa del governo B Antonio Martino e il medesimo sceicco, oggi sponsor del Milan, ma allora “solo” ministro della difesa degli Emirati.
La sponsorizzazione al Milan si intreccia, in pieno conflitto di interessi, con gli interessi degli Emirati nel campo dell’aviazione militare, non solamente nel campo della difesa ma anche della pattuglia acrobatica. Gli Emirati vogliono emulare il lustro delle Frecce Tricolori con una loro pattuglia “Al Fursan” (I cavalieri), che già dispone di sei aerei MB.339 Aermacchi; ma per una squadra competitiva gli aerei in volo acrobatico devono essere dieci.
Detto fatto.
Il governo italiano decide con tempestività di privarsi di quattro aerei MB.339 già utilizzati dal 61° stormo, che vengono trasportati a Venegono per una revisione generale e relativa trasformazione eseguita da Alenia Aermacchi, mentre le medesime operazioni di verifica e trasformazione degli altri sei aerei già in possesso degli Emirati, vengono effettuate presso il medesimo utilizzatore.
Si tratta quindi della cessione di 4 aerei e la revisione e modificazione dei medesimi e degli altri 6, per un valore di oltre 160 milioni di euro.
Allo sceicco di cui sopra, però, viene fatturata una somma inferiore a 30 milioni di euro, meno di un quinto del reale valore, con un risparmio di 130 milioni di euro (quasi il doppio della sponsorizzazione al Milan).
L’affare per gli Emirati risulta solare, ed è qui che nascono gli interessi del Milan, squadra di proprietà del presidente del consiglio che riceve una sponsorizzazione di 75 milioni di euro, proprio dal beneficiario di quella scontatissima fattura.
L’affare è solo alle prime battute, perché c’è in ballo una fornitura di aerei leggeri per un importo di due miliardi di euro… affari per i quali è indispensabile la gestione diretta da parte del presidente del consiglio, con una maggioranza parlamentare, comunque raggiunta….
E volete che si dimetta ?

Pubblicizzazione dell’acqua

La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l’acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.
Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del terzo quesito, ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.
Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull’abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull’acqua siano davvero gli italiani.
Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.
Da oggi inizia l’ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro.
Luca Faenzi
Ufficio Stampa Comitato Referendum Acqua Pubblica
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Davide segnala
ilribelle.com

Il referendum popolare di domenica scorsa si è chiuso con una vittoria che ha sfiorato l’unanimità: il 98,2 per cento dei cittadini vuole che la Berliner Wasserbetriebe sia gestita esclusivamente dal Comune.
Anche a Berlino l’acqua torna pubblica. A deciderlo una consultazione popolare che ha chiesto ai cittadini della capitale tedesca, domenica 13 febbraio, di dire “sì” o “no” alla proposta di togliere la gestione dell’acqua ai privati.
Se in Italia si deve ancora votare sulla questione della privatizzazione dei servizi idrici , e se in una città come Parigi è già stato deciso da parecchio tempo di renderli nuovamente pubblici, oggi anche Berlino ha deciso che non si possono più associare speculazioni e profitti ad un bene di primaria importanza come l’acqua.

Storia triste della povera Ruby

Tra menzogna e immaginazione. Questa è la triste storia di una vittima, Ruby, per come lei stessa l’ha raccontata ai magistrati, degna di una Carolina Invernizi. Sappiamo che la ragazza non distingue il vero dal falso, che mente a gli altri e a se stessa, ma sappiamo anche che la bugia nelle anime deboli è un tentativo per rendere migliori le cose più brutte, per cui possiamo immaginare che molte cose di questo racconto non siano vere, in particolare quelle in cui reagisce alle violenze, forse queste reazioni le ha solo sognate o crede di averle fatte per salvare l’immagine di se stessa. Questo ce la rende doppiamente patetica, come un povero disgraziato fantoccio.

I VERBALI DI RUBY
di PIERO COLAPRICO, GIUSEPPE D’AVANZO e EMILIO RANDACIO
http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150104664674756&id=291472488097

Finalmente. Piange e rabbiosamente subito dopo ride. “Che vergogna!” dice Ruby, durante l’interrogatorio (è il 2 luglio 2010). Ruby cerca un fazzoletto per asciugarsi le lacrime, mentre anche il pm vuole rasserenarla: “Sai, è positivo che ti sia venuta voglia di piangere” e l’assistente sociale, che le siede accanto, le sussurra premurosa: “Ruby, fai la dura, ma sei ancora una bambina…”. È questa “bambina” che Emilio Fede porterà ad Arcore. È questa “bambina” che Lele Mora vuol far entrare nella sua scuderia. E sono le semplici parole di Ruby a dimostrare che le “notti del Drago” calpestano anche chi è come lei indifeso, lei insieme con le “zoccole”, le “ragazze delle favelas”, le “zingare”.
Ruby, Karima, ma quale vita ti ha portato a 17 anni a oltrepassare la soglia di Arcore? Quante persone, tutte sempre e molto più anziane di te, ti hanno circondato e accompagnato e lusingato con le peggiori intenzioni? Come, secondo l’accusa, B? …. quelle di Arcore non sono scene “tra persone perbene”, come B va raccontando..
”Io ce l’ho una famiglia, non è che non ce l’ho, ma è come se non ci fosse”, spiega Ruby nei suoi verbali d’interrogatorio. “Sono stata in Marocco sino a 9 anni, poi mio padre, che era immigrato in Italia, ci ha chiamato. Aveva avuto un incidente sul lavoro, lo hanno licenziato, non gli hanno dato la liquidazione e si è dovuto arrangiare… Alla fine ha raggiunto un po’ il suo equilibrio trovandosi un lavoro a Randazzo, in un negozio di tappezzeria”.
È un padre all’antica, legato alle tradizioni islamiche, severo. È anche violento. Fuori dal suo mondo non conosce le parole per educare o convincere: “In Marocco era anche un imam e in Italia ho lottato per frequentare la scuola. Mi ha fatto fare le medie, quando volevo iscrivermi alle superiori non era d’accordo”…Il padre la picchia, più volte, senza misura. Accade quando Karima va a catechismo…” Mi sono rivolta a mio padre, gli ho chiesto il consenso e lui, che friggeva le patate, mi ha tirato addosso una padella di olio bollente”. C’è un family day che queste ragazze dovrebbe proteggere, che di questi valori dovrebbe occuparsi. E poi ci sono Noemi Letizia, Patrizia D’addario e la povera Ruby-Karima.
Ascoltare dalla sua stessa voce gli anni di una giovinezza rubata serve a inquadrare l’enorme sproporzione tra chi non aveva niente e chi poteva offrirle tutto, come beni materiali, ma senza la minima solidarietà umana. Ruby avrebbe avuto bisogno di una educazione migliore e forse di un’altra occasione. Invece è rimasta segnata dalle legnate del padre. “Le sue cinture, eh, quante se n’è dovuto comprare, se ne sono rotte talmente tante sulla mia schiena. .. la schiena, sapete, si abitua dopo un po’… Diventi come un asino, ti abitui alle botte”.
I pm fotografano quei segni sulle braccia della ragazza che si dice asino. Chiedono e impallidiscono. “Un giorno torno a casa in ritardo e papà mi riempie di botte, alla sua cintura si era rotta persino la fibbia, allora ha continuato con il cavo della luce. Il giorno dopo vado a scuola, c’è educazione fisica, entro per ultima, per cambiarmi da sola. Alzo la maglietta ed entra una mia compagna, vede la schiena e urla. “Stai zitta”, per favore, le dico. Ma lei va dalla professoressa che vuole vedere: “Ma no, sono caduta dal motorino”, provo a dire. “Tu non ce l’hai il motorino”, dice.. ho trovato i carabinieri nell’ufficio del preside”. Possibile che ad Arcore nessuno abbia visto queste cicatrici?
Ma non segue un vero aiuto. Ruby viene riportata a casa, litiga con il padre, che le dice: “Escitene”. E lei “esce”. Ruba una borsetta da un’auto per pagarsi la prima notte in albergo e raccapezzarsi. Poche ore dopo, è già beccata dagli stessi carabinieri del piccolo paese e comincia la trafila delle comunità.
“Mi hanno portato la prima volta a Mondo X, una comunità di tossicodipendenti. Ero l’unica femmina con 42 uomini, in Calabria e per giunta tossici, con orari assurdi. Il posto di lavoro era zappare la terra, spostare le pietre e tagliare legna”. Dopo 6 mesi Ruby scappa e va a Catania. Non ha ancora 14 anni. Trova una specie di casa alla discoteca Capannine: “Ero ancora con la valigia in mano e un tizio mi vede e mi fa: “Sei una bella ragazza. Vorresti lavorare da me?””. Ottiene un posto da “selector”, “la ragazza che fa cassa, oppure che ha la lista della discoteca. Poi quel signore, che ha tanti locali, mi ha detto: “Guarda, ti ospito io a casa mia”. La prima sera ho dormito con lui nella sua stanza, non mi ha toccato neanche con un dito”, anche se è chiaro che l’uomo, 46 anni, punta a ben altro: “Guarda, anche se hai 13 anni, cerco di fare il padre, però – le dice il mattino dopo – non ce la faccio, sei una ragazza con le sue curve, preferisco allontanare la tentazione da me..e poi “Mi piacerebbe sprofondare nel tuo seno”, E qualche mese dopo, aprendo l’armadio del bungalow dov’era ospite, Ruby trova proprio il suo principale. É nudo: “Gli ho dato un pugno, gli ho fratturato lo zigomo sinistro”. In cambio una proposta: “Ti do i soldi, perché mia figlia è in politica, non voglio che si macchi il suo nome e neanche il mio”.
Nel frattempo Ruby frequenta un ragazzo di 24 anni, che vorrebbe persino farla prendere in affido dalla sua famiglia: “Sei piccola, e dovresti venire con me, parliamo con i miei genitori”. Per l’appunto, Ruby è piccola. I suoi tentativi di sbarcare il lunario incrociano spesso i carabinieri. “Mi mandano a Villa Sant’Anna, a Messina, una casa di cura per psicopatici.. Mi sono trovata, dopo un mese, con uno di 60 anni che mi molestava mentre dormivo. Ho riempito la valigia, addio. Passerà molto tempo prima che i carabinieri si accorgano di questa fuga, mentre lei entra ed esce dai locali, cerca lavori, vive col suo “fidanzato”, viene spedita in altre due comunità e, la notte del 28 dicembre 2009 decide di abbandonare la Sicilia. Milano l’attende.
A chiamare Ruby a Milano è una ragazza bellissima. Ha poco più di 30 anni. Ruby la conosce ché lavorano insieme in un negozio di abbigliamento di Catania. Con lei ha anche parlato dei concorsi di bellezza, che ha vinto e dove ha partecipato, quello dove “Emilio Fede e Fiorello erano nella giuria”.. “Non ho salutato neanche il mio ragazzo, perché lui non era d’accordo che salissi a Milano… alla stazione mi aspetta la mia amica Simona, mi porta a casa sua e alla sera mi dice: “Vestiti elegantemente, dobbiamo andare per il lavoro”
..Ruby, senza documenti e minorenne, si ritrova in uno degli alberghi più lussuosi del cuore di Milano. Supera la reception e l’amica Simona dice: “Dobbiamo salire nella stanza”. Cresce il suo stupore e Ruby racconta che, nel corridoio, davanti alla stanza 333, apprende che quello che l’amica offre non è un lavoro da commessa. È da escort. E si ribella: “Gli ho preso la testa, gliel’ho spaccata contro il muro, e me ne sono andata. Avevo 80 euro nel portafoglio, me sono andata a ballare all’Hollywood, perché comunque senti dalla Sicilia: “L’Hollywood, l’Hollywood””. Quando alle 4 del mattino torna a casa dell'”amica non amica si trova le valige fuori della porta e non c’è verso di rientrare. “Mi sono seduta in piazza, non sapevo dove andare, passa un signore anziano su una macchina bianca, e mi fa: “Hai bisogno di aiuto?”. Gli ho detto: “Vattene marpione del cavolo”. È una costante per Ruby: qualcuno passa e l’aiuta, sempre gratis. Sempre per bontà, racconta lei. Prima “mi ha portato a casa sua, che aveva un monolocale, e mi ha detto: “Te ne stai tu da sola, non voglio approfittarmene, puoi essere mia nipote, non mia figlia, io starò da un amico finché non ti troviamo una sistemazione””. E poi le trova un impiego da cameriera e ballerina al Masquenada, in viale Piceno.
Ruby ad Arcore era stata davvero. E un paio di testimoni, già ascoltati, avevano confermato che la minorenne raccontava in giro di conoscere B. Non è nemmeno un segreto che quando esiste un “coinvolgimento ansiogeno”, una persona fragile, soprattutto un minore, può attuare quello che gli psicologi chiamano lo “spostamento”. Si attribuisce ad altri quello che è successo a se stessi: si rende concreto quel che gli addetti chiamano un “meccanismo di difesa dell’io”. Aiuta.
Così si aiuta Ruby, che ne ha viste e vissute troppe. Per es., nelle sue peripezie milanesi incrocia la vita di Michelle Coiceincao, la brasiliana che, la sera del 27 maggio scorso, chiama per prima B quando apprende del fermo della ragazza in questura. È lei che ospita Ruby nel suo appartamento milanese: ma “Michelle esercita la prostituzione in forma molto riservata”, svela ai pm la ragazza. Ed è Michelle a proporle “di prostituirmi al suo posto”, con patti chiari fin da subito: “Mi ha detto che a lei sarebbe andata la percentuale più alta e che avrei potuto appoggiarmi a una certa Magda”. La raggiunge in un appartamento a Milano 2, la porta si apre e “da una stanza è uscita una ragazza che ho appreso chiamarsi Juanita, di origini messicane che ha detto di avere 17 anni e che ha chiamato Magda per nome. Juanita è uscita dalla stanza completamente nuda, con un uomo anche lui nudo dietro e ha detto che aveva finito il servizio. A questo punto l’uomo, di circa 70 anni mi ha direttamente” chiesto un rapporto “offrendomi 4000 euro, oltre a mille che avrebbe dato a Magda. Il cliente ha preso la mano della ragazzina messicana facendomi vedere che le aveva regalato un Rolex Daytona d’oro tempestato di diamanti del valore di 40 mila euro. Disse che avrebbe fatto un regalo del genere anche a me”, perché voleva “assaporare le mie labbra arabe””.
Ad ascoltarla, Ruby-Karima sembra rivendicare un’onestà di fondo e un orgoglio adolescenziale. Forse quello che le interessa di più è nascondere la propria vergogna “spostando” alcuni fatti, o forse alterandoli. C’è un episodio che i magistrati non hanno potuto controllare, ma è contenuto nei verbali. Riguarda uno dei calciatori più famosi del mondo. “Non ho mai accettato rapporti sessuali a pagamento. L’ho fatto solo con i ragazzi che mi piacevano. L’unica volta che sono stata pagata per un rapporto sessuale è stato quando ho incontrato Cristiano Ronaldo. Era la sera del 29 dicembre 2009 e dopo essere stata nell’hotel e prima che la mia amica Simona mi mettesse le valigie fuori dalla porta, sono andata all’Hollywood e là sono stata fermata da Ronaldo, il quale aveva un tavolo nel privè. Mi ha fatto dei complimenti e ci siamo scambiati il numero di cellulare. Sino a quel momento non sapevo che fosse un calciatore, ma l’ho saputo qualche sera dopo quando ci siamo rivisti al ristorante e molti gli chiedevano l’autografo. Lui sapeva della mia età e ci siamo rivisti varie volte ancora al ristorante. Circa tre settimane dopo, abbiamo deciso di fare l’amore e ci siamo incontrati in un hotel lussuoso, dove alloggiava. Secondo le sue indicazioni, dovevo andare direttamente nella sua suite, al quinto piano. Non avevo, come non ho neanche adesso, i documenti, ma nessuno mi ha fatto domande. Avuto il rapporto ci siamo addormentati tutti e due. Quando al mattino mi sono svegliata, non l’ho ritrovato più nel letto. Sul comodino c’era un biglietto: “Spero che quando torno non ti trovo nella stanza. I soldi li trovi vicino alla borsa”. Effettivamente, c’erano 4000 euro e sono uscita piangendo”.
Confonde un calciatore per un altro? Può darsi, fatto sta che precisa altri incontri: “Casualmente ho rivisto Ronaldo due settimane dopo nella discoteca “The Club”, dove ero andata per ballare. Era in un privè con altre persone, ho preso un bicchiere di champagne e gliel’ho tirato in faccia. Poi, davanti a tutti, gli ho svuotato sulla testa la bottiglia, gli ho buttato addosso le banconote da 500, i buttafuori sono intervenuti e mi hanno accompagnata a forza fuori dal locale. L’ho rivisto casualmente a giugno, prima che andasse al ritiro dei mondiali. Mi stavo recando alla comunità e lui si trovava davanti al locale Ibiza, ristorante di corso Garibaldi. Appena ci siamo incrociati, si è scusato per il suo comportamento: “Pensavo fossi una ragazza come tutte le altre, che cercassi da me soltanto soldi”. Accettate le scuse, mi ha accompagnato fino all’istituto, e anche le suore lo hanno visto, e si sono incuriosite”.
Ecco come si descrive Ruby. È questa ragazza difficile, confusa, amareggiata ma mai sconfortata, in fuga, scappata di casa, che entra ad Arcore. Sembra la storia di una piccola fiammiferaia nella versione postmoderna dello show business. è la storia di una ragazzina che a 13 anni comincia a guadagnarsi il pane in una discoteca e che infine si imbatte in uno che – come tanti altri uomini entrati nella sua vita – può prometterle e permetterle la cosiddetta svolta: la tua vita cambierà, le dice Silvio B. E ci vuole davvero poco perché questa vita desolata cambi in meglio. Ma nella ricostruzione dei pm questo cambiamento è soggetto a un pedaggio: il “bunga bunga”, il sesso, la corte delle miracolate che si riunisce intorno alla chitarra di Apicella. Tra febbraio e maggio, Ruby passerà i weekend con Silvio B, 74 anni, che le promette di “cambiarle la vita”. Non le offre un lavoro o buoni studi o un’educazione. Le cambierà la vita, le ha detto, ma se accetterà di spogliarsi nuda nel “bunga bunga”. È questa la ragazza che dovrà poi “fare la pazza” e “sarà ricoperta d’oro”: per non parlare. Ma con i pubblici ministeri aveva già parlato.

Ippolita segnala
Italia: rifinanziata la missione militare per continuare la guerra
ciptagarelli.jimdo.com

Il Senato ha dato il via libera definitiva all’ennesimo rifinanziamento semestrale della missione italiana di guerra in Afghanistan.
Per i 181 giorni di campagna militare che vanno dal 1° gennaio al 30 giugno 2011, è prevista una spesa complessiva di oltre 410 milioni di euro, vale a dire più di 68 milioni al mese (2,26 milioni al giorno).
Solo i 9 senatori dell’Idv presenti hanno votato contro il decreto: Felice Belisario, Giuseppe Caforio, Giuliana Carlino, Aniello Di Nardo, Elio Lannutti, Luigi Li Gotti, Alfonso Mascitelli, Francesco Pardi e Stefano Pedica.
In dissenso dal Pd, che ha votato compatto il rifinanziamento della missione, non hanno partecipato al voto i senatori radicali del gruppo Pd Marco Perduca e Donatella Poretti.
Con l’invio di nuovi rinforzi, nei prossimi mesi il contingente italiano sul fronte afgano arriverà a contare 4.350 uomini, 883 mezzi terrestri (tra blindati leggeri e pesanti, carri armati, camion e ruspe) e 34 velivoli (tra caccia-bombardieri, elicotteri da combattimento e da trasporto e droni).
In nove anni e mezzo (compreso quindi il rifinanziamento attualmente in esame), questa inutile campagna militare ha risucchiato dalle esangui casse dello Stato più di 3 MLD di euro.
..
Toni
Il Vaticano succhia non meno 10 MILIARDI di € all’anno, roba da rivolta popolare, invece non accade nulla. Figuriamoci se gli italiani fanno caso ai soldo sperperati in guerra!
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I borboni avrebbero potuto salvarsi – disse Napoleone – se avessero letto ciò che si scriveva.
L’avvento del cannone uccise il sistema feudale; l’inchiostro ucciderà l’organizzazione sociale moderna”.
La rete ucciderà questo Stato democratico perché come diceva Voltaire “Quando una nazione incomincia a pensare, è difficile fermarla”.

Francois Marie Arouet
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ITALIANI BRAVA GENTE
LUCIO GALLUZZI (sunto)

MENTRE CADONO TUTTI I FARAONI NOI LE MUMMIE CE LE TENIAMO STRETTE
Nourredine Adnane,giovane marocchino,ambulante con permesso di soggiorno a Palermo,multato per l’ennesima volta dai vigili perché “si fermava nella stessa strada per troppo tempo” si è dato fuoco.Non fa audience.Fa audience Belen che sviene o Luca e Paolo con una satira tanto “feroce” che non sono stati corretti, non ha telefonato Masi per dissociarsi, neppure l’idiota logorroico paranoico ossesso ha chiamato per dire che lo perseguitano. Hanno persino preso di mira Saviano e Santoro. Caspita che bravi: altri 6 anni garantiti di contratto Merdaset! Luca Bizzarri è stato contentissimo: “A San Remo abbiamo potuto dire tutto quello che volevamo!”
Non fanno audience i fratelli e sorelle di Nourredine a migliaia sulle nostre coste. Senza forze, disidratati, con gli svenimenti e i collassi veri e non alla Belen. Non hanno neppure il tempo di capire che stanno in terra ferma che li prendono,dopo una notte passata sull’asfalto davanti all’approdo,come pacchi postali e li aviotrasportano da un’altra parte. Perché in Italia non c’è posto per i disperati,neppure per le richieste di asilo politico. Meglio rispedirli indietro e in fretta,così non hanno la possibilità di fare richiesta come profughi. Se poi naufragano e spariscono in mare saranno meno problemi pure per l’amico Gheddafi
Quella vecchia cariatide al botox,che in queste ore sta insanguinando la Libia,ha pure usato la truffa umanitaria:ha fatto mettere sui barconi verso l’Italia gli oppositori alla sua dittatura, senza avvertire neppure il compagno di merende, in barba al trattato sulla lotta all’emigrazione e ai 5 MLD che laFrattina gli passa
Anche queste cose agli italiani non interessano
Belen ringrazia Armani per gli abiti forniti a San Remo e Morandi lo fa per Ferragamo
Nourredine è morto perché non era nipote di Mubarak mentre la nipote ha ricevuto da B 187.000 e pure minorenne
Nel maghreb è bastato un ragazzo, pure lui ambulante, che si è dato fuoco prima di Natale 2010, ad innescare la rivolta popolare che dalla Tunisia, con effetto domino, sta coinvolgendo Algeria, Egitto, Marocco, Yemen, Giordania, Sudafrica, Bahreim, Libia, Kuwait City, Iraq, Iran…
In Libia, Gheddafi è sotto assedio da tre giorni, come pure il suo rampollo preferito, isolati dai dimostranti: il primo nella sua tenda, l’altro in un hotel con i suoi fedelissimi.
A migliaia intervengono militari fedeli al dittatore di Bengasi, già oltre cento sono i morti fatti in poche ore dagli spari dell’esercito che ha avuto ordine di colpire al petto, in testa, alla gola, in faccia.
B è preoccupato per la situazione in Libia: “Arriveranno altri clandestini via mare, non telefono a Gheddafi per non disturbarlo”.
Da noi in Italia, Nourredine che si da fuoco e muore, non scuote alcuna coscienza. Non parte neppure un minimo rigurgito di rabbia popolare. I rom vengono perseguitati come succedeva nel Terzo Reich di Hitler, ma la maggioranza silenziosa, cioè quasi tutti gli italiani, se ne fotte.
Noi italiani siamo brava gente, talmente bravi da essere dei coglioni.
Non leggiamo libri, non ci informiamo, dai tempi dell’Impero Romano deleghiamo in bianco, siamo irresponsabili, lassi, pigri, incoscienti, privi di dignità civile, soprattutto affetti da masochismo pernicioso, incapaci di iniziativa.
Persino in Rwanda uno come B e tutta la sua cricca/casta sarebbero già stati cacciati non solo a calci in culo. Ma noi siamo l’Italia, governata da un pagliaccio, diventata carnevale internazionale. All’estero, ormai tutti ridono di noi, e noi con loro.
Tanto ha vinto Vecchioni con una bella canzone rivoluzionaria!

E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare;
per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze

perché stanno uccidendo il pensiero;
per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

..
VV
Leggo la rassegna stampa e vomito
Ascolto in tv gli sproloqui di B e vomito
Ecco Alfano, Capezzone, Cicchito e LaRussa e vomito
Ad ogni confronto ho Sallusti e Belpietro
O delle troie giovani già al livello di falsità e aggressività della Santanchè e vomito
In vetta all’insulsità Bersani,Fassino,Veltroni, D’Alema,Violante e vomito
Tutti dalla parte di Marchionne per la distruzione degli operai con Bonanni e Angeletti,ho il vomito preventivo(si dovrebbe incarcerare chi istiga al suicidio non solo all’eutanasia)
315 deputati giurano che Ruby ci ha salvato da una guerra con l’Egitto e vomito
21 “responsabili” ghignano con la faccia insopportabile di Scilipoti e vomito
Un’università sarda dà la laurea ad honorem a Gheddafi per la sua “opera nel diritto” e vomito
Il “pio” e “casto” Formigoni applaude con orgasmo il libertino Ferrara pronto a un’altra infornata di troie nel listino e vomito
Bertone dissente “lievemente” da B ma si guarda bene dal nominarlo o dal non incontrarlo,in attesa di nuovi regali,e vomito
Alfano s’inventa una Costituzione a uso padronale
Si aggiungono Guzzanti e Barbareschi e vomito
La Lega per il 17° anno sostiene il legittimo impedimento o il processo breve o l’ennesima maialata ad personam di B e vomito
Il Pio Albergo Trivulzio
Il decreto per innescare la ripresa mette altre tasse,aumenta il n° degli assessori e consiglieri comunali,regala a banche e assicurazioni e sparge condoni
Siamo al 72° posto per la libertà di informazione e Luca e Paolo insultano Santoro e Saviano per la par condicio, e vomito
Chiudono a Roma l’unico ospedale per bambini con gravi tare neurologiche
Leggo 23,5 miliardi di euro in armi!
Per la diplomazia americana B è “un utile idiota”, deriso da tutti che fa il male dell’Italia e distrugge la democrazia, ma ancora un italiano su 3 lo vota
Quando Di Pietro chiede le dimissioni di Berlusconi, il Pd si tira indietro e rivomito

Una cosa sola posso sperare; che tutto questo vomito sia solo per la gestazione di una nuova Italia
….
LIBIA

La Libia è grande 6 volte l’Italia (4° stato africano) ma ha solo 6 milioni di abitanti. Gheddafi la tiene nelle sue mani da 42 anni. Nel 69 nazionalizzò gas e petrolio e chiuse le basi militari americane e inglesi confiscando tutti i beni degli italiani che furono cacciati. In politica estera Gheddafi è sempre stato respinto da tutti meno Arafat e ha sostenuto feroci dittatori come Idin Amina Dada e Bokassa. Bush lo mise in testa alla sua lista di stati-canaglia. Gheddafi sostenne l’Ira e Settembre Nero. Fu messo fuori la Nato e nell’86 Tripoli fu bombardata da caccia USA. In cambio Gheddafi organizzò l’attentato di Lockerbie sul volo Pan Am 103, che causò la morte di 270 persone. L’ONU impose un embargo alla Libia, perché non voleva consegnare glui attentatori né accettava la responsabilità civile verso le vittime (2003). Solo nel 2006 gli USA tolsero la Libia dagli stati-canaglia
La Libia è un regime militare autoritario, con una leadership forte, senza pluralismo partitico e stato di diritto. E’ al 158° posto su 160 paesi del mondo per la libertà.
I partiti sono vietati. Non esistono sindacati, Non esiste il diritto di sciopero.
Berlusconi è il miglior amico di Gheddafi, cosa che non è stata presa affatto bene dall’amministrazione USA.
Nelle sue visite in Italia, il dittatore ha avuto una accoglienza imperiale da Berlusconi, che gli ha regalato 5 miliardi, gli pagò, a Roma, 500 hostess per sentire le sue lezioni di Corano (sempre a spese nostre!)
Berlusconi ha sempre elogiato Gheddafi come un “grande statista”.
Non risulta che mai la Lega non ci abbia avuto qualcosa da dire.
..
LE BANDERUOLE

Copio: “Paolo Guzzanti non trova pace. Dopo aver fatto parte del Partito Socialista,del Patto Segni, di Forza Italia, del Popolo della Libertà e aver tessuto per anni le lodi di Berlusconi, prestandosi alla incredibile patacca del Dossier Mitrokhin, assurda montatura messa in piedi solo per screditare Prodi, è stato di recente folgorato sulla via di Damasco perché il suo caro B faceva finta di essere liberale e intanto flirtava con l’ex agente del KGB, Putin, e con le donnine allegre delle feste di Arcore e di Palazzo Grazioli. Se ne è andato sbattendo la porta, dopo aver scritto un libro, Mignottocrazia in cui denunciava l’odiosa pratica dello scambio sessuale, accusando apertamente la Carfagna. Sono passati pochi mesi ed eccolo allegramente rientrare nei ranghi, nel gruppo dei Responsabili, l’ultima accozzaglia di peones al servizio di B.E le motivazioni sono veramente da urlo. Sul suo blog, ha la faccia di scrivere che non è tornato “berlusconiano” e di averlo fatto solo per “guadagnare l’unica merce di cui oggi la politica ha bisogno:”il tempo”, visto che non c’è ancora un’alternativa al sultano. Poi gli scappa la verità: “Io in quest’ultimo anno non ho più scritto sui giornali. A me, giornalista da mezzo secolo, è stato impedito di scrivere!” Il Giornale gli ha infatti tolto una succulenta collaborazione dopo le sue sparate contro il padrone di casa, “quasi 7.000 euro netti al mese, più o meno quello che era il mio stipendio da dipendente”, come ha raccontato lui stesso (più o meno quanto dà Berlusconi di marchetta per la scopata di una escort!)
(Il suo massimo cruccio non è che ci sia Berlusconi, ma che lui stesso non sia una bella gnocca giovane da potergliela dare. Ma su questo punto non c’è voltagabbana che serva! E ora lo rileggeremo sul Giornale che presta il suo servilismo piegato a 90°? E i troll si ingegneranno a ricopiare gli articoli di tanto eroe? E’ proprio vero che ci sono prostitute e prostituti ma questi ultimi sono i peggiori!)
..
La Lega e il potere
Thomas Muntzer
Che l’unico obiettivo del ceto politico leghista sia il potere, tanto odiato quanto invidiato e conteso a «Roma ladrona», è documentato anche dall’opportunismo senza princìpi che portò la Lega prima ad agitare in Parlamento il cappio, chiedendo l’intervento della magistratura contro i corrotti o invocando i rigori della legge contro
«il mafioso di Arcore», poi a solidarizzare proprio con Berlusconi e a votare tutte le leggi ad personam necessarie per tenerlo fuori dalla
galera insieme ai suoi parlamentari e sodali indagati per mafia o altri reati. È la stessa disinvoltura di cui la Lega dà prova servendosi strumentalmente della religione a fini di potere, passando dai matrimoni celtici e dal culto pagano del Dio Po alla campagna in favore del crocefisso e del presepio. Oppure dall’intesa con monsignor Fisichella e le solitamente compiacenti gerarchie vaticane in «difesa della vita» e contro la Pillola Ru486 agli insulti contro l’«imam» Tettamanzi, troppo «accogliente» verso i musulmani. Doppia morale, dunque, in uno stile a metà strada tra le furbizie ingenue di una maschera popolare (quella bergamasca di Gioppino, nata in funzione antinapoleonica, come ricorda la saggista francese Lynda Dematteo) e il più puro berlusconismo, di chi si sente sopra la legge e
intoccabile perché investito di alte missioni. Doppio linguaggio anche: giustizialista se ci si trova all’opposizione, autoassolvente se si è al potere. Lampante il caso delle campagne a suo tempo condotte dalla Lega contro l’uso delle auto blu o per la soppressione delle Provincie: oggi sono utilizzate le une e difese le altre.
..
….e l’Italia è il paese più indebitato d’Europa e terzo nel mondo grazie a quelli come B e Tremonti e a degni compari di merende.
Certamente non a causa degli italiani e all’Unità d’Italia.
Il debito, sempre grazie a lor signori, è salito del 4,5% in un anno, attestandosi a fine 2010 a quota 1.843,2 miliardi di €, contro i 1.763,9 dell’anno precedente, con un aumento di 79,4 miliardi rispetto al 2009.

RIDIAMARO : – )

I soprannomi di Berlusconi

Mistero Bordello
Il nano col tacco
L’utile idiota
Il caimano
Il pedofilo
Burlesquoni
Il Cavaliere Mascarato
Sua Emittenza
Il Mignottocrate
Bellachioma
Testa d’Asfalto
Lo Psiconano
Er Catrame
Nanefrottolo
Al Tappone
Il Cainano
Bandanano
Silviolo, l’ottavo nano
Rubo Rubacuori
L’Unto
Berluskaiser (Bossi)

Parafrasando un motto celebre:
“Non pensare a quello che Berlusconi può fare per te. Pensa a quello che puoi fare tu per Berlusconi”
..
Il Mandi
dalla rubrica “le differenze umane”:
Rivolta in Libia:
oltre 80 i morti Internet completamente oscurato
saranno abbronzati, ma hanno i coglioni!
Unità d’Italia:
Calderoli, fosse per me abolirei anche Primo Maggio
siamo bianchi, ma anche coglioni!
,..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Prego vivamente diffondere il seguente appello!

    APPELLO AI GIORNALI ED AI POLITICI SULL’ANATOCISMO BANCARIO

    Cosa significa anatocismo?
    Anatocismo bancario significa produzione di interessi da parte degli
    interessi.
    In altri termini, in passato i clienti di un istituto di credito che
    risultavano creditori dello stesso (per esempio in forza del deposito di denaro
    sul conto corrente), avevano diritto alla riscossione degli interessi con
    decorrenza annuale.
    Decorso l’anno solare, gli interessi che la banca doveva corrispondere al
    cliente venivano ad unirsi con il capitale, pertanto, da quel momento i nuovi
    interessi annuali in favore del cliente non maturavano soltanto sul capitale
    inizialmente depositato ma sullo stesso capitale, aumentato dell’importo degli
    interessi maturati nell’anno precedente.
    Questo fenomeno prendeva il nome di capitalizzazione annuale degli interessi
    creditori del cliente.
    La banca, invece, aveva un privilegio, perché laddove il cliente fosse
    debitore dell’istituto di credito, gli interessi le erano dovuti
    trimestralmente.
    Questo fenomeno prendeva il nome di capitalizzazione trimestrale degli
    interessi passivi, perché ogni tre mesi gli interessi maturati da parte dell’
    ente creditore divenivano esigibili nei confronti del cliente e quindi, si
    andavano a sommare al capitale inizialmente mutuato dalla banca. Il cliente,
    così, vedeva aumentare il valore del capitale originario preso in prestito,
    perché esso veniva maggiorato degli interessi maturati trimestralmente dall’
    ente creditore.
    In buona sostanza, qualora il cliente avesse prestato soldi alla banca, costui
    aveva il diritto di pretendere gli interessi con cadenza annuale, mentre,
    laddove fosse la banca a dare denaro, questa aveva il diritto di pretendere gli
    interessi ogni tre mesi: gli interessi, poi, se non pagati, andavano ad
    aumentare l’importo del capitale iniziale prestato, sicché il debitore vedeva
    sempre aumentare l’importo del capitale originariamente preso in prestito.
    “Questa clausola dei contratti bancari è stata giudicata nulla dalla Corte di
    Cassazione con le sentenze cosiddette della” primavera del 1999”,
    le quali hanno riconosciuto ai clienti delle banche che avessero subito la
    clausola contrattuale descritta, di pretendere la restituzione degli interessi
    versati indebitamente agli istituti creditori durante la vigenza del rapporto
    contrattuale.
    Questo orientamento è stato confermato dalla Corte di Cassazione a Sezioni
    Unite n. 21095 del 2004 le quali hanno ribadito il “DIVIETO” di
    capitalizzazione trimestrale degli interessi da parte degli enti creditizi.
    il Senato ha approvato nel Milleproroghe una norma di favore per le banche
    italiane sulla prescrizione, a carico dei clienti che hanno subito
    l’anatocismo, che va contro la sentenza delle Sezioni Unite n. 24410, del 23
    novembre 2010.

    Se la norma verrà approvata anche dalla Camera, di fatto, si tornerà a
    favorire tutte le banche con una sanatoria sull’anatocismo.

    Ciò non è accettabile ed il mio appello è rivolto a tutti i giornali, anche
    quelli locali ed a tutti gli onorevoli e politici di riferimento, affinché si
    blocchi questa deleteria normativa ai danni dei clienti delle banche
    italiane!.

    Silvano Rucci

    Commento di Silvano — febbraio 21, 2011 @ 7:41 pm | Rispondi

  2. gianni tirelli scrive:
    10/02/2011 alle 21:49

    SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO!

    Una società a irresponsabilità illimitata

    Se la gente fosse messa di fronte, quotidianamente, alle proprie responsabilità oggettive, saremmo tutti, più felici e appagati. Questo non succede, proprio in ragione del fatto che, per il Sistema, è molto più redditizio tenerci sotto scacco, così da potere manipolare a proprio piacere e in ogni momento, gli individui e la realtà. Il fatto, poi, di avere delegato al Sistema ogni nostra oggettiva individualità, personalismo, immaginazione e slancio rivoluzionario, ha prodotto in noi quella perdita di autonomia e di libera scelta, che erano alla base del significato stesso di esistenza.
    E’ del resto singolare il fatto che, il liberismo, visto il contrasto logico (e, diversamente dai suoi supposti obiettivi), sia stato in grado, più di ogni altro regime comunista massimalista, di pianificare e mettere in atto un’opera di omologazione e appiattimento culturale, unica nella storia dell’uomo.
    Se tutti i rappresentanti della politica, dell’economia e delle istituzioni, fossero messi di fronte e sempre, alle proprie responsabilità e, di seguito, sanzionati e penalizzati, per le regole infrante, la fiscalità evasa, gli obblighi e i doveri civili calpestati, cambierebbe di colpo, la fisionomia del nostro paese. In questo modo, la società, acquisterebbe e svilupperebbe quella sensibilità necessaria per distinguere il vero dal falso e il giusto dall’iniquo.
    L’inquinamento, una tragedia che, da decenni, compromette (spesso in maniera irreversibile), le acque e il territorio, accanendosi sulla qualità della vita dei cittadini, si ridurrebbe drasticamente e così, la mortalità relativa ad incidenti stradali e sul lavoro.
    Se poi, in maniera esemplare, venissero colpiti e condannati tutti i responsabili di quella serie infinita di comportamenti illeciti, violazioni e abusi, che caratterizzano la vita sociale, pubblica e politica di questo paese, e concorrono massicciamente a decretarne il suo declino economico e deriva morale, saremmo in grado di dare, alla locuzione “società civile”, la sua (da troppo tempo contraffatta), esatta interpretazione storica ed etimologica.

    L’attenzione alla guida, la prudenza e la concentrazione, raggiungono il loro picco, nella misura in cui, l’automobilista, è responsabile in toto dei suoi atti e comportamenti, e consapevole dei rischi e della certezza della pena.
    L’avere reso obbligatoria l’assicurazione, relativa alla conduzione di autoveicoli e motocicli, ha vanificato la soglia di attenzione di automobilisti e motociclisti, fino ad azzerarla completamente. Questa considerazione che, a una prima lettura, potrebbe apparire estrema e impopolare, ci consegna, diversamente, lo spaccato del meccanismo perverso delle liberalizzazioni (in questo specifico caso, delle compagnie di assicurazione) che, ha fronte di profitti sempre maggiori, hanno mercificato la responsabilità individuale dei cittadini, accollandosi virtualmente le conseguenze dei loro comportamenti illeciti. Quel “tagliandino” dai costi esorbitanti, esposto in bella vista sul lunotto delle nostre autovetture, è una speciale licenza di uccidere che disinibisce da ogni responsabilità individuale. Uno scudo che protegge penalmente da qualsiasi addebito, sia l’automobilista negligente che la compagnia di assicurazione.
    Ma le perverse logiche del Sistema Liberista Relativista sono in netto contrasto con questa mia suggestiva tesi, tanto è vero che, alla vita delle persone, viene anteposto il profitto e l’interesse particolare. Del resto, non c’è da stupirsi più di nulla!
    Queste moderne “strategie di mercato” sono oramai in uso da decenni e applicate ad ogni settore e contesto sociale.
    Ci sono circa, 7000 morti sulle strade ogni maledetto anno e, circa 24000 individui vittime di traumi invalidanti. Di questi, l’80% fa uso delle cinture.
    Cinture di sicurezza, airbag, pneumatici calamitati, freni inchiodanti e tutto quel baraccone di tecnologie infantili e ludiche (full optional) di cui sono provviste oggi le moderne autovetture, non intervengono in nessun modo sulla nostra incolumità.
    Dirò di più!
    Gli sponsor che propagandano le loro super vetture, evidenziandone le particolari caratteristiche, come elementi di assoluta sicurezza, sono i primi e soli responsabili di quella carneficina che si consuma, con sistematica scadenza sulle nostre strade.

    Fra le sanzioni amministrative, “la guida senza cinture”, é quella che produce gli introiti maggiori a fronte di risultati deludenti. Lo stesso discorso vale per i vaccini, i detersivi, le creme rassodanti, snellenti e rigeneranti, le merendine, il danacol, l’actimel, la ricerca sul cancro, i diserbanti, i fertilizzanti, i pesticidi, le missioni spaziali, la pubblicità, i master universitari e tutte le minchiate di quest’epoca nefasta e tumorale, che soffocano la nostra esistenza e svuotano le nostre tasche. Cinture, air bag, abs e altri marchingegni di questo tipo, se non esistessero, per il solo fatto di generare profitti ai soliti imprenditori impostori e fare divertire i loro inventori, non sarebbero di alcuna utilità anzi, controproducenti. E’ proprio sulla base di una sicurezza illusoria, indotta dalla propaganda opportunista del Sistema che, la gente, pigia sull’acceleratore e si schianta. Se veramente questi signori, avessero a cuore l’incolumità e la salute dei loro cari e amati concittadini, cercherebbero, a) Di limitare la velocità delle loro autovetture, b) Di risolvere la tragedia dell’inquinamento da combustione. Eco pass, sanzioni, marmitte catalitiche, euro 1/2/3/4, non sono, che imbrogli, trabocchetti, pianificati a tavolino per estorcere denaro fresco alla gente che lavora. Lo scopo, affermano, è quello di inibire i comportamenti illeciti degli automobilisti. Balle!! Fumo negli occhi e prese per il culo!! La schiacciante realtà lo conferma. Quelle che, oggi, sono definite le “regole”, in verità hanno la stessa efficacia della dicitura, “Il fumo uccide”, stampigliato sui pacchetti delle sigarette, della confessione cattolica che ti assolve dai peccati, e della pena di morte usata come deterrente. In verità, tutti continuano a fumare, a peccare e a uccidere, con grande giubilo del Sistema e dei sostenitori del PIL.
    Il potere di convincimento e di lavaggio mentale di questo Sistema é ammirevole! Ci rincoglionisce, fingendo di sensibilizzarci e, si inventa regole per poterci sanzionare. Lui non vuole la nostra sicurezza, non opera per una qualità di una vita più sostenibile e felice! Al Sistema vampiro, interessano solo i nostri soldi, e così dissemina le sue mille trappole su tutto l’intricato tessuto sociale, contando sullo sfinimento e l’incapacità di reagire dei cittadini.
    La storia vergognosa e infame dei semafori con il trucco, ce la siamo scordata?
    Hanno fatto del suolo pubblico un’azienda privata – tutto qui!!! Siamo trattati al pari di bestie ammaestrate e intanto, loro, se la ridono alle nostre spalle mentre, nel frattempo, stanno armando una nuova trappola.
    Dobbiamo usare la nostra testa se intendiamo onorare la verità, a costo dell’impopolarità, e analizzare a fondo le circostanze, senza prendere per oro colato ogni minchioneria che ci spacciano per buona e improntata al nostro bene. Chi, oggi, può ancora credere nella bontà di un Sistema che ci ha prosciugato da ogni barlume di felicità e di speranza? Questa banda di sanguisughe, ci ha spremuto, ci spreme e continuerà a spremerci come dei limoni, fino a quando l’ultima goccia del nostro sangue, sarà stata risucchiata dalla loro arsura di potere e di denaro.

    L’intento, di questa mia dissertazione, è quello di smascherare la retorica di tutti quei luoghi comuni che ci spacciano come taumaturgici ed esempi di civiltà, per indicare al lettore, un diverso punto di vista e una sua personale riflessione.

    Gianni tirelli

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 26, 2016 @ 4:53 pm | Rispondi


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