Nuovo Masada

febbraio 16, 2011

MASADA n° 1260. 16-2-2011. JUNG 4-4. ARCHETIPI. IL BAMBINO DIVINO

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:09 pm

(Lezione 4 della quarta parte del corso di psicoanalisi su Jung, tenuto
a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli e facente parte del libro “Lo specchio più chiaro”, pubblicato su internet)

Quando le energie profonde cominciarono a riattivarsi, i nostri sogni si popolarono di bambini. L’inconscio celebrava la sua rinascita col più bello dei suoi simboli”. (V.)

Io lo cercai per molti giorni / Nelle stanze senza luce” (Borges)

Un archetipo presente in ogni cultura è il BAMBINO DIVINO. Come la psiche si muove verso la propria centralità, appaiono riferimenti a Mercurio, il bambino d’oro, il neonato, il putto, il nano, l’elfo, l’ometto di metallo … Core, la fanciulla mitica, figlia di Demetra, ne è un modello, il bambino brimos generato nei riti misterici la rappresenta nel momento della resurrezione. Di nuovo queste figure riportano al ciclo della natura e alla primavera dopo la morte invernale.
Nella terapia delle nevrosi, Jung si imbatte spesso in questo archetipo; quando la psiche fa un passo significativo nel PROCESSO DI INDIVIDUAZIONE, verso la totalità e l’integrazione, è allora che appare l’immagine del Bambino, che nasce da un calice di fiore o da un uovo d’oro o è al centro di una struttura mandalica. Qualche volta è scuro di pelle, è esotico, cinese o indiano, figlio di re o di strega. Può apparire anche come fior di loto, stella alpina, pietra preziosa, perla, vaso, sfera, uovo… E’ bene che sia unico; quando compaiono tanti bambini insieme, ciò può indicare disgregazione della psiche ed elementi schizoidi.

Il Bambino Divino rappresenta l’alba psichica, l’infanzia del mondo, la Nuova Nascita. Non ci riporta al bambino che eravamo, ma rappresenta la psiche continuamente rinascente col suo potenziale di speranza, fiducia e freschezza . In tal senso può anche non comparire come bambino ma essere gigante, principe, nano o animale… , è il ritorno alle condizioni originarie, grazie all’afflusso di nuove energie di cambiamento.
Il Bambino sta tra la morte e la vita, o meglio tra un aspetto della vita e un altro, tra il non nato e l’appena nato. E’ l’alba, l’inizio, la guarigione, la rinascita .
Lo sviluppo della psiche avviene quando energie nuove arrivano e sono integrate dalla coscienza. Se essa resta debole e non riesce ad avere un centro unitario, l’inconscio irrompe e la invade, falsando il suo lavoro e agitando immagini fantasmatiche, allora la percezione della realtà diventa debole e preda di illusioni e l’io soccombe al dilagare dell’energia non elaborata .
Il vero mandala psichico, ovvero la realizzazione del Sé, si ha quando le energie inconsce vengono gradualmente a contatto con la coscienza e la attivano in modo armonico.
Nel sogno, le energie dell’inconscio non ancora metabolizzate possono presentarsi come il visitatore alieno, l’extracomunitario, lo zingaro, il cane selvatico, il cavallo, l’uomo nero, l’ombra, il principe moro, il ladro, la figura aliena… Ciò che è ignoto si affaccia alla coscienza in modo inquietante e desta apprensione. Conoscere vuol dire metabolizzare ma lo possiamo fare solo con ciò che riconosciamo come simile.
Le nuove energie devono essere elaborate o trasformate per alimentare la coscienza, anche se a volte possono anche essere risolutive con un veloce salto evolutivo, al punto da segnare una vera e propria ‘rinascita’.
Spesso il sogno indica questa rinascita in modo stilizzato ed è allora che il sognatore diventa lui stesso il bambino, il neo-nato, e attiva nel sogno un RITO DI RINASCITA. Poiché si tratta di un evento di grande importanza, il rito lo sottolinea con forti elementi simbolici.
Jung ipotizza che i riti sacri siano evocati dai sogni, che sia cioè l’inconscio collettivo a dettarli, perché l’uomo ha bisogno di una via del fare che riattivi l’energia dell’essere. Il rito è una procedura visibile per attuare una trasformazione invisibile.
I sogni mandano i segni del rito per individuare tangibilmente un percorso di cambiamento. In effetti l’energia si manifesta sia nel visibile che nel non visibile, come su due percorsi paralleli, così che nessuna cosa, idea, pensiero, forma o gesto, ne resta esclusa e da ogni modo dell’essere l’energia promana.

Secondo la doppia valenza dell’archetipo morte/nascita, per rinascere a qualcosa si deve prima morire, il rito dunque sottolinea i due aspetti del mutamento, l’essere che non è più e quello che inizia un nuovo ciclo.

Enza usciva da un periodo travagliato affettivamente e aveva subito varie perdite del cuore. Nella sua vita si chiudeva un tempo e se ne apriva un altro. Affinché fosse pronta a ricominciare occorreva che la sua psiche attingesse energie nuove e rinascesse. Il culmine della transizione si sviluppò in tre settimane. Nel primo sogno Enza era in un teatro con poltroncine rosse e il sipario era chiuso.

E’ frequente sognare un teatro, un anfiteatro, una piazza, un luogo dove si terrà la rappresentazione, lo spettacolo. Una parte di noi fa assiste a ciò che deve avvenire. Sta per iniziare qualcosa, il sogno dice: sta’ attento a ciò che vedrai! Il rosso delle poltroncine indica che si tratterà di qualcosa che ha a che vedere con la passione del cuore.

Arrivava un uomo nero, indefinito come un’ombra o una sagoma, si sedeva accanto a Enza e cercava di metterle un braccio sulle spalle, ma Enza era infastidita e si sottraeva, si alzava e usciva da una porticina sulla destra verso la luce.

Le forze dell’inconscio sono oscure e non riconosciute, cercano di unirsi all’io, ma questi sfugge dalla parte destra, cioè dalla parte della ragione. Passano tre settimane, l’incubazione è necessaria affinché la sognatrice faccia proprie le nuove forze, le assimili; l’inconscio lavora indisturbato anche se la mente cosciente non ne partecipa. Dopo questo periodo, Enza è pronta ad attuare la rinascita e arriva il sogno simbolico che contiene elementi relativi al BAMBINO.

So che devo morire, la cosa sembra interessante, sono pronta all’evento, ho fatto dei corsi per questo, tutto ciò che ho fatto tende naturalmente a questo, è una cosa naturale e io sono pronta. Attraverso delle stanze grigie ed anonime come un passaggio necessario, poi sono pronta al rito. Indosso una tunica azzurra e dei calzari alti gialli; entro in un sacco a pelo azzurro che viene chiuso, sto molto bene così avvolta, poi di colpo sono immersa in un’acqua azzurra tiepida ma anche fresca, o forse un’aria, visto che è molto lieve, che mi avvolge da ogni parte e sono molto felice, vedo la scena come se fossi sul fondo dell’acqua e guardassi in alto”.

Abbiamo un sacco amniotico e una incubazione che prelude a una nuova nascita. Enza racconta il sogno con passione, ha vissuto una forte emozione, insiste nello specificare che tutto ciò che avviene è un rito, cioè ne sottolinea il carattere sacro. Come si vede, Enza torna nel seno della madre, nel bozzolo azzurro, colore di molte dee madri, anche Maria è avvolta in un manto azzurro. Le calzature gialle aumentano l’idea del bozzolo, la nascita è una sensazione bellissima di aria-acqua con estremo senso di leggerezza e freschezza. Il giallo e l’azzurro sono i colori della nascita, della primavera (pulcini, fiori primaverili, cielo nuovo), della Pasqua. Nulla è casuale: nel mondo azteco il guerriero trionfatore è vestito di azzurro e giallo, perché oro e azzurro sono i colori dell’energia che viene dall’alto. Kandinskij amava la coppia giallo-azzurro, come colori complementari di grande gioia. Vishnu indossa abiti gialli, l’uovo cosmico di Brahma è giallo. Il giallo è il colore della ‘nuova pelle ’ anche nella cosmologia messicana ed è collegato al mistero del Rinnovamento. Apollo dio della luce porta vesti gialle. Le palme della domenica prima di Pasqua dovrebbero essere secche cioè ingiallite, perché quando la foglie è secca il frutto è pronto, muore la foglia per far nascere il frutto. Il giallo è il colore della vita eterna e si sposa con la purezza del bianco, come nella bandiera vaticana. Nelle camere funerarie egizie il giallo è associato all’azzurro come colori della rinascita, perché si crede nell’al di là come in una nuova vita.
Nel sogno di Enza gialli sono i calzari, alti per indicare che ci si alza a un nuovo piano di consapevolezza; essi indicano il contatto con la terra ma anche il suo distacco; giustamente nel Buddhismo tantrico la stabilità è nel centro radice, il Muladharachakra, collegato all’elemento terra. Le scarpe alte che si staccano dalla terra rappresentano il viaggio verso l’alto. Questo è un sogno di rinascita e vivere significa attraversare vari cicli di rinascite
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http://masadaweb.org
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INDICE JUNG 4

Lezione 1
https://masadaweb.org/2011/01/27/masada-n%C2%B0-1252-27-1-2011-modificazioni-di-coscienza/

Lezione 2
https://masadaweb.org/2011/02/01/masada-n%C2%B0-1254-1-2-2011-jung-4-2-sogni-straordinari/

Lezione 3
https://masadaweb.org/2011/02/08/masada-n%C2%B0-1257-8-2-2011-jung-4-3-l%E2%80%99altro-da-me-il-gemello/

Lezione 4
https://masadaweb.org/2011/02/16/masada-n%C2%B0-1260-16-2-2011-jung-4-4-archetipi-il-bambino-divino/

Lezione 5
https://masadaweb.org/2011/02/18/masada-n%C2%B0-1262-16-2-2011-jung-4-4-bis-archetipi-animus-e-anima-il-maschile-e-il-femminile/

Lezione 6
https://masadaweb.org/2011/02/23/masada-1264-23-2-2011-jung-4-lezione-5-l%E2%80%99archetipo-fondamentale-il-se/

Lezione 7
https://masadaweb.org/2011/03/01/masada-n%C2%B0-1266-1-3-2011-il-mandala-jung-4-lezione-6/

Lezione 8
https://masadaweb.org/2011/03/08/masada-n%C2%B0-1269-8-3-2011-jung-parte-4-lezione-7-il-libro-rosso-le-personificazioni/

Lezione 9
https://masadaweb.org/2011/04/07/masada-n%C2%B0-1279-7-4-2011-jung-l%E2%80%99i-ching/

Lezione 10
https://masadanew.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=5737&action=edit

Lezione 11
https://masadanew.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=5767&action=edit

Lezione 12
https://masadaweb.org/2011/04/12/masada-n%C2%B0-1280-12-4-2011-jung-4-11-la-scrittura-automatica-i-sette-sermoni-dei-morti/

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