Nuovo Masada

febbraio 14, 2011

MASADA n° 1259. 14-2-2011.Se non ora quando?

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:29 pm

Dalla manifestazione del 13 febbraio

“Un paese dove si ammazza una donna ogni due giorni è un paese malato.”

Questa è la prima delle manifestazioni delle donne in cui gli uomini scendono in piazza accanto alle donne. Questo è un buon inizio per un paese nuovo.
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Missy Elliott cita

….Il potere di sognare, di dettare le regole
di lottare per cacciare dal mondo i folli
è promulgata la legge della gente
è promulgata la legge della gente
Ascolta:
Io credo che tutto quello che sogniamo
può arrivare e può farci arrivare alla nostra unione
noi possiamo rivoltare il mondo
noi possiamo dare il via alla rivoluzione sulla terra
noi abbiamo il potere
La gente ha il potere …

(Patti Smith)

Viviana Vivarelli
Hanno distrutto la morale chiamandola moralismo.
Hanno deriso l’onestà dicendola buonismo.
Hanno calpestato il rispetto umano in nome dell’egoismo.
E con questo hanno fatto a pezzi la Nazione e ucciso la democrazia.
Io non protesto solo per me che sono donna, io protesto per rivendicare l’onore di tutti.

Ieri tutte le persone di buona volontà, e non soltanto donne, sono scese in piazza per difendere l’onore del nostro paese, e non solo delle donne.
Se non si capisce che l’onore e la dignità sono cose che riguardano tutti, non si è capito nulla.

PARAFRASI
Sono venuti a offendere le donne e ho detto che non mi riguardava perché sono un uomo
Sono venuti a schiavizzare gli operai, ma non sono fatti miei perché non sono un operaio
Sono venuti a far soffrire i malati ma io mi sento in ottima salute
Sono venuti a impoverire i poveri ma me ne rido perché non sono povero
Sono venuti a comprare e vendere parlamentari, ma non sono fatti miei tanto non sono un parlamentare
Sono venuti a imbrogliare le elezioni, ma che mi frega, tanto già non voto

Sono venuti a uccidere i carcerati ma non è cosa per me, non sarò mai un carcerato
Sono venuti a distruggere i processi ma non ne ho me ne rido della giustizia
Sono venuti ad attaccare i migranti ma io un paese ce l’ho e non sono un migrante
Poi sono venuti a cercarmi con la violenza e ho gridato aiuto, ma non è venuto nessuno.

L’indignazione delle donne riguardo l’uso e la mercificazione del corpo delle donne, denaro e incarichi istituzionali, in cambio di prestazioni sessuali ha fatto sì che a protestare siano tutte le donne di ogni partito politico. Una voce unica per dire basta e chiedere i riconoscimenti di dignità e diritti di cui godono milioni di altre donne europee.

Il video su Bologna

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/13/se-non-ora-quando-la-piazza-di-bologna/91877/

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BOLOGNA
Viviana Vivarelli

Credevo di non poter fare più manifestazioni, ma a quella delle donne dovevo esserci per forza. Tremavo perché Bologna è una piccola città, morta politicamente e dove non succede mai niente, e invece: MIRACOLO! Le donne arrivavano, arrivavano e arrivavano! Giovani e non giovani, anziane e ragazzine. Ridenti e abbracciate, con quella gran forza che unisce da sempre le donne tra loro! E arrivavano gli uomini, mariti, fidanzati, compagni, figli, che non abbandonavano le loro donne! Siano benedetti questi uomini d’onore! Alla fine eravamo 20.000! Con i cani, i figli, le carrozzine. Abbigliati da protesta pure loro. Tanti da non riuscire quasi a camminare e dovere per forza uscire dal percorso obbligato dalla questura attraverso stupide stradine strette. Per fare solo mezza V Indipendenza, via dei Mille e via Lame ci abbiamo mezzo due ore e mezzo. Grande l’allegria. La questura aveva talmente sottovalutato la manifestazione da non mandare nemmeno un vigile urbano! Tale è la civiltà delle donne di Bologna. Nessuna bandiera di partito per fortuna. Che fossimo solo un milione è inverosimile, visto che erano con noi 243 città e 29 all’estero. E solo un imbecille poteva dire che erano poche radical chic di sx. E un totale idiota che le donne di dx sono di più, visto il fresco flop della Santanchè con i suoi poveri 97 cloni. Davvero la dx sa farsi grossa solo a parole ma il paese lo ha perso!
C’erano tante giovanissime a difesa della dignità femminile, visi belli e puliti. Io mi sento il cuore battere nel petto: una grande speranza è possibile.

Un cartello da ridere: “Gli Egiziani sono riusciti a battere Mubarak, noi a far battere la nipote di Mubarak”

Per il resto: “Berlusconi dimettiti!” Dicono che era una manifestazione politica. Sicuramente! E’ sempre politica la difesa della dignità di una Nazione contro la degenerazione imperante.
Il corteo gridava: “Galera! Galera!” L’unico posto dove quelli come Berlusconi dovrebbero andare!

La battuta più grottesca è uscita da quella fogna di Sgarbi che ha evocato una contro-manifestazione pro Cavaliere fatta da escort e donne di Berlusconi.
Potrebbe contare su certi numeri ma mi chiedo quale donna onesta ambirebbe a farsi vedere in quella compagnia di battone! E come verrebbero? In nero corto con niente sotto? O vestite da crocerossina? Stiamo sfiorando l’orrido. Patetiche, più che peripatetiche!

MILANO
Giorgia Vezzoli

Vita da streghe c’era. A Milano, in una gremita Piazza Castello (gente in ogni dove, persino sul monumento di Garibaldi), Ecco di seguito il reportage fotografico del blog, nel quale ho cercato di dare visibilità soprattutto ad alcuni cartelli/messaggi che hanno “colorato” la manifestazione.

-E’ stato divertente ed emozionante. Indipendentemente da come e chi sia stata organizzata la manifestazione, la sensazione che ho avuto è stata quella di un “risveglio collettivo” a partire dalle donne.
-Tantissimi gli uomini presenti. Così tanti che la quantità di persone nella piazza risultava equamente distribuita fra uomini e donne. Mi sono quasi commossa quando un signore, mentre portavo lo striscione “IL CORPO DELLE DONNE” (splendidamente realizzato da Emanuela Chiarini), mi ha dato spontaneamente il cambio!

-Interventi sinceri e toccanti. Sentire elencare così tanti messaggi e
informazioni sulla condizione delle donne oggi in Italia ad una piazza tanto gremita e sentirli rivendicare come questioni fondamentali per il Paese è stato liberatorio: era ora!!!
-Una nota di merito alla brillante Teresa Mannino che ha condotto gli interventi in maniera egregia. Ironica ed appassionata al contempo.
-La donna col cappello nero che compare sia nella foto dello striscione “IL CORPO DELLE DONNE” sia in quella con il cartello “IO NON CI STO per una società libera da gli stereotipi” sono io. Giusto per dire che ci ho messo la faccia!

http://www.youtube.com/watch?v=DNmS2qIKkYc

Un ragazzo straordinario: FEDERICO
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MILANO
Una piazza così gremita a Milano non la si vedeva da tempo. Ottantamila, forse cento. Sono soprattutto donne le decine di migliaia che anche nel capoluogo lombardo hanno riempito non solo piazza Castello, ma tutte le arterie che la raggiungono. Nonostante il tempo non fosse dei migliori, al grido di “se non ora quando?” Milano ha risposto all’appello in difesa della dignità delle donne. Applauditissimo l’intervento di Franca Rame che ha letto un testo di Camilla Cederna. “Se vedrà le immagini di questa piazza – si augura una ragazza – speriamo che Berlusconi capisca. E’ ora di dimettersi” di Franz Baraggino
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Franca Rame- Milano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/13/se-non-ora-quando-la-piazza-di-milano/91874/

L’intervento più applaudito: Suor Eugenia Bonetti

http://www.youtube.com/watch?v=EQuY6uKQ034

Il mio saluto caloroso e affettuoso e il mio grazie a tutto il mondo femminile qui presente per chiedere il rispetto per la dignità della donna. Sono suor Eugenia Bonetti,missionaria della Consolata,vissuta in Africa per 24 anni, dal 1993 impegnata in un centro Caritas di Torino dove ho conosciuto il mondo della notte e della strada e dove ho incontrato il volto,le storie, le sofferenze,la disperazione e la schiavitù di tante donne portate in Italia con il miraggio di una vita confortevole per trovarsi poi nelle maglie della criminalità
Dal 2000 lavoro a Roma come responsabile dell’Ufficio“Tratta donne e minori”dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia per coordinare il servizio di centinaia di religiose che operano sulle strade,nei centri ascolto,nei centri di detenzione ed espulsione e soprattutto nelle case famiglia per il recupero di tante giovani vite spezzate
Sono qui a nome di queste suore che ogni giorno operano silenziosamente e gratuitamente con amore,coraggio e determinazione nel vasto mondo dell’emarginazione sociale per ridare vita e speranza. Sono qui per dare voce a chi non ha voce,alle nuove schiave,vittime della tratta di esseri umani per sfruttamento lavorativo e sessuale,per lanciare un forte appello affinché sia riconosciuta la loro dignità e ripristinata la loro vera immagine di donne,artefici della propria vita e del proprio futuro. A nome loro e nostro,che ci sentiamo sorelle e madri di queste vittime,diciamo basta a questo indegno e vergognoso mercato.
Questo grido nasce dalla nostra esperienza concreta,dalla nostra vita vissuta ogni giorno a contatto con tante giovani trafficate e sfruttate dai nostri stessi stili di vita e alle quali sono negati i fondamentali diritti umani.
Purtroppo l’immagine che viene trasmessa dai media dalla pubblicità e dagli stessi rapporti quotidiani uomo-donna è l’immagine del corpo della donna inteso solamente come oggetto o strumento di piacere,di consumo e di guadagno,misconoscendo invece l’essenziale che lo stesso racchiude:una bellezza infinita e profonda da scoprire,rispettare,apprezzare e valorizzare
Le costanti notizie di cronaca che in queste ultime settimane si susseguono in modo spudorato sui nostri media ci sgomentano e ci portano a pensare che siamo ancora molto lontani dal considerare la donna per ciò che è veramente e non semplicemente un oggetto o una merce da usare .Quale immagine stiamo dando della donna e del suo ruolo nella società e nella famiglia a prescindere dai fatti di cronaca,dalla veridicità o meno di ciò che ci viene presentato?
In questi ultimi tempi si è cercato di eliminare la prostituzione di strada perché dava fastidio e disturbava i sedicenti benpensanti. Abbiamo voluto rinchiuderla in luoghi meno visibili,pensando di aver risolto il problema,ma non ci rendiamo conto che una prostituzione del corpo e dell’immagine della donna è diventata parte integrante dei programmi e notizie tv della cultura del vivere quotidiano e proposta a tutti,compresi quei bambini che volevamo tutelare. Tutto questo purtroppo educa allo sfruttamento,al sopruso,al piacere,al potere,senza alcuna preoccupazione delle dolorose conseguenze sui nostri giovani che vedono modelli da imitare e mete da raggiungere
La donna è diventata solo una merce che si può comperare,consumare per poi liberarsene come un qualsiasi oggetto usa e getta
Troppo spesso la donna è considerata solo per la bellezza del suo corpo e non per la ricchezza dei suoi valori veri di intelligenza e di bellezza interiore per la sua capacità di accoglienza, intuizione,donazione e servizio,per la sua genialità nel trasmettere l’amore,la pace e l’armonia,nonché nel dare e far crescere la vita..
Il vero successo e l’avvenire di una donna non possono essere basati sul denaro,sulla carriera o sui privilegi dei potenti,ma deve essere fondato sulle sue capacità umane,sulla sua bellezza interiore e sul suo senso di responsabilità
Durante questi lunghi anni di impegno e servizio alla donna,la nostra rete di religiose si è allargata e consolidata non solo in Italia ma anche nei Paesi di origine, transito e destinazione. Abbiamo creato le basi per un vero lavoro educativo di informazione,prevenzione e reintegrazione,come pure di condanna per quanti, in modi diversi,usano e abusano del corpo della donna la cui dignità non si può mercanteggiare o pagare perché è un dono sacro da rispettare e custodire. Non possiamo più rimanere indifferenti di fronte a quanto oggi accade in Italia nei confronti del mondo femminile.Siamo tutti responsabili del disagio umano e sociale che lacera il Paese.
E’ venuto il momento in cui ciascuno deve fare la sua parte e assumersi le proprie responsabilità. Per questo come religiose rivolgiamo un forte appello alle autorità civili e religiose,al mondo maschile e maschilista che non si mette in discussione,alle agenzie di informazione e formazione,alla scuola,alle parrocchie,ai gruppi giovanili,alle famiglie e in modo particolare alle donne affinché insieme possiamo riappropriarci di quei valori e significati sui quali si basa il bene comune per una convivenza degna di persone umane, per una società più giusta e più libera, con la speranza di un futuro di pace e armonia dove la dignità di ogni persona è considerato il primo bene da riconoscere, sviluppare, tutelare e custodire.
A tutti il mio grazie per la vostra attenzione e per il vostro impegno a favore della dignità della donna.
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Come ha detto Rosy Bindi: “Molte volte ho sentito parlare delle suore, ma mai in un contesto come questo, il che dice che si sta muovendo anche il mondo cattolico e che sta cambiando il rapporto tra potere e chiesa cattolica.

Le donne in Italia
Splendido video di giovani

http://www.youtube.com/watch?v=MiUv3BL0E84


TORINO
Guido Tiranti

A Torino piazza S. Carlo si è riempita come non si vedeva da tempo, quando il corteo è finito in piazza Vittorio Veneto c’era ancora gente che doveva partire da piazza S. Carlo, avevo visto così tante persone solo nel 1893 per lo sciopero dei metalmeccanici!Che emozione!In piazza ho visto tante famiglie con bambini, giovani, molti uomini, tanta allegria, è con quella e la nostra fermezza e dignità che potremo scalzare non solo Berlusconi ma sopratutto la cultura del berlusconismo.L’impressione è quella che sia finalmente l’inizio di una nuova stagione per il nostro povero paese, l’inizio di un movimento che grazie all’intelligenza ed alla sensibilità delle donne ci consentirà di cambiare pagina. Continuiamo a scendere i piazza ed a farci sentire, facciamo con l’Egitto e la Tunisia!!
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FIRENZE
Niccolò

A Firenze, il centro città stracolmo, non so quante persone, di tutte le età uomini e donne, vecchi e giovani. Una grande emozione sotto i monumenti simbolo della città, che sempre ha gridato a gran voce i principi della democrazia. Questa unità che oggi si è costituita in tutte le piazze d’Italia, non deve restare fine a se stessa, ma deve ancora gridare a gran voce davanti al parlamento, migliaia e miglia di persone, pulendo, con la sola forza delle sciarpe bianche, quel gran cumolo di immondizia che ancora occupa gran parte di quell’ anfiteatro. L’ottavo nano, Trombolo, deve andare a farsi giudicare con tutte le sue pupille e magnacci.
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BARI

Diecimila a Bari. Una manifestazione così gremita mancava nella città da tempo. Prevalentemente femminile, il corteo che ha attraversato il centro cittadino ha visto unite donne di varie età e provenienze, ed anche uomini, sebbene in numero minore. Com’è accaduto precedentemente solo in occasione del gay pride 2003, la cittadinanza ha risposto affacciandosi ai balconi e unendosi al corteo in movimento. Molti gli slogan che hanno cercato di legare la questione di genere con le problematiche sociali ed economiche che attraversano il Paese, guardando anche alla politica internazionale: “Né coccodé, né co.co.pro”, “Le donne egiziane ce l’hanno insegnato, il dittatore può essere cacciato!”, “In Italia di sessismo si muore, dalle case ai Cie”.

‘UnDesiderioInComune’, una fra le tante organizzazioni promotrici della manifestazione a Bari, si è detta molto soddisfatta della partecipazione. In coro, le attiviste dell’associazione hanno detto: “Un aspetto positivo della miseria politica del momento è l’enorme quantità di analisi prodotta negli ultimi giorni da femministe vecchie e nuove. Un lavoro preziosissimo che, per esempio, ci aiuterebbe ad evitare errori grossolani, come quello, vecchissimo, di demandare alle donne la responsabilità per il decoro della nazione”. In piazza campeggiavano infatti due cartelloni delle ‘Fabbriche di Nichi’: “La dignità delle donne è la dignità della nazione”, “La dignità della nazione è la dignità delle donne”.

E’ evidente che c’è bisogno di un approfondimento su questi temi, ripetono le attiviste: “Dire che la dignità della nazione dipende da quella delle donne significa non mettere in discussione l’assunto omosociale costitutivo della nazione”. E aggiungono: “Per fare una politica di genere non basta avere delle donne nei posti di potere, si tratta piuttosto di sviluppare un punto di vista sulle relazioni tra i generi che non può essere racchiuso in una prospettiva riformista, in quanto di per sé rivoluzionario. In Italia, il sessismo è stato usato come strumento di governo negli ultimi 20 anni. Questo anche perché era possibile attingere a una cultura profondamente radicata. Molti non si accorgono, inoltre, che alla trappola creata dal modello femminile proposto, corrisponde un altrettanto asfittico modello maschile. La questione, dunque, ci riguarda tutte e tutti”.

Iside Gjergji
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Di fronte a una manifestazione così sentita, così spontanea e così grande, la RAI, come al solito, ha fatto mancare la diretta e ha dato poche notizie confuse, per fortuna anche per chi non ha sky il digitale ha consentito di vedere le piazze da RepubblicaTV e altri canali.
Ma la disinformazione è stata totale e micidiale.
E persino stamattina sull’Omnibus di Telesette abbiamo solo uomini a discettare, nemmeno una donna, vergogna! Non si perde occasione per imbavagliare i cittadini. E in quanto a imbavagliare le donne, tutto l’ipocrita mondo maschile fa sempre massa comune.
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IMPERIA
Marco
Questa mattina grande e partecipata manifestazione ad Imperia, coloratissima e pacifica. Grande cosa, per Imperia, terra di scajoli…!
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PADOVA
Elisa
Padova era pienissima… Peccato per la pioggia! E’ stato un successone
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GENOVA
Alessio
Un bel gruppetto c’era anche a Genova, realisticamente penso che fossimo circa 5-6.000 persone, che per Genova direi che non è poco. 🙂
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PETER GOMEZ
Berlusconi è minoranza nel Paese

In questi ultimi anni la politica e il giornalismo italiano sono ruotati tutti intorno a una grande bugia: la falsa convinzione che B e i suoi fossero maggioranza nel Paese. I numeri, per la verità, hanno sempre detto il contrario. Anche quando B era all’apice della sua forza (2008) mai ha saputo raccogliere il 51% dei consensi, fermandosi al 37% dei votanti (cosa diversa rispetto agli aventi diritto al voto), per poi perdere a ogni tornata elettorale. La grande menzogna, però, è stata ripetuta, talmente tante volte, da essere presa per vera. Con rassegnazione molti dicevano che il nostro Paese ha la classe dirigente che si merita. Che una nazione fatta di furbi,evasori fiscali,fannulloni, corrotti e raccomandati, poteva solo essere rappresentata da Be dai suoi cloni
Si sbagliavano. L’Italia è un’altra cosa. Gli italiani sono in maggioranza un popolo straordinario. Fatto di donne e di uomini che si ammazzano (quando ce l’hanno) di lavoro. Che s’impegnano in quasi 500.000 organizzazioni di volontariato. Che vanno all’estero (4 milioni) per riuscire a fare quello che in patria è impossibile. Questo non è solo il Paese delle mafie più potenti del mondo, della classe politica più corrotta di tutta l’Europa. Questo è il Paese di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, delle associazioni anti-racket, della Confindustria e dei commercianti che in Sicilia dicono di no al pizzo. È il paese di Giorgio Ambrosoli, di Libero Grassi, di Peppino Impastato, dei giornalisti minacciati in Calabria, dei poliziotti che si pagano da soli la benzina per le loro auto, dei dipendenti pubblici che si portano da casa i computer per far funzionare i loro uffici, degli operai che occupano le fabbriche e salgono sui tetti chiedendo solo di poter lavorare.
L’Italia è molto meglio di chi al Governo e in Parlamento immeritatamente la rappresenta. E in questa domenica di febbraio, grazie alle donne, cominciamo ad accorgercene. Mai prima d’ora si era assistito a manifestazioni tanto imponenti organizzate non dai partiti, ma dalla gente. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza non per moralismo, ma per dignità. Senza odio, senza violenza, hanno detto che loro alla grande bugia non ci stanno più.
B che grazie alla compravendita dei deputati ha ancora la maggioranza alle Camere, è sempre più minoranza nel Paese. Come dimostrano i vari flop delle manifestazioni organizzate dal Pdl, anche tra chi lo ha votato è ormai difficile trovare qualcuno disposto a spendersi per lui. Il Re è nudo. Inutile però illudersi. Non si dimetterà. Non lo farà ora. Ma chi è in Parlamento è ora che si faccia due conti e cominci a capire che reggere il sempre più pesante trono di un vecchio Sultano in agonia non conviene. Perché al momento dell’inevitabile caduta tutta la corte finirà travolta.
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.. e tanto per cadere dal truogolo alla merda
LE IMBECILLAGINI DI UN GOVERNO IMPRESENTABILE, ‘PORCI E AFFINI’

BERLUSCONI l’ossesso: “Le manifestanti sono asservite a un teorema giudiziario”. (ma chi è stato l’idiota che gli ha suggerito una simile risposta? Lo stesso dell’’utilizzatore finale’?)

GELMINI la demente: “E’ stata una manifestazione di “radical chic, delle donne dei salotti della sinistra”. (Ma poverina!)

PRESTIGIACOMO da buttare: “Non mi è piaciuto che delle donne manifestino contro altre donne!” (A’ imbranata! Le piazze chiedevano la testa di Berlusconi! Nessuna ha detto nulla contro quelle come te che non si sa cosa siano e a cosa servano!)

SANTANCHE’ la vaiassa: “Donne che, ancora nel terzo millennio sanno solo essere strumento di uomini. Peccato che a farle scendere in piazza sia solo l’odio nei confronti di un uomo e non l’amore per le donne stesse, che invece ritornano alla categoria delle donne per bene e delle donne per male, a seconda della loro appartenenza a una parte politica”.

SGARBI l’indemoniato: ”Propongo alle ministre di rispondere con una manifestazione di orgoglio dell’amore, della sua libertà, anche delle sue perversioni. Occorre chiamare in piazza in tutte le città le donne amanti sotto lo slogan ‘donne e amanti di Silvio’. Senza vergogna senza ipocrisia: quante sono le donne che vorrebbero andare ad Arcore? Proviamo a verificarlo”.
“E’ odioso lo sfruttamento delle donne per abbattere Berlusconi. E’ evidente la strumentalizzazione che si manifesta nell’ insistenza con cui si chiamano prostitute tutte le donne andate ad Arcore”.(Ma va!)
”E’ prostituta chi esercita un mestiere, non certo chi va a dormire o chi frequenta la casa di un uomo. Non è una prostituta, ma una donna, amante e libera di fare quello che desidera e anche di essere interessata. (fine distinzione etica: non la do perché sono una puttana ma perché sono ‘interessata’!) La manifestazione di oggi a Roma mortifica e umilia le donne che decidono di fare del loro corpo lo stesso che fanno i maschi”. (umilia?!? A’ scemooooo!)
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Gli slogan

BASTA!!!!
VERGOGNA!
DIMETTITI!
IN GALERA!!
“Mubarak si è dimesso, Silvio papi fai lo stesso”
“Non chiamatemi escort, sono una puttana. Non chiamatemi puttana, sono una schiava”.
“Tempo di esserci tutte e tutti, vogliamo un Paese che rispetti le donne”.
“Minettiti!”
“Vogliamo un Paese che rispetti le donne!”
”Non è femminismo, è dignità!”
“Di, come diritti, dignità, donne!”
“Questa sciarpa bianca indica il cuore delle donne in lutto”
“Non manifestiamo solo per noi, ma anche per voi uomini!”
“Altre idee di donne, altre idee di uomini per un’altra idea di Italia”.
“Mò sbarak”
«Libere indignate orgogliose»,
«Dignità, democrazia e dimissioni»
«Donna non oggetto ma soggetto»
“La Costituzione è troppo vecchia per te lasciale stare..”
“Neppure con i tuoi soldi potrai comprare la Costituzione..”
“Mubarak è un saggio (citazione da Berlusconi), imitalo e vattene..”
“Non è in gioco solo la dignità delle donne, ma quella dell’Italia..”
“I bavagli mettili ai tuoi cortigiani..”

Quindi è partito dal palco l'”urlo delle donne indignate”, dopo un minuto e mezzo di silenzio: “Se non ora quando?”, e la piazza ha risposto “Adesso!”

Si è manifestato anche ad Arcore
Si è manifestato anche in 29 città del mondo

PARIGI
Oltre un migliaio di persone sono giunte oggi davanti al Sacro Cuore di Parigi per protestare contro B. «Anche a Parigi diciamo basta», «Berlusconi è tempo di dire addio».

LONDRA
Anche gli italiani di Londra sono scesi in piazza per la dignità delle donne: palloncini viola, ombrelli variopinti in una giornata piovigginosa, alcune centinaia di persone – molti uomini – si sono raggruppati sul marciapiede di Whitehall, la `strada del governo´ britannico, all’incrocio con Downing Street per la manifestazione «se non ora quando?». Mamme coi passeggini, giovani, uomini e donne di mezza età hanno ascoltato attenti i discorsi innalzando cartelloni: «Cercasi presidente del Consiglio onesto, dignitoso, rispettoso della Costituzione. Astenersi mitomani, sessodipendenti, collusi e ricattabili. Istrionismo non gradito», era lo slogan di un poster con cornice tricolore affisso alla staccionata dentro cui si è svolta la manifestazione.

Lidia Ravera
Il sorriso minaccioso delle donne

Passerà alla storia questo 13 febbraio, giorno dell’orgoglio di genere. Ero in Piazza del Popolo a Roma. Le donne in maggioranza così schiacciante che sembrava di stare a un evento culturale (dove sono sempre 85 su 100) La piazza gremita. Stipate anche le strade limitrofe.
Il sorriso minaccioso delle donne. Il sorriso mesto degli uomini. Quelli che erano lì, a smarcarsi dalle barzellette di regime. In zona palco, le donne della politica, accerchiate come sempre dai giornalisti., la Turco, la Melandri. Chissà perché non possono mai stare in mezzo agli altri? Anche Michele Mirabella era in zona palco…Chissà a che titolo? Eppure è questo il bello della partecipazione. Essere numero. Essere in mezzo a tutti. Fondersi. Sentirsi contemporaneamente forti perché migliaia e ininfluenti perché unità. Eravamo tante, davvero.
A dire la nostra differenza (bellissimo il discorso della Bocchetti “gli uomini non sanno fare a meno del potere, sono seduti sulla loro fortuna, sono seduti sulla loro poltrona”). A dire la nostra volontà di ripulire questo paese dalla feccia. A dire che feccia sono B e i suoi cinici sostenitori (che cosa non si fa per uno stipendio, un privilegio, una poltrona!), non la ragazzetta che usa l’unico potere concessole, quello di far godere un uomo. Anche se non ti piace, anche se non lo ami, anche se ti fa schifo. Perché, porca miseria, è lì il problema: il potere, noi, non l’abbiamo mai perseguito. Le più fragili si accontentano del potere di suscitare desiderio. Esercitare il potere non ci piace. Preferiamo altre emozioni. Forse, se le cose continuano a precipitare, toccherà darcelo come obbiettivo. Conquistare il potere,proprio noi che non lo amiamo. Conquistarlo per tutte. Gestirlo in modo opposto. Come uno strumento per fare, non come un gigantesco fallo che fa godere solo chi lo possiede.
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La Minetti ha detto: “La bellezza è potere”
Non faccio commenti perché si è sotterrata da sola

Caimani
Viviana Vivarelli

La morte cammina tra noi
ha labbra dipinte
il volto imbellettato
saltella sui tacchi alti
con gambette oscene
e ride con 360 denti e brillii di diamante
sventola grandi orecchie pelose
da lupo
ha la pelle delle gote tesa sotto il cerone

ridicolmente
e il sesso senile visibile e ciondolante
come un trofeo innominabile
ha il culo flaccido
il busto rigido che tradisce
la corazza di ferro
sotto cui c’è un battito
meccanico, pure di ferro
E intorno la corazza dei granatieri
la salva da fine certa

l’orda dell’harem
lo succhia come una cassaforte
La morte ride vecchie barzellette
stantie, con occhi di buia notte
vanta successi mai avuti
sulla scena del mondo
come una vecchia checca
e regala tartarughine
alludendo alla sua eternità insensata

e suggestionata la folla ride senza cervello
svuotata da ogni senso
addestrata al non senso
disumana e animalesca
ciarlatana e vile
come un cane da circo
che ubbidisce al padrone
e fa lazzi osceni
dimentico della sua natura
di libero,
il cane pavloviano
che ormai saliva a comando
e ha polluzioni ordinate
che non è più un cane, un uomo,
un essere senziente,
ma un vacuo posseduto
assuefatto alle turpitudini come un drogato
La morte arriva saltellando come uno zombi
manda baci, sculetta, dice battute plateali
da bordello, da casino, da caserma, da manicomio
da inferno
e si può misurare il grado di idiozia generale
da quanti ridono con la bocca aperta senza denti
con la testa chiusa senza cervello
la morte inneggia al furto, all’omicidio, alla mafia, alla p2, al fascismo, al nazismo, alla dittatura, al bordello
trasforma ogni cosa in un bordello
e il corteo di zombi ride
impiastricciato gaudente insano demente
signore in pelliccia, colonnelli venduti e
riciclati,
dame dei salotti sfarzeschi puttane dentro
nuovi politici d’accatto puttani fuori
indecenti cardinali svenduti
osceni fantasmi non più umani
visitor d’altri mondi perduti
la morte è oscena
è brutale
è morta come può essere morta la morte
e puzza come solo può puzzare la morte
di sesso stantio, di patti infernali, di beceraggini da casino
al paese garantisce devastante rovina
fame e miseria, infelicità e ingiustizia
immoralità e mercimonio
indegnità e rovina
ma il mondo morto ride, non trema, non la uccide all’istante
non pesta i piedi perché se ne vada
Il mondo zombizzato applaude
a comando
come un burattino col burattinaio
a comando
nell’osceno teatro della morte
dove ogni vita è morta
dove ogni paese è morto
dove ogni uomo e donna sono morti..

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Barbara segnala
Il silenzio dei padri per le notti di Arcore
Claudio Fava

Non solo il cavaliere, non solo le ragazzine, non solo le maitresse e gli adulatori, non solo gli amici travestiti da maggiordomi, le procacciatrici di sesso, i dischi di Apicella e la lap dance in cantina: in questa storia da basso impero ci sono anche i padri. E sono l´evocazione più sfrontata, più malinconica di cosa sia rimasto dell´Italia ai tempi di Berlusconi. I padri che amministrano le figlie, che le introducono alla corte del drago, le istruiscono, le accompagnano all´imbocco della notte. I padri che chiedono meticoloso conto e ragione delle loro performance, che si lagnano perché la nomination del Berlusca le ha escluse, che chiedono a quelle loro figlie di non sfigurare, di impegnarsi di più a letto, di meritarsi i favori del vecchio sultano. I padri un po´ prosseneti, un po´ procuratori che smanacciano la vita di quelle ragazze come se fossero biglietti della lotteria e si aggrappano alle fregole del capo del governo come si farebbe con la leva di una slot machine…
Insomma questi padri ci sono, esistono, li abbiamo sentiti sospirare in attesa del verdetto, abbiamo letto nei verbali delle intercettazioni i loro pensieri, li abbiamo sentiti ragionare di arricchimenti e di case e di esistenze cambiate in cambio di una sveltina delle loro figlie con un uomo di settantaquattro anni: sono loro, più del drago, più delle sue ancelle, i veri sconfitti di questa storia. Perché con loro, con i padri, viene meno l´ultimo tassello di italianissima normalità, con loro tutto assume definitivamente un prezzo, una convenienza, un´opportunità.
Ecco perché accanto ai dieci milioni di firme contro Berlusconi andrebbero raccolti altri dieci milioni di firme contro noi italiani. Quelle notti ad Arcore sono lo specchio del paese.
Di ragazzine invecchiate in fretta e di padri ottusi e contenti. Convinti che per le loro figlie, grande fratello o grande bordello, l’isola dei famosi, l´importante sia essere scelte, essere annusate, essere comprate. Dici: colpa della periferia, della televisione, della povertà che pesa come un cilicio, della ricchezza di pochi che offende come uno sputo e autorizza pensieri impuri.
Balle.

Bernardo Viola, voi non vi ricordate chi sia stato. Ve lo racconto io.
Era il padre di Franca Viola, la ragazzina di diciassette anni di Alcamo (TP) che, a metà degli anni sessanta, fu rapita per ordine del suo corteggiatore respinto, tenuta prigioniera per una settimana in un casolare di campagna e a lungo violentata. Era un preludio alle nozze, nell´Italia e nel codice penale di quei tempi. Se ti piaceva una ragazza, e tu a quella ragazza non piacevi, avevi due strade: o ti rassegnavi o te la prendevi. La sequestravi, la stupravi, la sposavi. Secondo le leggi dell´epoca, il matrimonio sanava ogni reato: era l´amore che trionfava, era il senso buono della famiglia e pazienza se per arrivarci dovevi passare sul corpo e sulla dignità di una donna.
A Franca Viola fu riservato lo stesso trattamento. Lui, Filippo Melodia, un picciotto di paese, ricco e figlio di gente dal cognome pesante, aveva offerto in dote a Franca la spider, la terra e il rispetto degli amici. Tutto quello che una ragazza di paese poteva desiderare da un uomo e da un matrimonio nella Sicilia degli anni sessanta. E quando Franca gli disse di no, lui se l´andò a prendere, com´era costume dei tempi. Solo che Franca gli disse di no anche dopo, glielo disse quando fece arrestare lui e i suoi amici, glielo urlò il giorno della sentenza, quando Filippo si sentì condannare a dodici anni di galera.
Il costume morale e sessuale dell´Italia cominciò a cambiare quel giorno, cambiò anche il codice penale, venne cancellato il diritto di rapire e violentare all´ombra di un matrimonio riparatore.
Fu per il coraggio di quella ragazzina siciliana. E per suo padre: Bernardo, appunto. Un contadino semianalfabeta, cresciuto a pane e fame zappando la terra degli altri. Gli tagliarono gli alberi, gli ammazzarono le bestie, gli tolsero il lavoro: convinci tua figlia a sposarsi, gli fecero sapere. E lui invece la convinse a tener duro, a denunziare, a pretendere il rispetto della verità. Tu gli metti una mano e io gliene metto altre cento, disse Bernardo a sua figlia Franca.
Atto d´amore, più che di coraggio. Era povero, Bernardo, più povero dei padri di alcune “squinzie” di Arcore, quelli che s´informano se le loro figlie sono state prescelte per il letto del drago. Ma forse era solo un´altra Italia.
..
LA STORIA
Antonio D. Carrara

La guerra era finita, ma, mio nonno, non era ancora tornato, perché ricoverato in ospedale militare. Era stato ferito mentre combatteva per la Patria.
Mia nonna, con mia madre di 4 anni, era, assieme a molte altre donne, sulla ferrovia, a raccogliere i pezzetti di carbone che cadevano dalle locomotive che transitavano sui binari, per cercare di fare un po’ di caldo in casa e cuocere il mangiare.
Era proibito, perché quel carbone era di proprietà delle Ferrovie del Regno.
Due carabinieri, arrivarono all’improvviso, le altre donne fuggirono ma mia nonna, forse impedita da mia madre piccola ( non aveva ancora 4 anni), fu raggiunta dai zelanti appartenenti all’ Arma, ed uno di essi, sferrò alcune bastonate sulla schiena di mia nonna, che nel frattempo era inciampata nelle traversine dei binari.
I due eroi, bontà loro, risparmiarono mia madre.
Compiuta la missione, i due servitori della patria, se ne andarono abbandonando mia nonna e mia madre sui binari. Furono soccorse dalle altre donne che non si erano allontanate di molto ed avevano assistito alla scena
A mia nonna, uscì il sangue dalla bocca e dopo alcuni giorni, morì.
Uno dei due carabinieri, durante il ventennio fascista, si distinse per la ferocia con cui usava il bastone, finché, nel 1945, arrivò anche per lui la Giustizia.
Aveva un fazzoletto rosso al collo ed un mitra in mano.
Costui, non bastonò più nessuno.
..
Moralita’ e moralismo
Mariapia Caporuscio

Quel che mi ferisce in questi giorni è l’accusa di moralismo rivolta alla popolazione italiana da parte di personaggi del governo. Mi chiedo che c’è di male ad essere moralisti. Perché si usa questa parola quasi fosse un’ offesa? Quasi si trattasse di qualcosa di offensivo come un difetto da nascondere. Ma quel che è peggio è che la popolazione tiene a precisare, quasi scusandosi di “non essere moralista”. Dunque viviamo talmente immersi nella melma da vergognarci di non accettarlo, di non volerne far parte? Io sono orgogliosa di essere moralista mentre mi vergognerei di essere definita immorale. Nel vocabolario la parola moralità significa etica, giustizia, onestà e dunque ci si deve vergognare di essere questo? Siamo arrivati ad un tale punto di degrado da ritenerlo normale e giusto? Fino a poco tempo fa l’offesa più grave che si potesse fare a una donna era chiamarla prostituta, oggi essere prostituta è segno di modernità? Se è così ha ragione chi ritiene lecito ogni abuso, ogni atto osceno compresa la prostituzione minorile. Ma sono certa che la popolazione italiana condanna ogni forma di immoralità. Sono certa che la maggior parte delle donne italiane non fanno sesso a pagamento ma solo e soltanto per amore. Sono certa che la maggior parte della donne italiane sono donne, non zoccole. Che posseggono una dignità, un rispetto di sé, sono madri di famiglia, che lavorano per la famiglia e mai potrebbero frequentare un bordello. Per questo ci si deve ribellare, Non dobbiamo permettere a poche puttane e ai loro porci frequentatori, di infangare l’onore e la dignità delle SIGNORE ITALIANE!
W LA MORALITA’

La Finocchiaro e Susanna Camusso

http://www.youtube.com/watch?v=2dwFs8U80aQ

http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Viviana sei grande! Il tuo blog è splendido, ammiro il tuo impegno. Quanto sanno essere grandi le donne peccato che non tutte se ne rendono conto.

    Commento di mariapiacaporuscio — febbraio 14, 2011 @ 6:33 pm | Rispondi

  2. MUNNEZZA in città e PERCOLATO IN MARE ! poveri pesci !
    molti da anni non comprano più pesce per la sporcizia che si vede in mare !
    E Amianto e Mercurio saranno nei poveri pesci ! POVERI NOI ! è la FINE !

    arch. Graziella Iaccarino-Idelson Napoli

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 15, 2011 @ 6:49 am | Rispondi

  3. Cara Viviana
    I brividi che l’altro giorno, Domenica 13 febbraio il giorno di “se non ora ….quando?”, hanno fatto, dopo tanti anni ormai , nuovamente vibrare le mie, e spero le nostre vertebre, sono un segnale evidente del nascente cambiamento che ha orientato il flusso dell’energia verso il nuovo rinascimento .
    Il mondo intero, negli ultimi mesi in particolare, sta mutando così rapidamente da rendere più comprensibili i forti segnali che la natura ci aveva già più volte cercato di far comprendere.
    L’espansione sta sostituendo la compressione.
    I flussi di energia negativa che l’era del denaro aveva reso molto potenti si stanno finalmente indebolendo.
    La concentrazione della ricchezza ha raggiunto il suo apice e ora sta iniziando il ciclo della ridistribuzione.
    In forme, le più disparate, i movimenti dei popoli stanno ricominciando a non avere più paura di voler far rispettare i propri diritti.
    Walden Bello, economista filippino, forte oppositore del concetto globalizzante, legato unicamente alla globalizzazione delle ricchezze, in assenza di globalizzazione dei diritti, aveva da tempo ipotizzato l’ineluttabilità di una inversione di tendenza a partire dai paesi in via di sviluppo, in cui i sistemi più repressivi avevano fortemente agevolato le diseguaglianze legate alla globalizzazione appunto.
    Oggi dove i telefoni cellulari stanno diventando i nuovi missili terra aria e dove internet sta diventando come l’acqua….inarrestabile, la globalizzazione dei ricchi sta diventando la rivoluzione dei poveri .
    Mai come ora la spontaneità nel desiderare l’aggregazione è evidente.
    Mai come ora è necessario che chi ci governa deve essere degno ed all’altezza di questo compito.
    Mai come ora il cambiamento radicale delle classi dirigenti sta diventando indispensabile.
    Le scelleratezze mondane dei nostri piccoli politici sono state il pretesto, la scintilla, ma la brace intellettuale stava già riattizzando le fiamme.
    In Italia la paura dei festeggiamenti per il 150° anniversario della nostra patria sono la cartina tornasole, tutto ciò che può far vibrare le vertebre, risvegliare la Kundalini, deve essere soffocato al nascere……peccato però che finalmente non ci riescano più.
    Se avere scelto in passato figure di bassissimo profilo per farle poi assurgere ad incarichi apicali è stata scelta comoda ed economicamente non troppo costosa , oggi questa scelta accelera la caduta.
    Ciò che ora è indispensabile è la continuità, la fiamma del cambiamento non si deve spegnare più.
    Ritornando al 150° anniversario dell’unità d ‘Italia sono andato a riguardare il sito ufficiale.
    L’idea di rendere questa data un risibile ricordo, un elemento di disturbo da eliminare come il 25 Aprile è una offesa inqualificabile, uno schiaffo umiliante.

    Ore 12,00….
    Mentre sto scrivendo queste poche righe i telegiornali annunciano il processo con rito immediato per il premier………………………………………. Forse il 2011 è veramente l’anniversario dell’unita d’Italia, un anniversario nuovo che ci consentirà di gridare di nuovo Viva l’Italia senza vergognarci.
    A presto rivederci nelle piazze italiane sia l’8 che il 17 di marzo di questo 150° anniversario.
    Affettuosamente
    Ugo Arcaini

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 15, 2011 @ 2:48 pm | Rispondi

  4. In occasione delle manifestazioni delle donne (“Se non ora quando?”) ricordo gli altri due moniti famosi che invitano non tanto a manifestazioni generali (sempre utili) ma a impegni personali, concreti, quotidiani: “Se non qui dove?” – “Se non io chi?”.
    Lo dico soprattutto come maschio perché la dignità altrettanto se non più calpestata è quella maschile, ridotta a immagine miserabile di
    uomini arroganti, violenti, ridicoli (e tristi). Mi sembra doveroso riaffermare e curare, anche in campo educativo, una virilità come onore e rispetto, ricerca di umanità, forza profonda dell’amore, erotismo come passione e tenerezza: un altro modo di gustare il piacere di vivere, un’altra idea di bellezza, un fresco shalom.
    Sergio Paronetto

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2011 @ 9:56 am | Rispondi

  5. Caro Sergio,
    è una riflessione credo comune a molti. Anche a me è venuta giorni fa,
    soprattutto mentre si stava organizzando qui a Vasto (provincia di Chieti, in Abruzzo, al confine col Molise) un sit in per la giornata di mobilitazione delle donne (che, in alcuni momenti, ha visto il paradosso che tre uomini stavano organizzando la logistica della manifestazione…).
    Se da una parte ci viene presentata la donna come mero strumento di gingillo sessuale e merce esposta e svenduta, dall’altra si crea un uomo rapace, violento, oscenamente e disumanamente dominatore e sfruttatore. Una rappresentazione offensiva e lesiva della dignità. Ed è per questo che sottoscrivo in pieno le tue parole
    Saluti di Pace
    alessio

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 20, 2011 @ 9:57 am | Rispondi


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