Nuovo Masada

febbraio 6, 2011

MASADA 1256 Dai popoli della rivoluzione ai popoli del bunga bunga

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:46 pm

Due storie- Popoli in lotta – A fianco del dittatore – Le percentuali e gli assoluti- Il punto di Zilioli- Il sindaco leghista: “Non fatela mangiare” – Quel pasticciaccio del finto federalismo – Le pillole di Gramellini

Jape18
Mi duole la facile ironia dei nostri giornalisti radiotelevisivi e di carta stampata che diffonde l’ignoranza e superstizione fra il pubblico attribuendo fatti alquanto misteriosi all’onnipresente, onnipotente e italica “iella”. Tali fatti hanno una spiegazione perfettamente razionale e scientifica sulla base della teoria del caos nei sistemi complessi (si veda Jurassic Park). Infatti questa teoria prevede che un battito di ali di una farfallina ad Arcore possa generare una tempesta al Cairo.
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JENA
BERLUSCONI
Fotofinish?

Da una rivista che mi viene da Bari estrapolo una domanda che vi propongo per rovinarvi il finesettimana:
– Se la Destra per sua natura è arrogante, ignorante e violenta, perché non gli si oppone una Sinistra colta, illuminata e trasparente che risponda al degrado Etico, Morale, e al Decadentismo dei costumi e della Cultura?
Aldo
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Due storie dal tg3 dell’Emilia Romagna che hanno destato profonda impressione

Un gruppo di associazioni di acquisto solidale (no global) di Budrio, Bologna, si è organizzata in modo da acquistare 55 quintali di arance di Rosarno, così da pagare al produttore più di quanto lo pagava la mafia così e permettergli di pagare a sua volta il giusto salario di legge ai raccoglitori extracomunitari. Ci hanno guadagnato tutti: i raccoglitori, il produttore e i compratori. Le arance sono andate via al volo con grande concorso pubblico e l’esperimento sarà ripetuto ancora, a mostrare che per combattere la mafia possiamo esserci tutti.

Il secondo episodio è terrificante. Un bambino vietnamita era stato abbandonato in un bosco e gli animali selvatici gli avevano divorato una gamba, il pene e parte della pancia. Quel bambino, raccolto dai monaci, è sopravvissuto e ha trovato una madre adottiva e un fratellino adottivo e oggi è stato operato a Bologna gratuitamente da un grande chirurgo nella clinica privata (di suore) di Villalba. Il chirurgo gli ha ricostruito il pene e l’addome, e tra un anno il bambino sarà dotato di una gamba artificiale.
Era commovente l’amore incredibile della mamma di adozione vietnamita e del fratellino che non lo hanno lasciato mai,lo coccolavano, lo accarezzavano, gli tenevano sempre la mano.
Per questa incredibile ricostruzione di una vita gli apporti di persone buone sono stati tanti da non poterli contare.

Sono storie così che ci ridanno il gusto della vita.
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Nando segnala:
Popoli in lotta per la libertà e la giustizia sociale!

Tunisia, Egitto, Algeria, Giordania, Yemen… Popoli in lotta per la libertà e la giustizia sociale!
L’ondata di proteste che è iniziata a Sidi Bouzid il 17 dicembre continua a crescere. Innescata da un gesto di disperazione di Mohamed Bouazizi, questa ondata sta dando speranza per un mondo migliore a milioni di persone in un numero crescente di paesi arabi. Dopo le rivolte in Algeria ed in Libia, ora è la volta dell’Egitto, della Giordania e dello Yemen essere teatro di estesi movimenti sociali. Quello che sta accadendo non ci deve sorprendere, dal momento che, pur tenendo contro della specificità di ogni paese, ognuno di essi condivide con gli altri caratteristiche fondamentali: da un lato la povertà della maggioranza della popolazione, severamente aggravata dalla crisi in corso, e dall’altro regimi più o meno autoritari che hanno sempre monopolizzato la ricchezza di ciascun paese.
In Tunisia, la mobilitazione del popolo prosegue. Dopo la caduta del tiranno, il popolo non è tornato a casa e non si fida né dei politici, né degli annunci televisivi. Non è sufficiente essersi liberati della mafia dei Ben Ali/Trabelsi: è l’intero “ancien regime” del Partito-Stato, del Raggruppamento Democratico Costituzionale (RCD) che deve essere distrutto.
L’insediamento di un governo di unità nazionale il 17 gennaio mostra che i padroni del RCD si sono abbarbicati al potere. Le frange più moderate della rivoluzione sono pronte ad accettare un compromesso allo scopo di accelerare il processo di normalizzazione richiesto da tutti coloro che si sentono minacciati dalla rivoluzione – i padroni, gli investitori internazionali, i regimi di Algeria e Libia, di Francia ed Israele, degli Stati Uniti e così via.
I rivoluzionari più determinati stanno rifiutando qualsiasi provvedimento che consentirebbe al vecchio regime di perpetuarsi dopo un semplice lifting. La loro rivendicazione principale è l’uscita di scena del RCD: fuori dal governo, fuori dalle amministrazioni, dagli affari e dalle scuole. Le manifestazioni contro il governo proseguono nella capitale come pure nei maggiori centri della rivoluzione. Dal 23 gennaio, centinaia di persone della “Carovana per la Libertà” costituitasi il giorno prima nel centro-ovest del paese (Menzel Bouzaiane, Sidi Bouzib, Regueb, Kasserine), si sono radunate fuori della residenza del primo ministro.
Ci sono stati scioperi di massa per iniziativa di settori combattivi della Unione Generale del Lavoro Tunisina (UGTT), a cominciare dal settore della scuola primaria e mercoledì è stato indetto uno sciopero generale regionale in 5 province, compresa quella di Sfax, la seconda città della Tunisia. Alcuni lavoratori in azione diretta hanno soppiantato gente di Ben Alì che ancora lavorava nelle istituzioni, nelle amministrazioni locali, nelle imprese pubbliche e nei media. Agli amministratori delegati di Telecom Tunisia, di STAR (assicurazioni) e della Banca Nazionale dell’Agricoltura è stato dato il benservito dai loro dipendenti.
Di fronte alla pressione della piazza, il Primo Ministro Mohammed Gannouchi ha fatto dei passi indietro, concedendo qualche briciola di speranza per calmare le proteste, ma senza successo. Infine, nella serata del 27 gennaio ha fatto le concessioni maggiori: gli uomini del RCD alla testa di ministeri chiave (Difesa, Interni ed Affari Esteri) sono stati sostituiti da dei tecnocrati. Restano due ex-ministri di Ben Alì, in posizione minore, ma dimettendosi dal RCD, per addolcire la pillola.
Questa nuova ritirata calmerà il popolo? Non c’è niente di certo. Gli abitanti delle regioni povere dell’interno, i lavoratori ed i giovani disoccupati non permetteranno che la loro rivoluzione gli venga scippata senza colpo ferire. Perché sono stati loro a soffrire di più sotto il precedente regime e per la sottomissione di questo alla dittatura del mercato, perchè sono loro che stanno dietro la rivoluzione e che ne stanno pagando il prezzo. Perché i problemi che li hanno spinti a protestare sono ancora tutti lì: la povertà, la disoccupazione, la corruzione ed il clientelismo.
In Giordania, ci sono stati 3 giorni di proteste dopo la caduta di Ben Alì. Su invito dei sindacati, dei partiti islamisti e di quelli di sinistra, migliaia di persone, sono scese in strada nella capitale Amman ed in altre città in tutto il paese al grido “No all’oppressione, sì al cambiamento!, “Vogliamo libertà e giustizia sociale!” e “No alla fame che ci mette in ginocchio!”
Nello Yemen, uno dei paesi arabi più poveri, migliaia di manifestanti chiedono le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh, che è al potere da 32 anni.
In Egitto, il Presidente Hosni Mubarak – al potere da 30 anni – vede il suo trono vacillare. Per parecchi giorni, le forze di sicurezza del regime hanno represso con durezza i manifestanti, con dozzine di morti e migliaia di feriti in soli 2 giorni. Dopo aver tagliato le linee telefoniche ed oscurato le connessioni internet – strumenti importanti per la diffusione delle informazioni e della rivolta – Hosni Mubarak ha sciolto il suo governo ed ha promesso riforme democratiche. Ma in Egitto ed in Tunisia, le briciole gettate al popolo da questi regimi impauriti non sono affatto sufficienti ad attenuare l’entusiasmo rivoluzionario del popolo, che prosegue a tenere le strade del Cairo chiedendo le dimissioni del presidente.
Alternative Libertaire sostiene la lotta di questi popoli per la libertà e per la giustizia sociale e denuncia la complicità dello Stato francese con i regimi autoritari nei paesi arabi.

http://www.alternativelibertaire.org

Ippolita Zecca segnala
A fianco del dittatore
Francesco Peloso
in Europa-Americae, Sulle sponde del Nilo

Fino all’ultimo a fianco del dittatore: anche quando è ormai chiaro che il sangue comincia a scorrere, che le squadre armate da Hosni Mubarak e dai suoi collaboratori più stretti, hanno intenzione di reprimere con estrema durezza e a qualunque prezzo i moti di rivolta scoppiati negli ultimi giorni e ai quali hanno preso parte milioni di egiziani. E’ questa la posizione del governo italiano interpretata al meglio dal ministro degli Esteri Franco Fratini, per il quale, contestatori del regime e sostenitori di Mubarak, sono sullo stesso piano. Le iniziative politiche prese finora, ha spiegato infatti l’ineffabile diplomatico italiano riferendo oggi alla Camera, “non hanno sortito effetti: la piazza continua a chiedere a gran voce le dimissioni di Mubarak, un’altra parte manifesta a favore del presidente, ma la gran parte della gente ha bisogno di un ritorno alla normalità”.
Intanto Omar Souleiman, ex capo dei servizi segreti, nominato vicepresidente in fretta e furia nei giorni scorsi da Mubarak, ha chiesto all’Italia, assicura Frattini, di farsi da tramite nei confronti dell’Europa, della proposta di ‘road map’ messa a punto dal regime per consentire l’uscita dalla crisi in cui è precipitato il Paese. Si tratta di una proposta che prevede il mantenimento del potere nelle mani di Mubarak e dei suoi, mentre vengono varate una serie di riforme costituzionali da sottoporre poi a referendum popolare. Una soluzione che sembra costruita su misura per dare modo al rais e ai suoi di non uscire di scena in modo traumatico e travolti dalla rabbia del loro stesso popolo. Ma se questo è il quadro delle ultime ore, sembra sempre più evidente che l’Unione europea non sia in grado di esercitare una vera funzione di mediazione per garantire, attraverso una forte e incisiva azione politico-diplomatica concertata con gli Stati Uniti, un rapido passaggio di poteri.
Non una parola, d’altro canto, è stata detta da Frattini sulle violenze scatenate dagli uomini di Mubarak, sulle aggressioni contro manifestanti pacifici, sulle centinai di feriti e le decine di morti che si contano al Cairo. Il silenzio è totale e angosciante, la politica di alleanze con regimi autoritari in tutta la regione, perseguita in questi anni, mostra la corda e sprofonda il nostro Paese e l’Europa nella tragedia – per l’ennesima volta nell’arco di un grappolo stretto di anni – di vedere diritti violati e cadaveri per le strade sulle sponde di quel Mediterraneo che invano guarda a Roma, a Parigi, a Berlino, come alle capitali che promuovono la democrazia.
Dal nostro punto di vista, infine, alla tragedia si aggiunge la classica farsa. Frattini, infatti, nella stessa mattinata in cui spiegava alla pubblica opinione i buoni rapporti intrattenuti con Souleiman, doveva rispondere alla Camera anche delle manovre portate a termine facendosi recapitare le famose “carte” provenienti da Santa Lucia, un’oscura isola caraibica finita agli onori delle cronache perché da lì sono passati traffici e trafficanti legati alla vicenda della casa di Montecarlo e quindi all’eventuale coinvolgimento del Presidente della Camera Gianfranco Fini. E’ questo, forse, il vero conflitto d’interessi: l’utilizzo spregiudicato del ruolo internazionale dell’Italia, della sua credibilità, della sua presenza nel mondo, per obiettivi legati a una lotta di potere interna, per colpire un avversario politico e dare una sponda al proprio capo che ha già fatto a pezzi l’immagine del Paese.
Un quadro desolante completato da notizie inquietanti provenienti dal Cairo dove si spara per le strade, i cecchini hanno cominciato a esplodere i loro colpi, i giornalisti sono cacciati dal regime.

GIOVANI IN RIVOLTA
Viviana Vivarelli

Ciò che colpisce sono le masse di giovani
in Tunisia, Algeria, Giordania, Iran, Egitto, Yemen, Albania, Sudan… giovani tra i 20 e i 35 anni,giovani audaci,bellissimi!
Ciò che colpisce di questi giovani è l’intelligenza, la vivacità, la prontezza ad usare il web, la rapidità con cui moltiplicano i blog e si sostituiscono alla censura ufficiale, la modernità, l’impegno, la forza del cuore, i valori, l’anelito democratico..
Contro questi milioni di giovani mai l’Europa è sembrata tanto vecchia, l’Europa che ancora oggi sostiene i tiranni, l’Europa delle corporazioni, delle multinazionali, delle borse, degli interessi petroliferi, delle privatizzazioni, l’Europa che fino a oggi ha chiuso le porte alle esportazioni africane mentre l’apriva a quelle cinesi, l’Europa delle strategie dei magnati, delle delocalizzazioni facili, delle distruzioni dei diritti del lavoro e del welfare, l’Europa che puzza ancora di colonialismo, di depredazione, di ipocrita superiorità, di speculazioni alimentari, di OGM, di dazi a senso unico, di prestiti in cambio della svendita dei servizi pubblici, di discariche tossiche, di traffici d’armi..
Scrive Francesco Peloso
“Non una parola è stata detta da Frattini sulle violenze scatenate dagli uomini di Mubarak,sulle aggressioni contro manifestanti pacifici,sulle centinai di feriti e le decine di morti che si contano al Cairo.Il silenzio è totale e angosciante,la politica di alleanze con regimi autoritari in tutta la regione,perseguita in questi anni,mostra la corda e sprofonda il nostro Paese e l’Europa nella tragedia di vedere diritti violati e cadaveri per le strade sulle sponde di quel Mediterraneo che invano guarda a Roma, a Parigi, a Berlino, come alle capitali che promuovono la democrazia”.

Com’é vecchia questa Europa! Decrepita, marcia, fatiscente, contro un nuovo mondo che avanza.
Disse in una profezia Papa Giovanni: “Il nuovo mondo verrà dall’Africa!”
I nostri giovani sembrano persi, non cercano nemmeno più lavoro o studio, muoiono nel parassitismo domestico e nell’assenza di speranza. Arresi.

LE PERCENTUALI E GLI ASSOLUTI
Viviana Vivarelli

Quanta percentuale di voto ha l’M5S? Ma che conta?
La partitocrazia ci ha talmente ottenebrato il cervello che non riusciamo più a vedere l’evidenza. Siamo affogati nell’appartenenza, quando ormai l’unica fede a cui dovremmo tenere non è alla mangiatoia di un partito ma alla formazione di un mondo nuovo, pensato il più universale possibile.
Ciò che dovrebbe contare, oggi, per chi intende innovare, non è l’appartenenza a un preciso partito e la vittoria di questo, non è una limitata e provinciale tifoseria, ma è la partecipazione ad una sollevazione democratica che diffonda la verità e denunci il male fino ad illuminare l’opinione pubblica e a farle desiderare un mutamento epocale.
In questo senso, ognuno di noi diventa importante con la sua partecipazione di vita, col suo attivismo civile, col suo blog e persino con la sua voce sul web, e non conta se la sigla che poi voterà è data o no con alte percentuali nei sondaggi perché sennò ricadremmo nell’utilitarismo settario e nell’opportunismo di una concezione partitica ormai moralmente inaccettabile.
Quanto credete fosse nei sondaggi il cristianesimo nascente? O il movimento di Mandela? O quello di Gandhi? O il sogno di uguaglianza di Martin Luther King? O il progetto liberale degli intellettuali francesi prima della rivoluzione? O le rivendicazioni marxiste degli intellettuali che portarono alla rivoluzione russa?
La nostra meta non deve essere una percentuale di partito ma l’aiuto che possiamo dare alla diffusione della verità e alla formazione di un nuovo progetto di democrazia partecipata.
Quanto credete contino i partiti nella rivoluzione tunisina o egiziana o iraniana?
In un mondo nuovo sono gli aggregati per idee a dover contare, là dove gli aggregati di partito hanno perso ogni idea e ogni ideale.
..
“Mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini consapevoli e attenti possa cambiare il mondo: è sempre stato l’unico modo per farlo”.
(Margaret Mead, antropologa)

I rivoluzionari africani e altri dimostrano che i popoli sopportano le dittature (e noi siamo una dittatura mediatica), sopportano la corruzione (e Dio sa quanta ne abbiamo in politica), ma non sopportano che i giovani perdano ogni futuro e che si alzi troppo il costo dei beni alimentari impedendo alle famiglie di sopravvivere. Sui giovani abbiamo solo da piangere, sono ormai divisi tra coloro che hanno rinunciato persino a cercare un lavoro, quelli che si adattano a tutto piangendo e quelli che si danno al vandalismo per bande. Sulle famiglie, ricordiamo che siamo tornati al tenore di vita del 1995 , a fronte di patrimoni enorme procurati con mezzi illeciti, e se le cose peggioreranno ancora, qualcuno in alto potrà solo tremare.

IL PUNTO DI ZILIOLI

Una vittoria, una mezza sconfitta e una paura crescente.
Il voto con cui giovedì la Camera rispedito gli atti alla Procura di Milano era prevedibile, ma aver raggiunto la soglia dei 315 è stato un successo. E’ la prima volta che ci arriva da quando Fini è passato all’opposizione. Il che significa che la maggioranza resta compatta anzi punta ad arrivare a 320 con l’arrivo di altri deputati anche grazie alla redistribuzione di posti nel governo
Ma il pasticcio sul cosiddetto federalismo municipale è stato notevole. Prima hanno cercato in tutti i modi di raccattare 16 voti in commissione (cambiando il testo 4 volte) ma non ci sono riusciti; poi hanno tentato l’atto di forza del decreto ma hanno incassato il no del Quirinale; e infine hanno cercato di camuffare il tutto con un “sono solo problemi formali ”, anzi banali «questioni di burocrazia a cui si rimedierà in qualche settimana» (Sallusti). In realtà B è nero come la pece per la lettera del Capo dello Stato e l’ha presa come due dita negli occhi e lo stop ha creato grossi malcontenti nella la Lega, che mai come oggi appare divisa perché l’ubbidienza passiva a B non piace a troppi leghisti e un federalismo che stenta a decollare suggerisce a molti l’opportunità di tornare al voto.. E c’è una parte della base «sempre meno disposta a seguire B in un pozzo senza fondo. Ritardare il federalismo, se la Lega non stacca la spina, aiuta B. In attesa di incassare queste riforme, la Lega continua a sostenerlo. Bossi ha votato tutte le leggi ad personam e tutte le fiducie richieste appoggiandolo anche sul Rubygate e ora aspetta di incassare il proprio credito e non ha interesse ad ammazzare il debitore prima che abbia pagato. Ma la paura è crescente.
L’inchiesta di Milano avanza a ritmi stretti e la settimana prossima il giudice per le indagini preliminari dovrebbe decidere sulla richiesta di giudizio immediato avanzata dai Pm. I reati sono 2, prostituzione minorile e concussione. Per il 1°, i difensori di B hanno sostenuto che Milano non è competente perché il reato sarebbe avvenuto ad Arcore, ma la Procura ha fatto notare che, quando si indaga su due reati insieme, prevale per legge la territorialità di quello più grave, che è la presunta concussione. Anzi, per la precisione, il reato ipotizzato si consuma con l’ottenimento dell’utilità e cioè con la liberazione di Ruby e il suo affidamento alla Minetti, evento accaduto a Milano. Quindi, se parliamo di competenza territoriale, questa è di Milano: e infatti Ghedini e Longo non ne parlano più
La difesa ora dice che la concussione sarebbe di competenza del tribunale dei ministri in quanto il reato sarebbe stato «nell’esercizio delle sue funzioni di premier». B sarebbe stato convinto che Ruby era la nipote di Mubarak e doveva tutelare i rapporti internazionali La tesi è assurda ma la Camera l’ha votata come se avesse senso e non ha autorizzato la perquisizione del ragionier Spinelli. Ma formalmente la Camera non ha ancora sollevato il conflitto di attribuzione davanti alla Consalta. Lo potrebbe fare se e quando il Gip accoglierà la richiesta di rinvio a giudizio, ma solo con una maggioranza qualificata (316 voti). Quindi si potrebbe andare a un nuovo voto di Montecitorio, in cui B è a rischio
Se ce la fa la questione va alla Consulta che rigetterebbe la richiesta della Camera, ma intanto passerebbero parecchi mesi. Se poi tutto passasse davvero al cosiddetto tribunale dei ministri (che è composto da magistrati della stessa procura) si perde solo tempo.
Intanto a Milano si andrà a processo per il resto, con una fila di escort e ragazze che ogni giorno raccontano il loro bunga bunga. I rischi mediatici del dibattimento sono alti
Non è vero che il caso Ruby non sta influenzando l’elettorato, B a seconda dei sondaggi ha perso dai 2 punti ai 4 mentre cresce il numero di chi chiede le sue dimissioni
B non sa più che fare. Un po’ apre al Pd un po’ chiude. Un po’ fa il rimpasto un po’ no. Vacilla. Sembra incerto. Si vede che manca di una strategia e tira a campare.
E ora? Difficile che la Lega stacchi. Sembra imbullonata al governo nonostante il pantano. Difficili i rimpasti. Ma B continua a perdere consenso e aumentano i brontolii nella Lega. Non si conoscono gli effetti dei processi. Si aspettano altri intoppi al federalismo. Se Bossi decide, si può avere un governo di emergenza, può far andare sotto il governo quando vuole. Ma sembra strano. Con nuove elezioni, B + Lega + Storace = 41-42 %, B può vincere ma non avrebbe il Senato. Tutto dipenderà dall’opposizione se saprà unirsi o no. Vendola+ Di Pietro non vince ma di poco. Bersani è fermo al 24%. Barenghi sulla Stampa ironizza: «A proposito di atti osceni in luogo pubblico, c’è Bersani che corteggia la Lega». Mentre in Rete gli elettori del Pd sbuffano: «Ci manca solo che ci rivolgiamo a Forza Nuova e al Ku Klux Klan, poi abbiamo chiesto l’alleanza proprio a tutti». Bersani conta su un calo graduale ma inesorabile del consenso per il Cavaliere, in ogni contesto: dalle cancellerie estere alla Chiesa, dai settori produttivi dell’economia fino all’elettorato. Un declino causato non solo dalle sue vicende giudiziarie, ma anche dalla sostanziale assenza di governo (e di riforme) da parte di un premier impegnato a tempo pieno tra guerra ai Pm e pegni da pagare alla Lega.

Silvanetta segnala
Il sindaco leghista ordina:“Non fatela mangiare”

Nella Scuola dell’Infanzia di Fossalta di Piave in Veneto per aiutare una piccola di origine africana le maestre si privano di un pasto alla settimana, ma il primo cittadino dice no
La Lega ha ricominciato a fare la guerra ai bambini.
Ribrezzo e disgusto.
Quella bimba (4 anni) non resterà più senza mensa
Tanta solidarietà tra i cittadini: un ex consigliere di Fossalta di Piave azzera l’affitto per la famiglia della bambina.
Ieri, da tutta Italia, migliaia di persone hanno chiamato e scritto per raccontarci i loro timori, la loro solidarietà e la loro rabbia.
Un grande vento che ha iniziato a soffiare quando un lettore che si offriva di pagare la retta della mensa a mezzanotte e cinque di ieri, subito dopo aver letto il nostro giornale nell’edizione online.
E che di prima mattina si è abbattuto come una tempesta sui centralini della scuola “Il flauto magico” e su quelli del Comune (di fatto inagibili per tutto il giorno).
Non c’è molto da aggiungere: grazie.
Ieri un frammento di Italia ha detto: “Se serve, pago io”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/05/quella-bimba-non-restera-piu-senza-mensa/90283/
..
ALLA BAMBINA DI FOSSALTA
Estrellita

Dite: è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
É piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli
.

(Janusz Korczak)

Questa poesia è per la bimba di origine africana
alla quale il sindaco leghista Massimo Sensini di Fossalta di Piave, in Veneto,
non solo vuole negare il pasto alla scuola materna, ma si scaglia
contro le maestre che la aiutano rinunciando
a un pasto alla settimana.
A queste Maestre che hanno saputo alzarsi sulla punta dei piedi và tutta la mia simpatia;
alla bimba, tutto il mio affetto di madre.
Al sindaco leghista-razzista auguro tutto il
male possibile. Soprattutto gli auguro di
trovarsi in situazioni di bisogno e, in tali
situazioni, di essere trattato nello stesso modo
in cui tratta la bambina.
Altrettanto a tutti i leghisti che infestano
l’Italia e a chi li ha portati al Governo.

QUEL PASTICCIACCIO DEL DECRETO SUL FINTO FEDERALISMO
VV

Per quanto uno finga di non capirlo, noi siamo una repubblica parlamentare, non presidenziale.
E le leggi le fa il Parlamento, non il Governo.
E se una legge cade in commissione bicamerale è come se fosse rifiutata dal Parlamento in seduta comune.
E il Governo non può scavalcare questo rifiuto ripresentando la legge come decreto,come se nulla fosse, questo è contro la Costituzione, è contro ogni iter legislativo, è contro la sovranità popolare e la divisione dei poteri, è persino contro il senso comune, è solo uno spregevole atto di forza da parte di partiti che ormai non osservano più niente e agiscono come barbari fuori dalla legge!
Tanto più che anche un decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorno o decade.
E qui si pretende di rovesciare un iter obbligatorio.
Può darsi che i Comuni avessero ceduto su qualcosa a Calderoli o Calderoli avesse ceduto qualcosa ai Comuni, ma resta il fatto che un voto di parità in Commissione equivale a una sconfitta. Non si può scavalcarlo con un decreto. E bene ha fatto Napolitano a dichiararlo “irricevibile”! perché trascendeva ogni norma di legge.
Uno non può andare lì e fare come gli pare e se Bossi crede questo, farà meglio a tornare in qualche baita di montagna a pascolare le capre.
E quel fetente di Calderoli non può dire che “Napolitano ha dato ‘una interpretazione’!” Napolitano non ha dato ‘una interpretazione’. Ha fatto esattamente quanto la Costituzione gli comandava.
Intanto con questo rifiuto, il testo dovrà tornare alle Camere e il tempo passerà e, se le elezioni ci saranno a primavera, la Lega ci arriverà per il ventesimo anno con un nulla di fatto. Per il ventesimo anno!!!!
Per un ‘partito del fare’ non c’è che dire: 20 anni buttati via per niente.
..
Scrive IFQ:
“Bossi minaccia elezioni ma il federalismo non passa e si accontenta di un decreto improvvisato. Perché cede sempre?”
I fatti mostrano come ormai il potere personale è subentrato del tutto agli antichi progetti. Bossi ha sistemato se stesso, i suoi amici e parenti. Per lui è andata grassa. Della Padania ci se ne frega? Basta tirare avanti. Chiamalo stupido!
Sembra che come vicesindaco di Milano ci voglia Salvini. Io avevo qualche rispetto per i milanesi, ma se vedessi un somaro impresentabile come Salvini vicesindaco di una città come Milano, davvero ogni rispetto per i milanesi mi cadrebbe sotto i tacchi.
..
DALLA VIVA VOCE DELL’UMBERTO!

”Quando uno fa fallire un paese lo si fucila!”
Quando Bossi era comunista, antifascista e anti Berlusconi

Perché poi chiamarlo federalismo quando erano solo altre tasse?
Viviana Vivarelli

Quello degli states americani fu federalismo. Da queste leggi che Bossi voleva far passare il federalismo non c’era neanche di striscio. Un federalismo vero nasce ‘aggregando’ stati diversi in un’unica Nazione. Qua si intende disaggregare uno stato che nasce unitario. E la molla da cui nasce questa disaggregazione non è il federalismo ma la secessione.
I leghisti non vogliono uno stato superiore come avviene in America, in cui ognuno è orgoglioso di essere cittadino americano, di parlare una sola lingua, di avere la stessa bandiera, lo stesso inno, gli stessi valori, la stessa costituzione, gli stessi principi civili, le stesse leggi federali.
In una secessione, invece, una parte dello stato si stacca dall’altra in quanto la odia, odia il suo nome, rinnega il concetto di patria, rinnega, l’inno, la bandiera, calpesta le sue istituzione e come suo primo atto ruba la sovranità al suo popolo.
Fare paragoni tra la Lega che ha dimostrato a parole a fatti i suoi odiosi intenti scissionisti e la federazione degli stati americani è un insulto all’America.
La Lega compie 20 anni!
E sul federalismo stiamo ancora a questo punto.
Non è passato quando B aveva una maggioranza solidissima al Senato e alla Camera, perché B ha voluto far prima i suoi porci comodi e la Lega ha dovuto sopportare di votare prima tutte le sue oscene leggi, aspettando un turno che non arrivava mai, per la bellezza di 17 anni, per qualcosa che non passerà ora che B non ha più i voti bulgari di un tempo e rischia di perdere per poche assenze, e ora che c on l’incalzare dei suoi processi di tutto gli importa fuorché del federalismo, tanto più che ora tutte le forze del Parlamento vogliono farlo cadere, massimamente Fini.
Così oggi, ancora dopo 20 anni, il federalismo non si sa cos’è, non si sa quanto costa, non si sa quanto aumenterà l’inutile carrozzone statale, ma si sa che è rifiutato dagli enti locali come uno strumento che toglierà loro fondi e autonomia invece di dargliene, è rifiutato da tutte le regioni del centro e del sud, rovescia tutte le sue promesse, aumenterà le tasse invece di diminuirle, peggiorerà ancor più lo stato sociale, è stato già respinto dal popolo italiano, non lo vuole nemmeno B che sa benissimo che un minuto dopo averlo dato, perderà le Lega e perderà il potere
Ma il peggio è che questo presunto federalismo quando arriva in votazione è solo l’aggregato di poche norme che alzerebbero alcune tasse, come la tassa di soggiorno e la tassa di scopo, rimetterebbero l’ICI con un altro nome, un tale pastrocchio che Calderoli ha detto “Questo non è il federalismo” (cosa sia nessun lo sa).
Chiaro che questa finzione serviva a Bossi solo per buttare del fumo negli occhi già poco lucidi delle sue capre prima delle elezioni dando loro a intendere (Bossi è bravissimo nelle finzioni) di aver raggiunto l’agognata meta, un po’ come quando a casa diceva di aver raggiunto la laurea e laureato non era.
Ma che il paese tutto intero debba essere preso per i fondelli questo mi sembra veramente troppo!
.
Mary C

Tra i sassi si fa strada un piccolo germoglio,
irrompe tra l’arido asfalto
un fiore di città
e il sole sempre caldo
dà una mano a chi
ne ha di tigna
e caparbietà.
Essere felici
tra pianti eterni
è difficile e arduo

come resistere a scempi
e a schiaffi ripetuti
come echi ostili
a ricordi lontani
Mi appiattisco
e silenziosa
preparo il contrattacco
soldato senza armi
convenzionali
ho solo le mie finte ali
e i miei sicuri ideali.

..
Valerio segnala
GB, il viaggio del papa pagato con i fondi per gli aiuti internazionali!
I costi della visita del papa nel Regno Unito continuano a far discutere. Malcom Bruce, il deputato liberaldemocratico che guida il DFID (il dipartimento incaricato di gestire gli aiuti economici ai paesi in via di sviluppo) ha infatti scoperto che 1,85 milioni di sterline, corrispondenti a circa 2,2 milioni di euro, sono stati sottratti dal bilancio corrente dell’organismo al finanziamento del viaggio del pontefice. Secondo la BBC http://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-12351583 , la spesa pubblica per la visita di Benedetto XVI si aggirerebbe sui dieci milioni di sterline.
..
ARBEIT IST NICHT…
Gian Franco Dominijanni

Si è appreso, con profonda commozione, la notizia che la settimana scorsa sono morte nello stesso giorno 6 lavoratori.
Non avevano la divisa. Non sono morti a causa di inasprimenti conflittuali in paesi lontani.
La guerra per la pagnotta è una guerra semplice, noiosa.
Una guerra fatta da militari senza divisa, senza gradi, senza medaglie e senza bandiera.
Hanno diritti da difendere, ma non hanno simboli che non si possono offendere.
Militari della vita impegnati in missioni internazionali per la sopravvivenza.
Sparsi per il mondo e vittime di continui e sempre più riservati profondi cordogli.
Vivono, combattono e muoiono, offesi nei diritti attraverso i simboli in cui credono.
Ci stiamo disabituando ad esprimere doverosi sentimenti di solidale partecipazione al dolore delle famiglie dei caduti per la pagnotta.
Vittime di una guerra persa in partenza e mai cercata.
EINGEHALTEN.
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DI PIETRO
Un ottimo Di Pietro sciolto, chiaro e sintetico a 8 e 1/2 espone il programma e le alleanze possibili dell’IdV.
-La sfida della riforma dell’art. 41
-Le balle sulla patrimoniale
-L’aumento del debito pubblico
-Il tentativo di B su stop alle intercettazioni e processo breve.
-Le due possibili coalizioni di Di Pietro: quella di programma (NO centrali nucleari, No Privatizzazione dell’acqua) che non può accogliere Casini e Fini; quella contro B che eccezionalmente può comprenderli pur di mandare via B

Il Punto di Pagliaro

B passa oggi il suo momento più critico. E’ appeso a un filo. Non gli restano che atti di forza come quello ieri sul federalismo, sconfessando il parlamento e le commissioni e precipitando i tempi del golpe

Attività del governo rallentata e lontana dai problemi del paese. Governo bocciato su: riforme mancate, fisco, ripresa dell’economia, interventi sul lavoro, politiche giovanili.
Il 53% degli italiani chiede le dimissioni di B.
Tra questi (ecco la novità) anche il 40% dei leghisti e un 9% di elettori Pdl.
Il 47% vorrebbe un ritorno alle urne.
La novità è lo spostamento degli elettori di B: in nuove elezioni solo il 72% lo rivoterebbe,
il 10% di chi lo ha votato si asterrebbe, un 9% voterebbe Lega, un 7% voterebbe Fini.
Insomma B prenderebbe meno voti di quelli che ha avuto e,anche se vincesse, produrrebbe un governo ancora più a rischio di quello attuale e nell’impossibilità di governare. Ora non ha la maggioranza alla Camera, dopo non l’avrebbe nemmeno al Senato.
Dal che si deduce che gli italiani sono molto lenti a cambiare parere, e gli attacchi scellerati a Fini sulla casa di Montecarlo perpetrati per 2 mesi da Feltri prima che Fini maturasse la decisione di staccarsi sono stati la vera causa della debolezza attuale di B, il resto lo hanno fatto gli scandali.
L’amara verità è che noi possiamo influenzare molto poco l’elettorato berlusconiano e che se B perderà sarà per autogoal.
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PURE I MAFIOSI AD ARCORE…
Da Furio Colombo

Oltre alle frequentazioni di puttane nelle case di Berlusconi, ora sembra che circolassero anche mafiosi, dunque era tutto un andirivieni di cani e porche.
Furio Colombo osserva che mai come con B la politica è stata una cosa sporca. Quale gioco più turpe che divertirsi organizzando le prostituzione minorile? Si chiede se i capitali esteri non stiano lontani dal nostro paese per una tale immagine che costui presenta al mondo. Insomma se la casa è questa, chi vorrebbe frequentarla? “Ci sono- dice- due aspetti osceni nella vicenda, entrambi indecorosi per l’Italia, uno è la lista imbarazzante delle accuse, l’altra è la difesa accanita e segnata dal panico di coloro che, in caso di ritiro di Berlusconi da qualcosa che ormai di politica non ha più neanche il nome, temono di perdere tutto. Perciò i pochi interventi in difesa del premier appaiono stralunati e assurdi, come ripetere che non si poteva indagare perché non c’è stata denuncia. (O dire che il concusso prefetto nega di essere concussa e la troia Ruby nega di essere una troia o che erano cene serie ed eleganti in cui al massimo si beveva coca light).
La seduta della Camera per Rubi era presieduta da Fini denunciato dal ministro della giustizia con prove presunte ventilate dal ministro degli esteri per conto del presidente del consiglio (un altro puttanaio indicibile!) in ordine a un piccolo appartamento di Montecarlo per una transazione privata che non costituisce reato e non vede coinvolgimento di minori.
Sembrerebbe una storia inverosimile se non accadesse davvero. Ma succede nel nostro Paese. E alla fine 315 deputati salvano il culo al presidente e scoppiano in un grande applauso.
Un grande applauso alla prostituzione!
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LA LOTTA E’ UNO STRUMENTO NON…
Gian Franco Dominijanni

Viviamo in una realtà che sta tra l’inconsapevole e l’irresponsabile.
L’obbiettivo è la mente. Usare l’attacco verbale per incutere un timore mentale.
L’utilizzatore privilegiato usa la bugia come un’arma bianca.
La sua forza è infondere paura e terrore attraverso “piccoli” segnali di minaccia.
La guerra è in atto. Se ci si aspetta uno scontro fisico o di forza si rischia di restare delusi.
La paura e il tentativo di intimorire vengono coltivati dal potere.
Obbiettivo: non favorire le relazioni sovversive o pericolose al potere.
Ora c’è una mercificazione dei rapporti ad uso e consumo del potere.
Le persone vengono manipolate quasi come se non fossero portatrici di una intelligenza autonoma, di uno spirito di considerazione o di capacità di valutazione.
Obbligandole a merce e strumento. Persone ammaestrate e convinte che al politico, a questa classe politica, importi qualche cosa del futuro degli italiani.
Quale rapporto possono avere loro con chi è condannato a tirare a campare?
Disoccupazione, pensioni, morti bianche, precari, lavoro nero, salari inadeguati, sanità, scuola, integrazione, tutti problemi per i quali difficilmente trovano risorse.
Per finanziare guerre, missioni e grandi opere, stranamente, non mancano mai: un pozzo senza fondo.
Come se i primi non rientrassero nell’area di investimenti esattamente come i secondi. Hanno una strana interpretazione, come è ovvio, di investimento.
Hanno costruito un pozzo con i nostri debiti e con le deleghe elettorali.
Delegati a gestire la nostra vita secondo le loro personali convenienze.
Parassiti sociali che diventano politici di professione per arricchirsi ed esercitare il loro potere sui sacrifici degli altri.
Un tempo si diceva che lo stato è forte con i deboli e debole con i forti.
Ora lo stato è forte con i deboli e complice dei forti.
La lotta sta alla base della libertà.
UN OBBIETTIVO.
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MONTANELLI
“Veramente la scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L’Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L’Italia del 25 luglio, l’Italia dell’8 settembre, e anche l’Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta.
Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l’avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo”.
(Intervista a Repubblica, 26 Marzo 2001)
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BEPPE GRILLO
Cosa ci è rimasto? E’ importante rispondere a questa domanda per capire dove ci troviamo, come ripartire. Per sapere di quali armi dispone ancora il cittadino in questa pseudo democrazia. Andiamo per esclusione. Non abbiamo più il voto, non possiamo esprimere la preferenza per l’elezione di un parlamentare. Il Parlamento è quindi andato. Se Camera e Senato sono sottratte alla volontà popolare lo è anche la presidenza della Repubblica, eletta dalle Camere riunite, nominate dai capi dei singoli partiti. Quindi ci siamo giocati anche Napolitano insieme ai presidenti di Camera e Senato.
I referendum, quando vengono accettati dalla Corte di Cassazione, sono collocati in date balneari per far saltare il quorum, come è avvenuto per il referendum sulla legge elettorale. Nel caso miracoloso in cui si ottengano le firme, si raggiunga il quorum e prevalga la volontà popolare i partiti se ne fregano. Esempi non ne mancano come i referendum, vittoriosi, per l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti e del nucleare in Italia totalmente ignorati. I partiti incassano un miliardo di euro e sono in cantiere cinque centrali.
Se si raccolgono le firme per una legge di iniziativa popolare vengono seppellite nelle cantine del Senato. 350.000 firme certificate per la legge “Parlamento Pulito” attendono dal dicembre del 2007 senza speranza di essere prese in esame. Di quali strumenti dispone il cittadino senza il voto, la rappresentanza parlamentare e istituzionale, il referendum e le leggi popolari? E’ un separato in casa della democrazia. Una casa di cui non ha più le chiavi. La reazione è la frammentazione in mille piazze con sette manifestazioni alla settimana, mille proposte in cui, almeno, si ha l’illusione di contare qualcosa, oppure l’indifferenza di quel 40% di italiani che non votano più nulla, non credono più in nulla. In entrambi i casi, protesta o oblio, il potere di pochi rimane inalterato.
La prima riforma è restituire ai cittadini il controllo del Paese che gli è stato sottratto. Ci troviamo a combattere con i bastoni chi dispone di un bazooka, e i padroni di casa siamo noi. Le chiavi ci devono essere restituite. Il primo passo è la discussione in Senato della proposta “Parlamento Pulito” per dare all’elettore il diritto di scegliersi il candidato e di mandare a lavorare i professionisti della politica che hanno superato i due mandati. Il secondo è disporre di referendum propositivi e senza quorum. Chi non va a votare conta zero. Il terzo è l’elezione diretta del presidente della Repubblica che deve rispondere al Paese e non ai partiti. Il quarto è l’eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti. Il quinto è la copertura finanziaria per ogni spesa dello Stato. Un passo alla volta. Sul primo vorrei che Schifani stabilisca al più presto una data per la discussione in Senato di “Parlamento Pulito” come ha promesso più di un anno fa. 350.000 cittadini non possono essere ignorati (e presi per il culo) più a lungo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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MASSIMO GRAMELLINI E LE SUE PILLOLE

La buccia del chinotto

Un amico sorride amaro: «Non farti illusioni, potenzialmente siamo tutti come lui e la sua corte: trombare e fare soldi, interessati solo ai bisogni primari, ai chakra bassi, per dirla alla maniera di voi che meditate e fate yoga. Sì, qualche disturbato che sogna con un romanzo o va in estasi per una notte d’amore sotto le stelle esisterà pure, ma è la buccia del chinotto: scorza sottile, percentuale insignificante».
Davvero? Davvero la maggioranza dei giovani assomiglia a quel tipo che incita sua sorella a infilarsi nel letto di un anziano miliardario, «così ci sistemiamo»? Davvero il mondo contemporaneo si divide fra padri padroni, disposti a uccidere le figlie che osano ribellarsi, e padri ruffiani che nelle intercettazioni le incitano a sgomitare perché «le altre ti sono passate davanti, svegliati!». Sarò un ingenuo, eppure vedo ancora in giro della dignità, anche in tanti poveri che una busta di 5000 euro l’hanno magari sognata, ma non la vorrebbero trovare nella borsa della figlia a quelle condizioni. Vedo donne e uomini pieni di vizi, ma che non invidiano lo stile di vita dei crapuloni e sognano di invecchiare con una persona amata al fianco e la musica di Mozart nelle orecchie. E quando, come ieri, alcuni lettori telefonano al giornale per segnalare che una luna mai così arancione è spuntata fra le colline e mi arriva sul tavolo la raccolta di poesie di una ragazza timida, allora penso che non è finita. Che la buccia del chinotto è più spessa di tutto il gas che le sta esplodendo intorno, in un enorme rutto di niente.
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La morale dell’Uomo Ragno

E’ il presidente del Consiglio, cribbio (direbbe lui). Il presidente del Consiglio, non un cittadino normale o un miliardario qualsiasi che fa quel che vuole dei suoi soldi e di se stesso, e se si infila venti ricattatrici potenziali sotto le lenzuola, alla peggio ci rimette il portafogli e l’argenteria di famiglia. Lui è il leader politico di uno Stato e i rischi a cui lo espone la sua condotta privata non investono solo la sua persona, ma tutti gli italiani. E se il servizio segreto di una nazione o multinazionale straniera avesse assoldato Ruby per costringere il premier a firmare un accordo economico svantaggioso per l’Italia in cambio del silenzio?
Moralismo? No, Machiavelli. O, se preferite, la morale dell’Uomo Ragno: a grandi poteri grandi responsabilità. Il capo di un governo eletto dal popolo non è «uno di noi». Deve essere meglio di noi o quanto meno sembrarlo. Poiché rappresenta l’immagine del proprio Paese nel mondo, è tenuto a rispettare le sacre regole dell’ipocrisia, a contenere i suoi vizi o comunque a occultarli, come fecero Kennedy, Craxi e Mitterrand. E quando viene beccato, deve chiedere scusa e mostrarsi contrito in stile Clinton, non negare l’evidenza e parlare d’altro, di rispetto della privacy (che per lui non vale) e di complotti che anche se ci fossero non scalfirebbero il nocciolo della questione: chi fa bunga bunga può governare un impero, ma non una democrazia.
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Il Santo Bunga

E’ iniziata la beatificazione del bunga bunga e del suo santo patrono. Si riscrivono i fatti da piantare nella memoria collettiva, come nel 1994 quando «i giudici fecero cadere Berlusconi con un avviso di garanzia al G7 di Napoli». Non era il G7 ma un convegno Onu, non era un avviso ma un invito a comparire e non furono i giudici a far cadere il governo ma la Lega. Fiato sprecato: la vulgata di Arcore ha seppellito la realtà. Ora si tenta il bis. Tale Sabina Began, detta Ape Regina (chissà le operaie), si strucca e va a immolarsi in tv: Bunga bunga è il mio soprannome, dice fra le occhiaie, lui non c’entra nulla, non fa nulla e non sa nulla, nemmeno che io sono qui a proteggerlo e che lo amo con tutta me stessa.
Gli orfani di Beautiful hanno appena intaccato la scorta dei fazzolettini quando su un canale del diretto interessato (per chi è ancora sensibile a queste quisquilie) appare la pietra dello scandalo, Ruby. Non sarà stato facile convincerla a forzare la proverbiale ritrosia per rivelare che la sua vita è un susseguirsi di orchi che la usano e la maltrattano. Finché appare lui, il Santo Pagatore, prodigo di sorrisi & cauzioni in cambio di un semplice grazie. Ci sarebbero quelle 400 pagine di telefonate in cui Ruby parla come un’inviata a Crapulonia, ma gli sceneggiatori hanno pensato anche a questo: «Per non soffrire, fin da piccola mi sono inventata una verità parallela». Suggerirei un miglioramento della trama: le intercettazioni sono un gigantesco falso ordito da alcuni imitatori di Zelig passati al nemico. P.S. Se l’idea piace, sarebbero 7000 euro, ragioniere.
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Un grande Gramellini e uno splendido Fazio per la serie “Come siamo ridotti”
Numero chiuso per la ‘ndrangheta
Il libico mandato come sommozzatore in Italia ma che non sa nuotare
Storia della bambina di 4 anni di Fossalta cacciata dal sindaco leghista
Il doppio Presidente del Consiglio: dottor Silvio e Mister B
L’ex sindaco di Bari e il video porno
316 fingono di credere che B abbia contattato la questura di Milano “per tutelare i rapporti internazionali del nostro paese”

RIDIAMARO :- )

Mandi
“DI PORCELLUM IN PORCELLUM”
Questa mattina è stato stoppato il porcellum federalista che voleva aumentare le tasse locali.
Oggi pomeriggio e passato la salva porcellum d’hardcore.
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Viviana
In Spagna di fronte al fenomeno di troppi matrimoni con minorenni si pensa di alzare l’età minima per sposarsi.
In Italia di fronte alla prostituzione di troppe minorenni si pensa di abbassare l’età minima per prostituirsi.
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Dopo il porcellum elettorale, Calderoli spinge per il suo federalismo, il maialum
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JENA
FACCIA
Con che faccia, la maggioranza ha salvato Berlusconi?
Una faccia flaccida.

luttazzi.it
Secondo Iva Zanicchi, il premier va a puttane perché ha perso la mamma. Chissà se l’ha ritrovata. (Augusto Rasori)
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Mubarak: “Mi dimetterei, ma temo il caos”. Così, a occhio, mi sembra più sveglia la nipote. (Elisabetta Orosei)
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Napolitano non firma decreto: “Quel testo è irricevibile”. Berlusconi: “Avete provato a portargli un paio di troie?” (Ettore Spina)
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Calderoli: “Non ho paura di andare in Parlamento, sono pronto a chiedere la fiducia.” E’ facile fare lo sgargiante quando la fiducia la danno anche a Bondi. (Fabio Gambuli)
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Arriva l’Isola dei Famosi: quest’anno i sedici naufraghi saranno divisi in due gruppi: ‘vip’ e ‘troie di’. (Gianni Zoccheddu)
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1.Niccolò Ghedini: “Da più giorni su alcuni quotidiani vengono pubblicate notizie riguardanti immagini asseritamente riprese nei domicili del Presidente Berlusconi. In particolare oggi su Il Fatto Quotidiano è riportata con grande evidenza la notizia che vi sarebbero foto del Presidente Berlusconi svestito ed attorniato da ragazze e che sarebbe in corso una sorta di asta per l`acquisto di queste immagini. Si deve osservare – dichiarano – che se davvero fossero state offerte ai giornali foto siffatte sarebbero da ritenersi sicuramente e palesemente false, frutto di montaggi e/o di manipolazioni non essendo possibile che il Presidente Berlusconi si sia mai trovato nelle situazioni descritte.” (l’Unità)

Niccolò Ghedini “La signora D’Addario non è mai andata a casa del premier. (…) Non esistono registrazioni della D’Addario, a meno che qualcuno se le inventi” (L’Antefatto.it)

Berlusconi/D’Addario: Ecco gli audio (L’Espresso)
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Niccolò Ghedini: “Mai Berlusconi potrebbe aver parlato del ritrovamento di 30 tombe fenicie nel suo parco, perché mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell’area di Villa Certosa”. (Blitz quotidiano)
Le ‘tombe fenicie’ esistono, Ghedini le visitò nel 2005 (L’Espresso/Patrizia Pietrovanni)
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Mubarak: “Se lascio è caos” (ansa.it 4 febbraio 2011)
Berlusconi:”Se lascio è un danno per l’Italia,il paese è nel caos”
(Bart Amato)

Barbareschi: “Persone come la Polidori è meglio perderle per strada. Ieri aveva confermato il no alla fiducia… Ma vi rendete conto di cosa sta succedendo? Siamo alla corruzione di pubblico ufficiale.” (Corriere)

Caso Ruby, Barbareschi: “Voterò con FLI.” Ma poi si astiene e ci ripensa. (IFQ/sergio marinelli)

1. Canone Rai, la tassa più indigesta, lo rivela una ricerca del Censis. (repubblica)
2. Via a palinsesti Rai, Sgarbi e Vespa in prime time (ansa.it / Andrea Bonechi)
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1. Napolitano: “Decreto federalismo irricevibile”
2. Napolitano:”La luce, ho visto la luce!” (Rita Filomena Merenda)
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1. Nicole Minetti sul fidanzato: “Simone ha tanti difetti, ma ha anche tanti pregi e ha un pregio in questa situazione, sì, è geloso marcio per ovvi motivi però dall’altra parte sa vedere le cose in maniera obiettiva”.
2. Nicole Minetti sul fidanzato: “E’cornuto e contento” (Eugenio Iodice)
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Roberto Formigoni: “Io non conosco, evidentemente, la Minetti. Ma quando il presidente del Pdl mi segnala una giovane laureata a pieni voti, che fa un lavoro specializzato, io non ho obiezioni”.
2. Roberto Formigoni: “Me la ordinò il grande capo, vi sembro il tipo che discute una decisione di Berlusconi? Dico, mi avete preso per Leonardo?” (nico donisi)
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Ieri Berlusconi è stato intervistato dal Tg1. Il giornalista è stato così irriverente che a un certo punto ha addirittura alzato la testa. (Alfonso Biondi)
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Berlusconi: “Il Pil italiano puo’ salire del 3%”. Sì, se le sue troie emettessero regolare fattura. (Francesco Fumarola)
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La popolarità di Mubarak è talmente bassa che va in giro a raccontare di essere lo zio di Ruby. (Davide Rossi)
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Ruby incinta. Com’è che la nausea ce l’ho io? (Rosaria Greco)
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Micso
L’Italia prende posizione sulla crisi egiziana: il ministro Frattini mostra una lettera in cui il Presidente di St. Lucia GIURA che Ruby Rubacuori è la nipote di Mubarak!..
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Qualunquemente
Democrazia ? Ma che democrazia e democrazia d’Egitto …
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Democrazie
Se continua così finiremo con l’essere completamente circondati da regimi ostili
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Le foto ricattatorie con Berlusconi nudo sarebbero paranormali.
Si è scoperto che Villa San Martino è infestata da puttane fantasma
Invece del fantasma formaggino, si tratterebbe del fantasma pecorino.
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Berlusconi a Schulz: “Lei starebbe bene nel film Kapò”
Schulz: ”E lei nel film Salò”.
..
VV
Nel 2012 finisce il mondo. I Maia non sbagliano mai.
Berlusco’, facce ‘nu piacere: Spegniti prima, così ci salvi gli ultimi momenti in pace!
Posso accettare anche la fine del mondo, ma pensare che arriverà a dicembre del prossimo anno parlando ancora di bunga bunga sento che non potrei sopportarlo.
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“Chi lo dice che queste ragazze sono prostitute?”. Il dizionario. (Spinoza.it)
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Minetti: “Il mio conto in banca ha avuto una relazione sentimentale con quello di Berlusconi.” (Patrizia Pietrovanni)
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Spatuzza: “Non capisco perché mi abbiano negato il programma di protezione. In fondo ho solo accusato chi sta al Governo” (Giancarlo Gismondo)
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Chicco Testa:”Il nucleare è necessario, ma il web non lo capisce”
2. Chicco Testa:”Il nucleare non è necessario, e purtroppo il web lo capisce” (Eugenio Iodice)

Blogger di spinoza

gerri
Suggerimento per ripulire l’immagine del premier…basta feste con giovani ragazze e lapdandce,ma solo inviti a vecchiette e tombolata pomeridiana…dal BUNGA BUNGA AL BINGO BINGO!
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Roberto

La (quasi) perfetta organizzazione con a capo la Minetti: La Banda della Majala
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Ginocchio

La storia si ripete :
Caligola nominò senatore il suo cavallo
Berlusconi le sue vacche
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Ruby sarebbe incinta. L’ennesimo incidente sul lavoro. [aileen d.]
..
http://masadaweb.org

(Molte foto sono riprese da articoli di Lucio Galluzzi)

12 commenti »

  1. Se non ora, quando una nuova legge elettorale?

    1.

    Non si può andare a elezioni con questa legge elettorale.
    2.

    Esiste una graduatoria di priorità e una graduatoria di interessi comuni.
    3.

    Non si può pensare di tenere uniti interessi diversi. L’ elettore deciderà le priorità e gli interessi prevalenti.
    4.

    La legge elettorale è la priorità comune a tutte le opposizioni.
    5.

    Fino al 14 dic. Esisteva la possibilità di maggioranza per votarla, ora è più difficile.
    6.

    Scendendo nella graduatoria le priorità per i diversi partiti si differenziano.
    7.

    Solo per votare la legge elettorale le alleanze possono essere utili perché tutti d’accordo.
    8.

    Con una legge elettorale proporzionale, ogni partito cerca di raccogliere più voti che può. Gli elettori mostreranno a quale partito affidare la linea guida.
    9.

    Disperdere energie e tempo in discussioni d’ufficio delude l’elettorato. Sconfitta sicura.
    10.

    Rilevare con le primarie il leader preferito.
    11.

    Unificare tutte le energie e sostenere strenuamente il leader scelto dalle primarie..
    12.

    Collegare tutte le iniziative in funzione di supporto elettorale al leader.

    o no??
    Alberto Albertini

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2011 @ 6:28 pm | Rispondi

  2. Fini a Bologna parla bene !ma che DX e SIN – PERSONE che PENSINO a GOVERNARE ED AL FUTURO DEL PAESE !!!!! bRAVO ! OGGI MOLTI, schifati della politica, NON VOTANO PIU’ ! bravo FINI !!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2011 @ 6:30 pm | Rispondi

  3. Messaggio: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa dire…”
    (Voltaire)

    AUTORI “SCOMODI” AL POTERE: IN ARRIVO UN “INDICE DEI LIBRI PROIBITI”?

    Nel Veneto hanno iniziato a circolare “liste di proscrizione” di autori “sgraditi” al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!
    Primo in lista? Ovviamente Roberto Saviano!
    Un recente servizio del Tg3, infatti, ha rivelato come nella biblioteca civica del comune di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) “Gomorra” (best-seller venduto in “2 milioni” di esemplari solo in Italia e tradotto in “43 lingue” nel mondo) è stato ritirato dagli scaffali!

    La motivazione ufficiale del “bando veneto” sarebbe la necessità di una presa di distanza dai cd. “autori pro-Battisti”, firmatari nel 2004 di un appello per la liberazione di Cesare Battisti.
    Autori che, in realtà, non hanno certo “inneggiato al terrorismo”, limitandosi piuttosto a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, “sommario”- a carico del terrorista rosso e ad invocare un “atto di clemenza” in favore dello stesso per chiudere la pagina nera degli “anni di piombo” senza l’ostinata ricerca di “capri espiatori”.

    Com giudicare tale forma di “boicottaggio letterario”?
    Francamente l’appello alla “gogna mediatica” lanciato da alcuni esponenti pidiellini veneti, Paride Costa e Roberto Bovo (e prontamente raccolto, tra l’altro, dagli assessori alla Cultura della provincia di Venezia e della regione Veneto), a danno di intellettuali responsabili semplicemente di avere offerto una “lettura diversa” di una vicenda (storica, umana e giudiziaria) così complessa, appare un atto d’inaccettabile arroganza, di “terrorismo culturale”!

    E’ di chiara evidenza che il caso Battisti sia solo un pretesto per “mettere all’indice” alcuni scrittori “scomodi”, per imbavagliare -in qualche modo, “punire”- qualsiasi forma di esplicito “dissenso”, per avallare una “porcata censoria” bella e buona!
    Lo conferma il fatto che Saviano, bersaglio principale dell’iniziativa, da oltre un anno abbia già ritirato la sua firma in calce all’appello “incriminato”.
    Considerando, poi, che i primi inviti ai bibliotecari affinché rimuovessero i libri di Saviano dalle biblioteche sarebbero circolati subito dopo la trasmissione-evento “Viani via con me”, si tratta forse di una “ritorsione” in risposta alle recenti polemiche tra lo scrittore di Gomorra e il ministro Maroni???

    Il fatto stesso che si concepisca una simile “provocazione” è sintomatico della “bassezza etica e morale” raggiunta da una classe politica che offre segni sempre più evidenti di “squilibrio e intolleranza”.
    Alcuni amministratori pubblici hanno dato l’impressione, infatti, di voler amministrare un bene pubblico -quale la Cultura- come se si trattasse di una “cosa loro”!
    Siamo al “delirio d’onnipotenza”, al superamento di ogni “limite di decenza”!
    Il clima che si cerca di fomentare è da vera e propria “caccia alle streghe” (o ai “Premi Strega”, quale Tiziano Scarpa!), che rischia di alimentare l’odio politico nei confronti di chi manifesta un minimo “spirito critico” nei confronti del pensiero pubblico prevalente.

    L’aspetto più grave del boicotaggio “sui generis” adottato in Veneto, infine, è che non si tratta di una censura “ad actum” (di un testo in particolare, per i suoi contenuti) bensì “ad personam” (di una lista di scrittori), così finendo col censurare delle opere letterarie in base alle presunte credenziali morali e politiche dei loro autori!
    Ma se la politica pretende di definire “il bene e il male”, perché non chiedere la rimozione anche di opere come l’autobiografia di Erik Priebke o il “Mein Kampf” di Adolf Hitler?
    E perché non censurare i testi di quegli autori atei, come Piergiorgio Odifreddi, che osano porre dubbi persino sull’esistenza storica di Gesù Cristo?!
    Semplice: perché la cultura o è “libera” o “non è” cultura, bensì qualcos’altro (ad esempio, “propaganda”!).
    Se prevalesse questa “logica censoria”, allora, il rischio maggiore sarebbe di veder ampliare “a dismisura” l’elenco degli autori “messi all’indice”: se oggi si “criminalizzano” quaranta intellettuali firmatari di un appello, chi garantisce che domani la schiera degli “sgraditi”, degli “anti-italiani”, dei “nemici del Popolo”, non si allarghi a ricomprendere tutti coloro che esprimano un’opinione politicamente “scorretta” o, comunque, “minoritaria”???

    “Democrazia” non vuol mai dire “dittatura della maggioranza”: esprimere un’opinione è sempre un “diritto”, mai un “privilegio” concesso a chi si conforma al giudizio più comune!
    Un Paese, infatti, può dirsi pienamente libero solo quando si dimostra capace di accettare tutte le idee, anche le più “scomode” o isolate: questo è il prezzo che “si deve” pagare per distinguersi da paesi come la Cina, la Russia o la Libia!

    Ciò detto, perché la politica, piuttosto che occuparsi di redigere “liste nere” d’autori sgraditi, non si interroga sul fatto che il numero di lettori in Italia scende di anno in anno (come testimoniato dagli ultimi dati del Censis e dell’Istat)?
    E perché gli amministratori locali, piuttosto che “svuotare” ancor di più le nostre biblioteche, non si impegnano a riempirle, considerando che in Italia, ogni 100 abitanti, ci sono solo 70 libri nelle biblioteche pubbliche (contro i “246” libri negli Stati Uniti, 237 in Francia, 231 in Giappone, 188 nel Regno Unito, 127 in Germania, 93 in Spagna e 88 in Grecia, come ci rivela una tabella della European House-Ambrosetti)?!

    Gaspare Serra
    studente giurisprudenza Palermo

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2011 @ 6:31 pm | Rispondi

  4. Finalmente le donne reagiscono finora venivano obbligate a fatti sessuali con i dirigenti e a prestarsi a collusioni ed imbrogli in tutta la P. Amministrazione, altrimenti vengono
    espulse o retrogradate ad infimi livelli : posso testimoniare su detto “SISTEMA ” perché è quello che mi è successo e su cui ho fatto anni di cause civili e penali contro la Regione Campania !
    Graziella

    per cui il bunga-bunga è utile ad uscire da detta sporcizia

    arch. graziella iaccarino-idelson Napoli

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2011 @ 6:32 pm | Rispondi

  5. Grazie a te,Viviana, per il tuo enorme impegno profuso nel tuo lavoro, per me fonte di informazione ed approfondimento molto importante.
    Augurandoti buone cose, salute, serenità e tutto ciò che desideri, ti saluto calorosamente.
    Luigi

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2011 @ 6:40 pm | Rispondi

  6. Ciao carissima Viviana. Se a pensar male si fa peccato, ma …
    Gianni

    Da repubblica.it

    In casa Ruby il biglietto del sottosegretario Belsito

    La polizia giudiziaria ha sequestrato nell’appartamento della ragazza il biglietto da visita del politico genovese. Francesco Bruzzone, segretario ligure della Lega Nord Liguria, resta di sasso “Non so niente. Sono sorpreso”. Da segretario a numero due di Calderoli

    di AVA ZUNINO

    Nell’affaire di Ruby, la ragazza marocchina attorno alla quale è esploso il caso delle notti di Arcore, spunta una traccia genovese. Anzi, un personaggio genovese: è Francesco Belsito, della Lega Nord, sottosegretario alla Semplificazione.

    Un suo biglietto da visita è stato trovato, insieme a quelli di altri personaggi delle istituzioni, nella casa di Quarto, in via Swimburne, dove Ruby abita con Luca Risso. Il biglietto recita “Francesco B. – Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Il biglietto da visita fa parte del materiale sequestrato dalla polizia giudiziaria di Milano, che il 14 gennaio scorso aveva perquisito l’appartamento di Quarto.

    Da stamane il telefono cellulare del sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, rimanda alla segreteria telefonica. Francesco Bruzzone, segretario ligure della Lega Nord Liguria, resta di sasso. Dice: . Alfredo Biondi aveva conosciuto Belsito nella sede genovese di Forza Italia, prima che questi aderisse alla Lega. .

    Belsito, che è nato a Genova nel 1971, è il segretario amministrativo della Lega Nord da quasi quattro anni. Iscritto alla Lega dal 2003, nel capoluogo ligure il suo primo incarico era stato quello di capo della segreteria del leghista Francesco Bruzzone che all’epoca era presidente del consiglio regionale. Poi ha fatto carriera a livello nazionale, fino alla nomina nel cda di Fincantieri e all’incarico governativo.

    Personaggio riservato, Belsito nei mesi scorsi è stato suo malgrado al centro di almeno tre vicende controverse: una riguarda il “giallo” del suo titolo di studio, laurea in Scienze Politiche. Davanti al fatto che il rettore avesse escluso il conseguimento di una laurea, e dall’ateneo fosse partita una segnalazione alla Procura Generale di Genova, Belsito aveva spiegato: . La seconda vicenda controversa ha visto in campo il sindacato di Polizia Silp-Cgil: ha protestato perchè il sottosegretario Belsito utilizza per la sua Porsche Cayenne il parcheggio riservato alla Questura, anche quando non è in servizio. La terza vicenda è l’autorizzazione al transito sulle corsie gialle con la sua auto personale, che il Comune di Genova non avrebbe condiviso ma è stato rilasciato in virtù dell’esigenza del sottosegretario di “spostarsi velocemente”.

    (28 gennaio 2011)

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2011 @ 6:41 pm | Rispondi

  7. “La Lega compie 20 anni! E sul federalismo stiamo ancora a questo punto.”

    L’Unità d’Italia compie “onorevolmente” 150 anni!

    I leghisti possono governare soltanto dei “polli”, pecore e capre sono già
    più impegnative!

    W il Capo di Stato Signor Napolitano che
    ha difeso la nostra Costituzione!

    W l’Italia dei Fratelli d’Italia!

    Commento di Silvano — febbraio 6, 2011 @ 7:51 pm | Rispondi

  8. Abbasso questo sistema di Governo totalitario del potere capitalistico!

    Commento di Silvano — febbraio 6, 2011 @ 10:29 pm | Rispondi

  9. Cara Viviana, sono confusa e umiliata per la mia ignoranza, e con questa constatazione, ti scrivo per rallegrarmi con te e con i tuoi collaboratori per il bellissimo numero di Masada sulla Rivoluzione. L’ho letto tutto con la massima attenzione e ammirazione per il tuo lavoro.
    Un caro abbraccio
    Brunilde

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 7, 2011 @ 7:02 am | Rispondi

  10. Il tuo articolo ‘Percentuali e assoluti’ è stato pubblicato su Il fatto
    Franco

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 7, 2011 @ 7:05 am | Rispondi

  11. Governo PERSECUTORIO ! ci siamo stancati andiamo alle elezioni ! è una persecuzione continua tra tutti; POLITICI GIORNALISTI e tutti vengono accusati di persecuzione o tradimento ! TUTTI SI VENDONO PER POSTI DI MINISTRO o VICE MINISTRO ! ora BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ELEZIONI subito !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 7, 2011 @ 10:50 am | Rispondi

  12. In Italia un NUOVO GOVERNO e una NUOVA LEGGE ELETTORALE
    Intervenga la U E per dare all’Italia gente non inquisita né in odore di mafia camorra al Governo e gente che possiamo scegliere NOI CHE VOTIAMO e non loro stessi ! non è più una democrazia MA UNA DITTATURA DELLA MAFIA !
    Intervenga l’Unione Europea : in Italia non abbiamo più un Governo

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 10, 2011 @ 7:11 am | Rispondi


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