Nuovo Masada

gennaio 27, 2011

MASADA N° 1252. 27-1-2011. JUNG 4 LEZIONE 1-MODIFICAZIONI DI COSCIENZA

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(Prima lezione della quarta parte del corso di psicoanalisi su Jung, tenuto a Bologna dalla prof .Viviana Vivarelli e facente parte del libro “Lo specchio più chiaro”, pubblicato su internet)

E’ nelle visioni che il prigioniero sfugge e contempla le schegge del paese che esiste fuori dalla cella” (V.)

Almeno due volte al giorno ognuno di noi ha una esperienza metafisica: al momento del risveglio e quando si assopisce. L’esperienza metafisica è il momento di comunione col tutto, quando l’individuo dimentica la propria biografia, le illusione della storia, della propria stessa identità, della propria decadenza e partecipa del respiro universale” (Ellemire Zolla)

Viviamo noi forse nel tempo e nello spazio? Sì, ma solo in parte. (V)

Inutile aspettarsi da Jung che tratti le modificazioni di coscienza, le definisca, le cataloghi o ci dica in proposito qualcosa di esplicativo. Nulla di più lontano di lui di questo. Ne dobbiamo parlare solo perché fanno parte della sua esperienza e costituiscono una dimensione senza la quale non potrebbe esistere nemmeno il suo pensiero. Su questi stati, al più, possiamo trarre noi delle ipotesi, e posso fare questo tentativo io, come soggetto che di stati modificati di coscienza in un lungo arco di tempo ne ha avuto parecchi, ma quello che diremo vale solo come ipotesi. Mi sono sempre meravigliata del fatto che molti interpreti di Jung escludano intenzionalmente la sua natura di sensitivo, evitando di parlarne come fosse qualcosa di inopportuno e imbarazzante. Io ritengo, al contrario, che proprio dalla sensitività di Jung discenda la sua visione della psiche e dell’universo, una metafisica che dipende da precise esperienze di carattere paranormale, per cui il suo pensiero può essere meglio compreso da chi ha avuto esperienze simili mentre rimane ostico a chi aderisce a una visione materialistica e limitata della realtà. Sul fatto che Jung sia stato un sensitivo e un medium naturale non ci sono dubbi. La dote gli arriva dalla madre e dal nonno materno, quello che una volta la settimana parlava con la prima moglie defunta. Fin da piccolo, Jung si trovò accanto a una madre che cambiava personalità e la notte si trasformava in modo inquietante, spaventando il bambino con predizioni e apparizioni e che anche di giorno poteva avere momenti di trance in cui parlava da oscure lontananze. Jung bambino è già un ipersensibile molto dotato, portato ai discorsi filosofici e in grado di ricordare vite precedenti. Questa apertura sull’al di là gli resta per tutta la vita. Telepatia, preveggenza, sogni premonitori, profezia, capacità di prevedere lo schema dei suoi pazienti o addirittura di raccontarne la vita senza conoscerli, apparizioni fantasmatiche, movimenti autonomi di oggetti nella stanza, atti di sincronicità, intuizioni paranormali, lettura simbolica del mondo, scrittura automatica ecc. costellano tutta la sua vita fino ad arrivare alle esperienze dopo la morte ed egli accoglie questa messe di eventi con naturalezza, senza tentare di definirli con spiegazioni logiche o scientifiche o di organizzarli in insiemi esplicativi, ma guardandoli solo come indicatori di una realtà molto più ampia di quello che il materialismo impone e include. La sua tesi di laurea fu sull’osservazione fatta per 9 anni delle trance di una cugina medium. La sua rottura con Freud si dovette proprio alle totali divergenze che i due avevano suk paranormale. Infine gli ultimi 30 anni della sua vita videro la sua applicazione all’alchimia che, tra tutte le scienze, è la meno materialista e la più aperta alla comunione dello spirito con la materia. Jung dà a questo ignoto che ci circonda il nome ‘mondo dei morti’, senza riferirlo propriamente a persone defunte o fantasmi. Pensa a una realtà globale che contiene cose visibili e come meno visibili; il Tutto è un insieme, in parte manifesto e in parte latente e che non appare interamente a tutti allo stesso modo, con parti che ad alcuni non compaiono affatto, in base, immagino, ad un compito esistenziale che si sarà formato in vite precedenti e al nostro grado di evoluzione spirituale. C’è un livello in cui l’anima tende alla percezione di ciò che è materiale e un livello in cui l’anima tende alla percezione di ciò che non materiale: Possiamo anche ipotizzare che per le anime che siano all’inizio del loro percorso nella catena delle vite, ci sia un’attrazione maggiore per la materia, e che per altre, a livelli più alti di evoluzione, per l’immateriale. Ma, dal punto di vista di chi vive soprattutto secondo in modo mentalizzato, si aprono ipotesi affascinanti riguardo alla visione del mondo che possono conciliarsi o anche opporsi alle ipotesi delle scienze, di più: alle stesse coordinate cognitive principali: il tempo, lo spazio e la causa, negando la loro assolutezza. Jung dice: “Se l’anima è capace di percezioni telepatiche, chiaroveggenti e precognitive (e i fatti dimostrano che ciò accade), l’Io si trova almeno in parte a vivere in un ‘continuum’, che sta fuori del tempo e dello spazio”. Questa ipotesi può cambiare molto la nostra vita e anche la nostra considerazione della morte, con aperture molto più ampie dell’ordinario. Considero il pensiero di Jung essenzialmente una metafisica, ma constato che a questa metafisica non sarebbe potuto arrivare se non avesse avuto anche delle facoltà paranormali, perché è l’esperienza che fa il pensiero, e sono gli strumenti a disposizione che fanno l’esperienza, per cui ogni uomo, a seconda degli strumenti che ha, ordinari o straordinari, avrà le esperienze relative e si formerà, una personale visione della realtà, anch’essa relativa. Jung viene messo nei libri di filosofia, perché la sua visione dell’universo oltrepassa il sistema psicologico per essere una vera metafisica. Per cui per capirlo dovremmo porci dei quesiti filosofici, che magari a qualcuno potranno sembrare stravaganti e che concernono la vera realtà dell’essere. Partiamo col precisare che, in psicologia, per coscienza si intende l’autoconsapevolezza, l’essere cosciente di… La coscienza morale è un’altra cosa e riguarda la condotta etica. La coscienza, intesa come consapevolezza, si oppone all’inconscio, la parte della psiche che non conosciamo. Ciò che è conosciuto è circondato dall’oceano immenso di ciò che non è conosciuto. Nel neonato la coscienza è molto limitata, poi aumenta e si definisce identificandosi con l’Io e con la sua evoluzione. La coscienza non si identifica col pensiero che in genere si collega al linguaggio, ma comprende anche la memoria, la percezione, le emozioni e tutto ciò su cui focalizziamo l’attenzione. Ho titolato il mio libro “Lo specchio più chiaro”, perché normalmente la nostra evoluzione dovrebbe comportare un allargamento coscienziale, cioè una consapevolezza maggiore di noi stessi e dell’universo. Noi siamo abituati a pensare all’essere umano come a un connubio indissolubile di mente e corpo, ma i sensitivi sanno che non è così: la mente può esistere anche fuori del corpo o può esistere dopo la morte; viceversa ci sono situazioni, come il coma, in cui il corpo c’è ma la coscienza non sembra presente. La gran massa delle persone usa le funzioni percettive e quelle mentali in un modo standardizzato, ereditario e dipendente dal tipo di cultura che ha ricevuto; siamo portati a credere che tale modo sia unico e assoluto, ma non è così. Comunque, è quello che si chiama ‘coscienza ordinaria’. Si parla di stati modificati di coscienza quando le funzioni sensoriali o mentali sono usate al di fuori di questi canoni tradizionali e portano a risultati insoliti e perturbanti. In India la mente è considerata un altro senso; si parla di stati modificati di coscienza quando sensi e mente portano a risultati non facilmente spiegabili. Per es. sento un profumo di incenso dove non dovrebbe esserci, ascolto una voce o un suono privo di fonte apparente, penso improvvisamente a una persona e poco dopo la vedo o mi telefona, faccio un sogno che si avvera ecc. Sugli stati modificati di coscienza ho fatto molti corsi e ho anche indotto dei risultati interessanti attraverso piccoli test. Questi stati sono molti: mente fuori dal corpo, visioni, allucinazioni, trance, ipnosi, esperienze paranormali in genere ecc., ma so che, se si parla di queste esperienze a chi ne ha mai avute, la conseguenza è che non ti creda affatto, mentre se chi ti ascolta ha avuto qualche esperienza simile, ti darà più affidabilità. Si è capiti quando si parla la stessa lingua, in questo caso quando si è partecipato ad esperienze simili. Ma la cosa interessante è che si può arrivare a questo campo anche senza avere avuto esperienze paranormali, ma solo in virtù di un pensiero evoluto. Si vede infatti che nella matematica o fisica moderne non mancano i geni che hanno avuto intuizioni perfettamente compatibili con quanto troviamo nei grandi testi di metafisica, per es. i testi sacri induisti in cui l’Universo appare come un insieme di Energie e viene concepito come ‘un grande pensiero” (Prigogine). E con questo si esce dalla fisica per entrare nella metafisica. Che scienziati altrettanto bravi siano invece del tutto allergici alla metafisica può provarlo per es. la nostrana Margherita Hack, che è una ferrea materialista, e poteva provarlo, al tempo di Jung, lo stesso Freud, che, tra l’altro, passò tutta la sua vita nella speranza di trovare un farmaco materiale che curasse anche le malattie psichiche e che, probabilmente, se avesse inventato il Prozac, non avrebbe prodotto la psicoanalisi. Per quanto mi riguarda, avendo sperimentato la mente fuori dal corpo, come altre esperienze paranormali, mi sarebbe facile trattare la mente solo in senso metafisico, ma so che per qualcuno sarebbe eccessivo, per cui cominceremo dal piano organico, cioè dal cervello. Per parlare dell’essere umano possiamo partire dalla sua sostanza organica o dalla sua essenza metafisica. Io so che la mente esiste indipendentemente dal corpo e che anzi esiste meglio e sa di più e vede di più senza l’involucro corporeo, ma possiamo anche partire dalla fisiologia. Nel corso dei millenni, il cervello umano si è evoluto. Probabilmente un tempo eravamo dei pesci (il celacanto), che poi sono emersi dalle acque diventando anfibi, poi rettili, infine scimmie. Il primo cervello della specie di cui restano tracce anche oggi è un ‘cervello rettile’, mirato alla difesa del territorio, al possesso e al sesso; si è poi sviluppato un ‘cervello mammifero’ che attiene alle attività sociali, alla famiglia, al gruppo, alla tribù, che pure esiste in noi, per arrivare infine a un ‘cervello superiore’ che è diviso a sua volta in due emisferi con funzioni molto differenziate, un ‘emisfero logico’ e uno ‘analogico’. Le varie parti del cervello hanno un funzionamento elettromagnetico, irradiano onde a frequenza via via crescente, che vanno dal cervello rettile all’emisfero intuitivo, e possiamo correlare queste onde elettromagnetiche alle frequenze cromatiche della luce, che, nello spettro della luce visibile vanno dal rosso al violetto, e nelle onde cerebrali dal sonno profondo agli stati mentali superiori. Ma, come esistono anche frequenze prima e dopo lo spettro visibile, gli infrarossi e gli ultravioletti, così esistono onde mentali anche fuori dallo spettro di onde elettromagnetiche più usate dal cervello, per cui possiamo andare dagli stati di premorte dei guru indiani alla ragazza russa Natasha Demkina, che ha una vista a raggi x che le permette di vedere l’interno del corpo umano e fare diagnosi mediche, con una vista analoga a quella degli aborigeni australiani in trance che potevano disegnare il percorso dell’energia nel corpo di uomini e animali. Quando si esce dallo spettro di possibilità normalmente adoperate dalla maggioranza dei cervelli, si parla di ‘stati modificati di coscienza’. Similmente si parla di fisica per tutto ciò che è normalmente percepibile, sperimentabile, quantificabile e ripetibile e si parla di metafisica per tutto ciò che non lo è o rientra nell’esperienza di pochi soggetti non assoggettabili ad analisi di laboratorio. Per questo potremmo dire che, oltre ai 4 cervelli di cui abbiamo parlato, esiste, in teoria, un quinto cervello di cui la scienza non conosce la localizzazione o non vede la massa fisica, oppure potremmo dire che è possibile un uso più ampio dell’emisfero intuitivo, che si collega a stati modificati di coscienza, aprendo dunque altre finestre di consapevolezza. Ma potremmo ipotizzare anche che ‘ogni’ nostra funzione, sensoriale come mentale, ha una finestra di visibilità comune alla gran parte delle persone, ma, analogamente allo spettro di luce visibile, ha anche la potenzialità di dilatarsi oltre quella finestra, aprendo modi di percepire e pensare insoliti e sconcertanti. La civiltà occidentale ha privilegiato l’emisfero logico e ci ha fissati certi modi di vedere le cose e certi modi di usare il pensiero che sono tutt’altro che naturali, sono in realtà culturali, vengono ereditati, e li possiamo anche credere unici e assoluto, ma solo perché non abbiamo sperimentato altro. I modi culturali di percepire la realtà o di elaborarla sono diversi per un Europeo, per esempio, o per il membro di una tribù amazzonica, per un monaco buddhista, un Newyorchese o un aborigeno australiano. Insomma la cultura, insieme a delle capacità che in gran parte ereditiamo, predeterminano la nostra conoscenza. In Occidente, la maggior parte delle persone, sia per ereditarietà che per condizioni ambientali, scolastiche o genericamente culturali, si è abituata ad usare principalmente l’emisfero logico e a percepire e pensare secondo quella che si chiama ‘mente ordinaria’ usando come canone di verità le leggi scientifiche o l’empiria tradizionale, ma ci sono possibilità al di là di queste e non possiamo farne dei dogmi, per il fatto che poteri cognitivi diversi appaiono solo in pochi soggetti. Noi non abbiamo solo una mente ordinaria, abbiamo anche la possibilità di usare una mente straordinaria, che funziona in modo molto diverso da quello che normalmente si crede. Magari non siamo proprio sicuri di avere questa capacità ed essa si attiva solo in momenti rari ma certamente la sperimenteremo tutti, e lo faremo tanto meno quanto più saremo radicati nella mente razionale in modo dogmatico e assolutista, ma, che lo vogliamo o no, questa mente straordinaria esiste, ne possiamo avere dei rapidi sprazzi che ci lasciano sconcertati e incapaci di razionalizzarli, ma accade anche che essa si apra anche con varchi molto lunghi (nel mio caso furono 29 anni), o che abbracciano l’intera vita. Jung lo sapeva benissimo perché era un sensitivo e un medium nativo. Ma ci sono persone e che possono morire senza aver mai sperimentato questa parte di loro stessi e che, in buona fede, possono essere convinte che le esperienze straordinarie siano solo mitomanie o imbrogli. La mente ordinaria ha come strumenti, ovvero come coordinate cognitive, IL TEMPO, lo SPAZIO e LA CAUSA. Senza questi strumenti elaborativi cadremmo in un caos cognitivo senza un qua e un là, senza un prima o dopo, senza un ordine in cui situare gli eventi o sviluppare il pensiero. Nel caso di una mente malata (pensiamo alla schizofrenia), spazio e tempo possono essere nel caso e questo impedisce la formazione di un io funzionale. Ma un sensitivo sa bene che può esistere una dilatazione della coscienza ordinaria dove queste coordinate non ci sono o si dispongono in modo bizzarro, e ognuno di noi può avere vissuto dei momenti o delle situazioni in cui il tempo era sfalsato o il luogo cessava di essere una certezza o la causa sembrava inesistente.. E’ difficile pensare a un non-tempo e un non-luogo o a un mondo dove l’effetto non segue la causa, eppure la condizione in cui saremo dopo la morte organica si presenterà proprio senza queste coordinate, e in momenti di assoluta unione col Tutto sarà lo stesso. Negli stati di modificazione della coscienza qualcuno può avere sperimentato la straordinaria sensazione di approdare ad un livello coscienziale in cui esistono insieme tutti i tempi e tutti gli spazi e tutti i significati e dove è contratta in nuce l’informazione universale. La neocorteccia, o cervello superiore, è divisa in due emisferi che fanno due lavori molto diversi. Il tempo, lo spazio e la causa appartengono all’emisfero cosiddetto maschile (il sinistro) che su queste due coordinate ha fondato l’aritmetica, basata sul tempo (i numeri si succedono in un ordine temporale, 1,2…), la geometria basata sullo spazio, la fisica basata sulla causa, e da queste discipline originarie ha tratto tutte le scienze e le tecnologie. Ma l’emisfero destro cosiddetto femminile si comporta molto stranamente in ordine a spazio, tempo e causa. Con l’intuizione, il sogno, la visione, l’allucinazione ecc. può mescolare le carte mostrandoci prima ciò che può venire dopo, come nella premonizione o nel presentimento, o mostrando qui ciò che dovrebbe essere altrove, come nella visione o nella allucinazione o nella bilocazione o eventi apparentemente senza causa che sembrano nascere dal nulla.. Tuttavia sarebbe inesatto dire che gli stati modificati di coscienza nascono dall’emisfero cosiddetto ’irrazionale’, in quanto io credo che ogni funzione, anche la più elementare funzione sensoriale, ha una sua finestra di attività normale e delle possibilità di sforarla in modo desueto (si pensi per es. ai profumi che appaiono in relazione a malati che pregano Padre Pio e ne vengono miracolati, o alla possibilità di udire voci significative ma provenienti da fonti invisibili nei casi di medianità ecc.). Ci sono livelli in cui, in luogo di spazio, tempo e causa, ciò che emerge è in primo luogo ‘il significato’, in secondo luogo è ‘il legame’, che unisce tutti gli esistenti della Terra. Il sogno è il grande luogo-non-luogo dove per eccellenza si esalta ‘il significato’ e si percepisce ‘il legame’, e nella grande forma della poesia (ogni sogno è una poesia in immagini e ogni poesia è un sogno tradotto in parole), spazi e tempi si mescolano con ordini di significato e correlazioni che trascendono lo schema abituale. Nel sogno, per es., non è molto importante l’ordine degli eventi e Jung diceva: lasciamo perdere l’ordine e partiamo dalla cosa che ha più significato o che appare più bizzarra o che addirittura viene negata. A questa modalità del conoscere per significati simili noi diamo il nome di ANALOGIA. E il pensiero di Jung è essenzialmente un PENSIERO ANALOGICO. Vediamo che esiste un pensiero logico-razionale e uno analogico-intuitivo. Il primo procede in senso lineare, in modo orizzontale, per cause ed effetti. Il pensiero analogico-intuitivo procede anche in senso verticale, cogliendo la similitudine tra campi che normalmente non sono collegati. L’analogia è cogliere la simultaneità o il significato simbolico di oggetti che stanno in campi diversi. Questa è la differenza tra razionalità e intuizione. La razionalità analizza, cioè separa, il Tutto nelle parti. L’intuizione ricollega le parti in un Tutto. Noi crediamo di vivere in un tempo lineare e direzionato, ma è solo una pretesa della coscienza razionale. Se aboliamo la direzione, resta un non-tempo, realtà molto difficile da accettare per la mente ordinaria ma possibile in assoluto per una mente che agisce oltre la soglia. Lo stesso vale per lo spazio, che esiste solo nella nostra prospettiva sensoriale solita, ma può scomparire in una informazione pura inestesa. Pensiamo alle informazioni contenute nel nostro computer, non le vediamo ma possiamo richiamarle e non fanno aumentare col loro numero la grandezza fisica e visibile del nostro computer . Se aboliamo la coscienza temporale e causale che separa, allinea e dà ordine, e se immaginiamo un altro possibile sguardo, sovrasensoriale e sovramentale, le cose possono unirsi tra loro in modi inimmaginabili e il mondo può diventare un’unità cangiante di significati, dove tutto è qui ora, pur nella forma di un inesteso senza tempo e in cui la causa possa agire ben diversamente, come avviene in certi sogni. I sogni sono i più elementari stati di modificazione di coscienza e sono costitutivi di un grado diverso di realtà basato su legami o significati non equiparabili a quelli della scienza. C’è un libro che non è proprio un libro per bambini, ma un testo filosofico paradossale scritto da un matematico, ‘Alice nel paese delle meraviglie’, dove l’appartenenza al tempo e allo spazio va via annullandosi finché ci si muove come se si fosse entrati nella parte più misteriosa della psiche: l’inconscio. Qui niente è come sembra, ed è inutile sforzarsi di usare le leggi della realtà ordinaria. Tra l’altro il titolo viene sempre tradotto erroneamente, ma è “Alice’s Adventures Underground”, dive Underground è il mondo sotterraneo, o invisibile o possiamo pensarlo anche come l’inconscio, come il mondo oltre la soglia del visibile ordinario, “Il mondo dei morti” lo chiamava Jung ma non intendeva morti nel senso di persone che non vivono più, ma nel senso di contenuti di conoscenza che non sono normalmente vive nella nostra coscienza, l’insieme di quelle cose di cui solitamente non siamo coscienti. Alice è sconcertata, spaventata e sbalestrata, non riesce a inserire quello che vede o le succede nelle coordinate cognitive tradizionali. E come lei si sente chi, di colpo, come è avvenuto a me, viene sbalzato in una percezione alterata del reale, secondo quella che si chiama ‘modificazione di coscienza’ o ‘coscienza allargata’, che può anche apparire come una magnifica avventura o come l’acquisizione di poteri straordinari, ma è totalmente estraniante e priva dei tradizionali punti di riferimento, così da dare l’impressione della follia. L’autore di Alice, Lewis Carroll, fu influenzato dalle ipotesi di un matematico poco noto che si chiamava Bernhard Riemann, che aveva avuto intuizioni geniali come lo spazio curvo, che Einstein si premurò di dimostrare con i raggi di luce nelle eclissi. Noi pensiamo di vivere in un mondo tridimensionale ma i matematici hanno immaginato realtà a più dimensioni, per es. dieci e non tre. Il solo Einstein, aggiungendo il tempo, creò una realtà quadridimensionale in cui il tempo modificava le altre dimensioni. Nella mente straordinaria sembra piuttosto che le dimensioni si possano contrarre o possano sparire, come fa il Gatto di Alice, lo Stregatto o Gatto del Cheshire, che appare a tratti o scompare del tutto e si prende gioco del protagonista, come fa la realtà di cui tu puoi solo vedere solo qualdosa a tratti e mai in modo permanente.. Se il coniglio bianco è il traghettatore dell’anima o colui che rincorre il tempo che fugge mentre nell’altra realtà è sempre l’ora del thè, e la regina rossa è la furia dell’egocentrismo che taglia la testa a tutto quello che le si oppone, lo Stregatto ha tutto l’equivoco ermetismo dello sfuggente Mercurio, è lo spirito messaggero e beffardo che dovrebbe portare al divino ma sta in alto sull’albero e appare solo in parte e mai in modo chiaro e riconoscibile. Il Paese delle meraviglie è l’altra dimensione, il luogo che non c’è e dove il tempo è stato abolito e ogni spazio può essere tutti gli spazi. Alla fine sarà il sogno da cui Alice si sveglia. Ma dove sono avvenute tutte le cose che la bambina ha vissuto? Anche il nostro mondo dei sogni sembrare reale e tridimensionale, finché ci siamo dentro. E se la nostra vita, come dice Jung, non fosse che il sogno di qualcuno che ci sta sognando, dove saremmo noi che viviamo dentro il sogno di qualcun altro? In fondo un miliardo di induisti crede che la Terra non sia altro che il sogno del dio Brahman che dorme. Le metafore di Alice sono tutte interessanti, pensate solo a quel tunnel con cui precipita nell’altro mondo o ai nomi stessi dei personaggi, per cui vediamo come la cattiva traduzione sia stata un vero tradimento dei significati del testo . Le varie parti della favola alludono a riti sciamanici, a funghi allucinogeni, a processi di trasformazione fisica o mentale, a metafore oniriche, a guardiani della soglia, a parti psichiche inconsce… Ben lo hanno capito in Svezia dove il film di Walt Disney è stato vietato per sua chiara induzione all’uso di allucinogeni. Ricorda Jung che, quando uno cade in coma profondo e le macchine attestano l’assenza di attività cerebrale, la mente continua ad avere sogni molto complessi, non registrati dall’elettroencefalografo, ma, ci chiediamo: quando non arriva sangue al cervello e cessa la sua attività elettrica, cos’è che dà supporto al sogno? Cos’è che sogna? Se per l’Induismo la Terra intera non è che il sogno di un dio che dorme., allora le piante e gli animali, gli uomini e gli oggetti, il tempo e lo spazio sarebbero fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni, cioè sarebbero solo una illusione mentale, e un giorno ci potremmo svegliare dal sogno che chiamiamo vita destandoci in una realtà più vera o passando in un altro sogno cioè un’altra vita, il che, appunto, i Buddhisti credono quando parlano della ruota delle vite e della possibilità di uscirne passando alla ‘Chiara Luce’, cioè alla consapevolezza totale, al ‘Buddha’, insomma, che è il ‘risvegliato’. C’è un quadro onirico che ho dipinto, tutto blu (il blu è il colore dell’anima) dove una donna nuda è sdraiata di pancia su un nulla blu e dorme e dentro di lei c’è un’altra domma che dorme che contiene un’altra donna che dorme e così via… E sul blu c’è una scritta: “La vida es suegno” di Calderon de la Barca. E allora, forse, quando sforiamo fuori dallo spettro della realtà ordinaria per vivere esperienze incredibili di coscienza modificata, noi usciamo un poco dal sogno per approdare a una realtà più vera, un po’ più vicina alla realtà assoluta che è privilegio del Dio. Ecco che dal piano fisico siamo scivolati in quello metafisico, e qui siamo pronti alle più incredibili avventure, e i tramiti di questo viaggio si chiamano “modificazioni di coscienza”, una coscienza che riprende se stessa uscendo dagli angusti confini della prigione corporea. Ma questo lo aveva intuito anche Platone. Nel mito di Er dice: “Il soldato, colpito alla testa in battaglia, giace a terra come morto. Ma la sua coscienza si libra in aria, vede tutto il campo sotto di lui, vede i compagni, ma tutto è immoto, nel più assoluto silenzio, poi sente fare il suo nome; è un compagno che lo chiama e torna in vita”. Io sognai che ero morta o almeno che ero fuori dalla percezione ordinaria, il che vuol dire che ero liberata dalla tenaglia della forma fisica e aperta ad un altra percezione e dunque non vedevo le cose come si vedono di solito. Ogni essere era circondato da aloni oscillante come amebe dentro altri aloni via via sempre più pallidi, per cui i confini degli esseri erano indefiniti e, per quanto il nucleo potesse essere più o meno stabile come il centro di una ameba, questi aloni tremolavano, fluttuavano e si allungavano toccandosi l’un l’altro. Essi ondeggiavano presentando colori diversi. Mi sembrava di vedere tinte mai viste, tonalità azzurrine o violacee, in movimento, simili ai colori baluginosi che l’iride distorce in una pozzanghera, mancavano i rossi, i verdi e i gialli, i bianchi e i neri, tutto era spostato sulle tonalità azzurrine dello spettro, come vedessi dal quinto chakra in su. E non esistevano i vuoti, come noi li intendiamo, tra un oggetto e un altro, dunque non esistevano corpi non influenti tra loro ma tutto si toccava morbidamente e una cosa entrava nell’altra e tutte queste forme fluttuanti interferivano come onde in un continuo abbraccio. Il mondo era un oceano di vibrazioni ondeggianti e comunicanti, un oceano silenzioso in sé animato e dinamico, molto relazionale. Contemporaneamente, pur non avendo io movimento intenzionale, mi sembrava di essere trascinata entro un moto orizzontale rapidissimo lungo un tunnel scoperto, come lo scuro letto di n secco fiume artificiale o un mezzo tunnel riverso. Il movimento non avveniva nel tempo e nemmeno nello spazio. Direi, se ne esistesse il concetto, che mi muovevo nel “cambiamento”. Jung scrive: “La psiche possiede facoltà particolari, per cui non è del tutto confinata nello spazio e nel tempo. Si possono avere sogni o visioni del futuro, vedere attraverso i muri ecc. (lui lo faceva). Solo la non esperienza di questi fatti nega questi fatti. Ma è assolutamente evidente che esistono e sono sempre esistiti. Essi mostrano che la psiche, almeno in parte, non è soggetta alle leggi della materia. Ma se essa non soggiace all’obbligo di vivere esclusivamente nello spazio e nel tempo, allora in certa misura non è soggetta a queste leggi, il che significa la continuazione di una qualche forma di esistenza al di là del tempo e dello spazio”. Scrive ancora: “Dopo la morte di mio padre, lo vidi molte volte”. Il sogno è uno dei modi più semplici che abbiamo per avere percezioni non ordinarie e in cui possiamo sperimentare una espansione di coscienza. Le onde mentali cambiano, cambia l’attività elettromagnetica del cervello e cambiano le coordinate in cui si inserisce l’esperienza. Il sogno presenta un tempo alterato con un ordine non significativo e uno spazio flessibile con un dinamismo che si muove in sé stesso e non da un punto a un altro. Nel sogno non contano più il tempo, lo spazio e la causa conta il significato. Il sogno non è il resoconto di qualcosa, ma può essere il seme di qualcosa. Nei sogni sperimentiamo in modo diretto l’attività costruttrice e riordinatrice dello spirito secondo modi meno umani. Quando ero molto piccola avevo l’impressione che l’uso normale del mio corpo fosse abbastanza assurdo e primitivo. Anche ora, in momenti di coscienza non focalizzata, devo richiamarmi all’attenzione e dirmi che camminare non è così difficile, basta mettere un piede avanti all’altro, per quanto questo modo di ambulare mi sembri ancora barbaro e arcaico. Sarebbe molto più comodo, ho sempre pensato, spostarmi in tempo reale senza l’uso del corpo, come sarebbe preferibile comunicare direttamente con la mente e non muovendo le mascelle e la lingua e facendo vibrare le corde vocali. Ricordo che da piccola l’uso del corpo in cui ero caduta mi dava una specie di rabbia per cui a volte battevo i piedi per terra ed ero presa da una furia cieca, come chi subisce una costrizione inaccettabile. Quando nei sogni recupero l’antico modo di essere e mi muovo volando o comunico col pensiero, è come se tornassi a una libertà e ‘normalità’ perdute, come era nell’antica sede mia propria. Forse siamo tutti angeli caduti che si devono sperimentare nei legami con la materia, ma nei sogni, a volte, torna l’antico essere con le antiche percezioni. Felice colui che è fissato alla terra passivamente senza avvertire il radicamento che lo oscura! Ma chi vive la materia come una sofferenza, sente l’anima imprigionata in qualcosa di inferiore, con tutte le sue limitazioni, come un uomo che si risveglia in una lucertola. Gli antichi conoscevano questa sensazione e non la chiamavano pazzia, dicevano che noi siamo esseri divisi e che l’anima soffre nel corpo, come soffrirebbe un corpo vivo legato a un corpo morto, secondo l’antico supplizio etrusco. Dicevano che questi turbamenti erano reminiscenze di uno stato antico o di un altro luogo che abbiamo abbandonato e a cui vorremmo ritornare. Ma la sofferenza maggiore è non ricordare… Per Platone la vera conoscenza nasce come reminiscenza, il risveglio confuso di un ricordo, di qualcosa che fummo e che sapevamo e che ora non siamo più e non ricordiamo più. In condizioni di coscienza straordinaria, la realtà torna a essere quella che era prima della vita dentro questo corpo: un continuum spazio-temporale dove sono aboliti i vuoti separativi e ogni cosa fluttua nell’Intero, e solo l’Intero esiste, tutto qui, tutto ora in un Intero significante, questa è la prima cosa che si impara nell’esperienza sovra mentale o spirituale che sia. La psiche individuale separa e distingue, quella cosmica unifica e identifica, rende alle cose la loro comunicazione intrinseca, come ciò che è in un organismo, parte integrante del tutto. La psiche olistica ricrea i legami che gli elementi hanno tra loro quando sono riconosciuti in un Intero, quando partecipano di un’essenza comune. Jung riporta questa primaria partecipazione a un essere comune all’Inconscio Collettivo e dice: “L’inconscio collettivo è il fondamento di ciò che gli antichi chiamano ‘ la simpatia di tutte le cose”. Cioè ‘tutte le cose sentono insieme’. Non nel mero senso che possono interagire tra loro, ma nel senso proprio della parti di uno stesso impianto organico, in quanto ciò che perturba una parte si riverbera anche se spesso in forma inconscia su tutte le altre, come un essere comune. Questa SIM-PATIA (cose che esprimono lo stesso sentire, che sentono insieme) emerge più facilmente nelle zone marginali della coscienza: sogno, telepatia, visione, meditazione, allucinazione, estasi… cioè negli stati modificati della mente, l’extracoscienza o supercoscienza… dove cessiamo di essere uno. O addirittura parte franta in quell’uno, e torniamo ad essere un INSIEME coeso. La ragione separa, il sogno riunifica. Il conscio ci vede divisi, l’intuizione ci coglie uniti. La vita oscilla tra veglia e sogno, mondo ordinario e straordinario, separazione e unificazione. Siamo abituato a identificarci come singoli in un mondo separato. Il grande balzo coscienziale ci riporta a identificarci con l’UNO in un mondo unificato. A questo tendeva l’ultima rivelazione del mio Angelo: “Il Soggetto deve diventare l’Oggetto”. Il sogno è sempre un evento estremamente significativo, tanto che molti problemi esistenziali o psichici ma anche scientifici o tecnici possono essere risolti da sogni. Non certo dai sogni freudiani che cercando di evocare colpe o traumi dell’infanzia, ma come spazi di attivazione di espansione di coscienza, proprio per la capacità intrinseca di certi sogni di vedere prima vedere da altre prospettive, vedere dentro…. Jung o i suoi pazienti avevano spesso sogni che mettevano a fuoco eventi del passato ma anche preannunziavano situazioni future o indicavano terapie o soluzioni… Probabilmente la stessa energia psichica superiore di Jung stimolava in senso paranormale i suoi pazienti. Questo è un fenomeno di attivazione diretta dell’energia che si può avere anche nel contatto con un maestro spirituale. Ci sono persone che emanano proprio dal loro cervello onde rigeneranti o attivanti che agiscono immediatamente in senso positivo sulle onde mentali di allievi o pazienti riarmonizzandole o attivandole. Come ci possono essere fenomeni di inquinamento psichico, per es. da parte di pazienti molto perturbati sui loro analisti, così ci possono essere fenomeni di induzione positiva da mente a mente, da energia a energia, qualcosa che in forma scritta si trasmette molto meno e che fa parte del mistero delle sinergie universali. Questa influenza che possiamo testimoniare con la nostra percezione è stata provata scientificamente anche con strumenti tecnici (per es. il Progetto Cyber di Montecucco a Milano). Riguardo ai sogni premonitori, per es., vediamo che il sogno ‘sa prima’ perché si pone in una dimensione di non-tempo, non-spazio, non-causa. Il sogno sta ‘fuori’, è il cercatore che attraversa tutti gli archivi, la coscienza di tutte le coscienze. Nel sogno straordinario il Tutto è identico a se stesso e l’Io può conoscere l’Altrove come si conosce in sé. Il sogno entra nella totalità dell’essere, mentre la vita cosciente è chiusa nella separazione. Freud si basa sulla CAUSA, fondamento del determinismo, cerca nel passato le cause delle patologie psichiche. Ma per Jung questo è poco. Jung è un sensitivo che sperimenta fenomeni paranormali. E per un sensitivo le cose stanno in modo molto diverso. E Jung cerca un fine, guarda in avanti ed è relativamente interessato alle cause. Guarda il paziente come fosse lanciato in un’avventura per scoprire il suo scopo esistenziale, il suo principio di individuazione. Non è determinista ma futurista, ovvero teleologico cioè attivato verso uno scopo- Quando il paragnosta belga Croiset descrive nei particolari la persona che occuperà una certa sedia del teatro, mostra che si può conoscere un evento ‘prima’ che si produca. Cosa ha a che fare questo con la scienza newtoniana delle cause? Niente ! Appartiene a un’altra lettura della realtà. Il 50 % degli eventi paranormali si verifica in sogno, proprio perché il sogno è un livello ‘ponte’ della conoscenza. Il sogno predittivo esula dalla causa, inverte l’ordine temporale, e si verifica probabilmente molto più spesso di quel che crediamo, anche per eventi trascurabili che nemmeno focalizziamo, mentre l’attenzione è catturata solo da gravi turbative dell’energia. Per alcuni è possibile entrare in uno stato modificato anche da svegli, con un rapido spostamento delle frequenze, come se la mente fosse una radio che cambia canale, un leggero spostamento mentale che va nel punto dove si raccolgono immagini, più o meno definite, come quando uno sogna, con l’apertura di un canale sottile che è appena di lato rispetto alla mente vigile. Basta aver fatto questo spostamento una sola volta perché poi lo si possa ripetere sempre, ma non è facile da spiegare. Arrivano immagini, emozioni, a volte anche sensazioni psichiche o corporee, anche forti, fino alla nausea e al malore. E’ una ricezione del mondo realissima come quella ordinaria, vivida, a volte anche più perturbante, e del tutto diversa da una fantasia che ha forma ma non sostanza di realtà. Qui sembra di ricevere un’altra realtà. La prima cosa che un sensitivo impara è questa valutazione dei gradi di realtà delle cose che appaiono: questo è vero, questo no; questo lo vedo ma non è ancora successo, questo sembra dentro, questo fuori. .. Non sempre però ciò è possibile, a volte le immagini arrivano come in una alluvione, travolgenti ed è difficile discernere ciò che è prodotto dall’Io e ciò che è ricevuto. La differenza tra un malato di mente e un sensitivo sta anche in questa valutazione delle varie realtà possibili e nella capacità di dominare le immagini senza esserne dominato. Annarita mi invita a cena e poi mi chiede di guardare il suo futuro, entro in una situazione di forte malessere che mi prende lo stomaco, vedo mentalmente delle viscere sanguinanti, sangue che inonda tutto, sono piena di morte, sento qualcosa che viene scritto sul giornale e che attiene alla morte. Poco dopo sua madre si ammala per un tumore allo stomaco. Tre mesi dopo arriva una notte agitata, continuo a svegliarmi pensando che devo telefonare ad Annarita e prego per sua madre. La stessa notte Annarita sogna che cerco invano di telefonarle e che alla fine lascio scritto il mio numero di telefono sul muro. La mattina dopo mi telefona realmente, dicendo che la madre si è aggravata. Io passo la mattina in uno stato di agitazione, a mezzogiorno la tensione si distende di colpo e mi sento liberata. La madre muore a mezzogiorno ma del giorno seguente. Nei giorni che hanno preceduto la morte improvvisa di mia madre ho avuto tre sogni di tipo predittivo. -Andavo con mia madre su una ripida strada di montagna nella nebbia e pioggia, faceva freddo. A un certo punto mia madre non voleva più camminare, era troppo stanca, la facevo riposare su una sedia di lato alla strada e tornavo indietro per prendere la macchina ma, quando cercavo di tornare da lei, scoprivo che la strada si biforcava, io prendevo la direzione sbagliata e la perdevo per sempre (mia madre è morta in un pensionato, dopo pranzo l’infermiera l’ha fatta alzare per la solita passeggiatina ma ha avuto un mancamento, l’ha posta su una sedia ed e’ morta). Ero disperata perché non riuscivo né a tornare da lei né a trovare per me la strada del ritorno. -Tenevo mia madre morta in braccio e pesava come una bambina, di colpo la testa è sparita e si è trasformata in alcuni grumi di tuorlo d’uovo (la testa indica in genere la parte vitale o intelligente della persona, e l’uovo è segno di rinascita, il nucleo dell’uovo è il nuovo seme). -Abitavo al terzo piano e avevo un appartamentino a piano terra dove viveva mia madre. Ci andavo e scoprivo che mia madre non c’era più, gli zingari avevano rubato tutto, sul letto di mia madre era rimasta una bambina morta. Ero sconvolta, ma, guardando meglio, vedevo che era viva, una bellissima bambina di nove mesi molto vitale con grandi occhi scuri come aveva mia madre da giovane. Tornavo al terzo piano con l’ascensore per prendere latte e pannolini, ma l’ascensore spariva e non potevo tornare più giù (il sogno parla di morte e rinascita, i nove mesi sono quelli del concepimento, i piani della casa le dimensioni dell’essere, gli zingari indicano in genere le forze dell’inconscio, che non appartengono al nostro mondo ordinario, l’essere derubati è ciò che si prova quando ci muore qualcuno, scale o ascensori o strade in salita indicano spesso un cambio dimensionale, il piano terra è collegato alla terra-madre) Nella chiaroveggenza si viene a sapere improvvisamente qualcosa di ignoto, senza passi intermedi, saltando il tempo e lo spazio. La madre vede il figlio lontano in pericolo nel momento esatto in cui il pericolo si presenta. Una madre ebbe una visione e disse al marito: “Fabio ha avuto un incidente di macchina, è steso su un prato con la gamba rotta, corriamo!”, salirono sull’auto e lei guidò il marito al luogo esatto dell’incidente. Trovarono il figlio steso sul prato con la gamba rotta. Nella postcognizione e precognizione, si sa prima o dopo qualcosa di cui non dovremmo, a rigore, essere a conoscenza. Donatella massaggia un paziente e lo vede bambino con la maglietta righe che pesca in un fiume accanto al nonno. Il paziente conferma la visione che rappresenta uno dei momenti più belli della sua infanzia. Dico alla visitatrice che vedo la sua nascita difficile, la madre malata, la sua infanzia molto triste, c’è un bambino morto nella casa, il padre è lontano, nessuno si cura di lei. Avrà un incidente di macchina tornando da Milano, sbatterà contro l’auto di un’altra ragazza, un’auto blu, ma a parte lo spavento non si farà nulla, solo si ammaccherà il fianco destro dell’auto. La cosa puntualmente si verifica. Vedo che visitatrice avrà due gemelline, la seconda è più piccola ma il parto va bene. Lei resta perplessa, le hanno seccato le tube e una gravidanza è impossibile. Ma la mia visione è precisa e non posso negarla. Va via scuotendo la testa. Pochi mesi dopo vengo a sapere che è rimasta incinta, inspiegabilmente, malgrado l’intervento subito. Nasceranno proprio due gemelline. L’inconscio si manifesta in modo adimensionale secondo modalità a noi ignote. Se ipotizziamo che l’Essere sia disteso su più livelli, la coscienza ordinaria potrebbe appartenere a un livello e la coscienza modificata a un altro, il collegamento fortuito permetterebbe il paranormale, la chiaroveggenza, la telepatia, la premonizione.. L’evento paranormale, come il sogno, si situa nel tramite, nel ponte, tra una banda o livello e l’altra, sfruttando l’ambiguità del confine, linea ricca di doppiezza, come se l’inconscio fosse un irrequieto Mercurio transizionale pronto a saltare fuori dal luogo dove di solito abita la coscienza. “Cerca Mercurio!” disse la voce diretta. Io mi stupii perché credevo che Mercurio fosse un dio greco, di cui poco mi interessava. Mercurio è, invece, l’energia del cambiamento e del collegamento, tra il livello coscienziale in cui costruiamo questo mondo ed altri livelli e mondi possibili. Immaginate un elettrone che gira sulla sua orbita attorno al nucleo; quando si carica, ad un certo punto non ce la fa più a restare su quell’orbita salta su un’orbita più ampia. Ecco, la situazione ponte è ciò che determina quel salto E’ un cambio discontinuo di livello, che riusciamo a percepire perché siamo ancora in parte nella dimensione precedente. Siamo nel conscio ma possiamo dare un’occhiatina all’inconscio, come se fossimo sul confine tra due Stati. L’inconscio sfugge alle categorie ordinarie del conoscere e si pone come un ignoto mercante di scambi, per il quale legami e leggi non sono quelli della percezione convenzionale, psiche e natura possono confondersi e il cambio di livello è possibile. Noi distinguiamo il modo di conoscere e l’oggetto conosciuto come due realtà separate, ognuna esistente in sé. Ma, modificando lo strumento cognitivo, la realtà appare diversamente, come quando siamo sotto l’effetto di una droga e i sensi alterati vedono in altro modo, così è per il sensitivo che ha le proprie droghe naturali per produzione interna e tuttavia conserva la convinzione assiomatica di una realtà ordinaria di partenza. Probabilmente ci saranno delle endorfine naturali che facilitano la transizione. L’ipotesi sciamanica, è che, cambiando la percezione, ovvero variando le onde mentali, si aprano altre realtà. I filosofi da migliaia di anni hanno cercato di elaborare sistemi di pensiero organici che spieghino cosa c’è realmente oltre la percezione spaio-temporale. Così, o ci sono oggettivamente molti mondi e si può passare dall’uno all’altro, o soggetto e oggetto sono inseriti in una realtà più ampia, intelligente, che può vedere se stessa in molti modi, Oppure anche lo sguardo cambia la realtà in quanto la crea, come si crea un sogno. La realtà potrebbe essere la visione della monade di Leibniz, una specie di sfera onirica a più gradi in cui ognuno è chiuso a un certo livello in cui partecipa dei sogni degli altri. Ognuno produce il sogno del suo mondo, il proprio film. I vari film mentali scorrono apparentemente connessi ma in realtà in parallelo, perché Dio, come un enorme orologiaio, li sincronizza . A volte però può capitare che nella nostra monade arrivino flash che dovrebbero stare prima o dopo rispetto al tempo che sogniamo, per un errore temporale, uno slittamento degli orologi cosmici, oppure di un segnatempo che sta in altre dimensioni del possibile, in altri spazi e segna il tempo diversamente. In queste situazioni si slittamento spaziale o temporale, sono più significative le esperienze di più persone insieme. Vidi un bambino appena nato dalla mia dirimpettaia come se avesse otto mesi e dissi che mi pareva grandissimo. La mamma mi guardò stupita perché era anche sottopeso. Il giorno dopo lo vidi di nuovo come un neonato, con enorme meraviglia. Le due immagini non corrispondevano affatto. A volte ho visto la persona che avevo davanti come se non esistesse più, con un senso di estraneità particolare, e poco dopo ho saputo che quella persona era morta. Leibniz ipotizza il mondo come un sogno formato da mille bolle iridescenti, le monadi, sogni percettivi singoli inseriti in una sincronia globale. Gli sciftamenti di realtà sono inquietanti ma frequenti. Due signore in visita a Versailles si trovarono di colpo inserite nella Versailles prima della rivoluzione, videro la regina Maria Antonietta che dipingeva, videro il piccolo Trianon che era un grazioso edificio nel parco ora inesistente, e varie persone di servizio nei loro vestiti d’epoca. Fu come fossero trasferite di colpo in un’altra realtà, credevano di essere entrate in una festa in costume, descrissero edifici e oggetti che non esistevano più ma che furono riconosciuti in stampe d’epoca. Fu come un film della vita che si trasforma in un altro film, e tutto sembrava estremamente reale. Nessuno è stato in grado di spiegare il fatto. Jung diceva: “I casi di chiaroveggenza, telepatia, precognizione… sono pur reali. L’ho potuto verificare sulla scorta di innumerevoli esperienze… i nostri concetti di spazio e tempo sono incompleti. Per arrivare a un quadro totale del mondo dovremmo aggiungere un’altra dimensione, altrimenti non riusciremo mai a spiegare in modo unitario la realtà dei fenomeni”. Jung spiegava gli eventi paranormali con l’ipotesi che il tempo fosse solo un fenomeno psichico, cioè un modo della coscienza. Da questa condizione si può uscire e allora il tempo da assoluto diventa relativo, il momento presente si fa eterno, il nostro spazio può interferire con altri spazi, e una dimensione si apre su un’altra e poi su un’altra ancora, a cascata. E ciò che avviene nella psiche umana può riverberarsi nell’ambiente, sempre per la legge che Tutto è Uno. Jung raccontava che al momento della morte potevano avvertirsi presenze o scricchiolii sinistri o rumori come di mobili o oggetti che cadono. Io stessa ho avvertito più volte in cucina, dentro i mobili, fracassi incredibili e improvvisi, come di centinaia di stoviglie che si rompono tutte insieme cadendo dall’alto, mentre nulla in realtà era accaduto. Jung riconosceva che la sua mente interferiva con l’ambiente, quando era turbato o infuriato o anche quando si creava nell’inconscio qualcosa di importante non ancora espresso, allora i mobili di casa e gli infissi cominciavano a scricchiolare e i bicchieri a tintinnare o le luci cominciavano a pulsare. Ricordo una signora che, in qualunque parte della casa fosse, quando si infuriava col marito, le cadeva l’orologio di cucina! Nel ‘34 Jung si era ritirato, come faceva molte volte, nella sua casa nei boschi per lavorare e, quando non voleva essere disturbato, issava una bandierina gialla. Accadde che per due giorni non poté lavorare a causa di una cappa di piombo che gli era caduta addosso, rendendolo terribilmente depresso. Come abbassò la bandierina, arrivò un amico che lo informò che i nazisti avevano fatto un massacro. Accadeva che certi fenomeni strani fossero partecipati da chi gli stava accanto, e anche io ho riscontrato questa possibilità in relazione a visioni o percezioni paranormali, come se si creasse un’aura che apre gli stessi canali, una specie di influenza allargata o contagio psichico, per cui l’altro vede le stesse cose che io vedo e che ordinariamente non dovrebbe vedere. Non so spiegare questa possibilità, ma esiste. Un giorno 4 persone diverse, entrando nella mia casa in ore diverse, hanno visto una ‘presenza’ più o meno come la vedevo io, senza che ne parlassi o dessi indicazioni di sorta e l’hanno descritta allo stesso modo con molta inquietudine, come un uomo alto, magro, curvo, di profilo, con una specie di gobba sul collo, che passava in un punto preciso della stanza, con un senso di disperazione. Qualche volta un profumo o una manifestazione vengono percepiti da qualcuno ma non da tutti. A volte il fenomeno è chiaro e semplice, per es. si accende la televisione per conto suo o il computer o un oggetto si sposta visibilmente o l’altra persona insieme a me percepisce un vento gelido o un rumore di passi o il senso di un forte spostamento. Non occorre evocare questi fenomeni, semplicemente succedono, ma solo qualcuno li avverte. Altri, è come se dormissero. Una volta Jung aveva visitato i mosaici di Ravenna con un’amica ed entrambi avevano osservato con stupore varie scene acquatiche: Pietro che camminava sulle acque ed era salvato dal Cristo, la pesca miracolosa ecc. Jung parlò di questi mosaici a un seminarista. Due anni dopo, quando il suo assistente Meier andò a Ravenna, lo pregò di portargli le riproduzioni di questi mosaici, ma stranamente essi risultarono inesistenti. Anni dopo Jung scoprì la storia di una principessa bizantina che era scampata a un naufragio e aveva ordinato quei mosaici per una chiesa come ex voto, i mosaici erano stati fatti ma la chiesa era bruciata. Esistono ancora i disegni ma Jung non li aveva mai visti né ne aveva sentito parlare. Lui e la sua amica avevano visto come reali delle scene che in realtà non esistevano più. Io ho visto la foto di una casa distrutta dalle bombe. La distruzione è avvenuta nella seconda guerra mondiale ma la casa è stata fotografata ora. A Böllingen Jung sentiva spesso delle presenze e più volte sentì delle voci molto chiassose, come di giovani che fossero accampati presso il lago. Gli dissero che quel luogo era stato attraversato in passato da compagnie di mercenari che scendevano dalla Svizzera in Italia e che su quella sponda facevano la loro sosta. Anche in Africa, a volte, Jung sentì voci e suoni provenenti da costruzioni abbandonate. Gli indigeni dicevano: “Sono quelli che parlano”. .

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INDICE JUNG 4

Lezione 1 https://masadaweb.org/2011/01/27/masada-n%C2%B0-1252-27-1-2011-modificazioni-di-coscienza/

Lezione 2 https://masadaweb.org/2011/02/01/masada-n%C2%B0-1254-1-2-2011-jung-4-2-sogni-straordinari/

Lezione 3 https://masadaweb.org/2011/02/08/masada-n%C2%B0-1257-8-2-2011-jung-4-3-l%E2%80%99altro-da-me-il-gemello/

Lezione 4 https://masadaweb.org/2011/02/16/masada-n%C2%B0-1260-16-2-2011-jung-4-4-archetipi-il-bambino-divino/

Lezione 5 https://masadaweb.org/2011/02/18/masada-n%C2%B0-1262-16-2-2011-jung-4-4-bis-archetipi-animus-e-anima-il-maschile-e-il-femminile/

Lezione 6 https://masadaweb.org/2011/02/23/masada-1264-23-2-2011-jung-4-lezione-5-l%E2%80%99archetipo-fondamentale-il-se/

Lezione 7 https://masadaweb.org/2011/03/01/masada-n%C2%B0-1266-1-3-2011-il-mandala-jung-4-lezione-6/

Lezione 8 https://masadaweb.org/2011/03/08/masada-n%C2%B0-1269-8-3-2011-jung-parte-4-lezione-7-il-libro-rosso-le-personificazioni/

Lezione 9 https://masadaweb.org/2011/04/07/masada-n%C2%B0-1279-7-4-2011-jung-l%E2%80%99i-ching/

Lezione 10 https://masadaweb.org/2011/03/22/5737/ Lezione 11 https://masadanew.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=5767&action=edit

Lezione 12 https://masadaweb.org/2011/04/12/masada-n%C2%B0-1280-12-4-2011-jung-4-11-la-scrittura-automatica-i-sette-sermoni-dei-morti/

15 commenti »

  1. Articoli così sarebbero da gridare ” silenziosamente ” a tutte le persone che hanno la voglia di voler cambiare, vedere il mondo da un’altro punto di vista.Per me la verità, la vera essenza è dentro ognuno di noi, ma solo in pochi lo sanno. I molti Cercano questa verità in ogni direzione credendo nel tempo e pensando in uno spazio che definirei una scatola d’acciaio ben sigillata. Condivido ogni parola di questo articolo e di molti altri che ho letto su questo spiraglio chiamato Nuovo Masada. Parole molto somiglianti a quelle usate da David Icke e spero di non sbagliarmi. Davvero moltissimi complimenti sinceri. Andrea

    Commento di Andrea — febbraio 3, 2011 @ 9:46 pm | Rispondi

  2. Stimata Viviana Vivarelli sto leggendo un po’ qua e un po’ la su Jung .. ho letto che ha fatto viaggi in Messico, ho visto i disegni del Libro Rosso. Lei riferisce nei suoi articoli di viaggi sciamanici innescati da rilassamento yogico e se invece avesse usato qualche sostanza psichedelica … anche la tradizione alchemica ne indica l’utilizzo. Anche il riferimento al fatto che anche dall’aldilà arrivano talvolta messaggi erronei è una cosa nota a tutti gli spiconauti. Sarei contento di un suo parere in Merito
    Alessandro

    Commento di MasadaAdmin — agosto 19, 2011 @ 6:21 pm | Rispondi

  3. Caro Alessandro
    veramente non ho mai scritto di essere stata in Messico. In quanto a Jung, a differenza di Freud che provò la cocaina in modo disastroso, non risulta che facesse uso di sostanze psicotrope, penso che gli bastassero le droghe che sono naturalmente secrete dal cervello, come avviene per tanti sciamani naturali che possono provare stati modificati di coscienza senza bisogno di alterare la mente in modo esogeno. Come ex sensitiva che non ha mai usato droghe o altri eccitanti posso testimoniare che la cosa è fattibilissima. La mente si
    può alterare con la stessa facilità con cui si possono cambiare le frquenze su una radio. Ciò non toglie che molti usino proprio droghe per avere allucinazioni o messaggi e se queste non sono assunte entro un contesto rituale possono sballare completamente il cervello. E’
    provato che un uso smodato di droghe distrugge irreversibilmente la nostra aura, cioè la nostra essenza sottile. In Messico, come ho scritto, il pejote o mescalina è la sostanza principe, ma avere delle esperienze psichedeliche qualsiasi non significa incamminarsi sulla
    strada della spiritualità.
    Sui messaggi dall’al di là, quando mi arrivavano, sono sempre stata intenzionata a prenderli con lo stesso spirito critico con cui prendo i messaggi dell’al di qua e, proprio per questa mia diffidenza, sono sempre risultata ostica ai vari sensitivi che avrebbero voluto dagli spettatori una adesione incondizionata e acritica, ma essere un bastian contrario fa parte della mia natura e ha portato un atteggiamento vigile e critico in ogni cosa che ho fatto. 🙂
    Per questo giudicai molto spiritosa la risposta nel dettato automatico alla mia richiesta allo spirito guida: “Ma devo credere a tutto questo?” e lui argutamente disse: “Credi a tutto, ma come a un sogno”. Del resto che cosa se non un sogno è la vita?
    Saluti e grazie della lettera

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 19, 2011 @ 6:22 pm | Rispondi

  4. “Negli anni seguenti Jung si dedicò all’attività psicoterapeuta privata, a lunghi viaggi (Nord America, Nuovo Messico, Kenya, Egitto e India), all’ elaborazione delle sue teorie e alla stesura di numerosi saggi e libri. Tra il 1913 e il 1919 Jung si sottopose ad una profonda autoanalisi, rivelata nei suoi appunti autobiografici pubblicati tra il 1962 e il 1963 e raccolti poi nel libro Ricordi, sogni, riflessioni.”

    E’ risaputo che sono zone sia dove si pratica lo sciamanesimo ricorrendo all’uso del peyote. Anche la descrizione delle reazioni di Jung quando si appartava per le sue pratiche meditative, il riferimento al rischio di psicosi, il timing dell’inizio di tali pratiche . Le reazioni fisiche, il rischio di psicosi che lo spaventava tanto. I disegni che faceva con il particolare uso di certi colori così brillanti. Anche l’utilizzo dei mandala e di altri riferimenti al tentativo di creare da se stesso un panteon ecc. creando da se stesso una micro religione e quindi una forma di ritualizzazione … ecco mi hanno fatto pensare che anche lui ricorresse ad aiuti esterni. Consideri che una persona normale che intrapprende una pratica medititativa raggiunge quei risultati solo dopo molto tempo e molta fatica cosa che lui non avrebbe potuto fare vista l’intensità della sua attività. Rimane la tesi di una sua predisposizione naturale e cioè che fosse egli stesso un sensitivo o comunque che fosse in grado di prodursi stati non ordinari di coscienza (sicuramente in famiglia la “magia” era di casa vedi la tesi fatta sulla cugina e credo anche la madre di cui tra le altre cose lui aveva grande paura “notturna” ) attingendo alle risorse interne come dice lei quindi come dmt prodotta dalla pineale, adrenalina dalle surrenali endooppioidi ecc.

    Nella sua risposta mi ha incuriosito il fatto che lei sostenza che sia possibile ottenere questi effetti facilmente cose cambiando la sintonia della radio. E’ una pratiche che si puo’ apprendere o come accennavo sopra è una dote ?

    Grazie ancora Alessandro

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2011 @ 10:45 am | Rispondi

  5. Mentre Freud fece uso sperimentale di cocaina, non risulta che Jung
    abbia mai fatto uso di sostanze psicotrope. Certo che era un
    sensitivo, ho scritto un libro di 700 pagine analizzando tutta la sua
    vita e questo risulta più che evidente, fu sempre un sensitivo, fin
    dalla nascita, figlio di una madre medium e di un nonno materno che lo
    era altrettanto e sensitivi fuorno due dei suoi figli, i suoi fenomeni
    paranormali furono intensi e frequenti e gli si manifestarono per
    tutta la vita. Al tempo nella nekuia, o discesa agli inferi, si
    avvaleva dello yoga. Sono convinta che per un sensitivo come lui
    praticare il rilassamento yoga aumentava la produzione di quelle
    droghe naturali che portano in un soggetto dotato ad elaborare
    esperienze paranormali. Ho visto lo stesso fenomeno in persone che
    hanno praticato intensamente e profondamente delle discipline sottili
    orientali e che ne sono state modificate nelle loro capacità sottili.
    Queste droghe sono simili agli allucinogeni ma io non dirti affatto in
    cosa consistano o come si possono produrre, dovresti chiedere a un
    neurologo che abbia studiato queste situazioni ma non credo che in
    Occidente ce ne siano molti, visto che questi casi sono rifiutati per
    pregiudizio o ridotti a patologie.
    Non ho sufficiente letteratura scientifica in proposito per spiegare
    il fenomeno. Posso solo fare testimonianza diretta che questo è
    possibile, in situazioni favorevoli, con un passaggio quasi minimale
    delle onde elettromagnatiche del cervello. Io non ho mai fatto uso di
    sostanze psicotrope, non fumo e non bevo e non ho avuto insegnamenti
    da maestri in carne e ossa. Non ho avuto nemmeno il dono di una
    sensitività naturale o ereditaria. Eppure posso fare testimonianza di
    29 anni di esperienze paranormali spontanee e non volute (che ho
    raccontato in alcuni numeri speciali di Masada, vedi colonnina dei
    Masada consigliati), con visione di fantasmi o di defunti, movimento
    di oggetti suoni, voci, esperienze telepatiche, lettura delle vite
    altrui, sogni neri, premonizioni e altro, in una antologia di fatti
    che non ho prodotto artamente, non ho chiamato, non ho nemmeno voluto,
    contro cui ho combattuto e che alla fine ho fatto finire.
    Quando un fiume di persone venivano da me da tutta Italia per farsi
    leggere la vita, mi bastava un piccolo movimento laterale della mente
    (impossibile insegnarlo) per vederla come su uno schermo al centro
    della fronte. Era un movimento che basta aver fatto una volta per
    poterlo ripetere sempre. Ma a dire il vero la parola ‘sempre’ non
    esiste visto che l’ho dimenticato
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2011 @ 10:46 am | Rispondi

  6. Grazie della risposta e mi scusi se non le ho risposto prima ma ero in vacanza qualche giorno. Mi riferivo ai viaggi in Messico e NOrd America fatti da Jung

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2011 @ 11:56 am | Rispondi

  7. Possiamo dire solo quel poco che lui ne racconta. Dice che contattò i
    pueblo e fece ad alcuni delle domande di ordine filosofico.
    Nient’antro
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2011 @ 11:57 am | Rispondi

  8. Non mi ero accorta che su questo argomento mi avevi già scritto. A volte non ri ricevono le risposte che cerchiamo perché non si sono fatte bene le domande. Forse volevi sapere se il pejote o altra sostanza allucinogena sono utili per avere esperienze paranormali, indipendentemente da Jung, e come può fare una persona qualsiasi ad averne.
    Io non lo so. A me è capitato per caso. Il potere è venuto e se nè andato. Io non ho fatto nulla per averlo e le ho tentato di tutte per mandarlo via finché, semplicemente, è scomparso. Non traggo insegnamenti dal mio caso. Posso diriti che siamo fatti di corpo e di spirito, e qualsiasi cosa si muova solo secondo il corpo non può farci evolvere nello spirito. Sicuramente sostanze psicotrope hanno effetti anche sulla mente, ma l’importante, allora, è sapere se questi effetti sono utili o distruttivi. Anche ingerire alcool o farsi di cocaina produce effetti sulla mente, ma sono di qualche utilità? Rendono migliori le persone? Io ti posso assicurare di no, e lo stesso vale per il pejote, anzi qualsiasi sostanza psicotropa presa al di fuori di un contesto rituale sacro sarà solamente dannosa e finirà per distruggere la tua aura, cioè la tua parte sottile. Se sono solo i poteri che vuoi, avrai solo allucinazioni prive di potere spirituale usando eccitanti fuori luogo che scardineranno soltanto le difese fragili della mente, non avrai miglioramenti nella tua parte sottile e avrai peggioramenti della tua parte materiale.
    Viceversa, ciò che si muove secondo lo spirito produce crescita ed evoluzione in base alle vie dello spirito, ma qui assistiamo alla trasmutazione delle sostanze, e un’ostia consacrata potrebbe elevare più di un boccio di pejote, e se il pejote vivacizza lo sciamanesimo è perché è assunto come un’ostia consacrata, cioè all’interno di una fede. Senza quella fede, dubito che si potrebbero avere effetti diversi da allucinazioni sensoriali di basso livello. E queste, a lungo andare, possono scardinare la mente.
    Quando vedevo gli sprazzi dell’aura, mi era facile vedere che uno stato di meditazione le rende fulgida mentre cattivi pensieri la svilivano e, in coloro che usavano droghe o anche tabacco, avveniva nel tempo un mutamento dell’aura verso il grigio freddo della morte
    Per il resto posso consigliarti la meditazione, lo yoga, le discipline orientali dello spirito. Provare non ti farà male. Perlomeno metterà pace nella tua ansia

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2011 @ 12:10 pm | Rispondi

  9. Viviana come ti ho scritto io già pratico la meditazione e sto facendo una
    serie di ricerche su temi che anche tu tratti anche se in modo leggermete
    diverso. Io sono un membro della Sissc Società Italiana per lo Studio Stati
    di Coscienza. Anch’io ho sempre avuto strani fenomeni naturali e la cosa non
    era piacevole poi ho soppresso quasi completamente questa cosa perchè mi
    creava problemi e mi spaventava. Ora un po’ poi’ maturo invece vorrei
    recuperare quelle capacità (cosa che non mi riesce piu’ così facilmente pur
    essendo ancora largamente chiarosensibile). e cercare di dominarne i
    processi. Le letture su Yung si inseriscono in questo percorso di
    conoscenza. Ciao buona domenica. Alessandro

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2011 @ 12:53 pm | Rispondi

  10. Ah, allora va tutto bene, il mondo è pieno di persone dominate solo dalla curiosità che non capiscono la gravità di quello che chiedono. Se hai avuto delle percezione e ne sei rimasto spaventato, riesci anche a capire perché io per tanti anni abbia cercato di eliminare questi fenomeni, avendone paura se non terrore. Malgrado tutti i miei studi e i contatti che ho avuto con sensitivi, medium ecc., non sono mai riuscita a convivere con queste cose. Forse per chi le riceve sin dalla nascita è diverso.
    Secondo me, questi fenomeni sono solo un segno che il mistero in cui viviamo va molto al di là della nostra comprensione, sono come dei pro memoria affinché moderiamo la nostra presunzione di sapere o di vivere in un mondo tutto calato nella materia, sono come dei segnali che non tanto voglio essere capiti quanto vogliono avvertire, ed è questo il modo con cui Jung li intende.
    Auguri per la tua crescita spirituale e guarda solo a quella!
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2011 @ 12:53 pm | Rispondi

  11. cosa devo dire io che continuo a sognare omicidi successi poche ore prima ,e che anche le tv ne parlino …

    Commento di anto — maggio 27, 2012 @ 3:34 pm | Rispondi

    • E’ interessante, magari potresti raccontarmi meglio di qualche caso nel dettaglio
      ciao
      viviana

      Commento di MasadaAdmin — giugno 5, 2012 @ 3:24 pm | Rispondi

  12. Ciao Viviana.
    Prendo spunto dall’immagine della cianografia per parlarti di un episodio che ha profondamente scosso me e mia madre proprio la notte passata.
    Ieri notte sono rientrato un po’ tardi, mia madre già dormiva e non l’ho disturbata, ma, visto che lei si alza abbastanza spesso durante la notte, è venuta ad un certo punto a vedere nella mia camera se ci fossi.
    Io ero in un sogno abbastanza movimentato (sogno moltissimo, da sempre, faccio spesso sogni lucidi, sogni in cui ricevo indicazioni, incontro persone che poi si materializzano nella vita ordinaria, da bambino avevo fortissime allucinazioni con febbre, ed avevo imparato a fuoriuscire da situazioni pericolose all’interno dei sogni, addormentandomi nel sogno, e svegliandomi così nella realtà, ad esempio), comunque, passavo da un posto ad un altro ed infine entravo in una camera ed incontravo qualcuno a cui chiedevo qualcosa, e tutto era “cianografico”, se così si può dire…
    Mia madre mi ha raccontato che mi ha visto schizzare dal letto ed andare verso di lei con gli occhi strabuzzati e la bocca aperta a dismisura, urlandole chi fosse, cosa volesse…
    Lei si è spaventata ed ha cominciato a dirmi che era mia madre, e mi ha abbracciato, e io l’ho stretta…
    Così, ho cominciato pian piano a visualizzarla (io fino a quel punto non ricordo nulla), ad ancorarmi alla realtà, a focalizzare lei e tutto quello che c’era intorno.
    Poi ho avuto un gran freddo…
    Abbiamo passato un po’ di tempo a cercare di capire cosa fosse successo, notevolmente turbati, mia madre ha anche 83 anni… magari solo un brutto sogno…
    Sono rientrato nella mia camera, istintivamente ho acceso un bastoncino di palo santo, ho aperto la finestra, ho cacciato “qualcosa” con gesti decisi, ho indossato una collana che mi ha dato uno sciamano peruviano e mi sono pian piano riaddormentato…
    Oggi sono stato con la voce molto flebile, l’ho persa diciamo, sono stato scentrato, completamente, stasera sto riassestandomi un po’, ho preso spunto da quell’immagine per scriverti, ne avevo bisogno…
    Grazie dell’ascolto.
    Domenico

    RISPOSTA

    Caro Domenico
    è tutto estremamente interessante. E’ evidente che hai notevoli capacità sciamaniche. Lo stregone Don Juan insegna a Castaneda a controllare i sogni e a passare da un sogno a un altro ma non avevo mai sentito qualcuno che passasse dal sonno alla veglia “come se fosse un altro sogno”. Qualche volta accade che nel sognare la nostra coscienza viva il sogno come se fosse uno stato di veglia, conservando le stesse modalità di giudizio, ecco perché il sogno cianografico ti ha impressionato, come una realtà anomala che si affianca alla realtà ordinaria e viene valutata con le modalità di questa e pertanto risulta terrificante. Altre volte, invece, accettiamo qualunque stranezza si presenti nel sogno, come se una parte di noi sapesse che è solo un sogno. Allo stesso modo a volte io sono mio marito, che è morto, senza trasalire, altre volte invece reagisco con terrore come se lo vedessi nel mondo della realtà della veglia.
    Interessante anche la tua capacità di fare sogni predittivi o di avere sogni allucinatori che prevengono i fatti durante la febbre. Anche per me a volte lo stato di alterazione dovuto alla febbre è stato la porta per apporti cognitivi straordinari.
    Credo che tu abbia notevoli capacità sciamaniche e sarei curiosa di farti fare un rilassamento con regressione per vedere cosa succede.
    Non so perché queste altre realtà ci arrivino secondo modalità diverse e particolari. Ma è interessante questa coincidenza della cianografia, anche perché è la prima volta che me la sento raccontare.
    Per me è come se vedessi un mondo notturno con la modalità (credo) degli animali notturni, cioè vedo, nella notte, tutti i particolari come se fossero linee luminose, ogni filo d’erba, ogni piccolo dettaglio.
    Credo ma non ne sono sicura che ci siano animali che vedono al buio, forse civette, gufi, felini… animali che cacciano di notte, i cui occhi sono capaci di sfruttare anche una debolissima illuminazione, dilatando al massimo la pupilla. Essi essi hanno dietro la retina uno strato di cellule, detto tapetum lucidum, che fa sì che la luce venga riflessa come uno specchio e ritorni a colpire la retina. Negli animali è presente un quantitativo molto superiore di bastoncelli (servono per la visione notturna), sono questi che quando vendono colpiti dalla luce a pupilla completamente dilatata (come succede di notte) la rifrangono creando quell’effetto che sembra che gli occhi dell’animale si illuminino.
    So di una scienziata americana che si è iniettata negli occhi un siero estratto da alcuni pesci che vivono nelle profondità marine e per un’ora ha goduto di una supervista, distinguendo un corpo a 50 metri di distanza nel buio più totale.
    E’ certo che vi sono sogni e sogni, sogni per così dire ‘ordinari’ che sono come fantasie spesso simboliche, e altri ‘straordinari’ in cui viviamo altre realtà attraverso una mente straordinaria, che è, appunto, ‘la mente fuori dal corpo’, le cui capacità percettive sono alquanto diverse.
    Credo che in certe situazioni noi siamo in una situazione ‘ponte’, cioè la nostra mente in parte si stacca dal corpo e dal suo modo di vedere e in parte conserva la coscienza abituale e le sue capacità di giudizio e si terrorizza di fronte alla diversa realtà che si stende davanti a lei.
    Non sapevo nulla del ‘palo santo’ e sono andata a cercarlo. E’ un albero tropicale del centro America che fiorisce il giorno di Natale. Il suo legno viene usato per combattere gli spiriti maligni e le infestazioni. Dal legno delle piante cadute si ricavano bastoncini di incenso e un olio aromatico.
    In Sudamerica lo usano contro le energie negative, che possono produrre malocchio, mal testa, insonnia, depressione, tristezza, irritabilità: la “mala energia”. Viene usato anche per proteggere i neonati. Sostituisce l’incenso, purifica le stanze della casa, e sembra allontani anche le zanzare. Il liquido che esce dalla pianta quando la corteccia viene incisa è usato come disinfettante per la pelle, contro le micosi, per la ferita ombelicale dei neonati, contro il mal di denti e le carie. Può anche essere ingerito come tisana per lo stomaco, problemi intestinali, vomito, dolori sparsi nel corpo, problemi alle vie respiratorie e alle vie urinarie. Viene inoltre utilizzato contro i disturbi psicosomatici e dell’umore.
    L’olio essenziale di palo santo viene utilizzato in aromaterapia in quanto considerato in grado di interagire con l’organismo a livello fisico, psico-emozionale e spirituale. In particolare viene impiegato:
    1) Contro gli attacchi d’asma e in caso di allergia.
    2) Per alleviare tosse e raffreddore.
    3) Per placare l’ansia.
    4) Contro il mal di testa.
    5) Per la meditazione e il rilassamento psico-fisico.

    Riguardo a Castaneda, ho letto con cura e riassunto i suoi 13 libri qui:
    https://masadaweb.org/2010/08/10/masada-n%C2%B0-1177-carlos-castaneda-e-la-presunta-visione-tolteca/
    Sono contenta di aver letto della tua esperienza e spero di conoscerne altre
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 1, 2015 @ 12:44 pm | Rispondi

  13. Leggendo questo suo motto:”L’essere è troppo alto per le nostre parole per questo si comunica a noi per simboli”.
    Bellissimo.
    E’ suo oppure una citazione?
    Grazie
    Ciro

    Risposta:
    Non mi pare che sia una citazione e non mi pare nemmeno che sia una frase straordinaria. E’ solo ciò penso e che traduce con parole mie la filosofia di Jung.
    Ho un senso molto spiccato della spiritualità, pur non essendo osservante di alcuna religione e attaccando violentemente i comportamenti più retrivi di molte chiese.
    Credo di usare prevalentemente l’emisfero destro che è simbolico, uso alla poesia e alla lettura metaforica del reale.
    Per questo Jung mi piace, ma come tutti i suoi interpreti do al suo pensiero la traduzione che corrisponde al mio modo di vedere e sentire.
    Oltre a ciò amo il parlare per aforismi, che credo mi venga in eredità da Oscar Wilde, figura che forse ho incarnato in una vita precedente, visto che ho avuto una allucinazione che riportava alla sua prigionia, come se fossi lui.
    Scrivo aforismi da quando ero piccola. Sintetizzare il reale in una struttura formale breve e densa fa parte del mio stile.
    Aver fatto da sempre poesia ed essere sempre stata una interprete di sogni miei e altrui mi porta spontaneamente a un simbolismo del reale che sintetizza in parole la religiosità del Tutto

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — luglio 31, 2015 @ 9:59 am | Rispondi

  14. “Non mi pare nemmeno che sia una frase straordinaria.”E invece lo è, una sintesi perfetta, perché dis-vela quale sia la (Vera) natura dell’Essere, e del suo linguaggio, quello simbolico appunto, l’unico che si possa parlare quando non si intende usare
    una lingua “biforcuta”, cioè, e fondamentalmente, tutte le forme di comunicazione verbale ( e non analogica) ideate dagli esseri umani.
    Anch’io amo gli aforismi, il mio blog non è che una riproposizione di aforismi dei due autori che amo di più, Nietzsche e Cioran, seppure usati come “mattoncini da costruzione” con la speranza di far emergere nel lettore una forma mentis che sia in grado di cogliere l’Intero, alias l’Essere, alias …il Vero.
    (per me son sinonimi)
    Per questo la tua frase mi è sembrata lo slogan ideale (da aggiungere/sostituire a “la maledizione del cristianesimo”) per il contenuto del mio blog.
    Cmq, grazie per la celere risposta.
    Ciao
    Ti ringrazio per la celere risposta.
    Ciro

    Commento di MasadaAdmin — luglio 31, 2015 @ 1:43 pm | Rispondi


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