Nuovo Masada

gennaio 16, 2011

MASADA n° 1249. 16-1-2011. LA BEFFA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:58 pm

Il referendum Mirafiori- I SI’ vincono per 9 voti – Ma qualcuno lo ha letto il contratto con Obama? – La truffa di Marchionne – Fiat ha avuto dai lavoratori italiani quasi 8 MLD, e ora? – Bocciatura quasi totale del legittimo impedimento – L’impedimento diluito – Empatia – Aperta contro B indagine per corruzione di minore e concussione per il caso Ruby

Essere chiamato realista non mi offende, anzi mi onora. Rivendico questa qualità. Quelli che pensano che il loro sguardo debba arrestarsi all’orizzonte e si limitano a guardare l’esistente e quelli che rivendicano il pragmatismo e si accontentano di ciò che abbiamo, non hanno alcuna possibilità di cambiare il mondo. Solo coloro che tengono gli occhi fissi su ciò che non si vede, che guardano oltre l’orizzonte, sono realisti. Loro hanno una possibilità di cambiare il mondo…L’utopia è ciò che si trova oltre l’orizzonte. La nostra ragione analitica sa con precisione che cosa non vogliamo, che cosa bisogna assolutamente cambiare. Ma ciò che deve accadere, ciò che vogliamo, il mondo totalmente altro, nuovo, solo il nostro sguardo interiore, solo l’utopia in noi, ce lo mostrano.”
Henri Lefebvre.
(citato da Robert Allen Zimmerman)
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Un matrimonio contratto sotto la canna di un fucile è sostanzialmente nullo per legge.
E come può allora considerarsi legalmente valido un referendum contratto sotto la canna del fucile del licenziamento?

VV
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Come diceva Petrolini a chi lo criticava: “Io non ce l’ho con voi ma con quelli che vi stanno vicino, perché non vi menano“.
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Il legittimo impedimento è stato quasi totalmente bocciato!!!!!
Esultanza dei cittadini perbene!!!!
Quelli permale che s’impicchino!!!.

CONTEGGIO
Viviana Vivarelli
Dal referendum Mirafiori sono usciti 2735 Sì alla spietata strategia di Marchionne contro 2325 No. Non si capisce perché a una votazione che riguardava il peggioramento delle condizioni della catena di montaggio dovesse votare anche chi sta comodamente a fare un lavoro di ufficio. Ma hanno votato anche gli impiegati che erano 441 e ovviamente a loro interessava solo conservare il posto di lavoro in completo menefreghismo delle condizioni degli operai o dei diritti sindacali Di questi 441 impiegati 421 hanno votato si e 20 NO, per cui, se si tolgono questi colletti bianchi, il risultato è stato di 2314 SI’ contro 2305 NO. Marchionne, malgrado lo sporco ricatto, vince per soli 9 voti. Persino in un tale clima di coercizione e terrore, con SI’ estorti con la violenza e dati contro coscienza, nell’abbandono della classe politica e con un governo che invece di difendere chi lavoro difende chi specula, persino così la vittoria di Marchionne è un risultato davvero misero e non si capisce dove siano gli operai che hanno votato Lega, anzi la Lega, non solo ha tradito la classe operaia, ma proprio non si è sentita. Del resto è sorda e muta per qualsiasi cosa che non miri alla secessione dall’Italia e ai benefici per il Nord e non c’è partito a cui della sorte degli operai possa importare di meno.
Ma che degli operai non importi niente nemmeno ai partiti di cosiddetta opposizione è risultato evidente e avvilente. Non solo gli operai sono stati abbandonati dalla dx ma anche dal centro e dalla sx moderata. Ormai la casta si interessa solo di se stessa, di difendere il proprio potere, di conservare i propri privilegi e abusi, di proseguire la sua economia di sprechi, clientelismo e truffe alla legge, di non dare alla magistratura autorizzazioni a procedere, di continuare nella sua spocchiosa autarchia autoreferenziale. Il mio elogio alla FIOM che quasi isolata è andata contro corrente per difendere ciò che è giusto. Gli altri sindacati sono ormai delegittimati e venduti. Personaggi come Fassino, D’Alema o Bersani hanno fatto cadere veramente le braccia per aver tradito con la loro mancata difesa della classe operaia tutta la loro matrice storica e ideologica, segnando una disfatta ormai cupa e irrimediabile. Più di così la FIOM non poteva fare. Applaudo a Landini e a Cremaschi, coraggiosi, lucidi e intelligenti, sperando un giorno di vedere persone come loro ai vertici di nuovi partiti di maggioranza ben diversi da questi.
In quanto agli impiegati di Mirafiori, sono italiani che hanno dimostrato ancora una volta che la caratteristica fondamentale degli italiani è l’egoismo. Ma sarà proprio questo egoismo che ci perderà tutti.

Come si impara a capire le sofferenze degli altri partendo dalle proprie
VV
Ho sempre un gran dolore alla spalla dx e ho capito che oltre alla cuffia consumata, questo dolore che non mi fa dormire la notte e mi tormenta di giorno si deve al fatto che sto troppo davanti al pc,e questo provoca una tensione che è una patologia degli informatici, una malattia professionale. Mia figlia dice che una sua amica sta imparando ad usare la sx per alleggerire la tensione della spalla dx ma io proprio il maus con la mano dx non riesco ad usarlo. Al momento ho messo uno sgabello alla mia parte dx con dei libri sopra e sopra il maus, così da tenere il braccio dx più allungato e rilassato possibile. L’ideale sarebbe poter tenere anche la tastiera molto bassa, quasi alle ginocchia, in modo da avere le braccia allungate e non mettere in tensione la spalla. Qualcosa studierò ma non ce la faccio proprio a non usare il pc.Il mio lavoro è scrivere libri e come scrivo senza tastiera? Come si vede, si è sempre colpiti nelle cose che ci interessano di più. Il mio problema è ridotto ma penso a quei disgraziati di operai legati alla catena di montaggio che fanno migliaia di volte di seguito lo stesso movimento e ora sarà anche peggio grazie alla crudeltà di Marchionne e dei due rampolli Agnelli (che Dio li ammazzi di morte lenta e dolorosa!), penso alle tensioni di muscoli e tendini di quei disgraziati, impossibilitati a riprendere fiato e persino a pranzare,legati come schiavi a un lavoro disumano di cui la massa degli italiani proprio se ne frega con l’aridità di belve senza cuore, penso che alla fine quei movimenti ossessivi e ripetuti produrranno loro delle patologie dolorosissime e odio Marchionne e odio tutti i suoi sostenitori sindacali e politici con tutta la forza con cui si possono odiare dei persecutori ignobili, privi di umanità e di pietà.
Che Dio li strafulmini tutti! Che Dio porti loro delle sofferenze uguali a quelle!
La mancanza di empatia e di pietà porterà questo mondo alla rovina!

Rosellina970
A Mirafiori hanno votato anche gli impiegati “Come se nel referendum sulle condizioni di vita degli schiavi ai remi dei velieri fossero decisivi i voti dei suonatori di tamburo, quelli che danno il ritmo ai rematori… Fra le tute blu (oltre 4.500), al montaggio e alla lastratura (dove le conseguenze dell’intesa potranno portare fino a 10 ore continuative di lavoro) si è registrato il 53% di no. ..Marchionne ha vinto grazie all’accerchiamento mediatico ed alla inerzia pilatesca del PD. Poche le voci politiche in aiuto, fra queste la federazioni di sx e Vendola, oltre alla società civile organizzata nel web, come l’appello di Micromega, arrivato a 66.000 firme.
..ora i sindacati dovrebbero diventare tutti gialli, ovvero emanazione della proprietà, oppure accomodarsi fuori dalla fabbrica.
Marchionne ha detto anche questo in buona sostanza: “Siccome io sono spalmato su quattro continenti, anche l’operaio deve spalmarsi adeguandosi all’operaio medio dei 4 continenti” ; pressappoco uno schiavo senza diritti né coscienza. Deve rinunciare a quanto acquisito in anni di dure lotte e diventare come l’operaio cinese o americano (nel 2° caso, con uno stipendio molto più basso e senza la partecipazione americana degli operai e dei sindacati alla gestione della fabbrica), perdere la propria identità, perché l‘identità di un cittadino dipende dalla coscienza che ha dei diritti che gli sono riconosciuti. Ora sono tutti pronti come squali ad appropriarsi dei contenuti del famigerato accordo ed utilizzarlo dappertutto.. Questo è il vero problema di questa fase storica, non il bunga bunga del vecchio nano malato e menzognero. In questo autunno della civiltà ci sono solo due bagliori di luce che forniscono qualche speranza: la contestazione alla controriforma Gelmini e le proteste operaie. Il resto è netto fonda. E da qui ripartiamo con le lotte, con la coscienza che mai come in questa fase storica stiamo lottando per la democrazia di tutti.

Una crisi pilotata
Viviana Vivarelli
Hanno creato una crisi funzionale ai loro interessi per cui, grazie ad essa, sarà sempre più facile distruggere qualunque conquista sociale. Il gioco del demoniaco neoliberismo sta riuscendo alla grande. Se tutti gli operai si licenziassero in blocco ci sarebbe un numero doppio di disgraziati più disgraziati di loro che ne prenderebbero immediatamente il posto. Vedete come la crisi serve a coloro che hanno in odio i diritti umani!
Se la crisi non fosse stata voluta e pilotata, avrebbero fatto qualcosa per correggerla. Il fatto che non abbiano voluto fare nulla mostra chiaramente che quella crisi fa loro comodo e che è stata precostituita per interessi di nulla hanno a che fare con il bene collettivo.
Ma se il progresso del mondo deve significare balzi perversi indietro, con una maggiore disumanità e un’avidità e perfidia ancora più grandi, con uno sfruttamento ancora maggiore dell’umanità per arricchire in modo smisurato una casta di potenti già straricchi, da Berlusconi a Marchionne agli Agnelli, una razza di rettili sempre più disumana e spietata, allora è meglio che un asteroide ci distrugga tutti!
Che Dio punisca crudelmente questa cricca di nuovi tiranni e tutti coloro che, per aver perso ogni coscienza, danno anche loro ragione!
Che Dio faccia venir loro delle patologie fisiche tali che debbano subire nella loro carne quelle sofferenze che si rifiutano di vedere negli altri per quel cieco e abissale attaccamento al profitto e al potere, di fronte a cui calpestano ogni diritto umano e ogni valore civile!

EMPATIA
Viviana Vivarelli
La lettura di un qualunque blog mostra, insieme a persone che in buona fede vogliono fare qualcosa per aumentare il bene di tutti, esiste un gruppo fisso di umani rettiliani totalmente incapaci di provare ciò che si chiama ‘empatia’. Si chiama rettiliano l’individuo il cui cervello non ha avuto la normale evoluzione millenaria del cervello umano, ma è rimasto sottosviluppato in quella base primitiva che ci unisce a forme animali inferiori, i cui scopi essenziali sono il controllo e la difesa del territorio, il potere, il possesso e l’accoppiamento sessuale.
L’empatia è una dote prodotta da un cervello superiore ed è la capacità di comprendere cosa un’altra persona sta provando, in particolare la capacità di capire la sofferenza di un altro. L’incapacità a farlo è una grave disfunzione della personalità umana per cui non si può fare molto e crea persone apparentemente normali, ma eticamente mancanti di un pezzo fondamentale per un buono sviluppo sociale e una armonica convivenza. La qualità della relazione si basa sull’ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell’altro. Il soggetto non empatico, invece, è chiuso nella sua singolarità egocentrata e vive tra gli altri come un alieno, che si orienta facilmente su sentimenti asociali e che può con facilità essere impostato su sentimenti di odio verso gruppi, generi, etnie.. come può essere reso succube da slogan minimali, immagini rudimentali, simboli elementari, ma soprattutto sentimenti di odio irrazionale che accentuino il suo bisogno di appartenenza a un gruppo per opposizione belligerante contro altri.
L’empatia crea un’umanità parificata e indivisa. La non empatia separa il soggetto o il gruppo in cui egli si riconosce da tutto il resto degli umani, mettendolo in una lotta permanente in cui i sentimenti che più sono espressi e che lo amalgamano al gruppo sono di tipo socialmente negativo e aggressivo. Un mondo dove un gruppo vive in perpetua competizione con altri è destinato a soccombere. Se il mondo si salverà, ciò dipenderà dall’aver diffuso maggior empatia tra gli esseri umani.

Ma qualcuno conosce il contratto di Marchionne con Obama?
Viviana Vivarelli
Nell’infinita merda di disinformazione che si è abbattuta sull’Italia in occasione del referendum di Mirafiori c’è una cosa molto seria e poco detta, non fasulla come il resto della disinformazione sparsa ad hoc.
Questo è un video di Telese il 13, dunque prima del referendum, durante la manifestazione contro Marchionne promossa da Micromega

http://www.youtube.com/watch?v=WWpeOhDz8fQ

(Torino diventa laboratorio di un altro futuro industriale in cui si impone un altro modello di lavoro, quello degli schiavi. La Chrysler rinasce grazie a 6 MLD di dollari dati da Obama a patto che la produzione resti in USA. Le famose jeep che si promettono a Mirafiori saranno fatte a Detroit. Lo stesso ha fatto Sarcozy per trattenere la produzione automobilistica in Francia. In Italia, invece, lo Stato finanzia la Fiat con MLD di Euro per la cassa integrazione riversando un fiume di soldi al non lavoro. A Melfi e altrove ci sarà un anno di cassa integrazione pagata dallo Stato. In cambio di che? Di niente. Marchionne sta bluffando? Intanto Fassino la faccia di candidarsi sindaco a Torino sostenendo la linea Marchionne!?)

Guardate soprattutto questo video, per capire che sporchi giochetti finanziari fa Marchionne per far avere alla Fiat la Chrysler col minimo di costi.

http://www.youtube.com/watch?v=ccnmUdUU76M&feature=channel

Vediamo dunque il contratto di Marchionne con Obama.
La Fiat acquisisce un 5% della Chrysler (decotta e fallita) in cambio del brevetto industriale dei suoi motori, ma è la Fiat che ha comprato la Chrysler o il contrario? E Marchionne è un giocoliere che fa trucchi finanziari o un truffatore?
Poi Fiat può acquisire un altro 5% della Chrysler, accordandosi con Obama sulla produzione di 150.000 motori prodotti esclusivamente in USA, guarda caso anche quella famosa jeep che Marchionne finge di voler produrre in Italia. Al massimo noi faremo le carrozzerie.
Non basta. Fiat prende una terza quota di Chrysler sempre senza tirar fuori un dollaro. Quel che dovrebbe dare è variabile, secondo una formula che sta nel contratto con Obama e che risulta così:
-si somma l’avanzo di bilancio della Chrysler (che anche se indebitata un piccolo avanzo ce l’ha),
-si moltiplica per il valore di Fiat-Italia,
-dal totale si sottraggono i debiti che la Chrysler ha con lo Stato del Montana. (perché in Usa lo Stato non regala soldi alle imprese come da noi, li ‘presta’ e poi li rivuole indietro), ma nei debiti ci possiamo mettere anche nuovi investimenti
Alla fine la Fiat otterrebbe la Chrysler con solo 200 milioni di dollari. Ma attenzione! Due valori sono variabili. il valore di Fiat e i debiti Chrysler. Allora Marchionne uno lo fa scendere e uno lo fa salire. Il valore Fiat lo abbassa con lo scorporo, così oggi la parte Fiat auto ha meno valore, e il contratto è stato firmato ‘prima’ dello scorporo fatto apposta per ridurla. Meno vale la Fiat più piccola è la cifra che FIAT deve dare. Invece i debiti della Chrysler si possono aumentare con nuovi investimenti. Dunque se Marchionne investe in Chrysler e fa calare Fiat-Italia, pagherà sempre meno fino ad arrivare a zero. Il giocoliere acquisirà Chrysler a zero dollari!!
Gli Agnelli saranno contenti e Marchionne avrà le sue stock option, fino a 300 milioni, su cui non pagherà tasse risultando cittadino svizzero.
Non gli interessa un fico della auto, ma continuerà a guadagnare dai suoi giochetti finanziari. E più sposta la produzione in USA e meno la tiene in Italia, più guadagna.
Il referendum? Una truffa!
L’anno scorso Marchionne aveva annunciato 20 MLD di investimento, oggi ne promette 1 MLD e 70.000, che è sceso a un solo MLD, ma non si è visto nemmeno quello .
Marchionne ci sta facendo una truffa? Sicuramente!
Dov’è finita la Y? Dov’è la nuova multipla ? E Perché Fiat va in Serbia? Per avere fondi dal governo serbo e dall’UE. E’ una truffa Fiat-Italia? Sembra più che certo.
E Fassino difende Marchionne??!! Ci imbrogliano o sono imbrogliati?
Fassino è scemo? Bonanni è scemo? Angeletti è scemo? D’Alema è scemo? Bersani è scemo?
No, non sono scemi, sono corrotti. E ci dicono il falso.
Nessuno di loro ha letto le 200 pagine del contratto di Marchionne con Obama? Ma certo che le hanno lette, loro sanno sempre tutto, sono sempre informati di tutto, siamo noi che non sappiamo mai niente e continuiamo ad essere informati di niente, grazie a questa manica di delinquenti e da media che sono alle loro dipendenze solo per spargere nebbia e merda.
Ormai a difendere gli operai restano Landini, Di Pietro e Vendola. Il resto è fuffa.

Andrea Agostini segnala, da eguaglianza e libertà
Marchionne, la sinistra e l’addio all’auto italiana
Antonio Lettieri

Il manager rifiuta di esporre la sua strategia, ma è chiaro che il nostro paese avrà un ruolo residuale. Il triste paradosso è che tra la Germania, punta di diamante dell’industria europea e gli Usa in piena crisi, una parte della sx e del sindacato sceglie il modello americano di Marchionne.
Vi è qualcosa di tristemente paradossale nel modo come Marchionne ha diviso il PD, oltre ai sindacati. Per Susanna Camusso, Marchionne ha rivelato un atteggiamento autoritario e antidemocratico, in altre parole, ricattatorio. Per una parte del PD si tratta, al contrario, di un richiamo alla realtà della globalizzazione e alla necessità di adeguarvi la strategia del sindacato. L’unica obiezione per questa posizione è l’esclusione della FIOM dalla rappresentanza dei lavoratori. Obiezione sacrosanta – sarebbe stupefacente il contrario – ma insufficiente. Questa è solo la punta dell’iceberg.
Per ragionare del piano di Marchionne bisogna partire dal fatto che il suo destino di manager internazionale è definitivamente legato alla Chrysler. Sarà Detroit a decretare il suo successo o il suo fallimento. La Chrysler viene da un passato travagliato. Negli ultimi decenni è stata ripetutamente sull’orlo del fallimento. Emarginata dal grande mercato americano, non può stupire che quando nel 2009 Obama decise, dopo la procedura di fallimento, il salvataggio della GM e della Chrysler, nessun imprenditore americano si fece avanti per porre mano alla Chrysler con la quale si era cimentata la tedesca Daimler, produttrice della Mercedes Benz, rimettendoci miliardi di dollari, prima di ritirarsi nel 2007.
Ma per le ambizioni di Marchionne si trattava di un’occasione imperdibile. La Chrysler era ceduta a titolo gratuito con una dotazione del 20% delle azioni e la possibilità di acquisire prima il 35%, e poi la maggioranza del pacchetto azionario (ora nelle mani del sindacato dell’auto), una volta ripagato il debito di oltre 7 MLD di dollari ai governi americano e canadese. Non è difficile comprendere come per Marchionne riuscire a rilanciare la “Terza grande” di Detroit, acquisendone il controllo, è l’impresa della sua vita. E come la Fiat vi giochi un ruolo complementare e, per alcuni aspetti, residuale.
Nel 2010 la Chrysler ha prodotto all’incirca un milione di auto (e veicoli leggeri). A metà di questo decennio ne aveva prodotte più di 2 milioni. Marchionne si è fissato l’obiettivo di arrivare a 2.800.000, poco meno del triplo della produzione corrente, entro il 2014. Per gli analisti più scettici è un traguardo velleitario. Ma nello schema strategico di Marchionne è un obiettivo essenziale per raggiungere il traguardo di 5 milioni e mezzo/6 milioni di unità fissato per l’alleanza Fiat-Chrysler.
Nel disegno strategico di Marchionne, il ramo più importante del gruppo Fiat è quello brasiliano, dove la Fiat è tra i produttori il numero uno, precedendo Volkswagen e General Motors. Non a caso, per la fabbrica di Betim alla periferia di Belo Horizonte, che è una delle più grandi fabbriche automobilistiche del mondo, la Fiat ha stanziato investimenti che consentiranno un aumento della capacità produttiva fino a un milione di unità. Un’altra fabbrica sarà costruita nello stato di Pernambuco per 200.000 unità. Con un milione e duecento mila auto, il doppio di quelle costruite nel 2010 in Italia, Fiat consolida il suo primato sul mercato brasiliano. Se a Detroit spetterà, con la Chrysler, il ruolo di capofila dell’alleanza, il Brasile diverrà il sito più importante del gruppo Fiat.
Se i due terzi del piano produttivo sono affidati alla Chrysler e al ramo brasiliano della Fiat, all’Europa non può che spettare un ruolo di supporto con diverse variabili. La Polonia consoliderà la sua posizione con una produzione di 600.000 unità a Tychy. Il “progetto Serbia”, per il quale esiste un accordo col governo serbo che conferisce i due terzi della proprietà a Fiat e un terzo allo Stato, prevede a regime la produzione di 200.000 unità negli stabilimenti ristrutturati della vecchia Zastava. Altre 100.000 unità sono in produzione a Bursa in Turchia. Ciò che rimane del grande progetto “globale” Chrysler-Fiat (a partire dalle 600.000 unità attuali, ma l’Alfa Romeo dovrebbe passare alla Volkswagen) potrà essere distribuito fra gli stabilimenti italiani, a seconda delle circostanze e delle convenienze .
Non può sorprendere che Marchionne rifiuti di mostrare il suo piano di investimenti in Italia. Sarebbe dura anche per i suoi più volenterosi estimatori del PD e dei sindacati firmatari degli accordi di Pomigliano e Mirafiori prendere atto che della vecchia FIAT – Fabbrica Italiana Automobili Torino – non rimarrà che una pallida ombra, con il centro trasmigrato a Detroit e la principale diramazione in America latina.
Rispetto al killeraggio della Fiat la globalizzazione evocata con forza da Sergio Romano e da Eugenio Scalfari è un alibi inconsistente. La Toyota, la Volkswagen, la Ford e la GM, come il gruppo PSA e la Renault francesi sono imprese “globali”che producono e vendono in diversi continenti, ma a nessuno verrebbe in mente di negare che, in primo luogo, si tratta di imprese i cui centri di riferimento, di ricerca e di sviluppo sono in Giappone, in Germania, negli Stati Uniti e in Francia.
Nel 2010 il gruppo Fiat avrà collocato sul mercato dell’Unione europea all’incirca un milione di auto, i due maggiori gruppi francesi 3 milioni e i produttori tedeschi 6 milioni. Dobbiamo questo scarto drammatico all’ingordigia dei sindacati italiani – in particolare, della Fiom – ignari dell’avvento della globalizzazione? Al rifiuto di adeguare i salari italiani a quelli polacchi e – perché no? – cinesi? Ma il Sole 24 ore (28 ottobre) onestamente ci ricorda che alla Volkswagen il salario lordo di base degli operai della linea di montaggio è di 2.700 € al mese e quello degli operai della manutenzione di 3.300-3.500 €. E non si tratta solo di salario. I rappresentanti dei lavoratori occupano il 50% dei seggi del Consiglio di sorveglianza (come in tutte le grandi imprese tedesche), dove si discute la strategia dell’impresa, gli investimenti e le garanzie dell’occupazione. Quando un’impresa sostituisce un diktat alla pratica di un normale negoziato e al sindacato che dissente è negata la cittadinanza in fabbrica, il problema non è la globalizzazione, ma l’americanizzazione delle relazioni industriali.
Ma vi è qualcosa di più, qualcosa di tristemente grottesco. Tra la Germania, punta di diamante dell’industria europea e gli USA in piena crisi, una parte della sx e del sindacato sceglie il modello americano di Marchionne. Il modello della contrattazione aziendale che ha messo in ginocchio l’AFL-CIO, quello che fu il potente sindacato americano ridotto all’8% di iscritti nel settore privato. L’America dove, dopo Reagan e nonostante Obama, chi sciopera può essere sostituito a tempo indeterminato dai crumiri. Dove si può lavorare nello stesso posto di lavoro con la metà del salario.
Landini ha detto: provate voi a lavorare alla catena di montaggio prima di parlare di ritmi, cadenze, pause, turni. Una questione banalmente demagogica per chi ragiona secondo i grandi paradigmi della globalizzazione e della modernizzazione. Eppure questo è il mestiere del sindacato. In ogni caso, basterebbe chiedersi se Marchionne avrebbe potuto presentare il suo progetto di marginalizzazione, se non di definitiva distruzione, della Fiat e di smantellamento del sistema di relazioni industriali, a un normale governo di dx come quello tedesco o francese, o a un sindacato come l’IG Metall, senza essere sbeffeggiato e considerato un semplice provocatore, bizzarro e arrogante. In Italia assume, invece, le sembianze di un “modernizzatore” e di un riformatore lungamente atteso.
da eddyburg.it

Riccardo Corridori, bloggher
Dopo aver delocalizzato le industrie, distrutto le conquiste sociali di generazioni, impoverito i cittadini e importato per anni merci di tutti i tipi dalla Cina e dall’India a prezzi mai visti prima, cosa ci resterà? La Cina sta comprando gli stessi Stati attraverso i titoli di Stato di Italia, Grecia e Portogallo. Ci aspetta un destino da euroschiavi.
“Quando si cominciò a parlare di globalizzazione c’era chi sosteneva che l’apertura dei mercati avrebbe portato i diritti civili conquistati dai popoli anche in quei Paesi dove tali diritti ancora non si erano visti. Osmosi. Il risultato lo stiamo vedendo. I Paesi che li avevano li stanno perdendo. Mi piacerebbe che qualche analista economico provasse a fare una proiezione sul futuro dell’Europa. Un’Europa senza produzione, di sole attività commerciali, un minimo di ricerca e poca agricoltura. Di quale tasso di disoccupazione stiamo parlando? Quale il reddito medio? Quale il tasso di sopravvivenza delle conquiste sociali di questo Paese?
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L’irrealizzabile modello Marchionne
Guido Viale
Lo portano in trionfo come modello del futuro, e non si sono accorti che è cieco come una talpa. Gli interrogativi reali di “Fabbrica Italia” che pochi si pongono(Il manifesto)
Ci sarà pur una ragione per cui la totalità dell’establishment italiano, dal Foglio della ex coppia Berlusconi-Veronica a Pietro Ichino – quel che resta della componente pensante di un partito ormai decerebrato) – converge nel chiamare «modernizzazione» il diktat di Marchionne («o così, o si chiude»). Che per gli operai di Mirafiori (età media, 48 anni; ridotte capacità lavorative – provocate dal lavoro alle linee – 1500 su 5200; molte donne) vuol dire: 18 turni; 3 pause di 10 minuti per soddisfare – in coda – i bisogni fisiologici (a quell’età la prostata comincia a pesare; e nessuno lo sa meglio dell’establishment italiano, ormai alla grande sopra i 60); mensa anche a fine turno (8 ore di lavoro senza mangiare); 120 ore di straordinario obbligatorio, divieto di ammalarsi in prossimità delle feste, più – è un altro discorso, ma non meno importante – divieto di sciopero per chi non accetta e «rappresentanti» degli operai scelti tra, e da, chi è d’accordo con il padrone.
Mentre «converge», l’establishment nel chiamare invece «conservazione» – o anche «reazione»; così Giovanni Sartori sul Corriere dell’8 gennaio – la scelta di opporsi a questo massacro. Nessuno di quei sostenitori della modernità si è però chiesto se il progetto «Fabbrica Italia» della Fiat, nel cui nome viene imposto questa nuova disciplina del lavoro, ha qualche probabilità di essere realizzato.
Vediamo. Nessuno – tranne Massimo Mucchetti – ha rilevato che i 20 MLD dell’investimento investimento non sono in bilancio e non si sa da dove verranno. Nessuno può né deve sapere a chi e che cosa saranno destinati. Per ora le promesse sono 1.700 milioni di «investimenti» per due fabbriche, 10.700 lavoratori e 3 nuovi «modelli» di auto, per una produzione complessiva di circa mezzo milione di vetture all’anno. Fanno, poco più di 150mila € per addetto e, supponendo che un modello resti in produzione circa 3 anni, poco più di mille € per vettura (calcolando una media, tra Suv, Alfa e Panda, di 20mila € a vettura, il 5% del loro prezzo). Se una parte dei nuovi impianti, come è ovvio, servirà anche per i modelli successivi, l’investimento per vettura è ancor meno. Non gran che.
Nessuno – o quasi – si è chiesto quante possibilità ha Marchionne di vendere in Europa un milione all’anno in più delle vetture che promette di produrre in Italia. Di fronte a un mercato di sostituzione, nella migliore delle ipotesi, stagnante, vuol dire sottrarre almeno un milione di vendite alla Volkswagen o alle imprese francesi ben sostenute dal loro governo. Difficile crederci proprio ora che Fiat perde colpi e quote di mercato sia in Italia che in Europa. Per riuscire a piazzare mezzo milione all’anno di Alfa (vetture, non marchio), è già stato detto che dovrà venderle sulla Luna. Che le quotazioni della Fiat crescano è solo il segno che la Borsa è ormai una bisca fatta per pelare il «risparmiatore».
Nessuno – nemmeno Giovanni Sartori, che pure «aveva previsto tutto» ed è molto in ansia per le sorti del pianeta – si è veramente chiesto che futuro abbia, tra picco del petrolio, contenimento delle emissioni e misure anticongestione e inquinamento, l’industria dell’automobile in Europa e nel mondo. Eppure il tema meriterebbe qualche riflessione. In Europa c’è già un eccesso di capacità produttiva del 30-40 %; negli Stati Uniti anche: Il sole24ore del 6 gennaio ci informa che “nei prossimi 5 anni” anche in Cina – la nuova frontiera del mercato automobilistico mondiale – ci sarà una sovracapacità produttiva del 20 per cento.
Per il momento – la Repubblica, 7 gennaio – apprendiamo che «Pechino soffoca tra i gas» (e per ingorghi e congestione); tanto che sono stati contingentati e sottoposti a un sorteggio i permessi di circolazione. E qualche tempo fa una coda di 100 km alle porte di Pechino si è sciolta dopo un mese. Non sono buone notizie per l’industria automobilistica. Ma anche il governo della «locomotiva del mondo» comincia a pensare ai suoi guai «La desertificazione è il problema ecologico più grave del paese» ha affermato Liu Tuo, capo dell’ufficio cinese per il controllo della desertificazione. Niente a che fare con la produzione e la messa in circolazione di 17 milioni di auto, aggiuntive, non sostitutive, in un anno?
La conclusione è chiara: la «modernizzazione» al sostegno della quale è sceso in campo, con spirito militante, tutto l’establishment italiano, è questa: una corsa verso il basso delle condizioni di chi lavora, facendo delle maestranze di ogni fabbrica una truppa in guerra contro le maestranze della concorrenza (sono peggiorate molto anche quelle degli operai tedeschi e francesi, nonostante i salari più alti: basta considerare l’aumento delle malattie professionali) e, come premio per tanti sacrifici, la desertificazione del pianeta Terra.
Se questa è la «modernizzazione» – e che altro, se no? – diventa anche chiaro che cosa significa opporsi alla sua sostanza e alle sue conseguenze.
Non la «conservazione» dell’esistente – sarebbe troppo comodo – come sostengono i fautori delle magnifiche sorti e progressive della globalizzazione, ma la progettazione, la rivendicazione e la realizzazione di un mondo totalmente altro, dove la condivisione sostituisce la competizione e la cura dei beni comuni sostituisce la corsa all’appropriazione privata di tutto e di tutti: il che ovviamente non è questione di un giorno o di un anno – e in parte nemmeno di uno o due decenni – né di una semplice dichiarazione di intenti, per quanto articolata e documentata possa essere.
Quel mondo va costruito pezzo per pezzo. A partire quasi da zero. Ma sapendo che nel mondo una «moltitudine inarrestabile» composta da migliaia di comunità e da milioni e forse miliardi di esseri umani), ciascuno a modo suo, cioè secondo le condizioni specifiche in cui si trova a operare e a cooperare con il suo prossimo, aspira e già lavora in questa stessa direzione. Nello stesso numero citato de il Sole24ore, un articolo dal titolo “Tra gli operai, un sì per il futuro” (ma il testo dice esattamente l’opposto) registra una condanna unanime del nuovo accordo (nessuno lo considera, come fa invece l’establishment, un passo avanti); ma tutti piegano la testa dicendo che non c’è alternativa. «Però – sostiene un quadro della Fiom – la posta in palio è il lavoro, e chi si fa blandire dalle sirene degli estremismi e dalle ideologie sbaglia strada». «O sa – aggiunge – di avere qualche alternativa pronta».
Il problema è proprio questo. Non ci sono «alternative pronte». Quindi bisogna approntarle e non è un lavoro da poco. Ma ormai, che l’alternativa è la conversione ecologica del sistema industriale e innanzitutto, per il suo peso, il suo ruolo e le sue devastazioni, dell’industria automobilistica – che non vuol dire automobili ecologiche, che è un ossimoro, ma mobilità sostenibile – lo ha capito anche la Fiom. La «modernizzazione» di Marchionne sta cambiando a passi forzati il ruolo dei sindacati. Quelli firmatari hanno scelto per sé la funzione di guardiani del regime di fabbrica: che era quella dei sindacati «sovietici» ed è quella dei sindacati della Cina «comunista».
Cambia anche il ruolo dei sindacati che non rinunciano alla difesa dei lavoratori e al conflitto. Che per mantenere la sua indipendenza deve cercare sostegno e offrire una prospettiva anche a chi si batte fuori delle fabbriche Così il raggruppamento Uniti contro la crisi, a cui aderiscono anche molti membri della Fiom, ha convocato per il 22 e il 23 a Marghera un primo seminario per discuterne e affrontare il problema della riconversione. È un progetto che intende coinvolgere la totalità dei movimenti ambientalisti, gran parte dei comitati e dei collettivi che si sono battuti in questi anni per «un altro mondo possibile». E, soprattutto, un movimento degli studenti, dei ricercatori e dei docenti schierati contro la distruzione della scuola, dell’università, della ricerca e della cultura imposta dal governo, che su questi temi può trovare il terreno più fertile per dare continuità e respiro strategico al proprio impegno.
http://www.guidoviale.blogspot.com

SETTE MILIARDI e SEICENTOMILA euro: è questa la cifra che lo Stato italiano, tramite finanziamenti, ha erogato alla Fiat tra il 1977 e il 2009.

Il dato proviene da Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani e dei piccoli imprenditori della Cgia di Mestre.
I maggiori contribuenti sotto forma di tasse in Italia, sono i Lavoratori e pensionati, Nel e009 il loro contributo al fisco risultava l’ 85% del totale. I ricchi in genere evadono le tasse..
I signori Industriali hanno costruito la loro fortuna sulla forza-lavoro dei salariati Fiat, ammodernato gli impianti con le tasse dei lavoratori, pagato la cassa integrazione con le tasse dei lavoratori, e in ultimo la beffa: “O voti sì o vai a casa”.
Con tutti questi soldi spesi dai lavoratori per le fabbriche Fiat, come minimo queste dovrebbero essere di loro proprietà!
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Maurizio Monti blogger
In Italia abbiamo il costo del lavoro più alto ed i salari più bassi dell’Europa dei sette. Basta questa semplice considerazione per far capire che la colpa non è degli operati e nemmeno della Fiat ! La colpa è di un sistema politico, amministrativo, burocratico che per alimentarsi impone una tassazione esorbitante.
La colpa grave di Marchionne è quella di NON denunciare questo sistema, ma di conviverci amorevolmente con qualche centinaio di milioni di euro di Stock option ! L’unica strada per uscirne è prendere coscienza della situazione e azzerare la classe politica attuale, che, ricordiamocelo, riesce a stare al potere con il vecchio sistema del “divide et impera” che si è tradotto, nel caso Fiat, nel mettere contro lavoratori ed azienda ! Ognuno conta uno… questa è l’unica soluzione.

Beppe Grillo
Impiegati da una parte, operai dall’altra. Il referendum della Fiat è passato per pochi voti e ha spaccato in due i lavoratori. Ha creato un vuoto pericoloso che sarà in qualche modo riempito. I lavoratori che si sono opposti al piano (misterioso) di Marchionne sono senza rappresentanza politica, senza riferimenti. In questo sabato mattina Torino, con il suo cielo grigio e nuovi spartacus per le strade, persone che hanno messo in gioco la loro dignità e hanno perso, è un inizio di qualcosa che ci è ignoto.
Il Governo si è schierato con il mercato. Il grande infame mercato della globalizzazione dove c’è sempre uno schiavo più schiavo di te e il padrone, la multinazionale, le banche scelgono il più obbediente. L’opposizione, che si oppone sempre molto meno di Ruby, ha abbandonato i dipendenti Fiat. E’ come se i sovietici si fossero alleati con i tedeschi nella seconda guerra mondiale (e in effetti andò così per un paio d’anni). Fassino e Chiamparino sono stati i migliori sponsor di Marchionne, se fossero stati operai avrebbero votato sì. Le mani di Veltroni o di D’Alema non hanno calli, il loro stipendio di un mese è superiore alla paga di un anno di un turnista. Anche chi ha votato sì ha perso. Sa che lo Stato si schiererà con la prossima Fiat, la prossima Telecom, la prossima Finmeccanica, mai con lui. Per salvare il posto di lavoro si adeguerà ancora e ancora, fino a perdere ogni diritto. Il profitto non è mai sazio.
La Confindustria potrà ora permettersi di tutto. Sarà sufficiente attuare il “ricatto occupazionale” e i padri e le madri di famiglia cederanno. A casa ci sono i figli, l’affitto, la spesa, le bollette. Quanto può durare? Senza pace sociale, senza rappresentanti, viene a cadere qualunque regola. Se la legge della giungla vale per il padrone può valere anche per l’operaio. Il terrorismo, almeno al suo nascere, trovò consenso e collaborazione nelle fabbriche. Erano l’acqua in cui nuotava. Quando si asciugò, scomparvero. Passarono però dieci anni di sangue.
Il vuoto di Torino non rimarrà tale per lungo tempo. Un Governo (e un’opposizione) non può e non deve schierarsi con una parte sociale come hanno fatto le caricature che ci troviamo a Roma. Schierarsi vuol dire escludere. Il Parlamento dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, in particolare le classi più deboli. La natura ha il terrore del vuoto. Io ho il terrore che questo vuoto, se non riempito, ci riporti indietro di quarant’anni. In quel caso non ci saranno né vinti, né vincitori.

Tony riporta
Bellissima lettera aperta di un operaio-poeta contro Piero Fassino sull’accordo Mirafiori

Mussolini era un ex socialista. I suoi seguaci si chiamavano fascisti. Fassino era un ex comunista. I suoi seguaci si chiamano fasscinisti.
Mussolini faceva sparare ai dirigenti della CGIL. Bruciava le Camere del Lavoro della CGIL. Mussolini non lavorava.
Fassino dice di volere votare SI a Mirafiori. Fassino vuole sparare alla FIOM. Fassino non lavora in fabbrica. Fassino non lavora. Fassino non ha mai lavorato.
Fassino però è ricco. Anche Marchionne non ha mai lavorato. Marchionne però è ricco. D’ Alema dice le cose che dice Fassino. D’ Alema non ha mai lavorato. D’ Alema però è ricco.
Io non dico le cose che dice Fassino. D’ Alema . Marchionne. Chiamparino. Fioroni. Ichino. Letta. Marini. Veltroni. Bersani. Io lavoro da un terzo di secolo. Io però non sono ricco.
Io non sono un ex comunista. Io forse sono sempre stato comunista. Io devo avere sbagliato qualcosa. Nella mia vita. Io non sono una persona intelligente. Io non sono una persona ingegnosa. Io non sono una persona arguta.
Io sono nato che mi hanno fatto così. Io sono una persona che non capisce delle cose. Se lavoro a Mirafiori non posso scioperare. Non posso ammalarmi. Non posso fare pause alla catena. Non posso iscrivermi al sindacato.
Io allora non sono un fasscinista. Io non sono un fascista. Ecco perché non sono ricco. Ecco perché voterò NO.
Ma non capisco perché Mussolini e Fassino e D’ Alema e Marchionne, e Chiamparino e Fioroni e Ichino e Letta e Marini e Veltroni e Bersani ce l’ hanno con quelle persone come me.
Io dico che un giorno Fassino e Mussolini e Marchionne e D’ Alema, e gli altri si ritroveranno all’ inferno di Dante. Non Dante il mio amico. All’ inferno ci vanno le persone cattive.
…Mirafiori. La loro Gomorra del Nord. La loro Fontamara. Sono cani. Come i cani delle guardie del principe. Poi nulla. Poi i cafoni. Poi nulla ancora.
Io morirò forse alla catena. Per fare ricco Fassino, Mussolini, Marchionne, D’ Alema. E gli altri. Io morirò forse mentre sciopero.
Per i miei diritti. Io morirò forse per un incidente sul lavoro di notte. Mentre la Camusso sta a casa a dormire. Ma io sono un tornitore. So costruire. So tornire. Una canna di fucile.
Io forse costruirò tanti fucili. E saranno tanti fucili. Io tornirò canne di pistole. Perché io faccio il tornitore. Io sono poco intelligente.
Ma io non morirò invano.

Giuliano Bugani
operaio, giornalista, poeta

LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Il legittimo rompimento
Beppe Grillo
Mi manca l’aria. Ho un legittimo rompimento di coglioni. Un Lodo Alfano, una legge Pecorella, un accidenti di legge che scriveranno domani. Una farsa in salsa italiana che dura da troppo tempo. Berlusconi deve o non deve farsi processare? Dopo 15 anni nei quali i presidenti della Repubblica gli hanno dato l’incarico, l’opposizione gli ha leccato il culo, i giornali hanno investigato sul Bunga Bunga e sul posteriore della D’Addario invece che sulla morte di Borsellino, ancora si vuole giudicare Berlusconi con titoli e articoli in prima pagina? Un tizio che è già stato giudicato e condannato 1.000 volte dagli italiani? Bisogna organizzare dei comitati di autodifesa da questa palude, dai suoi miasmi quotidiani, rischiamo l’asfissia.
In ogni altro Stato democratico B sarebbe in galera o comunque non in Parlamento. In Italia no. Il problema è quindi lo Stato, non B. Con che faccia Napolitano ha permesso che B diventasse presidente del Consiglio? Pertini lo avrebbe fatto buttare per le scale. Ricordate Veltroni che stringe la mano a Berlusconi dopo la sua nomina alla Camera (e anche prima…)? E D’Alema che gli regalò le frequenze televisive con un’apposita legge nel 1999? E lo Scudo Fiscale e l’indulto approvati grazie all’opposizione? E, per venire ad oggi, al nuovo alfiere dell’antiberlusconismo, agli inceneritori e agli affari di Vendola con Don Verzè in Puglia? B si è comprato l’Italia, almeno quella in vendita, e in Parlamento lo sono quasi tutti, non solo gli ex dipietristi Razzi e Scilipoti.
Adesso si celebra la decisione della Consulta come una vittoria della democrazia. Una decisione che in realtà lascia tutto come prima. Il giudice deciderà se la giustificazione della Presidenza del Consiglio a non presentarsi in aula sarà legittima. Il giudice? Come può un giudice decidere se un incontro con Putin o con la Merkel, la partecipazione all’ONU o al G8 sono o non sono legittimi? Non siamo all’asilo Mariuccia con la giustificazione dei genitori. Siamo seri, non si presenterà mai e i suoi presunti reati andranno in prescrizione.. Il Paese tutto intero ha delegato la sua politica, il suo futuro a dei signori rispettabili quanto si vuole, i giudici ottuagenari della Consulta, ma il cui mestiere non è quello di fare la rivoluzione conto terzi. E ancora oggi, tanto per cambiare, l’argomento di una nazione senza più timoniere, vicina al collasso economico, dominata dalle mafie, l’argomento è se Berlusconi ha scopato o meno con una minorenne.

L’impedimento diluito
Viviana Vivarelli
B voleva una esenzione totale da processi e pene. Ora, a ogni udienza, dovrà presentare il suo giustificativo per far slittare avanti il processo, e dovrà ogni volta dipendere dalla discrezionalità di un giudice che valuterà se il legittimo impedimento accampato via via è legittimo oppure no. E’ un grosso schiaffo al suo orgoglio totalitario perché voleva una magistratura che dipendesse totalmente dal potere politico, invece sarà il potere politico che dovrà sentire la Magistratura. B sarà prescritto lo stesso perché ha congegnato delle leggi così perverse che, ogni volta che cambia una legge o fa trasferire un giudice, il processo ricomincia da capo, ma non la prescrizione. Potrà ancora corrompere alcuni giudici, ma non potrà mai corrompere tutti i giudici. Potrà ancora farne trasferire molti ma non potrà farli trasferire tutti. Resta ancora una parte sia pur piccolissima di giustizia. Ma se vorrà fare anche la famigerata Riforma della Giustizia, e questa passerà anche grazie a una opposizione ormai marcia e da buttare (fatto salvo Di Pietro e Vendola), anche quel piccolissimo spazio di libertà civile sarà annientato. E per la parte del legittimo impedimento che rimane, resta ancora in piedi il referendum voluto da Di Pietro che distruggerebbe anche le difese attuali, ma non distruggerebbe, ahimè, tutti i marchingegni inventati da Berlusconi per mandare i suoi processi in prescrizione certa. La prescrizione non esiste in nessun paese civile e mai potrebbe esistere per reati infami del capo del Governo che offendono tutta la comunità delegittimano le istituzioni e sono un grave vulnus sulla faccia della democrazia.
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Francois Marie Arouet
Dopo aver sparato al solito contro la magistratura (invece con i mafiosi alla Mangano è sempre andato d’accordo, mentre le istituzioni sono sempre state il suo tallone d’Achille. Di solito la gente chiama i carabinieri per difendersi dai malavitosi: lui si fa proteggere dai malavitosi e vuole difendersi dai carabinieri) durante la conferenza stampa a Berlino con la tedesca Angela Merkel (assurdo che in un paese civile il presidente del Consiglio, sotto inchiesta “casualmente” su tre processi, momentaneamente bloccati grazie alla legge del Legittimo Impedimento voluta “casualmente” dal suo governo, attacchi ripetutamente una delle più importanti istituzioni del paese), e dopo aver ribadito, ricordando di aver giurato anche sui propri figli (quindi c’è da fidarsi eh…), che la legge è stata voluta dai parlamentari del Pdl e non su sua richiesta (a barzellette va sempre forte), spara l’ultima “bomba” sul referendum di Mirafiori, affermando che se l’esito non sarà positivo, la Fiat farebbe bene a lasciare l’Italia …
“Se ciò non dovesse accadere (trovare l’accordo tra le parti) le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi”.
Ma non era entrato in politica per il bene del paese e degli italiani ??
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Aperta contro B una indagine per corruzione di minore e concussione per il caso Ruby
Uno può dire le puttanate che crede per difendere B e parlare a sproposito di ‘privacy’, ma la legge è legge.
E in Italia prostituire un minore è reato molto grave per la legge 66/1996 art. 609 bis (violenza sessuale), 609 ter (violenza sessuale su minori) e 609 octies (violenza sessuale di gruppo).
E’ il caso di B che abusa di Rubi da più di un anno. Ruby dice che lo ha visto una sola volta ma risultano sue telefonate da Arcore per tutto un anno. Rubi dice anche che la pagano per non parlare. Mentre il caro amico di Silvio Lele Mora dovrebbe finire in carcere per induzione alla prostituzione.
Non si tratta di pedofilia. La pedofilia è la violenza su minore di età inferiore a 10 anni e prevede una pena da 7 a 14 anni. Ma esercitare congiunzioni sessuali su un minore di età compresa tra i 14 e i 17 anni è un reato che prevede da 5 a 10 anni di galera. E anche più grave è la violenza di gruppo, i famosi bunga bunga. Se praticata su chiunque (anche maggiorenne) da almeno 2 persone, prevede da 6 a 12 anni di galera, pena che può diminuire o aumentare in base all’età della persona offesa o al modo in cui è stata commessa (e raggiungere il massimo di 15 anni). La violenza esiste anche se il minore è consenziente o già si prostituisce (vd minori del 3° mondo).
Qui non c’è proprio nulla da contestualizzare. Bagnasco e Bertone questa volta si attaccano!
Ma in Italia il problema è questo:
Quando il reo è potente, LE PENE NON VENGONO QUASI MAI SCONTATE
Nel caso di B non ci sarà nemmeno un processo.
E questo è il 1° motivo perché una persona come lui debba essere allontanata dall’Italia.
Quest’uomo non prostituisce solo minori, prostituisce leggi e istituzioni. Deforma il comune senso del pudore e della giustizia degli italiani.
E chi vive come lui è comunque persona ormai morta moralmente e priva di ogni civiltà e decoro, che porta disonore e vergogna a questo paese, esponendolo al ludibrio mondiale e coartando leggi e giudici, con la ridicolata di tirare fuori, a ogni reato scoperto, la manfrina delle toghe rosse e della persecuzione politica. Ma quale persecuzione politica?
Qui non c’è altro che quello che lo stesso B ha confessato vantandosene pure! E chi è realmente perseguitata da un criminale che abusa del suo potere è l’Italia. E se B è colpito da tante accuse non è perché è perseguitato ma perché è un criminale e il posto dei criminali è la galera.
Sono anni che le riforme giudiziarie inseguono i suoi processi e le leggi penali e processuali sono fatte a sua misura. BASTA!!!

Ma se leggi e processi non fossero stati dal manigoldo stravolti
se tutti i processi fossero arrivati a sentenza
se la Cassazione non avesse annullato quelli che non furono prescritti
se giudici e testimoni non fossero stati comprati
se deputati e anche magistrati della Consulta non si fossero turpemente venduti
se la legge equa fosse stata applicata e non stravolta
se la Lega non avesse dato a costui un appoggio oltre ai limiti dell’umano
quanti ergastoli dovrebbe fare Berlusconi?
Quante volte Berlusconi di fronte a proposte di riforma della giustizia ha detto “Questa non mi serve a niente!”?
Tale è la sua cartina di tornasole da 16 anni: fare quello che gli serve personalmente.
Ma la chiamiamo democrazia questa?
E con questi presupposti uno così, per di più uno che sarebbe degno della più profonda galera, se solo la giustizia fosse realizzata, dovrebbe pure fare la riforma del sistema penale?
E Fini e Bossi glielo dovrebbero pure permettere??
E Bersani dovrebbe continuare a traccheggiare o magari dargli anche un valido sostegno???????
Ma che garanzie di civiltà può dare gente simile?
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IL RICICLO
Viviana Vivarelli
Si chiede Travaglio se anche riciclare denaro sporco non possa costituire legittimo impedimento. Vi ricordate quelle GdF comprate da B perché truccassero per il Fisco i conti Fininvest? Il corrotto capitano era Massimo Maria Berruti, che B, riconoscente, assunse subito in Fininvest con alto grado. Negli anni 90 lo aiutò in un giro di 30 MLD di lire fatti sparire dai bilanci ufficiali di Fininvest, Mediaset e Reteitalia e affluiti su conti svizzeri. B fingeva di comprare all’estero diritti televisivi per prodotti tv che poi approdavano in Italia, ma, con vari passaggi a prezzi crescenti, si distraevano fondi che sparivano al Fisco per finire nei conti svizzeri di B. Il giro di false fatturazioni per derubare il Fisco era gestito dal Berruti con poteri di firma e la filiale milanese della banca svizzera aveva come conto n° 1 il tesoretto di B. Ora, il processo a B sarà anche prescritto ma è difficile dire che B non ne sapeva niente. Quanti decenni di galera si sarebbe buscato B se avesse fatto questo in USA? E qui pure lo rieleggono?!?
B è sempre stato munifico con i manigoldi che servono i suoi interessi e il Berruti, già capitano della GdF, era stato assunto in Fininvest, divenendone avvocato e poi onorevole. Un servizievole tribunale di Milano lo aveva assolto, ma ora l’assoluzione o prescrizione che sia sono state contestate e Berruti dovrà ripresentarsi ai giudici. B lo aveva fatto anche membro della Commissione Attività Produttive, mentre l’unica cosa che ha prodotto sono soldi evasi dal Fisco italiano per arricchire le casse di B, secondo la regola per cui non si è mai ricchi abbastanza e chi corrompe per arricchire continuerà a farlo per vizio congenito
Berruti non è colpevole perché le toghe sono rosse ma perché ci sono anche troppi documenti e testimoni a confermarlo. Da quella lenza che è, esperto di Finanza ed evasione fiscale, ha fatto sparire MLD su MLD dai bilanci di B, derubando lo Stato italiano e dunque noi tutti. Questo è il Pdl!!
Il Berruti dice che questi reati sono avvenuti ‘a sua insaputa’. Io proporrei di punire gravemente chi usa questa interlocuzione, come affronto grave alla corte e all’intelligenza collettiva.
Ma perché uno così deve stare in Parlamento?
Povero Berlusconi! Quanti MLD ci ha rubato ‘a sua insaputa’!
In quanto ai berluscones di ferro, visto che non si sa quel che non si vuole sapere, immagino che abbiano un “a mia insaputa” permanente, un vizio della volontà o dell’intelligenza, un intento di frode tipo “posso dire le oscenità che mi pare tanto qua ciascuno è fesso”, comunque sia, pare che ne siano molto fieri, con la giusta eco della Lega che ormai ripete a pappagallo qualunque oscenità come potesse essere creduta, come uno zoppo che si iscrive alle Olimpiadi fingendo zoppi tutti gli altri.
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B ha 3 processi per truffa allo Stato e ha fatto di tutto per mandarli in prescrizione
Su 7 giudici ne ha fatti trasferire 5 e ogni volta ha fatto sì che il processo ricominciasse da capo, grazie al suo collegio di avvocati-deputati, nominato per annullargli le cause; il resto lo hanno fatto minacce, intimidazioni e compravendite. In genere i giudici li fa girare finché non ne trova di pronti a vendersi.
Ellekappa dice:“Un Premier senza senso dello Stato. Bisogna capirlo, in fondo è solo un imputato prestato alla politica”.
Ieri ha affossato lo statuto dei lavoratori che è una legge dello Stato, difendendo il suo trasgressore. In Germania ha insultato i magistrati. Oggi ha squalificato la sentenza della Consulta.
Non sarà facile sloggiarlo dal potere. Il fatto è che la sua forza effettive è diventata comunque molto fragile. Malgrado i processi, la crisi allo sbando, le rozze figuracce all’estero, il degrado crescente delle istituzioni, il deficit che continua a crescere e la paralisi del Parlamento, malgrado anche una opposizione complice che ha abbandonato i beni collettivi, i diritti e i lavoratori, malgrado il calo di numeri e consensi, malgrado la messa in stato di accusa di Fini, B non molla. Sta attaccato al potere con le unghie e con i denti. Eppure per sentirsi davvero maggioranza gli occorrerebbero 28 deputati. Può riuscire a comprarne altri ma non tutti. Ma dove mancheranno voti a lui, sarà il Pd a dargli opportune assenze. Intanto il tempo passa. Fini non si sente mai abbastanza pronto. Il Pd non lo è stato mai e ora rinuncia anche alle primarie. Il 3° polo non decolla. Altri giudici saranno corrotti. Altri deputati comprati. Altra disinformazione spalmata. E il Parlamento è congelato perché B ha paura di andare sotto e fa slittare ogni discussione, persino la sfiducia a Bondi. Non so cosa stiamo aspettando ma ogni giorno di rimando è un giorno di tradimento del paese, regalato a un golpe di Stato che lo vedrà distruggere partiti e sindacati, Costituzione e diritti, come fece Mussolini.

La fuga del sovrano
Giuseppe D’Avanzo (sunto)
Malgrado la decisione della Consulta, B può stare tranquillo: l´uso privatistico del Parlamento ha raggiunto il suo scopo, la prescrizione che si è fatta su misura, azzopperà i 3 processi che lo vedono imputato di corruzione (Mills), frode fiscale (diritti tv Mediaset), appropriazione indebita (Mediatrade). Se fosse un imputato qualunque, il tribunale stringerebbe i tempi e (per es.) il “processo Mills”, che ha davanti un anno di tempo prima di “morire”, forse riuscirebbe a chiudersi anche in Cassazione. Così non sarà perché le intimidazioni provocano indecisioni e timidezze. Dunque B si salverà ancora. A ragione può dirsi indifferente alla pronuncia della Corte Costituzionale. Non gliene può venire un immediato danno giudiziario ma davvero può aspirare al Quirinale? I processi soffocati prima della sentenza lo lasciano assai malconcio. Come si sa la Cassazione, condannandolo a risarcire il danno, ha già concluso che Mills è stato corrotto; se Mills è stato corrotto, B è il corruttore. Dunque ha fregato una enorme somma allo Stato. La conclusione del processo Mills fa di lui innanzitutto uno spergiuro spietato perché fa voto – mentendo – sulla «testa dei suoi figli». Disse: «Non conosco David Mills, lo giuro sui miei 5 figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l´Italia». Il processo ha dimostrato che spergiurava. Disse: «Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l´esistenza». FALSO. I processi hanno dimostrato che Mills crea All Iberian con il coinvolgimento «diretto e personale» di B, lo gestisce per conto e interesse suo e, in due occasioni (processi a Craxi e alle Fiamme Gialle corrotte), mente in aula per tener lontano B da quei reati di cui si attribuisce la paternità. Ma B non ci pensa nemmeno a ritirarsi dalla politica e a lasciare l´Italia. L´avvocato ammette di averlo incontrato ad Arcore. La sentenza Mills dimostra come la fortuna di B ha le sue radici nel malaffare, nell´illegalità e nella corruzione. B preferisce confondere l´opinione pubblica più che convincerla. Minaccia, come dice a Berlino, di «spiegare agli italiani». Repertorio abituale. Lo ha già promesso in agosto: «Andrò in tv a spiegare la mia odissea giudiziaria». E due anni e mezzo prima, ad Antigua. Non ha mai spiegato niente. C´è un solo posto dove B può spiegare la sua «verità», se è in grado di farlo. È l´aula di un tribunale ma non si presenta mai e fa di tutto per andare in prescrizione. Che presidente è uno che chiunque può apostrofare legittimamente come un bugiardo, uno spergiuro, un corruttore?

Il NOME
Viviana Vivarelli
Ma sì, cambiamolo questo nome al Pdl! Via il popolo! E che se frega del popolo? Via le libertà! E chi se n’è mai fregato delle libertà!? A Berlusconi di libertà gliene frega solo della sua.
Sebastiano Messina propone come nuovo nome un acronimo: Società Italiana Libertini Viveurs Imputati Onorevoli, praticamente S.I.L.V.I.O.
Silvio il grande trasgressore, Silvio il grande evasore, protettore di tutti i crimini d’Italia, amico del cuore di P2, mafia, camorra, ‘ndrangheta, spacciatori e male femmine, l’eroe di tutti i ladri d’Italia e delle puttane. Quello che ha indicato un modo rapido per uscire dalla propria crisi personale: la via del crimine.
Grazie a lui, tra leggi cedevoli, controlli scarsi, scudi e condoni, le cricche abbondano e l’evasione fiscale è di norma retribuita.
Appena scoperti nella banca svizzera HBSC 5 miliardi e mezzo di denaro trafugato alle casse dello stato (e poi c’è chi infierisce sugli extracomunitari!), italiani che se ne sono fregati anche dello scudo fiscale, che l’autoriduzione se la sono fatta da sé, in ciò incrementati da un Silvio grande apologeta dell’evasione ‘legittima’ contro tasse ingiuste, senza guardare se quelle tasse le ha imposte lui spergiurando su finte riduzioni e costringendo gli enti locali ad aumenti improvvisati per far fronte ai tagli. Tra i neo evasori freschi di scoperta Eduardo Montefusco, vicepresidente dell’Unione Industriali di Roma, e Cesare Pambianchi, leader di Concommercio.
Ma Confindustria non aveva detto che cacciava chi pagava il pizzo? E chi evade il fisco no? .
..
UOVA ALLA DIOSSINA
Viviana Vivarelli
Beh, ci siamo complimentati con la Francia per le sue tante centrali nucleari e ci siamo complimentati con la Germania per i suoi tanti incineritori e si cominciano a vedere le conseguenze
Intanto è tragedia per le uova tedesche alla diossina. Chiusi 4.700 impianti di produzione di uova e polli nonché porcilaie, temendo un possibile contagio.
La diossina non esisteva in natura, avendo origine dalla combustione di
spazzatura e di residui industriali chimici. Ora esiste. Oltre tutto è difficile liberarsene perché l’acqua non la elimina, mentre si fissa nei grassi di origine animale. I livelli erano 77-78 volte più alti di quelli ammessi con possibili gravi conseguenze. In Italia ci hanno detto: Niente paura! I produttori sanno benissimo quali sono le uova tedesche, le elimineranno! E chi lo dice? Fazio? Vorrei vedere se uno ha comprato qualche migliaia di uova se ne fa una frittata?
Hanno accertato è che una grossa società tedesca produttrice di grassi di origine animale per mangimi li aveva mescolati a residui di produzione di agrodiesel, cioè carburante agricolo sostitutivo del gasolio. E poi si dice di Napoli!
Questa cosa di mescolate mangimi animali con porcherie sembra sia di moda e la mucca pazza non è bastata!
Tutto il mondo è paese. Stupidità e ignoranza; e insieme presunzione e avidità.
E grazie al mercato globale i danni fatti da un paese possono avvelenarne altri.
Viva la globalizzazione che ha globalizzato solo stupidità e avidità.
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STUPRI E PORCATE
VV
Il prefetto di Genova Francesco Musolino si è fatto rifare il bagno a spese nostre, consenzienti Matteoli e Bondi.
Sarete lieti di sapere che il lavoro è proprio venuto bene, per la modica cifra di 105.564 Euro! Ha detto che non ne sapeva niente. Un altro che spende e spande a sua insaputa!
Bel bagno davvero! Spero che ci si affoghi!
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GELMINI KAPUT
VV
Quella semianalfabeta della Gelmini giura di non aver eliminato il tempo pieno e difatti qualcosa ancora resiste ma dopo i tagli disumani di questa mentecatta siamo quasi al lumicino.
Eliminate 14.000 cattedre. Tagliati i fondi alle scuole. Ostacoli e limiti insormontabili al tempo pieno. Nel 2006 oltre la metà delle classi restava anche il pomeriggio, permettendo alle madri di lavorare; oggi siamo scesi al 21%.
Intanto i leghisti, dopo aver chiuso per due anni gli accessi al permesso di soggiorno, salvo quello delle badanti, avanzano verso di loro pretese assurde: dovrebbero conoscere la lingua italiana, la Costituzione, le leggi italiane, la storia italiana..
Quelli che impongono ferramente queste conoscenze si dichiarano non italiani, parlano il dialetto, insultano il tricolore, voglio distruggere la Costituzione, ignorano le leggi e si sono infine depenalizzati il reato di banda armata e ora anche quello di sofisticazione alimentare. In quanto alla conoscenza della storia d’Italia, sembrano non conoscere né la storia né la geografia. E non solo non meriterebbero la cittadinanza italiana ma nemmeno un permesso di soggiorno, in quanto persone sospette e non desiderabili.
..
IL DIRITTO E’ STORTO
VV
Dunque lo Statuto dei lavoratori è una legge ufficiale dello Stato e si rifà alla Costituzione, ma B se ne frega e sostiene Marchionne nella sua plateale violazione di diritti del lavoro solennemente riconosciuti.
B favorisce l’evasione fiscale e si presenta come il più grosso evasore di questo Stato facendo addirittura un’apologia degli evasori, giustificati e premiati in quanto si trovano davanti tasse ingiuste, che sono poi quelle tasse che lui stesso ha aumentato.
La Corte dei Conti è stata svuotata dei suoi poteri.
Le autorizzazioni a giudicare parlamentari rei inquisiti da tre procure sono respinte.
A capo della Cassazione ci vengono messe persone che mandano liberi 500 assassini mafiosi.
Camorristi e mafiosi conclamati vengono confermati nei loro ruoli di potere dentro il Pdl.
I magistrati vengono insultati come una banda a delinquere.
E tra poco B metterà quelli che non ha ancora comprato sotto tallone.

Ce l’avrei io un nuovo nome per il Pdl: PDM; PUZZA DI MARCIO

RIDIAMARO : – )

JENA
SENTENZE
Il re è seminudo
.
FATTORIE
Da Orwell a Berlusconi: «Tutti gli animali sono uguali ma i maiali sono più uguali degli altri»
.
CERCOPITECHI
VV
La Biancofiore del Pdl ha detto con disprezzo a Rodotà che “lui ha la fissa” dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge. Per I berlusconiani l’uguaglianza non è un diritto fondamentale e inalienabile dei cittadini democratici. E’ “una fissa”. Davanti alla sua stronfiaggine, Rodotà era disperato, come un uomo del terzo millennio che deve spiegare la democrazia a un cercopiteco. Ma anche noi siamo disperati a vedere come davanti a un fine e nobile costituzionalista come Rodotà ci sia chi contrappone come interlocutore un cercopiteco come la Biancofiore.
..
Tiziana racconta
Un extracomunitario all’ufficio di collocamento: “Vorrei un lavoro…”.
L’impiegato allo sportello controlla il terminale: “Dunque… avremmo questa occasione: 5.000 € al mese più auto e autista pagati”.
L’extracomunitario: “Ma che fa, mi piglia per il culo?”.
“Sì… ma ha iniziato prima lei!”
.
Bene, ho finito le battute che avevo in serbo. Adesso comincio con quelle in croato.
..
1816, ieri ha detto di aver GIURATO su figli e nipoti, di non aver mai intascato niente.
Ricordo bene il discorso in senato: “….garantisco sui miei figli e sui miei sei nipoti che non un solo dollaro è finito nelle mie tasche…”
Tra Giurare e Garantire, c’è differenza? E’ stato frainteso?
Antonio
.
Se è per questo aveva anche promesso un milione di posti di lavoro e invece sono arrivati due milioni di disoccupati
Tiziana
..
Parallele
1. Roma: dopo lo scandalo delle nomine, Alemanno azzera la giunta e vuole Bertolaso come vice (Repubblica, 11/01/2011)
2. Figli di potenti assunti senza concorso. Ecco la Parentopoli di Bertolaso (Repubblica, 27/03/2010/Luigi Ceroli)
.
Berlusconi cambia nome al partito
Il Pd quanti nomi ha cambiato?
Per rifarsi la verginità a certe donne basta andare in Svizzera
A certi partiti invece basta rifarsi il nome
Se questo bastasse, Riina si chiamerebbe Pasquale
..
Berlusconi pensa che la comunicazione sia più importante dei fatti.
La Gelmini pensa che una laurea in Scienza delle Comunicazioni sia un’amenità.
Noi pensiamo che secondo noi è la Gemini ad essere un’amenità!
..…
Sconvolgente a Taranto. Trovata aria nella diossina.
Benedictus
..
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Da Graziella Iaccarino:

    Diossina da inceneritori : NO INCENERITORI e RICICLO TOTALE
    In Campania abbiamo un solo Inceneritore ad Acerra e funziona poco e male; vogliamo sapere quanta DIOSSINA vi sia a Napoli ed Acerra per ROGHI di MUNNEZZA e per il funzionamento dell’Inceneritore di Acerra e INDAGINI SU DETTA DIOSSINA

    ..
    No alle PRESCRIZIONI ! sono una TRUFFA ! Avvocati che presentano 200 500 1000 testimoni per un processando ! si va così
    alla PRESCRIZIONE-TRUFFA ! ora BASTA PRESCRIZIONI ! sono uno SCUDO per chi si può permettere centinaia di TESTIMONI della propria “innocenza” ! TRUFFA !
    non PRESCRIZIONE !
    ..
    Sentenza SCUDO ! Terribile: Giudici minacciati, Giudici spostati di sede , Giudici che ricorrono alla Corte Cost. …. è una sentenza o una disgrazia ? poi si arriva alla “PRESCRIZIONE ” ! e noi non abbiamo MAI giustizia ! Vergogna !
    ..
    Grazie al Card. BERTONE ! premia la legalità non si esce dalla CRISI se non si premia la legalità e non si combatte
    il MAGNA- MAGNA ! Il CSM dovrebbe tenerne conto e premiare tutti I MAGISTRATI CHE SI IMPEGNANO PER LA LEGALITA’ ! Speriamo in un ripensamento del CSM e della Magistratura e ANM
    ..
    Prima del matrimonio UN CORSO DI CONVIVENZA ? ed un contratto speciale da un notaio e una assistenza più accurata dei CENTRI ANTI-VIOLENZA dato che, ormai, uomini e donne NON SI SOPPORTANO PIU’ E LE DONNE NON HANNO LA FORZA BRUTALE DEGLI UOMINI.
    ..
    OBAMA ! che bel discorso ! aiutiamoci tutti per la nazione ! chiede aiuto a tutti di maggioranza ed opposizione per il BENE degli STATI UNITI ! Il contrario di quanto succede in Italia: qui tutti contro tutti i politici, i Giudici, i Giornalisti,
    URLI nelle Trasmissioni televisive, insulti ! Vogliamo un OBAMA in ITALIA subito ! OBAMA sei GRANDE !

    Più Prevenzione ! la legge anti – stalking non la prevede.

    DA PARTE DELLA PROCURA DI NAPOLI.

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 16, 2011 @ 7:36 pm | Rispondi

  2. Messaggio:
    Masada è la fortezza dell’io, il tutto e il niente interiore in un ciclo continuo senza tempo e spazio dove noi attraverso il nostro Sè dobbiamo imparare a camminare senza mai fermarci ma al contrario soffermarci per conoscerci e poi………..continuare a camminare .
    Complimenti di cuore , molto interessante il sito, arricchisce l’anima !

    Luciana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 17, 2011 @ 7:08 am | Rispondi

  3. viviana…..grazie di esistere!!!!
    leonardo (ciao)

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 17, 2011 @ 7:09 am | Rispondi

  4. uii.. Viviana, le vignette sono tremende! 🙂 Poi mi leggo con calma il testo, che i tuoi post sono sempre corposi.
    Salutone!

    Commento di Paola — gennaio 18, 2011 @ 4:19 pm | Rispondi

  5. uii.. Viviana, le vignette sono tremende! 🙂 Poi mi leggo con calma il testo, che i tuoi post sono sempre corposi.
    Salutone!

    Paola

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 18, 2011 @ 5:22 pm | Rispondi


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