Nuovo Masada

gennaio 12, 2011

MASADA n° 1248. 12-1-2011. LA SCELTA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:16 pm

Il referendum Mirafiori – Marchionne – Cremaschi – Rodotà – Un Governo civile e i diritti del lavoro – La truffa neoliberista – Borghezio offende l’Abruzzo – Domani la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento – Lo stipendio di Marchionne, se lo sporco gioco su Mirafiori gli riesce avrà 300 milioni, su quel MLD che la Fiat dovrebbe investire – Un partito chiamato Italia – La Cina e le energie verdi – Le case di Bertolaso fanno acqua

Gianni segnala:
“Solo un buffone tenterebbe di negare ai lavoratori il loro diritto di iscriversi al sindacato di loro scelta.”
Eisenhower
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Scelta
Viviana Vivarelli

Tra tutte le parole che hanno perso ogni significato e restano come suoni vuoti di senso, balza all’occhio ‘scegliere’.
Nel mondo paradossale di Orwell, e dunque nell’Italia di oggi, ‘scegliere’ significa ‘subire’.
Non scegliamo di esistere in una classe sociale che non ha nessuna opportunità contro una cricca che se l’è arrogate tutte..
Non scegliamo di vivere in un paese civile, quando ci capita di nascere in un territorio considerato proprietà privata da uno che intende rubargli anche il nome.
Non ha senso parlare di scelta quando qualcuno ci dice che o rinunciamo ai nostri diritti o perdiamo qualsiasi lavoro.
Non si sceglie quando la posta è tra la vita e la morte.
Tra la sopravvivenza e la disperazione.
Tra l’onestà perdente e il crimine premiato.
Tra diventare sudditi o restare non cittadini.
Persino quando andiamo a votare su liste prefabbricate di partiti omologhi la scelta diventa una burletta.
E con Marchionne è diventata una tragedia.
La disperazione fa credere che arrendersi sia l’unica scelta possibile. Ma chi si arrende perde per sempre la sua capacità di essere un uomo. Perde per sempre la possibilità di qualsiasi scelta futura.

Il referendum Mirafiori

Domani gli operai della Fiat dovranno votare se accettare o no le turpi condizioni di Marchionne che distruggono lo statuto dei lavoratori e i principi costituzionali, in cambio di una promessa molto vaga e non suffragata da alcune garanzia di mantenere il loro posto di lavoro. Se la maggioranza dei sì non ci sarà, Marchionne ha già detto che chiuderà la Fiat in Italia a andrà a Detroit a festeggiare.
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Giorgio Cremaschi

Il presidente della FIOM, Giorgio Cremaschi ha detto che se al referendum a Mirafiori dovessero vincere i sì, la Fiom si rivolgerà alla magistratura.
Continueremo a contrastare l’accordo sul piano sindacale ma anche sul piano giuridico legale”. ‘Questo accordo viola un’infinita’ di leggi, è un accordo in malafede fatto da contraenti in malafede, quindi ci rivolgeremo alla magistratura.
Bisogna risalire al fascismo per trovare un accordo di tale gravità e portata antidemocratica come quello sottoscritto da Cisl, Uil e Fiat per Mirafiori. Oltre a distruggere le condizioni di lavoro, cancella non solo il diritto allo sciopero ma il diritto dei lavoratori ad avere una rappresentanza democratica eletta. Un fatto senza precedenti nella storia della democrazia italiana. E’ la prima volta dai tempi del fascismo che si prova a togliere il diritto dei lavoratori ad eleggere i propri rappresentanti. E’ come il 2 ottobre del 1925, quando Benito Mussolini assieme a Confindustria e ai sindacati fascisti firmò un accordo per l’azzeramento delle commissioni interne alle fabbriche. La Fim-Cisl e la Uilm-Uil: ‘’sono sindacati gialli, alle complete dipendenze della Fiat.
Non è mai successo che due organizzazioni firmino un accordo di quella portata escludendone un altro. Che per giunta è il sindacato principale e più rappresentativo. La Cgil doveva fare lo sciopero generale annunciato lo scorso 16 ottobre se è vero, come ha dichiarato la Camusso, che il disegno di Marchionne è autoritario e antidemocratico.’accordo che vorrebbe Marchionne distrugge il contratto nazionale e obbliga ogni lavoratore a un contratto separato con l’azienda. Questa è la più grave violazione delle libertà sindacali dal 1945. Viene proposto a Mirafiori lo stesso disastro sociale, sindacale ed industriale di Pomigliano. Si parla vagamente di una joint venture con Chrysler per produrre una berlina a marchio Alfa e un Suv a marchio Jeep. Ma non c’è un piano industriale di gruppo. Il gruppo viene sfogliato come un carciofo, foglia per foglia, si fanno queste operazioni che sono di una spregiudicatezza industriale e di pura antisindacalità.
Il modello di organizzazione del lavoro imposto da Marchionne è antiumano, è barbaro e insostenibile, porterebbe solo l’operaio ad ammalarsi o a farsi del male. Vogliono proporre turni di 10-12 ore di lavoro continuato riducendo le paure e con il pranzo in fondo e tutto questo per ridurre ogni auto di 100 €, cosa che non basterà a imporla sul mercato. Son solo quello che ha preso Marchionne l’anno scorso avrebbero pagato tutti gli operai di Pomigliano. Lo scopo dunque non è solo economico,. È di distruggere i diritti del lavoro e annientare i sindacati. E questo è uno scopo politico,. Non finanziario.
Ridurre le pause per la catena di montaggio è controproducente,Già ora i turni di lavoro alla catena di montaggio sono insostenibili, ridurre ancora le pause porterà gli operai ad ammalarsi. Fiat non ha modelli, l’unica cosa chiara è il circo mediatico che Marchionne è bravissimo a mettere in piedi, riesce a fare un fumo enorme che copre la sostanza,e la sostanza è che i modelli proposti sono vecchi e non hanno mercato. La cosa curiosa è che Marchionne fino a 2 anni fa criticava i suv, dicendo che erano macchine vecchie, sorpassate e inutilizzabili. E ora li vuol produrre?
Questo referendum non è legittimo. Marchionne dimostra che non si tratta di un referendum ma di un plebiscito autoritario in cui si chiede ai lavoratori: vuoi essere licenziato oppure no? Per noi questo referendum non esiste. Continueremo a contrastare l’accordo qualsiasi sia il suo risultato, perché quello che avviene in queste condizioni non è un referendum democratico. Non si può sottoporre a referendum la rinuncia a diritti costituzionali fondamentali e alle libertà sindacali. È come i plebisciti del fascismo in cui si chiedeva ai cittadini se volevano rinunciare o no alle elezioni”.
Le affermazioni di Sergio Marchionne sono gravissime, oltre che poco serie, vanno lette come l’avvio della chiusura di Mirafiori. L’annuncio di Marchionne di portare la produzione in Serbia è il segnale che il progetto Fabbrica Italia è costruito sulle nuvole. L’inconsistenza del piano Fiat è coperta dall’azienda con l’attacco ai sindacati e ai diritti dei lavoratori. La Fiat si sta strutturando come “una multinazionale estera e soprattutto low-cost, cioé un gruppo che insegue i salari più bassi e i finanziamenti pubblici”.
Lo smantellamento in tempi di crisi del Contratto nazionale non è solo un’operazione iniqua sul piano sociale e distruttiva anche dal punto di vista dell’unità del Paese. Segna una regressione anche sul piano dello stesso sviluppo industriale ed economico. O l’Italia impara ad essere competitiva con i Paesi dove gli operai vengono pagati meglio e hanno più diritti, oppure, se continua ad inseguire la competizione a basso costo, verrà spazzata via dal mercato internazionale.
In una consultazione libera e trasparente, i lavoratori direbbero di no. Ma qui sono sotto ricatto. C’è un’autentica sopraffazione della democrazia e del diritto.”

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Un Governo civile e i diritti del lavoro
Viviana Vivarelli

Un governo civile di un paese civile difende i suoi cittadini e difende soprattutto i suoi cittadini più deboli, massimamente i lavoratori che non sono mai stati in una posizione di forza contrattuale. Lo statuto dei lavoratori è un insieme di diritti che essi hanno conseguito con un secolo di lotte sociali per impedire sistemi di lavoro che implicassero uno sfruttamento inumano del lavoratore stesso. E’ una legge, la legge n° 300 del 20 maggio 1970. E ha forza di legge. Gli organi dello stato hanno il dovere di garantire l’applicazione della leggi dello Stato. Per di più la materia qui regolata viene altamente protetta dai principi fondamentali della Costituzione che per un governo civile devono essere sacri e basilari.
Ma oggi, in Italia, non abbiamo un governo (Berlusconi e Lega) che intenda applicare le leggi giuste di uno stato giusto. Né essi intendono rispettare i principi fondamentali della Costituzione. Entrambi odiamo gli operai, e odiano i sindacati. E non intendono farsi alcuno scrupolo nel voler rovesciare sia la Costituzione che lo Statuto dei lavoratori che la democrazia. La Lega odia l’Italia e mira alla secessione. Berlusconi usa la sua carica pubblica per arricchire le sue aziende e mantenersi libero da processi e pene.
Per nostra disgrazia, chi dovrebbe tutelare il lavoro e dovrebbe opporsi agli busi di queste forze antidemocratiche e anti-italiane in Italia, non esiste più. Persino quella che si chiama ormai eufemisticamente ‘opposizione’, si è dimenticata non solo le lotte sociali ma anche l’importanza e la sacralità del lavoro, mentre alcuni sindacati minori si sono venditi da tempo a quei datori di lavoro dai cui abusi dovevano invece difendere.
Il referendum di domani segna la fine di qualunque democrazia con un regresso spaventoso che da Mirafiori si estenderà a tutte le categorie di lavoratori. E’l’inizio di una disfatta dei diritti d tutti i cittadini.
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Sandro Zilioli

Se io fossi un operaio di Mirafiori, con la mia età e dei figli da mantenere, voterei sì sputando sulla scheda subito dopo.
Se io fossi un operaio di Mirafiori, avessi vent’anni e non avessi famiglia, voterei no e andrei a prendermi una sbronza subito dopo.
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Non ci resta che sperare che la Opel compri gli stabilimenti Fiat
Speriamo che si compri anche Montecitorio e Palazzo Chigi

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I 20 miliardi da investire non ci sono. Nemmeno il miliardo c’è.
La voglia di restare in Italia non c’è
Un piano industriale non esiste
Di innovazioni nemmeno si parla
Abbiamo il solo Marchionne con la sua lingua biforcuta
Un po’ poco per distruggere 150 anni di lotte per i diritti del lavoro
Se il diavolo oggi si incarnasse prenderebbe la faccia di Marchionne
E i sotto diavoli quella di chi gli dà ragione
Ha ragione Padre Amorth, Satana si è ormai insediato in Italia
E la partitocrazia è la sua corte
Se in Italia ci sarà un salvatore, nascerà sindacalista, come Lula

VV
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Federico scrive:
Se vinceranno i sì Marchionne dovrà spiegare qual è il suo piano industriale. Dovrà spiegare come pensa di evitare in futuro il ripetersi di queste situazioni. Dovrà spiegare i nuovi parametri per l’Italia, che al cambio euro dollaro e in rapporto al costo della vita sono di molto peggiori a quelli per Detroit. Tutte risposte che Marchionne non può avere, perché non ci sono. Con il referendum inizia lo smantellamento ufficiale della Fiat italiana, inizia l’ultima fase della grande industria italiana e del modello di impresa che in Italia ha bruciato quasi ogni grande azienda (e viene da chiedersi quale sarà la prossima). Per questo motivo il referendum è semplicemente sulla data in cui i cancelli della Fiat chiuderanno.
Quando molti anni fa abbiamo introdotto il lavoro flessibile lo abbiamo fatto per favorire l’allargamento del mercato dell’indeterminato, semplificandone l’accesso e minimizzando i rischi. Oggi possiamo tranquillamente dire che questo obiettivo rimane un’utopia e reale invece è l’effetto contrario: si riduce il lavoro indeterminato e aumenta il determinato. Che non è il flessibile. Un sistema che non appena l’economia frena crea un effetto valanga sull’occupazione che a sua volta si ripercuote sull’economia.
Marchionne deve spiegarci perché questa volta un ulteriore abbassamento dei diritti dei lavoratori sortirà un effetto diverso da quello che la storia ci insegna.. Perché l’impressione è che i diritti non già solo dei lavoratori, ma di interi settori della società, siano l’ammortizzatore sociale che tiene in vita un sistema che da solo, nel libero mercato, in vita non starebbe. E che interi settori della società siano al servizio della politica e dell’economia, quando dovrebbe essere il contrario.
Se oggi si chiede solo ad alcuni di noi un sacrificio, magari ai più umili, quelli che hanno meno coscienza e capacità di reazione, quel sacrificio non basterà, e arriverà il momento in cui ognuno di noi dovrà fare le proprie rinunce in nome di una classe dirigente che la direzione l’ha smarrita da decenni.
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Bruno Ferrando
Oggi Marchionne, tenendo il cappio in mano, chiede di “scegliere”.
Ottenuto quello che vuole (il si vincerà) attenderà per ripassare con un nuovo scorsoio…
e via di seguito…
poi alla fine….
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Tony
La Fiat non ha problemi di produttività, anzi sono tutti in cassa integrazione. Ha problemi di vendite. Perché quindi Marchionne fa tutto questo casino?
Perché vuole ridurre le pause e allungare i turni? Per logica dovrebbe fare il contrario! E perché vuole far produrre suv invendibili e antistorici? E perché con pezzi importati dagli USA (mandando in disoccupazione 10mila operai dell’indotto)?
C’è una sola risposta: Marchionne ha già deciso di abbandonare l’Italia e vuole solo dare la colpa alla FIOM e ai lavoratori. Qualsiasi sia il risultato del referendum.
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Se io fossi un operaio che vota la sua disperazione a Mirafiori, voterei scheda bianca, per indicare che la libertà di un popolo non si può comprare con il ricatto alla sua stessa vita.
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Enea
Come ha detto Landini (n° 2 di FIOM) il problema non è se in Italia convenga ancora produrre auto, il problema è se si possa tirare fuori un utile producendo QUESTE auto.
La Fiat non riesce a stare sul mercato perché il suo prodotto non è competitivo e perché costa troppo per quel che vale e questo non cambierà con un centinaio di € di abbattimento del costo che è il massimo che si possa ottenere dalla politica di Marchionne.
C’è un gravissimo problema di competenza e di competitività…a carico della dirigenza, non degli operai.
Siccome questo non cambierà nell’immediato futuro, perché di modelli nuovi e più avanzati non se ne vedono all’orizzonte, questa fase è comunque transitoria.
Anche vincesse il Si, non sarà tutto a posto, a condizioni vergognose il lavoro ci sarà di sicuro e si porteranno a casa 1500 € al mese, ma si rimanderà solo l’inevitabile nuovo rischio di fallimento, di nuovi licenziamenti, Marchionne se ne andrà comunque negli USA con l’ennesimo salvataggio a spese nostre con soldi pubblici al termine del solito trito e ritrito piano di ristrutturazione a colpi di machete.
Come disse Churchill: “Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra”.
Allora tanto vale dire di no subito.
Ma forse esiste un mezzo migliore.
Queste referendum che cancella la democrazia della rappresentanza sindacale è antidemocratico non solo nella sostanza ma anche nella forma e non è legittimo (V.:dovrebbe esistere un NO della Consulta anche sulle condizioni di lavoro che negano la stessa Costituzione!)
Una consultazione con un’arma puntata, sotto ricatto è simile al ricatto che fece il fascismo: manganello o olio di ricino
Chi pensa di esercitare un ruolo con questi mezzi NON DEVE essere riconosciuto..
La vera vittoria per la Fiom e per tutti sarebbe un 50%+1 di schede bianche.
Il risultato sarebbe lo stesso del No, perché senza la metà più uno dei Si Marchionne ha già detto che se ne va. Ma il senso simbolico sarebbe anche migliore.
Non mi permetterei mai di criticare chi voterà sì, ma se un lavoratore sceglierà il “disonore”, dopo poco subirà anche la guerra.
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Mau
Mezu mortos ke terakos…Il ricatto di oggi prepara quello di domani. Si cerca di sopravvivere oggi, illudendosi forzatamente che domani sarà meglio, ma la verità è che il tirare a campare dei padri diventerà il tirare a campare dei figli.E allora perché votare si? Con una sx vera, capace di mostrare prospettive diverse, con progetti di ampio respiro e rivolta al futuro non saremmo mai arrivati a questo punto: non c’è, facciamola.
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La truffa neoliberista
Viviana Vivarelli (Sunto dal web)
Si vede avere ben chiara una cosa: le leggi teoriche del neoliberismo, mercato, concorrenza, abilità di produzione ecc. sono tutte balle.
La verità è che qualunque impresa, ovunque nel mondo, per reggere sul mercato ha bisogno di aiuti dello Stato. Li hanno le imprese americane come li hanno i contadini o gli allevatori americani, e ne ha avuto sinora a iosa la Fiat. Oggi dal governo B non ne ha più. E questo è 1° motivo per cui la Fiat chiude, oltre, ovviamente al fatto che non si possono più vendere nel mondo auto a combustibili fossili e tanto meno se ne venderanno perdurando una crisi che è stata precisamente voluta dalle speculazioni finanziarie e ora rischia di travolgere tutto senza che alle stesse sia stato messo alcun correttivo.
Nella Prima Repubblica tutti i governi hanno pasturato la Fiat: fondi pubblici, aiuti legislativi, sostegni, spintarelle, paletti prote¬zionistici…
Il caso più clamoroso fu la protezione data da Prodi in occasione dell’asta sull’Al¬fa Romeo. Ma si pensi alla nuova tassa inventata da Andreotti nel 1976, superbollo per i moto¬ri Diesel. E poi gli aiuti agli investimenti al Sud della famigerata Cassa del Mezzogiorno (rivoluta da Tremonti per le clientele elettorali), essa fu un feudo DC e con la scusa dell’industrializzazione gettò MLD anche nelle fabbriche FIAT.
Oggi i rubinetti sono chiusi e Marchionne invece ci sperava. Voleva da B gli stessi aiuti che la Fiat aveva sempre avuto e senza i quali sarebbe morta da un pezzo. Se ne è pubblicamente lamentato: «dall’Italia non arriva alla Fiat un € di utile».
Certo è inutile aspettarsi aiuti alle imprese da B che di imprese aiuta solo la sua (salvo il MLD regalato alla Marcegaglia)
Il governo polacco ha dato fior di soldi a Marchionne, offrendo operai a 500 euro al mese che lavoravano benissimo, a sentir lui, accettando tutte le sue condizioni e senza rivendicazioni e scioperi, con produttività altissima. Eppure questo non gli ha impedito di chiudere anche in Polonia per aprire in Serbia dove gli operai costano 400 € al mese. Ma si vede che gli operai serbi già sono in fermento per timore che Marchionne distrugga anche i loro scarsi diritti.
Certo con Obama gli è andata di lusso. Qui B nemmeno gli parla e Sacconi è un sacco vuoto che gli operai li odia, così soldi pubblici niente.
In Usa cosa è successo? La crisi ha portato Gm e Chrysler sull’orlo della bancarotta e a salvarle è intervenuto Obama. La General Motors deve allo Stato 43 MLD di $ e ce li ha messi Obama per evitarle il fallimento. Ma in USA lo Stato i soldi “li presta” !!!
La Chrysler è in debito verso lo Stato per 8 MLD di $ e la Fiat ci è entrata senza metterci un €. I sindacati qui possiedono il 55% delle azioni e lo credo che incensano Marchionne se salva l’impresa! Quando la delocalizzerà in Messico forse rideranno meno.
Marchionne dice che in Usa si fanno fatti, da noi solo parole. Parole??? Come si permette?! Negli ultimi 30 anni la Fiat ha ricevuto dallo Stato oltre 7,6 MLD di €! Ma, mentre in USA una impresa che riceve aiuti dallo Stato deve poi renderli, qua nessuno ha mai reso niente. A rigor di soldi, tutti gli stabilimenti FIAT dovrebbero almeno essere confiscati dallo Stato a parziale resa di un prestito che abbiamo pagato noi. Altro che parole!
Marchionne parla e parla. In realtà ricatta e ruba. Ma di piani industriali nemmeno l’ombra! Dei 20 MLD promessi nemmeno la traccia! Nemmeno del Miliardo che dovrebbe spendere immediatamente. Questo non è un manager. È un truffatore!
La storia della FIAT è una lunga serie di regali di Stato, soprattutto coi governi di csx, quelli che oggi vanno contro gli operai per difendere non si sa gli interessi di chi. Ma i regali ci sono stati e soprattutto da parte di Prodi, D’Alema e Amato..
Prodi, già al tempo dell’Iri, regalò a Fiat quell’Alfa Romeo strappata alla Ford, che nel 1986 (governo Craxi) aveva messo sul piatto 4mila miliardi di lire. C’è chi è arrivato a quantificare l’ammontare dei finanziamenti statali elargiti alla Fiat in 100 MLD di €.
Per rottamazioni: 400 milioni di euro solo nel ’97 (piano Prodi), cassa integrazione, contributi per gli impianti al Sud, prepensionamenti, mobilità lunga, interventi sul fisco, barriere protezionistiche, leggi ad hoc.
La Cgia di Mestre ha fatto due conti: 7,6 MLD di finanziamenti pubblici solo negli ultimi 30 anni, contributi per realizzare le fabbriche di Melfi e Pratola Serra (1,279 MLD tra il ’90 e il ’95 con i governi De Mi¬ta, Andreotti, Amato, Ciampi e Berlusconi). Complessivamente, secondo la Cgia, tra il ’77 e il ’90 Torino ha beneficiato di 5,2 MLD, avallati dai governi Moro, Andreotti, Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, Goria e De Mita: praticamente tutti i bei nomi della prima Repubblica.
Il gruppo degli Agnelli è stato aiutato, in base alla legge per il Mezzogiorno, a realizzare il suo programma di insediamenti industriali al Sud: oltre 6mila MLD di vecchie lire in base al contratto di programma stipulato a Palazzo Chigi nel 1988 con i governi Goria-De Mita.
Tra il ’93 e il 2009 (governi Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema e Amato):ristrutturazioni, innovazione e formazione: 500 milioni di €.
Stabilimento di Pomigliano d’Arco, ereditato dalla vecchia Alfa Romeo (20,5 milioni per l’innovazione dell’impianto tra il ’95 e il 2000)
e quello siciliano di Termini Imerese, costruito nel golfo di Cefalù in una delle zone meno adatte per un polo industriale e sicuramente più indicata a ospitare milioni di turisti. Negli anni sono emerse le difficoltà di mantenere la produzione in un’area difficile da raggiungere e carente di infrastrutture, tant’è che la fabbrica che ha prodotto modelli di successo come 500, 126, Panda, Punto e Lancia Y, chiuderà a fine 2011. Di investimenti e contributi, comunque, ne ha presi, l’ultimo col Prodi di 46 milioni.
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Ma siamo nel mercato globalizzato!
VV
Questa storia che i dazi sono stati aboliti la deve piantare!
Ma quale mercato globalizzato!?
Vallo a dire ai produttori italiani che vogliono vendere le loro merci all’estero!
Vallo a dire ai produttori africani che non possono materialmente esportare i loro prodotti a causa dei dazi pesantissimi imposti loro dai paesi ricchi specialmente l’Europa!
Sono 5 anni che i 148 paesi dell’ Organizzazione mondiale del commercio (Wto) rifiutano di abbassare le barriere agli scambi di merci dai paesi del terzo mondo per proteggere i prodotti interni dei paesi più ricchi!
Ma di quale globalizzazione si parla?
Continuiamo a parlare per slogan, senza riconoscere o sapere che questi sono, appunto, slogan, favole che non trovano verità nel mercato reale.
Ancora nel 2009 Stati Uniti,Brasile,Canada,India, Australia,Argentina e SudAfrica hanno respinto l’ offerta del commissario europeo al Commercio, per tagli del 46% ai dazi su oltre il 90% dei prodotti agricoli dal resto del mondo,con la notevole eccezione delle carni, azzeramento nel tempo di tutti gli aiuti pubblici che permettono di piazzare sottocosto il «made in Europe».Taglio del 70% dei sussidi interni alla produzione.
I fatti sono ben diversi dalle favole!
I paesi ricchi, USA in testa, difendono con dazi e sussidi le loro imprese interne e ostacolano in ogni modo le importazioni!
Ma quale globalizzazione!?
L’unica globalizzazione che si vuol fare è quella dell’azzeramento dei diritti di chi lavora!
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Io capisco la globalizzazione
VV
Ma spiegatemi:
perché il parmigiano in Italia costa 15 euro al chilo
e un pessimo parmigiano a Londra costa 55 pound (cioè circa 60 euro)?
Perché io devo vedere il mercato italiano invaso da merci cinesi che costano da noi quanto in Cina
Ma il vino italiano a New York lo avete mai ordinato? Sapete quanto costa un calice di vino italiano, non dico nemmeno una bottiglia, un calice?
Mi dite che razza di globalizzazione è questa?
E come mai, globalizzazione o no, gli agricoltori americani riescono ad esportare benissimo e i nostri sono costretti a morire di fame e a chiudere?
Faccio solo un esempio: i costi di produzione del cotone negli Stati Uniti sono il triplo di quelli in Africa Occidentale, ma i produttori di cotone americani ricevono sussidi diretti dal governo per circa 4 miliardi di dollari (un ammontare maggiore dell’intero PIL del Burkina Faso dove 2 milioni di coltivatori dipendono direttamente dal cotone per la loro sopravvivenza. Grazie a questi sussidi il prezzo del cotone americano è competitivo con quello dei Paesi a minor reddito e contribuisce a mantenere basso il prezzo mondiale della fibra.
E a noi di parlano di globalizzazione e di competitività!
TRUFFE!!!!

Marchionne for ever?
Paolo De Gregorio
L’attuale “liberismo”, che nulla ha a che fare con i suoi padri teorici (Locke, Adam Smith, Keynes), e che normalmente si coniuga con libertà e democrazia, nella fase economica della “globalizzazione” ci sforna personaggi come Marchionne, che sono stati messi dal potere industriale nella condizione di annullare ogni conquista ed ogni ruolo della classe operaia.
La FIAT, pur essendo stata, per molti decenni, finanziata generosamente con fondi pubblici (praticamente il contrario del liberismo) è stata messa nella condizione di investire i profitti all’estero, di delocalizzare senza limiti la sua produzione, per poi alzare la voce e porre diktat e aut-aut in cui non si tratta più, ma si dice semplicemente: o si fa come dice la Fiat o si chiudono gli stabilimenti in Italia, ricordando anche che la produzione italiana oggi non dà profitti all’azienda.
Veramente strano questo liberismo, ormai appoggiato anche dai sindacati e dal cadavere della sx. Diciamo di essere in democrazia e l’unica libertà che hanno i lavoratori e quella di scegliere tra lo schiavismo e il licenziamento.
La politica ha lasciato campo libero allo strapotere industriale, non è più in grado di pretendere nulla dagli industriali, non tutela più i lavoratori italiani, ed è impensabile la ripresa economica con migliaia di industriali e di aziende italiane trasferitesi dove il costo del lavoro e più basso.
Questo abdicare della politica ad ogni impegno di governare l’economia si rivelerà disastroso e sicuramente la crisi e il declino dell’Italia diventeranno strutturali.
Se è vero che la competizione globale premia chi riesce a produrre a costi più bassi, non abbiamo futuro. Bisogna necessariamente pensare ad un nuovo modello di sviluppo che si basi sui consumi interni da soddisfare con prodotti fabbricati in Italia, e avviare almeno nei settori della energia e dell’agricoltura una profonda riconversione.
Riconversione che ci porti alla fine della dipendenza da petrolio e dal gas esteri, attraverso una completa solarizzazione dell’energia elettrica, da collegare ad un nuovo parco macchine elettriche, progettate, costruite in Italia, e a una agricoltura (biologica) sufficiente a soddisfare tutti i consumi degli italiani.
Chiamatela come volete, anche autarchia,ma da qui non si scappa: se si vogliono far lavorare gli italiani bisogna che la riconversione energetica e quella agricola siano protette dal “mercato” e avvengano con ricercatori, aziende, installatori, tutti italiani.
In questa fase storica i lavoratori non hanno un partito di riferimento con una strategia credibile, sono schiacciati da disoccupazione, precarietà, immigrazione e si sono messi a votare per la dx perché disperati e timorosi di perdere anche quel poco di lavoro rimasto, i sindacati sono ormai al servizio dei padroni e collaborano apertamente a far passare per positiva la schiavitù e la marginalità sociale.
Le élites economiche, bancarie, i proprietari di Tv e giornali, la massoneria, il Vaticano, la potente Comunione e Liberazione, si sono sostituite alla democrazia, manovrano apertamente e sottobanco senza una decente opposizione, in ogni settore della cosa pubblica, volgendola a favore di cricche, mafie, politicanti a loro asserviti.
Questa è la desolante realtà e non si vede alcuna organizzazione politica che abbia una forza ed una strategia antagonista.
Nel mondo ormai capitalismo e comunismo (cinese) parlano lo stesso linguaggio, entrambi hanno bisogno di masse di schiavi salariati da spremere fino al limite umano, gli USA sono in giro per il mondo a predare e la Cina a comprare tutte le materie prime di valore,
Vi sono strumenti tipo Fondo monetario internazionale e Banca mondiale che strozzano per debiti paesi deboli a cui tolgono ogni indipendenza e a cui sottraggono quei settori dove si possono far profitti, affiancati da una speculazione finanziaria internazionale sui certificati di debito pubblico che espone molti paesi anche europei al fallimento.
Come si vede non sembra peregrina l’idea di sottrarsi a questi meccanismi, uscire dall’Euro e da tutte le alleanze economiche e militari e tutelare il lavoro italiano e uno sviluppo possibile, sostenibile, senza il ricatto della immigrazione e di competitività esasperata.
Un altro mondo è possibile, diceva un vecchio slogan! Ora è anche indispensabile.

Rodotà è uno degli spiriti più nobili d’Italia
Ha scritto:

Le parole sono pietre. Suscitano umori, li fanno sedimentare,li trasformano in consenso, ne fanno la componente profonda di un modello culturale inevitabilmente destinato ad influenzare le dinamiche politiche. Parliamo chiaro. Una ventata razzista e forcaiola sta attraversando l’Italia, e rischia di consolidarsi. La reazione può essere quella di chi alza le mani, si arrende culturalmente e politicamente e si consegna al modello messo a punto dagli altri,con un esercizio che vuol essere realista e,invece, è suicida? Se si pensa che vi sono emergenze che devono essere fronteggiate con forte spirito politico,e il degrado culturale lo è al massimo grado, bisogna essere chiari e necessariamente polemici

I diritti fondamentali si pongono a presidio della vita, che in nessuna sua manifestazione può essere attratta nel mondo delle merci.

L’Italia è il laboratorio del totalitarismo moderno

La logica mercantilista è in totale contraddizione con la centralità della libertà e dignità. La privatizzazione della legalità in un mondo globale crea enormi diseguaglianze, paradisi ed inferni, luoghi dove si creano nuovi diritti e libertà e altri dove il legislatore pretende di impadronirsi della vita delle persone»
Il paradosso è che questa disparità, che in teoria dovrebbe favorire la coscienza dell’eguaglianza nel mondo, rischia invece di consacrare una nuova cittadinanza basata sul censo

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Viviamo in un clima di incertezza.
Il che vuol dire che qualunque cosa meravigliosa è possibile.

Viviana
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L’oroscopo dice che ho una configurazione astrale che mi garantisce fortuna per 12 anni,
Ci voglio proprio credere.
Dal che deduco che:
-non passerà il legittimo impedimento
-Berlusconi non governerà altri 12 anni
-e, cosa non meno importante, il mondo non finirà nel 2012.
Ovviamente, se questo non avvenisse, non potrei chiedere un cambio di merce o un rimborso..
Ovviamente non so se si deve credere all’oroscopo.
Ma, come disse Pascal su Dio, non posso dimostrare che esista ma non posso dimostrare nemmeno che non esista. Tra le due ipotesi scelgo quello che mi piace di più.

Paola Nugnes
Il cavaliere ed il cavallo

Qando ci si sforza di guardare al cavaliere senza vedere il cavallo, quando puntando alla luna si guarda il dito, accade che non ci si accorge che l’operazione veramente diabolica e rovinosa non è stato, tanto, il berlusconismo, ma la demolizione scientifica di ogni reale e concreta opposizione politica. Naturalmente non parlo delle basi che si dimenano come farfalle impazzite in una bolla di vetro ma della mano che su di essa ha posato la bolla di vetro, vorrei che tutti quegli uomini e quelle donne di buona volontà alzassero gli occhi e guardassero chi li tiene imprigionati e li soffoca attraverso il vetro…*
I governi sono per definizione reazionari, alcuni più altri meno, quello che conta e sempre ha contato è una sana robusta opposizione di massa vigile ed informata…
* non appena le maglie si allargano…gente sfugge al loro gioco di prestigio.. il politico imprenditore barzellettiere e puttaniere non va più bene…? oplà cacciano un coniglio bianco ed immacolato dal cilindro…nuove verginità … Fini.. Vendola…è solo questione di marketing…dipende dal “targhet”…ad ogni utente una risposta, ma che sia nel linguaggio giusto con le parole giuste ..ma seppure le maschere sono tante il burattinaio è uno solo…
..
AVAAZ
Giovedì 13 gennaio 2011 la Corte costituzionale deciderà se B potrà ottenere l’immunità dai processi fintanto che avrà un incarico di governo: la prova del 9 per la nostra democrazia.
Attualmente imputato per corruzione giudiziaria, falso in bilancio e frode fiscale, B sta esercitando una pressione enorme sui membri della Corte, fino ad arrivare a minacciarli, nel tentativo vergognoso d’influenzare la sentenza e di garantire così che la decisione lo metta al di sopra della legge.
Questo è un assalto sfrontato al caposaldo della nostra democrazia: la separazione fra i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo. Un enorme grido pubblico in sostegno della Corte costituzionale e della sua autonomia potrebbe respingere l’eccessiva intromissione della politica e garantire che la Corte costituzionale implementi lo stato di diritto. Costruiamo la più grande petizione on-line della storia italiana per proteggere la nostra democrazia:
https://secure.avaaz.org/it/in_difesa_dei_giudici/?vl
Negli ultimi anni indagini e processi hanno screditato una grossa parte della classe politica, immischiata in affari di mafia, appalti truccati ed episodi di corruzione. I politici coinvolti si sono chiusi a riccio, promulgando leggi ad personam per evitare i processi e votando contro l’autorizzazione a procedere all’arresto dei parlamentari colpevoli.
Nel disperato tentativo di silenziare o ottenere sentenze favorevoli, gli stessi politici indagati o condannati hanno addirittura avviato una pericolosa propaganda contro i giudici, minacciando di avviare commissioni d’inchiesta sul loro lavoro, accusandoli di essere politicamente schierati e addirittura ipotizzando la loro insanità mentale.
B, attualmente imputato in 3 processi, sta tentando nuovamente di ottenere l’immunità per essere al di sopra della legge. La Corte ha bocciato due tentativi simili in passato, dovrà decidere sulla legittimità di una legge controversa che garantirebbe l’immunità di fatto a B e a tutti i ministri. E la pressione sulla Corte sta raggiungendo il punto di ebollizione.
In questa guerra del potere esecutivo contro quello giudiziario, la vittima sacrificale è la nostra democrazia. Costruiamo una petizione enorme per proteggere i giudici dagli attacchi dei politici in malafede, e difendiamo con forza la loro indipendenza dalle pressioni politiche! Firma subito e inoltra l’e-mail a tutti i tuoi amici:
Insieme abbiamo dimostrato che possiamo vincere: l’anno scorso abbiamo respinto la “legge bavaglio”, promossa da Berlusconi per silenziare i media e rendere più difficili le indagini giudiziarie. Se i cittadini decidono di unire le forze per imporre un cambiamento nel mondo, non ci può essere politico di turno o grande azienda che possa fermarli: la nostra passione ci rende più uniti e più potenti.

https://secure.avaaz.org/it/in_difesa_dei_giudici/?vl
Con speranza e determinazione,
Luis, Giulia, Alice, Ricken, Pascal, Benjamin, Mia e tutto il resto del team di Avaaz

Stipendi
Viviana Vivarelli
Corre sul blog una inutile querelle sullo stipendio di Marchionne e su quanti salari operai ci stanno dentro. Al che c’è chi contrappone lo stipendio di Grillo.
Beppe Grillo denunciò un reddito di 4 milioni.
Lo stipendio di Marchionne è 25 volte superiore.
Si parte da uno stipendio base da 3 milioni di euro, ma ci si deve aggiungere bonus variabili e stock option per un valore totale di quasi 15 milioni di euro, che, in momenti particolarmente positivi per le azioni Fiat, possono lievitare fino a 100 milioni: è quanto, indicativamente, potrebbe mettersi in tasca in un anno l’amministratore delegato Sergio Marchionne e, quest’anno, se il gioco sporco di Mirafiori gli riesce, addirittura 300.
L’artefice del nuovo contratto capestro per gli operai metalmeccanici, è ben lontano da quelle che lo stesso quotidiano di Alessandro Sallusti ricorda come una delle regole d’oro del pioniere della finanza John Pierpont Morgan.
Nei primi anni del Ventesimo secolo il banchiere fondatore di JP Morgan sosteneva che “Il compenso del capo di una grande società non deve mai superare quello della media dei suoi dipendenti, moltiplicato per 20″.

http://www.blitzquotidiano.it/economia/buste-paga-marchionne-guadagna-quanto-6400-704137/

Fare dei confronti fra Grillo e Marchionne è da idioti integrali, non appartenendo essi alla stessa categoria.
E perché allora non tra Marchionne e Sandra BullocK che ha guadagnato 54 milioni di dollari?
O tra Marchionne e del Piero (4 milioni e 800.000)?
O Kakà 9 milioni di euro)?
O Zlatan Ibrahimovic. I suoi 11 milioni di euro rendono il giocatore dell’Inter il più pagato d’Italia,
E’ chiaro come questi paragoni sono faziosi e diffusi ad arte dai peggiori giornali d’Italia.
Ci cascano solo gli allocchi.
Posso far notare che Grillo usa i suoi soldi onestamente guadagnati per diffondere informazione e scuotere le coscienze, e questo viene a vantaggio di tutti, operai compresi, mentre Marchionne riceve questa barca di soldi per condurre una faziosa campagna per distruggere lo statuto dei lavoratori, e questo verrà a detrimento di tutti?
Io a Grillo gli darei il doppio, guarda!
A Marchionne, invece, gli darei 20 anni di galera!

Un partito chiamato Italia
Viviana
Non credo che il massimo degli scopi di un paese sia di diventare un partito, per di più di un magnate che considera il partito una sua proprietà.
Ma Bvuol chiamare il suo partito con un nuovo nome: Italia:
Beh, c’è anche una contropartita
La Lega ha sempre dichiarato i suoi proposito secessionisti, odia l’Italia e si vuole separare da essa
Vediamo se Bossi è di parola.
Speriamo che questa secessione dall’Italia la faccia
dal partito Italia, almeno.

Sapete perché Berlusconi ha chiamato il suo partito Italia?
Perché è durata 150 anni e lui spero di durare altrettanto.
..
Lalla segnala
Italia senza Forza
Il nuovo partito dell’eterno Berlusconi potrebbe chiamarsi come una canzone di Mino Reitano: Italia. Bocciata «Magic Italy», che in effetti sembrava l’insegna di un motel.
Il sublime venditore di pacchi elettorali accarezza un’idea mai osata prima da nessun condottiero, neanche da Napoleone e Alessandro Magno nelle notti di pesantezza di stomaco: appropriarsi del logo della nazione. Una mossa geniale, secondo gli esperti di marketing. Una conseguenza logica, secondo lui, che di quel marchio – Italia – già possiede svariati beni immobili e non poche persone.
Come si chiameranno i suoi adepti? Italiani, e che gli altri si arrangino. Per i leghisti del Nord e i neoborbonici del Sud cambiare nome non sarebbe un problema, semmai un onore. Restano le minoranze: quelli che votano a sinistra nonostante la sinistra, quelli che votano Terzo Polo anche se non hanno ancora capito cos’è e quelli che non votano affatto, eppure sono nati in Italia esattamente come Cicchitto e Gasparri. In che modo ribattezzarli, nel momento in cui un partito, cioè una parte, assume su di sé la rappresentanza del tutto? Berlusconi una mezza proposta ce l’avrebbe: anti-italiani.
ci vorrebbe una legge che impedisce a nomi di partito di recare discredito all’Italia
..
VV
Ma qui più che il discredito c’è una pagliacciata

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41
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C’è chi propone, allora, di cambiare nome al nostro paese.
Ma che scherziamo!?
Il logo appartiene già a noi tutti.
Diciamo piuttosto che il Cavaliere non può impossessarsi del logo perché è nostro per usucapione da almeno 150 anni!
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La Cina e le energie verdi

La Cina affronta il problema delle energie alternative con un piano quinquennale che fa impallidire Obama, di ben 753 MLD di dollari, così da ridurre le emissioni di carbone
La Cina è il 1° consumatore di energia al mondo. Chiunque sia stato recentemente in Cina ha lamentato un inquinamento massiccio che costa al governo cinese il 3,9% del PIL, con un danno per il solo 2008 di 1,3 trilioni di yuan, 16 delle 20 città più inquinate del mondo sono in Cina. Si stanno estinguendo i pesci del Fiume Giallo. Sparite oltre un terzo delle specie, il pescato è già diminuito del 40%. Sono inquinate il 10% delle terre agricole e occorre distruggere i raccolti. Per gli esperti il danno per inquinamento è pari alla crescita economica avvenuta in 30 anni e può strangolare lo sviluppo del Paese.
Il governo cinese promette acqua potabile per 32 milioni di contadini ma sono oltre 320 milioni a non averla e 190 milioni a bere acqua tossica
Questo ha spinta la Cina ad abbracciare con grande rapidità le energie alternative come quella solare ed eolica (purtroppo anche quella nucleare)
Con le debite proporzioni, il 1° paese per gli sforzi sull’energia pulita resta la Gran Bretagna, dove l’attenzione dei vari governi è stata da tempo finalizzata al risparmio energetico, all’educazione dei cittadini e alla pulizia dell’aria e dell’ambiente.
Già nel 2009 La Cina aveva ha investito 35 MLD di dollari in energia pulita rispetto ai 18 MLD degli Stati Uniti e agli 11 della Gran Bretagna. L’impegno della Cina è indirizzato soprattutto sui progetti per l’energia verde con l’obiettivo di generare il 15% del fabbisogno del paese da fonti rinnovabili nel 2020.
Si tenga conto tuttavia che nessuno dei sei paesi sia in linea con gli obiettivi definiti al summit sull’ambiente di Copenaghen; il Giappone, in particolare, è tra i 6 quello con la peggiore performance in termini relativi.
Dell’Italia non vale nemmeno la pena di parlare, Le varie Finanziarie di Tremonti quanti MLD hanno destinato alle energie verdi? Il tentativo di B di dilazionare i sacchetti di plastica ancora di un anno(lo erano stati di 2) è stato vergognoso. Ancora più vergognosa la totale mancanza di qualsiasi piano energetico del governo. Anzi, si sta spostando il traffico delle merci dai treni alle autostrade!
..
Energie rinnovabili in Svezia
Beppe A

Un ministro estero ci costa meno. Ad es. il ministro dell’ambiente svedese per stare in Europa. La Svezia oggi è uno dei Paesi europei che investe di più nelle energie alternative e sta per avviare un gigantesco impianto eolico offshore che fornirà ogni anno tre terawattorra.
Si è posto il limite di 10 anni per la conversione del sistema energetico dal petrolio all’energia rinnovabile e senza costruire una nuova generazione di impianti nucleari. In Svezia non esistono multe e sanzioni per chi non fa la raccolta differenziata, semplicemente perché qui sono gli stessi cittadini a protestare a gran voce quando le amministrazioni locali non si dimostrano in grado di gestirla.
Non so quanto guadagni ma anche se gli diamo il doppio sicuramente risparmiamo!

I REGALI AL VATICANO

Preti a spese dello Stato
Pur nella crisi continuano la regalie ai gruppi protetti che ormai fanno parte integrante della ‘cricca’. Tra le regalie alla Chiesa che, soprattutto in questo tempi di crisi, rappresentano un ulteriore scandalo di abuso nell’impiego degli scarsi fondi statali, annoveriamo anche la vergogna dei preti assunti a spese dello Stato per l’assistenza dei malati negli ospedali.
I preti sono già pagati dallo Stato, che bisogno avevamo di un ulteriore pagamento per un servizio negli ospedali? Non si configura questa cosa vergognosa come una turpe compravendita di voti?
Nel frattempo la sanità pubblica peggiora, apre falle e buchi e costa di più al cittadino. E in questa sanità, a differenza di quanto accade in altri paesi, è molto carente e pessimamente organizzato e prestato il servizio per la cura dei denti.
Sapete quanti sono gli odontoiatri delle USLL? 163 !
Un numero ridicolo, su un intero paese di 60 milioni di abitanti (1 ogni 400.000) e su 105.652 medici totali.
E sapete quanti sono i preti pagati con le nostre tasse per dare assistenza religiosa negli ospedali?
417 ! Addirittura di più dei dentisti !
Questo è il governo di Berlusconi! Ed è a fronte di questi regali, che la Cei chiude tutti e due gli occhi sugli scempi di questo paese e vende il suo sostegno a Berlusconi !!!!
..
Lalla segnala:
150 uomini “prestati” al Vaticano

I Patti Lateranensi hanno istituito l’Ispettorato generale di pubblica sicurezza presso il Vaticano, con un ufficio informativo che scorta Benedetto XVI e i prelati più importanti
Guardie svizzere in versione moderna? Come per i mercenari ticinesi che da mezzo millennio difendono il Santo Padre anche oggi le offerte internazionali per scortare il pontefice non mancano. A partire da quelle americane, emerse da uno dei files di WikiLeaks.
Oggi gli angeli custodi del Papa vengono dai ranghi della gendarmeria vaticana, con un nucleo piccolo ed agguerrito di ex poliziotti e carabinieri. Lo Stato italiano garantisce però una presenza abbondante di agenti e militari.
I Patti Lateranensi hanno istituito l’Ispettorato generale di pubblica sicurezza presso il Vaticano, con un ufficio informativo che scorta Benedetto XVI, il segretario di Stato Tarcisio Bertone e i prelati più importanti. Si tratta in tutto di 150 uomini che vigilano anche su Piazza San Pietro. L’Arma sorveglia invece la residenza estiva di Castel Gandolfo, schierando un centinaio di carabinieri a cui da luglio a settembre si aggiungono altrettanti agenti. Agli americani però questo apparato non ispira fiducia.
Un cablogramma dell’ambasciata di Roma del 2008, rivelato dall’organizzazione di Julian Assange, descrive le pressioni statunitensi sul Vaticano per potenziare le misure contro un possibile attacco terroristico di al Qaeda. Dal documento emerge come il comandante della Gendarmeria, Domenico Giani, e alcuni dei suoi collaboratori abbiano seguito corsi speciali nel quartiere generale Fbi di Quantico soprattutto per individuare e neutralizzare esplosivi.
Ma gli angeli custodi del Papa sembrano riluttanti a legarsi alle sentinelle di Washington e accettano solo di realizzare un’esercitazione congiunta di “crisis management”, la gestione della risposta a un attentato.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/150-uomini-prestati-al-vaticano/2141938

Borghezio
Chi ha detto questa stronzata ??
“Il comportamento di molte parti delle zone terremotate dell’Abruzzo è stato singolare, abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate. Mi domando quale sarebbe stata la reazione degli abruzzesi nei confronti di un comportamento ‘risparmioso’ da parte dello Stato, con l’invio di aiuti a gocce come è per i veneti. Questo fa solo aumentare il senso di disaffezione dei veneti verso lo Stato centralista, credo che siamo ormai giunti a un punto di rottura Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud.”
Un aiutino? Il soggetto ha un cervello che è un peso morto, un’appendice necrotica animata da scatti convulsi come le code mozze delle lucertole. Aspetto risposte.
Non voglio fare tristi classifiche. Non è elegante e poi dice il proverbio: “Non discutere con un imbecille. Dall’esterno potrebbe non percepirsi la differenza.” Però, con tutto il rispetto per la gente del Veneto, mi corre l’obbligo di mostrare una semplice tabella. Senza ovviamente contare la distruzione totale di una città storicamente ed artisticamente rilevante come L’Aquila. E’ come se Venezia fosse affondata.
Veneto
Sfollati 14.113
Morti 3
Danni 457 milioni di euro
Abruzzo
Sfollati 65.000
Morti 308
Danni 10.212 milioni di euro
Au revoir.
Francois Marie Arouet

Le case di Bertolaso fanno acqua
Viviana Vivarelli

Quando le casette per i terremotati furono costruite, Bertolaso, per giustificare il loro costo stratosferico, disse che le avevano fatte su solide piastre antisismiche che costavano una fortuna, ora si scopre che non hanno neanche le fondamenta e stanno per diventare inabitabili!
Aggregando tutti i dati (costruzione,costi di esproprio ecc) risultava un costo finale di edificazione di 880 milioni di € ed un costo al mq pari a 2.850 €!
Con questo prezzo al mq, prima del 6 aprile 2009 si acquistava un appartamento nuovo signorile in zona non periferica; è peraltro noto che il costo di costruzione di un palazzo a norma antisismica si attesta oggi intorno ai €.1.100,00/1.300 mq». La spesa effettiva per delle case precarie a breve termine è stato 3 volte tanto quello che sarebbe costato un appartamento vero in muratura.
Dunque l’abuso è evidente, anche su queste case la cricca di Bertolaso ha fatto grassi affari. E con tutto ciò,la situazione degli Aquilani non è stata affatto risolta e la città resta come era 2 anni fa.
Malgrado questo abuso che evidenzia un pesante reato di truffa allo Stato oltre a una pesante presa in giro di Berlusconi dell’Abruzzo, sia Bertolaso che B se ne possono andare allegramente a piede libero e indisturbati, coi nostri soldi in saccoccia e senza pagare il fio delle loro nefandezze. Bertolaso si tiene i soldi rubati e va in pensione. B sta per guadagnare il legittimo impedimento che bloccherà ogni processo.
E Borghezio si permette pure di insultare gli abruzzesi, dicendo che l’Abruzzo è un peso morto e che tutto il sud è un peso morto.”abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate”
Perché non ci mandano lui a vivere in prefabbricato dell’Aquila? La Lega è veramente un insulto per l’intera Italia, oltre il danno la beffa. Non solo non si prende le sue responsabilità di governo, non solo ha indegnamente sostenuto la cricca che deruba l’Italia, ma si permette anche di insultare i morti e i sopravvissuti
..
..e dopo lo scandalo di Alemanno e dell’assunzione di centinaia di parenti..
Il pericolo Travaglio
VV

Avete notato che, se cercate su google un argomento a piacere connesso a Travaglio e a uno dei suoi passaparola, vi esce una scritta minacciosa che dice “PERICOLO, potete essere contagiati da un virus”?
Chi è che mette virus contagianti sul web in prossimità di Travaglio? E’ o no un reato?
Chi è che fa questo uso perverso di internet rivelando un vero terrore che qualcuno ha (chissà poi chi? Travaglio parla solo di B!) che le porcherie di Berlusconi e della sua cricca siano rivelate dalla mente più dettagliata, poliziesca e informata d’Italia?
Sapete che l’archivio che Travaglio ha puntualmente e minuziosamente raccolto sui reati di B è unico in Italia? Sapete che nessun altro giornalista è riuscito a farsi un archivio tanto circostanziato ed esauriente e tanto esatto quanto Travaglio? Così da fare di lui un’arma vivente. Avete idea di quale disciplina e di quale sforzo abbia impegnato Travaglio per leggersi milioni di pagine di indagini e di processi? Forse no, altrimenti vi chiedereste come abbia fatto un uomo da solo, senza uno staff di aiuto, a continuare in questa memorabile impresa
Sapete che Travaglio tiene talmente alla mole immensa di informazioni (quasi tutte dai processi e dalle procure) che è riuscito a mettere insieme in un lavoro straordinario che nessuno ha saputo emulare, ci tiene talmente al suo archivio che si è sempre rifiutato di lavorare presso un giornale per paura che qualcuno glielo rubi?
E c’è anche qualche vigliacco venduto che tenta subdolamente di attaccarlo, dicendo che è noioso o altre amenità!Altro che noioso! E’ il pezzo da cannone più temibile per B che ci sia in Italia! Tanto che, se l’immondo Pd avesse sostenuto anche una centesima parte di quel che ha denunciato Travaglio, B sarebbe fritto, il Pd non sarebbe in inevitabile declino e potrebbe presentarsi,a buon diritto, come un’opposizione politica,i nvece di essere lo stuoino di Berlusconi, come D’Alema, Violante e Bersani lo hanno voluto far diventare!
..
Vietti e il Pd

Che vergogna anche questo sostegno che il Pd ha dato a Vietti!
Le vergogne di questo partito non avranno mai fine? In ogni suo atto il suo appoggio all’indegna politica di Berlusconi è palese e stridente!
Come possano ancora i vecchi elettori del Pd a votarlo resterà sempre un mistero! Devono essere completamente rimbischeriti!
Vietti dell’UdC è stato eletto con 24 voti su 26! Quasi all’unanimità!
E’ stato lui ad avere la bella idea di depenalizzare il falso in bilancio salvando B da vari processi.
Lui che vuole ripristinare l’immunità parlamentare
Lui che ha confezionato per B un legittimo impedimento su misura
E l’immondo Pd pure lo sostiene e lo porta ai vertici del CSM????!
..
Massimo Gramellini
Ci attende un anno di inni, parate, discorsi e baruffe sulla Patria, ma nessuno può dire se alla fine del 2011 gli italiani si innamoreranno di lei o se ne saranno definitivamente nauseati. Probabilmente continueranno a trattarla come ora, con amore comparativo: parlandone bene solo quando sono all’estero. L’italiano non considera l’Italia la sua Patria, così come – sia chiaro – non considererebbe Patria la Padania, la Borbonia o qualsiasi altra comunità più vasta della sua famiglia, del suo quartiere o, forse, della sua città che gli chiedesse di emettere fattura fiscale. Per un italiano ciò che appartiene a tutti, per il semplice fatto di non appartenere soltanto a lui, non appartiene a nessuno. Ci sono voluti quattordici secoli, dalla fine dell’Impero Romano all’Unità, per cucirci addosso questo atteggiamento mentale. Ne mancano quindi ancora dodici e mezzo per rimetterci in pari.

Ma non è onesto affermare che rispetto al Centenario del 1961 lo spirito di Patria si sia affievolito. Il divario fra settentrionali e meridionali era molto più aspro cinquant’anni fa, e si manifestava nelle forme di una diffidenza razzista che non di rado trascendeva nell’ostilità. La differenza è che allora non c’erano, né a Nord né a Sud, partiti di massa disposti a cavalcarla. Ciò che l’emigrazione, i matrimoni e la tv hanno unito in questi decenni è stato in parte disfatto dalla politica, che ha sistematicamente eroso i simboli dell’unità nazionale, dalla Costituzione ai miti fondativi (esagerati ma autentici, come tutti i miti) del Risorgimento e della Resistenza. Come nel mondo capovolto di Alice, la Patria ha cessato di essere una parola di destra e si è spostata verso il centro, se non proprio a sinistra. Ma chiunque, a destra e a sinistra, intenda oggi fondare un partito, sostituisce le ideologie con le microappartenenze territoriali e vede quindi nella Patria tutta intera un inciampo. Sono i politici, non i cittadini, ad aver rimosso la ricorrenza del 2011. Infatti, nel dibattito «elezioni a marzo sì-elezioni a marzo no» che li appassiona da mesi, nessuno dei leader ha neanche minimamente pensato che sovrapporre i veleni di una campagna elettorale alle celebrazioni del Centocinquantenario sarebbe come invitare una banda di bulli muniti di pennello e vernice alla festa di compleanno della scuola. Nordisti e sudisti che insultano l’Italia sulle piazze d’Italia, mentre il Capo dello Stato scopre targhe commemorative e omaggia bandiere risorgimentali: fra le tante schizofrenie di questo beneamato Paese, che almeno questa ci venga risparmiata.
..
RIDIAMARO : – )

JENA
TRADIMENTI
Invece di dividersi
sul testamento biologico,
il Pd dovrebbe sbrigarsi
a scrivere il proprio.
..
Trovate cimici a casa di Bossi. Dopo averlo ascoltato per giorni si sono consegnate spontaneamente. [fdecollibus]
..
Istat, cala il potere d’acquisto. Un italiano su tre teme il peggioramento economico.

Teme? Lo sta vivendo! (Cettina)
E’ anche diminuita la “.. proverbiale propensione al risparmio….”.
Sì, ci prendono per il culo.(Antonio)
..
spinoza.it
“In Veneto gli alluvionati hanno risolto tutto da soli”. Anche gli aquilani potevano aspettare che il terremoto si asciugasse.
..
Borghezio: “C’è bisogno di uno scatto di dignità degli abruzzesi”. Non so se ti conviene.
..
IlDeMa
[Berlusconi ribattezza il Pdl: si chiamerà “Italia”. Con l’età gli è venuta meno la Forza.]
Dopo “Forza Italia” ora “Italia”. Il prossimo partito lo chiamerà “.it”
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Ciao Viviana,che interessante e bello che è questo Masada!!!!
    Hai visto, purtroppo, a Mirafiori ha vinto il si…io ieri sera sono stata alzata fino a tardi per seguire lo spoglio dei voti e stavo quasi per illudermi che il no potesse vincere…..sognavo che dopo la bella notizia di B indagato per prostituzione ci fosse anche la bella notizia di un sonoro ceffone a Marchionne e a chi sta con lui….purtroppo io sogno troppo …..e il risveglio è sempre troppo brusco!!!
    Un caro saluto e a presto!!!
    P.S.: Presto ti invierò alcune mie poesie tramite email!

    Commento di Mary C. Senigallia — gennaio 15, 2011 @ 2:52 pm | Rispondi

  2. gianni tirelli scrive:
    19/01/2011 alle 10:30

    SE PER IPOTESI SILVIO BERLUSCONI

    Se Silvio Berlusconi, per una inquietante, quanto suggestiva ipotesi, fosse stato il leader del Partito Democratico al governo, l’attuale maggioranza (ma opposizione nell’immaginario), dopo la prima legge ad personam, ne avrebbe chiesto la testa, e non in senso metaforico.
    Non oso pensare a cosa sarebbero stati in grado di imbastire ed escogitare “il Giornale” di Feltri e Belpietro di “Libero”, nella nuova e singolare veste, di nuovi paladini ed eroi di una giustizia giusta e uguale per tutti.
    Cerco di immaginare Bondi, che arringa Franceschini su tali vergognose proposte di legge, e che afferma, “non sono degne di uno stato democratico e di un paese che si ritenga civile” – Cicchitto, che insiste nel ribadire (per l’ennesima volta), l’anomalia tutta italiana di un “conflitto di interessi” grosso come una casa, tale da destabilizzare la tenuta delle istituzioni e la coesione sociale, senza eguali nella storia politica delle democrazie occidentali.
    Gasparri, in preda ad una crisi isterica, che si appella al senso di responsabilità del Presidente della Repubblica, perché non si presti (divenendone complice), a sottoscrivere tali porcate, ribadendo, inoltre, il concetto che, di fronte alla legge, tutti I cittadini sono uguali.
    La Russa, nel suo violentissimo attacco, che accusa Berlusconi per avere partecipato, a fianco di Busch (per sudditanza e mero protagonismo), all’insensata guerra in Irak, rendendosi così responsabile della morte dei nostri militari a Nassirya. Maurizio Lupi che, senza mezzi termini, definiva, criminale, il tentativo strumentale di usare il consenso popolare, come lasciapassare per sdoganare interessi particolari, privilegi e impunità, in barba ad ogni regola, principio etico e ragionevolezza.

    “Si faccia giudicare”, avrebbero scandito in coro, dai banchi dell’ipotetica opposizione, mentre I padani della Lega, tutti in piedi, mostravano orgogliosi, alle telecamere, la scritta, “BERLUSCONI NANO MAFIOSO”.
    Bonaiuti, declamava l’ode alla magistratura, invitandola a non farsi intimidire dalle inaccettabili e sistematiche accuse del Cavaliere, di essere politicizzata, e potere svolgere, in piena autonomia e serenità, l’arduo e nobile compito, finalizzato al trionfo della giustizia e della verità.
    La Santanché, con la sua voce slabbrata, deplorava ì comportamenti libertini del Premier, ritenendoli scandalosi, e indegni di una tale carica politica.
    Tutti, a gran voce, chiedevano lo scioglimento delle camere e le elezioni anticipate. La sinistra, al completo, votava la fiducia.

    Gianni Tirelli

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 26, 2016 @ 4:47 pm | Rispondi


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