Nuovo Masada

dicembre 24, 2010

MASADA n° 1238. 24-12-2010. Il sonno della democrazia

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Vittorio Zucconi – Don Aldo – La risposta degli studenti al bruttissimo scritto di Saviano – Un corteo pacifico e un gruppo di vandali – Cancun: vince il mercato – Il partito che non c’è: quello delle regole – Due chiese- Il diritto di polizia – Vince Lukashenko – La Gelmini dà 5 milioni per tradurre il Talmud

Ti auguro di essere come l’acqua che sorge dalla sua fonte felice.
Ti auguro di essere come vorrebbe essere l’acqua senza impedimenti che nel suo andare
raccoglie gli odori e i profumi vitali che ha donato.
Ti auguro di vedere i colori che scopre l’acqua nel suo cammino.
Ti auguro la densità e la freschezza di un fermarti nuda/o sotto una fonte d’acqua.
Ti auguro di vivere l’ amore per le cose che fai piccole o grandi, che siano, solari e delicate.
Ti auguro di vivere l’acqua come è la sua gioia di vivere.

Cityzeni

Padre Maria Turoldo

Ancora un’alba sul mondo:
altra luce, un giorno
mai vissuto da nessuno,
ancora qualcuno è nato:
con occhi e mani
e sorride.

..
Padre Maria Turoldo

Non credo ai nostri Natali: anzi penso siano una profanazione di ciò che veramente è il Natale significa.
Costellazioni di luminarie impazzano fino ad impedire la vista del cielo. Sono città senza cielo le nostre. Da molto tempo ormai!
E’ un mondo senza infanzia. Siamo tutti vecchi e storditi .Da noi non nasce più nessuno: non ci sono più bambini fra noi. Siamo tutti stanchi : tutta l’Europa è stanca :un mondo intero di bianchi, vecchi e stanchi.
Il solo bambino delle nostre case saresti tu, Gesù, ma sei un bambino di gesso!
L’occidente non attende più nessuno, e tanto meno te: intendo il Gesù vero, quello che realmente non troverebbe un alloggio ad accoglierlo. Perché, per te, vero Uomo Dio, cioè per il Cristo vero, quello dei “beati voi poveri e guai a voi ricchi”; quello che dice “beati coloro che hanno fame e sete di giustizia ..”,per te, Gesù vero, non c’è posto nelle nostre case, nei nostri palazzi, neppure in certe chiese, anche se le tue insegne pendono da tutte le pareti…
Di te abbiamo fatto un Cristo innocuo: che non faccia male e non disturbi; un Cristo riscaldato; uno che sia secondo i gusti dominanti; divenuto proprietà di una borghesia bianca e consumista.
Un Cristo appena ornamentale. Non un segno di cercare oltre, un segno che almeno una chiesa creda che attendiamo ancora…
Eppure tu vieni, non puoi non venire…Vieni sempre. E vieni per conto tuo, perché vuoi venire .E’ così la legge dell’amore. E vieni non solo là dove fiorisce ancora un’umanità silenziosa e desolata, dove ci sono ancora bimbi che nascono; dove non si ammazza e non si esclude nessuno, pur nel poco che uno possiede ,e insieme si divide il pane.
Ma vieni anche fra noi, nelle nostre case così ingombre di cose inutili e così spiritualmente squallide.
Vieni anche nella casa del ricco. Vieni come vita nuova, come il vino nuovo che fa esplodere i vecchi otri.

..
Mariapia manda:
Papa Giovanni XXIII

Solo per oggi

cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi
della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi
avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò
la voce, sarò cortese nei modi,
non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare
nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi
sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non
solo nell’altro mondo, ma anche in questo
.
Solo per oggi
mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si
adattino ai miei desideri.
Solo per oggi
dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio,
ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il
silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi,
compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi

Buon Natale da Vittorio Zucconi

Però, alla fine di questa inutile giornata di “sound and fury”, di rumore e furore che non ha cambiato nulla per noi, che non siamo parlamentari o ministri o notabili di provincia in saldo di fine stagione, tra urla da beceri di stadio, ricatti, fiamme che bruciano il centro di Roma accese da utilissimi idioti prontamente rilanciati dai TG di regime, teste rotte, signore incinte che trascinano per votare i loro coraggiosi pancioni in “dolce attesa” come dicono quelli che non sono mai stati di nove mesi e mezzo con la schiena a pezzi, le emorroidi e la vescica che scoppia, urla di mediocri felici di essersi salvati la cadrega, pernacchi, cachinni, grida di “coglionazzi”, ricattatori e mercanti di voti da quattro soldi che fra un mese non sapremo neppure più come si chiamano e saranno buttati via come preservativi usati, debito nazionale che arriva a quasi 1.900 miliardi di Euro che neppure riusciamo a concepirli tanti sono figuriamoci ripagarli, poveri idioti che credono di avere “vinto” senza capire che continuano a perdere mentre il solo che vince è sempre lui con i suoi miliardi e i suoi reati da nascondere, però, però che squallore, gente mia, che miseria. Centocinquant’anni di storia unitaria, 600 mila morti sull’Isonzo, 100 mila gavette di ghiaccio sul Don, carristi caduti con la sabbia del deserto negli occhi,( mio padre era Alpino ufficiale con il Susa, mio suocero carrista con l’Ariete) innocenti fucilati alle Ardeatine, centinaia di migliaia di terroni che si sono consumati le dita, il cuore e i polmoni per fare ricco il Nord assemblando scatoline di latta, bottegai che ogni mattina all’alba si gelano per comperare la cassette ai mercati generali, casalinghe costrette a fare la barba alle uova per tirare il mese e tutto questo per arrivare a un orrido cazzone che mostra il dito medio eretto alle telecamere? Ma a chi lo mostri, coglione? Viva l’Italia, povera, cara, sciagurata, autolesionista Italia, dai, dai, coraggio, anche questo deve finire, tutto passa sempre e la notte è sempre più buia quando sta per albeggiare.

Buon Natale a tutti.
.
Buon Natale da Don Aldo

Accetto che l’olio di ricino, ormai gli elementi ci sono tutti.
Gli elementi del fascismo.
La cultura del capo.
La cooptazione familista.
Le leggi contro i diritti.
La religione servile.
I manganelli e la Daspo.
Il denaro facile senza lavoro e il lavoro difficile senza denaro.
Il potere senza cultura e la cultura senza potere.
Lo stato senza società.
La chiesa senza popolo.
La religione senza fede.
La morale senza etica.
L’autorità senza autorevolezza.
L’ordine senza civiltà.
Il presente senza futuro.
L’io contro tutti.
Il “noi” contro gli “altri”.
I nomi senza identità e i cognomi senza personalità.
Berlusconi-Bossi-Bagnasco.

Contro tutto ciò urge una nuova resistenza!
Aldo

Contro tutto un paese, la riforma Gelmini è passata

La risposta degli studenti al bruttissimo appello di Saviano
(Lo scritto di Saviano era questo: http://www.repubblica.it/scuola/2010/12/16/news/lettera_saviano-10251124/)

Dici che siamo coetanei (in realtà siamo un bel po’ più giovani di te) e quindi d’ora in poi ti daremo del “tu”. Non ci piacciono i preamboli pomposi, il “bel dire”, per cui entriamo subito nel vivo. La tua lettera pone infatti tanti di quegli elementi da sviscerare che non c’è tempo da perdere. E scusaci in anticipo se i toni saranno a volte un po’ accesi, ma la rabbia che ci pervade non riusciamo proprio ad esprimerla con parole gioiose, con canti e balli.
In ogni caso meglio toni accesi piuttosto che continui richiami ai “cattivi maestri” della stampa nazionale, o “consigli” che vorresti dare a noi, poveri sprovveduti, in balia degli eventi, bisognosi di qualche guru che ci indichi la retta via. Perché, a meno che non si vogliano chiudere completamente gli occhi dinanzi alla realtà, le indicazioni che si possono trarre dalla manifestazione di Roma dell’altro giorno sono completamente diverse da quelle che abbiamo ritrovato nella tua lettera. Non siamo né imbelli né “imbecilli”. La creazione del “militante immaginario” che ci hai regalato è degna dei migliori (o peggiori) testi di fantascienza. Una figura a metà strada tra il giovane ingenuo e quello voglioso di sfogare la frustrazione accumulata dinanzi ad un videogame mettendo a ferro e fuoco una città. Quelli che descrivi come “anarchici in tuta nera”, “quei cinquanta o cento imbecilli”, “piagnucoloni” siamo in realtà noi tutti, studenti, lavoratori, disoccupati; insomma, i “dannati della terra” dei nostri giorni, quelli su cui ricade maggiormente la crisi e su cui pesano come macigni le politiche di tagli, di distruzione dei servizi sociali e di restringimento degli spazi di democrazia che le nostre classi dirigenti stanno mettendo in campo. Se non capisci questo, se non capisci che gli attori delle dinamiche che hanno avuto luogo a Via del Corso, a Via del Babuino, in Piazza del Popolo e in tutte le strade e piazze circostanti Montecitorio, vanno ben al di là di sparuti gruppetti di teppisti, di professionisti della guerriglia urbana, vuol dire che la tua percezione della realtà è assolutamente fallace. La verità è che quelli con i caschi (non ti è passato per la testa che non avevamo alcuna voglia di usare i nostri corpi a mò di “arieti”, ma dalle teste rotte del passato abbiamo imparato che una qualche forma di difesa dobbiamo averla?), i “codardi incappucciati” non erano poche decine, ma migliaia. Che l’arretramento delle forze dell’ordine era salutato ogni volta con un boato dalla massa di manifestanti arrivata a Roma (ma non eravamo quelli che “terrorizza(va)no gli altri studenti”?). Che anche quelli che non hanno preso parte in prima persona erano in gran parte sulla stessa lunghezza d’onda degli altri.
Per cui la distinzione tra “buoni” e “cattivi”, tra il movimento reale e i facinorosi, è quanto di più artificioso possa essere scritto. Ma in questo – non ti preoccupare – sei in buonissima compagnia. Ti basta una carrellata delle pagine dei principali quotidiani per rendertene conto. E’ il solito tentativo di dividere i movimenti, vecchio almeno come quello di screditarci additandoci come appartenenti ad un mondo ormai tramontato, attori di un rito privo di sostanza, capace solo di rievocare vecchi slogan e parole d’ordine vetuste.
E poi il solito richiamo alla “complessità delle manifestazioni”, a tuo parere inevitabilmente ridotta a semplicità a causa della violenza dei manifestanti. Certo, queste semplificazioni estreme ed errate sarebbero evitabili se si evitasse di essere di una superficialità estrema. Non voler vedere dietro la violenza di piazza nient’altro che la cieca violenza degli “ultras del caos” è una delle mistificazioni cui ti presti (e ci pare pure che tu lo faccia con molto piacere!). Non indagare le cause profonde di un movimento che trascende la lotta contro il ddl 1905 per investire della sua critica tutto l’esistente è un’operazione scorretta, fuorviante e per certi versi molto pericolosa. Sì, hai letto bene: pericolosa. Perché quando si afferma che “questi incappucciati sono i primi nemici da isolare” si apre la strada alla repressione, si additano gli “idioti” che erano in piazza il 14 dicembre come cancro da debellare. Guarda caso sono gli stessi discorsi che sentiamo fare agli esponenti del blocco più reazionario della società, quello che attualmente detiene il governo. Stessi discorsi perché il progetto delle classi dirigenti ha forti elementi di comunanza, sia che venga portato avanti dai banchi del centrodestra che da quelli del centrosinistra (di cui ormai sei un’icona). Un progetto che finora ha prodotto la rabbia di cui parli. Quella rabbia che dici dovremmo canalizzare in “cose serie, scelte importanti”: ci faresti la cortesia di chiarire quello che vuoi dire con un’espressione tanto vaga? Forse non sono scelte importanti quelle praticate a Roma l’altro giorno? Forse non sono cose serie quelle in cui ci impegniamo quotidianamente, al di là della luce con cui i riflettori dei mass media decidono di illuminare la protesta? “Lanciare un uovo sulla porta del Parlamento [non] muta le cose”, siamo d’accordo. Noi che l’altro giorno c’eravamo infatti non ci fermiamo al lato estetico dei fenomeni; procediamo oltre, con la voglia e la determinazione di costruire un blocco sociale di opposizione alle politiche che vengono portate avanti qui come in tutto il resto d’Europa.

Un corteo pacifico e un gruppo di vandali
Viviana Vivarelli

Le proteste del mondo della scuola, degli operai, dei precari, dei terremotati e di altre categoria va avanti in Italia da 2 anni, ha riempito le strade e le piazze di tutte le città italiane per 2 anni,con migliaia e migliaia di persone che hanno detto in tutti i modi possibili il loro no alle strategie fallimentari e perverse del governo e della casta politica nel suo insieme che, da dx a sx,non sa fare che una vuota retorica priva di un progetto civile di governo, senza scalfire di una sola unghia il cospicuo mondo dei propri interessi e dei propri privilegi. Ma su tutto questo la stampa tace come infastidita
La manifestazione del mattino a Roma di migliaia e migliaia di persone pacifiche, ordinate e democratiche che esercitavano nel migliore dei modi il loro diritto democratico di manifestazione ,sancito costituzionalmente,quella manifestazione ordinata è stata totalmente ignorata dai giornali e della televisioni. Ma sono bastati pochi deficienti, imbecilli, vandali,del pomeriggio con le loro devastazioni e i loro assalti demenziali a mezzi pubblici o banche o mezzi della polizia perché si scatenasse la muta ululante dei media, dei partiti,dei benpensanti, dei fascisti e degli imbecilli di potere come Gasparri che hanno fatto di ogni erba un fascio
Io non vedo la beceraggine bieca di un deleterio fascismo di ritorno solo nelle frasi antidemocratiche e criminali di Gasparri,vedo quel fascismo anche nel modo stesso con cui i fatti italiani, le reazioni italiane, i diritti civili, sono trattati e presentati dai nostri mezzi di informazione, che non riescono mai, nemmeno nei momenti più gravi della repubblica, a dare un quadro di verità, ostaggi, come sono, di uno stalking delle notizie che è solo ricerca e scatenamento selvaggio selvaggia del peggio. E’ anche in questo cannibalismo delle scelte,in questa oscenità del linguaggio,in questa morbosità delle emozioni che il fascismo si propaga dall’alto del potere ai servi prezzolati di una informazione che è spesso vera eversione

Uno studente di Torino risponde a Saviano

Caro Roberto,
a scriverti è un ragazzo di ventisei anni, uscito da pochi mesi dall’università. Non ho scritto Gomorra, non scrivo su Repubblica, non ho fatto trasmissioni. Ma non è solo al passato che posso parlare: non scriverò un libro di successo, non scriverò su un grande giornale, non dominerò l’auditel in una trasmissione Rai.
Ti scrivo per la stima che il tuo libro mi ha portato ad avere nei tuoi confronti e per la disillusione che questa tua lettera ha causato in me.
Vorrei essere franco e parlare al di fuori delle parole d’ordine che un movimento (qualsiasi movimento) impone per essere schietto e provare a fare un passo oltre il 14 dicembre, altrimenti si guarda sempre al passato e non è il passato a preoccuparmi adesso.
E’ proprio dalle parole d’ordine che vorrei iniziare. Scrivi che le nostre parole sono nuove, che non ci sono più le vecchie direttive: grazie. Non sai quanto possa essere grande questo complimento, proprio da te, che sei diventato una figura di riferimento rompendo un ordine costituito di parole. Le cose che scrivevi in Gomorra c’erano da tempo, andava trovato un modo per dirlo e tu l’hai fatto. Non è poco.
D’altro canto vedo in te il peccato originale da cui ci metti in guardia. Vedo nella tua lettera l’utilizzo di quelle parole d’ordine, di quelle direttive che sono vecchie che sono scollegate dal mondo.
Cos’è questo continuo richiamo agli autonomi del ’77 che si legge in molti articoli e anche nel tuo? E’ il dogma con cui si finisce per sdoganare ogni protesta. Ma non li vedi i movimenti in Francia, a Londra ad Atene? Non ci pensa mai nessuno che sono molto più vicine a noi quelle cose, piuttosto che le immagini in bianco e nero di quarant’anni fa?
Io non sono nessuno per spiegarti cose che sai meglio di me, però guarda le foto: guarda quanta gente c’è in Piazza del Popolo? quanta gente ha resistito agli scontri? E non sotto l’impulso di una rabbia improvvisa, la gente è in piazza c’è rimasta per due ore, tutto il tempo per fare sbollire un’emozione e, se voleva, andarsene. Succede che i cortei si distacchino da azioni che non condividono, l’altro giorno non è successo.
“Non usate i caschi, siate riconoscibili”: belle parole, ma parole d’ordine. Vecchie, stantìe. La gente che in queste settimane è stata denunciata per avere occupato i binari, le strade era riconoscibile. La gente che è venuta a contatto con la polizia perché veniva impedito l’accesso a una zona della città, era riconoscibile. Siamo sempre stati tutti riconoscibili. E siamo stati e saremo denunciati. E siamo stati tutti menati, abbiamo ancora i cerotti. Anche i Book Block, quelli che tu chiami “buoni” hanno i caschi. Caro Roberto, quelli sono manganelli, fanno male. Questo è quello che fa il governo, che fanno le questure. Dici che quando scendiamo in piazza ci troviamo di fronte poliziotti che sono uomini, ebbene perché questo discorso è sempre unilaterale? Anche noi siamo siamo uomini, donne, perché nessuno ci difende?

Quando bisogna difendere le forze dell’ordine si fa a grandi parole, grossi titoli. Quando si devono difendere i manifestanti si fa con piccoli accenni fumosi. Difendeteci, difendete le nostre proteste, questa deve essere la prima cosa. Capite le nostre ragioni, altrimenti, mi dispiace, fra di noi non ci capiremo mai, ci perderemo.
Con questo non voglio dire che il mondo intero deve bruciare. Il mondo deve essere sempre più bello, Piazza del Popolo deve raccogliere feste, le piazze delle singole città devono riempirsi di gioia, ma questo va costruito. E’ una posta in palio che si può mettere in piedi tra chi si riconosce, tra chi lotta insieme.
La testa va usata per pensare, lo scrivi tu. Hai perfettamente ragione ed è grazie al ragionamento, al cervello che possiamo capire che ogni momento è diverso dal precedente, ogni momento ha il suo modo di essere vissuto, i contesti sono fluidi, non sono bianchi o neri. La rabbia e i caschi di un giorno possono, diventare l’abbraccio collettivo del giorno dopo, la salita sui tetti. Dobbiamo avere l’intelligenza per farlo, per cambiare noi stessi, essere diversi ogni giorno, lottare con armi ogni giorno diverse, ogni giorno spiazzanti.
Altro dogma: quello dei buoni e cattivi, c’è ovunque sui giornali. Giornalisti che dicono di non aver peli sulla lingua e di dire cose fuori dallo schema che condannano una parte e assolvono l’altra. Ma è proprio questo lo schema. Buoni e cattivi non esistono, ma non lo dico io, lo dici tu, nel tuo libro, quando mostri che nel sistema camorristico ci sta dentro chiunque, anche suo malgrado. Ma non esistono nemmeno in Dostoevskij (quando mai!), in Pirandello, in Melville, in Flaubert, in Stendhal, non esistono nell’Orlando Furioso e nemmeno nella Divina Commedia: Ulisse, che per l’ansia di viaggiare abbandona la famiglia e fa morire i suoi compagni, è buono o cattivo? Quando vediamo il diavolo che piange, proviamo ribrezzo o pietà? Dio, che non fa entrare Virgilio in paradiso, è buono o cattivo? Solo gli ignavi sono beceri, quelli che seguono la bandierina, che seguono le parole già dette, solo loro sono beceri per definizione. Se guardi a chi si è dissociato dai fatti di piazza, ritroverai in loro gli ignavi, si tratta di rappresentanze che contano quanto i cosiddetti traditori del parlamento: non fanno niente, non hanno mai fatto niente, hanno solo promesso e guardato a se stessi. Non mi curo di loro, guardo e passo avanti.
Per il resto la vita è molto più complicata del rapporto bene o male. E molto più variegata. Pensaci un attimo, sono due mesi che la gente scende in piazza e questo movimento non ha ancora un nome, come nei romanzi di Saramago. Siamo sempre “quelli che hanno fatto questo” oppure ci dicono che siamo di un luogo “quelli dell’Aquila, di Terzigno”. E’ una forza, non credi? Vuol dire che siamo indefinibili: siamo quello che facciamo.
L’altro giorno avevamo i caschi. Domani magari porteremo delle girandole in questura, l’indomani Book Block, il giorno dopo ruberemo in libreria i volumi che ci piacciono e che costano diciotto euro e che non possiamo permetterci (ci difenderai?), parleremo con gente di altre generazioni, staremo con loro, cammineremo. Ci difenderai o ci attaccherai? In ogni caso sappi che saremo sempre le stesse persone.
Altri nemici non ne voglio, caro Roberto, ti ho scritto quello che pensavo, ti ho descritto la situazione reale che c’è stata in Piazza del Popolo, ti ho descritto la situazione quotidiana. Sta a te decidere cosa vuoi leggere nelle proteste. Vuoi leggere un rigurgito del ’77? Va bene. Ti diremo che siamo più vicini alle proteste di Londra e Parigi. Vuoi leggere una violenza di gruppi sparuti? Ti diremo che Piazza del Popolo non la riempiono cento persone. Vuoi leggere la violenza solo come un voto in più a Berlusconi? Va bene, leggeremo nelle tue una semplicità di analisi disarmante che si basa su un sistema binario, Zero Uno, Zero Uno. C’è un’infinità di numeri tra cui scegliere e te ne dico un altro: Centomila, sono le persone che l’altro giorno stavano in piazza insieme, al di là di ogni rappresentanza.

La rivoluzione che non ho mai fatto
Viviana Vivarelli

Stavo morendo quando dovevo nascere
È stata una lotta anche venire al mondo
Poi per essere una donna in un mondo fatto dagli uomini
Essere riconosciuta ovunque fossi
Come una persona
E quando dovevo lottare stavo lavorando
E studiavo mentre lavoravo
E quando dovevo vivere ho dovuto lottare per sopravvivere
Per la malattia e la malformazione del respiro
E quando dovevo scendere nelle strade
portavo la mia lotta estenuante

tra le mura domestiche contro il padrone di sempre, il padre
Poi c’è stato da partorire, e ancora da lavorare
E ancora padroni
E ancora l’uomo, padrone, il marito
Una lotta dopo l’altra
E per arrivare al 27 del mese,
e per farcela da sola col marito lontano e i figli
e per tenere in vita la madre ormai tornata bambina
e per tenere insieme casa e lavoro
Ora, avrò tempo, dicevo
Per fare la lotta di tutti

Ora avrò tempo, dicevo
E intanto la mia lotta mi succhiava il midollo
Mi portava a consunzione
E la rivoluzione mi arrivava dalle finestre
Come un’eco lontana
Che mi faceva battere i polsi
E dolere il cuore
Quando avrò tempo, dicevo
Aspettatemi, ci sono anch’io nella vostra battaglia
Già col cuore ci sono mentre finisco questo lavoro
Quando avrò tempo, dicevo
Quando arrivavo a sera estenuata

Dalle cure, dalla manutenzione
Delle vite degli altri
Quando avrò tempo…
E ora che il tempo è venuto quasi non cammino
Ora che il tempo è tutto mio non ci sono più io
Dov’è corso il mio cuore in tutto questo tempo?
Dove ho fatto la mia rivoluzione?

Diritto di polizia
GIUSEPPE D’AVANZO (sunto)

Il disegno è chiaro. B, politicamente debole, sordo alle difficoltà del Paese, lontano da una società che umilia, inventa una nuova emergenza. Addirittura un’emergenza “terrorismo”. Secondo una classe che fa vanto di essere stata fascista (La Russa, Gasparri, Alemanno), “terrorismo” sarebbe la protesta contro la riforma Gelmini e sarebbero “terroristi” chi non la vuole.
Prima Maroni si inventa lo sciagurato trucco di far valere per i manifestanti più ostinati – scelti come? selezionati da chi? – il divieto di accedere alle manifestazioni sportive (D. a. spo.) di fatto ipotizzando un ritorno al Testo di Pubblica Sicurezza in vigore, dal 1926, nel ventennio fascista. Quello che definiva una prevenzione in base al solo sospetto, senza accertare reati. Per sottoporre il soggetto pericoloso a una severa vigilanza e lontano da casa, bastava un ipotetico “pericolo alla sicurezza pubblica e all’ordine politico”. Le stesse ragioni per cui Maroni e Alfano hanno attaccato che hanno rimandato i ragazzi fermati a casa in attesa del processo.
Ma è solo l’inizio di un processo autoritario. Gasparri chiede arresti preventivi: “Serve una vasta e decisa azione preventiva. Si sa chi c’è dietro la violenza scoppiata a Roma. Tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città. Qui ci vuole un “7 aprile”, giorno in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sx collusi col terrorismo”.
E per fortuna che B si appella ai moderati! Per fortuna che aveva promesso una rivoluzione liberale! Nei fatti questo governo non si allontana dalle celebrazioni del fascismo delle leggi razziali e di Salò. Quando B parla di garantismo, difende solo i privilegi dei Potenti con rigido castigo ai Deboli. Lo abbiamo già visto per rom e migranti.
Anche se oggi non si vede alcun terrorismo, la dx lo richiama, guardando all’identità del nemico più che ai reati. Ancora una volta B spinge la polizia a un’azione autoritaria che è pura violenza come a Genova. Ancora una volta il dissidente diventa un nemico da annientare.
Contro i giovani che si oppongono a un’eterna precarietà, alla fine di ogni garanzia di eguaglianza e chiede opportunità e futuro, il governo evoca un diritto di polizia e usa la violenza. Accende la rabbia. Eccita gli animi. Prepara nuovi disordini.
..
Né buoni né cattivi. Studenti in rivolta per lo sciopero generale!

Ieri gli studenti e le studentesse sono tornati in piazza in tutta Italia, da Milano a Palermo hanno manifestato più di 50.000 studenti. Quasi tutta la stampa nazionale si è affrettata a rimarcare la differenza con la piazza del 14 dicembre, coadiuvata dall’immancabile opinione di Saviano che ancora una volta non ha perso l’occasione per sottolineare la differenza tra “buoni” e “cattivi”.
Tentare però di analizzare la giornata del 22 dicembre attraverso questo schema risulterebbe fuorviante, così come fuorviante era stata l’applicazione della dinamica “buoni” e “cattivi” ai fatti del 14 Dicembre. Pensiamo fortemente infatti che gli studenti scesi in piazza ieri in tutta Italia siano gli stessi che manifestarono il 14 dicembre, siamo convinti del fatto che se, come del resto hanno scritto molti giornali e come ha dichiarato addirittura il capo della polizia Manganelli, quello che è accaduto a Piazza del Popolo non sia una semplice “questione di ordine pubblico”, ma sia conseguenza di un forte disagio sociale, non sia plausibile che quel disagio che il 14 era esploso in rabbia si sia improvvisamente sopito o risolto il 22. Con questo vogliamo dire che il corteo che ieri a Roma ha scelto di sfilare nei quartieri popolari per incontrare chi sta vivendo e subendo la crisi al pari degli studenti, che ha scelto di bloccare due arterie fondamentali come la tangenziale e l’autostrada A24, si pone in netta continuità con la giornata del 14 cambiandone semplicemente e occasionalmente le forme, non per rinnegare quello che è accaduto a Piazza del Popolo, ma dimostrando come questo movimento abbia la capacità anche di andare oltre il legittimo assedio ai palazzi del potere, soprattutto nel momento in cui quei palazzi si dimostrano sordi e miserevoli.
Da questo punto di vista ci teniamo anche a dire che l’incontro avuto con il Presidente della Repubblica può essere considerato un parziale successo, per la prima volta infatti una sede istituzionale è costretta ad incontrare una delegazione di un movimento reale senza potersi più rifugiare nei finti incontri con fantomatiche “rappresentanze studentesche” che nulla hanno a che vedere con gli studenti che stanno scendendo in piazza ormai da due anni. Ma tutto questo non ci basta. Se infatti il presidente Napolitano vuole dimostrare realmente di ascoltare le ragioni di un’intera generazione prenda la decisione di non firmare la legge Gelmini, la rinvii alle Camere, si rifiuti di essere complice del massacro dell’Università pubblica. Se questo non accadrà la Presidenza della Repubblica si dimostrerà l’ennesima istituzione che volta le spalle agli studenti. Infine pensiamo che di tutta la giornata di ieri vada rimarcato un fatto che è stato poco ripreso dai mezzi di comunicazione: la consegna del pacco regalo alla CGIL, con la richiesta di indire al più presto uno sciopero generale, non era una semplice trovata mediatica. Quest’azione infatti esprime la volontà da parte degli studenti di aprire un processo di costruzione di un fronte ampio e radicale di lotta alle politiche di questo governo, crediamo infatti che solo l’unione di queste esperienze possa mettere definitivamente in difficoltà una classe politica che è già con le spalle al muro, e smascherare le politiche di Confindustria che si celano dietro la riforma Gelmini così come dietro gli accordi di Pomigliano. Questo è lo spirito con cui vogliamo ripartire da Gennaio, sperando in un processo che porti in piazza le lotte che si sono incontrate il 14, dai cittadini dell’Aquila e di Terzigno ai comitati dell’acqua pubblica, agli studenti, con l’aggiunta però dei lavoratori e delle lavoratrici in sciopero generale!

Atenei in Rivolta
..
Ferlinghetti

E non dimenticate di dipingere
tutti coloro che hanno vissuto la
propria vita
come portatori di luce.
Dipingete i loro occhi
e gli occhi di ogni animale
Dipingete la luce dei loro occhi
la luce di una risata illuminata dal sole
la canzone degli occhi
la canzone degli uccelli in volo.

..
Cancun: ignorati i popoli, vince il mercato

Se il pianeta ha la febbre a Cancun non è stata curata, anzi. Nulla di vincolante è stato deciso nell’accordo uscito all’alba di ieri, nonostante l’enfasi data dai governi riuniti e dalla stampa al testo conclusivo emerso dalle due settimane di lavori.
Cancun conferma sostanzialmente il consolidamento della logica emersa a Copenaghen, ampliando i meccanismi attraverso cui la gestione della crisi ambientale e climatica passa attraverso la finanziarizzazione e nuove speculazioni economiche. Il fondo verde, i mercati di carbonio e il meccanismo dei Redd+ non sono altro che false soluzioni che istituiscono una sorta di “diritto di inquinare”, in base al quale i paesi industrializzati continuano con le emissioni pagando “indulgenze” compensative che si risolvono nell’ennesimo ricatto verso i paesi del sud del mondo.
Che la logica di Copenaghen sia stata trasferita a Cancun è dimostrato anche dal ruolo centrale affidato qui in Messico alla Banca Mondiale, che paradossalmente, dopo esser stata tra i colpevoli della crisi economica ed ecologica, gestirà per i primi tre anni il Green Fund.
Ben lontani da incorporare nel proprio linguaggio espressioni come ‘debito ecologico’ , su cui invece i movimenti per la giustizia ambientale di tutto il mondo insistono, nei documenti si continua a puntare sull’urgenza del trasferimento tecnologico, ribadendo il ruolo centrale del settore privato e dei meccanismi finanziari.
Una “soluzione” palliativa che non risolve le cause principali, che facilita solo la creazione di nuovi mercati per le aziende già pronte a investimenti internazionali su larga scala e al mercato di nuove tecnologie definite ‘appropriate per l’ambiente’. Tutto senza focalizzare l’impatto socio-economico, senza trattare degli effetti sulle popolazioni direttamente colpite e costrette alle migrazioni – che pure interesseranno anche i paesi più sviluppati, messi di fronte alla sfida posta dai nuovi e massicci flussi in entrata.
Dopo 5 anni di conferenza delle Parti nulla è stato risolto, anzi. Mentre a Cochabamba in soli tre giorni lo scorso aprile 40.000 delegati di 142 paesi e 40 rappresentanti di altrettanti governi avevano raggiunto un accordo che individuava le cause della crisi sistemica proponendo misure concrete per far fronte alla crisi climatica. Proposte che dopo essere state incluse nelle negoziazioni preliminari, sono rimaste lettera morta a Cancun, decisione che ha causato il no della Bolivia all’accordo finale.
La crisi ecologica non è fatta solo di cambiamenti climatici. È anche disastri ambientali, nuovi e massicci flussi migratori, distruzione di economie locali, violazione del diritto al cibo e alla salute e la distruzione di milioni di vite umane. Di fronte a questa consapevolezza nessun adattamento è possibile.
Parlare di giustizia climatica significa oggi in realtà parlare di relazioni di potere, di sistemi economici, processi produttivi e modelli di consumo. Per questo siamo più che mai convinti che per affrontare il maniera concreta la crisi sistemica (economica, ecologica, finanziaria, energetica, alimentare e migratoria ) occorra rimettere al centro la giustizia sociale ed ambientale.
È questa la scommessa concreta ed urgente che i movimenti e la società civile di tutto il mondo hanno iniziato ad assumere per unire sempre di più le lotte e le alternative in marcia dal nord ad sud del mondo, dalle fabbriche alle campagne, dalle città ai territori con un unico obiettivo comune:cambiare il sistema, non il clima.

http://www.reteambientalesociale.org
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Il partito che non c’è, quello delle regole
Paolo De Gregorio

Nell’affollato teatro dei partiti italiani brilla per assenza il più indispensabile, un partito capace di riscrivere le regole del gioco, alla luce dei fatti concreti che negli ultimi 30 anni hanno alterato pesantemente la vita della nostra democrazia, nella fattispecie della creazione di un monopolio mediatico che ha generato la mostruosità di far diventare premier il suo padrone.
Denaro e proprietà privata di un impero editoriale monopolistico è provato che si trasformano in potere politico, alla faccia della Costituzione e della democrazia, e delle balle sulla “par condicio”.
Questo fenomeno si chiama”berlusconismo”, è una grave anomalia e va corretto a tutti i costi, e andrebbero ricoverati in ospedale psichiatrico coloro che negano questa evidenza.
L’altra entità che ogni giorno lavora per appoggiare la destra conservatrice, affermando con grande disprezzo del ridicolo di non fare politica,è la Curia vaticana, che con il suo capillare apparato, anche mediatico, finanziato dall’8 per mille, orienta il voto elettorale di milioni di cattolici, fino alla dichiarazione di ieri del cardinale Bagnasco che ha liquidato il terzo polo antiberlusconiano in quanto Fini è troppo laico.
Di fronte a questa “flotta imperiale” c’è il nulla di una sinistra sparita, senza più articolazione sul territorio, che ignora i problemi delle persone, divisa da vent’anni nella sua nomenklatura, che produce una opposizione timida e inconsistente, senza altro orizzonte se non quello della economia capitalista.
Se vi pare un quadro democratico fatevi visitare dal vostro medico di fiducia.
So bene che l’art. 67 della Costituzione prevede che “ogni membro del Parlamento esercita la sua funzione senza vincolo di mandato”, ma alla luce del mercato dei Giuda che si è svolto sotto i nostri occhi e ha salvato il culo di B., questa si è rivelata una regola sbagliata, da aggiornare con la seguente dicitura: ogni parlamentare eletto in una lista, durante il mandato non può passare ad altro schieramento poiché annullerebbe la volontà dei suoi elettori. Deve decadere immediatamente dalle funzioni e dallo stipendio e aspettare una nuova tornata elettorale.
Senza tante teorie del piffero, con questa regoletta B: sarebbe stato trombato e il suo denaro e il suo potere corruttivo sarebbero stati inutili.
Così l’abolizione dell’8 per mille alla Chiesa, con divieto per uno stato laico di avere alcun rapporto economico con le organizzazioni religiose, al fine di evitare quello sconcio di 5 giorni che ha visto B. trovare 60 milioni di euro per le scuole cattoliche, poco prima del voto di fiducia, ed incassare plauso e appoggio del Vaticano.
L’altra grande anomalia che mortifica la nostra democrazia è il “servizio pubblico”, la RAI TV, che è un servizio per 2 terzi a Berlusconi e per 1 terzo al PD, quindi servizio alla casta partitica, da sostituirsi con un solo canale (i monopoli vanno aboliti), senza pubblicità, diretto da una personalità indipendente da ogni potere economico, politico o religioso, eletta dagli azionisti che sono i cittadini che pagano il canone.
Chiamiamo a raccolta tutti coloro che desiderano una democrazia autentica, che considerano quella attuale un regime insediato dal denaro, dai monopoli, dal malaffare, dalle massonerie e dai preti.
Senza nuove regole e senza un grande partito che le faccia rispettare le élites economiche e quelle religiose domineranno in eterno i loro sudditi.

Due Chiese
(Fede e democrazia)
Rosario Amico Roxas

La presa in giro del bipolarismo che ha diviso la nazione in una casta che detiene il potere e lo usa nel proprio interesse da una parte e il popolo succube che ha delegato a rappresentarlo chi rappresenta solo se stesso dall’altra, ha contagiato anche la Chiesa dove si stanno evidenziando due Chiese, in un bipolarismo spirituale che non lascia adito a dubbi:
a) Quella ufficiale con a capo il pontefice contornato dai cardinali selezionati dallo stesso pontefice; è la Chiesa dei misteri, non del Mistero; i misteri intorno all’IOR, alla scomparsa di Manuela Orlandi, alla sepoltura di De Pedis in una basilica romana; il mistero della morte di Giovanni Paolo I, proprio quando manifestò l’intenzione di mettere le mani nella melma dello IOR per fare pulizia. Questa Chiesa, diventata e affermata come Stato città del Vaticano, con i suoi ministri e ambasciatori in tutti gli angoli del pianeta, mentre condanna i missionari della Teologia della Liberazione, colpevoli di esaltare Cristo nella Fede e non nella storia,con una sua florida finanza, con un esercito da operetta, non poteva che legarsi all’esercizio del potere di un bipolarismo politico imposto alla nazione, alterando i termini della democrazia.
b) In alternativa c’è l’altra Chiesa, quella Vera che non fa capo a nessuno, ma comprende l’Ecclesia dei credenti, relazionati con Dio attraverso Cristo e il suo insegnamento. Sarebbe molto opportuno rileggere le parole de “L’imitazione di Cristo” che ha nutrito le coscienze per oltre un millennio: “ Che ti serve saper discutere profondamente della Trinità, se non sei umile, e perciò alla Trinità tu dispiaci? Invero, non sono le profonde dissertazioni che fanno santo e giusto l’uomo; ma è la vita virtuosa che lo rende caro a Dio. Preferisco sentire nel cuore la compunzione che saperla definire (cap. 1, cpv 1)”. E’ così che l’essenza stessa della Comunione dei fedeli è stata ed è stravolta proprio nella sua funzione prioritaria che è la fede: è l’alterazione della Fede, così come nell’altro bipolarismo viene alterata la democrazia.
La democrazia sta alla Fede e viceversa, come inscindibile valore complementare che ridona all’uomo la centralità nella quale Cristo stesso lo ha posto. Analogamente, nel mondo laico, è la democrazia che si integra con il buon governo e nel saper vivere civile.
Dalle contraddizioni emergenti spuntano diverse categorie fin ora sconosciute; così nel panorama spirituale troviamo il cattolicesimo degli atei (Pera, Ferrara e gli intellettualoidi di una destra opportunista; quindi c’è il cattolicesimo di Ratzinger; a ciò si contrappone la fede popolare, che dura da oltre 2000 anni, periodici carenze di vertice in Vaticano; ma l’unica categoria che resiste ed è resistita alle violenze del tempo rimane quella legata alla Fede, alternativa di fondo ai giochi di parole che tanto piacciono a chi non ha nulla da dire.
L’analogia colpisce il mondo laico, che vede un proliferare di correnti e sottocorrenti, utili solamente alla coltivazione intensiva del proprio orticello.

Ha vinto Lukashenko

In Bielorussia vince di nuovo Lukashenko, bollato come l’ultimo dittatore europeo e disertato da 16 anni da tutti i capi europei e dagli Stati uniti, che lo hanno messo all’indice, ma che,udite udite! è stato riconosciuto ed elogiato dal solo Berlusconi,l’unico che lo ha visitato e che lo affianca ai suoi altri stimabili alleati internazionali: Putin e Gheddafi, veri esempi di democrazia e di civiltà!
B è profondamente ammirato di quei consensi elettorali al 75% ottenuti con violenze poliziesche sugli elettori, violenze che tutto il mondo ha esecrato, dichiarando nulle ben 3 elezioni, ma che evidentemente a B piacciono molto, come gli piace la censura ferrea che Lukashenko ha imposto sulla stampa e sulla libertà di espressione.
Lukashenko è stato rifiutato anche dalla Banca Mondiale e gli è stata persino vietato di partecipare al Consiglio d’Europa.
E’ presidente della Bielorussia del 1994 (ha la stessa età di governo di B). Come B, ha vinto grazie a compravendite di voti, minacce, intimidazioni, esagerate promesse mai mantenute al punto che gli organismi finanziari internazionali lo hanno messo all’indice per il suo comportamento contrario a ogni democrazia. Le sue elezioni sono piene di brogli e violenze. Come farebbe volentieri B, Lukashenko cacciò 89 deputati dal parlamento definendoli traditori e bolla come terrorista chiunque gli si opponga. Oggi viene condannato dai governi internazionali e dalle organizzazioni per i diritti umani.
L. ha regolato la crisi economica, prendendo il controllo della banca centrale e riducendo le altre a 30 a banche governative, congelando i conti in banca, e arrestando centinaia di persone accusate di aver prodotto la crisi.
Ma Berlusconi lo ha elogiato dicendo: “So che il tuo popolo ti ama. Il suo amore per te si vede dai risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti!” Che questi risultati siano stati ottenuti con una politica del terrore e distorcendo la Costituzione a Berlusconi non interessa affatto!
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Sono d’accordo e sottoscrivo questa
denuncia degli amici di Chiccodisenape.
Buona giornata.
Aldo

Perché i nuovi cardinali dovrebbero essere presentati al Presidente del Consiglio e ai più autorevoli ministri? Perché cioè i principi della Chiesa dovrebbero essere presentati ai principi di questo mondo? Evidentemente perché sono colleghi di principato. In ogni caso, “è stato un momento di festa”, secondo quanto ha dichiarato mons. Crociata, presente in rappresentanza del card. Bagnasco alla cena festosa del 9 dicembre presso la Santa Sede. Se qualcuno obiettasse che c’è poco da festeggiare e ricordasse lo stato di crisi profonda, materiale e morale, dell’Italia, sarebbe preso per un guastafeste. E dunque lasciamoli festeggiare. Semplicemente diciamo: non in nostro nome, non nel nostro nome di cittadini e di cristiani. Di cittadini cristiani sgomenti di fronte a un Presidente del Consiglio e ad un Governo, che rappresentano un concentrato di quanto di più antievangelico sia mai comparso sulla scena politica della nostra Repubblica e che è invece uno dei più apprezzati e vezzeggiati dalle gerarchie ecclesiali. Più di una volta il card. Bertone ha dato un esplicito appoggio a Berlusconi con cene e incontri più o meno clandestini, ora è intervenuto addirittura con grande pompa casualmente pochi giorni prima del voto sulla mozione di sfiducia; e non solo questo, ma anche è entrato nei dettagli, suggerendo e premendo perché un partito, l’UDC, si accordasse con Berlusconi: il pastore è diventato un trafficante di consensi politici e di giochi di potere.
Un tempo, quando si considerava la condizione della Chiesa nel Rinascimento, si pensava che quell’epoca di degrado delle sue gerarchie non potesse più tornare. Ci eravamo sbagliati. La fornicazione è soltanto diventata più subdola, perché è cresciuta l’ipocrisia e i principi della Chiesa non hanno più l’ardita sfacciataggine dei cardinali del Rinascimento, che principi lo erano davvero.
Chiediamo a tutti i credenti di denunciare la grave ferita che il card. Bertone e gli altri eminenti cardinali hanno inferto alla dignità e all’unità della Chiesa. Perché la presentazione dei nuovi porporati a un principe corrotto e corruttore, che infanga il Vangelo mentre se ne appropria, è un’umiliazione per la Chiesa intera, una Chiesa fatta anche e soprattutto di tanti silenziosi, umili e coraggiosi credenti, e perché l’intervento squisitamente politico del Segretario di Stato non può che portare divisioni nella Chiesa. Chiediamo di pregare perché lo Spirito sostenga la Chiesa anche in questo momento difficile, perché sia preservata la sua unità, ma anche perché, a questo fine, sia liberata dei pastori indegni. Ma siamo certi che la festa e anche i festini stanno per finire, perché il Signore non abbandona i suoi fedeli e il male non avrà l’ultima parola.
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Oreste
Italianiiiii!!! Sapete quanto ci vengono a costare i regali ai parlamentari (cadeau natalizio) No? Ve lo dico io:
A 111 Senatori un IPAD da 8oo € cadauno, alle deputate 37 un anello(tre fedine) a 1.4oo euri cadauno. Volete sapere il totale? Ve lo dico 140.000 €.
E si fanno i tagli alla spesa sociale!!! E vai….

Italianiiii: Sapete quanto ci costa la portaerei Cavour che è andata a fare una passeggiata ad Haiti, arrivando dopo un mese, per portare aiuti(?) no?
Ve lo dico io circa 2.111.000.000.
E si tagliano le spese!! E vai..
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Un giornale serio
Viviana

Se ci fosse un giornale serio, metterebbe in prima pagina a caratteri cubitali le ultime cazzate del governo Berlusconi:
-che se la Consulta non approva il legittimo impedimento glielo fa vedere Lui!
-che se qualcuno manifesta in piazza bisogna additarlo come un covo di assassini
-che nei casi in cui sconfinfera al governo si dovrebbero fare arresti preventivi
-che il Cavaliere sta per “comprare” altri 8 deputati
-che tagliare il 95% delle borse di studio e i fondi a scuole e ricerca si chiama “premiare il merito”
Che queste canagliate siano di stampo ultra-fascista non c’è dubbio. Berlusconi batte anche i suoi amici dittatori: Gheddafi, Putin e Lukashenko.
Possiamo solo sperare che oltre a essere le ultime siano anche quelle finali.
Che il sonno lo uccida!
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Non passa la sfiducia a Calderoli

Calderoli rimarrà famoso perché, come Ministro alla semplificazione legislativa, l’unica legge che ha semplificato è quella contro banda armata per liberare un manipolo di leghisti che avevano attentato allo Stato.
Di Pietro ha promosso una sfiducia parlamentare nei suoi confronti, ma non è passata.
Si chiede: Com’è che al voto di sfiducia contro Calderoli mancavano 35 deputati del Pd?
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Viviana Vivarelli

Il parlamento è un suk
Il Governo una corte di buffoni
La democrazia è in agonia
La scuola è già morta
La magistratura si vende
Gli operai sono rinnegati dalla stessa opposizione
La sanità ha un paziente morto ogni due giorni, più che una cura è un genocidio lento
L’opposizione è irriconoscibile. Anzi fa parte della corte. Coi tempi che corrono, una poltrona te la tieni cara e non guardi al padrone
Gli strumenti del potere sono il ricatto, l’acquisto, la corruzione, il broglio, l’intimidazione
Se non basteranno, resusciteranno gli arresti preventivi e le stragi di piazza
Le televisioni sono oppio
I giornali: merda in mano a distributori di merda
Restano gli studenti
Ma se questi li ammazzassimo da piccoli,
non sarebbe la prevenzione migliore per pacificare le piazze?
E poi, vuoi mettere che risparmio per le casse dello Stato!
Tutto grasso e ciccia per chi resta al potere
Siamo già il paese più vecchio del mondo
Governato da vecchi. Derubato da vecchi. Corrotto da vecchi. E distrutto da vecchi. Ormai abbiamo solo vecchi manigoldi che si masturbano tra loro
Non vorrete che i pochi giovani rimasti si montino la testa e credano di avere un futuro!? O di essere qualcuno? O di vivere in una democrazia?
Deve essere chiaro che non sono nessuno! Niente scuola, niente lavoro, niente diritti, niente garanzie, niente casa, niente famiglia, niente futuro! E quando voteranno avranno la democrazia di Lukashenko. O di Putin. O di Gheddafi! O di Riina. I modelli del potere sono quelli. Più chiaro di così!Avremo il ri-governo dei vecchi col 75% dei consensi. Non un governo ma una rigovernatura. Anzi faremo arresti preventivi pre-elettorali.Per garantire la casta
B lo ha detto:vivrò fino a 120 anni.Io e i vecchi riccastri raccapriccianti come me
Tutto il resto:tomba!
Il paese scivolerà in un lento declino,e loro praticamente si addormenteranno in una poltrona dorata seduti sul potere. La Gelmini lo ha detto chiaramente: premiamo il merito!Il merito di chi comanda!Tutti gli altri: ciccia!

5 milioni dalla Gelmini per tradurre il Talmud
Pietro Ancona

Mentre le scuole italiane si impoveriscono di sussidi didattici, aule, insegnanti e i bambini sono costretti a portarsi da casa i soldi per riparare un vetro rotto o per la carta igienica vengono elargiti milioni a scopi soltanto eminentemente politici e di dominio culturale. Che bisogno ha la scuola italiana del Talmud tradotto? La comunità ebraica ha soldi quanto ne vuole dall’8 per mille. Bisogna spremere alla povera scuola italiana per dare a chi non ha bisogno.
Ma forse, questo è uno dei prezzi che si pagano al gruppo di cervelli che ha pensato elaborato e scritto in caratteri neocon la riforma della scuola italiana

http://it.peacereporter.net/articolo/25960/Gelmini,+5+milioni+per+tradurre+il+Talmud
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QUESTA NOSTRA, UNA VITA APPARENTE
Gianni Tirelli

Sull’onda dell’entusiasmo e di una novità fatta di, promesse, aspettative e speranze, per una qualità di vita migliore e più felice, è stata definito, rivoluzionario, quel processo di industrializzazione che, nel solo arco di un secolo, ha sbaragliato dal campo le società contadine per imporsi come parametro assoluto di riferimento.
Ma le rivoluzioni, sono portatrici di fratellanza, uguaglianza e libertà (sinonimi di felicità), in netta antitesi con quella “industriale”, equivalente di, omologazione, licenza, schiavitù e catastrofe ambientale. Una mera illusione, avallata, mitizzata e propagandata da quel primitivo gruppo di “furbetti del quartierino” che, alla fatica dei campi e all’intelligenza, aveva anteposto (per facilità di applicazione) le più congeniali e caratteriali, inettitudine e furbizia. Tutte le promesse e le speranze, sbandierate in questo secolo, sono state disattese e umiliate. Quel processo di semplificazione che ha traghettato l’uomo da un passato industrioso a un presente industriale, è miseramente fallito. L’autonomia di un tempo, presupposto di libertà e decoro, è degenerata in dipendenza dal Sistema e, la salutare e appagante fatica dell’uomo contadino, in lavoro meccanico, frustrante e senza dignità. Per tali motivi, l’individuo umano del passato, cosciente e responsabile, si è involuto in umanoide robotizzato; un automa che si attiene rigidamente alle regole stereotipate di un libretto di istruzioni che il Sistema gli consegna al momento della sua venuta al mondo. A un tale uomo è negata la felicità.
Gli individui ben differenziati delle società contadine, proprio in virtù della loro autonomia, disponevano di quel tempo libero (indispensabile e necessario), che dava un senso alla loro esistenza ed era motivo di socializzazione, tradizione, fantasia, pura introspezione e svago. La variabilità del tempo, li costringeva per lunghi periodi, ad abbandonare la fatica dei campi, potendo così concedersi lunghe pause di rigenerante riposo, e in occupazioni manuali/artigianali, fonte di creatività, ispirazione e consapevolezza. Oggi, con il Sistema industriale, ogni più remoto barlume di dignità è stato per sempre cancellato. Un uomo, costretto a lavorare otto ore, ogni santo giorno (che piova o tiri vento), per quarant’anni della sua vita dentro una fabbrica malsana, caotica e assordante, per miserabili 1000 euro al mese non solo, è un irresponsabile ma (senza il dubbio di essere smentito), uno psicopatico.
Questo, vale anche per le otto ore svendute di fronte ad un computer, o alla guida di un Tir, o alla cassa di un supermercato. Questa non è la vita o estrema condizione di sopravvivenza, ma stato vegetativo.
L’uomo ragionevole, muore per un calcio sferrato dal suo cavallo, per essere caduto ubriaco dal fienile o, colpito da un fulmine in una notte di tempesta, mentre cerca di radunare il suo gregge di pecore. L’uomo ragionevole, muore annegato, dopo essere caduto con la sua bicicletta in un fossato, di notte, tornando dall’osteria verso casa. Muore di fatica, dopo avere dissodato, con la sola forza delle sue braccia, un campo di patate. L’uomo ragionevole, muore soffocato dall’ultimo boccone della sua cena o, avvelenato dalla puntura di una vipera – muore per un colpo di pugnale al cuore, sferratogli dal suo acerrimo nemico, per una parola di troppo. L’uomo ragionevole muore da uomo, perché la memoria delle sue azioni, sia da conforto per tutti quelli che lo hanno amato.
L’uomo ragionevole cerca l’autonomia e la libertà, in una condizione di autenticità, e di qualità della vita
Diversamente, meglio sarebbe per lui, vivere di espedienti e trovare ristoro, nel freddo di una baracca di lamiera e cartone e che fosse la carità, a soddisfare i suoi bisogni, e le notti stellate, i suoi sogni.
L’uomo di quest’epoca insensata si deve ribellare, e riappropriare dell’unica cosa che è capace di produrre miracoli, e in grado di riesumare autentiche passioni e vere motivazioni: la Terra.
La Terra, è il vero potere! Il solo potere al quale possiamo serenamente sottometterci sapendo che, domani, per noi sarà un altro giorno. Un giorno nuovo, pieno di aspettative e di speranze, di sana fatica, sereno riposo e felicità.
Gianni Tirelli
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Le mangiatoie sono colme di ogni ben di…cavaliere
Rosario Amico Roxas

Quando sento parlare di “governabilità” penso al significato che ha il termine “guvernare” nel dialetto siciliano.
Non ha nulla a che fare con il governo, nè tanto meno con un ipotetico “buon governo”, oggi lontanissimo anche dalla immaginazione.
Guvernare in siciliano significa nutrire, ed è riferito alle bestie da macello, ma non nella quotidianità, bensì in quel periodo che precede la macellazione, per migliorare la resa.
I maiali vengono “guvernate” per due mesi con fave per mitigare l’odore spesso acre dato dai magimi industriali.
Lo stesso vale per i vitelli, i tacchini…. vedo, adesso, che il termine si dilata ed entra con prepotenza anche nelle stanze dei bottoni, trasformate in stanze dei bottini, dove, nel pieno della transumanza, i vitelli vengono “guvernari” in premio per la fatica patita durante la transumanza.
Le mangiatoie sono colme di ogni ben di…cavaliere.
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Perché ho parlato di scisma strisciante ?
Rosario Amico Roxas

Gli amici (virtuali) che leggono i miei , quasi, quotidiani commenti alla cronaca, si sono chiesti e mi hanno chiesto, se non trovo esagerato aver parlato di una scisma strisciante che si sta verificando nella Chiesa cattolica e cristiana. Devo rispondere con crudezza, usando i termini che vanno usati, senza il falso pudore delle mezze parole. E’ impresa ardua concentrare in poche righe il contenuto, che andrebbe meglio descritto citando le fonti che ne motivano le affermazioni. Cosa che ho fatto in svariate note, regolarmente inviate ai miei amici, basterebbe andare e ritrovarle per ottenere una dettagliata motivazione.
Il momento centrale che lascia intravedere uno scisma nel mondo cattolico è dato dalle scelte che sono state operate; scelte a seguito di una opzione che è stata esaltata: da una parte una sclta di cristo e dall’altra quella che riguarda Berlusconi.
Ratzinger ha scelto Berlusconi e lo si evidenzia in maniera non discutibile in quella ignobile presentazione, a firma pontificale, al libercolo di Marcello Pera “Perché dobbiamo dirci cristiani”, visionabile nel lik qui riportato; si tratta di una scelta di liberismo, blasfemicamente paragonato al cristianesimo, come se Cristo fosse stato un antesignano della violenza del libero mercato.
http://www.calabresi.net/20081127834/nuovo-evento/presentazione-del-libro-perche-dobbiamo-dirci-cristiani.html

Quanto poi al cattolicesimo “originale di Ratzinger, rimando al successivo link
http://www.blogsicilia.it/blog/il-cattolicesimo-di-ratzinger/14672/

Il popolo dei fedeli è rimasto fedele a Cristo; da qui l’allontanamento dai vertici vaticani, che restano isolati dal reale mondo dei fedeli.
Scegliendo Berlusconi, Ratzinger ha privilegiato lo Stato città del vaticano , del quale è il sovrano assoluto e ne gode dei vantaggi, al “Tu es Petrus” e “Il mio regno non è di questo mondo”, optando per l8 per mille, per i finanziamenti alle scuole cattoliche, all’esenzione dall’ICI e a tutti i benefit che vengono elargiti, come un piatto di lenticchie, per ottenere quella primogenitura che permette di governare sul popolo dei fedeli.
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Riccardo Orioles

Fra loro, fra i politici, non è successo niente. “Il governo può continuare”, “ha ragione Marchionne”, “mica vogliamo le elezioni”. Si accorderanno. Ma noi no, per noi non continua così. Rassegnati, routinati, di nuovo a mordicchiarsi a vicenda: così, per loro politici, è il giorno dopo. Bersani sotto assedio, i “rottamatori” che rottamano, Veltroni che aleggia e Fini e Montezemolo e Casini: di questo stanno parlando, questo è importante per loro. Ma per noi no, noi non possiamo affrontare un altr’anno così.
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“O le sassate o Casini”: questo, in estrema sintesi, ciò che ci sbattono in faccia i gattopardi. Ma noi non vogliamo né sfogarci coi sassi né regalarci a Marchionne sotto le vesti di Fini o Casini. Vogliamo un governo diverso, con una maggioranza reale. Perché non siamo affatto minoranza, noi, nel paese vero: siamo soltanto divisi. Vogliamo un governo serio, civile, democratico, più forte della Fiat e dei veri padroni.
Non ce lo può dare il csx, non ne ha la forza da solo. Non ce lo può dare se si allarga a destra – dovrebbe tradirci, prima. Ce la può fare solo se si allarga sì, ma trasversalmente, saltando sopra gli apparati, unendosi alla società civile.
Per questo ci serve una candidatura forte, una candidatura non “politica” ma sociale. Non l’uomo forte”, il salvapopolo (ce n’è già tanti) ma un Pertini. Non c’è lotta sociale più acuta di quella che conduciamo ogni giorno, noi antimafiosi, contro i poteri mafiosi. Poliziotti e compagni, operai e insegnanti, “moderati” e ribelli, qui e solo qui siamo nello stesso fronte, siamo uniti.
Rostagno e Borsellino, La Torre e dalla Chiesa: ma non lo sentite cosa vi dicono, insieme, questi nomi? Perché non partire da qui? Di che avete paura? E’ una cosa reale, questa, non un’utopia.
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Scriveva Giuseppe Fava

Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo che in una società democratica e libera il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società.
Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili. pretende il funzionamento dei servizi sociali. tiene continuamente all’erta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo.
Se un giornale non è capace di questo, si fa carico anche di vite umane. Persone uccise in sparatorie che si sarebbero potute evitare se la pubblica verità avesse ricacciato indietro i criminali: ragazzi stroncati da overdose di droga che non sarebbe mai arrivata nelle loro mani se si fosse denunciato l’infame mercato, ammalati che non sarebbero periti se la pubblica verità avesse reso più tempestivo il loro ricovero. Un giornalista incapace – per vigliaccheria o calcolo – della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze. le sopraffazioni. le corruzioni, le violenze che non è stato capace di combattere. Il suo stesso fallimento!
La verità! Dove c’è verità, si può realizzare giustizia e difendere la libertà! Se l’Europa degli anni 30-40 non avesse avuto paura di affrontare Hitler fin dalla prima sfida di violenza, non ci. sarebbe stata la strage della 2a guerra mondiale, decine di milioni di uomini non sarebbero caduti per riconquistare una libertà che altri, prima di loro, avevano ceduto per vigliaccheria.
E’ una regola morale che si applica alla vita dei popoli e a quella degli individui. A coloro che stavano intanati, senza il coraggio d. impedire la sopraffazione e la. violenza, qualcuno disse: “Il giorno in cui toccherà a voi non riuscirete più a fuggire, né la vostra voce sarà così alta che qualcuno possa venire a salvarvi!”.

RIDIAMARO : – )

JENA
APPELLI
Non possiamo andare né avanti né indietro, né a destra né a sinistra, fa freddo e nessuno ci vuole bene. L’estremo appello degli automobilisti del Pd.
..
il governo incassa la fiducia……il resto solo in biglietti di piccolo taglio!!
Bomarino
..
Quella di B è stata una vittoria di Pirro
No, di pirla
Littizzetto

Berlusconi procede in gran carriera
a botte… di sonno.
Gli unici momenti in cui
…non fa danni.
Molti auguri di lungo sonno, Presidente!
VV

Berlusconi ha detto che dorme solo tre ore per notte
Il resto delle dormite lo fa di giorno. Possibilmente alle riunioni pubbliche.
Prima lo chiamavano il caimano
Ora sarebbe meglio chiamarlo il ghiro, o la biscia o il riccio
Animali che vanno in letargo.
VV
..
Ora che la Gelmini ha completamente dissestato la scuola pubblica
Le resta solo di destinare l’intero bilancio della scuola
alla scuola privata dove manderà suo figlio
e dargli anche quel 95% di borse di studio
che ha rubato a tutti gli altri
Ha detto che voleva premiare il merito
dei figli di papà e mammà più ricchi, si intende.
..
Delimitata finalmente la zona rossa del corteo di oggi

Dorme, dorme, il bell’addormentato sulla sua poltronda dorata
In attesa della principessa azzurra
Che venga finalmente a svegliarlo con un bacio
Trasformandolo definitivamente nel rospo che era.

Berlusconi: Dopo di me una donna. Per la parrucca e i tacchi nessun problema, adesso mi manca la ceretta alle gambe.
Francois Marie Arouet
..
Gasparri ha detto che certe manifestazioni andrebbero evitate.
Sono d’accordo. A cominciare dalle sue.
VV
..
Roberto Piredda
La politica è l’arte del possibile
LaRussa : “La repressione è una possibile arde politiga”
..
Ma come? Ce l’avete tanto con Padoa Schioppa che diceva che i figli che stanno a casa sono dei bamboccioni, e poi non dite una parola su Gasparri che invece chiede di tenere i figli a casa così non rompono le balle al governo? Cosa devono essere? Antibamboccioni?
VV.
..
http://masadaweb.org

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  1. A proposito di “Questione Morale” mi associo senza riserve alla lettera di De Magistris e trovo quindi indispensabile che il capogruppo Idv Massimo (nomen omen?) Donadi invece di cianciare offeso di pugnalate alle spalle si dia da fare con Di Pietro a dare risposte concrete e pubbliche ai problemi denunciati nella lettera e condivisi ovviamente da tutti gli elettori “veraci” di sinistra (o veraci e basta, spero). Tanto più che il problema della questione morale è vecchio (è nato e pensavo ormai fosse purtroppo morto disperato con Berlinguer) e ha da sempre trovato i suoi più vischiosi affossatori nella nomenclatura sostanzialmente conservatrice di sinistra, avida e insieme pavida di potere. Basta vedere ancora ai giorni nostri Bersani terrorizzato più dalla presunta onestà di Vendola che dalla presunta criminalità di Berlusconi e che non trova di meglio per salvarsi che il vuoto stereotipo di rimboccarsi le maniche (abbiate pazienza, ma come può una persona di minima intelligenza politica – e non – ricorrere a stupidaggini del genere? è questa la stima che nelle inaccessibili zone rosse si ha dell’elettorato tutto massa e niente cervello?), nonché di mettersi nuovamente alla mercé della Curia della Binetti e dello IOR, addirittura facendo finta di scavalcare spavaldamente i vari Casini.

    Francamente, sulla base anche delle mie vetuste ma tuttora penose esperienze personali, io allora dico BASTA: VOTERO’ VENDOLA, e invito tutti i cittadini onesti e delusi a fare altrettanto. Basta prenderci in giro: Bersani, D’alema, il PD (come nomenclatura) e tutti i cosiddetti riformisti moderati: mi chiedo se il vero problema non sia mica che in tanti anni di quieto vivere questi idealisti hanno raccolto anche loro qualche scheletrino puzzolente negli armadi, come per esempio qualche migliaio di amici e parentucci VISIBILMENTE ben sistemati – e chissenefrega tanto per dire dei precari – o qualche casa “stralciata” per esempio nel centro storico di Roma e figuriamoci altrove. Altro che gli affittini “perfettamente legali”, ma di favore, ai cento o mille dalemini: basterebbe andarsi a rivedere le carte e i piani regolatori degli anni delle giunte romane cosiddette rosse a partire dal “bravissimo” (dicevamo convinti così) Ugo Vetere, eletto dopo che era morto in servizio, proprio come Berlinguer, il suo predecessore, forse l’ultimo dei veri galantuomini Luigi Petroselli. Posso dirlo perché io c’ero, so come andavano veramente le cose dietro le quimte, ma tanto non servirà a nulla, come a nulla o poco sono serviti fior di servizi giornalistici o inchieste televisive che non hanno fatto che denunciare con prove lampanti malversazioni e ben altre porcate di ogni genere da parte di ammininistratori pubblici, senza che su in alto ci fosse alcuna apprezzabile reazione, se si eccettua quella storica per il calcio di Totti a Balotelli. E questi “riformisti” di ora se diciamo che la merda ancora non ce l’hanno al collo sicuramente ce l’hanno ai fianchi, forse anche perché molti ci sono già nati in mezzo e hanno considerato naturale che salisse, o adesso magari pensano in buona fede che la puzza venga da fuori, anche se stanno sempre nelle loro zone rosse con porte e finestre blindate. Ma i vecchi no, i vecchi come me hanno sempre saputo e non possono aver dimenticato il “far politica” alla D’Alema (non era certamente il solo): ed ecco perché temono l’avvento di politici onesti o ancora ingenui, ecco perché hanno paura che si scopran davvero le tombe e si levino i morti, nel senso dei loro scheletri, altro che storie. Per questo dico Forza Vendola, Di Pietro, Grillo, D’Arcais, Bocca, Fo, Guzzanti (il babbo ancora non ce lo vedo), Ballarò, Annozero, Il Fatto Quotidiano, il Manifesto e così via: e di corsa tutti insieme ai “milioni e milioni” di signori nessuno che vedono la Rai ma se ne fregano attentamente dei brunovespa e dei carloconti, vedrete che forse non subito, ma alla prossima vinciamo alla grande, siamone certi, basta uscire davvero a parlare con la gente, ascoltare davvero cosa pensa, invece di cercare stucchevolmente di istruirla a come e cosa deve pensare il “vero” elettore intelligente. Cari D’Alema & Soci, bene o male avete fatto comunque letteralmente il vostro tempo: cominciate voi a togliervi di mezzo, ma fate presto, tardare ancora potrebbe essere mooolto pericoloso per TUTTI: possibile che non riusciate a capirlo? Eppure Gasparri sta parlando chiaro.

    Bruno

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 24, 2010 @ 2:04 pm | Rispondi

  2. Allucinante quanto dice l’economista Amoroso : la CRISI ECONOMICA NON ESISTE ma è solo una RAPINA di BANCHE e GOVERNI che sono d’accordo a rapinare ! ALLUCINANTE !

    Il Ministro TREMONTI PRENDA SUBITO PROVVEDIMENTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 25, 2010 @ 8:59 am | Rispondi

  3. Il Papa dice : politici ” LAVORATE PER IL BENE ” e non per la MUNNEZZA
    a Napoli sembra lavorino per la MUNNEZZA e per le collusioni con le Mafie. Per dire BUGIE , urlare contro tutti. specie i Magistrati e i giornalisti, andare in TV ad urlare !
    Perfino il Papa li ha rimproverati ! Grazie
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 26, 2010 @ 8:45 am | Rispondi

  4. La Moria degli avvocati e dell’Italia che costoro rovinano
    Fanno cause inutili, le fanno durare decenni, si mettono d’accordo con avvocati di controparte e noi impazziamo ! fanno le finte denunce e si mettono d’accordo con il denunciabile ; insomma STANNO ROVINANDO L’ITALIA e ci fanno disperare !
    ABOLIAMONE 100.000 non i 50.000 che dice Beppe Grillo !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 27, 2010 @ 9:09 am | Rispondi

  5. Ciao Viviana,
    Io ti ho conosciuta pochi giorni fa perchè casualmente, cercando notizie sui sogni premonitori, ho trovato il sito Masada, ma non immaginavo che tu scrivessi anche articoli in cui parli di politica; l’ho saputo casualmente perghè facendo ricerche su internet con il tuo come e cognome, mi è capitato di trovare il sito bellaciao.org. in cui era pubblicato, tra tanti altri, un tuo articolo del dicembre 2006 dal titolo “culto della personalità “nel quale scrivi che uno degli atti peggiori del comunismo fu il culto della personalità….
    Allora, scusami se mi permetto, ma vorrei fare chiarezza su alcune questioni.
    1°) Lenin gli ultimi anni della sua vita, anche se gravemente malato, lottò fino alla morte mettendo in guardia contro il culto della personalità e fece di tutto affinchè Stalin non arrivasse a prendere il potere. Purtroppo non ci riuscì. Con Stalin vinse la CONTRORIVOLUZIONE delle borghesie di tutte le potenze coalizzate contro Lenin.
    Il mio partito è Lotta Comunista, fu fondato nel 1951 da Arrigo Cervetto, un partigiano che, insieme ad un piccolo gruppo di altri internazionalisti, uscì dal PCI perchè non accettò mai di appoggiare lo stalinismo in quanto, per un Leninista, non fu altro che capitalismo di stato e quindi la negazione del Comunismo e denunciò tutti i crimini commessi dallo stalinismo, infangando i vero Comunismo, primo fra tutti l’invasione dell’Ungheria del 56, mentre tutti i vari PC europei invece appoggiarono e ne diventarono complici.
    2°)Oltre a Stalin, per noi, anche Mao non fece la rivoluzione Comunista, bensì la rivoluzione democratico-borghese,che portò all’unificazione della Cina, e gettò le basi per la nascita di una società CAPITALISTICA ma sempre in nome del Comunismo.
    Quando fin dall’inizio cercavamo di spiegare che in Cina non ci fu e non c’è il comunismo, ci davano di fascista.
    Oggi i fatti ci danno ragione. Chi può negare oggi il fatto che la struttura economica della gigantesca potenza Cinese sia capitalistica anche se la sovrastruttura politica prende forma di partito unico falsamente chiamato comunista? In una società divisa in classi in cui c’è una borghesia che si arricchisce e brinda col calice pieno di sangue versato di milioni di lavoratori sfruttatati, allora si tratta certamente di capitalismo puro, è sfruttamento dell’uomo sull’uomo, perché il Comunismo non prevede una società divisa in classi. Se si legge il Manifesto di Marx ed Engels c’è scritto chiaramente.
    Il mio partito è l’unico custode e divulgatore delle grandiose opere che abbiamo ereditato dai grandi scienziati rivoluzionari. Chi ha voglia di capire il mondo dovrebbe alzare lo sguardo oltre i ristretti confini nazionali e cercare di capire ciò che avviene sul mercato globale. Invece di essere ossessionati da Berlusconi. Per tante persone di sinistra sarebbe più utile comprendere la scienza Marxista, perchè la destra o la sinistra sono le 2 facce della stessa medaglia: lo Stato Borghese. Sia una che l’altra parte fanno gli interessi delle varie frazioni della borghesia.
    Cito la legge dell’ineguale sviluppo del capitalismo scoperta da Lenin, per me molto illuminante: “lo sviluppo del capitalismo è ineguale e ciò provoca il declino di vecchie potenze e l’emergere di nuove determinado la rottura dell’equilibrio mondiale”.
    Oggi si sta verificando un mutamento epocale; emergono nuove potenze di livello continentale e declinano le vecchie. Lo sviluppo impetuoso di giganti quali Cina, India …stravolgeranno gli equilibri mondiali. Il capitale ha già prodotto 2 guerre mondiali e sta preparando la terza. Purtroppo, oggi viviamo in tempi controlivoluzionari e reazionari, siamo una piccola minoranza non possiamo fermare una guerra, però ci stiamo preparando affinchè il proletariato internazionale, nel momento in cui non avrà più nulla da perdere se non le proprie catene, quando le borghesie delle varie potenze con le loro ideologie o con la violenza decideranno di mandarlo al macello trovi un partito che lo guidi.
    Aggiungo solamente che Germania negli anni 18-20 quando ci fu la rivoluzione in Germania al governo c’erano i Socialdemocratici a prendere a cannonate i lavoratori e ad ammazzare i capi rivoluzionari. Ciò dovrebbe far riflettere. Questi signori io li chiamo socialimperialisti: socialisti a parole ma imperialisti nei fatti.

    Cara Viviana, anche se politicamente non condividiamo le stesse idee, ciò non m’impedisce di stimarti e di nutrire per te una grande ammirazione per la grande umanità,l’infinita conoscenza che hai dell’essere umano e per la divulgazione che doni a tutti noi: Grazie.
    un Abbraccio
    Elena

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 28, 2010 @ 6:48 am | Rispondi

  6. Cara Elena
    sono d’accordo con la tua lettera anche se penso che i movimenti come Lotta Continua abbiano ormai terminato la loro fase storica e siano senza futuro. Su bellaciao non scrivo più da poco tempo perché sono stata censurata dopo che ci scrivevo da anni, per aver provato a difendere la posizione del M5S da attacchi velenosi e privi di senso portati avanti da un tizio che era entrato nel blog di Grillo col manifesto intento di sabotarlo e che alimentava anche su bellaciao una enorme perdita di tempo creando faziosi dibattiti senza fine contro il popolo viola, i costituzionalisti, le manifestazioni di piazza contro il governo e l’M5S. Sono sempre stata di sinistra ma oggi non seguo più nessun partito non penso esista un partito per cui il mio voto possa essere valido per la cacciata di Berlusconi e questi partitini comunisti sono ormai finitie, sono già extraparlamentari, non avranno voti nemmeno nell’attua configurazione di falce e martello di Diliberto e Ferrero, sono sempre stati incapaci di unirsi (avevo sperato nell’arcobaleno ma p stato un flop), l’unica volta che sono andati al governo lo hanno fatto cadere e anche questa volta non entrreranno in parlamento, per cui votarli è del tutto inutile se si guarda alla lotta contro Berlusconi, che è oggi il primo obiettivo, sono ormai relitti storici che stanno nel mondo della nostalgia, e, come ti ripeto, credo che ormai Lotta Continua, malgrado le sue belle idee, sia fuori dalla storia. Al momento non saprei proprio chi votare e sono anche contraria al non voto, per cui sono in un bel dilemma.
    Se vuoi leggermi non importa che tu vada su google, credevo tu fossi approdata al mio blog, che è anche il posto dove ti ho pubblicata. In ogni caso è http://masadaweb.org
    dove trovi tutti i miei articoli e quasi tutti quelli di chi mi scrive e dove puoi scrivere anche tu sei vuoi.
    Cordiali saluti. Scrivi benissimo anche quando tratti la politica. Complimenti.
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 28, 2010 @ 8:58 am | Rispondi

  7. Ciao Viviana,
    voglio solamente pregarti di non confonderci come fanno in tanti, con i vari movimenti tipo Lotta Continua che giustamente come dici tu hanno terminato la loro fase storica.Al contrario,Lotta Comunista è un partito dal 1951 ,è sempre stato per l’astensionismo strategico ,sempre extra parlamentare per motivi che non sto qua ad elencarti;libero perchè ci autofinanziamo col giornale diffondendolo porta a pota e con la pubblicazione di libri e quindi siamo indipendenti da gruppi economici o altro.Lotta Comunista è vitale più che mai e riesce a entusiasmare le nuove generazioni di internazionalisti che faranno vivere il Partito fino al compimento della sua missione,perchè è la scienza la nostra Stella Polare.
    Spero che un giorno possa conoscerlo anche tu.
    Continuerò a seguirti con interesse sul tuo blog.
    Ti abbraccio. Elena

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 28, 2010 @ 8:59 am | Rispondi


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