Nuovo Masada

dicembre 16, 2010

MASADA n° 1235.15-12-2010. La fiducia dei vomitevoli

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Riccardo Orioles
Nostra Libertà

La nostra è una Città in cui si lavora:
a comandare, è il popolo e la Legge.
Ciascuno di noi tutti ha dei diritti,
quand’è insieme con altri, e quando è solo;
ciascuno di noi tutti ha dei doveri.

Nella Città non c’è uomo nè donna,
miscredente o fedele, bianco o nero.
I cittadini sono uguali. Tutti
vivano nella loro dignità,
nè miseri, nè troppo ricchi: a ognuno
fraterna dia il suo aiuto la Città.

Chi pensa, chi produce, chi lavora,
ognuno dia una mano alla Città:
lei vuole che nessun rimanga fuori
per la pigrizia o per la povertà.

È una la Città, ma il cittadino
è diverso un dall’altro, al suo paese,
nel suo nord, nel suo sud, nel suo dialetto:
la Città non ci vuole fatti a schiera.

Legge di dei non è legge civile:
qui, ciascuno rispetti il dio d’altrui.

I boschi, l’aria libera, i poeti,
i maestri che insegnano, il sapere
sono il nostro tesoro: la Città
per tutti loro è vita e libertà.

Non barbari, ma uomini civili
noi rispettiamo ogni altra città.
Ma chi fugge dai barbari, qui trovi
casa fraterna, asilo e carità:
guai a chi lo scaccia! Offende tutti noi.

Non sia guerra fra umani, uomini!, mai.
Ragionate piuttosto: noi vogliamo
essere i primi a ragionare, e andiamo
nel mondo in amicizia e libertà.

Nei giorni duri, abbiamo una bandiera
che ci ricorda: siamo una Città.

Mentre nei blindati palazzi del potere andava inonda la sceneggiata dei venduti che votavano la fiducia a Berlusconi, centinaia di migliaia di manifestanti, per lo più giovanissimi protestavano nel centro di Roma e nelle principali città italiane, contro agenti in tenuta di sommossa, mentre giovani dei centro sociali e black block davano alle fiamme cassonetti e auto, spaccavano vetrine e gettavano uova e sassi: 40 feriti a Roma e per poco non ci è scappato il morto, magari un altro ragazzo di 18 anni come al G8 di Genova, ucciso ” da un calcinaccio che avrebbe deviato un proiettile”. E perché ancora una volta abbiamo dovuto vedere un agente di polizia con la pistola col proiettile in canna?
La polizia bieca a fascista non si smentisce nemmeno questa volta. Quando un altro ragazzo fosse stato steso sull’asfalto, l’anima nera di Cossiga agli inferi sarebbe stata contenta.
Gridiamo tutti ormai alla rivoluzione ma i puristi pensano a una rivoluzione rosa da favole infantili, fatta di canti e senza violenze, pensano a una rivoluzione da barzelletta, i poliziotti invece cercano già il pretesto per un assassinio.
Ha senso una tale disparità?
Ha senso davvero coi fatti truci che circolano pensare che la violenza può e deve stare ancora contenuta?
Ha senso credere a un Maroni che la masse le ama solo quando sono leghiste ma le considera terroriste quando sono democratiche, o a un Berlusconi che inaugurò la sua carriera di grande statista riciclando i soldi neri del narcotraffico, partecipando come mandante alle stragi mafiose, tenendosi in casa ‘come eroe’ un pluriassassino e facendo pestare a sangue e sodomizzare un innocuo manifestante che aveva sventolato un cartello nel suo supermercato?
E’ contro simile gentaglia che si invoca una rivoluzione garbata di rose e di viole?
Viviana

Paghiamo un mutuo a Berlusconi
Ugo Arcaini

Berlusconi sa che non può andare a casa nell’attuale stato di cose.
Sa perfettamente che appena non sarà più seduto su quella sedia sarà politicamente ed economicamente morto.
Sa che non stanno aspettando altro che di tagliarlo a pezzetti come la balena bianca.
Tutto ciò lo sa perfettamente ed è disposto a spendere tutto ciò che può per allungare la sua agonia fino a quando il salvacondotto non sarà firmato, fino a che potrà spendere impunemente i nostri soldi.
Lui è il nostro mutuo più disgustoso.
Il mutuo che il 60% del popolo italico, quello che evade le tasse per intenderci, ci ha obbligato a pagare.
Il mutuo che il dalemismo malefico, che l’opposizione fasulla ci ha imposto di pagare.
Credo sia giunto il momento di fare cinicamente il conto finale. Ci costa meno mandarlo a casa con un salvacondotto eterno o continuare a far finta di mandarlo a casa dando credito a quel popolo di cialtroni che abbiamo avuto modo di conoscere negli ultimi venti anni?
Raccogliamo le firme per pagare volontariamente il “Mutuo a vita Berlusconi” a patto che il mutuo preveda il suo trasferimento ad Antigua includendo, ovviamente a nostre spese, la pensione, sempre ad Antigua, per la compagine tutta di nani e ballerine che si è inventato in questi anni.
Sono sicuro che il mutuo Berlusconi ci costi di meno che averlo qui.
Una clausola ancora inserirei tra le postille dell’atto di mutuo, che ad Antigua, barca a vela inclusa, si portasse appresso l’uomo più intelligente d’Italia quello con i baffetti nell’attesa che almeno là possa dire qualcosa di sinistra insieme a qualche giornalista di grido.
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Dall’acquisto alla raccolta indifferenziata
Rosario Amico Roxas

Superata l’emergenza grazie all’acquisto materiale di un pugno di voti, interessatamente offerti da venditori senza dignità, il cavaliere adesso intende rafforzare il suo potere e transita alla raccolta indifferenziata di adesioni al suo illuminato pensiero. Non importa la provenienza, non importa l’adesione ad una ideologia, non importa nemmeno il certificato penale, il solo requisito richiesto è la più cieca ubbidienza, la più eclatante fedeltà condita con un pizzico di gratitudine, una manciata di amore e per le deputate femmine di gradevole aspetto … varie ed eventuali, premiate con gioiello a forma di farfalla.
E’ la materializzazione del potere liberista che guarda al concreto immediato tramite un pragmatismo sviscerato da ogni etica o morale, valori superati dalla logica dei prezzi.
Non serve esporre idee convincenti, basta una propaganda ben articolata; non serve operare per il bene della nazione, bastano le apparenze e gli stimoli ad un ottuso ottimismo malgrado le evidenze.
Si sono posti da distribuire; ci saranno raccomandati di ferro, assunzioni di parenti, conoscenti, amici e amici degli amici, alla faccia di ogni meritocrazia. Chiunque manifesterà una esigenza personale, sarà soddisfatto, purchè disponibile a gettare alle ortiche quel che gli resta della dignità e prostituirsi alle esigenze del sultano.

Scrive Riccardo Orioles
Un solo nome

La “vittoria” di B non è importante in sé (a decidere saranno le elezioni) ma per l’effetto psicologico disastroso che rischia di avere. Il 1° effetto sarà la distruzione di quel po’ di dialogo che si era sviluppato nel csx, dove invece scatteranno immediatamente le faide e i redde rationem: assalto a Bersani, scontro De Magistris-Di Pietro, rottamatori a manetta, eliminazione di Vendola, riduzione a ordine pubblico della protesta sociale. Intanto la Fiat resterà solo in campo e tratterà con B: illuso chi se n’è fidato.
Questo significa perdere sicuramente le elezioni. Ci sarà un berlusconismo “moderato” che durerà altri 20 anni. Mettere in piedi un minimo di unità? Non ce la facciamo, siamo troppo divisi e non ci sono i tempi per compattare alcunché. I vecchi del Pd (faticosamente neutralizzati in questi mesi) d’altronde in queste ore stanno già trattando con Tremonti, scavalcando la loro base e vendicandosi di Bersani
C’è solo una via d’uscita: aprire subito e tutti insieme la campagna elettorale, con una candidatura unitaria e fortissima, che obblighi tutto il centrosinistra a compattarsi e che costringa i cosiddetti “moderati” a schierarsi pro o contro.
Una candidatura contro i poteri mafiosi, prima di tutto: perché là s’è ormai risiede, a Milano come a Napoli e a Palermo, la forza del berlusconismo di Salò.
Ci vuole un magistrato. Avevamo proposto, quest’estate, una candidatura autorevolissima: Gian Carlo Caselli. A parte la sua ritrosia – ma se il paese chiamasse, sarebbe suo dovere obbedire – non è stata raccolta da nessuno. Ora però candidature analoghe – ad esempio Libero Mancuso a Napoli, cioè l’antiP2 contro la P2 – cominciano ad avere qualche riscontro (Flores D’Arcais, per es.).
Dovrebbe scattare un’operazione politica corale, di vera unità nazionale, di Cln. Basta con le divisioni! Vogliamo un candidato unico, forte e unitario, un Magistrato. Diciamo Caselli per dire questo, come – in momenti analoghi – avremmo detto Pertini.
Comunisti, socialisti, cattolici, repubblicani, azionisti: ora, “nell’ora tragica della Patria”, la Resistenza è una sola.
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Zitti tutti, parla LUI!
Davide Bianchi

Non vola una mosca, il parlamento CHIUSO sino alla fiducia, Napolitano intima RESPONSABILITA’ al CSM sul caso Ruby, la Corte Costituzionale RINVIA il giudizio su leggi “scottanti” sino all’11 gennaio ed i tribunali RESPINGONO testimoni “scomodi” come il vice-questore Gioacchino Genchi e Massimo Ciancimino.
Cosa si farà per FAR TACERE milioni di persone che protestano pubblicamente per le scelte del SUO Governo?

E ora, governa!
Se ti riesce.

Antonio
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Alemanno: “Vergognoso quello che è successo intorno a Montecitorio”
Perché….quello che è successo dentro invece???

Davide Lak
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Tutti hanno il suo prezzo
Solo il popolo è un vuoto a perdere

Viviana
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FINITO L’INCONTRO TRA BERLUSCONI E NAPOLITANO
Uno firmava assegni per i deputati comprati, l’altro dormiva.

Luca Gianantoni
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BILANCIO DELLA GIORNATA
Ragazzi sanguinanti medicati all’ospedale con bende e cerotti;
Governo tenuto in vita col catetere.

Commazero
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Liliana
Coraggio ragazzi, oggi non abbiamo perso!
Le migliaia di giovani che oggi hanno manifestato in tutte le città hanno vinto. Abbiamo vinto noi che siamo stati vicini a loro con il cuore.
i sedicenti vincitori di oggi hanno vinto un pezzo di c…. come se dice a Roma.
Hanno solo rimandato la loro fine.
Contro un muro di gomma un’unica spallata fa poco, ci vogliono milioni e milioni di punte di coltello, di unghie affilate, di sassi e bastoni, ci vuole tempo, ma ce la faremo.
Grazie a tutti i combattenti di oggi
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Enrico S.
Berlusconi può anche essersi comprato l’Italia, ma non riuscirà a comprarsi gli italiani.
Il parlamento NON E’ la rappresentanza popolare, ma della casta. Il popolo è quello fuori che sta urlando la sua rabbia.

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Come ha detto il buon Corrado Guzzanti: “Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del Portogallo e dell’Irlanda. Speriamo di non fare la fine dell’Italia !“.
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Camera 630
Maggioranza richiesta 316
Poche ore prima della votazione:
Sfiducia 313
Fiducia 313

No B:
Pd 206
Idv 22
UdC 35
Fli 33
Api 6
Lib-dem 2
Mpa 5
U.Valdotaine 1
La Malfa-Giulietti-Gussani 3

Sì B
Pdl 235
Lega 59
Noi Sud +Razzi 12
Pri-Adc 2
Cesario-Calearo-Catone-Scilipoti-Siliquini 5

astenuti 2 Svp
incerto Grassano

Se pure nella notte è riuscito a comprarsi qualcun altro dove va con un voto o due in più? Cosa fa? Allungherà solo l’agonia, ma sarà comunque fottuto
Sono due anni e mezzo che tiene il potere e non governa
E intanto il paese va sempre di più allo sprofondo
Come si fa a dire che uno è pagato se tifa per la sua estinzione? Chi tifa contro Berlusconi non è pagato da nessuno, vuole solo la salvezza dell’Italia! E chi tifa Berlusconi o fa perdere tempo con casini suoi vuole solo un caos senza nome, che fa la rovina di tutti e si presenta come un nemico del paese.
Questi sono tempi epocali, in cui si decide del futuro di noi tutti. Non ci dovrebbe essere posto per insani mentali, per fanatici del porco, per sabotatori da strapazzo, per razzisti disumani. Dovremmo essere tutti uniti in un sogno di salvezza. E mai come adesso questo si sta per trasformare in realtà. Mai come adesso l’uscita da 17 anni di barbarie sta per diventare un fatto reale che si può toccare con mano.
E’ un tempo straordinario dove chiunque ha lavorato in qualunque modo, in Italia o fuori, per la civiltà, sente di non aver lavorato invano, sente di aver pregato e sperato e pianto per il bene di noi tutti.
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Erano 313 a 313, quando, all’ultimo minuto due gentile signore finiane, senza dire né oh né boh, sono passate con Berlusconi. Così è finita a 314 contro 311.
Apparentemente Berlusconi ha vinto, con la frode e con l’inganno, ma non ha preso nemmeno i 316 voti richiesti per legge per stabilire una maggioranza, così ha 3 voti più del fronte contrario ma non ha la maggioranza, resta sospeso a un filo.
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Altro giro di ruota
Viviana Vivarelli

Poiché sono a Londra, posso dirvi che anche la BBC ha parlato della sfiducia a Berlusconi. Si chiedevano con stupore come mai un uomo così vecchio è tanto abbarbicato al potere e non si avvia a una serena vecchiaia. Il giornalista evidentemente non sa che non si tratta di godersi o meno una ricca e tranquilla vecchiaia ma affrontare o no una serie di processi micidiali che porterebbero Berlusconi dritto in galera, se non fosse protetto dalla sinecura di un’alta carica. Anche qui il corrispondente era d’accordo che, se B avesse vinto per pochi voti, questo sarebbe stato per lui peggio di una sconfitta, perché lo avrebbe messo sotto una spada di Damocle permanente. Ma le cose per B sono andate anche peggio: malgrado le sue forsennate compravendite (ognuna delle quali è un reato penale punibile con 6 anni di carcere), e malgrado la diserzione all’ultimo minuto di 2 deputate di Fli, non è riuscito nemmeno a realizzare quei 316 voti che gli avrebbero dato la maggioranza minima richiesta per legge. Ora, con soli 214 voti, non può né andare avanti né tornare indietro. E’ come fosse rimasto vivo ma sospeso su un baratro. Situazione di enorme disagio che non sarà sostenibile per molto. Secondo tutti i commentatori intelligenti, e sono unanimi su questo, B si è infilato in un cul de sac, in cui non potrà né governare né decidere. Insomma si è immobilizzato da solo.
Dal che si deduce che nulla per noi è perduto. Tutto anzi comincia. Ne abbiamo viste delle brutte. Ora cominceremo a vederne delle belle. La giostra continua. Altro giro, altra gente. I giochi sono tutti da fare. Il circo delle meraviglie presenterà altri orrori e altri equilibrismi con la rete o senza rete.
Intanto il popolo vero, quello che non conta ma c’è, ha assalito Roma. 80 pullman da tutta Italia per la protesta anti-Gelmini, alla quale si unisce quella di metalmeccanici, comitati per l’Aquila, cittadini di Terzigno e immigrati. Capitale blindata.Un fiume in marcia verso Montecitorio. Scontri e disordini vicino al Senato.
Una giornata caldissima per la Capitale nel giorno del voto di fiducia sull’esecutivo

Oggi Aldo scriveva:

Immagino che molti, troppi, sono in suspence per la votazione di fiducia/sfiducia alla Camera. Io non sono tra questi. Anche se Lui, come mi auguro, fosse sfiduciato la realtà del paese in ginocchio e della sua coscienza imbavagliata non cambierebbe. L’insetto ha infettato già il Paese; il ladro lo ha depredato, lo stupratore lo ha violentato e solo il tempo, e le nostre lotte, e la pasienza indomita, potranno risanarlo.
Ieri, a Berlino, in una intervista alla Berliner Zeitung e alla FrankfurterRundeschau, Umberto Eco ha giustamente affermato che “se anche B morisse domani, il sistema B continuerebbe ad avere un influsso”!
Secondo Stéphane Bussard di Le Temps di Ginevra, “la prospettiva di un voto di sfiducia contro B potrebbe sembrare liberatoria. Paradossalmente, non è questo il caso”.
“Quando per la prima volta diventò presidente del Consiglio italiano, nel 1994, si pensava che a questo imprenditore di successo fosse riuscito il colpo, ma che l’esperienza sarebbe stata breve. Tuttavia sarebbe stato rieletto nel 2001 e nel 2008. Potrebbe perfino vantarsi di essere il capo di governo italiano che è durato più a lungo dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Il berlusconismo ha trasformato la società italiana con un marketing politico, che ha saputo fare della televisione un’arma temibile di conquista delle masse. Eppure oggi l’edificio si incrina dappertutto. Mai B era stato tanto contestato per non aver tenuto fede alle sue promesse e per aver sostituito i suoi propri interessi a quelli dello Stato.
La prospettiva di un voto di sfiducia contro di lui potrebbe sembrare liberatoria. Paradossalmente, non sarà così. Nelle attuali circostanze l’Italia è incapace di proporre un’alternativa credibile. Tutto il sistema politico italiano si è organizzato in funzione sua, sia per sostenerlo, sia per contrastarlo, rendendo inefficace la dinamica dell’alternanza fra partiti al potere e all’opposizione.
Il sistema è diventato tributario del «leaderismo», un moderno culto del capo che occulta il dibattito delle idee. E la principale eredità che il berlusconismo rischia di lasciare è quella di un Paese totalmente frammentato, senza partiti di massa capaci d’imporsi. Ovvero esattamente ciò che la Seconda Repubblica voleva combattere col bipolarismo per mettere fine alle alleanze aleatorie e all’instabilità politica del dopoguerra.
Martedì B ache se non sarà sfiduciato, sarà fortemente indebolito. Senz’altra scelta, il Paese potrebbe entrare in una crisi politico-istituzionale grave che cade nel momento e nella forma peggiori. Dopo la Grecia e l’Irlanda, l’Italia è soggetta ad entrare nel mirino dei mercati in cerca di una preda facile. Andando senza governo al vertice europeo di Bruxelles del 16 dicembre aguzzerebbe l’appetito dei predatori”.

Come dargli torto?
Comunque vada non non smetteremo di lottare e la nostra speranza non si esaurirà.
Aldo
..
Cimbro Mancino
Ok ha vinto per 2 voti dell’ultimo acquista!..
E cosa cambia ….?
Non ha combinato nulla con 100 deputati in più..
Con 2 in più cosa potrà fare?
Questa tragica barzelletta mortale
è morta…
è la coda mozzata della lucertola
che si divincola svincolata dal resto del corpo
come ha detto bene ieri un parlamentare
centrando in pieno la questione
Il cadavere di Berlusconi puzzava già
da 3 mesi….
.
Claudio manda:
Totò era profeta

http://www.youtbe.com/watch?feature=player_embedded&v=Y04Wp40KIM8#!



Avvisaglie di rivoluzione

«La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.»
Mao Zedong
..
Kasap Aia

Esistono rivoluzioni non violente?
No in realtà.
Nemmeno Ghandi.
Il termine “violare” indica proprio la rottura di un confine sancito da chi detiene il potere. La violenza è patrimonio del potere dello stato che dovrebbe farne uso misurato assolutamente temporaneo, valutando caso per caso.
Se il potere è dispotico si spezza quel patto tra cittadini e forze dell’ordine che rende la violenza una delega dello stato.
A quel punto la violenza (che mai cessa di esistere, istituzionale o no che sia) è anzi strumento necessario, a volte un dovere.
Faccio notare che la violenza è sostanzialmente “verbale” e “fisica” : la prima non è mai reato la seconda invece si.
Ma ce n’è una terza (secondo me) ed è quella dello spezzare i presupposti logici su cui si fonda il potere.
Il potere della chiesa ad esempio cessa spezzando l’atto del “credere” e trasformandolo in fiducia nella scienza.
Galilei violava un acquiescente patto che rendeva ignorante il popolo a vantaggio dei testi sacri vissuti ed interpretati in esclusiva dai cosidetti padri della chiesa ….

Il governo Scilipoti
Questo lo chiamano già il governo Scilipoti, dal nome di un ignoto deputato che si è venduto.
Scilipoti in un’intervista ha detto di essere molto intelligente (sic).
Ma dico, ti sembra molto intelligente questa giustificazione che hai data per l’abbandono del tuo partito? “Lascio il partito perché non appoggia abbastanza la mia lotta per l’agopuntura”?!
Aldo
..
ANTONIO SEGNALA:
DA WIKI:
Indagine su rapporti con società svizzere

Il 12 novembre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza nella sede dell'”Edilnord Cantieri Residenziali” s.a.s, società intestata a Umberto Previti ma di cui B era proprietario unico. Nonostante ciò, agli agenti risponde di essere «un semplice consulente esterno addetto alla progettazione» I militari, pur avendo riscontrato più di un’anomalia nei rapporti tra lo stesso B e misteriosi soci svizzeri, chiudono così l’ispezione.
I tre finanzieri fanno carriera: si chiamano Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo (iscritto alla loggia P2 insieme a B) e Alberto Corrado.
Berruti, il capo-pattuglia, lascia le Fiamme Gialle pochi mesi dopo per andare a lavorare in Fininvest, come avvocato d’affari. Arrestato nel 1985 per lo scandalo “Icomec” (e poi assolto), torna in carcere nel 1994 insieme a Corrado per i depistaggi nell’inchiesta sulle mazzette alla Guardia di Finanza. In seguito viene eletto deputato di FI e del PdL, e poi condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento.
..
Mauro Meo
La fiducia al governo mi lascia indifferente.
La mancanza di alternativa mi distrugge l’anima!

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Roby
Ieri abbiamo assistito all’ennesimo show..della Politica Italiana…(premio OSCAR: miglior interpretazione e regia, ecc) è andato al Cavaliere la regia; Fini:interprete principale;
La Trama:…in un paese apparentemente Normale, si combatte una lotta di potere tra un Cavaliere e forze oscure. Ben presto il POPOLO verrà trascinato nella lotta. La saga è intrisa di tradimenti, complotti, saccheggi, sesso sfrenato, orge, banchetti, denaro, maghi e fattucchiere, riti di ogni genere, giochi della bottiglia, ruffiani, spie e psicolabili…..
Un manipolo di uomini capeggiati da un Comico, scenderà in Battaglia al grido: .”Vaffanculo…!!!”
Riusciranno i nostri eroi nell’impresa?
Effettivamente….

M. Boschiazzo

NON SARA’ LA VOTAZIONE DI OGGI A PORTARCI SULLE BARRICATE…
A CAMBIARE QUALCOSA…
A CAMBIARE IL MALCOSTUME…
A FAR SCAPPARE I GOVERNANTI AD ANTIGUA…
COSA SARA’? ECCOLO:

Nuovo record per il debito pubblico italiano, che nel mese di ottobre ha raggiunto i 1.867,398 MLD di €, contro gli 1.844 MLD del mese di settembre. È quanto si legge nel supplemento al Bollettino di Finanza Pubblica di Bankitalia. Rispetto all’ottobre 2009, quando il debito delle amministrazioni pubbliche era a 1.804,5 MLD, il debito è aumentato di circa 63 MLD.
L’aumento è ancora più alto se si calcola l’incremento dall’inizio dell’anno: rispetto ai 1.763,6 MLD di fine dicembre la crescita è stata di 104 MLD.
(duecentomila miliardi circa di vecchie lire)
Se non si fanno riforme lacrime e sangue che né B, né Fini, né Bersani possono proporre… se non si cambia completamente la guida del Paese, entro fine 2011 avremo i c/c bloccati!!!!!
Esempi?
Legalizzazione, regolamentazione, TASSAZIONE prostituzione.
Legalizzazione e TASSAZIONE droghe
Eliminazione denaro contante per prepagate, carte di credito e bonifici per TOTALE TRACCIABILITA’ pagamenti
Reintroduzione del penale per reati finanziari.
revisione al rialzo tassazione rendite finanziarie
Tetto massimo alle pensioni a 1800 €
Aggregazione comuni sotto 10.000 abitanti
Abolizione province
Ritiro da missioni estere
Semplificazione delle aliquote contributive: 3 aliquote per scaglione di reddito e basta. Sistema più semplice, impossibile da truffare.
Trasmissione da parte delle banche di tutti i movimenti bancari su c/c dei loro correntisti, all’agenzia delle entrate per controlli incrociati.
Abolizione delle regioni a statuto speciale
Controlli a tappeto su triangolazioni con estero
Penale per evasione IVA (ma con abolizione denaro contante sarebbe impossibile)
Diversamente? ARGENTINA
..
Chi ha vinto?
Viviana Vivarelli

http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?pollId=2387&ref=HREA-1
Chiede un sondaggio di Repubblica:dopo questa sfiducia chi si è rinforzato?Giustamente vince il 37%: non si è rinforzato nessuno. Meno di tutti il popolo italiano che è nella merda più di prima, con una crisi galoppante e la prima banca che chiude sinistramente bloccando tutti i conti e facendo presagire un effetto Argentina
Vittoria dunque non c’è stata, e infatti, a parte un pugno di perfetti idioti che alla Camera hanno sventolato un tricolore di cui erano indegni e che avrebbe dovuto dissolversi dalla vergogna, nell’indecente spettacolo di un suk che ha fatto cassa, il paese non è certo sceso per strada con auto clacsonanti a sventolare bandiere azzurre e a gridare “per fortuna che Silvio c’è” , questa è la vittoria del menga che chi ce l’ha non si sa se se la tenga,e nemmeno la Lega ride del risultato, e tutti capiscono benissimo che a schifìo tutti quanti siamo finiti.
Dunque di feste non ne abbiamo viste, proteste sì a centinaia di migliaia in tutte le piazze d’Italia. E a questo punto nemmeno la triade mafiosa avrà riso tanto e ci sarà invece qualche riunione di boss di alto livello,in coppola o colletto bianco,che sta decidendo se sul cavallo B conviene ancora puntare o se è meglio farlo fuori
Certo io spero davvero che qualcuno, incontrando a Roma certe brutte facce patibolari che portano il nome vergognoso di Siliquini, Polidori, Calearo, Cesario, Scilipoti e Razzi, gli fischi icontro o li abbatta a monetine, per quegli scellerati che sono. E lo stesso vale per Mastella,De Gregorio e compagnia schifosa.
Calearo dice che espatrierà.Sarà meglio.E che si porti appresso tutta la canaglia per la loro stessa salute! Ormai sono sputtanati a vita.

Ma se a schifìo tutto quanti siamo finiti, quelli che più hanno fatto schifo sono stati due:Fini e Bersani.
Il 1° ha fatto un passo forte a metà che è finito in un ruzzolone.
Quando si decide di sferrare una battaglia,la tempestività è tutto e l’effetto sorpresa dà il 90% della vittoria.
Colui che capisce quando è il momento di combattere e quando non lo è,sarà vittorioso.
Ma Fini è un combattente a metà e Bersani non lo è affatto.Sono tutti e due inadatti a condurre una grande battaglia.
Il traccheggiatore Fini ha fatto dei bei discorsi, piuttosto incongrui visti i trascorsi, ma comunque li ha fatti, però sul piano dell’azione è stato un disastro nei tempi e nelle mosse, ha aspettato e aspettato e aspettato, ben aiutato da un Napolitano più calmierante di lui, che troppo spesso si è rivelato un vero disastro per questo paese, ha dato a B tutto il tempo di demolirlo con le sue campagne mediatiche, gli ha permesso lautamente di portare avanti una indecente campagna di acquisti e di intimidazioni, insomma gli ha lasciato tutto il tempo di una reazione prim’ancora che lui sviluppasse un’azione, così da concedergli la vittoria su un piatto d’argento.
Bersani è ormai oltre ogni limite sopportabile di qualunque opposizione, diciamo che è costituzionalmente incapace di opporsi a chicchessia, e non ha saputo scrivere una pagina di storia nemmeno con le migliaia di cittadini incazzati affluiti a Roma alla sua manifestazione, rivelandosi geneticamente incapace non dico di guidare un partito ma di coordinare la coalizione necessaria e indispensabile per battere B, per la quale ci vuole un uomo forte, sicuro, capace di unirsi ai necessari compagni e di trascinare le folle.
Con queste due palle al piede, veramente pietosi per lentezza decisionale, incapacità strategica e inettitudine a scegliere le persone giuste da mettere nei posti giusti, la vittoria di una lenza come B sarà una battaglia già mezza vinta.
Abbiamo l’esercito, abbiamo le palle di cannone, ma senza generali e senza unione.
..
Qualcuno può anche pensare che Berlusconi abbia vinto. Qualcuno completamente cecato può anche credere ai fantasmagorici successi di Tremonti o di Berlusconi o di Maroni.
Ma la triste realtà è ben diversa.
Mentre i politici cazzeggiano e ognuno crede di poter pensare al proprio orticello, nel disastro di tutti gli altri, la notizia tragica di cui nessun giornale ci parla è che per l’Italia l’Argentina è già cominciata.

Sciliputin
Travaglio

Nel 94..Montanelli scrisse: “Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul Palazzo d’Inverno. Basta la televisione. Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti”.
7 anni dopo: “B, se vince, governerà senza quadrate legioni, ma con molta corruzione. Ecco, quel che è accaduto ieri nel regno dei morti – Montecitorio, l’unico posto al mondo dove Berluskazzo ha ancora la maggioranza – è una mirabile sintesi del regime Tv & Corruzione denunciato fin dall’inizio da Montanelli. Il risultato era scontato: e non perché si prevedesse che le signore Siliquini e Polidori sarebbero state colte da crisi di coscienza last minute alla toilette o dalla manicure, in perfetta simbiosi con i Calearo, i Cesario, gli Scilipoti e i Razzi; ma perché chi si proponeva di abbattere il regime non l’ha mai, in cuor suo, considerato un regime e dunque s’è comportato come se dovesse rovesciare un normale governo.
L’Italia, specie ai piani alti, non è più un paese: 16 anni di berlusconismo l’hanno trasformata in una “telenovela di borgatari” avvolta in un “sudario di conformismo e di menzogne .
Non c ‘è più alcun arbitro. La Corte costituzionale se la dà a gambe perché “il clima politico è surriscaldato” (dice il neo-presidente De Siervo, noto cuor di leone)
Il Tribunale dei ministri e la Procura di Roma si palleggiano l’indagine su B. per il complotto anti-Annozero e, nel tragitto, spariscono le intercettazioni.
Il capo dello Stato, noto anestesista, somministra cloroformio e bromuro, mentre tutti dormono la Banda B svaligia il paese.
Un mese fa B. era politicamente morto: bastava votare subito la mozione di sfiducia dei finiani ed era fatta. Invece la cosiddetta “moral suasion” di Napolitano ha regalato al grande corruttore un mese di tempo per comprarsi quei pochi che ancora non teneva sul libro paga.
Fini ha sottovalutato l’avversario e selezionato male le truppe d’assalto. Errore tanto più imperdonabile in quanto lui il nemico lo conosce avendoci convissuto per anni, avrebbe dovuto
reclutare uomini di provata fede e incorruttibilità, col coltello fra i denti, non le Moffe e le Sdilinquini. Ha preferito la quantità alla qualità, mettendosi in casa infiltrati che, al segnale convenuto del mandante, sono usciti allo scoperto. Stesso errore dall’altra parte ha commesso Di Pietro: non contento dei Carrara e dei De Gregorio, ha imbarcato i Razzi, gli Scilipoti e i Porfidia, gente che non occorre il curriculum per tenerla a debita distanza: basta la faccia. Del Pd, che è riuscito a perdere per strada 18 deputati e un terzo dei voti in 2 anni e mezzo, inutile parlare.
Fini almeno ha ammesso la sconfitta. Invece dai perditori piddini, che han collezionato più fiaschi di una cantina sociale, mai un cenno di autocritica.
Come disse Violante nel 2002 alla Camera, “B sa per certo che gli è stata data la garanzia piena nel 1994 che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa Letta. Non abbiamo fatto la legge sul conflitto d’interessi, abbiamo dichiarato eleggibile B nonostante le concessioni e durante i governi di csx il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte!”.
Gli hanno venduto l’Italia e se ne vantano pure.

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Questo è l’ignoto Scilipoti, l’Italia dipende da costoro

Beppe Grillo

1867.398 MLD di € è il nuovo record del debito pubblico. In ottobre ci siamo divorati 23 MLD, a settembre il debito era di 1844 MLD. Nello stesso giorno del record che ci trascina verso l’abisso economico, il 14 dicembre 2010, alla Camera dei deputati Berlusconi vincde per 314 a 311.
Si è svolto nella sala di velluti rossi un confronto osceno di compari che sentono l’odore della rivoluzione nelle strade e cercano di salvarsi con un doppio carpiato come Fini, rinnegando 15 anni di inciuci come Bersani e Casini. Nell’aula ridotta a un palcoscenico di mestieranti con battute da avanspettacolo e applausi improvvisi che scacciavano la paura del futuro (come quelli alla bara portata a braccia quando esce dalla chiesa) ci sarebbe voluta la follia di un Lombroso per interpretare volti, smorfie, ghigni, gesti. Per illustrare una nuova antropologia: quella della merda. In un Parlamento di venduti non è possibile parlare di voti comprati, come non è possibile trovare vergini in un lupanare. La recita dei deputati ha avuto ancora una volta la sua rappresentazione. Attori con stipendi stellari, macchine blu, finanziamenti (furti) elettorali da un miliardo di euro bocciati da un referendum, giornalisti al loro servizio pagati con una mancia di 329 milioni mentre il Paese va a picco. Guardateli, non vi fanno schifo?
La Camera dall’alto sembrava questa mattina un ritrovo di vecchi compari, B che accarezza il collo di Casini, il Bocchino tradito, il Fini paralizzato da una votazione che lo manda in pensione dopo 40 anni di carriera politica in cui non ha visto nulla, sentito nulla, detto nulla prima di uscire dal sarcofago, la “vajassa” di Fassino. Le labbra della Mussolini e quelle della Carfagna, gli occhiali da sole di Frattini. Le donne incinte, tra cui l’avvocatessa del prescritto per mafia Andreotti in carrozzella. La corte dei miracoli aveva più dignità, un circo ha più serietà, un bordello più dignità.
Nel 2011 la crisi economica spazzerà via questa umanità ridente che si è appropriata dello Stato e dei media. Straccioni sociali che hanno avuto nella politica l’unica via per il successo, per sentirsi importanti, indispensabili, “onorevoli”. Io non salvo nessuno e auguro a tutti di ritirarsi per tempo, prima che lo faccia la Storia che è, come si sa, imprevedibile e feroce.
..
Comunicato Stampa ufficiale
DIFFUSO A CURA DEL SERVIZIO SEGRETERIA PARTICOLARE
DELLA BANCA D’ITALIA (BANKITALIA SPA)

Roma, 6 dicembre 2010

Segnalo che, con provvedimento della Banca d’Italia, il 6 DICEMBRE 2010, è stata bloccata l’operatività del BANCO EMILIANO ROMAGNOLO. Nessun organo di stampa nazionale ha dato risalto alla notizia. Sono stati bloccati TUTTI I CONTI CORRENTI DELLA CLIENTELA (RID, tasse F24, bollette, pagamenti a fornitori etc etc) E I RISPARMI DEI PRIVATI. La sorpresa dei clienti è stata grande: La Banca d’Italia ha bloccato tutti gli strumenti finanziari dei clienti, non solo quelli dove l’emittente sia lo stesso BANCO EMILIANO ROMAGNOLO, ma anche TITOLI DI STATO, AZIONI E DERIVATI. Al momento, nessun cliente ha la possibilità di poter gestire i propri risparmi privati o amministrare le attività aziendali.

E questa è la prima!
Quando la vostra banca vi comunicherà che ogni sportello è stato chiuso e che non potrete più effettuare nessun pagamento, né ritirare i vostri contanti.. forse comincerete a capire a cosa Berlusconi ci ha portato e forse smetterete di ragionare in termini di ‘comunisti’ e ‘fascisti’ e capirete che esistono solo due tipi di governanti e che noi abbiamo il tipo peggiore: quelli che fottono i cittadini e poi scappano col malloppo. Solo che a quel punto il vostro malloppo … non ci sarà più.

Per due donne in più
Viviana Vivarelli

Questa votazione ha riservato molti colpi di sorpresa: Moffa non ha votato, e Catone è passato di colpo alla maggioranza. Ma la risicata vittoria di Berlusconi si deve a due donne finiane, Maria Grazia Siquilini e Catia Polidori, che hanno regalato il loro voto a B, insieme a Domenico Scilipoti, Massimo Calearo e Bruno Cesario, che sono stati accolti da applausi di derisione quando sono andati a votare. I finiani erano neri e scuri e è scoppiata una mezza rissa, la Polidori è stata insultata. Sembra che la Polidori sia stata minacciata per le sue aziende. Le hanno detto che, se non votava per Berlusconi, le chiudevano le sue aziende; la principale è il famoso CEPU, per cui sarebbero stati stanziati soldi da Tremonti che li ha sottratti alla scuola pubblica. Gridare alla vittoria e parlare di democrazia a questo punto mi sembra folle. Berlusconi procede come un capo brigante, stritolando la gente tra minacce e promesse, compra voti o li strappa. Non farebbe diversamente un boss mafioso. Dovrebbe essere evidente che questa gente fa interessi personali e prende per il culo l’intero popolo italiano. Peggio di così la democrazia non poteva finire. Per cui, quando alla dichiarazione della striminzita maggioranza si sono sentite le grida “Italia, Italia!” con sventolamenti di tricolore, più di un cittadino avrà pensato che quelle grida stavano come parole sante nel grugno dei maiali.
Una cosa è certa: abbiamo assistito alla votazione più scellerata di 150 anni di storia italiana!

Una vittoria di cartapesta
Massimo Donadi

Il voto di oggi non cambia nulla. L’esiguo margine col quale il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera, sottolinea ancor di più la debolezza di un esecutivo appeso, ora, agli starnuti di uno o due parlamentari. La storia insegna: il csx non riuscì a governare nel 2006, avendo in Senato 3 voti di vantaggio. E un solo senatore che era anche ministro. Il governo B ha circa 40, 50 tra ministri, viceministri e sottosegretari che sono anche parlamentari e quindi non assicurerebbero la loro presenza in Aula per le votazioni. Già nei mesi scorsi il governo pendeva non di 4 o 5 voti, ma di 40, 50. Quindi, indipendentemente da ciò che è accaduto oggi, il governo è destinato comunque a cadere.
Ma il voto della Camera ha segnato la clamorosa sconfitta politica di Fini e di chi lavorava all’ipotesi di dar vita ad un governo di larghe intese senza B. Da domani, infatti, sarà ancora il Cavaliere a decidere se e quando salire al Quirinale, a decidere se chiedere il rimpasto. In questo caso il Presidente della Repubblica non avrebbe altra scelta che concederglielo, visto che non esistono altre maggioranze in Parlamento.
Cosa farà Berlusconi domani? Tre ipotesi. Cercherà di allargare la maggioranza all’Udc e forse anche a Fli o ad una parte di Fli. Andrà da Napolitano a farsi dare il reincarico. Cercherà di stringere un’intesa con tutta una parte del 3° polo, mettendo sul piatto un bel numero di ministri, viceministri e sottosegretari. Seguirà la fase più difficile: far digerire a Bossi e alla Lega la presenza di un nuovo alleato come l’Udc, così ostile al federalismo. Ma Bossi non accetterà senza garanzie ben precise. La 3a hpi, che si apre nel caso la 1a e la 2a fallissero, vede le elezioni a Marzo, con un B confiderà nel fatto che le opposizioni si presenteranno divise. Sarebbe la volta che si farebbe definitivamente chiarezza sulla collocazione dell’Udc ed in cui finalmente il Pd sarebbe costretto a smetterla di inseguire sterili tatticismi, dando finalmente vita, assieme a Idv e Sel, a un progetto innovativo di modernizzazione del Paese. E’ di questo che l’Italia ha bisogno, di un governo stabile e con un progetto vero e di ampio respiro. Non certo di un esecutivo appeso ad un pallottoliere, che è un morto che cammina.
..
Il governo vince la fiducia ma perde la credibilità
Rosario Amico Roxas

La grande fiera di Santa Lucia ha chiuso i battenti; gli affari sono andati come da copione.
La merce esposta e messa in vendita è stata apprezzata, valutata, ma il volume degli affari non ha visto l’exploit che avrebbe potuto avere ; pochi i movimenti effettuati, ma sufficienti per consentire di vantare un successo che, se non è quello preventivato, in ogni caso ha dato ossigeno ad un mercato in agonia.
La nuova realtà che viene offerta all’analisi dei politologi, dei commentatori e degli opinionisti è tale da consentire ad ognuno di dire la propria e, alla fine. Avere ragione tutti.
Chi ha vinto dirà che ha vinto, ed è vero; chi ha perso dirà che in fondo non ha perso, ed è altr’e tanto vero.
Se si parla di fiducia al governo, ha vinto chi ha comprato i biglietti vincenti; se si parla di credibilità, allora non ha perso chi ha preventivato un crollo verticale della medesima da parte di questo governo.
Ha vinto la regola del libero mercato, quello che più libero non si può; il mercato che si è istallato nel tempio che era delle democrazia, ha imposto le sue leggi della forza, quelle leggi che calpestano il diritto.
In una nazione civile l’opinione pubblica si sarebbe rivoltata insieme allo stomaco; ma dopo 16 anni di abitudine all’assenza di ogni regola democratica non ci si fa più caso.
Ora scatta il momento del pentimento da parte di chi, per pudore, non ha voluto partecipare all’Offerta Pubblica di Acquisto, perdendo sia la capra che i cavoli che erano esposti in vetrina e si esporranno, pronti a soccorrere il vincitore, anche se ha vinto solo una fiducia comprata ed ha perso definitivamente la credibilità residua.
Gli acquisti già perfezionati mostreranno presto la loro vera faccia; hanno capito di essere aghi di una bilancia truccata e faranno valere le vere ragioni di una compra-vendita chiedendo, anzi pretendendo, un compenso per ogni gesto o atto idoneo al proseguimento di un’avventura personale che ha uno scopo personale e fini personali, per cui l’Amministrazione dello Stato, trasformata in mercato delle vacche, si posizionerà ulteriormente e definitivamente nella sfera dei ricatti quotidiani.
Il “servirsi dello Stato” ha vinto sul “servire lo Stato” .
….
Don Aldo manda

Quanto scrive Gennaro Carotenuto è lo specchio di un’Italia che non mi appartiene e a cui non appartengo. Spero, ho fiducia, credo in un’altra Italia che, anche se a stento, purtuttavia vive e sopravvive. In futuro, fuori dall’apnea, torneremo non solo a sognare.
Aldo.

http://www.gennarocarotenuto.it/14664-fiducia-comprata-e-guerriglia-pi-italie-inconciliabili-affondano-nel-fango/

Quante Italie: i furbi, i beoti, i garantiti e infine…gli esclusi
Gennaro Carotenuto

Roma brucia mentre la classe politica è sorda e grigia come le sue aule parlamentare. Il governo si salva con l’aiutino del CEPU, l’esamificio online che B ha appena ricoperto di soldi sottratti all’università pubblica, es. dello stato del paese più dell’indecorosa vendita dei Moffa e Scilipoti o della sconfitta esiziale del “grande statista” Fini
La 1a Italia è quella dei furbi, dei corrotti e dei mafiosi, che siedono senza vergogna in Parlamento, da Cuffaro a Dell’Utri, quella di Berlusconi, di Calearo (capolista veltroniano del PD in Veneto), di Miss Cepu Catia Polidori, o di quei criminali che, evadendo il fisco, hanno rubato nel solo 2009 a noi tutti ben 159 MLD di € (+10%, grazie Tremonti!) e invece di essere trattati come delinquenti e insultati in strada sono considerati dritti e rispettabili. 159 MLD! Che bel paese sarebbe l’Italia se non fosse abitata da queste metastasi umane!
Viene poi l’Italia che odia, parente stretta del paese analfabeta, quella che crede che gli immigrati le portino via il lavoro ai figli, quella seduta, che si gode in diretta le vite altrui come il grande fratello, che non ha più forza se mai ne ha avuta, perché è vecchia, e ancora crede a Fede, Vespa, Minzolini e voterà sempre B o Lega. E’ l’Italia che vuole slogan semplici, le zingare rapiscono i bambini, i negri rubano, i black block sfasciano e, signora mia, è tutta colpa del ‘68. E questa Italia dei beoti è la ruota di scorta dei furbi, tanto è tutto un magna magna e allora tanto vale Silvio, un’Italia sordida e indifendibile nella sua cecità, cattolica e pagana insieme, che spia dal buco della serratura le carni fresche di Ruby e Noemi e che, pur non avendone alcuna convenienza, sta sempre dalla parte del più forte, anche perché di alternative non ne vede, un po’ per mancanza di cultura, un po’ per paura, un po’ perché facilmente plagiabile.
Poi viene l’Italia dei garantiti che non hanno bisogno di sfogare la loro rabbia contro un bancomat, più perbenista che perbene, che guarda con disprezzo B e chi lo vota, che mette i puntini sulle “i” e sulla grammatica politica, che dice di aver orrore per la violenza e invece, alla prova del nove, prova disprezzo per chi è disperato. E’ l’Italia che in fondo Marchionne ha ragione e che se la tengano sta pipì gli operai. E’ l’Italia del centro-centro-centro-sx che ieri ha svolto il suo compitino parlamentare ed è soddisfatta da quel 6 meno meno (quasi ce la facevamo a farlo dimettere ma per fortuna…). E’ quella che in gioventù era incendiaria e oggi ha orrore di tutto meno che dei pompieri, che si è integrata e ha imparato a stare al mondo con un certo stile e i fatti propri se li sistema comunque. E’ l’Italia dei Bonanno e dei Rutelli, che se osi criticarli sei “un terrorista”, o di quelli per cui lo stupro della minorenne Ruby è un fatto privato, quelli che non hanno mai fatto il conflitto d’interessi o per cui anche la Lega ha le sue ragioni. Ci sta dentro tutta la classe dirigente “progressista”, che si rimbocca le maniche perché “preferisco battere B sul terreno politico” ma non lo batte mai perché in fondo lui è solo l’altra faccia della sua medaglia, un’opposizione mai di sistema, che è complice non tanto della perpetuazione del potere berlusconiano ma soprattutto dell’esclusione dilagante del resto del paese, di quelli senza futuro, dei 600.000 cassintegrati, della chiusura di interi comparti industriali, dei giovani precari senza speranze, degli studenti senza sbocco e dei migranti senza diritti. Questa 4° Italia ha il maggior disagio ma nessuna rappresentanza politica. E, non avendola, viene spinta sempre più nell’angolo. Lo dimostra la guerriglia di ieri nel centro di Roma, in gran parte fomentata dall’uso della forza pubblica manovrata da Maroni per costruire un nuovo nemico funzionale che rilegittimi il sistema.
Accade così che l’Italia dei furbi, dei beoti e dei garantiti stia distruggendo la vita, i diritti, il futuro a questa quarta Italia, gli esclusi, a cui non lasciano altra strada che i sampietrini.
Ci sarebbe anche un paese migliore, quello civile dei Don Ciotti, per fare un nome, nascosto ai più, e che i più non vogliono vedere perché richiama la loro cattiva coscienza. Essa impone di cambiare radicalmente l’esistente a partire dalle nostre vite, ci chiede di fare della vita stessa nuova militanza civile. Monicelli continuava a chiamarla Rivoluzione, ma, in un paese che affonda, la Rivoluzione dei mille Don Ciotti, intransigente, onerosa, difficile, è l’unica speranza possibile.
..
.. e mentre nella aule vellutate del Parlamento ben difese dalla polizia probabilmente non giungeva neanche l’eco di quello che stava succedendo a Roma, finite le votazioni Berlusconi andava alla presentazione del libro di Bruno VESPA dove nessuno era minimamente sfiorato dall’idea di chiedergli cosa pensasse delle manifestazioni di studenti, aquilani, precari ecc. per il centro blindato…
e che je frega? e che so’ problemi suoi?
lui c’aveva da racimolare i voti per salvarsi
la chiappa
Paola Bassi
..
TRAVAGLIO. IL REGNO DEI MORTI

Mentre in Senato, cioè nel regno dei morti, il nano bollito arringava stancamente i suoi simili con l’ultima barzelletta del governo dei miracoli, nel regno dei vivi i poliziotti assediavano la villa di Arcore e la Camera dei deputati: purtroppo non per assicurare alla giustizia gli inquilini, ma per contestare il premier e fischiare il ministro Gnazio La Rissa in segno di protesta contro il taglio dei fondi alle forze dell’ordine. Il De Profundis finale, la pietra tombale su 16 anni di propaganda su “sicurezza” e “legge e ordine”. Si attendono ad horas, negli stessi luoghi, manifestazioni di giubilo e gratitudine di ladri, truffatori, rapinatori, stupratori, spacciatori graziati dall’ennesimo indulto mascherato: quello varato l’altro giorno dalla maggioranza alla chetichella, che dal 16 dicembre manderà a casa migliaia di detenuti perché possano festeggiare il Santo Natale e l’ultimo anno di pena ai domiciliari (memorabile la difesa del viceministro Castelli ad Annozero: “Noi non li mettiamo fuori, li mandiamo a casa”, per l’entusiasmo degli elettori leghisti, che avevano capito male: pensavano che li lasciassero dentro). Oggi il pover’ometto otterrà quasi certamente la fiducia, con uno o due voti di vantaggio, grazie a una quindicina di deputati comprati un tanto al chilo e a 3 deputate partorienti. Fiducia a tempo, che durerà fino al ritorno delle 3 neomamme dal reparto maternità. Provvederà poi Bossi a staccargli la spina quanto prima e a mandarci a votare. Solo nel regno dei morti, infatti, il governo del Cavaliere Inesistente, quello che “la monnezza da Napoli sparirà in 3 giorni”, quello che “ricostruiremo L’Aquila in un anno”, quello del “miglior premier degli ultimi 150 anni”, quello che “Ruby è la nipote di Mubarak”, quello che “Putin è un dono di Dio” e “Gheddafi è un leader di libertà”, quello che “la crisi è passata” anzi “non esisterebbe se non ne parlasse Annozero”, quello del lodo Alfano, della legge bavaglio, del processo breve cioè morto, del legittimo impedimento, dello scudo fiscale pro evasori, dell’antimafia con monumento equestre a Mangano, dei tagli alla cultura, alla scuola, alla ricerca, all’università, alla giustizia, alla sicurezza, ma non ai finti premi per i finti film di Dragomira Bonev, può sopravvivere a se stesso per qualche altro giorno. Anzi, sarebbe già morto e sepolto se Fini non si fosse fatto fregare, per un eccesso di responsabilità istituzionale, dal capo dello Stato che un mese fa gli chiese di rinviare il voto sulla mozione di sfiducia alla Camera al 14 dicembre, dando così il tempo al Grande Compratore di acquistare all’asta i deputati mancanti. Ma forse è meglio così: il voto di oggi è una buona occasione, forse l’ultima, per indurre mezza Italia a riflettere su se stessa. Come han potuto milioni di persone votare per uno così, quand’era chiarissimo fin dall’inizio che era sceso in campo solo per farsi gli affari suoi? Come han potuto interi plotoni di giornalisti e intellettuali spacciarlo per l’alfiere della “rivoluzione liberale”, mentre lui trafficava notte e giorno, nelle ore lasciate libere dalle escort, per scampare ai processi e arraffare milioni? Come ha potuto la cosiddetta opposizione, salvo rare eccezioni, glissare sul conflitto d’interessi che proprio in questi giorni ha esplicato la sua geometrica potenza con l’intero gruppo Mediaset (le consultazioni le faceva direttamente Confalonieri) impegnato a offrire carote ai consenzienti e a minacciare bastoni ai dissenzienti? Sabato, alla manifestazione del Pd, nessuno ha osato ricordare la verità: e cioè che B. è abbarbicato disperatamente non al governo, ma all’annesso legittimo impedimento per sfuggire alla giustizia. Ha dovuto ricordarlo Fini. Dall’altra parte chi lo dice passa per un pericoloso dipietrista. Oggi Fini, da presidente della Camera, sarà costretto ad astenersi come vuole la prassi. Ma, se mancasse un solo voto alla sfiducia, una mossa davvero futurista ce l’avrebbe: dimettersi all’istante e votargli contro. Perderebbe la poltrona, ma passerebbe alla storia.
..
FESTA NAZIONALE DI LIBERAZIONE DAL FORZISMO
Gianni Tirelli

25 luglio 1943 – “Entrati nel salotto il Re disse a Mussolini che il voto del Gran Consiglio era stato tremendo e che tutti si attendevano un cambiamento. Mussolini rispose che la decisione era di una gravità estrema e che in quel momento avrebbe significato la capitolazione dell’Italia
Alle 22,45 dello stesso giorno la radio interruppe le trasmissioni e diffuse il seguente comunicato: “Sua Maestà il Re e Imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, presentate da S.E. il Cavaliere Benito Mussolini, e ha nominato Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, S.E. il Cavaliere Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio”.

Il 14 dicembre 2010 è stata sancita la fine del forzismo. Fiducia o non fiducia che sia. Questa data, commemorativa della caduta del regime mediatico e populista di Silvio Berlusconi, che tanti italiani (lavoratori onesti e responsabili) vorranno, negli anni a venire, onorare e festeggiare, resterà a memoria di un periodo di oscurantismo culturale, etico e morale, che, per oltre sedici anni, ha imbarbarito il costume, le condizioni di vita e le aspirazioni della società italiana. Un movimento di figuri, incompetenti e subdoli, che hanno adottato la menzogna a pratica relazionale, assunto la licenza a libertà e, della dignità, hanno fatto mercimonio.
..
RIDIAMARO : – )

Spinoza.it
La maggioranza compra Razzi. Giusto in tempo per capodanno.
(Sono indignato per questa deplorevole compravendita di parlamentari. Sperperare tutto quel denaro quando si potrebbe ricorrere alle minacce)
.
Guido della Germania
Tutto come al solito.
Anche stavolta per godere ha avuto bisogno di pagare tre puttane.
..
“C’è gente che pagherebbe per vendersi” (V.Hugo)
..
Joe
Passata la fiducia, il governo ha subito pronta la prossima finanziaria: acquistare parlamentari sarà deducibile dalle tasse.
..
Capemaster
Berlusconi promosso grazie al CEPU.

Lucianokk72
La Corte Costituzionale rinvia il giudizio sul legittimo impedimento. Ricarica esaurita
..
Chissà se i Giuda li paga
Una tantum
A forfait
O a vitalizio?
Viviana
..
Alcuni Parlamentari sono come le tasse. Non sai che esistono finché non li devi pagare
da Eddyburg

http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Da quando sono questi signori al governo le forze dell’ordine (???) non fanno altro che reprimere,allora che senso ha manifastare e poi buscarle,si cerca con insistenza il morto da addebbitare poi ai manifestanti beceri e violenti che si scagliano contro le pecorelle tutori dell’ordine (o disordine voluto?)

    Commento di Vincenzo — dicembre 16, 2010 @ 6:59 pm | Rispondi

  2. Mi piacerebbe che avessi ragione tu Ugo , se sparissero tutti ad Antigua forse l’Italia riuscirebbe ancora a riprendersi.
    Però questo potrebbero già farlo adesso, senza alcun lasciapassare o immunità.
    Se solo volessero potrebbero saltare tutti su di un paio d’aerei e non sentirne parlare mai più.
    Già…se volessero. Invece vogliono restare qui a distruggere tutto ciò che resta, solo allora gli avvoltoi saranno sazi, quando saremo un cumulo di morti

    Commento di Paola Lombardo — dicembre 17, 2010 @ 9:20 pm | Rispondi

  3. Provvedimanti per l’Italia URGENTI
    abbiamo capito che siamo governati ormai dalle MAFIE che hanno eletto i ns politici
    ed ora vogliono che governino per fare soldi con loro ! Ci vuole una LEGGE EUROPEA DI COMBATTIMENTO DELLE MAFIE ! non ce la facciamo più ! non crediamo più a NESSUNO ! AIUTATECI ! Graziella iACCARINO-iDELSON napoli

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 18, 2010 @ 9:06 am | Rispondi

  4. Paesaggio e cemento

    ha ragione ! ormai il paesaggio in Italia è CEMENTIFICATO e con la lentezza

    della IN -GIUSTIZIA si riesce ad abbattere dopo 8 10 anni dall’abuso, quando

    non è stato CONDONATO DAL GOVERNO o da politici locali.
    Arch. Graziella iaccarino-idelson

    napoli

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 19, 2010 @ 2:15 pm | Rispondi

  5. No, Argentina no.

    Sappiamo dove andare, ci vorrà pazienza, coraggio,legalità e giustizia, un alto senso civile da ricostruire e gambe in spalla.
    Niente piagnistei,poiché noi italiani abbiamo ciascuno, negli accadimenti politici del paese, una responsabilità,seppur piccolissima,ma l’abbiamo, come l’assenza di partecipazione, oppure la tendenza a coltivare il proprio orticello che è buona cosa da una parte e ci rende un popolo attivo e capace, ma non è caratteristica favorevole nell’ambito civile.
    Scarpe rotte,eppur bisogna andar…
    Maria Pia

    Commento di mariapia — dicembre 19, 2010 @ 8:01 pm | Rispondi


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