Nuovo Masada

dicembre 13, 2010

MASADA n° 1234 . 13-12-2010. Sfiducia o fiducia. Pornografia politica

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:03 pm

Domani sfiducia!

“Io non sono nel business, io sono il business!”.
Sean Young in Blade Runner
..
Parafrasando Ellekappa

“Possibile che non esistano politici incorruttibili?
Sì, ma quelli costano di più”

..
“Alla terza condanna Berlusconi parlò di colpo di stato.
Alla sfiducia di cosa parlerà? Olocausto e genocidio?!

..
Ellekappa
“Sai cosa si mormora a sinistra?”. “Il rosario?”.
..
Questo è Berlusconi

Devi stare attenta perché è come un cane!
Se vede qualcosa prova a scoparla,
se non riesce a scoparla prova a mangiarla
e se non riesce a mangiarla ci piscia sopra
“.

Malcolm Bench in Vertical limit

Cettina
L’Italia ha bisogno di stabilità…
La sua…

..
Quando Berlusconi decise di “scendere” in politica
Rosario Amico Roxas

Precisa il vocabolario della lingua italiana… scendere: “andare da un punto più alto ad un punto più basso”. E così è stato. In quell’infausto 1992 (anno preparatorio della discesa) ad oggi è stato un continuo andare verso il basso, fino ai nostri giorni, giunti tanto in basso che più in basso non si può, anche se ministri come Bondi, Carfagna, Brambilla, Santanchè, Alfano, Maroni, Bossi, La Russa , Brunetta (quello che nel suo piccolo si incazza !) & C. , coordinati dal deputato/avvocato-difensore Ghedini, scavano alacremente e sempre posa per allontanare il fondo già raggiunto e spostare il punto finale sempre più in basso…Politica: arte di governare uno Stato. Abbiamo visto qualcosa che gli somigli dalla discesa” di Berlusconi in politica? Certo che no ! Ma non gli si può rimproverare nulla, perché fu assai sincero, collocando la politica in basso, verso cui scendere. I significati deontologici della politica sono quelli verso i quali si “sale” per nobili scopi, per essere partecipi e artefici della scalata dello Stato verso una condizione migliore per tutti i cittadini e non per gli ignobili scopi di salvaguardare interessi che diventano legittimi solo perché il potere conquistato permette di spostare a proprio piacimento e interesse i paletti che le leggi pongono a difesa e tutela di tutti i cittadini. E’ chiaro che ci sono ministri che si levano in difesa del loro sultano e sovrano; ma si tratta di una autodifesa del proprio orticello, perché caduto il capo, non troverebbero nessun altro disponibile a concedere loro i privilegi e vantaggio di cui godono, così tentano l’operazione “salvataggio impossibile”, ma non dell’attuale presidente del consiglio, bensì dell’uomo che ne ha usurpato la carica con lo stravolgimento di tutte le regole democratiche.

Domani 14 dicembre saremo alla fatidica fiducia o sfiducia al governo
Viviana Vivarelli

Malgrado la forsennata compravendita di parlamentari, le sorti di Berlusconi sono segnate. Non ha ancora i famosi 316 voti. Ma se anche avesse un voto in più, che senso avrebbe il suo governo? Con quale sicurezza potrebbe affrontare una qualunque votazione? Come si presenterebbe alla Comunità europea?
Berlusconi contava sui 6 voti radicali, ma Pannella ha deciso per la sfiducia, visto che “Stando così le cose, è necessariamente sfiduciare il governo, ma ci sarebbe da sfiduciare tutto il Regime, con le sue maggioranze e con le sue opposizioni”. “Questo è il governo di uno capace davvero di tutto e lui, insieme ai “buoni a nulla” delle sue opposizioni, rappresentano un disastroso, unico, sessantennale Regime partitocratico e antidemocratico che per molti versi, ha ormai un bilancio perfino peggiore di quello del precedente, infame, ventennale Regime partitocratico, fascista”.
Di Pietro perde due voti, ma voterà per la sfiducia anche Guzzanti come voterà sfiducia il partito liberale che chiedeva di abrogare il porcellum e di ridurre del 30% il debito pubblico attraverso la vendita di tutte le partecipazioni statali e la contestuale imposizione di un termine perentorio per la privatizzazione e liberalizzazione di tutte le aziende e società territoriali a carattere pubblico. Invece Berlusconi ha ribadito la sua volontà di confermare il premio di maggioranza che costituisce una vera e propria truffa e si limiterà a proporre a vendere immobili di proprietà statale per favorire le varie P3 o i soliti amici del quartierino.
Fini manda appelli affinché entrino nel suo partito a Maurizio Sacconi, Franco Mugnai, Marcello Pera, Luigi Compagna, Alfredo Mantica, Ombretta Colli, Battista Caligiuri, Raffaello Vignali, Maurizio Scelli, Guido Crosetto, Margherita Boniver, Valentina Aprea, Bruno Murgia, Emerenzio Barbieri, Lucio Barani, Santo Versace, Alessandra Mussolini, Sergio Pizzolante, Aldo Brandirali, Maurizio Castro, Marcello De Angelis, Melania Rizzoli, Beppe Pisanu, Antonio Palmieri, Stefano Caldoro, Giancarlo Galan, Fabio Gava, Giuliano Cazzola, Giuseppe Cossiga e Stefania Prestigiacomo.
Intanto il terzo Polo si rafforza e acquisisce identità.
Oggi come oggi, gli unici a restare fedelissimi a Berlusconi sono gli uomini della Lega. Ma non basteranno.
..
Piattissima la discussione alla Camera, ma quei somari dei leghisti hanno toccato vertici irraggiungibili di ilarità involontaria:
Celebre la frase di un concitato deputato verde che ha detto senz’ombra di pudore: “Questo governo ha salvato il paese dalla crisi.. senza mettere le tasche nelle mani degli italiani” ; i suoi colleghi padani non hanno battuto ciglio, pronti com’erano ad applaudire qualunque bischerata. Ipotizziamo, dal discorso, che quelle tasche siano dei leghisti al potere. E se noi cittadini ci volessimo mettere gli occhi e le mani su queste tasche???!

Memorabili gli svarioni della Patania..
Da Scalfari chiamato “.. il peggior capo di Stato dai tempi di Nerone in poi!”
A questa frase a effetto contorsivo e di grande impatto confusionale: “.. il tentativo di cambiare la legge elettorale nasconde la volontà di togliere ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti “ (?? Più erroneo di così è impossibile!)

Splendido il passaggio: “Lei, presidente Fini, è passato da Le Pen a Rutelli, dal più grande statista di tutti i tempi (sic) al Male assoluto (Rutelli??? Ma vah!), dalla battaglia per il merito (ma dove?) alle scalate dei tetti, da Tatarella a Granata” (grandi ovazioni!)
“Lei, presidente Fini, ha tradito le emozioni (gulp) degli italiani e questo gli italiani non glielo perdoneranno mai”.
La crisi invece è già acqua passata….sono le emozioni quelle che contano!

L’incredibile Lupi smarrona: “D’Alema che sale i tetti della riforma universitaria! …Bersani, scusate! ….D’Alema va in barca…. Perché non ci siamo confrontati su questo? Perché non abbiamo dimostrato sulle piazze come siamo capaci di portare la pace sociale?” (e quante migliaia di poliziotti volevate portare in piazza e quante e teste volevate rompere, onorevole Lupi?). E per finire l’incauto ricorda, tra gli amici di Berlusconi, anche il cardinale Bertone (fischi e urla)

Onorevole La Boccetta (Pdl): “.. e per noi la coerenza, la dignità e la lealtà contano ancora qualcosa. Ed è per questo che diamo la nostra fiducia a Berlusconi”.

Berlusconi: “Non applauditemi troppo perché, avendo io un’età catacombale, tanti applausi potrebbero farmi male….

Franco
Roma blindata, 2-3mila uomini e zona rossa flessibile
Molta attenzione sarà dedicata alla vigilanza degli obiettivi sensibili, che potrebbero essere scelti dai manifestanti come alternativa all’assedio ai palazzi del potere.
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In queste circostanze le misure di sicurezza sono necessarie per evitare che il popolo esuberante possa esagerare con le solite manifestazioni di affetto e di stima nei loro confronti…
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Come ha sottolineato Franceschini, Berlusconi ha riletto lo stesso identico testo che aveva già letto al Senato, e lo ha letto pure peggio, intaccandosi diverse volte, come se 4 ore di discussione dei deputati fossero state acqua fresca.
Dopodiché l’onorevole Pepe si è alzato tutto agitato ventilando un’atmosfera di tensioni inaudite nel paese con pulman di italiani incazzati che stavano confluendo contro i palazzi del potere. Tranquilli! L’onorevole Pepe faceva del terrorismo ma, mentre l’emiciclo defluiva per i fatti suoi, non se lo è cacato nessuno.
..
Don Aldo

L’Italia è una delle ultime nella ripresa.
A parte il fatto che la crisi non ha insegnato niente e che da ogni parte si voglia ricominciare la vecchia storia come prima e più di prima, senza mettere in discussione i principi stessi dell’economia liberale che sono stati all’origine della crisi.
A parte tutto ciò, come può rialzarsi un paese che furto e del latrocinio ha fatto un’industria? Leggevo su Repubblica che “l’evasione fiscale in Italia galoppa ed è aumentata del 10,1% in 11 mesi. Il nostro Paese è al 1° posto in Europa col 54,5% del reddito imponibile evaso. Le imposte sottratte all’erario ammontano a 159 MLD di € l’anno”. (Dati Krls Network of Business Ethics)
Andiamo bene! L’evasore per antonomasia ha fatto scuola. Il suo caso fa da trend, l’esempio fa tendenza. Scendendo in campo, è passato dal latrocinio aziendale al furto istituzionale, legalizzando l’esproprio e legittimando il sopruso.
Ha accumulato un tesoro tirando il collo alla nazione come una gallina, un impero da 6 MLD di €. E il suo patrimonio, dal 1994, anno della “discesa in campo”, si è decuplicato. Lo scorso anno, le 7 holding di famiglia hanno chiuso i conti con 219 milioni di utili”.
Pensate. Il Paese è in crisi, le famiglie sono al cartellino rosso, gli operai sono messi in cassa integrazione e i precari sempre più precarizzati e Lui, Lui che fa?
Guadagna quasi un milione di euro al giorno!
Cosa volete che gli manchi alla sua onnipotenza?
“Grande venditore, Silvio B. Ma ancor più grande compratore. Compra uomini, donne, ville, sentenze. E quando i giochi si fanno duri, sa mettere in campo tutta la sua potenza di fuoco. Per evitare la sfiducia può usare non solo il portafoglio, ma un’ampia gamma di strumenti, dalle promesse alle pressioni, dalla seduzione al ricatto, poltrone e giornali, aziende e tv, un vero e proprio sistema articolato di rapporti e di poteri che per la prima volta entra in campo in maniera così massiccia nella dialettica politica di un paese occidentale, rischiando di stravolgere i normali equilibri del gioco democratico”. (IFQ)

Beppe A segnala
Il governo del fare

TASSE | Boom degli evasori, in crescita +10,1% nei primi 11 mesi del 2010, il nostro paese si conferma al primo posto nella Ue, con il 54,5% del reddito imponibile evaso. Le imposte sottratte all’erario ammontano a una serie di manovre finanziarie in stile Tremonti. Cioè 159 miliardi di euro l’anno.
I principali evasori non si trovano nell’economia criminale, ma in quella legale, secondo i risultati dell’indagine: al primo posto ci sono gli industriali (32,8%) seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%).
A livello territoriale, l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito dal Sud (24,5%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (22,9%).

http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1052390

Minacce atomiche: l’Italia coinvolta !
Rosario Amico Roxas

«Iran, Israele valuta un attacco atomico»
Su Wikileaks i timori di Berlusconi
Le parole del premier su un documento riservato:
«Nessuno può fermare Israele, nemmeno Obama»
(Il Messaggero del 12.12.2010)
La situazione italiana è paradossale, perché si è fatta parte attiva nel sostenere le politiche aggressive di Israele, ispirate dagli USA di Bush e ancora in attesa di sviluppi. Dopo che il Senato italiano ne ha approvato la ratifica il 2 febbraio 2004, l’accordo Italia-Israele sulla cooperazione nei settori militare e della difesa è arrivato alla Camera. Qui, il 16 marzo, ha ricevuto luce verde dalla commissione esteri ed è quindi pronto ad andare in aula. Nella commissione esteri della camera hanno espresso parere contrario non solo RC e Verdi, ma anche DS, L’Ulivo e Margherita-L’Ulivo.
Il parere contrario è stato motivato con il fatto che l’accordo viola la legge 185 sull’esportazione di armamenti, poiché estende a Israele il trattamento privilegiato previsto solo per i paesi Nato e Ue e stabilisce una cooperazione militare con un paese che non ha firmato il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari.
Le implicazioni in realtà sono ancora più gravi. E’ «un accordo generale quadro» comprendente interscambio di materiale di armamento, organizzazione delle forze armate, formazione e addestramento del personale militare, ricerca e sviluppo militare. Secondo fonti militari israeliane citate da Voice of America (22 novembre 2004), Italia e Israele hanno già concordato e finanziato «lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di guerra elettronica altamente segreto».
Poiché questo è un campo in cui Israele ha finora cooperato solo con gli Stati uniti, significa che l’accordo italo-israeliano è stato preventivamente approvato o preteso dalla Casa bianca. Non è quindi solo un accordo tecnico: i ministri degli esteri e della difesa lo hanno definito “un preciso impegno politico assunto dal governo italiano in materia di cooperazione con lo stato d’Israele nel campo della difesa».
Un accordo quinquennale, stipulato dal precedente governo Berlusconi, prorogabile automaticamente, ha impegnato anche i futuri governi a una precisa scelta di politica estera: quella di essere a fianco del governo israeliano qualunque cosa faccia. Una scelta particolarmente grave, dal momento che il governo israeliano è deciso a usare ogni mezzo per mantenere in Medio Oriente il monopolio delle armi nucleari. In un servizio pubblicato nell’aprile del 2007, The Sunday Times (il giornale britannico che nel 1986 riportò la testimonianza di Mordechai Vanunu sull’arsenale nucleare israeliano) rivela che le forze israeliane si stanno addestrando per un attacco agli impianti nucleari iraniani. A tale scopo è stata costruita nel deserto del Negev una copia in dimensioni reali dell’impianto nucleare iraniano di Natanz. L’attacco verrebbe effettuato da commandos dell’unità di élite Shaldag e dalla 69a Squadra aerea con caccia F-15 armati di bombe penetranti.
Verrebbe distrutto anche l’impianto nucleare di Bushehr, costruito con l’aiuto della Russia che, con un accordo firmato il 27 febbraio 2005, si impegna a fornire il combustibile nucleare e a ritirare le scorie garantendo così che l’Iran non se ne serva per produrre plutonio.
Il programma di accordo Italia-Israele, che prevede anche l’attivazione delle forze nucleari israeliane pronte a colpire in caso di rappresaglia iraniana, è stato concordato con gli Stati Uniti. I caccia israeliani passerebbero dallo spazio aereo iracheno controllato dal Pentagono e sarebbero guidati dai sistemi satellitari statunitensi. L’esistenza del piano non è più segreta: funzionari Usa hanno dichiarato che «un attacco militare contro gli impianti nucleari iraniani da parte di forze israeliane o americane non è da escludere se la questione dovesse bloccarsi alle Nazioni unite». Secondo gli esperti, «ritardare l’attacco militare comporta il rischio che, una volta avviati i reattori di Bushehr, la loro distruzione potrebbe causare una catastrofe ambientale simile a quella di Cernobyl».
In tale situazione, proprio mentre l’Ue è impegnata in una delicata trattativa con l’Iran sulla questione del nucleare, l’approvazione da parte del governo italiano dell’accordo militare con Israele fornisce al governo sionista il segnale politico che l’Italia è pronta a sostenerlo nell’attacco all’Iran.
La corsa israeliana all’armamento continua senza sosta, creando un deposito bellico che non ha riferimento alcuno con nessuna altra potenza mondiale, in rapporto alla dimensione dello Stato.
Quanto costano 5000 bombe “intelligenti” made in Usa? Israele lo sa benissimo: 319 milioni di dollari. La cifra non è campata per aria: la si trova tra le righe di un rapporto del Congresso americano della prima decade di ottobre 2007, perché gli Stati Uniti vogliono vendere ai preziosi alleati israeliani armi in grado di far loro mantenere il “vantaggio qualitativo” militare e nel contempo favorire gli interessi strategici e tattici degli Usa in Mediooriente. Nel dettaglio, si tratta di 500 “bunker busters” da una tonnellata capaci di frantumare bunker di cemento spessi più di due metri; 2500 bombe “normali” da una tonnellata; 1000 da mezza tonnellata; 500 da 250 chili, altri cinquecento ordigni di varia natura. L’apparato militarindustriale americano sa di poter contare sui buoni uffici della Casa Bianca, del resto c’è una formidabile affinità d’interessi con le aziende del settore israeliane, e per non mettere troppo in imbarazzo il governo sionista si è ricorso ai soliti fondi garantiti dagli ancora più consueti finanziamenti agevolati.
Business chiama business e quello della guerra è il più colossale: basta invocare l’emergenza continua e il terrorismo, è il pretesto perfetto per una politica di difesa aggressiva…
.
Da internet
ODE AD UN PARASSITA
Antonio

Affiderei ad un impagliatore
quest’individuo inutilmente ricco,
dei prosseneti sire e ispiratore.
Certo, richiederei certi interventi,
alcuni necessari aggiustamenti:
rimuovergli la chioma trapiantata
per restituire luce alla pelata;
ridurlo alla sua quota naturale
che tacchi da miss mondo hanno elevata,
far sparir dalla pelle stiracchiata
del volto l’espressione e il sorrisetto

da presuntuoso, stupido ducetto
e riempirgli di paglia il doppiopetto
che ora è gonfio di boria e d’arroganza.
E dopo vorrei farne il monumento
di se stesso, e un severo ammonimento
a chi riempie le cronache e s’illude
di far la Storia; e infine, poi, delude
perfino i cortigiani più asserviti,
che gli sciamano intorno per godere
della luce riflessa del potere:
è un film già visto, un già trito copione

che in Italia son usi a recitare
i topi che abbandonano la nave
non appena comincia ad affondare.
Imbalsamato dentro il suo cerone,
portato in giro dentro un baraccone
d’imbonitori e guitti pari suoi,
costretto nel silenzio più assoluto
perché un morto, si sa, diventa muto,
lo potremmo ammirar perfino noi
che soffriamo ogni volta che apre bocca
e dice cose pessime e volgari

degne dei più schifosi lupanari
senza stile né classe né pudore
imbarazzando il suo interlocutore.
Affidato ad un buon tassidermista
che l’immortali nel suo doppiopetto
per presentarlo a tutti, la sua vista
farebbe certamente un bell’effetto
e incasserebbe tanta ammirazione
e l’omaggio di tutta la nazione.
Ai piedi recherebbe un’iscrizione

in lettere giganti, rosse e nere:

Cittadini! Ammirate con rispetto
Il satiro pelato in doppiopetto!
Era ricco e ubriaco di potere,
e con le ragazzine andava a letto;
Ville, voti, politici e cantanti
se li comprava, mentre alle sue amanti
regalava gioielli e dicasteri
e inviti a feste piene di misteri.
Ora è morto. Inchinarsi sia un piacere
Davanti a Berlusconi, il Puttaniere!

SOLO I PESCI MORTI SEGUONO LA CORRENTE
PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE

Lucio Galluzzi

E’ comico oltre ogni misura vedere tutti questi venditori ambulanti della politica smarchettare in ogni luogo.
Praticamente è come se tra poco dovessimo andare a votare.
Tutti che ci raccontano palle, perdono la faccia, si smontano le chiappe e le offrono per una ciotola di crocchette per cani.
Una volta, ai tempi della maledetta Democrazia Cristiana, si ricordavano di noi solo in due occasioni: il servizio militare e i turni elettorali; poi per il resto dell’anno ci dimenticavano.
Almeno potevano starcene tranquilli senza l’assillo dei carrieristi di sgabello per un bel po’ di mesi.
Adesso è sempre un continuum compulso spettacolo basso con malinconici attori, quando va bene.
E non va quasi mai bene.
Dovremmo essere noi gli incazzati violenti, ad andare a prenderli di forza per toglierli dai predellini, consigli comunali e regionali, commissioni parlamentari, confindustrie e ministeri, anche i Vaticani, accompagnarli senza tante cortesie al confine e pretendere una legge immodificabile in eterno come quella che vietava ai Savoia di mettere piede in Italia.
Anche i Savoia sono da “scortare” fuori dalla Nazione.
L’Italia non è la residenza privata, occupata peraltro, da tutta questa massa di incolti cialtroni.
Non è mai stato un Paese così prostituito e stuprato continuamente da un manipolo di indegni.
Dovremmo davvero espatriarli, così come loro fanno con gli stranieri disperati in mare, non avere pietà, non essere mossi da alcun fottuto buonismo.
Si blinderebbero come hanno fatto per la manifestazione degli studenti contro la riforma dell’Università, farebbero cordone sanitario antisommossa intorno ai Palazzi dove stanno i catafalchi, isolerebbero Roma, sputando ancora una volta sulla Costituzione che garantisce il diritto a manifestare il proprio pensiero e la libera associazione e circolazione sul territorio.
Ma tanto noi siamo di più di loro, molti di più, una marea.
Tutto ciò avrebbe certo un costo alto, doloroso, di sangue: ma non avviene già tutti i giorni il pedaggio in manganellate, feriti, ricoveri per pestaggi, morti?
Concentrare le azioni in pochi giorni, sarebbe meglio un solo giorno, e tutti, nessuno escluso a riprenderci la vita che ci hanno rapinato.
Perché io voglio vivere in un altro Paese, voglio vivere in Italia e non in questa nazione che non riconosco più come mia Patria.
Rivoglio tutte le cose che mi hanno portato via.
Compresi i sorrisi.

A niente serve che Bersani ieri a piazza san Giovanni abbia per l’ennesima volta sermoneggiato la predica pretesca che somministra alla sua base, chiedendo le dimissioni del Premier, lo fanno da anni questi del PD, o di che cavolo sono… non lo si capisce più; i risultati si sono visti, sono sotto gli occhi di tutti. Niente è cambiato perché i dirigenti “Democratici” così hanno voluto e vogliono.
Perché hanno mai concretamente usato nessun atto di forza politica seria e coraggiosa per mandare a quel paese i fascisti chi governano.
Insieme alle mummie “padroni” del PD viaggiano di pari passo elementi come il pluridivorziato cattolico integralista Casini, Rutelli che ha già provato tutti i partiti possibili, ci manca solo che ora fondi l’Esercito della Salvezza, e quei coglioni infiniti dei Finiani, tanto fumo nero e niente arrosti, parole e parole e poi pantaloni calati e culo in aria.
Propongono il Berlusconi Bis.
Ma non lo volevate mandare a casa?
Chiedono un Esecutivo di Armistizio.
Ma che cazzo dite?
Ora si denunciano l’uno con l’altro, a tre giorni dal voto di fiducia al puttaniere è tutto un groviglio di vipere velenose, venduti, mercanti, puttani e patetiche comparse che a confronto l’ex giudice mostro Marra diventa pure gradevole d’aspetto.
Fanno i conti, come se l’Italia fosse la loro esclusiva privatissima partita a dadi, naturalmente giocata in bisca clandestina massonica segreta.
Nessuno di quelli che ora si stanno stracciando le vesti ha mai solo provato a protestare e denunciare forte l’assegnazione di Ministeri a fascisti, razzisti, secessionisti e “padani celtici” che si puliscono il culo con il tricolore.
Mai una vera denuncia, una presa di posizione forte, neppure dal Capo dello Stato, contro questa delinquenza politica.
E oggi fanno come nelle peggiori bettole per ubriaconi falliti: fascisti che improvvisamente fanno finta di diventare partigiani, contenitori d’odio, egoismo e violenza, a forma di umani, che si mascherano da elargitori d’amore assoluto, pirla totali vestiti da Treccani a memoria che mai hanno provato a leggere un libro serio, soprattutto fannulloni, ma quelli veri, che non avendo altro da fare, perché non lavorano, e sono pagati tanto oro quanto pesano, passano il tempo ad insultare i cittadini italiani e ad inventarsi qualsiasi mezzo per mortificare chi lavora veramente.
A casa Berlusconi sì, ma a casa anche tu Bersani insieme al concentrato rovinoso d’antipatia D’Alema, alla sostanza blob Fassino, al falso missionario Veltroni, via pure Rosi Bindi, che vada a pregare a casa sua insieme al democristiano Letta, se ne torni alle sue faccende la Finocchiaro e con voi tutti i rinoceronti immobilizzati del/nel PD che hanno fatto della sinistra italiana un brodo che vi sputerebbero in faccia anche i malati terminali.
Che siano cacciati i Bonnani e gli Angeletti e tutti i venduti con loro, Marchionne si arruoli in Serbia portandosi dietro il Casini Caltagirone e pure Rutelli, la Binetti e quelle altre gran signore e signorine che stanno ai ministeri meritevoli per misure poppe, fianchi e culo.
Scio’ Alemanno, tutti i legaioli e i forzanuovisti.
Via tutti, perché non ci serve un Berlusconi Bis, il dio vostro ce ne scampi e ce ne liberi, ma men che meno sarebbe utile un Bersani Sleep Man Walking, un Cristian Mafia Superstar o un Fini Bocchin Anal Suite.
Rifondare la politica.
Daccapo.
Mi tengo solo Di Pietro, almeno lui non è un morto.
Con la FIOM in piazza, tutta, gli studenti e gli incazzati… e poi vedremo se la Gelmini avrà il tempo di chiederci: “Ma che cosa ci fa questa gente per strada?”
E per dirla alla Ciprì e Maresco: “Signori e signore, mi avete tutti cacato la minchia!”
Viva la Rivoluzione, la Resistenza.
Viva l’Italia nostra.

I rutti del Re
Mario Medici

Io dico che dei rutti così
Li sa fare li può fare
solo il Re
Anzitutto dal suo petto
qualsiasi cosa
e’ regale
poi non ha condomini sulla testa
sotto i piedi, dirimpetto
e i muri del palazzo sono grossi
con le volte
la fuga delle sale

evocano echi di Giove Tonante
abbiamo un Re maschio
dicono con orgoglio i moschettieri
che non si spaventano più
i lampadari tintinnano
gli arazzi muovono animali e figure
le tende si gonfiano pronte a salpare
garriscono le bandiere, e’ un tripudio
coi cuochi che si fregano le mani

e la Regina che sa
si mette il cotone negli orecchi
cosi’ le dame
meno la Duchesse d’Oui
che’ le piace
al che i gentiluomini misurano a cronometro
i piu poetici col diapason
gli economisti redigono
i sacerdoti traggono
auspici
che poi cantano col popolo festante

ci vanno di mezzo le proboscidi
i tessuti le barbabietole
la Pentecoste
Il giorno in cui il Re
lo tennero a dieta
c’era un silenzio di tomba
rotto solo dagli sbadigli
e dallo stormire
dei tigli.

..
IL POPOLO ITALIANO VADA ALLA MALORA
Lucio Galluzzi

PAESE MORTO DI MORTI

Ma di che cosa vi lamentate? Cosa state lì a protestare sgranando il rosario delle imprecazioni? A che ci serve?
Servirà forse a voi, per tacitare un po’ la coscienza, per il resto, a noi proprio non è utile. Anzi, è irritante.
Una massa infinita di gente tappata in casa, con la porta blindata, gli antifurto attivati, a chiedere che le cose cambino.
Appunto solo a chiedere, ma dal comodo nido domestico.
Magari davanti ad un computer a fare la lotta solo ed esclusivamente su facebook, tra una foto del Che, che non guasta mai l’occhio e fa rivoluzionari, un link romantico da condividere tantissimo, spruzzati qua e là dai giochi on line che il social network propone.
Il virtuale rispecchia esattamente quella che è la conduzione della vita reale della stragrande maggioranza di questo popolo italiano, che tanto ricorda da vicino la rovina dell’impero romano e la distruzione della capitale non già ad opera dei Barbari, ma per la bassezza, pigrizia, immobilità e cecità degli antichi romani stessi.
Gli italiani non sono cambiati, non ci riescono.
Come allora usano “schiavi” per farsi lavorare i campi e servire in casa, stranieri come dame di compagnia, si crogiolano tra le piaghe da decubito perché non ce la fanno ad alzarsi dalle moderne ottomane.
E protestano, paroleggiano, si indignano, fanno grandi discorsi criticando tutto e tutti, si infervorano e si incazzano pure contro quelli che nelle strade e nelle piazze, sui tetti, nelle fabbriche, a lottare ci sono veramente.
Perché i pochi che lottano dovrebbero essere “più incisivi”, prendere le pistole e i fucili, le bombe, costruire le barricate, farsi spaccare le teste e le ossa senza smettere, mentre loro, i tutti, dalle finestre si godono lo spettacolo, magari fanno anche il tifo, per l’una o l’altra fazione… ma poi iniziano Annozero, Ballarò, Che Tempo Che Fa, Vieni via Con me, la partita, il che minchia ne so… e spariscono. Non ci sono manco più alle finestre.
Perché gli italiani sono un popolo di calmi e tranquilli signori masochisti, ma di quelli estremi, che si fanno fare di tutto, sopportano qualsiasi angheria e prepotenza, ci godono a farsi trattare come merde, perché tanto poi ci stanno i programmi “compagni” alla TV.
E anche lì fanno il tifo, insultano l’antipatico di turno, parteggiano per il loro beniamino, che adesso pare sia Vendola, ma sempre e solo da casa, davanti a quell’elettrodomestico che emette luci colorate.
Una marea di ciechisordimuti che si attivano a comando, automatiche parvenze d’umano, che hanno perso pure il valore dell’educazione e della forma, un’inciviltà da terrore: non sanno più salutare, chiedere per favore, scusarsi, domandare il permesso, rispettare anche solo minimamente l’altro e quello che è ancora più grave è che allevano i propri figli a loro immagine e somiglianza illudendoli d’essere geni e menti superiori ad ogni media.
A scuola, quando ricevi un genitore, non puoi più “permetterti” di dire: “suo figlio non va bene deve studiare di più”, perché ti sentirai quasi sempre rispondere: “lei è la prima persona che lo dice, perché il mio bambino non ha mai avuto problemi, è lei che non lo capisce”, oppure peggio: “strano! perché è sempre stato il più bravo di tutti!”.
Prova a fare una nota su un diario di un alunno che in classe bestemmia e usa le peggio parolacce condite di botte ai compagni; ti ritroverai una bella pagina di risposta con relative contestazioni punto per punto nelle quali ti si dice, tra le righe, che sei tu, l’insegnante il bugiardo e il poco professionale perché credi alle frottole raccontate dagli altri. E se insisti, per il bene dell’alunno, rischi pure che all’uscita ti aspettino e ti spacchino la faccia o raccolgano le firme contro di te perché “incapace”.
Che dire poi di quei genitori che devono per forza insegnarti come si insegna: “io al suo posto farei così”, “perché non ha ancora affrontato quell’argomento?”, “nell’altra classe sono più avanti di voi”…
Ma perché non andate affanculo e pensate ad organizzarvi per fare meglio i genitori?
Gli italiani sono così: pretendono tutto da pochi, e da loro stessi, la massa, nulla. Si esentano.
Non leggono un libro manco sotto tortura, al limite guardano le figure, e da lì capiscono se è allegro o meno. Poi basta così. Per bene che vada provano poi ad inzupparlo nel cappuccino o a montarlo a neve nello sbattitore orbitale della Krupps che fa tanto famiglia attiva.
Comprano “Il Fatto Quotidiano”, se lo infilano sotto il braccio come una baguette, con la testata bene in vista, come facevano una volta gli “intellettuali organici immobili” con “Il Manifesto”, perché fa moda e tendenza con l’abito indossato.
La situazione gravissima che l’Italia sta vivendo da ormai più di vent’anni non l’hanno voluta quei tizi che stanno al potere, sono gli italiani che se la sono scelta e riconfermata volta dopo volta.
Perché i puttanieri di Stato piacciono alle masse, così come le troie, i tangentisti, il ladri istituzionali, il giornalismo venduto e corrotto e tutto il codazzo di vergogne del calderone politico nazionale.
Italiani masochisti sempre di più, altrimenti non si potrebbe spiegare come mai un 74 enne brutto come un cadavere di cera, ridicolo e buffone possa piacere a così tanto pubblico femminile.
Italiani ai quali va bene tutto, ma proprio tutto, compresa la miseria, le leggi razziste e qualsiasi altra porcata li renda ridicoli agli occhi della Comunità Internazionale; non potrebbe essere diversamente in quanto nulla si è mosso dai tempi della Democrazia Cristiana. Anzi, la situazione è addirittura peggiorata.
E se il popolo italiano nella stragrande maggioranza è connivente con i rovinosi, coloro che si professano antagonisti del sistema e resistenti al fascismo dilagante ritrovandosi ad usare il web come strumento di vera e sana opposizione, usano quello spazio rendendo solitudine e collaborazione quasi nulla.
Nel miei due spazi su Facebook ho all’incirca 4600 persone che “seguono” un certo discorso che parrebbe comune: fornire materiali di riflessioni e informazione non addomesticate per contrastare la stasi e far crescere la rivolta. 4.600 persone sono un paese. Eppure, specchio reale di quanto detto fino qui, solo poche decine, e il calcolo è per difetto, interagiscono, condividono, provano a dibattere, veicolano le informazioni e ne forniscono di nuove.
Il resto non si capisce bene se c’è, fa finta di esserci o si è aggregato perché esserci fa trendy, magari mettendo nella propria immagine del profilo un Che, una bella bandiera rossa o una stella a cinque punte, un pugno chiuso o un quadrato viola… Deludente. Quasi tutti questi 4.600 non commentano articoli, manco li guardano, tutto scivola in una disattenzione disarmante, che non solo ti fa incazzare, ma ti spinge sempre di più al desiderio concreto di variare contenuti e scopi di questi spazi trasformandoli in qualcos’altro: link musicale e belle immagini, paesaggi dal mondo e frasi famose, oppure solo e semplicemente postare link vuoti con foto nere, dove non si vede null’altro che il nero.
Ma non si accorgerebbero neppure di questo: l’esperimento è stato già fatto.
Le “figure” piacciono, quelle sì… metti un bel ritratto del Guevara e magari troverai con sorpresa che a 17 piace.
Consoliamoci dai.
Pasolini l’hanno ammazzato per farlo tacere e la sua lezione è servita nulla.
Carmelo Bene se ne è andato, meglio così no? Era un rompipalle e diceva cose scomode.
Mario Monicelli si è regalato un volo di 30 metri per andarsene da questo schifo dopo che aveva tentato a 95 anni di svegliare la gente invitandola alla rivoluzione contro questo governo.
Almeno smettetela di citarlo e fare i contriti, commossi e colpiti.
Perché ve l’ha detto chiaro e tondo: “se vogliono cambiare lo facciano, si ribellino visto che non hanno mai osato la rivolta, altrimenti che vadano alla malora”.
Appunto: che si vada alla malora.
Io per primo, ma pronto più che mai a scappare da questo Paese morto di morti.

STRAQUADANIO, BETULLA E ENTEROGERMINI: IL TRIUMEVIRATO
Lucio Galluzzi

Su RaiNews il direttore Corradino Mineo intervista quel tal tizio che risponde al cognome di Straquadanio. E’ uno dei due consiglieri personali della rovina della Istruzione Pubblica, la Enterogermini, quella della scuola che fa cagare. La Mariastar ne ha dovuti accettare due per ordine superiore del Consiglio Supremo dei Gerarchi Berlussoniniani: uno è appunto Straquadanio, l’altro è il radiato a vira dall’Ordine dei Giornalisti Renato “Betulla” Farina, spia per conto della CIA che ha collaborato al rapimento dell’Imam Abu Omar.
Due personaggi che Mariastar definisce di “sua estrema fiducia”, e non lo metto in dubbio: insieme fanno una bella trimurti di carriere meritorie e curricula proprio specialistici per dirigere il Dicastero dove li hanno piazzati.
Certo che fa un po’ schifo al contribuente cosciente constatare che deve pagare pure a certa gente, o soprattutto a certi figuri, gli stipendi d’oro che si garantiscono con tutti i loro giochetti elettorali e i favori di scambio poltroncine.
Sarebbe cosa buona e giusta, oltreché suo compito istituzionale, che il Capo dello Stato si interessasse di più a queste circostanze, piuttosto che fraseggiare a vuoto, lamentandosi dei malanni italiani dopo che i suoi amici li hanno creati e reiterati da anni.
Pare che questo Presidente della Repubblica si accorga sempre delle illegalità e sporcizie ormai totali che gli passano sotto il naso quando ormai non c’è più nulla da fare, quando la distruzione è compiuta.
Non so che tipo di filtro adoperi alle narici per non sentire il tanfo di corruzione, necrofilia, merda e fascismi marci, ma devono essere efficacissimi, perché sopporta gli olezzi nauseabondi senza mai permettersi il dovere di richiamare con autorità i responsabili dello sfacelo.
Però poi va alle commemorazioni, inaugurazioni, prime alla Scala… ci legge il suo discorsetto di circostanza, magari fa anche lo scandalizzato moderato, guai se si sbilanciasse!, e tutto finisce lì.
Lui non ha la sfera magica!
Allora che ci sta a fare lì dov’è?
Potrebbe cedere il posto alla Maga Otelma, che se non altro si inserirebbe a pieno titolo continguo con la massa cialtrona al potere in Italia.
Proprio Pertini, per questa gente, non è servito a nulla.
Straquadanio è quel tizio che si permette di dire che “Fini è da trattare con il metodo Boffo”, consigliando la cosa ai “giornali di famiglia” e che la prostituzione per carriera politica è accettabile.
All’intervista con Mineo era vestito che pareva il signor Bonaventura, gli mancava solo il cappellino a virgola: ha detto tante e tali vaccate da brivido tifoideo.
In pratica rispondeva alle domande a pappagallo ripetente, copiando e incollandosi in bocca le frasi vergognose sulla rivolta delle Università in Italia dette e stradette dai suoi Capi di Fascio, primo fra tutti il Demente di Arcore.

Così questo tizio, che rappresenta a tutti gli effetti il Ministero della Loro Privata Distruzione, si è permesso di dire che: “gli studenti che avete visto manifestare in Italia, sono solo una piccolissima percentuale. Sono quelli che non studiano, perché gli altri, quelli seri, erano da altre parti a fare il loro dovere. Cosa vi credete? Dieci ragazzi che riescono male negli studi, prendono uno striscione, salgono sul Duomo, lo sventolano, i giornalisti sono lì a fotografare e filmare, e sembrano poi tantissimi, la realtà è ben diversa.”
Certo, la realtà la conosce sicuramente Straquadanio, gliel’ha detta la spia della Cia Betulla, suo collega degno al fianco della Erterogermini, che l’ha fatta sapere anche alla Mariastar, lei poi come una pettegolona l’ha spiattellata al Saccone, TremoRti, LaBrunetta; è arrivata fino a Berlussonini e alla Santadeché, financo a DueMaroni e LaMuffa e tutti quanti stanno ripetendo la stessa cosa: “L’Università in rivolta? Non è vero! Sono una piccolissima ed insignificante parte di facinorosi al servizio dei baroni che li plagiano e al seguito di violenti dei Centri Sociali rossi…”
Insomma, queste grandi menti della bugia statalizzata morirebbero con gli occhi aperti pur di non dare soddisfazione alla morte.
E creperebbero senza staccare il culo dalla poltrona, neppure da cadaveri, resterebbero lì, incollati al seggiolino al quale tanto tengono, più di ogni altra cosa, più della loro madre, dei figli, delle mogli, della loro stessa faccia.
Si venderebbero a chiunque pur di non smettere la partecipazione allo sfacelo di questo governo indegno.
Hanno imparato bene dal loro capo a raccontare il falso e centinaia di balle, giurare sulla testa delle cose più care che dovrebbero avere per convincere il “popolino boccalone” del contrario esatto della realtà.
E mai una sola volta che il Capo dello Stato li richiami al rispetto del popolo italiano, delle Leggi Costituzionali e ad un comportamento anche solo minimamente consono alle cariche che ricoprono.
Mai una volta che si dica chiaramente a questi mediocri che una riforma della Scuola Pubblica e dell’Università non la si fa calandola massonicamente dall’alto, ma consultando prima i lavoratori e l’utenza del mondo dell’istruzione, i rettori, i Senati Accademici, le organizzazioni sindacali, le rappresentanze degli studenti e del Movimento e poi insieme ci si siede collaborando ed elaborando progettualità servendosi di pedagogisti seri, psicologi dell’età evolutiva, esperti in didattica, Scienze dell’Educazione e Formazione, professionisti del management [non di scuola Berlussoniana]…
Invece questi che hanno fatto?
Hanno sfasciato tutto quello che era possibile distruggere e le esperienze di eccellenza della Scuola italiana invidiataci da tutto il mondo, le hanno trasformate in merda.
Continuità dello sterco precedente della Maria Letizia la Monatta.
E quando tutto è compiuto, dopo che la polizia ha spaccato teste e manganellato in abbondanza studenti ed insegnati, alla fine della resa dei conti quando si capisce che il danno arrecato alla Cultura italiana è ormai irreparabile, il Presidente della Repubblica si duole ed esprime solidarietà ed impegno personale per capire cosa stia succedendo.
Ma sta succedendo nulla Napisan! Tranquillo, non preoccuparti, la quasi totalità delle Facoltà Universitarie italiane è occupata, Istituti Superiori in autogestione, piazze piene di studenti e insegnanti, monumenti e tetti scolastici presidiati da settimane giorno e notte, blitz a Montecitorio e Palazzo Madama, forze dell’ordine in assetto antisommossa per mandare più gente possibile ai CTO, Roma blindata per non permettere la libera manifestazione…
E’ niente Presidente, quello che che, se lo vede, è una gioiosa festa, ci stiamo tutti preparando al Natale, quello che vede non è protesta totale e richieste di dimissioni di un esecutivo incapace, dannoso e pernicioso; è che stiamo facendo i presepi in tutte le realtà scolastiche della Nazione, quindi siamo tutti in giro a cercare statuine, ma trovando solo asinelli… li dovremo riempire di muli, i presepi.
E poi abbiamo da fare l’albero e attaccarci delle palle grosse come le mongolfiere di Corel Draw, ma anche qui, Presidente, non abbiamo trovato abeti e pini, ma sole Betulle.
Useremo quelle certi che le farà piacere sapere che “dormi tranquillo e asciutto, Lines notte assorbe tutto”.
Mi scusi, Presidente, un’ultima cosa: ma lei ogni tanto non si vergogna?

Quale democrazia?
Paolo De Gregorio

Solo le regole, chiare, hanno il potere di prevenire i reati, la corruzione, il mercato dei voti parlamentari. Questo intero mese preteso dal governo per arrivare al voto di fiducia, con il relativo blocco della attività legislativa, utilizzato per comprare i mercenari della politica, non sarebbe mai esistito se nel regolamento delle Camere ci fosse una regoletta semplice semplice, quella che dovrebbe recitare: chi è stato eletto in una lista non può passare ad un’altra, deve attendere nuove elezioni. Mercato delle vacche sparito!
So che la Costituzione stabilisce che il mandato parlamentare non risponde a schieramenti (art. 67 “Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita la sua funzione senza vincolo di mandato”), e quindi è possibile cambiare casacca, ma di fronte allo spettacolo di un premier capitalista in grado di corrompere chiunque pur di restare al potere, si deve pensare ad adeguare la Costituzione ai tempi. Lo spettacolo del Parlamento diventato per un mese mercato delle vacche impone un cambiamento.
Un altro “vulnus” alla nostra democrazia, mai sufficientemente attenzionato, è il ruolo del Vaticano, che proprio ieri in una cerimonia ufficiale, con Berlusconi presente (ripresa da tutte le televisioni), per bocca del cardinal Bertone è entrato a gamba tesa nel dibattito politico, sostenendo una incompatibilità dei valori cristiani nella nuova formazione di Fini, bocciando così la costituzione di un terzo polo e facendo un grande regalo al Caimano. La Chiesa che “non fa politica”, ma si occupa solo di etica e spiritualità, appoggia il bestemmiatore, puttaniere, bugiardo professionale, divorziato,corruttore di minorenni, che ha fatto i soldi con la politica che gentilmente gli ha dato il monopolio TV, solo perché B. gli ha promesso altro denaro per le scuole cattoliche.
Anche qui occorre invocare un aggiornamento costituzionale: per impedire questa ingerenza nella politica da parte del Vaticano è indispensabile che uno stato laico non debba avere alcun legame economico con la Chiesa, niente 8 per mille, niente esenzioni ICI, nessuna possibilità di stornare denaro pubblico per opere ecclesiastiche, nessuna convenzione tra attività ospedaliere cattoliche e il servizio sanitario nazionale, Queste semplici regole avrebbero impedito a B. di trattare con il Vaticano, apparire a 4 giorni da un voto di fiducia nelle grazie della Chiesa, utilizzando i soldi pubblici al fine personale di restare al potere con l’appoggio dei preti. Dare a Cesare quel che è di Cesare significa separare totalmente la politica dalla religione, ed è indispensabile per la qualità della democrazia, soprattutto quella italiana che viene da 50 anni di governi democristiani. Paolo De Gregorio

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE
Ennio

Quella di “comprare” le persone per i suoi scopi personali non è una novità per il nano di Hardcore. Al contrario, quello che è successo è solo una conferma di una sua precisa consuetudine che viene da lontano. Ne abbiamo una prova in questo episodio riportato da Wikipedia nella biografia di Mike Bongiorno.
“Quando Silvio Berlusconi decise di fare il gran salto da imprenditore televisivo locale a produttore nazionale, chiamò proprio Mike. Gli chiese: «Quanto guadagna in un anno?» Bongiorno replicò: «26 milioni». Ed il cavaliere gli mostrò prontamente un assegno da 600 milioni, allorché Mike chiese stupito quanti anni avrebbe dovuto lavorare per raggiungere tale cifra ma Berlusconi disse che quello era l’assegno di un unico anno e che se fosse passato alle TV commerciali avrebbe guadagnato sempre queste cifre grazie agli sponsor (fu proprio questo episodio a convincere Mike a lasciare definitivamente la Rai). Con i soldi del suo primo contratto Fininvest Mike Bongiorno si comprò la macchina nuova e cambiò i quadri alle pareti di casa. Poi telefonò entusiasta ad alcuni colleghi, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Raffaella Carrà e Pippo Baudo.”
Illuminante, non c’è che dire … e profetico!
..
Manuela Bellandi segnala:
La storia segreta dell’impero americano. Corruttori, sciacalli e sicari dell’economia
John Perkins

Il racconto dall’interno della corruzione, delle lottizzazioni e degli intrallazzi delle corporation su cui si fonda l’impero americano.
John Perkins, autore del bestseller ‘Confessioni di un sicario dell’economia’, si concentra sui punti caldi della corruzione in tutto il mondo e, attingendo a interviste ad altri sicari dell’economia, sciacalli, uomini d’affari e attivisti, esamina l’attuale crisi geopolitica. L’instabilità è la norma: è evidente che il mondo che abbiamo creato è pericoloso e non più sostenibile. Come siamo arrivati a questo punto? Di chi è la responsabilità? Cosa abbiamo fatto di buono e a che prezzo? E che cosa possiamo fare per le generazioni venture?
Dall’esercito statunitense in Iraq allo sviluppo infrastrutturale in Indonesia, ai volontari dei Peace Corps in Africa, agli sciacalli in Venezuela, Perkins denuncia una rete di corruzione che ha alimentato l’instabilità e l’antiamericanismo in tutto il mondo. Questo libro allarmante ma non privo di speranza analizza minuziosamente i lati oscuri di un dominio pervasivo, ma si conclude con uno sJohn Perkins è il primo pentito storico dell’economia della globalizzazione
«I sicari dell’economia», scrive John Perkins, «sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidi».
John Perkins era un sicario dell’economia. Il suo lavoro consisteva nel convincere paesi strategicamente importanti per gli Stati Uniti – Iraq, Indonesia, Panama, Arabia Saudita, Iran – ad attuare politiche favorevoli agli interessi del governo e delle corporation americane.
In questa straordinaria autobiografia, avvincente come un thriller di John Le Carrè, Perkins ci racconta il suo cammino interiore da servitore dell’impero a sostenitore dei diritti degli oppressi. Un libro fondamentale per capire quanto sta accadendo nel mondo – già bestseller negli Stati Uniti e in corso di pubblicazione in molti paesi – di cui sono stati già acquisiti i diritti per la realizzazione di un film.
..
Report
“CONSUMATORI DIFETTOSI”
Michele Buono

” Un’automobile che viaggia. A bordo c’è solo il tachimetro che segna la velocità, e basta. Niente spie del carburante, dell’olio, nessun indicatore per segnalare una gomma bucata, un guasto del motore, uno sportello chiuso male. I passeggeri a bordo sono soddisfatti quando la velocità aumenta ma nessuno saprà mai che il viaggio finirà perché il carburante sarà esaurito o il motore si sarà fuso senza più olio. La nostra società viaggia allo stesso modo. Il Pil, il prodotto interno lordo, è l’unico indicatore che gli stati utilizzano per la contabilità nazionale. La ricchezza delle nazioni si misura calcolando solo tutte le attività dove c’è scambio di danaro. Tutto il resto non esiste: condivisione di saperi, volontariato, autoproduzione di beni. Se le persone si organizzano e condividono le proprie automobili, coltivano orti, fanno il pane a casa, o utilizzano software liberi per far funzionare i computer che altre persone hanno sviluppato e messo gratuitamente a disposizione, il Pil tutto questo e altro ancora non lo vede.
Non fa niente che si sia prodotto benessere sociale, queste persone hanno consumato di meno e tanto basta per il calcolo del Pil. Queste famiglie vivono bene ma per il Pil non sono dei buoni consumatori e se l’indicatore non vede crescita delle merci e passaggi di danaro segnala che si sta diventando più poveri.
Che l’attività economica intacchi beni comuni come la qualità dell’aria, delle acque, il territorio, le fonti energetiche non rinnovabili, la salute delle persone, la coesione sociale, non importa perché si misura solo ciò che cresce senza calcolare il magazzino che si esaurisce. E ciò che si esaurisce è il capitale umano e naturale sacrificato in nome dell’economia.”

Mandata da Rosario

“Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie.”
(Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani – Rm 13, 11-14)
..
Fini è la mela
Rosario Amico Roxas

Fini ha voluto dare un morso alla mela proibita, così il padrone del rinnovato paradiso terrestre lo ha cacciato con l’infamante epiteto di traditore.
Come nel precedente paradiso terrestre l’ambizione sarebbe stata quella di assimilarsi a Dio stesso, contravvenendo al perentorio ordine di non toccare quel tasto, che sarebbe poi la mela proibita.
Il tasto intoccabile era rappresentato dal divino attributo di infallibilità, che nel primo paradiso terrestre, aveva ragion d’essere essendo il Padreterno il firmatario dell’ordinanza; nel secondo, malgrado le analogie che si vorrebbero assimilare, non è il Padreterno il firmatario, ma solo la Sua pessima imitazione.
Questa penosa imitazione di una divinità nascosta che si palesa al gregge per guidarne le sorti, transita indifferentemente dalle pagine dei testi sacri per trarne spunti operativi; è così con le vergini che il Corano promette ai più fedeli, che vengono ripescate e riproposte, ma non nel lontanissimo paradiso del cavaliere, ma molto più materialmente nelle sontuose dimore di Arcore, La certosa, Palazzo Grazioli e, perché no, Palazzo Ghigi, in attesa di trasferirlo anche al Colle più alto dei tanti paradisi per privilegiati servitori.
Ma quella mela avrebbe dovuto essere fatale a Fini e ai suoi seguaci scacciati da quella Via dell’Umiltà, che non rende onore al nome che porta; ma così non è stato: “Il paradiso terrestre non è più qui…!” è la scritta che dovrebbe campeggiare sul grande portone che precede l’accesso ai siti del disonore, dove bivaccano pregiudicati, imbroglioni, macellai/banchieri/senza scrupoli, mafiosi, camorristi, lecchini e lecconi, nani e ballerine, esibizioniste e piagnucolose aspiranti al lettone di Putin, oltre ad una ben selezionata schiera di nullafacenti per incapacità.
Ora l’ex padrone dell’ex paradiso terrestre si ritrova solo e isolato nella stanza più alta di una delle sue dimore e palleggia, penosamente, quella mela morsicata e si chiede: “E ora che c…. (snip) ci faccio con questa mela ? Dove c…. (snip) la metto ?”.
Nessuno osa fornire la risposta che, spontaneamente, emerge sulle labbra degli astanti.
..
La vicenda di Yara e la caccia alll’immigrato
Gennaro Carotenuto

Di fronte all’orrore per una bambina scomparsa e probabilmente rapita, con quel che ne consegue in questi casi, abbiamo assistito all’ennesima caccia all’immigrato. Dicono che sia stata una trascrizione mal fatta, ma la verità è che tutti, magistrati, media, popolo padano, cercavano il mostro nordafricano da sbattere in prima pagina. Come assassino di una Yara Gambirasio, la nuova Milena Sutter della quale per fortuna non si conosce ancora la sorte, fin dall’inizio, non si è cercato un “biondino dalla spider rossa” ma un nordafricano con i calli alle mani. E’ dunque come se quella trascrizione mal fatta fosse stata una sorta di “profezia che si autoavvera” per milioni di razzisti padani ed italiani che, ogni volta che viene commesso un crimine, spera ardentemente e si autoconvince che questo sia stato commesso dalla rappresentazione dei loro pregiudizi, un perfido immigrato, un corpo estraneo impiantato in una società sana e che può pertanto essere espiantato facilmente.
Sono milioni di razzisti che, ogni volta che commettono un crimine, da Erika e Omar a Olindo e Rosa, sviano consapevolmente le indagini sugli immigrati sapendo di trovare un terreno fertile, media conniventi, compaesani pronti a scommettere sulla loro innocenza e puntare il dito sul diverso, politici che capitalizzano organizzando fiaccolate. Sono milioni di razzisti fomentati nei loro istinti dai media commerciali che costruiscono criminalmente con la paura consenso politico attraverso una costruzione selettiva e tendenziosa della realtà. E’ stato dimostrato in innumerevoli studi, come quelli del CENSIS. I media, nella percezione stessa degli italiani, fomentano la paura il doppio dei media francesi e il triplo di quelli britannici, statunitensi o brasiliani a volte inventando di sana pianta leggende metropolitane, come quella sulla “zingara rapitrice”.
Ma non ci si inganni sull’idea di media tendenziosi che da soli corrompono un’opinione pubblica sana. Soprattutto al Nord, ma non solo, almeno un ventennio di costruzione della retorica da piccola patria ha trovato nell’opinione pubblica un terreno fertilissimo. Il vaneggiamento di una nostra comunità sana assediata da nemici che vengono da fuori, gli immigrati o Roma ladrona, è oramai patrimonio condiviso quanto indimostrabile sul quale si è costruito tutto il consenso delle destre e della Lega in particolare. Lo ha dimostrato durante le recenti alluvioni in Veneto il governatore di quella regione Luca Zaia pronto a dare in escandescenza contro chiunque sostenesse che almeno parte dei danni fossero stati causati dal dissesto idrogeologico, dallo sfruttamento dissennato del territorio e dall’abusivismo edilizio.
Quella che ha sbattuto il ragazzo marocchino Fikri in prima pagina è dunque una trascrizione mal fatta che ha messo a nudo una volta di più gli istinti sempre più bassi di una parte del paese. Quella stessa parte che, solo poche settimane fa a Roma, si è schierata a difesa di Alessio Burtone che aveva aggredito e ucciso un’infermiera rumena, con la quale aveva banalmente discusso. “Alessio sei tutti noi” sono arrivati a scrivere. E’ un delirio collettivo che preannuncia, se non questa volta la prossima, il pogrom. Un pogrom invocato in queste ore da decine di benpensanti del paesello di Brembate di Sopra che, in decine di luride interviste di strada in tutti i TG, hanno dimostrato di desiderarlo ardentemente, per fortuna, almeno pubblicamente, non lusingati dal sindaco leghista.
I pensieri, i commenti che svelano, che denunciano, tale perversione sociale della quale il paese è ammalato possono essere solo fatti a mezza bocca, condivisi tra intimi, come quelli che nella giornata di domenica e di ieri si son trovati a sperare che Fikri fosse innocente per non aggiungere all’irrisolto dramma di Yara quello di una nuova ondata razzista. Ma non c’è la forza per gridare. Non c’è la forza per additare al pubblico ludibrio chi fomenta l’odio, colpirlo, delegittimarlo nelle sue sicurezze e smantellare i suoi pregiudizi. Non c’è la forza per mettere a tacere quegli stessi giornalisti che anche la prossima volta preferiranno il modo indicativo al condizionale.
Ci vorrebbe la forza di una nuova narrazione popolare, questa volta positiva. Per rappresentare e denunciare questa Italia e pensarne una nuova ci vorrebbe un nuovo “sbatti il mostro in prima pagina”, il capolavoro di Marco Bellocchio con Gian Maria Volonté, che raccontava come nel 1972, per l’Italia benpensante, il mostro ideale fosse il militante della sinistra extraparlamentare, esattamente come oggi il mostro ideale è sempre l’immigrato. E ci vorrebbe un nuovo “borghese piccolo piccolo”, l’opera di Mario Monicelli con un nuovo Alberto Sordi che interpreti magistralmente le malefiche pulsioni sociali verso il deviante, vero o presunto, per raccontare il sordo odio con il quale questa società non vuole riconoscere il mostro tra noi.”
..
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Cara Viviana,ti seguo sempre con interesse anche se per varie ragioni non partecipo con l’espressione del mio pensiero.Spero che la tua lucida analisi non venga mai meno e che ti regga in salute.Nonostante queste ore non
    mi assalirà la sfiducia ,perchè da molto sono convinto che c’è da lottare più che con un essere umano con una
    entità carica di bestialità.Anche questa volta c’è riuscito.Comunque è vicino al suo baratro più di quanto non
    appare sul palcoscenico della realtà fittizia.Vedo da quanto hai scritto che ci speravi.Speravo anch’io ma con
    la consapevolezza di quanto con lucido realismo dice Don Aldo FARINELLA.Ti saluto con la convinzione che ci sara’ bisogno di risentire per le contrade d’Italia lo slancio di “Bella ciao”.Salvatore FONTANA

    Commento di Salvatore — dicembre 14, 2010 @ 4:24 pm | Rispondi


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