Nuovo Masada

dicembre 10, 2010

MASADA n° 1232. 10-12-2010. Siamo veramente messi male

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:53 pm

Berlusconi buon pagatore – Abbiamo permesso troppe ribalderie – Assange è stato arrestato ma i file continuano ad uscire- Quel criminale di Gheddafi getta uranio arricchito nel Meditrerraneo- Lo stress del governo che non cade e la Consulta rimanda a gennaio il legittimo impedimento – Il profondo disagio della scuola – Una Lega da buttare – Una storia esemplare a Rosarno: Mamma Africa

Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno. “Forse quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora?”. “No” disse il rabbino. “Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?”. “No” disse il rabbino. “Ma quando allora?” domandarono gli allievi. Il rabbino rispose: “È quando, guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci il fratello o la sorella. Fino a quel punto, è ancora notte nel tuo cuore”. Finisca la notte. E inizi il giorno.

Mandata da Don Aldo
..
Un professore cominciò la lezione mostrando agli alunni un foglio di carta con una piccola macchia di inchiostro al centro e chiese: “Che cosa vedete?”. Tutti risposero: “Una macchia di inchiostro”.
Così siamo noi, umani, vediamo solo le macchie, per piccole che siano, e non vediamo il grande foglio bianco che è la vita, su cui si può scrivere un poema d’amore.

Aldo

BERLUSCONI: UN BUON PAGATORE
Gianni Tirelli

Puoi essere l’uomo più ricco e potente del mondo, ma se oltre alla ricchezza e al potere, non hai null’altro da dare, allora, se vuoi avere, devi pagare.
In questa condizione riversano gli uomini poveri di spirito e incapaci di veri e autentici sentimenti. Individui monchi, irrisolti, figli di un egoismo atavico, e di un inquietante retaggio infantile che, all’essere, hanno anteposto, l’avere e l’apparire. Sono i “berluscones di quest’epoca insensata, corrotti nel più profondo della loro anima, che hanno adottato la menzogna a regola relazionale e della dignità, hanno fatto mercimonio. Sono gli schiavi volontari, delle loro debolezze e dipendenze, che chiamano, libertà, la licenza e, verità, la mistificazione – per progresso, definiscono la catastrofe ambientale e, fedeltà, il servilismo. La contraffazione trasfigura in realtà, e la barbarie etica e morale, in cultura e modernità.
Violazione e profanazione sono sinonimi di scienza e conoscenza, e l’accanimento terapeutico, di diritto alla vita. Sono i cattolici divorziati, estremi sostenitori e paladini della famiglia, amici di merende del Clero secolare. Rappresentano il più spregevole agglomerato umano di questo paese che, in Silvio Berlusconi, raggiunge il suo culmine. Il professor Mancia, autorevole psicanalista, traccia di lui, in maniera sintetica, un profilo disarmante: “Un uomo piccolo con poco charme, che veste come un manichino di provincia. Ha un linguaggio banale e nega tutto ciò che è evidente. Per lui la bugia costituisce una pratica relazionale e la sua introiezione proiettiva lo porta ad attribuire agli avversari tutti i suoi difetti, a cominciare dalla menzogna. C’è da augurarsi che senta il bisogno di farsi curare”. Una vera sentenza!!

Un Primo Ministro che paga i giudici per manipolare le sentenze, le donne per soddisfare i suoi irrefrenabili e morbosi impulsi sessuali, i senatori per ottenere la fiducia al suo governo, i giornali per delegittimare i suoi avversari e ogni cosa che, nella sua mente bacata, immagina possa delegittimare la sua persona e compromettere il suo potere, è l’esempio più degradante, vergognoso e destabilizzante che, una società civile e democratica possa immaginare di meritarsi.
Oggi, colui, che più di ogni altro, si è macchiato indelebilmente la coscienza, per essere venuto meno agli impegni solennemente assunti e le sbandierate promesse, violando la fede data e mortificando la fiducia dei cittadini, grida al tradimento. Lui, il traditore della patria, traditore fra i traditori sigilla, con l’ennesimo atto di infamia, la sua sconfitta politica, morale e umana.

A me niente?
Rosario Amico Roxas

Credo di avere meritato degnamente, onorevolmente, con decoro, con perseveranza, la qualifica di oppositore del cavaliere; magari con scarsi risultati, ma almeno ci ho provato.
Ora seguo l’asta al rialzo per la fiducia al premier… si parla di 350/500.000 euro…. bella cifra, ma piccolezze se raffrontate alla consistenza vera del patrimonio del cavaliere (parlo del patrimonio vero non quello apparente). Diventa una cifretta , un investimento recuperabile in pochi (pochissimi) giorni, grazie alle tangenti per l’ acquisto di gas russo e petrolio libico.
Se poi andiamo a vedere Finmeccanica con le provvigioni che elargisce sugli affari, e prendiamo in considerazione l’acquisto per 29 miliardi di aerei da guerra, allora il praetium corruptionis diventa risibile.
Pur nella risibilità della cifra, mi dichiaro disponibile a votare la fiducia a Berlusconi il 14 p.v. in cambio di moneta sonante per 500.000 euro (anticipati, meglio non fidarsi dei corruttori abituali !)
Mi si obietterà che non sono un deputato eletto dal popolo per servire il popolo e curare gli interessi del popolo, per cui il mio voto non vale un c …. (snip); ma, rispondo, questi corrotti che accettano la parcella dal “gran corruttore”, sono deputati eletto dal popolo per servire il popolo e curare gli interessi del popolo? Perché a loro sì…. E a me no?

CAHIERS DE DOLEANCE
Estrellita

– Abbiamo permesso che tessera P2 1816 comprasse i voti degli italiani con promesse false, sorrisi pieni di ottimismo e sogni di cartone;
-Abbiamo permesso che passasse una legge elettorale che ha consentito al suddetto 1816 di portare in Parlamento i suoi avvocati, il suo medico, il suo
commercialista, le veline di Merdaset, e i suoi “picciotti”,
-Abbiamo permesso che la sede istituzionale di Palazzo Grazioli
diventasse una garçonnière nella quale entrano indisturbate le mignotte “prepagate” del Caimano;
E soprattutto: abbiamo permesso che il precariato e la disoccupazione non siano l’eccezione ma la REGOLA e che in questo modo i giovani
siano stati derubati della speranza nel futuro;
-abbiamo permesso che i grandi evasori fiscali beneficiassero dello “scudo fiscale” riportando i capitali sporchi alla modica cifra del 5%.
-Continuiamo a permettere che i Leghisti che si dichiarano “non Italiani” votino leggi vergogna che infangano la nostra dignità di cittadini e che insultino i simboli della Nazione (dovrebbero andare al confino!!!)
– All’improvviso il fascista Fini si sveglia e scopre che c’è bisogno di legalità.
Mi verrebbe da dirgli :”Buongiorno, ben svegliato, gradisce un caffè?”.
Gli appelli al Presidente Napolitano sono sempre stati inutili e questo non sarà da meno.
Mi auguro che questo governo ILLEGITTIMO sotto ogni punto di vista, formato da Mafiosi, fascisti e anti-italiani venga annientato dalla reazione rabbiosa di chi non ne può più.
I fatti che ho elencato mi fanno venire in mente una frase del Grande Totò: “Anche il limite ha una sua pazienza”.
Ma spero che non sia così: La reazione si è scatenata e la pazienza è finita.
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Le confessioni di Frattini
Rosario Amico Roxas

Frattini ha spiegato come abbiano dato una mano alla politica estera di Roma: l’amicizia personale con Putin ha aiutato ad avvicinare la Russia alla Nato e quella con Gheddafi a fare della Libia un partner affidabile nel Mediterraneo. Ma assieme alle precisazioni di Frattini arrivano i nuovi file di Wikileaks sulle relazioni Roma-Mosca, una connessione economica talmente forte che ha un prezzo, quello di “glissare” sulla democrazia: «Sebbene il governo italiano abbia compreso le manchevolezze del governo russo (leggi: rispetto dei valori e delle libertà democratiche) non può permettersi di essere troppo duro nelle sue critiche» si legge nel nuovo documento che spiega come «il rappresentante dell’Eni viene spesso chiamato il secondo ambasciatore d’Italia in Russia». E mentre Frattini precisa che «l’amicizia personale tra Berlusconi, Putin e Medvedev ha un impatto che va al di là dei rapporti Gazprom-Eni», i nuovi cablogrammi riportano la relazione del responsabile dell’ambasciata Usa a Mosca che dà conto delle «lunghe visite di Putin e famiglia a Berlusconi nella sua residenza di famiglia in Sardegna, a spese del premier».
(Da Il Messaggero del 5 dicembre)
Frattini: “Oh, mio Dio, che minchiata ho detto!”

Povero Assange!
Viviana Vivarelli

Assange è stato arrestato e ora vedremo quale paese avrà il piacere di far valere l’estradizione. Ma il danno resterà-
Intanto la Clinton sta passando settimane a tranquillizzare i leader europei incazzati contro gli USA. A ognuno dirà che è il miglior amico dell’America.
Ma restano da pubblicare 250.000 file e il danno antiamericano potrebbe aggravarsi sempre più. Ipotizzo che il suo diventerà una mission impossibile.
Curioso pensare che i 250.000 file sono contenuti in un database da 1,6 gigabyte, in una minuscola pendrive.
Verne sarebbe impazzito a immaginare una cosa simile.
Questo archivio sconvolgente è stato messo nelle mani di numero testate giornalistiche e minaccia l’impalcatura di inganni e ipocrisie di tutto il mondo, con una rottura di immagine devastante. Se l’America ha posto il suo potere sulla propaganda e sulla costruzione di una icona, quell’icona sta andando in pezzi.
100.000 persone lo possiedono. 100.000 piccoli Davide contro il piccolo Golia. Il che è come dire che il mondo interni può minacciare l’America.
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Per Zucconi, esperto di cose americane, la Clinton è da compassionare. Aveva sognato grandi cose, poi si è trovata a dover conservare la faccia accanto a un marito fedifrago e ora la obbligano a salvare la faccia di un’America che ha perduto la faccia. Dallo scorso week end ha dovuto rabbonire leader irritati e svergognati: il presidente pachistano Zardari, la presidente argentina Kirchner, la presidente liberiana Sirleaf, il ministro degli Esteri canadese Cannon, il ministro degli Esteri tedesco Westerwelle, il ministro degli Esteri francese Alliot-Marie, quello inglese Hague, l’afgano Karzai, il saudita Al-Faisal e ben due “pezzi da 90” cinesi, il consigliere di Stato Bingguo e il ministro Jechi. Quando è arrivata a Berlusconi era talmente demoralizzata da pensare di tornare a fare l’avvocato. Era evidente la sua rabbiosa stanchezza disgustata dietro quel sorriso troppo forzato accanto a B in Kazakhstan, nel tributargli una medaglia di serietà e di credibilità alle quali, come rivelano le sue corrispondenze diplomatiche riservate, non crede.
E’ stata una via crucis di scuse e di abbracci per li così orgogliosa e forte, un calvario di rassicurazioni, di giuramenti d’amore culminato con i salamelecchi di circostanza a un uomo che le ricordava troppo suo marito e con cui deve aver pensato alla farse di Kissinger: “un diplomatico è una persona pagata per mentire a nome del suo Paese”. Da qui, il conato di nausea espresso.
“La sola differenza fra un uomo e una donna in politica – aveva detto durante la sfortunata corsa alla Casa Bianca – è che una donna impiega molto più tempo per rifarsi la faccia prima di uscire”. Ma a volte neppure il make up più sapiente riesce a nascondere le rughe della verità.
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La vendetta di Gheddafi
Viviana Vivarelli

Quando Gheddafi andò a New York, voleva piantare la sua tenda a Central Park, ma il sindaco di New York glielo impedì. Per ripicca Gheddafi ha buttato 6 fusti di uranio arricchito nel Mediterraneo, davanti alle coste libiche, minacciando il suo stesso paese.
Ed è questo pazzo furioso il miglior amico di Berlusconi?!
E l’altro suo amico è la belva umana Putin, quello che censura la stampa ammazzando i giornalisti!?
Ed è per favorire il gas di costoro che Sgarbi o altri scellerati attaccano l’energia alternativa e le pale eoliche seguendo i deliri di Sgarbi, un altro che avrà il suo guadagno nell’attaccarle, sotto forma di mazzette e che a tal fine stato imposto alla RAI da Berlusconi. Mi pare giusto che questo millantatore sia pagato con i soldi dei contribuenti per favorire le tangenti del gas russo a Berlusconi!
Solo l’affare del gasdotto South Stream (in cui sono dentro Eni e Gazprom) vale 16 MLD. Quanto sarà la tangente a Berlusconi per mettere il nostro paese contro gli interessi energetici di Stati uniti e di Europa?
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IdV: “L’Italia non merita un Presidente del Consiglio che è il portavoce di Putin, né un Ministro degli Esteri definito dagli stessi diplomatici americani ‘un fattorino del premier’”; il quale i suoi interessi non li fa con Frattini ma con Scaroni portavoce degli interessi dell’ENI.

Verdini e il menefrego mussoliniano
VV

Verdini, portavoce del Pdl e amico carissimo di Berlusconi, ha detto: “Delle prerogative del Capo dello Stato ce ne freghiamo!”, con una decisa virata verso il fascismo più truce. Dal che si vede dove Berlusconi e i suoi si siano messi le istituzioni democratiche.
L’uomo numero uno nel mondo berlusconiano è accusato da tre procure di: mendacio bancario, conflitto di interessi, corruzione, riciclaggio, false comunicazioni sociali, di aver costituito una logga P3 per condizionare la Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, e di avere gestito con corruzione l’affare berlusconiano dell’eolico in Sardegna dove è implicato anche il governatore berlusconiano Cappellacci. C’è anche un’inchiesta a L’Aquila per gli appalti pregiudicati del terremoto.
E un uomo così che davanti a sé avrebbe solo il carcere deve essere l’uomo di fiducia di Berlusconi, che lo fa deputato e gli garantisce il ruolo di coordinatore nazionale del suo partito!!? Davvero i peggiori Berlusconi li incorona!

Lo stress continua
Viviana Vivarelli

Pannella dispone di 6 voti Con questi 6 voti può appoggiare Berlusconi e salvarlo, oppure non darglieli e perderlo.
Berlusconi lo supplica. Pannella fa il prezioso e non si pronuncia.
Intanto fa sapere che quei voti potrebbe anche darli, a patto che:
-si faccia un’amnistia per liberare le prigioni d’Italia.
-e sia cacciato Santoro dalla RAI
A parte che liberare le carceri sarebbe solo un rimandare il problema di poco, come è già avvenuto, senza risolverlo, e che tale atto assolverebbe di nuovo una cricca di ladri di stato che quell’amnistia non la meritano… è evidente l’odio di Pannella per ogni cosa che puzzi di sx, per i sindacati, per lo statuto dei lavoratori, per quei diritti dei lavoratori che Santoro in ogni suo programma non ha trascurato di difendere.
E’ questa la cristallina purezza dei radicali?
Poi c’è chi chiede: “Come mai il Pd non candida la Bonino?”
Io la sentii la Bonino in un periodo pre-elettorale come chiedeva la liberalizzazione assoluta dei rapporti di lavoro, senza diritti per il lavoratore e senza obblighi per il datore di lavoro e non ho mai sentito nulla di più iniquo dal 1840 a oggi.
E questa richiesta di abbattere Santoro è la miglior risposta a chi crede che possa esistere un partito che non abbia del demoniaco in tasca.
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Stiamo rischiando un Governo retto da Letta, uomo Mediaset, anima nera di Berlusconi, indagato per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa aggravata.
In causa anche i beni sequestrati alla mafia e la speculazione sui migranti che per taluni sono merce da business, lo Stato, infatti, dà ai centri di accoglienza 50 euro per ognuno, e Letta ha facilitato la vita a uno di questi centri, La Casina, che nel 2008, nonostante gli appalti milionari, denunciava 78 milioni di euro non pagati al fisco. Aveva in progetto di costruire il campo più grande d’Europa, per 1300 persone, e fu Letta a ungere le ruote col prefetto così da scavalcare la legge.
Davvero ottime referenze per un nuovo capo di Governo!

Siamo veramente messi male
Ci sono 4 possibilità:

-un Governo Berlusconi bis, che ormai sarebbe a rischio ogni giorno e farebbe continuare uno stato di crisi senza governo effettivo, avendo in due anni Berlusconi dimostrato di non voler affatto governare ma di voler fare solo affari personali o abbattere la magistratura e i propri processi

-nuove elezioni, da cui B potrebbe vincere di nuovo se i 3 Poli restano separati, perché lui ha il maggiore, ma vincerebbe con numeri bassi così bassi da restare debole, per cui darebbe vita a un Governo a rischio di cadere ogni giorno, dunque a un periodo di ingovernabilità

-un governo tecnico, che sembra a tutti molto discutibile e incerto e che non trova tutti d’accordo

-c’è poi un 4° caso, prospettato da Montezemolo, di una Lista Civica Nazionale che metta tutti insieme per battere B (ma Vendola e Di Pietro non ci stanno)

A nuove elezioni sicuramente Pd e Pdl diminuirebbero. Sel e Fli aumenterebbero. IdV e M5S sono a rischio, non hanno numeri stabili e possono perdere molti voti solo per degli scivoloni del leader (la perdita del M5S a seguiti dell’attacco di Grillo a Saviano è stata enorme)
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E intanto la Consulta ha deciso di non decidere il 14 dicembre sul legittimo impedimento per Berlusconi e di rimandare tutto a gennaio.
E lo stesso continua.

Fulvio Abbate:
“Se volete vedere la parabola dell’Italia, misurate la distanza che è passata dall’assassinio di Pasolini a Veltroni che ha cancellato ogni traccia di sx.
da Cosimo Cimieri che recitò con Carmelo Bene nel teatro di avanguardia allo stesso che fa il Commendator Balocco in uno spot per panettoni.
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TRAVAGLIO

Molto probabilmente il 14 dicembre B sarà sfiduciato alla Camera. Ma, anche se B comprerà qualche radicale (i pannelliani si offrono in cambio dell’amnistia e dell’epurazione di Santoro: auguri a chi se li prende in casa) e a salvare la pelle per un voto, il suo destino è segnato: con un voto in più non si governa, si può solo vegetare tenendo il Parlamento chiuso per evitare di andar sotto. A quel punto, se non sarà la Camera a staccargli la spina, sarà Bossi. E allora: o si vota in primavera o si inventa un altro governo. Che sarebbe moralmente e politicamente indecente e avrebbe una maggioranza così scarsa da poter vivacchiare al massimo fino all’estate
Dunque si fa strada l’idea di andare al voto prima possibile e dar vita a una lista civica nazionale capitanata da una personalità super partes, come Mario Monti, che si presenti agli elettori con un programma minimo di cose urgenti da fare prima di restituire l’Italia alla normale dialettica: risanamento della finanza pubblica per evitare una deriva greca e irlandese, nuova legge elettorale e poco altro. Un programma da realizzare in 2 anni, dopodiché si rende la parola agli elettori
Il listone dovrebbe indicare i futuri ministri, scelti tra personalità di alto livello dai partiti. Quali? Tutti quelli che ci stanno. È scontato che né il Pdl, prigioniero del rabbioso revanscismo di B., né la Lega potrebbero mai starci, né la sx neocomunista. Dunque: Fli, Udc, Pd, Idv e Sel. Se aderissero tutti, riuscirebbero a far scattare il premio di maggioranza, che assegna il 55% dei seggi parlamentari a chi totalizza almeno il 35% dei voti. Se invece il fronte resta diviso il quorum non scatta il risultato è caos e ingovernabilità totale.
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La trave nell’occhio
Paolo De Gregorio

E’ possibile che dalla vicenda Wikileaks nasca il bisogno di togliere anche dalla politica di casa nostra tutti quei rituali e quei paraventi retorici e parolai che ci impediscono di capire di che cosa si parla, con una voluta e scientifica confusione e contraddittorietà dei provvedimenti e delle leggi, che lasciano enormi spazi per l’impunità dei corrotti e delle cricche affariste.
Dopo 60 anni di Repubblica democratica, con la “migliore Costituzione del mondo”, ci ritroviamo ad essere governati dal più grande e corrotto capitalista italiano, arrivato al potere grazie alla P2 e al monopolio Tv regalatogli dal “socialista” Craxi, che straparla di libertà, dopo averci tolto anche quella di decidere chi eleggere con il voto di preferenza (e qui c’è da osservare che la Costituzione andrebbe integrata con il divieto di costituire monopoli mediatici e la ineleggibilità di chi li possiede).
E al nord vi è un partito separatista e razzista che aspira solo alla secessione del paese.
Con questi risultati di 60 anni di democrazia, forse è ora di finirla con le diplomazie e i minuetti e cercare di cominciare a chiamare le cose con il loro nome, senza fronzoli, come si fa nei documenti del Dipartimento di Stato Usa pubblicati da Wikileaks.
Potremmo cominciare con il dire che l’attuale situazione è stata determinata fondamentalmente dalla mancanza (da almeno 20 anni) di una opposizione di sinistra, con un suo programma alternativo e riconoscibile, che rappresenti gli interessi di lavoratori dipendenti, disoccupati precari, pensionati, agricoltori, che poi sono la maggioranza del popolo italiano.
Il PD si dichiara abusivamente di sinistra, mentre è un partito di centro, subalterno al capitalismo, ossequioso verso la Chiesa, filoamericano in politica estera, che non mette in discussione guerre e Nato, con una nomenklatura di politici di professione, spaccati anche al loro interno, senza più legami con le masse lavoratrici, che sopravvive grazie alla visibilità ottenuta con la spartizione della RAI e grazie al finanziamento pubblico dei partiti.
Per una operazione di trasparenza e per chiamare le cose col proprio nome, anche per rispetto ad una sinistra italiana che si guadagnò con la resistenza e la lotta di classe la sua forza e credibilità, dovrebbe essere vietato sostenere che oggi esiste un centro sinistra che si contrappone al centro destra.
Non vi è traccia di sinistra nel PD, è un partito di centro estremo, come non vi è traccia di centro nella destra, dove il PDL è il cassonetto delle immondizia di tutti i papponi della prima Repubblica.
L’unico spazio politico, molto vasto che vi è oggi, è per un movimento che rappresenti i bisogni delle classi subalterne, ma in una nuova cornice che metta ambiente, sostenibilità, uscita dalla globalizzazione e dalle alleanze militari, autonomia alimentare ed energetica (con le rinnovabili), come svolta necessaria per uscire dalla gravissima crisi in cui siamo e resteremo a lungo.
La crisi che stiamo vivendo non è ciclica e non ci sarà la ripresa che tutti aspettano, anzi il nostro Silvio diceva già due anni fa che avevamo la crisi alle spalle.
La crisi è strutturale poiché molte fabbriche in Italia chiudono perché non possono competere con i prezzi del mercato globale, e migliaia di imprenditori sono andati all’estero con conseguente ulteriore disoccupazione e declino.
Non solo, ma bisogna sommare a questa brutta situazione anche la speculazione finanziaria di coloro che hanno acquistato i titoli del nostro enorme debito pubblico e minacciano di non rinnovarli per spuntare interessi maggiori, siano essi banche o Stati.
Non siamo più indipendenti come nazione. La camicia di forza dell’euro non ci consente manovre tipo la svalutazione. Nel complesso l’unità europea si è rivelata un fallimento: non c’è integrazione economica, non c’è autonomia dalla Nato e dagli Usa, non vi integrazione politica, subiamo una immigrazione, soprattutto dall’est europeo, totalmente sproporzionata rispetto alla decrescita economica che ci attraversa.
Se vediamo le cose in questa luce, ci appaiono veramente ridicole e inadeguate le vicende politiche di casa nostra dove la cosiddetta opposizione assomiglia alla vecchia DC che vuole tenere insieme l’esistente e invita tutti al centro.
C’è bisogno di ben altro per avere un futuro e sarebbe ora di cominciare a parlarne.

IL PROFONDO DISAGIO DELLA SCUOLA ITALIANA
ILVO DIAMANTI

Un disagio profondo e generalizzato. Che va ben oltre i contenuti della riforma Gelmini, che riguarda lo stato del sistema scolastico, che appare in profondo e continuo degrado, da molto tempo. Ecco cosa c’è al fondo della protesta degli studenti. Circa il 60% del campione, infatti, ritiene che negli ultimi dieci anni l’università italiana sia peggiorata. Lo stesso giudizio viene espresso dal 70% riguardo alla “scuola” nel suo complesso. Metà degli italiani, peraltro, ritiene che la riforma delineata dal ministro Gelmini peggiorerà ulteriormente la situazione.
I mali del sistema scolastico hanno radici profonde e una storia molto lunga. Quanto all’università, dalla riforma avviata dal ministro Berlinguer, alla fine degli anni 90 (quindi da un governo di csx), è stata sottoposta a un processo di mutamento continuo e non sempre coerente. Che ha prodotto una moltiplicazione dei corsi di laurea e delle sedi assolutamente incontrollata. È da allora che gli studenti – e, in diversa misura, anche gli insegnanti – hanno cominciato a mobilitarsi. Oggi, però, il disagio ha superato il limite di guardia. E’ prevalente l’impressione che l’università e la scuola, nell’insieme, ma soprattutto quella pubblica, abbiano imboccato un declino senza fine e senza ritorno.
La fiducia nella scuola, negli ultimi 10 anni è crollata: dal 69% al 53%. 16 punti percentuali in meno. Cause: la mancanza di fondi e di investimenti (32%), lo scarso collegamento con il mondo del lavoro (22%).
La scuola e l’università non attirano risorse e non promuovono opportunità professionali. Anche i “baroni” hanno le loro colpe ma in misura più limitata (9%) rispetto a quanto vorrebbe la retorica del governo e del ministro. Non hanno esercitato un controllo di qualità nel reclutamento. E nella valutazione dell’attività scientifica e didattica. Ma ci sono molti che hanno continuato a operare con serietà e, spesso, con passione.
Le risorse pubbliche destinate all’Università e alla ricerca sono le più basse in Europa. Basti considerare che, a questo momento, mentre sta finendo il 2010, il governo non ha ancora stabilito il finanziamento alle Università del 2010. Non è un errore di battitura. Si tratta proprio dell’anno scorso. Difficile, in queste condizioni, discutere seriamente della riforma universitaria.
La protesta contro la riforma Gelmini è del 63% delle famiglie e del 69% degli studenti. Unanime la protesta sulla carenza di fondi alla ricerca (81%).
Il risentimento contro la Gelmini è fortissimo, perché scuola e Università sono un crocevia essenziale per la vita delle persone, dovrebbero prefigurare il futuro professionale dei giovani ma non sono più in grado di svolgere questi compiti da tempo.
I più reattivi sono i liceali che si sentono senza futuro. Una generazione sospesa. Precaria di professione. Professionisti della precarietà. Tanto più se nella scuola, nell’Università e nella ricerca si investe sempre meno.
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I dati di Vieniviaconme

Vieniviconme è stato definito “il programma dei record” e ha fatto guadagnare una gran massa di soldi alla RAI, sollevando notevolmente la qualità della programmazione con grande gioia degli ascoltatori.
La 1° puntata ha fatto: 7.623.000 ascoltatori
La 2° puntata: 9.032.000
La 3° ¨9.671.000
La 4° : 8.669.000
Ci sono stati dei picchi di 10 milioni di ascoltatori. In tutto quasi 34 milioni di ascolti.
Ma chi dirige la Rai, dopo aver impedito e molestato e denunciato il programma in tutti i modi possibili, ha visto solo che l’ultima puntata ha sforato di due minuti e mezzo i tempi previsti !!
In conseguenza di ciò il capostruttura dirigente di Raitre Loris Mazzetti è stato sospeso per 15 giorni.
Mai i dirigenti RAI si sono complimentati con Fazio o con Saviano per l’ottimo prodotto. Mai sono stati presenti in studio
La quarta puntata aveva chiesto un po’ più di tempo questo era stato negato, ora arrivano le punizioni per avere sforato di due minuti e mezzo e Mazzetti è stato sospeso. E’ l’ennesimo dispetto bilioso di una dirigenza acida, inefficace, maldestra, nemica della RAI e del paese, una dirigenza che andrebbe sospesa in toto al posto di Mazzetti, e non per 2 settimane.
Ruffini era stato già sospeso in precedenza, per aver difeso Enzo Biagi dall’Editto bulgaro del 1009 con rischio di licenziamento che poi si ridusse a una sospensione di 10 giorni. Poi è stato sospeso per aver annunciato una nuova serie di Vieniviaconme. In totale Mazzetti dovrebbe rientrare a lavorare a gennaio. La Rai nega che le 4 puntate possano essere rimandate in onda su qualunque programma RAI.
Questo viene chiamato servizio pubblico del paese!

Una storia esemplare a Rosarno: Mamma Africa
Viviana Vivarelli

A Rosarno, il triste paese dove i migranti sono schiavizzati nella raccolta delle arance, c’è una signora che fa volontariato da sempre. Si chiama Norina Ventre ma la chiamano Mamma Africa. Ha 83 anni ed è stata maestra d’asilo. Nel casolare di famiglia, lungo la strada che conduce a Vibo Valentia, Mamma Africa ieri sera prepara 120 pasti caldi, allegria e affetto per tutti gli africani.
I vandali distrussero la sua mensa, ma questa eroica signora non ha desistito.
Ha pianto sul momento, poi ha rimesso tutto in piedi.
E’ un capannone di campagna, una cucina di fortuna. I migranti sono suoi amici, li accoglie con baci e abbracci, li segue quando partono e si perdono sulle vie d’Italia e le telefonano dai luoghi più strani con chiamate a carico del ricevente.
La mensa di Mamma Africa è una delle più straordinarie opere di carità cristiana di questo tempo e di questo luogo sperduto della Calabria.
Mamma Africa è piccola e biondina. Dal suo matrimonio non sono nati figli e lei accoglie questi poveretti come suoi figli.
Ci sono altre signore buone a Rosarno, non è tutto ‘ndrangheta e capobastone, ci sono altre mamme, altre nonne, che la aiutano, ma lei è il cuore di tutto.
Dice: “Qui c’é bisogno di amore, noi siamo felici quando aiutiamo qualcuno L’odio non porta da nessuna parte, anzi fa star più male chi lo compie. Lo so che non tutti apprezzano quel che faccio, qualcuno mi critica, ma non m’importa. Io faccio ciò che sento giusto”. “Io non sono diventata nulla, ho solo proseguito ciò che già mia madre faceva quando ero piccola. Aiutava chi era nel bisogno. La nostra porta è sempre stata aperta. Preparavamo il pane per i poveri. Era bello, io ho continuato così, è normale, mi spiace solo di non poter fare ancora di più”. Da giovanissima, Norina si dedicò agli sfollati della guerra, poi ai baraccati di Rosarno, quindi alle raccoglitrici d’olive della piana di Gioia. Nel suo passato ci sono anche le scuole di formazione professionale ideate dalla Coldiretti, l’impegno per lo sviluppo nelle aree rurali.
“Nessuno di questi ragazzi mangia un pasto caldo al giorno; come si fa a vivere a pane e formaggio per mesi ?”. “Dicono che a Rosarno siamo razzisti; sciocchezze. Sapeste quante mamme e quante vedove cucinano per i miei ragazzi! Facciamo fino a 250 pasti a domenica.”
Ma perché fa tutto questo? “E perché non dovrei? Gesù ha detto che quando avremo dato da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, curato i malati e i poveri, l’avremo fatto a lui”.
Immigrati e senzatetto vogliono un gran bene a Norina. Per la festa della mamma l’hanno sommersa di fiori e dolci. E così pure il primo maggio. Lei vive in una casa modesta, non ama la ribalta, pensa solo ai poveri. “Qualche giorno fa è venuto un grossista con 500 litri di latte che sarebbero scaduti entro pochi giorni e lui non avrebbe fatto in tempo a vendere. Sapesse quanti ragazzi hanno fatto colazione con quel latte….”. “Rosarno non è razzista, qui vive gente buona e generosa. E gli africani vengono a lavorare. Non scoppierà nessuna nuova guerra. Ci sono i poveri da aiutare invece. Ora se non vi dispiace…”.

Forse sono persone come lei che Napolitano dovrebbe premiare. Invece ha fatto della gran retorica sul volontariato e poi ha premiato come Cavaliere del lavoro un italo-australiano che ha contraffatto il parmigiano! Misteri della retorica politica a cui non fa mai seguito un solo fatto!

Una Lega da buttare
Anita Benassi

Roberto Maroni che per la Festa della Repubblica – rigorosamente celebrata a Varese- preferisce ascoltare “La gatta” di Gino Paoli anziché l’Inno di Mameli. Umberto Bossi che adotta gli automatismi di Roma ladrona e piazza il figlio Riccardo, appassionato di motori e aspirante concorrente dell’Isola dei Famosi, a Bruxelles come assistente parlamentare. E ancora il cumulo delle cariche degli amministratori del Carrroccio, tra cui spicca – ma è in buona compagnia- il sindaco di Varallo, Gianluca Buonanno che è deputato dal 2008, sindaco di Varallo, vicesindaco a Borgosesia e consigliere regionale del Piemonte. Fatti e cronache che leghisti preferirebbero occultare.

“Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere” di Eleonora Bianchini (NewtonCompton) è un viaggio nelle contraddizioni della galassia leghista, dalla concezione delle istituzioni alla truffa di Credieuronord fino ai diritti violati delle minoranze, dagli omosessuali ai bambini. Il volume è uno spaccato di real politik dell’unico partito sulla scena attuale che si riconosce ancora, senza correnti apparenti, sotto le ali di un unico leader incontrastato, Umberto Bossi, ancora osannato dai suoi. E’ per lui che tutti gli anni affollano Pontida e conducono la sacra ampolla del Po dalle sorgenti del Monviso fino alla Laguna veneta, per procrastinare il rito pagano e fantastico dell’esistenza del Nord “del fare”. E la mitologia del dio Po procede di pari passo con la fantasia istituzionale di uno stato che non c’è. E’ la Padania, origine di ogni bene e ricchezza, ben più e retta dello stato centralista romano di cui i leghisti però, zitti zitti, si godono la vita, le feste e la bellezza.
Il desiderio di mettere “al cesso il Tricolore”, manifestato da Bossi a Venezia negli anni caldi del celodurismo, corrisponde a un’esplicita volontà di ridicolizzare lo Stato e le sue istituzioni: il 2 giugno è più lutto che festa nazionale, una celebrazione che i ministri in verde sono invitati soprassedere. I 150 anni della Repubblica comportano soltanto spese inutili, la nazionale italiana è da boicottare in diretta su Radio Padania, e Va’ pensiero è l’inno più degno (anche se rimane oscuro cosa c’entri “la nostalgia degli Ebrei esiliati a Babilonia e i rimandi al fiume Giordano con l’identità della Padania”). Grazie alla sua penetrazione nel tessuto sociale fino alla Toscana e alle Marche la Lega si è rafforzata come partito di governo oltre che di lotta, destinato a ricoprire incarichi istituzionali di primissimo piano. La secessione è stata (apparentemente?) sostituita dal federalismo, che si rivela una delle regioni principali per cui gli elettori votano Bossi. Epèpure, quello che al momento propongono, spiega Bianchini, è “l’utopia di una devolution che difficilmente sarà a vantaggio del cittadino”.
Perfettamente inserita nel gioco della lottizzazione, reclama (e ottiene) i suoi posti al sole in Rai, si insinua nella nuova battaglia delle fondazioni bancarie attraverso la conquista della regione Piemonte con Roberto Cota e del Veneto di Luca Zaia, per insinuarsi in Compagnia San Paolo (Banca Intesa) e la Cariverona (Unicredit). Strategie e tatticismi che fanno entrare il partito di Bossi nel gotha dei favoritismi più contraddittori, in cui emerge anche il finanziamento ad hoc della Scuola Bosina di Varese, istituto “padano” nato per volere della moglie del Senatùr che in nome dei dialetti e della tradizione locale si accaparra cospicui finanziamenti pubblici.
Se al potere la Lega arriva attraverso le modalità tipiche di chi critica, si conferma partito di lotta solleticando gli istinti più discriminatori. Per questo il libro dedica un’ampia sezione ai diritti contro le minoranze. La litania delle violenze contro gli immigrati è in crescendo tra il reale e il virtuale. Borghezio, ad esempio, non si meraviglia se va a fuoco “qualche palandrana del cazzo” e Renzo Bossi su Facebook progetta “Rimbalza il clandestino” per affondare le navi degli immigrati. Nessuna tenerezza nemmeno nei confronti dei bambini: la mensa scolastica di Adro è stato teatro di discriminazione tra bambini paganti e famiglie insolventi, e la propaganda è entrata nella scuola pubblica per volontà del sindaco Oscar Lancini (che, però, per i figli sceglie le scuole dei carmelitani). L’idea di emancipazione femminile è lontana dal dna del partito e il machismo di cui è intriso ha ispirato anche un film porno, Donne padane, in cui le protagoniste sono “purosangue del Nord, attive e pragmatiche”.
Un bignami del partito per osservare sulla base dei fatti la corrispondenza dell’ideale e del reale, che significa anche ambizione al federalismo e sua realizzazione. La devolution infatti è la leva per conquistare i voti del Nord produttivo anche se, con tutta probabilità, rimarrà una chimera. E la base non invoca il federalismo. Bianchini, infatti, ha trascorso due giorni a Pontida 2009 e racconta che, tra i fiumi di alcol sotto le tende del Veneto e il copricapo vichingo dell’Emilia, l’unico coro è “secessione”. Che avverrà senza una chiamata alle armi, semplicemente di fatto, perché “la Lega può essere letta come un pericoloso fenomeno di disgregazione e separatismo, in uno scenario ‘jugoslavo’ che mira a fare del Nord una piccola Svizzera disinteressata alla deriva del Sud Italia”. Prepariamoci a 150 anni di Repubblica – anche- sotto il Sole delle Alpi.

Svegliati Meridione!
Rosario Amico Roxas

Giunti alla “fine” ecco che si ripropone un nuovo inizio, una nuova realtà che deve aprire le porte alla speranza, allo sviluppo, al progresso, all’onestà, alla correttezza,.
Finito Berlusconi, con un salto nel baratro senza che nessuno la abbia spinto, non è finito il berlusconismo, per la semplice ragione che non può finire ciò che non c’è mai stato. C’è stato un uomo che si è lodato da solo, visto che nessuno lo faceva spontaneamente, si è vantato di poter compiere miracoli, si è presentato come l’unico salvatore della patria, mentre metteva al sicuro il suo patrimonio realizzato con mille dubbi che la magistratura vorrebbe chiarire.
Ora ci ritroviamo in convalescenza dopo una gravissima malattia che ha debilitato l’intero corpo nazionale; il virus ha generato quegli anticorpi che hanno neutralizzato l’infezione.
Rimane una realtà che quel virus ci lascia come tristissima eredità: l’esaltazione del Nord Italia (ma solo perché permetteva con la Lega la sopravvivenza del virus) e la penalizzazione del Meridione; per questo “Svegliati Meridione”, l’incubo è in fase terminale, ma bisogna essere pronti per ricominciare da dove i veri statisti (quelli che non si sentivano i migliori nei 150 anni di storia nazionale).
L’ideale che fu di molti statisti del dopoguerra, di promuovere la convivenza tra il meridione d’Italia agricolo, artigianale, piccolo-imprenditoriale, con il Nord opulento, industriale, ben inserito nei circuiti europei, è miseramente naufragato, trascinato dai vortici delle speculazioni, del clientelismo, del malaffare, degli interessi individuali, della politica tout-court, che ha usato il Meridione d’Italia, e la Sicilia in particolare, come serbatoio di consensi elettorali da patteggiare con prebende ed elargizioni ai capi-bastone di turno, senza nulla concedere allo sviluppo dell’isola e al suo progresso.
Oggi il meridione è asfittico, malato, anemico perché privato anche di quelle elargizioni che generavano una parvenza di lavoro e un fittizio circuito economico.
La tanto decantata Cassa del Mezzogiorno rivelò la sua vera natura di cornucopia, gestita dai poteri intoccabili delle mafie legate al potere intoccabile della politica centrale e centralizzata. L’autonomia riconosciuta dalla stessa Costituzione non è mai stata applicata né nello spirito né, tanto meno, nella lettera, perché i partiti che avrebbero dovuto gestire i diritti acquisiti altro non sono mai stati che diramazioni dei medesimi partiti che sono riusciti a gestire contemporaneamente il ruolo di controllori e di controllati.
La malattia del Meridione d’Italia risiede nei gangli mobili dello sviluppo, come se una artrosi politica ne bloccasse i movimenti. Sarebbe necessario un buon medico, capace di anamnesi, storia clinica, analisi e conseguente terapia; ma così non è stato, non è arrivato un bravo medico, bensì un coiffeur, una volta più noto come barbiere, che la rifatto il look, ha tagliato i capelli, ha aggiunto il cerone per nascondere le rughe e il pallore, dopo di che ha mostrato una apparenza dignitosa; ha potuto così vendere promesse, pretendendo in cambio quel consenso che gli venne riconosciuto con quell’infausto 61 a 0 che segnò l’irreversibilità della malattia.
Il meridionalismo ormai agonizzante venne sostituito con il settentrionalismo, sostenuto dalla Lega con la forza ricattatoria dei numeri che rendono quel partito indispensabile per la tenuta del governo, mentre il consenso del meridione e della Sicilia, viene dato come acquisito per un diritto mai conquistato.

Il merito di Berlusconi
Rosario Amico Roxas

Mi piace riconoscere un merito al cavaliere (sapeste quanto mi costa !!!) che è quello di avere demolito l’idea stessa dei partiti sostenuti da una ideologia; lo ha fatto dall’alto di un predellino di automobile, casualmente di passaggio ed entrata nella storia minima di questa italietta.
Niente partiti perché il “la” alla distruzione delle idee lo ha suonato proprio il cavaliere, meritandosi il mio riconoscimento, facendone un’accozzaglia di yesmann, proni agli ordini del sultano, silenziosi (sanno bene che non si parla con la bocca piena…!); un partitononpartito che della democrazia è riuscito a fare scempio, minacciando anche di peggio.
Via i partiti sono rimasti gli italiani, non più divisi da ideologie che hanno nell’800 la loro data di nascita. Lontano dai partiti che per 60 anni hanno diviso l’Italia e gli italiani, rimane indenne l’esigenza di una unità ritrovata intorno ai bisogni della nazione, a cominciare da quelli più impellenti delle classi più bisognose.
L’indicazione di un eventuale premier, infatti, non guarda ai partiti, ma al mondo civile e responsabile; si parla di Monti, Draghi o Montezemolo, ispirati dalla volontà di modificare l’andazzo disastroso seguito dalla banda Berlusconi per ricominciare daccapo, o quanto meno da dove eravamo prima della sventurata avventura berlusconiana.
I partiti torneranno a formarsi, senza accanimento, ma nel rispetto delle leggi, della Costituzione e dei paletti che le leggi pongono a tutela dei diritti di tutti; sparirà il Pdl e i superstiti non troveranno alloggio da nessuna parte, mentre rimarrà come unico partito dell’era berlusconiana la Lega, ridimensionata e limitata a urlare alla luna “Padania”.

RIDIAMARO : – )

Ridicolizzando sua Maestà Maristella Gelmini

Cari ragazzi, non fatevi strumentalizzare dai baroni e non mescolate la vostra protesta a quei brutti facinorosi dei centri sociali. Voi non dovete avere paura della mia riforma dell’Università. Si tratta di un provvedimento indispensabile per migliorare la vostra condizione, che mette al centro i vostri interessi, a partire dal diritto allo studio. Infatti, se abbiamo tagliato i fondi della legge che lo garantiva, è proprio per permettervi di apprezzarne fino in fondo il valore. Se le borse di studio non sono alla portata di tutti, vi renderete meglio conto di quanto siano importanti. Se lo studio non è più gratis, capirete meglio quanto sia fondamentale.
E forse capirete anche che l´istruzione non può essere alla portata di tutti,visto che solo il 7% degli studenti arriva alla laurea. Il nostro è il governo del merito. Basta con l’idea folle dell´uguaglianza delle opportunità. Passiamo a quella 740. Il nostro è il governo del merito. E´ il governo che si è impegnato a fondo per garantire il diritto alla casa (soprattutto del ministro Scajola), il diritto al lavoro dei più giovani (soprattutto del figliastro di Bondi), nuove opportunità di lavoro ai liberi professionisti (come il fidanzato della Brambilla), e agli architetti di grido (come il cognato di Bertolaso). Io stessa le mie opportunità me le sono conquistate da sola, quando da Brescia ho avuto il coraggio di andare a fare il concorso da avvocato a Reggio Calabria, dove veniva promosso il 93% degli esaminati, praticamente anche gli uscieri se consegnavano il compito. Noi siamo il governo del merito, siamo il governo del fare, anzi, di più, siamo il governo che fa del demerito il suo punto di orgoglio, quello che ha dato il massimo dell´attenzione alla scuola e all´università. Anzi: siamo quelli che hanno rimesso la formazione al centro. E poi le abbiamo sparato.
(testo raccolto per telepatia da Luca Telese)

Il misfatto di IFQ
Marco Vicari

La Clinton ha detto: “Berlusconi è il nostro migliore amico. E, come tanti migliori amici dell’uomo, pensa vada castrato”.

Gli USA temono la nostra politica estera. Non a caso, dopo Russia e Libia, si parla di una partnership con l’Iran. Troppe analogie: studenti in rivolta, programma nucleare da pazzi, leader che racconta le barzellette sugli ebrei.

La Russia è uno stato-mafia (per capirsi, in Italia si avvistano uomini dei servizi durante le stragi della mafia. In Russia si avvistano uomini della mafia durante le stragi dei servizi. Sono tanti gli ideali che accomunano Berlusconi a Putin. Tra i quali la passione per il movimento pro-life. Giorni fa un giornalista è uscito dal coma dopo le botte: ma è subito tornato alla vita di un tempo. Fiori dell’ospedale hanno ricominciato a menarlo.


Vergassola&melloni

Berlusconi racconta una barzelletta con bestemmia. Per sminuire la vicenda il TG! nega l’esistenza di Dio.

Legge elettorale. Bersani apre ai finiani. Di questo passo, finisce che apre pure ai Testimoni di Geova.

Debora Caprioglio nominata responsabile nazionale per la cultura dell’Alleanza di Centro: una poltrona prestigiosa, soprattutto reclinabile.

Secondo uno studio dell’università del Massachusetts, i maschi di delfino si alleano tra loro pur di possedere una femmina: uno le ferma per strada, un altro le seleziona, e il terzo organizza festini selvaggi a casa sua.

Milano. Lui 84 anni, lei 82: spacciavano e consumavano cocaina. Un raro esempio di pensionati che riescono a tirare fino alla fine del mese.

Negli ultimi 4 anni, un milione di italiani hanno lasciato il paese. Purtroppo, quelli sbagliati.

Dopo i continui crolli dovuti alle infiltrazioni d’acqua, a Pompei arrivano gli ispettori dell’Unesco. Presto gli scavi potrebbero essere nominati Patrimonio dell’Umidità.
..
http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. Aumento MUNNEZZA a NAPOLI GRAVISSIMO !

    Sta aumentando la MUNNEZZA e ieri , con l’aumento della temperatura , c’era puzza dappertutto:

    INSOPPORTABILE ! ORA BASTA ! siamo un paese civile o la politica sta IN MANO ALLA CAMORRA

    E NON PUò FARE PIù NULLA ? FATECELO SAPERE SUBITO ! graziella iaccarino-idelson napoli

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 10, 2010 @ 4:58 pm | Rispondi

  2. le petizioni .. lo so lo so..
    ma meglio una firma che stare a rosicchiarsi i gomiti..
    ciao
    Paola

    Cari amici,
    Con il voto di fiducia in arrivo i nostri parlamentari possono mettere fine all’era Berlusconi nella politica italiana una volta per tutte. Ma con il Presidente del Consiglio che cerca di trattare con i parlamentari, c’è bisogno di una pressione forte da parte dei cittadini per sostenerli nel votare la sfiducia ed estromettere definitivamente Berlusconi da governi futuri. Manda un messaggio istantaneo ai Presidenti dei gruppi parlamentari con un click:
    Con il voto di fiducia fra 5 giorni e Berlusconi che sta facendo fuoco e fiamme per tenersi il suo incarico e l’immunità dai processi, abbiamo finalmente la possibilità di mettere fine per sempre a un’era di malgoverno.

    Berlusconi le sta provando tutte per vincere questo voto, ma anche se lo perderà ha un piano B: con i numeri dalla sua parte in Senato, utilizzerà la sua pressante influenza per tornare a capo di una nuova coalizione. Dobbiamo far sì che Fini e i gruppi parlamentari dell’opposizione stronchino sin da ora questa possibilità, e dicano chiaramente a Berlusconi e al Parlamento tutto che non daranno mai più la fiducia a una coalizione di cui lui faccia parte.

    Inviamo un messaggio istantaneo con un solo click al partito di Fini e a tutti i Presidenti dei gruppi parlamentari per dire loro che gli italiani ne hanno avuto abbastanza e che i giorni del malgoverno di Berlusconi sono finiti una volta per tutte. I prossimi 5 giorni sono fondamentali: inondiamoli con 50.000 messaggi per dimostrare che gli italiani non danno più la fiducia a Berlusconi. Clicca sotto e inoltra questa e-mail ai tuoi amici e alla tua famiglia:

    http://www.avaaz.org/it/no_fiducia_governo_berlusconi/?vl

    Se la Camera voterà è molto probabile che Berlusconi perderà la fiducia, ma sappiamo che sta cercando di chiudere accordi e che combatterà con le unghie e con i denti per rimanere al potere. I nostri parlamentari, inclusi i membri del nuovo partito FLI di Fini, dovranno rimanere impassibili di fronte alle sue pressioni, e votare finalmente la sfiducia e farlo uscire per sempre di scena nel caso partissero le negoziazioni per un nuovo governo.

    Dopo 7 anni Berlusconi ha disatteso le sue promesse elettorali e esasperato il nostro paese con una serie di scandali, infiltrazioni mafiose e interferenze giudiziarie. E’ tempo di voltare pagina, presentargli il conto del suo malgoverno e degli episodi di corruzione e dare inizio a una nuova leadership che possa portare avanti le riforme urgenti per rafforzare la nostra democrazia.

    Sta ai cittadini italiani guidare i nostri rappresentanti verso una presa di posizione di principio, e mettere fine al governo pericoloso e imbarazzante di Berlusconi. Manda un messaggio chiaro e istantaneo ai leader dei partiti in Parlamento con un solo click:

    http://www.avaaz.org/it/no_fiducia_governo_berlusconi/?vl

    Rimettere il nostro paese in carreggiata sia politicamente che economicamente non sarà possibile in un batter d’occhio, ma togliere di scena Berlusconi porterà nuova linfa alle speranze e alle aspirazioni del popolo italiano. Insieme possiamo cogliere questa possibilità per segnare un nuovo corso nella politica italiana.

    Con speranza per un futuro più luminoso,

    Stephanie, Giulia, Ricken, Luis, Kien e tutto il team di Avaaz.

    P.S. Questo è solo l’inizio del nostro impegno per una nazione più pulita, più giusta e più trasparente. Lavorando insieme potremo estromettere Berlusconi e rimettere il nostro governo al lavoro per l’interesse generale:

    http://www.avaaz.org/it/no_fiducia_governo_berlusconi/?vl

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 10, 2010 @ 5:01 pm | Rispondi

  3. 70 /80ntenni senza patente e ragazzi cocainomani SI !

    a chi sarà venuta l’idea di limitare la patente ad anziani che guidano tranquilli e senza

    incidenti quando qui a Napoli ragazzi GUIDANO MOTORETTE ED AUTO COME PAZZI ?

    LEGGE DEPRESSIVA ! molti sentono avvicinarsi l’età e si deprimono ! Che LEGGE da far

    IMPAZZIRE !!!!!!!

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — dicembre 11, 2010 @ 7:34 am | Rispondi

  4. Arridateci la patente ! e toglietela ai pazzi !

    Commento di graziella iaccarino-idelson — dicembre 19, 2010 @ 8:50 am | Rispondi


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